Basta offendere il Papa per ottenere un po’di pubblicità

Che tristezza le mostre di Milano (a Brera è stata inaugurata ieri un’esposizione di “opere” tra le quali campeggia l’immagine del Papa e del suo segretario affiancati da una gigante foto oscena) e di Napoli (dove sta per sbarcare la contestata “opera” che ritrae Benedetto XVI in mutande con la parrucca). Questi “artisti”, che non nomino per non offrire loro ulteriore pubblicità, ora gridano alla censura, in realtà sapevano perfettamente dove volevano arrivare: provocare, ottenere titoloni sui giornali, farsi criticare e magari censurare, passare come vittime di una nuova ondata di clericalismo inquisitorio. Sono d’accordo con il mio amico Vittorio Messori nel dire che di questo sarebbe meglio non parlare, per non cadere involontariamente nel gioco dei provocatori. Ma c’è comunque un limite a tutto. Attendiamo altrettanto “coraggio civile” e “sensibilità artistica” nei confronti dei leader di altre grandi religioni. Ma forse i nostri valenti “artisti” sanno già che l’unica fede da poter offendere impunemente resta quella cristiana.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

11 risposte a Basta offendere il Papa per ottenere un po’di pubblicità

  1. Michelangelo scrive:

    Mi viene in mente un antico graffito rappresentante un uomo crocifisso con la testa di asino e la seguente iscrizione: “Alexamenos sebete theon” (Alessameno venera [il suo] dio). Già agli inizi del cristianesimo qualcuno era solito deridere il cristiano. A quel tempo, forse, poiché ancora agli inizi, era ancora ammissibile un certo tipo di incredulità da parte dei pagani. Oggi, vista la caduta di stile di alcuni “artisti” (non si offendano gli artisti veri!)e la povertà tematica prodotta, non è possibile fare paragoni. Dopo 2000 e passa anni di Cristianesimo (ancora presente e vivo come il primo “Dies Dominica” della storia)certe “immondezze” artistiche potrebbero anche risparmiarcele, non tanto per il disprezzo religioso espresso a cui siamo abituati da secoli ma per il cattivo gusto con cui vengono proposte. Come ricordava Dostoevskij: “La bellezza salverà il mondo”… quella vera però!

  2. Gianluca Barile scrive:

    Non dimentichiamo la Passione stessa di Gesù: dall’arresto alla crocifissione, l’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, viene sbeffeggiato, deriso, insultato, flagellato, coronato di spine, gli sputano persino addosso. Si prendono beffe di Lui, lo chiamano ironicamente “Re dei Giudei”; finanche un ladrone si fa beffe di Lui invitandolo a scendere dalla Croce “se davvero sei il Figlio di Dio”. Ma poi è un centurione, dopo il secondo ladrone, a vedere ciò che gli altri non avevano voluto accettare. “Era davvero il Figlio di Dio”. Già, un centurione, uno di quelli che lo aveva crocifisso… Mi chiedo, vi chiedo, quando i nemici di Cristo e della Chiesa apriranno gli occhi come quel centurione?

  3. bruno volpe scrive:

    Caro Andrea ,ho letto per intero la notizia Ansa sulla mostra. Gia so,che per la mia collocazione ecclssiastica vicina ideloogicamente ad una ceta parte,forse mi valuti troppo conservatore.Pero,davanti a certe brutture sono orgoglioso di essere orgoglioso di esserlo.Diceca San Josemaria Escriva: Dio non perde mai le battaglie ed aveva ragione,ma mi chiedo e ti chiedo: se avessero offeso il Corano che cosa sarebbe successo? In quella mostra… penosa in tutti i sensi,i fatti gravi sono due:le ormai cicliche offese al papa e al suo segretario che non fanno quasi piu notizia( strano il silenzio di molti media) ma questa volta la cosa piu blasfema e’ il titolo che non sto a ripetere,parodia del capitolo 8 del vangelo di san Giovanni cioe’ la parola di Dio,il Verbo,ecco la vera blasfemia. E se avessero offeso il Corano? Con amicizia Bruno

  4. paola scrive:

    Credo di avere capito il senso della mostra:in realtà si volevano sfottere tutte le credenze religiose.Essendo estremamente pericoloso farlo contro gli ebrei col rischio di essere considerati antisemiti,contro gli islamici e vedersi rivolgere contro una fatwa ( con la certezza di fare una finaccia ),contro i sik che hanno dimostrato di essere nervosi,contro gli indù che sono tanti,contro.. etc. etc. hanno preferito,i novelli michelangioli,farlo contro chi al massimo si indigna,e non li biasimo:essere vigliacchi è umano.Ho visto di passaggio in TV un escremento canino chiamato opera d’arte : spero solo che la loro esposizione non MI costi nulla;che non abbiano alcun contributo statale,nè regionale,nè provinciale,nè comunale:tutto a loro spese.

  5. Concordo pienamente. Tutti, cristiani specialmente, siamo chiamati a fare sentire la nostra voce e a prendere posizione. Non fare la folla indifferente…Vale lo stesso per il caso Bagnasco. Mi permetto di segnalare un mio articolo in merito che uscì come editoriale dell’edizione genovese un po’ di tempo fa:http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171214http://www.ilgiornale.it/a.pic1?ID=171218Un saluto a tutti i lettori!Andrea Macco

  6. gp scrive:

    Sono d’accordo: la fede critiana e il Papa sono i bersagli preferiti del nuovo anticlericalismo e la mostra milanese lo dimostra una volta di più (anche se, scusate, a me sembra che il soggetto della scultura acquistata da Sgarbi somigli molto più a Oscar Luigi Scalfaro che non a Papa Benedetto XVI, anche se ciò probabilmente non dipende dall’intenzione dell’autore). ma qui vorrei dire anche di tutte le esperienze offensive sparse per il mondo del web. Ho in mente in particolare il sito http://www.vivereacomo.com dove ho intrattenuto una lunga “guerra” personale per la rimozione di foto oltraggiose di bnedetto XVI: lotta costatami tempo e fatica, in assenza di alcun esito, oltre alla segnatura del mio IP con antispam (cicatrice ancor oggi visibile su tutti i blog, compreso questo, sui quali io intendessi intervenire). Quindi chiedo: non c’è una regolamentazione che impedisca a simili signori la pubblicazione di foto estremamente oltraggiose del papa e di altre autorità religiose?

  7. Massimo scrive:

    Gentile signor Tornielli,non nominerei queste persone “provocatori”. I provocatori, oggi come ieri, sono i cristiani. Queste persone navigano sull’onda e ahime per loro, non provocano proprio nessuno.

  8. Charette (Francois Athanase de la Contrie) scrive:

    E’, un libro di qualche anno fa, ma non ha perso nulla in attualità.L’autore, un sociologo americano, tra l’altro non è nemmeno cattolico.Philip Jenkins, The New Anti-Catholicism: The Last Acceptable Prejudice, Oxford University Press, New York 2003(Il nuovo anticattolicesimo: l’ultimo pregiudizio accettabile)

  9. fulvia scrive:

    concordo con Francesco, questa gente che crede di sorprendere con il nuovo, come Dan Brown e soci, in realtà rimescola da secoli la medesima aria fritta.sparlare del Papa fa notizia, in un mondo dove solo i cattolici non possono rivendicare diritti, dove tutte le colpe di qualsiasi male e misfatto sono comunque da attribuire loro in modo diretto o indiretto, dove il cattolicesimo, quello vero, forse allora, fa ancora paura, perché porta avanti la Verità, Gesù Cristo.Questi poveri idioti che si compiacciono della loro cretineria andrebbero commiserati con cristiana carità e fermati con cristiana fermezza. chi se ne importa delle solite accuse ai cattolici, poi, tanto è la solita minestra da così tanto tempo…

  10. Annamaria Bortolan scrive:

    E’ triste che ancor oggi qualcuno senta il bisogno di deridere la fede cristiana, mettendo alla berlina chi degnamente la rappresenta. E soprattutto che tutto ciò venga fatto passare per arte o per cultura. Il limite del buon gusto (e del buon senso) non dovrebbe mai essere oltrepassato. Trovo però discutibile l’invito, sia pure ironico e provocatorio, nei confronti della mancanza di rispetto verso le altre fedi religiose. In primo luogo chi non rispetta il cristianesimo non è portato a rispettare nemmeno le religioni che da esso si distinguono. Tutto ciò nasce primariamente dall’ignoranza religiosa: chi ignora la visione religiosa degli altri può solo denigrare ciò che considera come diverso.Secondariamente non è del tutto vero che il solo bersaglio delle critiche (ma è poi giusto definirle così?) sia sempre e solo la Chiesa Cattolica. Nel variegato mondo delle religioni, soprattutto fra i new cults, serpeggiano ed abbondano commenti ridicolizzanti ed anche cinici, gli uni contro gli altri. La questione è che non fanno notizia o ne fanno di meno.Imparare il rispetto reciproco non ha nulla a che spartire con il relativismo, oggi tanto temuto, o, peggio, con il sincretismo. Apprezzare la propria fede non implica necessariamente lo sminuire le altre o il farsi portavoce di un messaggio che inviti alla disistima o alla ridicolizzazione reciproca.

  11. mario scrive:

    La bellezza è lo splendore della verità, ecco perchè il vero artista non può non aspirare alla verità.Tutto il resto è spazzatura.Anche un asino può farsi chiamare artista, ma lui per primo sa di essere solo un animale