Per le nuove chiese guardate all’antico…

[photopress:interno.jpg,thumb,pp_image]Sto trascorrendo gli ultimi giorni di vacanza nelle Marche, in un delizioso agriturismo di Porto Recanati. Ieri pomeriggio, su suggerimento dell’amico e collega Luigi Accattoli (che è originario di queste parti) ho visitato la stupenda chiesa romanica di Santa Maria a Pie’ di Chienti, nel comune di Montecosaro, risalente al X secolo. Ho un debole per il romanico, che mi colpisce e mi affascina per la sua semplicità e bellezza. Mi sono chiesto perché certi architetti moderni, chiamati a costruire nuove chiese, invece di propinarci così spesso casermoni assomiglianti a garage o incombenti e inquietanti colate di cemento e piombo, non riescano a trarre ispirazione dal passato per attualizzare antichi stili. Detto, ovviamente, con rispetto parlando delle competenze degli architetti stessi e cosciente dell’incompetenza mia: sono un semplice fedele, non un tecnico dell’architettura.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

50 risposte a Per le nuove chiese guardate all’antico…

  1. Hoka Hey scrive:

    caro andrea, anch’io mi sono posto la stessa domanda, e la risposta è la stessa che ti sarai dato tu: mancanza di fede da parte di chi stende il progetto. ricordiamo ad ogni modo che quel progetto viene approvato e pagato dall’autorità ecclesiastica. da cattolico mi dispiace riconoscerlo, ma qualcosa non quadra anche dalla parte dei ministri del culto. ciao

  2. francesco scrive:

    Non solo gli architetti non hanno fede ma costringono fedeli e sacerdoti a svolgere la propria scelta di fede in ambienti che non facilitano la devozione, la meditazione e la ricerca di Dio, cosa che invece le antiche strutture permettono con una facilità quasi “connaturale”. inoltre il romanico il gotico il rinascimentale delle Chiese consente una celebrazione del bello che non è puro estetismo ma senso profondo del divino che irrompe nell’umano e come può fare questo se non nel più “bello” dei modi. Di fronte a Chiese di cemento, calde, scomode, non funzionali e soggettivamente brutte come si può sperimentare il bello della fede di cui i maggiori templi della cristianità sono testimoni? Dico forse una cosa ovvia ma la realtà è questa: gli architetti non sono in grado di concepire delle chiese che siano tali da ogni angolatura perchè non “sperimentano” la Chiesa nella sua dimensione di fede viva, comunicativa e contagiosa. se gli architetti fossero un pò più credenti avremmo altari e non sculture surrealiste, navate e non luoghi per assemblee di condominio, fonti battesimali e non fontane, tabernacoli e non frigoriferi…

  3. Dorino Tamagnini scrive:

    A mio parere si è segueto nelle costruzione delle nuove chiese quello che si è fatto per il resto: liturgia, paramenti, arredi sacri….tutto doveva essere moderno, il vecchio doveva essere distrutto.Io abito in campagna e nei primi anni settanta la gente ha svenduto bellisimi mobili in masello sostituendoli con un pessimo mobilio in formica……ora però sta ricomprando i mobili antichi………Complimenti per questo interessante Bolog

  4. william scrive:

    Sono daccordo; solo ritornando alle proprie radici si può trarre quella linfa vitale per affrontare il futuro, soprattutto l’arte e la musica insieme possono permettere al fedele un maggiore coinvolgimento e portare la mente ad elevarsi dal terreno per giungere al trascendete.Questa non è banale nostalgia del tempo che fu, ma il bisogno di combinare e armonizzare un’avventura millineriaper noi stessi verso la metà e la vera Vita che è Cristo.

  5. Syriacus scrive:

    Quest’ultimo post di Sacri Palazzi fa -ahimè- pendant con l’ultimo di Holy Smoke, un vero grido di dolore… :”An act of liturgical vandalism”http://blogs.telegraph.co.uk/ukcorrespondents/holysmoke/august2007/stjosephschurch.htm

  6. Francesco G scrive:

    “De gustibus non disputandum”, però concordo con Lei. Spesso costruzioni moderne richiedono anni prima di essere accettate… solo il tempo dirà cosa fosse arte e cosa no. In effetti però questa eccessiva passione per il “minimalismo” raffigurativo e lo “strutturalismo” architettonico ha un po’ stancato, credo. Certo la chiesa di Dio Misericordioso, a Roma, detta “Le Vele” per le tre imponenti pareti a forma di vela in cemento di R. Meyer (ingegnere, se non erro) è misticamente bella… Bella, nel mio modestissimo parere, è il “disco volante”, la chiesa Gesù Divino Maestro, presso via della Pineta Sacchetti, sempre a Roma… e tante altre. Altre forse sono semplicemente brutte. Ma credo che la forza della Chiesa sia proprio questa incredibile capacità di tenersi al passo con i tempi… davvero il Pastore che cerca la pecorella smarrita nello spazio e nel tempo. Certo un tempo la simbologia religiosa e filosofica erano le leggi delle costruzioni architettoniche, raffigurative e musicali (le nostre sette note vengono dalla magica scuola di Pitagora… e il “rapporto aureo” distribuisce pesi e forme in una miriade di edifici), ma anche oggi il calcolo infinitesimale che probabilmente sorregge lavori come “Le Vele” fa parte sempre di quella “sacra geometria” che si trova, sia pure con altre formule, in modo esplosivo nel nostro Rinascimento. Certo che preferisco le chiese romaniche! Un tempo criticavo il barocco di Roma, con il suo quasi paranoico “orror vacui”, quasi contrapposto alla grande altezza del gotico e alle geometrie del Rinascimento. Eppure, guarda che ti riguarda… questo barocco è fenomenale! Forse cose troppo moderne diverranno sublimi tra qualche anno. E poi non dimentichiamo la cosa più importante: la Chiesa è fatta dagli uomini che la compongono. Come si può avvicinare una chiesa frequentata dai fedeli per 10 secoli, con tutta la vita che ha testimoniato, con un edificio di 20 o 30 anni, e relativamente scarsa quantità di cristiani che l’hanno vivificato? Anche per questo le vecchie costruzioni sono più “cariche” di mistica.

  7. Luca scrive:

    Sempre per lo stesso motivo: qualcuno ha deciso che tutto ciò che ricorda “il passato” è obsoleto, dunque superato, non si può attualizzare. Rodolfo Quadrelli direbbe che hanno neutralizzato la lezione del passato riducendola a storia e non mai illuminandola come tradizione il cui esito è nel futuro. Bisogna martellare su questi concetti, anche se è dura far ragionare gente di mezza età cresciuta nei “meravigliosi” anni Sessanta e Settanta, quando dovevano “cambiare il mondo”… e poi il mondo ha cambiato i cristiani.

  8. Jacques-Antoine Fierz scrive:

    Se volete la conferma che anche nel XXI° sec. si può costruire con gusto e rispetto delle norme vi consiglio un giretto su questo sitowww.stroik.com

  9. Barbara scrive:

    Avendo lavorato in una Facoltà di Architettura, ho percepito come, in realtà, già gli stessi docenti (o almeno la maggior parte di essi) che formano i futuri architetti non siano minimamente preoccupati del “senso” che dovrebbe avere l’opera che progettano, sia essa una chiesa o, per citare un altro esempio, un tribunale. Il risultato è che le chiese moderne (almeno quelle che ho visto nella mia vita) non sembrano chiese, così come certi tribunali sembrano stazioni o centri commerciali. Forse, se proprio non sanno inventarsi nulla di meglio, una onesta imitazione degli esempi del passato sarebbe preferibile, almeno si capirebbe al volo se si sta entrando in una chiesa, in un palazzo di giustizia o in un supermercato.Un’ultima consierazione: bisogna anche dire che i committenti spesso hanno le idee confuse, oppure badano più alla ricerca del sensazionale o del nuovo a tutti i costi. Mentre i comuni mortali magari vorrebbero solo una chiesa “a forma di chiesa”…Grazie per l’ospitalità e cordiali saluti

  10. Francesco scrive:

    Basterebbe fare un tour in quella autentica galleria degli orrori costituita dalle recenti chiese della diocesi di Roma: c’è da chiedersi davvero quale pedagogia abbiano in mente coloro che le hanno disegnate e – soprattutto – quelli che le hanno poi approvate.L’architettura ecclesiastica mi fa pensare anche al tema della Messa di Pio V: se si celebrasse con un pò di proprietà e senso liturgico quella paolina, tante nostalgie dell’antico sarebbero più limitate.Quanto alle Marche, dove vado anche io domani per qualche giorno di fine-ferie, suggerisco ad Andrea di farsi un bel giro nelle pievi del Montefeltro oppure una visita al mio amatissimo monastero di Fonte Avellana.Lì il romanico – nella semplicità delle linee delle chiese di campagna – esprime davvero tutta la sua magia a servizio del raccoglimento, della profondità e della insondabilità del mistero.A presto.

  11. Syriacus scrive:

    [Prime Messe, questo mese, di Sacerdoti novelli della Fraternità di San Pietro: http://www.fssp.org/album/OPM2007/index.htm

  12. Syriacus scrive:

    [Messe in rito romano classico celebrate da sacerdoti della Fraternità di San Pietro?Cercale con Google Maps : http://www.fssp.org/en/messes.htm

  13. Syriacus scrive:

    Su la rivista gesuitica statunitense “America” , c’è un contributo del Cardinale Arcivescovo di Bruxelles, G.Danneels (noto ‘progressista’, anche se sui generis) :”Liturgy 40 Years After the Council -High point or regression?”http://www.americamagazine.org/content/article.cfm?article_id=10149(L’analisi che ne fa Fr.Zuhlsdorf:http://wdtprs.com/blog/2007/08/article-in-american-on-post-conciliar-liturgical-reform-by-card-danneels/)[Curiosamente, il titolo del saggio non è inusuale per Danneels: a quanto pare http://www.liturgysociety.org/JOURNAL/Volume2/2contents.htm10 anni fa adottò lo stesso, mutatis mutandis - 30 anzichè 40 anni - .]

  14. Syriacus scrive:

    …WOW!http://wdtprs.com/blog/2007/08/wonderful-article-about-that-solemn-mass-in-vermont/

  15. editor scrive:

    Häresie der Woche Nr. 37Nachdem wir in unserer letzten „Häresie der Woche Nr.36“ schon den Anfang gemacht haben, genauer die Häresien und Apostasien der Novus Ordo Klopapiere, besonders derjenigen, die auf dem pseudovatikanischen Latrocinium von 1962-1965 beschmiert wurden, unter die Lupe zu nehmen, werden wir auch heute wieder eine ganz fiese Häresie aus dem Klopapier „Sacrosanctum Concilium“ („Diabolicum Latrocinium“) analysieren und genauer erklären.Das Klopapier „Diabolicum Latrocinium“ der NOSS war sozusagen als Vorbereitung der Novus Ordo Satansmesse gedacht, in welcher die Anbetung des Menschen in all seinen Formen und Eigenschaften nach Freimaurerart vorbereitet wurde. Denken wir zum Beispiel an Karneval- „Messen“, Krabbel-„Messen“, Ökologie-„Messen“ oder Novus Ordo Satansmessen mit der Anbetung des Menschen als Jäger und Sammler, Clown, Tänzer etc.In unserem letzten Artikel haben wir schon bewiesen, dass dies nichts mit dem Heiligen Messopfer, zu tun hat, was ja auch einleuchtend ist, denn die Novus Ordo „Messe“ a la Paulchen 666 ist ja eine schwarze Messe, maßgeschneidert für die Antichristendoktrin der NOSS, die aus ihrer satanischen Natur heraus nicht der Anbetung Jesu Christi, des einzigen Gottes dient, sondern die Anbetung des Menschen in all seinen verschiedenen Formen verkörpert.Heute werden wir anhand von „Diabolicum Latrocinium“ aufzeigen, wo genau der Hund begraben liegt, und somit all jene widerlegen, die uns in einem „theo“logischenSalto Mortale in diabolischer Hinterlist weismachen wollen, dass das pseudovatikanische Latrocinium niemals beabsichtigt hat, die Novus Ordo Satansmesse einzuführen.Klopapier „Sacrosanctum Concilium“ alias „Diabolicum Latrocinium“, Absatz 1“1. Das „Heilige Konzil“(Anm des Editors: hiermit ist das pseudovatikanische Latrocinium von 1962-1965 gemeint, daher ist es in Anführungszeichen gesetzt worden)hat sich zum Ziel gesetzt, das christliche Leben unter den Gläubigen mehr und mehr zu vertiefen, DIE DEM WECHSEL UNTERWORFENEN EINRICHTUNGEN UND NOTWENDIGKEITEN UNSERES ZEITALTERS BESSER ANZUPASSEN, zu fördern, was immer zur Einheit aller, die an Christus glauben, beitragen kann, und zu stärken, was immer helfen kann, alle in den Schoß der Kirche zu rufen. Darum hält es das Konzil auch in besonderer Weise für seine Aufgabe, sich UM ERNEUERUNG und Pflege der Liturgie zu sorgen.“Schon gleich im ersten Absatz dieses diabolischen Klopapiers trumpfen die Putschisten mit der typisch modernistischen Häresie der Anpassung an die Notwendigkeiten der modernen Zeit (was immer dies sein mag, sei jetzt einmal dahingestellt) auf. Diese Häresie wurde von Papst Pius X in „Pascendi“ schon als ein Grundpfeiler des modernistischen Systems beschrieben und verurteilt.Unsere Frage zuerst aber lautet, wie und warum soll das Heiligste Messopfer Christi auf Kalvaria den „Notwendigkeiten unserer Zeit“ angepasst werden, ist es doch selbst absolut zeitunabhängig und steht damit über jedes Zeitverständnis. Warum also quieken die Latrociniumsorganisatoren etwas von dem „Wechsel unterworfenen Einrichtungen, die man den Notwendigkeiten unseres Zeitalters anpassen soll?“. Wir wissen, dass die Beschmierer besagten Klopapiers jenes als „Konstitution zur heiligen Liturgie“ auf den Markt gefurzt haben. Demnach ist es nur allzu logisch, dass die NOSS Satanisten mit dem „Wechsel unterworfenen Einrichtungen“ nichts anders als das heilige Messopfer gemeint haben, das von nun an, wie ja später auch geschehen ist, in eine Menschenanbetungsorgie („die man den Notwendigkeiten unseres Zeitalters anpassen soll“-O-Ton „Diabolicum latrocinium“), was wiederum typisch für eine Satansmesse ist, umgewandelt werden sollte. Wie gesagt, dass Heiligste Messopfer Jesu Christi auf Kalvaria , welches das Wesen der Heiligen Messe ist, ist so ewig gültig und einmalig zeitlos, dass es sich von Seiner Natur her, niemals „den Notwendigkeiten unserer Zeit“ anpassen kann. Dazu Papst Pius X:Papst Pius X, Antimodernistenenzyklika „Pascendi“„Dogmen, Kirche, religiöser Kultus, die Bücher, welche wir als heilig verehren, ja selbst der Glaube, müssen den Gesetzen der Entwicklung unterliegen, wenn wir dies nicht alles als abgestorben ansehen wollen.(Anm des Editors: immer laut der modernistischen Häresie)Zur Entwicklung des Kultus trug besonders die Notwendigkeit bei, sich den Sitten und Überlieferungen der Völker anzupassen; ebenso das Bedürfnis, die Kraft, welche gewisse Handlungen durch die Gewohnheit erlangt hatten, auszunutzen. Für die Kirche endlich entsteht ein Antrieb zur Entwicklung dadurch, DASS SIE SICH MIT DEN GESCHICHTLICHEN VERHÄLTNISSEN und mit den öffentlich angenommenen Formen der weltlichen Regierung vertragen muss. So sprechen jene über die erwähnten Punkte. BEVOR WIR ABER WEITERGEHEN, MÖCHTEN WIR NOCH AUSDRÜCKLICH DIESE LEHRE VON DEN NOTWENDIGKEITEN ODER BEDÜRFNISSEN HERVORHEBEN (AUF ITALIENISCH SAGT MAN NOCH BEZEICHNENDER „DIE BISOGNI“); DENN DIES IST FÜR ALLES, WAS WIR BISHER GESEHEN HABEN, UND AUCH FÜR JENE VIEL GERÜHMTE METHODE, DIE SIE (DIE MODERNISTEN) DIE HISTORISCHE NENNEN, DIE GRUNDLAGE UND DAS FUNDAMENT.“Der Heilige Pius X, hat in seiner ex cathedra Verurteilung der modernistischen Häresien sozusagen fast wortwörtlich das verurteilt, was die NOSS Satanisten zu ihrem „Hauptdogma“ in der Schaffung der Novus Ordo Satanmesse erkoren haben.Papst Pius X hat hier in „Pascendi“ ganz explizit die modernistische Häresie beschrieben, der nach „Dogmen, Kirche, religiöser Kultus, die Bücher, welche wir als heilig verehren, ja selbst der Glaube, müssen den Gesetzen der Entwicklung unterliegen“(O-Ton Pascendi). Als Hauptantriebkraft dieser und eigentlich allen modernistischen Häresien liegt „DIESE LEHRE VON DEN NOTWENDIGKEITEN ODER BEDÜRFNISSEN (AUF ITALIENISCH SAGT MAN NOCH BEZEICHNENDER „DIE BISOGNI“); DENN DIES IST FÜR ALLES, WAS WIR BISHER GESEHEN HABEN, UND AUCH FÜR JENE VIEL GERÜHMTE METHODE, DIE SIE (DIE MODERNISTEN) DIE HISTORISCHE NENNEN, DIE GRUNDLAGE UND DAS FUNDAMENT.“ (O-Ton Pascendi) zu Grunde.Fassen wir also noch einmal kurz zusammen. Wenn schon gleich am Anfang des NOSS-Klopapiers „Sacrosanctum Concilium“ alias „diabolicum latrocinium“ geschmiert steht, dass „die dem Wechsel unterworfenen Einrichtungen den Notwendigkeiten unseres Zeitalters besser anzupassen(O-Ton Diabolicum latrocinium) sind, dann deshalb, weil der modernistischen Häresie nach „„Dogmen, Kirche, religiöser Kultus, die Bücher, welche wir als heilig verehren, ja selbst der Glaube, müssen den Gesetzen der Entwicklung unterliegen, wenn wir dies nicht alles als abgestorben ansehen wollen“(O-Ton Pascendi), etwas, was wiederum auf der modernistischen Fundamentalhäresie „VON DEN NOTWENDIGKEITEN ODER BEDÜRFNISSEN (AUF ITALIENISCH SAGT MAN NOCH BEZEICHNENDER „DIE BISOGNI“); DENN DIES IST FÜR ALLES, WAS WIR BISHER GESEHEN HABEN, UND AUCH FÜR JENE VIEL GERÜHMTE METHODE, DIE SIE (DIE MODERNISTEN) DIE HISTORISCHE NENNEN, DIE GRUNDLAGE UND DAS FUNDAMENT.“ (O-Ton Pascendi).Nachdem wir diese erstaunliche Einleitungshäresie in besagtem Klopapier der NOSS aufgezeigt haben, wollen wir, da wir ja schon bei der Notwendigkeiten-Häresie der NOSS sind, noch ganz kurz auf das aktuellste Motu Popo (Klopapier) des Belzeratzes eingehen, in welcher er die „alte Messe a la Pseudopapst Jason-Roncalli freigibt“.Einige „ Ach wie schön ist doch Latein“- Fetischisten, wie z.B die Lefebvrosatanisten etc haben dies als einen „Meilenstein der Rechtgläubigkeit“ etc. begrüßt.Dabei wollen wir noch einmal kurz festhalten, dass dieses „Missale a la Jason-Roncalli“ eh ungültig ist, da nicht von einem gültigen Papst approbiert, und von zwiespältigen Neuerungen nur so strotzt, auf die wir aber ein anderes Mal näher eingehen werden. Diesen sogenannten „Traditionalisten“ scheint aber hier entgangen zu sein, dass diese „Freigabe der Alten Messe“ absolut ins System der modernistischen Entwicklungslehre rein passt, demnach dies der Belzeratz als treuer modernistischer Hurensohn, sozusagen ganz im Dienste seiner diabolischen Ideologie getan hat.Papst Pius X, „Pascendi“„Um noch etwas bei der Entwicklungslehre zu verweilen, ist noch zu bemerken, dass die BEDÜRFNISSE UND NOTWENDIGKEITEN WOHL ZUR ENTWICKLUNG ANTREIBEN; unter diesem Antriebe würde aber die Entwicklung leicht die Grenzen der Überlieferung überschreiten, und so, von dem ursprünglich lebenden Prinzip losgerissen, eher zum Verderben als zum Fortschritt führen. Deshalb müsste man, UM DIE ANSICHT DER MODERNISTEN VOLLSTÄNDIGER WIEDERZUGEBEN, SAGEN, DASS DIE ENTWICKLUNG AUS DEM KAMPFE ZWEIER KRÄFTE ENTSTEHT, VON DENEN DIE EINE ZUM FORTSCHRITT DRÄNGT, DIA ANDERE KONSERVATIV WIRKT. DIE KONSERVATIVE KRAFT IST IN DER KIRCHE IN DER ÜBERLIEFERUNG ENTHALTEN…DIE ZUM FORTSCHRITT DRÄNGENDE UND DEN INNEREN B BEDÜRFNISSEN ANGEPASSTE KRAFT ist zu jener im Bewusstsein der einzelnen, wo sie auch arbeitet, besonders derjenigen, die wie man sagt, mehr im vollen Leben stehen. – Hier, Ehrwürdige Brüder, sieht man auch schon jene äußerst verderbliche Lehre das Haupt erheben, welche die Laienwelt als Elemente des Fortschritts in die Kirche einführt.(Anm: Und das tut die NOSS dann auch, wenn auch nicht in die Kirche, sondern in ihre Antichristensekte; wie auch immer wird dies alles in „Diabolicum Latrocinium“ propagiert, wie wir in einem der nächsten Artikel aufzeigen werden. Es wird also spannend)Wie wir also festgestellt haben, ist auch das aktuellste Motu Popo des Belzeratzes, das ja auch direkt etwas mit der modernistischen Häresie der Notwendigkeiten, und der Anpassung an die Bedürfnisse, allesamt Teil der modernistischen Entwicklungslehre, zu tun hat, Business as usual. Nichts Neues also aus der Hölle.www.sedisvakantismus.org

  16. Grisostomo scrive:

    Anche l’architettura ha bisogno della Verità, quella con la V maiuscola.La perdita della verità, del centro, cui ci hanno condannato i secoli bui del laicismo volterriano/massonico, ci impedisce di riconoscere esattamnete che cosa è bello, che cosa è brutto e perchè lo vogliamo.Qual è la “verità” dell’architettura? Fino a poco fa, quando ancora non mi ero reso conto dei guasti estesi e profondi che ci sono stati portati dagli “idola fori” del laicismo imperante (soggettivismo, individualismo, edonismo, relativismo et cetera), pensavo che tutto fosse dovuto alla mancanza di una cultura condivisa, anche del bello.Da poco ho realizzato, agghiacciandomi, che il condiviso che manca non è una generica cultura, ma la Verità.E di conseguenza l’architettura non fa che restituire ciò che noi già viviamo nella quotidianità: il giudizio su un oggetto non può, in queste condizioni, mai essere un giudizio condiviso. E’ solo un giudizio su sei miliardi di giudizi di uomini miei simili: tot capita, tot sententiae.Viene quello che capita, la volgarità impera, l’effimero e l’inutile la fanno da padroni. Conta la provocazione, lo sberleffo, l’insulto.L’architetto nel chiuso del suo studio non ha nessun punto di riferimento. E meno che mai la cultura, che si è ridotta ad una discarica di deiezioni individualiste.Per chi lavoriamo? A chi piaceremo? A chi rendiamo servizio? Chi ci giudicherà? Che faremo?Conta la parcella, che è l’unica cosa che resta di concreto, oggettivo e vero. Il resto: armonia, bellezza, equilibrio, sensualità, spiritualità, verità, peso, proporzioni e geometria le abbiamo buttate in fondo ad un cassetto.Solo Dio può salvarci.

  17. Leonardo scrive:

    Detto tutto il male possibile degli architetti che fanno le chiese di oggi (e non sarà mai abbastanza), che dire dei preti che gliele fanno fare?

  18. Syriacus scrive:

    [sempre riguardo a...WOW ("And if this is what it takes to fill our churches, so be it!"...), l'articolo di Rocco Palmo, del Tablet, nel suo blog Whispers in the Loggia:http://whispersintheloggia.blogspot.com/2007/08/summer-of-07-spring-of-62.html]

  19. Syriacus scrive:

    [Nota explicativa: nel post di Palmo, vi è la foto di una celebrazione in rito anticohttp://bp3.blogger.com/_BB2CEUhgSSY/RsSUKcJMYnI/AAAAAAAAAdU/gqi5Gf7NCMc/s1600-h/ratztm.jpg, ma non vi è didascalia: non trattasi della Messa celebrata nel Vermont quest'anno all'Assunzione, ma di quella celebrata a ...Weimar , nel '99, da Sua Eminenza Reverendissima il Signor Cardinale...Giuseppe Ratzinger .http://www.unavoce.org/ratzinger1.htmhttp://www.pro-missa-tridentina.org/galerie/galerie_4.htm]

  20. Alberto - udine scrive:

    Questo argomento va di pari passo con quello della liturgia e quello degli arredi sacri: NON CI SI CAPISCE PIU’ NULLA. Direi che è ora di porre dei limiti alla follia che disorienta i fedeli.Vanno stabilite regole e canoni precisi! E visto che ormai le commissioni (diocesane e parrocchiali etc etc) vanno per la loro strada, queste regole dovranno venire dal Vaticano e dovranno essere obbligatorie. PUNTO.Se i committenti (parrocchie e diocesi) non pongono limiti e lasciano tutto in mano alla “creatività” dell’architetto, di che cosa possiamo poi lamentarci noi??Ancora una volta mi trovo nella posizione di ritenere “colpevoli” gli interessati. Ripeto: la colpa non è degli architetti, ma dei committenti che – per apparire moderni – hanno autorizzato la realizzazione di chiese mostruose.Si vergognino di meno i vescovi e i preti di Gesù Cristo e vedranno che la crisi di identità passerà!Per quanto riguarda la mia diocesi metropolitica di Udine; per secoli le chiese della regione si sono riferite alla struttura della basilica patriarcale di Aquileia. La consuetudine è venuta meno nell’ottocento con conseguenze disastrose.

  21. Syriacus scrive:

    -PER NON DIMENTICARE -Solo venti giorni fa, Don Paolo Farinella scrisse:«E’ vero nel mese di gennaio 2007 proposi una lettera al papa per scongiurarlo con motivi teologici di non pubblicare il motu propro di restaurazione del rito tridentino. Spedii al papa la lettera con 1.200 firme. Molti pensano che sia una questione “interna” e non si accorgono che invece è la premessa fondamentale per una inversione di tendenza che coinvolgerà anche il mondo laico perché cambia l’atteggiamento della gerarchia verso il mondo, l’autonomia delle loro scelte, la libertà di coscienza. Con questo docuemnto la gerarchia viene atrovari alleata con i gruppi economici, di potere, militari e culturali più retrivi del mondo perché tutti i fascisti hanno esultato e inneggiano a Bendetto come inneggiarono al Pio V della battaglia di Lepanto. Il rito tridentino è solo un emblema, ma il vero obiettivo è il concilio e la sua sepoltura definitiva. Papa Ratzinger si è assunto il compito di pompiere per spegnere ogni velleità di autonoma libertà dei laici al di fuori dell’influsso clericale e di becchino per seppellire definitivamente i sogni e le speranze (oggi molto frustrate) accese dal Vaticano II. Con questa operazione “Messale di Pio V” (1570) il papa argomenta e giustifica il fondamentalismo cattolico che nel giro di qualche decennio si dovrà alleare in Europa con il fondamentalismo mussulmano. Questa santa alleanza fondamentalista, dalla forte identità rituale proverà a imporre agli Stati con la froza dei numeri una visione e una gestione del potere sottomessa alla sharia cattolica e musulmana: avrenmo scuole cattoliche e musulmane, ospedale separati per uomini e donne, ecc. ecc. Dei laici resteranno solo alcuni esemplari giusto quanto basta per una testimonianza innocua.Per questi motivi all’uscita del documento, ho scritto di getto un libretto “Ritorno all’antica Messa. Nuovi problemi e prospettive” edito da Il Segno dei Gabrielli Editori e con la prefazione di P. RInaldo Falsini, un testimone vivente del concilio. Il libro è uscito quattro giorni prima che il cardinale Martini scrivesse l’articolo per il Sole 24Ore. E’ stata una iniziativa commercialmente contraria a qualsiasi criterio economico perché non si pubblica un libro, anche se di 8o pagine, alla fine di luglio. Era però importante farlo e prima del cardinale Martini che in fondo si dichiara obiettore di coscienza come io dimostro che bisognerebbe fare portando argomenti e valutazioni di rilievo avallate dal grande liturgista italiano Rinaldo Falsini che fu nel 62 verbalista della commisisone liturgica del concilio ecumenico Vaticano II.Il documento del papa sulla Messa antica produrrà molti più danni di quanti non voglia e ne possa ricomporre.Volevo scrivere un testo rigoroso di critica, anche se veemente nel tono perché passionale, per dire che nella chiesa si debba e si possa pensare con la propria testa e contrastare un disegno che, se attuato, porterà ad una guerra con il mondo moderno di cui non abbiamo bisogno. Sono convinto che il papa fra qualche anno, se è onesto, dovrà ricredersi e togliere questo documento senza senso perché produrrà molte più divisioni di quante ne voglia comporre.Un saluto a tutte e tutti,Di Paolo Farinella, prete (inviato il 05/08/2007 @ 16:26:36) »(dal Blog Palazzo Apostolico, di Paolo Rodarihttp://www.palazzoapostolico.it/dblog/articolo.asp?articolo=150#commenti )

  22. Syriacus scrive:

    Il papa, nella lettera di presentazione ai Vescovi del Motu Proprio Summorum Pontificumhttp://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2007/07/la-lettera-di-presentazione-del-motu.html, scrive, fra l’altro:”Non c’è nessuna contraddizione tra l’una e l’altra edizione del Missale Romanum. Nella storia della Liturgia c’è crescita e progresso, ma nessuna rottura. Ciò che per le generazioni anteriori era sacro, anche per noi resta sacro e grande, e non può essere improvvisamente del tutto proibito o, addirittura, giudicato dannoso. Ci fa bene a tutti conservare le ricchezze che sono cresciute nella fede e nella preghiera della Chiesa, e di dar loro il giusto posto. Ovviamente per vivere la piena comunione anche i sacerdoti delle Comunità aderenti all’uso antico non possono, in linea di principio, escludere la celebrazione secondo i libri nuovi. Non sarebbe infatti coerente con il riconoscimento del valore e della santità del nuovo rito l’esclusione totale dello stesso.”Mi chiedo a questo punto se le posizioni pubblicamente espresse a più riprese dal sacerdote genovese Farinella, siano compatibili con lo spirito (ovvero la lettera, mutatis mutandis) delle precedebti parole del Papa.(Don Farinella ha di recente, in un’arringa nell’occasione di un concerto di musica sacra tenuto nella sua Chiesa di San Torpete in Genova, ribadito a chiare lettere quanto fatto scrivere su il Messaggero, ovvero la sua “obiezione di coscienza” rispetto al vecchio rito, ora extraordinario, e garantito che, nella sua parrocchia, in quella chiesa, “non si celebrerà MAI” secondo il Messale del 1962…Domanda spontanea -e seria- : a quando la sospensione a divinis?)

  23. Luciano Tovaglieri scrive:

    Vorrei riprendere quanto osservato in precedenza da Barbara sul fatto che molti architetti contemporanei non siano minimamente preoccupati del “senso” che dovrebbe avere l’opera che progettano. Per ovviare a questo problema io proporrei di vietare la costruzione di nuove chiese che non abbiano una pianta a forma di croce, infatti mi risulta che un tempo tutte le chiese avessero questa semplice caratteristica. Cosa ne pensate?

  24. Grisostomo scrive:

    Mah. Se cominciamo col vietare, cominciamo male!

  25. Luca scrive:

    Un lettore di Cagliari aveva protestato per la nuova sistemazione della Cattedrale. Ecco la risposta che mi ha mandato il Parroco:”1) Nei documenti del Vaticano II non esiste una disposizione di sistemare l’altare verso il popolo. Al n. 128 del Sacrosanctum Concilium si parla del rinnovamento di quanto esternamente interessa la liturgia incluse “la forma e la erezione degli altari” senza alcuna specificazione.2) La Messa di S. Pio V al presente si può celebrare negli altari antichi se ci sono, o in un altare laterale o anche nell’altare rivolto verso il popolo.3) Io non so se tutte le Cattedrali italiane si sono adeguate cambiando l’orientamento dell’altare della celebrazione, penso che quasi tutte lo abbiano fatto e certamente queste che cito: Genova, Milano, Tortona, Torino, Cremona, Bolzano Bressanone, Padova, Brescia, Trento, Bologna, Pisa, Perugia, Palermo, Macerata, Messina, Cagliari, Oristano, Sassari, Alghero e Nuoro.4) I nn. 47-57 della Sacrosanctum Concilium chiedevano di riscoprire nell’Eucaristia la ricchezza biblica, l’omelia, la preghiera dei fedeli, la lingua volgare, l’unità delle 2 mense, la comunione sotto le 2 specie, la concelebrazione, 7 elementi che non si trovano nella Messa tridentina, e perciò la riforma.Bisogna interpretare bene il can 20 del Codice di diritto canonico che dice: “la legge posteriore abroga la precedente o deroga alla medesima, se lo indica espressamente, o è direttamente contraria a quella, oppure riordina integralmente tutta quanta la materia della legge precedente”.Coerentemente con questo principio la risposta della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti del 3/7/99 (prot.1411/99) dice espressamente che il Messale romano approvato da Paolo VI è l’unica forma in vigore di celebrazione del santo sacrificio secondo il rito romano.Si può anche asserire, come cita anche il Papa per ben 2 volte nel motu proprio Summorum Pontificum che “il rito di Pio V non è stato mai abrogato, come risulta dall’indulto che Giovanni Paolo II concesse a non pochi fedeli nel 1984 e nel 1988. Quindi attualmente ci sono 2 usi dell’unica “lex orandi”, comune a S. Pio V e a Paolo VI.Conclusione: attualmente la scelta non è subordinata all’autorità del vescovo, ma alla decisione dei fedeli o alla scelta libera del singolo presbitero.Mons. Dino Pittau”

  26. Alberto - udine scrive:

    “(…)Conclusione: attualmente la scelta non è subordinata all’autorità del vescovo, ma alla decisione dei fedeli o alla scelta libera del singolo presbitero.Mons. Dino Pittau”VISTO??Caro Grisostomo – qui – non si tratta di vietare, ma di stabilire una serie o più di opzioni possibili.Ma scusi – se domani mattina un architetto propone per la sua parrocchia una chiesa a forma di compasso o una a forma di piramide massonica o una a forma di grembiulino, lei cosa fa!? Applaude perchè non si può vietare? Ma suvvia…

  27. Francesco G scrive:

    In risposta al “cosa ne pensate” del Sig. Luciano Tovaglieri: non sono né un architetto né un sacerdote, ma credo che comunque si chieda di rispettare alcuni “canoni”. Ho la fortuna di venire da una famiglia di artisti, l’ultimo dei quali, uno zio ultraottuagenario, mi racconta spesso dei suoi lavori pittorici, alcuni di tipo religioso (per esempio gli affreschi in Siria, Chiesa di S.Francesco a Damasco opp. nella cappella del Don Orione a Roma, per citarne due). Ebbene, nelle sue parole c’è sempre la ricerca del modo o del simbolo migliore per raffigurare quello che gli viene richiesto. Naturalmente lo zietto è cattolico. Il progetto, lebozze, poi viene mostrato alla Curia per l’ “imprimatur”… Per quel poco che capisco la Chiesa, e fa bene, lascia una grande libertà di espressione (e ritorno a una mia convinzione “dantesca”, che Dio ci ha lasciati liberi anche di sbagliare, vedasi canto V del Paradiso e VII od VIII (non ricordo) quando parla dei “tipi” di amore). Naturalmente pone dei limiti alla fantasia dell’artista, come ha sempre fatto, evitando quello che ovviamente è troppo fuori dalle righe (accadeva anche, nel passato, in modi bigotti, quando si ritoccavano le scene nude… la storia dell’arte gronda di esempi, ci vorrebbe uno storico per citarne alcuni). Sinceramente vedendo lo stile neoclassico che sa di polistirolo degli esempi citati su web e un’opera forse ardita, per me la scelta è facile. La creatività è più vicina a Dio delle fotocopie, credo. Non possiamo confondere i gusti personali, sacrosanti, con quello che oggettivamente è Arte (e per me, per cui, direttamente frutto di un barlume di scintilla divina che abbiamo dentro). Il senso mistico di una chiesa, lo ripeto e scusatemi, è dato dall’umanità che a quelle mura dà vita, è data da quel momento indicibile in cui il tempo sembra fermarsi e … e avviene il Miracolo! Le mura delle chiese sono tutte belle, merito del nostro comune Babbo e di noi umili figlioli che veniamo travolti da quell’onda indicibile di Amore!

  28. Eufemia Budicin scrive:

    Per quel che riguarda Roma, le nuove chiese, sono quasi tutte dei veri orrori. La più brutta, secondo me, è quella di Grottaperfetta, dedicata all’Annunziata, accanto a quella antica della Nunziatella. E’ dell’arch. Ignazio Breccia Fratadocchi, che ha fatto parte per lunghi anni della Commissione Arte Sacra. Questo, perchè sarebbe ora procedere alle relative demolizioni, e che qualcuno se ne assuma la responsabilità. Come scrive Waigel, nel Cubo e la Cattedrale, tutte i quartieri moderni, sono zeppi di grattacieli e con edifici sacri il più insignificanti possibile. D’altronde, come scriveva Langone sul Foglio, la colpa maggiore è delle autorità ecclesiastiche, che si sono adeguate allo spirito del tempo: delenda Ecclesia. C’è voluto Bin Laden per farci aprire un po’ gli occhi! Cordiali saluti.

  29. Syriacus scrive:

    Intanto, proprio oggi, giungono interessanti notizie dall’Irlanda (Ulster): http://www.nwipp-newspapers.com/dn/free/314947490437646.phpPublished: Fri, Aug 24, 2007″Increasing enthusiasm for Latin Mass in Donegal”BY CATHERINE COOKYOUNG people across Donegal are turning back to the old Latin Mass as it grows in popularity across the county.Last Wednesday parishioners young and old attended the Tridentine Mass held in St Eunan’s Cathedral on the Feast of the Assumption. …

  30. Grisostomo scrive:

    Per Alberto – Udine.Credo che non ci siamo capiti. Ma non ritengo corretto impostare un dialogo in un blog che ci ospita. Leggi meglio il mio primo intervento (n° 16). Se credi, scrivimi direttamente.

  31. gianluca scrive:

    La Bibbia dice che Dio non dimora nei palazzicostruiti dall’uomo,ma nei cuori delle persone convertite a Lui;ricordiamocelo!!

  32. Alberto - udine scrive:

    Per Grisostomo. Si leggendo l’intervento numero sedici, credo ci sia stato una incomprensione. Visiterò il suo bel sito.

  33. Giovanni Mandis scrive:

    Grazie della risposta, sono io il lettore di Cagliari.Più che protestare mi ero chiesto (e mi chiedo sempre) perchè tanta enfasi nell’apportare modifiche legate al Novus Ordo e soprattutto perchè necessariamente si debba distruggere tutto ciò che invece rimanda al rito di S.PioV(che non essendo mai stato abrogato poteva comunque esser sempre celebrato sui “vecchi” altari..).L’attuale Papa col suo Motu Proprio non ha inteso dire che nella Chiesa può convivere senza problemi (anzi con grandi benefici) l’antico e il recente?Sembra invece che altri nella Chiesa vogliano dimenticare tutto ciò che di buono c’è stato e sempre ci sarà nella Tradizione della Chiesa attratti da chissà quali novità, e la lettera di Don Paolo Farinella a tal proposito ne è uno ,a dir poco, scandaloso esempio (ha dato del fondamentalista nientemeno che a un Papa SANTO, quindi verrebbe facile pensare che lo abbia detto anche dell’attuale…; tanti preti dissenzienti – e fino a che punto – sono il frutto dei seminari post-concilio? non c’è di che stare allegri).un cordiale saluto a tutti

  34. Syriacus scrive:

    Che foto (a livelli metafisici)!(…e trovata per caso!!)http://www.archives.gov/research/ww2/photos/images/ww2-96.jpg”Pvt. Paul Oglesby, 30th Infantry, standing in reverence before an altar in a damaged Catholic Church. Note: pews at left appear undamaged, while bomb-shattered roof is strewn about the sanctuary. Acerno, Italy.” Benson, September 23, 1943. 111-SC-188691.

  35. Syriacus scrive:

    (Altra foto notevole:http://history.sandiego.edu/cdr2/PATCH/NA/ww255.jpg1944/06 WW255.jpg 55. ÒWith a canvas tarpaulin for a church and packing cases for an altar, a Navy chaplain holds mass for Marines at Saipan. The service was held in memory of brave buddies who lost their lives in the initial landings.Ó Sgt. Steele, June LOCATION: Pacific-Saipan SOURCE: – NA 127-N-82262. bw photoda: http://history.sandiego.edu/gen/WW2Index/picindex5.html )

  36. Syriacus scrive:

    [La Messa di cui sopra venne celebrata a Saipan, nel Pacifico.Vedi: http://en.wikipedia.org/wiki/Battle_of_Saipan

  37. marcello foa scrive:

    Non sei un tecnico dell’architettura, ma sei un giornalista che ha buon senso e buon gusto. Mi associo al tuo post: perchè è così difficile coltivare il Bello, che nella sua forma più nobile è sinonimo di Sincerità? Non vale solo per le chiese…

  38. Syriacus scrive:

    Veramente…orrendo!!http://carpe-canum.blogspot.com/2007/08/rocky-horror-basingstoke-show.htmlLa nuova chisa di S.Beda a Basingstoke ( http://it.wikipedia.org/wiki/Basingstoke ), in Inghilterra.Altre foto della recente consacrazione (completa di danze “liturgiche” indiane) :http://cathcon.blogspot.com/2007/07/twig-worship-and-alien-image-of-christ.html[Non ci resta che piangere. (E, asciugate le lacrime, pregare e pregare.)]

  39. Francesco G scrive:

    Purtroppen mein caren “editor” molti von noi nein capisken eine parolen von tetesken (numeren 15!). Crazie komunquen fur der kollegamenten a http://www.sedisvakantismus.org, tutteen (ops, pardon, “tutteen” è olandese, volevo scrivere “tutten” che invece, si capisce, è in tedesco) in tetesken, fur fortunen das photo zono ta fedére, ja!Significativa, tra queste foto appunto, quella della vetrata della chiesa di S. Ambrogio a Buffalo (avrò capito bene? Boh!) dove in nome di un teoricamente ammirevole ma talvolta solo ipocrita “senso di unità” interreligioso si mettono insieme simboli tra loro assai diversi. E’ vero che “le vie del Signore sono infinite” e “chi non è con Me non è contro di Me”, però se io per fare la cartina di un percorso, sia pure spirituale, ci metto insieme un’ammucchiata caotica di vie, la povera anima come cavolo farà a trovare la sua? E’ proprio vero, talvolta i pastori si perdono per cercare le pecorelle smarrite… L’auspicio è che nei cuori dei nostri Pastori sia presente una Strada è non mille sentieri (magari uno meglio dell’altro!) chiusi tra loro come la matassa di un filo intrigato…Per concludere, questa in tedesco la so (è nell’Inno alla Gioia di Schiller): “diesen kuss der ganzen welt!”. E se volete ci metto una cantata di Bach, in questo post che è partito da una chiesa romanica e sta diventendo sempre più caotico: “Wachet auf, ruft uns die Stimme”. La traduzione, facile, ai più dotti.

  40. Syriacus scrive:

    Beh, proprio ieri sera ascoltavo in macchina il Credo della Messa in si minore http://it.wikipedia.org/wiki/Messa_in_Si_minore_%28Bach%29(per molti una vera e propria “prova dell’esistenza di Dio”) di Johann Sebastin Bach (per me giustamente chiamato da alcuni “quinto evangelista” e , tipo Buddha, una sorta di ’semidio’, alla faccia del buon vecchio Siri che non gradiva fosse eseguito in chiesa “perchè protestante”… -Sarò tendenzialmente ratzingeriano, ma quando si tratta di musica sacra luterana, divento un inguaribile kasperiano…;) .Il Crucifixus è ‘parodia’ di una bellissima cantata, la n°12, il cui esordio del coro è un tipico “lamento barocco” (forse tratto da Vivaldi) .Ebbene, oltre che la “Svegliatevi, la voce ci chiama” BWV 140, riterrei più opportuna appunto la BWV 12 :“Weinen, Klagen, Sorgen, Zagen”(”Lacrime, lamenti, angosce, tormenti”)per la Terza domenica di Pasquahttp://www.bach-cantatas.com/Texts/BWV12-Ita2.htm« Weinen, Klagen,Sorgen, Zagen,Angst und NotSind der Christen Tränenbrot,Die das Zeichen Jesu tragen.Piangere, lamentarsi,essere angosciati, tormentati,aver paura e trovarsi in pericolosono il pan di lacrime dei Cristianiche portano il segno di Gesù. »[Mia più letterale traduzione del coro iniziale.](le bellissime parole, tratte anche dalle scritture, sono di Salomo Franck: http://www.bach-cantatas.com/Lib/Franck.htm )[By the way: di recente ho donato all’organista della messa in rito antico -domenicale, approvata- della mia città , una “messa luterana” (un kyriale limitato a Kyrie e Gloria, nec plus nec minus) recentemente edita dalla Carus di Stoccarda, composta da Johann Christian Altnickol, genero e uno dei pochi allievi diretti di Johann Sebastian Bach. Non vedo l’ora di cantarla. Alla Messa in rito extraordinario, magari; perchè no?]-Chiedo venia per aver ulteriormente “aumentato l’entropia” di ’sto post di ’sto magnifico blògghe.-

  41. Grisostomo scrive:

    Ho scritto quihttp://vexilla.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1592614le mie riflessioni sull’architettura sacra cattolica. Era troppo lungo e laborioso da riportare in questo blog.

  42. KrilliX scrive:

    sacrosanta osservazione. mi chiedo lo stesso da quando ero bambina e frequentavo la parrocchia dei santi martiri canadesi a roma.temo che i committenti di oggi siano un po’ meno esigenti di quelli di una volta e si accontentano di cagate per non sembrare retrogradi

  43. Marco Sermarini scrive:

    Viva Santa Maria a piè di Chienti!Viva le chiese di una volta di cui le mie Marche sono zeppe, grazie a Dio!Ma vuoi mettere?

  44. Syriacus scrive:

    La vera bellezza è la santità, spiega Benedetto XVI :http://www.zenit.org/article-11699?l=italian

  45. Fra' Diavolo scrive:

    Da tante chiese moderne, come scriveva qualche tempo fa Camillo Langone, Dio non si può cacciare perchè non vi è mai entrato…Un capitolo a parte (dimenticato) è quello delle chiese antiche (dalle cattedrali a tante belle chiesette di paese) il cui presbiterio è stato stuprato dall’iconoclastia post-conciliare (le balaustre superstiti si contano sulle dita di una mano, altari stupendi ridotti a schienale per il celebrante, che dice messa su un tavolino spesso misero e male intonato all’ambiente). Anche dove non si sono avute vere e proprie devastazioni (come nella storica cattedrale di Pisa, nel cui presbiterio mons. Plotti ha voluto lasciare una traccia visiva della sua “ermeneutica della discontinuità e della rottura” nell’applicazione del Vaticano II), anche dove si è lasciato tutto com’era, limitandosi ad aggiungere un altare coram populo, resta il fatto che un’edificio concepito per avere un certo orientamento viene stravolto nella sua struttura spaziale e spirituale, perchè quello che era il luogo dominante dell’intera chiesa è ora marginalizzato.

  46. Syriacus scrive:

    In un commento precedente, ho scritto, fra il serio e il faceto, “sarò tendenzialmente ratzingeriano, ma quando si tratta di musica sacra luterana, divento un inguaribile kasperiano” ; ebbene, per ‘rendere giustizia’ a Joseph Ratzinger – a maggior ragione dopo che oggi a Loreto Papa Ratzinger ha, parlando a braccio, menzionato nuovamente la musica non solo del cattolico Mozart, ma anche dei protestanti Bach ed Handel, -proprio come ‘prova’, assieme alla bellezza del creato, dell’esistenza di Dio e della verità della Fede in Cristo, di enorme potenza ispiratrice- ecco alcune interessanti parole (…quali non lo sono?), che anni or sono mi avevano colpito (ma che poi avevo dimenticato e ho ricordato nuovamente una volta postato il commento sopra sulle cantate di Bach), dell’allora Cardinale Ratzinger:« L’incontro con la bellezza può diventare il colpo del dardo che ferisce l’anima ed in questo modo le apre gli occhi, tanto che ora l’anima, a partire dall’esperienza, ha dei criteri di giudizio ed è anche in grado di valutare correttamente gli argomenti. Resta per me un’ esperienza indimenticabile il concerto di Bach diretto da Leonard Bernstein a Monaco di Baviera dopo la precoce scomparsa di Karl Richter. Ero seduto accanto al vescovo evangelico Hanselmann. Quando l’ultima nota di una delle grandi Thomas-Kantor-Kantaten si spense trionfalmente, volgemmo lo sguardo spontaneamente l’uno all’altro e altrettanto spontaneamente ci dicemmo:- “Chi ha ascoltato questo, sa che la fede è vera”. »(Da: MESSAGGIO DEL CARDINALE JOSEPH RATZINGER PER IL MEETING 2002.IL SENTIMENTO DELLE COSE, LA CONTEMPLAZIONE DELLA BELLEZZA.http://www.ratzinger.it/modules.php?name=News&file=article&sid=229)

  47. Syriacus scrive:

    (Per i vostri eventuali amici anglofoni:http://www.ewtn.com/library/Theology/RATZBEAU.HTM )

  48. Syriacus scrive:

    A Berlino…http://cathcon.blogspot.com/2007/09/who-would-wish-worship-here.html

  49. editor scrive:

    @ Francesco #39″Purtroppen mein caren “editor” molti von noi nein capisken eine parolen von tetesken (numeren 15!). Crazie komunquen fur der kollegamenten a http://www.sedisvakantismus.org, tutteen (ops, pardon, “tutteen” è olandese, volevo scrivere “tutten” che invece, si capisce, è in tedesco) in tetesken, fur fortunen das photo zono ta fedére, ja!”sono veramente stupefatto dalle tue eserzioni “teo”logiche. Que profondita! In quale bordello, cioé Novus Ordo “seminario” l´hai imparato?Francamente non ho aspettato molto di piu da te, sapendo que non e venuto nient´altro di “Purtroppen mein caren “editor” molti von noi nein capisken eine parolen von tetesken (numeren 15!)” dalla tua setta nei quasi 50 anni della sua maldetta esistenza. Ne sono sicuro, que con la tua Novus Ordo profondita ed eloquenza ti puoi beccare presto il titolo di “Doctor Sectae”

  50. lycopodium scrive:

    Da dove è tratta la citazione di Rodolfo Quadrelli?