I dubbi di Madre Teresa e gli scoop d’Oltreoceano

[photopress:madre_teresa.jpg,thumb,pp_image]Alcuni quotidiani di sabato e i maggiori telegiornali nazionali hanno dato grande evidenza a un’anticipazione del settimanale americano “Time” riguardante un nuovo libro su Madre Teresa di Calcutta curato dal postulatore della causa di beatificazione nel decennale della morte. Nel volume vengono pubblicate le lettere che la religiosa scrisse al suo direttore spirituale. Così abbiamo letto su Stampa e Corriere, e visto su Tg1 e Tg5 articoli, interviste e servizi dedicati alla “notte oscura”, al “deserto spirituale” e ai dubbi che per cinquant’anni hanno attraversato la vita di questa piccola grande suora proclamata beata da Giovanni Paolo II nel 2003. Tutto vero. Peccato però che fosse già stato pubblicato nel 2002, in occasione dell’uscita del bel libro di Saverio Gaeta intitolato “Il segreto di Madre Teresa” (Piemme). In questo saggio si parlava già del fatto che la “notte oscura” aveva attraversato praticamente tutta la vita della futura beata e non si era trattato soltanto di qualche momento di passeggero sconforto. Questa “notte oscura” è stata presentata da qualcuno come un fenomeno che minerebbe la stessa figura della beata (e forse presto santa) Madre Teresa, mentre si tratta di un’esperienza che hanno vissuto grandi santi e grandi mistici. Ma è davvero curiosa la scarsa memoria storica del circuito mediatico, pronto a rilanciare come novità assolute rivelazioni che arrivano da Oltreoceano. Tra l’altro, sul Web, dopo l’uscita del libro di Gaeta, il postulatore aveva messo a disposizione un documentato saggio su questo argomento con moltissime citazioni. Questo è il mio commento al riguardo pubblicato oggi sul Giornale.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

38 risposte a I dubbi di Madre Teresa e gli scoop d’Oltreoceano

  1. Syriacus scrive:

    Un recente esempio di Luce dopo la “notte oscura” .Dalla stessa Asia di Madre Teresa:http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=10099&size=«Il luogo nel quale la Vergine apparve nel 1798 è stato colpito negli anni da conflitti e tifoni. Micidiali armi si sono abbattute tutt’intorno ancora negli anni ’70, durante la guerra, ma il santuario è ancora lì, a proteggere il popolo e la Chiesa di tutto il Vietnam.»

  2. Francesco scrive:

    A me queste “rivelazioni” fanno apprezzare ancor di più la santità di Madre Teresa, ovvero lo sforzo eroico con cui ha cercato di corrispondere (e con quali frutti) alla chiamata e al disegno di Dio per lei.Del resto, non sono mai riuscito a trovare una prova più intensa, più bella e più squassante della divinità di Cristo del suo pianto nell’orto: quando tutti lo hanno abbandonato, quando i discepoli dormono indifferenti, quando sente arrivare il compimento tragico del suo destino terreno, la paura lo prende dentro e il Padre tace. Ogni volta che rivivo quel passo mi emoziono e avverto la potenza di questo vero Dio che è vero uomo.I santi sono sulla sua scia, nel timore, nel dubbio, nella prova e nell’apparente lontananza di Dio c’è più verità cristiana che in tanti segni trionfali.

  3. Ercole scrive:

    Dov’è la stranezza? i santi sono santi proprio perchè hanno avuto il coraggio di continuare a credere, anche nei dubbi di fede più atroci. Se no, dove il merito? la fede è anche scelta razionale – voglio credere e quindi credo – nel momento in cui manca l’emozionalità. Questo sembra vero quanto più è profondo il sentimento… la forza e la volontà di superare il buio sono un ottimo argomento a favore della santità di Madre Teresa.

  4. gianluca scrive:

    Non so cosa abbia fatto di buono questa donna,so però che Dio ci dice di fare affidamento solo su di Lui,e non sull’uomo!Sarebbe bene che la chiesa “ufgiciale” leggesse questi versetti biblici e li meditasse,perchè purtroppo da 2000 anni sta insegnando alla povera gente di adorare, oltre al Creatore,anche la creatura, cosa molto offensiva per nostro Signore!Gloria a Dio!

  5. Giovanni Mandis scrive:

    caro gianluca la tua ignoranza sul cattolicesimo è alquanto evidente..La Chiesa cattolica professa un solo Dio, la Santissima Trinità, a cui spetta il culto di Latria. la LATRIA è il culto assoluto tributato alla divinità come tale, o meglio, al Dio unico. Latria significa quindi, il culto di Adorazione che è dovuto al solo, unico, vero Dio, mentre il culto dato agli “Idoli”, sotto qualunque forma, diventa idolatria, cioè un errore, un peccato, una cosa indegna dell’essere umano fatto ad immagine e somiglianza di Dio.Nell’A.T . idolatria significò giustamente, il culto reso agli dei falsi. Essa appare con il politeismo (più dei) nelle varie civiltà antiche. Nell’idolatria vi è una bipolarità di servitù… Quando l’uomo abbandona il servizio di Dio, si fa schiavo di degradanti realtà materiali, che sono, in definitiva, gli idoli. Quanti idoli esistono ancora! …Le immagini – sculture idolatriche sono quasi del tutto scomparse, ma gli idoli no. Per colui che si dice credente in un Dio unico e Sommo, oggi può essere schiavo di vari idoli, meno percepibili ma non per questo meno pericolosi. Ne faccio un piccolo elenco: denaro, sesso benessere materiale, moda e convenzioni sociali sconvenienti, ossia poco cristiane, il lusso sfrenato, il culto esagerato per il proprio corpo e per se stessi, la tecnica e la scienza quando pretendono di sostituirsi a Dio, il seguire il capo di una sètta che al posto dell’autorità di Cristo pone quella di un uomo, generalmente ribelle “alla Verità tutta intera”, alla quale, come sappiamo, lo Spirito Santo guida la Chiesa di Gesù.esiste poi anche il Culto di VENERAZIONE o di DULIA che è quello prestato ai santi, e, per essi, alle immagini sacre. Da tenere presente che il culto di venerazione (o di dulia) prestato ai santi, in ultima analisi è culto dato a Dio autore della santità. e quindi nulla ha a che fare con l’idolatria.Da ciò ne deriva come non ci sia nulla di male a venerare i Santi e in massimo grado la Madonna Santissima, venerata fin dai tempi apostolici e ai quali giustamente i cattolici si rivolgono con fiducia e Vi si rivolgeranno fino alla fine del mondo.quanto al fatto che non sai cosa ha fatto Madre Teresa in vita sua, mi conferma che dovresti informarti di più e meglio sulla Religione cattolica.E’ troppo chiederti di non offendere Dio e la Chiesa (intesa sia come gerarchia che come fedeli) dicendo falsità come “Sarebbe bene che la chiesa “ufgiciale” leggesse questi versetti biblici e li meditasse,perchè purtroppo da 2000 anni sta insegnando alla povera gente di adorare, oltre al Creatore,anche la creatura, cosa molto offensiva per nostro Signore!”cordialmente

  6. Francesco G scrive:

    Vorrei ringraziare di cuore principalmente il mio omonimo Francesco (senza G). Ha fatto subito centro per tutti noi. Gesù Dio e Uomo, nell’orto del Getsemani sente tutta la debolezza della carne e nonostante ciò porta a compimento il Disegno, che Gli costerà la vita, e sulla croce griderà pure “Dio mio perché mi hai abbandonato?”. Più dura è la prova, più – superandola – Gli si è vicini. C’è altro da dire? E il Corpus Domini? La Chiesa fa bene a dubitare, a nominare l’ “avvocato del diavolo” contro i propri beati, per risuscitare bisogna prima morire. Certo se invece abbracciamo l’idea dei fratelli musulmani che dicono che il profeta Gesù fu portato in Cielo dall’arcangelo Gabriele e sulla croce ci finì un povero mentecatto e che la nostra religione si basa sulla “distorsione” dei fatti… O preferiamo l’ateismo filomarxista che considera tutte le religioni “l’oppio dei popoli”? O ci lasciamo intricare dalle genealogie della “presunta” famiglia di Gesù dei nuovi sedicenti portatori di (si fa per dire) verità? Voi con chi state? Noi con chi stiamo?

  7. gianluca scrive:

    Sig. Giovanni,so benissimo la distinzione che la chiesa ufficiale fa tra adorazione e venerazione (sono stato cattolico anch’io),peccato però che questa distinzione non trovi nessuna conferma nella Parola di Dio (che leggo e invito a fare),la quale non bada a questi sofismi frutto di mente umanavolta solo a confondere le persone e ad alterare a proprio piacimento la Parola,che è molto chiara su questo punto.Essa infatti non prevede nessun intermediario (cosa che tanto piace alla chiesa cattolica) per andare a Dio,ma ci invita a rivolgerci DIRETTAMENTE a Lui con le nostre preghiere.

  8. Domenico scrive:

    Ringrazio l’ospite di questo blog, perchè fa una operazione per me fondamentale (per qualsivoglia argomento): quella di precisare fatti, documenti, ecc. prima di essere travolti dal globale bla-bla.Ringrazio anch’io Francesco per avere ricordato la”prova più intensa, più bella e più squassante della divinità di Cristo” che sperimentiamo nel “suo pianto nell’orto: quando tutti lo hanno abbandonato, quando i discepoli dormono indifferenti, quando sente arrivare il compimento tragico del suo destino terreno, la paura lo prende dentro e il Padre tace. Ogni volta che rivivo quel passo mi emoziono e avverto la potenza di questo vero Dio che è vero uomo.”Grazie ancora.Domenico

  9. Giovanni Mandis scrive:

    gianluca, quando mai la Chiesa cattolica dice che NON possiamo rivolgerci direttamente a Lui? pregare la Santa Vergine Maria per intercedere per noi vuol dire pregare Dio, rivolgerci ai Santi vuol dire pregare Dio avendo davanti modelli altissimi per conformarsi alla volontà di Dio stesso. Perchè sia Maria che i Santi sono in fondo “capolavori” di Dio, della sua Grazia salvifica. Alle nozze di Cana fu Maria a “convincere” il Figlio, restìo nel voler compiere un miracolo.tra l’altro visto che leggi le sacre scritture, leggi anche quando Gesù dice “Tu sei Pietro e su questa Pietra edificherò la mia Chiesa”, così come a Pietro e agli apostoli disse di andare a battezzare tutte le genti e a rimettere i peccati “a chi li rimetterete saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi” e tanti altri passi dove è palese che Dio, Gesù Cristo stesso, ha dato alla Chiesa gerarchica nella persona del successore di Pietro il compito di diffondere e spiegare il Vangelo a tutti gli uomini di ogni tempo.Fermo restando che l’Unico intermediario è Cristo, il Figlio di Dio, che la Fede non preveda altri “intermediari” (minori, meglio sarebbe dire INTERCESSORI) è una tua errata interpretazione, perchè i cristiani dai tempi più antichi si sono rivolti con fiducia all’intercessione della Madonna e dei Santi. O forse Lutero e gli altri eretici ne sapevano più degli apostoli?Come giustamente insegna il magistero della Chiesa, leggere semplicemente la Bibbia e il Vangelo non basta a comprenderli e capire cosa Dio vuole da noi,si prestano a interpretazioni erronee (eretiche) e dannose, quindi la dottrina della Chiesa è indispensabile per una corretta interpretazione (l’unica corretta) delle Scritture stesse. La dottrina della Chiesa è dottrina e legge di Dio stesso.Non a caso uno dei peggiori interpreti delle Scritture fu Lutero, e i nefasti influssi del suo agire si vedono anche ai giorni nostri…(“chiese” cristiane senza Sacerdoti, senza Sacramenti, senza presenza reale nell’Eucaristia, chiese talmente spirituali da rimanere oramai deserte, donne prete, preti-sposati etc., etc) il che però non gli ha impedito di fondare un surrogato di “chiesa” con sue gerarchie(sul modello della Chiesa cattolica!) senza la quale gli sarebbe stato impossibile diffondere i suoi errori…

  10. Francesco scrive:

    Grazie a voi tutti, è nel momento della debolezza e della paura che la verità cristiana rivela uno dei suoi aspetti potenti.Io abito a Roma, non lontano dalla Chiesetta del Quo Vadis: quanta verità c’è in quella pia tradizione!Durante le persecuzioni di Nerone, Pietro – il rinnegatore, ma anche il primo capo della Chiesa – scappa dall’Urbe. Ancora una volta non riesce a trovare la forza di stare dove Gesù lo aveva mandato, dov’era il suo posto. Ha paura.Lungo la via Appia incontra il Signore, che non lo rimprovera, non lo accusa di vigliaccheria. Ma che, alla domanda “dove vai?”, risponde semplicemente: “vado a Roma, per essere crocifisso di nuovo”. Pietro aveva ancora negli occhi le scene drammatiche della Passione di Gesù, e ora il Signore andava a riviverla di nuovo.Così, il primo degli apostoli capisce qual è il suo destino, capisce che non può, non deve scappare, e torna a Roma, dove troverà il martirio.Mi pare una storia in cui c’è tutto, c’è un piccolo trattato sulla Fede e sulla Chiesa.E c’è soprattutto la verità fondamentale del cristianesimo, che passa per la fragilità umana riscattata dall’identificazione con Cristo, dal suo esempio, dalla sua credibilità di Crocifisso.Io credo che per i santi le cose vadano più o meno allo stesso modo, un pò come per Pietro nel Quo Vadis.

  11. gianluca scrive:

    e certo, sig. Giovanni,dobbiamo leggere la Bibbia tenendo presente la dottrina cattolica, come no!!,altrimenti potremmo correre il rischio di capire il VERO senso della Parola di Dio e non quello che ci vuole propinare il cattolicesimo!!!No mio caro,la Bibbia si legge con UMILTA’,senza preconcetti delle religioni, altrimenti non potremmomai capirne il vero senso.Sul famoso versetto “tu sei Pietro…”, Gesùquando dice “su questa pietra” non intende la persona di Pietro,ma la sua confessione fatta poco prima,e cioè che Gesù è il figlio di Dio.Pietro ha SOLO il merito di averlo capito per primo rispetto agli altri, ma non è capo di nulla,tant’è vero che questo versetto (tu sei Pietro…ecc ecc)è riportato in un Solo Vangelo, cosa impossibilese Gesù avesse davvero costituito PIetro capo della Chiesa!Infine per quanto riguarda i santi intercessori,non ho MAI incontrato un cattolico che prega il santo o la madonna per pregare Cristo Gesù,ma lo fa per pregare proprio quel preciso santo raffigurato dalla statua (e questo la Bibbia lo chiama idolatria).Salve.

  12. Santino C. scrive:

    Ho riletto questo versetto biblico: “Io grido a te, ma tu non rispondi, insisto, ma tu non mi dai retta” (Giobbe 30,20)pensando a Madre Teresa. E allora… Il Dio biblico è Dio rivelato e pur tuttavia sempre nascosto. Non nasconderci il tuo Volto sia la nostra invocazione di pellegrini!

  13. Mary scrive:

    Gianluca era un tempo cattolico e quindi “sa” che da 2000 anni la chiesa cattolica sbaglia. Ora si è fatto protestante e possiede lui la verità, attingendola personalmente dalla Scrittura. Di colpo è diventato teologo, esegeta, mistagogo, e… santo. Ma guarda! Anche Enrico VIII si è staccato da Roma, ma ha fatto sapere, almeno, il perché…

  14. gianluca scrive:

    Mary,non sono (ne’ voglio essere) teologo,ne’ tutte le altre diavolerie che hai detto,ma semplicemente ho capito che se si vuoleconoscere il VERO e genuino messaggio che Dio vuole darci,bisogna inevitabilmente leggere con umiltà la Bibbia (ed essa soltanto),tu l’hai mai letta?Hai mai notato che differenza c’è tra Bibbia e cattolicesimo?Oppure preferisci un bel catechismo o qualche altro scritto di qualche dotto “padre della chiesa”??Io di quest’ultimi non so che farmene,perchè ho capito che servono solo ad alterare secondo i propri “pruriti” la sana dottrina!!

  15. Mary scrive:

    Caro Gianluca, è vero, io non ho letto tutta la Bibbia, come non ho letto tutto il Paradiso Perduto di Milton, né la Divina Commedia di Dante. Ma la tua pretesa di conoscere il VERO solo perché hai letto “con umiltà” un libro vecchio di non so quante migliaia di anni mi lascia alquanto perplessa. Con altrettanta umiltà dovresti però quantificare tuoi quattro amici valdesi o metodisti (mi sbaglio?) o anche i miei spocchiosi anglicani che, tutti insieme, se la prendono da secoli col mondo cattolico (un miliardo e più, se sono bene informata), tutti “cretini” secondo Odifreddi, ma moltissimi anche “santi”, come Madre Teresa, di cui si parla qui. TI mancano le proporzioni, caro amico!

  16. Giovanni Mandis scrive:

    gianluca è proprio lì che sta l’errore!tanti Pontefici han detto che si può essere ottimi cristiani senza leggere autonomamente il Vangelo e le Scritture e pretendere di saperne più della Chiesa stessa, ma fidandosi dell’insegnamento della Chiesa, che è insegnamento di Gesù stesso. poi ovviamente andando a Messa uno il Vangelo lo ascolta grosso modo tutto nell’arco di una vita, e se per caso ha dei dubbi non ha che da chiedere a chi ne sa più di lui. ma non è affatto necessario leggerlo come si leggerebbe un libro qualsiasi e tantomeno pensare di poterlo interpretare liberamente.forse l’umiltà fa difetto a voi protestanti che pretendete di saperne più di tutti gli altri, della Chiesa e del Papa che ne è la guida.quando ad alterare la Dottrina, quella è Una e Una sola e Nessuno la può cambiare.non ti rendi conto che senza un’ autorità (Pietro, gli apostoli, la Chiesa) visibile e temporale e anzi facendo ognuno in base ai propri criteri la Fede in Gesù si sarebbe dispersa e oggi saremmo più o meno come i musulmani con miriadi di correnti di interpretazione (tra le quali molte fanatiche) e come le centinaia di migliaia di confessioni protestanti che di cristiano non hanno mantenuto nulla.ora che tra i cattolici ci sia anche chi esageri nel rivolgersi direttamente ai Santi può anche essere vero, ma credo che la maggior parte sappia benissimo che sono solo un mezzo per giungere a Dio. semplicemente hanno fiducia che rivolgendosi a “quel” Santo le loro preghiere arriveranno a Dio; se Dio a Mosè ha fatto levare i sandali perchè il terreno era sacro significa che ci vuole tantissima umiltà nel rivolgersi a Dio, e affidarsi a un intercessore caro al Signore (chè i Santi sono particolarmente cari al Signore) è un atto di umiltà e di riconoscimento di quanto bene Dio stesso ha dato al mondo per tramite di quel Santo.quindi nessuna idolatria, mi sembra ci sia invece da parte tua un pò di fanatismo anticattolico.

  17. gianluca scrive:

    Cara Mary,ti ricordo che quel “vecchio libro”, come tu l’hai definito,è un libro scritto da uomini ISPIRATI,per mezzo dello Spirito Santo, e quindi è SEMPRE valido,lo sarà fino alla fine del mondo.C’è un versetto che dice che i cieli e la terra passeranno,ma non le parole in essa contenute!!Questo è il vostro grande errore,pensare che non sia necessario leggerla,ma che sia sufficiente seguire gli insegnamenti della chiesa cattolica;be’ che ci crediate o meno,questo comportamento non vi porterà MAI a comprendere la verità,perchè la verità si trova SOLO nella Bibbia,al di fuori di essa c’è l’errore,c’è la dottrina umana che porta alla perdizione!Come ho già detto anc’io ero cattolico,e se non avessi letto la Bibbia non avrei mai aperto gli occhi, e ringrazio Dio per questo.Infine cara Mary è inutile parlare di numeri,non è la quantità di seguaci a indicare quale sia la vera chiesa, tant’è vero che la Bibbia parla di porta larga e porta stretta,e dice che sono molto pochi coloro che si decidono a varcare la porta stretta che conduce alla vera Chiesa!

  18. Giovanni Mandis scrive:

    Son proprio i fanatici invasati come te, gianluca, che mostrano quanto siano dannose e pericolose la lettura e (soprattutto) l’interpretazione arbitraria e falsa delle Sacre Scritture, che si presta numerose contraddizioni.infatti gianluca non vuole altri intermediari che Gesù, però gli fanno comodo i profeti che dovrebbero essere gli uomini ispirati dallo spirito santo di cui parli, e i profeti che cosa sono se non intermediari?ovviamente i profeti vanno bene, ma non si sa bene perchè non vanno bene San Pietro,gli altri Santi Apostoli e Maria Santissima, come intermediari…e poi in fondo in fondo, se Dio non ha bisogno di intermediari perchè servirsi anche dei profeti? perchè scrivere un libro, che sempre in fondo in fondo è un intermediario di carta?caro gianluca O NON VA BENE ALCUN intermediario (e allora torniamo indietro a una sorta di religione animista… wow!), O VANNO BENE TUTTI quelli che Dio ha ritenuto opportuni (come sostiene la Chiesa, fermo restando che il Mediatore che li ricapitola tutti è Gesù Cristo), quello che non va bene, ed è davvero troppo comodo, è scegliere a proprio tornaconto quelli che vanno bene e quelli che non vanno bene…

  19. Mary scrive:

    Caro Gianluca, il tuo caso m’interessa più di tutti. Non tanto per le tue convinzioni religiose, quanto per l’atteggiamento che riveli, per fortuna non comune a tutti i non cattolici come me. Il tuo sembrerebbe un caso di solipsismo pseudoreligioso, che interessa più gli psicologi che i teologi. Questi ultimi parlerebbero piuttosto di fondamentalismo religioso, che non è di mia competenza. Pendo che ti gioverebbe un recupero, anche graduale, delle “proporzioni” del reale, risparmiandoti, nel contempo, tanti guai al fegato.

  20. gianluca scrive:

    i vostri commenti mi spaventano sempre più!Perchè trovate così strano che una persona segua solo il Vangelo e ignori (giustamente!)tutti i dogmi e dottrine umane che NON trovano alcun riscontro nella parola di Dio?Se voi siete così ciechi da non notare differenze enormi tra la dottrina di Dio e quella della chiesa cattolicaio non posso farci niente,posso solo invitarvi a leggere costantemente e con umiltà(ma credo sarà molto difficile per voi) le Sacre Scritture.Mary lo sai che Gesù nella Bibbia dice anche che la gente chiamerà pazzi coloro che hanno ricevuto la sana dottrina perchè non riesce a capire i loro discorsi?Proprio come hai cercato di fare tu,come vedi la Bibbia ha previsto già tutto!!Giovanni invece dice che la Bibbia letta da soli si presta a contraddizioni;ma cosa vai farneticando?Sai qual’è la chiave per comprendere la sana dottrina?Lo Spirito Santo, che Dio ha promesso di mandarci, ma ci vuole umiltà, mio caro,e sincera voglia di comprenderne il vero senso,altro che guida della chiesa!;la chiesa ha solo interesse a far capire ai tanti “pecoroni” la propria dottrina (per tenerli legati a se), non quella di Dio!!!Leggi la Bibbia invece di dare del fanatico,sicuramente ti farà bene,e potrai forse capire che per essere salvati occore una “nuova nascita”,altro che battesimo da neonati,che non serve proprio a nulla!!

  21. Syriacus scrive:

    La bellezza della fede in Gesù, figlio di MariaOmelia nella S. Messa del pomeriggio della Solennità della Madonna della GuardiaGenova, Santuario di N.S. della Guardia,29 agosto 2007Carissimi!1. Il giorno volge al suo termine: giorno di preghiera e di festa. Il tempo fugge veloce, ma nell’anima resta quanto abbiamo vissuto nella cara solennità della Madonna della Guardia.L’ora della sera, nello svolgersi della vita, è l’ora dolce della giornata, il momento in cui i tumulti e gli impegni del lavoro si smorzano, tutto entra in quella quiete vespertina che precede il riposo. E’ l’ora del raccoglimento e dei ricordi, del rientro in noi stessi e spesso della verità di ciò che abbiamo vissuto durante il giorno. Oggi sentiamo che in fondo all’anima ha preso dimora una pace forse già nota ma certamente rinnovata, la pace soffusa e mite, ma insieme robusta e profonda, che viene dalla fede e dalla preghiera.Abbiamo iniziato con la novena preparatoria, che è continuata nella salita orante di ieri sera: una vigilia di fatica e d’amore, sostenuta dalla preghiera nell’attesa dell’incontro con la Santa Vergine e con Gesù, nostra speranza e nostra pace. Abbiamo compreso che pregare è vegliare in attesa della luce. E la luce è venuta, è continuata oggi, continuerà domani. Si tratta della calda luce della fede. Quella fede che risplende in Maria la quale, nella casa di Nazaret, riceve l’annunzio del celeste messaggero: annuncio che l’avvolge come un grande e inafferrabile mistero. Ma la Vergine non arretra. E’ colta dal turbamento che nasce dal sapersi di fronte a qualcosa di maestoso e di arcano, ma non fugge: al contrario avanza verso l’abisso di luce che le è davanti e naufraga in esso. “Fiat”, “sia fatto di me secondo la tua parola”: è il suo atto di fede, è il suo abbandonarsi fiducioso a Dio. Da questo consegnarsi spunta il Germoglio di Iesse, nasce la Salvezza, Gesù benedetto.2. Amici carissimi, com’è bella la fede! Essa non è un insieme di buoni sentimenti: è molto di più! Non è un codice di onestà: è molto di più! Non è un’ideologia: è molto di più!… E’ credere che Dio è Qualcuno e che quindi tocca l’intero orizzonte della nostra esistenza. E’lasciarci abbagliare dalla luce così da accettare l’oscurità. E’ lasciarci trovare da Dio. E’ credere che lo si può amare come si ama una persona. E’ vivere ogni momento riferiti a Gesù, crocifisso e risorto: egli il Figlio del Dio vivente; è il suo volto; è il Maestro dell’umanità, il Redentore; è il centro della storia e del mondo; è Colui che ci conosce e ci ama; Egli è l’amico che accompagna i nostri passi e ci conduce all’eternità; Colui che un giorno sarà il nostro Giudice e, lo speriamo, la nostra eterna felicità; è Colui che libera il mondo dalla schiavitù del peccato, che dà al mondo il senso della sua pena; che rivela che la morte, pur rimanendo atroce, non è assurda…Non finiremmo mai di parlare di Lui: Egli è il Pane, la Sorgente d’acqua viva per la nostra debolezza. Gesù Cristo!Egli ci ha mostrato che l’amore non è qualcosa che brilla, ma è qualcosa che consuma; che consuma fino alla croce, ma fa di ogni più piccola azione un avvenimento immenso, nel quale ci viene dato il Paradiso e nel quale possiamo dare il Paradiso. Gesù Cristo, il desiderio delle nostre anime, l’atteso dei nostri cuori, l’invocazione delle nostre preghiere. Chi mai potrà donarcelo? Chi meglio di Lei, la Santa Vergine, la grande Madre?”A Te ricorriamo noi esuli figli di Eva”: dove andare lontano da Te? Dove curare le ferite dell’anima, gli urti del tempo? Dove trovare riparo e conforto se non in Te Maria che ci porti a Gesù, che ci porti Gesù? Donaci, Santa Vergine, il dono delle lacrime: di poter piangere come l’apostolo Pietro ogni volta che ci allontaniamo da Cristo con i nostri peccati. Con Te vicina il pianto sarà sincero, sarà come il gemito del bimbo che viene alla luce, alla luce che è Cristo. E sarà ancora una volta vita nuova, festa nella terra del nostro cuore e festa in cielo. Grazie o Maria perché ci doni Gesù, il Figlio tuo, il nostro Salvatore, l’unico che legge fino in fondo i nostri cuori, che non cessa di aver fiducia in noi, che non tradisce, che ci è veramente Amico, che è il nostro Destino.+ Angelo BagnascoArcivescovo di Genovahttp://www.diocesi.genova.it/documenti.php?idd=1964&PHPSESSID=799624b50ddef85fcefd82bf88c00a5a

  22. Francesco G scrive:

    Perdoni la mia intromissione il Sig. Gianluca, ma proprio nella Bibbia, Nuovo Testamento, arriva il grande messaggio di Gesù: “Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso.” (Matteo, 22, 37). Anche se le Sacre Scritture si trovano facilmente on-line e in qualsiasi libreria, non è necessario neanche saper leggere e scrivere per essere buoni cristiani. L’essenza è in questi due semplici, chiari, essenziali, stupendi comandamenti. Quanti di noi, compresi me e lei, Sig. Gianluca, possono dire di attenersi instancabilmente a questi due unici comandamenti? Secondo me la Verità la possiamo cercare anche qui. Chiedendo proprio questo a noi stessi.

  23. Syriacus scrive:

    Le parole di Madre Teresa vengono usate in maniera spudorata: come ad esempio da questo opinionista laicista anticattolico americano (che vi unisce considerazioni ‘à la Odifreddi’ sulla Messa cattolica, ‘indifendibile’ nel 2007…) : http://newsweek.washingtonpost.com/onfaith/sam_harris/2007/08/the_sacrifice_of_reason.html

  24. Giovanni Mandis scrive:

    gianluca sei la prova vivente che leggere la Bibbia e interpretarla a proprio comodo è dannoso, pericoloso e del tutto NON necessario.

  25. gianluca scrive:

    la ringrazio del versetto,sig. Francesco, fa sempre bene ripassare i comandamenti di nostro Signore!Però vorrei farle notare che il Signore non solo ci invita ad amare il prossimo come noi stessi,ma ci invita (anzi direi ci obbliga!), una volta conosciuta la verità mediante la lettura delle Sue parole, ad evangelizzare, ammonire, riprendere (quando serve)i nostri fratelli,affinchè anche loro conoscano la sana dottrina!Amare il prossimo vuol dire anche questo!Per quanto riguarda il secondo comandamento, vorrei farle notare che non è quello che ha scritto lei,ma è quello che vieta di costriure statue e immagini per prostarci davanti a esse e offrir loro un culto.A qualcuno però questo comandamento ha dato fastidio,per cui l’ha cambiato;lascio a lei indovinare chi l’ha fatto!!Saluti.

  26. Giovanni Mandis scrive:

    gianulca dice “Però vorrei farle notare che il Signore non solo ci invita ad amare il prossimo come noi stessi,ma ci invita (anzi direi ci obbliga!), una volta conosciuta la verità mediante la lettura delle Sue parole, ad evangelizzare, ammonire, riprendere (quando serve)i nostri fratelli,affinchè anche loro conoscano la sana dottrina!Amare il prossimo vuol dire anche questo!”ed esattamente quello che fa la Chiesa dal momento stesso che Gesuì la istituì. ma a te non va bene..anzi hai detto che da 2000 anni la Chiesa insegna cose sbagliate..

  27. gianluca scrive:

    giovanniè dannoso NON leggere da sè la Bibbia preferendo dar retta a quello che ci propinano i capi religiosi,in evidente contrasto con la Parola!!Questo è dannoso!

  28. Francesco G scrive:

    Non sono un biblista ma un povero peccatore. Ho solo riportato (tra virgolette) un passo del Vangelo di Matteo al capitolo 22, che qui riporto più estesamente (Sacra Bibbia, CEI):[34]Allora i farisei, udito che egli aveva chiuso la bocca ai sadducei, si riunirono insieme [35]e uno di loro, un dottore della legge, lo interrogò per metterlo alla prova: [36]«Maestro, qual è il più grande comandamento della legge?». [37]Gli rispose: «Amerai il Signore Dio tuo con tutto il cuore, con tutta la tua anima e con tutta la tua mente. [38]Questo è il più grande e il primo dei comandamenti. [39]E il secondo è simile al primo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. [40]Da questi due comandamenti dipendono tutta la Legge e i Profeti».Come dicevo non sono un biblista ma un povero peccatore senza arte né parte: questo brano mi è venuto in mente perchè mi sembra (per cui parlo di una semplice impressione, non di dogmatica conoscenza come talvolta siamo portati a fare), mi sembra che Gesù stesse rispondendo a speciose e cavillose argomentazioni (come quella del “tributo a Cesare”, poco prima) di “dotti” tra l’altro. La mia modestissima impressione è che, io per primo, ci perdiamo spesso il primo mattone della casa. Io vorrei poter dire di attenermi fermamente a questi due Comandamenti, ma non posso. Per questo non riesco a scagliare né pietre né critiche o commenti, figuriamoci insegnamenti! Siamo tutti sicuri di soddisfare tutti i giorni questi due Comandamenti, i più importanti, prima di sentenziare sugli sbagli degli altri (in questo caso della Chiesa)? Con affetto e simpatia per tutti.

  29. Ale scrive:

    Non ho letto tutto, ma la diatriba tra cattolici e non è e sarà sempre un contrasto senza fine. Quel che vorrei dire a coloro che dicono che Gesù istituì la chiesa cattolica consiglierei di informarsi meglio e di leggere la Scrittura visto che in nessun passo del NT si parla mai di cattolicesimo. I fedeli a Cristo vengono chiamati “fratelli”, “santi” e “cristiani”. Le distinzioni tra ortodossi, cattolici, protestanti (luterani e calvinisti), evangelici, battisti, ecc ecc sono state fatte dagli uomini. Io mi considero un cristiano che cerca di seguire l’insegnamento di Cristo (non basta essere battezzati per essere cristiani, ma ci va una vita in ravvedimento dai peccati ed in santificazione, che si sia cattolici o non) del vangelo. Nessuno, me compreso, è puro. Paolo lo ha detto chiaramente che tutti siamo peccatori, nessuno escluso, ma ha anche detto che siamo giustificati nel sacrificio di Gesù. Quindi credo che la cosa più normale da fare sia cercare di fare la volontà di Dio e se si pecca si chiede perdono a Gesù che come dice la scrittura ci ha giustificati con il suo perfetto sacrificio sulla croce, sacrificio che non necessita di farne altri perché Lui era puro e si è caricato delle nostre impurità come Agnello sacrificale (vedere le lettere apostoliche del NT)Faccio notare anche questo:molto tempo dopo quell’affermazione di Gesù (che dovrebbe essere l’affermazione dell’autorità di Pietro e del fatto che lui sarebbe stato il capo degli apostoli) successe una cosa molto particolare; Luca 22:24-27 dice “Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.” Questa cosa accadde molto dopo tempo rispetto alla frase con la quale Gesù avrebbe dato a Pietro l’autorità sulla Chiesa e lo avrebbe definito capo degli apostoli. Successe che gli apostoli litigassero su chi fosse il più grande tra loro, ora mi sta bene che tu mi dica che Gesù dicendo “su questa pietra fonderò la mia chiesa” si stesse riferendo a Pietro, ma allora, se gli apostoli sapevano che Gesù aveva definito da molto tempo Pietro “la pietra” (dandogli il vicariato e quindi sottintendendo che lui fosse il capo dei 12), perché discutevano su chi fosse il più grande tra di loro? Forse si erano dimenticati di quell’episodio. Ma Gesù allora perché non gli ha semplicemente ricordato di aver già designato Pietro come capo della Chiesa?In un altro episodio della Scrittura (precedente a quello della dichiarazione della divinità fatta da Pietro), Gesù riprende i 12 sul fatto di chi fosse il più grande di loro. In Marco 9:33-35 sta scritto “Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti».” In 2 episodi Gesù dice ai 12 di non preoccuparsi di valutare chi fosse il più grande tra di loro, ma poi in un altro episodio istituisce Pietro il capo della Chiesa. Sembrerebbe una contraddizione, ma sappiamo ambedue che le contraddizioni non fanno parte ne della Scrittura ne di Gesù.Imolto tempo dopo quell’affermazione di Gesù (che dovrebbe essere l’affermazione dell’autorità di Pietro e del fatto che lui sarebbe stato il capo degli apostoli) successe una cosa molto particolare; Luca 22:24-27 dice “Fra di loro nacque anche una contesa: chi di essi fosse considerato il più grande. Egli disse: «I re delle nazioni le governano, e coloro che hanno il potere su di esse si fanno chiamare benefattori. Per voi però non sia così; ma chi è il più grande tra voi diventi come il più piccolo e chi governa come colui che serve. Infatti chi è più grande, chi sta a tavola o chi serve? Non è forse colui che sta a tavola? Eppure io sto in mezzo a voi come colui che serve.” Questa cosa accadde molto dopo tempo rispetto alla frase con la quale Gesù avrebbe dato a Pietro l’autorità sulla Chiesa e lo avrebbe definito capo degli apostoli. Successe che gli apostoli litigassero su chi fosse il più grande tra loro, ora mi sta bene che tu mi dica che Gesù dicendo “su questa pietra fonderò la mia chiesa” si stesse riferendo a Pietro, ma allora, se gli apostoli sapevano che Gesù aveva definito da molto tempo Pietro “la pietra” (dandogli il vicariato e quindi sottintendendo che lui fosse il capo dei 12), perché discutevano su chi fosse il più grande tra di loro? Se sapevano benissimo che era stato designato Pietro, perché discutevano?In un altro episodio della Scrittura Gesù riprende i 12 sul fatto di chi fosse il più grande di loro. In Marco 9:33-35 sta scritto “Giunsero intanto a Cafarnao. E quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo lungo la via?». Ed essi tacevano. Per la via infatti avevano discusso tra loro chi fosse il più grande. Allora, sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuol essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servo di tutti».” In 2 episodi Gesù dice ai 12 di non preoccuparsi di valutare chi fosse il più grande tra di loro, ma poi in un altro episodio istituisce Pietro il capo della Chiesa. Sembrerebbe una contraddizione, ma sappiamo ambedue che le contraddizioni non fanno parte ne della Scrittura ne di Gesù.Non sono un teologo, ma uno che ha letto la Scrittura con la convinzione che (come scritto da Paolo in 2 Timoteo 3:16): “Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia,”esortare, correggere e insegnare”. Non lo disse rivolto a dei teologi, ma lo disse a Timoteo che doveva tenerlo presente nell’insegnamento della stessa a persone ignoranti. Se servissero dei teologi per spiegare una cosa che già 2000 anni fa veniva definita utile a quelle cose, allora non sarebbe sufficiente la Parola di Dio. Vi invito a leggere qualche libro di teologia e scoprire che sono libri dove gli autori tentano di psicanalizzare le affermazioni bibliche. In pratica cercano di psicanalizzare Dio, cosa inutile a dirsi, totalmente stupida.Dio ha bisogno che lo seguiamo e che lasciamo che ci ami, non che lo mettiamo in cura psicanalitica.

  30. Ale scrive:

    Chiedo scusa, ho copiato 2 volte 2 capoversi.Aggiungo una cosa, Gesù non ha detto solo di amarci gli uni gli altri, ma ha detto di amarci come Lui ci ha amato. Lui non è morto per i buoni, ma è morto anche per coloro che Lo odiano. Chi di noi, umanamente, sarebbe capace di morire per un suo nemico? Già sarebbe difficile morire per un proprio caro, ma morire per coloro che ti odiano è una cosa che solo Dio sceso in terra poteva fare e solo facendo come hanno fatto i discepoli, si può comprendere quell’amore. E quell’amore non si esprime certo nel continuare a criticare le credenze dottrinali che ci distinguono, ma cercando quello che ci unisce, cioè l’amore di Gesù. Gesù disse di lasciare tutto e di seguirlo e anche che chi non riesce ad odiare i proprio genitore ed i propri figli, non ama Lui. Non vuol dire che dobbiamo vivere da eremiti e voltare le spalle ai nostri affetti, quanto più che altro riconoscere che l’amore per i nostri famigliari deve sembrare odio davanti all’amore che dovremmo avere per Dio.Quindi Gesù ha lasciato lo Spirito Santo che sarebbe stato con noi fino al Suo ritorno e ha detto di ricercarLo con tutti noi stessi “chiedete e vi sarà dato”. Ma non lo ha detto solo agli ecclesiastici o i teologi o gli studiosi, lo ha detto a tutti i credenti. Ha anche detto che il Padre cerca “adoratori in spirito e verità” e non studiosi delle Scritture. Ora io preferisco leggere le Scritture e chiedere a Dio di diventare un Suo “adoratore in Spirito e verità”, cosa che ovviamente non si acquista solo con la lettura della Scrittura, ma con il rapporto giornaliero che Lui vuole avere con noi e che non è solo il recitare qualche preghiera, ma è lo stare alla Sua presenza cercando la consolazione dello Spirito Santo e l’amore di Dio Padre, ringraziandoLo per che Lui E’ e non solo per quello che fa. Dio ci ama per quello che siamo (Suoi figli) e non in base a quello che facciamo.Tutto questo è per la Grazia che abbiamo nel nostro Signore e Salvatore Gesù Cristo che la Scrittura definisce come il nostro unico Mediatore davanti al padre e il nostro Avvocato che ci difende con il Suo sangue davanti all’accusatore (satana) per giustificarci davanti al giudice (Dio Padre). E’ tutto questo è scritto a chiare lettere sulla Scrittura.

  31. DANTE PASTORELLI scrive:

    Parole tipiche del protestantesimo, da respingere in blocco se il fine è quello che traspare.Sino a prova contraria, al di là delle pecche umane di Pietro (e questo la dice lunga sulla possibilità di papi peccatori) è a lui che disse: Simone, ti chiamerai pietrasu questa pietra fonderò la Chiesa; a lui ordinò di pascere pecorelle ed agnelli; solo a lui disse che era beato perché le parole (Tu sei il cristo Figlio del Dio vivente) gli erano uscite dalla bocca per volontà di Dio e non per personale volontà.La Chiesa da Cristo è fondata su Pietro. E solo attraverso Cristo, e la Sua Cghiesa, si ritorna al Padre che ci ha creato.

  32. Ale scrive:

    La tua definizione classista non mi stupisce, io ti chiamo fratello e tu invece mi chiami protestante (sicuramente con disprezzo, vero? Tanto sono un apostata, vero?)Comunque il tuo definirmi protestante è falso perché io mi rifaccio al Vangelo e non alle dottrine luterane o calviniste, che se tu non lo sai sono quelle protestanti.Visto che sei cattolico quindi vai a messa tutte le domeniche, sei impegnato nella tua parrocchia e credi alla lettera a tutto quello che dice il Papa, verò? Se non è così, sappi che il Papa non ti considera cattolico se non fai quelle 3 cose (oltre a tutte le altre ovviamente) precettate dalla chiesa cattolica. Per il resto sono certo che sei d’accordo con il non usare metodi anticoncezionali nel matrimonio perchè proibito dalla Chiesa Cattolica.Riguardo a Pietro non vado oltre la tua classica provocazione cattolicistica, come tutti i cattolici ti attacchi a quel passo biblico per difendere la fede senza pensare che ci sono moltissimi passi biblici che contrastano con quello senza contare Origene, sant’Ambrogio e molti altri padri della Chiesa (che la stessa Chiesa Cattolica prende come esempi mirabili di cristiani) contestano aspramente quella dottrina. Ma non fa nulla, che Dio ti benedica e che tu possa trovarLo, ovvio che se non lo cerchi, non lo trovi, ma sappi che Lui non si stanca di bussare alla tua porta e vuole entrare nella tua casa per amarti e per darti una gioia che nessuna convinzione teologica può darti. Fare un’esperienza con lo Spirito Santo può cambiarti la vita, ma se non accetti Dio non ti obbliga a farla e resti un credente nominale che verrà rimesso alla misericordia di Dio, ma che in questa vita non sperimenta le benedizioni di Dio Padre.Pace a te fratello.

  33. Raffaele Savigni scrive:

    Ciò che ci salva è la grazia di Dio che ci è data in Gesù Cristo, ma noi siamo tenuti a vivere secondo lo Spirito una vita nuova, a tradurre questa fede in opere: è questo che ci dice il Nuovo Testamento, se letto integralmente (ossia non solo le lettere di Paolo, ma anche quelle di Giacomo e di Pietro). Mi pare che cattolici e protestanti abbiano trovato un’intesa a livello teologico mediante un documento su “La giustificazione”, redatto in questi ultimi anni dalla Comminnsione ecumenica per il dialogo teologico: ripartiamo di lì e non dalle diovisioni di 500 anni fa. Quanto al primato di Pietro e del papa, esso non va enfatizzato oltre misura (non è un potere di tipo terreno!), ma neppure minimizzato. Lo stesso Ale ammette che “In 2 episodi Gesù dice ai 12 di non preoccuparsi di valutare chi fosse il più grande tra di loro, ma poi in un altro episodio istituisce Pietro il capo della Chiesa”.

  34. Ale scrive:

    Giusto Raffaele infatti come dice Paolo:”Egli ci ha salvati non per le opere giuste da noi compiute, ma per la sua misericordia…Certa è quest’affermazione, e voglio che tu insista con forza su queste cose” (Tito 3: 5-8)e anche:”Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere, affinché nessuno se ne vanti” (Efesini 2: 8-9).Il fatto è che quel che dice l’apostolo Giacomo, non contrasta affatto con quel che dice Paolo, anzi rafforza maggiormente il tutto.Frasi come questa: “Così è della fede; se non ha opere, è per sé stessa morta.” (Giacomo 2:17) sono verissime.Ma attenzione la fede senza opere è morta, ma le opere che intende Giacomo sono ovviamente opere scaturite dalla fede. Se uno fa un’opera di bene senza credere in Dio, sicuramente verrà considerato da Dio come una persona che ha fatto del bene, ma se quell’opera non è fatta nel nome di Dio, ma solamente per un vanto personale o per rispettare la morale e la carità umane, non è la stessa cosa, se si crede che in base a quell’opera Dio ti salva.La cosa basilare è credere in questa frase “Gesù gli disse: «Io sono la via, la verità e la vita; nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” (Giovanni 14:16). Credendo al sacrificio di Gesù, tutte le opere fatte nel Suo nome fanno parte della giustificazione, ma le opere fatte al di fuori non lo sono.Prendete per esempio la parabola del fariseo e del publicano (Luca 18). In quella parabola il fariseo era convinto della sua perfetta religiosità e della sua totale innocenza davanti a Dio rispetto al publicano che era in fondo; era forte dei suoi 2 digiuni la settimana (uno in più della legge ebraica) e del fatto che desse la decima di tutto (prevista dalla legge ebraica). Il publicano invece va davanti a Dio e gli dice semplicemente “O Dio, abbi pietà di me, peccatore!”. Gesù dice che dei due uscì giustificato il publicano e non il fariseo perché le opere del fariseo erano fatte secondo la legge ebraica, ma il suo cuore era incirconciso e quindi pensava che le sue opere giuste nel rispetto della legge, fossero abbastanza per essere giustificati davanti a Dio, invece il publicano nonostante probabilmente non seguisse alla lettera le disposizioni di legge, andò davanti a Dio chiedendo con fede il perdono e Dio gli diede il perdono.Un’altra opera che da giustificazione quella che fece Zebedeo che dopo aver avuto fede nel cercare di vedere Gesù (salendo sul Sicomoro), dopo essere sceso e aver accettato che Cristo volesse entrare in casa sua, disse che avrebbe restituito il mal tolto e a chi aveva truffato avrebbe dato il quadruplo. Ecco che quest’opera è un’opera data dalla fede in Cristo, quindi un’opera giusta fatta per la fede nel Giusto.Allo stesso modo vediamo che invece quel ricco al quale Gesù disse di dare tutto ai poveri, non volle farlo perché troppo legato alle sue ricchezze. Lui non sarebbe entrato nel Regno (come disse Gesù facendo l’esempio della cruna dell’ago, ecc) non perché non aveva rinunciato alle sue ricchezze, ma perchè prima di tutto non aveva avuto fede nelle parole di Gesù che gli disse di rinunciare ad esse.Quindi si alle opere se sono scaturite dalla fede, ma le opere da sole per buone che possano essere, sono opere della carne se non avvalorate dalla fede in Cristo risorto e quindi fede nel sacrificio perfetto ed unico di Cristo.

  35. Ale scrive:

    Il grande problema che affligge molti che conosco è che credono che in base alle opere buone che fanno, sono salvati, ma invece dobbiamo capire che “la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio.” quindi possiamo fare buone opere finché vogliamo, ma se non capiamo che la fede ci è donata da Dio e che le opere giuste sono fatte grazie alla fede donata da Dio, non andiamo da nessuna parte. Ma queste cose non centrano nulla con la denominazione, questo è scritto sulla Bibbia ed è chiarissimo e a me per capirlo è bastato leggere la Bibbia, forse sarò un miracolato, ma io penso che la Bibbia apre la mente di coloro che la leggono e il non confrontarsi credendo di essere nel giusto perché la propria denominazione è la più vecchia, mette a morte il concetto di leggere la Bibbia. Da centinaia di anni i fedeli credono che solo i teologi siano in grado di capire la Bibbia e pian piano si è passato ad avere persone che non sanno nemmeno cosa sia la Bibbia e (in base agli ultimi sondaggi) con percentuali bassissime di persone che leggono quotidianamente la Parola di Dio. Io invece credo fermamente in quel che sostiene Gesù sul fatto che lui è la verità e la via e che chi conosce Lui conosce il Padre e l’unico modo per conosce Lui è leggere la Parola e meditarla. Poi si possono fare tutti gli studi che si vogliono, ma leggere solo gli studi prendendoli per buoni senza cercare di vedere se sono cose che anche tu vedi, si fa la fine dei farisei che non capirono che Gesù era il Cristo (soprattutto nei passi di Isaia dove si parla che Gesù avrebbe dovuto soffrire).

  36. DANTE PASTORELLI scrive:

    Senza la carità la fede è morta. Ma senza la fede non esiste carità e neanche la speranza.Può esistere un filantropismo razionalistrico, che non è meritorio perché non compiuto in nome e per amore di cristo.Io posso acquisir dei meriti se vedo nel fratello il Cristo: se vi vedo un complesso biologico, magari retto dalla ragione, no. Tutto resta sul piano naturale, il soprannaturale vien rigettato.

  37. Ale scrive:

    Non posso far altro che darti completa ragione Dante, e infatti credo che il compito di ogni cristiano sia prima di tutto chiedere a Dio di rivelarsi al massimo a noi per poter comprendere il Suo amore in modo che noi possiamo dare agli altri quello stesso amore che Dio ci da.

  38. adele scrive:

    Per Dante Pastorelli”Tu sei Pietro e sopra questa ROCCIA (ossia Cristo) io edificherò la mia chiesa..” Facciamo dire al versetto ciò che vogliamo, ma almeno citiamolo giusto.Esattamente 5 versetti dopo Gesù dice a Pietro “Vattene via da me Satana…, non hai il senso delle cose di Dio, ma delle cose degli uomini.” Matteo 16:23Pietro, quindi, non ha il senso delle cose di Dio.Saluti a tutti