Le imperdibili memorie di Biffi,”un italiano cardinale”

[photopress:ph_giacomobiffi_bologna_02_gr2.jpg,full,alignleft]Oggi sul Giornale ho scritto dell’autobiografia del cardinale Giacomo Biffi (Memorie e divagazioni di un italiano cardinale , Cantagalli, pagg. 636, euro 23,90), un volume che si legge tutto d’un fiato e rappresenta un eccezionale spaccato della vita della società italiana e della Chiesa degli ultimi settant’anni. Tra le molte perle, vi segnalo il riassunto di ciò che il cardinale ha detto ai “colleghi” prima del conclave dell’aprile 2005 (citando anche il fumetto di Mafalda), le critiche al Concilio Vaticano II per i suoi “silenzi” sul comunismo, un ritratto di Dossetti e del dossettismo che dimentica la società.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

148 risposte a Le imperdibili memorie di Biffi,”un italiano cardinale”

  1. Syriacus scrive:

    Il commento -in inglese, da un altro blog- di uno storico francese, appena lette le parole di Biffi:”A small disagreement : Vatican II did evoke in fact communism under the concept of “atheism”, the Cardinal acknowledges the fact himself. When we read how the “atheism” is described there is not the slightest doubt about it : it is a social atheism describing exactly the Soviet communism. Moreover a note is explicitely referring to the previous condemnations of communism by popes, especially Pius XI Divini redemptoris.So we cannot say bluntly the Council was “silent” on communism. However there was a great reluctance to address it as it was in the 1960′s under various (diplomatic) pressures, on the Russian observers, one of them Metropolit Nikodim was partly a K.G.B. agent, on the Polish bishops and Yougoslavian bishops. We can say with cardinal Biffi that the topic has been deliberately downplayed for bad reasons.A repentance for this act of weakness could be excellent …”

  2. Marcello scrive:

    Grazie al nostro gentile padrone di casa per il bellissimo articolo di oggi sul Cardinale Biffi.Mi conferma la stima grandissima che ho per questo magno uomo di Chiesa. Il Cardinale Biffi è uomo coltissimo, lucidissimo e onesto nel non nascondere le cose per quello che realmente sono.Anni fa fu criticato aspramente anche da vastissimi settori del mondo cattolico (accecato da una distorta concezione di carità) a causa di una sua lucidissima analisi sulla immigrazione e sul rapporto fra la civiltà italiana e il mondo islamico. I fatti, purtroppo per noi, gli stanno dando ragione.Ha scritto opere acutissime, una su tutte un commento al Breve racconto dell’ Anticristo del filosofo russo Solo’ev.Personalmente dopo aver letto quel commento e poi il racconto ho cambiato molte visioni e concezioni delle cose.Sono poche pagine, ma di profondità e lucidità geniali.Ben venga la sua autobiografia, la leggerò tutta di un fiato. Dall’anteprima ho più che l’impressione che suscitera reazioni, ben vengano, sia fatta piena verità sugli errori del Concilio che non fece una parola sul più terrificante e sanguinario regime antiumano e anticristiano di tutta la storia, il comunismo, che con il nazismo ha devastato il mondo e l’umanità. I nostri problemi iniziano da li, la Santa Chiesa sta ancora pagando quel tradimento a se stessa. Sia inoltre resa piena giustizia alla memoria di quel grandissimo Papa che fu Pio XII.Lunga vita al Cardinale Biffi, abbiamo bisogno di Pastori come lui e del suo esempio.

  3. Marcello scrive:

    Mi è rimassta una lettera nella tastiera, il filosofo russo autore de I tre dialoghi-il racconto dell’Anticristo si chiamava Vladimir Solov’ev e non Solo’ev. Chiedo scusa per la disattenzione.Ripeto che è un libro straordinario come straordinario è il commento del Cardinal Biffi che in pochissime pagine fa capire moltissime cose e comportamenti del mondo in cui viviamo, da leggere entrambi.Il commento è contenuto nel libro di Giacomo Biffi: Pinocchio Peppone e l’Anticristo e altre divagazioni, Cantagalli editore Siena, un volumetto che contiene degli autentici tesori, consiglio a tutti di leggerlo.

  4. don Camillo scrive:

    Grazie! grazie per averci regalato la gioia di poter conosce sempre più questo grande UOMO e Cardianale!

  5. fra' Cristoforo scrive:

    Ecco, il cardinale Biffi! Un Vescovo di quelli che non dovrebbero mai raggiungere i 75 anni…Leggete il testo degli esercizi spirituali predicati al Papa, così come ogni suo scritto… Sapienza e paternità… e tanta, tanta fede!Auguri, Eminenza!

  6. DANTE PASTORELLI scrive:

    Cose molto note a chi abbia seguito i lavori conciliari.Ci furono varie vicende alla base della mancata condanna del comunismo, in cui Giovanni XXIII vedeva qualcosa di buono, “elementi positivi e degni di approvazione” (Pacem in terris,157).Nello schema XIII si parlava di comunismo insieme ad altre dottrine solo per condannarne l’ateismo, ma non per la creazione di regimi politici e l’organizzazione sociale che rendevano schiavo l’uomo.Nel dicembre 1963, mons.de Sigaud Proenca, brasiliano, del Coetus internationalis patrum, cui aderivano fior di cardinali e vescovio (Larraona, Browne, Carli, Lefebvre, Ruffini ecc. sotto il patronato di Siri e Ottaviani) presentò una petizione firmata oltre 200 padri perché si esprimesse una chiara condanna del marxismo in tutti i suoi aspetti. Nel febbraio 1964 un’altra petizione, sempre a cura dello stesso vescovo e firmata da oltre 500 alti prelati chiedeva che il concilio consacrasse la Russia al Cuore di Maria perché quel paese si convertisse. Ma Paolo VI tutto respinse.Un’altra petizione, per la condanna del comunismo, del Coetus internationalis patrum, con oltre 450 firme, fu presentata nel novembre successivo, poi fu ripresentata come emendamento allo schema. Ma guarda caso mons.Glorieux segretario della Commissione di riferimento la perse! Seguirono le scuse di mons. Garrone, ma ormai era scaduto il tempo per presentare nuovi emendamenti.In realtà né Paolo VI né molti alti papaveri volevano la condanna del comunismo perché v’era stato l’accordo tra mons. Willebrands e il metropolita Nikodim: nessuna condanna e due osservatori della Chiesa Russa sarebbero arrivati al concilio. Accordo ripetuto tra lo stesso Nikodim e il card. Tisserant. Willebrands si recò a Mosca con l’assicurazione del silenzio del concilio.Cosicché quando qualche padre conciliare riusciva, nei suoi intrerventi, a riproporre la condanna, Tisserant, presidente, lo tacitava con la formula da apriti sesamo (anzi, chiuditi sesamo: il papa non vuole che se ne parli.Così la Divini Redemptoris di Pio XI che definiva intrinsecamente perverso il comunismo veniva seppellita.Ci sono varie testimonianze a sostegno di ciò che ho schematizzato. Ne parlano il p. U. Floridi, mons. Roche che ne scrive a J.Madiran, mons. Lefebvre ecc.Non fu neppure accolto lo schema che dichiarava Maria Mediatrice di tutte le Grazie perché antiecumenico per iperiti alla Rahner ed amici che influenzavano molti padri; lo schema fu ridotto ad un capitolo da aggiungere allo schema sulla Chiesa.Un’altra petizione del Coetus che voleva che Maria venisse proclamata Madre della Chiesa sembrava accolta, anche perché Paolo VI s’era detto favorevole, ma poi nel testo presentato in discussione quel titolo era sparito. Le rimostranze furon tante e tali che Paolo VI di sua iniziativa lo ristabilì. Finalmente un atto da papa.

  7. Marcello scrive:

    Ora come sono chiare le cause dell’inverno della Chiesa nel postconcilio. Si è operato un tradimento terrificante venendo a patti con l’impero del male, come lo definì il Presidente Reagan, per ottenere i frutti avvelenati della menzogna. Come pagheremo ancora questa cosa terribile? forse con la persecuzione da parte dell’islam che grazie ai marxisti mai pentiti e alla debolezza e omissione di tanti cristiani inconsapevoli(?), si sta impadronendo dell’Europa. Capisco come mai la Chiesa di cui mi parlava mio padre, nato sotto il pontificato di Pio XI, fosse molto diversa da quella conosciuta da me, che son nato dopo la fine del Concilio. Per mia fortuna ho avuto gli insegnamenti dei miei genitori e da bambino e ragazzino ho avuto il privilegio di andare alla Santa Messa celebrata da un sacerdote che i novissimi li predicava senza girarci intorno.Ci sono ancora preti e Vescovi come il Cardinal Biffi, Monsignor Maggiolini e altri che non hanno perso la buona abitudine di dire le cose con il loro nome e cognome, che Dio ce li conservi e ce ne mandi tanti altri che gli somiglino.Forse sono pessimista ma l’ottimismo di maniera da parte di tanti mi fa presagire nulla di buono. I cristiani, i cattolici devono essere realisti, il vero cattolicesimo è realista per costituzione, non è utopistico e fuori dal mondo ma ha a che fare con il reale. Facciamo quindi i conti con la realtà dei fatti.Venga fuori tutta la verità, non potrà che fare del bene, per prima cosa cancellando tante distorsioni che ottenebrano la fede dei semplici, quelli che tengono sempre in piedi la baracca in ogni tempo e in ogni dove.

  8. Syriacus scrive:

    [ BREAKING NEWS:http://introiboadaltaredei.wordpress.com/2007/10/27/il-salmo-42-ritorna-anche-a-s-pietro-anzi-e-gia-tornato/]

  9. lycopodium scrive:

    Scusi Tornielli,ma cosa ne pensa del “motu proprio” il liturgista card. Biffi?

  10. DANTE PASTORELLI scrive:

    Non so cosa pensi il card. Biffi del Motu Proprio. So solo che a Bologna, sotto il precedente vescovo, si celebrava la Messa di S. Pio V. Poco dopo il suo insediamento, il “conservatore” Biffi revocò l’indulto giustificando il suo gesto conla notazione che nella cattedrale c’era la domenica una Messa in latino (Novus Ordo) e che quindi gli amanti di quella lingua potevan recarsi in cattedrale…La Messsa è stata successivamente celebrata di tanto in tanto: stabilmente è tornata in questi giorni.L’altro grande “fustigatore” conservatore, commentatore di vicende religiose e morali, su vari quotidiani, mons. Maggiolini, non ha mai concesso l’indulto. I membri di Una Voce, compreso il presidende nazionale del tempo, furono trattati con sarcastica benevolenza. Esistono carte e testimonianze dirette di persone molto serie. Alcune carte le ho anch’io, mi furon date in copia da un noto avvocato. Fu una farsa tremenda. Ne ho parlato in passato sul mio bollettino “Una Voce Dicentes”, doverosamente inviato anche al Maggiolini.

  11. Verissimo. Sia il card. Biffi che il vescovo Maggiolini furono contrarii alla S. Messa V.O. , cogente il precedente Motu Proprio Ecclesia Dei.Anticomunista non significa necessariamente esser , anzi spesso non lo è ,”tradizionalista”.

  12. DANTE PASTORELLI scrive:

    Una doverosa precisazione: l’indulto era stato concesso dallo stesso card. Biffi: la Messa di S. Pio V fu celebrata per sei anni prima d’esser soppressa dallo stesso presule.La memoria, forse per l’età, m’ha tradito, almeno per un momento e me ne scuso.

  13. Vincenzo scrive:

    Forse, non c’entra nulla e non interessa a nessuno, ma … mi sento Tradizionalista e, per la contraddizion che nol consente… A N T I C O M U N I S T A . E, ancora, benchè la discussione su Sua Eminenza BIFFI,Cardinale di Santa Romana Chiesa fosse iniziata, forse, con altri intendimenti, ci ritroviamo invece, nello stanzino delle “liste di proscrizione”, a consultare l’elenco dei “Buoni e dei Cattivi”… Ecco, umilmente,ho esposto ciò, perchè ne venisse rimarcato come, alquanto …”bizzarro”, se non proprio controproducente. Se, nonostante tutto sbagliassi “a prenderla così”, attendo umilmente,dal Prof. Pastorelli, o da “Guardia Svizzera” o da Altri ben più di me capaci, la meritata reprimenda. L.J.C.

  14. DANTE PASTORELLI scrive:

    Nessuna reprimenda, Vincenzo: Biffi, come Maggiolini, hanno i loro meriti che io non discuto affatto. Ciò però non impedisce e non deve impedire di mettere in luce alcuni aspetti negativi, tutt’altro che illuminati e caritatevoli, della loro opera episcopale.Ha fatto pubblicamente mea culpa il nostro amato Papa per la sua debolezza negli anni post-conciliari; io non chiedo ai prelati di cui sopra di fare altrettanto. Però la verità dei fatti è incontestabile.Ora ho da fare. Spero, in giornata, di poter postare quanto da me scritto su Maggiolini anni fa.

  15. Luca scrive:

    Scusate, ma non e’ che Biffi abbia un “aspetto negativo” perche’ non concedeva la messa tridentina. Avra’ pur avuto dei buoni motivi per non farlo, no? Per esempio, presumibilmente, il fatto che reggeva una diocesi dove i cattolici veri sono una minoranza sotto tutti gli aspetti – checche’ ne dicano gli alferi del modello emiliano, che da un po’ non si fanno piu’ sentire in questo blog – e dunque non era il caso di aggiungere nuovi motivi di frattura, quanto piuttosto di curare meglio l’ordinarieta’ della vita cristiana, liturgia compresa (pensate che l’anno scorso in San Petronio diceva messa un prete che interrompeva continuamente la liturgia con suoi commenti personali del tutto grotteschi). E poi non e’ che siccome uno vada alla messa del vecchio rito sia automaticamente bravo e simpatico: ci sono fior di presuntuosi in quell’ambiente, che di cristiano trasmettono poco o niente. La Chiesa non e’ un club per “aristocratici”.

  16. fra' Cristoforo scrive:

    Condivido in pieno quanto scrive Luca e quanto dicono che concedere la Messa secondo il V.O. non può essere l’unico criterio per giudicare “buoni ” o “cattivi”…Biffi è un gran Vescovo, ma soprattutto un uomo di grande fede. Torino ha goduto dell’episcopato di Saldarini, allora non compreso perchè “ambrosiano”, “curialista”… ma un santo, un uomo dalla fede salda, così Biffi.C’è un Vescovo che applica il MP e poi, vallo a vedere alla Settimana Sociale pavoneggiarsi e andare a braccetto con la sx cattolica… Concede il MP perchè apira a Torino?Cosa è meglio?

  17. Lorenzo scrive:

    Secondo voi perchè due insospettabili di progresismo come Mons. Maggiolini e il Card. Biffi non hanno mai concesso l’indulto? Io credo che abbiano avuto le loro ragioni, certamente non legate all’antipatia verso il rito di san Pio V.

  18. DANTE PASTORELLI scrive:

    La giustificazione di Biffi per revocare l’indulto da lui stesso concesso fu quella che ho riportato, e non risponde ad alcun criterio ragionevole di giudizio, anche stando ai documenti di Giovani Paolo II (Quattuor abhinc annos ed Ecclesia Dei adflicta). Infatti il Papa sempre con più calore aveva invitato ui vescovi ad essere generosi con i fedeli legati all’antico rito.Devo ricercar

  19. DANTE PASTORELLI scrive:

    La giustificazione di Biffi per revocare l’indulto da lui stesso concesso fu quella che ho riportato, e non risponde ad alcun criterio ragionevole di valutazione, anche stando ai documenti di Giovani Paolo II (Quattuor abhinc annos ed Ecclesia Dei adflicta). Infatti il Papa, sempre con più calore, aveva invitato i vescovi ad essere generosi con i fedeli legati all’antico rito.Altri motivi non ne addusse. Se proprio, come qui si cerca di giustificarlo, si preoccupava della scarsa presenza cattolica, a maggior ragione avrebbe dovuto curare questo nutrito gruppo di fedeli, per impedire che dinnanzi a tanta chiusura cercassero altrove quel che egli negava.Guarda caso ora a Bologna le messe con rito antico son tornate! Non per merito di Biffi, ma dell’ottimo mons.Caffarra, che era un grande uomo di Chiesa anche prima.Quanto a Maggiolini, devo trovar quanto scrissi di lui,se non erro nel 2004.Mi sembra che qui si lancino accuse un po’ avventate verso persone non meglio indicate e non so quanto conosciute. E, soprattutto, sia chiaro che io non ho mai detto che i vescovi che han concesso l’indulto sian tutti santi (lasciam perder l’orientamento politico: perché, allora anche da lì, dalla partecipazione alle settimane sociali, non si possono ricavar giudizi attendibili: anche Siri vi partecipava! Io qui sto parlando di comportamento episcopale nei riguardi dei fedeli). Con Piovanelli, ad es., anche pubblicamente son stato critico: eppure aveva concesso l’indulto. Inoltre non ho mai sostenuto che tutti i seguaci dell’antico rito siano esempi di cristianesimo irreprensibile. Addirittura, ho scritto, proprio in un articolo sul Giornale, ed. Toscana, che dei cosiddetti tradizionalisti io alla Messa di S. Pio V non ne avevo visto nessuno!Di presuntuosi e pavoni se ne incontran tanti anche nelle Messe del Novus Ordo. E’, questo, un discorso che non ha senso. Quanto all’aristocrazia, i critici vengano a Firenze e vedranno vecchi, ragazzi, donne normali: impiegati, casalinghe, pensionati, studenti di famiglia povera, operai, professionisti, a

  20. DANTE PASTORELLI scrive:

    Non capisco come mai mi partan pezzi di post: indubbiamente è la mia imperizia.Riprendo: artigiani ecc. Vì è un conte vero, Neri Capponi noto canonista. Altri nobili – di cui peraltro non m’importa niente,- in questo blog sono stato “linciato” perché “repubblicano” non ne conosco.Chi è di Bologna o delle vicinanze può almeno una volta recarsi a partecipare ad una di queste messe antiche e farsi un’idea dell’umanità che le frequenta.Non mai inteso demolir le figure o l’opera di Maggiolini o Biffi, ma solo presentare alcuni risvolti della loro personalità.In questo blog si presentano anche i difetti di padre Pio che era un gran burbero, quelli di Giovanni XXIII che non lo sopportava e lo faceva sorvegliare come fosse Lutero, e non si può presentare un aspetto oggettivamente o soggettivamente non apprezzabile di due vescovi sol perché anticomunisti?Io

  21. giusè scrive:

    La grandezza del card. G. Biffi e di tanti altri uomini della ns Chiesa Cattolica , mi fa spesso riflettere sulla stupidità di tutti quei laicisti radicali alla Pannella e alla Scalfari che vedono nella Chiesa Cattolica una palla al piede per la Società italiana e un ostacolo per il suo progresso . I nostri politici da Biffi , Maggiolini , Caffarra , Scola e altri hanno tanto da apprendere su come ricercare il Bene della nostra Italia .

  22. DANTE PASTORELLI scrive:

    A LORENZO: e perché vescovi progressisti lo concessero?Ma altri progressistissimi, come Matteucci e Plotti, mi fermo a guardar la Toscana, non lo concessero, dicendo semplicemente che non lo volevano concedere senza uno straccio di giustificazione? E perché tanti altri non rispondevano neppure alle lettere dei gruppi di fedeli?

  23. Raffaele Savigni scrive:

    Provengo dalla diocesi di Bologna, e quindi ho conosciuto bene il card. Biffi, di cui ho apprezzato la vasta cultura teologica e patristica, ma non ho condiviso la sua visione conservatrice della Chiesa e della società.Non ha senso accusare il Concilio di non avere condannato il comunismo: il secolo XX è pieno di documenti del magistero papale e vescovile che condannano apertamente il comunismo ateo; e Arturo Carlo Jemolo osservava intorno al 1960 che con tutti i libri scritti da cattolici contro il comunismo si poteva riempire un’intera biblioteca, mentre con quelli che condannavano il fascismo ed il nazismo si poteva riempire a malapena uno scaffale, per cui era superfluo ribadire in modo ossessivo le solite condanne già note (come avrebbe voluto il card. Ottaviani). Il Vaticano II cercvò il dialogo con tutti ma non eluse affatto il discorso sull’ateismo, affrontato nella “Gaudium et spes”: si può quindi affermare che attuò la distinzione proposta da Giovanni XXIII traq errore ed errante, tra ideologie atee (da condannare come tali) e movimenti storici (da interpretare nei loro aspetti positivi e negativi). La scomunica del 1949, in sé giusta, aveva però provocato lacerazioni nel corpo sociale ed ecclesiale, che Giovanni XXIII voleva rimarginare usando la “medicina della misericordia” e non il bastone. Io sto con lui e non con Biffi, che non ha saputo valorizzare sul piano pastorale tutta la ricchezza della diocesi di Bologna.Dissento nettamente da Biffi anche per quanto riguarda i giudizi critici su Giovanni Paolo II (la sua richiesta di perdono è stato un grande gesto profetico che la maggioranza del popolo cristiano ha condiviso con entusiasmo) e sulla Chiesa milanese (il card. Martini è stato un grande pasdtore, più del card. Colombo, anche se si possono criticare certe sue scelte ed opinioni: non si è preoccupato solo del gregge che stava al sicuro, ma ha avvicinato a Dio molte persone lontane).

  24. Luisa scrive:

    Beh sul cardinal Martini grande pastore e sopratutto migliore del card. Colombo…bisognerebbe forse lasciar parlare chi l`ha avuto come vescovo,e non solo avere su di lui un giudizio a priori favorevole, un pre-giudizio direi “ideologico” .Il mio non è un pre-giudizio ideologico negativo, ma il frutto di tante testimonianze di coloro che dovevano far parte di quel gregge che stava al sicuro, secono R.Savigni.Anche se in realtà sono un pò stufa di questi continui paragoni, il card.Martini è un grande della Chiesa, un grande biblista , ha i suoi meriti e i suoi limiti, che bisogno c`è di metterlo in bilancia con il card.Colombo?

  25. Sergio Rizzitiello scrive:

    Spesso ho notato che quando qualcuno pone una domanda ad Andrea Tornielli immediatamente a rispondere è Dante Pastorelli.Chiedo, è per caso il suo portavoce?Non discuto che abbia dimistichezza con le cose della Chiesa Cattolica, ovviamente presentate dal suo punto di vista.Devo però rilevare che la sua critica esplicita a Paolo VI mi ha sorpreso, non aveva detto che tutto il tesoro era nella Chiesa?Poi chiedo, ma la Chiesa non aveva già emesso scomunica contro il comunismo?

  26. DANTE PASTORELLI scrive:

    Ho già da qualche parte ricordato, con citazioni, che la distinzione tra errore ed errante è di Pio XII.Ed ho anche scritto che la condanna del comunismo non solo ateo, ma creatore di regimi disumani, fu opera di accordi tra Willenrands e Nikodim. Giovanni XXIII non c’entra per nulla, era già morto.Quanto ad Ottaviani, che sulla fede era rigorosissimo, con gli uomini era d’una misericordia unica. Fu proprio lui a voler pubblicare una nota esplicativa assai nota in cui si dichiaravano scomunicati non i poveri braccianti o operai che credevano nella promessa di “pane e lavoro”, ma i marxisti consapevoli.

  27. DANTE PASTORELLI scrive:

    A chi non vuol capire, rispondo con la realtà dei documenti.Il tesoro del Deposito della Fede è patrimonio della Chiesa, non di questo o quel papa come persona o dottore privato.Chi non capisce queste differenze farebbe meglio a tacere.

  28. errante scrive:

    Con rispetto parlando, Pastorelli, la distinzione tra errore ed errante è di s. Agostino, ripresa poi da molti altri e, alla fine dell’Ottocento, anche da Manzoni nelle sue “Osservazioni sulla morale cattolica”

  29. Gilbert scrive:

    Ordo Missæ – Rito della Messa: Secondo il Rito tridentino. Testo latino e italiano, Edizioni San Paolo, Ottobre 2007,pp. 96 – Costo: 3 eurohttp://www.paolinitalia.it/catalogo.asp?p=9&isbn=9788821560422

  30. Sergio Rizzitiello scrive:

    Il 28 giugno del 1949 con un Decreto del Sant’Uffizioviene detto che fa peccato e non può essere assoltochi è iscritto al partito comunista e ne fa propaganda in qualsiasi modo.Chi vota per esso e per i suoi candidati e anche chi scrive, legge e diffonde la stampa comunista.Chi rimane nelle organizzazioni comuniste.Perciò con questo dECRETO è SCOMUNICATO E DICHIARATO APOSTATAchi non solo è comunista ma anche chi ne accetta la dottrina atea e anticristiana, chi la difende e la diffonde.Solo chi si pente e rinuncia alle sue false asserzioni può essere assolto.Ripeto, Decreto del Sant’Uffizio del 28 giugno 1949.Il Papa è vicario di Cristo, e se nella Storia della Chiesa ex cathedra qualche Papa ha detto qualcosina di sbagliato o è voluto da Dio, oppure ne consegue che anche i Papi possono sbagliare, e il tesoro un po’ si assottiglia, almeno in quel caso, per carità.

  31. adaltaredei scrive:

    Per GilbertAlcuni misegnalano che nell’ordo missae delle paoline mancherebbero almeno il salmo 42 (nella grandissima maggioranza dei casi, per il messale del ’62,obbligatorio) e le preci leonine (il più delle volte, peraltro, facoltative). Se fosse così si tratterebbe del messale del ’65, non conforme alle indicazioni del Motu proprio…

  32. Marcello scrive:

    Per quanto riguarda la differenza di approccio da parte della Chiesa tra il comunismo e il fascismo bisogna precisare che:Il comunismo regime totalitario ha bestialmente ditrutto e profanato Chiese, perseguitato i cristiani uccidendo, imprigionando, deportando religiosi e semplici fedeli a milioni.Il fascismo, regime autoritario ma non totalitario non ha ucciso milioni e milioni di cristiani da nessuna parte dove si è manifestato, in Italia dove è nato era un movimento variamente composto da diverse anime, anche laiche e anticlericali ma non ha prodotto i macelli rossi. Se Mussolini non fosse sceso in guerra (pensando che ormai fosse stata vinta dalla Germania, e in procinto di finire) a fianco del tiranno germanico, il fascismo avrebbe fatto la stessa fine che ha fatto in Spagna, Portogallo e altrove, senza continuità, i regimi di destra sono legati al carisma del leader, che una volta scomparso, non danno luogo a continuità. Il comunismo è un mostro che si autosostiene a prescindere dai singoli uomini, altro segno di antiumanità. Tanti destri hanno abbandonato il potere spontaneamente, i dittatori sinistri ci rimangono anche moribondi come Castro insegna.In Spagna Franco ha sconfitto l’anarcocomunismo macellatore di cristiani, domani si canonizzeranno più di quattrocento martiri uccisi dai repubblicani spagnoli. Egli ha poi ingessato la Spagna ma ha predisposto il ritorno alla democrazia dopo la sua morte, cosa puntualmente avvenuta.In Portogallo Salazar ha risanato le finanze pubbliche ingessando il Paese ma non uccise nessuno checchè ne dicano i romanzieri nostrani.I regimi fascisti sono odiosi e fondamentalmente negativi ma non atei e persecutori come i regimi comunisti. Tra due mali su quello minore si scrive e si condanna di meno, tutto lì. Fra il raffreddore e il cancro quale è il meno peggio?Discorso a parte il nazismo, quello si un altro regime ateo, macellatore, antiumano, l’altra faccia della medaglia del totalitarismo. Non dimentichiamo il Patto del 1939 tra URSS e Germania nazista, un’alleanza che si spartì la povera Polonia.Il nazifascismo come tuttuno ideologico e politico è una creazione degli intellettuali organici, il fascismo morì il 25 luglio 1943, ucciso dai suoi stessi gerarchi, la Repubblica Sociale di Salò era nient’altro che un fantoccio nelle mani dei nazisti.Giovanni XIII scese a patti con il comunismo che ingenuamente credeva avesse dei lati buoni, i risultati sono da quarant’anni sotto gli occhi di tutti, se è vero che prima si condannava ossessivamente, io non lo credo, dopo si è scesi a patti, un salto un pò lungo mi pare.L’astuzia della Bestia è di farsi credere buona, solidale, ambientalista, ecc., in questo il Cardinal Biffi è chiarissimo, basta leggere i suoi scritti sull’Anticristo.In un clima devastato sul piano culturale da chi odia la propria identità, la propria storia, le proprie radici e sotto il pericolo del risveglio islamico chiedere tutte le scuse dei mali del mondo da parte della Chiesa disorienta, disorienta eccome. Il popolo cristiano non è affatto entusiasta di tutte quelle scuse, è disorientato e confuso, non ha una prospettiva storica e di futuro, senza radici salde l’albero secca.”L’Occidente non ama più se stesso: della sua storia oramai vede soltanto ciò che è deprecabile e distruttivo, mentre non è più in grado di percepire ciò che è grande e puro” Joseph RatzingerNon è occidentalismo miope ma constatazione che dall’Occidente è venuto un faro di luce nuova sul mondo e questa luce è stata accesa dal cristianesimo.I Pontefici sono uomini e come tali sbagliano e vanno aiutati con le nostre preghiere.Voglio chiudere con una nota di speranza, gli ultimi due Papi provengono da due paesi che sono stati nel secolo XX teatro di tragedie immense:Giovanni Paolo II dalla martoriata Polonia da cui è partita la fine del sistema comunista, dove però vi era stato prima l’incontro e l’alleanza fra i due mostri del XX secolo.Benedetto XVI dalla Germania che ha contribuito a scatenare le tempeste del secolo passato.Ci sono molti segni che destano speranza. Joseph Ratzinger, il Papa dell’identità cristiana che ha voluto chiamarsi Benedetto per richiamarsi e richiamare l’Europa al suo fondatore San Benedetto da Norcia, è nato a Marktl am Inn sul fiume Inn che fa da confine fra la Germania e l’Austria, sullo stesso fiume a pochi chilometri, dalla parte austriaca, esiste un paese che si chiama Braunau am Inn, lì è nato 38 anni prima un mostro che ha distrutto l’Europa, Adolf Hitler. Sicuramente è solo un caso ma chissà che non sia un segno di speranza.

  33. Vincenzo scrive:

    post124) … se, in luogo di dover continuamente “dissentire”, avesse la continua possibilità di “condividere”, Ella, Prof.Savigni, non si troverebbe su “questo” Blog de “il Giornale”, ma su qualche altro, di differente impostazione … ben più “positivista o progressista”(magari de “la Repubblica”per intenderci. A questo punto, mi chiedo e Le chiedo: se non Le piace dover leggere, e continuamente confutare, delle tesi che ritiene totalmente infantili e comunque sbagliate, perchè mai, insiste nel collegarsi col Blog “di Tornielli”? Personalmente, poichè ritengo di non poter reggere, soprattutto per ampiezza di nozioni/informazioni culturalmente “possedute”, un contradditorio all’altezza dei Suoi post, evito di intervenire, ma, se ne avessi, di quelle “armi”, formali e sostanziali, (e non solo la mia personale intuizione e ferma convinzione)mi troverei costretto,pressocchè in continuazione,e sebbene con finissime perìfrasi e articolate circonlocuzioni, a mandarLa al Diavolo. Certo,immediatamente me ne pentirei, e ne chiederei immediatamente scusa a Lei …e perdono … a LUI, perchè, comunque,e lo so bene,(maxime se si vuole restare…”in Grazia di Dio”),non ci si rivolge, convintamente, in questi termini ad un altro Essere Umano. Però, mi perdoni, è da sempre, che Ella, sta qui a tuonare e a dimostrare che i Cattolici come me, sono dei creduloni,oppure dei perversi o, anche, dei pèrfidi, che da secoli tràmano contro le Magnifiche Sorti e Progressive dell’Umanità, nonchè contro l’emancipazione e l’affrancamento dell’Individuo. Insomma, visto che “non ci lascia ragionare tra di Noi”, per parte mia, ignorerei i suoi post; anche perchè, con la scusa del “sano” dibattito, stiamo qui, Cari Amici, a farci fare continuamente “l’esame del sangue” da gente che, come il Prof.Savigni,di certo non condivide i nostri Principi e, soprattutto, la nostra Fede nella Parola e nella Verità Rivelata. L.J.C.

  34. DANTE PASTORELLI scrive:

    I Testi Legislativi vanno interpretati da chi di dovere, e cioè dal Consiglio per l’interpretazione dei Testi Legislativi, o comunque da chi di competenza e non dai nemici della Chiesa, comunque camuffati, che s’appigliano anche ai vetri aguzzi pur di infangarla.Inoltre bisogna saper leggere bene quel ch’è scritto nel decreto citato.Si parla sempre di persone che…consapevolmente e liberamente…professano la dottrina materialistica, e anticristiana o ne fanno propaganda ecc.Vedasi anche la risposta del S. Uffizio del 25.3.59.Ma visto che io citavo il card. Ottaviani ch’era Prefetto del S.Uffizio, ecco quel che dichiarava il 13 aprile 1966 a “Gente”:”A proposito di questo decreto c’è stata molta confusione. Bisogna difatti ricordare che la scomunica si applica a coloro che professano dottrine marxiste, non a coloro che aderiscono si et simpliciter al partito comunista. Chi vota per i comunisti o è iscritto al partito, ma non aderisce al materialismo dialettico, non è scomunicato. In Italia molte persone non sanno niente del marxismo, vanno in chiesa, credono in Dio e votano per i comunisti. Essi non sono scomunicati. Però commettono un’azione illecita, cioè peccato. Il confessore ha l’obligo di avvertirli del loro errore, e, se insistono, negare loro l’assoluzione, come per qualunque altro peccato di cui il fedele non si pente e non si propone di non commettere. Una cosa ad ogni modo dev’essere chiara anche a proposito dei comunisti: più che mai, oggi, la Chiesa non desidera condannare, ma persuadere. Essa ama tutta l’umanità, e tutti vuole condurre a sé”. (da E.Cavaterra, Il Prefetto del S.Uffizio,Mursia 199o (appendice).Il terrore dei comunisti, Ottaviani, più lucido e caritatevole di così non poteva essere. E sapeva fare, a differenza dei saputelli, tra meritevoli di scomunica e peccatori che tali erano perché, benché avvisati in tutte le chiese del mondo, contio uavano a votare per i partiti comunisti, ma senza conoscere l’intrinseca pravità della dottrina materialistica.Ecco come il Deposito della Fede vien custodito e confermato, mai mutato. Infatti la scomunica per i comunisti atei e materialisti è sempre in vigore.

  35. renato scrive:

    Mons. Maggiolini e Biffi da quanto ho letto nei commenti non hanno mai concesso la messa tradizionale.Questi vescovi si sommano al folto numero di vescovi che non ha concesso mai l’idulto di GPII nonostante gli inviti di quest’ultimo.Perchè allora questi vescovi non hanno mai concesso l’indulto?Certo rimane un grande mistero e una sottile disubbidienza alla volontà del papa che aveva invitato i vescovi ad essere generosi nella concessione delle messe tradizionali.Rimane una macchia sulla vita ministeriale di questi importanti personaggi.Allora mi è venuto un dubbio.Tra le divesre spiegazioni ho pensatoche col Vaticano secondo la visibilità dei vescovi si è fatta molto più forte a scapito del prestigio dei sacerdoti e della centralità di Dio.Il rapporto fedelilaici-vescovo si è fortemente rafforzato come mai era stato prima.La visibilità del vescovo è quindi molto maggiore.Penso che ci sia un interesse corporativistico dei vescovi che vedono nella messa tradizionale una potenziale minaccia alla centralità della loro persona, come se il peso e l’attenzione potesse ritornare su Dio e sulla “periferia” della chiesa, ossia i sacerdoti.Dio, ritornerebbe di nuovo protagonista e la “comunità” promossa dal vaticano secondo con la massima autorità del vescovo potrebbe venir meno.I vescovi hanno intuito inconsciamente questo e la corporazione dei vescovi preferisce impedirlo progressisti e finti tradizionalisti che siano.Un pò come in alcuni settori professionali dove la distinzione destra-sinistra è superata dagli interessi corporativi.Che ne dite?

  36. DANTE PASTORELLI scrive:

    Ad onor del vero Biffi lo concesse e poi lo revocò come ho spiegato.Certo, basta leggere la Lumen Gentium. Quando nel settembre 1964 si riaprì la III sessione, il Caetus internationalis Patrum propose degli emndamenti ai capitoli riguardanti la Chiesa. Il testo fu approvato con quasi 600 Juxta modum, approvazione a condizione che…Il futuro card. Staffa scrisse a Paolo VI una lettera contro la dottrina della collegialità così com’era stata presentata.Il card. Larraona inviava anche lui al papa una lettera firmata da 35 cardinali e 5 superiori generali sottolineando gli errori che si stavano perpetrando, fra cui l’affermazione d’una collegialità per diritto divino al posto di gerarchia ed il sostanziale svuotamento del primato pontificio.Il Papa rispose molto seccato al venerando cardinale dicendo che lui e gli altri restii prelati si mettevano contro la maggioranza.Accadde che un padre progressista, non ricordo chi, ne parlasse pubblicamente come di un documento da interpretare estensivamente dopo il concilio. A quel punto il Papa si accorse di quanto aveva sbagliato a fidarsi di certi elementi. Chiamò il card. Ottaviani (guarda caso) e lo pregò di riscrivere più cattolicamente quel testo e dette ordine di redigere e pubblicare immediatamwente la famosa Nota Praevia, alla luce della quale il testo doveva essere interpretato. La nota porta la firma del segretario del concilio, il futuro card. Pericle Felici.La verità fu così, grazie allo Spirito Santo che trova sempre il modo per non fa cadere nell’errore i Papi ed i concili negli argomenti di fede e costumi, preservata ed il primato ristabilito e la collegialità riportata nel suo proprio specifico.Si dice che il Papa abbia allora capito che c’era, tra i suoi confidenti, chi lo ingannava e ne piangesse.

  37. Marcello scrive:

    Sempre con riferimento al post n° 24 del sig Savigni, quando scrive che con il comunismo la Chiesa ha ossessivamente condannato invece con il fascismo e il nazismo ha usato una misura più leggera, scrive una cosa inesatta. Nel 1937 Papa Pio XI scrisse una Enciclica in lingua tedesca, la Mit Brennender Sorge, destinata ai Vescovi e fedeli tedeschi. In quel prezioso documento si condannava apertamente il nazismo, quello scritto scatenò una persecuzione alla Chiesa. La Chiesa non ha usato due pesi e due misure. Inoltre quella enciclica fu scritta materialmente dall’allora Segretario di Stato Vaticano, il Cardinale Eugenio Pacelli il futuro Pio XII che evidentemente non era così silenzioso sul nazismo come da più di quaran’anni vogliono farci credere. Proprio da quando si è iniziato a guardare al comunismo con la medicina della misericordia, magari è solo una coincidenza, chissà.

  38. Raffaele Savigni scrive:

    A Vincenzo: non ho mai preteso di fare l’”esame del sangue” ad alcuno, nè di giudicare la fede di altri (cosa che invece Vincenzo fa nei miei confronti, invitandomi chiaramente ad andarmene da questo blog, riservato, secondo lui, ai veri “Cattolici”: è forse lui il padrone del blog, il garante della sua “ortodossia”?). Ho rispetto per la fede dei tradizionalisti, per chi ama la vecchia liturgia, la teologia preconciliare, ma mi disturba il tono apodittico e da crociata assunto da molti frequentatori di questo blog nei confronti dei cosiddetti “modernisti”, “progressisti”, “cattocomunisti” e simili: a parte il fatto che non condivido affatto le posizioni di “Repubblica” in campo religioso ed ecclesiale, credo di avere anch’io il diritto ad essere rispettato, senza processi alle intenzioni. L’apostolo Paolo disse che non voleva “far da padrone” nei riguardi della fede dei cristiani delle sue comunità: sarà Dio a giudicare la fede di ciascuno di noi; da parte nostra, cerchiamo di vivere in comunione, anche se abbiamo opinioni diverse.

  39. Sergio Rizzitiello scrive:

    Evidentemente qualcuno non ha mai conosciuto i comunisti puri e duri.Tutte le loro cellule sono imbevute di dottrina materialistica e atea.A meno che non ci si riferisca al cattocomunismo.Probabilmente è proprio l’affermarsi di questa nuova dottrina che ha impedito alla Chiesa ad attuare in modo deciso e radicale la sua precedente scomunica.Tale scomunica fu confermata dal Papa il 30 giugno del 1949e a domanda risponde che la sola iscrizione al partito comunista era sufficiente ad essere dichiarato Apostata e impedito nei sacramenti.L’unica possibilità era un ravvedimento consapevole, ripeto, CONSAPEVOLE E SINCERO e RINUNCIA alla dottrina comunista.

  40. Vincenzo scrive:

    Con un ragionamento “terra-terra”, e dopo aver letto la cronistoria sull’argomento apparsa su questo blog,vorrei osservare, 1°)E’,la “Scomunica”,uno strumento che sospende,”cautelativamente”, chi “si ostini, con piena cosciènza e deliberato consenso, ad errare, perseverando in un suo comportamento, già manifestamente definito illecito? 2°) Ha, la “Scomunica”, anche un valore “esemplare”, perchè, sospendendo “clamorosamente” dai Sacramenti chi vi incorra, mostra ai restanti Fedeli, a cosa possono andare incontro? Bene, se quanto detto nei due punti, è vero, allora tutto quel riportato articolarsi di “distinguo”, di precisazioni, di “salvo che, ” di “ma non nel caso che” et coetera, sono solamente(e certo in buona fede…) … farina del Demonio, soprattutto perchè, sminuiscono il valore “ammonitore” che,della Scomunica stessa, il Popolo di Dio, quello semplice come me, DEVE AVERE.Facciamo un esempio: secondo certe interpretazioni “misericordiose”, se un Tizio vota Comunista, ma non ha approfondito i Sacri Testi di Marx e del resto della Banda Rossa, non incorre nella Scomunica … E, poichè, ciò l’avrebbe detto un Cardinale nel 1966, oggi e per sempre, lo dobbiamo prendere per “oro colato”? Ma, siamo matti? Questa interpretazione, buonista “ante litteram”, calata nell’Italia odierna, che è sempre quella del “tengo Famiglia”, nell’Italia,dove il “voto di scambio” è una regola oramai affermata, consegna, ancora una volta, milioni di voti a chi non li merita. A chi, prende i voti a “Destra”, per (s)governare con la Sinistra. Se Benedetto XVI, ha avuto l’umiltà di riconoscere di essersi …sbagliato(in quello stesso periodo storico…) e tutti, qui,giustamente a dire, Bene, Bravo! e, a “riallineare” la realtà di oggi, secondo quell’ammissione di errore… mi si spiega, perchè, di grazia, si dovrebbe continuare ad accettare un’interpretazione della Scomunica del 1949(di PioXII),fatta nel 1966, ma talmente edulcorata che, poi, nei fatti, oggiu nessuno la teme più e, anzi, tutti i “Centrosinistri” la credono “abrogata”? Ma, lo si vuole capire, sì o no, che i Laicisti, di “scomuniche” civili e politiche, ce ne hanno scagliato, a decine, in questi ultimi anni? (…e ci hanno fatto anche “male”). Ma, vi siete dimenticati,Amici “non Progressisti”, di che cosa ci hanno “fatto vedere”, i Catto-Comunisti negli ultimi quaranta anni? E, questo, solo per restare in Politica; non tocco, infatti, il tasto della Missa Novus Ordo (che, da molte parti, è tacciata di …”Protestantesimo”…) . IN conclusione, secondo il mio ragionare terra-terra, se non tornerà ad applicare, rigidamente, quello strumento “di difesa” e di chiarezza, la Santa Chiesa Cattolica, finirà sommersa dalla melassa perchè,fra non molto,semplicemente per motivi anagrafici,i “Misericordiosi” saranno in numero straordinariamente maggiore,e, come i Lemmings, si consegneranno giulivi,”gratis et Amore Dei”, ai Nemici di sempre, i Servi del Maligno (Coloro che, settanta anni orsono, “resero”…degni…di essere …proclamati oggi, Beati, quei 182 Spagnoli che sono stati già ricordati in questo Blog.Si pensava (e lo pensò anche PIOXII)che distinguendo l’Errore dall’Errante, si sarebbe recuperato l’Elettore “di Sinistra”: mi dispiace dirlo,ma fu un auspicio sbagliato, e resta tuttora tale. L.J.C.

  41. Luca scrive:

    Nel 1949 il teorico del comunismo ungherese, Revai, disse, a proposito di quei preti cattolici che andavano nelle fabbriche a parlare con gli operai: i preti si occupino di cose spirituali e stiano in chiesa, non nelle fabbriche. Piu’ chiaro di cosi’…Solo in Italia, in Francia e piu’ tardi in Spagna ha avuto successo la favoletta del comunismo buono suo malgrado con cui i cattolici dovevano per forza andare d’accordo.Quanto a Giovanni Paolo II, checche’ se ne dica, in Italia non ha mai riscosso ammirazione unanime, specialmente da parte dei cosiddetti intellettuali “cattolici adulti”, quelli che si vantavano di aver “convertito le masse cattoliche alla democrazia”, volevano dissolvere (e hanno dissolto) l’associazionismo cattolico nella societa’ perche’ dicevano che cosi’ si incontrava il mondo (e il risultato e’ stato che i cattolici si sono mondanizzati, anziche’ cristianizzare il mondo) e esaltavano il “compromesso storico” come l’acme della politica. Tutti costoro non hanno mai fatto mistero di disprezzare quello che chiamavano con disdegno “il Papa polacco”, considerato retrogrado. Sarebbe ora che qualcuno chiedesse scusa, anziche’ adesso ipocritamente esaltarlo per contrapporlo a Benedetto XVI. Speriamo che il prof. Scoppola nell’aldila’ abbia modo di meditare un po’ sui pasticci che anch’egli ha combinato, e lo dico senza voler offendere un morto, perche’ le mie idee sono state le stesse anche quando era vivo.

  42. DANTE PASTORELLI scrive:

    I giovani non han vissuto il periodo cui si fa riferimento: gli anni del dopoguerra, gli anni, cioè, della fame, della miseria, dello sfruttamento, delle macerie da ricostruire.L’analfabetismo era ancora estremamente diffuso; soprattutto nelle campagne chi riusciva ad arrivare in seconda elementare e finir quella classe (spesso in scuole pluriclasse) era già considerato fortunato e istruito.I bambini a otto anni, nelle campagne lucchesi, stavano da soli la notte nelle selve a guardia delle carbonaie: dovevano salire su una scala e dalla bocca della carbonaia gettare pezzi di legno che dovevano mantenere costante il fuoco, mettendo a rpentaglio la vita.Lavoravan la terra, trasportavano sacchi di carbone o di castagne che era uno dei pochi alimenti, per chilometri.Nel Sud, dove ho vissuto, raramente i miei compagni figli di braccianti terminavan le scuole elementari: molti si fermavano alla seconda o alla terza. Andavano a lavora nei camèpi con i padri o a bottega per imparare unmestiere e a 11-12 anni dovevan gfià sollevare i “tufi” tipici delle costruzioni del meridione.In questo clima, la predicazione da parte dei comunisti e dei socialisti di una società di uguali, senza distinzione di classi, aveva una presa enorme. Lo ricordo come se fosse ieri. E noi che avevamo alle spalle una famiglia meno misera, che frequentavamo la parocchia e l’AC, ci formavamo con bravi sacerdoti anche sul piano politico e, cloi nostri scarsi mezzi culturali ci organizzavamo alla maniera dei frati volanti di Bologna.Ma la scomunica non riguarda i disperati, riguarda coloro che accettano la dottrina marxista atea e creatrice di stati anticristiani.Ove non ci sia consapevolezza non c’è colpa né scomunica.E, come spiegava bene il card. Ottaviani che sapeva ben interpretare il decreto del S.Uffizio che lui aveva scritto e voluto da Pio XII del quale era il più fidato consigliere, gl’ignoranti, e specie le donne costrette dal marito a votare come volevano loro, niente sapevano di materialismo storico o dialettico né eran coscienti dei drammi che vivevano i popoli oppressi dal comunismo.Queste persone si recavano in chiesa, molto spesso, ed erano guidate dai sacerdoti. Quando i sacerdoti, come da disposizione della S.Sede, non riuscivano a convincerle, non venivano assolte dal peccato: ma la scomunica non poteva esser loro comminata né esse incorrervi perché mancava la piena conoscenza della dottrina ch’era alla base del partito che votavano.Il decreto è chiarissimo, come la sua ingterpretazione.Ora voler scomunicare in tutti i modi coloro che non eran nella situazione prevista dalle norme ecclesiastiche per esser colpiti da questa pena, è davvero frutto di cecità dottrinale e giuridica.Oggi le cose in molti luoghi posson esser diverse, essendosi elevato il livello culturale medio. E le attenuanti vanno ben vagliate prima d’esser concesse.Inoltre, e concludo, non siamo noi a dover comminar la scomunica, ma la Chiesa.Adesso tacciatemi pure di cattocomunismo. Così si completa l’opera.PS Attenzione, catolici: chi vi asseconda in questa caccia alllo scomunicato lo fa solo per denigrar la Chiesa e dimostrar quanto sia retrograda e incoerente: date a costoro man forte, ambrosia per la loro vanità.

  43. Vincenzo scrive:

    Sostanzialmente, poichè, oggi, il livello di istruzione medio, è enormemente più elevato di quello del 1949, Chi “vota” Comunista (et similia…)è pienamente consapevole, ergo… la Scomunica, se la va a cercare e, quindi, se la merita. Certo,chi ha potuto vedere personalmente, cosa fosse realmente una “pluriclasse”, in una Scuola Rurale, dell’interno-Sardegna nei primissimi Anni ’50, potrebbe anche essere un po’ indulgente nell’interpretare, con gli occhi di oggi, la Scomunica di Pio XII (fra l’altro, non credevo di essermi mostrato così imbecille o ignorante, da far pensare, di essere, io, convinto di poter “comminare” Scomuniche a destra e a manca (ma, più motivatamente, a manca…). Comunque, quella triste realtà già descritta,il sottoscritto,l’ha vista realmente,e molte volte, e per anni. Ma,ha anche potuto constatare come, a “contar balle” per strappare voti,erano sempre i Comunisti …e, quindi, un po’ di “paura”, era assolutamente necessaria, per provare ad arginare l’onda rossa. Le Mogli subornate, i Braccianti supersfruttati, sì, sono state tutte condizioni tragicamente vere, ma, anche, col passare del tempo,mitizzate strumentalmente. Eh, sì, perchè, contemporaneamente, ci fu la Riforma Agraria, ci furono,anche in Sardegna,gli Enti di Trasformazione Fondiaria Agricola, ci fu la Cassa del Mezzogiorno, tutte cose che, in tre lustri, al massimo, spazzarono via quasi tutte quelle sacche di arretratezza e povertà assoluta. E, tutto ciò, fu opera dei Governi di Centro, che, però, videro rosicchiata la base di consenso, proprio a causa delle menzogne rosse; e,le menzogne,se non vi si mette argine,travolgono tutto. Bene, la Scomunica, fu quell’argine;poteva continuare ad esserlo,e dovrebbe essere “rispolverata”.Perchè, è “evangelica” nel suo netto…sì,sì…no,no… in ciò,era(ed è)chiarissima e,oggi,si potrebbe anche “crederle”sulla parola, anzi, non solo sulla parola, perchè esistono, a migliaia,i filmati che mostrano cosa sono capaci di fare i Rossi ed il loro sodali,con l’aiuto autolesionistico degli Utili Idioti. Che qualcuno, poi, si valga di ciò che scrivo, per denigrare la Chiesa, non lo credo importante. Infatti, io auspico che la Chiesa,torni a “parlare chiaramente”, perchè solo così, potrà difendersi dagli attacchi dei tanti Nemici(fra i quali, a capofila, stanno i Comunisti, o comunque si facciano ora chiamare)… da scomunicare “Latae Sententiae et ipso facto”. Non credo,che questo mio auspicio,possa provocare più di qualche raglio e lamento ipocrita,ma, se anche fosse? Dovremmo forse rinunciare a dire ciò che pensiamo giusto, per “paura”?Aleksandr Solzenicy, in “Vivere senza Menzogna”, ammoniva “a non avere paura” perchè, concludeva, “è su questo, che i Comunisti, hanno fondato tutti i loro successi dal 1917 a oggi, … e, Chi ha paura, ha già perso”. Tutto questo detto, resto convinto, che imbarcarsi in chiacchere e distinguo con i Maestri del Materialismo Dialettico, sia semplicemente assurdo. Poi, a me personalmente, il “Dialogo”non interessa. Mi interessa,invece e molto,che Santa Madre Chiesa,guidata da Sua Santità il Papa, Vicario di Cristo in terra,possa riprendere con rinnovato vigore, la Missione che Le fu affidata: diffondere la Parola di Dio, Unica Salvezza. L.J.C.

  44. Guardia Svizzera scrive:

    L’ipotesi del sig. Renato circa i “satrapi in paonazzo”( pardon Vescovi) e’ suggestiva. Assai.

  45. DANTE PASTORELLI scrive:

    La mia frase che siamo noi a dover comminare scomunica significava semplicemenre che se la Chiesa ha limitatio la scomunica per chi consapevolmente aderiva ed aderisce all’ideologia marxista atea antricristiana a questa decisione il cattolico deve attenersi senza estenderne a piacimento l’applicazione secondo le sue propensioni politiche. Questo rispetto non sai configura con l’esere l’utile idiota.E siccome c’era chi scriveva che con questo documento la Chiesa si contraddiceva e quindi era fallibile, ho tenuto a precisare.Quindi, non ritengo d’averti definito imbecille o ignorante. E, oltretutto, nell’ esprimere quel concetto, non mi riferivo a te.Ora però vedo che le distinzioni giuridiche e morali della Chiesa nel suo magistero ti stanno strette. Fatti tuoi.La tua ricostruzione storica è molto idilliaca: mentre si attuava la riforma agraria, dalle valli del Serchio gli abitanti emigravano in America ed in Australia, nella Garfagnana più alta anche in Inghilterra e Scozia. E ciò sino agli anni sessanta e passa. Paesi interi diventaron fantasmi. Nel paesino dove passo le vacanze erano circa 350 gli abitanti, son rimasti in 30, compresi i nuovi arrivi. Ora la maggior parte delle case sono abitate da inglesi.E nel meridione? Quanti emigrarono soprattutto in Argentina e nei paesi dell’Europa, Germania, Belgio ecc.? Io li ho visti partire. Non conosco bene la situazione della Sardegna, per cui soprassiedo.Il centrismo, di cui sono stato sostenitore a suo tempo, ha fatto con De Gasperi, Sforza, Einaudi, Pacciardi, Corbino tutto quel che poteva.Fecero male ad ammazzarlo. Ma qui il problema diventa più complicato, perché ai problemi di scelte politiche si dovrebbero aggiungere le gravissime carenze istituzionali, proprie di una Costituzione nata vecchia, che, dal punto di vista della funzionalità dei suoi organismi è una repubblica monarchica costituzionale, zoppa e azzoppante, generatrice di partitocrazie e del degrado che questa comporta. Come avevan già compreso e detto alla Costituente uomini come Calamandrei, Tosato, de Vita, Pacciardi, e come in seguito compresero fra gli altri, i democristiani di Europa 70, Caronia, Cadorna, Cosi giuristi Maranini, Crisafulli, Mazziotti, Caboara, la destra moderata che si staccò dal MSI, i liberali come Premoli, Valitutti, Cattani e via via socialdemocratici e infine il PSI di Craxi. Il discorso si sposta e mi fermo qui.

  46. Renato Riccioni scrive:

    DANTE post 43Magari fosse questo il cattocomunismo!

  47. Sergio Rizzitiello scrive:

    La posizione di Marcello, per quanto io non sia Cattolico, la trovo molto più convincente, coerente, virile, logica, e anche sincera, di quella di chi, dicendolo con scherno, ha una posizione tartufesca, ipocrita, cattocomunista.La Chiesa non può avere ambiguità sul comunismo, non può averla perchè oggi, dopo tutte le prove, i documenti che abbiamo, sappiamo di lacrime grondi il suo operare:100 milioni di morti, dico, 100 milioni di morti!Altro che scomunica, 100 milioni di scomuniche io farei, una per ogni povera vittima immolata sull’altare del comunismo.Nel 1933 in Ucraina con un criminale piano di collettivizzazione forzata, furono portati alla fame milioni di persone che arrivarono a veri e propri atti di cannibalismo. Qui vi è il fondamento storico dei comunisti che mangiavano i bambini, in realtà i bambini, Stalin li faceva mangiare alle sue povere vittime, povere e disperate creature.Ieri l’ignoranza impediva una condanna dei comunisti?Io non penso che ciò sia vero, però oggi, adesso, ciò non è più possibile, si abbia il coraggio di tagliare con decisione questa orribile concezione dell’uomo, della società, della vita.E non solo la Chiesa Cattolica dovrebbe avere questo compito, tutte le componenti liberali, democratiche della società.

  48. Sergio Rizzitiello scrive:

    Mi scuso, intendevo Vincenzo, non Marcello.

  49. Vincenzo scrive:

    A parte che,nel fluviale post 44,intendevo 482 Martiri Spagnoli e non 182,per quanto riguarda il resto, idillio o non idillio( guardi Prof.Pastorelli, che ciò di cui ho parlato,l’ho vissuto, tutto, veramente, e il riscatto da condizioni di vita già disumane,qui si è verificato in pochi anni;a costo, certo, dello sfaldamento della società contadina tradizionale, ma si è verificato; e, ripeto, per merito dei Governi DC e Alleati(non Sinistri).Dico”riconosco”, perchè,da “paracarro” che non ha mai cambiato bandiera,e non essendo mai stato DC,ma giovanilmente condizionato dall’ancora aleggiante l’illusione Monarchica,in amore-odio,con la nostalgìa del passato Regime,ero di quelli che tendevano ad essere ipercritici con tutte queste “Riforme”,individuandone solo certe contraddizioni e difetti e i prevedibili,futuri,ma inevitabili”danni-collaterali”.Vissi,quindi,quei cambiamenti epocali,con una continua ansia,provocata da una sorta di timore misoneista(i motivi di quel,non solo mio,”malessere di casta”,e senza scomodare de Maistre,o, per certi altri versi,ricordare il solito Pasolini,arrivo a capirli financo io).Ma, tutto ciò, non arrestò certo il cambiamento e,come detto,la Civiltà raggiunse,bene o male,tutti gli angoli della Sardegna(che, in quanto a sacche di arretratezza,malgrado i grandi meriti che lo sforzo enorme compiuto dallo Stato negli Anni’30 con le opere di Bonifica Integrale -il miracolo di Mussolinia,oggi Arborèa,su tutto- non aveva nulla da individiare a nessuno;purtroppo. In questo quadro, dunque, inscrivo la faccenda della Scomunica, è in questo quadro, dunque, che ho visto come… la terribile minaccia di essere espulsi dalla Chiesa,avesse ben”funzionato”. Penso, anzi, che sia stato proprio questo che indusse …i soliti Amici del Nemico, a far di tutto per bloccarla; riuscendoci alla perfezione.Quanto alle Mogli ricattate dai Mariti… suvvìa,non è questo il posto adatto,ma una cosa la voglio dire e senza scomodare … “Lisistràta”. Se la Chiesa Cattolica, si fosse dovuta “preoccupare”, ogni volta, di coloro che, per ubbidire ai Suoi insegnamenti e precetti, venivano perseguitati o percossi, e, addirittura uccisi, ebbene Essa, la Chiesa, sarebbe scomparsa da millenni.Anzi, non sarebbe mai nata. Questa favoletta delle Mogli maltrattate dai Mariti! Certo, anche io,in tempo reale,dovetti sentirmela presentare a giustificazione della messa da parte della Scomunica, ma non mi ha mai convinto. Tanto più, che, da allora, iniziammo ad essere “Noi”, ad essere “scomunicati”prima solo dal populismo demagogico che invase le Parrocchie(con le Acli a fare da apripista), poi, neppure troppo velatamente, da certa Gerarchìa che, “fiutato il vento” e morto PIO XII, si volse verso altri lidi e,dopo il Conc.Vat.II,si illuse che i Lupi avessero deposto gli artigli e le zanne: col risultato che oggi abbiamo davanti… Chiese sventrate, Altari sconquassati, Coscienze sbandate, e Noi… Tradizionalisti(ma, cos’è una bestemmia?)a sbranarci, anche qui,l’un l’altro,timorosi che ciò che diciamo venga strumentalizzato. Mi dispiace,ma l’unico timore che ho, è quello di non essere capace di resistere, a motivo della mia debolezza umana,e come invece vorrei, se, nel caso,mi venisse chiesto di “dare”, di “testimoniare”davvero,per la Fede. E,in tutto ciò,paradossalmente,mi vedo “capito”,più da S.R. non Cattolico(e lo ringrazio di avere avuto il coraggio di dire ciò che ha detto). Forse,ciò, dipende dal fatto che, Noi Cattolici, pencoliamo sempre fra “Dovere” e “Aspirazione”, dobbiamo essere fedeli alla Parola, perinde ac cadaver, ma,aspiriamo alla pace sulla terra. Ci diciamo pronti a tutto, per difendere la Fede, anche al”Martirio”, ma, ci lasciamo invischiare in ragionamenti capziosi che, dietro alla strumentale esaltazione di una supposta”Santità”,ci fanno di fatto arrendere senza combattere.Ecco,se devo concludere,direi che preferivo la rudezza orgogliosa della ignaziana Compagnìa di Gesù quella delle origini e il cui spirito,oggi, vedo rinnovarsi in un’altra Opera del Signore e per il Signore),a questo continuo umiliarsi ed arretrare senza senso,che mi si vorrebbe gabellare per Cristianesimo Realizzato. Certo, anche l’orgoglio, è “luciferino”, ma l’orgoglio stolto, l’orgoglio di sè, non l’orgoglio di sapere che si è parte del Popolo di Dio,i Cristiani(Cattolici), che sanno che è Cristo,la Verità. E, la Verità, è Rivoluzionaria … … e, le Rivoluzioni, non si fanno coi discorsi da salotto, ma con il Sacrificio o con le “armi” e, la Scomunica, è un’arma, anzi, “l’arma”. L.J.C.

  50. Marcello scrive:

    Complimenti al Sig Vincenzo per il post n° 50, è bellissimo.

  51. DANTE PASTORELLI scrive:

    Se si deve esser fedeli alla Chiesa perinde ac cadaver, si interpreti anche la scomunica così come l’intese la Chiesa nel comminarla, senza andar oltre per dar sostegno alle proprie convinzioni politiche, che possono essere o no condivise.Se questo è un ragionamento capzioso, se la distinzione operata dalla Chiesa di Pio XII tra adesione consapevole all’ideologia marxista ed il voto a chi in un periodo tragico, nella sua miseria e nella sua pochezza culturale si lasciava incantare dalla propaganda egualitarista e dalla visione d’una società senza discriminazioni èragionamento capzioso, ebbene, io accetto, restando con la Chiesa, la qualifica di capzioso utile idiota.Quanto a Lisistrata, sarebbe bene leggere qualche testo di teologia morale sui doveri coniugali.Et de hoc satis.

  52. Sergio Rizzitiello scrive:

    Ma non si può condizionare l’articolo di fede con una supposta ignoranza dei fedeli, anzi l’inconsapevolezza è maggiore se si indulge in distinguo.Quanti articoli di fede la Chiesa ha nel proprio seno non del tutto attuati per la difficoltà del fedele(la sua debolezza, caducità) a realizzarli?Eppure la Chiesa ha posto un discrimine netto, preciso, dogmatico.Perchè non dovrebbe farlo verso un’odiosa concezione dell’uomo e della società come è il comunismo?Ripeto, a me sembra che più che un problema di comprensione morale, come crede il Pastorelli, una difficoltà dovuta al cattocomunismo che si è infiltrato nella Chiesa stessa.Recidiamo quest’altra dottrina perniciosa e nefasta.La Chiesa faccia la sua parte, altre componenti culturali, la loro.

  53. Raffaele Savigni scrive:

    Trovo interessante il confronto su esperienze reali in ambienti segnati dalla povertà e dall’emancipazione del mondo operaio e contadino (da cui proveniamo rispettivamente io e mia moglie, che non siamo mai stati comunisti).Sono nato (nel 1953) e cresciuto in provincia di Bologna, in una zona segnata dall’egemonia comunista. Mia madre veniva dall’Azione Cattolica e votava DC, mio padre era socialista nenniano (non comunista) e fondò con altri una cooperativa di muratori: non andava regolarmente a Messa, ma noi figli siamo stati educati cristianamente, ed io mi sono iscritto all’Azione cattolica, seguendone il cammino per alcuni decenni.Ho visto con i miei occhi la fase finale della contrapposizione Chiesa-comunismo e le aperture conciliari: alcuni lontani parenti rifiutarono la benedizione pasquale perchè il prete non voleva che i loro figli leggessero “Il Pioniere dell’Unità”; ma tutti si sposavano in chiesa e chiedevano il funerale religioso.Non posso che salutare con soddisfazione la fine di una stagione di contrapposizioni, anche se allora c’era molta solidarietà tra vicini di casa, al di là delle ideologie; e le famiglie restavano unite (assai più di quanto non avvenga oggi anche nelle coppie cristiane) anche se spesso la moglie andava in chiesa e i mariti no.In quel clima, un’interprettazione troppo radicale della scomunica del 1949 sarebbe stata controproducente, avrebbe spinto il mondo operaio a identificare ancor più la Chiesa con la DC e con la classe borghese (come temeva don Milani nella famosa “lettera a Pipetta”).Credo quindi, una volta rottamato il materialismo ateo ed il modello sovietico, in una sintesi tra il solidarismo di tradizione socialista e quello cattolico. Come osservava vent’anni fa Pietro Scoppola, la Chiesa temeva il nemico comunista, ma la secolarizzazione è venuta soprattutto attraverso il consumismo, un nemico insidioso da cui non abbiamo saputo guardarci con altrettanta cura. Ora la frontiera è questa: il relativismo etico (assai presente anche a destra), non il comunismo, ormai morto e sepolto.

  54. Vincenzo scrive:

    post52)Mi scusi, ma non per me,o,almeno, non ancora. Credo infatti di essere nel mondo non a caso e, se ho citato “en passant” Lisistrata… era solo per “vis polemica”, certo non la prenderei come esempio di Moglie, da proporre ai Corsi prematrimoniali sulla “Famiglia Cattolica”. Ma, evidentemente, è stato facile appigliarsi a quel cenno fugace(come il dito envece della Luna). Non ho detto tutto ciò che (“sbottando” dopo giorni)ho detto,per sostenere le mie convinzioni Politiche. Esse, infatti, si sostengono benissimo e lapalissianamente da sole e, comunque, davanti alla Religione hanno sempre ceduto il passo. Ad esempio, sulla Pena di Morte. Infatti, allorchè il mio Vescovo, dopo efferati delitti seguiti a certi “Sequestri di persona”,disse chiaro e tondo che non era una pena che si potesse chiedere come Cattolici,ne scrissi, pubblicamente, con nome,cognome e propensione politica,al Mensile Diocesano che pubblicò la mia accettazione senza condizioni,(articoo che,subito, notificai al Partito di riferimento: Partito che non mi cacciò, ma, dopo qualche anno anzi,venne anch’esso,ufficialmente,su questa posizione. Insomma, per me, prima è la Religione Cattolica, poi, il resto;e, nell’ordine, la Patria e la Famiglia (la mia, non quella di Don Vito Corleone… sa, non si sa mai, come potrei essere interpretato…). Nel mio dire, nel lungo post precedente,ho solo sinceramente esposto cos’era la vita allora, da un certo punto di vista sociale, e direttamente vissuta. Se non sono stato capito, evidentemente è stata colpa mia: non mi sono spiegato bene; ma se si ricambia così la sincerità, be’ non posso farci nulla. Quanto a Sua Santità PioXII, non devo essere certo io, a rimproverarGli alcunchè, Dio me ne scampi. Caso mai,ho detto e ripeto che,distinguendo fra errore ed Errante, Egli auspicava un ritorno in massa all’ovile (cosa che, invece,purtroppo non si verificò. Se ciò è falso, e mi verrà dimostrato, ne prenderò atto umilmente). Piuttosto,in una lontana Domenica dell’Ascensione, (nell’Estate del’54 mi pare)assistetti ad una lite furibonda,fra un Cattolico(già allora)Tradizionalista ed il Vescovo dela Diocesi di appartenenza.Dopo un po’,Colui che era stato fino a quel momento un commensale insieme ad Altri,prese congedo prima di eccedere nella polemica verbale col Monsignore, e finirne sanzionato canonicamente. Cos’era successo? Era successo che, uno, il Fedele, sosteneva che De Gasperi, fosse… troppo tardi defunto… mentre l’Altro, il Presule, giudicò queste parole blasfeme. Si trattava, ahimè, delle due visioni della Chiesa che, sin da allora si mostrarono inconciliabili. (De Gasperi,come noto,si era tempo prima opposto,riuscendovi,acchè prendesse forma concreta il disegno di Sua Santità,di Luigi Gedda e di Don Sturzo(mi pare) che, se concretizzato, avrebbe, sin da allora, “messo su” una grande aggregazione politica dei moderati, insomma un grande Centro-Destra italiano. Non si volle che ciò fosse attuato(soprattutto De Gasperi, ma non solo Lui…) e poi, meno di dieci anni dopo, arrivò il Centrosinistra, tutto ciò che poi ne è derivato e che stiamo ancora pagando. Insomma, davvero lo credo: se la famosa Scomunica fosse stata mantenuta, almeno quell’Aggregazione, si sarebbe potuta fare e,con essa,non si sarebbe poi potuta verificare quell’inondazione progressista che,oramai senza argini,dilagò dappertutto,anche nella liturgìa. Et nunc, mihi etiam, de hoc satis. L.J.C.

  55. DANTE PASTORELLI scrive:

    La scomunica c’è sempre, non è caduta mai in prescrizione! Ma nei limiti e nelle condizioni stabilite dalla Chiesa.per in correre in peccato occorrono: materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso.Le pene dalla Chiesa comminate ai sensi del Diritto Canonico: le pene non vengono comminate quando ricorrono le condizioni de cann. 1323,24-5 che prevedon o una serie di attenuanti.L’ignoranza è una di queste, a meno che non si tratti di ignoranza colpevole. Si prevede addirittura il caso di errore colpevole! Vogliamo insegnare il Diritto Canonico alla Chiesa?

  56. DANTE PASTORELLI scrive:

    A SAVIGNILa chiesa non ha maio creato steccati: ha solo predicato la verità e condannato l’errore.Anche per quel che riguarda il comunismo. In caso contrario non avrei peduto tempo a scrivere

  57. DANTE PASTORELLI scrive:

    ANCORA UN POST PARTITO PRIMA DEL PREVISTO.Dicevo la Chiesa non ha mai creato steccati: ha solo affermato la verità e condannato l’errore. L’errante è sempre stato accolto con amore se pentito.Anche i comunisti sono stati accolti con misericordia, se pentiti e guidati sulla retta strada se ignoranti.Se non fossi stato convinto di questo, non avrei scritto i post di cui sopra.

  58. Marcello scrive:

    Il comunismo non è morto, in Italia è addirittura al governo e produce tante belle cosette:Tasse inique, difende l’aborto, vuole l’eutanasia, la droga disponibile nelle stanze del buco a spese del contribuente, è alleato con l’islam più radicale e antioccidentale che vuole distruggere la nostra civiltà, attacca a testa bassa la Chiesa, vuole distruggere la nozione di famiglia attraverso la promozione di unioni deboli e contro natura, vuole ‘immigrazione selvaggia per goderne i frutti elettorali libanesizzando così l’Italia, ecc. ecc.I socialcomunisti di ogni risma cercano alleanze con il mondo cattolico solo per andare al potere, se non ci fossero stati i tanto odiati amerikani a difenderci, così consumisti quei cattivoni, saremmo finiti e finiremmo ancora al gulag, anche i cattolici adulti, anzi non sarebbero mai cresciuti.Meglio consumisti che alleati dei comunisti.

  59. DANTE PASTORELLI scrive:

    Con me, CARO MARCELLO, sfondi un uscio non solo aperto, ma spalancato.E’ tutta la vita da adulto (intendo dall’adolescenza in poi) che questo sostengo.Sono stato persino dall’ Unità, a suo tempo, accusato di essere un golpista. Motivo, per me d’onore, visto il pulpito da cui veniva l’accusa, che qualcuno dovette ringoiarsi amaramente.Condivido totalmente quello che scrivi. Questo, tuttavia, non mi esime, in campo dotttrinale, teologico e morale di far le distinzioni che la Chiesa impone.

  60. Vincenzo scrive:

    Va bene, vorrà dire che, io e solo io, ho avuto torto: prima, durante e dopo. E, comunque la faccenda è per me definitivamente (seppur discorsivamente, senza articolate citazioni canoniche) chiusa. L.J.C.

  61. F. Pernice scrive:

    VINCENZO, nel post 50 con la frase “in un’altra Opera del Signore e per il Signore” intende riferirsi all’organizzazione fondata da Monsignor Josemaría Escrivá de Balaguer y Albas? Se sì, quali sarebbero a suo avviso i tratti che accomunano lo spirito di Opus Dei e quello della Societas ignaziana (sia pure quella dei primordi)?

  62. Raffaele Savigni scrive:

    Post 55: l’”operazione Sturzo” è fallita, per fortuna, grazie a De Gasperi (che in quell’occasione fu ingiustamente maltrattato da Pio XII) e anche a Montini: avrebbe favorito l’identificazione della Chiesa con una forza politica di destra (mi piacerebbe sentire in proposito l’opinione di Andrea Tornielli, biografo di Pio XII).A Sergio: l’ignoranza dei fedeli non è sempre colpevole. La teologia morale considera infatti incolpevole chi è vittima dell’”ignoranza invincibile”; e per compiere un peccato mortale (lo diceva già il catechismo di Pio X) occorrono “materia grave, piena avvertenza e deliberato consenso”.Continuo inoltre a credere che oggi il problema non sia più il comunismo, ma il laicismo consumista e relativista (anche l’attuale pontefice ha come obiettivo polemico primario il relativismo etico, non più il comunismo): la “Rosa nel pugno” ed il partito radicale (in passato e forse in futuro alleato del centro-destra) sono molto più anticlericali e “relativisti”, sui grandi temi etici, degli ex comunisti confluiti nei ds e ora nel partito democratico(ove sono frenati dalla presenza di ex democristiani), o perlomeno di molti di essi.

  63. Marcello scrive:

    Caro Sig. Pastorelli, non mi riferivo a Lei con il post n° 59, condivido il Suo ragionamento teologico e morale. Mi fanno arrabbiare le analisi che danno il comunismo morto con al suo posto una melassa che si può distillare negli alambicchi del cattolicesimo. Niente di più falso, al Concilio e dopo niente è più stato come prima, come aveva ragione Papa Paolo V a parlare del fumo di Satana che si era insinuato nella Chiesa, quel fumo allora era per lo più rosso, oggi si sono aggiunti altri colori come ad esempio il verde dell’ambientalismo che è un’ideologia che sta contagiando molti cattolici, da distinguere dall’amore e la tutela per il creato. Che gran confusione generano certe ingenuità, con il male non si tratta e non si usa nessuna medicina della misericordia, si combatte come ha combattuto l’allora Cardinal Ratzinger contro la teologia della liberazione, una colossale truffa a deperimento della fede dei semplici. I marxisti di ogni risma hanno camminato sui poveri e sulle loro disgrazie per conquistare il potere, una volta ottenutolo quasi sempre con golpe di palazzo senza il loro immaginario popolo, li hanno ingabbiati e vessati più di prima.

  64. Vincenzo scrive:

    Una strana domanda,(post62). In ogni caso, essendo quella che esporrò, una mia impressione soggettiva,essa impegna solo me e me soltanto… . Non da oggi, ho notato che, sia la Compagnìa di Gesù do Sant’Ignazio, che l’Opera fondata da San Josemaria, sono state ai tempi dei loro rispettivi inizi e per non poco lasso di tempo in seguito,coinvolte in calunnie, rifiuti e pratiche persecutorie, a motivo del loro voler essere fedeli, senza essere “accomodanti”. Inoltre,poichè è noto che Sant’Ignazio volle la Compagnìa di Gesù fedele al Papa, Vicario di Cristo in terra,con un Voto specifico di Obbedienza in questo senso, Voto che, ogni Membro della Compagnìa, deve rispettare, anche al costo eroico… ecco che, poichè, San Josemaria ha detto……”la Santità, è intessuta di eroismo, a noi si chiede che, nel lavoro, esercitiamo l’eroismo di …portare a compimento… i compiti che ci spettano, giorno dopo giorno”. Ecco, tutto qui (fatte salve,certe ovvietà,prime fra tutte,la differente epoca di fondazione e la differente “consistenza” numerica (Dato, quest’ultimo,a favore per ora della ben più longeva Compagnìa Ignaziana). Quindi, per concludere la risposta che Le devo,Signor FP, mi pare che sia, proprio la richiesta disponibilità ad impegnarsi “del tutto”, il tratto “in comune”. Anche perchè,oggi,nell’odierna società dispersiva ed edonistica,(che ha infiltrato qua e là anche la Chiesa…),sentir parlare… papale papale,di richiesto “eroismo”, da esercitare per portare a termine l’incarico che ci viene affidato(sia esso un Compito professionalmente complicato e difficile, o una Missione d’alto rango, o anche, (perchè serve anche questo…) provvedere coscienziosamente alla pulizìa di un Pollaio, per assicurare cibo sano, a Chi si attenda questo da noi), ecco,non è cosa di tutti i giorni. Certo, Altri,potranne vedere (e vedranno) le cose diversamente, ma, nel mio piccolo, “questo,ho visto”. L.J.C.

  65. Luca scrive:

    siamo alle solite1. se il comunismo e’ morto e sepolto, perche’ in Italia abbiamo due partiti comunisti al governo e un altro che si rifiuta di criticare, non dico condannare, la sua precedente esistenza come Partito Comunista?2. non capisco perche’ l’operazione SDturzo fa orrore e l’operazione Prodi (anch’essa frutto di accordi di vertice, che cosa vogliamo dare a bere?) no.3. se i ragazzini emiliani leggevano “IL Pioniere dell’Unita’”, non si puo’ fare a meno di compiangerli, come i loro coetanei di qualche anno dopo venuti su coi cartoni animati cecoslovacchi. Perche’ i balilla facevano ridere e i “pionieri” no?4. anziche’ citare solo Scoppola, leggiamo anche Del Noce. Il consumismo si e’ affermato in una societa’ resa materialista anche grazie all’insistenza dei cari compagni comunisti nel definire i vecchi valori morali come sovrastrutture dei soliti cattivono sfruttatori. I risultati sono quelli che sono. Socialismo vuol dire individualismo annegato nella massa, proprio cio’ che fa comodo al consumismo.5. i poveri operai e contadini, ammesso che pure che fossero comunisti, sono per cio’ da compiangere, non da mitizzare. Per fortuna anche tra i poveri c’e’ sempre stato qualcuno che sapeva ragionare con la sua testa e non con quella degli altri.

  66. Luca scrive:

    gia’, che bellezza il modello emiliano, con giovani pionieri cui era vietato di portare i jeans (che, per inciso, non porto nemmeno io, da bravo retrogrado), i tribunali di partito per aggiustare le liti fra compagni, la stampa “borghese” (anche L’Espresso!!!) messa al bando, Cucchi e Magnani definiti pidocchi, Germano Nicolini che viene emarginato perche’ ha osato dire che bisogna rivelare la verita’ sui delitti del triangolo rosso… Mamma mia, che modello di virtu’ civiche… Che ammirazione… Poi bbiamo Dossetti e il paradiso in terra e’ compiuto. Aspettiamo con ansia Romano Prodi presidente della Regione Emilia Romagna e l’assessorato alla sanita’ dato a un “cattolico”.

  67. Silvano scrive:

    Strano, Sig. Luca, che il moderatore Le ha passato il post per le verità che scrive … a me, Moderatorelli, censura tutto. Scriva due righe su Rolando Rivi, massacrato dai comunisti.

  68. DANTE PASTORELLI scrive:

    Caro Marcello, non è che io pensassi che tu ti rivolgessi a me: volevo solo affermare che io ero d’accordo, d’accordissimo. Il comunismo, magari mascherato, e non sempre, e non cambia. Lo sapevano Siniashy ed altri esuli. Lo urlò uno dei dissidenti in una conferenza a Firenze nei primi anni 70, e su di lui anche allora scrissi qualcosa su “Nuova Repubblica”, ma in questo momento non ne ricordo il nome.Ha infettato la dottrina cattolica e i papi hanno impiegato anni per comprendere l’inganno che pure persone, anche prelati, serie facevan loro presente.Troppi “misteri d’iniquità” in questi 40 anni. Non sarò io a svelarli, ne tu. Né tu né io possiamo neutralizzarli. C’è Chi lo può fare.

  69. gianfranco scrive:

    grande questo uomo – cardinale , non perdo mai le sue lezioni al mercoledì sera su radio maria.un uomo così non dovrebbe eseere ” in pensione”

  70. Marcello scrive:

    Caro Sig. Pastorelli, Lei ha più che ragione, è vero sono proprio misteri di iniquità, ma mi fanno arrabbiare molto.Grazie per i Suoi post, sempre molto belli.

  71. alex150271 scrive:

    Biffi, un uomo, un cristiano, un teologo, un vescovo, un pastore esemplari al di là di quelli che possono essere aspetti umani non sempre condivisibili. Ce ne avessimo di vescovi di questo spessore!!!

  72. Bruno Bonazzi scrive:

    Allora tutti zitti. Ha parlato il nume di turno della sinistra (vedere post n.29). L’Jemolo come Minosse “ giudica e manda secondo che avvinghia”. Biblioteche per il comunismo, scaffali, pochi, per il nazifascismo ( la parolona che fa tremar le vene e i polsi…) In fondo dovrebbe e dovrebbero i suoi uditori essere contenti, se l’onor si commisura sull’odio…E poi non è finita . Quante altre biblioteche si dovranno erigere, dato che la storia ‘del’ – e non solo ‘sul’ – comunismo non è finita! E le sue versioni diffuse toto orbe terraqueo ( ce ne sono anche qui vicino a noi, due anzi, e un’ altra come virus ancora non debellato…). Cosa succede quando si guarda alla storia con un dito conficcato in un occhio! Quello sinistro naturalmente. Agli illuminati – la definizione è congenita – di sinistra, soprattutto se catto, vorrei chiedere: perché il ‘silenzio’ di Pio XII era CONNIVENZA e quello di Giovanni XXIII era MISERICORDIA? Ha mai ricevuto in Vaticano Papa Pacelli un genero del supremo gerarca nazista? Già, era misericordia, era voglia di pacificazione…Tanto a crepare nei Gulag e nel paradiso sovietico in generale, trattato con tanta attenzione e delicatesse dal Papa Buono e dalla sua creatura Concilio erano poi altri…Certo, il carro della storia deve avanzare, non importa quanti vengano stritolati dalle sue ruote. Sulla faccenda della scomunica del ’49, ma che ha mai da abbaiare la canea di sinistra! Un ateo professo, che nega Dio – mi pare questa la definizione di ateo – perché si deve agitare tanto se gli viene impedita la comunione col Corpo di Cristo-Dio e col Corpo Mistico dello stesso Cristo che è la Chiesa? Penso che fosse e sia questo il senso della scomunica, e il suo oggetto non è quindi un sistema politico economico, dei cui grandi benefici non godono certo gli artefici dello stesso… E poi sulla storia ( melensa ) del Papa buono, amico dei comunisti e dei poveracci, sarebbe ora di piantarla. Se non ricordo male, e qui il Dott. Tornielli me ne potrà dare conferma o smentita ( mi pare di avere letto cose del genere in qualche suo articolo o in qualche stralcio del suo libro su PioXII…) il Giovanni XXIII quando era ancora solo Roncalli, non brillava certo per antifascismo. E’ sua l’affermazione che Mussolini era stato premiato da Dio con l’impero per i meriti del Concordato? Se vera, molto carina. E quale fu al tempo – non a babbo morto – il giudizio di Roncalli sul Duce? Papa ‘buono’, sì, a sintonizzarsi sulla frequenza d’onda del tempo… Bisogna o no piacere alla gente?Per venire all’ autobiografia del card. Biffi , non posso digerire la definizione che il cardinale dà di Dossetti ‘vero uomo di Dio’. Dossetti, diventando monaco e prete, il suo compito era quello di radunare le disperse pecorelle nell’unico gregge di Dio. Dossetti, come mai nessuno vestito di abito religioso prima di lui, ha diviso il popolo di Dio, come si usa dire negli ambienti cari alla pratica dossettiana. Mi ha tacciato persino di tradimento della democrazia nella sua famosa ( e penosa ) apparizione televisiva del 1994 a vittoria avvenuta di Berlusconi, avendo io, credendo ingenuamente di essere in democrazia (non sovietica), votato a piacer mio per il detto Berlusconi, che ormai si apprestava a uccidere le istituzioni democratiche. Un collaborazionista io, ma per fortuna (…) ‘imbecille’.Grazie, uomo di Dio. E poi un ‘vero uomo di Dio’ deve anche conoscere e praticare la virtù dell’ umiltà, mi pare. Ma che uomo di Dio era quello che oltre che condizionare nuovo Rasputin ( depurato certo della immoralità di questo ) la vita del Palazzo, con i suoi Ulivi e i suoi Prodi, si sentiva capace di manovrare un Concilio! Certo, a chi ha fede viene dato il potere di smuovere le montagne. Ma poi, veramente, visto quale Concilio, non so dove possa essere il vanto…Quanto alla posizione del Cardinale sulla Nuova Messa, qui proprio non l’accetto. Un uomo di così acuta intelligenza, che non si avvede ancora della grande devastazione operata sulla messa del N.O.! In questo fa blocco con il gruppo radical-modernista dei Plotti e dei Tettamanzi. E della grande violenza perpetrata da Paolo vi – a nome del Concilio e come papa del concilio – con la pratica cancellazione – lasciamo stare le ‘in-teoria’ – della Messa Tridentina. E per fortuna che il concilio e i papi del concilio hanno la mente aperta, sono illuminati e disponibili. Caspita! Nell’ epoca buia e chiusa della Chiesa, la Chiesa e i suoi Papi si permettevano l’angheria di lasciare spazio e vita alle liturgie con anzianità di almeno 200 anni. Qui si è uccisa e sepolta una creatura che di anni ne aveva quasi 500! Complimenti. Non mi dicono nulla gli Indulti e i Motu Propri. Fino a quando l’Antica Messa non sarà affiancata con pari dignità alla Messa Nuova, in tutte le chiese e con un suo orario fisso, ogni giorno compresi i festivi e soprattutto i festivi – mi va bene anche alle 7 del mattino – per me questi indulti e questi moti rimangono un piccola astuzia o una provocazione. Non ha la Messa Antica la stessa dignità della Nuova, come recita la lettera del Motu? Perché costringermi a diventare un carbonaro che va in cerca, a 60 KM di distanza, con quel che costa la benzina e il rischio delle strade, della sua caverna, per soddisfare le sue nostalgie in combutta con gli altri poveretti, bisogna capirli, vero?Questo è grave per il cardinale, per quel che vale certo il mio giudizio.Tipico uomo del centro conservatore, non certo tradizionalista, perché nemico della Tradizione, si rivela anche nel suo giudizio sulla Dominus Jesus. Che per lui è altamente positivo. Ma per me si tratta di una positività del tipo di quelle che si riscontrano sui referti di analisi medica. Ma che è tutto quel discettare di Chiesa di Cristo e di Chiesa Cattolica, di sussistere e di esistere veramente, di Chiesa Cattolica che alla fine si percepisce come più ampia della Chiesa Cattolica, pur essendo questa contenitrice perfetta e completa della pienezza della Chiesa di Cristo??? Ma anche le altre Chiese, le altre sette cristiane e certo anche le religioni non cristiane, in primis l’ebraica e la musulmana, ma anche tutte le espressioni religiose dell’umantà, anch’esse tutte accolgono in sé i germi dello Spirito di Cristo! Un ragionare che sa tanto di incinta e incinta solo un po’. Che cosa non si fa per aggirare lo scoglio dell’ Extra Ecclesia Nulla Salus”! ma perché non lo si divelle con forza con una bel ‘ anatema sit!’ O piuttosto, perché non si proclama la Verità, che la sola Chiesa di Cristo non può essere che UNA, secondo la invocazione del Cristo Stesso: UT UNUM SINT! O dubitiamo di noi stessi? Noi cattolici con il vaticansecondo siamo diventati l’unica categoria che non sa più affermare una certezza, che dubita metodicamente, sai il rischio dell’ integralismo. Non parliamo poi del fanatismo Ma perché non lasciamo a Dio il compito di salvare i Suoi, con le sue modalità, per le sue vie, e noi, che abbiamo avuto la grazia della Rivelazione Divina, come dice San Paolo, non lo benediciamo per la Verità della Sua Chiesa, il Corpo Mistico – e lasciamo perdere quell’ osceno popolo di Dio! – nel quale viviamo in comunione con Pietro e i suoi Successori?. La Verità vi farà liberi, ci fa liberi di accorrere nelle braccia di Dio senza farci traviare da false dottrine o da dubbi sistemici. E attirerà e libererà anche altri, animati da buona volontà. Ma se noi abbiamo la paura di far del male con le nostre certezze…che sale siamo diventati? Che annuncio sarà il nostro?Perfetto il cardinale nella sua analisi del comportamento dei cattolici italiani riguardo al referendum abrogativo del divorzio. Lucidissimo, per ogni occhio sgombro. O furono, e dài, i fumi del concilio a offuscarne la vista ( non troppo implicitamente lo dice anche il Cardinale…) ? Uscendo dal ragionamento chiarissimo del cardinale, da riscrivere a lettere d’oro e incorniciare in casa di ogni famigli che ancor si voglia cristiana, i cattolici di oggi si spaventano anche di un…Pannella! Lui può avere le sue convinzioni, reclamizzarle con petulanza e pietosi digiuni della sete o della fame secondo le convenienze medianiche, votare per esse e spingere tutti a seguirlo, noi invece guai, non- vogliamo-mica-imporre-agli-altri-le-nostre-convinzioni. Noi non lo faremo mai il divorzio (uh, si vede!…) ma non sarà mai che noi costringiamo gli altri a seguire le nostre convinzioni…Utili idioti, certamente, pronti solo a servire le idee altrui e i comodi altrui.E in chiusura, mi sia permesso ringraziare il cardinal Biffi per il suo libro “Le cose di lassù”. Davvero una consolazione. Ma non c’entrano le terminazioni nervose. Consolazione spirituale. Leggo volentieri il cardinale, anche quando dissento. Presunzione? No, solo pratica conciliare, Diritto alla libertà di pensiero così come esiste quello alla libertà religiosa…Bruno.

  73. DANTE PASTORELLI scrive:

    Non ho mai sminuito la personalità del card. Biffi: l’ho apprezzato per tante battaglie controccorrente, anche rispetto a decisioni, atteggiamenti e parole che provenivano dal Vaticano.Così come Maggiolini, che anche lui in certi momenti ha avuto coraggio.Ma quello che io loro rimprovero è un comportamento inspiegabile, soprattutto la presa per il bavero di Maggiolini, episcopalmente, cattolicamente, umanamente riprovevole.Quei fedeli che vedevano in loro guide paterne sicure dovettero ricredersi. A vantaggio di chi? Se non riconosce la voce amorosa del pastore il gregge si può sperdere per pascoli velenosi. Non è accaduto, perché quei fedeli son cattolici in tutte le loro fibre ed hanno cercato altrove, anche a km di distanza, il cibo spirituale che ritenevano idoneo alla loro santificazione.Il Papa lo ha capito, eccome! Eppure la sua esperienza pastorale è stata molto limitata.Perché dovrebbero essere ancora in servizio certi presuli?Si dice che da anni Maggiolini sia malato, e quindi le sue dimissioni ragionevolmente sono state accolte. Per Biffi, che malato non era, si può altro ipotizzare: a qualcuno a Roma dava fastidio, perché talora criticava decisione della S.Sede, magari con eccessiva focosità.E resta il problema degli anni: a 75 si può essere rimbambiti e malati o lucidissimi e fisicamente sani: allora si dovrebbe decidere caso per caso. Ma io resto del parere che la paternità non può esser tolta né ad essa si può abdicare. Abbas semper abbas. Così una pletora di cardinali e vescovi in pensione che non possono operar come parroci e cappellani, né vanno a confessar per ore in qualche chiesa. E magari girano per il mondo come Martini che vaga da un eremo molto comodo a qualche convegno per attaccar la Chiesa.

  74. DANTE PASTORELLI scrive:

    ERRANTE Non avevo il post di errante e me ne scuso.D’accordo, del resto anche Cristo faceva la stessadistinzione.Ma qui ci si riferiva ad un caso particolare: al “dialogo” per cui vengono opposti in modo artificioso e interessato Pio XII e Giovanni XXIII: il Papa cattivo e il Papa buono. E si parla sempre di Giovanni XXIII come colui che ha introdotto tale distinzione.Io volevo sottolineare che, per quanto riguarda i fratelli separati soprattutto (ma non solo loro), Giovanni XXIII non ha inventato nulla: Pio XII l’aveva già detto sulla scorta della Tradizione.Tutto qui.

  75. F. Pernice scrive:

    Ringrazio VINCENZO per le delucidazioni al post 65. Ho esperienza diretta di ambedue le realta’ (S.J. e O.D.) e mi interessa ascoltare il punto di vista di altre persone.

  76. F. Pernice scrive:

    C’è del vero nel post di BRUNO BONAZZI. La ricalcitranza di certi pastori riguardo al Motu Proprio e alla Messa V.O. lasciano sconcertati; almeno quanto la ritrosia a intervenire per sanare gli abusi operati sul N.O., dalla musicaccia contubernale che (a mio avviso l’80% del problema è qui) alle amenità architettoniche (cos’avrà mai fatto di male il Tabernacolo per essere spedito al limitare delle sacrestie?), ecc. Non sono tra coloro che trattano il N.O. quo tali con condiscendenza. Sono anzi di quelli che trovano spiacevole che ciò accada (il problema non è la liturgia in volgare, ma l’involgarimento della liturgia). E tuttavia, come il signor Bonazzi, anch’io ho inizato a sobbarcarmi la mia bella razione di chilometri per sottrarmi agli abusi di cui sopra e partecipare alla Messa V.O., che, voglio aggiungere, illumina e complementa in modo ideale il N.O. E chissà che nelle intenzioni di questo grande Pontefice il Motu Proprio non debba assolvere anche quest’ultima funzione: la Messa V.O. come catartico e correttivo degli scollacciamenti post Vaticano II.

  77. DANTE PASTORELLI scrive:

    Eh, sì F PERNICE, è ptoprio così. Al di là degli aspetti giuridici, del riconoscimento cioè che per 40 anni i cattolici siano stati defraudati contra legem del loro diritto di santificarsi col VO; al di là della affermazione (riaffermazione) dell’ immutata validità pastorale di un rito dottrinalmente ortodosso e pastoralmente utilissimo, la volontà del papa è proprio quella cui tu accenni: il Papa vuole riformare il NO con elementi del VO: l’arcivescovo Ranjith l’ha detto chiaramente in alcune sue interviste: Benedetto XVI non solo reintroduce il rito antico, ma vuole che q

  78. DANTE PASTORELLI scrive:

    …il VO sia il faro per il nuovo rito che uscirà dalla riforma della riforma.

  79. Grazie a Savigni, faro di buonsenso, che mi aiuta a ripassare i fondamentali.

  80. Guardia Svizzera scrive:

    Preferirei fosse il VO , non un faro ma un porto sicuro…

  81. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il VO resterà. Il NO sarà riformato. Il piano è questo. Un nuovo rito che ritrovi senza ombra alcuna la sacralità è auspicabile. In caso contrario resterà così com’è il NO.Se poi il Papa non ce la farà a pervenire alla conclusione della riforma cella riforma speriamo che sappia muovere le pedine giuste per chi dovrà sostituirlo

  82. F. Pernice scrive:

    Gentile DANTE, speriamo che “la riforma della riforma” del NO, la informazione di quanto è stato indebitamente deformato, sia operata in tempi ragionevoli. Antico o nuovo, il rito deve fornire ai credenti (inclusi gli officianti) punti di riferimento chiari, stabili, univoci, provvisti di solide radici nella Tradizione. Ho l’impressione che Benedetto XVI, il pontefice maiuscolo che lo Spirito ci ha donato in questa difficile congiuntura, abbia compreso tutto questo meglio di chiunque altro. La presenza, anche in questo blog, di tante persone che – sia pure con varie e consistenti sfumature – avvertono l’urgenza di intervenire in difesa della sacralità dell’officio liturgico e il ricorrere insistente di questo tema sono un invito a non cedere al pessimismo.

  83. DANTE PASTORELLI scrive:

    Concordo pienamente, solo che, essendo realista, non pessimista, dico che occorre far presto. Il calendario non si ferma.Inoltre il rito riformato, che dovrà convivere col VO, è necessario che abbia delle rubriche immodificabili, sotto minaccia di pena grave. In caso contrario la creatività tornerà invadente e devastatrice.

  84. lycopodium scrive:

    Su un’organico riorientamento positivo del Novus Ordo insistono molti cattolici tradizionalisti francesi: Claude Barthe e il gruppo di Catholica, i padri Gitton e Cassingena-Trevedy, il gruppo gregorianista della Schola Saint Maur (http://www.scholasaintmaur.net/).Considerato l’ambito di nicchia dei sostenitori del solo Vetus Ordo, è questo un approdo realistico, oltre che suggerito non solo dagli ultimi scritti di Ratzinger cardinale, ma da una possibile evoluzione di molti studi antropologico-culturali, tutti volti alla riscoperta degli aspetti “non-verbali” della liturgia, di per sé configgenti (al di là magari delle intenzioni stesse degli autori, spesso di tendenza più o meno progressista) con il razionalismo anti-rituale che ha improntato molto della riforma liturgica.Utili in proposito sono gli scritti di Roberto Tagliaferri (La Magia del Rito, Edizioni Messaggero Padova), ma anche di un avversarissimo del Motu Proprio, quale Andrea Grillo (ad esempio, quando dice – cito a memoria – che la riforma liturgica ha aumentato la conoscenza dei testi, ma ha sottratto alla liturgia MOLTE EVIDENZE).Sono semi che vanno fatti germogliare!

  85. DANTE PASTORELLI scrive:

    Sulla conoscenza dei testi sono un po’ perplesso: il Gloria, il Credo, l’Agnus Dei, il Sanctus si conoscevano anche prima. Alòmeno noi della vecchia guardia.Se ci si riferisce ai testi biblici, vorrei sapere quanti di coloro che li ascoltano ne capiscano il senso e li ricordino. E’ difficile che un sacerdote spieghi quelle letture anziché il vangelo. Spesso per mancanza di tempo, ma anche per carenza di preparazione.Prima della riforma in molte chiese l’epistola veniva letta anche in italiano da un accolito (o dal ministrante: io da ragazzino l’ho letta tante volte), il Vangelo dal sacerdote.Con la riforma del 65 epistola e vangelo eran direttaemte letti in italiano dal celebrante.Mi chiedo (domanda retorica) se nel Sacrificio sia più importante la piena conoscenza dei testi o le “evidenze sottratte”, che poi sono le evidenze dell’essenza della Messa: sacrificio di lode, espiazione, impetrazione, transustanziazione, presenza reale, sacerdozio ministeriale ecc.Se il problema era la lingua, niente vietava di permettere la celebrazione dell’antico rito in italiano: e tutti avrebbero capito (?) ordinario e letture. Evidentemente c’era qualcos’altro sotto.La riforma della riforma sarà senz’altro positiva.Quanto alla “nicchia” dei fedeli del VO, tale non sarebbe se si permettese nelle parrocchie la celebrazione del rito antico in orario “normale”, e non di straforo qua e là.

  86. Raffaele Savigni scrive:

    “E quale fu al tempo – non a babbo morto – il giudizio di Roncalli sul Duce?”. E’ vero: a suo tempo (all’epoca del Concordato del ’29) Roncalli diede un giudizio positivo sul fascismo, come tanti vescovi italiani, compreso il cardinale milanese (un sant’uomo) che esaltò la campagna d’Etipia dicendo che i soldati italiani andavano a “liberare gli schiavi” (e c’era una parte di verità). Non è detto che i santi sappiano dare sempre una valutazione esatta su eventi storici di cui magari solo più tardi si vedono bene le implicazioni. Non ho mai accusato Pio XII di “connivenza” col nazismo; per lo stesso motivo non diamo giudizi affrettati su certe scelte di Giovanni XXIII. Don Giuseppe De Luca frequentava fascisti e comunisti: ma per parlare di Dio, non per intrallazzi politici; ed è ciò che conta.

  87. Raffaele Savigni scrive:

    Il termine “popolo di Dio” non l’ha inventato il Vaticano II: c’è nella Bibbia e nei Padri della Chiesa! Inoltre, a sentire certi interventi, non vorrei che, partiti dalla legittima esigenza di rispettare le scelte liturgiche di chi ama il Vetus Ordo, ci ritrovassimo con i tradizionalisti ai posti di comando, desiderosi di imporre agli amanti del Novus Ordo (visti con sospetto, quasi fossero una sentina di eretici) una serie di “forche caudine”. La comunione nella diversità, nell’unica Chiesa, è una cosa (questo, credo, desidera il papa); l’impossibile rivincita del passato è un’altra.

  88. F. Pernice scrive:

    Se si ritiene che la rivincita del passato sia impossibile, perché si teme una specie di golpe tradizionalista? Ma poi, che senso ha impostare la questione nei termini di una competizione? Chi è visto con sospetto e discriminato da 40 anni abbondanti a questa parte non sono certo gli amanti del Novus Ordo. Il vero problema è un altro: la sensibilità al sacro si è deteriorata al punto che molti vedono nell’antica forma rituale un relitto di interesse museologico e nella nuova un terreno aperto a qualsiasi genere di “esperienza creativa”.

  89. DANTE PASTORELLI scrive:

    …sino al punto di creare una nuova religione. La crisi della fede, ha scritto Ratzinger, è conseguenza della crisi liturgica.

  90. Vincenzo scrive:

    Post.87) “Guerra d’Etiopia” … 1935/1936. Dalla attenta lettura di un conciso, ma accurato e quotidianamente via via aggiornato Diario, sto “ripercorrendo” la Campagna d’Africa di un Ufficiale Medico del Regio Esercito.

  91. Vincenzo scrive:

    dal Post 91)…grazie a quelle paginette, scritte con grafìa…”salvaspazio”, mi è possibile avere notizie “di prima mano” e non destinate(allora)ad essere pubblicate. Fra le tante cose che “nprmalmente” accadono in un asopedizione militare(che non fu una passeggiata, per chi se la dovette fare al seguito di un Battaglione di CCNN che,a motivo dell’esuberanza giovanile(al limite dell’ingenuità)dei suoi effettivi,veniva “sfruttato” dallo S.M. che, invece di farlo avanzare lungo l’unica strada camionabile, lo aveva spinto a procedere”sul terreno” e per”scorciatoie” che si risolvevano in interminabili e snervanti arrampicate e folli discese a precipizio… Bene, ad un certo punto, l’Ufficiale in questione scrive…”imbattuti in un Villaggio deserto/abbandonato precipitosamente dagli abitanti/Trovati tre poveretti in una stalla/incatenati con catena,collare di ferro e anello infisso sul terreno. Chiamato Sergente-Maniscalco e fatte tagliare catene.I poveretti non “vogliono”andarsene/detto loro “essere liberi”Tutto inutile.Siamo partiti e li ho dovuti lasciare lì. Lo Zaptiè(Carbiniere Eritrèo,nota mia), mi ha detto che …ERA LA LORO VITA E CHE… LORO PADRONI SAREBBERO TORNATI E LI AVREBBERO INCATENATI DI NUOVO, PERCHE’… “LORO SCHIAVI”!- Li ho lasciati ancora lì. Non riesco a togliermeli dalla mente… Così la descrizione del Tenente Medico. L.J.C.

  92. Fra' Diavolo scrive:

    Caro Savigni, qui non è in gioco la rivincita del passato o del futuro, bensì la rivincita (anche liturgica) della retta intrepretazione e applicazione del Concilio Ecumenico Vaticano II, finora ostacolata da una certa mentalità dominante che ha spacciato – e continua a spacciare – le proprie personali flatulenze (anche liturgiche) per “spirito” del Concilio.

  93. Garlyc scrive:

    Non me ne voglia l’ottimo Tornielli, ma per fortuna che la Santa Chiesa è più grande di questo blog.

  94. Vincenzo scrive:

    Post88… impossibile “rivincita” del passato (penso in riferimento al V.O. !!!!! Ecco, qui sta il busìllis. Intendere il MP, come una “sconfitta” perchè…ha scoperchiato le tombe,permettendo a noi Zombies-tradizionalisti,di tornare …dall’Aldilà. Questa visione, è del tutto errata. Come detto e stradetto, il Vetus Ordo Missae,non è il “passato”, perchè, non è mai stato abrogato, ma, più semplicemente, “messo furbescamente da parte”. Ergo,non essendo mai “sparito”, non può”ritornare”. Certo,capisco bene il “senso”,anzi,l’aspirazione del post88,(far piazza pulita del “vecchiume”ante Conc.Vat.II). Tuttavia, non solo non la condivido, ma la ritengo la più assurda delle pretese.Voler far scomparire dalla faccia della Terra,una Liturgìa che,dal 1574(+ o -)in circa quattro secoli, ha via via…”invaghito a Christo”,migliaia di Santi e Miliardi di Credenti. E poi, perchè,buttare via tutto ciò? Per sostituirlo col NovusOrdo, che, in Quaranta anni, ha generato affievolimento vocazionale(inutile appigliarsi alle “mutate condizioni” della Società se, quando si entra in Chiesa, non si riesce a stare un momento “a colloquio con sè stessi”… oppure è del tutto impossibile “astraersi con, e, “verso” Nostro Signore …) in mezzo ad una confusione scientificamente programmata, con inaspettati cambimenti che, di volta in volta generano sconcerto. “Grazie” a questa bella “innovazione”che è stata appioppata, a sconcertante contorno, al Santo Sacrificio Eucaristico, in qualche decennio sono aumentate vertiginosamente le disaffezioni,e, addirittura aumenta lo stillicidio delle apostasìe. Molte di queste ultime,perpetrate per andare alla ricerca di quel “misticismo” per noi perduto… … Non, dunque”malaugurato ritorno”,nè tantomeno”inquietante restaurazione”, ma solamente, una ripresa, serena, di un già collaudato cammino, solo interrotto per qualche anno, a motivo di una sperimentazione che non ha portato alla Chiesa Cattolica i benefici “effetti sperati” L.J.C.

  95. gino gini scrive:

    Ma questa dell’anticomunismo è una fissa. Che colpa hanno se i nostri fascisti si erano alleati con il nazismo? E perché non voler ricordare che i comunisti italiani scrissero quella costituzione che ancora oggi garantisce libertà e diritti a tutti?

  96. Areki44 scrive:

    Cari amici che scrivete su questo Blog, la mia speranza è che la Messa secondo il Vetus Ordo torni ad essere celebrata sempre più spesso nelle nostre parrocchie e che torni davvero il senso dell’adorazione e del sacro a cui molti purtroppo sono disabituati e quello che è più grave nemmeno se ne rendono conto. Per fortuna il Signore che guida la Chiesa ci farà uscire da questa situazione di crisi in cui ci troviamo, noi però dobbiamo fare la nostra parte… Preghiamo e offriamo anche i nostri sacrifici perchè il Messale di San Pio V sia sempre più apprezzato… Io ho riscoperto col Motu Proprio questo tesoro di spiritualità, sono sacerdote e parroco sto cercando pian piano di far scoprire anche ai miei fedeli questo tesoro…fino ad ora ho fatto solo due celebrazioni col Vetus Ordo cui hanno partecipato la prima volta venti persone circa e la seconda oltre trenta (erano celebrazioni in giorni feriali). Spero di poter celebrare una terza Santa Messa il giorno della Commemorazione dei defunti… I preti delle parrocchie circostanti paiono indifferenti a parte uno… i fedeli sono disabituati anche se stimolati paiono apprezzare… Comunque non mi scoraggio spero che il Santo padre celebrando il due o il nove dicembre come si vocifera ci aiuti a mettere in pratica il Motu Proprio e a superare l’inerzia di tanti ambienti che appaiono indifferenti e morti a qualsiesi novità e mozione dello Spirito. Signore guarisci la tua Chiesa. Prego anche per il ritorno alla piena comunione dei lefreviani… la loro battaglia è meglio che la combattono dentro la Chiesa e non fuori…Ciao a tutti, grazie per aver letto le mie riflessioni.

  97. DANTE PASTORELLI scrive:

    GARLYC, la tua sapienza è al limite del divino. Infatti hai ragione quando affermi che la Chiesa è più grande di questo blog, tanto che questo blog si situa nella Chiesa, tranne qualche voce stonata,e per la Chiesa lavora, pur nella difformità di sensibilità e cammini.Però, mi viene un dubbio: che Tornielli ambisca al galero nella prossima tornata?

  98. Bruno Bonazzi scrive:

    Grazie delle osservazioni, Sig. Savigni, ma le sarei grato se mi citasse qualche luogo dove nel Nuovo Testamento si parla di ‘Popolo di Dio’. A me non ne viene in mente uno.. Ma era facilmente intuibile dal contesto che non ce l’ho tanto con quella definizione quanto per l’uso che se ne fa, con quel voler affermare, attraverso una così roboante affermazione da far zittire sul nascere ogni contestazione, che nella chiesa c’è un popolo che comanda, invece che obbedire. Altra bella idea dossettiana, questa della democrazia nella Chiesa ( da fare da pendant all’altra democrazia , quella cristiana…). Proèrio da ‘autentico uomo di Dio…Ma insieme teologo di poco conto, teologo fatto da sé, parola dell’ Italiano Cardinal Biffi. A proposito di questa definizione di Dossetti ‘uomo di Dio’ – aggiungendo a quanto ho già detto nel post precedente -, ma di che Dio era uomo questo Dossetti, del Dio della Thorà o del Dio di Gesù Cristo, del Dio che salva in Gesù o del Dio che salva con la Thorà, senza che l’Antica Alleanza sia cessata ma continui a valere accanto alla Nuova ( teoria sballata di papa Woityla ripresa tal quale dal regnante pontefice ) e magari accanto alla Rivelazione Coranica, secondo la brillante idea di un altro prete, tal Louis Massignon.?…Riguardo a quella affermazione del Papa amico dei sinistri, quella affermazione che parlava di dell’impero come premio dato da Dio a Mussolini per il Concordato, gradirei una smentita, se detta dichiarazione non risponde al vero. E ammettendo pure che i ‘santi’ “non sappiano dare sempre una valutazione esatta sugli eventi storici e solo più tardi sappiano vederne le implicazioni ( bella fatica, della scienza del poi son piene le fosse…), la stessa cosa si può dire delle sue affermazioni e dei suoi atteggiamenti posteriori, di quando era Papa, quando , ma vedi la coincidenza!, quelle affermazioni e quegli atteggiamenti erano nuovamente in sintonia col nuovo modo di sentire… Ma per me le implicazioni, che lui anche se ‘santo’ non poteva obbligatoriamente vedere, le stiamo vedendo noi, ora, nelle conseguenze che ne sono derivate. Una volta nei tempi antichi si parlava di LUNGIMIRANZA (= dote del saper vedere lontano – ‘vedere’ nel senso di ‘capire’) ) dei santi. Forse quelli erano santi con la lettera maiuscola, Santi!. Quelli moderni sono santi vittime del pensiero debole e bisogna scusarli.Quanto alla voglia dei tradizionalisti di tornare ai posti di comando, desiderosi di ‘ imporre’ ai novusordisti ‘ una serie di forche caudine’, il Savigni stia tranquillo e si calmi. Non c’è miglior candidato a dittatore di chi si è tormentato nei propositi di rivoluzione. Lo ha detto, mi sembra, Nietzche. Credo di avere già detto sopra che i papi ‘parrucconi’ erano talmente così tanto praticanti dell’ assolutismo da lasciare in vigore le liturgie di una anzianità superiore ai 200 anni – leggere la QUO PRIMUM -. Non era rispetto e valorizzazioni delle diversità? Qui i liberalconciliari hanno cassato tutta una liturgia vecchia di 500 anni, che dico una liturgia più che millenaria, dato che il VO affonda le sue radici nell’epoca apostolica. E sono certamente uomini dalle idee aperte e concilianti… Leggere la QUO PRIMUM.. E leggere al riguardo il Ratzinger cardinale, quando parlava di conseguenze TRAGICHE ecc. ecc.). E adesso assistiamo a questi maldestri e contrastati tentativi di rimettere in vita una dignità perduta. Non ho nessun desiderio di rivincita. Ma quando mai. Sono un discepolo anche di Meister Eckhart, e conosco la dottrina del distacco…E poi, non posso desiderare di tornare a vivere a palazzo, per il semplice fatto che non vi ho mai abitato… Certo, quando vado a messa vorrei vedere meno sbragoneria, ascoltare meno lagna chitarrale e meno ugole strozzate, mi piacerebbe non vedere in volto lo sbraitante e gesticolante prete ritto in piedi dietro il bancone-mensa, con i suoi ticchi e i suoi vezzi. Mi piacerebbe vederlo, alla testa del suo ‘Popolo’ rivolto versus Dominum, a indicare a noi, ‘Popolo di Dio’, il giusto orientamento. Mi piacerebbe sentire nella messa pulsare il MISTERO, attraverso la significanza dei segni e la densità delle parole. Mi piacerebbe una predicazione che smettendola una buona volta con il bertinottismo, mi parlasse di Gesù Risorto, fisicamente e realmente risorto, e non – se va bene – risorto nell’ intimo del nostro cuore e… chissà dove sono rimaste le sue ossa…. Vorrei sentire parlare di Dio, e di tutto quello che attiene a Dio, così da riempire la mia vita e dare una luce alla mia morte e per guardare agli altri cogli occhi e il sentimento di Dio. Tutto questo non c’è più? Pazienza. Abbiamo peccato e ora paghiamo. Ma il Signore della Chiesa rimane Lui, il Cristo, e in comunione con questa Chiesa io spero di vivere e di morire. E ricordarsi: Chi vuole essere il primo tra di voi si faccia il servo di tutti.

  99. lycopodium scrive:

    Per il prof. Pastorelli.Il problema delle “evidenze sottratte” non concerne solo il dogma cattolico, ma più fenomenologicamente l’ alfabeto rituale, su cui si inserisce il dato di fede e su cui gioca le proprie competenze il semplice “homo religiosus”.Il caso dell’altare è una splendida dimostrazione di questa unità di diversi livelli: qui lascio la parola al teologo Pierangelo Sequeri (“L’estro di Dio”), di cui fornisco una sintesi (le mie interpolazioni sono tra parentesi quadre):« … In epoca pre-cristiana l’altare era il luogo elevato da cui solitamente si rivolgeva l’invocazione alla divinità, l’ara era propriamente la pietra del sacrificio. L’altare come simbolo di elevazione era distinto dalla pietra del sacrificio, anche se poteva far tutt’uno materialmente, architettonicamente ed esteticamente. In ogni caso nel concetto e nell’intenzione l’altare (= alto, altura) era il simbolo essenziale della congiunzione dell’uomo con il divino e del divino con l’uomo, il punto di tangenza tra cielo e terra [si pensi al finale dei “Dialoghi con Leucò” di Pavese].L’altare cristiano è luogo della celebrazione memoriale del sacrificio di Cristo, collegato alla memoria dei martiri. In questo senso si potrebbe pensare che valga soprattutto come ara.In realtà l’itinerario storico è più complesso, mostrando che il rapporto viene all’inizio mediato dal concetto di memoriale della Passione del Signore che passa attraverso la ripetizione dei gesti peculiari dell’Ultima Cena e in tal senso passa attraverso il significato della tavola. Il legame con l’ara è spesso intenzionalmente tenuto in secondo piano, per l’associazione disturbante con le pratiche del culto pagano e giudaico dei sacrifici materiali e animali.Questa rimozione [che oggi è spesso fonte di confusione] non si ha nei confronti del significato tradizionale di altare come luogo che segna la trascendenza del divino e il legame con l’umano, cioè l’aspetto per cui l’altare è il luogo che polarizza la preghiera dell’ecclesia e la indirizza nel punto di contatto simbolico con il divino. Una volta che i cristiani abitano luoghi propri per il culto pubblico, il significato originario della tavola eucaristica della celebrazione domestica si innesta con questo senso dell’altare.Però, attraverso questa incorporazione e grazie alla evidente e pubblica distanza del cristianesimo dagli antichi culti sacrificali, i significati della antica ara vengono poi riguadagnati e simbolicamente integrati, ad illustrare il peculiare senso sacrificale del memoriale cristiano.Così, attraverso un processo di rielaborazione, interessantissimo da studiare molto più accuratamente, l’altare finisce per riassumere i tre significati: tavola di raduno fraterno e conviviale dell’assemblea, luogo simbolo della relazione cultuale dell’umano e del divino, pietra del sacrificio propiziatore.Nella situazione odierna [in un’epoca in cui la cultura e la sensibilità comune sono lontane dal cristianesimo e prevalgono visioni eclettiche, pluralistiche, relativistiche, immanentistiche, si guarda all’altare prevalentemente come punto di convergenza della comunità, mettendo in secondo piano il trascendente] l’altare ha riassunto nel concetto comune la prevalenza del simbolo conviviale della tavola, un significato che, accentuato come tendenzialmente esclusivo, può diventare semplicemente orizzontale fino ad oscurare il senso verticale del suo simbolo di trascendenza.Questo nasce dalla programmatica opposizione di molti movimenti post-conciliari alla spiritualità post-tridentina [opposizione reattiva, fraintendimento o pretesto?], in cui vigevano la polarizzazione dell’altare della celebrazione e dell’eucaristia stessa intorno al concetto di ara del sacrificio e della messa come vero sacrificio, in funzione antiprotestante; e l’accentuazione polemica del realismo eucaristico, che provocava uno spostamento simbolico in cui non era più tanto l’altare (come simbolo di trascendenza legato alla celebrazione in quanto tale) che definiva il luogo sacro, il luogo della chiesa, ma piuttosto il tabernacolo, luogo della presenza reale e dell’incontro privato, indipendente dall’assemblea come dalla celebrazione.L’accentuazione dei significati dell’altare, come luogo del sacrificio e luogo della presenza, aveva portato la tradizione all’attenuazione del significato [temporalmente] più originario per la definizione della sua singolarità cristiana: l’altare-tavola della celebrazione eucaristica e memoriale. Di per sé nell’accezione cristiana questo senso è tutt’altro che orizzontale: l’eucaristia è cena fraterna dei discepoli proprio perché è sacramento memoriale del sacrificio redentore di Gesù Cristo, il Figlio di Dio fatto uomo per la nostra salvezza: al punto che l’uso della celebrazione eucaristica ha subito imposto già anticamente la requisizione della tavola adibita allo scopo, facendola così speciale, diversa da quella del pasto conviviale consueto, inutilizzabile per altri scopi.La riscoperta di questa simbologia, enfatizzata per reazione contro il suo [supposto] oscuramento, ha esageratamente [e indebitamente] assimilato molti valori antropologici e culturali (uguaglianza, fraternità, solidarietà, convivialità …) [ai quali è molto sensibile il politicamente corretto], anche fino all’eccesso di contrapporli a quelli religiosi della trascendenza, della verticalità, del mistero. Il recupero è avvenuto in un contesto fortemente secolarizzato …».

  100. Andrea Tornielli scrive:

    A Garlyc: ci mancherebbe pure che qualcuno pensasse che questo blog coincida con la Chiesa! Per carità…A Pastorelli: essendo laico e padre di famiglia, e non essendo nemmeno diacono (fino ai primi del Novecento qualche cardinale diacono non sacerdote c’era ancora), non ambisco al galero (che peraltro non si porta più) e m’accontento di indovinare in anticipo la lista dei nuovi porporati ben sapendo fin dall’inizio che non contiene il mio nome…

  101. DANTE PASTORELLI scrive:

    CARO TORNIELLI, ormai son tutti vescovi, i cardinali, a seguito delle rimostranze a suo tempo avanzate dai patriarchi orientali, che nelle processioni si vedevan preceduti dalle rosse sagome dei cardinali preti… Però si può tornare indietro e ci potrebbe essere una speranza… La moglie può andare in convento, come una volta, i figli in monastero… E poi, se s’arriva ad abolire il celibato la strada è più spianata, alla grande. Se no che ci stanno a fare i movimenti dei preti sposati e Milingo? Il galero non si porta più? Anche le code Pio XII volle eliminarle. Ma i cardinali, furbacchioni, le ripiegarono e Giovanni XXIII, quando gli chiesero cosa dovessero farne, rispose che facessero quel che volevano. E loro le sciolsero.Un mese (non più) alla Congregazione per la Dottrina della Fede mi piacerebbe starci, il tempo non d’eliminar le code – (i cardinali progressisti, quando si recano a “presiedere” assemblee e Vespri in comunità tradizionaliste, son fieri di quei metri sollevati da ministranti, e certe foto sono eloquentissime, da vicino la cosa è ancor più chiara), più semplicemente di chiuder le riviste “paoline”. Ma mia moglie in convento non ci vuole proprio andare, neppure per un mese e i figli non voglion esser chiamati “figli di prete” che in Toscana, non so altrove, ha un preciso significato. E i nipoti? peggio che andar di notte… Insomma io son costretto a declinar ogni proposta rinunciare.Suvvia, operoso e benemerito amico, ogni tanto bisogna celiare un po’, anche per scioglier le tensioni che a volte si creano nel blog. Me la dà l’assoluzione, visto che scherzavo?

  102. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Pastorelli, un po’ di umorismo in queste pagine può fare soltanto bene. Dunque niente assoluzione perché non ce n’è affatto bisogno. E chi vuole andare in giro in cappamagna accompagnato dai caudatari, lo faccia pure.

  103. DANTE PASTORELLI scrive:

    LYCOPODIUM, hai fatto bene a precisare con tanta accuratezza: io m’ero soffermato – nelle brevissime pause dei miei lavoretti campagnoli – un aspetto fondamentale, dell’evidenza sottratta, quello dogmatico.Altre “sottrazioni” si potrebbero rendere…evidenti: i segni di croce, le genuflessioni, quegli appassionati baci all’altare, gl’inchini, il rivolgersi verso il tabernacolo o la croce ad ogni “per Dominum nostrum…”: significativo il brano che hai citato. Grazie di cuore.

  104. lycopodium scrive:

    Viva la fede robusta del sacro mondo contadino!

  105. Bruno Bonazzi scrive:

    Ci stiamo allontanando dal tema di questa sezione del blog, il Biffi italiano cardinale, ma si sa la lingua batte dove il dente duole. E il dente è la messa che non si sa più qual è la buona o la migliore. Ed è giusto: la messa è il cuore della Chiesa. Ho letto con molto interesse la bella disquisizione sul senso di altare e di tavola-mensa di Lycopodium… Ma tutto questo gran parlare e disquisire non può far dimenticare le oriini. Rileggo Mc14, 12-25 e mi nascono le seguenti osservazioni. Primo. Gesù si preoccupa, prima volta che succede, che il luogo dell’azione che vuol compiere, sia massimamente decoroso. Gesù ha vissuto quegli anni di vita pubblica senza una fissa dimora. Ha parlato e agito nei luoghi più diversi e più improvvisati. Qui vuole la grande sala al piano superiore, già da lui prenotata, coi tappeti sul pavimento. Dice niente tutto questo alle fantasie creatrici dei nuovi riti? ( fantasie di promozione conciliare…) .Dice niente agli architetti ‘sacri’ (!!!) agli arredatori e decoratori delle Nuove Chiese ( Chiese ?!?) ?Gli invitati sono i Dodici , quindi gli Apostoli, non i discepoli in senso largo. Gesù non convoca in assemblea ( si dice sinassi? ) tutti i suoi discepoli. Se era questa la sua intenzione poteva scegliere un’ altura come per le Beatitudini, o la casa dell’ amico Lazzaro dove potevano convenire quelli che credevano in Lui, i suoi amici…. Una bella prima dell’ eucaristia con tanta gente intorno!… No. Solo i Dodici. Nemmeno le Pie Donne che l’hanno sempre seguito e servito. Nemmeno la Sua Santissima Madre.Con loro celebra la Pasqua. La Pasqua del suo Corpo e del suo Sangue. SACRIFICIO della NUOVA Alleanza. Sacrificio di Lode, di Ringraziamento, di Propiziazione e di Impetrazione.Non ha detto: andate a preparare la Cena. Ha detto: andate a preparare per la Pasqua che consumerò con voi. Certo, per consumare la Pasqua “ si siede a mensa con i suoi. Perché la sua Pasqua, mentre è Sacrificio, IN QUANTO E’ SACRIFICIO, è comunione con Lui attraverso il MANGIARE e il BERE il Corpo e il Sangue del Sacrificio. E in quanto comunione con Lui, i credenti in Lui si trovano ad essere FRATELLI. Perché la fraternità per i credenti in Cristo non è un temine onnicomprensivo, ma una realtà sacramentale. ‘Adelfì’, ‘fratres’, secondo il N.T. sono i partecipanti alla Celebrazione Eucaristica. Sono i credenti in Cristo. Insomma, è il SACRIFICIO di Cristo che fonda la Chiesa, la Comunità, l’Assemblea o ‘Sinassi’, se così piace.. NON è la ‘Sinassi’ che fonda a Chiesa. —-Ai Dodici, solo ai Dodici impartisce l’ordine: Fate questo in memoria di me. FATE indica un’ AZIONE da compiere, da ripetere, perché si rinnovi nel Sacramento la Pasqua del Signore. Gesù non dice di celebrare un anniversario…Nella Messa si compie quello che si dice e compiendolo si ricorda rinnovandolo quanto Gesù ha fatto. E ‘fate’ ha come soggetto VOI. I Dodici, SOLO i Dodici devono fare quello che Gesù ordina di fare. E difatti solo loro sono gl’invitati. I Dodici a loro volta renderanno capaci altri tra i discepoli di fare quello che è stato loro ordinato. Ecco il Sacramento dell’ Ordine. Ecco il Sacerdozio cattolico. Cattolico, cioè conforme alla Volontà di Cristo, non perché lo definisce il Tridentino. Il Tridentino ri-afferma con forza la volontà di Cristo contro le depravazioni dottrinali luterane. O è stata una colpa, una esagerazione, quella del Concilio di Trento, definire esattamente e compiutamente il senso del Gesto e dell’Ordine compiuto e impartito dal Fondatore della Chiesa??? Quel santo Concilio non ha compiuto nessun sbilanciamento, d’ un aspetto rispetto all’altro, per effetto della polemica antiluterana. Nelle sue definizioni tutta la verità di Cristo è affermata, ma non per elementi sparsi, ma tutti raccolti nell’essenza generatrice del SARIFICIO del Suo Corpo e del Suo Sangue che diventa Cibo per la nostra anima perché contiene la forza del suo Sacrificio. E l’effetto benefico di simili definizioni, che non fanno altro che riproporre la stessa concezione dottrinale che risale ai tempi apostolici – più documento di origine controllata di così!…- vedere,mi permetto di ripetere, la QUO PRIMUM – lo si è visto nei quattro secoli successivi, così come si era visto lungo il corso dei secolo precedenti. Non gettiamo lo sguardo sugli effetti dell’ operazione conciliarpaolina, per non infierire ulteriormente… E non solo sugli effetti… Ma qui si apre un mare magnum di discussioni, lasciamo stare. Solo mi chiedo. In questa ottica, che ci sta a fare subito all’ inizio della NovaMessa quel: “e per CELEBRARE… RICONOSCIAMO..”. NOI chi??? Il Sacerdote celebra, solo lui “agit in Persona Christi”…Ritorna Lutero con la sua abolizione del sacerdozio sacramentale?— E ancora. Gesù dice: “Fate QUESTO”. Non dice: “Fate COSI”. E che, dovremmo sdraiarci intorno alla mensa al modo che si usava allora, mensa non certo del tipo rappresentato da Leonardo da Vinci, per un desiderio di rispetto filologico di una modalità improponibile? Per avvalorare una disposizione di frontalità reciproca ‘Prete/Presidente –Assemblea’ MAI PRATICATA nella storia liturgica bimillenaria della Messa precedemte il vaticansecondo? Leggere al riguardo per esempio K. Gamer: ‘L’ Altare e il Santuario’ e ‘L’altare verso il popolo’. Questa circolarità presidente- assemblea non poteva preannunciare nulla di buono. Non diventiamo più buoni perché ci guardiamo negli occhi in continuazione, ma perché qualche volta almeno ci tuffiamo tutti nello sguardo di Dio che SORGE ogni volta a salvarci….

  106. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il fatto è che, amico mio, questo è un blog e non un forum. Nel forum – a parte la possibilità di correggere gli strafalcioni che scappano (e i miei sono evidenti)- i moderatori possono spostar gli OT negli appositi topic in cui è suddiviso.Qui invece ognuno di noi sottolinea quel che gli preme.E ora tu, da par tuo, evochi, per stigmatizzarlo, anche il falso pauperismo invalso nelle sacre celebrazioni. Il Cenacolo era una sala di lusso non una stamberga.Ed anche se fosse stata una stamberga la sede dell’Ultima Cena, chi può vietare di offrire a Cristo le cose più preziose che ha? Si deve andar vestiti per bene ad un matrimonio, e celebrar la messa, intendo il sacerdote, con gl’infradito? Ché anche questo accade. Per non parlar di quel che s’indossa sotto il camice.

  107. F. Pernice scrive:

    Il falso pauperismo. Dite bene, BRUNO e DANTE. Magari il pauperismo di Mt 26, 8: “Perché questo spreco?”. C’è al fondo un’incomprensione della sostanzialità della forma, una sordità allo splendore per lo Splendore, una torsione del rito in senso utilitaristico, quantitativo, convenzionalistico e – devo dirlo? – materialistico. “Facciamo che questi quattro paracarri sono l’altare”; “il cemento costa poco e dura a lungo”; “l’Ave Maria di De Andre’ha un bel testo e la conoscono tutti”. Idioti! Come se i paracarri, il cemento e le canzonette non esistessero anche nel XI o nel XVI secolo: eppure, guarda caso, la Chiesa ha scelto le colonne, il marmo, il gregoriano. In quel tempo anche i religiosi più umili, anche quelli che praticavano la povertà più radicale, avevano ben chiara la centralità del decoro che deve permeare lo spazio sacro, l’azione rituale, la vita che aspira alla santità. Gli amici pauperisti vadano a leggersi le Costituzioni dei Cappuccini, per esempio, dove povertà è in endiadi con decoro, humilitas con gravitas. Poi non stupisce la vicenda di quel mio vecchio amico (chissà se legge il blog e si riconosce) che un giorno ebbe la luce della fede e si recò dal parroco per chiedere il battesimo; trovò il parroco nel piazzale della chiesa, intento a sistemare l’impianto di amplificazione per la messa all’aperto (ah, questi microfoni!), e il colloquio andò più o meno così: “Padre, vedo, credo!”, “Un attimo figliolo, finisco di sistemare questi altoparlanti e sono da te”.

  108. Raffaele Savigni scrive:

    Post 95: “Non, dunque”malaugurato ritorno”,nè tantomeno”inquietante restaurazione”, ma solamente, una ripresa, serena, di un già collaudato cammino, solo interrotto per qualche anno, a motivo di una sperimentazione che non ha portato alla Chiesa Cattolica i benefici “effetti sperati””. Non è questo lo spirito del motu proprio: la nuova liturgia non è una parentesi temporanea, dopo la quale si fa come se non ci fosse stata; ma il rito “ordinario”, che ammette l’eccezione.Quanto all’espressione “popolo di Dio”, la trovo (oltre che nell’Antico Testamento, che fa parte integrante della Rivelazione: vedi in particolare Es 19,1-9) anche nel Nuovo, ed in particolare nella prima lettera di Pietro, 1Pt, 2,4-10: “Avvicinandovi a lui, la pietra vivente scartata dagli uomini ma scelta da Dio e di valore, siete costruiti anche voi come pietre viventi in edificio spirituale per formare un organismo sacerdotale santo, che offra sacrifici spirituali bene accetti a Dio per mezzo di Gesù Cristo. Per questo si trova nella Scrittura: Ecco, pongo in Sion una pietra scelta, angolare, di valore, e chi crede in essa non rimarrà confuso. Il valore è per voi che credete; per coloro che non credono, la pietra scartata dai costruttori è diventata la pietra angolare, sasso d’inciampo e pietra di scandalo. Essi inciampano disobbedendo alla parola e a questo inciampo sono destinati. Ma voi siete una stirpe scelta, un organismo sacerdotale, regale, un popolo santo, un popolo destinato ad essere posseduto da Dio, così da annunziare pubblicamente le opere degne di colui che dalle tenebre vi chiamò alla sua luce meravigliosa, voi che un tempo eravate non-popolo, ora invece siete popolo di Dio, eravate non beneficati dalla bontà divina, ora invece siete beneficati”.Nel libro dell’Apocalisse abbiamo altri due passaggi significativi sul nostro tema. Gesù Cristo “ha fatto di noi un regno di sacerdoti per il suo Dio e Padre” (1,6). Tu o Cristo, “Acquistasti per Dio con il tuo sangue uomini di ogni tribù e lingua e popolo e nazione, ne facesti per il nostro Dio un regno di sacerdoti e regneranno sulla terra!” (5,9-10).Il card. Ratzinger, che pure ha denunciato i possibili abusi nell’uso del termine “popolo di Dio”, se ne è occupato nel libro “OPopolo e casa di Dio in sant’Agostino”.Vedi anche http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/homilies/1972/documents/hf_p-vi_hom_19720629_it.htmlhttp://www.dimensionesperanza.it/modules/xfsection/article.php?articleid=3729&page=1&PHPSESSID=6372aa444f6e1261d37e74e14ba4b472

  109. Raffaele Savigni scrive:

    Post 08: nella storia della Chiesa c’è sempre stata una feconda tensione tra l’esigenza di restare fedeli alla povertà di Cristo e degli apostoli, e l’esigenza altrettanto legittima di anticipare sulla terra qualcosa dello splendore della Gerusalemme celeste (mediante lo splendore della liturgia, delle chiese etc.). Alcuni movimenti, come i Cistercensi delle origini o il primo francescanesimo, hanno privilegiato il primo aspetto; altri, come i monaci di Cluny, il secondo. Credo che dobbiamo rispettare le diverse sensibilità senza accusarci reciprocamente di “falso pauperismo” o di “spreco e mondanizzazione”.Ad esempio a me piacciono le cattedrali gotiche; ma non ho nostalgia delle “code” dei cardinali.Un’osservazione a Bruno: Gesù assegna compiti specifici ai Dodici, ma valorizza anche la più vasta comunità dei discepoli, l’assemblea liturgica dei credenti.Negli Atti degli Apostoli Paolo e Barnaba sono inviati come “apostoli”, ossia missionari, da tutta la comunità e non solo dai Dodici. E anticamente i vescovi venivano eletti “per clerum et populum”, ossia da tutta la comunità (basta ricordare il caso di sant’Ambrogio), sia pure con una funzione specifica riservata al clero (l’ordinazione sacramentale).

  110. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il falso pauperismo è quello dei preti che acquistan macchine di lusso, non stanno mai in confessionale, mai si recano a visitaer gli ammalati,ma vanno in giro tutto il giorno, dove non si sa, si fanno le vacanze, magari partecipano alle trasmissioni televisive accanto alle donnine discinte o alle dive porno (per redimerle, oviamente) e poi all’altare, (e quando sono in borghese, ché talare o il clergymen non s’usano più, s’acconcian o come straccioni o come dandy) in esaltazione della povertà, si presentan con l’infradito ai piedi, un camice stazzonato e bisognoso di lavatrice, un altare spoglio, una chiesa gelida perché senza fiori, senza luci, senza il tangibile segno di omaggio al Re dei Re.La scelta di povertà personale non deve aver ricadute negative sul decoro e la nobiltà del rito.I poveri han dato quel che potevano per erigere anche le cattedrali gotiche.

  111. DANTE PASTORELLI scrive:

    La Messa di Paolo VI è una parentesi. Se Papa Ratzinger riuscirà a mantener le promesse, la revisione sarà profonda. E allora di messa paolina non si potrà più parlare. Si parlerà di rito romano nuovo, di forma nuova dell’unico rito romano.Perché vorrei sapere, ove si levi il mutilato canone romano, cosa del rito romano sia rimasto nel paolino.C’è chi ha messo in risalto con sapienza le “evidenze sottratte”. Se n’è parlato: dov’è nell’offertorio la preparazione del Sacrificio? l’immacolata ostia ed il calice della salvezza dwel rito romano son diventati doni che si offrono perché frutto della terra e del lavoro dell’uomo. Alcuni canoni non han neppure un accenno alla transustanziazione (V canone o svizzero, per fortuna nell’editio Typica in latino modificato ed il II della conciliazione) perché immediatamente prima della consacrazione, al posto della preghiera “quam oblationem” s’invoca lo Spirito affinché santifichi i doni, a qual fine non si sa: tolto “affinché diventino per noi…” del canone romano ma anche di altri canoni nuiovi, la trasformazione delle specie diventa vaga se non proprio inesistente..Diamogli fiato, e tempo (ma non tanto) per rimediare a guasti che han fatto scomparire ogni senso di sacralità nella “sinassi” come si vede soprattutto durante la comunione.

  112. Silvano scrive:

    Indovinello “d’antan”: chi era quello stizzito e polemico partecipante ad un convegno di studi cattolici, molti anni fa, a Rimini, che durante una conferenza in cui si parlava male della nuova messa, si alzò indispettito boffonchiando frasi di dissenso nei confronti del relatore ? … comportandosi quindi da maleducato ???????.

  113. Vincenzo scrive:

    post109(sull’inizio riferito al post95)… come vede,girando e rigirando, il dilemma (V.O. o N.O.?)rimane. Solo che, il sottoscritto(e anche altri…)vede il N.O. come qualcosa da “ricondurre alla ragione” e, quindi, da riformare in modo talmente radicale, che, quasi quasi,se proprio si vuole,tanto varrebbe farne un altro, ma “Novissimus* di Ordo,*(nel senso di “ultimo”), mentre il V.O. è lì, da secoli … e, altri secoli, può durare benissimo, senza cambiamenti. In questo Blog, fior di Esperti, hanno già esposto esaurientemente la questione. Costoro,in pratica, ipotizzano fondatamente che si arriverà, forse presto,ad un Rinnovato N.O. Questa nuova Messa dovrebbe essere irrobustita con sapienti inserimenti(reintroduzioni, in effetti)di parti tratte dal V.O. soprattutto per ovviare alle carenze (non formali)in quei punti (non pochi) dove è orami evidente che serva rimettere le cose a posto. In conclusione, se tutto questol’ho capito anch’io(per quanto confusamente),mi sembra proprio che, il non arrivarci, Egr.Savigni,possa significare solo che, non se ne ha nessunissima intenzione; nè ora e nè mai …(come Bertoldo, nella sua ricerca dell’albero perfetto). L.J.C.

  114. Silvano scrive:

    Introvigne lancia l’allarme: “La Chiesa attaccata dall’interno, i progressisti non amano il Magistero di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI” di Bruno VolpeCITTA’ DEL VATICANO – L’attacco sistematico lanciato da più parti negli ultimi tempi contro la Chiesa è il frutto di quella ‘sporcizia’ che l’allora Cardinale Joseph Ratzinger denunciò durante le meditazioni della Via Crucis del 2005. Giovanni Paolo II stava per tornare alla Casa del Padre e il porporato sarebbe stato chiamato di lì a poco a succedergli sulla Cattedra di Pietro. Ma sia il Magistero del Papa polacco, sia quello del Papa tedesco, che sono in piena sintonia e continuità, non convincono i settori ‘progressisti’ della Chiesa, gli stessi che avrebbero potuto ispirare, o quantomeno gradire, le continue inchieste giornalistiche mirate a gettare discredito sul Vaticano e sul clero italiano. E’ la convinzione, espressa in esclusiva a ‘Petrus’, del Professor Massimo Introvigne, uno dei maggiori esperti di religioni, raggiunto telefonicamente in Uzbekistan, dove sta trascorrendo un breve periodo di riposo.Professor Introvigne: domenica, dopo la beatificazione dei 498 martiri spagnoli, alcuni vandali hanno tentato di assaltare la Chiesa di San Eugenio, affidata a sacerdoti della Prelatura dell’Opus Dei…“Intanto va la mia piena solidarietà ai religiosi e ai fedeli, ma la cosa non mi sorprende affatto…“.Perchè?“E’ la conseguenza di un’estate intera di critiche contro la Chiesa, e di una settimana in cui alcuni organi di stampa, scatenando le fantasie delle menti più deboli, hanno prima fatto i conti in tasca alla Chiesa e poi hanno dato voce a qualche buon tempone che ha pensato ‘bene’ addirittura di porre in dubbio la soprannaturalità delle stigmate di Padre Pio. Tutto ciò dopo che, sia pure in buona fede, erano state pubblicate le lettere private in cui la Beata MadreTeresa di Calcutta descriveva la sua crisi di fede. E tanto per restare in tema di Opus Dei, non mi meraviglierei se dovesse arrivare anche il turno di San Josemaria Escrivà”.Si tratta di personaggi beatificati e canonizzati dal Servo di Dio Giovanni Paolo II: solo una coincidenza?“Parliamoci chiaro: oggi c’è un attacco da parte di forze laiciste e atee contro la Chiesa e specialmente contro le figure di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. La solidità del loro Magistero, la rettitudine del loro pensiero, dà fastidio e, quindi, per vie indirette, si cerca di screditarli, persino attaccando i Santi da loro proclamati”.Professor Introvigne, chi si nasconde dietro questa manovra?“Alla figura del ‘grande vecchio’ io non credo, ma non andrei lontano per scovare i veri nemici della Chiesa”.A chi o cosa allude?“Agli ambienti libertari e laicisti presenti in molti settori della società e dei mezzi di informazione. Si alzano polveroni mediatici, come la storia della pedofilia o dei costi della Chiesa. Mi chiedo: ma tra le altre religioni, non esistono casi di pedofilia? Sono per caso tutti gentiluomini? E poi basta con la storiella dei costi della Chiesa! La Chiesa non ha privilegi, e fa del bene gratuitamente, spesso supplendo alle carenze dello Stato!”.C’ è per caso la massoneria dietro questi attacchi?“Intanto sarebbe corretto distinguere tra le varie branche della massoneria, ma io sono convinto che la massoneria questa volta non abbia nulla a che vedere con queste manovre. Cerchiamo ciò che non va dentro casa nostra, sarebbe più serio ed onesto”.Scusi, Professore: vuole dire che la Chiesa è colpita dal proprio interno?“Allora, chiamiamo le cose con il loro nome. Non è certamente un mistero che il Magistero di Giovanni Paolo II e di Benedetto XVI non piacciano ai settori cosiddetti ‘progressisti’ della Chiesa: certi documenti potrebbero essere stati passati ai giornali per attaccare la Chiesa proprio da suoi esponenti. Come si spiega, ad esempio, l’ostilità di prelati definiti moderni verso il Motu Proprio del Papa Benedetto XVI che, giustamente e con tanta saggezza, ha liberalizzatola Messa tridentina? La fermezza dottrinale e morale di Benedetto XVI oggi è la stessa adottata da Giovanni Paolo II ieri. Dunque, confermo che più che la massoneria, attualmente la Chiesa è colpita da suoi stessi settori ‘progressisti’. Sarebbe dunque opportuno fare luce e pulizia in casa prima di pensare alle congiure esterne”.

  115. Pasquino scrive:

    Se il capolavoro di mons. Bugnini è così perfetto, come mai nel giro di soli 40 anni siamo già alla III editio typica?

  116. Bruno Bonazzi scrive:

    Grazie Savigni della citazione. Se me ne passa altre, dal N.T., gliene sarò grato; mi serviranno per completare il quadro. Sono d’accordo che il V.T. è Bibbia. E che nel V. T. il popolo dell’Alleanza è qualificato spesso come Popolo di Dio. In Pietro, l’apostolo che ha a che fare soprattutto con i Crisiani provenienti dal giudaismo e spesso nostalgici delle radici, questa espressione, ben cara e ben nota a orecchie giudaiche serve, io penso, a confermare nella fede in Cristo i Cristiani tentati di giudaizzare, proclamandoli solennemente come il Nuovo Popolo di Dio. Quindi bando alle nostalgie.E bando oggi, penso a papa Wijtyla e a papa Ratzinger, attenti ascoltatori del card. Lustiger, alla nuova teologia della validità che permane per gli ebrei dell’Antica Alleanza, teologia che contraddice frontalmente la teologia neotestamentaria, quindi cattolica, della sostituzione della vecchia Alleanza con la Nuova Alleanza in Cristo. Teologia proclamata per primo proprio da san Pietro, quando, la mattina della Pentecoste, a Spirito Santo appena disceso, ai Giudei che gli chiedevano cosa dovessero fare, disse loro: Pentitevi e CIASCUNO DI VOI si faccia battezzare NEL NOME DI GESU’ CRISTO. (At.1,37-38). Non disse: continuate con la vostra Alleanza e restate fedeli a Mosé. Più revoca, più sostituzione di così!Nel mio ragionare sui Dodici, volevo solo mettere in evidenza il carattere unico e il compito unico ed esclusivo degli Apostoli e di coloro che saranno associati dagli Apostoli nel loro stesso ministero. Cioè il loro carattere SACERDOTALE – carattere impresso unicamente su di loro – e il loro compito esclusivo di CELEBRANTI dell’Eucarestia. Non per nulla la Chiesa è Apostolica: si fonda sugli Apostoli e sulla Successione dagli Apostoli. ( Il termine ‘apostolato’ è semplice traslato ). Pacifico che ogni cristiano ha un suo compito da svolgere. Ma senza prevaricazioni e confusioni di ruoli.ERRATA CORRIGE. Nel mio intervento al post 73, leggere:—Ma che è tutto quel discettare di Chiesa di Cristo e di Chiesa Cattolica, di ‘sussistere in’ e di ‘esistere veramente in’, di Chiesa di Cristo che alla fine si percepisce come più ampia della Chiesa Cattolica, pur essendo questa contenitrice perfetta e completa della pienezza della Chiesa di Cristo. Grazie.

  117. Silvano scrive:

    GRAZIE DELLA CENSURA !

  118. Bruno Bonazzi scrive:

    Può servire. Per scrivere la liturgia e gli Inni della Festa del Corpus Domini, il Papa del 1264, Urbano IV, chiamò San Tommmaso d’Aquino. Per costruire la Nuova Messa, per tutte le feste e per tutti i Tempi dell’anno,il Papa intellettuale, Paolo VI, chiamò…Bugnini! S. Tommaso fu elevato alla gloria degli Altari ( ma già, di quali altari oggi???), il Bugnini, finì in disgrazia…Per forza! Leggete il Pange Lingua e poi passate ai testi bugnineschi…Ma già! De gustibus…

  119. F. Pernice scrive:

    Ciò che indigna non è la povertà, gentile RAFFAELE SAVIGNI, ci mancherebbe! Ciò che indigna è lo squallore, la sciatteria, la trascuratezza. Si può senz’altro essere spogli, scabri, essenziali, ma bisogna assicurare al Mistero eucaristico la dovuta cornice di solennità, dignità, riverenza. Ma poi, insomma, non occorre essere fini letterati per accorgersi della incolmabile sproporzione che esiste tra i testi della quasi totalità dei canti postconciliari e quelli del Pange Lingua o – per restare sul piano dell’afflato devozionale – dello Stabat Mater. Non bisogna essere sublimi musicologi per accorgersi dell’infinita sproporzione che sussiste tra le banali canzonette dei policromi Gen e le splendide linee melodiche suggerite dalla Colomba all’orecchio di papa Gregorio. E potremmo continuare su tutta la linea, perché il trionfo della sconcezza è decisamente prolifico e articolato, dai dazebao sotto l’acquasantiera alla diffusione di musica preregistrata, dai display luminosi stile banco dell’affettato ai battimani e le conferenze in chiesa, dalla foggia e la collocazione dei nuovi tabernacoli ai candelabri elettrici, dall’orrore per il silenzio ai paramenti di strass… I sacerdoti che celebrano messa con le ciantelle da spiaggia con premeditato spirito di profanazione sono senz’altro pochi, ma quelli ottusi al bello, al degno, al decoroso – per carenze nella formazione, per limiti nella disposizione naturale o per sciagurato zelo razionalista – sono una legione.A onor del vero (e di Benedetto XVI), vale la pena di aggiungere che negli anni del pontificato di Giovanni Paolo II non si è fatto molto per rimediare ai guasti nella liturgia. Su questo terreno si anzi perso tempo prezioso, permettendo a certe derive spettacolariste di prendere piede ben oltre il lecito. Probabilmente il nostro anfitrione – o qualcuno degli ottimi conoscitori che intervengono in questo blog – potrebbe (tornare a) spiegarci perché.

  120. DANTE PASTORELLI scrive:

    Sarò severo, però diciamo la verità: al di là degli scritti, anche il card. Ratzinger non ha operato molto per difendere la dignità della liturgia in tutti gli anni che ha passato in curia ed in particolare all’ex-S.Uffizio.l’Ecclesia de Eucharistia e la Redemptionis Sacramentum appaiono allo spirar del pontificato di G.P.II.Gli avranno messo i bastoni fra le ruote, forse, non so: però quel che accadeva nelle chiese di tutto il mondo lo sapeva. Se non lo sapeva lui chi avrebbe dovuto saperlo?Tutte le eminentissime teste della Curia son colpevoli del disastro. Ratzinger alla fine ha cercato di reagire. Ed ora si trova a combattere, peraltro con eccesso di prudenza, una battaglia che durerà molto e di cui lui non vedrà la conclusione.Dinnanzi ad un sì vasto degrado della liturgia, e pertanto della fede, gridare al “subito santo” suona, alle mie orecchie, volontà di mantenere lo statu quo.Si aspetti, la santità non si misura solo dalla sofferenza e dall’acclamazione popolare, ma dal servizio reso alla Chiesa ed al suo trionfo.

  121. F. Pernice scrive:

    Sante parole, professor PASTORELLI, anche se le responsabilità di un ministro sono senza dubbio più attenuate di quelle del suo monarca. D’altronde se l’allora cardinale Ratzinger avesse agito con minore circospezione, forse non sarebbe mai stato eletto al soglio pontificio, donde è finalmente in condizione di riscattare la sacra liturgia.

  122. Bruno Bonazzi scrive:

    Mai stato, Roberto, all’ abbazia di Chiaravalle della Colomba o a quella di Fossanova ( quella dove morì San Tommaso d’Aquino) – primissime chiese cistercensi in Italia? Non stanno certo ai quattro paracarri di cemento che fanno da altare o alle melopee alla De André , secondo l’efficace immagine del Sig. Pernice! Mi sa tanto che questi appassionati e impenitenti fautori della chiesa dei poveri ( altra strabiliante etichetta riferita alla chiesa dai vaticansecondisti su impulso dossettiano… Citazioni bibliche? ma che non si tirino fuori le Beatitudini, per carità …) amino talmente i ‘poveri’ da averli privati dell’ unica ricchezza che li poteva traviare davvero: la ricchezza dei SEGNI , attraverso i quali percepire qualcosa , come ‘per enigmata’, dello Splendore Celeste. Meglio che si avviliscano nello squallore delle chiese-hangar e delle messe autogestite. E non si distraggano con vane fantasie dal loro compito:costruire il Paradiso qui in Terra, processionando da una marcia della pace a un’altra.

  123. DANTE PASTORELLI scrive:

    Sarei grato a voi tutti se non mi gratificaste più del titolo di professore che ormai appartiene ad un passato senza ritorno e chi sta molto largo.Ormai da 13 anni son soltanto responsabile della Confraternita di S. Francesco Poverino, che dovrebbe esser carica onorifica, ma in realtà offertami con molto entusiasmo perché io funga da sacrestano, e tale mi considero, al di là delle responsabilità collegate all’esser della Confraternita anche il rappresentante legale. I locali, chiesa ed ampi annessi sono di proprietà della Confraternita. Son gatte da pelare. Ma qualcuno bisogna che si rimbocchi le maniche in attesa delle nuove leve, sempre che la Provvidenza le mandi, perché adesso non se ne vede l’ombra, di leve attive anche manualmente, intendo. Le leve oranti non mancano.

  124. DANTE PASTORELLI scrive:

    Ormai da 13 anni son soltanto responsabile della Confraternita di S. Francesco Poverino, che dovrebbe esser carica onorifica, ma in realtà offertami con molto entusiasmo perché io funga da sacrestano.LEGGASI: ormai da 13 anni son soltanto responsabile della Confraternita ecc. e di recente anche governatore ecc.

  125. Giovanni Mandis scrive:

    Signor Pastorelli, (o, se posso, signor Dante), ho notato che alcuni la chiamano professore e volevo chiederle se insegnava ed eventualmente cosa e soprattutto se ha scritto libri sulla Fede cattolica o sulla Chiesa.Grazie.

  126. Bruno Bonazzi scrive:

    Caro Pasquarelli, d’accordissimo sul “dov’era, quando..?.”. Quando la ‘cattiveria’ ci vuole, ci vuole! Ce ne fosse anche di più e sempre, quando occorre. Quando non si può rimanere passivi…Quando, per esempio – qui da noi, in quel di Bologna, fortunatamente non siamo ancora arriavati alle messe di Halloween …(vedere catalogo nel blog ) – a sanzionare la dabbenaggine omiletica del prete a messa, ci vorrebbe il coraggio e la dignità da parte dell’assemblea di abbandonare la chiesa e lasciare il prete continuare da solo…a meditare sul perché di quella scortesia…Forse sarebbe un modo efficace per indurre i preti almeno a …studiare e a costringerli al rispetto di quello che trattano… Almeno. A dire cavolate teologiche o a fare gli spiritosi e gli originali a tutti costi forse passerebbe loro la voglia. Uscite del tipo: ragazzi, perché Giovanni indica Gesù come Agnello di Dio e non.. ‘Gatto’ di Dio? ( poteva scegliere qualsiasi altro animale, che so, topo…, ma non voglio mancare io di rispetto…). O del tipo: che ci è andato a fare Gesù nel deserto? Il fachiro? Oppure: oggi è la festa dello Spirito Santo… Eh, finché si parla del Padre, va beh, sappiamo di che si tratta, se del Figlio, di Gesù, ancora meglio, ma dello Spirito… Sa tanto di fantasma questa parola!… Non avendo un corpo, come si fa a capirlo come persona? (!!!) (Assicuro, autentiche perle, ho testimoni…) . Certo, con un insegnamento del genere, il minimo che ti possa capitare, se non hai anticorpi, è quello di rimanere narcotizzato e quindi…incapace di reazione. Libera nos Domine!

  127. DANTE PASTORELLI scrive:

    Mi basta Dante. Ho insegnato lettere e per una ventina d’anni sono stato preside nelle scuole superiori. Tutto qui. Ho collaborato in passato a qualche rivista o giornale letterario e di tanto in tanto pubblico qualcosa sul Giornale ed. Toscana.Per quel che riguarda la religione non ho scritto nessun libro, ma curo, da qualche anno, un bollettino modesto, “Una Voce Dicentes”, dove pubblico documenti per coloro che non hanno dimestichezza con internet, esprimo le mie opinioni, accolgo le altrui, queste ultime talvolta anche di altissima levatura. Dipende dalla disponibilità di alcuni amici molto impegnati a livello nazionale o inernazionale. Spesso riproduco saggi ed articoli che difficilmente raggiungerebbero certi strati di lettori. Insomma, una piccola opera di apostolato che però arriva dove deve arrivare. Finché si può si va avanti. Poi Dio vede e provvede.

  128. Silvano scrive:

    Infatti Dio vide un pò di anni fa, ad un convegno di studi cattolici a Rimini, un maleducato alzarsi in piedi e andarsene in plateale e rumoroso dissenso con il conferenziere “che stava parlando male della nuova messa” … mi pare fosse uno del partito repubblicano italiano ….

  129. Bruno Bonazzi scrive:

    Mi devo davvero scusare, prof. Pastorelli, per la trasformazione fatta subire al suo cognome.Non so come sia successo, forse per un controcircuito dovuto al dibattito che qui si sta svolgendo intorno al tema centrale della fede cattolica. Mi voglia perdonare.

  130. Stefano Chiappalone scrive:

    Ho scoperto per puro caso su wikipedia che esiste anche la versione ufficiale italiana del motuproprio Summorum Pontificum: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/documents/hf_ben-xvi_motu-proprio_20070707_summorum-pontificum_it.htmlTuttavia la pagina dei motuproprio rimanda solo alla versione originale latina: http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/motu_proprio/index_it.htmCome mai? Capisco che i tempi della Chiesa siano lunghi, ma dal 7 luglio fino ad ora i webmaster pontifici ancora non hanno trovato il tempo per inserire un link?Forse ha ragione Sandro Magister (v. 3° parte dell’articolo): http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/44944

  131. Giovanni Mandis scrive:

    La ringrazio ancora caro Dante! E’ un piacere leggere i suoi interventi (cattolici, senza aggettivi e senza addittivi pericolosi purtroppo tanto di moda oggi).

  132. Vincenzo scrive:

    Infatti, Cattolico “sic et simpliciter”, senza aggiunte e aggettivazioni più o meno “benevole”,sarebbe certo bastato. Però, certi … Fedeli,ad un certo punto,sentendosi “più Cattolici degli altri” non si fossero detti, dopo il Concilio Vaticano II (ma qualcun altro, anche prima…),”Cattolici progressisti, o Cattolici democratici”.Lo fecero per non essere “confusi”, secondo loro, con quelli che non capivano tutta quella smania di buttare a mare la Tradizione … il resto, è ovvio. In ogni caso, sentirsi intimamente “legati” alla Tradizione della Chiesa e, financo ammetterlo serenamente,non era mai stato, almeno fino al 7 Luglio scorso, motivo di scomunica. Da allora, poi … dopo che Sua Santità, ha ritenuto di “andare incontro” a chi era ancora legato, dopo quaranta anni di ostracismo, alla Messa Vetus Ordo, (e, ciò, lo ha detto a chiare lettere), non capisco proprio cosa ci sia di disdicevole, nel sentirsi “Tradizionalisti”. PS) …o, forse, lo capisco. Infatti, nella politica italiana attuale, essere etichettati come “Moderati” o “Benpensanti”, è pressocchè un insulto. L.J.C.

  133. DANTE PASTORELLI scrive:

    Non c’è niente di male nel confondere i nomi. I problemi cominciano quando qualche paranoico s’inventa fatti mai acaduti.Conosco abbastanza bene la Fraternità S. Pio X. Nel mio bollettino ne ho parlato spesso: nell’ultimo numero ho pubblicato la corrispondenza con Giorgio Acquaviva, vaticanista del QN: costui nei suoi articoli sul motu proprio aveva definito la Fraternità di mons. Lefebvre “sevacantista”. Il quotidiano non aveva accolto una mia lettera di precisazioni. Acquaviva m’aveva risposto in privato. Da qui uno scambio di lettere che ho pubblicato con commento. Il vaticanista m’aveva promesso una rettifica a motu proprio applicato, cioè dopo il 14 di settembre ma non è mai visto la luce.I sacerdoti che ho avuto modo di conoscere meglio sono don du Chalard (soprattutto) don Esposito, don Rossi, don Ruotolo, don Simoulin, don Buzzi che non son folli ma preti prudenti e ricchi di spiritualitàper cui nutro rispetto e che mi rispettano. E, prima che prendesse altre strade, anche don Carandino. A

  134. DANTE PASTORELLI scrive:

    COMPLETO IL POST “SCAPPATO”A qualcuno di questi sacerdoti ho anche servito Messa. Recentemente mi son sentito con don Aldo e don Emanuele.Parecchi anni fa ho partecipato a due convegni a Rimini e a due ad Albano.I convegni di Albano erano interessantissimi, abbastanza ripetitivi quelli di Rimini.Mai ho contestato pubblicamente nessuno, non foss’altro perché ero ospite, invitato con calore.Se per caso mi sono alzato, sarà stato per andare in bagno…Qualche servigio credo d’averlo reso a questa Fraternità e non sto a precisare.Se qualche volta ho sentito il dovere di avanzar qualche oservazione l’ho fatto in privato come si conviene a persone dabbene.Lo “scisma” di Lefebvre mi lascia molto perplesso ed oltre. La consacrazione di vescovi senza mandato pontificio non è di per sé, com’ebbe a dire il card. Cassidy, Presidente del Consiglio per l’interpretazione dei Testi Legislativi, atto scismatico e Lefebvre nella consacrazione illecita dei vescovi gridò che mai si sarebbe staccato da Roma. Il Diritto Canonico prevede addirittura l’errore colpevole come circostanza per non esser passibili di pena. Dello stesso avviso erano Oddi, Palazzini, Thiandoum, Castillo Lara, Ratzinger ecc. Ed oggi si parla di scisma non formale, di scisma che non è proprio tale, di una situazione di irregolarità che potrebbe trasformarsi in scisma, che la comunione c’è ma dev’esser un po’ più piena (card. Castrillon).Io spero sempre che amor filiale da una parte ed amor paterno dall’altra s’incontrino nell’abbraccio di perfetta conciliazione.Certo il decreto di scomunica c’è, sarebbe tragico se si dovesse arrivare a sostenere, come per l’abrogazione del rito di S. Pio V, ch’è stato un errore. Ma quesato non lo vuole neppuire il vescovo Fellay, che, in un’intervista di alcuni anni fa a 30Giorni affermò che non era necessario né opportuno tanto: bastava la revoca.Più che pregare per questo abbraccio di pace io non posso fare.Ovviamente ho la mia testa e non è detto ch’io condivida al 100% posizioni o linguaggio: ma coloro che fan danno alla Fraternità, a parte qualche frangia esaltata, sono gruppetti di fedeli (?) politicizzati dell’estrema destra che spesso sono ignoranti e, come tutti gl’ignoranti, facinorosi.Sì, sono repubblicano: cioè non son momarchico. Ho, infatti, appoggiato e condiviso la battaglia di Pacciardi,e di tanti grandi uomini, cattolici e laici, per la repubblica presidenziale (tra i cattolici ricordo il sen. Caronia, Giano Accame, Piero Fossi già direttore della Nazione di Firenze nell’immediato dopoguerra, e poi fondista, autore di saggi su De Gaulle, Rosmini e Manzoni), sostenuta dai democristiani di Europa 70, dai costituzionalisti Maranini, Sandulli, Crisafulli Mazziotti, Caboara e tanti altri. Avevamo l’appoggio dell’arcivescovo Pintonello, la simpatia di Ottaviani e Siri, il cui pupillo, Baget Bozzo, sotto pseudonimo collaborava al settimanale Nuova Repubblica. Quando ci fu la riunioficazione col partito repubblicano, Pacciardi, rispettosissimo nei riguardi dei cattolici, mi pregò personalmente di iscrivermi al PRI. Ci sono stato poco perché non mi rioconoscevo in troppe posizioni.Repubblicano, nel senso istituzionale, resto sempre e sempre più convinto. Resto favorevole alla dottrina del capitale e lavoro nelle stesse mani e alla concezione della politica come morale in azione.Da Mazzini ho imparato questo: non me ne vergogno, anzi ne son fiero, perché queste idee a me giovincello ignaro, aprirono le porte sui problemi reali della società, sull’Europa dei popoli. Ovviamente ho assoggettato queste concezioni alla mia fede cattolica. Mi si dimostri che repubblica presidenziale, capitale e lavoro nelle stesse mani, Europa dei popoli, politica come morale in azione sian concetti congliggenti col cattolicesimo.E ora, caro TORNIELLI, un po’ di pulizia nel blog non si può proprio fare?

  135. DANTE PASTORELLI scrive:

    Talvolta accade che per comodità ci si serva di termini riduttivi ded ambigui. uno di questi è “tradizionalismo”.Ecco cosa ho scritto nelle pagine che nel mio bollettino ho dedicatmo al vaticanista Acquaviva.”Altro termine, “tradizionalismo”, che non amo affatto. Esso ed i suoi derivati, infatti, posson risultar equivoci, perché non di rado fan correre il rischio di confondere Sacra Tradizione (una delle fonti della Rivelazione) con “tradizioni” (più o meno nobili), per non parlar di posizioni e movimenti politici nostalgici – legittimi ovviamente, talora anche parecchio folkloristici, cui sono assolutamente estraneo – di imperi, granducati, dinastie borboniche e quant’altro: da qui può scaturire una pericolosa commistione tra religione (in particolare liturgia, teologia e persino concezione del Papato) e politica. Ora, la Chiesa non si può identificare in un sistema politico né ritrarsi in un determinato periodo della storia. I discorsi sull’ordine sociale di Pio XII sono, al riguardo, molto eloquenti, tanto per citare un Papa che ai “tradizionalisti” è pur caro, e giustamente, per la sua grandezza e santità di vita e per l’alto Magistero che ha lasciato in eredità alla Chiesa Universale. Insomma chi mi definisce “tradizionalista” sappia che io posso esserlo soltanto nel senso che nulla rigetto della Sacra Tradizione, cioè del Deposito della Fede ed amo la liturgia che questo Deposito esprime integralmente.“Tradizionalismo”, inoltre, onde evitar errori ci tengo a sottolinearlo, è anche un sistema filosofico-religioso dell’800, facente capo ad autori come De Bonald, de Lamennais, Bautain ecc. che, in modo più o meno accentuato, negano alla ragione la capacità di raggiungere le verità di ordine etico-religioso (l’esistenza e gli attributi di Dio, la natura, le origini, il destino e i doveri dell’uomo) o, addirittura, sostengono che l’uomo non avrebbe potuto conoscere alcuna verità senza la divina Rivelazione. La Chiesa ha condannato tale pensiero che mortifica e svaluta la dignità della ragione umana, sulla base del convincimento che l’unico criterio di certezza e verità sia la tradizione del genere umano legata alla genesi del linguaggio, e cade nel Fideismo presente in varie forma in Lutero, Pascal, Kant, Jacobi e nei positivisti e prammatisti. Alcuni autori ritrattarono e si sottomisero al Magistero, altri, come il Lamennais, svilupparono la loro erronea speculazione e morirono impenitenti. A questo pensiero si ricollega in qualche misura il Modernismo, la sintesi di tutte le eresie, come lo definì S. Pio X.”

  136. Raffaele Savigni scrive:

    “Dunque, confermo che più che la massoneria, attualmente la Chiesa è colpita da suoi stessi settori ‘progressisti’. Sarebbe dunque opportuno fare luce e pulizia in casa prima di pensare alle congiure esterne”.Questa affermazione di Introvigne mi sembra grave e assolutamente non condivisibile: contribuisce a seminarie sospetti e zizzania nella Chiesa, mediante la sindrome del “nemico interno”. Perchè non impariamo piuttosto a rispettarci reciprocamente, “tradizionalisti” e “progressisti” (se proprio vogliamo usare queste due etichette inadeguate), e ad accogliere e rispettare le nostre diversità intorno alla stessa Eucarestia e nell’unica fede? Mentre noi litighiamo, il demonio ed i veri nemici della fede (non quelli inventati) esultano.Mi permetto di citare un modello storico di coesistenza nella stessa Chiesa di diversi modelli culturali: il primo concilio di Gerusalemme (ricordato negli Atti degli Apostoli), nel quale gliu apostoli Giacomo e Paolo (sostenuti rispettivamente dai giudeo-cristiani e dai cristiani provenienti dal paganesimo) trovarono un accordo.

  137. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il problema non sono i rapporti tra tradizionalisti e progressisti, ma tra cattolici e non cattolici.Ricordiamoci che la Massoneria ha molti agganci nella Chiesa.Io vi ho suggerito di leggere “Inimica vis” di Ennio Innocenti con gli elenchi dei vescovi e preti tra 700 e 800 iscritti alla Massoneria.Quanti sono oggi i prelati traditori? Non c’è solo il paolino Esposito.Mons.Luigi Villa ha pubblicato nomi e sigle: perché nessuno lo ha denunciato?La faccenda puzza.E comunque, al di là dei nomi, è l’aria massonica dell’indifferentismo religioso che è soffocante. Chi lo appoggia? Quello è il nemico interno della Chiesa.

  138. Stefano Chiappalone scrive:

    L’affermazione di Introvigne è grave, ma proprio per questo doverosamente condivisibile: il nemico interno alla Chiesa esiste, se non vogliamo chiamarlo “progressismo” chiamiamolo “dissenso intraecclesiale” oppure “ermeneutica della discontinuità e della rottura” (sono parole del Papa, e se il nemico fosse immaginario non ne avrebbe parlato); Negli ultimi decenni si è manifestato nel considerare l’Anticristo dialogante e buonista profetizzato da Solovev, più buono di Cristo. Cristo dice di essere “la” via, “la” verità, “la” vita – è terribilmente intollerante per il relativismo odierno, e purtroppo anche per certo clero che, all’atto pratico, si comporta “etsi Petrus non daretur” e confonde lo spirito del tempo (Zeitgeist) con lo Spirito Santo.Tradizionalisti e progressisti sono etichette ideologiche, e per l’ideologia nella Chiesa non c’è posto. Si abbraccino dunque e rispettino le loro diversità, ma fuori.I nemici della fede esterni trovano nei nemici interni i propri migliori alleati.

  139. Raffaele Savigni scrive:

    A Dante Pastorelli: lo sa che il PRI era ed è pieno di massoni? Si guardi bene intorno, prima di cercarli tra i paolini. A me risulta che anche persone di “Alleanza Cattolica” hanno partecipato ad incontri con massoni.Il generale Pinochet (che piace a molti tradizionalisti) era notoriamente massone. Come vedete, la Massoneria è ben presente a destra, ancor più che a sinistra.

  140. DANTE PASTORELLI scrive:

    SAVIGNI HA CAPITO TUTTO, come al solito.Se avessi trovato un ambiente confacente con le mie vedute religiose non sarei venuto via (quasi 30 anni fa) da quel partito dopo un breve parcheggio. Ma nella massoneria c’erano e ci sono anche liberali, socialisti, democristiani, sinistri vari. Il paolino Rosario Esposito è notoriamente massone: è ufficiale. Non l’ho iniziato io. Di Alleanza Cattolica so poco, e le fonti a cui si ispirava – ora mi dicono sia diversa la situazione – e cioè TFP non mi piacevano per niente. Pinochet massone? Non è il primo né l’ultimo militare ad esserlo. E con ciò? cosa pensa d’aver dimostrato? Ho forse detto che la massoneria è tutta a sinistra? Dove e quando?Qui c’è qualcun altro che comincia ad aver le traveggole.Inoltre io mi son preoccupato di affermare che quel che mi sembra più pericoloso è lo spirito massonico, perché la certezza delle adesioni non è facile provarla, specie quando si tratta di iniziati “all’orecchio”.Se lo spirito massonico, che si esprime nell’indifferentismo religioso, si manifesta nei prelati di sinistra io non ci posso far niente. Nei prelati di destra (uso le categorie di Savigni) tale spirito non si manifesta.

  141. Bruno Bonazzi scrive:

    ieri giorno di Ognissanti sono tornato a MESSA. “Introito ad altare DEI…” fino a “In principio erat Verbum..”.Che Dio sia ringraziato! Dio non ci ha abbandonati. Mi sono fatto volentieri i miei 60 Km. per raggiungere la chiesa, alle soglie della cinta muraria di Bologna, in macchina, poi in treno poi sgambettando per oltre il miglio che una volta toglieva l’obbligo della messa festiva. Ma felicissimo. La chiesa era piena, certamente oltre le 200 persone, e mi sono sentito partecipe di un grande momento. Dies albo signanda lapillo. Deo gratis! Non c’era né il card. Biffi, né il card. Caffarra…ma noi nelle acclamazioni Christus Vincit abbiamo pregato cantando anche per loro, come per il Papa. Summo Pontífici et universáli patri pax, vita et salus perpétua.

  142. Bruno Bonazzi scrive:

    ovviamente, ‘INTROIBO’ invece di ‘introito’ e ‘GRATIAS’invece di gratis. Ah la fretta…

  143. Guardia Svizzera scrive:

    Concordo in toto col sig. Savigni.

  144. F. Pernice scrive:

    Sulla massoneria sarebbe il caso di aprire un dibattito pubblico di ampio respiro, gentile ANDREA TORNIELLI. Non so se lei abbia voglia di imbarcarsi in acque tanto perigliose, però – diciamocelo – il fatto stesso che simili acque siano ritenute perigliose rivela che un problema serio sussiste (un po’ come, operati i debiti distinguo, nel caso della cosiddetta “lobby israeliana”, che negli USA, ma anche in Europa, è quasi impossibile mettere a tema: cfr. il recentissimo volume di Walt e Mearsheimer “La Israel Lobby” pubblicato in Italia da Mondadori). Sarebbe interessante che il grande pubblico potesse arrivare a farsi un’idea di che cos’è, dov’è e che cosa vuole la massoneria (oggi, non ai tempi di Mozart o di Fichte).

  145. Bruno Bonazzi scrive:

    Domande:—1- che ci faceva la pentalfa sull’anello di Paolo VI nel pannello n.12- poi sostituito – della Nuova Porta di Bronzo di S. Pietro del Minguzzi?— 2-E la pecora a 5 zampe del Monumento a Paolo VI al Monte di Varese?—3- E le insegne massoniche sulla tomba di Giuditta Alghisi, madre di paolo vi ?…Questi qui sotto sono i ‘loci’ di riferimento. Graziehttp://www.disinformazione.it/pentalfaepaolovi.htmhttp://www.varesenews.it/articoli/2001/gennaio/varese-laghi/29-1paolo-vi.htmhttp://www.politicaonline.net/forum/showthread.php?t=281690

  146. DANTE PASTORELLI scrive:

    Cose vecchie, caro Bruno. Paolo VI indossava quasi sempre l’ephod. E le foto con i rappresentanti del Bna’i Brith? Come quelle di G.P.II?Dialogo.Non necessariamente si deve pensare ad una loro affiliazione massonica. Sarebbe davvero temerario. Io almeno non ci credo. Imprudenza deplorevole, questa sì. Ed anche cultura acquisita tramite la nouvelle théologie.

  147. Novak scrive:

    The comment by Syriacus re the commentary of the Council on atheism indicates a diplomatic solution to the problem of communism for the Church in the 60′s. That problem existed because of the Vatican-Moscow agreement: the Soviet Union would allow Russian Orthodox observers if the Council would not explicitly condemn communism. The late Fr.Alexis Floridi S.J. who wrote for Civilta` Cattolica wrote a book on the subject. Unfortunately this diplo-speak approach to communism was the beginnings of the Ospolitik of the Holy See which considered the martyrs under the communist regimes expendable. Think about the disgraceful treatment of Cardinal Mindszenty during the pontificate of Pope Paul VI. Church-martyrs became victims of diplomacy and compromise.