Concistoro, Murphy O’Connor vuole l’incontro”pancristiano”

Oggi il Papa crea 23 nuovi cardinali in San Pietro. Nella giornata di ieri, a porte chiuse e senza la presenza di estranei, i cardinali (vecchi e nuovi) si sono riuniti con il Papa per discutere di ecumenismo. Sul Giornale di oggi riporto in sintesi i principali interventi dell’incontro riservato. In particolare, si è detto che l’ecumenismo non è in una fase di stallo, anche se l’unità non è certo a portata di mano. Tra gli interventi, da segnalare quello del cardinale inglese Murphy O’Connor, che ha ripetuto ai confratelli e a Benedetto XVI una proposta già da lui avanzata negli anni scorsi: la convocazione da parte del Papa di un incontro “pancristiano” con tutte le confessioni. Ratzinger, a fine mattinata, ha risposto alla sollecitazione, affermando che una proposta simile gli era stata fatta all’inizio del pontificato anche dal cardinal Martini. Ha detto che si tratta di una “buona idea” ma al momento non realizzabile a causa delle difficoltà sollevate da alcune delle altre Chiese e comunità cristiane. Più d’uno dei cardinali intervenuti ha sottolineato la necessità di combattere insieme agli altri cristiani per la difesa della vita e della famiglia, contro il secolarismo.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

44 risposte a Concistoro, Murphy O’Connor vuole l’incontro”pancristiano”

  1. fra' Cristoforo scrive:

    … chissà se del Motu Proprio ne avranno parlato visto che tra i Signori Cardinali ci sono anche i disobbedienti… Chissà!

  2. F. Pernice scrive:

    La divisione dei Cristiani è senza dubbio uno scandalo al cospetto di Dio. Adoperarsi per metterle fine, a partire dalla ricomposizione dell’unità con i fratelli Ortodossi, è una priorità (da questo non discende che ci si debba avviare verso i saldi di fine stagione).

  3. Syriacus scrive:

    “… chissà se del Motu Proprio ne avranno parlato visto che tra i Signori Cardinali ci sono anche i disobbedienti… Chissà!”Amenità fra il serio e il faceto: a un certo punto della diretta televisiva (vista la loquacità e l’ ‘horror vacui’ -vacuum secondo loro, beninteso, ‘che la liturgia e i suoi canti son ben altro, quanto a densità, rispetto a chiacchiericci clericali e monizioni varie- di mamma RAI, molto meglio Sat2000..) mi è sembrato di intravedere -mentre i neoporporati si congratulavano variamente con i colleghi più anziani- un capannello costrituito da: Egan, Murphy O’Connor e Poletto , che confabulavano… Chissà che si stavano dicendo?? ;)

  4. Syriacus scrive:

    Dall’insospettabile John Allen:”Practical cooperation, not doctrine, the new ecumenical frontier”Posted on Nov 24, 2007By JOHN L. ALLEN JR.RomePractical cooperation on social, cultural and political questions, rather than theological breakthroughs, seemed to be the new ecumenical frontier identified by the College of Cardinals yesterday during a day-long meeting with Pope Benedict XVI.http://ncrcafe.org/node/1461

  5. Syriacus scrive:

    Osservatore Romano di oggi, 24 novembre;scrive il suo vice-direttore, Carlo di Cicco :”Non c’è più nessun dubbio sulla scelta ecumenica da parte della Chiesa cattolica, ma è pure chiara la fine di una fase nella quale l’unità dei cristiani sembrava a portata di mano. Viene ridimensionata la fiducia in quello che gli uomini con le loro iniziative, pure geniali e a volte coraggiose, possano determinare e si riconosce apertamente che l’unità è anzitutto opera di Dio, dono dello Spirito.”http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/178288

  6. Luca scrive:

    Per Syriacus: il commento di Allen mi sembra una polpetta avvelenata, perche’ mi suona come la vecchia contrapposizione molto anni Sessanta (o Ermanno Olmi, se vogliamo :-) ) tra la “religione basata su dottrine astruse e lontane dall’uomo contemporaneo” e la vita pratica coi “valori umani condivisi anche dai lontani” (in teoria: in pratica no, perche’ manca la prospettiva soprannaturale, ma questo i cervelloni, anche clericali, fingono di non capirlo).

  7. Luca scrive:

    Di Cicco – me lo sono ricordato solo da poco – era uno che nel “Bollettino Salesiano” non faceva altro che riempire pagine sui “giovani che sono repressi dal Sistema tanto cattivo e protestano contro le ingiustizie” (non a caso quel bollettino si segnalo’ in occasione del G8 a Genova grazie al direttore, un tale don Manieri, il quale scrisse che le spranghe dei manifestanti erano state messe nei loro zaini da “provocatori”). Aspettiamoci pagine dell’Osservatore Romano” con disquisizioni antropologiche da latte alle ginocchia, oppure – e sarebbe anche peggio – un vicedirettore che poi dira’: “Eh, io volevo denunciare tante cose ma i cattivoni reaizonari in Vaticano non me lo permettono”? Vabbe’, lasciamo il processo alle intenzioni, ma permettetemi di dire che queste “bertonate” mi hanno scocciato. Prima il Vaticano era pieno di gente dell’Azione Cattolica che faceva carriera li’, e purtroppo si trattava dell’AC degli anni Settanta, non di quella degli anni Quaranta; adesso si avvia a riempirsi di gente che gravita intorno ai salesiani? Qualcuno ha visto il livello culturale dell’UNiversita’ Pontificia Salesiana? Stiamo freschi…

  8. Syriacus scrive:

    Mi fanno soprattutto specie quelli che contrappongono “il vero Ratzinger” di naturaliter liberal-volemossebbene-celestinoquinto a “il Ratzinger ostaggio dei carrieristi siriani bonifaciottavini” tradizion-friendly obtorto collo.In pratica, se egli dice “Fratelli e sorelle, vogliatevi bene!”, va bene, è davvero Joseph, è Bimillenaria Tradizione(Vivente), se invece Josephum indossa antichi paramenti ed è assiso su un trono dorato e prega in latino mostrando al mondo lo Splendore anche visibile della Chiesa di Cristo e della sua Divina Liturgia, egli è solo “tradizioneconlatminuscola” da deprecare, debolezza (veniale, diciamo, tanto fra qualche anno ci sarà una altro più malleabile) di curiali farisaici, etc…etc…

  9. Syriacus scrive:

    Mi fanno soprattutto specie quelli che contrappongono “il vero Ratzinger” naturaliter liberal-volemossebbene-celestinoquinto a “il Ratzinger ostaggio dei carrieristi siriani bonifaciottavini” tradition-friendly obtorto collo.In pratica, se egli dice “Fratelli e sorelle, vogliatevi bene!”, va bene, è davvero Joseph, è Bimillenaria Tradizione(Vivente), se invece Josephus indossa antichi paramenti ed è assiso su un trono dorato e prega in latino mostrando al mondo lo Splendore anche visibile della Chiesa di Cristo e della sua Divina Liturgia, egli è solo “tradizioneconlatminuscola” da deprecare, debolezza (veniale, diciamo, tanto fra qualche anno ci sarà una altro più malleabile..) di farisaici curiali, etc…etc…

  10. Raffaele Savigni scrive:

    Mi sembrano importanti queste parole del card. Kasper riportate da Andrea: “Non dobbiamo puntare il dito su ciò che i nostri interlocutori ecumenici non sono e su ciò che essi non hanno. Piuttosto dobbiamo dare testimonianza della ricchezza e della bellezza della nostra fede in modo positivo e accogliente. Dagli altri ci aspettiamo lo stesso atteggiamento». Speriamo che l’incontro pancristiano si possa fare.In ogni caso l’ecumenismo mi sembra più importante del Motu proprio. Diversamente da Luca, apprezzo il fatto che all’”Osservatore romano” siano stato chiamato, accanto a Vian, anche Di Cicco: segno di una promettente attenzione ad una pluralità di voci all’interno della Chiesa.Quanto a papa Benedetto, apprezzo il suo magistero nel complesso, anche se mi sento più coinvolto da alcuni suoi discorsi ed interventi che da altri. Per la sua biografia, penso che non sarà quel papa “restauratore” che molti su questo blog vorrebbero.

  11. Raffaele Savigni scrive:

    Post 4 e 6: non si tratta di sottovalutare l’importanza del confronto dottrinale, ma di non rinunciare, nonostante le difficoltà a quel livello, ad una cooperazione su temi etico-sociali e soprattutto all’ecumenismo spirituale, che riconosce il primato all’iniziativa divina (non dobbiamo essere “pelagiani” e pensare che si può trovare l’unità principalmente grazie al nostro acume intellettuale).

  12. Syriacus scrive:

    Caro Savigni, riportate così, le parole del cardinal Kasper , vorrebbero essere un diretto destro al documento (http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_20070629_responsa-quaestiones_it.html )dello scorso luglio del cardinal Levada e la sua Congregazione. So per certo che a lei piace intederlo (contento Lei..) così. Per la sua biografia, penso anch’io che Benedetto non sia un papa “restauratore” in senso ottavian-lefebvriano, ma neanche un “novatore” come vorrebbe Lei, in senso montin-martiniano.(Qualora “restaurazione” e “innovazione” si inscrivono e convivono nell’ “instaurare omnia in Christo”, non vedo che ci sia di male, dopotutto.)

  13. Syriacus scrive:

    Tutto il Kasper di ieri:http://chiesa.espresso.repubblica.it/articolo/178401

  14. annarita scrive:

    Secondo me, perchè ci sia unità tra i cristiani bisogna che le altre chiese si convertano all’unica vera, cioè quella Cattolica. Bisogna perciò, che venga riconosciuto il primato di Pietro, che non ci siano più dubbi sul fatto che nell’Ostia consacrata ci sia Gesù realmente in corpo e sangue….Tutto il resto sono solo chiacchiere, altrimenti l’alternativa è l’eresia da parte dei cattolici per far contenti i “fratelli” separati.

  15. yochanan scrive:

    Perché si possa giungere all’unità dei seguaci di Yeshua Hamashiach (Gesù Cristo) bisogna che ogni chiesa riconosca i propri errori dottrinali e la propria pretenziosità (come quella romana di volere guidare la Chiesa o essere infallibile), attenendosi solo alla Scrittura. Fuori le tradizioni dalla Chiesa. Chi avrà tale coraggio? I papi di sicuro no.Shalom

  16. DANTE PASTORELLI scrive:

    Yochanan sì. Tanto, che ha da perdere lui? Chi è? Chi sono i suoi seguaci? Ancora continua monotonamente a scriver di Yeshua Hamashiach (Gesù Cristo tra parentesi). L’abbiamo capito: noi parliamo di Gesù Cristo senza parentesi. Quel Gesù Cristo che ha fondato la Chiesa senza la quale non c’è salvezza. Nella quale la Rivelazione consiste in Sacra Scrittura e Tradizione. Con sua buona pace.

  17. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il Papa ha detto che non si deve far proselitismo, perché la fede si propone non la s’impone. Giustissimo. Ma chi la vuole imporre?La Chiesa deve, perché è la sua missione, render discepole tutte le genti: se discepoli si fanno, li si fanno con la parola e la testimonianza. Se si uniscono a noi, s’è fatto proselitismo. Non comprendo la paura di usar questo termine. Capisco che la Chiesa Russa accusa la Cattolica di far proselitismo: ma se ortodossi,anche vescovi e preti, passano al cattolicesimo non è certo per un piatto di lenticchie.

  18. summorumpontificum scrive:

    A che cosa serve un ONU delle religioni? Qualche bel gesto, ma poi finisce tutto lì, con il danno che i fedeli arrivano alla conclusione che tutte le religioni sono eguali, ergo anche quella che mi costruisco da me, ergo anche nessuna fede. Questo è quello che pensa (sondaggio de La Croix, organo ufficiale della conf. episcopale francese) il 63% dei praticanti francesi (che sono peraltro uno sparuto 7% della popolazione). La cosa buffa è che tra quelli che si dicono cattolici, ma non praticanti, solo il 60% ritiene la stessa cosa. Un 3% in meno dei praticanti.Forse sentire certe prediche fa davvero molto male, ed è meglio starsene a casa, per il bene della fede!

  19. DANTE PASTORELLI scrive:

    Io non sono affatto contrario a questi incontri di studio e di carità, quando non si trasformano in manifestazioni di indifferentismo e sincretismo, come spesso accade. Si studi, si discuta, ma, da parte cattolica non si può mutare “iota unum” della dottrina. Poi sul piano disciplnare ed in tutto ciò che appartiene all’organizzazione, senza toccare la giurisdizione pontificia, si possono concedere facoltà. L’idea di tornare alla Chiesa primitiva è pura follìa: son passati i secoli e indietro non si torna, e nel frattempo v’è stata l’elaborazione più complessa e approfondita della dottrina ad opera di documenti infallibili di concili e dei pontefici, e la promulgazione di dogmi: nessun passo indietro, la verità non si ritratta.

  20. Syriacus scrive:

    Condivido ogni iota del commento decimonono di Dante Pastorelli. Grazie per la sistesi e la chiarezza. Standing ovation.

  21. Marco S. scrive:

    La Chiesa dovrebbe imparare dal suo passato (non tanto remoto): pensiamo all’impatto che la Chiesa ebbe con gli scrittori e gli intellettuali francesi e inglesi (in primis) della fine dell’800 e ’900. Newman, Marshall, Peguy…Una Chiesa amante della Verità di Cristo è il vero soggetto ecumenico: l’ecumenismo non può essere un alibi per i cattolici a non testimoniare la Verità in nome di una sdolcinatura che non ha diritto d’essere chiamata Carità (ben altra virtù) e per i non cattolici a non smuoversi da una posizione che è erronea.Altrimenti è come se ci trovassimo davanti ad una persona che vive in un letamaio ed esitassimo nel denunciare la pazzia!Non bisogna imporre nulla a nessuno, ma non si può nemmeno evitare di testimoniare la fede “usque ad sanguinem”, come il Papa ha voluto indicare a tutta la Chiesa nominando nuovi Cardinali.

  22. Raffaele Savigni scrive:

    La Chiesa non ha errori dottrinali da ritrattare (come pensa Yochanan), ma non possiamo pretendere che gli “altri” ritornino all’”ovile” così comè: dobbiamo chiederci se, pur conservando correttamente la Tradizione essenziale, il nostro ovile non sia stato danneggiato da incrostazioni storiche che lo hanno reso irriconoscibile agli occhi dei fratelli ortodossi e protestanti. D’accordo, tornare sic et simpliciter alla Chiesa primitiva è impossibile: ma possiamo guardare al modo di risolvere i conflitti praticato dai primi cristiani (gli apostoli ed i Padri della Chiesa), certamente più santi di noi. Un certo modo di esercitare il primato, un certo modo di vivere la vita cristiana e la liturgia ha favorito l’insorgere di scismi e il distacco di molti. Perciò dobbiamo essere disposti a sacrificare elementi non essenziali della nostra tradizione storica per concentrarci sull’esenziale. Non si tratta di essere “sdolcinati” e remissivi, ma di andare in profondità alla ricerca del nucleo della nostra fede: ad esempio, è così essenziale definire la messa “sacrificio incruento” per salvare la fede nella presenza reale, o si può definire quest’ultima in un altro modo? Il papa e le congregazioni vaticane devono per forza noninare i vescovi di tutto il mondo e decidere nei dettagli come si deve celebrare in Africa o in Oceania, o si può lasciare una maggiore libertà alle chiese locali? ui queste ed altre cose si può discutere senza mettere a repentaglio la fede sintetizzata nel Credo niceno-costantinopolitano o anche nel concilio Lateranense IV.

  23. Vincenzo scrive:

    Patriarcato Ortodosso di Mosca ha ribadito, due o tre giorni fa, che: se il Papa “di Roma”, vuole una sorta di riconoscimento onorifico da “Primus inter Pares” bene, altrimenti, per questioni più impegnative … (Primato Pontificio et “alia”, per essere chiari) NON SE NE PARLA PER NIENTE, ADESSO, E NEMMENO SE NE PARLERA’, MAI, IN FUTURO … … “papale papale”. Chiaro?

  24. Vincenzo scrive:

    C’è Chi vuole, la “ri-unione”,dei Cristiani…immantinente!Ma, a me par,che la questione,si risolverà, in un “niente”.

  25. DANTE PASTORELLI scrive:

    Francamente non capisco a cosa la Chiesa debba rinunciare.Quali sono le incrostazioni storiche? Se incrostazioni erano, son cadute da sé: si trattava di elementi accessori d’ordine non dottrinale o teologico.Quanto ai protestanti ci divide ormai, a parte il Battesimo, praticamente tutta ala dottrina dei sacramenti. Come si vorrebbe chiamare la Messa? Se non sacrificio di Lode alla Trinità, sacrificio satisfattorio e propiziatorio per i vivi e i defunti, rinnovamento, ripetizione o, se si preferisce, ripresentazione (in qual significato?) attualizzazione (in qual significato?) ma son termini un po’inflazionati dall’abuso eterodosso che ne è stato fatto mal interpretando magari il Casel, come dobbiamo definirlo questo sacrificio incruento e sacramentale?La transignificazione e la transfinalizzazione olnandesi sono state condannate da Paolo VI nella infallibile Mysterium Fidei, infallibile non solo per il tono, per l’esposizione della vera dottrina e la condanna dell’errore, ma anche perché ribadisce la bimillenaria tradizione.Sono incrostazione i dogmi proclamati? Le definizioni di tutti i concili dopo il primo millennio?Esercizio del Primato: anch’io ritengo che una certa autonomia le Chiese orientali nella loro organizzazione interna possono richiederla: ma questa rivisitazione dell’esercizio del Primato, che è dogma di fede, rientra nel campo delicatissimo del Ministero Petrino che è dottrinale e giurisdizionale. Il sinodalismo esasperato riporta al conciliarismo: e questo non può darsi. Dalla modalità dell’esercizio si passa fatalmente ad intaccare il Primato stesso. Sarebbe la fine della Chiesa: su questa Pietra fonderò la mia Chiesa. E Pietro c’èGli è che le Chiese orientali non sono in pace neppure tra loro e son gelosissime della loro indipendenza, in ogni campo.

  26. DANTE PASTORELLI scrive:

    Cambiamo la definizione di Sacrificio sacramentale e incruento? Vediamo cosa dicono non i superati papi pre-conciliari, ma quelli conciliari che mom odovrebbero essere incorstati.“… il sacerdote, per quel potere che egli solo ha ricevuto, offre il divino Sacrificio nel quale Gesù stesso rinnova l’immolazione unica sul Calvario per la redenzione del mondo e la glorificazione del suo Padre” (Giovanni XXIII, Sacerdotii nostri primordia).“Vi è piena identità tra il Sacrificio della Croce e il suo rinnovamento sacramentale nella Messa… (la quale) celebrata dal sacerdote che rappresenta la persona di Cristo in virtù del potere ricevuto nel sacramento dell’Ordine, e da lui offerta nel nome di Cristo e dei membri del Corpo Mistico, è il Sacrificio del Calvario reso sacramentalmente presente sui nostri altari” (Paolo VI, Principi e norme per l’uso del Messale Romano,1969. Cfr. SC n.47).“Celebrando questa prima Eucaristia in terra brasiliana, ai piedi della croce, desidero professare insieme a voi la verità fondamentale della fede e della vita cristiana, che tutto il santo sacrificio della Messa è una rinnovazione incruenta del sacrificio offerto sulla Croce da Nostro Signore Gesù Cristo” (Giovanni Paolo II, Brasilia, 30 giugno 1980, Omelia).“In un momento come questo, in cui l’assemblea liturgica si stringe intorno all’altare sul quale si rinnova il Sacrificio della Croce…” (Giovanni Paolo II, Perugia, 26 ottobre 1986, Omelia allo Stadio “Curi”).“Quel Corpo ha veramente patito, ed è stato immolato sulla Croce per l’uomo. Nato dalla Vergine per essere oblazione pura, santa ed immacolata, Cristo compì sull’altare della croce il sacrificio unico e perfetto, che ogni Messa, in modo incruento rinnova e rende attuale” (Giovanni Paolo II, Roma, piazza S. Pietro 15 giugno 1983, festività del Corpus Domini).“Si comprende la dimensione completa del presbitero a riguardo dell’Eucaristia, se si considera che questo sacramento è anzitutto il rinnovamento, sull’altare, del Sacrificio della Croce, momento centrale dell’opera della Redenzione….Nel rinnovare sacramentalmente il Sacrificio della Croce, il Presbitero riapre quella fonte di salvezza (l’oblazione di Gesù al Padre) nella Chiesa e nel mondo” (Giovanni Paolo II, Il culto eucaristico principale missione dei presbiteri, Catechesi di Giovani Paolo II, dal sito internet www presbiteros. com).“… l’Eucaristia viene spesso intesa semplicemente come un atto della comunità locale radunata per commemorare la frazione del pane. Sarebbe di più un convito fraterno, nel quale la comunità si ritrova e si esprime, che non la rinnovazione sacramentale del Sacrificio di Cristo” (Istruzione Sacerdotium Ministeriale del 6 ottobre1983 della Congregazione per la Dottrina della Fede per combattere gli errori delle comunità di base italiane e le tesi di Schillebeekz).

  27. DANTE PASTORELLI scrive:

    E aggiungiamo anche un cardinale che ai milanesi è caro.“… (il) Sacrificio Eucaristico con il quale Gesù rinnova e ripresenta sacramentalmente il dono di tutto se stesso sulla Croce”. “Sempre in rapporto a Cristo, l’altare… è la mensa del Sacrificio della Croce che si rinnova nella Santa Messa” (card. D. Tettamanzi, Omelie del 25.01. 2001 e del 25.01.2001).

  28. Syriacus scrive:

    Come tributo all’onestà intellettuale di Raffaele Savigni, (“Quanto a papa Benedetto, apprezzo il suo magistero nel complesso, anche se mi sento più coinvolto da alcuni suoi discorsi ed interventi che da altri.”), riporto :”Questo è, in modo particolare, il nostro compito, venerati Fratelli Cardinali: annunciare al mondo la verità di Cristo, speranza per ogni uomo e per l’intera famiglia umana. Sulla scia del Concilio Ecumenico Vaticano II, i miei venerati Predecessori, i Servi di Dio Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II, sono stati autentici araldi della regalità di Cristo nel mondo contemporaneo. Ed è per me motivo di consolazione poter contare sempre su di voi, sia collegialmente che singolarmente, per portare a compimento anch’io tale compito fondamentale del ministero petrino.”Benedetto XVI, 25 novembre 2007http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/21163.php?index=21163&lang=it["Per la sua biografia, penso che non sarà quel papa “restauratore” che molti su questo blog vorrebbero." (R.S.)]

  29. Syriacus scrive:

    Dalla Cattedrale di Westminster (sì, quella del Cardinale Murphy-O’Connor), I Vespri in latino (gregoriano e polifonia) per Cristo Re (25 Nov. 2007), già trasmessi in diretta dalla BBC Radio : http://www.bbc.co.uk/radio/aod/networks/radio3/aod.shtml?radio3/choralevensong#(Buon ascolto, preghiera e meditazione.)

  30. Syriacus scrive:

    [Forse dal link sopra sparirà presto la trasmissione di domenica, e verrà rimpiazzata dalla seguente.Consiglierei comunque agli interessati di mettere fra i loro bookmarks:http://www.bbc.co.uk/radio3/choralevensong/"BBC Radio3Choral EvensongSundays 16:00Choral Evensong was first broadcast on Thursday 7 October 1926 live from Westminster Abbey and has been broadcast weekly on BBC Radio ever since."]

  31. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il collegio cardina,izio è senmpre stato “Il senato” del Papa: egli chiede, ascolta, decide. Quando il Papa scrive un’enciclica, si documenta, per non cadere in errori grossolani, ed i suoi primi collaboratori sono i Prefetti dei dicasteri competenti, e, sempre, il Prefetto della Congregazione per la dottrina della fede. Può consultare teologi di sua fiducia o indicati dai cardinali come validi esperti. Ma può decidere, scrivere ed agire senza nessuno consultare.Ci son Papi che si fan preparare le bozze dell’Enciclica, Papi che la fanno predisporre per intero, mutano qualcosa o non mutan niente, Papi che si fan portare i documenti più importanti sull’argomento e l’enciclica se la scrivon tutta da sé, come faceva Pio XII.Questo spiega perché molte volte i documenti pontifici possono variar nello stile.

  32. Syriacus scrive:

    John L Allen Jr Daily ColumnDay Three: Interview with Archbishop Tadeusz KondrusiewiczPosted on Nov 25, 2007Interview with Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz of Minsk-Mohilev, BelarusNovember 24, 2007Ecumenism has been a central theme during this week’s consistory, dominating Friday’s business meeting of the cardinals with the pope, and surfacing again in Benedict XVI’s homily at Sunday’s Ring Mass. Few figures on the Catholic landscape have a more direct experience of the promise and perils of ecumenism, especially as it involves the Orthodox, than Archbishop Tadeusz Kondrusiewicz of Minsk in Belarus. From 1991 to 2007, Kondrusiewicz served as the top Catholic official in Russia; in 2002, he became the archbishop of the “Archdiocese of the Mother of God of Moscow,” so named to avoid calling him the “Archbishop of Moscow” – a title that would have offended the Orthodox Patriarchate of Moscow, which considers Russia the heart of its “canonical territory.” Today Kondrusiewicz finds himself the leader of a small Catholic community in another overwhelmingly Orthodox nation, one that moves to a great extent in Russia’s orbit. Kondrusiewicz was in Rome this week for a conference sponsored by the Pontifical Council for Justice and Peace, and on Saturday, Nov. 25, he sat down with NCR for an interview at the Pontifical Russian College, known colloquially as the “Russicum.”http://ncrcafe.org/node/1468

  33. Syriacus scrive:

    Monday, November 26, 2007Amid Papal Pomp, the Kid Makes the PictureThe Pope might’ve been onstage in the Paul VI Hall, but the young nephew of newly-elevated Cardinal Leonardo Sandri became a star attraction all his own in the front rows of this morning’s audience for the neo-reds, their families and pilgrims. (The prefect of the Congregation for the Oriental Churches, Sandri is seated second from top in the photo.)http://whispersintheloggia.blogspot.com/2007/11/amid-papal-pomp-kid-makes-picture.html(Foto: lo scalmanato pro-nipotino di Sandri…)

  34. Vincenzo scrive:

    Ho dato una scorsa alle paginate, che l’Osservatore ha giustamente dedicato ai profili biografici dei 23 nuovi Principi della Chiesa Cattolica. Mi ha colpito lo sguardo di “Monsignor”23. Davvero.

  35. lycopodium scrive:

    x Vincenzo: in bene o in male?

  36. Vincenzo scrive:

    Brrr….

  37. Vincenzo scrive:

    Ri-brrr… precisazione: non il Mons. n° 23 nell’elenco dei profili, no, no proprio Lui, Mons…Vingt-Trois. Se ne avete la possibilità, andatevelo “a guardare negli occhi”, e poi mi direte… L.J.C.

  38. DANTE PASTORELLI scrive:

    La porpora è diventata come il famoso sigaro. Vingt-Trois è stato uno dei più aspri nemici del Motu Proprio ed è anche lui e i suoi colleghi francesi, che andavano e venivano da Roma, che si deve ringraziare per certe assurde restrizioni e formulazioni che ora devon esser corrette.Un cardinalato per un ammorbidimento dell’ostilità.La Messa a Parigi si dirà ma in Chiese lontane dove la frequenza sarà mecessariamente scarsa. Con quale risultato: ancor più fedeli si recheranno a St Nicolas du Chardonnet che è al centro di Parigi.

  39. alex scrive:

    argomento che da anni mi appassiona, rendiamoci conto cheprima dobbiamo conoscerci reciprocamente tra tutti i cristiani, perchè per me è stata una sopresa sentire Messa anglicana in St. Paul a Londra e dal foglietto vedere che il Credo è identico: allora siccome ci sono varie gradazioni nell’universo Cristiano, nessun predominio di un culto ma uguaglianza e reciproco scambio!

  40. Vincenzo scrive:

    Alex… Alex… “A pensar male, se fa’ peccato… ma, spesso, ce se coje”, è solito dire, da lunga pezza e anche con i fatti, un Immortale dell’italica Politica, ancora sulla breccia… Ora, proprio la conclusione del Suo Post 40 … porta a “pensare male”! Richiama lubrìchi convegni, più che àgapi fraterne, càllide riunioni, più che pii cenacoli. Insomma, da un ulteriore, azzardoso tuffo nel calderone dell’irenismo spensierato ed ecumenico, che “Bene” ne può venire alla Chiesa Cattolica? Non sarebbe meglio, a questo punto, dopo tanti… “Perdono”… chiesti a destra e soprattutto a “manca”, vedere un po’ se, caso mai, qualcuno, “ricambia”? Eh, sì, Caro Alex, “reciproco scambio”, significa proprio ciò che significa e, al dunque, dopo aver dato “tanto” (anche troppo, mi pare…), non sarà meglio, frenare un po’ lo slancio, e attendere che Altri, a loro volta, compiano “passi concreti” nella “nostra” direzione (che è quella di Nostro Signore Gesù Cristo, e della Sua Sposa, cioè Santa Madre Chiesa)? L.J.C.

  41. Syriacus scrive:

    Sono rimasto scioccato anch’io dallo sguardo/espressione “molto particolare” di Mons (ora Card.) Ventitrè… Ma -si badi- non dall’immagine menzionata da Vincenzo (che non ho visto), ma, in maniera del tutto indipendente, da ciò che ho visto in diretta nelle cerimonie del Concistoro. Sia per la berretta che l’anello, il suo atteggimento è stato palesemente della serie “Dio me l’ha dato, e nessuno…” . Brrr davvero !!

  42. DANTE PASTORELLI scrive:

    Il fatto che il Credo sia identico non significa molto: infatti bisogna vedere al culto di quale delle almeno tre confessioni anglicane hai assistito. Se si tratta della “messa” della Cbiesa alta, siamo in zona di confine col Cattolicesimo. Ma…anche in questa non esiste successione apostolica: quindi, a parte il battesimo, tutti gli altri sacramenti sono invalidi.Nelle altre due confessioni, la bassa e la media (le indico alla buona) gli elementi dottrinali protestanti han preso il sopravvento.Quindi non è questione di predominio di un culto sull’altro: è solo diversità di fede che si esprime in diverso culto.

  43. Syriacus scrive:

    Brrr…!!http://www.fotografiafelici.com/index.php?page=scripts/inserimento&num_file=26&cerimonia=7328%20–%20Concistoro/7328%2001%20Imposizione%20Berretta&data=2007-12-01%2019:22:55&cod=120&language=ITA&n_page=1#foto