Messa francese, il prete fa Don Lurio…

Queste immagini sono state pubblicate lo scorso 3 gennaio e poi frettolosamente ritirate quello stesso giorno, ma ormai era troppo tardi: sono state segnalate dal sito La Porte latine. Si riferiscono alla messa di mezzanotte celebrata dall’abbé Frederic Lefevre, parroco di Bachinchove, nel Nord della Francia, durante la messa della veglia natalizia.

Don Frederic si è improvvisa Don Lurio (con tutto il rispetto per l’ottimo e indimenticabile ballerino italoamericano, che in quanto a danze ne capiva certamente di più), e la messa di Natale si è trasformata in un musical stile «Sister Act» (anche qui, con tutto il rispetto per il simpatico film, dove balli e canti in chiesa erano certamente più efficaci e ordinati).

Ci si potrebbe chiedere, e si potrebbe chiederlo al novello Don Lurio, che cosa c’entri questo ballo, accompagnato da queste musiche, con la liturgia del santo Natale. E se questa è la messa, non osiamo immaginare che cosa saranno gli spettacoli dei bambini e le rappresentazioni alle feste parrocchiali: rave party?

Sono imperdibili, nel video, le facce di alcuni fedeli, evidentemente ignari della «sorpresa» natalizia (dato che restano immobili, non erano stati catechizzati a dovere sulla coreografia): pensavano di venire a messa, si son ritrovati in discoteca.

Siccome dobbiamo presumere che il vescovo non faccia di professione l’impresario teatrale o l’autore di musical, e dunque non abbia rivisto il copione, c’è da sperare che presa visione della clip, il presule chieda al novello Don Lurio del suo presbiterio (sempre con rispetto parlando per il noto ballerino), di astenersi dal ripetere lo show nelle feste comandate. O, almeno, imponga al sacerdote di studiare meglio l’intera coreografia e la scelta dei danzatori, nonché il coordinamento dei movimenti, perché se abuso dev’essere, che sia fatto come si deve.

Certo, poi capita che i vescovi francesi si chiedano perché tanti fedeli si avvicinino alla messa tridentina o finiscano, come accade spesso, per frequentare la Fraternità San Pio X. Guardando il video, certi pastori, potrebbero cominciare almeno a intuire un primo barlume di risposta. C’è chi è venuto a messa per cantare «Adeste fideles», si è ritrovato sul set di «Saranno famosi».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

280 risposte a Messa francese, il prete fa Don Lurio…

  1. Pulvis scrive:

    Caro Tornielli,
    ma non si era detto che gli abusi erano scomparsi? Questo interessante video che Lei ha postato, non dimostra molto semplicemente che Roma non ha più poteri di indirizzo sulla liturgia? E, mi lasci concludere, senza polemica, non è il caso di prendersela un po’ con questa gente invece che con i soliti “cattivi”, “insoddisfatti”, “mai contenti” “tradizionalisti”?

  2. Simon de Cyrène scrive:

    Grazie, caro Dr Tornielli, per mettere in evidenza questo strazio che è purtroppo realtà in molti posti Oltr’Alpi.

    Giusto una punta dell’iceberg.

    Se non si capisce quel succede in certi posti (troppi), non si può spiegare il sentimento di stato di necessità nel quale si pensano certi fedeli a livello parrocchiale ed a volte anche a livello diocesano. Anche se ciò non scusa la disobbedienza di tipo lefebvriano però essa la spiega.

    In Pace

  3. Reginaldus scrive:

    la nuova messa cattolica, con o senza MP, divenuta sentina di tutte le aberrazioni, dottrinali ed estetiche! Complimenti, nuova chiesa… e il suo capo qui non vede, qui non sa, qui non parla, ma non vede l’ ora di mettersi a pregare compuntamente il dio di ogni religione in quell’ orrido pantheon di assisi! E voi devoti continuate pure a chiamare costui papa e quella ‘messa’….

  4. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Questo prete non ha capito parecchie cose e le confonde.
    La sacralità della Liturgia va rispettata. Va rispettato la chiesa come Casa del Signore, va rispettato l’altare dove si celebra il Sacrificio e va rispettato il Santissimo Sacramento presente nel Tabernacolo.
    E sacralità, compostezza e dignità liturgica secondo quanto voluto dalle norme è DOVUTO, ed è rispetto del Signore e della Chiesa in quanto Corpo Mistico.

    Poi nei locali parrocchiali si sbizzarrisca quanto e come vuole, ma la Liturgia va assolutamente rispettata!

    Effettivamente convengo con Simon che tali cose contribuiscono all’allontanamento dei fedeli, senza però giustificare altre disobbedienze “d’estremo opposto”.

  5. Aurelio R. scrive:

    Secondo me, in Italia, succedono le stesse cose, forse solo con frequenza inferiore.
    D’altra parte molte Messe per i bambini si avvicinano a quella profanazione, come se i piccoli giungessero al Mistero attraverso lo scempio liturgico.
    Però è molto bello che le persone che fanno opinione, come il dottor Tornielli, reagiscano con franchezza.
    Altrimenti, come dice bene lo stesso Tornielli, le file dei lefebvriani si ingrosseranno. Già ne trovo parecchi, anche su facebook.
    Con questo non voglio disprezzare i lefebvriani: se incorporassero nella Tradizione il Concilio Vaticano II, distinguendo i documenti del Concilio dalla fraudolenta interpretazione di molti, se rispettassero il Magistero degli ultimi Pontefici, per me sarebbero degli ottimi tradizionalisti, fedelissimi alla Chiesa.

  6. Giuliano scrive:

    A me personalmente piace… Grandi!

  7. Luisa scrive:

    Ringrazio Andrea per mettere in luce una fra le tante espressioni della “creatività” liturgica lasciata a briglie sciolte nella Chiesa.
    Potrei mettere innumerevoli link ad ogni sorta di abuso liturgico che da noi sono legioni.
    Non si tratta solo, ed è già grave, di un`errata percezione della partecipazione attiva, dello sconvolgimento dello spazio sacro, ma sono le parole stesse del Messale, le preghiere ad essere cambiate in modo arbitrario sconvolgendo l`essenza della Santa Messa.
    Purtroppo il lassismo di chi dovrebbe vigilare permette la diffusione di queste idee e prassi.
    Ricordo che Padre Pio diceva che quando assistiamo alla Messa siamo ai piedi della Croce il giorno della Crocefissione.
    Vi metto un link, per chi legge il francese, ad un sito PRO LITURGIA, rigorosamente Novus Ordo, che si impegna nella difesa della Liturgia in totale fedeltà al Vaticano II.

    http://proliturgia.pagesperso-orange.fr/Informations.htm

  8. macv scrive:

    Come genitore di tre figli che hanno fatto catechismo negli ultimi dieci anni e frequentatore perciò delle messe “per ragazzi” posso testimoniarvi che i balletti del prete Don Lurio non sono nulla a confronto di altre varie amenità che ho (purtroppo)visto e subito alla S. Messa e che sarebbero state più consone a uno spettacolo di pagliacci al circo..
    Ma il problema non è questo : il problema è che una volta che mormorai a una mamma le mie perplessità su queste “improvvisazioni” al dila’ di ogni regola mi sentii rispondere: Eh, ma se fosse una Messa normale i ragazzi si annoierebbero..
    e questo è quello che pensa il 95% dei cattolici italiani: una messa normale , una Messa senza “effetti speciali” è una noia , una barba!!
    Urge una nuova generazione del tutto “de-moderismo-zzata”
    per apprezzare l’unica, antica, tradizionale Liturgia!!!

  9. Reginaldus scrive:

    …” se incorporassero nella Tradizione il Concilio Vaticano II…”:ma cosa dice #Aurelio?!? Ma finiamola una buona volta con la solita abusatissima scappatoia delle ‘interpretazioni’ che snaturano, dei fuori contesto che snaturano, dei preconcetti maliziosi….Da questo bailamme di dire tutto e il contrario di tutto, si arriva alle messe dei preti alla don lurio e dei preti metal rock (Tarragona, cattedrale), dei preti punk (1991,2004…), dei preti in surf (5.1010) dei preti superman (a Teotihuacan, Mex.), dei preti marijuana (2004) dei preti….e elle liturgie danzate (5.12.10) tutti e tutte filiazione della maledetta creatività promossa dal santissimo(!) vaticandue!Comunque quanto alla auspicata accettazione di cui parla , stia tranquilla: ci sta pensando alla grand il nuovo superiore dei lefvbriani, mons. Fellay! E comunque QUESTA è la VOSTRA chiesa: complimenti! ( e il suo capo da Roma mao saputo mai visto mai udito…solo preoccupato dei suoi incontri ecumenici…

  10. gianni scrive:

    perche’ scandalizzarsi!era ovvio il risultato del c.v.II
    poi lamentiamoci se i cattolici quelli veri e credenti si rivolgono alla tradizione .ne vedremo delle belle ad assisi dove ci sara’ il convegno di tutti gli dei.li CRISTO non ci sara’a scapito di budda manitu’ zoroastro allah ecc.ecc compreso ebrei tanto loro non credono in CRISTO il QUALE e’ la terza persona di un unico dio.

  11. maurizio scrive:

    Messa per i giovani?!! ma è per i sessantenni! roba vecchia avanzata dagli anni ’70, modernariato triste e squallido.
    Ciò che qualsiasi giovane vuole è rispettare chi dovrebbe essergli di guida, non doverlo considerare solo un ridicolo mezzocalzettismo militante.
    Se questi stessi preti volutamente sciatti e ostentatamente mai in talare o clergyman, che praticano questa “liturgia” – ma è solo teatro, anzi, commedia dell’arte – dovessero andare a qualche ricevimento o luogo da loro considerato importante, si vestirebbero a puntino. Invece durante la Messa, ecco cosa sono capaci di fare.

  12. Cherubino scrive:

    Il caso esposto da Tornielli evidentemente mostra scarsa prudenza e discernimento, dato che si trattava della Messa natalizia e con la presenza di persone che potevano non accettare quelle modalità.
    Va però detto che in migliaia di altre chiese ciò non è avvenuto, contrariamente alle solite affermazioni apocalittiche di qualcuno.

    Inoltre credo che altrettanta prudenza vada usata nel ritenere che siano state violate norme liturgiche, dato che l’unico cui spetta tale affermazione è il Vescovo. A me sembra ce il video non sia del tutto chiaro e non è “sequenziale” dato che da un certo punto in avanti vengono montate varie sequenze. Quindi vorrei capire meglio in quali punti del rito siano state effettuate quelle danze. Va poi evidenziato anche che i ragazzi erano vestiti in modo non volgare o scostumato.

    Anche le generalizzazione non aiuta e serve solo ad alimentare una caccia alle streghe versione anni 2000.
    Infatti vale la pena ricordare che la danza non in sè un elemento di scandalo. Dipende da come è svolta. Infatti si tratta di un linguaggio, un codice con cui dire qualcosa e quindi anche un codice con cui è possibile pregare. In un contesto liturgico la danza è ammissibile se esprime chiaramente e degnamente la preghiera. Si può quindi discutere se quei gesti fossero adeguati, se quella musica fosse adeguata, se il momento liturgico in cui si è utilizzata la danza per pregare fosse giusto. E quindi criticare sul caso specifico se le risposte fossero negative.
    Ma questo non autorizza a condannare per sè ogni manifestazione che usi la danza o il canto non gregoriano (diciamo pure “giovanile”) per lodare Dio all’interno della liturgia.

    Vorrei quindi ricordare quel passo in cui Davide danza davanti all’Arca, l’oggetto sacro più importante di tutto l’ebraismo.

    “Allora Davide andò e trasportò l’arca di Dio dalla casa di Obed-Èdom nella città di Davide, con gioia. 13Quando quelli che portavano l’arca del Signore ebbero fatto sei passi, egli immolò un bue e un ariete grasso. 14Davide danzava con tutte le forze davanti al Signore. Ora Davide era cinto di un efod di lino. 15Così Davide e tutta la casa d’Israele trasportavano l’arca del Signore con tripudi e a suon di tromba.

    16Mentre l’arca del Signore entrava nella città di David, Mikal, figlia di Saul, guardò dalla finestra; vedendo il re Davide che saltava e danzava dinanzi al Signore, lo disprezzò in cuor suo. 17Introdussero dunque l’arca del Signore e la collocarono al suo posto, in mezzo alla tenda che Davide aveva piantata per essa; Davide offrì olocausti e sacrifici di comunione davanti al Signore. 18Quando ebbe finito di offrire gli olocausti e i sacrifici di comunione, Davide benedisse il popolo nel nome del Signore degli eserciti 19e distribuì a tutto il popolo, a tutta la moltitudine d’Israele, uomini e donne, una focaccia di pane per ognuno, una porzione di carne e una schiacciata di uva passa. Poi tutto il popolo se ne andò, ciascuno a casa sua. 20Ma quando Davide tornava per benedire la sua famiglia, Mikal figlia di Saul gli uscì incontro e gli disse: “Bell’onore si è fatto oggi il re di Israele a mostrarsi scoperto davanti agli occhi delle serve dei suoi servi, come si scoprirebbe un uomo da nulla!”. 21Davide rispose a Mikal: “L’ho fatto dinanzi al Signore, che mi ha scelto invece di tuo padre e di tutta la sua casa per stabilirmi capo sul popolo del Signore, su Israele; ho fatto festa davanti al Signore. 22Anzi mi abbasserò anche più di così e mi renderò vile ai tuoi occhi, ma presso quelle serve di cui tu parli, proprio presso di loro, io sarò onorato!”. 23Mikal, figlia di Saul, non ebbe figli fino al giorno della sua morte.” (2 Sam. 6)

  13. Andrea scrive:

    Possiamo ricordare che il ballo era uno degli ingredienti fondamentali della para-liturgia (satanica) della Rivoluzione Francese.
    Credo che anche ai nostri giorni alcuni ambienti tendano a organizzare dei balli “orgiastici” la notte di San Giovanni (24 giugno), proprio agli “antipodi” della Notte di Natale.

  14. Mauro W. Fuolega scrive:

    Cosa volete di più? E’ l’onda lunga della riforma liturgica, lo tsunami del concilio che sta ancora devastando la chiesa. Questa è la vera continuità! Evviva!

  15. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cheurubino, approfitto per salutarti, lo sai che sono spesso e volentieri d’accordo con te.
    Però in questo caso assolutamente NO. Qui c’è poco da capire e nulla da interpretare.
    Sinceramente c’è da “liquidare” con poche parole un errore di comprensione da parte del prete di ciò che è la Liturgia. Punto.
    La carità di giudizio nei confronti del prete è un’altra cosa…

  16. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Mi è partito il post, termino…

    La caccia alle “streghe”, in questo caso gli abusi liturgici a me invece sta bene e molto pure. Il Santo Padre della importanza della corretta azione liturgica ne sta parlando, a ragione, una volta si e un’altra pure.
    Pertanto è pur ora che in un modo o nell’altro si metta mano a far terminare questi abusi. E ciò oltre ad essere legittimo desiderio del Santo Padre, è anche legge della Chiesa. Tale “legge” si rispetti e la si faccia rispettare in un modo o nell’altro.

  17. michele scrive:

    non so se ridere o piangere,non riesco ad aggiungere altro,sono sbalordito e profondamente avvilito da questo pseudo uomini di dio

  18. Cherubino scrive:

    caro Ubi, ricambio i saluti (e gli auguri).
    Sia chiaro che non sto dicendo che quel prete abbia agito bene. A mio parere non ha avuto discernimento. Ma altro è dire che abbia violato norme liturgiche.
    Basta leggere l’ultimo post di Andrea che addirittura arriva a dire che la danza è atto demoniaco (su quali basi lo sa solo lui) per capire quale sia la confusione che vorrei evitare.
    Ho partecipato varie volte a Messe nell’ambito del Rinnovamente dello Spirito in cui la preghiera dell’assemblea era svolta anche tramite gestualità che accompagnavano il canto. Ciò alla presenza di numerosi Vescovi e Cardinali che non vi hanno visto alcun abuso. Credo che anche davanti ai pontefici Benedetto XVI e Giovanni Paolo II siano state svolte danze durante celebrazioni, e anche qui non c’è stato nessun “anatema”.
    Ripeto quindi che dipende dalla capacità di usare quello specifico linguaggio (perchè è tale: solo un linguaggio come altri) per veicolare preghiera.
    Quando parlavo di “caccia alle streghe” non mi riferivo alle giuste segnalazioni ai vescovi di veri abusi -che restano presunti fino alla valutazione del Vescovo- ma di un fai-da-te del giudizio sui presunti abusi, fai-da-te che spingerebbe a far entrare nei veri abusi quelli che invece sono atti permessi dal Messale. Ricordo infatti che questo permette in alcuni punti variazioni in vista “dell’actuosa participatio”, e quindi non tutto che non è rigido adesione alla “rubrica” è di per sè “abuso”. Forse con il “martellamento tradizionalista” stiamo finendo per credere che “sacralità” coincida con la fissità delle rubriche. La riforma liturgica -è bene ricordarlo- ha voluto anche correggere quell’eccesso di fissità che andava sotto il nome di rubricismo. Il modello di confrontio quindi non è il rito straordinario, ma il rito ordinario nel rispetto tanto di ciò che in esso è considerato inalterabile, quanto di ciò che esso stesso considera variabile per una celebrazione più incarnata nei diversi contesti.
    Ciò che si può dire da quel video è questa libertà in quel caso sembra essere stata gestita male, proprio per il contesto in cui avveniva. Ma questo non deve portare a rigettare la libertà prevista dal Messale che ha avuto e ha le sue giuste ragioni.
    Come sempre: “abusus non tollit usum”.

    errore che se in malafede sarebbe ben peggiore di una trasgressione liturgica, perchè offesa alla carità e alla fraternità cristiana.

  19. Bruno Frusca scrive:

    ANDREA: tu dici : … Certo poi capita che i vescovi francesi si chiedano… ecc. ecc. ”

    Quelli francesi almeno se lo chiedono!!!

    CHERUBINO : No, questa volta no! Non difenderli, Altrimenti perdono valore altre tue condivisibili difese della nuova Liturgia. Le tue contorte argomentazioni e le citazioni bibliche non ce la fanno a nascondere l’ obbrobrio delle immagini.

    Davide non disponeva certo dell’ immenso patrimonio gregoriano e neppure dei capolavori di Mozart,Beethoven, Haidyn, ecc. ecc. ma sono certo che le melopee ebraiche con le quali accompagnava le sue danze fossero molto più consone alla cerimonia.

    Un cordiale saluto a tutti

    Bruno Frusca

  20. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, le “danze” di cui tu parli (Messe papali) erano le danze di popoli che hanno tali tradizionali forme d’espressione della partecipazione religiosa e del momento religioso. Non mi risulta sia cosi per noi europei.
    Per il “rinnovamento”, mi risulta che chi canta ondeggi le braccia e batta le mani, ma al ritmo del canto e non della misica. Insomma, l’abuso (che vuol dire “errato uso” o uso “abnorme”) è abuso e basta.
    E poi detto tra noi, a me da fastidio già “solo” che alcuni celebranti dicano “-E’- Parola del Signore”, figurati il resto. Questo il giudizio del “fatto”. Poi come già dicevo la carità del giudizio nei confronti delle persone, è cosa altra…

  21. Cherubino scrive:

    bè, non è vero che nel RnS non si svolgano anche danze nella liturgia (del tutto lecite), si veda h-p://www.youtube.com/watch?v=MxsWwJDTEPw&feature=related
    h-p://www.youtube.com/watch?v=k0dXeAzGVX4&feature=related

    Poi, proprio l’esempio dei popoli africani mostra che, entro certi limiti specie se dettati dal Messale, è il contesto che rende un elemento appropriato o no. Un popolo che tradizionalmente si esprime con la danza -e non perchè vada in discoteca- non avverte alcuna estraneità tra quel codice linguistico e la liturgia. Mentre se vado a Zurigo dove non si muove un muscolo durante la Messa sarebbe del tutto stonato l’uso di tale codice.

  22. Cherubino scrive:

    concordo comunque sul fatto che più che la danza stonava proprio la musica, decisamente orribile e inadeguata.

  23. Simon de Cyrène scrive:

    Tutti conosciamo sor Cherubino ed i suoi contorsionismi per difendere l’indifendibile, per storcere la morale ed il Magistero ed è chiaro che quest’ignoranza deve per forza stingere sulla sua concezione di liturgia, concezione che mostra ignoranza assoluta in quel campo.

    Amen.

    Però quel che non va bene per niente è quando lui scrive: “Ma questo non deve portare a rigettare la libertà prevista dal Messale che ha avuto e ha le sue giuste ragioni.”
    Parliamoci chiaro e tondo per farla breve: se Cherubino avesse ragione e che quella “libertà” permettesse quelle sconcerie che vediamo troppo spesso in parrocchia, allora sarei obbligato di dire che il nuovo messale è una gran schifezza.
    Preferisco attenermi al principio di realtà e cioè che quel che è sconcio lo è, quel che non è liturgico non lo è, che quel che è brutto lo è e che nulla di tutto ciò è contemplato nella “libertà” del nuovo messale ma è solo abuso su abusi.
    E il nuovo movimento liturgico voluto e sponsorizzato moralemente dal Santo Padre mostra che non sono il solo a pensarlo.

    Quindi che Cherubino la smetta di dire castronerie giusto per gonfiare il suo già troppo ipertrofizzato ego, chè a leggerlo troppo spesso farebbe addirittura diventare ogni amante della forma ordinaria detta come la Chiesa vuole un incondizionale assoluto del vetus ordo all’esclusione assoluta della prima.

    In Pace

  24. Aurelio R. scrive:

    Io non capisco perchè non si possa dire “io non sono d’accordo con Tizio” (nel caso concreto: Cherubino) senza offendere.
    Potrei essere comprensivo se le parole offensive provenissero da un non-credente, da un ateo tormentato ecc.
    Ma tra fratelli nella fede…

  25. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Aurelio,

    lei ha ovviamente ragione sul fondo.

    Ma è un approccio un po’ irenista e non tiene conto delle necessità che la carità comanda e nel caso di Cherubino questa comanda in modo indubbio di usare con lui delle sue proprie categorie.

    In Pace

  26. Luisa scrive:

    Questo non è un abuso liturgico, è solo il “presepio” della chiesa la Madeleine a Parigi, senza Maria, Giuseppe e il Bambino Gesù! Ma il parroco è contento, molto contento!

    http://www.nouvelles-de-france.fr/article.php?cat=6&id=423&titre=A_propos_de_la_

  27. Luisa scrive:

    E qui come la diocesi di Narbonne ha tentato di invogliare i fedeli ad andare alla Messa di Natale…

    http://www.perepiscopus.org/communication/a-narbonne-le-diocese-tente-de-rameuter-les-fideles-a-la-messe di Natale

  28. Giuseppe scrive:

    Mi viene da sorridere.
    Non siate troppo severi nei giudizi. Probabilmente Don Federic voleva far interpretare, dai giovani, un modo di giubilo per la nascita di Gesù, partecipandovi direttamente.

    Itbread – Como

  29. Simon de Cyrène scrive:

    Sarà anche questo Giuseppe, le intenzioni dell’abbé Frédéric erano sicuramente buone: in francese diciamo che “l’enfer est pavé de bonnes intentions” (l’inferno è lastricato di buone intenzioni).

    Intanto ed oggettivamente 1) ciò non è liturgico, 2) è disobbedienza e non è fare quel che la Chiesa vuole, 3) è sorgente di scandalo.

    In Pace

  30. bruno gregolin scrive:

    accidenti pensavo che queste amenità fossero un retaggio degli anni settanta, invece devo ricredermi: il giovanilismo è ancora in mezzo a noi e quello che più preoccupa è ancora ben dentro le strutture ecclesiastiche ed ecclesiali.
    Ma, contrariamente a quello che pensano i cosiddetti benpensanti,io credo che la colpa di tutto questo “casino” liturgico non è ne’ delle riforme conciliari ne’ dei preti “modernisti”,la colpa è di tutti noi che crediamo che la Chiesa sia il prete, il Vescovo e il Papa. Siamo noi popolo di Dio che crediamo che il nostro compito dentro la Chiesa sia solo quello di essere spettatori e non attori. Ma soprattutto la colpa è quei sacerdoti che non hanno la fede, e con la loro mancanza di fede non sanno indicare al popolo di Dio le cose essenziali a cui credere. E la prima cosa a cui non credono è la Bibbia, se credessero che la Bibbia (Vecchio e Nuovo Testamento) fosse veramente la parola di Dio la metterebbero in cima alla lista dei libri che occorre leggere. Ma quando mai s’è visto un prete che indica la Bibbia come il testo fondamentale a cui il cristiano deve rivolgersi? E dopo la Bibbia c’è tutto il nostro patrimonio della tradizione cattolica da esplorare. Quanti saranno i sacerdoti che impostano la loro pastorale su questi fondamenti? E allora non scandalizziamoci se vadiamo un celebrante scimmiottare Don Lurio: è quello che ci meritiamo per aver lasciato nella ignoranza e senza riferimenti certi il popolo di Dio.

  31. macv scrive:

    In un certo senso meglio così. Quando l’ oggettiva bruttezza e l’insensatezza di tutto questo saltano agli occhi ( e alle orecchie) di tutti vuol dire che finalmente, magari, si cambierà strada!
    Come disse un GRANDE musicista, Giuseppe Verdi ” torniamo all’antico , e sarà un progresso!

  32. peccatore scrive:

    Verso mezzogiorno entro in una cattedrale di una città del Rhone Alpes: fuori non c’é alcun segno natalizio. Malgrado il centro cittadino abbastanza affollato, nelle navate non c’é nessun altro.
    Trovo il santissimo sacramento in una cappella laterale, con un lumino (elettrico)molto fioco: sono certo della Sua Presenza perché numerose sedie (nessun inginocchiatoio) sono rivolte verso il tabernacolo e poi leggo un cartello a ribadire il concetto.
    La Madonna, al buio, é poco oltre. Le uniche e poche candele accese sono davanti al presepio, abbastanza bello, ma meno curato di quello di tutte le parrocchie della mia zona; un po’ patetica una statua con il cappello in mano, rivolta al visitatore con un esplicito “offrandes”: il contenitore è vuoto, ma le dimensioni ridottissime del contenitore é indicativo della scarsa aspettativa di ricevere qualcosa. Questa é la fotografia della situazione percepibile a “bocce ferme”; niente che possa far sorprendere se quando l’ambiente “si anima” scarseggi la devozione e si cerchi di competere con la Mairie per essere “attraenti”.
    Certi vescovi potrebbero essere più attenti a Marie che alla Mairie, ma forse é chiedere troppo a chi mette il Santissimo lontano dall’altare; in positivo: era illuminata la croce; per portarla non basta puntarle contro una lampadina… ed é la cattedrale… in Italia possiamo lamentarci, ma forse non ci rendiamo conto di dove si possa finire… Nel frattempo sono entrate altre due persone. Le guardo, transitano davanti al santissimo senza accorgersene, poi si inginocchiano davanti al’altare, prima di commentare divertire l’aspetto del cammello. Altre due italiane…

  33. Luisa scrive:

    Mi scuso ma devo postare diversi commenti, se no i link non passano.
    Volete vedere come la Conferenza episcopale francese pensa fare aumentare le vocazioni?

    http://www.perepiscopus.org/conference-episcopale/la-c-e-f-invente-les-faux-pretres-divorces

    C`è solo un problemino…il modello non solo non è un sacerdote ma è un pittore…divorziato!

    E vogliamo parlare del vescovo di Potiers, mons. Rouet. che firma la prefazione del libro di Jean Rohou, Le Christ s’est arrêté à Rome», nel quale si legge fra altre accuse che il Vaticano discredita il cristianesimo, che la Chiesa ha tradito il Vangelo ed è guidata da spiriti sclerotizzati incapaci di liberarsi da una tradizione diventata superstizione, nel quale l`autore denuncia una religione cattolica troppo irrigidita nei suoi dogmi, nei suoi riti, e nei suoi sacramenti, discute la divinità di Cristo, l`origine del cristianesimo…ma in fondo lui è un ateo e libero pensatore…
    Potrei continuare ancora e ancora, chi pensa che esageriamo, che queste sono solo eccezioni, è libero di conservare i suoi occhiali rosa o girare gli occhi da un`altra parte e forse anche, ciò che noi consideriamo abusi o derive, per costui o costoro sono solo libere interpretazioni e applicazioni della riforma liturgica.

  34. Cherubino scrive:

    Le castronerie è lei a dirle sig. Simon. Non le permetto di offendermi e chiedo a Tornielli di censurare espressioni di questo genere che io non mi sono mai permesso di usare.

    Dimostri se è capace che ho torto, piuttosto, invece di volersi accreditare a paladino delle fede senza portare argomenti. Anche lei è di quelli che quando trovano qualcuno che porta argomenti risponde offendendo.
    Ripeto che il punto di confronto non è un Messale che ha richiesto una riforma liturgica per i suoi limiti, come quello tridentino, ma il Messale di Paolo VI preso integralmente, quindi sia con i divieti sia con i permessi. Quei permessi fanno parte integrante del Messale e nessuna deficienza di formazione da parte di un sacerdote può essere addebitata ad essi.

    Relativamente al caso mostrato ripeto che l’abuso a mio parere (argomentato) non è in assoluto l’aver fatto una danza, ma
    - quella danza specifica che utilizza gesti poveri di significato
    - quella musica inadeguata
    - probabilmente (ma non ne sarei sicuro) anche la collocazione di quella danza-musica.

    Non censurerei quindi l’intenzione ma il modo specifico, forse dettato dall’inesperienza o, come dice anche Tornielli tra le righe, l’aver preso a modello uno stile un pò da musical.
    Detto questo (anzi ripetuto ancora una volta questo) va anche detto che non tutte le danze liturgiche sono di questo tipo, non tutte le variazioni sono “extra missale” e non tutti i presunti abusi sono tali. Danze liturgiche decisamente migliori sono state svolte in celebrazioni eucaristiche davanti a vescovi, cardinali e pontefici e non sono state mosse critiche da parte di costoro.

  35. Francesco Rada scrive:

    Non diamo la colpa al Concilio Vaticano II se alcuni
    preti interpretano a modo loro la Liturgia durante la Celebrazione Eucaristica. La colpa di tale comportamento
    va ascritta unicamente ad alcuni Vescovi che velatamente
    approvano (per apparire modernisti neucatecumenali) il
    comportamento di preti e curati sottoposti alla loro
    disciplina. Sono consapevole che danze e canti di gioia
    ci sono stati tramandati dall’Antico Testamento; ma a
    mio modo di vedere assolutamente le danze ed anche alcuni
    canti biblici accompagnati da percussioni e chitarre
    non devono trovare posto nella celebrazione Eucaristica.
    Poco tempo fa a me diede enorme fastidio il fatto che alcuni frati e suore ,tele visivamente ripresi,ad Assisi ballarono e cantarono , mi pare, l’inno dei mondiali di calcio ; figuriamoci lo show durante la S. Messa.
    Se si ha paura che i giovani non seguano più la Messa
    (perchè noiosa) i sacerdoti, i diaconi, i catechisti
    devono guardarsi nello specchio ed interrogarsi sul
    perchè lo “Spirito Santo” non conceda più a loro la
    forza dell’evangelizzazione. Non è con lo spettacolo che
    si portano giovani verso Dio, ma con la parola e l’esempio.
    Pace in Cristo
    Francesco Rada

  36. Stefano78 scrive:

    Non tutto quello che è fuori dal tempio (profanum) è degno di entrarvici. Questo diceva Paolo VI e questo ribadiva Giovanni Paolo II nel 2003, nel suo Chirografo sulla Musica Sacra, riprendendo la tradizione di San Pio X e dei suoi predecessori.

    In quel chirografo si ribadisce che ciò che può essere definito Sacro è ciò che riprende e si ispira alla Sacralità del Gregoriano. Più si avvicina al Gregoriano, più un Canto può essere definito Liturgico e Sacro. Più ci si allontana, più il Canto non è Liturgico nè Sacro!

    Riguardo la Danza, fatta eccezione per alcune tradizioni locali in cui è espressione di preghiera, essa non può essere fatta entrare nel Tempio. Poichè nel Tempio di ADORA (Venite, Adoremus) non si DANZA, nè si fa festa tra amici, nè si balla, nè si ascolta il Rock, nè si partecipa a una fiera.

    La Partecipazione Attiva, come ricorda anche la SAcramentum Caritatis, non è un fine che si ottiene nel “tenere occupati” gli astanti con qualcosa, ma è un atteggiamento INTERIORE che procede dal Mistero Celebrato e pregato.

    Questo del Video è un abuso gravissimo, che nessuno ha mai permesso nella Chiesa ma che molti hanno tollerato e tollerano..

  37. Stefano78 scrive:

    Condivido il Cyreneo gennaio 7th, 2011 at 5:08 pm ALLA LETTERA

  38. Simon de Cyrène scrive:

    Una video da guardare con calma:

    http://vimeo.com/channels/cafeteologico#13095870

    In Pace

  39. Stefano78 scrive:

    IL MESSALE DI PAOLO VI NON PERMETTE NEMMENO LONTANAMENTE QUESTI SHOW BLASFEMI

    http://www.liturgia.maranatha.it/Ordmessale/b1/2page.htm

    Importanza del canto

    39. I fedeli, che si radunano nell’attesa della venuta del loro Signore, sono esortati dall’apostolo a cantare insieme salmi, inni e cantici spirituali (Cf. Col 3,16). Infatti il canto è segno della gioia del cuore (Cf. At 2,46). Perciò dice molto bene sant’ Agostino: «Il cantare è proprio di chi ama»48, e già dall’antichità si formò il detto: «Chi canta bene, prega due volte».

    40. Nella celebrazione della Messa si dia quindi grande importanza al canto, ponendo attenzione alla diversità culturale delle popolazioni e alle possibilità di ciascuna assemblea liturgica. Anche se non è sempre necessario, per esempio nelle Messe feriali, cantare tutti i testi che per loro natura sono destinati al canto, si deve comunque fare in modo che non manchi il canto dei ministri e del popolo nelle celebrazioni domenicali e nelle feste di precetto.
    Nella scelta delle parti destinate al canto, si dia la preferenza a quelle di maggior importanza, e soprattutto a quelle che devono essere cantate dal sacerdote, dal diacono o dal lettore con la risposta del popolo, o dal sacerdote e dal popolo insieme49.

    41. A parità di condizioni, si dia la preferenza al canto gregoriano, in quanto proprio della Liturgia romana. Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica e favoriscano la partecipazione di tutti i fedeli50.
    Poiché sono sempre più frequenti le riunioni di fedeli di diverse nazionalità, è opportuno che sappiano cantare insieme, in lingua latina, e nelle melodie più facili, almeno le parti dell’ordinario della Messa, specialmente il simbolo della fede e la preghiera del Signore51.

    Gesti e atteggiamenti del corpo

    42. I gesti e l’atteggiamento del corpo sia del sacerdote, del diacono e dei ministri, sia del popolo devono tendere a far sì che tutta la celebrazione risplenda per decoro e per nobile semplicità, che si colga il vero e pieno significato delle sue diverse parti e si favorisca la partecipazione di tutti52. Si dovrà prestare attenzione affinché le norme, stabilite da questo Ordinamento generale e dalla prassi secolare del Rito romano, contribuiscano al bene spirituale comune del popolo di Dio, più che al gusto personale o all’arbitrio.
    L’atteggiamento comune del corpo, da osservarsi da tutti i partecipanti, è segno dell’unità dei membri della comunità cristiana riuniti per la sacra Liturgia: manifesta infatti e favorisce l’intenzione e i sentimenti dell’animo di coloro che partecipano.

    43. I fedeli stiano in piedi dall’inizio del canto di ingresso, o mentre il sacerdote si reca all’altare, fino alla conclusione dell’orazione di inizio (o colletta), durante il canto dell’ Alleluia prima del Vangelo; durante la proclamazione del Vangelo; durante la professione di fede e la preghiera universale (o preghiera dei fedeli); e ancora dall’ invito Pregate fratelli prima dell’ orazione sulle offerte fino al termine della Messa, fatta eccezione di quanto è detto in seguito.
    Stiano invece seduti durante la proclamazione delle letture prima del Vangelo e durante il salmo responsoriale; all’omelia e durante la preparazione dei doni all’offertorio; se lo si ritiene opportuno, durante il sacro silenzio dopo la Comunione.
    S’inginocchino poi alla consacrazione, a meno che lo impediscano lo stato di salute, la ristrettezza del luogo, o il gran numero dei presenti, o altri ragionevoli motivi. Quelli che non si inginocchiano alla consacrazione, facciano un profondo inchino mentre il sacerdote genuflette dopo la consacrazione.
    Spetta però alle Conferenze Episcopali adattare i gesti e gli atteggiamenti del corpo, descritti nel Rito della Messa, alla cultura e alle ragionevoli tradizioni dei vari popoli secondo le norme del diritto53. Nondimeno si faccia in modo che tali adattamenti corrispondano al senso e al carattere di ciascuna parte della celebrazione. Dove vi è la consuetudine che il popolo rimanga in ginocchio dall’ acclamazione del Santo fino alla conclusione della Preghiera eucaristica e prima della Comunione, quando il sacerdote dice Ecco l’Agnello di Dio, tale uso può essere lodevolmente conservato.
    Per ottenere l’uniformità nei gesti e negli atteggiamenti del corpo in una stessa celebrazione, i fedeli seguano le indicazioni che il diacono o un altro ministro laico o lo stesso sacerdote danno secondo le norme stabilite nel Messale.

    44. Fra i gesti sono comprese anche le azioni e le processioni: quella del sacerdote che, insieme al diacono e ai ministri, si reca all’altare; quella del diacono che porta all’ambone l’Evangeliario o il Libro dei Vangeli prima della proclamazione del Vangelo; quella con la quale i fedeli presentano i doni o si recano a ricevere la Comunione. Conviene che tali azioni e processioni siano fatte in modo decoroso, mentre si eseguono canti appropriati, secondo le norme stabilite per ognuna di esse.

  40. Stefano78 scrive:

    Grande Cyreneo gennaio 7th, 2011 at 6:40 pm !

    COnosco quel video delle Sentinelle del MAttino! SPLENDIDO!

  41. Andrea scrive:

    Tanto per cambiare, carissimo Stefano, quando si introducono con sussiego le eresie ci si rifà all’Antico Testamento (la danza di Davide accanto all’Arca), dicendo che si tratta del “Primo Testamento”, tuttora vigente.

    Né “Lex orandi” né “Lex credendi”: unica “lex” dev’essere quella della propria auto-esaltazione.

  42. Fabrizio scrive:

    …mamma mia,come suol dirsi “non c’è piu’religione”.La messa della Notte Santa che dovrebbe essere un momento di profondo raccoglimento e di preghiera intima ricordando il perchè Gesu’ venne da noi,trasformata in una ridicola pagliacciata.”Trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino giacente nella mangiatoia”(Luca).Tre nomi un arnese,ecco il nostro presepio,dovrebbe essere così piccolo e vero.Sono tutto il nostro Natale,queste dieci parole le scrisse un medico di Antiochia senza che la sua penna tremasse per la tentazione di dire di piu’(Luigi Santucci).A conforto dico che ci sono state altre Sante Messe,fortunatamente,ben diverse.Che il Signore ci aiuti.

  43. Sal scrive:

    A meno che Geova stesso non edifichi la casa,
    Non serve a nulla che vi abbiano lavorato duramente i suoi edificatori.

    A meno che Geova stesso non custodisca la città,
    Non serve a nulla che sia stata sveglia la guardia.
    Non serve a nulla che vi alziate di buon’ora,
    Che vi mettiate a sedere tardi,
    Che mangiate cibo con pene.
    Proprio così egli dà sonno anche al suo diletto.

    Salmi 127.1-2

  44. Cherubino scrive:

    ma almeno li legge i documenti che posta ?

    Il Gregoriano è la musica “principe” della Tradizione della Chiesa, ma non è il “metro” cui avvicinarsi: “Gli altri generi di musica sacra, specialmente la polifonia, non sono affatto da escludere, purché rispondano allo spirito dell’azione liturgica e favoriscano la partecipazione di tutti i fedeli”. Si parla di spirito dell’azione liturgica, non di “para-gregoriano”.
    Anzi si ribadisce anche “Nella celebrazione della Messa si dia quindi grande importanza al canto, ponendo attenzione alla DIVERSITA’ CULTURALI delle popolazioni”

    “risplenda per decoro e per nobile semplicità”: CHE LA DANZA SIA INDECOROSA è SOLO UN PREGIUDIZIO NON PROVATO E MAI AFFERMATO DA NESSUN DOCUMENTO ECCLESIALE.

    “I fedeli stiano in piedi” non vuol mica dire che devono per forza stare fermi. Anche chi danza è in piedi. Non a caso tra i gesti sono comprese “le azioni e le processioni” e durante queste sono ammessi canti (“mentre si eseguono canti appropriati”). Che poi il canto sia arricchito di gestualità sobria e adeguata non appare vietato da nessuna norma. E’ comunque affidata al Ministro celebrante tale valutazione: “Per ottenere l’uniformità nei gesti e negli atteggiamenti del corpo in una stessa celebrazione, i fedeli seguano le indicazioni che il diacono o un altro ministro laico o lo stesso sacerdote danno secondo le norme stabilite nel Messale” secondo adattamenti che sono valutati dai vescovi: “Spetta però alle Conferenze Episcopali adattare i gesti e gli atteggiamenti del corpo, descritti nel Rito della Messa, alla cultura e alle ragionevoli tradizioni dei vari popoli secondo le norme del diritto”.

    Suggerisco tra l’altro, l’interessante excursus storico di don Marco Dania http://www.caritas-ticino.ch/riviste/elenco%20riviste/riv_0102/03%20-%20Danzare%20la%20Parola.htm

  45. Stefano78 scrive:

    Andrea gennaio 7th, 2011 at 6:46 pm. PAROLE SANTE!

  46. Sal scrive:

    Questo cattivo popolo che rifiuta di ubbidire alle mie parole, che cammina nella caparbietà del suo cuore e continua a camminare dietro ad altri dèi per servirli e per inchinarsi davanti a loro, diverrà anche proprio come questa cintura che non serve a nulla’. ‘Poiché proprio come una cintura aderisce ai fianchi di un uomo, così feci anche aderire a me l’intera casa d’Israele e l’intera casa di Giuda’, è l’espressione di Geova, ‘affinché mi divenissero un popolo e un nome e una lode e qualcosa di bello; ma non ubbidirono’.

    (Geremia 13.10)

  47. Cherubino scrive:

    Andrea l’eretico è lei quando afferma “ci si rifà all’Antico Testamento (la danza di Davide accanto all’Arca), dicendo che si tratta del “Primo Testamento”, tuttora vigente”.
    L’Antico Testamento non sarebbe vigente? Sta scherzando?

    Guardi che quella è Parola di Dio esattamente come il nuovo Testamento.

  48. Stefano78 scrive:

    Cherubino SI LEGGA IL CHIROGRAFO DI GIOVANNI PAOLO II!

    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/letters/2003/documents/hf_jp-ii_let_20031203_musica-sacra_it.html
    12. A riguardo delle composizioni musicali liturgiche faccio mia la “legge generale”, che san Pio X formulava in questi termini: “Tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto meno è degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme”[33].

  49. Stefano78 scrive:

    Cherubino, è incredibile cosa arrivi ad affermare per giusificare se stesso e questi abomini..

  50. Andrea scrive:

    Per cherubino: Ebrei 7, 11-28.

  51. Cherubino scrive:

    ah Stefano Stefano, si vede che lei è proprio in malafede! Proprio quel passo continua con una precisazione che lei voleva evitare! Leggiamolo tutto, allora:

    “12. A riguardo delle composizioni musicali liturgiche faccio mia la “legge generale”, che san Pio X formulava in questi termini: “Tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica, quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto meno è degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme”[33]. NON SI TRATTA EVIDENTEMENTE DI COPIARE IL CANTO GREGORIANO, ma piuttosto di far sì che le nuove composizioni siano pervase dallo STESSO SPIRITO che suscitò e via via modellò quel canto.”

    E sopra aveva detto anche:
    “10. Avendo la Chiesa sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti, non deve stupire che, oltre al canto gregoriano e alla polifonia, essa ammetta nelle celebrazioni anche la musica più moderna, purché rispettosa sia dello spirito liturgico che dei veri valori dell’arte. E’ perciò consentito alle Chiese nelle varie Nazioni di valorizzare, nelle composizioni finalizzate al culto, “quelle forme particolari che costituiscono in certo modo il carattere specifico della musica loro propria”[27]. Nella linea del mio santo Predecessore e di quanto stabilito più di recente dalla Costituzione Sacrosanctum Concilium[28], anch’io, nell’Enciclica Ecclesia de Eucharistia, ho inteso fare spazio ai nuovi apporti musicali menzionando, accanto alle ispirate melodie gregoriane, “i tanti e spesso grandi autori che si sono cimentati con i testi liturgici della Santa Messa”[29].

    11. Il secolo scorso, con il rinnovamento operato dal Concilio Vaticano II, ha conosciuto uno speciale sviluppo del canto popolare religioso, del quale la Sacrosanctum Concilium dice: “Si promuova con impegno il canto popolare religioso, in modo che nei pii e sacri esercizi, come pure nelle stesse azioni liturgiche, [...] possano risuonare le voci dei fedeli”[30]. Tale canto si presenta particolarmente adatto alla partecipazione dei fedeli non solo alle pratiche devozionali, “secondo le norme e le disposizioni delle rubriche”[31], ma anche alla stessa Liturgia. Il canto popolare, infatti, costituisce “un vincolo di unità e un’espressione gioiosa della comunità orante, promuove la proclamazione dell’unica fede e dona alle grandi assemblee liturgiche una incomparabile e raccolta solennità”[32].”

    Vede caro Stefano, la parola eresia viene dal greco e vuol dire “scelta, partito, setta”, perchè è tipico dell’eretico ritagliare quelle verità che gli piacciono ad esclusione o addirittura contro altre verità che vuole evitare. Lei continua a prendere pezzi del Magistero è ne prende distorcendoli solo alcuni punti.
    Il papa parla di “andamento, ispirazione e sapore” del Gregoriano, ma non che il Gregoriano come stile sia la forma unica da cui non discostarsi. Infatti in tutto quel documento il papa parla di direttrici fondamentali del canto sacro: santità, bontà delle forme, partecipazione… di cui il canto Gregoriano è esempio eccellente, ma non unico esemplare, tanto che si parla di musica moderna, di canto popolare e così via.

    Ciò che poi appare del tutto evidente è il pessimo atteggiamento che traspare dalle parole sue e di altri: la mancanza di carità cristiana. Io rispetto e difendo il suo diritto di avere Messe in Gregoriano o in latino, lei e altri invece attaccano a testa bassa, in modo spregevole e per nulla cristiano chi ha legittime preferenze diverse. Voi avete l’idea di una Chiesa-regime, di una fede-condanna-e-repressione. Ma questa non è nè la Chiesa nè la Fede di Gesù Cristo.

  52. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, scusami ma dovresti saperlo. Io non faccio differenza tra persone e quando uno è nel giusto o nel torto non bado a “chi sia”.
    Quindi permettimi, tu scrivi: “Non censurerei quindi l’intenzione ma il modo specifico”.

    Io invece non distinguo e non separo e, censuro sia l’intenzione e sia il modo specifico (e anzi ti dirò di più, censuro maggiormente l’intenzione).
    Si, l’intenzione! Di buoni propositi può averne chi è “a digiuno” di certe cose. Un prete non può essere “a digiuno” di norme liturgiche. Ma soprattutto non può essere a digiuno di ciò che è la Liturgia. Non può non conoscere la “Legge” della Chiesa.
    Per questo censuro maggiormente l’intenzione, perchè sottende bellamente il fatto che egli di questa “Legge” poco se ne curi o che poco la intenda.

    I moti e le passioni dell’animo e ciò con cui si esprimono sono cosa buona ma vanno fatti in altre sedi! Poichè la Liturgia è cosa ancor più buona e giusta degli stati d’animo e dei modi di esprimerli, che Essa ci suscita.

    Io ho scritto nel mio primo commento di risposta a te che quel o altro qualsiasi prete è liberissimo di esprimere il suo giubilo, il suo gaudio, chiamiamolo come vuoi, ma FUORI dall’azione liturgica (che poi non dimenticarti è “opera comune”).
    La danza non è “azione liturgica”, non ne fa parte, e in nessun “documento” trovo alcun riferimento ad essa.

    Credo di aver argomentato la mia replica.
    E poi, e credo che dirtelo non sia una offesa, l’indifendibile NON va difeso.
    Altrimenti rischiamo di esser uguali, accomunarci, con coloro che “di segno opposto”, egualmente cercano di difendere l’indifendibile. Il metro di giudizio deve esser pari e come con “durezza” si giudicano gli eccesi di una parte, con l’identica misura vanno giudicati quelli dall’altra. E ciò non per rendersi “credibili” agli occhi degli altri, ma perchè è così.

    Ti ripeto, mi sembra strano come tu, che ti mostri così ben attento al Magistero, non ti accorga di quanto intensamente (e giustamente) il Santo Padre stia battendo il tasto sulla Liturgia.
    Ne parla anche nel suo ultimo libro…

  53. Cherubino scrive:

    anche il video postato da Luisa va considerato sotto due aspetti:
    - la cifra espressiva può essere condivisa o meno e capisco che può ingenerare perplessità;
    - non si tratta comunque di un atto sacrilego, dato che è evidente l’intento di lodare, esaltare e onorare il Signore.
    Ciò che a mio parere non va bene non è tanto la danza iniziale, ma il fatto che nel seguito sembra si sia poi persa quella dimensione iniziale. Danze del genere devono essere controllate perchè non eccedano in esaltazioni devianti, quindi occorre molta attenzione in contesti di massa, per i quali sconsiglierei di prolungarle eccessivamente. Tuttavia si deve anche evitare di buttare il buono che vi può essere e di strumentalizzarle (come fa Luisa).
    Il testo del prete svizzero che ho citto mi sembra chiaro in questo senso.

  54. Corrado Lippi scrive:

    Non ce l’ho fatta a guardare tutto il filmato… Ormai la mania di protagonismo di certi preti è penosa. Agendo in questo modo, io credo che sperino di essere ripresi dai vertici ecclesiastici per poter passare da povere vittime… invece sono solo curati privi di vera fede e d’anima. Magari diverranno famosi, ma rimarranno soltanto ridicoli pupazzi ballerini disarticolati.

  55. antonella lignani scrive:

    Capisco che il fine di questo thread è quello di richiamare alla solennità e alla compostezza, il che è giusto. Non è certo con queste discutibili innovazioni che si guadagnano i fedeli. Ma forse sarebbe più utile incoraggiare, promuovere, frequentare celebrazioni in cui si seguono prassi di maggiore compostezza, in cui si canta in gregoriano o si celebra in “vetus ordo”.

  56. Cherubino scrive:

    a me basta la Messa della mia parrocchia, dove si celebra in rito ordinario, senza danze e con canti moderni ma del tutto decorosi con una corale ben formata.

    Se vedessi una danza ben fatta in ordine ad un significato di preghiera, nel momento giusto e con musica adeguata non mi scandalizzerei, ma non ne sento neanche un bisogno impellente. Bisognerebbe saper apprezzare quanto la Chiesa nella sua sapienza indica come buono per tutti e partire da lì. Comunque saremo giudicati sulla carità e non sulle danze fatte o non fatte.

  57. Cherubino scrive:

    C’è danza e danza, lo diceva anche S. Ambrogio (La Penitenza, Libro II, cap. 6):

    “La necessità è, quindi, che non ci si lasci fuorviare dalla banale interpretazione del passo e si creda che ci siano imposti istrionici atteggiamenti di danza sfrenata e teatrali stravaganze: comportamento questo peccaminoso anche nella prima adolescenza. Dio ha comandato la danza che David eseguì davanti all’arca del Signore. Tutto ciò che conferisce prestigio alla religione è consentito. Non si deve, perciò, provare vergogna di qualsiasi forma di ossequio che dia contributo alla scrupolosa osservanza del culto di Cristo.”

  58. anniballo scrive:

    Un quesito sul prete allegrone….
    Circa la dismissione di toni ed atteggiamenti solenni nelle cerimonie religiose , ho sentito una volta dire, da Moni Ovadia, che vi sono cerimonie ebraiche in cui il rabbino viene fatto segno a frizzi e lazzi, irriso ed anche capovolto a testa in giù dai partecipanti. So che,a tali pratiche a dir poco scherzose, il rabbino partecipa ricambiando l’assemblea con pari propensione allo scherzo ed all’allegria. Una riflessione supplementare si potrebbe fare circa la assoluta semplicità di molte riunioni religiose, come quella –ad esempio- mantenuta dai fedeli della tavola valdese.
    Come mai, invece, nelle cerimonie cattoliche ogni divorzio dalla solennità rituale ed abitudinaria viene ritenuta una iattura allarmante e da condannare perche’ può avviare verso una china pericolosa?

  59. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino ancora:
    “non si tratta comunque di un atto sacrilego, dato che è evidente l’intento di lodare, esaltare e onorare il Signore.”

    Non sarà sacrilego ma non è consono è non è previsto da nessuna parte.
    … Quanto poi. per l’esattezza:

    “Noi Ti lodiamo, Ti benediciamo, Ti adoriamo, Ti glorifichiamo, Ti rendiamo grazie per la Tua gloria immensa”

    Cherubino, continui a difendere l’indifendibile…

  60. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, Sant’Ambrogio parla metaforicamente e intende far “danzare” lo spirito affinchè si innalzi alla “grazia spirituale”.

    Dopo questo tuo ennesimo taglia e incolla astruso dal contesto, a costo di farti “nemico”, ti dirò che i toni e il metodo usati da Simon nei tuoi confronti non mi piacciono, altresi però, devo affermare che nel “merito” Simon ha purtroppo ragione…

  61. Madei scrive:

    ma perché mai scelgono sempre le più cicciotelle per questo tipo di cosa?

  62. Luisa scrive:

    Mi concedo anch`io un “copia-incolla”…
    Dalla:

    ISTRUZIONE

    Redemptionis sacramentum
    su alcune cose che si devono osservare ed evitare
 circa la Santissima Eucaristia

    [11.] Troppo grande è il Mistero dell’Eucaristia «perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale, che non ne rispetterebbe il carattere sacro e la dimensione universale».[27] Chi al contrario, anche se Sacerdote, agisce così, assecondando proprie inclinazioni, lede la sostanziale unità del rito romano, che va tenacemente salvaguardata,[28] e compie azioni in nessun modo consone con la fame e sete del Dio vivente provate oggi dal popolo, né svolge autentica attività pastorale o corretto rinnovamento liturgico, ma priva piuttosto i fedeli del loro patrimonio e della loro eredità. Atti arbitrari, infatti, non giovano a un effettivo rinnovamento,[29] ma ledono il giusto diritto dei fedeli all’azione liturgica che è espressione della vita della Chiesa secondo la sua tradizione e la sua disciplina. Inoltre, introducono elementi di deformazione e discordia nella stessa celebrazione eucaristica che, in modo eminente e per sua natura, mira a significare e realizzare mirabilmente la comunione della vita divina e l’unità del popolo di Dio.[30] Da essi derivano insicurezza dottrinale, perplessità e scandalo del popolo di Dio e, quasi inevitabilmente, reazioni aspre: tutti elementi che nel nostro tempo, in cui la vita cristiana risulta spesso particolarmente difficile in ragione del clima di «secolarizzazione», confondono e rattristano notevolmente molti fedeli.[31]

    [12.] Tutti i fedeli, invece, godono del diritto di avere una liturgia vera e in particolar modo una celebrazione della santa Messa che sia così come la Chiesa ha voluto e stabilito, come prescritto nei libri liturgici e dalle altre leggi e norme. Allo stesso modo, il popolo cattolico ha il diritto che si celebri per esso in modo integro il sacrificio della santa Messa, in piena conformità con la dottrina del Magistero della Chiesa. È, infine, diritto della comunità cattolica che per essa si compia la celebrazione della Santissima Eucaristia in modo tale che appaia come vero sacramento di unità, escludendo completamente ogni genere di difetti e gesti che possano generare divisioni e fazioni nella Chiesa.[32]“

    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/ccdds/documents/rc_con_ccdds_doc_20040423_redemptionis-sacramentum_it.html

  63. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino ancora:
    “Comunque saremo giudicati sulla carità e non sulle danze fatte o non fatte.”

    E quale carità è maggiore del rispetto della Divina Liturgia che è “fonte e culmine” della vita della Chiesa…

    Certo che se per te quella proposta nel video è “fonte e culmine”, allora siamo quasi rovinati…

    Cmq leggiti cosa dice il Santo Padre:

    “Se la Liturgia è “fonte” della vita della Chiesa, ne consegue che non può esserci spazio per una male intesa creatività.”

    http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2009/documents/ns_lit_doc_20090401_usmi_it.html

  64. pietro. scrive:

    ……e allora di chi è la colpa di questo sciempio del sacro? Forse dei bambini, dei ragazzi, dei giovani, delle mamme, dei papà, dei nonni, dei preti, dei vescovi o del PAPA? La colpa è tutta nostra che ci disegnamo la Liturgia a nostro piacimento. Personalmente ringrazio BENEDETTO XVI che con il MOTU PROPRIO ci ha ridato la SANTA MESSA TRIDENTINA o di SAN PIO V. Frequento spesso chiese francesi e dove si celebra nell’antico Rito Tridentino vedo sempre tanta gente, ma non solo vecchi o anziani, ma molti giovani e ragazzi, tutti sono molto pii, silenziosi e raccolti. Tutti sanno che la Messa Tridentina sia Bassa che Alta è molto lunga, eppure tutti devotamente la seguono fino alla fine. Questo avviene pure nella mia città tutte le domeniche. W IL PAPA, W LA MESSA TRIDENTINA, allez cordialmente ciao.

  65. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Comunque chiudo perchè, oltre a prendermi un poco la mano, me la sto prendendo un poco nel senso che non nascondo una certa irritazione.

    Qui c’è un fatto: gli ortodossi (sia i sacerdoti che i fedeli) hanno una corretta interpretazione di ciò che è Liturgia e la loro Messa più “blanda” è di una solennità incredibile. I cattolici orientali (si badi bene, cattolici) lo stesso, e ii loro riti con il continuo inchinarsi, il Vangelo cantato (è quasi “tutto” se non “proprio” tutto cantato) idem.
    Noi abbiamo il nostro Rito che è pur bello e solenne, ma una certa interpretazione modaiola ci sta allontanando dalla sua corretta comprensione e dalla sua corretta esecuzione.
    Questo è venire a patti con un certo spirito dei tempi, meglio detto… “progressismo”.
    Di ciò me ne dispiaccio! Io non ci sto!
    E potrei citarne tante ma per carità cristiana taccio, ma è pur ora cvhe qualcosa si faccia.
    E la prima cosa da fare è definire le cose per ciò che sono.

  66. Cherubino scrive:

    caro Ubi, possiamo discutere se sia consono o meno, ma non accetto che prendano degli esempi negativi per fare un discorso generale errato.
    Ribadisco che l’uso della danza non è “creatività” ma semplicemente un codice come altri, che va quindi valutato per i significati che veicola nel caso specifico. S. Ambrogio non parlava metaforicamente in quel passo, tanto è vero che aggiunge “Dio ha comandato la danza che David eseguì davanti all’arca del Signore. Tutto ciò che conferisce prestigio alla religione è consentito. Non si deve, perciò, provare vergogna di qualsiasi forma di ossequio che dia contributo alla scrupolosa osservanza del culto di Cristo”. E’ chiaro che qui non sta parlando di un fatto interiore ma di un comportamento. Vi sono esempi nella storia della Chiesa di processioni danzate. Certamente va usata prudenza, ma senza buttare quanto è buono.
    In ogni caso c’è un giudice anche nella Chiesa, sono i vescovi. Commette un danno ben più grave alla Chiesa chi la contesta continuamente, strumentalizzando episodi come questo, rispetto a chi commette errori liturgici. Mi piacerebbe sapere chi è disponibile a scrivere al Vescovo di quel prete, chiedendo lumi ma accettando anche umilmente la risposta. A me sembra che di umiltà e docilità alla Chiesa non la dimostra chi eccede in creatività liturgica, ma ancor meno chi alimenta la ribellione, il sospetto, la disobbedienza.

  67. Cherubino scrive:

    quanto al fatto che saremo giudicati sulla Carità, è evidente che anche quella del culto è Carità ma è un pò meno facile da valutare perchè il culto si presta anche ad atteggiamenti spirituali meno validi.
    Dalla lettura del giudizio finale secondo Matteo, si capisce che chi avrà vissuto la liturgia senza carità non sarà salvo, chi avrà vissuto la carità senza culto invece sì, ovviamente insieme a chi avrà vissuto entrambi.
    Per questo i maestri di spiritualità e i santi insegnano di cominciare a servire dalle cose umili e materiali: lavare i malati, trovare e assistere i carcerati, vestire gli ignudi, dare alloggio ai migranti e cibo agli affamati. Ho visto tanti zelanti perfettini entrare in crisi al Cottolengo di Torino o al rifugio di Fratel Ettore a Milano. Tutto il loro culto e amore di Dio si rivelava una bolla di sapore, un inganno. Invece ho visto persone imperfette, magari meno attente “al ginocchio” o alle “mani giunte” prodigarsi per il prossimo in attività repellenti senza preoccuparsi di sè. Ecco perchè dico che saremo giudicati sulla Carità, non perchè la liturgia non sia Carità, ma ci sono tanti che si riempiono la bocca di liturgia e preghiere, ma non per questo hanno amore.

  68. Bruno Frusca scrive:

    CHERUBINO:

    Stai facendo concorrenza a Veltroni … Si… ma anche…. sì… ma anche ecc. ecc.

    Ora una domanda secca, alla quale spero tu mi risponda senza le consuete lenzuolate a volte lucide ma spesso contorte come un serpente boa:

    Un fedele chiede di comunicarsi in ginocchio: il sacerdote, RIFIUTANDOGLI LA COMUNIONE, lo redarguisce dicendogli :si alzi e non faccia pagliacciate !

    Chi disubbidisce: Il fedele che segue le disposizioni impartite dal Papa durante tutte le celebrazioni in San Pietro, oppure il sacerdote?

    ( Ti voglio ricordare che la notte di Natale in San Pietro a nessuno è stata distribuita L’ Eucarestia sulle mani! neppure a quanti insistentement le protendevano in avanti.

    Un cordiale saluto.

  69. LIBERAMENTE scrive:

    Una messa molto allegra direi, forse così riuscirete a recuperare qualche pecorella smarrita che con il noioso tradizionalismo ritualistico era scappata; dico forse, perchè a sentirvi ragionare sulle liturgie qui nel blog, i fedeli li fate scappare dalla chiesa e, recuperarli con qualche espediente pieno di brio e sana ilarità, sarà impossibile, ma anche a queste mie parole avete già trovato la risposta, per esempio, “impossibile a noi del blog ma possibile a dio”, no no, non funziona mica così, se non siete voi a dare il buon esempio le pecorelle smarrite non cadranno miracolosamente nelle mani di dio, eh si, è la realtà dura e cruda della mancanza di modelli cristiani ad allontanare le persone e più ancora le generazioni giovani e giovanissime.

    Tra una lezione di scienze e una di religione oggi le nuove generazioni scelgono le scienze, come tra una messa (mortuorio) celebrata con riti tradizionali e una da “don Lurio” le nuove generazioni sceglieranno “don Lurio”, non ho alcun dubbio su questo.

  70. xagena scrive:

    Ho ascoltato alcune canzoni di rinnovatori o roba simile, assolutamente terrificanti, completamente mutuate da pezzi pop ed appiccicate a Dio,Gesù,Maria ecc tanto da risultare spesso blasfeme e non sono certo una che si scandalizza!! Le sento a Radio Maria e sembra che nessuno se ne accorga, ergo non me la prenderei tanto col prete e la sua truppa di improbabili ballerini, non credo che avessero cattive intenzioni.
    Però com’era bello ascoltare i preti di San Paolo quando intonavano i canti gregoriani!!! Ci andavo a studiare a 18 anni al fresco del chiostro e , seppur non credente, mi portavano in cielo…..:-)

  71. Luisa scrive:

    Per taluni la Santa Messa è un pò come un menu à la carte…io preferisco questo, io quest`altro, io quest`altro ancora e tutto sembra legittimo, è solo una preferenza di un qualcosa, di un oggetto, che può essere plasmato a piacimento.
    Nella Chiesa, che io sappia, esiste un solo Rito Romano con due forme, non mi sembra che il Novus Ordo a sua volta sia suddiviso in diverse sottoforme variabili secondo la libertà che si attribuiscono sacerdoti e animatori liturgici.
    Lo ripeto uno degli scandali più gravi è la modifica delle parole della Messa, un abuso molto diffuso in Francia e una grave disobbedienza.
    Un piccolo esempio: il canonico Michel Wackenheim, arciprete della cattedrale di Strasburgo e responsabile della Liturgia nella sua diocesi, proponeva nella rivista “Signes d`aujourd`hui” delle ” nuove orazioni” in doppione di quelle del Messale, a chi gli ha fatto osservare che nessuno ha il diritto di modificare le preghiere liturgiche, ha risposto che erano delle preghiere autorizzate(più o meno) dai vescovi francesi negli anni 80 e che venivano pubblicate perchè attese da numerosi sacerdoti che si sentono a disagio con le preghiere del Messale spesso molto, troppo, vicine…all`originale latino!
    Dicendo questo dava poi ragione al suo interlocutore e ammetteva che sole sono autorizzate le preghiere del Messale Romano…tradotto da: so che non sono autorizzate ma lo faccio lo stesso.
    Io stessa sono stata allibita ascoltando un Credo che non conoscevo, all`uscita della Messa mi è stato spiegato che era un Credo ecumenico che l`animatrice liturgica aveva avuto da suo figlio che aveva appena partecipato ad un incontro ecumenico.
    Siccome era ai tempi del mio rientro mi son detta, mah, forse hanno cambiato anche il Credo, mi è stato poi confermato che così non è.

  72. Cherubino scrive:

    Bruna Frusca,
    la sua domanda andrebbe rivolta ad un liturgista, ma provo a rispondere come posso. Va tenuto conto che vale il principio del “munus”, ossia chi rappresenta la Chiesa in quella celebrazione. Non c’è infatti un “diritto” inteso come quelli del Codice civile a pretendere questa o quella “prestazione” o comportamento, ossia qualcosa di simile a quello che in termini giuridici è un rapporto “sintallagmatico”.
    Quindi il rifiuto del prete, a parte i modi che lei mi descrive, è lecito. Infatti è lui il titolare del sacerdozio ordinato e quindi per l’incardinazione il titorlare della presidenza dell’assemblea liturgica. Anche se sbagliasse gli sarebbe dovuta docilità, salvo poi elevare le proprie rimostranze al Vescovo cui spetta l’ultima parola. Il laico si può rifiutare di fare ciò che ritiene errato -quindi può scegliere un’altra chiesa in cui si sente maggiormente a proprio agio e compreso- ma non può pretendere dal prete che questi faccia e gestisca l’assemblea secondo i suoi desiderata.
    Il prete d’altra parte applica il Messale, il quale non prevede il gesto di inginocchiarsi (nell’Ordinamento generale almeno non compare). La ricezione in piedi è quella più comune e lo prova il fatto -ad esempio- che sappiamo che ai Neocatecumenali che ricevevano l’eucarestia seduti è stato imposto formalmente di riceverla in piedi. E’ vero che il papa dà la Comunione all’inginocchiatoio, ma solo a chi riceve la Comunione da lui, mentre non impone agli altri concelebranti di fare lo stesso.
    Quindi pre riassumere:
    - il prete poteva pacificamente richiedere di rispettare quanto da lui deciso, ossia che dava l’eucarestia in piedi;
    - il fatto che il papa fa diversamente non è legge canonica e lo stesso papa non ha mai detto di volerlo dagli altri preti, tanto meno nell’immediatezza;
    - il fedele non può scegliere il comportamento cheil prete deve tenere, soprattutto se non è palesemente in contrasto con la norma canonica;
    - mi sembra più costruttivo dialogare con questo prete e cercare di esporre il proprio punto di vista e ascoltare anche il suo, volendo chiedere anche lumi al vescovo. Io anni fa scrissi al mio vescovo per una faccenda personale e ottenni risposta.

  73. Cherubino scrive:

    mi scuso per il refuso: Bruno (e non Bruna…).

  74. Cherubino scrive:

    credo di dovermi correggere: dopo aver risposto mi è venuta la curiosità di vedere se c’è qualche indicazione ufficiale. Quindi ho letto l’Istruzione Redemptionis sacramentum che dice:

    [91.] Nella distribuzione della santa Comunione è da ricordare che«i ministri sacri non possono negare i sacramenti a coloro che li chiedano opportunamente, siano disposti nel debito modo e non abbiano dal diritto la proibizione di riceverli».[177] Pertanto, ogni cattolico battezzato, che non sia impedito dal diritto, deve essere ammesso alla sacra comunione. Non è lecito, quindi, negare a un fedele la santa Comunione, per la semplice ragione, ad esempio, che egli vuole ricevere l’Eucaristia in ginocchio oppure in piedi.

    Quindi devo rivedere quanto scritto: sembra di dover conlcudere che il prete doveva assecondare il fedele che chiedeva la Comunione in ginocchio.

  75. Syriacus scrive:

    “non erano stati catechizzati a dovere sulla coreografia: pensavano di venire a messa, si son ritrovati in discoteca.”

    Ci vuole un’opportuna mistagogia coreografica, per addentrarsi appieno nel mysterium choreuticum bachinchovense : mistica sintesi di YMCA, Waka-Waka , necnon Macarena…

    “Si riferiscono alla messa di mezzanotte celebrata dall’abbé Frederic Lefevre”

    “Certo, poi capita che i vescovi francesi si chiedano perché tanti fedeli si avvicinino alla messa tridentina o finiscano, come accade spesso, per frequentare la Fraternità San Pio X. Guardando il video, certi pastori, potrebbero cominciare almeno a intuire un primo barlume di risposta. ”

    E certo! …Quanto una letterina può fare la differenza!
    Togli la “b” dal cognome dell’abbé, e… :)

  76. Fabrizio scrive:

    …a me personalmente,vedere quel sacerdote zampettare davanti all’altare,mi mette una tristezza infinita.Mi ritornano in mente i ricordi belli delle Messe Natalizie della mia infanzia in cui i nostri giovani cuori trepidavano e battevano un po’ piu’ forte sulle note di”tu scendi dalle stelle…”.Sarà il segno della vecchiaia che incombe.Speriamo nella misericordia del Signore e confidiamo nella sua Benedizione.

  77. Cherubino scrive:

    piccola aggiunta all’ultimo post: il punto citato dell’Istruzione Redemptionis sacramentum è interessante perchè conferma anche il fatto reciproco, ossia che un celebrante non può rifiutarsi di dare l’eucarestia a chi si presenta a lui in piedi e non accetta di inginocchiarsi…

  78. LIBERAMENTE scrive:

    Vi ci vorrebbe qualche novità gospel nelle vostre liturgie, magari le messe non sarebbero più un mortuorio, quelle tridentine non parliamone, vi partecipai una volta perchè invitato da un fedele, ma mi è sembrato un obitorio, pieno di sepolcri inbiancati.

  79. ritaroma scrive:

    dr Tornielli, la ringrazio per il video, ma dopo aver letto tanti commenti e alcuni inutili, il problema vero è aver danzato in una celebrazione come quella del Natale e aver danzato anche il prete. Che i giovani cantano e ballano alla fine delle celebrazioni o durante alcune preghiere del RnS o Carismatico è quasi normale, ma non lo fa il sacerdote…sarebbe interessante sapere qual’era il pensiero del prete in quei momenti…certo non pensava nè alle letture, nè all’omelia. chissà che cosa gli avrà “raccontato” ai fedeli! Se avesse pregato prima di entrare in chiesa, sicuramente si sarebbe limitato a guardare….

  80. Ecco come si sta rovinando la gioventù !
    Lo dico come persona “matura”, come insegnante e come cattolico.
    Se nessuno riprende, nessuno corregge e nessuno punisce ne vedremo ancora di milioni di questi video.
    Buona giornata a tutti.

  81. jacu scrive:

    @LIBERAMENTE

    complimenti: lei si permette di dare dei sepolcri imbiancati, e quindi degli ipocriti, a persone che lui ha visto partecipare a una messa che non le è piaciuta?
    Disse ancora questa parabola per alcuni che presumevano di esser giusti e disprezzavano gli altri:

    “Due uomini salirono al tempio a pregare: uno era fariseo e l’altro pubblicano.
    Il fariseo, stando in piedi, pregava così tra sé: O Dio, ti ringrazio che non sono come gli altri uomini, ladri, ingiusti, adùlteri, e neppure come questo pubblicano.
    Digiuno due volte la settimana e pago le decime di quanto possiedo.
    Il pubblicano invece, fermatosi a distanza, non osava nemmeno alzare gli occhi al cielo, ma si batteva il petto dicendo: O Dio, abbi pietà di me peccatore.
    Io vi dico: questi tornò a casa sua giustificato, a differenza dell’altro, perché chi si esalta sarà umiliato e chi si umilia sarà esaltato”. S. Luca 18, 9-14
    Lei mi sembra invece il fariseo, che giudica il cuore degli uomini senza conoscerli.
    E lei sarebbe un esempio di carità cristiana?
    Si vergogni!

  82. Stefano78 scrive:

    Cherubino, più la leggo e più credo che lei abbia dell’incredibile ed una “faccia tosta” d’altri tempi!

    Accusa me di ERESIA, quando quello che leggo da lei è ai limiti dall’assurdo?

    Le ho citato quell’articolo del Chirografo di Giovanni Paolo Secondo PROPRIO A CAUSA dell’unità intrinseca del Documento INTERO, il quale pur ammettendo altri componimenti di Musica Sacra (E IO NON L’HO MAI NEGATI! Che facciamo, ricominciamo? E’ l’unico metodo che conosce?), stabilisce NETTAMENTE quale debba essere il metro di definizione per tali compnimenti: devono ispirarsi e avvicinarsi al Gregoriano PUR SENZA COPIARLO! NON MI RISULTA CHE IL ROCK SI ISPIRI AL GREGORIANO! NON MI RISULTA CHE LA “DANCE” SI ISPIRI AL GREGORIANO! Opprue ci si ispira? No perchè a questo punto, se lei vuole ficcare dentro le parole del Magistero, ISOLANDOLE, quello che reputa più opportuno, allora devo pensare che l’Autorità della Chiesa è stata abolita, e ha ceduto il passo alla “Liberalità di lettura del Magistero”, che viene applicato parzialmente, letto parzialmente (guardi che ero io quello della “diacronia”, della lettura globale del magistero!), e calato nella realtà che piace!

    Inoltre, io non ho tirato fuori la Messa Gregoriana, per la quale, bontà sua, non mi nega il diritto! Io ho riportato il Messale di Paolo VI CHE NON PERMETTE nulla di tutto quello che abbiamo visto! E, pensi un po’, io partecipo pure alla Messa di Paolo VI!

    Per concludere non si può relativizzare le Messa come una “questione di gusti”. La Messa è di DIO non è dei gusti dell’Uomo! Le consiglio di meditare il Magistero, soprattutto la Redemptionis SAcramentum, prima di mostrare che NON LO LEGGE se non per le parti che possono esserle utili

  83. natan scrive:

    Non c’è da meravigliarsi. IN diocesi è normale questo atteggiamento per le messe ( pardon celebrazioni eucaristiche9 adorazioni, raduni, e c’è chi oramai ha quest’atteggiamento anche solo in chiesa. Canta , balla, batte le mai disturbando chi in chiesa ( pardon aula liturgica9 entra una volta ogni tanto. Quindi il novello”don lurio” ( rispetto per il bravo ballerino” sarà invitato alla prossima Settimana Liturgica nazionale, e in breve tempo la sua messa di natale diverrà la messa dei giovani.

    Che dire poi delle sventurate che scimmiottano con lui. Non mi meraviglio. Perchè quelle scimmiottano i balleri , ma in diocesi, con tanto di camice abbiamo orami le pretesse ( ragazze in età matura…pronte per essere maritate9 che con l’avallo del Ordinario diocesano , fanno di tutto.
    Forse dott. tornielli dovrebbe farsi un giretto anche in Italia per assistere a questi fenomeni circensi nelle nostre aule liturgiche ( pardon chiese)

  84. Augusto scrive:

    I Sacerdoti, più che delle nostre critiche, hanno bisogno delle nostre preghiere.

  85. Cherubino scrive:

    brevemente e Stefano78: non ho mai parlato di “rock” e “dance”, e lei oltre tutto so mostra ignorante anche di musica perchè il “rock” è categoria molto vaga dividendosi in generi alla fine molto diversi. Tra gli U2 e i Jethro Tull o i Genesis, come tra Hendrix e Brian Eno, passano differenze enormi. La dance poi non l’ho mai presa in considerazione. Ma la musica moderna non è mica tutta lì e non è tutta fatta di suoni aggressivi e distorti elettronicamente.
    Ci sono poi generi popolari ed etnici, brani melodici orecchiabilissimi. Lei dimentica anche quello che tutti sanno, ossia che la grande musica popolare napoletana era ed è cantata da grandi tenori e grandi musicisti lombardi -prenda Donizetti- sisono pregiati di comporre canzoni napoletane. S. Alfonso Maria dè Liguori componeva in napoletano e a lui alcuni fanno discendere anche “Quanne nascette ninne”, bellissimo canto natalizio.
    Se poi vuole il Gregoriano le propongo il “canto in lingue” che è quanto di più prossimo vi sia, carisma donato dallo Spirito Santio, presente nella Chiesa delle origini e ricomparso negli ultimi decenni con ufficiale riconoscimento della Chiesa.
    Il canto in lingue è probabilmente l’esperienza che diede spunto e modello al Gregoriano.

  86. Luisa scrive:

    Il parroco “spiega” così la sua iniziativa: « Les jeunes avaient carte blanche pour créer quelque chose qui leur parle… “i giovani avevano carta bianca per creare qualcosa che parli loro” e certi parrocchiani di dire: ” Il nostro parroco è un originale”.
    Quel parroco sembra non aver capito, lui per primo, che la Santa Messa non gli appartiene, che non può disporne a piacimento, che il Mistero dell’Eucaristia è troppo grande «perché qualcuno possa permettersi di trattarlo con arbitrio personale( RS 11), se non lo sa lui, se non lo crede lui, come possono saperlo quei giovani ?
    Quel sacerdote e tutti coloro che lasciano libero spazio alle loro fantasie e a quelle delle équipes liturgiche ledono il giusto diritto dei fedeli all’azione liturgica che è espressione della vita della Chiesa secondo la sua tradizione e la sua disciplina e dal loro comportamemto deriva insicurezza dottrinale.
    Dice ancora la Redempionis Sacramentum.
    [12.] Tutti i fedeli, invece, godono del diritto di avere una liturgia vera e in particolar modo una celebrazione della santa Messa che sia così come la Chiesa ha voluto e stabilito, come prescritto nei libri liturgici e dalle altre leggi e norme. Allo stesso modo, il popolo cattolico ha il diritto che si celebri per esso in modo integro il sacrificio della santa Messa, in piena conformità con la dottrina del Magistero della Chiesa. È, infine, diritto della comunità cattolica che per essa si compia la celebrazione della Santissima Eucaristia in modo tale che appaia come vero sacramento di unità, escludendo completamente ogni genere di difetti e gesti che possano generare divisioni e fazioni nella Chiesa.[32]“
    Ma l`hanno letta la Redemptionis Sacramentum i sacerdoti?
    La conoscono le équipes liturgiche?

  87. marco scrive:

    La norma è inefficace senza sanzione…o chi abbia il coraggio di comminarla

  88. Stefano78 scrive:

    Cherubino, non ha mai proposto il Rock? E secondo lei che genere è quello presente nel video? Il Rock si identifica secondo un ritmo particolare, non secondo gli strumenti che lo suonano (elettrici o meno). Anche con la chitarra classica si può suonare il ROCK! E io lo faccio, pensi un po’! Ma lo faccio fuori dalla Chiesa!

    Inoltre il Canto Popolare religioso cosa ha a che vedere con questa chiassata? Si possono assommare le pie tradizioni e i pii canti popolari con le chiassate o con la musica moderna CHE NON HA nulla di sacro? Vi è musica contemporanea che si può adattare al luogo Sacro, ma vie è musica e STRUMENTI che, come dicono i Santi Pontefici fino a Benedetto XVI NON POSSONO ENTRARE NEL TEMPIO poichè distraggono dall’Opera principale: la Lode a Dio nella Nobiltà e Semplicità! Infatti il Canto Sacro, a differenza delle canzoni profane, pone l’accento sulla VOCE e non tanto sugli strumenti, i quali (qualisiasi essi siano, basta che siano idonei alla Sacralità) debbono accompagnare, non soffocare le Voci dei Cori e dei Fedeli! Ecco perchè l’Organo è strumento principe in questo!

  89. Stefano78 scrive:

    Io per esempio credo che non ci sia nulla di male ad usare chitarre e musicalità moderne FUORI dalle azioni sacre. Io stesso sono con un gruppo di preghiera che usa questi strumenti e queste canzoni, a volte molto belle e profonde quando più si avvicinano alla Sacra Scrittura.

    Ma la stessa Parola di Dio dice che “c’è un tempo per ogni cosa”.

    Partecipando agli Incontri di Padre Amorth, si deve notare anche la differenza fra i vari gruppi Carismatici, ad esempio. Sebbene la maggioranza non faccia differenza nei momenti, io ho visto con i miei occhi (e vi partecipo) carismatici cantare accompagnati dal violino melodie splendide e canti dai testi ispirati, SEBBENE NON SIANO GREGORIANO. E questa è l’attuazione del Chirografo di Giovanni Paolo II…

  90. Cherubino scrive:

    pasasndo a cose più serie, aggiungo una considerazione per Bruno Frusca.

    La notte si dice porta consiglio, quindi ripensando al caso presentato ieri, per il quale avevo segnalato il paragrafo 91 dell’Istruzione Redemptionis sacramentum, va aggiunto che la stessa Istruzione premette il paragrafo 90: “[90.] «I fedeli si comunicano in ginocchio o in piedi, come stabilito dalla Conferenza dei Vescovi»,e confermato da parte della Sede Apostolica. «Quando però si comunicano stando in piedi, si raccomanda che, prima di ricevere il Sacramento, facciano la debita riverenza, da stabilire dalle stesse norme».[176]”

    Ora sembra che tra il 91 e il 90 via sia qualche scoordinamento, dato che il 90 ripete ciò che definisce il Codice canonico, ossia l’autorità dei vescovi in materia, il 91 sembra voler sottrarre alla fine la definizione delle modalità -in ginocchio vs in piedi- agli stessi, obbligando il prete a dare comunque la Comunione.

    La questione quindi, in base al diritto canonico, riguarda la gerarchia delle fonti: l’Istruzione può correggere il Codice ? A me pare di no. l’Istruzione, pur approvata dal papa, non è un atto “del papa”, il quale per riformare il Codice dovrebbe emettere un “motu proprio”. La stessa scelta di Benedetto XVI di dare la Comunione in ginocchio a chi la riceve da lui, non può essere considerata una modifica del Codice canonico e una nuova norma cui le Conferenze episcopali dovrebbero attenersi.

    Quindi l’ultima parola spetta per la presente quaestio alla Conferenza episcopale. Nel caso italiano la CEI stabilisce la processione in piedi e tace sull’eventuale richiesta di Comunione in ginocchio.
    Ne deriva che
    - il prete non commette, a mio parere, un illecito dal punto di vista canonico se a chi si presenta improvvisamente e pretende la Comunione in ginocchio impone di alzarsi; di fatto non sta rifiutando l’eucarestia, ma solo conformando alle indicazioni CEI come normalmente intese e come la situazione improvvisa gli suggerisce più opportuno per non aver potuto organizzare la distribuzione in altro modo;
    - diverso è il caso di richiesta preventiva e motivata, nel qual caso il prete a mio parere dovrebbe consultare il Vescovo e rimettersi, insieme al fedele, alle sue determinazioni; in tal caso va scritto al prete o direttamente al vescovi (o entrambi) e per conoscenza alla Congregazione per il culto divino, facendo presente quanto disposto al paragrafo 91 dell’istruzione e chiedendo che nella tal parrocchia sia data possibilità di ricevere la Comunione in ginocchio.
    - una via per conciliare e semplificare, che quindi è solo un consiglio personale per chi vuole la Comunione in ginocchio, è quello di inginocchiarsi davanti al prete -il segno di riverenza richiesto non è specificato- e rialzarsi subito per ricevere la Comunione.

    Ciò che comunque non è lecito ed è evidente dalla stessa Istruzione, è che chi vuole la Comunione in ginocchio giudichi chi la riceve in piedi come spritualmente “inferiore” o in errore. Ovviamente vale anche viceversa. Nessuna superiorità o giudizio. Ricevere la Comunione con tali sentimenti sarebbe molto più grave di una eventuale posizione scorretta o canto inadeguato.

  91. Cherubino scrive:

    Stefano78 se lei leggesse quello che scrivo… ho già detto -credo due volte- che quella musica era pessima.
    Tra l’altro Padre Amorth ha sempre parlato più che bene degli incontri del Rinnovamento nello Spirito, e in questi si usano le chitarre anche nelle messe.
    Per le chitarre certamente io eviterei suoni “forti” o con effetti come una forte distorsione o un compressore, magari anche il wua-wua, possibile invece effetti come un flanger. Ma il suono puro della chitarra è meglio. Se poi fosse una Fender stratocaster o una Gibson Les Paul de luxe, ancora meglio. Consiglio poi tra le acustiche una Takamine…

    ovviamente sto scherzando.

  92. P.Danilo scrive:

    Quella Messa è riprovevole; inutile fare dei commenti. Se verrete alla messa che celebro io, prima si recitano le Lodi; si canta solo il Sanctus, il Pater e l’Agnus Dei; la Comunione a tutti in bocca (anche perché si fa sotto le due specie); e come canto finale una lode mariana, come ai vecchi tempi. E nessuno si lamenta…

  93. Luisa scrive:

    Potrei aggiungere i sacerdoti, le équipes liturgiche, hanno letto la ” Ecclesia de Eucharistia ” di Giovanni Paolo II?
    Se hanno letto i testi della Chiesa sulla Liturgia perchè non li applicano?
    Perchè sono restati lettera morta quando sanno che la Liturgia è la fonte e l`apice di tutta la vita cristiana ?
    Altra domanda che sorge spontanea : perchè l`autorità di vigilanza non è intervenuta per far rispettare l`applicazione della Sacrosanctum Concilium e della RS ?
    Purtroppo la Redemptionis Sacramentum data solo del 2004 e fa seguito alla Ecclesia de Eucharistia che data del 2003.
    Gli abusi, la libertà di creare, pur denunciata sovente e in modo chiaro dall`allora card. Ratzinger, prefetto della CDF, si erano già radicati, la libertà di considerare la liturgia una specie di laboratorio sperimentale era già partita subito dopo il Vaticano II, anzi era già cominciata nel Consilium, la commissione di cui era segretario Annibale Bugnini, incaricata dell`applicazione della costituzione conciliare sulla liturgia, la Sacrosanctum Concilium.
    Basta leggere il libro sulla Riforma iturgica di A. Bugnini per constatare quanto e come la Commissione si sia progressivamente ma sicuramente allontanata da quanto voluto dalla Costituzione conciliare.
    Leggiamo nell`Ecclesia de Eucharistia :
    ” La Chiesa ha ricevuto l’Eucaristia da Cristo suo Signore non come un dono, pur prezioso fra tanti altri, ma come il dono per eccellenza, perché dono di se stesso, della sua persona nella sua santa umanità, nonché della sua opera di salvezza “

    http://www.vatican.va/holy_father/spehttp://www.vatican.va/holy_father/special_features/encyclicals/documents/hf_jp-ii_enc_20030417_ecclesia_eucharistia_it.html

  94. Cherubino scrive:

    quanto al violino, è lo strumento che preferisco. Suonato poi da Regina Carter o papa John Creach… ma vi sono anche degli eccellenti violinisti rumeni o zingari che è possible ascoltare ogni tanto nella metropolitana di Milano… in effetti si potrebbe invitarli a suonare nella corale parrocchiale !

  95. maxx scrive:

    Ringraziamo Bugnini e Paolo VI per queste porcherie. Ancora una volta, possiamo vedere con i nostri occhi i frutti marci del Concilio Vaticano II. Signore, ti supplico, abbi pietà di noi!.

  96. Giuseppe scrive:

    per Simon de Cyréne + Corradori
    Se le intenzioni di Don Frederic erano buone, perchè un giudizio così severo? perdoniamolo senza scomodare concetti astrusi.
    L’inferno, come dice Lei, è lastricato di buone intenzioni….aggiungo io: …ma anche da incomprensibili “parrucconi” che hanno portato all’inquisizione. (non c’entravano nulla con la fede in DIO)

    per Bruno Gregolin,
    cinquanta anni fà, giovane chirichetto, servivo la prima messa della mattina di ogni giorno alle ore 6. Assonnato andavo (DIGIUNO dalla sera prima secondo le regole) in sacrestia, preparavo il necessario per la messa, suonavo le campane (bello). terminata la funzione andavo a casa facevo colazione e poi a scuola.
    Molte regole sono cambiate da quel tempo,e molte cambieranno ancora, ma non la fede in DIO.

    Itbread – Como

  97. natan scrive:

    In Italia, i vescovi si scandalizzano più di una messa tradizionale che di uno spettacolo simile. Alcune sere fa, un gruppo arcinoto in diocesi e non solo ( fanno parte delle Cellule di Evangelizzazione)ha reinventato l’adorazione euaristica. Togliendo l’ostensorio dall’altare lo hanno messo in bella mostra sopra una specie di colonna, con veli e lumini, tappeti etc……. Lo spettacolo coreografico, simile a danze tribali ha avuto inizio. Alla fine qualcuno è pure salito sui banchi battendo i piedi al ritmo di squallide musiche post sessantottine. Una perenne litania, composta di parole gioiose e monotematiche. Poi ecco un battito di mani, subito accompagnato dal altri battiti di mani.
    Insomma…..impossibile da descrivere……..La catechesi ha avuto fine con una bendeizione eucaristica anch’essa arrangiata alla meglio.

    Mi sono limitato a ricordare ai baldi giovani:
    -la comunione va presa in bocca e non sulle mani, sarebbe cosa ben gradita se invece di stare seduti durante la distribuzione della divine specie (a mo di protestanti) si stesse in profonda adorazione, sarebbe cosa buona che quando si va a icevere Gesù eucaristia non bisogna aere in bocca nessuna bubble gum ( gomma masticabile).

    I ragazzi , miracolo si sono mostrati attenti , facendo presente che nessuno, ne sacerdote ne tanto meno responsabile di quella adorazione circense avevano spegato queste elementari cosette.
    A voi amici trarre le conclusioni

  98. Cherubino scrive:

    esempi positivi di musica “moderna” per la Messa:
    - vari di Giombini;
    - vari di mons. Pierangelo Sequeri (ad esempio Symbolum ’77 e ’78);
    - vari dell’ambito carismatico (in particolare alcuni “vecchi”: Davanti al Re, Su ali d’aquila, Vive Gesù il Signor, Custodiscimi e Prendi la mia vita…)
    - vari popolari (Dov’è carità e amore, Mira il tuo popolo;
    - alcuni di Pierangelo Comi
    - canoni di Taizè
    - alcune traduzioni di Gospel (ad esempio Amazing Grace)

  99. Simon de Cyrène scrive:

    @Giuseppe,

    se l’intenzionalità giustificasse la bontà di un atto allora sarebbe moralmente accettabile di dire che il fine (intenzionalità) giustifica i mezzi (gli atti).

    L’abbé Frédéric ha disobbedito alla Chiesa trasformando fattualmente un rito che non gli appartiene, non ha reso grazie a Dio per quelc he ha fatto non è liturgico, ha scandalizzato i piccoli: anche se la sua intenzione era “buona” i suoi atti sono perversi.

    Credere che l’intenzionalità giustifichi l’atto malvagio è contrario all’insegnamento stesso del Cristo in San Matteo 87, 21-23) : “Non chiunque mi dice: Signore, Signore [intenzionalità, ndr], entrerà nel regno dei cieli, ma colui che fa [atti concreti,ndr] la volontà [obbedienza, ndr] del Padre mio che è nei cieli.
    Molti mi diranno in quel giorno: Signore, Signore, non abbiamo noi profetato nel tuo nome [e ballato, ndr] e cacciato demòni nel tuo nome e compiuto molti miracoli nel tuo nome?
    Io però dichiarerò loro: Non vi ho mai conosciuti [perchè non nell'obbedienza alla volontà del Padre che si esprime nell'obbedienza a quel che la Chiesa vuole che sia fatto, ndr]; allontanatevi da me, voi operatori di iniquità.”

    Atto ed intenzione devo essere ambedue buoni per avere valore morale positivo.

    In Pace

  100. macv scrive:

    Quello che è veramente PATETICO e che i preti modernisti non vogliono o non sono in grado di capire è che i “ggiovani” se vogliono ballare e “sballarsi” NON vanno a una Messa. Che la parodia di balli fatta in una Messa è ridicola, per i giovani.
    Che i giovani anche atei , e ne conosco, sono capaci di commuoversi, emozionarsi e rimanere a bocca aperta al canto gregoriano o di Palestrina e di rimanere come minimo interrogati e sorpresi a una celebrazione “tradizionale” della S. Messa.
    Mentre davanti a una cosa come questa del video i giovani ridono e se fanno beffe e dicono che è una .. roba da sfigati!!!
    per cui i preti modernisti ottengono esattamente il contrario di quello che vogliono! Invece di attirare i giovani li respingono.. i giovani amano la bellezza e non la bruttezza.

  101. Simon de Cyrène scrive:

    Povero Cherubino… ! :-(

    Sempre più troll!
    La maschera è completamente caduta ed il suo vero viso alla luce di tutti.

    Prego per lei, ne sia convinto.

    In Pace

  102. macv scrive:

    Per Cherubino
    pensi che questi tuoi esempi rimarranno tra cento, duecento anni in una “Storia della musica sacra”????
    come sono rimasti il gregoriano, Palestrina, i corali protestanti, BACH, Pergolesi,e anche il requiem di mozart e di Verdi?
    o pensi che tra cent’anni ( forse ancora prinma) questi che tu citi come “esempi positivi” saranno ricoperti e sepolti dalla polvere del tempo???

  103. Simon de Cyrène scrive:

    Sono raramente d’accordo con “macv” ma qui tocca un punto che condivido.

    Mi fa pensare ad una situazione analoga: i famosi spettacoli scolastici di fine d’anno. So che scandalizzerò alcuni, ma se siamo onesti con noi stessi, ci andiamo soprattutto per far piacere ai giovani membri delle nostre famiglie che vi sono coinvolti, ma in realtà sono davvero spessissimo una pena ed una noia dal punto di vista artistico ma anche dell’avvenimento stesso.

    Il peggio è quando si cerca di “traslatare” questa penosa esperienza dal campo laico in quello religioso: le stesse cause generando le stesse consequenze il risultato sarà anche penoso, come infatti lo è. Passi ancora se questo avviene in un contesto “para-liturgico” [anche se non so bene cosa para-liturgico significhi], ma di sicuro questo no ha luogo in un contesto liturgico dove il Cristo Prete offre Se Stesso come Vittima Innocente in Santo Sacrificio gradevole al Padre per la remissione del genere umano e dell’intero universo.

    Tutto ciò viene da uno sbaglio concettuale su cosa significhi “partecipazione attiva”, dove si confonde “attività” con “il fare” di Marta e non con “la miglior parte” di Maria.

    In Pace

  104. macv scrive:

    Faccio un semplice esempio le note del “Dies irae” che tutti conosciamo sono state rielaborate e si ritrovano in molte composizioni anche profane ( tipo il Totentanz di Liszt ). Perchè sono GENIALI!!!
    Chiunque , colto o non colto, musicista o meno, sentendo quelle poche note sa già di cosa si tratta.. le note sono il corrispettivo di una emozione ( umana) e di un dogma ( teologico) quello del Giudizio Finale e del terrore provato dall’uomo.
    quale di questi autori moderni citati da Cherubino può vantare un inciso , un tema, che siano UNIVERSALMENTE riconosciuti e vissuti? la musica sacra di oggi è sentimentalismo, nel migliore dei casi, sciatteria e mancanza di profondità e incisività in quasi tutti i casi.
    insomma uno specchio fedele della nostra realtà:credenti ma non troppo, sentimentali, sempre attenti al proprio piccolo IO e alla propria mediocrità, ciò che è bene per ME è bene in assoluto.. niente trascendenza, niente soprannaturale, niente sacrifio, niente arte, niente sforzo, niente GENIO.

  105. Aurelio R. scrive:

    Molto corretto, macv!
    Se ci mettiamo a imitare Justin Bieber, non abbiamo speranze. Lui sa fare se stesso molto meglio di noi e i giovani, come dici tu, scoppiano a ridere.
    Noi siamo fatti per il gregoriano, o per l’Ave Verum Corpus di Mozart, nè più (!) nè meno.

  106. Cherubino scrive:

    e poi si critica lo stile musical, ma le parole di macv fanno pensare che sia più preoccupato di diventare famoso (si vede che vede certi programmi televisivi…) che far pregare la gente.
    Anche perchè si confonde la musica sacra (genus) con la musica liturgica (species). Non tutta la musica sacra è necessariamente liturgica. Alcune opere classiche sono bellissime, ma non sono più adatte a liturgie comuni, parrocchiali. Ciò andrebbe contro proprio quei principi che ricordava Giovanni Paolo II nel documento ricordato sotto.
    La musica liturgica è preghiera, e non solo cultura cattolica. Quei canti che citavo non passeranno alla storia, non saranno citati come eccelse opere d’arte, ma chi se ne frega se riescono a far pregare la gente. Il pensiero di macv mi sembra molto secondo il mondo e poco secondo Dio.

  107. P.Danilo scrive:

    Il Gregoriano è musica sacra e liturgica; serve a suscitare e veicolare “mozioni” spirituali, non “emozioni” psicologiche come le canzonette suonate con la chitarra. Il Gregoriano lo può cantare solo chi è “puro e pronto a risalir a le Stelle”. Solo in tale caso può risvegliare lo spirito delle Anime addormentate presenti all’Assemblea liturgica.

  108. Cherubino scrive:

    Simon continua poi a pasticciare con la teologia morale. dice che “l’intenzionalità non giustifica l’atto malvagio”. Così confonde pesantemente e ancora la definizione di un atto come oggettivamente malvagio con la valutazione della colpevolezza e quindi del peccato. Si può commettere un atto in sè malvagio senza commettere peccato. Infatti la Dottrina della Chiesa è che perchè una persona commetta peccato occorrono: la materia grave, la piena avvertenza della mente e il deliberato consenso della volontà. In assenza di uno di tali elementi non è stato commesso peccato, pur essendo “l’atto” astrattamente considerato malvagio.

    Suggerirei un ripasso da http://www.amicidomenicani.it/leggi_sacerdote.php?id=630

  109. Simon de Cyrène scrive:

    Scrive Trollino, cioè, il povero Cherubino ! :-(

    “Infatti la Dottrina della Chiesa è che perchè una persona commetta peccato occorrono: la materia grave, la piena avvertenza della mente e il deliberato consenso della volontà.” : sorpresa: concordo coon lui! .

    Quel che ha fatto l’abbé Frédéric è materia grave, disobbedienza a quel che vuol che la Chiesa sia fatta nel cuore stesso della sua attività, la Santa Liturgia che si deve a Dio.

    Che si sappia, non è stato minacciato da gruppi estremisti progessisti cattolici tipo Wir Sind Kirche o altri “scuola di bologna” oltranzisti, se non lo faceva; ne sembra non essere in piena possessione del suo stato mentale; quindi c’era deliberato consenso della sua volontà.

    La sola questione che resta aperta è se lui fosse cosciente o no di creare scandalo e di disobbedire alla Chiesa: vista la sua formazione si può presumere di sì (anche se questo fa parte del foro interno e se la dovrà vedere con il suo confessore per valutazione oggettiva).

    Come si vede l’intenzionalità in questo caso non c’entra colla qualificazione dell’atto malvagio che resta oggetivamente malvagio e che non potrà giustificare colla buona intenzione.

    In questo caso l’intenzionalità (supposta) “buona” serve solo da scusante per compiere l’atto malvagio, ma questo è vero per chiunque compia qualunque peccato dove il bene non è ordinato secondo la giustizia.

    Ringrazio Trollino per aver permesso questa breve analisi.

    Prego per lui

    In Pace

  110. physicus scrive:

    Buona musica, ma le ragazze non erano bellissime nè sexy: non sarà facile attirare nuovi clienti per il gestore del locale (comunque simpatico il suo abbigliamento, certamente diverso dal solito). Eppoi l’ambientino è un po’ moscio, poco trendy, va rinnovato. Poi non ho visto bevande…..e mancavano pure i televisori per le dirette del campionato di calcio ….bisogna stare più attenti nell’organizzare queste serate

  111. Carlo Bollani scrive:

    MOTU PROPRIO DI SUA SANTITÀ PIO PP. X
    SULLA MUSICA SACRA

    (22 novembre 1903)

    Nulla adunque deve occorrere nel tempio che turbi od anche solo diminuisca la pietà e la devozione dei fedeli, nulla che dia ragionevole motivo di disgusto o di scandalo, nulla soprattutto che direttamente offenda il decoro e la santità delle sacre funzioni e però sia indegno della Casa di Orazione e della maestà di Dio.

    Non tocchiamo partitamente degli abusi che in questa parte possono occorrere. Oggi l’attenzione nostra si rivolge ad uno dei più comuni, dei più difficili a sradicare e che talvolta si deve deplorare anche là dove ogni altra cosa è degna del massimo encomio per la bellezza e sontuosità del tempio, per lo splendore e per l’ordine accurato delle cerimonie, per la frequenza del clero, per la gravità e per la pietà dei ministri che celebrano.

    Tale è l’abuso nelle cose del canto e dèlla musica sacra.

    Ed invero, sia per la natura di quest’arte, per sé medesima fluttuante e variabile, sia per la successiva alterazione del gusto e delle abitudini lungo il correre dei tempi sia per il funesto influsso che sull’arte sacra esercita l’arte profana e teatrale, sia per il piacere che la musica direttamente produce e che non sempre torna facile contenere nei giusti termini, sia in fine per i molti pregiudizi che in tale materia di leggeri s’insinuano e si mantengono poi tenacemente anche presso persone autorevoli e pie, v’ha una continua tendenza a deviare dalla retta norma, stabilita dal fine, per cui l’arte è ammessa a servigio del culto, ed espressa assai chiaramente nei canoni ecclesiastici, nelle Ordinazioni dei Concilii generali e provinciali, nelle prescrizioni a più riprese emanate dalle Sacre Congregazioni romane e dai Sommi Pontefici Nostri Predecessori.

    La musica sacra deve per conseguenza possedere nel grado migliore le qualità che sono proprie della liturgia e precisamente la SANTITÀ e la BONTÀ DELLE FORME, onde sorge spontaneo l’altro carattere, che è l’UNIVERSALITÀ.

    Deve essere santa e quindi escludere ogni profanità, non solo in sé medesima ama anche nel modo onde viene proposta per parte degli esecutori.

    Deve essere arte vera, non essendo possibile che altrimenti abbia sull’animo di chi l’ascolta quell’efficacia, che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l’arte dei suoni.

    MA DOVRÀ INSIEME ESSERE UNIVERSALE IN QUESTO SENSO, CHE PUR CONCEDENDOSI AD OGNI NAZIONE DI AMMETTERE NELLE COMPOSIZIONI CHIESASTICHE QUELLE FORME PARTICOLARI CHE COSTITUISCONO IN CERTO MODO IL CARATTERE SPECIFICO DELLA MUSICA LORO PROPRIA, QUESTE PERÒ DEVONO ESSERE IN TAL MANIERA SUBORDINATE AI CARATTERI GENERALI DELLA MUSICA SACRA, CHE NESSUNO DI ALTRA NAZIONE ALL’UDIRLE DEBBA PROVARNE IMPRESSIONE NON BUONA.

    Queste qualità si riscontrano in grado sommo nel canto gregoriano, che è per conseguenza il canto proprio della Chiesa Romana, il solo canto che essa ha ereditato dagli antichi padri che ha custodito gelosamente lungo i secoli nei suoi codici liturgici, che come suo direttamente propone ai fedeli, che in alcune parti della liturgia esclusivamente prescrive e che gli studi più recenti hanno si felicemente restituito alla sua integrità e purezza.

    Per tali motivi il canto gregoriano fu sempre considerato come il modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica; quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme.

    L’antico canto gregoriano tradizionale dovrà dunque restituirsi largamente nelle funzioni del culto, tenendosi da tutti per fermo, che una funzione ecclesiastica nulla perde della sua solennità, quando pure non venga accompagnata da altra musica che da questa soltanto.

    In particolare si procuri di restituire il canto gregoriano all’uso del popolo, affinché i fedeli prendano di nuovo parte più attiva alla officiatura ecclesiastica, come anticamente solevasi.

    Le anzidette qualità sono pure possedute in ottimo grado dalla classica polifonia, specialmente della scuola Romana, la quale nel secolo XVI ottenne il massimo della sua perfezione per opera di Pierluigi da Palestrina e continuò poi a produrre anche in seguito composizioni di eccellente bontà liturgica e musicale. La classica polifonia assai bene si accosta al supremo modello di ogni musica sacra che è il canto gregoriano, e per questa ragione meritò di essere accolta insieme col canto gregoriano, nelle funzioni più solenni della Chiesa, quali sono quelle della Cappella Pontificia.

    Dovrà dunque anch’essa restituirsi largamente nelle funzioni ecclesiastiche, specialmente nelle più insigni basiliche, nelle chiese cattedrali, in quelle dei seminari e degli altri istituti ecclesiastici, dove i mezzi necessari non sogliono fare difetto.

    La Chiesa ha sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti, ammettendo a servizio del culto tutto ciò che il genio ha saputo trovare di buono e di bello nel corso dei secoli, salve sempre le leggi liturgiche. Per conseguenza la musica più moderna è pure ammessa in chiesa, offrendo anch’essa composizioni di tale bontà, serietà e gravità, che non sono per nulla indegne delle funzioni liturgiche.

    NONDIMENO, SICCOME LA MUSICA MODERNA È SORTA PRECIPUAMENTE A SERVIZIO PROFANO, SI DOVRÀ ATTENDERE CON MAGGIOR CURA, PERCHÉ LE COMPOSIZIONI MUSICALI DI STILE MODERNO, CHE SI AMMETTONO IN CHIESA, NULLA CONTENGANO DI PROFANO, NON ABBIANO REMINISCENZE DI MOTIVI ADOPERATI IN TEATRO, E NON SIANO FOGGIATE NEPPURE NELLE FORME ESTERNE SULL’ANDAMENTO DEI PEZZI PROFANI.

    FRA I VARI GENERI DELLA MUSICA MODERNA, QUELLO CHE APPARVE MENO ACCONCIO AD ACCOMPAGNARE LE FUNZIONI DEL CULTO È LO STILE TEATRALE, CHE DURANTE IL SECOLO SCORSO FU IN MASSIMA VOGA, SPECIE IN ITALIA. ESSO PER SUA NATURA PRESENTA LA MASSIMA OPPOSIZIONE AL CANTO GREGORIANO ED ALLA CLASSICA POLIFONIA E PERÒ ALLA LEGGE PIÙ IMPORTANTE DI OGNI BUONA MUSICA SACRA. INOLTRE L’INTIMA STRUTTURA, IL RITMO E IL COSIDETTO CONVENZIONALISMO DI TALE STILE NON SI PIEGANO, SE NON MALAMENTE, ALLE ESIGENZE DELLA VERA MUSICA LITURGICA.

    IN GENERALE È DA CONDANNARE COME ABUSO GRAVISSIMO CHE NELLE FUNZIONI ECCLESIASTICHE LA LITURGIA APPARISCA SECONDARIA E QUASI A SERVIZIO DELLA MUSICA, MENTRE LA MUSICA È SEMPLICEMENTE PARTE DELLA LITURGIA E SUA UMILE ANCELLA.

    (MAIUSCOLO MIO)

  112. Aurelio R. scrive:

    Le chiese devono essere luoghi di santificazione personale.
    Non però attraverso il martirio!
    Prendiamo una Messa festiva qualunque, in Italia.
    Se arrivi 10 minuti prima e ti siedi, sarai tormentato dal chiacchericcio di chi ritiene di essere a teatro dove, finchè non s’alza il sipario, si fanno pubbliche relazioni.
    Molti peraltro continueranno anche a Messa iniziata: se tu sei un bigotto che vuole ascoltare le tiritere del prete, affari tuoi.
    Per tutto il tempo della Santa Liturgia sarai torturato dai bambinetti dagli 0 ai 4 anni, che ogni famigliuola porta tranquillamente alla Funzione perchè, si sa, gli strilli del mio adorato cucciolo non possono nè disturbare nè distrarre gli altri.
    Spesso ci sono omelie che sembrano fritture dell’aria, con miseri riferimenti alle letture proclamate e al Mistero di Cristo.
    Poi, appunto ci sono i canti. Il peggio del peggio che un secolo di sagrestani privi di gusto musicale, ha elaborato. Con testi che, non di rado, fanno accapponare la pelle. In qualche caso, vere e proprie bestemmie (“Maria… cos’hai pensato quando hai scoperto CHE NON SARESTI PIU’ STATA TUA… e che quel Bimbo… NON ERA PER TE”). Questi canti obbrobriosi possono essere schitarrati, magari con gente che batte le mani, cantati da ciascun parrocchiano ad un volume direttamente proporzionale alla propria stonatura, perchè in parrocchia basta la buona volontà, poi puoi anche uccidere gli altri. Se ci si concede il lusso dell’uso del solo organo, spesso e volentieri l’organista non sa suonare o è stonato come una campana.
    Alla Comunione ti viene concesso, P.G.R., di ricevere l’Ostia Santa in bocca, sarà meglio che tu non pretenda di inginocchiarti, comunque il Parroco di tanto in tanto ricorda che la comunità dovrebbe adeguarsi a ricevere la Particola nelle mani, perchè è bello quando si fa tutti la stessa cosa, e poi i sacerdoti e i ministri dell’Eucaristia sono anche un po’ schifati di avvicinarsi a quelle lingue piene di germi.
    Peraltro, ricevere la Comunione in mano prevederebbe un piccolo protocollo: inghiottire la Particola praticamente davanti al sacerdote, avere un paio di incaricati che sorvegliano e offrono ai fedeli un manutergio… Macchè: si sceglie l’opzione che piace di più e oltretutto la si priva degli elementi essenziali: e così tu osservi molti fedeli che ricevono l’Ostia, se ne vanno verso il posto, e non capisci se e quando la inghiottono.
    Alla fine della Messa, i bigotti baciapile bacchettoni di un tempo usavano trattenersi per il Ringraziamento, anche perchè la Presenza reale non dura una frazione di secondo, ma parecchi minuti. Oggi no: la gente scambia letteralmente le navate della chiesa per una piazzetta di incontri. E se tu, povero pellegrino, vuoi ancora pregare, un fiume di gente ti urlerà le sue chiacchere nell’orecchio senza nessun ritegno.
    Fermati ancora un minuto di più, e arriverà il sagrestano agitando il suo mazzo di chiavi perchè la moglie ha calato la pasta.

    Non è tortura tutto questo?
    E allora, ricominciamo dalle indicazioni del Santo Padre: torniamo al gregoriano, all’Eucaristia ricevuta in bocca e in ginocchio, alle prediche fatte (è proprio il caso di dirlo) come Dio comanda, e così via.
    Perchè se non noi, almeno i nostri figli possano stare a Messa come una gioia, come una beatitudine, come un’immersione nell’Amore, e non come un continuo “ti offro Signore la sofferenza di questo strazio… e di quest’altro”.

  113. Carlo Bollani scrive:

    p.s.: Non mi risulta che il Motu Proprio di Pio X sia stato formalmente abrogato. Anzi, il chirografo di JPII, citato da altro blogger, si riferiva alla sua commemorazione centenaria. Segno che il “truce” papa anti-modernista ha messo nero su bianco principi riconosciuti e apprezzati anche da un pontefice di diversa generazione e stile pastorale. Consiglio di leggere l’estratto, per andare a ragionare sul “perche’” delle cose …

    Poi chiediamoci, seguendo il consiglio evangelico: quali sono i frutti? Quali sono i frutti dello sperimentalismo liturgico della Chiesa di Francia? Sono buoni, ottimi?

    Un altro blogger scrive: “il laico si può rifiutare di fare ciò che ritiene errato – quindi può scegliere un’altra chiesa in cui si sente maggiormente a proprio agio e compreso – ma non può pretendere dal prete che questi faccia e gestisca l’assemblea secondo i suoi desiderata”.

    Se si arriva a leggere questo, cosa mai vorra’ dire “universalita’” nel senso auspicato dal papa, quando non si riesce a raggiungere l’unita’ nel singolo Paese e nella singola parrocchia? Quando si invita cioe’ un fedele a scegliersi un’altra chiesa per motivi di “serenita’” liturgica personale (chiamiamola cosi’)?

    Per ora non traggo conclusioni.

    C.B.

  114. Cherubino scrive:

    lei Simon, dopo aver detto una stupidaggione che le ho corretto, concorda con me? Dica pure “ho imparato qualcosa” che è più veritiero…

    Quanto al “trollino” il vero troll è lei. E’ lei che ogni tanto cambia bandiera cercando polli da attirare nelle sue lusinghe e poi li attacca “per vedere l’effetto che fa”.

  115. Cherubino scrive:

    sig. Aurelio, quale sarebbe la bestemmia in “Maria… cos’hai pensato quando hai scoperto CHE NON SARESTI PIU’ STATA TUA… e che quel Bimbo… NON ERA PER TE” ?

    “non saresti più stata tua” e “quel bimbo non era per te” indicano chiaramente che Maria ha compreso che la sua gavidanza era per un disegno particolare di Dio a favore dell’umanità, ossia il compimento delle Promesse. Perchè sarebbe una bestemmia questa ?

    A volte l’impressione è che fate come Voltaire: “diffamate diffamate, qualcosa resterà…”. Però cosa fareste se l’autore di quella canzone partisse con una querela per diffamazione a mezzo stampa ?

  116. Cherubino scrive:

    “molti fedeli che ricevono l’Ostia, se ne vanno verso il posto, e non capisci se e quando la inghiottono”

    Anche questo è assolutamente falso.

  117. Lorenzo scrive:

    Aurelio R.
    Da noi assolutamente non si canta il Gregoriano (nonostante ci sia un coro e un coro di voci bianche che preparano invece pezzi più “moderni”), non si prende la comunione in ginocchio, nè similia. Sono anche presenti molti bimbi, su esplicito invito del parroco, e i canti si fanno regolarmente a chitarra, organo e/o pianola. Però il chiacchericcio è l’eccezione (quando si sente il parroco ferma la funzione per richiamare alla buona creanza, e qualche strilletto qua e là turba molto meno di quanto può farlo un vicino che parlotta) e la gente finita la messa parla FUORI dalla Chiesa.
    Fino a qualche anno fa la comunione era sempre in mano, ma non ho notato differenze significative nel contegno dei fedeli dovute al cambiamento.
    Credo che più i problemi da lei indicati non siano da risolvere con la restaurazione di determinate usanze del passato, di cui possiamo discutere, bensì siano legati semplicemente alla fede, alla dignità e al buon senso dei fedeli e del loro pastore.

  118. Carlo Bollani scrive:

    p.s.2: Lo stesso blogger che ho citato potrebbe anche chiedersi se vale il seguente sillogismo:

    i) sua citazione, prima premessa: ““I fedeli stiano in piedi” non vuol mica dire che devono per forza stare fermi. Anche chi danza è in piedi.”;

    ii) citazione, seconda premessa: “”Per ottenere l’uniformità nei gesti e negli atteggiamenti del corpo in una stessa celebrazione, i fedeli seguano le indicazioni che il diacono o un altro ministro laico o lo stesso sacerdote danno secondo le norme stabilite nel Messale” …

    iii) conseguenza: se il sacerdote promuove coreografie liturgiche “ballerine”, i fedeli devono dargli retta e fare come dice? Mia nonna deve fare esercizi “spirituali” con il hula hop prima di venire a messa?

    Se non ce la fa, puo’ sempre chiedere dispensa al vescovo?

    C.B.

  119. Cherubino scrive:

    Carlo Bollani, ma lei sa cos’è un sillogismo ? quello che lei ha scritto è una barzelletta di sillogismo; la conclusione che inizia con il “se”… roba da non credere !

  120. Carlo Bollani scrive:

    Conclusione:

    Non serve. Ha gia’ parlato macv: “davanti a una cosa come questa del video i giovani ridono e se fanno beffe e dicono che è una .. roba da sfigati!!!”. Sottoscrivo in pieno.

    Ricordo di aver letto in un Catechismo del 1918 della mia biblioteca di casa che San Pio X fu chiamato in causa dai bigotti del tempo per condannare il tango argentino. Chiese di vedere un’esibizione. Concluse che non c’era nulla di male nel tango argentino, anche se gli sembrava meno interessante di un certo ballo tipico del veneto, del quale non ricordo il nome.

    Questo a significare che quando il sacro resta sacro, e il profano resta profano, non c’e’ proprio niente da ridire sul ballo da discoteca (fuori dalla Santa Messa).

    C.B.

  121. Carlo Bollani scrive:

    P.S.3: Ho taciuto il nome del blogger per proposito di compassione, ma pare non voglia intendere ragioni. Simon, preghi per lui.

    C.B.

  122. macv scrive:

    caro aurelio , come hai ragione!
    non per nulla è uscito recentemente un libro dal titolo “come andare a messa e non perdere la fede”
    nel senso che andare a Messa oggigiorno è sempre più una penitaenza, una tortura, un sacrificio che si offre a Dio ad espiazione dei propri peccati .. e non un anche un istintivo e innocente piacere per il cuore, l’intelletto e le orecchie..
    ora io non dico che andare a Messa debba essere un piacere.. sono lunfi da quella mentalità” mondna 2 di cui ki accusa cherubino.. no, non pretendo di sentire musica di Mozart.. ma che debba essere proprio un sacrifio ???
    una cosa che (istintivamente e secondo i propri gusti) uno cercherebbe di evitare.. Non è normale!!!
    Bisogna arrivare a un giusto equilibrio. come è sembre stato., lòa Lituirgia deve anche ( ANCHE) poichè l’uomo è fatto di carne,di sangue e di orecchie , essere una Lode a Dio e un giubilo l’uomo..possibile che non si possano unire le due cose? eppure nel passato è stato fatto, e con molto successo…

  123. Aurelio R. scrive:

    @Cherubino

    E’ molto semplice.
    “Maria… cos’hai pensato quando hai saputo che non saresti più stata tua… e che quel bimbo… non era per te” esprime una conoscenza assolutamente inadeguata della natura di Maria SS.ma, Concepita senza peccato originale e vissuta nella continua corrispondenza amorosa ad ogni grazia divina e quotidiana.
    “Non saresti più stata tua”: la Madonna non è mai appartenuta a se stessa, non ha mai vissuto l’atteggiamento di tante ragazze adolescenti, chiuse in se stesse, nelle loro qualità (vissute a loro vantaggio), nei loro problemi. La Madonna non sarebbe mai andata in corteo a gridare “io sono mia”. Maria SS.ma, sin dal primo istante, è purissimo dono di sè. Maria non comincia ad uscire da se stessa nel momento dell’Annunciazione. Maria non ha mai posseduto la propria vita. Maria non è mai stata di Maria, ma sempre di Dio.
    “Quel Bimbo non era per te”. La Madonna, in ogni caso, non avrebbe mai e poi mai potuto ricevere un figlio come qualcosa per sè. Questo sarà il problema di qualche madre centrata su se stessa, non avrebbe mai potuto essere una possibilità per Maria.
    Maria era consacrata al Signore sin da bambina ma, anche prima dell’Annunciazione, concepiva la maternità come altissimo dono di sè. Non è dunque l’Arcangelo Gabriele che fa capire a Maria che quel Bimbo non era per lei. Maria sapeva benissimo che nessun bimbo è mai per la madre, anche se le creature imperfette a volte cercano di appropriarsene.
    In conclusione: l’enormità di quel passaggio consiste a mio avviso nel fatto che Maria viene rappresentata come una donna segnata dall’egoismo, dall’egocentrismo, che casomai verrebbe corretto dalla grazia dell’Annunciazione. Ma l’Annunciazione trova già una Donna perfetta.

    Circa il fatto che alcuni fedeli si allontanino con la Particola al punto che li si perde di vista prima di averli visti inghiottire, questa è una mia esperienza personale, e lei non me la può ragionevolmente contestare.
    Mi potrà bensì dire che lei non ha mai fatto questa esperienza, ma non mi sembrerebbe cortese che, in prima istanza, lei dicesse che sono un bugiardo.

  124. Simon de Cyrène scrive:

    Povero Trollino ! :-(

    Eccolo che continua a scrivere castronerie anche in Cherubino Scrive: gennaio 8th, 2011 at 3:43 pm.

    Ma quando si deciderà al vero dialogo invece di solo sparare la sua malafede? Discuti, dimostri, argomenti, usi un po’ d’intelligenza se è le possibile: anche se le manca la cultura, a qualcosa dovrebbe arrivare… alla lunga.

    Però le faccio un complimento che si merita: lei è bravissimo a convincere! Con il suo stile simpatico ed i suoi modi traboccanti di onestà intellettuale, farebbe diventare un simpatizzante della scuola di bologna un accerrimo sedevacantista amante della liturgia gallicana del 1792.

    Prego per lei, caro Trollino

    In Pace

  125. Cherubino scrive:

    Aurelio sta sbagliando completamente. La santità di Maria non comporta l’onniscienza. Maria ha compreso gradualmente il progetto di Dio, come del resto mostra chiaramente l’Annunciazione del’angelo al quale Maria chiede lumi (“come è possibile…”).
    La santità quindi non esclude affatto che Maria abbia fatto dei progetti “normali”, pensato di costruire una famiglia come le sue amiche, sposare e amare un uomo come una moglie qualsiasi. Avere dei beni, cercare anche l’affetto umano del marito e di figli. Non è affatto una bestemmia ritenere che la comprensione della sua specialità sia avvenuta gradualmente. La Sacra Scrittura anzi pone la comprensione piena dell’offerta totale del Figlio all’umanità al momento dell’Annunciazione, offerta di sangue come precisa l’anziana Anna nel Tempio il giorno della Presentazione del primogenito.

    Caso mai non l’avessi mai letto ti posto i brano di Luca:

    “Entrando da lei, disse: “Ti saluto, o piena di grazia, il Signore è con te”. 29A queste parole ella rimase turbata e si domandava che senso avesse un tale saluto. 30L’angelo le disse: “Non temere, Maria, perché hai trovato grazia presso Dio. 31Ecco concepirai un figlio, lo darai alla luce e lo chiamerai Gesù. 32Sarà grande e chiamato Figlio dell’Altissimo; il Signore Dio gli darà il trono di Davide suo padre 33e regnerà per sempre sulla casa di Giacobbe e il suo regno non avrà fine”.

    34Allora Maria disse all’angelo: “Come è possibile? Non conosco uomo”. 35Le rispose l’angelo: “Lo Spirito Santo scenderà su di te, su te stenderà la sua ombra la potenza dell’Altissimo. Colui che nascerà sarà dunque santo e chiamato Figlio di Dio. 36Vedi: anche Elisabetta, tua parente, nella sua vecchiaia, ha concepito un figlio e questo è il sesto mese per lei, che tutti dicevano sterile: 37nulla è impossibile a Dio”. 38Allora Maria disse: “Eccomi, sono la serva del Signore, avvenga di me quello che hai detto”. E l’angelo partì da lei.”

  126. Cherubino scrive:

    vedo che le offese continuano a mani piene… e questi sarebbero cristiani ?

  127. Stefano78 scrive:

    @Carlo Bollani
    “Questo a significare che quando il sacro resta sacro, e il profano resta profano, non c’e’ proprio niente da ridire sul ballo da discoteca (fuori dalla Santa Messa).”

    SACROSANTO!

  128. Cherubino scrive:

    Aurelio poi non faccia il furbetto: lei ora afferma che “questa è una mia esperienza personale” rispetto alla particola. Dovrebbe almeno porre certe affermazioni in modo molto più dubitativo allora.
    Lei non può generalizzare la sua esperienza e accusa rela Chiesa di non gestire bene queste cose. E’ chi accusa che deve dimostrare ciò che dice -e lei non lo fa- quindi di fronte alla sua contestabilissima esperienza, rimane la presunzione che ordinariamente la distribuzione dell’eucarestia sia svolta correttamente. La mia esperienza, in ambienti molto diversi, è di una vigilanza e di una correttezza esemplari. Se vuole convincere qualcuno del contrario deve portare qualcosa di più della sua “esperienza”.
    Comunque non le sto dando del bugiardo, dico solo che non è affatto oggettivo. E lo dimostrano anche le argomentazioni che porta sugli altri argomenti.

  129. Gianpaolo1951 scrive:

    Caro Cherubino, perché non si prende un po’ di vacanza-riposo?!?
    Con tutta la fatica che fa arrampicandosi continuamente sugli specchi…, credo Le farebbe bene sa!…

  130. Aurelio R. scrive:

    @Cherubino

    Certo, Maria comprese gradualmente i progetti di Dio. Altrimenti l’Annunciazione sarebbe stata superflua.
    Maria non era onnisciente ma nemmeno egoista, egocentrica, centrata su di sè. Le espressioni utilizzate in quel canto richiamano invece questi difetti, figli del peccato originale.
    Questa almeno è la mia opinione, e anche quella di due o tre persone con cui ne ho parlato. Ovviamente posso sbagliare. Certo, chi ha scritto le parole di quel canto non avrà voluto esprimere eresie. Ma le parole, le frasi, hanno una certa oggettività. Non tutto è interpretazione.
    Come vede, sono più sfumato di lei (“Aurelio sta sbagliando completamente”).

    Mi ha fatto sorridere la sua frecciatina al curaro: “Caso mai non l’avessi mai letto ti posto i brano di Luca”.
    Il mio consiglio spassionato è di non offendere chi, oltretutto, non l’ha mai offesa personalmente.
    A me la cosa, ripeto, suscita buonumore, ma se questo fosse il suo atteggiamento abituale, temo che le attirerà delle antipatie.

  131. Luigi Morettini scrive:

    Ma questa pagliacciata avete provveduto ad inviarla al Cardinal Bagnasco? Cosa aspetta ad intervenire per riportare la Chiesa ed il comportamento dei sacerdoti nel pieno rispetto della volontà di Gesù Cristo? Oppure preferisce che sia l’Europa ad occuparsene alzando la voce al suo posto?

  132. Luisa scrive:

    Chi può dirmi se e dove la Sacrosanctum Concilium ha prescritto la Comunione sulla mano, la soppressione del latino, del canto gregoriano, il ribaltamento degli altari e la distruzione delle balaustre, dove sta scritto che bisogna sopprimere gli inginocchiatoi, che non è da cattolico adulto inginocchiarsi ?
    Io non vedo queste prescrizioni, leggo al contrario che il latino deve essere conservato…ma è anche vero che si intravedono gli spiragli lasciati aperti, spiragli che sono diventati breccie e poi falle e così ciò che doveva restare un`eccezione è diventata la norma.
    Chi conosce come si è arrivati alla Comunione sulla mano addirittura come se fosse la norma della Chiesa?
    In quanti sanno che all`inizio è stata introdotta abusivamente e clandestinamente in certi Paesi influenzati dal protestantesimo, a partire dall`Olanda, nonostante Papa Paolo VI avesse già nel ‘65 determinato fermamente che in quei luoghi si doveva ritornare alla Comunione in bocca, senza peraltro che i suoi richiami fossero seguiti da effetto?
    Quanti sanno che Paolo VI decise di sondare l`opinione dei Vescovi che si pronunciarono in favore de mantenimento del modo tradizionale di comunicarsi, e che il 28 maggio 1969 pubblicò il documento ‘Memoriale Domini’ in cui affermava testualmente:
    ‘I Vescovi del mondo sono unanimemente contrari alla Comunione sulla mano. Deve essere osservato questo modo di distribuire la Comunione, ossia il sacerdote deve porre l’Ostia sulla lingua dei comunicandi. La Comunione sulla lingua non toglie dignità in nessun modo a chi si comunica. Ogni innovazione può portare all’irriverenza ed alla profanazione dell’Eucarestia, così come può intaccare gradualmente la dottrina corretta’…..‘Il Supremo Pontefice giudica che il modo tradizionale ed antico di amministrare la Comunione ai fedeli non deve essere cambiato. La Sede Apostolica invita perciò fortemente i Vescovi, i preti ed il popolo ad osservare con zelo questa legge’
    Ma……ecco il solito spiraglio… poiché l’Istruzione continuava dicendo che, dove l’abuso si era già fortemente consolidato, poteva essere legalizzato con la maggioranza dei due terzi in un ballottaggio segreto della Conferenza Episcopale Nazionale (a patto che la Santa Sede confermasse la decisione).
    Il Papa concedeva che le Conferenze Episcopali dove già si era introdotto l’uso (per sanare a posteriori l’abuso) potesse PERMETTERE questa modalità, decisione che poi ha ancora bisogno di essere confermata di volta in volta dalla Santa Sede.
    Nella sua Lettera ‘Dominae Cenae’ del 24 febbraio 1980, Giovanni Paolo II riaffermò gli insegnamenti della Chiesa secondo cui toccare le Sacre Specie e amministrarle con le proprie mani è un privilegio dei consacrati… ma il suo documento fu accolto come un suggerimento e ignorato nei fatti.
    Ma poi sappiamo come sono andate le cose, l`eccezione è diventata la norma.
    In Italia la CEI in data 19 luglio 1989 ha stabilito che:


    _nelle diocesi si può distribuire la Comunione anche deponendo l’ostia nella mano deifedeli;
    

- il modo consueto di ricevere la Comunione deponendo la particola sulla lingua rimane del tutto conveniente e i fedeli potranno scegliere tra l’uno e l’altro modo;

­ prima di introdurre la possibilità di ricevere la Comunione nella mano, dovrà essere fatta una congrua catechesi che illustri i vari punti dell’istruzione e in particolare il significato della nuova prassi;

….
    

- la possibilità della Comunione disponendo l’ostia nella mano sarà introdotta nelle nostre chiese a partire dalla domenica prima dell’Avvento, 3 dicembre 1989, al fine di consentire la summenzionata previa catechesi.


  133. Aurelio R. scrive:

    @Cherubino

    Adesso sono diventato “furbetto”. E va bè.
    Ripeto: perchè offendere chi, oltretutto, non ti ha offeso? Non vedo il vantaggio, carità a parte.
    Veniamo alla mia furbizia.
    Io dico: la gente prende in mano la Particola e, invece di inghiottirla subito, si allontana.
    Lei dice: falsità!
    Io replico: bè, mi vuol concedere che perlomeno quello che ho visto con i miei occhi sia vero?
    Lei riprende: non faccia il furbetto. Non può estendere la sua esperienza a tutta la Chiesa. Lei deve portare le prove, visto che accusa.

    Il punto è che questo non è un tribunale, è un blog. Gente che parla (dovrebbe parlare) serenamente. Lo stile è un altro, rispetto a Palazzo di Giustizia.
    Io porto la mia esperienza, e non avendo esperito altro che questo, è ovvio che tendo a generalizzare.
    Apposta ci stanno gli altri utenti del blog. Se la gente mi dice “E’ così” mi confermo nella mia idea. Se invece piovono commenti del tipo “Ma quando mai?”, comprendo che la mia esperienza non rappresenta la norma, ma l’eccezione.

    Però lei, mi dia retta, si rilassi. Non può continuamente stare a un alto livello di tensione fatto di “mo’ ti faccio leggere per la prima volta il Vangelo”, “mi devi portare le prove, la tua esperienza non ci interessa”, “e se vi denunciassi tutti?”, “non faccia il furbetto”, e così via.
    Ripeto: se la cosa sta un pochino stancando me, che non amo i conflitti, forse anche altri potrebbero mal disporsi.
    Bè, veda lei.

  134. Osservatore scrive:

    Ci sarebbe piuttosto da domandarsi come mai il grande Tornielli con una mano fa solo finta di bacchettare i tradizionalisti mentre con l’altra si scandalizza , o fa solo finta di scandalizzarsi, davanti a una semplice espressione di tripudio intorno all’altare durante la Notte Santa.
    Tornielli , non sarebbe il caso che si mettesse un pochino di più d’accordo con se stesso?
    Ringrazi i tre o quattro blogger che ogni tanto raddrizzano questo carrozzone di blog infestato da emeriti ignoranti fondamentalisti che lei manipola in continuazione.
    Lei che è un degno dipendente , per mancanza di scrupoli, del giornilino padronale ecc.ecc.

  135. Giampiero scrive:

    Accidenti, quanto ardore nella polemica! Tutto a partire da un breve filmato. Per dare un giudizio su questa Messa di Natale bisognerebbe conoscerne l’intero svolgimento. E capire si ha allontanato o avvicinato al Mistero i fedeli presenti. Ci sono tanti modi di vivere la fede, da laici sposati fino ai trappisti, magari qualche variazione nella liturgia potrà pure essere tollerata, se avvicina a Cristo.

  136. Cherubino scrive:

    oltre tutto, Aurelio, sei anche permaloso: vuoi mettere la mia ironica battuta, chiaramente esagerata (non penserai veramente che io pensassi veramente che tu non avessi mai letto veramente l’Annunciazione?) con frasi ben più ofefnsive, tra cui anche le tue, che vedono bestemmie inesistenti e eresie altrettanto inesistenti?

    Allora, detto questo vediamo di chiarirti un pò le idee in materia di antropologia cristiane e fondamenti di morale.
    Tu confondi l’egoismo, ossia il peccato originale, con la natura umana. L’avere desideri per sè, desiderare gratificazioni per sè, dei beni per sè, una realizzazione anche umana per sè, non è egoismo. Lo diventa quando tali desideri della natura umana sono vissuti nella indocilità e quindi “disordinatamente”. Vedi per esempio le Promesse ad Abramo, sulle quali egli si fidò di Dio e fu chiamato “Padre nella fede” e “in lui saranno benedette tutti i popoli”. Dio fa appello proprio a desideri che tu chiameresti egoistici: un figlio, la benedizione, un popolo, la terra…
    Certamente poi educa Abramo a fidarsi di lui anche quando sembra che tali doni siano “sacrificati” proprio da Dio: sul monte Moria. Lì Abramo avrebbe potuto cedere al “disordine” e appropriarsi del dono anteponendolo al “Donatore”.
    Maria quindi può benissimo aver avuto desideri naturali “per sè”, anzi sarebbe una visione disincarnata ritenere il contrario. Certamente ella ha vissuto questi desideri nella docilità assoluta, per cui ha saputo rinunziare ad essi quando ha capito che il progetto di Dio era un altro. E’ questo, si badi bene, è molto più meritevole che non una asettica indifferenza verso i beni di questo mondo. L’atarassia dei greci non è una virtù cristiana, il riconoscimento che siamo umani e non Dio, quindi connotati da carne, sangue e desideri naturali, da vivere nella docilità a Lui, invece sì. Maria al momento giusto ha saputo dire sì, ha saputo mettere da parte i suoi legittimi e naturali progetti, per fare spazio, anche fisicamente, ad un progetto di Dio del tutto particolare…

  137. LIBERAMENTE scrive:

    jacu, lei ha girato la frittata (la parobala), e non se ne è accorto, i sepolcri inbiancati sono coloro che come lei stanno in chiesa e additano gli altri (cioè il sottoscritto) fuori dalla chiesa come infedeli e peccatori, ed io sono fuori dalla chiesa anche se sono stato invitato una volta ad entravi, ma ho sentito subito il clima che anche qui nel blog aleggia e devo dire che avevo ragione, siete proprio come vi ho descritto, non sarebbe ora di resuscitare?

    Quando cita la bibbia faccia attenzione ai personaggi, io sono fiori dlala chiesa e non dentro, voi siete dentro e ragionate così di solito: “noi siamo nel vero perchè catotlici mentre gli altri sono false religioni” più o meno come si è comportato il fariseo nei confronti del peccatore che si batteva il petto.

  138. LIBERAMENTE scrive:

    jacu, m lei è un nuovo utente? non sa che io sono ateo? Beh adesso lo sa, quindi, adesso sa anche che non ho alcuna coscienza cristiana, meno che mai cattoica e sono felice ugualmente, e non eticamente ho nessun obbligo di sentirmi in colpa in base al vostro moralismo medioevale.

  139. Cherubino scrive:

    ha ragione: questo non è un Tribunale. Lo dica a se stesso e a quanti continuano ad accusare la Chiesa, i vescovi, i parroci, i fedeli normali, quelli che cantano Symbolum ’77, quelli che non vedono nulla di male ad accompagnare il canto con le chitarre, quelli che ricevono la Comunione in piedi, quelli che ascoltano il papa che chiama il Concilio Vaticano II la magna carta della Chiesa odierna, quelli che ringraziano Dio per questa Chiesa che li serve nonostante la fragilità umana di cui tutti siamo fatti…

    Ha ragione sarebe ora che la si smettesse di mettervi sullo scranno del giudice che non vi compete. Perchè non lo dice a costoro? Perchè stranamente accetta che Luisa, macv, Simon, Andrea, ecc. ecc. continuamente fanno i censori della Chiesa e attribuisce a me questo per una battuta ironica e due parole innocenti ? “furbetto” la offende ? a mio parere non è un’offesa rilevare che non sta procedendo nei suoi argomenti con onestà intellettuale! Io valuto le parole che vengono scritte e solo quelle e ripeto che lei ora si sta arrampicando sugli specchi per dimostrare l’indimostrabile. E questo è un mio diritto dirlo. Poi la sua persona non la conosco e non ho espresso alcuna valutazione a prescindere dalle cose affermate in questa pagina.

  140. Osservatore scrive:

    Mi auguro che la casualissima contemporaneità tra il mio ultimo post e l’ultimo commento di Cherubino, che stimo moltissimo per i suoi sagaci commenti, tolgano ogni dubbio circa una mia presunta identità con lui, come qualcuno ha insinuato.
    Del resto il moderatore può controllare benissimo se vuole.
    O forse è troppo occupato a ricevere ordini da Arcore?
    Più rivedo il filmato e più mi convinco della sua innocenza.
    Il tradizionalisssimo tradizionalista Tornielli, mascherato ogni tanto da filo progressista, dovrebbe credo porovare un pochino di vergogna per aver scritto questo 3d zeppo di fregnacce.

  141. Cherubino scrive:

    Conferenza Episcopale Italiana, Sulla Comunione eucaristica

    La Conferenza episcopale italiana nella XXXI assemblea generale ordinaria (C4/1669) (15-19 maggio 1989) ha esaminato e approvato con la maggioranza prescritta la delibera di carattere normativo circa l’introduzione nelle diocesi d’Italia dell’uso di distribuire la comunione nelle mani dei fedeli e la relativa Istruzione Sulla comunione eucaristica, in attuazione della concessione prevista dal Rito della comunione fuori della messa e culto eucaristico al n. 21 (V4/2531).

    Con il presente decreto, nella mia qualità di presidente della Conferenza episcopale italiana, per mandato della medesima assemblea generale e in conformità al can. 455 del Codice di diritto canonico nonché all’art. 28/a (C3/2332) dello Statuto della CEI, dopo aver ottenuto la prescritta «recognitio» della Santa Sede, in data 14 luglio 1989, con decreto CD 311/89 della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, intendo promulgare e di fatto promulgo la delibera succitata, approvata dalla XXXI assemblea generale, e la relativa istruzione, stabilendo che la promulgazione sia fatta mediante pubblicazione sul Notiziario ufficiale della Conferenza episcopale italiana.

    In conformità al can. 8, §2 del Codice di diritto canonico, tenuto conto dell’esigenza di una previa e adeguata catechesi, che illustri i vari punti dell’istruzione e in particolare il significato della nuova prassi, stabilisco altresí che la delibera promulgata entri in vigore a partire dal 3 dicembre 1989, domenica prima di avvento.

    Roma, dalla sede della CEI, 19 luglio 1989.

    + Ugo card. Poletti, Vicario generale di Sua Santità per la città di Roma e distretto,
    Presidente della Conferenza episcopale italiana.

    14. La Chiesa ha sempre riservato grande attenzione e riverenza all’eucaristia, anche nel modo di avvicinarsi alla mensa e ricevere la comunione. Particolarmente appropriato appare oggi l’uso di accedere processionalmente all’altare ricevendo in piedi, con un gesto di riverenza, le specie eucaristiche, professando con l’«Amen» la fede nella presenza sacramentale di Cristo (cf. IGMR 56i, 117, 244c, 246b, 247b; Inaestimabile donum, 11) (V3/2104.2168) (V3/2305 ss.) (V7/301).

    1860

    15. Accanto all’uso della comunione sulla lingua, la Chiesa permette di dare l’eucaristia deponendola sulle mani dei fedeli protese entrambe verso il ministro, ad accogliere con riverenza e rispetto il corpo di Cristo. I fedeli sono liberi di scegliere tra i due modi ammessi. Chi la riceverà sulle mani la porterà alla bocca davanti al ministro o appena spostandosi di lato per consentire al fedele che segue di avanzare (cf. Rito della comunione fuori della messa…, 21; Notificazione sulla comunione nella mano, 3, 4, 7) (V4/2531) (V9/1535 s., 1539). Se la comunione viene data per intinzione, sarà consentita soltanto nel primo modo.
    http://www.internetsv.info/DecretoC.html

    Ricordo poi che ai sensi del Codice Canonico

    Can. 1369 – Chi in uno spettacolo o in una pubblica adunanza o in uno scritto pubblicamente divulgato, o in altro modo servendosi dei mezzi di comunicazione sociale, proferisce bestemmia od offende gravemente i buoni costumi o pronuncia ingiurie o ECCITA ALL’ODIO O AL DISPREZZO CONTRO LA RELIGIONE O LA CHIESA, sia punito con una giusta pena.

    Can. 1373 – Chi pubblicamente SUSCITA RIVALITA’ E ODI da parte dei sudditi contro la Sede Apostolica o l’Ordinario per un atto di potestà o di ministero ecclesiastico, o ECCITA I SUDDITI ALLA DISOBBEDIENZA NEI LORO CONFRONTI, sia punito con l’interdetto o altre giuste pene.

  142. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino non ha ancora risposto (si e’ limitato a “eludere”) …

    i) sue parole: ““I fedeli stiano in piedi” non vuol mica dire che devono per forza stare fermi. Anche chi danza è in piedi.”;

    ii) citazione: “”Per ottenere l’uniformità nei gesti e negli atteggiamenti del corpo in una stessa celebrazione, i fedeli seguano le indicazioni che il diacono o un altro ministro laico o lo stesso sacerdote danno secondo le norme stabilite nel Messale” …

    iii) conseguenza: se il sacerdote promuove coreografie liturgiche “ballerine”, i fedeli devono dargli retta e fare come dice? Mia nonna deve fare esercizi “spirituali” con il hula hop prima di venire a messa?

    Se non ce la fa, puo’ sempre chiedere dispensa al vescovo?

    C.B.

  143. anniballo scrive:

    Non vorrei dispiacere alla Redazione, ma vivo nell’ansia che Liberamente venga censurato….

  144. Luisa scrive:

    Può interessare questo responso della Congregazione per il Culto divino datato 1999 d Cf. Responsum de Communione super linguam recipienda (Notitiae, 392-393 1999):

    Domanda:

    “Se nelle diocesi in cui è permesso distribuire la comunione nella mano dei fedeli sia lecito al sacerdote ovvero ai ministri straordinari della comunione obbligare i comunicandi a ricevere l’ostia esclusivamente in mano, e non sulla lingua.”

    Responso:

    “Risulta per certo dagli stessi documenti della Santa sede che nelle diocesi ove il pane eucaristico è posto nella mano dei fedeli, resta intatto il loro diritto di riceverlo sulla lingua.
    Pertanto agiscono in violazione delle norme sia coloro che obbligano i comunicandi a ricevere la comunione esclusivamente in mano sia coloro che rifiutano ai fedeli la comunione in mano nelle diocesi che godono di questo indulto.

    Nel rispetto delle norme sulla distribuzione della santa comunione, i ministri ordinari e straordinari curino particolarmente che l’ostia sia assunta immediatamente dai fedeli, in modo tale che nessuno si allontani con le specie eucaristiche ancora in mano.

    Tutti ricordino che è tradizione secolare ricevere l’ostia sulla lingua. Il sacerdote celebrante, se vi sia pericolo di sacrilegio, non ponga la comunione in mano ai fedeli, e li informi sul fondamento di tale modo di procedere.

  145. Cherubino scrive:

    sig. Bollani, vedo che ha eliminato i riferimenti al sillogismo, ha fatto bene perchè erano pietosi.

    Quanto alla sua domanda la risposta è semplice e stupisce che non ci arrivi da solo. A mio parere la possibilità di usare un codice come la danza per esprimere preghiera all’interno della Messa non può essere un obbligo, ma una proposta, dato che non è elemento rituale, ma un codice con cui si esprime preghiera. Esso quindi può accompagnare la preghiera dei momenti in cui è dato al popolo esprimerla o farla interiormente, fornendo un modulo espressivo più coinvolgente, ma non può diventare obbligante innanzitutto proprio per la caratteristica personale di questi momenti.
    E’ come per il canto d’altra parte: nessuno è obbligato a cantare, però la proposta viene fatta e organizzata lo stesso. Questo non lede affatto l’uniformità richiesta perchè in questi momenti l’uniformità è ab origine non assoluta e non vincolante.

    Comunque, perchè fa queste domande a me? Se ha veramente voglia di approfondire può chiedere ad un sacerdote o al vescovo. Se invece è per continuare ad attaccare, mi chiedo cosa ci sia di cristiano in un tale atteggiamento.

  146. LIBERAMENTE scrive:

    Anniballo non stia in ansia per me, ma la ringrazio ugualmente e le faccio Buon Anno, anzi, come dice anche Spok, Lunga vita e prosperità!

    Vede, adesso pare che quelli che si battono il petto sono i cattolici e i cistiani, ora siamo noi atei ad essere fatti passare per farisei, il modno si è capovolto, vabbeh che l’asse magnetico della terra si sta spostando, ma non vorrei che siano proprio i cattolici a finire di essere degli spostati, sa quella faccenda del magnetismo carismatico che potrebbe subire qualche modifica, alla fine anche il cervello dei credenti ha un baricentro, se si ribalta il mondo, si ribaltano anche loro, ma già da oggi hanno creato un loro dizionario dei sinonimi e dei contrari, ecco, già oggi ci sono i dizionari cattolici con i sigificati tutt’altro che inerenti alla funzione di qualsiasi parola, sono significati derivati dall’interpretazione teologica alla luce di dio, quindi, può immaginare cosa un gorno le nuove generazioni potranno rispondere alla maestra: XXXXX signi fica questo ma è da interpretare alla luce di dio, e così via dicendo fino alla lettera z del dizionario.

  147. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino,

    I riferimenti al sillogismo erano fondati, che le piaccia o no: e’ evidente che il dedotto era presentato in forma di domanda per puro motivo di stile. Non faccia il bambino.

    Resta il fatto che la sua posizione, portata alle estreme conseguenze, e’ pericolosa per la Fede.

    Lei ammette l’irritualita’ nel rito (“una proposta, dato che non è elemento rituale”), da’ alla soggettivita’ del modo in cui e’ vissuta la liturgia un’estensione potenzialmente distruttiva del suo carattere sacro (“un modulo espressivo più coinvolgente, ma non può diventare obbligante innanzitutto proprio per la caratteristica personale di questi momenti”), confonde totalmente l’universalita’ come intesa dal Papa con “l’uniformita’” esteriore del rito (“non lede affatto l’uniformità richiesta perchè in questi momenti l’uniformità è ab origine non assoluta e non vincolante”).

    C.B.

  148. Stefano78 scrive:

    Concordo con Carlo Bollani.

    La concezione di fede e dottrina di Cherubino è diametralmente “alternativa” alla Fede della Chiesa.

    La Liturgia non è qualcosa di “palsmabile” nè di personalizzabile, nè di adattabile a “gusto”.

    La Liturgia è DI DIO! “A lode e Gloria del Suo Nome, per il Bene Nostro e di tutta la Santa Chiesa”. La Litrugia è di Dio ed è Mezzo per Comunicare la Grazia e per realizzare la Salvezza promessa. Non è un “luogo di sperimentazione”, nè tantomeno una commistione tra Sacro e Profano per “liberalizzare i sentimenti degli astanti”.

    Non c’è nessuna conciliazione tra Cristo e Belial.

  149. Stefano78 scrive:

    Tra l’altro l’allargamento dell “indulto” (significa che è una concessione TEMPORANEA) della Comunione sulla mano è stato un absuo. Paolo VI non aveva dato nessuna approvazione a questo modo di comunicarsi ma anzi aveva dato la sua RIPEOVAZIONE. Basta leggere le sue disposizioni a riguardo.

  150. Francesco Rada scrive:

    @ Osservatore 8 gennaio 6,10 e 6,21 p.m.
    Il novello censore che si lamentava e si lamenta se qualcuno usa (usava) nei suoi confronti od in quelli di Cherubino commenti pepati dovuti alla pochezza delle
    idee di entrambi, ora insulta quasi tutti nei suoi due
    post e dà del venduto a Tornielli; lo quantifica novello
    Satana alla guida di biechi tradizionalisti e chiude con la solita sviolinata nei confronti di Cherubino scrovendo:
    “…ringrazi (Tornielli) i tre o quattro blogger che…..
    raddrizzano……questo blog infestato da emeriti ignoranti…”
    Noi tutti (Tornielli compreso) siamo emeriti ignoranti
    tranne Cerubino, Savigni ed Osservatore. Che pena e che
    tristezza vedere in un cristiano (sic) tanto odio e livore.
    La Santa Chiesa ci impone di perdonare. Io perdono e spero
    che la Misericordia di Nostro Signore salvi dalle fiamme
    dell’inferno persone come “Oservatore”.
    Pace in Cristo
    Francesco rada

  151. Carlo Bollani scrive:

    Stefano 78:

    La Liturgia è DI DIO … mi verrebbe da aggiungere: e il ballo e’ dei ballerini!

    Come appassionato e praticante da anni di ballo latino-americano, sono doppiamente costernato: coreografia puerile, scarso o nullo “lavoro di bacino”, una sola ragazza “presentabile” in prima fila, con magliettina super-castigata e poco aderente sopra un casto girocollo. Gonne della bisnonna per tutte. Non e’ affatto sexy.

    Se proprio voleva dare scandalo, doveva farlo meglio! Son degli sfigati!

    C.B.

  152. Simon de Cyrène scrive:

    @Stefano e a Carlo

    il cattolicesimo borderline di Cherubino è diventato molto apparente da qualche tempo in qua nelle sue prese di posizione sulla morale sessuale e su quella sponsale, nelle sue prese di posizione circa l’intenzionalità completamente in opposizione agli insegnamenti e raccomandazioni del Santo Padre un po’ prima di Natale: non è quindi sorpresa che dica eresie sulla liturgia il suo significato.

    La Liturgia è il cuore stesso della vita della Chiesa visto che ripropone in Realtà ma in modo incruento l’Unico Sacrificio de Cristo: è ovvio che è la pietra di paragone in confronto alla quale si misura la vera “cattolicità” di chi vi partecipa.

    Meglio essersi accorti di “chi” sia in realtà Cherubino un po’ tardi che mai. Penso che nel prossimo futuro la sua eterodossia diventerà sempre più sistematicamente evidente.

    In Pace

  153. Cherubino scrive:

    esorto chiunque abbia a cuore la propria fede a non ascoltare le chiacchiere e gli errori madornali di persone come Simon, Bollani, macv, Luisa, Stefano78, ecc. ecc.
    Queste persone spacciano per dottrina della Chiesa le proprie idee. Chiunque voglia verificarlo basta che stampi queste pagine e vada a parlarne con un prete regolarmente incardinato: un parroco, un gesuita, un domenicano, un franescano uno qualsiasi di una Congregazione o altra famiglia religiosa riconosciuta.
    Sono più che certo che la risposta sarà di conferma di quanto dico e di correzione delle personali opinioni di costoro.

  154. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino:

    E’ sabato sera: vada a ballare, che e’ meglio!

    C.B.

  155. Gianpaolo1951 scrive:

    «esorto chiunque abbia a cuore la propria fede a non ascoltare le chiacchiere e gli errori madornali di persone come Simon, Bollani, macv, Luisa, Stefano78, ecc. ecc. …»

    Caro Cherubino, questa volta ha superato sé stesso!…
    Ma la smetta di pontificare e di minacciare come il Suo solito!…
    Crede ancora di incantare qualcuno con le Sue tiritere?!?
    Un po’ alla volta tutti i Suoi fans si stanno ricredendo…
    La Sua maschera è caduta, mio caro!…
    Ormai è finita per Lei…
    Deponga le armi e si ritiri dignitosamente che è ancora in tempo!…

  156. pietro. scrive:

    LIBERAMENTE;OGGI 1:17 am,se le MESSE TRIDENTINE sono un mortorio, e se ti sembra un obitorio, pieno di sepolcri imbiancati, nessuno ti ha obbligato ad andarci, però ho capito che ci sei andato come spettatore per curiosare e tu non hai capito niente della S.MESSA, ma credo che pure non capisci la S.MESSA postConciliare, chissà cosa cerchi?….Ho capito, preferisci la chiesa discoteca con gospel, allez ciao.

  157. Luisa scrive:

    “esorto chiunque abbia a cuore la propria fede a non ascoltare le chiacchiere e gli errori madornali di persone come Simon, Bollani, macv, Luisa, Stefano78, ecc. ecc.
    Queste persone spacciano per dottrina della Chiesa le proprie idee.”
    , scrive cherubino

    Per quel che mi riguarda ecco le idee che ho spacciato per mie….. nell`ordine:

    -Sacrosanctum Concilium: la costituzione conciliare sulla Liturgia
    -Memoriale Domini di Paolo VI
    -Dominae Cenae di Giovanni Paolo II
    -Ecclesia de Eucharistia di Giovanni Paolo II
    -Redemptionis sacramentum pubblicata dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti e voluta da Giovanni Paolo II in effetti si legge:
    In particolare, il Sommo Pontefice, affinché la Chiesa tuteli debitamente anche al giorno d’oggi un così grande mistero nella celebrazione della sacra Liturgia, ha dato disposizione a questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti[8] di preparare, d’intesa con la Congregazione per la Dottrina della Fede, la presente Istruzione, in cui fossero trattate alcune questioni concernenti la disciplina del sacramento dell’Eucaristia. Quanto appare in questa Istruzione va, pertanto, letto in continuità con la citata Lettera Enciclica «Ecclesia de Eucharistia» (questo per chi diceva che non è un documento del Papa….)
    -Le norme stabilite dalla CEI nel luglio 1989
    -Responsum de Communione super linguam recipienda (Notitiae, 392-393 1999): della Congregazione per il Culto divino datato del 1999

    Ma forse il signor cherubino considera che questi documenti contengono “errori madornali”, non si sa mai.
    Però gli dò ragione su un punto, suggerisco a chi ci legge di stampare i documenti citati e di portarli al proprio sacerdote, al proprio parroco e perchè no, anche al vescovo e farsi spiegare da loro perchè non sono applicati.

  158. Carlo Bollani scrive:

    Caro P. DANILO,

    Se lei e’ “un prete regolarmente incardinato: un parroco, un gesuita, un domenicano, un franescano uno qualsiasi di una Congregazione o altra famiglia religiosa riconosciuta”, puo’ provare a far ragionare Cherubino?

    Grazie.

    Cordialmente,

    C.B.

  159. Cherubino scrive:

    no Luisa, lei fa lo spezzatino e il commento rivisto e corretto di questi testi che stravolge puntualmente. Basta leggere i suoi post: lei non fa parlare i testi, li intramezza di commentini suoi, astrare frasi dal loro contesto e da altre frasi che ne chiariscono il senso. In questo modo scorretto chiunque riuscirebbe a far dire un testo il contrario di ciò che realmente intendeva l’autore. Sono regole ermeneutiche di base.
    Lei poi adombra o accusa la Chiesa continuamente di complotti, congiure, violenze sul papa, raggiri… la Chiesa che lei raffigura è peggio di quella dei romanzi di Dan Brown. Per non parlare dei vescovi che per lei contano meno di niente.
    Il povero Tornielli per aver detto quello che pensava sui tradizionalisti intrisi di mentalità protestante si è preso almeno una settimana di attacchi continui e pesantissimi. Così fate con il sottoscritto e con chiunque non asseconda il verbo anticonciliare e reazionario. Perchè alla fine c’è anche questo: accreditarvi per paladini della fede così alle prossime elezioni farete venire un sacco di scrupoli a chi cade nella vostra ragnatela con accuse di satanismo verso chiunque non voti per il vostro leader…

    Ripeto alle persone in buona fede: andate a parlare con un prete regolare, ascoltate la Chiesa e non chi la divide, la offende, la ferisce.

  160. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino:

    Non le piacciono i testi inframezzati di commenti? Si rilegga questo:

    MOTU PROPRIO DI SUA SANTITÀ PIO PP. X
    SULLA MUSICA SACRA

    (22 novembre 1903)

    Nulla adunque deve occorrere nel tempio che turbi od anche solo diminuisca la pietà e la devozione dei fedeli, nulla che dia ragionevole motivo di disgusto o di scandalo, nulla soprattutto che direttamente offenda il decoro e la santità delle sacre funzioni e però sia indegno della Casa di Orazione e della maestà di Dio.

    Non tocchiamo partitamente degli abusi che in questa parte possono occorrere. Oggi l’attenzione nostra si rivolge ad uno dei più comuni, dei più difficili a sradicare e che talvolta si deve deplorare anche là dove ogni altra cosa è degna del massimo encomio per la bellezza e sontuosità del tempio, per lo splendore e per l’ordine accurato delle cerimonie, per la frequenza del clero, per la gravità e per la pietà dei ministri che celebrano.

    Tale è l’abuso nelle cose del canto e dèlla musica sacra.

    Ed invero, sia per la natura di quest’arte, per sé medesima fluttuante e variabile, sia per la successiva alterazione del gusto e delle abitudini lungo il correre dei tempi sia per il funesto influsso che sull’arte sacra esercita l’arte profana e teatrale, sia per il piacere che la musica direttamente produce e che non sempre torna facile contenere nei giusti termini, sia in fine per i molti pregiudizi che in tale materia di leggeri s’insinuano e si mantengono poi tenacemente anche presso persone autorevoli e pie, v’ha una continua tendenza a deviare dalla retta norma, stabilita dal fine, per cui l’arte è ammessa a servigio del culto, ed espressa assai chiaramente nei canoni ecclesiastici, nelle Ordinazioni dei Concilii generali e provinciali, nelle prescrizioni a più riprese emanate dalle Sacre Congregazioni romane e dai Sommi Pontefici Nostri Predecessori.

    La musica sacra deve per conseguenza possedere nel grado migliore le qualità che sono proprie della liturgia e precisamente la SANTITÀ e la BONTÀ DELLE FORME, onde sorge spontaneo l’altro carattere, che è l’UNIVERSALITÀ.

    Deve essere santa e quindi escludere ogni profanità, non solo in sé medesima ama anche nel modo onde viene proposta per parte degli esecutori.

    Deve essere arte vera, non essendo possibile che altrimenti abbia sull’animo di chi l’ascolta quell’efficacia, che la Chiesa intende ottenere accogliendo nella sua liturgia l’arte dei suoni.

    MA DOVRÀ INSIEME ESSERE UNIVERSALE IN QUESTO SENSO, CHE PUR CONCEDENDOSI AD OGNI NAZIONE DI AMMETTERE NELLE COMPOSIZIONI CHIESASTICHE QUELLE FORME PARTICOLARI CHE COSTITUISCONO IN CERTO MODO IL CARATTERE SPECIFICO DELLA MUSICA LORO PROPRIA, QUESTE PERÒ DEVONO ESSERE IN TAL MANIERA SUBORDINATE AI CARATTERI GENERALI DELLA MUSICA SACRA, CHE NESSUNO DI ALTRA NAZIONE ALL’UDIRLE DEBBA PROVARNE IMPRESSIONE NON BUONA.

    Queste qualità si riscontrano in grado sommo nel canto gregoriano, che è per conseguenza il canto proprio della Chiesa Romana, il solo canto che essa ha ereditato dagli antichi padri che ha custodito gelosamente lungo i secoli nei suoi codici liturgici, che come suo direttamente propone ai fedeli, che in alcune parti della liturgia esclusivamente prescrive e che gli studi più recenti hanno si felicemente restituito alla sua integrità e purezza.

    Per tali motivi il canto gregoriano fu sempre considerato come il modello della musica sacra, potendosi stabilire con ogni ragione la seguente legge generale: tanto una composizione per chiesa è più sacra e liturgica; quanto più nell’andamento, nella ispirazione e nel sapore si accosta alla melodia gregoriana, e tanto è meno degna del tempio, quanto più da quel supremo modello si riconosce difforme.

    L’antico canto gregoriano tradizionale dovrà dunque restituirsi largamente nelle funzioni del culto, tenendosi da tutti per fermo, che una funzione ecclesiastica nulla perde della sua solennità, quando pure non venga accompagnata da altra musica che da questa soltanto.

    In particolare si procuri di restituire il canto gregoriano all’uso del popolo, affinché i fedeli prendano di nuovo parte più attiva alla officiatura ecclesiastica, come anticamente solevasi.

    Le anzidette qualità sono pure possedute in ottimo grado dalla classica polifonia, specialmente della scuola Romana, la quale nel secolo XVI ottenne il massimo della sua perfezione per opera di Pierluigi da Palestrina e continuò poi a produrre anche in seguito composizioni di eccellente bontà liturgica e musicale. La classica polifonia assai bene si accosta al supremo modello di ogni musica sacra che è il canto gregoriano, e per questa ragione meritò di essere accolta insieme col canto gregoriano, nelle funzioni più solenni della Chiesa, quali sono quelle della Cappella Pontificia.

    Dovrà dunque anch’essa restituirsi largamente nelle funzioni ecclesiastiche, specialmente nelle più insigni basiliche, nelle chiese cattedrali, in quelle dei seminari e degli altri istituti ecclesiastici, dove i mezzi necessari non sogliono fare difetto.

    La Chiesa ha sempre riconosciuto e favorito il progresso delle arti, ammettendo a servizio del culto tutto ciò che il genio ha saputo trovare di buono e di bello nel corso dei secoli, salve sempre le leggi liturgiche. Per conseguenza la musica più moderna è pure ammessa in chiesa, offrendo anch’essa composizioni di tale bontà, serietà e gravità, che non sono per nulla indegne delle funzioni liturgiche.

    NONDIMENO, SICCOME LA MUSICA MODERNA È SORTA PRECIPUAMENTE A SERVIZIO PROFANO, SI DOVRÀ ATTENDERE CON MAGGIOR CURA, PERCHÉ LE COMPOSIZIONI MUSICALI DI STILE MODERNO, CHE SI AMMETTONO IN CHIESA, NULLA CONTENGANO DI PROFANO, NON ABBIANO REMINISCENZE DI MOTIVI ADOPERATI IN TEATRO, E NON SIANO FOGGIATE NEPPURE NELLE FORME ESTERNE SULL’ANDAMENTO DEI PEZZI PROFANI.

    FRA I VARI GENERI DELLA MUSICA MODERNA, QUELLO CHE APPARVE MENO ACCONCIO AD ACCOMPAGNARE LE FUNZIONI DEL CULTO È LO STILE TEATRALE, CHE DURANTE IL SECOLO SCORSO FU IN MASSIMA VOGA, SPECIE IN ITALIA. ESSO PER SUA NATURA PRESENTA LA MASSIMA OPPOSIZIONE AL CANTO GREGORIANO ED ALLA CLASSICA POLIFONIA E PERÒ ALLA LEGGE PIÙ IMPORTANTE DI OGNI BUONA MUSICA SACRA. INOLTRE L’INTIMA STRUTTURA, IL RITMO E IL COSIDETTO CONVENZIONALISMO DI TALE STILE NON SI PIEGANO, SE NON MALAMENTE, ALLE ESIGENZE DELLA VERA MUSICA LITURGICA.

    IN GENERALE È DA CONDANNARE COME ABUSO GRAVISSIMO CHE NELLE FUNZIONI ECCLESIASTICHE LA LITURGIA APPARISCA SECONDARIA E QUASI A SERVIZIO DELLA MUSICA, MENTRE LA MUSICA È SEMPLICEMENTE PARTE DELLA LITURGIA E SUA UMILE ANCELLA.

    (MAIUSCOLO MIO)

  161. LIBERAMENTE scrive:

    Caro Pietro io amo i canti gospel, ho acquistato per mia madre che è cattolica credente un div e alcuni cd gospel e lei le sente volentieri, quest’anno a natale le ho regalato Il piccolo lord, che, a dir il vero, ha commosso anche me: vede che anche gli atei hanno un cuore e amano socializzare, dilaogare e divertirsi in famiglia e con gli altri, non siamo come molti ci dipingono, siamo umani, parte della stessa umanità di cui siete parte anche voi, quindi, per curiosità o perchè sono stato invitato a me la messa in tridentino no piacerebbe ugualmente anche se fossi cattolico come voi, “de gustibus”, anzi mi è piaciuto moltissimo il film “Sister Act”.

  162. Cherubino scrive:

    bè e allora? Cosa aggiugne questo testo? Abbiamo già citato quello tra l’altro più recente di Giovanni Paolo II. Non trattandosi di materia di diritto divino ma ecclesiastico vanno tra l’altro preferite le indicazioni più vicine al nostro tempo, perchè in quelle parole è chiaro che il papa parlava in parte in generale con principi sempre validi, in parte in riferimento alle situazioni del suo tempo quindi rivedibili.
    Il documento di Giovanni Paolo II è quello che fa maggiormente testo per noi.
    In ogni caso cosa c’è di contrastante con ciò che ho detto ? Nulla!
    Il Gregoriano ? bellissimo, piace anche a me. Tra l’altro è vicino a cose che sento vicinissime alla mia esperienza come il canto in lingue, oppure a tradizioni di canto sacro recenti come i canti di Taizè.
    Altri generi anche moderni ? Si possono usare facendo attenzione che siano adeguati. Ora vuoi vedere che esperti di musica sacra come Giombini e Sequeri non hanno capito nulla, sono eretici, ecc. ecc. ?
    Un elenco di musiche adeguate e accettate dalla Chiesa l’ho postato sotto: ci sono brani da musical, esecuzioni di hard rock?

    La verità è solo una: che chiunque entra in una chiesa si accorge subito quanto voi ne siete lontani.

  163. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino:

    Giusto perche’ non le sfugga il paragrafo:

    NONDIMENO, SICCOME LA MUSICA MODERNA È SORTA PRECIPUAMENTE A SERVIZIO PROFANO, SI DOVRÀ ATTENDERE CON MAGGIOR CURA, PERCHÉ LE COMPOSIZIONI MUSICALI DI STILE MODERNO, CHE SI AMMETTONO IN CHIESA, NULLA CONTENGANO DI PROFANO, NON ABBIANO REMINISCENZE DI MOTIVI ADOPERATI IN TEATRO, E NON SIANO FOGGIATE NEPPURE NELLE FORME ESTERNE SULL’ANDAMENTO DEI PEZZI PROFANI.

    FRA I VARI GENERI DELLA MUSICA MODERNA, QUELLO CHE APPARVE MENO ACCONCIO AD ACCOMPAGNARE LE FUNZIONI DEL CULTO È LO STILE TEATRALE, CHE DURANTE IL SECOLO SCORSO FU IN MASSIMA VOGA, SPECIE IN ITALIA. ESSO PER SUA NATURA PRESENTA LA MASSIMA OPPOSIZIONE AL CANTO GREGORIANO ED ALLA CLASSICA POLIFONIA E PERÒ ALLA LEGGE PIÙ IMPORTANTE DI OGNI BUONA MUSICA SACRA. INOLTRE L’INTIMA STRUTTURA, IL RITMO E IL COSIDETTO CONVENZIONALISMO DI TALE STILE NON SI PIEGANO, SE NON MALAMENTE, ALLE ESIGENZE DELLA VERA MUSICA LITURGICA.

  164. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino: la “musica teatrale” (cioe’ l’operetta belle epoque dei tempi di San Pio X) e’ l’equivalente della musica da discoteca di oggi!!! Questo e’ l’”aggiornamento”…

    In che modo la performance del sacerdote francese rispetterebbe il principio per cui: “LE COMPOSIZIONI MUSICALI DI STILE MODERNO, CHE SI AMMETTONO IN CHIESA, NULLA CONTENGANO DI PROFANO, NON ABBIANO REMINISCENZE DI MOTIVI ADOPERATI IN TEATRO, E NON SIANO FOGGIATE NEPPURE NELLE FORME ESTERNE SULL’ANDAMENTO DEI PEZZI PROFANI”?

    C.B.

  165. LIBERAMENTE scrive:

    A me sembra che stiate esagerando, nei cointenuti e nei toni, a pretendere che a tutti i cattolici debba per forza piacere un certo rito (tridentino o romano), mi sembrate ossessionati dal rito, tuttosommato è solo un modo di celebrare la messa, non deve essere un carcere di massima sicurezza (o di massima salvezza), rilassatevi, mica dovete essere sacrificati voi sull’altare, anche se ci sono delle chiatrre che suonano e giovani che ballano non crolla la chiesa cattolica dall’oggi al domani.

    Già il vostro umore qui nel blog farebbe rimpiangere cristo di essersi offerto 2000 anni fa, magari anche lui avrebbe preferito un po’ più di allegria gospel, prendete per esempio il rinnovamento dlelo spirito, su You tube vi sono dei filmati a proposito, e certo non vi piaceranno perchè troppo pocp funerei rispetto al vostro standar riturgistico.

  166. Cherubino scrive:

    “la “musica teatrale” (cioe’ l’operetta belle epoque dei tempi di San Pio X) e’ l’equivalente della musica da discoteca di oggi”

    1) Questo lo dice lei, sui testi che citate fate le vostre “deduzioni”;
    2) legge male poi, il papa parla di “stile teatrale” e non di “musica teatrale”, per cui bisognerebbe andare a vedere quali elementi di quello stile ottocentesco al papa sembravano agli antipodi del Gregoriano;
    3) il papa nello stesso testo parla di musica moderna ammissibile;
    4) come ho già detto non trattandosi di materia dogmatica ma di diritto ecclesiale, occorre andare a vedere le fonti più prossime che si riferiscono direttamente al nostro contesto, invece di fare arbitrariamente paralleli tra società e situazioni diverse;
    5) ci sono autorevoli esperti nella Chiesa, un pò di umiltà non le farebbe male;
    6) Negli esempi che ho fatto non ce n’è nessuno che sia anche lontanamente rapportabile ad una musica da discoteca;
    7) ne faccia la prova; vada in discoteca e cominci a cantare Symbolum77 o Nada te turbe o Su ali d’aquila o Custodiscimi o Mira il tuo popolo… e veda se si mettono a ballare…

  167. Simon de Cyrène scrive:

    Il 30 dicembre il Papa ha ricevuto in udienza i pueri cantores convenuti a Roma da tutto il mondo per celebrare il loro XXXVI congresso internazionale. Ne ha tratto occasione per ricordare le tre funzioni del canto e della musica sacra.

    Il canto sacro, ha detto Benedetto XVI, è anzitutto «un servizio a Dio». Il Papa ha ricordato il Sermone 34 di sant’Agostino (354-430), dove si afferma che «il canto è un’espressione di gioia e di amore». «L’incontro di amore tra l’anima e il Signore» ha come suo frutto naturale la gioia, e subito ne scaturisce il desiderio di esprimerla. Ma questa gioia è, per sua natura, superiore alle capacità espressive dell’uomo: «è difficile tradurla in parole». Si situa qui la funzione che la Provvidenza ha assegnato alla musica e al canto, che sono capaci di andare al di là della parola. Con la musica «si dà voce al desiderio naturale di ogni persona umana di glorificare Dio con un canto d’amore». La musica sacra è anche, ha spiegato il Papa, un atto di giustizia: «offre a Dio la lode che gli è dovuta».

    La seconda funzione della musica e del canto nella Chiesa è costituita dal «servizio agli altri adoratori». La preghiera non è sempre facile. Sia la mente sia il cuore rischiano di distrarsi e di non trovare la strada verso Dio. Ecco allora che la musica sacra – quella vera – diventa «un aiuto per innalzare i cuori e le menti nella preghiera».

    La terza funzione ha a che fare con la Chiesa e con il suo mistero, che ha pure una dimensione escatologica. «La musica sacra – ha detto il Papa – è un servizio a tutta la Chiesa». Non solo: «permette di pregustare la liturgia celeste, nella quale i cori degli angeli e dei santi si uniscono in un canto senza fine di amore e di lode».

    Estratto da M. Introvigne
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli–le-tre-funzioni-sublimi-della-musica-sacra-360.htm

    In Pace

  168. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino:

    L

  169. Luisa scrive:

    cherubino, cherubino, suvvia si calmi, per fortuna i lettori di questo blog sono abbastanza intelligenti, maturi e pazienti ….fino forse ad andare a rileggere i miei commenti e si faranno la loro idea.
    Lei ha sostenuto che un sacerdote poteva rifiutare ad un fedele la Comunione sulla lingua, ho postato il RESPONSUM della Congregazione competente…ma su questo glissa… per relativizzare la Redemptionis Sacramentum ha detto che non è un documento del Papa, non mi è difficile trovare e postare il passaggio del documento che la smentisce, chi interpreta e distorge a suo piacimento i documenti, pur di aver ragione?
    Comunque provi a contestare che NON troviamo nella Sacrosanctum Concilium tutto ciò che è seguito (e che ho descritto in un mio commento), provi a negare che già nel Consilium ci si è allontanati dalla Costituzione conciliare sulla Liturgia, che gli abusi si sono messi in atto da subito (vedi Comunione sulla mano) e che abbiamo dovuto aspettare il 2004 per che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti pubblichi la Redemptionis Sacramentum e ci mostri che NON è restata lettera morta, può forse dire che non ho descritto correttamente come si è arrivati alla Comunione sulla mano? Può forse dire che ho inventato qualcosa, che ho mentito?
    Può forse smentire gli esempi presi dalla realtà francese e svizzera?
    Non basta cherubino tentare di screditare chi non la pensa come lei, forse dovrebbe farla riflettere il fatto che in questo thread la maggioranza dei commenti non vanno nel suo senso, eppure chi condivide su questo tema la stessa opinione, diversa dalla sua, sono stati in disaccordo su altri punti, in altri thread, dunque non è una coalizione di fondamentalisti, tradizionalisti, come lei vorrebbe far credere.
    Rifletta, se può.

  170. Gianpaolo1951 scrive:

    Caro Cherubino, il fatto che Lei – nonostante tutto – continui con i Suoi sproloqui, dimostra solo una cosa:
    Che è al soldo di qualche prelato, o congrega…, per fare da cane da guardia ringhiando continuamente contro chi osi difendere la vera Dottrina della Chiesa di nostro Signor Gesù Cristo!…
    Si vergogni e, se è un vero uomo, si ritiri!!!

  171. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino:

    La sua perseveranza nell’arte del cavillum le fa onore, ma se il fine e’ perverso, serve a poco.

    Fine ’800 / primi ’900 e’ piena bell’epoque: l’apoteosi del bel canto italiano a teatro, Puccini, i cafe’ chantant, cabaret … Mai visto qualche film ambientato in quest’epoca? L’intrattenimento serale per eccellenza era l’operetta.

    Qual’e’ oggi giorno la musica “di svago” equivalente? Dove vanno i giovin cavalieri e le dame? (Concesso: tolga gli onorati “Amici de La Scala”) Risposta: discoteca e dintorni.

    Stile teatrale … musica teatrale: guardi che l’intera enciclica e’ dedicata alla musica. Il suo distinguo non regge, soprattuto se legge attentamente queste parole: “NON SIANO FOGGIATE NEPPURE NELLE FORME ESTERNE SULL’ANDAMENTO DEI PEZZI PROFANI”. Forme esterne (musicali) e, poco prima, MOTIVI musicali: melodie e ritmi.

    E non si nasconda dietro alla sottana di JPII, perche’ piu’ recente: il suo chirografo e’ espressamente dedicato a celebrare il documento di San Pio X nel suo centenario!

    Come dire che la Rerum Novarum non e’ piu’ di interesse perche’ c’e’ la Centesimus Annus. E’ di cosi’ poco interesse che … il Papa ha dedicato un’enciclica al suo centenario.

    C.B.

  172. Syriacus scrive:

    Chiedo venia:

    In luogo di: “E certo! …Quanto una letterina può fare la differenza! Togli la “b” dal cognome dell’abbé, e… :)

    Doveva essere: “E certo! …Quanto una letterina può fare la differenza! Aggiungi la “b” al cognome dell’abbé, e… :)

    (Oppure: “E certo! …Quanto una letterina può fare la differenza! Togli la “b” dal cognome dell’Archevêque, e…”:) )

  173. Luisa scrive:

    Ho trascurato, e me ne scuso, l` Esortazione Postsinodale di Benedetto XVI SACRAMENTUM CARITATIS

    Leggo:

    40…..“Altrettanto importante per una giusta ars celebrandi è l’attenzione verso tutte le forme di linguaggio previste dalla liturgia: parola e canto, gesti e silenzi, movimento del corpo, colori liturgici dei paramenti. La liturgia, in effetti, possiede per sua natura una varietà di registri di comunicazione che le consentono di mirare al coinvolgimento di tutto l’essere umano. La semplicità dei gesti e la sobrietà dei segni posti nell’ordine e nei tempi previsti comunicano e coinvolgono di più che l’artificiosità di aggiunte inopportune. L’attenzione e l’obbedienza alla struttura propria del rito, mentre esprimono il riconoscimento del carattere di dono dell’Eucaristia, manifestano la volontà del ministro di accogliere con docile gratitudine tale ineffabile dono.

    Il canto liturgico

    42. Nell’ars celebrandi un posto di rilievo viene occupato dal canto liturgico.(126) A ragione sant’Agostino in un suo famoso sermone afferma: « L’uomo nuovo sa qual è il cantico nuovo. Il cantare è espressione di gioia e, se pensiamo a ciò con un po’ più di attenzione, è espressione di amore ».(127) Il Popolo di Dio radunato per la celebrazione canta le lodi di Dio. La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto. Davvero, in liturgia non possiamo dire che un canto vale l’altro. A tale proposito, occorre evitare la generica improvvisazione o l’introduzione di generi musicali non rispettosi del senso della liturgia. In quanto elemento liturgico, il canto deve integrarsi nella forma propria della celebrazione.(128) Di conseguenza tutto – nel testo, nella melodia, nell’esecuzione – deve corrispondere al senso del mistero celebrato, alle parti del rito e ai tempi liturgici.(129) Infine, pur tenendo conto dei diversi orientamenti e delle differenti tradizioni assai lodevoli, desidero, come è stato chiesto dai Padri sinodali, che venga adeguatamente valorizzato il canto gregoriano,(130) in quanto canto proprio della liturgia romana.(131)”

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/apost_exhortations/documents/hf_ben-xvi_exh_20070222_sacramentum-caritatis_it.html

  174. Syriacus scrive:

    [comment reloaded:]

    “non erano stati catechizzati a dovere sulla coreografia: pensavano di venire a messa, si son ritrovati in discoteca.”

    Ci vuole un’opportuna mistagogia coreografica, per addentrarsi appieno nel mysterium choreuticum bachinchovense : mistica sintesi di YMCA, Waka-Waka , necnon Macarena…

    “Si riferiscono alla messa di mezzanotte celebrata dall’abbé Frederic Lefevre”

    “Certo, poi capita che i vescovi francesi si chiedano perché tanti fedeli si avvicinino alla messa tridentina o finiscano, come accade spesso, per frequentare la Fraternità San Pio X. Guardando il video, certi pastori, potrebbero cominciare almeno a intuire un primo barlume di risposta. ”

    E certo! …Quanto una letterina può fare la differenza!
    Aggiungi la “b” al cognome dell’Abbé (o togli la “b” dal cognome dell’Archevêque), e… :)

  175. Carlo Bollani scrive:

    Cherubino:

    - “Mira il tuo popolo”: melodia dolce, ma parole da italiano di 300 anni fa. Chi dice oggi “anch’io festevole corro ai tuoi pie’”? Se si vuol essere moderni, meglio esserlo sino in fondo.

    - Symbolum: bella melodia, mi piace … come possibile tema musicale per una canzone da musica leggiera italiana anni ’70. Ok per un pre-messa in campeggio degli scout.

    Bel canto congregazionale invece e’ “Stille Nacht” (parole in tedesco semplici e belle; italiano inutilmente pomposo).

    C.B.

  176. Cherubino scrive:

    boh, continuayìte a citare testi con cui sono d’accordo… ripeto:
    Il gregoriano ? bellissimo.
    Musica moderna ? se fatta nel giusto modo perchè no? lo dice pure il papa.

    Il punto è che voi dividete, opponete. Il gregoriano non può diventare -e il papa non dice questo- strumento di ostracismo versi altri generi che rispettino i valori di fondo indicati dalla Chiesa. A modo vostro neanche Tu scendi dalle stelle si potrebbe cantare. E invece…
    Si tratta infatti di una canzone, con ritmo e melodia popolare, orecchiabile e ben poco simile ad un gregoriano. E come questa ci sono decine di canzoni semplici fatte da santi e preti. Siete in grave errore e ferite la Chiesa con l’abuso che fate dei suoi testi.

  177. Cherubino scrive:

    “La Chiesa, nella sua bimillenaria storia, ha creato, e continua a creare, musica e canti che costituiscono un patrimonio di fede e di amore che non deve andare perduto.”

    Appunto, il papa ricorda che la Chiesa ha continuato a crearenei secoli musica sacra. Egli in tal modo legittima l’uso di stili diversi nele diverse epoche storiche. Perchè in duemila anni la musica sacra ha visto certamente stili diversi. Una orchestrale, ma anche una sonata di Bach, sono molto distanti da un gregoriano.
    l’importante, dice il papa, è che siano rispettati valori di fondo e si conservi una predilezione verso il canto gregoriano.
    Tutte affermazioni con cui sono pienamente d’accordo e che ho cercato di spiegare inutilmente. Il punto è che non sapete neanche leggerei testi che citate.

  178. Bruno Frusca scrive:

    Gianpaolo 1951 !
    No, no caro Giampaolo 1951, si può essere assolutamente in disaccordo con Cherubino, a me capita spesso, ma non ci deve essere consentito di usare insinuazioni che sanno di bassa calunnia ( essere al soldo di…ecc. ecc. ).

    Lo stesso dicasi delle infelici insinuazioni circa le accuse di cechiobottismo’ con cui alcuni stanno cercando di svalutare l’ opera del nostro ospite.

    La forza delle argomentazioni non risiede assolutamente nella denigrazione aprioristica del nostro interlocutore.

    Caro Cherubino, in tutto questo trd ho osservato che spesso sarebbe stato per te più semplice convenire che in moltissime osservazioni alle tue argomentazioni c’ era

    una grossa componente di verità e soprattutto di sincera intenzione di contribuire, con testimonianze serene e documentate, a conferire alle tesi, che molti amici qui hanno riportato, una forte tensione ed una forte carica positiva nella ricerca di un incontro capace di far rifiorire lo spirito di carità indispensabile ad una ricomposizione di queste magari troppo accese dispute.

    Uno sforzo individuale e collettivo in questa direzione non potrà che conferire alla nostra partecipazione sempre maggior autorevolezza capace di smorzare sul nascere le ironie dei non credenti che trovano nelle nostre divisioni
    il brodo di coltura delle loro argomentazioni.

    un cordiale saluto a tutti.

    Bruno Frusca

  179. pietro. scrive:

    Oggi nell’ORDO MISSAE” Tridentina si festeggia la SACRA FAMIGLIA, quindi vorrei invitare tutti PRE ET POST CONCILIO VATICANO II ad un dialogo più sereno, poichè noi tutti siamo una FAMIGLIA in GESU’ CRISTO, MARIA SANTISSIMA e SAN GIUSEPPE. Cerchiamo di sviluppare di più quello che ci unisce e non quello che ci separa, allez ciao.

  180. Aurelio R. scrive:

    Posso giocare 5 minuti a fare Sherlock Holmes?
    O qualcuno mi vorrà denunciare?
    Non sono denunciabile: primo, perchè non ho nessun dato confidenziale in mio possesso, che io stia rivelando; secondo, perchè la mia indagine si basa su osservazione, riflessione, e Google.
    Avete visto come ieri Cherubino difendeva a morte quel canto sulla Madonna che io avevo contestato?
    E’ stata una difesa feroce: ha fatto balenare la possibilità di una denuncia da parte dell’autore; e poi, quando ho dato ragione, con pacatezza e minuziosamente, delle mie ragioni, mi ha ripetutamente travolto come un carro armato. E mentre io, nella mia accusa, ero sfumato e possibilista, lui era intransigente come un figlio che difenda l’onore della madre.
    Ho scoperto che quel canto è stato scritto da Pierangelo Sequeri, il monsignore milanese autore di tanti canti usati nelle Messe.
    Ho pensato che Cherubino possa essere amico di mons. Sequeri.
    Nessuno infatti, se non un amico, può difendere un tuo lavoro con tanta travolgente energia.
    A questa prima ipotesi segue una valutazione probabilistica. Chi è più probabile che sia amico di Pierangelo Sequeri? Un carrozziere di Latina o qualcuno che lavora alla Curia di Milano, o alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale (Sequeri vi lavora) sempre a Milano?
    Quindi c’è una certa possibilità che il nostro Cherubino sia un funzionario, laico o presbitero, in un’istituzione ecclesiastica ambrosiana.
    Questo non è ancora segno di perdizione ;-) anch’io, che mi piaccia o no, sono ambrosiano.
    Era solo per il gusto di giocare a identificare, nei limiti consentiti dalla legge, un personaggio assai noto e controverso del nostro blog.

  181. Osservatore scrive:

    E’ sconcertante che in ntanti si scaglino contro Cherubino. Significa che è+ lui ad essere nel vero e non i suoi detrattori su q

  182. Osservatore scrive:

    E’ sconcertante che in tanti si scaglino contro Cherubino. Significa che è lui ad essere nel vero e non i suoi detrattori su questo misero blog arcoredipendente il cui moderatore consente che molti fondamentalisti e sedevacantisti ci vengano a scrivere le loro eretiche fregnacce.
    Abbiater almerno il pufore di non attaccare Cherubino ma di confutarne, ammesso sia possibile, le sue logiche posizioni.

  183. Aurelio R. scrive:

    Mi scusi, signor Osservatore, ma io non mi sono scagliato contro Cherubino!
    Se giocare a “indovina chi è”, con modalità lecite, lei lo chiama “scagliarsi”…
    Cavolo, non si può essere seri e accigliati 24 ore al giorno…

  184. Gianpaolo1951 scrive:

    Caro Bruno Frusca, non so Lei, ma io frequento questo blog da quando esordì nel 2007 con “Messe show, facciamo un catalogo?” e come me, anche la Signora Luisa, Syriacus, Gianluca Barile, don Stefano Bellunato e altri…, del “Cherubino”però, non vi era ancora traccia…
    Più tardi, quando il blog cominciò ad avere una certa risonanza e successo, si presentò il “Cherubino” il quale – lasciando trasparire una certa preparazione dovuta ai suoi contatti con il mondo Gesuita – con modi educati e gentili, diceva tranquillamente la sua…
    Poi, con il passare del tempo, iniziò a prendere posizioni più dure e quando si trovava in difficoltà – per l’acutezza dell’interlocutore di turno – cominciò a minacciare a destra e a manca, paventando denunce e querele…
    Da allora, io l’ho sempre ripreso per questo suo atteggiamento poco “cristiano”, ma sempre in un’ottica di reciproco rispetto!…
    Ora, vedere che nonostante la Signora Luisa e altri, portino a sostegno delle proprie tesi e idee dei DOCUMENTI UFFICIALI del CVII che il Cherubino tratta a proprio piacimento come se fossero carta qualunque e li gira e rigira a seconda della bisogna…, mi fa semplicemente sbottare come ho fatto e nulla più!!!
    Un cordiale saluto.

  185. Osservatore scrive:

    @ Giampaolo 1951.

    Nonostante la sua veneranda età, il sedevacantismo di cui anche lei è intriso fino al profondo le ha ormai velatro il cervello.
    Perchè prendersela con Cherubino ( uno dei pochi cervelli lucidi presenti in questo blog di sedevacantisti più o meno arcoriani) e non con sè stessi?

  186. Luisa scrive:

    Rispetto il suo tentativo di “conciliazione”, Bruno, ma, se lei segue questo blog da tempo, dovrebbe sapere che bisogna purtroppo arrendersi all`evidenza che è impossibile discutere con cherubino se non ci si appiattisce davanti alle sue opinioni.
    Questo thread non ha fatto purtroppo che confermarlo.
    Lui solo argomenta, riflette, capisce, non erra mai, ha la giusta esegesi , non contorge mai, è sempre onesto, lui solo sa, gli altri sbagliano, non capiscono o non vogliono capire, dicono stupidaggini, hanno ermeneutiche fuorvianti, sono disonesti, leggono male e fanno confusione, insomma chi non condivide le opinioni di cherubino è un ignorante con l`aggravante della malafede….quando non è eretico!
    Difficile allora, quando l`evidenza si manifesta immediatamente, di non ripetere uno schema prevedibile che è particolarmente e facilmente osservabile in questo thread.
    Eppure davanti allo scempio mostrato da quel video avremmo tutti “tomber d`accord”, condividere la stessa opinione, ma poi si innesta la discussione sugli abusi liturgici e qui la spaccattura si fa sentire, le ideologie vengono a galla, e a poco o nulla serve citare documenti magisteriali, portare esempi, tutto va a finire su un muro di gomma e, come al solito ci si infila in un vicolo cieco che non porta da nessuna parte, salvo forse, almeno lo spero per quel che mi riguarda, aver ricordato certi documenti della Chiesa, sconosciuti a molti, restati lettera morta purtroppo, ricordato ad esempio come si è arrivati alla Comunione sulla mano.
    Queste discussioni rivelano o, meglio, confermano la divisione a fior di pelle che esiste nella Chiesa (e qui abbiamo “discusso” di danza e musica….), l`apparente incompatibilità fra diverse “sensibilità”, si è rotta la spessa coltre della dittatura ideologica che imponeva la sua egemonia intellettuale con il suo pensiero unico, chi era zittito oggi parla, oggi si esprime e esprime anche talvolta malessere e incomprensione, sembra evidente che chi era parte di quel coro che ha dominato la scena ecclesiale durante più di 40 anni abbia molta difficoltà ad accettare che queste voci si facciano sentire, si tenta di screditarle, di ghettificarle, si incollano etichette, e bisogna purtroppo ammettere che certi eccessi di linguaggio facilitano e di molto il loro lavoro .

  187. Cherubino scrive:

    Caro Bruno, ti ringrazio per il tentativo di mediazione che so sincero e mi spiace se per questo ti becchi qualche attacco.
    Ringrazio tutti i presenti per le attenzioni che mi riservate, ma vi prego: non trasformate il thread proposto dal padrone di casa in thread su Cherubino.

    Per Aurelio: non conosco personalmente Sequeri e non lavoro in alcuna Curia o Facoltà teologica. Mi sembra comunque inutile una tale ricerca, sia perchè non serve a nulla (le idee valgono in sè), sia perchè sono ben attento a non farmi identificare: Arizona docet.

  188. Cherubino scrive:

    http://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new/consultazione.mostra_pagina?id_pagina=1255

    qui potete trovare un elenco di canti approvati dalla CEI, si precisa che non è esclusivo (canti non citati possono essere comunque validi), ma è una base “sicura”. Precedono delle note esplicative e dei link utili.

  189. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Aurelio,

    mi riferisco al suo Aurelio R. Scrive: gennaio 9th, 2011 at 11:44 am nel quale lei gioca il ruolo di Sherlock Homes.

    Non penso che Trollino sia un presbitero perchè ha detto su questioni morali precise molte castronerie in threads precedenti, errori maggiori che chiunque abbia una minimia infarinatura in scienze morali non oserebbe scrivere.

    O allora è uno veramente perverso che si è messo in testa di corrompere il Magistero stesso della Chiesa storcendone pu o meno sottilmente il senso.

    Trollino fa poche analisi personali ma moltissimi copia-incolla,, ha difficoltà a capire un punto di vista diverso dal suo e a circostanziarlo correttamente: il che mostra che il suo mestiere non è “intellettuale” nel senso proprio del termine anche se evidentemente legge molto su soggetti rilevanti la Chiesa.

    Dice di essere psicologo di professione, ma non ne mostra gli atteggiamenti professionali di ascolto altrui e di sana autocritica. Forse questo corrisponde ai suoi studi di base molti anni fa, ma di certo no ad una persona che pratichi professionalmente.

    Concordo quindi con lei che è qualcuno che lavora vicino all’ambiente ecclesiastico ed è forse un laico “ingaggiato” saltuariamente: ne ha la boria basata sull’ideologia progessista para-conciliare e il poco spessore teologico.

    Visto che non c’è soggetto scientifico o specificamente professionale che venga su dalle sue analisi che possano mostrare altri suoi interessi specifici, sarei quindi d’accordo con lei, caro Aurelio, per dire che il cherubiniano universo professionale si limita a qualche curia o parrocchia. Ma voler dedurre di più sarebbe temerario.

    Adesso, che la sua difesa di canticelli da due soldi provenga da una sua amicizia personale per qualche autore o da uno stereotipo ideologico non saprei dire: da parte mia, propenderei per quest’ultimo caso.

    Detto ciò, anche se è difficile dire dove viva e cosa faccia Trollino, il suo profilo psicologico è però chiarissimo e non ci si può sbagliare.

    Buona domenica caro investigatore!

    In Pace

  190. Aurelio R. scrive:

    Riprendo padre Lang:

    “Mentre la musica sacra non può essere limitata esclusivamente al canto gregoriano, è questo però che ha in sé le chiavi per un vero rinnovamento di essa”

    Mi chiedo quanto nelle nostre parrocchie ci si dia da fare per trovare nel gregoriano un rinnovamento della musica sacra.
    La mia esperienza (che non è statisticamente significativa) è che ci si limiti più che altro alla prima parte della frase: si può ANCHE utilizzare musica alternativa al gregoriano. Che finisce col diventare: si fa SOLO musica non-gregoriana.

    Questo è già sufficientemente triste (a meno che voi non mi smentiate dicendo che nelle vostre parrocchie impazza il gregoriano).

    In più c’è un altro fatto, e qui mi si permetta di dissentire pacatamente dalla CEI in materia opinabile, senza prendermi del “sedevacantista”.
    A me moltissimi dei canti selezionati non sembrano sufficientemente belli per la Santa Messa. Certo, io sono esigente, e prendo come standard Mozart e Bach: ma il Signore merita il meglio.
    C’è per esempio un’Ave Maria che si canta spesso e per la quale penso: “Questa forse avrei potuta scriverla anch’io”.
    Ora, io penso che ciò che si canta in onore di Dio e della Vergine debba essere immensamente più bello di ciò che potrei scrivere anch’io.
    E’ anche questione di avvicinare le anime a Dio: dalla bellezza creata alla Bellezza increata.
    Quindi, a mio modesto avviso, le commissioni preposte dovrebbero essere molto, molto più selettive.

  191. Cherubino scrive:

    anche a me piacerebbe si cantasse più gregoriano in parrocchia.

    Quanto a Simon, gli errori dottrinali sono i suoi e sono anche enormi, sia a livello di teologia morale che dogmatica o liturgica. Non parliamo poi dell’esegessi biblica che gli è del tutto sconosciuta.
    Chiama me troll, ma è lui decisamente ondivago nei suoi atteggiamenti. Forse vuol far dimenticare che proprio io tempo fa definii lui “troll”. Che poi giochi pure con il termine rivela la cultura da bar sportivo da cui proviene.

  192. Luisa scrive:

    Ancora qualche testo che ci mostra, ove ve ne fosse bisogno ancora, quanto quel sacerdote francese, e con lui tutti coloro che stravolgono la Liturgia, impediscono ai fedeli di avvicinarsi alla Liturgia celeste e di pregustarla.

    Dalla SACROSANCTUM CONCILIUM:

    Liturgia terrena e liturgia celeste
    8. Nella liturgia terrena noi partecipiamo per anticipazione alla liturgia celeste che viene celebrata nella santa città di Gerusalemme, verso la quale tendiamo come pellegrini, dove il Cristo siede alla destra di Dio [22] quale ministro del santuario e del vero tabernacolo; insieme con tutte le schiere delle milizie celesti cantiamo al Signore l’inno di gloria; ricordando con venerazione i santi, speriamo di aver parte con essi; aspettiamo come Salvatore il Signore nostro Gesù Cristo, fino a quando egli comparirà, egli che è la nostra vita, e noi saremo manifestati con lui nella gloria [23].

    Dall` omelia di Benedetto XVI nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi:

    La vostra cattedrale è un inno vivente di pietra e di luce a lode di questo atto unico della storia dell’umanità: la Parola eterna di Dio che entra nella storia degli uomini nella pienezza dei tempi per riscattarli mediante l’offerta di se stesso nel sacrificio della Croce.

    Le nostre liturgie della terra, interamente volte a celebrare questo atto unico della storia, non giungeranno mai ad esprimerne totalmente l’infinita densità. La bellezza dei riti non sarà certamente mai abbastanza ricercata, abbastanza curata, abbastanza elaborata, poiché nulla è troppo bello per Dio, che è la Bellezza infinita. Le nostre liturgie terrene non potranno essere che un pallido riflesso della liturgia, che si celebra nella Gerusalemme del cielo, punto d’arrivo del nostro pellegrinaggio sulla terra. Possano tuttavia le nostre celebrazioni avvicinarsi ad essa il più possibile e farla pregustare!

  193. Cherubino scrive:

    segnalo il libretto dei canti per la Messa della Diocesi di Pordenone: http://www.diocesi.concordia-pordenone.it/diocesi_di_concordia___pordenone/in_evidenza/00000324_Libro_dei_canti__Laudate_Dominum.html

    Quiinvece un’interessante bibliografia di veri esperti sempre curata dalla CEI h-p://www.chiesacattolica.it/pls/cci_new_v3/cciv4_doc.redir_doc?id_doc=10876&id_ufficio=18&id_allegato=3872&url_rimando=/cci_new/documenti_cei/2005-09/22-9/Bibliografia.doc

    (al posto del trattino vanno scritte due t)

  194. Cherubino scrive:

    questo è da non perdere, Coro della Diocesi di Roma, con materiale di don Marco Frisina (il cui sito pure consiglio), testi di canti, file audio e molto di più…

    http://www.corodiocesidiroma.com/portal/

  195. Osservatore scrive:

    Grazie per i links Cherubino, ma anche per la riequilibratura delle storture “arcoracee” sempre più ridondanti su questo blog.

  196. Reginaldus scrive:

    da una ‘messa’ degenerata a banchetto conviviale (Paolosestino) perché indignarsi se la fantasia creativa si cimenta nel renderla più giuliva che si può? Dall’albero conoscerete i suoi frutti… O qualcuno armato di spirito tetragono pensa che questa POLTIGLIA, con o senza danze, abbia a che fare col Rito della Santissima Madre Chiesa, che nella Messa rinnova Incruento lo stesso Santo Sacrificio della Croce???

  197. Reginaldus scrive:

    da una ‘messa’ degenerata a banchetto conviviale (Paolosestino) perché indignarsi se la fantasia creativa si cimenta nel renderla più giuliva che si può? Dall’albero conoscerete i suoi frutti… O qualcuno armato di spirito tetragono pensa che questa POLTIGLIA, con o senza danze, abbia a che fare col Rito della Santissima Madre Chiesa, che nella Messa rinnova Incruento lo stesso Santo Sacrificio della Croce???

  198. Reginaldus scrive:

    # LUISA:

    in quelle citazioni da BEN16, dove è l’espressione ” Sacrificio della Croce Rinnovato??? Quelle parole citate le può benissimo sottoscrivere anche un luterano o un angliacano alto o basso che sia…Patetico questo Ben16!!! Ma basta un po’ di catechismo San Pio X per metterlo a nudo!

  199. Stefano78 scrive:

    Vedete cari amici.

    Il perdurare di queste ideologie para-conciliari e spirtoconciliari di rottura, già condannate da Benedetto XVI che invoca insieme agli altri Papi la SAnta COntinuità, la quale non rompe niente col passato ma lo sviluppo armonicamente, è possibile perchè esse sono proclamate senza che nessuno si stupisca più di tanto. Ecco perchè chiedevo al Dott. Tornielli di stigmatizzarle, anche rispondendovi o scrivendovi un articolo particolareggito.

    In questo articolo, di cui lo ringraziamo, ha fatto una giusta e circostanziata critica alla realtà Francese.

    Il problema è andare nello specifico, poichè se Parigi piange Roma non ride per nulla. Anche se le situazioni “border line” non sono all’ordine del giorno, esse esistono, e le situazioni di abuso sono molto più numerose di quanto si possa pensare.

    A queste situazioni di abuso sottende la teologia sincretistica che è base di concezioni di Chiesa e di religione che poco o nulla hanno a che vedere con iL Cattoliciesmo tradizionale.

  200. Reginaldus scrive:

    quante dotte elucubrazione sulla dignità dell’azione liturgica, sulla bellezza del canto, sulla bellezza che porta al cielo….ma PERCHE’ le messe alla don lurio ( e mille e mille altre anche molto più fantasiose….)???? CHI dovrebbe intervenire per difendere la purezza vaticansecondina, che fa, dorme, è girato dall’ altra parte, non sente, ha cose più importanti da fare, come Assisi 2 da preparare e che volete che siano queste beghe da beghine???????’ vedete: quanto è difficile fare camminare come fosse vivo un morto!

  201. Cherubino scrive:

    anche qui, dalla Parrocchia di Santa Melania in Roma, materiale di musica sacra. Oltre al libretto canti consiglio di ascoltare il brano “Verbum caro”, canto di ispirazione agostiniana scritto da d. Achille Tronconi e musicato da Maurizio Fiaschi.

    http://www.santamelania.it/preg_lett/preg_lett.htm

  202. Cherubino scrive:

    mi devo correggere: il canto Verbum caro è scritto da Chiara Casucci e musicato da Mite Balduzzi per la Messa per coro Verbum panis edita a cura dei Missionari Oblati di Maria Immacolata (OMI), come del resto riportato nella pagina del sito della Parrocchia di Santa Melania.

    Consiglio anche l’altro bel canto su parole in latino tratte dla Vangelo di Giovanni http://www.santamelania.it/preg_lett/sound_latino/index.htm

  203. pietro. scrive:

    LIBERAMENTE ieri,8 at 11:O4 pm, carissimo, ti rispondo perchè mi sei simpatico, ma non mi hai dato una risposta esauriente. Ciò non importa, perchè ti capisco, dato che tu hai detto di essere ateo. Tu hai detto “de gustibus” ben detto, allora non criticare i pre e i post Concilio. Se a te piace la musica Gospel, non è un probblema, perchè piace anche a me, anche se preferisco Musica da Camera e Sinfonica. Mi hai detto che hai visto il film “Sister ACT” mi spieghi il perchè, o fai riferimento alla MESSA celebrata in FRANCIA? Allez, très cher ami, je te souhait mes mieux VOTES pour l’Annèe 2011, et ainsi à ta mere,ciao.

  204. er tripparolo scrive:

    Reginaldus, c’è una sede vacante!!!
    Quella dell’anti-papa…..
    Che vvoi fà???

  205. LIBERAMENTE scrive:

    Il problema del falso ego l’hanno soprattutto i preti, devono apparire sul palcoscenico della santa messa e devono apparire convincenti, l’ego naturale del prete, quello nudo e crudo, che magari qualche scappatella la farebbe di notte, e magari la fa davvero, viene sacrificato sull’altare della presunta transustanziazione che trasformerebbe il prete in cristo che si sacrifica.

    Questi gesti ritualistici e misticistici sono filosoficamente da un’antica concezione induista, l’impersonalismo mistico, ove l’ego naturale è annichilito ovunque, sacrificabile ovunque, per dar voce ad un falso ego trascendentale (l’anima per cristiani) che elabora o afferma di essere figlio di dio, messia, profeta, e sacerdote, proprio per una mistificazione del falso ego come una maschera, appunto il sacerdote, il bramino, ecc…ecc.. che fungono da impersonalismo per un presunto Avatar, cioè, incarnazione del divino gesù nel caso della messa catotlica.

    Per contro, e necessita di una mente agnostica, vi è il principio advaita della non dualità, cioè, non si è anima mente e corpo, separati psichicamente, a causa del divide et impera da parte dell’utorità religiosa, ma si è individuus, indivisibile, non dualistico, non impersonale, meno che mai un Avatar, cioè, una incarnazione divina (i 10 avatar).

    Nei testi induisti esiste un riferimento al buddha che si comporterà come se fosse ateo, ma l’ateismo, guarda caso, necessita proprio di una mente agnostica, non dualistica, indivisibile e non impersonale, non mistificatrice insomma, non falsa e non ipocrita, non annichilita da forme di repressione moralista, inquisizionista, censoria.

    A parte la storia essoterica della religione buddista, vi era dapprima una filosofia buddista, la Via di Mezzo che stra tra tutti gli opposti estremi dentro e fuori di noi, quindi, la conoscenza di se stessi dal punto di vista naturale, scientifico, psicologico, è importante perchè si svelano agli occhi della coscienza razionale una serie di fenomeni naturali in noi che sono soggetti a desideri, paure, rabbia, ignoranza, passione, ciò ci spinge a valutare alcuni necessari provvedimenti: istruirsi, vincere le paure con il coraggio e la maturità, mettere un tetto ai desideri, moderare le nostre passioni naturali come anche gestirli in modo sereno e non sopprimerli in modo ascetico-nichilista, anche perchè sortirebbero poi l’effetto contrario, producendo riflessi istintivi e pulsioni represse.

    Questo è successo anche per le liturgie, sono state talmente repressive e discriminatorie in passato che poi hanno prodotto reazioni opposte grazie al Concilio E.V.II, quindi, il video del prete francese ne è un esempio e francamente lo posso capire dal punto di vista antropologico e cociologico.

    Il nichilismo mistico e manicheo ha prodotto effetti contrari allo scopo che si era proposto la chiesa, cioè, di disciplinare pensieri e azioni, alla fine ecco i nuovi riti di oggi o comunque i nuovio modi di viverli al passo con la modernità.

  206. Reginaldus scrive:

    #TRIPPAROLO

    appunto, nemmeno le apparenze sanno salvare!

  207. Luisa scrive:

    “L’arte di celebrare e la musica”, di don Enrico Finotti

    http://www.zenit.org/article-23539?l=italian

  208. Cherubino scrive:

    indicazioni di brani per le Messe di tutto l’anno liturgico festivo, dall’Istituto Dicoesano di Musica e Liturgia di Torino.

    http://www1.diocesi.torino.it/idml/liturgiafestiva_frm.html

  209. Luisa scrive:

    “CELEBRARE CON ARTE IL MISTERO DI DIO
    BREVE INTRODUZIONE
    ALLO SPIRITO DELLA LITURGIA”

    di Mons. Guido Marini
    MAESTRO DELLE CELEBRAZIONI LITURGICHE PONTIFICIE

    Inaugurazione del master in Architettura, Arte Sacra, e Liturgia
    Roma, Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum”, 3 dicembre
    2010

    http://www.maranatha.it/news/20101203-01.htm

  210. Cherubino scrive:

    Benedetto XIV:

    “Il Suarez (De Religione, tomo 2, libro 4; De Horis Canonicis, cap. 13, n. 16) sembra favorevole al canto dei mottetti, ancorché essi siano stati scritti in lingua volgare, purché siano seri e devoti. A provare quanto asserisce adduce il costume e l’uso di alcune Chiese governate da sapienti prelati, che non condannano queste cantilene o modulati carmi. Aggiunge inoltre che, nei primi tempi della Chiesa, ogni fedele cantava nel tempio quei pii e devoti inni che egli stesso aveva composti; e che tale antica consuetudine serve, in certo modo, ad approvare l’uso dei mottetti.”

  211. Francesco Rada scrive:

    @Luisa,Cherubino ed altri
    Per cortesia smettetela di citare libri o siti contenenti
    i Canti consentiti durante la Messa. Non la finiremmo più. Anche la mia Parrocchia (come penso, tutte) ha il suo libretto di Inni Canti e Salmi cantati, che naturalmente non è eguale a quello di altre parrocchie, perchè alcuni Canti Sacri propri della Messa sono tradizionali di un territorio, di una zona Pastorale e non di altre.
    Quindi, ripeto, basta citare libri, manuali ed altro
    contenenti Canti Sacri; stiamo nello specifico: è consentito o no che un sacerdote stravolga la liturgia
    della Santa Messa con forme di spettacolo all’interno
    della Celebrazione Eucaristica? Per me no. E’ tutto qui
    Pace in Cristo
    Francesco Rada

  212. ilsanta scrive:

    Non mi sono letto tutti i commenti, tuttavia vorrei far notare come il video inizi con una sovraimpressione con su scritto “flashmob” termine con cui “si indica un gruppo di persone che si riunisce all’improvviso in uno spazio pubblico, mette in pratica un’azione insolita generalmente per un breve periodo di tempo per poi successivamente disperdersi. Il raduno viene generalmente organizzato attraverso comunicazioni via internet o tramite telefoni cellulari. In molti casi, le regole dell’azione vengono illustrate ai partecipanti pochi minuti prima che l’azione abbia luogo”.
    Forse il celebrante sorpreso, ha cercato solamente di arginare la cosa incorporandola, suo malgrado, nella liturgia (all’inizio infatti nel video si vede chiaramente che non partecipa al ballo, solo poi si unisce al gruppo). Certo in alternativa avrebbe potuto cacciare quelle persone a colpi di crocefisso … ma la notte di Natale pare bruttino credo ….

  213. Stefano78 scrive:

    Caro Francesco Rada.

    Non è consentito a nessuno “personalizzare” la Litrugia, e questa è una Norma per tutti. Non certo solo il tuo parere.

    Come non è consentito a nessuno, sebbene il FATTO COMPIUTO sia diventato “fonte di diritto”, usare innari squallidi come spesso avviene nelle Parrocchie.

    Ecco, c’è un elemento in più che contribuisce alla sciatteria moderna: IL FATTO COMPIUTO.

  214. Reginaldus scrive:

    ma tutta questa celbrazione di canti celestiali, può neutralizzare la liturgia da discoteca condotta da quel don Lefevre (suona bene, vero???) in quel di Bachinchove ???). No, e infatti la discussione presto è partita per la tangente e si è fissata sui “canti seri e devoti”, per distogliere l’ attenzione da quelle crudi immagini che mettono a nudo la realtà di una liturgia diventata lo specchio fedele di una fede stravolta: lex nova orandi lex nova credendi! A Bachinchove come dappertutto: nessuna chiesa o parrocchia è un’isola!

  215. Luisa scrive:

    Sono lieta, Francesco, se lei conosce i documenti della Chiesa e gli articoli che ho messo in link .
    Purtroppo, visti gli abusi che sembrano non voler prender fine, vista l`indifferenza di chi assiste senza reagire a tutte le manipolazioni della Liturgia, bisogna dedurne che i fedeli cattolici non conoscono i testi magisteriali sulla Liturgia e che dunque l`ignoranza può anche per molti essere all`origine di tali scempi insieme ad una falsa concezione della libertà, e devo purtroppo aggiungere che il non intervento di chi dovrebbe vigilare ha come effetto evidente e devastante di avallare e legittimare, se non incoraggiare, queste derive.
    Dunque penso sia opera utile, ma forse mi sbaglio, ricordare alcuni documenti essenziali che sono da leggere, rileggere e meditare.

  216. Annarita scrive:

    E il Papa che fa? Non li vede sti balletti? Mi auguro non ritenga pure questi “luci del mondo”!

  217. Billo scrive:

    Salmo 149

    Cantate al Signore un canto nuovo; *

    la sua lode nell’assemblea dei fedeli.

    Gioisca Israele nel suo Creatore, *

    esultino nel loro Re i figli di Sion.

    Lodino il suo nome con danze, *

    con timpani e cetre gli cantino inni.

    Il Signore ama il suo popolo, *

    incorona gli umili di vittoria.

    Esultino i fedeli nella gloria, *

    sorgano lieti dai loro giacigli.

    Le lodi di Dio sulla loro bocca *

    e la spada a due tagli nelle loro mani,

    per compiere la vendetta tra i popoli *

    e punire le genti;

    per stringere in catene i loro capi, *

    i loro nobili in ceppi di ferro;

    per eseguire su di essi *

    il giudizio già scritto:

    questa è la gloria *

    per tutti i suoi fedeli.

    Salmo 150

    Ogni vivente dia lode al Signore.

    A Dio la gloria, nella Chiesa e in Cristo Gesù (Ef 3,21)

    Lodate il Signore nel suo santuario, *

    lodatelo nel firmamento

    della sua potenza.

    Lodatelo per i suoi prodigi, *

    lodatelo per la sua immensa grandezza.

    Lodatelo con squilli di tromba, *

    lodatelo con arpa e cetra;

    lodatelo con timpani e danze, *

    lodatelo sulle corde e sui flauti.

    Lodatelo con cembali sonori, +

    lodatelo con cembali squillanti; *

    ogni vivente dia lode al Signore.

    COSA VE NE PARE,SONO FORSE BLASFEMI QUESTI SALMI?

  218. Cherubino scrive:

    Chi è interessato ad un corso di Chitarra per liturgia, forse è ancora a tempo per quello della Diocesi di Vittorio Veneto:

    http://www.diocesivittorioveneto.it/sp/musica_scuola.asp

  219. Cherubino scrive:

    “E’ finalmente uscito il nuovo Repertorio Nazionale di Canti per la Liturgia, promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana e dall’Ufficio Liturgico Nazionale.
    “Nell’ultima Assemblea Generale dei Vescovi Italiani è stata presentata la prima edizione del Repertorio Nazionele di Canti per la Chiesa Italiana. Da tempo si avvertiva l’esigenza di operare una scelta tra i canti eseguiti dalle nostre comunità durante le celebrazioni liturgiche. Pertanto, il libro appena pubblicato si offre anche come uno strumento per indicare alcuni criteri fondamentali nella scelta dei canti per la liturgia. Riveste notevole importanza per la Chiesa Italiana avere un proprio libro di canti per la preghiera liturgica. Pertanto, è necessario che il Repertorio Nazionale di Canti diventi un punto di riferimento, sia che si decida di adottarlo in modo esclusivo, sia che si decida di affiancarlo ad un repertorio diocesano. Vale la pena ricordare che il Repertorio Nazionale di Canti è stato approvato dai nostri Vescovi e i testi sottoposti alla recognitio della Santa Sede.
    Affidiamo questo libro ai Direttori degli Uffici liturgici diocesani e ai responsabili diocesani per la Musica sacra, perché offrano il loro impegno per sollecitare le parrocchie della loro Diocesi all’acquisto del libro. ”
    Questo repertorio ufficiale per la Chiesa Italiana raccoglie 384 canti, mettendo a dipsosizione delle comunità un consistente mumero di composizione che ripsondono alla esegienze liturgiche, con l’obiettivo di coniugare la dignità dei testi e delle musiche con la cantabilità, al fine di sostenere e promuovere la partecipazione attiva dell’assemblea. Senza sostitursi ai repertori esistenti e approvati, intende assumere un carattere di esemplarità, favorendo la diffusione di un patrimonio ricco e unico. Oltre a questo libro versione per i fedeli (con i testi e le melodie), viene proposto un cd con i canti in formato mp3. E’ invece ancora in preparazione il libro delle partiture con l’accompagnamento dei canti con l’organo.”

    http://www.diocesidimantova.it/sezione3.asp?id3=74&id2=70&id1=13

  220. Marco N. scrive:

    Molto rumore per poco, caro Tornielli.
    Ormai intorno a molte mense eucaristiche si danza a tutto spiano ed a ritmo di tamburi e cembali.
    Il pretiuno francese di cui Lei parla non ha inventato, purtroppo per lui e per noi, proprio nulla che non vi fosse già in tante chiese, in tante “sale”. E non solo nelle feste grandi.

  221. Fiato alle trombe! scrive:

    Divertente lo show.
    Naturalmente stavano su scherzi a parte, vorrei sperare…

  222. Marco N. scrive:

    No, Fiato, non stavano affatto su Scherzi a parte, ma in chiesa.
    Se non ci credi basta che di sabato sera ti accomodi in qualche sagrestia occupata dai neocatecumenali per assistere alla loro danza intorno alla mastodontica “mensa” al termine della “loro” “celebrazione”.

  223. Lorenzo1963 scrive:

    @ P.Danilo (messaggio dell’8 gennaio ore 10.32. Le ci invita ad assistere alla Messa da Lei celebrata, ma dove si trova?
    Io cercherei volentieri l’occasione di venire, se fosse in Lombardia o Veneto (o in occasione di qualche più raro viaggio a Roma).

  224. Sara scrive:

    Salve. Sono entrata per caso in questo sito vedendo il video. So che non sarò capita, la mia opinione probabilmente disprezzata. Non capisco i toni così acri e nemmeno i colpi di fioretto con documenti alla mano. Quando frequento una messa “extraparrocchiale”, sono in grado, a livello epidermico, di percepire la comunione, il senso di appartenenza e la pace interiore che mi suscita. Ci sono luoghi in cui il gregoriano, la bella liturgia, la cura per il rito, l’accoglienza per l’ospite ( magari turista), si percepiscono perfettamente. Ci sono messe invece in cui si ha solo voglia che finisca tutto al più presto. Spesso la colpa è dei canti o della sciatteria delle persone o anche del carattere proprio dei movimenti cattolici, a cui ci sentiamo più o meno affini. Per questo il caldeggiato gregoriano e la tradizione offrono sicurezza. Ma, mi dispiace, neanche il Papa ne ha fatto un dogma. Nel video ho visto dei ragazzi muoversi e battere le mani, ho visto persone felici, non mi hanno scandalizzato. E’ nato il Bambino e forse i cori degli angeli non erano in gregoriano, ma nemmeno 2000 anni fa lo erano. O si? Gesù è nato tra i pastori, gente puzzolente e disprezzata, o è nato tra dotti e dottori che sacramente lo accogliessero? Sarà una questione di forma, ma è anche una questione di cuore. Chi ha il cuore libero si veste da pastore e fa parte del presepe, gli altri ci sono anche loro, stanno nelle casette intorno, ben sprangati al calduccio, col ditino puntato. Decidete voi come vestirvi, col ricordo però che i bambini, quelli col cuore da bambini, hanno un posto di preferenza. Quelle persone gioiose, che candidamente battono le mani, si emozionano e manifestano felicità, non sono forse dei giullari di Dio? Norme, regole, riti… Tutte cose buone, certamente. Ma il disprezzo sembra una bastonata al pastorello del presepe.

  225. Aurelio R. scrive:

    @Sara

    Innanzitutto benvenuta!

    Io penso che cuore e forma debbano andare a braccetto. Ovviamente il cuore è più importante della forma. Però cuore senza forma, a mio avviso, presto o tardi intiepidisce il cuore.
    Ovviamente si riceve da ciascuno ciò che può dare. Nessuna recriminazione per i pastori del presepe, che non si presentarono con un bel cachemere alla Marchionne ;-)
    Ma oggigiorno un sacerdote dovrebbe sapere come muoversi bene nella liturgia. E se non lo sa, noi cerchiamo nel nostro piccolo, come in questo blog, di farglielo sapere :-)

  226. P.Danilo scrive:

    Caro Lorenzo, purtroppo siamo lontani; sono nato in prov. di Treviso, ma da quasi trent’anni vivo ad Olbia in Sardegna.

  227. Francesco Rada scrive:

    @ Luisa 10 gennaio 10,51 am
    Mi scuso con Lei, Luisa, se non mi sono fatto capire.
    Quando ho scritto basta citazioni intendevo UNICAMENTE
    quelle relative agli “Inni Sacri”.
    Le mancherei di rispetto e mi considererei un presuntuoso
    se conoscessi tutto quello che Lei ci cita e quello che ci invita a leggere e meditare dandoci i link dove poter approfondire la conoscenza della Dottrina Cristiana. Mi scusi ancora
    Pace e bene
    Francesco Rada

  228. Cherubino scrive:

    Per gli amanti della musica liturgica più recente, questo sito è davvero da non perdere:

    http://www.cantusfractus.org/raph_1/ascolti.htm

  229. Luisa scrive:

    Il video è sparito?
    Forse che i responsabili di quello spettacolo ne sono talmente fieri che hanno preferito farlo sparire ?
    Comunque è sempre visibile qui:

    http://www.laportelatine.org/communication/videotheque/scandale_Bavinchove_noel2010/noel2010_bavinchove.php

  230. Luisa scrive:

    Sara, lei ha visto giovani che stavano “autocelebrandosi”, ah per essere allegri erano allegri, il parroco ha detto loro: fate qualcosa che vi va a genio, preparate una sorpresa, e loro lo hanno fatto, la partecipazione è stata scarsa, i fedeli sorpresi hanno comunque accolto la danza con un nutrito applauso finale , il tutto durante la Messa dopo l`omelia….si chiama una flash-mob, una mobilizzazione-lampo!
    Normalmente i giovani la fanno con i loro telefonini, con facebook, ad esempio il sabato sera, e funziona, in una chiesa, non era ancora stato fatto….la Santa Messa Messa di Natale trasformata in serata danzante, in flash-mob.
    Ci voleva la “fantasia” di un parroco definito originale per arrivare a tali derive, ma non deve essere andata come lo speravano ed ecco una parrocchiana dire: bisognerà trovare qualcos`altro l`anno prossimo!
    Bisogna trovare un`altra idea …ma che cosa è la Santa Messa per queste persone? Uno spettacolo? Uno show?
    Sanno ancora CHI è presente? Realmente presente? Dove troviamo in quello spettacolo anche un pallidissimo riflesso della Liturgia celeste? Questo genere di exploit fa pregustare ai fedeli la Liturgia celeste?
    Ricordo ancora le parole di Benedetto XVI durante la sua omelia nella Cattedrale di Notre-Dame a Parigi:

    Le nostre liturgie della terra, interamente volte a celebrare questo atto unico della storia, non giungeranno mai ad esprimerne totalmente l’infinita densità. La bellezza dei riti non sarà certamente mai abbastanza ricercata, abbastanza curata, abbastanza elaborata, poiché nulla è troppo bello per Dio, che è la Bellezza infinita. Le nostre liturgie terrene non potranno essere che un pallido riflesso della liturgia, che si celebra nella Gerusalemme del cielo, punto d’arrivo del nostro pellegrinaggio sulla terra. Possano tuttavia le nostre celebrazioni avvicinarsi ad essa il più possibile e farla pregustare!

  231. Antonio scrive:

    Perché cercare all’estero quando anche in Italia abbiamo dei veri campioni come don Giuseppe Galliano che probabilmente sarà stato anche influenzato dal carnevale di Oleggio: vedere pre credere:
    http://www.youtube.com/watch?v=bNZe8djTI3k
    http://www.youtube.com/watch?v=0pPVOG4rTr4&feature=related
    http://www.youtube.com/watch?v=0pPVOG4rTr4&feature=related

  232. Cherubino scrive:

    l’intevento di Sara mi sembra abbastanza strano. Il succo infatti non è nel finale, abbastanza scontato, ma nei passaggio intermedi che rischiano di passare in modo acritico perchè posti come premesse.
    Invece spesso gli errori sono proprio tra le premesse.
    In particolare l’affondo sui movimenti è ben poco condiviso dalla Chiesa, posto che tutti i pontefici e schiere di vescovi sono concordi nel ritenere i movimenti principali un grande dono per la Chiesa e per il mondo.
    Le citazioni di Benedetto XVI, di Giovanni Paolo II e indietro fino a Paolo VI si sprecherebbero.
    Alcuni di questi movimenti hanno Statuti rigorosamente studiati dopo anni di osservazione teoria e pratica delle loro attività e non è assolutamente lecito mettere in dubbio atti canonicamente fondati sulla massima autorità della Chiesa. Chi lo fa si pone contro di essa.
    Anche le liturgie celebrate in queste comunità sono state studiate, a volte con correzioni e molte volte senza, e in esse si cantano gli stessi canti delle parrocchie. Spesso anzi in questi movimenti o associazioni ecclesiali sono presenti vere e proprie corali formate da eccellenti liturgisti. Come ho già detto ai convegni nazionali sono sempre presenti diversi vescovi e cardinali, oltre a migliaia di sacerdoti e consacrate, è sempre inviato un messaggio del papa di benedizione e di riconoscimento del valore che essi rappresentano.
    Consiglierei quindi a Sara di provare a frequentare veramente qualcuno di essi: Rinnovamento nello Spirito, Comunione e Liberazione, Focolarini, Neocatecumentali, Azione Cattolica, Cursillos de Cristianidad e tanti altri.

  233. Cherubino scrive:

    Si faccia poi attenzione: ognuno è libero di farsi del male, ma è bene sapere che il link inserito da Luisa porta ad un sito di non cattolici. I lefebvriani non sono in comunione con la Chiesa e seguono dottrine ritenute erronee dal Magistero cattolico.

  234. Luisa scrive:

    La FSSPX non cattolica?
    Ci vuole un cherubino per deliziarci con delle cav….. simili!

  235. Luisa scrive:

    La FSSPX segue dottrine giudicate erronee?
    Ci vuole ancora un cherubino per uscire un`altra cav….a del genere! :roll:

  236. Cherubino scrive:

    certo, Luisa, non sparga falsità! Che i lefebvriani dicono cose errate per un cattolico lo dimostra:
    - il Motu proprio del VENERABILE Giovanni Paolo II
    - il fatto che a causa di questi errori dottrinali essi non sono ancora riammessi nella Chiesa cattolica nonostante la rimessione della scomunica ma devono incontrarsi con la Commissione indicata dal Papa nel decreto: “Occorre distinguere questo livello disciplinare dall’ambito dottrinale. Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa.
    Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l’istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.”
    - infine lo dimostra un fatto logico: loro dicono che i cattolici sono eretici, quindi dato che non è vero loro devono essere per forza in gravissimo errore.

  237. Luisa scrive:

    Abbiamo già sovente discusso di questo tema e non intendo tediare i lettori.
    Ripeto solo che la FSSPX È cattolica, perfettamente e totalmente fedele alla Dottrina e alla Tradizione cattolica e celebra la Liturgia nel più pieno rispetto della sua dignità, sacralità e bellezza.
    È vero non è ancora in perfetta unione ma chi ama veramente la Chiesa può solo pregare e auspicare affinchè la perfetta unione avvenga il più presto possibile.
    È ciò che desidera Benedetto XVI in piena coerenza e continuità con ciò che già desiderava come cardinale.
    Che cherubino volga piuttosto la sua attenzione e il suo dito accusatore verso chi. pur essendo formalmente uniti con Pietro, ne contesta e ignora il Magistero, verso chi stravolge a calpesta Dottrina e Liturgia.
    PS: non sono lefebvriana.

  238. Cherubino scrive:

    quasi dimenticavo questo link, un pò di belle esecuzioni di musica sacra (tra cui brani di Frisina e Sequeri)

    http://www.sanmarziale.it/

    scegliere nel menu a sinistra “gruppi” poi “corale”

  239. Cherubino scrive:

    non è vero, i lefebvriani sono l’emblema della disobbedienza: celebrano contro il volere del papa, ingannano le persone quando amministrano (cioè dicono di amministrare) il sacramento della Riconciliazione, mettendoli a rischio di gravissimo pericolo spirituale.
    Vanno contro decisioni fondamentali del papa (prendiamo la dichiarazione di venerabilità e la prossima beatificazione di Giovanni Paolo II).
    Per non parlare del gravissimo atto più volte reiterato di consacrare sacerdoti contro la volontà del Papa.

    C’è poco da fare e i lamenti di Luisa non cambiano l’evidenza: quando il papa dice che “non esercitano lecitamente alcun ministero nella Chiesa” e quindi tanto meno fuori di essa, nel fare ciò che fanno offendono radicalmente l’autorità del Papa e l’unità della Chiesa. E certamente il Papa non può essere contento che qualcuno eserciti un’autorità sacerdotale “fuori della Chiesa”.
    Se la loro obbedienza sta nell’alimentare la divisione, Dio ce ne scampi e liberi!

  240. Etienne scrive:

    Buonasera,

    Io non ho piu da supportare messe cattoliche come quella. Da due anni sono ritornato alla chiesa cattolica dei miei nonni. Quella che tutti chiamano la chiesa cattolica della tradizione cioè quella dei lefebvriani. E’ stato dopo una messa di quel tipo che ho deciso di ritornare alla fede dei miei atenati. Strano ma non avrei mai immaginato 10 anni fa diventare un fedele traditionalista e di piu un fedele della fraternità San Pio X. Non avevo scelta, non c’era altre via. La via del Signore ci sorprende ma ci guida sempre alla verita. In Xto ! Etienne

  241. Gianpaolo1951 scrive:

    Cherubino la smetta con le ambiguità!…
    Se i lefebvriani sono l’emblema della disobbedienza…, Lei è l’emblema della disonestà intellettuale!!!
    E’ forse il Santo Padre Benedetto XVI ad aver pronunciato simili parole o una semplice nota della Segreteria di Stato Vaticana riguardo al caso Williamson?!?
    Se quello che ha riportato è vero, indichi con precisione il link e poi Le chiederò pubblicamente scusa!!!

  242. Aurelio R. scrive:

    Io non sono lefebvriano, ma penso che recuperare i lefebvriani alla piena comunione con la Chiesa di Roma sarebbe un gran guadagno, perchè sarebbero una parte di Chiesa molto solida.

    Adesso però vorrei approfondire un punto.
    Cherubino cita:

    ” [...] finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.”

    Da dove proviene la citazione?
    E come va interpretata?
    E’ nel senso che ogni Confessione impartita da un sacerdote della Fraternità è invalida? Ed ogni Santa Messa è invalida e magari sacrilega?
    Sapete che mi sembrerebbe un po’ strano? Sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica pur sapendo che compiono tutti i giorni gravi danni con i sacramenti?

    Non sono già giunto a una conclusione, ma sto cercando di farmi un’idea.

  243. Luisa scrive:

    Vi suggerisco di non innestare una discussione sulla FSSPX con il nostro caro blogger angelico. Il suo astio incontrollabile e viscerale contro la Fraternità è tale che l`impossibilità di discutere con lui, che già è palese in generale, trasformerebbe questo thread in una sua catharsis prevedibile anti-FSSPX e in una nuova valanga di copia-incolla.
    Ed in più si darebbe la possibilità a cherubino di riuscire in una manovra in cui è maestro, o almeno crede di esserlo, e cioè SVIARE la discussione da temi che sono per lui veicoli ciechi .
    Hai ragione, Gianpaolo, le parole che cherubino cita sono tratte da una nota della Segreteria di Stato che si era resa responsabile di un pasticcio comunicativo molto grave di cui è stato vittima il Papa, la nota parla di “lecitamente”, mentre il Papa nella sua lettera ai vescovi dice “in modo legittimo”, la situazione canonica della FSSPX è chiara ed indiscutibile, cosiccome sono chiare le condizioni in cui possiamo partecipare ad una Santa Messa celebrata da un sacerdote della FSSPX.
    Ciò che conta è che le discussioni vanno avanti , ma sappiamo quanto questo solo fatto disturba, e molto, chi come cherubino della Fraternità non ne vuole proprio sapere, ciò che conta è che accompagniamo con la nostra preghiera tutti coloro che sono impegnati in quei colloqui così importanti.
    Detto questo, mi ripeto, spero e mi auguro che questo thread non finisca per trasformarsi nell`ennesimo pistolotto anti- FSSPX di cherubino e nell`ennesimo suo tentativo di sviare una discussione.

  244. Carlo Bollani scrive:

    Etienne:

    Tenga presente che ci sono anche altre istituzioni, tipo l’Istituto Cristo Re Sommo Sacerdote, perfettamente autorizzate ed in comunione con Roma, che per statuti loro usano solo la messa “tridentina”.

    Inoltre, non tutti i vescovi hanno il “dente avvelenato” contro il vetus ordo. Quello di Brescia – caso piu’ vicino a me – non ha creato problemi, anzi, ha dato il nulla osta per qualsiasi sacramento alla piccola comunita’ del vetus ordo (i.e.: volendo, si possono anche battezzare bambini e ci si puo’ sposare secondo il rito antico).

    C.B.

  245. Simon de Cyrène scrive:

    Concordo con Luisa: Cherubino cerca di sviare l’attenzione dalla labilità dei suoi “argomenti” via dallo scandalo liturgico para-conciliare per metterlo sulla FSSPX che c’entra con questo topic come i cavoli alla merenda.

    Disturba al nostro alato trollino che, indipendentemente dalla simpatia o no per la FSSPX di ciascuno, il giudizio dei cattolici è unanime: la liturgia non appartiene ad un prete in particolare ne ad un gruppo di laici ma a tutta la Chiesa ed in quanto tale va da essere rispettata e messa in valore come la Chiesa vuole che sia fatto e noi cattolici fedeli ne abbiamo abbastanza di queste pseudo-liturgie alla teologia borderline e all’estetica inesistente nel miglior dei casi( vedasi la video qui sopra).

    Aurelio potrei risponderti in dettaglio ma non voglio dar corda su questo thread a chi agisce come troll neanche indirettamente.

    In Pace

  246. Stefano78 scrive:

    Dal Motu proprio Ecclesiae Unitatem:

    “Con questa decisione ho voluto, in particolare, mostrare paterna sollecitudine verso la “Fraternità San Pio X” al fine di ritrovare la piena comunione con la Chiesa.

    Rivolgo a tutti un pressante invito a pregare senza sosta il Signore, per l’intercessione della Beata Vergine Maria, “ut unum sint”.”

    Quindi Cherubino, invece di “colpire” la SPX, preghi per la Fraternità e mostri “paterna sollecitudine” verso di lei, come fa il PAPA.

  247. Annarita scrive:

    Mi è arrivata ora notizia da un’amica che in India stanno distruggendo le chiese cristiane e minacciano di uccidere tutti i missionari in queste ore. Vorrei sapere se la notizia è fondata, se si sa nulla di questi nuovi attacchi ai cristiani. Se è vero, lo è gia stato nell’anno passato, tutti coloro che credono che induisti e buddisti siano pacifici, riflettano! Altrochè incontri d’Assisi, ci pensano loro a sistemare i cristiani!

  248. Andrea scrive:

    E’ per questo, cara Annarita, che il S.Padre convoca Assisi: proprio perché la bomba che sta esplodendo nel mondo “globalizzato” è la caccia ai soli uomini davvero irriducibili a rotelle dell’ingranaggio globale, cioè ai Cristiani.
    In seconda linea, Egli vuole mostrare anche ai non-cristiani che la religione, anche imperfetta, è via di realizzazione umana.
    Detto in altre parole: se il Demonio aizza gli induisti contro i Cristiani, il Papa cerca di mostrare agli induisti un modo “normale” di essere induisti, sperando che poi possano diventare Cristiani.

  249. Aurelio R. scrive:

    @ Luisa e Simon de Cyrène

    Sì, nemmeno io amo i conflitti, e tra l’altro non mi ero accorto di essere fuori tema.
    Se Andrea Tornielli presenta un argomento, e non dice “parlate un po’ di quel che capita, per associazione di idee o come volete” ci sarà un motivo… ;-)

  250. Stefano78 scrive:

    Concordo con Andrea gennaio 11th, 2011 at 1:59 pm

  251. Stefano78 scrive:

    http://www.vatican.va/news_services/liturgy/2009/documents/ns_lit_doc_20091114_animatori-musicali_it.html

    5.Quale musica per la liturgia?

    Ciò che, però, mi sta a cuore sottolineare è che la questione della musica liturgica non può essere considerata indipendentemente dall’autentico spirito della liturgia e, dunque, dalla teologia liturgica e della spiritualità che ne consegue. Quanto, allora, si è andato affermando – ovvero che la liturgia è un dono di Dio che a Lui ci orienta e che, mediante l’adorazione ci permette uscire da noi stessi per unirci a Lui e agli altri – non solo cerca di fornire alcuni elementi utili alla comprensione dello spirito liturgico, ma anche elementi necessari al riconoscimento di ciò che davvero può dirsi musica e canto per la liturgia della Chiesa.

    Mi permetto, al riguardo, solo una breve riflessione orientativa. Ci si potrebbe domandare il motivo per cui la Chiesa nei suoi documenti, più o meno recenti, insista nell’indicare un certo tipo di musica e di canto come particolarmente consoni alla celebrazione liturgica. Già il Concilio di Trento era intervenuto nel conflitto culturale allora in atto, ristabilendo la norma per cui nella musica l’aderenza alla parola è prioritaria, limitando l’uso degli strumenti e indicando una chiara differenza tra musica profana e musica sacra. La musica sacra, infatti, non può mai essere intesa come espressione di pura soggettività. Essa è ancorata ai testi biblici o della tradizione, da celebrare nella forma del canto. In epoca più recente, il Papa San Pio X fece un intervento analogo, cercando di allontanare la musica operistica dalla liturgia e indicando il canto gregoriano e la polifonia dell’epoca del rinnovamento cattolico come criterio della musica liturgica, da distinguere dalla musica religiosa in generale. Il Concilio Vaticano II non ha fatto che ribadire le stesse indicazioni, così come anche i più recenti interventi magisteriali.

    Perché, dunque, l’insistenza della Chiesa nel presentare le caratteristiche tipiche della musica e del canto liturgico in modo tale che rimangano distinti da ogni altra forma musicale? E perché il canto gregoriano come la polifonia sacra classica risultano essere le forme musicali esemplari, alla luce delle quali continuare oggi a produrre musica liturgica, anche popolare?

    La risposta a questa domanda sta esattamente in quanto abbiamo cercato di affermare in merito allo spirito della liturgia. Sono proprio quelle forme musicali – nella loro santità, bontà e universalità – a tradurre in note, in melodia e in canto l’autentico spirito liturgico: indirizzando all’adorazione del mistero celebrato, favorendo un’autentica e integrale partecipazione, aiutando a cogliere il sacro e, quindi, il primato essenziale dell’agire di Dio in Cristo, consentendo uno sviluppo musicale non disancorato dalla vita della Chiesa e dalla contemplazione del suo mistero.

    Mi sia permessa un’ultima citazione di J. Ratzinger: “Gandhi evidenzia tre spazi di vita del cosmo e mostra come ognuno di questi tre spazi vitali comunichi anche un proprio modo di essere. Nel mare vivono i pesci e tacciono. Gli animali sulla terra gridano, ma gli uccelli, il cui spazio vitale è il cielo, cantano. Del mare è proprio il tacere, della terra il gridare e del cielo il cantare. L’uomo però partecipa di tutti e tre: egli porta in sé la profondità del mare, il peso della terra e l’altezza del cielo; perciò sono sue anche tutte e tre le proprietà: il tacere, il gridare il cantare. Oggi… vediamo che all’uomo privo di trascendenza rimane solo il gridare, perché vuole essere soltanto terra e cerca di far diventare sua terra anche il cielo e la profondità del mare. La vera liturgia, la liturgia della comunione dei santi, gli restituisce la sua totalità. Gli insegna di nuovo il tacere e il cantare, aprendogli la profondità del mare e insegnandogli a volare, l’essere dell’angelo; elevando il suo cuore fa risuonare di nuovo in lui quel canto che si era come assopito. Anzi, possiamo dire persino che la vera liturgia si riconosce proprio dal fatto che essa ci libera dall’agire comune e ci restituisce la profondità e l’altezza, il silenzio e il canto. La vera liturgia si riconosce dal fatto che è cosmica, non su misura di un gruppo. Essa canta con gli angeli. Essa tace con la profondità dell’universo in attesa. E così essa redime la terra” (Cantate al Signore un canto nuovo, p. 153-154)

    Mons. Guido Marini
    Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie

  252. Marco N. scrive:

    Mi sembra un po’ riduttiva, Andrea, la tua analisi circa i motivi profondi che hanno indotto il Santo Padre a convocare l’incontro interreligioso di Assisi.
    Forse non sbaglieremmo di molto se pensassimo che l’incontro sarà favorevole per smantellare tante incrostazioni che un ecumenismo esasperato e d’accatto ( merito di tanti cattolici, soprattutto) ha depositato sul dialogo interreligioso… ma credo ci sia anche – e qui non sei affatto riduttivo – un po’ del “pragmatismo” tedesco alla base di un tentativo ormai estremo di conciliazione..
    Preghiamo molto tutti quanti!

  253. Andrea scrive:

    Grazie Stefano (2:18) : buon anno, nella luce del Signore e nell’amore della Chiesa !

  254. ritaroma scrive:

    dr Tornielli, lo so che lei ha tante cose dare, ma io spero sempre di vedere i commenti con i numeri progressivi, un saluto Rita

  255. Annarita scrive:

    Caro Andrea il Papa non potrebbe dimostrare nulla di contrario a quello che in realtà sono le false religioni. Non sono vie di realizzazione umana, ma di distruzione umana. Vedi per caso che gli uomini (donne soprattutto) abbiano una qualche realizzazione sotto l’induismo, il buddismo, l’islamismo etc? Io vedo solo ignoranza, violenza, schiavismo, intolleranza, povertà, nulla di più. Forse che Gesù ha detto a Pietro di dire agli uomini che possono realizzarsi anche fuori dalla Verità? Forse Pietro può inventarsi nuove vie, può forse ingannare gli uomini per cercare una falsa pace, che per altro non arriva mai, anzi aumentano le guerre e specialmente le persecuzioni dei cristiani? Il Papa deve insegnare la Verità e basta, è il depositario di questa verità e deve gridarla senza timori e senza quel rispetto umano che ha fatto tanti danni in pochi decenni. Il Papa deve essere caritatevole, non bugiardo. Nessuno si salva fuori dalla Chiesa e nemmeno realizza se stesso, perchè la nostra salvezza è la nostra realizzazione, non abbiamo due anime e due corpi, una per una realizzazione prettamente mondana e una per il Paradiso.

  256. Stefano78 scrive:

    AnnaRita.

    Mettiamola così (e credo di farmi interpreta di Andrea).

    Il “dialogo con le religioni” è una “pre-condizione” per l’Annuncio della Verità. Nel senso che se ci scanniamo (anzi se ci scannano in modo generico), la “base”, la “piattafomra” per Annunciare la Verità non esiste proprio. Esiste lo scannarsi.

    Per cui, preparando la base per l’Annuncio, non si rinuncia all’Annuncio. Cristo ha detto di gridare dai Tetti la Verità, in modo opporuno ed “importuno”, ma ha chisto anche di essere SCALTRI lamentandosi che i figli di questo mondo lo sono e noi no! Il che non vuol dire “fare compromessi”, ma usare un modo “migliore” per ottenere lo stesso risultato. D’altra parte quando la Verità non è messa in discussione (lo è mai stata? Anche davanti agli svarioni organizzativi delle giornate passate? COme dice Padre Scalese c’è una distorsione di ciò che si intende, certamente anche per colpa di chi “gestisce” queste giornate, ma la realtà è diversa da ciò che si distorce), si può pensare che questo si possa provare. Non credi?

  257. Stefano78 scrive:

    Tra l’altro mi pongo e vi pongo una domanda. Percè essere convinti, certi, che la confusione dei precedenti “giorni d’Assisi” si ripeterà anche ora? E se invece ne uscisse un elemento di chiarezza tale da far rileggere anche le giornae precedenti in modo diverso?

  258. Stefano78 scrive:

    Tra l’altro mi pongo e vi pongo una domanda. Percè essere convinti, certi, che la confusione dei precedenti “giorni d’Assisi” si ripeterà anche ora? E se invece ne uscisse un elemento di chiarezza tale da far rileggere anche le giornae precedenti in modo diverso?

  259. il maccabeo scrive:

    Che bello non essere in comunione con Cherubino e con certi sacerdoti simil-”James Brown” versione “Blues Brothers”. Almeno ballassero come lui ballava. Ma quel prete francese si muove con la stessa agilitá e ritmo di un orso ubriaco.
    I “tremolanti” poi é da un pezzo che la Chiesa li ha condannati.
    Da notare poi che mai nessun documento pontificio parli di sacramenti della SSPX invalidi. Non amministrare in modo lecito é ben lontano dall´amministrare in modo invalido. Almeno tanto quanto certi “tremolanti” sono lontano dalla fede e dalla liturgia cattolica.

  260. pietro. scrive:

    ETIENNE, oggi 12:23 am, bienvenue très cher, je suis avec toi, dans l’union de prière, allez ciao.

  261. il maccabeo scrive:

    E mille volte siano benedetti tutti quei cattolici che, senza appartenere alla SSPX, hanno ancora abbastanza “sensus fidei” per condannare certe squallide pagliacciate che nulla hanno a che vedere con la Liturgia e la Fede Cattolica. In Primis il, seppur spesso non tenero verso la SSPX, Andrea Tornielli.
    Le mie piu sincere, seppur misere, preghiere per tutti voi.

  262. macv scrive:

    Per Stefano 78
    sull’ecumenismo esiste solo un obiezione. non risulta dai vangeli che gesù fosse ecumenico. cioè non ha mai insegnato ai suoi dicepoli che tutte le fesi erano 8 pressappoco ) equivalenti e che chi credeva in Zeus e Apollo come chi credeva ai temopi in Arimane e zoroastro fossero da rispettare. Di questo nei vangeli non c’è proprio nessuna traccia. E dunque non è forse stupido e inutile preuccuparsi così tanto del “dialogo” colle altre religioni quando forse dovremmo approfondire di più la nostra??

  263. Andrea scrive:

    Ringraziando Stefano come al solito:

    pregherei i “rigoristi” dell’ “Unica Verità” di osservare il mondo.

    1- la divisione degli uomini, e delle aree geografiche, per “religioni” è, essa stessa, una forzatura di tipo astratto. Ciò che realmente esiste, come dice il S.Padre, sono le “diverse tradizioni religiose”, in continua modificazione: non le chiazze colorate sulle cartine.
    2- Cristo, come dicevo giorni fa, non è un “fondatore di religione” (una fra le tante, che debba ritagliarsi un suo spazio): è l’Unico che abbia parlato da Uomo a uomo, e continui a farlo oggi. In questo dialogo d’amore, che Egli conduce, è INCLUSO il retto modo di rapportarci a Dio(religione) e la comunicazione della FORZA per vivere i Comandamenti, nonostante la nostra natura “decaduta”.
    3- qualcuno pensa che il S.Padre possa pensare o dire ai non-cattolici “Avete i pochi anni della vita per aderire a Cristo, altrimenti l’Inferno è pronto ad accogliervi?”.
    Non sapete cosa sia un cuore di padre?
    Questo non significa che, purtroppo, la possibilità di perdizione eterna non sia maggiore al di fuori della vita cristiana di Fede e Sacramenti.
    4- ho già detto che due formule, non simmetriche, UTILI nella questione sono “I falsi dèi” e “La vera religione”: NON “le false religioni” e “il vero Dio” (che chiama Se Stesso, invece, “Il Dio Vivente”).
    5- vogliamo finirla, secondo il consiglio di Tornielli, di alzare un polverone previo intorno ad iniziative del Papa?
    6- tutto il disastro relativistico-massonico nasce dai gravissimi traumi di cinque secoli fa nell’ambito cristiano.
    Alle “guerre di religione” dell’Europa Centrale si trovò una soluzione semplice e brutale : “Cuius regio Eius religio”, cioè: se sei cattolico emigra in una zona controllata da un Principe cattolico, e viceversa se sei protestante. Da qui discese, fra l’altro, il devastante secolarismo: la “religione”(particolare) tornava a essere “instrumentum regni”.
    Sono secoli che i nostri “pensatori” applicano alle religioni naturali (non cristiane) il metro relativistico elaborato qui in Europa, usandole come grimaldello per scardinare l’aspirazione umana a conoscere Dio, resa attuabile dal Figlio.
    7- l’incontro di Assisi non è convocato come “chiacchierata” fra gli esponenti delle diverse religioni: quello del 1986 era una supplica accorata (ciascuno per suo conto) per la pace, quello di quest’anno sarà il “rinnovare solennemente l’impegno dei credenti di ogni religione a vivere la propria fede religiosa come servizio per la causa della pace.”
    NON sono incontri ecumenici (termine valido in ambito cristiano, dove vi sia un Battesimo valido), ma convegni di uomini “di fronte a Dio”.

  264. Cherubino scrive:

    Aurelio chiede delucidazioni sul testo che avevo citato e che riporto:
    “finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.”

    Tra l’altro chiede di chi sono queste parole e subito gli viene detto di non approfondire il discorso e “non parlare con me”.

    Non si sa mai si accorga delle bugie che gli vengono raccontate! Allora, rispondo volentieri.

    Quelle parole sono del Papa Benedetto XVI. Sì proprio lui! E sono contenute nella lettera con egli accompagnò e spiegò il senso vero della revoca della scomunica ai lefebvriani. http://www.zenit.org/article-17494?l=italian

    Per comprendere fino in fondo quanto dice il papa occorre fare riferimento a qualche semplice concetto di diritto canonico e ripercorrere le tappe della dolorosa vicenda dei lefebvriani, veros i quali -sia ben chiaro- non mi muove alcun astio, con quale qualcuno confonde la mia indignazione per il male che fanno alla Chiesa, certificato da ben due pontefici.

    Quando dopo anni di tensioni accuse verso i pontefici e atti gravi, quando mons. Lefebvre ordinò quattro vescovi contro il volere del Papa, scattò la scomunica prevista per questo gravissimo delitto contro la Chiesa. Giovanni Paolo II emisse la scomunica con il motu proprio Ecclesia Dei (reperibile in rete). Tuttavia il papa sapeva bene che alla base dell’atto scismatico (tale è l’ordinazione di vescovi contro il volere del papa) c’erano grossi errori dottrinali e lo scrisse proprio nel motu proprio:

    “Perciò, tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano – costituisce un atto scismatico(3). Compiendo tale atto, nonostante il formale monitum inviato loro dal Cardinale Prefetto della Congregazione per i Vescovi lo scorso 17 giugno, Mons. Lefebvre ed i sacerdoti Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, sono incorsi nella grave pena della scomunica prevista dalla disciplina ecclesiastica(4).
    4. La radice di questo atto scismatico è individuabile in una incompleta e contraddittoria nozione di Traditione. Incompleta, perché non tiene sufficientemente conto del carattere vivo della Tradizione, «che – come ha insegnato chiaramente il Concilio Vaticano II – trae origine dagli Apostoli, progredisce nella Chiesa sotto l’assistenza dello Spirito Santo: infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, cresce sia con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro, sia con la profonda intelligenza che essi provano delle cose spirituali, sia con la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità»(5)
    Ma è soprattutto contraddittoria una nozione di Tradizione che si oppone al Magistero universale della Chiesa, di cui è detentore il Vescovo di Roma e il Corpo dei Vescovi. Non si può rimanere fedeli alla Tradizione rompendo il legame ecclesiale con colui al quale Cristo stesso, nella persona dell’apostolo Pietro, ha affidato il ministero dell’unità nella sua Chiesa(6)”

    Occorre precisare che il concetto di pena nel diritto canonico è diverso dal diritto civile e laico, in quanto non è una “retribuzione” per il delitto, ma ha carattere “medicinale”, redentivo. Se la pena non serve più a stimolare il pentimento e addirittura rischia di aggravare ancor di più l’indurimento del cuore, il principio di “equità canonica” richiede che la pena sia tolta. Ciò non equivale affatto ad una assoluzione con dui la pena non fa confusa (come fanno molti). La revoca della scomunica, o di altra pena canonica, può essere data anche in assenza di pentimento ma in vista di esso, per facilitarlo.

    Ciò è esattamente ciò che ha fatto Benedetto XVI, il quale ha revocato la scomunica senza un pieno pentimento da parte dei lefebvriani. Lo dice chiaramente:

    “La scomunica colpisce persone, non istituzioni. Un’Ordinazione episcopale senza il mandato pontificio significa il pericolo di uno scisma, perché mette in questione l’unità del collegio episcopale con il Papa. Perciò la Chiesa deve reagire con la punizione più dura, la scomunica, al fine di richiamare le persone punite in questo modo al pentimento e al ritorno all’unità. A vent’anni dalle Ordinazioni, questo obiettivo purtroppo non è stato ancora raggiunto. La remissione della scomunica mira allo stesso scopo a cui serve la punizione: invitare i quattro Vescovi ancora una volta al ritorno. Questo gesto era possibile dopo che gli interessati avevano espresso il loro riconoscimento in linea di principio del Papa e della sua potestà di Pastore, anche se con delle riserve in materia di obbedienza alla sua autorità dottrinale e a quella del Concilio. Con ciò ritorno alla distinzione tra persona ed istituzione. La remissione della scomunica era un provvedimento nell’ambito della disciplina ecclesiastica: le persone venivano liberate dal peso di coscienza costituito dalla punizione ecclesiastica più grave. Occorre distinguere questo livello disciplinare dall’ambito dottrinale. Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l’istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.”

    Quindi, la revoca della scomunica non vuol dire affatto che i lefebvriani sono stati “riconosciuti” e approvati. Nè che siano in comunione con la Chiesa cattolica. Tutto ciò che fanno dal punto di vista ministeriale, come sacerdoti, lo fanno fuori di essa e contro di essa.
    Ad esempio, il continuare a consacrare sacerdoti è una sfida grave all’autorità di Roma.

    Veniamo ai sacramenti. La cosa è semplice. Il sacerdote è dotato di due “poteri”: la potestas ordinis e la potesta iurisdictionis. La prima è conferita dal sacramento dell’Ordine sacro, la seconda è conferita dal Vescovo tramite “l’incardinamento” e può essere persa. Senza la potestas iurisdictionis un sacerdote può celebrare l’eucarestia, che quindi resta valida (ossia c’è la presenza del sacramento) ma illecita, quindi non cattolica. Così è per esempio l’eucarestia degli Ortodossi. Così quella dei lefebvriani.
    Alcuni sacramenti invece richiedono necessariamente anche che il chierico abbia anche la potestas iurisdictionis, senza la quale non sono validi, ossia non si realizza affatto il sacramento. Quindi, confessarsi con un prete non regolarmente incardinato vuol dire non ricevere l’assoluzione sacramentale. E se si era in stato di peccato mortale e si riceve l’eucarestia si commette il gravissimo peccato di sacrilegio.
    Infine va ricordato che la partecipazione alle messe dei lefebvriani non associa al peccato di scisma consumato dai mons. Lefebvre solo se non tale partecipazione non comporta adesione alle sue idee (e quindi a quelle dei suoi continuatori).

    Tutto ciò è stato ben chiarito da mons. Perl nel 2008: “While it is true that participation in the Mass at chapels of the Society of St. Pius X does not of itself constitute “formal adherence to the schism” (cf. Ecclesia Dei 5, c), [non costituisce aderenza formale allo scisma] such adherence can come about over a period of time as one slowly imbibes a schismatic mentality which separates itself from the teaching of the Supreme Pontiff and the entire Catholic Church. [tale aderenza può realizzarsi dopo un periodo in cui ci si impeve di mentalità scismatica che separa dall'insegnamento del Supremo Pontefice e dell'intera Chiesa CAttolica].
    While we hope and pray for a reconciliation with the Society of St. Pius X, the Pontifical Commission “Ecclesia Dei” cannot recommend that members of the faithful frequent their chapels [non possiamo raccomandare che i fedeli frequentino le loro cappelle] for the reasons which we have outlined above. We deeply regret this situation and pray that soon a reconciliation of the Society of St. Pius X with the Church may come about, but until such time the explanations which we have given remain in force.”
    (il link lo metto nel prossimo post, altrimenti viene bloccato dal server).

    In questo testo di mons. Perl è anche spiegata la questione dei sacramenti e, come si può leggere, anche il rito del matrimonio richiede che il chierico sia dotato della potestas iurisdictionis, tuttavia esso rimane valido perchè i ministri del matrimonio sono i nubendi, ma è privo della “benedizione” ecclesiastica.

  265. Sara scrive:

    a Luisa e Cherubino

    Cara Luisa,grazie per avermi citato le belle parole di Papa Benedetto a Notre Dame, basterebbero da sole a commentare Tornielli. Sono d’accordo anch’io sulla bella liturgia come espressione della Santa Chiesa verso il Creatore, credo anch’io che ogni sforzo vada fatto in questa direzione e che il Papa faccia bene a ribadirlo. Ma se al Signore piacessero le persone semplicemente per come sono dentro, Lui che può vederlo bene? Lui che può mettere sulla bilancia uno strafalcione sguaiato e un compunto devoto… Gesù è stato spesso provocato sull’esteriorità e la ritualità, sappiamo bene cosa ne pensasse. Mi piacerebbe anche sapere da lei qualcosa di più sulla celebrazione in questione, era la Messa, la veglia prima della Messa, era parrocchiale, dei ragazzi, di un camposcuola, di una comunità? A che ora e dove esattamente?

    Cherubino, grazie per la replica, si vede che l’ha colpita, anche se di scontato finale. Mi dispiace che definisca il mio intervento un “affondo sui movimenti che si pone contro la Chiesa” . Se ha la pazienza di leggere in maniera più accurata ciò che ho scritto, vedrà che l’accenno ai movimenti riguardava solo la sensibilità personale. Proprio la pluralità dell’offerta, lei stesso cita movimenti differenti, offre a ognuno l’esperienza che gli è più congeniale. Non mi verrà mica a dire che le liturgie del Rinnovamento, Neocatecumenali, CL, AC, Araldi, Focolarini, Cursillos… si assomigliano! Saranno uguali nella sostanza, ma solo chi non le ha mai frequentate ( lungi da me il sospetto), può sostenere che nella forma lo siano. E’ la pluralità dei movimenti ad essere un dono! ( Il mio giudizio su alcuni di essi non glielo do, potrebbe fraintendermi e magari scomunicarmi).

    E’ troppo acre il suo blog, signor Tornielli, c’è aria di guerra e non di comunione. Saluti.

  266. Cherubino scrive:

    La sua risposta non convince fino in fondo, perchè comunque lei avanza delle critiche ai ciò che la Chiesa approva. Le liturgie dei movimenti variano in ciò che la Chiesa stessa concede di variare. E quindi sono tutte liturgie lecite e aderenti al Rito Ordinario. Non vi trova nulla di diverso, se non ciò che anche un semplice parroco potrebbe adattare al suo contesto. Forse l’unico elemento veramente originale, ma pur sempre autorizzato dalla Chiesa, è la ricezione al posto -ma in piedi- della Comuniione nelle Messe cui partecipano i Neocatecumenali.
    Poi può capitare che localmente qualcuno ecceda, ma questo può capitare anche anche al prete “amante del Rito Straordinario” che vieti celebrando nel Rito Ordinario cose che invece fanno parte del Messale. Qui entra in gioco la capacità del movimento, o dell’Ordine religioso, o del Vescovo per l’ultimo caso, di controllare ed eventualmente sanzionare deviazioni.
    Comunque la mia esperienza nel Rinnovamento nello Spirito, e “de relato” per gli altri movimenti che citavo, è che tale vigilanza e controllo avviene ed è efficace. Nei primi anni nei movimenti carismatici so per certo che vi sono stati interventi per evitare eccessi, interventi efficai visto che da molti anni la situazione è completamente regolare. Del resto i Vescovi sono i primi a vigilare e sarebbe una cattiveria dipingere la Chiesa come incapace di governare il suo gregge.

  267. Sara scrive:

    Poi si prenda pure l’ultima parola.
    Se anche mi interessasse convincere qualcuno, ciò presupporrebbe una comunicazione bidirezionale, cosa di cui lei si dimostra assolutamente incapace. Mi fa sorridere Cherubino, grande bluff.

  268. Luisa scrive:

    Cara Sara, la Messa del video era la Messa della Vigilia di Natale, quella del 24 dicembre per capirci bene.
    Il parroco, definito “originale” dai suoi parrocchiani, ha avuto l`idea di incaricare i giovani di sorprendere i fedeli presenti alla Messa, di inventare qualcosa che andasse loro a genio, che fosse di loro gusto, allora i giovani si sono inventati una “coreografia” che era prevista per coinvolgere tutta l`assemblea che avrebbe dovuto alzarsi e danzare…il tutto organizzato come una flash-mob, una mobilizzazione flash, sa di quelle che si fanno con i telefonini, risultato deludente per l`inventivo parroco, la messa danzante stile serata danzante non ha preso, il che ha fatto dire: “l`anno prossimo dovremo trovare qualcos`altro! .
    A questo livello di ignoranza sull`Eucaristia, sulla Liturgia, siamo arrivati.
    Quel sacerdote francese e con lui molti altri avidi di novità e creatività dovrebbero meditare queste parole di Benedetto XVI, tratte dal suo messaggio ai vescovi alla vigilia dell’assemblea del novembre scorso ad Assisi per la presentazione del nuovo messale) .

    “Ogni vero riformatore è un obbediente della fede: non si muove in maniera arbitraria, né si arroga alcuna discrezionalità sul rito; non è il padrone, ma il custode del tesoro istituito dal Signore e a noi affidato. La Chiesa intera è presente in ogni liturgia: aderire alla sua forma è condizione di autenticità di ciò che si celebra”.

    E vorrei anche ricordare il discorso di Benedetto XVI all`apertura del Convegno ecclesiale della Diocesi di Roma: una stupenda catechesi di Benedetto XVI.

    “La Santa Messa, celebrata nel rispetto delle norme liturgiche e con un’adeguata valorizzazione della ricchezza dei segni e dei gesti, favorisce e promuove la crescita della fede eucaristica. Nella celebrazione eucaristica noi non inventiamo qualcosa, ma entriamo in una realtà che ci precede, anzi che abbraccia cielo e terra e quindi anche passato, futuro e presente. Questa apertura universale, questo incontro con tutti i figli e le figlie di Dio è la grandezza dell’Eucaristia: andiamo incontro alla realtà di Dio presente nel corpo e sangue del Risorto tra di noi. Quindi, le prescrizioni liturgiche dettate dalla Chiesa non sono cose esteriori, ma esprimono concretamente questa realtà della rivelazione del corpo e sangue di Cristo e così la preghiera rivela la fede secondo l’antico principio lex orandi – lex credendi. E per questo possiamo dire che “la migliore catechesi sull’Eucaristia è la stessa Eucaristia ben celebrata” (BENEDETTO XVI, Esort. ap. post-sinod. Sacramentum caritatis, 64). È necessario che nella liturgia emerga con chiarezza la dimensione trascendente, quella del Mistero, dell’incontro con il Divino, che illumina ed eleva anche quella “orizzontale”, ossia il legame di comunione e di solidarietà che esiste fra quanti appartengono alla Chiesa. Infatti, quando prevale quest’ultima non si comprende pienamente la bellezza, la profondità e l’importanza del mistero celebrato.”

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2010/june/documents/hf_ben-xvi_spe_20100615_conv-diocesi-roma_it.html

  269. Cherubino scrive:

    il grande bluff è lei Sara che spara accuse infondate.

  270. Gianpaolo1951 scrive:

    Cherubino la smetta con la Chiesa di qua…, la Chiesa di là…, la Chiesa di su…, la Chiesa di giù…
    Ma chi si crede di essere…, il Santo Padre forse?!?
    Troppo facile – mio caro – sparar giudizi e sentenze coperti dall’anonimato più assoluto, strapazzando delle esponenti del gentil sesso – e di questo deve vergognarsi -, come se fossero degli esseri inferiori e indegni di rivolgerLe la parola…
    Si firmi con il Suo vero nome, se un nome ce l’ha!…
    Dimostri per una volta di essere un uomo con gli attributi e poi Le renderò gli onori della mia incondizionata resa!!!

  271. Daniele Mont scrive:

    In mezzo a oltre due miliardi di cattolici e decine di migliaia di sacerdoti qualche comportamento inopportuno può certamente aver luogo.
    Quello che non sopporto è questo rigurgito tradizionalista, questo usare la santa messa per attaccare dei fratelli nella fede. Se vedeste anche le messe in latino che si fanno nella mia città, piene di fasciti che fanno fanno il saluto e persone agghindate come a carnevale, che ostentano mantelli, vestiti e baffoni a manubrio ottocenteschi, non credo che l’effetto sarebbe meno ridicolo.

  272. Willy scrive:

    @ cherubino :

    I lefevbriani sono l’emblema della disobbedienza ? E tutto il clericume progressista con Martini in testa che ha disobbedito vergognosamente in massa al Papa per il “summorum pontifucum” cosa sarebbero un modello di obbedienza ? Ma ci faccia il piacere !!!

  273. anniballo scrive:

    “….Ma chi si crede di essere…, il Santo Padre forse?!?…” scrive qualcuno.
    Perchè, chiedo io, i santi padri non sbagliano mai?
    Non avete visto tutti qualche papa chiedere scusa per gli errori commessi?
    Neppure i papi, a quanto pare, credono più alla loro infallibilità…
    L’ultimo errore,in ordine di tempo, è stato aver puntato su di un cavallo sbagliato (ed,ancora una volta, il Vaticano sta riconsiderando la propria posizione in materia di politica nazionale).
    Ed,ancora una volta, mi chiedo io, com’è possibile far tanti errori quando si pretende di essere guidati dallo spirito santo?
    Cordialità a tutti.

  274. Veliero scrive:

    Nella Chiesa si da tanto spazio a molti movimenti spirituali come i neocatecumenali, ecct e si da poco spazio alle idee tradizionaliste di Marcel Lefebvre che erano le idee della Chiesa prima del Concilio Vaticano II.

  275. lorenzo lucentini scrive:

    parlando sia con semplici sacerdoti che con ” principi ” della Chiesa, di fronte a questi abusi liturgici la risposta è sempre la solita :” cattiva interpretazione del Vaticano II”. quello che mi chiedo è come sia possibile che una questine così fondamentale come la Liturgia possa essere così malamente seguita dalla gerarchia, tanto da non contenere un abuso ” evidente ” iniziato appena finito il Concilio…