Dai cardinali l'ok sul miracolo, Wojtyla sarà beato

Anche l’ultimo scoglio è superato: i cardinali e vescovi della Congregazione delle cause dei santi si sono ritrovati ieri mattina (lo scrivo sul Giornale di oggi) nella sede del dicastero e hanno esaminato e approvato il miracolo attribuito all’intercessione di Giovanni Paolo II. La guarigione della suora francese dal Parkinson che aprirà a Papa Wojtyla la via degli altari. Ora manca soltanto la firma finale di Benedetto XVI, che prossimamente promulgherà il decreto. La beatificazione potrebbe avvenire già in primavera o il prossimo ottobre.

Qualche giorno fa  il Giornale  aveva rivelato che fra novembre e dicembre 2010, con la massima riservatezza, gli specialisti della consulta medica della Congregazione dei santi presieduta dal medico personale di Ratzinger, il professor Patrizio Polisca, avevano studiato approfonditamente e approvato il presunto miracolo, definendolo una guarigione scientificamente inspiegabile. E prima di Natale il dossier sul miracolo era stato esaminato e approvato anche dai teologi del dicastero. Mancava il terzo e ultimo via libera, quello della plenaria dei cardinali e vescovi (cioè tutti i membri della Congregazione), che hanno a loro volta dato l’ok senza difficoltà e – secondo alcune indiscrezioni – senza voti contrari.

Anche alla riunione di ieri non è stata data alcuna pubblicità, perché la notizia del fatto che Giovanni Paolo II sarà proclamato presto beato sarà ufficiale soltanto nel momento in cui il cardinale Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi, presenterà il dossier sul miracolo a Benedetto XVI, chiedendo la sua approvazione e la promulgazione dell’ultimo, definitivo decreto. Non è difficile prevedere, salvo improbabili ma comunque possibili sorprese dell’ultima ora, che anche Ratzinger approvi.

Come si ricorderà, l’anno scorso il processo sul miracolo – quello sulle virtù eroiche si è già concluso nel dicembre 2009 – aveva subito un certo rallentamento. La Congregazione ha voluto esaminare bene ogni possibile obiezione e affidarsi a diversi periti. Ora però il susseguirsi delle riunioni dà l’idea di un’accelerazione.

Già il giorno dei funerali, alla fine dei quali alcuni gruppi di fedeli organizzati e preparati srotolarono gli ormai famosi striscioni con la scritta «santo subito», l’allora cardinale Ratzinger fece un’omelia commovente, chiedendo a Giovanni Paolo II di benedire tutti dalla finestra del cielo. E da Papa, il 2 aprile 2008, ricordando il terzo anniversario della morte del predecessore, ha detto: «Egli nutriva una fede straordinaria» in Cristo risorto, e «con lui intratteneva una conversazione intima, singolare e ininterrotta. Tra le tante qualità umane e soprannaturali, aveva infatti anche quella di un’eccezionale sensibilità spirituale e mistica. Bastava osservarlo quando pregava: si immergeva letteralmente in Dio e sembrava che tutto il resto in quei momenti gli fosse estraneo». In molti considerarono queste parole come un preannuncio di beatificazione.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

120 risposte a Dai cardinali l'ok sul miracolo, Wojtyla sarà beato

  1. Marco N. scrive:

    Lode e Gloria a Te, Signore Gesù!

  2. Annarita scrive:

    Beato lui, beati tutti!

  3. Luigi Murtas scrive:

    E mentre Giovanni Paolo II si avvia felicemente alla beatificazione, con giubilo di tutti i fedeli cattolici, i tradizionalisti (o meglio sarebbe dire come fa Nicola Bux “regressisti”) si cimentatno in un nuovo attacco al Magistero ordinario del Papa (che si sa, per loro è equiparabile al mero opinabile e quindi ammette ogni possibilità di critica e riserva), inviando un appello, ovviamente reso noto a tutto l’Orbe, in cui si esprime “paura” per il programmato incontro di Assisi a ottobre 2011 nel venticinquesimo anniversario di quello dell’86 promosso da papa Wojtyla.
    Non voglio discutere le “paure”, visto che si riferiscono al futuro (anche se contraddicono la piena fiducia del Papa), ma faccio solo notare l’improntitudine nel giudizio sull’evento del 1986: mentre Benedetto XVI, nel messaggio per la giornata della pace, afferma testualmente che “il ricordo di quell’esperienza è un motivo di speranza per un futuro in cui tutti i credenti si sentano e si rendano autenticamente operatori di giustizia e di pace”, la pattuglia teotrad capitanata dall’ormai onnipresente De Mattei capovolge il giudizio di Benedetto XVI col dire che l’incontro di Assisi “ebbe un contraccolpo innegabile, rilanciando, proprio nel mondo cattolico, l’indifferentismo ed il relativismo religioso. Proprio da quell’avvenimento prese vigore presso il popolo cristiano l’idea che l’insegnamento secolare della Chiesa, “una, santa cattolica e apostolica”, sull’unicità del Salvatore, fosse in qualche modo da archiviare”.
    Ognuno scelga se fare proprio il giudizio del Papa (sì, sì, certo, non solenne nè infallibile, lo sappiamo bene) o sposare le ubbie dei fini intellettuali regressisti.

  4. Andrea scrive:

    Per Luigi Murtas: ho già espresso più volte il mio pensiero sulla questione. Vorrei solo aggiungere :

    1- che il “contraccolpo” di cui parla l’appello (certo, contraccolpo della propaganda fuorviante e non della sana azione di Giovanni Paolo II) fu talmente grave da richiedere la promulgazione della “Dominus Iesus” sulla UNICITÀ E UNIVERSALITÀ SALVIFICA
    DI GESÙ CRISTO E DELLA CHIESA (2000).
    2- che per i firmatari, almeno quelli che conosco (tramite gli scritti), non c’è insulto peggiore che chiamarli “fini intellettuali”. Questo è un invito a rispettarli, come persone di profonda scienza e coscienza, anche se sbagliano.

  5. Deo Gratias!

    Venerabile Giovanni Paolo II
    prega per noi
    e per la Chiesa.

    http://ubipetrusibiecclesia.myblog.it/archive/2011/01/12/l-e-i.html

  6. Reginaldus scrive:

    certo, cicero pro domo sua! a ogni chiesa i suoi santi e i suoi beati. Chiesa falsa santi beati falsi. Ma quale cielo abiteranno questi nuovi eroi? Chissà che passati di là non diano lezioni di vera fede a Cristo Signore, che, poveretto, poteva anche spiegarsi meglio e quanti guai ci saremmo risparmiati…???

  7. Luigi Murtas scrive:

    Per Andrea: non mi pare che i firmatari dell’appello si limitino a esecrare le strumentalizzazioni dell’evento di Assisi opera di una propaganda fuorviante. Mi sembra invece che ce l’abbiano proprio con l’evento e lo spirito di Assisi ’86 (conforme del resto alla tesi di De Mattei espressa nel suo ultimo mattoncino, secondo cui conta quasi più l’evento che i testi scritti e approvati), contro il quale inveiscono con “sospiri, pianti ed alti guai” oppure ironizzano molto più ferocemente di quanto abbia potuto fare io definendoli “fini intellettuali” (vedasi per esempio la barzelletta del giornalista francese che i firmatari addolorati ripropongono con molto gusto, sembrerebbe, nonostante siano così affranti).
    Ripeto: Benedetto XVI dice che Assisi ’86 è stato motivo di grande speranza, i professori trady dicono che fu apostasia. Ognuno scelga.

  8. Francesco De Lucchi scrive:

    Cosimo, bene fai a chiedere al Venerabile Giovanni Paolo II di pregare per noi e per la Santa Chiesa, ma è altrettanto bene se anche noi preghiamo per Lui.
    Saluti.

  9. Simon de Cyrène scrive:

    Ancora una tappa supplementare e gioiosa compiuta: aspetto con impazienza la firma del Santo Padre e la data della beatificazione del Venerabile Giovanni Paolo Magno.

    Sia lodato Gesù Cristo!

    In Pace

  10. Andrea scrive:

    Per Luigi Murtas: vogliamo essere precisi? il Papa non dice che Assisi 86 è stato motivo di speranza, cioè non dà un giudizio positivo sul passato. Ne sa qualcosa, avendo redatto la “Dominus Iesus” ! Dice invece che “il ricordo di quell’esperienza è (oggi) motivo di speranza per un futuro…”.
    Io non ho detto che i firmatari abbiano ragione, anzi ho detto il contrario. Però ho invitato, e invito, a rispettarli non come semplici “fratelli” (il rispetto dovuto a chiunque), ma come persone di grande valore. Leggo alcuni di loro, con grande riconoscenza, da anni.

    Per enucleare qualcosa dal loro testo:

    _ in negativo: l’ossessione attuale di un certo ambiente è l’Islam IN QUANTO TALE. Ai firmatari pesa molto che i musulmani abbiano pregato in Assisi, città di un Santo che si proponeva di convertirli.
    -Anch’essi cadono nel relativismo quando affermano che “Cristo è PER NOI CRISTIANI l’Unico Salvatore del mondo”, e che il martire San Vittorino si lasciò ammazzare “per testimoniare la SUA FEDE”.

    _ in POSITIVO: richiamano la supposizione (massonica) del “fondo comune di tutte le religioni”, o del “comune sentimento religioso”; sottolineano che il termine “ecumenismo” può essere usato solo in ambito cristiano. Se qualcuno vuole leggere i punti 6 e 7 del mio commento delle 11:28 di ieri sera…
    -Ricordano che solo Cristo affermò di essere Dio.
    -Ricordano che NON ESISTONO “le religioni” in generale, né una comune idea di Dio o una comune fede in Lui.
    -Evocano il pericolo del “New Age” e dell’antico/nuovo pantheon (calata a Roma, la Massoneria si piazzò accanto al Pantheon, tentando un culto dei re Savoia in luogo di quello della Vergine e dei Santi: l’intitolazione cristiana del Pantheon è “Sancta Maria ad Martyres”).

  11. Reginaldus scrive:

    Chiamare il Cielo a sigillare il falso è bestemmia! Vedetela quest’altra qui, la Suora di Calcutta: quella che si inginocchia davanti a Budda in preghiera e proclama a tutti che Dio non vuole conversioni: che tutti stiano con il loro dio, facciano i bravi, e pace…. Ma in nome di chi assisteva i suoi poveracci? A quale speranza li affidava : a quella di Budda??? ma due ‘santi’ così che fanno? tentano di spalleggiarsi, ma non ce la fanno a stare in piedi ( fossero anche migliaia )! [ATTENDO ATTENDO...]

  12. L'Enigmista scrive:

    Una notizia che mi riempie di gioia.
    A Maggio o ad Ottobre, festa grande.
    W Giovanni Paolo II prossimo Beato.

  13. Luigi Murtas scrive:

    Prendo atto della suggestiva analisi semantica della frase di Benedetto XVI svolta da Andrea, anche se devo dire che non mi convince affatto rispetto a una frase di una chiarezza adamantina. Oltretutto non mi spiego come potrebbe essere motivo di speranza per il futuro un fatto di cui si ha un giudizio negativo.
    E va comunque detto che il giudizio positivo di Benedetto XVI sull’evento di Assisi e sul suo spirito risulta da altre fonti. Si guardi ad esempio questo passaggio tratto dall’omelia pronunciata ad Assisi nel 2007:

    “Non posso dimenticare, nell’odierno contesto, l’iniziativa del mio Predecessore di santa memoria, Giovanni Paolo II, il quale volle riunire qui, nel 1986, i rappresentanti delle confessioni cristiane e delle diverse religioni del mondo, per un incontro di preghiera per la pace. Fu un’intuizione profetica e un momento di grazia, come ho ribadito alcuni mesi or sono nella mia lettera al Vescovo di questa Città in occasione del ventesimo anniversario di quell’evento. La scelta di celebrare quell’incontro ad Assisi era suggerita proprio dalla testimonianza di Francesco come uomo di pace, al quale tanti guardano con simpatia anche da altre posizioni culturali e religiose. Al tempo stesso, la luce del Poverello su quell’iniziativa era una garanzia di autenticità cristiana, giacché la sua vita e il suo messaggio poggiano così visibilmente sulla scelta di Cristo, da respingere a priori qualunque tentazione di indifferentismo religioso, che nulla avrebbe a che vedere con l’autentico dialogo interreligioso. Lo “spirito di Assisi”, che da quell’evento continua a diffondersi nel mondo, si oppone allo spirito di violenza, all’abuso della religione come pretesto per la violenza. Assisi ci dice che la fedeltà alla propria convinzione religiosa, la fedeltà soprattutto a Cristo crocifisso e risorto non si esprime in violenza e intolleranza, ma nel sincero rispetto dell’altro, nel dialogo, in un annuncio che fa appello alla libertà e alla ragione, nell’impegno per la pace e per la riconciliazione. Non potrebbe essere atteggiamento evangelico, né francescano, il non riuscire a coniugare l’accoglienza, il dialogo e il rispetto per tutti con la certezza di fede che ogni cristiano, al pari del Santo di Assisi, è tenuto a coltivare, annunciando Cristo come via, verità e vita dell’uomo (cfr Gv 14,6), unico Salvatore del mondo.”

    Ma i sapienti firmatari imperterriti continuano a invitare il Papa a non lasciarsi prendere dallo spirito di Assisi. E se qualcuno chiedesse a loro di farsi maggiormente coinvolgere dal magistero di Benedetto XVI?

  14. Nicoletta Mariotti scrive:

    Grande Karol, finalmente sei per tutto il mondo, il Papa di tutti, e grazie ad Andrea Tornielli per aver ricordato le bellissime e, veramente, commoventi parole di B XVI del 2 aprile 2008. Per me personalmente GPII e` Santo da molti molti anni, i cuori lo sanno bene…

  15. Cherubino scrive:

    Ha ragione Luigi Murtas ! Come si fa a negare la chiarezza di questa frase di Benedetto XVI circa Assisi ’86: “Fu un’intuizione profetica e un momento di grazia”.

    Più chiaro di così…

  16. Marco N. scrive:

    Si è riusciti a sporcare anche questo thread, che avrebbe dovuto essere di gioia, lode ed esultanza per tutti, con oziose e bizantine disquisizioni sul nulla e riferimenti impropri o addirittura falsi anche a Don Nicola Bux, uno dei pochi difensori ormai rimasti della sacralità della liturgia cattolica. Quella vera.

  17. macv scrive:

    Poichè nell’86 io non mi interessavo di religione e quindi non so quasi nulla sull’evento che vi fu ad Assisi nell’86 vi chiedo come a persone “informate sui fatti”
    - all’incontro interconfessionale parteciparono tutte le chiese cristiane? cioè i protestanti, gli anglicani, gli ORtodossi ecc. ??
    - parteciparono gli ebrei?? E non vi furono problemi fra ebrei e musulmani??
    -è vero come ho letto da qulche parte che durante un rito
    di non so quale religione si sgozzarono galline sull’altare maggiore di una chiesa di Assisi o sono “leggende metropolitane” ???
    Grazie a chi vorrà rispondermi

  18. Luigi Murtas scrive:

    Falsi perchè? Bux parla di regressisti nel suo libro “come andare a Messa e non perdere la fede”, associandoli ai progressisti nella erronea (da fronti opposti)lettura discontinua del magistero ecclesiale.

  19. macv scrive:

    Inoltre , un altra domanda non polemica ma di chiarificazione sulla questione di cui tutti dibattono:
    perchè Ratzinger non volle partecipare ad Assisi 86 ?
    E’ vero ,come dicono alcuni , che non era d’accordo ???
    Sono passati solo 25 anni e già non si riesce più a stabilire la realtà storica di un fatto??? Possibile???
    Andrea Tornielli , aiuto!!!

  20. Aldo Vitiello scrive:

    Capisco ed approvo le precauzioni della Chiesa, ma la Santità di Giovanni Paolo II è nelle sue opere, nella sua dedizione e nella sua sofferenza. Se a tanto aggiungiamo la sua salvezza da parte di Maria ed il suo riconoscimento della Santità di Padre Pio, mi pare che il quadro è completo. Sandro Pertini, il più grande Presidente della nostra storia repubblicana, lo amava molto. E sono certo che Giovanni Paolo II ha intercesso per lui per portarselo in Paradiso.

  21. Marco N. scrive:

    Egregio Murtas, lei si è espresso in modo assai infelice, scrivendo:

    , i tradizionalisti (o meglio sarebbe dire come fa Nicola Bux “regressisti”)

    Don Nicola Bux non ha catalogato come regressisti gli osservanti della tradizione, come Lei vorrebbe insinuare, ma i fondamentalisti a oltranza.

    Dunque cerchi di insinuare di meno e di spiegarsi di più.
    Ne avrà beneficio anche Lei.

  22. Marco N. scrive:

    As ogni buon fine, tornando all’ambito del thread, cerchiamo di lodare tutti Iddio per questa granbde grazia che è anche segno per ciascuno di noi.

  23. Simon de Cyrène scrive:

    Eccellente commento di don Morselli su Messailnaltino circa Assisi:
    http://blog.messainlatino.it/2011/01/santo-padre-io-non-ho-paura.html#comments

    In Pace

  24. Simon de Cyrène scrive:

    Mi associo in toto con in commenti di Marco N. su questo thread.

    In Pace

  25. Aurelio R. scrive:

    Secondo me non è fuori tema difendere Assisi 1986, perchè è in gioco la santità di Giovanni Paolo II, che è il vero argomento, il topic.
    C’è chi dice che dopo Assisi 1986 il sincretismo, il relativismo religioso, aumentarono.
    Questa affermazione però non è stata verificata scientificamente. Quand’anche lo fosse, potremmo sempre cadere nel ‘post hoc ergo propter hoc’: e invece ciò che segue nel tempo un evento, non è necessariamente causato da quell’evento.
    Allora io preferisco fare una deduzione, a partire dalla certezza personale, che ora la Chiesa confermerà, della santità di Giovanni Paolo II. Ovvero: un grande santo come lui è impossibile che abbia promosso un evento destinato a produrre l’indifferentismo religioso nei fedeli.

    macv: da quel che ricordo di allora, c’erano proprio tutti. Non credo che ebrei e musulmani si siano scazzottati, se no se ne sarebbe parlato ;-)
    Io so che a livello di organizzazione spicciola, che il Papa non poteva controllare personalmente, si fece qualche pasticcio, tipo permettere ai buddisti di fare le loro preghiere in una chiesa. Si parla anche di un Budda posto sull’altare ma, come dici tu, potrebbe essere una leggenda metropolitana.
    Invece non so dirti nulla di sicuro e preciso sulla posizione del Cardinale Ratzinger rispetto all’evento.

  26. Fabrizio scrive:

    …sarà un giorno straordinario per tutti noi. Papa Giovanni Paolo II è stato un grandissimo Pastore in terra e sarà un grandissimo Beato in cielo e sono sicuro che ci proteggerà sempre.A noi fortunatamente resta nel cuore il suo ricordo bello.Da oggi che le nostre preghiere siano piu’ forti e convinte.Preghiamo la Santa Vergine ad Egli tanto cara.

  27. LIBERAMENTE scrive:

    l’irrazionalità pare avere mietuto dei santi, oggi ci resta solomla speranza che le generazioni future non emulino questi beati e santi. Che delusione questa umanità bigotta, acritica, modellata sulla visioone del papa di turno.

    Non c’è da esere felici, la vostra è solo campnilismo e non felicità.

  28. pietro. scrive:

    Quello che pensavo alla morte di Giovanni Paolo II, presto si avvererà, sempre ammesso che Benedetto XVI firmi il Decreto….. Che tristezza…..vorrei capire perchè la Chiesa ha così fretta a proclamarlo Beato, forse perchè sta finendo il mondo? Mi sorge un dubbio, che per me è certezza, che lo faccia per rimpinguare un po’ le casse. Vorrei conoscere i nomi dei Cardinali e Vescovi della Congregazione, per sapere se il Titolo di Cardinali e Vescovi e…..sono stati nominati da Giovanni Paolo II. Noi Cattolici non abbiamo bisogno di Santi, perchè il modello lo abbiamo già ed è solo GESU’ CRISTO che è il FIGLIO DI DIO, solo LUI è il PERFETTO da ascoltare e dal suo insegnamento trarne vantaggio. Sono sicuro che con questo metodo la CHIESA andrà verso un deserto. Allez

  29. Andrea scrive:

    Per Luigi Murtas (2:09) e Aurelio R. (7:14) : si tratta di un’evidente questione di uso del linguaggio.
    Se per “spirito di Assisi” intendiamo ciò che è esecrato dagli autori dell’appello, cioè la convinzione che esistano “le religioni” come diverse sfaccettature dell’unica aspirazione religiosa dell’uomo, e che il Cristianesmo sia una fra loro (pure bestemmie: mi scuso per averle scritte), allora esso va combattuto. Se invece con quelle parole intendiamo ciò che il Papa affermava nel 2007, cioè lo spirito di San Francesco (“alter Christus”), visibilmente appoggiato e configurato a Cristo e PER QUESTO sinceramente aperto all’ “altro”, allora esso è soffio dello Spirito Santo.
    Fra l’altro, il richiamare il Santo di Assisi come saldissimo testimone di Cristo mi richiama alla mente il messaggio del S.Padre al card. Bagnasco del 4/11/2010: “..In questa esperienza (l’assistere alla santa Messa e il ricevere con devozione la santa Comunione) trova origine anche la grande deferenza che (San Francesco)portava ai sacerdoti e la consegna ai frati di rispettarli sempre e comunque, “perché dell’altissimo Figlio di Dio nient’altro io vedo CORPORALMENTE in questo mondo, se non il Santissimo Corpo e il Sangue suo che essi soli consacrano ed essi soli amministrano agli altri”… “.

    Torniamo a noi:
    - Lo spirito “tossico” di Assisi fu voluto da Giovanni Paolo II ? Evidentemente no.
    - Esso fu PREVALENTE o MARGINALE rispetto a quello “santo”, di cui abbiamo parlato? Evidentemente prevalente, tanto da creare (insieme ad altri input negativi) la necessità della promulgazione della “Dominus Iesus”.

  30. Fabrizio scrive:

    …non inquiniamo con tutte queste disquisizioni dottrinali la bellezza di un giorno stupendo.Papa Giovanni Paolo II sarà Santo.Ringraziamo il Signore per l’immensa gioia che ha voluto donarci.Restiamo un attimo in silenzio e preghiamo. Dio sia lodato.

  31. Cherubino scrive:

    Viva il papa che ha inventato l’incontro ecumenico di Assisi.
    Viva il papa che ha ricordato ai mafiosi che verrà il giudizio di Dio.
    Viva il papa che ha ricordato che la chiamata e i doni Dio degli ebrei sono irrevocabili.
    Viva il papa delle GMG.
    Viva il papa che confortava pubblicamente le prostitute e altrettanto pubblicamente denunciava i dittatori.
    Viva il papa che ha scomunicato mons. Lefebvre e i suoi vescovi scismatici nella speranza che si pentissero.
    Viva il papa che ha amato la Chiesa fino all’ultimo respiro.
    Viva il papa che amava camminare in montagna.
    Viva il papa che sapeva sorridere.
    Viva il papa che sapeva far ridere e sapeva far piangere di gioia.
    Viva il papa che cantava, e non solo in gregoriano.
    Viva il papa che amava la Madonna, anche se nera.
    Viva il papa che tutti sapevano giusto.
    Viva il papa la cui bara era come sollevata dal vento dello Spirito Santo che aveva soffiato forte nella sua vita.
    Viva il papa che voleva tutte le porte spalancate a Cristo.
    Viva il papa che ci ha dato i misteri della luce nel Rosario.
    Viva il papa che sapeva dire grazie a chiunque gli mostrasse amicizia, anche se lo faceva regalando un Corano.
    Viva il papa che ha istituito la festa della Divina Misericordia, prima domenica dopo Pasqua.
    Viva il papa che ha messo al centro i piccoli, gli indifesi, gli ultimi.
    Viva il papa che sapeva essere giovane con i giovani.
    Viva il papa che voleva dirglielo anche quando non aveva più voce per farlo.
    Viva il papa che tutti sappiamo santo.
    Viva il papa che ci ha mostrato il volto di Gesù.

  32. Andrea scrive:

    Per Cherubino: quello di Assisi NON FU UN INCONTRO ECUMENICO, ma una Giornata Mondiale di Preghiera per la pace.
    Non so più come ripeterlo – e non è una questione di sfumature, ma una questione vitale:

    - non fu “incontro” (fra uomini), ma “convegno” (alla presenza di Dio, nel luogo legato al Poverello “Alter Christus”)
    - non fu “ecumenico” (termine valido, e comunque problematico, solo fra Battezzati)

    “Al Cattolico deve risultare nettamente che non esistono “le religioni” in generale, che non esiste una comune idea di Dio e una comune fede in Lui, che la differenza non tocca unicamente l’ambito delle immagini e delle forme concettuali mutevoli, ma le stesse scelte ultime” (J.Ratzinger, “Fede, verità e tolleranza”).

    Gli incontri ecumenici sono stati inventati (e poi lasciati cadere) dalla Massoneria ottocentesca.
    Vuole che un Santo sia tanto fesso da arrivare un secolo dopo, trafelato, a dire ai successori di quei signori “Avevate ragione” ?

  33. Luigi Murtas scrive:

    Quando ho scritto “o meglio sarebbe dire regressisti” volevo proprio fare salva la doverosa adesione alla Tradizione della Chiesa dalle origini a oggi, Vaticano II compreso, messa di Paolo VI compresa e Assisi ’86 compresa.
    Io ho esultato per il Summorum Pontificum come per Assisi ’86, ci sono altri che riescono a esultare solo per l’uno o per l’altro e questi sono i progressisti e i regressisti, cui si è riferito Bux a cui mi associo.
    Preciso anche che ho inserito il riferimento all’appello degli studiosi affranti contro Assisi ’11 non per inquinare il thread, ma per ragioni di attualità, essendo uscito l’appello proprio avantieri e non avendo trovato sul blog un thread specifico. Così ho pensato di inserirmi in quello su Giovanni Paolo II che mi sembrava almeno indirettamente il più attinente.
    Quanto a quello che scrive Andrea, è vero che c’è lo spirito di Assisi e ci sono le strumentalizzazioni fuorvianti, ma ripeto che a me sembra che i firmatari addolorati dell’appello non abbiano digerito Assisi ’86 in quanto tale, non avrebbero voluto proprio vederlo e non vogliono che Benedetto XVI oggi faccia Assisi ’11. Questo emerge “per tabulas”.
    Comunque mi associo con gioia ai rallegramenti per la beatificazione di Giovanni Paolo II.

  34. Cherubino scrive:

    sig. Andrea, non si metta in cattedra che rischia di cadere… anche perchè spara errori a raffica.

    1) Evidentemente la mia frase era un pò sintetica, ma non errata in sè. Assisi fu ed è anche un incontro ecumenico. Tecnicamente l’ecumenismo, che esiste ed è un valore, indica i valori e gli sforzi volti in direzione dell’Unità dei cristiani (quindi già qui le sue disquisizioni sulle religioni non c’entrano nulla). Che il termine sia legittimissimo lo mostra che è usato nel Magistero dei pontefici. Un esempio per tutti è lo storico “DECRETO SULL’ECUMENISMO – UNITATIS REDINTEGRATIO” di Paolo VI http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_decree_19641121_unitatis-redintegratio_it.html

    2) Quando si parla di rapporti con religioni non cristiane si parla di “dialogo interreligioso” e Assisi in effetti fu anche questo. Ma è cahiro che i rapporti con religioni non cristiane è diverso da quello con i fratelli separati.

    3) che vi siano tante religioni solo un cieco potrebbe negarlo. Lei dice di no perchè confonde con la religione la fede e la rivelazione. Sono tre cose ben distinte. La religione è una ricerca dell’uomo e il frutto di tale ricerca. L’obiettivo della ricerca può essere centrato -secondo noi cristiani solo nell’incontro con Gesù di Nazareth, oppure no, perlomeno non pienamente. C’è poi la fede che è la decisione fondamentale di ogni singolo uomo di affidarsi o meno a Dio e può essere consapevole o meno. Una fede pienamente consapevole si può avere solo avendo incontrato Gesù. Così vi sono religioni addirittura contrarie alla fede, perchè veicolano immagini di Dio che impediscono l’atto di affidamento umano. La Rivelazione, infine, è l’insieme degli avvenimenti storici e della conocenza che da essi deriva, dovuti all’auto-manifestazione di Dio agli uomini, cominciata con Abramo e divenuta completa oggettivamente con le azioni e le parole Gesù, vero Dio e vero uomo, e soggettivamente con la inabitazione progressiva dello Spirito Santo nel cuore degli uomini in seguito all’evangelizzazione e all’amministrazione dei sacramenti.

  35. Luisa scrive:

    Che dire di tutti i “viva” di cherubino?
    Forse che attraverso alcuni di quei “viva” non si vede piuttosto, e anche purtroppo, l`ideologia di una persona che riesce perfino a piegare la santità di una persona alle sue idee?
    Forse che con alcuni di quei “viva” Giovanni Paolo II non è strumentalizzato al servizio di idee che di santo e buono e generoso hanno poco o niente?
    Incontro ecumenico di Assisi? Ecumenico? Sa cherubino che cosa è l`ecumenismo? O con quel termine rappresenta perfettamente il falso spirito di Assisi (toh …mi viene in mente il falso spirito del Concilio Vaticano II).
    Assisi sarà un incontro internazionale interreligioso.
    Che c`entrano i musulmani, gli ebrei, i buddisti, gli induisti con l`ecumenismo?
    Viva il Papa che ha scomunicato Mons. Lefebvre….. commentare è inutile, penso.
    Viva il Papa che cantava , e non solo in gregoriano….altro commento inutile.
    Viva il Papa che ha ringraziato …baciando il Corano….
    Il Papa che “tutti sappiamo” santo?
    Non ho mai amato le corsie preferenziali e non capisco la fretta quasi imposta del suo processo di beatificazione, non gradisco e sono molto prudente nei fenomeni di emozione collettiva, non spetta a me dire se Giovanni Paolo II è beato e diventerà un giorno santo, ma so come Giovanni Paolo II è entrato nella mia vita e questo mai lo dimenticherò.
    So anche che sarà riconosciuto dalla Chiesa non per quello che avrà fatto o non fatto in vita ( e qui le ideologie dovrebbero avere la decenza di mettersi da parte) ma per le virtù mirabili legati alla sua persona e ai miracoli, o al miracolo, compiuto post mortem .
    E per questo mi fido del giudizio dei responsabili e infine del Papa.

  36. Marco N. scrive:

    Se anche la beatificazione in nuce di Giovanni Paolo II diventa occasione per alcuni per rimettersi in vetrina su questo blog ed insolentire gli altri allo scopo di far emergere la propria testolina vuota piantata posticciamente su un lungo ed esilissimo collo, allora c’è veramente da pregare…
    E molto!

  37. Cherubino scrive:

    tra l’altro, giusto per chiarezza, lei come tanti altri come lei mistifica le parole del papa, perchè estraendole dal testo intero e usando le parole in senso diveso riesce a fargli dire ciò che non dice.

    Il papa non dice che non esistano “diverse religioni”, ma “le religioni in generale” e le due cose sono molto diverse. Ciò che il papa vuol dire è che le diverse religioni non sono “equivalenti” non hanno necessariamente una base comune, una sorta di sovrareligione universale di cui sono espressioni diverse.
    Ma questo è tutto un altro discorso. Forse troppo alto per persone poco avvezze a distinzioni sottili e soprattutto prevenute, ma occorrerebbe un pò più di umiltà quando non si ha una formazione teologica e si prendono in mano testi del genere.
    Che poi lei sia prevenuto e infarcito di ideologia lo mostra il fatto che no ha letto neanche lo stesso passo citato. Se infatti il papa poi dice “la differenza non tocca unicamente l’ambito delle immagini e delle forme concettuali mutevoli” tutti capiscono che il papa sta parlando di differenze tra religioni -che quindi esistono- non riconducibili ad una super-religione.

    Quanto all’ecumenismo massonico, visto che l’ecumenismo trova fondamento nei documenti del magistero, come quello di Paolo VI già citato, vuol dire che sta parlando di una cosa ben diversa dall’ecumenismo di oggi.

  38. Cherubino scrive:

    ha ragione Marco, quindi la smetta di insolentire.

  39. Cherubino scrive:

    dimenticavo:

    Viva il papa che sta antipatico a certi tradizionalisti fondamentalisti.
    Viva il papa che sarà riconosciuto Santo nonostante i loro lamenti.

  40. Luisa scrive:

    C.V.D. :roll:

  41. Cherubino scrive:

    ecumenismo opera dei massoni…
    Ma dove le trovate baggianate del genere?

    Allora Benedetto XVi sarebbe massone ?
    “La Settimana di preghiera per l’Unità dei Cristiani ci ricorda così che l’ecumenismo è un’esperienza dialogica profonda, un ascoltarsi e parlarsi, un conoscersi meglio; è un compito che tutti possono svolgere, specialmente per quanto riguarda l’ecumenismo spirituale, basato sulla preghiera e la condivisione per ora possibile tra i cristiani. Auspico che l’anelito per l’unità, tradotto in preghiera e fraterna collaborazione per alleviare le sofferenze dell’uomo, possa diffondersi sempre più a livello delle parrocchie e dei movimenti ecclesiali e tra gli Istituti religiosi.
    Colgo l’occasione per ringraziare la Commissione ecumenica del Vicariato di Roma e i parroci della città che incoraggiano i fedeli a celebrare la “Settimana”.
    Angelus 21.01.2007

    E appena due mesi fa:
    “Ieri, come ha ricordato Mons. Koch, avete celebrato, con un solenne Atto commemorativo, il 50° anniversario dell’istituzione del vostro Dicastero. Il 5 giugno 1960, alla vigilia del Concilio Vaticano II, che ha indicato come centrale per la Chiesa l’impegno ecumenico, il beato Giovanni XXIII creava il Segretariato per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, denominato poi, nel 1988, Pontificio Consiglio. Fu un atto che costituì una pietra miliare per il cammino ecumenico della Chiesa cattolica. Nel corso di cinquant’anni è stata percorsa molta strada. Desidero esprimere viva gratitudine a tutti coloro che hanno prestato il loro servizio nel Pontificio Consiglio, ricordando anzitutto i Presidenti che si sono succeduti: i Cardinali Augustin Bea, Johannes Willebrands, Edward Idris Cassidy; e mi è particolarmente gradito ringraziare il Cardinale Walter Kasper, che ha guidato il Dicastero, con competenza e passione, negli ultimi undici anni.”
    http://www.ratzingerbenedettoxvi.com/PLENARIAECUMENISMO.htm

  42. Marco N. scrive:

    Cherubino, in preda alle “ebbrezze” più o meno alcooliche di prima mattina?
    Parlavo in generale. Se lei s’è punto significa che si riconosce nelle mie espressioni.
    Vada a pregare un po’( e a lavorare) e la smetta di seminare veleni qui e altrove.

  43. Pasquale scrive:

    Non so né voglio sapere nulla sul cosidetto “spirito di Assisi”.So però che sempre nella storia hanno operato spiriti costruttivi e spiriti distruttivi. A quale dei due appartenesse quello di Giovanni Paolo II è risultato evidente nei giorni del suo funerale.
    Tutto il resto è noia.

  44. Marcox scrive:

    @ Cherubino
    W W
    Viva il papa e il cardinale Marcinkus.

  45. Che felicità. Giovanni Paolo II Magno sarà presto beato.

    Il Papa del “Non abbiate paura”. Grazie Giovanni Paolo II

    http://www.youtube.com/watch?v=kqh9binRd5w

  46. macv scrive:

    beh, Pasquale , e che vuol dire il giorno del suo funerale?? allora uno si fa Santo in base alla quantità di persone che vanno al suo funerale??? quante persone sono andate al funerale di Mons. Padovese ? certo meno che a quelle di Mike Bongiorno! o della Principessa DIANA!!! E allora ? Si fa santo Mike Bongiorno o la principessa DIANA? Siamo seri per favore!! I santi “a furor di popolo” mi somigliano molto alle moderne “icone”: guarda caso tutti divi dei media .

  47. Gianpaolo1951 scrive:

    Caro Cherubino guardi che quel Suo

    “Viva il papa che ha scomunicato mons. Lefebvre e i suoi vescovi scismatici nella speranza che si pentissero”

    è una lode alquanto infelice perché si potrebbe replicare:

    Viva il papa che ha tolto la scomunica a mons. Lefebvre e i suoi vescovi scismatici, sconfessando l’operato del Suo predecessore!…

    N.B.: Mi unisco al coro di gioia per tale beatificazione!

  48. Cherubino scrive:

    qua si danno i numeri! la revoca della scomunica da parte di Benedetto XVI non è affatto uno sconfessare ciò che ha fatto Giovanni Paolo II, ci mancherebbe altro…
    Figuriamoci se fanno Veenrabile prima, poi Beato e poi Santo uno che ha emesso una scomunica sbagliata!

    Comunque devo purtroppo ripetere quanto già scritto…

    “finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.”

    Quelle parole sono del Papa Benedetto XVI. Sì proprio lui! E sono contenute nella lettera con egli accompagnò e spiegò il senso vero della revoca della scomunica ai lefebvriani. http://www.zenit.org/article-17494?l=italian

    Per comprendere fino in fondo quanto dice il papa occorre fare riferimento a qualche semplice concetto di diritto canonico e ripercorrere le tappe della dolorosa vicenda dei lefebvriani, veros i quali -sia ben chiaro- non mi muove alcun astio, con quale qualcuno confonde la mia indignazione per il male che fanno alla Chiesa, certificato da ben due pontefici.

    Quando dopo anni di tensioni accuse verso i pontefici e atti gravi, quando mons. Lefebvre ordinò quattro vescovi contro il volere del Papa, scattò la scomunica prevista per questo gravissimo delitto contro la Chiesa. Giovanni Paolo II emisse la scomunica con il motu proprio Ecclesia Dei (reperibile in rete). Tuttavia il papa sapeva bene che alla base dell’atto scismatico (tale è l’ordinazione di vescovi contro il volere del papa) c’erano grossi errori dottrinali e lo scrisse proprio nel motu proprio:

    “Perciò, tale disobbedienza – che porta con sé un rifiuto pratico del Primato romano – costituisce un atto scismatico(3). Compiendo tale atto, nonostante il formale monitum inviato loro dal Cardinale Prefetto della Congregazione per i Vescovi lo scorso 17 giugno, Mons. Lefebvre ed i sacerdoti Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta, sono incorsi nella grave pena della scomunica prevista dalla disciplina ecclesiastica(4).
    4. La radice di questo atto scismatico è individuabile in una incompleta e contraddittoria nozione di Traditione. Incompleta, perché non tiene sufficientemente conto del carattere vivo della Tradizione, «che – come ha insegnato chiaramente il Concilio Vaticano II – trae origine dagli Apostoli, progredisce nella Chiesa sotto l’assistenza dello Spirito Santo: infatti la comprensione, tanto delle cose quanto delle parole trasmesse, cresce sia con la riflessione e lo studio dei credenti, i quali le meditano in cuor loro, sia con la profonda intelligenza che essi provano delle cose spirituali, sia con la predicazione di coloro i quali con la successione episcopale hanno ricevuto un carisma certo di verità»(5)
    Ma è soprattutto contraddittoria una nozione di Tradizione che si oppone al Magistero universale della Chiesa, di cui è detentore il Vescovo di Roma e il Corpo dei Vescovi. Non si può rimanere fedeli alla Tradizione rompendo il legame ecclesiale con colui al quale Cristo stesso, nella persona dell’apostolo Pietro, ha affidato il ministero dell’unità nella sua Chiesa(6)”

    Occorre precisare che il concetto di pena nel diritto canonico è diverso dal diritto civile e laico, in quanto non è una “retribuzione” per il delitto, ma ha carattere “medicinale”, redentivo. Se la pena non serve più a stimolare il pentimento e addirittura rischia di aggravare ancor di più l’indurimento del cuore, il principio di “equità canonica” richiede che la pena sia tolta. Ciò non equivale affatto ad una assoluzione con dui la pena non fa confusa (come fanno molti). La revoca della scomunica, o di altra pena canonica, può essere data anche in assenza di pentimento ma in vista di esso, per facilitarlo.

    Ciò è esattamente ciò che ha fatto Benedetto XVI, il quale ha revocato la scomunica senza un pieno pentimento da parte dei lefebvriani. Lo dice chiaramente:

    “La scomunica colpisce persone, non istituzioni. Un’Ordinazione episcopale senza il mandato pontificio significa il pericolo di uno scisma, perché mette in questione l’unità del collegio episcopale con il Papa. Perciò la Chiesa deve reagire con la punizione più dura, la scomunica, al fine di richiamare le persone punite in questo modo al pentimento e al ritorno all’unità. A vent’anni dalle Ordinazioni, questo obiettivo purtroppo non è stato ancora raggiunto. La remissione della scomunica mira allo stesso scopo a cui serve la punizione: invitare i quattro Vescovi ancora una volta al ritorno. Questo gesto era possibile dopo che gli interessati avevano espresso il loro riconoscimento in linea di principio del Papa e della sua potestà di Pastore, anche se con delle riserve in materia di obbedienza alla sua autorità dottrinale e a quella del Concilio. Con ciò ritorno alla distinzione tra persona ed istituzione. La remissione della scomunica era un provvedimento nell’ambito della disciplina ecclesiastica: le persone venivano liberate dal peso di coscienza costituito dalla punizione ecclesiastica più grave. Occorre distinguere questo livello disciplinare dall’ambito dottrinale. Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma dottrinali. Finché la Fraternità non ha una posizione canonica nella Chiesa, anche i suoi ministri non esercitano ministeri legittimi nella Chiesa. Bisogna quindi distinguere tra il livello disciplinare, che concerne le persone come tali, e il livello dottrinale in cui sono in questione il ministero e l’istituzione. Per precisarlo ancora una volta: finché le questioni concernenti la dottrina non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa.”

    Quindi, la revoca della scomunica non vuol dire affatto che i lefebvriani sono stati “riconosciuti” e approvati. Nè che siano in comunione con la Chiesa cattolica. Tutto ciò che fanno dal punto di vista ministeriale, come sacerdoti, lo fanno fuori di essa e contro di essa.
    Ad esempio, il continuare a consacrare sacerdoti è una sfida grave all’autorità di Roma.

    Veniamo ai sacramenti. La cosa è semplice. Il sacerdote è dotato di due “poteri”: la potestas ordinis e la potesta iurisdictionis. La prima è conferita dal sacramento dell’Ordine sacro, la seconda è conferita dal Vescovo tramite “l’incardinamento” e può essere persa. Senza la potestas iurisdictionis un sacerdote può celebrare l’eucarestia, che quindi resta valida (ossia c’è la presenza del sacramento) ma illecita, quindi non cattolica. Così è per esempio l’eucarestia degli Ortodossi. Così quella dei lefebvriani.
    Alcuni sacramenti invece richiedono necessariamente anche che il chierico abbia anche la potestas iurisdictionis, senza la quale non sono validi, ossia non si realizza affatto il sacramento. Quindi, confessarsi con un prete non regolarmente incardinato vuol dire non ricevere l’assoluzione sacramentale. E se si era in stato di peccato mortale e si riceve l’eucarestia si commette il gravissimo peccato di sacrilegio.
    Infine va ricordato che la partecipazione alle messe dei lefebvriani non associa al peccato di scisma consumato dai mons. Lefebvre solo se non tale partecipazione non comporta adesione alle sue idee (e quindi a quelle dei suoi continuatori).

    Tutto ciò è stato ben chiarito da mons. Perl nel 2008: “While it is true that participation in the Mass at chapels of the Society of St. Pius X does not of itself constitute “formal adherence to the schism” (cf. Ecclesia Dei 5, c), [non costituisce aderenza formale allo scisma] such adherence can come about over a period of time as one slowly imbibes a schismatic mentality which separates itself from the teaching of the Supreme Pontiff and the entire Catholic Church. [tale aderenza può realizzarsi dopo un periodo in cui ci si impeve di mentalità scismatica che separa dall'insegnamento del Supremo Pontefice e dell'intera Chiesa CAttolica].
    While we hope and pray for a reconciliation with the Society of St. Pius X, the Pontifical Commission “Ecclesia Dei” cannot recommend that members of the faithful frequent their chapels [non possiamo raccomandare che i fedeli frequentino le loro cappelle] for the reasons which we have outlined above. We deeply regret this situation and pray that soon a reconciliation of the Society of St. Pius X with the Church may come about, but until such time the explanations which we have given remain in force.”
    (il link lo metto nel prossimo post, altrimenti viene bloccato dal server).

    In questo testo di mons. Perl è anche spiegata la questione dei sacramenti e, come si può leggere, anche il rito del matrimonio richiede che il chierico sia dotato della potestas iurisdictionis, tuttavia esso rimane valido perchè i ministri del matrimonio sono i nubendi, ma è privo della “benedizione” ecclesiastica.

  49. Reginaldus scrive:

    #Luigi Murtas 12 gennore 2:09:

    Mettere qui e là una bella citazione dal vangelo non serve certo a cambiare il corso di un ragionamento sballato, cristianamente parlando, soprattutto quando quella citazione è la condanna stessa di quel ragionamento: o si vuole anche irridere alla Parola di Dio ???

  50. Giuseppe scrive:

    Cherubino,
    veda di sintetizzare le Sue cazzate. Non posso passare la giornata a leggerle.

    Itbread – Como

  51. Cherubino scrive:

    sig. Giuseppe la sua volgarità la qualifica perfettamente. Comunque non prendo ordini da un ignorante maleducato.

  52. Marina scrive:

    Cherubino Scrive: gennaio 13th, 2011 at 9:36 am

    dimenticavo:

    Viva il papa che sta antipatico a certi tradizionalisti fondamentalisti.
    Viva il papa che sarà riconosciuto Santo nonostante i loro lamenti.

    A me piacerebbe sapere cosa ne pensa DIO di quel papa e di tutti i suoi predecessori invece.

  53. ritaroma scrive:

    dr Tornielli, grazie x la splendida notizia e stringo la mano a tutti coloro che condividono la mia gioia!
    ma non riesco proprio a capire tutte quelle “parole” di ironia, di sfacelo, ecc…da parte di altri che non credono, credono poco, sono attaccati più ai loro cervelloti ragionamenti che a Cristo, pronti a giudicare,a sparlare…se Giovanni Paolo fosse vivo penserei che sono invidiosi!
    leggendo tante chiacchiere da “comari e da giocatori di carte all’osteria” mi viene inb mente il silenzio di Gesù…un silenzio che è d’insegnamento…lui taceva…anche se ha parlato-insegnato, proprio Lui che E’ il Verbo di Dio!
    SIGNORI/E :P erchè non provate ogni tanto ad essere meno ripetitivi e a ragionare anche con la testa invece che con qualcosa d’altro? Qualsiasi argomento il dr Tornielli espone ,la vostra lingua batte sempre dove il dente duole!!!!!!!!!!!! Peccato

  54. ritaroma scrive:

    MARINA, tranquilla prima o poi potrai domandarglielo direttamente a Lui! (Dio)

  55. Cherubino scrive:

    in genere non rispondo a Marina perchè è tempo perso, ma farò un’eccezione:

    “A me piacerebbe sapere cosa ne pensa DIO di quel papa e di tutti i suoi predecessori invece.”

    Perchè non glielo chiede ? Se vuole gli chiediamo di abbreviare l’attesa dell’incontro…

  56. Marina scrive:

    No grazie,preferisco aspettare.
    Spero che avvenga il più tardi possibile.:)

  57. Marina scrive:

    Cherubino avrà anche il nome di un angelo,ma è un diavoletto.Le persone educate e anche cristiane dialogano sempre con tutti ,non pensano mai di sprecare tempo e fiato:(

  58. Cherubino scrive:

    cara Marina, meno male che ha capito la battuta…
    Quanto a dialogare con lei se ricordo bene per dialogare sono necessari almeno due interlocutori… quindi mi mancherebbe il secondo.

  59. Marina scrive:

    Perchè non mi escono le faccine? è più bello dialogare se puoi inserirle?adesso provo di nuovo cherubino se vuol darmi una mano intanto cominciamo così,poi si vedrà,dipende molto anche dal tempo a disposizione.:)

  60. Marina scrive:

    (:-O

  61. Annarita scrive:

    “Figuriamoci se fanno santo uno che ha emesso una scomunica sbagliata”….io sinceramente non mi stupirei se trovassero presto un miracolo anche per il venerato(non venerabile)Lutero. Mamma mia che tempi! Tutti beati i Papi del concilio e del post concilio? Chissà mai perchè? Questo è il vero miracolo. A volte in Paradiso si trovano santi che in vita si trovarono in due fazioni diverse, ad esempio Santa Caterina e san Vincenzo Ferrer che segui l’antipapa, mentre Caterina difendeva il vero Papa. Chissà cosa si diranno Giovanni Paolo II e mons Lefebvre!

  62. Cherubino scrive:

    Annarita non sa cosa dice. S. Vincenzo Ferrer decise per sè e non per la Chiesa intera in una situazione di confusione, quella creata dall’antipapa Clemente. Egli però rivide questa scelta personale quando invitò il successore di Clemente VII, Bonifacio XIII, a dimettersi. Oltre tutto tutto questo fu precedente alla vera “conversione missionaria” di S. Vincenzo che a seguito di una visione mistica lo portò all’apostolato dell’evangelizzazione itinerante a partire dal 22 novembre 1399.

    Quella della scomunica comminata da Giovanni PAolo II è tutta un’altra storia. Innanzitutto non può essere errata perchè è direttamente normata dal Codice canonico. Infatti la scomunica è prevista direttamente per il vescovo che ordina un altro vescovo contro il volere del papa. Del resto la pervicacia di mons. Lefebvre che non si è mai pentito di quel gesto mostra quanto fosse giusta quella scomunica, non il frutto di un giudizio passeggero ma una valutazione durata anni e mai contraddetta dal comportamento del vescovo ribelle.
    In terzo luogo alla base dell’errore di mons. Lefebvre e dei suoi discepoli vi sono gravissimi errori dottrinali, confermati dalla Congregazione per la dottrina della fede e dal pontefice successivo Benedetto XVI. Come ho già mostrato la revoca della scomunica non è affatto un’assoluzione o addirittura un dichiarare che quella scomunica fu errata, ma solo un atto di clemenza mosso dal timore che la scomunica (giusta) possa ora ostacolare il pentimento anzicchè stimolarlo.

  63. Cherubino scrive:

    Ah, grande santo il S. Vincenzo !

    “Una volta, si recò da san Vincenzo Ferrer una donna che si lamentava del marito sempre così irascibile e di malumore da rendere insopportabile la convivenza. Chiese a Vincenzo un consiglio per riportare la pace in famiglia. “Va’ al convento»», disse il santo, “e di’ al guardiano di darti un po’ dell’acqua della fontana. Quando tuo marito tornerà a casa, prendine un sorso, però non inghiottirla, tienila in bocca e vedrai che miracoli farà!”. La donna fece come il santo le aveva detto. La sera, quando il marito tornò a casa, nervoso come al solito, la donna prese un sorso di quell’acqua miracolosa e serrò le labbra. E veramente accadde il miracolo: dopo pochi minuti il marito si azzittì e, così, la tempesta in famiglia passò. Anche nei giorni successivi, la donna ricorse a questo rimedio e tutte le volte l’acqua provocò lo stesso effetto miracoloso. Il marito non era più di malumore, anzi, era tornato come una volta: le mormorava parole tenere e affettuose e la lodava per la sua pazienza e la sua dolcezza. La donna era così felice di questo cambiamento del marito che corse dal santo per riferirgli del miracolo operato da quell’acqua speciale. “Non è stata l’acqua della fontana a provocare questo miracolo”, disse san Vincenzo Ferrer sorridendo, “ma soltanto il tuo silenzio. Prima le tue continue obiezioni facevano infuriare tuo marito; il tuo silenzio, invece, lo ha reso di nuovo tenero e affettuoso”. Ancora oggi in Spagna esiste il modo di dire: “Bevi l’acqua di san Vincenzo!»”

  64. Luisa scrive:

    “In terzo luogo alla base dell’errore di mons. Lefebvre e dei suoi discepoli vi sono gravissimi errori dottrinali, confermati dalla Congregazione per la dottrina della fede e dal pontefice successivo Benedetto XVI.”

    L`esimio signor cherubino, angelico blogger, potrebbe avere l`estrema correttezza di cessare di prendere questo blog per uno sfogatoio letto da imbecilli pronti a bere tutte le sue fissette?
    Invece di gargarizzarsi e invaderci con i suoi slogan, sarebbe un segno di intelligenza quello di abbandonare una delle sue fissette preferite e cioè quella dei “gravissimi errori dottrinali” :roll: di monsignor Lefebvre.
    Ne abbiamo già ampiamente discusso nel passato e lei è SEMPRE stato nell`ASSOLUTA incapacità di mostrare un solo errore dottrinale di Monsignor Lefebvre, che anzi è sempre stato di un`assoluta fedeltà alla Dottrina della Chiesa.

  65. Marina scrive:

    Cherubino,a me quel santo lì non mi piace proprio neh.Non mi piace tenere l’acqua in bocca per colpa di un marito irascibile e collerico.
    Una bastonata in testa prima poi il divorzio.

  66. pietro. scrive:

    CHERUBINO…..CHERUBINO…..non farte il giudice, perchè solo DIO è il vero GIUDICE, malgrado tu la pensi diversamente da me. Quando saremo di là, di sicuro avremo molte sorprese, e magari vicino al trono di DIO troveremo LUTERO, SAVONAROLA, GIORDANO BRUNO, MONSIGNOR LEFEVRE e TUTTI GLI ALBIGESI massacrati da……lo sappiamo tutti da chi? allez ciao.

  67. Cherubino scrive:

    Le cose che Luisa chiama fissette sono state affermate in modo del tutto chiaro da due pontefici. Io non ho bisogno di dimostrare nulla, basta leggere il motu proprio Ecclesia Dei di Giovanni Paolo II e la Lettera di Benedetto XVI di spiegazione della revoca della scomunica con cui conferma ciò che aveva detto Giovanni Paolo II. E’ evidente quanto Luisa abbia rispetto dell’autorità della Chiesa.
    Che poi Lefebvre e suoi discepoli abbiano torto lo dimostra il fatto che nonostante la revoca della scomunica la Chiesa non riconosce loro alcun ministero. Quale capo escluderebbe da ogni autorità buoni servitori del bene comune? Nessuno. Se la Chiesa non li considera ancora parte di sè è perchè essi non professano completamente la Fede cattolica, ma deviano in materia fondamentale.

  68. Luisa scrive:

    Mi dispiace dare spazio, in un OT molto sgradevole, alle fissette di cherubino.
    Mi fermerò dunque ma è evidente che cherubino, come sempre, non può indicare un solo errore dottrinale di monsignor Lefebvre e ancor meno un errore “gravissimo”. :roll:

  69. Marco N. scrive:

    Stavo ascoltando le sciocchezze di Gianni Vattimo ad Annozero ed ero venuto qui per rilassarmi,ma , trovandoci ineluttabilmente qualche angelico bambinone dall’ego smisurato, preferisco tornare ad Annuzero.
    Saluti, signora Luisa, non discuta con chi non è degno della Sua amabile dialettica, cara signora.

  70. Gianpaolo1951 scrive:

    «… Quale capo escluderebbe da ogni autorità buoni servitori del bene comune? Nessuno. …»

    Già…, caro Cherubino…
    In effetti di buoni servitori del bene comune – come li intende lei – ne è piena la curia di Santa Romana Chiesa!…
    A cominciare da quelli che nascosero a Papa Giovanni Paolo II le malefatte e i gravi delitti del Suo grande amico padre Marcial Maciel…, definito da Papa Benedetto XVI un ”un falso profeta che ha condotto una vita immorale e contorta” e non solo!…
    E se questo è solo un piccolo esempio di cosa sono capaci i buoni servitori del bene comune della Chiesa…, di cosa saranno mai capaci quelli cattivi?!?
    A loro paragone e confronto, i seguaci di Monsignor Marcel Lefebvre sono degli autentici SANTI, mio caro Cherubino!!!

  71. serena scrive:

    scrive Aurelio R.:

    “C’è chi dice che dopo Assisi 1986 il sincretismo, il relativismo religioso, aumentarono.
    Questa affermazione però non è stata verificata scientificamente.”

    La scienza, idolo di molti non credenti, lasciamola fuori in questo caso. Appelliamoci al max alle statistiche.

    Non so quali furono i risultati pratici di questo convegno. Sicuramente si prestò a speculazioni di parte.

    Di GPII mi fece trasalire e inorridire il bacio al Corano. Confuse una bella, grossa fetta del popolo di Dio. A tutt’oggi non capisco il gesto e magari qualcuno me lo spiegasse! Tuttavia la sofferenza estrema e prolungata di questo Papa, che l’accettò e la esibì sino alla fine in un’epoca in cui il mondo volgeva lo sguardo all’eutanasia, fu di insegnamento, monito e sprone per il gregge a lui affidato. Si salvò dal martirio quando gli spararono per affrontarne un’altro, molto più prolungato e più sofferto di quello di un attimo. Ciò basti, io credo. Era l’effige dell’Uomo dei dolori negli ultimi anni e non abdicò dal suo mandato Divino.
    Il mondo aveva bisogno di una tale testimonianza.
    Auspico che venga invocato soprattutto dai moltissimi malati di Parkinson (e parkinsoniani più in generale). Non a caso il miracolo che operò (e che ora è riconosciuto) rguardò questa patologia.

  72. a Giampaolo: BENTORNATO :)

    A tutti mi permetto di dire che
    il post “natalizio” di Andrea
    si rivela sempre più valido ed azzeccato.

    Man mano che emergono,
    meglio: RI-emergono,
    le solite ostilità
    a Giovanni Paolo II
    -e quindi alla Chiesa di Cristo-
    allora dobbiamo tristemente prendere atto
    che, purtroppo, non c’è vero amore alla Chiesa
    nè ubbidienza.
    E non mi soffermo sul ribadire che è proprio una disubbidienza -fortemente voluta e pensata-
    a Pietro
    che ha creato questo deleterio stato di cose.

    Poi azzardo, io ignorantello, una considerazione.

    Per “confutare” la santità
    di Giovanni Paolo II
    -che, dalla Beatificazione in poi sarà un Santo della Chiesa Cattolica-
    è già pronto qualche bizzarro personaggio
    o servirà allo scopo la fecale teoresi
    di quel domenicano francese?

    Giuro: è una domanda seria.
    E gradirei qualche risposta.

    Infine ricordo a tutti che
    non solo torino e firenze
    ma anche….
    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/01/13/b-r-i-n-d-i-s-i-capitale-d-italia-tutti-i-brindisini-dovrebb.html

  73. Gianpaolo1951 scrive:

    Un caro saluto a te, Cosimino!!!

  74. gianfranco scrive:

    Giovanni Paolo II il GIGANTE della nostra epoca, anche senza miracoli è SANTO!!! Ringraziamo Dio e la Madonna per questi FARI ILLUMINANTI che accompagnano e danno luce nel viaggio di ogni uomo e nella storia dell’umanità.

  75. Luigi Murtas scrive:

    Reginaldus Scrive: gennaio 13th, 2011 at 3:48 pm

    Gentile Reginaldus, non ho compreso il senso del suo scritto, a chi si riferisce? Quali citazioni?

  76. Luisa scrive:

    @ ANDREA TORNIELLI

    Andrea, per favore, potrebbe dirmi se corrisponde a verità la notizia riportata da IMedia, secondo laquale sarebbero già cominciati in San Pietro i lavori nel luogo scelto per il futuro beato Giovanni Paolo II ? Grazie.

    http://www.romereports.com/palio/Images-of-the-chapel-that-may-house-the-body-of-John-Paul-II-in-St-Peters-Basilica-english-3388.html

  77. Annarita scrive:

    Lo so benissimo che S.Vincenzo poi cambiò opinione è riconobbe il vero Papa.

  78. Annarita scrive:

    Caro Cherubino, la scomunica è si normata dal Codice Canonico, ma forse le sfugge che in caso di gravi condizioni che minacciano la Fede e la salvezza delle anime (legge suprema)è doveroso prendere decisioni straordinarie, e così fu fatto da Mons Lefebvre. In tali atti buoni, che vogliono salvare il bene delle anime e della Chiesa stessa, non esiste scomunica che tenga. Non è che il Papa può scomunicare ad arbitrio un vescovo cattolico solo perchè fa il suo dovere, cioè salva il sacerdozio e le anime. La scomunica serve a riportare un’anima all’ovile, mica a cacciare le anime rette dall’ovile perchè si vuole riempire l’ovile di lupi.

  79. Aurelio R. scrive:

    @Serena
    Sì, anch’io mi riferivo a verifiche statistiche.
    Forse ho usato il termine “scientifico” perchè so come possono essere fatte male a volte le indagini statistiche e volevo esprimere il concetto di “verifica svolta con il massimo rigore”.

  80. Cherubino scrive:

    ma quale stato di necessità! queste invenzioni mostrano ancora di più gli errori dottrinali insanabili di mons. Lefebvre e dei suoi discepoli. Lo stato di necessità vorrebbe dire una Chiesa apostata, un papa eretico ì, anzi oggi più di uno. Sostenere lo stato di necessità porta direttamente fuori della Chiesa Cattolica. O dentro o fuori. Tertium non datur.

  81. Cherubino scrive:

    sig. Aurelio, non so se se n’è accorto, comunque avevo risposto alla sua domanda: quel testo che citavo e di cui chiedeva l’autore, è di papa Benedetto XVI. Ho aggiunto nella risposta un’altra citazione che conferma quanto dicevo, una lettera del 2008 di mons. Perl, presidente della pontifica commissione Ecclesia Dei.

  82. Aurelio R. scrive:

    @Cherubino

    Sì, ho visto. La ringrazio dell’attenzione. :-)

  83. Simon de Cyrène scrive:

    Concordo con Cherubino, non è possibile che sia stato di necessità a livello della Chiesa Universale: questo è un pensiero di per sè eretico in quanto andante direttamente contro le promesse del Cristo stesso e questo pensiero esprime un’ecclesiologia non cattolica.

    In Pace

  84. Luisa scrive:

    queste invenzioni mostrano ancora di più gli errori dottrinali insanabili di mons. Lefebvre e dei suoi discepoli

    E ridai! I nostro caro blogger angelico continua le sue fissette SENZA poter portare la prova del benchè minimo errore dottrinale di Monsignor Lefebvre.
    Cambi disco, perchè quello è rotto.

  85. Simon de Cyrène scrive:

    Una breve risposta a Serena Scrive: gennaio 13th, 2011 at 10:40 pm.

    Il bacio del Corano è una bufala che fu inventata negli ambienti sedevacantisti americani di sana pianta: il Cardinale Dwziwicz smentì che mai fosse accaduto due o tre anni fà durante il processo sull’eroicità delle virtù del Venerabile Giovanni Paolo Magno.

    Questa bufala fu inventata l’1 giugno 1999 concominatamente da questi due siti americani che, lavorando di conserva, si citano tra di loro il fine essendo di calunniare un Papa “post-conciliare”: “h**p://www.traditioninaction.org/RevolutionPhotos/A055rcKoran.htm” e “h**p://www.catholicculture.org/news/features/index.cfm?recnum=10415″.

    “traditioninaction” contiene a) la famosa foto, b) un’introduzione che cita Fides News, c) il corpo del testo calunnioso e D) un link ad un sito chiamato “Source”. E’ la prima volta che la foto appare (e come ogni foto può essere interpretata come si vuole fuori contesto ammesso ch enon sia un fotomontaggio): “traditioninaction” aggiunge il commento calunnioso. Precede il commento calunnioso da una referenza autoritativa alla Fides, MA NON ne dà il link. Il link “Source” del sito rimanda in realtà a “catholicculture”.

    “catholicculture”: a)non contiene nessuna foto, b)fa riferimento alla Fides, ma non dà nessun link a codesta, c) se guardiamo la seconda domanda della supposta intervista, vediamo che è composta di 3 paragrafi: il paragrafo 3 è in perfetta sintonia e continuazione del paragrafo 1, mentre il paragrafo 2 (il commento calunnioso) vi è come il cavolo alla merenda!

    Siamo quindi davanti ad un “caso di scuola” di costruzione di disinformazione: “traditioninaction” rimanda a “catholicculture” per “validare “ il testo , lasciando l’impressione che si va su Fides e si “infila” la foto, la cui vera l’origine è sconosciuta e può pure essere un fotomontaggio a questo punto, e la fa passare per un documento Fides.

    La cosa la più triste è che TUTTI coloro che citano la “fonte” di questa foto si riferiscono ad un comunicato della Fides (datata del 4 giugno, cioè posteriore addirittura al 1 giugno) che NON E’ MAI ESISTITO, che nessuno è mai stato capace di mostrare e che dunque non hanno potuto controllare in prima persona: cioè chi cita nelle proprie opere questa fonte (FIDES) è un disonesto dal punto di vista intellettuale che non ha verificato professionalmente le proprie fonti.

    A questo spinge l’odio! Ma come diceva il nazista Goebbels (credo): “calunniate, calunniate, tanto ne resterà sempre qualcosa”. Anche Pio XII ne ha sofferto con il famoso mito nero.

    In Pace

  86. Cherubino scrive:

    gli errori dottrinali di Lefebvre sono sotto gli occhi di tutti, per il semplice fatto che Lefebvre contestava ciò che invece autorizza. Era lui stesso la prova delle sue eresie, ossia:
    - il Rito del Novus Ordo di Paolo VI non è adeguato al sacramento dell’eucarestia;
    - il Concilio Vaticano II contiene errori perchè contraddice verità definitive affermate dal Magistero ordinario o solenne precedente;
    - la Chiesa versa in un’apostasia tale che si rende necesario disobbedire al papa per necessità.

    Seguon poi degli errori di tipo pratico, ma non meno gravi, tra cui il principale è:
    - il sacerdote della Fraternità Sacerdotale S. Pio X assolve efficamente nel rito della Penitenza.

    Tutte queste sono affermazioni gravissime e completamente errate. E lo dimostra che sono l’esatto contrario di ciò che afferma la Chiesa.

  87. Cherubino scrive:

    “ciò che invece la Chiesa autorizza”

  88. Marina scrive:

    Annarita scrive:
    A volte in Paradiso si trovano santi che in vita si trovarono in due fazioni diverse, ad esempio Santa Caterina e san Vincenzo Ferrer .

    Annarita,pensa che in Paradiso troveremo anche questo papa?? Speriamo di no.

    11 Dicembre 384 muore Damaso I papa.

    Di origine ispanica, ottenne il seggio papale con il terrore e la
    corruzione strappandolo al diacono Ursino, eletto papa alla fine delle
    celebrazioni funebri di papa Liberio il 24/9/366.
    Damaso assoldò allora una truppa di carrettieri, becchini e circensi
    armati che assaltarono per tre giorni la Basilica Giulia eppoi S. Maria
    Maggiore sull’Esquilino, uccidendo 137 persone (ma gli Ursiniani dissero
    160) e facendo centinaia di feriti.
    Ovviamente il papa assassino è stato fatto Santo. La chiesa lo celebra
    oggi.
    Damaso ottenne dall’imperatore Teodosio gli “editti di sangue” con cui si
    dava la caccia a quei cristiani invisi al papa, non solo eretici ma semplici
    dissidenti o rivali.
    Lotte con gli Ursiniani (non eretici), oltre a persecuzioni di altri
    cristiani accusati d’eresia, continuarono per tutto il pontificato
    dell’assassino Damaso che aveva partecipato già alle guerre per il potere
    religioso a Roma sotto papa Feliciano per un totale di 5 guerre civili,
    ovviamente con numerosi tradimenti e cambiamenti di campo.

    Ps questo è uno dei tantissimi papi che hanno governato per 2.000 anni Santa Romana chiesa cattolica apostolica e cristiana.
    Un cordiale saluto

  89. Luisa scrive:

    cherubino, cherubino, vedo che ce la mette tutta, proprio tutta, quanti sforzi inutili, quante ricerche vuote e sterili che vanno a vuoto, penso e spero che abbia meglio da fare, che tentare disperatamente di provare l`improvabile.
    Perchè vede lei non riuscirà mai a citare un solo errore dottrinale di monsignor Lefebvre, dunque le risuggerisco di cambiare disco, ma se poi le piace arrampicarsi sugli specchi, anche a rischio di ridicolizzarsi, è libero di farlo.

  90. Cherubino scrive:

    Luisa, ne ho citati ben quattro e gravissimi. La sua risposta poi ha un senso ben chiaro: per lei quelli non sono errori.
    Il punto è che non è lei a decidere quali siano gli errori e quali no, ma la Chiesa e tutti sanno che ciò che ho detto è vero. Basta chiederlo ad un prete qualsiasi, uno ovviamente di Santa Romana Chiesa Cattolica, regolarmente incardinato nella sua Diocesi o nel suo Ordine.
    Del resto è evidente che se aveva ragione Lefebvre la Chiesa ha torto e viceversa. Quindi qua non si tratta di andare avanti con il tiraemolla che lei si ostina a portare avanti, ma di decidere con chi stare: con il Papa e la Chiesa o con mons. Lefebvre, quindi in un’altra chiesa.

  91. Luisa scrive:

    cherubino, comincio a dubitare che lei sappia che cosa significa e quale sia il contenuto della “Dottrina” e in specifico della “Dottrina della Chiesa cattolica”.
    Se lo sapesse non continuerebbe con le sue favole-fissette.
    Detto questo lei è libero di pensare che monsignor Lefebvre ha commesso un errore, anche un grave errore, di disobbedienza, possiamo anche essere d`accordo dicendo che l`atto di Monsignor Lefebvre, che conosciamo, fu un atto di una grande gravità, MA, gira e rigira, cerca e ricerca, lei cherubino NON troverà nessun errore dottrinale di Monsignor Lefebvre che è sempre stato pienamente, totalmente, fedele alla DOTTRINA della Chiesa cattolica.

  92. Cherubino scrive:

    l’unica conclusione possibile alle sue affermazioni è che lei non ritiene questa Chiesa guidata da Benedetto XVI e prima di lui da Giovanni Paolo II, Giovanni Paolo I, Paolo XVI e Giovanni XIII… LA Chiesa.
    Lefebvre non la riconosceva. Non si può sostenere che avesse ragione e poi sostenere di essere cattolici.
    Una cosa però ho sbagliato: dicevo che deve scegliere tra i due, in realtà lei ha già scelto. Lei Luisa è di fatto sedevacantista o qualcosa di simile. Di certo non riconosce la piena autorità di questo papa e dei suoi immediati predecessori. E’ ovvio che per lei Lefebvre non ha deviato dalla dottrina della Chiesa, perchè sta dicendo ripetutamente che la Chiesa ha deviato dalla ortodossia.
    Finalmente sta gettando la maschera.

  93. Luisa scrive:

    Piccolo, piccolo, cherubino, così piccolo e meschino da non saper fare altro che insultare quando è privo di di argomenti.
    E non si nascondi in modo codardo e vile dietro i Pontefici, non li strumentalizzi al servizio del suo orgoglio e della sua arroganza, non troverà in nessun loro testo, la benchè minima accusa rivolta a Monsignor Lefebvre su suoi eventual errori dottrinali, perchè loro sapevano e sanno che non ce ne sono.
    Piccolo, piccolo, cherubino, mai nick fu scelto così a sproposito.

  94. Cherubino scrive:

    suvvia Luisa la smetta di mentire, ho citato fino alla nausea il motu proprio Ecclesia Dei e la lettera di Benedetto XVI ! Non mi costringa a citarli per l’ennesima volta. Non faccia finta di niente, solo i bambini autistici continuano a ripetere la stessa frase incuranti della realtà.

  95. Luisa scrive:

    Non c`è limite alla sua bassezza, cherubino lasci chi soffre di autismo fuori dai suoi meschini attacchi, chi è capace di leggere , chi sa che cosa è la Dottrina della Chiesa, sa che nè Giovanni Paolo II, nè Benedetto XVI hanno rimproverato a Monsignor Lefebvre errori dottrinali.
    Mi rifiuto di continuare a discutere con un individuo che non conosce il rispetto e la buona educazione in una discussione, con chi non ha altra via d`uscita che l`insulto, con chi è talmente accecato dal suo orgoglio che non vede quando è giunto il momento di fermarsi prima di abbassarsi a livelli infimi.
    Dolente di dirle che lei non dispone di nessuna autorità, che il suo verbo non è legge e norma, le sue sono solo opinioni e interpretazioni che non hanno il potere di trasformare una menzogna in verità.

  96. Cherubino scrive:

    Giovanni Paolo II:
    4. La radice di questo atto scismatico è individuabile in una incompleta e contraddittoria nozione di Traditione. Incompleta, perché non tiene sufficientemente conto del carattere vivo della Tradizione… Ma è soprattutto contraddittoria una nozione di Tradizione che si oppone al Magistero universale della Chiesa, di cui è detentore il Vescovo di Roma e il Corpo dei Vescovi. Non si può rimanere fedeli alla Tradizione rompendo il legame ecclesiale con colui al quale Cristo stesso, nella persona dell’apostolo Pietro, ha affidato il ministero dell’unità nella sua Chiesa.

    Benedetto XVI:
    Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma DOTTRINALI. [...] finché le questioni concernenti la DOTTRINA non sono chiarite, la Fraternità non ha alcuno stato canonico nella Chiesa, e i suoi ministri – anche se sono stati liberati dalla punizione ecclesiastica – non esercitano in modo legittimo alcun ministero nella Chiesa. [...]
    Con ciò viene chiarito che i problemi che devono ora essere trattati sono di natura essenzialmente dottrinale e riguardano soprattutto l’accettazione del Concilio Vaticano II e del magistero post-conciliare dei Papi.

  97. Cherubino scrive:”ma quale stato di necessità! queste invenzioni mostrano ancora di più gli errori dottrinali insanabili di mons. Lefebvre e dei suoi discepoli. Lo stato di necessità vorrebbe dire una Chiesa apostata, un papa eretico ì, anzi oggi più di uno. Sostenere lo stato di necessità porta direttamente fuori della Chiesa Cattolica. O dentro o fuori. Tertium non datur”

    Assolutamente giusto, sensato e corretto.
    Aggiungo -ma lo avevo già scritto iersera- che la notizia della beatificazione del “nemico” ha incredibilmente scatenato tutte le bocche di fuoco più o meno sedevacantiste.
    Se da un lato ciò è utile a far comprendere a che livello di AVVERSIONE ALLA CHIESA ha condotto la grave disubbidienza di lefreve
    d’altro canto è insopportabile leggere certi assurdi ed incredibili attacchi alla Chiesa di Cristo per di più perpetrati da chi si ritiene cattolico a 24 carati!

    Ancora una volta: ubi Petrus ibi Ecclesiae

    http://ubipetrusibiecclesia.myblog.it/archive/2011/01/03/ubi-petrus-ibi-ecclesia.html

  98. Cherubino scrive:

    Congregazione per la dottrina della fede:
    “L’opuscolo Breve esame contiene molte affermazioni superficiali, esagerate, inesatte, passionali e false”. Ricorod che il Breve esame fu presentato dai cardinali Bacci e Ottaviani su mandato di Lefebvre.

    All’ostinazione di Lefebvre seguì dopo varie lettere di monito, la sospensione a divinis, da parte di Paolo VI, nel 1976. Ne ho trovato il testo latino. Si legge tra l’altro:
    “Non enim, ut manifesto apparet, eiusmodi factorum te paenitet, ne illius quidem rei, propter quam suspensio a divinis tibi est irrogata. Nequaquam dicis aperte te auctoritati Concilii Vaticani II et Apostolicae Sedis adhaerere — quod est totius quaestionis caput — atque in opera, quae excitasti, pergis jncumbere, quamvis a legitima auctoritate expresse iussus sis ea intermittere. [...]

    Verumtamen in tua factorum explanatione, in peculiari munere, quod tibi sumpsisti, in modo, quo id exerces, INEST ALIQUID, QUOD POPULUM DEI IN ERROREM INDUCIT ET BONAE VOLUNTATIS HOMINES DECIPIT, qui fidelitatem merito expetunt atque rem spiritualem et apostolicam plenius cognoscere et exsequi cupiunt. [...]

    Verumtamen quomodo, ut hoc munus impleas, potes simul asserere te officio teneri repugnandi Concilio recens celebrato — idque contra Fratres tuos in Episcopatu — diffidendi ipsi Sedi Apostolicae, quam «Romam ad neo-modernismum et neo-protestantismum proclivem» esse criminaris, oboedientiam Nobis debitam aperte denegandi?”

    Seguono le confutazioni degli errori di Lefebvre circa il contrasto del Concilio Vaticano II con il Tridentino l’invalidità del Novus Ordo.
    http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/letters/1976/documents/hf_p-vi_let_19761011_arc-lefebvre_lt.html

    Qualche mese prima, il 15 agosto, Paolo VI aveva tentato ancora di dissuadere mons. Lefebvre con un’ennesima lettere, nella quale tra l’altro era scritto:
    “Notre souvenir s’exprime en ce souhait fraternel et paternel: que vous vouliez bien considérer, devant le Seigneur et devant l’Eglise, dans le silence et la responsabilité de votre conscience d’Evêque, l’insoutenable irrégularité de votre position présente. Elle n’est pas conforme à la vérité et à la justice. Elle s’arroge le droit de déclarer que notre ministère apostolique s’écarte de la règle de la Foi, et de juger comme inacceptable l’enseignement d’un Concile œcuménique célébré selon une observance parfaite des normes ecclésiastiques: ce sont là des accusations extrêmement graves. Votre position n’est pas selon l’Evangile et selon la Foi.”

  99. Luisa scrive:

    “Il fatto che la Fraternità San Pio X non possieda una posizione canonica nella Chiesa, non si basa in fin dei conti su ragioni disciplinari ma DOTTRINALI. [...] finché le questioni concernenti la DOTTRINA non sono chiarite,”

    Quando si parla di interpretazione!
    Sempre nessun errore dottrinale specificamente nominato e definito.
    Dire che ci sono questioni dottrinali da chiarire, non significa che Monsignor Lefebvre abbia commesso errori dottrinali ma che Monsignor Lefebvre e i Lefebvriani dicono che certi testi del Vaticano II si sono allontanati dalla Tradizione e dal Magistero perenne e immutabile ( due termini che fanno orrore al piccolo giudice cherubino), che certi testi contengono termini ambigui suscettibili di applicazioni e interpretazioni errate.
    È su questa divergenza, e attorno a questa divergenza, che si stanno svolgendo i colloqui.
    Da osservare che oramai sono in molti, non lefebvriani, a dire che qualcosa è andato storto durante il Vaticano II, sono vescovi, sacerdoti, teologi, storici, intellettuali, ma anche semplici fedeli dotati di buon senso, sì il buon senso basta, basta guardarsi attorno per dirsi che effettivamente quei testi, altri diranno la loro errata interpretazione, hanno permesso le derive e gli abusi che ci circondano.
    Religione fai da te, teologia e Liturgia fai da te, ecumenismo fai da te, crisi della Fede, apostasia dilagante nemmeno più silenziosa, crisi del sacerdozio, penso che difficilmente si possa negare che le intuizioni di Monsignor Lefebvre siano state, purtroppo, drammaticamente profetiche.
    E non lo dico di certo con il cuor leggero, ma il cieco ottimismo, l`irenismo, il “tout va bien madame la Marquise”, non sono mai stati la mia tazza di thè, come si dice da noi.
    Ciò che osservo sono dei chierici, formalmente uniti a Pietro, calpestare la Dottrina, inventare magisteri paralleli, ignorare e-o contestare il Papa , il tutto nell`indifferenza complice di persone come cherubino, ciò che non posso che constatare con amarezza e tristezza è la divisione che lacera la Chiesa (e questo blog ne è un flagrante esempio) come ricordava il Papa ai vescovi Francesi a Lourdes, ciò che vedo è l`ignoranza abissale dei cattolici che hanno sempre meno coscienza della loro identità e delle verità di Fede, che sono portati su vie parallele da cattivi maestri, sempre nell`indifferenza di chi dovrebbe vigilare.
    Questa è la realtà che mi circonda, anche se non è tutta la realtà , tentare maldestramente di puntare un dito accusatore sulla FSSPX ignorando i “gravi e insanabili” errori commessi da chi è in unione con Pietro, toglie ogni credibilità a chi si erge in giudice al servizio unicamente della sua ideologia e del suo orgoglio.

  100. Gentile Luisa,

    mi permetto di rivolgermi a lei
    per porre alla sua attenzione
    un “documento”
    pubblicato da una rivista
    non propriamente cattolica
    -diciamo così-
    che “si oppone” alla beatificazione
    del Venerabile Giovanni Paolo II.

    Verrebbe da ridere se non ci fosse da piangere!

    Invito tutti coloro che
    -a vario titolo-
    si “oppongono”
    alla beatificazione
    di prender visione di questo documento
    e dei suoi firmatari:

    http://temi.repubblica.it/micromega-online/wojtyla-beato-ce-chi-dice-no/

  101. Cherubino scrive:

    pensi che per quelle “opinioni” mons. Lefebvre fu sospeso a divinis, che comporta tra l’altro il non poter insegnare nella Chiesa…

    Le parole di Paolo VI sono chiarissime: non accogliere il Concilio Vaticano II è un grave errore dottrinale, affermare che essa sia in contrasto con il Magistero precedente è porsi fuori dalla Chiesa.

  102. Cherubino scrive:

    uno che dice queste cose può essere in comunione con il Papa?

    “Non c’è, quindi, niente di più chiaro! D’ora in poi è alla chiesa conciliare che si deve obbedire, non più alla Chiesa Cattolica. In generale, questo è il nostro problema. Siamo “sospesi a divinis” dalla chiesa conciliare, ma noi non vogliamo appartenere alla chiesa conciliare. Questa chiesa conciliare è una chiesa scismatica perchè ha rotto con la Chiesa Cattolica, con la Chiesa di tutti i tempi. Ha i suoi nuovi dogmi, il suo nuovo sacerdozio, le sue nuove istituzioni, il suo nuovo culto, che sono condannati dalla Chiesa, in molti documenti ufficiali e definitivi. E’ per questo che i fondatori della chiesa conciliare richiedono con sì tanto ardore l’obbedienza alla chiesa di oggi, lasciando da parte la Chiesa di ieri, come se non esistesse più. Questa chiesa conciliare è scismatica perchè ha costruito il suo fondamento su principi che sono opposti a quelli della Chiesa Cattolica, come la nuova concezione della Messa, secondo cui ai canoni 5-7 dell’Institutio Generalis Missalis Romani, l’assemblea dei credenti avrebbe una funzione sacerdotale. [...]

    “…questo diritto alla libertà di religione è blasfemo perchè include la libertà di pensiero, di coscienza e di tutte le libertà, distruggendo la Maestà e la Gloria di Dio. La Chiesa afferma che tali errori siano scismatici ed eretici. Questa chiesa conciliare è, pertanto, non cattolica”
    Dalla Lettera di Lefebvre in risposta alla sospensione a divinis.

    Come si può pensare che un vescovo che dice cose così gravi non venga condannato dalla Chiesa che egli accusa? Veramente Luisa vuole ostinarsi a dire che Lefebvre non ha errato e che queste parole non sono profondamente sbagliate ?
    Non c’è che una conclusione, per le sue stesse parole Luisa aderisce a queste affermazioni gravissime ed erronee di Lefebvre che sono del tutto incompatibili con il Credo. E’ incompatibile con l’obbedienza al Papa e alla Chiesa affermare che “qualcosa è andato storto durante il Vaticano II”. I pontefici da Paolo VI in poi l’hanno definito “una primavera ” e “una pentecoste” (Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II), la “magna charta del nostro tempo”, “straordinario, grande evento storico”, “bussola con cui orientarsi nel vasto oceano del terzo millennio” (Benedetto XVI).

  103. Luisa scrive:

    Lascio cherubino ai suoi estenuanti quanto sterili copia-incolla.
    Caro Cosimo, non conoscevo quell`appello che oggi ricorda micromega….e nemmeno conoscevo i firmatari, un viaggetto su Google e ne so un pò di più, quel che mi basta per vedere che si tratta di una bella brochette di cattolici ad hoc, tutti sedicenti fieri rappresentanti del Vaticano II al quale si riferiscono e dal quale avrebbe dovuto nascere una nuova Chiesa, teologia della liberazione, noi siamo Chiesa ecc…malgrado tutte le riforme, i cambiamenti , le aperture, non sembrano soddisfatti, non è stato fatto abbastanza…
    Scopro così ad esempio che Giovanni Franzoni ha partecipato alle ultime due sessioni del Concilio Vaticano II, ma che nel nel 1976, è stato dimesso dimesso dallo stato clericale….che Girardi “fu invitato come esperto al Concilio Vaticano II, in qualità di profondo conoscitore del marxismo e delle problematiche dell’ateismo contemporaneo” e che “al Concilio, collabora alla progettazione e alla stesura dello Schema XIII, che darà vita alla Costituzione pastorale Gaudium et Spes”, che “fu tra i protagonisti della nascente teologia della liberazione, di cui è uno degli divulgatori in Europa” e che “nel 2005 entra nel movimento Noi Siamo Chiesa”, la sola che conoscevo era la teologa austriaca Martha Heizer, leader in Austria del movimento Noi siamo Chiesa.
    Sì una bella rappresentanza di un cattolicesimo del dissenso, che fa riferimento al Concilio Vaticano II, che stranamente non suscita critiche o anatemi…
    Che poi Repubblica risusciti quell`appello non deve stupire, chissà se Melloni aveva all`epoca avuto la stessa viva reazione che ha avuto nei giorni scorsi contro i firmatari dell`appello a Benedetto XVI su Assisi!

  104. Luisa scrive:

    Mi interesserebbe sapere perchè il mio commento è in moderazione, quale nome, quale parola, la giustifica?

  105. Grazie della cortese risposta, gentile signora Luisa.
    Naturalmente concordo con lei.
    Non volevo accomunare “tout court” tutti quelli che avversano la Beatificazione.
    E però è un fatto: pur partendo da posizioni distanti anni luce fra loro (ad esempio, io son particolarmente sconvolto dalla figura di franzoni,già abate di san paolo fuori le mura)si giunge ad un “obiettivo” identico.
    Spero che tale considerazione possa far riflettere tutti noi.
    Ancora grazie.

  106. john coltrane scrive:

    Vorrei segnalare una bella intervista di J. Navarro Valls su LA STAMPA di oggi; tra l’altro viene ricordata una frase di Gorbaciov: “senza Wojtyla non si può comprendere la storia del XX secolo”.

    A me risulta incomprensibile come si possa non ammirare una persona eccezionale come Wojtila, indipendentemente
    dal fatto di essere credenti o no-

    I pregiudizi “ideologici” (in senso lato) sono davvero una malattìa infantile dell’uomo.

    Buona giornata.

  107. Grazie della cortese risposta, gentile signora Luisa.
    Naturalmente concordo con lei.
    Non volevo accomunare “tout court” tutti quelli che avversano la Beatificazione.
    E però è un fatto: pur partendo da posizioni distanti anni luce fra loro (ad esempio, io son particolarmente sconvolto dalla figura di franzoni,già abate di san paolo fuori le mura)si giunge ad un “obiettivo” identico.
    Spero che tale considerazione possa far riflettere tutti noi.
    Ancora grazie.

  108. Marina scrive:

    john coltrane Scrive: gennaio 15th, 2011 at 12:07 pm

    Vorrei segnalare una bella intervista di J. Navarro Valls su LA STAMPA di oggi; tra l’altro viene ricordata una frase di Gorbaciov: “senza Wojtyla non si può comprendere la storia del XX secolo”.

    Vero,però prima di farlo santo bisognerebbe conoscere bene la storia del suo papato.A me sembra che ci siano molti lati OSCURI,sui quali bisognerebbe riflettere prima di farlo santo.Perchè se poi fra qualche anno venisse fuori la vera storia,la chiesa santa cattolica e apostolica e forse cristiana,farebbe una brutta figura.
    Di papi santi Damaso la chiesa è piena.Non facciamone un’altro.
    Un cordiale saluto

  109. Annarita scrive:

    Veramente caro Cherubino sotto gli occhi di tutti sono stati i gesti di apoastasia del Papa futuro beato. Mons Lefebvre non avrebbe mai baciato il Corano, ne permesso il vilipendio di cose sacre. Si cerchi le vecchie vignette che giravano nel mondo quando GPII offendeva la regalità di Gesù ad Assisi, veda un po’!

  110. Annarita scrive:

    Cherubino. E un Papa che dice che le religioni hanno tutte un valore salvifico… e un Papa che dice che non è mai cessata l’antica alleanza…. e un Papa che bacia il corano e permette che vengano sgozzate galline sugli altari… e un Papa che permette la distruzione degli altari…. e un Papa che da la comunione in mano……..si può dire in comunione con Nostro Signore Gesù Cristo?

  111. Annarita scrive:

    Se mons. Lefebvre voleva essere in comunione con Gesù e con la Chiesa cattolica non poteva essere in comunione con Papi che facevano, scrivevano e pensavano cose non cattoliche.

  112. Reginaldus scrive:

    Murtas

    quella alla fine del passo dell’ omelia di Ben.16 di cui nel suo intervento del 12 ore2.09 …

  113. Marina scrive:

    Chissà come saranno contente le Madres de Plaza de Mayo (l’associazione delle madri delle vittime sparite durante il regime dittatoriale).Quando GPII fece di tutto perché il dittatore cileno non fosse processato, causa malattia, e nel 99 rivolse una plateale richiesta di perdono per i crimini da lui commessi e tentò di giustificare i crimini dei generali argentini gli risposero con una lettera dove si auguravano che, da morto, Wojtyla non ricevesse il perdono di Dio e andasse all’inferno.

  114. john coltrane scrive:

    MARINA-
    Non mi risulta davvero che il Pontefice “fece di tutto perché il dittatore cileno non fosse processato”.

    Credo che le sue fonti non siano attendibili.

    La saluto.

  115. enrico scrive:

    @ John Coltrane

    Personalmente ritengo che la propaganda anticlericale sia utile perchè fornisce spunti personali di ricerca per approfondire alcune tematiche

    da Zenit (22/12/2009)

    “Giovanni Paolo II non avrebbe mai voluto affacciarsi a fianco di Augusto Pinochet dal balcone del Palazzo della Moneda, nel 1987, ma venne ingannato dal dittatore cileno.

    È quanto ha raccontato il Cardinale Roberto Tucci, 88 anni, che allora era l’organizzatore dei viaggi papali all’estero, in una intervista a L’Osservatore Romano nella quale rivela il dietro le quinte di quell’episodio che allora scosse l’opinione pubblica in un momento in cui in Cile gli oppositori venivano torturati e assassinati.

    Il porporato gesuita ha confessato di non poter dimenticare “il volto di Wojtyla quando si accorse del tiro che gli giocò Pinochet”.

    “Lo fece affacciare con lui al balcone del palazzo presidenziale, contro la sua volontà. Ci prese tutti in giro”, ha esclamato.

    “Noi del seguito fummo fatti accomodare in un salottino in attesa del colloquio privato. Secondo i patti – che avevo concordato su precisa disposizione del Papa – Giovanni Paolo II e il presidente non si sarebbero affacciati per salutare la folla”.

    “Wojtyla era molto critico nei confronti del dittatore cileno – ha rivelato il Cardinale Tucci – e non voleva apparire accanto a lui. Io tenevo sempre d’occhio l’unica porta che collegava il salottino, dove eravamo noi del seguito, alla stanza nella quale erano il Papa e Pinochet. Ma con una mossa studiata li fecero uscire da un’altra porta”.

    “Passarono davanti a una grande tenda nera chiusa – ci raccontò poi il Papa furioso – e Pinochet fece fermare lì Giovanni Paolo II, come se dovesse mostrargli qualcosa”.

    Successivamente, “la tenda fu aperta di colpo e il Pontefice si ritrovò davanti il balcone aperto sulla piazza gremita di gente. Non poté ritrarsi, ma ricordo che quando si congedò da Pinochet lo gelò con lo sguardo”.

    Al contrario, ha ricordato il Cardinale Tucci, il presidente argentino Raúl Alfonsín “fu più rispettoso, e non pretese assolutamente di comparire al suo fianco”.”

  116. john coltrane scrive:

    ENRICO
    Indubbiamente apparire col dittatore alla finestra è una brutta pagina del pontificato di Giovanni Paolo II, ma le sue spiegazioni sono assolutamente credibili.

    Ma ripeto che non ho mai letto nulla circa un interessamento di Woytjla x la scarcerazione del carnefice cileno dalla prigioni inglesi-

    La ringrazio, buona giornata.

  117. Cherubino scrive:

    Annarita e le sue opinioni:

    “E un Papa che dice che le religioni hanno tutte un valore salvifico…” non è vero non lo ha mai detto in questi termini, ma ha ribadito ciò che la Tradizione ha sempre afermato, ossia che lo Spirito Santo ha semintato elementi di verità (“semi del Logos”, S. Giustino) anche in altre religioni, in preparazione evangelica ma anche in vista della santificazione ove la non adesione al Vangelo sia incolpevole.

    “e un Papa che dice che non è mai cessata l’antica alleanza…” questo veramente lo dice anche S. Paolo.

    “e un Papa che bacia il corano” questo è da dimostrare, la foto dicono sia un montaggio, ma in ogni caso il contesto non era rituale o spirituale (preghiera …) quindi si tratterebbe comunque di un segno di riconoscenza per il dono, qualunque esso fosse

    “e permette che vengano sgozzate galline sugli altari…” questa è una bufala vera e propria, dovrebbe vergognarsi di ricorrere a queste bassezze per infangare un papa

    “e un Papa che permette la distruzione degli altari…” ma quale distruzione… lei vaneggia. Il fatto che siano stati introdotti, spesso solo aggiunti, legittimamente gli altari per la celebrazione verso il popolo lei lo chiama distruzione. Ma è una opinione sua e dei suoi amici lefebvriani.

    “un Papa che da la comunione in mano…” che orribile delitto… strano però che anche gli apostoli e i discepoli abbiano ricevuto il Corpo e il Sangue di Cristo in mano dal Signore. E così in seguito.

    “Si può dire in comunione con Nostro Signore Gesù Cristo?”
    Senz’altro, per chi invece commette delitti canonici a ripetizione come lei c’è da dubitare.

  118. affus scrive:

    Lo ha scoperto con gioia lo storico ebreo Yaakov Wise, uno studioso di genealogie ebraiche che abita a Manchester. Da esperto del problema, Wise ha fatto ricerche sull’ascendenza del lato femminile della famiglia Wojtyla: per decreto rabbin…ico sono le madri, non i padri, a trasmettere l’ebraicità.

    La mamma di Karol, che morì quando lui era lattante, aveva sposato un polacco cattolico; ma il suo nome, Emilia Kaczorowski, è apparso a Wise un adattamento polacco di un nome ebraico molto comune nel mondo yiddish: Katz. La nonna si chiamava Marianna Scholz, altro nome ebraico (Schulze, Schultz). E la bisnonna, Zuzanna Rybicka, altro nome di suono ebraico. Infatti, tali nomi appaiono frequenti nelle tombe del cimitero ebraico di Biala-Bielsko, da cui veniva la famiglia della mamma di Karol. Wise ne è sicuro, «come storico ebreo, ho accesso ad informazioni che sono chiuse ad altri storici», dice.
    Con questo lignaggio materno fino alla terza generazione, Karol Wojtyla non solo era un ebreo integrale; avesse chiesto la cittadinanza israeliana, lo Stato ebraico avrebbe dovuto riconoscergliela.

    http://menmedia.co.uk/trafford/news/s/600346_the_pope_was_jewish_says_historian

  119. Cherubino scrive:

    non se sia vero o meno, ma cosa cambi proprio non lo so. Sarà mica una colpa essere di sangue ebraico!
    Pensate che lo era pure Gesù.