Pedofilia, "smoking gun" e colpi a salve

A mettere in fila queste «pistole fumanti» si sarebbe potuta aprire un’armeria. L’ennesima «smoking gun» sul caso dei preti pedofili è una lettera resa nota dalla tv irlandese Rte e ripresa subito dopo dal New York Times. Anche se, ancora una volta, queste «pistole» rischiano di semplificare la realtà e soprattutto la complessità di una vicenda dolorosissima. 

La missiva è una comunicazione del nunzio in Irlanda, l’arcivescovo Luciano Storero, datata 31 gennaio 1997 e indirizzata ai vescovi irlandesi, con la quale si comunicano le perplessità della Santa Sede circa la denuncia obbligatoria alle autorità giudiziarie dei preti sospetti di pedofilia, che i presuli avevano affermato in un documento intitolato «Child Sexual Abuse. Framework for a Church Response». Le riserve vaticane erano all’epoca determinate da ragioni «morali e canoniche»: «I risultati potrebbero essere molto imbarazzanti e dannosi per le stesse autorità diocesane». 

Ovviamente la conclusione di alcuni commentatori è stata che il Vaticano sceglieva di coprire gli abusi invece che trascinare i colpevoli davanti alla giustizia civile. Il direttore della Sala Stampa della Santa Sede, padre Federico Lombardi, ha spiegato che la lettera era stata scritta secondo le indicazioni della Congregazione del clero prima del 2001, cioè prima che Papa Wojtyla decidesse di affidare alla Congregazione per la dottrina della fede guidata dall’allora cardinale Ratzinger la competenza di questi casi il cui trattamento fino a quel momento era riservato all’ordinario del luogo, vale a dire del vescovo diocesano. 

È verissimo ciò che padre Lombardi dice, e cioè che quel tipo di approccio al problema – ricordiamo che nel 1997 non era ancora esploso in tutta la sua portata lo scandalo negli Stati Uniti – è completamente cambiato negli anni successivi. Ma così come sarebbe sbagliato leggere nella lettera del nunzio una volontà vaticana a non punire i colpevoli di questi abominevoli reati (si tratta, invece, di un richiamo al rispetto delle norme canoniche allora vigenti, e non si dice da nessuna parte che non debbano essere rispettate le legislazioni vigenti), credo sia semplicistico affermare e sottolineare che quello era soltanto l’approccio della Congregazione del clero, individuando come sempre il «colpevole» e il «cattivo» nel cardinale colombiano Darío Castrillón Hoyos

Che l’approccio generale dei dicasteri della Santa Sede fosse diverso all’epoca, è più che documentato. Ben dopo il 1997 – stiamo parlando del 2001 – il cardinale Castrillón, con l’approvazione del Papa (consultato per l’approvazione) e della Segreteria di Stato (che si complimentava per iscritto) scriveva una lettera di sostegno e solidarietà al vescovo francese Pierre Pican. Il prelato, alla guida della diocesi di Bayeux e Lisieux, era stato appena condannato a tre mesi di carcere con la condizionale per non aver denunciato alle autorità civili un suo sacerdote pedofilo seriale, René Bissey, condannato nell’ottobre del 2000 per abusi sessuali su minori compiuti negli anni precedenti. Monsignor Pican si era trincerato dietro il «segreto professionale» (non di confessione), che però non può essere invocato nella legislazione francese in casi come questi riguardanti abusi su minori.

Castrillón aveva scritto una prima volta al vescovo, nel 2000, per sostenerlo, ed era tornato ad appoggiarlo a condanna avvenuta.  La linea della non obbligatorietà della denuncia era condivisa. Tra la fine degli anni Novanta e l’inizio del nuovo millennio si svolse a questo proposito un serrato dibattito tra la Santa Sede e i vescovi statunitensi. Negli Usa, e nel mondo anglosassone in genere, si stava infatti diffondendo l’idea che l’autorità civile dovesse avere accesso agli archivi diocesani per vagliare le accuse riguardanti i preti pedofili. Era accaduto in un caso che i nomi dei preti raggiunti da accuse o da denunce erano stati messi sul Web. In Vaticano si temeva che questa prassi prendesse piede anche nel mondo latino ed era stato così costituito un gruppo di lavoro per studiare il caso. Alle riunioni interdicasteriali partecipavano i cardinali Castrillón, Giovanni Battista Re e Joseph Ratzinger, come pure l’allora numero due della Congregazione per la dottrina della fede, l’arcivescovo Tarcisio Bertone

La linea emersa in quella occasione la si ritrova in una articolata e puntuale intervista concessa dallo stesso Bertone al mensile 30Giorni nel febbraio 2002, vale a dire nel periodo in cui si stavano definendo le nuove norme di azione nei confronti dei preti pedofili, dopo che per decisione di Papa Wojtyla e di Ratzinger l’ex Sant’Uffizio aveva avocato a sé tutti i casi. Nell’intervista, ogni parola è pesata, ed è evidente che l’autorevolezza dell’interlocutore lascia intendere che proprio questa sia la posizione della Santa Sede sull’argomento. Disse allora Bertone: «Le Norme di cui stiamo parlando si trovano all’interno di un ordinamento giuridico proprio, che ha un’autonomia garantita, e non solo nei Paesi concordatari. Non escludo che in particolari casi ci possa essere una forma di collaborazione, qualche scambio di informazioni, tra autorità ecclesiastiche e magistratura. Ma, a mio parere, non ha fondamento la pretesa che un vescovo, ad esempio, sia obbligato a rivolgersi alla magistratura civile per denunciare il sacerdote che gli ha confidato di aver commesso il delitto di pedofilia. Naturalmente la società civile ha l’obbligo di difendere i propri cittadini. Ma deve rispettare anche il “segreto professionale” dei sacerdoti, come si rispetta il segreto professionale di ogni categoria, rispetto che non può essere ridotto al sigillo confessionale, che è inviolabile». 

L’allora Segretario della Congregazione per la dottrina della fede era il numero due, e dunque strettissimo collaboratore di Ratzinger, ma era conosciuto e stimato come collaboratore fedele anche da Papa Wojtyla. Quelle affermazioni esprimono la «mens» della Santa Sede, non soltanto della Congregazione del clero. 

Certo, dobbiamo ricordare che proprio il cardinale Ratzinger aveva sempre dimostrato una sensibilità particolare verso il grave fenomeno degli abusi, tanto che, fin dal 1988, aveva denunciato al cardinale José Rosalio Castillo Lara, presidente della Pontificia Commissione per l’Interpretazione autentica del Codice di Diritto Canonico, alcune negative conseguenze che stava producendo l’applicazione del nuovo Codice in merito a questi scandali. Il futuro Papa chiedeva «di prevedere, in casi determinati, una procedura più rapida e semplificata» per arrivare alla dimissione dallo stato clericale di chi si era macchiato di questi reati. Gli venne risposto da Castillo Lara che cambiare la procedura non «sembrava affatto conveniente».

Ma la percezione generale del problema, fino all’inizio del nuovo millennio, non era la stessa di oggi. C’è stata la svolta importante del motu proprio del 2001 e del trasferimento della competenza a Roma, proprio per impedire insabbiamenti o risposte inadeguate. C’è stato un cammino, la crescita di consapevolezza, il dotarsi via via di strumenti più adeguati. C’è stata, soprattutto, grazie a Benedetto XVI, maggiore consapevolezza della necessità di essere vicini alle vittime. E si è arrivati oggi a nuove regole che permettono interventi più celeri al punto da mettere in discussione persino – secondo alcuni canonisti – le garanzie previste per chi è accusato. Nessuno può mettere in dubbio che l’attuale Papa sia sempre stato in prima linea nel combattere il fenomeno. Ma non si può nemmeno dimenticare, di fronte all’emergere di certi documenti – più che «pistole fumanti» pistole caricate a salve - quale fosse l’atteggiamento seguito e condiviso dalla Curia all’epoca.

L’esempio e l’insegnamento di Bendetto XVI in quest’ultimo anno, di fronte ai casi emersi, non è stato quello di sottovalutare il fenomeno né di scaricare le responsabilità sulla Curia vaticana di dieci anni fa. Per questo bisogna dire che la lettera non rappresenta una «smoking gun». Ma bisogna dire anche che appare difficile scaricare ogni responsabilità sul solo cardinale Castrillón trasformandolo in un capro espiatorio. Operazione che appare sinceramente incomprensibile proprio nel momento in cui Papa Ratzinger, per sua personale decisione, si appresa a beatificare il predecessore.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

79 risposte a Pedofilia, "smoking gun" e colpi a salve

  1. bo.mario scrive:

    Leggendo il suo pezzo Tornielli ci sono solo riflessioni amare. Casi di pedofilia conosciuti e nascosti. Giorni fa il richiamo per l’attenzione al riciclo del denaro. Io rimango nel dubbio che da dopo la seconda guerra mondiale ne siano successe tante, troppe. Non ce l’ho con il vaticano, anche se lo meriterebbe, ma un pò di glasnost può servire a predicare bene e razzolare bene. Un saluto.

  2. Francesco Rada scrive:

    Buonasera,
    io ritengo che sia giunto il momento di ignorare gli
    attacchi alla Chiesa di Roma, con la scusa della pedofilia.
    Vi saranno certamente ancora casi non rivelati o sottaciuti
    ma la sostanza non cambia: con le parole di Benedetto XVI la Chiesa ha fatto ammenda dei Suoi errori, ha chiesto
    scusa alle vittime offrendo assistenza economica e spirituale, si è impegnata ad un rigoroso controllo affinchè questi casi non accadano più, infine ha deciso
    per una punizione immediata e pesantissima nei confronti
    dei preti pedofili. Cosa si vuole di più! Quindi cessiamo
    di dare risonanza a questi rigurgiti anti Vaticano, per
    meglio dire anti Benedetto XVI.
    Pace in Cristo
    Francesco Rada

  3. Aurelio R. scrive:

    E’ meraviglioso l’impegno dei Pontefici per riparare le enormità compiute da alcuni presbiteri, e prevenirne di nuove. Nessun gruppo di uomini o società al mondo ha mai agito con tanta serietà per modificare le cose che non vanno al cuo interno.
    Per i laicisti in malafede però è come se non fosse stato fatto nulla. E continuano a ripetere i loro mantra: “la Chiesa si occupi dei pedofili”.

  4. Batavo scrive:

    Caro Tornielli, Può andare bene che la posizione di Bertone di allora esprima un atteggiamento condiviso, ma bisogna anche notare che Benedetto XVI e lo stesso Bertone si siano poi abbastanza evoluti verso le posizioni attuali, ormai conosciute e giustamente evidenziate. Bisogna però accettare che alcuni sono rimasti indietro, tra cui spiccano notevolmente Castrillon, Sodano, Re, Rodé e altri che hanno favorito l’operazione di insabbiamento degli abusi, in modo particolarmente evidente al riguardo di Marcial Maciel. Questa pecca nella beatificazione di Giovanni Paolo II, che, ci tengo a dire, non toca la sua santità personale, è stata putroppo resa più evidente dal atteggiamento di questi porporati, assai poco evangelico e per molti versi decisamente dannoso per la Chiesa.

  5. peccatore scrive:

    la cosa che più amareggia è constatare che ci siano cervelli capaci di pensare (e faccio un grande complimento) come bo.mario. Dopo di che non c’è da sorprendersi di nulla…

  6. Sal scrive:

    Si può quindi sostenere ufficialmente che fino al 2001 la politica della chiesa era quella di coprire il colpevoli.

    Rome told bishops not to report abuse
    By Lynne Kelleher and Stephen Rogers
    Monday, January 17, 2011
    A LETTER sent to Irish bishops in 1997 shows that the Vatican secretly blocked attempts to report paedophile priests to gardaí.

    H**p://www.irishexaminer.com/ireland/rome-told-bishops-not-to-report-abuse-142338.html

    Ossia fino al 2001 i colpevoli la facevano franca e con la benedizione.

  7. lauraromana scrive:

    Mentre tutti i riflettori sono puntati sulla Chiesa Cattolica, chi si occupa di tutti gli altri pedofili che sono decine di migliaia? Chi si occupa di tutti gli altri reati commessi su bambini, anche neonati, e mandati in rete nell’indifferenza generale?

  8. Nicholas Cafardi scrive:

    What proof do we have besides Castillon Hoyos’ own words that Pope John Paul II (who was dead when Castillon quoted him) approved his letter of support to the French bishop who covered-up his priest’s sexual abuse of a minor? I am not as inclined as Tornielli to let Castrillon off the hook.

  9. P.Danilo scrive:

    Sono d’accordo con Fracesco Rada e aggiungo il pensiero di San Paolo: di queste cose non se ne parli nemmeno tra voi! Inoltre sarebbe interessante sapere da dove è saltata fuori quella lettera del nunzio; dubito si tratti di lettera autentica.

  10. Andrea Tornielli scrive:

    Nicholas,
    I’m not sayng Castrillòn is not responsable. I wrote is’nt possible to charge on him all the responsability. I saw the Secretary of State (signed by cardinal Sodano) letter – I mentioned it in my book “Attack on Ratzinger” – with compliments about the Castrillòn position on Pican case. This is the confirmation that his position was the common position in the Holy See.

    Batavo:
    Le parole di Bertone esprimevano certamente la posizione dela Santa Sede e non tanto quelle sue personali: all’epoca era il segretario dell’ex Sant’Uffizio, non avrebbe mai non solo detto ma nemmeno potuto esprimere su questa materia una posizione personale. Come numero due del dicastero ricopriva più un ruolo esecutivo. Certamente c’è stata un’evoluzione e una presa di coscienza: Ratzinger era sempre stato su posizioni più preoccupate e intrasigenti. All’epoca di quella lettera il problema non era ancora esploso in tutta la sua gravità. Da dieci anni a questa parte si sono prese contromisure ben più forti, per iniziativa di Ratzinger (aiutato in questo dal suo principale collaboratore, allora alla Congregazione e oggi a capo della Segreteria di Stato) ma per decisione di Giovanni Paolo II.

  11. ritaroma scrive:

    il 25 settembre la Regina della Pace ha detto:
    “vi esorto figlioli, a parlare di meno e a lavorare di più sulla vostra conversione, affinchè il vostro testimoniare sia fruttuoso e la vostra vita sia una preghiera incessante”

    caro P. Danilo
    se le persone pregassero tanto quanto giudicano, suppongono e contestano, la natura stessa sarebbe meno violenta. un saluto

  12. anniballo scrive:

    Nel corso degli ultimi quindici secoli, non sono pochi, davvero, gli scandali che hanno visto coinvolti gli uomini di chiesa (cioè quelli che si occupano della formazione delle coscienze).
    Non serve ricordarli : i molti forumisti che non scrivono male in italiano avranno anche qualche forma di cultura storica e,dunque, sapranno bene quante vergogne ci sono state all’interno dell’Istituzione.
    La loro inclinazione a sorvolare ed a minimizzare apre interrogativi davvero inquietanti su quanto è davvero rimasto negli animi contemporanei dell’altissima lezione di Gesù Cristo.

  13. Osservatore scrive:

    Al solito si notano molte confusioni in questa discussione. Se ci legge invito il prof. Savigni Raffaele a fornire il suo punto di vista.
    Il clima arcoriano sta appesantendo anche questo blog ormai da un po.

  14. peccatore scrive:

    Dice Gesù: “Fatti piccolo innanzi a me, ed io ti do la pace. Amami sopra tutte le cose, e volerai con ali robuste sui tenebrosi abissi del terreno pellegrinaggio. Quante grazie raccoglierai con la pa­zienza e la dolcezza”.

    Don Dolindo Ruotolo

    Dedicato a chi a Roma sta esattamente facendo ciò che deve ed a chi ovunque potrebbe per questo capirci molto di più.
    Dedicato anche a chi è tuttora lontano dall’amore di Dio: che per fortuna è misericordioso e paziente. Appunto.

  15. peccatore scrive:

    Nell’attuale cultura relativistica, si diffonde l’idea che “non vi sono riferimenti oggettivi nel determinare ciò che vale e ciò che è vero, ma è il singolo individuo, con le sue intuizioni e le sue esperienze, ad essere il metro di misura; ognuno, quindi, possiede la propria verità, la propria morale”. Per il cristiano, invece, la coscienza “è la capacità dell’uomo di riconoscere la verità, e, prima ancora, la possibilità di sentirne il richiamo, di cercarla e di trovarla”.
    Dalle due visioni discendono conseguenze opposte. Per la prima “la religione e la morale tendono ad essere confinate nell’ambito del soggetto, del privato: la fede con i suoi valori e i suoi comportamenti, cioè, non ha più diritto ad un posto nella vita pubblica e civile”, mentre nell’ottica cristiana “alla verità e al bene occorre che l’uomo sappia aprirsi, per poterli accogliere in modo libero e consapevole”. Di qui la necessità che “Dio e uomo tornino a incontrarsi” e che le istituzioni ritrovino le loro radici morali. C’è “un senso di insicurezza, dovuto in primo luogo alla precarietà sociale ed economica, acuita però anche da un certo indebolimento della percezione dei principi etici su cui si fonda il diritto e degli atteggiamenti morali personali, che a quegli ordinamenti sempre danno forza”. All’origine della “insicurezza” c’è anche un rischio contenuto nella “grande importanza è data alla dimensione soggettiva dell’esistenza. Ciò, da una parte, è un bene, perché permette di porre l’uomo e la sua dignità al centro della considerazione sia nel pensiero che nell’azione storica. Non si deve mai dimenticare, però, che l’uomo trova la sua dignità profondissima nello sguardo amorevole di Dio, nel riferimento a Lui. L’attenzione alla dimensione soggettiva è anche un bene quando si mette in evidenza il valore della coscienza umana. Ma qui troviamo un grave rischio, perché nel pensiero moderno si è sviluppata una visione riduttiva della coscienza, secondo la quale non vi sono riferimenti oggettivi nel determinare ciò che vale e ciò che è vero, ma è il singolo individuo, con le sue intuizioni e le sue esperienze, ad essere il metro di misura; ognuno, quindi, possiede la propria verità, la propria morale. La conseguenza più evidente è che la religione e la morale tendono ad essere confinate nell’ambito del soggetto, del privato: la fede con i suoi valori e i suoi comportamenti, cioè, non ha più diritto ad un posto nella vita pubblica e civile. Pertanto, se, da una parte, nella società si dà grande importanza al pluralismo e alla tolleranza, dall’altra, la religione tende ad essere progressivamente emarginata e considerata senza rilevanza e, in un certo senso, estranea al mondo civile, quasi si dovesse limitare la sua influenza sulla vita dell’uomo”.“Al contrario, per noi cristiani, il vero significato della “coscienza” è la capacità dell’uomo di riconoscere la verità, e, prima ancora, la possibilità di sentirne il richiamo, di cercarla e di trovarla. Alla verità e al bene occorre che l’uomo sappia aprirsi, per poterli accogliere in modo libero e consapevole. La persona umana, del resto, è espressione di un disegno di amore e di verità: Dio l’ha “progettata”, per così dire, con la sua interiorità, con la sua coscienza, affinché essa possa trarne gli orientamenti per custodire e coltivare se stessa e la società umana”.

    Perchè mentre si continua a guardare gli errori dentro la Chiesa e dal buco della serratura di Arcore, si riempiono pagine di giornali di sconcezze, si tace su prostituzione e turismo sessuale, si sentono uomini dissoluti puntare il dito moralizzatore, ipocriti profeti del vietato vietare inorriditi dell’altrui libertinaggio… Solo Gesù salva.

  16. Cherubino scrive:

    un buco grande quanto una piazza Cadorna a Milano…

  17. Cherubino scrive:

    Sul numero del 4 dicembre 2010 di La Civiltà Cattolica si può leggere un approfondito articolo di mons. Juan Ignazio Arrieta, Segretario del Pontifico Consiglio per i Testi Legislativi, su “L’influsso del cardinale Ratzinger nella revisione del sistema penale canonico”.
    Dall’articolo emerge con chiarezza come già nel febbraio del 1988 Ratzinger, prefetto della Congregazione per la dottrina della fede, avesse chiesto norme che facessero da contraltare al decentramento della giustizia penale, affidata ai Vescovi locali e corredata di procedure precise ma talvolta poco snelle.
    La risposta della Pontifica Commissione per l’Intepretazione in sostanza rigettò le richieste di Ratzinger. Tuttavia pochi mesi dopo la costituzione apostolica Pastor bonus modificando l’assetto della Curia romana veniva incontro alle richieste di Ratzinger. Inoltre la Pastor bonus, art. 52, prevedeva una revisione canonica che sarà effettivamente realizzata tra la fine degli anni ’90 e il 2001 rispettivamente ai delicta graviora. Nel 2001 infatti sono promulgate le nuove norme relative ad essi.
    In sostanza, dall’articolo risulta ben evidente che sia Ratzinger quanto Giovanni Paolo II abbiano agito nella direzione giusta.
    Naturalmente nell’articolo non si alcun cenno al card. Castrillón Hoyos, il quale peraltro è membro dello stesso Pontificio Consiglio.

  18. Caro Andrea,

    grazie di questo utilissimo post: chiarisce e spiega molte cose sulle quali, in nome di un malinteso senso di libertà, ognuno parla e molti straparlano.

    A tal proposito
    vorrei riprendere
    la conclusione del tuo articolo odierno su
    “LA BUSSOLA QUOTIDIANA”
    http://www.labussolaquotidiana.it
    “Come pure va sottolineata la grevità, la volgarità e la totale mancanza di rispetto – espressa ovviamente in nome della libertà di satira – che ieri sera è andata in onda ad Annozero, quando il vignettista Vauro ha raffigurato il Papa con il seguente fumetto: «Se a Berlusconi piacciono tanto le minorenni, potrebbe farsi prete».”

    Mi sento in diritto
    -anzi: in dovere!-
    di dire:
    c h e s c h i f o!

  19. Osservatore scrive:

    “La risposta della Pontifica Commissione per l’Intepretazione in sostanza rigettò le richieste di Ratzinger. Tuttavia pochi mesi dopo la costituzione apostolica Pastor bonus modificando l’assetto della Curia romana veniva incontro alle richieste di Ratzinger. Inoltre la Pastor bonus, art. 52, prevedeva una revisione canonica che sarà effettivamente realizzata tra la fine degli anni ’90 e il 2001 rispettivamente ai delicta graviora. Nel 2001 infatti sono promulgate le nuove norme relative ad essi.
    In sostanza, dall’articolo risulta ben evidente che sia Ratzinger quanto Giovanni Paolo II abbiano agito nella direzione giusta.
    Naturalmente nell’articolo non si alcun cenno al card. Castrillón Hoyos, il quale peraltro è membro dello stesso Pontificio Consiglio.”
    ….

    Ringrazio Cherubino per queste preziose informazioni tanto utili. Credo che anche il sig. Tornielli gli sia grato di questo,

  20. Insisto:
    quella “vignetta” di vuoro fà schifo.
    Non si può infangare in quel modo
    la Chiesa Cattolica
    il Suo Capo
    ed il Presidente del Consiglio.

    E’ ora di dire basta.

    Volgarissimi e squallidi.

  21. Osservatore scrive:

    Ecco un altro acrobata della corte arcoriana. Signor De Matteis la smetta per favore di venire qui a fare sporca propaganda politica se non sa accettare nemmeno le innocenti battute di spirito di Vauro.
    Lei che ne pensa Cherubino a proposito?

  22. Ma quale corte arcoriana…
    è l’attacco al Papa
    è l’insulto alla mia fede
    che mi fà letteralmente soffrire.

    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/01/21/vignette-sataniche.html

    Ma stavolta, a costo di passare i guai, farò di tutto per segnalare la enorme volgarità e la gravità di tale insulto alla fede cattolica ed al Papa.

  23. Osservatore scrive:

    L’insulto alla sua fede caro de matteis lo danno i politici amorali non i vignettisti che non percepiscono un soldo ad Annuzero.
    Denunci, denunci pure gli amorali.
    Per quanto riguarda la corte arcoriana su questo bolg…………………………..be….più chiara di cosi…………………..

  24. enrico scrive:

    @ Cosimo de Matteis

    Guardi ho visto la vignetta, del resto una certa parte politica ha congenito un atteggiamento piuttosto schizofrenico.

    Il manifesto il giorno dell’elezione di Papa Ratzinger aveva titolato

    ..”Il pastore tedesco”..

    però una giornalista del manifesto su RAI 3 l’altro ieri si chiedeva sconsolata

    :” perchè la Chiesa non dice qualcosa, dovrebbe dire qualcosa su queste vicende”

    Ovvero prima la Chiesa va sbefeggiata il giorno dell’elezione del Pontefice, poi e solo un covo di preti pedofili, poi però si pretende un suo intervento…
    Ma come non dovrebbe starsene fuori dalla politica?

    Lasci stare..la polemica qui..( ci casco spesso anch’io ;) ) ha comunque la mia solidarietà riguardo l’argomento specifico.
    Se fa un azione ufficiale mi accodo.

  25. Cherubino scrive:

    Non ho visto ieri sera il programma annozero, quindi neanche la vignetta di Mauro. Se è stata quella descritta ovviamente è decisamente scadente e offensiva verso il sacerdozio.
    Tuttavia va anche detto che in genere le vignette di Vauro sono apprezzabili e il programma in sè non può essere accolto o rigettato per quelle vignette che credo ricadano sotto l’esclusiva responsabilità dell’autore.
    Inoltre e soprattutto, mi sembra che offenda molto di più la morale cattolica quanto sta uscendo da documenti inoppugnabili (registrazioni, atti bancari ecc. ecc.) di una battuta infelice. Se ci si indigna per questa allora per quello cosa si dovrebbe fare?

  26. Gentile Enrico,

    grazie della risposta e della “solidarietà”.
    Ma -giuro- non ho nessunissima intenzione di fare polemica. Sono solo realmente amareggiato, disgustato, offeso per quella vignetta.
    Certo verrebbe da tentare una azione ufficiale: bisogna porre un freno o almeno un limite alla possibilità di svillaneggiare ed insultare liberamente ed impunentemente il Papa e la Chiesa.
    Ma, per certi aspetti,
    -e vedendo all’opera certa magistratura-
    sarebbe una battaglia persa in partenza.

    Mi limito ad usare i miei blog
    -sperando non mi oscurino anche quelli: su facebook e oknotizie mi han oscurato l’account complessivamente ben quattro volte!-
    e lo farò:
    http://lastradadellafelicita.myblog.it/archive/2011/01/21/vignetta-blasfema-se-a-berlusconi-piacciono-tanto-le-minoren.html

    Ma credo
    -ed è una richiesta “ufficiale” ad Andrea, per così dire-
    che tornare a parlarne
    -magari sulle pagine del giornale-
    non sarebbe inutile: certa impunità deve finire!

    Lo so, sono un ingenuo.
    Ancora un grazie Enrico: condivido che vi è uno schizofrenico strabismo di certa parte politica e non posso non pensare a quello che disse la Vergine nel 17 riguardo certi “errori”. La matrice è quella.E del resto quello “spiritoso” titolo-del 20 aprile 2005- apparve appunto su una testata che si proclama orgogliosamente comunista.

  27. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Si capisco, l’argomento è legato solo alla vignetta.

  28. Cari amici,

    vi invito a dare uno sguardo
    ad alcuni commenti apparsi
    sul mio modestissimo “blogghetto”:

    se da un lato ho la conferma di avere
    -nel mio piccolo, anzi: piccolissimo-
    còlto nel segno,
    d’altro canto mi spiace d’aver eccitato degli animi
    (il chè si desume dalle offese e bestemmie).

    http://lastradadellafelicita.myblog.it/archive/2011/01/21/vignetta-blasfema-se-a-berlusconi-piacciono-tanto-le-minoren.html

  29. peccatore scrive:

    Senza essere arcoretano, copio incollo, perchè merita:

    “… Per i cattolici è bello scoprire all’improvviso tanti nuovi fratelli di fede, ex mangiapreti diventati bigotti dell’ultima ora, pronti a usare il Papa come se fosse un parlamentare Idv, disposti saltare addosso alle parole di Bertone per attaccare Giovanardi, entusiasti, come solo i neofiti sanno essere, nel lanciare appelli ai credenti perché si ribellino all’immoralità berlusconiana in virtù del sesto comandamento. Con l’obiettivo, magari, di formare un bel governo arcobaleno, tutti insieme appassionatamente, Vendola, Bonino, i matrimoni gay, le coppie di fatto, la fecondazione in stile Frankenstein e l’eutanasia. Chissà come sarà contento così, il Vaticano, vero? Provate a chiederlo ai nuovi sacerdoti che sui giornali fanno il sermone al Papa. Noi, che ci volete fare? Siamo ancora fermi al vecchio catechismo. Quello per cui il Pontefice non si tira per la tonaca. E il bunga bunga, per quanto disdicevole, resta sempre meglio di un’ammucchiata”.

    di Mario Giordano

    PS Avete sentito don Nichi Vendola su La7? Così preoccupato per quel che si domanda la gente nelle parrocchie? Già non vede l’ora lui, così affine al Magistero, di potersi ritagliare uno spazio in sagrestia, per aprire la via alla moralizzazione.
    Già s’ode il “salmo” di Checco Zalone.

  30. macv scrive:

    Cherubino ,certo , il cattivo gusto nelle battute è solo e sempre di Berlusconi.
    Non ci può assolutamente essere cattivo gusto nelle battute e/o barzellette di Vauro
    Se poi sbeffeggiano e irridono la Chiesa cattolica e i suoi sacerdoti, ridiamo! E che vuoi che sia? Se lo sono ben meritato!
    I preti certo, la gerarchia , può essere sbeffeggiata.. Che ci importa? tanto la vera chiesa siamo noi, non è vero Cherubino? sei tu e gli altri come te la vera Chiesa.. i preti e la gerarchia possono essere insultati .. tanto a voi che importa? voi siete ( credete di essere) la vera CHiesa!

  31. Cherubino scrive:

    ma se ho appena condannato quella battuta di Vauro! però bisogna rispettare le proporzioni.

  32. A proposito di quanto si diceva prima
    e “l’arte di tirare il Papa per la veste”:

    ——-
    SCONFORTA CHI LEGA OGNI VOLTA LE PAROLE DEL PAPA ALLE BASSE POLEMICHE DELLA NOSTRA POLITICA

    Roma, 21 gen. – (Adnkronos) – ‘Queste parole il Papa le ha dette piu’ volte. Prima di lui Giovanni Paolo II. E’ quello che
    da sempre
    la Chiesa insegna e predica in una continuita’ di insegnamento che, purtroppo, non sempre viene ascoltato. Anzi, qualche volta questo insegnamento viene anche dileggiato’. Carlo Giovanardi, sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega alla famiglia e la lotta alla droga, condivide in pieno l’appello del Papa che chiede alla societa’ e alle istituzioni di ritrovare i valori e le radici morali.

    http://www.carlogiovanardi.it/sito/modules.php?name=News&file=article&sid=1370
    Giovanardi invita a non interpretare le parole del Pontefice come monito al governo e a Silvio Berlusconi sul caso Ruby. ‘La lotta tra il bene e il male -dice il sottosegretario all’ADNKRONOS- inizia con il peccato originale e continuera’ per tutta la storia dell’umanita’. Se la societa’ seguisse gli insegnamenti della Chiesa, il mondo sarebbe certamente piu’ vivibile. Voler interpretare le parole del Papa e legarle tutte le volte a un dato contingente e alle polemiche della politica italiana -avverte- e’ una cosa sconfortante’.

  33. Cherubino scrive:

    si, mò il papa stava parlando dell’Azerbajan…

  34. Osservatore scrive:

    Ovviamente sono d’accordo con Cherubino. Se Vauro va condannato per ironia sui cacciatori di minorenni figuriamoci i cacciatori veri.
    De Matteis lei non è intronato. Quindi perchè fa finta di essererlo?

  35. Come al solito Cherubino
    “è nella mente del Papa”
    e sa bene a quali cose specifiche si riferiva
    (stessa spocchiosa presunzione dell’autore del pezzo d’apertura del tg3 odierno).
    Mentre Carlo Giovanardi
    -uno dei veri (E POCHI, purtroppo)politici autenticamente cattolici-
    ha detto parole di circostanza, vero?

    Mah.

    Come al solito Cherubino l’ha buttata in politica
    -come faceva filippo dossetti anche dopo che è diventato prete-
    mentre nessuna profonda indignazione per una volgare, indegna, squallida vignetta che irride TUTTA LA CHIESA.

    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/01/21/vignette-sataniche.html

  36. Aurelio R. scrive:

    L’ultima satira innocente ed ironica che io abbia conosciuto, è quella di Alighiero Noschese.
    La satira oggi è una guerra.
    Si può pensare, come me, che questa guerra debba avere delle regole, una sorta di convenzione di Ginevra. Altri credono che l’unico limite sia quello della creatività dell’artista, e per il resto “à la guerre comme à la guerre”.
    E’ logico che il più forte, chi ha un maggiore accesso mediatico, propenda per la seconda opzione.
    E’ la legge della jungla: Vauro sa che potrà continuare a fare vignette in cui, tra le molte cose, ignorerà:
    1) che il Papa ha svolto un grande lavoro per risolvere il problema pedofilia
    2) che forse nel suo giro di amici radicali (in senso lato), ci sono percentualmente più pedofili che tra i sacerdoti. Ovviamente non ho dati: è una robusta sensazione.
    A fronte di questo, Vauro sa bene che l’Osservatore romano non pubblicherà mai vignette nè contro Vauro nè contro la sua parte politico-ideologica.
    Perchè dunque Vauro dovrebbe accettare delle regole? Non gli conviene.

  37. Cherubino scrive:

    veramente sei tu che la stai buttando in politica! mica ho introdotto io il discorso su Vauro -prima- e su Giovanardi -poi. Il mio ultimo intervento prima che tu lanciassi il “sassolino” nello stagno era pienamente nel tema e non riguardava affatto il simpatico e arzillo vecchietto che ormai ha monopolizzato i TG a luci rosse che ci tocca sorbirci tutti i giorni.

  38. Osservatore scrive:

    a come ti permetti De Matteis di offendere Cherubino e Dossetti?
    Mica possiamo essere arcoriani tutti come te solo perchè veniamo su questo blog.

  39. Aldo Vitiello scrive:

    La pedofilia è uno dei delitti più gravi e classifica l’attore, chiunque egli sia, come sottospecie animale. Certo, la società si deve difendere ma il problema è come. Per come la vedo io, in siffatti casi, senza escludere reati sessuali di ogni specie, il sesso diventa un’arma pericolosa. E cosa fare quando si incrocia una persona munita di arma pericolosa? Disarmarla ed impedirle di potersi riarmare per il futuro. A mano a mano che diminuiscono le armi, diminuiscono anche i delitti. La Chiesa? E che c’entra la chiesa. E’ la prima vittima.

  40. macv scrive:

    sì però, Aldo Vitiello, la Chiesa sarà anche la prima vittima, ma fino al 2001 non ha fatto assolutamente nulla , se non insabbiare e tacitare.. c’è voluto Ratzinger per portare un po’ di pulizia , un po’ di
    trasparenza.. prima di lui.. Sei vittima di un prete pedofilo? stai zitto!!!
    Dobbiamo ammetterlo, se non ammettiamo gli errori ,gli abusi ,i crimini, allora siamo degli IPOCRITI.

  41. serena scrive:

    scrive Aurelio R.:

    “E’ meraviglioso l’impegno dei Pontefici per riparare le enormità compiute da alcuni presbiteri, e prevenirne di nuove.”

    Più che meraviglioso è, a mio modesto avviso, atto necessario e dovuto.
    Quanto a pontefic-i, credo che il merito vada acritto unicamente all’attuale regnante.
    Non sono da sottovalutare, inoltre, le iniziative prese in proprio da singoli Vescovi. Golser, ad esempio, sarebbe da imitare.

  42. P.Danilo scrive:

    Non è affatto vero che la Chiesa fino al 2001 non ha fatto assolutamente nulla; ha fatto tutto ciò che doveva, solo che non lo andava a dire in giro e non rilasciava interviste. Venivano imprigionati nelle “segrete” del vescovo o condannati a remare nelle galee… ma la storia non la conoscete? (La fonte è “Criminalium…”, negli archivi diocesani, spero ancora segreti).

  43. Nell’augurare la buona notte a tutti
    mi permetto di invitarvi
    a dar uno sguardo QUI:

    http://lastradadellafelicita.myblog.it/archive/2011/01/21/vignetta-blasfema-se-a-berlusconi-piacciono-tanto-le-minoren.html#comments

    ps:qualcuno saprebbe indicarmi come fare a cancellare le bestemmie che hanno scritto? Grazie

  44. gianfranco scrive:

    La Chiesa finchè non si libera del tutto dal suo archivio segreto,non può richiamare alla moralità gli altri.Per essere segreto evidentemente ci c’è qualcosa che il popolo non può essere a conoscenza e di cui la Chiesa si vergogna.La Chiesa come propagazione di Cristo non deve nascondere niente ai suoi fedeli.S non erro fu Gesù che disse”quello che io vi sussuro all’orecchio voi urlatelo in piazza”.E’ scandaloso che la Chiesa si ricordi della moralità adesso.Dove era quando diversi parlamentari si sono separati dalla legittima sposa per accompagnarsi con un’altra,non è scritto sul Vangelo Matteo 5,32″chi ripudia la propria moglie,eccetto il caso di concubiaggio,la espone all’adulterio e chi sposa una ripudiata commette adulterio”oppure anche la Chiesa segue l’andazzo della società civile?.

  45. Cherubino scrive:

    quest’ultimo post è abbastanza curioso. Il giorno dopo l’intervento del papa sulla moralità (o meglio immoralità) pubblica, qualcuno comincia a dire che la Chiesa non ha titolo a parlare di moralità.
    La coincidenza è sorprendente.

    Si vede che il fatto di aver messo da parte una certa prudenza, a fronte di eventi macroscopici, ha dato fastidio a qualcuno.

  46. ADRIANO MEIS scrive:

    Non erroneamente, in questo thread,si fa riferimento al richiamo del papa circa il rispetto della moralità….
    Sono tanti gli appelli della chiesa al rispetto della moralità, me li ricordo da sessant’anni almeno: gli appelli ci hanno reso un paese conformista ed osservante come nessun altro, ma solo su un piano esteriore; ciò che viene fuori nei comportamenti privati,invece, è quasi sempre rivoltante.
    Qualcuno ha parlato di “vizi privati e pubbliche virtù” e dobbiamo chiederci se una storia piena di appelli ecclesiali sia davvero il metodo migliore per far entrare nelle coscienze il rigore morale. Tanto più da parte di una chiesa che,poi, assolve regolarmente ogni domenica milioni di fedeli in milioni di confessioni, lasciando intendere –nei fatti– che nulla ,dopotutto, è veramente serio.
    Forse l’immoralità plurisecolare del nostro popolo è appunto frutto di questa plurisecolare transigenza.

  47. Aurelio R. scrive:

    Nel sacramento della Confessione, Dio non perdona i peccati in quanto insignificanti, perchè ogni peccato grave è causa della Crocifissione di Gesù Cristo.
    Dio perdona i peccati per la sovrabbondanza del Suo amore.
    Se una donna perdona il marito che l’ha tradita, sarebbe il colmo che si sentisse poi dare della donna di scarsa moralità, che giudica insignificante il tradimento.

  48. Andrea scrive:

    Una nota a peccatore (5:21 pm): quarant’anni fa, il massimo per le “anime belle” era essere catto-maoiste. Oggi è essere catto-arcobaleno, che significa catto-sataniste.

    Quarant’anni fa, il “trascurabile” pedaggio per il Mondo Ideale erano le decine di milioni di morti per la Rivoluzione Culturale; oggi è lo sterminio della vita umana tutta, a partire dagli aborti di Stato nella stessa Cina, continuando con l’eugenetica e l’eutanasia in Occidente, per sfociare nell’omosessualismo (= non concepimenti).
    Appunto, un “Mondo Ideale”: la pace dei cimiteri in terra, le “anime belle” libere nei cieli.

  49. bo.mario scrive:

    Leggo che gli spunti di discussione non mancano. Cos’è la moralità? quella civile o quella da sacrestia? Quella della sacrestia non ha funzionato per secoli e sarebbe ora di una etica civile, forse più adatta. Leggo che Il Cristo è morto sulla croce per noi ed ho chiesto cosa significa senza avere risposte. Ogni peccato crocifiggiamo il Cristo? se qualcuno me lo spiega ne sarei grato. Oltre i concetti roboanti cosa significano? Anche GPII, malato, non si dimetteva perchè il Cristo non è sceso dalla croce, se qualcuno me lo spiega cosa voleva dire ne sarei sempre grato. Esprimete concetti che vi mandano in corto circuito mentale e non sapete distinguere o ci credete? Un saluto.

  50. Il tutto condito da quella melodia “seducente”
    che cerca di coprire le orrende parole
    del testo.

    Sto parlano di “imagine” del satanista giòn lennon.

  51. Luisa scrive:

    Forse che la mia coscienza cattolica dovrebbe suggerirmi di tenere nel silenzio del mio cuore il disgusto e la rabbia che ho provato vedendo l`emissione che la televisione svizzera ha consacrato ai preti pedofili?
    Forse che dovrei zittire le voci che mi dicono quanto sia stato criminale il comportamento di cha violentato il corpo e l`innocenza di quei bambini e di chi ha coperto i loro crimini?
    E scrivendo sto pensando a ciò che è successo a due passi da casa mia, sto rivedendo la testimonianza di quelle persone che descrivono il loro calvario, sto pensando alla colpevolezza e alla vergogna che chi avrebbe dovuto proteggerli, sacerdoti pure loro, ha insidiosamente scolpito nel profondo del loro essere e dalle quali si sono difficilmente liberati.
    Io che spesso e volontieri difendo la Chiesa, di fronte a quell`ombra così scura e vergognosa, posso solo dire che i responsabili, a tutti i livelli della gerarchia, non potevano non sapere, devo riconoscere che hanno scelto di tacere e coprire quei criminali macchiandosi pure loro di un crimine orrendo di non assistenza a persona in pericolo, si sono resi complici no solo di quei crimini orrendi, ma non hanno protetto le future vittime.
    Non posso che felicitarmi che la tolleranza zero sia stata imposta da Benedetto XVI, ma davanti alle testimonianze delle vittime non posso che dirmi che quella tolleranza zero è arrivata dopo un tempo vergognosamente lungo di silenzio colpevole e consapevole.

  52. Aurelio R. scrive:

    @bo.mario

    La morale naturale precede di millenni quella cristiana.
    In larga parte la morale cristiana è la stessa morale naturale, perfezionata (es. le beatitudini). Quindi non ci sta tanto una dicotomia tra etica laica ed etica da sagrestia. Casomai ci potranno essere discussioni sulla corretta lettura della morale naturale. Tu potrai dire che alcuni comportamenti sono ok, e la Chiesa magari dirà di no. Tu potrai anche essere irritato dall’affermazione della Chiesa di essere divinamente assistita nello studio della legge naturale. Però ciò che voglio dire è: sia tu che la Chiesa vi state applicando ad un ambito che è largamente percorribile della ragione.
    Le altre tue domande non le ho tanto capite.
    Per ora posso affermare che i cristiani credono che Gesù Cristo sia venuto a liberare l’uomo dal peccato. Il peccato è la rottura del rapporto fra l’uomo e Dio, ed è l’uomo che la opera. L’uomo rompe questo legame ma non lo può restaurare. E’ Dio stesso che lo restaura, in Croce. Ogni singolo peccato rientra in questo “peccato” che Cristo ha redento.
    Non so, magari non era questo il punto che volevi mettere a fuoco.

  53. Insisto:

    tutti e 4 i bitòls erano satanisti.
    E vi son entrati, come moltissimi, attraverso lo yoga ed altre pratiche di quell’oriente pagano ed esoterico.

    Del resto anche suor Emmanuel (LO DICE LEI)
    fece lo stesso percorso.
    Solo che la francese ha avuto la Grazia della conversione.
    Altri
    -migliaia di altri-
    son entrati nell’inferno indubuddista.

  54. john coltrane scrive:

    Gentile LUISA, il suo post,descrive perfettamente,con la sua consueta pacatezza, la situazione, senza arrampicamenti sugli specchi x difendere l’indifendibile.

    La ringrazio, buona giornata.

  55. Sal scrive:

    ( Matteo 21.13) : – “E disse loro: “È scritto: ‘La mia casa sarà chiamata casa di preghiera’, ma voi ne fate una spelonca di ladroni”

    Crimen sollicitationis – è un documento riservato emesso nel 1962 dalla Congregazione per la Dottrina della Fede»
    “Che impone la Segretezza”

    Ritenendo che la Chiesa abbia preferito gestire tali situazioni senza coinvolgere le autorità civili e restando esclusivamente nell’ambito del diritto canonico, la Corte distrettuale di Harris County (Texas) ha indagato e nel gennaio 2005 imputato per “ostruzione alla giustizia” Joseph Ratzinger, per sospetta copertura dei casi di abusi da parte di preti negli Stati Uniti. Tale imputazione è tutt’ora in vigore, ma Ratzinger non può essere processato poiché è stata accolta dal presidente Bush la sua formale richiesta di immunità in quanto “Capo di Stato in carica”
    Wikipedia

    Si sarebbe mostrata maggior credibilità mostrando pubblicamente la estraneità ai fatti piuttosto che nascondersi dietro l’immunità !

    Gesù avrebbe potuto chiamare 10 legioni di angeli a pretezione e non l’ha fatto. ( Matteo 26.53)

  56. Cherubino scrive:

    Questi ignobili tentativi di addossare a Giovanni Paolo II un’acquiscenza o addirittura una sorta di complicità con il problema o l’occultamento dei preti pedofifili sono una schifezza ributtante.
    Oltre tutto completamente menzogneri. Proprio la Pastor bonus di Giovanni Paolo II, datata 1988, ha dato una vigorosa svolta al controllo della Santa Sede su tali delitti e posto le basi per le ulteriori decisioni di Benedetto XVI.
    Del resto la stima e l’affetto che sempre Benedetto XVI esprime senza remore verso il suo predecessore sono la testimonianza migliore che chi attacca Giovanni Paolo II attacca anche Benedetto XVI.

  57. Osservatore scrive:

    Hai letto Cherubino? Secondo il De Matteis noi avremmo scritto offese alla religione.
    Delle vere offese alla morale e alla religione invece questo signore non solo non si preoccupa, ma da vero arcoriano, come la dirigenza di questo blog, fa finta di scandalizzarsi del nulla per nascondere il tutto. Che disgusto ragazzi.

  58. emiliano scrive:

    Prima o poi chi a commesso crimini su minori risponderà alla giustizia Divina!

  59. Osservatore scrive:

    Gentile Emiliano lei ancora non sa scrivere a come verbo.
    Certo questo blog è molto tollerante con tutti gli errori anche quelli molto piu gravi del suo (Vd. zona Arcore)ma sarebbe bene salvare ogni tanto la faccia.

  60. Andrea scrive:

    Grazie Cosimo (11:03).

    “Imagine” (“l’immaginazione al potere”) fu un autentico “fiore del male”, sbocciato sul finire della “predicazione” dei Beatles, e di Lennon in particolare.
    Credo che vi siano stati dei tentativi semi-ufficiali di adottarla come inno delle Nazioni Unite. Ricordiamo, in Italia, gli “United colors of…”

  61. bo.mario scrive:

    Quasi sempre i nodi vengono al pettine. Sal ha scritto cosa successe con con Rakinger per la gestione USA dei pedofili. GPII era ha conoscenza della situazione. Deve essere fatto santo e facciamo finta di non saperlo. Quello che ha fatto virare la chiesa dal silenzio assenzo interno alla denuncia da cosa sarà dipeso? Luisa ne ha tracciato i crimini e aggiungo il rischio galera per i responsabili a tutti i livelli. Un ravvedimento, tardivo, e forzato.
    Ringrazio Aurelio della risposta, chiedevo, nei quesiti, il significato, sò che è prassi credere a quelle cose.
    Sal ci vuoi provare te? Un saluto.

  62. Marina scrive:

    Per emiliano

    emiliano Scrive: gennaio 22nd, 2011 at 2:32 pm Prima o poi chi a commesso crimini su minori risponderà alla giustizia Divina!

    Sarebbe meglio che chi ha commesso e commetterà crimini sui minori venga condannato dalla giustizia terrena e alla svelta anche.
    Perchè i tempi della giustizia divina sono molto lunghi.Quando ormai il colpevole è defunto.quindi se non viene fermato prima dagli uomini,na ha di tempo per continuare ad abusare di minori.
    Un cordiale saluto

  63. Sal scrive:

    @ bo.mario
    Per rimettere in ordine ho letto le tue domande in bo.mario Scrive: gennaio 22nd, 2011 at 10:58 am e provo a spiegare come la vedo io.

    Credo che queste definizioni “con ogni peccato crocifiggiamo cristo” oppure “GPII malato non si è dimesso perché Cristo non è sceso dalla croce” sono solo ipocrisie che nascondono bugie e interpretazioni che nulla hanno da spartire con la Scrittura.

    Sono solo modi per nascondere nelle fumosità di un linguaggio che dietro a molte parole non dice nulla e diventa un “rimbombante cembalo”,(1 Corinti 13.1) “che da un suono indistinto.” ( 1 Corinti 14.8)

    Cristo è venuto a togliere “il peccato” del mondo (Giovanni 1.29-singolare ) non “i peccati” (plurale)del mondo. Sembra una piccola differenza ma in realtà è enorme perché” il peccato del mondo” è inerente la controversia innescata da Satana di cui al libro di Giobbe, che ha rimproverato al Creatore la generosità per aver dotato l’uomo di una caratteristica che lo differenzia dagli animali, (l’intelligenza-libero arbitrio ) che l’uomo non sarebbe stato in grado di utilizzare e che lui (Satana) sarebbe riuscito ad ingannare qualunque creatura umana a dimostrazione che Dio si sarebbe sbagliato concedendo questa facoltà all’uomo.

    Mentre i peccati del mondo sono le trasgressioni ad una legge morale insegnata da Cristo che alcuni uomini compiono egoisticamente a dimostrano che non sono in grado di capire la grandezza del compito cui sono destinati.

    Gesù non avrebbe potuto scendere dalla croce (palo di tortura) ma avrebbe voluto farlo, tanto è vero che disse : “Padre allontana da me questo calice, ma non come io voglio ma come tu vuoi” ( Matteo 26.39) Però Gesù non aveva scelta era l’unico che poteva offrire quel sacrificio. GPII poteva benissimo scegliere un successore anche prima di morire ma era troppo un affare presentare il vecchio malato per impietosire una platea di cuori ipocritamente sofferenti tanto è vero che le sue “eresie” sono tutte pubblicate (chiesa viva) e fanno molto discutere oltre che far sorridere sotto i baffi.

    Per concludere mi accodo al bellissimo pensiero di Marina “sarebbe meglio che venga condannato subito” non tanto per punire quell’uomo malvagio quanto per salvaguardare altre possibili vittime, ma anche perché la Scrittura ordina di essere “sottomessi e ubbidienti ai governi e alle autorità” ( Tito 3.1) mentre nascondendo i colpevoli diventano complici dei loro misfatti, ma dimostrano anche di non tenere conto di un’altro aspetto elencato nelle scritture facendoli diventare arroganti e presuntuosi. Non rispettando neanche il comando di: “ togliere ciò che è male di mezzo a te.” ( Deuteronomio 13.5)

  64. emiliano scrive:

    Per Osservatore:
    Lei non è ne il primo ne l’ultimo che mi fa notare questo mio deficit,in quanto la faccia non so per lei ma non devo salvare nulla,cordialmente.

  65. emiliano scrive:

    Cara Marina dico la giustizia divina perchè solo quella ormai renderà il giusto per chi commette ingiustizie contro i minorenni,perchè quanto pare la giustizia ordinaria non fa nulla purtroppo e da questa estate che non si mete fine a tutto cio. Scusi per l’errore della a è un mio deficit. Saluti cordiali emiliano

  66. emiliano scrive:

    Osservatore Scrive: gennaio 21st, 2011
    Il clima arcoriano sta appesantendo anche questo blog ormai da un po.
    Se non le piace il clima del blog basta che cambia…….saluti

  67. francesco scrive:

    con Fisichella in vaticano le cose non andranno meglio per la Chiesa.
    guardate quello che ha lasciato al Laterano: tanti compagni promossi nelle cattedre.
    con quale criteri?
    E chi ne parla…..tutti zitti.
    Altro che riforma. Povero Ratzinger! che il Signore lo sostenga

  68. francesco scrive:

    perchè il mio contributo è stato censurato?

  69. Reginaldus scrive:

    preti pedofili…preti gay: più che dire che non se ne può più del mantra diciamo che non se ne può più della cosa..(associare poi le due categorie non è una forzatura: ambedue appartengono allo stesso orrore, anche se nella prima l’ orrore è raddoppiato dalla violenza, che diventa tanto più insopportabile quanto più indifesa è la povera vittima….). Qualche mese fa ci fu su Panorama un’ inchiesta sui preti gay a Roma: strana fu la reazione del Vicariato ( ‘vicariato’ perché agisce a nome del papa, e quindi il vicariato coinvolge la responsabilità del vescovo di Roma, che è il papa ): noi abbiamo sempre esortato i nostri preti ad andarsene se non se la sentono di comportarsi da buoni preti ( anzi, io direi, da ‘buoni cristiani!)! Fu questa una smentita? No, certamente. La cosa era vera! Ed era una vergogna che chi doveva scegliere e controllare quei preti, non si fosse accorto di nulla o peggio, se ne fosse disinteressato, fidando nella rete di protezione del sistema che non avrebbe consentito a sguardi estranei di ficcarvi gli occhi dentro, fino a quando, purtroppo per loro,la curiosità giornalistica non riuscì a squarciare il velo! “Noi abbiamo sempre esortato..” che giustificazione folle e ipocrita: come se non avessero saputo che appunto per le garanzie che offre quel sistema, quella gente in quel sistema si erano intrufolati per soddisfare al meglio le loro prave inclinazioni…

  70. francesco scrive:

    perchè non posso partecipare al confronto in questo blog?

  71. don Paolo Farinella (Genova), don Vitaliano della Sala (Avellino), don Enzo Mazzi (Firenze), don Raffaele Garofalo (L’Aquila), padre Fausto Marinetti (Ancona), don Andrea Tanda (Oristano), don Ferdinando Sudati (Milano), don Adolfo Percelsi (Torino), don Giovanni Marco Gerbaldo (Modena), don Pierantonio Monteccucco (Voghera), don Chino Piraccini (Cesena), don Marcello Marbetta (Roma), padre Tiziano Donini (Trento), don Aldo Antonelli (L’Aquila), don Luigi Consonni (Milano), don Angelo Cassano (Bari), don Renzo Fanfani (Firenze), don Nicola De Blasio (Benevento), don Goffredo Crema (Cremona), don Guglielmo Sanucci (Roma), don Giovanni Franzoni (Roma), padre Benito Fusco (Bologna), padre Pierangelo Marchi (Caserta), don Paolo Tornambè (L’Aquila), don Carlo Sansonetti (Terni), don Franco Brescia (Napoli), don Carlo Carlevaris (Torino), padre Nino Fasullo (Palermo), don Andrea Gallo (Genova), don Angelo Bertucci (Rovereto), don Alessandro Santoro (Firenze), don Franco Barbero (Pinerolo), don Giorgio De Capitani (Lecco) don Francesco Capponi (Brasile), don Alessandro Raccagni (Bergamo), don Salvatore Corso (Trapani) don Riccardo Betto (Padova), don Albino Bizzotto (Padova), don Sandro Artioli (Milano), padre Gino Barsella (Roma)

  72. Osservatore scrive:

    De Matteis che hai fatto una lista di epurazione? sei il nuovo inquisitore?Patetico

  73. NO.
    costoro sono i santi di oggi:
    il Signore non ci lascia mai soli
    ed ogni epoca
    -ed in ogni contrada-
    ha le sue stelle di riferimento.
    Tutto qui.

  74. Sal scrive:

    Domande al commento di Tornielli :
    Perché la Santa Sede avrebbe dovuto essere perplessa se ci fosse stata una denuncia obbligatoria all’autorità giudiziaria ? Significa che non si fidano dei Giudici ?

    Si dice: “ Ragioni morali e canoniche” e cosa c’è di più morale che denunciare il colpevole ? e Cosa vuol dire Canoniche ? Che la canonica sarebbe rimasta sguarnita di preti ?

    Anche se ci fosse stato imbarazzo per la Santa Sede sarebbe stato meglio l’imbarazzo della copertura di colpevoli. Si guarda più alle apparenze che alla sostanza ? Se si fosse denunciato un pericoloso molestatore di bambini sarebbe stato più onorevole che esserne complice tacendo per imbarazzo !

    Il commento dice: – “Ovviamente la conclusione di alcuni commentatori è stata che il Vaticano sceglieva di coprire gli abusi invece che trascinare i colpevoli davanti alla giustizia civile.” Infatti, non ci può essere altra conclusione. O si denuncia il colpevole o si diventa complici, ogni altra strada e lastricata di chiacchiere e benevoli coperture .

    “Federico Lombardi, ha spiegato che la lettera era stata scritta secondo le indicazioni della Congregazione del clero prima del 2001, cioè prima che Papa Wojtyla decidesse di affidare alla Congregazione per la dottrina della fede guidata dall’allora cardinale Ratzinger”
    Risposta
    Non cambia nulla il prima o dopo, rimane il fatto che i colpevoli vanno denunciati altrimenti si è complici prima o dopo.

    “ricordiamo che nel 1997 non era ancora esploso in tutta la sua portata lo scandalo negli Stati Uniti”
    Risposta
    Ciò non toglie che la gerarchia fosse al corrente della situazione ancora non pubblica e che non abbia fatto nulla per porvi rimedio salvo qualche trasferimento dove il colpevole ha potuto ricominciare il suo festino né è cambiato qualcosa negli anni successivi tanto è vero che è scoppiato lo scandalo.

    “è completamente cambiato negli anni successivi.”
    Risposta
    E’ sembrato cambiare perché è esploso lo scandalo, ma se non fosse divenuto pubblico sarebbe stato fatto qualcosa per punire i colpevoli ? Pie intenzioni di scandali che durano da secoli. Ma in realtà non è cambiato nulla perché si è fatto solo finta di voler fare pulizia. La realtà è ben diversa come dimostra “la linea condivisa della non obbligatorietà della denuncia”

    “Era accaduto in un caso che i nomi dei preti raggiunti da accuse o da denunce erano stati messi sul Web. In Vaticano si temeva che questa prassi prendesse piede anche nel mondo latino ed era stato così costituito un gruppo di lavoro per studiare il caso.”
    Risposta
    Dal momento che ci dovrebbe essere sincerità e trasparenza cosa c’era tanto da studiare se i nomi finivano sul Web?

    “L’esempio e l’insegnamento di Bendetto XVI in quest’ultimo anno, di fronte ai casi emersi, non è stato quello di sottovalutare il fenomeno né di scaricare le responsabilità sulla Curia vaticana di dieci anni fa.”
    Risposta
    Quindi significa che dieci anni fa la responsabilità era stata scaricata sulla curia quindi di doppie facce doppie giravolte ne sono state fatte con un ingenuità senza pari anche se si apprestano a beatificare. Nulla di ciò che è stato e ciò che è, viene sminuito dalla beatificazione.

    E’bello rimestolare nella storia con molte parole per scaricare le responsabilità e confondere nelle parole il senso vero degli eventi. Chi è più colpevole ? Il colpevole, il complice che lo copre o il giornalista che copre tutti e due ?

  75. ADRIANO MEIS scrive:

    In Vaticano sono quelli che sono, ma credo che la buffa figura di teologo da mercatino rionale che si firma CosimodeMatteis sia imbarazzante persino per loro.
    Credo che Marina abbia ragione; le lagrime del papa sono apprezzabili, ma la chiesa doveva collaborare già da decenni con la giustizia, invece di “sopire e troncare” e limitarsi a spostare un prete colpevole da una parrocchia all’altra.
    Mal si concilia,infatti, il preteso e proclamato amore per la verità con la vocazione a nascondere; e la trasmissione televisiva svizzera di cui parla la signora Luisa dovrebbe esser vista anche in Italia.
    Le malefatte della chiesa hanno reso gli italiani scettici,indifferenti ed ossequiosi al potere clericale; questa non è vera religiosità,ovviamente, è il trionfo dell’ipocrisia e dei vizi privati e pubbliche virtù, come la cronaca e la storia ci dimostrano.

  76. emiliano scrive:

    Ognuno è libero di esprimere le sue su ogni fronte! Ben vengano le votazioni contrarie,ma questo non fa cambiare che la chiesa sia piena di uomini di Dio se così si può dire,che sono corrotti più di uomini laici,dovrebbero dare l’esempio ma fanno il contrario di quello che viene insegnato da loro stessi. Ma per fortuna non tutti questi preti sono uguali,ci sono preti che spendono la vita per il prossimo e questo fa onore a loro e non alla fede a cui appartengono in questo caso la chiesa cattolica. cordialmente e senza offese a nessuno. emiliano

  77. Sal scrive:

    Riflettendo sul proverbio: “ Chi va con lo zoppo impara a zoppicare” sorge una curiosità: – Diventeranno tutti pedofili o diventeranno tutti santi ?

    E riflettendo sulle ingerenze esterne, dobbiamo suggerire al buon Dio di starne fuori e fargli affari propri in paradiso ?

    Divertenti le vignete Jesus and MO per chi sa l’inglese.

    h**p://www.jesusandmo.net/2010/03/16/purge/

  78. emiliano scrive:

    Stranamente ma concordo con te Sal! Saluti cordiali

  79. john coltrane scrive:

    A proposito di “non giudicate -cioè: non condannate- e non sarete giudicati -condannati”, insieme a “giudicate (valutate) con retto giudizio”.

    Gli ultimi post di Cosimo sfiorano e forse sorpassano il ridicolo: non x questo mi posso xmettere di “giudicare” lui come personaggio ridicolo: solo DIO conosce la sua anima, è logico.

    Comunque, restando sulle cose che scrive, dal “gion” lennon satanista alle offese che riceve l’esimio Presidente del Consiglio, ricordo che Gesù dice:

    “molti verranno a ME dicendo: Signore, abbiamo pregato con TE, abbiamo mangiato alla Tua mensa, ABBIAMO FATTO MIRACOLI NEL TUO NOME…ma IO risponderò loro:
    non vi conosco; allontanatevi da ME,
    operatori di iniquità”.

    Chissà se Cosimo ha mai meditato su queste Parole del Signore.

    Peace & love, x your mind games.