Lo spirito del tempo e i teologi dissenzienti

Cari amici, questa mattina ho partecipato in San Pietro al rito per la consacrazione di cinque nuovi arcivescovi (i segretari di tre congregazioni, tra cui il cinese Savio Hon Tai-Fai, e due nuovi nunzi apostolici, tra i quali il vescovo più giovane d’Italia, il quarantasettenne Antonio Guido Filipazzi). Bellissima l’omelia di Benedetto XVI. Eccone alcuni passaggi:

 Anche se può sembrare che grandi parti del mondo moderno, degli uomini di oggi, volgano le spalle a Dio e ritengano la fede una cosa del passato — esiste tuttavia l’anelito che finalmente vengano stabiliti la giustizia, l’amore, la pace, che povertà e sofferenza vengano superate, che gli uomini trovino la gioia. Tutto questo anelito è presente nel mondo di oggi, l’anelito verso ciò che è grande, verso ciò che è buono. È la nostalgia del Redentore, di Dio stesso, anche lì dove Egli viene negato…

 Proprio in quest’ora il lavoro nel campo di Dio è particolarmente urgente e proprio in quest’ora sentiamo in modo particolarmente doloroso la verità della parola di Gesù: “Sono pochi gli operai”. Al tempo stesso il Signore ci lascia capire che non possiamo essere semplicemente noi da soli a mandare operai nella sua messe; che non è una questione di management, della nostra propria capacità organizzativa. Gli operai per il campo della sua messe li può mandare solo Dio stesso. Ma Egli li vuole mandare attraverso la porta della nostra preghiera. Noi possiamo cooperare per la venuta degli operai, ma possiamo farlo solo cooperando con Dio…

 Il Pastore non deve essere una canna di palude che si piega secondo il soffio del vento, un servo dello spirito del tempo. L’essere intrepido, il coraggio di opporsi alle correnti del momento appartiene in modo essenziale al compito del Pastore. Non deve essere una canna di palude, bensì — secondo l’immagine del Salmo primo — deve essere come un albero che ha radici profonde nelle quali sta saldo e ben fondato. Ciò non ha niente a che fare con la rigidità o l’inflessibilità. Solo dove c’è stabilità c’è anche crescita…

Cerchiamo di celebrare l’Eucaristia con una dedizione, un fervore sempre più profondo, cerchiamo di impostare i nostri giorni secondo la sua misura, cerchiamo di lasciarci plasmare da essa. Spezzare il pane — con ciò è espresso insieme anche il condividere, il trasmettere il nostro amore agli altri. La dimensione sociale, il condividere non è un’appendice morale che s’aggiunge all’Eucaristia, ma è parte di essa.

Ascoltando le parole sulla canna di palude che si piega secondo il soffio del vento assecondando lo spirito del tempo, non ho potuto fare a meno di pensare all’appello dei 143 professori delle facoltà teologiche della Germania, della  Svizzera e dell’Austria. Il documento, intitolato “Chiesa 2011 – una svolta necessaria”, chiede profonde riforme, come ad esempio l’abolizione celibato obbligatorio per i preti di rito latino e dunque l’ordinazione di uomini sposati, l’adozione di «strutture piu’ sinodali a tutti i livelli della Chiesa», il coinvolgimento dei fedeli processo selezione dei parroci e dei vescovi, l’apertura alle donne «nel ministero della Chiesa», l’accoglienza delle coppie gay e dei divorziati risposati. Proposte (anzi vecchie ri-proposte) già ascoltate da decenni, che molti teologi ripetono ciclicamente nonostante i ripetuti pronunciamenti del magistero.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

298 risposte a Lo spirito del tempo e i teologi dissenzienti

  1. Reginaldus scrive:

    perfetto discorso da pastore di chiesa cristiana unificata: sfido qualunque setta cristiana ( io ne le chiamo chiese!) e qualunque suo pastore a non sottoscrivere queste parole! Qui non c’è nulla della specificità cattolica! Noi non possiamo pretendere di avere tutta la verità? E allora che ci stiamo a fare in una chiesa dove nessuno sa dove sia la verità e intanto accontentiamoci della nostalgia del redentore che ci accumuna anche ai non credenti e continuiamo ad aspirare al bene (si vede, eccome !!!!)….Ma piantiamola di prendere in giro il buon senso, almeno … Sale scipito è questa chiesa, buona per esser gettata sulla strada e calpestata da tutti!

  2. pietro. scrive:

    Purtroppo a Benedetto XVI° è arrivata una nuova gatta viva da pelare, nè vedremo delle belle. Sebbene, forse, se lo aspettasse già questo documento, avrà un bel da fare contro questi professori di facoltà teologiche, che sono tutti suoi conterranei, compresi svizzeri e austriaci di lingua tedesca. Troppe cose vogliono e tutte assieme, per me stanno lavorando per distruggere la Chiesa, ma il nostro PAPA furbo e intelligente quale è saprà bene come uscire da questa situazione così intricata. Preghiamo per Lui perchè DIO lo illumini, lo protegga e lo aiuti. Questo per me è anche frutto del Concilio Vaticano II°, dove tutti vogliono comandare e nessuno ubbidire all’autorità del PAPA. Non sono per la piramide, ma ci vuole pure qualcuno che comandi e che si assuma la sua responsabilit. Vorrei dire a questi signori teologi che nessuno è stato obbligato a fare il prete, ma è stata una libera scelta, quindi…..? Mi piacerebbe sapere se questa patata bollente fosse finita nelle mani del Cardinal Martini, se fosse diventato PAPA? Allez ciao.

  3. don Luca scrive:

    Sulla barca di Pietro continua ad essere saldamente al timone il Signore. Pietro non avrà paura di qualunque tempesta si possa scatenare!

  4. Stefano scrive:

    Mi verrebbe da dire “vadano al diavolo questi teologi!”, ma non serve, è il diavolo che è già andato da loro…

  5. peccatore scrive:

    La tristezza che prende nel leggere il testo dell’appello dei 143 professori si alimenta dall’aver udito eco di questi ragionamenti in quella parte di clero di mia conoscenza che legge ciò che insegnano quei professori e lo propinano nelle loro catechesi nostrane.

    Lo scrivo per invitare a non circoscrivere ad un ambito teutonico la problematica. Purtroppo dentro la Chiesa cattolica è evidente che ce ne siano, in questo particolare momento storico, almeno due.

    Non è nemmeno il caso di “contarsi”, per stabilire maggioranza ed opposizione: è già fin troppo doloroso sapere che c’è questa divisione di fatto, non relegata alle cattedre di teologia, ma scivolata nei seminari, poi nelle parrocchie, fino alla formazione dei catechisti.

    I vescovi si trovano tra Scilla e Cariddi: a) tenere unito il gruppo, ammiccando benevolmente a certi strattoni rispetto alla dottrina, facendo rientrare questa larghezza di maniche all’apertura al mondo raccomandata dal Vaticano II; b) riprendere/ostacolare quella delle due parti che risulta meno affine alle proprie personali convinzioni (che non necessariamente sono diverse da quelle di chi assesta gli strattoni).

    Di fatto c’è una “fronda” mai esplicita, ma avvertibile, al magistero petrino; si è creata soprattutto con l’inizio del pontificato di Benedetto XVI, non tanto perchè il suo magistero sia differente da quello di sempre, ma perchè l’ultimo periodi di Giovanni Paolo II, segnato dalla malattia, aveva rarefatto la voce di Roma, permettendo ai “periferici” di estendere quelle poche parole a propria misura, interpretando ed ampliando, fino ad allargarsi un po’ troppo, credendosi autorizzati a farlo.

    Benedetto XVI quotidianamente ripropone un messaggio di continuità con la Tradizione e di sensatezza della stessa, mentre chi se ne è ormai di fatto allontanato crede giusto prenderne ulteriormente le distanze.

    E’ triste, lo ripeto. Triste perchè diffuso. L’ho udito nei consigli pastorali, l’ho udito da parroci.

    Ma sono del tutto d’accordo con chi pensa che è tutto nelle mani di Dio. Serve anche questa croce, per saggiare l’amore della Chiesa. Serve la pazienza di Giobbe a Benedetto XVI. Servono santi vescovi, che dobbiamo chiedere che Dio conceda, riempiendo di Spirito Santo le scelte di chi li nomina.

    Servono sacerdoti e laici che siano nel mondo, ma non del mondo. Bisogna capire fondamentalmente cinque cose:
    -il cristiano non è essenzialmente uno che “fa delle cose”, ma uno che si lascia riempire dai doni che riceve da Dio.
    -la creatura è peccatrice, eppure amata da Dio, che dice:”hai sbagliato tu? Pago io!”. A noi è chiesto di non credere di essere Dio o di poter fare a meno di Lui, ma solo di lasciare che sia Lui, abitandoci, a sollevarci dalla nostra miseria: chi invece insegue strategie atte a rivendere diversamente il prodotto, per fare clientela, è lontanissimo da questa prospettiva (infatti non sa più mettere a tema nè il peccato originale, nè il sacramento della confessione dei peccati, ed i sacramenti in genere).
    -il PRIMATO DI DIO E’ LA RADICE DELLA DELICATEZZA VERSO I FRATELLI. Perciò la Chiesa di Benedetto XVI è delicatissima, mentre l’altra, diffusissima, è molto più volgare, pur con tutte le sapienze che dice di avere.
    -Un conto è parlare di Spirito di Dio e un altro di “coscienza”: la Grazia viene prima della libertà. La più grande libertà è la rinuncia alla propria libertà, per farci liberamente abitare dalla Volontà di Dio. La Grazia è la sola maniera di vivere liberi, perchè la libertà da sola è vuota: il dogma moderno, che “dobbiamo realizzarci” è un inganno. Dobbiamo lasciarci abitare da Dio, perchè il nostro io, segnato dal peccato, è destinato unicamente a morire!
    -L’Agnello di Dio che toglie i peccati del mondo, non li toglie nel senso che li leva da un posto per metterli altrove, come ragiona chi crede che le “aperture” possano far uscire l’aria cattiva o butar fuori lo sporco. Il togliere usato da Giovanni è “cancellare” il peccato. Solo Dio può cancellare i peccati, e non le strategie umane. Almeno questo un teologo dovrebbe saperlo, ma nella Chiesa divisa ormai resta solo la fiducia nelle magnifiche sorti e progressive del marketing liturgico-dottrinale…

  6. Andrea scrive:

    Grazie di cuore, “peccatore”.
    Aggiungo un paio di annotazioni:
    - “lasciarci abitare da Dio” per non “lasciarci invasare dal Diavolo”. Questi è, come sempre, “scimmia di Dio”: il Padre Celeste ci invita alle nozze del Figlio, egli invece ci vuole strumentalizzare per la sua orrida “festa”.
    - l’Agnello di Dio ha trovato, nella Sua infinita sapienza, un sol modo per cancellare i nostri peccati: prenderli su di Sé (il “tollere” latino), lasciandosi “trattare da peccato” dal Padre.

    La biforcazione fra Chiesa “salda” e Chiesa “impazzita” (così chiamo io quegli ambienti che lei descrive) si aprì su questo punto: BONTA’ (impensabile predilezione di Dio per la creatura umana, resa “ramo secco” dal Peccato Originale) o BUONISMO (non c’è vero problema, si tratta solo di trovare le giuste “istruzioni per l’uso della vita”) ??

    Anche Trilussa parla della propaganda per la “pace perpetua e universale”… la pace dei cimiteri !!

  7. Andrea scrive:

    Per Reginaldus (7:42 pm):
    ha notato il passaggio dell’omelia “..E di nuovo, la stabilità e la definitività di ciò che crediamo non significano rigidità. Giovanni della Croce ha paragonato il mondo della fede ad una miniera in cui scopriamo sempre nuovi tesori – tesori nei quali si sviluppa l’unica fede, la professione del Dio che si manifesta in Cristo.” ?
    Il nostro “possedere” la Verità è in realtà il costatare che in mezzo a noi, per Grazia di Dio, ci sono innumerevoli gemme risplendenti: da saper vedere e saper estrarre !!

    Mi permetto di ripeterle: lei non è un arrogante sedevacantista, ma un uomo sinceramente addolorato…pensa che il Papa non lo sia?
    Si appoggi all’unica Pietra salda tra i marosi!

    P.S. Non per “citarmi”, ma per mettere a fuoco l’origine della melassa attuale: se vuole, guardi il mio commento delle 14:04 di ieri su “fidesetforma”.

  8. Sal scrive:

    Per rispondere alla sfida di Reginaldus e a tutte le lamentele che si sono lette, aggiungo anche il mio commento.
    Il papa dice: “Anche se può sembrare”…che gli uomini ritengano la fede una cosa del passato e volgano le spalle a Dio ”, sotto intende che l’apparenza inganna e che tutte le chiacchiere sono a vuoto perché la realtà è diversa. E’proprio così ?

    No, perché in realtà gli uomini non volgono le spalle a Dio e alla fede, ma alla chiesa per andare alla ricerca di una fede e un Dio diverso o di alcune modifiche che ritengono necessarie.

    Infatti il papa dice che vi è un pio desiderio di trovare la gioia, ciò significa che la gioia non c’è, o è stata persa, quindi l’affermazione fatta in precedenza “può sembrare che volgano le spalle” non è un apparenza ma una realtà perché hanno perso la gioia. ( le pie bugie non dovrebbero trovare dimora nel sacro)
    Ancora dice il papa, che c’è un “anelito” (che finalmente vengano stabiliti giustizia pace gioia ) ma non sembra ci sia davvero questo anelito , perché se ci fosse , non ci sarebbe quella che lui chiama l’urgenza particolarmente dolorosa della mancanza di operai.

    Questa mancanza è dovuta, dice, è dovuta non perché manca il management della gerarchia, che non può farlo, ma perché manca il management di Dio l’unico che può farlo. E perché Dio non lo fa benché lui/loro cooperiamo con la preghiera ?
    Dice il papa, noi possiamo cooperare solo opponendoci alle correnti del momento come un albero piantato. E sorgono altri due/tre problemini:
    a) come farà a trasmettere l’amore agli altri se si oppone ? E si oppone a che cosa? (al celibato ?)
    b) Come fa a condividere l’eucarestia se rimane piantato come un albero in opposizione ? Con la speranza che siano gli altri ad inchinarsi alla sua immutabile decisione come canne di palude al vento ?
    c) Rimanendo piantato come un albero incorre anche nel disfavore di Dio che non usa il suo management. Evidentemente se Dio non fa nulla vuol dire che ciò che è stato fatto fino ad ora non ha ottenuto la sua approvazione. Andrebbe quindi cambiato qualcosa. Ma come fa a cambiare se rimane piantato ?

    Bella sfida davvero. Staremo a vedere chi vince e chi perde.

    Ma la scrittura dice: “Ogni regno diviso contro se stesso giunge alla desolazione, e ogni città o casa divisa contro se stessa non durerà. Nello stesso modo, se Satana espelle Satana, è divenuto diviso contro se stesso” (Matteo 12.25-26)

    Però c’è una coerenza di fondo che mentre da una parte combatte il “secolarismo” e dall’altra vorrebbe approfittarne. Bella sfida davvero.

  9. bo.mario scrive:

    Cosa abbia detto il pope di importante non sono riuscito a capirlo. Leggendo i commenti anche meno. Parla ad un mondo che è diverso da quello che vede e continua a propinare i soliti discorsi fuori dal tempo. Leggendo i commenti ognuno se ne fa una sua teoria e le cose rimangono sempre come prima. Sal ne fa un discorso generale e in parte ha ragione. I problemi del ns mondo chi li risolve? se è in contatto con lo spirito santo ci dovrebbe dare qualche dritta utile, quando mai! Ho l’impressione che non sappia più cosa dire e i fedeli non se ne accorgono, non è loro compito, devono prostrarsi al nulla. Non è polemica ma è la situazione attuale della ns società. Se quello che dice non migliora nulla in Italia figuriamoci fuori dal ns paese. Il mercoledi e la domenica è pieno di gente che lo vuole ascoltare senza capire che non dice niente di nuovo, il pope lo deve fare e tutti sono contenti, allegria.
    Un saluto.

  10. Joseph scrive:

    Ma che teologi sono questi ? Sembra che non hanno capito niente alla fede cristiana insegnata dalla Chiesa Cattolica.

    Intanto, magnifica l’omelia del Papa. Dio benedica il Santo Padre Benedetto XVI !

  11. peccatore scrive:

    Caro Andrea, grazie a lei.
    Effettivamente, nella comune vicenda di peccatori, che il Padre desidera perdonare e salvare, c’è una discriminante decisiva:
    1) l’umiliazione di ripetere lo stesso peccato, già perdonato con estrema bontà da Dio, e di sentirsi ancora bisognoso di perdono, confessandolo ancora.
    2) la pretesa in fondo di non considerare più un peccato bisognoso di perdono ciò che è diventata “prassi”, perchè in fondo non so che farmene di un perdono così longanime da parte di Dio: molto meglio stabilire che non è peccato, ed allargare la base di quelli disponibili a “starci” a quelle nuove condizioni, stabilite da uomini, sedicenti religiosi.
    L’operazione di cui al punto 2) reiterata “ad libitum” determina il progressivo scarto di una fetta di Chiesa dal suo specifico.

    Quanto a bo.mario, capisco che dal livello dei suoi interventi che tutto quanto precede possa essere troppo raffinato per il suo palato, che azzanna quarti di bue sanguinanti e sputa ossa grandanti interiora. Stabilito che il suo grado evolutivo sia fermo a prima che buone madri insegnassero preziose ricette alle figlie, non riesco proprio a commentare: troppo poca la “sostanza” del suo intervento: solo fumo, maleodorante di irriguardosità (insiste con il pope credendosi più ortodosso nel suo malanimo) ed irritante gli occhi (acido ed irrancidito). Meno male che lui si dice cose poco importanti. Chissà perchè ci tiene a farcele sapere? Non sembre il grido disperato di aiuto di chi in fondo al buco vede tutto nero; dà l’idea di sentirsi in grado di sbirciare e criticare quel che avviene fuori, specie da parte di chi cerca di soccorrerlo. Lui vuole rimanere nel buco… Suggerisco una soluzione: provi a sentirsi un verme, come i santi. Anche nella sua situazione c’è una soluzione.

  12. bo.mario scrive:

    Il peccatore fa parte dei prostrati e si vede anche da come scrive. Mi spieghi cosa ha detto di importante? non ci vogliono palati fini per capire il nulla. La vs difesa a priori la dice lunga sulle capacità di ragionare che vi è rimasta. Lo spirito santo è in sciopero? o non riesce a far rinsavire in questo sclerotico modo di porsi. Il pope, termine internazionale, dica cose vere, cose reali e la gente lo capirà e forse lo seguirà. Sembra un giochino dove ognuno fa la sua parte e alla fine ritorna tutto come prima. Un saluto.

  13. Artefice1 scrive:

    Peccatore carissimo……mi è caduto l’occhio sul tuo commento ed ho ritrovato una frase ricorrente che ritengo priva di Senso.
    Prima però intendo sottolineare questa frase, in grado di licenziare in tronco ogni puro significato proprio sul nascere e nel momento di assumerlo
    “””-il cristiano non è essenzialmente uno che “fa delle cose”, ma uno che si lascia riempire dai doni che riceve da Dio.””” Bellissima!
    Così svanirebbe il “management,”
    Dunque occorre Essere del Mondo per lasciarsi riempire! ( Il Mondo Sarebbe quel Puro e Immacolato che mozza il fiato) proprio per Essere in grado di accogliere dette Ispirazioni: manifestazioni dal Sentimento Autentico che hai chiamato genericamente “doni” ed io chiamerei dotazioni.
    Pertanto:
    Come è possibile CON-Fondere, PER Passione Terrena, “il fare le cose”, CON la Riconoscenza? (Riconoscenza niente a che vedere colla sudditanza.)
    Questo è il punto.
    “””Servono sacerdoti e laici che siano nel mondo, ma non del mondo.”””
    Niente affatto.
    Così sarebbero soltanto Puri Significati Terreni.
    Mi pare. ahahahah

  14. mauro scrive:

    Caro peccatore, leggendo il tuo ultimo commento credo che tu abbia oltrepassato il senso del perdono in quanto esso riguarda l’uomo che perdona il proprio simile ma non Dio nei confronti dell’uomo dopo che tutti i peccati precedenti sono stati cancellati dal battesimo.

    Il motivo è semplice. Sarebbe del tutto inutile il battesimo quando con il perdono confessionale si ottiene lo stesso risultato, mondare l’anima dal peccato, nella considerazione che nell’intenzione di chi si confessa a Dio vi è già la piena accettazione della Sua Parola così come è nel Battesimo.
    Quante volte dovrebbe perdonare i peccati se dopo aver reso inefficaci quelli prima del battesimo poi dovesse cancellarne altri, a mera richiesta umana, avendo. il credente battezzato preso l’impegno di non piu’ peccare che non è una promessa d’intenti?
    Secondo la storia cristiana, i primi cristiani trovavano tanto difficile seguire quelle regole che addivenivano a battezzarsi in tarda età quando ormai i loro pessimi aneliti si erano assopiti e potevano presentatarsi a Dio con l’anima pulita.

    Se allora era tanto difficile come può essere che oggi sia estremamente facile se non con un artificio che superi l’impegno che il battezzato dovrebbe seguire? E’ ovvio che l’artificio sia il perdono confessionale che assume, di conseguenza, dal primo momento che fu istituito dalla Chiesa, una stroaordinaria somiglianza a quel battesimo con l’acqua che gli abitanti della Palestina compivano ogni anno per mondarsi dai peccati e che lo stesso Giovanni Battista impartiva non lontano da Gerusalemme, un vero e proprio autodafè umano in cui una persona, predisposta allo scopo, si incaricava di cancellare gli altrui peccati essendo mancante di quell’imprimatur, raccontato dal Vangelo, che attesta la volontà di Dio di mondare i peccati, significata attraverso la discesa dello Spirito Santo, la quale ci deve ricordare la solennità del battesimo e la sua efficacia nei confronti di Dio associata all’impegno preso dal credente.

    Quando si disattende ad esso si è fuori dalla grazia di Dio e non si può farne ritorno perchè se vi è un’anima essa è come la cartina di tornasole che bagnandosi di un peccato reagisce indelebilmente, nella considerazione che diversamente Dio non avrebbe avuto bisogno di fornirci di un’anima potendoci perdonare a richiesta sempre ed in ogni momento. E’ del tutto evidente che il perdono confessionale non fa parte degli intenti di Dio in quanto l’anima perderebbe ogni valore assumendo solo l’intento di un “accessorio” che l’uomo potrebbe cambiare in ogni momento quando non svolge piu’ la funzione che gli si richiede (a domanda umana).

    Se parli di una “prassi” umana devi perciò considerare che l’impegno viene disatteso, che l’anima non è un accessorio che si può cambiare a domanda e che un solo peccato grave (quelli veniali vengono perdonati a vicenda), esclude “ad libitum” dalla grazia di Dio. Puoi solo fare affidamento, secondo il pensiero della Chiesa (detto a proposito dei preti pedofili) sulla misericordia di Dio.

    Se, come scrivi, siamo tutti peccatori non vedo come il perdono confessionale possa renderti l’anima pulita nei confronti di altri.

  15. peccatore scrive:

    Caro Mauro: ti ricordi quando Gesù sfida i benpensanti chiedendo loro se sia più facile far camminare un paralitico o rimettere i peccati e poi guarisce un uomo paralizzato? Chi è Gesù? DIO STESSO, pur in quel momento fattosi uomo! I peccati li rimette Dio. Istruiti da Gesù, preghiamo Dio che siano rimessi i nostri peccati avendo noi perdonato quelli ai nostri debitori. L’azione di Dio è unilaterale, economicamente scandalosamente in perdita (per Lui), ma fondata sul nostro libero pentimento: è una Grazia che chiede solo di essere richiesta ed accolta. E che fa l’uomo? Dice che non serve… Bestiale, ma possibile. Il battesimo ci rende figli di Dio, cioè educati in questa figliolanza, cancellando il peccato originale, ma non l’inclinazione al peccato, che resta e che è stata affidata alla cura della Chiesa: a chi rimetterete i peccati saranno rimessi, a chi non li rimetterete resteranno non rimessi. E’ vangelo.
    Mi spiace se ti fa rimettere, ma questo è.

    Bo.mario: pallone gonfiato a flatulenze emesse ad ogni suo pensiero. Sarà l’effetto di quello che mangia…

    Artefice: ogni volta che leggo cose tue non capisco niente. Scemo io o un po’ fumosetto tu?
    Comunque un po’ scemo lo sono, lo ammetto.
    Penso che persino bo.mario possa convertirsi, anche se lo Spirito santo con lui (non è in sciopero) userà la fiamma ossidrica per scassinare l’uscio chiuso da pesantissime catene.

  16. Artefice1 scrive:

    Peccato Peccatore.
    Semplicemente ce la metto tutta perché Aborro PER-Suadere.
    Cestina pure i miei significati, ma cogli quello che ti viene e che non posso spedirti.
    Almeno l’evidente distinzione abissale CON-Seguita dalla Separazione Originaria tra il Mondo, che c’è e non esiste, e la Terra, che esiste soltanto, l’hai capita? L’Evidenza non é concretudine, come il Sentimento non è passione.

  17. Cherubino scrive:

    molto bello il blog di don Luca (cliccando sul nome-nick del suo post si apre il sito), ospita perfino un vescovo e un cardinale…

  18. peccatore scrive:

    Troppo complicato Artefice.
    Sei di Marte? Non sono propriamente un ignorante: sarebbe ingiusto verso i miei, che hanno faticato una vita per farmi studiare. Ma siccome la pespicacia non potevano pagarmela, riconosco il limite. Che tra l’altro è una grazia: riconoscere il limite è fonte di umiltà e l’umiltà rende l’uomo capace di Dio…Humus, terra. Terra terra.
    Io non sono così umile come Natuzza che si definiva un verme di terra. Un po’ vanitoso lo sono. Comunque tu vola più basso, anche per beccare. Icaro con le ali di cera dopo il tonfo non deve aver avuto una bella cera…

  19. bo.mario scrive:

    Che Artefice, che saluto, sciva cose comprensibili è vero. Chi non è abituato a ragionare capisce solo quello che gli hanno imposto, un macchinetta ripetitiva. A chi mi dovrei convertire? a un dio che non si è mai visto? a dei santi che nel mucchio qualcuno buono c’è? al pope che parla di cose che non esistono nella società? Forse ai preti di parrocchia che vivono la quotidianità e sanno quali sono i problemi veri della gente, quelli mi fanno simpatia perchè fanno un grande lavoro e stanno con la gente coi fatti e non con le filosofie, le teologie, tutta roba da perditempo. Peccatore prova a ragionarci sù e se rispondi fammi capire che ci hai ragionato. Un saluto.

  20. Artefice1 scrive:

    Peccatore…..sei già schiantato senza saperlo.
    Perché hai ignorato i “Doni” che tu stesso predicavi prima.
    Oppure avresti il catalogo di quei tuoi auspicati “doni”?

  21. Artefice1 scrive:

    Scusa Peccatore….. forse questo significato ti può aiutare.
    Quello c’è NON muta…..sarebbe Eterno.
    Mentre
    Quello che Esiste, muta e svanisce pure.
    Ti risulta?

  22. Artefice1 scrive:

    Peccatore
    Se non distinguiamo quello che C’è e lo CON-Fondiamo in quello che esiste, mi dici come facciamo a Riconoscere a Dio quello che è di Dio e a Cesare quello che si frega?

  23. Andrea scrive:

    Per peccatore: evidentemente l’Artefice1 si vede e si incensa come “Homo Faber Fortunae Suae” (e vi aggiunge un “1″ per ribadire il simpatico concetto).
    Evidentemente ritiene di non aver bisogno di nulla e di nessuno, e di essere invece fonte di preziose “sententiae”.
    Evidentemente vola in alto per guardare giù con sdegno (almeno Icaro voleva avvicinarsi al sole..), non in basso per scegliere il becchime migliore: lui campa d’aria!

  24. Artefice1 scrive:

    Grazie Andrea.
    Dopo aver razzolato a lungo nella melma Imposta……come non Riconoscere l’Empireo?
    Suppongo che possa trattarsi di Coerenza.

  25. mauro scrive:

    Caro Peccatore,

    La storia del paralitico è esaudiente di quanto poco conosci il Vangelo perchè ritieni che Gesu’ abbia perdonato i suoi peccati ma nella realtà dello stesso, e prendo la traduzione della CEI, la piu’ di difficle interpretazione (per chi non sa e vuole leggere cosa vi sia scritto), Gesu’ dice:”..ti sono rimessi i tuoi peccati”, che è un’indicazione generica di perdono che indica che chiunque può farlo ma sottointende che per attuarlo occorre conoscere i suoi peccati e perciò se Gesu’ li avesse conosciuti avrebbe detto, quanto meno: “… io rimetto i tuoi peccati” od equivalente dove il soggetto perdonante diveniva inequivocabilmente Gesu’ stesso.

    Purtroppo non è così, in tutto il Vangelo non vi è un solo caso di perdono da parte di Gesu’ e ciò è alquanto ovvio: per perdonare occorre conoscere tutto il male fatto e riconoscerlo come peccato.

    “A chi rimetterete i peccati saranno rimessi” è rivolto a qualsiasi uomo (o donna) ma poichè quelli contro Dio sono stati da lui codificati nei 10 Comandamenti, ed a Lui si deve rispondere, rimangono come prerogativa dell’uomo solo quelli veniali che provengono dai contrasti che si verificano nell’incontro, nella discussione e/o nella convivenza fra piu’ persone ed allora l’insegamento è che quei piccoli peccati vengono tollerati da Dio ma l’imperativo è di perdonarli affinchè non insorgano motivi di odio che potrebbero sfociare azioni che causerebbero la propria morte, essendo la vita di ogni uomo sacra per Dio (in quanto Sue creature ed avendo Egli provveduto che avessere di che vivere [Genesi]).

    Il peccato originale non è mai esistito, il Vangelo e le Scritture non ne parlano, ma dalle Lettere degli apostoli viene precisato che non essendo nessuno peccatore per i peccati altrui o dei propri ascendenti (si pecca in proprio e di tali peccati ne rispondiamo a Dio) Dio ci fornisce, alla nascita, di un’anima pura che equivale alla prima una pagina bianca di un libro (come è l’alba della vita) dove chiunque andrà a scrivere quanto avrà fatto di male nella vita.

    Siamo tutti figli di Dio in quanto da Lui creati perchè senza la Sua creazione dei primi esseri umani nessuno esisterebbe sulla terra e ciò esclude che chi è di un’altra confessione non lo sia. E’ sufficientemente chiaro che è così ma se vuoi puoi anche considerare che Dio, se fosse come tu dici, essendo onnisciente, eviterebbe di creare chi non lo accetterebbe come unico Dio perchè se è vero che è giudice unico non è certo un carnefice a cui piace condannare chi già sa che non accetta Lui. O vuoi farlo passare per un Dio sadico entrando in pieno paganesimo quando gli Dei ne combinavano di tutti i colori contro gli umani?

    Mi spiace ma se ti imbottisci di falsità e ti dici credente, che figura farai quando Dio, chiedendoti quali peccati avrai commesso (richiesta per attestare la tua genuità), tu gli dirai che ti sono stati perdonati sulla terra? Se sono i comandamenti di Dio, non riceverai nessuna misericordia se non li confesserai a Lui in quel momento.

  26. enrico scrive:

    “Il peccato originale non è mai esistito, il Vangelo e le Scritture non ne parlano, ma dalle Lettere degli apostoli viene precisato che non essendo nessuno peccatore per i peccati altrui o dei propri ascendenti (si pecca in proprio e di tali peccati ne rispondiamo a Dio) Dio ci fornisce, alla nascita, di un’anima pura che equivale alla prima una pagina bianca di un libro (come è l’alba della vita) dove chiunque andrà a scrivere quanto avrà fatto di male nella vita.”

    “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. Fino alla legge infatti c’era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che NON avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.”

  27. Artefice1 scrive:

    Peccatore …. Posso dirti che Sono Salvo. Rating -5 / -1
    Vero che in questo modo Sono del Mondo e NON della Terra?
    La Bellezza non é né potrà MAI ESSERE delle cose, perché le cose NON possono Essere!!!
    Esistono soltanto, pronte a svanire, come l’Individuo privo di Senso.
    Ti risulta?

  28. Paola scrive:

    “Duc in altum – Papa Giovanni Paolo II, nei suoi ultimi anni, ha ripreso con forza questa parola e l’ha proclamata a voce alta ai discepoli del Signore di oggi.”
    Evidentemente per Benedetto XVI non è poi molto d’accordo sul fatto che l”’ultimo periodi di Giovanni Paolo II, segnato dalla malattia, aveva rarefatto la voce di Roma”.

  29. enrico scrive:

    Comunque il thread propone un argomento ben preciso, se l’argomento non interessa o non si è capaci di portare un contributo si può evitare di postare.

  30. L’unica svolta necessaria per “lor Teologi” dovrebbe essere quella di farsi un umile analisi di coscienza.
    Probabilmente si accorgerebbero che le proposte di cui si sono fatti fautori sono ispirate dal proprio “Io” -se non del proprio Ego- e certamente non da Dio, proposte che rispecchiano come giustamente detto lo “spirito dei tempi” piuttosto che lo “Spirito di Dio” Come giustamente faceva notare Tornielli, sugli argomenti ci sono stati chiari, inequivocabili e definitivi pronunciamenti del Magistero.
    Ora voler discutere dell’ “indiscutibile” mi sembra una forzatura, anzi meglio, una “disobbediente disobbedienza”.
    La “dottaggine”, quando non è unita alla “obbedienza”, non è altro che “Vanitas vanitatum et omnia vanitas”.

    Studino costoro la spiritualità di Francesco d’Assisi, ma soprattutto si ingegnino di metterla in pratica…

    forse riuscirebbero a capire che la “Perfetta Letizia” altro non è che la “perfetta obbedienza” alla volontà del Signore…

  31. tomcat72 scrive:

    Il problema è che Benedetto XVI sta portando la Chiesa a sbattere. La storia insegna che chi non ha saputo capire per tempo i cambiamenti è finito molto male (tanto per fare qualche esempio l’Impero Persiano, l’Impero Romano, l’Egitto dei Faraoni, le civiltà pre-colombiane, l’Impero Giapponese… e si badi bene erano tutte realtà MOLTO GRANDI e MOLTO POTENTI e duravano da MOLTO TEMPO).
    Purtroppo già Giovanni Paolo II era risultato molto conservatore e poco aperto, ma sopperiva con un’immagine più “televisiva”. Benedetto XVI ha la stessa linea “teologica” ma in più ogni volta che parla crea degli incidenti diplomatici… ribadisco sta portando la Chiesa a sbattere e una volta che avrà sbattuto saranno dolori veri…

  32. Simon de Cyrène scrive:

    Un commento generale che il post inaugurante questo thread mi porta a fare.

    Ricordiamoci che essere teologo non è una “funzione” di per sè se non abbinata ad una specifica “missione” voluta esplicitamente dalla Chiesa. In altre parole essere “teologo” non implica nessun munus docendi di per sè.
    E qui ne abbiamo un esempio: sempre ci sarà però la tentazione da parte dei teologi di arrogarsi questa funzione docente a causa della natura “intelletuale” ( ma non sempre spirituale) della loro attività.

    Il caso di questi teologi progressisti mostra quanto lontani essi siano dal cattolicesimo e quanto vogliano imporre al Papa ed ai Vescovi un loro punto di vista ideologico.
    Abbiamo lo stesso problema sull’altra ala estremista nella Chiesa dove anche li ci sono teologi che vogliono dire al Papa cosa dovrebbe pensare e cosa dovrebbe fare, arrogandosi funzioni e missioni che non corrispondono al loro munus specifico.

    Cosa fonda la Chiesa è il Pastore, alter Christus: penso che questo ruolo debba essere riscoperto, perchè solo accettando il principio che ci sia un Pastore ( a livello parrocchiale, diocesano ed universale) tutti gli altri membri del Corpo di Cristo trovano la loro vera funzione, missione e vocazione. Cioè, in fin dei conti, l’accettazione pratica della realtà in quanto irreduttibile all’opinione personale.

    In Pace

  33. Artefice1 scrive:

    Enrico….ti sembra così importante?
    Lo “spirito del tempo” sarebbe autentica passione….un Puro Significato. Direi.
    Quale sarebbe lo Spirito Universale?
    Io ci ho provato a proporLO trattando un dettaglio……..dato che la perfezione non ci tocca.

  34. Artefice1 scrive:

    Bravo UBI……..
    Ma non hai detto che bisogna obbedire al Senso!!!!!!!7

  35. peccatore scrive:

    Messori si è chiesto che “professore” è uno che chiede un dibattito, ignorando decenni di dibattiti già fatti, traendo le conclusioni che essi paiono ignorare.

    Ma chi sono poi questi “professori”? Artefici di quale sapere e sapienza? Certo, ci sta la domanda: se l’uomo vivente è la gloria di Dio (S. Ireneo) come la mettiamo con quel che combina di cattivo l’uomo durante la vita? Chi è il protagonista del creato? Il Creatore o la creatura? Chi “mendica” attenzione ed amore? Dio dall’uomo o l’uomo da Dio?

    La sproporzione tra Dio e uomo è spaventosamente grande, anche se si riduce a motivo dell’umiltà di Dio. Possiamo immaginare un farsi grandi, dell’uomo e di Dio, che moltiplica la distanza tra le due nature. Ed un farsi piccoli, di entrambi, che potenzialmente arriva a coincidere nel piccolissimo prossimo al nulla. E’ sicuramente la seconda condizione quella che permette all’uomo di essere come Dio.

    Ogni pallonismo gonfiato, ogni sentirsi artefici, rispondente all’altra logica, determina sconquassi resi ridicoli dalla pretesa dell’impresa e tragici da ciò che succede mentre l’uomo ci prova.
    Come può dunque l’uomo essere gloria di Dio se gli viene chiesto di vivere senza presumere troppo di se, eppure ricolmato di doni che potenzialmente lo rendono “capace di Dio”?
    E quale umanità deve amare l’uomo? Per se stessa, oppure perché amata dal Dio che la salva dallo sfascio dell’autosufficienza?
    La gloria dell’uomo è la grazia di Dio che ci riempie, o il nostro fare che può addirittura ritenere di non sapere che farsene della Grazia?
    Quale è il valore del limite e della croce, se l’uomo trova senso solo nel volerli superare ed il Dio fatto uomo se ne è invece lasciato dissanguare, per poterci salvare?
    Quale gloria nelle ferite dell’umanità?
    Quale gloria a Dio da un’umanità in fuga da Lui?

    Qui sfidiamo il mistero più grande: l’infinitamente piccolo, antidoto ad ogni mania di grandezza. E’ l’approdo sicuro della donna che è regina perché madre, ed è vergine pur essendo madre. La serva del Signore, tutt’altro che inutile, malgrado la sua (e nostra) inutilità di creatura nei confronti di Dio Creatore. Ma facendosi capace della Volontà del Padre, lei stessa se ne è resa abitazione e contenitore. Nulla esiste di più grande, dell’umiltà glorificata da Dio.

    Nulla esiste di più libero di chi liberamente sceglie di affidarsi a Chi è veramente libero ed ama senza tendere tranelli, con tanti artefici pieni di se stessi, ammanettati e maneggioni, del loro mannaggement, che affama i popoli e richiede guerre per sfamarli, dopo averne fatti morire un bel po’…

    L’anima mia magnifica il Signore…

  36. Andrea scrive:

    Caro “peccatore”:
    “L’uomo vivente è la gloria di Dio” va interpretato, secondo me, nel senso che Dio vuole andare fiero e commosso dei suoi figli (come ogni vero padre). Perché ne possa andare fiero, essi devono essere
    A) figli(“nel Figlio”) e
    B) viventi, cioè rivitalizzati dopo la comparsa della morte “per invidia del Diavolo”.
    Il caso “estremo” è la Santa Vergine, della quale Dio va così fiero e commosso che si dice che “Maria è il Paradiso di Dio”.

  37. Artefice1 scrive:

    Buon Giorno Peccatore…… Mi appello all’Autentico Sentimento chiamato Senso, Impresso nell’Opera dall’Artefice Unico Creatore..
    Non CON-fondermi, perché io sono “1” dei tutti che Amano l’Essere.
    “””Chi è il protagonista del creato? Il Creatore o la creatura? “””
    Dopo che duemila anni fa Gesù Cristo ha Riconosciuto Completamente Dio Padre Creatore UNICO TUTTO, vorresti ricominciare da capo?
    Io non avrei alcun dubbio. Il Protagonista del Creato è il Sentimento del Creatore chiamato Senso impresso nell’Opera..
    “””Chi “mendica” attenzione ed amore? Dio dall’uomo o l’uomo da Dio?”””
    A parte il fatto che il Tempo NON si medica proprio. Amare è donare il Tempo.(Gesù Cristo docet)
    Direi che la Relazione CON-Senso si fonda sull’assunto del triangolo. Dunque si partecipa in Tre, mentre in effetti è il Senso PRE-Costituito, Assunto da ciascuno, il Dirimente che Unicizza..
    Ti pare?
    “””La sproporzione tra Dio e uomo è spaventosamente grande,”””
    Mica poi tanto. Prova pensare lo zucchero
    Un granello di zucchero Non è LO zucchero ma resta zucchero.
    Forse non dovremmo scioglierci.

  38. Cherubino scrive:

    forse varrebbe la pena leggere il documento in originale per avanzare delle critiche che non siano il solito coro di lai.
    Qui mi sembra sia riportato per intero: http://a.marsala.it/rubriche/uomini-e-dei/28233-chiesa-2011-una-svolta-necessaria.html

    Ad una prima lettura non mi sembra di scorgervi delle eresie. Certo su alcuni punti si può essere in disaccordo, anche forte, ma sono tutti punti sui quali è lecito chiedere discussione e approfondimento.
    Una precisazione circa le donne per la quali non si chiede un Ministero nella Chiesa, ma un maggior coinvolgimento nel servizio ecclesiale:
    “I credenti restano lontani, se non viene data loro la fiducia di assumersi una corresponsabilità e di sentirsi partecipi in strutture democratiche alla direzione delle loro comunità. Il ministero ecclesiale deve servire alla vita delle comunità – non il contrario. La Chiesa ha bisogno anche di preti sposati e di donne in servizio ecclesiale.”
    Mi sembra che attentamente è stato usato il termine “servizio ecclesiale” e non lo specifico termine Ministero o Sacerdozio per il ruolo delle donne.

  39. mauro scrive:

    “Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. Fino alla legge infatti c’era peccato nel mondo e, anche se il peccato non può essere imputato quando manca la legge, la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che NON avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.”

    E’ del tutto ovvio che in tal passo viene indicato che quando non c’era la Legge di Dio sulla Terra vi era peccato ma allo stesso tempo che la Legge di Dio ha interrotto un periodo in cui si peccava ma non ce se ne rendeva conto perchè non vi era una Legge da osservare.
    La cacciata di Adamo dal Paradiso terrestre sancisce per l’uomo la comparsa del peccato ed il rifiuto della Legge di Dio che determina l’abbandono di una vita eterna che era stata appositamente predisposta per lui da Dio, ovvero la comparsa della morte che toccò tutti, anche quelli che non peccarono.

    E’ perciò la morte ed il peccato che si originarono con la cacciata dal Paradiso terrestre ma, come viene detto, è solo la morte che colpisce anche coloro che non peccano, null’altro.

  40. Artefice1 scrive:

    Cherubino …..stupefacente….
    Ma la chiesa si occupa per Mandato delle anime o “dei “ corpi?
    L’Assoluta peculiare propensione Naturale delle donne come potrebbe MAI onorare il Mandato Legato all’Anima?
    Così anche per quanti “credenti?” nel Fare PER i quali “““…. restano lontani, se non viene data loro la fiducia di assumersi una corresponsabilità e di sentirsi partecipi in strutture democratiche alla direzione delle loro comunità.”””
    Quando tratteranno del CON: SENSO???

  41. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, a Napoli si dice:
    “Accorta, che chiste se pigliano ‘o dito cu tutta ‘a mano”.

    E poi dai, sono indifendibili. Non mi metto nemmeno a dibattere punto per punto. Puzzano di abbruciaticcio da un miglio lontano.
    La teologia come ripete sempre il Santo Padre coerentemente con il Magistero perenne della Chiesa si fonda sulle Scritture e nell’ossequio ad esse.
    Questi saltano a piè pari sulle Scritture, ignorano (volontariamente…) il Magistero, e scommetto che i discorsi del Papa nemmeno li leggono.
    E Scritture e Magistero, rigettano le tesi che loro propongono.
    Certi sentori d’eresia sono ciclici, come le epidemie e le influenze.

    Insomma Cherubino, come ho iniziato con un detto, con un detto chiudo:
    “Nun c’e’ bisogno ‘a zingara p’ ‘addivina’ Cunce’ ”

    Si è capito bene chi sono e cosa vogliono…
    Non essere cosi “pesce allocco” da abboccare…

  42. Aldo Vitiello scrive:

    L’anelito all’amore, alla pace, alla giustizia, al superamento della povertà e della sofferenza, è presente non solo nel mondo d’oggi (il Santo Padre non poteva che usare un’espressione legata ai tempi che vive), ma nei mondi di ogni epoca. Quando questo anelito si fa più piccolo, i valori del cristianesimo vengono messi in croce, ma la Resurrezione dimostra che vivono e vivranno in eterno. I pastori sono pochi, ma tutti noi possiamo – mantenendo il collegamento col Signore – farli aumentare. Ovviamente, essi non potranno piegarsi, come canne di palude, ad ogni alito di vento. E di vento, in questo periodo di relativismo etico, ne soffia molto. Dobbiamo, però, mantenere sempre la barra dritta e saper distinguere il bene dal male, anche con l’attuale tendenza alla mistificazione nascosta in un falso laicismo.

  43. Reginaldus scrive:

    ma perché da parte di chi rimane sgomento della situazione presente nella chiesa di oggi non si chiede il perché di questa situazione? E chi ha a cuore il destino delle anime se nella chiesa di oggi esiste un caravanserraglio di teologi di tutte le fogge e di tutti i versi, senza che nessuno si prenda la briga di mettere un po’ d’ordine? E chi avrebbe oggi nella chiesa l’autorità di sentenziare sulla dissidenza altrui quando chi dovrebbe farlo è egli stesso dissidente rispetto ad una teologia che un tempo era inammissibile non solo pubblicare ma anche elaborare? Chi insegna quello che si deve in un tempo di trionfo di libera ricerca, di dovere di seguire la propria coscienza? Chi ha la forza di chiudere questo casino di pensiero quando averlo istituito è stato indicato come un grande trionfo della libertà dei figli dio Dio? Sarebbe meglio non piangersi addosso, che accanto ad un dissidente ce ne è un altro e accanto a questo un altro ancora, e così via, tutti colpiti dalla stessa malattia…Chi è senza dissidenza scagli la prima contestazione…

  44. Marina scrive:

    L’anima mia magnifica il Signore …ecrive peccatore.
    è un canto molto bello che mi piace molto e che prima o poi riuscirò a farlo cantare in Chiesa.

    L’anima mia magnifica il Signore
    e il mio spirito esulta in Dio, mio salvatore,
    perché ha guardato l’umiltà della sua serva. *
    D’ora in poi tutte le generazioni mi chiameranno beata.
    Grandi cose ha fatto in me l’Onnipotente *
    e Santo è il suo nome:
    di generazione in generazione la sua misericordia *
    si stende su quelli che lo temono.
    Ha spiegato la potenza del suo braccio, *
    ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore;
    ha rovesciato i potenti dai troni, *
    ha innalzato gli umili;
    ha ricolmato di beni gli affamati, *
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Ha soccorso Israele, suo servo, *
    ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva promesso ai nostri padri, *
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Gloria al Padre e al Figlio *
    e allo Spirito Santo.
    Come era nel principio, e ora e sempre
    nei secoli dei secoli. Amen.
    …………..
    Mi stò chiedendo però come possono magnificare il Signore chi in vaticano si dichiara cristiano però in segreto è massone.La massoneria non crede nel Signore.La massoneria è satanismo talmudico.
    Perchè questi signori non hanno il coraggio di dire apertamente a quale religione appartengono? Si vergognano? E perchè si vergognano di credere alle leggi del talmud? Se pensano che siano giuste perchè le tengono nascoste??
    L’antico testamento,il vangelo e il corano compresi i libri del buddismo e di altre religioni si trovano in libreria ,il talmud no.Perchè???

    Ho una critica da fare a questo canto:

    “ha rovesciato i potenti dai troni,
    ha innalzato gli umili;
    ha ricolmato di beni gli affamati,
    ha rimandato i ricchi a mani vuote.
    Ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia,
    come aveva promesso ai nostri padri,
    ad Abramo e alla sua discendenza, per sempre.

    Quando mai ha innalzato gli umili?
    Quando mai ha rimandato i ricchi a mani vuote?
    Ha ricolmato di bene gli affamati..ma quando mai??
    …..
    Ha soccorso Israele, suo servo,
    ricordandosi della sua misericordia,

    Ha soccorso Israele suo servo,di DIO??? Ma Israele non crede in Dio,Israele ha tradito Dio.Stando a quel che dicono molto profeti di allora,tutti ebrei.
    Perchè lo ha soccorso e non ha fatto niente per gli altri popoli??
    Un cordiale saluto

  45. peccatore scrive:

    No povero diavolo, artefice dei tuoi artifici lessicali: non è il “senso” che fa la differenza, ma la Volontà.
    L’amore di Dio non è un sentimento, volubile, ma un volere, intelligente e fedele, determinato da ciò che Dio è e perciò fa: amore che ama. E Gesù è colui che essenzialmente fa la Volontà del Padre suo. Maria è colei che dice, a proposito di Gesù: “fate tutto quello che vi dirà lui”. Di obbedienza in obbedienza, senza troppi sentimentalismi, cari ai 143 professori in vena di assecondare lo spirito del tempo.

    Sei tu che pensi di poter essere artefice “a senso”. Invece il senso è unico. Con gente che ci si infila contromano e contro natura, ingannato dai sentimenti, anche quelli niobilissimi, di tante cause perse umane e di tante teologie insegnate da quel grand’esperto si dascre scritture che è Satana, che confonde i teologi e per fortuna non i semplici, che hanno chiaro che obbedire al comando dell’amore è una volontà che vca oltre i sentimenti e dà davvero senso anche a ciò che a tutti fa paura: la croce.

    Per il resto ribadisco: io non capisco un granchè di ciò che scrivi. Adèguati.

  46. Cherubino scrive:

    Sarà che sono contrario per principio alle generalizzazioni, ma credo che non vada mai buttato il più piccolo seme di verità e di giustizia anche se misto a mille errori.

    Quando nella lettera si parla di maggiore coinvolgimento dei laici alla vita della parrocchia non credo si stia dicendo un’eresia. Chiaramente poi bisogna vedere come e in quali casi.
    Quando si parla di maggiore effettività del diritto ecclesiale che non resti solo sul piano dei bei enunciati di principio, come si fa a non essere d’accordo?
    Anche nei confronti degli omosessuali o dei divorziati mi sembra che il documento sia tutto sommato entro limiti equilibrati: “L’alta considerazione della Chiesa per il matrimonio e per la forma di vita senza matrimonio è fuori discussione. Ma essa non impone di escludere le persone che vivono responsabilmente l’amore, la fedeltà e la cura reciproca in una unione omosessuale o come divorziati risposati.” Non si dice nè di “santificarli” nè di “giustificarli”, ma di non escludere coloro che in tali situazioni manifestano valori di responsabilità, fedeltà e cura reciproca.
    Come poi non condividere la preoccupazione per le parrocchie “extralarge” in cui i preti sono oberati di compiti pratici o amministrativi, venendo meno al proprium del sacerdozio? Non è proprio ciò che tante volte lamentano proprio i tradizionalisti?

    Per finire, è opportuna una precisazione: nella Chiesa il munus docendi è collegato al sacramento dell’Ordine Episcopale e 1) per l’incardinamento in quello sacerdotale 2) per incarico del proprio Ordinario nella docenza in enti ecclesiastici. Quindi un docente di facoltà teologica è pienamente dotato di munus docendi, spesso nella doppia veste di sacerdote e di docente incaricato. Gli unici che possono revocare tale munus sono il Papa, il suo Vescovo e la Congregazione per la dottrina della Fede. Se questi teologi hanno detto qualcosa contro il Magistero ne risponderanno davanti ai loro superiori.

  47. Osservatore scrive:

    2Come poi non condividere la preoccupazione per le parrocchie “extralarge” in cui i preti sono oberati di compiti pratici o amministrativi, venendo meno al proprium del sacerdozio”
    Come e quanto hai ragione Cherubino tuttavia mi pare che moltissimi sacerdoti in moltissime diocesi siano adibiti a compiti diversi da quelli parrocchiali sicchè si tende a allargare le parrocchie e a unirle rendendole cosi sempre meno gestibili.In compenso molti sacerdoti nelle curie e uffici vari svolgono si compiti importanti ma non hanno il dono della parrocchia quindi nemmendo del munus regendi e pascendi.
    Torno comunque a confermare che in questo blog arcoriano se non fosse per Cherubino e pochissimi altri ci sarebbe solo un campionario di posizioni tradizionalistiche e fascistoidi.

  48. Osservatore scrive:

    “Come poi non condividere la preoccupazione per le parrocchie “extralarge” in cui i preti sono oberati di compiti pratici o amministrativi, venendo meno al proprium del sacerdozio”
    Come e quanto hai ragione Cherubino tuttavia mi pare che moltissimi sacerdoti in moltissime diocesi siano adibiti a compiti diversi da quelli parrocchiali sicchè si tende a allargare le parrocchie e a unirle rendendole cosi sempre meno gestibili.In compenso molti sacerdoti nelle curie e uffici vari svolgono si compiti importanti ma non hanno il dono della parrocchia quindi nemmendo del munus regendi e pascendi.
    Torno comunque a confermare che in questo blog arcoriano se non fosse per Cherubino e pochissimi altri ci sarebbe solo un campionario di posizioni tradizionalistiche e fascistoidi.

  49. peccatore scrive:

    Marina: a parte che già in questa vita Dio dà il centuplo a chi Gli si affida, tieni presente che c’è la vita eterna.
    Eterna, non settanta-novant’anni (per chi ci arriva; gli embrioni inutili o i gli abortiti nemmeno quello, senza dimenticare bambini uccisi dalla fame e da chi la provoca -vedi speculazioni sui prezzi alomentari-dalla guerra, e tante vite spezzate ad ogni età, da malattie, disgrazie ed ingiustizie varie).
    E quanti ricchi di beni materiali vi si troveranno a mani vuote… Mai letto del ricco epulone e di Lazzaro nel vangelo di Luca?
    E chi è stato innalzato più dell’umile Maria, regina degli angeli e dei santi, madre di Dio, madre della Chiesa, avvocata nostra e mediatrice delle grazie, lei, piena di grazia?
    Questa giovane, figlia del suo popolo, è ora Madre nella fede di genti di ogni popolo, rispettata -per quel che possono capire di lei- persino dall’Islam.
    Ogni meschino piattume, schiacciato sul materiale, che non sa che farsene della storia e dell’eternità, gronda del senso ingannatore del principe di questo mondo.
    I 147 professori sono clamorosamente inadeguati in richieste il cui senso sta solo nell’assecondare i sentimenti di chi non conosce obbedienza, ma pretende di costruire la salvezza, orientandola all’azzeramento di peccati che non si intende confessare, ma legalizzare.
    Il perdono non è un condono e la misericordia di Dio non è l’esito di un contratto, in cui l’uomo riscrive i termini, sentendosi abbastanza forte da ridiscutere ciò che per secoli aveva sottoscritto, tracciato con il sangue dell’agnello immolato sulla croce, Figlio di Dio.

  50. Artefice1 scrive:

    Peccatore….se ignorare o negare il Senso non è Peccato, sarebbe come dire che la Chiesa NON Serve!
    “””No povero diavolo, artefice dei tuoi artifici lessicali: non è il “senso” che fa la differenza, ma la Volontà.”””
    La “Voglia” portala in fabbrica.
    Come fai a pensare che la Supponenza d’Individui Imperfetti possano raggiungere il Senso, come dire l’Unico Vero Dio colla Stupefacente “Voglia”, ahahahahah
    Sei forse un Cesare?
    “””L’amore di Dio non è un sentimento,”””
    Come lo sai? Da quale manifestazione lo deduci? Ti pare o no che il Creatore abbia Operato CON Misericordia (Dedizione, Operosità e Presenza Costante)???
    Può Essere Misericordia l’operato privo del Sentimento?
    Come dire:
    Chi Garantisce la Misericordia se non il Sentimento Autentico che PER-Segue l’UNICITA’???
    “””L’amore di Dio non è un sentimento, volubile, ma un volere, intelligente e fedele, determinato da ciò che Dio è e perciò fa: amore che ama.”””
    Dammi retta.
    All’UNICITA’ la Voglia non serve proprio, è INUTILE, perché il TUTTO è Fine a se stesso!!!
    Così come IL TUTTO non se ne fa niente del Tempo.
    Ripeto: Amare è Donare il Tempo!!! (Come dimostrato da Gesù. Esempio d’Amore per Eccellenza)
    Spirando ha Donato il Suo Tempo Purificato all’Umanità.
    O mi sbaglio?
    Riconoscere IL SENSO del Padre NON equivale a ricevere o eseguire un ordine.
    Come dire : L’Assumere CON Riconoscenza l’Imprescindibile Senso, senza il quale niente regge, NON è paragonabile all’eseguire un fantomatico ordine.
    Ma dico io.
    Non mi leggi?
    Indubbiamente il Senso è UNICO, altrimenti come potevo Riconoscere, in qualità di strumenti per l’Autoconservazione, i così detti “Comandamenti” Così come riconosciuti da Mosé, che io non ho incontrato?
    “””Con gente che ci si infila contromano e contro natura, ingannato dai sentimenti,”””
    Ti ho già detto che la Forza Naturale NON determina Sentimento ma Passione!!!
    Sei tu che non ti adegui……devo pensare che non hai Mai Amato???
    Fammi tu domande su quanto dico io e non ti sembra CON-Facente

  51. Artefice1 scrive:

    Cherubino.
    Per ammettere i dissenzienti devi preliminarmente dichiarare solennemente d’aver fallito nel Mandato.
    Credo fermamente che al Creatore NON piaccia Affatto che si abbandoni la “Famiglia” Fondata Misericordia a causa di una sedicente democrazia inventata ad arte laicisticamente.
    L’Armonia è Democrazia………non i colpi di testa.

  52. Simon de Cyrène scrive:

    Ai commenti dalla solita ortodossia “borderline” di Cherubino, preferisco l’intervento di un cardinale tedesco coi munus regendi, celebrandi e docendi a posto:

    “Köln (kath.net/KIN)
    Der Kölner Erzbischof Joachim Kardinal Meisner sieht die Angst vor dem Islam in der Glaubensschwäche des Westens begründet. Als Beispiel für diese Schwäche verwies der Kardinal … auf das von 144 Theologen aus dem deutschsprachigen Raum unterzeichnete Memorandum vom 4. Februar mit Reformvorschlägen für die katholische Kirche.”

    Senza voler fare delle analogie millenariste che sono totalmente aldifuori del mio modo di vivere la mia fede, che il terzo dei “teologi” germanofoni abbiamo firmato un documento che va direttamente contro il Magistero Autentico in materie di fede, di morale e di costumi, mi fa pensare a quel terzo di stelle del cielo spazzate via dal dragone dell’Apocalisse.

    Ma cerchiamo di rimanere positivi: in una società Mitteleuropea dove 95% della popolazione non ha più reperti di fede e di morale, il fatto che i due terzi dei teologi germanofoni non abbiano firmato può dirsi estremamente positivo è un elemento di gioia e di fedeltà alla Santa Chiesa e mostra, in fin dei conti una certa solidità dottrinale, dopo tutto.

    In Pace

  53. Squilpa scrive:

    Proviamo a scherzare un pò……
    Ho sempre apprezzato questo forum e i suoi partecipanti abituali. Molto preparati e seri. Con argomenti altrettanto seri. Ma la serietà era, secondo me, una qualità e un difetto (nonostante qualche brillante intervento di DeMatteis).
    Talchè le discussioni del forum si riducevano a quello che io immagino siano le discussioni istituzionali tra Benedetto, il Suo Segretario di Stato e i rappresentanti delle Chiese d’Oriente…

    Ma ecco improvvisamente il miracolo: la ricomparsa di Peccatore, dopo una evidente operazione di restyling. La comicità assurda e rarefatta, finissima, dei suoi post ha rallegrato l’ambiente, sollevandolo a livelli inimmaginabili. Da quel momento, non mi perdo un post di Peccatore, che mi allieta la giornata.
    Pregherei la Spettabile Redazione di farne un’antologia, e di pubblicarla a tempo debito. Prevedo un successo grandioso, e la scoperta di un nuovo genio della comicità.

    Indietro

  54. Squilpa scrive:

    Porgo le mie scuse sincere a Peccatore, ho operato una evidente confusione tra soggetti.
    Pertanto, in luogo di “Peccatore” leggasi “Artefice1″.
    Grazie, scusatemi.

  55. Osservatore scrive:

    Anche un’antologia dei post di Squilpa farebbe molto divertire i lettori appassionati di cartoni animati…

  56. enrico scrive:

    @ Mauro

    Appunto

    “E’ perciò la morte ed il peccato che si originarono con la cacciata dal Paradiso terrestre ma, come viene detto, è solo la morte che colpisce anche coloro che non peccano, null’altro.”

  57. Artefice1 scrive:

    Squilpa….non dire che mi capisci.
    Non ho capito se vuoi ridere o fare il comico.
    Certo che mi hai fatto ridere.
    Se l’operazione va a buon fine non dimenticarti di accreditarmi le royalties.

  58. Squilpa scrive:

    Ma guardi, Osservatore [(romano?)], io rappresento la “leale opposizione”, nel forum, ed anche un lievito di discussione che guarda a settori di opinione che,forse, non sarebbero sfiorati, senza noi laici-agnostici-atei.
    L’umorismo non è arma deprecabile, a mio parere; anzi, la mancanza di esso mi fa tremare.
    Pensi a quanto era dannatamente serio l’ayatollah Khomeini,per esempio. Come gli avrebbe fatto bene qualche bella ed ampia risata, invece di quel ceffo sempre severissimo!
    Da questo punto di vista, mi paiono eccellere gli ebrei,invece. Sa,Osservatore , che ci sono cerimonie ebraiche in cui è lecito e doveroso sbeffeggiare il rabbino?
    Meditate,gente, meditate…..

  59. Osservatore scrive:

    Appunto Squilpa. Lei per questo è indispensabile in questo blog arcoriano. Almeno ridiamo.

  60. Squilpa scrive:

    Bene, son contenta…si direbbe che Artefice abbia gradito il mio tentativo di humour. Anche la sua replica è spiritosa.
    Qualcuno può sostenere che un sorriso ogni tanto faccia male?

  61. mauro scrive:

    Appunto,

    se non sai leggere e capire non posso farci nulla.

    Il peccato dell’uomo è sulla Terra in quanto non si osservano piu’ le Leggi di Dio (e vi è scritto chiaramente nel passo che hai postato), così come fu per Adamo che peccò sì contro Dio ma nel Paradiso Terrestre.
    L’unico collegamento che nel passo viene fatto, corrispondente alla realtà, è la morte che spetta a tutti indistintamente, anche a chi non ha peccato, e che in sintesi corrisponde alla vera ed unica punizione di Dio verso la discendenza di Adamo.

  62. Squilpa scrive:

    Mi permetto di offrirvene un’altra:
    ———————————————————–
    Nel tempio il buon Gesù vide un abietto
    branco di mercatanti e di mezzani
    che, come i nostri preti e sagrestani,
    vendevan l’amuleto e il moccoletto.

    Acceso allor di sacro sdegno il petto,
    prese un randello colle sante mani
    e giù legnate che nemmeno ai cani.
    Sia lodato in eterno e benedetto!
    ……
    Di reliquie n’ho visto in ogni canto,
    il vin di Cana, l’acqua del costato,
    il sudore, il prepuzio, il sangue, il pianto.

    Eppur per quante chiese abbia frugato,
    nessun frammento del randello santo,
    preti, chi sa perché? non l’ho trovato!

  63. bruno gregolin scrive:

    da giovane un prete mi aveva suggerito di leggere un testo di commento del Vangelo di Matteo.Ricordo che L’autore era un certo Ortensio da Spinetoli, che non ho mai più risentito e che mi era sempre sembrato uno pseudonimo dietro il quale si poteva nascondere un qualche teologo non propriamente ortodosso. Infatti il libro tra le molte cose accettabili conteneva anche un intero capitolo sulla resurrezione di Gesù, negandola, con argomenti apparentemente logici e in linea con il magistero della Chiesa. Eravamo nei lontani anni 70 nel bel mezzo delle contestazioni che toccarono in modo pesante anche i più tradizionali ambienti cattolici come i seminari. Quello che mi colpì di questo libro fu la naturalezza con la quale si tentava di far passare come normale il presumere che la resurrezione era semplicemente il frutto di rielaborazioni della parola evangelica, senza nessun riscontro di carattere storico. Quella di Ortensio da Spinetoli Era a tutti gli effetti una lettura del vangelo senza nessun collegamento con la tradizione della Chiesa, dei Padri Aportolici, delle fonti evangeliche più antiche e dei Padri della Chiesa. Questo è il metodo di ricerca e di studio di tutti quei Teologi, che oggi chiamiamo dissenzienti, che forse involontariamente sono portati ad annacquare prima ed annullare successivamente la carica dirompente della parola di Gesù, il quale , di fronte alla incredulità dei suoi non teme di lanciare questo avvertimento: volete andarvene anche voi?

  64. enrico scrive:

    @ Mauro

    Appunto, infatti non occorre aggiungere altro.

    L’unico collegamento che nel passo viene fatto, corrispondente alla realtà, è la morte che spetta a tutti indistintamente, anche a chi non ha peccato, e che in sintesi corrisponde alla vera ed unica punizione di Dio verso la discendenza di Adamo.

  65. bo.mario scrive:

    Almeno ci sono Squilpa e Artefice che rendono vivo questo blog. Si parla ancora del peccato originale, pura invenzione, quasi mitologica, ma se ne parla. Dio ci ha costretti a morire, ce ne siamo accorti da soli che la biologia umana questo produce. Recenti studi possono far allungare la vita e chissà lassù cosa ne pensa. Muiono i cristiani, anche i mussulani e altri per questo. Se continuiamo a raccontarci favole come volete mettervi a ragionare di cose serie?. Anche Giove si arrabbiava e faceva sfaceli in terra, strana somiglianza. Da quando si è capito come funziona la vita, come funziona la riproduzione degli esseri non si possono più raccontare favole. A meno che si dica, come ai tempi della peste, era un castigo divino, si scherza sempre. Un saluto.

  66. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, inizio a dubitare della tua ortodossia.
    O almeno, in positivo, posso pensare che dato il nick angelico sei semplice come una colomba.
    Io in quanto più tenebroso di te sono forse più scaltro?

    Cherubino, nella lettera i teologi iniziano facendo una considerazione dei fatti umani avvenuti, considerazione fatta in curialese teologico (sotto-vuoto)spinto. E già erroneamente propongono una soluzione tutta umana.
    Non uno straccio di riferimento alla Preghiera, alla Adorazione Eucaristica, alla ricerca della santità di vita del sacerdote del suo conformarsi a Cristo, di essere autentico “testimone”.
    Invece l’esempio a cui dovrebbero guardare, queste esortazioni le sta facendo un giorno si e l’altro pure…

    Al punto 1 parlano di ” credibilità dell’annuncio di libertà del Vangelo”. E in nome di quella credibilità cosa propongono? Un principio tutto umano, giuridico, senza alcun riferimento al Vangelo: “Ciò che riguarda tutti, deve essere deciso da tutti”.
    E che è il sacerdote a maggioranza, i principi a maggioranza?
    “Le decisioni sul posto”. E che è? Una parrocchia decide la sua legge una un’altra una un’altra…

    Passiamo al punto 2. “donne in servizio ecclesiale”
    Che è, il sacerdozio, il diaconato? Impossibile il Magistero si è pronunciato D E F I N I T I V A M E N T E.
    NON SI PUO’, non è che non si vuole…

    Punto 3. Non posso commentare perchè è scritto in un curialese teologico che mi è incomprensibile!

    Punto 4. “Libertà di coscienza”. Quella il Signore ci ha dotati dall’inizio. Se vogliamo peccare o vogliamo perderci, siamo liberi di farlo. Non siamo liberi di chiuedere che Dio muti i suoi decreti. Non so se noti la differenza…

    Punto 5 “solidarietà con i peccatori”.
    C’è la Confessione. Padre ho peccato e son pentito. E va perdonato fino a settanta volte sette (se pentito).
    Ma “lor teologi”, non hanno il potere di abolire il peccato. Di dire “questo da oggi non è più peccato”…

    Punto 6. “La Liturgia”. Qui avrebbero proprio DOVUTO tacere. E senza che ne spieghi i motivi…

    Cherubino caro, a me mi puzza di zolfo, ma assai, assai assai…

  67. Artefice1 scrive:

    Permetti Buon Gregorio…
    A me basta avessero a seguire il Senso….
    Che garanzie può dare una tradizione fatta da Individui Imperfetti?
    L’Esempio di Gesù Dimostra Il Senso del Padre Assoluto Puro Spirito.
    Dunque mi chiedo:
    Perché mai Gesù avrebbe dovuto scomodarsi e ritenere di dover cambiare pianeta?
    Siamo proprio sicuri dei nostri desideri?
    Unendo l’Universo di corpi ed Ispirazioni, possiamo dire che è materia l’Originaria Perfezione?

  68. Artefice1 scrive:

    Enrico….ma di che punizione parli.
    Figurati piuttosto che strazio di condanna sarebbe stata dover Esistere in Eterno……Che Pena.

  69. Squilpa scrive:

    Ringrazio BoMario ed aggiungo che m’è sempre parso,infatti, che lo sforzo strenuo dell’Uomo per allungarsi la vita contenga in sè una nota intrinsecamente blasfema. Mi pare che il sentimento puro di sottomissione religiosa dovrebbe prevedere la totale accettazione delle volontà divine, senza alcuna spinta a manomettere i meccanismi vitali.
    Lo sforzo titanico del migliorarsi ed allungarsi sempre più la vita ha qualcosa di tracotante e pare quasi voglia realizzare in terra quella eternità che il credente dovrebbe sperare di realizzare solo in cielo.
    Anzi, mi chiederei se non vi è una sospetta parentela tra i due tipi di agnizione….
    Meditate,gente,meditate.

  70. enrico scrive:

    @ Artefice 1

    Guarda che ho fatto copia incolla dell’intervento di Mauro…sono cose vostre…
    Comunque io eviterò di intervenire ulteriormente per quanto possibile.
    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 9:31 pm
    Intervento OT
    Artefice1 Scrive: febbraio 7th, 2011 at 8:53 pm
    Intervento OT su di un OT riportato da altro abituale disturbatore
    Artefice1 Scrive: febbraio 7th, 2011 at 8:42 pm
    Intervento OT
    bo.mario Scrive: febbraio 7th, 2011 at 8:22 pm
    Intervento OT (piccolo inciso :a meno di non dare interpretazioni letterarie del testo, la morte indica non la morte biologica, ma la separazione tra creatore e creatura, ossia la morte spirituale per la creatura)
    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 7:10 pm
    Intervento OT
    mauro Scrive: febbraio 7th, 2011 at 7:09 pm
    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 7:06 pm
    Osservatore Scrive: febbraio 7th, 2011 at 7:02 pm
    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 7:00 pm
    Artefice1 Scrive: febbraio 7th, 2011 at 6:55 pm
    Interventi OT
    Osservatore Scrive: febbraio 7th, 2011 at 6:49 pm
    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 6:36 pm
    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 6:31 pm
    Interventi OT

  71. Artefice1 scrive:

    Enrico Carissimo…..non evitare un bel niente.
    Qui non capisco io una mazza.
    Che significa “OT”
    ahahah
    Tanto per capirti.

  72. Cherubino scrive:

    caro Ubi, a me non piacciono le mode, nè in un senso nè nell’altro.
    E non mi accodo ai cori, ma valuto le cose direttamente e una per una. Non ho detto che tutti i passaggi di quella lettera sono condivisibili. Come dici le premesse sono un pò vaghe e deboli.

    Tuttavia va riconosciuto che quei temi non sono secondari e toccano alcune tematiche degne di approfondimento. Anzi devo dire che gli estensori della lettera sono stati attenti a non suscitare ambiguità o allarmismi. Ne è un segno molto chiaro l’accenno a “servizi ecclesiali” da parte delle donne che è chiaramente il segno di non voler entrare nel merito del sacerdozio femminile. Se poi uno ci deve vedere anche ciò che non è detto, allora mi sembra che la cultura del sospetto sia peggiore della ricerca di soluzioni forse sbagliate a problemi reali.

    Occorre quindi essere franchi e non mettersi i paraocchi: vi sono parroci e vescovi che valorizzano un’ecclesiologia di comunione, senza smontare per questo quella gerarchica. L’equilibrio non è facile, perchè da un lato si rischia di cadere in una visione “politica” della comunità, dall’altro si rischia di restare fermi ad una visione del parroco tuttofare geloso del suo potere.
    Vale anche la pena ricordare che ogni buon capo e ogni buon educatore deve avere di mira la crescita delle persone che gli sono affidate, il che comporta la capacità di delegare, di dare fiducia e sopportare anche gli errori in buona fede. Un buon capo aspira a divenire sempre meno indispensabile, per concentrarsi sui servizi he sono più esclusivamente suoi propri. Si ricordi il testo degli Atti in cui vengono istituiti i diaconi: ciò avviene perchè gli apostoli possano dedicarsi meglio alla predicazione, sgravati da alcuni impegni.
    C’è poi il discorso delle competenze. Vi sono molti ambiti anche pastorali nei quali la collaborazione se non la direzione da parte di laici esperti è feconda. E si può arrivare anche ad ambiti di carattere spirituale, nell’attività di consiglio, nel supporto alle giovani coppie e così via. Ricordiamo per esempio che S. Francesco non è stato sacerdote, eppure la grandezza dei doni spirituali e per il servizio spirituale è immensa. S. Efrem il Siro fu diacono e non sacerdote. Due grandi dottori della Chiesa non sono sacerdoti: Santa Caterina da Siena e Santa Teresina di Lisieux.
    E perchè non ricordare l’importanza dei Diaconi permanenti, ossia sposati. Eppure vi sono diocesi in cui sono visti con sospetto e con diffidenza.
    Tutto ciò non porta a sminuire il sacerdozio ordinato, ma lo riporta all’essenziale: la sacramentalità della Chiesa. Però sacramentalità della Chiesa vuol dire anche riconoscimento dei frutti che il Sacramento produce nel Popolo di Dio intero.

  73. mauro scrive:

    E’ del tutto evidente che l’unica cosa che proviene dal Paradiso terrestre sia la morte umana, l’abbandono dell’eternità, (non il peccato originale a cui ti eri collegato per smentirmi col tuo passo che, in sintesi, ti contraddice), la punizione data ad Adamo per il peccato contro Dio e che per opera della filiazione si trasmetterà ai suoi discendenti.

  74. enrico scrive:

    @ Artefice 1

    Cosa significa OT lei lo sa certamente, lei scrive semplicemente per disturbare, come molti altri qui.
    Inoltre il suo linguaggio è di difficile lettura, sconclusionato, con uno strano uso di maiuscole e doppi significati.
    Se fosse per me vi bannerei perchè rompete agli altri e basta.

    “E’ del tutto evidente che l’unica cosa che proviene dal Paradiso terrestre sia la morte umana, l’abbandono dell’eternità, (non il peccato originale a cui ti eri collegato per smentirmi col tuo passo che, in sintesi, ti contraddice), la punizione data ad Adamo per il peccato contro Dio e che per opera della filiazione si trasmetterà ai suoi discendenti.”

    L’abbandono dell’eternità non si direbbe proprio, basta pensare alla parabola del ricco epulone, che a Mauro piace tanto se ben ricordo, in cui è evidente che nè Lazzaro nè Epulone dopo la morte fisica non esistono più come persone.
    E’ evidente che la morte indica la separazione fra il creatore e la creatura, ed essendo la creatura creata dal creatore e dunque da esso dipendente, tale separazione equivale alla morte spirituale per la creatura.

  75. Artefice1 scrive:

    Caro Enrico….non ho capito a cosa dovrei la tua inalberata.
    Io non la penso affatto come il Mauro tanto meno come gli altri.
    Se vuoi una risposta su questo tuo commento ….
    Nel merito mi chiedo perché chiami Morte i Decesso pur riconoscendo che la Morte implica il distacco dal Creatore. Non direi proprio però che la creatura dipende dal Creatore in quanto resa Libera proprio da Lui: Indubbiamente la Creatura NON Può prescindere dal Senso, Sentimento del Creatore che ha stabilito TUTTO il funzionamento dell’ambaradam.
    Se prima ti ho importunato, mettendo in evidenza la Pena che comporta l’Esistere Eternamente, ti chiedo scusa. Ma io così la penso.

  76. mauro scrive:

    La morte non indica per nulla la separazione dal creatore in quanto essa fa parte della natura umana ed è stato così deciso da Dio per Adamo ed i suoi discendenti.

    Essere separati da Dio, dopo la morte fisica, è l’impossibilità di risorgere (tutto il Vangelo ne è permeato), ovvero non ottenere la salvezza (avuta da Lazzaro che si trova nel seno di Abramo, sopra l’epulone, in attesa di raggiungere Dio) che corrisponde per l’uomo a tornare laddove Adamo era prima che Dio lo cacciasse per quella disobbedienza.

    Dopo ciò il cerchio si chiude: quanto Dio aveva previsto in un primo momento per Adamo (la vicinanza a Dio, da lui interrotta) si compie con il ritorno dei suoi discendenti dopo aver capito quanto il peccato di Adamo precluse a loro il compimento del volere di Dio, l’eterna vicinanza a Lui.

    Sul suo desiderio di bannarci (che include anche Artefice1 [che saluto]) se lo poteva tenere per sè onde evitare di mostrare quanto coloro che si dichiarano cristiani non tollerano chi esprime opinioni diverse. Ed ho scritto “si dichiarano cristiani” in quanto i loro comportamenti sono contrari all’insegnamento del Vangelo.

  77. mauro scrive:

    Prima mi posti un passo che recita: “…la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che NON avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire.”, poi te ne salti fuori con “E’ evidente che la morte indica la separazione fra il creatore e la creatura, ed essendo la creatura creata dal creatore e dunque da esso dipendente, tale separazione equivale alla morte spirituale per la creatura.”

    La morte spirituale dell’uomo è la morte dell’anima che non permette al corpo di risorgere (L’episodio della Geenna in cui l’anima muore quando il corpo viene bruciato) ma è del tutto diversa dalla morte naturale che colpisce tutti indistintamente, peccatori o meno, e che separa unicamente dalla vita.

    Confondi una vita naturale con una spirituale ed attribuisci i valori dell’una all’altra dimenticando chevi sono due vite distinte: una del corpo e l’altra dell’anima e che così come quest’ultima segue il destino della prima, la prima segue quello della seconda ma per opposti motivi:

    Il peccatore non permette al proprio corpo di risorgere ( il corpo segue il destino dell’anima).
    La mancanza del corpo (bruciato nell’episodio della Geenna) determina la morte dell’anima e la mancata resurrezione. (l’anima segue il destino del corpo).

  78. Simon de Cyrène scrive:

    Meno male che ci sono bloggisti come Peccatore, Enrico, Ubi Humilitas, Cosimo, Don Luca ed altri che mi scuso di dimenticare per portare sù approfondimenti un po’ serî del tema proposto.

    Persino Cherubino, malgrado la sua, ormai, comprovata eterodossia e la sovente mancanza di rispetto e di dovuto ossequio all’insegnamento del Magistero Autentico in materie di fede e soprattutto di costumi, è capace di farci parte di una specie di discorso che potrebbe essere occasione di dialogo se non ci fosse il suo egocentrismo a rovinare tutto.

    Ma che ci stanno a fare su questo thread dei troll come l’amico Artefice1, come Squilpa o altri Mauro e consimilia: hanno costoro portato il minimo commento in linea con il tema proposto, in bene o in male? Per ora hanno solo offeso i forumisti serî, anche se di opinione diversa, prendendoli per i fondelli con i loro interventi ortogonali.

    Ma che vadano a raccontarsele altrove!

    In Pace

  79. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino oltremodo insiste: “donne in servizio ecclesiale”.

    Allora che io sappia…
    1) Il Lettorato … e già lo fanno… …ma quanto è previsto espressamente…?
    2) L’Accolitato … e se lo fanno è previsto? sembrerebbe di no… eppure qualcuno ovvia…
    3) Ministri straordinari dell’Eucarestia… già lo fanno ed è previsto espressamente possano farlo le donne!

    Ora a quanto sembra oltre non si può andare. Ora a me sembra molto fumosa questa richiesta di avere “donne in servizio ecclesiale”. Peso sia il trampolino di lancio per lanciare la trita e ritrita tiritera del sacerdozio alle donne…
    e NON SI PUO’ FARE!

    Qui trovi tutto: http://www.vatican.va/holy_father/paul_vi/motu_proprio/documents/hf_p-vi_motu-proprio_19720815_ministeria-quaedam_it.html

    Detto questo, tu insisti e mi permetto di farlo anch’io.
    Facendo una citazione:
    “qui oculos habent ad videndum et non vident, et aures ad audiendum et non audiunt”

  80. Reginaldus scrive:

    ma se la ‘verità’, al dire del papa stesso, non può star ferma, e deve evolvere, perché poi lamentarsi di chi la fa muovere ed evolvere???? Se lo stesso papa si permette, caso davvero singolare, il lusso di scrivere libri in nome della sua libertà di studioso privato, perché negare agli altri la stessa libertà, e bollarli di dissenzienti quando arrivino nel lor muoversi in avanti a conclusioni diverse da quelle note al momento della partenza?

  81. Simon de Cyrène scrive:

    Perchè, caro Reginaldus, anche se non ho letto tutti gli scritti del teologo Ratzinger ma ne ho studiati moltissimi, non mi ricordo di aver mai constatato affermazioni che andassero contro l’insegnamento del Magistero Autentico in materia di fede e di costumi, laddove questi si era espresso e sempre asseconda la corretta notazione teologica.

    Il che invece è il peccato che fanno questi “teologi” dalla fede debole ( dixit card. Meisner) come anche i “nani” teologici sedevacantisti.

    In Pace

  82. Andrea scrive:

    Mi scusi, caro Reginaldus: penso che lei si riferisca al mio commento delle 9:33 sotto “Malachi Martin…”.
    Il Papa NON dice assolutamente (sabato 5 u.s.) che la verità sia in evoluzione (tesi totalmente eterodossa); afferma invece che “l’unica Fede si sviluppa”, essendo una realtà vitale.
    Cristo (e non la Pietra Filosofale, come dicevo!) è lo Stesso heri-hodie-semper. Noi, nella misura in cui partecipiamo alla Sua Vita, operiamo continuamente (“cooperatores veritatis”), e ci STUPIAMO di scoprire sempre nuove ricchezze “nascoste nel campo”.
    Se vogliamo, il discrimine è quello: stupore, gratitudine. atteggiamento “infantile” (quanto è buono Dio, che viene incontro ai “piccoli”!), OPPURE.. noia, senso di sufficienza, atteggiamento “invecchiato” (le cose sono note e arcinote, basta prendersi un buon manuale…).

  83. mauro scrive:

    Caro Simon de Cyrène, lei è poco attento a quanto è stato scritto in questo thread del Dott. Tornielli in quanto non è stata una mia iniziativa non conforarmi all’argomento ma di peccatore a cui ho risposto palesando che il perdono di Gesu’ sulla terra non vi è mai stato, secondo quanto raccontato dal Vangelo.

    Se voi per primi esulate dall’argomento, poi non lamentatevi se ve le suonate a vicenda ricercando negli altri i colpevoli.

  84. Artefice1 scrive:

    Simon de Cyrène …..Pazienta un tantino.
    “””!Ma che ci stanno a fare su questo thread dei troll come l’amico Artefice1, come Squilpa o altri Mauro e consimili”””
    Avrei l’impressione che, non ostante i tuoi studi, tu non abbia avuto modo di approfondire l’abissale differenza che manifesta il CON-Vincimento e quanto impone la PER-Suasione,
    La PER-Suasione ha l’immancabile vincitore Naturale, la dove il PER-Suaso viene inevitabilmente reso Soccombente per propria volontà, avendo da subire quanto NON corrisponde al proprio Vissuto, tranne che PER eventuali tratti del Puro Significato Assunto, assolutamente Privo di Senso.
    Il CON-Vincimento è opera del Creatore. In fatti il CON resta l’Unico Vincitore. Come?
    L’Individuo Riconoscente, Incarna il Senso.
    Così la propria Esistenza corrisponde alla Vita di cui è Partecipe.
    Questa CON-Sapevolezza Determina il CON-Vincimento che NESSUN ALTRO può determinare.

  85. donS scrive:

    Tra questi teologi firmatari, quanti ex-aluni di Benedetto XVI ? Quanti aluni della Pontificia Universita Gregoriana ? Controllate e sarete sorpresi.

  86. peccatore scrive:

    oui, mon cher Artefice,
    comment on dit en francais
    tu vraiment expliques le veritable esprit de CON
    Tu es le CON.

    http://www.youtube.com/watch?v=agHdIvltUDY&feature=related

    CON ironia, mi raccomando…

  87. Reginaldus scrive:

    Andrea,
    Ratzinger l’ha detto eccome, e poi sta tutta la sua teologia a dimostrarlo…Ma poi perché continuare a parlarsi addosso? Non ha niente da dire sui punti CONCRETI da me accennati??? Tutta roba di mia invenzione? Rassegnatevi a una scelta, o questa chiesa modernista o la Chiesa di Cristo!

  88. Artefice1 scrive:

    Peccatore……come no?
    Dove altrimenti avresti la possibilità di trovare il CON volessi accompagnare esclusivamente te stesso?
    Ogni spunto è Buono.
    Che sia del Bene o del Male.
    Non potremmo Riconoscere il Bene, se non ci fosse il Male.
    Dico bene?
    Buona Giornata.

  89. Marina scrive:

    Squilpa Scrive: febbraio 7th, 2011 at 7:10 pm

    non è piaciuta ai più cattolici questa bella poesia???

    Eppure sarei curiosa anche io di sapere come mai non c’è reliquia del randello santo.
    Perchè scacciò i mercanti dal tempio,gli scribi e i farisei di allora,i preti e i cardinali di oggi???
    Che fan del tempio di Dio un mercato che va dalle indulgenze alle offerte fatte dai mafiosi e genocidari in cambio di protezione per non finire nelle patrie galere??
    Eppure fu un legno che le mani Sante di Gesù Cristo ebbe in mano così come il legno che porto fin su al calvario.

  90. Artefice1 scrive:

    Marina ….ahahahah……Supponi sempre d’aver buon gioco.
    Lo sai che non siamo perfetti?
    Pensa piuttosto che disdetta sarebbe stata per Marina e Squilpa se il randello gli fosse sfuggito di mano e se lo fossero tramandato.

  91. mauro scrive:

    SERMONE DI NATALE

    O Messia profetato a i sofferenti,
    pietoso un dì consolator de ‘l mondo,
    inutilmente ormai torni a le genti,
    bambino biondo!

    Non è più il tempo in cui l’amor potea
    illuminar le menti e intender l’alme,
    in cui per te Gerusalemme avea
    osanna e palme.

    O dilettose a ‘l cor notti stellate
    de’ colli galilei su i dolci clivi,
    tra il canto de le donne innamorate,
    sotto gli ulivi;

    o susurranti a ‘l sol gaie fontane,
    di solinghi riposi allettatrici,
    cui salìa la canzon de le lontane
    spigolatrici;

    o vigne d’Israel che i dolci frutti
    maturaste a l’umìl schiera seguace,
    voi non l’udrete più chieder per tutti
    giustizia e pace!

    E tu, benigno, che a cercar scendevi
    l’agnel che si smarrì ne la campagna
    e l’Evangelo de l’amor dicevi
    su la montagna,

    guarda! un’idolatria cauta e discreta
    a gli apostoli tuoi cresce l’entrate.
    Pietro che ti negò, batte moneta;
    Tommaso è frate.

    Il sangue che grondò da la tua croce
    oggi feconda l’odio e non l’amore.
    Presso a ‘l complice altar veglia feroce
    l’inquisitore.

    L’astuta ipocrisia de l’egoismo
    che la ragione a l’util suo sommette,
    distilla le bugie de ‘l catechismo
    ne le scolette

    e ne la Chiesa che chiamar non sdegna
    santo l’inganno e la menzogna pia,
    angelico Dottor, Barabba insegna
    teologia.

    Perchè tornar se a la novella pena
    oggi trarresti inutilmente il fianco?
    Più carezze non ha la Maddalena
    pe ‘l rabbi stanco.

    Non si ricorda più d’averti amato,
    ma, isterica romea, co ‘l bacio scende
    a ‘l laido piè che, de ‘l tuo nome ornato,
    Caifa le stende;

    e colei che chiamar madre ti piacque
    e ne ‘l sepolcro il corpo tuo compose,
    or vezzeggia i clienti e vende l’acque
    miracolose.

    Fuggi, fuggi da noi, bambino biondo:
    torna piangendo da ‘l presèpe a ‘l cielo.
    Il Sillabo di Pio cacciò da ‘l mondo
    il tuo Vangelo.

    Da l’avarizia vinta e da ‘l peccato
    la tua fede morì povera e nuda.
    Oggi ne ‘l nome tuo regna Pilato,
    governa Giuda.

  92. Artefice1 scrive:

    Peccatore… ./.
    Che centra il CON?
    Quello del video sarebbe un COM – Andato.

  93. mauro scrive:

    IN MORTE DI UN MOLTO REVERENDO STROZZINO

    - Curia romana non petit ovem sine lana;
    Dantes exaudit: non dantibus ostia claudit -
    Antico distico leonino -
    Intendi tu il lugubre
    Lamento de’ bronzi
    Sì dolce agli ipocriti
    Sì bello pe’ gonzi?
    Il tempio rigurgita
    De’ colli più torti
    Che lieti borbottano
    La prece dei morti.

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    Imploran que’ cantici
    La pace al banchiere
    Che pria d’esser nobile
    Barò al tavoliere.
    Non dice l’epigrafe
    Le infamie sepolte,
    Ma è noto che in Svizzera
    Scappò sette volte.

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    Rubando al postribolo,
    Rubando al convento,
    Prestando al suo prossimo
    Al cento per cento,
    Sul ricco e sul povero
    Stendendo la mano
    In barba al decalogo
    Morì da cristiano.

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    Ed ora chinandosi
    In umile aspetto
    I preti gorgogliano
    Battendosi il petto:
    «Gesù, ricevetelo
    «Nel coro de’ santi;
    «Gli eredi ci pagano
    «A pronti contanti!

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    «Pagare! all’intendere
    «Quest’aurea parola
    «Il core ci palpita
    «Di sotto alla stola!
    «A noi, ricchi e poveri,
    «La borsa recate;
    «Sta scritto ne’ Canoni
    «Pagate, pagate!

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    « Di preci e di lagrime
    «Il ciel non si appaga,
    «Ma il sommo pontefice
    «Assolve chi paga.
    «È ver che gli apostoli
    «Sprezzavano l’oro;
    «È ver, ma tenevano
    «La serva costoro?

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    «De’ cieli alla gloria
    «Volete il diritto?
    «Pagate, cattolici,
    «Pagate l’affitto!
    «È forza che l’anime
    «Passando Acheronte
    «Ammansin coll’obolo
    «Chi fa da Caronte.

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

    «Venite, la celebre
    «La santa Bottega
    «A prezzi di fabbrica
    «Vi scioglie, vi lega,
    «Fa spaccio di meriti,
    «Cancella peccati…
    «Venite! I solvibili
    «Saranno beati!»

    Requiescant in pace,
    Requiescant in pace.

  94. enrico scrive:

    @ Simon

    Avrei anche voluto commentare il thread, è un argomento che mi interessa molto, ma sinceramente mi viene il volta stomaco.
    E’ incivile continuare ostinatamente a turbare il diritto di chi vuole partecipare alle discussioni nemmeno con argomenti OT ma logici, ma con interventi che hanno il solo gusto della provocazione gratuita.
    Comunque a me non pare nè giusto nè corretto e lo ribadisco.

  95. enrico scrive:

    @ Simon

    Comunque il problema di un certo relativismo è presente nella Chiesa, o meglio discutendo con persone ordinate, in molte realtà.

    Personalmente non lo capisco come atteggiamento e lo considero rischioso perchè almeno restando nell’ortodossia uno può sbagliare ma è conscio di farlo e non si autogiustifica.

    Mettendo in dubbio il lascito delle scritture e l’interpretazione della Chiesa, custode delle Scritture, su alcuni punti è evidente che aperta questa via, non vi sia ragione alcuna per non mettere in dubbio tutto il resto.

    E’ molto più semplice e sereno per l’uomo accettare le proprie debolezze e mancanze, cercare la riconciliazione, affidarsi alla preghiera e alla divina misericordia per essere supportati in un cammino di santificazione, piuttosto che arrotarsi su se stessi tentando di modificare i punti nei quali si è naturalmente deboli…anche perchè modificatone uno non vi è ragione logica per fermarsi a quei punti soltanto.
    Lo si è già visto con il primo, secondo e terzo protestantesimo.

  96. LIBERAMENTE scrive:

    vi voglio far riflettere sull’irricivibilità delle dichiarazioni del card. Biffi.

    http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2011/02/07/il-pamphlet-del-cardinale-contro-il-risorgimento.html

    “Se l’interesse supremo della Chiesa viene fatto coincidere con quello della Nazione, ogni patto col diavolo diventa santo. Mentre gli antifascisti e i laici diventano per definizione anti-italiani”

    vi pare che sia un aiuto ai laici cattolici che sono in politica? NO di certo, sia a quelli di destra che a quelli di sinistra. Si commenta da solo…..

    poi altre riflessioni sull’asenza di laicità dello stato nell’indire una festa per lgi stati vegetativi, chiaro insulto ai casi di Eluana, Welby e Coscioni, oltre che un insulto a tutti quelli, e sono la maggioranza in italia, che la pensano come me e che hanno sottoscritto l’appello della CGIL sulla deontologia dei medici, che curano e non devono fare i preti o i papisti.

    firmate anche voi l’appello, se siste ancora in grado di avere un minimo di libero pensiero e un minimo di autonomia nella scelte nella vostra vita, se non avete ancora delegato tutto al papa.

  97. Reginaldus scrive:

    LIBERTÀ RELIGIOSA, SEPARAZIONE STATO CHIESA, DIALOGO INTERRELIGIOSO……:

    –Pio IX Singolari quidem 17.3.1856: Condanna quanti osano “fare compromessi con tutti e sostengono che il porto della salvezza eterna è aperto ai sostenitori di qualsiasi religione qualunque esse siano.»

    –Leone XIII, 19.07.1889: «Cosicché, una tale libertà mette sullo stesso piano la verità e l’errore, la fede e l’eresia, la Chiesa di Gesù Cristo e qualunque istituzione umana; essa stabilisce una deplorabile e funesta separazione fra la società umana e Dio suo Autore; e alla fine terminna con le tristi conseguenze che sono l’indifferentismo dello Stato in materia religiosa, o, ciò che è lo stesso, il suo ateismo.»
    –S. Pio X, Vehementer, 11.02.1906: «…Che si debba separare lo Stato dalla Chiesa, è una tesi assolutamente falsa e un perniciosissimo errore. Basato in effetti su quel principio che lo Stato non deve riconoscere alcun culto religioso, essa è innanzitutto gravemente ingiuriosissima per Dio; infatti il Creatore degli uomini è pure il Fondatore delle società umane, e le conserva nell’esistenza come conserva noi stessi. Noi gli dobbiamo dunque non solo un culto privato, ma un culto pubblico e sociale per onorarlo… Noi riproviamo e condanniamo la legge votata in Francia sulla separazione fra la Chiesa e lo Stato come profondamente ingiuriose verso Dio…»
    – Gregorio XVI, 15.8.1832: «Da questa sorgente corrottissima dell’indifferentismo nasce quella assurda e erronea sentenza, o per meglio dire, delirio, per cui si deve affermare e rivendicare a ciascuno l’assoluta libertà di coscienza… con verità Noi diciamo che è aperto il pozzo dell’abisso dal quale san Giovanni ha visto uscire il fumo che ha oscurato il sole ed i vermi che invasero la distesa della terra.»
    –San Pio X, Pascendi 8.9.1907: «…Quello che noi voglia- mo qui notare, è che la dottrina dell’esperienza, unita a quella del simbolismo, consacra come vera, ogni religione, senza eccettuare la religione pagana… Forse non si riscontra in tutte le religioni delle esperienze di questo genere? Molti lo dicono. Per cui, con che diritto i modernisti negherebbero la verità alle esperienze religiose che si fanno per esempio, nella religione musulmana?-
    E in nome di quale principio, attribuirebbero ai soli cattolici il monopolio delle esperienze vere? Se ne guardano bene: gli uni in modo velato, gli altri apertamente, considerano vere tutte le religioni.Ciò che è molto strano è che dei cattolici, dei preti di cui Noi amiamo pensare che queste mostruosità fanno loro orrore, nondimeno si comportano nella pratica, come se le approvassero pienamente…»

    ECUMENISMO

    –Pio XI, Mortalium animos, 6.1.1928: «…In queste condizioni, è evidente che la Sede Apostolica non può sotto alcun pretesto partecipare ai loro congressi, e che i cattolici non hanno, a nessun prezzo, il diritto di favorirli con il loro aiuto e la loro azione; se lo facessero attribui- rebbero dell’autorità ad una religione falsa, interamente straniera all’unica Chiesa di Cristo. Potremmo noi tolle- rare, ciò che sarebbe il colmo dell’iniquità, che la verità e soprattutto la verità rivelata sia così messa in discussio- ne? …Questi pan-cristiani… che cercano di federare le chiese, sembrano perseguire il nobilissimo disegno di sviluppare la carità fra tutti i cristiani; ma come immagi- nare che questa crescita della carità si faccia a spese della fede? …Al contrario, noi sappiamo benissimo che per quella strada si terminerà alla negligenza della religione, cioè all’indifferentismo e a ciò che si chiama il moderni- smo.
    Tali imprese non possono essere in nessuna maniera approvate dai cattolici perché si appoggiano sulla teoria errata che le religioni sono tutte più o meno buone e lodabili.»

    DIRITTI DELL’ UOMO, ONU…
    –Pio VI, 23.4.1791, sulla Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo: «I 17 articoli sui Diritti dell’Uomo, che non sono altro che una ripetizione fedele della Dichiarazione fatta dall’Assemblea Nazionale di Francia di questi stessi diritti, così contrari alla religione e alla società.»

    —Ho toccato, per scendere al concreto, alcuni punti dell’insegnamento secondo la Chiesa di un tempo…C’ è qualcuno tra i sostenitori dell’ermeneutica della continuità, che si senta di sottoscrivere qualcuna di queste affermazioni, e se riesce a tanto, che riesca a dimostrarne , senza alambiccamenti da concordantia oppositorum, la coerenza con l’insegnamento della nuova chiesa vaticanseconda???

  98. Cherubino scrive:

    caro Ubi, però partiamo dal riconoscere che eresie non ce ne sono scritte. Poi possiamo discutere se i “servizi ecclesiali” affidati anche a donne (prendo ad esempio quello su cui mi rispondi) ci sono, se sono pochi, molti, se ce ne sono altri…
    Non ho detto che quei teologi abbiamo per forza ragione, ho detto che non hanno tirato in ballo cose apertamente contro la fede o contro la gerarchia.
    Per esempio ai servizi che tu citi perchè non aggiungere la direzione spirituale ? Conosco esempi di suore, giusto per restare sul piano di religiosi/e, che prestano tale servizio, ma non credere che sia così scontato.
    Il punto di fondo è che anche quei servizi che tu citi non sono ritenuti normalmente affidabili a donne, ma pur sempre concessi per l’apertura o la benevolenza di chi decide.
    Forse il punto è che certe cose andrebbero normativizzate nella Chiesa, perchè ovunque si applichino o si neghino per norma canonica.
    Prendiamo il caso degli omosessuali. Certamente non si tratta di revocare la dottrina della Chiesa. Ma di farla valere ovunque sì! Questo è il problema. Un cattolico dovrebbe essere contento se in Parrocchia ci vengono anche omosessuali. Se ai gruppi di preghiera essi possono incontrare Dio e la sua Parola. Se possono partecipare ai momenti della comunità senza essere guardati come pubblici peccatori. Sappiamo infatti che vi sono omosessualità che non sono frutto di vizio, ma di problematiche profonde cronicizzate, se non addirittura di particolari strutture genetiche. Perchè in questi casi, pur invitando queste persone alla castità, non si applica il principio supremo della fraterna accoglienza ?

    E perchè non parlare del diritto di associazione dei fedeli, ex can. 215 CIC ?
    “I fedeli hanno il diritto di fondare e di dirigere liberamente associazioni che si propongano un fine di carità o di pietà, oppure l’incremento della vocazione cristiana nel mondo; hanno anche il diritto di tenere riunioni per il raggiungimento comune di tali finalità.”
    Proviamo a pensare a quante diffidenze e resistenze provengono spesso (dove più dove meno) da parte di parroci che vivono la costituzione spontanea di un gruppo di preghiera piuttosto che di approfondimento dottrinale come un delitto di lesa maestà! Eppure è un diritto sancito dal Codice canonico!
    Pensiamo magari anche alla direzione di scuole dell’infanzia di carattere parrocchiale (in Lombardia sono diffuse): nonostante tanti esperti laureati in materie psico-pedagogiche con curricoli notevoli e di ottima moralità cattolica, eppure è raro trovare una dirigenza affidata a laici. Pensiamo ancora alla diffidenza che si avverte talvolta verso le “teologhe”, docenti donne di materie teologiche. Un retaggio della vecchia ed errata concezione della donna come “vir occasionatus”.

  99. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Cosa si intende per apertura a coppie gay e divorziati risposati?

  100. enrico scrive:

    Non è una domanda polemica intendo capire cosa si intende.

  101. enrico scrive:

    “Pensiamo ancora alla diffidenza che si avverte talvolta verso le “teologhe”, docenti donne di materie teologiche. Un retaggio della vecchia ed errata concezione della donna come “vir occasionatus”"

    Sempre senza spirito di polemica, e son sincero, dipende più che dal sesso dai concetti che il teologo o la teologa esprime nei propri scritti, nessuno avanza perplessità su una S. Teresa d’Avila una S.Caterina da Siena o una Teresa di Lisieux.

  102. Artefice1 scrive:

    Andrea…… Oggi direi che siamo proprio fortunati.
    E sottoscrivo questo tuo appunto.
    “””Il Papa NON dice assolutamente (sabato 5 u.s.) che la verità sia in evoluzione (tesi totalmente eterodossa); afferma invece che “l’unica Fede si sviluppa”, essendo una realtà vitale.”””
    Resta il Fatto nella sua buona sostanza……..cosa cambia?
    In un modo o nell’altro qualche aspetto viene corretto.
    Dunque è da supporre che l’aspetto corretto fosse sbagliato.
    Visti i metodi che si sono pertinacemente adottati e applicati, senza voncolo di continuità.
    Non ti preoccupa il fatto che tale aspetto riveduto e da ritenere sbagliato avrebbe già fatto de ragliare una fetta di Umanità la quale influenza quelle successive appellandosi alla tradizione?

  103. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, come è buona cosa evitare “le occasioni prossime” di peccato”, è cosa ancor migliore “evitare le occasioni prossime D’ERESIA.
    La letterina è una di quelle…

    Riguardo a quelle che tu chiami vecchie concezioni, saranno pur vecchie… ma sempre molto buone…

    “chi ha bevuto il vino vecchio non ne vuole del nuovo”…

  104. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Riguardo agli omosessuali, sai quanti ce ne sono che frequentano le parrocchi e non hanno alcun problema?
    Tanti, e son pure “insospettabili”.

    Forse però tu confondi gli omosessuali con coloro che pur essendo maschi si travestono…

    Bè, certo mi sembra un poco una pretesa assurda presentarsi ai momenti della comunità in minigonna, tacchi a spillo e sciarpa di boa e rossettone sul labbro pronunciato…
    e penso che questo valga anche per una donna…

    Cherubino, nella tua insistenza tu confondi erroneamente cose semplici e banali…

  105. mauro scrive:

    Caro Cherubino, il problema fondante della Chiesa Cattolica è che ha sempre diviso il Bene dal Male, i buoni dai cattivi, non facendo altro che dividere anzichè unire.

    E’ inutile lamentarsi come fa lei perchè ciò è l’imperativo delle religioni che perseguono la perfezione collettiva trascurando che ogni individuo, essendo diverso dall’altro per proprie capacità intellettive, non può aspirare a divenire chi la Chiesa propone come esempio.
    L’esempio positivo di come la Chiesa dovrebbe perseguire il proprio mandato nei riguardi della collettività cattolica l’ha dato Sant’Agostino: “ognuno da ciò che può’ dare” che esclude che si debba raggiungere la perfezione in quanto essa è di pochi.

    Solo così tutti fanno parte della Chiesa in quanto a nessuno di loro viene fatto carico di ciò che essi non riescono a dare, in quanto da Lei richiesto e non è una novità perchè nel Vangelo, le chiedo, Gesu’ forse evitava coloro che detenevano vizi che la collettività emarginava? (Ladri, prostitute etc.) Per Gesu’ erano i primi ad accedere al Regno dei Cieli che indica che tutti indiscriminatamanente possono aspirare alla salvezza, indipendentemente dal rango sociale.

    Non si tratterà di revocare la dottrina della Chiesa, come scrive lei, ma di rovesciarla completamente perchè porta valori errati che continuano a dividere i buoni dai cattivi, dimenticando che chi si pente all’ultimo momento avrà accesso comunque alla salvezza, nonostante la divisione e l’emarginazione che la Chiesa attua sulla Terra.

  106. Artefice1 scrive:

    Cherubino …..ahahahahahahahahah
    Neanche immagini cosa si tirano addosso in nome della tendenza moderna che PER-Segue la parità.
    “””caro Ubi, però partiamo dal riconoscere che eresie non ce ne sono scritte. Poi possiamo discutere se i “servizi ecclesiali” affidati anche a donne (prendo ad esempio quello su cui mi rispondi) ci sono, se sono pochi, molti, se ce ne sono altri…
    Non ho detto che quei teologi abbiamo per forza ragione, ho detto che non hanno tirato in ballo cose apertamente contro la fede o contro la gerarchia.”””
    Figurati che si sono già schierati TUTTI contro il padre in favore della madre, trascurando radicalmente la Famiglia appunto in nome della Parità.
    Dunque
    Se l’Imprescindibile Istituzione Originaria è già stata vulnerata, non mi meraviglierebbe che i vescovi abbiano a fare il bucato anche per le supposte collaboratrici.

  107. Cherubino scrive:

    non so, ma ho avuto a che fare per lavoro con omosessuali veri e non andavo in giro in minigonna, ma in pantaloni e vestiti da uomo. Comunque questo è un altro discorso: si può benissimo porre qualche regola, ma è il principio di superare certi pregiudizi. Quanti sono disposti ad accettare l’idea che un omosessuale che viva nella casta astinenza (del resto tale e quale ad un eterosessuale non sposato) riceva lo stesso Corpo e Sangue di Cristo e che in tal modo il Figlio di Dio entra nella stessa comunione profonda e totale che ha con gli altri? e che dire del fatto che nella seconda epiclesi il sacerdote chiede a Dio che la comunione al Corpo e al Sangue di Cristo ci renda “un solo Corpo e un solo Spirito” e che quindi siamo in questa comunione materiale e spirituale anche con con l’omosessuale comunicato ?
    Forse su cose come queste bisognerebbe riflettere più spesso.

  108. Simon de Cyrène scrive:

    Caro Enrico,
    mi riferisco al Suo enrico Scrive: febbraio 8th, 2011 at 4:08 pm.

    Tutta la problematica risiede nel rapporto tra Realtà e soggetto conoscente: per lei, come per me, in quanto scientifico di formazione la realtà è indipendente da quel che ne pensiamo. Questa esperienza scioccante lo fà già l’infante nelle braccia della mamma quando si accorge che questa non è lui e continua per tutta la vita. Il fatto che la Realtà sia independente dall’io non impedisce però questi a conoscerla a due condizioni: la prima accettare la realtà per quella che è che è un atto di volontà, la seconda astrarne le informazioni e modelizzarne la razionalità initrinseca.

    In quanto scientifico lei “obbedisce” alla realtà, cioè quando un’esperienza dà un risultato negativo rispetto alle sue espettazioni, lei lo accetta come postulato e cerca di integrare questa informazione nel complesso cognitivo anche a costo di doverlo sovvertire se necessario. Ma il vero scienziato non fa mai il contrario, cioè torcere il reale affinchè coincida con i propri modelli: c’è un nome per chi fa questi giochetti.

    Nel lavoro del teologo quel che funge da postulati della realtà non sono le esperienze scientifiche su fenomeni ma le Verità di Fede che il Cristo ci ha comunicato e che riceviamo per opera dello Spirito Santo per via del Magistero Autentico di Santa Romana Chiesa.

    Il teologo onesto, come lo scienziato, “obbedisce” ed accetta quindi l’insegnamento della Chiesa alla stessa stregua che lo scienziato accetta i dati sperimentali e stabilisce le sue riflessioni a partire da questo punto anche se queste verità non sono sempre “simpatiche” in una data cultura.

    Il teologo disonesto o alla fede debole o debolissima invece cerchèrà di cambiare i dati della fede e dei costumi tali quali l’insegnano il Magsitero Autentico alfin di farli combaciare colle proprie opinioni e colla cultura del mondo che, come si sà, non è di Dio.

    Non so se ho davvero risposto alla sua richiesta ma mi rallegro di rileggerla prossimamente.

    In Pace

  109. Simon de Cyrène scrive:

    Mi chiedo di cosa stia parlando il Cherubino….

    E’ ovvio e di bimillenaria dottrina che un omosessuale casto può avvicinarsi al tavolo della comunione.

    Ma non è quel che chiedono i 144 teologi germanofoni alla fede debole: figuriamoci!

    In Pace

  110. Artefice1 scrive:

    Cherubino…… lo sai già cosa diciamo a Milano.
    I muyrun sa drizzan pù
    Inutile sperare sognare o pregare.
    Forse il problema su cui discutere sarebbe quel tuo “ho avuto a che fare”

  111. enrico scrive:

    Ecco io mi chiedo (leggendo un intervento qui) come si possa affermare che la Chiesa divida scindendo i buoni dai cattivi.
    Da quali esperienze personali si evincono concetti di questo tipo?

    Intanto il giudizio spetta a Dio e non all’uomo, secondariamente la Chiesa riconcilia la creatura con il creatore non certo scinde i buoni dai cattivi.
    Anche perchè questa è sempre prerogativa di Dio.

    Tutti ci riconosciamo deboli e peccatori, tutti i credenti si rendono conto che bisogna affrontare un cammino di santificazione affidandosi alla grazia ed alla preghiera.
    Il confessionale è aperto a tutti, giusti ed ingiusti,

    Ma quando si cade preda del sofisma relativista, perchè questo è il punto, ne deriva che se non esiste più il bene ed il male, perchè tutto è relativo, è evidente che tale posizione non possa essere espressa solo riguardo a determinate tematiche ma bensì a tutte, poichè sarebbe assurdo discriminare se tutto è relativo, sicchè ogni azione, qualunque azione, non potrebbe essere in se nè giusta nè sbagliata.
    Ecco il problema principale. Prima ancora di vivere una vita Santa è quello di non perdere la ragione, mantenedo ben chiaro e distinto ciò che è giusto da ciò che non lo è.
    Per il resto esiste il confessionale.

  112. Cherubino scrive:

    Enrico, le docenti di teologia svolgono un ottimo servizio e a voler fare della statistica sono in proporzione più i teologi maschi ad essere stati ripresi dalla Congregazione per la dottrina della Fede che le teologhe. Anzi, a dire il vero non me ne viene in mente nessuna.
    Il problema è che la diffidenza non può essere a priori, solo per via del genere sessuale di chi insegna.

    Ma il discorso vale anche per altri campi. So che in certe Diocesi ci sono molte resistenze verso il diaconato permanente. Eppure i nostri tempi testimoniano grandi esempi di santità laicale. I genitori di Santa Teresina coniugi Martin, ad esempio, Lazzati, La Pira, Frassati, Gianna Beretta Molla, Marcello Candia e andando indietro perchè non ricordare san Giuseppe Moscati…

  113. Cherubino scrive:

    comunque è evidente da certi post, come quello di Simon, che qui alcuni parlano senza aver letto il documento. Un pò di onestà intellettuale non guasterebbe. Mostrate le frasi precise che sarebbero così immorali ed eretiche. Il link ve l’ho messo. Vi si può anche trovare qualche passaggio che si presta ad interpretazioni in negativo, ma sono pur sempre e solo interpretazioni. E dato che la lettera si limita educatamente a chiedere semplicemente che queste tematiche siano oggetto di approfondimenti da parte della Chiesa, non capisco proprio dove sarebbe l’attentato. Ora è vietato anche chiedere che si parli di qualcosa, che si verifichi se sul piano della pastorale si fa tutto ciò che la carità richiede ?

  114. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, io pregiudizi 0 spaccato…
    Io vedo persone, maschi e femmine.
    Nel momento in cui vedo uno vestito da maschio non mi interrogo se sia omosessuale, anche se so che può esserlo o lo è, così non mi interrogo se è casto o no.
    Idem per una donna.

    Non capisco di cosa stiamo parlando.
    Chi è casto può fare la Comunione. Chi non lo è non potrebbe, ma se la fa che gli si dica che è peccato farla.
    Chi è “caduto” ma sinceramente pentito si confessa, se pentito e ha il proposito di non ricadere, è assolto è può farla.
    Ma di che parliamo non capisco. Cosa vogliono stì teologi che la Chiesa già non contempli?
    Bhò, lo sai solo tu e loro…

  115. enrico scrive:

    @ Simon

    Sì è chiaro il suo intervento.
    Il punto è ,a mio avviso, che si vive più serenamente accettando le proprie debolezze ma mantenendo la ragione, proponendo di migliorarsi affidandosi alla grazia ed alla divina misericordia, piuttosto che contorcendosi sul cavillo, per cercare se si è ancora sull’orlo del precipizio o si è già caduti.
    Del resto se si comicia a giocare al prendo e scarto è evidente che non si può che finire scartando tutto.
    E’ evidente.
    Si perde la ragione.
    Essere peccatori consapevoli permette di pentirsi.

  116. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, riguardo al chiedere “educatamente”…

    tu credi, posto per assurdo, che se a un tizio gli chiedo molto educatamente e garbatamente se mi “presta” la moglie,
    la richiesta sia lecita perchè fatta con garbo ed educazione?

    Cherubino, non ci prendiamo in giro…

  117. Cherubino scrive:

    Simon , non sa di cosa sto parlando. Non me ne meraviglio, perchè non è certo l’unica cosa che non sa.

    Certamente non è da oggi che l’omosessuale riceve la Comunione. Ma ciò che dovrebbe discendere teologicamente da ciò? Perchè, se prende l’eucarestia allora dovrebbe poter far parte di un Consiglio pastorale e di ogni altro organismo parrocchiale (e diocesano), potrebbe essere un ministro straordinario dell’eucarestia, potrebbe fare addirittura il Catechista… o no? Eppure nella prassi non è così. Molti, anche cristiani, si comportano come se l’omosessualità fosse una malattia infettiva.

  118. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Nessun problema personale nei confronti di una teologa si figuri.
    Vorrei solo capire cosa significa il passo:

    “Libertà di coscienza: Rispetto per la coscienza individuale significa porre fiducia nella capacità di decisione e di responsabilità degli uomini. Favorire e sviluppare questa capacità è anche compito della Chiesa; non deve però trasformarsi in paternalismo. Riconoscere seriamente libertà di coscienza è qualcosa che ha a che fare con l’ambito delle decisioni personali sulla vita e delle forme di vita individuale. L’alta considerazione della Chiesa per il matrimonio e per la forma di vita senza matrimonio è fuori discussione. Ma essa non impone di escludere le persone che vivono responsabilmente l’amore, la fedeltà e la cura reciproca in una unione omosessuale o come divorziati risposati.”

  119. Cherubino scrive:

    Uvi, non ci siamo: stai mettendo sullo stesso piano richieste del tutto legittime con un’atto illecito e immorale. E che le prime siano legittime lo mostra il fatto che no mi risulta che dal Vaticano sia stata fatta qualche dichiarazione in tal senso, nè la Congregazione per la dottrina della Fede o i Vescovi di quei teologi hanno avviato una qualche procedura disciplinare. Forse qualcuno è stato sospeso dall’insegnamento ? Forse a qualcuno è stato intimato di ritrattare ?
    Non so, come al solito ci permettiamo di giudicare noi che non siamo giudici. Lasciamo che ognuno assolva il compito che gli spetta. Se hanno sbagliato lo dirà la Chiesa e finora non lo ha fatto.

  120. Artefice1 scrive:

    Caro Enrico …. Io reputo relativista il tuo spunto buonista.
    Il commento a cui hai fatto riferimento NON può Essere un Giudizio, ma il ribadire L’Evidenza del Senso che ciascuno può riconoscere trascurando ogni significato.
    Che l’omosessualità sia l’opposto del Senso credo non ci possano essere dubbio alcuno.
    Il confessionale rimette i peccati a quanti si Ravvede.
    Come fate a definire omosessuale chi si sarebbe ravveduto e per giunta PER-Seguire l’intento di prendere in CON-Siderazione la medesima categoria.

  121. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Il brano che le ho postato è quello che volevo capire meglio, ossia, non voglio mettere la croce su una categoria, si figuri, questo è ovvio, io ho le mie debolezze, da quando è cominciata la mia conversione mi pare vada un pò meglio (lo dico sottovoce), ma se non si ha più ben presente ciò che è giusto da ciò che non lo è, per un credente intendo, non si rischia di autogiustificarsi?
    E se ci si autogiustifica su di un punto perchè non su tutto il resto?
    Tutto qua.
    Comunque mi interessa capire il senso della frase che le ho estrapolato.

  122. Cherubino scrive:

    ammetto che quel passaggio sulla libertà di coscienza non è chiarissimo. Poteva dare spazio a richieste fuori luogo. Poteva… però va notato che poi il discorso prende una piega ortodossa: si parla di “non esclusione”. Non si entra nel merito della dimensione sacramentale, ma si parla di valorizzare quegli elementi di buona moralità che è possibile riscontrare anche in tali situazioni. Non mi sembra che alla fine vi sia un contenuto pericoloso.

    Comunque rimane l’unico passaggio un pò ambiguo. Ripeto che non ho detto di condividere tutto, ma che 1) non vi sono contenute dottrine esplicitamente erronee, 2) è solo un invito a discutere nella Chiesa di questi problemi, 3) se pure vi fossero dei punti da rigettare, ciò non deve portare a rigettare anche quelli che sono invece buoni.

  123. Simon de Cyrène scrive:

    Ubi,

    quel che questi teologi alla fede debole vogliono, ma che Cherubino non può dire sia perchè non capisce un tubo del testo tedesco sia perchè fa apposta di fare lo gnorri, è che la Chiesa benedica in un modo o un altro coppie omosessuali , cioè attive sessualmente e certamente non caste, il che vuol dire anche ammetterle alla tavola della comunione.

    Siamo cioè nel più assoluto lontano dall’insegnamento del Magistero Autentico in queste materie da due millenni: la tappa seguente è poi ammettere quest’atrocità spirituali ad assumere responsabilità nella Chiesa.

    Questo per parlare quadrato ma chiaro.
    In altre parole vorrebbero applicare alla Chiesa il programma che ha distrutto oggigiorno la comunione anglicana ed il luteranesimo.

    In Pace

  124. enrico scrive:

    @ Artefice1

    Non capisco il senso dell’intervento, non capisco l’italiano nè capisco a quale mio intervento lei si riferisce.
    Se lei intende quello del “febbraio 8th, 2011 at 6:27 pm”, quando ci si confessa si dice “propongo…etc etc”, a meno che non si reciti l’atto di dolore perfetto.

    Nella Chiesa delle origini, se non erro, tre erano i peccati che si potevano confessare una volta nella vita

    Idolatria

    Omicidio

    Adulterio

    Per il resto non mi risulta oggi sia più così.

    Il mio intervento non vuole comunque nè giustificare alcun comportamento nè essere buonista.
    Poi perchè usa ste maiuscole e sti trattini non si capisce mica.

  125. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Quello però era il passo che a me premeva.

    Il concetto di “non esclusione” è ovvio, tutti preghiamo perchè tutti siano salvati.
    Ma il passo è poco chiaro specie

    “Rispetto per la coscienza individuale significa porre fiducia nella capacità di decisione e di responsabilità degli uomini”

    Ogni scelta va rispettata è ovvio, ma non è vero che tutte le scelte sono giuste.

  126. Simon de Cyrène scrive:

    Enrico,

    la frase sulla libertà di coscienza sembra oscura perchè è in realtà una variante di certa giustificazione morale per sola intenzionalità: il che è un pensiero assolutamente contrario a duemila anni di insegnamento morale.

    In altre parole sarebbe sufficiente avere una buona intenzione, indipendentemente dal mio comportamento oggettivo, per essere salvato: da dove piccole frasi dello stile ” Riconoscere seriamente libertà di coscienza è qualcosa che ha a che fare con l’ambito delle decisioni personali sulla vita e delle forme di vita individuale ” che deve quindi essere sottratta al giudizio della Chiesa. Una visione molto protestante della relazione con Dio.

    Tutto il documento è quindi zeppo di eresie, di ambiuità, e di insegnamenti che vanno contro quello della Chiesa da duemila anni Concilio Vaticano II incluso come anche gli ultimi 5 papi.

    Invece di ascoltare Cherubino meglio leggere cosa ne dice il card. Meisner, arcivescovo di Colonia, in perfetta unione con il Papa ed i Vescovi in comunione con lui e che ha i munera per giudicare gli orrori di questi 144.

    In Pace

  127. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Vedi Cherubino, non hai colto la mia arguzia, e sei subito caduto in errore.
    Io ho detto ” a un tizio gli chiedo molto educatamente e garbatamente se mi “presta” la moglie”…
    e tu mi parli di atto immorale e illecito.

    Io non ho specificato il motivo del chiedere in prestito e tu giaà pensi al peggio.

    Eppure la richiesta formulata con ambiguità può essere eccepita nel bene e nel male.
    Nel bene potrei servirmi della signora per farmi fare il bucato o le pulizie o farmi accompagnare ad un incontro di lavoro.
    Nel male è ovvio cosa si intende.

    Quella lettera ha le stesse ambiguità di questo esempio.

  128. mauro scrive:

    Certo che divide i buoni dai cattivi, è indubbio perchè anche voi lo fate e su questo blog è un’indiscussa arte di evitare di rispondere alle risposte che dimostrano la vostra incoerenza con il Vangelo.

    La Chiesa dovrebbe concilare le diverse aspettative con il creatore, di tutti, ma scinde il Bene dal Male quando quest’ultimo, per bocca di Gesu’, era non accettare la salvezza e null’altro.

    Certo che continuando a vedere il Male dappertutto poi si finisce a farsi del male e la gente comincia a discostarsi, evita di approcciarsi od addirittura se ne va ad abbracciare altre confessioni.

    Lasci stare il cammino di santificazione, tutti i battezzati sono santi e non lo dico io ma le lettere degli apostoli ai quali erano indirizzate. Già lei lo è ed il suo impegno è portare a termine il cammino di santificazione, non affrontarlo come se dovesse ancora iniziarlo.

    Ciò che può essere il Male per me può rappresentare il Bene per Lei perchè ognuno costruisce la propria vita su determinate e diverse aspettative; non vi è uno standard che ci indichi dove inizia il Male ma sappiamo che ciò che non ci soddisfa lo rappresenta.

  129. Cherubino scrive:

    Enrico, la cosa più giusta è sempre quella dettata dalla Carità. E che non sia solo “a parole”.

  130. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Simon de Cyrène Scrive: febbraio 8th, 2011 at 6:52 pm

    Simon, l’ho inteso benissimo.
    Solo che mi piace giocare come il gatto col topo…

  131. Artefice1 scrive:

    Caro Erico ….. spero vivamente che un giorno ci potremo capire senza significati.
    Leggendo questa tua risposta io capisco che tu stai prediligi l’aspetto burocratico alla tua Umanità identica alla mia.
    Possiamo concordare sul fatto che la burocrazia è imperfetta se non altro perché tratta puri significati, mentre il Senso è UNICO Originario Eterno ed Universale, Presente Costantemente e Riconoscibile da ciascuno?
    Io non pongo limiti al Perdono, visto che non ne ha posti Gesù Cristo.
    Ma il Ravvedimento resta la condizione minima che consente di non vanifica il Sacrificio.
    Maiuscole e trattini te li spiegherò se strada facendo non c’arrivi.

  132. Cherubino scrive:

    Nel passo citato non si parla affatto di intenzionalità. Si parla di valori positivi e concretissimi come responsabilità e fedeltà. Si dice che la verità va sì proposta, ma intanto il disaccordo non deve impedire di accogliere e amare.
    Simon sta costruendo la solita manfrina che non c’azzecca niente, giusto per buttarla in confusione, introdurre un sacco di pseudo-concetti altisonanti e sostanzialmente vuoti.
    E poi, cosa avrebbe l’intenzionalità di così orrendo ? Forse Simon farebbe bene a ripassare un manuale di teologia morale. Il peccato ha sempre un elemento oggettivo ed uno soggettivo. Così si danno atti oggettivamente buoni ma soggettivamente comunque colpevoli (faccio del bene ad una persona per conquistarne la fiducia e poi frodarla: il primo bene fatto è comunque un atto malvagio) e oggettivamente cattivi ma soggettivamente non colpevoli (manca la consapevolezza di fare il male) o addirittura buoni (uccido chi sta per uccidere un’altra persona).
    Vi sono poi, ma sono ben circoscritti, alcuni atti cattivi “in re ipsa”. Per questi non vale la soggettività non colpevole, per la profondità della loro contrarietà alla natura umana o la gravità del danno fatto alla vittima. Salvo ovviamente il caso di incapacità di intendere e/o volere.
    Estendere però le caratteristiche del peccato in re ipsa a tutti i peccati, assumendo tale species a genus e principio generale è del tutto errato e fuorviante, in ogni caso contrario alla dottrina sempre professata dalla Chiesa.

  133. Cherubino scrive:

    Ubi, ora stai esagerando. Mi prendi per fesso ? Quando uno dice “mi presti tua moglie” l’allusione è chiarissima a tutti. Dai, lascia perdere i giochini linguistici.

  134. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    E tu mi prendi per fesso nè Cherubino!

    Quando “lor teologi” parlano di “donne in servizio ecclesiale”, intendono il sacerdozio femminile, non fargli fare le pulizie in Chiesa!

  135. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    avevo omesso: “lasciamo perdere i giochini linguistici”…

  136. Simon de Cyrène scrive:

    Cherubino, come il diabolos continua seminare loglio nel campo.

    Quando il testo parla “delle forme di vita individuale” qui si tratta di vivere in modo oggettivamente disordinato e questi sono atti cattivi “in re ipsa”.

    Quindi voler farne dipendere il valore morale dall’intenzionalità, come il testo sottende molto chiaramente, vuol semplicemente vanificare l’insegnamento morale addirittura della bibbia stessa.

    E ben sanno cosa fanno questi teologi dalla poca e debolissima fede.

    Un po’ di onestà intellettuale, Cherubino, che dianime!

    In Pace

  137. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    E comunque, c’è una crisi del sacerdozio che si risolve solo con La Preghiera, l’Adorazione, la santità di vita, l’aspirazione all’imitazione del Sacerdote per eccellenza, e non con le “soluzioni umane” di cui il Santo Padre Benedetto XVI parla un giorno si e l’altro pure.

    Ma è una voce che grida nel deserto spirituale e che pochi accolgono.

    ps. a proposito “voce che grida nel deserto” immediatamente richiama alla mente i profeti.
    Ebbene lor teologi si arrogano anchè uno spirito di profezia che non so chi gli abbia dato.
    E infatti imperativamente, quasi che fossero davvero la voce di un profeta, si arrogano già dall’inizio solennemente lo “spirito di profezia”:
    “Chiesa 2011: una svolta necessaria”

    U’anemabbella! E Cherubino beve e vorrebbe darla a bere pure a noi…
    ma pè piacer…

  138. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Correzione:
    E comunque, c’è una crisi del sacerdozio che si risolve solo con La Preghiera, l’Adorazione, la santità di vita, l’aspirazione all’imitazione del Sacerdote per eccellenza, e non con le “soluzioni umane”, di cui il Santo Padre Benedetto XVI parla un giorno si e l’altro pure.

    A volte per una virgola cambia il senso di una frase…
    pensare che per un punto Martin perdè la cappa…

  139. Cherubino scrive:

    Stai facendo un cumulo di illazioni, prendi le parole e gli dai il senso che vuoi tu, un senso del tutto improprio, tanto che ti è scappato un “sottintende”. Se “sottintende” è una tua interpretazione.
    In ogni caso non hai dimostrato niente se non i tuoi pregiudizi e l’incapacità di leggere e rispettare un testo.

  140. Cherubino scrive:

    Ubi, ti stai contraddicendo: prima hai fatto un elenco di servizi ecclesiali che vengono già svolti dalle donne. E non si tratta delle pulizie.
    Non c’è nulla che possa dimostrare che si intendeva il sacerdozio femminile. Ciò che dici è solo un mettere le mani avanti per il timore preventivo. Ma è solo un timore. Non scambiamo i nostri timori per la realtà.

  141. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubini, c’è l’hai con me per il “sottintende” ?
    Dove l’ho scritto? A proposito di che?

  142. Cherubino scrive:

    “E ben sanno cosa fanno questi teologi dalla poca e debolissima fede.”

    Cosa fanno ? Tu lo sai ? Ne hai le prove ? Vergognati !

    E’ indegno e del tutto immorale gettare fango in questo modo sugli altri. Certamente molto più lesivo della comunione eccelesiale -e quindi peccaminoso- che scrivere quella lettera.

  143. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Correggo: Cherubino.

  144. Cherubino scrive:

    no Ubi, era Simon de Cyrène Scrive: febbraio 8th, 2011 at 7:39 pm. Per la precisione è scritto “sottende”.

  145. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    “Non c’è nulla che possa dimostrare che si intendeva il sacerdozio femminile.”

    Ma c’è tutto che lo può dimostrare. Se tutti gli altri ministeri sono già svolti (lettorato, accolitato, Min Straord. Eucaristia) è ovvio che resta il diaconato e il sacerdozio ministeriale. Altrimenti, l’unica rimasta è le pulizie in chiesa.
    La direzione spirituale pura e semplice è da escludere in quanto presuppone la Confessione!

    Cherubino, il gatto gioca col topino…

  146. Cherubino scrive:

    Comunque caro Ubi, vedo che Simon sta facendo di tutto per metterci uno contro l’altro, quindi la chiudo qui. Se a te quella lettera non piace hai tutto il diritto di pensarla così. Così come io ho il diritto di non ritenerla erronea fino ad una presa di posizione in tal senso della Chiesa.
    Chiedo però che nessuno si sostituisca a questo potre di giudicare che è proprio solo della gerarchia ecclesiastica.
    Questo è quanto basta.

    Quanto a Simon ha dimostrato ancora una volta la sua ignoranza e bassezza.

  147. Cherubino scrive:

    il servizio ecclesiale non equivale al ministero. Vi sono molti servizi che non sono ministero. Ad esempio il “consigliare nella Chiesa” non è un ministero, ma è un servizio.

  148. Marco N. scrive:

    Al solito: stracciamento di vesti, strida, baruffe e cipria che vola, frizzi,lazzi e lai cherubiniani. Manca solo il degno corifeo “Osservatore” (mille volte miope pare) a tenergli bordone. E poi siamo a posto!

  149. Cherubino scrive:

    la Direzione spirituale richiede la Confessione ? Ma quanto mai ! Il più grande direttore d’anime dei primi secoli cristiani fu S. Efrem siro che era solo diacono e non confessava.

  150. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Ad esempio il “consigliare nella Chiesa” non è un ministero, ma è un servizio.

    Già ampiamente svolto direi… avanti la prossima opzione, vediamo se siamo capaci di esaurirle tutte…

  151. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Le donne non possono essere ammesse al diaconato. NON POSSONO, no non si vuole, che è diverso…

  152. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Poi non so se sai Cherubino ma ai primi secoli la Confessione così come noi la conosciamo oggi (nella forma attuale) non c’era…

  153. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Chiudo anche io Cherubino.
    Io non sono contro nessuno. Ho ben chiaro l’oggetto del ragionare e difficilmente lo sposto sul soggetto ragionante…

  154. Marina scrive:

    Pensa piuttosto che disdetta sarebbe stata per Marina e Squilpa se il randello gli fosse sfuggito di mano e se lo fossero tramandato.

    Artefice1
    pensa invece se il randello lo avessero preso in mano i tanti onesti e avessero continuato l’opera del Cristo.
    Quanti mercanti in meno nella santa chiesa.Non ci sarebbe lo IOR maneggione e poco trasparente.

    E quanti popoli in terra starebbero meglio economicamente e forse avrebbero anche più fede in DIO.

    PS.ti sei stufato di scrivere articoli incomprensivi?

  155. Andrea scrive:

    Per Reginaldus (4:30 pm): alla sua domanda finale, alzo la mano io!! e le garantisco che considero la “coincidentia oppositorum” come il timbro di Satatna.

    Per Simon (6:52 pm): la sua frase finale è la fotografia esatta della realtà.

  156. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Non metto in dubbio che la cosa più giusta sia quella dettata dalla carità.
    Io non ho la minima intenzione nè di provocare nè di litigare, e in generale credo lei porti avanti una posizione, e questo per me va bene, del resto almeno siamo tornati nell’argomento del thread.

  157. Cherubino scrive:

    e chi ha parlato di diaconato per le donne ? e poi il Confessare era diverso ? Boh… in che senso ? Sicuramente un diacono non amministrava la Confessione.
    Un fatto è certo: la direzione spirituale non è sostanzialmente legata al ministero sacerdotale e questo non è indispensabile per quel tipo di servizio, anche se ovviamente è in generale un elemento di maggiore certezza e opportunità.

  158. Simon de Cyrène scrive:

    Cherubino,

    1) ho scritto “sottende” dal verbo sottendere che non vuol dire per niente sottintendere: infatti il testo in questione è chiarissimo e la filosofia che lo sottende non è per niente sottintesa.

    2) Quanto alla valutazione della fede dei 144 non è mia, ma del cardinal Meisner: ne ho dato il link in un intervento più sotto. quindi i suoi strilli, caro cherubino, non mi impressionano

    Cherubino, lei ha mostrato che ci voleva imbambolare con la sua interpreazione di una lettera gravissima che va contro il Magistero Autentico della Chiesa: non ha fatto che confermare quanto poco conformi all’insegnamento della Chiesa sono le sue interpretazioni.

    Prego per lei, affinchè ritrovi il camino della piena comunione non solo formale ma anche materiale coll’unica Cheisa del Cristo che è Santa Romana Chiesa.

    In Pace

  159. enrico scrive:

    @ Simon

    “Rispetto per la coscienza individuale significa porre fiducia nella capacità di decisione e di responsabilità degli uomini”

    Simon tu mi hai risposto:

    “la frase sulla libertà di coscienza sembra oscura perchè è in realtà una variante di certa giustificazione morale per sola intenzionalità: il che è un pensiero assolutamente contrario a duemila anni di insegnamento morale.”

    A me non sembra, se si intendesse semplicemente questo sarebbe già qualcosa (sul resto delle questioni non entro nel merito perchè conosco troppo poco), a me sembra proprio che in questo passaggio si spalanchi il portone al relativismo, cioè ci si affida alla capacità di decisione del singolo.
    Ma invece è evidente che il singolo può sbagliare decisione e questo non significa che bisogna approvare qualunque decisione.
    Riconciliarle tutte, secondo i casi, ma approvarle se contrarie, nessuna.
    In questo modo si può anche giustificare la menzogna, basta contestualizzarla………il che non vuol dire che non si possa sbagliare, ma che non bisogna adattare la Verità ai propri sbagli.
    Il resto delle tematiche le conosco poco, ma quel passaggio mi lascia molto perplesso.

  160. enrico scrive:

    @ Marina

    Giusto per essere pedante, che mi riesce bene, erano cordicelle e non un randello, se la prese con i commercianti e i cambiavalute che definisce ladri, dunque probabilmente non svolgevano onestamente il loro lavoro.
    Lo stato del Vaticano è uno Stato sovrano ed ha una banca che si chiama IOR…fastidi?
    In se dove vado in Chiesa io le offerte per le messe sono libere.

  161. Simon de Cyrène scrive:

    @Enrico

    leggo il suo commento e sono d’accordo con lei, poi leggo il mio e mi sembra aver detto in una frase quel che dice lei in modo più sviluppato.

    Non sono sicuro di aver capito su cosa dissentiamo.

    In Pace

  162. Artefice1 scrive:

    Ciao Marina …. Chi è senza peccato parta colle randellate?
    Non ti pare di rischiare troppo?
    Mica se lo é fatto sfuggire dalle mani il randello, anzi deve aver raccomandato l’opposto.
    Un conto è Riconoscere il Senso per combinarle giuste, altro è perdersi come fai tu rincorrendo l’incomprensibile per trascurare l’Essenziale.
    Così ti sembro abbastanza incomprensibile?

  163. enrico scrive:

    @ Simon

    Che io non ci vedo neanche il discorso della buona intenzione in quella preposizione.
    A me pare che si giustifichi un comportamento in quanto è ritenuto giusto o giustificabile dalla propria etica personale.
    Cioè relativismo tout court.

  164. enrico scrive:

    @ Simon

    Comunque non dissentivo, solo che mi pare che il concetto sotteso sia più forte.
    Ossia io credo, fintanto che non perdo la ragione di ciò che è giusto e sbagliato sono salvabile.
    Quando la perdo e cerco la ragione in me stesso, e ovviamente questo comporta tante ragioni quante sono le teste degli uomini, come faccio a salvarmi e mantenere giudizio oggettivo sulle cose.

  165. Simon de Cyrène scrive:

    @Enrico

    capisco e concordo: forse sono influenzato dalle mie letture su come questi “teologi” giustifichino intellettualmente in sede morale il loro relativismo.

    Grazie :-)

    In Pace

  166. Cherubino scrive:

    a dire il vero, Simon, se c’è qualcuno che strilla sei tu.

    Sottende invece di sottintendere ? non cambia nulla. Indica comunque un’interpretazione.
    Devoto-Oli: sottende= contiene in sè come conseguenza.
    Quindi non è un affermazione diretta dei teologi, sei tu che pensi di vederci quei significati.

  167. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Sul resto non metto becco, quel passaggio non lo capisco, tutto qua.

  168. Reginaldus scrive:

    bene Andrea,

    e allora perché non trarne le conseguenze???i

  169. Simon de Cyrène scrive:

    Cherubi’ !
    se mi vuoi dare del tu senza che ti abbia dato permesso di farlo allora mi permetto di dirti: fai pena guaglio’!
    Non ci azzecchi un’acca e ti ficchi il dito nell’occhio fino al gomito.
    Prego per te
    In Pace

  170. Cherubino scrive:

    Enrico non capisco cosa intendi per “ci si affida alla decisione del singolo”. E su cosa ci si dovrebbe basare sulla costrizione fisica o morale ? Ogni atto morale deve essere libero e quindi basato su una decisione del singolo.
    A me non sembra che quel testo dica che ogni decisione è buona per il solo fatto di essere una decisione. Come ho già ammesso il passaggio sulla libertà di coscienza è poco chiaro, però non sfocia in posizioni apertamente erronee, anche se il dubbio può restare.
    Certamente le questioni di quel documento si muovono su un territorio di confine, su questioni complesse e nelle quali è difficile spaccare il capello in quattro.
    La Commissione episcopale tedesca ha esaminato il testo e ha dichiarato quanto posto sotto. Credo che solo a fronte del testo che la CE tedesca produrrà sapremo quanto di questa lettera è recepibile e quanto no.
    Sottolineo solo che nel testo dell CE tedesca
    1) si riconosce una “tensione” su alcune posizioni espresse, ma non si usa il termine “contrasto”;
    2) si riconosce anche che la lettera rappresenta un contributo utile;
    3) si riconosce che su queste questioni è effettivamente necessario un approfondimento;
    4) si dice che la Conferenza episcopale lavorerà ad un testo sulle questioni sollevate.

    “Con il loro ‘memorandum’ molte professoresse e professori della teologia cattolica vogliono contribuire alla conversazione sul futuro della fede e della Chiesa in Germania”, afferma in una nota il segretario dell’episcopato tedesco, il gesuita Hans Langendoerfer. “A questa conversazione hanno invitato i vescovi tedeschi. C’è bisogno di ulteriori intuizioni e riflessioni stimolanti. Da oltre venti anni c’è un dialogo strutturato tra i vescovi tedeschi con gli accademici delle diverse facoltà di teologia. Ha lavorato bene ed è vantaggioso per entrambe le parti”.
    “Il memorandum riporta insieme idee sostanzialmente discusse di frequente. In questa misura non è più di un primo passo. Su una serie di questioni il memorandum è in tensione con le convinzioni teologiche e le affermazioni ecclesiali di un livello più vincolante. I temi corrispondenti hanno bisogno urgentemente di un ulteriore chiarimento. C’è sì bisogno di più di una semplice concessione da parte dei vescovi per affrontare effettivamente le pesanti sfide alle Chiesa in Germania”.
    “La Chiesa in Germania – prosegue il segretario della Conferenza episcopale tedesca – cerca con rinnovata vitalità dove conduce ora il suo pellegrinaggio. Gli errori e il fallimento del passato devono essere discussi e riconosciuti esattamente come le mancanze e le richieste di riforma. Non si possono sfuggire questioni ingombranti. La paura non è buona consigliera. Nel dialogo non devono mancare la visione accademica e l’acume intellettuale, che sono una particolare occasione della teologia accademica. La prossima assemblea generale della Conferenza episcopale tedesca da parte sua elaborerà le proprie proposte, che speriamo siano stimolanti”.

  171. Marina scrive:

    Scior enrico giusto per fare chiarezza,cordicelle o legno non importa,resta il fatto che le reliquie non ci sono.
    I cambiavalute e i commercianti erano nel tempio,non in piazza.
    Gesù non voleva disonesti e ladri nel tempio di DIO.
    Lo IOR è gestito o non è gestito da religiosi? E li dentro non tutto viene fatto in trasparenza.I soldi dell’Ambrosiano chi li ha fregati? Lo IOR mi sembra,e allora vede che i mercanti di denaro ci sono pure nel tempio di DIO odierno?

  172. Marina scrive:

    Artefice cosa sarebbe l’incomprensibile che rincorro per trascurare l’Essenziale scusa?
    Ciao

  173. Simon de Cyrène scrive:

    Curialese per dire eresia da come riportato da cherubi’:

    “Su una serie di questioni il memorandum è in tensione con le convinzioni teologiche e le affermazioni ecclesiali di un livello più vincolante.”

    Buona notte a tutti in Pace

  174. Artefice1 scrive:

    Ahahah…Cherubino….
    Mi fai un esempio di atto Morale???
    ahahahah

  175. Artefice1 scrive:

    Marina…..avrei scritto sconosciuto….se tu non mi sollecitavi l’incomprensibile.

  176. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Siete già tornati? allora posso anch’io. Non mi piace parlare degli altri in loro assenza.
    CHERUBINO. Mi chiedo perchè verso gli ultra-tradizionalisti una misura e verso gli ultra-progressisti un altra…
    Probabilmente io non faccio testo, poichè come un novello Savonarola, dispenso randellate a destra e a manca.

    Comunque il fatto che certe posizioni non venganno immediatamente condannate, fa parte di quella famosa concezione della “medicina della misericordia” che la Chiesa ha -giustamente- intrapreso.
    Prima ti stroncavano sul nascere, e il perchè magari lo dovevi sapere da te, “è così e basta”. Oggi si usa un pò più di pazienza e te le spiegano e te lo rispiegano, però è ovvio che alla fine “è così e basta”. Serve a non fare indurire su determinate posizioni, ma a indurre a maggior ragionevolezza. Ragion per cui la mancata assenza di sanzioni immediate non è sinonimo di ortodossia, ma è solo sinonimo di maggiore libertà, anche di esporre una tesi sbagliata, salvo poi farsela correggere.
    E questo deve valere per tutti sia per gli ultra-di-quà che per gli ultra-di-la, poichè è ovvio pur da posizioni diametralmente opposte sono accomunati nel medesimo errore.
    Non mi capacita perchè tu per gli ultra-di-qua protendi per la ragionevolezza delle tesi e per gli ultra-di-la propendi per la bastonatura solenne ed immediata.

    Un motivo ci sarà…

  177. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Dunque sempre con calma, che io non ce l’ho con nessuno, di sicuro non con lei che sicuramente esprime in buona fede il suo pensiero

    “Libertà di coscienza: Rispetto per la coscienza individuale significa porre fiducia nella capacità di decisione e di responsabilità degli uomini.

    La libertà di coscienza non la tocca nemmeno Dio, e fin qui siamo d’accordo

    “Favorire e sviluppare questa capacità è anche compito della Chiesa;”

    E qui la frase sembra andare verso una direzione che personalmente mi trova d’accordo, ossia lasciare le persone libere, ma sviluppare le capacità della persona di compiere le scelte corrette

    “non deve però trasformarsi in paternalismo. Riconoscere seriamente libertà di coscienza è qualcosa che ha a che fare con l’ambito delle decisioni personali sulla vita e delle forme di vita individuale.”

    Niente da dire

    ” L’alta considerazione della Chiesa per il matrimonio e per la forma di vita senza matrimonio è fuori discussione.”

    Più che giusto

    ” Ma essa non impone di escludere le persone che vivono responsabilmente l’amore, la fedeltà e la cura reciproca in una unione omosessuale o come divorziati risposati.”

    Ecco il punto, tutto il discorso filava, ma tutte le considerazioni precedenti cambiano di senso per quest’ultima frase.
    Escludere sarebbe da capire in che senso, la messa non è off limits per nessuno, si figuri che carico di ogni sorta di peccato, prima della mia confessione dopo anni ci sono andato ma nessuno mi ha fermato sull’uscio.
    Nè è crollata la porta.
    Dunque quel escludere penso si riferisca ai sacramenti, se no a cosa altro?
    Allora o si torna alla legge del ripudio mosaica o ci siamo sbagliati e porneia non sta per la zenut rabbinica ma è da intendersi come moicheia e dunque esistono ragioni successive che possono invalidare un matrimonio (come per ortodossi e protestanti), oppure bisogna accettare che il mistero che due sono una sola carne è grande, forse difficile, ma va accettato.

    Se poi mi chiede se io lo capisco con la mente le dico di no…ma questo non mi giustifica a cambiarlo.
    Se cambio questo tanto vale cambiare tutto il resto.

    Che poi la misericordia trovi le sue strade io ci credo ci spero e prego per me e per tutti.

  178. Cherubino scrive:

    enrico, cerchiamo però di non farci prendere dalle ovvietà.
    S. Agostino non dice “Noli foras ire, in te ipsum redi, in interiore homine habitat veritas” ?
    Cosa vuol dire quindi cercare la “ragione in se stessi” ? Forse volevi dire “fare di se stessi il senso/salvezza della vita”. Ma questo non è al fondamento un atto conoscitivo, ma di volontà. Come insegna S. Ignazio in noi “risuonano” tre ispirazioni: dalla nostra natura, dal Maligno e da Dio. Sono sempre dentro di noi, la vita e la morte, la verità (morale) o l’errore dipendono da quale voce decidiamo (!) di ascoltare. Poi le nostre risonanze sono stimolate anche dalle voci esterne, i cattivi e i buoni consiglieri. Ma è sempre dentro che avviene conoscenza, valutazione e decisione, quindi la fede e l’atto morale.
    La ragione è ragione e basta. Ed essa è per definizione il confronto e l’elaborazione interiore di dati risultanti dall’esperienza, per il tramite della rappresentazione mentale. La ragione è in sè un movimento della coscienza che “va fuori e ritorna dentro” il soggetto conoscente. La conoscenza è soggetto-centrica, per questo dal punto della teologia morale la volontà è una potenza dell’anima superiore all’intelletto, perchè la volontà è proiezione all’esterno, verso l’altro.
    La ragione di chi crede e quella di non crede non sono diverse sostanzialmente. Esse trovano sempre nel soggetto conoscente il punto di arrivo. E’ nella volontà che la persona esce da sè per raggiungere l’oggetto. E nel raggiungerlo gli appartiene. La ragione può essere diversa solo per l’errore che si può insinuare nel processo razionale, il quale appunto è soggetto a fallacie.

  179. Cherubino scrive:

    “quel escludere penso si riferisca ai sacramenti, se no a cosa altro?”

    Non so, però io per principio tendo a non far dire ad un testo più di quanto esplicitamente dice, specie se da ciò scaturiscono accuse e giudizi. Quindi applico istintivamente il “in dubio pro reo”. Nel dubbio preferisco dare l’interpretazione più benevola e non discostarmi dal testo letterale. Poi se venisse fuori che il senso è quello che dici tu, sarei il primo a prenderne le distanze. Ricordiamo però che si tratta, come dice anche la risposta della Conferenza episcopale, di questioni che presentano anche alcuni risvolti da approfondire.

  180. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Il dialogo è sempre positivo, infatti ti ho solo espresso una mia perplessità.
    Sul testo in questione penso che un pochino sia perplesso anche tu.

  181. Cherubino scrive:

    Ubi, questi hanno scritto una lettera educata e senza mettere in alcun dubbio l’autorità della Chiesa, alla quale appunto si rivolgono per gli approfondimenti che chiedono.

    Quelli, accusano pontefici, vescovi e praticamente la stragrande maggioranza dei fedeli di superficialità, eresia, se non di sedevacantismo.

    Come si fa a mettere sullo stesso piano chi solleva delle semplici domande e chi con sfregio di ogni senso di autorità definisce eretico un Concilio, massone un papa, indemoniato un altro, sovversivi movimenti riconosciuti e benedetti dalla Chiesa ecc. ecc. ?

    In ogni caso questa discussione mi ha stufato. Io sto su quello che ha detto la Conferenza episcopale tedesca. Mi basta e avanza.

  182. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, il “Non uscire fuori, rientra in te stesso: nell’uomo interiore abita la verità”, presuppone a monte il “Nosce te ipsum”…
    Forse è allora il caso che tu ti legga l’introduzione della “Fides et ratio” di Giovanni Paolo II Magno.

    Il punto in cui DEVI focalizzare la tua attenzione è questo:

    “Nella Lettera enciclica Veritatis splendor, ho richiamato l’attenzione su «alcune verità fondamentali della dottrina cattolica che nell’attuale contesto rischiano di essere deformate o negate».4 Con la presente Lettera, desidero continuare quella riflessione concentrando l’attenzione sul tema stesso della verità e sul suo fondamento in rapporto alla fede.”

    Poi magari ti leggi le due Encicliche e mi fai sapere.
    Ciao Guagliò.

  183. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cherubino, dimenticavo il link:
    http://www.vatican.va/edocs/ITA1218/__P1.HTM

    Buona lettura…

  184. Cherubino scrive:

    enrico, hai ragione, il dialogo è fecondo ogni volta che si svolge per cercare la verità.
    Ora devo finire un pò di lavoro, quindi lascio la discussione…

  185. Simon de Cyrène scrive:

    Commento ed analisi dettagliata di Don Manfred Hauke, docente di teologia dogmatica alla Facoltà Teologica di Lugano, la cui autorevolezza vale un po’ di più che il confusionismo para-conciliare dell’amico cherubi’:

    “I teologi della DM commettono un “abuso con l’abuso” per promuovere delle richieste che sicuramente non possono combattere le cause che si trovano alla base degli abusi stessi. Non si dice che ci vuole la castità per un vero rinnovamento. Non si parla neanche dell’esigenza della conversione. Al contrario: si vuole il riconoscimento da parte della Chiesa della situazione dei divorziati risposati, i quali vivono (secondo le parole di Gesù) nello stato di adulterio (cf. Mc 10,11s par), e persino le coppie omosessuali la cui prassi sessuale, secondo i cataloghi dei vizi nel Nuovo Testamento, porta all’esclusione dal regno di Dio (cf. 1Cor 6,10 ecc.). Qui non si vede solamente l’influsso di una più profonda conoscenza teologica, bensì una perdita di fede e di morale. Gli elementi fondamentali della dottrina apostolica vengono sacrificati ad un pensiero che vuol essere “aggiornato” alla situazione attuale. La richiesta di togliere l’obbligo del celibato ricorda le richieste del tardivo illuminismo sorpassate già da lungo tempo da Johann Adam Möhler e altri protagonisti del rinnovamento cattolico del sec. XIX. Persino agli illuministi delle chiese statali dell’epoca giuseppinista, (però) non sarebbe venuto in mente di svendere i valori del matrimonio cristiano o di favorire dei concubinati omosessuali.

    Anche la richiesta di avere “donne nel ministero apostolico” si rivolge contro l’origine apostolica della Chiesa, almeno quando si intende “ministero” nel senso del sacramento dell’Ordine. Va ricordato qui la Lettera apostolica di Giovanni Paolo II, “Ordinatio Sacerdotalis” (1994), in cui il Papa sottolinea “che la Chiesa non ha in alcun modo la facoltà di conferire alle donne l’ordinazione sacerdotale e che questa sentenza deve essere tenuta in modo definitivo da tutti i fedeli della Chiesa”. Quello che vale per “tutti i fedeli della Chiesa”, vale sicuramente ancora in maniera più forte per i teologi che possiedono una “missio canonica”.

    Diamo un breve sguardo alle altre richieste, senza poter dare qui una risposta esauriente. Certamente è importante una “partecipazione” di tutti i fedeli alla vita della Chiesa, ma questa partecipazione è va confusa con le forme politiche della democrazia. Secondo la successione apostolica, la Chiesa è guidata dal Papa e dai Vescovi. Nella Chiesa antica, anche i popolo credente, di solito, prese la sua parte nell’elezione dei Vescovi tramite la sua testimonianza e il suo assenso: questi fedeli, però, erano preparati dalla testimonianza dei martiri all’epoca delle persecuzioni; non era la situazione di oggi in cui circa il 90 percento dei “cattolici” tedeschi non frequenta la Messa domenicale e dipende quasi totalmente dall’influsso dominante dei mass-media i quali, nella stragrande maggioranza, sono decisamente sfavorevoli alla fede cattolica. Le elezioni episcopali, comunque, non erano (delle) decisioni prese del popolo neanche nella Chiesa antica. Secondo Papa Leone Magno, il Vescovo doveva essere eletto dal clero, richiesto dal popolo e ordinato dai Vescovi della provincia con l’assenso del Metropolita. Il principio giuridico citato dalla DM viene originalmente dal diritto privato romano e venne interpretato nel 1958 da Yves Congar nel senso della ricezione all’interno della Chiesa, ma non come democratizzazione del Magistero oppure del ministero di guida (“Quod omnes tangit, ab omnibus tractari et approbari debet”); spiegare l’assenso del popolo di Dio come “decisione” oppure come base di “strutture più sinodali”, è il segno di una ideologizzazione fuori dalla storia ecclesiale.

    Quanto affermato sulla problematica delle “parrocchie XXL”, riguarda una realtà dolorosa. La soluzione delle difficoltà non sta nel cambiamento delle strutture della Chiesa provenienti da Cristo (come il sacerdozio ministeriale riservato agli uomini e la sua responsabilità specifica per la guida della comunità). Per organizzare bene la vita delle comunità, ci vogliono la prudenza pastorale e l’impegno di tutti, ma nessuna laicizzazione nella guida delle comunità parrocchiali.

    La “libertà di coscienza” proclamata dalla DM separa evidentemente la coscienza del soggetto dalla verità oggettiva a cui la coscienza deve orientarsi. Non fa senso applicare la “libertà di coscienza” per approvare delle coppie omosessuali e l’adulterio. Newman parlerebbe qui di un preteso “diritto alla caparbietà” (Lettera al Duca di Norfolk).

    La “misericordia” nella morale, menzionata sotto la voce della “riconciliazione”, non va distaccata dall’esigenza di rispettare i divini comandamenti: Dio perdona il peccatore sinceramente pentito, ma fa anche capire (come Gesù nei confronti dell’adultera): “D’ora in poi non peccare più!” (Gv 8,11).”

    Traduzione da h**p://catholicafides.blogspot.com/2011/02/liniziativa-dei-teologi-tedeschi-chiesa.html

    In Pace

  186. Cherubino scrive:

    l’opinione di Hauke resta un’opinione. Tra l’altro sembra che manipoli un pò il testo della lettera. Ad esempio la frase sulle “donne nel ministero apostolico” io non l’ho trovata. Si parla di servizio ecclesiale.
    Altri argomenti sono pretestuosi. Non si parla dell’esigenza della conversione ? Non era il tema della lettera e il fatto che non si parli di qualcosa non vuol certo dire per forza che lo si neghi.
    La discussione sull’obbligo del celibato dei sacerdoti ricorda il tardo illuminismo ? Affermazione del tutto discutibile e grossolana, dato che il celibato sacerdotale non è norma di diritto divino, per secoli perfino i vescovi erano sposati e nelle Chiese cattoliche orientali lo possono essere tranquillamente i sacerdoti. Perchè non si possa discutere di ciò è solo frutto di una preclusione personale.
    Quanto all’elezioni dei vescovi da parte del popolo non si chiede questo nella lettera, ma una qualche forma di partecipazione, che non è necessariamente un’elezione.
    Quanto al carattere “democratico” nel senso politico della gestione pastorale, è vero che la Chiesa non è una democrazia, ma nel momento in cui si dà un diritto essa accetta una limitazione del potere di chi governa e il riconoscimento di “poteri” distribuiti, seppur in forma revocabile. L’esistenza di tribunali amministrativi locali non farebbe che rafforzare la trasparenza dello stesso potere gerarchico e probabilmente porrebbe un freno anche ad abusi di altro genere.

    In ogni caso fa testo la posizione della Conferenza episcopale tedesca che non si è certo espressa nei toni di don Hauke.

  187. 2009 -9 febbraio- 2011

    Nel secondo anniversario della morte di Eluana
    -tanti hanno parlato di “uccisione” e noi siamo assolutamente daccordo sull’uso di quel termine- suggerisco
    la lettura
    di un interessante articolo di Benedetta Frigerio apparso sul numero del 29 gennaio del Settimanale Tempi. Nell’introdurre l’articolo viene posta la seguente introduzione:

    “La legge è in calendario alla Camera a inizio febbraio. E’ già stata approvata dal Senato. La legge si allarga fino a comprendere non solo i malati in stato di coma ma anche quelli terminali (ricordiamo che Eluana Englaro non era una malata terminale). Il fiduciario, poi, ha un ruolo sproporzionato che può portare se non all’eutanasia attiva, sicuramente a quella per omissione di cure”.

    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/02/09/la-vita-dono-di-dio.html

    Ricordiamo, con affetto e preghiera, Eluana.

  188. mauro scrive:

    Caro Cherubino,

    non si angusti troppo per la sorte di Eluana e la Legge che è in corso d’opera, segua l’esempio e gli scritti dei santi proclamati dalla Chiesa Cattolica, precisamente Tommaso Moro (Thomas More) che ha patrocinato nell’Utopia (Lib. II, 5) il COSTUME dell’eutanasia (nello specifico: uccisione misericordiosa o pietosa).

    Sinteticamente: In quel suo paese ideale i magistrati e i sacerdoti saranno incaricati di presentare colle migliori maniere agli incurabili e sofferenti il loro obbligo di andarsene da questo mondo, in quanto essi son divenuti di carico o di insoffribile spettacolo ai sani e robusti: e gli infelici si lascieranno persuadere a morire di fame o ad essere eliminati durante il sonno.

    Giovanni Paolo II, nel 2000, avrebbe dovuto proclamarlo patrono dell’eutanasia oltre che dei governanti e politici ma la storia millenaria della Chiesa insegna che ai santi non può essere imputato nulla di immorale, così come a chi serve Dio.

    Le teorie di Copernico, sacerdote, non furono condannate ma Galileo dovette subire anche ciò che sarebbe spettato a Copernico, quantomeno la scomunica.
    Volendo rifarsi ai tempi d’oggi, il Papa ha affidato alla misericordia di Dio i sacerdoti macchiatisi di pedofilia, quando qualsiasi buon condottiero si sarebbe disfatto di coloro che lo tradivano.

    Il mondo prefigurato dalla Chiesa Cattolica vale come il due di picche: esternamente si comportano come despoti ed internamente con misericordia (verso sè stessi) e tremore (per ciò che potrebbe accadere loro nel mondo CIVILE), ovvero quel due di picche altro non è che due assi di picche affiancati, due comportamenti diversi, che vengono utilizzati singolarmente secondo la bisogna.

  189. mauro scrive:

    Chiedo scusa a Cherubino a cui ho inviato un commento che era indirizzato a COSIMO DE MATTEIS.

  190. Andrea scrive:

    Per Mauro (7:24): il suo commento mi ricorda quelli di Garibaldi, incaricato dalla Massoneria inglese di disinfestare l’Italia dalla putrida razza dei “preti”, capeggiata dal “Gran Prete” di Roma.

    Con la legge di cui si parla, siamo tutti destinati alla “spazzatura”, appena classificati non recuperabili o recuperabili solo a costi elevati.

    http://www.comitatoveritaevita.it/pub/comunicati_read.php?read=282

  191. Andrea scrive:

    Per Reginaldus (9:24 pm):
    ne traggo le conseguenze, che sono le seguenti:

    se il Magistero (esso, non l’andazzo medio della mentalità pretesca) fosse spezzato in un “prima” e un “dopo” (il 1965, poniamo), la Chiesa sarebbe morta. Anzi, ciò invaliderebbe anche la vita della Chiesa “non terremotata” (ante-1965). SE lo fosse..

  192. Andrea scrive:

    Per Enrico (9:50 pm):
    “..oppure bisogna accettare che il mistero che due sono una sola carne è grande, forse difficile, ma va accettato.”

    Il punto decisivo è esattamente questo, caro Enrico, anche in senso filosofico: come lei sa, il micidiale filone gnostico/neoplatonico ama riferirsi a un primordiale “essere umano totale”, poi caduto in una condizione tormentosa per essere stato diviso in una parte maschile e una parte femminile (le due “metà”).
    Invece il Genesi, e soprattutto il Cristo, ci dicono che l’uomo è stato voluto da Dio maschio E femmina, e che il mistero dell’unione dei due non ha il sapore di un ricompattamento dell’Uno, ma di un dialogo di cuori che avviene essenzialmente in dimensione creaturale (carnale).

  193. enrico scrive:

    @ Cherubino

    “La discussione sull’obbligo del celibato dei sacerdoti ricorda il tardo illuminismo ? Affermazione del tutto discutibile e grossolana, dato che il celibato sacerdotale non è norma di diritto divino, per secoli perfino i vescovi erano sposati e nelle Chiese cattoliche orientali lo possono essere tranquillamente i sacerdoti. Perchè non si possa discutere di ciò è solo frutto di una preclusione personale.”

    Dunque

    Mt 19,8-12: “… Rispose loro Gesù: “Per la durezza del vostro cuore Mosè vi ha permesso di ripudiare le vostre mogli, ma da principio non fu così”. Perciò io vi dico: chiunque ripudia la propria moglie, se non in caso di concubinato, e ne sposa un’altra, commette adulterio”. Gli dissero i discepoli: “Se questa è la condizione dell’uomo rispetto alla donna, non conviene sposarsi”. il Egli rispose loro: “Non tutti possono capirlo, ma solo coloro ai quali è stato concesso” Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che SI SONO FATTI EUNUCHI per il regno dei cieli. Chi può capire, capisca”.

    Mt 19,27-29: “Allora Pietro prendendo la parola disse: “Ecco, noi abbiamo lasciato tutto e ti abbiamo seguito: che cosa dunque ne otterremo?”. E Gesù disse loro: In verità vi dico: voi che mi avete seguito, nella nuova creazione, quando il Figlio dell’Uomo sarà seduto sul trono della sua gloria, siederete anche voi su dodici troni a giudicare le dodici tribù d’Israele”. “Chiunque avrà LASCIATO case, o fratelli, o sorelle, o padre, o madre, o FIGLI, o campi per il mio nome, riceverà cento volte tanto e avrà in eredità la vita eterna”.

  194. enrico scrive:

    Il celibato sacerdotale è scelto liberamente ed è inteso come segno e condizione di un amore indiviso e totale a Cristo e alla Chiesa, basato anche sul dato che Cristo stesso non risulta sposato, uno dei pochi dati su cui praticamente non discute alcuno studioso del NT, nemmeno Crossan.

    Con il Concilio di Trento il clero fu reclutato esclusivamente tra i celibi, sempre con scelta libera e volontaria, secondo le indicazioni evangeliche.
    Testi, sia letterari sia giuridici, ci informano della costante disciplina della Chiesa latina, la quale ha sempre esigito da tutti i sacri ministri una PERFETTA CONTINENZA ossia

    1 i coniugi non dovranno più usare del matrimonio dopo l’ordinazione

    2 i celibi non dovranno sposarsi.

    Quando si parla di legge del celibato infatti non si usa l’ espressione esatta.
    Andrebbe indicata come legge di continenza, che, per i non coniugati, diventa, evidentemente, legge del celibato.
    Questa legge di continenza deriva da testi espliciti fin dagli inizi del secolo IV Poichè essi la danno come norma tradizionale.

    Ad esempio

    Concilio Spagnolo di Elvira del 305, nel suo canone 33, mentre richiama a “vescovi, preti, diaconi e a tutti i chierici nel sacro ministero” la proibizione di usare del matrimonio, prescrive che i trasgressori “vengano espulsi dall’ordine clericale”.

  195. Andrea scrive:

    Inoltre, caro Enrico, c’è una connessione diretta fra la VERGINITA’ e il sacerdozio nella Persona di Cristo;
    tale connessione “SI RIFLETTE in quelli che hanno la sorte di partecipare alla dignità e alla missione del Mediatore e Sacerdote eterno…” (Enciclica “Sacerdotalis Caelibatus” di S.S.Paolo VI, n.21).

    E’ raro sentir citare la “verginità” per una situazione maschile: qui avviene.

  196. Cherubino scrive:

    enrico, nei passi che citi si parla del celibato in generale non direttamente del sacerdozio. Saprai che S. Pietro era sposato (tanto è vero che Gesù guarisce sua suocera). E’ oggetto di discussione tra gli storici quando si sia affermata le regola del celibato o della continenza se il chierico è sposato.

    In ogni caso rimane il fatto, che tutti gli studenti di diritto canonico sanno, che il celibato sacerdotale è norma di “diritto ecclesiastico” e non di “diritto divino”. Le Chiese orientali hanno preti sposati che non sono tenuti alla continenza se non in periodi particolari. Alcuni di questi preti quando sono incardinati nella Chiesa latina conservano tale regola.
    E’ quindi un fatto incontrovertibile che non è contro la fede o contro la morale che il prete sia sposato. Si tratta di un grande valore e di giustificati motivi di opportunità, ma nulla vieta canonicamente che anche nella Chiesa latina si estenda la norma in vigore nella Chiese orientali, qualora la Chiesa ne ravvisi motivi per farlo.

  197. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Si va bene infatti stiamo discutendo.

  198. Artefice1 scrive:

    Figurarsi….Andrea ….. E il Senso dove lo lasci quando ti spieghi?
    “””Invece il Genesi, e soprattutto il Cristo, ci dicono che l’uomo è stato voluto da Dio maschio E femmina, e che il mistero dell’unione dei due non ha il sapore di un ricompattamento dell’Uno, ma di un dialogo di cuori che avviene essenzialmente in dimensione creaturale (carnale).”””
    Saremmo destinati niente di meno che all’Unicità.
    L’Essere in noi, del Padre, Autentica Dotazione Determinante, che ci distingue dalle bestie, sembra un segno premonitore che prefigura l’Unicità.
    Essendo astratto e non concreto l’Essere sarebbe un autentico sconosciuto se non fosse che proprio l’Istituzione Originaria abbia a dimostrarlo.

  199. Artefice1 scrive:

    Andrea ./. glossario
    Istituzione Originaria = Maschio e Femmina = Così detta Famiglia.

  200. enrico scrive:

    “Non abbiamo noi il diritto di condurre attorno con noi una moglie sorella in fede, come fanno anche gli altri apostoli e i fratelli del Signore e Cefa”

    Ora riguardo a Mc 1,20-30 risulta comunque sorprendente che la moglie di Pietro non appaia nel racconto.

    Nella prima lettera ai Corinti 9,5 Paolo scrive che gli altri apostoli, i fratelli del Signore e Cefa, conducono con loro “una donna sorella”.
    La Volgata “mulierem sororem”.
    Alcuni ritengono che il termine gune, donna, abbia normalmente il senso di sposa e che nella stessa lettera S. Paolo parla di “sorella” come “sorella nella fede”.

    Paolo nella stessa lettera parla della “donna non sposata” per cui non si può attribuire necessariamente alla parola gune, donna, il senso di sposa.

    L’intenzione dell’espressione sembra giustamente distinguere questa donna dalla sposa.

    Inoltre, il diritto rivendicato da Paolo è privilegio della sua qualità di apostolo e tende a mostrare che non è un rango inferiore in rapporto agli altri apostoli.

    Del resto da parte di Paolo, come spiegare che abbia potuto rivendicare il diritto di condurre la propria moglie, lui che, non essendo sposato, augura che tutti fossero come lui?

    Gli apostoli avevano seguito Gesù proprio perchè erano “liberi”, cioè non avevano né moglie né figli.

    Gesù aveva condiviso con i discepoli la condizione di “coloro che si sono resi eunuchi per il regno dei cieli!”

    Paolo non poteva dunque affermare che Cefa e gli altri apostoli fossero accompagnati dalla propria moglie.

    Il diritto di condurre con loro una “donna sorella” era una contropartita del loro impegno nel celibato. Queste “donne sorelle” servivano la comunità, i discepoli.

    Infatti, in Lc 8,1-3 leggiamo:

    “In seguito Egli se ne andava per le città e i villaggi predicando e annunziando la buona novella del regno di Dio. C’erano con Lui i Dodici e alcune donne che erano state guarite da spiriti cattivi e da infermità: Maria di Magdala, dalla quale erano usciti sette demoni, Giovanna, moglie di Cusa, amministratore di Erode, Susanna e molte altre, che li assistevano con i loro beni”

  201. Reginaldus scrive:

    benissimo Andrea,

    e queste sono anche le mie conseguenze, ma senza nessun ‘se’ di mezzo, purtroppo…

  202. mauro scrive:

    Caro Andrea,

    Tale pensiero, provenendo anche da chi è stato proclamato santo dalla Chiesa Cattolica dimostra, in modo inequivocabile, che qualsiasi religione non ha nulla ha che fare con la decisione di attuare o meno la procedura dell’eutanasia di cui già Platone ne fu il precursore nel terzo libro della “Repubblica”, nella considerazione che tale pratica si è affacciata alla coscienza umana nei momenti di maggiore civiltà, compresi quello di Tommaso Moro.

    A maggior riprova nell’India antica, impreganata di vitalismo religioso, i malati riconosciuti incurabili venivano condotti sulle rive del Gange, quivi soffocati mediante l’introduzione di fango nelle narici, indi gettati nel fiume sacro.

    Se non fosse d’accordo può sempre decidere attraverso il suo personale testamento biologico seguendo le indicazioni che le consiglia la Chiesa, in ottemperanza alla legislazione italiana che consente la libera scelta laddove una disposizione di Legge entra in conflitto con le istanze di una religione, non dovesse accadere che qualcuno dovesse decidere contrariamente a quanto lei avrebbe voluto.

    Vede come è semplice dare libertà a tutti e nello stesso tempo dare la possibilità agli stessi di decidere secondo le proprie convinzioni religiose o personali senza determinare cosa sia Bene o Male per l’uomo in quanto ognuno è libero di determinare cosa rappresenti per sè il Bene. Questa è civiltà e rispetto del prossimo!

  203. enrico scrive:

    “Tale pensiero, provenendo anche da chi è stato proclamato santo dalla Chiesa Cattolica dimostra, in modo inequivocabile, che qualsiasi religione non ha nulla ha che fare con la decisione di attuare o meno la procedura dell’eutanasia”

    La rivelazione dogmatica si chiude con l’ascensione, quanto scritto da Thomas More, Santo per la Chiesa Anglicana e quella Cattolica, non costituisce verità di fede, inoltre lo stile con cui lo stesso scrive “l’Utopia”, lascia aperta la possibilità a molte interpretazioni.
    Thomas More è Santo per il suo rifiuto di accettare l’atto di supremazia del re sulla Chiesa in Inghilterra.
    Questo mise fine alla sua carriera politica e lo condusse alla pena capitale con l’accusa di tradimento.

  204. Andrea scrive:

    Caro Mauro,
    o l’assassinio di Eluana per fame e sete (determinate secondo un “preciso protocollo medico”: togliere il cibo) è stato un atto di civiltà e rispetto per il prossimo oppure è stata la campana a morto per tutti noi (e naturalmente, nella folle speranza di chi l’ha perpetrato, per la Chiesa di Cristo).

    Non risponderò più, perché ho orrore di trasformare simili crimini in materia di discussione.

  205. Artefice1 scrive:

    Bravo Andrea
    “””Non risponderò più, perché ho orrore di trasformare simili crimini in materia di discussione.”””

    Spero che l’argomento Famiglia non abbia già meritato l’identico trattamento.

    Un saluto a Mauro.
    Al quale vorrei dire che Dio si è donato completamente.
    Dunque non avrebbe fatto mancare la pagnotta a chicchessia.
    Soltanto gli speculatori oltre il proprio merito sono in grado di negartela come alla Eluana.

    Buona Serata.

  206. mauro scrive:

    Caro Andrea,

    L’eutanasia è un problema che riguarda l’uomo e perciò segue l’etica (altrimenti detta “morale civile”) che in un determinato momento storico si affaccia nella mente umana, prova ne siano le diverse concezioni nelle varie religioni e nella stessa religione che si contraddicono non potendo identificare l’eutanasia come “omicidio” in quanto manca la molla dell’odio e la conseguente volontà di procurare “volontariamente” del male, base su cui poggia l’azione l’omicida.

    Sul caso Eluana, dopo anni di indagine, è stata appurata tramite testimonianze, soprattutto non parentali, la volontà di Eluana di non essere sottoposta, qualora le accadesse di trovarsi nella condizione in cui cadde, ad estenuanti cure mediche dall’esito incerto e che protraendosi nel tempo avrebbero minato il suo fisico (vi è la testimonianza dell’ospedale in cui fu ricoverata prima dell’eutanasia che pareva un sacco di patata tanto era devastata nel corpo).
    Alla base di tale scelta vi è la volontà di evitare la propria sofferenza e nello stesso tempo di non causare un’estenuante sofferenza ai propri cari, per l’esito e le conseguenze fisiche incerte di un eventuale, ma non sicuro, risveglio.

    Benchè tale decisione possa sembrare solo l’espressione di una volontà egoistica essa prevede anche il proprio sacrificio nel rispetto dei sentimenti dei propri cari che vorranno ricordarsi di lei com’era in quei momenti felici, momenti nei quali godevano di sentimenti reciproci.

    Essendo ciò puro amore in quanto viene riversato verso i propri cari (sostanzialmente diverso e piu’ pregnante dell’Agape divina, che è la “benevolenza”) esso non può essere cancellato da un colpo di spugna da parte della Chiesa Cattolica solo per una mera presa di posizione non potendo essere identificato l’interruzione della terapia medica come un omicidio in quanto mancante dei presupposti che lo rendono tale e che fanno si che l’interruzione non contravvenga il comandamento “non uccidere”.

    Se poi le volesse far mente locale e chiedersi per quale motivo Dio impose di non uccidere il proprio simile, forse arriverà a comprendere cosa potrebbe succedere in una lunga marcia durata 40 anni ed a quale scopo fu dettato tale comandamento.

  207. Artefice1 scrive:

    Mauro …. sei proprio sicuro?
    “”"L’eutanasia è un problema che riguarda l’uomo e perciò segue l’etica “”"
    Chi te l’ha detto? “Pannella?”
    Vedi di goderti la Vita piuttosto Onorandola.
    L’attimo che si ripete potrebbe anche fermarsi adesso sui due piedi. Almeno per me. Chi sarebbe l’Artefice del blocco?

  208. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    ti ri-saluto in quanto già l’ho fatto in questo thread (te ne sei accorto?) non dimenticando gli scritti che ci siamo scambiati, pur manifestandoci talune opinione diverse. D’alta canto se parlassimo la stessa lingua sarebbe noia assoluta perchè non avremmo nulla da dirci di piu’ che quello che già conosciamo entrambi.

    “…. Dio si è donato completamente”

    Questo è un punto di vista umano, nella realtà di essere immortale Egli è egemone di sè stesso, non gli appartiene nessun destino se non ciò che, una volta da Lui creato, a Lui possa riferirsi. Ma non è un dono in quanto manca la spontaneità del gesto essendo giunto a determinarsi per una creazione che fa piacere a sè stesso (nessun altro e bessuna cosa esisteva) e da cui ne trae allo stesso tempo orgoglio e dispiacere in quanto l’uomo che ha creato poi disobbedirà ai suoi comandi. Dio come creatore rappresenta la stessa dualità che vi è nell’uomo in cui il Bene (la creazione) ed il Male (ciò che gli ritorna dalla creazione [dell'uomo specialmente ma anche dagli sconvolgimenti che provoca sull'uomo ciò che ha creato]) entrano in conflitto perenne, e per lui eterno.
    La Genesi, nella parte della creazione, ne è lo specchio e ciò ci fa dire che tale parte del racconto è una mera interpretazione umana perchè Dio ha in sè la stessa dualità umana. Anche che non abbia fatto mancare la pagnotta a chicchesia ne è una conseguenza in quanto evoluzione palesamente veritiera dopo aver interpretato ciò che si vede ma non si conosce. Sugli speculatori è una tua idea perchè Eluana non ha speculato su sè stessa avendo fatto conoscere il proprio pensiero ma chi dopo la sua infermità ne ha sfruttato il caso per il proprio interesse.

    Che l’eutanasia sia etica l’ho già scritto e spiegato sufficientemente dopo aver messo in risalto che nella varie religioni ed all’interno di esse non vi è concordia, ed oltre al fatto che non ha le caratteristiche di omicidio, anche Pannella la può pensare diversamente da chi vuole “imporre” un diverso pensiero.

  209. mauro scrive:

    Caro enrico,

    lei interpreti quanto vuole, sta di fatto che farlo santo dopo secoli, evita che i presenti di allora, il cui costume era l’eutanasia (quando ritenuta necessaria), insorgano per l’affermazione odierna della Chiesa che la vieta.
    L’eutanasia era costume anche presso i Romani ma Gesu’ non ne parla nonostante vi fosse tale dominazione sulla Palestina, il che ci fa intendere chiaramente che essa non era configurata da Gesu’ come omicidio.

    Questa non è una possibilità di interpretazione ma una realtà di fatto alquanto disdicevole per voi che mostra che il tempo cancella tutto, nonostante tutto.

  210. Simon de Cyrène scrive:

    Magnifico articolo di Gianteo Bordero letto grazie al blog di raffella che sottolinea in modo esimio quanto già accennato più sotto, cioè il fatto che questo manisfesto dei 144 sia un’altro tentativo di creare un contropotere dei teologi al solo legittimo e voluto dal Cristo che è quello dei Pastori.

    Un passo:
    “Quello che invece merita attenzione è altro, e cioè il fatto che il documento rivela in maniera evidente e quasi paradigmatica il perdurare di un modo di intendere e di fare teologia che, in ultima analisi, genera soltanto confusione e smarrimento tra i fedeli invece che aiutarli ad approfondire le ragioni della fede.

    L’idea che sta alla base di questo atteggiamento è quella secondo la quale il compito della teologia è di porsi come controcanto continuo rispetto al magistero e di dire la verità che esso non dice.

    E’ una concezione che considera il teologo come vera voce della Chiesa, come l’autentico interprete del Vangelo, ponendolo al di sopra dello stesso magistero. ”

    Tutto l’articolo vale la pena di essere letto in http://paparatzinger4-blograffaella.blogspot.com/2011/02/memorandum-dei-teologi-di-lingua.html

    In Pace

  211. Artefice1 scrive:

    Ciao Mauro.
    Sarebbe pur anche una noi? (da verificare) L’Essere in Unicità. (Non ti sei ancora stancato di combattere inutilmente?)
    Dunque procediamo CON: Ordine……ti raccomando. (Ho catalogato le tue sparate perciò non temere che io abbia l’intento d’ignorarle. Figurati potrebbero anche colpirmi e farmi secco se mi piazzassi in traiettoria.)
    La domanda da cui partire posso fartela io?
    Prima dell’Universo Separato riconosceremmo verosimilmente che C’era l’UNICITA?
    Ti raccomando
    Passi brevi e CON-Secutivi.
    Lo sai che ho i binocoli fratturati..

  212. Artefice1 scrive:

    Dott. Tornielli ..Ammetta per chiarezza.
    In “Answers” hanno già provveduto CON una semplice tendina.
    Dunque sarebbe possibile conoscere i maniaci del voto?
    Buona Giornata

  213. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Artefice,
    mi scusi, forse non ho capito bene: lei suggerisce che si conoscano gli autori del voto delle manine con pollice in su o in giù?
    Come avevo già detto, questa novità non dipende da me, ma è stata introdotta in tutti i blog del Giornale. Personalmente avrei lasciato soltanto i “mi piace”, così da segnalare solo il voto positivo. Ma, ripeto, non è dipeso e non dipende da me. Non ho neppure la possibilità di intervenire…

  214. Artefice1 scrive:

    Esatto. Dott Tornielli ….
    Anche il voto negativo va benissimo, altrimenti l’espressione verrebbe dimezzata.
    Ma per par conditio ritengo doveroso che si faccia chiarezza.
    Proponga a chi di dovere questa situazione di squilibrio, affinché possa Essere sanata per il bene di tutti.
    Grazie a Lei per la CON-Siderazione e l’attenzione prestata.

  215. Andrea scrive:

    E l’idea del “controcanto intellettualoide”, caro Simon (9:49 am), è esattamente quella illuministico/hegeliana: la “massa bruta” la pensa così, ma “noi illuminati” diciamo sistematicamente l’opposto.

  216. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    Chi combatte ha qualcosa dentro di sè e mi pare che anche tu sia mio compagno di sventure in questo blog, a quantità di pollici versi.

    Pur sparando a caso (evidente idea di chi non concorda) qualcosa (solo?) alla fine ho colpito e già è emerso che il “Logos” non è Dio incarnato in Gesu’ ma la Parola di Dio portata all’uomo da Gesu’ come recita l’apostolo Giovanni.

    Sono stato fin troppo chiaro, la creazione nella Genesi è un’interpretazione di ciò che vedevano ma non potevano conoscere (storia da Mille ed una notte dove la fantasia si somma a quella realtà che si conosceva in quanto tangibile), tutt’altra cosa è considerare se vi sia un essere che ha predisposto ciò e quali sono state le motivazioni e gli scopi che ha perseguito.

    Le motivazioni che mi portano ad intervenire non sono quelle di affermare l’esistenza o meno di un essere superiore ma quanto fumo proviene da chi si dice cattolico e non sa nemmeno cosa vi sia scritto nel Vangelo, forma divulgativa di un concetto religioso che per propria finalità è stata scritta in maniera comprensibile a tutti.

  217. mauro scrive:

    Peccato che illuminati ed illuministi abbiano la stessa radice, luce, e che gli illuministi siano un movimento culturale europeo caratterizzato dall’ATTEGGIAMENTO SPIRITUALE volto ad indagare e a risolvere i problemi dell’uomo senza l’ausilio della tradizione e della fede rivelata, con i soli lumi della ragione, quella stessa ragione che la Chiesa vi invita ad utilizzare assieme alla fede.

    Se non è zuppa è pan bagnato.

  218. Artefice1 scrive:

    Mauro non debordare allo scopo di poter ribadire il frutto del tuo archivio.
    Mi va bene anche il SI o il No come risposta.
    Dunque ….Riconosceresti che prima dell’Universo non poteva che Essere UNICITA’?

    “””alla fine ho colpito e già è emerso che il “Logos” non è Dio incarnato in Gesu’ ma la Parola di Dio portata all’uomo da Gesu’ come recita l’apostolo Giovanni.”””
    Ma proprio a Giovanni dovevano affibbiare il significato di “parola” Lui che del sentimento ha fatto una ragione di Vita.
    Hai letto il vangelo di Giovanni?
    E quello di Luca?
    Giovanni assomiglia a un ruscello è Luca al bacchiglione.

    “””cosa vi sia scritto nel Vangelo, forma divulgativa di un concetto religioso che per propria finalità è stata scritta in maniera comprensibile a tutti.”””
    Se il Vangelo non avesse a favorire il Senso sarebbe una rivista.
    A cosa servono i puri Significati allettanti, nel tempo in cui é il Senso Incarnato L’Essere CON….. L’UNICO CON-Vince!

  219. enrico scrive:

    Poi vidi il cielo aperto, ed ecco un cavallo bianco; colui che lo cavalcava si chiamava “Fedele” e “Verace”: egli giudica e combatte con giustizia.

    “I suoi occhi sono come una fiamma di fuoco, ha sul suo capo molti diademi; porta scritto un nome che nessuno conosce all’infuori di lui. È avvolto in un mantello intriso di sangue e il suo nome è Verbo di Dio. Gli eserciti del cielo lo seguono su cavalli bianchi, vestiti di lino bianco e puro.”

    Il problema è comunque di semplicissima soluzione, adirittura banale.
    Basta non votare più..nè pro nè contro ;)

  220. Artefice1 scrive:

    Enrico …..E’ notorio che mi chiamano Giancarlo (Da Giovanni (mandato dal Signore) e da Karl (Uomo Libero)
    Così come intendi fare tu non dimezzi l’Espressione del pensiero….La Vaporizzi proprio.
    E’ giusto sapere che tu non m’approvi?

  221. Artefice1 scrive:

    Enrico….a proposito…..mi dovresti una risposta.
    Per quanto riguarda le maiuscole e i trattini, provo a farti un esempio.
    La parola consentire usualmente s’identifica alla parola permettere, come se il significato di ciascuna fosse lo stesso.
    Il Fare CON ha Senso, il Fare PER NO perché è puro significato.
    Così se lui dopo l’ennesime peripazzia sente di amarla dicendo ti voglio, e lei risponde Si, sembra un consenso ma NON è CON-Senso in quanto L’UNICITA’ NON partecipa.
    Sarebbe un Rapporto e NON una Relazione.
    Chiaro?

  222. mauro scrive:

    Caro artefice1, il mondo non è popolato da robot e pertanto è un’opinione che gli altri dicano il falso al fine di poter confermare il proprio Bene perchè non esiste nessuna verità sulla terra avendo ognuno ha la propria. La vita è nient’altro che un punto di vista ma quando le basi non sono razionali è un’eterna illusione.

    L’unicità fa parte anche del pensiero scientifico illuminista e dunque non lo si può negare anche non facendo parte di alcuna confessione ma ciò non toglie che il traguardo che essi cercano sia il medesimo, scoprire quella che appare essere una verità.

    Giovanni ha espresso il sentimento ? Si ma affermando che era il prediletto da Gesu’ si è autoincensato di gloria. Se consideriamo che quel Vangelo è lui postumo (una possibilità che prevede un’elaborazione ed è confermata dalla dissimilitudine con gli altri 3 Vangeli) possiamo riportare Giovanni ad un tranquillo apostolo che ha raccontato una serie di avvenimenti e che coloro che hanno utilizzato i suoi racconti li hanno infiorati non rendendosi conto di ciò che scrivevano parlando dell’apostolo amato da Gesu’ (solo una terza persona potrebbe scriverlo).
    Egli resta l’unico che indica cosa sia ed abbia rappresentato per lui il “logos” e se in ciò non vi trovi il suo sentimento verso Dio, allora è inutile continuare a menar il can per l’aia.

    Purtroppo devo dire che senza i Vangeli (anche quelli apocrifi) si rimarrebbe senza significati e nessuno saprebbe, perciò ogni Vangelo è parte essenziale di un significato unico. Devo ancora vedere un Papa che non citi un pezzettino del Vangelo al quale nondia un significato in quanto lui deve raccontare la sua verità.

    Il Senso incarnato te lo puoi scordare per se Senso intendi l’incarnazione di Dio in Gesu’. Farsi carne vuol dire sì prendere sostanza ma essendo il “logos” il disegno che Dio aveva avuto per l’uomo, vuol dire essere rivelato da qualcuno come scrisse Giovanni indicando quel qualcuno in Gesu’ e conseguentemente ciò che riporta, se non avessero significati per chi ascolta, rimarrebbe tutta lettera morta.
    Mi meraviglio perchè anche tu dai significati alla tua vita in funzione di un’UNICITA’per te sacra (attinente ad un concetto a cui attribuisci un valore di inviolabilità) e dunque perchè dovrebbero essere gli stessi per gli altri se ognuno porta con sè la propria verità?

  223. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. controlla……
    “””è un’opinione che gli altri dicano il falso al fine di poter confermare il proprio Bene perchè non esiste nessuna verità sulla terra””” ahahahahah
    Sulla terra come nell’Universo è sovrano il Mondo (quel puro e immacolato che mozza il fiato)
    In che modo si CON-Cepisce il Mondo?
    Riconoscendo il Senso Impresso dal Creatore nell’Opera.
    Un banale esempio.
    Il fuoco brucia fino ad incenerire.
    Così il fuoco manifesta il Senso che gli appartiene.
    Vorresti negare che è VERO??? Ahahahah
    Esiste o non esiste la Verità???
    Certo che è faticoso e scomodo riconoscerla……al punto che se pensi d’incenerirti per prenderne atto sarebbe meglio salutarci prima.
    Cerca di scrivere meno.

  224. Artefice1 scrive:

    Ahahahahah Mauro ….sei in difficoltà?
    Non ho capito se tu hai Riconosciuto l’UNICITA’.
    “””L’unicità fa parte anche del pensiero scientifico illuminista e dunque non lo si può negare anche non facendo parte di alcuna confessione ma ciò non toglie che il traguardo che essi cercano sia il medesimo, scoprire quella che appare essere una verità.”””
    Quando mai il pensiero avrebbe la possibilità di dimostrare l’UNICITA’??? Polverizzato com’è non c’è speranza.
    Dunque vedi di mettere in campo tutta la tua dotazione……… anche quella che è sfuggita agli illuministi.
    Avendo già scartato il Pensare dovrebbe restarti il Sentire che non è l’udire.
    Ecco come si trova l’UNICITA’.
    Ti salta davanti agli occhi e non ti lascia divorziare più

    “””dicano il falso al fine di poter confermare il proprio Bene”””
    Questa è una costante del Fare PER…… NON CON-Sentire Con-Facente.
    Se tu ammetti di riconoscere l’UNICITA’ dopo che te l’ho suggerita, a me non dai proprio niente……il CON-QUI-STA resta tuo.
    Oppure vorresti darmi quello che avevo già?

  225. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. stai capovolgendo i fatti.
    Sei tu che hai scritto che il Logos è Parola.
    “””Giovanni resta l’unico che indica cosa sia ed abbia rappresentato per lui il “logos” e se in ciò non vi trovi il suo sentimento verso Dio, allora è inutile continuare a menar il can per l’aia.”””
    Io ti CON-Fermo il Sentimento Autentico Originario Unico Universale ed Eterno.
    Che non é Passione.
    Vai a rileggere.

  226. Artefice1 scrive:

    Mauro….. saresti poco efficiente…..
    “””Purtroppo devo dire che senza i Vangeli (anche quelli apocrifi) si rimarrebbe senza significati e nessuno saprebbe, perciò ogni Vangelo è parte essenziale di un significato unico.”””
    Se del Vangelo intendi prendere i puri significati e trascuri il Senso, meglio sarebbe che ti scrivessi un romanzo da solo. Così, solo per te, il tuo romanzo sarebbe Vero in quanto fatto di significati e di Senso Incompiuto.

  227. raffaele savigni scrive:

    L’omelia di Benedetto XVI riesce a coniugare bene due elementi che troppo spesso vengono separati: stabilità nell’essenziale e crescita, apertura alle novità di Dio.
    Quanto al documento tedesco, non tutto mi sembra da rigettare: rivedere ls norma canonica sul celibato obbligatorio, ammettere le donne ai ministeri istituiti ed al diaconato, reintrodurre forme di consuiltazione dei fedeli nell’elezione di parroci e vescovi (che ci sono state per secoli) non mi sembrano innovazioni incompatibili ciol messaggio cristiano e la vera tradizione. Altre rivendicazioni non sono ammissibili, ma si può chiedere un ricorso più frequente alla “medicina della misericordia pastorale”, ad esempio nei confronti dei gay e dei divorziati risposati (soprattutto nel caso del coniuge che senza colpa si trova a dover subire un divorzio non voluto e non riesce a vivere la castità).

  228. Artefice1 scrive:

    Insomma Mauro ….Per ottenere il CON-Vincimento (quella cosa che ti ritrovi dentro e che non ti abbandoni neppure volendo)
    Pensi sia opportuno affogarsi nei significati? Piu ce ne sono e più godi.
    Oppure sarebbe imprescindibile avessi ad incarnare il Senso? Senza il quale niente sta in piedi.
    “””Il Senso incarnato te lo puoi scordare per se Senso intendi l’incarnazione di Dio in Gesu’. Farsi carne vuol dire sì prendere sostanza ma essendo il “logos” il disegno che Dio aveva avuto per l’uomo, vuol dire essere rivelato da qualcuno come scrisse Giovanni indicando quel qualcuno in Gesu’ e conseguentemente ciò che riporta, se non avessero significati per chi ascolta, rimarrebbe tutta lettera morta.”””
    A quando la risposta?
    Gesù non è stato un coacervo di propri significati, ma ha testimoniato fedelmente il Senso del Padre. Se vuoi chiamala volontà Originaria. Dunque così ha testimoniato se stesso come UNICO Vero Dio.

  229. Artefice1 scrive:

    Bella domanda Mauro….. ma credo che il perché ci sia Tutto.
    “””Mi meraviglio perchè anche tu dai significati alla tua vita in funzione di un’UNICITA’per te sacra (attinente ad un concetto a cui attribuisci un valore di inviolabilità) e dunque perchè dovrebbero essere gli stessi per gli altri se ognuno porta con sè la propria verità?”””

    La Vita è ciò che resta DOPO l’attimo chiamato Fatto.
    Abbiamo detto che l’UNIOCITA’ si è Separata.
    Il Senso della Separazione manifesta Libertà ed Imperfezione.
    In questo CON-Testo, CON-Segue che Possiamo compiere azioni CON-Senso usando la Libertà dell’UNICITA’ che Resta e come detto nell’aforisma si chiama Vita, oppure esercitare l’Imperfezione, producendo il Vuoto che NON partecipa.
    Ritengo che L’Istituzione Originaria chiarisce Ogni cosa quando la si Onora.

    Ti raccomando….non scrivere più così tanto. Dimmene una alla volta.

  230. mauro scrive:

    Artefice1,

    ho scritto verità e non Verità, dunque potevi risparmiarti di dirmi di controllare ma dovevi controllare che parlavo d’altro.

    L’unicità’ ma non l’UNICITA’, nel pensiero illuminista razionale, è l’altro punto di vista che corrisponde ad un fattore primo che ha determinato il tutto.

    Passione è il dirsi l’apostolo amato da Gesu’.

    Senza i Vangeli esisterebbe qualcos’altro nella mente umana e quel qualcosa avrebbe un altro significato, dunque perchè dovrei scrivere un libro per impormi un significato che già è stato scritto?

    I significati è sufficiente cambiarli per far affogare gli altri, ma è già stato fatto da qualcun altro, dunque il CON-vincimento è stato imposto.

    Non c’è risposta a chi non si domanda (e non ha dubbi) se Gesu’ ha testimoniato sè stesso come UNICO vero Dio perchè un significato già se lo è dato ma è diverso da quell’unico fatto conoscere.

    Le azioni che compiamo non hanno un comune obiettivo restando perciò realmente libere per proprio e personale volontà di raggiungere il proprio e personale Bene che non è il vuoto ma il proprio e personale percorso di vita.

    L’evidenza è che ho davvero finito, non ce ne saranno piu’.

  231. Artefice1 scrive:

    Caro Mauro….. non penserei mai di stroncarti.
    I miei significati inutili li puoi ce3stinare subito.
    Cerco inutilmente di significare il Senso che Riconosco e non può che Essere Identico per ciascuno.
    Dio non ci dota dell’Idioma. Come mai?
    Bastano gli occhi e suppongo che hai capito perché hai trovato da solo quello che ti serve.
    Buon Sonno.

  232. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    un’ultima cosa, mi rimproveri sempre che dò troppa importanza ai significati che tu aborri ma poi, come chiunque altro anche tu vi cadi inesorabilmente :”Cerco inutilmente di significare il Senso che riconosco…”

    Un saluto

  233. Artefice1 scrive:

    Splendido Mauro…… Se è come dici saremmo a portata di mano.
    Non possiamo prescindere dai significati. Chi lo nega.
    Ma si capisce sempre quanto viene privilegiato il Senso o un significato precostituito, scorrendo il discorso.
    Per quanto mi riguarda ho già ripetuto fino alla noia che i miei significati devono sparire……conta soltanto quello che suscitano.
    Come puoi vedere e controllare io per la verità non aborro i significati, ma aborro PER-Suadere.
    Continua a sforzarti nel manifestare il Senso che Riconosci, perché io avrei trovato che tu privilegi le Versioni-PER, Appassionanti Significati.

  234. mauro scrive:

    Caro Artefice1

    Considerato che vi può essere un significato precostituito, veniamo al dunque e rileggiamo quanto avevi scritto: “ma (Gesu’) ha testimoniato fedelmente il Senso del Padre…. Dunque così ha testimoniato se stesso come UNICO Vero Dio.”

    No davvero, il secondo concetto è errato in quanto contrario al primo!

    Tutte le creature sono figlie di Dio così come sono figlie dell’uomo, le prime per via della prima ed unica creazione (non ne risultano altre) e le seconde per via delle generazioni successive ad Adamo ed Eva.

    Or dunque Gesu’ non può testimonare sè stesso come UNICO vero Dio ma può solo testimoniare Dio in quanto essendo stato scelto attraverso la madre, eletta fra le donne, gli viene riconosciata la prerogativa di figlio dell’uomo e pertanto portatore della Parola di Dio, confermato dalle parole di Gesu’ riporteci da Giovanni.

    Quando invece Gesu’ si proclama Figlio di Dio si riferisce alla volontà di Dio di formare una propria creatura alla quale destinare (lo previde per Adamo ed Eva) una vita eterna (poi negata loro per via di una disubbidienza alla Sua volontà) di cui lui stesso Gesu’, figlio del’uomo, ne potrà beneficiare essendo loro discendente perchè tale è il disegno che Dio ha avuto per il figlio dell’uomo.

    Questa differenziazione fra Figlio di Dio e figlio dell’uomo non ha lo scopo di voler PER-suadere ma rappresenta il CON-vincimento riportato dagli apostoli (ciò che ha suscitato il loro) quando Gesu’ stesso si diceva portatore della Parola di Dio provenendo , come tutti coloro che sono stati generati, da quella creazione divina di cui si sentiva Figlio.

    Un saluto

  235. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. sei simildaltonico?
    “””(Gesu’) ha testimoniato fedelmente il Senso del Padre…. Dunque così ha testimoniato se stesso come UNICO Vero Dio.””””
    “No davvero, il secondo concetto è errato in quanto contrario al primo!”
    Non capisci la genesi dell’Unicità?
    Il Senso è dell’UNICO ESSERE Originario Eterno Universale, appunto perché sarebbe L’Autentico Sentimento Determinante del Padre Creatore.
    Per conoscere Tutto il Senso occorre l’Eternità!!!
    Gesù l’ha dimostrato…….. Dunque non può che ESSERE sé Stesso.

  236. Artefice1 scrive:

    Mauro …… se parliamo di Vita lascia in cantina l’esistente.
    “””Tutte le creature sono figlie di Dio così come sono figlie dell’uomo, le prime per via della prima ed unica creazione (non ne risultano altre) e le seconde per via delle generazioni successive ad Adamo ed Eva.”””
    Eventualmente Tutte le creature sono FIGLI di Dio perché è Dio che da la Vita Dotando il CON-Cepito del Sentimento CHE RELAZIONA. Dunque il CON-Cepito NON è soltanto una cellula ma verosimilmente è una Persona ESSENDO in Relazione col Creatore.
    Poi sono figli dell’uomo in quanto AFFIDATI altrimenti la faccenda NON quadra.
    Figurarsi se due che non sanno neppure cosa fanno, tranne per il fatto che provano piacere, (Incentivo del Creatore) possano assurgere al rango di creatori.
    Questi assurgono al rango di Genitori nel momento in cui esercitano l’affidamento CON Misericordia(Dedizione Operosità e “Presenza costante” Sentimento Dedicato)
    Ti pare ovvio?

  237. Artefice1 scrive:

    Senti Mauro …. A proposito di “parola”
    Puro significato pre confezionato utile alla Versione-PER.
    Quando Senti e non odi né leggi cosa hai?
    Rispondo io.
    L’Ispirazione.
    Se pensi di tradurla in parola cosa succede?
    Rispondo io.
    Succede che quello che dici NON può Essere CON-Forme.
    Ma nel caso in cui Senti Intensamente, come prima e vieni sopraffatto, co hai? La febbre?
    Me lo dice anche Marina che sono incomprensibile.
    Così hanno pensato di usare parole semplici nel manifestare il Senso che hanno Riconosciuto.
    Insomma il significato non è oro colato, sarebbe una traccia che favorisce il Senso disponibile per ciascuno.

  238. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    “ha testimoniato come UNICO vero DIO” non vuol dire ciò che pensi ma tutt’altro.
    Avresti dovuto scrivere :”ha testimoniato a favore dell’unico vero Dio” per scindere le due figure come avevi fatto con “ha testimoniato fedelmente il Senso del Padre” ma poichè quel “a favore” si può scrivere anche PER, e non ti aggrada, prova con PRO e PRO-cedi senza alcun fastidio.

    Al resto rispondere domani, anzi oggi ma piu’ tardi vista l’ora,

  239. Artefice1 scrive:

    Muoviti alla svelta ….Mauro.
    Tu vedi soltanto i colori dell’arcobaleno. E non la Luce Bianca. Ahahahah
    Pensa che la mia propensione all’Unicità, si è manifestata fin’ dalle medie e ha lasciato il segno.
    Fu lavoretto fatto col meccano…. funzionante.
    Il disco di Newton che è durato fino all’arrivo di mio figlio che non l’ha usato.

  240. Artefice1 scrive:

    Mauro…….. secondo me….
    Gesù non ha fatto Figure….perché non ha PER-Seguito la PER-Versione PRO-Scrivendo.
    Ha CON-Sentito L’Unico Essere del quale ciascuno è partecipe in quanto è Dotato.
    Capisci che la malintesa Libertà ti fa brutti scherzi?

  241. mauro scrive:

    caro Artefice1,

    l’UNICITA’ riguarda il solo pensiero (LOGOS), appartenente a Dio (PRESSO DIO) e riversato su Gesu’ perchè lo portasse a conoscenza di tutti gli uomini ma se tu mi scrivi “Gesu’ ha testimoniato SE’ STESSO COME UNICO VERO DIO, non assegni l’UNICITA’ al pensiero ma rendi Gesu’ lo stesso Dio e ciò è impossibile per due motivi: Gesu’ è per nascita figlio dell’uomo in quanto generato e Dio non è in grado di generare sè stesso in quando non vi sarebbe un UNICO Dio ma piu’ dei come nel paganesimo negando il pensiero cristiano di un UNICO Dio.

    Dovevi scrivere: “Gesu’ ha testimoniato sè stesso come AVREBBE FATTO L’unico vero Dio”
    che focalizza non la persona ma il pensiero di Dio appartenente ad entrambi.

    Precedentemente avevi scritto: Eventualmente Tutte le creature sono FIGLI di Dio perché è Dio che da la Vita Dotando il CON-Cepito del Sentimento CHE RELAZIONA. Dunque il CON-Cepito NON è soltanto una cellula ma verosimilmente è una Persona ESSENDO in Relazione col Creatore.”.
    Ciò è plausibile per chi riconosce Dio ma non per chi ha un diverso concetto religioso, riconoscendo altri dei.

    Precedentemente avevi scritto: “Figurarsi se due che non sanno neppure cosa fanno, tranne per il fatto che provano piacere, (Incentivo del Creatore) possano assurgere al rango di CREATORI .”
    L’uomo non ha la capacità di creare (formare dal nulla) il proprio simile ma di generarlo attraverso la modificazione di sostanze proprie.

    A proposito di “Parola”

    Se il significato non è oro colato, lo diventa quando LOGOS viene tradotto differentemente sia con Verbo (lat. Verbum) che con Parola (lat. sermonem), pur volendo dire LOGOS la stessa cosa, tanto da permettere al Verbo di incarnarsi (si fece carne) , evento che non si realizza con la Parola.

    Se permetti direi che benchè i concetti siano chiari nella tua mente ma nessuno ti comprende su q uesto blog (io compreso che trovo passi contrastanti) perchè non riesci ad esprimerli.

    Un saluto

  242. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Non potresti scrivere meno e una cosa alla volta?
    Non ho capito la faccenda del pensiero capace di determinare il Logos.
    Il nostro pensiero, quando funziona, dovrebbe Essere fanciullesco.
    Poi se tagli quello che dico e lo usi come fosse un argomento capisci che non c’intendiamo più?
    Io ho detto che:
    “””(Gesu’) ha testimoniato fedelmente il Senso del Padre…. Dunque così ha testimoniato se stesso come UNICO Vero Dio.””””
    Dunque il Logos che Unicizza è il Senso del Padre.
    Se un granello di segatura assumesse il senso dello zucchero mi dici cosa sarebbe?

  243. Artefice1 scrive:

    Mauro
    “””Tutte le creature sono FIGLI di Dio perché è Dio che da la Vita Dotando il CON-Cepito del Sentimento CHE RELAZIONA. Dunque il CON-Cepito NON è soltanto una cellula ma verosimilmente è una Persona ESSENDO in Relazione col Creatore.”.
    Ciò è plausibile per chi riconosce Dio ma non per chi ha un diverso concetto religioso, riconoscendo altri dei.”””
    Chiamalo pure come ti pare ma resta sempre il Fatto che “””Tutte le creature sono figlie di Dio “”” e non “””così come sono figlie dell’uomo,””” Essendo l’uomo semplice Affidatario come ti ho già detto.

  244. Artefice1 scrive:

    Appunto Mauro
    “””Precedentemente avevi scritto: “Figurarsi se due che non sanno neppure cosa fanno, tranne per il fatto che provano piacere, (Incentivo del Creatore) possano assurgere al rango di CREATORI .”
    L’uomo non ha la capacità di creare (formare dal nulla) il proprio simile ma di generarlo attraverso la modificazione di sostanze proprie.”””
    Chi le governa queste sostanze?
    Come dire: Il Senso di quelle sostanze chi lo ha determinato???

  245. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Dimmeli.
    “””Se permetti direi che benchè i concetti siano chiari nella tua mente ma nessuno ti comprende su questo blog (io compreso che trovo passi contrastanti) perchè non riesci ad esprimerli.”””
    Ti ho ripetuto che Aborro PER-Suadere.
    Dei miei spunti fanne pure quello che ti pare.
    Io faccio così.
    Quando Sento una cosa giusta lo dico. Punto.
    Quando non Sento che la cosa sia giusta dico qualcosa di diverso, corrispondente a quello che Sento io.
    Puoi fare uguale?

  246. Artefice1 scrive:

    Caro Mauro.
    Sembri schiavo del peso delle cose che sostieni.
    Figurati che qui qualcuno mi ha detto di non volare alto.
    Che sia la zavorra delle cose, che mi manca?
    Avendo da sostenere il Senso,
    Essendo di tutti,
    Il peso non si Sente. Ti pare?

    Non ho da darti quello che già avresti di tuo. Insomma.

  247. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    se Gesu’ ha testimoniato il Senso non ha fatto altro che riferire il pensiero di Dio (logos) ma se ha testimoniato sè stesso (persona e pensiero) COME (alla pari di) unico vero Dio ciò è falso perchè Gesu’ non è il Creatore e Dio non è Gesu’. Ciò che li accomuna è l’UNICITA’ del pensiero (LOGOS) e nient’altro.

    Se il sentimento non viene riconosciuto come può un persona relazionarsi a Dio? O forse non ci sono circa 4 miliardi di persone che si relazionano a qualcun’altro od a nessuno? Non entreranno forse nel Regno dei Cieli? No davvero, essi vi accederanno se seguiranno le loro leggi. Dunque non è il sentimento che può accomunare ma unicamente il rispetto delle Leggi proprie, così come viene ordinato nel Vangelo a chi crede in Dio perchè Gesu’ è venuto non a cambiare Le LEggi ma a far sì che vengano rispettate.
    Certo che se tutte le volte crediamo che Dio ci ami (sentimento), sbagliamo in pieno perchè l’Agape che Dio riversa a noi e ci chiede di riversare agli altri è benevolenza (od amorevolezza) ovvero ci richiede di offrire agli altri un gesto di comprensione (o di aiuto) e ciò perchè “Agape” non è “amor” per essere quest’ultimo, essendo riservato solo a chi ci ha generato, l’unico sentimento.

    LE Genesi afferma che Dio crea dal nulla (così fece per Adamo ed Eva)[1] mentre Eva concepì e partorì Caino per primo, poi Abele [4] che rappresentano il generare un proprio simile (Dio per fare simili a Lui Adamo ed Eva dovette crearli).

    “Quando non Sento che la cosa sia giusta dico qualcosa di diverso, corrispondente a quello che Sento io. Puoi fare uguale?”

    Lo sto facendo.

    Un saluto.

  248. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    non sono schiavo del peso delle cose che sostengo perchè è stato tutto scritto da altri, io non faccio altro che riportarlo così come fu scritto.

  249. Artefice1 scrive:

    Ma chi l’ha detto Mauro
    Se io fossi l’inventore della CocaCola a tua insaputa…..universalmente conosciuta come brevetto Inviolabile.
    Ed un bel giorno venendoti a trovare ti spiegassi per filo e per segno come la si fa….
    Tu cosa penseresti che io possa essere.
    Un matto fortunato?
    Una spia disoccupata?
    Il Riconoscente creatore della stessa?

  250. Artefice1 scrive:

    Mauro ./.
    Il Senso è nelle cose.
    Questo ci permette realizzare il necessario che soddisfa Sempre. Altra faccenda sarebbe quello che fa comodo e piace, perché non dura. Svanisce il funzionamento.
    L’Amore manifestato da Gesù.
    Dall’Origine era già Implicito nella Misericordia del Padre, quale aspetto Naturale legato al Tempo.
    NON di meno Gesù. Che come il Padre non ha beneficiato dell’Amore.del Tempo ma soltanto quello Implicito della Misericordia.
    Avendo Gesù Riconosciuto Fedelmente il Sentimento Autentico Originario Eterno ed Universale del Creatore.

  251. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Guardandoti attorno….
    Potresti MAI dire che Dio ha Creato una cosa che non funziona?
    “””Se il sentimento non viene riconosciuto come può l’ Individuo relazionarsi a Dio?”””
    Ahahahah
    Dalle origini ad oggi che abbiamo comunicato a fare?
    Ci vuole proprio tutta, per non capire la cosa più grande che C’é.
    Certo che se quell’Individuo guarda e vede soltanto se stesso per come è capitato………..neppure rompendogli lo specchio aqvrebbe di che cambiare idea. ahahahahahahah

  252. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. hai appena promesso che avresti manifestato il Senso che Riconosci tu.
    Io ti credo sempre. “””Lo sto facendo.”””
    Per questa ragione capisco che tu hai azzerato d’un colpo la tua umanità.
    “””non sono schiavo del peso delle cose che sostengo perché è stato tutto scritto da altri, io non faccio altro che riportarlo così come fu scritto.”””
    Più schiavo di così.
    Comunque. Se così fosse, neppure un burocrate potrebbe superarti.
    CON-Centrati
    Perché se scorazzi o vai ndivagando, tanti saluti alla Relazione.

  253. Artefice1 scrive:

    Mauro …. a proposito dell’Amore.
    L’Amore implicito nella Misericordia sarebbe Agape.
    Mentre l’Amore che Esiste sarebbe inevitabilmente Eros.

  254. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    L’esempio della CocaCola è sbagliato per il semplice motivo che quella bibita è conosciuta (tu stesso scrivi “universalmente riconosciuta”) mentre il pensiero di Dio nessuno ancora lo conosceva.
    Gesu’ è solo il portavoce che permette all’uomo di conoscere la Parola di Dio e Gesu’ può testimoniare solo l’unicità con il pensiero divino in quanto generato da una donna eletta fra le altre da Dio, ovvero predestinato a dar voce sia alla presenza di un solo Dio che del disegno che Dio aveva avuto per l’uomo.

    Nella misericordia non vi è il sentimento dell’amore e ciò perchè essendo misereor “ho pietà”, la pietà è una serie di pensieri controllati atti a mantenere il distacco da chi soffre.
    Altra cosa, un sentimento, è la compassione che permette di immedesimarsi e soffrire con l’altro in quanto essa riflette l’anelito del cuore.

    Un sentimento è anche amore ma è riservato solo all’interno della famiglia che ci ha generato.

    Perciò se in Dio vi era Misericordia e questa è parte anche di Gesu’, può essere solo benevolenza (e non amore) per quell’Agape che appartiene a Dio e che ci riversa affinche venga da noi riversata agli altri.

    Ma se Dio avesse discriminato l’uomo in base al sentimento che provava, quale senso avrebbe avuto non permettere alla stragrande maggioranza dell’umanità di non poter accedere al suo disegno quando egli voleva che fosse destinato a tutti e tutti potessero scegliere se aderirvi? Nessuno, ma se consideriamo l’osservanza delle Leggi del proprio popolo, tutti sono compresi e viene così a realizzarsi quanto Dio aveva concepito.

    Dio manifestando benevolenza (o cristianamente misericordia) per l’uomo in virtu’ del disegno di salvarlo dalla morte, la riversa su tutti ma non in virtu’ di un sentimento che discrimirebbe chi lo accetta da chi non lo conosce ma di un dettato comune a tutti, la Legge che regola la vita dell’uomo sulla Terra.
    E chiede, conseguentemente, a tutti di portare la stessa benevolenza al prossimo per adempiere al pieno rispetto di quelle Leggi.

  255. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. hai le allucinazioni?

    “universalmente conosciuta come brevetto Inviolabile.”

    La tua predilezione per il consumo non é compresa nell’esempio.

  256. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. se non tratteniamo quel che ti diciamo facciamo i tangentisti.
    “””Gesu’ è solo il portavoce che permette all’uomo di conoscere la Parola di Dio”””
    Ma dico io.
    Ti fa così schifo il Senso?
    So bene che conosci il Sentimento, altrimenti quei fortunati non ti conoscevano.
    A proposito come stanno?

  257. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. Ritengo solennemente.
    E tu vedi di cambiare opinione.
    “””Nella misericordia non vi è il sentimento dell’amore e ciò perchè essendo misereor “ho pietà”, la pietà è una serie di pensieri controllati atti a mantenere il distacco da chi soffre.”””

    Chiunque dovesse Dedicarsi, Operare, e destinare il proprio Sentimento come presenza costante, chicchessia sarebbe il più felice del mondo.
    Come può mancare l’Amore nella Misericordia?
    Guarda che anche il Berlusca appartiene alla categoria dei miseri.
    Nella Misericordia mancherebbe l’Eros ….. ma chi se ne frega. Maria insegna
    La Misericordia soltanto Garantisce l’Esistenza Felice.

  258. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    Sulla CocaCola hai fatto un ragionamento a pera. Non dovrei sapere che l’hai inventata e sapere che il brevetto è inviolabile ma se mi vieni a dire la formula dovrei crederci. Potrei farlo solo se sapessi che l’hai inventata ed a determinate condizioni.

    Gesu’ non è l’inventore (del marchio) nè è conosciuta o sancità tale inviolabilità perchè Gesu’ ha solo promesso e ciò vuol dire che si devono porre le basi di accettazione sulla fiducia (fede), non possibile se uno qualunque (non si identifica) bussa alla mia porta con la formula inviolabile di un marchio conosciuto in quanto: primo non sono un produttore di bibite, secondo potrebbe aver sbagliato indirizzo, terzo potrebbe millantare credito per arricchirsi alle mie spalle.

    Vi è un unico senso sul fatto che Gesu’ sia portavoce di Dio: ha SCELTO la madre che avrebbe generato un figlio (e l’ha protetta attraverso lo S.S.) quando avrebbe potuto semplicemente scegliere un infante di una madre e proteggerlo come proprio Figlio.
    E’ evidente che se non l’ha fatto il Senso cambia e Gesu’ è un incaricato da Dio, un Suo portavoce. Gesu’ stesso afferma di portare la Parola di Dio agli uomini (Giovanni).

    Quel fortunato l’abbiamo sentito una decina di gioni fa e non vede l’ora di ritornare ma dovrà aspettare fino alla fine del prossimo giugno, così come mia moglie ed io. Sempre che riesca a venire perà perchè vrà gli esami e se non gli anticipano gli orali non riuscirà a prendere l’aereo e lo rivedremo a fine anno se ci sarà il viaggio.

    Che nella misericordia non ci sia l’amore non me lo sono inventato io così come che nella sola compassione sia insito. Ti ho già scritto che solo l’”amor” è un sentimento (in quanto riversato ai propri cari) ma in Italia è consuetudine e vizio credere che “Agape” ed “Eros” siano Amore ed in tal modo lo considerano. Anche il Papa cita l’amore di Dio benchè il CCC92 lo identifica come “benevolenza”, L’Agape divina.
    Perchè utilizzare la parola amore se non per forzare l’animo del cattolico a trasformare un doveroso riversamento sul prossimo della benevolenza divina ricevuta in un forte sentimento?
    Se vi fosse un sentimento amoroso in Dio avrebbe risparmiato ad Adamo ed Eva, in quanto Suoi Figli, la cacciata dal Paradiso Terrestre per essere Padre delle Sue creature, perdonando loro la colpa della disubbidienza.

  259. Artefice1 scrive:

    Mauro…. Se scrivi ancora lenzuolate del genere io rispondo alle prime tre righe.

    A proposito della cocacola NON hai risposto alla domanda. C’è Gesù di mezzo.
    Tu cosa penseresti possa essere.
    Un matto fortunato?
    Una spia disoccupata?
    Il Riconoscente creatore della stessa?
    “””se Gesu’ ha testimoniato il Senso non ha fatto altro che riferire il pensiero di Dio (logos) ma se ha testimoniato sè stesso (persona e pensiero) COME (alla pari di) unico vero Dio ciò è falso perchè Gesu’ non è il Creatore e Dio non è Gesu’. Ciò che li accomuna è l’UNICITA’ del pensiero (LOGOS) e nient’altro.”””

    Il granello di segatura che diventa zucchero assumendo il Senso dello zucchero …si capisce?
    Gesù ha testimoniato fedelmente il Senso del Padre…. Dunque così ha testimoniato se stesso come UNICO Vero Dio, AVENDO ASSUNTO IL SENSO DEL PADRE!

  260. Artefice1 scrive:

    Mauro ….. che sia colpa dei giornalisti?
    Così è scritto.
    “””Gesu’ stesso afferma di portare la Parola di Dio agli uomini (Giovanni).”””
    Succede anche a me l’irrefrenabile bisogno di manifestare a parole il Senso che riconosco, ben sapendo che le parole non potranno mai rappresentare il mio Sentimento.
    Dunque. L’Apostolo Giovanni che ha Udito le parole di Gesù usa il termine “Parola” Ma ritengo che in Verità Gesù abbia Testimoniato il Senso del Padre, CON-Senso, ovvero CON Sentimento Originario Eterno ed Universale.
    Chiaro?

  261. Artefice1 scrive:

    Mauro … perché insisti colla compassione?

    “””Che nella misericordia non ci sia l’amore non me lo sono inventato io così come che nella sola compassione sia insito.”””
    Ti sembra Sensato pensare che il Creatore abbia ideato l’opera per vendicarsi?
    Ma di quale compassione parli?
    Ha Originato il Creato donando se stesso…… Hai dimenticato l’Essere che ti compone? Ahahahah
    Si sarebbe messo in gioco per compassione? Ma non farmi ridere.

  262. Artefice1 scrive:

    Niente affatto Mauro
    “””Se vi fosse un sentimento amoroso in Dio avrebbe risparmiato ad Adamo ed Eva, in quanto Suoi Figli, la cacciata dal Paradiso Terrestre per essere Padre delle Sue creature, perdonando loro la colpa della disubbidienza.”””
    Figurarsi.
    Dunque se il castigo fosse stata la peggiore delle PER-Dizioni possibili imposte all’Umanità …….. senza un manifesto atto d’amore, Il Padre Creatore e Castigatore Vi genera niente di meno che suo Figlio. Logica Perfetta la tua

  263. mauro scrive:

    Caro artefice1,

    sulla CocoCola ti ho risposto: non è un esempio configurabile con Gesu’ e le tue domande non trovano risposta. Con Gesu’ vi è la PROMESSA di aver salva la vita che si basa sulla FIDUCIA (L’inviolabilità esiste se vi è attestazione) ma se uno mi dice la FORMULA della bibita è ATTESTAZIONE DI UNA PROMESSA e potrei accettarla solo se fossi un produttore, o per conto di un produttore che so che ne è alla ricerca perchè, pur essendo inviolabile il brevetto, esso è modificabile nelle sue parti al fine di non violarlo. LEggi PepsiCola.
    Potrebbe Gesu’ modificare la promessa e predicare qualcos’altro? No! perchè Egli è in sintonia con Dio.

  264. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    “Ciò che li accomuna è l’UNICITA’ del pensiero (LOGOS) e nient’altro”.

    Anche se non ti aggrada è ovvio perchè la relazione che sostiene Dio con Gesu’ è il solo PENSIERO in quanto la PERSONA è in relazione con la madre che lo ha generato e la qualità di essere FIGLIO DI DIO è in relazione con la madre che è discendente di Adamo ed Eva, in virtu’ della loro creazione divina, ma risulta indiretta nei confronti di Dio così come è per lei che lo ha generato.

    Infatti Gesu’ durante l’interrogatorio di fronte all’esortazione di Caifa: “Ti scongiuro per il Dio vivente, perché Tu ci dica se Tu sei il Cristo, il Figlio di Dio.”, Gesu’ risponde “Tu l’hai detto; ma Io vi dico: presto vedrete il Figlio dell’uomo sedere alla destra della potenza e venire sulle nubi del cielo.”, frase che conferma la sua relazione diretta con la madre (si proclama figlio dell’uomo) ed indiretta con Dio in quanto solo dopo un breve trascorrere di tempo (dopo la sua morte ma soprattutto la resurrezione) Egli (figlio dell’uomo) assurgerà alla destra (diventerà favorito) del Padre (la potenza).

    Se poni attenzione a ciò ti rendi conto che a tutti gli uomini (figli dell’uomo) è riservata la resurrezione (o salvezza della vita) ma solo dopo la morte si entra in relazione diretta con Dio per quel travalicare la dimensione umana per entrare in una superiore ed eterna dove realmente si è Figli di Dio.
    E se è pur vero che nel momento del battesimo di Gesu’, Dio lo riconosce come Suo Figlio è per quell’unicità di pensiero che Gesu’ stesso non tradirà per tutta la vita confermando la propria caratteristica di figlio dell’uomo, così come dirà a Caifa che invece avrebbe voluto invece sentir dire che era Figlio di Dio in quanto atteso da tutto il popolo.

  265. Artefice1 scrive:

    Mauro …… Lo so bene che Gesù non beveva cocacola.
    Ma dimmi almeno a che gioco giochiamo.
    La nostra situazione sarebbe più o meno questa.
    Tu imiti la farfallina quando delucidi le tue illustrazioni.
    Io resto incantato e imito il fiore manifestando le mie.
    Come si determina la Relazione tra incantato e svolazzante?
    Suppongo in un solo modo …. Ahahahahah
    Un fortunato caso la dove svolazzante abbia a CON-Centrarsi sul fiore lasciando a terra le ali.
    CON-Templerà o Faticherà?

  266. Artefice1 scrive:

    Mauro …….per Dio….
    Che é TUTTO….
    O è un SI oppure un NO….
    NON può Essere un Forse…..
    Dunque….
    Dio NON credo proprio che faccia promesse.

  267. Artefice1 scrive:

    Mauro ….Ti sembra Normale questa cannonata?
    “””Anche se non ti aggrada è ovvio perchè la relazione che sostiene Dio con Gesu’ è il solo PENSIERO in quanto la PERSONA è in relazione”””
    Io so CON Sicurezza questo.
    Il Pensiero Esiste, perché delimita l’Esistente.
    Il Senso C’è soltanto e NON Esiste, perché manifesta il TUTTO.
    Non ti sembra una differenza Abissale?
    Tu Esisti quando esprimi il tuo Pensiero, come il mio, Limitato.
    Dio C’è soltanto e NON Esiste, perché ha già PRE-Disposto TUTTO Se Stesso.
    Come fai ad affibbiare a Dio il Pensiero? A cosa Mai potrebbe servirgli il pensiero dal momento che il TUTTO è Compiuto???

  268. Artefice1 scrive:

    Mauro Caro ….. dovresti capovolgerti.
    Perché ci sono Morti che camminano e Deceduti che Vivono.
    “””a tutti gli uomini (figli dell’uomo) è riservata la resurrezione (o salvezza della vita) ma solo dopo la morte si entra in relazione diretta con Dio”””
    Hai capito?
    La Morte, opposto della Vita che Relaziona CON: Dio, SI CON-QUI-STA. Anche subito e senza Decedere.

  269. Marina scrive:

    Artefice un consiglio…
    Vai alla neuro per una visita specialistica.
    Ciao:)

  270. Simon de Cyrène scrive:

    Cara Marina,

    io penso invece che Artefice1 e Mauro si son ben ritrovati e vadano bene assieme: ambo navigano in universi paralleli e con (il-)logiche proprie: leggendoli mi sembra di rivedere un vecchissimo film con Jack Nicholson intitolato, se mi rammento bene, “Volo al di sopra di un nido di cuculi”.

    In Pace

  271. Artefice1 scrive:

    Ciao Marina.
    Hai proprio un bel sistema per garantirti i Significati prediletti. Ahahahah

  272. Artefice1 scrive:

    Simone Simone SI …… La denuncia è fonte di salvezza
    Ken Kesey, campione di lotta (qualche colpo lui l’avrà anche preso) autore del libro “Qualcuno volò sul nido del cucculo” frutto dell’esperienza maturata nell’ospedale Mello Park. Egli riteneva che quei pazienti non fossero “pazzi”, bensì individui rifiutati dalla società perché non conformi agli stereotipi convenzionali di comportamento e pensiero. Dal romanzo è stato tratto il film che Kesey non approvò
    Direi che a sua volta si sia impegnato nel testimoniare il Senso che Riconosceva.
    Simone Simone…. Ho ceduto.
    Dedicandomi ad un puro significato.

  273. mauro scrive:

    aro Artefice1,

    tu mi prendi in giro con affermazioni campate nell’aria che ti sei prefissato di respirare quando affermi: “come fai ad affibbiare a Dio il Pensiero. A cosa Mai potrebbe servirgli il pensiero dal momento che il TUTTO è Compiuto???”.
    Se un bel giorno di circa 1980 anni fa, un tizio di nome Gesu’, se ne è uscito affermando di convertirsi in quanto vi era un solo Dio etc., devo credere che l’abbia fatto di sua volontà senza che nessuno avesse deciso, e quindi, pensato dal Cielo dove egli diceva esservi il Padre?
    Invece di aprire le finestre, credendo di respirare l’aria fresca di Milano, prendi la macchina e va in campagna, lì almeno lo smog non influirà su di te.

    Comunque riprendo da “Parola”.

    Giovanni non usa il termine “Parola” ma “logos” lo stesso che “era presso Dio” in Giovanni 1,1 e che corrisponde al pensiero che Dio aveva avuto per l’uomo, ovvero la sua salvezza dopo la morte.
    Non lo puoi chiamare sentimento perchè non è “Amor” ma “Agape”, quella corresponsione che Dio ci chiede di riservare agli altri allo stesso modo di come Lui la dona a noi.

    Dio non può far leva sui sentimenti umani (l’amore che tu intendi) perchè sa che nell’uomo vi è anche il sentimento dell’odio, talmente forte da non poter essere vinto
    e perciò si affida alla pietà di ogni individuo per muoverlo a soccorrere il proprio simile, così come fecero gli stessi crociati nei riguardi dei vinti quando usavano un pugnale, detto “misericordia”. per porre fine alle loro sofferenze.
    Ti parrà strano ma Dio non vuole che l’uomo debba soffrire a causa dei propri mali (Gesu’ insegna all’uomo di non opporsi al proprio persecutore per evitare di perdere la vita) ma quando ci si trova a soffrire grandi patimenti per causa d’altri, e nessuno ti vuol curare perchè nemico, le sofferenze possono finire solo con la morte e quel pugnale che la dava rappresentava il voler esaudire la volontà di Dio.

  274. Artefice1 scrive:

    Mauro … sei di coccio?
    “””Se un bel giorno di circa 1980 anni fa, un tizio di nome Gesu’, se ne è uscito affermando di convertirsi in quanto vi era un solo Dio etc.,”””
    Gesù 1980 (è giusto?) anni fa era Vero Uomo.

  275. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    Si vede che tu non sei un padre ma un giustiziere e quando i tuoi figli sbagliano preferisci punirli sempre, qualunque cosa facciano ma poi quando ti accorgi (se già non è successo) che li stai perdendo, devi ridurti a perdonare tutti quegli errori (loro e tuoi) e sempre che accettino la tua buona fede.

  276. mauro scrive:

    Caro Artefice1

    è quello che c’è dopo quell’etc. che non lo digerisci e lo tralasci ma se Dio ha offerto dopo tantissimo tempo all’uomo, discendente da Adamo la possibilità di salvezza che non aveva prima, da cosa sarebbe partito ed attraverso cosa sarebbe giunto ad offrire la salvezza?

  277. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Eros e Agape compongono l’Amore.
    Agape è prevalente perché quando c’è resta per sempre, mentre l’Eros dura un attimo.
    “””Non lo puoi chiamare sentimento perchè non è “Amor” ma “Agape”, quella corresponsione che Dio ci chiede di riservare agli altri allo stesso modo di come Lui la dona a noi.”””
    Non lo chiamerei perché non si può chiamare Passione.
    La Passione Esiste come Forza sprigionata dalle cose.
    Il Sentimento C’è come l’Essenza, e manifesta la Vita Eterna.
    Autentico CON-Vincimento.

  278. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    Oh bella, scrivi:”La Morte, opposto della Vita che Relaziona CON: Dio, SI CON-QUI-STA. Anche subito e senza Decedere.”

    Dio si conquista alla morte quando Egli ci giudica, non prima durante la vita perchè essa è ESISTENZA MENTRE L’ETERNITA’ del dopo vita E’ ESSERE. E ciò vuol dire che entri in relazione diretta con Dio per quell’ESSERE che accomuna.

  279. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    continui a sbagliare quando scrivi:”Mauro …. Eros e Agape compongono l’Amore.”

    Agape, Eros ed Amore sono diversi ed ognuno indica un diverso atteggiamento.

    Ma se me li accomuni poi confondi l’unico sentimento, l’amore (riservato ai propri cari) con la benevolenza verso il prossimo e la passione incontrollata verso chi ti attrae sessualmente.

  280. Artefice1 scrive:

    Fesserie Mauro.
    “””nell’uomo vi è anche il sentimento dell’odio, talmente forte da non poter essere vinto”””
    Questa è Passione.
    Frutto di PER-Suasione.
    Soltanto ed Esclusivamente il CON-Vincimento resta Indelebile.

  281. Artefice1 scrive:

    CON-Fusionario di un Mauro.
    Non ti basta averlo già letto?
    La Vita ha come opposto la Morte.
    L’Esistenza ha come opposto il Decesso.
    “””Dio si conquista alla morte quando Egli ci giudica, non prima durante la vita perchè essa è ESISTENZA”””
    Dunque la Vita NON è l’Esistenza.
    Come si CON-QUI-STA: La Vita?
    Operando CON-Senso!
    La Vita è ciò che resta Dopo l’attimo chiamato Fatto.
    Visto che il Fatto svanisce sul nascere, la Vita sarebbe Immediata, quando l’Opera è CON-Senso.
    Me lo farai ripetere ancora?
    Perché non ti costruisci un file? Così prima di rispondere verifichi cercando la parola già data.

  282. Artefice1 scrive:

    Niente affatto Mauro
    “””Agape, Eros ed Amore sono diversi ed ognuno indica un diverso atteggiamento.”””
    Che strano.
    Però ti capisco tu ami chiamare amore il sesso e non ammetti distinzione pur di legittimarlo.
    La novità sarebbe tu hai manifestato l’amore del Padre riferendoti ai tuoi cari. Ecco questo è l’Agape che non esclude niente. Mentre l’Eros esclude tutti gli altri.

  283. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    odio- passione, non stavo forse parlando dei sentimenti dell’uomo (amore ed odio) ben conosciuti anche da Dio?

    Come farebbe Dio ad eliminare l’odio affinchè la pietà e la benevolenza facessero il loro corso? Se ci riuscisse non ci sarebbero omicidi etc. ma poichè cotinuano ad esserci Egli non può intervenire nei sentimenti dell’uomo perchè non riesce a modificarli. Su cosa dovrebbe allora agire?

  284. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    se non ti va bene che Agape, Eros ed Amor siano diversi fra loro, puoi consultare non solo il CCC92 ma anche un vocabolario greco in quanto sono i tre termini usati nel Vangelo per indicare atteggiamenti umani diversi.
    Poi se vuoi esagerare, in quanto non ti fidi, c’è il Web a disposizione di tutti.

  285. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Delle passioni credo proprio…
    Che il Creatore non sappia proprio cosa farne.
    Producono il Vuoto che NON Partecipa al TUTTO.
    Sei d’accordo o no che l’odio è una Passione?
    Oppure ti diverte?
    “””odio- passione, non stavo forse parlando dei sentimenti dell’uomo (amore ed odio) ben conosciuti anche da Dio?”””
    Piuttosto direi che qui stai parlando di un minestrone indigesto.

  286. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    “L’Esistenza ha come opposto il Decesso.”

    E quando l’hai inventato?

    il contrario di ESISTENZA è MANCANZA e quando sono riferite ad una persona sono vita e morte.

    Il decesso (l’andar via) è sinonimo di MANCANZA e quando è riferita ad una persona è sempre la morte ma il termine decesso appartiene alla burocrazia umana.

    Sei forse un burocrate?

  287. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Perché mai dovrebbe eliminarlo?
    Eliminerebbe la Libertà Determinante che appartiene all’Essere.
    Vorresti che avesse costituito impedimenti?
    Avesse ad eliminare l’odio non capiresti mai l’Amore.
    Anche se non percepisci l’Agape, hai sempre l’opportunità di farcela, avendo presente l’odio.

  288. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    quando una persona non sa neppure di cosa parla volendo dare da intendere cose che sono già state chiarite da altri ed accettate, io non ho tempo da perdere perchè se credi di non avere dubbi su ciò che scrivi io non posso che esserne contento e dire Amen.

  289. Artefice1 scrive:

    Caro mauro …. Non ti starei istruendo coi significati correnti.
    Insisto nel testimoniare il Senso che Riconosco!
    L’Amore Coniugale necessita di Agape ed Eros!!!!!!!7
    Amore CON Misericordia (Dedizione, Operosità e “Presenza Costante” Sentimento Dedicato.
    Fuori dall’Amore Coniugale Esiste soltanto l’Affetto Misericordioso PER i Figli Affidati e non.

  290. Artefice1 scrive:

    Mauro …. Cosa dici
    “””“L’Esistenza ha come opposto il Decesso.”
    E quando l’hai inventato?”””
    Non frequenti i cimiteri?

  291. Artefice1 scrive:

    Mauro …. L’hai detto
    “””il contrario di ESISTENZA è MANCANZA e quando sono riferite ad una persona sono vita e morte.”””
    A parte il termine mancanza che non diverge dal termine decesso.
    Vedi che stai usando il termine Persona che C’é e non quello di Individuo che Esiste?
    Vita e Morte sono proprio della Persona
    Esistenza e Decesso sono dell’Individuo Separato e distinto.

  292. Marina scrive:

    :) Artefice

    Egli riteneva che quei pazienti non fossero “pazzi”, bensì individui rifiutati dalla società perché non conformi agli stereotipi convenzionali di comportamento e pensiero

    e tu non sei conforme allo stereotipo convenzionale di comportamento e di pensiero.Vedi che Simone ci ha azzeccato?
    Le persone normali parlano per farsi capire,e i tuoi post sono IN-capibili.Ne CON-vieni?

  293. Artefice1 scrive:

    MamMa Ma Marina …..Niente affatto.
    Chiamali tu normali quelli che trattano puri significati PER PER-Suadere.
    E non chiamarli più Persona perché non riconoscono altro che l’Individuale Produzione.
    Se non ti basto….aiutami…perché io farei di tutto per non farti rifiutare l’Essenziale.
    Te lo dico io quando saremmo in Relazione……se ti garba.

  294. Artefice1 scrive:

    E poi Marina.
    Come fai a capirmi se neppure mi rispondi puntualmente?
    Questa tua storia la ritengo singolare.
    Perché, se tu avessi veramente l’intenzione di capirmi, non m’ignori.
    Vedi che faccio bene a fare il criptico?
    Ho scritto prima un commento sul come si gioca.
    Se tu fossi interessata, prenderesti la mia proposizione che non capisci o che rifiuti, dici NO e la rifai come Senti tu rispettando il punto.
    Io poi ti dico subito se La Sento o non la Sento come la Senti tu.
    Passino, passino, la Relazione diventa Inevitabile.

  295. Marina scrive:

    :) Artefice….

    mai hai fatto una scuola speciale per scrivere in questa maniera?
    Se non ti rispondo è perchè non TI capisco.CA-pisci??

    Come fai a capirmi se neppure mi rispondi puntualmente?
    Questa tua storia la ritengo singolare.
    Perché, se tu avessi veramente l’intenzione di capirmi, non m’ignori.

    Sei te singolare,parla il criptico adesso:(

  296. Marina scrive:

    :( faccina dispiaciuta

  297. Artefice1 scrive:

    Marina…. Certo che ti capiusco benissimo.
    Io sono singolare come tutti, tu sembri particolare.
    Dimmi chiaro che ho rovinato le tue certezze.