Conto alla rovescia per il nuovo libro su Gesù

La Libreria Editrice Vati­cana ha già mandato in stam­pa trecentomila copie della versione italiana del nuovo li­b­ro di Benedetto XVI dedica­to alla vita di Gesù. Il volu­me, in libreria dall’11 marzo, uscirà contemporaneamen­te in vari Paesi (in Germania per i tipi di Herder, negli Sta­ti Uniti di Ignatius Press) e rappresenta la naturale con­tinuazione del primo volume, «Gesù di Nazaret» , usci­to nell’aprile 2007 e pubblica­to in italia da Rizzoli: in dieci capitoli, per un totale di 446 pagine, Joseph Ratzinger ha presentato la prima parte della vita di Cristo spiegan­do che il Gesù dei Vangeli è il vero Gesù, quello storico, che ha calcato la terra di Pale­stina duemila anni fa.

Il Pa­pa, che scrive e pubblica que­sti ­libri non come atti di magi­stero, nel primo volume ave­va detto esplicitamente: «Ognuno è libero di contrad­dirmi ». Questo secondo volu­me, edito dalla Lev e distribu­ito da Rizzoli, sarà incentra­to sulla fase finale della vita di Cristo, la sua passione, morte e resurrezione, nu­cleo fondante e iniziale degli stessi racconti evangelici. Il libro di Benedetto XVI sarà presentato ufficialmente in Sala Stampa vaticana il po­meriggio del 10 marzo, dal cardinale Marc Ouellet, Pre­fetto della Congregazione dei vescovi. È prevista anche la presenza di una personali­tà laica (alla presentazione nel 2007 in Vaticano, insie­me al cardinale Cristoph Schö nborn e al pastore valdese Daniele Garrone intervenne il filosofo Massimo Caccia­ri), ma sul suo nome non c’è ancora certezza, anche se au­torevoli indiscrezioni parla­no della possibilità che si trat­ti di Claudio Magris.

Con questo libro, Benedet­to XVI raggiunge quota tre in cinque anni di pontificato: ol­tre al primo e al secondo de­dicati alla vita del Nazareno, infatti, lo scorso novembre ha visto la luce anche il libro intervista con il giornalista te­desco Peter Seewald, frutto di una settimana di colloqui avvenuti l’estate scorsa a Ca­stel Gandolfo. Libro diventa­to subito best-seller, e ap­prezzato per la semplicità con cui Ratzinger, senza sot­trarsi ad alcuna domanda, ha parlato delle questioni più spinose, dallo scandalo della pedofilia alle polemi­che sul discorso di Ratisbo­na.
Ma il Papa, che da tempo desiderava portare a termi­ne queste fatiche, non si fer­ma e sta già lavorando a un terzo saggio su Gesù,dedica­to­questa volta ai Vangeli del­l’infanzia, i testi di Matteo e Luca, che descrivono l’an­nunciazione e la nascita di Cristo.

Benedetto XVI è dunque un Papa autore di best-seller. Naturale, potrebbe di­re qualcuno. È sempre il Papa e quan­do scrive, qualsiasi cosa scriva, c’è chi si sente obbligato a comperarlo e a parlarne bene comunque. In realtà questo non è vero. Joseph Ratzinger, infatti, era autore di libri fortunati e molto diffusi già prima di diventare Papa e anche prima di diventare car­dinale. Il suo «Introduzione al cristia­nesimo », ad esempio, scritto quando era ancora un giovane teologo, rima­ne un testo fondamentale e attuale. Per non parlare del libro-intervista curato da Vittorio Messori, quel «Rap­porto sulla fede» , che già a metà degli anni Ottanta denunciava alcune stor­tu­re ed errate interpretazioni del Con­cilio e di una teologia che per appari­re moderna si contrapponeva sem­pre e comunque al magistero.

Già prima di aver compiuto 75 an­ni, l’età canonica delle dimissioni, il cardinale Ratzinger, allo scadere dei quattro quinquenni trascorsi alla gui­da della Congregazione per la dottri­na della fede (a partire dal novembre 1981) aveva chiesto a Giovanni Paolo II di potersi ritirare. Wojtyla aveva ri­sposto di no. Il cardinale era tornato ancora alla carica, assicurando al Pa­pa che avrebbe continuato a collabo­rare con lui e con l’ex Sant’Uffizio,ma in una posizione più defilata. Niente da fare. Wojtyla lo volle a suo fianco fino alla fine.

Uno dei motivi che spin­gevano Ratzinger a chiedere di poter andare in pensione era quello di po­tersi dedicare ai suoi studi e di poter finalmente scrivere quel libro su Ge­sù che aveva cominciato ad abbozza­re e che considerava in qualche mo­do il coronamento della sua carriera accademica. Una carriera interrotta­si nel 1977, quando Paolo VI lo volle arcivescovo di Monaco e lo creò cardi­nale. Nell’aprile 2005, il decano del collegio cardinalizio sperava fosse fi­nalmente arrivato il momento di po­tersi dedicare al libro, ma i suoi con­fratelli la pensarono diversamente e fu lui, dopo un conclave lampo, ad af­facciarsi vestito di bianco dalla loggia centrale di San Pietro.

Nonostante i tanti impegni del pa­pato, Benedetto XVI ha dedicato il pe­riodo delle vacanze estive per lavora­re sui suoi libri. Non usa il computer, ma scrive a mano, con la penna, ver­gando i suoi fogli in tedesco, con una calligrafia minuta e non sempre facilmente comprensibile. Ci pensa la signorina Birgit, laica consacrata dell’istituto di Schoenstatt, di madre lingua tedesca, che lo assisteva fin da quanto era Prefetto della Congrega­zione per la dottrina della fede, e che è abituata a leggere i manoscritti ratzingeriani, a ribattere  il testo al computer.

La revisione è lunga e meticolosa. Per la­vorare, il Papa ha bisogno di avere a portata di mano una serie di libri ed è per questo che nel suo studio si è cer­cato di riprodurre la biblioteca che aveva nell’appartamento in piazza della Città Leonina dove ha abitato da cardinale per oltre vent’anni.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

126 risposte a Conto alla rovescia per il nuovo libro su Gesù

  1. Fabiola scrive:

    Dopo Cacciari, Magris. Resto senza parole. Possibile che non esistano “personalità laiche” non necessariamente politicamente corrette e rappresentanti del mainstream culturale più corrivo?
    Probabilmente, certo, avrebbero meno seguito e simpatie mediatiche. Ma val la pena di far parlare del libro del Papa attraverso il consueto “ovvio” che ci insegue dappertutto? Qualche copia in più vale un credito di auterevolezza a queste star dell’intellettualità alla moda? Tra l’altro il continuare a lisciare il pelo dal verso che la cosiddetta opinione pubblica gradisce non mi sembra sia neppure pagante.
    Basta rileggersi i giudizi impietosi di Cacciari sulla levatura culturale e teologica di Benedetto XVI(sic!).
    Emessi, naturalmente, dopo la passerella in Vaticano per presentare il primo Gesù del Papa.

  2. antonella lignani scrive:

    Mi ha colpito la figura di suor Birgit, che trascrive le pagine scritte a mano (in tedesco con una calligrafia minuta e poco comprensibile) dal prof. Ratzinger (mi sembra giusto chiamarlo così a proposito del libro). Facendo ricerche sulle vicende che hanno portato all’unità d’Italia nel mio paese mi sono imbattuta in molti fogli scritti a mano con una calligrafia assai minuta e del tutto incomprensibile dal vescovo di allora. Sono inediti, rappresentano forse un ghiotto bottino archivistico, ma quanta fatica! Siccome il vescovo in questione è famoso per avere scritto una opera storica monumentale con trascrizione di innumerevoli documenti in latino di varie epoche mi chiedo quale deve essere stata la fatica degli stampatori di allora che hanno dovuto decifrare e riprodurre interi volumi. Onore dunque a suor Birgit! Quanti ecclesiastici (e non) devono le loro fortune editoriali alla pazienza delle loro segretarie?

  3. antonella lignani scrive:

    In conclusione, penso che il libro dovrebbe essere presentato da suor Birgit.

  4. Lia Orsenigo scrive:

    “Uomini e profeti”, l’eccellente trasmissione radio (su radio3) di Gabriella Caramore, trasmetterà domenica mattina (ore 9.30) una puntata straordinaria di estremo interesse.
    Mi permetto sottoporla ai Forumisti.

  5. john coltrane scrive:

    Chiedo scusa x l’o.t.
    Solo x ricordare che il 12 febbraio del 1980 veniva assassinato dalle Brigate Rosse il Presidente dell’Azione Cattolica dott. VITTORIO BACHELET.
    Grazie.

  6. bo.mario scrive:

    Avrei preferito un libro sulla società moderna e le sue possibili correzioni o consigli riferiti all’attuale. Esce un libro di Gesù, cosa servirà? Un suo vezzo che poteva farne a meno. Se ha paura di affrontare i problemi veri, quelli la gente cerca, aiutando a risolverli. Troppo difficile anche per un pope. Abbiamo un pianeta sovrappopolato, gente che manca di sostentamento, abbiamo una polveriera vicino ai ns confini e di questo non se ne parla. Megio scrivere un libro su Gesù, servirà per i cristiani? fate voi. Se vuole essere una guida per questi sarà ora che si impegni sui problemi veri. Se, come penso, non si capacita chieda aiuto allo spirito santo, hai visto mai! Un saluto.

  7. antonella lignani scrive:

    Caro bo.mario, non sono d’accordo. Un libro su Gesù risponde alle necessità vitali della Chiesa di oggi, in cui mi sembra che molti teologi “sine lege vagantur”. Pietro ha avuto il mandato di “confermare i fratelli” nella fede. Che poi si firmi Joseph Ratzinger ha poca importanza, purché metta i puntini sulle “i”.

  8. il maccabeo scrive:

    “Avrei preferito un libro sulla società moderna e le sue possibili correzioni o consigli riferiti all’attuale.”

    Cosi, se l´avesse fatto avresti potuto gridare all´Ingerenza!
    Névvero?

  9. Cherubino scrive:

    il papa dovrebbe stare più attento: la presenza di un pastore valdese potrà essere usata contro di lui fra 20/30 anni … chissà cosa non diranno i tradizionalisti fondamentalisti di allora !

  10. Sal scrive:

    @ Cherubino
    Cherubino scrive: “il papa dovrebbe stare più attento: la presenza di un pastore valdese potrà essere usata contro di lui fra 20/30 anni … chissà cosa non diranno i tradizionalisti fondamentalisti di allora !”

    Cosa diranno ? Che gli ha suggerito ! e non c’è bisogno di aspettare 20/30 anni. Si può fare anche oggi.

  11. Marco N. scrive:

    “l papa dovrebbe stare più attento:

    Propongo di dare a Cherubino la qualifica di camarlengo ( anzi di camarlenghino) della Santa Sede: senza i suoi suggerimenti ormai Benedetto XVI e Tornielli non sanno più cosa dire o scrivere.

  12. Sal scrive:

    Antonella lignani

    “Diletti, benché facessi ogni sforzo per scrivervi intorno alla salvezza che abbiamo in comune, trovai necessario scrivervi per esortarvi a combattere strenuamente per la fede che fu una volta per sempre trasmessa ai santi.” ( Giuda 3)

    Se fu trasmessa una volta per sempre, cosa ci sarebbe di diverso da dover scrivere libri ogni volta diversi per poter trasmettere una verità che non è mai cambiata ?

  13. Marco N. scrive:

    Ovviamente la mia espressione era provocatoria ( per quanto attiene alle capacità del nostro Papa e a quelle del nostro padrone di casa), ma questo insulso individuo travestito da Cherubino, che continua a scorrazzare su questo blog e ad insolentire tutti, non prova nemmeno un po’ di pudore per la propria stessa dignità continuamente calpestata col suo fare litigioso e pomposamente egocentrico?

  14. il maccabeo scrive:

    Caro Marco N., il comportamento di certo bloggher che lei cosí bene stigmatizza, e che non risparmia spesso neanche gli ordinati, é la prova, se ce ne fosse ancora bisogno, che i moderni sono davvero maestri di quel dialogo che affermano di aver scoperto essi soli dopo il Concilio.
    Di fronte a tanta maestria e “savoir-faire” dei cattolici adulti(-erati) nell´accogliere e rispettare le altrui opinioni non c´è che da scappellarsi a mo´di Dartagnan e con profondo inchino contemplare in silente adorazione …
    …per non ripetere mai lo stesso errore, beninteso.

  15. Cherubino scrive:

    “Ovviamente la mia espressione era provocatoria
    ma questo insulso individuo travestito
    che continua a scorrazzare su questo blog
    ad insolentire tutti,
    non prova nemmeno un po’ di pudore
    per la propria stessa dignità continuamente calpestata
    col suo fare litigioso
    e pomposamente egocentrico?”

    Come non restare commossi da cotanta mitezza e dolcezza di espressione, dalla finezza del pensiero e l’elevatezza dei concetti espressi ? Come non avvertire la profonda conoscenza dell’animo umano senza segreti per così notevole osservatore ?
    E infine, come tacere della carità cristiana che lo muove a prendersi cura del prossimo con prontezza infaticabile ?
    Come minimo gli si addice un premio Nobel per la pace, una nomina a Cavaliere della Repubblica (titolo ahimè un po’ svalutato ultimamente) e un (lontano) dì il luminoso percorso per la canonizzazione…

    MARCO N. SANTO SUBITO !

  16. bo.mario scrive:

    Devo dire che quando si fa un ragionamento serio si butta sempre la palla in calcio d’angolo, è un vs vezzo. Il pope, tramite i suoi, cerca sempre ingerenze. Il problema stà se ha capito che la società è diversa dai tempi di quel libro. I principi valgono sempre? quale dei dieci comandamenti è attuale? Se scrive un libro vuol dire che ha qualcosa di nuovo da proporre, se dice sempre le stesse cose vale quanto l’analisi che ha fatto Augias tempo fà. Penso che il pope può fare quello che vuole, sarei stato più contento se quell’impegno l’avesse dedicato a qualcosa di utile per i suoi e per la società tutta. Non mi sembra difficile da capire e non ve lo spiego un’altra volta.
    Un saluto e vuon pomeriggio.

  17. Marco N. scrive:

    …come tacere della carità cristiana che lo muove a prendersi cura del prossimo con prontezza infaticabile ?

    Ragazzino cherubino, pecca più chi insolentisce di continuo gli altri (sacerdoti compresi) che non chi, come ilk sottoscritto, manifesta il proprio disgusto per simili individui dall’ego smisurato. Si dia una calmata e non continui a manifestare qui un abbondante e invasivo analfabetismo incipriato. Ok?

  18. Cherubino scrive:

    sempre gentilissimo, se non ci fosse bisognerebbe inventarlo…

    Comunque: quali sacerdoti ? quelli scomunicati poi perdonati -ma non pentiti- che fingono di assolvere e accusano il papa di eresia ?

    Guardi che non ci penso proprio ad insolentirli, ci pensano già da soli a farlo ! Poverini: a me più che altro dispiace per loro.

  19. Artefice1 scrive:

    Ciao BO –Mario ….. Indubbiamente IL PRINCIPIO Onnicomprensivo Vale Sempre.
    Senza Quello non staresti in piedi.
    Figurati che dopo duemila e più anni, pur avendolo Dimostrato Gesù Cristo, LO si perde nei significati.
    Chi sa mai che questa volta sia uno spunto utile anche per te. ahahah

  20. Marco N. scrive:

    …Guardi che non ci penso proprio ad insolentirli, ci pensano già da soli a farlo ! Poverini: a me più che altro dispiace per loro.

    Tanto per intenderci, il soggetto malato dice queste cosette, tra l’altro, dei sacerdoti…
    Si curi, Cherubino!

  21. Artefice1 scrive:

    BO -Mario ./.
    Sei in crisi?
    “””quale dei dieci comandamenti è attuale?”””
    Tutti.
    L’Impone l’autoconservazione.

  22. Cherubino scrive:

    perchè sono forse uomini perfetti, o non peccatori ?
    Anche ricordare ad un sacerdote il suo peccato è un atto di misericordia. Anzi lo è due volte, in vista di coloro ai quali potrebbe nuocere. Tanto più se è un peccato già riconosciuto ufficialmente dalla Chiesa come in quei casi lì.

  23. Cherubino scrive:

    e sa bene che parlavo nello specifico di certi consacrati disobbedienti alla Chiesa che tutti conoscono.

  24. Squilpa scrive:

    Caro BoMario, a cosa servirà il libro di Benedetto? Ma lo sa quanto vendono, i libri del papa ?
    Ricorda l’articolo sul giornale “Che tesoro di papa”? Si potrebbe provare a rileggerlo e capire, così che, certamente, saremo in presenza di un nuovo successo editoriale…
    Io stessa ,lo confesso, ne ho prenotato due copie per due mie anziane parenti.

  25. Artefice1 scrive:

    Cherubino …. Tu ci prendi gusto altro che Misericordia.
    Non rubare il mestiere al Creatore.

  26. bo.mario scrive:

    Artefice la mia domanda è se erano tutti validi. Dei dieci ci sono alcuni con principi sociali validi, gli altri? Di solito ci ragioni e ti invito a farlo. Un dio le dette a Mosè, difficile da credere ma va bene tutto. Un saluto.

  27. Artefice1 scrive:

    Squilpa…non fare incetta
    Altrimenti io resto senza.
    Perché ieri non mi hai risposto?

  28. Artefice1 scrive:

    MasSI Bo-Mario …… non perderti nelle forme evanescenti.
    Dimmi piuttosto se tu LI Riconosci e LI Senti necessari per garantirti la sopravVienza.
    Mosé li ha Riconosciuti per primo. Ha avuto l’Ispirazione che ha demolito le certezze del tempo. Così ti va bene?
    L’Ispirazione chi la invia?
    La Vita NON è l’Esistenza.

  29. Cherubino scrive:

    “Ci pensa suor Birgit”

    dietro un uomo di successo c’è sempre una donna di valore…

  30. Artefice1 scrive:

    Bo-Mario ….. quali comandamenti impediscono la civile CON-Vivenza?

    1) Non avrai altro Dio all’infuori di Me
    2) Non nominare il nome Dio invano
    3) Ricordati di santificare le feste
    4) Onora il padre e la madre
    5) Non uccidere
    6) Non commettere adulterio
    7) Non rubare 8) Non dire falsa testimonianza
    9) Non desiderare la donna d’altri
    10) Non desiderare la roba d’altri

    Me li dici “8″?

  31. Squilpa scrive:

    Artefice1, non trovo il passo cui avrei dovuto replicare.
    Circa i comandamenti e la civile convivenza, osserverei che i detti comandamenti non hanno inventato nulla di nuovo.
    Per quanto odio si possa avere per le società precristiane, va ammesso che nessuna società ha mai consentito l’assassinio o il furto. Nessuna cultura, nè antica nè moderna, nè selvaggia nè progredita, ha mai sostenuto che la bugia sia meglio della verità. Tantomeno è mai esistita una società per cui sia migliore la vigliaccheria o l’adulterio, o dove i codardi siano più apprezzati dei coraggiosi, nè vi è traccia di cultura per cui la generosità sia peggiore dell’avarizia.
    La verità è che le virtù vanno a vantaggio della vita ed i vizi,in fondo, sono debolezze; questi valori sono scritti nel genoma dentro di noi e non nel cielo sopra di noi.

  32. macv scrive:

    se il papa parla di Gesù è fuori luogo. Certo , abituati come siamo ormai che i preti parlano di tutto meno che della religione ci sembra una cosa un po’ strana , un po’ ingenua , un po’ imbarazzante , un po’ “vieux style” che il Papa parli di Gesù’ In fondo che altro c’è da dire di nuovo dopo duemila anni? e alla gente che importa ??? no , parliamo piuttosto di cose molto più importanti, i preti vogliono sposarsi, le donne voglio essere preti, i gay vogliono sposarsi, i gay vogliono essere preti ,l’eutanasia deve diventare possibile, ecc. ecc. sono questi gli argomenti interessanti per i cristiani oggi.. Gesù? per altro non si è sicuri nemmeno dei documenti storici e forse è SOLO UN MITO? interessa ancora solo a pochi noiosi professori come Ratzinger…

  33. Americo scrive:

    Il ritratto piú serio sulla figura storica di Gesú é contenuta nel libro “Ecce Homo” del Baron d’Holbach.

  34. Artefice1 scrive:

    Appunto “squilpa” ….. quando mi dirai il tuo nome senza il cognome?

    “””La verità è che le virtù vanno a vantaggio della vita (meno male e di CON-Verso per induzione dell’Esistenza) ed i vizi, in fondo, sono debolezze;””” (l’imperfezione è imprescindibile).
    Per questo ti stai fidando troppo della Voglia!
    Per farla breve.
    Prima di Mosé dominava la Voglia.
    Dopo Mosé valeva Il Garante.
    CON Gesù Cristo vince l’Amore che non prescinde il necessario e l’Indispenzabile

    Per la risposta.
    Artefice1 Scrive: febbraio 11th, 2011 at 12:51 pm
    Post precedente.

  35. bo.mario scrive:

    Artefice potremo discutere dei primi tre tanto per iniziare. Che comandamenti sono? C’entrano con il vivere civile? non mi sembra. Siccome sono messi tra i primi significa che prima devi obbedire, sottostare a una qualche autorità, poi non sei nemmeno libero di divertirti.
    Rubare, uccidere non c’era bisogno dei comandamenti. A completamento c’è anche di non desiderare, cos’è che potremo fare? poco o nulla. Un saluto.

  36. Artefice1 scrive:

    Stupefacente Bo –Mario ….
    Visto che siamo tutti uguali cosa MAI potrebbe dirimere una nostra controversia su un argomento di civiltà?
    Guarda caso nei comandamenti C’è il garante e nientemeno che la Prevenzione.
    Direi che si tratta di un garante da Riconoscere non un despota che s’impone.
    La Prevenzione è data dal “non desiderare” mette in evidenza l’inderogabilità preventiva e non possibile, altrimenti saremmo incivili.

  37. Sal scrive:

    Spiacente sig. Artefice, la sua conoscenza dei comandamenti è fallata !

    - il 9° e 10° come proposti da lei sono la stessa unica cosa – non desiderare. Quindi gliene manca uno.

    - il terzo dove recita “non pronunciare il nome invano ” sebbene mote traduzioni lo portano così dovrebbe essere “indegno ”. La traduzione letterale è “per una falsità” come in Deuteronomio 5.20 – vedi (Levitico 19:12): – “E non dovete giurare in nome mio su una menzogna, in modo da profanare in effetti il nome del tuo Dio. Io sono Geova.” Quindi si poteva usare il nome in modo degno anche giurando nel nome di Dio. Vedi anche – Salmi 139.20-21 : ” I quali dicono intorno a te cose secondo la [loro] idea; Si sono serviti [del tuo nome] in modo indegno, i tuoi avversari.”

    - Il sesto “non uccidere” non è corretto perché più volte Dio ordinò di “uccidere” i nemici (v.1Samuele 15.2-33) sarebbe quindi una contraddizione

    - Il 4° dovrebbe essere “Osservando il giorno del sabato per ritenerlo sacro” – Vedi CEI Esodo 20.8

    “I dieci comandamenti
    Versione Nuova Riveduta

    1 Allora Dio pronunciò tutte queste parole:
    2 «Io sono il SIGNORE, il tuo Dio, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla casa di schiavitù.
    1° 3 Non avere altri dèi oltre a me.
    2° 4 Non farti scultura, né immagine alcuna delle cose che sono lassù nel cielo o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrare davanti a loro e non li servire, perché io, il SIGNORE, il tuo Dio, sono un Dio geloso; punisco l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano, e uso bontà, fino alla millesima generazione, verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
    3° 7 Non pronunciare il nome del SIGNORE, Dio tuo, invano; perché il SIGNORE non riterrà innocente chi pronuncia il suo nome invano.
    4° 8 Ricòrdati del giorno del riposo per santificarlo. 9 Lavora sei giorni e fa’ tutto il tuo lavoro, 10 ma il settimo è giorno di riposo, consacrato al SIGNORE Dio tuo; non fare in esso nessun lavoro ordinario, né tu, né tuo figlio, né tua figlia, né il tuo servo, né la tua serva, né il tuo bestiame, né lo straniero che abita nella tua città; 11 poiché in sei giorni il SIGNORE fece i cieli, la terra, il mare e tutto ciò che è in essi, e si riposò il settimo giorno; perciò il SIGNORE ha benedetto il giorno del riposo e lo ha santificato.
    5° 12 Onora tuo padre e tua madre, affinché i tuoi giorni siano prolungati sulla terra che il SIGNORE, il tuo Dio, ti dà.
    6° 13 Non uccidere.
    7° 14 Non commettere adulterio.
    8° 15 Non rubare.
    9° 16 Non attestare il falso contro il tuo prossimo.
    10° 17 Non concupire la casa del tuo prossimo; non desiderare la moglie del tuo prossimo, né il suo servo, né la sua serva, né il suo bue, né il suo asino, né cosa alcuna del tuo prossimo».

    Sarebbe bene conoscere più approfonditamente la Parola e specialmente i comandamenti.

  38. pietro. scrive:

    CHERUBINO 12 at 2:11 pm,…..”il PAPA dovrebbe stare più attento! La presenza di un pastore valdese potrà essere usata contro di Lui fra 20/30 anni…..chissà cosa diranno i tradizionalisti fondamentalisti di allora! Caro CHERUBINO ti auguro due cose. 1° che tu possa diventare Consigliere Privato del PAPA; 2° che tu possa vivere non 20 o 30 anni, ma 50 o 100 anni così lo saprai. Ti consiglio anche un po’ di tatto nel riguardo di Sacerdoti che possono essere incorsi in eresia. La Carità, l’Amore e la Misericordia non sono il tuo forte. Domani è la 7° dopo l’Epifania ti ricorderò nella Messa. Allez ciao et bonne nuit.

  39. Andrea scrive:

    Ormai è del tutto evidente, cara Fabiola (8:54 am), che l’ambiente della Sala Stampa non è solo “poco fedele” al Papa, ma Gli è avverso – Vedi caso “esplosione della “bolla” gonfiata sul preservativo”, che avvenne in perfetto (immediato) anticipo sull’uscita di “Luce del mondo”.

    Il solo fatto di concepire la “laicità” di un commentatore come estraneità e avversione alla Chiesa, anziché coltivare nella pratica il preziosissimo concetto di “sana laicità”, sarebbe più che sufficiente per ripetere il “Tutti a casa!” che ho espresso in altra occasione.

    Se il dibattito è basato sullo schema “Io ci credo / Tu no / vediamo cosa salta fuori..”, rusciamo solo a giocare ai piccoli hegeliani, apprendisti stregoni con 200 anni di ritardo.

  40. Cherubino scrive:

    domani, VI domenica del tempo ordinario, http://www.laparola.it/download.php pregherò anche io per te e per i tuoi compagni, naturalmente con l’intercessione di Giovanni Paolo II, beato tra 78 giorni.

  41. mauro scrive:

    Caro Artefice1,

    i comandamenti sono la sintesi di Leggi terrene preesistenti, esclusi i primi 3, e dunque i restanti sono già garantiti anche dove Dio non è conosciuto e riconosciuto.

    Gesu’ disse che non era venuto per modificare Le Leggi ma perchè fossero applicate ed allora i Comandamenti altro non devono ricordare all’uomo quali sono i suoi obblighi verso il suo simile, comprendenti quelli verso Dio.

    Il motivo è semplice: Leggi il Vangelo e troverai che viene fatto obbligo al credente in Dio di osservare le Leggi del proprio popolo (oggi sono le nazioni).

    In sintesi, osservati i primi 3 comandamenti e le Leggi della nazione in cui si vive , non vi è alcun altro o diverso obbligo.

    Sul verbo “concupire” e”desiderare” la cosa o la donna d’altri etc.(come spiega piu’ interamente Sal) voleva solo evitare che il desiderio portasse ad impossessarsi di qualcosa o qualcuno/a che non ci spetta, e ciò corrisponde in parte a “Non rubare” ed a “non commettere adulterio” ma anche “non uccidere” quando per soddisfare quel desiderio si arrivasse ad uccidere.

  42. Luisa scrive:

    @ ANDREA TORNIELLI

    Avviso: si tratta di un OT.
    Leggo oggi un articolo di Andrea Tornielli:

    “Ma il corteo moralista non è da cristiani”

    http://www.ilgiornale.it/interni/ma_corteo_moralista__non_e_cristiani/13-02-2011/articolo-id=505637-page=1-comments=1

    Nella parte finale leggo questa frase:

    “Nessuno può considerarsi a priori dalla parte della verità, men che meno se è cattolico.”

    Potrebbe Andrea Tornielli spiegarmi il senso di questa frase?
    Grazie.

    Sullo stesso tema, un articolo di Marina Corradi:

    “Quelle domande che pesano”

    h***://www.avvenire.it/Commenti/Corradinonandra_201102120743081000000.htm

  43. Luisa scrive:

    Tutte le mie scuse ad Andrea Tornielli, non è lui l`autore di quell`articolo.

  44. Andrea Tornielli scrive:

    Cara Luisa rispondo volentieri:

    quell’articolo non è mio, ma dello scrittore Luca Doninelli. Per un errore del sistema mi è stato attribuito nella versione online, ma compare correttamente a firma sua sul cartaceo.
    Ho fatto già correggere – e ringrazio il responsabile del Giornale online Marcello Foa per la tempestività.

    Dunque la domanda va girata a Doninelli.

    Se posso tentare un’esegesi delle sue parole, credo intendesse dire che il cattolico non possiede la verità, non ha la verità in tasca. E’, invece, posseduto da essa. Siccome la verità è una Persona vivente, da seguire, sulle cui orme camminare, il cattolico sa che non è un possesso nostro. Proprio la consapevolezza della gratuità del dono della fede e della necessità della grazia per corrispondere a questo dono, fa sì che il cristiano non possa a mio avviso sentirsi “possessore” della verità, ma ne sia umile e inadeguato seguace.

    Ma le mie, cara Luisa, sono parole messe giù di getto (tra l’altro non sto bene e causa di una fastidiosa influenza), non pretendo di spiegare Doninelli.

    In ogni caso, non erano parole mie.

    Buona domenica!

    andrea

  45. alessio scrive:

    Avranno inventato la macchina del tempo, i preti, per riscrivere le favole di duemila anni fà, vantando anche una
    maggiore precisione e decodifica dei fatti. Spero non abbiano fatto invece gli archeologi, visto che questi ogni
    tanto devono rivedere le proprie elucubrazioni….

  46. Cherubino scrive:

    “Nessuno può considerarsi a priori dalla parte della verità, men che meno se è cattolico.”

    Però vale anche:

    “Nessuno può considerarsi a priori dalla parte della verità, men che meno se è berlusconiano.”

    e poi

    “Nessuno può essere considerato a priori dalla parte del torto, anche se non è cattolico.”

  47. Luisa scrive:

    Grazie Andrea e auguri di pronta guarigione, si armi di pazienza perchè, almeno qui da noi, l`influenza con il suo corteo di tosse, è molto “collante” e si trascina a lungo… :(

    “Nessuno può considerarsi a priori dalla parte della verità, men che meno se è cattolico.”

    Per quel che riguarda quella frase, e parliamo di Verità, sono d`accordo nel dire che non la posseggo, come un “qualcosa” che potrei liberamente strumentalizzare e di cui servirmene a piacimento, di cui potrei disporre e che potrei imporre, ma mi sento di potere dire che sto dalla parte della Verità, lì sto, lì sono, lì sono le mie radici, abbastanza profonde e sane per farmi attraversare senza rompere le tempeste dei dubbi e delle incomprensioni, da lì parto per approfondire e testimoniare con e malgrado tutti i miei limiti, è Sua la Luce che non mi abbandona, anche se talvolta lascio la polvere dei miei dubbi, delle mie paure e del mio orgoglio coprire la trasparenza della Lanterna…il resto lo ha detto lei, caro Andrea, meglio di quanto saprei farlo io…e malgrado l`influenza!

  48. zap scrive:

    Oggi riscendono in piazza le lapidatrici e il giornale della chiesa, Avvenire, gli offre il sasso. Credo che sia arrivata l’ora di ricacciare i mercanti dal tempio.

  49. Artefice1 scrive:

    Sal Carissimo.
    In ogni caso conta quello che Senti ed Onori, perché ogni forma significata rappresenta lo spunto di chi l’ha Riconosciuto.
    Oppure pensi d’Impormi il tuo significato prediletto?
    Se così fosse sarebbe tua la Volontà ….svincolata dal Senso che si manifesta Compiutamente senza speranza di poterlo significare.
    L’Evidente Civiltà che ho inteso sottolineare, fondata sulla Personale LegittimAzione, nel tuo caso non credi venga Contra-f*-Fatta?

  50. Artefice1 scrive:

    Sal ./.
    * “ f ” = Figlio

  51. Cherubino scrive:

    veramente i mercanti nel Tempio erano quelli che pensavano di poter comprare tutto, anche ciò che è sacro. E tra ciò che Gesù considerava sacra c’era anche la dignità dell’uomo e della donna, immagine di Dio.

  52. Artefice1 scrive:

    Sal …. Oppure
    Dal momento che Dio ha indubbiamente fatto il Bene dei suoi figli.
    La fondata LegittimAzione, determinabile CON-Senso, verrebbe frustrata dal significato prediletto. Un CON-Tra-f*-Fatto.

    * “ f ” = Figli

  53. Reginaldus scrive:

    come è mai possibile che un papa scrivendo di Gesù, del centro vivo della fede e della morale, dica “ognuno è libero di contraddirmi..”? Capisco i non credenti, i non cattolici, i credenti in Gesù semplice profeta o in Gesù semplice impostore, ma in quell’ OGNUNO, se l’italiano ha un senso, sembra comprendansi anche i cattolici: e allora io come cattolico, appartenente alla chiesa discente, potrei e dovrei contraddire il mio papa in materia di fede e morale ( o Storia Sacra), cui compete la suprema e infallibile funzione magisteriale nella Chiesa??????

  54. bo.mario scrive:

    Oggi si è assistito al festival dell’ipocrisia. Da una finestra è stato detto che i quattro rom morti si potevano salvare se tutti aiutano tutti. Vive sempre in un mondo suo e cerca solo consenso dai suoi. L’altra è la chicca dell’Avvenire, grande ipocrisia e se non hanno niente di meglio da scrivere è meglio una pagina vuota. Il terzo sono le manifestazioni di piazza, il massimo dell’ipocrisia. Si vive di ipocrisie? pare che qualcuno le gradisca. Non vorrei disturbare Tornielli, a cui auguro una pronta guarigione, ma un commento sui pseudo giornalisti dell’Avvenire andrebbe fatta. Un saluto.

  55. Luisa scrive:

    “Un libro su Gesù risponde alle necessità vitali della Chiesa di oggi, in cui mi sembra che molti teologi “sine lege vagantur”. Pietro ha avuto il mandato di “confermare i fratelli” nella fede.”

    Scriveva ieri Antonella Lignani e sono d`accordo con lei.
    Senza dubbio leggerò questo libro con la stessa attenzione con laquale ho letto il precedente.
    Sono consapevole che scrivendo quel che sto per scrivere mi attirerò una serie di etichette, quelle che già da tempo avevano corso su questo blog ad opera di uno o due blogger, sempre gli stessi, e quelle di nuovo conio inaugurate a Natale da Andrea Tornielli seguito a ruota da blogger che, qui e altrove, hanno lasciato libero corso alle loro fantasie astiose, quelle etichette sono oramai consumate, logorate e abusate, ma sembrano non rendersene conto.
    Vorrei dire che se i libri su Gesù di Nazaret di Papa Benedetto-Joseph Ratzinger sono un capitale prezioso che resisterà al tempo e gli sopravviverà, e al dilà del capitale sono un dono per noi cattolici frutto della riflessione di una vita di un uomo che si è consacrato interamente e umilmente alla sua missione là dove è stato chiamato, oggi, nell`oggi della Chiesa, nel mio oggi di cattolica, aspetto e spero da Pietro che ha avuto il mandato di “confermare i fratelli” nella Fede, atti concreti di governo, interventi chiarificatori e correttori, questo sì, questo no.
    Vedo attorno a me lo sfacelo, ognuno fa e dice quel che vuole, si dicono cattolici, anzi si considerano l`élite, nessuno li corregge, possono continuare liberamente a predicare e praticare sviando e ingannando le anime a loro affidate.
    Ma, siccome sono purtroppo lucidamente realista, non posso non vedere le opposizioni, le resistenze, di quei ribelli lasciati liberi di agire durante diversi decenni, purtroppo le loro ideologie hanno intaccato in profondità il tessuto ecclesiale ed oggi ci troviamo con dei cattolici così deformati da ignorare perfino i concetti fondamentali della loro fede, che non sanno e non possono riconoscere gli errori anche gravi che ascoltano o leggono.
    L`eccezione è diventata la norma, l`errore una “pseudo-verità”.
    Gli errori non sono stati corretti e gli erranti continuano ad aumentare.
    La Liturgia è il campo privilegiato di quei ribelli, l`hanno sconvolta, calpestata, l`hanno trattata come un oggetto plasmabile a volontà, una proprietà privata per comunità private.
    Dolente per il card.Canizarès che già nel 2010, facendo un passo indietro, prospettava che niente sarebbe imposto dall`alto, dolente per Padre Lombardi che già mette le mani in avanti dicendo che non ci sarà nessun controllo di tipo restrittivo ma se il Papa, il Successore di Pietro, non interviene, con tutta la sua autorità e il suo potere, per porre fine agli abusi intollerabili, se non prende lui per mano, in modo fermo e sicuro, i liturgisti, non vedo come la situazione potrebbe migliorare.
    Ma so anche che, visto il livello di resistenza, visto che gli autori di quelle derive, o coloro che li hanno tollerati, sono ancora al loro posto, visto che abbiamo osservato come e quando la volontà del Papa è stata bypassata, mi verrà detto che un atto di governo coercitivo è impossibile…allora devo dirmi che “la riforma della riforma” è la “quadratura del cerchio”?
    Eppure sappiamo, il Papa ce lo ha ricordato, LEX ORANDI, LEX CREDENDI.
    Temo che la forza dell`esempio non basti.
    Ma questa è solo la mia opinione.

  56. Sal scrive:

    @ Artefice1

    Simpatico signore, Io non sono la sua coscienza e non sono il suo giudice. Come ho detto sono una voce nel deserto, un rammemoratore che presenta documenti e informazioni scritte non da me, che vengono ritenute sacre e a ben vedere i comandamenti li ha citati lei. IO mi sono limitato a sottolineare le incongruenza e gli errori.

    Il mio compito è “rendere testimonianza” di ciò che è scritto. Tutto il resto è affar suo. Le decisioni e le valutazioni dei dati sono affar suo. Non sono io il Giudice né la sua coscienza. Una testa ce l’ha ma non so se è piena quello lo sa lei.

    Quindi buon cammino.

  57. Sal scrive:

    @ Luisa

    La questione di leggere il libro (decisione tutta sua) andrebbe vista alla luce di : “figlio mio, ricevi l’avvertimento: Al fare molti libri non c’è fine, e la molta dedizione [ad essi] è faticosa per la carne.” ( Ecclesiaste 12.12)

    Oltre alla fatica, andrebbe anche preso in esame la validità dello scrittore, e quando lo scrittore dichiara che “l’anno di buona volontà e il giorno di vendetta” sono una stessa cosa, a mio modesto avviso perde anche di credibilità perché anche un lattante sa che 24 ore sono diverse da 365 giorni. Quindi l’autorevolezza è perduta.

    La questione vera a mio modesto avviso, non è sapere cosa quancun altro pensa di Gesù Cristo, ma deve stabilire lei cos’è Gesù Cristo per lei ricordando per es. che dopo la risurrezione Gesù apparve in modi diversi a persone diverse e nulla vieta di pensare che possa continuare a rivelarsi a ciascuno nel modo in cui ciascuno ha bisogno di vederlo per cui il parere di altri sarebbe ingannatore, perché l’avvertimento del Cristo stesso è stato proprio questo: – “E vi diranno: ‘Eccolo là!’ o: ‘Eccolo qui!’ Non uscite né correte dietro [a loro].” ( Luca 17.23)
    (Matteo 24:23) “Allora se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, o: ‘È là!’ non lo credete.
    (Marco 13:21) “E allora, se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, ‘ecco, è là’, non [lo] credete.

    Certamente tutti hanno diritto a fare, pensare, agire, con libertà ma ci si dovrebbe chiedere perché l’originale viene trascurato per correre dietro a ciò che originale non è né può esserlo.

    Auguri in ogni caso e buona lettura.

  58. Artefice1 scrive:

    Solerte Sal …. Saresti da premiare se la tua fosse Misericordia.
    Ma come puoi pensare di perfezionare il Pensiero teso a rappresentare il Senso, propugnando “dei” puri significati tesi PER determinare una Formale Legalità a scapito della LegittimAzione che appartiene alla Persona e può appartenere esclusivamente ad ogni Persona?
    Buona Serata.

  59. Andrea scrive:

    Sì, caro Reginaldus (5:48 pm): i Cattolici sono liberi di contraddire perché Benedetto XVI completa e fa uscire, oggi che è Papa, i libri su Gesù Cristo che aveva abbozzato da cardinale. Escono come opere di studio e di proposta, non come documenti del Magistero.
    Qualcuno dice che questa scelta, analoga a quella fatta per l’intervista con Seewald, crea sconcerto; noi ringraziamo il Santo Padre, che “fa del suo meglio” per noi.

  60. Sal scrive:

    @ Luisa @ Tornielli

    Incautamente mi intrufolo e chiedo tolleranza perché incuriosito dalle parole di Tornielli – “credo intendesse dire che il cattolico non possiede la verità, non ha la verità in tasca. E’, invece, posseduto da essa. Siccome la verità è una Persona vivente, da seguire, sulle cui orme camminare, il cattolico sa che non è un possesso nostro.”

    E’ una bella citazione, che mi ha acceso una lampadina. Perché la persona vivente è la verità ?

    Alla domanda di Pilato Gesù rispose: “Tu stesso dici che io sono re. Per questo sono nato e per questo son venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla parte della verità ascolta la mia voce”. (Gv 18:37).

    Non si può non concludere che la Verità a cui rendeva testimonianza non poteva essere lui stesso ma doveva essere una promessa che si era adempiuta e si stava concludendo.

    Era l’adempimento della verità annunciata dai profeti, quella stessa proclamata dagli angeli ai pastori. — Lu 1:32, 33; 2:10-14; 3:31.

    Ne discende che quella Verità non poteva essere la persona che ricordava l’adempimento della promessa annunciata e che la sua semplice presenza ne dimostrava l’effettivo adempimento.

    La domanda di fondo è: Chi aveva previsto quel progetto che si è tramutato mediante lui in verità ? Non poteva essere Gesù stesso, perché disse: sono venuto a rendere testimonianza ad una promessa annunciata che si è avverata. Quella promessa non l’aveva mica fatta lui ! L’avevano fatta i profeti, per questo disse : – “la parola che udite non è mia, ma appartiene al Padre che mi ha mandato.” ( Giovanni 14.24)

    Neanche Gesù aveva quella verità in tasca, ne era posseduto anche lui tant’è che l’ha adempiuta divenendo la personificazione di una promessa vera.

    Ringrazio Tornielli per lo spunto.

  61. Artefice1 scrive:

    Scusa tanto Sal ….. anche i profeti erano uomini.
    Io Ritengo che la Persona è dell’UNICO Essere Creatore. Punto.
    Il Senso manifestato dalla Persona NON è una promessa ma un’indubbia Certezza.
    Detto Senso sarebbe assumibile da ciascun Individuo, e in questo caso manifesta la Persona.
    CON-Cordi?

  62. Sal scrive:

    @ Artefice1

    Non ci penso proprio a perfezionare alcunché ! Non sono io il perfezionatore della fede, : – “guardiamo attentamente al principale Agente e Perfezionatore della nostra fede, Gesù” (Ebrei 12.2)

    Vuole attribuirmi un onore di cui non sono degno ? Troppo buono, ma deve rivolgersi altrove.

    IO non sono buono, né interessato. Svolgo un compito assegnato. Tutto il resto è roba sua.

    Gli arzigogola menti mentali chiamati anche in altro modo, quelli se li può fare anche da solo. Non le manca la fantasia vedo, può continuare….

  63. Sal scrive:

    @ Artefice1

    No,non concordo. Anche in questo sbaglia caro Artefice, la persona non è dell’UNICO Creatore.

    Perché l’UNICO Creatore l’ha dotato di libero arbitrio in modo che potesse fare ciò che vuole.

    Quindi è la persona è proprietaria di sè stesso quale giudice delle proprie scelte autonomamente decise. Non può essere di nessun altro, se poi la vuole mettere in altro modo ci sono Figli di Dio e Figli del Diavolo, basta sapere a quale parrocchia appartiene.

    Anche se la Persona la mette in maiuscolo, anche quella Persona ha autonomia e libertà. Chi è schiavo di Dio è libero di fare anche quella scelta, chi non è schiavo di Dio è libero di suicidarsi. Veda lei.

  64. Artefice1 scrive:

    Sal …. Ti riconosco e assegno tutti i miei punti se rispondi.
    Ho capito che tu stai svolgendo un compito assegnato similburocratico.
    Ma spero che non avrai già inteso vaporizzare la tua ESSENZIALE umanità identica alla mia.

  65. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Sal, e come la mettiamo con Gv 16,4: Gesu’ che dice “io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non attraverso di me”?

    Caro Reginaldus: il Papa quando dice che puo’ essere contraddetto sul libro su Gesu’ intende dire che si tratta dell’opera del teologo Ratzinger, non di un atto di magistero. Ed e’ evidente che la possibilità del contraddittorio, almeno in ambito cattolico. Dovrebbe riguardare aspetti dell’esegesu, non le verità di fede (come ad esempio la storicità di Gesu’ o la sua resurrezione)

    Torno a letto che mi sale la febbre…

  66. Artefice1 scrive:

    Sal ….. Non era questo il punto.
    “””Perché l’UNICO Creatore l’ha dotato di libero arbitrio in modo che potesse fare ciò che vuole.”””
    Chi sarebbe il Soggetto?
    Direi l’Individuo….frutto della Separazione che in sé è Liberta ed Imperfezione.
    E’ singolare ritenere che la Libertà dell’Individuo Imperfetto sia da auspicare.
    Certamente Il Senso della Persona può soddisfare Felicemente ogni tua propensione così come manifestata.
    Così ti sembra che assumere la Persona possa sembrare mortificante?

  67. Artefice1 scrive:

    Hai già capito… Sal …che razza di paradosso è questo?
    La Legge Impedisce la Persona e mantiene Individui.
    Poi dite che fate la Legge per migliorare.
    In questo modo, quando sarà MAI possibile migliorare?

    Il libro, per servire, deve Essere; mentre non è altro che una formale sequenza di significati.
    Sarebbe il lettore, che a questo punto fa il libro, apportando l’Autentico CON-Tenuto, da non ritenere esclusivo.
    Esiste però un Fortunato caso, quando il Sentimento del lettore corrisponde al Senso, Sentimento Originario Eterno ed Universale.

  68. macv scrive:

    Non ha tutti i torti Reginaldus nel dire che se “ognuno è libero di contraddire” vuol dire che il testo papale è solo un’ opinione fra le tante, A PARI MERITO, con tante altre.Il regno e il dominio dell’opinione qui sfolgora in tutta la sua attualità, adottato e in un certo senso giustificato persino dall’unica restante autorità, il pontefice romano !!!. Non esiste al mondo d’oggi verità ma solo opinione. Anche nei tempi aNTICHI sempre , si è stati liberi di contraddire,nel senso che nessuno è costretto a riconoscere la Verità e infatti gli eretici hanno sempre “contraddetto”.
    Qualcuno di voi può immaginare , non dico Gesù, ma neppure S. Agostino. s, Atanasio, s. Ambrogio , parlare di un loro scritto dicendo “ognuno è libero di contraddirmi”???? E s. PAOLO ?
    Vi immaginate una sua lettera che inizi con , “Cari fratelli, vi parlerò di Gesù ma…ognuno di voi è libero di avere un opinione diversa , naturalmente!!!!
    Come è cambiata la mentalità da quei tempi!!!

  69. Andrea scrive:

    No, caro macv, il Papa non intende dare libero sfogo alle opinioni come se “una valesse l’altra”.
    La sua affermazione è precisa, come sottolinea Tornielli: vuol dire, con esattezza, “Io sono il Successore di Pietro, ma questo libro esce come discorso del teologo J.Ratzinger e non come Magistero Pontificio. Quindi, se aveste qualcosa in contrario, formulatelo e ditelo senza timore di commettere peccato”.

    Gesù Cristo parla (ma non scrive) “con autorità” (Mt 7, 29; Mc 1, 27; Lc 4, 32); gli autori ispirati scrivevano con autorità; i Santi, se si esprimono da studiosi, sanno bene che le proprie tesi sono delle “proposte” (certo, non campate per aria).

  70. Simon de Cyrène scrive:

    Non mi stupiscono con i loro commenti i bloggisti macv (Scrive: febbraio 13th, 2011 at 8:39 pm) e Reginaldus (Scrive: febbraio 13th, 2011 at 5:48 pm). Qualcuno un po’ distratto si potrebbe semplicemente chiedere se soffrono di una carenza di Q.I. o di assenza patentata di onestà intellettuale.

    La realtà risiede nell’assenza di comprensione dei nostri due amici sedevacantisti circa la fondamentale differenza che esiste tra atto di Magistero Autentico, proprio al munus docendi del Papa, e l’attività teologica in quanto tale.

    E’ ovvio che quando il Santo Padre sottolinea che ognuno è libero di contraddire il suo libro, intende chiaramente che questi non è Magistero Ordinario al quale ogni cattolico serio deve ossequio dell’intelligenza anche se non è materia infallibile. Ma chiaramente, in quanto Vescovo, egli gode del munus docendi di tutti i vescovi e quel che egli esprime, in quanto coerente con il Magistero Autentico, va da essere ascoltato con benevolenza come quand si ascolta il sermone di un vescovo o di un sacerdote.
    Se alcuni elementi interpretativi di quel che egli scrive vanno aldilà di quel che afferma il Magistero Autentico (n.b. scrivo “aldilà” e no “in contraddizione”) essi restano però opinabili e non è perchè li ha messi in avanti che si debbano considerare come espressione del Magistero. D’altronde nel passato abbiamo molteplici esempi di papi le cui tesi espresse a titolo di dottore privato si sono poi rivelati non essere sempre ortodossi, mentre invece ciò non è mai capitato quando si esprimevano in quanto Magistero.

    In questi tempi dove c’è la tentazione da parte dei teologi progressisti come anche di quelli tradiprotestanti di voler dirigere il Gregge al posto dei leciti Pastori istituiti da N.S. Gesù Cristo, mi sembra che il Santo Padre, ancora una volta indica con l’esempio il posto di ciascuno e quello dei teologi non è di certo quello magisteriale.

    In Pace

  71. Cherubino scrive:

    il panorama mi sembra completo. Dai fondamentalisti alla macv, Reginaldus e Luisa ai “decostruzionisti” alla Sal.
    Vediamo di fare un pò di ordine.

    La verità non è persona, dice Sal. Eppure non dice cosa sia la verità. Dice “l’adempimento di una promessa” ma già qui erra. Perchè chi dice che la promessa si è adempiuta ? Per chi ha senso quella promessa e l’evento del (presunto) adempimento ? Per delle persone umane. Quindi non c’è verità senza una persona per la quale un fatto abbia un certo senso, quella appunto di “verità”.
    La verità, per dirla con Tommaso d’Aquino, è “adaequatio intellectus ad rem; adaequatio rei ad intellectum; adaequatio rei et intellectus.”
    La verità quindi ha per luogo di esistenza le persone, tutti coloro che hanno la facoltà del senso delle cose. Senso che va dagli accidenti che cadono sotto i sensi , alla quidditas della cosa e infine al suo “perchè”, il suo ruolo nell’Ordo universitatis che Dio stabilisce governando il creato.
    Ma la verità, non è solo “senso” che viene percepito nell’ordine del reale, per l’essere umano, ma anche ordine che l’uomo è chiamato a realizzare, nel suo rapporto di collaboratore di Dio.
    L’uomo riconosce la verità e coopera a fare la verità. Anche in questo secondo senso l’uomo però non è creatore della verità, infatti per realizzarla egli deve ascoltare Dio, Colui che dell’Ordine è Principio.
    Gesù ha un ruolo diverso. Egli in quanto Verbo “tramite il quale e in vista del quale” tutto è stato fatto, condivide con il Padre l’essere fonte dell’Ordine dell’essere creato. Egli è la verità, insieme al Padre e allo Spirito Santo. Egli è la verità in tre sensi: come fonte, come fine (“in vista del quale…”) e come mezzo di realizzazione. Infatti la verità che Dio (Padre Figlio e Spirito Santo) ha da sempre pensato si realizza per l’incarnazione del Figlio stesso che rispetto all’uomo è insieme “fonte” e “testimone”, “proprietario” e “comunicatore” della verità. Sal sbaglia quando sia quando oppone i due ruoli, sia quando attribuisce al termine “testimone” un senso limitato al “dire qualcosa di qualcun altro”. Il “testimone” nel senso ampio semitico è il “rappresentante”, il portavoce che è egli stesso parte di coloro che sono rappresentati.
    Gesù, rappresentando Dio agli uomini con i suoi atti, le sue parole e soprattutto la sua morte in Croce per amore, realizza rende presente la sua salvezza, che non è altro che la verità, l’ordine che egli, con il Padre e lo Spirito, ha da sempre voluto. Quest’ordine non è altro che l’inabitazione di Dio nell’uomo e l’assunzione di questi nella dimensione divina, quindi la cristificazione per Grazia dell’essere umano.

    “Egli è immagine del Dio invisibile,
    generato prima di ogni creatura;
    poiché per mezzo di lui
    sono state create tutte le cose,
    quelle nei cieli e quelle sulla terra,
    quelle visibili e quelle invisibili:
    Troni, Dominazioni,
    Principati e Potestà.
    Tutte le cose sono state create
    per mezzo di lui e in vista di lui.
    Egli è prima di tutte le cose
    e tutte sussistono in lui.
    Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa;
    il principio, il primogenito di coloro
    che risuscitano dai morti,
    per ottenere il primato su tutte le cose.
    Perché piacque a Dio
    di fare abitare in lui ogni pienezza
    e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose,
    rappacificando con il sangue della sua croce,
    cioè per mezzo di lui,
    le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.” Col. 1)

  72. Andrea scrive:

    Molto bello il pensiero sul Papa/teologo che mostra ai teologi come “si sta al proprio posto”, caro Simon !

    Bonne semaine

  73. zap scrive:

    La verità umana è la logica delle cose,la verità divina è la verità della logica delle cose.

  74. Sal scrive:

    @ Cherubino
    E dopo tutta questa trattazione si può dire ancora cattolico ? Direi di no.
    Però un errore lo ha commesso.
    “Egli è la verità in tre sensi” – Si dice Egli è la Verità in 3 persone ! O no, Forse solo due ?

    Non si preoccupi, Sal sbaglia sempre, tanto ci sono i guardiani dell’ortodossia che sono pronti a rassicurare i poveri indecisi, quelli che non hanno testa e non hanno occhi per leggere , ma solo orecchie per ascoltare i pifferai magici che gliela cantano e gliela suonano…
    Perdoni l’ignoranza ma per lei l’immagine di Cherubino è Cherubino ? Bravo ha vinto un orsacchiotto.
    Scusi cos’è la cristificazione ? Perché parla sempre così difficile ? Noi siamo poveri semplici si adegui !

    p.s.
    Si legga Parmenide in alternativa Casanova Giacomo l’abate, “Pensieri Libertini “
    Redattore F. di Trocchio
    Editore: Rusconi Libri (1990)
    Collana: Strenne
    ISBN-10: 8818120921
    ISBN-13: 978-8818120929

    “Tutto il fascino che il filosofo trova nella verita’, l’uomo vizioso e indolente lo trova nell’errore, da cio’ deriva che si lasci regnare l’impostura che in tutti i tempi usurpo’ tra gli uomini i diritti della Verita’. E trovandosi l’uomo in tale stato vi siete impossessati di lui in qualita’ di mediatori tra lui e Dio del quale avete trovato molto importante ispirargli timore, ed ecco la nascita delle religioni inventate e care agli uomini perche’ si fece creder loro che con dei culti avrebbero potuto placare la divinita’ vendicativa che potevano aver offesa. Questo maneggio fece nascere tra gli uomini un mostro spaventoso che si chiama superstizione.
    Invece di perseguitarlo, ministri degli altari cercarono di trarne partito e furono felici rendendosi conto che l’uomo per essere felice aveva bisogno di essere ingannato e cosi’ inventarono dei misteri e si impossessarono della sua ragione facendogli credere che fosse una facolta’ pericolosa della quale non bisognava fidarsi.
    Se Gesu’ ha mentito quando disse di non sapere il giorno e l’ora.

    Domanda: Gesu’, poteva separare le due nature, quella
    divina e quella umana ?
    Se Gesu’rispose come Uomo allora Gesu’ e’ non Dio perche’ Dio sa. Pero’, gli apostoli interrogavano Gesu’ perche’ pensavano che egli sapesse (gli attribuivano una natura divina altrimenti non avrebbero interrogato). Quindi avrebbe dovuto essere divino, ma perche’ disse di no ?
    Se Gesu’ rispose come Dio doveva sapere, ma disse di non sapere quindi Non e’ Dio perche’ Dio non puo’ mentire. Pero’, Se Gesu’ non era divino come poteva sapere che gli angeli non sapevano? Conclusione: Gesu’ non poteva separare le due nature, o era l’una o l’altra ma non poteva averne due. Gesu’ era di natura divina ma non era Dio.
    SOGNO DI UN QUARTO D’ORA.
    Primo minuto:
    1-Dio si puo’ vedere solo con occhi non materiali perche’ e’ Spirito.
    2-Dio si rivela e da risposte solo a chi lo cerca, perche’ rispetta l’indipendenza di ciascun individuo.
    3-Parlando di cose divine spesso si accendono dispute anche quando le evidenze sono molto convincenti. Solo la dolce persuasione personale puo’ far nascere un autoconvincimento, ma solo se si abbandonano i pregiudizi.
    4-Solo i saggi si concentrano nel silenzio e riescono a trovare la via pensando.

    Secondo minuto:
    1-Dio e’spirito e si puo’comprendere solo con astrazioni.
    2-Dio e’ infinito quindi incomprensibile anche a se stesso perche’ non conosce il suo principio.
    3-Dio non ha virtu’ ma e’ la virtu’.
    4-Dio non puo’ esistere senza la materia ma NON dipende da essa (perche’ non puo’ esistere senza azione.)
    5-Dio non puo’ esistere nel vuoto perche’ non c’e’ materia ne’ nel pieno perche’ non puo’ mettere in movimento.
    6-Dio e’ diverso dalla materia perche’ la materia non e’ intelligente.
    ecc. ecc.
    Ma per lei è troppo facile !

  75. Sal scrive:

    @ Simon de Cyrene
    Lei che è così esperto sig. Simon, avrebbe una quelche spiegazione dei motivi che hanno fatto cambiare idea a B16 sul celibato ?

    Prima lo rivendicava ora lo rifiuta. Com’è lo Spirito è andato a fare un cappuccino ora o era andato prima ?

  76. Sal scrive:

    @ Zap

    L’adempiersi di una profezia non è una logica, è una verità dopo che si è adempiuta. E se poteva essere tentato era un grosso rischio che l’adempimento avrebbe potuto verificarsi in modo diverso dal preventivato.
    Che avrebbe fatto Dio se Gesù avesse fallito ?

    Se non poteva essere tentato il gioco sarebbe stato inutile oltre che truccato.
    Si riprenda e ci ripensi meglio !

  77. zap scrive:

    Sal, come poteva fallire Gesù se lui stesso era la verità della logica.

  78. Artefice1 scrive:

    Sal ….mi sa tanto che in fatto di errori cerchi il primato.

    “””“Egli è la verità in tre sensi” – Si dice Egli è la Verità in 3 persone ! O no, Forse solo due ?”””
    Indubbiamente il Senso è UNICO altrimenti dei soggetti imperfetti neppure lo potrebbero immaginare. Così la Persona.
    La Verità credo sia che 3 sarebbero le Manifestazioni.
    Il Creatore si è manifestato Padre….il Figlio si è Manifestato dunque c’è e Maria ha CON-Cepito, tutt’altro che da sola in Virtù dello Spirito Ispiratore.
    Manifestazioni Naturali, dunque Significati.
    Il Senso Opera a prescindere.

  79. Sal scrive:

    @ Tornielli
    Distinto amministratore di questo pregiato condominio,
    Come la mettiamo ?

    (Giovanni 16:4) “tuttavia, vi ho detto queste cose affinché, quando arriverà la loro ora, ricordiate che ve le ho dette. “Queste cose, comunque, non ve le ho dette dal principio, perché ero con voi.” – Non ha attinenza

    (Giovanni 6.14: -“! Gesù gli disse: “Io sono la via e la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me.” – Ha attinenza. – Capisco le dita veloci sulla tastiera.

    ( Giovanni 18.37) : – “Per questo sono nato e per questo son venuto nel mondo, per rendere testimonianza alla verità. Chiunque è dalla parte della verità ascolta la mia voce”.

    Volendo prenderla alla leggera si potrebbe dire che avendolo detto dopo si è rimangiato quello che aveva detto prima, ma poiché così non è, si può per es. dire che: “per rendere testimonianza alla verità” significa per testimoniare e per far avverare, adempiere quella promessa predetta dai profeti.

    Se : “E io mi santifico in loro favore, affinché anche loro siano santificati per mezzo della verità.” ( Giovanni 17.19) Effettivamente la verità si identifica con l’adempimento del suo incarico che lo fa essere il mezzo mediante il quale la verità diveniva tale perché si era adempiuta in lui mediante lui e quindi anche lui era verità per essere stato il mezzo mediante il quale si adempiva.

    D’altro canto se : “Santificali per mezzo della verità; la tua parola è verità.” E’ ribadito ancora una volta che essendo egli “La Parola” ed essendo Egli l’adempimento della promessa divenuta verità per sua libera scelta” ritorna che Gesù può correttamente attribuirsi il titolo di Verità essendo il mezzo mediante il quale la verità ha avuto adempimento.

    Ma non era stata una promessa pronunciata (proposta) da lui bensì annunciata dai profeti i quali parlavano in nome di Geova rivelando ciò che lui Geova imponeva loro di dire.

    “e devi dir loro: Geova ha detto questo.” ( Geremia 43.10)
    “e devi dir loro :”Il Sovrano Signore Geova ha detto” ( Ezechiele 2.4)

    Quindi non poteva essere Gesù colui che prometteva non essendo ancora nato né ancora dichiarato Figlio di Dio ( Romani 1.4)

    Se ne ricava che “la profezia non fu mai recata dalla volontà dell’uomo, ma degli uomini parlarono da parte di Dio mentre erano sospinti dallo spirito santo.” ( 2Pietro 1.21) e Gesù non era ancora Figlio presso il Padre quando le profezie furono scritte per cui Dio era solo ed era l’unico che poteva prevedere ciò che sarebbe successo essendo il “padrone del futuro” potendolo modellare a sua scelta. YHWH – da br. Havar “io farò”

    Quindi la Verità è solo sua come messaggio trasmesso e recepito da uomini fra cui anche il “figlio dell’uomo” che adempiendo quel “futuro” divenuto presente è divenuto l’esecutore di quella Verità quindi anche Verità in sé.

    YHWH -“Colui che dice: ‘Il mio proprio consiglio avrà effetto, e farò tutto ciò che è il mio diletto’; 11 Colui che chiama dal levante l’uccello da preda, da un paese lontano l’uomo per eseguire il mio consiglio. Sì, [l’]ho proferito; lo farò anche avvenire. [L’]ho formato, anche lo farò.” (Isaia 46.10)

    Rende ?

  80. Sal scrive:

    @ Zap
    Allora Satana è stupido perché ha tentato la logica !
    Beh, si un po’ stupido lo è si è messo in questo impiccio !

  81. Artefice1 scrive:

    Sal …. Ne prendo solo due.

    “””2-Dio e’ infinito quindi incomprensibile anche a se stesso perche’ non conosce il suo principio.”””
    Visto che è stata coniata pure la parola “Infinito” perché MAI sarebbe incomprensibile l’Infinito?
    Figurarsi. Io suppongo che l’Infinito, scimmiottando l’Esistente sia “l’attimo” che NON si ripete ….. come dire: corrisponde all’attimo che NON manifesta Evoluzione Finita.

    “””2-Dio si rivela e da risposte solo a chi lo cerca, perche’ rispetta l’indipendenza di ciascun individuo.”””
    Questa sembra bella come l’hai detta.
    Ma sul perché eccepirei il fatto che Dio abbia a rispettare. Quando mai?
    Piuttosto avrebbe PRE-Costituito IL TUTTO, Come dire: Se Stesso, in modo Finito.

  82. zap scrive:

    Sal, Satana tentando Gesù, ha tentato la logica dell’uomo,ma non ha potuto far nulla contro la verità della logica.

  83. Sal scrive:

    @ Zap @ Artefice
    Ora capisco perché stanno sempre in due ! Le coppie naturalmente !

    Come si dice: Se non sò ….??? Non ce li volemo !

    E certamente lo è di più chi si mette a perdere tempo con loro.

    Come dice ? Perdona loro perché non sanno quello che dicono !
    Si è appropriato ! a dispetto della logica.

    Artefice1 – leggi anche Parmenide. Sperando che non ci sia il 2

  84. Artefice1 scrive:

    Verissimo zap.
    Infatti le logiche sono Due.
    “””Satana tentando Gesù, ha tentato la logica dell’uomo,ma non ha potuto far nulla contro la verità della logica.”””
    La logica Naturale che si chiama Forza……. Qui il demonio sguazza.
    La logica Essenziale che chiamo Riconoscenza …… Preclusa a chicchessia tranne all’Interlocutore.

  85. Zenofonte scrive:

    Ogni volta che mi affaccio su questi blog del Sig. Tornielli noto con interesse la “deriva” che prendono i commenti, che rapidamente perdono qualsiasi nesso con l’articolo per navigare in acque di alta teologia, opportunamente annacquate da Salteri e Citazioni dotte, tra cui molte argute, altre divertenti. Come interpretare questo fenomeno ? Me lo sono chiesto varie volte. Forse la foga, l’affezione, tanta attenta costanza da parte dei lettori per sottili disquisizioni sono sintomo di un ampio interesse per gli argomenti della fede. A dispetto delle punte di cinismo espresse qua e là da qualche commentatore, tale passione per la fede (anche da parte di chi si mostra ostile), mi pare rilevante, andrebbe approfondita, sviscerata, snidata fino in fondo. Forse anche il Tornielli potrebbe confezionare provocazioni ad hoc. Voi che ne pensate ?

  86. Luisa scrive:

    cherubino come al solito, tutto preso dal suo ruolo di maestrino, saccente e presuntuoso, non si rende nemmeno conto che nel mio commento, a seguito dell`articolo di Doninelli, ho dato una mia testimonianza personale, che è libero di non condividere, ma che potrebbe almeno rispettare.
    È veramente pietosa la strumentalizzazione del messaggio di N.S.G.C. a dei fini così poco cristiani.
    Certe persone dovrebbero sapere che tante conoscenze, una valanga di riferimenti, una biblioteca ben fornita, se non sono accompagnati dall`intelligenza del cuore, sono solo un sapere sterile e arido.

  87. Andrea scrive:

    Caro Zenofonte, il Vangelo di ieri diceva “Sia invece il vostro parlare: “Sì, sì”, “No, no”; il di più viene dal Maligno”.

    Il Maligno viaggia anche in internet!

  88. Andrea scrive:

    Non vedo l’ora di poterlo leggere.

  89. Reginaldus scrive:

    —complimenti vivissimi al moderatore che lascia libero i #Simon dei cireni

    di insolentire a piacimento, e toglie il diritto agli offesi di rispondere… Bisogna attenersi alle norme della buona creanza? E questo non vale per i Simon di cui sopra? E certo che se uno comincia ad argomentare dando del deficiente alla controparte, significa proprio che non è lui stesso fornito a sufficienza di quelle risorse da Q.I. che vede mancanti negli altri, e che se da lui possedute, gli consentirebbero di argomentare decentemente, o almeno di non uscire dai confini della buona creanza…

  90. Reginaldus scrive:

    scrivere un libro da parte di un papa su Gesù, ripeto, Centro vivo della nostra fede e Norma vivente della nostra condotta morale, non è un esercizio configurabile in una ipotetica sfera personale privata del papa, che smette a piacimento le sue vesti proprie per indossare quelle del libero ricercatore… Un tale libro essendo una manifestazione del suo pensiero in una materia di sua competenza specifica, non può essere presentato come attività separata dalla sua propria funzione magisteriale. Insomma il papa è papa sempre, quando tratti della sua materia specifica, e non può attribuirsi la libertà di esserlo a piacimento, come dire a corrente alternata. Quindi anche la scrittura di un libro, che abbia a che fare coi contenuti della dottrina, è una delle modalità della sua funzione magisteriale, come scrivere un ‘enciclica, pronunciare un discorso un’allocuzione , modalità che, in quanto attinenti all’insegnamento, ed esercitate dal papa custode della retta dottrina, non possono incorrere in errori o opinioni men che certe, discutibili, essendo la sua funzione papale di garante infallibile della verità non scomponibile in gradi diversi di credibilità. E come può un papa scindersi in una doppia dimensione, quella pubblica di papa e quella privata di studioso e scrittore??? ( e proprio oggi che in un altro campo si contesta ferocemente al Potente non Gradito il diritto di tenere separate le due dimensioni…) –un papa che stabilisce il diritto al dissenso su materia di fede e di morale – qui abbiamo addirittura un libro su Gesù Cristo! – è un puro controsenso…. e lamentarsi poi dei teologi dissenzienti è …ridicolo…..Ma tant’è, la chiesa conciliare e i suoi papi ci hanno abituati a simili divertissements!

  91. Artefice1 scrive:

    Sal …. Non usare Parmenide come copertura pretestuosa.
    Io sono, come te, CON Senso. Parmenide fù dunque puù essere soltanto puro significato.
    Se il mio significato non ti garba….. rispondimi puntualmente CON il tuo corrispondente.
    Si gioca così.

  92. Artefice1 scrive:

    Andrea …. Non ti sembra di esagerare coll’interpretazione? 8) Non dire falsa testimonianza.
    Il SI e il NO CON-Segue.
    Per Testimoniare occorre Dire …….
    Il SI e il NO appartengono a chi non ha detto e deve semplicemente rispondere.
    Lo scopo è la Relazione CON.

  93. zap scrive:

    Andrea,il si e il no sono due parole finite,come puoi rivolgerle all’infinito?

  94. Artefice1 scrive:

    Zap ….. CON-Seguono Sempre.
    E’ Lui. Il Senso …-…, La Verità che le rende Infinite.

  95. Andrea scrive:

    Caro Reginaldus (le ripeto la mia simpatia, anche se dibattiamo da posizioni diverse), non si tratta di “scindere” J.Ratzinger dal Papa. Sono d’accordo con lei: ogni tentativo di sezionare una persona in ambiti non comunicanti è assurdo e nocivo.
    Si tratta di una cosa molto semplice: il Magistero è vincolante (in diversi gradi) perché non proviene dal solo Papa X o Y, ma da Lui con l’assistenza dello Spirito Santo.
    Tale assistenza non è “istituzionalmente assicurata” nelle espressioni di pensiero come quella di cui stiamo discutendo.

    Riprendo un’espressione del “poco simpatico” (a lei) Simon:
    “..nel passato abbiamo molteplici esempi di Papi le cui tesi espresse a titolo di dottore privato si sono poi rivelate essere non sempre ortodosse, mentre invece ciò non è mai capitato quando si esprimevano in quanto Magistero.”

    Le assicuro, non è difficile: se vado a prendere il caffé dal Papa, non è detto che tutto ciò che mi dice in materia di Fede e di Morale sia perfetto !!

    Cordialmente

  96. Andrea scrive:

    Caro zap, il SI’ e il NO non sono affatto paroline da poco, anche perché richiamano subito una dimensione morale e una teologale (“sì” o “no” a Dio Rivelante).

    Ma ciò che volevo dire è che i lunghi e tormentati sbrodolamenti non portano da nessuna parte; o meglio portano a pensare “BOH… Ignoramus et Ignorabimus”.
    La logica di Cristo non è professorale, ma incarnativa: prende un bambino, gli spiega qualcosa riferendosi alla famiglia o alla natura, lo riaffida alla mamma con una carezza.
    Vogliamo essere dei “bambini” come quelli del Vangelo, o dei barbuti e barbosi parolai, sempre turbati dal fatto che non arriviamo ad afferrare l’ “infinito” ?

  97. PICCOLO INTERMEZZO
    ******************
    Dopo la recente oceanica manifestazione
    di ieri mattina nelle piazze di tutta italia
    -ma ovviamente tutte quelle persone erano prima andate a Messa, chiaramente-
    mi son convinto.
    Mi hanno convinto.
    Ci vuole maggiore moralità, t r a s p a r e n z a:
    ed in effetti bisogna rinnovare la classe politica.
    Oramai guardo al piddì ed ecco il nuovo leader del centro(?)sinistra
    -il più amato, dice lui, secondo i sondaggi-
    e pronto a puntare a Palazzo Chigi.

    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/02/14/senza-parole-ma-davvero.html

    hasta la vista|
    (o vista l’asta?)

  98. Reginaldus scrive:

    #caro Andrea,

    allora mettiamo la cosa sul pratico e forse ci intenderemo meglio. Il papa scrive un libro su Gesù e ci avverte che il suo libro può essere liberamente discusso e contraddetto, perché non lo scrive come papa ma come Ratzinger. Bene. Allora Ratzinger mi dice, faccio un’ipotesi, che Gesù aveva realmente dei fratelli, nel senso che piace tanto a Sal… E allora che faccio, critico Ratzinger e salvo il papa, perché chi scrive non è il papa ma Ratzinger??? Un’altra ipotesi: Ratzinger mi dice che il giorno che Gesù moltiplicava i pani soffiava sulla folla un forte vento…. In questo caso non c’è bisogno che il papa mi avverta che sono libero di dissentire: è infatti del tutto indifferente se quel giorno tirava vento o non si moveva foglia…. E terza ipotesi, se mai dicesse, ripeto, faccio, che i miracoli hanno più che altro un valore simbolico, che faccio, concludo che il loro valore storico è del tutto marginale, se non inesistente, forte del fatto che se non è parola del papa docente è pur sempre parola di Ratzinger che fa un tutt’ uno col papa docente??? E potrei continuare a esemplificare, a ipotizzare anzi, su temi come quelli riguardanti le ‘ipsissima verba’, la datazione dei vangeli stessi che quei ‘facta’ e ‘dicta’ contengono….Un libro scritto da un papa su Gesù, seppure sottofirmato con il suo patronimico, non potrà mai essere dello stesso valore di una opinione espressa al bar! SE mai in quel libro ci fossero note in contrasto con la retta dottrina, a nulla servirebbe accampare la suddetta distinzione: quelle note porterebbero comunque con sé il peso che deriverebbe loro dall’essere stese da colui che professore o no siede pur sempre sul trono di Pietro! Quanti sarebbero in grado di contraddirlo???

  99. Zenofonte scrive:

    ed ecco una simpatica e semplicissima citazione da Raimon Panikkar (http://them.polylog.org/1/fpr-en.htm): “The dialogue between cultures requires not only mutual respect but also a minimum of mutual understanding, which is impossible without sympathy and LOVE.” Consiglio la lettura dell’intero articolo a coloro che pensano di “confutare” la fede via “blog” sulla base “filosofica”, facendo buon e onesto uso di cognizioni e modelli logico-deduttivi.

  100. bo.mario scrive:

    Zenofonte che qualcuno di notte scrive quelle cose vuol dire che faceva meglio ad andare a dormire. La fede vive su credenze di cose fantasiose, il più delle volte. La logica deduttiva vive la realtà. Senza fare della filosofia prova un altro concetto meno metafisico e più aderente alle cose che ci circondano. Se parlate di fede mi stà bene è quando cercate di mescolare le cose che vi perdete in un cul de sac. Zichichi ne è la conferma. Grande fisico e anche comunicativo di scienza. Quando mescola le cose mi viene da sorridere. Sono convinto che se ne rende conto anche lui e lo fà lo stesso. Che dire ancora? l’ipocrisia regna sovrana perchè un pò di gente la cerca. Siamo governati dall’ipocrisia? brutta cosa.
    Un saluto.

  101. Andrea scrive:

    Caro Reginaldus, è del tutto vero che le tesi sostenute da J.Ratzinger non hanno lo stesso peso di quelle sostenute da me o da altre persone. Però la cosa importante, che egli tiene a sotolineare, è che non sono Magistero.
    Perciò, se gli “scappasse” qualcosa di improprio o addirittura di erroneo, chiunque di noi potrebbe contraddirlo appoggiandosi CON CERTEZZA sul Magistero, di Benedetto XVI o dei Predecessori. Ed Egli direbbe: “E’ vero, grazie!!”.
    Del resto, è certo che qualcosa di simile sia avvenuto negli anni ’60, quando il teologo Ratzinger si lasciò correggere dal Magistero in merito ad alcune sue posizioni “progressiste”, esemplificate dalle foto di don Ratzinger in giacca e cravatta.

    Di nuovo: l’ossequio dovuto alle affermazioni del libro è di tipo generale (perché provengono da un Vescovo, da uno studioso, da un sant’uomo), ma non coinvolge la Fede (che implica l’adesione al Magistero, parola di Cristo pronunciata oggi per la sua Sposa ).

    P.S. A proposito di storicità dei Vangeli, ha visto l’articolo di Sangalli su “La Bussola Quotidiana”?
    http://www.labussolaquotidiana.it/ita/articoli-quei-46-anni-del-tempio-di-gerusalemme-910.htm

    Cordialmente

  102. zap scrive:

    Bo Mario,la verità è al disopra della fede,come fai ha limitarne la ricerca?

  103. zap scrive:

    (a limitare) mi è scappata un h

  104. bo.mario scrive:

    Da quello che ho capito questo libro non ha niente di serio. Un vezzo Razingeriano che, se non altro, porta finanze al vaticano. Una cosa commerciale? ne ho tutta l’impressione.
    Zenofonte la verità deriva da vero. La fede ha qualcosa di vero? fai un po te.
    Un saluto e buona giornata.

  105. Andrea scrive:

    Chiedo scusa, zap, mi intrometto:
    il punto (vexata quaestio, negli ultimi secoli) è proprio il “Che cosa sia la verità”.

    Se la verità fosse un dato insieme sussistente di formule e interpretazioni, che noi dobbiamo scoprire, sarebbe vero che si porrebbe al di sopra della fede, in quanto questa è realtà esistenziale sempre “in fieri”. Tale concezione è espressa dal linguaggio ottocentesco delle “SCOPERTE”: ho scoperto un nuovo vaccino, ho scoperto una nuova stella, e così via.

    In realtà, questa concezione non regge:
    A- alla semplice osservazione storico-esperienziale (anche interpretazioni rivelatesi utili e veritiere vengono continuamente rimesse in discussione dagli studi successivi)
    B- alla giusta valutazione filosofica dell’essere umano come soggetto INTELLIGENTE, cioè capace di “introspezione” rispetto al mondo creato. Tale soggetto sa, costitutivamente, che il mondo riserva innumerevoli sorprese, e che il proprio fine non può essere il dominarlo tramite le “formule”, bensì il conoscerlo con simpatia ed entusiasmo, in modo sempre provvisorio.

    Ma il mondo e l’uomo sono sconvolti dal Peccato. Ecco allora che, alla domanda di Pilato “Quid est veritas?”, la risposta è l’anagramma: “Est Vir Qui Adest”.

    P.S. Devo chiudere il PC. Cordiali saluti

  106. Artefice1 scrive:

    Caro BO Mario …… La tua idea di mercato non è forse un tuo atto di Fede che ti procura la “netta impressione”? Che manifesti senza pudore?
    Dovresti dire piuttosto che tu detesti i sua-Denti di ogni “protesi”, tanto per salvaguardare la fese, senza la quale NON faresti UN passo.
    Ti sembra vero quello che sento io?
    Chi dei due manifesta Passione e chi il Sentimento? Io o te?

  107. Reginaldus scrive:

    che cosa mi aspetto da un libro su Gesù Cristo? Oltre a quello già specificato nei miei interventi precedenti, mi aspetto che mi aiuti a conoscere meglio Gesù Cristo attraverso una percezione più vera del significato delle sue parole e delle sue opere…, che so dalla fede essere quelle “stessissime” narrate nei suoi vangeli…Perché non mi interessano minimamente, e anzi li sento come inganno e sfregio alla mia fede, e quindi mi indignano, tutti i tentativi di fare evaporare la concretezza e l’ unicità della presenza storica salvifica di Cristo nell’ evanescenza di ragionamenti in linea con le categorie mondialiste della solidarietà e dell’ abbraccio ecumenico, e ritengo offensivo e dissacrante prendere le Parole e le Opere dette e compiute da Gesù, come spunto ( le famose citazioni…) per svolgere un discorso di religiosità e moralità tutto terra-terra, così da non urtare sensibilità diverse ma tale da raccogliere il plauso generale. In un libro su Gesù Cristo non cerco il minimo comun denominatore condivisibile indiscriminatamente da tutti, ma la chiarezza e perentorietà della parola che è come spada a doppio taglio e mi aiuta a discernere i sentimenti e i pensieri del mio cuore.

  108. Artefice1 scrive:

    BUM Mario …… Ricordati….ahahahah
    Io Aborro PER-Suadere a causa “dei” sua-Denti di quasi tutte le protesi.
    Non CON-Viene quando si dice quello che combinano le ganasce.
    Se NON ripeti quello che combinano Almeno CON-Serbi e CON-Servi il Sentimento.

    Ti pare?

  109. bo.mario scrive:

    Artefice sei sempre gradevole. Il concetto è l’uso della parola verità. Gesù avrebbe detto, Gesù avrebbe fatto. Chi ha scritto queste cose se lo sono fatti raccontare? tu sai che a forza di racconti tramandati non si sa mai la prima versione qual’era. Puoi parlare di verità, quale? Gesù è nato o e comparso? se è nato su questa terra il modo ce n’è uno solo. se è comparso liberi di crederlo, ma parlare di verità non ti pare esagerato. Un saluto.

  110. Artefice1 scrive:

    Grazie Mario

    “””Il concetto è l’uso della parola verità.”””
    Avrei detto che ti saresti soffermato sulla parola “suadenti” se non sulla parola “Fede” per la quale ti ho risposto: pare inutilmente. Ma va benissimo anche la Verità.
    “””” Gesù avrebbe detto, Gesù avrebbe fatto. Chi ha scritto queste cose se lo sono fatti raccontare? tu sai che a forza di racconti tramandati non si sa mai la prima versione qual’era.”””
    Ecco perché ti vado ripetendo che a te la Verità non interessa.
    Insegui i polverizzanti significati polverizzati.
    Così facendo non avrei dubbi sul tuo buon bleffare. Non ti sei proprio ancora reso conto che Non siamo assolutamente in grado di significare noi stessi in Verità? Sai perché?
    Il Significato non ammette il Senso! Ecco fatto.
    Auspichi forse che abbiano gli altri codesta potenza? ahahahahahah

  111. Artefice1 scrive:

    Dott. Tornielli ….. Non hanno la stoffa? Per la tendina.
    Aggiungerei che: non meriterebbe CON-Siderazione la semplice curiosità.
    Mentre ritengo che detto servizio avrebbe un’ indubbia ed essenziale funzione per quanti intendono utilizzare l’informazione, perfezionata da un banale numero, avessimo a trascurare l’Essenziale Antepoente.

  112. Reginaldus scrive:

    …e per finire, mi preme fare anche qui un’osservazione che mi è venuta spontanea parlando con un amico della questione: una volta nella Chiesa esisteva l’ istituto dell’ ‘imprimatur’, che garantiva della correttezza dottrinale del libro scritto da uno studioso cattolico… Ora che nella chiesa moderna questo istituto è stato abolito, in nome del sacrosantissimo principio di libertà, nemmeno un papa può più assicurare al suo alter ego professore questa garanzia di correttezza quale una volta si esprimeva in quel famoso ‘imprimatur’! Ma credetemi, che un papa mi conceda il diritto di contraddirlo seppure nella sua parte di autore privato, non mi dà una piacevole sensazione…

  113. Andrea scrive:

    Ha ragione, Reginaldus: l’”imprimatur” era un istituto prezioso. Ne sentiamo il bisogno!

    Ovviamente, la condanna a morte dell’”imprimatur” proviene dal solito ambiente illuministico sette-ottocentesco, che andò all’assalto del principio di Autorità (Dio-Patria-famiglia) tramite la “libera stampa”.
    Libera nel senso che qualunque menzogna io scriva, è “santificata” PROPRIO PERCHE’ STAMPATA.

    L’ulteriore, evidente aggancio è a Lutero, con il suo uso “militante” della stampa.

  114. Cherubino scrive:

    “la condanna a morte dell’”imprimatur” proviene dal solito ambiente illuministico sette-ottocentesco”

    veramente l’imprimatur è stato abolito da Paolo VI. Quindi secondo Andrea questo grande papa sarebbe un esempio di illuminismo sette-ottocentesco …

    Poi andrebbe ricordato che l’imprimatur non è (era) una dichiarazione di infallibilità, ma l’attestazione che un testo non contiene affermazioni apertamente o implicitamente in contrasto con la Fede e la morale. Ciò non vuol dire affatto che quelle verità non siano riformabili. Altrimenti non esisterebbe per principio il Magistero autentico ma non infallibile e praticamente tutti i testi dei pontefici che appartengono a tale Magistero non dovevano essere pubblicati. Il che è evidentemente assurdo.

    Che poi l’indice dei libri proibiti, cui l’imprimatur era connesso, fosse una cosa utile è storicamente vero il contrario. L’indice non ha mai frenato la circolazione dei testi vietati, anzi ha aumentato l’interesse verso di essi. Ha poi storicamente esagerato vietando vere opere d’arte e prima ancora, divenendo una delle principali cause di eresia per possesso di tali libri. Va poi detto che spesso la valutazione sulla qualità positiva o negativa di un’opera era molto soggettiva e non condivisa neanche dentro la Chiesa (si veda ad esempio il caso del film La dolce vita di Fellini, apprezzato da p. Nazareno Taddei e condannato dalla Santa Sede).

  115. Andrea scrive:

    Caro “cherubino”, ribadisco tutto ciò che ho detto.
    Se S.S.Paolo VI abolì l’”imprimatur”, non espresse certo una sua condanna retroattiva; condanna che invece fu ed è tipica della mentalità “conciliarista” (“Abbiamo capito, avevate ragione VOI”: intendendo per “voi” proprio gli Illuministi sette-ottocenteschi).

    Ai nostri giorni, il lavoro di una Congregazione dell’Indice e dei diversi Vescovi per l’”imprimatur” sarebbe praticamente impossibile, anche per ragioni quantitative; ma se mi cita “La dolce vita”, fa proprio l’esempio di una tipica opera che nacque come conseguenza e fu causa, insieme, dello sfascio suicidario della civiltà cattolica italiana nel Dopoguerra.

  116. bo.mario scrive:

    Che dire Cherubino? finalmente uno scritto reale e non di parte. L’illuminismo è nato perchè i poteri, anche la chiesa, facevano un uso distorto dello stesso potere. Tutto doveva servire allo scopo del mantenimento del potere e non doveva e poteva durare, era totalitario. Che nell’illuminismo poi si è andati oltre le intenzioni era insito nel desiderio di libertà, era come respirare aria pura. L’errore commesso dalla chiesa è quello di essere passati dalla religione scelta alla imposizione della stessa. Sciolta la muta dei cani ce n’erano di buoni e di meno buoni. Storicamente la nascita dell’illuminismo fu inevitabile. Quando ve ne farete una ragione forse capirete gli errori commessi e la speranza, mia, che non abbiate a ripeterli nel divenire. Imprimatur e libri proibiti sono la peggior pubblicità per il potere, potrà durare un pò ma poi succede quello che è successo. L’ultima in ordine di tempo è la presa di posizione sull’affidamento di bambini. Negli orfanotrofi vivono una vita indecente. Affidati a persone o persona possono vivere una vita più decente. L’esempio è quello del pope in Africa, quelli muoiono di AIDS e lui se l’è presa con il profilattico, porta la corda a casa dell’impiccato. Leggo che non sono infallibili, possono sbagliare anche loro, immagino di sì e il problema è non fare anche danni, almeno questo. Un saluto.

  117. Cherubino scrive:

    Andrea sappia almeno fare ammenda. Lei ha detto quel che ha detto. Ora fa dei distionguo che non stanno in piedi. Paolo VI ha abolito l’imprimatur ? Allora vuol dire che c’erano buone ragioni. Che poi lei colto in contraddizione voglia fare dei distinguo non cambia il fatto: la cultura illuministica non c’entra nulla con la decisione di Paolo VI.

    Quanto a La dolce vita, il suo contenuto “immorale” -giudizio non condiviso da un grande regista ed esperto come il padre Taddei- oggi appare come un film per educande, rispetto a certi comportamenti di esponenti politici verso i quali una parte della Chiesa si mostra indulgente.
    Quando faranno un film tipo “La dolce Olgettina”, chissà con quali complessi ragionamenti teologico-morali mons. Fisichella riuscirà ad illuminarci …

  118. Andrea scrive:

    Esattamente, caro “cherubino”: Paolo VI non agì per impulso di una cultura illuministica.

    Io ho detto:
    1- che l’odio e il disprezzo verso l’ “imprimatur” nascono da tale cultura, che contempla l’idolatrica adorazione della “stampa”.
    Paolo VI non agì né con odio né con disprezzo: non “condannò a morte” l’ “imprimatur” come istituto criminale.
    2- che l’atteggiamento appena descritto è largamente presente nella mentalità “conciliarista”.

  119. Cherubino scrive:

    e no, Andrea, le sue parole erano:
    “l’”imprimatur” era un istituto prezioso. Ne sentiamo il bisogno! Ovviamente, la condanna a morte dell’”imprimatur” proviene dal solito ambiente illuministico sette-ottocentesco, che andò all’assalto del principio di Autorità (Dio-Patria-famiglia) tramite la “libera stampa”.”

    “Ne sentiamo il bisogno” evidentemente Paolo VI ha ritenuto diversamente.

    “la condanna a morte dell’”imprimatur”” la condanna a morte, figura per indicare la fine o per lo meno ciò che ispirato l’esecuzione: condanna sta a fine come causa sta ad effetto. L’italiano è italiano, la logica è logica.

    “che andò all’assalto del principio di Autorità (Dio-Patria-famiglia) tramite la “libera stampa”.” La Patria principio d’autorità ? Ma questa dove l’ha presa ? non certo dal Magistero cattolico ! La famiglia poi, forse, non sempre e solo sotto certi aspetti.
    La libera stampa poi è un valore che lei non ha il diritto di mettersi sotto i piedi. Oltre tutto le ricordo che si tratta di norme della nostra Costituzione.

    Io invece so che all’inizio della Rivelazione sta l’obbedienza a questa Parola che smitizzano la Patria e il Paternalismo:

    Il Signore disse ad Abram:
    “Vàttene dal tuo paese, dalla tua patria
    e dalla casa di tuo padre” (Genesi, 12,1)

  120. Andrea scrive:

    Ultima mia risposta, caro “cherubino” – poi, se crede, replichi pure.

    A- “Sentiamo il bisogno dell’ “imprimatur” “. Reginaldus, io e altri ne sentiamo il bisogno. Spero che possa ritornare a esistere, anche se, come dicevo, le difficoltà quantitative e tecniche (diffusione via internet, ad esempio) sarebbero molte.

    B- “Condanna a morte dell’ “imprimatur” “: ha sentito parlare del taglio della testa al Re e alla Regina di Francia (e dell’auspicata, da Garibaldi, soppressione ignominiosa del “Gran Prete”, cioè il B.Pio IX ) ?
    Mi riferivo a quel genere di condanna a morte: definire un’Autorità come “criminale”, “nemica del popolo”, “nemica del genere umano”, e passare alle conseguenze.

    C- la Patria è principio d’autorità in senso primordiale, cioè nel senso che il soggetto umano non nasce dal nulla, dotato della “libertà di recidere ogni legame” (=satanismo), ma nasce da Dio e da una comunità naturale di uomini che hanno lavorato, hanno sofferto e hanno sperato, e hanno creato certe istituzioni.
    Se invece “Patria” dev’essere la sua orrida contraffazione sette-ottocentesca (“Allons, enfants de la Patrie”), contrapposta alla Chiesa, allora dobbiamo combatterla.

    In senso cristiano, “Patria” è la Casa del Padre, cioè il Paradiso. Vedi parabola del figliol prodigo.
    Il Signore dice ad Abramo di uscire dalla patria terrena (luogo, abitudini, legami tribali, sicurezze) per avviare lui e la sua discendenza alla vera Patria: la Terra della Promessa come tappa terrena, il Cielo come meta definitiva.

    Come riferimento per il rispetto generale dovuto alle autorità terrene (ma non alle leggi ingiuste: vedi 194):
    1Pt 2, 13; Rm 13, 1-3.

    D- “La libertà di stampa è nella Costituzione”.
    A parte i limiti posti dalla legge a tale libertà, che vengono calpestati ogni giorno, il punto è quello tipico del relativismo contemporaneo: o si pensa che “ognuno pensa ciò che gli pare”, dandogli una pseudo-autorità tramite la stampa (“L’ha detto la TV”, “Lo dice il giornale”, “E’ scritto in questo libro”..), proprio come faceva Lutero e fanno i Testimoni di Geova, oppure ci si riferisce all’indagine sulla Realtà come significante del suo Autore.

    L’attuale Costituzione cosa intende dire? Assai più la prima che la seconda cosa: quindi è fuori strada.

  121. Cherubino scrive:

    Andrea lei non sa fare ammenda delle sue avventate affermazioni.

    Le ho già mostrato che il senso diretto della sua frase non era ai sovrani di Francia, ma alla fine dell’imprimatur, che si deve ad una decisione di Paolo VI. Alla condanna segue l’esecuzione. E questa è stata decretata da un papa, che piaccia o meno a lei e Reginaldus ha ben poca rilevanza: “Sentire cum Ecclesia” questo è rilevante.

    Poi fa dei ridicoli salti mortali e cerca di mettere pezze che finiscono solo per strappare la poca logica che teneva insieme il suo discorso. Infatti pararsi dicendo che la Patria è la Casa del Padre è ridicolo. Lei ha detto “Dio, Patria e Famiglia” che è una locuzione ben precisa, ossia uno dei motti del fascismo http://www.collezione-online.it/dio_patria_famiglia.htm
    Lei quindi si rifà esplicitamente ad una religiosità distorta e funzionale alle decisioni di un dittatore che ci ha trascinato in una guerra sbagliata e rovinosa.
    Poi si mostra anche contraddittorio, perchè non sa che quel motto fascista ha addirittura un’origine anteriore, risalendo a Mazzini, vicino alla Massoneria avverso alla Chiesa (lui sì, altro che mons. Filoni!) e per alcuni aspetti precursore del Fascismo.

    Quindi due sono le possibilità: o ha ripetuto ingenuamente un motto di cui non conosce il senso e che ha sentito da altri di cui si fida troppo ciecamente, o lo ha detto con cognizione e nel senso che da 150 anni viene attribuito a quel motto.

  122. Pietro Fratta scrive:

    E io che credevo sarebbe uscito il libro concentrato sull’infanzia di Gesù. Non aveva detto così proprio Ratzinger? O mi sbaglio?

  123. yochanan scrive:

    Cari amici,

    se è un libro che serve a rassicurare che il Gesù dei Vangeli è realmente esistito, si tratta di un’opera superflua. Se invece vuole sostenere e dimostrare qualche dogma mariano o papista, va contro la scrittura e quindi è da proscrivere.

    A mio avviso si tratta della solita manovra diversiva dei teologi cattolici (sono secoli che le producono) per distogliere il popolo dalla Parola di Dio. E’ fondamentale per il clero cattolico far credere come ben dimostra questo forum) che c’è sempre bisogno di qualcuno, di un’autorità che interpreti per gli altri la scrittura.
    Ci vuole un mediatore. Questo è il perno del cattolicesimo romano. E questa è l’eresia più grande. In questa pretesa di essere mediatori al posto di Gesù Uomo sta lo spirito dell’Anticristo.

    Shalom

  124. Simon de Cyrène scrive:

    Scrive il bravo Yochonon:
    “Ci vuole un mediatore: questa è l’eresia più grande”.
    Lo dimostri :-)
    In Pace

  125. Michele scrive:

    Beh…sinceramente non vedo l’ora che esca questo libro del Papa…il precedente m’era piaciuto abbastanza…
    http://www.icongrafia.com/