Ecco il nuovo libro su Gesù

«Di fatto, l’annuncio apostolico col suo entusiasmo e con la sua audacia è impensabile senza un contatto reale dei testimoni con il fenomeno totalmente nuovo ed inaspettato che li toccava dall’esterno e consisteva nel manifestarsi e nel parlare del Cristo risorto. Solo un avvenimento reale di una qualità radicalmente nuova era in grado di rendere possibile l’annuncio apostolico, che non è spiegabile con speculazioni o esperienze interiori, mistiche».

Con queste parole Benedetto XVI, nel secondo volume dedicato alla figura del Nazareno (Gesù di Nazaret. Dall’ingresso a Gerusalemme alla resurrezione, Libreria Editrice Vaticana, 348 pp., 20 euro, in vendita da oggi), spiega il «Big Bang» che sta all’origine del cristianesimo nel capitolo dedicato alla resurrezione. Senza un evento «reale», dunque veramente accaduto, e «radicalmente nuovo» – afferma il Papa – non si riescono a comprendere e giustificare i primi passi della fede cristiana. Il nuovo libro di Ratzinger, che non è un atto di magistero, ma il contributo di uno studioso appassionato della figura di Cristo, affronta l’ultima settimana della vita terrena del Nazareno e i drammatici eventi della sua cattura e crocifissione fino all’epilogo della resurrezione. Questi alcuni passaggi salienti del volume che il Giornale ha letto in anteprima (vi invito anche a leggere questo editoriale su La Bussola, quest’altra sintesi e questo ampio stralcio del capitolo sulla resurrezione).

Gesù non è un rivoluzionario politico
«Si è calmata – scrive il Papa – l’onda delle teologie della rivoluzione che, in base ad un Gesù interpretato come zelota, avevano cercato di legittimare la violenza come mezzo per instaurare un mondo migliore – il “Regno”. I risultati terribili di una violenza motivata religiosamente stanno in modo troppo drastico davanti agli occhi di tutti noi. La violenza non instaura il regno di Dio, il regno dell’umanesimo. È, al contrario, uno strumento preferito dall’anticristo – per quanto possa essere motivata in chiave religioso-idealistica. Non serve all’umanesimo, bensì alla disumanità [...]. Gesù non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione».

La Chiesa non si preoccupa di convertire gli ebrei
Il Papa cita Hildegard Brem, la quale, commentando un passo di Paolo, afferma: «La Chiesa non deve preoccuparsi della conversione dei Giudei, perché occorre aspettare il momento stabilito da Dio “quando la totalità dei gentili avrà raggiunto la salvezza” (Rm 11,25). Al contrario, i Giudei sono essi stessi una predica vivente, alla quale la Chiesa deve rimandare, perché richiamano alla mente la passione di Cristo»… «Nel frattempo Israele – scrive Ratzinger – conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà “interamente”, quando il numero dei pagani sarà completo».

Le persecuzioni dei cristiani
«Un elemento importante del discorso escatologico di Gesù è l’accenno alle future persecuzioni dei suoi. Anche qui è presupposto il tempo dei pagani, perché il Signore non dice soltanto che i suoi discepoli verranno consegnati a tribunali ed a sinagoghe, ma che verranno portati anche davanti a governatori e re (cfr Mc 13,9): l’annuncio del Vangelo starà sempre sotto il segno della croce – è ciò che i discepoli di Gesù in ogni generazione devono imparare nuovamente. La croce è e resta il segno del “Figlio dell’uomo”: la verità e l’amore, nella lotta contro la menzogna e la violenza, non hanno altra arma, in fin dei conti, che la testimonianza della sofferenza».

I fatti del Vangelo sono accaduti davvero
«Il messaggio neotestamentario non è soltanto un’idea; per esso è determinante proprio l’essere accaduto nella storia reale di questo mondo: la fede biblica non racconta storie come simboli di verità meta-storiche, ma si fonda sulla storia che è accaduta sulla superficie di questa terra».

L’eucaristia non potevano inventarsela
«L’idea del formarsi dell’Eucaristia nell’ambito della “comunità” è anche dal punto di vista storico assolutamente assurda. Chi avrebbe potuto permettersi di concepire un tale pensiero, di creare una tale realtà? Come avrebbe potuto essere che i primi cristiani – evidentemente già negli anni 30 – accettassero una simile invenzione senza fare obiezioni? [...] Solo dalla peculiarità della coscienza personale di Gesù poteva nascere questo».

Il male del mondo
«Dio non può semplicemente ignorare tutta la disobbedienza degli uomini, tutto il male della storia, non può trattarlo come cosa irrilevante ed insignificante. Una tale specie di “misericordia”», di “perdono incondizionato” sarebbe quella “grazia a buon mercato”, contro la quale Dietrich Bonhoeffer, di fronte all’abisso del male del suo tempo, si è a ragione pronunciato. L’ingiustizia, il male come realtà non può semplicemente essere ignorato, lasciato stare. Deve essere smaltito, vinto. Solo questa è la vera misericordia. E che ora, poiché gli uomini non ne sono in grado, lo faccia Dio stesso – questa è la bontà “incondizionata” di Dio, una bontà che non può mai essere in contraddizione con la verità e la connessa giustizia.

Gesù separa fede e politica
«Gesù, nel suo annuncio e con tutto il suo operare, aveva inaugurato un regno non politico del Messia e aveva cominciato a staccare l’una dall’altra le due realtà, fino ad allora inscindibili. Ma questa separazione di politica e fede, di popolo di Dio e politica, appartenente all’essenza del suo messaggio, era possibile, in definitiva, solo attraverso la croce: solo attraverso la perdita veramente assoluta di ogni potere esteriore, attraverso lo spogliamento radicale della croce, la novità diventava realtà. [...] Ma proprio così, nella totale mancanza di potere, Egli è potente, e solo così la verità diviene sempre nuovamente una potenza».

Il sapere scientifico non ci fa conoscere la verità
«Nella grandiosa matematica della creazione, che oggi possiamo leggere nel codice genetico dell’uomo, percepiamo il linguaggio di Dio. Ma purtroppo non il linguaggio intero. La verità funzionale sull’uomo è diventata visibile. Ma la verità su lui stesso – su chi egli sia, di dove venga, per quale scopo esista, che cosa sia il bene o il male – quella, purtroppo, non si può leggere in tal modo. Con la crescente conoscenza della verità funzionale sembra piuttosto andare di pari passo una crescente cecità per “la verità” stessa – per la domanda su ciò che è la nostra vera realtà e ciò che è il nostro vero scopo».

Ponzio Pilato e la giustizia
«Pilato conosceva la verità di cui si trattava in questo caso e sapeva quindi che cosa la giustizia richiedeva da lui. Ma alla fine vinse in lui l’interpretazione pragmatica del diritto: più importante della verità del caso è la forza pacificante del diritto, questo fu forse il suo pensiero e così si giustificò davanti a se stesso. Un’assoluzione dell’innocente poteva recare danno non solo a lui personalmente – il timore per questo fu certamente un motivo determinante per il suo agire -, ma poteva anche provocare ulteriori dispiaceri e disordini che, proprio nei giorni della Pasqua, erano da evitare. La pace fu in questo caso per lui più importante della giustizia».

Il buon ladrone
«Così nella storia della devozione cristiana il buon ladrone è diventato l’immagine della speranza – la certezza consolante che la misericordia di Dio può raggiungerci anche nell’ultimo istante; la certezza, anzi, che dopo una vita sbagliata, la preghiera che implora la sua bontà non è vana. “Tu che hai esaudito il ladrone anche a me hai dato speranza”, prega ad esempio anche il Dies irae».

La Sindone, una reliquia
«È importante la notizia secondo cui Giuseppe comprò un lenzuolo in cui avvolse il defunto. Mentre i sinottici parlano semplicemente di un lenzuolo al singolare, Giovanni usa il plurale “teli” di lino secondo l’usanza giudaica nelle sepolture – il racconto della risurrezione ritorna su questo ancora più dettagliatamente. La questione circa la concordanza con la sindone di Torino non deve qui occuparci; in ogni caso, l’aspetto di tale reliquia è in linea di massima conciliabile con ambedue i rapporti».

La resurrezione
«La fede cristiana sta o cade con la verità della testimonianza secondo cui Cristo è risorto dai morti. Se si toglie questo, si può, certo, raccogliere dalla tradizione cristiana ancora una serie di idee degne di nota su Dio e sull’uomo, sull’essere dell’uomo e sul suo dover essere – una sorta di concezione religiosa del mondo -, ma la fede cristiana è morta. Gesù in tal caso è una personalità religiosa fallita».

Le donne nella Chiesa
«Come già sotto la croce – a prescindere da Giovanni – si erano ritrovate soltanto donne, così era a loro destinato anche il primo incontro con il Risorto. La Chiesa, nella sua struttura giuridica, è fondata su Pietro e gli Undici, ma nella forma concreta della vita ecclesiale sono sempre di nuovo le donne ad aprire la porta al Signore, ad accompagnarlo fin sotto la croce e a poterlo così incontrare anche quale Risorto».

Il metodo di Dio
«È proprio del mistero di Dio agire in modo sommesso. Solo pian piano Egli costruisce nella grande storia dell’umanità la sua storia. Diventa uomo ma in modo da poter essere ignorato dai contemporanei, dalle forze autorevoli della storia. Patisce e muore e, come Risorto, vuole arrivare all’umanità soltanto attraverso la fede dei suoi ai quali si manifesta. Di continuo Egli bussa sommessamente alle porte dei nostri cuori e, se gli apriamo, lentamente ci rende capaci di “vedere”. E tuttavia – non è forse proprio questo lo stile divino? Non sopraffare con la potenza esteriore, ma dare libertà, donare e suscitare amore. E ciò che apparentemente è così piccolo non è forse – pensandoci bene – la cosa veramente grande?».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

207 risposte a Ecco il nuovo libro su Gesù

  1. peccatore scrive:

    I fatti del Vangelo sono accaduti davvero

    «Il messaggio neotestamentario non è soltanto un’idea; per esso è determinante proprio l’essere accaduto nella storia reale di questo mondo: la fede biblica non racconta storie come simboli di verità meta-storiche, ma si fonda sulla storia che è accaduta sulla superficie di questa terra».

    I fatti descritti dai vangeli sono realmente accaduti.
    I vangeli sono anche e soprattutto delle cronache.
    La ragione razionale di chi ha visto l’inspiegabile e l’ha letto alla luce delle Scritture e delle parole “ipsissima verba” di Gesù ha dovuto/potuto fare 1+1 e:
    A) fidarsi di Gesù
    B) rifiutarLo
    Chi si è fidato ha subito scritto.
    Quel che leggiamo oggi è ancora quello stesso scritto.

    Nel frattempo non è che non sia successo niente: 2000 anni di storia, ancora segni apparentemente inspiegabili e tanti progressi scientifici per verificare.
    La ragione razionale di chi può indagare, letto alla luce delle Scritture, può/deve fare 1+1 e:
    A) fidarsi di Gesù, come ce lo propone la Chiesa
    B) rifiutarLo

  2. Simon de Cyrène scrive:

    Ho ricevuto il libro stamane (in francese) ! Un buon “maestro” per avvicinarci di più al Gesù storico durante la Quaresima. Al primo sguardo una glossa moderna adattata a chi ama usare della regione per penetrare in seguito, con il cuore, nel Mistero.
    Grazie Santo Padre!
    In Pace

  3. Reginaldus scrive:

    “La Chiesa non si preoccupa di convertire gli ebrei…” oh finalmente questa sì che è sincerità: sfacciata, ma sincerità! Peccato che come questo Ratzinger che si dice e viene creduto papa non la pensasse così il primo papa, quello sì vero! – oh lo mettiamo in dubbio, eziologicamente???- San Pietro del quale lui si vorrebbe successore: Pietro ai giudei ( i famosi 3000…che vengono usati come tira al momento…) che lo hanno ascoltato e che gli chiedono che cosa debbono fare risponda: CONVERTITEVI e fatevi battezzare nel nome dI Gesà Cristo il Nazareno! Ed era fresco di Spirito Santo! Ratzinger si può capire, poveretto, dopo 2000 anni lo spirito si è svaporato…

  4. enrico scrive:

    Posto un passo ricollegabile all’ultimo argomento trattato da Tornielli nel thread “Il metodo di Dio”

    Gesù a suor Betrone 5-12-1935:

    “Vedi, Io lascio tutti liberi, non forzo le volontà, ma la diffidenza in Me mi ferisce. No, Io non costringo a credere alle Mie manifestazioni di Misericordia a forza di miracoli. Anche nella Mia vita mortale, e lo leggi nel S. Vangelo, la condizione per ottenere le Mie grazie era sempre questa: la fede.
    “Puoi credere? A chi crede tutto è possibile”.
    Ecco perché ciò che Io dico alle anime piccole, dalla fede semplice ed integra, Io non lo rivelo ad Anime grandi. No, non è colpa per loro, perché la volontà l’ho lasciata libera, ma essi si privano di tanta Luce, mi comprendi?”

  5. AS scrive:

    Nelle parole del Papa su ebrei ed Isrele sono condensati duemila anni di insegnamento cristiano. Per questo, il comune lettore del libro di Benedetto XVI può, se non è ben preparato o se non è ben disposto, attribuire loro un senso sbagliato. Cercherò di commentarle brevemente, per ricondurre le principali affermazioni, quelle che il giornalista deve necessariamente evidenziare, in una prospettiva più comprensibile.

    1. “La Chiesa non deve preoccuparsi della conversione dei Giudei, perché occorre aspettare il momento stabilito da Dio”. Saranno non pochi a trarne la conclusione errata che gli ebrei non abbiano bisogno di convertirsi per salvarsi e che la Chiesa non debba evangelizzarli. Il senso autentico di questa affermazione è, tuttavia, differente: si tratta della ovvia constatazione che la riuscita o meno della conversione degli ebrei (o di chiunque altro) non è la misura con la quale si “pesa” il successo o l’insuccesso della Chiesa. L’universalità della missione cristiana è fuori discussione. Semmai, il “messaggio” del Papa è un incoraggiamento a non lasciarsi “preoccupare” dell’insuccesso (ma è veramente tale ?) dell’evangelizzazione degli ebrei. Non è forse di Dio la Chiesa ? E allora (parole pronunciate dal Papa in una recente intervista), è Lui che deve pensare a farla “funzionare”. Il lettore del libro deve, inoltre, tener presente che le parole del Papa non sono in contrasto con la continua testimonianza della Resurrezione, che la Chiesa offre in ogni Santa Messa, è apostolato attivo, rivolto a chiunque (ebrei compresi), e che la Chiesa, quindi, è sempre operante, nel suo insieme e come singoli appartenenti per converite ebrei e non ebrei.

    2.«Nel frattempo Israele conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà “interamente”, quando il numero dei pagani sarà completo». Anche in questo caso, il lettore meno attento e meno preparato potrebbe essere indotto a pensare che agli ebrei sia affidata una missione speciale (nell’economia della salvezza dell’umanità) tale da porli “fuori portata” rispetto all’annuncio evangelico, una sorta di “zona franca”. Leggendo, però, più attentamente, si accorgerà che l’affermazione di Benedetto XVI, nel secondo periodo, riafferma la drammatica posizione enunciata da San Paolo, secondo la quale è comunque la conversione il presupposto della salvezza di tutti gli ebrei. Realtà drammatica, rivelata da Dio all’Apostolo, il quale, a causa di ciò, abbraccia il compito di convertire i pagani per affrettare la conversione degli ebrei e per “salvarne almeno qualcuno” come egli stesso scrive, confidando nella loro “emulazione” Utile per il lettore ricordare anche che, secondo la dottrina cattolica (Vaticano II, Lumen Gentium) gli ebrei non sono “Popolo di Dio” nel senso di “sacramento di salvezza dell’umanità”, non essendo incorporati nella Chiesa (che è il Popolo di Dio nel presente). Concetto che lo stesso Benedetto XVI, da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha richiamato in una celebre intervista (Il Tempo, 27 febbraio 2004).

    3.“I Giudei sono essi stessi una predica vivente, alla quale la Chiesa deve rimandare, perché richiamano alla mente la passione di Cristo». Anche qui al lettore meno preparato riuscirà difficile capire che cosa il grande teologo, Benedetto XVI voglia effettivamente dire. La risposta la troverà nelle parole di Sant’Agostino sugli ebrei: essi rifiutano Gesù perché riconoscono che Egli si propone quale Autore della Legge, ossia quale Dio, e sono, pertanto, i migliori testimoni per i pagani che quel Galileo non era né un rivoluzionario, né un rabbi particolare, né un mago, bensì proprio un uomo che si è annunciato come Dio stesso. E’ la comprensione degli ebrei come “popolo testimone” che è stata enunciata da Sant’Agostino, del quale Benedetto XVI è cultore ed ammiratore, e che il Papa riprende nel primo volume su Gesù, indicando nel rifiuto di Gesù da parte del suo amico studioso, l’ebreo Neusner un perfetto esempio di testimonianza della asserzione di Nostro Signore d’essere appunto Colui che è.

    Felice chi leggendo il libro del Papa saprà, quindi, rafforzarsi nella Fede, che da tanti moderni “Celso” (si chiamino magari Augias, Odifreddi, etc.) e da altrettanti moderni “Giuliano” (che legiferano su aborto, matrimonio gay, eutanasia) viene derisa, irrisa, perseguitata, contemplando – come suggerisce Benedetto XVI – gli ebrei, che con la loro tenace ostinazione a rifiutare Cristo perché con assai maggior lucidità di noi gentili, capiscono che Egli si è rivelato l’Autore e il Restauratore della creazione.

    Buona lettura !

  6. «Si è calmata – scrive il Papa – l’onda delle

    teologie della rivoluzione

    che, in base ad un Gesù interpretato come zelota, avevano cercato di legittimare la violenza come mezzo per instaurare un mondo migliore – il “Regno”.

    I risultati terribili di una violenza motivata religiosamente stanno in modo troppo drastico davanti agli occhi di tutti noi.

    La violenza non instaura il regno di Dio, il regno dell’umanesimo. È, al contrario, uno strumento preferito dall’anticristo – per quanto possa essere motivata in chiave religioso-idealistica. Non serve all’umanesimo, bensì alla disumanità [...]. Gesù non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione».

    Grazie Santità.
    Grazie di ribadirci la Verità.
    Grazie.

    E che gli EDUCATORI dei Seminari
    riflettano sulle sue parole.
    Conosco seminaristi (ed ex-seminaristi, per fortuna)
    che testualmente affermavano
    -con convinzione-
    “GESU’ ERA UN GRANDE RIVOLUZIONARIO ED E’ STATO LUI IL PRIMO VERO COMUNISTA”.
    E, se ci pensate, è grave che un candidato al Sacerdozio Ministeriale pensi ciò.
    Ovviamente è ancor più grave che Rettori ed educatori (incluse le suorettepsicologhe)approvino in toto questi seminaristi ed anzi: considerino costoro i “VERI” SACERDOTI DEL FUTURO.

    (ovvio che in tale delirio immaginano il futuro della Chiesa -come disse una deputata- diverso dalla attuale. Con abolizione del Celibato, “approvazione” di Sacerdoti che pratichino ciò che facevano gli sporcaccioni di sodoma, e via via tutte le utopie-chimere dossetian-progressiste così ben esposte da alcuni sedicenti politici cattolici, tipo vendola, bindi o livia turco e da certa stampa. A proposito: m’è capitato fra le mani un sussidio catechetico-pastorale per la Quaresima con tanto di presentazione del governatore della puglia)
    http://lastradadellafelicita.myblog.it/archive/2011/02/14/nichi-vendola-completamente-nudo.html

  7. Matteo Dellanoce scrive:

    Come sembre Benedetto XVI sulla scia dei suoi predecessori, pre e post Vaticano II, butta il cuore della Chiesa nella miseria altrui! E questo altro non è che vivere nella Misericordia! Questo libro, come l’altro, è una rete gettata nel mare inquieto della globalizzazione!
    Grazie Benedetto XVI!
    Matteo Dellanoce
    PS colgo l’occasione per salutare l’amico Simon de Cyrene … visto che i supertradizionalisti hanno deciso che chi non è con loro è contro di loro e mi hanno definitivamente bannato!

  8. lorenzo scrive:

    Non so se è già stato detto ma il papa cita un cardinale Schonborn e pone il suo libro e il suo lavoro teologico accanto al libro “L’icona di Cristo” del suo amico cardinale austriaco,questo dovrebbe far pensarci su come molti hanno criticato il cardinale di Vienna

  9. AS scrive:

    Nelle parole del Papa su ebrei ed Isrele sono condensati duemila anni di insegnamento cristiano.

    Per questo, il comune lettore del libro di Benedetto XVI può, se non è ben preparato o se non è ben disposto, attribuire loro un senso sbagliato. Cercherò di commentarle brevemente, per ricondurre le principali affermazioni, quelle che il giornalista deve necessariamente evidenziare, in una prospettiva più comprensibile.

    1. “La Chiesa non deve preoccuparsi della conversione dei Giudei, perché occorre aspettare il momento stabilito da Dio”. Saranno non pochi a trarne la conclusione errata che gli ebrei non abbiano bisogno di convertirsi per salvarsi e che la Chiesa non debba evangelizzarli. Il senso autentico di questa affermazione è, tuttavia, differente: si tratta della ovvia constatazione che la riuscita o meno della conversione degli ebrei (o di chiunque altro) non è la misura con la quale si “pesa” il successo o l’insuccesso della Chiesa. L’universalità della missione cristiana è fuori discussione. Semmai, il “messaggio” del Papa è un incoraggiamento a non lasciarsi “preoccupare” dell’insuccesso (ma è veramente tale ?) dell’evangelizzazione degli ebrei. Non è forse di Dio la Chiesa ? E allora (parole pronunciate dal Papa in una recente intervista), è Lui che deve pensare a farla “funzionare”. Il lettore del libro deve, inoltre, tener presente che le parole del Papa non sono in contrasto con la continua testimonianza della Resurrezione, che la Chiesa offre in ogni Santa Messa, è apostolato attivo, rivolto a chiunque (ebrei compresi), e che la Chiesa, quindi, è sempre operante, nel suo insieme e come singoli appartenenti per converite ebrei e non ebrei.

    2.«Nel frattempo Israele conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà “interamente”, quando il numero dei pagani sarà completo». Anche in questo caso, il lettore meno attento e meno preparato potrebbe essere indotto a pensare che agli ebrei sia affidata una missione speciale (nell’economia della salvezza dell’umanità) tale da porli “fuori portata” rispetto all’annuncio evangelico, una sorta di “zona franca”. Leggendo, però, più attentamente, si accorgerà che l’affermazione di Benedetto XVI, nel secondo periodo, riafferma la drammatica posizione enunciata da San Paolo, secondo la quale è comunque la conversione il presupposto della salvezza di tutti gli ebrei. Realtà drammatica, rivelata da Dio all’Apostolo, il quale, a causa di ciò, abbraccia il compito di convertire i pagani per affrettare la conversione degli ebrei e per “salvarne almeno qualcuno” come egli stesso scrive, confidando nella loro “emulazione” Utile per il lettore ricordare anche che, secondo la dottrina cattolica (Vaticano II, Lumen Gentium) gli ebrei non sono “Popolo di Dio” nel senso di “sacramento di salvezza dell’umanità”, non essendo incorporati nella Chiesa (che è il Popolo di Dio nel presente). Concetto che lo stesso Benedetto XVI, da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha richiamato in una celebre intervista (Il Tempo, 27 febbraio 2004).

    3.“I Giudei sono essi stessi una predica vivente, alla quale la Chiesa deve rimandare, perché richiamano alla mente la passione di Cristo». Anche qui al lettore meno preparato riuscirà difficile capire che cosa il grande teologo, Benedetto XVI voglia effettivamente dire. La risposta la troverà nelle parole di Sant’Agostino sugli ebrei: essi rifiutano Gesù perché riconoscono che Egli si propone quale Autore della Legge, ossia quale Dio, e sono, pertanto, i migliori testimoni per i pagani che quel Galileo non era né un rivoluzionario, né un rabbi particolare, né un mago, bensì proprio un uomo che si è annunciato come Dio stesso. E’ la comprensione degli ebrei come “popolo testimone” che è stata enunciata da Sant’Agostino, del quale Benedetto XVI è cultore ed ammiratore, e che il Papa riprende nel primo volume su Gesù, indicando nel rifiuto di Gesù da parte del suo amico studioso, l’ebreo Neusner un perfetto esempio di testimonianza della asserzione di Nostro Signore d’essere appunto Colui che è.

    Felice chi leggendo il libro del Papa saprà, quindi, rafforzarsi nella Fede, che da tanti moderni “Celso” (si chiamino magari Augias, Odifreddi, etc.) e da altrettanti moderni “Giuliano” (che legiferano su aborto, matrimonio gay, eutanasia) viene derisa, irrisa, perseguitata, contemplando – come suggerisce Benedetto XVI – gli ebrei, che con la loro tenace ostinazione a rifiutare Cristo perché con assai maggior lucidità di noi gentili, capiscono che Egli si è rivelato l’Autore e il Restauratore della creazione.

    Buona lettura !

  10. Stefano78 scrive:

    …”La Chiesa non si preoccupa di convertire gli ebrei”.

    Come?

  11. er tripparolo scrive:

    E er trippa coje l’occasione de saluta er mitico sor Matteo Della Noce.
    Sor Mattè, buon divertimento, qui c’è stanno pure quelli, sotto mentito nikke ovviamente.

  12. Simon de Cyrène scrive:

    Un caro saluto a Matteo e al Tripparolo!
    In Pace

  13. Reginaldus scrive:

    finalmente questa sì che è sincerità: sfacciata, ma sincerità! Peccato che come questo Ratzinger, che si dice e viene creduto papa, non la pensasse il primo papa, San Pietro, del quale lui si vorrebbe successore: Pietro ai giudei che lo hanno ascoltato e che gli chiedono che cosa debbono fare risponde: CONVERTITEVI e fatevi battezzare nel nome dI Gesù Cristo ! Ed era fresco di Spirito Santo! Che non sia che quello spirito si sia evaporato dopo 2000 anni??? – Comunque, salutiamo una nuova verità di fede, o meglio, un’ angolazione nuova della verità conciliare, che ora s’ illumina di tutta la sua luce. Complimenti .

  14. marina scrive:

    Lo sappiamo sor tripparolo che qui e altrove ci sono quelli con ,mentiti niche,Lei è uno di quelli neh,quanti ce n’ha,dica la verità.

    che è romano per davvero o è qualcun altro.?

  15. mauro scrive:

    “Gesù non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione”

    Gesu’ viene per dividere, simbolo della spada, ovvero per sancire quella, sempre citata dal Vangelo, libera scelta religiosa che divide gli uni dagli altri. Una divisione che già fece quando discese negli Inferi per concedere la possibilità di risorgere a coloro che non poterono ascoltare la Parola di Dio, per non essere stata ancora svelata e portata all’uomo, ma che se avessero avuto la possibilità di acoltarla avrebbero aderito a quella promessa.

    Tale premessa conferma che la seconda discesa opererà un’ulteriore e successiva divisione su coloro che non sono stati oggetto della prima essendo morti dopo quella discesa negli Inferi. Ciò in virtu’ dell’unico giorno deputato al risorgere dei morti, o del Giudizio Universale, in cui una parte di quei corpi dovranno essere separati da coloro che rimarranno eternamente negli Inferi.

    Quella discesa, con ogni probabilità, avverrà solo quando il genere umano scomparirà dalla terra e sarà vista solo da coloro che potranno risorgere dagli Inferi per raggiungere Dio (il verrà un nuovo mondo, ovvero quella nuova vita promessa).

    Gesu’ non ha alcun potere di guarigione perchè la divisione che in quel momento farà sarà determinata dalla scelta definitiva dell’uomo, per essere egli morto, così come non potrà riguardare chi è in vita, sia oggi che in quel giorno del Giudizio, perchè ad essi è concesso da Dio di pentirsi sino all’ultimo momento di vita.

    E’ vero che Gesu’ non rivoluziona e che la spada non serve per nulla a fare giustizia ma non possiamo nemmeno pensare che possa guarire chi ancora in quel giorno fosse in vita perchè se lo facesse, altri, a loro precedenti, non sarebbero stati guariti da Lui, creando una evidente disparità di giudizio.

  16. Cherubino scrive:

    “Nel frattempo Israele – scrive Ratzinger – conserva la propria missione”

    Teoria della sostituzione ? No grazie. Lo dice il papa.

    “sarebbe quella “grazia a buon mercato”, contro la quale Dietrich Bonhoeffer, di fronte all’abisso del male del suo tempo, si è a ragione pronunciato”

    E mò pure i protestanti ?

    Allora vediamo: questo papa da un lato concede il massimo sul piano liturgico, dall’altro conferma il dettato del Concilio Vaticano II, anzi va pure oltre.
    Tempi duri per il lefebvriani e i tradizionalisti fondamentalisti…

  17. Stefano78 scrive:

    “Teoria della sostituzione ? No grazie. Lo dice il papa.”

    Prima di tutto quello che scrive è il teologo, non il Papa. Anche se in questo caso i due coincidono. Il Papa ha ribadito che questo libro è relativo ai suoi studi da teologo e non è un atto di magistero. Certamente ha un grado di autorità non ignorabile, ma non vincola.

    Inoltre si dà il caso che lo stesso che scrive questo libro ha scritto la Dominus Iesus. Inoltre si dà il caso che lo Stesso Vaticano secondo si pronunci su questo fatto (Lumen Gentium, 14-16).

    Bisogna vedere cosa intende il Papa con quelle parole. Se si tratta di una considerazione “paolina”, riguardo l’utilità dell’ “indurimento d’Israele”, allora nulla questio.

    Perchè si da il caso che i primi ad essere “convertiti” a Cristo erano proprio gli ebrei. Gli Ebrei su cui si fonda la Chiesa Cattolica sono diventati Cristiani!

    Se Cristo non viene a Sostituire nulla, non ha senso la sua Venuta! Non ha nessun SENSO!
    Forse questo, in preda a buonismi di vario tipo, sfugge…

  18. peccatore scrive:

    Ho portato a casa il libro. L’ho sfogliato accennandone ai mia moglie mentre preparava la cena.
    Ecco tre impressioni a caldissimo, spero originali, tra le noci ed il caffè.
    1) il Papa ribadisce che Gesù in croce, lungi dal disperarsi o criticare il Padre, prega con il Salmo 22.
    2) gli Ebrei sono “fratelli maggiori”, ma sono stati pure loro adolescenti: per cui l’Antico Testamento era fatto soprattutto di regole, atte ad educare, mentre il Nuovo è fatto di amore, perchè non è la legge a salvare. Quindi non è che ci si “sostituisce”, ma si dovrebbe “crescere”, e questo vale per tutti, perchè le regole sono sempre valide, ma in Gesù sono propedeutiche ad una maturità.
    3) “per molti” non è “per tutti” (pag. 152-156): in Gesù, vero uomo e vero Dio, c’è una prassi rivolta all’uomo (è il Figlio dell’uomo) ma contemporaneamente ce n’è una tutta protesa verso Dio (è il servo di YHWH). Gesù è “mediatore” tra Dio e umanità, per tutti gli uomini, passati, presenti e futuri: con il suo sacrificio riscatta tutti, proprio tutti, dentro e (per i primi cristiani era duro da accettare) fuori Israele. Ma se per tutti Egli morì, non tutti lo vivono nel sacramento! C’è un raggio di lunghezza differente che si estende dal centro. E’ la Chiesa a prolungare il raggio, verso la vastità del mondo e la storia. E c’è chi la Chiesa la combatte e la rifiuta…

  19. Cherubino scrive:

    buonista sarà lei.
    Le parole del papa sono inequivocabili. Se “Israele conserva la sua missione” c’è poco da disquisire: sostituzione non c’è.

    Poi si dice “non è un atto di magistero”, però è un’affermazione ribadita dal Concilio Vaticano II e da altri pontefici, quindi Ratzinger non ha inteso dare alle sue parole valore di magistero, ma ha certamente ribadito ciò che nel magistero c’è già e che egli ribadisce.
    Del resto non si potrà neanche fare l’operazione opposta: si sa che una dottrina può diventare magistero ordinario anche senza una definizione ufficiale, ma se essa è costante nel pensiero della Chiesa. Ora, certamente l’errata dottrina della sostituzione non potrà mai vantare alcuna universalità e nessuna costanza.
    Ma il papa va oltre e chiarisce che non si tratta affatto “dell’utilità dell’indurimento” come dice Stefano78.
    Infatti dice che i Giudei sono “una predica vivente” e ad essi “la Chiesa deve rimandare”. Infatti in essi come popolo scorgiamo gli stessi segni della Passione. Essi sono in qualche misterioso modo compartecipi della Passione di Gesù. E nella loro storia, come nelle parole di tanti di loro, agisce lo Spirito di profezia. Predica vivente. Dio non ha cessato di parlare al mondo anche attraverso di loro, in un modo misterioso, più nascosto e meno efficace di quello sacramentale cristiano, ma non per questo non reale e non mosso da Dio. E quanta sapienza si può trovare leggendo senza pregiudizi l’esegesi biblica ebraica, non certo per farne un mito, ma aperti a riconoscere quanto ad essi Dio continua a dare di comprensione del suo mistero, finchè essi arrivino alla comprensione di quello finale, del punto di arrivo, Gesù di Nazareth, Figlio di Dio.

    A questo mistero la Chiesa “deve rimandare”, ossia deve invitare credenti e non credenti a guardare. Quanta distanza dai miti degli ebrei che sacrificavano i bambini, che ordivano congiure mondiali, che continuavano ad esistere solo per mostrare la punizione divina verso i peccatori. Altro che “deicidi” ! “Predica vivente”.

    Potete anche cercare di annacquare queste parole, e sicuramente lo farete. Anche ciò fa parte di quella compartecipazione del popolo ebraico alla Passione di Cristo, deriso, denigrato, sputato, accusato di bestemmia e oltraggio a Dio. Ma ormai la Chiesa ha capito che deve stare anche dalla loro parte, se vuole stare dalla parte di Cristo.

  20. Simon de Cyrène scrive:

    Discussione oziosa: San Paolo è chiarissimo in Rom. 12, 23-32

    23Quanto a loro, se non persevereranno nell’infedeltà, saranno anch’essi innestati; Dio infatti ha la potenza di innestarli di nuovo! 24Se tu infatti sei stato reciso dall’oleastro che eri secondo la tua natura e contro natura sei stato innestato su un olivo buono, quanto più essi, che sono della medesima natura, potranno venire di nuovo innestati sul proprio olivo!

    25Non voglio infatti che ignoriate, fratelli, questo mistero, perché non siate presuntuosi: l’indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti. 26Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto:

    Da Sion uscirà il liberatore,
    egli toglierà le empietà da Giacobbe.
    27Sarà questa la mia alleanza con loro
    quando distruggerò i loro peccati.

    28Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri, 29perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili! 30Come voi un tempo siete stati disobbedienti a Dio e ora avete ottenuto misericordia per la loro disobbedienza,31così anch’essi ora sono diventati disobbedienti in vista della misericordia usata verso di voi, perché anch’essi ottengano misericordia. 32Dio infatti ha rinchiuso tutti nella disobbedienza, per usare a tutti misericordia!

    Buona meditazione a tutti con il libro del Santo Padre!
    In Pace

  21. Viva Israele.
    Un grazie al sempre chiarissimo Simon.

    Post Scriptum: in riferimento al mio precedente commento -sempre su questo thread- noto un assordante silenzio. Evidentemente è impossibile replicare e/o confutare. E del resto questo Pontefice, all’inizio del Suo Ministero Petrino, ebbe cura di emanare delle direttive riguardo i candidati al Sacerdozio (ma pure alla “semplice” Vita Consacrata: alcune Congregazioni si ritengono -ERRATAMENTE- autonome ed indipendenti!!!ed in questi noviziati durante il cammino di “foremazione” avviene di tutto di più)che dovevano avere una piena maturità
    affettiva, un equilibrio psichico ed una solida IDENTITA’.(niente froci, per intenderci)

  22. Riguardo la intollerabile pretesa di mischiare fede e politica -vizio cattocomunista ma, piu’ esattamente, dossettiano- ecco chiare, nitide inequivocabili le parole del Capo della Chiesa:

    GESU’ SEPARA FEDE E POLITICA
    «Gesù, nel suo annuncio e con tutto il suo operare, aveva inaugurato un regno non politico del Messia e aveva cominciato a staccare l’una dall’altra le due realtà, fino ad allora inscindibili. Ma questa separazione di politica e fede, di popolo di Dio e politica, appartenente all’essenza del suo messaggio, era possibile, in definitiva, solo attraverso la croce: solo attraverso la perdita veramente assoluta di ogni potere esteriore, attraverso lo spogliamento radicale della croce, la novità diventava realtà. [...] Ma proprio così, nella totale mancanza di potere, Egli è potente, e solo così la verità diviene sempre nuovamente una potenza».

    Chiaro, no?

    http://lastradadellafelicita.myblog.it/archive/2011/03/10/lacrime-di-sangue.html

  23. Andrea scrive:

    Romani 9, 30-33:

    …Che diremo dunque? Che i pagani, i quali non cercavano la giustizia, hanno raggiunto la giustizia, la giustizia però che deriva dalla fede; mentre Israele, il quale cercava una Legge che gli desse la giustizia, non raggiunse lo scopo della Legge. E perché mai? Perché agiva non mediante la fede, ma mediante le opere. Hanno urtato contro la pietra d’inciampo, come sta scritto:
    “Ecco, io pongo in Sion una pietra d’inciampo
    e un sasso che fa cadere;
    ma chi crede in lui non sarà deluso.”

    Carissimi, chi vuole dia un’occhiata ai miei commenti (4 o 5) a “La morte di Gesù e…”, a partire dal primo, del 3 marzo alle 9:57 pm.

    No, dottor Ratzinger e dottoressa Brem, il “sensus Fidei” della Chiesa non dice ciò che voi dite.

  24. mauro scrive:

    «Pilato conosceva la verità di cui si trattava in questo caso e sapeva quindi che cosa la giustizia richiedeva da lui. Ma alla fine vinse in lui l’interpretazione pragmatica del diritto: più importante della verità del caso è la forza pacificante del diritto, questo fu forse il suo pensiero e così si giustificò davanti a se stesso. Un’assoluzione dell’innocente poteva recare danno non solo a lui personalmente – il timore per questo fu certamente un motivo determinante per il suo agire -, ma poteva anche provocare ulteriori dispiaceri e disordini che, proprio nei giorni della Pasqua, erano da evitare. La pace fu in questo caso per lui più importante della giustizia».

    Se fosse intervenuto il diritto egli lo avrebbe mandato assolto, non trovandogli alcuna colpa, così come Barabba a cui neppure gli Evangelisti attribuirono l’omicidio di cui era accusato ma se egli li avesse mandati liberi entrambi non avrebbe rappresentato il potere forte di Roma e perciò, in ossequio alla tradizione popolare pasquale, si spoglio della qualifica di giudice lasciando ai Giudei decidere chi mandare ASSOLTO fra i due.
    Da ciò non deriva alcuna giustificazione alla propria decisione, anzi dimostra quanto in lui fosse forte il senso del potere di Roma, la sola forza che ha sempre portato e mantenuto la pace nei territori controllati, forza che se non avesse in sè alcuna forma di giustizia avrebbe portato, ben presto, i Romani a scomparire e di loro ne parlerebbe una modesta paginetta di storia.

    Pace e giustizia non sono inscindibili, quando una scema o prevale l’altra non riesce a distaccarsene ed a percorrere una diversa strada.

  25. AS scrive:

    Nelle parole del Papa su ebrei ed Isrele sono condensati duemila anni di insegnamento cristiano. Per questo, il comune lettore del libro di Benedetto XVI può, se non è ben preparato o se non è ben disposto, attribuire loro un senso sbagliato. Cercherò di commentarle brevemente, per ricondurre le principali affermazioni, quelle che il giornalista deve necessariamente evidenziare, in una prospettiva più comprensibile.

    1. “La Chiesa non deve preoccuparsi della conversione dei Giudei, perché occorre aspettare il momento stabilito da Dio”. Saranno non pochi a trarne la conclusione errata che gli ebrei non abbiano bisogno di convertirsi per salvarsi e che la Chiesa non debba evangelizzarli. Il senso autentico di questa affermazione è, tuttavia, differente: si tratta della ovvia constatazione che la riuscita o meno della conversione degli ebrei (o di chiunque altro) non è la misura con la quale si “pesa” il successo o l’insuccesso della Chiesa. L’universalità della missione cristiana è fuori discussione. Semmai, il “messaggio” del Papa è un incoraggiamento a non lasciarsi “preoccupare” dell’insuccesso (ma è veramente tale ?) dell’evangelizzazione degli ebrei. Non è forse di Dio la Chiesa ? E allora (parole pronunciate dal Papa in una recente intervista), è Lui che deve pensare a farla “funzionare”. Il lettore del libro deve, inoltre, tener presente che le parole del Papa non sono in contrasto con la continua testimonianza della Resurrezione, che la Chiesa offre in ogni Santa Messa, è apostolato attivo, rivolto a chiunque (ebrei compresi), e che la Chiesa, quindi, è sempre operante, nel suo insieme e come singoli appartenenti per converite ebrei e non ebrei.

    2.«Nel frattempo Israele conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà “interamente”, quando il numero dei pagani sarà completo». Anche in questo caso, il lettore meno attento e meno preparato potrebbe essere indotto a pensare che agli ebrei sia affidata una missione speciale (nell’economia della salvezza dell’umanità) tale da porli “fuori portata” rispetto all’annuncio evangelico, una sorta di “zona franca”. Leggendo, però, più attentamente, si accorgerà che l’affermazione di Benedetto XVI, nel secondo periodo, riafferma la drammatica posizione enunciata da San Paolo, secondo la quale è comunque la conversione il presupposto della salvezza di tutti gli ebrei. Realtà drammatica, rivelata da Dio all’Apostolo, il quale, a causa di ciò, abbraccia il compito di convertire i pagani per affrettare la conversione degli ebrei e per “salvarne almeno qualcuno” come egli stesso scrive, confidando nella loro “emulazione” Utile per il lettore ricordare anche che, secondo la dottrina cattolica (Vaticano II, Lumen Gentium) gli ebrei non sono “Popolo di Dio” nel senso di “sacramento di salvezza dell’umanità”, non essendo incorporati nella Chiesa (che è il Popolo di Dio nel presente). Concetto che lo stesso Benedetto XVI, da prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ha richiamato in una celebre intervista (Il Tempo, 27 febbraio 2004).

    3.“I Giudei sono essi stessi una predica vivente, alla quale la Chiesa deve rimandare, perché richiamano alla mente la passione di Cristo». Anche qui al lettore meno preparato riuscirà difficile capire che cosa il grande teologo, Benedetto XVI voglia effettivamente dire. La risposta la troverà nelle parole di Sant’Agostino sugli ebrei: essi rifiutano Gesù perché riconoscono che Egli si propone quale Autore della Legge, ossia quale Dio, e sono, pertanto, i migliori testimoni per i pagani che quel Galileo non era né un rivoluzionario, né un rabbi particolare, né un mago, bensì proprio un uomo che si è annunciato come Dio stesso. E’ la comprensione degli ebrei come “popolo testimone” che è stata enunciata da Sant’Agostino, del quale Benedetto XVI è cultore ed ammiratore, e che il Papa riprende nel primo volume su Gesù, indicando nel rifiuto di Gesù da parte del suo amico studioso, l’ebreo Neusner un perfetto esempio di testimonianza della asserzione di Nostro Signore d’essere appunto Colui che è.

    Felice chi leggendo il libro del Papa saprà, quindi, rafforzarsi nella Fede, che da tanti moderni “Celso” (si chiamino magari Augias, Odifreddi, etc.) e da altrettanti moderni “Giuliano” (che legiferano su aborto, matrimonio gay, eutanasia) viene derisa, irrisa, perseguitata, contemplando – come suggerisce Benedetto XVI – gli ebrei, che con la loro tenace ostinazione a rifiutare Cristo perché con assai maggior lucidità di noi gentili, capiscono che Egli si è rivelato l’Autore e il Restauratore della creazione.

    Buona lettura !

  26. mauro scrive:

    «È proprio del mistero di Dio agire in modo sommesso. Solo pian piano Egli costruisce nella grande storia dell’umanità la sua storia. Diventa uomo ma in modo da poter essere ignorato dai contemporanei, dalle forze autorevoli della storia. Patisce e muore e, come Risorto, vuole arrivare all’umanità soltanto attraverso la fede dei suoi ai quali si manifesta. Di continuo Egli bussa sommessamente alle porte dei nostri cuori e, se gli apriamo, lentamente ci rende capaci di “vedere”. E tuttavia – non è forse proprio questo lo stile divino? Non sopraffare con la potenza esteriore, ma dare libertà, donare e suscitare amore. E ciò che apparentemente è così piccolo non è forse – pensandoci bene – la cosa veramente grande?».

    Se fosse diventato uomo non avrebbe potuto risorgere per l’ovvio motivo che avremmo, dopo la morte di Gesu’, una persona di Dio, eterna, (assecondando la concezione della Trinità di Dio) ed un uomo risorto di nome Gesu’ a cui, da quel momento, spetta una vita eterna.
    E’ alquanto ovvio, invece, che non fosse ignorato dalle forze autorevoli del periodo se le stesse cercavano di eliminarlo dalla scena della storia fino a riuscire a farlo crocefiggere dai Romani in quanto la Legge ebrea impediva loro impediva di uccidere.

    La libertà di scelta è la caratteristica che Gesu’ stesso riconosce nell’uomo (convertitevi o..) senza la quale tutti, o nessuno, riconoscerebbero Dio.

    Donare e suscitare amore è un sentimento che non può essere considerato una piccola cosa come invece lo è l’Agape, benevolenza od amorevolezza raccontata ed identificata pienamente dal Vangelo, che Dio dona e richiede che venga riversata agli altri. Solo una piccola cosa può essere considerata grande quando è in grado di coinvolgere tutti ma l’amore, essendo un sentimento pienamente personale, può non essere presente e Dio non può far forza su ciò che è assente.

  27. mauro scrive:

    «Gesù, nel suo annuncio e con tutto il suo operare, aveva inaugurato un regno non politico del Messia e aveva cominciato a staccare l’una dall’altra le due realtà, fino ad allora inscindibili. Ma questa separazione di politica e fede, di popolo di Dio e politica, appartenente all’essenza del suo messaggio, era possibile, in definitiva, solo attraverso la croce: solo attraverso la perdita veramente assoluta di ogni potere esteriore, attraverso lo spogliamento radicale della croce, la novità diventava realtà. [...] Ma proprio così, nella totale mancanza di potere, Egli è potente, e solo così la verità diviene sempre nuovamente una potenza».

    La separazione fra politica e fede è la netta identificazione di due poteri diversi, uno appartenente all’uomo e da lui gestito sulla terra, l’altro a Dio e parimenti da Lui gestito per essere rivolto a ciò che non appartiene alla natura dell’uomo, il risorgere del corpo, che avvenendo il giorno del Giudizio Universale sarà sempre posteriore alla sua vita terrena. Un altro passo del Vangelo non solo conferma questa differente identificazione ma anche afferma che l’uomo deve seguire le Leggi del proprio popolo (rif. agli Ebrei) che oggi possono identificarsi con le Leggi che ogni nazione si dà liberamente, ovvero sulla terra è il potere umano che esercita la propria funzione.

    La croce indica che vi è stata UNA resurrezione, che ciò è da attribuirsi alla potenza di Dio e che verrà per una parte dell’umanità il giorno del G.U. (come promesso attraverso Gesu’), perciò si conferma l’evidenza che non riguarderà la vita terrena di ogni singolo uomo, ovvero la fede varrà per i momenti successivi alla vita.

    I due poteri non sono contemporanei: uno naturale, che terminerà non per mancanza di potere ma perchè nessuno sarà in vita per esercitarlo il giorno del G.U., e l’altro divino che lo seguirà ed attraverso il quale chi lo meriterà (ovvero avrà seguito le Leggi del proprio popolo ed avrà riconosciuto ed onorato Dio come unico Dio, sinteticamente ciò che affermano i 10 comandamenti) potrà accedere compiutamente a quella nuova vita attraverso la potenza di Dio che si esplicherà nel far risorgere il corpo che potrà entrare in quel nuovo mondo che appartiene a Dio, ovvero si compirà quella Verità che Dio aveva in animo per l’uomo.

  28. ritaroma scrive:

    AS. lei ha perfettamente ragione; alcunu commentatori di questo blok, hanno gia dimostrato di aver frsinteso le parole del papa. un saluto

  29. ritaroma scrive:

    STEFANO 78;Cristo non è venuto a convertire il popolo ebraico, ma a portare una buona notizia., a salvare il popolo eletto. Chi ha cercato di”convertire” era il Battista che dava un battesimo di conversione!
    Cristo non è venuto a “sostituire” ma a “migliorare”, non è venuto a sostituire i 10 Comandamenti ma a migliorarli con i 2 Comandamenti dell’amore….

    MAURO, 7,17 pm: il suo ragionamento è un pò ingarbugliato; ma che cosa vuol dire che “Gesù non ha alcun potere di guarigione?” e perchè usa il termine guarigione, che Bibbia legge?
    Come fa a mettere limiti alla sua ( di Dio)
    provvidenza, o giudicare le sue azioni (di Dio)?
    o pensa che la bilancia di Dio sia come la nostra, che ogni tanto va revisionata?
    Posso capire chè è difficile vedere “Dio” in uno che si è lasciato crocifiggere, ma se Lui ha voluto dimostrarci il suo amore così… che vogliamo ricrocifiggerlo di nuovo ? Tanto per un verso o per l’altro lo facciamo ogni giorno , e quando gli dice bene ci limitiamo a prenderlo a martellate sui chiudi…..ah perdonaci Signore!

  30. alessandro pagella scrive:

    Io apprezzo molto la ricerca e la riflessione che il Papa fa sulla figura di Gesù,ma,come cattolico “dissidente”,suggerirei a tutti di leggersi il Vangelo di Matteo 10,16 “..siate dunque prudenti come i serpenti e semplici come le colombe..” e 23 “..quando vi perseguiteranno in una città,fuggite in un’altra..” dove si evidenzia che Gesù non esorta affatto al martirio o ad un proselitismo intransigente,quindi io non condivido molto le lodi della Chiesa al martirio e al dolore come esempio di purificazione,magari esportabile.E non penso che restare in luoghi ove i Cristiani sono odiati(parlo dei missionari)sia un modo di glorificare Gesù,stanti le sue stesse parole testè riportate. Credo piuttosto nella necessità, di ognuno di noi,di conformare le nostre condotte quotidiane ai dettami ed alle regole che Gesù ci indica nei Vangeli,in quanto riferiteGli dal Padre Celeste e indirizzate a noi esseri umani..

  31. Andrea scrive:

    “Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo” (Mc 1, 15).

    Caro AS (immagino che lei sia un membro del Clero): sarebbe bello che le cose stessero nei termini che lei ci presenta, e che perciò, ad esempio, l’ostinato rifiuto di Cristo da parte degli Ebrei attuali ci testimoniasse la verità della Sua Persona.
    La tragica realtà, invece, è che la maggioranza degli Ebrei di allora cercò di seppellire per sempre il Cristo nell’ignominia, nella “riprovazione da parte di Dio” e nell’oblìo, e che i loro discendenti non si fanno scalfire dall’evidente soprannaturalità della testimonianza cristiana.
    Ritorniamo sempre a quanto lo stesso card. Ratzinger affermava (cito a memoria): “Dopo quanto era successo nella II Guerra Mondiale, cercavamo (molti Cattolici tedeschi, nota mia) un modo nuovo di rapportarci agli Ebrei”.
    Il tema venne “a maturazione” nell’immediato Pre-Concilio, fu determinante nel fondare le tendenze ereticali di quegli anni (“SOLO ADESSO abbiamo capito…”) ed è, purtroppo, all’ordine del giorno fino a oggi.

    E qual è la salvezza dal concepire la Chiesa come SOVRASTRUTTURA di un “Popolo di Dio”, più o meno connesso all’Antica Alleanza? L’uso del realismo critico e l’ascolto della voce della “Figlia di Sion”: Maria Santissima.

  32. Reginaldus scrive:

    e se la Chiesa non ha come missione di convertire gli ebrei, come sarebbe cresciuta la Chiesa? Come si sarebbero aggregati alla Chiesa quei primi 3000 giudei toccati dal discorso di Pietro? Perché aver predicato loro la conversione se si fosse dovuto aspettare l’intervento di Dio, dopo che la chiesa avesse convertito la totalità dei pagani??? Può un papa insegnare assurdità simili???

  33. Reginaldus scrive:

    ah già dimenticavo, questo libro è stato scritto al di fuori dell’ autorità papale, senza coinvolgerla o impegnarla, per così dire, a titolo di semplice studio, aperto, per precisazione stessa del suo autore, ad ogni critica… Peccato che sulla copertina del libro in grande risalto ci sia quel BENEDETTO XVI PAPA, e in piccolo: Joseph Ratzinger. A dimostrazione che certe distinzioni sono allucinazioni. CVD:

  34. Andrea scrive:

    Non è vero, caro Reginaldus: sulla copertina c’è prima il nome “Joseph Ratzinger”, poi quello “Benedetto XVI”.

    Io, che non ho alcuna inclinazione sedevacantista e che venero personalmente questo Papa, ho direttamente contestato (ieri alle 10:04 pm) J.Ratzinger.

  35. mauro scrive:

    Cara Ritaroma,
    ogni tanto ci si sente e nello stesso tempo dimentica ciò che ha scritto il Papa e che è stato riportato dal dott. Tornielli in questo thread.

    Rileggiamolo insieme: “Gesù non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione”.

    Può solo riferirsi, per quella spada che dice essere presente ma che non sovverte, al momento riportato dall’Apocalisse che descrive la Sua seconda venuta e che nulla ha a che fare con il dono della guarigione essendo questa riservata a coloro che sono in vita.

    Scegliere nel corso della vita è proprio dell’uomo e ciò equivale a dividere come fa la spada ma quella di Gesu’ opera sulla scelta già fatto dall’uomo, accettando o meno l’esistenza di un solo ed unico Dio ed avvalorandola tramite la resurrezione del corpo nella considerazione che può avvenire solo quando questi non può piu’ cambiarla ovvero che avverrà quando non sarà piu’ in vita.

    Il Papa ha ri-mescolato ciò che è riservato ai morti (la seconda venuta) con ciò che è proprio dei vivi chiamandolo inoportunamente “guarigione”, per essersi rifatto agli effetti della conversione, come se l’uomo non fosse in grado di scegliere. In poche parole con tale astruso concetto l’accettazione di Dio diverrebbe un obbligo “sacrosanto”, secondo lui, quando invece Gesu’ riconosceva nell’uomo la presenza e la capacità di libera scelta.

    Occorrerebbe chiedergli di quale religione parla essendo al di fuori dei chiari concetti del Cristianesimo riportati dal Vangelo. Se ciò non è mettere in croce ciò che ha fatto ed ha detto inutilmente, poco ci manca.

  36. Stefano78 scrive:

    @RitaRoma:
    “STEFANO 78;Cristo non è venuto a convertire il popolo ebraico, ma a portare una buona notizia., a salvare il popolo eletto. Chi ha cercato di”convertire” era il Battista che dava un battesimo di conversione!
    Cristo non è venuto a “sostituire” ma a “migliorare”, non è venuto a sostituire i 10 Comandamenti ma a migliorarli con i 2 Comandamenti dell’amore…. ”

    A no? Non è venuto a convertire il popolo ebraico? E cosa è venuto a fare? A migliorare? Bene.
    Allora sa che le dico? Mi faccio ebreo proselite (perchè non lo son per nascita, disdetta!). Tanto è solo un po’ meno buono. Il necessario è che mi salvi, se sarò un ebreo osservante! Ovviamente il Vangelo del Rabbino “Gesù”, nonlo consdererò più. Tanto era un semplice rabbino, che ha dato una Opzione agli Ebrei, lasciandoli liberi di scegliere quale possibilità si attagliasse di più al loro gusto!

    Alcune citazioni da ritenere “interpretabili” come “non sostitutive” e soprattutto come opzionali:

    “”Il tempo è compiuto e il regno di Dio è vicino; convertitevi e credete nel Vangelo”. (Mc 1,15)

    “Io vi dico infatti: se la vostra giustizia non supererà quella degli scribi e dei farisei, non entrerete nel regno dei cieli.Avete inteso che fu detto agli antichi…ma io vi dico…” (Mt 5,20,21.22)

    “Tutto è stato dato a me dal Padre mio; nessuno conosce il Figlio se non il Padre, e nessuno conosce il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio vorrà rivelarlo”(Mt 11,27)

    “Il Padre ama il Figlio e gli ha dato in mano ogni cosa. Chi crede nel Figlio ha la vita eterna; chi non obbedisce al Figlio non vedrà la vita, ma l’ira di Dio rimane su di lui.” (Gv 3,35-36)

    “Non crediate che sarò io ad accusarvi davanti al Padre; vi è già chi vi accusa: Mosè, nel quale riponete la vostra speranza. Se infatti credeste a Mosè, credereste anche a me; perché egli ha scritto di me. Ma se non credete ai suoi scritti, come potrete credere alle mie parole?”.(Gv 5,45-47)

    “Gli dissero allora: “Dov’è tuo padre?”. Rispose Gesù: “Voi non conoscete né me né il Padre mio; se conosceste me, conoscereste anche il Padre mio”. (Gv 8,19-20)

    “Gli risposero: “Il padre nostro è Abramo”. Disse loro Gesù: “Se foste figli di Abramo, fareste le opere di Abramo. Ora invece voi cercate di uccidere me, un uomo che vi ha detto la verità udita da Dio. Questo, Abramo non l’ha fatto. Voi fate le opere del padre vostro”. Gli risposero allora: “Noi non siamo nati da prostituzione; abbiamo un solo padre: Dio!”. Disse loro Gesù: “Se Dio fosse vostro padre, mi amereste, perché da Dio sono uscito e vengo; non sono venuto da me stesso, ma lui mi ha mandato. Per quale motivo non comprendete il mio linguaggio? Perché non potete dare ascolto alla mia parola. Voi avete per padre il diavolo e volete compiere i desideri del padre vostro. Egli era omicida fin da principio e non stava saldo nella verità, perché in lui non c’è verità. Quando dice il falso, dice ciò che è suo, perché è menzognero e padre della menzogna. A me, invece, voi non credete, perché dico la verità.” (Gv 8, 39-45)

    “Vi do un comandamento nuovo: che vi amiate gli uni gli altri. Come io ho amato voi, così amatevi anche voi gli uni gli altri.” (Gv 13, 34-35)

    “Gli disse Tommaso: “Signore, non sappiamo dove vai; come possiamo conoscere la via?”. Gli disse Gesù: “Io sono la via, la verità e la vita. Nessuno viene al Padre se non per mezzo di me. Se avete conosciuto me, conoscerete anche il Padre mio: fin da ora lo conoscete e lo avete veduto”. (Gv 14, 5-7)

    “Io sono la vite vera” (Gv 15,1)

    “Sappia dunque con certezza tutta la casa d’Israele che Dio ha costituito Signore e Cristo quel Gesù che voi avete crocifisso”.All’udire queste cose si sentirono trafiggere il cuore e dissero a Pietro e agli altri apostoli: “Che cosa dobbiamo fare, fratelli?”. E Pietro disse loro: “Convertitevi e ciascuno di voi si faccia battezzare nel nome di Gesù Cristo, per il perdono dei vostri peccati, e riceverete il dono dello Spirito Santo. Per voi infatti è la promessa e per i vostri figli e per tutti quelli che sono lontani, quanti ne chiamerà il Signore Dio nostro”. (At 2,36-39)

    “Infatti non tutti i discendenti d’Israele sono Israele, né per il fatto di essere discendenza di Abramo sono tutti suoi figli, ma: In Isacco ti sarà data una discendenza; 8cioè: non i figli della carne sono figli di Dio, ma i figli della promessa sono considerati come discendenza.” (Rm 9,6-8)

    Ecc, ecc, ecc…

    Attendo l’abolizione della Parola di Dio, della Tradizione della Chiesa e della Dottrina.

    Per grazia di Dio non credo che il Papa abbia voluto questo che ora viene strumentalizzato

  37. AS scrive:

    Gentile Andrea,

    anzitutto, non sono un membro del clero (io scrivo “clero”, non “Clero”..ma forse sbaglio ? Lei ha fatto il “classico”, ed è un giornalista, io, per mia sfortuna, no). Mi spiace d’aver involontariamente dato l’impressione di esserlo. Ai sacerdoti si deve, infatti, un particolare rispetto e bisogna considerarli con affetto e, pertanto, farsi passar per tale sarebbe un modo non corretto, per il laico, di cercar di accattivarsi la condiscendenza altrui.

    Detto questo, dissento da quanto lei scrive. Mi permetto di spiegarle perché.

    1. Sul numero degli ebrei convertiti

    a) non è vero che la Parola di N.S. sia stata seminata infruttuosamente fra gli ebrei del tempo in cui Lui è stato visibile a chiunque sulla Terra. Moltissimi, infatti, sono gli ebrei che si sono convertiti. Ciò è attestato bene in Atti degli Apostoli: nella sola giornata di Pentecoste, ben tremila si fanno battezzare. Anche successivamente a quel tempo, la conversione degli ebrei è continuata in modo significativo, almeno sino alla seconda rivolta giudaica (si sa, ad esempio, che tra gli insorti, guidati da Barcocheba o Bar Kokba, e la fiorente comunità cristiana di Giudea vi furono ostilità, in quanto i seguaci di Gesù rifiutavano di accettare il leader dei loro fratelli ebrei come Messia).

    b) le lettere di San Paolo attestano che le Chiese da lui fondate si accentravano su un nucleo iniziale di ebrei convertiti.

    c) l’adesione di decine, forse centinaia di migliaia di ebrei alla Buona Novella ha avuto, come conseguenza, loro assimilazione ai gentili. Questo fenomeno è stato favorito dal fatto che, nel mondo Antico, la identificazione personale avveniva largamente (e con eccezione dell’aristocrazia) mediante l’uso del “patronimico”. Per cui, diffondendosi progressivamente, sia tra i gentili che tra gli ebrei convertiti, i nomi di tradizione cristiana, i secondi si sono perfettamente integrati nei primi.

    E’ a causa di quest’ultimo fenomeno che oggi, si tende a pensare che gli ebrei non si siano convertiti, se non in misura minima. La verità è un’altra: i convertiti si sono fusi nei gentili, in modo ormai inestricabile.

    Del resto, San Paolo si lamenta che a non convertirsi è solamente “un resto di Israele”. Se ci soffermiamo su questa espressione, dobbiamo concludere esattamente l’opposto: è una minoranza di ebrei che ha rifiutato Gesù e che è alle origini delle comunità ebraiche moderne ed attuali.

    2. Sul mutato atteggiamento verso gli ebrei

    Ciò che il teologo J.Ratzinger scriveva a proposito del mutato atteggiamento, in Germania, del clero e degli studiosi cattolici nei confronti degli ebrei è vero. Ma è anche una comprensibile e, direi, ovvia conseguenza dell’orrore che ogni cristiano prova se contempla il genocidio che degli ebrei hanno compiuto i nazisti. Se è vero, infatti, che si tratta di un’opera demoniaca, certamente non imputabile alla Chiesa né alla sua dottrina, è altrettanto innegabile che i cristiani sono rimasti largamente indifferenti alle discriminazioni ed alle persecuzioni (fenomeno incomprensibile e incredibile, che, tuttavia, è plausibilmente avvenuto, come attesta la remissiva indifferenza con la quale i cristiani, convivono, oggi, con un olocausto silenzioso ancor più vasto e grave; mi riferisco all’aborto). Di fronte a questa indifferenza gravissima, era giusto che il pastori ripensassero radicalmente il modo col quale la dottrina della Chiesa viene presentata, in maniera che, restando essa immutata ed immutabile, nei cristiani si riaccendesse la carità nei confronti degli ebrei.

    Carità che è, poi, uno dei presupposti per convertire: né lei, né io aderiremmo alla fede di qualcuno che ci disprezza.

    3. Sulle pronunzie del Concilio Vaticano II

    Il Concilio Vaticano II ha, quindi, operato nel senso sopra indicato.

    a) Ha ribadito il tradizionale insegnamento cattolico, secondo il quale, la Chiesa, formata dai battezzati, è il vero ed unico “Popolo di Dio” dell’era cristiana, che ha preso il posto del “Popolo di Dio” dell’era pre-cristiana, sostituendolo come “sacramento di salvezza per l’umanità” (e questo si trova in “Lumen Gentium” e in “Nostra Aetate” ed è la celebre “dottrina della sostituzione”, che non ha niente a che fare con la “dottrina della riprovazione”, vedi qui appresso, con la quale viene, per arte o inoranza,confusa).

    b) Ha contestualmente precisato(“Nostra Aetate”) che la colpa della crocefissione di Gesù non può essere imputata collettivamente a tutti gli ebrei, ma solo a quelli che tale condanna a morte decisero. Ha, infine, richiamato il fatto che gli ebrei sono, comunque, amati da Dio e non da Lui riprovati. Una considerazione ovvia, quest’ultima, dato che solamente con la morte si è “riprovati”, se si è meritata “riprovazione”, intesa come definitivo allontanamento da Dio.

    Certo d’essermi “inutilmente” spiegato, la saluto cordialmente

  38. macv scrive:

    Mi sembra che la discussione se Cristo sia venuto o no a convertire gli ebrei sia mal posta e sofistica .. Cristo è venuto a salvare gli uomini, tutti gli uomini, ebrei e non ebrei, bianchi neri , gialli….. ma come si salvano dopo la Sua venuta gli uomini ? Credendo in LUi, nella sua parola, professandolo come vero DIO.
    “va’ la tua Fede ti ha salvato”, dice tante volte Gesù nei vangeli. Tutti gli uomini e ciascun uomo si salva credendo in Cristo. Il buon ladrone si è salvato un secondo prima di morire in croce perchè un secondo prima di morire ha creduto in Cristo. il buon ladrone era ebreo, così pure Maria così pure gli apostoli.. molti altri cristiani non erano ebrei.. che importanza ha????’ l’importante , l’aveva già capito s.Paolo, non è essere ebrei o non ebrei ma credere in Cristo.
    dunque anche oggi, ai nostri giorni , si salva chi crede in Cristo. chi non crede in Cristo non si salva.”io sono la Via , la Verità , la Vita”
    E gli ebrei ( come anche i non ebrei )dei nostri tempi che NON CREDONO IN CRISTO , nella sua divinità , non si salvano.

  39. AS scrive:

    E’ stupefacente come per i cattolici sia più facile criticare i propri pastori, che prenderne le difese. Più semplice attaccarsi ad una parola, magari riportata in modo del tutto de-contestualizzato e spesso contraffatto dai media (ho sentito, ieri, alla radio, che il Papa avrebbe scritto “gli ebrei sono il popolo santo”), per criticare Benedetto XVI, che impegnarsi seriamente per difenderlo, cercando anzitutto di capirlo.

    Voi che vivete, non siete forse nati da un uomo e da una donna ? O siete generati dalle serpi, o dalle api ?

    E se Tornielli, Accattoli, Magister, Rodari, tanto per citare i giornalisti che ci piace seguire, anziché citare come possono, coi loro umani limiti, il libro del Papa, avessero riportato una frase detta da vostro padre o vostra madre ?

    Supponiamo che di vostra madre citassero la frase seguente: “A volte, tradire il marito è una fortissima tentazione”. Non vi affannereste a spiegare che vostra madre non è certo adusa a cornificare vostro padre, ma che ha fatto una lecita e persino ovvia constatazione ?

    Supponiamo che di vostro padre riportassero il pensiero seguente: “Mi metto nei panni di quel marito che ha ammazzato la moglie e comprendo la sua follia”. Direste che vostro padre è un pazzo assassino anche lui, oppure non vi tormentereste per far capire che ha adoperato espressioni retoriche piuttosto comuni ?

    Invece, quando vostro e mio padre, Benedetto XVI scrive “La Chiesa non si preoccupa della conversione degli ebrei” gli tirate addosso le pietre come se lo Spirito Santo non fosse garante della integrità della dottrina (anche quando non parla ex cathedra, Dio non permette che un papa dica alcunché di contrario alla dottrina) e non fosse vostro, invece, l’obbligo di far funzionare a dovere quel cervello che immeritatamente vi è stato dato, per capire e spiegare a chi non capisce che il Papa non sta negando affatto che l’evangelizzazione debba rivolgersi anche agli ebrei o che questi non debbano, salvo le esimenti valevoli per chiunque, convertirsi e battezzari per essere salvati.

    Francamente, tutto questo è semplicemente mancanza di amore per il papa. CHe è anzitutto un sacerdote. Un “prete”. Voi, in fondo in fondo, non amate i sacerdoti. Diffidate di loro. Che sciagura, la vostra e come non vorrei nemmeno per un mezzo secondo aver dei sacerdoti, benedette le loro mani, la diffidente opinione che vi avvelena l’animo.

  40. Stefano78 scrive:

    Concordo con Macv

  41. Sal scrive:

    “Cercando i segni dell’amore di Dio” – Sarebbe utile scoprire come possa vederli un cieco e trovarli senza un indizio.

    Provo a dire anch’io come la vedo
    -“Gesù non è un rivoluzionario politico” – ma è un rivoluzionario religioso. Infatti pone fine al sistema religioso giudaico. Il libro dice: – “ Gesù non viene come distruttore; non viene con la spada del rivoluzionario. Viene col dono della guarigione”

    Il dono della guarigione è utile per correggere i difetti mentali di una religione intesa come oppressione delle donne, come formalismo e ipocrisia. Insegna a ragionare diversamente “con giusto giudizio” non per convenienza, indicando che anche di Sabato si può fare un’opera eccellente, ecc. Ribaltando il modo di pensare e agire corrente. Ma non c’è più sordo chi non vuole sentire. La guarigione è un cambiamento mentale che deve fa preferire la Ragione al fanatismo che è religione.

    “La Chiesa non si preoccupa di convertire gli ebrei” – Chissà perché Gesù mandò questi dodici, dando loro questi ordini: “Non andate per la strada delle nazioni, e non entrate in una città samaritana; ma andate piuttosto di continuo alle pecore smarrite della casa d’Israele.” ( Matteo 10.5-6) – forse nella Bibbia del papa non c’è questo versetto, o forse non sa cose significhi o forse non conviene politicamente e allora si finge di aver dimenticato.

    “Gesù separa fede e politica” – dice il papa. Però il “non expedit” lo ha detto solo nel 1868 ma fu subito dimenticato per affossare la teologia della liberazione sostenendo che è cosa buona e giusta ma che non si può fare. Non si può fare una rivoluzione ma può fare gli sfratti e chiedere le esenzioni dalle tasse per i ricchi sostenendo i politici amici.

    “Il sapere scientifico non ci fa conoscere la verità” – Anche qui non è che ci abbia preso, perché solo attraverso il sapere scientifico si può approfondire la conoscenza dell’Invisibile, per questo Paolo scrive : -“Poiché le sue invisibili [qualità], perfino la sua sempiterna potenza e Divinità, si vedono chiaramente fin dalla creazione del mondo, perché si comprendono dalle cose fatte, così che sono inescusabili” ( Romani 1.20) – Si comprendono studiandole con il sapere scientifico. Ma nella Bibbia del papa questo versetto forse non c’è!

    “Ponzio Pilato e la giustizia” – dice il papa : «Pilato conosceva la verità di cui si trattava in questo caso e sapeva quindi che cosa la giustizia richiedeva da lui. Ma alla fine vinse in lui l’interpretazione pragmatica del diritto: più importante della verità del caso è la forza pacificante del diritto, questo fu forse il suo pensiero e così si giustificò davanti a se stesso.” – E’ un’interpretazione faziosa e fuorviante.

    Pilato non conosceva la verità perché era romano, e aveva un altra religione e Gesù era accusato dai Sacerdoti per questioni religiose incomprensibili a Pilato che non dava importanza a quelle diatribe infatti se né lavò le mani dichiarandosi estraneo. Se la dovevano vedere loro. Vedi (Atti 25.13-21 sotto)

    Per capire come Pilato può aver visto la situazione, si può fare un parallelo con Festo quando disse di Paolo : “Quest’uomo poteva essere liberato se non si fosse appellato a Cesare”. Erano persone lige alle leggi e al dovere non irresponsabili e accomodanti.

    E’ illuminante il discorso tra Re Agrippa e Festo :” .. il re Agrippa e Berenice arrivarono a Cesarea per fare a Festo una visita di cortesia. ..Festo espose al re le cose relative a Paolo, dicendo: “C’è un uomo lasciato prigioniero da Felice…i capi sacerdoti e gli anziani dei giudei presentarono su di lui informazioni, chiedendo un giudizio di condanna contro di lui. Ma io risposi loro che non è conforme alla procedura romana consegnare alcun uomo per favore prima che l’accusato incontri faccia a faccia i suoi accusatori e abbia avuto l’opportunità di parlare in propria difesa riguardo all’accusa. Perciò, essendosi essi riuniti qui, non indugiai, ma il giorno dopo sedetti in tribunale e comandai di condurre l’uomo. Comparsi gli accusatori, non presentarono nessuna accusa delle cose malvage che avevo supposto di lui. AVEVANO CON LUI SEMPLICEMNTE CERTE DISPUTE RIGUARDO ALLA PROPRIA ADORAZIONE DELLA DIVINITA’ e riguardo a un certo Gesù che era morto ma che Paolo affermava essere vivo.” ( Atti 25.13-21)

    Era Felice che conosceva accuratamente le cose di questa Via” ( Atti 24.22) neanche Festo conosceva i dettagli della religione giudaica. ma Paolo si appellò a Cesare e Festo lo mandò a Roma.

    Fu Gesù a non rispondere alle accuse come riferisce il vangelo “Ma egli taceva e non diede nessuna risposta” ( Marco 14.61) – ( Matteo 27.12): -“ Ma, mentre era accusato dai capi sacerdoti e dagli anziani, non diede nessuna risposta. Allora Pilato gli disse: “Non odi quante cose testimoniano contro di te?” Ma egli non gli rispose, no, nemmeno una parola, così che il governatore ne fu molto meravigliato.”

    Per questo motivo Pilato concesse ai Giudei di essere i carnefici. Perché la legge romana prevedeva che l’accusato potesse difendersi cosa che Gesù non fece contribuendo a rafforzare la posizione accusatoria dei Giudei della quale Pilato era indifferente.-

    “Quindi Pilato gli disse: “Non mi parli? Non sai che ho autorità di liberarti e ho autorità di metterti al palo?” Gesù gli rispose: “Non avresti contro di me nessuna autorità se non ti fosse stata concessa dall’alto. Perciò l’uomo che mi ha consegnato a te ha un maggior peccato”.( Giovanni 19.10-11) Si riferiva a Giuda o al Sinedrio ?

    E si può andare avanti così.
    Il sole a mezzogiorno non è un indizio per ciechi.

  42. Patrizia scrive:

    Come mai alcuni possono avere mille e forse più niche? :(

  43. Patrizia scrive:

    Perchè el sior tripparolo può cambiare nome ? :(

  44. Libera scrive:

    Nella forma concreta della vita ecclesiale, sono le donne ad aprire la porta al Signore, ad accompagnarlo fin sotto la croce e a poterlo così incontrare anche quale Risorto.
    Un compito che non si sa se definire ingrato o luminoso, al quale ,istintivamente, si vorrebbe dire “meglio sottrarsi”; ma che,tuttavia, è decisivo per la salvazione.
    Scomoda ed imbarazzante condizione, direi!

  45. Stefano78 scrive:

    Dal CCC:

    “In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la sua giustizia. Tuttavia piacque a Dio di santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un Popolo, che lo riconoscesse nella verità e santamente lo servisse. Si scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un’alleanza e lo formò progressivamente. . . Tutto questo però avvenne in preparazione e in figura di quella Nuova e perfetta Alleanza che doveva concludersi in Cristo. . . cioè la Nuova Alleanza nel suo sangue, chiamando gente dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 9].

    Le caratteristiche del Popolo di Dio

    782 Il Popolo di Dio presenta caratteristiche che lo distinguono nettamente da tutti i raggruppamenti religiosi, etnici, politici o culturali della storia:

    - È il Popolo di Dio: Dio non appartiene in proprio ad alcun popolo. Ma egli da coloro che un tempo erano non-popolo ha acquistato un popolo: “la stirpe eletta, il sacerdozio regale, la nazione santa” (⇒ 1Pt 2,9).

    - Si diviene membri di questo Popolo non per la nascita fisica, ma per la “nascita dall’alto”, “dall’acqua e dallo Spirito” (⇒ Gv 3,3-5), cioè mediante la fede in Cristo e il Battesimo.

    - Questo Popolo ha per Capo [Testa] Gesù Cristo [Unto, Messia]: poiché la medesima Unzione, lo Spirito Santo, scorre dal Capo al Corpo, esso è “il Popolo messianico”.

    - “Questo Popolo ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come nel suo tempio”.

    - “Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati” [Cf ⇒ Gv 13,34 ]. È la legge “nuova” dello Spirito Santo [Cf ⇒ Rm 8,2; 782 ⇒ Gal 5,25 ].

    - Ha per missione di essere il sale della terra e la luce del mondo [Cf ⇒ Mt 5,13-16 ]. “Costituisce per tutta l’umanità un germe validissimo di unità, di speranza e di salvezza”.

    - “E, da ultimo, ha per fine il Regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento” [Conc. Ecum. Vat. II, Lumen gentium, 9].

  46. Reginaldus scrive:

    # Caro Andrea,
    si rilegga il mio commento : non parlo di prima e di dopo, parlo di risalto! E in grande risalto c’è , almeno sulla copertina inglese riprodotta anche qui nel thread più sotto, POPE/ BENEDICT/ XVI ! Comodo prendersi la libertà dell’autore privato, e poi condizionare o suggestionare con il nome di papa! Tanto è vero che siete subito partiti all’attacco per lesa autorità papale! A dimostrazione che distinguere tra momenti di libertà personali e momenti di ufficialità non tiene….Avremmo un papa a funzione intermittente!!!

  47. enrico scrive:

    @ Stefano 78

    Giusto intervento.
    Scusate ma non confonderemo mica ecumenismo con sincretismo.
    Nessuno mette in dubbio la Verità che è una, ma perdonatemi, non vi pare che certe posizioni espresse qui hanno la tendenza a costruirsi un Dio misericordioso verso se stessi e punitivo verso tutti gli altri.
    Ma scusate chi è il prossimo?
    Non sono forse tutti il nostro prossimo.
    E l’espressione Dio fa piovere sul giusto e sull’ingiusto non indica forse che la misericordia di Dio si riversa su tutta l’umanità.

  48. enrico scrive:

    L’ultimo intervento però perchè i precedenti che lei ha postato lo contraddicono.

  49. Cherubino scrive:

    “l’esegesi” di AS è del tutto fuorviante. E’ proprio il classico esempio di come si possa cercare di tirare un testo fino a fargli dire il contrario di ciò che in modo del tutto evidente invece dice. Insomma, contrarietà ad ogni principio di corretta ermeneutica e violenza al testo.

    al punto 1 AS confonde, insieme a molti altri, l’affermazione della non conversione di Israele con l’affermazione che Israele non abbia bisogno di salvezza da parte di Cristo. Le due cose non sono equivalenti, Israele ha comunque bisogno di illuminazione, perchè “convertirsi” vuol dire lasciare qualcosa per qualcos’altro, Israle invece deve agigungere a ciò che ha la pienezza in Cristo Gesù. Tecnicamente si dice “illuminazione” perchè è come chi abita una casa ma al buio o in penombra.

    Al punto 2 egli confonde “funzione” con “missione”. Il papa non dice che gli ebrei hanno una funzione nella storia delle salvezza, ma una missione. Uno strumento ignaro e passivo ha una funzione. La missione richiede una chiamata e una risposta. Dire che gli ebrei hanno ancora una missione vuol dire che pur non obbedendo pienamente alla voce di Dio tuttavia Egli continua a parlare loro, essi continuano ad essere parzialmente in ascolto e quindi a farsi portatori della Sua Parola.

    al punto 3, AS riesce a ribaltare completamente le parole del papa. Scambia “predica vivente” per “testimonianza passiva e involontaria”. Due cose che anche un bambino capisce quanto siano diverse. La “predica” non è un segno qualsiasi, ma un atto umano, volontario. La predica poi è atto sacerdotale. La predica è profezia e insegnamento. La testimonianza “a contrario” di cui parla s. Agostino non c’entra nulla con quanto dice il papa.

  50. Stefano78 scrive:

    @enrico

    “L’ultimo intervento però perchè i precedenti che lei ha postato lo contraddicono.”

    Come? La Parola di Dio che ho citato nei precedenti contraddice il Catechismo? Questa è nuova!

    Il Catechismo conferma e Insegna la Parola del Signore, infatti afferma chiaramente che del Popolo di Dio fanno parte coloro che “rinascono dall’Alto” per Grazia della Redenzione operata da Cristo, NON PER LA CARNE E PER IL SANGUE! Lo stesso Catechismo insegna che dopo Cristo NON C’E’ PIU’ NE’ GIUDEO NE’ GRECO, ma un Unico Popolo in Cristo!

    Dopo Cristo c’è stato un cambiamento! Ostinarsi a non vederlo o negarlo per chissà quale fissazione buonista, fa male, malissimo alle anime!

  51. Madei scrive:

    Ma questo chiacchierone di Herr Professor Ratzinger si rende conto o no che le sue interminabili speculazioni teologiche confonderanno il Popolo di Dio e lo renderanno incapace di ascoltare e prendere sul serio quello che ha da dire il Sommo Pontefice Benedetto XVI?

  52. Andrea scrive:

    Buonismo = Satanismo = Panteismo.

    Vedi John Lennon “adulto”, cioè dopo lo scioglimento dei Beatles.

  53. Andrea scrive:

    Caro Reginaldus (2:28 pm): non sono affatto partito all’attacco per lesa autorità papale, ma ho contestato in prima persona l’impostazione del professor Ratzinger.
    Per quanto l’argomento sia “pompato” e reso insostenibile dalla pressione dei “media” anticristiani (compresi, ahinoi, molti settori di quelli “cattolici”), è certo che vi sia un’anomala volontà di “andare verso” gli Ebrei dell’epoca post Christum natum.

  54. Americo scrive:

    Che dopo duemila anni ci sia bisogno di un altro libro con dotte elucubrazioni su Gesu prova quanto confusi e contradittori e non storici furono i vanngeli. Come la Bibbia, su cui si fondano per le numerose citazioni, non sono che raccolte di fantasie e di tradizioni mitiche. Il miglior libro sulla realtás di quello che poteva essre Gesu fu l”Ecce homo” del Baron d’Holbach”. Che i discepoli, umili pescatori di Galilea sapessero esprimersi nel dialetto galileo dell’arameo é il massimo credibile, ma che potessero scrivere no. La Bibbia, fu veramente capita dai non esperti nell’ebreo classico, solo nel testo masoretico o nella sua traduzione greca dell’epoca di Tolomeo. Che i discepoli potessero essere capiti dalla maggioranza giudaica che o dai romani che solo parlavano l’aramaico siriaco e probabile como che un siciliano parlante il suo dialetto del 1860 capisse un piemontese che parlasse il suo dialetto. Ancora oggi non capisco il piemontese di mia moglie e lei non capisce il mio siciliano.

  55. bo.mario scrive:

    Razinger ha scritto un libro. Da quello che ho capito lo compreranno in molti e lo scopo è più che ottenuto. Le finanze scarseggiano e tutto serve. Nel libro dice qualcosa di importante che non si conosceva? niente di nuovo e la gente si accapiglia per capirne i significati, dargli dei significati, solo pubblicità. Nel mediatico il vaticano pare abbia capito come ci si deve muovere. Anche gli amici del blog pare siano stati presi nel vortice creato, senza rendersene conto. Un saluto.

  56. enrico scrive:

    Spiegatemi un pò quello che leggo qui.
    Ammetto la mia ignoranza in materia, non son tematiche che padroneggio, comunque tanto per non sbagliarmi non me la sento così a cuor leggero di criticare le espressioni del Papa.
    Non è un intervento polemico ma vorrei comprendere il senso di questi passaggi.

    1257 Il Signore stesso afferma che il Battesimo è necessario per la salvezza.56 Per questo ha comandato ai suoi discepoli di annunziare il Vangelo e di battezzare tutte le nazioni.57 Il Battesimo è necessario alla salvezza per coloro ai quali è stato annunziato il Vangelo e che hanno avuto la possibilità di chiedere questo sacramento.58 La Chiesa non conosce altro mezzo all’infuori del Battesimo per assicurare l’ingresso nella beatitudine eterna; perciò si guarda dal trascurare la missione ricevuta dal Signore di far rinascere « dall’acqua e dallo Spirito » tutti coloro che possono essere battezzati. Dio ha legato la salvezza al sacramento del Battesimo, tuttavia egli NON è legato ai suoi sacramenti.

    1260 « Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a TUTTI la possibilità di venire a contatto, NEL MODO che Dio conosce, col mistero pasquale ».59 OGNI uomo che, pur IGNORANDO il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio COME LA CONOSCE, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.

  57. Stefano78 scrive:

    @enrico
    “Spiegatemi un pò quello che leggo qui…”

    E’ semplicemente la SUPPOSIZIONE riguardo la possibilità di salvezza di coloro che senza colpa non conoscono Cristo.

    E’ ciò che è sempre stato creduto nella Chiesa, che però impone maggiormente la santa inquietudine di Annunciare e convertire a Cristo!
    Poichè questa rimane una supposizione! Non possiamo sapere cosa decide Dio riguardo un’Anima che non lo conosce! Perchè se questa Anima, in Coscienza, ascolta quello che può delle ispirazioni che vengono dal Signore, cerca la Giustizia e la pratica, per quanto può e gli concede il suo stato, allora si può sperare (SPERARE!). Altrimenti c’è un serio dubbio sulla salvezza di qeusta Anima. Essere un “buon islamico”, per esempio, potrebbe equivalere anche a farsi esplodere in un metrò!
    Essere un “buon ebreo” potrebbe essere tranquillamente essere anticristiano!

    Quindi?

  58. Leggo di sincretismo, satanismo…
    e quindi vengo alla durissima attualità:
    ***
    Verrebbe da dire “maledetti!”, eppure anche costoro Dio ama e spera che possona convertirsi sebbene è davvero molto difficile. Infatti costoro -parliamo di chi si “consacra” a satana e giura odio eterno a Dio ed alla Vergine Santa- scelgono liberamente il m a l e, gli “piace” il male. Scelgono deliberatamente il peccato e compiono le forme più orribili e stomachevoli di peccato. E’ questa la realtà. E la ennesima conferma viene dagli sviluppi della inchiesta su Yara Gambirasio : “Gli investigatori indagano sul simbolo misterioso inciso sulla schiena della piccola Yara. Per interpretarlo coinvolti gli esperti di sette e gli studiosi di simbologia. La 13enne è scomparsa il 26 novembre, alla vigilia(…)
    Continua Q U I:
    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/03/11/orribile-i-satanisti-hanno-offerto-la-vergine-yara-al-demoni.html

  59. Cherubino scrive:

    ma cosa vuol dire “supposizione” ? qui non si tratta di “supporre”, ma di affermare chiaramente una possibilità, ossia che se il battesimo è l’espressione della fede ante quam e il veicolo della fede post quam, vi sono situazioni in cui pur mancando l’espressione esteriore della fede -il battesimo- essa è comunque presente, in modo implicito, inconsapevole o di desiderio.

    Detto in altre parole non basta un qualsiasi rifiuto del battesimo, ma serve un rifiuto colpevole per escludersi dalla salvezza. Vi possono essere infatti forme di rifiuto soggettivamente condizionate o culturalmente derivate.

    Giusto per far comprendere la posizione degli ebrei rispetto alla conversione e la loro peculiare posizione, basta ricordare che non è richiesta loro la rinuncia agli idoli, prevista per gli altri catecumeni. Essi non devono rinunciare all’ebraismo. Un ebreo può tranquillamente continuare a sentirsi religiosamente ebreo e cristiano. Un ebreo battezzato può tranquillamente festeggiare Shabbat (il Sabato), anche se ciò non è richiesto dal cristianesimo. Egli non deve rinunciare alla fede ebraica, perchè questa non è affatto idolatria.

  60. Marco N. scrive:

    Se S.S. Benedetto XVI avesse potuto lontanamente immaginare che , a proposito del suo ultimo libro, i commentatori dei suoi commentatori avrebbero a lungo disquisito di supposizioni e supposte con molta supponenza, supponendo di saperne addirittura più del Papa in persona, molto probabilmente avrebbe rinunciato a pubblicarlo…

  61. Cherubino scrive:

    sono d’accordo, infatti quelli che stanno cercando di smontare e annacquare le precise e chiare frasi del papa dovrebbero limitarsi a leggerle e dire se sono d’accordo o meno, senza arrampicarsi sugli specchi.

  62. marina scrive:

    Spero tu stia scherzando Cosimo De Matteis quando dici che ” eppure anche costoro Dio ama e spera che possona convertirsi sebbene è davvero molto difficile. Infatti costoro -parliamo di chi si “consacra” a satana e giura odio eterno a Dio ed alla Vergine Santa- scelgono liberamente il m a l e, gli “piace” il male. Scelgono deliberatamente il peccato e compiono le forme più orribili e stomachevoli di peccato.”

    Per buono che sia ,Dio non può e spero non perdonerà mai chi compie simili delitti.La povera Yara è una delle innumerevoli vittime di questi satanici.Incredibele,sembra incredibile che ai giorni nostri ci siano ancora persone che fanno sacrifici umani,Eppure sono tanti in tutto il mondo anche in Italia ,nella sola America si parla di 50.000 minori all’anno.
    A scuola si rimaneva esterrefatti quando si leggeva sui libri che i Maya a quei tempi sacrificavano bambini e adolescenti.Si diceva ,ma come erano crudeli.E invece anche nell’occ. civilizzato succedono ancora .Mi domando come si può arrivare a così bassi livelli-

  63. Marco N. scrive:

    …dire se sono d’accordo o meno,

  64. Cherubino scrive:

    “i Giudei sono essi stessi una predica vivente, alla quale la Chiesa deve rimandare, perché richiamano alla mente la passione di Cristo»… «Nel frattempo Israele conserva la propria missione”

    Io sono d’accordo. E tu ?

  65. Si Marina.
    Sono delle orribili e stomachevoli bestialità.
    Che si possono spiegare solo con la presenza del diavolo che, contrariamente a quanto si legge su fc una settimana si e una no sulla rubrica “il teologo” o qlc del genere, è un essere pervertito e pervertitore(Servo di Dio Paolo VI)e NON è una “entità astratta” e/o “simbolica”.

    Ed inoltre si: quelle teribili “civiltà”(civiltà??’)precolombiane praticavano sacrifici umani (di vergini, bimbi innocenti. Si sà, il cornuto quelli vuole. Anche gli aborti li vuole lui ed il partito comunista) ed il cristianesimo portò la VERA civiltà in quelle terre in balia di stregoni e sataniche ritualuatà così care a galasso furiacolombi e compagnia stuprante che ne intessono elogi ed il siciliano scrive e canta.

    Ed infine, Marina cara, quanto al perdono: si, sempre, sempre, sempre.Iddio attende sempre la nostra convinzione e ci perdona sempre SE CI PENTIAMO Noi siamo cristiani, non pagani. La vendetta non è cosa che ci riguarda.

  66. Eh smettila una buona volta, sei insopportabile. Sei peggio di una acida zitellona. Non parlare più. Fai sacrifici e digiuni, come chiede la Regina della Pace. Vai a chiuderti dentro villapizzone, a bose a piona o dove cavolo vuoi tu. tornatene a napoli, statti con saviallo e scrivete un libro per aumentare l’odio verso b., a sei mani: tu, lui e la bellona/intelligente. Tu temperi le matite e svuoti i cestini.

  67. Libera scrive:

    Uno dei problemi con il signor De Matteis è che non si capisce quasi mai a chi intenda rivolgersi.
    Perchè non indicare un destinatario?

  68. anniballo scrive:

    @ DeMatteis
    Non è possibile lasciar passare enormità come quelle che scrive CDM, con ingenua e esterrefacente disinvoltura.
    Gli ricorderemo,pertanto, che anche la chiesa ha fatto sacrifici umani (guerre, torture, roghi e patiboli cos’altro sono?) e che il cammino della croce in Sud America è costato cinquanta milioni di morti e la distruzione di tre imperi.
    Bella roba, dematteis, che strana gente siete voi cattolici ! Vai a studiare ed a vergognarti!!

  69. enrico scrive:

    @ Cosimo de Matteis

    Caro Cosimo de Matteis, questa volta mi pare che Cherubino abbia ragione non si può dargli torto a priori.
    Siamo persone diverse con la nostra diversa sensibilità.

  70. enrico scrive:

    @ Annibalo

    Sembra gattuso all’andata con il Tottenham.
    Caro Annibalo 50 milioni di morti mi sembrano tantini …comunque…
    Scrivo una risposta rapida ma poi non replichi qui per cortesia se vuole si sposti in un thread “morto” e le rispondo lì.
    La faccio riflettere su dei dati.

    Mentre nel sud America esiste una realtà di fusione etnica e culturale fra la realtà indigena e europea (spagnola e portoghese) nel nord America dove la colonizzazione è stata più tarda, da parte di realtà ricollegabili al protestantesimo che tanto mi difendeva qualche giorno fa, non vi è stata alcuna fusione ma una eliminazione della realtà indigena relegata al più in qualche riserva.
    Inoltre lei non dovrebbe scordare che la causa principale delle morti fu legata ad epidemie, in particolare il Vaiolo, e che la “conquista” fu possibile soprattutto perchè molte tribù indigene si sollevarono contro gli imperi che regnavano nel centro-sud America, soprattutto contro gli Atztechi causa le abitudini brutali come ad esempio le continue campagne che venivano svolte in primavera per procurarsi vittime da imolare le cosiddette “guerre dei fiori”.
    Inoltre visto che parla di “cammino della croce” le ricordo anche la disputa di Valladolid tra il 1550 e il 1551 fra il vescovo Bartolomé de Las Casas difensore degli indios e della loro piena umanità e l’umanista Juan Ginés de Sepùlveda sostenitore di una tesi contraria.

    Bisogna andare a scuola e vero però sarebbe da considerare cosa si insegna nelle scuole.

  71. mauro scrive:

    Cara marina,

    eppure anche il piu’ grande criminale può pentirsi e Dio non può che essere misericordioso con lui.

    Vede Marina, il male non esiste in Dio in quanto egli è solo propensione al bene che impartisce indistintamente all’uomo anche quando questi dovesse aver seguito un’intera vita costruita sul male, meno quell’attimo conclusivo in cui in punto di morte dovesse pentirsi.

    E’ indubbio che vi sia un grosso problema per la comprensione umana ma se volesse mai, provi ad assimilarla alla parabola del figliol prodigo e mi dica se Dio protegge colui che ha sempre creduto in Lui (alias il fratello che era rimasto con il padre) o chi pentendosi aveva dissipato un’intera vita (come fece il figliol prodigo)? Non assomiglia maledettamente anche a quell’ invito a non contrastare il persecutore come se costui dovesse mai pentirsi?

    Dio predilige chi è fuori dal suo ovile perchè vi è una possibilità che vi entri, dovesse mai cambiare idea, mentre lei, marina, non vede l’ora che costui smetta di aggirarsi attorno, allontanandosi definitivamente, perchè vede in lui un pericolo.

    Tali differenti comportamenti seppur sembrino in contrasto fra loro appartengono il primo a ciò che Dio persegue nella sua bontà misericordiosa ed il secondo all’uomo perchè non è forse vero che agli apostoli Gesu’ disse di allontanarsi in fretta se vedevano che non accettavano la Parola di Dio e se lei è nell’ovile non dovrà forse allontanarsi chi vi si aggira intorno?

    Il problema del cattolico è che vuol dare una spiegazione al comportamento che attuò il padre nei confronti del figliol prodigo come fosse un insegnamento da apprendere.

  72. xagena scrive:

    Tornielli mi hai mollato zio Fester Sallusti???
    L’ho letto sul IlFatto sembra che passi da Milano a Torino ,corte Agnelli(non sarà un tantino pericoloso , visto che è pieno di satanisti da quelle parti?) questo blog targato ilGiornale che fine fa?
    Per quanto riguarda il tread in questione che dire,è come chiedere all’oste se il suo vino è buono…….

  73. Andrea scrive:

    Caro AS,
    anzitutto mi scuso: ho visto solo adesso la sua risposta delle 12:11 pm.
    In anticipo, dico che sabato e domenica probabilmente non potrò intervenire.
    Se la supponevo membro del Clero (non sono un giornalista!!), era per l’intento chiarificatore e riconciliatore che vedevo nel suo primo intervento.

    Le mie considerazioni, in risposta alle sue:

    1. Io ho parlato semplicemente di “maggioranza degli Ebrei di allora”. Ciò che lei riporta è senz’altro vero, tranne l’affermazione che “gli Ebrei convertiti si siano fusi nei Gentili”. La realtà fu invece “Non c’è più Giudeo né Greco” (San Paolo): nacque il Popolo di Dio, dopo che Dio stesso aveva abbattuto il muro di separazione tra gli Israeliti e gli “altri”.
    Invece, che San Paolo si lamenti perché solo “un resto di Israele” non si converte mi pare un’enormità: Rom 9, 27.

    2.Non è affatto vero che i Cristiani di 70 anni fa siano rimasti indifferenti di fronte alle persecuzioni subite dagli Ebrei. E’ vero invece che le “discriminazioni”, cioè il sentirli come estranei rispetto a una vagheggiata “società (valoriale) organica”, li trovarono sostanzialmente consenzienti.
    Da decenni, cioè da quando sono in posizione di forza, sono gli stessi Ebrei a rivendicare la propria irriducibile “diversità”.
    Se non ci fu alcuna indifferenza, ma anzi furono innumerevoli le testimonianze di eroica carità verso gli Ebrei, non vi era alcun motivo di “ripensare la dottrina” da parte dei pastori !

    3.Il Concilio dice che gli Ebrei non devono essere presentati come “maledetti” (e la stessa cosa dice il Papa, affermando che il Sangue di Cristo non può essere “maledizione”).
    Non piace il termine “riprovazione d’Israele” ? Usiamone un altro (auto-esclusione dalla Chiesa, punizione per la colpa e affidamento ad altri della Vigna del Signore..): vedi Matteo 21, Marco 12, Luca 20, tutti comprendenti il fondamentale testo pasquale
    “La pietra che i costruttori hanno scartato
    è diventata la pietra d’angolo”.

    Per concludere, se alle 12:33 pm si riferiva anche a me, dicendo “tirate le pietre al Papa senza amore”, le dico:
    A- che J. Ratzinger specifica che lo si può criticare liberamente.
    B- che la mia venerazione per lui è grandissima. Ho detto, e ripeto, che su questo punto è fuori strada.

    Cordialmente

    3.

  74. Cherubino scrive:

    Cosimo, sicuro di star bene ?

    Comunque:
    Regina della Pace ? Non c’è problema, sono un devoto lourdiano. Se invece ti riferisci a Medjugorje ti ricordo che la Chiesa non riconosce tali presunte apparizioni. Io personalmente, come alti prelati, nutro delle serie perplessità.

    Villapizzone ? Ottima comunità di famiglie che ospita un noto gruppo di Gesuiti, stimati per la loro attività di direzione spirituale e di evangelizzazione. In particolare Fausti e i compianti Beck e Clerici. Ti consiglio le loro bellissime lectio che puoi scaricare in mp3 qui http://www.gesuiti-villapizzone.it/comunita.htm

    Bose ? Ah ti riferisci alla comunità il cui priore, Enzo Bianchi, è stato consultore ad un recente Sinodo dei Vescovi ?

    Piona ? Bellissima abbazia circestense, tra l’altro vi fanno dell’ottimo amaro di erbe aromatiche…

    Saviano ? ottimo scrittore e coraggioso accusatore della camorra. Non ne condivido però le posizioni in tema di bioetica.

    Berlusconi ? Nessun odio, invoco spesso il Nome di Gesù per lui e per l’Italia. La mia è solo un pò di “fame e sete di giustizia”.

    Infine, se con i tuoi insulti pappagalleschi ti riferisci a Rosi Bindi, mi sembra un’ottimo politico che cerca di fare il bene del paese. Sicuramente molto più bella e intelligente di certi esponenti che si vendono per una poltrona in Parlamento o in qualche Consiglio regionale…

    Una considerazione finale: sfogare la tua rabbia e la tua violenza sui nomi, nick o veri che siano, non ti serve a nulla, se non a dimostrare di che spirito sei in realtà.

  75. mauro scrive:

    “Inoltre lei non dovrebbe scordare che la causa principale delle morti fu legata ad epidemie, in particolare il Vaiolo”

    Suvvia, enrico, se la causa principale furono epidemie, non le passa nemmeno per la testa che possano essere state causate dall’arrivo dei “conquistadores” e dei domenicani venuti a contatto con una popolazione che non possedeva difese immunitarie adatte a difendersi dalle nuove malattie ed infezioni che costoro portarono nel nuovo mondo?

    Andarvi per conquistare ciò che era di altri non è azione da eroi ma da miserevoli e lo dimostra il fatto che i conquistadores erano nobili decaduti in cerca di nuove ricchezze, appoggiati dalla cattolicissama Spagna assetata parimenti di nuove ricchezze da incamerare ed accompagnati dai domenicani il cui solo scopo era di convertire. Da tali “nobili” intenti è alquanto ovvio che niente di buono ne salti fuori e la conferma si è avuta con la decimazione per malattie ed infezioni del 70% di quelle popolazioni.
    Dovreste piangere solo al pensiero che i domenicani furono anch’essi portatori di morte ma fa piu’ piacere prenderne le distanze, attribuire genericamente uno sterminio ad epidemie impreviste oscurandone il reale motivo.

    La morale è che verrebbe da ridere al pensiero che chi andò a prospettare una nuova vita dopo la MORTE, era tanto sicuro di dimostrare sul campo ciò che diceva che LA donò loro anticipatamente.

  76. Luisa scrive:

    Caro Andrea, questa volta le anticipazioni-fughe di notizie, non le fa lei ma la riguardano…si dice che…ci sarà almeno un contento, se fosse vero, quell`eccittato che vituperava contro di lei colpevole di lavorare per quel media che ci ospita.
    Vero o non vero, le auguro in ogni caso ogni successo e una buona continuazione.

  77. bo.mario scrive:

    Enrico hai cercato di fare una ricostruzione della evangelizzazione dell’America centrale che non ha niente di storico. Difendere l’indifendibile è da don Chisciotte. Non era questo che mi premeva ma l’ultima tua affermazione che dice “cosa insegnano nelle scuole?” Avete avuto l’egemonia dell’insegnamento fino a pochi lustri fa e adesso di cosa ti puoi lamentare. Ci sono verità storiche che vanno dette e ciò rende possibile non fare più errori. Se pensi che la chiesa e i suoi armigeri abbiano fatto del bene è affar tuo. Sarebbe meglio parlare del libro del pope che alimenta discussioni, secondo me, senza senso. Più se ne parla più vende e alimenta le “povere” casse del vaticano. Un saluto e buona giornata.

  78. Marco N. scrive:

    non ti serve a nulla, se non a dimostrare di che spirito sei in realtà.

    Frase emblematica di Cherubino, stavolta rivolta a Cosimo De Matteis, il quale più volte ha dimostrato di essere fatto di spirito buono e umile.

    Si chieda piuttosto il Cherubino insolente e vanesio di quale spirito sia fatto egli medesimo ( non sarebbe meglio adoperarlo per farci la vodka? ..almeno sarebbe qualcosa di utile ai beoni).

  79. enrico scrive:

    @ Mauro

    “Suvvia, enrico, se la causa principale furono epidemie, non le passa nemmeno per la testa che possano essere state causate dall’arrivo dei “conquistadores” e dei domenicani”

    Il responsabile del laboratorio mi ha passato l’influenza.
    Veramente ha una colpa morale gravissima per questo.

  80. Andrea scrive:

    Se è ancora influenzato, buona guarigione, caro Enrico.
    E… saluti al suo “appestatore” !

  81. enrico scrive:

    “Avete avuto l’egemonia dell’insegnamento fino a pochi lustri fa e adesso di cosa ti puoi lamentare”

    Ahahaha bellissima!! Sono 150 anni tra poco dell’unità d’Italia che certamente è stata fondata non su basi anticlericali e anticattoliche (vedi la questione romana e tutto il resto)
    Dal dopoguerra in poi certamente l’insegnamento specie nelle facoltà di lettere, storia e filosofia è stato sotto uno stretto ed egemonico controllo clericale..ahahaha

    Legga l’intervento di Mauro marzo 12th, 2011 at 8:07 am che involontariamente ed incredibilmente dimostra ciò che ho scritto.

  82. enrico scrive:

    @ Andrea

    E’ una colpa gravissima non credo lo perdonerò!!!! ;)

  83. marina scrive:

    Cosimo ,non parlavo di vendetta verso i satanisti o altri pluriomicidi,ma giustizia.è troppo comodo pentirsi quanto sai che sei in punto di morte.Bisogna essere convinti di aver sbagliato e non ripetere più l’errore quando ancora si è in vita,allora può esserci il perdono ,e da parte degli uomini e da parte di DIO.Almeno io la penso così.
    Ciao

  84. bo.mario scrive:

    Enrico avete tutti, dal vaticano in giù, la lettura della storia che è pro domo propria. Quando un pope chiede scusa dei misfatti allora si può leggere la storia nel modo corretto. Dopo la guerra c’era la DC e all’istruzione ci andava solo chi era gradito, non te ne eri accorto? Non è che quelli venuti dopo erano migliori ma sai in Italia esiste il baronato.. Riforme sulla scuola?, proibite. Riforme sulla giustizia? proibite. Uno dice ma la scuola italiana funziona? la giustizia italiana funziona? Anche Bagnasco chiede che non si tocchi niente ma i fondi per le sue scuole li vuole. Povera Italia dalla padella alla brace e poi dalla brace alla padella. Italia con radici cristiane? complimenti a chi lo dice…. Un saluto.

  85. enrico scrive:

    @ Marina

    Cara Marina, vede non sono d’accordo e provo a spiegarle perchè.
    Non intendo però con questo sminuire la gravità dei fatti, vorrei anche questo fosse chiaro.
    Una sera mi trovavo a cena con colleghi ed è capitato lo stesso argomento, tirato fuori da colleghe diciamo non praticanti, che sostenevano essere l’omicidio colpa irremissibile.
    Elencavano vari peccati contro la purezza (inconsapevolmente) ed a tutti trovavano una spiegazione ed una contestualizzazione che li rendeva non gravi ai loro occhi.
    Ma l’omicidio quello mai..irremissibile!
    Eppure
    Eppure quando ho provato a tirar fuori l’aborto quello mi è stato subito contestualizzato..e giustificato
    Quindi semplicemente bisogna stare attenti a non essere indulgenti con se stessi e duri con le mancanze del prossimo.
    Non esiste peccato in terra che non possa essere rimesso dalla misericordia che sgorga dal sacrificio di Cristo.

  86. mauro scrive:

    “Il responsabile del laboratorio mi ha passato l’influenza. Veramente ha una colpa morale gravissima per questo.”

    Evidentemente se scrive è ancora in vita! Dunque, moralmente, lei è colpevole per voler travisare quanto la storia di tali popoli riporta.
    E considerato che vuole insistere a sproposito, tali avvenimenti mostrano chiaramente anche quanto la scienza (la medicina nel caso) non abbia alcuna pertinenza con il cristinesimo e le scritture.

  87. enrico scrive:

    @ Bo Mario

    L’istruzione specie nelle facoltà di lettere storia e filosofia e aggiugerei in quelle di giurisprudenza era così in mano alla DC che appena è crollato il muro è stata spazzata via da movimenti d’opinione e mani pulite varie.
    Guardi Bo Mario andare a negare di quale colore siano i baroni specie nelle facoltà che le ho nominato soprattutto lettere Storia e filosofia è incredibile.

  88. Stefano78 scrive:

    @Cherubino

    “ma cosa vuol dire “supposizione” ? qui non si tratta di “supporre””

    A no? Risponde il CCC: ” È lecito SUPPORRE che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.”

    “essa è comunque presente, in modo implicito, inconsapevole o di desiderio.”

    Per i casi riportati, bisogna avere una consapevolezza di ciò che si desidera. Anche senza conoscerlo esplicitamente. Bisogna esser consapevoli di voler operare il Bene e di voler praticare, per quanto si può, la giustizia che si conosce. L’inconsapevolezza è contemplata, può esistere, solo nel caso di peccato mortale. In questo caso si concepisce l’ IGNORANZA del peccatore nelle leggi del Signore e si spera per questo nella misericordia di Dio, che dice chiaramente che in questi casi il peccatore “sarà percosso di meno”. Attenzione: non che non sarà percosso ma che lo sarà DI MENO (l’esempio del condizionamento esterno che ha fatto)…

    “Essi non devono rinunciare all’ebraismo. Un ebreo può tranquillamente continuare a sentirsi religiosamente ebreo e cristiano. Un ebreo battezzato può tranquillamente festeggiare Shabbat (il Sabato), anche se ciò non è richiesto dal cristianesimo. Egli non deve rinunciare alla fede ebraica, perchè questa non è affatto idolatria.”

    Sarebbe meglio che leggesse IL CATECHISMO che ho inserito, che INSEGNA ciò che ho citato della PAROLA DI DIO.

    L’ebreo DIVENTA CRISTIANO ACCETTANDO LA MASSIMA PAOLINA: NON C’E’ PIU’ GIUDEO NE’ GRECO, MA TUTTI SONO UNO IN CRISTO.

  89. enrico scrive:

    @ Stefano 78

    Non credo che Cherubino, con cui peraltro ho discusso su tematiche in cui il suo pensiero non mi convinceva punto, intendesse appoggiare sincretismi di sorta o che la Verità non sia una.

    La Verità è una necessariamente e questo su di un principio squisitamente logico poichè dato un insieme di affermazioni fra loro discordanti è evidente che ho tutte sono errate o una Vera.

    Dunque non confondiamo per cortesia diverse tematiche del discorso che stiamo affrontando per mettere in bocca pensieri non espressi.

    « Cristo è morto per tutti e la vocazione ultima dell’uomo è effettivamente una sola, quella divina, perciò dobbiamo ritenere che lo Spirito Santo dia a TUTTI la possibilità di venire a contatto, NEL MODO che Dio conosce, col mistero pasquale ».59 OGNI uomo che, pur IGNORANDO il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa, cerca la verità e compie la volontà di Dio COME LA CONOSCE, può essere salvato. È lecito supporre che tali persone avrebbero desiderato esplicitamente il Battesimo, se ne avessero conosciuta la necessità.

    Certo che c’è scritto è lecito supporre poichè nessuno conosce il giudizio di Dio poichè è Dio che giudica.
    Alcun uomo può stabilire quale sia la condizione di un altro uomo rispetto alla salvezza.
    Nel brano del catechismo riportato c’è esplicitamente scritto “come la conosce”.
    Il passo del Vangelo di Luca che lei ha riportato dice quanto lei scrive ma soprattutto esplicita che colui al quale è stato affidato molto sarà chiesto molto di più.

    Questo comunque non sposta di una virgola la necessità di evangelizzare con carità e rispetto ma soprattutto di pregare per la conversione, preghiera che è la vera chiave che permette la conversione dei cuori.

    Andrei cauto ad improvvisare lezioni di teologia verso il prof. Ratzinger

  90. Cherubino scrive:

    vede Stefano78, lei gioca con le parole. Infatti lei non usava la parola “supporre” nel post a cui ribattevo come in questo testo che ora cita.

    Infatti dava a quella parola un senso diminutivo, nel senso che si può SOLO supporre. Quindi possiamo coltivare il dubbio. E così dicendo fa una serie di errori e usa quel testo che ora cita proprio al contrario.
    Infatti, quel testo dice che non è possibile avere certezza della dannazione altrui, da dati puramente esteriori. Come del resto non possiamo avere certezza della nostra salvezza, come lei certamente sa. Quindi la possibilità, quella che lei indica come un poter solo sperare, vale per tutti. Lei non può dedurre neanche dal battesimo la certezza assoluta della salvezza, perchè l’efficacia del sacramento non si attua senza la fede. Altra enormità che dice è che non sappiamo cosa deciderà Dio rispetto ad un giusto non battezzato. Qui fa una confusione grande come un grattacielo. Il Vangelo ci dice senza alcuna ombra di dubbio che Dio vuole tutti salvi, ossia beati con Lui. L’unico ostacolo a ciò non è mai un suo ripensamento. La Croce di Gesù ci dice che Dio non avrà mai alcun ripensamento rispetto alla sua volontà di amarci e condividere con noi la sua realtà divina. Dio ha già deciso e la sua decisione è la stessa per tutti e per sempre: amore e solo amore. La mancata beatitudine finale può dipendere solo da un nostro rifiuto. Rifiuto che alla fine potrà essere tanto del battezzato quanto del non battezzato, anche se al primo è stato dato un “aiuto” molto più potente: la Grazia. Questa però non elimina affatto la possibilità che una persona disgraziatamente alla fine si allontani da Dio. Il ripensamento è il nostro.
    Il giudizio di Dio che lei banalizza, non è “il conto” finale, ma l’improrogabilità attuata di una decisione si/no verso la sua proposta di amore e condivisione. Dovremo alla fine decidere. Certamente sarà più facile dire sì a chi nella vita si è allenato a dire sì a Dio, a chi ha conosciuto la fragranza dei suoi doni, si è riconciliato con il limite e con la morte… ma non possiamo dire che un battezzato non abbia sviluppato questo abbandono implicitamente e inconsapevolmente. Questa è la supposizione, non quella caricatura che presentava lei. La supposizione è il contrario della “non certezza della salvezza”, perchè è invece la “non certezza della condizione di separazione”.

  91. marina scrive:

    Caro enrico
    c’è una bella differenza tra l’uccidere un essere umano già in vita togliendolo agli affetti della sua famiglia e impedendogli di realizzare i suoi sogni,e l’aborto.L’aborto non è omicidio vero e proprio,che poi la chiesa lo consideri tale ,deve spiegare il perchè.Con questo non voglio dire che sono favorevole all’aborto,i metodi per non avere figli ci sono.Ma la chiesa si oppone anche a questi.oiu ci sarebbero gli aborti che io considero sacrosanti quando una ragazzina o una donna rimane incinta dopo uno stupro,anche quì la chiesa è contraria e deve spiegare il perchè.
    Grazie per l’attenzione.

  92. Reginaldus scrive:

    #caro Andrea
    Come si può concepire un papa che eserciti la sua missione di garante della fede cattolica, di custode del depositum fidei, a intermittenza, come se quella si attivasse solo a pressione di telecomando? E come si possono concepire ruoli diversi in un papa a seconda che costui parli ufficialmente come papa o privatamente come libero pensatore? Non è stata data la funzione papale alla ‘persona’ del papa , nella quale si riuniscono come nel suo centro di unità, tutte le sue attività che riguardano detta funzione ??? Il papa nella mia concezione , quella che mi è stata trasmessa, è papa a corrente continua, sia che parli dalla cattedra sia che sotto la cattedra, sia che scriva sia che parli, certo in tutte le attività che gli sono proprie… Concepirlo diversamente è una goffaggine, come minimo, e Dio non è goffo!

  93. enrico scrive:

    @ Marina

    Nel caso dell’aborto non si può certo parlare di non vita poichè l’embrione comunica attraverso segnali chimici con la madre, si nutre e cresce.
    Per di più almeno per il credente possiede già l’anima immortale.
    Dunque per un credente è omicidio.
    Riguardo allo stupro non capisco da un punto di vista logico perchè la colpa dello stupratore debba ricadere sul bambino condannadolo a morte “togliendolo agli affetti della sua famiglia e impedendogli di realizzare i suoi sogni”.
    Certo vi è differenza fra omicidio e omicidio poichè può essere compiuto con o senza crudeltà etc etc…con o senza piacere nel attuarlo etc etc.

  94. mauro scrive:

    “Il responsabile del laboratorio mi ha passato l’influenza. Veramente ha una colpa morale gravissima per questo.”

    Che pertinenza vi è fra una banale influenza fra persone che vivendo nello stesso ambiente hanno prodotto similari difese immunitarie e malattie ed epidemie, portate da popolazioni esterne, che colpiscono chi non ha potuto produrre difese immunologiche per contrastarle, causa la totale assenza di esse?

    Non aveva bisogno di dimostrare nulla di piu’ di quanto aveva voluto far credere nel suo precedente scritto perchè già si notava il sovvertimento di valori morali, sia civili che religiosi.

    Il suo pensiero non si discosta da coloro che hanno prodotto danno all’uomo stesso per svariati millenni e farlo sotto la bandiera del cattolicesimo non la affranca di certo.

  95. enrico scrive:

    @ Cherubino

    Concordo con il suo intervento.

  96. enrico scrive:

    @ Mauro

    Veda lei allora è stata un’arma batteriologica pianificata da Pisarro e da Cortes.

  97. Stefano78 scrive:

    Senta Cherubino.

    Ci si muove in ambito ipotetico, e più ancora in ambito “inaccessibile”, poichè si parla del Giudizio di Dio sul cuore di un’Anima che non l’ha conosciuto! Il condizionale E’ D’ OBBLIGO in ogni senso!

    Il suo discorso è contraddittorio, perchè se è giusto quello che dice riguardo la Volontà di Dio per la Salvezza, occorre ricordare che i pensieri del cuore di una persona li vede solo Lui! Il Giudizio di Dio non è “passivo”. Non riguarda solo l’assecondare la “volontà” della Persona ma SOPRATTUTTO l’attuazione della SUA SANTA VOLONTA’! Non si tratta di dire “non mi vuoi e io ti lascio”. Si tratta anche di “IO GIUDICO CIO’ CHE C’E’ NEL TUO CUORE”! QUeste due cose non possono essere separate perchè altrimenti si annuncia un Dio “ingiusto”. La Giustizia di Dio è compenetrata di infinita Pietà, ma è Giustizia!

    Siccome si fanno ipotesi sui cuori degli Uomini, il “Giusto che muore” lo sa solo Dio se lo è! Quindi la discussione finisce qui!

    Ma il nocciolo del discorso è unn altro:
    -si può dire che “la giustizia nell’applicare la propria religione”, quale che sia, rende meno urgente l’Annuncio?
    -si può disquisire sulle ipotesi di salvezza, in modo da far entrare un’idea acristiana di salvezza?

    Questi eloqui fanno arrivare al relativismo.

    QUesto è il problema!

    Noi stiamo considerando così un tesoro geloso la Grazia che abbiamo ricevuto, dibattendo di cose oziose (!SI!), piuttosto che spenderci, anche a costo della vita, per rendere i nostri fratelli partecipi dell’Eredità del Cielo!

    Perchè il Vangelo, la Tradizione Apostolica della Chiesa, indicano un’UNICA VIA per la SAlvezza: Credere iN Cristo, ricevere il Battesimo e incorporarsi nella Chiesa CAttolica(unico strumento visibile di SAlvezza), perseverando in essa!

  98. mauro scrive:

    “Nel caso dell’aborto non si può certo parlare di non vita poichè l’embrione comunica attraverso segnali chimici con la madre, si nutre e cresce.
    Per di più almeno per il credente possiede già l’anima immortale.
    Dunque per un credente è omicidio.”

    Per essere considerato un omicidio occorre che vi sia una vita propria e distinta, e perciò identificabile, cosa che manca nel rapporto fra l’embrione e la madre in quanto da essa dipende.
    L’anima, per il credente, non può esservi perchè Dio soffiò nelle narici dell’uomo dopo averlo formato mentre l’embrione sottostà alla condizione di essere ancora sotto l’influsso della formazione. E’ solo la nascita, col taglio del cordone ombelicale, che determina una vita propria da proteggere così come Dio solo in quel momento lo fornisce di anima. Cosa servirebbe un’anima se la madre dovesse abortire spontaneamente?

  99. mauro scrive:

    “Veda lei allora è stata un’arma batteriologica pianificata da Pisarro e da Cortes”

    E’ arrivato in fondo, alla frutta e di scadente qualità perchè non ha la possibilità di smentire quanto avvenne realmente nel nuovo mondo invaso dai Conquistadores e dai domenicani.

  100. enrico scrive:

    @ Stefano 78

    Stefano legga con attenzione quanto le ha scritto Cherubino.
    Da alcuna parte si apre alcuna porta verso il relativismo.
    Il concetto espresso è diverso.
    Da alcuna parte si nega l’urgenza di evangelizzazione e di testimoniare.
    Ma fra le altre cose le ricordo che quanto scrive il Papa ossia

    «Nel frattempo Israele – scrive Ratzinger – conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà “interamente”, quando il numero dei pagani sarà completo»

    Cita semplicemente S.Paolo nella lettera ai Romani

    “l’indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto”

    e si potrebbe anche riflettere su quanto scriva l’Apostolo nella medesima lettera ai Romani

    “Se le primizie sono sante, lo sarà anche tutta la pasta; se è santa la radice, lo saranno anche i rami. Se però alcuni rami sono stati tagliati e tu, essendo oleastro, sei stato innestato al loro posto, diventando così partecipe della radice e della linfa dell’olivo, non menar tanto vanto contro i rami! Se ti vuoi proprio vantare, sappi che non sei tu che porti la radice, ma è la radice che porta te.”

  101. enrico scrive:

    @ Mauro

    Colpe della chiesa cattolica

    Inquisizione, crociate e…………….contagio ;) .

    Bisogna che troviamo il colpevole dell’epidemia di spagnola dopo e durante la prima guerra mondiale e promuovere contro di esso una damnatio memoriae

  102. mauro scrive:

    Cara Marina,

    Il divieto sull’aborto della Chiesa si basa su un “equivoco” (?) che perdura da millenni e che nessuno vuole rigettare ed eliminare.
    E’ il piu’ che famoso “crescete e moltiplicatevi” di cui continuamente si straparla evitando di mettersi nei panni di colui che lo disse, Gesu’.

    “Crescete” è riferito ai bambini (solo in età adulta ci si battezzava) mentre il “moltiplicatevi” è riferito all’invito di battezzarsi affinchè aumentasse il numero di coloro che credevano in Dio. Il tutto è riferito alla fede che mai si disgiunse dalla predicazione di Gesu’.

    La Chiesa non le darà nessuna spiegazione a tale divieto perchè il Gesu’ non ha condannato aborto ma esaltato la fede.

  103. enrico scrive:

    @ Mauro

    Il suo è proprio un bel ragionamento peccato che le risultanze scientifiche indichino che il DNA dell’embrione si formi dall’incontro fra spematozoo e ovocita e che esso contenga tutte le informazioni necessarie alla formazione completa della specifica persona.
    Inoltre questo richiamo della dipendenza dell’embrione dalla madre è interessante, prenderlo cioè come discriminante fra la vita e la non vita poichè non credo che un bimbo di pochi giorni o pochi mesi etc etc sia indipendente dall’esterno per la propria sopravvivenza, si vede che va la supermercato a comprarsi il latte.
    Un aborto spontaneo semplicemente non è un atto volontario.

  104. Andrea scrive:

    Caro Enrico (1:59 pm), l’aborto è peggio di un omicidio (infatti comporta la scomunica “latae sententiae”): è dire un NO diretto ed empio a Dio che crea l’uomo a propria immagine, al padre del concepito che lo ha pro-creato, alla maternità come poesia d’amore e di dono di sé, alla famiglia come comunità di cooperazione di soggetti fra loro diversi (sposo, sposa , figli) con Cristo, alla società che si costituisce di esseri umani.
    Purtroppo!.. L’emblema orrendo del paganesimo vicino all’antico Israele (fenicio) sono i sacrifici di bambini; l’emblema atroce della bestiale rivolta anticristiana dei nostri secoli è la strage dei non nati.

    A proposito del mio “attacco a Ratzinger” (che non è attacco a lui, ma negazione motivata -spero- di quanto sostiene), ripeto ciò che dicevo: il punto sta nell’aver voluto trasformare una condizione di sconvolgimento psicologico (di fronte ai massacri hitleriani) in una “neo-teologia conciliante”.
    La questione non sarebbe particolarmente importante se non avesse innumerevoli agganci in ogni ambito teologico, culturale, spirituale. Purtroppo, come segnala Stefano, si precipita in un attimo nel Buonismo (“non c’è un reale bisogno di Redenzione per nessuno”); ma il Buonismo (Rousseau) è Satanismo (de Sade) e Panteismo (Marx, Darwin..Teilhard de Chardin, J.Lennon).

    Caro Reginaldus

  105. mauro scrive:

    Caro enrico,

    Cosa c’entra il supermercato con una vita “vita propria e distinta, e perciò identificabile”? Ho scritto forse indipendente?
    Provi a contestarmi, invece, la creazione e quando Dio Diede l’anima alla Sua creatura, l’uomo?

  106. Andrea scrive:

    Caro Reginaldus (1:06 pm): il libro esce adesso come frutto del “filo conduttore del pensiero” di don Ratzinger, poi card. Ratzinger, poi Papa Benedetto, dagli anni ’50 a oggi. Essendo “il suo modo personale di sentire le cose”, Egli lo ha proposto come tale, non come Magistero della Chiesa.
    Molte persone “tradizionali” vedono il Papa come Papa sempre e comunque (e hanno ragione), ma non possono negare che il Suo ministero petrino non coincida con OGNI suo atto o sua parola (fra l’altro, esistono anche i peccati).
    Ci si può legittimamente chiedere se pubblicazioni NON MAGISTERIALI non generino confusione: lasciamolo giudicare a Lui stesso, che ne ha la responsabilità !

    Noi impariamo, approfondiamo, discutiamo e, se necessario (questa volta ho dovuto farlo), contestiamo: sempre per Amor del Vero !

  107. Cherubino scrive:

    Stefano78 lei fa ancora confusione. Nel giudizio ci sono due elementi, uno di conoscenza e uno di volontà. Io non ho mai detto che Dio è passivo.
    Ma cosa vuol dire che Dio giudica.
    Conoscenza. Dio ha bisogno di un un momento particolare per conoscere il nostro cuore ? Evidentemente no, perchè tutto è a Lui presente. In Dio non c’è passato e futuro. Il tempo appartiene alla nostra realtà creata. Egli quindi sa perfettamente chi siamo. Allora il giudizio come conoscenza ? In realtà il “conoscere di Dio” è lo svelamento a noi. Svelamento che egli realizza. Ci metterà alla fine di fronte alla nuda verità di noi stessi e al fatto che Egli la conosce. Non potremo nasconderci.

    Volontà. Come le ho già detto che il Vangelo dice chiaramente che l’Amore-dono di Dio per noi è irrevocabile. Tuttavia ora noi non siamo messi forzatamente di fronte ad esso. Non siamo costretti a decidere pro o contro di esso, ad accoglierlo o rifiutarlo. In quel giorno lo saremo. E non sarà un momento passivo per Dio, perchè il suo amore è fiamma ardente, è abbraccio che nulla lascia fuori di esso. E’ crogiuolo che purifica ogni assenza di santità, ogni affezione al male. Saremo noi che con il nostro sì decideremo di lasciarci plasmare, daremo via libera alla sua Passione per noi.
    Occorre però ricordare un aspetto (il papa accenna a questo nel suo libro): l’amore di Dio è gratuito, ma ha un costo. Sembra una contraddizione, ma non lo è. Ha avuto un costo per Lui, sulla Croce, ma ha un costo per chi lo accoglie. C’è un versetto dei proverbi, citato anche da Romani 12, che lo mostra in modo efficace: “se il tuo nemico ha fame, dagli da mangiare; se ha sete, dagli da bere: facendo questo, infatti, accumulerai carboni ardenti sopra il suo capo.”. Perchè un dono può avere un effetto così sgradevole? Per via dell’orgoglio. Accettare un dono che non si può ricambiare in realtà pesa più di un affronto. Noi non amiamo sentirci debitori. Ma con Dio dovremo accettare di esserlo senza alcuna possibilità di estinguere il nostro debito. Uno smacco totale per la nostra pretesa di essere al pari di Lui. Ma uno smacco dolce per chi accoglie la sua misericordia. Tremendo per chi la rifiuta. E’ lo “scandalo della Croce”. Iniziò con la resistenza a farsi lavare i piedi. E ancora correndo verso la tomba vuota, Giovanni nota che lui correva più veloce. E non era per dire che Pietro era vecchio.
    L’amore-dono ha in sè il suo prezzo, la rinuncia all’autosufficienza. Ristabilisce in un colpo solo la giustizia di Dio e la giustizia dell’uomo, permette di conoscere nello stesso tempo la misericordia di Dio e la radice velenosa del peccato originale: il rifiuto della creaturalità.

  108. enrico scrive:

    Cosa c’entra il supermercato con una vita “vita propria e distinta, e perciò identificabile”? Ho scritto forse indipendente?

    Certo che lo ha scritto

    “Per essere considerato un omicidio occorre che vi sia una vita propria e distinta, e perciò identificabile, cosa che manca nel rapporto fra l’embrione e la madre in quanto da essa DIPENDE”

    “Provi a contestarmi, invece, la creazione e quando Dio Diede l’anima alla Sua creatura, l’uomo”

    L’ho appena fatto basta sapere scientificamente cosa sia e contenga come informazioni il filamento di DNA.

  109. enrico scrive:

    @ Andrea

    “non c’è un reale bisogno di Redenzione per nessuno”

    Io non leggo questo nell’intervento di Ratzinger, anzi mi pare affermi il bisogno di redenzione per tutti e che la misericordia di Dio opera verso tutti, senza per questo spostarmi di una virgola dal ribadire che la Vertà è una, su di un piano e logico e di fede.

  110. marina scrive:

    Scusi enrico,ma io questa non la capisco.

    “«Nel frattempo Israele – scrive Ratzinger – conserva la propria missione. Sta nelle mani di Dio, che al tempo giusto lo salverà “interamente”, quando il numero dei pagani sarà completo»

    Cita semplicemente S.Paolo nella lettera ai Romani

    “l’indurimento di una parte di Israele è in atto fino a che saranno entrate tutte le genti.Allora tutto Israele sarà salvato come sta scritto”
    ———-

    Coa vuol dire che Israele continua nella sua missione fino a quando Dio lo salverà e quando il numero dei pagani sarà completo?

    Il numero dei pagani sarà completo..chi decide il numero? C’è un elenco dove sono indicati i pagani a quanto pare,e quando sarà copleto che fine faranno?
    Poi Paolo dice:l’indurimento di Israele è in atto fino a quando tutte le genti saranno entrate,ma.. entrate dove,nel cuore indurito di Israele? E se uno non vuole entrare che fine farà?
    Boh,chi ci capisce qualcosa è bravo.

  111. john coltrane scrive:

    ENRICO, le sue parole:

    “le risultanze scientifiche indichino che il DNA dell’embrione si formi dall’incontro fra spematozoo e ovocita e che esso contenga tutte le informazioni necessarie alla formazione completa della specifica persona”, sono, nella loro chiarezza, insmentibili.

    Mi xmetto di aggiungere che, ovviamente, Gesù condanna ogni forma di delitto; dice infatti il DIO-tra-noi:

    “NON FATE AGLI ALTRI QUELLO CHE NON VORRESTE FOSSE FATTO A VOI”.

    La ringrazio, i suoi approfondimenti sono aiuti preziosi.

  112. marina scrive:

    Riguardo allo stupro non capisco da un punto di vista logico perchè la colpa dello stupratore debba ricadere sul bambino condannadolo a morte “togliendolo agli affetti della sua famiglia e impedendogli di realizzare i suoi sogni”.

    Caro enrico,forse Lei non capisce (o non vuol capire)perchè è un uomo.Provi a mettersi nei panni di una ragazzina o donna costretta a subire violenza da un delinquente e dopo pochi giorni si accorge di essere incinta.Ancora scioccata dalla violenza l’ultima cosa che vorrebbe fare è mettere al mondo il figlio del violentatore.Si ricordi che il bambino deve nascere da un rapporto di amore,deve essere un dono di DIO,non un castigo.Il bambino messo al mondo in quel modo non va bene,non è frutto dell’amore ne tanto meno dono di Dio.
    La donna deve essere pronta psicologicamente prima di diventare madre.Per il bene del Bambino e della famiglia tutta.
    PS.l’embrione di 4 settimane ,anche se ha già il DNA della madre(potrebbe averlo anche del padre violentatore sa?)non è un creatura,è un piccolo grumo di sangue.

  113. Sal scrive:

    @ marina
    “ Cosa vuol dire che Israele continua nella sua missione fino a quando Dio lo salverà e quando il numero dei pagani sarà completo?”

    Vuol dire che l’Israele spirituale composto da “apostoli scelti e fedeli ” (come i 12 che gli erano stati vicino) avrebbero continuato nella missione affidata loro dal Signore; addestrare i pagani nelle verità cristiane, insegnando un diverso modo di ragionare e di vivere.

    Ricordando loro la promessa che Dio fece ad Abraamo, [ ancora in vigore e non ultimata] fino a quando il numero dei gentili sarà completo. A quel punto Dio riprenderà il suo progetto per completare la promessa fatta ad Abraamo !

    “Chi decide il numero ? “ nessuno o loro stessi, infatti tutti coloro che “nel tempo stabilito” accetteranno quella Verità faranno parte della schiera del grano o dei pesci adatti, mentre quelli che arrivano fuori tempo saranno come le vergini stolte . Rimarranno fuori.

    “Entrate dove ?” Entrate a far parte del gruppo dei veri seguaci o delle vere pecore del suo gregge, ma non tutti hanno accettato il vero messaggio di Gesù, molti lo hanno utilizzato a proprio vantaggio per i propri fini, torcendo la verità contenuta in esso, con dottrine e dogmi contrari ad ogni logica. Perfino Lutero che era un prete cattolico si scandalizzò tanto era grande l’empietà. E non fu il solo. E se ne andò.

    “Che fine farà ?” – Il mondo è diviso tra pecore (che seguono) e capri (che non vogliono seguire) – tra i figli di Dio e i figli del diavolo, tra la luce e le tenebre. Ci sono 2 parti in campo. Alcuni docili come pecore seguono il pastore eccellente, altri si induriscono e non lo seguono. Quando il Signore tornerà dirà : “Non vi ho mai conosciuti! Andatevene via da me, operatori d’illegalità. (Mt.7.23) – Andatevene via da me, voi che siete stati maledetti, nel fuoco eterno preparato per il Diavolo e per i suoi angeli. ( Lc,25.41)

    Cosa c’è di così difficile da capire ?

    Una volta il popolo di Dio si chiamava Israele ( da Giacobbe e le 12 tribù), ora che Dio ha rigettao quel popolo ne esiste un altro che si chiama ancora Israele, ma spirituale detto anche “Israele di Dio (Galati 6.16) Vedi Romani 9.6-8) formato da alcuni ebrei e da moti gentili.

  114. Reginaldus scrive:

    Caro Andrea

    che cosa c’entrano i peccati con la funzione papale??? Alessandro Vi fu un grande peccatore ( sembra) ma fu un grande papa ( lo dice anche Alta Vendita…). Tradizionalista il mio modo di vedere? certo, quello che mi passa la tradizione: un papa a intermittenza non è papa! Che c’entra quello che era costui dal 1950 in poi? Se prima di essere papa era eretico ( e negli anni 50 era tenuto sotto particolare attenzione…), la sua eresia precedente non è un particolare insignificante, da potere riemergere tranquillamente ora che quel professore è salito sulla cattedra di Pietro: è invece tanto rilevante che renderebbe la sua elezione invalida, abusivo il suo permanere su quella cattedra, stando ai termini della bolla di Paolo IV Cum ex Apostolatus Officio… Tradizionalista vero? Certo, certissimo, non uno di quelli disposti a credere tutto e il contrario di tutto, per magia di ermeneutica della continuità… Ma finiamola e siamo seri! Qui c’è una devastazione da tsunami teologico. Possibile che non le dica niente l’ affermazione del tale professore ora papa, stessa persona, che la missione della Chiesa non è quella di convertire gli ebrei/giudei??? Non le dica niente l’ assurdità di una chiesa che se non avesse avuto in primo luogo la missione di convertire gli ebrei/giudei nemmeno esisterebbe! E se non esistesse, nessuna missione avrebbe di convertire chicchessia, e nemmeno la facoltà di attendere i tempi di Dio… E come si salverebbero ( qui viene in ballo il tema della carità cristiana…) gli ebrei/giudei senza credere in quell’ Unico Nome nel quale agli uomini – TUTTI- è data la salvezza? E come si fa a dire, ancora per bocca del professore-ora-papa, stessa persona, che altra è la missione degli ebrei/giudei??? Quale, Andrea ? un’altra missione divina parallela a quella della chiesa??? Mi spieghi la missione degli ebrei/giudei: quella di distruggere la Chiesa dopo avere tentato di distruggere Cristo? Allora santifichiamo anche l’inferno e buonanotte!

  115. mauro scrive:

    caro enrico,

    Propria indica che la propria vita non appartiene ad altri, distinta che è una vita diversa da quella degli altri e pertanto è identificabile in quanto è separata dalla vita degli altri.
    Tutti al mondo hanno quelle caratteristiche, una volta nati, non sarà certo lei che le può cambiare scrivendo per puro gusto di sfida.

    Sul filamento del DNA, evidentemente ignora che segue di pari passo la formazione del feto che giungerà a compimento al momento della nascita, è piu’ che sufficiente ricordare che il sesso si forma durante la gestazione.

  116. anniballo scrive:

    Marco N,
    DeMatteis a Lei sembra di spirito buono ed umile?
    Bah, a me pare posseduto ciecamente dalla sua verità che difende con intransigente ferocia.
    La gente che accendeva i roghi nell’intento di sostenere la propria verità e poi se ne andava a dormire tranquilla doveva essere assai simile al nostro Cosimo.
    Meno male che la civiltà moderna gli ha tolto i fiammiferi dalle mani, dico io.

  117. marina scrive:

    Ma …come… Cosimo De Matteis un attacca falò ,un incendiario? Ma poverino,crede troppo nella Madonna,e la Madonna non ordinava falò.Erano i papi e pure i frati. COSIMINO difenditi.

    PS.Cosimo sei un frate? Papa no.

  118. enrico scrive:

    @ Mauro

    Tralascerò momentaneamente la prima parte della sua risposta.

    Lo sviluppo embrionale è quel processo che porta dallo zigote all’organismo adulto.
    Lo zigote rappresenta la fusione di un gamete femminile e di uno maschile.
    Quando i nuclei dei due gameti si fondono inizia una serie di processi complessi che porta all’individuo adulto.
    Il “programma” del successivo sviluppo si trova scritto in quel filamento di DNA che si è formato nella fusione dei nuclei dei due gameti.
    Ed esso contiene tutte le informazioni delle fasi successive, adirittura con risultanze che potrebbero mostrare le proprie conseguenze ben dopo nascita.
    Questo DNA che poi sarà il medesimo in tutti i nuclei di tutte le cellule di tutto l’organismo , è responsabile dei tre fenomeni che provocano la trasformazioni dallo zigote all’embrione al feto etc etc ossia la replicazione cellulare, l’acquisizione di fenotipi diversi per varie cellule e le posizioni che esse vanno ad assumere nell’organismo.
    La programmazione è già tutta presente nel concepimento, gli effetti si vedono nel tempo durante la gestazione.
    Ma tutto è già compiutamente racchiuso in quello zigote

  119. enrico scrive:

    @ Annibalo Marina

    Mi spiace essere così capzioso ma fu uno dei più grandi avversari della Chiesa Cattolica e del Cristianesimo, l’imperatore Federico II di Svevia, che dichiarò per tutto l’impero (1231-2)l’eresia come crimine di lesa maestà, e stabilì la pena di morte per gli eretici.
    La condanna al rogo per gli eretici era una pena stabilita dal diritto penale e non dal diritto canonico.
    Non esiste nel diritto canonico la condanna al rogo.

  120. Marco N. scrive:

    @ Marina

    Di cosa dovrebbe difendersi Cosimo?
    Credo gli basti turarsi il naso davanti alle vostre sciocche esternazioni e andare avanti.
    Vi consiglio di non emulare Mancuso… e le sue flatulenze.

  121. mauro scrive:

    Caro enrico,

    uno zigote non è una persona,una donna od un uomo si. Uno zigote o un embrione non è un figlio ma un agglomerato biologico che può avere risvolti di vario tipo.
    Può diventare un bambino ma può diventare anche un tumore (uno di quelli che all’inizio sembravano essere tre gemelli della coppia Pavarotti Mantovani si rivelò in realtà un tumore che portò ad un parto prematuro e al decesso del maschietto) oppure può generare un individuo con una tara genetica incompatibile con la vita che lo porta a distaccarsi dall’utero e ad essere espulso nelle prime settimane di gestazione.
    un embrione abortito nelle prime settimane non è un bambino ucciso ma l’interruzione di un processo che poteva portare alla formazione di un bambino.

  122. peccatore scrive:

    L’aborto, sottratto alla clandestinità e celebrato come diritto, miete 50 milioni di morti (stimati per difetto) l’anno. E’ un genocidio taciuto che grida al Cielo.
    Sono 50 milioni di storie mai realizzatesi. Da quando la piaga è uscita dall’essere una cosa da fare di nascosto per essere pagata con i soldi dei contribuenti l’Italia piange circa 4 milioni di morti, il mondo sfiora i due miliardi di morti. Con la fecondazione e il business delle staminali embrionali, ai feti si aggiungono gli embrioni, con ancor meno scrupoli di troppi. Persino tra i credenti non a molti viene in mente di pregare per quelle anime o di dare sepoltura a quei corpi, destinati ad essere “rifiuti speciali”, con l’unica dignità di uno smaltimento differenziato. L’aborto uccide un essere umano. Non è una condanna per la donna, che pure ne soffre tantissimo, o per l’uomo, deresponsabilizzato, ma soprattutto per i centri ideologici che propagandono la morte per progresso. La quantità di male seminata dagli aborti è un trionfo satanico, non senza conseguenze sull’aspetto dell’umanità. Chi vuol ridimensionare o negare si accomodi pure. La realtà non cambia. Spaventosa.

  123. Andrea scrive:

    Caro Enrico (3:45 pm),
    io non ho scritto che Ratzinger pensi che non serva a nessuno essere redento. Ho scritto che la questione “Antica Alleanza valida anche oggi” è pericolosissima, perché “in un attimo” può condurre a tali conclusioni.

    Cordialmente

  124. Mentre, en passent, rilevo come quello lì semina assurde eresie (la Salvezza ha un costo????e chi l’ha detto? antipapa martin, minchiuso o david turocciolo?)e TACE vilmente e vergognosamente sulla VITA (chè, se non lo sapete, quelli là han svenduto persino questo valore a s s o l u t o e non negoziabile)

    volevo semplicemente comunicarvi che
    http://cosimino.myblog.it/archive/2011/03/12/e-giunto-il-tempo-dei-dieci-segreti.html
    così non potrete dire “non me lo ha detto nessuno”.

    Saluti antifascisti.

    Post Scriptum – Sulla DIVINA MISERICORDIA: è vero. Dio, finchè siam in vita ci perdona, purchè vi sia anche solo un barlume di pentimento. Anche dai peccati più orrendi, tipo la pratica orribile della omosessualità (sodomia ed altre schifose e sataniche porcherie). Anche solo un istante prima di morire. Poi, però, come dice il CCC, se non vi è pentimento vi è IMMEDIATAMENTE l’inferno eterno. Una volta queste cose erano scritte su fc, ora parlano di svendolo e michiuso.

  125. Andrea scrive:

    Caro Reginaldus (5:06 pm),
    i peccati c’entrano per identificare con realismo la figura del Papa (di qualunque Papa): è il Vicario di Cristo, non Cristo.

    A proposito degli Ebrei post Christum natum, siamo d’accordo, non serve che lei cerchi di convincermi.
    Come ho già scritto, ho contestato il professor Ratzinger su questo punto, cercando di esporre le ragioni della contestazione e rimandando ai miei commenti a “La morte di Gesù..” e agli scritti di L.Copertino su effedieffe.com.

  126. mauro scrive:

    “La condanna al rogo per gli eretici era una pena stabilita dal diritto penale e non dal diritto canonico.”

    Non ce n’era bisogno, perchè se il potere esecutivo civile si fosse rifiutato era passibile di scomunica, ovvero veniva ricattato affinchè potesse soddisfare le “esigenze” della Chiesa che non poteva uccidere (ecclesia abhorrit e sanguine) ma raggiungendo il proprio scopo era come se lo facesse lei.

    Immoralmente ineccepibile.

  127. enrico scrive:

    @ Mauro

    Già bisognava pazientare su certe amenità di zigoti che possono potenzialmente diventare embrioni e poi feti ma anche tumori, dato che lei ha estrapolato quanto riporta da una risposta reperibile su “Yahoo answers” mentre si trattava molto presumibilmente di una errata diagnosi.

    Poi lei si fa un baffo della semplice ma chiara spiegazione scientifica che le indicava come nel DNA dello zigote fosse presente l’intera progettualità, comprese possibili malattie genetiche future che si potrebbero manifestare ben dopo la nascita o più semplici caratteristiche ad esempio..la calvizie o quant’altro.

    Poi “ecclesia abhorrit e sanguine” ossia presumo “Ecclesia abhorret a sanguine” editto fantasma che nulla ha a che vedere con la questione.

    Federico II stabilì la pena di morte per l’eresia e qui la Chiesa non c’entra punto in quanto l’eretico non prestava giuramento e questo minava le fondamenta del sistema feudale

    L’espressione “ecclesia abhorret a sanguine” viene talvolta attribuita al canone del concilio Lateranense del 1215, altre volte al canone del concilio di Tours del 1163 ma in realtà non ve ne è traccia.

    Talbot in “Medicine in Medieval England” pagina 55 scrive

    “Essa (Ecclesia abhorret a sanguine) è letteralmente un fantasma. Deve la sua esistenza a François Quesnay, storico acritico della Facoltà di Chirurgia di Parigi, che nel 1774, citando un passo dalle Recherches de la France di Étienne Pasquier (“et comme l’eglise n’abhorre rien tant que le sang”) lo tradusse in latino e lo scrisse in corsivo. Di questa frase nessuna fonte precedente può essere trovata”

    Si tratta semplicemente di conoscere la storia, quella vera, senza per questo non ammettere errori del passato, ma capendo che molto semplicemente solo l’imperatore del Sacro Romano Impero data la posizione e l’autorità poteva comminare la pena di morte per eresia nel suo Impero stesso.

  128. enrico scrive:

    “Non ce n’era bisogno, perchè se il potere esecutivo civile si fosse rifiutato era passibile di scomunica, ovvero veniva ricattato affinchè potesse soddisfare le “esigenze” della Chiesa che non poteva uccidere (ecclesia abhorrit e sanguine) ma raggiungendo il proprio scopo era come se lo facesse lei.”

    Questa poi è magnifica da dove tira fuori questi dati sono sue deduzioni oppure ha addirittura una fonte.

  129. mauro scrive:

    Caro enrico,

    Della sua spiegazione me ne faccio un baffo come fa lei della Genesi in cui l’anima venne data da Dio dopo la creazione dell’uomo, ovvero dopo che l’ebbe formato, che coincide con la nascita di qualsiasi bambino, ovvero di un individuo o persona che dir si voglia. Come fa a non capire cosa riporta la Genesi, di ispirazione divina?

    Ecclesia abhorret e sanguine : concilio di Reims del 1131.

    Fu il Sinodo di Verona del 1184 a decidere che il rogo fosse la condanna a morte ufficiale per l’eresia mentre prima la Chiesa era estremamente morbida con gli eretici a causa della presenza dell’eresia nel clero stesso per cui precedentemente riteneva sufficiente un’abiura, eventualmente sotto tortura per mettersi (la Chiesa) l’animo in pace.

    Ma come farebbe, secondo lei, un potere civile, nella fattispecie Federico II, a perseguire l’eresia che non lo riguarda se non fosse stato ricattato ed intimorito dalla Chiesa pena la scomunica?

  130. Gianfranco scrive:

    Per fortuna il Papa ribadisce il concetto che Gesù non è venuto per creare un su regno sulla terra e che ha voluto ribadire la separazione,potere temporale dal potere divino.
    Però come la mettiamo con lo stato Vaticano?non è un potere temporale?non viene separato Dio e Mammona?.E’ facile parlare ma poi è molto importante il denaro.La Chiesa dovrebbe tornare alle origini ossia interessarsi di più alla salvezza delle anime e non intervenire come è stato fatto anche ieri sull progetto di legge riguardante la modifica della Costituzione.

  131. MARCO D. scrive:

    Se legge gli Atti degli Apostoli, si vede che c’è stata da subito una struttura organizzativa e anche “finanziaria”, perché il Cristianesimo è incarnato nella storia. Il Vaticano è frutto della stoltezza umana: se ne potrebbe fare a meno? Certo, ma chi assicura che l’Italia sarà sempre un paese tollerante e democratico? Il cattolico è anche realista: senza soldi, come si aiutano i poveri e le missioni? E come paghi gli operai e gli impiegati che lavorano per la Chiesa? E come mantieni ospedali e scuole?
    Noi non siamo come gli islamici che guardano sempre in alto senza accorgersi che il Regno di Dio comincia sulla terra.

  132. Andrea scrive:

    Caro Gianfranco,
    lo SCV (Stato della Città del Vaticano) è lo Stato del Papa, e quindi della Chiesa, e quindi (direttamente) di Cristo.
    Cristo è Re in Cielo, ma questo non significa che Egli intenda lasciare la Terra al Demonio, come avverrebbe se il Papa fosse il “Cittadino vescovo di Roma” (come volevano Napoleone e Cavour e come vuole la Bonino).
    Le cito C.S.Lewis: “Io ritengo che la Terra non vada considerata come un luogo a parte. Reputo che, qualora venga presa al posto del Cielo, rivelerebbe di essere una regione dell’Inferno, mentre se viene accettata in conformità al Cielo, costituisce fin da subito una parte del Cielo stesso”.

    Per quanto riguarda i “SOLDI”, lei farebbe un lascito alla Chiesa (Ente pubblico, millenario, esistente perché fondato e sorretto da Dio) o alle banche di affari ?

  133. mauro scrive:

    Caro cosimo de matteis,

    la misericordia divina non è il perdono ma la compassione (l’immedimarsi nella sofferenza altrui, il condividerla) di fronte alle sventure umane e giusto perchè lei cita sodomia etc, essa è rivolta a colui che l’ha subita, lo sventurato.
    Evidentemente non si rende conto che essa è riservata ai vivi, a coloro che soffrono dei mali altrui.
    Che senso di giustizia divina vi sarebbe se dovesse perdonare chi si è macchiato di un qualsiasi crimine? Equivale a mettere tutto a tacere ed a festeggiare con taralucci e vino, ovvero avvalorare in ogni caso il compartamento criminoso.

  134. peccatore scrive:

    Proseguo con alcuni interessanti spunti presi dal libro del Papa (mi scuso per l’OT sull’aborto, ma mi inquieta questo crimine orrendo, che fa di quest’epoca, sedicente progredita, la più animalesca, dato che nessuna specie perpetra a danno dei propri simili un’analoga strage).

    Pag. 169; il giardino del Getsemani è posto in relazione con il giardino della risurrezione e con il giardino dell’Eden: il luogo del peccato originale ed il luogo del Paradiso, il luogo del tradimento e quello della redenzione. Gesù, immedesimandosi nella Volontà del Padre, sana l’arrogante disobbedienza dell’umanità, capovolgendo la storia. E dopo intensissime pagine di spiegazioni, a pag. 183 una monumentale conclusione: qui parla il Figlio che ha assunto in sè ogni volontà umana, trasformandola in volontà del Figlio, una cosa sola con quella del Padre/Abbà, papà.
    Se non ritorneremo come bambini, non enteremo mai… Se non ci fidiamo di Dio, non riusciremo mai a pregare nel Padre nostro, “sia fatta la Tua Volontà”.

  135. peccatore scrive:

    L’Adamo “credente adulto”, postosi “in libera uscita da Dio”, tendente a “mettersi in proprio” è l’emblema del peccato iniziale oggi imperante, nel vivere “etsi Deus non daretur”. E così le “leggi” sanciscono la liceità di cose oggettivamente disdicevoli. Miliardi di esseri umani morti di aborto, affamati ed ammalati secondo le leggi del mercato, mandati a morire sui fronti di guerra delle ideologie fiorite come distese di zizzania dai “diritti dell’uomo” propalati militarmente dalla massoneria tutta libertè, egalitè e fra(masso)ternitè. Anche nella Chiesa il vento della “libera uscita” fa i suoi danni, arginata dalle preghiere, dai digiuni e dalla carità di chi, pur peccatore, continua a fidarsi di Dio e non degli idoli.
    E’ il peccato che ha introdotto e semina la morte.

  136. peccatore scrive:

    Gesù ha vinto la morte.
    Satana ha perso! Definitivamente.
    Le leggi e le culture di morte che oggi agiscono come tsunami (moralmente, ma anche fisiologicamente sulle menti) attraverso le centrali del potere che “educano” alla violenza, alla morte, alla confusione sessuale, alla menzogna, alle soddisfazioni immediate che pagheremo salatamente dopo, sono i colpi di coda del dragone che sente già il piede della donna che lo schiaccia. Essendo molto lungo, con la testa lontana dalla coda, si dimena ancora, pur essendo ormai segnata la sua sorte.
    A noi uomini restano due possibilità: guardare che cosa succede alla testa o aggrapparci alla coda.

  137. mauro scrive:

    Caro Gianfranco, lo SCV è nato per insistente richiesta di Mussolini, non la città del Papa bensi la città dove risiede il Papa (vi sono state altre sedi) e quindi la Chiesa e quindi nient’altro perchè Cristo risiedeva da tutt’altra parte.

    Perciò il Papa è “cittadino vescovo di Roma” da circa 80 anni.

    C.L. Lewis ha preso una cantonata abissale: Dio ha diviso il Cielo dalla Terra (Genesi), ovvero ha delineato due mondi diversi riservando a sè il primo ed all’uomo la seconda. Mescolare le due cose porta solo a dimostrare che non si è capito nulla del cristianesimo, per essere Dio in un luogo al di sopra della terra e non piu’ sulla Terra come era per gli dei del paganesimo.

    Per quanto riguarda i “SOLDI”, la Chiesa ha dimostrato di essere peggio di una banca d’affari con quel prestito che richiedeva in aiuto alle famiglie colpite dalla crisi finanziaria, ancora in atto. Nella realtà, la Chiesa, dopo aver incamerato le “donazioni” o “liberalità”, devolveva un “prestito” a tali famiglie con l’obbligo di restituirlo alla Chiesa. Lo scopo finale era rimpinguare le perdite che la Chiesa stessa aveva patito nella crisi finanziaria a causa degli investimenti sbagliati.

    Se la Chiesa è stata fondata da Dio, mi sembra che la comandi il Demonio.

  138. anniballo scrive:

    @ AL CARO “PECCATORE”.
    Ho paura che il fatto che sia stata vinta la morte sia una delle più amate illusioni dell’Uomo; io vedo che la morte è imperante, ( ed anche nelle forme più atroci) , innegabile prova del fatto che all’universo intero non importa nulla della nostra esistenza o della nostra cancellazione.
    A chi rispondesse che qui è in discussione l’abolizione della morte eterna e non di quella terrena, risponderei che è un abuso decidere per tutti; io, per esempio, avrei gradito passare bene quaggiù questi pochi decenni, punto e basta, senza chieder altro. L’aver voluto a tutti i costi piazzare sul mercato “il prodotto vita eterna” e sostenerlo con tutto il battage promozionale possibile, è solo pubblicità ingannevole e serve a mettere a frutto la disperazione dei disperati assicurando la prosperità a ciarlatani e millantatori d’ogni tempo.
    Circa l’apocalisse cui stiamo assistendo, temo che i giapponesi debbano averla proprio fatta grossa per meritare ciò che è stato mandato loro dal Dio buono e misericordioso. Forse che qualcuno di loro ha bestemmiato senza l’approvazione del fisichella locale?
    Buona domenica, caro amico, buona domenica.

  139. peccatore scrive:

    Anniballo,
    il tema qui è il libro del Papa e sono già andato OT con l’aborto.
    Gesù ha vinto la morte perchè ha fatto la Volontà di Dio.
    I giapponesi non stanno piangendo la catastrofe e rischiando una nuova catastrofe nucleare perchè “peggiori” di noi, come gli aquilani non sono peggiori dei valdostani.
    E’ il peccato che sta ammorbando la creazione, e la morte, ogni morte, ne è conseguenza. Non è volontà di Dio. Ma nella prova, in ogni prova, l’offerta della croce salva gli altri. I giapponesi, come gli haitiani, non soffrono invano. Soffrono per te e per me (oltre che per loro stessi). Se sapremo che cosa farcene, Dio trarrà del bene anche da queste tragedie.
    Ma è ipocrita questo piagnucolare in pantofole e pancia piena per questo o quel terremoto, dando per scontato che non gridino al cielo 50 milioni di aborti, o le speculazioni di mercato sul cibo che fanno morire di fame milioni di persone.
    E’ la logica di una certa fra(masso)ternitè… tutta presa dalla sua libertè, che agitando un palmo di mano sull’altro avambraccio dice egali-tiè!
    E’ il peccato originale. La causa. Chi cura un male agisce sulla causa, non sui sintomi.

  140. enrico scrive:

    @ Mauro

    Mauro ossia come esercitare continuativamente la disinformazione.

    Lei cita l’espressione “ecclesia abhorrit e sanguine” e la attribuisce al concilio di Reims del 1131 mentre le ho detto che di tale espressione non vi è traccia.

    Citi il passo in cui è presente e non ricerchi continuativamente fonti su internet prive di qualunque fondamento.

    Poi cita il sinodo di Verona che non stabilì affatto alcuna condanna al rogo per eresia, fonte che lei trae da Wikipedia “condanna al rogo” in cui per altro tale affermazione viene riportata citando fonte alcuna.
    Dunque citi il passo in decreti del sinodo di Verona dove si prevede la condanna al rogo.

    Infine lei è ancora uno dei pochi a parte qualche fondamentalista o qualche ateo alla Odifreddi che legge la Bibbia come fosse un testo scientifico e non ispirato appunto.
    Le ho già detto che della creazione dell’uomo vengono date tempi e modalità diverse nei primi due capitoli.
    Si vede che per lei sono entrambi scientifici.
    Il corpo umano subisce trasformazioni anche dopo la nascita, ma tutto ciò che riguarderà il suo futuro sviluppo è già scritto nel filamento di DNA dello zigote.

    Se a lei piace benedire la campagna di morte dell’aborto attraverso i suoi discutibili esercizi logici questo è un problema suo e questo lo può fare perchè quando fu il suo turno qualcuno non decise di espellerla come fosse un grumo di cellule.

  141. e scrive:

    @ Annibalo

    Annibalo ovvero l’arte dell’insulto e dello scherno per chi ha un’opinione diversa dalla sua

    “all’universo intero non importa nulla della nostra esistenza o della nostra cancellazione.”

    Questo è certo i cristiani non sono panteisti dunque non attribuiscono all’universo atti di volizione.

    “io, per esempio, avrei gradito passare bene quaggiù questi pochi decenni, punto e basta, senza chieder altro”

    E chi te lo impedisce, la morte, visto che ti bastano pochi decenni, prima o poi arriva comunque per il resto delle ingiustizie prenditela con chi le compie.

    “serve a mettere a frutto la disperazione dei disperati”

    Ricacciati nella tua bocca i tuoi insulti Annibalo e fai qualcosa di più produttivo la Domenica, non per me o per quelli che scrivono qui o per chiunque altro ma per quella vecchina di 93 anni a cui sono legato che è rimasta tutta la notte a pregare per le vittime in Giappone.
    Impara il rispetto per chi non la pensa come te, visto che gli ideali dell’illuminismo non te lo hanno insegnato.

    “ciarlatani e millantatori”

    Idem come sopra

    Riguardo ai disastri vi è già l’episodio evangelico della torre di Siloe che tratta la problematica.
    Nessuna colpa da scontare Annibalo.

  142. anniballo scrive:

    Grazie, “Peccatore”.
    Credo che ciò che Lei crede sia l’unica cosa possibile per non impazzire; forse, l’essere umano deve a sè stesso tale sforzo, per quanto patetico.
    Circa gli aborti, il discorso si può anche capovolgere.
    Gli aborti,intrinsecamente condannabili, sono opera dell’uomo, essere fallibile. Le stragi immani che caratterizzano la vita sul pianeta, a carico di tutti i viventi, (innocenti e colpevoli), sono opera -invece- del Dio buono e misericordioso.
    La vita stessa essendo costruita sulle stragi e sulle prevaricazioni, ed inevitabilmente, condannano Dio mlto più di quanto si può condannare l’uomo.
    50 milioni di aborti? La Natura stessa procede per stragi; è molto più condannabile il Carnefice Celeste.
    La saluto, stia bene.

  143. enrico scrive:

    @ Annibalo

    Non le risponderò con la pazienza di Peccatore perchè non ne vedo la ragione.

    Intanto lei dovrebbe imparare il rispetto per chi ha stili di vita e posizioni diverse dalla sua, cosa che invece non dimostra punto.

    “serve a mettere a frutto la disperazione dei disperati assicurando la prosperità a ciarlatani e millantatori”

    La Domenica potrebbe fare qualcosa di più costruttivo che riversare qui le sue frustrazioni personali.
    Una passeggiata per esempio.
    Sarà colpa degli ideali dell’illuminismo ma vede la cosa non mi sorprende.
    Sarà un caso ma gli atei che scrivono qui o quelli che ho incontrato sul sito UAAR mostrano di essere accumunati nei commenti che scrivono da questa maleducazione e mancanza di rispetto per il prossimo.

    Vede Annibalo l’universo per i cristiani da circa duemila anni non è un essere vivente dotato di atti di volizione, dunque nessuno ha “voluto” terremoto e tsunami in Giappone.
    E’ creato per l’appunto e se ha una minima cognizione di geologia dovrebbe sapere che questo pianeta ospita la vita perchè il suo centro è un nucleo di metallo fuso, ferro principalmente se non erro, che ruotando crea un campo magnetico che protegge il pianeta dalle radiazioni del cosmo.
    Nessun atto di volizione nessuna volontà in quel terremoto.
    Il male entrato nel creato, senza far troppa confusione, è il male morale ossia il male fine a se stesso.
    Mentre la morte fisica non è male di per se in quanto permette la vita ad altri che dopo verranno.
    Se nessuno fosse mai morto si starebbe un pò strettini già da un pò.

  144. Reginaldus scrive:

    #Caro Anfrea,

    io direi che i peccati c’entrano per identificare con realismo la figura dell’ ‘uomo’ papa , non la sua funzione di papa. E’ l’errore dottrinale che colpisce al cuore la funzione papale. Infallibilità non è infatti impeccabilità.

  145. mauro scrive:

    Caro Enrico,

    se non vi è traccia per lei non so cosa farci, evidentemente ha una lacuna storica perchè io trovo traccia dappertutto in quanto si riferiva, inizialmente, alle pratiche chirurgiche dei cerusici, aborrite dalla Chiesa. Tale principio fu ribadito anche nel Concilio di Roma del 1139. Spero sappia almeno che fu abolito nel 1871.

    Decreto di Verona del 1184: h**p://digilander.libero.it/eresiemedievali/decretale_1.htm
    Federico II incontrò il Papa a Verona e confermò tale anatema verso i Catari etc. che, seguendo quanto previsto dall’AT, prevedeva la loro distuzione. Poichè l’uso dei tempi era bruciare al Rogo, esaudì la richiesta del Papa. Se non avesse lanciato l’anatema non ci sarebbero stati i roghi per gli eretici.

    Su come fu creato l’uomo non vi è discordanza fra Genesi 1 e 2 perchè la descrizione di come avvenne è in Genesi 2, mentre in Genesi 1 dice genericamente che lo creò. E’ evidente che in ciò non influisce nè il tempo in cui lo plasmò (Creò un solo uomo in un unico determinato momento) e nè la diversa modalità in quanto ve ne è una sola. In ciò non vi è nulla di scientifico in quanto si riferisce a Dio ed all’opera della Sua creazione, diversamente perchè dovrebbe lei ostacolare la scienza?

    Il DNA rilascia informazioni lungo tutta la gestazione e quando tale rilascio cessa, il feto, risultando plasmato, richiede di uscire con una vita propria.
    Il parallelismo con Genesi 2 è straordinario: l’atto di plasmare, il completare, il dare vita individuale.

    Sull’aborto, non c’è dubbio che tale destino favorevole abbia toccato anche lei, per cui almeno si rallegri di partecipare alla discussione, stia con l’animo sereno e non dia ascolto a chi le insegna falsi ragionamenti che le Scritture non riportano, non considerano o dicono il contrario.

  146. enrico scrive:

    @ Mauro

    Certo che non do credibilità alcuna alle sue fonti.

    Intanto perchè a Verona l’imperatore era Federico I e non Federico II quindi la “frasetta” sotto l’indirizzo internet o ben l’ha scritta lei o ben è errata anche nel sito.
    Poi perchè tale riferimento “ecclesia abbhorret a sanguine” non esiste nè mai venne applicato ai cherusici e basterebbe che riflettesse sulla pratica delle reliquie medioevali per comprendere che non vi furono limitazioni a dissezioni anatomiche o quant’altro.
    Ne avevamo già discusso qui.
    Poi le debbo far notare che nel secondo capitolo del Genesi la creazione dell’Adamo precede quella degli animali a cui lui da un nome, fatto che contraddice il capitolo I.
    Da ultimo il DNA non smette mai di “rilasciare” come scrive lei informazioni nel corso della vita basta che faccia mente locale a tutte le replicazioni cellulari.
    Ma forse proverà a negare anche le verità acquisite dalla scienza.

  147. Cherubino scrive:

    interessante che il papa non parli direttamente di “teologie della liberazione” ma “della rivoluzione”.
    Con questo egli sembra voler distinguere quelle che fanno della violenza un mezzo esclusivo, primario e indispensabile, da altre che nel tendere ad instaurare la giustizia ricorrano alla forza solo in modo circoscritto e razionale.

    Va quindi, a scanso di equivoci, ricordato che il Magistero della Chiesa non ha mai negato il diritto di resistenza, nè al limite il tirannicidio. S. Tommaso, vari Gesuiti della Scolastica, il vescovo Giovanni di Salisbury e altri ancora (ma anche Pio XI nei confronti del governo messicano…) hanno legittimato il ricorso alla forza contro un governo manifestamente oppressivo dei diritti umani. Il diritto del diritto a difendersi, anche da un potere lecitamente costituito ma divenuto illegittimo per l’abuso del proprio potere.

    E’ vero che la Chiesa ha sempre frenato il ricorso alla forza in tal caso, anteponendo ad essa mezzi pacifici e la penitenza, ma non ha mai escluso in via assoluta che in una situazione di oppressione di proporzioni esagerate il popolo non abbia il diritto di sostituire il governante con altri più degni.

    A mio parere, quindi, occorre, finemente distinguere una teologia della liberazione da un’altra della rivoluzione. La teologia e la Sacra Scrittura insegnano che il servizio all’uomo non è mai disincarnato e allo sviluppo religioso si accompagnano quello morale, sociale culturale e quindi istituzionale. Ciò che offende l’uomo offende anche Dio. E’ quindi giusto lavorare e lottare, possibilmente pacificamente, per la liberazione dell’uomo, ogni uomo, da ogni forma di schiavitù.
    Ciò che non va bene è quando la liberazione diventa “rivoluzione”, dando l’illusione che vi sia una classe sociale buona e una cattiva, che il rapporto tra giustizia e strutture sociali sia che queste sono la causa della prima e non l’inverso. Che quindi sia possibile una società giusta senza etica non frutto di convenzione e senza un diritto naturale, previo rispetto ad un ogni diritto positivo. La rivoluzione è opera del tutto umana, mira ad un disegno precostituito, mentre la liberazione è un’opera che si lascia guidare dal diritto naturale (e dal Vangelo per chi crede) e si limita a togliere gli ostacoli al positivo sviluppo delle forze e delle idee buone presenti nella società, da chiunque vengano.

  148. Andrea scrive:

    Caro Reginaldus (3:00 pm), la peccabilità del Papa ci dice che Egli, anche se santo, è un uomo scelto e sostenuto da Dio.
    L’eresia (che non si presenta nel Magistero, ma può far capolino nelle “proposte teologiche”) ferirebbe al cuore la funzione papale (Magistero) al punto da ucciderla all’istante, insieme all’intera Chiesa. Ma ciò non si può verificare, per il “non praevalebunt”.
    Ripeto: sfogliamo il libro del “professor” Ratzinger e impariamo, senza strapparci le vesti per qualche sbandamento (pur grave: ho detto con chiarezza che la questione Antica/Nuova Alleanza mi pare assai seria, e tipica dello sbandamento contemporaneo).

  149. mauro scrive:

    Caro enrico,

    Era Federico detto il Barbarossa (alias Federico I) che appoggiò il Papa, con la morte tramite il rogo, a sterminare gli eretici, mentre lei aveva riportato Federico II, circa quarant’anni dopo. Ho scritto erroneamente Federico II come se avessi assorbito la di lei pubblicità storica.
    Quella frase si trova dappertutto sui siti di medicina che trattano la questione degli antichi cerusici e del rapporto con la Chiesa.
    Le dissezioni erano tollerate dalla Chiesa, nello stesso periodo, quando erano relative alle reliquie religiose tanto da esserne motivo di un autentico mercato.
    Una regola, due comportamenti diversi, vecchio vizio che si perpetua in ogni tempo.

    Dio creò un solo uomo in un determinato momento, quindi che avvenga prima o dopo la creazione degli animali non influisce sulla sua creazione in quanto nulla viene a lui mancare di quanto previsto da Dio, così come può dare in ogni caso il nome agli animali (faccia caso, ci sarebbe anche tutto il rimanente creato da Dio di cui non se ne parla e ciò perchè è inifluente con il momento della creazione di Adamo)

    Il DNA del feto plasma biologicamente ed in tempi diversi e successivi colui che diventerà un individuo alla nascita, pervenendo al suo completamento. Se è troppo difficile, provi a guidare una macchina senza volante per le vie della sua città od a scalare un grattacielo alto come una casa. Chi potrà crederle se manca qualcosa per ritenerli tali?

  150. enrico scrive:

    @ Mauro

    Ossia l’arte dell’arrampicata sugli specchi.
    Lei ha la continuativa tendenza a dare credibilità a qualunque fonte che ritrova su internet purchè beninteso sia consona ai suoi scopi anti cattolici ed anticlericali.
    La pena del rogo fu stabilita da Federico II, lei ha scritto quella frasetta, che evidentemente è un suo pensiero poichè è errata financo nel personaggio, che a Verona era il Barbarossa.
    A Verona non si stabilì alcun rogo per alcun eretico.
    Fu stabilita l’inquisizione ossia la ricerca dell’eretico da parte delle autorità religiose, a fianco di quanto già facevano precedentemente i tribunali laici su istanze popolari.

    Riguardo a quanto riportano siti di “medicina” la cosa mi interessa punto perchè non mi risulta che un sito di medicina sia un sito di storia medioevale.
    Conta l’eventuale fonte che il sito riporta non quanto vi si legga.

    Chirurgia, anatomia e Chiesa cattolica nel Medioevo – Wikipedia
    L’immagine popolare del Medioevo è stata spesso legata alla descrizione che di esso è stata data nel XVIII secolo dai filosofi illuministi, e rafforzata poi …
    La critica storica – La chirurgia trattata nelle … – Il clero e la medicina
    it.wikipedia.org/…/Chirurgia,_anatomia_e_Chiesa_cattolica_nel_Medioevo

    Consulti le fonti trattate qui.
    Per il resto non replicherò alle sue continuate stramberie.

  151. enrico scrive:

    @ Mauro

    Comunque lei ha esaurito la mia pazienza, replichi per se stesso se non ha altro da fare.

  152. Andrea scrive:

    Ancora un saluto, Enrico, aggiungendo un pensiero alla sua vecchina di 93 anni.
    È molto bello vedere qualcuno che usa la testa con serenità e “normalità”. La stessa cosa pensavo oggi, sentendo un paio di splendide relazioni ad un convegno.
    Grazie

  153. Stefano78 scrive:

    @enrico

    La citazione Paolina che lei ha fatto l’ho proposta io stesso come interpretazione dell’esegesi del Papa sulla funzione di Israelel carnale…

    Ma Cherubino l’ha negata, sottolineando, o volendo far intendere che l’ebraismo abbia in sè “forza di salvezza”.

    La stessa cosa che continua a far intendere quando ribadisce che l’ebreo potrebbe rimanere tale e contemporaneamente diventare cristiano!

    Questo butta alle ortiche la stessa Parola di Cristo, le stesse poromesse antiche (leggasi Geremia!), la stessa teologia Paolina del Corpo di Cristo-Chiesa.

    Cherubino è ambiguo e contraddittorio. In quello che afferma c’è sicuramente del vero, ma c’è una buona dose di contraddizione.

    Infatti non ho detto che ciò che afferma è direttamente relativista, ma che PORTA al relativismo..

  154. enrico scrive:

    Inquisizione medievale – Wikipedia
    Nello stesso 1231, con la costituzione Inconsutilem l’imperatore Federico II …
    it.wikipedia.org/wiki/Inquisizione_medievale

    Ed anche qui potra leggere quanto viene riporato e considerare la fonti che vengono menzionate.
    Noterà che non vi è alcun accenno al rogo in relazione al sinodo del 1184 di Verona bensì come le avevo detto viene nominato Federico II

    “Nello stesso 1231, con la costituzione Inconsutilem l’imperatore Federico II introduceva la pena di morte al rogo per gli eretici con la formula: in cospectu populi comburantur (siano bruciati alla presenza del popolo)”

    Tutte le azioni verso le eresie prima erano promosse da richieste laiche e popolari e poi recepite dalla Chiesa e non il contrario.

    Riguardo all’esempio sull’automobile….vede il problema è che l’automobile non si nutre, lo zigote e l’embrione sì, inoltre l’automobile non si costruisce da se stessa, mentre il bambino sì a partire dalla progettualità interamente contenuta nel DNA dello zigote.
    Dunque è semplicemente vivo poichè cresce da se stesso, comunica attraverso segnali chimici con la madre e si nutre.

    Ora la lascio per un bel pò poichè leggerla mi turba spiritualmente.

  155. mauro scrive:

    Caro enrico,

    a Verona, nel 1184, fu stabilito soprattutto DI CONDANNARE gli eretici. Se non legge il decreto, poi cosa scrive a fare.
    “Ideoque nos carissimi filii nostri Friderici, illustris Romanorum imperatoris semper Augusti praesentia pariter et vigore suffulti, de communi fratrum nostrorum consilio, nec non aliorum patriarcharum, archiepiscoporum multorumque principum, qui de diversis partibus imperii convenerunt, contra ipsos haereticos, quibus diversa capitula diversarum indidit professio falsitatum, praesentis decreti generali sanctione consurgimus, et omnem haeresim, quocumque nomine censeatur, per huius constitutionis seriem auctoritate apostolica condemnamus.” NOI CONDANNIAMO.

    E’ di una logicità lapalissiana: se si devono cercare gli eretici per punirli occorre prima condannarne le idee. Infatti è ciò che si legge nell’intendimento del decreto, primo capoverso.

    Ed in seguito a ciò il Barbarossa si uniformò al decreto della Chiesa attuando, secondo l’anatema previsto dall’AT, la punizione della soppressione fisica degli eretici tramite rogo in quanto la mancanza del corpo impediva di poter risorgere. Con ciò venne attuato quanto prevedeva il piu’ che famoso passo della Geenna a cui poi è stato cambiato comicamente il significato in Inferno.

    Molti siti di medicina parlano di quella antica e si relazionano agli accadimenti umani come di ciò che determinò con il proprio comportamento la Chiesa. Di ciò che le dà fastidio chiede referenze su referenze, come mai? Lei che sembra così erudito, non ha sviscerato la cosa prima di scrivere a me? Dovrebbe conoscere tutto, il pro ed il contro.

    Scusi, caro enrico, ma se lei piu’ volte mi ha rimproverato che ho preso le fonti su wikipedia, come fa ora a proporle a me? Occorre coerenza prima di tutto, poi a scrivere si può anche sbagliare un nome (Federico I anzichè II) ma ciò che conta è il pensiero che si riporta e quale validità abbia con le scritture, considerato che si discute di ciò che la Chiesa decise o decide oggi.

  156. mauro scrive:

    Caro enrico,

    leggo ora un suo breve post/pensiero: Comunque lei ha esaurito la mia pazienza, replichi per se stesso se non ha altro da fare.”

    La pazienza è la virtu’ dei forti ed io aspetterò tranquillamente le sue risposte, caso mai cambiasse idea.

  157. AS scrive:

    1. Quesito di Stefano78
    2. Risposta
    3. Fonti del Magistero

    1. Quesito di Stefano78: “Un ebreo che si converte al cristianesimo, può continuare ad osservare le prescrizioni alimentari, la circoncisione, il riposo del sabato ?”

    2. Risposta:

    a) Commette grave peccato l’ebreo che, essendosi convertito, continua l’osservanza delle prescrizioni alimentari e rituali mosaiche, e della circoncisione.

    b) Eccezioni: non commette peccato, se si assoggetta a queste pratiche per motivi di carità. Si tratta dei casi della cosiddetta “Esimente Paolina”, che sono raccontati da San Luca in Atti degli Apostoli (sono precisamente due: la circoncisione di Timoteo e l’episodio del nazireato)

    3. Fonte del Magistero

    Atti del Concilio Ecumenico 1431-1437, Bolla d’Unione fra Chiesa Cattolica e Chiesa Copta “…La sacrosanta Chiesa Romana …crede fermamente, conferma e insegna che le prescrizioni legali dell’antico Testamento, cioè della legge mosaica, che si dividono in cerimonie, santi sacrifici e sacramenti proprio perché istituite per significare qualche cosa di futuro, benché fossero adeguate al culto divino in quella età, venuto, però, nostro signore Gesù Cristo, da esse significato, sono cessate e sono cominciata i sacramenti della nuova alleanza. Chiunque avesse riposto in quelle la sua speranza e si fosse assoggettato ad esse anche dopo la passione, quasi fossero necessarie alla salvezza e la fede nel Cristo non potesse salvare senza di esse, pecca mortalmente. Non nega, tuttavia, che dalla passione di Cristo fino alla promulgazione evangelica, esse potessero osservarsi, senza pensare con ciò minimamente che fossero necessarie alla salvezza. Ma da quando è stato predicato il Vangelo, esse non possono più osservarsi, pena la perdita della salvezza eterna. Essa, quindi, dichiara apertamente che, da quel tempo, tutti quelli che osservano la circoncisione, il sabato e le altre prescrizioni legali, sono fuori della fede di Cristo, e non possono partecipare della salvezza eterna, i meno che non si ricredano finalmente dei loro errori. Ancora, comanda assolutamente a tutti quelli che si gloriano del nome di cristiani, che si deve cessare dal praticare la circoncisione sia prima che dopo il battesimo perché, che vi si confidi o meno, non si può in nessun modo praticarla senza perdere la salvezza eterna…”

  158. bo.mario scrive:

    Mauro vedo che porti pazienza. Enrico non si è ben capito che parte esegue in commedia. Il defender a tutti i costi?. Lui ne sa di cose e poi, nei ragionamenti, si comporta come avesse la patente ma non la macchina. Sarebbe un buon interlocutore, quando cambierà.
    Un saluto e buona serata.

  159. AS scrive:

    1. Questo
    2. Risposta
    3. Fonti

    1. Quesito di Marina: Cosa intende dire Benedetto XVI, quando afferma che “Israele conserva la sua missione” ?

    2. Risposta

    L’Israele cui il Papa si riferisce parlando di missione è la Chiesa…ma è anche “..i Giudei” ! Come possono esistere due “Israele” ? E come possono esistere due “missioni” ?

    Ciò è possibile, perché il concetto di “Israele” è allo stesso tempo storico (non in senso di passato, ma in senso di “secolare”) e mistico. Israele è, infatti, il “Popolo di Dio”.

    Da Abramo a Gesù, il Popolo di Dio è rappresentato dall’insieme dei discendenti del patriarca, uniti dalla fede in un unico e solo vero Dio e dal segno visibile della circoncisione. Questo è l’Israele secolare e mistico dell’Antico Testamento.

    Da Gesù in poi, il Popolo di Dio è l’insieme dei battezzati. Questo è il nuovo Israele, secolare e mistico, che prende il posto, quale sacramento di salvezza per l’umanità, dell’Israele dell’Antico Testamento (è la “dottrina della sostituzione”).

    Tuttavia, la comunità dei discendenti di Abramo nella carne non cessa completamente di essere “Israele”. Ha perso quel “quid pluris” mistico, che di un semplice popolo fa “Popolo di Dio”, ma esiste ancora come entità secolare, non è scomparso. Resta, quindi, come afferma anche San Tommaso, molti secoli prima del Concilio Vaticano II, “ordinato”, ossia “in rapporto” al “Popolo di Dio”, del quale può entrare a far parte attraverso il battesimo.

    E’ questo rientrare a far parte che fa dire all’Apostolo San Paolo che allora “…anche il resto di Israele..” ossia quello ormai soltanto secolare, “..sarà salvato..” ossia tornerà a far parte del “Popolo di Dio”, dell’Israele secolare e mistico. Che è, poi, il “Vero Israele” nel senso di pienezza e complementarità della sua realtà secolare e di quella mistica.

    Non è, quindi, contraddittorio o sbagliato attribuire ai cattolici ed agli ebrei il nome di “Israele” se si ha ben presente (e certamente il Papa lo ha) la differenza di significato tra “Popolo di Dio” (solo i cattolici) e “..resto d’Israele..” che non è più parte del Popolo di Dio ma può tornare ad esserlo se si convertirà.

    Fatta questa premessa, vengo alla missione. Ho spiegato, cara Marina, che esistono due Israele: uno è quello che esiste oggi, nella pienezza della realtà secolare e del suo profilo mistico, e che è la Chiesa. L’altro è quel residuo di discendenti di Abramo nella carne, che ha perso la sua appartenenza al Popolo di Dio, ma che conserva la possibilità di riacquisirla.

    La missione della Chiesa è quella di evangelizzare tutti i popoli. Di questo Vero Israele, con ragione il Papa dice che esso “conserva la sua missione”, ma che non deve preoccuparsi se il “Resto d’Israele”, ossia i Giudei, non si convertono. Conservare la missione significa che la Chiesa deve continuare a proporre con l’insegnamento e con l’esempio dei suoi membri la Parola di Gesù a chiunque. Non preoccuparsi significa, non riporre fiducia nei propri mezzi umani per la conversione dei Giudei. Bensì, confidare nella potenza di Dio in questa come in ogni altra cosa.

    Ma il Papa dice che che i Giudei, ossia il “..resto d’Israele..” ha una missione. Il Papa definisce, infatti, correttamente i Giudei “una predica vivente” che richiama “..la Passione di Cristo..”. Sono le stesse parole che troviamo in tante omelie dei Padri della Chiesa. Infatti, i Giudei offrono, attraverso il rifiuto di Gesù, la dimostrazione che Egli si è rivelato come Dio. Essi non rifiutano Gesù per i profili etici del suo insegnamento, ma perché Egli si è presentato come Autore della Legge, ossia come Dio. Nessuno può, dunque, essere miglior testimone dei Giudei che Cristo non è stato un semplice filosofo, o un rivoluzionario, o un mito, perché essi stessi dicono di Lui a Pilato che “si è fatto figlio di Dio” e che per questo motivo merita di morire. Essi, nel loro rifiuto, testimoniano, quindi, che Gesù si è veramente rivelato come Dio e che la sua “divinizzazione” non è frutto di elaborazioni tardive dei cristiani. Sono chiamati per questo da Sant’Agostino in poi, il “popolo testimone”.

    Questa missione del “resto d’Israele” ossia dei Giudei, ovviamente, non è volontaria, mentre lo è quella del “Popolo di Dio”.

    3. Fonti

    Leggi con attenzione l’Omelia 354 di Sant’Agostino e confronta i contenuti con il primo libro del Papa su Gesù e poi con quelli del secondo. Leggi anche bene la costituzione del Concilio Vaticano II Lumen Gentium.

  160. Cherubino scrive:

    “Ma Cherubino l’ha negata, sottolineando, o volendo far intendere che l’ebraismo abbia in sè “forza di salvezza”.”

    La cosa più squallida è stravolgere le obiezioni che vengono opposte e mettere in bocca agli altri cose mai dette.
    Io non ho mai nè detto nè fatto intendere ciò che lei dice.
    Le sue categorie poi sono del tutto inadeguate. L’ebraismo non ha in sè “forza di salvezza”. Mi sta benissimo, anche perchè neanche il cristianesimo “ha in sè” forza di salvezza. Cosa vuol dire “avere in sè” ? Sono mica riti magici che mettono una salvezza nel potere degli uomini ?
    Lei ha una visione della Grazia del tutto materiale. E’ Dio che salva per mezzo di strumenti sacramentali e, se vuole, anche non sacramentali. Lo Spirito Santo opera in modo privilegiato nei sacramenti cristiani, ma non è certo costretto ad agire solo attraverso di essi. E in sè non ha neanche bisogno di strumenti, potendo dare salvezza senza alcuna mediazione e per un atto gratuito e diretto nell’anima. Lei mostra di non avere alcuna conoscenza di teologia spirituale, oltre che sacramentaria. Diffonde un’idea “partitica” della Chiesa, corpo mistico di Cristo.
    E dai giochini retorici che usa devo concludere che lo fa in malafede. Veramente penoso.

  161. Marco N. scrive:

    “…E’ Dio che salva per mezzo di strumenti sacramentali e, se vuole, anche non sacramentali….”

    La Congregazione per la Dottrina della Fede dovrebbe conoscerle queste cosette: ogni tanto una barzelletta fa buon sangue.

    Perchè non la manda a Mons. Levada, Cherubino?

  162. enrico scrive:

    @ Mauro

    Le fonti non sono quello che lei legge su wikipedia, wikipedia e scritta dagli utenti della rete e se lei pone attenzione quando vi è una preposizione talvolta si imbatte in un indice che rimanda ad un documento o ad una fonte che può essere primaria, secondaria etc etc.
    Ecco quelle sono le fonti o i documenti di cui sto parlando.
    Ancora attendo il passo citato da una fonte o un documento che rimandi al rogo nel merito del Sinodo di Verona.
    Finora non vi è traccia in ciò che ha riportato.

    Riguardo alle sue elocubrazioni sulla Geenna, che già ci ha proposto, questa idea che il rogo fosse per impedire la risurrezione è citata ad esempio nello stesso wiki “morte sul rogo” che lei ha visitato ma…guarda caso…senza fonte, sempre a questo proposito chissa dunque che fine han fatto i martiri cristiani bruciati da Nerone oppure come mai la Chiesa abbia fatto Santa Giovanna d’Arco morta sul rogo e dunque secondo lei distrutta anima e corpo.

    Secondo il credo del Maurismo certamente Giovanna d’Arco non può esser Santa poichè distrutta anima e corpo.

    Il problema è che il Maurismo non esiste se non per il signor Mauro.

    Io le chiedo le fonti perchè è arcinoto che esistono siti dediti ad un esercizio contro culturale a cui approvvigionarsi di menzogne anticattoliche.
    Lei mi citi fonti primarie e documenti e io li considererò senz’altro.

    Lei può elucubrare su divieti imposti alla chirurgia durante il medioevo causa la Chiesa poichè per lei i nomi Guglielmo da Saliceto, Lanfranco da Milano e Guy de Chauliac sono sconosciuti, e se un sito di medicina parla di storia della medicina e scorda questi nomi, che erano contemporaneamente chierici e chirurghi, lo fa o per mala fede, cosa assai probabile o per ignoranza.

  163. Cherubino scrive:

    oltre tutto Stefano78 come altri invece di obiettare con argomenti si limita a stigmatizzare come se venissero dette delle eresie.
    Perchè allora non prova a spiegare come mai all’ebreo che viene battezzato non viene richiesta la rinuncia agli idoli che viene richiesta a chi proviene da altre religioni ? Perchè invece di fare la parte dello scandalizzato non prova a dire perchè un ebreo dovrebbe smettere di essere ebreo diventando cristiano, quando Gesù ha detto di non essere venuto ad abolire la Legge (Torah) ma a darle compimento ?
    E poi che grande contraddizione: prima si condannano gli ebrei per non aver riconosciuto in Gesù il Messia promesso agli ebrei, poi se un ebreo lo riconosce si dice che deve rinunciare ad essere ebreo. Veramente illogico.
    Del resto vediamo anche negli Atti degli Apostoli come la prima Chiesa di Gersualemme continuasse ad usare ritualità ebraiche. Poi venne precisato che esse non erano obbligatorie, quindi i non ebrei non erano tenuti alla circoncisione e alle altre regole rituali, ma esse non vengono neanche negate.
    S. Paolo per ribattere ad alcuni, ricorda che egli era circonciso, ebreo per stirpe e per educazione. Egli chiama gli ebrei la radice dell’olivo su cui sono stati innestati rami rappresentati dai credenti pagani. Egli cita tutte le istituzioni ebraiche con grandissima devozione, indicandole come doni di Dio per nulla passati: “Essi sono Israeliti e possiedono l’adozione a figli, la gloria, le alleanze, la legislazione, il culto, le promesse, 5i patriarchi; da essi proviene Cristo secondo la carne, egli che è sopra ogni cosa, Dio benedetto nei secoli. Amen.” … “Io domando dunque: Dio avrebbe forse ripudiato il suo popolo? Impossibile! Anch’io infatti sono Israelita, della discendenza di Abramo, della tribù di Beniamino. 2Dio non ha ripudiato il suo popolo, che egli ha scelto fin da principio.” (Romani 11)

  164. Cherubino scrive:

    povero Marco… si vede che per lei la Lumen gentium è una barzelletta !

    “Infatti, quelli che senza colpa ignorano il Vangelo di Cristo e la sua Chiesa ma che tuttavia cercano sinceramente Dio e coll’aiuto della grazia si sforzano di compiere con le opere la volontà di lui, conosciuta attraverso il dettame della coscienza, possono conseguire la salvezza eterna [33]. Né la divina Provvidenza nega gli aiuti necessari alla salvezza a coloro che non sono ancora arrivati alla chiara cognizione e riconoscimento di Dio, ma si sforzano, non senza la grazia divina, di condurre una vita retta. Poiché tutto ciò che di buono e di vero si trova in loro è ritenuto dalla Chiesa come una preparazione ad accogliere il Vangelo [34] e come dato da colui che illumina ogni uomo, affinché abbia finalmente la vita.”

  165. Marco N. scrive:

    Pur citandola( a sproposito), Lei, Cherubino confonde la Lumen Gentium con la “Vispa Teresa”.

    Sempre pazzariello il Cherubino, sempre sempre.!

  166. anniballo scrive:

    @ ENRICO E L’ASSENZA DI VOLIZIONI….
    Caro Enrico, Lei -non so perchè- accede ad una comprensione alquanto distorta delle affermazioni altrui e si dimostra incline a repliche o parziali o fuori bersaglio.
    Per esempio, alludendo all’universo, non intendevo riferirmi ad “ideologie panteiste” , (come si fa a non capirlo?) Intendevo riferirmi ad un Universo gelido ed indifferente in quanto non ospitante alcuna Volontà Superiore.
    Poi, la mancanza di rispetto. Ho già detto e ripetuto che non metterei bocca negli affari dei credenti se costoro, al contrario, non pretendessero di intervenire nella vita di tutti cercando di conformare l’intera società ai soli schemi che essi credono giusti. Abbiamo una chiesa, in questo Paese, che pretende di dirci come dobbiamo nascere, come dobbiamo agire, come dobbiamo vivere la nostra sessualità, e come dobbiamo morire. E, fino a qualche decennio fa, anche cosa dovevamo leggere, per dirne un’altra. E che ,da quando nasciamo, seguita a riempirci di sensi di colpa,per dirne un’altra ancora.
    Non sono gli atei,dunque, che dimostrano poco rispetto per i credenti, è vero piuttosto il contrario. Anche perchè le credenze sono basate su teoremi immaginari e non verificabili e credere per credere non è una virtù (come si pretende). Ognuno ha il diritto di credere a ciò che vuole ,certo, ma non deve plasmare autoritariamente la vita degli altri, come è accaduto in Italia dalla Controriforma in poi.
    La Sua teoria sugli eventi naturali,poi, è superficiale, miope,frettolosa, indulgente,sommaria e ridicola. La questione non è affatto il nucleo di metallo fuso o non fuso, ma è come funziona la Natura spietata, costruita secondo le leggi meravigliose del Dio misericordioso, nella cui adorazione contemplativa siamo stati educati. E che non sono,in realtà, nè meravigliose nè misericordiose, ma atroci e spietate, come nessun pazzo mai avrebbe potuto inventare senza essere accusato di essere un carnefice odioso.
    Infine, lo so anche io che “morir bisogna” e che, sennò, staremmo strettini; ma un Dio misericordioso (visto che Gli è piaciuto crearci senza che nessuno glie lo avesse domandato) potrebbe almeno mostrare la sollecitudine di evitare le forme maggiormente penose ed atroci per far soccombere le Sue misere creature, uomini ed animali.
    E’ superficiale lodare Dio quando “nutre i gigli del campo” , ma non dire quale universale dolore opprime i disgraziati viventi, costretti a divorarsi tra loro per sopravvivere in un circuito spietato di creazione e distruzione, che non è una gioia per nessuno.

  167. Cherubino scrive:

    Vispa Teresa ? Ma lei sta sragionando… o pesta qualche tasto a caso giusto perchè vorrebbe ribattere ma non sa cosa dire.

  168. Marco N. scrive:

    :-)

  169. mauro scrive:

    Caro enrico,

    letto il suo discorso, wikipedia è un sunto di piu’ fonti e dunque se lei me le ha contestate, non posso fare che altrettanto. Cerchi altrove come ho fatto io sul decreto di Verona del 1184.
    Sul Barbarossa che metteva al rogo per la Chiesa è sufficiente indietreggiare nel tempo al 1155 quando Arnaldo da Brescia (oppositore della Chiesa), catturato dalle truppe del Barbarossa mentre fuggiva da Roma e consegnato nelle mani del Papa, venne appeso alla corda fino alla morte, poi per timore che attorno al suo corpo nascesse un culto venne arso al rogo e le sue ceneri furono disperse nel Tevere. Non mi scriva che go scritto che lo fece il Papa ma fu il Papa a volerlo dal Barbarossa, probabilmente sapendo che era solito usare il fuoco contro i suoi nemici, villaggi compresi.

    Sulla Geenna il Vangelo è piu’ che chiaro: evitare di essere uccisi perchè se nessuno provvede alla sepoltura il proprio corpo verrà bruciato (per evitare epidemie, così come funsionava la Geenna) e con esso muore l’anima. Sarebbe sufficiente che lei conoscesse che nel paganesimo il fuoco dava l’immortalità (ed è così ancora oggi per alcune filosofie orientali per quel bruciare i corpi, ma anche gli indiani d’America, dall’altra parte dell’oceano) per cui il cristianesimo svuotò il fuoco di tale significato attribuendo ad esso la mancanza di poter raggiungere l’eternità. Nel cristianesimo è l’acqua che conduce all’eternità in quanto segno di conversione dal paganesimo.
    Se lei crede che chi fu bruciato al rogo possa entrare nell’immortalità appartiene a tali religioni ma non al cristianesimo.

    Guglielmo da Saliceto (medico medioevale del XIII secolo), ha trattato essenzialmente la cura da ferite da arma (era dotato di una notevole maestria nel togliere le frecce ) e l’estrema accuratezza con cui riusciva anche a disagnosticarne la pericolosità lo portarono a scrivere di chirurgia dove la parte principale era dedicata a diagnosticare la pericolosità dell’evento, in base alla parte del corpo lesa, e la cura che sarebbe potuta seguire. Era un psysician piu’ che un empiricus.

    Lanfranco da Milano era un chierico ribellatosi alla Chiesa, allievo di G. Da Saliceto.

    Guy de Chauliac invece, è tutt’altra storia. Fu medico personale di Papa Clemente VI durante il soggiorno nella Sede di Avignone, oltre che canonico, e fu autorizzato dallo stesso nel 1340, con un atto straordinario, a compiere l’autopsia dei malati per conoscere i motivi della peste che imperversava. Tali pratiche gli permisero poi di scrivere trattati di chirurgia che ebbero notevole fama. E’ considerato per tale ragione il massimo empiricus del tempo.

  170. Stefano78 scrive:

    @Cherubino.

    Se si schifasse di meno e leggesse di più si accorgerebbe di due belle virgolette (“) che precedono e seguono la frase “forza di Salvezza”. E’ un concetto che non si può sintetizzare ed ho usato le virgolette per far capire il senso LATO della frase.

    Ma se uno legge con “squallore” certamente il senso gli scivola addosso.

    Come ripeto: non sono affatto scandalizzato da nulla. Ho detto cosa con coerenza abbia pensato di analizzare il Papa. Tra l’altro ho acquistato il libro e mi sono accorto, come al solito, di quanto poca giustizia gli abbiano fatto le anticipazioni, tutte inizialmente tese a focalizzre il testo su poche frasi che riguardano gli Ebrei! Con tutto ciò che è presente nel libro. Come nelle anticipazioni successive sempre si è teso ad allisciare mediaticamente certe categorie di pesniero “cattoliche”, che, guarda caso, sono sempre le stesse!

    In ogni caso, il problema non è mai stato per me come avviene la conversione dell’Ebreo. Ebbene, l’Ebreo non deve abiurare alla Legge e ai Profeti ma alla sua interpretazione. Non si puà chiedere l’abiura a chi conserva la promessa. Ma il punto non è questo. Il punto è in ciò che lei allude. Lei fa delle allusioni e fa anche delle analisi che poi dice di non aver mai fatto. Ma la sua risposta, quando inizialmente ho scritto l’interpretazione paolina di quella CITAZIONE che ha fatto il Papa (infatti quelle non sono parole del Papa ma sono frutto di una duplice citazione. Prima di quella il Papa ha citato S. Bernardo. Ma di quella citazione nei media non c’è traccia!), è ben visibile!

    Per cui: per quandto la Chiamata di Dio sia irrevocabile, l’ebraismo non salva. Perchè quella Chiamata ha dato una risposta. A quella occorre credere.

    Il mio dire “avere in sè forza di salvezza” è riferito al Cristianesimo in quanto tale. E’ l’unica religione che Salva. Perchè in essa vi sono i mezzi, unici, per la SAlvezza. Questo è quanto. Nessuna religione ha questi mezzi. E i “raggi di verità” non sono essi stessi strumenti di salvezza perchè la loro funzione (Vaticano II docet) è quella di portare alla pienezza della Verità che salva.

    Le “ipotesi” che spesso si fanno, anche se non sono relativismo, possono portarci a questo in un attimo!

    E siccome si parla della anime, la prudenza sarebbe d’obbligo.

  171. Stefano78 scrive:

    Tra l’altro, leggendo il libro, l’interpretazione di AS prende sempre più corpo.

    Il Papa dice chiaramente che la Nuova alleanza ha SOSTITUITO l’ Antica. Lo dice continuamente e ne focalizza i motivi.

    Nel libro è CHIARO che gli antichi usi sono DECADUTI e la Verità prende il posto dell’Ombra di essa. E ripeto: il Papa dice continuamente che l’Antico è stato SOSTITUITO e SUPERATO dal Nuovo ed eterno testamento.

    Ma di questi brani nei media non c’è traccia!

  172. marina scrive:

    scusi AS può essere più preciso?

    a) Commette grave peccato l’ebreo che, essendosi convertito, continua l’osservanza delle prescrizioni alimentari e rituali mosaiche, e della circoncisione.
    …..
    Ma se non lo fa va incontro alle maledizioni dei rabbini,infatti la religione ebraica permette di diventare cristiani pur rimanendo ebrei(mentre un ebreo non può solo diventare cristiano).Come è possibile osservare 2 religioni così divrese contempèoraneamente?

    b) Eccezioni: non commette peccato, se si assoggetta a queste pratiche per motivi di carità. Si tratta dei casi della cosiddetta “Esimente Paolina”, che sono raccontati da San Luca in Atti degli Apostoli (sono precisamente due: la circoncisione di Timoteo e l’episodio del nazireato
    …………..
    L’ebreo non commette peccato se queste pratiche le fa per motivi di carità…un uomo che si circoncide ,che carità fa? Mah

  173. macv scrive:

    Cherubino se hai letto il libro del PAPA,vi si dice chiaramente che prima di Cristo nel Tempio di Gerusalemme si offriva in sacrificio a Dio il sangue degli animali sacrificati come espiazione dei peccati.. dopo la venuta di Cristo il sacrificio di espiazione del tempio è stato abolito..Gesù è diventato l’agnello sacrificale che toglie i peccati del mondo . dopo questo epocale avvenimento (cito dal libro del Papa pag 51)
    Se Paolo applica la parola ” hilasterion” a Gesù, indicandolo come il coperchio dell’Arca dell’alleanza e quindi come il luogo della presenza del Dio vivente, allora l’intera teologia veterotestamenteria del culto (e con essa le teologie del culto di tutte le religioni) viene “abolita” ed insieme innalzata ad un altezza totalmente nuova. Gesù stesso è la presenza del Dio vivente, il Lui Dio e uomo, Dio e mondo sono in contatto, in Lui si realizza ciò che il rito del giorno dell’Espiazione (Yom kippur) intendeva esprimere”
    Il papa aggiunge anche “Tutto ciò per noi oggi è difficile da capire”
    se gli ebrei di oggi festeggiano ancora Yom kippur vuol dire che non sono cristiani, vuol dire che non hanno capito la svolta, il cambiamento epocale che la venuta di gesù Cristo ha portato nel mondo. quindi non è vero dire che gli ebrei non hanno bisogno di conversione. ne hanno bisogno come qualunque altro uomo, perchè solo comprendendo il mistero di Cristo e il suo sacrificio , che ha ABOLITO i vecchi riti e sacrifici, si entra nella salvezza

  174. enrico scrive:

    @ Annibalo

    “Abbiamo una chiesa, in questo Paese, che pretende di dirci come dobbiamo nascere, come dobbiamo agire, come dobbiamo vivere la nostra sessualità, e come dobbiamo morire. E, fino a qualche decennio fa, anche cosa dovevamo leggere, per dirne un’altra. E che ,da quando nasciamo, seguita a riempirci di sensi di colpa,per dirne un’altra ancora”

    La Chiesa afferma quanto ha il compito di custodire come lascito, Annibalo, lei non ha affatto obbligo alcuno ad attenervisi, eccettuato per i punti in cui collima con le leggi dello Stato, dunque non dica fesserie.
    Sarebbe d’uopo rimembrarle che invece la libertà di culto non è avvenuta in alcun paese dove l’ideologia ateo-materialista è assurta a dogma, come ad esempio l’Albania o gli stati ex comunisti.
    Tuttora gli atei dimostrano il loro rispetto verso l’altrui pensiero nella tipologia di commenti che si leggono sui siti da loro creati.

    “La Sua teoria sugli eventi naturali,poi, è superficiale, miope,frettolosa, indulgente,sommaria e ridicola”

    Mi aspettavo ancora qualche aggettivo più ficcante.
    Certo che è sorprendente imputare a Dio l’essere spietato quando se Dio esiste è evidente che la creazione ha un fine a cui tende, e che nulla del creato è indifferente a Dio.
    A parte l’uomo che ha la libera volontà di sceglierlo o rifiutarlo infatti anche il creato tende a Dio.
    Infatti
    «la creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità … e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» [Rom 8,19-20].

    Dunque è del tutto illogico imputare a Dio una crudeltà inutile poichè postulato il Dio della religione cristiana tutto ha un fine cui tende uomo e creato.

  175. anniballo scrive:

    Naturalmente, con ENRICO, siamo nuovamente in presenza di un approccio frettoloso, essendo vero solo teoricamente ciò che egli scrive.
    Dico questo perchè l’obbligo di attenersi alle prescrizioni non esiste in quanto esplicita affermazione, ma diventa -di fatto- inevitabile allorchè ci si muove all’interno di una volta mentale cattolica totalizzante ed avvolgente, che penetra anche in ambiti apparentemente i più diversi e lontani dalla prassi puramente spirituale.
    Inoltre, questo è vero solo da pochi decenni; quando la coscienza laica non aveva ancora acquisito la forza di rivendicare spazi e diritti diversi da quelli ufficialmente approvati, si rischiava grosso, egregio amico : si rischiava grosso ad indagare l’anatomia di un cadavere, per esempio; si rischiava grosso a tenere in casa libri proibiti, si rischiava grosso persino a confessarsi (quando si pretese la delazione all’autorità giudiziaria di eventuali dati compromettenti appresi in confessione).
    E dove la mettiamo, ancora, la famosa alleanza tra trono ed altare? E dove i roghi, dove le condanne al patibolo, dove le attività del boia papalino? E dove l’immensa, capillare, pressione sociale che emarginava ogni disgraziato che non si uniformasse ai dettami etici e morali dominanti, imposti dall’esteriore conformismo cattolico? Dove la feroce,plurisecolare omofobia e sessuofobia che hanno infelicitato centinaia di generazioni?
    Il superamento era ,certo, teoricamente possibile; ma solo a prezzo di affrancamenti difficoltosi resi ostici e minoritari fin dalla semplice presa di coscienza!
    Infine, non mi parli più del comunismo, che è passato duramente sulla mia stessa pelle per motivi familiari e che considero ancor più insopportabile delle dittature interiori diffuse da noi.
    (Con una eccezione,però: tutte le persone che ho conosciuto nell’est europeo comunista, avevano -almeno- grande curiosità intellettuale e grande cultura, e soffrivano molto per la preclusione al libero accesso ai libri. Nessuno considerava,come qui, il libro un oggetto curioso , buono tutt’al più per pareggiare le gambe ineguali di un tavolo. La mia prima moglie, che veniva da una capitale sovietizzata con la forza, si meravigliò fino allo spasimo, constatando che ,qui, da noi, le librerie erano sempre vuote. “Che ve ne fate della vostra libertà?” era la sua domanda.
    Ed io le replicavo che la usavamo per andare in pellegrinaggio a San Giovanni Rotondo, cosa per la quale la cultura non serve, anzi è di ostacolo).
    Anche Lei, caro Enrico, pare assai disabituato alla lettura; non foss’altro che perchè corrispondiamo da mesi ed ancora non ha letto con esattezza il mio cognome.
    Speriamo nel futuro!!

  176. AS scrive:

    Cara Marina,

    un ebreo che abbracci il cristianesimo è perfettamente consapevole di non agire in conformità all’insegnamento dei rabbini. Per cui, certo mette in conto la possibilità che la stessa sua comunità d’origine lo respinga. Ma ciò accade anche ad un cristiano che si faccia ebreo o islamico: la conversione è sempre una scelta che comporta anche distacchi dolorosi.

    Quanto alle maledizioni, vere o presunte, nelle quali possa incorrere, non vedo come possano preoccuparlo, se si è convertito. Primo perché è un figlio di Dio. Secondo, perché solamente alla Chiesa è dato il potere di legare o di sciogliere sulla Terra e nel Cielo, non ai rabbini, ai monaci tibetani, agli imam, o ai sacerdoti delle cento altre fedi che ci sono sul pianeta.

    La prego, non cada nella superstizione: Dio ha potere su tutto e su tutti, anche sul demonio. Si figuri se permette che un esponente di una religione non cristiana compia con successo atti che implichino il coinvolgimento di forze sovrannaturali in danno della fede in Cristo.

    Si ricordi anche che Gesù, alla vigilia della Sua Passione, prega il Padre affinché i suoi discepoli siano preservati “dal mondo”, pur essendo “nel mondo”. Pensi un pò se il Padre non esaudisse il Figlio….! Se un suo figlio morente, a lei che è forse mamma, dicesse “proteggi i miei amici dal male”, lei non li adotterebbe, forse, nel suo cuore, come figli suoi ? Immagini questo e pensi che cosa il Padre ha fatto, quando Gesù lo ha pregato così.

    Coraggio, non dipingiamo fantasmi.

    Circa la carità, legga Atti degli Apostoli: vedrà lì che i motivi per i quali San Paolo fa circoncidere il battezzato Timoteo sono chiarissimi e sono, appunto, assolutamente leciti in quel caso. Idem per il nazireato.

    Grazie dell’attenzione.

  177. Reginaldus scrive:

    #caro Andrea

    “Nel tempo in cui la violenza della tempesta raggiungerà il suo massimo, quando la chiesa resterà SENZA GUIDA, quando il Sacrificio incruento sarà cessato dappertutto, e tutto sembrerà umanamente perduto, San Giovanni ci dice che…” (e qui l’autore viene a introdurre il discorso dei due testimoni, che esula da questa discussione…).Ciò che invece qui interessa è la prospettiva di una chiesa SENZA GUIDA, di una chiesa senza Sacrificio… Assurdità teologiche? No, perché il libro da cui traggo queste parole è la raccolta delle conferenze che il Padre Charles Arminjon tenne nella cattedrale della sua città, nel sud-est della Francia, conferenze e libro tenute e pubblicate sotto il segno dell’approvazione della Chiesa ( il libro vide la luce nel 1881, e non ci sono dubbi che allora la chiesa fosse più che attenta al rispetto della più stretta ortodossia dottrinale….). Se anche questa profezia dell’autore si dovesse prendere come semplice possibilità, una possibilità teologica significherebbe un nulla osta a che quella possibilità si verifichi…. E nel caso, la chiesa non sarebbe per questo soggetta al prevalere delle “porte degli inferi” , che da alcuni – e cito a memoria non riuscendo ora a trovare il riferimento preciso – identificano esattamente nei NEMICI INTERNI alla Chiesa, in quei famosi “falsi apostoli” “ operai finti”, in quei “falsi profeti bugiardi maestri”, di cui parlano San Paolo (2Cor,1112-15) e San Pietro (2Pt2,1-2).

  178. enrico scrive:

    @ Mauro

    Sarebbe interessante citare qualche fonte del I o II secolo dC ,ad esempio qualche padre della Chiesa, che corrobori questa interpretazione della Geenna.
    Almeno un rigo sulla terribile sorte dei martiri cristiani condannati a morte e pure alla distruzione di anima e corpo causa il suplizio al rogo (Nerone), ma non vi è traccia.

    Al di là di queste divertenti interpretazioni lei cita Lanfranco da Milano “ribellatosi alla Chiesa” citazione che trova su un sito di tal Raimondo G. Russo, sito che cita fonte alcuna.
    Infatti di codesta ribellione non vi è traccia alcuna ricercando in Internet.
    Segue a ruota il sito “notiziario on line della facoltà di medicina e chirurgia dell’università di Firenze” dove si legge
    ” La Chiesa stessa era contraria alla ricerca anatomica sul corpo dei defunti, considerando il corpo, santuario dello spirito, inviolabile anche dopo la morte, in attesa della redenzione”
    Ebbene basta usare una iota di logica per capire che si tratta di una scemenza scritta o per pregiudizi ideologici o per ignoranza.
    Infatti se la problematica fosse stata legata all’inviolabilità del corpo causa redenzione, come si spiegherebbero tutte le reliquie dei Santi che proprio in quel periodo abbondavano in Europa.
    Esiste forse corpo più Santo di quello di un Santo?
    Si potrebbe ricordare a coloro che hanno scritto queste righe la dissezione post mortem di S.Chiara da Montefalco (1)
    (1) Katharine Park, The criminal and the saintly body, il racconto viene riportato citando Enrico Menestò, ed., con Silvestro Nessi, Il processo di canonizzazione di Chiara da Montefalco. Scandicci (Firenze), 1984

    Navigando in Internet si trova di tutto ma basta usare il cervello per capire se chi ha scritto qualcosa lo utilizza o si limita a ripetere slogan

  179. enrico scrive:

    @ Anniballo

    Anniballo bello io non ho affatto paura della cultura anzi, di una cattiva cultura sì, ma giustamente ognuno ha la libertà di scegliersi i propri punti di riferimento.
    Volevo risponderle puntualmente, su certe tematiche, l’ho già fatto sulla chirurgia indirettamente, ma capisco la sua frustrazione nel vedersi smontato il suo dogma dell’indifferenza di Dio verso il resto del creato così lasciamo stare.

  180. mauro scrive:

    Caro Enrico,

    che senso avrebbe il suo “La Chiesa afferma quanto ha il compito di custodire come lascito, Annibalo, lei non ha affatto obbligo alcuno ad attenervisi, eccettuato per i punti in cui collima con le leggi dello Stato, dunque non dica fesserie.” quando Gesu’ divise il potere di Dio da quello dell’uomo ma anche scacciò i mercanti dal tempio perchè quello non era il luogo per i loro commercio, così come nel Vangelo vi è l’obbligo , per ogni uomo, di osservare le leggi del proprio popolo (oggi nazione) che collima con Gesu’ che dicendo che non era venuto a sovvertire le Leggi, ma a far si che venissero applicate, indicava Leggi già presenti nel popolo che venivano disattese e non nuove Leggi (l’azione del sovvertire) da rispettare.

    Il mandato della Chiesa, qualora vi fosse, è quello di convertire dal paganesimo (o idolatria), sempre che sia presente, facendo conoscere all’uomo che vi è un unco Dio che ha promesso la vita eterna etc., ovvero un mandato spirituale , motivo stesso della predicazione di Gesu’.

    “«la creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità … e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio» [Rom 8,19-20].

    Tale pensiero è rivolto all’uomo e dunque caducità e corruzione a lui si riferiscono in quanto rappresentano la vita finita nel tempo e l’impossibilità di ottenere la vita eterna, in quanto pagani. E la liberazione dal paganesimo, ovvero la conversione, permetteranno di ottenere la gloria di essere considerati Figli di Dio, ovverosia il risorgere come avvenne per Gesu’. Ciò è lampante fin dall’inizio “la creazione stessa….” in quanto facendone parte l’uomo stesso, è un altro modo per indicare Chi la creò dal nulla.

    Il suo “.. che nulla del creato è indifferente a Dio” è da fogliettino da mettere solo nei famosi Baci perchè tale passo parla della conversione dell’uomo che porta ad entrare nella gloria di Dio eternamente, alias del BATTESIMO.

  181. mauro scrive:

    Caro enrico, io le ho riportato la fonte primaria, il Vangelo, dove è tutto chiaramente scritto a memoria di tutti. Se lei continua ad interpretare, od accettare l’altrui interpretazione perchè chiede a me un riferimento che già le ho dato?

    “..lei cita Lanfranco da Milano “ribellatosi alla Chiesa” citazione che trova su un sito di tal Raimondo G. Russo, sito che cita fonte alcuna.
    Infatti di codesta ribellione non vi è traccia alcuna ricercando in Internet.”
    La traccia v’è e l’ha trovata e citata lei per primo.

    “Infatti se la problematica fosse stata legata all’inviolabilità del corpo causa redenzione, come si spiegherebbero tutte le reliquie dei Santi che proprio in quel periodo abbondavano in Europa.”

    Era sufficiente andare una iota indietro per leggere quanto già le avevo postato:

    “Le dissezioni erano TOLLERATE (legga bene) dalla Chiesa, nello stesso periodo, quando erano relative alle reliquie religiose tanto da esserne motivo di un autentico mercato.”

    e le aggiungo che le uniche permesse erano quelle sui corpi dei criminali in quanto persone destinate agli Inferi (non Inferno), quindi prive di redenzione.

    Certo che navigando su internet si trova di tutto, anche chi non sa leggere, al pari del Vangelo, i post altrui.

  182. enrico scrive:

    “La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio;essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio. Sappiamo bene infatti che tutta la creazione geme e soffre fino ad oggi nelle doglie del parto; essa non è la sola, ma anche noi, che possediamo le primizie dello Spirito, gemiamo interiormente aspettando l’adozione a figli, la redenzione del nostro corpo.”

    “Tutta la creazione” l’apostolo è molto chiaro Mauro, il suo Maurismo o Maurianesimo non interessa ad alcuno.

  183. enrico scrive:

    @ Mauro

    Capisco le sue difficolta nel comprendere, e la sua mancanza di metodo, ma trovare una frase in un sito è sì una fonte ma certo non è una fonte primaria o un documento a meno che tale sito non rimandi con una nota apposita.
    Dunque quello che scrive codesto Russo ha rilevanza pari a zero.
    “Temini” su internet ve ne sono tanti.
    A me non interessano i suoi “pensieri storici” se non li valida con una fonte.
    Dunque la mia analisi si limitava all’assurdità riportata dal sito on-line della facoltà di medicina di Firenze, vede anche quella è una fonte, non primaria chiaramente, illogica nelle sue affermazioni, da cui lei avrebbe potuto trarre ispirazione.
    Infatti lei stesso ci fornisce le sue brillanti deduzioni ossia:
    la Chiesa permetteva le dissezioni dei criminali perchè destinate agli Inferi ma anche dei Santi per via del commercio delle reliquie.
    Basta avere dunque un grammo di cervello per capire che non vi era alcuna problematica legata all’inviolabilità del corpo in correlazione alla risurrezione…venivano dissezionati i Santi….
    Le problematiche reali erano sorte affatto per abolire dissezioni anatomiche o chirurgia bensì per usanze come quella di bollire i cadaveri ( ad esempio durante le crociate) e riportare le ossa in Patria sepellendole in punti diversi considerati sacri.
    Questa usanza venne definita barbara e così vennero promulgati dei decreti etc etc…

    Prosegua nei suoi sproloqui ma senza di me che ho cose migliori da fare

  184. bo.mario scrive:

    Chissà perchè si confonde sempre cultura e nozionismo? il povero Enrico ancora annaspa per farsi una cultura mentre naviga nel nozionismo di parte. Se hai qualcosa di meglio da fare comincia ad imparare la differenza tra cultura e nozionismo. Ci vuole uno spirito libero che capisce quello che si apprende, sforzati un po. Un saluto.

  185. Cherubino scrive:

    “per far capire il senso LATO della frase” quale lato, A, B, perpendicolare, obliquo ?

    Vede lei continua ad arrampicarsi sugli specchi. Io non sto dicendo che il battesimo non sia il mezzo ordinario di salvezza, quindi non mi attribuisca affermazioni diverse. Ma è Magistero costante che Dio può e vuole dare la Grazia ovunque trovi la fede e il pentimento dal peccato, anche se questi non si siano manifestati con un atto esplicito quale il Battesimo.

    Pio IX Singulari quadam: “Poiché si deve tener per fede che nessuno può salvarsi fuori della Chiesa Apostolica Romana, questa è l’unica arca di salvezza; chiunque non sia entrato in essa perirà nel diluvio. Ma nel tempo stesso si deve pure tenere per certo che coloro che ignorano la vera religione, quando la loro ignoranza sia invincibile, non sono di ciò colpevoli dinanzi agli occhi del Signore. Ora, chi si arrogherà tanto da poter determinare i limiti di codesta ignoranza secondo l’indole e la varietà dei popoli, delle regioni, degl’ingegni e di tante altre cose?”

    Pio IX Quanto conficiamur moerore: “A voi è assai noto che quelli i quali per ignoranza invincibile non conoscono la nostra religione, ma conoscono la legge naturale ed i suoi precetti da Dio scolpiti nei cuori di tutti e sono disposti ad ubbidire a Dio e menano una vita onesta, questi con l’aiuto della luce e della grazia divina possono conseguire la vita eterna; perchè Dio, il quale vede, scruta e conosce le menti, gli animi, i pensieri, le disposizioni di tutti, per ragione della sua somma bontà e clemenza non può assolutamente permettere che sia punito con eterni supplizi chi non sia reo di colpa volontaria.”

    Clemente XI Unigenitus Dei Filius, proposizioni del giansenista Antoine Arnauld condannate:
    6. La differenza fra l’alleanza giudaica e l’alleanza cristiana, consiste nel fatto che Dio in quella richiede la fuga dal peccato e l’adempimento della legge dal peccatore lasciandolo però nella sua impotenza: in questa invece Dio da al peccatore ciò che comanda, purificandolo con la sua grazia.
    7. La grazia è quella voce del Padre che insegna interiormente agli uomini e li fa venire a Gesù Cristo: chiunque a lui non viene, dopo aver udito la voce esteriore del Figlio, non è stato affatto istruito dal Padre.
    29. Al di fuori della chiesa non è concessa nessuna grazia.
    38. Il peccatore, senza la grazia del Liberatore, non è libero se non di fare il male.
    39. La volontà che non è prevenuta dalla grazia non ha nessuna luce, se non per aberrare, nessuno slancio, se non per precipitare, nessuna forza se non per ferirsi, è capace di ogni male e incapace di ogni bene.
    40. Senza la grazia non possiamo amare nulla se non per la nostra condanna.
    41. Ogni conoscenza di Dio, anche naturale, anche nei filosofi pagani, non può venire se non da Dio; e senza la grazia non produce altro che presunzione, vanità e opposizione a Dio stesso, invece che sentimenti di adorazione, gratitudine e amore.
    59. La preghiera degli empi è un nuovo peccato; e quello che Dio loro concede, è un nuovo giudizio su di loro.

    S. Pio V Bolla “Ex omnibus afflictionibus”, errori di Baio:
    25. Tutte le opere di coloro che non credono sono peccati, [26] e le virtù dei filosofi sono vizi.
    27.[28.] Il libero arbitrio, senza l’aiuto della grazia di Dio, è capace soltanto di peccare.
    9.[47B.] E dall’abituale volontà predominante consegue che il bambino che muore senza il sacramento della rigenerazione, quando avesse conseguito l’uso della ragione, in realtà avrebbe avuto in odio Dio, avrebbe bestemmiato Dio e si sarebbe opposto alla legge di Dio.
    68.[65.] L’infedeltà puramente negativa in coloro ai quali Cristo non è stato predicato, è peccato.
    71.[68.] Per la contrizione anche perfetta in forza della carità, unita anche al desiderio di ricevere il sacramento, non viene rimessa la colpa, eccezione fatta per il caso di necessità o di martirio, senza il ricevimento attuale del sacramento.

  186. mauro scrive:

    Caro enrico

    Perchè scrive:”Capisco le sue difficolta nel comprendere, e la sua mancanza di metodo, ma trovare una frase in un sito E’ SI’ UNA FONTE ma certo non è una fonte primaria o un documento a meno che tale sito non rimandi con una nota apposita.” quando lei stesso ha scritto che le avevo fornito una traccia? Difficoltà nel comprendere e cambiamento nel metodo applicato?

    Che l’università di Firenze non sia una fonte primaria lo vada a raccontare ai pari suoi che come lei crederanno che ad insegnare vi siano degli asini.

    “la Chiesa permetteva le dissezioni dei criminali perchè destinate agli Inferi ma anche dei Santi per via del commercio delle reliquie.”

    Non ho scritto quello che lei riporta, ma TOLLEVARA con aggiunto un bel (legga bene) che vuol dire che era VIETATO come qualunque altra dissezione che non riguardasse un criminale ( e le ho fatto l’apprpriata aggiunta perchè comprendesse quali corpi non fossero assogettati a quel divieto), MA per il lustro delle Chiese lo si tollerava e fino a prova contraria se si disseziona vi è anche un commercio di reliquie come è attestato dalle reliquie custodite nelle Chiese.

    L’usanza di bollire i cadaveri per ricavarne le ossa da portare in Patria derivava dal semplice e corretto ragionamento che non potevano tenere un cadavere per lungo tempo esposto all’aria in quanto avrebbe contagiato i crociati. Lo stesso problema lo stanno affontando i giapponesi con migliaia di corpi sepolti dai detriti e non sarà certo un decreto o quant’altro che potrà far annullare le epidemie, sia del Giappone che della Chiesa, così come un comportamento corretto.

    La cosa che dovrebbe fare è ricominciare da capo, ovvero resettarsi.

  187. Marco N. scrive:

    Vede lei continua ad arrampicarsi sugli specchi.

    Egregio Stefano78, se glielo dice un maestro arrampicatore di specchi( e altro) come Cherubino, sicuramente sarà vero.
    Veda di non scivolare dunque.

  188. mauro scrive:

    Caro bo.mario

    la pazienza non è troppa quando incontri persone che vedono solo ciò che a loro fa piacere, autentici edonisti fuori tempo e luogo con una raziocinio che li porta a considerare ciò che dice il sito Web dell’università di Firenze una bufala e conseguentemente asini chi vi insegna (ma anche chi vi esce con un dottorato avendo tali docenti).

    Il bello è che chiede continuamente fonti ma poi quando le fornisci, cosa che feci tempo addietro in altri thread a riprova di quanto scrivevo, gli sputa sopra perchè sono contrari alle due idee.

  189. Simon de Cyrène scrive:

    OT
    Per tutti coloro che desiderano l’apertura di un processo canonico per Shabza Bahtti, il ministro pakistanese morto martire in odore di santità ecco un sito da dove mandare una lettera al vescovo competente:
    http://www.shabaz-bhatti-martyr.org/
    In Pace

  190. enrico scrive:

    Geenna discariche et similia

    Quando IL FIGLIO DELL’UOMO verrà nella sua gloria con tutti i suoi angeli, si siederà sul trono della sua gloria.E saranno riunite davanti a lui TUTTE LE GENTI, ed egli separerà gli uni dagli altri, come il pastore separa le pecore dai capri, e porrà le pecore alla sua destra e i capri alla sinistra. Allora IL RE dirà a quelli che stanno alla sua destra: Venite, benedetti del PADRE MIO, ricevete in eredità il regno preparato per voi fin dalla fondazione del mondo. Perché io ho avuto fame e mi avete dato da mangiare, ho avuto sete e mi avete dato da bere; ero forestiero e mi avete ospitato, nudo e mi avete vestito, malato e mi avete visitato, carcerato e siete venuti a trovarmi. Allora i giusti gli risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo veduto affamato e ti abbiamo dato da mangiare, assetato e ti abbiamo dato da bere? Quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato, o nudo e ti abbiamo vestito? E quando ti abbiamo visto ammalato o in carcere e siamo venuti a visitarti? Rispondendo, il re dirà loro: In verità vi dico: ogni volta che avete fatto queste cose a uno solo di questi miei fratelli più piccoli, l’avete fatto a me. Poi dirà a quelli alla sua sinistra: Via, lontano da me, maledetti, nel FUOCO ETERNO, preparato per il DIAVOLO e per i suoi ANGELI.Perché ho avuto fame e non mi avete dato da mangiare; ho avuto sete e non mi avete dato da bere; ero forestiero e non mi avete ospitato, nudo e non mi avete vestito, malato e in carcere e non mi avete visitato.Anch’essi allora risponderanno: Signore, quando mai ti abbiamo visto affamato o assetato o forestiero o nudo o malato o in carcere e non ti abbiamo assistito? Ma egli risponderà: In verità vi dico: ogni volta che non avete fatto queste cose a uno di questi miei fratelli più piccoli, non l’avete fatto a me. E se ne andranno, questi al supplizio eterno, e i giusti alla vita eterna».

    Cultura nozionismo et similia

    “..Che l’università di Firenze non sia una fonte primaria..”

    Una fonte primaria è un documento creato vicino o durante il fatto che si considera.
    Può dunque essere il sito on-line della facoltà di medicina dell’università di Firenze una fonte primaria della chirurgia medioevale?

  191. cristel scrive:

    Mai lette tante falsità e tante ingiurie alla Verità come in questo libro, ripreso dall’articolo di Tornielli:
    1) la resurrezione di Gesù che il papa dà per scontata, e niente dimostra che lo sia, non è né unica né tampoco la prima; prima di lui vi furono Osiride, Dioniso, Krisna, Mitra etc.etc. I primi passi della cristianità non vennero subito dopo la presunta resurrezione, quando ancora esistevano gli esseni, ma ben dopo e il fatto che i vangeli furono scritti almeno 50 anni dopo la morte di Gesù dovrebbe far pensare.
    2) Gesù, lungi dall’essere un pacifico predicatore, era veramente un rivoluzionario che aspirava al trono d’Israele: “Chi non ha una spada se la procuri”, “Non sono venuto a portare la pace…”, “Non sono venuto che per le pecore smarrite della casa d’Israele” “Sono venuto a portare il fuoco e quanto vorrei che fosse già acceso…”
    3) I cristiani non furono mai perseguitati da nessuno in quanto, nell’epoca in cui si parla, ancora non esistevano, in realtà furono gli esseni ad essere perseguitati e neanche tutti ma solo quelli rimasti fedeli all’ideologia messianico-rivoluzionaria. Per i romani, che tolleravano tutte le religioni per motivi d’opportunità, che senso aveva perseguitare i cristiani solo perché credevano ad una diversa superstizione?
    4) Se i fatti del vangelo sono accaduti davvero come mai questi libri racchiudono una sequela impressionante di imprecisioni, di contraddizioni, di ripetizioni, di assurdità, di ignoranza? Dopotutto i vangeli furono scritti “da testimoni oculari” e da chi “si era perfettamente documentato” sui fatti narrati.
    5) L’eucarestia è un’invenzione postuma: Gesù, nell’ultima cena non disse mangiate il mio corpo, bensì fate questo in memoria di me. Del resto come poteva un ebreo mangiare la carne del proprio Dio? Un’illogicità tremenda!
    6) Sulla questione del male nel mondo Gesù fu totalmente ininfluente: il male c’era prima di lui, durante lui e dopo di lui. Se anche avesse speso una parola in tal senso è rimasta inascoltata e questo non depone a favore di un dio o del suo presunto figlio.
    7) Sul sapere scientifico che non porta alla conoscenza della verità preferisco glissare non ritenendo opportuno commentare una simile affermazione.
    8)Sappiamo bene che Pilato, Anna, Caifa, Erode e tutti gli altri personaggi della scena evangelica nulla c’entrano con le vicende pseudo-storiche di Gesù, se non altro per motivi di (in)congruenze anagrafiche e temporali. Ciò detto, è curioso notare come Ratzinger ci presenti un Pilato sofferto, giusto, ponderato e amante della pace in netto contrasto con le biografie ufficiali che ce lo presentano in maniera totalmente opposta, tanto da essere richiamato a Roma per la sua insensata crudeltà verso i giudei.
    9) Chissà come mai il Dies Irae (?!?) non ha dato ascolto ai milioni di nativi americani sterminati dai conquistadores spagnoli nel nome di Dio, che sicuramente pregavano e imploravano pietà sotto la scure dei soldati. Quali speranze ha dato a quei poveri uomini, donne e bambini?
    10) Sul metodo di Dio ci sarebbe da disquisire per anni, quindi chiudo quest’intervento con le stesse parole di Gesù: “Guardatevi dai falsi profeti” e guardatevi pure da chi parla nel nome di Dio.

  192. mauro scrive:

    Inferi, Inferno, fuoco eterno

    Dal CCC92, Gesu’ discende negli INFERI per dar la possibilità a chi, morendo prima che la Parola di Dio fosse rivelata, voleva ad essa LIBERAMENTE aderire al fine di ottenere la resurrezione del corpo che permetteva di ottenere la vita eterna. Dopo di ciò egli risalì dall’INFERNO.

    Se Gesu’ scende negli INFERI è lapalissiano anche che risalga dagli INFERI e se si usa la parola INFERNO essa non può altro che indicare una parte degli INFERI dove chi è morto non ha alcuna possibilità di accedere alla vita eterna, ciò, ripeto, a seguito della venuta di Gesu’ che DIVISE coloro che vi resteranno eternamente da coloro che risorgeranno.

    La seconda divisione avverrà in un tempo intederminato, sarà operata dallo stesso Gesu’ e sarà rivolta a coloro che dalla sua prima venuta a questa seconda saranno morti per essere quella prima della sua venuta già stati divisi.

    Il FUOCO ETERNO non può essere negli INFERI non ancora divisi da Gesu’(vi sono anche coloro che aspirano alla resurrezione) e neppure in quella parte chiamata INFERNO, dopo la sua prima venuta, in quanto deve ancora avvenire il Giudizio Universale, ovvero nessuno è stato ancora giudicato da Dio, perciò sia l’INFERNO che gli INFERI NON SONO LUOGO DOVE TROVARVI IL FUOCO ETERNO.

    il FUOCO allora è quello della Geenna, che non essendo mai spento appare ETERNO, ed è riferito a coloro che sono in vita in quanto Gesu’ li invita a non contrastare l’oppositore per evitare che, una volta uccisi, il proprio corpo venga bruciato (evitando epidemie, così come avviene nella Geenna) non essendo presente alcun famigliare ed amico che ne curi la sepoltura, l’unica possibilità che permette al corpo di rimanere integro per la resurrezione.

    Il passo del caro enrico, pieno di nozionismo ma impossibilitato da altri a collegare le varie informazioni cita un passo in cui si dice del FUOCO ETERNO che rappresenta, neppure se ne è accorto, l’impossibilità di risorgere (mancanza del corpo dovuta all’azione del FUOCO) in contrasto a coloro che lo otterranno.

  193. enrico scrive:

    @ Cristel

    “Osiride, Dioniso, Krisna, Mitra”

    Ossia le tesi del patetico Zeitgeist, prego le fonti…primarie.
    Non la mitica Achraya o Massey.

    “Chi non ha una spada se la procuri”

    Tesi ancora più risibile, ma ritrovabile navigando in internet.
    Dal Vangelo di Luca

    “Perché vi dico: deve compiersi in me questa parola della Scrittura: E fu annoverato tra i malfattori. Infatti tutto quello che mi riguarda volge al suo termine”. Ed essi dissero: “Signore, ecco qui due spade”. Ma egli rispose “Basta!”.

    Dunque il significato della spada è allegorico, come del resto ulteriormente esemplificato dall’episodio di Pietro e Malco nel Getsemani (Vangelo di Giovanni).

    “Gesù, nell’ultima cena non disse mangiate il mio corpo, bensì fate questo in memoria di me”

    Cristel lo sa perchè c’era, ed ha certamente fonti e documenti per dimostrare le sue affermazioni, vero?

    “Sappiamo bene che Pilato, Anna, Caifa, Erode e tutti gli altri personaggi della scena evangelica nulla c’entrano con le vicende pseudo-storiche di Gesù, se non altro per motivi di (in)congruenze anagrafiche e temporali”

    Ci spiega perchè..è interessante

    “Chissà come mai il Dies Irae (?!?) non ha dato ascolto ai milioni di nativi americani sterminati dai conquistadores spagnoli nel nome di Dio, che sicuramente pregavano e imploravano pietà sotto la scure dei soldati”

    Qui siamo alla farneticazione…presto la glossolalia probabilmente.. già risposto in questo thread

    ESISTE INTERVENTO PIU’ESPLICITO PER DIMOSTRARE DRAMMATICAMENTE L’ IGNORANZA DEI FATTI STORICI, MAGGIORMENTE DIFFUSA DI QUANTO SI POSSA CREDERE,
    L’ INCOMPRENSIBILE RICERCA DI FONTI ALTERNATIVE A QUELLE STORICHE PURCHE’ STRAVAGANTI, SU CUI VIENE ESERCITATO ALCUN SENSO CRITICO.
    MANCA LA PREGHIERA OPPURE ESISTE LA REALE URGENZA DI UNA NUOVA APOLOGETICA CHE PERMETTA ALMENO DI RISPONDERE ALLE MENZOGNE STORICHE SFORNATE CONTINUATIVAMENTE, AL DI LA’ DELLA FEDE, ALMENO PER UN GUSTO SQUISITAMENTE STORICO CULTURALE?

  194. enrico scrive:

    @ Mauro

    Sì sì….

  195. cristel scrive:

    @ Enrico: non ho citato le fonti (che non sono quelle da te prospettate) per concisione, nella certezza che sia Tornielli che Ratzinger le conoscono molto bene e credo anche molti partecipanti a questo blog. Comunque mi riservo di fornirgliele in futuro e molto dettagliatamente. Cordiali saluti.

  196. Stefano78 scrive:

    Cherubino, io non mi arrampico affatto sugli specchi.

    Gli Ebrei hanno necessità di Cristo per salvarsi, e nelle sue varie “apologie” si intende il contrario. Poi si può sempre dire “io non ho mai detto questo”, soprattutto quando si è ambigui. E’ proprio quello che permette l’ambiguità.

    Dunque: gli Ebrei hanno necessità di Cristo, come ce l’ha l’intero genere umano! Gli Ebrei che si convertono non sono più Ebrei ma Cristiani (“non c’è più nè Giudeo nè Greco”).

    Cristo ha SOSTITUITO l’Antica Alleanza con la Nuova ed eterna. Questo non significa che l’Antica Alleanza non abbia senso anche oggi, ma significa che essa non ha “forza”, non ha “potere salvifico”, e non può essere letta senza la Nuova, poichè è un “tutto” inscindibile.

    Cherubino ha comprato il Libro del Papa? Da lui accetterà la SOSTITUZIONE, o soltanto la citazione sulla “predica vivente” applicata ai Giudei?

  197. Cherubino scrive:

    Stefano78 lei sta facendo torto al libro del papa, perchè quanto egli dice è l’esatto contrario della tesi (non magistero) della sostituzione.
    Lei continua a fare propaganda di basso profilo non risponde alle obiezioni. Un cristiano che viene dall’ebraismo non è più ebreo ? E chi lo dice ? La Chiesa non gli chiede di abiurare dall’ebraismo, quindi egli resta completamente ebreo, anzi è “pienamente” ebreo, ancor più ebreo dei suoi confratelli non cristiani. Lei è del tutto fuori strada e va contro il Catechismo, il quale dice: “Del resto, quando si considera il futuro, il popolo di Dio dell’Antica Alleanza e il nuovo popolo di Dio tendono a fini analoghi: l’attesa della venuta (o del ritorno) del Messia. Ma tale attesa è, da una parte, rivolta al ritorno del Messia, morto e risorto, riconosciuto come Signore e Figlio di Dio, dall’altra è rivolta alla venuta del Messia, i cui tratti rimangono velati, alla fine dei tempi: si ha un’attesa accompagnata dall’ignoranza o dal misconoscimento di Gesù Cristo” (n. 840).

    Quanto al passo di s. Paolo che lei cita (“non c’è più Giudeo e Greco…” ha un significato che non c’azzecca niente con questo discorso. Tanto per cominciare a voler fare lo stesso fondamentalismo suo si potrebbe dire che i Giudei non sono tutti gli Ebrei. Ma questo giusto per portare all’estremo le sue balle esegetiche. In ogni caso quel testo ha esattamente uno scopo opposto al suo: dimostrare che non c’è una superiorità dei cristiani ebrei rispetto a quelli provenienti dall’idolatria pagana, che non c’è un ostacolo alla conversione dei pagani. Lei invece lo ribalta per fargli dire che non esistono più gli ebrei. Ma che c’azzecca ? Dopo dice che non c’è uomo e donna, forse vuol dire che i cristiani sono tutti asessuati o gay?Ma non ci faccia ridere ! Lei fa un’esegesi errata e di tipo fondamentalista.

    Si legga quindi tutte le definizioni magisteriali che ho citato e che la sconfessano completamente. Si legga l’approfondito testo di don Cantoni http://www.cesnur.org/2005/cantoni.htm con tutte le citazioni riportate. Come dice questo teologo non certo “progressista”:

    “Ancora il 26 novembre 1986, parlando ai rappresentanti della comunità ebraica australiana, il santo padre sottolinea che: « la fede cattolica è radicata nelle verità eterne contenute nelle Scritture ebraiche e nel patto irrevocabile [irrevocable covenant ] fatto con Abramo ».

    Il 6 dicembre 1990, in occasione del XXV anniversario della dichiarazione Nostra Ætate:

    « La Chiesa è pienamente cosciente che le Sacre Scritture portano testimonianza che il popolo ebreo, questa comunità di fedeli e custodi di una tradizione antica migliaia di anni, è una parte essenziale del “mistero” della rivelazione e della salvezza ». Ora, se il popolo ebraico, non come pura realtà etnica, ma in quanto portatore di una tradizione religiosa, rientra non accidentalmente ma essenzialmente nel mistero della salvezza, ciò vuol dire che il suo rapporto con il mistero della Chiesa non si risolve in una pura e semplice “sostituzione”.

    Nel 1991, incontrando in Brasile i rappresentanti della numerosa comunità ebraica locale, precisa che:

    « come dice la Bibbia, “Il Signore ha amato Israele per sempre (1Re 10,9), ha fatto con lui un’Alleanza che non è mai stata spezzata [que jamais foi revogada], depositandovi le speranze messianiche dell’intero genere umano ».

    Di tutti questi interventi certamente il più importante è quello già citato nella sinagoga di Roma (13 aprile 1986), forse la più antica comunità ebraica della diaspora, dove il papa utilizza l’espressione giustamente diventata famosa « fratelli maggiori ».

    È opportuno notare come l’insieme di questi interventi – per la frequente riproposizione del concetto – rende evidente che non si tratta di un obiter dictum, cioè di un modo di esprimersi isolato, che potrebbe essere inteso come qualcosa di “sfuggito” o comunque senza importanza. Ma oltre a ciò i destinatari di questi interventi – che sono sempre autorevoli rappresentanti delle comunità ebraiche locali – sottolinea che il Papa aveva ben presente la problematica e intendeva quindi assumere sul punto una posizione dottrinalmente significativa.

    Tutto questo infatti converge nel Catechismo della Chiesa Cattolica, dove al n. 63 leggiamo:

    « Israele è il Popolo sacerdotale di Dio, [Cf Es 19,6 ] colui che «porta il Nome del Signore» ( Dt 28,10 ). E’ il Popolo di coloro «a cui Dio ha parlato quale primogenito», [Messale Romano, Venerdì Santo: Preghiera universale VI] il Popolo dei «fratelli maggiori» nella fede di Abramo ».”

  198. Cherubino scrive:

    a proposito, Stefano78 ha visto nel mio post con tutte quelle Bolle ed encicliche papali, che le sue affermazioni sulla Grazia sono state già condannate qualche secolo fa ?

  199. Cherubino scrive:

    legga poi anche Introvigne, che cita proprio don Cantoni, cosa dice della “teologia della sostituzione”:

    La cosiddetta “teologia della sostituzione”, mai insegnata dal magistero cattolico in modo ufficiale ma ampiamente diffusa per secoli nei manuali e nella predicazione, è una delle radici delle relazioni tradizionalmente difficili fra cattolici ed ebrei. Secondo questa teologia con la venuta del Messia, Gesù Cristo, e il suo rifiuto da parte del popolo ebraico l’Antica Alleanza di Dio con il popolo ebraico avrebbe cessato di esistere: la Chiesa – “nuovo Israele” – si sarebbe “sostituita” all’Israele antico. È stato Giovanni Paolo II a prendere le distanze in modo esplicito da questa teologia. E lo ha fatto per la prima volta in Germania: a Magonza il 17 novembre 1980, ha usato l’espressione “Vecchio Testamento, da Dio mai denunziato”. Da allora Wojtyla ha ripetuto una mezza dozzina di volte che il Patto stipulato fra Dio e gli ebrei è irrevocabile ed è tutt’ora in vigore. Lo ha ribadito anche nella storica visita del 1986 alla sinagoga di Roma, nella quale ai “fratelli maggiori” ebrei ha ricordato le parole di San Paolo nella Lettera ai Romani secondo cui Dio li ha chiamati con una “vocazione irrevocabile”.

    Questo magistero è confluito nel nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica, che riporta l’espressione “fratelli maggiori” usata da Papa Wojtyla nel 1986 e afferma che “il popolo di Dio dell’Antica Alleanza [gli ebrei] e il nuovo popolo di Dio [i cristiani] tendono a fini analoghi” (il che, ovviamente, non significa identici).

    Spiega il teologo don Pietro Cantoni: “Se Israele esiste ancora, allora l’Alleanza non è venuta meno. Israele nasce da una convocazione, la convocazione di Dio. Se il risultato (l’esistenza storica del popolo di Israele) permane ciò significa che la convocazione è ancora in atto”. Dunque – al contrario di quanto pensava la “teologia della sostituzione” – il Patto che Dio ha stipulato con gli Ebrei è irrevocabile, non è stato revocato e permane nella storia. Israele e la Chiesa avanzano nella storia secondo tempi cronologicamente paralleli ma qualitativamente diversi.
    http://www.cesnur.org/2005/mi_08_23a.htm

    • Fabio Sansonna scrive:

      Non è chiaro se per sostituzione si intenda la sostituzione fisica di un popolo come quello di Israele, che di fatto malgrado massacri da parte degli antichi Romani, diaspore e olocausti , esiste ancora, e quindi non può trattarsi di questo, o la sostituzione come riferimento per la salvezza.
      Nell’ultimo libro su Gesù il Papa accenna al problema: storicamente il popolo di Israele pensava che Dio fosse presente solo nel tempio di Gerusalemme, le sinagoghe non erano luogo del divino, ma solo punti di incontro e di lettura della parola divina della Bibbia. Tito nel 70 d.C. ha distrutto il tempio e da allora per gli ebrei di fatto non esiste più un luogo dove incontrare il divino, perchè la sinagoga non corrisponde a quel luogo. Una parte di essi perciò vedono nel ritorno a Gerusalemme e nella ricostruzione del tempio la possibilità di ristabilire questo contatto col divino.Come avevano fatto un paio di volte nell’AT dopo le deportazioni e gli esilii babilonesi, ma come osserva il Papa nel suo libro, la distruzione del tempio dei Romani è stata definitiva.
      A questo punto il popolo di Israele esiste fisicamente ancora, ma non ha la possibilità di rapportarsi direttamente con Dio, secondo la sua visione del rapporto con Dio. Cristo alla Samaritana aveva spiegato che Dio non si dovrà più adorare a Gerusalemme ( nel tempio, come credevano gli ebrei) o su un monte , ma in spirito e verità.
      In questo senso il Cristianesimo si pone di fatto, storicamente, come nuovo riferimento per rapportarsi a Dio, per tutti, quindi anche per gli ebrei attuali che hanno perso il loro riferimento,e in altre parole sono ancor più stringentemente pressati dalle circostanze a riconoscere che questa è una possibilità storica anche per loro, una dinamica che in altri termini spesso utilizzati in senso moralistico si chiama conversione, ma in realtà l’etimologia è l’invito a guardare verso una nuova realtà di salvezza.
      Di fatto il Cristianesimo si è posto nella storia come riferimento salvifico per tutto ilgenere umano, mentre l’ebraismo, men che meno ai giorni nostri, ha questa valenza : è ebreo che è gioà ebreo, nessuno che sia in ricerca del divino oggi viene invitato ad essere ebreo o cerca Dio nelle realtà ebraiche e questo è un dato di fatto.
      In questo senso il Cristianesimo è stato considerato una sostituzione, ma questo termine è ancorauna volta stato interpretato in senso negativo, e non come storicamente provvidenziale per tutti , anche per gli ebrei, dell apossibilità di un recupero del rapporto con Dio, visto che ricostruire fisicamente il tempio di Gerusalemme sembra essere impresa sempre più ardua da concretizzare.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Leggendo il libro del Papa dove parla della controversa questione della data dell’ultima cena e della pasqua ebraica e dei contrasti cronologici tra i sinottici e il Vangelo di S. Giovanni ho riflettuto su questo.
      Molte spiegazion sono state date , la più attendibile quella del Ricciotti che sosteneva che i sinottici avessero seguito per definire il 15 Nisan, data della pasqua ebraica, il calendario dei farisei, e S. Giovanni quello dei sadducei che gestirono il processo a Gesù.
      Non sono uno studioso e non entro nel merito, ma forse esiste un’altra spiegazione, che concorda con l’ipotesi di O’Callaghan secondo il quale il Vangelo di S.Marco, scritto probabilmente sotto l’egida di S Pietro, risale a prima el 50 d.C.
      Fino al 50 d.C.probabilmente la comunità cristiana non aveva usanze proprie e cercava di mantenere le usanze ebraiche, tanto che al Concilio di Gerusalemme nel 50 d.C. ci fu la famosa disputa tra S. Pietro, che voleva mantenere le usanze ebraiche anche per i cristiani, e S .Paolo che vedeva nel Cristianesimo un fatto nuovo, un avvenimento si salvezza dotato di una sua autonomia perchè rivolto a tutto il mondo , a tutte le genti e non solo agli ebrei. Fino allora i cristiani usavano i rotoli, come gli ebrei , mentre in seguito , dopo che la comunità cristiana assunse propre usanze allontanadosi sempre più da quelle ebraiche, i cristiani usarono i codici. Ora , i vangeli sinottici, in particolare quello di S Marco che fu il primo anche se non il più diffuso, probabilmente cercano di far apparire le usanze dei cristiani ancora in sintonia col mondo ebraico: ecco perchè il Vangelo di S.Marco risale probabilmente a prima del 50 d.C. , infatti l’ultima cena viene descritta come cena pasquale, forse per non creare divario tra cristiani e ebrei, o forse per lasciare ponti verso il mondo ebraico, ponti che portavano verso il cristianesimo.
      Ma dopo il Concilio di Gerusalemme tutto è cambiato. Non solo, ma nel 70 d.C. Gerusalemme e il tempio vengono rasi al suolo da Tito e gli ebrei praticamente vengono sterminati, è la diapora. S . Giovanni scrisse il Vangelo molti decenni dopo, quindi non ha più la preoccupazione dei sinottici di far coincidere gli eventi di Gesù con il calendario ebraico, con le usanze ebraiche, e insiste sul fatto che la crocifissione non avvenne nel giorno della pasqua ebraica, quindi l’ultima cena non era stata una cena pasquale secondo la tradizione ebraica: gli ebrei praticamente non c’erano in Palestina più quando scrive S .Giovanni, che come dice il Papa ha reso i fatti in modo storicamente più verosimile che non i sinottici. Ma questo vuol dire che una diversificazione ci fu , e e che l’idillio tra ebrei e cristiani durato fino al 50 d.C. venne sconvolto, e venne sconvolto da S.Paolo, che probabilmente col suo intervento intendeva far capire che era urgente portare la salvezza atutte le genti, in tutto il mondo, e non fermarsi al mondo ebraico. In questo senso l’apostolo delle genti è stato anche l’apostolo della sostitutzione, perchè l’ebraismo si concepiva e si concepisce come rapporto con Dio solo per chi è ebreo, S.Paolo capisce che Cristo è la possibilità di rapportarsi con Dio per tutto il genere umano : Redemptor Hominis.

  200. mauro scrive:

    Geenna

    Matteo 10: “28 E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna. 29 Due passeri non si vendono forse per un soldo? Eppure neanche uno di essi cadrà a terra senza che il Padre vostro lo voglia.
    30 Quanto a voi, perfino i capelli del vostro capo sono tutti contati; 31 non abbiate dunque timore: voi valete più di molti passeri!”

    Gesu’ sta parlando ai discepoli e li invita a non aver paura di chi uccide il loro corpo ma di colui che uccide loro anche l’anima nella Genna. E per mostrare quanto il Padre li protegga fa una similitudine con due passeri dicendo loro che nessuno di loro [apostoli] morirà senza che il Padre lo voglia.

    La Geenna risulta il luogo dove chi li ha uccisi ne brucia il corpo, uccidendo loro anche l’anima ma ciò avverrà solo quando il Padre lo vorrà perchè Egli protegge la loro vita.

  201. enrico scrive:

    @ Cristel

    Aspetto con impazienza i suoi interventi….

  202. Stefano78 scrive:

    Cherubino.

    Discutere con lei è veramente fatica immane. E sinceramente non so nemmeno perchè lo faccio. Forse per cercare almeno un rispetto nelle rispettive posizioni e per non lasciare da sole le sue affermazioni gravissime.

    Come le ho ripetuto un milardo di volte, io non ho mai messo in dubbio ciò che afferma il magistero sui GIUDEI (almeno capiamo che stiamo parlando di religione e non di RAZZA). Quello che metto in dubbio, serissimo, è l’interpretazione che ne dà lei.

    Non ho mai messo in dubbio la “fratellanza maggiore” (infatti è pienamente realizzata: vedere Esaù e Giacobbe!), non ho mai messo in dubbio la conservazione delle promesse presso i Giudei, non ho mai messo in dubbio il Magistero, non ho mai messo in dubbio il Catechismo.

    Viceversa LEI, la parte del Catechismo che le ho citato continua ad ignorarla di fatto! Come ignora anche, volutamente, la realtà DI FATTO della Sostituzione!

    Il Papa dice l’opposto? Che facciamo, citiamo dei brani del libro dove dice ESPLICITAMENTE che la Nuova Alleanza ha SOSTITUITO l’Antica?
    Questo negare a prescindere mi mostra una pervicace voglia di umiliare chi la pensa diversamente da lei. Lei non confuta chi le oppone una lettura dei fatti, lei cerca di “distruggerlo” portanto il discorso su una serie di luoghi comuni e generalizzazioni che non vanno alla sostanza ma si fermano all’ anatema “preventivo”. Basta proporre un argomento con la lettura “diversa”…

    E’ “liquidante” alludere al razzismo, al fondamentalismo, e chi più ne ha più ne metta, per delegittimare e portare il discorso su una disputa personale, piuttosto che su un chiarimento dottrinale.

    Il mio discorso è tutto fuorchè fondamentalista, perchè anche io ho citato in più casi la Dominus Iesus, iL Magistero, iL Vaticano II, il Catechismo (anche la citazione che ho fatto qua). Ma questo non ha importanza.

    I giudei, convertiti al Cristianesimo, non lo sono più. Basta vedere la Scrittura, la Patristica, la Tradizione. I giudei smettono di essere GIUDEI, e la massima paolina (non c’è più giudeo e greco, uomo o donna) LEI la interpreta in modo fondamentalistico, perchè non ho mai detto che S. Paolo intenda cancellare le differenze. Ma quella massima è un chiaro richiamo all’UNITA’ IN CRISTO di tutti, qualsiasi sia stata l’esperienza e l’identità precedente. Abbandonando tutto quello che precedentemente era ostacolo, oppure inutile. Tutti in Cristo trovano l’unità e il compimento di ciò che prima cercavano! Ma tutti! E tutti sono chiamati ad “abbandonare l’uomo vecchio”! Non è che i Giudei, siccome avevano le promesse, non devono abbandonare l’Uomo Vecchio! Quello che lei mi ha citato delle “bolle” che ha pescato alla rinfusa, conferma che l’unico modo per acquisire la Grazia e la Liberazione è il BATTESIMO e la perseveranza nella Chiesa! Dunque? COn o senza le “chiamate di Dio irrevocabili” (come se Dio non chiamasse anche i non Giudei!), la SAlvezza e la Liberazione NON POSSONO ESSERE NEMMENO sognate, nemmeno sperate, senza Cristo!

    La Sostituzione è un fatto sul quale si fonda il Cristianesimo. Se non c’è sostituzione, non c’è NECESSITA’ di Cristo. Questo si ostina a non capire, in preda ai suoi allisciamenti buonistici.

    Se non c’è sostituzione, non c’è la Grazia di Cristo, ed essa potrebbe essere ottenuta per altre vie, anche se non note! E’ solo immettere questa ipotesi che rende barcollante l’intera nostra Fede!

    Di questo lei continua a disinteressarsi. Preferendo occuparsi della mia demolizione..

    • Fabio Sansonna scrive:

      La sostituzione storicamente c’è stata, solo che occorre smetterla di vederla in modo trionfalistico per gli uni e denigratorio per gli altri, c’è ed è una possibilità storica di avere un riferimento per rapportarsi col divino per tutti , anche per gli ebrei, che avendo perso definitivamente il tempio nel 70 d.C. hanno perso, secondo il loro modo di vedere, la possibilità di rapportarsi col divino , che nessuna sinagoga garantisce. E vedono nel ritorno a Gerusalemme e nella ricostruzione del tempio l’unica possibilità di rapportarsi con Dio. Il Cristianesimo offre una possibilità di rapporto con Dio a tutti, una uova modalità che non dimentica l’antica, quindi è provvidenziale anche per gli ebrei attuali.
      Non è vero che la Nuova Alleanza ha sostituito l’Antica , ma come dice Gesù , l’ha compiuta, quindi in un certo senso, non c’è più bisogno di una realtà che esprima l’Antica Alleanza perchè essa è dentro nell’esperienza della Chiesa, compiuta nella Nuova .
      Al catechismo non si insegnano forse i 10 comandamenti ?
      La sostituzione c’è stata, prima di Cristo l’unico riferimento del rapporto col divino era Israele, oggi non è più così, storicamente non è più così !! La sostituzione e non va vista come un vantaggio per i cristiani e uno svantaggio per gli ebrei, ma come dato storico che è una possibilità di rapporto con Dio per tutti, anche per gli ebrei.

  203. mauro scrive:

    Caro enrico,

    anch’io aspetto le sue smentite su quanto ha scritto e precisato Matteo 10, 28-31, così vediamo se riesce a smentire anche il Vangelo pur di aver ragione.

    Le ho detto piu’ volte che nel Vangelo c’è tutto ciò che serve per capire il cristianesimo e qualunque cosa sia stata detta e riportata dagli apostoli, tale da non permettere alcuna interpretazione tanto che Pietro la vietò.