Pio XII beato, il Vaticano prende tempo

Per la beatificazione di Pio XII servirà ancora tempo e ancora studio. Il decreto sull’eroicità delle virtù del «servo di Dio» Eugenio Pacelli non è stato infatti inserito nel novero di quelli approvati ieri mattina da Benedetto XVI durante l’udienza concessa al cardinale José Saraiva Martins, Prefetto della Congregazione delle cause dei santi. Questo l’articolo che pubblico oggi sul Giornale. Il Papa ha istituito una commissione interna alla Segreteria di Stato per vagliare ancora una volta la documentazione a alcuni faldoni non ancora inventariati degli Archivi. La commissione non deve decidere sulla santità di Pacelli, su cui si è già espressa all’unanimità l’Ordinaria della Congregazione dei santi lo scorso maggio. Deve invece corroborare la parte storica della Positio. E’ noto che già molte volte gli ambasciatori di Israele hanno chiesto pubblicamente alla Santa Sede di rinviare la beatificazione. Proprio ieri, nel corso di un briefing con i giornalisti del padre Pierbattista Pizzaballa, Custode di Terrasanta, dedicata alla situazione dei cristiani che vivono in quella martoriata regione, l’arcivescovo Vegliò, segretario delle Chiese Orientali, ha fatto capire che i rapporti tra Vaticano e Stato ebraico sono a un punto di stallo e la commissione bilaterale che da ben 13 anni deve attuare l’Accordo fondamentale siglato tra i due Stati continua a riunirsi senza risultati. Sul tappeto, com’è noto, ci sono questioni concrete che riguardano la vita della Chiesa cattolica in Israele.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

126 risposte a Pio XII beato, il Vaticano prende tempo

  1. Mauro W. Fuolega scrive:

    Ma da quando noi cattolici abbiamo bisogno degli ebrei?

  2. Garlyc scrive:

    Anche di un po’ d’intelligenza, avremmo bisogno.

  3. Dario scrive:

    Il papa è semplicemente prudente. La beatificazione di Pio XII è sicura. Ed è altrettanto sicuro che scatenerà una tempesta mediatica contro la Chiesa. Forse (ma è solo una mia ipotesi, che spero non si realizzi) avremo una contestazione simile a quella per l’Humanae Vitae, visto che di mezzo ci sono Israele e la Shoah. Ovvio quindi che la Chiesa non voglia lasciare punti in sospeso (o apparentemente tali), in modo da poter rispondere punto su punto a qualunque accusa.

  4. Paolo scrive:

    Se penso che la santità di un Papa deve tener conto delle “ragion di Stato”….
    Paolo

  5. gino gini scrive:

    siamo ancora ai “perfidi giudei” eh?

  6. Francesco scrive:

    Speriamo di vedere al più presto Pio XII innalzato agli onori degli altari. Cosa volete che importi del parere di Tel Aviv? Alla fine del mondo si convertiranno anche loro, tanto vale spianare la strada alla beatificazione di Papa Pacelli fin da ora.

  7. Andrea scrive:

    Gino Gini, dimmi qual è il significato della citazione perfidi giudei che prima si diceva in Chiesa….o poi ne riparliamo!

  8. Mauro W. Fuolega scrive:

    Infatti. La religione ebraica è finita quando si è lacerato il velo del tempio, al momento della morte in croce di Nostro Signore.
    Abbiamo però la certezza che la loro “cattività” terminerà con la conversione, quando passeranno dall’incredulità alla fede, dall’errore alla verità, dalle tenebre alla luce. A questo punto, è meglio beatificare immediatamente Pio XII senza prestare ascolto a certi pettegolezzi di rabbini disinformati e di pseudo intellettuali di sinistra, ebrei e non, che parlano senza conoscere la storia e soprattutto ignorano, in malafede, i riconoscimenti che anche lo stato di Israele ha tributato a questo grande Pontefice.

  9. xpa scrive:

    Pio XII fu eroico in tutto,anche nella difesa degli ebrei, come alcuni di essi onestamente riconobbero prima dell’azione agit prop sovietica, ripresa anche in italia dal partito comu nista e dai suoi simpatizzanti e utili idioti.

  10. Giovanni Mandis scrive:

    gino gini la sua è una traduzione erronea

    da un sito non certo cattolico(wikipedia)

    “Oremus et pro perfidis Judaeis (letteralmente in italiano Preghiamo anche per i per i giudei privi di fede) era una locuzione latina, presente dal medioevo fino al XX secolo nella liturgia cattolica, con la quale i cristiani indicavano i giudei. È da notare che perfidis indicava la mancanza di fede: la radice è per + fides (gli ebrei “privi della fede”). Col tempo, tuttavia, l’aggettivo “perfidis”, proprio perché associato agli ebrei, generalmente poco amati dalla popolazione cristiana (generalizzazione discutibile questa), assunse, nelle lingue volgari, un significato negativo. In italiano, infatti, “perfido” è divenuto col tempo sinonimo di “malvagio” o di “cattivo”.”

    ma il latino non è l’italiano, quindi perfidis può voler dire solo privi di fede. e soprattutto non è stata la Chiesa a strovolgerne il significato.

    saluti

  11. Giovanni Mandis scrive:

    Dottor Tornielli, secondo lei la beatificazione di Isabella di Castiglia arriverà mai a compimento un giorno?

  12. gino gini scrive:

    Non vediamo l’ora che si beatifichi Isabella di Castiglia, le nostre vite cambieranno in meglio.

  13. Marianna Sciuè scrive:

    Siamo fermamente convinti a Napoli che se prima non ci sarà il parere favorevole del nostro grande cardinale,non ci sarà alcuna beatificazione,volenti o nolenti gli Ebrei.

  14. Vitt. scrive:

    Ti riferisci a Sepe? Ma perchè? Che cosa c’entra?

  15. gianluca scrive:

    i VERI santi, secondo la Bibbia,
    sono tutti coloro che accettano sinceramente
    Dio nella propria vita come personale salvatore e fanno la Sua volontà;
    quindi i Santi sono vivi, non morti!
    Ma mi rendo conto che alla Chiesa ufficiale
    il parere delle Sacre Scritture qualche volta
    può anche essere messo da parte.

  16. Pipita Delmonte scrive:

    Dottor Tornielli, secondo lei la beatificazione di Mons. Piero Marini arriverà al termine della sua tournèe nei paesi anglosassoni per la presentazione del suo commovente libro?

  17. Luisa scrive:

    Scusate se esco dal topic…osservo che Dante Pastorelli non partecipa più al blog…qualcuno ha sue notizie?

  18. Pipita Delmonte scrive:

    Egregio Tornielli,

    Lei trascura sempre di parlare della santità dei viventi.
    In particolar modo mi sembra una grave omissione trascurare di mettere in rilievo la santità dell’ex cerimoniere del Papa,che sta cantando ai quattro venti com’era bello allestire uno spettacolo da circo ogni volta in cui organizzava lui quelle belle cerimonie…

    Per favore non escluda questa mia…

  19. Francesco73 scrive:

    Apprezzo molto la prudenza del Papa e della Santa Sede.
    I rapporti con Israele hanno una grande importanza, anche quando sembra che in base alle coordinate abituali e pur giuste del dialogo le condizioni ci consentirebbero di irrigidirci a nostra volta.
    Che nel cammino del riconoscimento di alcune santità possa esservi un supplemento di scrupolo e di attesa anche per ragioni attuali e per ciò che sta a cuore oggi alla Chiesa non mi scandalizza affatto.
    Le virtù di Pacelli sono ben note, e anche alcuni limiti del suo tempo storico.
    Tornielli – col suo libro – ci ha aiutato a farcene consapevoli, e credo che una beatificazione fatta ora in mezzo alla tempesta non aggiungerebbe nulla alla venerazione della memoria di quel santo pontefice.
    Possiamo aspettare, quindi.

  20. Syriacus scrive:

    Ma scusa, Pipita, se la monumentale opera “La riforma liturgica (1948-1975)” del Bugnini consta di milleequattro pagine, sarà il suo discepolo Piero Marini da meno, quanto ad opera autobiografica necnon autoapologetica?

  21. gino gini scrive:

    Per Xpa (e non solo per lui) il male sono i comunisti e il loro utili idioti. Ma i comunisti italiani, si badi bene, non gli altri (Putin, ad esempio, benché direttore del Kgb, adesso va bene, e si invitano moglie e figlie come graditi ospiti). No, il male assoluto sono i comunisti italiani, il cattolicesimo democratico e insomma quell’area lì. Anche gli ebrei, in fondo in fondo, non vanno bene. O meglio, vanno bene ma solo per dimostrare la bontà e la lungimiranza di chi li aiutò in epoche difficili, in questo caso ‘sto papa qua. In fin dei conti è la linea della chiesa ufficiale, che col nazismo e il fascismo fece concordati, con il comunismo no: anzi scomunicò anche i comunisti italiani, rei (in potenza) di tutti i peccati della madreapatria unione sovietica.

  22. Raffaele Savigni scrive:

    Concordo con la cautela del papa. Non si tratta di credere alla “leggenda nera” (ormai sfatata, anche per merito di Andrea Tornielli), né di cedere alle pressioni di ambienti ebraici (ma trovo del tutto fuori luogo alcuni commenti su questo post); ma di valutare seriamente l’eroicità delle virtù, richiesta per una beatificazione. Pio XII fu certamente un grande pontefice (anche se piuttosto conservatore in alcune scelte); ma lo furono anche Leone XIII, Benedetto XV, Pio XI. Se il criterio di valutazione è la grandezza di un pontefice, perché non beatificare anche loro? In quale senso Pio XII fu più “eroico” nella sua testimonianza di fede rispetto ad essi? Ad esempio per quanto riguarda il pericolo del nazismo a mio avviso Pio XI fu più “profetico” di Pio XII; e Benedetto fu più profetico quando condannò la prima guerra mondiale definendola “inutile strage”.Per non parlare di Mons. Romero (ucciso in modo sacrilego sull’altare), di padre Ellecuria, del giudice Borsellino e di tanti altri martiri del nostro tempo, che sono stati fedeli a Cristo ed alla giustizia sino al dono della vita. Non tutti i bravi cristiani e non tutti gli uomini eccellenti nel loro campo devono necessariamente salire agli onori dell’altare, anche se li incontreremo (speriamo di esserci anche noi poveracci) nel Regno dei cieli. Quanto a Isabrella di castiglia (che cacciò gli ebrei ed i mori e insieme al marito promosse le repressioni violente dell’Inquisizione spagnola), lasciamola stare, con buona pace di Vittorio Messori.

  23. Syriacus scrive:

    Io aggiungerei: lasciamola stare anche per l’altro verso, Isabella, con buona pace del dinamitardo (nel senso di premio Nobel) Dario Fo.

  24. Raffaele Savigni scrive:

    Inviterei i presenti a rispettare il travaglio di mons. Piero Marini, senza irriderlo. Il tempo, che è galantuomo, dirà chi avrà avuto ragione. E nella Chiesa si possono avere idee diverse, anche sulla liturgia, senza per questo irridere quelle degli altri, e soprattutto le persone.

  25. Syriacus scrive:

    Savigni, io personalmente non l’ho irriso, davvero. Forse altri sì. Non ho parlato di canonizzazione, nè tantomeno di autoapoteosi… Però, sì, una notevole “autodifesa” quella sì, è nel suo diritto… E la sta praticando senza remore.

  26. Syriacus scrive:

    [ "In effect, the shaman performed an exorcism on the pope.

    Watching this surreal scene play out, I couldn’t help but wonder what the personnel in the Congregation for Divine Worship and the Discipline of the Sacraments, the Vatican office responsible for policing the liturgical rules, were thinking. I took out my cell phone and dialed the number of a friend who, at the time, worked in the congregation. I asked if he had seen the ceremony on Vatican TV, which he had, and then I asked for the reaction in the office.

    Summoning his deepest baritone, the official thundered back a three-word reply: “Marini must go!”"

    (Il resto del'articolo, di John Allen, è assolutamente solidale con l'Arcivescovo Marini, no problem)

    http://ncrcafe.org/node/1496 ]

  27. Syriacus scrive:

    [Ah. è curioso, che, ancor prima d'aver letto l'articolo dell'estimatore di Marini I, Allen, io abbia fatto una osservazione solto simile alla sua:

    "Marini served as personal secretary of Archbishop Annibale Bugnini, the man who spearheaded Vatican II’s liturgical reform, and in some ways Marini’s book is intended as a supplement to Bugnini’s monumental work The Reform of the Liturgy: 1948-1975. (It’s a credit to American editing that Marini’s book does not resemble Bugnini’s in at least one respect -- verbosity. The Reform of the Liturgy weighed in at 976 pages, and Marini’s original manuscript ran to over 600. Now, even with appendices, it’s a crisp 205.)" ]

  28. Pinkus scrive:

    Dice Savigni:”…nella Chiesa si possono avere idee diverse, anche sulla liturgia, senza per questo irridere quelle degli altri, e soprattutto le persone.”

    Nella Chiesa si possono avere idee diverse anche sulla liturgia?
    Visto,Syriacus a cosa serve il Bugnini? Basta avere al massimo un Bignami e inventare tutto e il contrario di tutto.

    Comunque apprezzo l’idea di Pipita: se vuoi raccogliamo le firme e le mandiamo alla Congregazione per la causa dei santi…registi ancora viventi e spoltronati.

  29. Remo Di Medio scrive:

    Io ero presente a Roma, in Piazza San Pietro, quel giorno 1° novembre 1950 quando S.S. Papa Pio XII proclamò il Dogma dell’Assunzione della Beata Vergine Maria in anima e corpo al Cielo. Pio XII fu un grande Pontefice. Non sta a noi giudicare se fu anche Santo, ma alla Chiesa. Se l’iter stabilito per la canonizazione è stato rispettato, come per gli altri candidati, e se l’esito è stato favorevole, anche egli dovrebbe essere proclamato Santo, a prescindere dalle contingenze attuali, politiche e simili.
    Anche per chi regge la Chiesa vale quanto detto da Nostro Signore:”Sia il vostro parlare: si si, no no. Il resto viene dal Maligno”.

  30. Vincenzo scrive:

    Benedetto XVI sa bene, cosa è bene fare, per il Bene della Chiesa Cattolica. Noi, soprattutto se Maestri tuttologi del Blog di A.T. dobbiamo tenere a mente che “… autem, Feles citata, càtulos feles caecos fecit”… . L.J.C.

  31. Pipita Delmonte scrive:

    Gentile Signor Savigni, è anche lei marchigiano come me?
    In tal caso p0uò ben comprendere la mia angoscia nel vedere frustrato il mio sogno di sempre …e che con il Piero stava quasi per avverarsi: la quadriglia durante la messa.ù
    Dio,come sarebbe stato bello!!!!

  32. Saurus scrive:

    …Inviterei i presenti a rispettare il travaglio di mons. Piero Marini…

    Parto alquanto difficile eh?

  33. Saurus scrive:

    comunque ha scritto un bel libro,concordo. E’ il modo “travagliato” con cui lo presenta nei salotti londinesi che ci fa commuovere nel profondo…

  34. Remo Di Medio scrive:

    Per il Dr. Andrea Tornielli.
    Apra, se lo ritiene opportuno, un blog sulla differenza tra “Ecumenismo” ed “Evangelizzazione” nel pensiero dei Reggitori della Chiesa e in quello del Popolo cristiano..
    Ed, inoltre, se i Popolo cristiano, veramente tale, è disposto per amore di Cristo a sopportare tutto ciò che ci attende e che minacciosamente si addensa all’orizzonte:
    la moderna persecuzione dei cristiani, non più (o non solo) dati in pasto alle belve, crocifissi, decapitati, uccisi, dileggiati, offesi nei sentimenti non solo religiosi, discriminati da leggi assurde, comportamenti al limite dell’irreale e accusati di ogni genere di crimini.

  35. Gianpaolo1951 scrive:

    Cara Luisa, il 4 dicembre ho invitato il Prof. Pastorelli a riattaccare la spina, ma il mio modesto appello non ha sortito alcun effetto…, peccato perché anche questa è materia di sua competenza!
    Professor Pastorelli, ci faccia un grande regalo di Natale: torni a illuminarci con la sua impareggiabile cultura e sapienza e dall’alto della sua “superiorità”, sorvoli su quanto può averLa eventualmente ferita e amareggiata!
    Sono sicuro che il Dottor Tornielli non intendeva minimamente redarguire Lei in particolare, ma solo benevolmente invitare un po’ tutti all’ordine… e pregherei vivamente il Dottor Tornielli, nel comune interesse, di spendere anche una sola parola per chiarire quel piccolo malinteso.

  36. Carlo scrive:

    Scusate la domanda: Ma come si fa a sapere sicuramente se una data persona è Santa?

    Chi può dire con sicurezza se la persona x è Santa o dannata?

    Non è solo Dio che dovrebbe conoscere il cuore di una persona?

    Cosa succede se si proclama un Santo e questo poi in realtà si è dannato?

  37. Pipita Delmonte scrive:

    Al Sig.Carlo

    Lei vuole mettere in dubbio p0er caso la santa santità del santo cerimoniere papale attualmente in giro per il mondo?
    Ma è ovvia la sua santità: non ne sente il profumo di giovinezza? Non avverte nel suo dire la vivacità della sua fantasia liturgica? La profonda bellezza delle sue coreografie e delle scenografie con cui ha deliziato per anni i nostri cuori e i nostri occhi otteneb rati orqa dal grigiore del ritorno all’antico?

  38. Luisa scrive:

    Grazie Gianpaolo, il richiamo all`ordine di Andrea Tornielli mi è sfuggito, non posso che essere dispiaciuta per l` assenza del Prof. Pastorelli, che difendeva le sue opinioni con competenza e fermezza,con tutta la sua cultura e lunga esperienza. Sono sicura per es. che egli avrebbe molto da dirci su Pio XII.
    Allora Prof. Pastorelli, se mi legge…la aspettiamo!

  39. Scenron scrive:

    Tornando all’ex cerimoniere papale, devo confessare che a me non piace neanche il nuovo (da quel poco che ho potuto notare)…sarà che con quel cognome tutto puoi fare, tranne che il Maestro delle Celebrazioni Liturgiche Pontificie!! :)
    Uno era troppo aperto e “fantasioso” sulla liturgia (anche se a me il piviale usato da Wojtyla per aprire il Giubileo piaceva!9 , questo (sembra) troppo retrogrado (aboliamo le vesti di pizzo, ve ne prego!!!)…una via di mezzo sarebbe l’ideale…poi tutti e due sprizzano simpatia!!! (anche se non è un fattore importante, ma sorride sempre anche Ratzinger durante le Celebrazioni)…
    Come sempre, ribadisco la mia fiducia nel grande Joseph…

  40. Francesco Ursino scrive:

    Caro Scenron, finalmente ti rileggo… :) .

    Una fiducia ben riposta, direi.

    Saluti.

  41. Francesco73 scrive:

    Deve esserci qualcosa di strano se in un post dedicato alla beatificazione di Pacelli la maggior parte dei commenti finisce per riguardare il solito tema liturgico.
    Mah, che siano questi gli effetti del recente Motu Proprio?
    Boh.

    Mi permetto invece di formulare una domanda candida e scandalosa a tutti i frequentatori.
    Secondo voi è lecito condizionare il cammino e i tempi di un processo di beatificazione per ragioni politiche, sapientemente e responsabilmente valutate?

  42. Cosimo De Matteis scrive:

    secondo me si, perchè la Chiesa non può non tenerne conto.
    del resto la beatificazione è -tutto sommato- una “formalità”. comprendetemi bene: è certamente il riconoscimento ufficiale della santità di una persona.sostanzialmente ci assicura che quell’anima è in Paradiso.
    ma,come sappiamo bene, quell’anima gode già della visione beatifica di Dio, di là da un processo di beatificazione,che sia concluso o meno.
    e quindi,per tornare alla tua domanda, non vedo come una “limitazione” alla Chiesa di chissà quale portata il “condizionamento” che può provenire dall’esterno.
    poi,naturalmente,ogni caso ha le sue specificità

  43. Guardia Svizzera scrive:

    Cara Luisa , Dante e’ rimasto turbato dalle intemperanze espresse da taluni bloggisti.
    Ed io manifestarGli voglio tutta la mia solidarieta’.

  44. Guardia Svizzera scrive:

    Secondo me la Chiesa Corpo Mistico non deve in nessun modo tener conto della ragion (?) politica.

  45. Francesco Ursino scrive:

    Cara Guardia Svizzera, se ha modo di sentirlo, mi farebbe la cortesia di portargli i miei saluti? La ringrazio.
    :)

  46. Giovanni Mandis scrive:

    gino gini
    la Chiesa stipulò i concordati con germania (tuttora in vigore tanto fu ben fatto…) e italia non per complicità, ma per difendere la propria libertà nella missione affidatale, quella dei suoi fedeli di ricevere educazione religiosa e di potersi riunire in associazioni religiose laicali dalle mire dei nazionalsocialisti e dei fascisti di statalizzare l’educazione e sottrarla alle famiglie e alla Chiesa stessa. e senza avallare nulla della brutalità di quei regimi.
    Tornielli nella biografia su PIO XII, scrive chiaramente che ci furono tentativi per accordarsi con i comunisti in Russia che non andarono in porto perchè i comunisti volevano lasciare ben poca libertà alla Chiesa. cito da pag 146 del libro del nostro ospite: “Il ministro fa presente che la Russia è disponibile a continuare le trattative, ma ESCLUDE CATEGORICAMENTE CHE I GIOVANI CATTOLICI RUSSI POSSANO RICEVERE UN’ISTRUZIONE CRISTIANA, definita come >”.

    mi domando perchè ci si debba scandalizzare se Isabella di Castiglia venisse beatificata, ha scacciato “i mori”? eh già ma chi erano “i mori”? erano i musulmani che avevano invaso e conquistato gran parte della spagna.e non erano intenzionati a fermarsi.. poverini perchè scacciarli?
    eh no poi ha cacciato anche “gli ebrei”, quindi di sicuro era razzista e cattiva cristiana.. eh invece no non era razzista mi spiace per voi, tanto è vero furono cacciati per motivi politici interni alla spagna e non religiosi.
    dopotutto se hanno iniziato la causa di beatificazione (vi assicuro che non l’ho chiesta io..) avranno avuto gli elementi per farlo. e siccome le beatificazioni le decide la Chiesa dopo regolare iter ecco cosa dice il postulatore della causa della regina cattolica:
    “in tutto questo immenso materiale (27 volumi…) non si è trovato un solo atto o detto della regina, sia pubblico che privato, che possa dirsi in contrasto con la santità cristiana”.
    basta con le leggende nere…

    Ho fiducia che il dottor Tornielli risponda alla mia domanda.

  47. Giovanni Mandis scrive:

    Guardia Sarda ;) chi si rivede! tanti saluti e li porti anche a Dante (si sente la mancanza…).

  48. Syriacus scrive:

    “Mi permetto invece di formulare una domanda candida e scandalosa a tutti i frequentatori.
    Secondo voi è lecito condizionare il cammino e i tempi di un processo di beatificazione per ragioni politiche, sapientemente e responsabilmente valutate?”

    Secondo me, hai già risposto da te stesso, avendo già fatto mesi fa considerazioni analoghe su Summorum Pontificum, quanto all’ opportunità, diciamo, “politica intraecclesiale” dell’atto magisteriale.
    Il tutto quasi come dire: “Attenzione , il Motu ha creato caos nella vita della Chiesa, altrettanto potrebbe fare una beatificazione di Pacelli nelle relazioni di essa con il mondo ebraico…”

    (Fra parentesi, quest’anno ricorrono i sessant’anni di una certa “Mediator Dei”. Chi l’ha scritta? A proposito di che cosa? E’ o no un documento importante, anche per gli anni e i decenni successivi? )

  49. Matteo Luigi Napolitano scrive:

    La decisione del Papa di corroborare, diciamo così, la parte storica della “Positio” su Pio XII, mi sembra storiograficamente coerente. Dalla preparazione della prima parte storica della Positio a oggi si sono molti fatti passi avanti nelle ricerche (e il libro di Tornielli o attesta).
    Dal mio personale punto di vista, i vantaggi di un riesame storico sono i seguenti: si è molto rafforzata la difesa non apologetica di Pacelli, partendo dalla maggior mole di documentazione oggi disponibile; e, per contro, si è molto indebolita la “leggenda nera” del Papa di Hitler. La commissione prenderà necessariamente atto di quanto sopra, anche perché il bilancio storiografico su Pio XII (santità o no) è nettamente positivo.
    Se da quello storiografico scendiamo (uso il verbo non a caso) a quello diplomatico, le cose cambiano. Non di rado si è manifestato il rischio che la diplomazia israeliana entrasse negli affari interni di uno Stato con cui intrattiene relazioni diplomatiche, ovvero la Santa Sede, in forme talvolta contrarie agli usi consolidati. Detto in altri termini (e anche per bocca dei suoi funzionari del Ministero degli Esteri), non è affare dello Stato d’Israele occuparsi di beatificazioni; come, per contro, non è affare della Santa Sede entrare nelle decisioni di Yad Vashem su chi proclamare Giusto (mi si scusi la forzatura del paragone).
    Se dunque si usa Pio XII per sbloccare un negoziato ormai stagnante o per carpire una posizione di vantaggio in merito ai Luoghi Santi; se insomma lo “sdoganamento” israeliano di Pio XII dipende da ben altro, allora direi che è questo il peggior modo di servire e la storia e la diplomazia.

  50. Vincenzo scrive:

    La circospezione quasi generale che, in questa discussione, ammanta di sè tutto e tutti, è più eloquente di ogni commento: in un Blog di argomenti cattolici, i partecipanti, quasi tutti Cattolici, “hanno fifa” (anzi, abbiamo…) perchè, se appena un po’, ci si azzarda a dire ciò che questo rinvio ha fatto pensare quasi a tutti, ecco che arrivano i fulmini, poi i tuoni, e le lamentazioni e gli alti lai, e le sdegnate accuse di anti… e di filo… e chi più ne ha più ne metta. Ora, dopo tutto questo, vi meravigliate che il Saggio, Accorto ed Inflessibile Papa Benedetto XVI, possa accettare di doversi piegare a qualche compromesso nelle … “motivazioni”, pur di “uscire prima” con la Beatificazione di un Pontefice, evidentemente difficile da “digerire” per Coloro che sappiamo noi (e che non possiamo nemmeno nominare, senza essere tacciati di … etc etc) ? No, io non mi meraviglio: però, sempre secondo me, benchè tutto sia già deciso, non dobbiamo dimenticare che, accanto ad una rinnovata, incrollabile Fortezza, Santa Madre Chiesa, è tuttora dotata di Santa Prudenza e… tempo al tempo, “tutto” si compirà; con nostra grande gioia e, forse, con un bel po’ di scorno, qua e là (anche nelle “nostre” file…). L.J.C.

  51. lycopodium scrive:

    La grazia del Natale ci accompagni tutti.
    Saluti a Pastorelli, con l’augurio che ritorni.

  52. Pipita Delmonte scrive:

    Apparentemente la beatificazione di Papa Pacelli non c’entra nulla con il dibattito sul cerimoniere sacro.
    Pensateci però: c’entra,eccome!

    D’altra parte come non esprimere l’esacerbamento dei nostri cuori nel considerare che nei Sacri Palazzi si discute sulla suscettibilità degli Ebrei, quando un sacro cerimoniere spodestato erra ramingo per il mondo,vagando di salotto in salotto a mostrare le sue lacrime umilmente raccolte in un prezioso libro in cui si rievocano i fasti del cerimoniale postconciliare?

    Non avete cuore!

  53. Luisa scrive:

    Ringrazio chi mi ha dato le spiegazioni dell`assenza di Dante Pastorelli. Non ho seguito tali intemperanze perchè ho per abitudine quando il tono diventa irrespettuoso, estremista, solo per il piacere di esserlo, insultante…di staccare la spina e passare ad altro. Capisco la scelta del Prof. Pastorelli di cui ho sovente ammirato la pazienza, ma a tutto c`è un limite. Mi dispiace però che sia lui a ritirarsi e non chi è stato intemperante.

  54. Francesco73 scrive:

    al mio amico Syriacus

    infatti ho già risposto, anche se per me la ragion politica non è una cosetta di partito, ma qualcosa di nobile che nell’ottica ecclesiale lo diventa ancor di più

    la risposta, però, l’attendevo dagli altri, e vedo che nemmeno tu l’hai data
    vedo che ti attieni all’aureo motto: domande incisive, risposte evasive
    :-)

  55. gino gini scrive:

    Per Mandis e non solo. Dire che il concordato con i nazisti era tanto ben fatto che ancora oggi è in vigore mi sembra una scusante deboluccia. Aggiungere che fu fatto per difendere spazi di manovra e insegnamento, mi sembra frutto di un opportunismo politico che non ha riscontri nel Vaneglo (rovesciava i tavoli dei mercanti e dei potenti, non suggeriva di patteggiare spazi…).
    Comunque, allo stesso modo allora potremmo giudicare gli sforzi dei comunisti e socialisti italiani che si batterono contro le ingiustizie sociali, i latifondi, le assolute assenze di diritti di operai e contadini, contro i parassitismi feudali e nobiliari, dicendo che dovettero collaborare con Mosca al fine di combattere fascismo e nazismo per ottenere qualche risultato (è lei che mi ha detto che se era per la chiesa stavano freschi: avevano stretto alleanze con i fasicsti e i nazisti).
    Ma un’altra cosa non capisco, riguardo ai post su Isabella (tema molto sentito dagli italiani…): i mori e gli ebrei e i mussulmani, li considerate fratelli o nemici?

  56. aldo scrive:

    Ch.mo Prof. Pastorelli RITORNI glieLo chiedo con grande umiltà superi il disagio causato da intemperanze ” giovanili” e ritorni a educarci perchè possiamo ancora crescere interiormente: GRAZIE!!

  57. Garlyc scrive:

    – Mi rivolgo a tutti coloro che si mostrano _completamente_ ossessionati da mons. Piero Marini.
    Ora, è normale che chi frequenta questo blog sia appassionato di vicende ecclesiastiche. Ma non c’è nulla che vi suoni un po’ strano quando rileggete i vostri commenti? Ma mons. Marini vi ha picchiato quand’eravate piccoli?

    – Venendo al tema del post, la beatificazione è fatta per l’utilità pastorale, cioè per additare qualcuno alla venerazione e riconoscerne il culto. Se si dovessero beatificare tutti coloro che sono realmente beati il Vaticano dovrebbe assumere migliaia di persone per dedicarsi alla beatificazione di milioni di sante nonne.
    Quindi è normale che la beatificazione di qualcuno possa essere ritardata per motivi pastorali e per l’utilità della Chiesa.

    – Nella Chiesa si possono avere idee diverse anche sulla liturgia?
    Sì, ma immagino che la cosa che ti scandalizza sia sapere che nella Chiesa si possono perfino avere idee diverse dalle tue.

  58. Barbalbero scrive:

    ben venga un ulteriore esame storico per confutare radicalmente le critiche pseudostoriche che verranno propalate dai “media”; in taloe frangente la prudenza del Pontefice è da encomiare, in considerazione del fatto che vi sta del materiale che ancora non è stato vagliato esaustivamente.
    A maggior ragione perchè stiamo parlando di un Pontefice che da sempre è stato considerato Santo…
    certo se noi cattolici dessimo meno retta ai rabbini (leggasi Isabella di Castiglia) sarebbe senz’altro meglio.

  59. Pipita Delmonte scrive:

    Un altro santo vivente è sicuramente il Cardinale Sepe e nessuno lo vuol riconoscere.
    L’uomo umile,l’uomo santo,l’uomo che ha trascorso il suo martirio nei sacri palazzi romani ed oggi lo sconta in assoluto digiuno nel palazzo di Napoli, dove si sta riducendo a una larva d’uomo.

    L’uomo esemplare che mentre Benedetto XVI nella recente visita a Napoli,ha dato una pacca sulle spalle del Papa augurandogli ” ‘A Maronna t’accumpagne!”

    Quale finezza di stile! Quale dolcezza di viso! Quale grandezza d’animo oltre che di corpo!

    Propongo che a furor di popolo anche lui sia dichiarato SANTO SUBITO!

  60. DANTE PASTORELLI scrive:

    Cari Luisa e Giampaolo, ed ora vedo anche Guardia e Giovanni e Lycopodium,
    un amico mi segnala i vostri interventi.
    Vi ringrazio di cuore per l’apprezzamento (eccessivo) che dimostrate verso la mia persona.
    Io, ormai da anni, non son più professore di nulla, son soltanto un fedele-sacrestano che va avanti nella sua battaglia nella difesa dell’unica vera religione al lume di catechismo e di qualche sana lettura.
    Vorrei fare una precisazione pregiudiziale: non son affatto offeso con Tornelli che è persona dabbene, oltre che bravo giornalista cattolico, e sa quel che fa. Il blog è suo e riprende chi ritiene giusto riprendere. Così come è libero di lasciare spazio a chi ritiene ne abbia il diritto. Su questo argomento avevo già espresso il mio parere.
    Ognuno ha la sua sensibilità. Io mi sentivo in una situazione di gravissimo disagio morale nel partecipar ad un blog in cui scrivevano (non so se ancor vi scrivano) persone che si scagliavan contro la mia religione ed offendevan Gesù, Signore e Redentore. Altri non avverton questo disagio? Per grazia di Dio non siam fatti tutti con lo stesso stampo. Io, restando, mi sarei sentito complice di quell’aggressione e di quella blasfemia.
    Per questo motivo in tutto silenzio mi son fatto da parte. A nessuno impongo il mio modo di vedere, ma se rispetto l’altrui libertà di giudizio, non posso rinunciare al rispetto di me stesso e della mia libertà della quale fa parte integrante l’orrore che mi suscitano certi post.

    QUALCUNO MI CRITICA

    Ciò detto, fo presente che non son riuscito a trovar un post di critica ad un mio intervento sulla Messa e la sua essenza, che m’è stato segnalato: per cui chiedo scusa se rispondo qui, approfittando dell’ospitalità.
    Un sacerdote, non so chi, ma penso possa trattarsi di don Mariano, rileverebbe che 1) erroneamente (“dove l’hai letto” mi si dice esser una domanda a me rivolta) avrei affermato esser l’altare una figura del Golgota, mentre sarebbe una mensa; 2) svaluterei l’aspetto conviviale della Messa; 3) sosterrei che la Messa è il Sacrificio di Cristo che si rinnova, mentre non terrei conto dell’unità del Mistero Pasquale che è costituito da Passione, Morte e Resurrezione di Gesù.
    Vediamo di rispondere e dimostrare l’assoluta inconsistenza di questi rilievi.
    Quale che sia l’etimologia che si voglia attribuir al termine altare, sempre esso contiene il significato di luogo su cui si sacrifica. “Alta ara”, “alta res”, o “altum”, da “alere”, bruciare: il sacrificio si offre su di un’ara, su di una insieme di pietre alto da terra, o su di essi si brucia la vittima perché sia mangiata.
    Io non ho mai escluso l’aspetto conviviale della Messa, perché avrei sostenuto una tesi contraria alla Verità così come l’ho appresa dal Magistero: ho semplicemente scritto che non si può far prevaler questo aspetto, come spesso si fa oggi, su quello fondamentale del Sacrificio: se non si sacrifica la vittima non la si mangia neppure. La Messa pertanto è Sacrificio che perpetua, rinnova, ripete ecc. in modo sacramentale il Sacrificio della Croce; il convito ne è il complemento. I fedeli, per quanto ardentemente raccomandabile sia, possono anche non “partecipare” fisicamente al convito, al pasto: questo esisterebbe ugualmente perché la consumazione della vittima avviene tramite il sacerdote.

    Il ritmo ascensionale dell’altare (e parlo di altare e non di bancarella) simboleggia il Golgota: dove s’è offerto quale eccelsa vittima Cristo se non su quell’altura? (e si torna all’alta ara, alta res).
    Scrive mons. Giovanni Battista Menghini, celebre liturgista, ne “le Sacre Ceremonie” (Roma, 1934): “L’altare è la sacra pietra sulla quale si offre a Dio il Sacrifizio; esso rappresenta il Calvario, perché il primo Sacrifizio fu compiuto da Gesù Cristo su quel monte: anzi rappresenta Gesù Cristo stesso, perché egli è la pietra angolare della casa del Signore…”.
    I gradini rappresentano l’ascesa dolorosa all’altura. Che poi la pietra rettangolare sia chiamata mensa, perché si sacrifica e vi si consuma il pasto salvifico non credo né d’ignorarlo né di averlo mai negato.
    Non ho tempo e voglia di andar a ricercar fra i miei appunti: riporto solo due citazioni tratte dal volume “Il magistero eucaristico di Pio XII”, a cura di Domenico Bertetto, SEI, Torino 1957, che ho sottomano per altra urgente evenienza.
    “Alla Croce, dunque, che fa sacro l’altare, segnacolo della santa fede, sollevate, diletti figli, il pensiero della fede. Nella pietra dell’altare ravvisate la pietra del Golgota; nel sacerdote mirate cristo stesso, Sacerdote in eterno che, per amor nostro, rinnova ed offre, mistero di fede, il sacrificio di se stesso al padre per la remissione dei peccati…” (Radiomessaggio “Bendito Dios”, 13. X. 1940, p. 64). Ed ancora: “Dall’altare del Golgota non è diverso l’altare delle nostre chiese: anch’esso è un monte sormontato dalla croce e dal Crocifisso…” (Radiomessaggio “in questa vibrante adunata” del 10. XI 1940, p.72).
    Non manca chi ha visto nei gradini dell’altare il simbolo della scala di Giacobbe: ma si sa che qualsiasi arredo o paramento sacro contiene più simboli, basti pensare al manipolo oggi in disuso.
    E nel Catechismo della Chiesa Cattolica (ed. 1992) leggo l’art. 1182: “L’altare della Nuova Alleanza è la croce del Signore dalla quale scaturiscono i sacramenti del mistero pasquale. Sull’altare, che è il centro della Chiesa, viene reso presente il sacrificio della croce sotto i segni sacramentali. Esso è anche la Mensa del Signore, alla quale è invitato il Popolo di Dio. In alcune liturgie orientali l’altare è anche il simbolo della Tomba (Cristo è veramente morto e veramente ristorto)”. Ed in liturgie orientali l’altare è anche considerato il Golgota, aggiungo io.
    Dunque l’altare è la Croce del Sacrificio (quindi il Golgota su cui la Croce redentiva fu innalzata) ed anche la mensa. “È anche”: significativo, reputo.
    E, se non ricordo male, Ratzinger in qualche suo libro ha ripreso l’identificazione dell’altare con Cristo, ch’è pietra angolare della Chiesa. Infatti, su ogni altare dovrebbe troneggiare un Crocifisso, anche se sulle bancarelle alla moda non si vede neppure. Così come s’è separato il Tabernacolo dall’altare, per Pio XII inseparabili.
    Ricordo anche che il sacerdote nella messa classica, quando si volge per dar l’assoluzione ai fedeli, prima della comunione, con la mano destra, poggia la sinistra sull’altare: perché quell’assoluzione vien da Cristo, dall’altare-Cristo.
    Dunque, per non avanzar critiche vane ed aver certe risposte non val la pena rivolgersi a me, è sufficiente studiar un po’. Modesto consiglio da sacrestano indotto.
    Quanto alla teologia del Mistero Pasquale ho semplicemente scritto che è pericoloso spostar l’attenzione dal Sacrificio alla Resurrezione, perché, se questa teologia non è ben digerita, può portar fuori strada. Altro non penso d’aver detto. So d’aver scritto che non la Resurrezione è redentiva, ma il Sacrificio. E’ il Sacrificio che soddisfa il Padre perché è Dio stesso incarnato che si sacrifica, Lui infinito, per redimer gli uomini colpevoli d’un peccato infinito e da uomo irreparabile. La Resurrezione ne è il frutto, il complemento (ma ricordiamoci anche dell’Ascensione), la conseguenza, l’annuncio ed il pegno della nostra resurrezione.
    Non ho “diviso” la Resurrezione dal Sacrificio, l’ho distinta, soprattutto nell’ambito della Messa. Noi ci salviamo per i meriti che Cristo ci ha acquisito con la sua Passione e Morte, sacrificio perfetto.
    Quanto alla Messa, essa è il sacramento attraverso cui si rinnova, si reitera, si attualizza il Sacrificio propiziatorio e satisfattorio. Memoriale, se si vuole utilizzare questo termine che molti usano dandogli il significato protestante di “memoria” pura e semplice, per il Sacrificio significa rinnovamento incruento e sacramentale; per la Resurrezione e l’Ascensione significa ricordo, celebrazione di eventi conseguenza di quella Morte. Resurrezione ed Ascensione si ricordano e si celebrano, dunque, non possono rinnovarsi sacramentalmente: altrimenti i sacramenti sarebbero nove e non sette.
    Niente quindi io separo, ma metto ogni cosa al suo posto secondo il Magistero perenne: non c’è Sacrificio senza il complemento della Resurrezione, non c’è Resurrezione senza il Sacrificio che, solo, è redentivo.

    PIO XII. La rinviata beatificazione sorprende soltanto gli ingenui. La lobby ebraica, ivi compreso lo Stato d’Israele, è votata alla “damnatio memoriae” di Cristo e, quindi, di quei pontefici che Cristo han meglio incarnato. Gl’ingrati odierni ebrei, smentendo la gratitudine spontaneamente manifestata dai loro genitori, non voglion questa beatificazione.
    Arriverà, prima o poi non importa, un Papa coraggioso – potrebbe esser anche l’attuale se avrà, come gli auguro, vita lunga – che saprà valutare la santità d’un predecessore sulla base dei suoi meriti e non del giudizio del mondo, in particolare di quello nemico, sia esso ebraico o islamico.
    Quel che m’ha colpito nel discorso di Benedetto XVI ai postulatori, oltre al richiamo alla serietà delle indagini su ogni candidato alla beatificazione (è chiaro il monito: troppi beati son stati dichiarati tali frettolosamente) è una patente contraddizione: da una parte l’invito odierno alla prudenza ed alla paziente attesa, dall’altra la precipitosa obbedienza al “santo subito” con cui non s’è rispettato neppure il periodo di tempo che deve intercorrere fra morte ed apertura della causa di beatificazione, nel caso di Giovanni Paolo II.
    Insomma, ci son santi che han da esser tali a furor di popolo (di un popolo al 90% non cattolico praticante), altri che non han da esserlo, nonostante il parere positivo della Congregazione per i Santi, per rispetto umano. Che dire? Meno male che son vecchio, ormai.
    Auguro a tutti un Santo Natale ed un sereno e spiritualmente proficuo 2008. E scusate l’invadenza. Torno nella mia silenziosa operatività.
    Dante

  61. giuseppe lentini scrive:

    PIO XII SANTO SUBITO!!!

  62. Federico Catani scrive:

    Pio XII santo subito!
    Che gli ebrei non si impicciassero!

  63. Gianpaolo1951 scrive:

    Grazie degli auguri che gioiosamente ricambio, Professor Pastorelli, ma La prego, rimanga con noi!
    Non può privarci ancora del Sua autorevole contributo!
    Abbiamo sinceramente bisogno di sentire la Sua “voce” che è davvero unica!!!

  64. Pipita Delmonte scrive:

    Grazie anche da parte mia ,prof.Pastorelli.
    Mi perdoni le boutades,ma quando ce vo ce vo…

  65. Luisa scrive:

    Mi unisco a chi spera che Dante Pastorelli pur continuando i suoi altri impegni resti qui e continui ad istruirci, e condividere con noi la sua esperienza, cultura e saggezza.
    Allo stesso tempo capisco quanto sia difficile sopportare le offese,gli insulti proferiti da taluni verso la nostra fede e verso nostro Signore Gesù Cristo. Io effettivamente non lo sopporto e esco dalla discussione che poi discussione non è ma solo monologo, occasione gratuitamente offerta di vomitare insulti e odio anti-cristiano, senza alcun desiderio di ascoltare .
    Mi facevo del resto la riflessione ieri, è strano come questo blog abbia attirato molti atei, certi corretti altri molto meno, che approffittano di questo spazio messo generosamente a disposizione di tutti per attaccare la fede cristiana,.
    Allora sì, Dante la capisco, capisco il suo disagio, “tout en souhaitant” (scusate ma non so come girare la frase) che lei continui a partecipare nei modi e tempi da lei desiderati.

  66. Garlyc scrive:

    Spero di cuore che il sig. Pastorelli continui a onorarci dei suoi interventi, al di là di ogni personale consenso (p.es. sulla natura sacrificale della Messa) o dissenso (p.es. nella polemiche sulla beatificazione di Pio XII).

    Tra parentesi, visto che si parla di sensibilità personale, non ho gradito l’intervento di “Pipita Delmonte” sul cardinal Sepe. Se lo si vuole criticare lo si faccia con argomenti che non rischino di assomigliare solo a una presa in giro.

  67. Carlo scrive:

    Sono un ateo (meglio agnostico) che cerca in modo corretto di confrontarsi, apprendere nuove cose e perchè no anche cambiare idea.

    Se tuttavia qualcuno si sente offeso ‘dall’ateismo’ tolgo celermente il disturbo.

  68. Saurus scrive:

    Non vedo come possa indispettire l’ironia di Pipirta o di chiunque altro.
    La vis satirica da che mondo è mondo mette a nudo vizi e virtù del genere umano,senza con questo offendere chicchessia.E d’altra parte questo blog non è una sacrestia per beghine.
    Concordo con la corale approvazione e con il plauso verso le illuminate analisi delprof.Pastorelli.

  69. Blaise scrive:

    Caro Pastorelli,mi unisco a quelli che le chiedono di continuare a scrivere su questo blog.La sua opera di evangelizzazione,come quella di alcuno,non può arrestarsi davanti alle sconcezze che legge da parte dei non credenti.Mi permetto di ricordarle le parole di San Paolo,1 Corinzi 9-13:Vi ho scritto nella lettera precedente di non mescolarvi con gli impudichi. 10 Non mi riferivo però agli impudichi di questo mondo o agli avari, ai ladri o agli idolàtri: altrimenti dovreste uscire dal mondo! 11 Vi ho scritto di non mescolarvi con chi si dice fratello, ed è impudico o avaro o idolàtra o maldicente o ubriacone o ladro; con questi tali non dovete neanche mangiare insieme. 12 Spetta forse a me giudicare quelli di fuori? Non sono quelli di dentro che voi giudicate? 13 Quelli di fuori li giudicherà Dio.

  70. Giovanni Mandis scrive:

    signor Gino,
    intanto citando il Vangelo si potrebbe dire tutto e il contrario di tutto..(la cui interpretazione spetta alla Chiesa e non ai singoli, e io al Magistero faccio affidamento e solo a quello).
    per me tutti gli uomini sono figli di Dio, quel Dio che si è incarnato in Cristo portando a compimento la vecchia alleanza stretta col popolo ebraico e fondando la nuova che fu affidata alla Chiesa nella persona di Pietro. Le pare quindi che possa considerare nemici a priori qualunque uomo, qualunque sia la fede che professa? Gesù stesso come uomo era ebreo e figlio di ebrei, sicchè posso ben dire che io stesso cattolico sono ebreo.
    Purtroppo non tutti gli ebrei hanno riconosciuto Cristo, ma non per questo li considero nemici.
    Della religione ebraica una cosa che non capisco è che non sia possibile diventare “ebrei”, ma che lo si possa essere solo per nascita come se Dio fosse solo il LORO Dio, mentre so che Cristo, che nulla modificò della vecchia alleanza (“iota unum”), è venuto per tutti gli uomini di ogni tempo senza distinzioni.

    I “mori” o musulmani che dir si voglia meriterebbero un lungo discorso a parte, ma di certo non li considero nemici a priori anche’essi (quelli di oggi, perchè quelli del passato che più volte hanno provato a estendere il loro dominio nell’europa cristiana erano nemici, o forse l’europa doveva farsi conquistare?).

    Le critiche che lei rivolge alla Chiesa per quei concordati (che non furono gli unici stipulati con stati europei) mi sembrano basate su una negazione delle dure realtà di quegli anni in cui il nazionalsocialismo (cioè un socialismo ristretto alla nazione, in questo caso germanica) e il fascismo (Mussolini nacque socialista) volevano distruggerla per sostituirsi ad essa per instaurare delle “religioni” pagane e statolatriche in cui l’educazione e la vita delle persone era totalmente in mano allo stato;
    e lo stesso dicasi del comunismo in unione sovietica e dovunque sia andato al potere (sempre e comunque con la forza e con spargimento di sangue). Si ricorda che Stalin e Hitler erano alleati?
    Questo che per farla ragionare che comunismo-nazionalsocialismo-fascismo sono farina dello stesso sacco ideologico materialista, negatore di Dio e nemico della Chiesa con la quale sono stati sfornati “pani” di vario tipo: il pane comunista, il pane nazionalsocialista, fascista e tanti altri che non sto qui a elencare.
    Non vedo cosa c’entri la Chiesa con tutto ciò, avendo essa con largo anticipo condannato queste nefaste ideologie con le quali poi si è trovata a dover convivere e lottare per non scomparire.

  71. Luisa scrive:

    Carlo, a me gli atei, gli agnostici non disturbano affatto quando cercano di discutere con cortesia, educazione, rispetto e correttezza. Purtroppo, su questo blog, troppo spesso, in tanti hanno allegramente valicato i confini del sopportabile.

  72. annarita scrive:

    Grazie al Cielo, Dio non deve rendere conto agli ebrei, di chi ammettere in Paradiso, sicuramente Pio XII è già nella piena Felicità in barba a chi mette i veti in terra, che nulla valgono in cielo.
    Gino Gini permetti che i cristiani in passato possano essersi difesi dalla furia mussulmana, cosa pensi che facessero i mussulmani ogni volta che conquistavano un Paese? Anzi cosa fanno tutt’ora? Cancellano dalla faccia della terra interi villaggi in Africa, fanno attentati in giro per il mondo tanto per tenerci allegri, perchè non lo domandi a loro se gli “infedeli” sono loro amici? Sai cos’ha detto un mussulmano amico dei genitori di un mio amico, che abitavano in Marocco? Che se i loro capi proclamano la guerra santa, loro non devono preoccuparsi, perchè li ammazza lui senza farli soffrire. Questa si che è amicizia! Degli Ebrei è meglio tacere, perchè si potrebbe andare in galera. Sono anche loro per la libertà di pensiero: infatti si può comprare ovunque il libro “Pasque di sangue”. Togliere i cervelli dall’ammasso’ prego! Non parlate come i manuali del perfetto uomo “De sinistra”, che circolano in tutte le scuole, e in tutti i salotti culturali di moda.

  73. Pi.pite Dumont scrive:

    À la sainteté on ne peut pas faire à moins d’indiquer la grand et belle décrit de Sarcozy qu’il deviendra demain non sans raison canonique de Saint Giovanni en Laterano à Rome.
    Avec il toutes ses femmes vieilles et nouvelles et tout son troupeau de fils.
    Pourquoi nous ne pensons pas qu’aussi est-ce que celle-ci soit sainteté pour un Romain canonique?

  74. Garlyc scrive:

    > Non vedo come possa indispettire l’ironia di Pipirta o di chiunque altro.

    Si va a gusti: esprimevo solo la mia sensibilità, senza voler censurare o giudicare nessuno.
    P.S. Non sono un fan del card. Sepe, di cui so poco o nulla.

    A proposito. Il caso del ritiro di “Pasque di sangue” è stato obiettivamente vergognoso.

  75. F. Pernice scrive:

    Che piacere ritrovare la voce chiara e autorevole di DANTE PASTORELLI!
    Nel blog, purtroppo, si sono letti parecchi interventi di sgradevole taglio anticristiano, in qualche caso (non frequentissimo, grazie al Cielo) rinterzati da provocazioni a base di blasfemia, e non desta meraviglia che alcuni dei migliori ospiti abbiano finito per allontanarsi con disgusto. Peccato, davvero.

  76. Francesco Ursino scrive:

    DANTE, BENTORNATO!!!!!!!!!!!!! :)

  77. 100 M.ILIO.NI DI T.ONN.ELLATE scrive:

    DENUNCIA A BPM BANCA ETICA FONDI CARCATERRA

    —– Original Message —–
    From: Domenico Schietti
    To: carabinieri@carabinieri.it ; urp.mi@poliziadistato.it
    Sent: Wednesday, December 19, 2007 7:52 PM
    Subject: OGGETTO: DENUNCIA BPM BANCA ETICA FONDI CARCATERRA

    CARISSIMI

    Volevo comunicarvi che con le foglie e gli scarti di lavorazione agricole si può fare bioetanolo, tronchetti da ardere, cellulosa, arredamenti e materiali edili low cost, ma BPM Banca Etica investe solo in aziende dei nemici dell’umanità.

    Banca Etca BPM dovrebbe investire per statuto in piccole aziende etiche italiane, ed invece investe solo in grandi aziende dei nemici dell’umanità straniere.

    E’ una truffa, migliaia e migliaia di investitori danno i soldi a Banca Etica credendo di finanziare piccoli progetti etici di piccole aziende italiane come la biomassa, la free energy, le riserve di pesca.

    Ecco un tipico fondo comune di Banca Etica BPM, uno dei cosidetti Fondi Carcaterra: neanche un’azienda italiana, neanche una piccola azienda, neanche un’azienda etica

    Valori Responsabili Bilanciato BPM Banca Etica

    TITOLI DI STATO

    Titolo Peso Rating Duration

    Francia

    FRANCE O.A.T 4% 09 2,34% AAA 1,519

    FRANCE O.A.T.5% 2011 1,24% AAA 3,613

    Germania

    B.SCHATZ 3,75% 12/12/2008 7,09% AAA 1,153

    BUND 3,75% 04/01/15 9,17% AAA 6,291

    BUND 4,5% 04/01/2013 4,82% AAA 4,648

    BUND 4,75% 07/2034 1,19% AAA 15,63

    BUND 5% 04/07/2012 3,62% AAA 4,304

    BUND 5,25% 04/01/11 8,02% AAA 2,969

    BUND 5,50% 04/01/2031 1,34% AAA 13,722

    Paesi Bassi

    NETHERLANDS GOVT 3,75% 09 1,15% AAA 1,742

    Totale Titoli Stato 39,97% – -

    AZIONI

    Titolo Peso Paese

    STOREBRAND ASA 1,13% Norvegia

    SVENSKA CELLULOSA AB 0,54% Svezia

    CISCO SYSTEMS INC 1,80% U.S.A.

    DELL INC 1,61% U.S.A.

    ELI LILLY & CO. 2,77% U.S.A.

    GAP INC 2,42% U.S.A.

    IDEARC 1,20% U.S.A.

    INTEL CORP 1,87% U.S.A.

    INTERNATIONAL PAPER 1,07% U.S.A.

    KRAFT FOODS INC. 2,24% U.S.A.

    UNITED PARCEL SERV “B” 1,95% U.S.A.

    VOESTALPINE 0,94% Austria

    COLRUYT NV 1,02% Belgio

    NOKIA 0,95% Finlandia

    BIC 0,73% Francia

    FRANCE TELECOM SA 1,62% Francia

    LAFARGE 0,98% Francia

    PEUGEOT CITROEN SA 1,25% Francia

    SANOFI-AVENTIS 0,68% Francia

    VALEO 0,91% Francia

    VEOLIA ENVIRONMENT 1,53% Francia

    BMW 1,56% Germania

    DEUTSCHE TELEKOM 1,51% Germania

    LINDE AG 2,01% Germania

    RHOEN-KLINIKUM 0,83% Germania

    INDESIT COMPANY 0,16% Italia

    SABAF SPA 0,19% Italia

    KPN NV 0,94% Paesi Bassi

    STMICROELECTRONICS NV 0,48% Paesi Bassi

    TNT NV 0,75% Paesi Bassi

    ENERGIAS DE PORTUGAL 0,61% Portogallo

    RED ELECT.ESPANA 1,38% Spagna

    SWISSCOM 1,23% Svizzera

    ASTRAZENECA PLC 0,89% Gran Bretagna

    BG GROUP PLC 3,57% Gran Bretagna

    CAPITA GROUP PLC 0,91% Gran Bretagna

    CENTRICA PLC 0,85% Gran Bretagna

    DIAGEO 1,06% Gran Bretagna

    FIRSTGROUP PLC 0,86% Gran Bretagna

    JOHNSON MATTHEY 0,58% Gran Bretagna

    PEARSON PLC 0,56% Gran Bretagna

    REED ELSEVIER PLC 1,42% Gran Bretagna

    VODAFONE GROUP PLC 1,89% Gran Bretagna

    YELL GROUP 0,99% Gran Bretagna

    ASAHI GLASS 0,49% Giappone

    ASTELLAS PHARMA 0,97% Giappone

    CANON INC. 0,94% Giappone

    DENSO CORPORATION 0,63% Giappone

    MITSUBISHI ESTATE CO. 0,93% Giappone

    NTT DOCOMO INC 0,53% Giappone

    SONY CORP 0,78% Giappone

    TOYOTA MOTOR CORP. 0,81% Giappone

    Totale Azioni 60,52% -

    Totale Titoli Stato 39,97% -

    Totale Azioni 60,52% -

    Totale Liquidità -0,49% -

    Totale 100,00% -

    COMPOSIZIONE GEOGRAFICA DEI TITOLI AZIONARI

    Area geografica Peso

    America 16,92%

    Area Euro 21,03%

    Europa non-Euro 16,49%

    Asia e Pacifico 6,08%

    Totale 60,52%

    COMPOSIZIONE SETTORALE DEI TITOLI AZIONARI

    Settore Peso

    Consumer discretionary 21,29%

    Consumer staples 7,14%

    Energy 5,91%

    Financials 3,39%

    Health Care 10,14%

    Industrials 9,39%

    Information Technology 12,63%

    Materials 10,12%

    Telecommunication Services 12,75%

    Utilities 7,23%

    Totale 100,00%

    Patrimonio del Fondo: 86.813.888,61 €

    Duration media del portafoglio: 4,38 anni

    Dati aggiornati al 30 Settembre 2007

    BASTA CON LA DISTRUZIONE DELLE FORESTE

    Bisogna finanziare piccole aziende etiche nel settore della biomassa secca e della legna ecologica!

    Si tratta di un complotto globale per eliminare con metodi bastardi oltre 3 miliardi di persone!

    PER LA MILIONESIMA VOLTA VI COMUNICO ANCHE CHE HO INVENTATO UN METODO PER FARE ACQUA POTABILE CON LA SERPENTINA LOW COST AL PREZZO DI 0,002 AL LITRO ANCHE IN MEZZO AL DESERTO DEL SAHARA

    Non posso frequentare da anni i miei amici, devo vivere in povertà assoluta in semiclandestinità, mi hanno usurpato decine di mie idee vendendo centinaia di milioni di prodotti derivati dalle mie idee.

    Il mondo è dominato da alcune gang che fanno il bello e il cattivo tempo su scala globale.

    Vi ricordo anche che ormai da anni ho confutato la legge di Boyle – Mariotte dimostrando che tutto quello che viene insegnato nelle scuole e nelle università scientifiche è falso e quindi che la setta degli ingegneri scientisti manipola la verità per ottenere decine di miliardi di euro di finanziamenti pubblici.

    Vi prego di intervenire, di iniziare le perquisizioni nelle università, nelle sedi dei media, delle banche, e di diffondere la notizia che non esiste nessun problema energetico, ma che si tratta di un complotto globale.

    Domenico Schietti

  78. Scenron scrive:

    Caro Francesco Ursino, leggo ora il tuo post…
    Sono lusingato dal fatto che i miei interventi “accesi” in qualche modo ti siano mancati…vale lo stesso per me! :)
    Purtroppo lo studio “riempie” la maggior parte del mio pomeriggio, quindi posso entrare poco o nulla nel blog del sig. Tornielli per partecipare alle interessanti discussioni che nascono, anche se non posso offrire grandi contributi come te e come tanti altri…ma almeno ci provo!
    Un caro saluto e in caso non ci sentissimo prima, BUON NATALE a te e a tutti i visitatori del blog!

  79. Francesco Ursino scrive:

    Ti ringrazio, ricambio volentieri i saluti e anche gli auguri!!! :)

  80. gino gini scrive:

    Caro Mandis, non ci siamo proprio. Non dimentico affatto che Hitler e Stalin fossero alleati, ma purtroppo per lei il nazifascismo fu sconfitto “anche” da Stalin e dai comunisti. Così come la nostra costituzione è stata scritta dai comunisti nostri, italiani, che tanto assetati di sangue non mi sembrano. Il fascismo ce l’abbiamo avuto in casa, il comunismo no. La chiesa ha fatto concordati col fascismo e questa è una macchia incancellabile.

  81. Antoine scrive:

    Egregio sig. Domenico Schietti, non metto in dubbio quel che dice di sé stesso in uno dei 12.500 siti che parlano di lei: “Mi conoscono in tutto il mondo, io sono il promotore di 100 Milioni di Tonnellate, la persona più famosa e importante del mondo”. Mi domando: con una platea così vasta a disposizione aveva proprio bisogno d’infilarsi in questo blog, dove non c’è posto per invenzioni salvamondo né per altre porcheriole che lei va distribuendo abbondantemente “in tutto il mondo”? Forse ha pensato che i cattolici, famosi per la loro mitezza, faranno finta di non accorgersi neanche della sua petulante invadenza. Io penso che le gioverebbe di più una breve ripassatina(!) a qualche buon trattato di fisica generale. Tuttavia, se proprio vuol tornare fra noi, sia almeno più breve. Auguri. Antoine

  82. Remo Di Medio scrive:

    CAPPELLA ECUMENICA PER CELEBRAZIONI NON CATTOLICHE A S.PAOLO
    L’arciprete all’Osservatore Romano:”Fatto importante per dialogo”postato 1 ora fa da APCOM
    ARTICOLI A TEMA
    Città del Vaticano, 18 dic. (Apcom) – “Daremo la possibilità a comunità cristiane non cattoliche di poter venire a pregare e a celebrare la liturgia”. La decisione è stata annunciata dall’arciprete di San Paolo fuori le Mura, il cardinale Andrea Cordero Lanza di Montezemolo, che – in una intervista all’Osservatore Romano – ha spiegato l’allestimento di una ‘cappella ecumenica’ nella Basilica Papale.
    “E’ un fatto di enorme portata nel dialogo tra i cristiani – ha spiegato – una grande novità portata dall’anno paolino, sei mesi prima del suo inizio. Sta per essere realizzata nell’antica struttura, a croce greca, che finora ha ospitato il battistero. L’altare, risistemato – ha aggiunto Cordero Lanza di Montezemolo – quello che abbiamo trovato e rimosso durante i recenti lavori accanto alla tomba di Paolo, quando l’abbiamo resa visibile ai pellegrini. Quell’altare era proprio accanto al sarcofago e contiene le reliquie di Timoteo di Antiochia, martirizzato nel 311, da non confondere con il discepolo di Paolo, e un’altra piccola cassa che, secondo la dicitura, custodisce i resti di martiri ignoti della stessa epoca”.
    In occasione dell’anno paolino proclamato da Papa Ratzinger, il 28 giugno 2008 sarà anche aperta “la porta paolina, una delle cinque porte della basilica ostiense, quella simmetrica alla vera porta santa. Una porta di legno – ha detto il porporato – semplicissima, che resterà sempre aperta durante l’anno paolino”. Queste iniziative sono state approvate dal Papa che ha ricevuto in udienza l’arciprete di San Paolo ieri mattina.
    Questa notizia l’ho copiata di sana pianta dal sito “Cattoliciromani.com”
    Cari amici, avete letto bene. Un Cardinale di Santa Romana Chiesa, Arciprete della Basilica di San Paolo fuori le mura sulla Via Ostiense, con l’approvazione del Papa, concede una cappella della Basilica per liturgie a comunità cristiane non cattoliche. Io sono scandalizzato. Non trovo le parole per eprimere il mio disappunto. Mi sento tradito dalle gerarchie ecclesiastiche e d’ora in poi non li ascolterò più. Seguirò il Vangelo di nostro Signore così come mi è stato insegnato dal mio santo parroco.
    Mi domando: “Ma essere cattolici oppure ortodossi oppure protestanti è la stessa cosa?” e se no, dov’è la differenza?
    Che abbia ragione chi sostiene che il terzo segreto di Fatima è l’eresia che è entrata nella Chiesa?
    Pare proprio che il Maligno abbia oblubinato le menti di vescovi, sacerdoti e fedeli.

  83. Raffaele Savigni scrive:

    Io invece sono d’accordo col cardinale; e sono scandalizzato per le parole di Remo Di Medio.Non si lasci obnubilare lei dal Maligno, che vuole che la divisione tra i cristiani continui!.
    Anche all’aeroporto di Palermo c’è una cappella ecumenica: mi sembra una buona idea, migliore della “lottizzazione” degli spazi, percepibile ad esempio in Terrasanta.

  84. Giovanni Mandis scrive:

    gino gini lei o ci fa o ci è.

    Stalin e Hitler erano entrambi due sanguinari dittatori, erano PAPPA E CICCIA, erano due facce delle stessa medaglia; stipularono col patto molotov-ribbentrop di spartirsi la Polonia. Hitler poi ruppe il patto perchè convinto di avere una forza militare tale da sconfiggere anche i sovietici.
    L’intervento di Stalin per sconfiggere Hitler nella II guerra mondiale fu puramente opportunistico, e infatti dopo la guerra l’occupazione sovietica si è estesa a tutta l’europa orientale. Quindi non credo sia possibile dare un legittimazione morale a Stalin e ai sovietici per aver combattutto contro il “collega” ed ex-alleato Hitler.

    la Chiesa fece il concordato col fascismo semplicemente per sopravvivere e più ancora per proteggere gli italiani che cattolici volevano restare e non essere indottrinati dalla nuova religione fascista e statolatrica. quindi nessuna macchia per quel concordato.
    è facile dire che una cosa non andava fatta stando seduti comodamente in poltrona, ma secondo lei cosa avrebbe dovuto fare la Chiesa in un frangente storico del genere?

    I comunisti sono comunisti in tutto il mondo e lo si è visto con le vendette dei partigiani comunisti dopo la guerra. Togliatti e il PCI prendevano ordine dal partito comunista sovietico. Se non fosse stato per gli americani che ci hanno liberato, per i cattolici, i liberali o i socialisti che avversavano il comunismo l’italia in mano ai comunisti avrebbe fatto la fine degli altri paesi comunisti e cioè dittatura, privazione della libertà e chi più ne ha più ne metta.

  85. Don Leonardo scrive:

    Veramente perche` questa presa di tempo? I fatti sono conosciuti. Rimangono solo le calunnie contro questo grande Papa per maggior parte le calunnie dei nemici della Chiesa e la verita`

  86. Vincenzo scrive:

    Luisa (Post65)… forse, la Sua interiezione idiomatica…”tout en souhaitant” potrebbe essere liberamente “resa” con il nostro, “…volendo nel contempo sperare che…” o, più concisamente … “con l’auspicio”. E, per l’ormai prossimo Santo Natale di Nostro Signore, Auguri anche a Lei. L.J.C.

  87. annarita scrive:

    E perchè dunque non dare chiese anche alla Fraternità S.Pio X? Sono per caso troppo cattolici per piacere ai vari vescovi ecumenici?

  88. Luisa scrive:

    Grazie Vincenzo ! Malgrado la mia buona volontà e sopratutto il desiderio di essere all`altezza di questa meravigliosa lingua che è l`italiano non sempre ci riesco !
    “Con l`auspicio” mi piace molto e non me ne scorderò …. l`altra espressione pure!

  89. Dario scrive:

    Mi permetto di fare una piccola aggiunta nel discorso tra Mandis e Gino gini: il concordato del 29 sopravvisse alla fine della monarchia passando alla repubblica grazie al voto decisivo del PCI, perchè Togliatti era comunque un realista, consapevole dell’importanza della chiesa. Quindi se quel concordato è una macchia, allora i comunisti hanno aiutato a perpetuarla.

  90. yochanan scrive:

    parole sensate solo nell’intervento n° 15.

    Shalom

  91. Francesco Ursino scrive:

    Per fortuna Gesù vedeva un po’ più lontano di coloro che stavano attaccati come cozze all’applicazione rigorosa delle Scritture… E lo stesso la Chiesa, assistita dallo Spirito Santo che mai l’abbandona…

    Saluti.

  92. gino gini scrive:

    Ok voglio venirvi incontro. se nazismo e comunismo sono la stessa cosa perché non lasciate qualche post al vetriolo sui fascisti e i nazisti come fate per i comunisti? Siate coerenti, su scrivete.

  93. Giovanni Mandis scrive:

    io le rispondo su nazionalsocialisti e comunisti, ma lei che critica Pio XII per i concordati ci dica cosa avrebbe dovuto fare..

    la risposta che le devo è abbastanza semplice, il nazionalsocialismo e il fascismo sono morti o quasi con i loro dittatori dopo 20-30 anni (ovviamente non sono mancati e non mancano i nostalgici, ma mai hanno avuto vere occasioni per riprendere il potere) e non si sono estesi ad altri paesi come invece ha fatto il comunismo (tutt’ora vivo e vegeto) con le sue nefaste conseguenze.
    Dall’urss all’europa orientale, alla cina, ai paesi sudamericani, in africa e ancora oggi fa purtroppo danni.

  94. Giovanni Mandis scrive:

    ah dimenticavo, tra l’altro un certo numero di grandi intellettuali italiani, che ancor oggi pontificano da antifascisti contro il fascismo, si dimisero da fascisti solo dopo che fu sconfitto per diventare viscerali comunisti e per l’appunto anticomunisti…(ulteriore dimostrazione della fratellanza ideologica)

    saluti

  95. gino gini scrive:

    La chiesa non avrebbe dovuto fare concordati con i nazisti e i fascisti. Punto e basta.
    Falso che il fascismo è morto conn i dittatori e che non si è spalmato nel mondo. Franco, Pinochet e gli altri dittatori sudsamericani, Saddam Hussein, i colonnelli in Grecia, Portogallo, e si potrebbe continuare.
    Non liquidi con due parole fascismo e nazismo, le legge razziali e le privazioni di libertaà e gli omicidi di quei disgraziati di uomini. Ci dica cosa ne pensa, ma sul serio però.
    Piuttosto sa cosa penso? Che il comunismo – o quello che pensate voi – sia una vostra fissa ched vi seguirà fino alla tomba, per la semplice ragione che nei suoi valori fondamentali (la giustizia sociale, l’uguaglianza degli uomini, la lotta contro i potenti…) sia ciò che più assomiglia al messaggio evangelico. O mi vorrete dire che è più vicino corrompere i giudici, imaparare a convivere con la mafia (ricorda molto la cosa del concordato con i nazisti), farsi le leggi per evitare i processi, fare i condoni, pagare tangenti, essere sposati e dire pubblicamente di avere dieci donne a disposizione, la Patria e l’Onore, il Duce e altre fesserie come queste?

  96. Luigi scrive:

    tanto per rimanere OT…
    e con dedica a Svigni ;-)

    da: http://www.ecclesiacatholica.com/principale.htm

    domenica 16 dicembre 2007
    Rule, Britannia!

    Nella migliore tradizione degli esiliati, ci giunge dalle remote plaghe d’Inghilterra la notizia che mons. Piero Marini, già discusso Maestro delle Cerimonie ed ora Presidente del Pontificio Comitato per i Congressi Eucaristici Internazionali, non ha mancato di ribadire la propria tetragona ostilità a chi – dopo i suoi oltre quattro lustri di dittatura dello squallore liturgico – osa nientemeno che mettere in dubbio gli eccessi del postconcilio nelle celebrazioni.

    Orrore! Perché tutto questo risuonare d’organo e di gregoriano, questi troni d’oro, questo brillar di broccati, questo baluginar di mitrie gemmate? Dove sono gli stracci di plastica multicolore? Dove le danze di seminaristi africani en travesti? Dove i ritmi tribali che accompagnavano le funzioni del Vicario di Cristo in mondovisione?

    La perfida Albione, anche in tempi remoti, si è sempre prestata a far da nutrice agli eretici, ai sediziosi ed ai rivoluzionari che nel nostro Paese avrebbero trovato più adatta accoglienza nelle patrie galere; negli anni Settanta vi si rifugiavano estremisti di destra e terroristi, talvolta beneficiando di insperato successo altrimenti immeritato. Ed ora questa vocazione ad esser ricettacolo dei più accaniti paladini del progressismo antipapale: dopo la pro-Nunziatura di Teheran per il padre delle peggiori abominazioni liturgiche partorite con l’inganno e la frode, anche Londra entra in lizza ed apre le porte dell’Arcivescovado per accogliervi un prelato che non fa più parte della Curia Romana: figlio spirituale dell’indimenticato mons. Bugnini, del quale non cessa di sventolar le memorie.

    Il libello dell’ex Maestro, A challenging reform, è uscito in lingua inglese come certi pamphlet carbonari. Lo sfrontato j’accuse contro la Curia suona al tempo stesso come un pietoso Cicero pro domo sua, perché l’opera dell’omonimo successore, pur essendo solo all’inizio, non dà adito a dubbi: la liturgia cattolica, e massime la liturgia papale, deve tornare ad esser modello ed esempio di dignità e di solennità, interpretando nei riti quell’ermeneutica della discontinuità con la quale la Santità di Nostro Signore si appresta a riprendere il timone della barca di Pietro dopo decenni di sbando dottrinale e morale. Non è chi non veda il filo rosso che unisce gli zelatori del progressismo liturgico ai caudatari del progressismo teologico: il loro padre è il medesimo, e fu omicida sin dal principio.

    Agitare lo spauracchio del Concilio Vaticano II non serve che ad enfatizzare una sconfitta: oltre vent’anni di barbarie non hanno cancellato la memoria della romanitas liturgica, ed i timidi cenni di ritorno alla millenaria civiltà espressa dai riti papali suonano come una condanna di quell’arrogante protagonismo di un Arcivescovo in cotta e croce pettorale tanto pronto ad umiliare il vegliardo Giovanni Paolo II con osceni costumi circensi, quanto a mettersi in mostra ostentando la grimasse da mai soddisfatto maestrino di multiculturalità.

    Stupisce nondimeno che il Nunzio in Grand Bretagna, Mons. Faustino Sainz Munoz, abbia voluto conferire al pietoso teatrino mariniano l’improbabile carisma dell’autorevolezza: pare fuori luogo che l’Arcivescovo di Londra ed il rappresentante del Papa in terra anglicana abbiano potuto accogliere sotto il proprio tetto il Vescovo ribelle e presenziare ad una conferenza in cui egli attacca senza riguardo il Romano Pontefice. Di certo non mancheranno due riservatissime righe da parte della Segreteria di Stato per rimettere nei ranghi l’ingenuo presule e l’incauto diplomatico.

    Quanto all’autore del libello – del quale sono ben noti panegirici e le generose turificazioni del proprio operato – sarà meglio che prenda a pigione un bilocale con vista sul Tamigi e non si faccia vedere in Roma; ma soprattutto che rinunzi una volta per sempre alla ridicola ambizione d’esser nominato Arciprete di San Pietro al posto del Card. Comastri.
    Baronio

  97. Giovanni Mandis scrive:

    signor Gino i suoi interventi son sempre più ideologici e politicamente schierati.

    “La Chiesa non avrebbe dovuto fare concordati con i nazisti e i fascisti. Punto e basta.”
    Io penso che se uno ha un punto di vista debba anche essere in grado di motivarlo, non è sufficiente dire “punto e basta”. Dica anche perché secondo lei sarebbe dovuto essere così; altrimenti è meglio che stia zitto.
    E sempre precisare i concordati non furono “con i nazisti e fascisti”, ma CON GERMANIA E ITALIA. Tanto è vero che quello tedesco è tuttora in vigore (repetita iuvant).
    (le pare che la Germania post-hitleriana avrebbe mantenuto un concordato filo-nazionalsocialista? non credo; infatti NON fu stipulato per avallare quel regime (che ripetutamente lo infrangeva, anche per indurre la Chiesa a stracciarlo per prima; il che sarebbe stato un ottimo alibi per i nazionalsocialisti per liquidare la Chiesa definitivamente), ma per la Chiesa un modo di sopravvivere e se proprio lo vogliamo dire di salvare il salvabile in quell’orrendo contesto. Mi pare che per lei la Chiesa dovesse semplicemente cessare di esistere.).

    “Falso che il fascismo è morto conn i dittatori e che non si è spalmato nel mondo.”
    Franco non era nè nazionalsocialista nè fascista (l’ultima una facile etichetta contro chiunque si oppongo al comunismo…), fu la risposta tutta spagnola alle follie dei comunisti che com’è noto non furono teneri quando anche in Spagna presero il potere (e la Chiesa lo ha provato sulla sua pelle), non era alleato di Hitler, a differenza di Mussolini non promulgò leggi razziali in Spagna e la tenne fuori dalla II guerra mondiale; e non fece solo quello a quanto pare.. addirittura diede protezione agli ebrei.

    “Rodolfo CASADEI, E se Franco avesse perso…
    tratto da: Tempi, anno XI, 19.01.2006, n. 4, p. 26s.
    Rivalutazione storica del generalissimo…. [...]. il successo del libro dello storico Pio Moa (ex maoista) fa esplodere un caso politico.
    “Non c’è dubbio che il ruolo della Spagna franchista nel salvataggio degli ebrei europei sia stato decisamente superiore a quello delle democrazie antihitleriane (e sempre se fosse necessario ricordarlo al nostalgico signor Gino, i comunisti antihitleriani NON ERANO DEMOCRATICI). Le operazioni di salvataggio che permisero di trarre in salvo dai 30 ai 60 mila ebrei – 45 mila, sostiene un recente studio di uno storico americano – vennero condotte su specifica ed energica richiesta del Generalissimo. Quella di Franco è stata una vera scoperta per me. È una verità scomoda da dire, ma è la verità. E pensare che nell’unica intervista in cui il Generalissimo è entrato nell’argomento, si è limitato a spiegare laconicamente il suo atteggiamento nei confronti degli ebrei come un “elementare senso di giustizia e carità cristiana” (Enrico Deaglio, direttore de «Il Diario»).
    Franco non si ribellò contro la democrazia, ma contro il processo rivoluzionario che aveva liquidato la democrazia in Spagna nel febbraio 1936. Non fu la guerra civile a distruggere la democrazia, ma fu la distruzione della democrazia da parte della sinistra salita al governo che causò la guerra.
    La Spagna è stata fortunata che la vittoria sia toccata a Franco, perché se avesse vinto il Fronte Popolare sarebbe stato instaurato un regime stalinista molto peggiore, che avrebbe certamente preso parte alla Seconda Guerra mondiale, mentre il Generalissimo tenne fuori il paese da tale avventura e inaugurò il periodo di pace più lungo nella storia spagnola.
    La dittatura franchista ha lasciato in eredità un paese politicamente moderato ed economicamente prospero, il che ha favorito la transizione senza scossoni alla democrazia e all’economia di mercato, mentre le dittature comuniste, per le quali simpatizzavano gli antifranchisti, hanno lasciato paesi impoveriti che faticano a risollevarsi.
    Nei quasi quarant’anni che è durato, il franchismo non ha mai avuto alternative: l’opposizione democratica al regime è stata quasi inesistente, l’unica opposizione vigorosa era quella comunista e dei terroristi baschi, molto più anti-democratica del franchismo, e questo ha fatto sì che la maggioranza della popolazione preferisse convivere col regime anziché dare luogo a una resistenza. Finiti i regolamenti di conti del dopoguerra, il franchismo è stato una dittatura mite, autoritaria ma non veramente fascista, con pochi prigionieri politici, quasi tutti estremisti o terroristi, mentre la Seconda Repubblica era stata un’arena di illegalità, violenza politica e abusi tollerati dal governo.
    La democrazia spagnola attuale procede dal franchismo per riforma e non per rottura, come avrebbero voluto gli antifranchisti che tentarono senza successo di sabotare il processo di transizione all’indomani della morte di Franco.”

    Per Pinochet si può dire lo stesso di Franco per quanto riguarda la sua presa del potere (certamente con la violenza, ma sa anche i comunisti non erano teneri..): fu una reazione al comunismo e non mi risulta avesse legami ideologici con Hitler; è colpa mia se il capo delle forze armate cilene non voleva che i comunisti prendessero il potere? non le viene il dubbio che se il comunismo ha scatenato simili reazioni fu perchè era un sistema mostruoso e antiumano e non come ha detto lei
    “Piuttosto sa che cosa penso? Che il comunismo… [....] nei suoi valori fondamentali (la giustizia sociale, l’uguaglianza degli uomini, la lotta contro i potenti) sia ciò che più assomiglia al messaggio evangelico.”; (quest’ultima una delle più grandi offese al Vangelo e a Cristo stesso.)
    Come mai allora dove ha preso il potere, il comunismo ha portato solo morte, miseria, annientamento delle persone, negazione della libertà, invasione di Stati sovrani? Chi li ha uccisi milioni di contadini russi? Chi ha privato della libertà mezza Europa (Stati baltici, Polonia, Ucraina, Ungheria, Cecoslovacchia etc etc)?

    Degli altri che ha detto (“e gli altri dittatori sudsamericani, Saddam Hussein, i colonnelli in Grecia, Portogallo, e si potrebbe continuare”) ci vorrebbe molto spazio per argomentare, ma è quanto meno ardito sostenere che costoro che anch’essi avessero legami ideologici con e prendessero ordini da Hitler così come i partiti comunisti europei han sempre preso ordini e molti soldi dal partito comunista sovietico, in primis quello italiano.
    L’unico che per quanto ne so aveva contatti ideologici col nazionalsocialismo era il Partito Ba’th (Partito della Risurrezione, di tendenze socialiste; toh chi si rivede le tendenze socialiste, strette parenti di quelle comuniste…) di Saddam Hussein.

    “Non liquidi con due parole fascismo e nazismo, le legge razziali e le privazioni di libertaà e gli omicidi di quei disgraziati di uomini. Ci dica cosa ne pensa, ma sul serio però.”
    se ha letto bene quello che ho scritto in tutti i post finora (ma comincio a dubitarne) vedrà bene che non liquido affatto, e per me comunismo, nazionalsocialismo, fascismo sono tutti da condannare e aborrire in quanto COMPLETAMENTE FUORI DALL’OVILE CRISTIANO.

    “O mi vorrete dire che è più vicino corrompere i giudici, imaparare a convivere con la mafia (ricorda molto la cosa del concordato con i nazisti), farsi le leggi per evitare i processi, fare i condoni, pagare tangenti, essere sposati e dire pubblicamente di avere dieci donne a disposizione, la Patria e l’Onore, il Duce e altre fesserie come queste?”
    mi chiedo, tutto questo cosa centra con la Chiesa cattolica?

  98. Paolo Valvo scrive:

    Mi limito ad alcune precisazioni in merito ai tanto vituperati Concordati di cui sopra.
    Non si può dare un giudizio su un trattato internazionale quale è un Concordato estrapolandolo dal contesto nel quale le due Parti Contraenti si sono trovate a negoziare. Il sig. Mandis ha evidenziato un primo punto importante: la Santa Sede non ha mai firmato Concordati “con il fascismo” o “con il nazismo”, ma con l’Italia e la Germania. I firmatari del Concordato tedesco, ad esempio, non sono “Pacelli e Hitler”, bensì Pio XI e Paul von Hindenburg, l’allora Presidente del Reich. Non sono precisazioni di poco conto, visto che stiamo parlando di diritto internazionale.
    Va inoltre ricordato che, per quanto riguarda la Germania, il governo tedesco e la Santa Sede cercarono fin dal 1919 di arrivare a un Concordato, pur muovendo da esigenze diverse, politiche per il primo e pastorali per la seconda. Da questo punto di vista è interessante notare che il testo del Concordato del 1933 ricalca in grandissima parte le bozze più volte redatte nel corso degli anni ’20 dal Nunzio Pacelli e dai funzionari governativi tedeschi. Che poi sia stato Hitler a premere nell’aprile 1933 per la rapida conclusione di un Concordato, è un altro discorso: non si può in ogni caso dimenticare che la Santa Sede ha più volte protestato con il governo del Reich per le numerosissime violazioni dell’accordo. La stessa enciclica “Mit brennender Sorge” del 14 marzo 1937 non esprime certo il desiderio della Santa Sede di collaborare con la causa nazista, ma rappresenta un durissimo atto d’accusa. Detto questo, il vero fatto con il quale fare i conti oggi – nel momento in cui si cerca di dare un giudizio sull’operato diplomatico della Santa Sede in quegli anni – è che il “Reichskonkordat” è ancora in vigore, e che la dottrina giuridica tedesca e internazionale si è più volte pronunziata a favore della validità di questo trattato (c’è una sentenza della Corte Costituzionale tedesca del 26 marzo 1957 in proposito…). Basta leggere il testo dell’accordo per rendersi conto della profonda ragionevolezza di tale decisione.
    Per quanto riguarda invece i Patti Lateranensi, non si può arbitrariamente trascurare l’importanza che – nelle relazioni bilaterali tra la Santa Sede e l’Italia – ha ricoperto la “questione romana” a partire dal 20 settembre 1870. Con il Trattato del Laterano la Santa Sede ha ottenuto il riconoscimento internazionale della propria sovranità sulla Città del Vaticano: anche qui, il Trattato è stato stipulato con l’Italia, non con il fascismo!
    Per quanto riguarda invece il Concordato vero e proprio, sinceramente non ci vedo nulla di strano o di scandaloso: in fondo il Concordato italiano esprime la mutata condizione dei rapporti tra Stato e Chiesa e segna soprattutto il rinnovato riconoscimento – da parte delle autorità civili – del ruolo e della presenza dei cattolici nella società, ponendo fine a un’altrettanto grave ferita provocata dalla presa di Roma del 1870.
    Se nel 1984 – dopo un iter di quasi vent’anni – si è giunti a una revisione e a un nuovo Concordato, non è certo perchè quello del 1929 era un Concordato “fascista”. Semplicemente, dal 1929 al 1984 sono cambiate parecchie cose su entrambi i fronti (tra cui una mutata sensibilità della Chiesa nei confronti del problema della libertà religiosa, come attesta la dichiarazione conciliare Dignitatis Humanae), per cui si è ritenuto opportuno procedere alla stipula di un nuovo accordo, dopo alcuni tentativi (falliti) di limitarsi a “tagliare le foglie secche”.

    Per quanto mi riguarda, dunque, il giudizio sull’operato di Pio XII deve fondarsi sui fatti, cioè sulla storia. In fondo le interpretazioni non possono che seguire i fatti, con buona pace di Nietzsche…
    Per cui se “prendere tempo” nel processo di beatificazione, da parte della Santa Sede, serve a consolidare una certezza storica ormai quasi definitivamente raggiunta (come dimostra una vasta bibliografia nei quali i libri di Andrea Tornielli ricoprono un posto di notevolissimo rilievo), ben venga.
    Resta in ogni caso l’amarezza di dover constatare che ad infangare la memoria di un Papa ci si mette pochissimo, mentre dimostrarne oggettivamente i meriti e le virtù richiede ben più tempo e tenacia.

  99. Raffaele Savigni scrive:

    Post 97: il Fronte popolare spagnolo del ’36 ha molte colpe, ma Franco è stato un dittatore fascista, che ha fatto fucilare a sangue freddo molti prigionieri (ha mai letto “I grandi cimiteri sotto la luna” dello scrittore cattolico monarchico Bernanos?) ed ha inviato a combattere in Russia la Legione azzurra: quindi qualche contatto con Hitler (che oltretutto rase al suolo Guernica) l’aveva. Inoltre rifiutò di graziare alcuni condannati a morte, come invece gli chiedeva Paolo VI. Anche Pinochet ha torturato e ucciso: se non gli piaceva il governo di Allende, perché non si è candidato alle elezioni invece di fare un golpe pagato dalla Cia? Attenzione agli strabismi! Franco e Pinochet hanno fatto la stessa cosa che fece Lenin: un colpo di Stato antidemocratico.E i cattolici che sono stati conniventi (compresi, purtroppo, alcuni vescovi e cappellani militari) ne risponderanno a nostro Signore.

  100. Cosimo De Matteis scrive:

    e lei no?

  101. gino gini scrive:

    Quindi Franco non era un fascista, ma un sincero democratico che reagiva alle follie dei comunisti. Come Pinochet, anch’egli infatti benedetto dalle gerarchie cattoliche. Le ricostruzioni del signor Mandis e non solo fanno acqua da tutte le parti.
    Comunque, voglio ancora seguirlo sulla sua strada. Se i concordati non furono con il nazismo e il fascismo ma con Germania e Italia, ecco, allora Mandis mi dovrebbe spiegare il senso della scomunica dei comunisti (italiani) nel 1949. Se considerati geograficamente non ha senso (come spiegare allora le chiese in tutti i paesi dell’Est? allora i tentativi di concordarto con la stessa Russia di cui ha scritto un altro foirumista?). Se considerati uno specifico italiano, ancora peggio (in fondo, i comunisti italiani, sono quelli che hanno scritto, o almeno collaborato in gramn parte a scrivere, quella costituzione che ancora abbiamo, e che come il concordato con i nazisti, non è stata toccata tanto andava bene, vero forumista…??)

  102. Vincenzo scrive:

    Post 99) Fare finta che tutto ciò che, (su questo Blog)è stato detto qualche settimana fa, sul Golpe del ’73 in Chile, non sia stato mai detto, è tipico di chi ha versato il cervello all’ammasso(i Trinariciuti e i loro stolti Gregari, i Cattocomunisti). L.J.C.

  103. Giovanni Mandis scrive:

    Savigni e Gini, i comunisti spagnoli e cileni e di qualunque parte del mondo NON ERANO CROCEROSSINE…

    Franco e Pinochet, entrambi generali a capo delle forze armate, da dentro la situazione che fu loro dato di vivere, suppongo che avessero sottocchio la situazione dei loro paesi (sicuramente meglio di noi allora assenti e di chi parla con tanta sicumera su cosa andava o non andava fatto); e (sempre suppongo..) hanno fatto quello che hanno fatto PER SALVARE I RISPETTIVI PAESI DAL COMUNISMO consapevoli delle non certo esaltanti prove date nei paesi fino ad allora comunistizzati.

    La democrazia NON è garanzia di “bontà” a priori, Hitler fu eletto in Germania democraticamente, e oggiggiorno anche Chavez….

    E veniamo ad altri che invece NON sono andati al potere con elezioni: Lenin e tutti i suoi eredi del partito comunista sovietico, Fidel Castro, Mao; quindi mi viene da pensare che le rivoluzioni o i colpi di stato van bene se a farle con quelli che stanno bene a voi, ma se a farlo sono altri scatta l’etichetta FASCISTA…

    Detto ciò NON ritengo che Franco e Pinochet siano dei Santi, anche se certo meglio di Lenin e Stalin e di tanti altri comunisti.
    Ho detto e ripeto più volte che comunismo-nazionalsocialismo-fascismo sono fratelli tra loro e che la contrapposizione è tutta una mistificazione per far credere che da una parte ci siano i buoni(ovviamente i comunisti) e dall’altra i cattivi…

    Io parteggio solo per la Chiesa cattolica.

    Quanto ai comunisti italiani scomunicati (ricordo che la scomunica vale solo per chi è cattolico), la risposta è che il cristianesimo è agli antipodi del comunismo e quindi chi è cristiano non può essere comunista.

    Savigni, chissà quanti condannati a morte son stati graziati dai comunisti e senza intercessione del Papa…

    Senza comunisti son convinto che l’Italia avrebbe una Costituzione migliore di quella attuale. (Ovviamente non sono un ingenuo idealista e quindi mi accontento di una mediata coi comunisti, che è sempre meglio di quella cubana o cinese che, probabilmente, corrisponde allo statuto del partito unico.)

  104. Vincenzo scrive:

    Il Marx-Leninismo (Comunismo)… “impedisce la concordia fra gli Uomini”… . San Josemarìa Escrivà de Balaguer. L.J.C.

  105. Raffaele Savigni scrive:

    Non ho mai detto di approvare le rivoluzioni russa, cinese, cubana: certo, anche Lenin, Mao, Castro sono andati al potere con la violenza, non con le elezioni. Ma diversamente da voi, io sono contrario allo stesso modo sia al fascismo, sia al comunismo btotalitario: non ho preferenze per il primo solo perché in genere (non sempre: basti pensare a mons. Romero e ai tanti preti e cristiani uccisi dai dittatori sudamericani) più indulgente verso la Chiesa e i cristiani. Quanto a mons. Escrivà, il fatto che sia stato canonizzato non significa che non abbia detto in vita sua qualche sciocchezza anche lui.

  106. Raffaele Savigni scrive:

    Aggiungo che i comunisti italiani non sono mai saliti al potere con la violenza (nonostante le violenze dell’immediato dopoguerra): Togliatti votò l’articolo 7 della Costituzione e aprì ai cattolici col discorso di Bergamo (poi ripreso da Berlinguer); e ora non mi sembra di vedere rischi da quella parte. Se diamo credito (giustamente) a Fini, che ha superato col suo “revisionismo” il fascismo, perché non dare un uguale credito a D’Alema e Fassino, e persino a quel personaggio folkloristico che è Bertinotti?

  107. Federico Catani scrive:

    Signor Savigni, non è San Josémaria, ma lei a dire una gran quantità di stupidaggini!
    E’ ridicolo e gravissimo cercare di difendere il comunismo, anche quello italiano! Si vergogni!

  108. Vincenzo scrive:

    In un libro di 350 e più pagine “Amici di Dio”, San Josemarìa Escrivà de Balaguer, “parla” del Marxismo, solo una volta, e lo fa solo al punto 170-171, e, testualmente, solo nei termini chiarissimi ed acuti che ho riportato nel post 104.
    Certo,in linea di principio, lo sapevo anche prima di leggerlo in quelle righe, che il Comunismo, “gode” della divisione (Lotta di Classe) fra coloro che sono impegnati nei diversi compiti e incombenze, tutti indispensabili per far funzionare una società complessa come quella moderna ed attuale, ma San Josemarìa ha condensato una terribile, evidente, verità: per giustificare la propria esistenza, l’ideologìa Marxista, fomenta la discordia, non invita alla reciproca comprensione, sopportazione e tolleranza. Non è vero?
    Attenzione, ho esempi di prima mano, testimonianze stampate e mai smentite da citare con tanto di bibliografìa, di veri e propri atti criminali, perpetrati… “contro” lavoratori non scioperanti (perchè bisognosi di guadagnare per far mangiare la propria Famiglia), compiuti in perfetta sintonìa con le direttive politiche e sindacali del “Partito”. Questa è la verità, altro che sciocchezze dette da San Josemarìa.
    Senza voler offendere nessuno, ma, essere Cattolici, e voler andare d’accordo, “per forza, a tutti i costi”… con i Marxisti, è semplicemente idiota; e, questo è talmente evidente, che non proseguirò in questa sterile polemica. Peggio per chi … . L.J.C.

  109. Matteo Luigi Napolitano scrive:

    Sarebbe bene si avessero presenti alcune circostanze nel valutare la condotta del Vaticano in tema di Concordati e di rapporti con le dittature.

    1)I Concordati, come alcuni su questo forum sanno benissimo, è la via ordinaria per cui la Santa Sede tutela le libertà dei cattolici dello Stato con cui li stipula. Pertanto essi servono proprio laddove la libertà dei cattolici viene ad essere minacciata, dunque per regolare i rapporti con gli Stati dittatoriali.
    In Vaticano si pensò addirittura a un concordato con l’URSS, desistendovi per alcune intuibili problematiche (prevalenza di ortodossi sui cattolici, impossibilità di guadagnarsi l’assenso degli ortodossi a un tale concordato, soprattutto perché la base di consenso del regime sovietico (come emergerà bene proprio dopo l’attecco tedesco all’URSS del 22 gugno 1941)era proprio ortodossa di matrice zarista.
    Questo tuttavia non vuol dire che la Santa Sede non esaminò la possibilità di un concordato anche coi sovietici.
    Paolo Valvo ha sottolineato una cosa giustissima e io stesso l’ho ricordata in un articolo su “Nuova Storia contemporanea”, di cui troverete una mia sintesi per Zenit al seguente indirizzo:
    http://www.zenit.org/article-10665?l=italian

    Riassumo anche qui la parte sul tanto vituperato Concordato del 1933, anche perché Tornielli l’ha ripresa e valorizzata nel sua bella biografia di Pio XII.

    Nobécourt ci racconta che quando von Papen viene inviato a Roma per negoziare l’accordo con il Vaticano, egli porta con sé dei progetti di Concordato risalenti al 1922 e al 1924. Sono testi molto favorevoli alla Chiesa cattolica, concepiti da una Germania non ancora nazista: quella Germania poi nota sotto il nome di Repubblica di Weimar. Questi testi non soddisfano Hitler, ma lui è appena arrivato al potere e il consenso dei Cattolici gli serve. Quindi deve in un certo senso far buon viso.

    «I vantaggi per la Germania di un Concordato “tollerante” con la Chiesa sono evidenti: in termini di guadagno dell’opinione pubblica cattolica (di cui una parte ahinoi! ingrossa le file naziste) e quindi di crescita della base di consenso. L’altro vantaggio sta nel sistema costituzionale che Hitler ha modificato. Non serve più un difficile negoziato tra le forze politiche nel Reichstag per venire incontro ai desiderata della Chiesa. Hitler stesso ha, dopo le nuove elezioni del marzo, i pieni poteri per negoziare grazie all’ampia delega del Reichstag.
    Insomma, sin dall’inizio, gli ostacoli che avevano impedito la missione di monsignor Pacelli in Germania erano rimossi da Hitler il quale, su trentatré articoli del Concordato, ne accettava ventuno della versione vaticana. Fu posta una sola condizione: l’esclusione dei preti dalla vita politica. Ma la scuola confessionale era mantenuta. La Chiesa raramente aveva visto un concordato così vantaggioso, e così rispettoso dei suoi diritti» (Nobécourt, Le Vicaire et l’Histoire, 157).

    E qui vengono le valutazioni sugli uomini.
    Per Nobécourt da un lato von Papen è il futile e incapace statista che nutre illusioni sulla durata del Concordato. Dall’altro il Vaticano e Pacelli non si fanno molte illusioni che un Concordato così vantaggioso sia destinato a durare (Nobécourt, 158).

    Quali dunque le ragioni della firma del Concordato?
    A nostro avviso va anzitutto rilevato un dato alquanto singolare: per quanto paradossale sia, l’interpretazione estremista data da alcuni critici di Pacelli e del Concordato è assai simile a quella nazista. Hitler dice che grazie al Concordato è stata data alla Germania una possibilità di creare un’atmosfera di fiducia per combattere il giudaismo internazionale.

    Il quotidiano nazista Völkischer Beobachter scrive che con il Concordato si è avverato «il riconoscimento dello Stato nazionalsocialista da parte della Chiesa cattolica». E scrive Rosenberg dalla prigione di Norimberga: «Il Concordato doveva soprattutto contribuire ad abbattere il muro innalzato intorno alla Germania dal boicottaggio morale e politico di cui essa era oggetto nella vita internazionale».

    Ma fu lo stesso Pacelli a spiegare che cos’era il Concordato al Ministro inglese in Vaticano, in una conversazione del 19 agosto 1933. Sia libero ognuno di formarsi una propria opinione su queste parole del ministro inglese in Vaticano:

    «Il Cardinale Pacelli ha deplorato la condotta del Governo tedesco sul suo territorio, la persecuzione degli ebrei, il modo di agire nei confronti degli oppositori politici, il regno dal terrore a cui è sottomessa tutta la nazione. Ho detto a Sua Eminenza che avevo inteso esprimere, in Italia e altrove, l’opinione che questi avvenimenti non erano che manifestazioni di uno spirito rivoluzionario. Col tempo, colla responsabilità del potere, Hitler sarebbe tornato alla normalità, avrebbe temperato lo zelo dei suoi partigiani e ripreso i metodi più normali di governo. Il Cardinale rispose con insistenza che non vedeva alcuna ragione perché la politica interna del governo tedesco dovesse subirà alcuna modifica.
    Queste riflessioni sul tristo comportamento della Germania portarono il Cardinale a spiegare il modo in cui aveva firmato un Concordato con gente del genere. Una rivoltella, egli disse, gli era stata puntata alla tempia ed egli non aveva avuto scelta. Il governo tedesco gli aveva offerto delle concessioni e queste concessioni, bisogna ammetterlo, erano più ampie di quelle che avrebbe accettato qualsiasi governo tedesco anteriore; egli doveva scegliere tra un accordo sulle grandi linee e l’eliminazione virtuale della Chiesa cattolica dal Reich…Egli desiderava farmi conoscere i fatti perché io sono in grado di apprezzare il dilemma del Vaticano. “La Chiesa, proseguì egli [Pacelli], non doveva forgiare un asse politico. Essa si situava al di fuori dell’arena politica. Ma era in gioco la salvezza spirituale di venti milioni di anime cattoliche in Germania; era la prima e invero l’unica considerazione. Se il Governo alleato violasse il Concordato – ed è certo che lo farà – il Vaticano disporrebbe di un trattato come base di protesta”. “In tutti i modi, aggiunse il Cardinale con un sorriso, i tedeschi non violerebbero probabilmente tutti gli articoli del Concordato allo stesso tempo”». (Il Ministro inglese in Vaticano, Ivone Kirkpatrick, al Ministro degli esteri Vansittart, 19 agosto 1933, Documents on British Foreign Policy, Second Series, vol. V, p. 524).

    Non si può allora non concordare con le parole di Nobécourt (che fra l’altro riproduce integralmente nel suo libro il documento appena citato, cfr. pp. 343-344) , il quale ha scritto:
    «Per il Segretario di Stato [Pacelli], il Concordato rappresentava il risultato più inatteso di una decina d’anni di vani negoziati condotti con gli uomini politici socialisti o membri del Centro. In dottrina, la Santa Sede non firmava questo accordo con un regime ma con una nazione; le clausole dovevano in ogni caso sopravvivere all’hitlerismo» (Nobécourt, p. 161).

    Il polso della situazione del tempo ce lo dà anche il Time del 17 luglio 1933 (uscito quindi quasi contemporaneamente alla conclusione del Concordato):

    «Gran parte degli osservatori tedeschi di cose di Chiesa sembrava sentire che lo Stato nazista avesse ceduto abbastanza a Roma per evitare una guerra aperta con un nemico potenzialmente pericoloso».

    Era dunque il nazismo che col Concordato aveva ceduto al Vaticano. E non viceversa. Questa la temperie degli eventi visti con gli occhi dei contemporanei di Pacelli.

    Ma che il Concordato sia un accordo concluso dal Vaticano non col Governo nazista ma con lo Stato tedesco viene dimostrato dal fatto che tale accordo non scompare con la caduta del regime hitleriano. Infatti il Concordato del 1933:

    a) Viene esplicitamente riconosciuto in vigore nello scambio di note del 16 e 17 luglio 1956 tra Santa Sede e Repubblica Federale tedesca, relativo all’interpretazione dell’articolo 26 del predetto Concordato.

    b) Viene ricordato come una delle basi per il Concordato tra Santa Sede e il Land Niedersachsen (26 febbraio 1965, primo alinea del preambolo).

    c) Viene esplicitamente riconosciuto vigente dal primo dei due accordi tra Santa Sede e Land bavarese firmati il 2 settembre 1966 (articolo 2).

    d) Viene esplicitamente riconosciuto vigente nell’accordo tra la Santa Sede e il Saarland (12 novembre 1969, terzo alinea del preambolo e articolo 1).

    e) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato nell’accordo tra Santa Sede e Land bavarese (17 settembre 1970, articolo 2; e articolo 2 del protocollo finale).

    f) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato nella Convenzione tra Santa Sede e Saarland (12 febbraio 1985, preambolo e protocollo addizionale, paragrafo IV).

    g) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dall’accordo tra Santa Sede, Sassonia-Anhalt, Brandeburgo e Stato libero di Sassonia (13 aprile 1994, preambolo).

    h) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dall’Accordo tra Santa Sede, Brandeburgo e Sassonia (4 maggio 1994, preambolo).

    i) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dall’Accordo tra Santa Sede e Turingia (14 giugno 1994, preambolo).

    l) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dell’Accordo tra Santa Sede e la Città libera e Anseatica di Amburgo, il Land Meclemburgo-Pomerania Anteriore e il Land Schleswig-Holstein (22 settembre 1994, preambolo).

    m) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato nell’Accordo tra Santa Sede e Sassonia (2 luglio 1996, preambolo, primo “considerando”, art. 13 secondo comma, che richiama esplicitamente il valore dell’art. 14 “del Concordato tra la Santa Sede e il Reich germanico del 20 luglio 1933″; lo stesso accade nel protocollo finale).

    n) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dall’Accordo tra Santa Sede e Turingia (11 giugno 1997, preambolo, articolo 5 comma 2).

    o) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dall’Accordo fra Santa Sede e Meclemburgo-Pomerania (15 settembre 1997), al cui ultimo “considerando” del preambolo si legge che «resta in vigore il Concordato fra la Santa Sede ed il Reich Germanico del 20 luglio 1933».

    p) Viene esplicitamente riconosciuto vigente e richiamato dall’Accordo tra Santa Sede e Sassonia-Anhalt (15 gennaio 1998), il cui terzo “considerando” dichiara «vigente il Concordato fra la Santa Sede e il Reich germanico del 20 luglio 1933».

    Se il Concordato fosse stato considerato prova di una complicità nazi-vaticana, esso sarebbe stato giudicato estinto con la “debellatio” della Germania nazista nel 1945, esattamente come accadde ai patti nazi-sovietici del 1939 (anche se Stalin voleva chiaramente mantenere la parte di Polonia conquistata grazie a quei patti!).

    Nel caso di questi accordi, soprattutto di quello del 29 settembre 1939, erano i due governi tedesco e sovietico a dire che il loro accordo sarebbe stato «il solido fondamento per il progressivo sviluppo di relazioni amichevoli tra i due popoli». La natura politica (e ideologica) prevaleva su quella giuridica e squisitamente inter-statuale. Cessato di esistere il nazismo e sul finire della guerra, i patti furono considerati nulli.

    Se il Concordato non fosse stato un atto così vantaggioso per la Santa Sede e, per così dire, la carta fondamentale dei rapporti Stato-Chiesa in Germania, esso si sarebbe estinto da un pezzo. E invece no! Quel Concordato siglato nel 1933 da Pio XI con i plenipotenziari del Presidente del Reich Hindenburg fu tenuto in vita non solo da Pio XII (che è dire un’ovvietà, dato che Pacelli ne fu uno degli artefici da Segretario di Stato di Pio XI), ma anche da Giovanni XXIII, da Paolo VI, da Giovanni Paolo I e da Giovanni Paolo II.
    Tutti questi Papi da un lato, e la Germania e i suoi Länder dall’altro, riconobbero sempre valide le clausole del Concordato del 1933, applicandole nei casi di specie insieme a nuovi accordi.

    Pertanto, chi sostiene che il Concordato del 1933 fu il caposaldo della complicità vaticana col nazismo, e processa Pio XI e Pio XII per questo motivo, dovrebbe poi aprire un processo “postumo” contro i successori di Pio XII, “rei” di aver tenuto in vita quel Concordato. E naturalmente dovrebbe processare anche tutti i governi tedeschi (a partire da Adenauer in poi, fino a giungere ai governi di sinistra; per non parlare dei Länder) che in tutto questo tempo hanno riconosciuto vigente quel Concordato.

    Chi chiamare allora per primo sul banco degli imputati per questo “delitto” di “complicità postuma” con Pio XII? “Giovanni il Papa buono”, “Karol il grande”, o un Premier tedesco a caso, magari un socialdemocratico o un post-comunista?

    2) All’avvento di Hitler neessuno rompe i ponti con lui, nemmeno l’Unione Sovietica, la cui ambasciata rimane tranquillamente a Berlino, obbedendo alle forme diplomatiche vigenti (Ogni nota diplomatica cominciava con con le seguenti parole: “Il Governo delle Repubblica Federativa Socialista dei Soviet ha l’onore di attirare l’attenzione del Governo del Reich ecc.)
    Si dice che Pacelli non doveva fare i concordati eccetera. Val la pena di ricordare che che il Vaticano è il primo (e il solo) a intervenire per gli ebrei tedeschi, fin dall’aprile del 1933, ossia a pochi mesi dall’avvento di Hitler al potere). Quanto all’URSS, essa stipula sia con l’Italia fascista (settembre 1933) sia con la Germania Nazista (a parte gli accordi commerciali, due accordi politici di non aggressione e di “amicizia” (rispettivamente del 23 agosto e del 29 settembre 1939), con annesso al primo un protocollo segreto di spartizione della Polonia e dell’Europa orientale, che solo Gorbabiov ha avuto il coraggio di ammettere, dopo decenni di dinieghi e menzogne storiografiche da parte dell’Accademia delle Scienze di Mosca).
    Per cui non giova a nulla valutare la storia con gli occhi di oggi. Perché se la si guarda così, anche e soprattutto l’URSS non esce indenne da un severo giudizio su quegi ann, laddove proprio il Vaticano appare invece (e posso riprodurre le prove documentarie archivistiche) una delle poche voci critiche, paradossalmente insieme a molti antifascisti (anche comunisti) emigrati all’estero.

    3) Va infine ricordato un altro elemento. Per tutti, democrazie e URSS, il trattamento degli ebrei tedeschi con le leggi razziali del marzo 1933 è affare interno della Germania. Fino allo scoppio della seconda guerra mondiale, nessuno fa diventare la questione ebraica un problema internazionale, vicendo la regola (sancita proprio dal diritto internazionale generale) della non interferenza negli affari interni di uno Stato.
    Detto in altri termini, dato che l’URSS fece così tanti accordi con la Germania nazista, anche per Stalin il modo in cui Hitler trattava gli ebrei non lo riguardava (aprire il capitolo sul trattamento degli ebrei sotto l’URSS sarebbe altra questione ma non meno interessante).
    Va inoltre ricordato che fino alla vigilia dell’Operazione Barbarossa (attacco tedesco all’URSS, 22 giugno 1941), Stalin continuì a sostenere lo sforzo bellico nazista con ingenti forniture di materie prime.

    Se quindi vogliamo ragionare in termini di storia in bianco e in nero, avendo a parametro valori di oggi che prima non esistevano (Diritti dell’uomo, il dovere degli Stati d’ingerirsi negi affari interni di un altro per ragioni umanitarie, per cui si batté Karol Wojtyla), allora non riusciamo a comprendere gli eventi e asserviamo la storia alla politica o, peggio, all’ideologia.

  110. Giovanni Mandis scrive:

    Savigni il principale destinatario del mio intervento era il signor Gini (ha detto addirittura che il comunismo è quanto di più vicino al Vangelo…);
    anche io ho detto e ridetto che per me entrambe le fazioni (per semplificare comunismo da una parte e nazionalsocialismo-fascismo dall’altra) sono in errore e non parteggio per nessuna e che oltrettutto erano fazioni strettamente imparentate che si litigavano il dominio sulle nazioni e le persone.
    Contestavo semplicemente la sua riduttiva definizione di “fascista” per Franco e Pinochet che mi pare non tenga conto di cosa volesse dire in quei paesi e a quei tempi vedere salire al potere dei comunisti “duri e puri”;

    In Italia i comunisti non hanno preso il potere perchè gli è stato impedito subito dopo la guerra, grazie al cielo.. e Togliatti avrà anche votato quell’articolo, ma è indiscutibile che il suo partito fosse una emanazione di quello sovietico.

  111. Cosimo De Matteis scrive:

    non han preso il potere per merito di NOI cattolici.
    (ogni tanto prendiamoci i nostri meriti)
    e,come è noto,non tanto e non solo la dicci,
    ma i comitati civici di quel SANTO UOMO
    CHE FU LUIGI GEDDA.
    (ma l’ha storiografia sedicente cattolica-quella dossettialberigoscoppolaecc-l’ha dimenticato. han persino dimenticato,mistificato e rinnegato sturzo)

  112. Cosimo De Matteis scrive:

    quiz di natale: difende gli omosessuali “che soffrono”, attacca mons.Escrivà, Franco, ed il sottoscritto.
    ama svisceratamente l’ecumenismo e vede il suo Divino Apogeo nella cappella ecumenica dell’aeroporto di palermo(contento lui…).

    chi è?

    premio in palio: una copia de “l’idea popolare” di bianchi e gaiani(che nonostante girino l’italia su e giù da tre anni a promuoverlo-a spese nostre,naturalmente- e nonostante ogni tanto mettano la manchette pubblicitaria su avvenire(complice?per me si.come quando mettono la manchette di tal g.invito che è pazzo di sartre e i cattocomunisti della emp gli pubblicano “Dio.una passione inutile”,solo il titolo fa vomitare), nonostante ciò avran venduto 16 o diciassette copie.

  113. Xpas scrive:

    …e gli armenti continuano a muggire(21)…
    comunque il comunismo non è il male ma il peggio

  114. Remo Di Medio scrive:

    Raffaele Savigni nel post n. 83 scrive: “Io invece sono d’accordo col cardinale; e sono scandalizzato per le parole di Remo Di Medio.Non si lasci obnubilare lei dal Maligno, che vuole che la divisione tra i cristiani continui!”.
    Innanzitutto sig. Savigni lei manca di carità nei miei confronti quanto dice di essere scandalizzato dalla mie parole e di non laciarmi obnubilare io dal Magligno” (quamdiu fecistis hoc uni ex his fratibus mei minimis, mihi fecisti).
    Poi io non vorrei nessuna divisione tra cristiani: quelli non in comunione con la Chiesa cattolica, diventino cattolici e così cesserà la divisione. Che forse le Chiesa cattolica dovrebbe diventare luterana? o come altre sette protestanti? Nelle chiese di culto cattolico è consentito solo il culto liturgico della Chiesa cattolica e non altri, nemmeno quello ortodosso e, men che meno, quello luterano o protestante, assolutamente mai un culto non cristiano e quindi di infedeli (leggi musulmani, come aveva ventilato tempo addietro il vicario della vacante sede di Livorno).
    Per quanto concerne, in particolare, i luterani che non riconoscono la presenza reale di Gesù nell’Eucaristia, ricordiamo le parole del Signore: “Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue ha la vita eterna e io lo risusciterò nell’ultimo giorno. Perché la mia carne è vero cibo e il mio sangue vera bevanda. Chi mangia la mia carne e beve il mio sangue dimora in me e io in lui. Come il Padre, che ha la vita, ha mandato me e io vivo per il Padre, così anche colui che mangia di me vivrà per me. Questo è il pane disceso dal cielo, non come quello che mangiarono i padri vostri e morirono. Chi mangia questo pane vivrà in eterno”.
    A queste parole seguì la Confessione di Pietro, in risposta alla domanda di Gesù ai Dodici: «Forse anche voi volete andarvene?», riferendosi ai discepoli scandalizzati dalle parole di Gesù e che, perciò, non lo seguivano più. Gli rispose Simon Pietro: «Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna»
    Ora i luterani sono come quei discepoli che si tirarono indietro e non andavano più con Gesù. E noi dovremmo farli pregare nelle nostre chiese?, e dovremmo consentire un sacrilegio? dimenticando che “Terribilis est locus iste? (Genesi, 28,17)”.
    O credi che noi calandoci le braghe con i luterani e gli altri protestanti, riusciremo a riportarli in seno alla Chiesa cattolica? O non piuttosto adattandoci noi alle loro idee anche molti cattolici si protestantizzerebbero, come del resto è già accaduto con la liturgia della messa che da una gran parte viene considerata solo e soltanto una mensa eucaristica (ma per i luterani è assente Cristo nelle sacre specie) e non, invece, come è in effetti, il sacrificio della Vittima immolata che ha versato sul legno della croce il suo sangue per la nostra salvezza “Egli portò i nostri peccati nel suo corpo sul legno della croce, perché, non vivendo più per il peccato, vivessimo per la giustizia; dalle sue piaghe siete stati guariti.” (Prima lettera di Pietro, 2, 24-25).

  115. Raffaele Savigni scrive:

    Cosimo de Matteis, le tue battute non fanno ridere. Il merito della sconfitta del comunismo il 18 aprile fu di De Gasperi, non principalmente di Gedda (che, già simpatizzante del fascismo, cercò negli anni successivi di condizionare pesantemente la vita politica e religiosa italiana, cacciando dall’Azione cattolica personew validissime come Carlo Carretto ed Arturo Paoli). Non metta Gedda assieme a Sturzo, per favore: Sturzo era l’esatto contrario del clericalismo di Gedda, anche se fu trascinato suo malgrado nell’infelice “operazione Sturzo”. Ben fece De Gasperi a rifiutare l’alleanza coi fascisti, viuta da Gedda! Inoltre Gedda causò gravi danni alla Chiesa ed ai cattolici italiani, imbarcandoli in quell’operazione sbagliata che fu il referendum sul divorzio del 1074, quando c’erano molte possibilità di rendere più restrittiva la legge grazie all’emendamento Carettoni (lo dimostra il Diario dell’ambasciatore Pompei, pubblicato dal Mulino).

  116. Raffaele Savigni scrive:

    “Poi io non vorrei nessuna divisione tra cristiani: quelli non in comunione con la Chiesa cattolica, diventino cattolici e così cesserà la divisione”.
    Se il rimedio fosse così semplice, non ci sarebbero stati tanti anni di dialoghi teologici, che durano tuttora, per merito soprattutto del card. Kasper. Non si tratta di “calare le brache”, ma di riconoscere che molte incrostazioni storiche (che hanno favorito la divisione) possono essere corrette e superate. Ad esempio un modo sbagliato di presentare le indulgenze; un rifiuto non meditato della Comunione sotto le due specie e della lettura diretta della Bibbia da parte dei laici; un eccessivo clericalismo… Si può rinunciare ad aspetti non essenziali per favorire la comunione, senza “calare le brache”. E i protestanti a loro volta potrebbero rinunciare ad un rifiuto immotivato del monachesimo, del ministero sacerdotale e papale e così via.Certo non è facile; ma perchè non provarci? La comunità di Taizé ci ha mostrato che un percorso di avvicinamento è possibile, con grandi vntaggi spirituali. Provi a leggere gli scritti di Max Thurian, passato al cattolicesimo attraverso Taizè.

  117. Cosimo De Matteis scrive:

    SAN JOSEMARIA E. “Non disperdere le tue energie e il tuo tempo, che sono di Dio, tirando sassi ai cani che abbaiano sulla tua strada.Ignorali”

  118. Vincenzo scrive:

    … “Tutto va ben, Madama la Marchesa.. tutto, va ben)… soprattutto adesso che, l’A.C. ha da decenni smesso di essere quella di L.Gedda … .Gedda… Fascista? No, semplicemente, Gedda “Cattolico”, senza se e senza ma. Oggi, soprattutto fra i tremebondi irenisti in SPE e i “Cattocomunisti … Novus Ordo”, è di moda, standosene seduti davanti alla “TV-rimbambisci-popolo”, dare addosso a quegli Italiani vecchio stampo, che, come Gedda, vissero “in piedi” la loro perigliosa stagione.
    Peccato che, chi con tanta acredine, anche in questo Blog, parla di queste cose, mostri, il più delle volte, di non averne capito un granchè. L.J.C.

  119. Raffaele Savigni scrive:

    Non amo stare davanti alla televisione.E non nutro una particolare acredine nei confronti di Gedda: semplicemente lo considero un uomo del passato, le cui idee sono superate; mentre giudico più vitale l’insegnamento di Sturzo, De Gasperi, Maritain, Lazzati eccetera. Noto che Cosimo e Vincenzo non hanno risposto alle mie osservazioni se non con battute superficiali.Non sempre chi grida più forte è colui che combatte nel modo più efficace un pericolo: a volte la tattica migliore è un’altra.Quanto al cattolico “in piedi”, ricordo una bella frase di Monticone sull’Azione Cattolica che “obbedisce in piedi”, ossia senza rinunciare alla propria ragione, ma con un senso alto della comunione ecclesiale.
    Post 17: stimo la Binetti, anche lei seguace di mons. Escrivà, ma più capace di dialogo. E preferisco lasciare a nostro Signore il giudizio su chi abbaia o muggisce (per riprendere due immagini che personalmente preferisco non usare, diversamente da altri).

  120. xpas scrive:

    Bau bau!

  121. xpas scrive:

    Bau bau! Non sia modesto, professore…

  122. Vincenzo scrive:

    Post 19)Quanto al non aver “risposto alle osservazioni”, prego il Prof. R.Savigni,di accontentarmi e di essere così gentile da riproporle … . Stia sicuro, che non mi sottrarrò.
    E, ancora, se non sono “capace di … Dialogo”… sarà perchè, evidentemente, non mi sono “guastato” invecchiando, infatti, parafrasando l’abusata frase attribuita a Joseph Goebbels… “quando sento la parola Dialogo, la mia mano, corre alla fondina della pistola…”.
    Quanto alla Sen.Binetti, sin dal momento della di lei elezione fra le file del Sinistrume prodian-Margheritesco, continuo a chiedermi che cosa mai ci facesse là in mezzo… chè, (come avrà notato chiunque),Paola Binetti, coerentemente, in certe occasioni, come nell’ultima, quella della faccenda sulla cosiddetta “omofobìa”, si è dovuta dissociare dai suoi “compagni”di strada.
    Sapendo poi di cosa parlo, e anche avendo presente cosa, al proposito della militanza politica,l’Opera, consigli a chi voglia seguire i principi di San Josemarìa Escrivà de Balaguer, so che, non appena la Gerarchìa Ecclesiastica competente, dovesse “sanzionare” come incompatibile per un Cattolico, l’appartenenza ad un certo Partito o ad un certo Schieramento politico, la Sen.Binetti, (se si trovasse ad essere “affiliata” a quel certo Partito o Schieramento … negativamente sanzionato), li abbandonerebbe “ispo facto, illico et immediate”. Csa che, d’altronde, ma dall’opposta sponda e molto più modestamente, farebbe il sottoscritto; anche se, al proposito devo osservare che, in questa “nera” sponda “Clerico-Fascista”, è molto più difficile trovare dei Mangiapreti e degli Anticlericali, orgogliosamente dichiarati e stupidamente viscerali, come quelli che,invece in grandissimo numero, la Sen.Binetti, frequenta quotidianamente e dei quali, è stata finora, obbiettivamente, fiancheggiatrice politica… …). Inoltre, a parte ciò, so che, sempre con la Sen.Binetti, “andrei d’accordo” su quasi tutto il resto, mentre, ad esempio, con la con la Sua “idola”, Maria Rosaria Bindi (Sua,per “affinità … elettiva” con le idee che, anche Lei propugna, Prof. Savigni), tutto mi dividerebbe insanabilmente.

  123. Vincenzo scrive:

    Post 19)Quanto al non aver “risposto alle osservazioni”, prego il Prof. R.Savigni,di accontentarmi e di essere così gentile da riproporle … . Stia sicuro, che non mi sottrarrò.
    E, ancora, se non sono “capace di … Dialogo”… sarà perchè, evidentemente, non mi sono “guastato” invecchiando, infatti, parafrasando l’abusata frase attribuita a Joseph Goebbels… “quando sento la parola Dialogo, la mia mano, corre alla fondina della pistola…”.
    Quanto alla Sen.Binetti, sin dal momento della di lei elezione fra le file del Sinistrume prodian-Margheritesco, continuo a chiedermi che cosa mai ci facesse là in mezzo… chè, (come avrà notato chiunque),Paola Binetti, coerentemente, in certe occasioni, come nell’ultima, quella della faccenda sulla cosiddetta “omofobìa”, si è dovuta dissociare dai suoi “compagni”di strada.
    Sapendo poi di cosa parlo, e anche avendo presente cosa, al proposito della militanza politica,l’Opera, consigli a chi voglia seguire i principi di San Josemarìa Escrivà de Balaguer, so che, non appena la Gerarchìa Ecclesiastica competente, dovesse “sanzionare” come incompatibile per un Cattolico, l’appartenenza ad un certo Partito o ad un certo Schieramento politico, la Sen.Binetti, (se si trovasse ad essere “affiliata” a quel certo Partito o Schieramento … negativamente sanzionato), li abbandonerebbe “ispo facto, illico et immediate”. Csa che, d’altronde, ma dall’opposta sponda e molto più modestamente, farebbe il sottoscritto; anche se, al proposito devo osservare che, in questa “nera” sponda “Clerico-Fascista”, è molto più difficile trovare dei Mangiapreti e degli Anticlericali, orgogliosamente dichiarati e stupidamente viscerali, come quelli che,invece in grandissimo numero, la Sen.Binetti, frequenta quotidianamente e dei quali, è stata finora, obbiettivamente, fiancheggiatrice politica… …). Inoltre, a parte ciò, so che, sempre con la Sen.Binetti, “andrei d’accordo” su quasi tutto il resto, mentre, ad esempio, con la Sua “idola”, Maria Rosaria Bindi (Sua,per “affinità … elettiva”, e con le idee che, anche Lei propugna, Prof. Savigni), tutto mi dividerebbe insanabilmente. Quanto poi, all’Arca di Noè dei muggiti e dei latràti (forse si è tralasciato anche qualche sonoro e,ahimè, non raro raglio…), è un qualcosa che, nella sua ironìa, mi sfugge a chi, in questo Blog, possa applicarsi: una precisazione mi sarebbe anch’essa gradita. Nell’attesa di una, necessariamente articolata risposta del Prof. R.Savigni,mando, a Tutti, un Buon Anno 2008. L.J.C.

  124. Vincenzo scrive:

    Mi scuso per l’involontario doppione 122, inopportunamente “partito”, prima del momento voluto. L.J.C.

  125. Raffaele Savigni scrive:

    Vedo che a Vincenzo non piace la parola “dialogo”, legittimata da più di un pontefice, e preferisce metafore militari. Mi pare che il dialogo abbia precisi fondamenti biblici e patristici: Paolo dialogò con i filosofi stoici ed epicurei di Atene (anche se poi non si convertirono); gli Apologisti ed i Padri della Chiesa dialogarono con gli intellettuali pagani del loro tempo.
    Non credo che la Gerarchia sanzionerà mai l’appartenenza come tale ad uno schieramento politico (sarebbe, dopo le chiare parole del Concilio, un’invadenza nel terreno proprio dei laici): Benedetto XVI ha cghiarito che la Chiesa non è un “agente politico”, con buona pace dei “teocon”.Piuttosto, la Chiesa può criticare legittimamente scelte specifiche sui singoli punti, su questioni che toccano la morale, e proporre il proprio magistero sociale ai cattolici di tutti gli schieramenti: ognuno cercherà di mediare i principi ribaditi dal Magistero, traducendoli in scelte concrete nella specifica situazione storica (e qui la competenza del laico è insostituibile: solo il laico ha competenza sugli aspetti tecnici che si riferiscono alla concreta situazione politico-economico-sociale).
    La deluderò, Vincenzo: non sono un seguace a tutti i costi della Bindi; ma la scorsa estate ho assistito ad un dibattito molto interessante sulle politiche per la famiglia, al quale hanno partecipato serenamente, in un clima di costruttiva collaborazione, sia la Bindi che la Binetti.Questo a riprova della fecondità del dialogo.
    Se Vincenzo preferisce la compagnia di Storace e Calderoli, si accomodi: provi a convincerli che bisogna aiutare gli immigrati, come dice la Chiesa, e non proporre uno scontro di civiltà.

  126. Vincenzo scrive:

    Professor Savigni, mi ha deluso. Sto ancora aspettando i famosi punti sui quali, il sottoscritto, avrebbe “svicolato”… e invece, come vedo, a “svicolare” è Lei.
    “Oi Dialogòi”… le Conversazioni = Momento a carattere docimologico, durante il quale, Qualcuno,in genere un Maestro, esponeva le proprie posizioni e le proprie convinzioni filosofiche…
    Ergo, non certo il “bla bla bla”, teso unicamente al “cedimento” finale(come, negli ultimi decenni, è sempre successo ai “cultori cattolici” del “Dialogo” che, di volta in volta, ai Marzxisti, ai Protestanti, agli Ortodossi, agli Ebrei etc etc hanno ceduto su proprie posizioni di principio… per … amore del “Dialogo”. Ecco, in quale accezione, sono fermamente contrario al “Dialogo”. Soprattutto con Quanti sono propagatori di Idee, o peggio, Ideologìe intrinsecamente errate e perverse, come è il caso del Marx-Leninismo, tuttora rappresentato da più Partiti Italiani(mentre il Nazismo, non mi pare sia rappresentato nel nostro Parlamento…) Inoltre,se vuole sapere cosa penso, storicamente, del Fascismo, Le dico che,firmando e accettando il Concordato Lateranense,esso cessò di essere un “pericolo” per la Fede e, in ogni caso, il Partito che, nel Dopoguerra ne fu erede(MSI), mai si oppose alla Dottrina e, in particolare a quella Sociale, di Santa Madre Chiesa… e, oggi, idem). Quanto alla Lezione sui “Rapporti tra Chiesa e Politica al giorno d’oggi” che, senza esserne richiesto, Ella ha ritenuto, non so im base a cosa, di potermi impartire, penso sia il caso,Caro Prof. che se la re-impacchetti, se la soppesi attentamente, e se la riporti a casetta Sua.
    La Gerarchìa, (i singoli Vescovi, in primo luogo…), nel momento in cui, dovesse riscontrare, nei Programmi (e nei proclami) qualcosa di contrario ai Princìpi e all’Insegnamento della Chiesa, farà esattamente ciò che ho detto: sanzionerà come “inopportuna e illecita”, l’adesione di un Cattolico a quelle idee(anche senza giungere alla Scomunica, che, per il Comunismo, è tuttora in vigore; Le piaccia o no). E, non si tratterebbe, certo, di inopportuna e gratuita “ingerenza”, ma di opportuna e obbligaroria “Azione Pastorale del Magistero”.
    Certo, fino a quel momento, sta al Singolo, confrontarsi con la realtà della Politica e con la propria coscienza di Cattolico e, se del caso, “rifiutarsi di essere complice” (come, recentemente e a differenza della “sedicente Vergine” M.Rosaria B, ha coerentemente fatto la Sen. P.Binetti). Egregio Professore, vuole un altro recente esempio di “ingerenza” obbligata da parte della Chiesa? EccoLa accontentata: la “Fecondazione Assistita” e il ben noto Referendum che ne seguì (a proposito, Lei, come ha votato, Caro Amico Cattolico Savigni? Sì o No? Per l’abrogazione o per il mantenimento?……
    Quanto ai Senatori Storace e Calderoli, pur riconoscendoli come appartenenti all’Area Politica che dal Centro, abbraccia tutta la Destra, mi dispiace deluderLa,Caro Cattocomunista, ma non militano nel “mio” Partito(tra l’altro, ho usato il termine Clerico-Fascismo per auto-ironìa, ma vedo che dalle Sue parti, non si è troppo perspicaci…). In ogni caso, se un Partito prediligo, tuttavia, lo pospongo e sempre lo posporrò, a Nostro Signore e alla Sua Chiesa, secondo la ben nota, “mazziniana”, classifica.
    Per il resto, Caro Professor Savigni, le nostre posizioni (sulla Chiesa, sulla Politica etc etc ) sono del tutto inconciliabili ( e meno male…)e, anche se dubito che ci arriverà(e, perciò ritengo comunque chiusa questa discussione), mi auguro che Lei, un bel giorno, ne vorrà prendere atto, tornando dalla parte “giusta” (non la “mia”, ma quella della Chiesa, quella del Papa, quella della Fede senza se e senza ma… e senza “Dialogo” unilaterale. Buon Anno … L.J.C.