Moratoria sull'aborto e morale laica: interviene Messori

Sul Giornale di oggi - nelle pagine culturali – pubblico un’intervista con lo scrittore Vittorio Messori. Che sulla proposta di Giuliano Ferrara dice: “Sono grato a Ferrara. Come insegna San Tommaso, qualunque cosa buona sia detta e chiunque sia chi la dice, viene dallo Spirito Santo. Quindi, ben vengano i Ferrara che dicono cose come questa. Ho anche qualche perplessità. Innanzitutto, sono poco portato a confidare negli intellettuali, a causa della loro instabilità… Ho ben presente, inoltre, la storia dell’Actión Français di Charles Maurras e il suo ateismo devoto, che propugnava l’unione fra trono e altare e ha finito per essere condannato dal Papa. Già vent’anni fa, nel mio libro Scommessa sulla morte , parlavo di una triade inseparabile, composta da divorzio, aborto, eutanasia. Sostenevo e sostengo che quella triade non è rifiutabile sul piano della mera razionalità, mentre lo è sempre e comunque in un’ottica di fede . Io sono stato discepolo di Norberto Bobbio, il quale diceva: “Ricordino signori che la morale cosiddetta laica non è ragionevole”. Non è ragionevole perché manca del chiodo alla parete a cui può essere appesa. Nessuno è in grado di dare una risposta ragionevole alla domanda: “Perché fare il bene e non il male se facendo il male me ne viene un vantaggio e non sarò punito?”. Trovo inutile appellarsi alla coscienza, che è una realtà cristiana. Qual è la “coscienza” dell’indigeno antropofago? Perché Gesù è venuto sulla terra se fosse bastato un intellettuale per indicarci l’etica da seguire? Perché il Vangelo non sia svuotato dobbiamo pur segnalare dei comportamenti che ci sono richiesti proprio dal Vangelo. Se la ragione bastasse per stabilire l’etica, a che pro la rivelazione cristiana? Non sarebbe superflua? Non sarebbe bastato un Socrate qualsiasi?”. Che cosa ne pensate?

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

81 risposte a Moratoria sull'aborto e morale laica: interviene Messori

  1. Ivo Silvestro scrive:

    Cosa ne penso? Scritto male e in pochi secondi: se la fede è necessaria, cessa di essere gratuita, e temo che a quel punto cessi di essere fede…

  2. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimo Ivo del(profondo del) bosco,

    a Lei non sta bene proprio nulla?

    Capisco che il sig.Messori,prendendosela con gli intellettuali, rischia di litigare con se stesso e lo ricordo a un ricevimento dato da una mia amica a Torino( La contessa Bacci De la Bruyere), quando …di tutti disse mal…fuorchè di Cristo, non potendo di lui dir ‘Non lo conosco’(anche come datore di lavoro)…

    Purtuttavia, carissimo Sig.(?) Ivo Ella rischia di emulare l’uomo (e lo scrittore) contro cui se la prende.

    Le suggerisco un buon ansiolitico.

    Graziosissimi saluti

  3. Luigi scrive:

    Ottima intervista, da leggere e meditare per intero!

    Condivido il pensiero di Messori, soprattutto la prudenza nel fidarsi degli “intellettuali”…

    (mi viene in mente il Card. Biffi che è solito citare Lc 10, 21 “In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: “Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto.)

  4. Gianni scrive:

    Ferrara non mi piace…fa parte di una generazione che ha incendiato il mondo, i sessantottini, e ora fa il convertito e vuole insegnarci a essere cristiani…alla larga! Dovrebbe starsene rinchiuso in un monastero insieme alla sua compagnia Sofri-Gad Lerner a battersi il petto con mea culpa pensando a come quelli come lui hanno ridotto la nostra povera Italia. Per quanto riguarda quello che ha scritto Messori, condivido in pieno. Non si costruisce il Regno di Dio con un decreto ministeriale, nè con vittorie referendarie, quella è solo illusione! La nostra Speranza non è di questo mondo…per fortuna

  5. Federico scrive:

    Sono tendenzialmente d’accordo con Messori…l’unica cosa, è che non mi pare vero che la triade di cui parla Messori non sia rifiutabile sul piano dela mera razionalità.
    In particolare, con riferimento al divorzio credo che si possa tranquillamente dire che se il matrimonio è un contratto, alle regole comuni dei contratti deve soggiacere: e si è mai sentito di un contratto che può essere sciolto così, perchè non mi piace più?Viceversa, se ci sono vizi del matrimonio stesso (dolo, inganno, riserva mentale…), il matrimonio è nullo e il divorzio non serve più a nulla.
    Insomma, secondo me già sotto il profilo della mera razionalità non ha senso un contratto che impegna “per la vita” (questo è il matrimonio, altrimenti uno non si sposa) che poi sia, allo stesso tempo e per principio, dissolubile.

  6. Leonardo scrive:

    Con riferimento al messaggio n.4 vorrei però far osservare che, sul piano della mera razionalità o perlomeno di quella razionlità che sottende a tutti gli ordinamenti giuridici europei e occidentali, non si danno neanche contratti che impegnino le parti per la vita, senza possibilità di recesso. Sul piano strettamente contrattuale credo che sia un po’ difficile difendere nell’ordinamento civile il matrimonio indissolubile come unica forma di istituto coniugale.

  7. dioamore scrive:

    Messori e Ferrara sono due giornalisti che apprezzo e stimo. Condivido quanto dice Messori in questa intervista.
    Lui chiede: Perché fare il bene e non il male se facendo il male me ne viene un vantaggio e non sarò punito?
    Mi sento di rispondere dicendo: perché la “punizione” c’è comunque, anche se non la percepiamo. Ci si punisce da soli facendo il male, anche se apparentemente si ricava un beneficio. Ci condanniamo da soli e a condannarci sono quelle “parole” che Dio ha scritto nel nostro DNA e che Gesù ci ha rivelato. Non ci condanna Dio e neppure Gesù, ma le sue parole sì. Ci condanniamo da soli perché le parole di Gesù sono scritte dentro di noi e non sempre ce ne rendiamo conto. Ecco perché Gesù chiede al Padre di perdonare loro, perché non sanno quello che fanno. Perché quando se ne renderanno conto del male fatto, si renderanno anche conto dei danni fatti a loro stessi oltre che agli altri. Il bene fatto torna sempre indietro, così come il male fatto. E’ una legge fisica, una legge di Dio: principio di conservazione dell’energia. Nel campo dello spirito la possiamo chiamare principio di conservazione dell’amore o se vogliamo del bene e del male. Ad un aumento del bene corrisponde una diminuzione del male e ad un aumento del male corrisponde una diminuzione del bene (la diminuzione del bene è la punizione che si riceve in conseguenza dell’aumento del male) e questo vale in un sistema “chiuso”. L’universo è considerato un sistema chiuso in fisica. Tuttavia Dio, padrone dell’universo, può sconvolgere questa legge, ma soltanto se lo decide Lui e non l’uomo.

  8. Gianni B. scrive:

    @Dioamore
    Attendiamo le relative equazioni a dimostrazione del Suo teorema.
    Se una tale quantità di energia, di Bene e di Male si sposta, nel nostro Universo, sarà un gioco da ragazzi misurarla.
    Cordiali saluti.

  9. Paolo scrive:

    Lucidissimo… la ragione arriva fino ad un certo punto ma poi deve necessariamente arrestarsi. E’ per questo che un’etica laica è “ballerina” per definizione. Si all’aborto… no alla pena di morte… si all’eutanasia ma solo a certe condizioni ecc…

  10. Marco Diaferia scrive:

    Come sempre mi capita, sono perfettamente d’accordo con Messori.
    Due o tre anni fa scrissi a giornalisti cattolici ed anche ad un vescovo (il suo segretario mi rispose gentilmente online che per un argomento così, il porporato avrebbe dovuto dedicare tempo che non aveva in quel frangente) una mia lunga riflessione che si può collegare con quanto dice Messori. Ovvero l’assenza totale del tema dell’anima per giustificare la presa di posizione dei credenti su alcune tematiche come aborto od eutanasia.
    Il divorzio lo metto da parte, perché è un problema diverso: qui ci vincola un’affermazione di Cristo nel Vangelo, se no, razionalmente, davanti al disastro e alla sofferenza anche di tanti matrimoni mal riusciti tra i cattolici praticanti (a volte sofferenze silenziose: basta chiedere a qualche sacerdote) nulla ci vieterebbe a dire che, se è vero che è solo un contratto (invece no: è un sacramento, per chi crede ovviamente), come tale si può anche recidere consensualmente. D’altro canto il malesempio di Casini (non voterò mai più il suo partito, finché non se ne va) dimostra come in questo campo anche nel mondo cattolico ci sia – diciamo – “dibattito”.
    Per l’aborto, invece, teoricamente non si legge nulla nel Vangelo, a parte quello straordinario colloquio fra feti nella casa di Elisabetta. Per farlo rientrare nel campo dell’omicidio, ci vuole una riflessione teologica, da credenti.
    È vero, oggi la scienza viene ulteriormente in aiuto alla posizione cristiana facendoci “VEDERE” che quel “coso” è un bimbo, riconoscibile molto presto. Ed è solo su questo punto che si può dare tranquillamente ai non credenti l’appellativo di irrazionali oscurantisti, che credono ancora che i bambini vengano fuori dai cavoli.
    Ma pensiamo a quando (e parlo per esempio di soli 40-50 anni fa) la riuscita di una gestazione era veramente una sorpresa: sesso, fisionomia, salute, ecc. si scoprivano al momento della “nascita”. E anche nella mia famiglia cattolica, mai nessuno aveva osato mettere in dubbio che la nascita “civile” di un individuo avvenisse al momento del suo primo vagito. Quello che c’era prima, non si vedeva affatto. Si osservava solo la pancia della mamma che cresceva.
    Pensiamo ai tempi ancora più lontani: come si poteva pensare ad un aborto come omicidio, non sapendo nulla o quasi delle conoscenze scientifiche di oggi?
    Eppure un credente, anche del Medioevo, poteva essere antiaborista : sapendo che il soffio di Dio (l’anima) avviene al momento del concepimento, ogni uomo in quel momento diventa un’altra cosa, esce dal mondo puramente animale e diventa UOMO, un essere votato all’eternità e ad essere figlio di Dio.
    Insomma, la dignità umana ha le sue radici nel PLUS che Dio dà ad ognuno al momento del concepimento. Siamo certi che tutti i cattolici lo sappiano e ci credano?
    Paradossalmente, senza anima, allora sì quello è “UN COSO” e quindi si può anche – teoricamente – eliminare.
    È tempo che molti cristiani o non pensano più all’anima oppure credono magari che essa venga “immessa” al momento della nascita.
    Dico questo, perché se no non mi spiegherei la sconfitta nel referendum del 1981 e, ancora oggi, i fenomeni Turco o Bindi, che pur dichiarandosi cattoliche, su questo tema sono più o meno possibiliste.
    Sempre partendo dal discorso dell’anima, è chiaro allora che diventa omicidio anche la pillola del giorno dopo.
    Invece, la contraccezione riguarda una sfera diversa ed è legata al modo di vivere l’amore di coppia e della disponibilità di lasciare a Dio la libertà di poter agire nella creazione di nuovi esseri umani. Anche qui un non credente non può capire perché non farne uso.

    Certo, a questo punto ci si chiede perché un non credente non dovrebbe uccidere, rubare, dire il falso, ecc. Ecco appunto, perché? Non lo so. Se non lo fa è solo perché inconsciamente agisce in lui quel soffio divino che pure possiede, anche se non crede di averlo.
    Da questo punto di vista, checché ne pianga la Bonino, la morale laica non esiste e un laico può essere morale solo se accetta di imitare in qualcosa i comandamenti di Dio (su cui, in realtà, sono fondate le legislazioni umane).
    La differenza che dovrebbe esserci fra un laico e un cristiano è che mentre il primo fa una scelta arbitraria fra i comandamenti da mettere in pratica e decide in che misura rispettarli, il cristiano li deve rispettare senza se e senza ma. E se non ce la fa, c’è la Grazia e la Misericordia ad aiutarlo.

    Detto questo, sto ancora aspettando di sapere dalla Chiesa che posizione prende nei confronti degli embrioni congelati.
    Qui non si scappa (e invece si scappa, tacendo). Se c’è un’anima in loro, e quindi non si possono eliminare, non è un po’ farisaico lasciarli morire, facendo finta di nulla? Teoricamente bisognerebbe lanciare una campagna fra le mamme cattoliche affinché adottino un embrione. Ma non possono farlo, perché la fecondazione in vitro non può essere effettuata da un cattolico. E allora? Qui c’è un vuoto teologico… quando lo riempiamo?
    E se l’anima viene creata al momento del concepimento, un embrione che muore dopo pochi minuti, sia nell’utero o in una provetta, ha il diritto alla beatitudine eterna?
    Aspettiamo a questo proposito le decisioni sul problema del limbo, che non è cosa da poco, perché implica la natura del peccato originale, il peggior peccato che esista, se è vero che ci vuole un battesimo per cancellarlo.

    Scusate la lunghezza, ma quando ci si infila in questi meandri, si capisce com’è complicata la nostra Fede e forse perché molti scelgono altre strade.
    Però i Pastori, oltre a dare consigli su come si gestiscono le metropoli, si prendano un mese, un anno, quello che vogliono e una volta per tutte aggiornino la teologia al mondo di oggi. Non aspettino troppo.

    Un ultimo appunto a chi sopra ce l’aveva un po’ con l’intellettuale Messori: beh, posso dire che per esperienza personale, non c’è un mio email con un pensiero o semplicemente un augurio, che non riceva poco dopo (a volte anche a tarda ora) una sua gentile risposta. Non è di tutti i giornalisti e scrittori, laici o cattolici che siano.

  11. dioamore scrive:

    Gianni B n.7, nel campo dell’energia si parla di calore e di lavoro. Nel campo dello spirito e dell’amore invece si parla di bene e di male, di perdono e di peccato, di giustizia e di ingiustizia, di vita e morte. Non sono elementi misurabili come in fisica lo sono il calore il lavoro, perché nella dimensione spirituale l’uomo non ha definito un sistema di misura internazionale. Tuttavia penso che le principali leggi che valgono in fisica si possano estendere, cioè possano essere valide, anche alla dimensione spirituale, visto che Dio ha fatto sia il cielo che la terra e il Padre Nostro recita: “sia fatta la tua volontà come in cielo e così in terra”.

  12. dioamore scrive:

    A Marco diaferia, tu dici: “Per l’aborto, invece, teoricamente non si legge nulla nel Vangelo”.

    Non è vero, si legge eccome. Dio Ha pensato e amato Gesù e con Gesù anche noi, ancora prima della creazione del mondo (Gv.17,20-24). Sullo stesso principio, (io in loro e tu in me)ogni essere umano concepito, è stato amato da Dio ancora prima della creazione del mondo e l’uomo non ha il diritto di sopprimerlo, perché Dio ne soffre moltissimo se gli sopprimiamo coloro che Lui ha amato fin dal principio. Quindi non facciamo dispetto a Dio se crediamo in Lui.

  13. Cosimo De Matteis scrive:

    oltre alla citazione giovannea
    pensavo di ricordare
    anche
    la mirabile
    “scena”
    della VISITAZIONE:
    mi pare che oltre alle due donne
    vi fossero anche due uomii(e che uomini…)
    anche se non erano ancora nati….

    forse qualuno arriccerà il naso,ma io
    -giusto per farvelo arricciare di più-
    vi aggiungo che non essendo un esegeta cosi colto e raffinato (come,chessòio,il guru di villapizzone)
    ed allora mi vengono queste strampalate citazioni rozze e grossolane.

    e poi la Visitazione è pure il secondo mistero gaudioso.

  14. F. Pernice scrive:

    Pur non apprezzando granché Vittorio Messori, che a mio opinabilissimo avviso ha le stimmate dell’apologeta free-climber, devo ammettere che la folgorazione di Giuliano Ferrara sulla via di Damasco suscita qualche perplessità. Quali ne sono i moventi remoti? Forse l’intellettuale, registrando la scomparsa di altri pachidermici uomini di genio (per esempio il suo quasi-omonimo tronco Ferré) ha valutato i rischi connessi alla stazza (poco ridimensionata, nonostante il digiuno, che alcuni hanno ingenerosamente definito “moratoria sull’amatriciana” o senz’altro “dieta”) e ha cominciato a ragionare sull’eventualità di trovarsi in tempi non troppo dilatati alle prese con il Principale. O forse, dato il retaggio cinico-sessantottardo del personaggio, si tratta solo dell’ennesimo trastullino, con cui giochicchiare a far l’incendiario (come in uso fra i pachidermi: si veda Aldo Palazzeschi). Ino ogni caso, il pulpito da cui giunge la predica (che sottoscrivo fino all’ultima virgola nei contenuti) non è dei più credibili. Tornano in mente gli exploits dell’ultima Oriana Fallaci. Anche in quel caso sottoscrivibili nei contenuti, e spesso anche nei toni, ma inappropriati alla fonte da cui giungevano. Questa racaille sessantottina ha sul groppone pesantissime responsabilità riguardo alla devastazione della società occidentale, e quando alcuni di loro mostrano tutt’a un tratto imprevedibili sintomi di resipiscenza, l’unica cosa che ci si aspetterebbe coerentemente da loro è che avessero la dignità di levarsi dai piedi senza troppo clamore.

  15. Pipìta Del Monte scrive:

    Caro Pernice,

    il Suo ultimo post mi fa fare pace con l’ornitologia. Grazie!

  16. gianni scrive:

    D’accordissimo con il Sig. Pernice. Avevo scritto un commento analogo su Ferrara e i sessantottini ex-incendiari, ex-tutto, ora cattolici (ma forse tra un po’ anche ex, a seconda del Papa di turno), ma sembra essere stato incenerito.

  17. Ester scrive:

    Meglio un ateo che fa una cosa cristiana di un credente che fa una cosa anticristiana.

    Esistono due Messori: il primo è quello che vaga disperato per le vie di Torino perché è morto Togliatti; il secondo è quello che piange di gioia perché ha – parole sue – «scoperto i Vangeli». Talvolta i due Messori si “mescolano” e ne esce fuori qualche corbelleria.

  18. Pipìta Del Monte scrive:

    Non solo quella,Cara Ester, il guaio è che ne escono molti libri,alcuni dei quali sono ormai nel mio palazzo (in un deposito fuori mano)

  19. Federico scrive:

    Con il mio discorso sul matrimonio-contratto volevo mettere in evidenza come è un non-senso che due persone si impegnino per la vita e, allo stesso tempo, il vincolo che vanno a creare valga meno di un qualsiasi contratto che, di regola, per essere sciolto necessita del mutuo consenso (e non basta la volontà di uno solo…)
    Insomma, con il divorzio il matrimonio diventa, a mio giudizio, una finzione (meglio: un impegno che non impegna): ecco perchè oggi molta gente lo ritiene un impiccio e basta…

  20. Gianni B. scrive:

    Mah, quello che penso io è meglio che non lo dica!

    A proposito della domanda, rivolta al laico:
    “Perché fare il bene e non il male se facendo il male me ne viene un vantaggio e non sarò punito?”.
    Chi dice che se faccio il male non sarò punito? La coscienza, i sentimenti, ce l’abbiamo anche noi laici! Insomma, ma che farneticazioni sono queste di Messori!

    Piuttosto, ribalto la domanda al cattolicissimo Messori, vediamo se mi risponde:
    “Perché fare il bene e non il male se facendo il male, con due Ave Maria il prete mi assolve, e non sarò punito?”.

  21. Ginevra de Gregorio scrive:

    @dioamore..è tutto verissimo però è anche vero che l’universo tende all’aumento dell’entropia, del disordine, del caos.
    Ed è lì che ci stiamo dirigendo inesorabilmente

  22. @ Ester,
    per tutti i convertiti c’è un prima e un dopo: contrariamente a tanti altri “convertiti” o aspiranti tali (non so se sia quest’ultimo il caso di Ferrara, però) Messori ha fatto i conti, in pubblico più volte e con un libro (il Mistero di Torino) con il sua formazione laica ed azionista: è quanto Le permette di poter distinguere i “due Messori” che sono oggi ancora “divisi”, però, solo nella Sua mente. A meno di non voler pensare che certi percorsi di cambiamento li possa fare -in senectude- solo Ferrara e non possa averli fatti, alla vigilia della laurea, Vittorio Messori.
    Ovvero a meno di una buona dose di malafede.
    Faccia lei…

    @Gianni B.
    “Perché fare il bene e non il male se facendo il male, con due Ave Maria il prete mi assolve, e non sarò punito?”.
    Ha sentito parlare, per caso, dei meriti di Cristo, dell’espiazione di Cristo? Ha sentito mai, per detto, che ad essi si può compartecipare offrendo le proprie sofferenze e -legga l’ultima enciclica papale- persino i fastidi quotidiani.
    E poi, da laico e non credente, Lei la “punizione” (quelle eterna, alla quale allude Messori) non dovrebbe ritenerla esistere proprio: colpa pure questa di Messori?
    E anche per questo che molti, la propria “coscienza laica” (di nome o di fatto), l’hanno seppellita sotto una coltre sempre crescente di piacere, di egoismo o magari di delitti: tanto, non si pagherà mai “per sempre”, secondo loro.

  23. Raffaele Savigni scrive:

    Non condivido in vari punti le valutazioni di Messori (a parte quella sul rischio, reale, che qualcuno pensi di ripetere in Italia l’esperienza di Maurras: ma non sarà Ferrara a farlo).Invito però tutti a non disprezzare gli intellettuali e a rispettare il travaglio interiore delle persone e le loro “conversioni”: anche sant’Agostino prima di diventare cattolico, prete, vescovo è stato neoplatonico e manicheo!
    Della triade divorzio-aborto-eutanasia, il rifiuto del divorzio mi sembra difficilmente accettabile per un non credente (per questo non me la sento di imporre l’indissolubilità per legge e difendo la scelta di Scoppola, Carretto ecc. nel 1974); la negatività dell’aborto e dell’eutanasia può invece essere compresa anche da non credenti, sia pure con qualche difficoltà in più rispetto ai credenti, in quanto la “ragione”, che dopo il peccato originale è “ferita”, opera sempre in un particolare contesto culturale, segnato dalla presenza o meno della fede, che la spuò risanare e purificare.Comunque san Paolo nella lettera ai Romani parla di persone che hanno la legge morale scritta nei loro cuori; perciò non credo abbia ragione chi dice (con Ivan nel romanzo di Dostojevskjj) che “se Dio non esiste tutto è permesso”. Seguendo Kant ed altri pensdatori si può quindi trovare un fondamento razionale e “naturale” dell’etica; anche se noi cristiani dobbiamo appenderlo al “chiodo” della Rivelazione per renderlo più saldo (e quindi per questo invitare i non credenti a riscoprire i fondamenti indimostrabili di quei valori “razionali”: il papa invita i non credenti a vivere “come se Dio esistesse”). Lo specifico cristiano non è certamente l’etica, ma la mistica, la contemplazione di Dio: con questo non si annulla il fondamento di un’etica comune agli altri uomini, il “credo comune pratico” di cui parlava Maritain, e si salva la specificità, la “differenza” cristiana (su cui ha scritto belle pagine Enzo Bianchi).

  24. ambrogio scrive:

    gentile sig.Gianni,
    solo provocandolo,lo ecciti e gli dai modo di ingarbugliare
    sempre più le menti un pò confuse e incerte di tanti…
    Messori,fà parte della storia del pensiero di una certa epoca,bisogna guardare avanti,non trascinarsi dietro cose che non trovano più riscontro nel mondo d’oggi…
    vogliamo ripartire da un punto semplicissimo?…rispettiamo sempre quello che abbiamo davanti,…non ci dice nulla quello che dice?lo mettiamo in un cassetto…vale la pena infiammarsi ancora per qualche cosa?…sì certo,ma per cose più concrete,non per due righe scritte in fretta,forse anche di malavoglia dal signor Messori

    Cordialmente,Ambrogio

  25. F. Pernice scrive:

    Era inevitabile che prima o poi dal cappello a cilindro sarebbero spuntati fuori sant’Agostino, san Paolo o altri notevoli conversi. Se Iulianone fosse anche soltanto l’ombra di Agostino o di Paolo, molti di noi non sarebbero qui a postare amenità, ma stazionerebbero notte e giorno in lungotevere Raffaello Sanzio. Quanto all’invito a non disprezzare gli intellettuali è pleonastico, dato che il nostro Sommo Pontefice è altresì un sommo intellettuale. Il fatto è che ad alcuni di noi certi trasformismi deglutiti con troppa disinvoltura (altro che tormento!) garbano poco. L’ammirazione per una schietta intelligenza, tale è almeno il caso di Ferrara, non impedisce di conservare memoria dei danni prodotti in passato dal suo cattivo impiego.

    Su un punto però, gentile professor Savigni, sono d’accordo con Lei, anzi con san Paolo: vi sono persone che hanno la legge morale scolpita nel cuore.

  26. Gianni B. scrive:

    @Ambrogio
    Caro sig. Ambrogio, ha perfettamente ragione, non vale neppure la pena prendersela con Messori che invece di guadagnarsi la pagnotta in fabbrica ha trovato un sistema migliore, un po’ va da Vespa e un po’ scrive cazxxte.
    Mi stupisco che qualcuno gliele pubblichi.
    A quando un intervista a Claudia Koll?

  27. Ginevra de Gregorio scrive:

    Concordo col signor Pernice che sulla fonte (Ferrara) vi sarebbe molto da ridire, ma cio’ che dispiace maggiormante è che argomenti così seri vengano infine presi sottogamba proprio perchè provenienti da chi è uso far sbrasate.
    @Federico…INFATTI ORAMAI IL MATRIMONIO VALE MENO DI UN CONTRATTO…ma vale meno anche perchè proprio io mi sono sentita proporre da un grazioso prelato l’annullamento del matrimonio in modo da poter essere in futuro”nuovamente felice e pure in grazia di Dio”..e magari annullavo pure il figlio…e tornavo vergine!!—no comment—
    @ Gianni B. il problema è sempre quello, se tu fai del male..alla fine lo fai a te per primo..e non è bacchettonismo questo ma la sola realtà, perchè ogni azione malvaggia che si commette indurisce l’ animo e non sarà un’Ave Maria a riportarlo puro. Il pentimento vero sì, il vero dispiacere per l’azione commessa.
    Nel male il vantaggio è sempre momentaneo…chi semina vento raccoglie tempesta.
    Però siamo liberi di compierlo questo male, che rimarrà tale al di là del giudizio o del perdono degli uomini.
    Con Dio ce la vedremo tutti comunque e in separata sede.

    buona serata

  28. Ginevra de Gregorio scrive:

    p.s. Condivido in pieno il pensiero del signor Savigni

  29. Pipìta Del Monte scrive:

    Gentilissimi amici,

    lo snodarsi di questa discussione mi ha posto un serissimo problema nella mia altgrettanto nobile coscienza, specialmente dopo che qualcuno ha inciso a lettere di fuoco su questa pagina le seguenti testuali parole:

    “Lo specifico cristiano non è certamente l’etica, ma la mistica, la contemplazione di Dio: con questo non si annulla il fondamento di un’etica comune agli altri uomini, il “credo comune pratico” di cui parlava Maritain, e si salva la specificità, la “differenza” cristiana (su cui ha scritto belle pagine Enzo Bianchi)”

    Conscia della mia pochezza in campo speculativo, l’ho girata al mio carissimo amico, marchese Onorio Cogitante di Castelpuntuto, fine filosofo,che ha dedicato la sua lunga vita allo studio delle cose sacre nel chiuso di un’amplissima soffitta invasa da libri e animaletti vari.

    Orbene,poco fa egli mi ha fatto dettare dalla sua attempata segretaria la seguente risposta alle parole di cui sopra,che ben volentieri rendo di pubblico dominio.

    Egli afferma:

    ” Se lo specifico cristiano non è l’etica,a maggior ragione non lo è sic et simpliciter la mistica contemplativa. Esso va essenzialmente rivenuto nel comandamento dell’Amore(verso Dio e verso i fratelli che percorrono insieme a noi le strade di questo mondo);quel comandamento che fa da fulcro e motore per i restanti nove del Decalogo, che immagino sappiate cos’è.
    Ne consegue che il ‘fondamento di un’etica comune agli altri uomini’( i non credenti) è solo accessorio e ‘ non fondante’rispetto al fondamento vero su cui poggia l’etica cristiana, che è etica fondata sull’Amore di cui dicevasi prima. Un’etica, quella cristiana, che non ha dunque un semplice ingrediente in più rispetto alle altre, ma è altra da tutte.

    Per quanto attiene alle pagine di Enzo Bianchi poi,carissima Pipìta, potrei scrivere un intero e corposo trattatello,ove Ella ne sentisse il bisogno, ma sarei costretto a modificarlo quotidianamente: pensa ne valga la pena?

    Spero di aver soddisfatto la Sua curiosità, e mi professo ancora una volta Suo

    Cogitante prof.Onorio”

    Per completezza di informazione aggiungo di aver fatto sapere al carissimo Cogitante che è forse d’uopo rimandare,almeno per il momento, la stesura del trattato su Bianchi.

  30. Lucius scrive:

    Ferrara non mi è simpatico. Non soltanto è stato un sessantottino, ma della genia peggiore: i figli di papà illustri che con la scusa della lotta alla meritocrazia hanno sbarrato la strada a ogni possibile concorrenza scomoda. Inoltre è prepotente, egocentrico e narcisista; o almeno, così è il personaggio che si è costruito intorno. Ma al cospetto della possibilità che la sua moratoria possa cambiare la mente anche di una sola donna, salvare la vita anche di un solo feto, mi sembra davvero assai poco significativo (avevo in mente espressioni più forti che ometto) mettersi a disquisire del suo passato o del suo presente. Inoltre, la mossa si sta rivelando tatticamente valida e strategicamente geniale: se serve a incrinare la compatezza dell’ideologia abortista di sinistra e veterofemminista, come sembra stia accadendo, ciò mi sembra molto più importante di eventuali altre implicazioni politiche o promozionali che possano vederci i dietrologi irriducibili (io ho idea che Ferrara sia anzitutto mosso da sincero ravvedimento personale; ma posso ben sbagliarmi e la verità, evidentemente, la conosce soltanto il Padreterno). Per quanto riguarda le affermazioni di Messori (col quale altre volte mi sono trovato d’accordo), mi sembra che il divieto di procurare l’aborto fosse già previsto dal giuramento di Ippocrate, nel quinto secolo avanti Cristo e nella pagana Grecia. Questo per dire che l’immoralità dell’atto può ben essere compresa anche senza il fondamento della Fede cristiana (il che, invece, non mi sembra valere per il divorzio).

  31. Blaise scrive:

    Ottimo Messori come quasi sempre gli accade,anche se non ha risparmiato una frecciatina al Giulianone,parlando dell’instabilità degli intellettuali.A dire che la morale cosiddetta laica non è ragionevole è Bobbio,dunque chi siano noi per non dargli ragione.Davvero ben vengano i Ferrara,persona di grandissima intelligenza,che non potrà che fare del bene alla causa della Fede.Ben vengano gli atei devoti,magari ce ne fossero a bizzeffe,non capisco proprio che tipo di problema possano portare alla Chiesa,visto il disorientamento di cui spesso abbiamo notizia da parte di chi il gregge deve condurlo.Da quello che leggo di Ferrara quando parla del Cattolicesimo,mi sono fatto l’idea di una persona molto vicina e molto fedele al pensiero di Benedetto XVI,dunque nulla da eccepire su di lui.Grande il coraggio che ha avuto nel proporre la moratoria,cerchiamo di essere seri e riconoscere che ci troviamo davanti al direttore di un quotidiano italiano laico,che prende di petto un problema spinoso come il misconoscimento della vita non nata,e scaglia contro l’intellighenzia progressista i dardi infuocati dei suoi quotidiani scritti,e delle sue convinzioni da ateo devoto,che potrebbero aprire tanti occhi che sono nelle tenebre.”Maestro,abbiamo visto un tale che scacciava demòni nel tuo nome e glielo abbiamo impedito, perché non è con noi tra i tuoi seguaci”.Ma Gesù gli rispose: “Non glielo impedite, perché chi non è contro di voi, è per voi”.

  32. dioamore scrive:

    @Raffaele Savigni tu dici: “Invito però tutti a non disprezzare gli intellettuali e a rispettare il travaglio interiore delle persone e le loro “conversioni”: anche sant’Agostino prima di diventare cattolico, prete, vescovo è stato neoplatonico e manicheo!”

    Rispetto il giornalista Ferrara, tuttavia l’albero lo si conosce dai frutti. Gli alberi buoni fanno frutti buoni e gli alberi cattivi fanno frutti cattivi. Gli alberi che non fanno frutti si tagliano. Un albero poi lo si pianta e lo si coltiva con il proprio lavoro, con le proprie risorse e non con le risorse e il lavoro degli altri.

  33. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimi,

    E’ molto,ma molto difficile pensare a tanti intellettuali contemporanei come folgorati o folgorabili sulla via di Damasco.

    Tuttavia io ce li manderei ben volentieri in quella plaga orientale, su un cargo militare,a togliersi le scaglie dagli occhi.

    Voi che ne dite?

  34. Ginevra de Gregorio scrive:

    Yes..of course Pipìta!!

  35. Valerio scrive:

    Messori uber alles!

  36. F. Pernice scrive:

    E invece, onorandissima Madama Del Monte, in molti casi sono loro a mandare in Damasco qualche povero, imberbe inviato, facendolo passare per Babilonia a intervistare generali Petrei e ad ascoltar le bombe della coalizione sinfoniare un po’ a dritta e un po’ a manca.

    Al buon Lucius diciamo che indubbiamente la moratoria lanciata da Iulianone è ottima cosa e in toto va pertanto sottoscritta. La qual cosa non ci impedisce di manifestare perplessità sulla natura del pulpito, come si diceva. Se poi alcuno ritiene tale discussione un’ocacciata (avevo in mente espressioni più miti, che tralascio), è poco male. Tanto più che sulla natura del pulpito messorico le perplessità sono ancora maggiori, sicché anche su questo potrebbe valere la pena di avviare un sottodibattito (ornitologico, sui rampichini). Ma, ripeto a beneficio di coloro che tendono a focalizzare i sottocommi più che gli articoli (ne circolano parecchi qua dentro, autoproclamandosi ortodossi e tacciando i normovedenti di eterodossia): la moratoria è ottima cosa, ottima cosa ha fatto chi l’ha proposta (Iulianone) e ottima cosa fanno tutti coloro che ne difendono le ottime ragioni, al fine di SALVARE VITE UMANE.

  37. Gianni B. scrive:

    @Sebastiano Mallia
    Gentile sig. Sebastiano, in due parole:
    l’”invenzione” dell’inferno non è esclusiva cattolica ma come Lei saprà senz’altro, c’è sempre stata, in ogni religione, fin dalla notte dei tempi (Egizi, Greci, Romani, ecc.).
    C’è talmente tanto male, innato nel nostro DNA, che l’Inferno, dal punto di vista antropologico, è una necessità culturale: agitare lo spauracchio della dannazione eterna è un modo per tenere a bada le popolazioni (infatti Religioni e Stati hanno sempre fatto coppia fissa), le quali comunque ci mettono anche del loro (è molto consolatorio pensare che i cattivoni che hanno invaso il villaggio, stuprato le figlie e sequestrato il raccolto vadano a finire all’inferno).
    Ciò non significa che oggi, nel XXI secolo, tale concetto (l’inferno) sia ancora comprensibile, perchè oggi possiamo studiare e conoscere altre filosofie e religioni in grado di consolarci molto più profondamente.
    Io non penso MAI e poi MAI a fare del male a qualcuno perchè sono ateo, e quindi l’inferno non esiste e faccio quindi quello che mi pare, tanto non ricevo la punizione… questo lo ha detto LEI che indossa evidentemente le lenti deformanti della Sua religione!

    Io ho anche troppe “leggi morali” in me, non so da dove vengano ma ce le ho e le metto in pratica, tutti i giorni!
    Inoltre, trovo davvero odiosa l’idea cattolica che non si debba peccare, solo perchè ci aspetta una punizione!
    Ciò significa che la religione cattolica considera l’uomo incapace di intendere e di volere, e che serve comunque un Gesù che indichi la vera Via del bene, ignorando completamente la nobiltà morale che è insita in ogni essere umano e che è innata in noi.
    Il buddismo è senza dubbio più vicino a noi uomini del XXI secolo… legga il passo che le allego sotto.
    Non è forse una filosofia di vita bellissima?
    E’ forse meglio peccare allegramente per poi farsi assolvere dal prete, come si sono furbescamente inventati i cattolici?

    Kutadanta accusò il Buddha: «M’hanno detto che insegni la legge e la via della vita, eppure disprezzi la religione. I tuoi seguaci abbandonano i riti e snobbano i sacrificî. Ma la reverenza per gli dèi si può mostrare solo coi sacrificî. La vera natura della religione è adorare e sacrificare».
    Il Buddha rispose: «Più grande del massacro di manzi è il sacrificio dell’io. Colui che offre in sacrificio i propri desiderî morbosi comprende l’inutilità di codesto macello d’animali sull’altare. Il sangue non pulisce, ma sporca. La rinuncia alle azioni dannose, invece, rende il cuore integro. Seguire la via della rettitudine è meglio che adorare gli dèi» (Raccolta dei discorsi lunghi del Buddha, 565-486 ca.).

  38. F. Pernice scrive:

    Al professor Onorio Cogitante, invece, ricordo che un corposo trattatello su Enzo Bianchi è stato già scritto, da Marco Cornelio Frontone nel II secolo d.C. E’ contenuto nel “De feriis Alsiensibus” e si intitola “Laudes fumi et pulveris”.

  39. Ginevra de Gregorio scrive:

    Come te, tutti gli esseri tremano
    di fronte alla violenza,
    tutti temono la morte.
    Rispecchiandoti negli altri,
    non uccidere e non ferire.

    Come te, tutti gli esseri tremano
    di fronte alla violenza,
    tutti amano la vita.
    Rispecchiandoti negli altri,
    non uccidere e non ferire.

    Chi cerca la propria felicità
    ferendo altri esseri
    che come lui cercano la felicità
    non sarà mai felice.

    Non ferire chi come te
    cerca la felicità,
    se vuoi essere felice.

    Non ferire con parole crudeli.
    La parole irate fanno male
    e il dolore che provochi
    rimbalza verso di te.

    ..tutto questo è tratta dal “Il Dhammapada, il ‘cammino dei dharma’”..un libro caro a chi segue il Buddismo.
    L’amore per il prossimo, la non violenza, l’umiltà, la temperanza, la comprensione dei bisogni altrui sono le qualità che dovrebbero riscontrarsi in ogni essere umano..a prescindere dal credo.
    Chi dimentica questo è il primo a stilare liste con buoni e cattivi, magari a ghettizzarli…e viene già meno ai propositi di amore verso il suo prossimo.

  40. Sundance scrive:

    Ma siamo sicuri che sia proprio il Vittorio Messori che conosciamo quello che ha scritto quelle cose ?

  41. Americo scrive:

    Invocare una moratoria é la solita maniera imbelle di non prendere un partito, di non disgustare nessuno e di imbellettarsi. L’etica razionale é certo meno zoppicante dell’etica dogmatica che tanto piace alle menti semplici incapaci di affrontare le complessitá della vita. L’etica, per sua natura, si riflette nel comportamento individuale che é difficile, anche drammatico se si vuole, ma che rappresenta la sfida della vita che troppi hanno paura di affrontare. La sfida si riassume in questa citazione: Il buono é il male ben fatto ed il male é il buono mal fatto.

  42. Marco Diaferia scrive:

    @Gianni B.
    Prima di tutto un cristiano non fa il bene per paura della dannazione, ma per amore a Cristo, Figlio di Dio, fatto uomo, Risorto e Vivente.
    Questa è l’unica cosa che ci distingue dalle altre religioni, tant’è che qualcuno sostiene che il cristianesimo non si possa considerare tale.
    Sinceramente, per quello che ho capito dalla citazione da Buddha (mamma mia sono tutti così i suoi detti?), a me sembra razionalmente una sciocchezza una rettitudine senza una motivazione d’amore. Sappiamo com’è ‘sto mondo, sappiamo che si vive una volta sola e quindi, caro Buddha, se Dio non esiste, se Cristo non è risorto, cerco di goderla il più possibile.
    Comunque hanno ragione coloro che sostengono che il Buddhismo, specie quello occidentale (quello di Baggio per intenderci) non è una religione, ma solo una serie di buoni consigli per atei.

    Non pensavo che Messori avesse così tanti “nemici”.
    Ma succede spesso, forse per invidia, di chi entra nella vigna più tardi con la nostra stessa paga.
    Di quello che Messori ha fatto di bene per la cultura cattolica, forse non ce ne rendiamo conto: proprio per aver mantenuto lo stile del giornalista di cronaca laico, ma con una Fede rocciosa e anche “fanciulla” (per esempio il suo amore per la Madonna) ha sdoganato la figura dell’intellettuale cattolico tradizionale, che nelle dispute coi laici o veniva sbeffeggiato o doveva scendere a patti col nemico per farsi accettare.
    Quando va a Porta Porta (e non solo lì) riesce a spiegare verità di Fede in un modo facilmente comprensibile, facendo spesso far la parte degli idioti agli intellettuali atei.

    Ma ammiro anche Ferrara: chissenefrega che sia un ex-ex-ex. Chi di noi è uguale a quello di 20-30 anni fa? Vi rendete conto chi era San Paolo prima dell’incontro con Cristo?
    Oggi rischierebbe un’incriminazione per strage…

    Solo che a differenza di Messori, è ancora sul guado e temo che a volte gli piaccia stare un po’ di qui e un po’ di là. Spero che Ferrara compia il passo definitivo: se lo farà avrà davanti un campo di apostolato enorme, perché conosce bene “il nemico” e come combatterlo.

    Come ho scritto più sopra (n. 10), qualcuno sa la posizione teologica della Chiesa sulla sorte degli embrioni congelati?

  43. Iginio scrive:

    Il divorzio non è accettabile RAZIONALMENTE, NON FIDEISTICAMENTE. Il matrimonio ha rilevanza pubblica, non è un semplice “mi piaci, ma quanto mi piaci”, e fonda l’istituto familiare, che è la base della società, non una scelta di vita come tante. I danni che produce il divorzio sono visibili da tutti, basta conoscere i figli anche solo di separati per capirlo. Aggiungo poi che, all’epoca del referendum, un certo La Pira, noto reazionario, fece discorsi in pubblico contro il divorzio.

  44. Peter Moscatelli scrive:

    “Lo specifico cristiano non è certamente l’etica, ma la mistica, la contemplazione di Dio: con questo non si annulla il fondamento di un’etica comune agli altri uomini, il “credo comune pratico” di cui parlava Maritain, e si salva la specificità, la “differenza” cristiana (su cui ha scritto belle pagine Enzo Bianchi)”

    Mi permetto di osservare che forse sarebbe ancor più corretto dire che lo specifico cristiano è Lui, Gesù Cristo, Via, Verità, Vita.

  45. F. Pernice scrive:

    Sul buddhismo gli occidentali hanno idee molto confuse e approssimative (anche lasciando perdere la varietà di buddhismo seguita da Roberto Baggio, un’istituzione autocefala di recentissima fondazione, assai discussa nel paese d’origine). Per qualche arcana ragione, in questa materia l’ignoranza sta in proporzione inversa alla drasticità dei giudizi, favorevoli o contrari che siano. Non è questo il luogo per aprire un dossier sul buddhismo. Tuttavia mi permetto di invitare a evitare stolide banalizzazioni, sia in funzione sminuente sia in funzione acriticamente esaltante.

  46. Remo Di Medio scrive:

    Post n. 1. Ivo Silvestro scrive: “Cosa ne penso? Scritto male e in pochi secondi: se la fede è necessaria, cessa di essere gratuita, e temo che a quel punto cessi di essere fede…”.
    “Scritto male”, ma che titolo ha per dire che Messori ha scritto male, forse perché il contenuto dell’articolo di Messori non coincide con le sue convinzioni e, di grazia, ma dove l’ha letto che Messori ha scritto in pochi secondi? Era presente?
    La Fede è necessaria per ottenere la salvezza, se uno non crede che Gesù è il Figlio di Dio non può conseguire la salvezza (“A quanti però l’hanno accolto, ha dato potere di diventare figli di Dio”). La Fede è gratuita come tutti i doni di Dio, sta a ciascun uomo aderire all’invito di Dio e comportarsi di conseguenza. Non è che essendo la Fede necessaria per la salvezza, essa non sia gratuita.
    Post n. 4. Gianni scrive, riferendosi a Ferrara: “vuole insegnarci a essere cristiani…alla larga!”.
    Ti definisci cristiano e scrivi senza carità verso il tuo prossimo (Giuliano Ferrara, Sofri e Gad Lerner). Anche se li senti tuoi nemici, non ha forse detto Gesù nel Vangelo “amate i vostri nemici e pregate per i vostri persecutori, perché siate figli del Padre vostro celeste, che fa sorgere il suo sole sopra i malvagi e sopra i buoni, e fa piovere sopra i giusti e sopra gli ingiusti”? E il Signore non dice che il peccatore pentito ai suoi occhi è come se il male non l’avesse mai commesso?
    L’autore del post n. 5 non mi pare cristiano in quanto ha idee tutte sue sul matrimonio e sul divorzio che non collimano affatto con l’insegnamento del Divino Maestro: “Non avete letto che il Creatore da principio li creò maschio e femmina e disse: Per questo l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie e i due saranno una carne sola? Così che non sono più due, ma una carne sola. Quello dunque che Dio ha congiunto, l’uomo non lo separi”.
    Idem per il post n. 6.
    Gianni B., post n. 7, manca di rispetto verso quelli che credono che Dio è Amore. Dio è Amore perché ama tutti gli uomini, anche quelli che lo odiano e lo deridono (come nel caso di specie), e li ha amati tanto da mandare il suo unico Figlio perché tutti fossero salvi per mezzo di lui.
    Per Marco Diaferia, post n. 10, voglio ricordargli che, oltre nel Vangelo, dove Gesù dice al giovane ricco “Non uccidere…” e come ricorda lui stesso “appena Elisabetta ebbe udito il saluto di Maria, il bambino le sussultò nel grembo. Elisabetta fu piena di Spirito Santo ed esclamò a gran voce: Benedetta tu fra le donne e benedetto il frutto del tuo grembo! A che debbo che la madre del mio Signore venga a me? Ecco, appena la voce del tuo saluto è giunta ai miei orecchi, il bambino ha esultato di gioia nel mio grembo”, anche nel Salmo 139 leggiamo le parole rivolte al Signore dal bambino nel grembo della madre: “Non ti erano nascoste le mie ossa quando venivo formato nel segreto, intessuto nelle profondità della terra. Ancora informe mi hanno visto i tuoi occhi e tutto era scritto nel tuo libro; i miei giorni erano fissati, quando ancora non ne esisteva uno”.
    Per Federico, post n. 19: prima di parlare di contratti studi bene il diritto privato e il diritto civile. Il matrimonio, per chi ci crede, è innanzitutto un Sacramento istituito da Gesù proprio con la citazione più sopra riportata.
    Gianni B., post n.20: se vuole avere una risposta studi il Catechismo della Chiesa Cattolica e la Dottrina Cristiana.
    Per Ginevra, post n. 21: Legga il primo libro della Genesi laddove è scritto più volte “E Dio vide che era cosa buona” e dopo la creazione dell’uomo: “Dio vide quanto aveva fatto, ed ecco, era cosa molto buona”. E non sia pessimista, si affidi alla Provvidenza.
    Mi sono accorto che è tardi e pur avendo altre cose da dire … ci penserò domani, se Dio vuole.

  47. ambrogio scrive:

    Per il signor Lucius,
    è proprio sicuro che la mossa di Ferrara sia così strategica. Strategica per chi? Per una visione bigotta che vede perdere consensi in ogni ambito(e non parlo solo di questa discussione specifica).
    Grazie a Dio non siamo più nel periodo dell’oscurantismo o del controllo totale,il pensiero ora può correre anche su un semplice Blog di un giornale.-Persone di un passato”ingarbugliato”, che ora stanno dall’altra parte.
    Può succedere,siamo tutti essere umani, e la perfezione esiste solo nelle intenzioni… A furia di parlare di leggi,insegnamenti,doveri,rifacendosi a un Dio Ebraico e lontano,ci dimentichiamo che abbiamo avuto la figura di Gesù che parlava di ben altro che di questi…parlava di amore…voler parlare ai giovani di religione,di paletti necessari per stare lontani dal male,li allontana sempre di più dal credere veramente in queste cose…
    La distanza che c’è tra i giovani e chi pensa per il loro bene(mah?)…è ormai abissale,tanto che ormai non si incazzano più,restano solo indifferenti. Peccato solo che si riempiano del nulla…pagando un prezzo personale troppo alto…l’aborto? è chiaro che per chi è sopra i 50(con le eccezioni sempre esistenti)non è più un broblema personale diretto di scelta propria…
    Ma a un ragazzo di 20anni,senza prospettiva di lavoro sicuro,di casa tranquilla,magari anche con problemi personali,pensa che si farà tanti scrupoli sul cosa decidere di fare in caso di scelta…
    Ed è un peccato perchè il bambino/a è una di quelle scelte che se potute prendere in assoluta libertà e pienezza darebbe un senso,non solo a Lui,ma a tuttal’umanità…
    Si grazie Ferrara che stimoli queste discussioni…,aiutaci a cambiare…

    Ambrogio

  48. Lucius scrive:

    Gentile Ambrogio, spiego quello che intendo con mossa geniale dal punto di vista strategico. La proposta di moratoria ha costretto a uscire allo scoperto una quantità di persone e a dichiarare le proprie posizioni. Si rivela così, leggendo nei vari interventi sul tema, quella che a me sembra la realtà evidente: prima dell’intervento di aborto c’è una vita, un essere umano che sta crescendo e sviluppandosi; dopo non c’è più. Il resto è solo fuffa ideologica. L’unica assoluta libertà e pienezza coinvolta in questa vicenda è quella di ogni essere umano di vivere e crescere per “scelta” propria e non altrui. Sulle “scelte” prima del concepimento si può discutere (ad esempio, non si può pensare di proibire l’uso di anticoncezionali ai non credenti); sul fatto che dopo il concepimento si tratti di un omicidio che vale né più né meno di ogni altro omicidio non ho dubbi, e nessuno è riuscito a indicarmi, in trentacinque anni che ne sento discutere, un solo motivo attendibile per cui dovrei averne. Queste le cose, infatti, le penso e le sostengo oggi che sono un (mediocre e peccatore) cattolico ultracinquantenne come le pensavo e le sostenevo quando ero un liceale ateo diciottenne, a costo di prendermi dello “scemo” nelle assemblee. Un saluto e una preghiera.

  49. Francesco scrive:

    Ha perfettamente ragione Messori, in un’ottica trascendente e di Fede il male è sempre male e il bene sempre bene. Questo non può avvenire nella laicità totale proprio perchè non esistono le fondamenta.

  50. ambrogio scrive:

    Gentile signor Lucius,
    grazie della precisione.In effetti il giorno stesso della proposta del Signor Ferrara ero rimasto sbigottito…salvo poi leggerla con più calma anche io in un altro senso…
    Fino a adesso Giuliano Ferrara ha lanciato solo un idea,aggiungendo comunque subito dei però e dei distingui…
    Quindi è veramente da ringraziare,senza ironia,come poteva
    trasparire da mio precedente intervento…
    Il dopo, lo potremo valutare dopo, ora era importante comunque vedere cosa succedeva,almeno a livello di discussione…buona cosa…

    Cari saluti sig.Lucius

    Ambrogio

  51. Gianni B. scrive:

    @Remo di Medio

    Se Dio esiste dovrà chiedermi perdono (Graffito su un muro ad Auschwitz).

    Mah, tutti qui mi dicono di leggermi il Catechismo e tutto il resto, però intanto nessuno mi risponde.
    Come mai i cattolici si sono inventati la confessione? Prima peccano, poi corrono dal prete a confessarsi, il prete con due ave marie li assolve e loro ricominciano.
    Non è meglio evitare di peccare in partenza?

    Nel mondo vi sono due classi di uomini – uomini intelligenti senza religione, e uomini religiosi senza intelligenza (Abu’l-Ala-Al-Ma’arri, poeta siriano).

  52. Gianni B. scrive:

    Mi correggo, in un altro thread mi ha già risposto Francesco Ursino sul tema della confessione… Francesco è un grande :)

  53. annarita scrive:

    A Gianni B. in risposta all’ultimo quesito del post.20: Se anche il prete ti assolve, ma tu non sei realmente pentito, esci dal confessionale con un peccato in più, siccome il cattolico queste cose le sa e teme di più la giustizia di Dio, che quella umana, non farà certo il male sperando poi di cavarsela con due Ave Maria, se non si pentirà sinceramente. E’ difficile comprendere se non si è cattolici. Altra cosa, rispondendo al post 52: la confessione l’ha inventata Gesù non i cattolici: “a chi rimetterete i peccati saranno rimessi a chi li riterrete saranno ritenuti”(Vangelo). Caro Gianni B. hai una pessima opinione dei cattolici, ma che cattolici conosci? Cattolici che peccano per hobby per poi andare dal prete a raccontargli due o tre frottole, per, infine ricominciare a delinquere, mi sa che li conosci solo tu! Vivi in un quartiere di psicopatici?
    E gli uomini senza intelligenza e senza religione in che classe li cataloghiamo? Nei primati?

  54. Gianni B. scrive:

    A proposito, sul mio computer i feed RSS di questo blog non vanno, tutte le volte mi tocca aprire tutti i thread, qualcuno ha qualche idea del perchè? Ho Windows XP aggiornato.
    Giro la richiesta ai responsabili del blog.
    Per chi non sa che cosa siano i feed RSS: invece di aprire tutti i thread uno alla volta per vedere se sono arrivati nuovi commenti da parte nostra (quindi bisogna aprire il thread “La moratoria sull’aborto”, poi il thread “Globalizzazione non vuol dire sinonimo di ordine mondiale”, poi il thread “In difesa del cardinale Tettamanzi” ecc. ecc.), il feed ti presenta in un UNICO elenco TUTTI i nuovi commenti pervenuti di TUTTI i thread presenti nel blog.
    La frequenza di aggiornamento può essere scelta (15 minuti, 1 ora, 1 giorno…).
    Il feed si apre col browser (es. Internet Explorer) e bisogna andare dove sta la stellina gialla (Centro Proferiti), si apre e c’è scritto “Preferiti”, “Feed”, “Cronologia”.
    Quando ci si iscrive al feed, si clicca su “Feed” nel “Centro Preferiti” e poi il feed desiderato: viene subito creata la pagina riassuntiva di tutti i commenti di quel certo blog, come ho già detto.
    Comodissimo! Però in questo blog non riesco ad iscrivermi al feed, si presenta questa schermata di errore…
    http://shell.windows.com/fileassoc/protocolassoc.asp?protocol=feed
    se qualcuno sa come fare… grazie anticipatamente.

  55. Gianni B. scrive:

    @Annarita
    Cara Annarita,
    Le posso assicurare che voi cattolici siete percepiti esattamente in questo modo, da chi, come me, cattolico non lo è.
    Da secoli voi vi confessate DOPO che avete peccato, o no?
    Non importa che ci si presenti dal prete con il capo coperto di cenere, sinceramente contriti e pentiti, che sembra il punto focale: interesserebbe che il peccato non venisse commesso PRIMA!
    Molti cattolici sono abituati a ritenere inevitabile peccare, o comunque un fatto non rilevante: poi si pentono e vanno a confessarsi.
    Che siano convinti o meno di quello che vanno a fare è una considerazione secondaria, perchè intanto il peccato lo hanno commesso!
    Mi sembrerebbe più sensato NON commettere peccati che pentirsi sinceramente del peccato commesso. Lei che dice?
    Inoltre l’intelligenza media della gente non è certo elevatissima, purtroppo, per cui credo che il cattolico medio che va di fronte al prete a confessarsi lo faccia non con pentimento sincero, ma proprio con la sincera volontà di farsi perdonare, per poi ricominciare a peccare! Sbaglierò…
    Il fatto che ci sia sempre la fila perenne all’esterno dei confessionali depone però a favore della mia ipotesi :)
    Comunque apprezzo che Lei ammetta che questa prassi della confessione possa apparire ben strana agli occhi di un non credente. Contenti voi…
    Cordiali saluti.

    Ps non se la presda per la massima del poeta siriano… ma ce ne sono talmente tante! Questa le piace?

    Questa e non altra deve essere la vera religione, dal momento che tutti i papi che ho conosciuto erano dei perfetti imbecilli, i cardinali altrettanto, e dunque si vede proprio che chi governa veramente la Chiesa Cattolica e la fa stare in piedi, nonostante tante nullità, è Dio in persona (Cristina di Svezia, XVIII secolo).

  56. gianni scrive:

    Remo di Meio Vangelo alla mano fa i predicozzi senza una benchè minima autorità se non la propria saccenza da pochi spicci.

    Continui a farsi insegnare il Cristianesimo da Ferrara…domani le dirà che sono tutte balle e la luna di miele con l’elefantino se ne andrà all’ortica. Il mio unico amico è Cristo e non sono servo di nuovi idoli mediatici logorroici ex sessantottini della peggior natura. Continui lei a prostrarsi dinanzi ai giornalari che si giocano in politica i nostri valori più profondi

  57. annarita scrive:

    Per forza cosa vuole, che ci confessiamo se non abbiamo peccato? Perchè lei ha la fortuna di non errare mai? Certo che sarebbe meglio non commetere peccati, ma purtroppo non siamo stati confermati in grazia come S. Giovanni Battista nel grembo di sua madre, perciò errare è umano, anche se perseverare nel peccato è diabolico, perciò sono daccordo con lei, che bisogna evitare di peccare, ma se nel cammino verso la perfezione cristiana capiterà di cadere, non dobbiamo disperare di poterci rialzare e questo grazie alla confessione. Un ultima cosa spesso i cristiani si vanno a confessare anche per piccoli peccati veniali, perchè il sacramento della confessione serve anche per fortificarsi, in modo da combattere le tentazioni. Non creda che tutti quelli che vede in fila difronte al confessionale abbiano commesso omicidi, furti, e via discorrendo, magari hanno “solo” pregato poco o male durante la settimana. Dico “solo”, perchè lei purtroppo non può capire il desiderio che ha il cattolico di santificare la propria vita.
    Guardi io capisco il suo punto di vista, anch’io ho riso in faccia a molta gente, perchè era credente ed io no, perciò so benissimo come i cattolici possano sembrare un po’ toccati, ma mi creda invece di criticare a priori (lo facevo anch’io, per il gusto di provocare), chieda luce a Dio, magari potrebbe scoprire che così scemi non siamo, che magari la sua esistenza ha un significato che ancora non ha compreso, che magari la vita non è tutta qui. Bhe, basta con le frasi patetiche, non vorrei essere accusata di bigottismo sdolcinato. La saluto e devo dire che sono d’accordo con l’ultima massima che ha scritto, aggiungerei anche: Napoleone un giorno disse ad un cardinale:”Io distruggerò, la Chiesa” e il cardinale rispose:” Se non ci siamo riusciti noi in tutti questi anni si figuri se potrà riuscirci Lei”.

  58. Giorgio Romano scrive:

    A Marco Diaferia (nn. 10 e 42), che chiede se “qualcuno sa la posizione teologica della Chiesa sulla sorte degli embrioni congelati”. È un tema di stretta e scottante attualità, ma la Chiesa sembra decisa a fare la sfinge. Proprio recentemente ha avuto l’occasione di pronunciarsi con un documento della Commissione teologica internazionale che ha ufficializzato la scomparsa del limbo (per cui non è il caso di dire “aspettiamo a questo proposito le decisioni sul problema del limbo”). Il guaio è che la sorte degli embrioni, e in genere dei “concepiti” non nati, pare preoccuparla assai poco. Lei ha perfettamente ragione di dire che “qui c’è un vuoto teologico” e chiedersi se, avendo già un’anima “creata al momento del concepimento, un embrione che muore dopo pochi minuti, sia nell’utero o in una provetta, ha il diritto alla beatitudine eterna”.
    Se vuole leggere un’approfondita analisi del problema e del comportamento della Chiesa in proposito, Le consiglio l’articolo “Sorte degli innocenti morti senza battesimo” (
    http://www.controapologetica.info/testi.php?sottotitolo=Sorte%20degli%20innocenti%20morti%20senza%20battesimo).
    Poi mi pare che meritino una parola tutti quelli che non possono soffrire Messori e/o Ferrara. Vittorio Messori è persona squisita, che sa essere cortese anche con chi la pensa molto diversamente da lui. Per Ferrara, mi pare fuori luogo dire, come fa F. Pernice (post n. 14), che quando certi sessantottini “mostrano tutt’a un tratto imprevedibili sintomi di resipiscenza, l’unica cosa che ci si aspetterebbe coerentemente da loro è che avessero la dignità di levarsi dai piedi senza troppo clamore”. A me pare invece che quando qualcuno si pente di aver imbrattato o sfasciato qualcosa, la cosa più “dignitosa” che possa fare non sia svignarsela come se niente fosse, ma dare una mano a ripulire quel che ha imbrattato o a ricostruire quel che ha sfasciato.

  59. ambrogio scrive:

    Per Gianni B.
    ma lo sa signor Gianni che Lei è proprio tremendo.Mi sà che ha ragione Annarita. Lei non ha avuto la possibilità di incontrare persone “positive”,in questo campo e questa è sfortuna, perchè se servisse solo un pochettino a capire, Lei non prenderebbe tutto così di petto.
    La confessione?…se uno ha la necessità di confessarsi,perchè no? Io mi confesso…? Non ricordo più quando, forse un ventennio fà…vado a messa?…ultimamente
    (ultimo ventennio) solo funerali e per fortuna qualche matrimonio…
    E’ bene, è male…ne parlerò col Signore quando ci arriverò,lo saluterò con rispetto e gli chiederò tante cose che non ho capito e soprattutto il perchè di tante cose,che ho visto…poi dopo andrò nel posto che mi assegnerà. Solo allora mi quiterò…

    Arrivederci sig.Gianni

    Ambrogio

  60. ambrogio scrive:

    Per Annarita,
    ma perchè complicarsi così la vita.Confessare il vero per non aggiungere un altro peccato.
    Avere paura del giudizio di Dio in special modo…
    Trovo molto più semplice e immediato…”non fare ad altri,quello che non vuoi sia fatto a te”…

    Con simpatia

    Ambrogio

  61. ambrogio scrive:

    Ancora per Annarita,poi chiudo
    se qualcuno trova sollievo nella confessione è giusto che la faccia.Fatta perchè “dovere”,non stà ne in cielo ne in terra…

    Amb.

  62. Vincenzo scrive:

    Pensare al Sacramento della Confessione, come ad una qualsiasi seduta psicanalitica, e valutarne in questa veste le motivazioni, i fini e i “risultati”, è una non piccola corbellerìa. Bene ha detto Annarita (post58…che “sa di cosa parla”…), infatti, o vi si “crede”,e allora non c’è spiritosaggine che tenga, oppure, non avendo il dono della Fede,è inutile parlarne con più o meno dotto o cinico argomentare (o spesso…sproloquiare,(che,per noi Credenti,è del tutto inutile, se non anche dannoso). L.J.C.

  63. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimi signori, buongiorno,

    quanto è labile il filo dei pensieri! Quanto è volubile il fiume delle parole! Quanto è bello giocare di fantasia,balzando tra valli,colli e monti,senza una meta.

    In questo thread si è partiti dalle idee di Vian sulla richiesta di moratoria per l’aborto per arrivare tranquillamente a discutere della Confessione sacramentale.

    W la libertà ( come gridò una mia illustre e nobilissima antenata francese davanti a Robespierre).

    Non mancherò nemmeno stavolta di chiedere al mio amico e consigliere di fiducia, prof.Onorio Cogitante di Castelpuntuto qualche valutazione dotta sulla situazione della confessione in relazione all’aborto.

    O forse dobbiamo parlare anche di tendenza diffusa ad abortire anche il sacramento della Confessione?

  64. Pipìta Del Monte scrive:

    ..pardon…le idee di Messori, non quelle di Vian.
    Ma c’è poi differenza nel convenzionale?

  65. F. Pernice scrive:

    Ben detto, Vincenzo. A quando una moratoria sulle ocacciate (o corbellerie).

  66. Remo Di Medio scrive:

    A Gianni B, post n. 52, voglio raccontare una barzelletta.
    Quando Dio creò gli uomini e diede loro le virtù, disse: gli italiani saranno onesti, intelligenti e di sinistra.
    L’Angelo che lo assisteva gli disse: Signore a tutti gli altri hai dato due virtù, agli italiani tre. Essi, così, prevarranno sugli altri popoli. Allora Dio rispose, Poiché agli italiani ho dato tre virtù e queste una volta date non possono essere tolte, gli italiani di tre virtù ne potranno usufruire solo di due.
    Accade, allora, che gli italiani se sono onesti e di sinistra, non possono essere intelligenti.
    Se sono di sinistra e intelligenti, non possono essere onesti.
    Se sono onesti e intelligenti non possono essere di sinistra.
    Non te la prendere… (se sei di sinistra.

  67. Renato Riccioni scrive:

    Per tornare al tema. Mi pare che le molte opinioni espresse in questo Blog (sull’opportunità o meno di appoggiare Giuliano Ferrara nella sua iniziativa per la moratoria sull’aborto) spostino il tema della discussione, rispetto alla riserva espressa da Messori. Egli, ben accettando l’iniziativa, esprime una cautela che mi sembra condivisibile, se colta nel senso da lui espresso: “Ho anche qualche perplessità. Innanzitutto, sono poco portato a confidare negli intellettuali, a causa della loro instabilità…” …Che non vuol certo disprezzare gli intellettuali ma, molto più semplicemente, considerare che in questa categoria di persone (forse per la loro stessa modalità di ricerca che rifugge dal fidarsi troppo dell’intuizione e preferisce procedere più rigorosamente, senza escludere ogni possibilità ma senza abbracciarla decisamente o per sempre) sono più esposti a tentennamenti e dubbi, e perfino a ripensamenti che possono apparire o risultare più gravi delle loro stesse intenzioni. Certamente, “L’OSCURITA’ DEL VERO E LA FACILITA’ DELL’ERRORE” – di cui parlava Paolo VI trattando delle conseguenze del peccato originale di cui permangono gravi effetti anche dopo il Battesimo, – sono un retaggio palpabile anche in queste nostre discussioni (appesantite forse da qualche maldestro ecceso di personalismo, ma fondamentalmente oneste, mi pare, in generale).

    Ciò non toglie – a parer mio – che si debba lasciare a Ferrara la possibilità di argomentare con le sue innegabili capacità e con l’efficacia privilegiata dal suo riconoscere di aver sbagliato strada, in passato, seguendo una certa scuola… (ci sono altri, invece, che hanno sempre ragione, anche se cambiano bandiera a seconda dei sondaggi veri o falsi che siano, e non riconoscono mai di aver sbagliato, né poco né molto. Loro sono i maestri che debbono guidare la Nazione, e quindi possono solo aver ragione). E’ certo che chi riconosce il proprio errore e spiega in che cosa sia consistito, aiuta gli altri a non fare lo stesso errore, e quindi – in qualche misura – ripara il male fatto. Chi sospetta che Ferrara lo faccia per secondi fini, ha diritto a tenere delle riserve, ma a sua volta deve tener presente che anche chi fa i processi alle intenzioni può sbagliare… Comunque va tenuto presente che Giuliano (mi sia consentito di chiamarlo con l’affetto riverente con cui andrebbe trattato ogni appartenente – non casuale – al genere umano) non affronta un processo facile. Oggi, appoggiare il Papa (e specialmente Papa Ratzinger) non è affatto di moda. Perché? Perché il pensiero del Papa neppure lo si conosce e, quando lo si cita, spesso è solo per indispettire gli ignoranti o per convincere i cattolici ad obbedire o a disobbedire, facendo dire a lui quello che si vuole.
    Se si cerca popolarità, non conviene farsi passare per cattolici che condividono le idee del Papa. E’ così bassa la considerazione in cui gli anticlericali tengono i cattolici obbedienti che spesso cadono nell’”ingenuità” di pensare che la maggioranza sia obbediente acriticamente. Questo calcolo è proprio sbagliato. Le persone che hanno una fiducia simile, cioè semplice e conseguente, sono purtroppo oggi una minoranza. Ma questa minoranza è abbastanza avveduta da distinguere (con il fiuto di chi il proprio credo lo paga, giorno per giorno, con scelte contro corrente, deriso o malvisto dai “sapienti” e dagli “intelligenti” che credono di pensare con la loro testa solo perché mettono in discussione a priori tutto quello che dice la Chiesa (o che le hanno fatto dire persone ottuse o precipitose o in malafede).

    Quanto a Giuliano Ferrara, personalmente un tempo non lo sopportavo: lo consideravo un prepotente, un maleducatore, certamente poco adatto a svolgere il compito di Ministro per i rapporti con il Parlamento… Poi ho visto una certa trasformazione sostanziale, una autocritica che non credo facile, specialmente su temi di grave responsabilità quale la difesa della vita; ho visto anche la sua efficacia dilettica abbinata a contenuti originali, capaci di mettere in difficoltà i nemici della vita: quelli che, dopo aver sprofondato l’Italia nel più grave genocidio, si spacciano per difensori della civiltà, per accreditare le loro argomentazioni con le quali vogliono eliminare tutti gli anziani (che non servirebbero più a niente, come i bambini che non hanno ancora ben sviluppati i muscoli …per potersi difendere da sé) ma soprattutto vogliono eliminare i giovani – insegnando che la droga è solo un problema di ordine pubblico che si risolve liberalizzandola, in modo che i giovani possano autodistriggersi con i soldi di papà e con il beneplacito della più irresponsabile società.
    A questi personaggi, ai quali troppo pochi hanno risposto per le rime, risponda Ferrara e chiunque altro ne abbia la capacità e il piglio, e sia benedetto Dio se anche attraverso questo “ciccione non abortito” (come lui si definisce) altri uomini deviati possono ritrovare l’onestà intellettuale di chi sa riconoscere che uno che diventa uomo – con qualunque menomazione o limite si presenti – appartenva all’umanità anche un minuto prima, o un’ora prima, o qualche settimana prima. L’ipocrisia politica di definire un momento di passaggio è il più vergognoso inganno antiscientifico che disonora la società.
    Ferrara, coraggio! Non sarà facile. Probabilmente non ci riuscirà… Ma almeno Lei aiuti a riqualificare l’onestà intellettuale degli intellettuali. Sarà una vergogna in meno nella storia del nuovo millennio.
    …E poi, da parte mia, un sentito GRAZIE!

  68. Pipìta Del Monte scrive:

    Signor Renato (tale mi consenta di definirLa latae sententiae),

    non solo condivido la Sua esposizione( che mi ha fatto sobbalzare di plauso sulla mia poltrona quando l’ho letto),ma di dire plenis verbis che c’è ancora qualcuno che ragiona in modo disincantato e sincero e, soprattutto,senza scimmiottare le convenzionali osservazioni di tanti giornalisti imbellettati.

    Grazie,anche a nome dei miei altolocati amici con i quali ho letto e commentato il suo post n.68 durante il ricevimento che ho dato iersera nel mio turrito maniero.

  69. annarita scrive:

    Guardi che la confessione non è fatta per dovere, ma per amore: innanzitutto per Dio che riconosciamo nostro Padre pertanto ci sentiamo di chiedergli scusa quando lo offendiamo. Poi lo sappiamo bene che non va offeso il nostro prossimo, e che non vale nulla la confessione se prima non ci siamo riapacificati con chi abbiamo offeso. Sappiamo anche che non bisogna fare il male in generale, ma lei si sente così immacolato da credere di non dover chiedere scusa a nessuno, tantomeno a Dio? Io non mi sento così perfetta, e a volte il mio caratteraccio, ancora non ben dominato, salta fuori e combina guai, cosa dovrei fare? Fregarmene, buttarmi giù dalla finestra per disperazione o umiliarmi e chiedere scusa? Io preferisco chiedere scusa, anche se a volte è difficile farlo, perchè l’orgoglio e l’amor proprio spingono nella direzione opposta. Se persino i santi si sentivano vere schifezze d’innanzi a Dio, figurarsi io. Sinceramente non mi sono accorta di essermi complicata la vita, la saluto ricambiando la simpatia.

  70. annarita scrive:

    A scusate, il mio post precedente (n.70) era per Ambrogio.

  71. Gianni B. scrive:

    @Annarita
    Cara signora, apprezzo quello che ha scritto, e il modo cortese in cui ha argomentato le sue idee in merito alla confessione, ma ovviamente non lo condivido.
    Dal momento in cui esistono da 3000 anni le Tavole della Legge e poi i Dieci Comandamenti, e circa 1000 tonnellate di encicliche e catechismi successivi, nonchè 10.000.000 di preti che quotidianamente martellano i fedeli su tutto ciò che si può o non si può fare, oltre alle diuturne paternali del Papa in mondovisione, ecc. ecc., chi si dice cristiano (o cattolico) e fosse dotato di un cervello medio, dovrebbe essere perfettamente in grado di rispettare tali dettami PRIMA e non dopo.
    Se io mi dico CATTOLICO e se Gesù dice NON RUBARE io non devo rubare, punto.
    Non è difficile, non serve Einstein!!!
    Invece mi vengono in mente innumerevoli casi concreti dove si predica bene e si razzola male, due fra tutti: il cattolicissimo ex governatore della Banca d’Italia Fazio e il cattolicissimo Callisto Tanzi, ma ce ne sono altri milioni di casi come questi, veda le legioni di ex democristiani che andavano a messa tutti i giorni ma che si dividevano allegramente le tangenti, senza dimenticare le tante tante organizzazioni umanitarie cattoliche (veda Caritas) che fanno la cresta sugli aiuti!
    Insomma, se si ragiona in questo modo è difficile capire che cosa serva esattamente confessarsi, oggi.
    Se Lei invece afferma che è impossibile non peccare perchè non siamo santi, beh, allora la vostra religione è completamente inutile mi pare! Che serve tutto questo mostruoso apparato creato nei secoli quando poi, fuori dalla Chiesa, i fedeli peccano allegramente come tutti gli altri? Come me che sono ateo, o forse anche di più (io infatti non rubo, me lo ha insegnato mio padre che non è mai entrato in chiesa in vita sua!).
    Lo dico senza volerla provocare, queste sono solo mie considerazioni logiche e non religiose.
    Cordiali saluti.

  72. Gianni B. scrive:

    @Ambrogio
    Caro sig. Ambrogio, non sono “tremendo”, mi creda :)
    Più che altro… non sono cattolico :)

    Sono contento però di avere conosciuto e di aver potuto dialogare con alcuni cattolici veramente in gamba. Frequentando questo blog mi sono un po’ ricreduto sul loro conto!

    Non rimarrò qui dentro a lungo però intanto la mia è stata una bella esperienza!

    Cordiali saluti.

  73. Renato Riccioni scrive:

    @ Pip1ta Del Monte, (post 69)
    Non senza un certo imbarazzo mi rivolgo a Lei, anzi con la goffaggine di un miserabile che, cappello tra le mani, attende una risposta dopo aver malauguratamente ormai bussato (a che se sottovoce) all’immenso portone del Suo inavvicinabile maniero. Le confesso, tanto per parlare da infimo ignorante, che la prima volta che mi sono riaffacciato a questo Blog, dopo un periodo di digiuno forzato dai miei rustici lavori storici, ho fatto fatica a distinguere tra la Sua persona (a me ignorantissimo imperdonabilmente sconosciuta) e il Suo genere letterario. Poi, a poco a poco, ho creduto di capire… poi, di nuovo, ho temuto di aver capito male… fino a che, al momento attuale, sono quasi certo solo di sbagliare in ogni caso…
    Mi resta, oltre la frustrazione di non saperLa inquadrare nelle mie rozze categorie, la certezza che Ella è impegnata in una lettura critica della nostra storia
    (forse qualche volta fin troppo legata all’etimologia delle parole? mi perdoni l’ardita ipotesi), e con la rara capacità di rallegrarsi di qualche altrui riflessione.
    La ringrazio e spero a mia volta di farne tesoro. Voglia porgere il mio saluto a tutti i Suoi amici capaci di rallegrarsi nel nobile maniero.
    …A questo punto non ricordo più come mi chiamo, ma qualcosa di buono, tra le righe, spero di averlo detto.
    Altrimenti avrei solo perso un po’ di quel “tempo perso” che non ho mai avuto.
    Distinti ossequi.

  74. Pipìta Del Monte scrive:

    Mio nobile amico Renato, suppongo dell’illustre casata dei Riccioni di Santa Frittola, mi ha commosso questo Suo voler ripercorrere le strade di Proust e mi commuovono le Sue parole piene di plauso per i nostri apprezzamenti.

    Plauso che ben volentieri ricambio e Le riconfermo insieme con i miei

    graziosi ossequi.

    A bientot!

  75. annarita scrive:

    A Giovanni B.: La religione non è inutile, se fa tendere l’uomo al bene e a migliorarsi, certo non siamo nati santi, ma la santificazione è possibile, altrimenti lei avrebbe ragione a pensare che siamo assurdi, il cammino non è facile, può constatarlo anche lei. Noi cattolici, non siamo dei supeuomini siamo uomini come lei, ma non vogliamo crogiolarci nel fango come fanno tanti, cerchiamo di essere degni figli di Dio e mi creda non pecchiamo allegramente, ma ci sforziamo anzi di vincere noi stessi ogni giorno. Capisco certamente, che oggi più che mai c’è bisogno di buoni esempi, e constato assieme a lei, che molti che si professano cattolici, non vivono in realtà da cattolici. Non metto in dubbio che oggi la Chiesa e la vera fede stiano passando un momento di forte crisi, basta vedere la crisi delle vocazioni, basta vedere certe messe ballate e cantate come se fossimo a S.Remo, ma tutto questo non scoraggia chi ha deciso di fidarsi di Dio e delle sue promesse. Siamo tutti liberi di decidere cosa vogliamo fare della nostra vita, l’importante è sapere che non esistono vie di mezzo, cioè vie di comodo, o si è con Dio o si è contro di Dio, e se si è con Dio bisogna vivere coerentemente, cioè le nostre opere devono riflettere ciò in cui crediamo e ciò che predichiamo, altrimenti, giustamente, chi non crede, ci considererà dei falsi bigotti. Ma ribadisco che non siamo dotati dell’infallibilità, sarebbe vantarci o essere irrealisti se proclamassimo di non sbagliare mai. Spero sinceramente che prima o poi possa ricevere la Fede come è successo a me, allora comprenderà tutto ciò che oggi le appare assurdo. Grazie a voi che ci criticate, perchè è bene vedere dove sbagliamo e secondo me ciò che oggi manca nella società sono gli esempi di eroismo, perchè la vita cristiana vissuta coerentemente è una vita eroica.

  76. Giovanni Mariani scrive:

    Messori (ma chi? Quello che crede al miracolo della ricrescita degli arti amputati? Proprio lui!) si chiede se all’umanita’ non bastasse un Socrate “qualunque” (dice lui.. ah, beata arroganza..) al posto della rivelazione cristiana.
    Certo che bastava: indipendentemente da cio’ che ne dicano (irrazionalmente..) i credenti, la ‘rivelazione’ non e’ altro che una barbarica superstizione, nata, come le altre due religini monoteiste, tra analfabeti pastori mediorentali e sviluppatasi tra altrettanto ignoranti popolazioni pre-galileiane (tanto per citare un protagonista dei nostri forum, oggidi’).
    Lo so di essere antipatico ma purtroppo, come diceva Schopenhauer, o si pensa o si crede.
    Saluti cordiali

  77. annarita scrive:

    Dunque Dante Alighieri era un barbaro? Anche un filosofo come S.Tommaso d’Aquino? Carlomagno poi era un vero ignorantone. Se poi vogliamo entrare nello specifico della scienza: Ampère era cattolico, Enrico Medi era cattolico, così anche: Alessandro Volta, Luis Pasteur, Galvani, Foucauld, Mendel e via discorrendo. Erano tutti analfabeti e ignoranti pastori? Svegliatevi per favore, siete sotto l’effetto allucinogeno del pensiero anticristiano di massa.

  78. Remo Di Medio scrive:

    Da Gianni,post n. 57
    “Remo di Meio Vangelo alla mano fa i predicozzi senza una benchè minima autorità se non la propria saccenza da pochi spicci.Continui a farsi insegnare il Cristianesimo da Ferrara…domani le dirà che sono tutte balle e la luna di miele con l’elefantino se ne andrà all’ortica. Il mio unico amico è Cristo e non sono servo di nuovi idoli mediatici logorroici ex sessantottini della peggior natura. Continui lei a prostrarsi dinanzi ai giornalari che si giocano in politica i nostri valori più profondi.”
    Innanzitutto io mi chiamo Remo Di Medio e di Meio come hai indicato nel tuo post. Già storpiare il nome di una persona vuol dire che non lo si rispetta, come è diritto di ogni persona.
    Inoltre, non ho biogno di alcuna autorità e di nesseun permesso, salvo di quello delproprietario del Blog, ma sopratutto non ho bisogno del tuo permesso.
    Io non fccio “predicozzi” (termine offensivo)scrivo quello che so e reputo opportuno, o forse mivuoi impeire di parlare, come è stato fatto per il Papa? Il Vangelo che io professo, intanto, lo credo e lo vivo perché me lo ha insegnato la Chiesa cattolica. Io mi prostro solo davanti a Dio e al Romano Pontefice quale successore di Pietro, Vicario di Cristo in terra e Capo della Chiesa universale.
    Ti invito a scrivere con raziocinio a chiedere scusa per le tue intemperanze verbali (scritte).

  79. yochanan scrive:

    Caro Giovanni Mariani,
    che Messori non capisca niente, è pacifico (anche se nel suo caso penso si tratti più che altro di malafede). Quanto alla ricrescita degli arti amputati, ho avuto notizia da fonte attendibile di un fatto analogo qualche anno fa in ambito evangelico. Per cui la cosa non mi pare così assurda. In fondo il nostro YHWH guarisce gli uomini.
    Definire la Parola barbarica superstizione dimostra solo la tua ignoranza. Mentre i tuoi antenati viaggiavano al buio, dietro a dei e dee capricciosi, Israele aveva leggi che sono all’avanguardia ancora oggi. Se voi Gentili le aveste applicate, per esempio, durante le varie pestilenze del 16° secolo, vi sareste risparmiati migliaia di morti. Per non parlare dei tumori, delle fimosi o altre patologie che infestavano tutti i popoli, tranne quello di Israele, o anche della giustizia sociale.
    Paragonare il Messianesimo (cristianesimo) all’Islam è però ulteriore dimostrazione di qualunquismo. Noi messianici non abbiamo nulla in comune con l’islam.
    Quanto a Galileo, qui vengono al pettine i problemi che tuttora la religione romana si porta dietro (vedi il Messori): non conosce e distorce la Parola di Yeshua. In Berescit, Yeshayahu e ‘Yov (tanto per fare qualche esempio) era già scritto, secoli prima che i vostri Socrate, Aristotele e compagnia teorizzassero su fuoco, terra, acqua, aria, motori immobili e simili facezie, che la terra è un globo sospeso sul nulla ed è descritto un ciclo dell’acqua diverso da quello che c’è oggi. E potrei continuare. I vostri preti e teologi non sanno nulla e non vogliono sapere nulla della verità. Dicevano che il sole si era fermato, non distinguendo il linguaggio dell’apparenza.
    Adesso basta. Ho già troppi avversari.
    Shalom

  80. Gianni García scrive:

    Temo che Messori abbia di nuovo contrapposto (è mia impressione) fede e ragione. Se a lui basta l’una prescinde dall’altra. Che Bobbio lo facesse lo capisco meglio. Ma Vittorio Messori…?