Il cardinale scrive ai separati e divorziati

[photopress:_41040925_tettamanzi203apok.jpg,thumb,pp_image]Ieri è stato reso noto il testo di una lettera del cardinale Dionigi Tettamanzi indirizzata agli “sposi in situazione di separazione, divorzio e nuova unione”. L’arcivescovo, pur ribadendo la dottrina che sancisce l’esclusione dall’eucaristia per i divorziati risposati, intende manifestare la vicinanza della Chiesa a quanti si trovano in questa condizione, vale a dire un numero sempre crescente di persone. L’arcivescovo di Milano chiama “sorelle e fratelli amati e desiderati” i separati e i divorziati risposati, riconoscendo che alcuni di loro “hanno fatto esperienza di qualche durezza nel rapporto con la realtà ecclesiale: non si sono sentiti compresi in una situazione già difficile e dolorosa” e talvolta “hanno sentito pronunciare parole che avevano il sapore di un giudizio senza misericordia o di una condanna senza appello”. Per questo ripete: “La Chiesa non vi ha dimenticati! Tanto meno vi rifiuta o vi considera indegni”, riconoscendo che “la fine di un rapporto sponsale per la maggior parte di voi non è stata decisione presa con facilità, tanto meno con leggerezza”. Tettamanzi spiega che anche la Chiesa sa che “può essere addirittura inevitabile prendere la decisione di una separazione: per difendere la dignità delle persone, per evitare traumi più profondi”, invita i genitori separati a non rendere la vita dei loro figli più difficile, privandoli della presenza e della giusta stima dell’altro genitore e delle famiglie di origine”. Quindi affronta il tema della comunione: “Nell’eucaristia abbiamo il segno dell’amore sponsale indissolubile di Cristo per noi; un amore, questo, che viene oggettivamente contraddetto dal “segno infranto” di sposi che hanno chiuso una esperienza matrimoniale e vivono un secondo legame”. Il divieto non esprime dunque “un giudizio sul valore affettivo e sulla qualità della relazione che unisce i divorziati risposati” comunque l’esclusione dall’eucaristia “non si riferisce ai coniugi in crisi o semplicemente separati” e lo stesso vale anche “per chi ha dovuto subire ingiustamente il divorzio, ma considera il matrimonio celebrato religiosamente come l’unico della propria vita”. L’invito finale, rivolto a tutti, è quello di frequentare la messa domenicale e di non chiedere ai sacerdoti di indicare “soluzioni facili o scorciatoie superficiali”. Sull’argomento ho fatto un’intervista al cardinale Lopez Trujillo.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

119 risposte a Il cardinale scrive ai separati e divorziati

  1. Grazie per avere riportato con maggiore completezza la notizia rispetto ad altre fonti.

  2. Mauro W. Fuolega scrive:

    L’uomo che non divenne Papa vuol cantare sempre fuori dal coro, peccato sia sempre stonato.

  3. Garlyc scrive:

    Meglio Fuori dal coro che Fuolega? ;-) Scherzo.

  4. Gianni B. scrive:

    Beh, presto ci saranno le elezioni, per cui il voto dei cattodivorziati (…milioni!) sarà prezioso.

  5. Alessia scrive:

    Ricordo l’auspicio di Papa Benedetto di momenti di digiuno eucaristico per solidarietà nei confronti dei divorziati/rispostati.
    Alessia

  6. Michele M scrive:

    Non capisco commenti negativi alle parole di Tettamanzi (in questo caso): trattasi forse di pregiudizio?
    Ha detto chiaramente NO all’Eucarestia per i risposati, mentre ha aperto le braccia della Chiesa alle persone che vivono con sofferenza queste situazioni, cosi’ come a mio avviso dovrebbe essere.
    Michele

  7. gian scrive:

    la Chiesa non può essere sorda a questa realtà.
    e poi mi sono sempre chiesto per i divorziati regole, divieti e per i preti che lasciano ” l’abito” ma non il sacramento come mai a loro è permesso di sposarsi in chiesa e di accedere tranquillamente ai sacramenti ?

  8. Paolo scrive:

    Sono parole che la Chiesa da moltissimo tempo dice nei documenti ufficiali… chissà perchè questo fatica a passare sui media.
    Paolo

  9. DONATELLO scrive:

    La chiesa non la capisco,come si può esortare i separati/divorziati dad avvicinarsi alla chiesa quando gli è negato il Sacramento dell’eucarestia? Sono separato in attesa di divorzio con 2 figli che vivono con me,convivo con una donna eccezionale che a sua volta ha 2 figlie che vivono con noi e poco più di un mese fà abbiamo avuto un ultima bimba e quindi siamo in sette. Tutti credenti e presto avvicineremo la piccola Giorgia al Sacramento del battesimo. Rispettiamo tutte le regole Cristiane,non ci siamo ancora risposati per ragioni ovviamente burocratiche ma come tutti siamo interdetti all’Eucarestia. A questo punto MI chiedo: Come mai a Sarkozì nonostante sia separato abbia concesso addirittura quel titolo riservato a pochi? Devo pensare che anche per la chiesa è necessario essere qualcuno per contare qusalcosa ed essere trattato non da comune mortale? Grazie.

  10. annarita scrive:

    Privarsi della compagnia di Gesù per solidarietà ai divorziati? Il digiuno deve essere verso beni effimeri o verso il cibo comune, non mi sembra un bene il digiuno da Gesù. Forse non ho compreso bene quello che Alessia ha ricordato aver detto il Papa( io questa affermazione non l’ho mai sentita). Sarebbe come dire: non andare a messa qualche volta per solidarietà verso chi non ci va.
    L’eucarestia: l’unico cibo che può aiutarci a migliorare noi stessi, a vincere le nostre cattive inclinazioni, che ci da la forza di sopportare i momenti bui della nostra vita, che ci fa pregare per le miserie di tutti, anche per quelli che sono lontani da Gesù, come potrebbe un Papa dire di digiunare da questa medicina salutare? Forse ho capito male, cara Alessia, puoi chiarirmi il significato del tuo post? Grazie.

  11. Eufemia Budicin scrive:

    La sen. Palermi,del Pdci, già scioglie inni a Tettamanzi, dicendo che non è cattivo come Ratzinger. Non sapevo che la senatrice desiderasse così tanto essere ammessa alla comunicione, che, peraltro, Tettamanzi non le darebbe. A chi interessano i voti dei divorziati?

  12. Garlyc scrive:

    Scherzi a parte, le parole di Tettamanzi sono pienamente aderenti al dettato della Chiesa: esclusione dei divorziati (risposati) dall’eucaristia, inclusione nella comunità con il massimo della carità e della vicinanza. Non mi sembra necessariamente sintomo di incoerenza ma piuttosto di prudenza pastorale.
    Quanto al digiuno eucaristico, ho anch’io qualche dubbio. Credo che la partecipazione all’eucaristia non possa che aiutarci a una maggiore solidarietà e amore con chi ne è escluso.

  13. ginevra scrive:

    Mha..non mi sembra ci sia nulla di nuovo.
    I divorziati che scelgono una nuova unione, piu’ o meno legalizzata, sono e rimarranno fedeli di serie B.
    Fedeli con i paletti…
    E forse è anche giusto che sia così..di certo sono venuti meno ad un sacramento…però…però….

    Ai religiosi che hanno relazioni sentimentali con delle donne (di nascosto ovviamente) e che poi vanno a confessarsi….è concesso di partecipare all’eucarestia?
    I religiosi che si “spogliano” non rompono di fatto il loro matrimonio col Cristo? perchè poi possono RI-sposarsi in chiesa ed accedere all’eucarestia??
    Dei preti pedofili nemmeno ne parlo…

    Qualcuno puo’ rispondermi seriamente e senza innescare una sequela di insulti?

    Grazie anticipatamente

  14. Psico scrive:

    Qualcuno spieghi a Mauro W. Fuolega che Tettamanzi non ha affatto contraddetto il Papa. Questi pregiudizi per cui si cerca di mettere contro il cardinale di milano con ratzinger sono irritanti.

  15. Garlyc scrive:

    Il fatto è che Tettamanzi non ha contraddetto il Papa, ma ha addirittura contraddetto Mauro W. Fuolega.

  16. catholicos scrive:

    Il Cardinale Tettamanzi non dice nulla di nuovo… a volte alcuni laici ed alcuni cattolici fanno a gara per vedere chi è più disonesto intellettualmente. La pozione della CHiesa in materia è chiara: i divorziati continuano a far parte della Chiesa cattolica, ma non sono ammessi alla comunione sacramentale, ma non per questo cessano di essere amati o di essere figli della stessa Chiesa.
    Quanto ai preti risposati, qualcuno farebbe bene a leggere il diritto canonico: il sacerdote fa una “promessa” di celibato e da questa promessa può essere dispensato e quindi risposarsi. Ma questo non invalida il sacramento dell’Ordine da lui ricevuto: è e rimane prete anzi, se volgiamo dirla tutta, questi sacerdoti ricevono un trattamento molto più severo dei divorziati, in quanto smettono di ricevere qualsiasi tipo di aiuto economico, vengono sospesi dalla facoltà di celebrare, sono tenuti a celebrare le proprie nozze senza carattere pubblico, solitamente non leggono neppure le letture in Chiesa, senza contare lo scherno e il giudizio della gente che li vede in strada. Rimangono sacerdoti, ma non possono “fare” i sacerdoti proprio a causa della loro riduzione allo stato laicale… La questione del celibato non mette in discussione il sacramento, ma solo una norma di disciplina ecclesiastica che può benissimo essere mutata dalla Chiesa stessa.
    Per il matrimonio invece, è il sacramento ad essere stato infranto con il divorzio ed il successivo matrimonio civile e questo la chiesa non può approvarlo, in quanto considera il sacramento perfettamente valido ( a meno che non sussistano le cause per la nullità ab origine). Forse per qualcuno sarebbe meglio leggere i documenti del Magistero, conoscerli profondamente prima di criticarli…
    Un mio amico ateo, legge tutti i documenti e le encicliche di cui viene in possesso perchè, secondo il suo pensiero, parlare senza avere la conoscenza di ciò che si dice è cosa impropria, e si avvicina grandemente alla menzogna…

  17. Luisa scrive:

    Il cardinale Tettamanzi parla e riceve subito un grande eco sui media, intervista al tg ecc. Il servizio è presentato come se il cardinale dicesse altro che la dottrina della Chiesa o contradicesse il Papa, quando così non è.
    Il testo è molto chiaro.
    Mi interrogo, non sulla lettera, ma sui motivi di questa diffusione, di questo eco e dei suoi toni positivi. Quando invece è Benedetto XVI a ribadire esattamente gli stessi principi, anche se con altre parole, i media concludono con un giudizio negativo sul rifiuto della Chiesa. Mah!

    Riporto qui, qualche passaggio della risposta che il Santo Padre aveva dato ad un sacerdote in val d`Aosta che gli poneva la domanda sui divorziati risposati esclusi dall`Eucaristia.

    “Non oso dare adesso una risposta, in ogni caso mi sembrano molto importanti due aspetti. Il primo: anche se non possono andare alla comunione sacramentale non sono esclusi dall’amore della Chiesa e dall’amore di Cristo. Una Eucaristia senza la comunione sacramentale immediata non è certamente completa, manca una cosa essenziale. Tuttavia è anche vero che partecipare all’Eucaristia senza comunione eucaristica non è uguale a niente, è sempre essere coinvolti nel mistero della Croce e della risurrezione di Cristo. È sempre partecipazione al grande Sacramento nella dimensione spirituale e pneumatica; nella dimensione anche ecclesiale se non strettamente sacramentale.

    E dato che è il Sacramento della Passione di Cristo, il Cristo sofferente abbraccia in un modo particolare queste persone e comunica con loro in un altro modo e possono quindi sentirsi abbracciate dal Signore crocifisso che cade in terra e muore e soffre per loro, con loro. Occorre, dunque, fare capire che anche se purtroppo manca una dimensione fondamentale tuttavia essi non sono esclusi dal grande mistero dell’Eucaristia, dall’amore di Cristo qui presente. Questo mi sembra importante, come è importante che il parroco e la comunità parrocchiale facciano sentire a queste persone che, da una parte, dobbiamo rispettare l’inscindibilità del Sacramento e, dall’altra parte, che amiamo queste persone che soffrono anche per noi. E dobbiamo anche soffrire con loro, perché danno una testimonianza importante, perché sappiamo che nel momento in cui si cede per amore si fa torto al Sacramento stesso e l’indissolubilità appare sempre meno vera.
    Da una parte, dunque, c’è il bene della comunità e il bene del Sacramento che dobbiamo rispettare e dall’altra la sofferenza delle persone che dobbiamo aiutare.”

  18. catholicos scrive:

    Per Ginevra:

    Il celibato è una norma ecclesiastica, non teologica, tant’è vero che molti sacerdoti CATTOLICI di rito bizantino, sono sposati. Attualmente il calibato è considerato una norma necessaria, ma se la chiesa decidesse di abolirla, un matrimonio non sarebbe assolutamente ostativo alla valida celebrazione del sacramento in questione. I sacerdoti che lasciano il ministero, vengono semplicemente dispensati dall’osservanza della legge ecclesiastica di cui sopra che, come abbiamo detto, non è di diritto divino.
    Cosa diversa è per il matrimonio: esso è un sacramento e nessuno può dispensarci dal sacramento. E’ come se il Papa dicesse: ti dispenso dal battesimo!!!
    P.S. Il Post di prima non era riferito a te.

  19. ginevra scrive:

    @ CATHOLICOS
    Grazie per avermi risposto al post. 18
    … leggendo il primo commento….ero rimasta un po’ perplessa dal tono :-D

  20. Federico scrive:

    Alcuni giornali cercano di mettere divisione nella Chiesa….è evidente…basta guardare il sito del Corriere…viene riportato il pensiero di Tettamanzi, che dice cose perfettamente consivisibili ed in linea con quanto dicono tutti i cristiani (compreso il Papa)… e poi, il sondaggio chiede: secondo voi la Chiesa è troppo severa con i divorziati?

    Come dire: la Chiesa, da una parte, è severa, Tettamanzi invece è meno severo…ma è una balla, un tentativo di fare credere una cosa che non è…

    Comunque, questi tentativi, che purtroppo nel breve periordo possono avere dei risultati, alla fine saranno miseramente smascherati…

    La storia, anche personale, di Papa Ratzinger doverebbe insegnare qualcosa…

  21. Francesco Ursino scrive:

    Cara LUISA,
    che bello rileggerti. :)

    Anch’io, come te, non ci vedo nulla di strano nella risposta del Papa a tale questione e le parole del Card. Tettamanzi. Figurarsi se poi non c’era la politica di turno a inscenare la sua “adorazione” per le parole e l’atteggiamento del Cardinale.

    Cordialmente :)

  22. ELI 50 scrive:

    Per un momento, sentendo al telegiornale parlare della lettera del Vescovo di Milano, avevo pensato che finalmente qualcuno della Chiesa, avesse preso la decisione, di far rientrare nella normalità, persone che sono state emarginate ed escluse da una loro religione impartita e trasmessa dai propri genitori fin dalla nascita.
    Sono una donna separata da ben 25 anni, con tre figli di cui due gemelle, che la magistratura mi ha affidato. Ho chiesto io la separazione perchè ho ritenuto giusto che i miei figli non pagassero un mio errore. Posso solo dire che, separarsi con tre figli senza un posto di lavoro sicuro, ci vuole coraggio e credo che sia sufficiente questo per far comprendere che se una persona a 33 anni si separa,senz’altro ha ritenuto che è l’unica soluzione possibile in un matrimonio sbagliato. Sono 22 anni che convivo con un altra persona e la mia domanda è solo questa:
    Io sono una madre che ha fatto una scelta per il bene prima di tutto dei propri figli e poi il suo, in quanto avendo dado loro la vita era giusto che cercassi di farli vivere con affetto e rispetto, non ho minacciato la loro vita o tanto meno ho tolto la vita a qualcuno, e mi domando come può la Chiesa dare l’assoluzione a uomini che hanno tolto la vita( che è sacra, tanto è che se una persona si uccide non può ricevere la funzione religiosa) ad altri simili e negarla ad una madre che ha cercato di salvare persone innocenti che non dovevano pagare per errore di chi li aveva messi al mondo. Sono anche cosciente che se ero una persona importante con possibilità economiche avevo già risolto il problema, perchè è tutta una questione solo di soldi…………
    Mi auguro che ci sia qualche rappresentante della Chiesa che abbia il coraggio di prendere in mano questo problema e di risolverlo, perchè solo allora posso dire di credere nuovamente nelle istituzioni della Chiesa.

  23. annarita scrive:

    A Donatello: capisco pienamente il tuo rammarico, perchè chi, ormai non ha amici o conoscenti o parenti divorziati? A volte è facile ricordare che quando si contrae il sacramento del matrimonio bisogna essere coscienti che è per tutta la vita, ma capisco che la vita matrimoniale non è sempre facile, a volte richiede vero eroismo. Però, la Chiesa non chiude la porta ai sacramenti a chi subisce il divorzio senza sua volontà. Ho conoscenti in questa situazione, che con tanta fatica vivono in castità, non si rifanno una famiglia, perchè sanno che il vincolo matrimoniale non cessa tramite una legge umana (divorzio)e nessuno gli ha mai negato la S.Comunione. Sanno anche che rifarsi una famiglia, significherebbe vivere in peccato mortale. A volte ci mettiamo in veri pasticci con le nostre stesse mani, per debolezza, per passione, poi non sappiamo più come districarci( visto che subentrano anche dei figli), allora pensiamo che siano gli altri ad essere ingiusti con noi. Per questo bisogna essere cauti prima di sposarsi e tanto pazienti dopo sposati. Hai ragione, a volte si usano due pesi e due misure a seconda se sei un semplice mortale o un uomo “importante”, ma questo metodo è puramente umano, dinnanzi a Dio non esistono privilegi di casta e chi continua a vivere in peccato mortale, anche se è insignito di titoli e di onoreficenze rimane sempre un peccatore, punibile, se muore senza emendarsi. Tutti desideriamo la felicità e ci sembra una vera crudeltà dover rinunciare all’amore, alla tenerezza ad una famiglia, ma forse dovremmo lottare di più, perchè dove Cristo ci ha messi, regni l’armonia, nonostante i difetti reciproci. Bisogna santificarsi proprio nello stato che abbiamo scelto, se abbiamo scelto il matrimonio è li che Dio ci chiede di santificarci. A volte è più difficile essere fedeli ai piccoli doveri quotidiani, perchè ci appaiono noiosi o frustranti, che fare cose grandiose che esaltano il nostro amor proprio. Bisognerebbe rinunciare un po’ a se stessi, per venire incontro all’altro, forse solo così tante unioni si salverebbero. Ti parla una che quotidianamente deve combattere contro il proprio orgoglio, contro la propria impazienza, una perciò che non si sente superiore, ma che comprende benissimo le difficoltà che si incontrano per diventare santi nel proprio stato.

  24. Iginio scrive:

    Allora, regola n. 1: si scrive BAH, MAH, non bha , mha.
    Regola n. 2: qualcuno giustamente dice di informarsi prima di criticare. I preti cattolici di rito bizantino possono sposarsi prima dell’ordinazione, non dopo, I vescovi dello stesso rito non devono mai essere sposati. Il celibato dunque e’ altamente apprezato anche dalle Chiese orientali, e non potrebbe essere altrimenti, dato che deriva dall’esempio e dall’insegnamento di Cristo.
    Punto.

  25. Mauro W. Fuolega scrive:

    A me sembra caro Garlyc, ma il mio è solo il semplice parere di uno che è sempre in malafede, che il cardinal Tettamananzi voglia darsi della visibilità che avrebbe avuto diversamente se fosse diventato Papa, così come fece a suo tempo, e fa tuttora Martini, altro noto presule ambrosiano, che nulla ha a che fare con un migliore alcolico molto reclamizzato.
    Ciò non è stato per fortuna nostra e magari anche sua, e allora eccoti l’ostilità verso il Summorum Pontificem, le ballerine in duomo con l’ombelico scoperto, ed oggi l’abbraccio verso i divorziati. Nessun contenuto acattolico s’intende, però l’aria che si respira a Milano continua anche spiritualmente a non somigliare a quella di Roma.

  26. Iginio scrive:

    Passiamo ora ai commenti.
    1. Che c’entra Sarkozy? Non vi ricordate delle polemiche su una ventilata presenza di Carla Bruni in Vaticano?
    2. Non ho letto il testo di Tettamanzi e dunque non lo commento. Presumo che non dica niente di nuovo e dunque l’aspetto discutibile non e’ tanto il contenuto quanto l’eco mediatica (immagino sia superfluo chiedersi se la Curia di Milano c’entri qualcosa: li’ danno la colpa di tutto ai giornalisti, come Tornielli ben sa, dunque saranno innocenti, no?).
    3. Premesso che per il sottoscritto, e a suo tempo per un losco personaggio di nome Giorgio La Pira, il divorzio e’ un cancro della societa’, spero che qualcuno, cardinale o meno, si accorga prima o poi di quanti giovani rinunciano non solo a sposarsi ma anche semplicemente a instaurare rapporti seri con l’altro sesso in vista di un matrimonio, perche’ dissuasi dall’esempio negativo di coppie separate e divorziate, a maggior ragione se sono quelle dei genitori. Oggi per chi e’ sulla trentina immaginare un vero matrimonio cristiano e’ una chimera vera e propria. Sarebbe ora di preoccuparsi di questo, come del resto fa il Papa stesso, quando accenna alla crisi della famiglia: a questo si riferisce, non ai soldi, come i politicanti nostrani interpretano. Ed e’ questo il dramma del nostro tempo, perche’ e’ una forma di sfiducia verso il futuro. Il resto sono spesso e volentieri lagne di chi non vuole farsi carico delle proprie responsabilita’, altro che divorziati risposati e famiglie non tradizionali, che per quanto mi riguarda fanno semplicemente ridere.
    Spero di essere stato abbastanza duro.

  27. Garlyc scrive:

    “altro che divorziati risposati e famiglie non tradizionali, che per quanto mi riguarda fanno semplicemente ridere. Spero di essere stato abbastanza duro.”

    Lo sei stato. E c’è poco da ridere. Complimenti per la carità pastorale.

  28. Michele M scrive:

    Iginio, scrivi:
    “Oggi per chi e’ sulla trentina immaginare un vero matrimonio cristiano e’ una chimera vera e propria”.
    Ne sei certo?
    Io direi che chi si appresta ad avere un matrimonio cristiano “non fa rumore” quanto una coppia che divorzia. Credimi, di matrimoni cristiani ce ne sono molti piu’ di quanto non pensi.
    Ancora dici: “altro che divorziati risposati e famiglie non tradizionali, che per quanto mi riguarda fanno semplicemente ridere”.
    Spero di aver capito male… cosa ti fanno ridere le famiglie tradizionali?
    A me invece, quando le trovo, si riempe il cuore di gioia (magaria anche a te, visto che ridi a riguardo :-) .
    Saluti,
    Michele M

  29. catholicos scrive:

    Che nel rito Bizantino i Vescovi debbano essere celibi, è assodato. Premesso che anche i bizantini rintengono che il celibato sia un valore, ciò non toglie che è e rimane una norma ecclesiastica e non di diritto Divino. Ragion per cui la Chiesa ha tutto il potere di emendarla, di modificarla o di abolirla in toto. Il celibato, a livello ontologico, non è presupposto essenziale ed intrinseco al sacramento. Diviene oggetto ostativo in quanto norma ecclesiastica, ma non fa parte del depositum Fidei, quindi è modificabile. Personalmente lo ritengo un valore, come lo ritiene un valore la Chiesa stessa, ma rimane il fatto che il celibato è oggetto di disciplina ecclesiastica, e non è una verità di fede. Punto.

  30. Luisa scrive:

    Aggiungo, che se non commento il contenuto della lettera, che ripeto non dice nulla di nuovo e conferma la dottrina della Chiesa, non posso non interrogarmi sul tempismo di questa diffusione che segue la giornata memorabile di ieri, segnata da quella straordinaria manifestazione di affetto per Papa Benedetto.
    Il cardinale Tettamanzi , supposto progressista (e continuo a non amare queste definizioni), sovente presentato dai media come in contrapposizione al Papa…confronto chiaramente in favore del più aperto cardinale di Milano….non è ingenuo, non poteva non immaginare l`uso che i media avrebbero fatto della sua lettera…una piccola frase per subito mettere a tacere gli eventuali “malintesi” sarebbe la benvenuta…non l`ho sentita al Tg1.
    Veramente certi media cercano disperatamente di mettere scompiglio e divisione fra i cattolici…lezioni, come quella di ieri e dei giorni scorsi non bastano.

    Personalmente sono stufa e annoiata dalle trovate dei media sempre meno fini ,e questa è, a mio umile avviso, veramente di una nullità assoluta.

    Grazie Francesco !

  31. ginevra scrive:

    @ Iginio
    le auguro di non trovarsi un giorno a ridere sulla sua pelle, magari per volontà altrui!

  32. Gianni B. scrive:

    Una bellissima notizia…. crolla la fiducia nei confronti della Chiesa :)

    Ohhhhhhhhhh!!!!

    http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/politica/eurispes-istituzioni/eurispes-istituzioni/eurispes-istituzioni.html

  33. Francesco73 scrive:

    il tema della comunione ai divorziati che vivono legami è oggetto – mi sembra – di una riflessione non recente da parte di molti vescovi

    le parole di tettamanzi riportare da andrea mi sembrano molto belle, sono espressione di un animo pastorale che deve essere sempre visibile

    l’eco di questa lettera si spiega col fatto che da parte di moltissime persone (anche non personalmente separate, e anche non necessariamente praticanti in senso stretto) c’è comunque grande attesa per la riflessione della Chiesa

    tettamanzi lo sa, e forse – implicitamente – con questo documento lo segnala

    occorre fiducia nella capacità di discernimento della Chiesa, non è il Vangelo che cambia, ma siamo noi che impariamo a comprenderlo sempre meglio, anche in maniere inattese

  34. Luisa scrive:

    Gianni, vedo che un nulla la mette di buon umore ! ;)
    In Italia c`è ancora chi dà credito ai sondaggi ?
    La settimana scorsa io ho letto un sondaggio che dava la Chiesa in seconda posizione (dopo la polizia) nella scala di fiducia degli Italiani con 64 % .
    I sondaggi sono orientati in diverse maniere, con le domande fatte, come sono formulate , a chi sono fatte e quando sono fatte .

    Rida Gianni, certi giorni, come oggi, una notizia come quella da lei riportata non può che servire da balsamo , digestivo, consolazione…..”on se console comme on peut” !

  35. catholicos scrive:

    Caro Gianni B. Il più grande sondaggista italiano, Renato Mannheimer, non concorda con queste cifre, dato che ha dato la popolarità del Papa più o meno al 90%…l’eurispes è famoso per i sondaggi, a volte al limite della scientificità… certi dati vanno verificati da tesi contrapposte e non propagandate (da giornali faziosi quale Repubblica) come supposta risposta al successo dell’incontro di ieri col Papa. L’eurispes ha sfornato più volte dei risultati gonfiati a supporto di differenti tesi, a seconda del committente del sondaggio stesso…. preferirei affidarmi ad istitui più seri, e magari meno prezzolati….

  36. catholicos scrive:

    Leggo adesso che il sondaggio è stato effettuato agli inizi di Gennaio… perchè Repubblica non prova ad ingaggiare L’istat per fare un sondaggio adesso?

  37. Grisostomo scrive:

    ““Il cardinale Angelo Bagnasco ha precisato che il Papa ha annullato la sua visita alla Sapienza di Roma non per sua volontà. “Una rinuncia – ha sottolineato il presidente della Cei – che si è fatta necessariamente carico dei suggerimenti dell’Autorità italiana. Tutt’altro, dunque, che un tirarsi indietro, come qualcuno ha pur detto, ma una scelta magnanime per non alimentare neppure indirettamente tensioni create da altri”.

    Si può ancora dare il minimo credito a questi imbroglioni di laicisti?

  38. Gianni B. scrive:

    @Luisa
    Eh eh, qui vi volevo…
    L’Eurispes è un serio Istituto di ricerca che opera da più di 20 anni sul mercato, però oggi per voi è, nè più ne meno, un covo di satanisti, o nella migliore delle ipotesi, di incompetenti… solo perchè pubblica sondaggi che vedono la Chiesa in calo!
    Dovreste avere le prove prima di accusare!
    In secondo luogo il presidente Eurispes è G.M. Fara, esponente del Pontificio Consiglio per le Comunicazioni Sociali, e nel consiglio di amministrazione dell’Eurispes siedono noti comunisti quali Gianni Alemanno, Irene Pivetti, Vincenzo Scotti, ecc., e poi deputati di Forza Italia, sindacalisti della UIL, insomma tutti bolscevichi noti per pilotare i sondaggi contro la Chiesa!

    Insomma, se la vostra obiettività si ferma qui, siamo messi bene… ma la vostra “forma mentis” è questa, non c’è nulla da fare: la Chiesa ha sempre ragione, e chi rema contro la Chiesa ha sempre torto. Stop.

    Fate una cosa intelligente: inviate le vostre proteste direttamente all’Eurispes, dimostrando la loro incompetenza, oppure accettate il sondaggio… in questo modo fareste una migliore figura.
    Ecco il link!
    http://www.eurispes.it/consiglio.asp?val=1

  39. catholicos scrive:

    Continuo a ripetere che L’eurispes è un istituto sondaggistico prezzolato, che negli anni ha gonfiato molte statischite a seconda dei committenti. Che poi i componenti dell’Eurispes siano comunisti, fascisti, clericali, no global, atei devoti, mangiapreti o quant’altro, non mi interessa. Non ne faccio mica una questione confessionale… preferisco che i sondaggi vengano condotti da enti più seri, e moeno disposti a vendersi per qualche spicciolo in più…. se poi le tue argomentazioni si basano semplicemente sul fatto che un istituo per essere obiettivo, necessiti solamente di alcuni nomi più o meno noti, beh…sei tu che non ci fai una bella figura. Beati pure della tua bella lista di nomi, ma ricordati che sovente sono stati altrettanti grandi nomi a criticare l’eurispes… buona notte e sogni d’oro…e continua a gongolarti

  40. annarita scrive:

    Ho notato da alcuni post tipo quello di Eli 50, che non si è compresa una cosa esenziale: non è tanto il fatto di essersi separati,( a volte per il bene dei figli o per il proprio si può giungere a questa triste scelta), ma deve essere chiaro, che la separazione non significa che il matrimonio viene annullato, se era valido rimane valido fino “a che morte non vi separi” e rimane valido anche per chi la separazione la subisce. Perciò dove sta il problema? Sta nel fatto che uno si rifà una vita con un altro o con un’altra che non sono il marito o la moglie legittimi( una volta si sarebbe detto pubblico peccatore o concubino). Essere cattolici non è facile e a volte serve un enorme coraggio per rimanere coerenti nel nostro credo, penso sinceramente che non sia facile rimanere soli soprattutto quando si è giovani e si hanno figli, ma la vita cristiana è coerenza e coraggio. L’assoluzione la Chiesa la da a chi si pente, non a chi rimane nel peccato e i soldi dinnanzi a Dio non servono a nulla: possono comprare gli uomini, ma non Dio, perchè Dio guarda i cuori non le tasche.

  41. Gianni B. scrive:

    @catholicos
    E io continuo a ripetere: invece di accusare questo Istituto senza uno straccio di prova, cosa di cui sono capaci tutti, fai pervenire le tue lamentele direttamente a loro! Magari ti beccassi una bella querela per diffamazione…
    Comunque, poniamo che il prossimo sondaggio Eurispes sia a favore della Chiesa: sono sicuro che in quel caso l’Eurispes diventerà per voi il miglior istituto di sondaggi d’Italia!

  42. Francesco Ursino scrive:

    Io non ne sarei così sicuro caro Gianni…, a meno che la persona in questione non sia un’ipocrita o una banderuola. Anche se io preferirei evitare simili insinuazioni, peraltro prive di fondamento. La tua certezza che catholicos nell’eventualità che poni ad esempio si spertichi in lodi all’Eurispes si fonda, credo, su un luogo comune un po’ banale. E cioè che se parlano bene della Chiesa siamo felici, se ne parlano male svirgoliamo. Mi sembra un po’ semplicistico come pensiero, non ti pare?

    Lieto di vedere che hai cambiato idea, in merito alla tua decisione di non presentarti più.

    Saluti. :)

  43. Francesco Ursino scrive:

    Vorrei aggiungere una cosa: si sente spesso dire “annullare il matrimonio”. Vorrei precisare che tale affermazione è assolutamente sbagliata, in quanto nessuno – nemmeno la Chiesa – può annullare il vincolo costituito mediante tale sacramento. In realtà è possibile, invece, riconoscerne la nullità. Che, a ben vedere, è tutt’altra cosa. Riconoscere la nullità del vincolo matrimoniale significa che quel vincolo non c’è mai stato, pertanto le due persone non sono mai state effettivamente sposate. Annullare il matrimonio significherebbe spezzare l’indissolubilità di tale sacramento e ciò è impossibile. “Non osi l’uomo separare ciò che Dio ha congiunto”.

    Cara ANNARITA,
    i tuoi (posso darti del tu?) interventi sono spesso davvero illuminanti e interessanti. Mi piace come scrivi e come esprimi i tuoi pensieri. :)

    Saluti.

  44. Iginio scrive:

    Per Ginevra: il tono del mio commento era tutt’altro che ridanciano, segno che evidentemente qualcosa di quello che critico l’ho provato anch’io. Solo che, anziche’ trovare normale o a la page che oggi certi impegni non vengano presi sul serio, lo trovo gravissimo.
    Se poi a qualcuno sembra normale che oggi la gente “stia con qualcuno” (espressione idiota che pero’ tutti usano) solo perche’ “e’ figo”, “e’ figa”, “ci divertiamo insieme” e cosi’ via, non ci si puo’ stupire che anche i matrimoni vadano a rotoli. Per amare occorre ben altro che essere “fighi” o andare a letto insieme. Qualcuno dovrebbe ricordarlo ogni tanto, a costo di passare per rompiscatole. Non capisco perche’ sarebbe giusto colpevolizzare la gente per “la fame nel mondo” e roba simile (che sovente e’ frutto della mancanza di responsabilita’ di chi ne subisce le conseguenze, non certo dei loschi occidentali sfruttattori, men che meno del sottoscritto, che non sfrutta proprio nessuno) – e invece e’ taaanto crudele e cattivo sbattere in faccia le responsabilita’ di chi ha sfruttato un’altra persona e poi l’ha scaricata. Viviamo in un’epoca di desocializzazione, e non e’ certo andando alla “marcia per la pace” o “contro la fame del mondo” o “contro la pena di morte” e poi in discoteca, allo stadio o al mare per lanciarsi i gavettoni, che risolviamo la dissoluzione della nostra societa’.
    Per Michele : evidentemente veniamo da un periodo in cui va di moda fraintendere le frasi altrui. Ho scritto chiaro e tondo che, a farmi ridere, sono le cosiddette famiglie NON tradizionali. Prego chicchessia di fare l’analisi grammaticale e logica alle frasi, prima di criticarmi. Non vorrei subire la stessa sorte di qualcuno ben piu’ importante di me :-) !!!

  45. SteX scrive:

    @Francesco Ursino
    La distinzione tra “riconoscere la nullità del matrimonio” e “annullare un matrimonio” mi pare un sofismo un po’ gratuito; chi stabilisce se un matrimonio è da riconoscersi nullo? E con quali criteri? Il mio timore è che i criteri siano poi quelli citati da qualcuno in post precedenti, cioè potere/peso politico/denaro della coppia in questione.

    @Annarita
    Come si può chiedere ad una persona con un matrimonio fallito alle spalle di rimanere sola in nome della coerenza? La vita è qualcosa di troppo bello per essere meramente sottomessa ad un dogma…

  46. ginevra scrive:

    @Iginio
    Concordo con lei che essere pacifisti, ambientalisti, no-globalisti etc. etc. sia una emerita c… quando poi tutto quello che si riesce a fare è qualche manifestazione di piazza seguita da piu’ o meno leciti “festini”.
    Trovo ugualmente grave l’utilizzo dell’essere umano come passatempo, spesso momentaneo, ed il pensare che qualche migliaio di euro speso in avvocati serva a mettere a posto tutto..soprattutto alcune coscienze.
    Di sicuro molti matrimoni falliscono per futili motivi, perchè si ha il bisogno di ritrovare la propria libertà (salvo poi riconsegnarla alla sventurata seguente)e simili idiozie.
    Però..c’è un però….ci sono matrimoni che finiscono per cause molto piu’ serie di banalissime (sigh!)corna e che se proseguissero causerebbero di sicuro danni molto gravi con risvolti alle volte terribili anche sui figli.
    Il fatto poi di rifarsi una vita felice…a me sembra comunque un diritto dell’essere umano specie se proviene da una condizione di parte lesa.
    Probabilmente sbaglierò.

    Cordialità

  47. Silvano scrive:

    Ho di fronte a me il Giornale e Libero di oggi (sono i due quotidiani che leggo e conservo) e appare chiaro dove stanno CUORE, PASSIONE e CORAGGIO. Il Giornale schiera il buon Luca Doninelli, allievo di Testori, a scaldare un pò i cuori, la cronaca piatta sappiamo a chi, al “solito funzionario dell’Ansa”. Su Libero la passione tocca a Renato Farina con un titolo da brividi d’amore “In San Pietro c’era il Popolo della libertà” LIBERTA’, LIBERTA’ LIBERTA’ è la parola che grido dentro tutte le mattine quando vedo la mia nazione “sfilacciata” dai dossettiani al potere; mentre la cronaca porta un titolo da Mel Gibson “In 200mila portano in piazza il trionfo di Ruini”. E poi il CORAGGIO, su Libero una giornalista scrive della persecuzione delle Paoline-aguzzine al bellissimo libro di Gnocchi e Palmaro ( che, a volte e sempre più raramente scrivono sul Giornale ! ). E SU IL GIORNALE ?????????? Quando mai vedremo un articolo di Tornielli in difesa di Gnocchi e Palmaro, parafrasando In difesa del cardinale T. ?????????????????

  48. Klaus scrive:

    Molto più semplicemente forse si potrebbe dire, stando all’esterno dei problemi di coppia, che un matrimonio fondato sulla roccia di Cristo e sull’amore vero sa perdonare e non si fa portar via dal primo vento.

    Forse sbaglio anche io.

  49. Gianpaolo1951 scrive:

    Mi sono separato legalmente 13 anni fa e da 4 ho iniziato l’iter ecclesiastico. Con umiltà sono in attesa della sentenza che – solo se sarà di nullità – mi vedrà serenamente autorizzato a passare alla fase di divorzio. Per quanto mi riguarda, la “via” ecclesiastica non è affatto una questione di soldi come affermato da ELI 50 nel post 22, anzi, ho avuto modo di constatare di persona la serietà e l’inflessibilità degli organi a ciò preposti. Per quanto riguarda poi i costi delle pratiche, questi sono preventivamente comunicati – con tanto di tabelle scritte – alla parte interessata, con particolare specifica sia dei costi minimi e massimi previsti dalla casistica, che degli avvocati ed esperti in diritto canonico abilitati per singole cause.
    Ovvio che nell’ambiente si possono incontrare personaggi che cercano di speculare sugli eventi, ma se uno segue la via maestra senza cercare facili scappatoie (che inevitabilmente poi si rivelano degli autentici raggiri), si troverà a sostenere dei costi certi e di gran lunga inferiori a quelli di una causa civile.
    Dico tutto questo, per puro e semplice amore di verità!

  50. ginevra scrive:

    @ GIAMPAOLO
    Scusami, posso farmi i fatti tuoi e chiederti se hai dei figli?

  51. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Ginevra
    Non c’è problema, cara Ginevra. Ne ho due, una bellissima femminuccia di 30 anni e un bel maschietto di 29!

  52. Michele M scrive:

    Iginio,
    mi scuso per aver frainteso: non so come mi sia sfuggito il “NON”, capovolgendo il senso della frase.
    Mentre credo di aver capito bene la prima – che non condivido – ossia: “Oggi per chi e’ sulla trentina immaginare un vero matrimonio cristiano e’ una chimera vera e propria”.

  53. ginevra scrive:

    @ Giampaolo, grazie.
    Anche io ho dei figli e sono divorziata e la domanda che ti pongo adesso è questa:
    Perchè chiedere l’annullamento di un matrimonio che ha prodotto questi bellissimi frutti?
    La loro presenza non è comunque un tangibilisssimo segno che tale matrimonio è avvenuto?
    Probabilmente tu o tua moglie volete risposarvi i chiesa ma io vi chiedo….a maggior ragione se il matrimonio lo fate annullare….a cosa vale un secondo matrimonio?
    Le mie non sono domande polemiche credimi perchè io invece opteterei per una eventuale convivenza, e come vedi sono giudicabilissima, è solo voler capire!
    Grazie

    Un caro saluto

  54. Andrea Tornielli scrive:

    Vorrei ringraziare per l’umanità e la profondità di molti commenti a questo post. Credo che il cardinale Tettamanzi abbia toccato un tasto profondamente sentito da tanti, come dimostrano alcuni drammi qui segnalati.
    at

  55. Gianni B. su Eurispes:
    …. trovamene uno che si salvi in quell’indagine …
    mi sa che il sentimento suicida si diffonde ed autoalimenta ma in questi casi ci vuole qualcuno che scuota
    e si sa che quello che dà lo schiaffone a chi è preda della crisi isterica non sempre viene apprezzato

  56. Raffaele Savigni scrive:

    Condivido le belle parole di Bagnasco (ingiustamente attaccato ed insultato da molte parti: qualcuno ha avuto il coraggio di definirlo “antipapa”!).Bisogna rimanere fedeli alla dottrina dell’indissolubilità, ma anche saper mostrare un atteggiamento di grande fraternità ed accoglienza nei confronti di chi vive un’esperienza di fallimento.

  57. Carlo scrive:

    Salve a tutti. Su questo argomento ho delle ‘informazioni’ diverse. Può darsi siano sbagliate ma l’onestà impone di comunicarle.

    Diciamo senza mezze parole che ‘bastano’ 10.000 € per ottenere un annullamento del matrimonio ecclesiatico.

    Spero vivamente che le mie info siano sbagliate.

    Carlo

  58. DONATELLO scrive:

    Vedo che nella maggior parte dei post sono tutti bravi a criticare. Pertroppo (e questo è colpa anche dell’istituzione chiesa)il Matrimonio ha perso del tutto il suo significato. Quando una coppia pensa al Matrimonio non lo fà pensando alla Sacralità che esso rappresenta ma a tutto il resto e sfido chiunque a contraddirmi. Una coppia che decide di sposarsi pensa innanzitutto all’investimento economico che si propina davanti, abiti per la sposa e per lo sposo,bomboniere,sontuoso pranzo che il più delle volte si prolunga con la cena,servizio fotografico,addobbi floreali per la chiesa,viaggio di nozze e non ultimo la parcella per il parroco che in tante chiese è espresso addirittura nei listini prezzi delle varie prestazioni,battesimo,comunione,cresima,matrimonio,funerale etc. etc. Ma siamo sicuri che la gente si sposa perchè crede davvero nel matrumonio? Un’altra cosa,il più delle volte i litigi nella coppia cominciano già nella scelta dei vari eventi connessi al matrimonio. Io purtroppo ho subito la separazione per motivi davvero gravi e non per questo penso che non ho più il diritto davanti a Dio di potermi rifare una famiglia nella quale ci ho sempre creduto. Di contro non capisco la nostra Amata chiesa,o meglio i suoi Ministranti nel negare a chi ne fà parte una Gioia così grande. Dio quando ha creato l’Uomo se non sbaglio ha detto:crescete e moltiplicatevi,non ha specificato che agli uomini di chiesa questo gli sarebbe stato negato,quindi privare un prete,un cardinale o un Papa di potersi creare una Famiglia ed avere dei figli secondo Me è puramente una scelta degli Uomini terreni che chissà per quale sconosciuto motivo lo ha fatto passare per una volontà Divina. Non vorrei sbagliare(e chiedo delucidazioni se qualcuno è in possesso di informazioni a riguardo)ma quando c’è stata l’elezione dell’attuale Papa ho letto un articolo sù un giornale che recitava: Il Santo Padre dovrebbe essere eletto e quindi scelto tra tutti i battezzati della chiesa. Quindi???????????? Un saluto a tutti.

  59. Ester scrive:

    Nel 2006 il “buon” Tettmanzi disse che non si poteva votare per il divorziato-risposato… Se quest’anno – speriamo! – si tornerà alle urne, ripeterà lo stesso concetto?

  60. Cristiana scrive:

    ciao a tutti!! vi rileggo con piacere dopo una fastidiosa bronchite che ancora non vuol saperne di andarsene!!
    @Carlo: le tue informazioni se vere, potrebbero essere occasione di denuncia agli organi competenti, come Gianpaolo ho avviato la procedura per richiedere la nullità del mio matrimonio, e la curia, presso la quale ho fatto il colloquio preliminare, a riguardo è stata molto chiara: si avvale SOLO della collaborazione di avvocati specialisti in diritto canonico e “convenzionati” con tariffe PRESTABILITE, chi sgarra presumo venga “sbattuto fuori”.
    Il costo MEDIO, credo sia lo stesso richiesto da qualsiasi avvocato per una causa di divorzio consensuale, che non richieda particolari lungaggini e battaglie, DOVREBBE andare dai 2000 ai 3000 euro, comprese le spese per i due gradi di giudizio del tribunale ecclesiatico.
    Sicuramente bisogna tenere conto della complessità di alcuni casi, ma la cancelleria del tribunale comunica il preventivo dei costi anticipatamente.
    Io non sono in grado di garantire che le tariffe siano le stesse per ogni regione o provincia che sia, ma ci si può informare, e se, a qualcuno viene offerta la certa nullità in cambio di alte somme di denaro credo farebbe bene a denunciare il fatto a chi di dovere.

  61. Francesco Ursino scrive:

    Il Santo Padre, come è noto, assolve a una carica spirituale e quindi viene scelto dallo Spirito Santo, non dal popolo.

    CRISTIANA BENTORNATA! :)

  62. Gianni B. scrive:

    @Francesco Ursino
    Caro Francesco, non è che abbia cambiato idea: come vedi ho già ridotto i post del 95% e la mia idea era quella di smettere del tutto, anche perchè ho già ricominciato a scrivere nel sito UAAR… però in questo caso non ho resistito di fronte alla notizia del cardinale che, DURANTE UNA CRISI DI GOVERNO E A POCHE SETTIMANE DALLE (PROBABILISSIME) ELEZIONI ANTICIPATE, si rivolge ai divorziati con zuccherose parole di perdono, dopo averli stangati per anni! Che ipocrita! Che tempismo!
    Evidentemente in Vaticano temono di perdere chissà quante centinaia di migliaia (forse milioni) di voti di cattolici divorziati, che negli ultimi anni sono stati “mazzolati” ben bene dalle alte sfere ecclesiastiche.
    Per quanto riguarda l’Eurispes, rinnovando il mio invito a contestare direttamente a loro il sondaggio di Repubblica, io non semplifico nulla, semplicemente questa è la mia schietta opinione in merito: ci scommetterei la casa che se mai l’Eurispes un giorno dovesse diffondere un sondaggio a favore della Chiesa, nessuno avrebbe il benchè minimo rilievo da muovere all’Eurispes!
    Guarda, scommetterei non solo la casa ma tutto quello che ho… Francesco vuoi scommettere tu? :)

  63. ginevra scrive:

    @ Io..saluto il caro Gianni!!
    Anche se ancora non conviviamo …e non credo comunque che rischieremmo di perderla…non mi pare il caso di giocarsi la casa :-D

  64. Gianni B. scrive:

    @Ginevra
    Cara Ginevra per una convivenza con Lei (o te) rischierei tutto, anche la casa :)

    PS attenzione a nominare qui dentro quella terribile parola… convivenza! Anatema! Shhhh!!! :)

  65. ginevra scrive:

    @ Gianni
    hihihi nel post 53..l’ho già nominata..anzi..scelta eventualmente tra le opzioni..shhhh
    Di sicuro non mi risposo…. perchè la riterrei una presa in giro maggiore.

  66. Garlyc scrive:

    “però in questo caso non ho resistito di fronte alla notizia del cardinale che, DURANTE UNA CRISI DI GOVERNO E A POCHE SETTIMANE DALLE (PROBABILISSIME) ELEZIONI ANTICIPATE, si rivolge ai divorziati con zuccherose parole di perdono, dopo averli stangati per anni! Che ipocrita! Che tempismo!”

    Qualcuno gli dica che la crisi è del governo italiano, non vaticano.

  67. Gianni B. scrive:

    @Garlyc
    Qualcuno gli dica che la crisi è del governo italiano, non vaticano.

    … è la stessa cosa.

  68. Cristiana scrive:

    @ginevra
    perdonami,non lo scrivo per polemizzare, ma la saga di luoghi comuni riportata nel post n.13,cosi’ qualunquistici che di più non si potrebbe, sono dovuti a disinformazione o ad avversione personale? perchè non capisco il senso di mischiare quello che fa o non fa un sacerdote col divorzio .
    Nessuno di noi è obbligato a seguire le regole del cattolicesimo, non ci obbliga Dio, figuriamoci un altro uomo!!! Per caso la domenica qualcuno passa a prelevarvi a forza per portarvi alla Messa o a confessarvi se non ve ne frega nulla?
    In più, per onor del vero, anche se qualcuno non digerisce questa cosa, le mani di un sacerdote, finchè è tale e non viene scomunicato sono e restano consacrate qualsiasi cosa lui faccia o abbia fatto, perciò non sta a noi chiederci se uno è degno oppure no di celebrare funzioni e/o distribuire i Sacramenti, di quel che fa è responsabile davanti a Dio e a Lui ne risponderà.
    Quando si accerta abbia infranto leggi “umane” dopo un adeguato processo sarà punito o assolto come tutti i comuni mortali, ma questo con le sue mani non centra nulla.
    Ovviamente, chi non ci vuole credere, non ci creda, come per tutto il resto :-)

    @Francesco Ursino
    Grazie!!! come va la “pasticceria”? ;-)

  69. Raffaele Savigni scrive:

    Post 26: mi sembra inaccettabile bche qualcuno possa definire “losco personaggio” un cattolico tutto d’un pezzo come La Pira, che vedrei bene sugli altari. Quali sarebbero le sue colpe? Ebbe sempre un grande amore per la Chiesa; difese la povera gente; era un uomo di grande spiritualità, molto devoto (tra l’altro) alla Madonna di Fatima, e quindi non certo etchettabile come “modernista” o “progressista” nel senso moderno del termine. Qualcuno si sciacqui bene la bocca prima di nominarlo!
    Post 56: correggo il mio lapsus: ovviamente alludevo a Tettamanzi e non a Bagnasco.

  70. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Ginevra post 53
    Cara Ginevra, senza scendere nei particolari del mio matrimonio, la mia decisione di ricorrere al TERT (anche contro la strenua opposizione da parte di mia moglie) è stata generata non tanto dall’aspirazione di risposarmi, quanto dall’intenso desiderio di potermi riaccostare all’Eucaristia per onorare cristianamente la memoria di mia mamma, fatto questo a me precluso data la mia condizione di separato.
    Per quanto riguarda i miei figli, nulla potrà cambiare l’ordine delle cose, sono e saranno sempre i miei meravigliosi “pargoletti”!
    Leggo che anche Cristiana (post 60) ha intrapreso la mia stessa procedura e, alla faccia di chi spara cifre a sproposito, non posso che confermare la veridicità di quanto da lei riportato.

  71. annarita scrive:

    Grazie Francesco Ursino, anche i tuoi post sono veramente belli, forse a volte nei miei, appaio più cattiva di quello che sono, ma è difficile esprimere i sentimenti per iscritto, magari quando voglio esprimere il pensiero della dottrina cattolica, può sembrare che io voglia dare giudizi personali sulle persone, ma non è così. Spesso il solo dire la verità può ferire chi non la vuole sentire, allora cosa dovremmo fare? Dove sta la carità? Nel dare pacche sulle spalle, nel rassicurare chi sbaglia, o nel patire assieme a chi soffre, ma senza esentarsi dal consigliarlo se è nell’errore? Chi comprende quanto vale un’anima, soffre e lotta, perchè quest’anima non si perda, ma a volte, probabilmente è meglio pregare in silenzio e sicutamente otterremo di più (questo è un cicchetto che mi faccio da sola, perchè a volte dovrei avere l’umiltà di tacere). Grazie e Ciao.

  72. ginevra scrive:

    @ per i partecipanti alla discussione
    Io temo di non aver capito bene, ovvero di aver saltato qualche passaggio.
    Partendo dal presupposto che io mi sono posta il problema eucarestia proprio quando è venuta a mancare mia madre, ora vi chiedo:
    1)Ho capito male o i separati ed i divorziati possono ugualmente accedere all’ eucarestia purchè non abbiano nuove relazioni, ovvero adottino uno stile di vita che segue la “continenza”?
    Se così è..a cosa serve l’annullamento? Ritengo a nulla, appunto.
    2)Se invece si hanno nuove relazioni e ci si vuole accostare all’eucarestia…si chiede l’annullamento; o mi sbaglio?
    In questo secondo caso…continuo ad essere dell’avviso che l’onestà intellettuale richiederebbe ugualmente di non accostarsi all’eucarestia..perchè il sacramento lo hai infranto comunque..e con un altro/a ci stai comunque!!

    Possibilmente però sono io che non capito nulla….

  73. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Ginevra
    Cara Ginevra, non pretendo di essere io quello che può sciogliere i Suoi dubbi (non ne ho la veste), ma sulla base delle mie conoscenze e con assoluta umiltà, posso tentare di far luce su alcuni aspetti del caso in questione.
    In questi ultimi anni ho avuto modo di discutere con diversi sacerdoti sul problema “Eucaristia” ai separati e, ottenendo risposte spesso in contrasto tra loro, mi sono rivolto ad un esperto in materia.
    Per quanto riguarda il punto 1), fermo restando il fatto che il diritto canonico esclude categoricamente tale possibilità per chi si trovi nello status di separato o divorziato (a prescindere dal fatto che abbia o meno rapporti intimi), l’eventuale auspicata “continenza” pone solo al riparo dal peccato, ma in nessun caso può essere un’attenuante per poter ricevere l’Eucaristia. Faccio un esempio: io sono separato, ma la mia compagna è nubile, ragion per cui lei può tranquillamente accostarsi all’Eucaristia – dopo essersi eventualmente confessata – mentre io, in ogni caso, non ho alcuna possibilità.
    Per il 2) distinguendo che una cosa è chiedere la nullità (facile) e tutt’altra è ottenerla (molto difficile), in caso di tale conseguimento, viene a mancare automaticamente la causa del peccato per cui non c’è infrazione del Sacramento essendone decaduta la validità!
    Cordialmente.

  74. ginevra scrive:

    @ Giampaolo
    Intanto grazie.
    Poi sul punto 1) a me avevano detto il contrario mentre per il punto 2) continuo (ottusamente) a non capire:
    Se io mi sono sposata, e mi sono sposata di sicuro, ed il matrimonio è un sacramento e lo rimane di sicuro, perchè lo si puo’ rendere nullo quando tu di fatto sei stato sposato e hai pure fatto dei graziosi figli( è un tu generico)?
    Lo puoi annullare quanto vuoi agli occhi dell’uomo..ma per Dio mi sa che rimani sposato!
    Io posso pure diventare musulmana..ma rimango comunque battezzata, mica possono riprendersi indietro l’acqua benedetta e il sale!!
    Io queste cose non le capirò mai, mentalità eccessivamente scientifica.
    Mi dispiace.

    buona notte a tutti

  75. annarita scrive:

    A Ginevra. La questione è corta: se il matrimonio è valido non esiste annullamento o divorzio che valga, il matrimonio valido si scioglie solo alla morte di uno dei coniugi. Pertanto il divorzio non è contemplato, cioè non esiste il divorzio per chi è sposato in chiesa, perchè qualsiasi istituzione non può cancellare un sacramento. Pertanto può succedere che due persone si separino per gravi motivi, ma rimangono comunque sposate, pertanto non è lecito mettersi con un altro o con un’altra. Uno può non essere d’accordo, esiste il libero arbitrio, ma sappia almeno che vivrebbe in peccato mortale, per questo non può accedere al sacramento della comunione. Spero di essere stata chiara, mi rammarico un po’ che non siano più i sacerdoti a insegnare queste cose, ma cosa insegnano quando istruiscono i novelli sposi? Io avevo ben chiara l’inissolubilità del matrimonio e sapevo pertanto che entravo in uno stato preciso(di sposa e madre)e in quello stato avrei dovuto santificarmi, con i suoi alti e i suoi bassi. Un salutone!

  76. annarita scrive:

    Caro Giampaolo, i 10 comandamenti valgono anche per la sua compagna nubile, come per lei, nel senso che fuori dal matrimonio i rapporti intimi sono illeciti (sesto comandamento). Chiarito questo, io conosco persone separate (non divorziate), che accedono senza problemi alla santa eucarestia, perchè non intraprendono altre storie e vivono castamente.

  77. Cristiana scrive:

    @Ginevra e tutti
    prendo spunto da queste parole:
    -”Se io mi sono sposata, e mi sono sposata di sicuro, ed il matrimonio è un sacramento e lo rimane di sicuro, perchè lo si puo’ rendere nullo quando tu di fatto sei stato sposato e hai pure fatto dei graziosi figli( è un tu generico)?
    Lo puoi annullare quanto vuoi agli occhi dell’uomo..ma per Dio mi sa che rimani sposato!”-

    Probabilmente ragioniamo cosi’ (mi ci metto anch’io perchè ho pensato la stessa cosa per tanto tempo) perchè certe cose sono sempre state avvolte da omertà,e un vago alone di mistero. Il Tribunale Ecclesiastico, svolte le accurate indagini può decidere non, di annullare un matrimonio, ma di constatarne la NULLITA’, ovvero un vizio di fondo, un difetto che lo renda invalido, come non fosse mai esistito e non fosse stato celebrato. Questo nel caso ci si accosti seriamente e non raccontando una marea di p…., ovvio che se si va a giurare il falso e si fa di tutto per acquistare la nullità se ne risponderà davanti a Dio.
    Ora, sembrerà strano, ma ce ne sono di matrimoni che potrebbero essere invalidati. Certo avere avuto figli non semplifica le cose, ma dipende da come ci si è accostati a questo matrimonio.
    Altra cosa, se dopo anni di profonda sofferenza c’è la possibilità di rifarsi una vita, perchè non provare? In caso di rifiuto un credente sa cosa lo aspetta, ma ci fosse anche una possibilità su 100 è giusto provarci, proprio perchè il ns instancabile tentatore è un’artista nel convincerci che certe cose sono inutili, dannose, e non fanno per noi.

  78. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Annarita
    Gentile Annarita – premesso che anch’io in attesa della sentenza mi astengo dall’avere rapporti intimi – ripeto che tale fatto non può il alcun modo consentire l’accesso alla santa Eucaristia a persone separate (anche se non divorziate), pur se vivono castamente senza intraprendere altre storie. Le persone che Lei conosce, farebbero bene a seguire i dettami della Chiesa (che sono unici e valgono per tutti) e non certi suggerimenti di sacerdoti un po’ troppo buonisti. Anche a me erano stati fatti sconti e concessioni in tale senso, ma colto dal dubbio e soprattutto per stare in pace con la mia coscienza, mi sono rivolto ad un esperto che mi ha dato delle risposte certe anche se un po’ amare!
    Cordialmente.

  79. Carmine 47 scrive:

    I divorziati e risposati non possono accostarsi all’Eucaristia. Tranne UNO il Cav. Berlusconi e, per di pià, al funerale di Craxi.

  80. Carmine 47 scrive:

    Leggasi “per di più”. Mi scuso per il refuso.

  81. Slowhand scrive:

    Credo, caro Giampaolo, che la sua coscienza la porti a essere un po’ troppo severo con se stesso (ma mi guardo bene dal rimproverarle di preferire la coscienza alla norma). Il mero stato di separazione, o il divorzio civile, non pongono ipso facto il fedele cristianamente sposato in situazione di peccato: il matrimonio cristiano resta valido, e chi non intraprende un’altra “convivenza stabile” può legittimamente accostarsi all’Eucarestìa, se considera tuttora vincolante, per la sua vita, quel “si” pronunciato davanti a Dio.
    Riguardo l’ “annullamento” del matrimonio, bene è stato detto prima: non si tratta di “annullamento”, ma di “nullità”.
    Per celebrare il matrimonio sacramentale la Chiesa richiede una serie di pre-condizioni indispensabili, che riguardano la assoluta libertà, consapevolezza e coscienza dei nubendi; se una di queste (ne siano o meno a conoscenza i nubendi) viene a mancare, il matrimonio non può essere celebrato; e, se lo è, lo è in forma non valida, un po’ come una Eucarestia celebrata da un non-sacerdote.
    La Sacra Rota, quando interpellata, verifica se le pre-condizioni richieste sono state debitamente indagate e rispettate; se sì, il matrimonio e valido, e nessuno -in terra- può scioglierlo. Se non lo sono, il matrimonio non è mai esistito, e si riconosce questo stato di fatto.
    Naturalmente, nella realtà quotidiana, molte sono le particolarità; ricordo che GPII, una volta, esortò i giudici rotali a una maggiore severità, giacché praticamente ogni soffio di vento veniva considerato “valida eccezione” per presupporre la mancanza delle pre-condizioni di legittimità. Insomma, anche se in modo opposto a quello che pensa la “ggente”, un conto è la teoria, un conto è la pratica…

  82. Bruno scrive:

    @ Carmine 47
    … evidentemente il Sig. Berlusconi vive con la Sig. Veronica “come fratello e sorella”.

    Bruno

  83. don Mariano Antonio scrive:

    Post 25
    “A me sembra caro Garlyc, ma il mio è solo il semplice parere di uno che è sempre in malafede, che il cardinal Tettamananzi voglia darsi della visibilità che avrebbe avuto diversamente se fosse diventato Papa”
    Sig. Fuolega,
    non sa che, secondo il Catechismo, dare giudizi temerari circa la retta intenzione di una persona è un peccato contro la carità?
    Don Antonio Mariano

  84. Carmine 47 scrive:

    a Bruno

    per cortesia…… non prendiamoci in giro

  85. Marco Iacolettig scrive:

    Sulla Comunione ai Separati e divorziati:

    Dalla nota pastorale dei vescovi Italiani “La pastorale dei divorziati”:

    A. I separati. Partendo dal presupposto che la separazione non é di per sé assimilabile al divorzio, i Vescovi non negano la possibilità ai separati di accostarsi ai sacramenti, purché “adempiano i doveri generali della vita cristiana, mantengano viva l’esigenza del perdono propria dell’amore, e s’interroghino sinceramente sulla disponibilità o meno di riprendere la vita coniugale”. (n. 42)

    B. I conviventi. E’ evidente che sino a quando i conviventi permangono in questa situazione di vita non possono ricevere i sacramenti: mancano, infatti, di quella fondamentale “conversione” che é condizione necessaria per ottenere la grazia del Signore. (n. 36).

    C. I cattolici sposati solo civilmente. La Chiesa insegna che per i cattolici l’unico matrimonio valido che li costituisce marito e moglie davanti al Signore é quello “sacramentale”. Ciò posto, i Vescovi affermano che “non é possibile ammettere ai sacramenti della penitenza e dell’eucarestia i cattolici sposati solo civilmente sino a quando permangono in questa situazione di vita. I sacramenti presuppongono una vita che voglia essere e sia di fatto fedele alle esigenze del battesimo, tanto più che ne sono un memoriale e un prolungamento”. (n. 41).

    D. I divorziati non risposati. Si distingue un duplice caso:
    a) quello del coniuge che ha subito il divorzio. “Non ci sono particolari problemi per l’ammissione ai sacramenti: l’aver semplicemente subito il divorzio non costituisce colpa, significa piuttosto aver ricevuto una violenza ed un’umiliazione, che rendono necessaria, da parte della Chiesa, la testimonianza del suo amore” (n. 47).
    b) quello del coniuge che ha chiesto ed ottenuto il divorzio senza però passare a nuove nozze civili. “La situazione di chi ha chiesto il divorzio, anche se non si é risposato, rende di per sé impossibile la recezione dei sacramenti, a meno che questi non si penta sinceramente e concretamente ripari il male compiuto” (n. 48).

    E. I divorziati risposati. “Ma come può essere celebrato il sacramento della riconciliazione se nei divorziati risposati manca, per il perdurare di un’unione che non é nel Signore, la volontà di conversione e di penitenza?” (n. 26). Per la comunione eucaristica rileviamo, anzitutto, che senza riconciliazione sacramentale non é possibile mangiare il corpo e bere il sangue del Signore” … “Ricordiamo, inoltre, che secondo la fede della Chiesa l’eucaristia é il sacramento che significa e realizza la pienezza dell’unione a Gesù Cristo e al suo corpo. Secondo la stessa fede il matrimonio cristiano é il simbolo privilegiato e l’attuazione di quell’indissolubile patto di amore tra Gesù Cristo e la sua Chiesa. Per questo fare la comunione eucaristica equivale a partecipare in pienezza all’amore che lega indissolubilmente Cristo sposo alla Chiesa. Non si può allora ricevere degnamente il segno dell’unità perfetta con Cristo e con la Chiesa, quando la propria condizione di vita crea e mantiene una frattura con Cristo e con la Chiesa” (n. 27).

    Link utili:
    Card. Caffarra, lettera ai sacerdoti: http://www.caffarra.it/divorz.php (da leggere)

    Enciclica “Familiaris Consortio”: http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/apost_exhortations/documents/hf_jp-ii_exh_19811122_familiaris-consortio_it.html

    Lettera Ai Vescovi Della Chiesa Cattolica “Circa La Recezione Della Comunione Eucaristica Da Parte Dei Fedeli Divorziati Risposati”: http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/documents/rc_con_cfaith_doc_14091994_rec-holy-comm-by-divorced_it.html

  86. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Marco Iacolettig
    Un grazie di cuore!!!

  87. Viviana scrive:

    Chiedere l’annullamento del matrimonio, anche se dal matrimonio sono nati dei bellissimi frutti (i figli) serve non solo a risposarsi in chiesa ma a poter accedere all’Eucaristia, che è il cuore dell’esistenza cristiana. un cristiano che non può comunicarsi è e sarà sempre un cristiano di serie B, oltre a vivere in peccato mortale con la sua concubina. con l’annullamento invece la concubina diventa moglie regolare e si torna in chiesa da cristiani di serie A. mi sembra chiaro.

  88. Lorenzo scrive:

    Per Giampaolo 1951 (post 78): la separazione non impedisce affatto di accostarsi all’Eucarestia.
    Contrariamente a quanto si potrebbe credere, la separazione è un diritto garantito dalle leggi della Chiesa e sarebbe un assurdo giuridico se l’esercizio di un diritto comportasse un’esclusione “punitiva” dall’esercizio di un altro diritto.
    Il diritto alla separazione può essere legittimamente esercitato da un coniuge in gravi casi: qualora l’altro coniuge commetta adulterio, comprometta gravemente il bene spirituale o corporale dell’altro o della prole o renda troppo dura la vita matrimoniale.
    In tutti questi casi, il diritto allo scioglimento della convivenza può essere esercitato con ricorso all’autorità ecclesiastica. L’obbligo di convivenza qiundi viene sciolto, ma non i doveri di fedeltà, liberamente assunti con il matrimonio. Non si vede perché il coniuge innocente non possa fare la comunione; quanto a quello che ha dato motivo alla separazione, potrà farla anche lui, eventualmente una volta confessatosi e pentitosi secondo i principi ordinari, anche se la convivenza non dovesse essere mai più ristabilita.
    Per la disciplina completa, si vedano i canoni 1151 e ss. e 1692 e ss. del codice di diritto canonico.

    Per Viviana (post 87): non sono sicuro se, in pendenza di una evidente causa di nullità, il coniuge non si potrebbe in coscienza accostare alla comunione anche prima della dichiarazione ufficiale di annullamento. Se io so che il matrimonio era certamente nullo, la discrezione personale potrebbe spingermi a ricevere la comunione in una chiesa “fuori mano”, dove non sono conosciuto e non posso dare scandalo, ma non credo che commetterei un peccato mortale nel farlo. Vi sono molte persone che non ricorrono all’annullamento per una sorta di rispetto nei confronti dei figli nati da matrimoni sicuramente annullabili, per evitare a tali figli una sorta di “degradazione” da legittimi a naturali. Come detto più volte sopra da altri, l’annullamento è solo dichiarativo di una nullità che esiste già fina dal giorno del matrimonio canonico (anche se non dichiarata da un giudice ecclesiastico). I coniugi, quindi, non si sono mai validamente sposati.

  89. Viviana scrive:

    I coniugi, quindi, non si sono mai validamente sposati.

    quindi se un matrimonio di 25 anni viene annullato, significa che i coniugi per 25 anni hanno vissuto in peccato mortale? perché non credo che due sposi stiano in castità per tutto il tempo del matrimonio, qualche volta avranno pure rapporti! e quindi tutte le comunioni che hanno fatto in quegli anni sono sacrileghe. giusto?

  90. bedwere scrive:

    Io vivo negli USA ed e` stato estremamente semplice ottenere l’annullamento, dopo che l’altra parte aveva chiesto il divorzio. Ho parlato con un sacerdote, che ha fatto da avvocato, scaricato i moduli dal sito web della diocesi, fatto domanda, passato giudizio di primo grado e di secondo grado. Costo totale: $300!

  91. Lorenzo scrive:

    Per Viviana (89): il peccato mortale sussiste se vi è piena coscienza. Gli sposi (o uno di essi) possono essersi resi conto della nullità molto tempo dopo la celebrazione o magari solo al momento della crisi matrimoniale. La buona fede esclude ovviamente il peccato.

    Comunque, in caso di convivenza in pendenza di matrimonio nullo, lo stesso può essere sanato (e quindi il matrimonio si converte in valido, v. can. 1161 e ss.).

    Per quanto riguarda poi il peccato che sarebbe commesso dai coniugi nel caso di matrimonio nullo, stiamo parlando di un potenziale concubinato, non solo previsto dall’Antico Testamento, ma tollerato anche dal Vangelo (Mt, 5,32 e 19,9). Ciò è ben diverso quanto a gravità dall’adulterio, che si verifica se in pendenza di matrimonio valido viene chiesto lo scioglimento degli effetti civili e instaurata una nuova convivenza suggellata da un vincolo civile.

    A tale proposito, la cosa che proprio non capisco (anche in questo blog) è come mai dotti uomini di Chiesa come il Card. Tettamanzi parlino così superficialmente in documenti ufficiali di “divorziati risposati”. Siccome si tratta ovviamente di coniugi legati da vincolo canonico, mi sembra che non si dovrebbe mai usare il termine “divorziati”, visto che la legge che i coniugi hanno scelto per regolare il loro matrimonio non prevede il divorzio, ma sempre di “coniugi”. Pure, visto che il successivo “matrimonio” non può essere che un matrimonio civile, e lo stesso è illecito tra battezzati, non si dovrebbe neppure parlare di “risposati”, ma solo di conviventi adulterini. Se l’eminentissimo Cardinale usa questo linguaggio diffuso sì, ma gravemente improprio in un testo ufficiale ecclesiastico, contribuisce a diffondere di fatto la convinzione che tali unioni adulterine siano in fondo accettabili dalla comunità cristiana.

  92. annarita scrive:

    Caro Giampaolo 1951, la ringrazio e mi informerò meglio, ma ho comunque dei dubbi.

  93. annarita scrive:

    Ah!La risposta è già sul post 85, bene.

  94. Guareskj scrive:

    @ Gianni B. dico solo che Eurispes, sia fatta da chi è fatta, svolge le sue ricerche come molti e altri centri e in questo ci stanno tutti gli errori e le approssimazioni che ci possono stare. Ma il punto non è la ricerca, è l’uso che se ne fa: posto che la fiducia verso la Chiesa sia calata, dimmi di quanto, caro Eurispes, se sei serio; dimmi di quanto anche rispetto agli altri soggetti che prima ne godevano, se sei serio; dimmi tutto insomma, non un pezzo, se sei serio. E questo vale anche per te, ciao.

  95. catholicos scrive:

    non cambierò la mia opinione sull’Eurispes neppure se facesse un sondaggio favorevole alla Chiesa. Il mio giudizio su tale istituto, eiste a prescindere dalle loro conclusioni. Non sono partigiano come Lei , Gianni B., a me non interessano i sondaggi favorevoli, mi interessa che i sondaggi siano seri e continuo a ritenere che L’Eurispes non sia seria. Poi lei la pensi come le pare: siamo in una democrazia… Io non le impedisco di pensare e di credere a ciò che vuole, ma lei non si azzardi ad impedirmi di avere delle idee personali.

  96. Gianni B. scrive:

    @catholicos
    Anche ieri sera l’istituto Eurispes è stato citato su tutti i TG nazionali in quanto autore di vari sondaggi di interesse generale, dalla propensione di voto agli italiani sopo la caduta del governo sino alla percentuale di italiani che non arriva a fine mese.
    Non so che dirvi, se pensate che tale istituto non sia serio…è la quarta volta che lo dico, non incazzatevi con me, ma rivolgete le vostre lamentele direttamente a loro, dimostrando le vostre ragioni.
    Io per esempio ho fatto un esame di Statistica all’Università: le formule matematiche in generale sono complicatissime e all’epoca, pur proveniendo dal liceo scientifico, ho dato fondo a tutti i miei neuroni :) ma se ci riferiamo alla statistica inferenziale, si parla di normalissime funzioni, logaritmi e medie, nulla di esoterico insomma! Tutto sta nella scelta del campione ma anche qui gli istituti seri mettono insieme tutti i sistemi possibili di scelta del campione in modo da minimizzare gli errori.
    Quando voi dite “l’Eurispes non è un istituto serio” state sopravvalutando il problema, ritenendo che dietro ad un sondaggio ci sia chissà quale “scienza”, ma non è così.

  97. dioamore scrive:

    Gesù nei Vangeli dice che dopo la risurrezione gli uomini e le donne non si sposano, non si ammogliano e non si maritano, ma vivono come gli angeli del cielo. Gesù è risorto e quindi anche Lui, in coerenza con il suo insegnamento, non si sposa, ma vive come un Angelo del cielo in unità con Dio. Allora perché la Chiesa viene vista come la sposa di Gesù?

    Ma Gesù dice anche nella preghiera del Padre Nostro “Sia fatta la tua volontà come in cielo, così in terra”. Dunque, se in cielo non ci si sposa, perché allora ci sposiamo in terra, andando contro la volontà del padre?

  98. Lorenzo scrive:

    Post 97: Fantastico! Un cataro nel XXI secolo!

  99. dioamore scrive:

    Lorenzo, il catarismo era una eresia, io non sono cataro. Oggi ci sono eresie ben peggiori dei catari: divorzio, aborto, eutanasia, relativismo, suicidi, omicidi, con i quali si rischia di fare i conti nella vita e che allontanano dalla salvezza voluta da Dio e per il quale Gesù è morto.

  100. renato scrive:

    penso che è del tuttto ingiusto che chi subisce la separazione eil divorzio , cioè quasi sempre GLI UOMINI

  101. renato scrive:

    penso che è del tutto ingiusto che chi subisce la separazione e il divorzio , cioè quasi sempre GLI UOMINI,debba essere escluso dalla eucarestia.Si faccia una distinzione tra chi chiede la separazione e chi la subisce.Altrimenti mettere sullo stesso piano i separati è profondamente ingiusto.
    E non ci dimentichiamo che chi ci rimette nelle separazioni sono sempre gli uomini per cui non ci mettiamo anche il castigo della Chiesa.

  102. Lorenzo scrive:

    In un matrimonio canonico e sacramentale, il divorzio – non essendo contemplato dalle norme che reggono tale vincolo (liberamente scelte dagli sposi) – non esiste.

    Quindi chi subisce la cessazione degli effetti civili del matrimonio (e non il divorzio, che non può essere), essendo comunque legato ad un vincolo canonicamente valido, può benissimo accostarsi all’Eucarestia.

    L’importante è che non inizi un’altra relazione o che non contragga matrimonio civile, entrambe le situazioni ponendolo in una condizione oggettiva di adulterio.

    Naturalmente questa situazione può richiedere molta forza d’animo e di controllo dei propri istinti naturali, ma non è certo mpossibile da portare avanti.

  103. annarita scrive:

    rispondo al post 97: ci si sposa semplicemente per poter dare futuri cittadini al cielo e probabilmente Dio ha ritenuto che i figli nati da un uomo ed una donna potessero crescere meglio all’interno di una famiglia, per la stabilità sia economica, che affettiva, ( mica per niente ha voluto anche per se una famiglia, quando si è fatto uomo). Ci si sposa dunque per mettere al mondo i figli che Dio ci da e per educarli in modo che possano raggiungere la Patria celeste. Una volta in Paradiso viene meno il senso del matrimonio, in Paradiso non si fanno figli il Paradiso è la meta ultima.

  104. yochanan scrive:

    1) Ci si sposa per imparare ad amare.
    2) il destino ultimo dell’uomo non è il paradiso.

    Quando vi deciderete a studiare la Parola Ultima?

    Shalom

  105. annarita scrive:

    Non c’è dubbio che chi si sposa impara anche ad amare, ma si può amare anche al di fuori del matrimonio: ci si ama anche tra amici ad esempio, tra fratelli. Se Dio è il nostro bene assoluto, e si potrà godere pienamente solo in Paradiso, qual’è dunque la nostra meta? Qual’ è il fine della sua vita? Anche per chi non crede non c’è molta alternativa o il Paradiso o l’Inferno. Anche se facciamo come i bambini e ci copriamo gli occhi per non vedere ciò che non ci piace, la cosa che non ci piace non cessa di esistere.

  106. dioamore scrive:

    Annarita, eppure Gesù pare rinnegare la sua famiglia carnale, perché quando gli dicono che ci sono sua madre e i suoi fratelli che sono venuti a trovarlo, Gesù sembra ignorarli e indica i suoi discepoli come la sua famiglia, cioè quelli che mettono in pratica il suo insegnamento.

  107. annarita scrive:

    Secondo te veramente Gesù ha rinnegato sua madre? Gesù ha una missione divina, rivolta a tutti gli uomini, perciò le sue parole non sono un rinnegare la sua famiglia, ma vogliono spiegare che lui è qui per tutti gli uomini di buona volontà. Ha semplicemente allargato la sua famiglia. Tutti poi siamo tenuti ad “abbandonare” la famiglia che ci ha cresciuti, per farci la nostra famiglia o comunque il nostro cammino, ma non si smette di amare i nostri famigliari. Gesù certamente non ha smesso di amare la Madre, che ai piedi della croce ha ricevuto come figlio(dal suo Figlio morente), Giovanni e tutta l’umanità in lui.

  108. yochanan scrive:

    Ripeto: il fine ultimo dell’uomo non è il paradiso. Anzi la questione è posta al contrario. Si dovrebbe dire: “Qual è il fine di Dio?”. Dio ha voluto una famiglia e ha deciso di stare con gli uomini a Lui fedeli SULLA TERRA (anche se una nuova terra, sempre terra è).
    Fino a che non farete riferimento alla Parola, rimarrete dei qualunquisti ignoranti.
    Quanto ad amare, nel matrimonio si sperimenta il tipo di amore più simile a quello che YHWH vuole stabilire con noi. YHWH vuole avere un’intima relazione con ognuno di noi. Ecco anche perché non ci possono più essere mediatori all’infuori di Egli stesso (Yeshua).
    Shalom

  109. Francesco Ursino scrive:

    Meglio ignoranti che presuntuosi.

  110. annarita scrive:

    Una nuova terra? Riferimento alla Parola? Sono proprio ignorante, perchè non comprendo il suo modo di parlare, troppo complicato per la mia semplice mente. Non comprendo perchè Gesù abbia voluto una Chiesa, se non avevamo bisogno di mediatori, magari lei ha la grazia speciale di estasi o rivelazioni divine, io purtroppo non sono così santa da ricevere certi doni da Dio, ma posso credere, perchè la Chiesa mi ha trasmesso delle verità, rivelate più di 2000 anni fa dall’Uomo-Dio Gesù. Verità dimostrate anche con miracoli. Mi sembra poi che sia stato proprio Gesù a parlare di Paradiso(Regno dei cieli, e non regno della terra). Stiamo parlando tra cattolici? Veramente non comprendo, mi scusi la limitatezza.

  111. renato scrive:

    x annarita: guarda che il senso del matrimonio non è fare i figli.Il matrimonio è la consacrazione di un unione.

  112. annarita scrive:

    Renato, certo che il matrimonio è la consacrazione di un’ unione, ma il suo fine è la procreazione. Dio è agli sposi, che chiede figli per popolare la terra e poi il cielo, a chi altrimenti? Ad Adamo ed Eva disse di andare e moltiplicarsi, e con loro lo disse a tutti gli sposi. Poi se i figli non vengono, pazienza, l’altro fine del matrimonio è l’amore reciproco.

  113. Cristiana scrive:

    @yochanan
    qualunquisti ignoranti a chi scusi?
    Io non mi permetterei mai di dare dell’ignorante ad un
    Testimone di Geova, non condivido nel modo più assoluto
    le distorsioni di quello che ritenete certezza, ma porto rispetto a chi non la pensa come me.
    Veda di fare altrettanto, se può, e se non è troppo allergico ai Cattolici.

  114. annarita scrive:

    AH, perchè Yochanan è testimone di Geova? Non lo sapevo, ma se è così tutto mi risulterebbe più chiaro.

  115. Stefano scrive:

    Secondo quanto dice Gesù: “Or io vi dico che chiunque manda via la propria moglie, eccetto in caso di fornicazione, e ne sposa un’altra, commette adulterio” (Matteo 19,9)non c’è nulla di male davanti a Dio nel divorziare e risposarsi se la nostra moglie/marito ci ha traditi. Purtroppo alcuni/e non lo sanno e se vengono lasciati/e dal marito/moglie che è scappato con l’amante pensano di dovere vivere tutta la vita da single e si rovinano la vita per nulla. Perchè complicare tanto la semplicità dell’evangelo e rovinare la vita a chi ha già sulle spalle le conseuenze negative dell’abbandono del coniuge?

  116. Aurora scrive:

    Condivido completamente il pensiero del cardinale Tettamanzi , ma volevo chiedere, se una persona subisce la separazione, può poi consacrarsi a Dio?

  117. Aurora scrive:

    Condivido completamente il pensiero del cardinale Tettamanzi, ma volevo chiedere: se una persona subisce la separazione matrimoniale, può poi consacrarsi a Dio?

  118. mariella scrive:

    volevo avere un chiarimento…
    machi è solo separato allora può fare da madrina o padrino a un cresimando?

  119. Irene scrive:

    Buonasera, ho 36 anni e due anni fa mi sono separata in quanto dalla mia unione non sono nati figli nonostante io ne volessi e mi fossi sposata in spirito cristiano per formare una famiglia, infatti mio marito ha dichiarato di non volerne e continua a dichiararlo. Allora non aveva mai fatto menzione della cosa e per me è stato davvero pesante prendere la decisione di allontanarmi dal legame, ma mi sono sentita tradita nei voti che ci siamo scambiati davanti a Dio. So che questa è causa di nullità e intraprenderò questa strada, occorre il consenso di entrambi o posso chiederlo io, dato che a lui non interessa accostarsi ai sacramenti e a me sì? Non parlo di risposarmi ma di vivere in pienezza il mio essere cristiana. Grazie a tutti. Irene