Wojtyla santo subito? Il Papa decise: prima beato

Su La Stampa di oggi pubblico un articolo nel quale si racconta un retroscena relativo ai primi giorni del pontificato di Benedetto XVI. Com’è ormai noto, il cardinale Camillo Ruini, all’epoca Vicario di Roma, presentò a Papa Ratzinger la petizione per aprire il processo di beatificazione che era stata proposta ai colleghi porporati nei giorni precedenti il conclave dal cardinale Jozef Tomko. Ma a Benedetto XVI arrivò anche un’altra proposta, che dava forma all’aspirazione del segretario di Giovanni Paolo II, Stanislaw Dziwisz: quella di passare subito alla canonizzazione, saltando il gradino della beatificazione.

Papa Ratzinger non decise su due piedi. Conosceva bene il predecessore e non aveva dubbi sulla sua santità personale. Volle consultare alcuni collaboratori e alla fine decise di derogare all’attesa dei cinque anni, ma non si saltare il gradino della beatificazione. Prima beato, non santo subito. Appena tre anni prima, nel giugno 2003, una discussione simile era avvenuta nei sacri palazzi per madre Teresa di Calcutta. Il segretario di Stato Angelo Sodano aveva consultato per iscritto a nome di Giovanni Paolo II alcuni cardinali della curia romana per chiedere loro che cosa ne pensassero di procedere subito con la proclamazione a santa di madre Teresa, saltando il gradino della beatificazione. Un’idea che non dispiaceva a Papa Wojtyla, ma che non si concretizzò perché egli scelse di tenere in considerazione le obiezioni dei collaboratori consultati.

Nel 2005 è accaduto lo stesso. Papa Ratzinger ha ricevuto la proposta di procedere direttamente con la canonizzazione del predecessore. Ha valutato questa possibilità chiedendo dei pareri ai collaboratori. Alla fine ha deciso di non saltare il passaggio della beatificazione. Le segnalazioni di grazie alla postulazione sono del resto così abbondanti che il tempo di attesa potrebbe non essere lungo, come peraltro è accaduto per Padre Pio da Pietrelcina.

Com’è noto, per canonizzare un beato è necessario prendere in esame un presunto miracolo verificatosi dopo la beatificazione.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

41 risposte a Wojtyla santo subito? Il Papa decise: prima beato

  1. Francesco B. scrive:

    E’ semplicemente ridicolo, per non dire disgustoso questo moderno modo di procedere da parte di solerti prelati. Si deroga alle regole semplicemente per compiacere un popolino più superstizioso che veramente credente e sinceramente cattolico. Questi osanna e queste acclamazioni di piazza al leader carismatico di turno, si chiami Karol Wojtyla o lady Diana Spencer, con tanto di folle roboanti che strillano e pretendono di essere soddisfatti nei loro irrazionali isterismi. Qual è il modello di santità portato da questo prim’attore di Wojtyla? Un santo che bacia il corano? Che si umilia di fronte a protestanti e ortodossi domandando loro scusa a nome di una chiesa da cui essi si sono volontariamente separati? Un santo che riduce le solenni liturgie papali a delle penose pagliacciate di mariniana memoria? E’ lui un santo o lo era forse di più Massimiliano Kolbe, che definiva l’ecumenismo nemico dell’Immacolata? E’ evidente che i conti non tornano più, che qualcosa è andato storto, che le priorità e i valori cattolici si sono ribaltati in pochissimi anni. C’è qualcosa che evidentemente non sta funzionando. E’ veramente cambiata la religione cattolica in qualcos’altro, la Chiesa è stata rifondata da cima a fondo con i pezzi della precedente. Forse non dovremmo sottovalutare le profezie mariane di La Salette, Fatima, ecc.. comincio a pensare che qualcosa si stia avverando.

    • Concilio scrive:

      E’ evidente che i conti non tornano più, che qualcosa è andato storto

      Quel che va più storto è il suo modo di argomentare. Alla faccia della continuità… Cosa farà quandfo Giovanni Paolo II sarà canonizzato e la Chiesa impegnerà la propria infallibilità ? Si convertirà al Buddismo ?

  2. raffaele savigni scrive:

    Non permetto a nessuno di definire “pagliacciate” le liturgie di Giovanni Paolo II. La “superstizione” è sempre un rischio da evitare, ma era assai più diffusa prima del Concilio, che evidentemente non piace al nostro Francesco B..E quanto a Massimiliano Kolbe, è santo per il suo martirio, non per la presunta, infelice affermazione che gli viene attribuita. Così come Pio IX, come don Bosco, non è certo santo per aver contrastato l’unità d’Italia ed aver combattuto il cattolicesimo liberale, ma per la sua santità personale.

    • john coltrane scrive:

      Condivido in pieno, prof Savigni.
      Chi, x partito preso, critica Massimiliano Kolbe non conosce -mi auguro- cosa sia stato il Suo martirio nel lager.
      Grazie.

  3. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Francesco B.
    non definisca pagliacciate le liturgie presiedute dal Papa. E si ricordi che qui non si tratta di “solerti prelati”: è Benedetto XVI che ha deciso di beatificare il suo predecessore. E sarà lui a celebrarla…

  4. Simon de Cyrène scrive:

    Scandaloso il commento di Francesco B. e farcito di calunnie e varie nefandezze che mostrano quanto poco cristiana e poco cattolica sia la sua attitudine.
    Perchè non interviene piuttosto su blogs il cui fondo di commercio è propriamente di sparlare e calunniare i Papi ed il Magistero con una pseudoideologia cattolica ma veramente (tradi-)protestante?
    Chiamare pagliacciate la Santa Messa celebrata da un Sommo Pontefice, mi sembra essere la cosa la più disgustosa letta da chi si pretende cattolico dopo gli scritti di Caquerait e di Fellay.
    In Pace

    • Sal scrive:

      “Chiamare pagliacciate la Santa Messa” – No caro Simon, è perfino peggio, è il sacrificio della croce,” è un omicidio, anzi “deicidio” si fa morire nuovamente Gesù attraverso il fenomeno detto “transustanziazione” ossia la conversione della sostanza del pane in quella del corpo di Cristo.” (Wikipedia)

      “Il primo autore ad utilizzare il termine transubstantiatio fu Rolando Bandinelli, futuro papa Alessandro III. Successivamente fu ripreso da Tommaso d’Aquino e dalla scolastica che ne delinearono con precisione il significato…..Secondo questa dottrina, il pane ed il vino consacrati … nel loro intimo la forma sostanziale o principio costitutivo è cambiato perché esso è diventato, per opera della Trinità, realmente il Corpo ed il Sangue del Signore. “( Wikipeda)

      Scusi l’impertinenza caro Simon, ma non dovrebbe essere proibito mangiare sangue e carne umana oltre al resto ?

      “‘E non dovete mangiare nessun sangue in nessuno dei luoghi dove dimorate, sia quello di volatile che quello di bestia. Qualunque anima mangi qualunque sangue, tale anima dev’essere stroncata dal suo popolo( Levitico 7.26-27)

  5. Aurelio R. scrive:

    Mi sarebbe piaciuto che Giovanni Paolo II fosse proclamato “santo subito” come chiedevano tanti fedeli, ma mi fido pienamente di Benedetto XVI, che ha deciso di procedere con l’iter abituale, sia pure in tempi molto rapidi.
    Forse Papa Benedetto ha voluto rispondere alle critiche di chi giudica Giovanni Paolo II progressista (!), addirittura modernista (!!!): il giudizio serissimo della Chiesa si è esteso, mediante la causa di beatificazione, a tutte le parole e a tutti i gesti dell’ultimo Pontefice, perchè gli spiriti dubbiosi fossero confortati.

  6. Marco N. scrive:

    Non condivido assolutamente nè nei modi enè nei contenuti le affermazioni di Francesco B.

  7. ritaroma scrive:

    non voglio aggiungere altro verso Francesco B, ma vorrei ricordargli che sono stati molti i santi proclamati dal popolo con “SAnto Subito”, altro che superstizione!
    la sua è paura bella e buona…stia sereno non le rovineremo il concerto del 1 maggio, se lo goda tutto. Giovanni Paolo e i cristiani hanno ben altro da fare e ben altri canti da ascoltare. s’abbuffi!

  8. pasquale scrive:

    Giovanni Paolo II è uno dei più grandi sommo pontefici l’opera di ricostruzione, l’essere stato il pellegrino, il pastore che ha girato in largo e in lungo per testimoniare l’amore di Cristo per ogni uomo, l’aver consumato la sua vita per il Santo Vangelo,come non ricordarlo tremante e stremato a Sarajevo!!!! quella Solennissima Liturgia era una pagliacciata?????? Oppure una Immensa testimonianza d’amore del Santo Padre (Lui sofferente) piegato ad asciugare, confortare, in quel popolo, ogni uomo perseguitato, ed ogni oppresso, testimoniando il Santo Vangelo dell’amore!!!!!!!!! Poi a proposito del popolino :Ambrogio sarebbe stato Vescovo e poi santo senza il popolini?! Quanti centinaia, migliaia di santi sono venerati perchè proclamati tali dal popolino!!!!!!!

  9. gianrico scrive:

    Domanda:”Ma per essere veramente cristiani, dobbiamo per forza aver bisogno dei miracoli dei santi?”

    • Sal scrive:

      No, non servono perchè Dio non avrebbe fatto delle leggi eterne ed immotabili per andare contro di esse solo per far piacere agli estasiati che vogliono applaudire invece di fare uno sforzo per capire.

  10. Reginaldus scrive:

    Caro Francesco B.,

    qui non è tanto questione di santo subito o santo dopo, qui è questione di santo che non c’è – almeno secondo i parametri di una fede di un tempo che fu….! Avendo i cambiato i connotati allo stesso Paradiso – smessa la fede nell’ Inferno che cosa è diventato il Paradiso???… – la chiesanuova può sistemarvi quelli che le pare, in primis quelli che sono funzionali alla sua nuova professione di fede…

  11. Pietro scrive:

    Giovanni Paolo II non è andato solo a Sarajevo, caro Pasquale, ma è anche andato a sciare, si è fatto costruire una piscina per praticare il nuoto, è andato in montagna a fare le ferie e un domani non mi meraviglierei che è stato anche al mare a Fregene o dintorni. La Santità ha bisogno anche della virtù della povertà, della umiltà, che credo non abbia praticato molto, dato che gli piaceva tanto fare il primo attore e restare in attesa dell’applauso della folla. Ti sembra bello quando su quel furgone in uscita dal Gemelli si pavoneggiava accanto all’autista per farsi vedere.

  12. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Pietro,
    ma che cosa dice?
    Papa Wojtyla si “pavoneggiava” sul furgone uscendo dal Gemelli. Ma le ha viste davvero quelle immagini dell’ultimo viaggio del Papa tracheostomizzato?

    Per favore…

  13. ritaroma scrive:

    certa gente apre bocca solo per dargli fiato!Quando non si sa cosa dire , si denigra…è tutta invidia….i santi sono di tutti e ringraziamo Dio se ci sono, il che vuol dire che pur con tutte le cattiverie e gli sproloqui, Dio è ancora in mezzo a noi! e poi il 1 maggio non è necessario che andiate a S. Pietro o stiate incollati al televisore per poi biscicare sulla beatificazione, andate a farvi una bella passeggiata….di Caino e di Giuda ce ne sono tanti in giro, andate tranquilli che non siete soli…andate in pace e che Dio vi benedica…chissà che non vi faccia quel “miracolo” ( ai quali non credete) ma che tanto desiderate!!!!!!!!!

    • mauro scrive:

      Benvenuta nel mondo di Avatar!

    • Sal scrive:

      “ I santi sono di tutti e ringraziamo Dio se ci sono, “ – e come fai a riconoscerli se sono nascosti insieme alle zizzanie e verranno separati e conosciuti solo al suo ritorno ?

      Inoltre, se secondo (1 Pietro 1.15) “tutti” devono divenire santi, – “secondo il Santo che vi ha chiamati, divenite anche voi santi in tutta la [vostra] condotta, perché è scritto: “Dovete essere santi, perché io sono santo”.” – perché rivolgersi solo ad alcuni ?

      Inoltre, se la santità è “destinata ai santi” ? – ”… di partecipare al ministero destinato ai santi. ( 2 Corinti 8.4) – non può essere evitato, né essere una scelta dettata dal libero arbitrio nè dagli sforzi fatti per meritarlo !

      E Se c’è una predestinazione che non può essere evitata, quale il merito personale e quale il libero arbitrio ?
      ”uniti al quale fummo anche designati come eredi, in quanto fummo preordinati secondo il proposito di colui che opera tutte le cose” ( Efesini 1.11)
      ”Così, dunque, non dipende da chi desidera né da chi corre, ma da Dio, che ha misericordia.” ( Romani 9.16)

      Come si fa dunque a divenire santi ? Se non dipende dagli sforzi personali, ed è preordinato e non può essere evitato ?

  14. Francesco scrive:

    Sig. Pietro mi permetta semplicemente di dire: si vergogni!

  15. Francesco B. scrive:

    Sig. Raffaele Savigni, la convinzione che esprimeva S. Massimiliano Kolbe circa l’ecumenismo non era una infelice opinione personale ma la dottrina ufficiale della Chiesa fino agli anni sessanta, professata da papi, cardinali, vescovi e preti nella loro interezza (si veda l’enciclica “Mortalium Animos” di Papa Ratti, ecc…). Cosa sia accaduto nella Chiesa negli anni sessanta-settanta per ribaltare questo basilare concetto (si pensi ai martiri che hanno dato la vita pur di non abiurare quella che essi consideravano l’unica vera religione, cioè il cattolicesimo, dunque il loro martirio sarebbe stato, per lei, privo di senso e di valore?) io non lo so, forse è penetrato quel “fumo di Satana” di cui ha parlato Paolo VI nel 1972, il quale ha senza dubbio sovvertito molti valori della e nella Chiesa da sempre considerati irrinunciabili.
    In ogni caso, se la santità di un personaggio si deve misurare semplicemente con la popolarità e l’appeal sulle folle, perchè non canonizzare anche il Mahatma Gandhi o Martin Luther King? Il cattolicesimo, i dogmi, la dottrina, la liturgia non c’entrano più nulla? E l’eroismo di Wojtyla quale sarebbe stato? Quello di spendere barche di soldi per viaggiare in ogni angolo del globo incoraggiando sincretismi religiosi di ogni tipo e fare la “primadonna” come la regina Elisabetta? Dissacrando la Chiesa con il pietoso raduno ecumenico di Assisi che ha equiparato Dio alle inesistenti divinità delle varie religioni agli occhi di tutto il mondo? Qual è stato il frutto di questo pontificato? La confusione e l’anarchia di interi episcopati che, ormai, se ne fanno un baffo di Roma perchè educati al collegialismo di tipo episcopaliamo che regna imperante nella Chiesa?
    Wojtyla si è divertito a fare per primo cose che i suoi predecessori non avrebbero mai fatto, ma, terminato l’effetto novità”, ogni sua bizzaria, vista con obiettività e serenità di giudizio (tra qualche anno), avrà lasciato il tempo che trova.

  16. mauro scrive:

    L’elezione di Giovanni Paolo II è figlia del CVII che rappresentò una rivoluzione nella Chiesa anticipando i moti giovanili del 1968 e che, essendo caratterizzati da un’evidente matrice comunista (movimenti studenteschi), hanno cambiato il volto della Chiesa.

    GPII, provenendo da un paese a governo comunista ne aveva assimilato la cultura in età giovanile, e per coloro che si erano riuniti in Conclave, il Card. Wojtila rappresentava il sancire il cambiamento della Chiesa avvenuto in quel Concilio.

    Fu un’elezione meramente politica quella del Card. Wojtila al soglio pontificio volendo dare continuità a quelle nuove idee che scossero tutto il mondo occidentale, laico e religioso.

    E’ piu’ che sufficiente leggere la sua enciclica “Centesimus annus” per rendersi conto che quelle idee comuniste erano presenti in lui totalmente con gli stessi errori portati dalla rivoluzione operaia. Ai lavoratori spettavano tutta una serie di diritti, giusta considerazione per quel rivalutare il lavoro e la dignità umana, ma non avevano obblighi specifici verso l’azienda, se non un generico prestare la propria opera, potendo arrivare anche a metterla in crisi fino alla sua chiusura senza che in loro potesse scorgersi un comportamento contrario alla società. Eppure da quellì azienda proveniva il loro benessere e arrivare con le proprie manifestazioni a provocarne la chiusura serviva solo a mettere sè stessi sulla strada.

    La Centesimus annus avrebbe potuto distaccarsene solo se alla guida della Chiesa vi fosse stato chi sapeva che il lavoro è un rapporto vicendevole di prestazioni dove a fronte di un impegno personale, non solo lavorativo ma anche collaborativo e fattivo, vi è il giusto riconoscimento.
    Non era poi così difficile per la Chiesa Cattolica arrivarvi: sono due millenni che predica una vita eterna, offerta da Dio, a fronte di un impegno personale collaborativo e fattivo da parte del credente.

    La Chiesa Cattolica dopo il CVII ha predicato per bocca di GPII la disgregazione del potere costituito (lo sta facendo ancora oggi in Italia richiedendo che le leggi italiane rispecchino quelle cattoliche) e la centesimus annus ne è il manifesto, la piena consapevolezza che era la strada giusta da seguire.

    Chi non è piu’ giovane ricorda molto bene i viaggi di GPII quando ancora giovane si recava in visita pastorale in tutto il mondo ed attaccava pubblicamente i regimi dei paesi che l’ospitavano, atteggiamento che gli procurava il consenso universale di popolo e di chi altri vi dava credito ma che si rivelava acerbo rimanendo solo sfogo, se così possiamo definirlo, senza che dietro vi fosse alcuna soluzione sociale da proporre.

    E’ lo stesso sistema del comunismo: destibilizzare qualsiasi potere, da qualunque parte provenga, senza aver prima avere una proposta da proporre.
    L’esempio ci viene dal nostro paese dove un governo della sinistra è caduto perchè non aveva alcun programma definito prima delle elezioni confermato da quel programma scopiazzato dalla destra alle ultime elezioni che mostrava quanta povertà intellettuale sovrasti il comunismo.

    Un beato comunista ancora non c’era stato ed è strabiliante quanto un’idea comunista in odore di scomunica venga premiata solo perchè è un Papa che l’ha appoggiata.

  17. Reginaldus scrive:

    1958-2005: in nemmeno 50 anni, mezzo secolo scarso, abbiamo: il BEATO Giovanni XXIII, il SERVO di DIO ( = BEATO in fieri) Paolo VI ; il SERVO di DIO (= BEATO in fieri…) Giovanni Paolo I, ora il BEATO Giovanni Paolo II….( non ne manca uno, dei morti ovviamente….). Perbacco, una chiesa così con papi così non sì era mi vista…. Sono questi i grandiosi effetti del Vatican secondo??? O tanto bisogno di pubblicità non starà a manifestare una profonda crisi di….mercato???

    • mauro scrive:

      L’autoincensazione non dipende dal CVII ma dalla mania di protagonismo clericale.
      Dovrebbero essere gli altri ad incensare l’opera di un Papa ma nessuno se lo sogna in quanto, essendo quella la sua funzione, non fa altro che il proprio dovere.

  18. raffaele savigni scrive:

    “GPII, provenendo da un paese a governo comunista ne aveva assimilato la cultura in età giovanile”.
    Ma in che mondo vive il nostro Mauro? Questa è la fandonia più grossa che io abbia mai sentito: GPII, noto oppositore del regime comunista filosovietico e strenuo sostenitore di “Solidarnosc”, che fece crollare il comunismo in Polonia (lo sanno anche i bambini delle elementari), sarebbe “comunista”!
    La “Centesimus annus” non puòò certo essere definita “comunista”: critica i difetti di entrambi i sistemi (comunista e capitalista) auspiocando nuove strade più rispettose dell’uomo e della sua libertà e dignità.
    E questa accusa come si concilia con l’altra accusa, quella di “digregare” i sistemi politici? GPII ha favorito, certo, la disgregazione delle dittature: anche in questo mi pare da lodare!

    • mauro scrive:

      Solidarnosc è un sindacato e come tale lottava per quegli stessi diritti che la Centesimus Annus riportava pari pari dalla lotta del movimento operaio di estrazione comunista, essendo nata nel’ex URSS ed influente nei paesi limitrofi.

      Il guaio erano i doveri, da me sottolineati, che non sono menzionati e dunque l’enciclica è di estrazione comunista.

      Non solo le dittature (nell’America latina) ma anche il potere che riteneva opprimere il lavoratore.

      I valori sociali sono valori negoziabili che variano nel tempo al cambiare delle esigenze sociali della popolazione ma questo Papa intendeva che tutto il mondo si adeguasse alla centesimus annus, ovvero al sistema comunista, senza considerare
      quali fossero le vere esigenze primarie e sociali della popolazione.

      Lei in che mondo vive?

  19. raffaele savigni scrive:

    “Perbacco, una chiesa così con papi così non sì era mi vista…. Sono questi i grandiosi effetti del Vatican secondo???”
    Sì, Reginaldus, la Chiesa ed il Papato degli ultimi cinquant’anni sono certamente migliori di quelli del Cinque-seicento, Settecento, Ottocento. Basta confrontare le figure citate (da Giovanni XXIII in poi) con papa Giulio II (che partecipò ad una guerra per riprendersi Mirandola), Leone X (che andava a caccia), Clemente VII (che vendette la libertà di Firenze ai suoi parenti), coi papi nepotisti, col papa che fece ingiustamente uccidere Beatrice Cenci e Giordano Bruno, con papa Barberini (“quod no fecerunt barbari fecerunt Barberini”, dicono a Roma), con Leone XII (nemico dell’elettricità e di tutte le invenzioni moderne), con Gregorio XVI (che nella “Mirari vos” usò un linguaggio volgare contro il cattolicesimo liberale).
    Papi così per fortuna non ne abbiamo più.

  20. raffaele savigni scrive:

    A Francesco B.: Massimiliano Kolbe è santo non per quelle opinioni, ma nonostante quelle opinioni., così come Pio IX è santo nonostante il “Sillabo” e l’opposizione alle libertà moderne, non per quelle condanne.
    L’ecumenismo ed il dialogo interreligioso non implicano affatto una svalutazione del martirio. Gli Apologisti del II-III secolo (Giustino, Minucio Felice ecc.) dialogavano con i pagani e gli ebrei: non cercavano la morte o la distruzione dei non cristiani, ma la loro conversione mediante un dialogo. Solo se necesdsario, di fronte ad una persecuzione, erano disposti a morire per difendere la loro identità cristiana. Così anche oggi: mons. Padovese cercava il dialogo coi musulmani, aveva fondato un centro per il dialogo intitolandolo a don Santoro (che a sua volta si era messo a studiare il turco per dialogare meglio coi musulmani turchi). Contrapporre figure di martiri come don santoro o mons. Padovese al dialogo interreligioso non ha quindi senso.
    Aggiungo che vedrei bene una canonizzazione di figure “ecumeniche” di ambito protestante come M.L. King o Bonhoeffer. Ricordiamoci che per i cristiani dei primi secoli il “battesimo di sangue” era un vero battesimo. E nel terzo secolo un antiipapa (Ippolito, un chierico romano che si contrappose al papa legittimo) morì martire: il suo martirio gli consentì, nonostante lo scisma, di entrare nel martirologio ufficiale della Chiesa cattolica!

    • john coltrane scrive:

      “vedrei bene una canonizzazione di figure “ecumeniche” di ambito protestante come M.L. King o Bonhoeffer”-
      Anch’io.

  21. raffaele savigni scrive:

    Dal sito http://www.santiebeati.it/dettaglio/28800
    Ponziano, dell’antica e nobile famiglia dei Calpurni, venne eletto papa nel 230, durante l’impero del mite e saggio Alessandro Severo, la cui tolleranza in fatto di religione permise alla Chiesa di riorganizzarsi. Ma proprio in questa parentesi di pace avvenne nella Chiesa di Roma la prima funesta scissione che contrappose al legittimo pontefice un antipapa, nella persona di quell’Ippolito, restituito da un provvidenziale martirio all’unità e alla santità. Ippolito, sacerdote, colto e austero, poco incline all’indulgenza e timoroso che in ogni riforma si celasse l’errore, era giunto ad accusare di eresia lo stesso pontefice S. Zefirino e il diacono Callisto, e quando quest’ultimo fu eletto papa nel 217, si ribellò, accettando di essere lui stesso invalidamente eletto dai suoi partigiani.
    Si mantenne nello scisma anche durante il pontificato di S. Urbano I e di S. Ponziano. Intanto l’imperatore Alessandro Severo veniva ucciso in Germania dai suoi legionari e gli subentrava il trace Massimino, che rispolverò gli antichi editti persecutori nei confronti dei cristiani. Trovandosi di fronte a una Chiesa con due capi, senza pensarci su spedì entrambi ai lavori forzati in una miniera della Sardegna. Ponziano è il primo papa deportato. Era un fatto nuovo che si verificava nella Chiesa e Ponziano seppe risolverlo con saggezza e umiltà: perché i cristiani non fossero privati del loro pastore rinunciò al pontificato, e anche questa spontanea rinuncia è un fatto nuovo.
    A succedergli fu il greco Antero, che governò la Chiesa per quaranta giorni soltanto. Il gesto generoso di Ponziano deve aver commosso l’intransigente Ippolito che morì infatti riconciliato con la Chiesa nel 235. Secondo un’epigrafe dettata da papa Damaso, Ippolito, pur essendosi ostinato nello scisma per un malinteso zelo, nell’ora della prova “al tempo in cui la spada dilaniava le viscere della madre Chiesa, mentre fedele a Cristo camminava verso il regno dei santi”, ai seguaci che gli domandavano quale pastore seguire indicò il legittimo papa come unica guida e “per questa professione di fede meritò d’essere nostro martire”. D’altronde studi recenti porterebbero a distinguere tre diversi personaggi: un Ippolito vescovo e scrittore, un Ippolito martire romano e un terzo, autore di saggi filosofici, da identificarsi con l’antipapa contrapposto a Callisto e a Ponziano. I corpi dei due martiri, trasportati a Roma con grande onore vennero sepolti, Ippolito lungo la via Tiburtina e Ponziano nelle catacombe di S. Callisto.

  22. ritaroma scrive:

    MAURO , grazie ma spero di non dover ripetere il tutto ogni 15 giorni. che dici?
    un saluto

    • mauro scrive:

      Vedemo cosa accadrà nei prossimi giorni.

      In ogni caso dovrà solo riconfermarlo dopo che avrà fatto il login.

      mi permetto di dire che il suo avatar è poco chiaro, dovrebbe sceglierle uno con piu’ risalto fra le varie tonalità di colore. Molto meglio due soli colori di contrasto (nero[rosso,verde,blu,arancio]-bianco, blu-giallo, ad esempio)

      Un saluto

  23. Pietro scrive:

    Dottor TORNIELLI, mi scusi e non me ne voglia, non mi riferisco all’ultima uscita dal Gemelli, ma credo a fine febbraio o inizio marzo, quando fece quel giro all’imbrunire (ora di punta per la città di Roma) sul furgone bianco (o lo chiami come vuole) seduto accanto all’autista. Per me fu una cosa non bella, anzi sarebbe stato meglio in un’auto, blindata sì, ma anonima. Non me ne voglia, ma non eravamo a teatro, poi ognuno ha le proprie idee, certo, e sono sicuro, non lo avrebbero fatto PIO XII o PAOLO VI. Cordialmente.

  24. Pietro scrive:

    RITAROMA……”certa gente apre bocca solo per dargli fiato! Quando non si sa cosa dire, si denigra…….è tutta invidia……….Carissima, questa non è invidia è realtà, ogni fans ha il suo idolo. Negli anni ’50 c’era gente che tifava per Coppi ed altri per Bartali, con questo non è detto che uno fosse più campione dell’altro. Così pure con i Santi, ognuno ha la sua simpatia o devozione verso uno o verso l’altro ed idem con i PAPI. Non voglio essere l’avvocato del diavolo, però mi chiedo, dove era tale avvocato durante il processo? Il placet dei Cardinali, come mai è arrivato così in fretta? Una volta, alla morte del Pontefice si usava in S.Pietro erigere il monumento funebre a spese dei Cardinali da Lui creati, con Giovanni Paolo II si è fatto diversamente. I Cardinali da Lui eletti (che erano più dell’80/%) hanno dato il placet per la Beatificazione. Cordialmente.

  25. Pietro scrive:

    FRANCESCO carissimo, non ho nulla di cui vergognarmi, anzi Le dico un’altra cosa: ” io non sono una banderuola o una canna al vento”. cordialmente.

  26. Cherubino scrive:

    è falso che la posizione della Chiesa è stata sempre o in toto contraria ad uno sguardo positivo verso le religioni non cristiane. Chi fa della “guerra” all’ecumenismo un principio del Tradizionalismo, in realtà fa passare una falsità.
    Già gli esempi del prof. Savigni basterebbero, ma vorrei ricordare che tutta la tradizione biblica mette in guardia verso questa sorta di fondamentalismo, presente già nel Popolo dell’Antica Alleanza e poi nella Chiesa.
    Nell’Antico Testamento già la condanna apodittica delle religioni pagane si accompagna a personaggi pagani “giusti” (che nell’ebraismo era ed è un titolo di santità), a dimostrazione che non è la religione formalmente professata, ma la giustizia effettivamente vissuta ciò che Dio guarda, perchè segno di una fede implicita. Figure poi misteriose come il sacerdote Melchisedek che benedice Abramo o l’indovino-profeta Balaam, pagano, che chiamato per maledire Israele si rifiuta di farlo e pronuncia invece una benedizione. Nel brano della “piccola pentecoste” sui settanta scelti da Mosè in Numeri 11, 24 ss. si sottolinea poi come lo Spirito Santo soffia dove vuole e anche fuori dai confini “istituzionali”, pur essendo questi necessari.
    Questo elemento è presente nella stessa predicazione di Gesù il quale spesso rileva la fede in pagani e smitizza il fariseismo di coloro che hanno sempre il Padreterno sulle labbra, dimenticando di amare il prossimo. Nel Giudizio finale in Matteo, infatti, i giusti si chiederanno: “Quando mai ti abbiamo nutrito, dissetato … ?” Il loro servizio non è “per Dio”, per un guadagno religioso, ma per una sollecitudine intrinseca verso l’altro bisognoso in quanto tale. E su questo saremo giudicati.
    E negli Atti, Paolo ad Atene guarda in modo positivo alle statue di divinità, vedendo in esse la ricerca umana di Dio, ricerca vissuta nella consapevolezza di un traguardo non raggiunto che si concretizza nella statua “al Dio ignoto” e che si può saziare solo in Gesù.
    Così poi i Padri della Chiesa hanno visto nei filosofi pre-cristiani come dei precursori per i popoli pagani, coloro che con la loro ricerca della verità, talvolta illuminati inconsapevolmente dallo Spirito Santo, hanno preparato il terreno all’annuncio cristiano. Eppure essi erano formalmente pagani.
    Così Giustino ed altri parlavano di “semina Verbi” nelle altre religioni, conoscenze parziali che lo Spirito Santo riesce a far crescere in mezzo agli errori.

    Questo ecumenismo biblico, non vuol dire affatto mettere tutte le religioni sullo stesso piano, ma distinguere l’aspetto oggettivo da quello soggettivo. Le affermazioni di altre religioni sono per la maggior parte errate, ma l’atteggiamento religioso che il credente in esse vive può essere genuino ed onesto e in tal caso alimentare una fede implicita che comunque è connessione inconsapevole a Cristo. Per questo alimentare la convergenza delle religioni su alcuni valori che sono presenti nel cristianesimo (ad esempio la paternità misericordiosa di Dio, la pace, l’attenzione agli ultimi, il perdono, il valore primario dell’uomo rispetto alle istituzioni politiche…) in qualche modo è alimentare un percorso verso Dio, nell’attesa che tale percorso prenda il nome che veramente ha, ossia Gesù di Nazareth.

  27. ritaroma scrive:

    MAURO, la ringrazio, x me il problema non è la chiarezza dei colori, ma se dovrò ripetere tutta l’opeazione ogni 15 giorni,ciò mi diventerebbe pesante…e poi a me piace molto quell’immagine anche se non è molto chiara..
    un saluto

  28. Reginaldus scrive:

    la tiritera contro i papi del passato, Savigni, è patetica: quanta miseria umana, vero? la statura dei papi moderni invece è davvero grandiosa, titanica direi: si sono caricarti sulle spalle la vecchia chiesa e l’hanno scaraventata giù dall’olimpo! E non solo, invece che attirarsi i fulmini dal cielo, hanno scalato loro stessi i cieli della Gloria: la loro operazione sovvertitrice è opera del Cielo stesso e chi osa criticarla peste lo colga! Quanto alla vita personale, umana, terrena, spicciola di questi nuovi titani aureolati o in via di aureolazione, lasciamo perdere, v’è già un’abbondante letteratura e cronaca che sta ad illustrarla…ma non se ne può parlare, che i fulmini davvero ti piovono addosso da ogni parte, dalla claque osannante che predica libertà di pensiero e di adorazione, ma guai a contraddirla… [ma perché poi questi moderni santoni papali continuano ad abitare quelle residenze del lusso che furono innalzate da quei papi mondani e vanagloriosi???]

  29. ritaroma scrive:

    REGINALDUS: hai dimenticato qualcosa , anche se vivono in “residenze di lusso costruite da papi mondani e vanagloriosi” (dixit), dormono però sul pavimento per riconciliare l’umanità peccatrice e fuori di testa a Dio! Come Cristo si è caricato sulle spalle (croce) i peccati dell’umanità, fanno altrettanto i PAPI in modo diverso….
    dicono che le donne sparlano….mah, noi avremmo la nomina ma altri fanno i fatti!