Lourdes, inchiesta sul mistero

Esce oggi il libro-intervista con padre René Laurentin, il più grande mariologo vivente e il più profondo conoscitore delle apparizioni di Lourdes, che ho scritto sulle apparizioni avvenute 150° anni fa nella grotta di Massabielle. Ecco qualche anticipazione uscita ieri sul Giornale e un brano dell’introduzione. Il libro s’intitola Lourdes, inchiesta sul mistero a 150 anni dalle apparizioni, Edizioni ART, pp. 170. Questa mattina padre Laurentin è a Milano, al salone Pio XII di via Sant’Antonio 5, per presentarlo.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

58 risposte a Lourdes, inchiesta sul mistero

  1. "Feynman" Andrea scrive:

    Chissà come mai quando avviene un miracolo c’è sempre qualcuno che vorrebbe mettere tutto a tacere? Capisco il non volerne fare un evento mediatico, ma perchè arrivare a negare addirittura tutto?

    Da Fisico mi vedo spesso rivolgere questa domanda: Come ti poni di fronte ai miracoli? Allora significa che le leggi della fisica che voi dite universali, universali non sono! Oppure, se effettivamente lo sono, allora il miracolo è una bufala…
    Mi sento di rispondere così: Se esistono leggi universali -e sono davvero poche in Fisica le leggi che hanno davvero un carattere universale, ma in ogni caso ci sono. Ad esempio la gravitazione e le equazioni di Maxwell per l’elettromagnetismo – esse possono essere state pensate da Dio. Se dunque Dio ne è l’artefice, non può forse Dio causare una locale variazione di queste stesse leggi? Solo chi le ha create può permettersi/permettere di violarle. Per quel che mi riguarda dunque, i miracoli non contraddicono un bel nulla, ma anzi rafforzano solo la visione di un unico Dio creatore.

    Un caro saluto, scusate la lunghezza dell’intervento ma è un argomento che mi sta molto a cuore e su cui ci sarebbe ancora molto da dire…
    Andrea Macco

  2. peccatore scrive:

    il miracolo non deve mai essere decisivo per credere, ma serve solo ad avvicinare alla fede. Ogni miracolo viene determinato dalla fede di qualcuno, anche diverso da chi ne riceve i benefici… Il mistero non consiste in una cosa che non si sa e non si deve sapere, ma in un qualcosa che si rivela attraverso un disvelamento progressivo, aperto a chi, curioso, indagando su indizi interessanti e scandalosi per le certezze dei benpensanti, si addentra in una ricerca che confida nel risultato, ma sa umilmente di poterlo conseguire soltanto come dono e non come merito. In questo senso la Sindone, il corpo incorrotto di Bernadette a Nevers, le guarigioni inspiegabili e certificate a Lourdes, i fenomeni solari, la perdita profusa di sangue degli stigmatizzati studiati dai medici nel XX secolo, Teresa Neumann e Marthe Robin, che hanno vissuto per molti decenni nutrendosi solo della santa eucaristia, pur recuperando ogni volta il peso perduto con il sangue, rimangono sfide alla ragione anche se non possono determinare in chi si imbatte nelle loro vicende una fede matura, anzi rischiando di farla scadere nel sensazionale. Tuttavia chi, da credente, non accetta il mistero e la prerogativa di Dio di potere quello che altrimenti sarebbe impossibile, rischia di scadere in un razionalismo, in un piattume e anche in una autosalvezza, in un autoattribuitosi merito umano. Terribile prospettiva di chi avrebbe in dono tutto, se si fidasse, e si ritrova un pugno di mosche in mano dopo aver preteso di fare da se stesso… E quante prediche si sprecano in questo senso…

  3. Pipìta Del Monte scrive:

    Miei nobili amici,

    è veramente consolante,da un lato, osservare che su qesto tread bnon si sia scatenato il putiferio abituale di commenti contraddittori e litigiosi. Un miracolo!!!

    D’altro canto è umiliante osservare come nessuno oggi abbia sentito il bisogno di inserire su questa pagina un post di adesione totale alla presenza della Vergine Maria nel mondo,nella nostra vita, nella vita della Chiesa.

    Consentitemi allora di elevare a Lei,alla nostra Madre la preghiera più semplice e più bella a nome di tutti:

    AVE MARIA,
    PIENA DI GRAZIA,
    IL SIGNORE E’ CONTE,
    TU SEI LA BENEDETTA FRA LE DONNE
    E BENEDETTO IL FRUTTO DEL TUO SENO,
    GESU’

    SANTA MARIA,
    MADRE DI DIO,
    PREGA PER NOI PECCATORI
    ADESSO
    E NELL’ORA DELLA NOSTRA MORTE.
    AMEN!

    (Con la segreta speranza che siate tutti d’accordo)

    Graziosi saluti

  4. Pipìta Del Monte scrive:

    Mi si passi il refuso: non intendevo affatto dire IL SIGNORE E’ CONTE bensì IL SIGNORE E’ CON TE!

    Non aveva altro da inventare Freud!

  5. ginevra scrive:

    @ Pipita
    letta approvata e regalmente sottoscritta

    ça va sans dire

    un saluto caro…ma mi preoccupa un po’ che la cara serena sia scomparsa dopo la nostra gradevole boutade mattutina
    Io ho un alibi :-D

  6. Pipìta Del Monte scrive:

    Non voglio sapere quale,cara principessa.

    Probabilmente ce l’ha anche Serena che fa capolino solo quando glielo consentono le previsioni del tempo.

    A bientot!

  7. Gianni B. scrive:

    @Pipita
    Chissà perchè, quando qualcuno di voi esprime la propria felicità per il fatto che in certi thread (come questo) manchino i “commenti litigiosi”, mi fischiano sempre le orecchie :)

  8. ginevra scrive:

    @ Gianni
    bentornato e ben trovato ;-D

  9. yochanan scrive:

    Quando pregate, dite: “Padre nostro che sei nei cieli, sia santificato il Tuo nome, venga il Tuo regno, sia fatta la Tua volontà sulla terra come nel cielo. Dacci oggi il nostro pane quotidiano. E perdona i nostri peccati come anche noi perdoniamo ogni nostro debitore e non esporci alla tentazione, ma liberaci dal maligno.

    YHWH il nostro Dio è l’unico che deve essere pregato insieme col Figlio Yeshua e nel nome di Yeshua.

    Pregare una cretura peccatrice e in attesa della resurrezione non va bene. Pentitevi e convertitevi finché siete in tempo.

    Shalom

  10. Francesco Ursino scrive:

    Ma la smetta che fa ridere…

  11. yochanan scrive:

    Può darsi, mio caro che io faccia ridere, ma voi fate proprio piangere. Non so che cosa sia meglio.
    E se il mio ultimo intervento è sbagliato, mi convinca del contrario. Si sforzi di DIMOSTRARE UNA VOLTA TANTO che alla luce del VANGELO IO HO TORTO.
    Dai, Francesco. Un minimo di impegno. O scapperai come fai sempre?

    Shalom

  12. Silvano scrive:

    Ma, scusi, “grande ammiratore di quel diabolico buffone toscano”, di fronte alle infami bestemmie di sto tal iochanan, forse giudeo NON DICE NIENTE ?????????????????????? … dov’è finita la sua solerte censura ???????????????????????

  13. Klaus scrive:

    Concordo per una volta, Silvano.

    Mi sa che alla fiera delle vanità nobilitate dai riferimenti a Fisichella, ci si inebri del vacuo per dimenticare i cardini dell’azione pedagogica del sano giornalismo cattolico.

    Che delusione!

  14. Klaus scrive:

    @ Tornielli

    Una delle possibili risposte a Yochanan potrebbe essere la seguente, da parte dei non addetti ai lavori,come me:

    Quale futuro per il cristianesimo in Occidente? La domanda non è nuova. Nel 1977 Jean Delumeau pubblicava un saggio dal titolo Il cristianesimo sta per morire? Più vicino a noi, René Rémeond, in Cristianesimo in stato di accusa (2001) osservava: “Il cristianesimo soffre oggi di una sorta di discredito”. Direi che in un certo senso questa situazione è dovuta alla natura stessa del rivestimento storico del messaggio di Gesù e della sua trasmissione nel tempo: il suo fondatore muore sulla croce; i primi apostoli non erano né pensatori né strateghi; la Chiesa ha conosciuto eresie, divisioni, scandali. È dunque inevitabile che un osservatore assennato si ponga la domanda sull’esistenza e sulla durata di un tale gruppo religioso. Quante volte si è sepolta la Chiesa: Nietzsche ha dichiarato che “il tempo delle religioni è finito; Dio è morto”. I totalitarismi dello scorso secolo non hanno detto altro. In Francia, cento anni fa, Jules Ferry, alla domanda di Jaurès sull’obiettivo profondo della sua politica, rispose: “Il mio fine? Organizzare l’umanità senza Dio”. I sociologi e alcuni pensatori si compiacevano nel descrivere il cristianesimo di domani senza gioventù, diviso, minato dal ripiegamento identitario, che soccombeva sotto i colpi d’ariete delle nuove religioni accomodanti o di forme antiche e nuove d’incredulità e di ateismo.
    È inoltre inevitabile constatare che il cuore del cristianesimo si è poco a poco spostato dal nord verso il sud. Alcune previsioni prospettano per l’anno 2025 – supponendo che il tasso delle conversioni non vari sostanzialmente – 2 miliardi 600 milioni di cristiani, di cui 663 milioni in Africa, 640 in America Latina, 555 in Europa, 460 in Asia (l’Europa è in terza posizione). Nel 2050 un quinto dei tre miliardi di cristiani sarà costituito da persone di colore non ispaniche.
    Desta indubbiamente preoccupazione il fatto che così pochi giovani occidentali abbiano un contatto regolare con le Chiese: un gran numero di bambini cresce senza aver mai aperto una Bibbia, senza conoscere i riti cristiani, senza sapere che si può pregare Dio. Bisognerebbe menzionare anche la diminuzione del numero dei sacerdoti, il calo della pratica religiosa, la difficoltà di trasmettere la fede in un linguaggio più accessibile.

    Siamo ansiosi di conoscere quale potrebbe essere quella di Fisichella o di altri addetti ai lavori.

    Sempre che le elitarie letture dantesche ne lascino loro il tempo e la voglia.

  15. Luisa scrive:

    Klaus potrebbe citare l`autore delle parole da lei riportate qui sopra? Le ho lette recentemente sul blog di Raffaella, grazie.
    Per quel che concerne il post di Yochanan, in primo luogo, le sue parole riflettono il pensiero iscritto nei testi ebrei, niente di nuovo, uno degli argomenti del resto che potrebbe e dovrebbe essere avanzato quando gli ebrei si permettono di giudicare le nostre preghiere e credono poter dar lezioni al Papa, che dapprima rileggano i loro testi e vedano di modificare certi passaggi e immagini ingiuriosi , anche la reciprocità fa parte del dialogo.
    Mi permetto infine di esprimere la mia perplessità ad Andrea Tornielli, non crede Andrea che il post no 10 avrebbe dovuto essere moderato ?

  16. Klaus scrive:

    @ Luisa

    Sono parole del cardinale Tauran.

    Quanto alla moderazione dei posts e dei treads….meglio lasciare perdere.

  17. annarita scrive:

    Chi sarebbe la creatura peccatrice di cui parla Yochanan? Forse intende la Madre di Dio?

  18. annarita scrive:

    Francesco hai letto l’intervento di don Stefano su Adamo ed Eva? :D :) ;D

  19. Francesco Ursino scrive:

    ANNARITA

    Sì sì ho letto :cool:

    Sì, Yochanan si riferisce a Maria Santissima. Ma è solo da compatire, credimi… :cool:

    Com’è andata la tua vacanza nel maniero Del Monte???

  20. Francesco Ursino scrive:

    A YOCHANAN

    Io non fuggo, ma non faccio nemmeno come lei che mi nascondo come un coniglio dietro alle parole di Gesù e le uso come bastone per dare legnate come fa lei. Lei, che sembra venerare tutto tranne che il Figlio del Dio Vivente, del quale ripeto non conosce nulla.

    Quanto al fatto che non le rispondo con “testo a fronte”, mi limito ad applicare la Scrittura.

    “Con un insensato non prolungare il discorso, non frequentare l’insipiente; guàrdati da lui, per non avere noie e per non contaminarti al suo contatto. Allontanati da lui e troverai pace, non sarai seccato dalla sua insipienza.”.

    E con questo esco definitivamente dalla sua ombra, Yochanan, e vado dove c’è un po’ più di luce.

    Saluti!

  21. annarita scrive:

    Bene, il maniero era carino, ma nulla in confronto allo splendido castello della contessa Pipìta. Purtroppo non l’ho vista, perchè era sempre a caccia di volpi, e faine, ma penso che le cercava nel posto sbagliato. :D

  22. Francesco Ursino scrive:

    Alla sua età va ancora a caccia addirittura di volpi e di faine??? Capperi, che donna!!!
    :cool:

  23. ginevra scrive:

    già…che donna??? -D

  24. Francesco Ursino scrive:

    Cara Ginevra,
    lieto di rileggerti innanzitutto!!! :cool:

    Una donna davvero particolare e creativa, un vero genio… non sei daccordo???? :D :D :D :D

  25. Gianni B. scrive:

    @Ginevra
    Grazie, altrettanto :)

    Dopo aver letto i post di Yochanan e le vostre risposte, mi convinco sempre di più che per voi cattolici sia molto migliore la convivenza con un ateo, laico, razionalista, ecc. come me, Serena o Marco Sanna (per citare i … soliti noti), piuttosto che con credenti (diciamo pure tendenti al fanatico! Ehm!) di altre religioni!!!
    Non siete d’accordo? :cool:

  26. Pipìta Del Monte scrive:

    Caro Yochoan (della vetusta famiglia dei Dell’Aringa Del Baltico,suppongo),

    il Suo commento n.12 mi ha tolto le squame dagli occhi e i tappi dalle orecchie.

    Per definirlo sono costretta,mio malgrado, a ricorrere alla casistica tracciata, dopo alquanto studio, dal caro amico prof. Petardus De Moccolis, il quale così qualifica le emissioni gassose di provenienza duodenale:

    1) emissione scoppiettante e breve(anche per quantità di olezzo);
    2) emissione alquanto più melodica della prima,ma di durata medio – prolungata;
    3)Emissione silente,ma lunghissima e devastante.

    Le sono grata per aver scelto il primo crepitante tipo per emettere il post de quo.

    Graziosi saluti.

  27. Pipìta Del Monte scrive:

    Ai nobili amici principessa Ginevra e conte Ursino,

    ebbene si, sono ormai adusa percorrere i boschi e le vallate che circondano il mio maniero con lo schioppo sulle spalle a caccia di volpi e faine che tentano spesso di devastare i miei altolocati pollai (sono stata costretta infatti a trasferirli sulle torri più alte).

    Nel tempo libero tuttavia non disdegno andare a caccia delle volpi e delle faine che si nascondono nei palazzi romani,nelle ville arcoriane(o arcorine che dir si voglia), nei loft (che dalle mie parti si chiamano ancora solai).

    Vi sarei grata, miei cari amici, se mi forniste di volta in volta degli indizi, che potrebbero sfuggirmi a causa del calo della mia vista.

    A bientot.

  28. ginevra scrive:

    @ Gianni…
    molto milgiore assai di gran lunga..a propostito….
    non ti eri proposto :-D

    @ ciao Franciiiii
    quando dici tu mi vieni a trovare e chiacchieriamo.

  29. Eufemia Budicin scrive:

    Belle battute di caccia si possono fare in Umbria, che sta soppiantando la Toscana per quantità di incubatrici e pollai con relativa transumanza di volpi e faine. Possiamo organizzare un rendez-vous? Cordiali saluti.

  30. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissima contessa Eufemia,

    ha avvistato della cacciagione domenica scorsa nei dintorni di Spello?

    Io ho avuto l’impressione si trattasse di polli da batteria.

  31. yochanan scrive:

    Certo che il livello delle risposte cattoliche è sempre lo stesso: lo squallore di chi non sa nemmeno in che cosa crede.

    Quanto a Miriam, non è madre di Dio e nei vangeli è scritto che era una peccatrice, basta saper leggere. (Lc 2 e Lev 5)

    Siete voi preferite il tanfo di morte delle vostre tradizioni al frofumo della vita eterna che è solo in Yeshua, il Mashiach di Israele e del mondo intero.
    [Tanto per fare capire alle false pepite d'oro (trattasi invece di agglomerato di forma cilindrica di cellule epiteliali gastro-entero-coliche e fibre) che io sono un seguace del Messia e non un Giudeo ortodosso].

    Ma naturalmente non leggete, non leggete, non leggete e non volte capire. Pazienza, io sono abituato ad essere in minoranza. Poi non lamentatevi che l’Italia va male…….

    Shalom

  32. yochanan scrive:

    Caro Ursino,
    non ho trovato nella bibbia il passo che lei ha citato: “Con un insensato non prolungare il discorso, non frequentare l’insipiente; guàrdati da lui, per non avere noie e per non contaminarti al suo contatto. Allontanati da lui e troverai pace, non sarai seccato dalla sua insipienza”.

    Non è che per caso fa parte di qualche libro deuterocanonico, tipo la sapienza? Nel qual caso non sarebbe Scrittura di Dio ma solo di uomo.

    La prego, mi faccia sapere. Le sarei molto grato se lo facesse. Io imparo ogni volta da tutti voi.

    Shalom

  33. Francesco Ursino scrive:

    Le sue accuse contro la verginità di Maria non hanno alcun fondamento biblico… . I Protestanti la rifiutano e basta, ma senza prove. Anche perché non ve ne sono per dimostrarlo.

    Tecnicamente, la Scrittura è di uomo, cioè è stata scritta da uomini pieni dello Spirito di Dio che li ha ispirati.

    Il libro che non trova, semplicemente perché i protestanti hanno una versione “personalizzata” che non contraddica il loro arbitrario diritto a stabilire cosa è Parola di Dio e cosa no, è il Siracide… una vera perla di saggezza!

    Auguri.

  34. annarita scrive:

    Scusi Yochanan, ma che vangeli possiede lei? quelli scritti di proprio pugno? Innanzi tutto nei vangeli Maria viene descritta la piena di grazia(leggere in san Luca il saluto dell’arcangelo Gabriele), poi viene anche detta “madre del mio Signore” dalla cugina S.Elisabetta, se non bastasse persino Gesù la chiama madre sua(si sarà sbagliato?), chi dunque c’era nella grotta di Betlemme a far nascere nostro signore? Bisognerà chiarire quali vangeli sono gli originali: i suoi o quelli tramandati dalla Chiesa? La Maria peccatrice di cui parla lei può essere la Maddalena, ma anche lei comunque è diventata santa. La smetta pertanto di bestemmiare la Madre di Dio, l’unica creatura preservata dal peccato, perchè lei offende anche noi cattolici che ci riteniamo suoi figli e specialmente offende Dio, che l’ha scelta come Madre.

  35. Klaus scrive:

    Lei, Yochoan,

    se è ebreo o TdG o Evangelista, dica pure le sue ragioni senza offendere la nostra fede, che presto peraltro( la notizia è di stamane sull’Osservatore Romano) annovererà un altro dogma proclamato dal Sommo Pontefice: MARIA SANTISSIMA CORREDENTRICE ( in questo senso si sta muovendo per promuovere la necessaria azione pontificia un qualificatissimo gruppo di cardinali).

    Ci consenta di avere maggiore rispetto verso quersti ultimi e la loro sapienza che non verso le sue sciocche e vane considerazioni!

  36. Francesco Ursino scrive:

    perfetta verginita’ di maria

    tratto da una trasmissione dell’apologeta Giampaolo Barra tenuta su Radio Maria

    Affrontiamo un altro argomento utilizzato dai contestatori della dottrina cattolica per negare una verità di fede: la perpetua verginità di Maria.

    Che cosa insegna la nostra fede su questo punto? Il Catechismo della Chiesa Cattolica, al punto n. 501, dice testualmente: “Gesù è l’unico Figlio di Maria”. Dunque, stando alla dottrina cattolica così ben sintetizzata nel Catechismo, Gesù no ha avuto fratelli e sorelle e questo corrisponde perfettamente, e doverosamente, al dogma della perpetua verginità di Maria.

    Questa verità di fede cattolica non è condivisa, anzi è contestata dai Protestanti e dai Testimoni di Geova. Come è possibile –questo è il succo della contestazione – credere nella perpetua verginità di Maria se il Vangelo parla esplicitamente dei fratelli di Gesù?

    In effetti, se stiamo bene attenti, è vero che i Vangeli parlano dei fratelli di Gesù.

    (Se volete approfondire l’argomento potete guardare “I fratelli e le sorelle di Gesù”)

    Sentiamo san Matteo: “non è Egli (Gesù) forse il figlio del carpentiere? Sua Madre non si chiama Maria? E i suoi fratelli Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda? E le sue sorelle non sono tutte tra noi?” (13,55-56)

    Il Vangelo di Matteo, come abbiamo potuto ascoltare, non solo parla dei fratelli di Gesù, ma ci fornisce anche i loro nomi: Giacomo, Giuseppe, Simone e Giuda.

    Sentiamo san Marco: “Non è costui il carpentiere, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Joses (Giuseppe), di Giuda e di Simone?” (6,3). Anche san Marco concorda con san Matteo nel dire che Gesù aveva dei fratelli e ci fornisce i loro nomi.

    Anche nel Vangelo di san Luca si parla di fratelli del Signore: “Un giorno andarono a trovarlo la madre e i fratelli, ma non poterono avvicinarlo a causa della folla” (8,19)

    E, infine, il quarto Vangelo, quello di san Giovanni: “Dopo questo fatto discese (Gesù) a Cafarnao insieme con sua Madre, i fratelli e i discepoli” (2,12).

    E, non solo i Vangeli, ma anche nel libro degli Atti degli apostoli troviamo un accenno ai fratelli di Gesù: “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù, e con i fratelli di lui” (1,14).

    Ora, questa insistenza della Parola di Dio sui “fratelli” di Gesù sembra mettere noi cattolici spalle al muro e sembra dare man forte alle contestazioni di Protestanti e Testimoni di Geova. Torna alla mente la solita domanda, cavallo di battaglia di tutte le contestazioni: se i Vangeli parlano dei “fratelli” di Gesù, come possiamo noi cattolici credere al dogma della perpetua verginità di Maria?

    Badate bene che la questione sollevata da questa domanda è delicatissima e implica conseguenze addirittura mortali per la fede cattolica. Infatti, se la perpetua verginità di Maria, che è verità dogmatica, non ha fondamento biblico, allora vuol dire che la Chiesa ha sbagliato, ha annunciato una “presunta verità”; ma questo comporta il dover ammettere che la Chiesa può insegnare l’errore, non è infallibile. Capite bene che, di questo passo, si corre il rischio di minare irrimediabilmente la credibilità della Chiesa cattolica e della fede cattolica.

    Prima di disarmare, noi cattolici dobbiamo almeno tentare di far fronte e rispondere a queste osservazioni, anzi: a queste vere e proprie contestazioni. E come è nostra abitudine, vogliamo approfondire bene il discorso e vedremo – al termine di questa conversazione – che noi cattolici possiamo tranquillamente, e con piena ragione, continuare a credere nella perpetua verginità di Maria, con buona pace di tutti i contestatori di ieri e di oggi.

    Veniamo subito alla prima osservazione. Leggendo il Vangelo, non ci deve sfuggire un particolare estremamente significativo. Avete notato che nel Vangelo si parla sempre ed esclusivamente di “fratelli” di Gesù, ma che questi fratelli di Gesù non sono mai chiamati “figli di Maria” ?

    Badate bene: soltanto Gesù viene chiamato “figlio di Maria”, i suoi fratelli no. E anche Maria è sempre chiamata la “Madre di Gesù” e mai viene detta madre dei suoi fratelli.

    Non è un particolare di poco conto. Se stiamo attenti al modo con il quale san Luca racconta, negli Atti degli Apostoli, il brano che abbiamo letto prima, possiamo fare una osservazione interessante. San Luca scrive: “Tutti questi erano assidui e concordi nella preghiera , insieme con alcune donne e con Maria, la Madre di Gesù, e con i fratelli di lui” (1,14).

    A noi sorge spontanea una considerazione: se quei fratelli di Gesù fossero stati veramente figli della Madonna, san Luca avrebbe dovuto scrivere, molto più correttamente: “C’era Maria, Madre di Gesù con gli altri suoi figli”. Invece no: san Luca non dice, non vuole dire che Maria è anche la madre dei “fratelli “ di Gesù.

    Naturalmente, questo è solo un primo indizio, un particolare certamente interessante, che non deve sfuggire a chi sa leggere bene la Bibbia: ma si tratta di un indizio che ci introduce ad una riflessione più profonda.

    Proseguiamo. Come abbiamo ascoltato, i Vangeli ci hanno conservato i nomi dei fratelli di Gesù: Giacomo, Giuseppe (Joses) , Giuda (non il traditore) e Simone.

    Non solo: i Vangeli sono così ricchi di informazioni che ci dicono anche chi era la loro madre e ci fanno sapere che la madre dei “fratelli” di Gesù si chiamava anch’essa Maria, ma non era la Madonna. Era un’altra Maria.

    Ascoltiamo con attenzione il Vangelo di san Matteo nel capitolo che racconta i fatti del Venerdì santo. Siamo sul monte Calvario, subito dopo la morte di Gesù in Croce. Scrive san Matteo: “C’erano là molte donne che osservavano da lontano: quelle stesse che dalla Galilea avevano seguito Gesù per servirlo. Tra esse, c’era Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo e Giuseppe, e la madre dei figli di Zebedeo” (27,55.56)

    Attenti bene: per san Matteo, in quel tragico Venerdì santo, c’era sul Calvario una donna di nome Maria che era madre di Giacomo e Giuseppe, cioè era la madre di due dei “fratelli” di Gesù. Domandiamoci: questa Maria era forse la Madonna? Rispondiamo con sicurezza: no, non era la Madonna. Era la madre di due dei “fratelli” di Gesù, ma non era la Madonna.

    Da dove nasce questa sicurezza? Nasce dal fatto che solo qualche versetto più avanti, proprio per distinguerla dalla Madonna, san Matteo la chiama per ben due volte “l’altra Maria”.

    E ci dice che questa “altra Maria”, insieme a Maria di Magdala, assistette alla sepoltura di Gesù (27,61) e poi, il giorno dopo il sabato, sempre insieme a Maria di Magdala, andò al sepolcro (28,1) e ascoltò quelle famose parole dall’angelo: “So che cercate Gesù il crocifisso. Non è qui. È risorto”.

    Come vedete, la verità cattolica comincia ad avere fondamenti biblici e, parallelamente, le contestazioni, che ci sembravano a prima vista così sicure, cominciano a scricchiolare. Ora, diamo un colpetto e le facciamo scricchiolare e cascare del tutto.

    Siamo propri sicuri che “l’altra Maria”, di cui parla san Matteo, non sia la Madonna ma proprio la madre di Giacomo e Giuseppe, cioè di due “fratelli” di Gesù?

    Si, siamo sicuri perché lo afferma esplicitamente San Marco nel suo Vangelo. San Marco prima conferma quello che ha detto san Matteo: “C’erano là alcune donne che osservavano da distanza, tra le altre: Maria di Magdala, Maria madre di Giacomo il minore e di Giuseppe, e Salome, le quali lo seguivano e lo servivano, etc etc.” (15,40-41).

    Poi – e la cosa ci interessa particolarmente – san Marco ci spiega che “l’altra Maria” che andò al sepolcro non era la Madonna ma era la madre dei “fratelli” di Gesù. Sentiamolo: “Passato il sabato, Maria di Magdala, Maria di Giacomo e Salome, comprarono oli aromatici per andare a imbalsamare Gesù”; (Mc 16,1) quindi conferma l’episodio dell’incontro con l’angelo al sepolcro.

    Dunque Marco dice chiaramente che quella donna che andò al sepolcro con la Maddalena e che Matteo chiama “l’altra Maria” era proprio Maria madre di Giacomo, di uno dei fratelli di Gesù.

    Le nostre informazioni, leggendo bene i Vangeli, si stanno arricchendo e ci dicono che almeno due dei “fratelli” di Gesù, Giacomo e Giuseppe, non hanno la stessa Madre di Gesù. Il vangelo li chiama “fratelli” di Gesù ma non hanno la stessa Madre. Possiamo lecitamente pensare la stessa cosa anche per gli altri due.

    Proseguiamo. Giovanni ci offre qualche altro particolare interessante per identificare bene quella donna che Matteo chiama “l’altra Maria”. Scrive: “Presso la croce di Gesù stavano sua Madre e la sorella di lei, Maria di Cleofa, e Maria di Magdala” (Gv. 19,25)

    Per san Giovanni, ai piedi della croce di Gesù stavano, insieme ad altre persone, almeno tre donne che portavano lo stesso nome Maria: una era la Madonna, un’altra era Maria di Cleofa (che cosa vuol dire “di Cleofa” ? vuol dire che era o moglie o figlia di Cleofa) e poi c’era la Maddalena.

    San Giovanni ci fa sapere che quella donna che san Matteo chiama “l’altra Maria”, che san Marco dice essere la madre di Giacomo, era Maria di Cleofa.

    San Matteo e san Marco ci dicono che quest’altra Maria, Maria di Cleofa, era la madre di Giacomo e Giuseppe.

    Attenti bene, perché abbiamo un’altra informazione da aggiungere a quelle che sono già in nostro possesso. Questo Giacomo, nell’elenco degli Apostoli è sempre chiamato figlio di Alfeo.

    Sommando tutte queste informazioni, ci risulta, da un’attenta lettura del Vangelo, che almeno due dei “fratelli” del Signore, Giacomo e Giuseppe, avevano per madre una donna di nome Maria, che non era la Madonna, e per padre un uomo di nome Alfeo. Avevano dunque genitori diversi da quelli di Gesù; eppure sono chiamati “fratelli” di Gesù.

    A questo punto, sembra esser giunto il momento di domandarci: perché sono chiamati “fratelli” di Gesù?

    La risposta è piuttosto semplice. Dobbiamo ricordare che nella lingua ebraica il termine “fratello” aveva un significato più ampio di quello che gli attribuiamo oggi; poteva indicare, infatti, anche cugino, nipote, parente molto vicino.

    La parola “fratello” nella Bibbia non indica sempre e soltanto “fratello di sangue”, ma anche cugino, parente prossimo.

    Abbiamo le prove di quello che stiamo dicendo. Nel libro del Genesi, per esempio, si parla di Lot e ci viene detto che Lot era “fratello di Abramo”. E’ lo stesso Abramo che chiama Lot suo “fratello”. Sentiamo: “Abramo disse a Lot: non ci sia discordia tra me e te, tra i miei pastori e i tuoi, perché noi siamo fratelli.” (Gn. 13,8)

    Dunque, Lot è “fratello” di Abramo. però, lo stesso libro del Genesi ci dice anche che Lot era figlio del fratello di Abramo, che si chiamava Haran (Gn 11, 27). Dunque Abramo chiama “fratello” Lot, ma questi in realtà era suo nipote.

    Nella Bibbia c’è un altro esempio, ancora più chiaro e ci è raccontato nel Primo Libro delle Cronache. Qui ci viene detto che Eleazaro e Kish erano entrambi figli di Macli, dunque erano fratelli carnali. Poi si aggiunge: “Eleazaro morì senza figli; ebbe solo figlie. I figli di Kish, loro fratelli, le sposarono” (1 Cr. 23,21-23)

    Come si vede, la Bibbia chiama i figli di Kish “fratelli” delle figlie di Eleazaro, che poi sposarono, ma in realtà erano cugini di queste ragazze.

    Questo si spiega solo se ricordiamo che in ebraico “fratello” può voler dire anche cugino, nipote o parente in generale.

    Dunque, visto che i Vangeli ci parlano dei “fratelli” di Gesù, considerato che ci danno i nomi dei fratelli di Gesù, osservato che ci dicono anche il nome della loro madre, che non era la Madonna, e perfino del loro padre, che non era Giuseppe, possiamo concludere che le contestazioni al dogma della perpetua verginità di Maria, basate sulla parola “fratello”, non hanno fondamento biblico.

    E con questo, noi cattolici possiamo star tranquilli. Ci vuol bene latro per minare la credibilità della nostra fede.

    Risolto questo problema, veniamo ad osservare come, interpretando malamente la Bibbia, Protestanti e Testimoni di Geova accampano altre scuse per negare la perpetua verginità di Maria.

    San Matteo scrive che Giuseppe non conobbe Maria, nel senso biblico del termine, cioè non ebbe relazioni coniugali con Lei, finchè non partorì Gesù (Mt 1,25). E leggendo malamente san Matteo, Testimoni di Geova e Protestanti sostengono che, se Matteo parla in questo modo, ciò vuol dire che “dopo” il parto di Gesù, Maria e Giuseppe vissero come tutti gli sposi. Lo dimostrerebbe quel “finché”.

    Come rispondiamo noi cattolici a questa osservazione?

    In primo luogo: San Matteo non ci dice che cosa avvenne dopo il parto di Gesù, ma si limita a dire che Maria era vergine al momento del concepimento e al momento del parto. Matteo vuol parlare unicamente del concepimento e del parto verginale di Gesù, non di altro.

    Tanto è vero che – lo abbiamo visto – quando Matteo ci dice i nomi dei fratelli di Gesù, ci dice anche la loro madre non era la Madonna.

    In secondo luogo: il “finchè”, nell’uso della Bibbia, nega un’azione per il tempo passato, ma non implica che questa azione sia stata compiuta in seguito.

    Facciamo due esempi. Il primo: nel Salmo 110, Dio invita il Messia alla sua destra “finché” pone i nemici a sgabello dei suoi piedi. Questo “finché” non significa che dopo il Messia non starà più alla destra di Dio.

    Il secondo esempio: alla fine del capitolo 28 del Vangelo di San Matteo, Gesù affida alla Chiesa la missione di evangelizzare tutto il mondo e conclude con queste parole: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo”.

    Questo “fino alla fine del mondo”, questo “finchè il mondo esiste” non implica che dopo Gesù sarà più con i suoi discepoli. Dice soltanto che sarà sempre con loro nell’opera di evangelizzazione.

    Come vedete, cari amici, anche a questa obiezione si può rispondere esaurientemente. Anche in questo caso, possiamo dire che ci vuole ben altro per minare la verità evangelica e dogmatica della perpetua verginità di Maria.

    Esaminiamo ora brevemente un’altra contestazione della perpetua verginità di Maria. Contestazione che può essere formulata in questo modo: siccome Gesù è chiamato “Figlio primogenito”, questo vuol dire che, dopo di Lui, ci fu un figlio secondogenito, un terzo, un quarto etc. Quindi la Madonna non sarebbe stata sempre vergine, ma ebbe altri figli.

    Come rispondiamo noi cattolici? Cominciamo col dire che nelle culture di tutti i popoli “primogenito” vuol dire “primo nato”. E vuol dire “primo nato” sia che dopo di lui ci siano stati altri, sia che fosse figlio unico.

    Inoltre, dobbiamo sapere che presso gli ebrei, il primo nato era sempre chiamato “primogenito”, anche se dopo di lui non arrivavano fratelli e sorelle.

    Qui la storia ci dà una bella mano. Recentemente è stata scoperta, in un cimitero ebraico, una iscrizione che risale proprio all’epoca appena precedente la nascita di Gesù. In questa iscrizione si legge di una madre, di nome Arsinoe, morta dopo avere dato alla luce il suo primo figlio. Ecco che cosa leggiamo testualmente: “Nei dolori del parto del mio primogenito la sorte mi condusse al termine della vita”.

    Come si può facilmente capire, quel bambino non ebbe altri fratelli, visto che la mamma era morta proprio mentre lo partoriva. Eppure quel bambino è chiamato “primogenito” . Questo dimostra che nella cultura ebraica del tempo di Gesù la qualifica di primogenito non implica necessariamente che vi siano altri fratelli.

    La contestazione alla perpetua verginità di Maria basata sull’uso del termine “primogenito” è così smontata.

    Bene. Molte altre cose ci sarebbero da dire. A noi può bastare, per adesso, la consolazione che la dottrina cattolica sulla perpetua verginità di Maria ha solidissime basi bibliche e non è certamente scalfita dalle critiche.

    Ma, proprio perché siamo cattolici, vogliamo concludere questa conversazione affidando a Maria, la Madre di Gesù, vero Dio e vero uomo, non solo noi stessi, ma specialmente coloro che, magari in buona fede, magari perché sono sprovveduti o forse perché non conoscono la Parola di Dio, contestano la venerazione di Maria.

    Chiediamo Maria che predisponga la loro mente a conoscere la verità sulla Madre di Dio e il loro cuore ad aprirsi all’amore veramente materno della nostra Mamma che è nei Cieli.

  37. annarita scrive:

    caspita Francesco, ti è venuta la don Stefanite? :D AH! :D AH! :D AH!

  38. donstefanobellunato scrive:

    Bravo Francesco! Bravo!
    Plaudo! Plaudo!
    Finalmente un po’ di dottrina.:)

  39. donstefanobellunato scrive:

    Visto che per ora, a parte yochanan, i commenti sono abbastanza tranquilli, metto un po’ di sale ringraziando Tornielli anche per aver riportato sul suo libro (lo comprerò il prima possibile) quest’episodio interessante che getta luce sui metodi tristi usati da certi, non tutti grazie a Dio, “menti libere” per screditare “gli inganni della Chiesa”:

    “…Tornielli ha spiegato a ZENIT che “non è stato facile per Lourdes affermarsi nella Francia dell’Ottocento, dove l’anticlericalismo era di casa. Fin da subito le apparizioni furono al centro di attacchi, critiche, tentativi di confutazione”.

    Nel libro padre Laurentin racconta di come dopo le primissime apparizioni, ci fu chi ipotizzò che la “bella signora” vista da Bernadette fosse in realtà l’avvenente moglie del farmacista locale che aveva avuto un appuntamento clandestino con un ufficiale di cavalleria proprio nella grotta, e che si era vista costretta a “fare la Madonna”, per confondere le acque ingannando la ragazzina che l’aveva colta in flagrante adulterio.

    La povera signora che secondo la fantasiosa ricostruzione avrebbe scelto come alcova una gelida grotta piena di immondizie, quell’11 febbraio era davvero a letto, ma a casa sua, dato che aveva partorito da appena due giorni il suo quinto bebè.

    Lei stessa denuncerà e farà condannare i diffamatori, che su questa calunnia avevano scritto fiumi d’inchiostro per screditare Lourdes.

    Tornielli rileva che anche il noto scrittore Émile Zola cercò di far passare “la povera Bernadette come una misera vittima dell’isteria e della malnutrizione”.

    Giunto a Lourdes nel 1892, Zola ebbe la ventura di assistere a due guarigioni istantanee, che racconterà nel suo romanzo, intitolato “Lourdes”, sostenendo però che “le due miracolate erano morte di lì a poco e che dunque la presunta guarigione era stata breve e soprattutto illusoria”.

    “Peccato – ha rilevato Tornelli – che una delle due donne guarite non si arrese e continuò a protestare sui giornali dicendosi viva e vegeta”.

    “Pur di screditare Lourdes – ha raccontato Laurentin –, Zola arrivò al punto da andarla a trovare per offrirle del denaro in cambio del suo silenzio. Storie meschine, sulle quali la storia, quella vera, ha avuto la meglio”, ha commentato Tornielli….”

    Zola, spirito libero, che tristezza, hai toppato pure tu.
    Ma Zola non era quello del “J’accuse…”? Avrebbe fatto meglio a scrivere il “J’abuse…”, o almeno un più umano “J’m’excuse…”. Ci avrebbe almeno guadagnato in simpatia.

  40. Gianni B. scrive:

    Ciò che può essere affermato senza prova
    può essere negato senza prova

    EUCLIDE 3° secolo avanti cristo

  41. annarita scrive:

    Dunque caro don Stefano attendiamo due spaginate di prove!
    ANNARITA 21° secolo dopo Cristo. :D

  42. Gianni B. scrive:

    Carl Sagan
    Il mondo infestato dai démoni. La scienza e il nuovo oscurantismo,
    Baldini & Castoldi 1997, (cap. 10, pp. 216-239):

    «Nel mio garage c’è un drago che sputa fuoco». Supponiamo (sto seguendo un approccio di terapia di gruppo praticato dallo psicologo Richard Franklin) che io vi dica seriamente una cosa del genere. Senza dubbio voi vorreste verificarla, vedere il drago con i vostri occhi. Nel corso dei secoli ci sono state innumerevoli storie di draghi, ma nessuna vera prova. Che opportunità fantastica!
    «Ce lo mostri», mi dite. Vi conduco nel mio garage. Voi guardate e vedete una scala, dei barattoli vuoti, un vecchio triciclo, ma nessun drago. «Dov’è il drago?» chiedete. «Ah, è proprio qui», vi rispondo, facendo dei cenni vaghi. «Dimenticavo di dirvi che è un drago invisibile». Voi proponete di spargere della farina sul pavimento del garage per renderne visibili le orme. «Buona idea», dico io, «ma questo è un drago che si libra in aria». Allora proponete di usare dei sensori infrarossi per scoprire il suo fuoco invisibile. «Idea eccellente, se non fosse che il fuoco invisibile è anche privo di calore». Voi proponete allora di dipingere il drago con della vernice spray per renderlo visibile.
    «Purtroppo, però, è un drago incorporeo e la vernice non fa presa su di lui». E così via. A ogni prova fisica che voi proponete, io ribatto adducendo una speciale spiegazione del perché essa non funzionerà.
    Ora, qual è la differenza fra un drago volante invisibile, incorporeo, che sputa un fuoco privo di calore e un drago inesistente? Che senso ha la mia asserzione dell’esistenza del drago se non esiste alcun modo per invalidarla, alcun esperimento concepibile per confutarla? Il fatto che non si possa dimostrare che la mia ipotesi è falsa non equivale certo a dimostrare che è vera. Le affermazioni che non possono essere sottoposte al test dell’esperienza, le asserzioni non «falsificabili», non hanno alcun valore di verità, per quanto possano ispirarci o stimolare il nostro senso del meraviglioso. Quello che io vi chiedo, dicendovi che nel mio garage c’è un drago, è in pratica di credermi sulla parola, in assenza di alcuna prova.
    L’unica cosa che voi avete realmente appreso dalla mia affermazione che nel mio garage c’è un drago è che c’è qualcosa di strano nella mia testa. In assenza di alcuna prova fisica, voi vi chiederete che cosa mi abbia convinto. Penserete certamente alla possibilità che io abbia fatto un sogno o abbia avuto un’allucinazione. Ma allora, perché sto prendendo tanto sul serio la mia idea? Forse ho bisogno di aiuto. Come minimo, può darsi che io abbia gravemente sottovalutato la fallibilità umana.
    Immaginiamo che, benché nessuno dei test dia esito positivo, voi vogliate rimanere scrupolosamente aperti a qualsiasi possibilità. Perciò non rifiutate decisamente la nozione che nel mio garage ci sia un drago che sputa fiamme, ma adottate semplicemente una posizione di attesa sospendendo il giudizio. Le prove esistenti sono fortemente contrarie all’ipotesi del drago, ma se ne emergeranno altre voi siete pronti a esaminarle e a vedere se vi convincono. Senza dubbio non sarebbe bello se io mi offendessi perché non mi credete; o se vi criticassi accusandovi di essere noiosi e privi di immaginazione, semplicemente per avere espresso il giudizio di «non dimostrato».
    Immaginiamo che il responso dell’esperienza fosse stato diverso. Il drago è invisibile, va bene, ma lascia delle impronte sulla farina. Il rivelatore nell’infrarosso segnala che esso emana calore. La vernice spray permette di vedere una cresta dentellata che danza in aria. Per quanto scettici possiate essere stati in precedenza sull’esistenza dei draghi – per non parlare dei draghi invisibili – ora dovete riconoscere che qui c’è qualcosa e che ciò che si osserva sembra conciliarsi con un drago invisibile che sputa fuoco.
    Consideriamo ora un altro scenario. Supponiamo che a sostenere la strana idea dell’esistenza dei draghi non ci sia solo io. Supponiamo che anche vari altri vostri conoscenti – tra cui persone che non si conoscono certamente fra loro – vi dicano di avere dei draghi nei loro garage, ma che in ogni caso le prove siano terribilmente elusive. Tutti noi ammettiamo che ci dà fastidio dover credere a una convinzione tanto strana e così mal sostenuta da prove fisiche. Nessuno di noi è pazzo. Noi ci chiediamo che senso avrebbe se in tutto il mondo dei draghi invisibili fossero effettivamente nascosti nei nostri garage, con tutti noi a crederci. Io penso che non sia così. Ma se tutti quei miti antichi dell’Europa e della Cina, dopo tutto, non fossero solo dei miti…
    Meno male che adesso c’è chi dice di aver visto delle impronte nella farina. Quelle impronte, però, non si producono mai alla presenza di persone scettiche. Si presenta allora una spiegazione alternativa: a un attento esame appare chiaro che le orme potrebbero essere una contraffazione. Un altro entusiasta dei draghi si presenta con un dito bruciato e lo attribuisce a una rara manifestazione fisica del respiro infuocato del drago. Anche questa volta, però, ci sono altre possibilità. È chiaro che per scottarsi le dita non occorre esporle all’alito infuocato di un drago invisibile. Tali «prove» – per quanto importanti possano considerarle i fautori dei draghi – non sono affatto conclusive. Ancora una volta, l’unico approccio ragionevole consiste nel rifiutare provvisoriamente l’ipotesi dei draghi, nell’essere disponibili a valutare futuri dati fisici che dovessero presentarsi, e nel chiedersi per quale motivo un così gran numero di persone sobrie e sane di mente condividano la stessa strana illusione.

  43. annarita scrive:

    Come dire, che il pensiero non esiste, perchè non è visibile, misurabile, palpabile! Comunque se parli degli eventi straordinari o miracolosi, riconosciuti dalla Chiesa(es Lourdes), prima che la Chiesa si pronunci deve avere delle prove concrete, delle testimonianze attendibili, delle prove scientifiche, che attestino, che il fatto è verificabile, ma non è comunque spiegabile, con la ragione umana o con le conoscenze scientifiche, es: guarigioni improvvise, attestate da medici. Dopo più di 20 anni la Chiesa non ha ancora constatato il soprannaturale a Medjugori, nonostante la grande devozione di tanti fedeli e nonostante testimonianze favorevoli, ciò penso stia a significare, che la Chiesa non approfitta della possibile immaginazione di alcuni fedeli, ma vuole essere certa che il fatto avvenga. Cordiali saluti. Caro Gianni B. ti ho dato del tu, va bene?

  44. Francesco Ursino scrive:

    Cara Annarita e Don Stefano,

    il merito va senza dubbio a Giampaolo Barra… :) Io cmq ho cercato e cercato, mica si può tacere quando insultano la nostra Mamma Celeste… . E poi, forse, avrei detto le stesse cose ma con meno professionalità :cool:

    Buona notte!

  45. Franco Gonfi scrive:

    A Lourdes in questi anni sono andati circa 300 milioni di pellegrini.
    Di questi circa 20 milioni erano malati gravi.
    La Chiesa ha accertato esattamente 66 miracoli avvenuti.
    La percentuale è di circa 1 su 300.000.
    La percentuale di remissione spontanea dal cancro è di circa 1 su 10.000.
    Conclusione: la Madonna di Lourdes è veramente miracolosa nel senso che è circa 30 volte più difficile guarire visitandola che rimanendo a casa.

  46. Andrea Tornielli scrive:

    Al sig. Gonfi vorrei dire che le statistiche sulle remissioni spontanee non credo riguardino guarigioni AVVENUTE ISTANTANEAMENTE, come nel caso di quelle certificate come miracolo dopo che la scienza le la definite inspiegabili.
    at

  47. Davide B. scrive:

    Chissà se il Sig. Sanna riuscirà a ribattere “razionalmente” a questo dato di fatto sulle guarigioni immediate all’apparenza inoppugnabile!

  48. yochanan scrive:

    Caro Francesco, rispondo al suo intervento del 15.02.08, ore 9.43.
    Fra le amenità che lei dice la prima: “Le sue accuse contro la verginità di Maria non hanno alcun fondamento biblico… . I Protestanti la rifiutano e basta, ma senza prove. Anche perché non ve ne sono per dimostrarlo.

    Non c’è che dire, la sua logica è proprio dell’altro mondo. In realtà la Scrittura, come vedrà, dimostra il contrario. E poi aggiunge: ….. Il libro che non trova, semplicemente perché i protestanti hanno una versione “personalizzata” che non contraddica il loro arbitrario diritto a stabilire cosa è Parola di Dio e cosa no, è il Siracide… una vera perla di saggezza!

    Che la saggezza si possa trovare anche fuori della bibbia è noto, ma la saggezza di YHWH, quella superiore, quella di cui l’uomo non può fare a meno è solo e interamente nella Sua Parola. La Sua Parola oggi è formata dal Tanakh (il vostro AT) e dal B’rit Hadashah (il vostro NT). Il problema è che il Siracide non fa parte né del primo né del secondo. Sono stati i vostri teologi da strapazzo ad averlo inserito nel vostro canone al concilio di Trento (se non sbaglio) insieme con altri libri tipo Tobia, Giuditta, Ester greco, Maccabei I e II. Ma questo è un doppio errore. Avete osato modificare il Tanakh che era già chiuso e che era stato affidato solo al popolo di Israele (Romani 3 e 9) e che lo stesso Yeshua e i suoi Talmidim (discepoli) avevano considerato completo. In più questi libri contraddicono apertamente altre parti della scrittura e contengono anche errori macroscopici non solo di fede e dottrina ma persino geografici. Questo dimostra che non sono Parola di YHWH. Come se non bastasse, per esempio, avete scelto fra le due versioni di Ester, quella greca. La leggenda, fra voi Gentili, narra che il libro di Ester non contenga il nome di YHWH. Invece nell’Ester Ebraico il nome di YHWH c’è eccome, in ben 5 passi. Ulteriore dimostrazione che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Potrei andare avanti, ma è meglio non infierire.
    Shalom

  49. yochanan scrive:

    Cara Annarita, io possiedo gli stessi tuoi Evangeli, ma non estraggo un versetto dal contesto per fargli dire quello che mi comoda, come fanno i vostri teologi con i passi che lei cita o col famoso “tu sei Pietro”.
    La traduzione piena di grazia della parola kekaritomene è sbagliata (volutamente) nella bibbie cattoliche e lo sanno tutti. Si tratta infatti di un participio passato: in altre parole l’angelo dice: Ave Miryam, graziata dal Signore (già dire riempita di grazia non è corretto)…. In altre parole Miryam ha ricevuto la grazia, il perdono di Dio, ma non è piena di grazia né ha doti sue che la possano rendere speciale rispetto ad altri, tanto è vero che nella lettera agli Ebrei messianici Miryam non è nemmeno citata quale esempio di fede a differenza di Sara e Rahab (una prostituta). Quanto al saluto di ‘Elishebah l’espressione utilizza il linguaggio apparente, cioè si riferisce a Yeshua come Signore, poiché Egli è il Mashiach, ma non nel senso di YHWH. Devi sempre pensare che era una donna ebrea e non una “cristiana” gentile come sei tu, a 2000 anni di distanza. In altre parole in Miryam il Logos (la ragione di tutto) si è fatto carne, ma ella non è stata Sua madre più di quanto Yosef ne sia stato il padre. Ella lo ha portato in grembo per 9 mesi, lo ha partorito e allattato. Miryam è stata solo madre (apparente) di Yeshua uomo. Quanto al fatto che Miryam non fosse esente dal peccato è dimostrato dai passi che ho già citato nel mio precedente intervento, che evidentemente non hai letto, che dimostrano come ella abbia portato l’offerta per il peccato al sacerdote in occasione della presentazione al tempio di Yeshua, secondo la legge di Moshe. Inoltre, circa 60 anni dopo questi fatti quando Sha’ul scrive ai Romani messianici afferma che TUTTI hanno peccato e sono privi della gloria di Dio. Sha’ul conosceva bene il Tanakh, gli altri apostoli e anche Miryam. Lo stesso dicasi del Vangelo di Yochanan a cui Miryam fu affidata da Yeshua sulla croce, il quale circa 80 anni dopo la nascita di Yeshua e 50 anni dopo la Sua morte e resurrezione trascura totalmente la figura di Miryam. Arriva a scrivere addirittura che solo Yeshua è disceso e salito in Cielo, dimostrando (ancora una volta) che anche il dogma dell’assunzione è una bufala.
    La morale è che dovete smetterla di fare a pezzi la Scrittura scegliendo solo quello che vi fa comodo, ma prenderla tutta. E se va contro i vostri pregiudizi o la dottrina della vostra religione, chinate il capo davanti alla Parola di YHWH.
    Ultimo dettaglio: io non offendo i cattolici dicendo che Miryam era una peccatrice come tutti noi, né bestemmio perché la bestemmia può essere rivolta solo contro Elohim, non contro un essere umano. Quanto alle offese siete voi che offendete YHWH e Yeshua con le vostre dottrine pagane e i culti che rendete a uomini e donne posti sui vostri altari. Voi servite e rendete il vostro culto ad altri e non a Lui solo. E’ scritta nei suoi vangeli queste frasi?: Dio è Spirito e quelli che lo adorano devono adorarlo in spirito e verità e Sta scritto: “Adora il Signore Dio tuo e servi lui solo”.
    Credo che sia scritto. Così come è scritto il 2° comandamento, che dice: non ti farai scultura alcuna né immagine alcuna delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non le servirai, perché io, YHWH, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso bontà a migliaia verso quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
    Shalom

  50. yochanan scrive:

    Caro Klaus,

    La invito a scrivere correttamente il mio nome, almeno dimostrerebbe un minimo di attenzione nei confronti del prossimo.
    Se passerà questo dogma di Maria corredentrice, sarà solo l’ennesimo passo verso il baratro. La cosa non mi stupisce. L’ultima volta che sono stato a Roma ho visto numerosi altarini e insegne con questa bestemmia.
    La cosa non mi lascia indifferente ma provo una grande tristezza nel vedere gran parte del mio popolo accecata scendere nella fossa senza alcuna speranza, ciechi guidati da ciechi.
    Tristezza, una grande tristezza.
    Il mio ruolo qui è solo quello di spingervi a leggere e pregare sulla Parola, sperando che abbiate il coraggio di andare fino in fondo per diventare veramente uomini liberi e nuovi.

    Shalom

  51. yochanan scrive:

    Caro Francesco,
    finlamente una risposta (quella di February 15th, 2008 at 10:14 am) degna di questo nome. Ci voleva tanto? Non è farina del suo sacco, ma almeno è una risposta. Si tratta a dire il vero degli argomenti soliti ad “uso interno” degli apologeti cattolici, ma in ogni modo risponderò presto. Ora è davvero tardi.
    Shalom

  52. annarita scrive:

    Caro Yochanan, i cattolici, non adorano le immagini, ma solo il buon Dio. Maria, che è vissuta sempre nell’umiltà e nel nascondimento delle grazie ricevute da Dio, cosa avrebbe dovuto fare riguardo la legge di Mosè? Avrebbe dovuto non portare l’offerta al tempio e poi magari urlare a tutti che Lei era la madre di Dio, ed era senza peccato, pertanto non ci pensava minimamente a dare l’offerta al tempio? La vita di Maria e della sacra famiglia vuole essere per noi un esempio di ubbidienza alle leggi di Dio, un esempio di umiltà. Anche perchè se ci pensiamo bene, nemmeno Gesù avrebbe dovuto farsi circoncidere, visto che non ne aveva bisogno essendo Dio, poi perchè si sarebbe fatto battezzare da S. Giovanni Battista? Era forse un peccatore anche Lui? O fa questo invece, perchè vuole insegnare a noi la via della salvezza? Mi dispiace, ma non la pensiamo allo stesso modo, riguardo alla santità di Maria, ritengo chiusa la disputa. Un saluto.

  53. Francesco Ursino scrive:

    Penso che questa intervista calzi a pennello con il thread, l’intervistato è lo stesso René Laurentin dell’articolo postato da Andrea… :)

    Una corona per non sprecare parole

    di Roberto Beretta

    Preghiera dei semplici e delle famiglie. Da recitare a qualunque ora e circostanza. Anche prima di addormentarsi. E se il sonno arriva prima della fine “allora continuano gli angeli”. Intervista a René Laurentin.

    [Da "Il Timone", n. 25, Maggio/Giugno 2003]

    Sulla Madonna ne sa più di tutti. E per forza: dei suoi quasi 86 anni, oltre 60 li ha passati studiandola. Così padre René Laurentin è diventato il più autorevole “mariologo” del mondo: i suoi lavori scientifici su Lourdes occupano almeno 30 volumi, senza contare i numerosi altri libri d’argomento religioso, gli articoli giornalistici (è stato per molti anni editorialista del Figaro, uno dei maggiori quotidiani francesi), l’attività di professore in varie università, i premi prestigiosi…

    Ma c’è un’altra rara benemerenza sulla tonaca dell’abbé Laurentin: nonostante non abbia mai cessato di esaminare argomenti difficili come i dogmi o le apparizioni mariane coi rigorosi strumenti della ragione, com’è giusto, nessun accanimento teologico è mai riuscito a velargli lo sguardo di tenerezza verso colei che rimane pur sempre e per tutti una Madre.

    Dunque, padre Laurentin: il rosario è ancora una preghiera “attuale”?

    “Il rosario è una devozione antica, attribuita a san Domenico nel XIII secolo e messa a punto dal domenicano Alano de la Roche nel 1473. Siccome i contadini e la gente del popolo non potevano recitare i 150 salmi come i monaci, sono state loro proposte le 150 Ave Maria, raggruppate in 5 decine per meditare i grandi misteri della vita di Cristo e di Maria.

    Però è anche una preghiera moderna, in quanto è semplice e non presenta difficoltà. La si può recitare ovunque: in chiesa o a casa, a letto o camminando o anche lavorando, come facevano molti contadini.

    Mio padre, architetto, diceva il rosario in auto, aveva persino composto alcuni inni da cantare all’inizio di ogni mistero. Recitavamo la corona insieme quando tornavo per le vacanze; e faccio tuttora la stessa cosa nei Paesi dove mi trovo. Il rosario insomma è una preghiera di sempre. I domenicani poi hanno inventato un sacco di piccoli accorgimenti per rinnovarla: seguendo il ritmo del respiro, richiamando il mistero dopo ogni Ave Maria, eccetera. E molti altri metodi i cristiani se li trasmettono l’un l’altro”.

    In passato il rosario lo si recitava in famiglia, intonato dal capo famiglia o dalla nonna. Qualcuno sostiene ancora oggi che sarebbe l’ideale per unire i coniugi tra loro, per educare i figli alla preghiera. È così?

    “Fortunate le famiglie che sanno dare ai loro figli il gusto della preghiera. I bambini vi sono sensibili. Alcune giovani coppie li abituano fin dalla culla alla loro preghiera quotidiana, prendendoli in braccio; e spesso questi neonati sono incuriositi e sorridono. In circostanze del genere talvolta arriva anche il cane di casa, e si accuccia in silenzio ai loro piedi… Con gli adolescenti è più difficile. É l’età in cui si forma una personalità autonoma e ciò richiede ai genitori molta comprensione, pazienza, tolleranza, ma anche fermezza perché la personalità si formi senza deformarsi, né distruggersi attraverso tutte le droghe moderne”.

    Il rosario è anche la tradizionale preghiera della sera, con la sua cantilena sembra aiutare a rappacificarsi con se stessi dopo una giornata di lotte e di fatiche, riequilibra i ritmi della giornata e certo facilita il riesame delle cose fatte, buone o cattive che siano…

    “Ma il rosario non ha orario. Tutte le ore sono adatte, basta sapergli trovare un posto. Nella mia vita sovraffollata, per esempio, lo recitavo talvolta la sera, prima di addormentarmi, e qualche volta il sonno arrivava prima della fine della corona: “Allora lo finiscono gli angeli”, diceva mia nonna novantenne…

    Ora che l’età mi ha fatto prescrivere una passeggiata quotidiana per rimediare all’immobilità malsana degli intellettuali, invece, ho tutto il tempo per recitare il rosario completo”.

    Qualcuno però accusa il rosario di essere una preghiera “meccanica”, ripetitiva, quasi ipnotica. Che cosa risponde lei?

    “A sentire il Vangelo, è giusto così: ‘Non sprecate parole come fanno i pagani – dice Matteo -, che credono di essere ascoltati a forza di parole. Non siate come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”. Gesù diceva una sola cosa per volta. Sì, la preghiera è essenzialmente raccoglimento in Dio. Tutto parte da lì. É meglio dunque cominciare con un periodo di silenzio, che valorizza ciò che segue. Ma poi la Bibbia e Gesù raccomandano la preghiera vocale, anzitutto il Padre nostro: quando il corpo e le labbra non partecipano, infatti, spesso c’è solo il vuoto. La parola sostiene la preghiera. Durante i pellegrinaggi a Chartres e altrove, l’Ave Maria cantata sulla strada orienta e tonifica la marcia verso Dio. Il rosario, come i salmi, è un mezzo per fissare l’attenzione e la concentrazione”.

    Di certo il rosario è una preghiera semplice, di poche pretese: si accontenta di stare nei ritagli del nostro tempo affannoso, di essere detta mentalmente nei luoghi più disparati, mentre si guida l’auto, mentre si viaggia in metro… Ma allora sembra quasi più un passatempo che un’orazione, O no?

    “Semplicemente, è un mezzo per associare Dio agli atti elementari della vita del corpo. É un piccolo sistema per far penetrare meglio Dio nella nostra vita. Noi siamo “animali ragionevoli”, dice Aristotele; non facciamo nulla senza il nostro corpo. Bisogna dunque mobilitarlo per pregare Dio in modo umano. Oggi, a forza di “spiritualizzare”, abbiamo sradicato la nostra vita spirituale, la asfissiamo. Non sempre siamo capaci di meditazione profonda; perciò bisogna radicarla nel nostro corpo anche con la ripetizione di parole”.

    Al rosario il Papa ha addirittura dedicato un anno. Perché, secondo lei?

    “L’ha fatto imitando numerosi predecessori, soprattutto Leone XIII. Giovanni Paolo II sottolinea ora l’importanza della meditazione dei misteri, tanto che ha proposto di allargarli con 5 misteri della luce, i quali si possono recitare quest’anno in alternativa ai 5 misteri gaudiosi, che rimangono fondamentali. In questo modo il Papa ha voluto fare più centro su Cristo; ma tocca a ciascuno scoprire tali misteri. Se il Papa ci invita, è perché questa preghiera porta frutti personali e – meglio ancora – comunitari. Tenere in mano il rosario è come tenere la mano della Vergine, che a conduce a Cristo”.

    Il Papa e il Rosario

    “Forse c’è anche chi teme che essa possa [la preghiera del Rosario, ndr] risultare poco ecumenica, per il suo carattere spiccatamente mariano. In realtà, essa si pone nel più limpido orizzonte di un culto alla Madre di Dio, quale il Concilio l’ha delineato: un culto orientato al centro cristologico della fede cristiana, in modo che ” quando è onorata la Madre, il Figlio [...] sia debitamente conosciuto, amato, glorificato “. Se riscoperto in modo adeguato, il Rosario è un aiuto, non certo un ostacolo all’ecumenismo!”. (Giovanni Paolo II, Rosarium Virginis Mariae)

    © Il Timone

  54. yochanan scrive:

    Prima di rispondere a quello che Francesco Ursino scrisse il February 15th, 2008 at 10:14 am su Maria, voglio solo far notare a lui e a tutti voi un dettaglio che si riferisce all’intervista a René Laurentin datata il March 12th, 2008 at 10:32 pm. Ad un certo punto dice:

    QUALCUNO PERÒ ACCUSA IL ROSARIO DI ESSERE UNA PREGHIERA “MECCANICA”, RIPETITIVA, QUASI IPNOTICA. Che cosa risponde lei? “A SENTIRE IL VANGELO, È GIUSTO COSÌ: ‘Non sprecate parole come fanno i pagani – dice Matteo -, che credono di essere ascoltati a forza di parole. Non siate come loro, perché il Padre vostro sa di quali cose avete bisogno prima ancora che gliele chiediate”. Gesù diceva una sola cosa per volta. Sì, la preghiera è essenzialmente raccoglimento in Dio. Tutto parte da lì. É meglio dunque cominciare con un periodo di silenzio, che valorizza ciò che segue. MA POI LA BIBBIA E GESÙ RACCOMANDANO LA PREGHIERA VOCALE, anzitutto il Padre nostro: QUANDO IL CORPO E LE LABBRA NON PARTECIPANO, INFATTI, SPESSO C’È SOLO IL VUOTO. La parola sostiene la preghiera. Durante i pellegrinaggi a Chartres e altrove, l’Ave Maria cantata sulla strada orienta e tonifica la marcia verso Dio. Il rosario, come i salmi, è un mezzo per fissare l’attenzione e la concentrazione”.

    Come potete vedere, ammette che è così: in altre parole Yeshua ha detto di non sprecare le parole come fanno i pagani, ma voi cattolici preferite disubbidire.

    In effetti il sig. René Laurentin non risponde, perché non può. Come sempre voi cattolici romani evitate un vero confronto con la Parola, quindi non vi convertite, non vi pentite e perciò non potrete entrare nel Regno.

    IL ROSARIO E’ UNA PREGHIERA PAGANA SIMILE ALLE PREGHIERE BUDDISTE E A QUELLE DI TANTE ALTRE RELIGIONI PAGANE. NON C’E’ NULLA DI PIU’ LONTANO DALLA PREGHIERE A YWHW E A YESHUA DEL VOSTRO ROSARIO. E’ fiato sprecato.

    Shalom

  55. yochanan scrive:

    In secondo luogo devo rispondere ad Annarita che dice il February 18th, 2008 at 11:28 am

    Caro Yochanan, i cattolici, NON ADORANO LE IMMAGINI, ma solo il buon Dio. MARIA, CHE È VISSUTA SEMPRE NELL’UMILTÀ E NEL NASCONDIMENTO DELLE GRAZIE RICEVUTE DA DIO, cosa avrebbe dovuto fare riguardo la legge di Mosè? Avrebbe dovuto non portare l’offerta al tempio e poi magari urlare a tutti che Lei era la madre di Dio, ed era senza peccato, pertanto non ci pensava minimamente a dare l’offerta al tempio? LA VITA DI MARIA E DELLA SACRA FAMIGLIA VUOLE ESSERE PER NOI UN ESEMPIO DI UBBIDIENZA ALLE LEGGI DI DIO, UN ESEMPIO DI UMILTÀ. Anche perchè se ci pensiamo bene, nemmeno Gesù avrebbe dovuto farsi circoncidere, visto che non ne aveva bisogno essendo Dio, poi perchè si sarebbe fatto battezzare da S. Giovanni Battista? Era forse un peccatore anche Lui? O fa questo invece, perchè vuole insegnare a noi la via della salvezza? Mi dispiace, ma non la pensiamo allo stesso modo, RIGUARDO ALLA SANTITÀ DI MARIA, RITENGO CHIUSA LA DISPUTA. Un saluto.

    Cara Annarita, il secondo comandamento dice: “NON TI FARAI SCULTURA ALCUNA NÉ IMMAGINE ALCUNA delle cose che sono lassù nei cieli o quaggiù sulla terra o nelle acque sotto la terra. NON TI PROSTRERAI DAVANTI A LORO E NON LE SERVIRAI perché io, YHWH, il tuo DIO, sono un Dio geloso che punisce l’iniquità dei padri sui figli fino alla terza e alla quarta generazione di quelli che mi odiano e uso bontà a migliaia, a quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.
    Non si tratta di adorazione o venerazione(scusa penosa dei vostri teologi da strapazzo). Si tratta prima di tutto di obbedire: non farsi statue o immagini e poi di non inginocchiarsi davanti ad esse e pregare rivolti ad esse. Si tratta di non servirle, come fanno invece nelle vostre chiese. Il primo comandamento spiega di adorare e servire solo YHWH, mentre il secondo comandamento evita anche che lo si possa servire, pregare e adorare in modo sbagliato. Ti ricordo che due figli di Mosè (Nadab e Abihu) morirono per questo. E oggi Yeshua vuole che i veri adoratori, adorino YHWH in spirito e verità.
    Quanto a Miryam come fai a dire certe cose? Che cosa ne sai tu della sua vita e di quella della sua famiglia se non c’è scritto nulla. Il tuo modello è quello di una dea greca, non di una pia donna ebraica del 1° secolo. Voi avete un modello fasullo, inesistente, inventato di sana pianta. L’unico modello autentico è Yeshua che infatti ha detto: “Ogni cosa mi è stata data in mano dal Padre mio e nessuno conosce il Figlio se non il Padre e nessuno conosce il Padre, se non il Figlio E COLUI AL QUALE IL FIGLIO AVRÀ VOLUTO RIVELARLO (potresti essere anche tu). Venite a me, voi tutti che siete travagliati e aggravati ed io vi darò riposo. PRENDETE SU DI VOI IL MIO GIOGO E IMPARATE DA ME, perché io sono mansueto ed umile di cuore e TROVERETE RIPOSO PER LE VOSTRE ANIME. Perché il mio giogo è dolce e il mio peso è leggero!”.
    Quindi che cosa te ne fai di Miryam (di cui non sai nulla) se hai Yeshua? E’ Yeshua il modello, è Yehua il nostro unico intercessore, è Yeshua il nostro Dio. Se non accetti questo, sei fuori dalla Sua grazia e ti attendono pianto e stridore di denti. Finché puoi, rifletti seriamente, perché qui non stiamo parlando di politica, di un’idea contro un’altra. Qui c’è in gioco la tua stessa vita. Miryam non può darti la Vita Eterna e non può ascoltare le tue preghiere. Solo Yeshua può.
    Shalom

  56. Valeria scrive:

    Su Maria mi è sembrata interessante la pagina

    http://digilander.libero.it/domingo7/Gratia%20Plena.htm

    Viene spiegata la logica del “gratia plena” di Gerolamo, prescindendo da posizioni ideologiche

    Mi è sembrata una spiegazione convincente

    Valeria

  57. roberto panazzolo scrive:

    Carissimo Tornielli, vorrei sapere un suo parere sul libro di Marco Corvaglia “Medjugorie è tutto falso”.
    Le sarei veramente grato se potesse darmi qualche indicazione perchè sono un’anima “in ricerca” e ho bisogno di conferme e sostegno. Grazie.Roberto.