W Benigni, "sconquassato" dal Vangelo

[photopress:benigni01g.jpg,full,alignleft]Vi invito a leggere la bella intervista a Roberto Benigni che Maurizio Caverzan ha pubblicato ieri sul Giornale. L’attore, protagonista delle bellissime letture televisive di Dante, afferma: “Come si fa a non restare affascinati dalla figura di Gesù Cristo? Si legge il Vangelo e ci si chiede ‘chi è questo qui?’. Io lo leggo per piacere – leggo anche altri libri della Bibbia come quello della Sapienza – ma resto sconquassato dal Vangelo, basta un rigo delle parabole. Ha una forza spettacolare, viene da alzarsi in piedi sulla sedia… C’è dentro una violenza che ti mette le ali. Una forza che ti scarabocchia tutta la vita. Perché ti dice che puoi sempre ricominciare da capo. Ti mette nella condizione di fare ognuno la rivoluzione dentro te stesso. Prima che arrivasse Gesù il rapporto con Dio era fatto di dolore e lui se l’è preso tutto su di sé. Per me è una cosa sconcertante“. Oggi pubblico un’intervista al vescovo Rino Fisichella, rettore della Lateranense, che interviene sull’argomento.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

201 risposte a W Benigni, "sconquassato" dal Vangelo

  1. neapolis scrive:

    ecco! credo che il problema sia proprio questo. Sentirsi continuamente coinvolti.
    Ma coinvolti nel senso di riuscire a cambiare se stessi. Non solo a parole.
    Coinvolti magari soprattutto nel solo sapersi fermare anziché fare furbizie o piccole prepotenze pur di ottenere qualcosa.
    Cambiare, in definitiva, nel senso di praticare l’uguaglianza e la fratellanza, e la libertà, anziché inchinarsi a chi è potente mentre si tratta con sufficienza chi non ci può dare nulla.
    Nella piccola esperienza di Chiesa che ho, queste cose non le vedo. I cristiani, i cattolici, mi sembrano uguali agli altri. E non venite a dirmi che se lo fanno gli altri lo possiamo fare anche noi! la differenza dov’è?

  2. annarita scrive:

    La tiepidezza è un gran nemico, infatti, non ti fa rimordere la coscienza, perchè ci si sente comunque cristiani, ma nello stesso tempo non ti fa fare quel salto di qualità che serve per diventare santi. La tiepidezza è come il sacchetto di sabbia sulla mongolfiera, se non la gettiamo non voleremo alti.

  3. Marco Sermarini scrive:

    Bella roba. Spero e prego che Gesù gli spazzi via dal cervello gli ultimi rimasugli di ideologia. Per il resto è uno spettacolo della natura, quest’uomo.

  4. Klaus scrive:

    …cer4to che quello di Gesù verso Benigni è stato un vero colpo basso…..andato proprio a segno…|!!!!

  5. bruno volpe scrive:

    Caro Andrea, questa volta permettimi di non essere in sintonia con te. Ovviamente l’intervista del Giornale merita ogni plauso,cosi’ come quella tua a Monsignor Fisichella. Credo,pero’ che Benigni sia un formidabile gicatore di carte. IN parola povere bluffa bene. Puo’ anche starci che gli piaccia ed apprezzi il Vangelo. Ma lo fa in un’ottca culturale e non religiosa. Del resto non ha mai fatto mistero delle sue simpatia marxiste che,notoriamente sono incompatibili con la religione cristiana e con qualsivoglia religione. Non mi sembra cristiano un milardario come Benigni che dall’alto della sua posizione insulta a mani basse Berlusconi. Se e’ veramente cristiano dedichi parte dei suoi lauti e spropositati guadagni ai poveri. Del resto Benigni si atteggia a monopolista della Divina Commedia,ma non e’ il solo a conoscerla. Mi risulta che doopo la Vita e’ bella, il tanto reclamizzato Benigni non ne abbia piu’ imbroccata una. E poi mi chiedo: Benigni avrebbe ottenuto lo stesso successo con una Vita e’ bella nei gulag stalinisti? Ciao Bruno

  6. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Bruno, chiunque navighi su queste pagine sa benissimo che non occorre essere in sintonia per intervenire. Personalmente ritengo Benigni un grande, le sue letture di Dante eccezionali. Alcuni dei suoi film li giudico dei capolavori. Se un film o un’interpretazione di Dante mi colpiscono e mi sorprendono, non mi pongo il problema se l’attore abbia “simpatie marxiste”. Non lo sto votando alle elezioni politiche. Trovo insopportabilmente moralistico dire che Benigni “miliardario dall’alto della sua posizione insulta Berlusconi”: ma l’hai mai sentito? Fa satira! Benigni non insulta, ad ascoltarlo c’era anche la moglie di Belusconi, Veronica… E poi cosa ne sai tu di come spende i suoi soldi? Io leggendo la sua intervista ho riconosciuto una persona colpita dal Vangelo, innamorata di quel messaggio. Non so se sia un praticante né gli chiedo il certificato di battesimo. Il fatto che stia a sinistra (Bruno, a sinistra non ci sono solo “marxisti” e il “gulag stalinisti” li hanno chiusi, grazie a Dio, da un pezzo) non mi interessa. O forse credi che verità, giustizia, bellezza, sapienza, intelletto, fortezza e timor di Dio alberghino solo nei rappresentanti del Polo delle libertà e nei loro elettori?
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  7. Gianni B. scrive:

    @dott. Tornielli :)

  8. Klaus scrive:

    Caro Dr. Tornielli,

    c’è del vero in ciò che afferma Bruno Volpe,anche se emerge poco da una coltre di generalizzazioni e di ovvietà che hanno provocato la Sua (piccata) risposta.

    Mi permetta di chiederLe a mia volta( senza risentimento alcuno,peraltro immotivato): come mai fa tanto notizia sul suo blog e sul suo giornale un marxistello all’acqua di rose,come Benignim, che dichiara di aver scoperto Cristo e non fanno invece notizia i tanti artisti( anche di grosso spessore) che da sempre e senza platealità testimoniano Cristo?

  9. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Klaus, Benigni fa delle letture di Dante, un evento che ha ottenuto un notevole successo, un modo per avvicinare il grande pubblico alla Divina Commedia. Lei e l’amico Bruno – come credo tanti altri frequentatori del blog – siete liberissimi di prendere le distanze dal “marxistello all’acqua di rose”: io, invece, mi emoziono ad ascoltare Benigni che interpreta il sommo poeta cristiano. L’intervista a Benigni, pubblicata sul Giornale, a mio parere era stupenda, e lo ha riconosciuto un vescovo come Rino Fisichella, che mi pare di ricordare non sia mai stato tenero con il marxismo e i suoi eredi. Non pretendo certo di convincermi. Ma voi, per favore, se avete opinioni diverse, non fondate le vostre obiezioni sui gulag stalinisti. Ora mentre le scrivo sono a Varsavia, dove stamane viene presentata l’edizione polacca del mio libro su Padre Pio e Papa Wojtyla, nella sede della conferenza episcopale polacca: ieri sera ho visto Benigni che declamava il canto di Ulisse. Nessun accenno al marxismo, nessun gulag, nessuna indicazione di voto… Solo il vibrare di una persona colpita dalla bellezza del testo dantesco. Mi permetto persino di consigliarvelo… Grazie al cielo in Tv non c’è solo il Grande Fratello!
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  10. Klaus scrive:

    Caro Tornielli,

    non ho mai fondato le mie riserve sui gulag stalinisti nè sui gusti mondani di Fisichella nè tanto meno su tutto ciò che fa scalpore mediatico e audience: non è il mio mestiere grazie a Dio.

    Non so Volpe, ma le mie riserve su Benigni riguardano le sue “piegature” politiche ad ogni soffiar di nuovo vento.

    Oltre naturalmente alla mediocrità assoluta del declamatore del Sommo Poeta, paludata di novità.

    Se vuole, riscopra almeno anche Testori, se non altro per par condicio.

    Quanto al Grande Fratello,lasciamolo a Benigni (e ai suoi cultori): ne è il vero emulo, quanto a desiderio di audience.

  11. Pipìta Del Monte scrive:

    Nelle “Letture dantesche” che si svolgono periodicamente nel mio turrito maniero, cui partecipano tanti nobili amici delle più svariate professioni( dai conti Lattai,Verdurai e Falegnami ai marchesi Salumieri,Agricoltori, Fabbri ai duchi Sarti, Cuochi, Operai) amiamo affidarci spesso ai commenti dei carissimi amici Natalino Sapegno, Emilio Cecchi e tanti altri ancora.

    Non siamo ancora riusciti a trovare in libreria le opere del nobile principe Benigno De’ Benigni: qualcuno può dirci perchè?

    ell’attesa ci arrangiamo con le vetuste declamazioni dantesche del duca Vittorio (De’ Gassman) o del marchee Arnoldo (De Foa), anche se ormai datatate e forse inespressive se commisurate ai voli e ai salti del detto Benigno.

    Graziosi saluti.

  12. Garlyc scrive:

    Perché, se qualcuno riscopre il cristianesimo sotto un’ottica culturale e non religiosa, se si chiama Ferrara va bene e se si chiama Benigni no?

    Detto questo, nelle parole di Benigni su Cristo che ho sentito mi sembra di aver distinto chiaramente una luce che non è solo “culturale”. Non faccio esami di fede a nessuno, ma potrei giurare che lì ne ho vista.

    Pìpita, leggi Sermonti. E’ il meglio.

  13. Raffaele Savigni scrive:

    Credo che di fronte ad un artista (forse credente, forse in ricerca) che si interroga seriamente su Dio dobbiamo avere grande attenzione e rispetto, senza volerlo subito etichettare politicamente. A parte il fatto che anche Testori è passato, nel corso degli anni, dalla bestemmia all’adorazione (tutti ricordiamo la bellezza di “Interroatorio a Maria”), dobbiamo saper distinguere il piano culturale, quello religioso e quello politico (vedo che Bruno Volpe non ci riesce). Si può parlar male di Berlusconi (o di Prodi o Veltroni) ed essere comunque credenti, o uomini in sincera ricerca.Quando un uomo di cultura dice qualcosa di autentico debbo ascoltarlo, senza sottoporlo prima a una sorta di radiografia per vedere quale sia il suo passato politico, le sue idee politiche, la sua ortodossia, le sue frequentazioni… Questo vale ovviamente in tutte le direzioni: Ezra Pound era di destra, era filofascista (fu messo in manicomio dagli Americani per collaborazionismo col nemico), ma era comunque un grande poeta.

  14. Klaus scrive:

    Molto ovvio,Savigni.
    Non c si sposta in avanti di un millimetro ahimè.

  15. Reginaldus scrive:

    Io mi auguro che Benigni sia sincero e dia frutti degni di conversione ( ahi, questa parola!…). Ma non riesco ancora a vincere un sospetto, che Benigni, esauritosi il filone ‘spettacolare e buffonesco’, abbia scoperto- mi ha sempre dato l’impressione di un gran furbo – la redditività di un nuovo filone, quello di Dante e… ora i Vangeli?. A proposito, quanto gli ha reso la sua (per me, stravagante ) lectura Dantis? Ma poi, arrivarlo a proporlo per il premio Nobel perché recita Dante, è il colmo! Non viene il sospetto che dietro al Benigni ci sia una bella astuta regia? ( questa sì degna dell’Oscar). Ah, già, dopo Fo è di evidemnza plateale dove sta il VALORE del Nobel!

  16. Klaus scrive:

    Concordo Reginaldus

  17. bruno volpe scrive:

    Caro Andrea intanto auguri per il nuovo e sicuramente bel libro. Non reputo affatto piccata la Tua risposta,ma sempre garbata e pertinente. Mi consentirai, se lo permetti, di chiarire il mio pensiero. Se proprio lo vuoi sapere, anche se il mio parere conta meno del Tuo, penso che occorra fare una distinzione tra il Benigni interprete( eccellente) e il Benigni intimo. Penso che un marxista,come Egli stesso ha dichiarato di essere non possa ontoligamente proclamare il Vangelo per il semplice fatto che il marxismo non crde alla religione.In quanto ai gulag, intendevo dire che: La Vota e’ bella fu un eccellente film che riproduce una delle piu’ grandi vergogne dell’umanita,il nazismo. Cio’ detto mi chiedo che cosa sarebbe successo a livello mediatico che Benigni avesse svolto la vita e’ bella in un gulag stalinista, rilevato che anche gli stalinisti hanno violato la dignita’ umana. In quanto alle mie convinzioni politiche ritengo che ci sia molta piu’ coerenza nella fila del centrodestra. Ricordo che il Tuo stesso giornale tempo fa pubblico una intervista al manager di benigni, Presta molto critica verso Benigni nella quale intervista si segnalava la enorme differenza tra i guadagni di Presta e quelli stratosferici di benigni: nel vangelo si loda la poverta’… Ciao Bruno

  18. bruno volpe scrive:

    dimenticavo: la moglie di Berlusconi e’ la stessa signora Lario che ha scritto su repubblica… ciao B

  19. Garlyc scrive:

    Reginaldus:
    Il Nobel a Benigni per Dante non avrebbe nessun senso, anche perché si dà ad autori, non ad attori.

    Benigni non si è certo messo a leggere Dante perché ha finito la vena della satira: può aver fatto qualche film meno riuscito, ma sul palcoscenico dà sempre del suo meglio. Se è meno concentrato sullo sbeffeggiare Berlusconi e si occupa maggiormente di divulgare la Divina Commedia penso che possiamo esserne tutti contenti. Ma chi ha seguito un po’ di più la carriera di Benigni sa che lui Dante l’ha sempre conosciuto (moltissimo anche a memoria secondo le migliori tradizioni toscane), amato e letto in pubblico. Riguardo alla regia, francamente la trovo quasi inesistente: gli spettacoli di Benigni sono la sua parola e i suoi gesti, e ovviamente in questo caso il testo di Dante.

  20. Gianni B. scrive:

    Concordo Garlyc: la mia bisnonna, toscana, molto povera e quasi analfabeta, pur mangiando pane e cipolla, sapeva buona parte della Divina Commedia a memoria: è una tradizione toscana che chi non è toscano non può capire.
    Benigni è un grande attore di livello mondiale, premio Oscar, e universalmente conosciuto ed ammirato.
    Gli sono state conferite 2 lauree honoris causa, è stato nominato da Ciampi Cavaliere di Gran Croce e proposto anche come senatore a vita.
    I suoi film ancora oggi sono record di incassi e quando compare in TV si ferma mezza Italia.
    Certamente, come tutti, avrà diritto a farsi pagare per i suoi spettacoli, o forse dovrebbe lavorare gratis? Voi lavorate gratis di solito?
    Le recite della Divina Commedia in Santa Croce sono state un successo enorme ed è giusto che Benigni goda dei frutti del suo intenso lavoro.
    La gente paga un biglietto liberamente, mi pare!
    L’acredine di Klaus, Reginaldus, Bruno Volpe, ecc. ecc. nasce solo dall’odio pregiudiziale nei confronti di un “rosso”, e a questo portano le religioni.
    Mi sa che qui non è Benigni a costituire il problema!

  21. Francesco Ursino scrive:

    “e a questo portano le religioni”

    Non riesci proprio a trattenerti eh Gianni? :cool:

  22. Slowhand scrive:

    Quello con Gesù è un incontro, non un “fatto culturale”. E San Paolo stesso, prima di mettersi in viaggio per Damasco, non era cristiano.
    Benigni furbetto, Benigni marxista, Benigni canna-al-vento: non è sbagliato. E però è un marxista furbetto e opportunista… che legge il Vangelo, e si sorprende (e del Vangelo parla a gente che, se vedesse mons. Fisichella, cambierebbe canale).
    Le sue letture dantesche le trovo elementari, ha il “senso del verso” ma la dimensione totale della Commedia gli sfugge (non potrebbe essere altrimenti, se gli sfugge la Fede). Però è curioso, va in giro, cerca di capire. E’ davvero “alla ricerca”. Prima o poi, a uno così, si presenta Gesù. Aspettiamo… La Grazia colpisce dove e quando vuole…

  23. Althea FB scrive:

    A me ha un po’ stupito leggere su “IL GIORNALE” un’intervista a Benigni, che avrei trovato normale fosse stata, in un altisonante articolone, pubblicata dal quotidiano dei ricchi compagni,che è “La Repubblica”. Mi chiedo se sia lecito supporre che il suo legger Dante cosi’ ‘vibrante’ e commovente, non sia piuttosto una bella ed artisticamente abilissima interpretazione di chi non è coinvolto ne’ sentimentalmente, ne’ religiosamente. E’ egli indubbiamente un bravo attore, ma è ateo e tale resta perche’, come sembra, descrive il Ns.Signore Gesù Cristo, non come e’, ossia Figlio di Dio, ma come figura come piace ai compagni, ossia, come una persona carismatica,un personaggio rivoluzionario. Niente di piu’, parrebbe, che un precursore dei rivoluzionari comunisti (..) Però il Robberto, con 2 b, per dirlo alla Sofia Loren, ha capito che si fanno i quattrini con Dante perche’ se leggesse Marx non farebbe certo struggere di commozione, neanche al massimo delle sue interpretazioni. Benigni, nei suoi spettacoli, pero’, in fase elettorale chissa’ se, allarghera’ man mano lo spazio anti-Berlusconi, riducendo lo spazio a Dante, sapendo che i trinariciuti ridon sempre di battute croniche, divenute patetiche persino in bocca a un maestro di spettacolo come lui. Ma sarà mica tal arte e professionale bravura di questo attore ad essere erroneamente scambiata come una potenziale sua conversone religiosa in atto? Anche un non credente di fede marxista, se e’ bravo, come lui lo e’, ripeto, puo’ dare e regalare momenti di intensa partecipazione del pubblico, sia dal palco dei festival dell’unità, dove non mancava mai, sia dai palchi ‘chic’ dove in prima fila l’applaudiva colei che ha scritto a “La Repubblica” una ‘amorevole letterina’, come bentornato al marito appena operato al cuore. Ma almeno Benigni e’ si miliardario, come quasi tutti i sinistri, compresi quelli che lo applaudono, ma ha saputo, bisogna ammettere, reinventarsi sempre, cogliendo l’attimo, e ha saputo, conquistando e meravigliando con Dante prima i ‘compagni’, indispensabili per un tam tam mediatico, guadagnarsi i lauti compensi. Far amare il Sommo Poeta, e la Divina commedia, dove Dio sembra quasi aver scritto quest’opera, da intere masse comuniste, atee ed anticlericali, è stato un colpo da maestro. Nonche’ un fruttuoso un colpo di genio. Ma elevarlo quasi, si fa per dire, a ‘beato’, mi par troppo. Eh, eh :)

  24. Pippo scrive:

    Marxismo…canna al vento… Gesù un incontro… questo messgagio mi sembra un prestampato dei ciellini. Ma perché non ragionare con la propria testa?

  25. Luca scrive:

    mi hanno detto che il venti di questo mese sarai a Benevento. Bene, sarà un piacere venirti ad ascoltare! Sei il mio scrittore cattolico preferito. Complimenti per tutti i libri che hai scritto, li ho acquistati tutti tranne l’ultimo.

  26. Klaus scrive:

    Perchè, caro Pippo, ciò che dice Slowland è assolutamente vero. E lo dice con molto buon senso.

    Osannare oggi l’istrionismo di Benigni(che può piacere o meno) è un conto. Pretendere di condirlo col sale della conversione sulla via di Damasco è invece una presa in giro di chi legge e frequenta questo blog, oltre che una mancanza assoluta di bhuon gusto.

  27. Garlyc scrive:

    Gianni B: “L’acredine di Klaus, Reginaldus, Bruno Volpe, ecc. ecc. nasce solo dall’odio pregiudiziale nei confronti di un ‘rosso’, e a questo portano le religioni.”

    Scusa, e ora le religioni cosa c’entrano? Sono cattolico anch’io. Non fare sparate gratuite.

    Slowhand: non condivido il tuo giudizio, Benigni è un buon esperto di Dante. Ovviamente non è al livello di Sermonti, che trovo inarrivabile.
    Non sono poi d’accordo che serva la fede a capire bene Dante… ci sono stato grandissimi dantisti non cristiani (qualcuno è stato anche citato nel corso della discussione qui sopra). Ma soprattutto, sei così sicuro che Benigni la fede non ce l’abbia? Sì, forse Gesù gli parlerà, o forse gli ha già parlato.

  28. Raffaele Savigni scrive:

    Post 17: lo stesso discorso si può applicare a Berlusconi. se è cristiano e segue il Vangelo, perché non dà almeno parte dei suoi beni ai poveri?
    Quanto al “marxismo” di Benigni, penso che si riduca a votare per la sinistra. E già Giovanni XXIII disse che bisogna distinguere le ideologie errate (come tali da rifiutare) dai movimenti storici che ad esse si ricollegano ma che si evolvono, si trasformano e perdono col tempo la rigidità delle premesse ideologiche.

  29. Pipìta Del Monte scrive:

    Che piacere rikleggerLa, conhte Savignani del Rubicone!

    Ella delinea un ritratto del Benigno De’ Benigni alquanto benigno e paterno.Purtroppo però dal ritratto che Ella benignamente ne traccia il poveretto esce con le ossa rotte(un marxista il cui marxismo si riduce a votare a sinistra). Sembra quasi ubn intronato che non sa più che pesci pigliare e se la prende con le terzine di Dante scambiandole per tazzine.

    Riguardosi omaggi

  30. Renato Riccioni scrive:

    Mi sembra che il fenomeno Benigni meriti da parte di tutti serie considerazioni che vadano, possibilmente, oltre le comuni e stereotipate categorie.
    Fermo restando che nessuno può essere obbligato a godere di ogni sua performance artistica, e tanto meno ad apprezzarla sotto l’aspetto culturale, o a condividerne i messaggi sotto l’aspetto religioso… Mi sembra che possa essere utile distinguere i vari piani, per il semplice fatto che è quanto meno indice di doverosa prudenza non dare la patente di infallibilità a nessuno. Per quanto bravo si dimostri (PER ME Benigni ha talenti da vendere, anche se rispetto opinioni diverse dalla mia) Benigni si presenta come un uomo di spettacolo che scopre dei valori, da persona intelligente, e se ne fa mediatore capace (pagato più o meno, a me interessa poco: non sono io tenuto a fare i conti in tasca agli altri, né a controllare se spenda i soldi in beneficenza o no. Al limite, potrebbe dare anche tutto ai poveri per farsi ammirare e sarebbe più deplorevole di altri che danno di meno ma riservatamente. Gesù ci offre dei criteri di autocritica, più che schemi per giudicare gli altri).
    Benigni opera la sua mediazione in più modalità, corrispondenti a diversi intenti:
    1) suscitare l’interesse verso la “Divina Commedia” e farla apprezzare, anzi gustare, anche da chi non l’ha mai considerata; il che, se ci riesce, lo si può definire una promozione culturale certamente benemerita… a differenza del Grande Fratello e simili. Ovviamente, proponendosi di aiutare a conoscere un’opera letteraria di valore universale, non sembrano inopportune le critiche degli esperti in letteratura, o le critiche degli esperti in recitazione o nelle varie scienze della comunicazione.
    I quali, a loro volta, dovrebbero tenere conto “benignamente” della particolare difficoltà del compito che Benigni si è assunto, ma non sono tenuti a tradire le loro conoscenze. Cioè: se uno sa che Dante ha detto un’altra cosa rispetto all’interpretazione che ne ha dato il mediatore, può e deve dirlo, per rispetto a Dante e alla cultura. Benigni, che è intelligente, ne terrà certamente conto.
    2) Portare l’attenzione sui valori dell’interiorità. Dati i contenuti della Divina Commedia, non si può trascurare che essi vadano a toccare le profondità dell’uomo, la sua spiritualità e i valori profondi sul senso della vita, sul mondo dei sentimenti e delle passioni, sui rapporti sociali, ecc. Questa è la grande “novità” che ha fatto sobbalzare molti e entusiasmare anche molti credenti, contenti di vedere riesumati valori dei quali raramente si sente parlare in modo vivo ed entusiastico (nella predicazione, come ha recentemente richiamato Benedetto XVI al suo clero romano, troppo poco si parla di virtù e vizi, di pena e di gloria, del peccato e delle sue conseguenze). Utile, quindi, e benemerita la sorprendente riscoperta di certi valori imteriori, dei quali la Divina Commedia è tutta impregnata. Originale poi, mi sembra, ed efficace l’approccio immediato e coinvolgente di Benigni.
    A questo punto ci si domanda, legittimamente, dove Benigni voglia arrivare: cioè, se il suo è un percorso interiore o solo intellettuale o opportunistico. Questo è difficile stabilirlo e nessuno è legittimato a pretendere che l’interessato dica più di ciò che si sente di dire.
    Dato però che il comunicatore oltre a porre problemi suggerisce risposte e soluzioni (anche solo di passaggio) che a volte sembrano le SUE risposte e soluzioni, più che quelle di Dante o della Chiesa di cui Dante ha fatto parte, la Chiesa non farà male ad esaminare le conclusioni dogmatiche e morali – se ve ne sono, anche provvisorie e in via di evoluzione – del bravo artista.
    Non ce ne voglia, né lui né gli altri: se parliamo di Dante, parliamo di Dante. Se parliamo di Benigni parliamo di Benigni. Se parliamo di verità…

  31. Klaus scrive:

    …lo stesso discorso si può applicare a Berlusconi…..

    Perchè? Anche il Cavaliere si è dato alle letture dantesche in piazza San Babila?

  32. Il fatto che ormai
    in un thread letterario
    si sia giunti a parlare di politica
    (e mi tranquilizza ciò: sennò che italiani saremmo?)
    mi offre l’occasione per fare l’ennesimo plauso
    all’articolo odierno del blogger che ci ospita.

    Solita chiarezza, niente dietrologie, grande competenza.
    Insomma, il migliore vaticanista italiano
    (se mai vi fossero dubbi).

    Tuttavia, l’ “uscita tornellosa” (devo star attento, chè notai, a suo tempo, un fastidio per un frequentatore di sto blog che giocava col suo nome, storpianolo volutamente)
    mi consente pure di dire la mia sul “caso-boffo”.

    Can I?

    (yes, I can…..)

    Apprendo dal sito politicalink.it (e segnalo il link della pagina in questione. Ecccolo http://www.politicalink.it/partiti_politici.htm )

    che la rosabianca è supportata da almeno tre o quattro diccì. Ora, è brutto autocitarsi, ma credo di ricordare che proprio in questa sede, o altrove, avevo già paventato uno scenario simile. Naturalmente il discorso sarebbe davvero ampio e delicato, ed inevitabilmente porterebbe a parlare sulle dichiarazioni del dottor Dino Boffo, sulle quali, personalmente ho espresso le mie considerazioni in altre sedi. Tuttavia, segnalo la solita maliziosa uscita sulla “discussione” odierna : Boffo cercherebbe solo e soltanto una candidatura sicura nell’udc. Ma insomma, non voglio fare l’avvocato difensore di Boffo, però, santo cielo, per costoro -DCA rotondina- ogni azione viene interpretata in chiave poltronesca!!!! Capisco la deformazione professionale, ma a tutto c’è un limite. Naturalmente: prontissimo a far le mie scuse alla redazione de la “discussione” se la previsione si rivelasse esatta. Anche perché, tale eventualità, mi farebbe apparire molto più chiaro il reiterato rifiuto di Boffo di parlare sul quotidiano della CEI dei cattolici impegnati in politica con una situazione familiare IRREGOLARE, e della contro-testimonianza che ne deriva. Tuttavia don Gianni Baget Bozzo e Roberto Formigoni si sono espressi chiaramente, e a quanto pare, anche Oltretevere ci sarebbero dei distinguo. A scanso di equivoci: chi scrive si professa OBBEDIENTISSIMO al proprio Vescovo, al Presidente della Cei, al Presidente Emerito -grandissima, immensa figura il Cardinale Camillo Ruini- e naturalmente al Vicario di Cristo. Però, interessante (ma assolutamente NON INDISPENSABILE) sarebbe una qualche valutazione dell’Onorevole Carlo Giovanardi -che con la sua schiettezza, chiarezza, coerenza ed onestà MI HA TOLTO DALL’INDECISIONE CHE COME CATTOLICO AVREI PROVATO DI FRONTE ALL’USCITA DI BOFFO- che credo farebbe piacere ai tanti, tantissimi, che ormai si riconoscono nei Popolari Liberali (chissà come è contento Sturzo di questa formazione politica!)

  33. Klaus scrive:

    post 32

    ????????????????????????????????????????????

  34. ginevra scrive:

    @ Cosimo…
    dirti che non si capisce nulla è quasi voler fare una battuta.

  35. Klaus scrive:

    Martella questo ludibrio di parole sconclusionate di Benigni a proposito di Gesù …”resto sconquassato dal Vangelo, basta un rigo delle parabole. Ha una forza spettacolare, viene da alzarsi in piedi sulla sedia… C’è dentro una violenza che ti mette le ali. Una forza che ti scarabocchia tutta la vita.”

    Ti “scarabocchia” la vita.

    E’ come se si parlasse di un mito della musica pop.

    Siamo seri per favore!
    Osanniamo solo se c’è da osannare, checchè ne pensi il Fisichella di turno!

  36. Slowhand scrive:

    Al di là della (evidentemente involontaria) auto-ironia di chi, leggendo una serie di considerazioni del tutto naturali, vede un “pre-stampato” (addirittura ciellino!!!) e invita -LUI- a “ragionare con la propria testa”, vorrei chiarire un paio punti.
    1) Secondo alcuni -Socci, tanto per citarne uno- Benigni è un cristiano che non sa di esserlo. Io non lo credo; però credo che per tutti sia aperta la porta della conversione, e che Benigni ci giri intorno da un po’ è abbastanza evidente. La varcherà mai? Forse, chissà, speriamo. Ma certo non è questo -se non in via riflessa- il metro con cui giudicare la bontà delle sue performances artistiche o delle sue letture dantesche.
    2) Sermonti è inarrivabile (e, infatti, arriva a pochi; mentre Benigni divulga… meglio o peggio?), e va bene, così come va bene che in tanti non-credenti possano comprendere la Commedia e spiegarne il senso. Tuttavia quella di Benigni è mimesis, che fallisce e si ferma (mostrando il suo limite) esattamente lì dove -lo riconosce anche lui- considera la Commedia esclusivamente come un prodotto culturale, addirittura di una cultura “laica”; ecco, qui siamo del tutto fuori. Dante -lo si impara dalle medie- fornisce e consente diversi livelli di lettura; quello “laico” (che, non a caso, è tipico della vulgata dei canti dell’Inferno… :-) ) è il più elementare, per quanto lo si possa arricchire di riferimenti culturali. Così che Benigni può supplire con le sue conoscenze, con la sua abilità, con lo studio e il talento, ma alla fine manca il senso ultimo della finalità del poema. “Sua disianza vuol volar sanz’ali…” A qualsiasi lettura che voglia restare senza Dio, senza la fede, Dante è mutilo.
    3) in generale, mi pare che si sovrappongano nella discussione diversi temi riguardanti Dante, la Commedia, la persona di Benigni, il suo talento di attore e di divulgatore, le sue scelte politiche e religiose. Ma non sarebbe bene tenere distinti gli ambiti? Se Benigni -cristiano o no, consapevole o meno- riesce a suscitare nei suoi spettatori interesse per Dante o, addirittura, domande profonde, che mi frega (mi si passi il termine) per chi vota, e perché?

  37. ginevra che tu non ci capisca nulla non è una novita.

    cosi pure il fatto che ti accodi
    (disperata captatio benevolentiae, ed altro)
    ad ogni blogger
    di sesso maschile
    che solletica
    il
    tuo
    disperato
    bisogno
    d’amore.
    mi spiace dirtelo in pubblico.
    (anzi spero che non lo pubblichino, chè ti sò vendicativa)

  38. ginevra scrive:

    @ Cosimo Cosimo
    Non so se dovrei offendermi di piu’ per l’epiteto di cretina o per l’altro.
    Non ritenendo vero il primo ritengo però allo stesso modo errato il secondo.
    Evidentemente puoi prendere accordi con Etan sui maleducati improperi da affibiare agli altri.
    Che Dio ti perdoni, e non è una battuta.

    Saluti

  39. Paolo - Milano scrive:

    OT : qualcuno può indicarmi dove si celebra la messa in tridentino nei dintorni di Milano?
    grazie

  40. Paolo - Milano scrive:

    @Slowhand: cosa hai contro i ciellini?

  41. Anonimo disturbato scrive:

    E’ ufficialmemte inziata la caccia alle streghe: accendete i roghi!
    Da Repubblica di oggi: “Aborto, blitz della polizia nella clinica ostetrica
    “Nessuna violazione della 194″
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    Fumo nello stadio, sì al divieto

    Tutti i contenuti
    Una donna abortisce un feto malformato nato morto e dopo venti minuti arrivano gli agenti in corsia. Pazienti e personale interrogati, sequestrata la cartella clinica. L’Unione delle donne denuncia il clima da caccia alle streghe e annuncia una manifestazione di piazza
    Blitz della polizia al Nuovo Policlinico. Sette uomini in divisa si sono presentati ieri pomeriggio nella Clinica Ostetrica per indagare su un´interruzione di gravidanza effettuata su una 39 enne che aveva in grembo un feto malformato. Il sospetto delle forze dell´ordine, dicono i medici, sarebbe nato da una denuncia anonima secondo cui la donna avrebbe ottenuto un aborto fuori legge per disfarsi del neonato.

    A svelare che si trattava di un equivoco è stato Francesco Leone, responsabile del Servizio Ivg arrivato in clinica proprio durante il blitz. «Abbiamo praticato l´interruzione di gravidanza terapeutica nel secondo trimestre», ha spiegato lo specialista, «quindi nei termini di legge. D´altronde il feto era affetto da una grave malattia congenita». «L´espulsione del feto», ha raccontato Leone, «è avvenuta alle 18 e gli agenti sono arrivati dopo 20 minuti». E in reparto è successo il finimondo.

    Tre uomini hanno raggiunto la corsia dove era ricoverata la donna. L’hanno interrogata chiedendole i particolari della gravidanza, poi sono passati alla degente che le stava vicino, e anche lei è stata interrogata. Intanto altri due agenti hanno chiesto notizie a un´infermiera del reparto e altri quattro hanno voluto sapere dagli specialisti i particolari tecnici. «Mi è sembrato – ha detto Leone – un atto spropositato, neanche fosse stato un blitz anticamorra».

    Gli agenti hanno acquisito la cartella clinica su autorizzazione del pm. E oggi è arrivata la dura condanna dell’Udi, l’Unione delle donne in Italia. La storica associazione ha preso posizione su quanto avvenuto al Policlinico dell’Università Federico II. “Si trattava – hanno dichiarato le portavoci – di un aborto terapeutico alla quarta settimana, regolarmente effettuato nel rispetto della legge 194 e della salute della donna che ha subito l’intervento e che ha espulso, peraltro, un feto morto”. Stando alla lettura che danno dell’episodio, i medici, di fronte ad un inedito agire della forza pubblica, hanno tutelato la donna, ma non hanno potuto evitare il sequestro del materiale abortivo e della fotocopia della cartella (anonima) della paziente. Gli agenti, sempre secondo quanto riferisce l’Udi, hanno poi intimidito la vicina di letto della donna, esortandola a testimoniare in quel momento altrimenti sarebbe stata chiamata a farlo davanti ad un giudice.

    L’Udi denuncia “il clima che sta montando contro le donne, nel nostro paese e nel caso specifico in Campania, che genera procedure ai limiti della legittimità, ma soprattutto contrarie ad ogni buon senso” e dà appuntamento a tutte le donne napoletane per giovedì prossimo, in piazza Vanvitelli, alle ore 17. “La nostra mobilitazione – affermano – partirà da Napoli e diventerà vigilanza e presidio permanente in ogni piazza d’Italia. Autodenciamoci tutte per aver deciso nella nostra vita”.

    (12 febbraio 2008)

  42. Gianni B. scrive:

    Quando Dante si mise a tavolino a scrivere, non pensava certo che un giorno la sua somma opera sarebbe stata declamata in pubblico!!!!!!!
    Quale sarebbe il modo “giusto” per “recitare” Dante? Dante ha mai lasciato qualche indicazione?
    Con la stessa logica: qual’è il modo giusto per suonare Mozart? Meglio usare i corni naturali intonati a 415 di diapason e fare il trillo col labbro, o meglio il corno francese moderno intonato a 440 e il trillo con i cilindri?
    Ah, saperlo! Secondo me avere tante interpretazioni è il “sale” e la ricchezza della cultura, e non il contrario!
    Tornando a Dante, a parte Sermonti, eccezionale ma sempre “primadonna”, non è che ci siano poi tantissimi esempi, ad oggi…
    Il Dante di Gassman? Gassman alla fine della sua carriera era talmente stanco di essere considerato una specie di fenomeno da baraccone dal popolino in perenne adorazione, che si divertiva a leggere il menù del ristorante, certo che il popolino avrebbe ottusamente osannato anche quello, e infatti…
    Carmelo Bene era un genio ma un genio di quelli snervanti, quando uno ti dice per 50 volte “ma che mi parli a fare, tanto io non esisto!” alla fine cessavi davvero di interessarti a lui!
    Benigni è una forza della natura, un fenomeno, e solo il fatto che reciti un intero canto a MEMORIA in DIRETTA davanti a 20.000 persone, pronte a cogliere ogni minima esitazione, toglie un po’ di drammaticità alla recitazione: mi pare umano!!!
    Provateci voi, magari, prima di criticare!!!
    Solo chi è mai andato una volta in vita sua su un palcoscenico (e io ci vado, sono musicista per hobby) può capire quello che dico!
    C’è gente in giro che si blocca e balbetta quando dice il prprio nome nella riunione di condominio!
    Secondo me quella di Benigni invece è una straordinaria performance intellettuale… roba da Beautiful Mind!
    Benigni secondo me va rispettato come attore, come divulgatore e soprattutto come uomo e come italiano.
    Che poi creda o no nell’aldilà … saranno anche affari suoi, o no?
    Faccio un appello: BENIGNI NON CONVERTIRTI :)
    Abbiamo bisogno di te così come sei, e non di un altro automa… guarda che è successo a Claudia Koll che dopo la conversione sembra lobotomizzata!!
    BENIGNI NON FARLO, VAI BENISSIMO COSI’!!!!

  43. Alessia scrive:

    @ 12 Garlyc
    Ottimo Sermonti. Qualcuno ricorda Giuseppe Ungaretti, primo, forse insuperato, interprete RAI (quando era la RAI!).

  44. bruno volpe scrive:

    Caro Andrea i gulag stalinisti sono ancora aperti,anche in Italia. Basta osservare certi programmi televisivi in cui si condannano persone in contumacia da parte di tribuni milardari, e che trocvano anche il plauso dei cattocomunisti, i buonisti che fanno danni enormi alla Chiesa. Spero che le nuove elezioni facciano giustizia caccino dalla tv e dalle varie redazioni e sale stampa questi campioni del catto marxismo ciao B

  45. don stefano bellunato scrive:

    Salve a tutti. Ho postato ancora sulle reliquie della Croce e sui metodi usati dagli oppositori alla loro genuinità, in risposta ai gentili Marco Sanna e Gianni B. nel thread della Madonnina di Civitavecchia. Casomai interessasse a qualcuno la II puntata della blog-novela sulle reliquie e i falsi veri o supposti della Chiesa…. Hasta la vista….

  46. Reginaldus scrive:

    Quando non si venerano i numi della SINISTRA si è accecati dalla cataratta destrorsa. Ovvio. Quando di dà il premio nobel della letteratura a… Fo Dario, in nome di che cosa lo si fa? I meriti letterari del suddetto premiato? Ma quali, di grazia??? E quando lo si propone per il lettore Benigni – c’è stata, c’è stata la proposta… – in nome di che cosa lo si fa? — Comunque,a parte Dante, a parte il nobel, a parte la politica, le affermazioni di Benigni qui riportate sono bellissime. Lui Parla di rivoluzione dentro. Magnifico! E’ una traduzione accettabilissima di ‘conversione’.

  47. Raffaele Savigni scrive:

    Post 31: Klaus, non far finta di non aver capito: replicavo all’accusa rivolta a Benigni da Bruno Volpe, di essere miliardario e di non dare i suoi soldi ai poveri. Dovrebbe a maggior ragione rivolgere un simile invito a Berlusconi (confesso che non mai capito perchè piaccia tanto ai cattolici tradizionalisti…).
    Post 41: io invece auspico che Bemigni si “converta” (come tutti noi: la conversione non finisce mai, è un processo continuo) e che metta sempre più i suoi doni a servizio di tutti. Chi l’ha detto che un cristiano praticante debba “lobotomizzato” e non creativo? Capisco che Gianni preferisse la Koll con pochi vestiti addosso: io la preferisco così, anche se ognuno ha un suo modo irripetibile di essere cristiano.
    Post 43: alla faccia della democrazia del “polo delle libertà” (quali? quella di non pagare le tasse, contro Romani XIII?)! Neppure a me piacciono i tribuni populisti (da Beppe Grillo a Santoro, per arrivare a Berlusconi). Ma non mi piacciono neppure le “epurazioni” nei confronti dei dissidenti (non erano una prerogativa dei regimi comunisti? Vede, Volpe, c’è qualcosa che La accomuna a loro: l’odio per l’avversario, la voglia di perseguitare chi non la pensa come Lei). Se Santoro è fazioso, non lo era Enzio Biagi, un uomo mite e garbato, vittima dell’ottusa censura di Gasparri e C.

  48. Gianni B. scrive:

    @Prof. Savigni
    Quella su Claudia Koll è una battuta, ovviamente.
    Io ho il massimo rispetto per tutti e quindi anche per Claudia Koll.
    Dico solo che la sua metamorfosi fa impressione e sinceramente non la capisco.
    Si è convertita al Cristianesimo? Benissimo! Domanda: perchè adesso non riesce più a fare discorsi normali? Che succede nella mente di un convertito? Boh!

    Questo è un piccolo esempio, tratto dal suo sito http://www.leoperedelpadre.it/sito/index.htm (se può interessare…)

    “Dopo l’incontro con il Signore Gesù la mia vita è cambiata. Dalle macerie della mia vita prostrata e sola ho gridato al Signore e Lui nella sua infinita bontà mi ha risposto: è venuto in aiuto e con il suo infinito amore ha curato le ferite dell’anima e perdonandomi con il Suo Santo Spirito mi ha ricreata, fatta nuova! La conversione è frutto del ritrovamento di questo Padre ricco di Misericordia. Come Gesù mi ha riconciliata con il Padre per i meriti della Sua Passione, Morte e Resurrezione, spingo chi si è smarrito a riconciliarsi con il Padre. Il messaggio della Divina Misericordia è un grande messaggio per l’umanità sofferente che ha perduto la pace. Con la preghiera, l’adorazione Eucaristica, la partecipazione alla Santa Messa e il sacramento della Riconciliazione, il Signore cura le nostre ferite e ci rimette in cammino. Dio non fa preferenze e non usa parzialità. L’amore incontrato nella sofferenza mi spinge ad andare verso chi soffre, per portare proprio quest’ Amore,per consolare con la stessa consolazione con la quale sono stata consolata per infondere fiducia in Dio e nella Sua Misericordia.
    Ho compreso il bisogno di unire le forze in nome di un Amore più grande da attingere dal Signore e da riversare a chi è più debole. Allarghiamo, uniti, le nostre braccia fino ai fratelli dell’ Africa.
    Claudia Koll”

    A parte che non si capisce perchè usi ancora il nome d’arte usato nei film di Tinto Brass invece del suo vero nome (Claudia Colacione), a parte che da quando si è convertita continua a fare alla grande il suo lavoro di attrice visto che ha partecipato a tutte le fiction a sfondo religioso degli ultimi anni (e sì che ce ne sono di attrici più brave di lei, e non dico altro…), ma a parte questo… Claudia Colacione non può fare del bene in silenzio, come tanti cristiani fanno, senza tutta ‘sta manfrina?
    Aho Claudia, me pari più attrice adesso de prima ahahah :)

  49. Iginio scrive:

    Qualcuno faccia ascoltare a mons. Fisichella quando Benigni, commentando a Firenze il canto V dell’Inferno, dice che, siccome il sesso e’ stato voluto da Dio ed e’ dunque una cosa bellissima, allora non si capisce perche’ certi religiosi decidono di vivere il celibato.
    Questi ecclesiastici che devono sempre orecchiare le tendenze del momento risultano parecchio irritanti oltreche’ penosi, dato che si fanno prendere per il naso.
    Detto questo, qualcuno rifletta una buona volta sulla cosa veramente scandalosa, e cioe’ il fatto che tanti attorucoli e attricette, dopo essere diventati famosi grazie a film scemi e sconci, si mettono a fare cose “serie” e tutti devono fare OOOOOOOhhhhhhh davanti a loro. Ecco, sarebbe ora di contestare “profeticamente” questo meccanismo, ma a quanto pare va bene a tutti…

  50. Leopoldo scrive:

    non capisco perche’ in Emilia ci sia questa moda di scimmiottare il romanesco. Forse credono che le loro zeta sibilanti non siano abbastanza ridicole… come del resto il loro Partito Immortale…
    Lavoratoriiiiiiiii….. Prrrrrrrrrrrrrrr!

  51. Klaus scrive:

    Nulla da eccepire sul garbo di Enzo Biagi, la cui passione giornalistica è stata comunque sempre diluita da notevoli preoccupazioni di politically correct o comunque da un’ossessiva equidistanza da ogni schieramento politico,nonostante la sua breve esperienza partigiana.
    Attribuire a Gasparri il demerito della defenestrazione di Biagi è comunque ridicolo.
    Questa mi sembra pura manipolazione degli eventi,caro Savigni. E , bada bene, non ho nessuna predilezione per Gasdparri, cui anzi rimprovero smanie idolatriche nei confronti di ambigui personaggi pseudoecclesiali (si comprende bene a chi mi riferisco).

    Ciò chiarito, rimango nella mia convinzione che la bravura di Benigni non vada coniugata con la sua presunta santificazione tanto ostentata da lui e dai cronisti in cerca di notizie ad ogni costo.

  52. Iginio scrive:

    Savigni, ma lei Berlusconi se lo sogna anche la notte? E’ un rapporto di amore-odio il suo,vede Berlusconi dappertutto, dopo la figura penosa che i suoi Eroi alla Mortadella hanno fatto, l’unica cosa che sa dire e’ che il laicato cristiano e’ suggestionato da Berlusconi… Ma si rilassi un po’ e soprattutto usi la Ragione, ogni tanto, non le viscere. E magari studi un po’ di piu’, che l’universita’ italiana ha bisogno di crescere, non di sprofondare.

  53. Klaus scrive:

    @ Iginio – post 48

    Ottimo,Iginio ! Condivido pienamente.

  54. Iginio scrive:

    Lo sapeva che Enzo Biagi scrise articoli razzisti sui giornaletti fascisti bolognesi fino al 1944? E non sto parlando male di un morto, lo si sapeva gia’ da prima. Pace all’anima sua, ma evitiamo di farne un martire.

  55. Iginio scrive:

    Grazie, signor Klaus, si vede che lei e’ una persona attenta e ha colto quello che c’era da cogliere. A proposito, mi sembra che lei sia una new entry: come mai non l’hanno accusata di essere un nazista dato il nomignolo germanico che si e’ scelto? :-) A me e’ capitato di peggio, solo perche’ ho osato criticare qualce emiliano di passaggio il quale crede ancora al Partito e non ha ancora capito che chi nega Dio lo ammette… e fa lo spirito di patata col romanesco, forse perche’ pensa che le zeta delle sue parti non siano abbastanza ridicole.

  56. Francesco Ursino scrive:

    Post 48

    Sottoscrivo a occhi chiusi! :cool:

  57. "Feynman" Andrea scrive:

    Concordo toto concorde con Andrea Tornielli sul giudizio a Benigni! Domani sera ci sarà l’ultimo dell’inferno e non me lo perdo e ringrazio che per una volta c’è qualcosa di DECENTE in prima serata!

    Nenache Boccaccio era un santo, eppure nel declamare Dante era applaudito da tutti. Pure Benigni ha uno stile un po’ come quello di Boccaccio in certe sue comparse, eppure quando recita Dante si trasfigura e ci trasfigura! Ridona alla gente e a noi tutti che l’ascoltiamo il gusto per la letteratura e la fierezza di essere italiani e di essere cercatori di Dio.

    Ammiro Benigni come cercatore di Dio. Un uomo in profonda ricerca lo definirei. Assestato di Dio. E noi con lui.

    Andrea Macco

  58. "Feynman" Andrea scrive:

    PS:
    se posso aggiungere una cosa: perchè dobbiamo giudicare una persona ed etichettarla meramente per le sue idee politiche? Come se io dicessi che Margherita Hack non va applaudita come astrofisica perchè non credente oppure gli atei dicessero la cosa opposta di Zichichi perchè uomo di grande fede. Il merito scientifico, letterario, artistico di una persona dovrebbe andare al di là della sua fede e del suo colore politico.

    AM

  59. Francesco G scrive:

    Daccordissimo con Andrea (post 57). Ho sentito dire da tanti miei amici, “finalmente qualcuno che ti fa capire Dante!”. Ho avuto la straordinaria fortuna di avere al liceo un grandissimo conoscitore di Dante, come professore di Italiano, che ha saputo comunicarmi qualcosa più della semplice “nozione” o “spiegazione” o anche “conoscenza” per il Sommo. Mi ha dato il suo amore per quell’opera incredibile, generando amore. Lo stesso fece mio nonno che le tre cantiche le sapeva a memoria, e le conosceva bene. Ho sentito brani de La Commedia detti da Gassmann (grande, ma forse non l’aveva capita completamente…) e A. Foa’ (eccezionale!). Ma Benigni ti fa sentire il suo amore e con il suo (una vera e propria forza) ti fa risuonare quello che hai tu. Credo che Dante Alighieri sia stato forse il può grande cantore di Amore. Quello sublime, quello con la “A” grande. Oltre la bellezza della dizione toscana di Benigni, oltre la grande profondità e chiarezza delle spiegazioni, quello che realmente ti fa “trasumanare” è il gioco di armoniche risonanze (come le voci di una cantata di Bach) che si genera magicamente tra l’amore di Benigni, il nostro amore, l’amore del Poeta. Questi sono i fatti, e visto che io credo che Dio è Amore (o come diceva il Sommo “l’Amor-che-move-il-sole-e-l’altre-stelle”), chi meglio di Benigni, oggi, è riuscito a portarci lassù?
    Con questa lettura di Dante, Benigni ha fatto il suo più grande atto di amore-coraggio: si è messo a nudo per noi, perché noi potessimo risplendere di quello stesso barlume divino che sotto i nostri miseri stracci abbiamo. Spero che il nostro possa dircela tutta la Divina, aprendoci alle incredibili atmosfere delle altre due cantiche. Grande, davvero!

  60. Gianni B. scrive:

    @Leopoldo e Iginio
    Io amo moltissimo la parlata romanesca, e anche i romani, per cui ogni tanto la uso, senza necessariamente fare spirito di patata verso di loro!!!
    Per quanto riguarda la nostra ridicola Z emiliana… ce l’hanno solo i bolognesi e un po’ anche noi modenesi, non certo a Piacenza, Parma, Reggio e Ferrara, e neppure in Romagna.

  61. bruno frusca scrive:

    Sensa voler entrare nella vicenda BENIGNI E IL VANGELO, mi limiterò ad alcune osservazioni reltive alle letture dantesche dell’attore.
    Poichè ho letto commenti ( troppo ) osannanti mi permetto ricordare quanto dicono grandi commentatori studiosi di Dante a proposito della lettura in pubblico dei versi della Commedia.
    Scrive Vittorio Russo nel saggio ” Dire Dante secondo Dante” -
    “…Non c’è dubbio, infatti, che il testo dantesco sospinga di continuo a una lettura ” legata ” dei versi, estendendo il periodare sintattico sull’arco di più versi di una stessa terzina o di più terzine in successione. E non c’è dubbio, di conseguenza, che in tal modo non solo venga a sfumare la pausa di fine verso, na venga soprattutto fortemente attutito ed assorbito nella lettura ” inarcata” l’accento canonico di 10^ dell’endecasillabo.

    Es. ” Ed una lupa, che di tutte brame
    sembiava carca ne la sua magrezza ” ( Inf.,I°,49-50

    ” I’ credo ben ch’al mio duca piacesse,
    con sì contenta labbia sempre attese
    lo suon de le parole vere espresse ” ( Inf.XIX,121-123

    ” Che val perché ti racconciasse il freno
    Iustiniano, se la sella è vòta? Pg, VI, 88-89

    ” così quelle carole, differente-
    mente danzando, de la sua ricchezza
    mi facieno stimar, veloci e lente ” Pd:XXIV,16-18

    Il caso limite dell’enjambement tra i vv.16-17 dell’ultimo caso addotto, realizzato addirittura spezzando l’avverbio ” diversa-mente ” nell’inarcatura tra i due versi, valga come esempio più di ogni ltro probativo della volontà segnalata da Dante per una lettura “legara” dei suoi versi, in cui i confini tra poesia e prosa appaiono estremamente labili e sfumati:
    Fin qui Vittorio Russo.

    Ebbene, nelle letture di Benigni, per altri versi apprezzabili, come tutta l’0perazione che fa giustamente concludere che la televisione non è tutto ” il grande fratello “, non ho trovato sempre quell’attenzione necessaria a presentare il racconto nella sua completezza, sacrificando il divenire del racconto stesso in favore della sola musicalità del verso che in molte cisrcostnze
    cadeva nella monotonia, soprattuto quando la dizione avveniva troppo vicino al microfono, segno inconfondibile di un limite di quella capacità di modulazione necessaria alla completa interpretazione delle singole espressioni usate dal Poeta.
    Bruno

  62. marylou scrive:

    Quante storie onorevoli signori e pregiatissima accademia culturale…
    Guardiamo al “fenomeno” Benigni da svariati punti di osservazione…Per gli addetti ai lavori forse la sua declamazione dantesca non è stata una “lectio magistralis” dal punto di vista culturale…
    Per i “cattolicissimi” sembra nascere spontanea la domanda…Da quale pulpito viene la predica?
    Sarà marketing ma di fatto la lettura e il commento dantesco di Benigni sono capaci di suscitare emozioni, di far vibrare corde profonde che spesso la vita in alcuni frangenti ci può intorpidire….
    Lasciamoci far emozionare e commuovere allora….al di là dello spessore o del “pedigree” politico religioso dell’interprete…
    Da cattolica “addetta ai lavori” dico..è marketing quello di Benigni? L’Amore di Dio lo sa “vendere” (passatemi provocatoriamente il termine) molto meglio di noi addetti ai lavori….

  63. Raffaele Savigni scrive:

    Post 49: Iginio, io cerco di usare la ragione
    (non la “Ragione”con la maiuscola da lei evocata, che mi fa pensare alla dèa Ragione degli illuministi). Proprio per questo (senza avere ossessioni: le assicuro che di notte non sogno Berlusconi né Prodi) rifiuto chi si presenta in politica come l’”Unto del Signore”, e che tira in ballo la madre defunta dicendo che dal Paradiso protegge la sua carriera politica… Le sembra “razionale” questo? E non le sembra viscerale, piuttosto che razionale, affibbiare epiteti come “Mortadella” (o l’Anticristo, direbbe Silvano) a Prodi? Se discutiamo di politica, usiamo un linguaggio politico, razionale; se discutiamo di teologia o di critica dantesca, cerchiamo di rispettare le regole di queste discipline e di non andare “fuori tema”.
    Io cerco di studiare molto, caro Iginio: ma non so chi sia lei (quanti libri ha pubblicato? Su quali temi è esperto?) per potermi dare dell’ignorante. Non credo che ne abbia il diritto.
    Quanto a ciò che scriveva Biagi prima del 1944, non mi sembra il caso di infierire sugli “errori giovanili” di una persona: anche Moro e Fanfani sono stati da giovani “figli della lupa”, eppure sono stati in seguito grandi statisti; anche Ungaretti ha appoggiato Mussolini, eppure era un greande poeta. Diverso è il caso di chi ha perseverato nell’errore nel dopoguerra…

  64. Iginio scrive:

    Per Feynman: guardi che gli atei Zichichi lo prendono in giro continuamente, anche in televisione, mentre la Hack la venerano come una specie di superesperta. Chieda per esempio ai comunisti triestini. Possibile che i cattolici debbano sempre fare i signorini educati e taaanto compensivi, mentre dall’altra parte c’e’ solo faziosita’ e malafede? Ci aspettiamo forse che, commossi da tanto altruismo, i piu’ o meno expostcomunisti vengano in lacrime in chiesa? Semplicemente si limitano ad alzare le spalle. Spesso continuano con le contumelie, come anche si nota in questo blog.
    Qualcuno raccomandava di essere candidi come colombe ma anche astuti come serpenti…
    Personalmente sono indifferente a Zichichi, quantunque se non altro e’ diverso dagli pseudoscienziati stile “La Sapienza”, e auguro a Margherita Hack di cambiare almeno parrucchiere, se non puo’ cambiare le sue ridicole idee filosofico-politiche, e di smetterla di fare la tuttologa, dato che la sua cultura generale non credo sia superiore a quella di tanti altri.

  65. Iginio scrive:

    Illustre Savigni, che le sue idee storiografiche (in particolare sulla storia contemporanea ma anche su quella medievale) siano alquanto traballanti e’ venuto fuori piu’ volte, e le e’ anche stato fatto notare. Si offenda pure, tanto la realta’ non cambia. Del resto e’ noto che le universita’ italiane sono autoreferenziali, non danno alcun contributo alla cultura dadecenni.
    Per il resto, pensi alle contumelie scagliate su Berlusconi, a tutta la somma di insulti, accuse, vituperazioni, su di lui, che di fatto vanno a colpire tutta un’ampia porzione della societa’ italiana che ha l’unico torto di non credere alla bonta’ del Compromesso Storico e ai Cattolici Adulti: poi torni a parlare. Pensi a qualcuno che ciancia di essere Cattolico Adulto e di fare sedute spiritiche per conoscere i covi delle BR, e poi vediamo chi e’ che strumentalizza la religione. Berlusconi puo’ anche non esistere affatto, non per questo tutti i cattolici o semplicemente tutti gli italiani devono ammirare gente come Prodi, Bindi e compagni cantante, che oltretutto ormai e’ ampiamente screditata anche a sinistra (glielo dico nel caso non se ne sia accorto). La finisca dunque con gli insulti viscerali e impari a confrontarsi su programmi politici e idee concrete e a riconoscere la dignita’, se non l’intelligenza, di chi non accetta le sue distinzioni manichee.
    Non vuol votare Berlusconi? E non lo voti, ma chi la obbliga… :-)

  66. Iginio scrive:

    Dimenticavo: esimio Savigni, non so che cosa abbia detto Berlusconi al riguardo e francamente mi interessa relativamente, ma dire che la mamma defunta ci protegge dal Paradiso e’ un sentimento che tutti i normali cristiani hanno tra i piu’ cari, e che solo a qualche imbecille o cafone (scelga lei: quet’ultimo termine non appartiene ai dialetti emiliani ma credo che sia anche da lei conosciuto) puo’ venire in mente di ascrivere alla campagna elettorale. O forse pensa che, siccome Berlusconi non e’ un bravo cristiano, allora la mamma non puo’ andare in Cielo e nessuno prega per lui? Che razza di teologia e’ la sua? Ma l’ha imparata dal cappellano universitario di Bologna, quello che strillava contro “i ricchi”?
    E adesso vada a piagnucolare dal suo sodale Canelli, magari le regala un bicchiere di lambrusco per consolarla degli affronti che riceve nei blog. Oppure apra una lista di proscrizione :-) e magari chieda al Comandante Bulow di benedirla dal Paradiso dei Lavoratori.
    Premesso questo, dato che mi sembra che lei abbia bisogno di lezioni chiare di comportamento e di “ecologia del pensiero”, e’ ovvio che l’avere una persona cara in Cielo non ci esime dal commettere errori, purtroppo… Forse pero’ ce ne fa risparmiare qualcuno.

  67. Francesco Ursino scrive:

    Caro IGINIO,

    lei mi piace sempre di più!
    :cool:

  68. Klaus scrive:

    Per Iginio.

    La ringrazio della chiarezza: carta canta e villan dorme.
    E’ il caso proprio di dirlo!

  69. SteX scrive:

    In effetti, se è riuscito a depenalizzare il falso in bilancio prima della sentenza che l’avrebbe accusato, qualche “santo” in paradiso ce l’ha…

  70. Garlyc scrive:

    Iginio:
    “Possibile che i cattolici debbano sempre fare i signorini educati e taaanto compensivi, mentre dall’altra parte c’e’ solo faziosita’ e malafede?”

    Ora capisco. Ti sei assunto il compito di riequilibrare, e devo dire che ci stai quasi riuscendo.

  71. marylou scrive:

    Capperi…com’è che si parla di tutto e si finisce sempre a parlare di lui ,il grande “Silvio”….
    Guardate che così alimentiamo la sua “Sacra Sindrome”, per dirla con Benigni….

  72. Federico scrive:

    A SAVIGNI

    Auguri per la sua “avventura” nel partito democratico….

  73. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimo conte Savignani Della Bologna,

    il Suo dovizioso intervento n.63 mi ha commosso fino alle lacrime.

    Quale finezza di lima sugli orrori e sugli errori del nostro tempo, quale tocco leggero nelle Sue nervose pennellate sull Aldilà invocato dal marchese Berlusca, quale soave aroma di insaccato ne’ Soui apprezzamenti sul prode Romano!

    E’ ineffabile!

    Non consideriamo poi i sublimi riferimenti ai conti Biagi,Fanfani e Moro,ai loro eroici trascorsi nella milizia di cui forse anche Ella ,caro Savignani, prova una qual certa nostalgia. Lo confessi!

    Sa che muoio di ansia nell’attesa che Ella tratteggi su queste pagine un’altra di cootali liriche e mi crogiulo nel diletto senile di stampare il suo commento, tagliuzzarlo parola per parola e poi ricomporlo:una sorta di puzzle per i vecchi con cui passo le mie giornate,cercando di scoprire l’arcano mistero con cui Ella riesce a mettere insieme tante parole apparentemente inutili e poi a dar loro talvolta un nesso logico.

    Graziosissimi ossequi!

  74. Gianni B. scrive:

    @Bruno Frusca
    Vittorio Russo purtroppo è morto nel 1997 per cui non possiamo sapere quale sarebbe stata la sua reazione di fronte all’odierno Dante di Benigni… magari gli sarebbe piaciuto moltissimo, o forse gli avrebbe fatto schifo, chi lo può sapere!
    Benigni ha dato la SUA interpretazione: può piacere o non piacere, punto.
    Per questo, è impossibile stabilire quale sia la MIGLIORE interpretazione.
    Se prendiamo 10 incisioni del’Adagietto della 5° di Mahler, come possiamo stabilire quale sia la migliore?
    Si tratta di gusti personali.
    Ad un cultore degli ottoni potrebbe persino piacere anche una trascrizione dell’Adagietto per brass band, ad esempio, cosa che farebbe rivoltare Mahler nella tomba!
    Più correttamente, tornando a noi, si stabilisce che esistono alcune interpretazioni recitate di Dante e poi si cerca di inquadrarle in modo più o meno efficace nel loro contesto storico, e di compararle fra di loro, anche in base alla loro importanza e all’influsso che hanno esercitato sui contemporanei e al seguito che hanno ottenuto, nonchè al grado di innovazione.
    Tra parentesi comparare musica e Dante non è neppure corretto perchè l’interpretazione di un brano musicale spesso è ben specificata dall’autore stesso mediante i segni agogici, Dante certo invece non ha lasciato alcuna indicazione su come recitare la Divina Commedia!
    Il Dante di Benigni è sicuramente innovativo e ha avuto un vastissimo seguito ed interesse, mai raggiunto prima, e QUESTO possiamo dirlo… sul resto non mi avventurerei perchè i precedenti sono davvero pochi.
    Cordiali saluti.

  75. bruno volpe scrive:

    Torno sul tema Benigni. Preciso che non ho nulla di personale contro Benigni. Ma ritengo che la critica abbia sopravvalutato questo signore miliardario che a mio sommesso parere, fa cose da guitto e non da attore.Basta con questo mito del Benigni inteprete autentico di Dante, grazie a Dio esiste anche gente piu’ seria e preparata. In quanto agli Oscar si sa come vengono dati: basta essere amici di lobbies giudaico massoniche e il gioco spesso e’ fatto.So bene che la mia opione potra’ creare imbarazzo,ma il Vangelo tanto strombazzato dall’ateo Benigni impone di parlare chiaro. Benigni, essendo marxista, non crede nel Vangelo.Onestamente in lui non trovo nulla,proprio nulla di cosi’ geniale. Innoltre come non credo al buonismo di Benigni, lo stesso dicasi di Weltroni, Dalla, e dello stesso Ferrara: chi nasce tondo non puo’ morire quedrato. Bruno Volpe

  76. bruno volpe scrive:

    Al caro amico Tornielli: Benigni era quel signore che tanti anni fa realizzo’ un film blasfemo dal titolo il Papocchio con il quale beffeggiava la religione e dileggiava il Papa Bruno Volpe

  77. Gianni B. scrive:

    @Bruno Volpe

    …e infatti su pressione del clero il film fu sequestrato, censurato e non tornò nelle sale fino a pochi anni fa, e non in versione integrale.

    Per fortuna ogni tanto qualche bella notizia arriva… non tutti si fanno mettere sotto dai fanatici religiosi!

    http://www.uaar.it/news/2008/02/13/islam-vignette-nove-testate-danesi-ripubblicano/#comment-145636

  78. SteX scrive:

    @Bruno Volpe
    Come già specificato dal Dott.Tornielli, Benigni fa satira. La satira dileggia, è quello che fa. Può piacere o meno, ma è così. A me Benigni piace, lo trovo un grande comunicatore, oltre che un comico geniale.
    E comunque rimanere colpiti dal messaggio del Vangelo non necessariamente ha a che vedere con la presa di posizione verso persone (come il papa) o cariche istituzionali e di potere.
    Personalmente trovo anche sterile rimarcare sempre sul Benigni miliardario (come se fosse una colpa): il “marxistello” di turno le potrebbe provocatoriamente rispondere che neanche dalle alte cariche ecclesiastiche arriva proprio un messaggio di povertà…

  79. Raffaele Savigni scrive:

    Postr 66: non ho nessuna visione manichea, e non milito nel Pd. Comunque, Iginio, non le permetto di offendermi, dandomi dell’imbecille o del cafone! Se c’è un cafone, è lei, non io: credo che tutti siano in grado di giudicare.Possibile che non si riesca a fare un dibattito civile senza ricorrere all’insulto?
    Comunque con lei ho chiuso: non replicherò più per non sporcarmi.

  80. Raffaele Savigni scrive:

    Una volta per tutte ci tengo a precisare la mia posizione (quante volte devo ripetere, a orecchie sorde, che non sono un cattocomunista né un dossettiano?).
    Mi riconosco nella tradizione del cattolicesimo democratico (preciso meglio: Sturzo, De Gasperi, Moro, Zaccagnini, Monticone…, non Alberigo-Melloni), ma aggiungo che ll’eccessivo interventismo dei vari Dino Boffo fa da contruppunto una certa inerzia degli ultimi esponenti del cattolicesimo democratici (Prodi, Bindi e Castagnetti inclusi): mi sembrano troppo subalterni ad una cultura della “diaspora” che un tempo era ben distinta dal cattolicesimo democratico “montiniano” e di estrazione “fucina”.Forse questa difficoltà di leggere i “nuovi segni dei tempi” (rilevata ad esempio dal “teodem” Bobba) e questo disagio, questa resistenza a sviluppare un discorso serio sui temi “eticamente sensibili” all’interno del Pd favorisce l’eccessivo interventismo e le strumentalizzazioni di altri.Apprezzo per alcuni aspetti (ad es. sui temi sociali) la Bindi, ma quanto la sento interpellata sui temi dell’aborto, del Family day, del “quoziente familiare” e simili noto in lei (e in altri) un certo imbarazzo, una certa reticenza, come se ci fosse un’esitazione di fondo, una paura di dire certe cose per non scontentare gli alleati.E la conseguenza è questa: di questi temi si appropriano Ferrara, Cuffaro etc. Se un cattolico democratico come Monticone non è entrato nel Pd ma va con Pezzotta (qualcuno ha notizie certe?) vorrà dire qualcosa: per me è sintomo di una cetrta incapacità del laicato cattolico di tradurre i propri valori in linguaggio politico condiviso. La cultura del cattolicesimo democratico non va rinnegata ma neppure difesa come una “riserva”: va riletta ed arricchita alla luce dei nuovi segni dei tempi. Negli USA Obama è diverso da Bush, ma non ha paura di parlare in pubblico della propria fede.

  81. Luigi scrive:

    la mia umana solidarietà a Savigni

    (ragazzi, lo state sbeffeggiando un po’ troppo, suvvia!!)

  82. Klaus scrive:

    Caro Savigni,

    quando afferma

    “…Se un cattolico democratico come Monticone non è entrato nel Pd ma va con Pezzotta (qualcuno ha notizie certe?) vorrà dire qualcosa: per me è sintomo di una cetrta incapacità del laicato cattolico di tradurre i propri valori in linguaggio politico condiviso. La cultura del cattolicesimo democratico non va rinnegata ma neppure difesa come una “riserva”: va riletta ed arricchita alla luce dei nuovi segni dei tempi. Negli USA Obama è diverso da Bush, ma non ha paura di parlare in pubblico della propria fede.”,

    lei, se osserva bene, si dà una risposta da solo e forse(almeno mi auguro) su questa sua rinnovata consapevolezza delle enormi contraddizioni dei personaggi di cui parla nel suo ultimo post, nessuno oserà più “sbeffeggiarla”.

  83. Eufemia Budicin scrive:

    Caro Iginio, credo anch’io che a Trieste ci sarà qualche bravo parrucchiere dove la prof.ssa Hack potrebbe passare utilmente un’oretta, eventualmente sfogliando quelle riviste che sono le più vendute in Italia e non hanno bisogno di sovvenzioni statali. Li le donne, anche dopo la menopausa, sfoggiano delle bellissime acconciature e relative mises.

  84. Eufemia Budicin scrive:

    Caro prof. Savigni, Ungaretti, a differenza di tanti altri, non si è redento dopo la guerra. Per questo motivo il Nobel è finito a Quasimodo e non a lui.

  85. Americo scrive:

    Mi dispiace per tutti questi ditirambi, ma Benigni é solo un pagliaccio grossolano, neanche da Commedia dell’Arte, che é la perfetta espressione dell’ignoranza e del pessimo gusto e pessima educazione della nostra massa italiana. É impossibile che i suoi vani attenti a qualcosa che si assimigli a pensieri non sia che superficiale e fantasioso.

  86. Pipìta Del Monte scrive:

    Gentili signori (espressione obbligatoriamente generica di esordio),

    ritengo doveroso da parte dello scrivente mettervi a parte delle informazioni che ricevetti iersera dai Sacri Palazzi Romani,dove in data 28 febbraio p.v. sarà conferita all’ineffabile conte Benigno De Benigni di Lucignolo la croce di Cavaliere di Santa Pinna per le sue commoventi recitazioni teologali della Divina Commedia.

    Questo il calendario delle attività preparatorie del grande evento:

    -14.2: predisposizione del podio nella sala prescelta;
    -15.2: reperimento della penna d’oca nel pollaio del sacro palazzo per la firma del sacro verbale;
    -16.2: predisposizione della boccetta d’inchiostro ottenuto con mescolanza di fumo e aceto;
    -17.2: deposizione del drappo serico sul tavolo della firma;
    -18.2: collocazione su detto della penna e dell’inchiostro;
    -19.2: lucidatura della croce di Santa Pinna;
    -20.2:reperimento del tampone assorbente per l’inchiostro in eccesso dopo la firma del verbale;
    -21.2: dislocazione del tampone assorbente vicino alla penna e alla boccetta d’inchiostro;
    -22.2: reperimento dello spillo per l’apposizione della croce sul bavero dell’insignendo conte Benigno;
    -23.2:sistemazione di detta sul sacro tavolo;
    -24.2:misurazione dello spazio esistente sul bavero per l’apposizione dell’onorificenza;
    -25.2 sistemazione delle poltrone per tutti gli alti pelati che presenzieranno e delle sedie per il pubblico;
    -26.2: prove generali;
    -27.2 : inizio del corteo processionale nei corridoio dei Sacri palazzi;
    -28,2: apposizione dell’onorificenza sul sacro bavero.

    Distinti saluti

  87. Raffaele Savigni scrive:

    Post 75: “chi nasce tondo non puo’ morire quedrato”. E come la mettiamo con i grandi convertiti (a cominciare da san Paolo sant’Agostino…)?
    Trovo poi francamente sgradevole l’accenno alle “lobbies giudaico massoniche”: mi ricorda un certo Mussolini, e in questi giorni (vedi polemiche sulla presenza di Israele alla Fiera del libro) nom mi sembra segno di buon gusto.

  88. Klaus scrive:

    Beh, Savigni,

    …paragonare Benigni a Paolo di Tarso e ad Agostino d’Ippona…mi sembra francamente eccessivo!

    Ma è proprio Lei che posta codeste cose?

  89. Klaus scrive:

    Beh, Savigni,

    …paragonare Benigni a Paolo di Tarso e ad Agostino d’Ippona…mi sembra francamente eccessivo!

    Ma è proprio Lei che posta codeste cose?

  90. Garlyc scrive:

    Klaus, se non capisci un ragionamento non capisci. C’è poco da fare. Ma sei in buona compagnia qua dentro.

  91. Klaus scrive:

    Grazie Garlyc, beato te che “capisci”.

  92. Federico scrive:

    A SAVIGNI

    Capisco il suo discorso ma, mi permetta, è “fuori dai tempi”….come fuori dai tempi sono Pezzotta e Binetti, per esempio…

    Oggi, in Italia e in tutta Europa, finalmente, c’è un partito, quello popolare, che è la casa autentica di tutti i cattolici che si sforzano di essere coerenti con la propria Fede…o dove, per lo meno, i cattolici sono rispettati….

    Quindi non capisco proprio tutti i suoi discorsi…sarà che ho 26 anni…

    Volgio dire: oggi, tra i giovani, è tutto molto chiaro e semplice: se ti sforzi di essere un cristiano coerente a sinistra non c’è spazio per te…nessuno ti fila e ti considerano pure un pirla…questa è la verità….

    A sinistra ci puoi stare solo se sei un “devoto ateo” che critica il Papa….

  93. bruno volpe scrive:

    infatti sono contrario alla presenza di israele alla fiera del libro bruno volpe

  94. bruno volpe scrive:

    cari amici consentitemi: a me piace parlare chiaro anche se risulta impopolare. trovo insopportabile questo buonismo verso i giudei. Non voglio giustificare nessuna forma di antisemtismo, e condanno il nazismo. Ma con altrettante franchezza censuro l’arrroganza, la prepotenza dei deicidi che pretendono persino di dare lezioni al Papa e ai cattolici su come pregare. Avete mai visto qualche cattolico fare invasione di campo e dire al rabbino che preghiera deve recitare? Non facciamo gli ingenui, esistono le lobbies giudaico massonico,eccome se esistono e sono economicamente forti e potenti oltre che mediaticamente influenti Bruno Volpe

  95. Alessia scrive:

    Sono basita. Trasformare Benigni e la sua presunta o effettiva conversione in occasione di scontro e contrapposizione è davvero ridicolo.

  96. Gianni B. scrive:

    @Bruno Volpe
    Non facciamo gli ingenui, esistono le lobbies giudaico massonico,eccome se esistono e sono economicamente forti e potenti oltre che mediaticamente influenti Bruno Volpe

    …invece le lobbies cristiane e cattoliche forti e potenti e mediaticamente influenti non esistono, eh? Mah.

  97. Klaus scrive:

    Ma no, cara Alessia, quale occasione di scontro? Non è proprio il caso.
    Casomai un’occasione per farsi quattro risate.
    Nulla di più.

  98. Garlyc scrive:

    @Bruno Volpe:
    …infatti sono contrario alla presenza di israele alla fiera del libro…
    …cari amici consentitemi: a me piace parlare chiaro anche se risulta impopolare. trovo insopportabile questo buonismo verso i giudei…
    … censuro l’arrroganza, la prepotenza dei deicidi…
    …esistono le lobbies giudaico massonico,eccome se esistono e sono economicamente forti e potenti oltre che mediaticamente influenti…

    Perfetto, abbiamo capito molto bene la posizione.
    (E meno male che “non vuoi giustificare nessuna forma di antisemitismo”)

  99. Raffaele Savigni scrive:

    Post 94: a me risulta che la Chiesa abbia deliberatamente rinunciato da decenni all’accusa di “deicidio”. O forse Bruno Volpe vuole ripristinare l’infelice espressione utilizzata da padre Gemelli nel 1938?
    Sicuramente certi ambienti ebraici (ma non tutti!) sono molto suscettibili, e non è detto che dobbiamo per forza accontentarli in tutto (su questo dissento da Piero Stefani). Ma dopo la Shoah credo che dobbiamo mostrare sempre rispetto nei loro confronti, e cercare di capire anche la loro suscettibilità. Non dobbiamo arretrare di un millimetro rispetto alle aperture di Giovanni XXIII e di Giovanni Paolo II, ma portare avanti il dialogo e l’approfondimento teologico.

  100. bruno volpe scrive:

    Caro signor Savigni Lei ha capito bene. I guai sono cominciati infatti con il Concilio Vaticano II, vera ed autentica torta avvelenata del nostro tempo. IN quanto alla definizione di deicidi, non e’ mia: e’ figlia del vangelo. Cordialita’ Bruno Volpe

  101. Klaus scrive:

    Infelice Bruno Volpe….infelice restauratore di infelici espressioni… :-)

  102. Eufemia Budicin scrive:

    Invece Paolo VI era filoarabo, basti ricordare come andò il suo viaggio in Terrasanta. Però all’epoca l’Islam non faceva paura a nessuno.

  103. bruno volpe scrive:

    Caro amico, meglio restauratore che cattocomunista. In ogni caso non sono infelice,ma felicissimo di combattere per i sani valori cattolici, esatamente quelli che i corifei del modernismo hanno distrutto,con amicizia Bruno Volpe

  104. Sandro scrive:

    Buona sera, ho avuto il piacere di poter riassaporare edegustare Dante e tutti i pensieri che all’epoca del liceo ho avuto la fortuna conoscere grazie al mio professore di italiano e latino. Mentre questo professore ci spiegava Dante e la sua poetica tutta la classe stava a bocca aperta per i pensieri che ci snocciolava a noi piccoli esseri in cerca di noi stessi. Allo stesso tempo ho sempre dentro di me anche gli insegnamenti dei professori sia di Religione sia di Filosofia sia di Storia dell’Arte. Il primo un giorno si presentò in aula insieme all’insegnante di Storia dell’Arte; insieme ci mostrarono il Cristo che guarda il mondo, un’opera straordinaria che rappresenta in toto il concetto di Benigni. Il commento del sacerdote mentre noi restavamo a bocca aperta fu soltanto questo accompagnato da alcune lacrime di gioia: “solo un ateo avrebbo potuto immaginare e rappresentare il verbo del Cristo”. Sino ad ora nella mia vita, tra pochi giorni compirò sessant’anni, non sono mai più riuscito a trovare un’opera più degna di quella di Dalì. Ogni volta che la guardo, lo faccio anche spesso via internet, mi commuovo sempre di più. Poi, disgraziatamente, guardandomi intorno non trovo aktro che il deserto più arido per la somaraggine di una classe dirrigente nel suo insieme che esprime ormai da troppi anni.
    Un cordiale saluto.

  105. annarita scrive:

    Ogni anno si commemora la Shoah, sarebbe più giusto commemorare tutti i morti per ingiustizia, razzismo, ideologia, perchè non ci sono morti di prima classe e morti di seconda classe. Quanti cattolici sono uccisi ogni anno? Quando si commemora il loro olocausto? Delle Foibe, qualche secondo di ricordo a scuola(quando va bene e da pochi anni)e poi fine, per la shoah ci stanno su almeno due settimane, con filmati, conferenze, spiegazioni, lettura di libri, porta a porta vari. E’ giustizia questa? Ci dovrebbe essere un’unica giornata per la commemorazione di ebrei, cattolici, zingari, etc. uccisi per la follia umana.

  106. Eufemia Budicin scrive:

    Ieri pomeriggio sono stata all’inaugurazione della mostra che il comune di Ciampino (Roma) ha dedicato alla storia della Venezia Giulia e Dalmazia. Due giovani hanno interrotto la cerimonia per ribadire che le foibe vanno contestualizzate, visti i crimini fascisti. Poichè gli è stato detto che si trattava di un evento culturale e non era previsto dibattito, se ne sono andati sbraitando verso chi non gli aveva permesso di cambiare il programma della manifestazione. Visto che il convegno al teatro Brancaccio è stato annullato, a Ciampino è andata bene!

  107. bruno volpe scrive:

    Cari Lettori Vi invito a leggere su Petrus http://www.papanews.it la intervista a Zeffirelli che stronca Benigni: lo dice Zeffirelli non uno qualsiasi Grazie Bruno Volpe

  108. SteX scrive:

    “Per principio non vedo mai i film di Nanni Moretti, perché non li considero degni di considerazione e osservazione”

    Basta già questa frase di Zeffirelli per capire il tenore dell’intervista… ci fosse uno straccio di motivazione sensata, e non una serie di preconcetti, marxista quello, buttiamo nel water l’altro. E non ha neanche visto il film. E lo dice!
    Che tristezza…

  109. Andrea Tornielli scrive:

    Ho letto, purtroppo, l’invettiva moralistica di Zeffirelli. Spari pure a zero, Maestro, anche su ciò che non ha visto. Io continuo a fare il “servo sciocco” e a godermi Benigni. Bellissima anche la lettura di mercoledì sera… Spero che cose simili abbiano sempre più spazio in Tv!
    at

  110. Francesco Ursino scrive:

    Zeffirelli è un tantino prevenuto… naturalmente la conversione di Ferrara è sincera, per carità… Benigni deve stare all’inferno, perché il “maestro” ritiene che sia giusto così.

    Ora, i gusti sono gusti, ma anche uno come Benigni può restare affascinato dalla bellezza di Dante ed esprimerlo come meglio riesce, come meglio lo ha sentito nel suo profondo. Il pregiudizio fa brutti scherzi, anche ai “maestri”.

    Cordialmente.

  111. Francesco Ursino scrive:

    Poi in fondo aggiunge che “la conversione è possibile per tutti”. Ma poco sopra negava tale affermazione per Benigni… . Un lapsus? Non credo… :)

  112. Klaus scrive:

    Consentitemi di dissentire: Zeffirelli dà un giudizio squisitamente estetico oltre che “tecnico” della recitazione di Dante da parte di Benigni. Possiamo condividerlo o meno,ma va rispettato.

    Non basta dire “A me piace” o il contrario: credo che la ratio di un thread su un pubblico blog non sia solo quella di esprimere le proprie preferenze in campo artistico o politico o sociale o religioso alla stessa stregua con cui se ne esprimono su una ricetta in un blog di gastronomia.

    Sono due piani di valutazione e di discussione assolutamente diversi tra loro.

  113. SteX scrive:

    E dov’è il giudizio estetico?
    “Mi domando e chiedo: chi ha mai dato a Benigni la patente di interprete di Dante? Lo scriva pure: Benigni è un fenomeno da baraccone, ha stravolto Dante invece di interpretarlo. Del resto, lui, marxista, come può intendere la profondità di Dante?”
    Le sembra un giudizio estetico? E’ un marxista, quindi non può intendere la profondità di Dante?
    Tornielli ha sintetizzato perfettamente: Invettiva moralistica. Di tecnico non ha niente.

  114. annarita scrive:

    Buon per Benigni se il Vangelo lo ha sconquassato.

  115. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Klaus, sono d’accordo che non basta dire “a me piace…”. Solo che ho trovato quelle di Zeffirelli nient’altro che sparate. Anche a me, come a Stex, è sfuggito il giudizio estetico e – mi perdoni il Maestro Zeffirelli – sono sfuggite pure le seppur minime argomentazioni portate per sostenere questo giudizio.
    at

  116. Federico scrive:

    Grande Zeffirelli!!!!!!!!!!

    Le letture di Benigni sono carine, niente di più…

  117. Klaus scrive:

    Per Tornielli e Stex

    Non entro nel merito delle vostre valutazioni ( a me Benigni,per esempio non convince per un motivo molto semplice: un comico non può recitare Dante come si conviene. Sarebbe come se si pretendesse che l’Aretino,scrittore pornografico ante litteram, recitasse le lettere di Caterina da Siena: ne sarebbe scaturito un ibrido quanto meno imbarazzante).

    Vorrei farvi osservare i motivi per cui Zeffirelli sostiene(da suo punto di vista ovviamente,che è condivisibile o meno) che Benigni non è all’altezza della situazione. Cito, rileggendo le sue dichiarazioni a Petrus:

    1.Benigni non è INTERPRETE di Dante (viene posto un piano di valutazione diverso dalla semplice declamazione);

    2.Stravolge Dante (possiamo intendere che lo stravolge,secondo Zeffirelli, nei toni e nel contenuto);

    3.ha una visione marxista della vita e della storia,laddove quella di Dante in entrambe le dimensioni è una visione profondamente cristiana;

    4.per interpretare Dante ci vuole “cuore” (secondo Zeffirelli,suppongo, quel tipo di cuore che un personaggio dello spettacolo, di là dalla sua personale affettività, mostra o mostrava di non avere nel momento in cui,tra l’altro, dileggiava profondamente il Papa in uno dei suoi film o scimmiottava scherzosamente il diavolo in un altro.

    Detto questo, e ferma restando la valutazione emotiva che è lasciata alla libertà di ognuno di noi( piace…non piace), ritengo che a Zeffirelli si può senz’altro obiettare la biliosità delle sue accuse,ma che egli sbagli nelle sue motivazioni dobbiamo caso mai dimostrarlo.

    Altrimenti non ha senso discutere su un blog, come in altre circostanze.

    Scusate la pedanteria non voluta.

  118. Federico scrive:

    L’argomentazione la faccio io…

    Benigni è indubbiamente bravo (ha delle qualità, diciamo….)

    Si impara a memoria i versi della Divina Commedia e li ripete, ok…può essere carino…è carino…

    Per il resto, parla due ore senza pausa, dice due cose sul significato del brano che commenta e poi inizia a “sparare” frasi tutto entusiasmato … e il Vangelo di qui e Gesù di là…ma, alla fine, non dice nulla…

    Voglio dire…anche a me pare una “baracconata” o, comunque, un’esagerazione il suo successo…penso che sia dovuto solo al fatto che la TV non offre niente di meglio…

    Devo dire che anche io, come Zeffirelli, provo un certo fastidio quando vedo Benigni parlare di Dio … perchè o si converte, e allora è credibile, o alla fine, il sospetto è che sia sulla buona strada per invertarsi lui un dio da adorare … magari un dio, per l’appunto, marxista…

    A Tornielli vorrei dire:
    non sia così permaloso! Può continuare a guardarsi Benigni senza che nessuno lo consideri un “servo sciocco”!

  119. Federico scrive:

    Voglio dire: Benigni deve trarre le conseguenze pratiche di quello che dice “a parole”…altrimenti il tutto si tradurrà, tra poco, in una presa in giro….

  120. Garlyc scrive:

    Sul giudizio estetico ognuno dica la sua, per carità. Anche sui film di Zeffirelli, per esempio.

    Ma che Zeffirelli discuta sul pedigree cattolico di Benigni, questo francamente… o lui vuole che iniziamo a discutere sul suo?

  121. Francesco Ursino scrive:

    E quali sarebbero le conseguenze pratiche?

  122. bruno volpe scrive:

    Gemtili amici credo che il dibattito vada portato nella giusta misura, rispettando le idee di benigni,ma anche quello di Zeffirelli che,mi sia concesso,sono altrettanto autorevoli come quelle di Benigni. Zeffirelli e’ un Maestro e quindi puo’ leggitimamente esprimere la sua opionione. Bruno Volpe

  123. Francesco Ursino scrive:

    Così come ciascuno può legittimamente criticare le sue posizioni… .

  124. Raffaele Savigni scrive:

    Perchè uno deve provare fastidio se Benigni parla di Dio? Può parlare di Dio anchi chi lo cerca, non solo chi è sicuro di averlo già incontrato (un’esperienza, del resto, che non finisce mai… perché il Mistero di Cristo è più grande di noi). Siamo tutti “cercatori di Dio”…

  125. Raffaele Savigni scrive:

    Purtroppo il sito “Petrus” sta cadendo sempre più in basso… Siamo arrivati alla teologia secondo Luciano Moggi e Zeffirelli… Ho apprezzato alcuni film di Zeffirelli, e continuerò a commuovermi guardando “Fratello sole, sorella luna”; ma quando parla di altri è fazioso e prevenuto.

  126. Raffaele Savigni scrive:

    “I guai sono cominciati infatti con il Concilio Vaticano II, vera ed autentica torta avvelenata del nostro tempo”.
    Prendo atto del fatto che Bruno Volpe è un seguace di mons. Lefebvre, e quindi scismatico, in quanto non riconosce le decisioni del Magistero papale e conciliare a partire dal 1962 (quindi non riconosce neppure i teologi che sono stato protagonisti del Concilio, come lo stesso Ratzinger; ed i papi che ne hanno approvato o ratificato le decisioni…). Si rende conto delle conseguenze del suo discorso? La fedeltà a “Pietro” non può essere selettiva, non può valere solo fino a un certo momento: altrimenti si ricade nel soggettivismo, nel relativismo (chi è che decide quale papi e concili sono da accettare e quali no? Il giudizio soggettivo dei tradizionalisti, secondo le loro preferenze teologiche, liturgiche etc.)? E non mi rispinda che il Vaticano II è andato contro la Tradizione: anche il concilio di Gerusalemme (che ha superato il giudeo-cristianesimo), il concilio di Nicea, la Riforma gregoriana, il concilio di Trento, il Vaticano I hanno stabilito nuovi dogmi, hanno cambiato tante norme (su questioni importanti come il celibato,le lingue liturgiche, le modalità di elezione dei vescovi, le modalità di esercizio del ministero petrino…). Il primo “innovatore” della storia del Cristianesimo è stato san Paolo, che ha superato l’impostazione di Giacomo e aperto il Cristianesimo ai Gentili. Un vero “tradizionalista” dovrebbe allora tornare a Giacomo e alla liturgia in ebraico, e magari ad una cristologia di tipo “ebionita”, o comunque prenicena… La Tradizione è una realtà vivente, dinamica, non un fossile da conservare intatto, al riparpo dalla storia, come vorrebbero fare certuni di “Italia nostra” con i bei monumenti…

  127. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimo conte Savignani del Rubicone,

    negli ultimi tempi mi capita sempre più di imbattermi in tanti,ma tanti cattolici universitari infanti che indossano sul bavero il distintivo con l’acronimo “C.A.”( cattolico adulto).
    Fenomerno alquanto strano e inspiegabile…un po’ il rovescio del cd complesso di Peter Pan.

    Mi è venuto il sospetto che costoro vogliano emulare per piaggeria i loro maestri che si annidano nelle università, ma, per cautela , ho chiesto conferma al mio amico, prof. Eleuterio De’Claris ac Tondis, profondo studioso della materia, che ama rimestare nel crogiuolo sobollente del sapere universitario ed egli proprio stamane mi ha dato conferma del mio sospetto con una frase alquanto sentenziosa ma lapidaria:

    PISCES A CAPITE FOETUNT!

    Graziosi saluti.

  128. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimo conte Savignani del Rubicone,

    negli ultimi tempi mi capita sempre più di imbattermi in tanti,ma tanti cattolici universitari infanti che indossano sul bavero il distintivo con l’acronimo “C.A.”( cattolico adulto).
    Fenomerno alquanto strano e inspiegabile…un po’ il rovescio del cd complesso di Peter Pan.

    Mi è venuto il sospetto che costoro vogliano emulare per piaggeria i loro maestri che si annidano nelle università, ma, per cautela , ho chiesto conferma al mio amico, prof. Eleuterio De’Claris ac Tondis, profondo studioso della materia, che ama rimestare nel crogiuolo sobollente del sapere universitario ed egli proprio stamane mi ha dato conferma del mio sospetto con una frase alquanto sentenziosa ma lapidaria:

    PISCES A CAPITE FOETUNT!

    Graziosi saluti.

  129. Raffaele Savigni scrive:

    Cara Pipita, non porto alcun distintivo sul bavero e non pretendo di essere un “maestro”.Ma da parte mia vedo tanti cattolici “infanti” che criticano i “cattolici adulti” e poi si comportano nei confronti degli altri come adulti “pedanti” che pretendono sempre di sentenziare e di avere già pronta in tasca l’interpretazione “autentica” della Parola di Dio e del Magistero.Questo io lo rifiuto. Mi sento un uomo libero che propone, senza volerla imporre, la propria visione.
    VVedo piuttosto con preoccupazione molti giovani che si comportano come “pecore” pronte a seguire la massa e leader discutibili.

  130. Pipìta Del Monte scrive:

    Sui ” leaders discutibili”, caro conte Savignani, se Ella può dare qualche indicazione più precisa, come sarebbe opportuno, potremmo approfondire il discorso, magari con l’ausilio dei miei canuti amici pensatori che si crogiuolano in codesti pensieri.Ovviamente solo se necessario.

    Ad maiora dunque.

  131. bruno volpe scrive:

    caro amico savigni,Lei mi sta simpatico,pero’ non comprendo l’insulto e mi sembra strano che un moderatore attento del dibattito permetta la contumelia. In ogni caso: io non sono affatto scismatico, ritengo che il Vaticano II,nelle sue applicazioni concrete dei servi sciocchi cattocomunisti sia stato una torta avvelenata. Questo le dovevo in piena simpatia e amicizia cordialita’ Bruno Volpe

  132. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Bruno Volpe, visto che mi chiami gentilmente in causa come moderatore che (distrattosi) ha permesso la contumelia, ti rispondo dicendoti che non ho ravvisato contumelie nel commento di Savigni, se non una “presa d’atto” – che peraltro non mi risulta corrispondente alla realtà – su una tua presunta vicinanza ai lefebvriani. Mentre ne ho trovate diverse di contumelie, ad essere sincero, nella sparata poco magistrale del Maestro Zeffirelli contro Benigni e contro i suoi “servi sciocchi” (tra i quali il sottoscritto è evidentemente arruolato). Visto che vengo tirato in ballo dalla tua sorpresa per la mia mancata moderazione, colgo l’occasione di aggiungere che al contrario di te non considero unm capolavoro assoluto il Gesù di Nazaret di Zeffirelli: quel Cristo sempre imbronciato e con gli occhi sempre trasognati e fissi non mi è piaciuto. Continuo a preferire quello di Pasolini (e spero vivamente che questo mio outing sulle preferenze cinematografiche non scateni un finimondo di reazioni in questa pagina). Approfitto anche per prendere le distanze dalle tue affermazioni sul Concilio Vaticano II “vera torta avvelenata del nostro tempo”. Se si chiede moderazione agli altri, bisogna innanzitutto praticarla in ciò che si scrive. Concludo su Zeffirelli-Benigni affermando che il giudizio – senza spiegazioni – che il Maestro ha “sparato” e che tu Bruno hai riportato su Petrus, appunto perché sparato e non fondato con alcun giudizio tecnico, appare puramente livoroso. In ogni caso mi ritengo libero e in grado di giudicare: a me Benigni è piaciuto, mi ha emozionato, ha tenuto incollati al video recitando Dante anche i miei figli. Che l’attore in questione sia fascista o marxista, bello o brutto, eterosessuale o gay, cristiano o buddista, sinceramente mi interessa poco. Con buona pace del Maestro e dei suoi offensivi giudizi riportati da chi ora mi invita alla moderazione!
    andrea tornielli (“servo sciocco” di Benigni)

  133. Pipìta Del Monte scrive:

    Nobilissimi amici,

    non so perchè,ma quando le acque si intorbidano per discutere sul conte Benigno de Benigni a me viene voglia di canticchiare e di riascoltare al grammofono il vecchio amato disco di cuolui che….

    “….aveva un bavero color zafferano
    e la marsina color ciclamina,
    andava a piedi da Lodi a Milano,
    per incontrare la bella Gigogin…”

    Quale poesia ( quantunque le Gigogin di oggi siano quasi tutte extracomunitarie in stivali….)!

    Graziosi saluti.

  134. Raffaele Savigni scrive:

    Caro Bruno Volpe, io non l’ho insultata: ho solo tratto le conseguenze logiche della sua affermazione per sottolinearne la pericolosità (a mio giudizio). Definire il Concilio Vaticano II in quanto tale “torta avvelenata del nostro tempo” significa rifiutarlo (e quindi offendere i papi e i vescovi che l’hanno ratificato, giudicandoli implicitamente almeno stupidi); altra cosa è dire (come lei fa, correggendosi, nella replica), “che il Vaticano II,nelle sue applicazioni concrete dei servi sciocchi cattocomunisti sia stato una torta avvelenata” (affermazione per me comunque eccessiva, ma non “scismatica”).
    Quanto a Zeffirelli, non mi piace fare attacchi personali: ma non mi pare un modello di perezione evangelica (anche lui è miliardario, come Benigni; e nella sua vita privata… ci siamo capiti, vero?)

  135. Klaus scrive:

    Caro Savigni,

    ho seguito la tua personale diatriba con Bruno Volpe e non mi riesce di non intervenire giusto per sottolineare due o tre cosette terra terra, com’è mio costume:

    - l’espressione “torta avvelenata” adoperata da Volpe può essere si eccessiva,ma sostanzialmente rende l’idea di qualcosa di buono in sè che in seguito( ed è stato il caso di molti documenti conciliari) viene avvelenato dalle interpretazioni eccessive e stiracchiate(in un senso o nell’altro),dalle diatribe faticose ,stanche e disaggreganti(speciamente all’0interno delle parrocchie);

    - avere delle riserve (come fa Volpe) sul modo in cui sono stati applicati e sono applicati alcuni documenti del Vaticano II non significa necessariamente essere lefevbriani o filolefevbriani, ma al massimo esprimere il proprio rammarico per il modo sbagliato con cui vengono acquisite le aperture del Magistero e si approfitta di esse per aprirsi spiragli tali da far entrare il famoso fumo( Si veda,ad esempio, l’opera nefanda che sta conducendo da 40 anni nel cuore della Chiesa il Movimento Neocatecumenale, che predica il luteranesimo occupando e dividendo in mille pezzi le parrocchie).

    Ritengo dunque pesante l’accusa di eresia rivolta a Volpe.

    A maggior ragione per il fatto che le VERE eresie che prosperano in seno alla Chiesa Cattolica(torno a portare come esempio massimo la dottrina neocatecumenale,ma ve ne sono anche altre,sia pure in misura minore)sono misconosciute o disconosciute o comunque tollerate e passate sotto silenzio.

    Il vero scandalo, consentimi, Savigni, è quello!

  136. Americo scrive:

    Ma é possibile che non avete ancora capito il segreto della rivelazione di Benigni? É solamente business, soldi!!, sta cercando di montare un’altro baraccone da fiera nel quale questo saltimbanco leggerá il Vangelo a stupefazione ed ammirazione dei rustici. Il povero Zeffirelli, che, come l’artista che é, ha piú meriti per giudizi estetici della maggioranza di noi italiani, ha chiamato “servi sciocchi” quelli che ascoltano ed applaudono Benigni, io li chiamerei affetti da una brutale ignoranza.

  137. Physikelly scrive:

    Se si pagasse Benigni un milione di euri per portare in giro in tournee che so, “L’elogio della follia” di Erasmo, scommetto che Benigni diverrebbe l’erasmiano n°1 al mondo…

  138. SteX scrive:

    La “brutale ignoranza” è compagna del pregiudizio, della malafede e dell’arroganza di chi giudica sproloquiando e tirando in ballo i presunti guadagni o i trascorsi ideologici. Anche il “maestro” (che non mi risulta lavori gratis, tra l’altro) ha i suoi servi sciocchi…

  139. Physikelly scrive:

    Personalmente, non ho mai amato a fondo nessuna opera di Zeffirelli. Detto ciò, a prescindere da quel che avrebbe detto “il Maestro”, noto solo che di Benigni almeno un aspetto mi lascia piuttosto perplesso: il mescolare Berlusconi (o D’Alema, et socii) come il prezzemolo alla più alta letteratuta. Un pò cabaret ‘politico’, un pò dantista. Forse è questo il segreto del suo successo, un metodo un pò à la Mary Poppins, che con il poco di zucchero faceva trangugiare qualsiasi pillola… Inoltre, uno che arriva, mentre si dice folgorato dal Cristianesimo, a elogiare pubblicamente la sodomia endemica della Firenze medievale e a raccontare di ragazze che ivi pregavano la Madonna per fare, al contrario di Lei (che aveva concepito senza rapporti carnali) ‘sesso senza bambini’ , beh, non certo per pruderie, ma per coerenza e logica ed estetica… -ripeto- mi lascia perplesso. (Questo detto con il massimo rispetto e la massima apertura alle opinioni altrui, qui e altrove.)

  140. Pipìta Del Monte scrive:

    Al tempo, signori.

    Sciocco è solo colui che scientemente si riduce alla condizione servile.

    I servi in genere,costretti a farlo come nobile professione,in genere non sono mai sciocchi: ne annovero parecchi e di altolocati nel giro delle mie nobili amicizie.

    Quanto alla tournèe di cui qualcuno di voi parlava per Benigni,proporrei che anzichè Erasmo gli si facesse portare in giro La Bella Gigogin!

    Doviziosi ossequi.

  141. Physikelly scrive:

    Infine: quanto a Dante, nello specifico: mentre possono essere divertenti, anche per me, i commenti pre-declamazione che il Benigni simpaticamente dispensa, per quel che riguarda òa lectura Dantis, ho sempre preferito di gran lunga le trasmissioni radiofoniche di Vittorio Sermonti.

    (Approposito:

    http://www.tvblog.it/post/7167/vittorio-sermonti-contro-benigni-non-rende-un-buon-servizio-a-dante )

  142. Physikelly scrive:

    [(07/2008)

    "Dante? Benigni quando lo spiega è sublime; ma quando lo dice... eh sì, un po’ meno». La stoccata di Giorgio Albertazzi..."

    http://www.teatro.org/rubriche/news/dettaglio.asp?id_news=9511 ]

  143. Physikelly scrive:

    (scusate, 07/2007 …)

  144. Physikelly scrive:

    Compito per i commentatori di questo blog: individuare, se possibile, punti di contatto e differenze notevoli fra il Benigni de la Commedia e il Fo di Mistero Buffo.

  145. Iginio scrive:

    Bomba per i commentatori di questo blog: a me non piace “La vita e’ bella”.

  146. Eufemia Budicin scrive:

    Caro Iginio, in questo blog non sarà mai solo.L’Oscar viene attribuito spesso per benemerenze geopolitiche più che artistiche. Anch’io trovai quel film stucchevole, musica compresa. Però Benigni come attore è sulla sufficienza.

  147. Andrea Tornielli scrive:

    Igino, nonè una bomba… a me non è dispiaciuto ma non lo ritengo un capolavoro.

  148. SteX scrive:

    @Phisykelly
    Compito non facile… ti posso solo dire che ho avuto la fortuna di vedere Mistero Buffo dal vivo, e Dario Fo è una potenza della natura. Quello che sicuramente accomuna i due è l’essere “guitti” (termine utilizzato da qualcuno in questo blog con intento spregiativo, ma del quale i due vanno sicuramente fieri, e a ragione) e l’avere una grande forza comunicativa che compensa le “carenze” dal punto di vista attoriale; Benigni e Fo sono due attori “sporchi”, e aggiungerei due comici di razza, non sono certo dei puritani del palcoscenico, nè del racconto narrato. Si comprendono quindi le critiche di Albertazzi (ma forse ci sta anche un po’ di invidia :-) ) o di Sermonti. Io resto dell’idea di cui sopra: ce ne fossero, di guitti così…
    @Iginio
    A me è piaciuto molto (ma non moltissimo), sia il meccanismo narrativo di Cerami che l’interpretazione di Benigni, ma continuo a ritenere quest’ultimo più efficace quando è “a ruota libera”. Ho trovato invece un capolavoro Train de vie

  149. Physikelly scrive:

    Eufemia ha sollevato il …tema… Piovani. Personalmente non adoro quelle colonne sonore. Sebrano fatte con lo stampino. (Sì, un pò come quelle di Nyman… ;)

  150. Raffaele Savigni scrive:

    Non ho accusato di eresia Bruno Volpe, ma solo di fare affermazioni pericolose, che potrebbero essere utilizzate, se prese alla lettera, per giustificare uno scisma.
    Non mi piacciono i neocatecumenali, ma mi sembra davvero eccessivo accusarli di “nefandezze” e di “luteranesimo”: Giovanni Paolo II, che in materia dottrinale non era certo permissivo, li ha riconosciuti e non li ha mai condannati.

  151. Iginio scrive:

    Grazie ad Eufemia per la solidarieta’, che ricambio. Le suggerisco una colonna sonora per le immagini della gente in festa di Trieste 1954: “Heart” dei Pet Shop Boys. Non sono impazzito, dico sul serio! Altrimenti, se restiamo a Vola Colomba, la storia non la riattualizziamo piu’…
    Le colonne sonore simili le fa anche Morricone, se e’ per questo, un altro mostro sacro che andrebbe ridimensionato (ma immagino che ormai graviti in Veltronia, dunque sara’ difficile ridimensionarlo), anche se molta sua musica mi piace.
    A me de “La vita e’ bella” non andava giu’ proprio lo spirito di patata di Benigni nella prima meta’ del film: piu’ che satira e’ spirito di patata, quando crede di prendere in giro la coppia reale e poi gli insegnanti della scuola. Non parliamo poi di quando fa autogol, con la scena del cavallo con su scritto “cavallo ebreo” e il vecchio che scuote la testa dicendo: che stupidini. Ecco, ha rappresentato esattamente l’effetto che fa Benigni con la sua “satira”.

  152. Iginio scrive:

    Puo’ sembrare paradossale, ma mi ritrovo abbastanza d’accordo con Savigni per quanto riguarda i suoi ultimi interventi qua sopra. L’alternativa al “cattolico adulto” non e’ il bacchettone scandalizzato di ogni cosa che esula dal suo orizzonte, o la caricatura del sedicente “tradizionalista” postlefebriano che fa tanto il purista e poi magari in privato usa un lessico da caserma o scondizola per Gianfranco Fini (personaggio che definire grottesco e’ poco).

  153. Iginio scrive:

    Pero’ l’affermazione sui giovani che fanno le pecore poteva e doveva risparmiarsela: la doveva fare piuttosto ai suoi coetanei sessantottini, a costo di rimediarsi qualche botta. Tanti giovani oggi non fanno altro che andare faticosamente in cerca di tutte quelle cose buone che i sempiterni Giovani dei meravigliosi anni 60 e degli schifosi anni 70 hanno, da bravi idioti, buttato.

  154. Silvano scrive:

    Sicuramente non moriremo prodiani e/o savignani. Il 14 aprile “sarà uno spetacolo!!!!!!!”. L’anticristo tra le sue massoniche scartoffie bolognesi e lo squallido travet ravennate a scaldar scranni universitari.

  155. ragioner Ugo Fantozzi scrive:

    per me “La vita è bella”….

    …..è una….

    CAGATA PAZZESCA!!

  156. Klaus scrive:

    @ Savigni,

    se non erro Lei è uno specialista in storia della Chiesa, anche recente: come fa ad affermare allora che Giovanni Paolo II ha riconosciuto i neocatecumenali, con quale atto ufficiale?
    Il defunto Papa ha insistito per anni che essi presentassero uno statuto,che non volevano assolutamente preentare, e alla fine è stato costretto ad imporglielo, approvandolo ad experimentum per 5 anni nel giugno 2002.

    Detto statuto,scaduto ormai da otto mesi, non è stato approvato, almeno mi pare.

    Senza considerare che già nel dicembre 2005 l’attuale Papa,nero su bianco, ha invitato i neocatecumenali a rivedere totalmente le loro liturgie separate, dando come tempo massimo due anni per adeguarsi.

    Anche in questo caso il tempo è scaduto tre mesi fa e non è stato modificato nulla nelle separate liturgie neocatecumenali.

    Caro Savigni, ritiene che tutto ciò sia “ecclesiale” da parte dei neocatecumenali, o che non ci sia piuttosto qualche pesante problema che la Chiesa non vuole certo diffondere,ma che di fatto sta comportando( almeno giuridicamente) la non approvazione dei neocatecumenali?

    A me importa un fico secco di Benigni o di Zeffirelli, potranno piacere o non piacere ,ma per la Chiesa sono innocui.

    Un po’ o molto di meno coloro i quali, come i neocatecumenali, stanno tarlando da 40 anni la retta dottrina.

    A scanso di equivoci, non sono un simpatizzante dei lefevbriani, ma mi da’ fastidio che tanti cattolici illuminati e/ o adulti trascurino questi gravissimi problemi che sta attraversando la Chiesa.

  157. Iginio scrive:

    Per Klaus: calma, se Savigni e’ uno specialista in storia della Chiesa, allora Benigni e’ un santo! Non confondiamo chi si crede qualcuno con chi lo e’ veramente. Piu’ volte Savigni in passato e’ stato confutato, citazioni alla mano, in questo e in altri blog, e l’unica risposta che ha saputo dare e’: “Servo di Berlusconi, lei non sa chi sono io, i libri da lei citati non li ho letti e me ne vanto”. Lasciamo perdere, anche se almeno, a differenza dei papaveri suoi sodali, lui si degna di comparire in un blog e dunque si mette in gioco, pur facendo l’effetto di un pozzo di scienza, dato che questo non e’ un blog per professori.
    Detto questo, non vorrei che anche lei esagerasse nel criticare i neocatecumenali: ci sono tanti ottimi cristiani e brave persone la’ dentro. Il meglio e’ nemico del bene.

  158. Iginio scrive:

    Per Silvano: chi sarebbe lo squallido travet ravennate?

  159. Klaus scrive:

    Per Iginio,

    non conosco il Prof.Savigni,se non per ciò che egli posta su questo blog e per onestà intellettuale occorre levarsi il cappello davanti alle sue argomentazioni,sebbene sia capitato anche a me di non condividerle.

    Circa i neocatecumenali, la frase che lei usa “Il meglio è nemico del bene” si addice moltissimo a loro che si ritengono una spanna più alti dai comuni cristiani della domenica,come me.

    Non ho mai messo in dubbio m,e non lo farò mai, che tra i neocatecumenali ci siano cristiani di solida fede e di sicura dottrina, ciò che critico invece in loro oltre all’esasperato( e da più parti dimostrato) settarismo e al loro testardo separatismo liturgico è la mancanza di obbedienza alle prescrizioni ricevute oltre due anni fa dal Papa tramite la Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti nonchè la discutibilissima dottrina che:

    - non crede nell’adorazione eucaristica ( dice Carmen “Se Cristo avesse voluto farsi presente non avrebbe scelto un pezzo di pane che va a male,ma una pietra”); non crede nella cooperazione dell’uomo all’azione salvifica di Dio(“Dio ti perdona indipendentemente dalla tua volontà e non può essere offeso dal tuo peccato”); non crede nella Chiesa nella sua dimensione gerarchica; non crede nella parrocchia;; usa un liturgismo sui generis che è un ibrido tra tgradizione cattolica e tradizione ebraica.

    Ulteriori argomentazioni sul un ricco e serio sito che ho scoperto da poco:

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/index.html

  160. lycopodium scrive:

    @ Iginio.
    Anch’io, come Klaus,pur non conoscendo di persona il Prof.Savigni, ritengo che “per onestà intellettuale occorre levarsi il cappello davanti alle sue argomentazioni,sebbene sia capitato anche a me di non condividerle”.
    Auspico migliori rapporti.

  161. silvano scrive:

    è il prof savigni

  162. Iginio scrive:

    Quando sono d’accordo con Savigni lo dico, come ho fatto poco sopra: si prega di andare a leggere. Quando invece si limita a rifriggere aria fritta, citando testi di venti o trenta anni fa, seguendo schemi artefatti (pe. es. parla di “clericalismo” per la Chiesa post anno 1000, quasi che non fosse la Chiesa della “libertas” e che fosse meglio quella di Marozia e dei vescovi-conti, forse da lui ritenuti esempi di laicita’) e insultando come servo di Berlusconi chi, pur non essendo professore universitario (e non e’ detto che sia un demerito…), gli mostra le sue lacune storiografiche, e’ doveroso biasimarlo e invitarlo a un aggiornamento culturale, senza per questo scadere nel fatto personale.
    Quando il fatto personale se lo cerca lui, prendendosela con Berlusconi perche’ gli e’ morta la madre, e’ evidente che siamo in piena paranoia, oltretutto dettata da due sentimenti non propriamente commendevoli per un cristiano: l’invidia e il rancore (che peraltro albergano in diversi campioni del Cattolicesimo Adulto, a partire dal personaggio che ha retto le sorti del Paese fino a qualche giorno fa e a cui impropriamente viene attribuito il soprannome Mortadella, impropriamente perche’ la mortadella e’ una cosa squisita, lui e’ piuttosto rancido).
    Per il resto, dato il livello infimo della cultura generale in Italia, e’ ovvio che un Savigni qualsiasi faccia un figurone, ma le contraddizioni restano. Se esplodono non e’ colpa mia.

  163. Iginio scrive:

    Piu’ in generale, in questo come in altri blog, noto la spiacevole tendenza a non leggere tutti e per intero gli interventi che uno fa, e a commentarli “a spanne”. Mi e’ capitato piu’ volte di dover replicare a rimproveri assurdi mossimi da chi non aveva non dico compreso, ma neanche letto bene quello che avevo scritto. Si prega di deporre questa spiacevole abitudine.

  164. bruno volpe scrive:

    Caro Andrea, non comprendo la replica piuttosto energica. Intanto nell’intervista io ho fedelmente riportato affermazioni del Maestro Zeffirelli, non faccio pertanto mia l’affermazioe servi sciocchi, che e’ del maestro e di tanto Lui e’ responsabile. In quato ai gusti, rispetto quelli di tutti e non credo che Zeffirelli sia il modello,ma un modello come tanti. In quanto al moderatore distratto non era per nulla una critica,ma un’amichevole invito ad evitare toni accesi. Sul caro amico Savigni ci siamo chiariti, nulla di personale . Lei rispetta pacatamete le mie idee ed io le Sue Saluti cari >Bruno Volpe

  165. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Bruno, mi spiace se ti sono sembrato troppo energico. Non ho certo accusato te di avermi dato del “servo sciocco” né ho mai pensato che tu non abbia riportato fedelmente le parole di Zeffirelli. Quanto all’amichevole invito a evitare i toni accesi, lo accolgo: dicevo soltanto che anche tu non usi giri di parole e non manchi di espressioni forti. Dunque mi sembrava un po’ strano che garbatamente richiamassi me a moderare e censurare…
    at

  166. toscanaccio scrive:

    Benigni è fortissimo…… peccato che l’invidia esiste….ammiro Sermonti Albertazzi e Zeffirelli e Sgarbi che per me sono dei veri Maestri ma le critiche da loro mosse verso Roberto Benigni sono mosse per me dall’invidia del successo di tuttodante ….non dimentichiamoci che Sermonti è stato il maestro di Benigni per la serata l’Ultimo del Paradiso trasmessa anni fa su raiuno….quindi le sue critiche si spiegano solo con l’invidia DEL SUO SUCCESSO…
    detto questo dico che il film che mi è piaciuto di più di Benigni è la Tigre e la Neve,,,,molto ben fatto e a mio avviso più profondo del film la Vita è Bella
    un saluto da “toscanaccio” un altro “servo sciocco” di Benigni
    p.s.
    Nicola Piovani è un mito quindi non ne parlate male…del “mio” Nicola

  167. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimi,

    quando uscì nelle sale cinematografiche La Tigre nella neve del nobilissimo conte Benigno De’ Benigni, su invito di uno de’ miei abituali nobili cavalieri, il nonagenario marchese Fracastoro Dei De Lumieres,mi recai al cinema, contravvenendo alle mie austere regole di vita ritirata.

    Entrammo timidamente in sala a fine proiezione ed al termine di essa io e il Fracastoro ci guardammo con sguardo alquanto inebetito e interrogativo,imputando la nostra vergognosa mancanza di comprensione al fatto che avevamo iniziato a guardare a metà film.

    Riprendemmo ordunque daccapo e, per non interrompere la visione ci fermammo fino alla fine della proiezione.Ma al termine di essa i nostri sguardi erano ancora più interrogativi di prima, per cui decidemmo di rivedere i tutto di nuovo daccapo con molta attenzione.

    E per non sbagliare giudizio, lo rivedemme ancora eroicamente una quarta volta.

    Uscimmo dalla sala alle due di notte carichi di chili di noccioline e popcorn negli stomaci( horribili dictu) e cautamente rientrammo senza profferir verbo et alquanto umiliati nel mio turrito maniero, dove sperimentammo su una vecchia poltrona alzabile e abbassabile l’unica scena comprensibile del film: quella in cui Benigni si appisola su una poltrona elevata al massimo ,dentro l’ospedale di Bagdad, e mentre egli dorme, il perno si molla ed egli precipita rovinosamente a terra.

    Ancor oggi mi sogno quella scena e, quando lo faccio, suono immantinente la campanella per farmi portare un litro di camomilla calda.

    Graziosi saluti.

  168. toscanaccio scrive:

    ehm sono nuovo nel blog ma questo suo pseudo discorso come commento al film la tigre e la neve mi fa solamente ridere….
    ogni parola del film è un verso che contiene milioni di anni letteratura araba
    quindi la gentile clientela è pregata di andare al banco informazioni prendere un bel manuale di letteratura araba e iniziare a leggerlo analizzando parola per parola la sceneggiatura….

  169. bruno volpe scrive:

    ringrazio andrea tornielli per le grabate e nobili parole mi scuso pubblicamente con lui,ma non era mia intenzione attacarlo. Vorei aggiungere per il caro amico Savigni al quale va tutta la mia simpatia,spero ricambiata, che il sito Petrus,giusto per sottolineare la imparzialita’ qualche tempo fa pubblico e Tornielli me ne puo’ dare atto,intervista col direttore del TG % Mimun che lodava Benigni. Cordialita’ Bruno Volpe

  170. bruno volpe scrive:

    vorrei aggiungere, documenti alla mano, che il sottoscritto,prima di pubblicare la intervista alla mano, ha cercato vanamente benigni e la risposta del suo entourage non e’ stata delle piu’ cortesi bruno volpe

  171. bruno volpe scrive:

    mi correggo: prima di pubblicare la intervista a zeffirelli,per dare il giusto diritto di replica, ho cercato benigni e il suo staff mi ha risposto in modo poco simpatico nulla da fare specialmente con siti cattolici Bruno Volpe

  172. Andrea Tornielli scrive:

    Bruno, il sottoscritto non ha alcun dubbio sul fatto che l’intervista sia stata fatta correttamente. Nessuno ha scritto che tu o Petrus siate stati scorretti. Non ti devi scusare con me.

  173. Pipìta Del Monte scrive:

    Caro Toscanaccio( De conti della Pirandola, oso supporre),

    ordunque Ella conferma il mio sospetto primigenio ,avendo visto e rivisto il film “La trigre e la neve”: Benignis parla arabo!

    Ciò spiega e illumina il motivo per cui non ci ho capito nulla.

    Mi meraviglia però non ci abbia capito nulla il mio illustre accompagnatore nella visione del film, il nonagenario prof. Fracastoro De Lumiere, profondo esperto in lingue orientali , e islamiche in particolare.

    E’ sicuro che non fosse qualche dialetto iracheno quello amabilmente declamato nel film in questione dal conte De Benigni?

    Graziosissimi saluti

  174. Raffaele Savigni scrive:

    Post 63: non sono “in piena paranoia”: si può criticare Berlusconi o è vietato? Anche Casini ha deciso che non vuole fare il servo… E io voglio essere un uomo libero.Non sono mosso da invidie o rancori (nulla di personale con Berlusconi), ma solo la voglia di esercitare liberamente il mio senso critico a 360°.
    Non sono un nostalgico dei tempi di Marozia e della chiesa del secolo X. La Riforma gregoriana del secolo X ha avuto tanti meriti (di liberare la Chiesa di Roma dalla dpendenza nei confronti dell’Impero, dalla simonia, dal nicolaismo: di promuovere la vita comune del clero etc.), ma certamente ha approfondito il solco tra clero e laicato, come riconoscono (sia pure con accenti diversi) tutti gli studiosi di quel periodo. Solo in questo senso parlavo di “clericalismo”: un fenomeno di lungo periodo che è stato “riequilibrato” solo dal Vaticano II, che ha ripreso alcune intuizioni di Rosmini e della teologia del laicato di padre Congar.

  175. Pipìta Del Monte scrive:

    Caro Toscanaccio ( De conti della Pirandola, oso supporre),

    ordunque Ella conferma il mio sospetto primigenio ,avendo visto e rivisto il film “La trigre e la neve”: Benignis parla arabo!

    Ciò spiega e illumina il motivo per cui non ci ho capito nulla.

    Mi meraviglia però non ci abbia capito nulla il mio illustre accompagnatore nella visione del film, il nonagenario prof. Fracastoro De Lumiere, profondo esperto in lingue orientali , e islamiche in particolare.

    E’ sicuro che non fosse qualche dialetto iracheno quello amabilmente declamato nel film in questione dal conte De Benigni?

    Graziosissimi saluti

  176. toscanaccio scrive:

    carissimo duca conte marchese boh insomma scegli te… forse l’esperto non era cosi esperto…io che sono ignorante ho capito subito…. non ci voleva mica tanto a capire tutte le citazioni del film voglio dire ignorante è chi non ha capito la sceneggiatura del film…con tutto il rispetto per lei ….
    ehm dott. tornielli sono toscanaccio ma non sono benigni in incognito stia tranquillo!

  177. toscanaccio scrive:

    per volpe come ha cercato benigni? mi ha cercato? no scherzo perdonate la battuta

  178. bruno volpe scrive:

    forse e se non ci crede lo mostro in privato,ho il cellulare. saluti toscanaccio Bruno Volpe

  179. toscanaccio scrive:

    no ci credo signor bruno sono riuscito a mettermi incontatto anche io con lui comunque lasciamo stare va… rimaniamo in tema

  180. Iginio scrive:

    Illustre Savigni, si da’ il caso che siano uomini liberi, forse anche piu’ di lei che se ne sta accoccolato in un’universita’ (noto ambiente di leccapiedi e ruffiani), anche coloro che la contraddicono e che politicamente non la pensano come lei. Vada a fare lo spaccone da un’altra parte e soprattutto studi, studi e studi (imperativo del verbo studiare). E lasci da parte Congar, che non era uno storico e con la sua Nouvelle Theologie ha dato una mano a far perdere la fede a tanti. Legga Del Noce, magari.
    Ah, complimenti: tra l’anno 1000 e il CVII non c’e’ niente di notevole nella storia della Chiesa. Davvero complimenti. C’e’ solo il “clericalismo”… Infatti, tanto per fare un esempio, Carlo V volle che si convocasse un concilio perche’ era “clericale”… :-)
    Che roba, ragazzi… Purtroppo non riesco a ridere, anche se lo vorrei tanto.

  181. Iginio scrive:

    O meglio: Congar, che non era uno storico ma pretendeva di sapere dove “andava” la Storia. Pericolosissimi, quelli che pretendono di incanalare la Storia in direzioni obbligate. Fermate l’autobus, voglio scendere. Voglio essere libero di dire che il mio tempo sbaglia.

  182. Raffaele Savigni scrive:

    Ho citato padre Congar coime teologo, non come storico. E non ho affatto detto che la Chiesa nel secondo millennio abbia sbagliato tutto: è stata ricca di santi, di nuovi movimenti spirituali, Ordini religiosi, nuove forme di spiritualità e di impegno caritativo… Ho solo rilevato il limite del clericalismo, denunciato dal beato Rosmini nella sua opera “Le cinque piaghe della Chiesa”. Ma forse a Iginio non va bene neppure Rosmini…

  183. Raffaele Savigni scrive:

    A Klaus: non sono in grado di citare un documento preciso con cui Giovanni Paolo II abbia riconosciuto formalmente i Neocatecumenali.E, ripeto, non condivido il loro percorso. Ma mi pare che Giovanni Paolo II abbia comunque lasciato amopio spazio anche a loro, come ad altri movimenti ecclesiali, Certi “difetti” dei neocatecumenali (come l’enfatizzare eccessivamente lo spirito di appartenenza al movimento; il porsi in qualche modo in alternativa alla parrocchia ecc.) sono comuni ad altri movimenti, compresi “Comunione e liberazione” e l’”Opus Dei”. Ma non per questo li considero fuori dalla Chiesa…

  184. Francesco Ursino scrive:

    Direi che Comunione e Liberazione non ha di questi problemi… l’anno scorso 24 marzo 2007 la Fraternità tutta di Comunione e Liberazione ha celebrato il 25esimo anniversario del riconoscimento pontificio del movimento in piazza San Pietro con il Papa che ha incoraggiato Cl a proseguire sulla stessa strada che già Giovanni Paolo II aveva benedetto.

    Per quel che ne so io, Giovanni Paolo II aveva inizialmente incoraggiato il movimento dei Neocatecumenali, poi successivamente per il loro atteggiamento troppo settario e chiuso erano cominciati i richiami da parte della Chiesa stessa a un “rientro” tra le righe ufficiali del Magistero… . Credo però senza alcun successo.

    Non so quanto ci sia di vero in questa notizia, non me ne interesso a dir la verità, ma secondo questo articolo Benedetto XVI avrebbe posto delle restrizioni alla “liturgia” di questo movimento. Vi posto l’articolo, per chi è interessato:

    “Benedetto XVI ordina: stop alla fantasia liturgica dei Neo-Catecumenali
    Adista
    33161. ROMA-ADISTA. Il papa dà, il papa toglie. Dopo il rapporto idilliaco instaurato con Giovanni Paolo II, per i neocatecumenali il pontificato di Benedetto XVI non è iniziato sotto i migliori auspici: il movimento fondato da Kiko Argüello incassa infatti dal nuovo papa un primo durissimo stop alla sua sinora irresistibile ascesa (culminata, nel 2002, con il riconoscimento pontificio, v. Adista nn. 53 e 55/02).
    Su disposizione di Benedetto XVI, il card. Francis Arinze, prefetto della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, ha inviato ai tre massimi dirigenti del Cammino, Kiko Argüello, Carmen Hernandez e don Mario Pezzi una lettera di due pagine in cui si elencano una serie disposizioni restrittive alle celebrazioni liturgiche del movimento. Alle nuove norme decise dal papa i neocatecumenali dovranno d’ora in poi ad attenersi.

    A differenza di Wojtyla, il cui approccio “carismatico” era per molti versi vicino a quello del Cammino, Ratzinger, legato invece a una visione rigidamente ortodossa e tradizionale della fede, ha sempre mal tollerato le innovazioni che Kiko ed i suoi seguaci hanno introdotto nel loro modo di celebrare la messa. Anzitutto le comunità (gruppi di circa 30 persone) del Cammino Neocatecumenale celebrano l’eucarestia il sabato sera e non la domenica. Ciascuna comunità celebra inoltre per proprio conto, per cui in parrocchie dove il movimento è molto radicato il sabato si arrivano a celebrare decine di messe; i neocatecumenali fanno la comunione seduti attorno al banchetto eucaristico, non consacrano ostie, ma una grossa pagnotta che viene divisa fra i commensali (con scarsa attenzione ai frammenti eucaristici caduti dalla mensa, che durante il rito tradizionale vengono invece raccolti con scrupolosa attenzione, perché, secondo i cattolici, c’è presenza reale di Gesù nell’eucarestia anche nei frammenti più piccoli del pane consacrato); i neocatecumenali fanno sempre la comunione nelle due specie (pane e vino), facendo circolare di mano in mano il calice (sostituito a volte da boccali), anche se la Chiesa limita questo tipo di comunione solo a particolari casi; durante la liturgia della Parola, le letture sono introdotte da lunghe monizioni, fatte dai catechisti della comunità, spesso vere e proprie omelie che sostituiscono quella del sacerdote; al termine delle letture, i presenti attraverso quelle che vengono definite “risonanze” condividono con la comunità ciò che la Parola ha loro ispirato; lo scambio della pace (momento a cui le comunità attribuiscono notevole valore) avviene prima dell’offertorio, come nel rito ambrosiano; nelle messe dei neocatecumenali, che intendono così ricalcare il modo di celebrare delle prime comunità cristiane, non vengono recitati né il gloria, né il credo.

    La lettera della Congregazione per il Culto Divino, elenca, in sei punti, le nuove rigide disposizioni a cui i seguaci di Kiko devono attenersi quando celebrano l’eucarestia: almeno una volta al mese dovranno partecipare alla messa insieme a tutta l’assemblea parrocchiale; dovranno evitare lunghe monizioni a commento delle letture; lasciare al sacerdote il compito di pronunziare l’omelia; limitare l’uso delle “risonanze”; ricevere la comunione nel modo previsto dalla normale prassi liturgica. Dalla quale solo per quello che riguarda lo scambio della pace ai neocatecumenali è concessa, “fino ad ulteriore disposizione”, la possibilità di derogare.
    Diversa la lettura data alla lettera vaticana da Giuseppe Gennarini, responsabile del Cammino negli Stati Uniti. In una intervista all’agenzia Zenit, Gennarini afferma che il fatto stesso che alle Comunità venga concesso di celebrare il sabato è un’ importante concessione. “Anche le ‘risonanze’ prima dell’omelia sono state accettate”, così come il segno della pace prima dell’offertorio. “Infine, l’attuale modo di distribuire la comunione è permesso per un lungo periodo ad experimentum”. Gennarini smentisce anche che tra papa Benedetto e i neocatecumenali i rapporti siano difficili: “La nostra relazione con Benedetto XVI, prima d’essere Papa, è sempre stata molto buona. L’allora cardinale Ratzinger conobbe il Cammino negli anni ‘70 e lo introdusse in Germania, nella sua patria. Come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, ci ha sempre aiutato ed ha citato il Cammino in modo veramente positivo nei suoi vari libri”.”

    Di seguito ancora le disposizioni per i Neocatecumenali emanate dalla Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti:

    “Dalla Città del Vaticano, 1 dicembre 2005

    Egregi Signor Kiko Argüello, Sig.na Carmen Hernandez e Rev.do Padre Mario Pezzi,
    a seguito dei dialoghi intercorsi con questa Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti circa la celebrazione della Santissima Eucaristia nelle comunità del Cammino Neocatecumenale, in linea con gli orientamenti emersi nell’incontro con Voi dell’11 novembre c.a., sono a comunicarVi le decisioni del Santo Padre.
    Nella celebrazione della Santa Messa, il Cammino Neocatecumenale accetterà e seguirà i libri liturgici approvati dalla Chiesa, senza omettere né aggiungere nulla. Inoltre, circa alcuni elementi si sottolineano le indicazioni e precisazioni che seguono:
    1. La Domenica è il “Dies Domini”, come ha voluto illustrare il Servo di Dio, il Papa Giovanni Paolo II, nella Lettera Apostolica sul Giorno del Signore. Perciò il Cammino Neocatecumenale deve entrare in dialogo con il Vescovo diocesano affinché traspaia anche nel contesto delle celebrazioni liturgiche la testimonianza dell’inserimento nella parrocchia delle comunità del Cammino Neocatecumenale. Almeno una domenica al mese le comunità del Cammino Neocatecumenale devono perciò partecipare alla Santa Messa della comunità parrocchiale.
    2. Circa le eventuali monizioni previe alle letture, devono essere brevi. Occorre inoltre attenersi a quanto disposto dall’”Institutio Generalis Missalis Romani” (nn. 105 e 128) e ai Praenotanda dell’”Ordo Lectionum Missae” (nn. 15, 19, 38, 42).
    3. L’omelia, per la sua importanza e natura, è riservata al sacerdote o al diacono (cfr. C.I.C., can. 767 § 1). Quanto ad interventi occasionali di testimonianza da parte dei fedeli laici, valgono gli spazi e i modi indicati nell’Istruzione Interdicasteriale “Ecclesiae de Mysterio”, approvata “in forma specifica” dal Papa Giovanni Paolo II e pubblicata il 15 agosto 1997. In tale documento, all’art. 3, §§ 2 e 3, si legge:
    § 2 – “È lecita la proposta di una breve didascalia per favorire la maggior comprensione della liturgia che viene celebrata e anche, eccezionalmente, qualche eventuale testimonianza sempre adeguata alle norme liturgiche e offerta in occasione di liturgie eucaristiche celebrate in particolari giornate (giornata del seminario o del malato, ecc.) se ritenuta oggettivamente conveniente, come illustrativa dell’omelia regolarmente pronunciata dal sacerdote celebrante. Queste didascalie e testimonianze non devono assumere caratteristiche tali da poter essere confuse con l’omelia”.
    § 3 – “La possibilità del ‘dialogo’ nell’omelia (cfr. Directorium de Missis cum Pueris, n. 48) può essere, talvolta, prudentemente usata dal ministro celebrante come mezzo espositivo, con il quale non si delega ad altri il dovere della predicazione”.
    Si tenga inoltre attentamente conto di quanto esposto nell’Istruzione “Redemptionis Sacramentum”, al n. 74.
    4. Sullo scambio della pace, si concede che il Cammino Neocatecumenale possa usufruire dell’indulto già concesso, fino ad ulteriore disposizione.
    5. Sul modo di ricevere la Santa Comunione, si dà al Cammino Neocatecumenale un tempo di transizione (non più di due anni) per passare dal modo invalso nelle sue comunità di ricevere la Santa Comunione (seduti, uso di una mensa addobbata posta al centro della chiesa invece dell’altare dedicato in presbiterio) al modo normale per tutta la Chiesa di ricevere la Santa Comunione. Ciò significa che il Cammino Neocatecumenale deve camminare verso il modo previsto nei libri liturgici per la distribuzione del Corpo e del Sangue di Cristo.
    6. Il Cammino Neocatecumenale deve utilizzare anche le altre Preghiere eucaristiche contenute nel messale, e non solo la Preghiera eucaristica II.
    In breve, il Cammino Neocatecumenale, nella celebrazione della Santa Messa, segua i libri liturgici approvati, avendo tuttavia presente quanto esposto sopra ai numeri 1, 2, 3, 4, 5 e 6.
    Riconoscente al Signore per i frutti di bene elargiti alla Chiesa mediante le molteplici attività del Cammino Neocatecumenale, colgo l’occasione per porgere distinti saluti.
    + Francis Card. Arinze
    Prefetto”.

    KLAUS, spero di averle dato qualche utile info. Se capita, le posterò dell’altro.

    Saluti!

  185. Francesco Ursino scrive:

    Cmq se non vado errato, lo Statuto per il Cammino Neocatecumenale è stato approvato “ad experimentum” con durata di cinque anni e risulta scaduto nel 2007. Non mi pare di aver sentito ventilare rinnovi o cose del genere. Ma ripeto, non me ne interesso di sta cosa, quindi potrei essermi perso benissimo qualcosa.

    Saluti.

  186. Klaus scrive:

    @ Francesco Ursino

    ti ringrazio per le preziose informazioni sull’argomento neocatecumenali.

    Effettivamente i documenti da te citati sono sorprendenti e mi danno ragione circa una situazione paradossale all’interno della Chiesa.

    Non sono neocatecumenale e l’argomento in sè e per sè non mi sta particolarmente a cuore, ma è significativo, secondo me, degli sfasci che possono creare i cosiddetti “cattolici adulti”(questo vantano di essere i neocatecumenali), che chiedono addirittura in questo caso di creare una nuova chiesa, modellata su una falsa e parziale interpretazione del Concilio( celebrazioni separate, liturgie discutibili, che la Chiesa redarguisce, organizzazione segreta e settaria).

    A me risulta che gli statuti neocatecumenali ad experimentum sono scaduti il 29 giugno scorso: a tutt’oggi non risultano ripresi nè approvati definitgivamente: il che fa pensare molto!

    La stessa lettera del cardinale Arinze,caro Ursino, che concede due anni di tempo ai neocatecumenali per adeguarsi alla liturgia della Chiesa, sono abbondantemente scaduti,secondo un semplice calcolo che si può fare, e da più parti si fa presente che i neocatecumenali non hanno ancora applicato quelle mnorme.

    Ci troviamo dinanzi a una situazione che sembra marginale e particolare,ma che in effetti investe tutta la credibilità della Chiesa e che rimette in discussione il ruolo di alcuni movimenti.

    Comunque vi sarei grato se aveste delle ulteriori informazioni di postarle qui.

    Per Savigni: ti ringrazio della risposta,ma noto che sull’argomento anche tu hai le idee un po’ confuse.

  187. Francesco Ursino scrive:

    @ KLAUS

    Sul sito della Santa Sede credo che potresti trovare info interessanti sul Movimento dei Neocatecumenali… ti posto il link riguardo a DECRETO DEL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI:
    APPROVAZIONE “AD EXPERIMENTUM”
    DEGLI STATUTI DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

    http://www.vatican.va/roman_curia/pontifical_councils/laity/documents/rc_pc_laity_doc_20020701_cammino-neocatecumenale_it.html

    Cmq il sito della Santa Sede è http://www.vatican.va

  188. Francesco Ursino scrive:

    @ KLAUS

    Dalla data in fondo al documento noterai (scusa se ti do del tu ma è più pratico :) ) che il decreto è stato “Dato in Vaticano il 29 giugno 2002″

  189. Francesco Ursino scrive:

    @ KLAUS

    DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II
    AI NEOCATECUMENALI

    Cortile del Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo
    Martedì , 25 settembre 1984

    Nei vostri racconti ho sentito lo spirito autentico dei discepoli di Cristo che si affidano totalmente al Signore. Voi siete itineranti ma è Gesù che fa il suo itinerario dentro di voi soprattutto e poi fa il suo itinerario insieme con voi verso gli altri. Che voi siete itineranti è un fatto secondario. La cosa principale è che lui è itinerante. Egli vuole essere itinerante. Egli vuole essere non soltanto presente nella Chiesa, ma anche itinerante nella Chiesa. La Chiesa è infatti itinerante, è una Chiesa in cammino; non è solamente una Chiesa già sistemata, organizzata, strutturata, ma una Chiesa in cammino verso le persone, verso le comunità, verso i popoli, verso i credenti, verso i non credenti; queste divisioni per Cristo esistono diversamente che per noi.

    Una fiducia veramente evangelica caratterizza la vostra itineranza: non portare niente, non avere niente, non fidarsi di se stessi, ma porre fiducia assoluta nella Provvidenza e in tutto quello che farà il Signore. Poi, una seconda caratteristica è l’umiltà: il Signore mi ha salvato, mi ha liberato dai peccati, dalla mia incredulità e allora io ho vissuto una grande grazia, ho ricevuto una forza del Signore. Ho vissuto personalmente questo potere; anzi, trasferendo questo potere agli altri. Il Signore è potente e voi vi fidate del potere del Signore e volete sperimentare questo potere in voi stessi e anche negli altri. Il Signore è potente nella sua morte e nella sua risurrezione, nella sua grazia; è potente nello Spirito Santo.

    Diventando Vescovo di Roma e Papa, in questa epoca degli itineranti, dovevo diventare anch’io itinerante. C’è un parallelismo, una coincidenza. Ma, devo dire, gli itinerari che io faccio sono molto meno severi. Sì, è vero che ci domandano tanto e che il programma di una giornata è abbastanza esigente, ma non si cammina a piedi… Penso che questo modo di essere itinerante voi non potete accettarlo… Allora mi dico: non posso far altro, con tutta umiltà lo confesso davanti a voi: non posso far altro. Allora restiamo itineranti come siamo: il Papa itinerante come è e voi itineranti come siete . .

    Copyright © Libreria Editrice Vaticana

  190. Francesco Ursino scrive:

    @ KLAUS

    Leggiti anche questo. Nella sua ultima parte mi sembra particolarmente come dire interessante. Eccoti il link:

    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/speeches/2002/september/documents/hf_jp-ii_spe_20020921_cammino-neocatecumenale_it.html

  191. bruno volpe scrive:

    Cari amici ed in particolare caro signor Savigni. Invito a visitare il sito Petrus,www.papanews.it per un’intervista di Cecchi Gori che difende Benigni, tanto per dimostrare con i fatti che non vi e’ nessuna faziosita’ Grazie Bruno Volpe

  192. bruno volpe scrive:

    segnalo mia intervista a Cecchi Gori su Petrus che difende Benigni grazie bv

  193. Raffaele Savigni scrive:

    Non accetto le battute irrispettose di Iginio. Io vengo da una famiglia povera e ho faticato duramente (lavorando d’estate, invece di andare al mare, per pagarmi almeno in parte gli studi) per laurearmi e poi arrivare, dopo i quarant’anni, alla carriera universitaria. Non appartengo quindi al mondo dei sessantottini che facevano la rivoluzione coi soldi di papà, e che Pasolini prendeva in giro.
    Mi sono sempre impegnato nel mondo cattolico (Azione cattolica e strutture pastorali), non ho mai fatto il cattolico del dissenso. Ma come allora non ho seguito passivamente lo “spirito del tempo”, così non voglio farlo neppure oggi, nei confronti dei falsi “unti del Signore” che vedo in giro. E non permetto a nessuno (evidentemente a corto di argomenti) di offendermi.

  194. 2009m scrive:

    Mi dispiace per tanti convinti assertori della statura intellettuale e della propensione verso una morale di fede vicina agli intendimenti cristiani, ma personalmente ritengo Benigni piuttosto uomo di spettacolo e plateale, talvolta imbarazzante imbonitore di coscienze. Nei suoi lunghi, farneticanti sproloqui televisivi, ho recentemente colto un’affermazione che oltre a denotare ignoranza dimostra assoluta insensibilità verso il soprannaturale. A proposito della “grazia” e del raggiungimento di questo status, dice che si tratta di condizione umana che non ha niente a che vedere con la religione cattolica(sic).E’ un’affermazione grave che denota presunzione e che si pone al di fuori della morale evangelica,della ricerca di Dio e della promessa di vita eterna. Anna Marsigli

  195. Anna Marsigli scrive:

    Mi dispiace per i tanti ammiratori di Benigni che vedono in lui un ispirato vate della lirica poetica oltre che un originale interprete della morale religiosa, ma non mi ha mai convinto. La sua presenza invadente, il suo farneticante sproloquiare, i suoi giudizi dissacratori su tutto e su tutti,sono per fare spettacolo ma non lasciano intravedere, al momento percorsi di fede. In una recente intervista televisiva, a proposito della “grazia” si è espresso in questi termini:”la grazia è una condizione che non ha niente a che fare con la religione cattolica ma dipende dall’uomo”.
    Tutto questo che denota superficialità e presunzione, è negazione del soprannaturale, della presenza di Dio e della Sua grazia quale realtà assoluta e termine ultimo di ogni umana coscienza.

  196. SteX scrive:

    @Anna Marsigli
    Non se ne dispiaccia, è liberissima di non ammirarlo. :-)

    “Tutto questo che denota superficialità e presunzione, è negazione del soprannaturale, della presenza di Dio e della Sua grazia quale realtà assoluta e termine ultimo di ogni umana coscienza”
    E se fosse semplicemente il suo punto di vista?
    (che peraltro prende le distanze dalla religione cattolica, ma non nega il soprannaturale o la presenza di Dio, per quanto sicuramente ne avrà una concezione diversa da quella del cattolico)

  197. Benigni si spoglia della marsina del comico per leggere Dante e fornirne una interpretazione lontanissima dalle ricerche semantiche, teologiche, filosofiche, allegoriche, analogiche o anagogiche, per proporre un approccio capace di entrare dentro l’architettura della “Commedia”, per smontarla, pezzo dopo pezzo, dalle sovrastrutture e restituirla alla chiarezza della semplicità, come se fosse stata scritta per essere “raccontata” a tutti e non analizzata, studiata e interpretata da pochi.
    Si è scomodato anche il Vaticano, per bocca del cardinale Segretario di Stato Tarcisio Bertone, per sottolineare l’interpretazione di Benigni come quella di un grande teologo.
    Con queste parole Bertone non ha premiato lo sforzo di chiarezza operato da Benigni, ma lo ha castigato proiettandolo dentro la pletora dei critici, dei supercritici, degli analisti, dei filologi, dei filosofi e dei teologi, che hanno avuto, ormai da 750 anni, la pretesa di far dire a Dante ciò che loro avrebbero voluto che dicesse.
    Alle parole dette dal Segretario dello Stato vaticano si sono associati i nuovi critici e i nuovi interpreti, pronti, come sempre, a “soccorrere” il vincitore. Perché Benigni è stato ed è un vincitore, capace di affascinare la platea porgendo il cuore e mostrando l’anima, istruendo senza dottrina, con la sensibilità dei semplici.
    Non viene tenuta in nessun conto la frase con la quale ha esordito prima di dedicarsi a quel 33° canto del Paradiso, ove viene composta la più bella e sentita invocazione alla Vergine dopo l’Ave Maria dell’Arcangelo Gabriele, la sola preghiera che accomuna cristiani e musulmani, che assimila Vangelo e Corano.
    Con la semplicità di chi si appresta a narrare un affascinante racconto, Benigni ha esordito affermando: “Da grande non ci ho capito granché, ma da bambino avevo capito tutto”.
    E’ tutto qui il mistero di un successo che travalica i limiti della critica, per entrare nell’alveo della cultura popolare, ingenua, semplice, comprensibile e accettata.
    E’ vero, Benigni entra nel mondo dantesco servendosi di una “porta di servizio” ma solo perché l’ingresso principale è ancora intasato dalla fanfara dei “dotti e degli intelligenti”; infatti, come dice Cristo: “Ti ringrazio Dio Padre Onnipotente di avere nascosto ciò ai dotti e agli intelligenti e averlo rivelato ai semplici”.
    Le dotte parole di Dante, l’architettura dei versi e l’articolazione del contenuto trovano la loro migliore identificazione in una trasposizione dalla dotta versione medievale del sommo poeta, (quando il letterato doveva essere competente in tutte le discipline conosciute), ad una esemplificazione apprezzabile e apprezzata perché liberata dalle sovrastrutture di una erudizione senza anima.
    Il metodo di Benigni può essere sovrapposto alla letteratura dei Vangeli, alle esemplificazioni delle parabole, alle loro interpretazioni; le parole di Cristo che ci sono state tramandate perdono la loro efficacia diretta solo quando vengono manipolate in disquisizioni dogmatiche, altrimenti la loro presa è diretta, senza equivoci, penetrante.
    “Lasciate che i fanciulli vengano a me”, come invito ai cuori semplici di avvicinarsi alla fonte viva della verità.
    “Chi è senza peccato scagli la prima pietra”, come sfida alla coscienza, attribuendo, solo ad essa, la capacità di giudicare.
    E’ la forza grandissima della semplicità, della comunicazione diretta, capace di invadere e penetrare nelle coscienze, anche quando sono intorpidite nel sonno della ragione.
    Ne sono certo: Benigni da bambino aveva capito tutto, adesso ci ripropone la sua esperienza e cerca di contagiare gli ascoltatori inoculando il gene del fanciullino, proponendo la sola chiave di lettura che illumina e non confonde, quella della purezza che alberga nell’animo incontaminato dei bambini.

  198. Stimo l’artista Benigni e sottoscrivo quanto espresso dal dottor Andrea Tornielli nella risposta a “Bruno” al n.93.
    “La vita è bella” è stato il suo capolavoro.
    È davvero geniale come comico e satirico, perché non scade mai nella volgarità e nel dileggio.
    Non dimostra faziosità, anche se dichiarato appartenente alla sn.
    Ciò che conta molto è che nessuno si può dichiarare offeso in tutte le sue mirabili performances.

  199. Condivido e sottoscrivo quanto espresso dal dottor Andrea Tornielli nel precedente post n. 93, in risposta a Bruno.
    “La vita è bella” checché ne ho letto, considero un vero capolavoro, testimone della Verità esistenziale.
    Infine scrivo soltanto che Roberto Benigni rappresenta la più sana comicità e satira, perché nessuno si può ritenere dileggiato e offeso dalle sue originalissime performances.
    Termino affermando che è trasversale, privo di faziosità, anche se dichiarato appartenente al polo di c/sn.

  200. un laureato in lettere scrive:

    Io mi sono “ammazzato” cinque anni (3 + 2) per laurearmi in lettere moderne… Non mi sembra proprio giusto né coerente conferire ad honorem la mia stessa (tanto sudata) laurea ad un “attore” solo perché sa leggere “bene” la Commedia dantesca e nulla più! Una domanda: fra i miei compagni ci sono anche degli eccellenti interpreti dello stesso testo… ma a loro la laurea ad honorem non è stata conferita. Forse (dico forse) ha influito il fatto che Benigni è Benigni???