Il Papa, Scola e la fede del Nordest

Oggi Benedetto XVI arriva nel Nordest: questo pomeriggio sarà ad Aquileia, antichissima culla dell’evangelizzazione di una vasta area che comprende non soltanto il Triveneto, ma anche la Carinzia, la Slovenia e la Croazia. Stasera e domani, il Papa sarà a Venezia. Su La Stampa di oggi dedico un commento ai precedenti delle visite papali a Venezia e al rapporto tra Benedetto XVI e Scola.

Il patriarca di Venezia, come sapete, è uno dei candidati per la successione al cardinale Dionigi Tettamanzi nella cattedra ambrosiana. E’ stato scritto che il cardinale Scola all’80 per cento sarà il nuovo arcivescovo di Milano: personalmente preferisco non sbilanciarmi in questo modo, dato che deve ancora avvenire la discussione nel “congresso” della Congregazione per i vescovi, che si riunirà nella seconda metà di maggio, e dunque tecnicamente tutto è ancora possibile.

Di certo c’è che quella di Scola non è una candidatura “mediatica”, come qualche analista di cose vaticane ha scritto, ma una candidatura vera. E nel caso sia lui il successore di Tettamanzi, si confermerà ancora una volta la stima che il Papa ha di lui e che non è venuta mai meno. Come pure la stretta collaborazione. Basta ricordare – come faccio nella conclusione del mio articolo su La Stampa di oggi – che l’idea di istituire un Pontificio consiglio dedicato alla nuova evangelizzazione venne proposta a Ratzinger propri da Scola.

Il Papa oggi visita una Chiesa, quella del Nordest, attraversata da vari problemi, ma ancora ben radicata a livello popolare, seppure in misura diversa a seconda delle zone e delle tipologie del territorio (la secolarizzazione, ad esempio, è più rapida ed evidente nelle città rispetto ai centri più piccoli). Devo testimoniare, tornando spesso in Veneto per motivi familiari, che in alcune zone si percepische come la fede cattolica, l’appartenenza alla Chiesa, sia ancora un elemento decisivo e condiviso per la popolazione, come attesta la frequenza alla messa, la richiesta dei sacramenti, la partecipazione alle attività delle parrocchie.

E’ una Chiesa, quella del Triveneto, che non sempre negli ultimi decenni è stata adeguatamente considerata, ad esempio per quanto riguarda la scelta dei vescovi. La visita che inizia oggi e si conclude domani, è la terza di un Papa in quarant’anni: nel settembre 1972 vi fu quella di Paolo VI, che fece tappa nella Serenissima mentre era diretto a Udine, per il Congresso eucaristico nazionale. Nel 1985, invece, vi fu quella di Giovanni Paolo II. Ventisei anni dopo Wojtyla, arriva il suo successore Benedetto XVI. La visita ha un programma molto fitto e in poche ore Papa Ratzinger terrà molti discorsi.

La realtà triveneta è caratterizzata da un’imprenditoria diffusa, da un tessuto di piccole imprese sparse in un territorio che ancora manca di infrastrutture adeguate e che ha comunque risentito della crisi economica. E’ terra di emigrazione e oggi di immigrazione. Venezia stessa è storicamente la porta verso l’Oriente, e il cardinale Scola, in questi anni, grazie anche alla rivista internazionale “Oasis”, ha riflettuto molto su quello che ha definito il “meticciato” di civiltà.

Il vescovo di Roma viene però in questa terra, nella diocesi dalla quale in un secolo ben tre patriarchi sono saliti al soglio pontificio (uno già santo, Pio X, un altro già beato, Giovanni XXIII, un terzo in via di beatificazione, Giovanni Paolo I), soprattutto per confermare nella fede i credenti che qui vivono. E per testimoniare, ancora una volta, la bellezza della fede cristiana, annunciata fin dai tempi antichi.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Vatican. Contrassegna il permalink.

66 risposte a Il Papa, Scola e la fede del Nordest

  1. MARCO D scrive:

    Ma non si diceva che era troppo anziano (69 anni)? E poi, per quanto ne so parlando coi sacerdoti milanesi, vedono con disagio, se non con paura (di divisioni e vere e proprie rivolte), l’avere un arcivescovo ciellino.

    • Simone scrive:

      E’ proprio questo il problema. Non soltanto perchè aderisca a Comunione e Liberazione, ma soprattutto perchè dovrebbe mettere mano ad alcune cosette che in questi anni hanno portato la Diocesi di Milano ad essere sempre più distante da Roma (io continuo ad essere perplesso sul fatto che i due riti e i due calendari abbiano differenze tanto marcate per cui tornare a casa dopo la
      Messa, accendere la tv e ascoltare il Papa ti fa dire : “Ma cavolo, ci sono andato a Messa?”) o alla grave crisi vocazionale (a proposito, la Fabbrica dei Don Chichì è sempre più vuota, è vero, ma è anche vero che vi sono diversi giovani lombardi i quali, non aderendo alla cricca della Curia milanese, studiano in seminari romani o addirittura esteri, a la loro vocazione verrà utilmente posta al servizio della Chiesa, altrove però.

      • Carolus scrive:

        Non dobbiamo essere sempliciotti e confondere cose diverse.

        E’ vero che la diocesi di Milano, anzi le gerarchie del clero della diocesi si sono piuttosto allontanate dalla linea petrina, soprattutto negli ultimi anni, probabilmente anche (non solo ma anche) a motivo del fatto che i collaboratori di cui l’attuale vescovo si è circondato gli sono “sfuggiti di mano”.

        Ma questo non c’entra niente con l’aspetto liturgico. Il rito ambrosiano è proprio della diocesi di Milano. Non possiamo chiedere di “avvicinarlo” di più a quello romano; non possiamo chiedere di limarne le peculiarità. Sarebbe come lasciare in vita il rito straordinario, ma esigere che venga ritoccato per assomigliare di più a quello ordinario. E’ operazione priva di senso (oltre che francamente tipicamente comunista) livellare tutto, annullare le peculiarità, pretendere uguaglianza forzata: il rito ambrosiano ha dignità storica e liturgica, persino ora dopo la (forse “discutibile”, ma pur sempre “indiscutibilmente” necessaria) revisione del lezionario e va preservato, soprattutto dai fedeli ambrosiani con particolare amore e rispetto.

        Quindi, cerchiamo di non semplificare troppo e di non abbandonarci a valutazioni superficiali, che confondono piani diversi. La chiesa ambrosiana, nei suoi uomini, nei suoi obiettivi e anche nei suoi metodi, ha bisogno di essere profondamente rinnovata; il rito ambrosiano vive intatto nella bellezza del suo splendore.

        • Simone scrive:

          Sarò anche un sempliciotto, ma mi piacerebbe, perlomeno, che le letture siano le stesse (non mi sembra che il Rito Ambrosiano ne risulterebbe modificato) e così il calendario, almeno per quanto riguarda le feste liturgiche, vedi ad esempio la Festa dell’Assunta 2010 celebrata di domenica in Rito Romano e in settimana (cioè in un giorno differente dal 15 agosto e perciò feriale) in quello Ambrosiano, oppure il punto 5 del commento di Aurelio R.

          • Carolus scrive:

            Purtroppo, uno dei mali della nostra chiesa ambrosiana (e non solo) è la mancanza assoluta di formazione liturgica dei fedeli: i nostri pastori preferiscono imbottirci soltanto di principi pseudocariativi… Se così non fosse, non si sentirebbe dire che equiparando le letture del rito ambrosiano a quelle del romano non cambierebbe la specificità del rito ambrosiano.

            Per sopperire a quello che il suo parroco non le spiega, le consiglio un libro bellissimo: Marco Navoni, “L’anno liturgico ambrosiano”. Si stupirà della splendida coerenza della liturgia ambrosiana.

  2. Aurelio R. scrive:

    Sì, come ambrosiano sarei felicissimo di accogliere Scola.

    Diversamente, pur prestando la mia obbedienza a qualunque vescovo designato dal Papa, sarei appena un po’ meno entusiasta se:

    1) il nuovo arcivescovo continuasse ad incrementare la diversità del rito ambrosiano rispetto a quello romano. Infatti io personalmente avrei voglia di essere più simile, e non meno simile, ai fratelli del resto del mondo.

    2) il nuovo arcivescovo fosse un cervellone, un teologo dalle affascinanti teorie, che magari se le studi per 4 giorni e 4 notti scopri che non sono nemmeno eretiche, però che ad ogni saggio che pubblica ti fa venire la febbre a 40°.

    3) il nuovo arcivescovo non riformasse profondamente il Seminario: meno ecumenismo e più dottrina della Chiesa, con più studio di San Tommaso, filosofo e teologo (Cherubino, sono bene informato o dico sciocchezze anche stavolta? :-) )

    4) il nuovo arcivescovo non affrontasse l’ardua impresa di riformare la catechesi dei ragazzi e dei giovani. Ho infatti la netta impressione che i ragazzi non sappiano più cose tipo: che cos’è la Santa Messa, in che senso Gesù è presente nell’Eucaristia, norme semplici e chiare di morale sessuale ecc. Il compito è arduo perchè tocca il “reclutamento” e la preparazione dei catechisti: ma vorrei vedere un energico inizio di cambiamento.

    5) il nuovo arcivescovo non ripristinasse per il 2012 la Festa della Divina Misericordia nella prima domenica dopo Pasqua, così come ha indicato chiaramente il Beato Giovanni Paolo II. Quest’anno, come avranno notato gli amici ambrosiani più attenti, la Festa è stata declassata a una devozione facoltativa da celebrare “extra Missam” la domenica pomeriggio.

    • peccatore scrive:

      A prescindere dall’identità del nuovo arcivescovo, condivido tutte le sensibilità e le attese di Aurelio.
      Aggiungo: la determinazione nel proporsi come un vescovo “mariano” (il Duomo è un santuario a Maria nascente, sormontato da Maria Assunta in cielo) capace di “rieducare” quelli che hanno sempre paura di “far ombra a Gesù”.
      Aggiungo: la capacità di essere simpaticamente dogmatici (specialmente sul peccato originale) e brillantemente apologetici mentre si dialoga con il mondo, che va evangelizzato proponendo la fede di sempre prima di condividerne i dubbi e la disperazione.
      Aggiungo infine: la capacità di riportare i teologi e i responsabili delle varie scuole di formazione (dal seminario agli animatori degli oratori) a saper citare S.Agostino, S.Ambrogio e S.Carlo (oltre a S.Tommaso) con maggior cognizione e convinzione di quanto non si riempiano la bocca di Barth, Freud, Bultmann e Rahner.

      • Aurelio R. scrive:

        Scrive ‘peccatore’:
        “…il mondo [...] va evangelizzato proponendo la fede di sempre prima di condividerne i dubbi e la disperazione.”

        Una sintesi veramente profonda ed espressiva, complimenti!

  3. Sal scrive:

    “Il patriarca di Venezia, .. è uno dei candidati per la successione al cardinale Dionigi Tettamanzi nella cattedra ambrosiana” – Solo i più affidabili sono meritevoli.

    Ma “ deve ancora avvenire la discussione nel “congresso” della Congregazione per i vescovi,” -Il consiglio di amministrazione non ha ancora verificato la convenienza delle le nomine.

    Peccato però che “Scola non è una candidatura “mediatica”,” – Jusus Crist super star ! Anche con il trucco non buca il video.

    Vedi ? ci sa fare ! “ la nuova evangelizzazione venne proposta.. proprio da Scola.” – E’ evidente, la vecchia aveva fallito ! Bisognava risalire la china ! Non Martini, e Scola la volpe …..

    Non è tutto oro ciò che luccica “Il Papa oggi visita una Chiesa, quella del Nordest, attraversata da vari problemi” – E ti pareva che ce ne fosse una senza ? Ma questo SS è proprio distratto !

    “la secolarizzazione, ad esempio, è più rapida ed evidente nelle città rispetto ai centri più piccoli.” Certo in città si corre di più la vita è più frenetica ognuno pensa ai fatti suoi, nei paesi tutti ti conoscono e ti scrutano, bisogna stare più cauti si pettegola di più.

    “La realtà triveneta è caratterizzata da un’imprenditoria diffusa, da un tessuto di piccole imprese sparse” – Di quelle che ogni due parole, tre bestemmie, ma tutti assolti !

    “Il vescovo di Roma viene però in questa terra,…. soprattutto per confermare nella fede i credenti che qui vivono. “ – E certo, se il secolarismo avanza, meglio contrastarlo fin ché si può.

    Si dice cha la casa non è bella per le mura, ma per il cibo che offre. Roma, Venezia o Milano è sempre la stessa zuppa ! E bisogna stare attenti specialmente se si vuole chiudere la trattoria l’ambrosiano !

  4. Andrea Tornielli scrive:

    Senta Sal,
    lo sa che è davvero tanto, tanto, tanto spiritoso?

    • il maccabeo scrive:

      Andrea, non farti trascinare nella rissa dalle scipite battute di Sal, non lo merita. Rimani sereno nella gioia Pasquale, e nel trionfo dell´Uomo-Dio sulla morte, che i Farisei alla Sal non possono conoscere.
      Preghiamo per lui piuttosto, che non sa quel che fa.

    • Sal scrive:

      Buon Giorno Dr. Tornielli, sono certo che per spiritoso intendeva uno pieno di Spirito ! E’ cosi ? Certo che no !
      Ho parecchi amici nel Nordo Est, 3 parole 4 bestemmie ! E’ un modo per dare forza al regionamento. Il coraggio dei deboli che attribuiscono la propria responsabilità ad altri. In questo caso oltre Dio non c’è nessuno ! Però sono tutti fedeli devoti.

      E’ amore per l’ipocrisia, ma è genuino. Non ci si può fare niente, Ognuno si trova le pecore che gli vengono affidate, non se le può scegliere.

      Ormai mi conosce Tornielli, abbaio ma non mordo.
      Ricorda la Parola ? : “‘Vi abbiamo suonato il flauto, ma non avete ballato; abbiamo fatto lamenti, ma non vi siete percossi con dolore’. ” ( Matteo 11.17)
      -“giacché siete divenuti di udito torpido” (Ebrei 5.11)

      Ma è vero che vogliono chiudere l’ambrosiano ? Lei che dice ? Si può fare ? Credo che sarà dura no ? Ci sono così tanti ambrosiani, chissà di quale si tratta, c’è il banco, il rito, il golf, il nastrificio, il caffè, il consorzio, il coro, chissà di quale si tratta.
      Un caro saluto.

      • enrico scrive:

        @ Sal

        Tutti necessitiamo della misericordia di Dio.
        Io vivo nel nord est, normalmente i “fedeli devoti” non bestemmiano, tuttavia tutti siamo peccatori e nessuno di noi si salva da se stesso.

        • Sal scrive:

          Simpatico enrico lei dimentica che la misericordia è già stata esercitata “una volta sola” per tutti. Non è mica un mitra che va a ripetizione all’infinito. Prima o poi le cartucce finiscono. Non crede ? Altrimenti è un invenzione cattolica.

          “Nessuno si salva da se stesso” è vero, ma se è un “gratuito dono” a tutti a che serve la penitenza

      • peccatore scrive:

        Spiritoso nel senso di “pieno di spirito”, sì.
        Ma non “santo”: solo alcol.

        • Sal scrive:

          Non dimentichi che Gesù ha offerto vino e mica una volta sola, e il vino non è acqua, è spirito o contiene spirito ? Come si dice ? è o ha ? Boh sempre Spirito è !

          p.s. ricordi il migliore era per la fine ! o alla fine ! come si dice ? boh ! comunque in ultimo ! Il meglio sempre per ultimo !

  5. ADRIANO MEIS scrive:

    La “fede del Nord Est” sembrava assai massiccia fino a vent’anni fa; però, poi, abbiamo visto che -con il crollo del comunismo alle frontiere- la gente non ha trovato più conveniente votare DC ed è passata alla Lega.
    Molti si sono domandati, dunque, quale fondamento avesse il voto cattolico, rimasto maggioritario per decenni; risposta : non era il crocifisso che interessava ai veneti, ma il portafoglio.
    In altre parole, la DC funzionava non per fede, ma per vocazione anticomunista.
    Su quanto sia modesta, nella realtà, la condivisione dei valori cristiani, lo vediamo nell’egoismo del proprio benessere, nell’avversione all’immigrazione, nel perseguimento dei beni materiali, nella corruttela dei costumi privati, nella diminuzione dei matrimoni, nel numero di figli nati fuori del matrimonio e via dicendo.
    Il Veneto è rimasto quello raccontato da Pietro Germi, dove la chiesa dettava l’indirizzo etico dominante e la realtà era quella di una provincia del tutto amorale.

    • il maccabeo scrive:

      Essí, il buon Meis lui si che vuole bene agli immigrati, altroché i veneti.
      Perché lui preferisce fargli abbandonare la loro terra a bordo di barconi da brivido o nascosti nel vano carrello di un aereo a meno 50°C e alienarli qui da noi con stipendi da fame piuttosto che educarli e insegnar loro, a casa loro, come sfruttare le loro ricchezze, cosí come han sempre fatto i missionari cattolici, vero Meis? Senno´come potremmo continuare a depredare petrolio, oro diamanti, manganese, legnami pregiati e ogni genere di materie prime nei tre quarti del resto del mondo se insegnassimo ad africani, sudamericani e asiatici come diventare autosufficienti a casa loro. Sarebbe un disastro, vero Meis? Meglio abbagliarli con il miraggio del “posto sicuro” come giá fatto dal PC per 100 anni qui da noi, visto che ora da noi i lavoratori nostrani si son svegliati e non ci cascan piú, magari votando Lega, vero Meis?
      Affamiamo dunque gli extra-comunitari a casa loro con governi-marionetta compiacenti ai potenti nostrani (vedi ad es. Zimbabwe) e facciamone i nuovi poveri qui da noi, che cosí prendiamo due piccioni con una fava, vero Meis?
      Anzi invece di due piccioni ne prenderemo tre, quattro o qualche decina di piú. Tanti quanti le materie prime che arrivano puntualmente ogni giorno nei porti di tutto l´”occidente industrializzato” dai cosiddetti… “paesi poveri”.
      E infatti tali immigrati poveri rimarranno finche c´é gente come Meis, che sradica da essi paesi le volontá migliori con la promessa di una carta di caramella.
      “Egoismo del proprio benessere, avversione all´Immigrazione”, ecco qui tutto il Veneto secondo Meis. Una visione chiara e veritiera indubbiamente. Beh caro Meis, le faccio una proposta, quando l´Uaar, o la Loggia di cui fa parte, avrá tanti membri quanti sono ancora oggi i Missionari Veneti nei paesi poveri e quando l´Uaar avrá fatto per essi la metá – ma che dico!- un quarto, di quanto fanno anche oggi i cattolici del veneto e le vocazioni venete per i paesi poveri, allora forse Meis avrá diritto di dire la sua.
      Fino a quel giorno peró farebbe piú bella figura a tacere.
      Viva il Veneto cattolico, seppur con le sue inevitabili debolezze, che l´Uaar potrebbe solo accentuare e non certo curare.

      • Sal scrive:

        “Quando loro sono venuti avevano le Bibbie e noi le terre, ora noi abbiamo le Bibbie e loro hanno le terre” A proposito di aiuto a casa loro, non ricordo chi lo abbia detto.

        Anche il maccabeo è caduto nella trappola . Forse non sa che l’Italia ha bisogno di 200.000/300.000 extracomunitari per tirare avanti, cosa vuole che siano i primi 20.000 o 30.000 sono solo il 10% di ciò che deve ancora arrivare. Se li aiutassero a casa loro come farebbero a sfruttarli qui e con che cosa li rimpiazzerebbero ?

        Sono gli extracomunitari che sono caduti nell’abbaglio e hanno creduto al canto delle sirene cattoliche che predicano l’accoglienza. Non per nulla sono le stesse che dettano la linea allo stato laico. Ha notato ? Insieme, pure al concerto ieri. B16 e Napolitano ! Il rappresentante di Dio con Cesare al concerto ! Sorpresa ! Dio ha rinnegato la sua Parola ! Sembra l’avverarsi di “Non abbiamo altro Presidente che Napolitano ! ( Giovani 19.12) – al contrario !

    • Sal scrive:

      Pregevole caro Adriano il suo post. Pregevole, come sempre del resto.

  6. xagena scrive:

    Povera Lombardia in mano ai traffici dei ciellini in camicia a fiori o berretta rossa……..

    • Simone scrive:

      A parte il fatto che buona parte della Lombardia non dipende dalla stessa berretta rossa, mentre la camicia a fiori la riguarda tutta, distinguerei bene i due piani, perchè mentre su quello politico i problemi (come le cose buone) hanno un responsabile ed è la camicia a fiori, quelli della Diocesi di Milano discendono tutti dal rosso. Non però quello di una berretta, bensì quello indossato sotto tante tonache, va là! Perlomeno prima di criticare si dovrebbe attendere prima di tutto il nome, del nuovo arcivescovo, e poi di vederlo all’opera.

      • D scrive:

        La commistione tra civile e spirituale è testimoniata dallo stesso post del Dott. Tornielli riguardo al Toniolo.
        mi spiace Simone, ma credo che al di là di ogni qualità umana e spirituale di cui il card. Scola senz’altro è dotato, la sua nomina verrà vista da tutti come la vittoria di questi (Cl) contro “quelli là” (progressisti, chiamiamoli Martiniani per semplificare).

  7. da veneziano sono molto contento di questa visita, di cui anche io umilmente mi sono occupato, scrivendo qualche pezzo sul Gazzettino, il quotidiano del Nord est, di cui sarei grato avere un parere dell’autorevole vaticanista Andrea. Una visita preparata molto bene e attesa, per impulso di Scola, che è “una macchina” da guerra per ritmo di lavoro, intelligenza, intraprendenza, rispetto ed equilibrio. In questo senso un suo trasferimento a Milano, sarebbe una grandissim aperdita per Venezia e il Triveneto, dove si è sempre comportato con saggezza ed equilibrio anche nei confronti di CL e delle sue radici. é troppo intelligente per farsi “rinchiudere” nelle trame di palazzo e di part CL. Infine non dimentichiamo che Scola e il card. Ouellet sono amici da lunga data!

  8. Jacky scrive:

    messaggio per Sal,
    Urge la sua presenza nella sala del regno!!!
    Al fine di agevolare le vendite delle riviste, ormai sempre meno ambite, si suggerisce di utilizzare carta ovattata, morbida e resistente… naturalmente con inchiostro biologico, meglio se coadiuvato di un opportuno delicato balsamo.
    Tale miglioria, coadiuvata ai Suoi puntuali interventi sul blog, unendo l’utile al dilettevole, garantirebbero un risultato certo e la completa soddisfazione dei Suoi confratelli.

    • il maccabeo scrive:

      :D grande jacky… :D

    • Sal scrive:

      Distinto Jacky, ma perché se la prende tanto. Non posso accontentarla, frequento poco le Sale del Regno, e le assicuro che le riviste non le vendono più, se vuole le può scaricare gratuitamente anche dal sito http://www.jw.org
      il sito ufficiale è “www.watchtower.org”

      Se con quel tipo di carta riciclata ha qualche difficoltà, data la sensibilità delle parti intime, la cosa non sorprende, date le attitudini di certo “chiacchiericcio” ma posso consigliare la Baby Cream della Johnson in casi più semplici ma se persistenti, c’è il “Proctoclyn”. Eviti di grattare in caso di prurito potrebbe danneggiare la parte ! Tanti auguri ! Se non passa ho altri suggerimenti .

      • il maccabeo scrive:

        Jacky , ha visto? Aveva ragione lei. Sal sembra davvero un esperto in materia.
        Grazie a Dio non abbiamo bisogno di certi consigli.

        • Sal scrive:

          Mai dire mai, c’è sempre una prima volta !

          • il maccabeo scrive:

            mi spiace, non ho i suoi gusti. se ci sará sará contro la mia volontá e se qualcuno ci proverá avrá grande interesse ad ammazzarmi subito dopo.

  9. macv scrive:

    Per xagena
    “Povera Lombardia in mano ai Ciellini”
    ma allora , se la situzione della Lombardia in mano ai ciellini è così tremenda, se la Lombardia è così malgovernata , come mai non vediamo orde di lombardi emigrare a Napoli, in Calabria, in Sicilia, in Puglia dove regna il buon Vendola,ma anzi vediamo (e io come medico lo vedo tutti giorni ) orde di pugliesi governati dal buon Vendola venire a Milano perchè dicono che “non si fidano della sanità nella loro regione”??? e pensare che la sanità in lomardia è in mano ai ciellini !!!!! perchè si fidano più dei primari messi
    dai ciellini che dei primari messi dalla giunta rossa pugliese?? forse perchè gli altri (i non-ciellini) sono ancora PEGGIO???????

    • xagena scrive:

      ma falla finita , una regione dove le donne che abortiscono vengono messe insieme alle neo mamme per “punizione” mi rivolta!
      In Lombardia campAte DI RENDITA MA LE RENDITE STANNO FINENDO PURE DA VOI……………..

      • Giulio B. scrive:

        quasi 20 anni, in cui le cose sono migliorate davvero, e molto. Detto da un ormai vecchio medico di Varese. Altro che rendita!!! Comunque non si preoccupi: nessuno puo’ obbligarla a guardare la realtà. Potrà sempre credere a tutto ciò che vuole, come facevano i farisei: perfino davanti a un morto che risorge si puo’ guardare ad altro. Quindi inutile insistere. Guardi pure ciò che vuole, e le auguro di essere felice.

    • Cherubino scrive:

      sig. Macv, le faccio presente che il Cardarelli di Napoli, l’Opera Padre Pio di San Giovanni Rotondo e vari ospedali di Roma (compreso il Gemelli) non hanno nulla da invidiare a quelli lombardi e sono punto di riferimento per gran parte del meridione e del centro Italia.
      Se poi parlasse un pò con qualche medico ospedaliero della Lombardia (ne conosco un pò) sentirebbe frasi poco convinte della qualità della gestione lombarda.

  10. ADRIANO MEIS scrive:

    Ringrazio Sal (che apprezzo davvero) e rispondo al Maccabeo.
    Ciò che crede Meis, egregio M., non è affatto al centro della questione; non dobbiamo spostarci dal nocciolo centrale del problema. Il problema non era quali fossero le mie opinioni sull’immigrazione (argomento che,peraltro, non era neppure al centro del mio intervento).
    La mia riflessione partiva da tutta una letteratura (in prosa e cinematografica) che descrive il clima morale medio in cui si muove il veneto della tradizione morale cattolica. E questo è (mediamente, ripeto) alquanto malridotto.
    Il don Schiavon del film di Germi, tutta la ieratica ed inconcludente spocchia delle gerarchie ecclesiali, (riverita nelle forme ed ignorata nei fatti), l’ipocrisia dei protagonisti, la ferocia delle invidie, l’assenza di moralità, la dicono lunga sulla capacità della fede di creare una autentica norma morale introiettata, condivisa ed applicata.
    Potremmo aggiungere anche l’odio palpabile per i meridionali, caro amico.
    Ed anche l’abbandono del partito cattolico nelle urne per buttarsi sulla lega campanilista, egoista e razzista…..
    Circa le “inevitabili debolezze”, champagne!! EIl Suo è l’eterno gioco della transigenza e delle assoluzioni, della fuga dal rigore…..
    Circa la Sua ultima affermazione, Le dico che Il razionalismo, intanto, ha curato l’Europa; e lo ha fatto lasciando a noi italiani il marchio dell’emotività, del sentimentalismo, della passionalità, della interiorità malintesa, della teatralità, dell’estrosità. Tutta roba ottima per costruire uno Stato che neppure i fratelli Marx avrebbero concepito, come dicono sempre di noi (e giustamente) gli inglesi.

    • il maccabeo scrive:

      ah, ma allora se le sue fonti son i film di pietro Germi mi inchino alla storicitá ed alla sua asettica obiettivitá nell´analizzare il Veneto, la sua fede e il suo clero… che evidentemente non conosce.
      Magari la prossima volta provi con Walt Disney, o con Dreamworks e ci faccia parte delle sue acutissime e piú che obiettive analisi.

  11. anniballo scrive:

    Ricordo “Il Maccabeo”. Egli è quel fine teologo che , l’anno scorso,-in una discussione con me circa l’atroce mancanza di misericordia dei meccanismi della vita- fece spallucce dicendo che “qualche catastrofe quì, qualche terremoto là” non erano sufficienti a nutrire dubbi sulla bontà intrinseca del Disegno Generale.
    Davvero, quest’uomo , (totalmente insensibile di fronte alla vastità della strage universale che dura da miliardi di anni), ci mette di fronte a nuove conquiste della teologia.
    Forse, egli crede che il suo Dio non ha avuto alternative migliori ; per parte mia, mi chiedo se ostenterebbe la medesima disinvoltura se tutti i suoi figli fossero periti in un terremoto, magari dopo giorni di terribile agonia sotto le macerie…

    • enrico scrive:

      “Ricordo “Il Maccabeo”. Egli è quel fine teologo che , l’anno scorso,-in una discussione con me circa l’atroce mancanza di misericordia dei meccanismi della vita- fece spallucce dicendo che “qualche catastrofe quì, qualche terremoto là” non erano sufficienti a nutrire dubbi sulla bontà intrinseca del Disegno Generale.
      Davvero, quest’uomo , (totalmente insensibile di fronte alla vastità della strage universale che dura da miliardi di anni), ci mette di fronte a nuove conquiste della teologia.”

      Qui non so se scrivano teologi Anniballo, comunque le è stato già cortesemente spiegato che tutto il creato è chiamato all’esistenza da Dio, trova la sua ragione d’essere in Dio e tende a Dio.

    • il maccabeo scrive:

      Toh, il tal post é uguale a quello di Squilpa di qualche settimana fa.
      Anniballo, lei come Squilpa, casomai foste due persone diverse, cosiccome la vostra correligionaria Hack, non avete capito … un Hack.
      E mai lo capirete finché vi fa comodo vivere senza Dio e non dover conto a nessuno. La religione atea é molto comoda. Anche se poi la voce della coscienza rimane e non vi lascia tranquilli. Ma voi invece di ammetterlo imputate poi le vostre infelicitá e frustrazioni a Dio, ai cristiani o alla religione. Dovreste invece capire che la vostra poca pace viene da voi stessi, che il vuoto che sentite viene da cio´che vi manca dentro, non da quelli o da quel che sta fuori di voi.
      Esame di coscienza….

  12. anniballo scrive:

    SPIEGHIAMO A “MACV”…….
    La Lombardia gode i vantaggi di aver avuto da secoli una classe imprenditoriale di vocazione “quasi calvinista” (la definizione non è mia) che ha sempre perseguito il successo mondano, la produttività e l’efficientismo. Valori, azzarderei, poco cattolici : il perseguimento di beni materiali ,infatti, è condannato dalla chiesa come pericoloso per la salvezza dell’anima.
    Certo, che -attualmente- siano presenti i ciellini costituisce una parentesi poco favorevole; ma l’anima di fondo resta ,fortunatamente, calvinista (come nella limitrofa Svizzera) e non sarà compromessa dal sottile intonaco cattolico.

    • enrico scrive:

      La Lombardia gode i vantaggi di aver avuto da secoli una classe imprenditoriale di vocazione “quasi calvinista”

      Direi che uno dei principi mirabili del calvinismo è la predistinazione alla salvezza ,decisa da Dio, che così distingue già qui fra coloro che si salveranno per volontà esclusiva di Dio e coloro che saranno dannati fin dal principio. Sicchè le grazie materiali che egli elargisce in questa vita sono segno della sua benedizione.
      Non so quale sia il risvolto positivo che Anniballo scorge nella dottrina calvinista.

      Per sapere questo bisogna però almeno conoscere cosa sia il calvinismo e la sua dottrina.

      “il perseguimento di beni materiali ,infatti, è condannato dalla chiesa come pericoloso per la salvezza dell’anima.”

      Il perseguimento fine a se stesso Anniballo.

  13. peccatore scrive:

    Tra i vantaggi della Lombardia c’è quello di aver sempre avuto un clero molto ben formato e saggio. Tra i meriti di CL (e sono sempre stato critico con CL) quello di testimoniare questa affermazione tramite figure della statura di Biffi, Scola e Negri (a proposito: http://blog.messainlatino.it/2011/05/mons-negri-demolisce-il-mito-del-buon.html).
    Mi auguro che chi sarà chiamato ad essere il successore del Card. Tettamanzi (che ha tantissimi meriti) sappia ricentrare l’attenzione sulla verità di Dio e sui dubbi del mondo, con tutta la simpatia possibile, ma consapevole che i dubbi sono del mondo e la verità di Dio e non viceversa…

  14. anniballo scrive:

    ENRICO – PECCATORE – MACCABEO
    Dunque, mister “MACV” si chiedeva perchè la Lombardia funziona bene ,al punto da richiamare soggetti da altre regioni. La mia era soltanto una risposta a tale domanda e si rifà a quella che viene definita una vocazione “quasi calvinista” dei lombardi : calarsi nel mondo e realizzarvi opere concrete, all’insegna di produttività ed efficientismo. Ripeto che si tratta di una analisi non mia, che lessi tempo fa e di cui serbo memoria perchè mi colpì.
    La risposta alla domanda di Enrico è proprio questa, [al di là di ciò che io trovo di buono nel calvinismo (una delle solite uscite di Enrico che non c'entrano niente con la discussione)]. Il clero lombardo di cui ciancia PECCATORE ha fatto solo l’interesse ecclesiale; le mentalità protestanti,invece, hanno fatto l’interesse dei rispettivi popoli. La vocazione dei lombardi a calarsi nelle opere del mondo testimonia esattamente questo; la controparte cattolica più che baciare le mani al cardinale e portare in processione le reliquie dei santi non ha proposto molto (vedasi “I promessi sposi”).
    Circa la riflessione dolorosa sullo strazio universale della materia vivente, ENRICO e MACCABEO non rispondono che slogans; dire che il “creato tende a Dio” (etc…) non rileva assolutamente nulla nel merito, non cambia la spietatezza delle leggi e non attribuisce bontà a questo Dio.
    “MACCABEO”, inoltre, scrive dopo aver bevuto parecchio. Io non ho assolutamente “poca pace”, nè ho vissuto settant’anni “facendo il mio comodo” o “senza dar conto a nessuno” (da dove prenderà mai queste informazioni? Dal servizio segreto vaticano?). Infine, chi ha detto che non credere sia comodo? A me pare proprio il contrario.
    Sappia “Maccabeo” che io scrivo (con l’onore della mia firma e senza nicknames ,intanto), non per inquietudine o mancanza di pace (?), ma solo per discutere e per cercare di capire come funziona la mente del credente.
    A profondo disdoro di tutti i miei interlocutori , si sappia che non ho potuto trovare una sola replica che non sia un puro vaneggiamento, frutto poco dignitoso di menti perse dietro miti consolatori ed autocelebrativi. “Superbe fole”, diceva il poeta. (Almeno la signora Hack non vende frottole…)
    Se c’è un altro forumista,infine, come Squilpa, che scrive concetti analoghi ai miei, questo non vuol dire imbroglio (non stiamo scrivendo la donazione di Costantino,qui). Vuol dire solo che ci sono altre menti lucide.

    • peccatore scrive:

      Anniballo è un caso disperato.
      L’ho affidato a Maria.
      Ed attraverso Lei, alla divina misericordia.
      Madre del buon consiglio, intercedi per lui.

  15. enrico scrive:

    “A profondo disdoro di tutti i miei interlocutori , si sappia che non ho potuto trovare una sola replica che non sia un puro vaneggiamento, frutto poco dignitoso di menti perse dietro miti consolatori ed autocelebrativi”

    Anniballo lei è abituato a questo registro espressivo quando discute con persone con opinioni diverse dalle sue?
    E questo che le ha lasciato in dote il suo approccio laico e razionalista?
    A parte le persone che qui scrivono, questa sua definizione abbraccia tutti coloro che professano il credo, e sinceramente non è piacevole sapere per certo che vi sono persone che considerano allucinati le persone religiose.

    Riguardo al creato un approccio semplicemente logico suggerisce che in assenza di quel processo biologico detto “morte” si starebbe piuttosto strettini su questa terra già da centinaia di migliaia di anni.

  16. anniballo scrive:

    Ringrazio “PECCATORE” e “MACCABEO” ,credetemi, senza alcuna ironia. Vedo bene,infatti, che nel loro atteggiamento c’è della “benevolenza”, anche se io non ne condivido i fondamenti. Grazie, dunque.
    Però, quello che mi spiace è che la mia (onesta, mi permetto di dire) ricerca di risposte ragionevolmente fondate non riesce ad essere coronata da successo.
    La replica di ENRICO, per esempio, sul fatto che staremmo stretti se non ci fosse la morte è un capolavoro di metodologia atta solo a dare aria ai denti.
    Enrico non deve ,dunque, meravigliarsi se sono arrivato alla fine della mia riserva di ipocrisia ed impiego troppa ruvida chiarezza nei miei posts.
    Un saluto a tutti.

    • enrico scrive:

      “La replica di ENRICO, per esempio, sul fatto che staremmo stretti se non ci fosse la morte è un capolavoro di metodologia atta solo a dare aria ai denti”

      Anniballo, credo che lei scriva con certi toni semplicemente poichè siamo in un blog e dunque il fatto di poter scrivere dietro un nick le permette una sicumera maggiore di quanto non manifesterebbe faccia a faccia.

      Può provare a spiegare le sue argomentazioni se ne è capace.
      Trattare le altrui risposte con ironia è mezzo facile ma non le da autorità.
      Io prendo semplicemente atto che quasi costantemente quando ha citato documenti, cioè fatti , si sono rivelati sciocchezze, così come prendo atto che una volta resole noto questo lei non ha battutto ciglio.

      Le rendo inoltre noto che le parole straniere in italiano non si pluralizzano..nè posts, nè films….etc etc.

  17. anniballo scrive:

    “MACCABEO”( 7 maggio, 21:46, rispondo con ritardo).
    Caro amico, se Le fa più piacere, possiamo anche lasciare da parte Pietro Germi, allora, e ricorrere all’autorità di Shakespeare. Nel “Mercante di Venezia”, il drammaturgo ha operato una delle più energiche denunzie contro l’avidità umana e contro la cupidigia di beni terreni, sottolineando la mancanza di valori conseguente a tale stato di cose.
    Le faccio notare che l’ambientazione scelta è quella di una città il cui indirizzo etico dominante è fornito dalla chiesa da secoli.

    • il maccabeo scrive:

      Ah ah… Non sapevo che il “Mercante di Venezia”, Shylock se non erro, fosse il prototipo del cristiano veneto e che l´opera di Shakespeare fosse una critica ai cristiani veneti, poiché venezia sarebbe “una città il cui indirizzo etico dominante è fornito dalla chiesa da secoli.”
      … ma guarda un po´come devo ancora imparare a leggere…
      Cio´che mi consola é che sono in “buona” compagnia, se é vero quanto scritto anche sulla, da oggi in poi “clericalissima” secondo Anniballo e co., wikipedia:
      “…Shylock, ricco usuraio ebreo. Shylock è disprezzato dai cristiani e a sua volta non li sopporta, soprattutto Antonio, il mercante di Venezia, che presta denaro gratuitamente facendo abbassare il tasso d’interesse nella città e che lo umilia coi suoi insulti….”
      Recentemente anche Al Pacino é stato proprio criticato dalla comunitá ebraica di New York per aver riportato in scena il Mercante di Venezia. Non sapevo che la Comunitá ebraica di New York fosse evidentemente cosí sensibile ad ogni critica fatta ai …cattolici veneti e in particolare “… a una città il cui indirizzo etico dominante è fornito dalla chiesa da secoli…”
      Ogni commento sulle sue affermazioni dunque, caro Anniballo, e sulla chiarezza della sua visione della Chiesa Cattolica in genere e in specie in Veneto, é direi ormai superfluo. Cosiccome ogni giudizio sull´opera di Shakespeare e …Pietro Germi.
      Ad majora.

  18. anniballo scrive:

    Caro ENRICO, ho già detto che il mio non è un nick è il mio cognome. Se vuole incontrarmi, felicissimo : parleremo ancor meglio.
    Circa la sostanza delle mie domande, sono sorpreso che Lei nutra ancora perplessità; a me pare di averle sempre esposte con sufficiente chiarezza, e molte volte. Ma ,anche se io non l’avessi fatto, sono sorpreso che tali domande (tutte teologicamente degne), non germinino spontaneamente anche nelle altre menti.
    A me continua a parere che le vostre risposte non trovino ragionevoli riscontri nello stato delle cose e non possano esser giudicate esaurienti, in presenza di analisi serie.
    Il massimo che si ottiene è una prosa tipo Maccabeo o Peccatore che scrivono di pregare la Madonna per me (fatto apprezzabile, ma non esaustivo).
    Le rendo noto,infine, che la terza persona singolare del presente indicativo del verbo “dare” va accentata.
    Con cristiana simpatia ….

    • enrico scrive:

      @ Anniballo

      Francamente trovo semplicemente assurdo che venga imputata a Dio una qualche forma di crudeltà nel meccanismo della natura, posto che l’esistenza di Dio comporta sia l’esistenza come un dono gratuito, in quanto non è generata dal caso, e su questo abbiamo già discusso, sia la trascendenza.
      Inoltre il meccanismo del creato permette l’esistenza di ciò che è creato di generazione in generazione.
      Non vi è un male assoluto, tutt’al più relativo, poichè la morte di chi precede permette la vita di chi segue.
      Semplicemente la sua lettura del meccanismo del creato può assumere un significato crudele solo se osservato da un punto di vista personale ed egoistico.

      Non so se lei mi muova la sua critica per cristiana simpatia (da-dà), comunque è corretta, una volta tanto, e la accetto ben volentieri.

  19. anniballo scrive:

    Ma , caro ENRICO, non è affatto assurdo perchè le leggi della Natura le ha fatte Dio; e non è onesto fermarsi alla celebrazione della bellezza di essa Natura: va detto contemporaneamente che detti meccanismi, se pure sono perfetti,(e non lo sono), sono anche impietosi. Ancora, se la vita è un dono, Dio non dovrebbe punire chi la rifiuta, poichè dei doni si fa ciò che si vuole. Inltre, il dono è funesto perchè gli obblighi che ne derivano sono a senso unico (stanti le pene eterne per chi deroga) ed espone alle atroci sofferenze del vivere e dello stesso morire.
    E pazienza per l’Uomo, che può godere del sogno di una prospettiva escatologica; ma l’ingiustizia è palese a carico di tutto il resto dell’universo vivente (come ho già detto), cui non sono offerte prospettive di riscatto. E l’universo vivente è sterminato rispetto all’Uomo, che ne costituisce una percentuale trascurabile, nel tempo e nello spazio. Questo aggiunge ingiustizia ad ingiustizia : l’intera piramide degli organismi viventi esisterebbe,dunque, solo a vantaggio dell’Uomo, che ne è la microscopica puntina?
    Certo, la morte permette la vita di chi segue, ma Le pare accettabile questa transitoria parentesi di vita presente che può darsi solo al prezzo dello sterminio di tutto ciò che l’ha preceduto? Un mondo,cioè, che deve programmaticamente alimentarsi della sua stessa morte senza alcun riguardo per lo strazio di ogni sua singola componente? E questo immenso tritacarne che tutto macina per ricreare nuovi viventi, sempre con la stessa materia finita, esiste solo come “matrice di anime nuove” da sottoporre a successivo giudizio? E tutto ciò,oltre che accettabile, Le pare ragionevole?
    A me no, e non solo per la morte (che un Dio misericordioso avrebbe potuto almeno rendere indolore), ma -ancor più- per la sofferenza che l’accompagna, talvolta peggiore della morte stessa e ,soprattutto, elargita a tutti gli esseri, che hanno -purtroppo per loro– la stessa capacità di soffrire dell’Uomo.
    Sinceramente, io non riesco a trovare stimabile un sistema di valori che glissa con tanta semplicità su questi scenari insopportabili ed, anzi, ne fa materia di celebrazione per la introvabile bontà di un supposto Artefice. Ed i conti non tornano, caro amico, non tornano assolutamente : anche perchè di domande ce ne sarebbero ancora molte altre, purtroppo, e forse ancora più inquietanti. Ma fermiamoci qui.

    • enrico scrive:

      @ Anniballo

      ” ma l’ingiustizia è palese a carico di tutto il resto dell’universo vivente (come ho già detto), cui non sono offerte prospettive di riscatto. E l’universo vivente è sterminato rispetto all’Uomo, che ne costituisce una percentuale trascurabile, nel tempo e nello spazio. Questo aggiunge ingiustizia ad ingiustizia : l’intera piramide degli organismi viventi esisterebbe,dunque, solo a vantaggio dell’Uomo, che ne è la microscopica puntina?”

      Nelle lettere di S. Paolo si legge che anche la stessa creazione sarà liberata dalla schiavitù della corruzione per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio (Romani 8, 21).
      Se mi chiede in quali termini e come questo avverrà a me non è noto, ma Dio è affatto indifferente al resto del creato.

      “ma -ancor più- per la sofferenza che l’accompagna, talvolta peggiore della morte stessa e ,soprattutto, elargita a tutti gli esseri, che hanno -purtroppo per loro– la stessa capacità di soffrire dell’Uomo”

      Anniballo lei è un medico, mi sembra, non avvertire la sofferenza o il dolore può essere molto pericoloso per la propria incolumità.

      “Ancora, se la vita è un dono, Dio non dovrebbe punire chi la rifiuta, poichè dei doni si fa ciò che si vuole. Inltre, il dono è funesto perchè gli obblighi che ne derivano sono a senso unico (stanti le pene eterne per chi deroga) ed espone alle atroci sofferenze del vivere e dello stesso morire”

      Anniballo, il suo problema di fondo in questa sua obbiezione risiede nel concetto di libertà, ossia di libera scelta.
      Dio non può obbligare una creatura dotata di libero arbitrio ad accettarlo.
      L’inferno è la non presenza di Dio, Dio rispetta la scelta di chi liberamente lo rifiuta.

  20. Lia Orsenigo scrive:

    “Un uomo non va giudicato per le risposte che si dà, ma per le domande che si pone”. Leggendo del nobile agitarsi della coscienza di Anniballo, mi sono rammentata di questa bella frase….

    • il maccabeo scrive:

      in genere questa é la differenza tra poeti e filosofi e dunque tra poesia e filosofia… cioé tra sentimento e scienza… la frase pero´non dice che: “un uomo non va giudicato per le risposte che NON si dá o che rifiuta deliberatamente di darsi”…

  21. Kobalto scrive:

    “E’ una Chiesa, quella del Triveneto, che non sempre negli ultimi decenni è stata adeguatamente considerata, ad esempio per quanto riguarda la scelta dei vescovi”: in che senso?

  22. ADRIANO MEIS scrive:

    Molto bella la frase citata dalla signora Orsenigo. Anche perchè, spessissimo, le risposte ufficiali alle grandi domande non servono affatto ad estinguerle, ma ,anzi, ne propongono di nuove. In altre parole, spesso hanno più dignità le domande che le risposte. Più di un forumista, qui, fornisce un luminoso esempio della veridicità di tale riflessione….

  23. Sulla chiesa patavina (e in genere del triveneto) cerco di trattenermi ma non so quanto ci riuscirò. Credo che, se salta il tappo, per la prima volta Andrea dovrà censurarmi essendo a conoscenza diretta di storture assurde della città di Padova.
    Su Ettore Scola successore di martini e tettamanzi: si, credo sia un degno successore…
    Infine sulle belle parole di Andrea riguardo i “principi non negoziabili”(apparse sulla Bussola di oggi): http://cosimino.myblog.it/archive/2011/05/10/il-papa-a-venezia.html

  24. Ho deciso: oggi faccio “outing” riguardo i miei ricordi patavini.
    Dovete solo dirmi da dove debbo cominciare:

    a)la Diocesi

    b)i preti singolari

    c)la fuci

    d)il giornale diocesano

    e)altro

    Io, nel dubbio, comincio a comporre un memoriale generico partendo proprio da Don (anzi: Mons.)….

    STAY TUNED