La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo

[photopress:paoloVI.jpg,full,alignleft]S’intitola Parole, opere e omissioni. La Chiesa nell’Italia degli anni di piombo (Rizzoli, pp. 268, 17 euro) il libro scritto dalla giornalista di “Jesus” Annachiara Valle – in libreria dal 19 marzo – che rivela alcuni retroscena “vaticani” del caso Moro. Ne scrivo oggi sul Giornale. Nel libro si descrive il tentativo dell’allora vescovo di Ivrea, Luigi Bettazzi, di proporsi come ostaggio alle Br in cambio di Moro, ipotesi che il prelato aveva concordato con il vescovo di Livorno Ablondi e con l’ausiliare di Roma Clemente Riva. La Segreteria di Stato di Paolo VI, però, disse no, imponendo a Bettazzi di lasciar perdere. Dal libro emergono particolari interessanti sulle informazioni che ambienti ecclesiali milanesi avevano in merito alle Br. Padre David Maria Turoldo e Camillo De Piaz, suo confratello, avevano alzato il telefono: “C’è da fare qualcosa. I vescovi non possono stare a guardare. Moro deve essere salvato”. Padre Camillo sapeva che “bisognava offrire qualche spiraglio alle Br se si voleva ottenere la liberazione”. Padre De Piaz, oggi novantenne, rivela: “Non posso fare i nomi, ma posso dire che eravamo in contatto con persone che potevano dirci cosa stava avvenendo all’interno delle Br e sapevano che i brigatisti erano in disaccordo sulla decisione finale”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

21 risposte a La Chiesa e il caso Moro trent'anni dopo

  1. Andrea Zambrano scrive:

    Una di queste persone di cui la Chiesa si servì è Corrado Corghi, oggi 87enne ex dirigente della Dc di Reggio Emilia. E’ lui stesso a dirlo nell’intervista che pubblichiamo oggi sul Giornale di Reggio. Reggio è la città di Franceschini e Gallinari. Una settimana dopo il sequestro Moro, il cardinal Sergio Pignedoli, amico di Paolo VI e anch’egli reggiano, chiese proprio a Corghi di contattare Franceschini in carcere, perché lo conosceva bene. Corghi si mise al lavoro, ma il tentativo fallì
    saluti

  2. Marco scrive:

    Buongiorno,
    molto interessante questo post.
    Se lei permette – dott Tornielli – vi segnalo sul sito effedieffe.com la ripresa di alcune dichiarazioni rilasciate recentemente da un ex alto funzionario dell’amministrazione Carter a proposito di questo “affaire”, dichiarazioni che lasciano intendere come il “caso Moro” fosse pilotato dall’estero… e da un “estero” nominalmente “alleato”… Vi segnalo anche sul sito movisol.org questo link interessante: http://www.movisol.org/08news019.htm

    Morale: dagli amici mi guardi Iddio che dai nemici mi guardo io.

    P.s.: non sarebbe male leggere il “caso Moro” in un contesto un po’ più ampio, magari a partire dall’”incidente” di Bascapè in cui morì Enrico Mattei…

    P.s. 2: questi “casi” o “incidenti” che dir si voglia potrebbero essere un’ottima occasione perchè i benpensanti che si stracciano le vesti per la chiusura degli archivi vaticani… aperti ! si scucissero almeno qualche bottone per chiedere l’apertura di ben altri archivi… quello del Foreign Office e quello del Department of State, tanto per non fare nomi…

  3. annarita scrive:

    E che dire del giornalista Pecorelli? e Ustica?

  4. igor traboni scrive:

    A me pare – ma ovviamente il libro non l’ho ancora letto – che questo volume possa offrire un altro spaccato sulla Chiesa che si pone a servizio degli uomini. Eppure immagino che i grandi media sceglieranno tra queste due opzioni: 1) non parlarne per niente. 2) parlarne ma estraendo solo quello che eventualmente può far comodo alla soluta condotta anticattolica, modello Corrado Augias, per intenderci

  5. Alessia scrive:

    Ne parlerà sicuramente Augias, notoriamente in ottimi rapporti con Mons. Bettazzi.

  6. Francesco73 scrive:

    La frase attribuita da Bettazzi a Caprio l’ho vista mettere in bocca a Villot e a non so più quanti tetragoni esponenti dell’oscuro potere curiale.
    Mi pare che questo libro, con tutto il rispetto per l’autrice, per Bettazzi, per Ablondi e per la memoria di Clemenente Riva, stia sempre nel solito filone di un Vaticano “istituzionale” cattivo, in combutta con tutti i poteri palesi e occulti dell’atlantismo per stroncare il dialogo con le sinistre, tentato da pochi preti e cattolici illuminati.
    Potrà pure essere, ma in ogni caso è tutto troppo caricato.

  7. peccatore scrive:

    Scusate per l’inglese, ma la notizia è “fresca” di due giorni.

    http://www.telegraph.co.uk/news/main.jhtml?xml=/news/2008/03/11/wmoro111.xml

    An American envoy has claimed that he played a critical role in the fate of Aldo Moro, the former Italian prime minister who was murdered by terrorists in 1978. Steve Pieczenik, an international crisis manager and hostage negotiator in the State Department, said that Moro had been “sacrificed” for the “stability” of Italy.
    In a new book called We Killed Aldo Moro, Mr Pieczenik said he was sent to Italy by President Jimmy Carter on the day that Moro was kidnapped by the Red Brigades, a far-Left terrorist group. Moro, who had been prime minister for a total of more than five years between 1963 and 1976, was snatched at gunpoint from his car in Rome.
    He had been heading to parliament for a crucial vote on a ground-breaking alliance he had proposed between the Christian Democrat Party and the Italian Communist Party. The alliance enraged both sides of the political spectrum in Italy, and also upset both Moscow and Washington. Moro’s widow, Eleonora, later said Henry Kissinger had warned her husband against his strategy. “You will pay dearly for it,” he is alleged to have said.
    Mr Pieczenik said he was part of a “crisis committee” headed by Francesco Cossiga, the interior minister. Moro was held for 54 days. Mr Pieczenik said the committee was jolted into action by the fear that Moro would reveal state secrets in an attempt to free himself. A false statement, attributed to the Red Brigades, was leaked saying that Moro was dead.
    Mr Pieczenick said that this had a dual purpose; to prepare the Italian public for the worst, and to let the Red Brigades know that the state would not negotiate for Moro, and considered him already dead.The following month, Moro was shot and placed in the back of a car in central Rome, midway between the headquarters of the Communist Party and the Christian Democrats.In a documentary on French television last weekend, Mr Cossiga admitted the committee had taken the decision to release the false statement.

    Chissà perchè i cattolici VERI sono meno difesi di altri. Altro che sedute spiritiche degli “adulti”…

  8. Raffaele Savigni scrive:

    Prima di dare giudizi definitivi occorrerà attendere l’apertura degli archivi. In ogni caso si può dire che le forze dell’ordione non abbiano dedicato a Moro un impegno pari a quello speso per liberare il generale Dozier. A qualcuno Moro dava fastidio, per cui non si è ritenuta prioritaria la sua liberazione; ma è anche vero che il PRI di Lamalfa, Scalfari e lo stesso PCI e i vertici DC erano contrari a trattare con le BR, per ragioni che allora condivisi (oggi ho qualche dubbio…).

  9. Antoine scrive:

    Leggete anche questo.

    Da AVVENIRE:15/03/2008
    Caso Moro e Chiesa: tra montature e offese

    A 30 anni dalla tragedia Moro titolo “strillo”: «La Chiesa milanese conosceva i segreti delle Br» (“Giornale”, 13/3, p. 16). Libro “rivelazione” pesantemente allusivo: «La Chiesa negli anni di piombo: parole, opere e omissioni» … Le “omissioni” del titolo accennerebbero a complicità occulte, ma dentro trovi solo per esteso quanto da sempre saputo, cioè che a meno di una settimana dall’uccisione di Moro tre vescovi, che pensarono di offrirsi per uno “scambio”, furono dissuasi dalla Santa Sede. E perché? Ecco l’unica “novità”: perché in Vaticano c’era gente che voleva Moro morto, per punirlo delle sue aperture al Pci! Ma davvero? In realtà, a parte i pensieri bislacchi di qualche personaggio, per il Vaticano si era mosso subito lo stesso Papa, consigliato e aiutato dal suo carissimo don Cesare Curioni, storico cappellano di san Vittore, e si erano tentate tutte le strade, anche parlando con i Br in prigione, anche offrendo un riscatto in denaro ” lo scrisse a metà aprile anche “Civiltà Cattolica” ” ma non si era aperto alcuno spiraglio. La «Chiesa milanese» come tale non c’entrava nulla, e i buoni sentimenti dei tre generosi vescovi, già noti da anni, furono tardivi. Paolo VI avrebbe voluto davvero Moro salvo e fece tutto il possibile, ma invano…

  10. Marcello scrive:

    Voglio portare un contributo controcorrente e politicamente scorretto. Indro Montanelli scrisse e disse che Moro fu vittima anzitutto della sua stessa politica. Sotto i suoi governi si smantellarono gli apparati di sicurezza dello Stato, per l’ossessione di andare a braccetto con i comunisti Moro fece una politica di indebolimento delle strutture investigative, dei servizi di prevenzione e repressione del crimine che poi non furono in grado di scovare i terroristi che lo tenevano in ostaggio. Condivido l’opinione di Montanelli in toto, la politica di Moro era utopistica e mirava a mettere insieme l’inconciliabile, Moro fu un pessimo statista amesso che lo fosse davvero e purtroppo lui stesso pagò la sua politica dissennata. Il generale Dozier fu rapito anni dopo, quando lo Stato aveva già rialzato la testa e rimediato ai guasti e alle debolezze delle strutture di sicurezza.
    Come persona Moro merita molto rispetto e pietà cristiana, il giudizio politico sul suo operato merita severità di giudizio. Ai tempi del sequestro e dell’ uccisione di Moro ero alle elementari ma ricordo bene i fatti e penso che aprire una trattativa con i criminali delle Br sarebbe stato devastante per il Paese. Quei terroristi dovrebbero essere tutti ancora in carcere a scontare l’ergastolo mentre invece sono quasi tutti a piede libero e talvolta pontificano, mentre le famiglie delle loro povere vittime soffrono in silenzio umiliate.

  11. Raffaele Savigni scrive:

    Non condivido affatto il giudizio di Marcello. Moro fu un grande statista, malvisto negli ambienti dei servizi segreti e in certi ambienti americani (tipo CIA) per la sua politica lungimirante.Non dimentichiamo che quelli erano gli anni della P2, e che la scomparsa di Moro spianò la strada a personaggi di livello decisamente inferiore, come Forlani, Craxi e Berlusconi (a parte Andreotti e Cossiga, che già contavano parecchio).vorrei che qualcuno mi rispondesse su questo punto: come mai le BR fecero fuori personaggi onesti e competenti (e grandi cattolici democratici) come Moro, Bachelet, Ruffilli, e non personaggi più spregiudicati come Andreotti, Cossiga, Craxi? O le BR erano cretine (purtroppo non lo erano!), oppure consideravano più pericolosi per i loro loschi disegni proprio persone come Moro. E forse a qualcuno faceva comodo che ci fossero le BR per poi poter invocare una svolta a destra… Rivoluzionari e reazionari hanno infatti una cosa in comune: un odio implacabile per i riformisti.

  12. no comment: turoldo è gia dove gli spetta. De Piaz pensi a prepararsi almeno ad una buona morte, invece di continuare a fare il ribelle e “jesus” a dargli corda.
    Quanto ai veri servitori dello Stato da ricordare: lasciam perdere il resto, ed il Cardinale sia meno pavido. Fra i doveri del Pastore vi è pure quello di additare al gregge i veri modelli di cristiano da imitare. Ebbene non frapponga indugio alcuno alla introduzione della Causa di Beatificazione e Canonizzazione di Luigi Calabresi, ucciso dai comunisti, a solo 34 anni, in “odium Fidei”, perciò martire. (a via fani i martiri furono quei cinque poveri cristi, che Dio li abbia in Gloria)

  13. Federico scrive:

    A Savigni.
    Secondo me Lei si sbaglia.
    I vari cattolici riformisti sono dei “cavalli di Troia”.
    Nel senso che servono alla forze di sinistra (da sempre e storicamente ostili al cristianesimo) per impadronirsi del potere … successivamente, il buon cattolico riformista viene “fatto fuori”.
    Penso che la storia attuale di Prodi sia molto calzante in proposito …

  14. Federico scrive:

    Savigni.
    Dimenticavo di rispondere alla Sua domanda.
    Per me alla fine le Br hanno ucciso proprio quei cattolici, perchè erano “più vicini a loro” e si sentivano in qualche modo “traditi” … oppure, semplicemente, perchè quei cattolici erano dei buoni cattolici (in buona fede) e, quando hanno capito il giochetto del “cavallo di Troia” al quale ingenuamente si erano prestati, si sono ribellati…

  15. Federico scrive:

    Savigni, un’altra cosa.
    La Sua visione dei rivoluzionari da una parte e dei reazionari dall’altra la trovo molto semplicistica. Per non dire della categoria dei “riformisti” che mi sembra, più che altra, una creazione in stile pd.

  16. Raffaele Savigni scrive:

    Per me invece “cavalli di Troia” sono quei cattolici che (come le famiglie cielline incontrate sabato o domenica da Berlusconi e subito inserite nel TG) si sono lasciati usare da Berlusconi accreditandolo come “difensore dei valori cristiani”: in realtà non gliene importa nulla, e preferisce mettere in primo piano nelle sue TV private le “veline” sceme capaci solo di esibire la loro nudità.

  17. Federico scrive:

    Anche Lei è ossessionato da Berlusconi!
    Ma che ci importa di Berlusconi!
    Le sue TV, le veline … non pensavo che il discorso scadesse così … evidententemente ne deduco che non ha argomenti seri …

  18. Raffaele Savigni scrive:

    Credo di avere argomenti seri per difendere il ruolo dei riformisti (che vuol dire cattolici democratici, “laici” di buona volontà non faziosi, liberali e socialisti non abbagliati dai pregiudizi): gente come Aldo Moro e suo figlio Giovanni, Zaccagnini, Bachelet, Ruffilli, Tarantelli, D’Antona, Marco Biagi,Bobbio, Pertini, Amato, Pietro Scoppola, Monticone…, dotata di una precisa identità culturale ma capace di dialogare senza cedere sull’essenziale. E’ grazie a questi uomini (e ai loro predecessori, come De Gasperi) che abbiamo avuto la Costituzione e ne abbiamo realizzato, sia pure in modo imperfetto, i principi in questi anni. Mentre certi politici spregiudicati, anche d’oltreoceano (basta pensare a Kissinger) magari trattavano coi regimi comunisti forti e nel contempo appoggiavano i carri armati di Pinochet e del generale Videla. Tutti sanno che Kissinger non amava Moro, e che non ha certo aiutato l’Italia ad uscire dal tunnel del terrorismo: non voleva un’Italia capace di gesti autonomi e non più satellite.

  19. Federico scrive:

    Va bene, ma questo è passato … oggi che ruolo avrebbero questi “riformisti” (io non ho ancora capito che cosa vuol dire) … ripeto, l’unico ruolo che hanno oggi è, visto che contano poco o niente (sia in termini di peso elettorale sia in termini di popolo; le ultime vicende del pd lo dimostrano), quello di far governare le sinistre da sempre ostili al cristianesimo …

  20. gaetano scrive:

    in realtà se la vedi così nn hai recepito granchè quello che succede.
    se ci fai caso è la chiesa che va contro e da sempre a tutto quello che è libero o di libero arbitrio…
    ok avrà anche i suoi buoni motivi prendi però un esempio banale la spagna:è decisamente piu cattolica oserei dire bigotta dell’italia ma ha un gran vantaggio nn ha lo stato pontificio dentro casa che la blocca in ogni movimento..
    è così da secoli e sarà così per sempre e in piu si appoggia alla “destra” che la coccola a la difende nelle sue idee stravecchie e ai giorni d’oggi anche abbastanza malsane..basta vedere cosa è in grado di dire e fare il nostro ultimo e amato pontefice infilato in tutto e per tutto nella politica italiana ed estera anche se in modo molto pc invadente(forse).
    e cmq fa anceh comodo per il governo chiesa stare dalla parte della chiusura mentale e del controllo oppressivo della sua clientela(o fedeli)visto che ormai si basa su una snc con qualche filiale gestita da monache e fraticelli che si muovono in modo consenziente a tutti i suoi capricci abbastanza discutibili..
    con questo nn voglio dirti che nn puoi credere a quello che scrivi ma che dovresti anche guardare la situazione con l’occhio di chi crede che la situazione e le relazioni della chiesa con la nostra politica sn pesanti in modo anche esagerato..

  21. silvia scrive:

    ciao a tutti.devo fare una tesina d storia sul punto d vista della chiesa nei confronti del delitto moro…siccome m sembrate tutti abbastanza “ferrati”kiedo siuto a voi ….se avete materiale potete mandarlo all email silviastellina@hotmail.com!grazie!silvia