Bertone incontra il successore di Hu Jintau

Su La Stampa di oggi pubblico un articolo dedicato all’incontro tra il cardinale Segretario di Stato e il ministro degli Esteri Franco Frattini, avvenuto ieri mattina in Vaticano e durato un’ora. Dopo dieci minuti a tu per tu – durante i quali si è presumibilmente parlato di politica nostrana – Bertone e il titolare della Farnesina hanno continuato in presenza delle rispettive delegazioni, esaminando le situazioni più “calde” del pianeta paese per paese.

Si è parlato della Libia e delle posizioni del vescovo Martinelli, contrarissimo alla guerra e ai bombardamenti Nato: i cristiani presenti nel paese – in sono Libia identificati non con l’Occidente ma con l’Italia – temono per il loro futuro. Si è parlato con preoccupazione del Pakistan, dove le minoranze religiose sono sempre più minacciate. Si è parlato dell’Egitto e dell’iniziativa del magnate delle telecomunicazioni Sawiris di fondare un partito che tuteli i cristiani copti. Frattini ha anche informato che il governo italiano, nei progetti di cooperazione internazionale per la ricostruzione in Iraq, cercherà di favorire investimenti in quelle zone dove sono presenti anche i cristiani, in modo da favorire la loro permanenza nel paese.

Ma il cardinale Bertone e il sottosegretario per i rapporti con gli Stati – monsignor Ettore Balestrero, che per la Segreteria di Stato segue il delicatissimo dossier cinese – si sono dimostrati molto interessati a un’opportunità che si presenterà tra pochi giorni al Quirinale. Il 2 giugno si terrà infatti sul Colle un concerto e un ricevimento per la festa della Repubblica, reso quest’anno particolarmente solenne a motivo dei 150 anni dell’unità d’Italia.

Vi parteciperanno circa settanta capi di Stato stranieri. Tra questi anche il vicepresidente americano Joe Biden e il vicepresidente della Repubblica popolare cinese Xi Jinping, destinato alla successione di Hu Jintao sia alla guida del partito comunista sia alla presidenza dello Stato. Al ricevimento sarà presente anche il cardinale Bertone e si farà in modo che il Segretario di Stato vaticano abbia l’opportunità di incontrare Xi Jinping per stringergli la mano e scambiare con lui qualche battuta.

Per le relazioni Vaticano-Cina, dopo la crisi degli ultimi mesi, il momento è delicatissimo. E anche un saluto informale può avere il suo peso.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

6 risposte a Bertone incontra il successore di Hu Jintau

  1. Piero scrive:

    Se posso, colgo l’occasione per segnalare ad Andrea Tornielli e a tutti i frequentatori credenti e non di quest’ottimo ed interessante blog, che sareste i benvenuti in quest’altro ed altrettanto interessante blog http://www.uccronline.it/ ovvero l’UCCR (Unione Cristiani Cattolici Razionali). Un’associazione creata da giovani universitari e che è nata come parodia dell’ormai rinomata UAAR (Unione degli Atei, degli Agnostici Razionalisti).
    Lì si affrontano temi secondari per un credente, si confutano i contenuti dell’ateismo moderno, militante, offensivo e laicista, si crea un luogo virtuale in cui si possa dialogare, confrontarsi, esprimere i propri dubbi e ritrovare le ragioni. Già, perché la fede esige la ricerca, una ricerca utile a dar ragione della propria fede agli altri ma soprattutto a godere della bellezza delle sue ragioni, giacché è sia utile per il credente dare delle buone ragioni alla propria fede nel momento in cui è interrogato da qualcun altro, ed è sia bello per il credente essere capace di trovare delle buone ragioni alla propria fede nel momento in cui interroga se stesso.

    Saluti a tutti!
    (credere per capire e capire per credere)

  2. anniballo scrive:

    ” …..si farà in modo che il Segretario di Stato vaticano abbia l’opportunità di incontrare Xi Jinping per stringergli la mano e scambiare con lui qualche battuta”.
    L’intera costruzione di questa frase del dr Tornielli lascia intendere che questo incontro ha un rilievo marginale ed è tutt’altro che al centro dell’ agenda.
    Ciò rispecchia un problema di base : questo -secondo tutti gli osservatori– sarà il “millennio cinese” e non sembra affatto che i rapporti col Vaticano siano all’attenzione dello spaventoso colosso asiatico. Di più : è la prima volta che la ribalta mondiale vedrà come protagonista un paese che ignora totalmente il verbo cristiano (ed ancor meno, cattolico).
    Questa sarà una componente decisiva della marginalizzazione dell’Occidente, purtroppo. Per la prima volta, il volto culturale, economico ed anche spirituale del mondo intero non avrà più i connotati dell’Occidente.
    Chissà se deMatteis ha qualche idea risolutiva, in proposito…..

  3. Carlo Bollani scrive:

    Anniballo:

    Il cattolicesimo e’ una delle religioni riconosciute ufficialmente dallo stato cinese (tant’e’ che il problema e’ di interferenza con gli affari della chiesa in loco).

    A Pechino – cioe’ nella tana del lupo – c’e’ una media di 2000 battesimi di adulti all’anno, e la percezione media del cattolicesimo rispetto ad altre religioni presenti, e’ quella di una religione particolarmente colta, strutturata (il Catechismo sucita ammirazione per la sua chiarezza intellettuale, completezza, e sistematicita’) ed “internazionale” (gli adulti battezzati appartengono a diverse fasce di eta’, ma in buona parte si tratta di universitari o giovani in carriera), eccezionalmente avversa alle superstizioni (il cinese medio e’ ancora superstiziosissimo: amuleti / gadget, quarto piano “saltato” in molti palazzi perche’ porta male, cose da fare per attirare la fortuna, o da non fare etc.).

    Cordialmente,

    C.B.

  4. anniballo scrive:

    Ben ritrovato, garbato Bollani !
    Ciò che Lei dice sul cristianesimo mi trova largamente d’accordo, devo dire. E’ evidente che siamo in presenza di un prodotto culturale sofisticato, nè potrebbe essere diversamente, considerata l’età della disciplina ed anche il suo innestarsi su di una tradizione culturale precedente ,a sua volta antica di millecinquecento anni.
    Tuttavia, anche in riferimento al thread parallelo sulla messa antica, ed all’agitarsi di tante opinioni di interesse iper/specialistico , lo scenario generale mi dà proprio l’idea non solo di un budello chiuso e senza sbocchi, ma anche chiuso in una autoreferenza senza rimedio. Una vera e propria implosione improduttiva. Quasi un litigio in un cortile.
    I bassissimi numeri del cristianesimo cinese continuano a darmi il sospetto che Hu Jintau abbia alla propria attenzione ben altri problemi che quelli agitati nel thread da me portati ad esempio; ed anche che egli non abbia dimenticato che qualunque religione è un veleno (secondo il verbo maoista) e che -inoltre- il cristianesimo venga osteggiato quale veicolo di penetrazione culturale funzionale all’interesse dell’Occidente.
    Il che, vedendo ciò che è accaduto in altre parti del mondo, e vedendo ciò che -appunto- non è accaduto in Cina e Giappone, mi pare possa essere messo nel numero delle cose giuste.
    La saluto.

  5. Squilpa scrive:

    La cieca partigianerìa di Bollani arriva al punto da negare che nel nostro cattolicissimo Sud la pratica della superstizione è capillarmente diffusa, non meno che tra i cinesi?
    Volete destarvi dal vostro sonno, per favore, volete destarvi?

  6. Carlo Bollani scrive:

    Anniballo:

    L’ideologia comunista delle origini in Cina e’ considerata una sorta di religione dagli stessi membri di partito (al giorno d’oggi, molto piu’ “laicizzati” di quanto non si creda: tant’e’ che tra i fedeli cattolici ci sono diversi membri di partito). Per farle un esempio: resta ancora oggi la pratica della confessione (quando non viene estesa di tanto in tanto come obbligo alla generalita’ degli impiegati pubblici per le campagne anticorruzione).

    Quanto ai bassi numeri, tenga presente che tutte le religioni sono sottoposte a “silenzio mediatico” obbligatorio in Cina: chi vuole comprare una bibbia deve andare nel negozio del recinto della cattedrale (internet fa un po’ eccezione a se’). Quindi la “propagazione” e’ esclusivamente “one to one”, tramite conoscenze personali e private.

    Squilipa: il sud italia non e’ l’orbe cattolico.

    Cordialmente,

    C.B.