L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet

[photopress:abadanw2.jpg,full,alignleft]Domenica scorsa, al termine della liturgia delle Palme, Benedetto XVI ha pronunciato un appello vibrante per l’Irak, con parole che suonano come un giudizio chiarissimo su ciò che in quel Paese è accaduto in questi anni e sugli effetti devastanti di una guerra che la Santa Sede ha fatto di tutto per evitare. Questo è l’articolo che ho scritto e che lo riporta integralmente. In particolare, vi segnalo la frase: “Elevo un appello al popolo iracheno, che da cinque anni porta le conseguenze di una guerra che ha provocato lo scompaginamento della sua vita civile e sociale: amato popolo iracheno, solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo, ricostruttore della tua vita nazionale!”. Leggo in queste parole, tra l’altro, la piena continuità tra i pontificati di Papa Wojtyla e Papa Ratzinger. Purtroppo, nelle ultime ore, non è stata la lucidità e la chiarezza di questo appello ad avere spazio sui media, ma il fatto che domenica il Papa non abbia accennato alla situazione del Tibet. Trovo strano che chi accusa la Chiesa di ingerenza e critica ogni appello papale, poi faccia le pulci ai messaggi del Pontefice se non contengono cià che qualcuno si aspettava. La Santa Sede domenica scorsa non aveva informazioni dirette e precise su ciò che stava avvenendo in Tibet e sono convinto che un accenno Benedetto XVI lo farà nei prossimi giorni, magari nel messaggio pasquale Urbi et Orbi. A questo propovito vi segnalo l’intervista che ho fatto a padre Bernardo Cervellera.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

143 risposte a L'inascoltato grido del Papa sull'Irak, le polemiche sul Tibet

  1. Luisa scrive:

    Caro Andrea, come lei sa, io osservo la situazione italiana dall`estero .
    In primo luogo vorrei già ringraziare lei, che ancora una volta, è il solo vaticanista a dire “haut et fort” ciò che siamo in tanti ad osservare e cioè che quando il Papa parla …avrebbe dovuto tacere, ma quando non ha parlato…avrebbe dovuto parlare…e i temi sui quali avrebbe dovuto o non dovuto esprimersi sono i giornalisti a sceglierli !
    I giornalisti sembrano tutti dei grandi censori, professori che sanno meglio del Papa in che cosa consiste il suo “mestiere” e che vorrebbero insegnarglielo . Quanta arroganza e superbia !
    Io mi fido di Benedetto XVI e se il Santo Padre non ha parlato del Tibet c`è senza dubbio una validissima ragione, che i giornalisti conoscono ma che preferiscono ignorare, perchè a loro interessa solo sempre e comunque ” cercare le pulci” al Papa, come se ogni suo intervento fosse solo l`occasione di estrarre la o le frasi che serviranno loro per continuare la loro opera di disinformazione nei confronti di Benedetto XVI. Abbastanza vergognoso e “petit petit”.
    Quante righe il Corsera, Repubblica, la Stampa e altri hanno speso durante la prigionia di Mons. Rahho? Quante? Zero !
    Quanto spazio hanno dedicato alla situazione tragica dei cristiani d`Irak obbligati di fuggire dalla loro Patria sotto la minaccia permanente musulmana? Zero!
    Perchè non riprendere le frasi forti, importanti che Benedetto XVI ha pronunciato rivolte al popolo irakeno da lei citate Andrea?
    Il Papa non ha parlato del Tibet ! Doveva parlare del Tibet ! Come se ci fosse una classifica nelle tragedie umane ! E per la stampa la tragedia dei cristiani che vivono in Medio-Oriente e in Oriente è senza importanza, la conoscono ma scelgono di ignorarla!
    Allora cari giorrnalisti, prima di dare lezioni a Benedetto XVI, vi consiglio di fare un esame di coscienza, di pulire davanti alla vostra porta, e sappiate che i lettori non sono tutti imbecilli e immaturi, anzi grazie a voi e alla vostra parzialità sempre più evidente siamo obbligati a diventare sempre più vigili, maturi e CRITICI !
    Scegliete i temi e le battaglie che preferite e che abbiamo imparato a conoscere, ma evitate di fare la lezione a Benedetto XVI.

  2. marina scrive:

    scusa , Torniello ,il papa ha fatto appello al popolo iracheno, gli ha detto:solleva la tua testa e sii tu stesso, in primo luogo,ricostruttore della tua vita nazionale!

    Non è quello che stanno facendo i tibetani??
    Stanno sollevando la loro testa per essere se stessi, ricostruttori della loro vita nazionale, ora calpestata da Pechino!!

    Che differenza c’è tra il popolo iracheno e il popolo tibetano??

    Perchè il primo sta a cuore al papa, mentre il secondo no??

    Non stanno tutti e due lottando per liberarsi di regimi TOTALITARI???????

  3. annarita scrive:

    Bravissima Luisa!

  4. marina scrive:

    Io vorrei conoscerla questa validissima ragione, per la quale il papa ha taciuto e continua a tacere sul genocidio dei buddisti, in tibet come in birmania.

    forse ho capito , è troppo impegnato a combattere l’aborto e l’omosessualità, qundi non ha tempo per queste quisquilie.
    Dopotutto cosa sono i BUDDISTI??

    Non sono cattolici, quindi chi se ne frega!!
    è cosi che ragionano gli eredi di GESU CRISTO figlio di DIO..

  5. marina scrive:

    Quante righe hanno speso i giornali del vaticano contro il genocidio in RUANDA, nel uale erano coinvolti sacerdoti e suore cattolici, che ora vivono tranquillamente in conventi ed in parocchie italiane , sfuggendo alla giustizia . Non hanno fatto come GESU CRISTO, che per difendere le sue idee è morto in croce…

    no.. loro sono scappati!!

  6. Luisa scrive:

    Segnalo che Paolo Rodari sul suo blog pubblica la lettera che ha scritto al suo direttore, Polito, lettera che pone le stesse domande di Andrea Tornielli e che siamo in tanti a porgerci !

  7. marina scrive:

    Sa Luisa , perchè all’estero non gliene frega niente dei cattolici??

    Gliela dico io: perchè ai cattolici non gliene frega niente delle religioni altrui.

    Anche questa è STORIA REALE, non è una mia fantasia.

  8. sara scrive:

    Salve, vorrei solo dire che ormai qualunque cosa il papa dica, viene sempre frainteso, o non capito, o strumentalizzato, ed è sùbito polemica, tragedia…
    Ormai è così. Impariamo invece a leggere quello che scrive nei suoi libri se vogliamo conoscerlo e capirlo fino in fondo. Se ci interessa davvero (parlo con il “noi” per non puntare il dito contro nessuno in particolare, perchè è una cosa che riguarda tutti). Se poi non abbiamo tempo e ci accontentiamo degli slogan, allora è un altro discorso…….

    Saluti a tutti.

  9. Andrea Tornielli scrive:

    Scusa Marina (sono Tornielli, non Torniello…), mi sembrava di aver spiegato: non ho detto che il Papa non debba segnalare la situazione in Tibet, ho detto che è assurdo dettargli l’agenda su quando e come deve parlare. Anche perché la Santa Sede parla quando ha informazioni dirette e sicure. Per questo sono certo che il Papa parlerà del Tibet. Criticarlo per non averlo fatto domenica, magari mettendo a tacere le sue parole sull’Irak, lo trovo assurdo.

  10. marina scrive:

    Scusa tornielli, non venire qui a farmi credere che la chiesa non ha informazioni dirette, voglio ricordarti che esiste internet, nessuno ha intenzione di dettargli l’agenda, però dal capo di una religione cristiana , erede di CRISTO ,e quindi portatrice di valori fondamentali per la convivenza pacifica tra popoli , mi aspettavo una bella levata di scudi contro chi disprezza la vita umana, a qualsiasi razza appartenga..

    Grazie per l’attenzione che mi hai dato e ti auguro una buona pasqua, anche ai tuoi bambini.
    a proposito quanti anni hanno , aspettano ancora l’uovo di pasqua??

  11. Alessia scrive:

    Concordo con Luisa al 100%.
    Ieri, come altri, ho scritto a Rodari perchè ponesse al suo direttore Polito alcune domande a seguito delle sue affermazioni fatte su La Stampa e di un suo articolo apparso in prima de Il Riformista. (vedi articolo Vescovo ucciso: martirio in Iraq)
    Ne è nata questa bella lettera di Rodari al suo direttore, cui ha fatto accenno Luisa:
    Caro direttore,
    ieri hai scritto che ti sembrava naturale che il Papa nell’Angelus di domenica dedicasse le parole «basta odio, basta violenza, basta stragi» non tanto, o non soltanto, all’Iraq e al martirio del vescovo Rahho – come ha fatto – quanto, appunto, al Tibet e al Dalai Lama. Ma visto il silenzio del Papa sul Tibet hai detto che «tocca a noi essere tibetani» e hai indetto assieme a Radio Radicale una manifestazione a Roma in proposito. Non so i motivi per i quali il Papa non abbia dedicato parole al Tibet (anche se posso immaginare che una certa prudenza possa essere stata dettata – e secondo me a ragione – dalla volontà di tutelare il più possibile i cattolici sotterranei cinesi da anni perseguitati da Pechino con tanto di violenze, prigionie, uccisioni). So però che la morte violenta del vescovo caldeo ha scoperchiato un problema enorme sul quale c’era evidentemente la necessità che il Papa si esprimesse con forza e lo facesse, per una volta, senza spostare l’attenzione su altre, pur drammatiche, vicende: mi riferisco alle persecuzioni che i cristiani in Iraq e nel Medio Oriente sono costretti a subire da parte di minoranze fondamentaliste che approfittano dei disordini in atto per colpirli. La cosa è da mesi che avviene nel generale silenzio di tutti. Le chiese vengono chiuse, i cristiani scappano, la libertà religiosa (quella stessa libertà rivendicata dai buddisti tibetani) non esiste più. E allora mi domando: perché al posto di accodarsi al coro di coloro che ritengono di poter dettare l’agenda degli interventi del Papa non facciamo nostre le urgenze da lui richiamate e non pensiamo di inserire, nella manifestazione pro Tibet, anche la denuncia delle violenze che i cattolici subiscono in Cina e i cristiani in Medio Oriente? Sarebbe una battaglia per la libertà e che (forse) non avrebbe motivo per non essere condivisa.

  12. marina scrive:

    Leopardi – “A se stesso”

    Or poserai per sempre,
    Stanco mio cor. Perì l’inganno estremo,
    Ch’eterno io mi credei. Perì. Ben sento,
    In noi di cari inganni,
    Non che la speme, il desiderio è spento.
    Posa per sempre. Assai
    Palpitasti. Non val cosa nessuna
    I moti tuoi, nè di sospiri è degna
    La terra. Amaro e noia
    La vita, altro mai nulla; e fango è il mondo
    T’acqueta omai. Dispera
    L’ultima volta. Al gener nostro il fato
    Non donò che il morire. Omai disprezza
    Te, la natura, il brutto
    Poter che, ascoso, a comun danno impera
    E l’infinita vanità del tutto

  13. Eufemia Budicin scrive:

    Per quello che ho visto io sui giornali di lunedì, Veltroni non ha parlato del Tibet domenica. Ma i radicali, con Polito, che si deve far perdonare l’esilio trascorso al Foglio, grazie a Ratzinger, trovano sempre audience fra le nostre anime belle.

  14. Raffaele Savigni scrive:

    Non è vero che alla Chiesa non interessi ciò che succede ai credenti delle altre religioni: tanti gesti e parole degli ultimi anni lo dimostrano.
    Quella che può sembrare “reticenza” del papa di fronte alla Cina è semplicemente un voler lasciare aperto uno spiraglio per un dialogo, per un’intesa (anche il Dalai Lama ci ha invitati a non boicottare le Olimpiadi), per una “via d’uscita” da questa situazione: se ciò non avverrà, sono sicuro che a suo tempo il papa griderà forte contro l’oppressione. farlo ora potrebbe causare danni maggiori e scatenare una repressione su larga scala.Vorrei ricordare che dopo la strage di piazza Tienanmen gli Americani (ma anche gli europei) hanno continuato tranquillamente a fare affari con i Cinesi (era più comodo prendersela con Castro e i Cubani, meno forti e pericolosi…); e che tanti uomini politici, di destra e di sinistra (da Fini a Bertinotti), hanno ossequiato (perchè i mercati cinesi fanno gola…) i leaders cinesi. Perché Marina non se la prende anzitutto con loro? Il papa non ha eserciti (e giustamente): se gridasse forte subito, ci rimetterebbero gli altri… Comincino i nostri politici ed imprenditori a essere meno vigliacchi ed egoisti, a rischiare i loro quattrini…

  15. Gio scrive:

    Caro Tornielli, grazie per questo post e per l’articolo segnalato: sono molto belli, sono parole di verità utili per capire quali siano i problemi sul tappeto.
    Purtroppo la voce del Papa è sempre, regolarmente, una delle più distorte e meno comprese.

  16. marina scrive:

    il papa non ha eserciti, è giusto, ma essendo il capo della chiesa di cristo, una sua condanna forte, anzi fortissima e dura ,darebbe un significato maggiore, appunto per la sua elevata moralità, moralità dubbia delle grandi potenze , sia occidentali che del’est europeo…

  17. Tomaselli scrive:

    Esprimo la mia solidarietà al Papa.
    _________________________________

    http://www.cordialiter.zzl.org (blog sulla Tradizione Cattolica)

  18. Francesco Ursino scrive:

    Marina

    Ah adesso le fa comodo che il Papa sia capo della Chiesa di Cristo… caspita che coerenza… :roll:

  19. SOCIALI MAURA scrive:

    PER GESU CRISTO NON C’ERANO DIFFERENZE DI RELIGIONE. LUI AMAVA TUTTI, ANCHE QUELLI CHE , ALLA FINE LO HANNO CROCIFISSO. PERCIO, SE IL PAPA E IL SUO RAPPRESENTANTE IN QUESTO MONDO TRAVAGLIATO, NON DOVREBBE INTERESSARSI SOLAMENTE DEI CATTOLICI/CRISTIANI, MA DI TUTTI, SENZA ALCUN DISTINGUO

  20. SOCIALI MAURA scrive:

    PER GESU CRISTO NON C’ERANO DIFFERENZE DI RELIGIONE. LUI AMAVA TUTTI, ANCHE QUELLI CHE , ALLA FINE LO HANNO CROCIFISSO. PERCIO, SE IL PAPA E IL SUO RAPPRESENTANTE IN QUESTO MONDO TRAVAGLIATO, NON DOVREBBE INTERESSARSI SOLAMENTE DEI CATTOLICI/CRISTIANI, MA DI TUTTI, SENZA ALCUN DISTINGUO

  21. Gianni B. scrive:

    @Gio
    Se non vuole essere frainteso, che si esprima meglio, allora, visto che quando parla questo Papa fa solo dei disastri.

    Wojtyla l’aveva pur urlato, ai mafiosi, “CONVERTITEVI!!”, con tutto il fiato che aveva in gola, o no?

    Capisco il punto di vista del dott. Tornielli quando afferma che non si può dettare l’agenda di Ratzinger, ecc. ecc., ma se IL MONDO INTERO ha criticato il silenzio assordante del Papa sul Tibet, un motivo ci sarà, o no?

    Che “dati” mancano ancora, alla Santa Sede, per denunciare questo genocidio, che va avanti da 60 anni? Che serve al Vaticano, il rogito del notaio?

  22. SOCIALI MAURA scrive:

    GESU CRISTO AMAVA TUTTI, ANCHE I SICARI CHE LO HANNO CROCIFISSO. IL PAPA E’ IL SUO RAPPRESENTANTE IN QUESTO MONDO TRAVAGLIATO DA TANTI CONFLITTI SIA RAZZIALI CHE RELIGIOSI PERCIO’ LUI DOVREBBE INTERESSARSI DI TUTTI SENZA DISTINGUO DI RELIGIONE O NAZIONALITA’

  23. SOCIALI MAURA scrive:

    GESU CRISTO AMAVA TUTTI, ANCHE I SICARI CHE LO HANNO CROCIFISSO. IL PAPA E’ IL SUO RAPPRESENTANTE IN QUESTO MONDO TRAVAGLIATO DA TANTI CONFLITTI SIA RAZZIALI CHE RELIGIOSI PERCIO’ LUI DOVREBBE INTERESSARSI DI TUTTI SENZA DISTINGUO DI RELIGIONE O NAZIONALITA’

  24. Luisa scrive:

    Caspita Gianni , secondo lei IL MONDO INTERO ha criticato il Papa…..a meno che la Svizzera non faccia oarte del mondo e la Francia pure…io non ho visto traccia di critiche al Papa, stesso silenzio assordante di sempre….a meno che per lei il mondo intero si riduca all`Italia e anche in Italia non mi sembra che tutti si siano levati e con il dito accusatore puntato su di lui, all`unisono abbiano gridato : ” Benedetto, vergognati, avresti dovuto parlare del Tibet!”….per favore evitiamo certe generalizzazioni ,ancor più se false, che non aiutano certo la riflessione!

  25. Francesco Ursino scrive:

    Che “dati” mancano ancora alle “grandi potenze” per decidersi e fare qualcosa contro questo genocidio? Cosa aspettano, che ci si stufi di ammazzarsi l’un l’altro da un giorno all’altro? Che si rinunci alle proprie “logiche” di potere di punto in bianco? Dove sono i pacifisti per protestare contro il sonno dei potenti? Tutti a casa col mal di gola? O magari tutti in attesa come avvoltoi al primo “passo falso” del Papa? In quel caso guarirebbero tutti all’istante… Dov’è l’Italia quando deve farsi sentire? Dov’è l’Ialia del “no alla guerra, libertà per tutti, pace arcobaleno” ecc?

    Scusate l’impronta “mariniana” :cool:

  26. Francesco Ursino scrive:

    Mi permetto di segnalare un articolo del direttore dell’Osservatore Romano direttamente dal blog della grandissima Raffaella

    http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/
    :)

  27. fabio Pallecchi scrive:

    I cinesi considerano il Tibet una provincia che fa parte integrante della loro nazione. E’ un po’, ai loro occhi, come se il Papa protestasse per l’invasione sabauda dello Stato della Chiesa. Nonostante questo rimango colpito dalla indifferenza con qui viene considerata (non solo dal Papa) la questione tibetana; non dimentichiamoci che nessun esponente del Governo ha accettato di incontrare il Dalai Lama durante il suo viaggio in Italia.

  28. Barnaba scrive:

    Ma sono davvero sorpreso!!!
    Quelli che attaccano sempre il Papa e la Chiesa accusandoli di ingerenza, ora lo criticano perché non prende posizione?

    Ma che si decidano.
    O può sempre parlare oppure non si lamentino se ne non lo fa!

  29. Barnaba scrive:

    Ma sono davvero sorpreso!!!
    Quelli che attaccano sempre il Papa e la Chiesa accusandoli di ingerenza, ora lo criticano perché non prende posizione?

    Ma che si decidano.
    O può sempre parlare oppure non si lamentino se non lo fa!

  30. Francesco Ursino scrive:

    Dal sito di Raffaella :)

    TIBET: VIAN, IL PAPA ANCORA NON HA ANCORA PARLATO MA IL VATICANO SI’

    (ASCA) – Roma, 18 mar – Con un’intervista al quotidiano Liberal oggi in edicola, Gian Maria Vian, direttore dell’Osservatore Romano, spiega il silenzio del papa sulla repressione cinese in Tibet. ”Non si e’ pronunciato fino ad ora. Nei prossimi giorni -spiega Vian- e’ possibile che invece questo avvenga. Mercoledi’ c’e’ l’udienza generale e un’occasione potrebbe essere quella, ma anche il venerdi’ santo o lo stesso giorno di Pasqua potrebbero costituire occasioni favorevoli per un eventuale intervento di Benedetto XVI”.

    ”La Santa Sede -continua Vian- e’ tradizionalmente prudente, e poi trovo prematuro aprire una polemica come qualcuno ha gia’ fatto e anticipare delle conclusioni. Anche perche’ non e’ affatto vero che il Vaticano taccia o abbia taciuto sul Tibet. Ci sono i mezzi di comunicazione vaticani che si esprimono: il quotidiano, la radio, la sala stampa. La Santa sede agisce, ma pondera i modi dell’azione”. ”Lo stesso Dalai Lama -afferma ancora Vian- di fronte alla proposta di boicottare le Olimpiadi in Cina ha detto che non e’ opportuna. Le azioni hanno sempre delle conseguenze. E’ difficile allora valutare e giudicare i silenzi del Papa. Contatti diplomatici potrebbero avere effetti piu’ efficaci di prese di posizione pubbliche. Del resto le polemiche sul silenzio dei papi non sono nuove. Gia’ nell’aprile del 1939 Mounier si interrogava sul silenzio di Pio XII a proposito dell’aggressione italiana in Albania. Gli ambienti polacchi a Londra poi accusavano la Santa Sede di avere dimenticato la Polonia. Su questo poi si e’ innestata la propaganda sovietica… Ma oggi sappiamo che quei silenzi non erano tali”. Il Vaticano teme anche per la possibilita’ di rappresaglie sui cristiani in Cina? ”C’e’ questo aspetto e ce ne sono altri -risponde il direttore de L’Osservatore romano- ma il silenzio, ripeto, non deve trarre in inganno. I canali informativi sono sempre aperti”. Vian ricorda poi che la Cina e’ un paese ”sul quale il Vaticano ha da diversi decenni uno sguardo molto attento. Certo, dopo il 1949 con l’espulsione del nunzio si sono moltiplicate le persecuzioni. Ma ora ci sono molte relazioni ed e’ bene che continuino. Da parte sua l’Osservatore Romano non ha mai mancato di pubblicare notizie dalla Cina sui religiosi perseguitati con storie di autentico martirio.

  31. Alberto Farina scrive:

    Sarebbe interessante andare a rileggere gli articoli del Giornale su cui scrive Tornielli allorquando gli Usa attaccarono l’Irak…

  32. Silvano scrive:

    … perchè, c’è qualcuno che conserva gli articoli di Tornielli ?……….

  33. marina scrive:

    Ursino , ma cosa appre a fare la bicca , solo per dare aria alle corde vocali??

    Ma li legge tutti e bene i post, o solo l’ultimo..

  34. marina scrive:

    mi correggo, apre la bocca solo per dare aria alla gola???

  35. marina scrive:

    il Dalai Lama , ha detto che è inopportuno boicottare le olimpiadi, mica è inopportuna una presa di posizione in difesa dei buddisti, da parte del papa.

  36. marina scrive:

    la cina è un paese sul quale il vaticano , già da tempo ha lo sguardo molto attento, forse perchè c’è la dittatura, si sa ormai da tempo che la chiesa predilige i regimi totalitari.

  37. Paolo scrive:

    Trovo ridicolo da parte dei non credenti, chiedere alla Chiesa di fare “ingerenza” solo su alcune tematiche.

  38. Non è impertinente chiedere al Santo Padre di intervenire su quanto sta accadendo in Tibet? Tutta questa curiosità per il pensiero di un’ Istituzione spirituale mostrata da taluni ambienti è … veramente curiosa. E’come non sentire la sofferenza intima di un santo.
    Gian

  39. stefano scrive:

    @Gianni B: come troppa gente fa, anche lei confonde il “Mondo intero” con i mass-media.

    Che quando parla questo papa faccia solo disastri è poi una sua (rispettabilissima) opinione ma a mio avviso non coincide con la verità

  40. Raffaele Savigni scrive:

    Che la Chiesa prediliga i regimi totalitari è oggi del tutto falso. Ci sono state alcune debolezze all’epoca del fascismo e nella Spagna franchista (amata dal cardinale Ottaviani) o nel Portogallo di Salazar, ma negli ultimi decenni è evidente una netta preferenza della Chiesa per la democrazia. I regimi totalitari, di destra e di sinistra, hanno ucciso o perseguitato molti preti e laici.
    Inviterei Marina a leggere le encicliche sociali degli ultimi quattro o cinque papi: troverò una netta presa di posizione a favore della democrazia, ed una denuncia di tutte quelle azioni e prassi di governo (dittature, torture ecc.) che offendono la dignità dell’uomo.

  41. syntheticking scrive:

    complimenti marina, non pensavo ci fosse ancora qualcuno in italia che non si chinasse ad ascoltare riverente i silenzi del papa.

    il vaticano ha business in atto con la cina, non col tibet, ecco perchè si tace, e sempre il vaticano spera di spartirsi un altro pò di business in iraq, ecco perchè se ne parla.

    poi, come al solito, qualcuno scambia il business con la religione, e qui cominciano i guai.

    Buona digestione a tutti!

  42. Marco D. scrive:

    IL SILENZIO DEL DALAI LAMA SULLE PERSECUZIONI ALLA CHIESA

    Proviamo ad invertire la questione.

    Ho sentito nei giorni scorsi alcuni che si stracciavano le vesti per il silenzio del Papa sul Tibet.
    In questo mondo di pazzi, possiamo vedere un Pannella imprecare contro le ingerenze vaticane e commemorare la caduta dello Stato della Chiesa, ma difendere un gruppo di monaci che scende in piazza e manifesta politicamente, oppure un leader religioso che parla come se fosse lui il monarca del Tibet (un po’ più grande e ricco del Vaticano…).
    Comunque sia, se è vero che la politica vaticana attuale con i viaggi del cardinale “volante” Bertone sembra improntata ad una riedizione della Ostpolitik, per cercare un riavvicinamento con Mosca e Pechino, per intenti soprattutto religiosi, è interessante vedere come al Dalai Lama non si applichino mai le categorie dell’ingerenza politica e dei “silenzi” (non mi risultano dichiarazioni o preghiere del leader buddista per il vescovo di Mossul, per esempio o per i missionari rapiti o uccisi o per le stesse persecuzioni dei cattolici in Cina).
    Poi ricordiamo che in Tibet non c’è neppure un cattolico e neppure una rappresentanza diplomatica vaticana.
    Come dire: ai cattolici ci penso io, ai buddisti ci pensi il Dalai Lama.
    Ciò non toglie che i monaci buddisti birmani e tibetani possono essere di esempio al nostro clero e ai nostri religiosi, che per delle cause giuste e per la difesa della libertà religiosa e di pensiero in Italia (lo dice Pannella, che questo paese non è democratico, no?) ci si può anche mobilitare di più e con molto più coraggio. Ci sono aspetti anche in occidente di “genocidio culturale” verso i cattolici per cui la Chiesa potrebbe lottare di più.

  43. Francesco Ursino scrive:

    Ahimé come è possibile non leggere i suoi post visto che impazzano da tutte le parti come il prezzemolo?

    Lei continua imperterrita a sostenere l’ipotesi – non le do il beneficio di altro titolo – che la Chiesa prediliga – addirittura – i regimi totalitari. Sarei curiosi di sapere dove pesca queste perle di ignoranza, oppure come è più probabile lavora di fantasia. Del resto, vista la “solidità” dei suoi argomenti e il loro spessore culturale non può far altro.

    Il tutto, ovviamente, senza quelle famose prove che ormai ne siamo certi non possiede e mai ha posseduto.

    Attenta, a furia di berciare dal pulpito sul quale è assisa come “supremo inquisitore” le stesse vibrazioni dei suoi ragli potrebbero far crollare la struttura su cui lei indegnamente e a nessun titolo è salita. E a giudicare dal livello dei toni, deve trovarsi parecchio in alto. Si ricordi il detto “più in alto stanno e più male quando cadono si fanno”… . :roll: ah ah ah :D

  44. Tomaselli scrive:

    Se il Papa parla, viene accusato di fare politica; se non parla, viene accusato di stare in “silenzio”. Morale? Ogni scusa è buona per attaccare il Papa.

    _________________________
    http://www.cordialiter.zzl.org (blog sulla Tradizione Cattolica)

  45. Andrea Tornielli scrive:

    Se qualcuno vuole andare a rivedere gli articoli del Giornale del 2003, troverà ben chiara la linea di questo quotidiano (notoriamente filoatlantico) ma anche – negli articoli relativi alle prese di posizione del Vaticano sull’argomento, scritti dal sottoscritto – tutti i dubbi, le perplessità e le contrarietà alla scelta bellica (che la Santa Sede riteneva, a ragione, immotivata). Troverà l’articolo con le dichiarazioni del card. Sodano – all’epoca Segretario di Stato – il quale invitava gli amici americani a non precipitarsi nell’invadere l’Irak, paventando un nuovo Vietnam. Allora tutti lo presero per matto. Invece aveva assolutamente ragione.

  46. stefano scrive:

    …e comunque non si capisce cosa c’entri la posizione tenuta dal giornale con quella tenuta dal Papa

  47. Cristiana scrive:

    Benedetto XVI è troppo intelligente e colto per cedere a provocazioni sterili, ma mi chiedo dai tempi di Albino Luciani (prima ero troppo piccina) se esiste al mondo un uomo di fatto più “solo” del Papa.
    Non facciamogli mancare la nostra preghiera.

  48. Gianni B. scrive:

    Gentili signori,
    in fondo probabilmente avete ragione voi: per un laico, ormai se questo Papa parla non va bene, se sta zitto non va bene lo stesso.
    Tale atteggiamento però non deve essere percepito come un attacco al Pontefice, anzi è vero il contrario: se noi laici siamo rimasti delusi dal silenzio di Ratzinger sul Tibet, vuol dire che consciamente o inconsciamente ne riconosciamo l’enorme influenza e la possibilità di migliorare anche la politica, perchè no, a livello mondiale.
    Se ci lamentiamo di lui, dunque in fondo è un complimento… però che delusione questo Ratzinger!
    Quello che voglio dire è che di fronte ad una terribile ingiustizia quale il massacro del religioso popolo tibetano, chi si dovrebbe muovere all’unisono se non le più alte cariche religiose della Terra, per condannare questi criminali! O no?
    Non dico che il Papa dovrebbe diventare una specie di Robin Hood, però dopo una ferma condanna “morale” l’Unione Europea e il resto delle nazioni civili avrebbero certamente migliori “leve” a disposizione per cercare una soluzione diplomatica, che potrebbe passare anche attraverso il boicottaggio delle Olimpiadi o degli schifosi prodotti cinesi!
    A proposito: Ferrara, perchè non lanci la moratoria sui prodotti cinesi? Ti farebbe anche bene alla linea!
    Chi può dimenticarsi Woytila, che non era neppure italiano, quindi doppiamente benemerito, quando sbattè in faccia ai mafiosi quel grido celeberrimo, CONVERTITEVI!, un gesto che fu considerato di enorme importanza dagli stessi investigatori!!!
    Ratzinger invece proprio non ce la fa a parlare di cose concrete, ma su Manuele II Paleologo non lo batte nessuno… ognuno ha il suo karma, pazienza!
    Aspettiamo con fiducia che qualcuno faccia qualcosa di concreto per il Tibet, e intanto boicottiamoli, questi cinesi!

  49. FRANCESCO49 scrive:

    Non c’è alcun dubbio, il Santo Papa è un riferimento di grande valore per il bene di tutti.
    Preghiamo intensamente per Lui, e ascoltiamolo!

  50. Luisa scrive:

    Gianni…Gianni….apprezzo i suoi sforzi lodevoli per prendere i guanti e esprimere il fondo del suo pensiero in modo più soft anche se la forma cambia il fondo è lo stesso.
    Però bisogna informarsi, il Papa parla e spesssissimo di situazioni concrete ,lancia appelli, ma nessuno ne parla, passano inosservati, dunque non è il Papa a non parlare sono i media che non riportano le sue parole.
    Quanti ai continui paragoni con Giovanni Paolo, lasciano il tempo che trovano…
    Come non ricordare le parole che Benedetto XVI ha rivolto ai giovani della Fazenda da Esperança, in Brasile ,il mese di maggio 2007:

    “Voi dovete essere gli ambasciatori della speranza! Il Brasile possiede una statistica delle più rilevanti per ciò che riguarda la dipendenza chimica delle droghe e degli stupefacenti. E l’America Latina non resta indietro. Perciò dico agli spacciatori che riflettano sul male che stanno facendo a una moltitudine di giovani e di adulti di tutti gli strati sociali: Dio chiederà loro conto di ciò che hanno fatto. La dignità umana non può essere calpestata in questo modo. Il male provocato riceve la medesima riprovazione che Gesù espresse per coloro che scandalizzavano i “più piccoli”, i preferiti di Dio (cfr Mt 18,7-10).”

    Non se lo ricorda, Gianni ? Io sì, ma forse lei questa informazione non l`ha avuta, forse i media dell`epoca non ne hanno parlato, non lo so, comunque questa è la realtà.
    È in atto una vera disinformazione nei confronti di Benedetto XVI e non data di oggi, C`è solo da auspicare che anche i più media-dipendenti, comincino ad aprire gli occhi e orecchie, almeno lo spero !
    Poi bisogna fare il passo successivo andando ad informarsi direttamente alle fonti e non accontentarsi dei lanci di agenzia, vero “flagello” dell`informazione.

  51. Francesco Ursino scrive:

    Brava Luisa! :D

  52. Gianni B. scrive:

    @Luisa
    Il 28.11.2006, al Corpo diplomatico riunito in occasione del suo viaggio in Turchia, il Papa disse:

    “Oltre quarant’anni orsono, il Concilio Vaticano II scriveva che “la pace non è la semplice assenza della guerra, né può ridursi al solo rendere stabile l’equilibrio delle forze contrastanti”, ma “è il frutto dell’ordine impresso nell’umana società dal suo Fondatore e che deve essere attuato dagli uomini che aspirano ardentemente ad una giustizia sempre più perfetta” (Gaudium et spes, 78). In realtà, abbiamo imparato che la vera pace ha bisogno della giustizia, per correggere le disuguaglianze economiche e i disordini politici che sono sempre fattori di tensioni e minacce in tutta la società.”

    Quindi il Papa ammette che “la pace ha bisogno di giustizia”, solo che l’ha detto in una occasione in cui non serviva a nessuno.
    Anche il discorso della fazenda brasiliana che citi tu è ottimo, però mi pare pleonastico dire in una comunità di recupero per tossicodipendenti che gli spacciatori sono delinquenti… queste cose dille magari all’ONU!
    Anzi, visto che ci deve andare a parlare il 18 aprile, vediamo che dirà, e se parlerà ancora di Sant’Agostino o di Habermas.
    Non dico che il Papa non dica le cose, però potrebbe migliorare molto la sua comunicazione… non trovi?

  53. Gianpaolo1951 scrive:

    Sempre dal blog di Raffaella:

    La discussione Intellettuali laici e credenti a confronto La Chiesa in silenzio divide i cattolici «Troppa realpolitik». «No, diplomazia»
    Paolo Conti
    «… … … Sulla stessa linea Alberto Melloni, storico della Chiesa: «Il cattolicesimo in Cina è assai più minoranza del buddismo. Non capisco allora perché proprio una minoranza, in gravi difficoltà, dovrebbe farsi carico di ciò che molti altri Stati del mondo osservano senza intervenire. Per ora la Santa Sede ha ottenuto un enorme successo diplomatico, visto che il vescovo di Pechino è ora in comunione con Roma. I cattolici vivono in Cina tutto l’anno, non solo nel mese delle Olimpiadi. E sarebbe inutile eroismo mettere in serio pericolo un’intera comunità». E qui Melloni aggiunge un’altra considerazione: «Piuttosto nessuno riflette su un nuovo fenomeno. Cioè sulla nascita del buddismo politico, che parte dalla Birmania e ora approda in Cina attraverso il Tibet» … … …».

    Per l’articolo completo
    http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/2008/03/la-chiesa-e-il-tibet-socci-troppa.html

  54. Luisa scrive:

    No Gianni, non trovo che Benedetto XVI debba modificare il suo modo comunicativo, sono i giornalisti che devono aumentare e migliorare il livello del loro ascolto, della loro attenzione, uscire altre antenne, cambiare frequenza, una frequenza senza dubbio più esigente, che non si accontenta di scorciatoie facili e a sensazione.
    Il loro lavoro si è senza dubbio leggermente più complicato con Benedetto XVI.
    Il pensiero di Benedetto XVI è un pensiero forte, che si esprime con immagini molto belle, originali, ricche e talvolta ardite, un pensiero che sa adattarsi al pubblico al quale si rivolge, un pensiero capace di rendere semplici i concetti più complicati.
    Io che seguo il suo insegnamento, le sue catechesi del mercoledì, il suo Magistero, non smetto mai di stupirmi davanti alla profondità, alla ricchezza ,nella sua semplicità , dei messaggi che ci rivolge.
    Quando penso alle reazioni dopo Ratisbona e osservo i frutti che quella lezione sta portando mi dico che veramente i media hanno purtroppo una lunghezza di ritardo su Papa Benedetto, se poi a ciò si aggiungono i loro pregiudizi, la loro malafede…
    Per poter comunicare , ci vuole una volontà reciproca e sincera, credo che in certi media mancano e la volontà e la sincerità di un ascolto onesto privo di pregiudizi.

  55. syntheticking scrive:

    nessuno qui si ricorda lo smantellamento (ufficiale o ufficioso, decidete voi) che questo papa ha fatto con la “Teologia della Liberazione”? ho le amicizie del precedente con i regimi di Haiti e con il CIVILISSIMO e CATTOLICISSIMO generale pinochet? no?
    dovreste, io ricordo bene le foto e i filmati di carol wojtyla sorridente vicino ad augusto pinochet. ero poco più di un bambino, ma lo ricordo bene.
    mi hanno salvato, quelle immagini, così ho potuto identificare cosa è giusto da cosa è sbagliato.

    di nuovo, buona digestione a tutti!

  56. peccatore scrive:

    Cara Luisa, sono d’accordo con i tuoi interventi delle 6.16 e delle 7.44.
    Quanto al clima imperante sui media è evidente che ci sia dell’astio verso chi con lucidità, calma e un’intelligenza fuori dal comune scava la terra sotto i piedi della menzogna dicendo con semplicità cose sempre più chiare.
    E l’astio non è frutto di malintesi, ma di una precisa volontà, mascherata da “libertà di stampa”. C’è un pregiudizio anticattolico e comunque antivaticano.
    Quanto all’intervento di Melloni citato da Gianpaolo vale il proverbio: dagli “amici” mi salvi Iddio che ai nemici ci penso io…

  57. marina scrive:

    Ursino.. passa alle minaccie adesso???
    Dopotutto non ho detto niente di falso, ho solo ricordato quanto dicono i documenti storici.

    Se a lei da fastidio ricordare la storia, e affar suo, è lei che deve risolvere il problema che ha dentro di sè, non io.

    Cosa vuole , se cadrò, mi farò di certo male.

    Lei se lo sta facendo da solo; negare gli errori non serve a niente, le conviene guardare in faccia la realtà,è più costruttivo e utile ,per avere un futuro migliore per tutti.

  58. peccatore scrive:

    Per Marina.
    Il futuro migliore per te, se posso permettermi un consiglio, è di essere un po’ più umile.
    La storia non è un caricatore di pallottole da sparare come cavolate al bar dopo più di una birra o altri facilitanti alcolici.
    La storia è il quadro in cui si dipingono le vicissitudini umane. E’ un quadro complesso in cui lei fa la figuranon della storica, ma della vignettista di caricature. Manco la “linea” del mitico Cavandoli semplificava l’umano come fa lei. Poi se, in un bagno di umiltà, prenderà in considerazione la possibilità di convertirsi lei invece di puntare minacciosa il dito, forse scoprirà concetti “socialmente utili” disseminati nella storia da coloro che credono in Gesù Cristo, il quale non è un’ideale o un valore, ma storia. Così Lui, nella sua umiltà, ha avuto bisogno di una mamma, un papà putativo, una Chiesa, il suo popolo. Anche lei è invitata. Malgrado i superalcolici che beve. Gesù è venuto per i malati, non per isani o sedicenti giusti. Persino inchiodato alla croce ha recuperato chi si pente… Chi si pente, non chi tronfio giudica il prossimo, con la scusa della “storia” letta con i paraocchi dell’ideologia. Buona santa Pasqua

  59. Francesco Ursino scrive:

    Marina

    Ma quale minaccia? Cos’ha, le manie di persecuzione? Io non nego un bel nulla e lei non mi parli di documenti storici per favore, ché da quando ha iniziato la sua crociata anticattolica non ne ha mostrato manco uno. Solo allusioni a fatti che esistono al 99,9periodico per cento solo nella sua fantasia sregolata… E non sono l’unico a sostenerlo…

    saluti

  60. Scenron scrive:

    Inserisco entusiasticamente il link dell’editoriale che Francesco ha preparato per il mio blog. Credo che sia una somma delle idee che ha già espresso nei suoi commenti qui, su questa ennesima triste vicenda che coinvolge Benedetto XVI. Grazie ancora Francesco!

    http://lavignadelsignore.blogspot.com/2008/03/leditoriale-il-papa-e-il-tibet-noi.html

  61. Francesco Ursino scrive:

    Scenron

    Allora andava bene? Avrai capito con l’invio del primo che ho accettato la tua proposta…:)

  62. Scenron scrive:

    Certo che va bene! Non l’ho mai messo in dubbio che sarebbe stato un ottimo articolo :D

  63. marina scrive:

    Nessuna sanzione, da parte della Chiesa cattolica argentina, per Christian von Wernich, il prete cattolico condannato all’ergastolo per tortura, assassinio, sequestro e sparizione di persona.

    di Gennaro Carotenuto

    Dunque la tortura e l’omicidio, per la Chiesa cattolica argentina, non sono colpa sufficiente per prendere provvedimenti contro Von Wernich. Lo scarno comunicato, significativamente fatto emettere da uno dei meno in vista vescovi del paese, Martín de Elizalde (dal papabilissimo Cardinal Bergoglio inutile aspettarsi un cenno), si limita ad affermare che “siamo spiacenti che nel paese ci siano state tante divisioni e odio e che la Chiesa non abbia saputo prevenirle né sanarle”. Il comunicato prosegue con parole prudentissime, nelle quali ci si duole che un sacerdote si sia allontanato dalla missione assegnatagli e si chiede perdono nella speranza che dio li illumini. Ma dio non li illumina, e la Chiesa argentina persevera nell’impudica, oscena, sostanziale equidistanza tra vittima e carnefice, tra torturatore e torturato. In Argentina negli anni ’70 non ci fu un disegno di sterminio di 30.000 persone delle quali meno di 1.500 potevano essere considerati “violenti”, ma solo opposti estremismi. In Argentina ci furono due demoni equivalenti, come da trent’anni ripetono, senza fare alcun passo avanti verso la verità e la giustizia. Su Chiesa cattolica e dittatura in Argentina, sono stati scritti molti libri e migliaia di articoli. La Chiesa cattolica argentina non è quella brasiliana, di gran lunga al mondo quella più schierata dalla parte degli ultimi, anche oggi, dopo che trent’anni di wojtylismo l’hanno bastonata duramente. Pur tuttavia, la parte migliore della Chiesa argentina è stata eroica a fianco dei diseredati, è stata ferma nel testimoniare la chiesa conciliare e quella del congresso eucaristico di Medellin del 1968, e che fu colpita duramente dalle dittature fondomonetariste in Argentina e nel continente. Oltre cento tra sacerdoti e suore (nella foto Carlos Mugica), sono stati assassinati dalla AAA prima, e dalla dittatura poi, mentre il nunzio apostolico, Monsiglior Pio Laghi, giocava a tennis in coppia con il dittatore, Jorge Rafael Videla. Quei religiosi furono assassinati perché erano dalla parte degli ultimi mentre Pio Laghi e tutte le gerarchie argentine erano schierate dalla parte dei primi e contro gli ultimi. Le gerarchie cattoliche argentine non hanno mai difettato di ipocrisia nel difendere la loro connivenza con la dittatura e nell’essere profondamente anticonciliari. Come quando avviarono un processo di beatificazione, in quanto martiri della Chiesa, vittime del comunismo (sic!), per i cinque padri pallottini, militanti nella guerriglia peronista dei Montoneros, che furono massacrati dalla dittatura in quanto tali, in quanto peronisti e rivoluzionari, e convertiti post mortem nell’opposto di quel che erano. Chi scrive non ricorda più se l’ipocrisia è un peccato di quelli che vanno confessati, ma lo trova un comportamento particolarmente disdicevole. Così è disdicevole la mancanza di sanzione della Chiesa argentina di fronte alla pena dell’ergastolo (non una multa) con la quale la giustizia, senz’altro perfettibile, degli uomini ha condannato l’assassino, torturatore, sequestratore, stupratore von Wernich. Almeno sette volte ha ucciso il sacerdote. Almeno 32 volte ha metodicamente torturato donne e uomini crocefissi. Almeno 42 volte ha sequestrato ed è stato il deus ex machina di quell’inferno e la Chiesa cattolica non può cancellare lo stridore scandaloso dell’ipocrisia nella quale si dibatte. Le mani di Christian von Wernich, che hanno torturato e assassinato sono le stesse mani che anche oggi gronderanno sangue quando le eleverà per alzare l’ostia dell’Eucaristia.

    Fonte: Gennaro Carotenuto

  64. Francesco Ursino scrive:

    Beh……………….grazie…………………… :P

  65. Francesco Ursino scrive:

    Andrò a cucinare… saluti a tutti! :roll:

  66. FilippoMC scrive:

    Caro Tornielli,
    ha perfettamente ragione. Ma è scritto: “vi abbiamo suonato una danza e non avete ballato, vi abbiamo intonato un lamento e non avete pianto. Se il Figlio dell’uomo digiuna dite che ha un demonio; se mangia e beve dite che è un mangione e un beone.” Il sin troppo mite Ratzinger è stato ascoltato da Dio, quando gli ha chiesto di non indietreggiare di fronte ai lupi. Così prende su di sé il riflusso della stima per Giovanni Paolo II (quanto han dovuto ingoiare i detrattori della Chiesa, per 27 anni…) e, pur dicendo le stesse sue cose, subisce l’accusa di integralista, fondamentalista cattolico, ignorato quando non fa comodo, amplificato e distorto quando conviene. Spero che il popolo iracheno rialzi la testa e si autodetermini per il proprio futuro. E spero che gli antiamericani di tutte le latitudini si raseegnino ad essere, almeno per questa volta, dalla stessa parte del Papa.

  67. renatino scrive:

    ma non sarebbe meglio che li mandiamo tutti a casa sti preti? FORZA CINA !!! E’ l’unico posto al mondo dove hanno levato di mezzo la piaga dell’umanità: i preti!!!! abbasso le religioni abbasso chi vuole somministrare la droga di popolo

  68. marina scrive:

    per peccatore,
    quindi secondo i suoi parametri, io non sarei cattolica,perchè critico questa chiesa , che difende i criminali… per amore di DIO , s’intende.
    Allora ,sa cosa le dico? Visto che , come ha scritto lei ,io sono super alcoolizzata, non solo non le auguro buona pasqua, ma la mando a cagare, tanto che mefrega…sono ubriaca.. non cattolica.

    sempre secondo lei…è sottinteso..

  69. marina scrive:

    Cercasi URSINO…URSINOoooo
    Ha perso la parola…

  70. marina scrive:

    per ursini e peccatore , come avrete letto, non sono io che mi invento l’appoggio della chiesa alle dittature.
    A proposito ,se mi volete spiegare che accordi ha fatto monsignor montini(futuro paoloVI)con stalin, e, perchè ha denunciato al KGB, vescovi e sacerdoti cattolici,nominati da pioXII in segreto,e che poi sono stati arrestati ed uccisi dalla stessa polizia segreta russa, ve ne sarei grata.

  71. Raffaele Savigni scrive:

    E’ vero che in Argentina ci sono stati prelati complici della dittatura. Ma non erano “la Chiesa”, né la maggioranza (Marina continua ad utilizzare, come se fossero fonti certe ed attendibili, siti notoriamente faziosi). E ci sono state molte vittime della dittatura anche tra i credenti.
    Così come ci sono stati e ci sono teologi della liberazione amici di Fidel Castro (quindi di un’altra dittatura). In quanto fatta di uomini, la Chiesa ha le sue debolezze e le sue colpe; ma dobbiamo saper distinguere l’istituzione e soprattutto la comunità dei credenti come tale dai singoli peccatori (anche numerosi) che ne insozzano talora l’immagine. Confondere i due piani non è giusto: sarebbe come accusare l’Islam come tale per i crimini dei terroristi, o la sinistra italiana per le colpe di Stalin.

  72. Luisa scrive:

    ” Non condivido assolutamente le tue opinioni ma sono pronto a morire perchè tu possa esprimerle “.

    Se Voltaire vivesse ai nostri giorni sono sicura che apprezzerebbe questo spazio di libertà offerto da Andrea Tornielli…..o forse, dico forse.. davanti a certe sommità di luoghi comuni, volgarità diverse, esternazioni rumorose e poco pacifiche, logorree infatigabili e ripetitive, avrebbe rivisitato il suo concetto, trasformandolo, la vita è un bene troppo prezioso !

    E io aggiungo che talvolta….. il silenzio è d`oro, sola reazione intelligente .

  73. Alessia scrive:

    Dal libro Il Dio che viene, 1971 di Fratel Carlo Carretto (1910-1988).

    Quanto mi sei contestabile, Chiesa, eppure quanto ti amo!
    Quanto mi hai fatto soffrire, eppure quanto ti devo!
    Vorrei vederti distrutta, eppure ho bisogno della tua presenza.
    Mi hai dato tanti scandali, eppure mi hai fatto capire la santità.
    Nulla ho visto al mondo di più oscurantista, più compromesso, più falso e nulla ho toccato di più puro, di più generoso, di più bello. Quante volte ho avuto la voglia di sbatterti in faccia la porta della mia anima, e quante volte ho pregato di poter morire tra le tue braccia sicure!
    No, non posso liberarmi di te, perché sono te, pur non essendo completamente te!
    E poi, dove andrei?
    A costruirne un’altra?
    Ma non potrò costruirla se non con gli stessi difetti, perché sono i miei che porto dentro. E se la costruirò sarà la mia chiesa, non più quella di Cristo. Sono abbastanza vecchio per capire che non sono migliore degli altri
    [...]
    Qui sta il mistero della Chiesa di Cristo, vero, impenetrabile mistero.
    Ha il potere di darmi la santità ed è fatta tutta quanta, dal primo all’ultimo, di soli peccatori, e che peccatori!
    Ha la fede onnipotente e invincibile di rinnovare il mistero eucaristico, ed è composta di uomini deboli che brancolano nel buio e che si battono ogni giorno contro la tentazione di perdere la fede.
    Porta un messaggio di pura trasparenza ed è incarnata in una pasta sporca, come è sporco il mondo.
    Parla della dolcezza del Maestro, della sua non-violenza, e nella storia ha mandato eserciti a sbudellare infedeli e torturare eresiarchi.
    Trasmette un messaggio di evangelica povertà, e non fa che cercare denaro e alleanze con i potenti.
    [...]
    E’ inutile voler cercare altro dalla Chiesa se non questo mistero di infallibilità e di fallibilità, di santità e di peccato, di debolezza e di coraggio, di credibilità e di non credibilità.
    Coloro che sognano cose diverse da questa realtà non fanno che perdere tempo e ricominciare sempre da capo. E in più dimostrano di non aver capito l’uomo.
    Perché quello è l’uomo, proprio come lo rende visibile la Chiesa, nella sua cattiveria e nello stesso tempo nel suo coraggio invincibile che la fede in Cristo gli ha dato e la carità del Cristo gli fa vivere.
    Quando ero giovane non capivo perché Gesù, nonostante il rinnegamento di Pietro, lo volle capo, suo successore, primo papa. Ora non mi stupisco più e comprendo sempre meglio che avere fondato la Chiesa sulla tomba di un traditore, di un uomo che si spaventa per le chiacchiere di una serva, era come un avvertimento continuo per mantenere ognuno di noi nell’umiltà e nella coscienza della propria fragilità.
    No, non vado fuori di questa Chiesa fondata su una pietra così debole, perché ne fonderei un’altra su una pietra ancora più debole, che sono io.
    E poi cosa contano le pietre? Ciò che conta è la promessa di Cristo, ciò che conta è il cemento che unisce le pietre, che è lo Spirito Santo. Solo lo Spirito Santo è capace di fare la Chiesa con delle pietre mal tagliate quali siamo noi!
    Solo lo Spirito Santo può tenerci uniti nonostante noi, nonostante la forza centrifuga che ci è data dal nostro orgoglio senza limiti.
    [...]
    Però, alla fine, sento che questa contestazione, come riguarda il mio parroco, il mio vescovo, il mio papa, come persone, riguarda pure me come persona e mi sento nella stessa barca, nella stessa famiglia, consanguineo di peccatori matricolati e peccatore io stesso.
    E’ allora che cerco di contestare me stesso e mi accorgo come sia difficile la conversione.
    [...]
    E’ allora che mi viene in mente la parola di Gesù: “Non giudicate, affinché non siate giudicati; poiché con il giudizio con il quale giudicate, sarete giudicati; e con la misura con la quale misurate, sarà misurato a voi” (Mt 7, 1-2).
    No, non è male contestare la Chiesa quando la si ama; è male contestarla sentendosi al di fuori come dei puri. No, non è male contestare il peccato e le cose brutte che vediamo; è male addossarle agli altri e credersi innocenti, poveri, mansueti.
    Questo è male.
    Oggi si dice: “La Chiesa deve essere credibile”, e si dice una cosa che può essere discussa all’infinito.
    [...]
    La Chiesa è credibile da chi crede in Gesù, perché è la sua Chiesa, la sua continuità, la sua pienezza.
    Ma i motivi di credibilità non sono le virtù dei pontefici o la bontà dei cristiani, o le posizioni politiche che assumono. La credibilità sta nel fatto che, nonostante i 2000 anni di peccati commessi dal suo personale, essa ha conservato la fede e stamane ho visto un suo sacerdote dire sul pane: “Questo è il mio corpo”, e mi ha comunicato al mio Maestro e Signore Gesù.
    La credibilità sta nel fatto che, nonostante noi, dopo ben venti secoli di lotte, di divisioni, tentazioni, siamo ancora un corpo vivente e una società di preghiera e di grazia, e lo parole di Gesù: “Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa” le sentiamo oggi come drammatica realtà e come ancoraggio autentico.
    I motivi di credibilità sono che la passione di Cristo continua qui sulla terra coi cuoi santi, coi suoi martiri, coi cristiani stessi che, pure imperfetti, amano veramente Cristo e sono uniti a Lui e fanno una cosa sola con Lui. E trovano in questo mistero della Chiesa l’unico ambiente capace di rendere presente il Divino Maestro e di sentirlo vivente attraverso le parole da Lui pronunciate.
    Che sia un mistero, è un fatto.
    Che la realtà della Chiesa, la persona Chiesa, sia avvolta come l’Eucarestia in un velo di tenebre attendibile solo dalla fede, lo accetto, ma io sento oggi di dire come Pietro, dopo il discorso di Gesù sul pane della vita – discorso che aveva messo in crisi tutti e spinto parecchi ad uscire dal gruppo -: “E dove andremo? Tu solo hai parole di vita eterna”, rivolto alla Chiesa, alla mia Chiesa.

  74. Francesco Ursino scrive:

    Bellissimo!!! Questo me lo voglio leggere tutto :cool:

    Brava Alessia!

  75. marina scrive:

    raffaele savigni, cominci ad usare il buon senso dei cattolici veri, nessuno ha mai condannato la cjiesa nel suo insieme.
    Quando si dice chiesa complice delle dittature , si intende i vertici della chiesa , quelli che comandano, quelli che promuovono e non condannano
    gli uomini di chiesa che si macchiano di crimini contri l’umanità.
    Il cardinal Laghi, il cardinal Sodano, il cardinal Poletti(ormai defunto),ma complice della banda della magliana, e che non ha mai scomunicato i mafiosi, e neanche i democristiani collusi con la stessa.

    NON SI CONDANNA LA CHIESA FATTA DA SEMPLICI PERSONE ,CHE CREDONO VERAMENTA A CRISTO, E CHE NON FANNO DEL MALE A NESSUNO..

    Ma gli uomini criminali nella chiesa ,che in nome di DIO uccidono, e pretendono pure di non venire giudicati.

  76. marina scrive:

    Condanne ai criminali?? nessuna , eh ..ursino ,luisa ,alessia,qualche mea culpa no , dalla vostra bocca santa e cristiana !!!

    Se fossi in GESU ,ritornerei sulla terra e darei tante di quelle bastonate sulla schiena ai miei discepoli, che gliela farei passare la voglia di uccidere ,usando il nome di mio padre,cioè DIO.

    E non tiratemi fuori il solito mea culpa del papa.

  77. marina scrive:

    Ursino , stò ancora aspettando un commento sulla chiesa complice della dittatura argentina.

    A QUANDO UN SUO PRONUNCIAMENTO??

  78. marina scrive:

    Ma i motivi di credibilità non sono le virtù dei pontefici o la bontà dei cristiani, o le posizioni politiche che assumono. La credibilità sta nel fatto che, nonostante i 2000 anni di peccati commessi dal suo personale, essa ha conservato la fede e stamane ho visto un suo sacerdote dire sul pane: “Questo è il mio corpo”, e mi ha comunicato al mio Maestro e Signore Gesù.
    La credibilità sta nel fatto che, nonostante noi, dopo ben venti secoli di lotte, di divisioni, tentazioni, siamo ancora un corpo vivente e una società di preghiera e di grazia, e lo parole di Gesù: “Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa” le sentiamo oggi come drammatica realtà e come ancoraggio autentico.
    I motivi di credibilità sono che la passione di Cristo continua qui sulla terra coi cuoi santi, coi suoi martiri, coi cristiani stessi che, pure imperfetti, amano veramente Cristo e sono uniti a Lui e fanno una cosa sola con Lui

    i motivi di credibilità sono la passione di CRISTO,
    i cristiani pure imperfetti, amano veramente CRISTO..
    e allora ,perchè in croce non ci vanno loro , invece di mandare gli altri???

  79. Gianni B. scrive:

    @Luisa
    A proposito, visto che il viaggio del Papa in Brasile me lo hai citato tu, mi sembrava di ricordare che anche in quella occasione il nostro Ratzinger ne avesse “sparata” una grossa, ma molto grossa: sinceramente non me la ricordavo più, ma ho fatto un giro nell’interessante link segnalato da Marina dove ho trovato la risposta.

    Ecco qui:
    http://www.verosudamerica.com/2007/05/la-storia-riscritta-in-brasile.html

    Caro Luisa, se fossi cattolico avrei seri imbarazzi a riconoscermi in questo Papa :cool:

  80. Daniela - Milano scrive:

    Allego un giudizio che ritengo estremamente interessante.

    Messaggio del Vescovo della Diocesi di San Marino-Montefeltro in relazione alla gravissima repressione operata in Tibet e per ricordare, a trent’anni di distanza, il sacrificio umano di Aldo Moro

    Al termine della solenne celebrazione liturgica tenuta per la Domenica delle Palme nella Cattedrale di Pennabilli, Mons. Negri ha rivolto ai numerosi fedeli presenti un messaggio forte e commosso per ricordare a tutti le gravissime sofferenze e i tanti lutti patiti, in questi giorni, dal popolo tibetano ad opera del Governo cinese. Ha quindi ricordato, a trent’anni dal suo assassinio, l’On. Aldo Moro, figura limpida di cristiano sempre attento ai valori della fede e testimone della verità e della giustizia in vita come nell’estremo sacrificio.

    Non posso non ricordare a voi tutti, in questa celebrazione che inizia il nostro cammino dietro il Signore la passione che sta vivendo un popolo a noi carissimo. Il popolo del Tibet al quale noi siamo legati di singolari vincoli di amicizia per la grande testimonianza data quattro secoli fa da uno dei più illustri cittadini di Pennabilli, Francesco Orazio Olivieri della Penna, che è stato missionario cappuccino e ha creato una piccola e vivace comunità cattolica che solo l’invasione comunista ha irreversibilmente distrutto. Il Dalai Lama mi ha confidato più volte che due posti ha nel cuore in Italia: la Sede di Pietro e la Chiesa di Pennabilli. Noi vorremmo poter sostenere questo cammino terribile a cui viene sottoposto un popolo straordinariamente colto e pacifico, sottoposto da decenni ad una dominazione da una potenza che non aveva nessun diritto di occupare il Tibet e che lo occupa e lo impoverisce in dispregio delle norme del diritto internazionale. Noi ci auguriamo, anche se non abbiamo tanta speranza, data la povertà delle classi politiche in occidente, che le Olimpiadi di Pechino vengano boicottate dai popoli civili. Le Olimpiadi di Pechino grondano sangue e non sole del sangue dei monaci e dei civili tibetani che sono stati uccisi in queste ultime 48 ore e che sono infinitamente più vaste di quelle che l’ipocrisia del regime di Pechino dice; ma grondano del sangue di migliaia e migliaia di operai che hanno costruito, in situazioni di assoluta insicurezza, queste enormi costruzioni che debbono gridare al mondo il dominio del capitale comunista; delle migliaia e migliaia di cittadini espulsi dalle loro case abbattute per creare stadi, alberghi ecc. e che hanno trovato la morte di fame e di stenti nella periferia di Pechino. Voi non sapete queste cose perché leggete soltanto quotidiani laicisti che si guardano bene dal dire queste cose. Se aveste letto, qualche volta, il quotidiano cattolico vi avreste incontrato quelle straordinarie testimonianze del più intelligente sinologo che abbiamo in Italia, Padre Bernardo Cervellera che documenta, puntualmente, di questa cosa abominevole che è questo regime che unisce tecnologia e barbarie. I cinesi sono dei barbari tecnocrati; e noi per soldi vendiamo l’anima della nostra civiltà. La seconda cosa è che ogni sacrificio umano, soprattutto ogni sacrificio cristiano, si inserisce nella passione, nella morte e nella resurrezione del Signore e non posso non ricordare che 30 anni fa, in queste ore, iniziava il suo faticoso martirio un grande cristiano italiano, Aldo Moro, rapito dalle Brigate Rosse. A me non interessano tutte le disquisizioni di carattere politico, giornalistico, giudiziario, interessa ricordare in lui una limpida figura di un uomo che ha testimoniato Cristo anche nei momenti orribili della sua carcerazione; egli che proprio perché cristiano ricevette due straordinarie attestazioni da parte della Chiesa: -la lettera che Papa Paolo VI ebbe l’umiltà e l’ardire di scrivere in ginocchio a quel branco di ideologizzati delinquenti che erano le Brigate Rosse allora, perchè liberassero quest’uomo, diceva lui, buono, mite, testimone della verità e della giustizia;
    -e, ancora, un privilegio che nessun laico cristiano in tutta la storia della Chiesa ha mai potuto ottenere, la celebrazione dei suoi funerali da parte del capo dell’intera cristianità. Noi lo evochiamo, Aldo Moro, in questo cammino della nostra identificazione nel Signore, che muore e che risorge. E siccome siamo molto preoccupati della situazione assolutamente difficile che vive socialmente e politicamente il nostro paese, ameremmo invocarlo come particolare intercessore della grazia del Signore su questo difficile cammino che il popolo italiano deve percorrere in questa nuova, consultazione elettorale che ci auguriamo non sia inutile come le precedenti.

    Pennabilli, Cattedrale, 16 Marzo 2008

    +Luigi Negri
    Vescovo di San Marino-Montefeltro

  81. Francesco Ursino scrive:

    Marina

    Con malavoglia le scrivo questa risposta, perché lei non è il tipo di soggetto con cui io ami confrontarmi soprattutto perché non dimostra sincero spirito di confronto e di dialogo… Visto che prepotentemente richiede la mia presenza, l’accontenterò – ma non come crede lei – ma poi non si lamenti se non le piacerà quanto scrivo… Che, se avesse davvero voglia di imparare qualcosa dovrebbe averlo ormai capito, ma a quanto pare no… pazienza… . Dunque:

    Si decida ad imparare il significato di “Chiesa” oppure per quel che mi riguarda non ho nessun interesse a “dialogare” con chi mistifica la realtà perché non è capace di ammettere le proprie lacune. Non è pignoleria, è questione di correttezza e di coerenza, perché casomai non l’avesse capito se giudica la Chiesa giudica anche se stessa perché di questa Chiesa – almeno così sostiene – lei ne fa parte. Perciò il suo concetto di “colpa collettiva” per accusare fossero anche un centinaio di individui che hanno commesso peccati gravi a danno di altri uomini riferendosi invece alla TOTALITA’ dei credenti cioè la Chiesa glielo ripeto E’ INACCETTABILE! Usare la PARTE per il TUTTO E’ INACCETTABILE, perché NON corrisponde a verità.

    Perciò impari a distinguere la Chiesa come Corpo di Cristo, come Comunità dei Fedeli in Cristo Gesù dai SINGOLI individui che all’interno di questa comunità peccano. I peccati di un centinaio di cristiani non sono in NESSUN MODO imputabili a TUTTA LA COMUNITA’ CRISTIANA, ma nel modo più assoluto.

    Le sue accuse, laddove non è chiaro a cosa si riferisca, sono doppiamente gravi e ingiuste. LA Chiesa di Cristo è Universale, quindi diffusa su tutta la Terra. In quanto Corpo Mistico parlare di peccati è un non-senso, perché Cristo è Santo ed è chiaro che Dio non può peccare.

    Gli individui che ne fanno parte invece possono peccare, eccome. Lei compresa. E lo fanno. Ma le colpe dei singoli – ripeto fossero anche un centinaio – NON si possono attribuire alla TOTALITA’ della Chiesa. Ed è quello che lei invece fa in continuazione. Lei condanna, giudica, polemizza tutta la Chiesa per le colpe di pochi.

    La credibilità della Chiesa – Alessia con quel passo l’ha illustrato benissimo – risiede nella credibilità che noi riconosciamo al suo Fondatore, Gesù Cristo. Separare Gesù Cristo dalla Sua Chiesa per poter adorare parzialmente l’uno e condannare in toto l’altra è palesemente assurdo, in quanto la Chiesa senza Cristo NON E’ Chiesa. Non c’è Corpo senza il Capo, non c’è comunità di fedeli – a cosa poi che manca il Capo? – senza il Cristo e così via.

    Tanti qui e non mi sbaglio se mi riferisco a Luisa, Annarita, Alessia, peccatore, Gianpaolo e tanti altri incluso il sottoscritto sarebbero invece curiosi di leggere i SUOI di mea culpa. Ma sembra più interessata a mettere in piazza i peccati altrui piuttosto che i suoi. Le ricordo il monito di Gesù: “Non giudicare”!

    “Se fossi Gesù” dice poi: nemmeno davanti alla folla inferocita che lo sfidava a dimostrargli la sua effettiva divinità Gesù è sceso dalla Croce e secondo lei lo farebbe ora per dare due legnate a tutti quelli che lo bestemmiano o gli danno scandalo? Questo dimostra quanto lei poca conosca di quella fede cristiana di cui continua a dirsi fedele cattolica. Se Gesù facesse come lei ha suggerito, non sarebbe Gesù ma un impostore… . Non cerchi di passare per paladina dei “veri” cristiani perché tanto non le riesce, magari cerca solo di convincersi di qualcosa, ma non convince il “pubblico” di questo blog. Almeno non il sottoscritto.

    “che in nome di Dio uccidono”: un cristiano qualunque esso sia che compia un’azione imperdonabile come questa e cioè uccidere, di certo come dice Cristo NON HA MAI CONOSCIUTO DIO! La condanna di costui o costoro è doppia, se non c’è pentimento… ma davanti a un pentimento la Chiesa non può fregarsene e tanti saluti. La MISERICORDIA è una grazia di Dio per tutti, anche per gli scellerati più incalliti. La grandezza di Dio è proprio qui: concedere la Sua grazia a chi in forza del suo peccato, foss’anche grave, Gli chiede tale grazia. Poi noi miseri mortali possiamo condannarlo senza appello, ma il giudizio finale, l’unico che conta alla fine lo pronuncia Dio. Esiste anche il concetto di espiazione della colpa… certo questo non riporta in vita le vittime, ma essere cristiani significa anche non piegarsi al dolore che infligge il peccato ma continuare a sperare, certi che la potenza di Cristo assegnerà la giusta Giustizia a tutti!

    E soprattutto, impariamo a chiedere misericordia e perdono per quanti peccano in modo assai grave, perché come disse Gesù a quelli che lo crocifissero “Padre, perdonali perché non sanno quello che fanno”. No, non lo sanno. La misericordia e il perdono sono per i peccatori, le condanne cieche e senza appello sono degli stolti.

    Buona santa Pasqua, ma se deciderà di mandare a defecare anche il sottoscritto, buona santa Pasqua!

  82. Francesco Ursino scrive:

    Caro Gianni,

    hai verificato che la citazione sia stata fatta correttamente andando a ricercare il documento originale oppure ti sei bevuto tutto di un sorso senza accertamenti quanto ventilato nel blog di cui hai postato il link? Perché, nel caso fosse così, faresti parte pure tu del clan dei “creduloni a oltranza”. :roll:

  83. stefano scrive:

    Il discorso per intero è qui:

    http://magisterobenedettoxvi.blogspot.com/2007/05/un-discorso-storico.html

    e non mi imbarazza per niente

  84. marina scrive:

    La quiete dopo la tempesta
    Passata è la tempesta:
    Odo augelli far festa, e la gallina,
    Tornata in su la via,
    Che ripete il suo verso. Ecco il sereno
    Rompe là da ponente, alla montagna;
    Sgombrasi la campagna,
    E chiaro nella valle il fiume appare.
    Ogni cor si rallegra, in ogni lato
    Risorge il romorio
    Torna il lavoro usato.
    L’artigiano a mirar l’umido cielo,
    Con l’opra in man, cantando,
    Fassi in su l’uscio; a prova
    Vien fuor la femminetta a còr dell’acqua
    Della novella piova;
    E l’erbaiuol rinnova
    Di sentiero in sentiero
    Il grido giornaliero.
    Ecco il Sol che ritorna, ecco sorride
    Per li poggi e le ville. Apre i balconi,
    Apre terrazzi e logge la famiglia:
    E, dalla via corrente, odi lontano
    Tintinnio di sonagli; il carro stride
    Del passeggier che il suo cammin ripiglia.
    Si rallegra ogni core.
    Sì dolce, sì gradita
    Quand’è, com’or, la vita?
    Quando con tanto amore
    L’uomo a’ suoi studi intende?
    O torna all’opre? o cosa nova imprende?
    Quando de’ mali suoi men si ricorda?
    Piacer figlio d’affanno;
    Gioia vana, ch’è frutto
    Del passato timore, onde si scosse
    E paventò la morte
    Chi la vita abborria;
    Onde in lungo tormento,
    Fredde, tacite, smorte,
    Sudàr le genti e palpitàr, vedendo
    Mossi alle nostre offese
    Folgori, nembi e vento.
    O natura cortese,
    Son questi i doni tuoi,
    Questi i diletti sono
    Che tu porgi ai mortali. Uscir di pena
    È diletto fra noi.
    Pene tu spargi a larga mano; il duolo
    Spontaneo sorge e di piacer, quel tanto
    Che per mostro e miracolo talvolta
    Nasce d’affanno, è gran guadagno. Umana
    Prole cara agli eterni! assai felice
    Se respirar ti lice
    D’alcun dolor: beata
    Se te d’ogni dolor morte risana.

    (Giacomo Leopardi 19° secolo)

  85. marina scrive:

    Ursino ,io non dimostro spirito di confronto e dialogo!!
    Ma si rende conto di quel che dice??
    Io ho solo chiesto a lei,a luisa e ad alessia , una dura condanna dei criminali cattolici, compresi i cardinali, voi vi rifiutate, quindi chi non vuole il dialogo siete voi…
    Accettate o meno che venga soppressa la vita umana???
    una persona che vuole il dialogo sincero, deve rispondere a questa domanda.
    Accettate si o no ,che in nome di DIO vengano uccise miglioni di persone??

    O SI o NO, se siete cattolici cristiani, appartenenti alla chiesa di cristo che è nato per difendere i poveri e gli oppressi, non dovrebbe essere difficile per voi sciegliere.

    Oa favore della vita o contro. a voi la scelta…

  86. marina scrive:

    Allora lei ursino è proprio ignorante, più vado avanti a leggere il suo commento , più me ne convinco.

  87. Francesco Ursino scrive:

    Detto da lei lo prendo per un complimento…

    l’espressione “uccidere in nome di Dio” non ha valore alcuno, perché in nome di Dio non si può uccidere. Chi lo fa, ripeto – dura d’orecchi? – DIO NON L’HA MAI CONOSCIUTO.

    Io non condanno proprio nessuno, cara. Se lei “è senza peccato” prego s’accomodi. Ma io me ne guardo bene… . Gli aut aut da bambini dell’asilo se li tenga. Preferisco misericordia E perdono. Di gran lunga più impegnativi e più difficili da chiedere e realizzare che di una facile condanna. Giudizio che, in ogni caso, spetta solo a Dio. Non a lei.

    E anche questo lo abbiamo già detto. Che noia Marina, bisogna sempre ripeterle tutto da capo, come ai bambini di due anni.

    Se per lei dialogo è accontentarla e condannare a destra e a manca tutti i religiosi che le stanno sul gargarozzo, allora l’ignorante è lei. Anzi, una povera illusa. Condanni chi le pare, ma si ricordi che le verrà chiesto conto anche di questo.

    E ora, pensi quello che vuole. E si disperda pure nei suoi pensieri stolti.

  88. Pipìta Del Monte scrive:

    Per l’aristocratica MARINA (Dei Delle Sarde di Costastanca).

    Gentilissima Marina, le SUE espressioni rivolte al conte Ursino,grondanti di gentil dolcezza mi ricordano alquanto la reazione della mia amica VBinda De’ Bindi, un tempo carissima compagna di Azione Cattolica,ma ora, divenuta adulta, traghettata mediante azione di torpediniera della marina militare sulla sponda del nuovo partito creato mirabilmente dal marchese Del Veltro, che quanto prima intende creare un nuovo partito internazionale avente per bandiera la lingua tra i denti del duchino Franceschino.

    Ordunque la cara Binda,che all’epoca già manifestava alquanta fretta di divenire adulta, in un pubblico dibattito ebbe a dire che nessuno dei suoi interlocutori possedeva capacità dialettiche tali da competere con lei, ma qualcuno dal pubblico le urlò che per competere con lei(ciè con essa Binda De’ Bindi) più che abilità dialettiche erano necessarie capacità divinatorie (per comprendere il senso de’ suoi discorsi).

    Fu a quel punto che la cara Bindi si imbizzarrì come una mula iniziando a dare calci a destra e a manca e ad irrorare con i gas di risulta del suo importante ventre tutti gli astanti.

    Vecchi,cari ricordi,che Ella, Marina carissima, ha ,senza volerlo,chiamato alla mia nobile memoria.

    Del che La ringrazio e La saluto.

  89. Gianni B. scrive:

    @Francesco
    Certo che ho controllato … corrisponde parola per parola!

    http://www.vatican.va/holy_father/benedict_xvi/speeches/2007/may/documents/hf_ben-xvi_spe_20070513_conference-aparecida_it.html

    Mi sembra incredibile che Ratzinger abbia affermato che l’arrivo degli Europei “non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera”!
    Ogni giorno se ne impara una, su questo Ratzinger!

    Contenti voi…

    Ps Francesco, ho letto attentamente il tuo post per Marina, come al solito bello ed ispirato.
    Ti chiedo solo una cosa: come mai c’è gente non religiosa che non torcerebbe un capello ad una mosca, mentre tanti “fedeli” delle più svariate religioni si sbudellano allegramente fra di loro da millenni? Non credi che ci sia qualcosa di sbagliato?
    Capisco il tuo entusiasmo per Gesù, poveretto, che non ha colpa e che è sempre una bella figura e un bell’esempio da seguire, ma non pensi che senza Chiese l’umanità starebbe infinitamente meglio?

  90. Francesco Ursino scrive:

    X Gianni

    Se lo pensassi, mi metterei a stonare nel tuo stesso coro o in quello di Marina… Evidentemente non lo penso. :roll:

  91. Luisa scrive:

    Ancora un aut aut : con chiese o senza chiese.
    Per i risultati di una società senza chiese, basta ricordarsi e non è difiicile, si tratta di stpria anche recente, a quale livello di bestialità, di inumanità , di crudeltà, sono arrivate le società che hanno fatto della soppressione della religione una bandiera, una logica imposta con il terrore e la persecuzione, Ma la fede , anche perseguitata, anzi ancor più perchè perseguitata, è restata viva nel cuore della gente, nessun regime, nemmeno il poù autoritario è riuscito a soffocarla definitivamente.
    Alle religioni in realtà è stata sostituita un`altra religione , una religione di stato con i suoi dogmi, la sua gerarchia, i suoi comandamenti, con la soppressione della libertà, del rispetto della dignità umana.
    Perchè ,che piaccia o no ai non credenti, è il cristianesimo, con il messaggio di Gesù Cristo, ad avere introdotto queste nozioni sulle quali si sono costruite le nostre società.

  92. Gianni B. scrive:

    @Francesco
    Se noi siamo stonati, la frase di Ratzinger che l’arrivo degli Europei “non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera” ecc. ecc., che è? :cool:

  93. Cristiana scrive:

    @Gianni B

    scusate se m’intrometto, ma io del discorso del Papa di cui sopra, ehm, sotto, ho letto
    QUESTA frase:

    ” In effetti, l’annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera. Le autentiche culture non sono chiuse in se stesse né pietrificate in un determinato momento della storia, ma sono aperte, più ancora, cercano l’incontro con altre culture, sperano di raggiungere l’universalità nell’incontro e nel dialogo con altre forme di vita e con gli elementi che possono portare ad una nuova sintesi nella quale si rispetti sempre la diversità delle espressioni e della loro realizzazione culturale concreta.”

    Scrivere “l’annuncio di Gesù e del suo Vangelo” è ben diverso da ” l’ arrivo degli europei ecc ecc”, cambia totalmente il senso del discorso.
    Come al solito si mescola la Parola di Dio con le azioni scellerate di colonialisti e/o cardinali e vescovi corrotti dal denaro e dal potere, queli ci sono sempre stati e sempre ci saranno, ne fanno parte ma non sono
    LA CHIESA !!!
    Vedi che torniamo sempre allo stesso punto? che fate di tutta l’erba un fascio? Rifletteci è cosi’ difficile?
    un caro saluto ( se mi leggi, di’ alla tua signora se si sente di dire
    una preghiera stasera dopo le 22,00, vi penserò davanti al S.S. anzi, magari provaci anche tu ;-) )

  94. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Gianni B.
    «Se noi siamo stonati, la frase di Ratzinger che l’arrivo degli Europei “non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera” ecc. ecc., che è?»

    Messe giù così le parole di Benedetto XVI – che non parla dell’arrivo degli Europei, questo lo scrive Lei – prendono un certo significato, ma se riportate nel loro giusto contesto, ne assumono un altro ben diverso, e cioè:

    «… … …Ma, che cosa ha significato l’accettazione della fede cristiana per i Paesi dell’America Latina e dei Caraibi? Per essi ha significato conoscere ed accogliere Cristo, il Dio sconosciuto che i loro antenati, senza saperlo, cercavano nelle loro ricche tradizioni religiose. Cristo era il Salvatore a cui anelavano silenziosamente. Ha significato anche avere ricevuto, con le acque del Battesimo, la vita divina che li ha fatti figli di Dio per adozione; avere ricevuto, inoltre, lo Spirito Santo che è venuto a fecondare le loro culture, purificandole e sviluppando i numerosi germi e semi che il Verbo incarnato aveva messo in esse, orientandole così verso le strade del Vangelo.

    (ecco ora il periodo in questione)

    In effetti, l’annuncio di Gesù e del suo Vangelo non comportò, in nessun momento, un’alienazione delle culture precolombiane, né fu un’imposizione di una cultura straniera.

    (che poi continua così)

    Le autentiche culture non sono chiuse in se stesse né pietrificate in un determinato momento della storia, ma sono aperte, più ancora, cercano l’incontro con altre culture, sperano di raggiungere l’universalità nell’incontro e nel dialogo con altre forme di vita e con gli elementi che possono portare ad una nuova sintesi nella quale si rispetti sempre la diversità delle espressioni e della loro realizzazione culturale concreta.
    In ultima istanza, solo la verità unifica e la sua prova è l’amore. Per questo motivo Cristo, essendo realmente il Logos incarnato, “l’amore fino alla fine”, non è estraneo ad alcuna cultura né ad alcuna persona; al contrario, la risposta desiderata nel cuore delle culture è quella che dà ad esse la loro identità ultima, unendo l’umanità e rispettando contemporaneamente la ricchezza delle diversità, aprendo tutti alla crescita nella vera umanizzazione, nell’autentico progresso. Il Verbo di Dio, facendosi carne in Gesù Cristo, si fece anche storia e cultura. … … … La saggezza dei popoli originari li portò fortunatamente a formare una sintesi tra le loro culture e la fede cristiana che i missionari offrivano loro. Di lì è nata la ricca e profonda religiosità popolare, nella quale appare l’anima dei popoli latinoamericani: … … …»

    Tutto questo sapientemente – o ignorantemente aggiungo io – estrapolato da un certo “Antonio Pagliula” che una volta cliccato, da come esito:
    Antonio P.
    • Età: 25
    • Sesso: Maschio
    • Segno astrologico: Sagittario
    • Anno zodiacale: Cane
    • Settore: Agricoltura
    • Ubicazione: Puebla (Pue) : Messico
    Informazioni personali
    Nome Skype: apagliula

    E queste sarebbero le sue fonti attendibili, cara signora Marina?!?

  95. marina scrive:

    Siete si o no contro la soppressione della vita umana.

    RIPETO: siete contrari alla soppressione della vita umana???

  96. marina scrive:

    Siete si o no contro la soppressione della vita umana.

    RIPETO: siete contrari alla soppressione della vita umana???

  97. marina scrive:

    luisa ,vorrei ricordarle che il comunismo è nato agli inizi “900″, mentre i cattolici cristiani,hanno cominciato ad uccidere chi non la pensava come loro,fin dal 300 d.c. circa, miglioni di persone.

    Dare la colpa solo al comunismo di essere cattivo, non mi sembra giusto;anche perchè, forse la nascita del comunismo è da essere considerata come una ribellione dei poveri contro gli aristocrati e i papi .

  98. marina scrive:

    PREFAZIONE

    Jasper Jospeh è un nativo sessantaquattrenne di Port Hardy, British Columbia. Gli occhi gli si riempirono ancora di lacrime quando ricorda i suoi cugini, uccisi nel 1944 con iniezioni letali dal personale del Nanaimo Indian Hospital.
    Avevo soltanto otto anni, e ci avevano mandato dalla scuola residenziale anglicana di Alert Bay al Nanaimo Indian Hospital, quello gestito dalla Chiesa Unitaria. Li mi hanno tenuto in isolamento in una piccola stanza per più di tre anni, come se fossi un topo da laboratorio, somministrandomi pillole e facendomi iniezioni che mi facevano star male. Due miei cugini fecero un gran chiasso, urlando e ribellandosi ogni volta. Così le infermiere fecero loro delle iniezioni, ed entrambi morirono subito. Lo fecero per farli stare zitti. (10 novembre 2000)
    A differenza del popolo tedesco dopo la seconda guerra mondiale, noi canadesi dobbiamo ancora venire a conoscenza, per non parlare di fare ammenda, del genocidio che abbiamo perpetrato nei confronti di milioni di individui conquistati: uomini, donne e bambini indigeni deliberatamente sterminati dal nostro stato e dalla nostra chiesa, convinti della loro supremazia razziale.
    Già dal novembre del 1907 la stampa canadese attestava che il tasso dei decessi all’interno delle scuole residenziali indiane superava il 50%(vedere Appendice, articoli giornalistici chiave).Tuttavia negli ultimi decenni la realtà di un tale massacro è stata rimossa dalla storia e dalla coscienza pubblica del Canada. Non c’è da stupirsene, perchè quella storia occultata rivela un sistema il cui scopo era quello di distruggere la maggior parte della popolazione nativa tramite malattie, trasferimenti e omicidi belli e buoni, “assimilando” nel contempo una minoranza di collaborazionisti che venivano addestrati a servire quel sistema genocidi.
    Questa storia di genocidio deliberato coinvolge ogni livello governativo del Canada, la Royal Canadian Mounted Police (RCMP), ogni chiesa principale, grandi corporazioni e polizia, medici e giudici locali. La rete di complicità di questa macchina assassina era, e rimane così estesa che il suo occultamento ha richiesto un altrettanto elaborata compagna di copertura, organizzata nelle più alte sfere di potere del nostro paese; una copertura che continua tuttora, in particolare adesso che i testimoni oculari degli omicidi e delle atrocità, perpetrati presso le “scuole” residenziali per nativi gestite dalla chiesa, si sono fatti avanti per la prima volta.
    Perché erano le “scuole” residenziali a costituire i campi di sterminio dell’olocausto canadese e all’interno delle cui mura, secondo statistiche governative, circa la metà dei bambini lì spediti per legge morirono o scomparvero.
    Secondo un sopravvissuto queste 50.000 vittime svanirono, così come i loro cadaveri – “come se non fossero mai esistiti”. Ma esistevano eccome. Erano bambini innocenti, uccisi da percosse e torture e dopo essere stati deliberatamente esposti a tubercolosi e ad altre malattie da dipendenti salariati delle chiese e del governo, in base ad un progetto generale di “Soluzione Finale” concepito dal Dipartimento Affari Indiani e dalle chiese cattolica e protestante.
    Con tale approvazione ufficiale del massacro, emanata da Ottawa, le chiese responsabili dell’annientamento dei nativi in loco si sentirono incoraggiate e protette a sufficienza da dichiarare per tutto il 20mo secolo una guerra totale alle popolazioni indigene non cristiane.
    Le vittime di tale guerra non furono soltanto i 50.000 bambini morti delle scuole residenziali, ma anche i sopravvissuti, la cui attuale condizione sociale è stata descritta dai gruppi per i diritti umani delle Nazioni Unite come quella di “una popolazione colonizzata al limite della sopravvivenza, con tutte le caratteristiche di una società dal terzo mondo”. (12 novembre 1999)
    L’olocausto continua. Il presente rapporto è frutto di un’indagine indipendente, durata sei anni, sulla storia nascosta del genocidio perpetrato ai danni delle popolazioni indigene del Canada; riassume le testimonianze, i documenti ed altri riscontri a riprova che il governo, le chiese e le corporazioni canadesi sono colpevoli di genocidio intenzionale, che il Canada ratificò nel 1952 e alla quale è vincolata dal diritto internazionale.
    Tale rapporto deriva dall’impegno e dalla collaborazione di circa 30 individui e tuttavia alcuni dei suoi autori devono restare nell’anonimato, in particolare i collaboratori indigeni i quali, a causa del loro coinvolgimento in questa indagine, sono stati minacciati di morte, attaccati, privati del lavoro e sradicati dalle loro abitazioni nelle riserve indiane.
    A causa dei miei tentativi di svelare la vicenda delle morti dei bambini presso la scuola residenziale della chiesa di Alberni io, in qualità di ministro di una delle istituzioni citate nell’indagine, la Chiesa Unitaria del Canada – sono stato licenziato, inserito nella lista nera, minacciato e diffamato pubblicamente dai suoi funzionari.
    Molti hanno fatto dei sacrifici per stilare questo rapporto, in modo che il mondo possa venire a conoscenza dell’olocausto canadese e per assicurarsi che i responsabili vengano giudicati dal Tribunale per i Crimini Internazionali. La presente indagine su crimini contro l’umanità, iniziata nell’autunno del 1994 fra i nativi e gli attivisti a basso reddito a Port Alberni, nella British Columbia, è continuata nonostante le minacce di morte, gli attacchi e le risorse della chiesa e dello stato canadesi.
    Il lettore ha facoltà di onorare il nostro sacrificio raccontando al altri questa storia e rifiutandosi di collaborare con istituzioni che hanno deliberatamente ucciso migliaia di bambini.
    Questa storia di appoggio ufficiale e di collusioni, relativa ad un secolo o più di crimini contro i primi abitanti del Canada, non deve dissuaderci dallo scoprire la verità e dal portare davanti alla giustizia coloro che hanno commesso tali crimini. E’ per questo motivo che vi invitiamo a ricordare non solo i 50.000 bambini deceduti nei campi di sterminio delle scuole residenziali, ma anche tutte quelle vittime silenziose che oggi patiscono in mezzo a noi in cerca di pane e giustizia.
    (Rev.) Kevin D. Annett, segretario The Truth Commission into Genocide in Canada, Vancouver, British Columbia, 1 febbraio 2001

    PARTE 1
    Riassunto delle prove di Genocidio intenzionale nelle scuole residenziali canadesi

    Articolo II: L’intenzione di distruggere, integralmente o parzialmente, un gruppo nazionale etnico, razziale o religioso; vale a dire le popolazioni indigene non-cristiane del Canada.

    Lo scopo fondante a monte delle oltre cento scuole residenziali indiane, edificate in Canada in base a leggi governative ed amministrate dalle chiese cattolica e protestante, era il deliberato e costante sradicamento delle popolazioni indigene e della loro cultura, nonché la conversione forzata al cristianesimo di tutti i nativi sopravvissuti. L’intento fu enunciato nel Gradual Civilization Act del 1857 nel Canada superiore e, precedentemente, la legislazione ispirata dalla chiesa che definiva la cultura indigena inferiore, privò la popolazione nativa della cittadinanza e la subordinò in una categoria legale separata dai non-indiani. Questa legge servì come base per il Federal Indian Act del 1874, che ribadì l’inferiorità legale e morale degli indigeni ed istituì il sistema delle scuole residenziali. La definizione legale di un indiano in quanto “individuo selvaggio, privo della conoscenza di Dio e di qualsiasi stabile e chiaro credo religioso” (Revised Statutes della British Columbia, 1960) fu coniata da queste leggi e persiste fino ai giorni nostri.
    Allora come adesso, gli indigeni erano considerati legalmente e concretamente come non-entità nella loro terrae, di conseguenza, intrinsecamente sacrificabili.
    Queste intenzioni genocide furono riaffermate di frequente nella legislazione governativa, nelle dichiarazioni della chiesa nonché nella corrispondenza e nei documenti dei missionari, agenti indiani e funzionari delle scuole residenziali (vedere la sezione documenti). Naturalmente si trattava esattamente della ragione d’essere dell’invasione cristiana nei territori tradizionali dei nativi, sanzionata dallo stato e dal sistema delle scuole residenziali, che venne istituito all’apice dell’espansionismo europeo negli anni ‘80 dell’ottocento e proseguito fino al 1984.
    Lo scopo era per definizione il genocidio, in quanto pianificò e portò avanti la distruzione di un gruppo etnico e religioso: tutti quegli indigeni che non si fossero convertiti al cristianesimo ed estinti culturalmente. I nativi non cristiani erano il bersaglio dichiarato delle scuole residenziali che, sotto la maschera dell’istruzione, praticavano una pulizia etnica di massa.
    Inoltre questi “pagani” erano oggetto dei programmi di sterilizzazione finanziati dal governo, eseguiti in ospedali gestiti dalla chiesa e sanatori per la tubercolosi della costa occidentale (vedere articolo IId).
    Secondo un testimone oculare, Ethel Wilson di Bella Bella, BC, un certo George Darby, medico missionario della Chiesa Unitaria, fra il 1928 ed il 1962 sterilizzò intenzionalmente indiani non-cristiani presso l’R.W. Large Memorial Hospital. Nel 1998 la signora Wilson, ora deceduta, dichiarò:
    Nel 1952 il dottor Darby mi riferì che l’Ufficio Affari Indiani di Ottawa lo pagava per ogni indiano/a che sterilizzava, in particolare se costoro non frequentavano le chiese. Centinaia delle nostre donne furono sterilizzate dal dottor Darby solatanto perché non andavano in chiesa.(Testimonianza di Ethel Wilson di fronte al Tribunale dell’Associazione Internazionale per i Diritti Umani delle Minoranze Americane [IHRAAM], Vancouver, BC, 13 giugno 1998).
    Secondo Christy White, cittadina di Bella Bella, la documentazione realtiva a queste sterilizzazioni, finanziate dal governo ed eseguite presso l’R.W. Large Memorial Hospital, venne intenzionalmente distrutta nel 1995, subito dopo il pubblicizzato avvio di un indagine della polizia relativa alle atrocità commesse nelle scuole residenziali della British Columbia. Nel 1998 la signora White affermò:
    Ho lavorato presso l’ospedale di Bella Bella e so che Barb Brown, uno degli amministratori, in due occasioni gettò in mare i documenti realtivi alle sterilizzazioni, alcuni dei quali furono ritrovati sulla spiaggia a sud della città. Questo avvenne nella primavera del 1995, subito dopo che i poliziotti avevano avviato la loro indagine sulle scuole. Stavano coprendo le tracce. Tutti sapevamo che Ottawa finanziava le sterilizzazioni, ma ci fu detto di tacere sulla questione.(Testimonianza di Christy White resa a Kevin Annett, 12 agosto 1998)
    Nella British Columbia la legge che consentiva la sterilizzazione di qualsiasi ospite delle scuole residenziali fu approvata nel 1933 mentre in Alberta nel 1928 (vedere “Sterilization Victims Urged to Come Forward” di Sabrina Whyatt, Windspeaker, agosto 1998). Il Sexual Sterilization Act della British Columbia autorizzava il preside di una scuola a consentire la sterilizzazione di qualsiasi nativo si trovasse sotto la sua responsabilità ed egli, in quanto tutore legale, poteva far sterilizzare qualsiasi bambino nativo. Tali sterilizzazioni venivano di frequente attuate nei confronti di interi gruppi di bambini indigeni quando questi avevano raggiunto la pubertà, in istituti quali la Provincial Training School di Red Deer, in Alberta, ed il Ponoka Mental Hospital (dal colloquio della ex infermiera Pat Taylor con Kevin Annett, 13 gennaio 2000).
    Di analoga rilevanza storica è il fatto che il governo federale canadese approvò la legislazione nel 1920, rendendo obbligatorio che tutti i bambini indigeni della British Columbia – la cui costa occidentale era l’area meno cristianizzata del Canada – frequentassero le scuole residenziali, nonostante il fatto che lo stesso governo avesse già riconosciuto che il tasso di mortalità dovuto a malattie trasmissibili fosse più elevato proprio in queste scuole e che, durante la permanenza in quei luoghi, i bambini indigeni presentavano una “costituzione così indebolita da non avere alcuna vitalità atta a contrastare le malattie” (Comunicazione di A. W. Neill, agente indiano della costa occidentale, al ministro per gli affari indiani, 25 aprile 1910).
    Vale a dire che il governo canadese rese obbligatoria alle popolazioni indigene maggiormente “pagane” e meno integrate la frequenza delle scuole residenziali proprio nel periodo in cui, secondo funzionari degli Affari Indiani come il Dr. Peter Bryce, il tasso di mortalità in quelle stesse scuole aveva raggiunto il proprio apice – attorno al 40%. Questo aspetto di per sé stesso indica le intenzioni genocidi nei confronti degli indigeni non-cristiani.

    SERVE UN COMMENTO??

  99. marina scrive:

    URSINOooo..LUISA ..ALESSIA…
    SERVE ALTRO PER CAIRE??

    Un commento su quanto ho postato sarebbe gradito, da parte di persone contrarie all’aborto, in quanto giudicato un assassinio.

  100. Alberto Farina scrive:

    Dunque Tornielli ci conferma che la posizione del Giornale (di proprietà della famiglia Berlusconi) era filoatlantica e quindi favorevole all’intervento in Irak… Che cosa aspettarsi d’altronde dall’house organ dell’allora Presidente del Consiglio? E che dire dell’ineffabile Giulianone Ferrara oggi osannato su questo blog e allora fra i fautori più accaniti di una guerra scatenata contro ogni regola del diritto internazionale e contro ogni buon senso? Quanto è corta la memoria!

  101. marina scrive:

    Il mondo occidentale è cristiano?
    di E. Fromm, tratto da “Avere ed essere”

  102. Luisa scrive:

    Marina, forse non è cosa importante per lei, ma per me lo è, non so se la notizia le sia sfuggita ma stiamo preparandoci a vivere il Triduo pasquale, allora mi permetterà di non entrare in polemica con lei, ma di raccogliermi in preghiera, se poi lei considererà ciò come una fuga, non prenderò il tempo di smentirla.
    La sua agressività ,il tono inquisitorio e perentorio dei suoi propositi, il dito accusatore puntato su chi non condivide le sue opinioni, non mi spinge in ogni caso ad entrare in dialogo con lei, non l`ho fatto prima e non lo farò in seguito, se scrivo questo post è semplicemente perchè lei mi ha chiamata in causa .
    Le auguro una felice e santa Pasqua.

  103. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Marina

    «SERVE UN COMMENTO??»

    No, cara signora Marina, con Lei serve la pazienza di Giobbe!!!

  104. Gianni B. scrive:

    @Cristiana
    Ti ringrazio molto per il pensiero, sei davvero carina e sicuramente riferirò alla mia signora delle tue preghiere :)

    Sul discorso di Ratzinger, io ho correttamente postato il link del Vaticano con la trascrizione ufficiale dello stesso, pertanto non ho assolutamente voluto estrapolare una singola frase per stravolgere il senso dell’intero discorso.

    Mi pare però che nel suo complesso il discorso di Ratzinger sia chiarissimo e che il tutto si possa riassumere in due parole: le popolazioni precolombiane stavano vivendo una vitaccia in quanto prive dello Spirito Santo, anzi esse anelavano senza saperlo alla nostra Vera Fede, e noi per fortuna siamo andati a portargliela!

    Sorvoliamo sugli orrendi genocidi compiuti con croce e rosario in mano dai conquistadores, e limitiamoci allora ad affermare che se dovesse passare questa linea, anche il miliardo di islamici potrebbe calare in Europa per portare a noi europei la loro “vera” fede, e usando la stessa logica di Ratzinger, mentre ci mettono la loro mezzaluna sulle nostre chiese e fabbriche, ci farebbero anche un favore!
    Insomma, il Papa ha inaugurato con questo discorso una linea di pensiero molto pericolosa, spero che ve ne rendiate conto!

  105. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Gianni B., bisogna ricordare ciò che il Papa aggiunse sull’argomento indios e civiltà precolombiane non appena tornato dal Brasile, durante l’udienza generale: ecco il brano, preso dal sito della Santa Sede:

    “Il mio Viaggio ha avuto anzitutto il valore di un atto di lode a Dio per le “meraviglie” operate nei popoli dell’America Latina, per la fede che ha animato la loro vita e la loro cultura durante più di cinquecento anni. In questo senso è stato un pellegrinaggio, che ha avuto il suo culmine nel Santuario della Madonna Aparecida, Patrona principale del Brasile. Il tema del rapporto tra fede e cultura è stato sempre molto a cuore ai miei venerati Predecessori Paolo VI e Giovanni Paolo II. Ho voluto riprenderlo confermando la Chiesa che è in America Latina e nei Caraibi nel cammino di una fede che si è fatta e si fa storia vissuta, pietà popolare, arte, in dialogo con le ricche tradizioni precolombiane e poi con le molteplici influenze europee e di altri continenti. Certo, il ricordo di un passato glorioso non può ignorare le ombre che accompagnarono l’opera di evangelizzazione del continente latinoamericano: non è possibile infatti dimenticare le sofferenze e le ingiustizie inflitte dai colonizzatori alle popolazioni indigene, spesso calpestate nei loro diritti umani fondamentali. Ma la doverosa menzione di tali crimini ingiustificabili – crimini peraltro già allora condannati da missionari come Bartolomeo de Las Casas e da teologi come Francesco da Vitoria dell’Università di Salamanca – non deve impedire di prender atto con gratitudine dell’opera meravigliosa compiuta dalla grazia divina tra quelle popolazioni nel corso di questi secoli. Il Vangelo è diventato così nel Continente l’elemento portante di una sintesi dinamica che, con varie sfaccettature a seconda delle diverse nazioni, esprime comunque l’identità dei popoli latinoamericani. Oggi, nell’epoca della globalizzazione, questa identità cattolica si presenta ancora come la risposta più adeguata, purché animata da una seria formazione spirituale e dai principi della dottrina sociale della Chiesa”.

  106. Francesco Ursino scrive:

    Udite, udite:

    il comunismo potrebbe essere una sorta di ribellione dei poveri contro gli aristocrati e i papi… (Marina docet) .

    Signore, salvaci da codesta gente! :roll:

  107. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Francesco Ursino

    Caro Francesco, non ci dobbiamo dimenticare che questa è la settimana di “Passione” e che – da buoni cattolici cristiani – dobbiamo patire e offrire queste nostre sofferenze per la salvezza delle anime perdute… e tra queste, di sicuro, quella della signora Marina!!!

  108. Alessia scrive:

    Oggi inizia il triduo Pasquale. E’ il momento di unirsi a N.S. Gesù Cristo nella sua passione, morte e resurrezione.
    Le polemiche, se proprio non se ne può fare a meno, lasciamole per la prossima settimana.
    Buona Pasqua.

  109. Gianni B. scrive:

    @Andrea Tornielli
    Evidentemente, caro Andrea, al suo ritorno il Papa ha corretto un po’ il tiro, forse a seguito delle prime reazioni a quel discorso, che comunque rimane agli atti a perenne memoria :cool:

    A proposito, ieri Ratzinger ha finalmente detto due parole in croce sul Tibet… passate del tutto inosservate!
    Aveva colpito molto di più il silenzio che le aveva precedute… è il destino di questo Papa, il suo karma, il suo essere uno “strumento così umile e imperfetto nelle mani del Signore”.

  110. Gianni B. scrive:

    @Andrea
    Del resto, la parola “libertà” compare solo 2 volte nei quattro Vangeli, mentre la parola “schiavitù” e i suoi derivati, ben 373 volte.
    Nessuna meraviglia, dunque, per quello che successe in Sudamerica: la schiavitù è ampiamente prevista e giustificata dalla Bibbia.

  111. marina scrive:

    ursino , la pianti di fare il cretino , e si dimostri maturo una volta per tutte.

  112. marina scrive:

    perchè di grazia la mia anima sarebbe perduta??

    Perchè condanno chi compie i genocidi??

    Compresi i cattolici cristiani, che si sono macchiati di questo crimine contro l’umanià??

    Ma ce l’avete un cervello, o , il troppo amore per GESU CRISTO, ve lo ha congelato??

  113. Tommaso Farina scrive:

    Marina, documentati un po’ prima di offendere la Chiesa coi tuoi luoghi comuni.

  114. Tommaso Farina scrive:

    Comunque, le “tradizioni precolombiane” che qui qualcuno vagheggia erano quelle che contemplavano sacrifici umani su vasta scala.

  115. marina scrive:

    indiani d’america.L’olocausto dimenticato….

    50.000 bambini uccisi e scomparsi nel nulla.
    Lo scopo fondante a monte delle oltre cento scuole residenziali indiane, edificate in Canada in base a leggi governative ed amministrate dalle chiese cattolica e protestante, era il deliberato e costante sradicamento delle popolazioni indigene e della loro cultura, nonché la conversione forzata al cristianesimo di tutti i nativi sopravvissuti.

    Due miei cugini fecero un gran chiasso, urlando e ribellandosi ogni volta. Così le infermiere fecero loro delle iniezioni, ed entrambi morirono subito. Lo fecero per farli stare zitti. (10 novembre 2000)in scuole cattoliche.
    Le suore facevano abortire le ragazze madri,violentate dai sacerdoti,a volte finivano per ucciderle.

    la legislazione ispirata dalla chiesa, definiva la cultura indigena inferiore.

  116. Gianni B. scrive:

    @Tommaso Farina
    da che pulpito…

    Così dice il Signore Dio:
    Eccomi contro di te. Sguainerò la spada e ucciderò in te il giusto e il peccatore. Se ucciderò in te il giusto e il peccatore, significa che la spada sguainata sarà contro ogni carne, dal mezzogiorno al settentrione. Così ogni vivente saprà che io, il Signore, ho sguainato la spada ed essa non rientrerà nel fodero. Tu, figlio dell’uomo, piangi: piangi davanti a loro con il cuore infranto e pieno d’amarezza. Quando ti domanderanno: Perché piangi? Risponderai: Perché è giunta la notizia che il cuore verrà meno, le mani s’indeboliranno, lo spirito sarà costernato, le ginocchia vacilleranno. Ecco è giunta e si compie”. Parola del Signore Dio…
    Spada, spada aguzza e affilata,
    aguzza per scannare, affilata per lampeggiare!
    L’ha fatta affilare perché la si impugni,
    l’ha aguzzata e affilata
    per darla in mano al massacratore!

    AT, Ezechiele, 21 8

  117. Tommaso Farina scrive:

    Quale pulpito? Gli unici pulpiti che vedo qui sono le vostre predicazioni provocatorie e paranoidi.

  118. Gianni B. scrive:

    @Tommaso Farina
    Da quale pulpito viene la predica che le civiltà precolombiane facevano i sacrifici umani, visto che la Bibbia non è da meno.

    Poiché il faraone si ostinava a non lasciarci partire, il Signore ha ucciso ogni primogenito nel paese d’Egitto, i primogeniti degli uomini e i primogeniti del bestiame. Per questo io sacrifico al Signore ogni primo frutto del seno materno, se di sesso maschile, e riscatto ogni primogenito dei miei figli. Questo sarà un segno sulla tua mano, sarà un ornamento fra i tuoi occhi, per ricordare che con braccio potente il Signore ci ha fatti uscire dall’Egitto.

    AT, Esodo, 13 15

  119. Francesco Ursino scrive:

    “Ma ce l’avete un cervello, o , il troppo amore per GESU CRISTO, ve lo ha congelato??”

    Marina,

    quando le dico che dovrebbe collegare la lingua al cervello e viceversa prima di scrivere queste baggianate non mi sbaglio. Evidentemente lei ama molto poco Gesù Cristo. In ogni caso si ricordi che siamo nel triduo pasquale e le sue sterili e ridicole “cronache” fanno sempre più pena…

    MISERICORDIA E PERDONO, questo dovrebbe avere nel cuore, questo dovrebbe chiedere a Gesù ogni giorno, misericordia per tutti quei fratelli – i cristiani sono fratelli tutti sono fratelli lo sapeva? Anche gli atei “pagani” – che in un modo o nell’altro hanno perduto la comunione con il Signore per colpa dei loro peccati… perdono per i suoi di peccati e per i peccati altrui sull’esempio che ci ha dato il Papa, quando la Chiesa si è assunta sulle spalle le colpe della storia di tanti suoi figli che hanno deviato dal retto sentiero… .

    Provo pena per lei, nel suo cuore c’è solo astio e rancore, sia umile e si confessi in questi giorni di passione prima che sia troppo tardi… e la smetta con le crociate e l’inquisizione: fatte da lei sono delle vere ingiustizie. E si ricordi che molte personalità dubbie agli occhi degli uomini per Cristo avranno la precedenza per il regno dei cieli. Quindi i suoi giudizi sugli uomini sono meramente soggettivi, perché, ripetiamolo, l’ultima parola spetta a Dio e se anche un criminale assassino omicida in un piccolo breve istante della sua vita in cuor suo si appella al Signore, la sua anima e la sua vita sono nelle Sue mani. Perché? Perché Dio è GIUSTO, ma è anche MISERICORDIOSO! Più di quanto possa esserlo lei, molto di più, infinitamente.

    Tutte le persone che lei ha condannato e condanna – dovrebbe pregare per loro, se sa cos’è l’inferno e se fosse davvero cristiana pregherebbe per loro invece di blaterare condanne – se hanno fatto richiesta della grazia del Signore, se a lui si sono appellati, resterà delusa perché a differenza sua, il Signore accoglierà quella richiesta. Alla faccia di tutti i colpevolisti di questo mondo. MISERICORDIA E PERDONO, Marina.

    Questa è l’ora della salvezza, Gesù non è venuto a giudicare e condannare ma a salvare quanti credono in lui e vogliono essere salvati per mezzo di lui. Solo alla fine avverrà il Giudizio, ma quanti nel loro TEMPO DI GRAZIA – cioè la vita – all’ultimo si sono appellati a lui, il Signore ne terrà conto. Perché il Signore AMA I SUOI FIGLI.

    Perciò la smetta lei di fare l’immatura; è adulta o anche lì racconta bubbole? Si confessi e ricominci da capo, il Signore le dà questa grazia… troppo difficile confessare i peccati? A lei la scelta: o l’inferno o la vita eterna.

    Auguri! E si ricordi: MISERICORDIA E PERDONO! MISERICORDIA E PERDONO! MISERICORDIA E PERDONO!

  120. Francesco Ursino scrive:

    Gianni

    Non mi sembra che tu sappia cosa sia un sacrificio umano… dov’è il sacrificio umano nel passo che hai citato? Dove sono gli altari? Non si parla manco di immolazione… e dunque? La morte dei primogeniti d’Egitto è colpa del faraone e della sua cocciuta arroganza. La sai tutta la storia sì? Sfidare Dio… che stolto. Il faraone eh… :roll:

  121. Raffaele Savigni scrive:

    Gianni, il passo dell’Esodo allude ai sacrifici di animali, non di uomini (che Dio rifiuta, come mostra l’episodio di Abramo). I primogeniti degli Egiziani, nel racconto dell’ESodo (che va interpretato secondo i “generi letterali”, dagli studi di von Rad in poi), non li fanno morire gli ebrei, ma Dio. Quindi non si tratta di sacrifici umani.

  122. marina scrive:

    ursino, lei è proprio tutto scemo.

  123. marina scrive:

    Oggetto: Solidarietà a favore delle popolazioni canadesi

    ——————————————————————————–

    CAMPAGNA INTERNAZIONALE DI SOLIDARIETA’ A FAVORE DELLE POPOLAZIONI INDIGENE DEL CANADA, AIUTATECI A OTTENERE GIUSTIZIA PER LE VITTIME DEL GENOCIDIO!
    APPELLO DI CHIEF LOUIS DANIELS, DELLA NAZIONE ANISHINABE, AI CITTADINI DEL MONDO.
    “Amici miei, è da ormai molti anni che sono testimone dell’uccisione dei miei studenti alla United Church’s Indian Residential School a Brandon nel Canada, ma i morti non possono riposare quando i loro assassini camminano ancora liberi.
    In un sogno ero ragazzino e venivo condotto a un incontro governativo a Ottawa, dove il Primo Ministro e i suoi uomini discutevano la maniera con cui sterminare il nostro popolo, gli Ojibway- Anishinabe.
    Questo accadde nel 1950, ma lo sterminio continua.
    La nostra gente continua a morire in massa a causa del genocidio in corso, attuato dalla violenza della polizia, dalle malattie, dalla povertà, dal suicidio e dal fatto di venire cacciati dalle nostre terre. I nostri bambini soffrono di un tasso di mortalità pari a quello dei bambini del Guatemala.
    Il mercurio e altre sostanze tossiche inquinanti hanno distrutto le nostre riserve di pesca nel Sudovest dell’Ontario e questo significa la minaccia di morire di stenti.
    Ma ancora, il peggior crimine perpetrato contro di noi oggi, viene dal governo stesso e dalle chiese che strapparono me e migliaia di altri bambini dalle nostre case, per rinchiuderci nei campi di prigionia chiamati Indian Residential Schools, (scuole residenziali indiani) dove la metà di noi morì.
    Il governo Canadese, le Chiese Unite, quella Cattolica e Anglicana tentano di sfuggire alla responsabilità degli oltre 500000 bambini morti nelle scuole residenziali, distruggendo le prove di questi decessi, mettendo a tacere i testimoni oculari come me e aprendo “inchieste” fasulle per indagare i loro stessi crimini.
    Riuscite a immaginare Hitler e le SS annunciare che avrebbero indagato nei loro campi di sterminio, nominando una Commissione per la Verità e la Riconciliazione, allo scopo di sanare gli effetti dell’Olocausto degli Ebrei?
    Ci stanno pugnalando alla schiena i nostri stessi leader, rifiutando di riconoscere i crimini commessi contro il nostro popolo.
    Il governo ha finanziato la polizia nativa che sostiene di parlare a nostro favore, come l’Assemblea delle Prime Nazioni, e stanno collaborando a questa vergognosa inchiesta, aspettandosi che anche noi si collabori e si accettino le bugie e le briciole che i bianchi ci gettano.
    Non possiamo fare altro ormai che appellarci ai popoli della terra, specialmente alle altre nazioni indigene, perché ci aiutino a consegnare alla giustizia gli assassini dei nostri figli.
    Pertanto, come cittadini di altre nazioni, vi domandiamo di seguire queste direttive:
    1) Domandare ai vostri governi e ai loro rappresentanti di fare appello per una inchiesta internazionale sulla morte di oltre 500000 bambini nelle Canadian Indian Residential Schools.
    2)Boicottaggio di tutti i beni canadesi, del commercio, del turismo, incluse le Olimpiadi del 2010 nella British Columbia.
    3) Chiedere al Segretario Generale delle Nazioni Unite di dare inizio a un’ indagine ufficiale in quelle scuole residenziali canadesi oggi chiuse.
    4) Scrivere al governo e alle chiese canadesi per domandare il rilascio dei resti dei bambini morti nelle scuole residenziali, così che ottengano degna sepoltura.
    5) Informare voi stessi e le vostre comunità in merito al genocidio che stiamo subendo, visionando il nostro film-documentario UNREPENTANT e il nostro libro Hidden from History: the Canadian Holocaust (Nascosto dalla storia: l’Olocausto Canadese) e attraverso il nostro sito internet http://www.hiddenfromhistory.org
    Ho vissuto 73 inverni e il mio tempo sta per finire, per questo mi affido a voi per portare avanti la battaglia, quando io sarò in un altro mondo. Domando le vostre preghiere, le vostre lacrime e il vostro coraggio per aiutarci a sopravvivere, per recuperare le terre e le vite che ci sono state rubate.
    Rispettosamente, nel nome dei miei antenati e del Grande Spirito, io sono Whispers Wind (Luis Daniels), Anziano e Capo degli Anishinabe- Ojibway, Nazione del Canada Centrale.
    La mia e-mail è genocidetribunal@yahoo.ca
    Rilasciato sotto la giurisdizione delle leggi territoriali della nostra nazione negli ultimi giorni di dicembre 2007.
    (Traduzione a cura di Stefania Pontone)
    Links interessante: http://www.wherearethechildren.ca/en/homepage.html
    _________________
    Voglio pensare che ogni singola persona valga più di ogni altra cosa, e che i suoi sogni, le sue paure e incertezze siano sacri, che vadano protetti e mai giudicati.

  124. Gianni B. scrive:

    @Savigni

    Beh, che da sempre ognuno interpreti la Bibbia come gli pare, mi pare una ovvietà storica neppure da menzionare: in ogni modo la Bibbia è un trionfo di sangue, spade, massacri, sacrifici, omicidi, olocausti, vendette di Dio, brutalità, antisemitismo, odii tribali, razziali, nazionalismi, schiavitù, ecc. ecc., c’è solo l’imbarazzo della scelta!
    Dico ciò non certo per fare polemiche con Lei o qualcun’altro (davvero non mi interessa), ma solo per ribattere al sig. Tommaso Farina che dall’alto del pulpito dell’Unica Vera Religione (la sua) ha sprezzantemente liquidato le civiltà precolombiane equiparandole a una masnada di selvaggi dediti ai sacrifici umani – giustificandone in questo modo, sulla stregua del discorso brasiliano del Papa, il genocidio compiuto dai conquistadores – quando invece essi avevano una civiltà molto raffinata e avanzata.
    Se erano selvaggi questi, quelli che hanno scritto la Bibbia allora cos’erano?

    VOTO DI STERMINIO
    Nondimeno quanto uno avrà consacrato al Signore con voto di sterminio, fra le cose che gli appartengono: persona, animale o pezzo di terra del suo patrimonio, non potrà essere né venduto né riscattato; ogni cosa votata allo sterminio è cosa santissima, riservata al Signore. Nessuna persona votata allo sterminio potrà essere riscattata; dovrà essere messa a morte… Questi sono i comandi che il Signore diede a Mosè per gli Israeliti, sul monte Sinai.

    AT Levitico, 27 28

    …se non obbedirai alla voce del Signore… ti raggiungeranno tutte queste maledizioni:
    sarai maledetto nella città e maledetto nella campagna.
    Maledette saranno la tua cesta e la tua madia.
    Maledetto sarà il frutto del tuo seno e il frutto del tuo suolo; maledetti i parti delle tue vacche e i nati delle tue pecore.
    Maledetto sarai quando entri e maledetto quando esci.
    Il Signore lancerà contro di te la maledizione, la costernazione e la minaccia in ogni lavoro a cui metterai mano, finché tu sia distrutto e perisca rapidamente a causa delle tue azioni malvage per avermi abbandonato.
    Il Signore ti farà attaccare la peste, finché essa non ti abbia eliminato dal paese, di cui stai per entrare a prender possesso.
    Il Signore ti colpirà con la consunzione, con la febbre, con l’infiammazione, con l’arsura, con la siccità, il carbonchio e la ruggine, che ti perseguiteranno finché tu non sia perito.
    Il Signore darà come pioggia al tuo paese sabbia e polvere, che scenderanno dal cielo su di te finché tu sia distrutto.
    Il Signore ti farà sconfiggere dai tuoi nemici: per una sola via andrai contro di loro e per sette vie fuggirai davanti a loro; diventerai oggetto di orrore per tutti i regni della terra.
    Il tuo cadavere diventerà pasto di tutti gli uccelli del cielo e delle bestie selvatiche e nessuno li scaccerà.
    Il Signore ti colpirà con le ulcere d’Egitto, con bubboni, scabbia e prurigine, da cui non potrai guarire.
    Il Signore ti colpirà di delirio, di cecità e di pazzia.

    AT Deuteronomio 28 15

    ecc. ecc.

    PS: MOLTO MEGLIO I SACRIFICI UMANI :)

  125. Francesco Ursino scrive:

    MARINA

    Ripeto, detto da lei lo prendo per un complimento…

    D’ora in poi non le risponderò più, non ne vale la pena… può offendermi insultarmi dica quello che vuole, ma non m’interessa. Quando una persona smette di far uso del cervello è solo da compatire, incoraggiarla è peggio. Lei mi fa una gran pena e per favore non si nasconda dietro alla bandiera del cattolicesimo… una cattolica che disprezza la fede in Cristo è solo una poveraccia. Una cattolica che disprezza le persone e si fa suoi carnefice non è meno diversa degli stessi che lei condanna. Una cattolica che non conosce la misericordia e il perdono di Dio, la sua Grazia e la forza della preghiera, non è cattolica. Non lo è mai stata.

    Si ricordi: “Sei dunque inescusabile, chiunque tu sia, o uomo che giudichi; perché mentre giudichi gli altri, condanni te stesso; infatti, tu che giudichi, fai le medesime cose… con la tua durezza e il tuo cuore impenitente accumuli collera su di te per il giorno dell’ira e della rivelazione del giusto giudizio di Dio, il quale renderà a ciascuno secondo le sue opere… tribolazione e angoscia per ogni uomo che opera il male… gloria invece, onore e pace per chi opera il bene… ” (Romani 2 e sgg)

    Se ha un briciolo di umiltà e di cervello ci rifletterà, ma visto che purtroppo non è così, non mi resta che augurarle di rientrare al più presto nei retti sentieri dell’intelligenza. Oppure si perda nella sua stupidità. In fondo, all’inferno ci si va spontaneamente… la salvezza è una Grazia, la dannazione è una scelta nostra.

    Buona Pasqua di riflessione!

  126. Gianni B. scrive:

    pardon mi è scappato un “antisemitismo”, volevo dire un ipersemitismo, cioè il contrario, l’esaltazione dei semiti a discapito del resto del mondo.

  127. peccatore scrive:

    Per chi si appresta a trascorrere la Pasqua lontano da queste parole, un dono di cuore! Per chi invece queste parole le ha già nel cuore, siano loro a donarci tenerezza.

    Le sette frasi di Gesù in croce

    Venerdì 1 aprile (nel calendario gregoriano) del 33 d.C.
    14 nisan 3793 ebraico – 786 AUC

    La crocifissione è avvenuta attorno all’ora sesta (mezzogiorno)

    Gesù perdona i propri crocifissori :
    “Padre perdona loro perché non sanno quello che fanno”
    (vangelo di Luca).

    Gesù viene crocifisso in mezzo a due altri condannati.
    Molti dei presenti lo deridono, alcuni lo sfidano a scendere. Anche uno dei
    due condannati polemizza, mentre l’altro non è d’accordo. Gesù a lui dice:
    “In verità, in verità ti dico: oggi sarai con me in paradiso”
    (vangelo di Luca).

    Si fa buio. Ai piedi della croce rimangono in pochi, tra cui la Madonna, Giovanni, la “sorella della madre” (e madre di Giovanni: Salomè), poi Maria di Cleofa e Maria di Màgdala. Gesù allora, vedendo la madre e lì accanto a lei il discepolo che amava, disse alla madre:
    “Donna, ecco il tuo figlio!” e al discepolo: “Ecco la tua madre!”
    (vangelo di Giovanni).

    La tortura prosegue per circa tre ore.
    Approssimandosi l’ora nona (le quindici) Gesù chiede da bere:
    “Ho sete”
    (vangelo di Giovanni).
    Secondo la profezia di Isaia, i soldati gli passano da bere aceto.

    Tutta la scena ricalca in modo impressionante quanto descritto nel Salmo 22 (21).
    Gesù accenna proprio a quello, gridando (l’inizio del Salmo):
    “Elì, Elì, lemah sabachtanì” (Dio mio, Dio mio, perchè mi hai abbandonato…)
    (vangelo di Matteo e di Marco).

    Da notare che Matteo non risulta essere testimone oculare. Marco scrive il vangelo delle memorie di Pietro, che era disperato per aver rinnegato il Signore nella notte.
    Luca non era dei dodici, ma sembrerebbe aver raccolto testimonianze precise (femminili?).
    Giovanni era testimone oculare. Questo spiega perché in questi ultimi due evangelisti abbondino i particolari.

    Dopo aver ricevuto l’aceto, Gesù disse:
    “Tutto è compiuto!”
    (vangelo di Giovanni). E, chinato il capo, spirò.

    Nel terzo vangelo il momento è così descritto:
    Il velo del tempio si squarciò nel mezzo. Gesù, gridando a gran voce, disse:
    “Padre, nelle tue mani consegno il mio Spirito”
    (vangelo di Luca).Detto questo spirò.

    Nessuna di queste parole è stata detta a caso.
    Troviamo il Padre, la madre, lo Spirito di Gesù che torna al Padre, i figli della Chiesa…
    Troviamo il perdono e la vita eterna concessa a chi si umilia, si pente e lo chiede…
    Troviamo la sete di Gesù e il compimento delle profezie, sancita nella preghiera del salmo.

    Contemplando la crocifissione, meditiamole e preghiamo di comprenderne fino in fondo il significato che hanno per ognuno noi.

    E’ RISORTO! E’ VIVO! E’ DIO! MI VUOLE BENE! BUONA PASQUA!

  128. marina scrive:

    Gli abusi della Chiesa Cattolica non devono restare impuniti, Catholic Church abuse must not go unpunished. by Tim Giago, 29 October 2007.
    “…Dopo aver trascorso 10 anni della mia vita in un collegio di una missione indiana, posso facilmente attestare gli abusi fisici, mentali e sessuali dei bambini nella scuola che ho frequentato. Ho scritto questo nel mio libro, “Children Left Behind.”…
    …Questi bambini sono stati indottrinati alle credenze e ai riti della Chiesa Cattolica. Non era fuori questione mettere in guardia i bambini che se avessero parlato di ciò che è accaduto loro si sarebbe commesso un peccato mortale e si sarebbe bruciati in un inferno

  129. Eufemia Budicin scrive:

    Ma se i cattolici, cristiani o simpatizzanti sono disposti a sentirsi parte della chiesa nonostante le eventuali malefatte di alcuni componenti, da sanzionare debitamente, perchè gli altri rosicano? Io non invidio quelli dell’Uaar o i professori di fisica della Sapienza e i loro discepoli.Se delle disgrazie (divorzio, aborto, eutanasia) ne fanno una bandiera, siano almeno meno antipatici e presuntuosi.Cordialmente.

  130. Tommaso Farina scrive:

    Caro Gianni,
    il cristiano ha il Nuovo Testamento appunto perché supera il Vecchio. La Nuova Alleanza è venuta a perfezionare la vecchia!

  131. Francesco Ursino scrive:

    Cari Andrea Tornielli, Cristiana, Luisa, Scenron, Gianpaolo1951, Tommaso Farina, Annarita, Serena, Cherubino, Carlo, Gianni B., Alessia, Ginevra de Gregorio, Pipìta del Monte (sicuramente ho scordato qualcuno, chiedo venia)

    Auguro a tutti voi una serenissima e gioiosa Pasqua. Che il Signore vi guidi e vi custodisca sempre nel suo amore e nella sua grazia assieme a tutti i vostri cari!

    Arrivederci a tutti!!! :D

  132. Marco Scanavacca scrive:

    Buona Pasqua a tutti e alla prossima settimana.

    Visto che il presente thread ha preso avvio da un post di Tornielli sulla guerra all’Irak vi segnalo due articoli (in inglese) sulla PARTICOLARE idiozia di questa guerra, particolare nel senso di superiore alla idiozia media di ogni guerra:

    http://www.amconmag.com/2008/2008_03_10/cover.html

    http://www.chicagotribune.com/news/opinion/chi-oped0320stiglitzmar20,0,86527.story

    E’ proprio vero: LE SOT EST LA MONTURE DU DIABLE.

    Ancora buona Pasqua

  133. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Francesco Ursino

    Grazie caro Francesco, che il Signore sia con te!

  134. Gianni B. scrive:

    @Tommaso

    Io non sono un teologo, ma lo stesso Catechismo della Chiesa Cattolica ha stabilito che:

    “La Scrittura è una, in quanto unica è la Parola di Dio, unico il progetto salvifico di Dio, unica l’ispirazione divina di entrambi i Testamenti. L’Antico Testamento prepara il Nuovo e il Nuovo dà compimento all’Antico: i due si illuminano a vicenda.”

    Inoltre:

    “I cristiani venerano l’Antico Testamento come vera Parola di Dio: tutti i suoi scritti sono divinamente ispirati e conservano un valore perenne. Essi rendono testimonianza della divina pedagogia dell’amore salvifico di Dio. Sono stati scritti soprattutto per preparare l’avvento di Cristo Salvatore dell’universo.”

    E ancora:

    “Il Nuovo Testamento, il cui oggetto centrale è Gesù Cristo, ci consegna la verità definitiva della Rivelazione divina. In esso i quattro Vangeli di Matteo, Marco, Luca e Giovanni, essendo la principale testimonianza sulla vita e sulla dottrina di Gesù, costituiscono il cuore di tutte le Scritture e occupano un posto unico nella Chiesa

    Insomma, non ritrovo in queste frasi del Catechismo il tuo punto di vista, cioè che il Nuovo Testamento superi l’Antico.

    1-0 per me :)

    Ciao e Buona Pasqua :)

  135. Gianni B. scrive:

    @Andrea Tornielli, Cristiana, Luisa, Scenron, Gianpaolo1951, Tommaso Farina, Annarita, Serena, Cherubino, Carlo, Alessia, Ginevra de Gregorio, Pipìta del Monte, Eufemia, Serena, Francesco, Savigni, ecc. ecc.

    Ringraziando in primis il padrone del blog per le sempre stimolanti e proficue discussioni, vorrei porgere a tutti voi i miei più sentiti e sinceri auguri di Buona Pasqua.

  136. Cristiana scrive:

    @ Francesco e Gianni
    Grazie, ricambio di cuore, e rinnovo anche qui gli
    Auguri perchè Dio oltre a Benedirci, doni una serena
    Pasqua, la Pace e la guarigione del Cuore a TUTTI.
    Un abbraccio virtuale
    Cristiana

  137. marina scrive:

    Non uccidere vale tanto per il cattolico quanto per chi non lo è.
    Non rubare vale tanto per il cattolico quanto per chi non lo è.
    Non dire falsa testimonianza vale tanto per il cattoico quanto per chi non lo è.
    Non desiderare la donna o l’uomo d’altri/e vale tanto per il cattolico quanto per chi non lo è.

    un consiglio per chi oggi alle ore 15 andrà a rendere omaggio al corpo di Gesu Cristo, soffermarsi a dire un requiem a tutte le vittime,fatte dagli uomini di chiesa, per amore di DIO.

  138. Luisa scrive:

    A Andrea Tornielli, Alessia, Cristiana, Annarita, Marina, Pipita, Francesco, Marco, Gianpaolo, Gianni e a tutte le persone incrociate virtualmente su questo blog vanno i miei pensieri in questo Venerdì Santo.
    Ai piedi della Croce depositiamo tutte le nostre sofferenze, i nostri dubbi, le nostre speranze, confidiamoli a N.S. Gesù Cristo, al Suo Amore infinito.
    Da Ginevra, dove soffia un vento da fine del mondo, sotto un cielo cupo
    nell`attesa della gioia della Risurrezione, a tutti i miei più cari saluti.

  139. Raffaele Savigni scrive:

    Post 15 (Gianni): la Parola si Dio non penetra nella storia umana come un meteorite, ma si inserisce all’interno dei faticosi percorsi dell’uomo, ed è sempre in qualche modo veicolata da parole umane, con tutti i loro limiti (solo i fondamentalisti, islamici e non, credono che Dio abbia “dettato” alla lettera le parole dei testi sacri). La Parola di Dio cammina con la storia ed esiste (come già osservavano i Padri) una “pedagogia” divina che rispetta i ritmi umani: pensiamo ad Abramo, il quale era molto religioso, ma convinto che a Dio piacesse il sacrificio del figlio… Qualche anno fa un biblista defunto, Barbaglio, fece una riflessione sui passi “violenti” dell’Antico Testamento (“Un Dio violento?”: non ricordo ora la casa editrice, forse le Dehoniane o Borla). Non intendo quindi criminalizzare (alla Mel Gibson) gli Aztechi o gli Incas, ma è opportuno ricordare che soprattutto gli Aztechi sacrificavano migliaia di prigionieri sull’altare dei loro dèi, e che per questo le popòolazioni da loro sottomesse appoggiarono gli Spagnoli nella conquista. Nonostante gli innegabili crimini dei conquistadores, il cristianesimo ha diffuso nel mondo una nuova idea della dignità umana. Perciò sarebbe oggi assurdo un “ritorno” (auspicato da taluni movimenti indigenisti) alle religioni precolombiane.
    Comunque buona Pasqua a Gianni e a tutti i frequentatori del blog.

  140. davide scrive:

    Carissima Marina,lei si definisce cattolica,ma palesamente lei non è cattolica!!!!!