Buona Pasqua ai naviganti

[photopress:resurrezione.jpg,full,alignleft]Cari amici, vi scrivo da Roma solo per augurare a tutti Buona Pasqua di resurrezione. L’evento misterioso avvenuto in questa notte è il Big Bang che sta all’origine del cristianesimo: un gruppetto di persone sconsolate, afflitte, impaurite dopo aver visto il loro Maestro morire ammazzato sul peggiore dei supplizi, la croce, improvvisamente e inspiegabilmente diventano instancabili annunciatori della sua resurrezione e affermano di averlo visto vivo. Raccontano di aver mangiato e bevuto con lui. La fede cristiana sta o cade interamente sulla storicità dell’evento accaduto in questa notte. Non si poggia su un’idea (per quanto bella e rivoluzionaria), né su una filosofia, né su norme morali (per quanto buone e utili), né su un sentimento religioso (per quanto naturale): si fonda su un avvenimento storico, accaduto in un determinato momento del tempo. Da duemila anni – e anche oggi, purtroppo persino certa teologia – si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità. Auguro a me stesso e a tutti voi la semplicità dello sguardo di fede di Giovanni, che entrato subito dopo Pietro nel sepolcro, “vide e credette”. Buona Pasqua.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

42 risposte a Buona Pasqua ai naviganti

  1. peccatore scrive:

    Buona Pasqua a te Andrea e grazie per questo augurio.
    Giovanni, testimone oculare, unico apostolo sotto la croce, colui che abitò con Maria, fu il primo (a parte la Madre) a capire per bene come stavano andando le cose.
    La fede è un dono, ma l’apertura del cuore necessaria a riceverlo richiede umiltà, voglia, entusiasmo. Lui, più giovane, più prossimo a Maria, evidentemente ne aveva.
    Troppi esegeti hanno fatto di Giovanni un teologo, uno che scrive difficile, soprattutto uno che ha scritto molto tempo dopo, da vecchio. Anzi, non avrebbe scritto lui, ma suoi discepoli… Vedete come è facile sfumare la storia, il bello della diretta, nelle discussioni intellettuali e purtroppo anche salottiere?
    Giovanni ha visto ciò che gli permise di credere: vide, meditò le cose viste serbandole nel suo cuore, e comprese, credendo. La fede cristiana è un dono fatto all’intelligenza umana, che è già un dono di Dio. Ma non è un salto nel buio: è l’arrendersi del nostro autosufficiente orgoglio, della nostra superba saccenza, alla voglia di Dio di donarsi, di comunicarsi, con umiltà e rispetto. Tanto rispetto da mettere dei segni sufficienti a vedere e credere, senza obbligare, ma nemmeno senza lasciare tranquilli, dubitando solo in nome di pregiudizi e di tutte le saccenterie pseudoscientifiche ed ideologiche care a chi nega il FATTO.
    Bisogna arrendersi ai fatti. L’indagine seria fa parte del cammino di fede. Il diavolo ha inquinato le prove, disseminando la storia di falsi profeti… di false teorie e di conclusioni errate. Ma i segni rimangono tanti, anche oggi. Vederli permette di credere, di dire Mio Signore e mio Dio, di sentirsi peccatori, di sperare nella Sua misericordia, di affidarci a Lui, diffidando delle autosalvezze.
    Anche di certe teologie di una Chiesa che dall’umiltà di Dio non trae la necessità dell’umiltà dell’uomo anche credente, bensì mitizza ed anestetizza tutto quanto è straordinario, miracoloso e scandaloso, per riportare tutto nell’alveo di una psicologia e una sociologia cristianista, filantropica e “dei valori” ma non del tutto cristiana: E’ VERAMENTE RISORTO NELLA CARNE!
    Ci sono mistici che hanno vissuto decenni nutrendosi solo di Eucaristia. Chi li vede si pone domande, si affida, riceve il dono della fede. Non diamoci da noi la fede, riceviamola in dono, giudicando i FATTI.

  2. Daniele scrive:

    che l’annuncio del Cristo Risorto porti gioia e serenità nei nostri cuori.
    Con la speranza di riuscire a comportarci un po’ più da cristiani veramente fedeli al nostro Signore.

  3. Marcello scrive:

    Buona Santa Pasqua al dottor Tornielli, padrone di casa gentile e buono, e a tutti i frequentatori di questo blog.

  4. Raffaele Savigni scrive:

    Ricambio gli auguri pasquali al padrone di casa ed a tutti.Per una settimana circa sarò offline.

  5. Patrizia C. scrive:

    Caro Tornielli, buona Pasqua anche a lei, leggo nella conclusione del suo articolo di oggi: “si cerca di svuotare la portata di questo evento e la sua storicità”. Vorrei chiederle se la storicità di questo evento sia riferita al fatto che da duemila anni buona parte del mondo occidendale celebra questo rito oppure se parla del fatto storico originario, cioè che Cristo sia risorto? Grazie

  6. Mele scrive:

    Auguri a lei e grazie per quanto fa attraverso la stampa e internet per il regno di Dio.

  7. peccatore scrive:

    Cristo è veramente risorto.
    Se vogliamo tentare una collocazione “giornalistica” questo è accaduto nella notte del giorno successivo al 14 nisan, quando tra l’ora sesta e l’ora nona Gesù fu in croce, per morirne, all’ora prevista per l’immolazione degli agnelli pasquali, da consumarsi nella notte (Es 12,2-20 ; Lv 23,4-8 ; Nm 9,3-14 e 28,16-25; Dt 16,1-7).
    Le operazioni di deposizione furono rapide, prima che “sorgesse il sabato”: era la vigilia di Pasqua.
    Tutta l’operazione fu orchestrata dal sinedrio per “non disturbare la festa” (Mt 26,3 ; Mc 14,2 ; Lc 22,2).
    Il giorno ebraico inizia con il tramonto precedente e non alla mezzanotte come per noi oggi.
    Quindi il 14 nisan pomeriggio, per noi un venerdì, andava dal giovedì sera al venerdì sera. Il 15, primo giorno delle feste pasquali, dal tramonto del venerdì (da cui la “fretta” nella sepoltura) a quello del sabato.
    Per i pii israeliti ogni attività era vietata, tanto più che quell’anno quel sabato era solennizzato dal coincidere con l’inizio degli otto giorni pasquali (Gv 19,31).
    Il “terzo giorno” inizia al tramonto del sabato (in quella stagione a Gerusalemme sono circa alle 18,00) e nella notte, scoperta alle prime luci dell’alba (attorno alle 5) del 16 nisan, il primo giorno della settimana, il primo giorno dopo il sabato che per noi oggi è domenica.
    In quel mentre accade quel che la sindone potrebbe aver fotografato.
    Gesù è stato crocifisso il 14 nisan (non avrebbe avuto senso farlo il 15, visto che non si voleva turbare la festa, che per di più era un sabato!).
    Giovanni, testimone oculare, è molto preciso ed attendibile.
    Gesù è risorto nella notte del 16 nisan, per noi tra sabato e domenica. E non è stata un’idea, come dicono certi teologi, ma è proprio andata così, tanto che non ci credevano neppure i discepoli e c’è voluto un po’ a riprendersi dallo scombussolamento.
    Ma una volta avuto chiaro quello, non si sono fermati. Un gruppetto scalcinato di persone senza potere politico o economico, inviso ai potenti, ha permesso che noi oggi si parli di questo, più che mai invisi ai potenti, anche se non sempre così poveri (e perciò più ricattabili).
    Quanto all’anno, calendari alla mano il solo anno di quel periodo in cui il 14 nisan cada di venerdì è il 3793 ebraico, cioè il 33 d.C. del nostro attuale calendario.
    C’è il fatto, la data e l’ora. Ci sono i testimoni.
    Ci sono quasi duemila anni di cristianesimo disseminate di miracoli e segni. Prego, accomodiamoci!
    Capisco che si possa dubitare che quello che è risorto fosse davvero Dio.
    Ma la fede cristiana è appunto questa.
    Se no sarebbero CSI (siesai) e i RIS di Parma.

  8. peccatore scrive:

    I segni per vederli bisogna avere occhi per farlo.

    Chi non conosce nulla della materia, non trarrà alcuna informazione da una radiografia, dal referto di una TAC o da cromatogrammi vari. Viceversa c’è chi decifra geroglifici, individua sintomi, scopre pianeti e nuove stelle..

    “Gesù non è mito ma storia” – Tutta la storia del Dio che muore e che risorge “è accaduta realmente”. “Gesù non è un mito, è un uomo fatto di carne e sangue, una presenza tutta reale nella storia” Benedetto XVI

    La Parola cresce nell’uomo, e come ricorda San Gregorio Magno, la Scrittura cresce con lo spirito di colui che la legge divenendo sorgente zampillante per la vita eterna.

  9. Eva Revedin scrive:

    “Al terzo giorno” egli è risuscitato alla vita di Dio e in tal modo ha conseguito sulla morte una vittoria splendida e definitiva: “Cristo risuscitato dai morti non muore più; la morte non ha più potere su di lui” (Rm 6,9). La liturgia pasquale celebra la Risurrezione come un duello tra la Morte e la Vita: “La Morte e la Vita hanno ingaggiato un mirabile duello. Il Signore della Vita, morto, regna vivo” (Mors et Vita duello conflixere mirando / Dux Vitae, mortuus, regnat vivus). Risorgendo dalla morte, Cristo ha vinto la morte, non solo per sé, ma per tutti gli uomini e per l’intero cosmo. Indubbiamente, la vittoria di Cristo risorto sul peccato e sulla morte è stata decisiva, ma non definitiva: lo sarà solo alla fine dei tempi, quando Cristo “porrà sotto i piedi tutti i suoi nemici” (cfr Sal 109[110]) e l’ultimo di essi sarà la morte (cfr 1Cor 15,26). Il male avrà ancora la sua parola da dire e “sapendo che gli resta poco tempo” (Ap 12,12) si scaglierà con forza contro gli uomini. Ma, ormai, l’ultima parola non sarà la sua: appartiene al Cristo risorto. E su questa parola si fonda la speranza cristiana.
    Buona Pasqua a tutti. Christus Anesti!

  10. don stefano bellunato scrive:

    Felicissima Pasqua di Resurrezione a Lei, caro Andrea, ai suoi cari e a tutti i blogghisti e grazie per questo blog e per tutto il suo lavoro.
    Non ultimo in ordine di importanza, grazie anche per aver ricordato la storicità del fatto della Resurrezione, poichè “se il Cristo non è risorto, la nostra fede è vana”.

  11. Cogitor scrive:

    Grazie per la tua presenza nel web e per la cordialità.
    Sinceri auguri.
    Michelangelo

  12. peccatore scrive:

    A parte quel che è successo DOPO vi par poco quello che successe prima?

    Eccovi solo una parte delle profezie messianiche adempiute da Gesù durante la Pasqua (sorvolando su quelle del Natale).
    Un evento storico umano avrebbe probabilità infinitesimali di corrispondere a un simile reticolo di combinazioni, SE non ci fosse Dio di mezzo.
    Così per la sindone: il lenzuolo assomma in sè le tracce di una serie di combinazioni che, prese per proprio conto, avrebbero una probabilità di accadere inferiore al numero di persone vissute sulla terra in ogni epoca. Cioè non ci sono abbastanza uomini perchè la sindone, che non è un falso, riguardi un fatto diverso da quello descritto nei vangeli.

    Ma nei secoli precedenti la Bibbia riporta così tante dettagliate profezie riguardo al Messia che si compirono perfettamente con Gesù Cristo, che sarebbe estremamente difficile elencarle tutte adeguatamente.

    Impressionanti anche i riferimenti cronologici in Daniele ed Ezechiele, che spiegano perchè attorno al 30 d.C. gli Ebrei fossero così “pronti” e predisposti in merito.

    Nondimeno, le seguenti profezie, non cronologiche ma FATTUALI sono alcune fra le più notevoli.
    “Il Messia sarebbe stato un grande operatore di miracoli. Alcuni di questi miracoli erano che “si apriranno gli occhi dei ciechi e le orecchie dei sordi si schiuderanno… lo zoppo salterà come il cervo, e la lingua del muto si scioglierà” (Isaia 35,5-6).
    Il Messia doveva entrare a Gerusalemme cavalcando un asino (Zaccaria 9,9). Doveva venir venduto per trenta monete d’argento (Zaccaria 11,12-13). Doveva venir tradito da uno che avrebbe mangiato alla stessa tavola con Lui (Salmo 40,10). I suoi discepoli l’avrebbero abbandonato al momento della sua Passione (Zaccaria 13,7). Sarebbe stato schernito (Salmo 21,7), battuto, gli avrebbero sputato addosso (Isaia 50,6), lo avrebbero flagellato (Salmo 72,14), coronato di spine (Cantico dei Cantici 3,11), e gli avrebbero dato da bere fiele e aceto (Salmo 68,22). Si sarebbero spartiti le sue vesti tirandole a sorte (Salmo 21:19). Le Sue mani e i Suoi piedi sarebbero stati trafitti da chiodi (Salmo 21,17). Avrebbe dovuto morire tra i malfattori (Isaia 53,9). Sarebbe stato paziente come un agnello nelle Sue sofferenze (Isaia 53,7), e avrebbe pregato per i suoi nemici (Isaia 53,12). Sarebbe morto volontariamente e per i nostri peccati (Isaia 53,4-7).
    Ed un ricco avrebbe provveduto alla sua sepoltura (Isaia 53,9), e il suo Sepolcro sarebbe stato glorioso (Isaia 11,10). Il suo Corpo non avrebbe subito la corruzione (Salmo 40,10). Doveva ritornare al Cielo (Salmo 67,34), e doveva sedere alla destra di Dio (Salmo 109,1). La sua dottrina si sarebbe diffusa da Gerusalemme e dal Monte Sion per tutto il mondo (Gioele 2,28; Isaia 2,3). In ogni luogo attraverso il mondo sarebbe stata offerta al Suo Nome una “oblazione pura” (la S. Messa) (Malachia 1,11).(citazioni scritturistiche prese da un testo di + Mark A. Pivarunas)

    CHRISTOS ANESTI ! ALITHOS ANESTI !
    Ed Egli è Dio, rivelatore della Volontà del Padre di misericordia.
    Chi si pente sarà salvo.

  13. Andrea Tornielli scrive:

    A Patrizia C.
    Mi riferivo alla storicità dell’evento della resurrezione, cioè al fatto che Cristo è veramente risorto.

    at

  14. Tomaselli scrive:

    Se Gesù non fosse risorto, i cristiani sarebbero stati spazzati via dalle numerose persecuzioni subite nel corso dei secoli.

    ^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^^
    http://cordialiter.zzl.org (blog sulla Tradizione Cattolica)

  15. Pipìta Del Monte scrive:

    AL DR. TORNIELLI E A PATRIZIA C

    Grazie,Dr.Tornielli per la lapidarietà di Codesta Sua risposta:ci voleva. L’evento della Resurrezione di Cristo non è storicamente da mettere in dubbio.

    Cotali permalosi dubbi lasciamoli semmai al presunto conte Flores D’Arcais che in recente trasmissione in diretta da un pollaio televisivo, attraverso un arzigogolo di parole e di premesse errate voleva far giungere gli interlocutorui a negare tale evento, o a dubitare sulla storicità dello stesso.
    Nè i flebili ragli di risposta lui fornirti da tale Vito Mancuso e da un Galli Della Loggia sofferente per questioni andropausiche sono riusciti a rintuzzare le impennate di cotanto studioso di formazione circense.

    A proposito,cara Patrizia, Ella a quale casato appartiene? Il suo nome, o aggettivo sostantivanto, solletica la mia curiosità araldica.

    BUONA PASQUA A TUTTI

  16. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Peccatore

    Caro Peccatore, complementi per l’ottima ricerca!
    Richiami così sintetici e precisi, valgono più di tante righe che – a volte – si tralasciano a priori per la troppa lunghezza.
    Al nostro impareggiabile Ospite, a Lei e a tutti gli amici del blog, va l’espressione più sincera dei miei più vivi auguri di una Santa Pasqua!

  17. Blaise scrive:

    Auguri di buona Pasqua a Tornielli e a tutti i frequentatori del blog

  18. lycopodium scrive:

    Un abbraccio a tutti, nella gioia del Risorto.

  19. peccatore scrive:

    x Giampaolo:
    Grazie per la pazienza che metti nel leggere le mie ricerche. Cercherò di essere più sintetico. Ma con il FATTO CRISTIANO ce ne sarebbero da dire…

    x Pipita:
    Per il motivo detto a Giampaolo, stupisce l’ignoranza (senza offeso, solo in senso proprio) degli invitati
    scelti scientemente da Gaduccio nostro. Temo comunque che siano in buona compagnia in tanto teologicume esegetico che riduce soprattutto a filosofia, moralismo e buoni sentimenti il FATTO SCONVOLGENTE DEL DIO INCARNATO MORTO E RISORTO.

    Confidiamo in Gesù e nella Divina misericordia del Padre (è tempo di novena!)

  20. Patrizia C. scrive:

    Cari amici del blog, dovreste capire che è proprio su questi termini che si svolgono tante discussioni in queste pagine cioè sull’impossibilità di considerare le verità dogmatiche separate dalle verità storiche. C’è una differenza insuperabile in questi due modi di veder le
    cose: nel mondo accademico si parla di “teoria”, in teologia si parla di “verità”. Personalmente mi va molto bene che si dica che per i cristiani Cristo sia risorto e anche che si rispetti la loro credenza, ma tutt’altra cosa è affermare che Cristo sia storicamente risorto, semplicemente perchè non’è un fatto riscontrabile se non nella Bibbia. Solo superando questa differenza potremo poi discutere tranquillamente o anche animatamente di storia, della maniera di vedere il mondo, eccetera. Nuovamente buona Pasqua a tutti.

  21. bruno frusca scrive:

    Grazie, Peccatore!

    Grazie per la circostanziata esposizione di tutte le profezie riguardanti la venuta, la passione, la morte e la resurrezione di Gesù.

    Vuoi scommettere che tra poco si farà vivo un Flores D’Arcais di turno che, con alate parole, tenterà di convincerci che Gesù, che evidentemente conosceva benissimo le scritture e perciò tutte le profezie, è stato così ” furbo ” che è riuscito ad adattare alla sua persona tutti i fatti, i comportamenti degli attori del tempo delle profezie stesse, per gabbare dei poveri gonzi come noi che da 2000 anni crediamo a tutte queste baggianate!

    Ieri sera Papa Benedetto ha riconfermato in tutti noi il vero significato della Croce, e domani sarà ancora la sua parola di grande aiuto per confermarci nella forza della Resurrezione:

    ” In Hoc signo vinces ”

    Buona Pasqua a tutti

  22. peccatore scrive:

    Cara Patrizia, almeno leggi quel che scrivono quelli abbastanza documentati per non dire banalità come nel tuo intervento …
    Poi ci erudirai dissertando delle tue superiori e differenti “conoscenze” su questo tema.
    L’ideologia lasciala ai “sapienti”.
    Cristo è STORIA ed è veramente risorto. Anche e direi soprattutto per te. Mica sono geloso!
    Qualche anno fa la pensavo come te.
    Buona Pasqua

  23. peccatore scrive:

    Per Bruno: preghiamo tanto per Papa Benedetto!
    Rema su una barca che fa un po’ acqua, mentre attorno invece di aiutare si filma e si commenta la scena…
    E’ un segno dei tempi: chi parla di fatti è ideologico e chi parla di idee scientifico…

  24. Ginevra scrive:

    Auguri di una serena e Santa Pasqua a tutti i naviganti frequentatori di questo blog.
    Un saluto particolare al gentile padrone di casa ed ai suoi cari.

  25. Silvano scrive:

    Auguro a tutti una gibsoniana Santa Resurrezione…. comprese le mammolette sporcacarta…….

  26. bruno frusca scrive:

    Gentile Patrizia,

    Lei crede alle gesta di Alessandro Magno perchè vi ha assistito o perchè le ha lette su libri scritti da qualcuno che le ha vissute ” in Diretta ” ?

    I fatti raccontati nei Vangeli e negli Atti degli Apostoli sono stati scritti e tramandati da coloro che hanno assistito ” in diretta ” alla Morte di Gesù e che hanno vissuto pure “in diretta ” l’incontro con Gesù RISORTO!

    Forse che questi testimoni sono meno credibili degli storici che hanno raccontato le gesta di Alessandro?

    Crede forse che gli apostoli e i primi discepoli abbiano raccontato e predicato la Parola di Gesù perchè in questo fatto avevano intravisto la possibilità di una folgorante carriera?

    Il mondo d’oggi, invaso dalla genia dei voltagabbana dovrebbe ricordare che Paolo, uno dei più importanti “voltagabbana ” della storia, già avviato ad una importante carriera politica, compì quel gesto ( magari aiutato anche dalla spintarella ricevuta sulla strada di Damasco …) consapevole che a quella carriera avrebbe definitivamente rinunciato, per intraprendere la strada che lo portò al martirio.

  27. Luisa scrive:

    Cristo è risorto ! Buona Pasqua a tutti !

    Che la Luce, la gioia e l`Amore di N.S. Gesù Cristo abiti sempre i nostri cuori e faccia di noi i suoi testimoni fedeli e coraggiosi !

  28. Pinuccio scrive:

    Con la luce e la gioia di Cristo nel cuore, con la luce della sua vita spezzata e redenta per noi, cioè il sangue purificato dell’agnello e anche attraverso la nuova acqua benedetta, rigeneratrice del battesimo, può essere vera Pasqua, non solo da augurare, ma da trasmettere, da rinnovare. Con questi sentimenti, dopo i giorni della paura, dello sconforto e dello scoraggiamento, ti auguro di vivere una giornata felice e serena, così come Cristo ce l’ha data.

  29. Patrizia C. scrive:

    Caro Bruno Frusca, è ben saputo a tutti che il metodo di verifica storica non viene applicato dalla chiesa rispetto a quanto raccontato nei testi sacri come d’altronde non viene sottoposto a revisione paritaria (peer review) il ‘creazionismo’ o il ‘disegno intelligente’, ma per non allungarmi troppo vorrei solo segnalarle che:
    1) nessuno fa proselitismo attorno alla figura di Carlo Magno e quindi non si capisce chi potrebbe avere interesse al privilegiare una versione rispetto l’altra.
    2) in caso di non certezza qualsiasi storico usa dire ‘si crede che’ o ‘si narra che’ espressioni opposte a quelle da voi riportate.
    3) spessissimo, anche in questo blog, per giustificare palesi incongruenze, si dice che la Bibbia non’è un libro di storia, però oggi sembrerebbe che si.

  30. toscanaccio scrive:

    Buona pasqua e buon lunedi dell Angelo
    da
    toscanaccio

  31. Sara Laurenti scrive:

    Ho seguito lo speciale Sindone di Porta a Porta. Nonostante la Chiesa Ufficiale abbia riconosciuto , con lo stesso Baima Bollone, la veridicita’ della notizia della sindone o delle Bende di Cristo presso Federico II , nessuno ha riportato che le analisi al carbonio sulle Bende , in Scozia, hanno svelato la compatibilita’ con l’era di Cristo.Tempo fa lessi che gli analisti della Federico II intendevano essere presenti alle analisi al carbonio sulla sindone, in quanto gli scienziati opinarono che bisognava scongiurare il sospetto che che dei pezzetti delle Bende della Principessa Yasmin von Hohenstaufen , diffuse al Vaticano e donate agli stessi sindonologi, possano essere state, si presume, innestate sulla sindone ufficiale per invecchiarla.E’ certo che negli archivi di cappelle della dinastia Avril de Saint Genis Burey Anjou Hohenstaufen Planagenet si e’ trovato materialmente l’elenco delle reliquie del Golgota che dai Comneno passarono al Barbarossa, poi a Federico II ed infine all’ultio re di Sicilia, Federico VI, figlio di Isabella d’Anjou Plantagenet, subentrato , dopo la morte di Corradino, rifugiatosi a Saint Genis e poi ad AberyCastle in Inghilterra, alla corte dello zio Re Enrico dei Plantageneti.La circostanza che volutamente abbiano trascurato la notizia epocale che le Bende di Cristo della Principessa Yasmin von Hohensaufen siano risultate autentiche, e’ alquanto sospetta.

  32. Reginaldus scrive:

    Al mons. Ravasi ora vescovo presto cardinale prefetto alla cultura vaticana stimatissimo quindi dal papa super teologo tedesco, che si irrita dell’ ‘interesse scomposto e frenetico per il Gesù della Storia, al K. Rahner schifato della grossolana pretesa di coinvolgere la sensibilità nelle apparizioni pasquali, io dico: dovremmo credere al Cristo delle vostre elucubrazioni intellettualistiche o dei vostri sogni paranoici? Ma andate, voi e tutti quelli che vi stimano e vi danno credito…

  33. yochanan scrive:

    Cari amici,
    Voglio fare i complimenti a peccatore per i suoi interventi del 22 marzo. Soprattutto per quello delle ore 11.44. Ha dimostrato di avere cercato con le proprie forze e intelligenza di dare una collocazione alla morte di Yeshua. Non è da tutti.
    Purtroppo c’è un errore di presupposto ed uno di metodo che alla fine hanno portato al risultato sbagliato. Ma questo non è un problema. Ciò che conta è l’impegno nello studio e nell’approfondimento di ciò che si crede, a differenza della maggioranza dei cattolici romani che accettano supinamente tutto quello che viene dalla gerarchia.
    Peccatore sbaglia perché parte dal presupposto che Yeshua sia morto di venerdì e che il 14 di Nisan (o Abib) fosse un venerdì. In altre parole gli errori stanno nel (1) dare per corretta la tradizione cattolica romana e (2) partire da essa. Il metodo corretto invece prevede che si parta dalla datazione dei Vangeli e da quello che essi riportano (tutti e 4).
    Nel mio prossimo intervento vi dimostrerò quando è morto Yeshua e quindi quando è risorto. Voi direte: “Non importa quando, importa che Yeshua sia risorto dai morti”. La mia risposta a questa obiezione, arriverà, se me la farete, dopo.

    Shalom

  34. yochanan scrive:

    Caro Tornielli e cari amici,
    ecco perché Yeshua è MORTO il MERCOLEDI’ pomeriggio e non il venerdì e RISORTO il SABATO e non la domenica.
    Il Vangelo di Marco è stato scritto per primo e sulla sua struttura Mattityahu e Luca hanno composto i loro vangeli.
    Leggiamo questo passo: Mc 15: 42-16:2 Poi, avvicinandosi ormai la sera, poiché era la Preparazione, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, un rispettabile membro del consiglio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato e domandò il corpo di Gesù. E Pilato si meravigliò che fosse già morto. E, chiamato il centurione, gli domandò se fosse morto da molto tempo. E, rassicurato dal centurione, concesse il corpo a Giuseppe. E questi, comperato un lenzuolo e deposto Gesù dalla croce, lo avvolse nel lenzuolo e lo mise in un sepolcro che era stato scavato nella roccia; poi rotolò una pietra davanti all’entrata del sepolcro. E Maria Maddalena e Maria, madre di Iose, osservavano dove egli veniva deposto. Ora, trascorso il sabato, Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome acquistarono degli aromi a per andare ad imbalsamare Gesù. La mattina del primo giorno della settimana, molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole.

    Secondo il testo, Yeshua muore sulla croce e viene deposto nel sepolcro prima che inizi UN SABATO. Chiamiamo il giorno della morte giorno X. Il sabato che segue è quindi il giorno X+1. Il giorno dopo il sabato le donne vanno a comprare gli aromi per imbalsamare il corpo di Yeshua. Questo giorno è il giorno X + 2. Poi c’è UN ALTRO SABATO, che possiamo definire X + 3. Il primo giorno della settimana (domenica cioè X + 4) le donne, al levare del sole vanno al sepolcro, ma Yeshua non c’è. Quindi è già risporto. E’ chiaro dunque che Yeshua è morto, facendo i conti correttamente, il mercoledì pomeriggio. Ci sono stati due sabati: il primo era un GRANDE SABATO, mentre il secondo era un SABATO QUALUNQUE. Tutti i vangeli sono concordi su questo. Mattityahu dice addirittura “alla fine dei sabati” (28:1)

    Ma quando è risorto Yeshua?
    Yeshua stesso aveva detto che sarebbe stato nel cuore della terra tre giorni e tre notti. Leggiamo Mattityahu 12:40 “Infatti, come Yonah fu Tre Giorni E Tre Notti nel ventre del grosso pesce, così starà il Figlio dell’uomo Tre Giorni E Tre Notti nel cuore della terra”. Non c’è alcun motivo per dubitare della sue promesse e se Yeshua ha mantenuto la promessa di stare tre giorni e tre notti nel cuore della terra, allora è risorto alla fine del sabato (secondo il computo Ebraico), cioè poco prima del tramonto. La domenica è stata fatta la scoperta della resurrezione da parte delle donne.

    Una volta tanto non occorre essere grandi conoscitori della Scrittura per capire come sono andate le cose.

    La domanda che dovreste porvi è: Se la vostra religione sbaglia in cose di poco conto, come potete darle credito su argomenti più importanti, tipo papato, culto di Miryam e dei santi, l’istituzione sacerdotale, indulgenze, purgatorio, transustanziazione, salvezza per opere, solo per citare le eresie più macroscopiche che mi vengono in mente?

    A voi la risposta.

    Shalom

  35. Francesco Ursino scrive:

    AAAAAH Beh, questo cambia davvero tutto… cavoli ;)

  36. yochanan scrive:

    Caro Francesco,
    il tuo humor non fa ridere nemmeno i polli. Ti avevo già prevenuto con l’intervento del 3 aprile.
    La data non conta, apparentemente. Ma conta in realtà perché la Scrittura, che tu e gli altri come te dimostrate di disprezzare, e un tuttuno ed è perfetta.
    Invece di fare uno humor da strapazzi (i cattolici come te non sanno fare altro), rispondi al quesito. Se sei all’altezza (sic!).
    O scapperai anche questa volta , come hai fatto a proposito dei 10 comandamenti (tanto per fare un esempio)?.

    Credo che fra tutti i cattolici che scrivono qui, tu sei l’unico che dovrebbe avere il buon gusto e la buona educazione di non farsi nemmeno sentire su questo tipo di discussioni.

    Shalom

  37. Francesco Ursino scrive:

    A me non cambia la vita o la fede sapere che Cristo è risorto lunedì piuttosto che il sabato piuttosto che il mercoledì… è risorto punto. Questo è ciò che conta, il resto è un di più.

    Nota 1: la Chiesa non ha “rinnegato” i dieci comandamenti, nel CCC sono riportati integralmente e non nella forma breve… con tanto di commento in tutte le loro parti… se non mi crede, controlli di persona

    Nota 2: sulla Resurrezione ho risposto sopra e aggiungo che a prescindere dai miei titoli scolastici, ho tutte le facoltà in regola per esprimere il mio pensiero; solo, evito di scendere nel vivo perché, lo ribadisco, i suoi atteggiamenti mi stanno francamente sulle scatole… ha un modo di porsi con gli altri davvero penoso e arrogante e con un soggetto simile non ci perdo il mio tempo, nemmeno se si tratta di discutere di Sacre Scritture

    Nota 3: io non scappo, la evito che è cosa ben diversa… ma se per farsene una ragione si deve inventare la solfa del “sto qua scappa” faccia un po’ come crede… tanto lo fa cmq, quindi…

    Nota 4: quanto al buon gusto, apprezzo lo sforzo, ma non credo che lei possa insegnarmelo… per quello ho maestri migliori di lei… e lo stesso vale per l’educazione cosa che, in alcuni casi, non si può dire lo stesso di lei (o vuole che le ricordi tutti gli epiteti con cui ha definito i fedeli cattolici di questo blog per sostenere che noi abbiamo torto e lei ragione?)

    Saluti. :roll:

  38. Francesco Ursino scrive:

    Caro Yochanan,
    questioni personali a parte… proverò a risponderle, visto che ci tiene…

    Gesù celebra l’ultima cena con gli apostoli la sera del giovedì (il primo giorno degli Azzimi, v. Mt 26,17)… investendo l’ultimo pasto prima della sua pasqua con i tratti della pasqua antica che in quell’anno sarebbe stata celebrata la sera del venerdì (parasceve), cioè il 14 di nisan (se scrivo idiozie, liberissimi di dirmelo… è possibilissimo).

    Poi quella stessa sera di giovedì dopo aver consumato la Cena, Gesù e gli apostoli vanno sul monte degli ulivi.

    Il mattino del giorno dopo, la parasceve cioè il venerdì, Gesù compare davanti al sinedrio. Sostengo la tesi della parasceve, perché in Gv 18,28 si dice: “Allora condussero Gesù dalla casa di Caifa nel pretorio. Era l’alba ed essi non vollero entrare nel pretorio per non contaminarsi e poter mangiare la Pasqua.”.

    Gesù muore alle 3 del pomeriggio circa di venerdì… siamo sempre nel giorno della parasceve… la sera di quello stesso giorno Gesù viene deposto tolto dalla croce e deposto nel sepolcro da Giuseppe di Arimatea (Mt 27,57).

    Il giorno dopo, secondo il testo, dovrebbe essere il sabato (se la parasceve era di venerdì, è per forza il sabato) e quel giorno viene montata la guardia davanti al sepolcro di Gesù.

    “Passato il sabato, all’alba del primo giorno della settimana” (Mt 28,1)… poiché il sabato era il giorno del riposo, il “primo giorno della settimana” giudaica corrisponde alla nostra “domenica”, cioè “giorno del Signore” in ricordo della resurrezione. Le donne che vanno al sepolcro lo trovano già vuoto quando arrivano, quindi Gesù potrebbe essere risorto un’istante prima del loro arrivo oppure durante la notte.

    Un’altra tesi a favore del venerdì ce la dà Marco in 14,1 e in 14,12. In 14,1: “Mancavano intanto due giorni alla Pasqua e agli Azzimi e isommi sacerdoti e gli scribi cercavano il modo di impadronirsi di lui con inganno, per ucciderlo.”. Quindi, penserei che tra martedì e mercoledì i sommi sacerdoti abbiano ordito i loro complotti contro Gesù.

    Sulla resurrezione di domenica ce ne dà notizia sempre Marco in 16,9, “Risuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato”.

    Luca ci dice in 22,1: “Si avvicinava la festa degli Azzimi” e anche qui leggiamo che in questo periodo i sommi sacerdoti complottavano per uccidere Gesù. Poi, nel giorno degli Azzimi, Gesù celebra l’ultima cena con i discepoli. Gesù viene deposto nel sepolcro sempre nel giorno della parasceve (Luca 23,54) e le donne che avevano assistito alla deposizione nel sepolcro “il giorno di sabato osservarono il riposo” secondo quanto stabiliva la legge.

    “Il primo giorno dopo il sabato” recita al 24,1, le donne si recano là dov’era deposto e trovano vuoto. Anche qui concorda con il fatto che potrebbe essere risorto un attimo prima o durante la notte, anche se io sarei più propenso a pensare qualche istante prima.

    L’ultima prova del venerdì, se così si può dire, in Giovanni 13,1: “Prima della festa di Pasqua… mentre cenavano”. Se la pasqua secondo il rito cadeva di venerdì in quell’anno, il giorno prima chiaramente doveva essere giovedì, il giorno degli Azzimi.

    Gv 19,14: Pilato consegna Gesù ai Giudei dopo averlo fatto flagellare. “Era la Preparazione della Pasqua, verso mezzogiorno.”.

    Maria di Magdala si reca “nel giorno dopo il sabato” al sepolcro “di buon mattino, quand’era ancora buio” e trova la pietra che chiude il sepolcro scansata da una parte. Giovanni mi porta a pensare che Gesù sia quindi risorto nella notte qualche attimo prima che la donna scoprisse la tomba vuota.

    Aggiungo solo una cosa: prima di tirare le conclusioni finali, ascolti e valuti tutte le opzioni… non solo le proprie. Non è una critica, solo un umile consiglio… com’è stato altrettanto umile il tentativo del sottoscritto di risponderle.

    Forse non sono alla sua altezza, ma non è detto che io voglia esserci… questa invece è una critica.

    Buona notte. :roll:

  39. yochanan scrive:

    Caro Francesco, rispondo subito al suo intervento di April 7th, 2008 at 6:00 pm
    Punto 4: no comment.
    Punto 3: no comment.
    Punto 2: no comment.
    Punto 1: conosco il CCC, ma il problema non è solo quello che c’è scritto. Il problema è come vengono educati i cattolici fin dalla più tenera età. Su 50 milioni di cattolici in Italia, quanti pensi che abbiano letto anche un solo capitolo del CCC e quanti ne posseggono una copia? Il problema vero è che cosa viene insegnato verbalmente dai catechisti cattolici ai vostri giovani.

    Secondo il CCC questo sarebbe il primo comandamento: « Io sono YHWH, Elohim, che ti ho fatto uscire dal paese d’Egitto, dalla condizione di schiavitù: non avrai altri Elohim di fronte a me. Non ti farai idolo né immagine alcuna di ciò che è lassù nel cielo, né di ciò che è quaggiù sulla terra, né di ciò che è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai » (Es 20,2-5).

    Questo non è vero. Secondo la Scrittura questi sono i primi due comandamenti. Arbitrariamente è stato deciso di unire i due comandamenti, ma di rendere pubblico al popolo solo la prima parte. Il primo dichiara il nome proprio di Elohim, cioè YHWH (che potremmo tradurre l’Eterno, il Dio-sempre). Egli è l’autore della salvezza del popolo di Israele e vuole che Israele lo sappia. Il secondo dichiara COME NON VUOLE CHE ISRAELE LO ADORI. La Torah fu data perché Israele fosse diverso e facesse tutto in modo diverso dai popoli circostanti. Perché fosse una luce nelle tenebre.

    Consci del problema delle immagini, i teologi cattolici dicono al punto 2130: tuttavia, fin dall’Antico Testamento, Dio ha ordinato o permesso di fare immagini che simbolicamente conducessero alla salvezza operata dal Verbo incarnato: così il serpente di rame, l ‘arca dell’Alleanza e i cherubini.
    Questa è una evidente falsità: YHWH non ha mai permesso che si venerassero o adorassero il serpente di rame (era di bronzo), l’arca e i cherubini o che si rendesse loro qualsiasi forma di culto, come voi fate con le vostre immagini. Addirittura, per evitare che Israele (che si era dato all’idolatria) continuasse nella pratica immonda di bruciare incenso davanti al serpente di bronzo, la Scrittura (nel vostro 2 Re) riferisce come opera meritoria del re Chizqiyyah (Ezechia) la sua distruzione.
    Il bello è che poi il CCC subito dopo il comandamento cita le seguenti parole di Yeshua: “Sta scritto: Adora il Signore Dio tuo e a lui solo rendi il culto”(Mt 4,10). La Scrittura non fa differenza fra adorazione e venerazione, tra onorare e servire, ma dice che il culto va rivolto solo a YHWH.
    Al punto 2132 il CCC dice: Il culto cristiano delle immagini non è contrario al primo comandamento che proscrive gli idoli. In effetti, « l’onore reso ad un’immagine appartiene a chi vi è rappresentato », e « chi venera l’immagine, venera la realtà di chi in essa è riprodotto ».
    Peccato che questa fosse anche la posizione dei pagani. Mi pare che Cicerone stesso (potrei sbagliarmi) in una sua opera (De natura deorum?) esprima proprio lo stesso concetto, solo che parlava di Giove e compagnia. I vostri antenati pagani non erano certo così cretini come li dipingete oggi. Sapevano benissimo che non stavano servendo quella statua e adorando quella immagine, ma adoravano e pregavano in realtà ciò che l’immagine riproduceva,esattamente come voi dite di fare oggi. Allora qual’è l differenza fra voi e i pagani?.
    L’altro punto importante è che il discorso sulle immagini è totalmente ignoto alla massa cattolica. Perché? Sarebbe interessante sentire gli eventuali commenti dei bambini che si preparano per la prima comunione, se venisse insegnato loro il vero 2° comandamento. Potresti proporre al tuo parroco di eseguire l’esperimento. Che ne dici?
    Conclusione: avendo unito i primi due in un solo comandamento, siete stati costretti poi a dividere in due il nono per fare tornare i conti. Ma vi trovate in pratica con due comandamenti uguali: Non commettere adulterio (che quindi è stato cambiato in “non commettere atti impuri”) e non desiderare la donna d’altri. Della serie: il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi.
    Shalom

  40. yochanan scrive:

    Caro Francesco, rispondo adesso al suo intervento di April 7th, 2008 at 10:59 pm
    Non posso pretendere certo che lei legga tutti i miei interventi, ma pochi giorni fa, ho spiegato a peccatore dove stava il suo errore metodologico e perché infine il risultato era errato. L’intervento era di April 3rd, 2008 at 10:48 am
    Tu e Peccatore sbagliate perché partite dal presupposto che Yeshua sia morto il venerdì 14 di Nisan (o Abib) del 33 d.C. Ma dovresti sapere che Dionigi il piccolo ha sbagliato di circa 7 anni nel datare la nascita di Yeshua nel 753 dalla fondazione di Roma. Gli studiosi dicono 6-7 anni. Inoltre Yeshua iniziò il suo ministero a 30 anni, ma non è detto che sia durato necessariamente 3 anni, anche se secondo i più, la cosa è altamente probabile. Resta quindi il fatto che non sappiamo con sicurezza in quale anno sia morto e risorto, quanto è durato il Suo ministero sulla terra e, anche perché i Vangeli non lo dicono, il 14 di Abib o Nisan non è detto che fosse un venerdì.
    Il metodo corretto per stabilire in che giorno della settimana è morto Yeshua e quando sia risorto, sta nella lettura attenta di tutti i Vangeli, ma soprattutto di Marco, perché è il più cronologico, il più dettagliato al riguardo e il più vicino agli eventi. Inoltre Mattityahu e Luca hanno strutturato i loro Vangeli sulla base di quello di Marco.
    TU DICI: Gesù celebra l’ultima cena con gli apostoli la sera del giovedì (il primo giorno degli Azzimi, v. Mt 26,17)… investendo l’ultimo pasto prima della sua pasqua con i tratti della pasqua antica che in quell’anno sarebbe stata celebrata la sera del venerdì (parasceve), cioè il 14 di nisan (se scrivo idiozie, liberissimi di dirmelo… è possibilissimo). NON SCRIVI IDIOZIE. SEI SOLO PARTITO DA UN PRESUPPOSTO ERRATO: NON STA SCRITTO DA NESSUNA PARTE CHE LA PARASKEUE CADESSE DI VENERDÌ. E’ chiaro che tutto ciò che segue è errato di conseguenza.

    Leggiamo Marco da 15: 42 a 16:2 Poi, avvicinandosi ormai la sera, poiché era la Preparazione, cioè la vigilia del sabato, Giuseppe d’Arimatea, un rispettabile membro del consiglio, che aspettava anch’egli il regno di Dio, andò coraggiosamente da Pilato e domandò il corpo di Gesù. E Pilato si meravigliò che fosse già morto. E, chiamato il centurione, gli domandò se fosse morto da molto tempo. E, rassicurato dal centurione, concesse il corpo a Giuseppe. E questi, comperato un lenzuolo e deposto Gesù dalla croce, lo avvolse nel lenzuolo e lo mise in un sepolcro che era stato scavato nella roccia; poi rotolò una pietra davanti all’entrata del sepolcro (GIORNO X). E Maria Maddalena e Maria, madre di Iose, osservavano dove egli veniva deposto. Ora, trascorso il sabato (GIORNO X+1), Maria Maddalena, Maria, madre di Giacomo, e Salome acquistarono degli aromi a per andare ad imbalsamare Gesù (GIORNO X +2). Si riposano il sabato (GIORNO X + 3). La mattina del primo giorno della settimana, (GIORNO X + 4) molto presto, vennero al sepolcro al levar del sole.
    Vorrei fare notare che la parola sabato può significare un qualsiasi giorno di festa nella logica e lingua ebraica. Ho già cercato di spiegare la sequenza temporale più linearmente e semplicemente possibile come segue:
    Secondo il testo, Yeshua muore sulla croce e viene deposto nel sepolcro prima che inizi UN SABATO. Chiamiamo il giorno della morte (preparazione) giorno X. Il sabato è quindi il giorno X+1. Il giorno dopo il sabato (non potevano farlo durante il sabato) le donne vanno a comprare gli aromi per imbalsamare il corpo di Yeshua. Questo giorno è il giorno X + 2. Poi c’è UN ALTRO SABATO, che possiamo definire X + 3. Il primo giorno della settimana (domenica cioè X + 4) le donne, al levare del sole vanno al sepolcro, ma Yeshua non c’è. Quindi è già risorto. E’ chiaro dunque che Yeshua è morto, facendo i conti correttamente, il mercoledì pomeriggio. Ci sono stati due sabati: il primo era un GRANDE SABATO, mentre il secondo era un SABATO QUALUNQUE.

    Ora tu riporti che Marco 16:9 dice: “Ora Gesù, resuscitato al mattino nel primo giorno dopo il sabato, apparve prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni”. Ma c’è un’altra traduzione possibile: “Ora Yeshua dopo essere risuscitato, apparve la mattina del primo giorno della settimana prima a Maria Maddalena, dalla quale aveva scacciato sette demoni.
    Ma come si può decidere quale traduzione è quella corretta, visto che l’originale è senza punteggiatura? Innanzitutto bisogna considerare quello che ha scritto lo stesso Marco in precedenza. La traduzione di questa frase deve essere in linea col racconto e non contraddirlo. E’ evidente che se fosse vera la tua traduzione, Marco si contraddirebbe e la Scrittura subirebbe un colpo alla sua attendibilità. Che in molte bibbie si trovi tale versione è dovuto al fatto che il traduttore medio inconsciamente applica al testo le proprie convinzioni senza renderesene conto. Si insegna da 1500 anni che Yeshua è risorto di domenica e quindi non si considerano tutte le opzioni.

    Il Vangelo di Yochanan ci dà la stessa sequenza. Yoc 19: 31 Or i Giudei, essendo il giorno di Preparazione, affinché i corpi non rimanessero sulla croce il sabato, perché QUEL SABATO ERA UN GIORNO DI PARTICOLARE IMPORTANZA, chiesero a Pilato che fossero loro spezzate le gambe e fossero portati via. …… 41-42 Or nel luogo dove Egli fu crocifisso c’era un orto, e nell’orto un sepolcro nuovo nel quale non era ancora stato posto nessuno. Lì dunque, a motivo del giorno di Preparazione dei Giudei, misero Gesù perché il sepolcro era vicino. 20:1 Or il primo giorno DOPO I SABATI, al mattino quando era ancora buio, Maria Maddalena andò al sepolcro e vide che la pietra era stata rimossa dal sepolcro.
    Yochanan dice esplicitamente che c’era un sabato particolare per distinguerlo dal sabato normale di ogni settimana.

    Lc 23: 53 – 24:1 E, dopo averlo tirato giù dalla croce, lo avvolse in un lenzuolo e lo mise in un sepolcro scavato nella roccia, dove nessuno era ancora stato sepolto. Era il giorno della Preparazione, e IL SABATO STAVA PER COMINCIARE. Le donne, che erano venute con Gesù dalla Galilea seguendolo da vicino osservarono il sepolcro e come vi era stato deposto il corpo di Gesù; poi esse tornarono a casa e prepararono gli aromi e gli unguenti, e durante il sabato si riposarono, secondo il comandamento. Ora nel primo giorno della settimana, al mattino molto presto esse, e altre donne con loro, si recarono al sepolcro, portando gli aromi che avevano preparato.

    Questo è il resoconto di Luca E sembrerebbe dare ragione a te. Ma solo se non si considera la Torah. Sembrerebbe infatti che le donne, appena tornate a casa abbiano preparato gli aromi e gli unguenti, la sera stessa, poi abbiano aspettato il passaggio del sabato e quindi siano andate al sepolcro. Invece questo passo va integrato con Marco: le donne non poterono preparare gli unguenti (era un lavoro lungo che poteva prendere un giorno intero) subito, dopo il tramonto, perché era già sabato (cioè un giorno di festa e riposo), pertanto, anche se Luca non è esplicito, l’acquisto e la preparazione degli unguenti è avvenuta dopo più di 24 ore dalla morte e sepoltura di Yeshua. Poi hanno atteso il passaggio del secondo sabato e quindi la domenica sono andate al sepolcro.

    Ma la cosa più importante è considerare che cosa Yeshua stesso dice della sua morte e resurrezione: Mt 12: 39-40 Ma Egli, rispondendo, disse loro: “Questa malvagia e adultera generazione chiede un segno, ma nessun segno le sarà dato, se non il segno del profeta Giona. Infatti, come Giona fu tre giorni e tre notti nel ventre del grosso pesce, così IL FIGLIO DELL’UOMO STARÀ TRE GIORNI E TRE NOTTI NEL CUORE DELLA TERRA.
    Yeshua ha promesso che sarebbe stato tre giorni e tre notti nel sepolcro. Se fosse morto di venerdì e risorto prima dell’alba della domenica, ci troveremmo con solo un giorno e mezzo (un giorno e due notti). Yeshua sarebbe da considerare un falso profeta e un bugiardo. E’ per questo che la tradizione cattolico romana non sta in piedi. Perché non rispetta le parole di Yeshua e la Parola nel suo insieme. Credo che la cosa più importante sia credere a Yeshua. Tutto il resto è secondario.

    Come vede, prima di tirare le conclusioni bisogna valutare tutte le opzioni, non solo quelle della propria chiesa. E’ un umile consiglio come il tentativo del sottoscritto di risponderle.

    Non è questione di essere o no all’altezza, ma di cercare veramente la Via, la Verità e la Vita. Una volta tanto questa non è una critica.
    Ma la questione di fondo rimane: chi è fedele nel poco sarà fedele nel molto. Chi è ingiusto nel poco sarà ingiusto nel molto.
    Shalom

  41. yochanan scrive:

    c.v.d.
    shalom

  42. ritaroma scrive:

    quante parole sprecate…per amare, conoscere,crederein Colui che ci ha tanto amato e ci ama non servono,se il 14 di Nissan era di giovedì o di venerdì,quanto credete possa essere così importante per crederein Lui? Chi mi vuol seguire,mi segua,dice..venite e vedete…non obbliga nessuno, siamo liberi di scegliere…come ha fatto lucifero,..come han fatto i nostri progenitori…come facciamo noi ogni giorno…dopotutto mi fido di quelli che scrivono la storia, mi fido della scienza, dei ritrovamenti archeologici, perchè non devo fidarmi degli apostoli che hanno vissuto con Lui? e della Chiesa che Lui stesso ha istituito? I dubbi di fede aiutano a crescere nel cammino di continua conversione,ma quanto …me ne pò frega de meno..(come si dice a Roma) del giorno in cui può essere calcolato il 14 di Nissan ! la scienza cambia ogni giorno, figuriamoci i calcoli dell’epoca basati sulle fasi lunari!Cristo è risorto, mi ha ridato speranza per il futuro e perseveranza nelle lotte della vita, mi ha lasciato sua madre che mi conforta e mi consola ogni giorno…io potrei essere infedele e recalcitrante ma Lui mantiene sempre quello che ha promesso. un amico, anche il più caro puà tradirmi,Lui no e io mi fido! Grazie Gesù per essere sempre in mezzo a noi!!!