Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini…

Cambio della guardia in vista nelle congregazioni romane: l’arcivescovo salesiano Angelo Amato, 70 anni il prossimo giugno, attuale Segretario della Congregazione per la dottrina della fede, dovrebbe lasciare il Sant’Uffizio. Sembrava destinato alla Congregazione del culto divino, ma l’ipotesi, della quale avevo parlato su una precedente versione di questo post, sembra al momento rientrata e si riparla per lui della possibilità di andare alla guida della Congregazione dei santi o di quella dell’Educazione cattolica (nel primo caso, verrebbero accettate le dimissioni dell’attuale Prefetto, Saraiva Martins, nel secondo caso, verrebbe trasferito ad altro incarico il cardinale Grocolewski). Sembra invece deciso che a sostituire Amato all’ex Sant’Uffizio sarà monsignor Rino Fisichella, stimato rettore dell’università Lateranense. Si parla anche della possibilità di richiamare a Roma il cardinale di Firenze Ennio Antonelli e forse il primate di Spagna Canizares. I “movimenti” dovrebbero iniziare a giugno, quando il cardinale Ruini lascerà l’incarico di Vicario del Papa: al suo posto dovrebbe arrivare l’attuale Prefetto della Segnatura, il cardinale Vallini.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

206 risposte a Fisichella va al Sant'Uffizio, e per la successione di Ruini…

  1. Marco Scanavacca scrive:

    Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani…

    Mi scusi dott. Tornielli, ma che posizione aveva preso su tali questioni ?

    Grazie

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Posizioni molto chiare e vicine ai tradizionalisti.
    at

  3. finalmente mons.fisichella non avrà più tempo da poter dedicare ad adornato.
    almeno spero.
    chè il calabrese barbuto s’era messo in testa di essere il grande ideologo “cattolico” della nuova stagione politica.
    (invece ha piu volte definito irrilevante se Cristo è Figlio di Dio o meno. ed ora fa il politicante accanto a grossi calibri: cesa, sanza, greco)

  4. Marco Scanavacca scrive:

    Ranjith non ha mai fatto mistero delle sue idee: sul motu proprio che liberalizzava la messa tridentina, sul dialogo con i lefebrviani, sugli abusi liturgici da combattere.

    Posizioni molto chiare e vicine ai tradizionalisti.

    Ranjith ha appena compiuto 60 anni.

    Insomma un ragazzaccio scavezzacollo, magari si mette anche le dita nel naso oppure – Dio non voglia ! – è un antisemita… ovvove !!!

  5. bo,mario scrive:

    Finalmente qualcosa che ci canbia la vita. Tornielli io non farei tutta questa enfasi su cose che riguardano il potere interno al vaticano. Tratterei con molta più enfasi qualcosa che può migliorare la ns vita. Fisica e mentale.
    Un saluto a tutti.

  6. Lo scolare scrive:

    “Posizioni molto chiare e vicine ai tradizionalisti”

    Calma, calma caro Tornielli. Ricordiamo che Fisichella, in combutta con Adornato (come molto opportunamente ricorda Cosimo de matteis) pare tollerare molto bene il liberalismo..

    Ora, si dà il caso che tale posizione filosofica (rectius:ideologica) sia in netto contrasto -in forza delle sue perniciose premesse- (quantomeno) con la dottrina sociale della Chiesa.
    E si dà il caso che ciò sia stato ben compreso, come testimonia la buona battaglia che da tempo il periodico Instaurare omnia in Christo (http://www.instaurare.org/)-mai citato ma, assicuro, ben conosciuto dagli ambienti curiali- va conducendo contro questa aberrazione dell’età dei Lumi, lo ripeto contrario ai principi dell’ortodossia cattolica.

    Sconfortanti, dunque, le previsioni trapelate sul cursus honorum di Fisichella..
    Sull’argomento invito caldamente i lettori di questo blog (e pure lei, ottimo Tornielli) a leggere le approfondite e rigorose analisi che il prof. Danilo Castellano (direttore di Instaurare nonché preside della facoltà di Giurisprudenza dell’università di Udine)sviluppa nella rivista e nei suoi libri. Una fonte preziosa per comprendere l’intricato e oscuro presente.

    lo scolare

  7. renato scrive:

    a tornielli e tutti amato di che area è, progressista o tradizionalista per chiarirci?

  8. Tomaselli scrive:

    Apprezzo molto la franchezza nel parlare di Mons. Ranjith. Le interviste che rilascia sulla stampa non sono mai banali.

    ^^^^^^^^^^^^^^^^^^
    http://www.cordialiter.co.cc (blog sulla Tradizione Cattolica)

  9. Pipìta Del Monte scrive:

    Gent.mo conte Tornielli,

    cosa significa la Sua espressione “posizioni vicine ai…tradizionalisti”?

  10. CHIARA scrive:

    La nomina di Amato per un incarico cardinalizio era nell’aria già da tempo; io ho ascoltato una sua intervista nella quale commentava un documento sulla Dominus Jesus e mi è parso molto chiaro. Senz’altro l’attività di docente può aiutare nel parlare in maniera comprensibile..Poi anche l’età-stà per compiere 70 anni-è un segnale, per come la vedo io, verso un certo rinnovamento. Altro che cariche ricoperte per vent’anni, che più che ad un ministero mi fanno pernsare ad un’eoca neppure tanto lontana…
    Intelligenti pauca!

  11. fra' Cristoforo scrive:

    … e per le sedi cardinalizie in Italia: Torino, Milano, Firenze?
    a Torino Poletto occuperà ancora lo stallo per due anni, fino al 2010…
    Chissà se qualcuno pensa già a Milano?
    è vero che a Firenze Antonelli è malato? chi gli succederà?
    Veni, Sancte Spiritus!

  12. Raffaele Savigni scrive:

    Ho sempre trovato francamente eccessive (troppo vicine ai tradizionalisti, appunto) le posizioni di mons. Ranjith.
    Mons. Fisichella mi sembra un po’ troppo presenzialista e “politico”: gli farebbe bene studiare di più questioni dottrinali (ha un’intelligenza che andrebbe ben indirizzata, non malamente utilizzata per supportare le posizioni di Pera e Magdi Allam).

  13. Bruno Demasi scrive:

    L poszioni di Arinze e Ranjit erano e sono di chiara e cristallino rispetto dell’ortodossia sul piano liturgico. Considerare i loro atteggiamenti come più vicini a quelli dei presunti tradizionalisti o dei meno tradizionalisti o dei non tradizionalisti mi sembra un divertissement più che una seria
    valutazione.

  14. Luisa scrive:

    ” Mons. Fisichella mi sembra un po’ troppo presenzialista e “politico”: gli farebbe bene studiare di più questioni dottrinali (ha un’intelligenza che andrebbe ben indirizzata, non malamente utilizzata per supportare le posizioni di Pera e Magdi Allam).”

    Dunque per lei Savigni, chi sostiene Pera e Magdi Cristiano Allam usano male la loro intelligenza! Ma si rilegge ogni tanto ? Mi sembra osservare che spesso lei vede il mondo in bianco o nero…da una parte il bene, che va di pari con ciò che lei pensa essere bene e dall`altra parte il male, tutto il resto .
    Dire che Fisichella dovrebbe studiare di più al fine di arrivare a vedere e capire le cose come lei,(questo lo dico io) Raffaele, mi permetta di dirglielo, mi fa sorridere.
    Senza dubbio lei Raffaele è il metro giusto per misurare la competenza dottrinale di un teologo come Fisichella, almeno deve credere di esserlo visto la sua sicurezza ….o si pensa come lei e si è Savignicompatibili e dunque nel giusto o non lo si è e allora si diventa al minimo ignoranti .
    Io la penso come Fisichella, sostengo Magdi Cristiano e anche Pera, e aggiungo, anche se sono consapevole che dicendo questo sarò definitivamente bollata con il sigillo della retrograda ignorante se non imbecille, sostengo e stimo molto Mons. Ranjith che non fa altro che ricordarci i testi fondamentali del Concilio Vaticano II, nel rispetto assoluto della Liturgia, certo deve dare l`urticaria agli interpreti fantasiosi dello Spirito del Concilio …..

  15. Bruno Demasi scrive:

    Grazie,Luisa, condivido su tutta la linea.

    E’ come minimo da presentuosi e superficiali definire “tradizionalista” la posizione di Arinze e Ranjit, colpevoli soltanto (agli occhi dei bambini) di aver voluto rispettare fino in fondo il vero Credo,senza scendere a compromessi con le sciatterie imperversanti.

  16. Physikelly scrive:

    Probabilmente Ranjit si è “bruciato” -lo paventai da subito- da sé stesso troppo presto…Per quel posto.
    Ma lo vedrei come un eccellente successore del Cardinal Re alla Congregazione dei Vescovi…

  17. Physikelly scrive:

    Liturgie Domani il cardinale in San Pietro con il rito voluto da papa Montini

    Caffarra, messa in latino (di Paolo VI)

    di ALBERTO MELLONI

    La liturgia è materia delicata e complessa, nella quale oggi regna qualche confusione. Una piccola prova l’ha data ieri un lancio d’agenzia di stampa che annunciava come una notizia il fatto che domani pomeriggio il cardinale Carlo Caffarra celebrerà la messa in latino nella Cattedrale di San Pietro.
    Sorrisetti e musi storti, tutti a chiedersi se l’arcivescovo di Bologna voleva dare un segnale ai lefebvriani o esibirsi in uno zelo non richiesto su un tema controverso, e via così.
    In realtà la cosa è più semplice: Caffarra non celebrerà l’eucarestia col messale di san Pio V, nato nell’emergenza antiprotestante, ma con quello di Paolo VI di cui esiste una edizione principe in latino, dalla quale discendono le varie traduzioni nelle lingue parlate. Ignoro l’esigenza a cui questa celebrazione, solitamente usata per le grandi messe papali o internazionali, risponda: ma mi ha colpito il fatto che fra la menzione del messale e quella della lingua, sia stata questa ad avere immediata attenzione.
    La ragione probabilmente non sta nell’informazione, ma nel clima che s’è creato dopo che a luglio del 2007 Benedetto XVI ha allargato le maglie della disciplina liturgica della chiesa cattolica per venire incontro a quei gruppi che si sono opposti alla riforma liturgica del Vaticano II, maledicendo il concilio e papa Montini. Già da anni papa Wojtyla aveva concesso di usare il rito di san Pio V, se forniti di un permesso del vescovo: papa Ratzinger, invece, ha permesso per un triennio che ciascuno scelga quale rito usare — quello del concilio o quello precedente — sulla base del proprio gusto.
    Questo gesto che qualcuno temeva o auspicava fosse un grande segnale di riscossa tradizionalista è stato — così l’ha definito Enzo Bianchi pochi giorni fa tenendo la Lettura Dossetti del 2008 proprio su questo tema — un «non evento ».
    La cosa ha rallegrato quegli aficionados del latino ancora impreparati ad accettare la sublime oggettività dell’atto liturgico in nome d’un estetica individualista tecnicamente retrograda; ha allarmato le comunità ebraiche, giustamente preoccupate sia della insensibilità per le formule sprezzanti che il messale di fine Cinquecento conteneva sia dalle pasticciate soluzioni offerte da una preghiera di ricambio da usare il venerdì santo. E ha aumentato la divisione che si proponeva di ridurre, come dimostra la non-notizia sul cardinale di Bologna diventata notizia.
    Sono altri, proprio altri, infatti, i temi che preoccupano le comunità e i pastori oggi. L’indulgenza del papa verso gli irriducibili dell’anti- concilio, infatti non è la causa, ma l’effetto di una progressiva riduzione della funzione dell’eucarestia ad atto di devozione individuale o a rito d’identificazione di un «partito» di chiesa. La fasulla polemica sulla messa «in latino» esalta questo depauperamento dell’eucarestia, anziché farne sperimentare il valore proprio di atto che forma, dà forma e riforma ogni esperienza cristiana. Questo ha cause remote che risalgono non alla applicazione del concilio, ma se mai alla sua riduzione nominalistica o alla sua disapplicazione. Può darsi che mi sbagli, ma mi capita di sentire a pelle — così come lo si può sentire dall’ultimo banco — che nel giovane clero e in autorevoli ermeneuti della liturgia è ritornato un gusto neoritualista, un autocompiacimento celebrativo, una certa passione per i dettagli di una estetica del rito che può interessare la sfera del sacro, non necessariamente quella della fede. In questo clima i comprensibili fastidi per forme liturgiche eccessivamente popolari — specie quelle del canto su cui si spara dimenticando che anche tanta musica oggi «sacra» viene da temi e cliché tutt’altro che sacri… — rischiano di nascondere il vero dilemma: o la liturgia viene pensata come teatro di autoappagamento o viene offerta vissuta come incontro nello Spirito col Vivente. Tertium non datur, si direbbe in latino…

    © Copyright Corriere di Bologna, 28 marzo 2008

  18. Physikelly scrive:

    A mio modesto parere, decisiva è stata -oltre alla sua affiliazione alla medesima congregazione del Cardinal Segretario di Stato- , anche codesta recente dichiarazione:

    Domanda: “Secondo lei Benedetto XVI non celebrerà mai in pubblico con il rito di San Pio V, sdoganato dal Motu Proprio dello stesso pontefice?”

    Risposta: “Non credo, il Motu Proprio è stato scritto per accontentare alcuni gruppi di fedeli che da sempre nelle loro celebrazioni seguono il Messale antico. Nella Chiesa non c’è rottura tra prima del Concilio e dopo il Concilio. Ma c’è continuità nel progresso. Con il suo documento Ratzinger non ha fatto nessun passo indietro”.”

    (Estratto dell’intervista a Monsignor Angelo Amato del 3 Febbraio 2008 , al settimanale “Verona Fedele”, organo di stampa della Diocesi di Verona.)

    Id est: Amato è molto più allineato a -fra gli altri- il suo futuro predecessore Arinze che al suo futuro vice (per quanto?) Ranjit. E ciò ha senza dubbio pagato…

  19. Bruno Demasi scrive:

    Lei,Phisikelly mi pare si contraddica.Ranjit si sarebbe “bruciato” per certe sue simpatie tradizionaliste.Per lo stesso motivo invece Amato si sarebbe spianato il terreno per sostituire Arinze.
    Potrebbe essere più chiaro,per favore?

  20. Physikelly scrive:

    Resta comunque il fatto che un segretario di Congregazione ha molto più potere di quello che un ruolo nominalmente da ‘numero due’ lascerebbe pensare… La questione è piuttosto, a ‘sto punto, quanto durerà Mons. Ranjit al Culto Divino…

  21. Raffaele Savigni scrive:

    “Ma lo vedrei come un eccellente successore del Cardinal Re alla Congregazione dei Vescovi…”.
    Quod Deus avertat!
    Non demonizzo nessuno, tantomeno Raniith e Fisichella: ma osservo che il primo era troppo sbilanciato in senso tradizionalista (ostile alla Comunione in mano eccetera), il secondo troppo “politico”, troppo vicino alle posizioni di Pera (l’ho ascoltato a Lucca e mi hanno lasciato perolesso certe sue valutazioni).Non pretendo certo di insegnare al papa e di dirgli chi deve nominare, ma sono un cattolico libero e credo di avere anch’io il diritto, come Bruno Demasi e Luisa, di esprimere le mie opinioni.

  22. marina scrive:

    Ho notato una cosa in questo blog..
    un grande amore verso il papa,GESU CRISTO e la chiesa,ma una TOTALE indifferenza nei confronti dell’uomo in quanto tale.

    Un pò di tempo fa ho letto questo:un unico comune denominatore lega il nazismo, il comunismo e la chiesa cattolica, ed è questo: il disprezzo dell’essere umano in quanto tale.

  23. Fra' Diavolo scrive:

    Fisichella mi sembra un po’ sprecato come numero due al Sant’Uffizio. Ha ormai maturato un’esperienza e una credibilità tali da poter accedere ad un incarico cardinalizio.
    Quanto a mons. Amato, spero sinceramente che le voci siano infondate. Le sue dichiarazioni sulla messa di san Pio V non mi lasciano presagire nulla di buono… Mons. Ranjit sarebbe invece un ottimo prefetto del culto divino, le sue posizioni rispecchiano la preoccupazione della Chiesa per la degna celebrazione del sacrificio di Cristo, spaventosamente oscurato da una mentalità e una prassi per cui l’ “assemblea” ignora l’unione con Dio, poichè troppo impegnata nell’onanistico autocompiacimento del proprio essere “comunità”.

  24. Fra' Diavolo scrive:

    per marina: la Chiesa non disprezza l’uomo, anzi, gli rivela il suo vero volto, la sua vera natura di figlio di Dio. Proprio per questa nuova dignità dell’uomo è stata la Chiesa spesso l’unica a difenderlo dai regimi totalitari e anche dalla svalutazione più indolore che ne fanno certe mode. Credo piuttosto che ti sia capitato di imbatterti in argomenti prevalentemente liturgici, e di qui di esserti fatta un’idea parziale di chi frequenta questo blog.
    La causa della Chiesa è la medesima dell’uomo

  25. Bruno Demasi scrive:

    Se mancasse la libetà di esprimere le proprie opinioni,ci mancherebbe l’aria: nessuno più voltairriano di me in questo senso.
    Tuttavia penso che ogni opinione libera non possa e non debba fondarsi si premesse erronee,che inevitabilmente rendono peregrina ogni opinione conseguente e non allontanano affatto il rischio della saccenza.
    E’,ad esempio,premessa erronea, ritenere che Ranjit si sia “sbilanciato in senso tradizionalista”,avendo dichiarato il suo favore per la comunione in bocca e non sulle mani ovvero quello verso i contenuti del motu proprio. Credo che quelle di Ranjit in tal senso non siano “opinioni”, ma concreta aderenza alla vera dottrina.

  26. Physikelly scrive:

    Caro Demasi, ma Lei crede davvero che le posizioni dell’Arinze siano “tradizionaliste” *allo stesso modo* di quelle del Ranjit?

    Ne dubito.

    Un Arinze rimane compatibile con i ‘montiniani’, che popolano la Curia in gran schiere, mentre Ranjit è più un ‘outsider’ neo-ratzingeriano entusiasta e filo-tradizionalista. Gli Arinze piacciono ai Caffarra e non terrorizzano i Re -vero ‘dominus’ incontrastato dell’establishment curiale, magari ora in duopolio col Bertone- , i Ranjit piacciono a quel mondo ‘tradizionalista’ post-lefebvriano che va matto per Summorum Pontificum – ma che alla lunga crea instabilità in una Curia che ha tempi storicamente più dilatati, del convulso succedersi di dichiarazioni ‘sopra le righe’ dell’arcivescovo cingalese, una quasi ‘parvenu’, agli occhi romani…
    o in breve: Arinze è fermo sul rispetto delle rubriche del messale di Paolo VI -che celebra occasionalmente anche in latino- e non celebrerebbe mai secondo quello del 1962.

    Mons. Ranjit aggiunge a quanto sopra, anche l’esigere, da parte dell’episcopato latino, il rispetto incondizionato del Motu Proprio SP.

    In sei parole chiare chiare: Arinze non ama il Rito Extraordinario.

  27. lycopodium scrive:

    @ Physikelly su Melloni(post del 29.3.08 h. 14:50).

    Dal paparatzinger-blograffaella.blogspot.com del 28 marzo 2008
    IL PAPA NON CONDIVIDE LE IDEE DI ALLAM SULL’ISLAM MA DUBITO CHE CONDIVIDA QUELLE DI MELLONI SULLA LITURGIA…

    «Cari amici, fra poco leggeremo un articolo di Melloni che io definirei “illuminante” per dimostrare come i Cattolici abbiano idee diverse sugli argomenti piu’ svariati.
    Si afferma oggi che il Papa non condivide il pensiero di Magdi Cristiano Allam sull’Islam, ma io credo che non sposi nemmeno certe convinzioni in tema di liturgia portate avanti dal professor Melloni.
    Grazie ad Elisabetta leggeremo fra poco un articolo sulla Messa tridentina.
    Io, pero’, noto una grande differenza fra Allam e Melloni: il primo prova un profondo rispetto per Benedetto XVI. Anche ieri sera, intervistato al Tg2, ha ribadito che le sue sono convinzioni personali e che e’ inaccettabile chiamare in causa il Papa per ogni sua dichiarazione.
    Grande rispetto…non solo! Grande amore di Magdi Cristiano Allam per il Papa. Lo ringraziamo di cuore per questo, perche’ i suoi occhi tradiscono l’emozione ogni volta che qualcuno cita Benedetto XVI.
    E Melloni? Beh, non si puo’ dire lo stesso…
    Personalmente non condivido una sola parola dell’articolo che andremo a leggere e chiedo al professore di essere piu’ rispettoso verso il Papa e verso i Cattolici che frequentano la Messa tridentina.
    Come dimostreremo, non solo il Papa non e’ obbligato a condividere il pensiero di tutti i fedeli, ma ci sono Cattolici che non condividono il pensiero e le aperture del Santo Padre.
    Eppure i giornali se la prendono solo con Allam…
    R. »
    Il riferimento è a questo link http://paparatzinger-blograffaella.blogspot.com/2008/03/messa-tridentina-melloni-attacca.html

    Da parte mia solo alcuni rilievi.
    Dire che il messale tridentino sia: “nato nell’emergenza antiprotestante” mi sembra davvero una enormità.
    Quanto a: “una estetica del rito che può interessare la sfera del sacro, non necessariamente quella della fede”, giusto in questi giorni sto leggendo un fascicolo del 1995 della rivista “La scuola cattolica”, intitolato “La questione teologica del sacro”, dove la questione viene trattata (non da teologi lefevriani, ma da “progressisti” come Bonaccorso, Sequeri, Bertuletti e Ubbiali) con migliore equilibrio: in breve l’estetico e il sacro sono del tutto essenziali alla fede.
    Si scopre così che molti nemici del motu proprio sono tali, proprio perché nemici della liturgia (antica e nuova che sia).

  28. Bruno Demasi scrive:

    Per Phisikelly

    Non sono un addetto ai lavori,come mi sembra lei sia,nè tantomeno mi preoccupo più di tanto delle sfaccettature infinitesimali delle posizioni curiali e delle impressioni che esse producono agli occhi(più o meno interessati) degli altri.

    Per me sia Arinze che Ranjit sono state finora persone chiarissime nelle loro adamantine posizioni di rispetto della correttezza liturgica e di obbedienza al Magistero.

    Il resto, da persona poco o punto interessata ai giochi interni di curia, lo lascio agli altri.

  29. Physikelly scrive:

    R.S.: “Non demonizzo nessuno, tantomeno Raniith e Fisichella: ma osservo che il primo era troppo sbilanciato in senso tradizionalista (ostile alla Comunione in mano eccetera)”

    Avendo seguito la diretta da San Pietro della Liturgia del Venerdì Santo… Al momento della Comunione, mi è saltato all’occhio come, fra i membri del Sacro Collegio che hanno ricevuto la particola dal papa, sia il Cardinale Re che il Cardinale De Giorgi abbiano opttato per riceverLa in mano.

    (Ma, curiosamente, così ha fatto anche il cardinal Castrillon Hoyos…)

  30. Pipìta Del Monte scrive:

    Gentile PHISIKELLY,

    evidentemente sia il cardinale RE (di illustri ascendenti,come suggerisce il patronimico) sia De Giorgi sia Castrillon avevano in quell’occasione le piaghe sulle labbra.

  31. giorgio scrive:

    Mi ha veramente stupito tanta conoscenza su Cardinali e le loro competenze: ho sempre pensato di essere persona abbastanza informata in questo campo, ma oggi mi sento veramente frustrato. Chiederò lumi allo Spirito Santo. Ho un unico dubbio: non so se farlo in latino o in italiano.

  32. Physikelly scrive:

    [ Nota: altre fonti confermano la notizia su Fischella alla Dottrina della Fede. Viene suggerito il nome del salesiano Enrico Dal Covolo, come suo successore nella carica di Rettore. ]

  33. Pipìta Del Monte scrive:

    Grazie,Signor Phisikelly,

    …eravamo troppo preoccupati infatti per le sorti del Covolo…

  34. Raffaele Savigni scrive:

    Apprezzo Enrico Del Covolo e lo vedrei bene come rettore (non ho indagato sulla sua “collocazione” geopolitica…).
    Se il papa ha dato la Comunione in mano vuol dire che non considera questo come estraneo alla “vera dottrina” (ipotesi assurda, visto che si tratta di una questione disciplinare e non dogmatica).
    Lasciamo che ognuno segua la propria coscienza, senza stare a “spiare” se uno riceve la Comunione in mano o in bocca. Ci sono questioni ben più importanti nella vita della Chiesa…

  35. Physikelly scrive:

    Concordo che ci sono questioni più importanti, ovunque.
    Anche più importante di : con chi va a cena, o a pranzo, Mons. Fisichella… e che frutti mangia. Le mere o le pere.. :)

  36. Pipìta Del Monte scrive:

    Si,caro Savignani del Rubicone,

    ha ragione:non sono altro che questioni del Covolo.

  37. Physikelly scrive:

    (Le mele, non le mere… :)

  38. Pipìta Del Monte scrive:

    Abbiamo capito,caro Phisikelly…
    le mele,non le mere…
    le pere,non le pele!

  39. Physikelly scrive:

    Contessa, ardisco ipotizzare che , se il Marcello si fosse chiamato M. Mera o M. Pela, il corso della recente storia patria sarebbe stato sensibilmente differente… (Vedi storia del naso di Cleopatra…:)

  40. Pipìta Del Monte scrive:

    Ardisca pore, caro Phisikelly, ardisca.

    Sono convinta anche io che se il de quo si fosse chiamato Pela, il conte Savignani avrebbe ugualmente stigmatizzato qualcosa, verosimilmente anche di più,avendo maggiore facilità di rinvenire qualcosina nell’uovo.

  41. lycopodium scrive:

    Mons. Amato, come teologo, è tutt’altro che un progressista.

  42. natan scrive:

    Speriamo che il nuovo prefetto sia un uomo molto, molto attento alla liturgia. Personalemte non vedo un salesiano a questo dicastero perchè conoscendo la “scarsa” attenzione degli attuali salesiani alla liturgia penso che che questo dicastero andrebbe a qualche uomo di spessore più rigoroso e attento alle innovazioni liturgiche.
    Perchè non un Fisichella o l’attuale segretario?
    Può darsi che qualcuno voglia giocare qualche brutto scherzo al papa e mettere un “progressista” in un dicastero chiave a cui tiene molto Benedetto XVI.

  43. Luisa scrive:

    Perchè lei crede veramente che Benedetto XVI lascerà ad altri la responsabilità di queste scelte ?
    Pensarlo sarebbe mal conoscere il nostro Papa che con la pazienza, la discrezione, l`intelligenza ma anche la fermezza che lo caratterizzano, sta mettendo ai posti chiave persone di fiducia e che conosce benissimo.
    Chi meglio di Benedetto XVI conosce la Curia ?

  44. renato scrive:

    scusate ma perchè continuate a parlare di Ranjith quando Torinielli ha detto che arriva Amato.

  45. Raffaele Savigni scrive:

    Egregia signora contessa Pipita, la inviterei a un maggior rispetto nei confronti di mons. Dal Covolo e a non usare espressioni plebee. Mons. Fisichella può frequentare chi vuole: l’importante è che l’annuncio cristiano non venga strumentalizzato in funzione degli interessi del prof. Pera, noto massone ed anticlericale negli anni ’80-’90, al quale interessa l’”Occidente”, non il Cristianesimo.

  46. Luisa scrive:

    Osservo che l`allora cardinale Ratzinger non nutriva gli stessi pregiudizi di Savigni su Marcello Pera, dal loro incontro è nato un libro” Senza radici ” molto interessante, la cui lettura consiglio a chi ancora non lo conoscesse.
    Ancora a riprova, se ve ne fosse bisogno, di quanto Joseph Ratzinger-Benedetto XVI sia uno spirito libero, aperto al confronto .

  47. Raffaele Savigni scrive:

    Luisa, ho letto a suo tempo “Senza radici”. Ho potuto verificare come i due coautori si muovano in realtà sui piani diversi: Pera parla continuamente degli Stati Uniti e cerca in tutti i modi di giustificare la guerra in Irak; Ratzinger evita di prendere posizione su questo e sposta il discorso sulla necessità di riscoprire le radici spirituali dell’Europa. Mi sembrano due prospettive diverse (anche se con un elemento in comune: il richiamo alle “radici” e la ricerca di un’idea di laicità non “laicista”): Ratzinger parla (come Giovanni Paolo II) di Europa, Pera di “Occidente” (dando per scontato, come la Fallaci e Magdi Allam, che l’Europa debba sempre schierarsi con gli Stati Uniti).
    Diversamente dal card. Ratzinger, Fisichella entra più direttamente su temi politici e si mostra “peradipendente”.

  48. Andrea scrive:

    Gentile dott. Tornielli, Le chiedo se per caso si sa qualcosa o c’è qualche indiscrezione per il nuovo vescovo della diocesi di Casale. Grazie. Andrea

  49. Luisa scrive:

    Pera e l`allora cardinale Ratzinger erano d`accordo su un punto essenziale, l`importanza delle radici cristiane, del cristianesimo per l`Europa che, se non sbaglio, fa parte dell`Occidente.
    Mons. Fisichella …Peradipendente? E se avesse semplicemente le sue idee senza essere Peradipendente?

    Decisamente ho molta difficoltà ad accettare che si rinchiuda la gente in etichette semplificatrici e riduttrici ma così pratiche per chi queste etichette ama metterle , o meglio ha bisogno di metterle!
    Una maniera come un`altra di “proteggersi” dalla differenza, dal differente, non è come me, non pensa come me, non ha le mie stesse idee, dunque gli incollo una bella etichetta e sto tranquillo, “le problème est réglé”.
    Non dico che bisogna essere tutti d`accordo, il mondo è bello perchè vario e variabile, ma perchè non semplicemente ascoltare, leggere con attenzione, riformulare quello che si è sentito o letto per essere sicuri di aver ben capito, riflettere e in seguito esprimere la propria opinione senza prima dover etichettare l`altro ?
    E questa tendenza è così umanamente comprensibile, che risparmia ben pochi di noi.
    Persino Joseph Ratzinger-Benedetto XVI, spirito libero, uomo libero e indipendente da ogni appartenenza, altra che quella in Cristo, è il bersaglio di questa abitudine di etichettare, normale niente o meglio nessuno meglio di uno spirito libero inquieta !
    Giocando a questo giochetto io…… mi lancio … sarei una cattolica immatura ( non matura)…adolescente, forse anche infantile ( non adulta)…tradizionalista (non progressista)….di centro-destra (il più ridicolo)…beh.. decisamente non mi riconosco in alcuna di queste definizioni….eccetto una : cattolica .

  50. ANTONIO scrive:

    MA LA VOGLIAMO SMETTERE DI DI DISQUISIRE SUL SESSO DEGLI ANGELI? I BARBARI SONO ALLE PORTE! ANZI LI ABBIAMO GIA IN CASA – CON LA PRIMAVERA NE ARRIVERANNO ALTRI CON LE LORO CULTURE INTRENSIGENTI. HANNO FATTO UN CASO INTERNAZIONALE PER DUE VIGNETTE SU MAOMETTO- NOI PER I NOSTRI MARTIRI DISCUTIAMO DEL SESSO DEGLI ANGELI? NON MI SEMBRA SERIO.

  51. Pipìta Del Monte scrive:

    Caro Savignani del Rubicone,

    Ella sa bene quanto mi siano estranee e quanto aborrisca qualsivoglia espressione o vieppiù azione plebea.

    E’ pertanto superfluo che Ella mi indirizzi discorsi del covolo con o senza iniziale maiscola!

    La invito caldamente a rientrare nei ranghi che Le si addicono, senza rimestare nei paiuoli olezzanti di ideologia a mo’ de’ pecorai intenti alla raccolta della ricotta dentro il siero.

  52. Alessia scrive:

    Brava Luisa!
    Dalla Lettera Enciclica “Ad Beatissimi Apostolorum” di Papa Benedetto XV
    «Questa è la fede cattolica; chi non la crede fedelmente e fermamente non potrà essere salvo»(28); o si professa intero, o non si professa assolutamente. Non vi è dunque necessità di aggiungere epiteti alla professione del cattolicesimo; a ciascuno basti dire così: «Cristiano è il mio nome, e cattolico il mio cognome»; soltanto, si studi di essere veramente tale, quale si denomina.

  53. Pipìta Del Monte scrive:

    Mi consentirà,carissima granduchessa LUISA, di manifestarLe il mio plauso per codest’ultimo sagace commento.

    Convengo con LEI che Gesù quando quel venerdi santo di 1975 effuse da suo santo costato la sua Chiesa non immaginava certo di effondere anche alcuna scienza da insegnare nelle università laiche,nemmeno la “storia” della sua Chiesa. E quand’anche lo abbia immaginato,certo si sarebbe atteso che coloro i quali,regolarmente stipendiati,lo fanno ancora oggi(o oggi più che mai) si astenessero da posizioni ideologizzanti e curassero prima di tutto la preghiera e poi la semplicità e il rigore nel trasmettere ai loro allievi e anche alla gente le cognizioni storiche apprese ,senza alcuna aggiunta ideologizzante.

    Nessuno me ne voglia se spesso oso paragonare certe uscite anche in questo blog a quelle che il prof. Pasqualardo De Monocolis(amico di sempre e di antica prosapia) definisce con molta fvranchezza(emissioni periferiche gassose di tipo sfinterico”.

    Saluti cari,granduchessa.

  54. Giuseppe scrive:

    Spero proprio che mons. Amato vada al Culto Divino, conosco la sua intransigenza!!!
    E’ di pochi giorni fa la notizia che Crocetta il primo sindaco omosessuale dichiarato della storia d’Italia abbia fatto da padrino in un battesimo.
    Uno scandalo!!!
    Vi invito a leggere l’art. sul blog Veritas Libera: http://veritas-libera.blogspot.com/2008/03/scandalo-gela-crocetta-primo-sindaco.html

  55. marina scrive:

    Hai detto bene Luisa,nessunomeglio di uno spirito libero iquieta,ed infatti Ratzinger, quando ancora era cardinale,aveva fatto una notifica ai libri di Antony De Mello, Gesuita, libri stupendi che insegnano ad amare Dio pur non facendosi condizionare dalle ideologie e dalla società.
    Libri definiti non consoni e quindi dannosi per i fedeli.
    questi libri insegnano ad essere se stessi e liberi pensatori, pur riconoscendo DIO.

    Ratzinger li ha bollati come pericolosi.

  56. marina scrive:

    per Giuseppe,
    scusi allora come la mettiamo con quei sacerdoti, vescovi ecc. che sono omosessuali, sono consoni?
    Sono cattolici?
    Sono adatti al compito di educare i giovani ai valori cristiani?

  57. Luisa scrive:

    Marina ci parla di Anthony De Mello e lo cita come una vittima dell`allora cardinale Ratzinger.
    Conosco molto bene De Mello, nel mio periodo di turismo religioso o meglio spirituale ho frequentato gruppi dove De Mello era il riferimento assoluto, me ne sono in seguito allontanata , la nota dell CDF non ha fatto che confermare il malessere che avevo sentito.
    Ecco qualche passaggio della nota della CDF, penso sia sufficiente per capire quanto essa sia giustificata.

    ……
    “De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara “discepolo”. Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L’unica differenza con gli altri uomini è che Gesù era “sveglio” e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli uomini sono figli di Dio.

    Alla rivelazione, avvenuta in Cristo, egli sostituisce una intuizione di Dio senza forma né immagini, fino a parlare di Dio come di un puro vuoto. Per vedere Dio non c’è che da guardare direttamente il mondo. Nulla si può dire su Dio, l’unica conoscenza è la non conoscenza. Porre la questione della sua esistenza, è già un nonsenso.

    In altri passi il giudizio sui libri sacri delle religioni in generale, senza escludere la stessa Bibbia, è anche più severo: esse impediscono che le persone seguano il proprio buonsenso e le fanno diventare ottuse e crudeli. Le religioni, inclusa quella cristiana, sono uno dei principali ostacoli alla scoperta della verità.

    La Chiesa, facendo della parola di Dio nelle Sacre Scritture un idolo, ha finito per scacciare Dio dal tempio. Di conseguenza essa ha perduto l’autorità di insegnare nel nome di Cristo.”

    Basta per capire ?… Questo è solo un assaggio…..chi lo desidera può leggere tutto qui :

    ttp://www.ratzinger.it/modules.php?name=News&file=article&sid=93

  58. Luisa Caddeo scrive:

    Caro Dott. Ferrara,
    ultimamente Lei sta promuovendo una forte campagna a favore della vita tramite la rivisitazione della legge 194.
    Mi sembra di capire che, sostanzialmente, lei afferma fortemente il principio secondo il quale una donna dovrebbe essere fondamentalmente propensa a generare vita piuttosto che a donare morte.
    Ebbene, io sono una di quelle che, fra le due opportunità, ha optato per la prima.
    Tenterò di illustrale, brevemente, la mia situazione: “ Sono Madre di due bambini, Sara e Roberto, rispettivamente di 14 e 11 anni .
    I due bambini sono portatori, sin dalla nascita, di handicap grave(OLIGOFRENIA, LEUCOENCEFALOPATIA E IPOTONIA) , giudicati invalidi al 100%, io e mio marito Carlo, percepiamo un totale di 800 euro al mese quale indennità d’accompagnamento. Inoltre, in virtù di quanto previsto dalla legge 162/1998, vengono erogati pseudo servizi d’assistenza quali: accompagnamento dei bambini da casa a scuola e viceversa; supporto terapeutico psicologico (musicoterapia) e ausilio educativo mediante educatrice che permane nel nostro domicilio 2 ore al giorno. Cosa dice questa legge? In sintesi il legislatore ha voluto affermare un sacrosanto principio che si riassume così: “ 1- ter)……… a disciplinare, allo scopo di garantire il diritto ad una vita indipendente alle persone con disabilità permanente e grave limitazione dell’autonomia personale nello svolgimento di una o più funzioni essenziali della vita, non superabili mediante ausili tecnici, le modalità di realizzazione di programmi d’aiuto alla persona, gestiti in forma indiretta, anche mediante piani personalizzati per i soggetti che ne facciano richiesta, con verifica delle prestazioni erogate e della loro efficacia”.
    L’esclamazione mi pare d’obbligo: “ALLA FACCIA DELLA GARANZIA DI UNA VITA INDIPENDENTE!!!!!!!”. Se con gli interventi attualmente adottati a favore di Roberto e Sara si ritiene di assicurare il diritto summenzionato, la pretesa mi sembra, francamente, un po’ “eccessiva, per non dire demenziale”. Inoltre, io non posso, ovviamente, lavorare dovendomi occupare dei bambini; mio marito è disoccupato da anni e, nonostante le ripetute richieste tese a richiamare l’attenzione della nostra amministrazione locale affinché, in virtù della drammatica situazione, possano essere adottati provvedimenti d’eccezione per assicurare una qualsiasi attività lavorativa a mio marito Carlo, e quindi assicurare ai nostri due infelici figli perlomeno una adeguata alimentazione (sto parlando di ALIMENTAZIONE, non di sfumature voluttuarie) tutto tace, nel più assoluto immobilismo.
    Caro Ferrara, le confesso, pur se con molta tristezza, che se dovessi tornare indietro, sarei una di quelle donne che avrebbe il buon senso di NON donare ai propri figli una vita fatta di stenti e sofferenze, di indigenze assolute, di abbandono da parte di una società che si professa democratica ed attenta al sociale e che, invece, con indifferenza ripone nel dimenticatoio le tragedie che colpiscono le persone più deboli. Le confido anche che, spesso, mi sembra di intravedere nello sguardo dei miei due bambini (ovviamente loro non sono in grado di articolare le parole e di formulare logici pensieri) una sorta di rimprovero per avergli donato una “non vita”.
    Ora, quel che le chiedo è: una volta tanto, invece di portare alla ribalta i casi di donne che decidono di abortire per paura di non poter assicurare ai propri figli una vita degna di potersi definire tale, parli della paura di una madre che, a causa del totale stato di abbandono in cui sono stati relegati i suoi figli , vive nell’angoscia di cosa il futuro potrà riservare a questi due bambini, convive col senso di colpa di avergli imposto una vita d’inferno e solitudine, in un paese dove ci si preoccupa del “modello” ma non ci si prende cura delle specificità sociali che incidono fortemente sulla sua applicazione pratica, dove le tristi problematiche di questi “figli di un Dio minore” vengono appositamente sminuite sino al punto di renderle invisibili proprio perché è comodo ed edificante parlarne ma, ahimè, forse troppo impegnativo e poco remunerativo risolverli.
    Mi dimostri Dott. Ferrara che il suo è un forte e sentito convincimento e non l’ennesima messa in scena “Italianota” utile solo a dare visibilità al suo promotore.
    Perché Lei possa meglio rendersi conto di cosa stiamo realmente parlando, le allego due fotografie dei miei bambini, che danno il senso del loro effettivo stato di salute.

    Luisa Caddeo
    Piazza della Repubblica, 18
    09010 Vallermosa (CA)
    Tel. 349 2534234

    http://lalampadadeidesideri.blog.tiscali.it

  59. marina scrive:

    e che cosa c’è di male nei libri di di mello, ha detto la verità..
    non siamo forse figli di DIO tutti , o appena i cattolici lo sono?
    Che malessere ha avuto ,di cosi pesante dal farle decidere di non più requentare i corsi?’

    Dio è o non è una entità astratta?
    L’ha visto di persona lei?
    Me lo può spiegare?
    Io i libri di antony de mello li ho letti ,e, li ho trovati conformi alla volontà di Gesù Cristo.

  60. marina scrive:

    luisa il sito da lei segnalato non c’è in internet,ho cliccato ma non esiste

  61. Francesco Ursino scrive:

    Marina scrive: “Dio è o non è una entità astratta?”.

    Ma chi le suggerisce queste bestialità??? E dice di essere cattolica!!!! Se Dio è un’entità astratta, Gesù Cristo chi è? Perché lei si professa cattolica, se secondo lei tutta sta “bella gente” non è chi dice di essere? Ma la prego, ragioni prima di scrivere… .

    Non ci posso credere!!!!!! :roll:

  62. Raffaele Savigni scrive:

    Non faccio caso alle flatulenze maleodoranti di Pipìta e continuo il mio lavoro. Sfido chiunque a dimostrare (testi alla mano) che nelle mie pubblicazioni e nelle mie lezioni universitarie ci sono indebite ideologizzazioni!
    Quanto all’episodio di Gela, lasciamo la valutazione al vescovo (l’omosessualità come tendenza non è una colpa: lo dice la teologia morale; in ogni caso, mi scandalizzano molto di più i padrini mafiosi o corrotti).Non mi piace un sito che ha come dicitura “Extra Ecclesiam nulla salus”: un’affermazione che alla luce dell’ecclesiologia del Vaticano II (ma anche di una dichiarazione del Magistero del 1949 riportata dal Denzinger) va decisamente corretta.

  63. Francesco Ursino scrive:

    Cara Marina,
    le farà “piacere” sapere che l’ultimo suo post mi ha fatto letteralmente scompisciare dal ridere… E’ incredibile che esistano persone simili… ahahah :cool:

  64. enrico scrive:

    Diventare Prefetto della Congregazione del Culto Divino è importante (è posto cardinalizio) e pertanto tifo per Ranjit. L’unico lì dentro che sa parlar chiaro e chiamare pesce un pesce. Non me ne voglia, Dott. Tornielli, spero quindi che le sue fonti sbaglino.
    Ma al tempo stesso troverei meglio ancora riservare Ranjit come Prefetto della Congregazione per i Vescovi, quando l’anno prossimo Re compirà 75 anni. E’ là il punto centrale della riforma ratzingeriana. Possono uscire i documenti migliori e più ispirati (Sacramentum caritatis, Summorum pontificum, ecc.), ma poi tutto resta inattuato o quasi per la sorda resistenza dei vescovi, fermi alle ideologie degli anni ’60 e ’70.
    L’unico modo per superare le zavorre episcopali: svecchiare le loro ideologie immettendo nuovi vescovi più “giovani” mentalmente e non sclerotizzati nelle parole d’ordine di 40 anni fa.
    In effetti, è inutile diventare Prefetti del Culto divino e, come Arinze, decretare che bisogna correggere la traduzione di pro multis, se poi ciò resta lettera morta. Meglio piuttosto avere il potere di cambiare un po’ di quei vescovi che remano contro.

  65. lycopodium scrive:

    @ Andrea Tornielli.
    Ecco cosa si dice di lei sul blog di Accattoli (che è del tutto innocente, ovviamente:
    “ignigo74 scrive,
    30 Marzo 2008 @ 22:46

    @lycopodium
    Andrea Tornielli è il “vaticanista” del quotidiano IL GIORNALE.
    Fa un uso distorto ideologicamente semplificatorio anche delle affermazioni del papa: chiederò scusa pubblicamente quando il signor Andrea Tornielli pubblicherà un proprio articolo simile a quello proposto dal sig. Lycopodium sull’Osservatore Romano, questo sì quotidiano serio e affidabile, ovviamente distante anni luce dal IL GIORNALE. Lo stesso quotidiano IL GIORNALE diverse volte ha pubblicato interviste a due o tre preti ESPLICITAMENTE FASCISTI, sì, non di AN ma FASCISTI: lo stesso IL GIORNALE si è dimenticato di dire che i preti in questione erano tutti o scomunicati o appartenenti a congregazioni paralefreviane e comunque NON in comunione con Roma. Questi sono FATTI OGGETTIVI, gravi sui quali invito a riflettere i devotissimi cattolici lettori de IL GIORNALE, pronti a scandalizzarsi sulla comunione in mano e stranamente silenziosi su altri atteggiamenti moltio più gravi”.

    La mia massima solidarietà e stima.

  66. Giuseppe scrive:

    X Raffaele Savigni,
    mi spiega quando è stato corretto il dogma “Extra Ecclesiam Nulla Salus”?
    può esser modificato un dogma?
    Va corretto nel senso che la Chiesa è uno tra gli altri mezzi di salvezza???
    Dimenticavo per salvarsi è necessario esser un cristiano migliore, come un induista migliore, un musulmano migliore e non convertirsi all’unica Vera Fede, all’unico Salvotore, il Dominus Iesus.
    Aspetto le sue spiegazioni…

    http://veritas-libera.blogspot.com

  67. Giuseppe scrive:

    per quanto riguarda il caso di Gela si tratta pure d’aver dimenticato la Divini Redemptoris, il sindaco Crocetta è pure Comunista, quindi ritengo che abbia impedimento non solo per quanto riguarda la rettitudine morale, ma anche per la sua professione al credo comunista ateo!
    Per SAVIGNI NON C’è NULLA DI CLAMOROSO,MA….!?
    http://veritas-libera.blogspot.com/

  68. Gianluca Barile scrive:

    Chiedo scusa se vado off topic… ma la curiosità è tanta: cara marina, ha un autore che Le scrive simili battute o Le vengono spontanee? Io le trovo assolutamente perfette e in sintonia con le barzellette di Pierino.
    Al Professor Savigni: se mi farà avere un Suo indirizzo postale, in segno di apprezzamento per ciò che scrive, Le invierò volentieri un po’ di mozzarella di bufala campana della mia cara terra, la Piana del Sele…
    Ad Andrea Tornielli: siccome ti stimo e ti voglio bene, invierò le mozzarelle anche a te ma prima aspetterò che cessi ufficialmente il caso diossina:-)
    A Luisa: dove scrivi tu, ormai non intervengo più, non ce nè bisogno, scrivi esattamente ciò che penso.
    A tutti i navigatori: buon inizio settimana!

  69. Gianluca Barile scrive:

    errata corrige: a Luisa volevo naturalmente scrivere ‘non ce n’è bisogno’.

  70. Pipìta Del Monte scrive:

    Carissimo Gianluca Barile,

    amo leggere sempre il Suo giornale on line, ricco di riferimenti concreti e precisi, libero da condizionamenti e ciprie, sempre diretto al cuore della Chiesa e della gente.

    Mi congratulo sempre più e con me tutti i miei altolocati amici che La leggono.

    Quanto al conte Savignani del Rubicone, è un piacere constatare com’egli al fine abbia riscoperto la favoletta del bue che dà del cornuto all’asino.

    In tal caso il quadrupede da soma sarei io e me ne vanterei alquanto.

    Buona giornata a tutti.

  71. marina scrive:

    Savigni ,finalmente una persona che ragiona..
    tutti contro gli omosessuali, ma nessuna condanna ai mafiosi.

  72. marina scrive:

    Uno dei pensieri di Antony de mello: abbandonate le vostre false idee.non lasciatevi ingannare dalle persone. Altrimenti passerete tutto il tempo alle prese con la falsa opinione che avete di loro, con le vostre illusioni, costantemente in contrasto con la realtà.

    Le tre cose più difficili per un essere umano non sono attributi fisici o capacità intellettuali.
    Sono queste:
    1 restituire amore in cambio di odio;
    2 coinvolgere gli esclusi;
    3 ammettere di avere torto.

  73. marina scrive:

    Un altro dei pensieri di Di Mello: quando sentite nel vostro cuore e dite a DIO che davvero credete che tutto è servito per il vostro bene,passate al momento successivo: ringraziate DIO.

    DIO non è domani, è ora.
    La vita nonè domani, è ora.
    L’amore non è domani, è ora.

    La maggior parte delle persone vive di idee, e cosi perde la sua vita.

    La parola e l’idea DIO possono essere un ostacolo per vedere DIO.

  74. Pipìta Del Monte scrive:

    Per la contessa Marina,

    Ella si sente esclusa?

  75. Pipìta Del Monte scrive:

    Per GIANLUCA BARILE

    Carissimo,

    a quando sulle pagine del suo gionale on line una corrispondenza sui 170 vescovi e i 17 cardinali convenuti alla Domus Galilaeae su convocazione di Kiko Arguello(il nuovo aspirante papa)per discutere dell”Apostasia dell’Europa”?

    L’ennesimo schiaffo alle conferenze episcopali europee e al Vaticano,reo evidentemente per loro di disattenzione verso il problema Europa.

    Dobbiamo prepararci a vedere presto un mitria virtuale sul capo di Arguello o una stola pontificale sul diafano corpo di Carmen Hernandez?

  76. marina scrive:

    pipita , cominci a tirare fuori argomenti seri, se ne è capace,invece di parlare sempre di quadrupedi che scoreggiano. é capace solo di quello?
    Da quando ho iniziato a frequentare questo blog ,il suo pensiero va sempre li, alle scoregge, come fanno i bambini dell’asilo.

  77. Patrizia C. scrive:

    Raffaele Savigni scrive:
    ..l’omosessualità come tendenza non è una colpa..
    Sarebbe meglio precisare che l’omessualità è una condizione non una tendenza, su questo equivoco speculano “tendenze” omofobe di troppe persone..

  78. Pipìta Del Monte scrive:

    Cara contessa Marina,

    purtroppo lla mi ispira solo quello.

  79. Luisa scrive:

    Innanzitutto di buon mattino, e lo è ancor più, per me che già troppo mattiniera non sono (abbasso l`ora d`estate), vorrei ringraziare e salutare Ginaluca Barile, che già sa quanto apprezzo il suo giornale on-line Petrus, ma lo ridico qui.
    Vorrei dire anche a Gianluca di non prendersela con Raffaele Savigni…è un fatto avverato e indiscutibile che Petrus ( e dunque tu) è una delle sue “bestie nere” ( non so se si dice in italiano), persona non grata, assolutamente e definitivamente Savigni-incompatibile ! Forse potrebbe essere considerato come un complimento…vedi tu !
    De Mello è la “coqueluche” di tutti quei gruppi dove vige il sincretismo più plateale come un vessillo di cui essere fieri ! Un misto di buddismo, induismo, zen, yoga , meditazione trascendentale, Gesù al limite sì ma quello storico …figlio di Dio?…unica via di salvezza? ma non pensiamoci nemmeno! e non osare dirlo ti fai subito schernire dagli iniziati de melliani….Dio una persona ? ma scherziamo…tu con la meditazione puoi fondere il tuo io….con l`infinita sorgente d`amore….esci da te …ti annulli….ti espandi….smetto qui e non ritornerò sull`argomento che conosco molto bene per averlo vissuto non come lettura di libri ma come una realtà.
    Una bella e buona settimana a tutti !

  80. Pipìta Del Monte scrive:

    Ciao LUISA,

    buona giornata!
    Potremmo sapere da dove scrivi?

  81. Luisa scrive:

    Scrivo da Ginevra, Pipita .

  82. natan scrive:

    Carissimi
    sul discorso di Crocetta, sindaco di gela, omosessuale dichiarato, chiamto a far da padrino non vedo nulla di strano.
    Crocetta, un uomo coraggioso, che combatte tenacemente la deliquenza e la mentalità mafiosa a Gela. L’ultima sua coraggiosa iniziativa quella di dare un tetto “veramente” ai senza tetto e non come succedeva negli anni preceenti ai clan mafiosi dei”stiddari”.Così Crocetta , rappresenta quel cristianesi mo di frontiera più di tanti uomicni che pur facendo parte di una nomenklatura di partiti di ispirazione cristiana per decenni hanno fatto si che questa città sia l’emblema del non – Stato.
    Trovo quindi più scandaloso gli abusi liturgici che il sindaco Crocetta.
    Ieri mi son dovuto sorbire uno scambio della pace da far dirzzare i capelli: un canto continuo e crescendo degenerante in samba. Disordine in tutta la chiesa a causa di questi scambi di pace non certo come la liturgia detta. Alla fine ….. distribuzione dell’Eucaristia (rigorosamente data in mano) curata da una catechista. La parrocchia ha attualmente ben quattro frati, di cui tre non erano completamente rintracciabili, cosicchè la catechista ha distribuito la Santa Comunione.
    A voi le considerazioni.

  83. Luisa scrive:

    Scusa Natan, ma quando leggo quello che è successo nella sua parrocchia mi viene spontaneo da dire : ma chi assiste a abusi di questo tipo, che cosa fa? Subisce? Se ne va come in una specie di legittima difesa contro questa agressione ? Reclama, si lamenta ma in seguito non fa niente? Se lei non è il solo a lamentarsi, non è possibile di riunirsi e discutere con i frati? E se gli abusi continuano, perchè non avvertire il Vescovo ? E se il Vescovo tollera e sostiene questi abusi perchè non salire sino in Vaticano?
    Penso che i tempi del silenzio, dell`accettazione silenziosa di tali abusi, è finito, o almeno vorrei fosse finito.
    O sono un`illusa ?
    So che i danni sono profondi, so che tanti, troppi sacerdoti si considerano altrettanti elettroni liberi di servirsi della Liturgia come di un oggetto da plasmare a loro piacimento o a quello della comunità, ma c`è un limite a tutto.
    Oggi in un mondo dove l`emozione è al potere, l`emozione è entrata anche in chiesa e durante la Liturgia. Purtroppo queste emozioni, il più sovente, non sono illuminate dalla ragione, l`ignoranza accompagna ,quando non suscita, l`emozione…allora tutto diventa possibile davanti ad un gregge plasmabile a volontà. Spingi sul bottone: “emozione” e fai quello che vuoi.

  84. natan scrive:

    Per Luisa.

    IO SONO RASSEGNATO. L’HO DETTO PURE A MIO FIGLIO (ANNI 16) SCONVOLTO PIù DI ME DI QUESTA MESSA. LA SOLISTA, UNA BELLA VOCE, CANTI RIGOROSAMENTE DEL RNS CHE ALZAVA LE BRACCIA IN CIELO DURANTE IL CANTO DEL SALMO RESPONSORIALE.
    SUL CANTO E SULLA VOCE NIENTE DA ECCEPIRE , MA SULLA COMPOSTEZZA…. SONO STATI DOLORI.
    SUCCESSIVAMENTE SI OBBLIGA IL POPOLO A NON INGINOCCHIARSI DURANTE LA CONSACRAZIONE PERCHE’ LA DOMENICA E’ IL GIORNO DEL RISORTO E ALLORA BISOGNA STARE IN PIEDI ( QUESTO ATTINTO DALLA LITURGIA ORTODOSSA) LA STESSA “CANTANTE” DEL SALMO DOPO LA CONSACRAZIONE SI LASCIA ANDARE IN UN CANTO LIBERATORIO PIù CHE DI ADORAZIONE ( FUORI DAI CANONI LITURGICI). ALLA FINE LO SCAMBIO DELLA PACE COME SPIEGAVO PRECEDENTEMENTE E POI LA COMUNIONE DATA RIGOROSAMENTE IN MANO ( ATTINTO DALLA LITURGIA PROTESTANTE).
    DOVREI PARLARNE CON IL VESCOVO? CARA LUISA , LASCIAMO PERDERE……….

  85. Cherubino scrive:

    su “extra ecclesia nulla salus” da COMMISSIONE TEOLOGICA INTERNAZIONALE – LA SPERANZA DELLA SALVEZZA PER I BAMBINI CHE MUOIONO SENZA BATTESIMO
    http://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cfaith/cti_documents/rc_con_cfaith_doc_20070419_un-baptised-infants_it.html

    58. Di fronte a nuovi problemi e situazioni e ad una interpretazione esclusiva dell’adagio: «salus extra ecclesiam non est» 88, negli ultimi tempi il Magistero ha articolato una comprensione più sfumata del modo in cui può essere realizzata una relazione salvifica con la Chiesa. L’allocuzione di Papa Pio IX, Singulari Quadam (1854), espone con chiarezza questa problematica: «A motivo della fede si deve, è vero, tenere saldo che al di fuori della Chiesa apostolica romana nessuno può essere salvato, in quanto essa è l’unica arca della salvezza; chi non entrerà in essa perirà nel diluvio; tuttavia però si deve ugualmente ritenere per certo che coloro che soggiacciono a mancanza di conoscenza della vera religione, se questa non può essere superata, essi davanti agli occhi del Signore non vengono implicati in colpa alcuna per questa cosa» 89.

    59. Ulteriori chiarimenti ci provengono dalla Lettera del Sant’Uffizio all’Arcivescovo di Boston (1949): «Poiché non si richiede sempre, affinché uno ottenga l’eterna salvezza, che sia realmente incorporato come un membro della Chiesa, ma questo almeno è richiesto, che egli aderisca alla stessa con il voto e con il desiderio. Questo voto, poi, non è necessario che sia sempre esplicito, come accade per i catecumeni, ma dove l’uomo soffre di ignoranza invincibile, Dio accetta pure un voto implicito, chiamato con tale nome, perché è contenuto in quella buona disposizione dell’animo con la quale l’uomo vuole la sua volontà conforme alla volontà di Dio»

  86. marina scrive:

    LUISA ci illumini lei con la sua ragione.

    mi può dire con parole chiare cosa ha detto GESU ai suoi apostoli?

  87. marina scrive:

    De Mello disse anche:lasciate le persone essere quel che sono.
    Lasciate voi stessi essere qullo che siete.
    Vivete la vita e smettetela di interferire.

  88. marina scrive:

    De Mello disse anche:lasciate le persone essere quel che sono.
    Lasciate voi stessi essere quello che siete.
    Vivete la vita e smettetela di interferire.

  89. Francesco Ursino scrive:

    Marina

    Se vuole, le dò un po’ di luce io… invece di navigare in rete dove rischierebbe di perdersi, scali invece gli scaffali della sua libreria e si legga il Vangelo – se ce l’ha -.

    Professarsi cattolici e poi sposare filosofie di pensiero che fanno di Cristo una sorta di pensatore “positivo” della vita e basta vanifica la nostra fede. Essere cattolico significa credere che Cristo è Dio fatto Uomo, morto e risorto per la salvezza dai nostri peccati. Se non crede questo, non è cattolica, tantomeno cristiana. Dio non è un pensiero metafisico o un ideale meraviglioso o peggio un quid astratto di cui ciascuno ha la sua opinione: Dio si è rivelato in Cristo Gesù e chi crede nel suo nome, cioè chi crede in Cristo, crede anche “nel Padre che mi ha mandato”.

    Sì, Marina, “solo” i cristiani sono figli di Dio. Per essere figli di Dio, bisogna essere battezzati… . Per entrare a far parte della Chiesa, corpo di Cristo, ed essere quindi sue membra, suoi figli.

    Un’ultima cosa e poi la saluto: lei dice di aver trovato i pensieri di mello “conformi alla parola di Cristo”. Peccato che Cristo non si sia presentato come un idealista, ma come Figlio di Dio. Lui non inseguiva una mistica astratta, ma parlava all’uomo per davvero e gli mostrava Dio Padre nella Sua Persona, cioè Lui stesso. Sostenere che Dio ha una forma indefinita e che Cristo è stato un grande filosofo della vita E BASTA significa solo che chi lo dice non sa di cosa parla. E attaccarsi al primo “martire” bollato come pericoloso dalla Chiesa la dice lunga.

  90. Alessia scrive:

    Le frasi del defunto gesuita De Mello sono, con tutto il rispetto, degne dei baci perugina. Stop!

  91. Paolo scrive:

    Ho conosciuto Amato quando era “semplice” prof. di Teologia e sono felice per lui… Fisichella mi piace molto… quindi che dire… TUTTO OK!
    Paolo

  92. marina scrive:

    Scusate pseudocattolici,tipo alessia, luisa e ursino ,perchè ce l’avete con Di Mello?
    Cosa vi ha fatto di male?
    Ursino.. cosa dice il vangelo??
    Davvero crede che io non l’abbia mai letto??

    Mi spieghi cosa c’è di male nei libri di Di Mello,
    cosa dice GESU e cosa dice Di Mello,
    cosi mettendo a confronto quanto dice il vangelo e i libri di Di Mello ,forse possiamo capirci.

  93. marina scrive:

    Alessia , forse era meglio se stava zitta ,invece che fare quella battuta, ha dimostrato di che pasta è fatta.

  94. marina scrive:

    Mi scusi Ursini, ma in che scuola è cresciuto, chi l’ha educata, perchè non riesco proprio a capire il suo pensiero.Forse se c’è qualcuno che non ha mai letto il vangelo, questo è proprio lei.

  95. Francesco Ursino scrive:

    Suvvia Alessia e Luisa, togliamoci il cappello davanti a Marina… diamine! :cool: Vuole che le stendiamo anche un tappeto rosso??? AHAHAHAH scusate ma non se ne può davvero più… AHAHAH!!! :D

  96. Francesco Ursino scrive:

    Marina creda quello che le pare… è l’unica cosa che le riesce di fare… credere alle favole e alle menzogne. Contessa Fanfaronia, i miei ossequi. Si faccia vedere da uno bravo. Le posso consigliare un mio carissimo amico, il Prof. Dubbiamens Ingarbuglioni? L’avverto, è un tipo un po’ strano… ma credo che andrete d’amore e daccordo… ahahah!!! :D

    Fine della pellicola (per quel che mi riguarda) :roll:

  97. Carlo scrive:

    Marina….Marina……su dai…….mi cadi proprio su questo???

    Dovresti sapere che per i cattolici quello che dice la Chiesa è parola di Dio.

    A causa dell’enorme diffusione avuta dal Messaggio e da altri scritti di De Mello, la Chiesa è intervenuta il 24 giugno 1998 con una notificazione della congregazione per la dottrina della fede, condannando il messaggio stesso.

    Tra i vari punti condannati:

    -Il fatto che De Mello consideri le religioni (tutte) come ostacoli alla scoperta della verità.

    -Apprezza Gesù ma lo considera un discepolo come tanti altri.

  98. Carlo scrive:

    “Marina creda quello che le pare… è l’unica cosa che le riesce di fare… credere alle favole e alle menzogne.”

    Ursino…..conosce la storia del bue che da del cornuto all’asino?

  99. 1
    Rimuovete una volta per tutte San Michele, protettore della Chiesa Cattolica da tutte le preghiere all’interno e all’esterno della Santa Messa. Rimuovete le sue statue, affermando che esse distolgono dalla Adorazione di Cristo.

    2
    Rimuovete gli Esercizi Penitenziali della Quaresima come l’astinenza dalle carni del venerdì o anche il digiuno; impedite ogni atto di abnegazione. Al loro posto debbono essere favoriti atti di gioia, di felicità e di amore del prossimo. Dite: “Cristo ha già meritato per noi il Paradiso” e “ogni sforzo umano è inutile”. Dite a tutti che debbono prendere sul serio la preoccupazione per la loro salute. Incoraggiate il consumo di carne, specialmente di maiale.

    DEVO CONTINUARE?
    O E’ ABBASTANZA CHIARO????

  100. Francesco Ursino scrive:

    Caro Carlo,
    se vogliamo seguire il canone di Marina, per tutti gli “pseudocattolici” Dio parla attraverso la Chiesa. I “cattolici” come la suddetta hanno altri “salvatori”.

  101. Francesco Ursino scrive:

    No, ma conosco quella del lupo e della pecorella…

  102. Carlo scrive:

    Ursino la invito ad una maggior correttezza. La frase esatta non dovrebbe essere “Dio parla attraverso la Chiesa” ma….fra i tanti ‘Dii’ quello cattolico parla attraverso la Chiesa.

    Giusto per precisare. Altrimenti fra i tanti non si capisce di quale Dio stiamo parlando:-)

  103. Patrizia C. scrive:

    ..e il settimo giorno l’uomo creò Dio a sua immagine e somiglianza. Questa è la frase giusta.

  104. Siamo ora arrivati al punto in cui la Comunione sulla mano è addirittura presentata come il modo migliore di ricevere l’Eucarestia ; la maggior parte dei nostri fanciulli cattolici è stata male istruita a ricevere la Prima Comunione sulla mano. Ai fedeli si dice che è una pratica facoltativa e se a loro non piace, possono riceverLa sulla lingua. La tragedia di tutto questo è che se questo è facoltativo per il laicato, non lo è per il clero. I preti sono chiaramente istruiti ad amministrare la Comunione sulla mano, che a loro piaccia o no, a chiunque lo richieda, gettando così moltissimi preti in una agonizzante crisi di coscienza. É dunque evidente che nessun prete può essere legittimamente forzato ad amministrare la Comunione sulla mano ; dobbiamo pregare affinché il maggior numero di preti abbia il coraggio di salvaguardare la riverenza dovuta a questo Sacramento e non venga intrappolato in una falsa ubbidienza che fa sì che essi collaborino alla perdità di sacralità di Cristo nell’Eucarestia. I preti devono trovare il coraggio di combattere questa nuova pratica che fa parte dell’occulta strategia di protestantizzazione del Cattolicesimo, ricordando che Papa Paolo VI, giustamente, predisse che, la Comunione sulla mano, avrebbe portato all’irriverenza e alla profanazione dell’Eucarestia e ad una graduale erosione della dottrina ortodossa. Questo abuso illegittimo si è così ben radicato come una tradizione locale, che anche papa Giovanni Paolo II non ebbe successo, nonostante un suo tentativo per frenare l’abuso.

  105. Pipìta Del Monte scrive:

    Bentornato granduca COSIMO,

    Ella ha ragione: il gioco è rimuovere,rimuovere,rimuovere, in maniera tale che nella Chiesa svuotata rimangano solo i presunti cattolici adulti o i pionieri della New Age.

    E’ anche il gioco sporco che stanno conducendo da quarant’anni i neocatecumenali dal di dentro.

  106. Francesco Ursino scrive:

    Caro Carlo,
    la monotonia è propria di chi non sa più cosa dire… senza offesa, ma a fare coppia con Marina “le” fa tutt’altro che un buon effetto. Cmq, de gustibus.

    Saluti.

  107. Marco Scanavacca scrive:

    Chiedo scusa a tutti, al dott. Tornielli e ai frequentatori del blog, se inserisco qui sotto un link ad un articolo di un giornalista americano sulle guerre in Irak e Afghanistan, nonchè sulla prossima guerra all’Iran. Sono fuori tema, ma la discussione sul post di Tornielli sulla guerra in Irak mi sembra esaurita e tuttavia penso che l’articolo valga la pena di essere letto (è in inglese…)
    http://www.vdare.com/roberts/080330_iran.htm

    Saluti a tutti

  108. Francesco Ursino scrive:

    Cara Pipìta,
    sicuramente questi paladini “del libero e razional pensiero” non si sono accorti che nella loro formidabile quanto inutile opera di censura hanno rimosso anche quella cosa che noi chiamiamo ragione… dalle loro zucche ovviamente :roll: . Ci hanno così risparmiato la fatica di passare ore e ore nei nostri multitecnologici laboratori a passare le varie menti sotto scanner per tentare di capire cosa frulla in quelle crape. Mia cara, ringraziamoli… che ne dice?

    Ossequi :D

  109. Pipìta Del Monte scrive:

    Ma certo, Mon ami,Ursino, bien sur.

    Ringraziamo molto le zucche on line.

  110. Pipìta Del Monte scrive:

    …mi auguro soltanto che il conte Savignani del Rubicone non se la prenda anche per questo saluto.

  111. Garlyc scrive:

    Attendiamo ansiosi anche la pubblicazione di stralci dei Protocolli dei Savi di Sion….

  112. AVE MARIA

    mi convinco sempre più
    (MA SCOPRO L’ACQUA CALDA)
    che i blog cattolici
    -sopratutto questo-
    brulicano di spie.
    Diversamente non si spiega
    la comparsa,istantanea,
    di certi personaggi,
    al solo
    toccare
    certi
    argomenti.

    Io spero per loro
    che almeno li paghino
    per questo “lavoro”,
    ma temo che siano dei volontari.

    Anzi, probabilmente è un onore ricoprire questo ruolo.
    Bè, si.
    Perchè mica sei sempre di guardia da tornielli….
    A volte sei in minuscoli blog
    di campagna.
    (persino a difendere l’indifendibile “monaco” di bose)

    Fatti furbo(diciamo cosi)
    cambia nick,no?

    E cmq c’è una legge che me lo vieta.
    Sennò non solo qui,
    ma te li invierei a casa.
    E non stralci,
    ma per intero.
    Intanto leggiti questo.

    “Cari figli,

    vi invito a lavorare alla conversione personale.

    Siete ancora lontani dall’incontro con Dio nel vostro cuore, perciò trascorrete più tempo possibile nella preghiera e nell’adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare, affinché Egli vi cambi e metta nei vostri cuori una fede viva e il desiderio della vita eterna.

    Tutto passa, figlioli, solo Dio rimane.

    Sono con voi e vi esorto con amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

    L’immacolata vincerà.

  113. Gianluca Barile scrive:

    Marina… mi farebbe sapere, per cortesia, di quali sostanze abusa per paragonare tale Di Mello a Cristo?
    Pipita… Le sono vicino spiritualmente e moralmente nella dura lotta avverso Savignani del Rubicone (la cui cattiveria umana è ormai universalmente riconosciuta in tutti i blog cattolici del mondo).
    Luisa… Grazie di cuore delle belle parole:-)
    Cosimo De Matteis… Per correttezza avrebbe dovuto citare la fonte (Petrus, http://www.papanews.it) da cui ha attinto il passo sulla Comunione sulle mani pubblicato in questo blog, ma cmq La ringrazio già per il semplice fatto di essere un nostro lettore.
    Ai massoni, satanisti, anticlericali e adepti di varie sette religiose che dovessero leggerci, mi limito a ricordare: “Non praevalebunt”.
    Quanto all’oggetto originario della discussione, ho conosciuto personalmente il Cardinale Arinze e posso testimoniare che la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei sacramenti, con lui, è in ottime mani.
    Per la sua successione, da cattolico e da addetto ai lavori, non posso sperare in soluzioni migliori di quelle prospettate: Monsignor Ranjith, Monsignor Amato e (perchè np?) Monsignor Fisichella. Si tratta di tre bravi successori degli Apostoli e di persone assolutamente di fiducia del Papa. Dunque, comunque vada, sarà un successo.
    Un caro saluto a tutti

  114. Francesco Ursino scrive:

    CONGREGAZIONE PER LA DOTTRINA DELLA FEDE

    NOTIFICAZIONE SUGLI SCRITTI DI PADRE ANTHONY DE MELLO SJ

    Il Padre Gesuita indiano Anthony de Mello (1931-1987) è molto noto a motivo delle sue numerose pubblicazioni che, tradotte in diverse lingue, hanno raggiunto una

    notevole diffusione in molti paesi, anche se non sempre si tratta di testi da lui autorizzati. Le sue opere, che hanno quasi sempre la forma di brevi storie, contengono

    alcuni elementi validi della sapienza orientale che possono aiutare a raggiungere il dominio di sè, rompere quei legami ed affetti che ci impediscono di essere liberi,

    affrontare serenamente i diversi eventi favorevoli e avversi della vita. Nei suoi primi scritti in particolare, P. de Mello, pur rivelando evidenti influssi delle correnti

    spirituali buddiste e taoiste, si è mantenuto ancora all’interno delle linee della spiritualità cristiana. In questi libri egli tratta dei diversi tipi di preghiera: di petizione, di

    intercessione e di lode, nonché della contemplazione dei misteri della vita di Cristo, ecc.

    Ma già in certi passi di queste prime opere, e sempre di più nelle sue pubblicazioni successive, si avverte un progressivo allontanamento dai contenuti essenziali della

    fede cristiana. Alla rivelazione, avvenuta in Cristo, egli sostituisce una intuizione di Dio senza forma né immagini, fino a parlare di Dio come di un puro vuoto. Per

    vedere Dio non c’è che da guardare direttamente il mondo. Nulla si può dire su Dio, l’unica conoscenza è la non conoscenza. Porre la questione della sua esistenza, è

    già un nonsenso. Questo apofatismo radicale porta anche a negare che nella Bibbia ci siano delle affermazioni valide su Dio. Le parole della Scrittura sono delle

    indicazioni che dovrebbero servire solo per approdare al silenzio. In altri passi il giudizio sui libri sacri delle religioni in generale, senza escludere la stessa Bibbia, è

    anche più severo: esse impediscono che le persone seguano il proprio buonsenso e le fanno diventare ottuse e crudeli. Le religioni, inclusa quella cristiana, sono uno dei

    principali ostacoli alla scoperta della verità. Questa verità, d’altronde, non viene mai definita nei suoi contenuti precisi. Pensare che il Dio della propria religione sia

    l’unico, è, semplicemente, fanatismo. “Dio” viene considerato come una realtà cosmica, vaga e onnipresente. Il suo carattere personale viene ignorato e in pratica

    negato.

    De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara “discepolo”. Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L’unica differenza con gli altri uomini

    è che Gesù era “sveglio” e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli

    uomini sono figli di Dio. Anche le affermazioni sul destino definitivo dell’uomo destano perplessità. In qualche momento si parla di uno “scioglimento” nel Dio

    impersonale, come il sale nell’acqua. In diverse occasioni si dichiara irrilevante anche la questione del destino dopo la morte. Deve interessare soltanto la vita presente.

    Quanto a questa, dal momento che il male è solo ignoranza, non ci sono regole oggettive di moralità. Bene e male sono soltanto valutazioni mentali imposte alla realtà.

    Coerentemente con quanto esposto finora, si può comprendere come secondo la logica dell’Autore qualsiasi credo o professione di fede sia in Dio che in Cristo non

    può che impedire l’accesso personale alla verità. La Chiesa, facendo della parola di Dio nelle Sacre Scritture un idolo, ha finito per scacciare Dio dal tempio. Di

    conseguenza essa ha perduto l’autorità di insegnare nel nome di Cristo.

    Al fine pertanto di tutelare il bene dei fedeli, questa Congregazione ritiene necessario dichiarare che le posizioni suesposte sono incompatibili con la fede cattolica e

    possono causare gravi danni.

    Il Sommo Pontefice Giovanni Paolo II, nel corso dell’Udienza accordata al sottoscritto Prefetto, ha approvato la presente Notificazione, decisa nella Sessione ordinaria

    di questa Congregazione, e ne ha ordinato la pubblicazione.

    Roma, dalla sede della Congregazione per la Dottrina della Fede, 24 giugno 1998, Solennità della Natività di San Giovanni Battista.

    + Joseph Card. Ratzinger, Prefetto

    + Tarcisio Bertone, Arcivescovo emerito di Vercelli, Segretario

    NOTA ILLUSTRATIVA

    Gli scritti del gesuita indiano Padre Anthony de Mello (1931-1987) hanno raggiunto una notevole diffusione in molti paesi e tra persone di diversa condizione (1). In

    esse, in uno stile immediato e di facile lettura, per lo più in forma di brevi racconti, egli ha raccolto alcuni elementi validi della sapienza orientale, che possono aiutare a

    raggiungere il dominio di sé, rompere quei legami ed affetti che ci impediscono di essere realmente liberi, evitare l’egocentrismo, affrontare serenamente le vicissitudini

    della vita senza lasciarsi influenzare dal mondo esterno, ed insieme percepire la ricchezza del mondo che ci circonda. E’ giusto segnalare questi valori positivi, che si

    possono trovare in molti degli scritti del P. de Mello. Soprattutto nelle opere che datano i suoi primi anni di attività come direttore di ritiri, pur rivelando evidenti influssi

    delle correnti spirituali buddiste e taoiste, si è mantenuto per molti aspetti ancora all’interno delle linee della spiritualità cristiana: parla dell’attesa, nel silenzio e nella

    preghiera, della venuta dello Spirito, puro dono del Padre (Incontro con Dio, 11-13). Presenta molto bene la preghiera di Gesù e quella che egli ci insegna, prendendo

    come base il Padre nostro (ib. 40-43). Parla anche della fede, del pentimento, della contemplazione dei misteri della vita di Cristo secondo il metodo di sant’Ignazio.

    Nella sua opera Sàdhana. Un cammino verso Dio, pubblicata per la prima volta nel 1978, soprattutto nella sua parte finale (La devozione, pp. 175-235), Gesù occupa un

    posto centrale: si parla della preghiera di petizione, della preghiera di intercessione, così come Gesù insegna nel vangelo, della preghiera di lode, della invocazione del

    nome di Gesù. Il libro è dedicato alla Beata Vergine Maria, modello di contemplazione (p.11).

    Ma già in questo volume sviluppa la sua teoria della contemplazione come autocoscienza (o consapevolezza), che non sembra priva di ambiguità. Già all’inizio

    dell’opera si equipara la nozione della rivelazione cristiana e quella di Lao-Tse, con una certa preferenza per quella di quest’ultimo: ì«Il silenzio è la grande rivelazione»,

    disse Lao-Tse. Secondo il nostro comune modo di pensare, la Rivelazione si trova nella Sacra Scrittura. Ed è così. Ma oggi vorrei che scopriste quale rivelazione può

    essere trovata nel Silenzioî (p. 15; cfr p. 18). Nell’esercizio della coscienza (o consapevolezza) delle nostre sensazioni corporee entriamo già in comunicazione con Dio

    (p.44). Una comunicazione che è spiegata in questi termini: ìMolti mistici ci dicono che, oltre la mente e il cuore con cui ordinariamente comunichiamo con Dio, noi

    siamo, noi tutti, dotati di una mente mistica e di un cuore mistico, una facoltà che ci fa capaci di conoscere Dio direttamente, di coglierlo e intuirlo nel suo stesso essere,

    sebbene in una maniera oscuraî (ib.). Ma questa intuizione, senza immagini né forma, è quella di un vuoto: ìCosa fisso quando fisso Dio? Una realtà senza immagini,

    senza forma. Un vuoto!î (p. 45). Per comunicare con l’infinito è necessario ìfissare un vuotoî. Così si giunge alla conclusione, ìapparentemente sconcertante, che la

    concentrazione sul vostro respiro o sulle vostre sensazioni corporee è uníottima contemplazione, nel senso stretto della parolaî (p. 51)(2). In altre opere successive si

    parla del “risvegliarsi”, della illuminazione interiore o della conoscenza: ìCome svegliarsi? Come sapere se si sta dormendo? I mistici, quando vedono ciò che li

    circonda, scoprono una grande gioia, che sgorga dal cuore delle cose. Concordi, parlano di questa gioia e dell’íamore che tutto inonda… Come arrivare a questo?

    Mediante la comprensione, liberandoci dalle illusioni e dalle idee distorteî (Istruzioni di volo per aquile e polli, 77; cfr Chiamati allíamore, 178). La illuminazione interiore

    è la vera rivelazione, molto più importante di quella che ci giunge mediante la Scrittura: ìUn guru promise a uno studioso una rivelazione ben più importante di qualsiasi

    altra contenuta nelle scritture… Quando hai la conoscenza, usi una torcia per far luce al cammino. Quando hai líilluminazione, tu stesso diventi una torciaî (La preghiera

    della rana I, 126-127). ìLa santità non è una conquista, la santità è una Grazia. Una Grazia chiamata «Conoscenza», una Grazia che è «guardare», «osservare»,

    «capire». Se tu accettassi di accendere la luce della conoscenza e osservassi te stesso e ogni cosa che ti sta intorno nella vita di ogni giorno; se ti vedessi riflesso nello

    specchio della conoscenza nel modo in cui tu vedi la tua faccia riflessa in uno specchio… senza emettere alcun giudizio o alcuna condanna, tu ti accorgeresti di quali

    meravigliosi cambiamenti avvengono in teî (Chiamati all’amore, 176).

    In questi scritti successivi P. De Mello è progressivamente pervenuto a concezioni su Dio, la rivelazione, Cristo, il destino finale dell’uomo, etc. che non sono

    armonizzabili con la dottrina della Chiesa. Dal momento che molti dei suoi libri non si presentano in forma di insegnamento, ma come raccolte di piccoli racconti,

    spesso molto ingegnosi, le idee soggiacenti possono facilmente passare inosservate. Si rende pertanto necessario richiamare l’attenzione su di alcuni aspetti del suo

    pensiero, che, in forme diverse, affiorano nell’insieme della sua opera. Ci serviremo dei testi dell’Autore, che, pur con le sue caratteristiche particolari, mostrano con

    chiarezza il pensiero di fondo.

    Il P. De Mello in diverse occasioni fa affermazioni su Dio che ignorano, se non negano esplicitamente, il suo carattere personale e lo riducono ad una vaga realtà

    cosmica onnipresente. Nessuno può aiutarci a trovare Dio come nessuno può aiutare il pesce a trovare l’oceano (cf. Un minuto di saggezza, 77; Messaggio per

    uníaquila che si crede un pollo, 115). Analogamente Dio e noi non siamo né una sola cosa e neppure due come il sole e la sua luce, l’oceano e le onde non sono né una

    cosa sola e neppure due (Un minuto di saggezza, 44). Con chiarezza ancora maggiore il problema della divinità personale si pone in questi termini: ìDag Hammarskjöld,

    ex segretario generale delle Nazioni Unite, ha detto una frase molto bella: «Dio non muore il giorno in cui smettiamo di credere in una divinità personale…»î (Messaggio

    per uníaquila…, 140; lo stesso in La iluminación es la espiritualidad, 60). ìSe Dio è amore, allora la distanza tra Dio e te è líesatta distanza tra te e la consapevolezza di te

    stessoî (Shock di un minuto, 287).

    Si critica e si fa spesso dell’ironia soprattutto su ogni tentativo di linguaggio su Dio, a partire da un apofatismo unilaterale ed esagerato, conseguenza della concezione di

    divinità sopra menzionata. La relazione fra Dio e la creazione si esprime frequentemente con l’immagine hindú del danzatore e della danza: ìVedo Gesù Cristo e Giuda,

    vedo vittime e persecutori, i carnefici e i crocifissi: uníunica melodia dalle note contrastanti… uníunica danza intessuta da passi differenti… Infine, mi metto davanti a

    Dio. Lo vedo come il danzatore e tutta questa cosa folle, insensata, esilarante, agonizzante, splendida che chiamiamo vita come la sua danza…î (Alle sorgenti, 178-179;

    cfr Il canto degli uccelli, 30) Che cosa o chi è Dio e che cosa sono gli uomini in questa “danza”? Ed ancora: ìSe vuoi vedere Dio, osserva direttamente il creato. Non

    rifiutarlo, non riflettere su di esso. Limitati a guardareî (p. 41). Non si vede come entri qui la mediazione di Cristo per la conoscenza del Padre. ìDio non ha nulla a che

    vedere con líidea che avete di lui… Cíè un solo mezzo per conoscerlo: la non conoscenzaî (Istruzioni di volo per aquile e polli, 11; cf. ib. 12-13; Messaggio…, 136;

    Preghiera della rana, vol 1, 351). Su Dio pertanto non si può dire nulla: ìLíateo fa lo sbaglio di negare quello su cui non si può dire nulla… E il teista fa lo sbaglio di

    affermarloî (Shock di un minuto, 30; cf. ib. 360).

    Neppure le Scritture, senza escludere la stessa Bibbia, ci fanno conoscere Dio, sono solo come il cartello indicatore che non mi dice niente sulla città alla quale mi

    dirigo: ìArrivo davanti a un cartello dove sta scritto «Bombay»… Quel cartello non è Bombay e neppure le assomiglia. Non è un ritratto di Bombay. È uníindicazione.

    Questo sono le Scritture, uníindicazioneî (Istruzioni di volo… 12). Seguendo la metafora, si potrebbe dire che l’indicazione si rende inutile quando sono arrivato al

    luogo di destinazione. Ed è ciò che sembra affermare A. De Mello: ìLa Scrittura è la parte eccellente, il dito puntato che indica la Luce. Usiamo le sue parole per andare

    oltre e approdare al silenzioî (ib. 15). La rivelazione di Dio paradossalmente non si esprime nella sua parola, ma nel suo silenzio (cf. anche Un minuto di saggezza, 129;

    167; 201, etc.; Messaggio per uníaquila che si crede un pollo, 112- 113). ìEn la Biblia se nos señala solamente el camino, como ocurre con las escrituras musulmanas,

    budistas, etc.î (La iluminación es la espiritualidad, 64).

    Si proclama pertanto un Dio impersonale che sta sopra tutte le religioni, mentre si muovono obiezioni all’annuncio cristiano sul Dio amore, che sarebbe incompatibile

    con la necessità della Chiesa per la salvezza: “Il mio amico ed io andammo alla fiera. La fiera internazionale delle religioni… Al banco ebreo ci dettero dei volantini che

    dicevano che Dio era compassionevole e gli ebrei erano il suo popolo eletto. Gli ebrei. Nessun altro popolo era tanto eletto quanto il popolo ebreo. Al banco

    musulmano apprendemmo che Dio era misericordioso e Maometto il suo unico profeta. La salvezza viene dall’ascoltare l’unico profeta di Dio. Al banco cristiano

    scoprimmo che Dio è amore e non cíè salvezza al di fuori della chiesa. Entra nella chiesa o rischierai la dannazione eterna. Mentre ci allontanavamo chiesi al mio amico:

    «Cosa pensi di Dio?». Egli rispose: «E’ bigotto, fanatico e crudele». Tornato a casa dissi a Dio: «Perché allestisci questo genere di cose, Signore? Non vedi che da

    secoli ti procurano una cattiva fama?». Dio rispose: «Non l’ho organizzata io la fiera. Io mi vergognerei perfino di visitarla»” (Il canto degli uccelli, p. 186s., il racconto

    La fiera internazionale delle religioni; cf. anche pp. 190-191; p. 194). L’insegnamento della Chiesa sulla volontà salvifica universale di Dio e la salvezza dei non cristiani

    non è esposto in modo corretto. Ed anche quello riguardante il messaggio cristiano di Dio amore: ì«Dio è amore. E ci ama e ci ricompensa per sempre, se osserviamo i

    suoi comandamenti». «SE?», disse il maestro. «Allora la notizia non è poi tanto buona, no?»î (Shock di un minuto, 218; cf. ib. 227). Ogni religione concreta è un

    impedimento per giungere alla verità. Della religione in generale si dice ciò che abbiamo visto affermato delle Scritture: ìTodos los fanáticos querían agarrarse a su Dios

    y hacerlo el únicoî (La iluminación es la espiritualidad, 65; cfr ib. 28; 30). Ciò che importa è la verità, che essa venga da Budda o da Maometto, dal momento che ìlo

    importante es descubrir la verdad en donde todas las verdades coinciden, porque la verdad es unaî (ib. 65). ìLa maggior parte delle persone purtroppo ha abbastanza

    religione per odiare, ma non abbastanza per amareî (La preghiera della rana, vol 1, 146; cf. ib. 56-57; 133). Quando si enumerano gli ostacoli che impediscono di vedere

    la realtà, la religione occupa il primo posto: ìPrimo, la tua fede religiosa. Se tu prendi la vita da comunista o da capitalista, da musulmano oppure da ebreo, tu vivi la vita

    in una maniera preconcetta e tendenziosa: ecco una barriera, uno strato di grasso tra la Realtà e il tuo spirito, che non arriva più a vederla e toccarla direttamenteî

    (Chiamati allíamore, 62). ìSe ogni essere umano fosse dotato di un cuore così, nessuno più etichetterebbe se stesso come «comunista» o «capitalista», «cristiano» o

    «musulmano» o «buddista». La lucida chiarità della loro visione rivelerebbe loro che tutti i pensieri, tutti i preconcetti, tutte le credenze sono lucerne cariche di tenebre,

    nientíaltro che segni della loro ignoranzaî (ib. 172; cfr anche Un minuto di saggezza, 169; 227, sui pericoli della religione). Ciò che si afferma della religione, si dice

    anche in concreto delle Scritture (cfr Il canto degli uccelli, 186s; Shock di un minuto, 28).

    La filiazione divina di Gesù si diluisce nella filiazione divina degli uomini: ìAl che Dio replicò: «Un giorno di festa è sacro perché dimostra che tutti i giorni dell’íanno

    sono sacri. E un santuario è santo perché dimostra che tutti i posti sono santificati. Così Cristo è nato per dimostrare che tutti gli uomini sono figli di Dio»î (Il canto

    degli uccelli, 188). De Mello mostra certamente un’adesione personale a Cristo, del quale si dichiara discepolo (Alle sorgenti, 13.99), nel quale crede (p. 108) e con il

    quale si incontra personalmente (p. 109ss; 117ss). La sua presenza trasfigura (cf. p. 90s). Ma altre affermazioni risultano sconcertanti: Gesù è menzionato come un

    maestro fra tanti: ìLao Tse e Socrate, Buddha e Gesù, Zarathustra e Maometto” (Un minuto di saggezza, 13). Gesù sulla croce appare come colui che si è liberato

    perfettamente di tutto: ìVedo il Crocifisso spogliato di tutto: Privato della sua dignità… Privato della sua reputazione… Privato di ogni appoggio… Privato del suo Dio…

    Mentre fisso quel corpo senza vita capisco a poco a poco di star guardando il simbolo della liberazione suprema e totale. Appunto perché inchiodato alla croce Gesù

    diventa vivo e libero… Così ora contemplo la maestà dell’uomo che si è liberato da tutto ciò che ci rende schiavi, che distrugge la nostra felicità…î (Alle sorgenti,

    92-93). Gesù sulla croce è l’uomo libero da tutti i legami, diviene pertanto il simbolo della liberazione interiore da tutto quello a cui eravamo attaccati. E’ egli però

    qualcosa di più che non l’uomo libero? E’ Gesù il mio salvatore o mi rinvia semplicemente ad una realtà misteriosa che ha salvato lui?: ìEntrerò mai in contatto, Signore,

    con la fonte da cui scaturiscono le tue parole e la tua saggezza?… Troverò mai le sorgenti del tuo coraggio?î (Ib. 116). ìLíaspetto migliore di Gesù è che si trovava a

    suo agio con i peccatori, perché capiva che non era migliore di loro in niente… Líunica differenza tra Gesù e i peccatori era che lui era sveglio e loro noî (Messaggio per

    uníaquila che si crede un pollo, 37; anche La iluminación es la espiritualidad, 30; 62). La presenza di Cristo nell’eucaristia non è se non un simbolo che rimanda ad una

    realtà più profonda, la presenza di Cristo nella creazione: ìToda la creación es Cuerpo de Cristo, y tú crees que sólo está en la Eucaristía. La Eucaristía señala esa

    creación. El Cuerpo de Cristo está por todas partes, y tú sólo reparas en su símbolo que te está apuntando lo esencial que es la vidaî (La iluminación es la

    espiritualidad, 61).

    L’essere dell’uomo sembra destinato ad una dissoluzione, come quella del sale nell’acqua: ìPrima che quellíultimo pezzetto si sciogliesse, la bambola [di sale] esclamò

    stupita: «Ora so chi sono!»î (Il canto degli uccelli, 134). In altri momenti si dichiara irrilevante la questione della vita al di là della morte: ì«Cíè la vita prima della

    morte?… è questa la questione!», rispose il maestro enigmaticamenteî (Un minuto di saggezza, 93; cf. ib. 37). ìUn buon sintomo del fatto che siete svegli è che non ve

    ne importa un bel niente di quello che accadrà nella prossima vita. Il pensiero non vi turba; non vi importa. Non vi interessa, punto e bastaî (Messaggio per uníaquila

    che si crede un pollo, 50-51; anche Messaggio…, 166). Forse con ancor maggiore chiarezza: ìPerché preoccuparsi di domani? Cíè una vita dopo la morte? Sopravvivrò

    dopo la morte? Perché preoccuparsi del domani? Entrate nel presente” (Messaggio…, 126). ìLa idea que la gente tiene de la eternidad es estúpida. Piensa que dura para

    siempre porque está fuera del tiempo. La vida eterna es ahora, está aquíî (La iluminación es la espiritualidad, 42).

    In diversi punti dei suoi libri si criticano in modo indiscriminato le istituzioni ecclesiastiche: ìProfessionisti hanno assunto completamente il controllo della mia vita

    religiosa…î (Il canto degli uccelli, 74s). La funzione del Credo o la professione della fede è giudicata negativamente, come ciò che impedisce l’accesso personale alla

    verità e all’illuminazione. Così con sfumature diverse in ib. p. 50; 59; 62s; 212. ìCuando ya no te haga falta el agarrarte a las palabras de la Biblia, entonces es cuando

    ésta se convertirá para ti en algo muy bello y revelador de la vida y su mensaje. Lo triste es que la Iglesia oficial se ha dedicado a enmarcar el ídolo, encerrarlo,

    defenderlo, cosificándolo sin saber mirar lo que realmente significaî (La iluminación es la espiritualidad, 66). Idee simili si espongono ne La preghiera della rana, vol 1,

    21; 133, 135; 139: ìUn pubblico peccatore fu scomunicato e gli fu proibito di entrare in chiesa. Egli andò a lamentarsi con Dio. «Non mi fanno entrare, Signore, perché

    sono un peccatore». «Di che ti lamenti?» disse Dio. «Non lasciano entrare neanche me!»” (ib. 148).

    Il male non è se non ignoranza, mancanza di illuminazione: ìQuando Gesù guarda il male lo chiama con il suo nome e lo condanna senza esitazione. Solo che dove io

    vedo malvagità lui vede ignoranza… «Padre, perdona loro…» (Lc 23,34)î (Alle sorgenti, 191). Certamente questo testo non riflette tutto l’insegnamento di Gesù sul male

    del mondo e sul peccato; Gesù ha accolto i peccatori con profonda misericordia, ma non ha negato il loro peccato, piuttosto ha invitato alla conversione. In altri passi

    troviamo affermazioni ancora più radicali: ìNiente è buono o cattivo, ma il pensiero lo rende taleî (Un minuto di saggezza, 115). ìIn realtà non esiste né bene né male,

    negli uomini o nella natura. Esiste soltanto una valutazione mentale imposta a questa o a quella realtàî (Istruzioni di volo per aquile e polli, 100; ib. 104-105). Non vi è

    motivo per pentirsi dei peccati, dal momento che l’unica cosa che conta è risvegliarsi alla conoscenza della realtà: ìNon piangete sui vostri peccati. Perché piangere per

    dei peccati che avete commesso nel sonno?î (Messaggio per uníaquila che si crede un pollo, 33; ib. 51; 166). La causa del male è l’ignoranza (Shock di un minuto,

    260). Il peccato esiste, ma è un atto di follia (La iluminación es la espiritualidad, 63). Il pentimento è così ritornare alla realtà (cf. ib.48). ìIl pentimento è un

    cambiamento della mente: una visione radicalmente diversa della realtàî (Shock di un minuto, 262).

    Fra queste diverse affermazioni esiste certamente una connessione interna: se si mette in questione l’esistenza di un Dio personale, non ha senso che si sia rivolto a noi

    con la sua parola. La Scrittura non ha pertanto un valore definitivo. Gesù è un maestro come gli altri; solo nelle prime opere dell’Autore appare come il Figlio di Dio.

    Questa affermazione avrebbe poco senso a partire dalla concezione di Dio alla quale ci siamo appena riferiti. Di conseguenza non si può attribuire valore

    all’insegnamento della Chiesa. La nostra sopravvivenza personale al di là della morte è problematica se Dio non è persona. E’ chiaro che tali concezioni su Dio, su

    Cristo e sull’uomo non sono compatibili con la fede cristiana.

    Non poteva pertanto mancare una presa di posizione chiarificatrice da parte di chi ha la responsabilità di tutelare la dottrina della fede, per mettere in guardia i fedeli dai

    pericoli presenti negli scritti di Padre de Mello o comunque a lui attribuiti.

    Note

    (1) Occorre segnalare che non tutte le opere di A. de Mello furono pubblicate da lui stesso. Alcune sono state pubblicate dopo la sua morte sulla base di suoi scritti o

    di appunti o di registrazioni di conferenze. Nella presente Nota illustrativa ci si riferisce all’edizione italiana, tranne per il testo “la iluminación es la espiritualidad. Curso

    completo de autoliberación interior” (Vida nueva 1987, pp. 27/1583 – 66/1622).

    (2) A questo tipo di proposte sembra fare riferimento la Lettera della Congregazione per la Dottrina della Fede “Orationis formas”, del 15 ottobre 1989, n. 12 (cfr AAS

    82 [1990] 369): “Alia demum temere audent aequare absolutum illud, sine imaginibus et conceptibus, quod est proprium theoriae Buddhisticae, Dei maiestati, in Christo

    revelatae, quae supra res finitas elevatur”. È opportuno ricordare a questo riguardo gli insegnamenti sull’inculturazione e sul dialogo interreligioso della Lettera Enciclica

    di Giovanni Paolo II Redemptoris missio, nn. 52-57; cfr AAS 83 (1991) 299-305.

    * * *

  115. Francesco Ursino scrive:

    Ho dimenticato di aggiungere la fonte:

    http://www.ratzinger.it/documenti/demellonotificazio.htm

    Saluti. :roll:

  116. Cristiana scrive:

    A Medjugorje in un incontro, Suor Emmanuel Mailllard ha definito molti che si definiscono cattolici più o meno adulti ma che non comprendono di essere ignoranti
    ( nel senso che ignorano davvero) ;-)
    “cristiani da caffetteria”
    Ora, nel ricordarvi che la pagina dei quotidiani e settimanali/mensili più letta in assoluto è…
    L’OROSCOPOOO!!!! qui sotto trovate una riflessione non mia sperando che l’autore comprenda la mia buona intenzione nel riportarla
    ( anzi, sarebbe un onore sapere che ci legge pure lui)

    “….Più volte mi è capitato di dire e di scrivere che il popolo italiano è un popolo di pagani battezzati, che vive da pagano e di religione ne sa quanto i pagani. Basta guardare alla famiglia sfasciata,alla disonestà che regna in ogni settore,al trionfo del divorzio e dell’aborto,alla denatalità, alle chiese deserte……
    …….Certo le cause sono molteplici, quando il Papa nella lettera apostolica in preparazione Giubileo del 2000 vuole riassumere la situazione religiosa del ns tempo sottolinea 4 punti :
    a)il primo sintomo è l’indifferenza religiosa. Alla gente nn importa più niente di religione, se nn come una vaga patina di nessuna efficacia.Tipiche 3 espressioni che ci sentiamo ripetere continuamente:
    “sono religioso a modo mio” ossia la penso come mi garba;
    “credo ma nn sono praticante” ossia faccio quello che mi pare e piace,infischiandomene di quello che Dio ha comandato
    ” credo in Gesù Cristo ma nn nei preti” ossia credo a quello che voglio io, anche se Gesù ha detto chiaro
    CHI ASCOLTA VOI ASCOLTA ME,CHI DISPREZZA VOI DISPREZZA ME.

    b)il secondo sintomo sottolineato dal Papa è lo smarrimento in campo etico…..
    ….il collegio cardinalizio riunito per predisporre il programma del 2000 ha parlato di notte etica e buio completo riguardo al comportamento morale.
    c) il terzo sintomo è dato da indirizzi teologici erronei…

    “Tratto da Esorcisti e Psichiatri, Padre G.Amorth”
    del quale consiglio la lettura a credenti e non, perchè tra le altre cose spiega molto bene cosa è effettivamente successo in certi periodi storici.

  117. Francesco Ursino scrive:

    Dev’essere davvero un bel libro… e ciò che Cristiana ha riportato è giustissimo… :)

  118. Luisa scrive:

    Da un articolo di Mons. Ravasi per Sole 24 Ore: “la rivelazione irresistibile”

    …..

    “Ma per tutti risuonerà sempre quel monito di Cristo: «Convertitevi!», destinato anche a chi frequenta i luoghi di culto e si ritiene un credente che non ha bisogno di conversione.

    Due importanti teologi francesi del Novecento, Jean Daniélou e Yves Congar, per vie diverse giungevano, infatti, alla stessa conclusione: (Un cristiano non è che un pagano sulla via della conversione… Le nostre chiese sono ancora piene di pagani che vanno a messa…».

    © Copyright Il Sole 24 Ore, 30 marzo 2008

  119. marina scrive:

    scusi Ursino,
    il mondo chi lo ha creato? DIO ??

    A me hanno isegnato questo al catechismo,quindi, se il mondo è stato creato da DIO, tutti gli esseri umani sono figli suoi..
    Non fu detto che DIO creò l’uomo a sua immagine e somiglianza?
    Non è stato detto DIO creò i cristiani, e il diavolo tutti gli altri!

  120. marina scrive:

    Comunque lei Ursini parla e ride, parla e ride, parla e ride..
    Ma risposte non ne dà.
    Che differenza c’è tra quel che dice Di Mello e GESU.??
    è qui che la voglio, se è serio,se porta rispetto alle persone, risponda .

  121. marina scrive:

    De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara “discepolo”. Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L’unica differenza con gli altri uomini

    è che Gesù era “sveglio” e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli

    uomini sono figli di Dio.

    Cosa c’è di sbagliato in questa frase??

  122. Luisa scrive:

    Marina lei è libera di aderire al pensiero di De Mello, assolutamente libera, ma allora non si dica cattolica. Tutto qui.
    Se lei desidera una religione fai da te, si accomodi pure, troverà un salotto affollatissimo .
    Altrimenti si rilegga la nota della CDF e troverà tutte le risposte alle sue domande.

  123. marina scrive:

    luisa le faccio la domanda che ho fatto a ursini:cosa dice di sbagliato Di Mello da quel che dice GESU, vorrei una risposta a questa domanda.
    La nota l’ho già riletta , e non sono ancora riuscita a capire dove ha sbagliato Di Mello.
    Se gentilmente vorreste darmi una risposta,forse riuscirei a capire qualcosa.

  124. Gianluca Barile scrive:

    ‘@marina: scusi Ursino,
    il mondo chi lo ha creato? DIO ?? A me hanno isegnato questo al catechismo, quindi, se il mondo è stato creato da DIO, tutti gli esseri umani sono figli suoi..
    Non fu detto che DIO creò l’uomo a sua immagine e somiglianza? Non è stato detto DIO creò i cristiani, e il diavolo tutti gli altri!’.

    Marina, per una volta seriamente, mi permetto di risponderLe io: è verissimo che il mondo è stato creato da Dio, ma non tutti siamo Figli di Dio. Mi spiego meglio: è più giusto dire che siamo tutti creature di Dio, ma non Suoi Figli. Infatti, come scrive l’evangelista Giovanni, solo a chi crede in Lui (cioè in Cristo)è stato dato il potere di essere Figli di Dio. Dunque, un conto è essere creature di Dio, ben altro è essere Suoi Figli. Gesù stesso dice che chi riconosce Lui, riconosce anche il Padre, e che chi non riconosce Lui, non riconosce neanche il Padre. Per carità, è giustissimo che siamo stati creati a immagine e somiglianza di Dio, ma poi abbiamo deciso noi, liberamente, di dissociarci da Lui con la nostra cattiveria e con il peccato, cosicchè siamo usciti da questa somiglianza e ci siamo, purtroppo, resi molto più simili a Lucifero e ai suoi angeli decaduti. Quanto al Diavolo, non è teologicamente corretto dire che è stato creato da Dio. Lucifero, infatti, che era l’angelo più bello di Dio, si è condannato da solo all’inferno per aver tramato contro Dio, per aver avuto la superbia e la pretesa di essergli superiore o addirittura simile. Dunque, Lucifero ha realizzato la sua dimensione malefica da solo e Dio, nella Sua grande bontà, lo ha lasciato libero di fare, creandogli – questo sì – l’inferno.
    Cara marina,
    non mi ergo a professore (ce ne sono ben altri su questo blog che ammaestrano le folle con le loro follie) e a catechista di nessuno, ma provi a leggere seriamente il Vangelo se vuole conoscere il vero Dio.
    A volte basta poco, anche un semplice spiraglio, per vedere la luce.

  125. Francesco Ursino scrive:

    Marina, è inutile che fa la finta tonta o quella che mi cade dal pero invocando la serietà e la tolleranza reciproca di cui lei per prima non è portatrice. La smetta di recitare e di fare la vittima, perché è ancora più penosa. Sì, mi fa ridere ma di tristezza.

    Quando non sa cosa dire fa copia e incolla (e anche lì…), quando prova a fare la persona “seria”, apriti cielo… meglio tapparsi le orecchie. Scrive e scrive senza contegno e senza manco leggere ciò che scrive, per lei tutto fa brodo. Anche Gesù e il suo santone, tutto fa brodo. Ecco il risultato della deriva della ragione: stringi stringi, rimuovi rimuovi, censura censura, ultimo approdo: il nulla totale.

    Catechismo spicciolo, fideismo misto a razionalismo d’accatto, cattolicesimo da “bancarella”, io nei suoi post leggo solo questo. Perciò non venga a fare da me la “martire” del dialogo e del confronto tra uomini civili perché lei per prima – e gliel’ho già detto – non vuole questo genere di confronto. Solo il chiassoso fiatare da ultrà da stadio violento e ottuso, che fa la guerra a destra e a manca e manco si rende conto che sta guardando solo una partita di calcio.

    Saluti.

  126. Michele M scrive:

    @Gianluca Barile

    Caro Gianluca,
    una sola nota al suo post che sottoscrivo – se mi permette (esula molto dall’argomento, ma tanto oramai…):
    “Dunque, Lucifero ha realizzato la sua dimensione malefica da solo e Dio, nella Sua grande bontà, lo ha lasciato libero di fare, creandogli – questo sì – l’inferno.”

    Veramente su un libro di Amorth un esorcizato parla e dice a proposito, insultando l’esorcista:
    ‘non avete capito niente: Lui (Dio) non ci aveva pensato nemmeno a creare l’inferno! Siamo stati noi diavoli a crearlo’.

    Ho trovato questo aneddoto particolarmente interessante.

    Saluti,
    Michele

  127. mick scrive:

    Non sappiamo con certezza quali saranno le scelte del Papa ma Mons.Amato, Mons.Fisichella e Mons. Ranjith sono personalità di assoluto rilievo. Spero che Mons. Amato (che è stato tra gli estensori della dichiarazione Dominus Jesus)riceva la nomina a Prefetto del Culto Divino nella speranza che riesca a porre fine a tutte quelle “stravaganze” che contaminano alcune celebrazioni. Mons. Fisichella è un fine teologo conosciuto da tutti anche se la nomina a segretario della C.D.F. mi sembra un po stretta per lui che sicuramente merita la porpora cardinalizia. Non conoscevo Mons. Ranjith ma ho letto alcune interviste che ho molto apprezzato.

  128. Raffaele Savigni scrive:

    Grazie a Cherubino, che ha dato la risposta chiesta da Giuseppe. Aggiungo solo che anche Ratzinger, nel suo libro “Il nuovo popolo di Dio”, e in altre opere, fa capire chiaramente che è del tutto superata un’interpretazione letterale dell’adagio coniato da Cipriano (che lo usava contro gli scismatici intenzionalmente ostili alla Chiesa, non contro ebrei e pagani!), anche se aggiunge giustamente che non bisogna dedurre da questa visione più ottimistica della salvezza dei non cristiani una negazione o un’attenuazione del valore della missione e dell’evangelizzazione.
    Non ero affatto prevenuto nei confronti di “Petrus” quando ho iniziato a leggerne i post: lo sono diventato quando ho visto tanta intolleranza ben poco cristiana contro cardinali, vescovi, laici ( i Papaboys, i neocatecumenali etc.) di diverso orientamento; e ho visto seminare zizzania contro chi prendeva la Comunione in mano ecc.Sono molto lontano dai neocatecumenali, e non ho nulla contro la preghiera all’arcangelo Michele, ma dico: meglio Kiko Arguello (col suo entusiasmo un po’ “naif”) di mons. Ranijth e degli ultratradizionalisti che strumentalizzano Benedetto XVI evedono il diavolo dappertutto e finiscono per demonizzare gli altri cristiani, facendo il gioco di chi diffonde l’idea (falsa) di una Chiesa reazionaria, intollerante e nemica della libertà.Lascio a Pipìta (col suo “dolce stile” fatto di ragli) il piacere di riere alle mie spalle.

  129. Francesco Ursino scrive:

    Cara Marina, se Gesù – secondo il pensiero del suo “guru” – fosse solo un uomo come tutti gli altri, lei sarebbe solo una povera illusa. E assieme a lei, tutti quelli che si dicono cristiani. Che avrebbe allora di così straordinario questo Gesù Cristo? Solo il fatto di essere “più sveglio” di tutti gli altri, mentre gli altri sono tutti dei deficienti? Lei riconosce nel Cristo il Figlio di Dio, morto e risorto oppure no? Il suo essere cristiana si gioca tutto lì… Un cristiano che nega una verità simile, come dice Luisa, non è cristiano. Lei vuole essere cattolica e contemporaneamente “sposare” mentalità sincretiste accomodanti… la pietra dello “scandalo” è questa: Dio si è fatto Uomo in Cristo e si è fatto ammazzare per salvarci.

    Saluti.

  130. Luisa scrive:

    Marina, se lei ha veramente letto la nota e che malgrado ciò non ha trovato risposte alle sue domande significa che siamo in presenza di quello che noi chiamiamo “un cas désespéré” ovverosia una caso disperato di malafede….nel senso senza speranza .
    Non domandi a noi di risponderle le risposte sono tutte nella nota, ma siccome è chiaro a tutti che a lei le risposte non interessano e che solo le sue domande sembrano interessarla…. domande che tutte hanno già una sola e unica risposta…la sua….ci permetta o meglio mi permetta di passare oltre !

  131. Raffaele Savigni scrive:

    Nonostante la mia nota “cattiveria” (così dice qualcuno, che dovrebbe ricordare le parole evangeliche: “guarda prima la trave che è nel tuo occhio…”), esprimo la mia solidarietà ad Andrea Tornielli, che non è affatto “fascista”, ma un uomo libero che scrive ciò che pensa, senza offendere nessuno, su un giornale di cui non condivido per nulla la linea politica ma che ospita i suoi articoli interessanti (anche se talora non del tutto condivisibili). A destra e a sinistra ci sono persone corrette e persone faziose.Non dobbiamo essere manichei.E chi mi conosce sa che sono un uomo libero e non dipendo da nessuno: né da Melloni, né da Prodi, né dai “cattocomunisti” e via dicendo. Ho i miei limiti intellettuali, ma chi parla a vanvera di zucche e cavoli dovrebbe guardare anzitutto in casa propria e fare un bell’esame di coscienza.

  132. Pipìta Del Monte scrive:

    Caro SAVIGNANI DEL RUBICONE,

    sono assolutamente solidale con Lei: quella che ricopre le sue verbose sentenze non è una patina di cattiveria (stavolta dissento da Lei,caro Barile), ma soltanto un velo di cipria di infima qualità. Perchè non prova a cambiare marca?

    Ordunque, Ella afferma:

    >

    No,no,caro Savignani, come potrei ridere alle Sue spalle?
    Sul mio ciglio invece spuntano cerulee lacrime quando La sento paragonare Ranjit (uomo di chiesa scelto dal Papa per un dicastero-chiave) a Kiko Arguello (che di naif ha solo la barba e la presunzione di valere più di mille prelati messi insieme o forse dello stesso Papa).

    Al suo posto,caro Savignani,allo scopo di lenire cotali e cotante confusioni mentali, mi applicherei dei cataplasmi bollenti sulla dolorante cervice.

    Au revoir

  133. Pipìta Del Monte scrive:

    Scusate,riposto in modo completo

    Caro SAVIGNANI DEL RUBICONE,

    sono assolutamente solidale con Lei: quella che ricopre le sue verbose sentenze non è una patina di cattiveria (stavolta dissento da Lei,caro Barile), ma soltanto un velo di cipria di infima qualità. Perchè non prova a cambiare marca?

    Ordunque, Ella afferma:

    ” meglio Kiko Arguello (col suo entusiasmo un po’ “naif”) di mons. Ranijth e degli ultratradizionalisti che strumentalizzano Benedetto XVI evedono il diavolo dappertutto e finiscono per demonizzare gli altri cristiani, facendo il gioco di chi diffonde l’idea (falsa) di una Chiesa reazionaria, intollerante e nemica della libertà.Lascio a Pipìta (col suo “dolce stile” fatto di ragli) il piacere di riere alle mie spalle.”

    No,no, CARO SAVIGNANI, come potrei ridere alle Sue spalle?
    Sul mio ciglio invece spuntano cerulee lacrime quando La sento paragonare Ranjit (uomo di chiesa scelto dal Papa per un dicastero-chiave nel quale ha assolto ai suoi doveri senza alcuna forma becera di ideologizzazione a buon mercato) a Kiko Arguello (che di naif ha solo la barba e la presunzione di valere più di mille prelati messi insieme o forse dello stesso Papa).

    Al suo posto,caro Savignani,allo scopo di lenire cotali e cotante confusioni mentali, mi applicherei dei cataplasmi bollenti sulla dolorante cervice.

    Au revoir

  134. Luisa scrive:

    Raffaele, io non la conosco come persona, conosco e leggo i suoi interventi, ed è su quelli che io intervengo.
    Non può negare che se lei si considera un uomo libero, non considera altri come tali, i suoi giudizi sovente manichei, il suo catalogare le persone o le opinioni frequente , l`ultimo esempio è quello di Mons. Fisichella, del quale non solamente ha detto che è Peradipendente ma anche che dovrebbe approfondire le sue conoscenze dottrinali, le due cose essendo legate, per non parlare dei “buoni” da una parte..i progressisti…i cattolici-maturi-adulti, i “cattivi” dall`altra, i tradizionalisti, e tutti quelli che non appartengono alla categoria dei c-m-a , per non parlare delle sue simpatie politiche appena velate.
    I suoi giudizi sono sovente perentori, da professore che parla dalla sua cattedra ,
    In realtà a me non disturba, lei è libero di avere le sue idee e noi, io, libera di non condividerle e di farglielo sapere.
    Le suggerisco di rileggersi e capirà che certe reazioni nei suoi confronti, fra lequali le mie sono talvolta più che giustificate, non dico che siano condivisibili da lei, nè che abbiano una forma che a lei conviene, ma a titolo di consolazione può sempre dirsi che almeno non lascia nessuno indifferente!

  135. Luisa scrive:

    Sono andata a fare un giretto da Rodari e che cosa trovo? Un commento di Savigni da cui estraggo questo passaggio :
    ” Benedetto XVI è un grande teologo ma ha minori capacità comunicative rispetto al suo predecessore….”
    Ancora e sempre un paragone ed un giudizio perentorio, che personalmente non condivido affatto e che apparentement siamo in tanti a non condividere visto il numero sempre crescente di persone che affolla ogni apparizione del Papa.
    Meno comunicativo di Giovanni Paolo? Ma siamo ancora a questo punto? Si può comunicare con i gesti, con le parole, con uno sguardo, con le immagini, Benedetto XVI è uno straordinario comunicatore, diverso da Giovanni Paolo, ha la capacità di tenere il livello di attenzione di chi l`ascolta livello altissimo. Ho avuto più di
    una volta l`occasione di ascoltarlo dal vivo, non c`è una mosca che vola nell`assemblea, impressionante.
    Vada a chiedere a chi ha ha avuto la fortuna di lavorare con lui alla CDF, o ai vescovi che riceveva come prefetto della CDF, ai vescovi che hanno partecipato al Sinodo….sarebbe tempo di rinunciare a certi pregiudizi .
    Direi che Benedetto XVI è un artista dell`arte della comunicazione, ha la capacità non solo di ascoltare ma di rispondere e far passare un messaggio, il suo messaggio,
    Non è perchè Benedetto XVI non dice o non fa quello che a lei, Raffaele, sembra giusto e che non lo fa nei tempi e nei modi a lei graditi che Benedetto XVI è un cattivo
    comunicatore .
    Benedetto XVI ha una visione, una conoscenza, anche dei media, e un`esperienza che pochi hanno, e anche se c`è senza dubbio chi lo consiglia, consigli e avvisi che senza dubbio il Papa sollecita, alla fine sono sicura che è lui che decide.
    È Benedetto XVI che ci guida, e nella sua guida io ho piena fiducia .

  136. Garlyc scrive:

    Uddio, Cosimo De Matteis.
    Ma la spia sono io? Sono io che girello per i blog? Ahimé, girello per i blog, lo confesso.

    Senza per questo pensare di essere scambiato per un complotto demogiudomasso(catto?)plutocratico.

    Grazie per avermi regalato due minuti di sincero buonumore.

    Cosimo De Matteis, sappi che io personalmente lavoro solo per Nostro Signore Gesù Cristo e per la Santa Chiesa cattolica. Poi sono un umile peccatore e tutt’altro che esente da sbagli.
    Ma – se tali erano le tue – non tollero insinuazioni diverse. Fraternamente e cordialmente. In Christo per Mariam.

  137. Garlyc scrive:

    Luisa, ma – sia detto col sorriso sulle labbra – se Raffaele Savigni è perentorio, Pipita cos’è? Un dolce sussurro?

  138. Gianluca Barile scrive:

    @Michele M: grazie del sostegno, ma si sa che Satana è il padre della menzogna. D’altro canto, è Gesù stesso a dire che l’inferno, ‘luogo dove c’è pianto e stridore di denti’, è stato creato per satana e per i suoi ‘angeli’.

  139. Garlyc scrive:

    Marina,
    “De Mello mostra apprezzamento per Gesù, del quale si dichiara “discepolo”. Ma lo considera come un maestro accanto agli altri. L’unica differenza con gli altri uomini è che Gesù era “sveglio” e pienamente libero, mentre gli altri no. Non viene riconosciuto come il Figlio di Dio, ma semplicemente come colui che ci insegna che tutti gli uomini sono figli di Dio.
    Cosa c’è di sbagliato in questa frase??”

    Questa frase, semplicemente, dice cose opposte da quello che dicono il Vangelo – se solo si ha la pazienza di leggerlo – e la Chiesa.

    Se uno non crede che Gesù, Figlio di Dio, seconda persona della Santissima Trinità, è l’unico Salvatore del mondo, ieri, oggi e sempre, non solo non può dirsi cattolico ma neppure cristiano.
    Rimane semplicemente una persona che ha stima per Cristo e che, magari, crede in Dio. Ma non nel Dio di Gesù Cristo e della Chiesa.

  140. Zumbon il negro scrive:

    Il Giornale ha posto a 600 italiani alcune domande sulla fede cattolica. Domande semplici, dal dogma della immacolata concezione alla trinità passando per il credo e i nomi degli evangelisti. Il risultato è efficacemente riassunto nel titolo dell’articolo: Perché non possiamo dirci cattolici. La sacra ignoranza degli italiani.
    Secondo voi, perchè questo? Perchè i preti non insegnano più, o perchè non esiste più il catechismo di una volta. Forse perchè non si insegna più religione a scuola? Voi che ne dite? Oppure semplicemente perchè è meglio non parlarne visto che la strada giusta è quella stretta e a noi piace fare i cavoli nostri. Sono curioso di vedere quanti cattolici italiani voteranno per Ferrara!

  141. Michele M scrive:

    @Gianluca Barile

    Gianluca,
    potresti aver ragione.
    Ma ad essere precisi, come riporti: ‘luogo dove c’è pianto e stridore di denti’, è stato creato per satana e per i suoi ‘angeli’.’
    Si parla di un luogo che e’ stato creato senza specificare chi l’abbia creato.
    Ad ogni modo, a scanso di equivoci, non e’ che mi cambi la vita: io miro al versante opposto :-)

    Saluti,
    Michele

  142. Bruno Demasi scrive:

    Rispetto le idee del prof.Savigni e i suoi interventi,anche se a volte troppo lapidari.

    Certamente non posso condividere il suo accostamento tra un uomo di chiesa,quale Mons. Ranjit che ha dato e sta dando bella prova di assoluta indipendenza e libertà nel momento in cui,com’è suo dovere, difende l’ortodossia anche liturgica, a l sig.Arguello fautore di stravaganze liturgiche miserevoli e di un nuova estetica che,a dir suo,dovrebbe cambiare o almeno rinnovare la Chiesa.

    Mi sembra eccessivo, professor Savigni, tanto che ho persino dubitato che sia stato veramente lei l’autore di questo commento.

  143. Physikelly scrive:

    Chi ha scritto le meditazioni per la Via Crucis del Papa quest’anno?

    Chi non ha remore nel pascere le sue pecorelle -anche se legate al vetus ordo?

    Al seguente link, troverete alcune immagini della Messa pontificale celebrata dal Cardinal Zen, ad Hong Kong, domenica scorsa in albis :

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2008/03/cardinal-zens-pontifical-mass-and.html

  144. AVE MARIA

    mi convinco sempre più
    (MA SCOPRO L’ACQUA CALDA)
    che i blog cattolici
    -sopratutto questo-
    brulicano di spie.
    Diversamente non si spiega
    la comparsa,istantanea,
    di certi personaggi,
    al solo
    toccare
    certi
    argomenti.

    Io spero per loro
    che almeno li paghino
    per questo “lavoro”,
    ma temo che siano dei volontari.

    Anzi, probabilmente è un onore ricoprire questo ruolo.
    Bè, si.
    Perchè mica sei sempre di guardia da tornielli….
    A volte sei in minuscoli blog
    di campagna.
    (persino a difendere l’indifendibile “monaco” di bose)

    Fatti furbo(diciamo cosi)
    cambia nick,no?

    E cmq c’è una legge che me lo vieta.
    Sennò non solo qui,
    ma te li invierei a casa.
    E non stralci,
    ma per intero.
    Intanto leggiti questo.

    “Cari figli,

    vi invito a lavorare alla conversione personale.

    Siete ancora lontani dall’incontro con Dio nel vostro cuore, perciò trascorrete più tempo possibile nella preghiera e nell’adorazione a Gesù nel Santissimo Sacramento dell’altare, affinché Egli vi cambi e metta nei vostri cuori una fede viva e il desiderio della vita eterna.

    Tutto passa, figlioli, solo Dio rimane.

    Sono con voi e vi esorto con amore. Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

    L’immacolata vincerà.

    Dunque, io non solo insinuo quello che voglio ma dico quello che voglio, quanto mi pare e piace e finchè mi è concessa la possibilità di parlare.Giusto per la chiarezza. Il dono piu grande è la libertà ed io dovrei limitarmi per uno che difende enzo bianchi, compare appena si parla di massoneria e probabilmente non crede alle apparizioni della Vergine Santa, Madre di Dio, a Medjugorje?

    Come dicono a milano? ma va a dar via…..

    AD JESUM PER MARIAM

  145. Physikelly scrive:

    Chi è stato Maestro di Cerimonie di Giovanni Paolo II fra l’ ’82 e l’ ’87 -dopo Noè e prima di Marini I – ?

    Mons. Magee, irlandese, classe 1936 e attuale Vescovo di Cloyne. Che il martedì di Pasqua ha celebrato in cattedrale secondo l’uso extraordinario del rito romano (con un successo ben oltre l’inaspettato, per un giorno feriale: 400-500 persone ) :

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2008/03/more-on-cobh-cathedral.html

  146. Physikelly scrive:

    Ancora Mons.Magee (già fra i segretari di Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II) , una settimana fa :

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2008/03/images-from-sung-pontifical-mass-in-st.html

  147. Physikelly scrive:

    [ Infine, su Magee, una foto dell'articolo dell'Irish Daily Mail:

    http://img166.imageshack.us/my.php?image=articleirishtimesjb7.png
    ]

  148. Physikelly scrive:

    Quest’anno, nelle Filippine, prima Settimana Santa secondo il messale del 1962, dopo quarant’anni :

    http://rorate-caeli.blogspot.com/2008/03/holy-week-1962-missal-in-philippines.html

  149. Physikelly scrive:

    Dulcis in fundo, una bella notizia dqa Parigi, che piacerà a Luisa:

    “notre bon et brave curé de Saint-Eugène nous a annoncé à la fin de la Grand’Messe du dimanche de Pâques – et qui fut grande à tous égards, les photos suivront – que dans le cadre du pèlerinage marial de la paroisse qui nous a amenés de la chapelle de la Médaille miraculeuse à la basilique de Notre-Dame des Victoires, la prochaine messe tridentine chantée aura lieu, en juin prochain, à une date qui sera précisée ultérieurement à la cathédrale métropolitaine NOTRE-DAME DE PARIS ! Seule la date est à confirmer, la décision de l’archevêque étant définitive. ”

    E’ molto probabile che il Cardinal Vingt-Trois accoglierà nella sua Cattedrale di Notre-Dame de Paris una solenne celebrazione in uso extraordinario, il prossimo giugno.

    http://www.leforumcatholique.org/message.php?num=380129

  150. Physikelly scrive:

    Dedicato a chi crede che Summorum Pontificum non stia dando apprezzabilmente frutti :

    http://honneurs.free.fr/Wikini/wakka.php?wiki=PagePrincipale

    “WikiMissa”

    (..mettete pure questo link fra i vostri segnalibri, e ricontrollatelo anche solo una volta al mese…
    Poi facciamo un bel bilancio a luglio, a un anno dal radioso 07/07/07 … -e notate che c’è chi stima che le celebrazioni secondo l’uso extraordinario siano diverse volte di più di quelle elencate – che, ahimè, comprendono anche quelle della Fraternità di San Pio X, che ‘non fanno testo’in questo discorso..)

  151. Garlyc scrive:

    @Cosimo De Matteis

    Perché hai ripetuto il tuo intervento?

  152. marina scrive:

    Discorso di Pietro..atti 10,43.
    Pietro prese la parola e disse:”in verità stò rendendomi conto che DIO non fa preferenze di persone,ma chi lo teme e pratica la giustizia, a qualunque popolo appartenga,è a lui accetto.
    Questa è la parola che che egli ha inviato ai figli di Israele,recando la buona novella della pace,per mezzo di GESU CRISTO, che è il signore di tutti.

  153. marina scrive:

    Da i corinzi 11,ogni cosa è lecita, ma non ogni cosa è utile;ogno cosa è lecita ,ma non ogni cosa edifica.
    Nessuno cerchi il proprio vantaggio, ma ciascuno cerchi quello degli altri.

    Distuggere le vite di chi non crede nel nostro credo,non è lecito,e non edifica chi crede in DIO.
    Se poi a compiere questi crimini è un apostolo , è un’insulto a DIO.

  154. marina scrive:

    per Garly
    una persona che ha stima di CRISTO, anche se lei dice che non è cristiana,merita comunque rispetto ,no.

  155. marina scrive:

    scusi gianluca barile , ma i miei figli sono anche le mie creature , io le ho fatte ,con amore e con l’amore di mio marito ,e li ho battezzati per far diventare anche loro figli di DIO.

  156. Garlyc scrive:

    marina “per Garly[c]
    una persona che ha stima di CRISTO, anche se lei dice che non è cristiana,merita comunque rispetto ,no.”

    Certo, e chi dice il contrario, anche a proposito di p. De Mello? Non io, non la Chiesa.
    Però – specialmente dal momento che De Mello è un prete – la Chiesa ha il dovere di precisare che certi insegnamenti non sono conformi alla sua dottrina. Non mi sembra così grave o difficile da capire.
    E nel caso di p. De Mello non si parla sicuramente di rovinare la vita a qualcuno: il documento della Congregazione per la dottrina della fede è venuto anni dopo la morte di p. De Mello.

  157. Pipìta Del Monte scrive:

    Altra cosa è la fede in Cristo,incondizionata,vivificante e salvifica.
    Altra cosa è avere una generica “stima” di Cristo,ponendosi quasi sullo stesso livello o addirittura al di sopra della Persona “stimata”.

  158. marina scrive:

    garlyc, mi consentirai di dire però che gli insegnamenti di Di Mello , se interpretati bene , aiutano a vincere molte diffidenze nei confronti degli altri,aiutano a vivere bene con se stessi , riuscendo cosi a vivere in pace anche con il resto del momdo!!
    Chi sta bene con se stesso difficilmente andrà a rompere le scatole agli altri, a meno che non siano questi a omperle a me.

    Normalmente sono le persone insicure,rancorose e problematiche ,o troppo sicure di se stesse ,che creano problemi agli altri,dovresti ammettere questo ,vista la violenza che c’è in giro,anche qui in italia.

    Chi sta bene con se stesso non crea problemi.

  159. Garlyc scrive:

    marina, ma chi parla di violenza o altro?
    Non dico neanche che gli insegnamenti di De Mello debbano per forza essere “nocivi” alle persone, possono essere anche stati utili, non discuto; ma non sono pienamente compatibili con l’insegnamento della Chiesa, e la Chiesa ha sentito il bisogno di dirlo. Tutto qua.

  160. Garlyc scrive:

    P.S. @marina
    Preciso inoltre che non ho mai affermato che p. De Mello non sia cattolico, e tantomeno che non sia cristiano – il giudizio non spetta a me – ma solo che alcuni suoi insegnamenti non sono compatibili con l’insegnamento della Chiesa.

  161. Francesco73 scrive:

    Buon lavoro a tutti, ma credo che Fischella dovrebbe essere destinato a un ufficio diverso.
    E’ un uomo di dottrina ma anche di comunicazione, credo che nel back-office del Sant’Uffizio non sia messo in condizione di dare il meglio di sè.
    Lo vedrei molto meglio a capo di una diocesi importante, oppure alla CEI come segretario, o comunque in una carica visibile.
    Lo vedevo abbastanza bene anche come Vicario di Roma, ma proviene da questo clero, e non so se sarebbe una cosa equilibrata.

  162. marina scrive:

    Garlyc cos’è che insegna la chiesa cattolica?
    L’amore incondizionato a GESU ,calpestando i diritti di chi pensa in modo positivo, facilitando cosi il mondo a vivere in pace , o cos’altro?
    Proteggere le persone che questi diritti calpestano?

    Cosa insegna la chiesa : l’obbedienza totale alle gerarchie cattoliche, come ha scritto Ignazio di Loyola.

    Perinde ac cadaver, questo era il suo motto .
    Docile come un cadavere, Ignazio Di Loyola predendeva un’obbediana cieca ed assoluta.
    questo vuol dire essere cattolici nel vero senso della parola?

    Chi pensa quindi non è cattolico, e neanche crede in CRISTO.

    è cosi??

  163. Garlyc scrive:

    Marina, non farmi dire cose che non ho mai detto né pensato.
    Ma si può ancora dire che per essere cattolici (anzi, cristiani) occorre credere in Gesù Cristo, Figlio di Dio, unico salvatore del mondo?
    Io rispetto cristiani e non cristiani, la stima non e’ in discussione ma non puoi dirmi che va bene lo stesso anche se dico che Gesù è morto di freddo.

  164. Francesco Ursino scrive:

    @ Garlyc

    Se posso permettermi un consiglio, non si lasci “sedurre” dallo spirito di “dialogo” della “cara” Marina… se legge attentamente le sue “domande” si rende conto da che parte spira il vento… fossi in lei farei fagotto prima che la bufera la sorprenda… e mi creda, simili bufere è meglio evitarle.

    Cordialmente

  165. Francesco Ursino scrive:

    Aggiungo qualcosina: non solo si può dire, ma si DEVE dire… :roll:

  166. Garlyc scrive:

    Francesco, grazie, le bufere virtuali non mi spaventano troppo. :-)

  167. lycopodium scrive:

    Sul rapporto novus ordo/vetus ordo missae.

    Il liturgista Andrea Grillo (una menti più acute, purtroppo oggi avversario del Papa, in fatti e argomenti) parla della perduta consapevolezza della necessità per il cristiano non solo dell’iniziazione al rito (= spiegazione e/o comprensione) ma anche dell’INIZIAZIONE TRAMITE IL RITO; arriva a dire che la riforma liturgica ha favorito la comprensibilità del rito, ma ne ha occultato ancora di più le sue EVIDENZE.
    Ma se questo è vero, non si capisce perché non consideri il Motu Proprio come una chance in più PER la “causa della liturgia”, non CONTRO di essa.

    Il nuovo rito e quello antico dovrebbero essere l’un l’altro “elemento critico e riequilibratore”, come detto ottimamente da Pietro De Marco:

    http://www.stefanoborselli.elios.net/news/archivio/00000364.html .

  168. bo,mario scrive:

    Sono d’accordo su quello che scrive Marina. Difendere l’operato della chiesa in questi secoli è da avvocati delle cause perse. Si può dire che erano altri tempi, ma i vangeli non sono sempre quelli? Da oppressi ad oppressori. Lasciando perdere il vecchio devo dire che la chiesa prende delle posizioni, a volte, senza sapere di cosa parla. Vuole pontificare su tutto. Anche su quello che è loro vietato e che crea problemi anche all’interno della chiesa stessa. Penso che abbiate capito e se qualcuno vuole approfondire me lo faccia sapere che continuo.
    Un saluto a tutti.

  169. lycopodium scrive:

    Ed ecco il testo di De Marco:

    La Messa latina come paradigma critico/riequilibratore (di Pietro De Marco)

    Osservazioni prime e generali. La nuova possibilità (ovvero una rinnovata piena legittimità ) della celebrazione della Messa “preconciliare” può essere intesa e sperata, nel retroterra stesso della riflessione del teologo Joseph Ratzinger, come correttivo se non come risarcimento di un’improvvida frattura (nella prassi e, prima ancora, nell’ideologia pastorale) consumata nel postconcilio, contro la tradizione liturgica moderna e, quanto alla lingua, pressoché contro l’intera tradizione. Frattura introdotta dalle pratiche, se non dalla Costituzione sulla liturgia; la drastica marginalizzazione della Messa di Pio V non è infatti nella lettera della riforma conciliare, ma avviene entro un declassamento di fatto del passato liturgico (medievale-moderno), quasi intendendo o lasciando intendere ch’esso fosse inadeguato, manchevole in sé (un assunto intrinsecamente assurdo). Il prossimo motu proprio del Pontefice, di cui è filtrata notizia giornalistica amplificata dall’iniziativa del manifesto internazionale di Socci e altri, contrasta dunque la lettura ideologica, sostanzialmente “rivoluzionaria”, che del Concilio è stata proposta da molta élite teologica e pastorale cattolica. Esso riporta (così si deve sperare) la vita cattolica, anche nel culto, alla sua essenziale natura di complexio, dichiarando la storia precedente il Concilio compatibile con ciò che molti estremismi hanno invece vissuto come opposto ad essa, lo spirito del Concilio Vaticano e la sua realizzazione.
    Se guardiamo più all’interno del dato liturgico-sacramentale la rinnovata legittimità ordinaria di un’eucaristia (come si dice manieristicamente oggi) celebrata secondo il Messale di Pio V e in lingua non corrente, sembra destinata a riequilibrare gli “eccessi” liturgici (rituali, linguistici, fino architettonici) e in particolare gli slittamenti, frequenti nella sensibilità diffusa, verso una asacramentalità (se non desacramentalizzazione) assembleare della celebrazione e della spiritualità eucaristica attuale. Slittamenti che hanno una preoccupante rilevanza de fide.

    Sottolineo, per punti, i motivi di questa speranza:

    La lingua non-ordinaria favorirà la percezione di una antiquitas del rito, di una originarietà su cui il presente profondamente e necessariamente si impianta secondo continuità viva, ma che non dileggia o prevarica. Anche una rada esperienza del rito latino, non più quasi-trasgressiva, sarà presto in grado di rianimare il senso del rapporto necessario tradizione/adattazione/innovazione e della loro reciproca forza moderatrice (come sanno i credenti che eccezionalmente frequentano le liturgie monastiche in latino, ancora più che quelle “tradizionalistiche”).
    La forma e la disciplina rituale della Messa di Pio V avranno una obiettiva rilevanza per l’orizzonte di fede (lex orandi, lex credendi). Specialmente l’essere rivolti al Signore del celebrante e dell’assemblea (che oggi appare rivolta al celebrante, come il celebrante ad essa) e la contemporanea riscoperta della eccentricità dell’altare rispetto agli astanti, costringerà a riflettere (non in maniera “nuova”, ma nei termini della tradizione cattolica, latina e orientale) su spazio e tempo sacro, sul loro senso e fondamento.
    Non è, infatti, la comunità radunata (i suoi sentimenti, la sua disposizione, la sua socialità o compagnia) il perno e la condizione del sacramentum/sacrificium. Non è il behavior dell’assemblea che conta, secondo una tentazione pragmatistica e attivistica – una “liturgia attiva”! -, tentazione di cui lo psico-sociologismo di liturgisti e pastoralisti sembra non essere consapevole. Al contrario l’azione della comunità orante è sotto la norma sacrificale e ne trae il proprio profilo; l’agire è plasmato dai divina mysteria. Il divino sacerdos sacrifica se stesso al Padre e il celebrante e l’assemblea sono tratti in questo abisso, nella sua direzione e senso. Nel canon missae non vi è altro che abbia tale rilevanza, non vi è altro orientamento.
    Questa evidenza chiederà uno stile di catechesi dei sacramenti come annuncio di Realtà , non come educazione sentimentale; l’orientamento del celebrante al Signore, la significatività “nuova” (ma antica e costante nella storia della fede cristiana) del Tibi offerimus, imporranno la ripresa della catechesi della Presenza reale, del “Dio con noi” (caro all’orizzonte del Joseph Ratzinger teologo). Simbolicamente ed esteticamente (cioè nella aistesis dell’evento culturale) tutto ciò risulterà più chiaro al fedele nel suo traguardare oltre il celebrante e l’altare, nel trascenderli, verso il Signore, che non nell’attuale colloquio frontale tra celebrante e popolo; “rivolti al Signore” si oppone alla tentazione di concepire l’altare come spectaculum al centro (o quasi) e “a portata” dell’assemblea (1).
    L’evidenza di una essenziale stabilità della Tradizione, resa evidente anche dalla rinnovata “validità “ ordinaria (non dalla esclusività ) anche della lingua latina liturgica, verrà incontro (sarà medicina) al persistente disorientamento delle generazioni formate prima del Concilio o dopo ma fuori del radicalismo “conciliare”, generazioni la cui serietà e pienezza di formazione cristiana si è cercato di revocare in dubbio. La nuova legittimità della Messa latina sarà , di fronte al popolo cristiano, la sconfitta dell’arroganza e, specialmente, della frettolosità teologica e religiosa di un esercito di antichi “riformatori”.
    Pietro De Marco

    (1) Contro il relativo disordine contemporaneo dovremmo badare invece a che, durante il rito, non vi fossero né “popolo” né sacerdoti dietro l’altare. L’altare, nell’ordine dello spazio sacro, è immediatamente l’aperto alla Trascendenza, il canale della teofania, e non può che essere vertice e soglia dell’intera actio liturgica. L’altare non è propriamente mensa o tavola.

  170. Gianpaolo1951 scrive:

    @ lycopodium
    Bel lavoro lycopodium!

    @ Raffaele Savigni
    Legga bene questo articolo e mediti…!!!

  171. Francesco Ursino scrive:

    Per chi vuole farsi due “risate” prima di andare a dormire…

    LA FRETTA DI FURIO

    Volendo attaccare il Papa, Furio Colombo sull’Unità del 25 marzo (occhio a questa data) lo accusa di insensibilità verso le altrui religioni.
    Una prova? Risponde Colombo: “Il discorso di Bratislava, che ha creato, come si ricorderà, una lunga situazione di imbarazzo”.
    Chi lo ricorda questo “discorso di Bratislava” ? E’ come evocare la “caduta del Muro di Nanchino” o “la presa della Pastiglia” del 1789. Forse Colombo avrà voluto dire Ratisbona? Può essere.
    Ma Bratislava è stato un lapsus stupendo. Si deve sapere infatti che proprio a Bratislava è accaduto qualcosa di importante, precisamente in quella data, 25 marzo, venti anni prima.
    Quel giorno infatti, nella capitale slovacca, fu fatta la prima manifestazione anticomunista non autorizzata.
    In dicembre 500 mila cattolici cecoslovacchi firmarono la più grande petizione per la libertà religiosa della storia dell’Est europeo. Quel 25 marzo poi circa 10 mila cattolici dettero vita alla cosiddetta “Manifestazione delle candele”, una marcia non violenta che fu dispersa con la violenza dalla polizia comunista. Un centinaio di manifestanti furono arrestati. Ma fu l’inizio del crollo per il regime.
    Non dico che nell’anniversario di quell’evento, venti anni dopo, l’Unità avrebbe dovuto ricordarlo (il comunismo è uno scheletro tuttora sottochiave, nell’armadio), ma almeno da quelle colonne, dalla testata storica del Pci, si poteva evitare di fare prediche sulla tolleranza al papa e alla Chiesa. Da quel pulpito no.
    I cattolici stanno ancora aspettando le scuse per quello che hanno subito.

    Fonte: © Libero – 1 aprile 2008

  172. Amato a…. Fisichella a…Che paura non conoscevo i personaggi e quindi pensavo che fosse quella cosina del Ministro degli interni Amato, il quale con quella faccia da pretino e comportamenti da sagrestia poteva essere proprio lui il Prescelto. Poi mi sono svegliato ed era un pesce d’aprile

  173. marina scrive:

    In dicembre 500 mila cattolici cecoslovacchi firmarono la più grande petizione per la libertà religiosa della storia dell’Est europeo. Quel 25 marzo poi circa 10 mila cattolici dettero vita alla cosiddetta “Manifestazione delle candele”, una marcia non violenta che fu dispersa con la violenza dalla polizia comunista. Un centinaio di manifestanti furono arrestati. Ma fu l’inizio del crollo per il regime.

    come mai la chiesa cattolica , invece agli ortodossi dell’est e della croazia , questa libertà religiosa gliel’à impedita con la violenza?

    Non si sono comportati anche loro come i cattivi comunisti??

    Le vorrei ricordare Ursini ,che gli ortodossi credono in DIO e nella Madonna e quindi presumo anche in Gesù Cristo.

    Non riconoscono l’autorità del papa .
    Sono stati uccisi solo per questo.
    Quindi non vedo differenza tra i crimini commessi dai comunisti , e i crimini commessi dagli uomini di chiesa.

    Sbaglio?

  174. Michele M scrive:

    @Marina,

    hai gia’ scritto queste sciocchezze nel post riguardo Papa Wojtyla.
    Cos’e', cerchi popolarita’?
    Se cosi’ fosse tranquillizzati: sei gia’ molto nota, forse non nel modo che vorresti, ma sei nota…

  175. Physikelly scrive:

    “Il permanere dell’atteggiamento presente nella Dichiarazione “Nostra aetate” è evidenziato, del resto, dal fatto che l’Oremus per gli Ebrei contenuto nel Messale Romano del 1970 resta in pieno vigore, ed è la forma ordinaria della Preghiera dei Cattolici.”

    http://212.77.1.245/news_services/bulletin/news/21922.php?index=21922&lang=en

  176. don Mariano Antonio scrive:

    A natan, post March 29th
    Ma che cosa le abbiamo fatto noi salesiani per farle dire che abbiamo “scarsa” attenzione per la liturgia?
    Don Antonio

  177. Physikelly scrive:

    Dalla California, dalla Los Angeles del (famigerato) Cardinal Mahony :

    http://video.google.com/videoplay?docid=2158274540318577902&hl=fr

    “Messa del congresso di educazione religiosa a Los Angeles 2008 – Liturgia eucaristica”

    (22 minuti di tutto & di più…ben ben oltre la mera collezione di ‘abusi’…)

  178. Physikelly scrive:

    …e per fortuna che c’è ancora qualcuno che risce a scherzarci sopra..:

    http://catholiccartoonblog.blogspot.com/2008/03/send-out-clowns.html

    :-)

  179. Physikelly scrive:

    http://bp2.blogger.com/_X6SfstKQluk/R9WRTqFtbLI/AAAAAAAAARo/Te8Os6GCGyk/s1600-h/PapalMass.jpg

    ["Mmh, veramente non sei nella lista per la messa papale... - magari puoi trovare lavoro a Los Angeles..."]

  180. caro fisichelli,
    credimi sapevo degli abusi liturgici,

    ma mai avevo visto certe cose in vita mia.

    Davvero, sono, senza parole, davvero.non so proprio cosa dire, mi sembra un sogno, un incubo.si un incubo. io non lo so. fraternamente ti ringrazio perchè mi hai fatto conoscere quest’aspetto delle deviazioni esistenti per esserne al riparo. non so neppure io che dire, credimi sono choccato, CHOCCATO.

    Vergine Santa,
    Madre della Chiesa,
    San Giuseppe
    Protettore Universale della Santa Chiesa
    guardate con amore e benevolenza
    alla Sposa di Cristo
    cosi trattata male.

    San Michele Arcangelo, prega per noi.

  181. Physikelly scrive:

    Messa in una parrocchia belga :

    http://cathcon.blogspot.com/2008/04/mass-in-belgium-parish.html

    (Si ricordi incidentalmente che il primate belga Card. Danneels, Arcivescovo di Bruxelles, è un Dottore in Liturgia.)

  182. Physikelly scrive:
  183. Remo Di Medio scrive:

    Timeo Salesianos et cogitationes ferentes.
    Troppi salesiani nella Curia romana.
    Premetto di non conoscere il pensiero di Mons Amato sulla Sacra Liturgia, temo però per davvero i salesiani per le idee che hanno sulla liturgia. Molti di essi, infatti, sostengono che il fedele è nutrito dalla Parola della Sacra scrittura allo stesso modo di come è nutrito dal Corpo e dal Sangue di Cristo. Altri addirittura, tra questi, sostengono che il vero nutrimento è la Parola di Dio proclamata attraverso la Sacra Scrittura in quanto l’Eucarestia simboleggia soltanto, ma non è in sostanza il Corpo e il Sangue di Cristo. Tali tesi sono in sostanza ripresi dalla dottrina luterana. Essi sono in grave errore. In realtà la presenza di Cristo nella Parola proclamata nell’assemblea non è che puramente spirituale; mentre la presenza del Signore è assolutamente reale nelle Sacre Specie (Pane e Vino) consacrate. Inoltre, nelle parrocchie salesiane si parla solo ed esclusivamente di Mensa eucaristica per indicare la Santa Messa e non si parla mai del Santo Sacrificio di Nostro Signore Gesù Cristo. Tali idee sono riprese da quanto insegnava Lutero che nutriva una vera e propria avversione per il Santo Sacrificio della Messa. Il monaco apostata e infedele non poteva tollerare che si riattualizzasse ogni giorno sull’altare la Passione di Nostro Signore; quel sacrificio quotidiano gli ricordava ciò che la sua vita avrebbe dovuto essere in conformità con quella di Nostro Signore, sacerdote e vittima: «Tutti i postriboli, gli omicidi, i furti, gli assassini e gli adulteri sono meno malvagi di quell’abominazione che è la messa dei papi… Chiamiamola benedizione, eucaristia, mensa del Signore o memoriale del Signore. Le si dia qualunque altro nome, purché non la si macchi col nome di sacrificio» (Dalle Omelie di Lutero).
    Spero che il Papa Benedetto XVI riprenda in mano saldamente il pastorale per guidare con fermezza le pecorelle di Cristo e tra queste, non solo i semplici fedeli, anche vescovi e preti, utilizzando la parte del manico del pastorale che è ricurvo e che serviva al pastore per trattenere per il collo le pecore che volevano andare fuori dal sentiero.
    Altrimenti ci sentiremo come pecore senza pastore, come disse Gesù nel Vangelo riferendosi al popolo che non veniva curato dai dottori della legge ed era stato abbandonato a se stesso.

  184. Physikelly scrive:

    Intanto, buona nuova dall’Inghilterra:

    http://thenewliturgicalmovement.blogspot.com/2008/04/new-provincial-for-english-dominicans.html

    lo scorso 31 marzo, Festa dell’Annunciazione, è stato eletto il nuovo Priore della Provincia domenicana inglese.

    Nella terra che diede all’Ordine dei Predicatori il ‘liberal’ Padre Radcliffe come Maestro (e per poco non divenne anche Arcivescovo di Westminster) , adesso è al vertice dei domenicani per i prossimi quattro anni il padre John Farrell, sinora priore a Newcastle …dove ha celebrato per anni, nella chiesa di St Dominic, la Messa in rito antico la domenica (venendo incontro ai fedeli della Latin Mass Society, che ne avevano fatto richiesta) !

    Dopo la recente elezione del nuovo Gran Maestro dell’Ordine di Malta (frà Matthew Festing) , una nuova bella notizia targata UK .

  185. Raffaele Savigni scrive:

    Per Remo: il parallelismo tra Sacra Scrittura ed Eucarestia (presentati come i due nutrimenti del cristiano in questo mondo) si trova già nell’”Imitazione di Cristo”, un testo del XV secolo, che ha nutrito per secoli la spiritualità cristiana…

  186. Physikelly scrive:

    [Esempio di parrocchia, in Francia, dove prospera Summorum Pontificum :

    http://www.eglise-st-pierre-nancy.fr/spip.php?article45

    Saint Pierre, a Nancy ; non una 'parrocchia personale', ma sulla buona strada... :) ]

  187. mick scrive:

    Caro Physikelly grazie di cuore per questi link. Sembra che il motu proprio Summorum Pontificum sia stato recepito solo da poche luminose menti.
    Ha notizia di parrochhie italiane che celebrano con l’antico rito?
    Grazie

  188. Physikelly scrive:

    Mick, penso che in assoluto l’elenco più aggiornato sulla situazione delle Messe in rito antico (parrocchie incluse) , sia:

    http://www.unavox.it/messa.htm

  189. lycopodium scrive:

    @ Savigni.
    L’espressione delle due tavole è certamente tradizionale e a suo modo corretta, ma l’uso che oggi se ne fa corrisponde molto più al sospetto di Remo, che all’intendimento di Tommaso da Kempis (o di chi per lui).

  190. Gaetano scrive:

    Vorrei soffermarmi sull’intervento di Remo di Medio del 5 u.s., in particolare per quanto attiene a talune affermazioni da lui fatte, sulla cui formulazione letterale non ritengo però di intervenire direttamente. Quello che mi sconcerta è l’atteggiamento, basato non sulla critica (quello legittimo, ove fosse sostenuto pero’ da argomentazioni serie) ma sul giudizio: chi ha concesso al signor (dottore?, reverendo?) Di Medio l’autorità per auto-attribuirsi il diritto di giudicare il prossimo? In merito alle espressioni usate nei confronti di Lutero (aggiungo che sono cattolico amante della tradizione ma non tradizionalista) ricorderei al signor Di Medio che:
    1. La scomunica per apostasia si rimuove con la morte della persona; altrimenti neanche Lefebvre sarebbe mai stato “riabilitato”;
    2. Ove mai questo non fosse bastato, e per rendere questo maggiormente palese, il papa Giovanni Paolo II (di v.m.) provvide a rimuoverla nel corso di un suo viaggio in terra germanica. Se questo gesto del Pontefice a Lei non sta bene, spero si renda conto che con questo suo atteggiamento è lei che si pone al di fuori della comunione cattolica, e non viceversa (spero che Lei non voglia considerare il papa Giovanni Paolo II come eretico e filo-luterano per quel suo gesto….).

    Inoltre, sulla base di quali approfonditi studi storici, biblici e teologici il signor Di Medio può affermare che la presenza del nostro Divin Signore nella sua Parola è solo “spirituale”? Come Egli può giustificare l’affermazione “essi sono in grave errore” alla luce delle parole che l’attuale Pontefice ha inserito come motivazioni della “Summorum Pontificum”, ossia di rispondere alle aspettative di quelle molte «persone, che accettavano chiaramente il carattere vincolante del Concilio Vaticano II e che erano fedeli al Papa e ai Vescovi [ma che] desideravano tuttavia anche ritrovare la forma, a loro cara, della sacra Liturgia», e non certo per giudicare la teologia del NO rispetto a quella del VO. Il signor Di Medio, lo dica chiaramente, accetta o no «il carattere vincolante del Concilio Vaticano II»? Di questa cosa nutro forti dubbi.
    Mi piace in ultimo ricordare al signor Di Medio che la “Summorum Pontificum” si pone come scopo quello di favorire “l’unità di tutta la Chiesa” (art. 5§1) per compiere «una riconciliazione interna nel seno della Chiesa» (Lettera accompagnatoria al medesimo Motu Proprio), mentre a me pare che taluni ambienti stiano utilizzando il magistero pontificio soltanto per appagare la loro voglia di protagonismo e per “apparire”.

    Mi si perdonerà per la franchezza del mio dire, ma la “parrhesìa” cristiana è anche questo.

  191. don Mariano Antonio scrive:

    Per Remo, post del 05/04
    “Molti di essi (Salesiani), infatti, sostengono che il fedele è nutrito dalla Parola della Sacra scrittura allo stesso modo di come è nutrito dal Corpo e dal Sangue di Cristo. Altri addirittura, tra questi, sostengono che il vero nutrimento è la Parola di Dio proclamata attraverso la Sacra Scrittura in quanto l’Eucarestia simboleggia soltanto, ma non è in sostanza il Corpo e il Sangue di Cristo”.
    Mi sembra che si tratti di una generalizzazione un po’ ardita. Accusare dei miei confratelli -senza fare nome e cognome e senza rifersi ad eventuali libri ed articoli da loro pubblicati- di sostenere tesi eretiche (non gravi errori, ma vere e prorpie opinioni eterodosse) è cosa scorretta. Quindi, Sig. Di Medio, o circostanzi meglio le sue affermazioni o abbia il buon gusto di tacere. E’ una questione anche di rispetto della persona…
    Don Antonio Mariano sdb

  192. Gladiator scrive:

    ALLA SACRA CONGREGAZIONE PER LA CAUSA DEI SANTI
    Oggetto : Processo di Canonizzazione del Santo Padre Giovanni Paolo II

    Eminentissimo Presidente ,
    della Sacra Congregazione per la Causa dei Santi .
    Ci è stato detto di rivolgerci a voi per esprimere tutti i nostri dubbi circa il processo di beatificazione della figura benemerita di Sua Santità Giovanni Paolo II di cui si sta intentando un processo per la sua elezione a beato . Il guaio che blocca tutto è la mancanza di miracoli , anzi quello che alcuni portano come miracolo ( la suora francese ) a noi desta molto sospetto in quanto è un miracolo legato molto alla psicologia della persona e si sa che le sorelle sono molto emozionabili e molto emotive nella loro vocazione .
    Abbiamo notato che c’è un tacito accordo di tutti , non scritto, per promuove la figura di questo grande papa ecumenico , cosa di cui non abbiamo alcun dubbio, ma , in quanto a proporre la sua vita come vita di santità , ci viene qualche sospetto, anzi a noi sembra che si voglia far politica per affermare una linea teologica spesso in contrasto con la Tradizione della Chiesa .
    Noi oggi siamo qui a chiederle che non si affretti nessun processo, almeno chè di ricusare gli attuali giudici troppo di parte e troppo sbilanciati ! Non dimentichiamo il detto paesano che dice :” la gatta per partorire in fretta, fece i figli ciechi .” Noi tempo fa esprimemmo alcune riserve sia telefonicamente e sia tramite internet al monsignore polacco che sta organizzando il processo .
    Ad esempio nella sezione del suo sito dove raccoglieva testimonianze , comunicammo una testimonianza contraria, cioè non potevamo digerire una decisione del Santo Padre Giovanni Paolo II di farsi costruire una piscina personale per fare ginnastica a Castel Gandolfo, perché nessun Papa lo aveva mai fatto . Un sant’uomo che vuole far ginnastica , nessuno lo impedisce , basta che fa un po’ di footing per il giardino e tutto è risolto, ma passare alla piscina personale ci sembra un po’ troppo ;non diciamo che sia antievangelico, però non tutti i santi papi l’hanno mai avuta e sarebbe una novità assoluta .
    Dovevamo tacere questa cosa per far andare avanti liscio il processo e mettere sotto i piedi la giustizia ? Giammai !
    Ebbene il sant’uomo , Monsignore polacco, non ritenne opportuno nemmeno prendere in considerazione la nostra segnalazione e rispondere con giustificazioni contrarie perché ciò era contro il buon nome del suo connazionale e del lavoro che stava svolgendo ! Ora noi sappiamo che in ogni processo ci sono i pro e i contro e c’è pure un avvocato del diavolo ! Il Monsignore ha riportato solo cose positive cancellando le negative ! Ad esempio, nonostante i mille sforzi e le mille occasioni , pare che non sia mai riuscito a fare un efficace esorcismo il nostro santo padre . Sappiamo che per queste cose ci vuole , purtroppo , un minimo di vita cristiana e di vera preghiera, anzi che non sia affettata .
    E riguardo al patrimonio economico della Chiesa , vi pare che lo abbia saputo amministrare ? Non vi pare che abbia avuto uno sbilanciamento finanziario di tipo nazionalistico, solo da una determinata parte ? Urgono delle indagini su questa cosa per accertarne la santità in grado eroico .
    Passiamo poi alla sua dottrina e consideriamo almeno se sia secondo la tradizione .
    Ebbene nominiamo una sola lettera enciclica, la Laborem Exercens, che abbiamo letto ultimamente .
    Sembra che sia pervasa da una mentalità marcionita dove è negata finanche la pena di morte nel V. T .
    Egli dice : “ è solo questione di interpretazione dei testi e dei generi letterari “ . A noi ci sembra semplicemente assurda una tale affermazione ! A un certo punto sembra più onesto Marcione che per scongiurare la considerazione da dare al V. T . disse che non era più valido e non era più parola di Dio perché c’era troppa violenza , anzi c’era un Dio cattivo che poi si è evoluto col tempo nel Nuovo Testamento ….in bene , perciò “meglio abbandonare le antiche scritture per la loro violenza …..”
    Nella Laborem Excercens poi si afferma che il lavoro dell’uomo è ancora più fondamentale dell’istituto di diritto naturale quale è la famiglia , quindi la famiglia dipende dal lavoro dell’uomo.
    Insomma è tutta una questione economica la vita e la stessa riuscita della famiglia ! Il Papa santo subito ha fatto questa scoperta nuova : se abbiamo un buon lavoro , sarà pure possibile una buona famiglia !
    Al di là della battuta , notiamo nella visione sociale di questo papa, non una società organica ; un insieme di famiglie e di corpi sociali che danno l’autorità a un potere terzo che presieda al bene comune fondato sulla legge naturale,anzi la legge di Dio , ma notiamo una concezione della società e della storia intesa come lotta tra ricchi e poveri , tra categorie economiche benestanti e categorie povere ; tra lavoratori e padroni , tra sfruttati e sfruttatori ! La stessa visione storica , del resto , che notiamo nella Populorum Progressio del beneamato Paolo VI a cui lui successe . E in questa lotta storica e sociale l’uomo con la sua pretesa dignità è solo con Dio e le sue scelte dipendono dalla sua coscienza . Cristo sarebbe venuto al mondo quasi esclusivamente per la dignità dell’uomo !
    Ebbene questa visione dell’uomo non ci sembra poi tanto cristiana quanto evoluzionista ,infatti in essa soggiace la convinzione che tra gli uomini la legge della giungla sia l’asse portante della sua vita e della sua storia e l’uomo è un lupo per l’altro uomo . Tra gli uomini, i forti e i deboli , che spesso possono essere anche gli stessi deboli armati , vincono sempre i forti …….cioè chi è più scaltro . Il vangelo starebbe quindi con i deboli e la dignità dell’uomo …… Egli ha fatto la scelta di classe !
    Non è questa concezione pessimistica e riduttiva la visione cristiana della società e del creato !
    E che dire poi di alcune sue affermazioni personali dove in qualche congresso pare abbia affermato che “ l’evoluzionismo è qualcosa di più di una semplice teoria filosofica ? Pare che il pensiero ateo abbia insegnato la stessa idea . Se neghiamo che l’uomo sia nato da una sola coppia umana ( Adamo ed Eva ), allora sono giustificabili tutte le teorie razziste di questo mondo perché non siamo più fratelli e ognuno è nato dal brodo primordiale con i microrganismi di un animale diverso : chi dal serpente saettone, per ipotesi, e chi dalle cellule dell ‘ Ippopotamo . ………
    Ci sarebbe poi da esaminare il suo eclettismo e il suo ghandismo anarchico ….ma sarebbe troppo lungo il discorso .
    Due parole le vorremmo spendere pure sulla sua visione del sacrifico eucaristico dove ha profuso fior di dottrina ,un lavoro bellissimo , avendo capito che nella Chiesa e nei sacerdoti andava affievolendosi l’amore all ‘eucaristia . Ebbene, tutta la sua magnifica letteratura però manca di un idea centrale . Avendo abbandonato l’dea che sia stato il Padre a chiedere la morte del Giusto , anzi il sangue del Figlio come vittima di espiazione per i peccati perchè il Padre sarebbe solo “buono “ , ecco che il sacrifico eucaristico diventa nei suoi scritti solo una presenza e un incontro di comunione conviviale dei fedeli tra loro e con Dio . La SS. Messa., poi, è solo una festa e un incontro ! Nella sua visione eucaristica il Figlio ha solo sacrificato se stesso perdonando i peccati e basta . Non ha offerto al Padre se stesso come vittima al posto del peccatore ,al Padre adirato per i peccati dell’uomo; al Padre che voleva la morte del peccatore perchè offeso infinitamente. Cristo ,quindi, ha offerto un generico sacrifico per amore dell’uomo senza scomodare l’ira furente del Padre per superare Marcione che concepiva solo un Padre buono . Ecco perché poi le donne che abortisco sono delle martiri da capire soltanto ……..e le martiri vere cosa sono allora ?
    Ma ci sarebbe anche da discutere sulle parole che rivolse al Parlamento Italiano quando chiese espressamente un indulto per i detenuti e i criminali . Molti politici persero il loro onore e la loro credibilità facendo approvare un provvedimento che sapeva di anarchia e di rinuncia dello Stato alla giustizia uguale per tutto il popolo . Sappiamo che molti tornarono a delinquere e a uccidere e i mass media tacquero che all’origine di quel provvedimento c’era proprio il papa santo subito !
    Con profondi ossequi e con rinnovata stima e devozione nel Magistero che Cristo ha affidato a Pietro, innanzitutto , vi saluto fraternamente .

  193. Physikelly scrive:

    Messa in Coena Domini trasmessa dalla TV irlandese, dalla Cattdrale di St Aidan:

    http://cathcon.blogspot.com/2008/04/holy-thursday-irish-tv-mass.html

    (No, non era la Messa dei Migranti…)

  194. Physikelly scrive:

    Ahh…Riccardi e la tradizionale mozzetta bianca pasquale…

    http://it.notizie.yahoo.com/ap/20080407/foto/pwl-italy-pope-9c5ee1a-9cbc9078c72f0.html

  195. Physikelly scrive:

    Ecco il giusto modo di presentarsi a quelli di Sant’Egidio!

    http://it.notizie.yahoo.com/ap/20080407/foto/pwl-italy-pope-9c5ee1a-9586a95c98070.html

    (…ben fatto, don Guido!)

  196. Physikelly scrive:

    SupeRanjit, aiuto!!

    …Guarda che succede al Giovedì Santo vicino a Strasburgo :

    http://cathcon.blogspot.com/2008/04/day-that-new-priestesshood-was.html !

    (quasi meglio di Farinella..)

  197. Physikelly scrive:

    Approposito di abusi liturguci e pagliacciate varie a Messa: ecco un impietoso (ma a suo modo spassoso: si ride istericamente per non piangere amaramente..) video-collage su YouTube , dalla Germania:

    http://www.youtube.com/watch?v=ZxWTN-wSuO4&eurl=http://cathcon.blogspot.com/

  198. Physikelly scrive:

    Ultra-mega-agghiacciante processione del Vangelo:

    http://www.youtube.com/watch?v=31uSW4-1qC0