La politica e gli attacchi ai copti

Venerdì sera ero nella parrocchia di San Bovio a Peschiera Borromeo, per un incontro dedicato alla figura di Giovanni Paolo II. Era presente anche il vescovo copto cattolico di Luxor Joannes Zakaria. L’ho intervistato e questa è la trascrizione del colloquio pubblicata oggi su La Stampa.

«Gli attacchi contro i cristiani che si susseguono in Egitto sono fomentati da gruppi di seguaci di Mubarak o da estremisti islamici che arrivano dall’Arabia Saudita. Dietro c’è più politica che religione…». Joannes Zakaria, 61 anni, vescovo copto cattolico di Luxor, è una delle guide del piccolo gregge di egiziani in comunione con la Chiesa di Roma, appena 400mila degli otto milioni di cristiani copti. Nei giorni scorsi un’altra chiesa è stata presa di mira e data alle fiamme da alcuni musulmani che uscivano dalla preghiera in moschea.
Quella che sta avvenendo in Egitto è una guerra di religione?
«Non credo proprio. I musulmani salafiti che si sono resi protagonisti degli attacchi sono fomentati da schegge dei vecchi servizi segreti di Mubarak, che prima li usavano per combattere i Fratelli musulmani e oggi li usano per creare un clima di tensione. Si tratta di azioni che hanno un fine politico, quello di aumentare le tensioni e far rimpiangere il regime precedente».
La matrice islamica di queste azioni contro i copti però è evidente…
«Bisogna considerare che oggi sia i salafiti, come i Fratelli musulmani e gli integralisti del Jihad, vogliono prendere le redini della rivolta, capeggiarla, guidarla. Mubarak aveva messo al bando gli estremisti. Dopo che il presidente è andato in esilio ed è stato riaperto l’aeroporto, sono tornati in Egitto circa tremila fondamentalisti egiziani che si erano rifugiati in Afghanistan, Bosnia e anche in Iran».
Al momento della grande protesta popolare che ha fatto cadere Mubarak, cristiani e musulmani erano fianco a fianco. Che cosa è cambiato?
«È vero, cristiani e i musulmani stavano insieme. E sulla piazza Tahir, quando i musulmani pregavano, i cristiani si mettevano attorno a loro, per proteggerli. Ma caduto Mubarak, adesso ogni gruppo cerca di appropriarsi della rivoluzione. In altri Paesi a maggioranza islamica, è molto diffusa l’identificazione del cristianesimo con l’Occidente. In Egitto questo è più difficile, la nostra è una Chiesa antichissima, “copto” significa egiziano, eppure miseria e ignoranza facilitano le semplificazioni, anche da noi. Bisogna poi tener presente che i copti sono impegnati in una testimonianza molto attiva, sono presenti sulla scena pubblica».
Teme che con la democrazia vera si possa arrivare a un governo che imponga la sharia al Paese?
«Durante la rivolta in piazza gli egiziani hanno lottato per i loro diritti, anche la voce dei cristiani è stata importante. Avremo ancora difficoltà, ma confido nel fatto che molti intellettuali islamici abbiano cominciato a riconoscere che l’imposizione della sharia è risultata fallimentare, in Sudan come dovunque. Certo, in Egitto il 90 per cento della popolazione è musulmana, noi cristiani siamo solo una minoranza. C’è il rischio che si diffonda sempre di più la mentalità secondo la quale il ritardo del progresso in Egitto sarebbe stato causato dalla mancata applicazione della legge islamica. Ma noi copti siamo anche la minoranza più consistente e ascoltata del mondo mediorientale. Nel nuovo Egitto cristiani e musulmani devono poter convivere con pari dignità e diritti».
Che cosa dovrebbero fare, secondo lei, i Paesi occidentali, per favorire il processo democratico?
«I vostri leader temono gli estremisti islamici, pensano agli interessi dei rispettivi Stati e al petrolio. Bisognerebbe però pensare anche alle popolazioni che vivono nella miseria, facile preda del fondamentalismo. Questi processi si contrastano costruendo scuole, ospedali e creando posti di lavoro».
Nella sua esperienza quotidiana, com’è il rapporto tra cristiani e musulmani oggi in Egitto?
«Come le piramidi: alla base, più larga, tutto è meno complicato, esistono rapporti di fraternità e di amicizia molto belli. I problemi cominciano man a mano che si sale al vertice, con le autorità. Ogni responsabile ha paura dell’altro. Manca la maturità, la capacità di dialogo, c’è molta ignoranza, e questo in ogni gruppo».

Mi sembra significativa la complessità della situazione che emerge dalle parole di Zakaria: ci fanno comprendere come, nelle violenze scatenate contro i cristiani in Egitto, l’elemento religioso sia uno dei fattori, ma non certo l’unico. E i copti finiscano per essere i capri espiatori di chi vuole aumentare la tensione, l’insicurezza, la violenza.

PS. Ieri sempre su La Stampa, a corredo di una articolo riguardante la decisione vaticana di chiudere l’abbazia cirstercenze della basilica romana di Santa Croce in Gerusalemme, ho pubblicato un’analisi dedicata agli interventi fermi e decisi di Benedetto XVI contro la “sporcizia” nella Chiesa. Non gli ho dedicato un post a parte, perché qualcuno di voi mi ha riproverato per aver proposto ben quattro thread consecutivi al tema della pedofilia: due di questi, però, erano di commento a un documento vaticano sull’argomento, mentre gli altri due erano giustificati da un triste e terribile fatto di cronaca.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

40 risposte a La politica e gli attacchi ai copti

  1. antonellalignani scrive:

    Rimango molto colpita per la chiusura dell’Abbazia di Santa Croce in Gerusalemme. Chiedo ad Andrea Tornielli se può dirci come verrà ora gestita questa importantissima basilica, che forse ho visitato durante l’anno santo del 1950. Scandali sessuali? la cosa più triste è che credevo che almeno noi in Italia ne fossimo (quasi) immuni.

  2. Caro Andrea,
    interessante l’intervista
    ma davvero IMPERDIBILE
    il tuo articolo (segnalato in coda al post)
    che vivamente consiglio.

    Mi permetto di segnalare inoltre che domani il Parlamento comincerà l’esame della legge sulla OMOFOBIA. Ed è in programma un interessante dibattito radiofonico a più voci (fra gli altri buttiglione, polledri, costa ed altri)moderato da Marco Invernizzi.
    Va in onda in diretta
    QUESTA SERA
    alle 21:

    http://materecclesiae.splinder.com/post/24595441/o-m-o-f-o-b-i-a

  3. ritaroma scrive:

    dr tornielli, spero che non sia vero, mercoledì sera al corso vedrò il vice parroco. ho stampato la parte del suo articolo che riguarda l’Abbazia…. sono già andati via una parte di monaci, e sono arrivati i diocesani….non basta, adesso vogliono addirittura chiuderla! a chi da fastidio? o meglio. chi la vuole?
    sono amareggiata!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Sal scrive:

    Potrebbe essere l’inizio della restaurazione dell’inquisizione e del braccio secolare ! O Forse i cistercensi non hanno risposto secondo i desideri…… come i legionari !

    • No, caro il mio sèttario: semplicemente la Chiesa di Cristo ha un Capo. E questo Capo comanda, come è giusto che sia. Tutto qui. Senza scomodare fantomatiche inquisizioni o altre fantasie malate che tanto piacciono ai laicisti e, in genere, a tutti i nemici della Chiesa.

      AVE MARIA!

      • Sal scrive:

        E’ strano, ma guarda te, io sapevo che nella chiesa di cristo “sono tutti fratelli” senza alcun Capo perchè uno solo è “il condottiero” il Cristo che essendo vivo non ha bisogno di successori nè di intermediatori.
        Chissà a quale vangelo si ispirano questi ! Quello del Capo comanda e nessuno lo ascolta, per questo poi devono chiedere scusa e perdono e cacciare milioni di dollari in compensazioni.
        Con le “ave maria non si canta messa” diceva un cardinale, mi sa che aveva ragione.

        • peccatore scrive:

          Sal, visto che non te lo scrive quasi nessuno, provvedo io:
          nei tuoi interventi sei ripetitivo, scarsamente interessante, mai simpatico, spesso offensivo, comunque livoroso.

          Non mi permetto di chiedere che tu ti astenga dallo scrivere. Siamo tutti ospiti. Ma, invece di ignorarti, per una volta esprimo un parere. Di cui tu sei libero di non tenere conto. In fondo il gettone di presenza ti farà salire uno scalino nella Torre di guardia. Quando sarai in cima che fai? Scendi? Non buttarti di sotto, mi raccomando.

          Senti che bella questa preghiera, che recito tutta per te:

          Rallegrati o Maria, piena di grazia; il Signore è con te; tu sei benedetta tra le donne e benedetto è il frutto del tuo seno, Gesù.

          Santa Maria, madre di Dio, prega per noi peccatori,
          adesso e nell’ora della nostra morte. AMEN

          • Sal scrive:

            Distinto peccatore, concordo con l’analisi. Hai ragione, sono ripetitivo, perché cito troppo le stesse scritture; scarsamente interessante, perché quelle non interessano a nessuno; mai simpatico, ed è vero anche questo perché il messaggio è di giudizio e fa male; chi porta brutte notizie si rende antipatico. Livoroso non direi, perché faccio solo risaltare la mancanza di razionalità; e non sono nemmeno io ad essere offensivo, lei mi fa troppo capace, l’offesa è di chi se la prende, non di chi la da, anche se poi per chi crede ai misteri e alle fantasie può succedere che prendendo lucciole per lanterne. E’ solo logico che mi debbo indignare, quando il tempio viene ridotto ad una “spelonca di ladroni”, si è indignato pure Gesù, così capirà se lo ricordo.
            Ringraziando per la devozione che mi dedica, dovrebbe anche spiegarmi come può essere che, Dio che è “eterno immutabile, ”senza principio” e senza fine” possa avere una madre. Altro mistero misterioso.
            Eh…. Senta, mi dica un po’, a che serve pregare nell’ora della morte ? Forse per rallentare il trapasso o per farsi fare la raccomandazione affinchè venga rimandato ? Conta ciò che si è fatto in vita, mica quello che non si può più fare alla fine, non crede ? Ma poi, tra tante preghiere, tutto procede sempre peggio, vuoi vedere che ottengono l’effetto opposto ?

          • anniballo scrive:

            Ti pareva che,nella prosa di “PECCATORE”, non tornava l’ossessione della morte ?

          • enrico scrive:

            Dove sarebbe l’ossessione della morte?

  5. ritaroma scrive:

    dr Tornielli. Libero news.it di ieri non riportaa “chiusura” dell’Abbazia di S. Croce, ma del definitivo allontanamento degli ultimi pochi e anziani monaci. chi dice il vero?Anche se vi partecipo poco ,( pur essendo la mia parrocchia) xchè faccio volontariato missionario altrove, mi sono molto dispiaciuta nel 2009 dell’allontanamento dei frati superiori, avevano fatto molto per S. Croce, non era cos’ bene organizzata come adesso….invidie, gelosie, capricci? Oggi, quando vogliono far allontanare qualcuno la buttano subito sugli abusi liturgici ….. che a tutt’oggi ancora non si è capito dove avevano sbagliato. mah, solo Dio sa come sono andate veramente le cose !

  6. Andrea Tornielli scrive:

    Cari amici, il miei colleghi Giacomo Galeazzi, vaticanista de La Stampa, e Paolo Rodari, vaticanista del Foglio, hanno citato il decreto vaticano che allontanando gli utimi monaci (hanno due mesi di tempo per lasciare Santa Croce) stabilisce che questa venga chiusa come abbazia. Sarà cioè una parrocchia gestita dal clero secolare della diocesi di Roma. Da questo punto di vista è corretto dire che la Santa Sede con apposito decreto ha “chiuso” l’abbazia (non la basilica, ovviamente).

    Bisogna leggere con attenzione gli articoli dei due colleghi per individuare le motivazioni, che non erano citate nel decreto. Penso vi fossero varie concause, ma non mi soffermerei sugli abusi liturgici o sulle danze liturgiche (se questo fosse il criterio, quanti decreti dovrebbero essere emanati?). C’era evidentemente qualcosa di più grave, una gestione che le autorità vaticane hanno considerato non limpida, della comunità monastica. Di certo, tanto per essere chiari, non c’era nulla che avesse a che fare con abusi sessuali su minori!

    • Grazie Andrea per il prezioso intervento: leggerò subito gli articolo in questione cercando in essi le motivazioni.
      Non vorrei fare gossip -mai fatto- ma confesso che un certo andazzo di quella gloriosa (VERAMENTE gloriosa) Congregazione lo avevo già percepito VIVENDO alcuni giorni preso una loro nota Abbazia del nord che non menziono per ovvie ragioni. Mi conforta -credetemi- il rendermi conto che anche in questo caso AVEVO VISTO GIUSTO. E, chiudendo, ringrazio il Signore per averci donato questo STRAORDINARIO Papa che davvero con la sua santa docilità allo Spirito e la sua eccellente cultura e conoscenza delle storture della Chiesa universale sta piano piano intervenendo laddove vi era da intervenire.

      Anche a lanuvio avevo fiutato giusto. Ma il bello è che i “monaci” sono ancora rintracciabili in rete con le indicazioni sul dove trovarli e come contattarli ed ovviamente è in bella mostra la foto dell”abate” con l’allora Cardinale Ratzinger. Roba da non crederci. Ed i tanti adepti adescati sono in cura da psicologi per gli abusi subiti durante il decennale plagio….

  7. Marco N. scrive:

    colpisce nell’articolo di Rodari, cui ci rimanda Tornielli, la seguente informazione:

    “Dicono i più critici a proposito della cappella della Parola voluta da Fioraso e oggi scomparsa: “Era organizzata da schifo, tutta concentrata sul libro e appena relegato in un angoletto il simbolo eucaristico: una cosa sballata come arredo, e peggio, molto peggio a livello di contenuti simbolici”. E ancora, ecco le critiche di alcuni monaci: “Non serve alcuna cappella della Parola, perchè la vera cappella è il nostro cuore e l’anima nostra dove essa può e deve solo risuonare”

    Era ora che qualcuno si accorgesse dell’importanza spropositata che ormai in tante chiese, specialmente in quelle neocatecumenizzate, viene data alla “Cappella della Parola” (la bimah ebraica e/o il suo corrispondente nel mondo protestante) a scapito della cappella o del tabernacolo del SS.Mo Sacramento, divenuto, ahimè, solo marginale in molte chiese.

  8. ADRIANO MEIS scrive:

    Ritornando al tema del thread, sarà anche verissimo che ,in Egitto, il problema è più la politica che la religione.
    Ma altrettanto vero è che,quando si vuole raggiungere in modo efficace l’emotività delle persone per mobilitarne le coscienze ed aizzarle contro un nemico, l’arma religiosa rimane ,da secoli, la più adatta.
    E’ questo l’ espurgo necessario da operare, illuminando laicamente le menti di tutti i popoli : fin dalla scuola e per legge.

    • enrico scrive:

      “E’ questo l’ espurgo necessario da operare, illuminando laicamente le menti di tutti i popoli : fin dalla scuola e per legge.”

      Lei si rende conto di ciò che scrive?

      • ADRIANO MEIS scrive:

        @ Enrico

        Purtroppo sì, gentile Enrico; io mi rendo conto. L’abbiamo visto migliaia di volte : le religioni sposano sempre le ragioni del conflitto, quando lo spirito della guerra soffia.
        La lingua sacra delle religioni riesce ad articolare assai meglio della politica le parole che salgono dal cuore e dichiarano odio verso il Nemico, contribuendo in modo decisivo a dare violenza al fuoco delle guerre.
        Non è appunto ciò che dice Tornielli, circa la situazione egiziana?

      • enrico scrive:

        No non si rende conto allora.

        espurgo….fin dalla scuola…per legge.

        Questa è decisamente una dichiarazione programmatica di lotta psicologicamente e fattivamente (per legge) violenta al sentimento religioso dell’uomo.

        Dall’articolo si evince che si tratta di ragioni più politiche che religiose, che vengono usate le frange estreme, ossia quelle più chiuse ed intransigenti.
        Quelle cioè che vorrebbero l’ “espurgo”..magari…”per legge” delle posizioni contrarie alla propria.

        • enrico scrive:

          “La lingua sacra delle religioni riesce ad articolare assai meglio della politica le parole che salgono dal cuore e dichiarano odio verso il Nemico, contribuendo in modo decisivo a dare violenza al fuoco delle guerre”

          Gli ultimi due secoli dimostrano altro signor Meis.

  9. Cherubino scrive:

    vorrei ricordare – con gli amici del PIME http://www.missionline.org/index.php?l=it&art=3821 – che domani è la giornata di preghiera per la Cina, indetta da Benedetto XVI

  10. ritaroma scrive:

    GRAZIE dr TORNIELLI per la risposta e grazie anche a MARCO N che ha riportato lo stralcio dell’articolo di Rodari. E’ vero, purtroppo sono molte le chiese, specialmente quelle moderne, ad avere il tabernacolo spostato in un angoletto, per cui quando entri in chiesa e vuoi salutare il Signore, devi andare alla ricerca del lumino acceso! un saluto

    PECCATORE, concordo su quanto hai detto a SAL, ma non glielo scrive + nessuno xchè glielo abbiamo detto tante volte, ma lui fa orecchi da mercante, anzi si grogiola del suo dire ripetendo con e sempre le stesse domande! Ogni tanto usiamo misericordia nel rispondergli, ma spesso lo ignoriamo….si sente l’unico, con qualcun altro- il profeta che vuole salvare il mondo! lasciamoglielo credere.
    un caro saluto e doppia Ave Maria.

    • Cherubino scrive:

      Veramente mi sembra vero il contrario. Nelle chiese che conosco (e non sono poche) il Tabernacolo è debitamente collocato e onorato.
      Forse sarebbe il caso di essere precisi e fare i nomi delle chiese, magari con foto.

    • anniballo scrive:

      Senza polemica, ma non sarà un pò triste e misero il punto di vista di chi vuole salutare il Signore e non trova il tabernacolo?

  11. Pietro scrive:

    DOTTOR TORNIELLI……..”non gli ho dedicato un post a parte, perché qualcuno di voi mi ha rimproverato per avere proposto ben quattro Thread consecutivi al tema della pedofilia”. …..Carissimo Dottor Tornielli, lo poteva pure fare, Lei è a casa sua e può fare quello che vuole, oggi ne ha aggiunto un altro. Oggi ne poteva proporre altri su i vari temi che il Cardinal BAGNASCO ha trattato alla Conferenza Episcopale Italiana a ROMA. Ho seguito in diretta il suo discorso e i temi toccati erano tanti. Le devo dire che mi devo ricredere su certe sue scelte, l’ammiravo per i suoi scritti ed ancor più come giornalista, e francamente mi ha molto deluso su questo suo accanirsi sulla pedofilia dei Sacerdoti, comunque ad ognuno le sue idee, però attenzione a non seguire la strada dove tira il vento, può essere pericoloso. Mi permetto, però, di ricordarLe che la CHIESA è fatta di membra, quindi ci possono essere delle membra ammalate, ma tutte formano il Corpo della CHIESA, e la CHIESA di ieri, di oggi e di domani, non fu, non è e non sarà perfetta. Io ho sempre amato e rispettato i Sacerdoti che ho incontrato nella mia vita e sempre lo farò, anche se sapessi che sono nell’errore o nel peccato, proprio in virtù del Sacramento che hanno ricevuto. Tante volte ho dovuto combattere anche pubblicamente contro persone che , con faciloneria da bar sport, erano orgogliosi di parlare male dei Sacerdoti, io li difenderò sempre e sono fiero di loro e delle loro battaglie che affrontano tutti i giorni. Non credo che qualcuno cerchi la via del Sacerdozio per quei miseri 1.300-1.500 Euro al mese, sapendo i sacrifici di anni di studio e finanziari da parte della Famiglia. con ciò non voglio assolvere i Sacerdoti che hanno peccato pubblicamente, no, questo no, però nulla mi proibisce di essere vicino a Loro in questo momento di dolore e sconforto. Gesù lo dice chiaramente non fate quello che fanno, ma fate quello che dicono. Dopo questo post so che avrò molte accuse, ma ciò non mi preoccupa, non replicherò a nessuno, poiché non sono un Pubblicano. Allez cordialmente.

  12. ritaroma scrive:

    SPIACENTE: CHERUBINO, io non sò in quale città o paese vivi ma tutte le chiese del centro di Roma e dintorni, – quindi antiche. hanno il loro ben tabernacolo dietro l’altare principale e ben visibile, molte chiese moderne invece piuttosto spoglie e una nicchietta laterale dove dovrebbe esserci pisside e calice e lo riconosci solo per quella lucetta che gli è accanto! foto? non vado in giro per le chiese a fare foto, quando entro in chiesa vado a salutare il Signore! e che tu ci creda o no, x me non conta… quì siamo entrambi sullo stesso piano, vale la parola di tutti e due……….un saluto

    • Cherubino scrive:

      “piuttosto spoglie e una nicchietta laterale ” molto soggettiva come descrizione.
      Quanto alle parole hai ragione, la mia e la tua contano lo stesso. Ma la cosa decisiva è che sono solo parole. E vanno verificate.
      Quanto al paese in cui abito, sono napoletano, conosco molto bene le chiese della mia città. Vivo da molti anni in Lombardia che ho girato in lungo e largo. Conosco tante chiese di Milano, Bergamo, Brescia, Varese, Cremona, Pavia… ma anche di altre Regioni: Genova, Verona, Roma. E di casi che racconti sono veramente rari.
      Quanto dici, se in buona fede, lo considero comunque frutto di una percezione viziata da pregiudizio.

    • anniballo scrive:

      Senza polemica, ma non sarà un pò triste e misero il punto di vista di chi vuole “salutare il Signore” e non trova il tabernacolo?

  13. ritaroma scrive:

    ANNIBALLO: sarà pure un punto di vista ” misero e un pò triste” ma se entro in chiesa e cerco il tabernacolo è perchè voglio fare adorazione…per il resto il Signore lo posso salutare ovunque…

    CHERUBINO ” frutto di percezione viziata da pregiudizio”? quale sarebbe il pregiudizio? forse xchè alcune chiese moderne mi piacciono poco e non mi aiutano nella meditazione..?..se questo è il pregiudizio… allora si!

    • Cherubino scrive:

      vede, è un fatto soggettivo. Ma lei come fa ad escludere che un’altra persona trovi invece quelle chiese belle e adatte alla meditazione ? Il pregiudizio è nell’estensione a tutti di ciò che è frutto di una sua preferenza. Legittima, finchè lei non pretende di farne una condanna generale. E’ ovvio che un canone estetico o architettonico diverso da quello che uno è si aspetta o cui è abituato può sembrargli meno adatto. Ma ciò può dipendere appunto dalla cultura di provenienza, dalle esperienze personali, da condizionamenti di carattere ideologico (ad esempio quello che proviene da certi siti che fanno solo propaganda tradizionalista). Il nostro giudizio non è mai asettico.
      Per questo sarebbe meglio dare dati concreti invece di vissuti personali. Il tabernacolo è scarsamente visibile ? E’ un fatto che può essere documentato: lo faccia. Così possiamo verificarlo.

  14. Gianfranco scrive:

    Non capisco il perché la Cei si è intromessa nella discussione sulla costruzione delle moschee.Cosa spera di ottenere,qualè lo scopo.Non riesce a capire che facendo così non risolve il problema della integrazione dei mussulmani.A loro interessa solamente fare propaganda della loro religione noi per loro non esistiamo.Sfruttano le nostre leggi a loro vantaggio e non riconoscono quelle che vanno contro al Corano.Si svegli Tettamanzi,si svegli Bagnasco,siamo in pericolo.Quando il Papa si lamenta,giustamente della persecuzione dei cristiani nel mondo,dovrebbe anche richiamarei certi sacerdoti che si interessano più dei mussulmani che dei cattolici,non lo fanno per spirito di apostolato,basta vedere come si battono per le moschee.Nel Vangelo Gesù non è sceso a compromessi con i sacerdoti o gli scribi ma diceva a loro,convertitevi,Io sono la Verità.

  15. ritaroma scrive:

    CHERUBINO, infatti io non parlo x terze persone, ma x me ed esprimo la mia opinione come lei dice la sua. D’altrocanto chi ha il gusto di viaggiare e di curiosare- come sembra faccia lei- avrà da oggi una curiosità in più… cercare le chiese con un tabernacolo misero o irriconoscibile in qualche angolo della navata…. le pare poco?
    ragazzi andate , prendete appunti e poi fateci sapere!

    • Cherubino scrive:

      molto bene. Solo una precisazione: in chiesa ci entro per pregare non per curiosare.

  16. ritaroma scrive:

    bravo