No al preservativo, anche se uno dei coniugi è sieropositivo

Se uno degli sposi è sieropositivo, la Chiesa consiglia a entrambi l’astinenza. È quanto si legge in un articolo pubblicato su L’Osservatore Romano di oggi, a firma di Juan José Pérez-Soba, docente di teologia morale presso la facoltà di teologia San Dámaso di Madrid e presso il Pontificio Istituto Giovanni Paolo II per Studi su Matrimonio e Famiglia.

Il teologo moralista, parlando dell’amore coniugale in tempo di Aids, dopo aver ribadito l’importanza di una sessualità feconda, e ricordato quanto affermato da Paolo VI nell’Humanae vitae, e cioè la «connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo», analizza il caso di due sposi uno dei quali sia sieropositivo e dunque rischi di infettare il coniuge durante il rapporto sessuale.

Parlando della «domanda etica circa la liceità del suo eventuale uso nel caso di una coppia in cui uno dei coniugi fosse infetto». Ecco un primo passaggio:

Per rispondere al problema, è necessario che vi sia una corretta informazione circa la situazione sanitaria rispetto a questa terribile malattia, al fine di esercitare una concreta responsabilità dinanzi a una situazione che contiene una minaccia di morte. La medicina ha compiuto progressi enormi e la malattia, per coloro che possono avere accesso ai farmaci, è stata fortemente controllata. L’aspettativa di vita degli ammalati è sensibilmente aumentata e il loro stato di salute generale è decisamente migliorato. Si è addirittura affievolita la possibilità di contagio e, soprattutto, le nuove tecniche hanno fatto sì che nella maggior parte dei casi, i bambini nati da mamme infette possano venire al mondo sani. È necessario prestare la dovuta attenzione a questi dati per valutare con esattezza gli effetti che un eventuale contagio comporta sulla salute umana.

In questo senso, è bene ricordare che sebbene l’uso del preservativo in un singolo atto possa avere una certa efficacia nella prevenzione del contagio dell’Aids, questo non è comunque in grado di garantire una sicurezza assoluta neanche nell’atto in questione e, meno ancora, nell’ambito dell’intera vita sessuale di una coppia. È quindi improprio indicarne l’uso come un mezzo efficace per evitare il contagio. Le numerose campagne che invitano a utilizzarlo indiscriminatamente hanno mostrato piuttosto il contrario; alimentando una falsa credenza secondo cui non vi sarebbe alcun pericolo, hanno aumentato la possibilità di infezione. Presentare il preservativo come una soluzione al problema è un grave errore; sceglierlo semplicemente come pratica abituale è una mancanza di responsabilità nei confronti dell’altra persona.

Il teologo evidenzia la «falsità della cosiddetta soluzione tecnica del preservativo. Un atto sessuale realizzato con il preservativo non può essere considerato un atto pienamente coniugale nella misura in cui è stato volontariamente privato dei suoi significati intrinseci». Ecco la conclusione:

A partire da questo giudizio, la luce dell’amore coniugale consente ai coniugi di affrontare la situazione impegnativa che vivono e che chiede risposte all’altezza delle gravi difficoltà che si presentano loro. Pertanto, dinanzi alla possibilità insuperabile del contagio, possono di comune accordo adottare la decisione di astenersi dall’avere rapporti sessuali per ragioni di salute, come avviene con altre patologie. La loro promessa sponsale contiene l’impegno di rispondere con generosità: in questa difficile situazione, debbono trarre dall’impegno che hanno preso, la forza necessaria per vivere la verità della loro vocazione, fidandosi della grazia di Dio e cercando l’accompagnamento della Chiesa che li assiste lungo il loro cammino.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

129 risposte a No al preservativo, anche se uno dei coniugi è sieropositivo

  1. il maccabeo scrive:

    Esatto. Mica (tra cristiani) ci si sposa per gingillarsi.
    Ci si sposa per aiutarsi a salvar l´anima.
    Della prole e degli sposi.
    Costi quel che costi.

      • Marco scrive:

        Senza voler entare in merito circa l’uso del preservativo nel caso della sieropositivita di uno dei coniugi, vorrei tenatre di contribuire in maniera costruttiva alla corretta comprensione dell’amore coniugale.

        La Costituzione Pastorale sulla Chiesa nel mondo contemporaneo Gaudium et Spes, al numero 49 (prima ancora di parlare della “Fecondita’ del matrimonio” e dell’ “Accordo dell’amore coniugale col rispetto della vita” nn 50 e 51) parla de “L’Amore Coniugale” e lo descrive con queste parole:

        “I fidanzati sono ripetutamente invitati dalla parola di Dio a nutrire e potenziare il loro fidanzamento con un amore casto, e gli sposi la loro unione matrimoniale con un affetto senza incrinature . Anche molti nostri contemporanei annettono un grande valore al vero amore tra marito e moglie, che si manifesta in espressioni diverse a seconda dei sani costumi dei popoli e dei tempi. Proprio perché atto eminentemente umano, essendo diretto da persona a persona con un sentimento che nasce dalla volontà, quell’amore abbraccia il bene di tutta la persona; perciò ha la possibilità di arricchire di particolare dignità le espressioni del corpo e della vita psichica e di nobilitarle come elementi e segni speciali dell’amicizia coniugale.

        Il Signore si è degnato di sanare, perfezionare ed elevare questo amore con uno speciale dono di grazia e carità. Un tale amore, unendo assieme valori umani e divini, conduce gli sposi al libero e mutuo dono di se stessi, che si esprime mediante sentimenti e gesti di tenerezza e pervade tutta quanta la vita dei coniugi anzi, diventa più perfetto e cresce proprio mediante il generoso suo esercizio. È ben superiore, perciò, alla pura attrattiva erotica che, egoisticamente coltivata, presto e miseramente svanisce.

        Questo amore è espresso e sviluppato in maniera tutta particolare dall’esercizio degli atti che sono propri del matrimonio. Ne consegue che gli atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità sono onesti e degni; compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano ed arricchiscono vicendevolmente nella gioia e nella gratitudine gli sposi stessi. Quest’amore, ratificato da un impegno mutuo e soprattutto consacrato da un sacramento di Cristo, resta indissolubilmente fedele nella prospera e cattiva sorte, sul piano del corpo e dello spirito; di conseguenza esclude ogni adulterio e ogni divorzio. L’unità del matrimonio, confermata dal Signore, appare in maniera lampante anche dalla uguale dignità personale che bisogna riconoscere sia all’uomo che alla donna nel mutuo e pieno amore.

        Per tener fede costantemente agli impegni di questa vocazione cristiana si richiede una virtù fuori del comune; è per questo che i coniugi, resi forti dalla grazia per una vita santa, coltiveranno assiduamente la fermezza dell’amore, la grandezza d’animo, lo spirito di sacrificio e li domanderanno nella loro preghiera. Ma l’autentico amore coniugale godrà più alta stima e si formerà al riguardo una sana opinione pubblica, se i coniugi cristiani danno testimonianza di fedeltà e di armonia nell’amore come anche di sollecitudine nell’educazione dei figli, e se assumono la loro responsabilità nel necessario rinnovamento culturale, psicologico e sociale a favore del matrimonio e della famiglia.

        I giovani siano adeguatamente istruiti, molto meglio se in seno alla propria famiglia, sulla dignità dell’amore coniugale, sulla sua funzione e le sue espressioni; così che, formati nella stima della castità, possano ad età conveniente passare da un onesto fidanzamento alle nozze”.

        I Padri Conciliari, descrivono tutta la bellezza dell’amore coniugale e ne sottolineano tutta la sua importanza: “Il Signore si è degnato di sanare, perfezionare ed elevare questo amore con uno speciale dono di grazia e carità”.

        Questo amore, sanato dalla grazia di Cristo, “è espresso e sviluppato in maniera tutta particolare dall’esercizio degli atti che sono propri del matrimonio. Ne consegue che gli atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità sono onesti e degni; compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano ed arricchiscono vicendevolmente nella gioia e nella gratitudine gli sposi stessi”.

        Da questo paragrafo, comprendiamo facilmente come, l’amore coniugale non e’ solo finalizzato alla procreazione, ma favorisce (e prima ancora di essere un gesto procreativo) e significa la mutua donazione che gli sposi si scambiano nel matrimonio!

        E’ la sagezza della Chiesa che qui parla all’uomo di oggi!

        Ho citato la Gaudium e Spes, ma potremmo citare tanti altri interventi del Magistero della Chiesa.

        Perche’ dobbiamo vedere il peccato in ogni cosa? Perche’ banalizzare sempre tutto cio che e’ carnale? Noi siamo fatti di anima e corpo! Il nostro corpo alla fine dei tempi risorgera’! Cristo stesso, il Verbo di Dio, ha assunto la nostra natura umana!

        “Gli atti con gli atti coi quali i coniugi si uniscono in casta intimità sono onesti e degni; compiuti in modo veramente umano, favoriscono la mutua donazione che essi significano ed arricchiscono vicendevolmente nella gioia e nella gratitudine gli sposi stessi”. Quegli atti non sono un semplice “gingillarsi”!

  2. Esatto.
    E, sempre a proposito di Teologia morale, la Madre di Dio
    ci ribadisce di tagliare in modo netto col peccato:
    http://cristosalvatore.myblog.it/archive/2011/05/25/lasciare-il-peccato-cioe-le-situazioni-stabili-di-peccato-ad.html e maternamente, ci invita a STACCARE ogni legame con le situazioni stabili di peccato( concubinato, adulterio, convivenza…)e di accostarci al Sacramento della Confessione da santi Sacerdoti!
    Ascoltiamola: Lei è la Madre della Chiesa!

  3. mauro scrive:

    Certo che nascendo un figlio sieropositivo, quando muore (inevitabile) è Dio che l’ha voluto.

  4. La morte è inevitabile per tutti.
    Pure per te.
    Non lo sapevi, creatura?

  5. Sal scrive:

    “La medicina ha compiuto progressi enormi e la malattia, per coloro che possono avere accesso ai farmaci, è stata fortemente controllata….. È necessario prestare la dovuta attenzione a questi dati per valutare con esattezza gli effetti che un eventuale contagio comporta sulla salute umana.”

    Come dire : “ Ma sì, che ve ne importa fatelo pure anche senza preservativo tanto se ti infetti ti puoi curare” Bravo ! Proprio quello che ci voleva per dimostrare che il cervello si è fritto !

    “è bene ricordare che sebbene l’uso del preservativo in un singolo atto possa avere una certa efficacia nella prevenzione del contagio dell’Aids, questo non è comunque in grado di garantire una sicurezza assoluta neanche nell’atto in questione e, meno ancora, nell’ambito dell’intera vita sessuale di una coppia.”

    Di bene in meglio, come dire è inutile usare il preservativo, perché non offre garanzie, tanto vale pensare subito che se ti infetti, oggi ci sono le medicine per curarti. – Chissà quanto gli danno in provvigioni a questo le case farmaceutiche !

    “Presentare il preservativo come una soluzione al problema è un grave errore; sceglierlo semplicemente come pratica abituale è una mancanza di responsabilità nei confronti dell’altra persona.”

    Già perchè farlo senza è una garanzia maggiore tanto oggi si può curare ! – Così farlo subito senza preservativo, ci sono maggiori possibilità di infettare anche il coniuge e si dovranno usare il doppio dei farmaci per curarsi e si prenderanno doppie mazzette per aver propagandato il contagio. Ma se nasce poi anche il figlio contagiato le mazzette triplicano ! Et voilà Vedi com’è facile fare mazzette ?

    Non meraviglia che li denuncino per istigazione alla strage ! Ancora non hanno capito che qualcosa è meglio che niente !

  6. giovannino scrive:

    Questo modo di ragionare freddo e arido , privo di carità e pietà , non lo sopporto proprio.
    . Il cristianesimo non è un sistema giuridico , ma la religione dell’ Amore . Come si può seguire una linea di ragionamento che porta ad equiparare il rapporto protetto che uno sposo ha con il coniuge colpito dall’ aids , con la prostituzione o il bunga bunga ? La moglie ( o il marito ) che non abbandona lo sposo sieropositivo , ma gli resta fedele , è una buona moglie e la chiesa dovrebbe lodarla e riconoscerle il diritto a vivere la sua sessualità all’ interno del matrimonio . Una prova in più , se ce fosse il bisogno , che la Humanae vitae non fa parte della dottrina cristiana .

    • senti cherubì, è inutile che cambi nick.
      il tuo dossettismo protestante
      ti tradisce.

      • giovannino scrive:

        caro cosimo , guarda che ti confondi a ripetizione . Cherubino è altra persona dallo scrivente . Non risulta nessuna condanna del
        ” dossetismo ” , forse intendevi dire docetismo ?

    • il maccabeo scrive:

      ah, si, e poi sarebbe questa l´obbedienza al Magistero da opporre ai tradizionalisti? E te lo dico che sto giovannino-cherubino loda i Card. Alfrink e Suenens, quelli della : “cosiddetta “DICHIARAZIONE D’INDIPENDENZA” DI NOORDWIJKERHOUT, la città sul Mare del Nord in cui si riuniscono i 109 membri del Consiglio Pastorale Olandese (organismo creato nel 1967 che comprende rappresentanti dei Vescovi, dei Sacerdoti e dei fedeli) : con il voto favorevole dei nove vescovi che ne fanno parte, il Consiglio invita i fedeli olandesi a rifiutare l’insegnamento della Humanae Vitae…”
      E poi magari danno dello scismatico a chi é fedele alla Tradizione.
      Ah ah!!! Il Lupo perde il pelo…ma non il vizio!

    • Cherubino scrive:

      ma la piantate con questi giochini da scuola dell’infanzia ? figuriamoci se ho bisogno di cambiare nick per dire ciò che penso. Sono e resto Cherubino. E poi il nick giovannino non mi piace nemmeno. Avrei scelto magari Juan Pablo o Joannes 23 o Giovanni evangelista, o meglio ancora “l’apostolo che Gesù amava”.

      • l’Apostolo era casto e forte.
        Tu, francamente, non so.
        Mi sembri la ruota di scorta
        dell’ultimo prete di sinistra,
        infiacchito ed indebolito dai peccati.

        Ti suggerisco “d.sante” o “i_love_lutero”

  7. E, sempre a proposito di retta dottrina:
    Messaggio del 25 maggio 2011

    Cari figli,
    a mia preghiera oggi è per tutti voi che cercate
    la grazia della conversione.
    Bussate alla porta del mio cuore
    ma senza speranza e senza preghiera,
    nel peccato
    e senza il sacramento della riconciliazione con Dio.
    Lasciate il peccato
    e decidetevi figlioli, per la santità.
    Soltanto così posso aiutarvi,
    esaudire le vostre preghiere
    e intercedere davanti all’Altissimo.
    Grazie per aver risposto alla mia chiamata.”

    Se quello lì stava in Chiesa a pregare, davanti al Santissimo, ed a confessare è probabile che quelle porcherie non le avrebbe fatte.
    O comunque avrebbe impedito al peccato di radicarsi così dentro il suo cuore.
    La Vergine da decenni ci dice di pregare per i Sacerdoti
    (e per i Vescovi).

  8. mauro scrive:

    Ma guarda un po’, Dio aveva provveduto perchè l’uomo avesse tutto per poter vivere sulla terra ed ora l’abbandona al suo destino.

    DEVI MORIRE E PIU’ PRESTO CHE PUOI!

    Morire è un po’ come dormire solo che tu dormi ad occhi aperti.

  9. giovannino scrive:

    Non solo si sente interiormente che alcune affermazioni e corollari della Humanae vitae sono inaccettabili , ma anche sul piano formale c’è molto da ridire . Ricordiamo che , come consuetudine , Paolo VI diede incarico ad alcuni esperti di sviluppare le argomentazioni della futura enciclica. Ora sulla dottrina della contraccezione, è documentato che il Papa disattese il parere ricevuto , facendo (ab)uso della sua autorità . Ma non è l’ autorità che può formare la verità . Ma c’è di peggio . Paolo VI aveva impedito al Concilio di esprimersi sulla contraccezione e altri temi di etica sessuale , facendo leva sugli aspri contrasti emersi tra i Padri conciliari . Non era però un mistero che il card. Suenens aveva in più occasioni dimostrato di rappresentare la maggioranza del Concilio e che il card. Suenens era favorevole alla contraccezione , ovviamente all’ interno di certe regole . Si poteva dunque pensare che il Papa avrebbe lasciato passare un lungo periodo di decantazione prima di esprimersi in materia . Dopo tre anni si espresse invece in maniera difforme dalla maggioranza conciliare (sic). Dimostrando così che non è vero che il Papa riunisce in una sola persona , l’ intero Collegio Apostolico , secondo la suggestiva teoria del card. Cusano . Il Papa è un uomo come tutti e come tale fallibile. Non può usurpare i poteri del Collegio Apostolico e del popolo di Dio . Questo non significa che egli non possa essere il Primate di tutta la Chiesa , il successore di Pietro , la voce più autorevole della cristianità . Ma una cosa è l’ autorevolezza , altro il potere assoluto . Quando il Papa , anzichè comportarsi come Mosè , si atteggia a Faraone , c’è qualcosa che non torna.

    • rassegnatevi: la democrazia nella Chiesa non ci sarà mai.
      E grazie a Dio!

      E se usi il preservativo sei un peccatore(e probabilmente pure uno sporcaccione). E l’uso del nick attuale ti esime dai bizantinismi gesuitici alla martini per mimetizzare il tuo pensiero eretico disubbidiente ma sappi che sappiamo che sei cherubino. O che cmq cherubino (e tutta la melma cattocomunista) pensa quelle cose lì.

      Ma, con Ratzinger, il progressismo ha sei-sette anni di vita, non di più.

      • xagena scrive:

        Dai coraggio cosimo prima o poi trovi qualcuna che te la da e la pianti con questi toni da Savonarola !!!
        Che tristezza!

      • Fabio Sansonna scrive:

        Ma loro sperano che Benedetto XVI muoia prima.
        Appena eletto hanno detto che era un Papa di transizione (tutti i papi sono di transizione, perfino S. Pietro è morto) e che non andava bene per tutti.
        Salvo trovare altre fesserie per disobbedire anche al prossimo.

      • giovannino scrive:

        caro cosimo , non t’ arrabbiare , evitiamo l’ effetto talk show . Da Ratzinger dovresti proprio imparare a difendere con argomenti e non slogan le tue convinzioni . Un po’ ti capisco , sai di avere argomenti deboli : è significativo che per tirare un intellettuale di livello dalla vostra , l’ avete dovuto fare Papa . Pochi accolgono disinteressatamente le vostre ragioni , per il giusto timore di essere pubblicamente confutati . Criticate , giustamente , il settarismo dei testimoni di Geova , ma poi li imitate nel chiudervi alla evoluzione della cultura e mentalità .

  10. andrea scrive:

    i principi sono i principi ed io li condivido tutti anche se non sempre li vivo ma le persone sono le persone, sennò siamo farisei, formalisti,e moralisti. i principi non si discutono ma la morale non è il codice penale: se due coniugi ritengono in coscienza di avere comunque rapporti sessuali nonostante uno dei due abbia l’aids, si DEVONO proteggere con il preservativo. se non riescono (per temperamento, abitudine, difficoltà) a vivere la norma morale sull’astinenza (questo vale anche per chi usa anticoncezionali indipendentemente dalla malattia di uno dei due) avranno sicuramente tutta la comprensione possibile davanti a Dio: questo ve lo dice qualsiasi sacerdote che passi qualche ora alla settimana in confessionale e non abbia soltanto studiato sui libroni casistica morale come certi preti-topi di biblioteca che si trovano oggi e poi sono totalmente incompetenti nel trattare con le persone. consiglio la lettura di un documento reperibile qui http://www.stpauls.it/vita00/1198vp/1198v116.htm dove si presenta un modo tutto particolare e nuovo con cui i confessori DEVONO trattare il problema della contraccezione (ammesso e non concesso che una persona tra l’altro lo confessi). Già sono degli eroi quelli che confessano questo peccato (di questi tempi dove succede tutto e di più, è indice di una coscienza delicatissima), ma certamente ormai questi no al preservativo buttati lì così in un mondo non più cristiano non servono proprio a niente. O tutto è inquadrato e contestualizzato nella proposta d’amore cristiana, che contempla cadute e difficoltà, è bene ricordarlo, o è meglio tacere.

    • Se in una coppia uno dei due ha l’Aids, allo stadio delle conoscenze e delle terapie attuali, l’obbligo morale è qui di praticare l’astinenza completa, non solo perchè l’uso del preservativo è frode all’interno del matrimonio, ma, in questo caso particolare, soprattutto perchè è un giocare colla vita del coniuge sano, visto che i condoms sono lungi dall’essere “perfetti”.
      L’uso del preservativo se ogni tanto non si riesce a vivere questa castità non cambierà la malvagità dell’atto che rimarrà sempre criminale anche se il coniuge sano è conseziente visto che nessuno ha diritto di mettere la propria vita in pericolo, non solo da un punto di vista morale ma anche sociale visto che i costi terapeutici e sociali saranno da essere sopportati da tutta la comunità.
      In Pace

  11. andrea scrive:

    cosimo: non mi sembrano proprio toni cristiani…ti ricordo che alla chiesa servono anche i martini come i ruini: ti rimando a san paolo e alla diversità di carismi e alle riflessioni di enzo bianchi sui vizi capitali (in particolare l’ira).
    se stai pensando che anche enzo bianchi fa parte della melma cattocomunista, per quello che può valere ti posso dire che so per certo che è uomo di retta dottrina. forse però non usa gli stessi toni tuoi…
    buonanotte

  12. Gianni scrive:

    Condivido l’opinione che i toni di alcuni “sedicenti” cristiani non hanno nulla di cristiano!!! Ma come si fa a scrivere certe cose?

  13. Renato scrive:

    Vorrei semplicemente presentarvi questa equazione.

    No all’Humane Vitae (si alla contraccezione)= meno figli = sacramento del matrimonio non vissuto (l’atto coniugale è un atto che è secondo la teologia del copro di Gv. P. II un atto “sacramentale”) = crisi del matrimonio = più divorzi = crisi della famiglia (come i Vescovi e i preti hanno rifiutato l’autorità del Papa così oggi i fedeli rifiutano ogni autorità) = crisi della chiesa = crisi delle vocazioni.

    La matematica non è un’opinione!

  14. ilsanta scrive:

    Il docente di teologia dimentica alcune piccole cosette … ma quando si parla della vita altrui mica si può sottilizzare tanto, nevvero?

    «connessione inscindibile, che Dio ha voluto e che l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo»
    Da questa frase si capisce che costui o non ha capito niente di ciò che Dio ha creato, o adora un Dio che fa le cose con i piedi. Dovrebbe sapere, tale fine docente, che l’uomo e pochi altri animali sono recettivi sessualmente e quindi possono accoppiarsi, anche al di fuori del mero periodo fertile. La stessa Chiesa infatti propugna mezzi di controllo delle nascite basati proprio sui rapporti (non astinenza) nei periodo non fertili, pertanto già il punto di partenza è sballato in quanto per natura, e per scelta approvata dalla Chiesa, il momento procreativo e quello “unitivo” possono essere disgiunti.

    “la malattia, per coloro che possono avere accesso ai farmaci, è stata fortemente controllata”
    Quindi costui ritiene che la prevenzione sia un optional, potremmo dire per similitudine che visto che anche il tumore si può curare e guarire allora tutte le norme sull’uso, ad esempio, dell’amianto possono essere abrogate.

    “questo non è comunque in grado di garantire una sicurezza assoluta neanche nell’atto in questione e, meno ancora, nell’ambito dell’intera vita sessuale di una coppia. ”
    Come dire che visto che le cinture di sicurezza non garantiscono di salvarsi in un incidente stradale allora se ne può fare a meno.

    “fidandosi della grazia di Dio e cercando l’accompagnamento della Chiesa che li assiste lungo il loro cammino” … fino al cimitero ….

    PS: per tutti coloro che dicono che la morte è comunque inevitabile ( e citando Troisi: “sì sì mo’ me lo segno … proprio “) mi auguro che costoro non intasino ospedali e studi medici con la loro inutile presenza, visto che dovranno morire se questa è la volontà di Dio, ed è inutile che si arrabattino con la medicina, a meno che non pensino che i medici siano migliori di Dio ….

  15. bo.mario scrive:

    Uno che parla della teologia della morale. Si parla di vita vera e si fa catechismo. Che la religione sia amore i dati storici dicono il contrario. Se i preti hanno tanta voglia di castità se la facciano, se ci riescono. Ancora vige una legge fascista che vieta pubblicità agli anticoncezionali, sarà una burla? no è vero! I preti hanno una loro morale e gli altri hanno quella derivata da civiltà dove non si gioca, cosa seria. I templari difendono come sempre senza sapere che il vaticano da opinioni non sempre esatte. Sarà sempre tardi quando lo capite. Voi bevete tutto? non ubriacatevi….. Un saluto.

  16. Cherubino scrive:

    l’articolo del prof. Juan José Pérez-Soba a mio parere non è del tutto chiaro, forse volutamente. Infatti la frase centrale e “definitoria” alla fine risulta ambigua:
    “dinanzi alla possibilità insuperabile del contagio, possono di comune accordo adottare la decisione di astenersi dall’avere rapporti sessuali per ragioni di salute”.

    A leggerla attentamente non può sfuggire che l’autore usa il termine “possono”. Se fosse (come sembra) sottinteso “solo” non sarebbe stato molto più chiaro dire “devono” ? “Possono” può a sua volta essere inteso come una possibilità, da preferire ma che non esclude del tutto, in presenza di altre considerazioni, delle alternative. Non dico che sia o meno giusta questa interpretazione, dico solo che l’uso del verbo in qualche misure le permette.

    Altra elemento di ambiguità è l’affermazione che tale decisione di astinenza avvenga di “comune accordo”. E dove tale accordo non ci sia ?
    Va ricordato a tal proposito che il matrimonio ha una finalità multipla, che si realizza in 4 beni fondamentali: il bonum fidei, il bonum prolis, il bonum sacramenti, il bonum coniugum. Le proprietà essenziali del matrimonio sono l’unità e l’indissolubilità. E’ evidente che i 4 beni sono correlati e il venir meno di uno inficia potenzialmente anche gli altri. Ma è vero anche il contrario: il rafforzamento positivo di un bene ha un effetto benefico anche sugli altri, e qualora avvenga il contrario si pone un problema di discernimento.
    Su questo punto cade tutta la problematica estremamente complessa odierna.E tale complessità a mio parere spiega i termini usati da Pérez-Soba.
    L’astinenza può essere imposta da un coniuge anche se mettesse in pericolo l’unità e quindi l’indissolubilità della coppia coniugale ? Il bonum coniugum sottostante al “comune accordo” come si pone in relazione al bonum fidei ? La norma morale può mettere in contrasto due beni, in modo che la realizzazione di uno vada a scapito di un altro ?

    Come si vede la materia è decisamente ostica e complessa. La cosa migliore da fare, nel caso ci si trovi in tale situazione, è sempre quella di scegliere -meglio come coppia ma anche come singoli- un direttore spirituale di provata qualità o in caso di dubbio chiedere al Vescovo di nominarne uno, e percorrere un cammino coniugale sotto tale guida esperta. Senza dimenticare di chiedere l’intercessione di tanti, ma tanti amici, laici, suore di clausura e sacerdoti.

    • Il “possono”e il “comune accordo” si riferiscono qui al fatto di non avere relazioni sessuali senza peccare contro il bonum coniugum e non rispetto al fatto di praticare altre “alternative” come lei vorrebbe, Cherubino.
      In Pace

  17. Fabio Sansonna scrive:

    Avrei preferito un commento di un’esperienza concreta vissuta di astinenza tra due coniugi. A parlare sono capaci tutti in questo campo.

  18. Il nocciolo del problema risiede in questa frase: “sebbene l’uso del preservativo in un singolo atto possa avere una certa efficacia nella prevenzione del contagio dell’Aids, questo non è comunque in grado di garantire una sicurezza assoluta neanche nell’atto in questione e, meno ancora, nell’ambito dell’intera vita sessuale di una coppia.”
    In effetti, l’efficacità del preservativo è del 90-93 per cento dalle parti nostre e scende giù fino a 50-60% nei paesi caldi e umidi dove la qualità della conservazione del prodotto non può essere garantita.
    Utilizzare quindi i preservativi con una persona che si dice di amare, come un coniuge, è quindi l’equivalente della roulette russa, cioè, in altre parole, si attenta alla vita di qualcuno giusto per una piccola “scossa” nel bassoventre.
    Il problema etico è quindi semplice e nessuna persona decente, ancor meno la Chiesa che prona l’amore disinterassato, potrà mai consigliar di giocare alla roulette russa con le persone che si amano ( e neanch econ quelle che non si amano…).
    All’interno di una coppia il problema dell’astinenza è simile a quella di un paraplegico in seguito ad un incidente e incapace di rapporto sessuale o di una coppia il cui marito è stato sottomesso ad un’ablazione della prostata in seguito ad un cancro: la coppia in questione dovrà affrontare la sua vita affettiva altrimenti che con una coppia normale senza relazioni sessuali. Sono quindi situazioni difficili a alquanto comuni che però, se vissute con spirito cristiano, permettono alle coppie di scoprire nuovi orizzonti di affettività e di spiritualità.
    In Pace

    • ilsanta scrive:

      @Symon

      I numeri bisogna saperli leggere oltre che darli.
      La maggior parte dei fallimenti dei profilattici sono dovuti al loro errato utilizzo e conservazione, pertanto un profilattico ben usato ha una probabilità di fallimento del 3% (meno della metà di ciò che lei dichiara) inoltre si tenga conto che non è automatico che ad un contatto con liquidi infetti corrisponda immediatamente l’infezione, tenga conto anche che la rottura del profilattico è evidente, si parla di squarci non di forellini, pertanto in caso di rottura il partner potrà fare ricorso a misure di profilassi farmacologica che, in questa primissima fase di contagio, sono molto efficaci.
      Relativamente ai paraplegici ricordo che molti di loro possono avere comunque una vita sessuale soddisfacente e chi viene operato alla prostata non diventa automaticamente impotente e anche in tale evenienza i farmaci possono risolvere il problema “meccanico”. In ogni caso i due paragoni sono assurdi, un conto è non poter camminare perchè non si hanno le gambe, un altro è non voler camminare pur avendo gambe sane e forti (mutatis mutandis).

      • B'Rat scrive:

        il Santa,
        se i dati sono davvero quelli, la Chiesa ha ragione da vendere. Il 3% di fallimenti è una cifra enorme, a meno che i rapporti non avvengano una volta a morte di Papa.

        • ilsanta scrive:

          @B’Rat

          La Chiesa se ragiona come lei, è un sicario travestito da agnello.
          Il 3% di cui sopra va moltiplicato per la probabilità di contrarre la malattia con un solo rapporto sessuale (0,2% massimo) e nei paesi più sviluppati va moltiplicato per la percentuale legata alla riduzione della contagiosità legata all’uso di farmaci da parte del sieropositivo e per la percentuale di riduzione legata alla somministrazione di antivirali al potenziale soggetto contagiato.
          Invece il Papa non ci sa dire quante persone sarebbero in grado di sopportare a vita l’astineza… ma tanto lui se ne frega, anime fresche per il purgatorio …..

          • Chissà perchè questi numeri non corrispondono coll’evoluzione esponenziale della pandemia nel mondo in particolare nei paesi dove si usa solo il preservativo come mezzo di profilassi ;-)
            Da un punto di vista morale, giocare colla salute e colla vita altrui mostra un asola cosa: assenza d’amore e di senso delle responsabilità.
            In Pace

        • ilsanta scrive:

          Chi dice che il una politica che preveda l’uso del profilattico venga effettivamente seguita dalla popolazione (alla pari della richiesta di castità)?
          Nei Paesi detti civilizzati ci sono ancora degli idioti che chiedono di fare sesso (non necessariamente a pagamento) senza l’uso del profilattico, veda lei …

          • Simon de Cyrène scrive:

            Ma qui non capisco il suo ragionamento, caro IlSanta:
            da un lato lei critica il consiglio della Chiesa di praticare l’astinenza come unica soluzione possibile allo stadio attuale della nostra conoscenza e delle nostre terapeutiche e profilassi della pandemia, basandosi sul fatto che è molto difficile vivere l’astinenza nella realtà.
            Ma poi lei ci vanta quanto è bello il profilattico, ma al tempo stesso ci dice che anche qui la gente non l’utilizza sempre: se lei fosse coerente nel suo ragionamento dovrebbe quindi rigettarlo come metodo tanto quanto lei fa coll’astinenza pronata da chi è cattolico, visto che i due “metodi” peccano dello stesso problema di base.
            Veda un po’ lei.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            Io spero che quando lei ha postato questo commento fosse solo stanco.
            Lei confonde una esigenza, chiamiamolo istinto se le pare, perfettamente naturale connaturato all’essere umano (controllabile forse ma insopprimibile) con un comportamento che può essere modificato con quella che lei più sotto chiama corretta educazione (alla pari dell’indossare le cinture di sicurezza per intenderci).
            Mi scusi, ma mi fa sorridere … spero che i suoi referenti nel mondo cattolico non siano stati gli ispiratori di questo post ….

  19. mauro scrive:

    “rassegnatevi: la democrazia nella Chiesa non ci sarà mai.
    E grazie a Dio!”

    ma caro Cherubino,

    il primo barlume di democrazia è sorto con il cristianesimo.

    Capisco benissimo che le è difficile comprenderlo però se si non si sforza un pochino sarà richiesto dalla Bielorussia, ultima dittatura in Europa, come consulente al servizio di Lukasenko.

    Ci faccia caso, per il cristianesimo tutti sono uguali così come hanno gli stessi diritti/doveri, nessuno può prevalere sull’altro e vi anche la libera scelta, ovvero l’autoderminarsi e non dimentichiamoci che vi è un unico ente supremo, tutti attributi appartenenti al cittadino come allo stato democratico.

    Lei preferisce di certo la dittatura della Chiesa per quella sua libera scelta ma le devo dire che, le faccio un esempio realmente accaduto, il ragazzo della Bielorussia che tutti gli anni ospito chiama Lukasenko “IL MIO PADRONE”.

    Anche lei se lo tiene ben stretto ma le posso assicurare che ha preso lei in una morsa dalla quale non risusicrà a divincolarsi se non riconoscerà che i valori del cristianesimo sono opposti a quelli della Chiesa Cattolica. Spero che Dio le faccia la grazia.

  20. Cherubino scrive:

    il principio della “possibilità insuperabile” del contagio è la terza categoria un pò strana. In base ad essa si escluderebbe a priori l’uso del contraccettivo perchè resterebbe una residua possibilità di contagio.
    Tuttavia fondare l’obbligo dell’astinenza (che può essere valido per altre considerazioni) su di esso è discutibile. Infatti l’infezione da HIV può avvenire anche accidentalmente per contatto sangue-sangue o per via salivare (uno starnuto ?). La probabilità anche qui è del tutto remota, però siamo ancora nella possibilità insuperabile. Allora a seguire tale criterio si dovrebbe legittimare la cessazione della vita comune dei coniugi…

    Ma la Chiesa non ha mai detto che per evitare il contagio essi si debbano separare ! Quindi la possibilità insuperabile non è un criterio assoluto.

    • Praticare l’astinenza non implica la separazione, Cherubino.
      Anzi praticare l’astinenza all’interno per causa delle vicende della vita, come può essere la croce di una malattia come l’Aids, può anche essere la fonte di una più grande intimità psicologica e spirituale.
      In Pace

      • Cherubino scrive:

        mica ho detto che astinenza=separazione ? ma sai leggere ? Ho detto che il principio della possibilità insuperabile del contagio se fosse ritenuto erroneamente assoluto dovrebbe portare a considerare ogni possibilità di contagio, che non avviene solo per via sessuale. Quindi porterebbe alla separazione.

        Ma dato che la Chiesa non ha mai detto ciò, vuol dire che non ritiene la possibilità remota di contagio l’elemento determinante. Questo è un fatto, non un’opinione.

        • L’uso del preservativo, allo stadio tecnologico attuale, all’interno di una coppia di cui uno dei coniugi è seropositivo porterà con quasi certezza alla trasmissione della malattia: quindi il suo uso è criminale perchè intenzionale e l’esito quasi assicurato.
          Una trasmissione accidentale dovuta al fatto di frequentare qualcuno quotidianamente non assume invece questa intenzionalità criminale sennò nessuno avrebbe il diritto di essere medico o infermiere e tutti i malati sarebbero dei colpevoli.
          Come troppo spesso, caro Cherubino, lei cerca di intorbidire le carte in tavola con argomenti fasulli.
          In Pace

      • Cherubino scrive:

        comunque lei Simon, di teologia ne sa meno di un bambino, quindi non mi interessano le sue finte discussioni teologiche in cui si arroviglia in pseudo-definizioni, documenti del magistero alterati, salvo poi, dopo molteplici pagine dire che aveva detto un altra cosa ecc. ecc.

        Intanto ripassi la statistica e la curva di Gauss, perchè anche lì il vuoto è considerevole.

  21. casimiro scrive:

    cmq se nn lo sapete il rapporto sessuale nel matrimonio ha una funzione oltre che procreativa anche unitiva e santificatrice…….quindi nn parlerei del sesso nel matrimonio come del demonio.

  22. Cherubino scrive:

    ma come, ora si passa dalla probabilità del 93-95% di non infettare che lascia la porta aperta ad una probabilità residua, alla certezza di infettare ?
    Lei fa ridere come statistico.
    Lei o ha le idee confuse o è un troll come ritengo da tempo. E’ talmente evidente l’incoerenza di ciò che dice che è il suo unico scopo possibile è distrarre il lettore, in modo che non legga quanto ho scritto sopra, sfruttando la tendenza a leggere gli ultimi post.
    Uno dei tanti che fa disinformazione e gode nello sviare il prossimo.

    • Lasci perdere caro Cherubino ;-)
      Vada in Pace

    • ofelè fà el tò mesteè…

      • Caro Sìimon, l’adagio in vernacolo non era certamente per te, come avrai ben capito ;)

        A cherubino che scrive “il suo unico scopo possibile è distrarre il lettore, in modo che non legga quanto ho scritto sopra, sfruttando la tendenza a leggere gli ultimi post.
        Uno dei tanti che fa disinformazione e gode nello sviare il prossimo” vorrei dire che ha dato una bella dimostrazione del suo modo di fare.
        Sei in caduta libera, come pisapia nei sondaggi.
        Ritirati.
        Va sul monte vaglio ed annaffia l’ulivo piantato dal monaco comunista. E poi, visto che si parlava di quelle schifezze lì di plastica: vedi che i tuoi amici new age hanno recuperato il culto di rendere fertile la madre terra: prova, vedi che puoi fare… ;)

        • Cherubino scrive:

          non ho affatto amici new age, che ritengo molto più pericolosa di altre religioni contro cui invece vi scagliate continuamente.

  23. Fabio Sansonna scrive:

    Praticare l’astinenza implica che se anche i coniugi dovessero avere rapporti sessuali questi sarebbero talmente diradati da costituire un rischio minore che non avere rapporti frequenti con preservativo. Chi non esercita la volontà e usa il preservativo non rinuncia alla normale frequenza di rapporti sessuali e si espone al rischio di infezione come chi praticamdo l’astinenza dovesse avere uno ogni tanto.
    Comunque esiste uno studio fatto in Uganda che dimostra queste cose, l’astinenza e la fedeltà sono statisticamente più efficaci del preservativo.

    E’ come il rischio di cancro al polmone per le sigarette “light”: chi le fuma mon ne controlla il numero, si lascia andare ,e vanno fumate in un certo modo per esssere light, ma alla fine se uno approfittando del fatto che sono light ne fuma di più , ha lo stesso rischio di cancro di chi fuma sigarette non light.

    Il problema è la volontà e l’amore alla propria vita ancora una volta.

    • ilsanta scrive:

      @Fabio

      Ciò che lei dice non è corretto se non si riportano le cifre.
      Consideriamo che il profilattico correttamente usato ha una percentuale di fallimento del 3%.
      Ammettiamo che chi fa uso dell’astineza “ceda” due volte all’anno alla tentazione di un rapporto, ebbene questa persona correrebbe gli stessi rischi di chi ha 66 rapporti all’anno protetti con il profilattico, il rapporto è appunto 1:33 e a me non pare affatto che la cosa sia indifferente.

      Poi aggiunge: “E’ come il rischio di cancro al polmone per le sigarette “light”: chi le fuma mon ne controlla il numero, si lascia andare ”
      Il paragone è completamente sbagliato, la sigaretta light è sempre nociva, forse meno di quelle “pesanti” ma il rischio nel fumare non è mai zero. Se uso il profilattico invece il rischio di contagio, se questo non si rompe è zero, il paragone non regge.
      Saluti.

      • IlSanta, rispondo qui e vale anche per il suo commento precedente direttamente indirizzatomi.
        (1) I tassi di fallimento variano tra il 7% e il 40% asseconda delle geografie.
        (2) Assumendo, giusto per farle piacere, un tasso del 3% ciò non vuol dire che qualcuno che “cede” due volte all’anno corra gli stessi rischi di qualcuno che ne avrebbe 66 ma protetti: in effetti, per un solo individuo la probabilità di avere un fallimento del condom rimane sempre a 3% ( o tra 7 e 40% molto più realisticamente) e questo indipendentemente dal numero di volte che compie l’atto.
        (3) La cosa cambia quando si guarda alla popolazione in quanto tale: su una popolazione, diciamo, di un milione di coppie in un cui uno dei coniugi è seropositivo, il suo 3% significa che 30’000 passeranno il virus al proprio partner ( o tra 70’000 e 400’000 nel caso più realistico). Sulla popolazione rimanente di 970’000 la seconda volta ci saranno altri 29’100 che saranno contaminati ( o sui 930’000 al 7% altri 65’100; o sui 600’000 rimanenti al 40% un altro 240’000): quindi chiaramente anche se per ogni individuo specifico la probabilità di farsi contaminare rimane ogni volta 3%, a livello di una popolazione ragionevolmente fissa, essa sarà sempre più contaminata nella sua quasi interezza dipo un numero finito di iterazioni.
        (4)Ed è per questo che l’uso del condom, in quanto strumento di profilassi, va bannato in quanto inducente sicuramente un aumento di seropositivi che, specialmente nei paesi in via di sviluppo, significa ancora oggi la morte.
        (5)Ed è per questo che la Chiesa non può coprire questa logica di morte consigliando coppie di cui uno dei coniugi è seropositivo ad utilizzare il preservativo.
        In Pace

        • ilsanta scrive:

          @Simon
          Lei dimentica il ruolo dei farmaci ed il fatto che non c’è infezione ogni volta che il profilattico fallisce, la probablità di contagio uomo-donna è al massimo dello 0,2%.
          La probabilità che 30.000 persone decidano per la castità assoluta è pari a zero e questo la Chiesa lo dovrebbe sapere visto che i suoi rappresentanti non brillano certo per coerenza con i voti presi.
          Concludo ricordando che non ho mai parlato dell’uso esclusivo del solo profilattico senza tener conto anche di una adeguata educazione sessuale.

          • Caro Il Santa, anche ammettendo i suoi numeri (per farle piacere) di una contagione del 2 per mille in una popolazione in cui il coniuge malato si può permettere il lusso di riceve triterapie, ciò vuol dire che, su un milione di coppie, ad ogni rapporto sessuale 2’000 coniugi sani saranno infettati, cioè ammettendo 50 rapporti sessuali all’anno, 100’000 nuovi infettati all’anno: in una decina d’anni tutta quella popolazione sarà lo stesso infettata.
            Propugnare l’uso del preservativo come soluzione all’AIDS è chiaramente un propugnare un genocidio ed è crimine contro l’umanità: come al tempo dei nazisti, la Chiesa DEVE lottare contro questi crimini contro l’umanità denunciandolo e soprattutto non cadedndo nel tranello del pensiero unico dominante che non è, molto chiaramente, scientifico per quanto concerne questo soggetto.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            Non le chiedo di credermi sulla percentuale espressa (e fra l’altro ho preso il valore peggiore) le chiedo di informarsi, io non chiedo atti di fede.
            Lei inoltre continua a fingere di non sapere che le richieste di castità del Papa sono non realistiche, lei mi sa infatti dire quanti nel corso della loro vita eviteranno anche di avere anche un singolo rapporto sessuale? Lei non è in grado di stimarlo, e nemmeno io, ma da per assodato, aprioristicamente, che sia un comportamento che verrebbe seguito in massa da tutti i cattolici.
            Infine le chiedo di non giocare con i numeri, il dato riportato dello 0,2% di probabilità di contagio riguarda i rapporti non protetti.
            Ricordo infine, visto che non legge mi devo prendere la briga di inserire ovunque questa specifica, che io non ho mai sostenuto l’uso del solo profilattico come soluzione al problema AIDS, certo chi come lei e i seguaci della sua setta con a capo il guro romano continuano a propagandare il divieto di uso del profilattico sono i veri assassini, la storia ci dato ampi esempi delle capacità della Chiesa in questo campo.

          • Il Santa, lei non è chiaro, adesso scrive: “Infine le chiedo di non giocare con i numeri, il dato riportato dello 0,2% di probabilità di contagio riguarda i rapporti non protetti.”
            Mi sa che è lei che gioca con i numeri, infatti proprio qui sopra lei scrisse ” ogni volta che il profilattico fallisce, la probablità di contagio uomo-donna è al massimo dello 0,2%.” Cioè (1) rapporto protetto che ha fallito, (2) con coppie il cui coniuge malato è sotto triterapia.
            Non è giocare con i numeri che di moltiplicare i suoi numeri per una poplazione data , in questo caso che, su una popolazione di 1’000’000 di coppie il cui coniuge è infettato, ogni settimana ben 2’000 nuove persone saranno infettate e ogni anno 100’000 (10% del totale!!!) se si conta ua relazione sessuale alla settimana.
            Genocidio programmato.
            In Pace

          • “La probabilità che 30.000 persone decidano per la castità assoluta è pari a zero”: caro IlSanta, questo lo dice lei.
            Se uno ama veramente il suo coniuge, perdipiù, forse, padre e/o madre dei propri bambini, può davvero decidere di vivere l’astinenza: e sono convinto che ce ne sono molti di più che il numero che lei suppone.
            In fin dei conti, non c’è paragone tra un orgasmo che dura ameno di due secondi e la vita di una persona amata.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            La matematica dicono non sia un’opinione pertanto se il profilattico fallisce allora il rischio di contagio è pari al non averlo usato affatto, ossia al massimo lo 0,2%. Questo appunto vale QUANDO il profilattico fallisce, non in ogni caso d’uso del profilattico.
            In merito alla sua nota conclusiva credo che lei si auspichi qualcosa che non trova riscontro nella realtà, in Italia viste le vendite di profilatttici direi che o gli atei sono dei grandi “amatori” oppure molti cattolici ritengono assurde le idee della Chiesa e pertanto letteralmente se ne fregano e li usano. Cosa le fa pensare che sarebbe diversa la situazione in Africa?
            L’uso del profilattico (non solo ma anche del profilattico) permette a due persone di provare piacere senza particolari rischi di esposizione, se i due sono consenzienti se ne assumono i rischi, a maggior ragione se uno dei due non comunica il suo stato di salute il profilattico diventa indispensabile.

          • Simon de Cyrène scrive:

            “se uno dei due non comunica il suo stato di salute il profilattico diventa indispensabile.”: caspita! Questo è poi un atto doppiamente criminale e l’uso del profilattico non ne aumenterà di certo la qualità morale!
            Lei poi continua a fare lo gnorri apposta: si limita guardare la probabilità di contaminazione per un solo individuo che rimane, essa incambiata, ma cerca di manipolare il lettore a non voler vedere l’effetto che questa probabilità statistica ha sicuramente su una popolazione intera: cioè mortale, anche se “rallentato”.
            L’argomento dei due consenzienti potrebbe avere un po’ di validità, se non morale, almeno pratica, ma purtroppo non è un’opzione valida: in effetti, chi contratta l’AIDS costa un mucchio di soldi alla società intera, non solo per i costi farmaceutici assolutamente esorbitanti, ma anche sociali dovuti a incresciuta incapacità a lavorare, a una diminuzione nella capacità a sostenere famigia, al rischio di propagarlo a future generazioni. Quindi no: non è una scelta solo priavata, visto che le consequenze devono essere portate da tutti e su più generazioni.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            L’aspetto criminale, ossia la voluta omissione nel comunicare il proprio stato di salute, non esonera il partner inconsapevole dal doversi tutelare in caso di contatti sessuali con partner di cui non sia certo lo stato di salute.
            La diffusione delle malattie, vorrei ricordare, dipende dal rapporto fra nuovi contagi e decessi, dove la vita dei sieropositivi è stata prolungata dai farmaci vi è lapossibilità di avere rapporti protetti e copertura farmacologica anche per il partner, dove tale disponibilità non esiste (purtroppo) si deve puntare ad rallentamento della diffusione tale che il rapporto decessi/nuovi contagi sia maggiore di 1, il profilattico aiuta in questo senso.
            In merito al suo discorso finale ritengo che lei dimentichi il principio di sussidiarietà secondo il quale le cure dovrebbero essere gratuite anche se la malattia è causata da comportamenti errati del malato. Se così non fosse dovremmo abbandonare per strada gli obesi preda di infarti, gli alcolisti, i tossicodipendenti ecc.

  24. Sal scrive:

    Gesù disse : ”dalle tue parole sarai dichiarato giusto e dalle tue parole sarai condannato”. ( Matteo 12.37) – Proviamo quindi ad esaminare le parole e scopriamo che il titolo di docente di “teologia morale” nasconde quanto segue:
    “La Teologia morale è quella branca della teologia che si occupa del comportamento etico all’interno della comunità cristiana e cattolica formulando codici di comportamento.” – mentre – “Il termine morale … rappresenta la condotta diretta da norme, la guida secondo la quale l’uomo agisce. Il termine morale…significa ciò che è attinente alla condotta e quindi suscettibile di valutazione e quindi di giudizio.” (Wikipedia)

    Epperò,… se il cristiano è una persona matura, “di quelle che mediante l’uso hanno le loro facoltà di percezione esercitate per distinguere il bene e il male.” ( Ebrei 5.14) – Ovvero, una persona capace di valutare ed esprimere giudizi sulle situazioni, che la Scrittura definisce anche “ uno che esamina tutte le cose ma che non è esaminato da nessuno” (1 Corinti 2.15) che necessità ha una tal persona di avere un altro insegnante di “teologia morale”, che gli dica quali sono le norme del comportamento etico, se:
    1. Le norme sono già scritte “per nostra istruzione e avvertimento” e non si possono reinventare (Romani 15.4; 1 Corinti 10.11)
    2. Le norme sono scritte nelle loro menti e nei cuori “‘Metterò le mie leggi nella loro mente e le scriverò nel loro cuore.” ( Ebrei 8.10)
    3. Il Maestro è un Altro e non insegna “teologia morale” ma disse : “Ma voi, non siate chiamati Rabbi, poiché uno solo è il vostro maestro, mentre voi siete tutti fratelli” ( Matteo 23.8)

    E’ di tutta evidenza che questa esternazione di titoli pomposi serve solo a nascondere il tentativo di indottrinamento per rendere schiavi e sottomessi coloro che, deboli nella coscienza, vengono affascinati da parole vuote perché sono incapaci di sottomettersi all’Unico Maestro che disse : “Da questo tutti conosceranno che siete miei discepoli, se avrete amore fra voi”.( Giovanni 13.35)

    Per avere amore per il coniuge non c’è bisogno che qualcun altro dica se l’amore si manifesta con il preservativo o senza, una volta o più volte, se in un modo o in un altro, se in cucina o nel letto. E’ solo chi ha la mente ingannata da morbosa curiosità e invidia che tenta in ogni modo di ficcare sempre il naso sotto le lenzuola altrui, dato che le sue ufficialmente non le dovrebbe usare. E si può concludere ricordando per es. “tu, dunque, che insegni a qualcun altro, non insegni a te stesso? ( Romani 2.21)

    Come può un insegnante di morale sessuale insegnare ad un altro dato che non può insegnare a sè stesso perché ha rifiutato la sessualità ? Forse potrebbe rivolgersi a “don” Seppia che è sieropositivo quello si che se ne intende ! Ma se è sieropositivo avrà usato il preservativo ? O se l’è preso tramite il sangue ?

  25. Efrem scrive:

    @ ilsanta scrive: “Se uso il profilattico invece il rischio di contagio, se questo non si rompe è zero”

    ..mi dispiace, ma gli studi scientifici seri in merito non dicono questo, il rischio c’è anche se il preservativo non si rompe, perché il virus dell’aids ha dimensioni tali da poter passare attraverso il lattice di cui è fatto il preservativo… senza parlare di quelli difettosi… (che te ne accorgi dopo….)

    • ilsanta scrive:

      @Efrem

      A me non dispiace affatto comunicarle che lei si sbaglia, ho sentito anch’io medici cattolici propugnare questa versione nei corsi prematrimoniali.
      Per fortuna quello che lei riporta è falso, si può leggere la replica della UE che ne ha dato notizia già nel 2003 riferimento IP/03/1410 Bruxelles, 20 ottobre 2003, e che in calce elenca le fonti.
      I profilattici difettosi sono solo quelli che si rompono, i profilattici di buona qualità vengono testati singolarmente e il pericolo di rottura stà entro il 3% di probabilità di fallire.
      Saluti.

      • Simon de Cyrène scrive:

        Intanto nei paesi dove si utilizza il solo preservativo come profilassi, l’epidemia di Aids continua a dilagare con ferocia.
        I soli risultati positivi si sono ottenuti nelle popolazioni che hanno adottato l’educazione ad ua sessualità responsabile basata sulla fedeltà e l’astinenza. Interssante il caso del Zimbabwe che per hanni ha visti la propia poplazione dimezzata usando i preservativi, e che invece da qualche anno vedono un’inversione di tendenza, applicando questi metodi basati su fedeltà e astinenza già dimostrati efficaci in Uganda.
        In Pace

        • ilsanta scrive:

          Nessuno esclude che una corretta educazione ad una sessualità responsabile contribuisca al rallentamento della diffusione della malattia.
          Il problema nasce quando ci si rifiuta di utilizzare TUTTI i mezzi a disposizione come si ostina incivilmente a fare la Chiesa Cattolica; nessuna politica efficace può essere basata su un solo mezzo di contrasto dell’AIDS, ne solo profilattico, ne sola fedeltà, ne sola astinenza. Chi tuttavia critica infondatamente anche uno solo di questi mezzi non vuole il bene delle persone a cui si rivolge.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Qui, caro il Santa, siamo quasi d’accordo.
            Quel che lei ci dice è che bisogna propugnare il metodo ABC ( Abstinence, Be faithful, Condom), il che è esattamente quel che hanno propugnato gli operatori della Chiesa cattolica in certi paesi africani con gran successo.
            Il problema è che mentre l’efficacia dell’astinenza e della fedeltà è al 100% e che, quindi, questi sono metodi ottimi di per se stessi per eradicare questa pandemia, il condom, come già dimostrato, non impedisce lo sviluppo dell’Aids, ma anche se ne rallenta il propagarsi ne assicura invece la propagazione sul medio termine. Il condom non è quindi una buona soluzione ma giusto una meno peggio che non prendere nessuna “precauzione” e solo nel corto termine.
            All’interno di una coppia di cui uno dei coniugi sia seropositivo, però, il solo metodo buono, cioè che garantisca la non contaminazione della persona amata, è l’astinenza.
            Il problema morale di sapere se si può utilizzare o meno un metodo contraccettivo in quanto garante assoluto della non trasmissione del virus non si pone ancora allo stadio attuale della tecnologia.
            In Pace

      • B'Rat scrive:

        ilsanta,
        quello che mi pare che le sfugga è che ciò vuol dire, prendendo per buoni i suoi dati, che una coppia con una vita sessuale pur non attivissima (100 rapporti all’anno) in media ogni anno subirebbe 3 possibilità di contagio. Che è tantissimo!

        • ilsanta scrive:

          @B’Rat

          L’alternativa è la propugnta castità che deve però essere ferrea visto che lasciarsi andare anche pochissime volte all’anno senza protezione rappresenta un rischio pari ad avere i fatidici 100 rapporti all’anno protetti.
          Si deve inoltre tenere conto che le terapie antiretrovirali sia per chi è sieropositivo che per chi eventualemnte fosse vittima del fallimento del profilattico rendono estremamente improbabile l’infezione.
          Cito da documento pubblico: “Una ricerca europea che ha coinvolto più istituti, finanziato dalla Commissione
          europea attraverso vari progetti di ricerca, tra cui “AIDS: heterosexual transmission”
          (AIDS: trasmissione eterosessuale) e “EC concerted action on the heterosexual
          transmission of HIV” (azione concertata a livello CE sulla trasmissione eterosessuale
          dell’HIV), ha seguito, per un periodo di 12-21 mesi, oltre 563 coppie con un partner
          sieropositivo. Nelle 123 coppie che utilizzavano il preservativo ad ogni rapporto
          vaginale o anale non si è avuto alcun caso di sieroconversione, mentre si sono
          registrate 12 sieroconversioni tra i 122 partner che non utilizzavano il preservativo
          con regolarità.”

          Come vede non è affatto “tantissimo” il rischio di contagio, è praticamente ZERO.

          • Caro Il Santa,
            lei da dei numeri ma dimentica di dirci qual’è il margine di errore statistico: in effetti con 123 coppie che non hanno avuto sieroconversione usando dei preservativi l’errore statistico, assumendone una distribuzione normale, sarebbe di undici punti in valore assoluto, cioè il risultato misurato è zero MA con un errore statistisco di +11. Il che vuol dire che questo studio non ha mostrato com dice lei che il contagio è praticamente zero ma solo al disotto del 9%.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            Lei scrive: “Che è tantissimo!”

            Invece i fatti dimostrano che non è come dice lei.

          • Io dico solo che è del 7% nei nostri paesi e può salire fino al 40% in paesi equatoriali e umidi.
            7% e proprio nei limiti dei margini d’errore statistci (9%) dello studio da lei citato.
            Quindi è tantissimo! Vuol dire che su un milione di coppie ben 70’000 si contamineranno ogni settimana se si suppone un rapporto alla settimana.
            Un vero genicidio anti-umano.
            In Pace

  26. Elena scrive:

    Scusate, dal post di Tornielli non si capisce se il problema che muove il prelato è di moralità relativamente alla possibilità, anche se bassa, di contagiare il partner, oppure di moralità relativamente all’atto sessuale in sé. Perché le considerazioni che si possono fare sono molto diverse.

  27. bo.mario scrive:

    Volevo continuare ma la difesa è scarsa per cui me ne farò una ragione. Nel pezzo di SAL conferma quello che vò dicendo. Se i preti hanno deciso che il sesso è il problema del mondo chissà come ci saranno arrivati. Si tratta di una invenzione che con la religione non c’entra, ma tant’è, guardare sotto le lenzuola è troppo stimolante. Due persone perchè si sposano? Chissà che spiegazione potrà dare il prete. Siete i mandanti del divorzio e questo l’ho scritto già diverse volte. Siete i mandanti dell’aborto e non ve ne rendete conto. Ragionateci e se il vaticano sbaglia dite che ha sbagliato, non è una disubbidienza, è una presa di coscenza. Un saluto.

  28. Maria Rita Polita scrive:

    Sono incappata casualmente nella lettura dei commenti precedenti perchè sono alla ricerca dell’articolo in questione. Sono rimasta colpita da commenti assolutamente “clericali” (non sempre c’entra con il Clero) , così forse un poco a gamba tesa mi permetto di intervenire anche io.
    Come può accadere che uno dei due coniugi possa infettarsi da HIV, se non attraverso azioni e comportamenti (reiterati!!!) che violano/offendono/umiliano se stessi, il coniuge, il Vincolo?
    e da questa offesa come ci si può “riprendere” senza passare per il perdono, l’accoglienza, la disciplina/espiazione, la ripresa del quotidiano cammino comune?(tutto scontato???)
    allo stesso modo come considerare”automatico/dovuto” l’esercizio della sessualità in tale dolente situazione?
    Da quanto ho capito dice bene l’articolo, Humanae vitae è una ricchezza/garanzia per gli sposi, magari peccatori ma che vivono nella realtà, non dissertano di aria fritta e se sono cristiani cattolici sono grati alla Chiesa Madre e Maestra.
    grazie dell’attenzione. MRP

    • enrico scrive:

      Con una trasfusione signora Maria Rita Polita.

    • Cherubino scrive:

      pungendosi con un ago o una lama infetta in cucina, bevendo dallo stesso bicchiere appena usato da una persona infetta (raro ma non impossibile), medicando una piaga con le mani nude screpolate…

      • ilsanta scrive:

        Solo per chiarire che seppure nella saliva siano state riscontrate minime tracce virali, ad oggi non sono stati riscontrati casi di contagio attraverso questa via, tanto è vero che non risulta fra le vie di trasmissione “ufficiali”, così come non vi sono casi di malattia trasmessa dalle zanzare.
        Riassumo a scanso di equivoci le vie di trasmissione dell’HIV:
        via sessuale
        via transplacentare (da madre a feto)
        via parenterale (trasfusioni di sangue infetto)
        via perinatale (al momento del parto)
        via congiuntivale (spruzzi di sangue infetto negli occhi)

        • Cherubino scrive:

          bè, la via parenterale non è solo la trasfusione ! ci si infetta anche per un taglietto con un coltello, per una stretta di mano in cui vengano a contatto due ferite…

          Alcuni sono casi un pò limite… ma non impossibili. Specie la puntura casuale. Ad esempio le siringhe di cui sono seminati certi parchi pubblici in cui giocano i bambini…

          Ma il punto era che la “possibilità insuperabile” è concetto ambiguo in questa materia, perché si dovrebbe applicare sempre.

  29. simplicius scrive:

    x il sig. Tornielli
    Vista la ‘frequentazione’ di questo blog, le consiglio di moderarlo meglio e – meglio ancora – di chiuderlo, in quanto induce alla masturbazione mentale (certamente più dannosa dall’altra).
    Cordialità

  30. Maria Rita Polita scrive:

    Forse 20 anni fa (battuta per il signor Enrico)….Ignoranza o “informazione congelata”? La scienza, e in particolare la medicina e la biologia, non sono “oggi” “la parola chiara/ultima/definitiva” persin sulla vita e sulla morte? MRP

    • enrico scrive:

      Signora Maria Rita Polita, la mia non era una battuta, sono cattolico, non ho espresso posizione alcuna, al momento, sul thread, la posizione che lei ha espresso mi pare un pò semplicistica, intanto perchè possono esserci persone che subiscono ancora le conseguenze di quanto accadeva prima di 17-20 anni fa, secondariamente perchè tale non è certamente la situazione sanitaria mondiale.
      Tutto qui.
      Senza considerare che anche in operatori del settore vi possono essere errori di procedura o di distrazione che inficiano il protocollo o errori e distrazioni personali nell’utilizzo dei DPI che potrebbero portare al contagio.
      Anche di altre patologie.

  31. raffaele savigni scrive:

    Mi sembra una posizione eccessivamente rigida, che non tiene conto delle apertture del papa nel libro-intervista e della saggezza dei pastori chiamati a discernere nelle situazioni concrete.
    Raccomandare la continenza è certamente bello e doveroso, ma se una coppia non ce la fa a contenersi? In teologia morale è sempre esistito il principio del maggior bene possibile (e quindi del “male minore”, in certi casi di necessità). Quale sarà il male minore tra il contagiare il coniuge e l’avere rapporti sessuali “protetti”? Io oso dire che è la seconda scelta: perché il dovere di difendere la vita altrui è più importante dell’osservanza formale di un precetto. il sabato è èper l’uomo: non l’uomo per il sabato.
    E certi teologi dovrebbero stare attenti a non sovraccaricare i fedeli con pesi insopportabili che loro magari non porterebbero.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Appunto, per rispondere alla sua domanda “Quale sarà il male minore tra il contagiare il coniuge e l’avere rapporti sessuali “protetti”?” la sola risposta è astinenza totale, visto che l’uso del preservativo immancabilmente porterà alla trasmissione del morbo nella popolazione considerata.
      Il discorso sarebbe differente e la sua risposta avrebeb potuto essere valida se esistesse il presevativo “perfetto” che non si rompe mai e non può essere usato male.
      Consigliare oggi l’uso del preservativo su vasta scala come mezzo di profilassi sanitaria, rallenta di certo la propagazione dell’epidemia ma non la ferma, anzi, dando questa falsa impressione di securità personale di 90-95% di protezione garantisce invece che tutta la popolazione sana sarà contaminata a breve termine.
      In Pace

    • Fabio Sansonna scrive:

      Il problema è che un teologo ha il compito di indicare la perfezione , l’ideale massimo a cui tendere , e in questo caso non è un discorso sessuofobico , ma di amore : per il tuo egoismo tu infetteresti chi ami e il possibile figlio che ne potrebbe nascere ? (perchè possono nascere anche col condom che prevede il 15% di gravidanze inaspettate e in questo caso figli infetti).
      Uno poi si sceglie un direttore spirituale se “non ce la fa” , ma un teologo non può fare diventare ideale massimo a cui tendere ciò che non è, e ciò che è una situazione di debolezza, umanamente comprensibile, è da affrontare caso per caso col direttore spirituale, non da sbandierare come concessione per tutti. Sottoscrivo quello che ha detto il teologo, non è un peso superiore alle forze, perchè la croce è la croce se uno non ce la fa chiama un Cireneo, ma non dice che il teologo deve affermare che non si deve portare la croce.

      Chi sostiene l’uso del preservativo e lo pretende come concessione dal teologo per tutti, significa che non è disposto a vivere neanche un po’ una dimensione di astinenza, che può essere occasione per una penitenza (“Se non farete penitenza poerirete tutti” non l’ha inventato un teologo).
      E quindi si espone più frequentemente a quel 3% di rischio rispetto a chi pratica l’astinenza, che non implica solo volontà, ma il domandarsi : è giusto mettermi in condizione di infettare chi dico di amare e il possibile figlio che ne potrebbe nascere? Uno prima ancora di porsi il problema di ce la faccio o non ce la faccio, deve prosi questa domanda,è una posizione umana diversa quella richiesta dove avere rapporti sessuali non è un diritto, ma un atto d’amore e se amore deve essere deve contenere anche la domanda sul rispetto dell’altro che ama e la sua salute.

  32. massimo scrive:

    sì è vero con le trasfusioni di sangue ci si infetta,ma è escluso da diversi anni(almeno 16-17) in occidente e nei paesi con un minimo di organizazione socio sanitaria,ci si infetta con le trasfusioni solo nei paesi poverissimi,dove la politica non esiste e nelle dittature,in zone di paesi molto grandi come l’india,la cina,brasile,il messico lontano dai grandi ospedali organizzati,nelle zone dove l’organizzazione sanitaria sfugge a controlli deontoligici.
    io credo che questo articolo sia stato pubblicato dall’O.R.per uno scopo,far discutere intorno alla causa che ha generato la pandemia di HIV,questo virus si è diffuso a macchia d’olio nei paesi ricchi ed “emancipati” da paesi poverissimi che ricevevano il turismo(anche solo a scopo sessuale)e a seguito del periodo storico delle politiche di liberazione e liberizzazione sessuale degli anni 60;le prime infezioni accertate e i primi morti documentati sono in california e a N.Y.(studiando vecchie cartelle casi anche misconosciuti)le cause erano il sarcoma di kaposi,linfomi non -hodgking,e la rarissima polmonite da pneumocisti carinii(Pneumocystis jirovecii pneumonia)dal 1979 al 1982 (solo nel 1982 in quell’anno fu accertato che la causa era un retrovirus.)considerando che l’infezione ebbe una fase silente e asintomatica in media di 8-12 anni tutti i pazienti che soffrivano e morivano tra il 79 e l’82 si erano infettati tra il 67/71-70/74,i decessi di queste patologie erano giovani,in pregresse ottime condizioni,viaggiatori,quasi sempre maschi sessualmente validi,tutti presentavano altre condizioni di immunodeficenza come sovrainfezioni di candida e altre patologie,spesso veneree.le infezioni riguardavano in maggioranza persone mashili delle comunità gay,le rarissime femmine erano prostitute(di grandi aree urbane) o viaggiatrici professionali,spesso appartenevano a una fascia sociale di alto livello.poi arrivarono i primi casi di tossicodipendenti da droghe per via venosa,e in seguito persone che si sottoponevano a terapia trasfusionale o dialisi……..ora la visione dell’articolo in questione pone molti problemi,che si possono discutere,io vorrei sottolinearne uno di cui non si parla più perchè è politicamente scorretto,anzi non se ne può più parlare perchè ti tacciano subito con insulti:l’infezione è stata diffusa dal disordine e dal libertinismo sessuale,è vero che l’uso del condom protegge moltissimo,vero che un paziente sieropositivo che assume la terapia antiretro correttamente (efficace a viremia sotto i 40xC4)e associa il condom non può più infettare se non pratica sesso estremo.
    ma è anche vero,anzi è la causa iniziale,che la persa inibizione sessuale e una sessualità praticata con promiscuità e libertineria sostenuta è l’unica vera causa della pandemia.
    una delle responsabilità culturali più gravi sono gli slogan e la diseducazione ideologica che accompagnarono la distribuzione dei condom,perchè mentre distribuisci condom educhi alla promiscuità,usare il condom è utilissimo se si associa un educazione responsabile alla propia e all’altrui vita,a un uso consapevole del sesso,la fedeltà coniugale e il sesso non oggetto a un uso consumistico e edonistico come messaggio culturale sarà politicamente scorretto ma è l’unico modo per arrestare la pandemia,assieme alla diffusione delle cure specifiche,al controllo della tubercolosi e delle malattie veneree, alla lotta alla denutrizione,all’alfabetizzazione.la pandemia di HIV ha come genesi la perdita di parecchi valori di percezione universale e ovvia,e la sessuomania.un uso dei beni finalizzato al sesso e all’edonismo(viaggi,aereo);non si offenda nessuno ma sia in occidente che in oriente,essenzialmete nei paesi a benessere normale o buono l’infezione non è nata in una comunità di trappisti o di benedettine ma in quartieri e comunità gay,(in nazioni dove si predicava sa tempo che il corpo è mio e lo gestisco io e che castrarsi con una vita virtuosa è da scemi,che una vita sobria è oscurantismo e la continenza preconiugale,la fedeltà,la verginità delle perversioni),senza colpevolizzare e offendere nessuno,(pochi potevano,al di fuori degli infettivologi immaginare questa cosa),ora che ne abbiamo la sicurezza scientifica forse sarebbe meglio cominciare a riflettere sulla realtà.una realtà che a oggi conta circa 41 milioni di morti accertati(cina e paesi islamici,paesi con dittatura non pubblicano dati,l’india ne pubblica di parziali)sarebbe bello un inizio non ipocrita di riflessioni sul valore dell’educazioni e su valori che abbiamo in parte perso o mai avuto.un saluto e chiedo scusa per l’estrema sintesi e fretta,le ripetizioni,ma credo questi pensieri chiari e doverosi,un sanitario ha un dovere di verità;ringrazio Tornielli per l’opsitalità e gli ottimi articoli;massimo s.

  33. massimo per coloro che parlano di "rischio zero" scrive:

    per alcuni che parlano del concetto “rischio ” 0 “(zero) “non esiste un rischio zero con un solo mezzo,e la UE è un organismo politico/culturale che spesso ha diffuso cazzate da denuncia,panzane scellerate,ma sicuramente comprensibili e acettabili politicamente.
    con l’HIV il rischio zero si ha combinando condom e un uso corretto di questo+terapia antiretro efficace+sesso non estremo e fedeltà coniugale o assenza assoluta di promiscuità sessuale(coppia chiusa e fedele in termini assoluti simili alle pratiche degli alcolisti anonimi in recupero)
    oppure condom+viremia spontanea controllata ogni tre mesi e costantemente sotto i 40 v.; non mi dilungo troppo e mi fermo,la multifattorialità dei mezzi porta verso il rischio zero se uno dei due partner è siero+
    l’astinenza è a rischio zero sicuramente.
    sempre che si voglia parlare di medicina in termini scientifici corretti……….

    • Simon de Cyrène scrive:

      Esatto. La ringrazio.

    • ilsanta scrive:

      @Massimo

      Mi scusi, la sua precisazione è corretta ma fuori luogo visto il commento a cui ho risposto.
      Non si discuteva se il profilattico da solo potesse essere garanzia di rischio zero, si discuteva del fatto che il profilattico pur se integro e correttamente usato non garantisse la sicurezza del rapporto in quanto permetterebbe il passaggio del virus.
      A questo ho risposto citando il documento della UE che, se l’avesse letto, a sua volta cita altri studi e ricerche visto che l’UE non è un organo scientifico, da questo si desume che tutti gli studi fatti hanno portato alla conclusione che il prfilattico, detratti errori nell’utilizzo e rotture, è sicuro al 100%.
      In sostanza una persona che abbia un rapporto utlizzando correttamente il profilattico e che a fine rapporto ne verifichi l’integrità (cosa assolutamente evidente) ha probabilità praticamente zero di essersi contagiato.
      Tutto qui.

      • Simon de Cyrène scrive:

        ” tutti gli studi fatti hanno portato alla conclusione che il prfilattico, detratti errori nell’utilizzo e rotture, è sicuro al 100%.” Esatto caro Il Santa!
        Il problema è giusto che…. ci sono sempre errori di utilizzo e rotture, l’occorrenza di queste ultime perdipiù aumentando secondo le condizioni climatiche.
        La sua frase dice dunque, parafrasandola: ” se i preservativi fossero perfetti, non avrebbero difetti”. Non credo che quest’atteggiamento sia realistico, anzi conferma quanto poco etico sia propugnarne l’uso per popolazioni intere.
        In Pace

      • B'Rat scrive:

        ilsanta,
        mi scusi, ma qua mi pare che lei faccia un discorso così illogico da risultare ilare.
        [...] da questo si desume che tutti gli studi fatti hanno portato alla conclusione che il prfilattico, detratti errori nell’utilizzo e rotture, è sicuro al 100%.
        Che mi viene da tradurre:
        [...] da questo si desume che tutti gli studi fatti hanno portato alla conclusione che il prfilattico, a parte quando non risulta sicuro, è sicuro al 100%. (ok, diciamo che i coniugi lo sappiano usare, ma il pericolo di rotture è un’insicurezza intrinseca al profilattico)

        • ilsanta scrive:

          @Simon e B’Rat

          Prima di fare commenti fuori luogo vi pregherei di leggere il commento in cui era inserito il mio messaggio, solitamente è una cosa sensata da fare.
          Il problema non consisteva nel valutare il fallimento del profilattico, ma nell’affermare che anche quando non vi fossero rotture o usi scorretti il profilattico NON era sicuro nel prevenire il contagio da HIV. A questo ho risposto e prego voi, se ne avete il tempo, di leggere anche il riferimento da me citato.
          Grazie.

          • Fatto sta che il preservativo perfetto NON esiste e che quindi quella del condom rimane una soluzione ipotetica che non tiene conto della realtà delle cose.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            “il preservativo perfetto NON esiste”

            Faccio presente che non esiste nemmeno il casco perfetto o l’imbragatura perfetta ma nessuno oggi si sognerebbe di non far utilizzare il casco ai motociclisti o l’imbragatura agli operai dei cantieri e questo perchè non esiste l’Uomo perfetto, quello che sa astenersi sempre e comunque, pertanto fra le due imperfezioni è di gran lunga preferibile il profilattico.

          • No, tra le due imperfezioni è di gran lunga meglio vivere l’astinenza per vero amore del coniuge sano.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            Questa è una scelta sua che nessuno contesta, diverso è dire che l’astineza è meglio del profilattico senza dati alla mano.

          • enrico scrive:

            @ Ilsanta

            “diverso è dire che l’astineza è meglio del profilattico senza dati alla mano”

            Da un punto di vista sia logico che statistico, per quanto riguarda un possibile contagio, non so come possa affermare il contrario.

          • ilsanta scrive:

            @Enrico

            Egregio Enrico, se lei ritiene di poter convincere qualcuno che l’astinenza sia applicabile in massa ai cattolici infettati dall’HIV fa un lavoro decisamente meritorio, per il Papa, ma assolutamente scollegato dalla realtà. Detto questo la sola astinenza e fedeltà sono insufficienti a controllare la diffusione della malattia.
            PS: come ho scritto anche in precedenza … a chi vengono venduti i rpofilattici in Italia? Forse solo agli atei e ai Valdesi? Forse la stragrande maggiornaza dei cattolici semplicemente se ne infischia della posizione della Chiesa reputandola, evidentemente, sbagliata o comunque ininfluente.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Come Il Santa possa affermare “diverso è dire che l’astineza è meglio del profilattico senza dati alla mano” non lo capisco e mi lascia basito.
            Francamente, non vedo come praticando l’astinenza sia possibile avere un risultato peggiore che l’uso di un profiltattico: dove mena l’ideologia!!!!
            Quanto all’argomento di dire che una maggioranza se ne infischia, non è un’argomento: bisogna educare, educare, educare e non confondere le idee con dei messaggi sballati, come far credere che il preservativo sia LA soluzione il che non è vero come lo mostrano le statistiche a livello di popolazioni intere.
            Educando rettamente rendiamo le persone davvero libere e capaci di atti coscienti e responsabili: bisogna quindi dire e ripetere alle coppie di cui uno dei coniugi è seropositivo che la SOLA soluzione vera è l’astinenza e che il preservativi è un giocare colla roulette russa che impatta grandemente le società umane.
            In Pace

          • ilsanta scrive:

            @Simon

            Lei continua a fingere che l’astinenza sia una strada sicura perchè ritiene che sia una scelta definitiva senza cedimenti per tutta la vita.
            La realtà è diversa, lo sa lei e lo sa il Papa, la sessualità è parte integrante della vita di ogni essere umano, perchè tali siamo prima di essere cattolici, buddisti …
            Pensare di basare tutto sull’astinenza è criminale perchè si sà già in partenza che non è un comportamento che può essere applicato alle masse ma solo a pochi singoli e ad ancor meno coppie.
            Lei continua a pensare che la soluzione alternativa sia il solo profilattico, personalmente non ho più parole per ribadire che questo è solo uno degli strumenti e non lo strumento, se lei persevera nell’interpretare invece che a leggere sono problemi suoi.
            L’educazione che lei propone è quella cattolica e quindi non libera per definizione, Piazza San Pietro finisce a Roma, entro quei confini il Papa detta la sua legge, non fuori.
            Infine pensare che la gente se ne infischi solo perchè non è “educata” significa sottovalutare una moltitudine di persone cosa possibile quando si vive in una dittatura, dubito tuttavia che dentro le case dei cattolici siano tutti disposti a prostarsi al capo rinunciando al libero pensiero.

  34. Cristiana scrive:

    Posso capire che chi non ha ancora conosciuto in profondità l’Amore di Dio sia preso da una specie di panico al solo pensiero
    di dover rinunciare ad amare fisicamente il proprio partner non ne comprenda minimamente il senso..
    è quello che “il mondo” ci propina da decenni, ma ci sono tante testimonianze di vita vissuta che dimostrano l’esatto contrario.
    Si impara ad amarsi in un altro modo, più profondo, più intenso e più rispettoso perchè l’egoismo del singolo viene messo all’angolo. Ed è proprio questo che chi vive secondo la menzogna del mondo non può accettare, perchè è schiavo inconsapevole di un egoismo celato dietro a finto altruismo.
    Vi rammento che ci sono anche tanti divorziati risposati che scelgono la castità per non rinunciare ai sacramenti, e chi lo fa non torna indietro ( chissà perchè)
    ma sono scelte fatte per amore, solo per amore e con tanto amore che va coltivato con la fede giorno per giorno.

      • ilsanta scrive:

        Solo per ricordare che ci sono preti che dopo i voti hanno deciso di lasciare la Chiesa sposarsi e fare figli (chissà perchè).

    • Condivido al 100% Cristiana!
      In Pace

    • giovannino scrive:

      cara Cristiana, il tuo discorso è un chiaro esempio di cosa si intende per sessuofobia cattolica. Perchè l’ amore di Dio dovrebbe aiutare a rifiutare l’ amore fisico con il coniuge ? Amore spirituale e amore carnale dovrebbero piuttosto essere considerati complementari .

      • Ma lascia perdere Cristiana: ha detto cose sagge e giuste ed in linea con il Magistero. Cos’altro vuoi?

        Vai a vedere le tivvù che già celebrano la vittoria delle idee anticristiane(aborto, eutanasia, unioni omosessuali, droga libera et cetera) ed ubriacati pure tu assieme a cherubino.
        Che poi come fa un cattolico a festeggiare la vittoria di certe idee ancora non riesco a capirlo.
        Un tempo (con gedda e Pio XII) il popolo cristiano era saggiamente unito attorno alle sane idee della Chiesa.
        E’ meglio ora?
        Mah…

        • Cherubino scrive:

          Sono sostanzialmente d’accordo con quanto scrive Cristiana. E i soliti attacchi di Cosimo falliscono pienamente il bersaglio, perché non ho mai messo in discussione il valore della casta astinenza, anche nel matrimonio.

          non so però se Cristiana sia sposata, perchè la realtà è un pò meno idilliaca. Perchè quello che lei propone è un cammino estremamente faticoso, spesso un punto di arrivo più che di partenza. Spesso poi non c’è accordo perfetto tra i coniugi e allora ci si deve chiedere se eticamente sia giusto perseguire il rigore anche a costo di una rottura. Lo stesso Pérez-Soba usa l’espressione “possono di comune accordo” e come facevo rilevare sopra: quid est se tale comune accordo non ci sia ?

          Quanto ai divorziati che vivono di casta astinenza, forse qualcuno qui è stato nel Confessionale per poter dire che in questo santo intento non vi sono state cadute, debolezze, difficoltà… ?
          Certo sono scelte che richiedono tanto amore, come dice Cristiana, ma forse cambiando un pò la prospettiva: tanto amore da parte della Comunità cristiana ! tanto amore da fratelli e sorelle nella fede che non sputano sentenze e giudizi di condanna, ma accolgono, soffrono insieme, perdonano e si lasciano perdonare per la propria durezza di cuore nell’amare la pecora perduta come l’ama il Buon Pastore, perchè non si rendono conto di essere peccatori come coloro che condannano.

  35. paolosesto scrive:

    scusatemi grandi teologi o pseudo-tali che scrivete su questo blob ma mi chiedo: il matrimonio è un sacramento e i due coniugi sono coloro che hanno scelto la vita in comune . ok? La Chiesa dà direttive ma poi saranno cavoli loro su come comportarsi se uno dei due è sieropositivo. Già convivono con questo grosso problema e non invidio la loro sofferenza….devono anche sentirsi dire di non avere rapporti per evitare di peggiorare la situazione…ma per favore, aiutateli piuttosto, non col moralismo fine a se stesso, ma creando centri medico-terapeutici o quant’altro…è come dire a uno zoppo di non correre perchè gli fa male, ma poi non lo aiuto a guarire…e non ditemi ancora che la Chiesa da’insgnamenti e tocca allo Stato fare il resto. Troppo facile.

  36. yochanan scrive:

    Cari amici ho letto quanto segue all’inizio:

    Paolo VI nell’Humanae vitae, scrisse che Dio ha voluto la «connessione inscindibile, che l’uomo non può rompere di sua iniziativa, tra i due significati dell’atto coniugale: il significato unitivo e il significato procreativo».

    Questo non è assolutamente vero proprio da un punto di vista cristiano. Infatti è scritto: (Bereshit 2:18; 22-24)
    Poi l’Eterno DIO disse: “Non è bene che l’uomo sia solo; io gli farò un aiuto conveniente a lui”.

    Poi l’Eterno DIO con la costola che aveva tolta all’uomo ne formò una donna e la condusse all’uomo.
    E l’uomo disse: “Questa finalmente è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Lei sarà chiamata donna (isha) perché è stata tratta dall’uomo (ish)”.
    Perciò l’uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola (echad) carne.

    YHWH ha detto che il primo scopo del sesso è quello che i due siano una sola carne. La procreazione è solo il secondo scopo e non sempre può esserci. E all’uomo è stata data la libertà da YHWH di gestire con la propria intelligenza la questione. Persino YHWH non mette il dito fra moglie e marito. La decisione spetta solo ai due.

    Vorrei anche far notare che la parola echad è la stessa che viene usata per dire che YHWH è “uno solo”, cioè una unità composita (tre persone in uno). Questo per chiudere la bocca agli Ortodossi che non riconoscono Yeshua come Figlio e Mashiach di Israel.

    Shalom

    • mauro scrive:

      Caro Yochanan,

      Essere una sola carne vuol dire essere un tutt’uno (ish+isha) ma non è relativo al sesso ma a motivo di quell’aiuto che la donna doveva dare (“io gli darò un aiuto conveniente a lui).

      Dio non aveva previsto per loro alcun rapporto sessuale nel Paradiso terrestre fintanto che essi vivevano eternamente con lui, nessun stimolo ed assoluta indifferenza sessuale.
      E’ con la cacciata che essi, inziando a conoscere il bene ed il male (ovvero ciò che stava intorno a loro) per volere di Dio, scoprono attrazione uno per l’altra, rimanendo fuori da qualsiasi considerazione che l’atto sessuale possa riferirsi a Dio.

      E’ a motivo di ciò che concordo con lei che Dio tra moglie e marito non mette il dito, non certo perchè abbia dato loro due scopi (il sesso e la procreazione).

  37. ritaroma scrive:

    Paolosesto: ed altri_: vorrei ricordare che la chiesa consiglia, se i due coniugi ben sapendo a livello fisico a cosa vanno incontro e ritengono che il preservativo li tutela, facessero con comodo, però, poi non possono lamentarsi di nulla e ricordare che sono molti i figli nati col “preservativo” xchè bucato o altro!
    Poi, come x tante altre cose, la chiesa, il confessore agisce secondo le reali situazioni della singola coppia, non nè può fare un discorso di “libertinaggio” ma una scelta o obbligo o misericordia personale a secondo del caso privato!
    un saluto

    • ilsanta scrive:

      Se vuole facciamo un confronto fra i figli del preservativo e i figli dei metodi propagandati dalla Chiesa anche nei “corsi prematrimoniali”, se le interessa ….

  38. anna scrive:

    ma allora secondo la logica di questo teologo due sposati che sono sterili non devono più avere rapporti perchè non possono procreare?? ma ragazzi,,,,, l’AMORE,,,,, l’AMORE!!!!!!
    ma per favore,,,,, è per gente cosi che le persone si allontanano dalla chiesa e purtroppo da Gesù.
    e se uno si becca l’aids per una trasfusione la deve pagare per tutta la vita?
    quanta ipocrisia e bigottismo. che schifo.
    demonizzate il sesso. fatevi curare.
    l’amore è bello…. w la misericordia.

    • Condivido con lei, cara Anna, l’opinione che fa schifo demonizzare il sesso: purtroppo è quel che fa la gente che propugna delle relazioni sessuali a rischio di contaminare mortalmente il coniuge. In questo caso il sesso diventa vettore di morte e, quindi, è proprio “demonizzato” per utilizzare la sua, molto forte, espressione.
      Ma cosa aspettarci d’altro dalle prese di posizioni di laicardi completamente rinchiusi nelle loro logiche di morte e strutture di peccato?
      Grazie. In Pace

      • fausto giuliodori scrive:

        mi sono “divertito” a leggere i commenti e davanti a questo spazio bianco mi sento impacciato ….. Ho letto cose saggie e sciocchezze e non vorrei aggiungere al numero delle seconde anche la mia idea ma dal bastian contrario quale io sono non mi sottraggo.
        Santa Madre Chiesa del quale mi onoro di appartenere e’ lenta nell’accettare la creazione Se il Padre non avesse voluto che il genere umano migliorasse la sua situazione ci avrebbe fatti rimanere scimmie o semplicemente tonti . E allora perche’ spaventarsi della scienza e della tecnologia .Perche’ spaventarsi del sesso ….siamo cosi’ perche’ Lui ci ha pensato cosi’. Siamo liberi perche’ Lui ci ha pensato liberi e non scimmie ammaestrate

        • Simon de Cyrène scrive:

          Esatto: non bisogna spaventarsi e dobbiamo essere capaci di libertà, nella Verità e nella Carità.
          Grazie. In Pace

  39. Cristiana scrive:

    E’ vero Cherubino, si tratta di un cammino faticoso, ma non impossibile, sempre che non si parta con la presunzione di farcela da soli. Scrivo con cognizione di causa perchè essendo in una situazione “irregolare ” abbiamo dovuto scegliere e abbiamo scelto Gesù. Per sposarsi davanti a Dio bisogna essere sicuri in 2 di volere un Sacramento e uno di noi ha ancora qualche incertezza. Siamo sicuri che questo percorso ci porterà nella direzione giusta, la volontà e l’impegno ci sono, e nei momenti di difficoltà mettiamo tutto nelle mani di Dio . L’aiuto non ci è mai mancato nonostante le tentazioni, qualche caduta, e lo stillicidio del mondo che vorrebbe convincerci che stiamo sbagliando buttando tempo prezioso….mi spiace per molti, ma è talmente grande quel che riceviamo che è impossibile rinunciarci.
    Quel che accade nei confessionali, lasciamolo agli interessati, accostiamoci con tanta umiltà e rispetto, ricordandoci la parabola del pubblicano e del fariseo, e che dobbiamo fermamente odiare il peccato, non il peccatore come la visione relativista e un progressismo lassista stanno cercando di insinuare nelle coscienze.
    Cosimino… è sanguigno di carattere e sicuramente non portato alla diplomazia, ma sovente necessario a risvegliare qualche coscienza dormiente… e poi…quanno ce vò…ce vò.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Grazie per la sua testimonianza cara Cristiana.
      Non creda essere la sola: conosco intorno a me varie coppie come la sua che progrediscono nell’amore di Dio e in quello loro reciproco esattamente come lo descrive lei.
      E’ sicuramante una grazia del Signore che li obbliga ad approfondire l’amore umano su tutti i piani: un corso accellerato che di solito le coppie vivono nella seconda o terza parte della loro vita.
      In fin dei conti, alla stessa stregua che i sacerdoti o i religiosi, siete il segno visibile della nostra speranza escatologica in Cristo Gesù, nella resurrezione dei morti e della vita a venire.
      Quale più grande amore ci potrebbe essere che voler vedere la volontà di Dio realizzarsi pienamente nella vita della persona amata e per questo essere pronti a dare anche la propria via?
      In Pace

  40. Cristiana scrive:

    Simon è proprio cosi’!! E’ una grazia che vediamo tale quando abbiamo gli occhi per guardarla bene,
    diversamente appare sotto le spoglie di croce troppo pesante da portare.
    Pensavo alle parole del Brosio nel suo “viaggio a Medjugorje” dell’altra sera:
    -forse solo quando passiamo attraverso una certa sofferenza ci rendiamo conto
    ed è vero….a quel punto, voltandoci indietro e vedendo il male fatto per quello che è realmente, riusciamo a dirci: che sarà mai offrire qualcosa se pensiamo a tutto quello che stiamo ricevendo? E quel qualcosa, ci sembra sempre troppo poco.
    Grazie per lo spunto di riflessione.

  41. ritaroma scrive:

    che stupidaggine, la Chiesa non ha mai detto che si deve rinunciare all’amore se una coppia ha problemi nel procreare,….. xchè vogliamo tergiversare e farle dire ciò che non dice?
    La Chiesa e anche l’intelligenza quando si parla di “amore ” intende tutto ciò che fa capo ad esso che non è solo il sesso, ma la stima, il rispetto, il dialogo, la capacità di venirsi incontro ecc….. xchè se amare fosse solo “sesso” sarebbe troppo restrittivo e a lungo andare x nulla piacevole, xchè mi sentirei solo un oggetto, da cambiare, xchè come si usa dire” mangiare sempre la stessa minestra stanca”!

  42. ritaroma scrive:

    che stupidaggine, la Chiesa non ha mai detto che si deve rinunciare all’amore se una coppia ha problemi nel procreare,….. xchè vogliamo tergiversare e farle dire ciò che non dice?
    La Chiesa e anche l’intelligenza quando si parla di “amore ” intende tutto ciò che fa capo ad esso che non è solo il sesso, ma la stima, il rispetto, il dialogo, la capacità di venirsi incontro ecc….. xchè se amare fosse solo “sesso” sarebbe troppo restrittivo e a lungo andare x nulla piacevole, xchè mi sentirei solo un oggetto, da cambiare, xchè come si usa dire” mangiare sempre la stessa minestra stanca”!

    CRISTIANA, le voglio un mondo di bene. Dio la benedica

  43. casimiro scrive:

    infatti deus caritas est……….. traduco dio è AMOREEEEEEE

  44. anna scrive:

    ma non è una delle giuste cause per l’annullamento del matrimonio il non “consumare”?

    questo vuole dire che il sesso (che l’ha pensato Dio, non dimentichiamolo) per la chiesa è un fattore importante per la coppia.

    se c’è amore è impossibile sentirsi un oggetto…. se non c’è il sesso alla fine si diventa fratelli e sorelle….. mentre il rapporto in sè nel matrimonio è la più alta forma di preghiera. un preservativo che protegge il rapporto di coppia e una sana relazione di amore per me può solo aiutare se uno dei due è malato!!

    cmq ognuno la pensa come crede..

  45. casimiro scrive:

    l’ amore è la libertà per essere liberi