Piccole esperienze americane

[photopress:PAPA3_A1.jpg,full,alignleft]Vi scrivo queste righe da New York. Ho appena finito di scrivere i miei pezzi sulla visita del Papa all’Onu e sulle commoventi testimonianze delle vittime degli abusi che ieri hanno incontrato Benedetto XVI. Articoli che leggerete sul Giornale di domani. Volevo raccontarvi ciò che è accaduto ieri. Avevo preparato un articolo tutto incentrato sull’appello del Papa ai leader religiosi e sulla messa allo stadio. Padre Lombardi, a nostra specifica richiesta, ci aveva detto che l’incontro con le vittime degli abusi non era avvenuto. Certo, lui intendeva dire che non era avvenuto fino a quel momento… In ogni caso, dopo aver spedito i pezzi (in Italia erano quasi le 11 di sera) sono uscito a comprare dei francobolli per un collega – Gabriele Villa, inviato e titolare del blog del Giornale sul golf – e poco dopo l’amico Luigi Accattoli mi ha telefonato per dirmi che era appena arrivata la notizia dell’incontro. Sono rientrato in pochi minuti e ho riscritto il pezzo, incentrandolo sulla notizia del giorno, come richiesto dai miei capi. Così, il Giornale è uscito in due versioni: la prima edizione (che raggiunge le città più piccole), aveva il primo articolo, la seconda (che va in stampa all’una di notte e si trova a Milano, Roma e nei centri più grandi), aveva il secondo articolo con il titolo sulle vittime degli abusi. Sono convinto che il discorso ai leader religiosi fosse importante, perché esplicitava per la prima volta così chiaramente la “via” ratzingeriana per il dialogo con le religioni. Così salutandovi dalla Grande Mela, nel primo commento a questo post allegherò la prima stesura dell’articolo – che non era leggibile nella versione online, ovviamente più aggiornata.

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

40 risposte a Piccole esperienze americane

  1. Andrea Tornielli scrive:

    ANDREA TORNIELLI
    Nostro inviato a Washington
    Una abbraccio agli ebrei e un appello alle religioni per un dialogo che non eviti di «discutere le differenze» tra le fedi e promuova la libertà religiosa. La seconda giornata di Benedetto XVI negli Stati Uniti è densa di appuntamenti: messa con cinquantamila fedeli al Nationals Park Stadium di Washington, discorso al mondo universitario cattolico, incontro con i duecento rappresentanti delle altre religioni (ebrei, musulmani, indù, buddisti, giainisti) e infine consegna del messaggio di auguri per la pasqua agli ebrei, gesto distensivo per chiudere le polemiche sulla preghiera tridentina del Venerdì Santo.

    È nel discorso ai leader religiosi (in Italia è passata la mezzanotte) che Benedetto XVI segna, per la prima volta in modo così esplicito, la sua «via» al dialogo interreligioso. Nella grande sala «Rotunda» del «Pope John Paul II Cultural Center», in un Paese dove «la religione e la libertà sono intimamente legate» e dove persone provenienti da diverse culture e religioni collaborano, Ratzinger auspica che «altri possano prendere coraggio» da questa esperienza. Ammonisce che «il compito di difendere la libertà religiosa non è mai completato» e ricorda che la tutela di questa libertà con adeguate leggi non basta a garantire che «i popoli, in particolare le minoranze, siano risparmiate da ingiuste forme di discriminazione e di pregiudizio».

    Poi, dopo aver ribadito che i leader religiosi «devono permeare la società con un profondo timore e rispetto per la vita umana e la libertà», Benedetto invita a non considerare il dialogo «solo come un mezzo» per la comprensione reciproca». Di fronte al moltiplicarsi delle iniziative dei governi in favore del dialogo tra le religioni, spiega che «la libertà religiosa, il dialogo interreligioso e la fede mirano a qualcosa di più» di un consenso sulle strategie per la pace, mirano a «scoprire la verità». Il vescovo di Roma mette subito le carte in tavola: «i cristiani propongono Gesù di Nazaret. Egli è – questa è la nostra fede – il Logos eterno che si è fatto carne». Osservando criticamente, subito dopo, che troppo spesso, nel tentativo di «scoprire i punti di comunanza, forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre differenze con calma e chiarezza». Solo «ascoltando la voce della verità», dunque, il dialogo non si ferma all’individuazione di valori comuni ma si spinge «a indagare il loro fondamento». Per questo «il più importante obiettivo» è la «chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose». Sono parole significative, nel segno di un dialogo che non nasconde le identità e le differenze ma le affronta, iniziato anche con l’islam dopo le strumentalizzazioni del discorso di Ratisbona e la lettera dei 138 saggi musulmani al Papa.

    Benedetto XVI ha quindi consegnato ai membri della comunità israelitica un saluto per la festa di Pesah, la pasqua ebraica che si celebra sabato, estendendolo ai «fratelli e sorelle ebrei in questo Paese e in tutto il mondo». Ratzinger ha voluto «riaffermare l’eredità del Concilio» e «reiterare l’impegno della Chiesa nel dialogo», chiedendo di cooperare per la pace nel mondo, in Medio Oriente e Terrasanta in particolare.

    In mattinata, durante la messa allo stadio, alla quale ha partecipato anche il tenore Placido Domingo che ha cantato il «Panis angelicum», il Papa – che reggeva una croce pastorale che fu di Pio IX, il primo Pontefice a mettere piedi nel territorio statunitense, perché a Gaeta nel 1849 salì a bordo di una fregata americana – ha parlato della secolarizzazione, del «crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società», dell’«indebolimento del senso morale», della «divisione e polarizzazione» anche all’interno della Chiesa, dei «tanti battezzati» che abbracciano «atteggiamenti contrari al Vangelo». In un passaggio dell’omelia, infine, ha ricordato le ombre del cammino storico degli Usa citando le «ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall’Africa furono portati qui forzatamente».

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Mi rendo conto solo ora che nella versione online del Giornale è apparso il vecchio articolo (quello che ho messo qui sopra) col titolo nuovo. A scanso di equivoci, ecco la versione rifatta pubblicata nella seconda edizione.

    ANDREA TORNIELLI
    Nostro inviato a Washington
    Per la terza volta, dopo l’intervista sull’aereo e il discorso ai vescovi, Benedetto XVI è tornato a parlare degli abusi sessuali perpetrati da alcuni sacerdoti statunitensi. Ma il gesto più significativo, imprevisto e al di fuori dell’ufficialità, è stato l’incontro che ha avuto ieri con alcune delle vittime delle violenze. Alle 16.15, nella nella cappella della nunziatura di Washington, il piccolo gruppo – composto da sei persone, uomini e donne, tutti provenienti da Boston, la città dove è deflagrato lo scandalo del 2001 – è stato ricevuto da Ratzinger. C’è stato prima un momento di preghiera personale silenziosa, poi una preghiera comune. Infine ogni vittima ha potuto parlare personalmente con il Papa, che accogliendo ciascuno ha voluto far sentire la sua vicinanza e il suo affetto. È stato un momento commovente, alcuni dei presenti hanno raccontato in lacrime la loro terribile esperienza. Le vittime degli abusi erano accompagnate dal cardinale di Boston, Sean O’Malley, che ha consegnato nelle mani di Benedetto l’elenco contenente soltanto i nomi, senza i cognomi, di circa mille persone che hanno subito violenze sessuali da parte di esponenti del clero negli ultimi decenni in quella diocesi, perché il Pontefice possa ricordarli nelle sue preghiere. «Il gruppo – ha spiegato il portavoce vaticano, padre Federico Lombardi – ha pregato insieme al Papa, il quale ha poi ascoltato i loro racconti personali e detto loro parole di incoraggiamento e di speranza. Li ha assicurati della sua preghiera per le loro intenzioni, per le loro famiglie e per tutte le vittime di abuso sessuale».
    Nell’omelia della mattina, di fronte al cinquantamila fedeli che affollavano il Nationals Park Stadium di Washington, Ratzinger aveva dedicato un paragrafo agli scandali sessuali: «Nessuna mia parola – ha detto – potrebbe descrivere il dolore e il danno recati da tale abuso. È importante che a quanti hanno sofferto sia riservata un’amorevole attenzione pastorale. Né posso descrivere in modo adeguato il danno verificatosi all’interno della comunità della Chiesa». Il Papa ha aggiunto che «sono stati fatti grandi sforzi per assicurare che i bambini possano crescere in un ambiente sicuro» e ha incoraggiato tutti i cattolici «a fare quanto possibile per promuovere il risanamento e la riconciliazione».
    Durante la messa, alla quale ha partecipato anche il tenore Placido Domingo che ha cantato il «Panis angelicum», il Papa ha parlato anche di secolarizzazione, del «crollo preoccupante negli stessi fondamenti della società», dell’«indebolimento del senso morale», della «divisione e polarizzazione» presenti all’interno della Chiesa, dei «tanti battezzati» che abbracciano «atteggiamenti contrari al Vangelo». In un altro passaggio dell’omelia, ha citato le ombre del cammino storico degli Usa menzionando le «ingiustizie sofferte dalle native popolazioni americane e da quanti dall’Africa furono portati qui forzatamente».
    Nel pomeriggio Benedetto XVI ha rivolto un appello alle religioni per un dialogo che non eviti di «discutere le differenze» tra le fedi e promuova la libertà religiosa, incontrando i duecento rappresentanti delle altre religioni: ebrei, musulmani, indù, buddisti, giainisti. Nella grande sala «Rotunda» del «Pope John Paul II Cultural Center», Ratzinger ha ricordato che «il compito di difendere la libertà religiosa non è mai completato» e ha invitato a non considerare il dialogo «solo come un mezzo» per la «comprensione reciproca». Ha quindi affermato che troppo spesso, nel tentativo di «scoprire i punti di comunanza, forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre differenze con calma e chiarezza». Solo «ascoltando la voce della verità», dunque, il dialogo non si ferma all’individuazione di valori comuni ma si spinge «a indagare il loro fondamento». Per questo «il più importante obiettivo» è la «chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose».
    Infine, Benedetto XVI ha consegnato un messaggio di auguri ai «fratelli e sorelle ebrei» che sabato festeggiano la loro pasqua. Gesto distensivo per chiudere le polemiche sulla preghiera tridentina del Venerdì Santo.

  3. Silvano scrive:

    Leggendo l’articolo odierno del “padrone di casa” e quello di Accattoli sul Corriere della Sera ho capito benissimo chi è il maestro e chi è lo scolaretto con il grembiulino pulito e l’astuccio ordinato ….

  4. Snorri scrive:

    Trovo bello che fra colleghi di testate concorrenti (spesso molto concorrenti!) si instauri un rapporto di collaborazione sincera. Voglio dire: Accattoli avrebbe avuto tutto l’interesse a tenere per sé la notizia, e invece l’ha voluta condividere con un collega che stima (la cosa peraltro non mi stupisce: non ce lo vedo Accattoli nelle vesti dell’egoista o opportunista).

  5. yochanan scrive:

    CAro Tornielli,
    lei dice: “Il vescovo di Roma mette subito le carte in tavola: «i cristiani propongono Gesù di Nazaret. Egli è – questa è la nostra fede – il Logos eterno che si è fatto carne»”.
    E’ vero, questo è il nostro tutto. Ma poiché vivo in Italia da più di 40 anni, non possoin tutta onestà dire che voi cattolici romani annunciate al popolo italiano Yeshua. Voi annunciate altre cose e l’Italiano medio (e forse nemmeno lei) in realtà non sa Chi è Yeshua.

    Shalom

  6. Psico scrive:

    Grazie Andrea.

    La tua notazione su questo discorso del Papa, restato inevitabilmente in secondo piano, mi pare acuta.

    L’impressione è che Benedetto XVi stia elaborando una teoria del dialogo interreligioso innovativa, sviluppando coraggiosamente le premesse poste dal suo predecessore.

    Lo avevo già notato leggendo del dialogo con la commissione musulmana avviato in Vaticano.

    E ciò smentisce ancora una volta chi aveva cercato di ingabbiare Ratzinger nel facile schema del Papa conservatore.

  7. peccatore scrive:

    Umilmente grande. Benedetto è così.

    Davvero un peccato che anche troppi nostri preti fatichino tanto a capire che cosa sta cercando di dirci: il cristianesimo, in primis cattolico, NON è un insieme di precetti. La proposta NON si fonda su dei “no”, per quanto motivati. Ogni nostra azione più o meno esplicitamente pastorale dovrebbe tener conto di questo fatto.

    Dunque, ribadito che i leader religiosi «devono permeare la società con un profondo timore e rispetto per la vita umana e la libertà», Benedetto invita a non considerare il dialogo «solo come un mezzo» per la comprensione reciproca». E’ interessante che certi governi tentino di far parlare le religioni, quasi che le religioni costituiscano un problema e i governi la loro soluzione!

    Al contrario, la religione è molto più intrinseca ai cuori (in senso biblico, di “fede che cerca e ragione che scopre”) che non i governi alla ragione (che nega la fede o la “privatizza”).

    Benedetto XVI spiega invece che «la libertà religiosa, il dialogo interreligioso e la fede mirano a qualcosa di più» di un consenso sulle strategie per la pace, mirano a «scoprire la verità».

    Il vescovo di Roma mette subito le carte in tavola: «i cristiani propongono Gesù di Nazaret. Egli è – questa è la nostra fede – il Logos eterno che si è fatto carne».

    Osservando criticamente, subito dopo, che troppo spesso, nel tentativo di «scoprire i punti di comunanza, forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre differenze con calma e chiarezza». Solo «ascoltando la voce della verità», dunque, il dialogo non si ferma all’individuazione di valori comuni ma si spinge «a indagare il loro fondamento».

    Per questo «il più importante obiettivo» è la «chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose».

    Quanta nostra catechesi tace il punto, annacquandolo? Quanto dogmatismo c’è in chi vede un problema nei dogmi? Quanto si rinuncia alla Verità di Gesù, per credere “verità” rinunciare al suo scandalo per un più politicamente corretto “volemose bene”, costi quel che costi, tranne la croce?

    Troppo spesso, nel tentativo di «scoprire i punti di comunanza, forse abbiamo evitato la responsabilità di discutere le nostre differenze con calma e chiarezza».

    Solo «ascoltando la voce della verità», dunque, il dialogo non si ferma all’individuazione di valori comuni ma si spinge «a indagare il loro fondamento».

    Guai all’uomo che vorrebbe salvarsi da solo. Proprio l’uomo caro a troppi cattolici adulti…

    Gesù Cristo, vero Dio e vero uomo. Un dogma? La Verità.

  8. sara scrive:

    Grazie di cuore signor Tornielli per queste notizie.

    Ragazzi……….. Che dire?…….
    Non aggiungo altro, il gesto del Papa è stato semplicemente grande. Rimarrà nella storia, come rimarranno nella storia i provvedimenti che vorrà prendere, come è rimasto nella storia il dolore di queste persone. Non so voi, ma leggendo sono stata toccata profondamente…

  9. sara scrive:

    anzi aggiungo,
    questo è un segnale forte anche per tutti coloro che non hanno creduto nell’umiltà di questo grande Papa, solo perchè gli hanno visto addosso le scarpe firmate, o perchè è un raffinato teologo, apparentemente schivo e per qualcuno pure poco simpatico… ecc… Invece è tutt’altro! E’ più importante il linguaggio del cuore di tutto il resto.

    Ricordo i giorni in cui fu eletto, quando molti che lo conoscevano bene dissero che da questo Papa avremmo avuto molte molte sorprese al contrario di quanto si potesse pensare all’epoca… Vi ricordate?

  10. Cherubino scrive:

    A mio parere la ricchezza dell’insegnamento che Ratzinger ci dona dagli Stati Uniti sta nell’approfondimento dell’idea di dialogo interreligioso. Mi sembra che i punti forti del suo pensiero siano:
    - la continuità dichiarata con il Concilio Vaticano II
    - il principio, quasi assiomatico, del dialogo che poggia sulla libertà religiosa
    - uno sviluppo di tale assioma, che sta nel precisare che la libertà religiosa viene ferita tanto dall’oppressione politica, quanto dall’annacquamento dei punti essenziali e originali della propria fede
    - una conseguenza di metodo, che cioè tale libertà religiosa è possibile solo dove c’è la libertà di parola, il confronto per “discutere le nostre differenze con calma e chiarezza”, avendo per obietivo “la chiara esposizione delle nostre rispettive dottrine religiose”.

  11. giancarlo scrive:

    Sara, sarebbe utile ricordare che riguardo allo scandalo della pedofilia fu Ratzinger, su indicazione di Wojtyla, a ordinare di insabbiare tutte le denunce. Si parla circa di 200 preti che sono scappati all’estero, quanti ce ne sono a Roma? Perchè non vengono estraditati? Vi ricordate di monsignor Henn? Non perdiamo mai il vizio di scrivere la storia che ci conviene.

  12. peccatore scrive:

    Giancarlo: lei parla di se stesso?

  13. marina scrive:

    i sacerdoti pedofili saranno pure pochi , ma i minori violentati sono 80.000 circa (in difetto)perchè molti ancora oggi non deninciano per paura.

  14. igor traboni scrive:

    Per Snorri del post 9: neanche a me meraviglia la decisione di Accattoli, lo seguo da tempo -ultimamente ho avuto anche il piacere di ascoltarlo in una conferenza – e mi pare una persona deliziosa, forse un po’ austera ma di grande sensibilità. E poi credo che anche questo mondo del giornalismo, come più in generale quello della politica e della società in Italia, abbia bisogno di una sorta di reale.
    Permettetemi anche di rimanere un po’ sul leggero: mi ha colpito quello che ha scritto l’amico Tornielli a proposito della sua uscita per acquistare dei francobilli per il collega Villa. Immagino che quest’ultimo sia un filatelico e questo mi fa venire in mente che, in un mondo così ansioso, c’è bisogno anche di chi sa soffermarsi sulle picocle e sui picocli piaceri della vita. Tempo ha ho letto su un bollettino salesiano un articolo contro i collezionisti in genere: ma perché, che male c’è a coltivare un hobby sano, con passione e senza spendere cifre folli? Scusate le divagazioni…

  15. Luisa scrive:

    Ancora una volta spero che tutti i discorsi e omelie del Papa saranno letti e non solo i passaggi che concernono il dramma dei preti pedofili. Personalmente non mi sento di commentare prima di avere preso il tempo di una lettura e rilettura approfondita.
    Certo che quando mi si dice che certi giornalisti cercano le pulci al Papa persino in dettagli, stile, ” ha letto il suo discorso con una voce monocorde”, il che è assolutamente falso, avendolo potuto ascoltare in francese, oppure,”siamo delusi all`Onu non ci ha parlato di fede e ragione” caspita, ha parlato di diritti umani….non rimpiango la mia decisione di fidarmi di Tornielli….

    Detto questo, ritornando al topic, vorrei dire ad Andrea che trovo molto bella questa solidarietà fra giornalisti. La sua generosità, Andrea, che l`ha spinta a rendere servizio ad un collega è stata rapidamente…premiata da quella di Accattoli…il che non mi stupisce affatto !
    Belli questi frammenti di una vita “ordinaria” di giornalista. Non vediamo tutto il lavoro fatto “a monte”.
    Mi piacerebbe, Andrea, non che sia un chiodo fisso, che lei mi dicesse, se ha una spiegazione per la pessima qualità della copertura televisiva americana del viaggio del Papa, almeno qui da noi.
    Mi ripeto, e me ne scuso, ma la povertà di telecamere, e dunque di immagini con una telecamera che resta fissa in fondo alla sala, nessuna copertura degli spostamenti del Papa, nessuna immagine dei luoghi degli incontri, degli esterni, collegamenti interrotti bruscamente e ripresi quando il Papa è già seduto nel nuovo luogo di incontro….lasciando i giornalisti a dovere “improvvisare” e riempire i vuoti…mi sorprende e interrroga.
    Ho seguito tutti i viaggi del Papa, in Paesi più piccoli con senza dubbio meno mezzi, viaggi che sono stati anche per noi l`occasione di conoscere meglio il Paese visitato.
    Ha una spiegazione Andrea?
    Ancora grazie per i suoi articoli !

  16. marina scrive:

    Torniamo a parlare di questo argomento. Per forza di cose. E soprattutto per non essere ipocriti. Ecco il fatto.
    l 30 agosto scorso è stato arrestato in Germania un prete cattolico di 39 anni per aver abusato di un chierichetto. A queste notizie, purtroppo, siamo ormai sempre più abituati. Abitudine che ha preso il posto dell’indignazione.
    Il prete, però, aveva un complice. La notizia non ne parla in questi termini. Ma si tratta di un complice. Complice, in questi casi, è colui che aiuta il reo a commettere il reato. E così è stato.
    Sì perché quel prete era stato già accusato e condannato nel 2001 per pedofilia.
    Ma non è mai stato ridotto allo stato laicale, e sicuramente non ha mai subito un processo ecclesiastico (così voglio pensare) perché altrimenti (stando alle “durissime” norme previste dalla chiesa in questi casi) lo avrebbero come minimo messo in un convento sotto chiave!!! Invece, il buon vescovo di Ratisbona, ha pensato che tre anni bastavano per guarire, così, fregandosene delle precedenti vittime, gli aveva affidato nuovamente una parrocchia dove il pedofilo, con la “complicità” (responsabilità) del vescovo, ha potuto abusare di nuovo!

    Io mi chiedo come mai la chiesa cattolica non lo ha spretato, come ha fatto con Milingo e don Sante.

  17. Raffaele Savigni scrive:

    Grazie a Cherubino per le sue acute osservazioni, che condivido del tutto.

  18. annarita scrive:

    Se ci fosse stata la libertà di religione, non capisco cosa sia venuto ad insegnare Gesù, quando insegnò che l’unica Via, Verità e Vita era Lui e che la sua Chiesa era quella edificata su Pietro. Forse si sarà sbagliato, non dicendo che anche Budda, o Maometto, Baal, Giove, altri vari dei o demoni, fossero anche la Via da seguire.
    O.K alla tolleranza, a non imporre con la violenza la Verità( ma anzi con l’esempio e la carità), ma non è giusto ingannare le persone dicendo che possono salvarsi anche attraverso la loro errata religione, semai possono salvarsi anche, nonostante la loro errata religione, seguendo la legge naturale, che è iscritta in tutti gli uomini.

  19. marina scrive:

    E chi è che dovrebbe decidere qual’è la religione errata?

  20. Psico scrive:

    “La loro errata religione”? Annarita, dove hai sentito questa espressione? Come mai nel Magistero non si parla mai delle religioni diverse dal cattolicesimo comme ‘errate’ o ‘sbagliate’? Direi che devi rivederti un po’ la ‘Nostra Aetate’…

  21. annarita scrive:

    Se una sola è la vera Chiesa di Cristo se Cristo è la seconda Persona del Dio Uno e Trino se di Dio ne esiste uno solo ed è quello rivelatoci da nostro Signore Gesù, ne consegue che tutti gli altri sono idoli o demoni, pertanto chi adora questi falsi dei segue una religione sbagliata.
    Semmai tutto il Magistero infallibile della Chiesa condanna questi errori che tanto vanno di voga oggi, compresa la nuova concezione ecumenica tutta protestante.
    Vedere pronunciamenti magisteriali: “Quanta cura e Sillabo” di Pio IX; l’Enciclica Pascendi ed il Decreto Lamentabili di San Pio X; aperta condanna degli errori in materia di ecumenismo la troviamo anche nell’Enciclica Mortalium animos di Pio XI; etc…Persino Mons. Grotti durante una sessione del CVII esorta a non nascondere la Verità, ma a professare la nostra fede apertamente:”Siamo dottori di coloro che sono nella Chiesa, insegnando con chiarezza e non nascondendo la verità…”
    Mi pare che anche S.S.Benedetto XVI abbia chiaramente ribadito che dobbiamo essere apostoli ed essere apostoli significa costruire un ponte tra Cristo e il mondo, per aiutare gli altri a raggiungerlo, non per convertirci noi all’incredulità di chi non ha la Fede. Non si può gettare la nostra Fede e Gesù alle ortiche in nome del “dialogo”.

  22. Gabriele Villa scrive:

    Ciao Andrea,

    grazie per la citazione e ancor di più grazie per il favore che ti avevo chiesto e che sei riuscito a farmi, Mi spiace se, in qualche modo ho contribuito a scombussolarti la serata ,anzi la nottata giornalistica americana. Ma conosco bene la tua , come dire, “magica” capacità di rimontare velocemente anche le situazioni più difficili.
    Un abbraccio
    Gabriele

  23. Vincenzo scrive:

    SE… se … se… “Se”, un corno! La Religione Cattolica (e quelle dei vari Riti che ad essa e al Papa fanno riferimento e si sottomettono), è l’Unica, fra le Religioni … Cristiane, ad avere in sè la pienezza del Messaggio di Cristo, non foss’altro( se vi pare poco), perchè è guidata dal …VICARIO DI CRISTO IN TERRA, CIOE’IL PAPA DI ROMA. Punto. Il resto, cavilli a parte, è fuffa; e non parliamo, poi, delle …Religioni non cristiane(Monoteismo o non Monoteismo). Se, infatti,e la Religione Cattolica, ad essere l’Unica, Vera Religione(e per me tale è), le altre, tutte, che Cattoliche non sono, possono dirsi, chi più chi meno… “Errate”. E,se a qualcuno ciò non garba, pazienza e buonanotte al secchio.

  24. Bi.Ci. scrive:

    Vincenzo calma, non correre troppo. Non’è un pelìn (ma solo un pelìn) integralista ciò che hai detto?

  25. Raffaele Savigni scrive:

    Il papa non ha parlato di “religioni errate”, ma di differenze da discutere; ed ha riaffermato con vigore la libertà religiosa (da intendersi ovviamente come libertà di seguire la voce di Dio che parla attraverso la coscienza; di seguire un proprio percorso verso Dio, non come libertà di fare ciò che ci piace perché più comodo). Le altre religioni non vanno quindi definite “errate”, ma se mai “incomplete”: esse contengono molti frammenti di verità ed anche di santità, accanto ad opinioni che è legittimo criticare e rimettere in discussione.Gli Stati devono rispettarle tutte allo stesso modo e permettere a ciascuno di seguire il proprio percorso interiore; e le singole chiese e comunità religiose hanno il diritto di affermare la loro interpretazione della Verità.

  26. annarita scrive:

    Pura eresia!

  27. Klaus scrive:

    L’affermazione che “le singole chiese e comunità religiose hanno il diritto di affermare la loro interpretazione della Verità.”

    Le singole chiese e/o confessioni religiose o religioni in generale hanno tale diritto.

    Le singole comunità,in quanto segmenti di una chiesa o di una confessione religiosa o di una religione,tale diritto non hanno assolutamente…..a meno che non si tratti di cellule impazzite (come quelle neocatecumenali) che pretendono di dare lezioni di dottrina e di pastorale anche al Papa!

  28. annarita scrive:

    Probabilmente ho sbagliato termine quando ho detto che le altre religioni sono errate, intendevo in realtà false.
    Possono essere veritiere religioni che non riconoscono Gesù come Dio? Quale sarebbe il loro percorso verso la Verità, se la Via, la Verità e la Vita è proprio quel Gesù che esse non riconoscono?
    Siamo diventati come Ponzio Pilato, che diceva a Gesù: “cos’è la verità?”
    Dunque non sappiamo più riconoscere la Verità in Cristo?
    Amiamo così poco nostro Signore, da metterlo alla stessa stregua di un qualsiasi idolo, per non offendere gli uomini?
    Certo non si può imporre la Verità con la violenza( non penso che i missionari, martirizzati ovunque lo facessero), ma non si può nemmeno ingannare il prossimo, per falsa carità. La pace non può esserci senza nostro Signore Gesù. Infatti basta guardare la pace prodotta da questa politica: guerre ovunque, perdita di moralità, Chiesa Cattolica incapace di annunciare la Verità, senza il pericolo di trovare disappunto, o minacce da ogni fronte, anche dai fratelli maggiori o minori.
    Visto che la nuova via intrapresa, produce più danni che altro(vedi anche il fiorire di sette come i Neocatecumenali, il poco rispetto di Gesù Sacramento…), sarebbe bene che si tornasse lungo la stretta, ma sicura via della Tradizione.

  29. Francesco Ursino scrive:

    Chiedo cortesemente a Savigni di illustrarmi gli elementi di santità presenti nella Wicca, religione assai diffusa in America…

    ” e le singole chiese e comunità religiose hanno il diritto di affermare la loro interpretazione della Verità.” Ah, quindi hanno il diritto di affermare che durante il sacrificio eucaristico l’ostia e il vino sono solo meri simboli e basta? Che Dio ha già deciso il destino di tutti perciò puoi vivere come ti pare e godertela che tanto non cambia nulla, è quasi un terno al lotto? Che addirittura nella Wicca – religione a tutti gli effetti – ci sono quegli “elementi di santità” di cui ha scritto? Lei ha inteso le parole di Benedetto XVI come un inno al relativismo religioso? Ama Dio come ti pare = libertà religiosa, questo è quello che lei ha scritto… e mi scusi ma non è ragionevolmente condivisibile.

    Saluti.

  30. Carlo scrive:

    @Ursino: Di ragionevole non c’è un bel niente. Tutte le religioni sono irragionevoli e irrazionali.

    Mettersi poi a discutere su quale tra queste sia vera..beh, si tocca veramente il fondo.

  31. Francesco Ursino scrive:

    Carlo: il giorno che inizierai a ragionarci su tutte le tue affermazioni in merito crolleranno come castelli di carte davanti all’ineluttabile verità: che avevi torto. L’intelletto umano è in grado di conoscere ciò che per te del patrimonio religioso è “irrazionale”. Di irragionevole c’è solo la tua affermazione che vorrebbe dire tanto senza spiegare nulla. Poi scusa, non ne vuoi sapere nulla e sei sempre lì a parlarne… i credenti pensano a Dio, ma un ateo a cosa pensa? L’ultima volta ti sei “sbottonato” un po’ di più sulla fatica di essere atei… continua, magari si arriva al nucleo della questione…

  32. Carlo scrive:

    Ursino non mi sembra che ragione e fede non vadano propriamente a braccetto!!!

    Siamo nel 2008 e se il mondo è ancora diviso tra religioni e credenze varie, la ragione è che sono tutte inventate.

    Riguardo alla presunta verità della tua religione, ti consiglio vivamente di parlarne con un musulmano per uno scambio reciproco di verità:-)

  33. Francesco Ursino scrive:

    Riguardo alla tua presunta certezza che sia tutto irrazionale e irragionevole, davanti a questo dogma “incrollabile” ti chiedo le ragioni che lo giustificano… se esistono. Ma penso di conoscere già la risposta.
    :roll:

  34. Francesco Ursino scrive:

    Carlo: “Ursino non mi sembra che ragione e fede non vadano propriamente a braccetto!!!”.

    Certamente saprai che in italiano hai scritto l’opposto di quello che invece volevi sostenere… Remember: negazione + negazione = affermazione ;) . Quindi: “Ursino, mi sembra che fede e ragione vadano propriamente a braccetto” è il senso di ciò che hai scritto. Naturalmente intendevi: “Ursino, non mi sembra che fede e ragione vadano propriamente a braccetto”.

    E aggiungo: non ti sembra? Ma poc’anzi hai stabilito che è così. Quindi? Ti sembra o ne sei certo? Dogma o supposizione? Verità assoluta – ammesso che un agnostico la concepisca – o ipotesi? Il dubbio è ragionevole, la contraddizione no. Ciao ;)

  35. Carlo scrive:

    Ursino, non ti arrampicare sugli specchi. E’ evidente l’errore di battitura, dato che scrivo sempore veloce senza rilegere.

  36. Francesco Ursino scrive:

    Io non mi arrampico sugli specchi, ho espresso i dubbi in merito a quello che hai scritto che – come sempre – è a un tempo assoluto e a un tempo ipotetico… dunque contraddittorio e quindi irragionevole, poi rigiratela come vuoi…

  37. Raffaele Savigni scrive:

    Confesso di non conoscere la Wicca, per cui sono in grado di dire se e in quale misura contenga elementi di verità: le sètte sataniche evidentemente non ne contengono… Ip pensavo alle comunità protestanti, alle religioni ebraica, musulmana, induista eccetera. Definirle “false” anziché “errate” non migliora la situazione. Riconoscere i frammenti di verità in esse presenti (da valutare di volta in volta) non significa affatto rinunziare al cristocentrismo e cadere nel relativismo: significa accettare di percorrere, dialogando, un tratto di strada comune con i seguaci di queste religioni e invitarli, senza demonizzarli, a percorrere con noi anche il tratto successivo, quello che ci contraddistingue come cristiani cattolici.
    Quando parlavo di “comunità religiose” intendevo “non cattoliche” (quelle comunità che secondo i recenti documenti del magistero non sono “chiese” in senso pieno): è ovvio che i diversi movimenti ecclesiali (Neocatecumenali ma anche carismatici, Focolarini, CL, Opus Dei ecc.) non devono isolarsi e credere di essere l’unica via verso Cristo, ma inserirsi nel cammino dell’unica Chiesa, sia pure conservando una loro peculiare forma di spiritualità, se non è incompatibile con la dottrina cattolica.Questo però deve valere per tutti, non solo per i neocatecumenali: anche altri movimenti possono presentare aspetti meritevoli di correzione fraterna (senza per questo demonizzarli…).

  38. Giovanni Toniato scrive:

    Egregio sig. Tornelli, per la prima volta curiosando nel Suo sito incontro un contributo del sig: Mandis 17/4 (13) che invita un lettore a rispondere a “cosa credi sua la religione” .Ebbene vorrei citare Freud che scriveva “che le dottrine religiose non sono condensate dall’esperienza o risultati ultimi del pensiero; sono illusioni, sono l’appagamento dei piu’ antichi, dei piu’ forti, piu’ impellenti desideri dell’umanita’ ed il segreto della loro forza sta’ nella forza di questi desideri.

  39. occhio, che questo qua è un potente veneziano.
    pensate che è dirigente comunale…..

    freud……

    ma mi faccia il piacere

    e torni a suoi stravizi
    (culinari)

  40. Giovanni Mandis scrive:

    Savigni, ma se Dio parlasse prima attraverso la coscienza che bisogno ci sarebbe stato dell’Incarnazione di Cristo, della Sua predicazione e di tutto il resto? Dio parla attraverso le S. Scritture, la Chiesa e la Croce di Cristo, la Beata e Semprevergine Maria, i Santi e i Martiri, il Romano Pontefice col suo Magistero infallibile.
    Come farebbe a parlarmi il Signore se io non lo conoscessi attraverso i mezzi ordinari da Egli stesso stabiliti?
    La Grazia di Dio può toccare anche chi non crede se Dio stesso lo permette, ma questo affinchè la persona entri nella Sua Chiesa e non per fondarne una nuova o aderire ad altre che o più o meno la contrastano e hanno inconciliabili punti di disaccordo con Essa.