Il Papa chiede carità per tutti

Benedetto XVI ha invitato i cattolici indiani a «continuare ad assistere le persone bisognose nelle comunità in cui vivono, senza distinzioni di razza, etnia, religione o stato sociale», perché «tutti sono stati creati ad immagine di Dio e a tutti è dovuto pari rispetto». Il Papa ha pronunciato queste parole ricevendo ieri un gruppo di vescovi indiani in visita «ad limina apostolorum», venuti a Roma per uno degli incontri che ogni cinque anni gli episcopati di ogni nazione hanno con il Pontefice e la curia romana. Ratzinger ha anche elogiato – informa il Sir – per «gli impressionanti segni della carità della Chiesa in molti campi dell’attività sociale, un servizio portato avanti in particolare da preti e religiosi».

Questo passaggio del discorso papale mi sembra particolarmente importante per smentire una certa interpretazione che nei giorni scorsi è stata data da qualcuno a proposito del braccio di ferro su Caritas internationalis che si è svolto negli ultimi mesi, con la mancata riconferma della direttrice generale Lesley-Ann Knight, considerata non in linea con la prospettiva voluta dalla Santa Sede. La volontà di Benedetto XVI di una Caritas più fedele alla sua identità cattolica aveva fatto erroneamente pensare a qualcuno che la Chiesa volesse aiutare – attraverso la Caritas – soltanto i cattolici. Non è affatto così. E le parole del Papa ai vescovi indiani lo dimostrano.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

25 risposte a Il Papa chiede carità per tutti

  1. Marco N. scrive:

    E’ evidente che S.S. Benedetto XVI, con questa puntualizzazione ha voluto fugare ogni dubbio sul proprio pensiero in materia di carità e di Caritas. Un valore totale e un’organizzazione, accomunati dallo stesso sostanziale lessema, ma ormai fortemente divaricati dagli abusi perpetrati da molti, specialmente da chi ha le mani in pasta, ai danni della Carità Vera.

    Solo coloro i quali sono lì, appuntati con gli spilli pronti a balzare addosso al Sommo Pontefice per una virgola storta, potevano non capire il vero senso delle parole del Papa, tanto da render necessaria una sua ulteriore esplicazione in materia.

    Ed è questo che ci preoccupa e ci mortifica e ci amareggia: l’autorità indiscussa e indiscutibile del vescovo di Roma continua ad essere minata dai soliti sedicenti cattolici che ritengono comunque di saperne una più di Benedetto XVI tentando così di disssimulare malamente la propria abissale ignoranza.

  2. peccatore scrive:

    Il mondo è popolato di persone ignoranti (della serie: “Padre perdona loro perchè non sanno…”), ma anche di persone in malafede (per le quali non vale l’attenuante precedente, ma che anzi configurano la bestemmia contro lo Spuirito santo, ovvero mentire sapendolo e farlo apposta).
    Il papa ha detto che la Caritas, lungi dall’essere una semplice aggregazione filantropica, deve essere esplicitamente cattolica, ovvero spiccatamente ecclesiale. Questo non significa occuparsi solo dei cattolici, ma anzi, testimoniare con l’amore verso tutti l’universalismo cattolico, che coglie in ogni occasione di servizio una possibilità di vivere ed annunciare la salvezza del vangelo, per gli infiniti meriti di Gesù Cristo, unico redentore dell’umanità.
    Ma, ripeto, agli ignoranti si aggiungono i mestatori.
    E gli uni e gli altri esistono anche a bordo della barca, e remano contro…

    • Sal scrive:

      Perché mai lei si esclude ? Potrebbe essere che magari inavvertitamente anche lei lo stia facendo (il rimestatore) senza rendersene veramente conto ? Come stabilisce chi ha ragione e chi no ? Dalla propaganda fidei ?
      O dalla “nuova” evangelizzazione ? Allora la vecchia era rimestata ?

  3. Simon de Cyrène scrive:

    Episodio di disonestà intellettuale tipica di certi ambienti.
    Ecco tutto
    In Pace

  4. bo.mario scrive:

    Certe volte non invidio Tornielli. Riparare non è stato mai facile. Quella uscita sulla Caritas era, perlomeno, chiara. Ora invece si cerca di tamponare la falla e come comunicazione il vaticano non è ispirato da nessuno, eppure dovrebbe. Senza essere ripetitivo non si potrebbe riflettere due volte prima di parlare al di là del Tevere?
    La loro gente poi ci capisce sempre di meno e potrebbe non dargli più retta. Un saluto.

  5. Andrea Tornielli scrive:

    No bo.Mario, qui non c’era niente da riparare perché non era stato fatto alcun errore. Mai, in nessun momento nel discorso alla Caritas internationalis il Papa ha detto qualcosa di simile. Una cosa infatti è chiedere che la Caritas mantenga un solido legame con la Chiesa e sia fedele alla sua identità (senza trasformarsi in una Ong umanitaria); tutt’altra cosa è dire che gli aiuti vadano dati di preferenza ai cattolici.

    • Sal scrive:

      “Una cosa infatti è chiedere che la Caritas mantenga un solido legame con la Chiesa e sia fedele alla sua identità (senza trasformarsi in una Ong umanitaria); tutt’altra cosa è dire che gli aiuti vadano dati di preferenza ai cattolici.”

      E quale sarebbe la differenza ?

      Se una Ong umanitaria offre aiuto indistinto svolge il suo ruolo, se deve continuare a mantenere un solido legame con la chiesa deve fare delle scelte di priorità secondo un parametro diverso !

      Perché la Lesley-Ann Knight, è stata considerata non in linea con la prospettiva voluta dalla Santa Sede se offriva aiuto indistinto ma sotto il marchio della chiesa ?
      Qualunque altra direttiva vaticana fosse stata richiesta avrebbe seguito la linea voluta, ma c’è una linea che non avrebbe potuto seguire: “ Cambiare il sesso” !

      In tempi di richiesta di cancellazone del celibato e di matrimonio del clero, in tempi in cui l’ordinazione delle donne è un grande pericolo imminente, avendo una donna ad un posto di così grande importanza era veramente una contraddizione che si doveva evitare. Quindi un si a Maradiaga che la sosteneva purchè rimanesse tranquillo, e un no ad Anne perché troppo poco “maschia” anche se aveva di preferenza i pantaloni pur vestendo la gonna in un ambinete dove tutti la portano.

      Che l’ipocrisia la fa da padrona è evidente, prima B16 ha incontrato la prima donna prete nel viaggio in Inghilterra e poi si rivede il “Delicta graviora” nel quale il sacerdozio femminile è “un crimine contro la fede”
      h**p://religione.liquida.it/focus/2010/07/09/delicta-graviora-il-vaticano-aggiorna-le-regole/
      h**p://www.ilsussidiario.net/News/Cronaca/2010/7/8/CHIESA-Il-Vaticano-presenta-l-aggiornamento-dei-Delicta-Graviora-Inasprite-le-pene-per-gli-abusi-ai-danni-di-minori/98604/

      Peccato che poi vanno raccontando che “il testameno è nuovo” ed è migliore, che Gesù apparve prima alle donne ma poi le devono lasciare a servizio nello scantinato. Come al solito si predica bene e si razzola male. E’ tempo di restaurazione.
      Vedi che succede quando uno passa la gioventù nella gioventù hitleriana ?
      “Vatican places women priests on same level as child abuse” Titolava il Times di Londra
      h**p://www.dailymail.co.uk/news/worldnews/article-1295012/Vatican-labels-ordination-women-grave-crime-par-sex-abuse.html

      • il maccabeo scrive:

        Povero Sal, chissá quanto lo pagano per stare tutto il giorno su sto blog a scrivere inanitá……..
        Davvero non capisce la differenza tra la Caritas e una ONG laicista? Ad esempio secondo lei che dovrebbe fare e che farebbe la Caritas se le fosse proposto di sostenere, chessó, un “programma di lotta contro l´aids” a base di distribuzione a pioggia di preservativi o un “Programma di controllo delle nascite” a mezzo di sterilizzazione di massa tramite legatura della salpinge o delle tube di Falloppio per “par condicio”?
        E che farebbe in quel caso una ONG qualsiasi sostenuta dall ONU?
        Ed é chiaro che la linea della Caritas in ogni caso si applicherá sia ai cattolici che ai non cattolici.
        Mentre su quella delle ONG non sarei altrettanto sicuro…..
        E´chiaro dunque anche ad un bimbo la differenza di identitá tra ONG e associazioni di volontariato cattoliche, no? Perché invece a Lei riesce cosí difficile immaginarlo? E perché dovrebbe esserlo pure per qualche dirigente caritas in odore di femminismo?
        Mah… in ogni caso…. Accá nisciuno éffesso!

        • Sal scrive:

          In altre parole sta dicendo che degli altri bisogna sempre diffidare, mentre solo i cattolici sono meritevoli e degni di fiducia.

          Ogni opinione è legittima, ma non sempre corrisponde a verità. L’esperienza lo ha già dimostrato, ma lei può pensare ciò che vuole….

  6. mauro scrive:

    I dati nazionali a campione del rapporto Caritas (anno 2009 su 2008) mostrano che sono in aumento gli aiuti alle famiglie cattoliche del 15,7% ed in diminuzione quelle alle straniere appartenenti ad altre confessioni del 3,7% con un aumento complessivo della popolazione soccorsa del 9%.

    Già da questi dati, come dalle parole del Papa:”senza distinzioni di razza, etnia, religione o stato sociale”, si riscontra il fallimento di quel prestito che la Chiesa Cattolica avrebbe dovuto dare alle famiglie italiane bisognose per sopperire temporaneamente alla crisi economica e che avrebbe dovuto quantomeno confermare il non innalzamento percentuale delle famiglie cattoliche assistite se non proprio una diminuzione. Ben poco è stato dato in quanto si sono resi conto che il capitale difficilmente sarebbe rientrato (vi era obbligo di restituzione) e non sarebbe stato centrato il vero motivo per cui quel prestito era stato ideato: coprire la perdita finanziaria subita dalla stessa Chiesa Cattolica a fronte della medesima crisi, frutto di quel dissennato e proprio investire laddove sembrava esservi una fonte di arricchimento veloce e consistente. Nella realtà la Chiesa Cattolica ha dimostrato poca avvedutezza come chiunque altro sia stato colpito dalla crisi ma per non mostrarla ha incolpato pubblicamente la finanza come se vi fosse stato l’obbligo di investire in quei prodotti finanziari ultra appetitosi.

    Si leggano i contratti di acquisto che hanno firmato dove li si avvertiva del rischio che correvano, li incornicino, e li appendano al muro di fronte alle porte così tutte le volte che vi passano attraverso si ricorderanno di ciò che hanno fatto.

    Non è che la Chiesa voglia aiutare solo i cattolici attraverso la caritas ma oggi, a bocce ferme, l’aiuto che presta loroè in continuo aumento risultando improduttivo alla “eventuale” conversione di stranieri ed il prestito, già fu concepito, era destinato a fallire come aiuto alle famiglie cattoliche ma non certo come copertura della propria perdita finanziaria.

    Non vorrei che la Chiesa sollevasse il problema caritas sul mancato aumento delle popolazioni straniere aiutate al fine giungere ad una loro conversione ma è indubbio che stante la situazione attuale la Caritas dovrà per forza aiutare per prime le famiglie italiane.

  7. giovannino scrive:

    Questo chiarimento non chiarisce mica tanto , proprio perchè era improponibile che volesse dire che la Caritas chiedesse qualcosa in cambio alla propria opera , tipo conversione o peggio (vd. Hamas ) . Ieri peccatore ha proposto una spiegazione essenzialmente teologica , ma il Papa ha pronunciato un discorso , non un’ omelia . Il sospetto che le sue parole abbiano qualcosa a che fare con la mancata riconferma della Segretaria è fondato . Ma in pratica cosa dovrebbero fare gli operatori Caritas per essere cattolici e non semplicemente umanisti e umanitari ? Non dare il preservativo ai sieropositivi ? Impedire con ogni mezzo l’ aborto alle donne violentate del Congo o alle prostitute schiavizzate in Italia ? o invece l’ invito è rivolto ad accettare i consigli della Segretaria di Stato vaticana , specie nella gestione dei flussi finanziari ?

  8. mauro scrive:

    Chiarisce parecchio,

    se una parte delle risorse (in evidente aumento) viene convogliata sui cattolici bisognosi risulta mancante alla missione di conversione operata sugli stranieri dalla Chiesa Cattolica (obiettivo finale dell’azione della Caritas per essere emanazione della Chiesa) in quanto le risorse disponibili non sono proprio illimitate, direi anzi contingentate al ribasso perdurando gli esiti della crisi economica.

    In breve, giusto per far un esempio, agli stranieri vengono consegnati meno alimenti per la famiglia ma tenga anche in considerazione gli aiuti aiuti economici alle stese famiglie.

    Secondo lei, se vi è ancora crisi dove si potranno trovare le risorse per soddisfare tutti, cattolici e stranieri, quando il grado di povertà dell’italiano è in aumento?

    Anche se non le sembra il Papa intende che si aiutino per primi gli stranieri soddisfando interamente le loro esigenze e ciò è motivo di contrasto con la Caritas che giustamente cerca di accontentare tutti, italiani e stranieri.

  9. bo.mario scrive:

    Ringrazio Tornielli della risposta e continuo a non invidiarlo. Una delle cose che non mi è chiara è il richiamo del pope alla Caritas. Cosa c’era dietro? La prima cosa di queste organizzazioni è assistere i malati, ci vogliamo far entrare la religione? perchè? a cosa serve, in quegli ambienti, richiamarsi all’etica di chicchessia? Se sono costretti a fornire profilattici e in casi gravi praticare l’aborto fanno solo il loro lavoro, benemerito, civile. Il loro compito è salvare la gente non le anime. Una volta salvati si potrà pensare anche a quella. Ci sono delle priorità indiscusse. In quegli ambienti ideologie o religioni servono poco. Un saluto e ancora grazie della risposta.

  10. LIBERAMENTE scrive:

    ecco la vostra carità cattolica:
    NAPOLI – Aggrediti e calci e pugni e insultati perché gay: è avvenuto a Napoli, prima dei ballottaggi. Una delle due vittime è Fabrizio Sorbara, presidente Arcigay Napoli,
    carità per tutti, o quasi?

    • il maccabeo scrive:

      Perché? dove c´é scritto nella sua notizia che gli aggressori siano “fedeli di provata fede cattolica? Erano forse vestiti da chierichetti? O mentre li pestavano hanno intonato un Salmo?
      Ma mi faccia il piacere………

      • Simon de Cyrène scrive:

        Secondo me erano musulmani: si dimostri cos’erano.
        E comunque, anche fossero stati battezzati, il loro comportamento è appunto nel fatto che NON applicano la Buona Novella annunziata dalla Chiesa cattolica.
        Quindi è falso e calunnioso indicare un reato per assimilarlo alla Chiesa: questo è razzismo cattofobico che meriterebbe un ricorso al tribunale, se avesssimo tempo da perdere.
        In Pace

        • Cherubino scrive:

          Musulmani ? ma cos’è una battuta ?
          Comunque è un’affermazione errata per il contenuto, squallida sul piano dell’educazione e moralmente negativa.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Nessuna battuta! Non me lo permetterei coi musulmani: sarebbero capaci di venir tagliarmi la testa. Figuriamoci!
            La sparata di Liberamente è invece una battuta di cattivo gusto.
            E’ molto più verosimile che un musulmano dia addosso a un gay che un cristiano, visto quel che è insegnato al soggetto degli omosessuali ( specialmente passivi) nella qu’ran e nella sharh’ia, mentre nessun tale insegnamento esiste nei nostri libri sacri, dove diffrenziamo con precisione tra il peccatore che deve essere sempre aiutato a convertirsi e il peccato sempre da condannare.
            Il testo di Liberamente è cattofobo e primario e fondato su nessuna verosimilità ma puro odio di chi non la pensa come lui.
            In Pace

        • Cherubino scrive:

          almeno ha gettato la maschera, lei che si presenta come zelante cattolico. Come sostengo da tempo è solo un provocatore.

          Ripassi intanto Nostra Aetate:

          “La religione musulmana
          3. La Chiesa guarda anche con stima i musulmani che adorano l’unico Dio, vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore del cielo e della terra (5), che ha parlato agli uomini. Essi cercano di sottomettersi con tutto il cuore ai decreti di Dio anche nascosti, come vi si è sottomesso anche Abramo, a cui la fede islamica volentieri si riferisce. Benché essi non riconoscano Gesù come Dio, lo venerano tuttavia come profeta; onorano la sua madre vergine, Maria, e talvolta pure la invocano con devozione. Inoltre attendono il giorno del giudizio, quando Dio retribuirà tutti gli uomini risuscitati. Così pure hanno in stima la vita morale e rendono culto a Dio, soprattutto con la preghiera, le elemosine e il digiuno.
          Se, nel corso dei secoli, non pochi dissensi e inimicizie sono sorte tra cristiani e musulmani, il sacro Concilio esorta tutti a dimenticare il passato e a esercitare sinceramente la mutua comprensione, nonché a difendere e promuovere insieme per tutti gli uomini la giustizia sociale, i valori morali, la pace e la libertà.”

          • Simon de Cyrène scrive:

            Amo molto questo testo testo di Nostra Aetate che condivido con ossequio dell’intelligenza e della volontà.
            Cherubino, ma la smetta! Lei fa ridere i polli :-)
            In Pace

  11. lauraromana scrive:

    Il rischio che le Caritas diventino una Onlus o Ong qualunque esiste: tanto che in Germania, in alcune diocesi sono stati organzzati dei corsi di catechesi per gli operatori delle caritas diocesane, per spiegar loro la differnza che c’è tra la filantropia e la Carità.( Notizia data con un apposito servizio da Radio Vaticana).

    • Cherubino scrive:

      e quale sarebbe il link per verificare le sue “notizie” ?

    • mauro scrive:

      Che la Caritas diventi una Onlus/Ong non ha alcuna attinenza con lo spiegare agli operatori la differenza fra filantropia e Carità.
      LA filantropia utilizza mezzi propri per fare beneficienza (non parlo di addetti) che la Caritas non ha dipendendo dalla beneficienza altrui. La filantropia oltretutto è propria del volontariato ed è assimilabile a chi presta servizio a favore di altri gratuitamente, ovvero gli operatori della Caritas.

      La Caritas è già di fatto (non nel diritto) una Onlus/Ong essendo il tramite benefattori/bisognosi e servendosi di volontari per effettuare tale servizio che con la propria opera fanno Carità.

  12. Sal scrive:

    “il Papa chiede Carità” – Cosa vuole il papa ? Cosa vuol dire Carità ?
    “Carità significa amore disinteressato nei confronti degli altri; si ritiene che essa realizzi la più alta perfezione dello spirito umano, in quanto al contempo rispecchia e glorifica la natura di Dio. Nelle sue forme più estreme la carità può raggiungere il sacrificio di sé. Attraverso la carità l’uomo realizza il comandamento dell’amore lasciato da Gesù Cristo ai suoi discepoli e quindi dona la felicità eterna:

    « Allora si accostò uno degli scribi che li aveva uditi discutere, e, visto come aveva loro ben risposto, gli domandò: “Qual è il primo di tutti i comandamenti?”. Gesù rispose: “Il primo è: Ascolta, Israele. Il Signore Dio nostro è l’unico Signore; amerai dunque il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, con tutta la tua mente e con tutta la tua forza. E il secondo è questo: Amerai il prossimo tuo come te stesso. Non c’è altro comandamento più importante di questi” » ( Marco 12.28-31)

    Se Carità significa dunque “amore disinteressato” perché mai in ambito cattolico si usa un termine che veicola alla mente un’idea diversa in quanto “utilizzato anche in riferimento all’atto dell’elemosina (nell’espressione “fare la carità”) e più in generale, esso si usa a proposito di ogni forma di volontariato.” (Wikipedia)

    Cosa vuole il papa con quella “carità”, un servizio di volontariato presso la Caritas, un elemosina che aiuti a realizzare la dottrina sociale o che i cattolici abbiano con il loro Dio un rapporto privato personale unico che faccia loro amare i princìpi esposti dalla sua Parola con un comportamento coerente con quei princìpi ?

    Spesso l’ambiguità dei concetti non rende chiaro il messaggio. Anche le parole hanno un loro valore e la chiarezza non è il loro forte.

  13. macv scrive:

    il fatto stesso che si debba spiegare a dei cristiani la diffrenza fra filantropia e carità che è poi la diffrenza fra il piano morale quello spirituale (il piano morale è comune a tutti gli uomini, anche agli atei, tanto è vero che si può essere filantropi anche senza crederein Dio, la “caritas” in senso cristiano invece è con la fede e la speranza una virtù spirituale e come tale è ontologicamente diversa dalla morale) significa che al giorno d’oggi non si sa più quale sia la dimensione religiosa e spirituale. si fa di ogni erba un fascio e si chiama carità ogni sentimento benevolo verso il prossimo.