Un'enciclica con l'aiuto di Marx

[photopress:marx.jpg,full,alignleft]Continua a ritmi serrati il lavoro per la preparazione dell’enciclica sociale di Papa Ratzinger. Il Papa, come sempre avviene nel caso di documenti pontifici contenenti risvolti che toccano direttamente i temi dell’economia e dello sviluppo mondiale, si serve di collaboratori ai quali chiede pareri e contributi. Tra questi c’è monsignor Reinhard Marx, giovane arcivescovo di Monaco e Frisinga, che Benedetto XVI ha designato nei mesi scorsi alla cattedra che fu sua. Marx, omonimo del più famoso autore del “Capitale”, è esperto di dottrina sociale, è stato scelto da Benedetto XVI per una supervisione dei contributi. Questo fine settimana è prevista una riunione conclusiva. Anche l’economista cattolico Stefano Zamagni è tra coloro che sono stati coinvolti, insieme al Pontificio consiglio per la Giustizia e la Pace guidato dal cardinale Renato Raffaele Martino e dal vescovo Gianpaolo Crepaldi. L’enciclica, la terza del pontificato di Ratzinger dopo Deus caritas est e Spe salvi, sarebbe dovuta uscire il 1° maggio, ma è slittata di qualche mese e non è ancora certo che venga pubblicata prima dell’estate anche se questa rimane l’ipotesi più probabile. Uno dei temi centrali del documento è la globalizzazione. Queste le parole che il Papa aveva detto il giorno dell’Epifania 2008:
Non si può dire che la globalizzazione sia sinonimo di ordine mondiale, tutt’altro. I conflitti per la supremazia economica e l’accaparramento delle risorse energetiche, idriche e delle materie prime rendono difficile il lavoro di quanti, ad ogni livello, si sforzano di costruire un mondo giusto e solidale. C’è bisogno di una speranza più grande, che permetta di preferire il bene comune di tutti al lusso di pochi e alla miseria di molti… È ormai evidente che soltanto adottando uno stile di vita sobrio, accompagnato dal serio impegno per un’equa distribuzione delle ricchezze, sarà possibile instaurare un ordine di sviluppo giusto e sostenibile. Per questo c’è bisogno di uomini che nutrano una grande speranza e possiedano perciò molto coraggio. 

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

128 risposte a Un'enciclica con l'aiuto di Marx

  1. Klaus scrive:

    Il nuovo thread postato da Tornielli ci induce ancora alla stessa amara riflessione di prima:per attualizzare e rendere operativi i pensieri del Papa e il Magistero della Chiesa sulla nuova situazione sociale SONO INDISPENSABILI LE PARROCCHIE, capillari istituzioni che,uniche, possono rendere vivo e concretamente attuabile il Magistero sul territorio.

    QUELLE STESSE PARROCCHIE CONTRO LE QUALI SI ERGONO DALL’INTERNO DELLA CHIESA LE VOCI DEI FALSI PROFETI CHE VEDONO NEI MOVIMENTI(quello Neocatecumenale in primis) IL VERO MEGAFONO PER IL RINNOVAMENTO.

    In margine al convegno dei movimenti a Rocca di Papa in quersti giorni l’emulo di Bugnini(per non dire altro) Mons. Rylko si permette di dileggiare le parrocchie e il Magistero di Benedetto XVI defi8nendole strumenti 2DUI PURA CONSERVAZIONE” (sic!).

    Se la Chiesa è affidata,come pretendono Rylko e gli altri impastati della sua risma, ai movimenti,e nella fattispecie al lievito neocatecumenale che fa del settarismo la propria vera bandiera, altro che Magistero Sociale…c’è lo scardinamento della Chiesa e null’altro!

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Klaus, rispondo a lei dopo aver letto anche alcuni dei commenti al post precedente, riguardanti (i commenti, non il post!) i movimenti. Mi dispiace, ma non posso approvare parole così dure e immotivate che definiscono “falsi profeti” coloro che vedono nei movimenti un frutto dello Spirito Santo: tra queste voci ci sono quelle di Giovanni Paolo II e di Papa Ratzinger! Ovviamente non nego che i problemi ci siano: alcuni visitatori di questo blog sono particolarmente sensibili e contrari ai neocatecumenali, i cui statuti non sono stati ancora approvati. Ovviamente esistono problemi con altri movimenti e sempre per queste nuove realtà esiste il rischio dell’auto-referenzialità, del linguaggio settoriale e comprensibile solo a chi sta dentro, del considerarsi i migliori o i perfetti rispetto agli altri. Ma accorgersi di questi rischi, non significa non apprezzare il tanto, tantissimo di buono che i movimenti fanno, innanzitutto con la loro presenza in ambienti nei quali la Chiesa con le sue istituzioni non arriva. Non dobbiamo dimenticarci che anche le parrocchie hanno difetti e corrono rischi! E, per esperienza diretta e personale, potrei elencarne tantissimi. La legge segreta del cristianesimo è, in tutto e per tutto, quella dell’et-et. Dunque, anche in questo caso, sì alle parrocchie e sì ai movimenti. In un’ottica di aiuto e di correzione reciproca. Questo dibattito e questa contrapposizione, me lo lasci dire, mi sembra parecchio stantia: è paragonabile a una lite nella famiglia degli allevatori tutti presi a discutere animatamente sul sistema migliore per nutrire le mucche, e così distratti da non accorgersi che le porte della stalla sono rimaste aperte e le mucche sono fuggite. Ecco, con la crisi che viviamo, con la secolarizzazione che avanza, con il divario impressionante tra i battezzati e i praticanti che si riscontra nelle Chiese occidentali, trovo sterile accanirsi contro i movimenti o riproporre vecchie contrapposizioni tra movimenti e parrocchie, quando tutto, davvero tutto, dovrebbe concorrere all’annuncio del Vangelo e all’esperienza concreta della bellezza della fede cristiana.
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  3. Klaus scrive:

    Egregio TORNIELLI,

    apprezzo e condivido la Sua analisi,che,nella fattispecie,mi dò ragione: parrocchie e movimenti sono complementari.
    Secondo Rylko invece le parrocchie(e il Papa) perpetuano una “pastorale di pura conservazione”.

    Non dobbiamo morderci la coda!

    Grazie!!!

  4. Reginaldus scrive:

    al di là della solita e demagogica solfa ripetitoria del dovere della distribuzione dei beni, si parlerà anche del dovere di tutti – di tutti i popoli anche – di provvedere lavorando al proprio sostentamento? Ci sarà la denuncia delle guerre tribali e delle dittature bestiali esistenti in quei paesi di cui si compiange ipocritamente la miseria e verso cui si sollecita l’intervento umanitario? Ma a che pro? Per alimentare gli scontro fratricidi e per mantenerli nell’ abitudine ( ed ebetudine ) del soccorso umanitario? Io sono fedele al detto di un san Paolo che suona: CHI NON LAVORA NON MANGI! Questo sarebbe un bel capitolo di una enciclica sociale non mistificatoria.

  5. Alessia scrive:

    Non sarebbe il caso di attendere che l’Enciclica esca, leggerla e poi, eventualamente, fare le proprie le proprie considerazioni anche critiche?. Joseph Ratzinger è un uomo estremamente intelligente, mai banale e, tantomeno, scontato e lo ha dimostrato in più occasioni.

  6. Essendo la prima volta che mi capita di imbattermi in questo blog sono rimasto scosso da quanto ho letto a proposito del cammino neocatecumenale. Ma perchè tanto odio? Io ho una duplice esperienza, quella di catecumeno e quella di parrocchiano. Certo la fede la coltivo più nel cammino, ma vivo anche la parrocchia e ne rispetto profondamente la pastorale, il parroco e tutto il resto. Cari miei, se solo sapeste quanto il cammino tiene alla Chiesa e quanto al Santo Padre, e quanto all’unità dei cristiani, e quante preghiere in tal senso… Inoltre, purtroppo questo comunemente lo si ignora, ogni anno, la linea guida del percorso del cammino è saldamente fondata sul Magistero della Chiesa, trovando, di volta in volta, un tema che si ritiene opportuno diffondere e vivere autenticamente. Senza compromessi. Io parlo di quella che è la mia esperienza, ovviamente, ma è innegabile che nella parrocchia che conosco io i fratelli del cammino partecipano largamente alla vita della parrocchia, facendo servizi preziosi, fianco a fianco con chi, in seno alla stessa parrocchia, sta facendo differenti esperienze di fede, tra azione cattolica, scout, o vari gruppi di preghiera. Ma fino a quando si parlerà con una cattiveria mortificante di cose che non si conoscono? Da qui a dire che il cammino o gli altri movimenti possano essere la soluzione ai tanti mali ce ne passa… …ma a ognuno il suo: dipende solamente da dove il Signore ti prende e per che via ti vuole condurre a lui; per ciascuno c’è una strada preparata con amore e sapienza da Dio e dalla sua Chiesa, ognuno la percorra con umiltà e rimanendovi fedele. Il resto sono solo cattiverie. Grazie a Dio la Chiesa è molto più serena ed illuminata di tanti presuntuosi. La Pace a tutti.

  7. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Nicolò, la rigrazio per il suo contributo. Una testimonianza che spero serva a rasserenare un po’ gli animi. Il settarismo non è un rischio solo per i movimenti…
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  8. Emiliano scrive:

    Se da un lato è difficile, se non impossibile, negare che questi movimenti hanno potentemente contribuito a rendere la Chiesa cattolica capace di affrontare le sfide della post-modernità e attirare tantissimi giovani – cosa che, appena qualche decennio addietro, non appariva affatto scontata -, dall’altro è pur difficile non vedere che essi hanno introdotto un elemento di discontinuità, di dubbio e, a volte, di disagio e divisione, all’interno della Chiesa stessa.
    Sta di fatto che quasi tutti i giovani e meno giovani che hanno lasciato uno di questi movimenti sono andati a riempire le chiese e i seminari tradizionali (vedi statistiche di Gordon Urquhart ‘Le Armate del papa’ (titolo originale: The Pope’s Armada), Bantam Press, London, 1995; traduzione dall’inglese di Irene Geronico e Gloria Gordigiani, Firenze, Ponte alle Grazie, 1996, pp. 12-23): – in fondo, quel che maggiormente piace oggi in queste chiese/parrocchie pre conciliari, e che ne costituisce il vero elemento di forza, è proprio il loro porsi in termini di ritorno integrale al Vangelo, al messaggio cristologico paolino, saltando a pie’ pari molti di quei “compromessi” con il mondo che la Chiesa cattolica post conciliare ha realizzato, al fine di trovare un modus vivendi tra sacro e profano, tra Civitas dei e civitas hominum.
    In altre parole, piacciono la radicalità della loro impostazione, del loro linguaggio, la forza e la freschezza del loro richiamo al Vangelo, la sottolineatura del rapporto intimo e personale con Dio, perché tutte queste cose richiamano all’esperienza storica del cristianesimo antico e medioevale, quando i cristiani dicevano pane al pane e vino al vino e non temevano la solitudine, perché erano certi di essere i depositari e i portatori di una parola di salvezza valevole per ogni uomo e per ogni comunità umana. Piace, in altre parole – in un’epoca come la nostra, ove il dubbio sembra aver eroso ogni certezza -, una capacità così vigorosa di mettere da parte incertezze, esitazioni e paure, sfidando senza tante cerimonie la società secolarizzata, edonistica e materialistica che, oggi, si sta diffondendo in tutto l’Occidente, anzi su scala planetaria; piace vedere qualcuno così sicuro di sé, mentre ormai tutti – a cominciare dai teologi – sembrano scossi sino in fondo all’anima da mille dubbi e da mille turbamenti.

  9. Klaus scrive:

    @ORNIELLI e @ NICOLO’

    Non sono per il politically correct ad ogni costo(anche quando si tratta di mettere la testa sotto la sabbia) ed almeno tre cosette è il caso di puntualizzarle SENZA ALCUNA FORMA DI SETTARISMO:

    1) affermare che il Cammino Neocatecumenale sia un movimento come gli altri è una panzana:lo stesso Kiko ha più volte ribadito che esso è “iniziazione cristiana”, cioè segmento della Chiesa,ma si dà il caso che la Chiesa(e smentitemi,se potete) non ha affatto apòprovato il Cammino Neocatecumenale(gli statuti sono scaduti a fine giugno 2007 e sono rimast5i lettera morta);

    2) E’ documentatissimo che nella stragrande maggioranza dei casi il Cammino Neocatecumenale ha portato e porta lo scompiglio nelle parrocchie e non la comunione(è aberrante tacciare di settarismo coloro i quali amano la Chiesa e stigmatizzano il Cammino o il suo operato pratico e concreto,trascurando di farlo con coloro i quali hanno veri comportamenti settari);

    3) se i movimenti,e in particolare il Cammino Neocatecumenale,fossero realmente NELLA chiesa,NELLA parrocchia(e non,come professano apertamente e ambiguamente, PER la Chiesa e PER la parrocchia)non ci sarebbe ancora bisogno,come si sta ribadendo più volte a Rocca di Papa,di incitare i vescovi a “seguire” i movimenti.Ciò significa che finora molti vescovi non l’hanno fatto e si sono resi complici di mille e mille devastanti situazioni di confusione dottrinale e pastorale ormai conclamati e chiari.

    I seguaci o gli emuli o gli eredi di Bugnini(e non solo a livello liturgico!) mi pare che stiano abbondando e proliferando sia all’interno della Chiesa sia ta gli osservatori di questi fenomeni anomali all’interno della Chiesa!

  10. Pipìta Del Monte scrive:

    Gentile conte Tornielli,

    noto con rammarico che il Suo titolista al “Giornale”,che,solo per inciso ricordo essere stato fondato dal mio personale amico Indro di felice memoria e sobrio eloquio,ancora una volta si è abbandonato a leggiadre cogitazioni “titolarie” mentre era intento a dar libero sfogo serotino alle sue esigenze fisiologiche.

    Cosa vorrebbe intendere tal titolo che pedamntemente giuoca coi cognomi?
    Vorrebbe solleticare la curiosità de’ lettori che,come me,amano Codesto giornale, o soltanto solleticarne i sommovimenti intestinali?

  11. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Pipita, il titoli sul blog li faccio io: il titolo su Marx è mio. Se il gioco di parole la urta, passi oltre. Ma non va incolpato nessuno al di fuori del sottoscritto. Lo scopo era quello di incuriosire. Un blog non è un giornale, questa è una piccola notizia, un retroscena…
    Mi spiace per i sommovimenti intestinali.
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  12. per chiudere l’argomento in pieno accordo con Tornielli riguardo alla sterilità della polemica: ricordo a tutti che qualsivoglia cammino di fede sia esso la normale vita parrocchiale quotidiana o sia uno dei carismi suscitati dallo Spirito Santo dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II, è stato, è e rimarrà prima di tutto un’esperienza concreta, intima, personale e comunitaria di fede, di incontro spirituale ed anche profondamente materiale con il Signore. Da questo ne deriva l’inammissibilità degli sproloqui polemici e talvolta diffamatori nei confronti di una o di altre esperienze. Semplicemente perchè nessuno si può permettere da estraneo ed ignorante di una realtà di tracciarne l’essenza solo per rimando a frasi, dichiarazioni di terzi (mi risulta che Kiko Arguello non dica esattamente così…), eventi storicizzati (la questione degli statuti, per esempio…) evidentemente incompleti o esatti solamente in parte. A tal proposito ci sono tutte le istituzioni ecclesiastiche che doverosamente vigilano, analizzano e criticano con amore le realtà e le situazioni. Condannare ciò che non condanna la Chiesa mi fa un po’ di paura… Abbiate fede e vedrete che lo Spirito Santo non si sbaglia; con umiltà, se ci dovranno essere delle “condanne” ed eventuali “epurazioni”, chi sta sbagliando saprà certamente ravvedersi. Si consideri, prego, la buona fede di chi dall’esperienza di fede (questa poi è l’essenza del Cammino n.d.a.) che sta vivendo sta traendo una speranza di salvezza, di amore e di ricostruzione profonda ed integrale di una vita distrutta da mille sofferenze. Che le nostre parole siano per l’evangelizzazione e la carità cristiana, questo porterà frutto.

    Per la cronaca: in tante città esistono Diocesi dove il Primate o alcuni parroci per motivazioni teologihe, pastorali o personali, certamente concrete e da rispettare non si sono mai aperti al Cammino, o lo hanno fatto solo in parte, ponendo condizioni particolari; ebbene, in tutto questo, i catecumeni in obbedienza ai vescovi ed ai parroci rimangono fedeli alle disposizioni vigenti. E questo è un fatto; altra cosa è avere nel cuore il desiderio che le cose possano cambiare e periodicamente provare ad ottenere un’apertura alla loro realtà, con il dialogo ed il rispetto. Credo sia lecito…

  13. Klaus scrive:

    @NICOLO’MARCHESI

    Non credo che le sue parole e le sue pregresse esperienze possano essere tanto esaustive da chiudere un argomento(quello della discutibilità del cosiddetto “Cammino Neocatecumenale”),sono casomai un contributo alla discussione, equivalente(per portata e rispettabilità) a quelli degli altri,me compreso.

    A tal proposito le faccio rilevare che lo scrivente conosce almeno quanto lei il cosiddetto cammino per esserne stato per molti anni catechista,così come conosce esattamente e fin nei minimi dettagli le posizioni ufficiali della Chiesa e i relativi documenti verso tale realtà che allo stato dei fatti non può ancora essere ritenuta ecclesiale,se non altro per il fatto che se è vero che molti vescovi l’hanno accettata ,è pur vero che moltissimi altri l’hanno ricusata dalle loro diocesi: lo afferma lei stesso!.Et de hoc satis.

    Inutile tacciare di “sterile polemica” un contraddittorio sereno e dialetticamente ricco di contenuti:in genere chi accusa gli altri di polemizzare in una franca discussione dimostra soltanto di non possedere argomenti….!

    Quanto all’emulo di Mons.Bugnini,cioè il cardinale Rylko,storicamente e notoriamente eminenza grigia di Kiko Arguello, occorre far rilevare che egli dalla sua tribuna di Rocca di Papa(credo in gran parte da lui voluta per recondite ragioni che egli solo conosce) nell’osannare genericamente i movimenti e nel bacchettare i vescovi che a parer suo(esattamente come a parere di Kiko, quando mosse uguale lamentela al Papa in Piazza San Pietro l’anno scorso) sono stati o sono insensibili verso questo “movimento”,egli ha solo trascurato un piccolo dettaglio:IL CAMMINO NEOCATECUMENALE ALLO STATO DEI FATTI NON E’ RICONOSCIUTO DALLA CHIESA CHE A DISTANZA DI QUASI UN ANNO DALLA LORO SCADENZA ANCORA NON NE HA RICONOSCIUTO GLI STATUTI.

    Coerenza vorrebbe che mons.Rylko,che, ripeto, è ineffabile emulo di Mons. Bugnini(…), dicesse a chiare lettere a Rocca di Papa che egli quando parla di movimenti ecclesiali si riferisce unicamente a quelli riconosciuti dalla Chiesa e pertanto NON ai Neocatecumenali!

  14. Aloysius scrive:

    sono d’accordo con Klaus nel ritenere più che ambigua scorretta la posizione di mons. Rylko riguardo ai Neocatecumenali – che normalmente si offendono se li si definisce movimento – salvo poi a infilarsi dentro quando di movimenti ecclesiali si parla…
    Questa “cosidetta” iniziazione cristiana, da molti con cooscenze più approfondite e ben documentate, smascherata come tutt’altro, che sa causando un “vulnus” che rischia di divenire irrecuperabile all’interno della Chiesa, di fatto non è stata ancora approvata dal Santo Padre, il quale “apertis verbis” ha parlato di “problemi” susssistenti per l’approvazione degli statuti: tant’è che la loro scadenza senza pronuncia da parte del Papa è scaduta da ben 10 mesi.
    Ci sembra quanto meno scorretto che un cardinale di Santa Romana Chiesa sposi così apertamente una causa problematica prima ancora che si sia autorevolmente pronunciato il Santo pADRE

  15. Aloysius scrive:

    non ero riuscito a completare il messaggio. Volevo aggiungere che un simile comportamente fa esattamente ilpaio con i vessoci in aperta discomunione col Papa a proposito dell’applicazione del motu proprio summorum pontificum che molti sommariamente confondono troppo semplicisticamente con la “messa in latino”
    Sembra che le divisioni nella Cheisa siano molte, il disorientamente dei fedeli aumenta, pur conoscendone le cause, che sembrano sempre incombenti, con la tendenza a nascondere la polevre sotto il tappeto, anziché affrontare le situazioni come Cristo comanda… (da prendere alla lettera)

  16. Francesco73 scrive:

    Attendiamo con ansia questa enciclica, anche perchè c’è chi dice che la dottrina sociale della Chiesa è finita.
    Che il timbro marxiano serva soprattutto a ricordarci che possiamo e dobbiamo stare dalla parte degli ultimi, prestare loro la nostra voce, pur senza essere marxisti.
    Tra un pensiero cattolico influenzato dal marxismo e una pratica cristiana imborghesita e messa a braccetto dei poteri dominanti, che Ratzinger e Marx di Monaco e Frisinga ci aiutino a trovare la giusta strada!

  17. Klaus scrive:

    Grazie, ALOYSIUS,

    il suo contributo completa e approfondisce quanto ho ritenuto di dover esprimere in ambito di discussione sui neocatecumenali.Il che dimostra che l’argomento è tutt’altro che esaurito ed esauribile in poche frasi di circostanza,stereotipate e convenzionali,quali quelle usate dal signor Nicolò, che ha tacciato ogni intervento in merito come “sterile polemica”.

    Riterrei offensiva una simile accusa se non fosse stata usata solo per chiudere frettolosamente il discorso su uno dei più gravi problemi che sta affrontando la Chiesa….il riferimento all’emulazione da parte di molti del Mons. Bugnini non era affatto casuale!

  18. Marco D. scrive:

    Lo dicevo al mio parroco, che si lamentava della mancanza di giovani.
    Le parrocchie, così come sono strutturate, hanno gli anni contati, visto che nelle grandi città, se va avanti così, non ci saranno più preti abbastanza.
    A parte qualche fortunato caso (dove appunto ci sono movimenti forti coi loro assistenti) le parrocchie ormai sono diventate ritrovi per perditempo al bigliardino, luoghi dove si sentono parolacce e imprecazioni, dove si fuma in abbondanza, dove si balla la disco, dove ci si litiga di brutto fra laici e preti, laici e laici, preti e preti.
    I movimenti, invece, sono la fortuna della Chiesa di oggi: senza quelli, cari miei, vorrei vedere quanta gente, specie giovane, andrebbe dal Papa.
    Su, smettiamola di fare i retro ad oltranza (anch’io non sono un progressista) e cerchiamo di capire che si può avanzare nel cammino della Chiesa, dattandosi ai tempi storici, pur restando ancorati al suo insegnamento e tenendo ben chiaro innanzi a noi la figura di Gesù.

  19. Alessia scrive:

    A proposito di Papi canonizzati vi segnalo questo interessante articolo di Sandro Magister su http://www.chiesa:
    San Pio X papa di retroguardia? No, un ciclone riformatore mai visto
    Un saggio di milletrecento pagine scritto da un grande studioso rovescia il giudizio sul papa antimodernista. Il nuovo Codice di diritto canonico da lui creato ebbe formidabili effetti. Rafforzò più che mai il ruolo pubblico e la libertà della Chiesa nei confronti col mondo.

  20. sasso scrive:

    mi scuso per il fuori tema ma
    anche se sono felice di questo.. “Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico”
    sono triste perchè il venerdi santo nella chiesa di S.Paolo f.m a Roma non si è celebrata messa,ne tanto meno la preghiera di conversione per gli ebrei.

  21. Americo scrive:

    Da quando i papi hanno perso il potere temporale, il potere di abusare dei cittadini, vedi il caso Mortara, le encicliche, motu propio, esortazioni, solo servono ad eccitare i neuroni già stimolati ad assentire ma lasciano il tempo che trovano. Questi affanni propagandistici trovano la loro perfetta definizione in Orazio “parturiunt montes nascetur riduculus mus”.

  22. ““Nella storia sono sempre le piccole comunità più convinte a dare avvio alle cose veramente importanti” (Joseph Ratzinger)

    “Per realizzare un’efficace opera di evangelizzazione dobbiamo ritornare a ispirarci al primissimo modello apostolico. Tale modello, fondante e paradigmatico, lo contempliamo nel Cenacolo: gli apostoli sono uniti e perseveranti con Maria in attesa di ricevere il dono dello Spirito. Solo con l’effusione dello Spirito comincia l’opera di evangelizzazione. Il dono dello Spirito è il primo motore, la prima sorgente, il primo soffio dell’autentica evangelizzazione. Occorre, dunque, cominciare l’evangelizzazione invocando lo Spirito e cercando dove soffia lo Spirito (cf. Gv 3, 8). Alcuni sintomi di questo soffio dello Spirito sono certamente presenti oggi in Europa. Per trovarli, sostenerli e svilupparli bisognerà talora lasciare schemi atrofizzati per andare là dove inizia la vita, dove vediamo che si producono frutti di vita “secondo lo Spirito” (cf. Rm 8). Queste sorgenti vitali, in armonia con i tratti del primissimo modello apostolico, si trovano generalmente là dove Cristo e l’amore per Cristo sono congiunti con la coscienza e la vita ecclesiale; là dove la Chiesa, come Maria, è venerata e accolta come Madre. L’annuncio di Cristo disgiunto dalla Madre-Chiesa, o peggio contrapposto ad essa, non potrebbe essere l’annuncio del “Verbo fatto carne”, nato dalla Vergine Maria e continuamente generato dalla Chiesa nel cuore dei fedeli”. (DISCORSO DI GIOVANNI PAOLO II AI PARTECIPANTI AL VI SIMPOSIO DEL CONSIGLIO
    DELLE CONFERENZE EPISCOPALI D’EUROPA, Venerdì, 11 ottobre 1985)

    “Le Chiese locali e i movimenti non sono in contrasto fra loro, ma costituiscono la struttura viva della Chiesa” (BENEDETTO XVI, Incontro con i vescovi della Germania, 21 agosto 2005)

    “grigio pragmatismo della vita quotidiana della Chiesa… nel quale, in apparenza, tutto procede, ma in realtà la fede si deteriora e precipita nella meschinità” (J. RATZINGER, Fede, Verità, Tolleranza. Il cristianesimo e le religioni del mondo, Cantagalli, Siena 2003, p. 134)

    “I movimenti e le nuove comunità sono modi forti di vivere la fede che stimolano le persone e gli danno vitalità e allegria; una presenza di fede, quindi, che significa qualcosa per il mondo” (J. RATZINGER, Il sale della terra. Cristianesimo e Chiesa cattolica nella svolta del millennio, Edizioni San Paolo, Milano 1997, p. 18)

    “I Movimenti e le nuove comunità sono uno strumento provvidenziale per un rinnovato impulso missionario; accoglieteli e promuoveteli nelle vostre Diocesi, poiché lo Spirito Santo si serve di loro per risvegliare e approfondire la fede nei cuori e proclamare la gioia di credere in Gesù Cristo “. (Benedetto XVI, ai vescovi del Mozambico)

    “Guardando poi al passato, si deve purtroppo rilevare che molti adulti non sempre sono stati sufficientemente iniziati alla completa verità della vita cristiana e nemmeno hanno conosciuto la ricchezza del rinnovamento apportato dal Concilio Vaticano II. Sembra pertanto necessario e urgente offrire ad essi una solida e approfondita formazione cristiana, sotto forma anche di un catecumenato post-battesimale. (Come hanno detto i Padri sinodali della Settima Assemblea ordinaria del Sinodo dei Vescovi (1-30 ottobre 1987), nella formazione dei cristiani « un aiuto può essere dato anche da una catechesi post-battesimale a modo di catecumenato, mediante la riproposizione di alcuni elementi del “Rituale dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti”, destinati a far cogliere e vivere le immense e straordinarie ricchezze e responsabilità del Battesimo ricevuto »: Giovanni Paolo II, Esort. ap. post-sinodale Christifideles laici (30 dicembre 1988), n. 61: AAS 81 (1989), 514: “All’interno poi di talune parrocchie, soprattutto se vaste e disperse, le piccole comunità ecclesiali presenti possono essere di notevole aiuto nella formazione dei cristiani, potendo rendere più capillari e incisive la coscienza e l’esperienza della comunione e della missione ecclesiale. Un aiuto può essere dato, come hanno detto i Padri sinodali, anche da una catechesi postbattesimale a modo di catecumenato, mediante la riproposizione di alcuni elementi del «Rituale dell’Iniziazione Cristiana degli Adulti», destinati a far cogliere e vivere le immense e straordinarie ricchezze e responsabilità del Battesimo ricevuto”)”. (Lettera di Benedetto XVI ai cristiani della Cina)

    ” …la Chiesa antica dopo la fine del tempo apostolico sviluppò come Chiesa un’attività missionaria relativamente ridotta, non aveva alcuna strategia propria per l’annuncio della fede ai pagani e che ciononostante il suo tempo divenne un periodo di grande successo missionario. La conversione del mondo antico al cristianesimo non fu il risultato di un’attività pianificata, ma il frutto della prova della fede nel modo come si rendeva visibile nella vita dei cristiani e nella comunità della Chiesa. L’invito reale da esperienza ad esperienza e nient’altro fu, umanamente parlando, la forza missionaria dell’antica Chiesa. La comunità di vita della Chiesa invitava alla partecipazione a questa vita, in cui si svelava la verità da cui veniva questa vita. Viceversa l’apostasia dell’età moderna si fonda sulla caduta di verifica della fede nella vita dei cristiani. In questo si dimostra la grande responsabilità dei cristiani oggi. Essi dovrebbero essere dei punti di riferimento della fede come di persone che sanno di Dio, dimostrare nella loro vita la fede come verità per diventare così dei segnavia per gli altri. La nuova evangelizzazione, di cui abbiamo oggi così urgente bisogno, non la realizziamo con teorie astutamente escogitate: l’insuccesso catastrofico della catechesi moderna è fin troppo evidente. Soltanto l’intreccio tra una verità in sé conseguente e la garanzia nella vita di questa verità può far brillare quell’evidenza della fede attesa dal cuore umano; solo attraverso questa porta lo Spirito Santo entra nel mondo…….dove trovo la Chiesa? Dove essa diventa per me vivibile quale essa è in verità, al di là della sua dottrina ministeriale e del suo ordine sacramentale? Questa domanda può diventare una vera necessità. E tuttavia oggi si offrono accanto alla parrocchia come spazio normale dell’esperienza di fede anche comunità formatesi recentemente, le quali nascono proprio da questa comunione della fede e le conferiscono di nuovo la freschezza di un’esperienza immediata”. (J. Ratzinger, LA FEDE E LA COMUNITA’)

    “Divenire cristiano necessita un rapporto vitale, nel quale si possano realizzare risanamento e trasformazione della cultura. L’evangelizzazione non è mai soltanto una comunicazione intellettuale, essa è un processo vitale, una purificazione ed una trasformazione della nostra esistenza, e per questo è necessario un cammino comune. Perciò la catechesi deve necessariamente assumere la forma del catecumenato, nel quale si possano compiere i necessari risanamenti, nel quale soprattutto viene stabilito il rapporto fra pensiero e vita”. (Ai piedi del sicomoro (Intervento del cardinale Joseph Ratzinger al convegno COMUNICAZIONE E CULTURA: NUOVI PERCORSI PER L’EVANGELIZZAZIONE NEL TERZO MILLENNIO 9 novembre 2002 Avvenire 24 aprile 2005)

    “Nei luoghi di antica evangelizzazione, dove è diffuso il Battesimo dei bambini, vengono proposte ai giovani e agli adulti esperienze di catechesi e di spiritualità che permettono di percorrere un cammino di riscoperta della fede in modo maturo e consapevole, per assumere poi un coerente impegno di testimonianza. Quanto è importante il lavoro che i Pastori e i catechisti compiono in questo campo! La riscoperta del valore del proprio Battesimo è alla base dell’impegno missionario di ogni cristiano, perch? vediamo nel Vangelo che chi si lascia affascinare da Cristo non può fare a meno di testimoniare la gioia di seguire le sue orme. In questo mese di ottobre, particolarmente dedicato alla missione, comprendiamo ancor più che, proprio in forza del Battesimo, possediamo una connaturale vocazione missionaria”. (Benedetto XVI, (Angelus del 29 ottobre 2006)

    “E anche al processo di riduzione numerica che stiamo vivendo oggi dovremo far fronte proprio esplorando nuove forme di apertura all’esterno, nuove modalità di coinvolgimento parziale di coloro che sono al di fuori della comunità dei credenti. …la Chiesa ha una responsabilità universale. Responsabilità missionaria significa appunto, come dice il papa, tentare davvero una nuova evangelizzazione. Non possiamo accettare tranquillamente che il resto dell’umanità precipiti nel paganesimo di ritorno, dobbiamo trovare la strada per portare il Vangelo anche ai non credenti.
    Esistono già dei modelli. Il neocatecumenato possiede un proprio modello, altre comunità intraprendono altri tentativi. La Chiesa deve ricorrere a tutta la sua creatività per far sì che non si spenga la forza viva del Vangelo. Per plasmare le masse, pervaderle del suo messaggio e agire in loro come il lievito. Proprio come disse Gesù allora a una comunità molto piccola, quella degli Apostoli: siate lievito e sale della terra. La definizione di «lievito» presuppone la dimensione molto piccola da un lato, ma anche l’universalità della responsabilità”. (Card. Joseph Ratzinger: Chiesa di massa o Chiesa minoritaria?)

    “La messe evangelica è molta ma gli operai sono pochi (cfr. Mt 9, 37). In questo contesto vitale della Chiesa, è necessario oggi operare una radicale virata di mentalità, un autentico nuovo risveglio della coscienza di tutti. Sono necessari nuovi metodi, nuove espressioni e un rinnovato ardore” (Cfr. GIOVANNI PAOLO II, Discorso alla XIX Assemblea Generale del CELAM, 9 marzo 1983)

    “Nel nostro mondo, spesso dominato da una cultura secolarizzata che fomenta e reclamizza modelli di vita senza Dio, la fede di tanti viene messa a dura prova e non di rado soffocata e spenta. Si avverte, quindi, con urgenza la necessità di un annuncio forte e di una solida ed approfondita formazione cristiana. Quale bisogno vi è oggi di personalità cristiane mature, consapevoli della propria identità battesimale, della propria vocazione e missione nella Chiesa e nel mondo! Quale bisogno di comunità cristiane vive! Ed ecco, allora, i movimenti e le nuove comunità ecclesiali: essi sono la risposta, suscitata dallo Spirito Santo, a questa drammatica sfida di fine millennio. Voi siete questa risposta provvidenziale!” (GIOVANNI PAOLO II, Ai movimenti ecclesiali e alle nuove comunità, vigilia di Pentecoste, 30 maggio 1998)

    Eminenza, quando si legge ciò che lei scrive sui movimenti si sente che dietro vi è la sua esperienza diretta. Lei ha una conoscenza di queste realtà non solo teorica ma anche pratica. Potrebbe dirci qualcosa della sua esperienza personale con i movimenti ecclesiali, in quali circostanze li ha conosciuti, che cosa l’ha colpita di più in queste nuove realtà, in che cosa consiste la novità di cui si parla tanto?

    “Penso che sia stato verso la metà degli anni sessanta che ho avuto i primi incontri con i Movimenti cresciuti nella Chiesa dopo il Concilio. Quelli che ho potuto conoscere, allora, erano soprattutto tre. Il primo incontro forse è stato con il Cammino Neocatecumenale. Io ero professore a Tubingen e vennero da me alcuni neocatecumeni, tra cui Toni Spandri (*), che è stato poi mio studente per molti anni e che adesso lavora a Monaco. Quei giovani erano toccati dalla scoperta che la Chiesa ha bisogno di un nuovo catecumenato post-battesimale, che deve realizzare di nuovo l’appropriazione personale e comunitaria del Battesimo in un cammino comune. Io, riflettendo sul Battesimo, mi ero accorto da tempo che il Battesimo è quasi il sacramento dimenticato nella Chiesa, mentre è il fondamento del nostro essere cristiani.
    Avendo studiato i Padri, in particolare, avevo appreso da loro come il sacramento si realizzi in un cammino di iniziazione e per questo fui felice che si desse un nuovo inizio di questa esperienza. Quello che il Cammino neocatecumenale aveva compreso, infatti, era appunto che, anche se siamo battezzati da bambini, dobbiamo entrare nella realtà del nostro Battesimo, dobbiamo in tutta la nostra vita, in tappe diverse, naturalmente, entrare in questa iniziazione alla comunione con Cristo nella Chiesa. Fui felice, quindi, che si aprisse così un cammino di rinnovamento di questa esperienza fondamentale della Chiesa e questo soprattutto in un tempo in cui la famiglia e la scuola non erano già più, come in passato, luoghi di iniziazione alla fede e alla comunione con Cristo e la Chiesa .” (J. Ratzinger, “Nuove irruzioni dello Spirito” (Ed.San Paolo, 2006)

    «Negli ultimi 40 anni l’Europa ha detto tre volte no al suo futuro: nel 1968 quando rifiutò la Hu­manae Vitae, poi venti anni do­po con la legalizzazione dell’a­borto e oggi con il matrimonio omosessuale. Ormai non è più una questione morale, ma è un dato di fatto: per farvi un esem­pio, in Germania oggi su cento genitori ci sono 70 figli e 44 ni­poti. In due generazioni la po­polazione cadrà a metà. Questo è oggettivamente un no al futu­ro. L’unica for­za in Europa che ha pro­mosso e pro­muove il futu­ro è la Chiesa cattolica con Paolo VI, Gio­vanni Paolo II e Benedetto X­VI, e tanti altri. Il Cammino neocatecumenale è senz’altro una risposta dello Spirito Santo a questa situazio­ne e ho potuto vederlo come vescovo e come pastore. Ho vi­sto genitori che dicono sì alla vita in modo generoso e corag­gioso, dicono sì al futuro». (Card. Cri­stoph Schönborn, arcivescovo di Vienna, Avvenire del 28.3.2008)

  23. bruno frusca scrive:

    MARCO D:

    Parli di “… movimenti forti con i loro assistenti.
    Confermami: questi assistenti sono sacerdoti ?

    In caso di risposta affermativa spiegami perchè questi sacerdoti non vanno invece a fare i parroci o i curati, visto che di questi c’è appunto carenza e, secondo la tua previsione, le parrocchie sono destinate a finire.

    Le parrocchie sono ridotte come tu le descrivi anche per l’abbandono di coloro che, sentendosi “unti ” dal Signore
    si appartano solidificando il loro inconsapevole egoismo, condito da culturame filosofico che piano piano li porta a diffondere un’idea filosofica di Dio lontana dal concetto fondamentale della sua PATERNITA’

    La Chiesa, le parrocchie, gli oratori hanno bisogno di paternità d’amore portata da coloro che, sacrificandosi e, come si dice ” sporcandosi le mani ”
    si fanno apostoli, collaborano con la chiesa di Pietro, non fanno separatismo elitario !

    Comodi gli incontri dei “… Tutti buoni… ” !

    Il Beato Lodovico Pavoni ( fondatore della congregazione dei Figli di Maria Immacolata – PAVONIANI )Parlando dei ragazzi raccolti per le strade di Brescia diceva : Padre… non sai che gioia quando mi chiamano così… io avrei potuto dar loro tutto ma se non fossi stato per loro un padre non sarebbe servito a niente.

    Cordialità

  24. Caterina63 scrive:

    ….leggevo un titolo a questa pgina del Blog e mi ritrovo con delle critiche a chi critica LA DISOBBEDIENZA di certi movimenti laicali……^___^
    Mi perdonerà allora il dott. Tornielli se per una volta andrò OT anche per rispondere alla testimonianza del sig. Nicolò Marchesi al messaggio n. 16 a favore del CN….

    Chiedo a lei dott. Tornielli e al sig. Marchesi con quale diritto UN LAICO, tale sig. Kiko, ha potuto MODIFICARE LA LITURGIA? In altri tempi questo atteggiamento gli sarebbe costato molto, magari un bel processo…i tempi sono cambiati è vero MA NON LA DOTTRINA…..ergo, chi ha permesso ad un LAICO di modificare la struttura delle Chiese per il suo CAMMINO e la Liturgia?

    Secondo taluni ragionamenti a favore di ogni grado di TOLLERANZA che ho qui potuto leggere…domani mattina anch’io…..comincio a fondarmi una comunità…..COMINCIO A PAGARE VESCOVI E MONSIGNORI…..cerco di farmi amici le persone giuste….INVITO AD AMARE IL PAPA E LA CHIESA e poi di soppiatto metto nei catechismi delle piccole varianti dottrinali…..quelle piccole variazioni tipo il CN, alcune tipiche di 20 anni fa del RnS che infatti furono tolte^___^….. inventerò canti e balli davanti al Santissimo come questi:

    http://www.youtube.com/v/sRULNTperWE

    Ora per carità….concordo nell’accogliere, nell’aprirsi, ma il primo atto di vera ed autentica carità, lodice il Vangelo E’ LA CORREZIONE FRATERNA……che a quanto pare non si esercita più per timore di ferire l’altro, ma Gesù l’ha detto: IL MEDICO PIETOSO FA IMPUTRIDIRE LA PIAGA…io solitamente aggiungo: HA FATTO IMPUTRIDE LA LITURGIA……

    Leggetevi i Santi con quali parole dure riprendevano, correggevano ed ammonivano, leggetevi lo stesso san Padre Pio…..inutile venerare i santi se poi NON si seguono le loro orme, si rischia L’IDOLATRIA……

    Il CN infine è ANTI-TRADIZIONALE………
    nelle loro LITURGIE E CATECHESI NON SI SEGUE IL CALENDARIO DEI SANTI……i santi per loro sono degi illustri SCONOSCIUTI….non fanno pellegringgi (strano, mi pare solo a Medjugorje) NON STUDIANO LE ENCICLICHE DEI SOMMI PONTEFICI….

    Certo, anche la Parrocchia soffre il male del secolarismo, del relativismo, ma anche dell’emozionalismo e del sentimentalismo….così che la gente rischia di seguire il Papa o gli eventi ecclesiali sono CON L’EMOTIVITA’ ma poco con la concretezza….se nelle Parrocchie ci fosse concretezza, nessuno ANDREBBE A CERCARE altrove di che cosa nutrirsi……

    ^__^

    Fraternamente CaterinaLD

  25. Caterina63 scrive:

    Chiedo venia, il collegamento a youtube non si vede, non comprendo….vi rimando qui allora:
    http://www.crismon.it/forum/showpost.php?p=95686&postcount=17

  26. marina scrive:

    mi scusi ne ,tornielli,ma questo cos’è?

    sasso Scrive: May 16th, 2008 at 4:22 pm

    mi scuso per il fuori tema ma
    anche se sono felice di questo.. “Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico”
    sono triste perchè il venerdi santo nella chiesa di S.Paolo f.m sasso Scrive: May 16th, 2008 at 4:22 pm

    mi scuso per il fuori tema ma
    anche se sono felice di questo.. “Nasce a Roma la prima parrocchia personale in rito antico”
    sono triste perchè il venerdi santo nella chiesa di S.Paolo f.m a Roma non si è celebrata messa,ne tanto meno la preghiera di conversione per gli ebrei.

    a Roma non si è celebrata messa,ne tanto meno la preghiera di conversione per gli ebrei.

    Non è un insulto agli ebrei??

    Non è stato messo in moderazione.
    miscusi ne se le ho fatto osservare questo.
    Ci sono ancora persone cattoliche che credono gli ebrei peccatori..

  27. Caterina63 scrive:

    Americo Scrive: May 16th, 2008 at 4:48 pm

    Da quando i papi hanno perso il potere temporale, il potere di abusare dei cittadini, vedi il caso Mortara, le encicliche, motu propio, esortazioni, solo servono ad eccitare i neuroni già stimolati ad assentire ma lasciano il tempo che trovano. Questi affanni propagandistici trovano la loro perfetta definizione in Orazio “parturiunt montes nascetur riduculus mus”.

    *****************************

    Gentile Americo……un conto sarebbe confrntarsi, dialogare in modo costruttivo insieme….altra cosa è avanzare con citazioni estrapolate e guardandosi allo specchio dirsi: “Dio mio! quanto sono fico!!!” come fa lei nel mentre tenta do godere nell’infangare la Chiesa…..
    ^___^

    Libero di avanzare come meglio crede, ma riesce a comprendere che con quel suo metodo lei non da risalto neppure a quella laicità che intenderebbe difendere?
    ^__^

    Da quando i Papi hanno perso il ptere temporale? Amico mio, il potere temporale NON l’hanno mai perso…. ^___^
    non faccia queste brutte figure, suvvia!!!
    Hanno perso il territorio, ma se lei leggesse i Vangeli i Padri della Chiesa, comprenderebbe che ciò è normale, è naturale ed era giusto….e questo proprio perchè la Chiesa potesse interessarsi di più e meglio DELLE ANIME, DELLA PERSONA IN QUANTO TALE E NON DEL TERRITORIO DOVE ABITA O VIVE….
    Se lei leggesse san Paolo quando dice che con Cristo e la Chiesa NON esiste più ne giudeo, ne gentile, nè pagano, nè altro, ma tutti in Cristo….capirebbe che la necessità di un potere LIMITATO NEL TEMPO era necessario esclusivmente per quel tempo…..

    La Chiesa e il Papa non ha perso proprio nulla..il TRIPLICE Potere è rimasto saldissimo nelle insigne Pontificali…^___^
    si metta l’anima in pace e punti su qualcos’altro!

    Fraternamente CaternaLD

  28. marina scrive:

    Non c’è bisogno che americo infanghi la chiesa,lo sta facendo da sola,se voi siete ciechi,non è colpa di nessuno.

  29. Cherubino scrive:

    il post delle 5:34 pm di Caterina63 è un concentrato di forzature. Eccone alcune:

    1) “chi ha permesso ad un LAICO di modificare la struttura delle Chiese per il suo CAMMINO e la Liturgia”, “COMINCIO A PAGARE VESCOVI E MONSIGNORI” …
    Vescovi che si fanno pagare e che lasciano modificare la struttura della Chiesa ? siamo nel delirio puro !

    2) “alcune tipiche di 20 anni fa del RnS che infatti furono tolte” il RnS non ha mai avuto alcuna deviazione liturgica e il suo Statuto è approvato da tempo dalla CEI, oltre ad aver avuto sempre grandi elogi da tutti i papi

    3) “inventerò canti e balli davanti al Santissimo come questi” quello del video da lei indicato mi sembra una danza liturgica in stile medio-orientale legittimissima, anche perchè eseguita, a quanto pare, fuori della Messa, in un contesto di adorazione. A lei la danza può richiamare baccanali o discoteche, per altri, forse più puri di cuore e certamente più vicini alla cultura biblica (Davide danzava davanti all’Arca e Dio punì con la sterilità la moglie che lo disprezzava per questo), la danza è una forma altissima di preghiera. Si può discutere se una danza in particolare è strutturata in modo da esprimere preghiera e senso del sacro, ma indicare la danza in sè come elemento di eresia non è proprio della Chiesa cattolica (altrimenti mi citi il documento del magistero o il canone del CIC che lo vieta).

    4) riguardo ai catecumenali, unisce a qualche critica giusta (sulla liturgia) una più ampia demonizzazione fatta di bugie: non è per niente vero che non conoscono e non venerano i santi, o che non studiano le encicliche.

  30. Marco Scanavacca scrive:

    Gentile signora Caterina 63 – May 16th, 2008 at 5:51 pm – oltre alle baggianate da lei rilevate vi è, nell’intervento di Americo, anche il richiamo del “caso Mortara”. Per sapere di cosa si tratta rimando a questo bellissimo libro di Vittorio Messori:
    http://www.et-et.it/Mortara/mortara1.htm
    Lo consiglio a tutti in quanto contiene un affilatissimo saggio di Messori su tale “caso” e soprattutto perche riportà UN MEMORIALE SCRITTO DALLO STESSO MORTARA… prego di leggerlo e poi – pensando alla castroneria del signor Americo – stringere la lingua fra le labbra e soffiare forte !

  31. Giovanni Mandis scrive:

    Americo, il caso Mortare è una invenzione.

  32. Luisa scrive:

    Non posso credere che lei Cherubino definisca quella danza vista su you tube “legitimissima”….non è possibile! Ha visto tutto il film ? Fino alla fine?
    Per lei il contesto dell`Adorazione rende giustificabile e tollerabile tali scempi ?
    La Messa forse no, ancorchè..ma l`Adorazione sì ?
    Nostro Signore Gesù Cristo portato in giro a passo di danza da un sacerdote ballerino?
    Una comunità brasiliana chiamata shalom, un palcoscenico, gente che si agita attorno all`”altare” su cui è posto l`Ostensorio, saltando, a ritmo di battiti di mani, pubblico che applaude e danza pure lui, e il sacerdote che salta pure lui, che scende nel pubblico agitando il Santissimo al ritmo di non so che cosa, sì un vero spettacolo, ho faticato ad arrivare fino alla fine, quelle immagini mi hanno scioccata, immagino che certi cattolici brasiliani credono che è imitando i movimenti evangelici che cantano e danzano, con dei riti basati sull`emozione, che attireranno a loro i fedeli.

    Cherubino, dire poi che quei salterelloni sarebbero più puri di cuore di Caterina mi sembra una caduta di stile che avrebbe potuto evitarsi ed evitarci.

  33. Marco Scanavacca scrive:

    Signor Mandis, mi permetta di dissentire. Il caso Mortara non è un’invenzione, ma un tentativo di diffamazione trasformatosi in un pesantissimo boomerang per chi lo ha “sparato” contro il Beato Pio IX… come si evince leggendo le memorie del protagonista opportunissimamente fatte ristampare da Vittorio Messori.

  34. Gianluca Barile scrive:

    Qui tra Kiko dei Neocatecumenali, gli eredi di Bugnini, le danze Eucarestiche e le menzogne sul caso Mortara (il nostro fu talmente riconoscente a Papa Mastai da voler prendere il nome di Pio come religioso), tra un po’ vado in coma epatico.

  35. Cherubino scrive:

    veramente ho visto fino a metà circa, e comunque non ho detto chiaramente che va valutato caso per caso se una danza ha una pregnanza sacrale e di preghiera oppure no. Il suo “esecranda” però mi sembrava rivolto alla danza in assoluto; ammettiamo che il video si fermasse alla danza ritmata (anche con il battito delle mani, il che non equivale ad applaudita), il suo giudizio cambierebbe ?

  36. Cherubino scrive:

    volevo dire “comunque ho detto chiaramente che va valutato caso per caso”

  37. Raffaele Savigni scrive:

    Il caso Mortara non è affatto un’invenzione: fu ingiusto sottrarlo alla famiglia solo perché una domestica l’aveva battezzato di nascosto, contro la volontà dei genitori. Per queste cose giustamente la Chiesa ha chiesto perdono. E Messori dimostra di non essere un vero storico ma un cattivo apoologeta.Che poi da adulto Mortara abbia scelto di rimanere cristiano e di diventare prete è un’altra cosa: è il segno che Dio sa trarre il bene anche da scelte sbagliate degli uomini (per “scelte sbagliate” intendo ovviamente il battesimo forzato, non la libera adesione dell’adulto Mortara a Cristo).Propongo la lettura di Marina Caffiero, Battesimi forzati.E dichiaro che non rimpiango affatto i tempi del “papa re”.

  38. Klaus scrive:

    @ CATERINA LD

    La ringrazio per la sua conferma circa i neocatecumenali.

    E’ in effetti quanto meno strano che ogni volta in cui si apre un discorso su di loro, si ricevono delle altrettanto strane rampogne e si viene accusati di “sterile polemica”.

    Il mio discorso di stamane verteva sulla gravissima scorrettezza di Mons. Rylko, l’emulo di Bugnini, che dalla sua tribuna di Rocca di Papa in questi giorni sta osannando i movimenti. E fin qui nulla di male. Il problema(molto serio, stranamente “trascurato” dagli osservatori è che a tali movimenti egli assimila,in qualità di protettore ormai dichiarato il cosiddetto cammino neocatecumenale,che ha sempre rifiutato di essere considerato un movimento(pretendendo di essere elemento costitutivo della Chiesa) e che NON HA RICEVUTO FINORA L’APPROVAZIONE DELLA CHIESA A STGATUTI PROVVISORI ORMAI SCADUTI DA QUASI UN ANNO!

    Che lo si volgia o no, tutto ciò è una vera e smaccata scorrettezza che un cardinale di Santa Romana Chiesa non può permettersi assolutamente di metgtere in atto!

  39. Klaus scrive:

    @ CATERINA LD

    La ringrazio per la sua conferma circa i neocatecumenali.

    E’ in effetti quanto meno strano che ogni volta in cui si apre un discorso su di loro, si ricevono delle altrettanto strane rampogne e si viene accusati di “sterile polemica”.

    Il mio discorso di stamane verteva sulla gravissima scorrettezza di Mons. Rylko, l’emulo di Bugnini, che dalla sua tribuna di Rocca di Papa in questi giorni sta osannando i movimenti. E fin qui nulla di male. Il problema(molto serio, stranamente “trascurato” dagli osservatori è che a tali movimenti egli assimila,in qualità di protettore ormai dichiarato il cosiddetto cammino neocatecumenale,che ha sempre rifiutato di essere considerato un movimento(pretendendo di essere elemento costitutivo della Chiesa) e che NON HA RICEVUTO FINORA L’APPROVAZIONE DELLA CHIESA A STGATUTI PROVVISORI ORMAI SCADUTI DA QUASI UN ANNO!

    Che lo si volgia o no, tutto ciò è una vera e smaccata scorrettezza che un cardinale di Santa Romana Chiesa non può permettersi assolutamente di metgtere in atto!

  40. Luisa scrive:

    Cherubino, non mi piacciono le danze “liturgiche” come lei le chiama, , non le sento consone con la nostra cultura, la mia cultura, nè durante la Messa nè durante l`Adorazione, che per me è un momento di silenzio, di ascolto silenzioso, sento il bisogno di fare silenzio dentro di me e ho bisogno di silenzio attorno a me, momenti di preghiera, di meditazione silenziosa .

  41. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Caterina63

    Cara Caterina, mi sono sforzato di guardare fino alla fine quel “penoso” video…
    Che dire?
    Mah…, se certi preti per attirare i fedeli, devono servirsi di tali pietose messe in scena, forse farebbero meglio a chiudere le proprie chiese ed aprire delle discoteche, luoghi più consoni a simili disgustosi spettacoli!!!

  42. Marco Scanavacca scrive:

    Raffaele Savigni – May 16th, 2008 at 7:45 pm -
    “Il caso Mortara non è affatto un’invenzione: fu ingiusto sottrarlo alla famiglia SOLO perché una domestica l’aveva battezzato di nascosto, contro la volontà dei genitori.”
    Fantastico quel “solo”, e lei ha fatto studi di teologia… se è questa la sua comprensione del battesimo chissà il resto…
    “E Messori dimostra di non essere un vero storico ma un cattivo apologeta” BUM ! E lei è un grandissimo teologo…
    “E dichiaro che non rimpiango affatto i tempi del “papa re.” RI-BUM ! Caro signore il Papa (maiuscola, please) E’ (indicativo presente) Re (maiuscola, ri-please). Forse non se n’è accorto ma il potere temporale del Papa sussiste tutt’oggi.
    In sintesi, come direbbe Totò, professo’ ma mi faccia o’ piacere !

  43. Cherubino scrive:

    @ Luisa, io rispetto pienamente il suo preferire l’adorazione silenziosa e la preferisco anche io. Inoltre credo che una danza liturgica può essere un momento limitato della preghiera, un momento di effusione del sentimento religioso, ma il cuore dell’adorazione è la meditatio e la contemplatio.
    Il punto è che vi sono elementi culturali che possono essere mediati, ovviamente vigilando che ciò arricchisca e non deprima i frutti dello Spirito. Si tratta sempre di non gettare il bambino con l’acqua sporca.

    E per concludere mi piace citare il salmo 87 (86):

    Le sue fondamenta sono sui monti santi;
    il Signore ama le porte di Sion più di tutte le dimore di Giacobbe.
    Di te si dicono cose stupende, città di Dio.
    Ricorderò Raab e Babilonia fra quelli che mi conoscono;
    ecco, Palestina, Tiro ed Etiopia: tutti là sono nati.
    Si dirà di Sion: L’uno e l’altro è nato in essa
    e l’Altissimo la tiene salda.
    Il Signore scriverà nel libro dei popoli: Là costui è nato.
    E DANZANDO CANTERANNO: Sono in te tutte le mie sorgenti».

  44. Cherubino scrive:

    Ricorderei a Marco Scannavacca, che ha fatto studi teologici, che per S. Tommaso d’Aquino non si deve procedere al battesimo di un bambino “invitis parentibus” (per bambino si intendeva chi non avesse raggiunto i dodici anni, tredici per le donne).
    Ciò non toglie nulla all’efficacia del Battesimo dato contro la volontà dei genitori, ma il giudizio sulla bontà morale di ciò lo darà solo il Signore che conosce i cuori. Il punto però è la giustizia del seguito, della separazione del bambino dai genitori.

  45. Giovanni Mandis scrive:

    Caro Marco Scanavacca, basta il “tu” per me, d’accordo?. e grazie del “signor”.
    Ho letto il libro di Messori col memoriale del diretto interessato e sono s’accordissimo con te (anche sul potere temporale), ho detto che è una invenzione nel senso che intendevi tu, cioè una colossale opera di diffamazione del Beato Pio IX.

    La meritoria azione della “serva” cattolica dei signori Mortara (che assumendo una cattolica avevano infranto una legge dello Stato in cui vivevano; legge fatta apposta per evitare casi come quello che poi si verificò), è la stessa che qualunque cattolico ha il DOVERE di fare trovandosi dinanzi a una persona (di qualunque età) in punto di morte che non si sappia con certezza se sia battezzata o meno: BATTEZZARLO NEL NOME DEL PADRE E DEL FIGLIO E DELLO SPIRITO SANTO.
    Il bambino era in punto di morte quindi e lei fece il suo dovere di cristiana battezzandolo (tanto più che la ragazza era sicura che il bimbo NON avesse già ricevuto il battesimo); a quel punto Edgardo fa parte della Chiesa, come avrebbe potuto il Pontefice permettere che fosse educato come un NON cattolico? alla maggiore età fu libero di scegliere se restare o no nella fede cattolica.
    E scelse addirittura la vita religiosa e per di più per tutta la vita devoto e grato a Sua Santità Pio IX, forse è questo che non va giù ai Savigni e ai Cherubini ?

  46. Emiliano scrive:

    Buongiorno a tutti!
    Ho visto con tanta tanta tristezza il video della danza intorno all’altare … che abisso che c’e’ tra quel video e questo:
    http://www.youtube.com/watch?v=6cL8RteBbGE

    Perche’ noi uomini pretendiamo che Dio scenda al nostro livello? Perche’ non diamo piu’ il meglio, il non plus ultra delle nostre abilita’ meschine, per il Signore Dio nostro e nostro creatore?

  47. don giulio scrive:

    per scannavacca,
    E dichiaro che non rimpiango affatto i tempi del “papa re.” RI-BUM ! Caro signore il Papa (maiuscola, please) E’ (indicativo presente) Re (maiuscola, ri-please). Forse non se n’è accorto ma il potere temporale del Papa sussiste tutt’oggi.
    In sintesi, come direbbe Totò, professo’ ma mi faccia o’ piacere !

    Attento, non era un re autoritario in terra che DIO voleva,infatti Gesù non ha mai voluto che lo si chiamasse re.

  48. sasso scrive:

    mi scuso con il blog se ho postato senza seguire il discorso ma non intendevo offendere nessuno.
    ma non intendevo dire che i cattolici non sono peccatori.

  49. bo,mario scrive:

    Tornielli volevo partecipare a questo post. Volevo parlare del sociale ma si sembra di andare in OT. Rimprovera Marina e i suoi che vanno, volutamente?, fuori tema non gli dice niente. Se non avete niente di cui discutere su un argomento serio fate Voi. Un saluto.

  50. Raffaele Savigni scrive:

    Il papa non è re, perché ilò Regno di Dio “non è di questo mondo”, ma consiste nel rendere testimonianza alla verità.
    Trovo strano e assurdo che qualcuno difenda ancora le leggi antiquate che vigevano nello Stato pontifio ai tempi di Mortara. Che direste voi se, trovandovi all’estero in un Paese islamico, una domestica musulmana circoncidesse vostro figlio a vostra insaputa e poi lo Stato ve lo togliesse per educarlo come musulmano? Attendo una risposta.

  51. Klaus scrive:

    Continuare a parlare dell’argomento proposto da Tornielli,senza andare O.T., significa anzitutto prendere coscienza che tutta la concreta applicazione della dottrina sociale della Chiesa passa attraverso una capillare inseminazione di essa su ogni territorio attraverso gli organismi storicamente e amministrativamente costituiti che sono le PARROCCHIE.

    Solo rivalutando e potenziando e vivificando il ruolo della PARROCCHIA (insieme con gli aeropaghi di cui parla la “Missio ad Gentes”) è possibile sperare di raggiungere operativamente e concretamente tutto il mondo cattolico e non solo quel 3 per cento,tradizionalmente affidato ai cosiddetti movimenti ecclesiali.

    Ma mi pare che ciò diventi sempre più improbabile perchè non si perde occasione per sparare a zero sulla parrocchia,ritenuta “struttura di conservazione” (E’ appena di ieri la mitragliata data da Rylko,emulo di Bugnini e grande protettore dei neocatecumenali) .

    Se per conservazione si intende ridare alla parrocchia il suo ruolo di “casa” dei cattolici senza etichette,significa ritornare al buon senso,significa evitare di continuare a dar credito a quei movimenti(neocatecumenali in primis) che vogliono apertamente distruggere la parrocchia(e non solo), EBBENE,MI SENTI ONORATO DI ESSERE ACCUSATO DI CONSERVATORISMO!

  52. Raffaele Savigni scrive:

    Tornando al tema dell’enciclica (tutti parlano d’altro: perché?), la attendo con speranza: occorre una voce autorevole che indichi ai popoli ed ai governi un’altra strada, diversa da quella fallimentare degli ultimi anni. Occorre costruire un nuovo modello economico che tenga conto dei problemi ambientali, dell’esigenza di un’equa ripartizione delle ricchezze tra i popoli della terra e della salvaguardia della loro identità culturale. Il neoliberismo alla Friedman ha fallito: lo dice persino Tremonti.

  53. Emiliano scrive:

    Beh, Sig. Raffaele, non è che si possa dire molto su un’enciclica che non è ancora uscita :-) ma certamente sull’economia e sul sviluppo mondiale sì … per esempio, perchè l’Europa ha messo il veto sui cibi OGM che avrebbero sfamato i paesi poveri? E sempre questione di soldi e di lobby, giusto?

  54. Marco Scanavacca scrive:

    Per Cherubino – May 16th, 2008 at 11:27 pm -
    caro signore, NON ho fatto studi teologici, altrimenti non mi verrebbe mai in mente di paragonare il Battesimo alla circoncisione (ahahahah, questa andrebbe depositata alla SIAE perchè è troppo gustosa).
    Non solo, ma il fatto di NON aver fatto studi teologici, mi impedisce di ignorare che il Papa è (insisto, E’ – indicativo presente) Re (anche se concedo a don giulio – nick impegnativo ;-) – che non debba essere autoritario).
    Ancora, “Il punto però è la giustizia del seguito, della separazione del bambino dai genitori.” Vede, il NON aver fatto studi teologici mi impedisce di giudicare questo punto. Tuttavia mi impedisce anche di definire “antiquate” leggi civili che sono semplicemente DIVERSE da quelle in vigore nel tempo e nel luogo in cui ci accade di vivere. Peraltro mi trattengo dal giudicare su questo punto anche per una questione di, come dire, pudore – o se vuole buon gusto – accadendomi di vivere in tempi che pretendono di dare il nome di “legge” alla 194. Forse anche questa forma di pudore dipende dal fatto ce NON ho fatto studi teologici…
    Per finire, la prova conclusiva del fatto che NON ho fatto studi teologici è che sono ancora cristiano…

  55. bruno frusca scrive:

    Ben vengano gli insegnamenti della Chiesa a sollecitazione per una equa distribuzione delle risorse del mondo.
    Ben vengano e siano di fondamentale insegnamento per i governanti!

    Detto questo, poichè si è parlato di parrocchie, e io sono stato tra i primi a riprendere questo argomento, sarabba auspicabile che i parroci ritornassero ad essere pastori,
    a svolgere attraverso l’opera di paternità d’amore da Gesù ad essi affidata per la cura delle ANIME che la Provvidenza ha affidato loro per la SALVEZZA ETERNA

    ” … Dove andremo, Signore? Tu solo hai parole di vita ETERNA ”

    Cordialità

  56. Cherubino scrive:

    accolgo l’invito a tornare sul tema, non prima però di precisare a Scannavacca 1) che rispettare e amare gli Ebrei come “radice santa” (Romani, 11,16) non vuol dire equiparare Battesimo e circoncisione, 2) sul potere temporale (la regalità spirituale è fuori discussione) consiglierei di interpellare i diretti interessati :
    http://www.vaticanstate.va/IT/Stato_e_Governo/StrutturadelGovernatorato/Presidenza/Presidente/2007/10_maggio_2007–p–3.htm
    e seguenti

    Venendo ora al tema, mi colpisce nella citazione riportata da Andrea Tornielli come ad una certa globalizzazione errata non venga contrapposto il localismo e la chiusura, quasi si trattasse di difendere un interesse (il mio quello locale …) a quello più ampio o più forte politicamente (e militarmente…).
    E’ un cambio di prospettiva che deve uscire dalla logica dell’egoismo e dell’egocentrismo per orientarsi alla ricerca del bene comune. Questo bene comune per la Chiesa che è “cattolica” cioè universale, non può che essere il bene comune di TUTTI.

  57. Marco Scanavacca scrive:

    Per Cherubino: il suo link non funge, ne fornisca uno attivo, please. Che c’entrano gli ebrei? Provi a rileggere Raffaele Savigni – May 17th, 2008 at 10:15 am – dove si parla di ebrei ?

  58. Cherubino scrive:

    @ Marco Scannavacca, era lei che criticava (anzi: sfotteva) chi equipara Battesimo e ciconcisione e questo, se ricordo bene, è un rito ebraico, o no ?

    Il link è tradotto dal server con un errore: alla fine prima della p e prima del 3 ci sono 2 trattini brevi e non uno lungo. Conviene allora collegarsi al livello precedente:
    http://www.vaticanstate.va/IT/Stato_e_Governo/StrutturadelGovernatorato/Presidenza/Presidente/2007/
    e scegliere il documento del 10 maggio 2007;

    altrimenti collegarsi a http://www.vaticanstate.va poi Stato e governo ecc. seguendo i sottolivelli indicati dal link riportato prima.

  59. Marco Scanavacca scrive:

    Per Cherubino – May 17th, 2008 at 3:56 pm -
    “@ Marco Scannavacca, era lei che criticava (anzi: sfotteva) chi equipara Battesimo e ciconcisione e questo, se ricordo bene, è un rito ebraico, o no ?”
    Ripeto, legga Raffaele Savigni – May 17th, 2008 at 10:15 am e mi dica dove si parla di ebrei… se poi volesse una risposta alla sua domanda, chieda al teologo delle 10:15…
    Per quanto riguarda il link, anzitutto grazie per la segnalazione, in secondo luogo: mi devo correggere, ho detto che il Papa è Re… in realtà dal link segnalatomi da lei ho appreso che il Papa è Re DI UNA MONARCHIA ASSOLUTA http://www.vaticanstate.va/IT/Stato_e_Governo/OrganidelloStato/
    Grazie davvero di cuore ahahahahah

  60. don stefano bellunato scrive:

    Carissimo Cherubino, mi spiace, ma ancora una volta devo bacchettarla, con simpatia mi creda e senza astio, malgrado forse una mia più evidente acidità in occasione del nostro ultimo “scambio di idee” e della quale le chiedo venia. Ma mi creda, io non ce l’ho con lei, ce l’ho solo con chi le ha messo in testa certe idee… ma soprassediamo.
    Volevo solo farle notare ciò che Lei dice a proposito dei balli liturgici e del video proposto da Caterina, e specialmente che codesti balli sarebbero “legittimissimi” perché “il CIC non li proibisce”. Lei scrive infatti: “…la danza è una forma altissima di preghiera. Si può discutere se una danza in particolare è strutturata in modo da esprimere preghiera e senso del sacro, ma indicare la danza in sè come elemento di eresia non è proprio della Chiesa cattolica (altrimenti mi citi il documento del magistero o il canone del CIC che lo vieta)…”

    Ora io, a differenza di lei che spesso cita Codici e canoni, non sono un gran Canonista. Anzi, la mia misera e sempre più antica materia grigia è a dir poco refrattria a questa illustre quanto a me ostica disciplina.
    Ma una cosa mi consola, cioè che neanche lei sembra tanto bravo a citar codici, poiché
    1. Il Nuovo Codice di Diritto Canonico (Editio Mayor Bilingue, Ed. Logos, con beneplacito CEI che comprai dalle Paoline qualche anno fa) dice espressamente:
    a. al Can. 2 “Il Codice nella maggioranza dei casi (plerumque) NON DEFINISCE I RITI che bisogna osservare nelle CELEBRAZIONI LITURGICHE…” quindi inutile invocare il Codice per affermare che non proibisce la danza e che per questo diverrebbe legittima. Colla stessa logica si potrebbe dire che si può fumare un sigaro, giocare a tresette o guardare una partita di Calcio durante la Celebrazione Euaristica perché il Codice non lo proibisce espressamente. E’ evidente che il Codice presuppone di avere di fornte a se persone dotate di buon senso…
    b. per la liturgia infatti il Codice, quello 1982, rimanda alle Rubriche dei rispettivi Libri liturgici e si limita a dare leggi più generali: Can 846 par 1 per I sacramenti, can. 928-930 per i riti e le cerimonie della Confectio Eucharistiae (interessante il 928 che ricorda inanzitutto il latino), can 931 per il tempo, can 934-944 trattano della conservazione e venerazione della SS.ma Eucaristia. Il can 937 comanda che le Chiese restino aperte per la “Preghiera dinanzi al SS.mo”, ma non vedo dove parlino di “Ballo di fronte al SS.mo.”
    c. Il Can. 944 par 1 definisce che: “Come PUBBLICA TESTIMONIANZA DI VENERAZIONE per la SS.ma Eucaristia…venga organizzata una PROCESSIONE lungo le pubbliche strade…” anche qui di Ballo non se ne parla.
    d. Il par 2 dello stesso can 944 dice che “Spetta al Vescovo Diocesano dare precise direttive sulle processioni, mediante le quali si possa provvedere alla loro partecipazione ed alla loro DIGNITÁ”.

    Ora, se per lei un ballo con donne vestite di un lungo velo sotto il quale si vedono distintamente le mutande (parlo del video citato da Caterina) garantisce la DIGNITÁ della processione Eucaristica, con tutto il bene ed ogni prospettiva di successo che le auguro, sinceramente mi creda, per tutte le sue iniziative, non posso però in coscienza… augurarle mai di diventare Vescovo, affinchè Ella vegli sulla dignità delle Processioni Eucaristiche.

    2. Il vecchio codice in vigore fino al 1982, non si tratta di preistoria, (can. 1261) diceva ancor più precisamente nella parte dedicata al CULTO, che “Gli ordinari del luogo veglino (advigilent) a che le prescrizioni dei sacri canoni siano scrupolosamente osservate (SEDULO observentur), e specialmente affinchè nel culto divino … non sia ammesso (inducatur) NULLA… di dissonante coll’ecclesiastica tradizione o che mostri qualsiasi apparenza di ricerca del TURPE (turpis quaestus speciem praeseferens)”

    Ergo, dire che il ballo liturgico sia “Legittimissimo” a partire dal CIC è, a mio modestissimo avviso manipolare il diritto Canonico, tanto passato quanto recente.
    3. Tanto più che anche i Canoni del Nuovo Codice 1982 devono essere interpretati “tenendo anche conto della Tradizione Canonica” (Can 6 par. 2) e secondo “la consuetudine” che “è la migliore interprete delle leggi” (Can. 27). Chiaramente qui si parla di Tradizione e Consuetudine della Chiesa, non degli usi del Vecchio Testamento, che non era altro che Figura del Nuovo e da questo ben più abolito da N.S. G. C. di quanto non lo sia il Vecchio Codice 1917 dal più recente.

    4. Ricorrere poi al Vecchio Testamento volendone rispolverare acriticamente le prescrizioni liturgiche è proprio quell’”archeologismo liturgico” di cui si lamentò Pio XII in “Mediator Dei”, e quel giudaizzare che San Paolo condannò già in Pietro in Galati. Colla stessa logica portata fino alle estreme conseguenze bisogna tornare alla costruzione del Tempio e alla legge Mosaica, la quale, per essere abolita, ha richiesto poi la morte di un Dio in Croce.
    5. Eppoi (argomento di ragione) sai che bello se certi sacerdoti, sempre maggiormente senescenti, dovessero anche mettersi a ballare quando già si siedono per affidare letture, comunoni o che so io a zelanti laici “wannabe priests” mentre potrebbero essi stessi compiere quei riti per i quali hanno ricevuto una specifica unzione sacerdotale? Chissà se oltre a condividere parti notevoli dei riti della Messa (oops, pardon, Eucaristia, dovevo dire) detti sacerdoti condividano equamente coi loro zelanti emuli laici anche gli onorari di Messa e le offerte? Bisognerebbe forse pensare ad un canone apposta, no? (mamamia che cattivo, mi faccio paura da solo… ma poi in stretta giustizia non sono neanche così cattivo…)
    6. Dulcis in fundo, un Documento del Magistero che mette in guardia ocntro la danza e contro lo spirto del mondo, specialmente portato alla Sacra Mensa, Benedetto XV, Sacra Propediem, 6 gennaio 1921 (ho trovato solo l’edizione inglese sul sito Vaticano, sorry): “From this point of view one cannot sufficiently deplore the blindness of so many women of every age and condition; made foolish by desire to please, they do not see to what a degree the in decency of their clothing shocks every honest man, and offends God. Most of them would formerly have blushed for those toilettes as for a grave fault against Christian modesty; now it does not suffice for them to exhibit them on the public thoroughfares; they do not fear to cross the threshold of the churches, to assist at the Holy sacrifice of the Mass, and even to bear the seducing food of shameful passions to the Eucharistic Table where one receives the heavenly Author of purity. And We speak not of those exotic and barbarous dances recently imported into fashionable circles, one more shocking than the other; one cannot imagine anything more suitable for banishing all the remains of modesty.” Credo che

    Chiudo. E mi scuso anticipatamente, caro Cherubino, se questo mio post le causa qualche grattacapo o se magari “confonde i lettori” come lei scrisse, altra geniale proiezione (= disagio) dei suoi sentimenti su persone che magari neanche conosce.

    PS: voglio complimentarmi con tutti coloro che hanno espresso nel post su Mons. Marini poca fiducia nella riforma bugniniana e nel suo autore. Ho visto che sono in parecchi su questo blog. Che Iddio vi benedica e che lo Spirito Santo illumini gli altri, anche grazie alle nostre modeste preghiere e sacrifici.

  61. Luisa scrive:

    Don Stefano Bellunato…devo capire che Cherubino è sacerdote aspirante vescovo?

  62. Emiliano scrive:

    Don Stefano, posso chiederLe di che ordine è?

  63. Francesco Ursino scrive:

    Non vedo l’ora di poter leggere la nuova Enciclica di Benedetto XVI! :)

  64. Gianpaolo1951 scrive:

    @ Francesco Ursino

    Ciao Francesco, condivido il tuo desiderio!

  65. Francesco Ursino scrive:

    Così come non vedo l’ora di sentirlo parlare domani in piazza… è tutto il giorno che sono elettrizzato… :D

  66. Scenron scrive:

    Un saluto all’amico Francesco, che si appresta a incontrare Papa Joseph…
    Hai fatto le prove del coro….?!! :
    BE-NE-DETTO! BE-NE-DETTO! :D
    Mi raccomando, fai sentire al Papa anche il nostro affetto…Ciao! ;)

  67. JEANFELIX scrive:

    chi fa’ del papa un idolo è fuoro dal cristianesimo. punto

  68. Gianpaolo1951 scrive:

    @ JEANFELIX

    Reverendissimo Padre Giovanni Felice Mapelli, apprendo dal Suo sito, che Lei è un Monaco Presbitero – Abate e Teologo dell’Arcidiocesi Ortodossa di Milano e Aquileia.
    Leggo anche che si scusa per il carattere un po’ irruente etc. etc.
    Beh, con tutto il rispetto dovutoLe, forse è il caso che riconsideri il Suo giudizio nei confronti di chi – con grande entusiasmo – attende di sentire la “parola” di Sua Santità Benedetto XVI, nostro “FARO DI SALVEZZA” e nostra unica e insostituibile “GUIDA SPIRITUALE”!!!
    Cordialmente.

  69. Francesco Ursino scrive:

    Caro Scenron,
    non sono avvezzo a manifestazioni del genere… per quanto gioiose, preferisco partecipare in altro modo… con il cuore e la mente – e le orecchie – ben aperti al suo messaggio! Gli applausi invece ci possono stare… :)

  70. JEANFELIX scrive:

    va beh a parte il Mortara, i papi furono sempre anti-semiti e convertivano in modo coatto… e poi se non ti convertivi andavi spesso davanti al boia, dove c’era la tradizione di appendere un certo numero di ebrei non -marrani(non conversi) davanti a Castel Sant’Angelo, proprio di Venerdì Santo per punirli di aver ucciso Gesù Cristo…
    vedi il bel film : “Confortorio” uscito qualche anno fa’…
    gli ebrei hanno subito dai cattolici le peggiori schifezze e nefandezze… vantatevene pure se vi farà piacere….o minimizzatele… perchè dovete credere in una Chiesa perfetta e infallibile (vera tentazione diabolica questa: “Guai quando tutti gli uomini diranno sempre bene di Voi! Così facevano i loro padri con i falsi profeti!…”
    Chi crede di essere perfetto e infallibile, non imparerà mai niente dai propri errori… perchè ha soltanto la presunzione come consigliera!
    (si vede che anche Giovanni Paolo II era rembambito quando ha chiesto perdono ripetutamente…!)

  71. JEANFELIX scrive:

    ma scusa… l’intelligenza non ti manca credo…
    attaccati a Cristo non a un uomo…
    e se muore…o fa’ difetto?
    possibile che oscillate in una fede tanto superficiale?
    dai…
    ciao
    (i discorsi ciellini sono tutti uguali?)
    tutti?
    sembran fatti con lo stampino, frasi fatte, belle frasi di occasione….

  72. Francesco Ursino scrive:

    Perché la Chiesa E’ infallibile… i nemici della Chiesa continuano a gridare da ogni parte che ormai è alla fine, che “la barca di Pietro sta affondando”, ma questi gentili signori dimenticano che il fondamento della Chiesa stessa, la “pietra angolare” sulla quale chi inciampa si sfracella, è Cristo.

    A lorsignori vorrei ricordare le parole di Gesù che rivolse a Pietro quando, camminando sulle acque del mare, si fece spaventare dal forte vento e cominciò ad affondare: “Uomo di poca fede, perché hai dubitato?” (Mt 14,31)

    Già, uomini di poca fede, perché dubitate?

    Saluti. :roll:

  73. Gianpaolo1951 scrive:

    @ JEANFELIX

    … … …!!!…
    Sia lodato Gesù Cristo!

  74. Francesco Ursino scrive:

    Guardi che chiedere perdono non è da rimbambiti… lei quale presunzione accarezza? Quella di non dover mai chiedere perdono?

    Buonanotte a tutti! :roll:

  75. Luisa scrive:

    Decisamente su questo blog si fanno degli incontri …come definirli…interessanti!

    Jeanfelix e il suo linguaggio, drastico-irruente-polemico, di cui dice avere fatto nel passato un uso eccessivo e eccessivamente polemico, ha fatto prova su questo blog di avere ritrovato la serenità e equilibrio alle quali aspirava per un sano dialogo.

    Non emetto giudizi sul cammino di vita di Giovanni Felice-Climaco Mapelli, che ho sorvolato andando su Google…sono felice per lui se ha trovato la serenità, ma temo che la sua battaglia che porta in avanti da tanti anni, che lo abita, lo agita, lo impegna in maniera radicale, lo spingerà sempre ad essere polemico ed agressivo , verso la realtà dal quale viene e che si è lasciato alle spalle.

  76. bo,mario scrive:

    Don Stefano quello che ha scritto, per uno come mè che cerca di stare con i piedi per terra, non ne ho capito il nesso. Mi ha fatto sorridere il fatto che alla donna che ballava gli si vedevano le mutande, e allora? Dai, dai che sotto sotto ami il burka, così si evitano molte cose. Avrei voluto partecipare agli argomenti proposti ma, quì pare, che non gliene freghi niente a nessuno. Cosa può fare la chiesa di positivo per indicare il futuro sociale della ns vita? La chiesa si è resa conto che la società è cambiata? Siamo ancora ai pani e i pesci? Giustificare gli ingressi clandestini non è prenderci in giro? La carità cristiana è giusta. Quando diventa deleteria per tutti sarà il caso di astenersi dai commenti. Aiutare la gente dove abita è la via migliore, se vogliono essere aiutati. La carne al fuoco ne ho messa ma non è tutta. Spero che si possa aprire finalmente il dibattito su queste tematiche e non pensare a donne a cui si vedono le mutande. Un saluto.

  77. Marco Scanavacca scrive:

    Una segnalazione sull’argomento del post del dott Tornielli:
    http://www.effedieffe.com/content/view/3219/179/

    p.s.: dalla Chiesa pedofila ai Papi antisemiti… è sempre tempo di canotti… vai col disco: er barcarolooo vaaa…

  78. Cherubino scrive:

    vorrei anche io restare nel tema, quindi evito di rispondere alle tante provocazioni. Mi limito, per l’ultima volta, a precisare che
    1) sono felicemente sposato e padre, non aspiro che a vivere questo stato e a far fruttare quei talenti che il Signore mi ha dato e sul cui uso mi giudicherà; sono avvezzo ad essere insultato e umiliato e anche se la mia cren si ribella a ciò puntualmente sperimento la beatitudine promessa da Gesù (beati quando vi insulteranno …) e la benedizione promessa ad Abramo (benedirò coloro che ti benediranno e maledirò coloro che ti malediranno).
    2) il CIC vieta atti indecenti e non direttamente la danza, che nei modi adeguati è già presente nella liturgia: la processione dei santi danzanti di Echternach in Lussemburgo, in occasione della festa di S. Willebrod e il Baile de los seises nella cattedrale di Siviglia in Spagna, per la festa del Corpus Domini, la celebrazione del matrimonio cristiano nel Rito bizantino, la cui liturgia prevede una triplice danza in cerchio del sacerdote e degli sposi
    3) su tale tema vale quanto specificato in La Liturgia romana e l’inculturazione” (III, 41-42) – Istruzione della Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti, 25 gennaio 1994:
    “I gesti e gli atteggiamenti dell’assemblea, in quanto segni di comunità e di unità, favoriscono la partecipazione attiva esprimendo e sviluppando l’intenzione e la sensibilità dei partecipanti. Nella cultura di un paese, si sceglieranno gesti e atteggiamenti del corpo che esprimano la situazione dell’uomo davanti a Dio, dando ad essi un significato cristiano, in corrispondenza, se possibile, con i gesti e gli atteggiamenti provenienti dalla Bibbia.
    Presso alcuni popoli, il canto si accompagna istintivamente al battito delle mani, al movimento ritmico del corpo o a movimenti di danza dei partecipanti. Tali forme di espressione corporale possono avere il loro posto nell’azione liturgica di questi popoli, a condizione che esse siano sempre espressione di una vera preghiera comune di adorazione, di lode, di offerta o di supplica e non semplicemente spettacolo”
    4) l’antico testamento non è solo “figura” del nuovo e tale termine non è da intendere in senso pittorico. Nè il Vangelo rende privo di valore l’AT. Esso è profezia, rivelazione (talvolta adombrata, ma non per questo meno reale), anticipazione, pre-vangelo. Il kerigma getta la luce piena e offre la chiave di lettura completa all’AT, ma non lo abolisce. Questa è la dottrina esegetica della Chiesa cattolica.

    Venendo ora la tema del post, vorrei ricordare che la Chiesa a fatto propria la cosiddetta “opzione per i poveri” e da questa si deve partire per evitare che i discorsi sulla giustizia siano falsi o paternalistici. Ad evitare però che qualcuno taccia questo come Teologia della liberazione (che comunque tra alcuni errori censurabili e censurati ha anche dei meriti) cito Giovanni Paolo II:
    “Attingendo dal cuore di Maria, dalla profondità della sua fede, espressa nelle parole del Magnificat, la Chiesa rinnova sem­pre meglio in sé la consapevolezza che non si può separare la verità su Dio che salva, su Dio che è fonte di ogni elargizione, dalla mani­festazione del suo amore di preferenza per i poveri e per gli umili” (Redemptoris mater).

  79. Vincenzo scrive:

    …siamo alle solite, cioè al più vieto pauperismo … Col che, se, con l’Aiuto di Dio (e come tutti ci auguriamo), il benessere, un giorno, si distribuirà per tutta l’Umanità, allora, non ci sarà più spazio per qel tipo di “Religione” che, acriticamente ed ossessivamente, idolàtra i “poveri” in quanto tali … . Chissà perchè, il ricordarsi che, sin dai tempi di Nostro Signore Gesù (Cui era stato anche rivolto qualche rimbrotto, per le Sue frequentazioni… “altolocate”…), quanto a questo argomento, si discuteva, soprattutto, di Poveri “in spirito”, non è mai di moda per certuni, nè da certe parti. L.J.C.

  80. Cherubino scrive:

    opzione preferenziale per i poveri non è pauperismo, è
    1) giustizia;
    2) fedeltà al Vangelo:
    Gc, 2,1-9: “Supponiamo che entri in una vostra adunanza qualcuno con un anello d’oro al dito, vestito splendidamente, ed entri anche un povero con un vestito logoro. Se voi guardate a colui che è vestito splendidamente e gli dite: Tu siediti qui
    comodamente, e al povero dite: Tu mettiti in piedi lì , oppure: Siediti qui ai piedi del mio sgabello , non fate in voi stessi preferenze e non siete giudici dai giudizi perversi? Ascoltate, fratelli miei carissimi: Dio non ha forse scelto i poveri nel mondo per farli ricchi con la fede ed eredi del regno che ha promesso a quelli che lo amano? Voi invece avete disprezzato il povero! Non sono forse i ricchi che vi tiranneggiano e vi trascinano davanti ai tribunali? Non sono essi che bestemmiano il bel nome che è stato invocato sopra di voi?”

    La “povertà in spirito” si deve tradurre in opere, scelte corrispondenti nella vita. Nella parabola del Buon Samaritano non c’è alternativa: o si è viandante ferito o briganti, o ipocriti uomini religiosi, o albergatori o buon samaritano. Solo il primo (se si lascia raccogliere) e l’ultimo sono in cristo.

  81. Raffaele Savigni scrive:

    Quanto a presunzione Jeanfelix mi sembra ne abbia molta (e dovrebbe sapere che l’antigiudaismo era diffuso anche – spesso in misura maggiore – nel mondo protestante, vedi Lutero, e in quello ortodosso, dove nacquero i famigerati “Protocolli dei savi di Sion”).
    Nel Vangelo si parla soprattutto di “poveri in spirito” (è indubbiamente l’aspetto più importante), ma anche di poveri reali, e di gente che lascia tutto per seguire Cristo (Matteo 19,21 ecc.). Chi dice di seguire Cristo e poi si mostra attaccato al dio quattrino non è propriamente coerente con la sua professione celeste. “SE condividiamo il pane celeste, come non condivideremo quello terreno?”: così diceva un antico testo cristiano (mi pare la Didaché, I°-II° secolo), nella linea di san Paolo.
    Certo, la logica cristiana non è quella dell’invidia nei confronti di chi è più ricco di noi (significherebbe restare prigionieri di un sistea di valori mondano), ma quella della condivisione: mettere a disposizione anche degli altri i propri doni (intelligenza, tempo ecc.) e i propri beni materiali.

  82. Cherubino scrive:

    mi sembra poi, a riprova che non si tratta di riproporre un antagonismo tra classi storicamente e scientificamente superato, significativa la presenza di Stefano Zamagni, un grande economista nostrano, che propone un’economia basata sulla circolarità del bene, sulla reciprocità e sulla gratitudine sociale.
    Ho avuto modo di ascoltarlo in conferenza anni fa e ho apprezzato la sua capacità di coniugare fedeltà al Vangelo e teoria economica.
    Inutile dire che i suoi testi sono altamente consigliati.

  83. Cherubino scrive:

    un assaggio di Zamagni in un pdf da scaricare:
    http://www.aiccon.it/file/convdoc/n.9.pdf

  84. don stefano bellunato scrive:

    @cherub. dice: la processione dei santi danzanti di Echternach in Lussemburgo, in occasione della festa di S. Willebrod e il Baile de los seises nella cattedrale di Siviglia in Spagna, per la festa del Corpus Domini, la celebrazione del matrimonio cristiano nel Rito bizantino, la cui liturgia prevede una triplice danza in cerchio del sacerdote e degli sposi

    lei ha definito “legittimissima la danza del video” citato da Caterina, non quelle ora succitate… ma che bello manipolare…

    @emiliano:
    sono una pecora nera, un “sans papier de l’Eglise”, cioè un sacerdote della cattivissima Fraternità San Pio X, gli scomunicati ecc. ecc. ecc…. insomma uno di quelli che come Marco S. NON ha fatto studi di teologia :D ;)

    @ Marco s.: condivido al mille per cento i suoi post precedenti :D

  85. Marco Scanavacca scrive:

    A proposito di segnalazioni di economisti, ne segnalo due anch’io:
    – uno italiano, Nino Galloni
    – uno americano, Joseph Stiglitz (interessante il suo libro “The three trillion dollar war” sugli effetti disastrosi per la guerra all’Irak)
    – segnalo poi un saggio – piuttosto impegnativo – di Ralph E. Gomory e William J. Baumol “Global Trade and Conflicting National Interests” che smonta i presupposti teorici della globalizzazione

    p.s.: grazie della solidarietà Don Bellunato, e a proposito di quanto le dicevo giorni fa sugli americani le segnalo questo articolo di Blondet che mette in luce perchè – come le dicevo – sono peggio dei niniviti, cioè persone i cui eccessi liturgici vanno sopportati avendone compassione http://www.effedieffe.com/content/view/3213/164/

  86. sasso scrive:

    JEANFELIX Scrive: May 17th, 2008 at 10:58 pm
    chi fa’ del papa un idolo è fuoro dal cristianesimo. punto

    chi fa di qualunque cosa un idolo è fuori della grazia di Dio..
    Non è forse la fede che permette di vedere le cose per come sono?
    « Ancora un poco e non mi vedrete ; un po’ ancora e mi vedrete »

  87. marina scrive:

    per Ursino

    Perché la Chiesa E’ infallibile

    Non sfidare DIO.

  88. Cherubino scrive:

    @Stefano Bellunato (senza don),
    ho già chiarito che ne ho visto solo alcuni minuti iniziali, e per quello che ho visto non vi era nulla di indecente e contrario alle norme liturgiche. Si tratta di una forma di preghiera -la cui origine è già religiosa, in quanto sul tipo della hag ebraica, danza liturgica a forma di cerchio svolta in occasione dei pellegrinaggi di Pasqua, Pentecoste e Tabernacoli.

    Le danze riportate insieme a quanto detto dalla Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti servivano a mostrare che IN GENERALE non vi è nulla in contrario all’uso sapiente della danza come preghiera, il cui uso è possibile a determinate condizioni.
    Ho sempre detto infatti che nello specifico va sempre valutata l’idoneità.
    Quindi se c’è qualcuno che manipola è proprio lei.

  89. Giovanni Mandis scrive:

    Raffaele Savigni Scrive: May 17th, 2008 at 10:15 am
    “Il papa non è re, perché il Regno di Dio “non è di questo mondo”, ma consiste nel rendere testimonianza alla verità. Trovo strano e assurdo che qualcuno difenda ancora le leggi antiquate che vigevano nello Stato pontificio ai tempi di Mortara. Che direste voi se, trovandovi all’estero in un Paese islamico, una domestica musulmana circoncidesse vostro figlio a vostra insaputa e poi lo Stato ve lo togliesse per educarlo come musulmano? Attendo una risposta.”

    risposta
    Il Papa è Re perchè è Capo visibile della Chiesa che governa in unione col Capo invisibile Gesù Cristo; e questa Chiesa E’ GIA’ ORA il Regno di Cristo in terra, con l’esplicito incarico avuto da Gesù di diffondere questo Regno a tutte le nazioni della terra; la Chiesa “non è di questo di mondo”: essendo stata fondata dalla seconda persona della Santissima Trinità divina la Chiesa è di natura principalmente DIVINA !

    la domanda sullo stato islamico è irricevibile in quanto l’Islam è una falsa religione che non crede in Cristo Vero Dio e Salvatore dell’umanità e non può reclamare diritti sull’educazione religiosa (oltre al fatto che la circoncisione è una atto puramente umano e NON un Sacramento come il Battesimo e i Sacramenti come lei dovrebbe sapere sono atti di Dio).

  90. Luisa scrive:

    “Presso alcuni popoli, il canto si accompagna istintivamente al battito delle mani, al movimento ritmico del corpo o a movimenti di danza dei partecipanti. Tali forme di espressione corporale possono avere il loro posto nell’azione liturgica di questi popoli, a condizione che esse siano sempre espressione di una vera preghiera comune di adorazione, di lode, di offerta o di supplica e non semplicemente spettacolo”

    Ecco diciamo che non fa parte della nostra “cultura”, ciò che è descritto qui sopra, e che quando si vuole introdurre quegli elementi che ci sono estranei, come se la nostra Santa Liturgia non fosse sufficiente a se stessa, la Liturgia si trasforma in spettacolo !

  91. marina scrive:

    per Mandis asino calzato sarà lei.
    Vada a rileggersi bene il vangelo,e mi indichi in quale passo è segnalato che Gesù ha detto che il papa è il re del regno di Dio.

  92. marina scrive:

    sempre per mandis
    e questo chi lo ha deciso??

    la domanda sullo stato islamico è irricevibile in quanto l’Islam è una falsa religione che non crede in Cristo Vero Dio e Salvatore dell’umanità e non può reclamare diritti sull’educazione religiosa

    chi ha deciso che solo chi crede in cristo ha il diritto di insegnare la religione??

  93. Cherubino scrive:

    @ Luisa, veramente non è lei che decide cosa fa parte della “nostra” cultura. E le culture non sono fatte a compartimenti stagni. Se un gruppo di persone si identifica con elementi di una cultura con cui viene a contatto e ne fa propri alcuni elementi in questo non c’è niente di strano.
    Oltre a ciò le assicuro che gran parte di Italia è più vicina ad una cultura mediterranea che di canto e danza è intrisa profondamente. Provi a farsi un giro nel centro e nel sud. Provi a partecipare a processioni dove c’è ben più che danza liturgica e che la Chiesa approva da secoli.
    Comunque a questo punto mi sembra che questa discussione sia divenuta oziosa, pertanto chiudo con un richiamo all’obbedienza alla Chiesa rappresentata dai suoi organi gerarchici e localmente dal Vescovo che valuta caso per caso della liceità dei comportamenti liturgici. E lì dove Pietro scioglie che nessuno leghi.

  94. Francesco Ursino scrive:

    Marina

    Cristo stesso dice di sè “Io sono la Via, la Verità e la Vita; chi crede in me ha la vita eterna”. Chi crede in Lui, cioè chi crede in Lui il Cristo di Dio, il Figlio di Dio… La salvezza viene da una sola Persona e passa per una sola Persona e questa Persona si è rivelata ed è Gesù Cristo… Vero Dio e vero Uomo…

    La Chiesa è infallibile perché la pietra angolare su cui poggia è Cristo stesso…

    Io non sfido Dio, è lei che continua scrivere sciocchezze… e grosse anche!
    :roll:

  95. Cherubino scrive:

    sulla questione del papa re.
    Nelle pagine del sito dello Stato del Vaticano che avevo citato (ma che forse non è stato letto da chi ha obiettato) si legge:
    “Il terminus a quo dell’evolversi del potere temporale dei Romani Pontefici può essere ravvisato nella donazione al “Patrimonium Sancti Petri” della città di Sutri da parte del re longobardo Liutprando. Siamo nel 628 ed era Papa Gregorio II.
    Il terminus ad quem è la “debellatio” di ciò che rimaneva dello Stato Pontificio, da parte di un corpo di spedizione italiano, nel 1870. Re d’Italia era Vittorio Emanuele II di Savoia, e Papa era Pio IX.”
    “Certo, guardando a tutto il percorso del potere temporale dei Papi, non ci si può sottrarre all’ impressione di un tribolato viaggio di un vaso di creta tra molti vasi di ferro, che alla fine non poteva non terminare che nel suo sconquasso.”
    “La “Breccia di Porta Pia”, attraverso cui le truppe italiane penetrarono in Roma il 20 settembre 1870, fu l’atto conclusivo di tale progetto. Era la fine del potere temporale dei Papi. Per quanto riguarda la diplomazia pontificia non è però senza rilievo il fatto che, anche in assenza del potere temporale del Papa, dopo il 1870, vennero allacciati rapporti diplomatici tra la Santa Sede e diversi Stati”.
    Tali rapporti, come sappiamo, portarono ai Trattati lateranensi e alla costituzione dello Stato della Città del Vaticano.

    Sono pertanto distinti la Santa Sede, nella quale il papa esercita un governo spirituale e organizzativo basato sul libero consenso dei fedeli a fronte del quale esistono solo sanzioni spirituali:
    “Con i termini Santa Sede o Sede Apostolica s’intendono, oltre al Papa stesso, tutti gli organi di governo, in senso lato, e di giudizio della Chiesa Universale, che vanno sotto il nome comprensivo di Curia Romana (cfr. Codice di Diritto Canonico, 361). Il termine “Sede” fà riferimento alla “Cathedra Petri”: cioè al simbolo dell’autorità di insegnamento e di governo del primo degli Apostoli, di cui il Papa è il successore: per questo è qualificata come Apostolica, o Santa.”

    Vi è poi lo Stato della città del Vaticano, in cui il papa esercita un reale potere statale, monarchico. Lo SCV è però uno strumento della Chiesa Cattolica, non E’ la Chiesa cattolica, teologicamente comunità e comunione in Cristo.
    Altrimenti si arriverebbe all’assurdo che tutti coloro che non prendono la cittadinanza vaticana non sono pienamente cristiani.
    Solo i cittadini dello SCV sono sottoposti al potere temporale del papa, tutti possiamo (e lo auspico) sottometterci all’autorità spirituale dello stesso nei modi previsti dal Codice di diritto canonico. A riprova di ciò basta pensare che lo stesso Codice di diritto canonico ha un’efficacia per noi basata sulla libera adesione e non ha nessun carattere coercitivo, se non lì dove le sue norme siano recepite dalle Leggi dello Stato di cui siamo cittadini.

  96. marina scrive:

    Ursino,il mondo lo ha creato DIO,non Gesù.
    Quindi chi crede in DIO non è peccatore nè pagano nè tanto meno bisognoso di preghiere da parte della chiesa cattolica.
    Gli uomini, tutti gli uomini sono figli di Dio,esattamenta come Gesù.
    La chiesa cattolica stia attenta a non sfidare ulteriormente Dio,creatore del mondo.
    Lo ha sfidato per 2000 anni,ma nulla è eterno;neanche la chiesa cattolica.

  97. Giovanni Mandis scrive:

    Marina ASINUS ASINORUM,

    GESU’ CRISTO E’ DIO

  98. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino il potere temporale dei Pontefici non è finito.

  99. Francesco Ursino scrive:

    Caro Giovanni,
    che pazienza!!! :D

  100. Giovanni Mandis scrive:

    Francesco, batti e ribatti qualcosa entrerà nelle zucche ;)

  101. marina scrive:

    solo nelle zucche vuote vostre non entrerà mai niente
    Ursino Mandis…

  102. Gianpaolo1951 scrive:

    Giusto, caro Giovanni, ma come diceva il mio vecchio maestro delle elementari “nelle zucche piene di segatura non entra più niente” e, a quanto pare, ce ne sono parecchie di questo genere!

  103. Francesco Ursino scrive:

    Marina

    Gesù Cristo E’ Dio. Secondo me lo fa apposta… dica la verità, le piace stare al centro dell’attenzione… e quale modo migliore se non quello di scrivere quello che solo da lei vedo scrivere?

    Senza offesa, ma cosa insegna ai suoi figli di religione visto che ha le idee parecchio confuse? Con che coraggio si definisce cattolica lei e critica la fede – la stessa in teoria – degli altri, quando lei per prima non ha assolutamente idea di ciò che è, di ciò che professa?

    Che faccia tosta… :roll:

  104. Francesco Ursino scrive:

    Giovanni

    Scommetti che ora se ne uscirà con qualche suo epiteto del tipo che siamo integralisti o cretini o cose simili o che siamo i fantocci del Vaticano…

    Batti e ribatti… difficile quando la capacità di ascolto e di apprendimento sono in sciopero… perenne.

    Quale ti immagini potrà essere alla fine il “premio” per la tua costanza? :D

  105. marina scrive:

    il paradiso..

  106. Cherubino scrive:

    segnalo (in riferimento al tema del thread) questa intervista al card. Maradiaga:
    http://www.youtube.com/watch?v=iO8uhrk7mbg

    Tra l’altro proprio domenica scorsa su Canale 5, Frontiere dello Spirito di Maria Cecilia Sangiorgi, programma che segue a quelli di Gianfranco Ravasi, ha trasmesso una bellissimo intervista a Maradiaga, che purtroppo non sono riuscito a registrare (speriamo che su youtube…)

  107. Cherubino scrive:

    Sto rileggendo l’omelia del Papa a Genova. Tra le varie cose mi colpisce il collegamento frequente che fa al Concilio Vaticano II:

    “Basta percorrere i capitoli più importanti della Dottrina Sociale della Chiesa, a cui hanno dato apporti sostanziali i miei venerati Predecessori, in particolare negli ultimi centovent’anni, facendosi autorevoli interpreti e guide del movimento sociale di ispirazione cristiana. La Costituzione conciliare Gaudium et spes e le Encicliche di Giovanni XXIII, Paolo VI e Giovanni Paolo II tracciano un disegno completo e articolato, capace di motivare e orientare l’impegno di promozione umana e di servizio sociale e politico dei cattolici. Anche la mia prima Enciclica Deus caritas est si rifà a questo orizzonte”

    “Ed ecco allora la grande sintesi del Concilio Vaticano II: la Chiesa, mistero di comunione, “è in Cristo come un sacramento, cioè segno e strumento dell’intima unione con Dio e dell’unità di tutto il genere umano” (Cost. Lumen gentium, 1).”

  108. Ulrico scrive:

    Marina… BASTA! BASTA!! BASTA!!!

  109. Marco Scanavacca scrive:

    Sempre per stare in argomento (Dottrina Sociale della Chiesa): segnalo un altro libro che per me anni fa (non pochi…) fu molto importante LA LUNGA MARCIA VERSO IL CAPITALISMO DEMOCRATICO di MARCO VITALE (Il Sole24Ore Libri). Se ci sono dei giovani che frequentano il blog li consiglio caldamente di cercare e leggere gli scritti del professor Vitale. Sono imprescindibili per una seria formazione economica secondo una weltanschauung (ammazza, che parolone, diciamo “visione del mondo” va’…) cristiana. Se poi hanno tempo da perdere (beati loro) vadano a cercarsi al tempo della pubblicazione della Centesimus Annus (1991) una serie di articoli del prof. Vitale sulla dottrina sociale della Chiesa pubblicati dal Sole24Ore. Ne vale la pena!

  110. Silvano scrive:

    Per non stare in argomento segnalo un libro che marina, gianni, savigni DOVREBBERO LEGGERE IN GINOCCHIO : “LA NOTTE BRUCIA ANCORA” sul rogo di Primavalle.

  111. Marco Scanavacca scrive:

    P.s.: con il post sotto penso di aver fatto contento anche il signor De Matteis, infatti il professor Vitale è – fra le tante altre cose – un ammiratore/studioso del grande (e ignoto) Don Luigi Sturzo…
    Quindi, siccome l’ho fatto contento mo’ lo faccio inc… segnalandovi un articolo apparso oggi sul sito dell’Innominato (ihihih), comunque sempre in tema con l’argomento del post del dott. Tornielli:
    http://www.effedieffe.com/content/section/3249/200/
    Infine, stamattina a Radio Maria nella rubrica il Santo del giorno è stato ricordato San Bernardino da Siena. Anche questo Santo casca a fagiolo (si può dire così di un Santo…) a proposito del tema qui discusso. Notevole una sua frase citata stamattina in radio (cito a memoria, potrei sbagliare…): “i beni non sono dell’uomo ma per i bisogni dell’uomo”. Insomma, che LUCI in quei secoli BUI (ahahahaha).
    Infinissimo (neologismo appena appena coniato), segnalo un libro di Oscar Nuccio “La civiltà italiana nella formazione della scienza economica” (ETAS LIBRI) ovvero di come il pensiero economico MODERNO sia nato qui da noi… e provate a indovinare CHI furono i protagonisti della sua elaborazione? Bingo! Cristiani cattolici in tutte le salse: teologi, canonisti, predicatori, ma anche laici studiosi di diritto civile, ecc. ecc. Aaah com’erano LUMINOSI quei secoli BUI…

  112. @marco scanavacca: scusa del ritardo con cui ti rispondo, oggi ho avuto poco tempo per seguire il blog.
    Uno sturziano serio non può non conoscere Marco Vitale: bene pertanto hai fatto a citarlo.
    Già che siamo in tema
    ricordo che esiste
    il C.I.S.S.
    CENTRO INTERNAZIONALE STUDI LUIGI STURZO
    http://www.centrosturzo.net

    che pubblica un bel bimestrale: “rinascimento popolare”.

    Poi c’è pure la mia tesi su don sturzo…..
    (che presto spedirò con dedica a savigni così, forse,smetterà di prendere per oro colato tutto quanto de rosa scrive ed ha scritto.)

    Quanto a blondè: caro marco, sai come la penso.Cmq ora ho troppo sonno per aprire il link fdf (l’ennesimo)che hai fornito. Lo leggerò domani.

    anche a me piace creare parole.”infinissimo”mi è piaciuto.piuttosto sei adriatico o tirreno?
    jò ejt.

  113. Marco Scanavacca scrive:

    Egr. signor De Matteis, “Rinascimento popolare” e il CISS li conosco – si può dire – dalla fondazione… del prof. Vitale ricorderò anche un seminario (seguito per due anni di seguito) in Bocconi all’inizio degli anni ’90 sulla cultura d’impresa, seminario che il professore tenne insieme al professor Vittorio Coda, altra persona che ricordo con piacere.
    Per il resto: acqua profonda! :-)

  114. Augusto Cosentino scrive:

    UDIENZA AI VESCOVI PARTECIPANTI AD UN SEMINARIO DI STUDI PROMOSSO DAL PONTIFICIO CONSIGLIO PER I LAICI

    Signor Cardinale,

    venerati Fratelli nell’Episcopato e nel Sacerdozio,

    cari fratelli e sorelle!

    Sono lieto di incontrarvi in occasione del Seminario di studio convocato dal Pontificio Consiglio per i Laici per riflettere sulla sollecitudine pastorale verso i movimenti ecclesiali e le nuove comunità. Ringrazio i numerosi Presuli che hanno voluto presenziare, provenienti da ogni parte del mondo: il loro interesse e la loro viva partecipazione hanno garantito la piena riuscita dei lavori, giunti ormai alla giornata conclusiva. Rivolgo a tutti i Confratelli nell’Episcopato e a tutti i presenti un cordiale saluto di comunione e di pace; in particolare saluto il Signor Cardinale Stanisław Ryłko e Mons. Josef Clemens, rispettivamente Presidente e Segretario del Dicastero, e i loro collaboratori.

    Non è la prima volta che il Consiglio per i Laici organizza un Seminario per i Vescovi sui movimenti laicali. Ricordo bene quello del 1999, ideale prosecuzione pastorale dell’incontro del mio amato Predecessore Giovanni Paolo II con i movimenti e le nuove comunità, tenutosi il 30 maggio dell’anno precedente. Come Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede fui coinvolto in prima persona nel dibattito. Ebbi modo di stabilire un dialogo diretto con i Vescovi, uno scambio franco e fraterno su tante questioni importanti. L’odierno Seminario, analogamente, vuol essere una prosecuzione dell’incontro che io stesso ho avuto, il 3 giugno 2006, con una larga rappresentanza di fedeli appartenenti a più di 100 nuove aggregazioni laicali. In quella occasione indicai nell’esperienza dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità il “segno luminoso della bellezza di Cristo, e della Chiesa, sua Sposa” (cfr Messaggio ai partecipanti al Congresso del 22 maggio 2006). Rivolgendomi “ai cari amici dei movimenti”, li esortavo a fare di essi sempre più “scuole di comunione, compagnie in cammino in cui si impara a vivere nella verità e nell’amore che Cristo ci ha rivelato e comunicato per mezzo della testimonianza degli apostoli, in seno alla grande famiglia dei suoi discepoli” (ibid.).

    I movimenti ecclesiali e le nuove comunità sono una delle novità più importanti suscitate dallo Spirito Santo nella Chiesa per l’attuazione del Concilio Vaticano II. Si diffusero proprio a ridosso dell’assise conciliare, soprattutto negli anni immediatamente successivi, in un periodo carico di entusiasmanti promesse, ma segnato anche da difficili prove. Paolo VI e Giovanni Paolo II seppero accogliere e discernere, incoraggiare e promuovere l’imprevista irruzione delle nuove realtà laicali che, in forme varie e sorprendenti, ridonavano vitalità, fede e speranza a tutta la Chiesa. Già allora, infatti, rendevano testimonianza della gioia, della ragionevolezza e della bellezza di essere cristiani, mostrandosi grati di appartenere al mistero di comunione che è la Chiesa. Abbiamo assistito al risveglio di un vigoroso slancio missionario, mosso dal desiderio di comunicare a tutti la preziosa esperienza dell’incontro con Cristo, avvertita e vissuta come la sola risposta adeguata alla profonda sete di verità e di felicità del cuore umano.

    Come non rendersi conto, al contempo, che una tale novità attende ancora di essere adeguatamente compresa alla luce del disegno di Dio e della missione della Chiesa negli scenari del nostro tempo? Proprio perciò si sono succeduti numerosi interventi di richiamo e di orientamento da parte dei Pontefici, che hanno avviato un dialogo e una collaborazione sempre più approfonditi a livello di tante Chiese particolari. Sono stati superati non pochi pregiudizi, resistenze e tensioni. Rimane da assolvere l’importante compito di promuovere una più matura comunione di tutte le componenti ecclesiali, perché tutti i carismi, nel rispetto della loro specificità, possano pienamente e liberamente contribuire all’edificazione dell’unico Corpo di Cristo.

    Ho molto apprezzato che sia stata scelta, come traccia del Seminario, l’esortazione da me rivolta a un gruppo di Vescovi tedeschi in visita ad limina, che oggi senz’altro ripropongo a tutti voi, Pastori di tante chiese particolari: “Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con molto amore” (18 novembre 2006). Potrei quasi dire di non aver altro da aggiungere! La carità è il segno distintivo del Buon Pastore: essa rende autorevole ed efficace l’esercizio del ministero che ci è stato affidato. Andare incontro con molto amore ai movimenti e alle nuove comunità ci spinge a conoscere adeguatamente la loro realtà, senza impressioni superficiali o giudizi riduttivi. Ci aiuta anche a comprendere che i movimenti ecclesiali e le nuove comunità non sono un problema o un rischio in più, che si assomma alle nostre già gravose incombenze. No! Sono un dono del Signore, una risorsa preziosa per arricchire con i loro carismi tutta la comunità cristiana. Perciò non deve mancare una fiduciosa accoglienza che dia loro spazi e valorizzi i loro contributi nella vita delle Chiese locali. Difficoltà o incomprensioni su questioni particolari non autorizzano alla chiusura. Il “molto amore” ispiri prudenza e pazienza. A noi Pastori è chiesto di accompagnare da vicino, con paterna sollecitudine, in modo cordiale e sapiente, i movimenti e le nuove comunità, perché possano generosamente mettere a servizio dell’utilità comune, in modo ordinato e fecondo, i tanti doni di cui sono portatori e che abbiamo imparato a conoscere e apprezzare: lo slancio missionario, gli efficaci itinerari di formazione cristiana, la testimonianza di fedeltà e obbedienza alla Chiesa, la sensibilità ai bisogni dei poveri, la ricchezza di vocazioni.

    L’autenticità dei nuovi carismi è garantita dalla loro disponibilità a sottomettersi al discernimento dell’autorità ecclesiastica. Già numerosi movimenti ecclesiali e nuove comunità sono stati riconosciuti dalla Santa Sede, e pertanto vanno senza dubbio considerati un dono di Dio per tutta la Chiesa. Altri, ancora in fase nascente, richiedono l’esercizio di un accompagnamento ancor più delicato e vigilante da parte dei Pastori delle Chiese particolari. Chi è chiamato a un servizio di discernimento e di guida non pretenda di spadroneggiare sui carismi, ma piuttosto si guardi dal pericolo di soffocarli (cfr 1 Ts 5,19-21), resistendo alla tentazione di uniformare ciò che lo Spirito Santo ha voluto multiforme per concorrere all’edificazione e alla dilatazione dell’unico Corpo di Cristo, che lo stesso Spirito rende saldo nell’unità. Consacrato e assistito dallo Spirito di Dio, in Cristo, Capo della Chiesa, il Vescovo dovrà esaminare i carismi e provarli, per riconoscere e valorizzare ciò che è buono, vero e bello, ciò che contribuisce all’incremento della santità dei singoli e delle comunità. Quando saranno necessari interventi di correzione, siano anch’essi espressione di “molto amore”. I movimenti e le nuove comunità si mostrano fieri della loro libertà associativa, della fedeltà al loro carisma, ma hanno anche dimostrato di sapere bene che fedeltà e libertà sono assicurate, e non certo limitate, dalla comunione ecclesiale, di cui i Vescovi, uniti al Successore di Pietro, sono ministri, custodi e guide.

    Cari Fratelli nell’Episcopato, al termine di questo incontro vi esorto a ravvivare in voi il dono che avete ricevuto con la vostra consacrazione (cfr 2 Tm 1,6). Lo Spirito di Dio ci aiuti a riconoscere e custodire le meraviglie che Egli stesso suscita nella Chiesa a favore di tutti gli uomini. A Maria Santissima, Regina degli Apostoli, affido ognuna delle vostre Diocesi e vi imparto di tutto cuore un’affettuosa Benedizione Apostolica, che estendo ai sacerdoti, ai religiosi, alle religiose, ai seminaristi, ai catechisti e a tutti i fedeli laici, in particolare, oggi, ai membri dei movimenti ecclesiali e delle nuove comunità presenti nelle Chiese affidate alle vostre cure.

  115. Augusto Cosentino scrive:

    …parla il Papa, non Mons. Rylko, nè un altro “impastato della sua risma” …

  116. @marco scanavacca:
    davvero lieto che conosci il ciss
    (io ne sono membro dal 2001, ho anche cercato-invano-di realizzare a brindisi una filiale:ci fù un primo incontro ma poi la cosa non ebbe seguito-sebbene partirono un paio di comunicati stampa ed un articolo….).
    Immagino che avrai stima anche per Giovanni Palladino.
    Io tantissima.

    Quanto alla città: sembra che ti diverti a vedere che non riesco a indovinare….
    Ascoli?(è bagnata dal castellano e anche da un altro corso d’acqua).
    Quando comincerai a darmi un “aiutino”? :cool:

  117. raffaele savigni scrive:

    Condanno senza eccezione acuna tutte le violenze, compresa la strage di Primavalle (compiuta da “Potere operaio”), la strage fascista di Piazza Fontana. Sono stati anni terribili, con gravi violenze DA ENTRAMBE LE PARTI (ESTREMA DESTRA ED ESTREMA SINISTRA). Comunque, io mi inginocchio dinanzi al Crocefisso, non mentre leggo un libro non religioso.

  118. Marco Scanavacca scrive:

    Un pezzullo dell’innominato sugli effetti della NON applicazione della dottrina sociale cristiana
    http://www.effedieffe.com/content/view/3294/182/

  119. Augusto Cosentino scrive:

    Egr.Dott. Tornielli,
    vedo, con grande dispiacere che questo blog è divenuto il rifugio di quanti ritengono di difendere Santa Romana Chiesa dalla specie perniciosa dei ‘neocatecumenali’ (che qualcuno, su altro blog, ha deciso di eliminare fisicamente dalla faccia della terra in quanto ‘eretici’). Le espressioni volgari e offensive che vi si trovano e che lei permette, e forse incoraggia, egr. Dott. Tornielli, offendono tutte quelle persone (e sono molte) che, come me, sono ‘neocatecumenali’ (il che non è né una razza, particolare, né una malattia di nuovo tipo). Mi dispiace che tali discussioni tolgano spazio ad altre decisamente più interessanti su argomenti pertinenti. E’ interessante il fatto che, di qualsiasi cosa si stia parlando, portino il discorso sui ‘perfidi neocatecumenali’, definiti, per citare solo alcuni aggettivi, luterani, giudei, gnostici ecc. (aggettivi sui quali mi permetto di avere una qualche, seppur minima, competenza, essendo io ricercatore di Storia delle Religioni). Ora, sia i contenuti espressi, sia il linguaggio usato e le forme dell’espressione, sono da definirsi, quantomeno offensivi (uso certo un eufemismo). Sia il curatore del sito, sia i suoi fervidi e assidui partecipanti, credo non si rendano conto di alcune cose:
    1. Stanno parlando di persone concrete, che fanno un (serio) cammino di conversione, che viene banalizzato e messo alla berlina. Stanno parlando di persone concrete che hanno una loro vita professionale e familiare, e che non si ha il diritto di offendere in quanto appartenenti alla succitata categoria. Stanno parlando di persone che – talvolta – per la Chiesa Cattolica spendono tempo denaro, energie e persino la loro intera esistenza. Per la Chiesa e per Gesù Cristo.
    2. Dal punto di vista dottrinale e liturgico – è evidente – ci sono varie posizioni nella Chiesa (compresa quella espressa nel Cammino Neocatecumenale). Tutte queste posizioni, da quelle più tradizionaliste a quelle progressiste, hanno pari dignità all’interno della Chiesa all’interno di un dibattito, a meno da non essere estromesse chiaramente.
    3. Tale estromissione (dicasi anche scomunica per eresia) avviene sempre ad opera di persone preposte allo scopo e in sedi opportune.
    4. Per questo motivo una rivista, un sito o un luogo di dibattito cattolico non può arrogarsi il diritto di dichiarare eretico un altro cristiano, se c’ò non è stato fatto preventivamente dagli organi preposti. Lo stesso vale per un singolo credente.
    5. Inoltre, al di là della mancanza di decenza nelle parole e nelle idee espresse – che va decisamente in direzione di una scarsa conoscenza delle regole della buona educazione e che travalica addirittura, in qualche caso, i confini dell’illecito per diffamazione (ma lo sanno bene, costoro, sì che lo sanno, di non ricevere denunce!) – certo molti dimostrano una assoluta mancanza di carità cristiana.
    Egr. Dott. Tornielli, mi scuso per la prolissità, ma, mi spiace, non riuscivo più a tacere di fronte all’astio, alla morbosità, all’indecenza di certe affermazioni.
    saluti

    Dr. Augusto Cosentino

  120. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile signor Augusto Cosentino, se ha avuto la pazienza di navigare in questo blog, avrà notato come io abbia difeso Kiko Arguello dagli attacchi per il fatto di essere andato a fare la comunione a braccia conserte, così come ho postato commenti posiivi sui movimenti. Non troverà una mia parola o una mia espressione contro i neocatecumenali. Dunque mi stupisce e mi addolora che lei mi accomuni chi prmulga patenti di ereticità verso questo o quel movimento. Dovrebbe essere ovvio che io rispondo dei miei post: poi la discussione è libera, accesa, e spesso accesissima. Sono comunque intervenuto sul caso. Comunque sappia che ci sono frequentatori del blog che attaccano me costantemente, dunque, siamo in buona compagnia. In ogni caso, cercherò di intervenire più chiaramente nei prossimi giorni…

  121. Marco Scanavacca scrive:

    Per tornare all’argomento del thread, vi posto un articolo… indovinate di chi?
    http://www.effedieffe.com/content/view/3303/179/

    Mi pare che, gli ultimi due articoli dell’Innominato che ho segnalato mostrino come sia necessario ricominciare a PENSARE l’economia, per questo è provvidenziale – forse – la prossima pubblicazione di un’enciclica in materia di dottrina sociale della Chiesa…
    Cosa ne pensate?
    p.s.: visto che il dott. Tornielli ha la gentilezza di metterci a disposizione questo spazio di discussione, penso che il modo migliore di ripagarlo sia – ferme restando le idee di ciascuno – di RIMANERE IN TEMA (come si diceva a scuola, pena beccarsi un bel 3…). Quindi, se volete rispondere, ci siamo capiti…

  122. Caro marco(da curlandia?),
    ma sei proprio un fan sfegatato.
    Addirittura Rettore della Bocconi,dai! ;)

  123. Marco Scanavacca scrive:

    AHAHAHAHAH, cuccato!

  124. Gladiator scrive:

    POPULORUM ET REGRESSIO

    “Un popolo senza Dio nel campo sociale , è un popolo votato all’autodistruzione “
    Lo sviluppo e il progresso scientifico ed economico dei popoli , che sono sotto il giogo della fame e della miseria per quanto possa destare il dispiacere della Chiesa per le ingiustizie permanenti nei popoli , non sono il suo obiettivo primario perché essa ha una missione solo di ordine spirituale e morale (G.S. n 42 : Certo, la missione propria che Cristo ha affidato alla sua Chiesa non è d’ordine politico, economico o sociale: il fine, infatti, che le ha prefisso è d’ordine religioso ). Il progresso dell’uomo , se integrale ,coincide solo e soltanto col suo progresso morale , con l’affermazione nel campo sociale della legge del Signore ! L’umanesimo cattolico lo realizza quell’umanità , quell’uomo o quel popolo che realizza la legge naturale : esso è l’applicazione della legge naturale confermata dalla legge rivelata . A questo umanesimo segue il vangelo che è una dimensione spirituale del singolo uomo oppure quello delle comunità che vivono in parallelo alle società naturali, basate sulla rinuncia con i voti religiosi che sono società di fede , all’opposto le società naturali sono basate sul matrimonio e la famiglia , dove uno stato protegge e difende il bene comune . Queste altre comunità non hanno come fine il bene comune ma vivono per un’altra dimensione che non è quella della realizzazione della legge naturale e hanno un fine spirituale come quello della Chiesa nel mondo .
    Nelle grandi encicliche sociali che vanno dalla Rerum Novarum alla Pacem in Terris, la Chiesa Cattolica si è solo prefissa di delineare alcuni principi generali di morale ed etica universale che sono alla base di ogni convivenza umana e civile perché sono affermati i concetti base di giustizia sociale e l’ordine gerarchico naturale . Quei principi sono imprescindibili per chiunque voglia dedicarsi al servizio della politica e della convivenza tra gli uomini in quanto essa è latore di un messaggio di salvezza che si innesta su una Legge di giustizia che risale alle origini dell’umanità: la legge naturale che risiede nel cuore dell’uomo , confermata dalla rivelazione a Israele, viene completata e non avversata dal vangelo . La Chiesa sa bene che Cristo pur essendo il Re di tutto l’universo , non è voluto salire su un trono umano, altrimenti avrebbe dovuto dare inizio subito alla giustizia divina ; egli invece si è rifiutato di salire su un trono per sconfiggere la radice di tutti i mali dell’uomo : il peccato . Anzi noi sappiamo in anticipo che non sarà su questa terra che terminerà la lotta di Cristo contro il male e il peccato . Questa lotta andrà avanti fino alla battaglia finale quando Cristo ritornerà con potenza e regalità a far giustizia di tutti gli abitanti della terra .
    Gesù Cristo nella sua breve vita terrena in mezzo al suo popolo non si è prefisso la sconfitta di un impero ma la salvezza del popolo della fede attraverso il suo sangue . L’ira del Padre che era diretta su Adamo peccatore , è stata placata da quell’unico suo sacrifico sulla croce . Tocca ai laici piuttosto impegnarsi ad attuare nella società civile la legge rivelata per avere un regno di giustizia sulla terra .
    A tutti i popoli , sia a quelli della fame e sia a quelli dell’opulenza, la Chiesa ha il dovere di additare dei principi base della legge naturale universale che sono imprescindibili per la giustizia tra gli uomini e per la vita del pianeta .Principi che non si riducono a un semplice ugualitarismo mistificatore tra uomo e uomo ,ma pongono le basi per una razionale convivenza umana basata su leggi morali imprescindibili . Tocca , poi , piuttosto ai laici entrare nei particolari della storia per concretizzare i principi in maniera autonoma . Perché solo dall’applicazione integrale della legge naturale si ha l’umanità integrale e non si avranno gli squilibri demografici di cui hanno avuto tanta paura gli stessi documenti conciliari . L’uomo creato da Dio sulla terra non è un male che inquina e consuma , ma un bene ! L’uomo è stato chiamato a mettere ordine al creato con la legge di Dio , di cui egli diventa il più fedele collaboratore . Egli è frutto dell’amore di Dio !
    Mentre il popolo eletto dopo aver conquistato la Terra Santa, combattendo , alla fine, la divise tirando a sorte senza alcun principio ugualitario o democratico (Giosuè18-19), così la Chiesa ha il dovere di conquistare gli uomini proponendo l’unico Salvatore degli uomini dal peccato, Gesù, lasciando ai laici l’attuazione dei principi morali nell’ambito della vita civile . Non è compito della Chiesa stabilire Commissioni Pontificie che abbiano carattere politico perchè il suo Maestro evitò costantemente e tenacemente ogni tentativo messo in atto per coinvolgerlo in avvenimenti di carattere politico (Giov.7,1-9) . Egli rispondeva solo a provocazioni di carattere morale sulla Legge sapendo che lì si trova la radice della stessa azione politica , lasciò quindi sgombero il campo della laicità da intromissioni di carattere clericale sapendo che c’è già una legge interna alla società ,che è razionale, ha come scopo il bene comune secondo Dio . I dieci comandamenti infatti erano già nel cuore di Adamo prima che peccasse e prima che Dio li rivelasse .
    Cristo , perciò, non è venuto a mettere in risalto lo sviluppo integrale dell’uomo,quanto ristabilire il primato del Padre nella Creazione dell’uomo e dell’universo, nè è venuto a raccontargli fandonie e illusioni circa la sua pretesa libertà morale . L’uomo non è libero rispetto alla verità , né completamente autonomo rispetto alle sue scelte sociali ma è condizionato sia sul piano morale e sia sul piano fisico . Non è compito della Chiesa presiedere alla distribuzione dei beni della terra ,né di costruire teologie della liberazione dell’uomo dai suoi condizionamenti, quanto stabilire i principi della morale naturale , l’unica che assicura il bene comune all’uomo e che indica alla politica la via della giustizia . Certo la Chiesa invita alla solidarietà tra i popoli perché gli uomini sono fratelli ma questo mai a discapito della giustizia . La stessa carità non è nemica della giustizia sociale né deve essere anteposta alla giustizia nell’azione sociale . Vivere la Carità è una dimensione della Chiesa e non del corpo sociale !

    Il messaggio della Chiesa, che non privilegia nessuna classe politica né categoria sociale , è rivolto a tutti gli uomini di buona volontà che vogliono redimersi dal peccato e che vogliono perseguire la salvezza personale nello stabilire un ordine sociale che elimini ogni ingiustizia sociale e morale che sono le vere cause dei disordini sociali che conducono alla povertà : guerra e carestia nelle nazioni, mali tra i continenti di dimensioni locali e geopolitici .
    La Chiesa non promette nessun benessere , né alcuna ricchezza , infatti non è esperta in questioni sociali ma è capace di indicare l’ordine morale al quale si appoggia l’ordine politico affinché si giunga ad un regno di giustizia fin da questa terra . Gli squilibri nell’ordine politico sono frutto spesso di ingiustizie sociali che creano categorie di poveri sul piano sociale ,questi poveri poi , non sono i poveri del vangelo che hanno di mira solo la salvezza immediata dal peccato. Quando Cristo parla di una libertà personale, libera dai condizionamenti economici , si rivolge infatti ai discepoli più stretti del Regno ,i quali invita ad essere poveri , ad abbracciare una dimensione della povertà che consiste nel distacco interiore dai beni terreni. NON è una povertà predicata alle classi sociali quella di Cristo ,ma è rivolta ai discepoli del Regno futuro . L’unico e autentico sviluppo che indica la Chiesa ai popoli come modello di progresso, è lo sviluppo morale dell’uomo che potrebbe anche non coincidere con lo sviluppo materiale e scientifico . Anzi spesso questo sviluppo scientifico fa credere all’uomo di potere sovvertire le regole della legge naturale che è una legge morale irremovibile della sua anima . Non è necessario lo sviluppo materiale allo sviluppo morale e la storia dell’umanità non va verso un fine di ulteriore perfezione morale , anzi la Rivelazione ci dice che alla fine dei secoli , l’umanità si ribellerà totalmente . Ecco perché la Chiesa non ha nessuna prevenzione e alcun pregiudizio per i poveri ,né verso coloro che avendo vissuto una vita in dissipazioni,si convertono a una vita di conversione e ritorno ai precetti morali .
    La Chiesa tutti accoglie come fratelli, sia neri, sia indigeni ,sia rossi, sia bianchi , sia peccatori , sia giudei che greci, perché tutti gli uomini sono dei fratelli minacciati dal peccato che allontana l’umanità da Dio .
    In questa lotta di Dio contro il principe di questo mondo c’è una Donna , la Madre del Verbo , che è stata posta come aiuto alla Chiesa insieme agli angeli . Essi hanno il compito di proteggere tutta l’umanità e il gregge degli eletti che solo Dio conosce . Amen

  125. Cherubino scrive:

    faccio presente al sig. Gladiator che dileggiare un’enciclica papale costituisce peccato di bestemmia, come specificato dal Catechismo della Chiesa Cattolica (2148):
    “La proibizione della bestemmia si estende alle parole contro la Chiesa di Cristo, i santi, le cose sacre.”

  126. Gladiator scrive:

    sono nemico della bestemmia !

  127. L'Enigmista scrive:

    E l’idropico: “Tu di’ ver di questo:
    ma tu non fosti sì ver testimonio

    là ‘ve del ver fosti a Troia richesto”.
    “S’io dissi falso, e tu falsasti il conio”,
    disse Sinon; “e son qui per un fallo,

    e tu per più ch’alcun altro demonio!”.
    “Ricorditi, spergiuro, del cavallo”,
    rispuose quel ch’avëa infiata l’epa;

    “e sieti reo che tutto il mondo sallo!”.
    “E te sia rea la sete onde ti crepa”,
    disse ‘l Greco, “la lingua, e l’acqua marcia

    che ‘l ventre innanzi a li occhi sì t’assiepa!”.
    Allora il monetier: “Così si squarcia
    la bocca tua per tuo mal come suole;

    ché, s’i’ ho sete e omor mi rinfarcia,
    tu hai l’arsura e ‘l capo che ti duole,
    e per leccar lo specchio di Narcisso,

    non vorresti a ‘nvitar molte parole”.
    Ad ascoltarli er’io del tutto fisso,
    quando ‘l maestro mi disse: “Or pur mira,

    che per poco che teco non mi risso!”.
    Quand’io ‘l senti’ a me parlar con ira,
    volsimi verso lui con tal vergogna,

    ch’ancor per la memoria mi si gira.
    Qual è colui che suo dannaggio sogna,
    che sognando desidera sognare,

    sì che quel ch’è, come non fosse, agogna,
    tal mi fec’io, non possendo parlare,
    che disïava scusarmi, e scusava

    me tuttavia, e nol mi credea fare.
    “Maggior difetto men vergogna lava”,
    disse ‘l maestro, “che ‘l tuo non è stato;

    però d’ogne trestizia ti disgrava.
    E fa ragion ch’io ti sia sempre allato,
    se più avvien che fortuna t’accoglia

    dove sien genti in simigliante piato:
    ché voler ciò udire è bassa voglia”.

  128. CHIESA + CRISTIANA ANTICA +CATTOLICA E +APOSTOLICA
    Diocesi Cattolica Ortodossa di Monza per l’Italia

    Comunicato Stampa

    MILANO, 10 Dicembre 2009 – LE PAROLE DEL PRESIDENTE BERLUSCONI SONO UN INNO ALLA DITTATURA DEL PLEBISCITO
    SIAMO IN PRESENZA DI UN ATTO EVERSIVO AI DANNI DELLA REPUBBLICA COSTITUZIONALE : E’ GRAVE INDICARE NEL VOTO POPOLARE IL METRO DI MISURA DI TUTTO! IL POPOLO E CHI LO GOVERNA ESERCITANO LA SOVRANITA’ DENTRO IL QUADRO INDEROGABILE STABILITO DALLA COSTITUZIONE! NON E’ UN POTERE ILLIMITATO POICHE’ ALTRIMENTI DIVENTA DITTATURA PLEBISCITARIA….
    SENZA LA GARANZIA DELLE ISTITUZIONI COSTITUZIONALI SI SCIVOLA VERSO LA DITTATURA DEL PIU’ FORTE, DEL PIU’ RICCO E DEL PIU’ FURBO….
    LA CHIESA DEL VATICANO, LA CEI, I VESCOVI ITALIANI E TUTTE LE COMUNITA’ CRISTIANE DOVREBBERO RENDERSI CONTO CHE STIAMO AVVIANDOCI VERSO IL 1922 QUANDO VI FU LA MARCIA SU ROMA: OGGI C’E’ LA MARCIA SULLA REPUBBLICA DEMOCRATICA , DOVE IL POPOLO ESERCITA SOVRANITA’ SECONDO LE NORME DETTATE DALLA COSTITUZIONE REPUBBLICANA E NON SECONDO UNA INVESTITURA DEL PREMIERATO ASSOLUTO : ALTRO CHE RIFORMA DELLA GIUSTIZIA – VI SAREBBE LA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA SE BERLUSCONI CON TUTTO IL SUO PESO INGOMBRANTE DI SOSPETTI, PROCEDIMENTI PENALI IN CORSO E ACCUSE DI COLLUSIONI MAFIOSE, SI FACESSE DA PARTE DOPO CIRCA 15 ANNI DI
    DITTATURA MASS- MEDIATICA E CONFLITTI DI INTERESSE INAUDITI E INACCETTABILI IN QUALUNQUE NAZIONE CIVILE, E ANNI DI INSOLENZE E AFFRONTI VERSO I GIUDICI E GLI ORGANI COSTITUZIONALI DELLO STATO – DOPO IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA NAPOLITANO E DOPO IL CARDINALE TETTAMANZI E’ LA VOLTA DELLA CORTE COSTITUZIONALE AD ESSERE INDICATA COME NEMICA DELLA DEMOCRAZIA : IL DELIRIO DI ONNIPOTENZA DEL CAPO DEL GOVERNO CONTINUA….
    Perchè tanti personaggi improbabili continuano a difendere l’indifendibile quando si tratta di Berlusconi?
    Chi sono tutti questi cortigiani di Corte, che scattano ad ogni giusta obiezione che viene mossa al loro imperatore?
    PLAUDIAMO ALLA PAROLE DEL PRESIDENTE DELLA CAMERA FINI CHE HA PRESO DRASTICAMENTE LE DISTANZE DALLE PAROLE EFFERATE DI BERLUSCONI.

    Se Berlusconi decidesse, sua sponte, di farsi da parte allora la Riforma della Giustizia, sempre agognata e invocata, sarebbe già a buon punto: il suo peso personale e ingombrante non permette più nessuna discussione seria, pacata, condivisa, senza secondi fini, di tutta la materia del diritto e della giustizia in questo Paese.
    I suoi problemi personali con la giustizia e la Magistratura inquinano tutta la discusssione sulle riforme: è inaudito che voglia piegare ogni istituzione dello Stato democratico ai suoi voleri e sfuggire ai suoi doveri di uomo politico, primo fra tutti quello di rispondere ad accuse in sede penale ed in sede giudiziaria, per atti di cui è imputato, come qualunque altro cittadino italiano.
    La Chiesa Italiana, la CEI, il Vaticano stesso sempre prodighi di ammonimenti e di prediche o filippiche sul rispetto dei valori, sull’etica pubblica, non trovano niente di stonato oggi, mentre un capo del Governo arriva ad insultare persino la Corte Costituzionale?
    Cosa c’è che non permette ai Vescovi di parlare?
    La paura di conseguenze?
    I tanti privilegi economici che Berlusconi promette alla Chiesa Cattolica romana?
    Fino a che punto può spingersi questa mirata eversione ai danni dello Stato di diritto in Italia, e fino a quando il silenzio politico della Chiesa ai suoi massimi vertici?
    Vorremmo capirlo…
    Non capiscono i Vescovi che così facendo è la stessa Chiesa che perde ogni credibilità di magistero e di autorevolezza etica?
    Hanno fatto qualche significativo iter dentro il quotidiano della gente italiana, per le strade, dove si vive, per sentire quale stima godano loro da parte della comunità civile italiana ?
    Stanno vedendo come si è consegnata – populo auspicante – l’Italia in mano a personaggi che dimostrano poca o nessuna considerazione della legalità, senza il sentimento personale della vergogna, della decenza, del senso delle Istituzioni civili e democratiche, dell’obbligo morale della testimonianza diretta dei principi invece sempre proclamati in astratto, responsabili di comportamenti inauditi sotto ogni profilo sociale ed istituzionale?
    Perchè tanti personaggi improbabili continuano a difendere l’indifendibile quando si tratta di Berlusconi?
    Chi sono tutti questi cortigiani di Corte, che scattano ad ogni giusta obiezione che viene mossa al loro imperatore?
    Con il discorso di oggi al Parlamento tedesco davanti al Partito Popolare Europeo, si è toccato il fondo.
    Occorre dire alla Chiesa, e gridarlo se necessita, che un Capo di Stato ha l’obbligo di stare al di sopra di ogni sospetto, e che è venuta l’ora dell’umiltà, della conversione sincera, della metànoia e dell’esame di coscienza dinnanzi alle proprie passate azioni, e non già quello dell’orgoglio senza limiti e della tracotanza davanti a tutto e a tutti.
    Tutte le Associazioni civili e democratiche del Paese devono muoversi perchè la deriva populista e dispotica di Berlusconi è arrivata all’apice, anche visibilmente oggi dal tono della sua voce e dalla mimica facciale e dalla stessa gestualità, che ricordano quelle di epica memoria fascista, e che il Premier ha platealmente esibito in Germania.
    Siamo grati al Presidente della Camera Gianfranco Fini che ha preso le distanze dalle parole efferate e sconsiderate di Berlusconi.
    Una speranza di ripresa delle Istituzioni di garanzia e di espressione democratica, dopo il diluvio di oggi, è forse ancora possibile.
    “Apres moi le diluge!” (“dopo di me il diluvio”) diceva il Sovrano assoluto Re Luigi XIV, ma Berlusconi oggi lo ha superato dopo circa 400 anni : ridicolo e grottesco insieme, follia del potere senza autorità e autorevolezza interiore.

    CENTRO STUDI TEOLOGICI di MILANO

    Mons. + Giovanni Climaco MAPELLI
    Arcivescovo Primate

    tel. 339.5280021
    fax 02. 95.310741

    CHIESA DEI SANTI CIRILLO E METODIO IN MILANO
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