Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia

[photopress:AEY7.jpg,full,alignleft]Un nuovo vescovo nella “famiglia” del Papa. Dovrebbe essere pubblicata a giorni la nomina episcopale dell’attuale reggente della Prefettura della Casa Pontificia, monsignor Paolo De Nicolò (a sinistra nella foto). Se l’indiscrezione fosse confermata, si tratterebbe di un precedente difficilmente eguagliabile: già due fratelli di De Nicolò sono infatti diventati vescovi: sono Giacomo De Nicolò, nunzio apostolico, ritiratosi del 2004 e Mariano De Nicolò, vescovo di Rimini fino al luglio scorso.
A nomina puntualmente avvenuta a mezzogiorno di oggi, sabato 24 maggio, posso aggiungere che la nomina non prelude ad alcun trasferimento del settantaduenne neo-vescovo in qualche diocesi o ad altro incarico curiale. Continuerà a essere reggente, dunque numero due della Prefettura (retta dall’americano Harvey).

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

30 risposte a Un nuovo vescovo nella "famiglia" pontificia

  1. Marco Scanavacca scrive:

    Fratelli De Nicolò 3
    Boanerghes 2 :D

  2. Gianluca Barile scrive:

    Ho avuto modo di conoscere Monsignor De Nicolò e, per quello che può valere, sono lieto che il Santo Padre abbia deciso di nominarlo Vescovo.

  3. Davide scrive:

    che senso ha nominare Vescovo il reggente della Casa Pontificia?
    è gia Monsignore…

  4. Sarei davvero contento se Mons. De Nicolò fosse elevato alla dignità Vescovile in un ruolo importante come la Prefettura della Casa Pontificia.

  5. Pipìta Del Monte scrive:

    Mi inchino davanti al prode conte Tornielli,profondendomi in mille e mille e mille scuse se oso andare per un attimo al di fuori del solco da lui amabilmente tracciato e che desta la mia ammirazione per la doviziosa famiglia De Nicolò.

    E’ giunta quest’oggi a’ miei aristocratici padiglioni auricolari mentre ero intenta a sane letture la notizia dell’approvazione degli statuti presentati nei Sacri Palazzi dal plebeo spagnuolo Francisco Arguello e dalla di lui ninfa egeria che vezzosamente si fa appellare col nome dell’eroina di Georges Bizet, quantunque il paragone tra le due fanciulle sia alquanto improbabile.

    Mi piace immaginare che detto Francisco sicuramente in cotale momento storico della sua effervescente vita, lui che ha affisso le sue tesi sul portone della sua chiesa personale nomata Domus Galilaeae, stia organizzando le sue truppe danzanti per recarsi presto a Roma a ricevere il premio delle sue onerose fatiche quarantennali.

    Di sicuro in prima fila,altre al detto e alla damigella che sa ballare l’habanera, vi saranno uno squadrone di cavalleggeri neocatecumenali e di cavalli, specie entrambe aduse a incedre a code alzate acciocchè i crepitii olezzanti dei loro ventri abbiano modo di espandersi meglio.

  6. Silvano scrive:

    Come mai qui non c’è traccia del “paginone da novella duemila sulla ciotola di coccio del primo secolo” ?

  7. Marco Scanavacca scrive:

    Signor Silvano, il suo è un rebus da Bartezzaghi de La Settimana Enigmistica! Come direbbe Raffaella Carrà, un aiutiiiino (da pronunciare con le labbra a cul di gallina)

  8. Jo ianua scrive:

    Pace a tutti voi! In modo speciale a chi non perde occasione per sparare a zero su Kiko anche se si parla della nomina di un vescovo! Non voglio cimentarmi in duelli verbali con certe lingue allenate e mi dò già per vinta, ma vorrei portare alla vostra conoscenza solo alcuni FATTI importanti per la mia vita:
    grazie all’evangelizzazione del Cammino Neocatecumenale con catechisti itineranti (che lasciano il lavoro ecc.) sono ancora nella Chiesa Cattolica ed ho cominciato a gustare la Parola, la partecipazione attiva all’eucaristia, l’Humanae Vitae ancor prima di fidanzarmi e il dono dei figli come una vera ricchezza! Dai frutti si riconosce l’albero…

  9. Klaus scrive:

    @ JO JANUA

    personalmente avevo chiuso il capitolo neocatecumenali, di cui,a onor del vero, mi interessa poco o punto, visto però che qualcuno ha riaperto qui il discorso, consentitemi di porre anche a me la parola fine.

    Se la Chiesa approva i neocatecumenali ritengo che ormai siano superati i tempi di Lutero e di Calvino e che il relativismo di cui ci si riempie la bocca è….solo una parola ormai!

    Il Cammino Neocatecumenale è cristiano,ma decisamente non cattolico! Se qualcuno ne vuole una riprova si legga gli Orientamenti di Kiko Arguello,senza perdere altro tempo!

    Quanto ai frutti…..beh anche i Testimoni di Geova ne vantano parecchi per la loro esperienza di fede.

    Presto vedremo Arguello (o lo stiamo già ve3dendo?) più potente di in vescovo o di in cardinale.

    Contenti voi…!

    Continuiamo pure a trastullarci discutendo del sesso degli angeli!

  10. Emiliano scrive:

    Sono d’accordissimo con Klaus!
    Il Cammino Neocatecumenale è cristiano,ma decisamente non cattolico!

  11. marina scrive:

    LETTERA “Ogniqualvolta”
    DI SUA SANTITA’ PAPA GIOVANNI PAOLO II
    A MONSIGNOR PAUL JOSEF CORDES
    30 Agosto 1990


    “Riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni.

    Auspico, pertanto, che i Fratelli nell’Episcopato valorizzino e aiutino – insieme con i loro presbiteri – quest’opera per la nuova evangelizzazione, perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori, nello spirito di servizio all’Ordinario del luogo e di comunione con lui e nel contesto dell’ unità della Chiesa particolare con la Chiesa universale.”

    Dal Vaticano, il 30 Agosto del 1990, XII di Pontificato
    (AAS 82 [1990] 1513-1515).

    Considerato che giovanni paolo II era un conservatore,a me personalmente questo non piace.

    Se per evangelizzazione si intende restaurazione,non va bene.

  12. Francesco Ursino scrive:

    Marina, ma ha letto la data? In 18 anni sono cambiate un po’ di cose eh…

  13. marina scrive:

    E neanche questo mi piace..se fosse vero.

    I catechisti, all’inizio del cammino, cercano di concentrare la volontà del gruppo su tecniche psicologiche e sociologiche, in modo da promuovere, nei più deboli, entusiasmi e “reazioni” calde, sino al fanatismo e all’esaltazione mistica, mentre nei più forti generano disgusto, sgomento e ribellioni, che vengono, però, subito soffocate dalla rigidità delle regole neocatecumenali, basate sul “silenzio” e sul “segreto” su tutto ciò che avviene in comunità.

    “Le testimonianze di “peccato”, che accompagnano per tutti i lunghi anni del “cammino neo-catecumenale”, sconvolgono e violentano le coscienze dei partecipanti deboli e indifesi. Succede così: durante le liturgie della proclamazione della parola di Dio, e durante le celebrazioni eucaristiche, c’è sempre chi si confessa, pubblicamente, ad alta voce, dicendo, per esempio, di essersi masturbato tutta la notte, o di aver violentato la figlia del convivente, o di essersi drogato e poi dato ai piaceri sessuali, e via dicendo.

    “E questo avviene anche alla presenza di bambini e di adolescenti, scandalizzandoli e stuzzicando in loro curiosità malsane. Lo conferma anche questa mia triste esperienza: una delle mie bambine, di cinque anni, (che avevo portato con me!), avendo udito la parola “incesto”, in piena liturgia, si alzò dal posto e venne a chiedermi spiegazioni!…

  14. marina scrive:

    Ursino,questa è di quesr’anno:

    Cardinali e Vescovi ringraziano il Cammino neocatecumenale

    Inaugurano una cappella per l’adorazione perpetua sul Monte delle Beatitudini

    di Antonio Gaspari

    ROMA, martedì, 1° aprile 2008 (ZENIT.org).- Sabato 29 Marzo, 9 Cardinali e 170 tra Vescovi e Arcivescovi, i rettori dei 54 seminari “Redemptoris Mater” di tutto il mondo e i catechisti itineranti del Cammino neocatecumenale hanno inaugurato una cappella per l’adorazione perpetua del Santissimo Sacramento sul Monte delle Beatitudini.

    La cappella si trova nel presso la “Domus Galileae”, centro gestito dal Cammino neocatecumenale in località Korazym, di fronte al lago di Tiberiade.

    La cerimonia di inaugurazione è stata presieduta da Michel Sabbah, patriarca latino di Gerusalemme, da Vescovi dei vari riti, dal Custode della Terra Santa padre Piebattista Pizzaballa e dal nunzio di Sua Santità monsignor Antonio Franco. Vi hanno partecipato anche le autorità civili della regione e numerosi ambasciatori.

    La cappella per l’adorazione del Santissimo è inserita all’interno di un moderno complesso architettonico, comprendente 20 cellette e un colonnato formato di sette colonne con archi che rappresentano i Sacramenti.

    E’ sovrastata da un complesso scultoreo in bronzo realizzato da Kiko Argüello che rappresenta il sermone della montagna: Cristo con i 12 apostoli proprio sul monte in cui il Signore pronunciò il discorso che è il cuore del cristianesimo.

    Tutti i presenti hanno partecipato al convegno sulla “nuova evangelizzazione” promosso dai responsabili del Cammino neocatecumenale, Kiko Argüello, Carmen Hernandez e padre Mario Pezzi.

    In un comunicato finale, riportato da “Avvenire”, i Vescovi e Arcivescovi riconoscono “con gratitudine che, tra le numerose grazie concesse dallo Spirito Santo alla Chiesa del nostro tempo, il Cammino neocatecumenale rappresenta con il suo itinerario di iniziazione cristiana un carisma potente per rafforzare lo slancio missionario”.

    Il carisma che “sorge dalla rigenerazione battesimale”, ricorda il testo, può “dare una risposta alla situazione drammatica della scristianizzazione dell’Europa”.

    Secondo i presuli, l’avvenire del Cammino dipenderà per gran parte dall’amore paterno con il quale i Vescovi “accoglieranno questo carisma”, accompagneranno “da vicino i seminari Redemptoris Mater” e incoraggeranno “le famiglie tanto preziose delle Comunità neocatecumenali”.

    All’incontro, ricorda la “Radio Vaticana”, hanno partecipato il Cardinale Paul Josef Cordes, presidente del Pontificio Consiglio “Cor Unum”; il Cardinale Stanislaw Rylko, presidente del Pontificio Consiglio per i Laici; il Cardinale Philippe Barbarin, Arcivescovo di Lione; il Cardinale Antonio María Rouco Varela, Arcivescovo di Madrid e presidente della Conferenza Episcopale Spagnola; il Cardinale Joachim Meisner, Arcivescovo di Colonia; il Cardinale Józef Glemp, primate di Polonia, e il Cardinale Vinko Puljić, Arcivescovo di Sarajevo.

    Erano presenti anche il Cardinale Christoph Schönborn, Arcivescovo di Vienna, e il Cardinale Stanislaw Dziwisz, Arcivescovo di Cracovia, che hanno sottolineato la grave situazione della famiglia e della moralità in Europa.

    “Promuovere l’evangelizzazione – hanno affermato secondo quanto riportato dall’emittente pontificia – significa rinnovare la famiglia e quindi rinnovare l’Europa”.

  15. Emiliano scrive:

    «Se non c’è vescovo non c’è Chiesa; se non c’è vescovo non c’è Eucaristia»

    Auguri a Mons. Paolo de Niccolò!
    Personalmente, avrei fatto vescovo Mons. Ignacio Barreiro :-)

  16. marina scrive:

    Ursino,questa è del 2006

    UDIENZA A COMUNITÀ DEL CAMMINO NEOCATECUMENALE

    A fine mattinata, nell’Aula Paolo VI, il Santo Padre ha ricevuto in Udienza alcune Comunità del Cammino Neocatecumenale tra le quali duecento famiglie in procinto di partire in missione ed ha loro rivolto il discorso che riportiamo di seguito:

    DISCORSO DEL SANTO PADRE

    Cari fratelli e sorelle!

    Grazie di cuore per questa vostra visita, che mi offre l’opportunità di inviare uno speciale saluto anche agli altri membri del Cammino Neocatecumenale disseminato in tante parti del mondo. Rivolgo il mio pensiero a ciascuno dei presenti, ad iniziare dai venerati Cardinali, Vescovi e sacerdoti. Saluto i responsabili del Cammino Neocatecumenale: il Signor Kiko Argüello, che ringrazio per le parole che mi ha indirizzato a vostro nome, la Signora Carmen Hernández e Padre Mario Pezzi. Saluto i seminaristi, i giovani e specialmente le famiglie che si apprestano a ricevere uno speciale “invio” missionario per recarsi in varie nazioni, soprattutto in America Latina.

    E’ un compito, questo, che si colloca nel contesto della nuova evangelizzazione, nella quale gioca un ruolo quanto mai importante proprio la famiglia. Voi avete chiesto che a conferirlo fosse il Successore di Pietro, come già avvenne con il mio venerato Predecessore Giovanni Paolo II il 12 dicembre del 1994, perché la vostra azione apostolica intende collocarsi nel cuore della Chiesa, in totale sintonia con le sue direttive e in comunione con le Chiese particolari in cui andrete ad operare, valorizzando appieno la ricchezza dei carismi che il Signore ha suscitato attraverso gli iniziatori del Cammino. Care famiglie, il crocifisso che riceverete sarà vostro inseparabile compagno di cammino, mentre proclamerete con la vostra azione missionaria che solo in Gesù Cristo, morto e risorto, c’è salvezza. Di Lui sarete testimoni miti e gioiosi percorrendo in semplicità e povertà le strade d’ogni continente, sostenuti da incessante preghiera ed ascolto della parola di Dio e nutriti dalla partecipazione alla vita liturgica delle Chiese particolari a cui siete inviati.

    L’importanza della liturgia e, in particolare, della Santa Messa nell’evangelizzazione è stata a più riprese posta in evidenza dai miei Predecessori, e la vostra lunga esperienza può bene confermare come la centralità del mistero di Cristo celebrato nei riti liturgici costituisce una via privilegiata e indispensabile per costruire comunità cristiane vive e perseveranti. Proprio per aiutare il Commino Neocatecumenale a rendere ancor più incisiva la propria azione evangelizzatrice in comunione con tutto il Popolo di Dio, di recente la Congregazione per il Culto Divino e la Disciplina dei Sacramenti vi ha impartito a mio nome alcune norme concernenti la Celebrazione eucaristica, dopo il periodo di esperienza che aveva concesso il Servo di Dio Giovanni Paolo II. Sono certo che queste norme, che riprendono quanto è previsto nei libri liturgici approvati dalla Chiesa, saranno da voi attentamente osservate. Grazie all’adesione fedele ad ogni direttiva della Chiesa, voi renderete ancor più efficace il vostro apostolato in sintonia e comunione piena con il Papa e i Pastori di ogni Diocesi. E così facendo il Signore continuerà a benedirvi con abbondanti frutti pastorali.

    In effetti, in questi anni molto voi avete potuto realizzare, e numerose vocazioni al sacerdozio e alla vita consacrata sono nate all’interno delle vostre comunità. Oggi tuttavia è particolarmente alle famiglie che si rivolge la nostra attenzione. Oltre 200 di esse stanno per essere inviate in missione; sono famiglie che partono senza grandi appoggi umani, ma contando prima di tutto sul sostegno della Provvidenza divina. Care famiglie, voi potete testimoniare con la vostra storia che il Signore non abbandona quanti a Lui si affidano. Continuate a diffondere il vangelo della vita. Dovunque vi conduce la vostra missione, lasciatevi illuminare dalla consolante parola di Gesù: “Cercate prima il regno di Dio e la sua giustizia, e tutte queste cose vi saranno date in aggiunta”, ed ancora “Non affannatevi dunque per il domani, perché il domani avrà già le sue inquietudini” (Mt 6, 33–34). In un mondo che cerca certezze umane e terrene sicurezze, mostrate che Cristo è la salda roccia su cui costruire l’edificio della propria esistenza e che la fiducia in lui riposta non è mai vana. La santa Famiglia di Nazaret vi protegga e sia vostro modello. Io assicuro la mia preghiera per voi e per tutti i membri del Cammino Neocatecumenale, mentre con affetto imparto a ciascuno l’Apostolica Benedizione.

  17. bo,mario scrive:

    Marina leggo che sei in forma. Il post n.4 non avrebbe nessuna giustificazione plausibile. Sono sistemi da leggi coraniche. Violentare il pensiero pensavo che era una cosa che non si faceva più. Spero che sia in ambito piccolo e nemmeno da pubblicizzare. Lavaggi del cervello in piena regola? Se è così non mi piace per niente.
    Ciao e alla prossima.

  18. marina scrive:

    srcondo me Mario,c’è da preoccuparsi di questo gruppo,sa di setta.
    Negli ultimi anni sono sorte parecchie sette con a capo sacerdoti.
    Se ci fosse un filo che lega queste sette ai conservatori?
    Illuminati di baviera, setta dei teschi e ossa?,Cosa ne pensi?

  19. marina scrive:

    venerdì, 23 maggio 2008 ¦ Permalink
    categoria : movimenti, cristianesimo, benedetto xvi
    Secondo quanto informa Cathecumenium.it Papa Benedetto XVI ha firmato il testo degli statuti del Cammino Neocatecumenale. Ciò significa il riconoscimento ufficiale definitivo del Cammino come uno dei carismi della Chiesa, dono dello Spirito Santo per la nuova evangelizzazione e frutto genuino del Concilio Vaticano II.

    La firma del Santo Padre mette fine al lungo processo di riconoscimento del movimento iniziato da Kiko Arguello e Carmen Hernandez in Madrid negli anni Sessanta. Arguello, che si trova in Israele in questo momento, è stato convocato in Vaticano per definire il calendario e il modo in cui avrà luogo la cerimonia ufficiale di consegna dei nuovi statuti approvati dal Santo Padre.

    Il Cammino Neocatecumenale è presente in più di 100 nazioni, con più di 50 seminari missionari che contano circa 1500 seminaristi. Il numero di sacerdoti ordinati da questi seminari supera il migliaio.

    Perchè non se ne parla in questo blog,cosi tanto per riuscire a capire.

  20. Klaus scrive:

    @ BO MARIO

    C’è una sostanziale differenza tra i sistemi coranici e quelli neocatecumenali: chi professa i primi sa a cosa va incontro; chi aderisce ai secondi lo scopre quando è ormai troppo tardi!

    Circa l’articolo citato da Marina sulla sedizione di 156 vescovi e nove cardinali sul monte delle Beatitudini,dove li ha convocati Kiko Arguello, è da settimane che si grida allo scandalo(la sfida di Arguello al Papa è stata lampante!!!).

    Ma nessuno sembra preoccuparsene e,per tutta risposta,pare addirittura che siano stati approvati dalla Chiesa gli statuti definitivi del cammino neocatecumenale.

    Dire che tutto ciò è sconcertante è poco,pochissimo!

  21. marina scrive:

    Klaus,potrebbe farmi sapere qualcosa di più?
    grazie buona giornata

  22. Klaus scrive:

    Francamente,MARINA,io oprmai sono scettico sulla volontà che anima la Chiesa Cattolica Romana di fare chiarezza sui neocatecumenali. Si parla addirittura,comedicevo,di una loro definitiva approvazione da parte del Papa,che avrebbe firmato i loro statuti il 20 maggio scorso.

    Non so se sia vero,ma l’alone di mistero che circonda questa triste vicenda(alimentato coi loro eloquenti silenzi anche dai giornalisti,che avrebbero il dovere di parlarne),mi turba non poco.

    Se vuole saperne di più,Marina, vada al seguente link:

    http://www.internetica.it/neocatecumenali/index.html

  23. paola scrive:

    Marina, suvvia, oggi è sabato e ci sono i mestieri da fare. Un attimo di respiro!!

  24. Gianluca Barile scrive:

    POL 24/05/2008 12.51.20 Titoli Stampa

    PAPA: NOMINA VESCOVO PAOLO DE NICOLO’
    PAPA: NOMINA VESCOVO PAOLO DE NICOLO’ (ANSA) – CITTA’ DEL VATICANO, 24 MAG – Il Papa ha nominato vescovo mons. Paolo De Nicolo’, reggente della Prefettura della casa pontificia, assegnandogli la sede titolare di Mariana in Corsica. Non e’ chiaro se la nomina preluda o meno alla assegnazione di una diocesi e quindi a cambiamenti nell’assetto della Prefettura. Mons. Paolo diventa cosi’ il terzo vescovo dei tre fratelli De Nicolo’: lo sono gia’ infatti i suoi due fratelli Piergiacomo, nunzio apostolico, e Mariano, vescovo emerito di Rimini.(ANSA). CHR 24-MAG-08 12:46 NNN

  25. Emiliano scrive:

    Grazie per la conferma, Sig. Barile, e di nuovo auguri a Mons. de Nicolò … ma, ripeto, io avrei nominato vescovo Mons. Ignacio Barreiro :-)

  26. Alessia scrive:

    Ricordo a tutti che oggi si celebra la giornata mondiale di preghiera per la Chiesa in Cina.
    Questa è la preghiera composta dal S. Padre per Nostra Signora di Sheshan:

    Preghiera a Nostra Signora di Sheshan
    Vergine Santissima, Madre del Verbo incarnato e Madre nostra,
    venerata col titolo di “Aiuto dei cristiani” nel Santuario di Sheshan,
    verso cui guarda con devoto affetto l’intera Chiesa che è in Cina,
    veniamo oggi davanti a te per implorare la tua protezione.
    volgi il tuo sguardo al Popolo di Dio e guidalo con sollecitudine materna
    sulle strade della verità e dell’amore, affinché sia in ogni circostanza
    fermento di armoniosa convivenza tra tutti i cittadini.
    Con il docile “sì” pronunciato a Nazaret tu consentisti
    all’eterno Figlio di Dio di prendere carne nel tuo seno verginale
    e di avviare così nella storia l’opera della Redenzione,
    alla quale cooperasti poi con solerte dedizione,
    accettando che la spada del dolore trafiggesse la tua anima,
    fino all’ora suprema della Croce, quando sul Calvario restasti
    ritta accanto a tuo Figlio che moriva perché l’uomo vivesse.
    Da allora tu divenisti, in maniera nuova, Madre
    di tutti coloro che accolgono nella fede il tuo Figlio Gesù
    e accettano di seguirlo prendendo la sua Croce sulle spalle.
    Madre della speranza, che nel buio del Sabato santo andasti
    con incrollabile fiducia incontro al mattino di Pasqua,
    dona ai tuoi figli la capacità di discernere in ogni situazione,
    fosse pur la più buia, i segni della presenza amorosa di Dio.
    Nostra Signora di Sheshan, sostieni l’impegno di quanti in Cina,
    tra le quotidiane fatiche, continuano a credere, a sperare, ad amare,
    affinché mai temano di parlare di Gesù al mondo e del mondo a Gesù.
    Nella statua che sovrasta il Santuario tu sorreggi in alto tuo Figlio,
    presentandolo al mondo con le braccia spalancate in gesto d’amore.
    Aiuta i cattolici ad essere sempre testimoni credibili di questo amore,
    mantenendosi uniti alla roccia di Pietro su cui è costruita la Chiesa.
    Madre della Cina e dell’Asia, prega per noi ora e sempre. Amen!
    © Copyright 2008 – Libreria Editrice Vaticana

  27. bo,mario scrive:

    Marina non ne penso bene per niente. La setta, o tale, credo, che se approvata, rientri in qualche disegno che ci può sfuggire. Nuovi missionari di una fede aggressiva? Che la chiesa sia in difficolta lo si è capito. Tutti domandano e non ci sono risposte. Per evitare di chiudersi sempre di più in sè stessa ecco la creazione di qualcosa di aggressivo, rientra nel piano che penso. Seguirò con attenzione il fenomeno e spero non sia come ho immaginato. Ciao.

  28. francesca scrive:

    è una notizia pessima. Per tutti coloro che hanno subito errori ed orrori nel cammino neocatecumenale. Certamente contano i numeri ormai più di tutto.
    Speriamo che almeno si adeguino all’ortodossia e che li controllino.
    F

  29. Caterina63 scrive:

    Gentile Marina, lei dice:

    Se ci fosse un filo che lega queste sette ai conservatori?

    *****

    attenzione all’inganno è esattamente il contrario, il CN è una sètta MODERNISTA con i paraventi delle catechesi dei primi secoli attraverso le quali vorrebbe spazzar via tutta l’epoca mediovale della Chiesa… Kiko si rifà dal primo secolo fino all’Anno 800 circa….per poi ritornare a poco prima il Concilio Vaticano II…..
    Altro che conservatori…questi CONSERVANO solamente il loro PROGETTO…….
    ^__^

    siamo però andati ot… altro ho spiegato qui:
    http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2008/05/24/neocatecumenali-il-papa-ha-approvato-gli-statuti/#comment-22053

    Fraternamente caterina LD

  30. LA PASSIONE DELLA CHIESA

    Il Catechismo della Chiesa cattolica offre spunti di riflessione molto convincenti anche per quanto riguarda l’altro aspetto della prova finale della Chiesa, che è appunto la persecuzione. Anche in questo caso ci troviamo di fronte a una dimensione che accompagna il popolo di Dio lungo tutto il corso del suo pellegrinaggio terreno. Gesù non lascia nessuna speranza alle prospettive di un cristianesimo ben adagiato nel mondo. Al riguardo afferma: Metteranno le mani su di voi e vi perseguiteranno, consegnandovi alle sinagoghe e alle prigioni, trascinandovi davanti a re e a governatori, a causa del mio nome (Lc 1,12). La prospettiva del martirio, nel senso profondo di testimonianza fino al dono della vita, fa parte dell’esistenza cristiana normale. Tuttavia questa possibilità diverrà molto concreta per tutta la Chiesa nei tempi della fine. Le teorie millenaristiche hanno stimolato la riflessione della Chiesa per quanto riguarda l’ultimo tratto del suo cammino su questa terra. Non sarà una marcia trionfale, come appunto il millenarismo sembra insinuare, ma piuttosto il cammino della croce, che avrà il suo epilogo sul Calvario. In questo la Chiesa è chiamata a far rivivere in se stessa il mistero pasquale di Cristo. A questo riguardo il Catechismo della Chiesa cattolica si esprime in termini impressionanti: La Chiesa non entrerà nella gloria del Regno che attraverso quest’ultima Pasqua, nella quale seguirà il suo Signore nella sua morte e Resurrezione (n.677). Il Catechismo parte da un presupposto teologico indiscutibile. La Chiesa è il prolungamento nella storia del mistero di Cristo e le membra del corpo mistico sono chiamate a far rivivere in se stesse l’esistenza di colui che ne è il Capo. La vita pubblica di Gesù è stata contrassegnata dalla predicazione, dalla testimonianza, dalla tentazione e dalla persecuzione. Così sarà il percorso della Chiesa sulle strade della storia. Tuttavia la conclusione della vita di Gesù ha visto il suo ingresso nel mistero dell’immane sofferenza, fino alla morte in croce, nell’ignominia e nell’ abbandono. Quando tutto sembrava finito e le forze del male assaporavano la vittoria definitiva, ecco l’intervento dell’onnipotenza divina che sconfigge il potere delle tenebre ed eleva nel fulgore della gloria colui che il mondo aveva sperato di eliminare. Allo stesso modo la Chiesa nella fase conclusiva del suo pellegrinaggio sarà chiamata a rivivere in se stessa la Passione di Cristo, per approdare poi alla gloria della parusìa. Come Cristo essa farà l’esperienza dell’angoscia del Getzemani, sarà tradita, abbandonata da tanti dei suoi, schiaffeggiata, derisa, flagellata e infine condannata a morte e crocifissa. Quando il mondo penserà di aver raggiunto lo scopo di eliminarla dalla faccia della terra, quando si appresterà a cantare vittoria, in quel momento apparirà sulle nubi del cielo il vero padrone del mondo, che introdurrà la Chiesa nella gloria divina della Resurrezione. Contrariamente alle prospettive del millenarismo e a una certa mentalità trionfalista il Regno non si compirà dunque attraverso un trionfo storico della Chiesa, secondo un progresso ascendente, ma attraverso una vittoria di Dio sullo scatenarsi ultimo del male, che farà discendere dal cielo la sua Sposa (CCCn. 677). Infatti il mondo seguirà il dragone e le due bestie e ad essi presterà adorazione: Allora la terra intera, presa d’ammirazione, andò dietro alla bestia e gli uomini adorarono il drago perché aveva dato il potere alla bestia e adorarono la bestia… L’adorarono tutti gli abitanti della terra, il cui nome non è scritto fin dalla fondazione del mondo nel libro della vita dell’Agnello immolato” (Apoc 13,3-8). Non poche “rivelazioni private” danno un’interpretazione letterale al Regno dei mille anni di cui parla l’Apocalisse. Perfino autori come Soloviev e Maria Valtorta adottano uno schema apocalittico che pone la manifestazione dell’Anticristo prima del Regno dei mille anni, al termine dei quali collocano l’ultimo scatenamento delle forze del male e quindi la parusia. La Chiesa non ha mai adottato questa prospettiva e, come abbiamo ampiamente illustrato, pone l’Anticristo nel contesto della massima impostura religiosa che precederà i tempi della fine e la venuta di Cristo nella gloria. Come va dunque interpretato il Regno dei mille anni, ampiamente illustrato nell’Apocalisse? “Vidi poi un angelo che scendeva dal cielo, con la chiave dell’Abisso e una gran catena in mano. Afferrò il dragone, il serpente antico, cioè il diavolo, satana, e lo incatenò per mille anni. (…) Vidi anche le anime dei decapitati a causa della testimonianza di Gesù e quanti non avevano adorato la bestia. (…) Essi ripresero vita e regnarono con Cristo mille anni’ (Apoc 20,1-6). Questo testo, interpretato letteralmente, ha portato fuori dalla prospettiva della fede più di un autore. In realtà qui Giovanni ha appena finito di descrivere la grande persecuzione della Chiesa, prima con Nerone e poi con Domiziano. Egli incoraggia i cristiani dicendo loro che, dopo la persecuzione, Dio concederà un periodo di pace e di rinnovamento della Chiesa. Anche la resurrezione dei martiri va intesa simbolicamente, come il persistere della loro presenza spirituale nel cammino di ripresa della Chiesa. Questa interpretazione è assolutamente corretta sotto il profilo teologico. Il pellegrinaggio della Chiesa ha momenti in cui il dragone infierisce con la seduzione e la persecuzione e altri in cui Dio concede pace e tranquillità. Questo avviene per la verità anche sul piano individuale. Guai a noi se Dio permettesse al demonio di attaccarci continuamente! Questo, però, non significa che la tentazione sia scomparsa dall’orizzonte della nostra vita, ma semplicemente che la sapienza di Dio ne dosa l’intensità e la pericolosità. Allo stesso modo il “mistero di iniquità” opera contro la Chiesa negli ambiti della permissione divina, che prevede per il popolo di Dio in cammino l’alternarsi di momenti di grande prova con altri di serenità. Tuttavia non vi è dubbio che alla fine vi sarà uno scatenarsi incontenibile del potere delle tenebre, come mai era accaduto prima. È il momento della massima impostura e dell’Anticristo, della battaglia finale e del trionfo di Dio sulla rivolta del male: Quando i mille anni saranno compiuti (cioè dopo un tempo di pace che Dio ha concesso alla sua Chiesa), satana verrà liberato dal suo carcere (cioè Dio gli permetterà di scatenare l’attacco finale) e uscirà per sedurre le nazioni ai quattro punti della terra, Gog e Magog, per adunarli per la guerra: il loro numero sarà come la sabbia del mare. Marciarono su tutta la superficie della terra e cinsero d’assedio l’accampamento dei santi e la città diletta. Ma un fuoco scese dal cielo e li divorò. E il diavolo, che li aveva sedotti, fu gettato nello stagno di fuoco e di zolfo, dove sono anche la bestia e Il falso profeta: saranno tormentati giorno e notte per i secoli dei secoli (Apoc 20,7-10). Questo celebre testo, completato con quello di Paolo nella 20 lettera ai Tessalonicesi, manda un messaggio molto preciso. Quando la “massima impostura” sembrerà avere il sopravvento e la distruzione della Chiesa apparirà imminente e inevitabile, quando il mistero di iniquità si manifesterà nell’Anticristo, perché ormai non è più trattenuto, quando la Chiesa avrà bevuto fino all’ultima goccia il calice della Passione del suo Signore, allora il trionfo di Dio sulle forze del male prenderà la forma dell’ultimo Giudizio, quello universale, mentre la Chiesa scenderà dal cielo, pronta come una sposa adorna per il suo sposo (cfr Apoc 20,11-21,1-2). Possiamo naturalmente chiederci: si stanno preparando i tempi della grande persecuzione e dello scatenamento delle forze del male? A questo riguardo non si può dare una risposta certa. Ogni epoca vede dispiegarsi contro la Chiesa l’opera di seduzione e di persecuzione da parte del mistero di iniquità. In alcuni momenti è particolarmente intensa, in altri invece il mondo sembra voler ritornare a Dio. Per ogni generazione, come per ogni persona, l’unica cosa veramente importante è uscirne con la palma della
    vittoria, perché in fondo questo è ciò che conta.

    LE FORZE DELL’INFERNO NON PREVARRANNO

    Ciò che noi sappiamo sui tempi della fine, perché Dio ce lo ha rivelato, è quanto abbiamo sinteticamente esposto partendo dai testi biblici e dall’interpretazione che la Chiesa ha dato ad essi, soprattutto nel Catechismo della Chiesa cattolica, che riassume al riguardo una riflessione bimillenaria. Nessuna “rivelazione privata” potrà né modificare né sostituire quanto è ormai una dottrina consolidata del Magistero. Anche eventuali nuovi particolari apportati dalle “rivelazioni private” non potranno certo avere la forza e l’autorevolezza dell’insegnamento ufficiale. Al cristiano, per potersi convenientemente orientare, basta questo: arrischiarsi su altri terreni può essere fuorviante. Sulla fine dei tempi non mancano “rivelazioni private” anche di santi, come Santa Ildegonda (1186), Santa Ildegarda di Bingen (1098-1179) e Santa Brigida (1303-1383). La Chiesa, riconoscendo la santità delle persone, non si esprime sulla natura delle “rivelazioni private”, purché si conservino nell’ambito della retta dottrina. Anche noi le possiamo prendere in considerazione, purché compatibili con il quadro della fede. A questo riguardo però è necessaria un’opera di prudente discernimento. Certe supposte rivelazioni da parte di Gesù o della Madonna, che circolano in ambiente cattolico, lasciano al riguardo piuttosto perplessi. Alimentano fra il popolo semplice la leggenda dell’Anticristo che siederebbe addirittura sulla cattedra di Pietro o negli immediati dintorni. Anche il tema della corruzione della Chiesa è talmente esasperato che ci chiediamo se queste sedicenti rivelazioni prodotte in ambito cattolico non riecheggino piuttosto motivi cari alle sette di tutte le epoche. Non vi è dubbio che i testi biblici alludano alla perdita della fede e al raffreddamento della carità nei tempi che precedono la fine e che quindi molti saranno i seguaci dell’Anticristo che avranno tradito la Chiesa. Ma né la persecuzione né la seduzione potranno intaccare la sede di Pietro e il collegio apostolico a lui unito, anche se potrà esserci la defezione di qualche singolo membro. La promessa di Cristo: Le porte dell’inferno non prevarranno contro di essa, conserva tutto il suo valore fino alla fine della storia.

    SONO GIUNTI I TEMPI DELLA FINE?

    Dopo questa schematica esposizione della dottrina cattolica sulla fine dei tempi è lecito porsi la domanda che non pochi, al mutar di millennio, spontaneamente si pongono: “Sono arrivati i tempi della fine?”. A questo riguardo occorre innanzitutto tener presente un dato certo della dottrina della fede e cioè che la venuta del Messia glorioso è sospesa in ogni momento della storia al riconoscimento di lui da parte di “tutto Israele” (CCC n. 674). Prima del riconoscimento di Cristo da parte del popolo ebraico non si può parlare di fine del mondo. Resta certamente un compito fondamentale per ogni generazione cristiana smascherare l’impostura religiosa ordita instancabilmente dal mistero di iniquità. Ogni epoca in fondo vive in anticipo, sia pure con minor intensità, il dramma della fine. Il nostro tempo ha visto una grande tribolazione e sta vivendo una “grande impostura”. Il vero problema è come uscirne vittoriosi e fortificati. Il Magistero ecclesiastico, che guida la navicella di Pietro fra i marosi della storia, ci invita a guardare al futuro con gli occhi della speranza. Secondo un concetto caro al Santo Padre, la Chiesa si trova ancora soltanto agli inizi della evangelizzazione del mondo. Lungi dall’accarezzare scenari foschi, il papa indica come meta immediata del cammino della Chiesa la celebrazione del grande Giubileo, avvenimento di intensa letizia per il compleanno due volte millenario di Cristo. Il popolo di Dio è invitato a camminare verso il futuro con spirito penitenziale, unito alla fiducia e a sentimenti di riconoscenza. Non si vede come le profezie di sventura e di grandi tribolazioni possano essere compatibili con questo clima. Quando i tempi tremendi della massima impostura e della grande tribolazione saranno venuti, Dio non mancherà di dare la luce del discernimento a chi avrà posto a capo della sua Chiesa.