L'annuncio di Gesù ai giovani

[photopress:Bagnascook_1.jpg,full,alignleft]Sul Giornale di oggi presento una sintesi della prolusione che ieri pomeriggio il cardinale Bagnasco ha tenuto aprendo i lavori della 58° assemblea generale della Cei. Qui vi segnalo un passaggio, dedicato all’annuncio cristiano e alla sua ricezione da parte dei giovani:
«L’annuncio kerigmatico oggi cattura più solitamente dall’inizio, perché è realmente il fascino esercitato dalla persona di Gesù a colpire, per contrasto, magari come ragione di un evento che turba o come senso profondo di una testimonianza di vita che colpisce e sgomenta. Ma anche come reazione abissalmente altra rispetto al vuoto desolante, rispetto ai progetti di de-costruzione che passano per l’assunzione delle droghe o dell’alcol, per i riti dell’assordimento e dello stordimento. Cristo allora diventa come il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un’esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti. È da qui, dall’evento dell’incontro già nitido ma non ancora completo, che può iniziare il cammino della conoscenza che, oggi forse ancor più di ieri, converge fino ad essere un tutt’uno con quello della conversione, ossia di una vera metà-noia che porterà i giovani, con i ritmi di ogni crescita, con gli inevitabili alti-e-bassi di ogni ascesi, ad assumere su di sé “il grande sì della fede”, lasciandosi personalmente sagomare da esso nella propria e specifica esistenza, con i suoi talenti e la sua vocazione».
Potete trovare il testo completo della prolusione sul sito della Cei.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

231 risposte a L'annuncio di Gesù ai giovani

  1. F. Pernice scrive:

    “per i riti dell’assordimento e dello stordimento”. Si riferiva alla messa rock di Modena?

  2. Buongiorno Pernice,
    mi direbbe qual’è la
    “messa rock di modena”?
    Grazie.

  3. Vincenzo scrive:

    Prima di parlare, facendo il processo alle intenzioni e senza ancora conoscere le “carte” (come nelle due discussioni precedenti, quelle dedicate al “problema” dei Neo-Catec.), sarà meglio andarsi a leggere (attentamente) la Prolusione del Card. Bagnasco, che è invece già disponibile in Rete (e poi, magari, a passarci anche un po’ di tempo a rifletterci sopra…). Per parte mia, così farò. L.J.C.

  4. F. Pernice scrive:

    Buongiorno Cosimo. Mantova, non Modena, ho sbagliato cartello indicatore. Quanto alla messa, si tratta di un capolavoro Ciotti-Rigoldi (io preferivo Lennon-McCartney, ma bisogna anche tenere conto degli anni). Ne trova notizia un po’ ovunque in rete: eh, le grandi notizie circolano velocemente…

  5. Saggio consiglio:
    ma credo che un pò tutti stiam facendo cosi
    (data la scarsa presenza di commenti).

  6. F. Pernice scrive:

    Si celia un po’, Vincenzo. Io ne approfitto, tra il serio e il faceto, per segnalare il prodigioso evento in cui gli amplificatori si sono tramutati in tabernacoli.

  7. Claudio scrive:

    Sono d’accordo con il cardinale Bagnasco al 100%

  8. bo,mario scrive:

    Tornielli spero di non destabilizzare nessuno. Si indicano i problemi ma la chiesa non dice se può averne anche di colpe. La chiesa è perfetta? Se noi la mettiamo così non risolveremo i problemi. Ci sono tentazioni positive e tentazioni negative. Nel dubbio neghiamo tutte le tentazioni, è più facile. Un saluto.

  9. Emiliano scrive:

    Che tristezza i giornali italiani di oggi:

    Dopo D’alema, Bagnasco. Aperture sul cardinale e la posizione della Cei su diverse questioni (Corriere: “Subito salari e rifiuti”; Messaggero: “Immigrati, no ai ghetti”). Su Rep. la Chiesa non ha invece un titolo tutto per sé, ma è diviso tra l’apertura: “Ultimatum ai ribelli. Bagnasco: basta ghetti per immigrati”, e un piedino: “La Chiesa contro il digitale, Tv invasa da canali porno”. Anche due paesi lontani finiscono sulle prime pagine di oggi. Uno è l’Afghanistan, dopo l’apertura del ministro degli esteri Franco Frattini sul possibile spostamento di soldati italiani nel sud del paese, dove il fronte è più caldo. I titoli sono però molto diversi. Rep.: “Frattini: le nostre truppe anche in zone di guerra”; Corriere: “Roma alla Nato: in Afghanistan azioni più flessibili”; Messaggero: “Soldati italiani al Sud, stop di La Russa”. L’altro paese protagonista è l’Iran, per l’allarme dell’Onu sui piani nucleari (Corriere e Messaggero), mentre Rep. dà notizia della visita del presidente Ahmadinejad che chiede udienza al Papa.

  10. Gianni B. scrive:

    @Emiliano
    Che tristezza l’Italia di oggi, direi…

  11. Silvano scrive:

    Che tristezza il blog tornielliano di oggi :
    dopo marina, savigni, gianni, igino … ecco emiliano, manca romagnolo e poi siamo al completo.

  12. Luisa scrive:

    A parte la lettura della prolusione di Mons. Bagnasco che è prioritaria e indispensabile, è già interessante e spassosa la lettura dei giornali che plaudono alle sue parole….ed io mi domando se le redazioni di certi giornali prendono i loro lettori per degli imbecilli definitivamente privi di senso critico e di lucidità mentale.
    Quando a parlare erano il cardinale Ruini, Bagnasco stesso o Benedetto XVI sugli stessi temi, le loro parole erano considerate come altrettante ingerenze nella politica italiana, veri attacchi alla laicità, contro i quali certi media si scagliavano facendone i titoloni ….è avvenuto un miracolo ? Che cosa è cambiato? ….È cambiato il governo…adesso si strumentaizza un messaggio della Chiesa che è costante, per dare adosso al nuovo governo, per dargli degli avvertimenti!
    Sono sempre gli stessi media, le stesse testate, pure io che leggo i giornali italiani solo on-line e dall`estero me ne rendo conto!
    Spassoso veramente.

  13. annarita scrive:

    Luisa è cambiato il governo? ma dai, quando? Purtroppo le facce inquietanti sono sempre le solite, cambiano i governi, ma non l’idea anticristiana, non sperare troppo che i pagani Fini, Bossi etc…abbiano a cuore la Chiesa e s’interessino troppo di ciò che dice. Forse ti starai accorgendo anche tu, che siamo ormai una colonia di Sion. Da dove viene altrimenti il silenzio sul fatto dei vangeli bruciati? Aspettiamoci nuove leggi che tutelino il popolo ebraico da “diffamazione”, da razzismo, da antisemitismo e via discorrendo, mentre i cristiani e i mussulmani dovranno misurare ogni loro parola, ogni loro protesta, ogni loro scritto, perchè potrebbero essere inquisiti per terrorismo ai danni dei sempre poveri ebrei(che nonostante massacrino i palestinesi, brucino i vangeli, perchè antisemiti, hanno sempre ragione).

  14. Klaus scrive:

    Come può la Chiesa,per bocca di Bagnasco,dopo l’incondizionata approvazione degli statuti neocatecumenali,avere credibilità nelle sue analisi della società odierna?

  15. Klaus scrive:

    @ Annarita,

    come possiamo pretendere che Fini e Bossi abbiano a cuore la Chiesa se già coloro che ne hanno la responsabilità(e mi riferisco a molti cardinali e vescovi) hanno fatto di tutto per far approvare gli statuti dei neocatecumenali?

  16. Emiliano scrive:

    Appunto … non trovate che ci sia un fondo di verità in questa ‘ironia’:
    http://ilnuovomondodigalatea.wordpress.com/2008/05/26/vuoti-di-memoria/

  17. Francesco Ursino scrive:

    Bo.Mario

    Qualche proposta?

  18. silvio scrive:

    Sarà, ma non li capisco proprio quando parlano. Forse
    perchè parlano di cose di migliaia di anni fa e di scenari
    che oggi sono incomprensibili. Personalmente mi reputo un
    cittadino senza colpe sociali, riferite ai miei comportamenti quotidiani, ma non lo imputo ad una religione. La moralità, solidarietà, il perdono in certe
    situazioni ecc sono cose di cui la chiesa parla, ma che
    ha fatto sue prendendole dalle peculiarità del genere
    umano, e non della religione. Molta distanza la comincio
    ad avvertire anche per una sempre maggior vicinanza che
    sento con la cultura specificamente occidentale, greca
    prima e romana poi. Sembra strano anche a me, ma il
    concetto di divinità, di rapporto tra uomo e divino lo
    trovo più congeniale nei concetti espressi dai pagani
    grecoromani che non nel cristianesimo. Naturalmente non
    dico che sto diventando pagano, ma solo che ne apprezzo
    di più il modo in cui prima si considerava il divino.

  19. Emiliano scrive:

    Beh, caro Silvio, dovresti leggere Chesterton e Newman … ti metteranno in testa delle cose che mai e poi mai avresti immaginato ;-)

  20. silvio scrive:

    Per Emiliano…grazie di aver letto e del consiglio. Mi
    spiace non poterlo accettare perchè, specialmente su questi
    argomenti, preferisco leggere fatti per poi elaborarli in piena autonomia. Insomma meglio parziale e genuino che indotto!
    Ciao!

  21. Cherubino scrive:

    condividendo la scelta fatta da Andrea Tornielli di citare il riferimento all’evangelizzazione dei giovani e alla centralità del kerygma nella conversione, consiglio di leggere anche la prolusione intera, molto ricca e profonda. Un insegnamento su cui si può passare tranquillamente qualche ora di meditazione silenziosa o comunitaria.

  22. bo,mario scrive:

    Ursino senza parlare della educazione dei giovani, perchè lì siamo molto distanti, proporrei di parlare degli extracomunitari. Non mi piace il buonismo di accogliere tutti. Stiamo diventando uno stato con problemi sociali, economici e culturali e Bagnasco poteva, perlomeno, sorvolare. Questo tipo di pensiero “tanto peggio tanto meglio” non si può più sopportare. La carità cristiana và bene quando ci sono le risorse da distribuire. Tra un pò gli daremo i debiti. Se la chiesa vuole essere ascoltata bisogna che quando parla sà quello che dice. Un saluto.

  23. bo,mario scrive:

    Ursino senza parlare della educazione dei giovani, perchè lì siamo molto distanti, proporrei di parlare degli extracomunitari. Non mi piace il buonismo di accogliere tutti. Stiamo diventando uno stato con problemi sociali, economici e culturali e Bagnasco poteva, perlomeno, sorvolare. Questo tipo di pensiero “tanto peggio tanto meglio” non si può più sopportare. La carità cristiana và bene quando ci sono le risorse da distribuire. Tra un pò gli daremo i debiti. Se la chiesa vuole essere ascoltata bisogna che quando parla sà quello che dice. Un saluto.

  24. Carlo scrive:

    Il problema è rifondare la famiglia. La rifondazione non può che avvenire sulla base dei Vangeli e in modo che ogni componente della famiglia ami tutti gli altri. Questo è compito della spiritualità e non è detto che la sola spiritualità valida sia quella cattolica. Penso alla cattolica e ad altre di origine cristiana. Se non c’è amore, non ci sono famiglia né educazione alla tolleranza e ai sacrifici che la vita impone. La Chiesa e le altre confessioni cristiane devono essere polarizzanti.

  25. Maurizio scrive:

    Leggo bene? “La carità cristiana va bene quando ci sono le risorse da distribuire”

    Effettivamente il Papa, dall’alto della sua opulenza, si guarda bene dal difendere veramente i poveri romanì o i disperati che arrivano sulle “carrette” del mediterraneo. E’ comodo aiutare i miserabili solo quando sono a debita distanza. I nostri SUV e televisori al plasma non ci permettono aiutare i più bisognosi. Questo è il cristianesimo di oggi.

  26. Carlo scrive:

    x Carlo: Senti…cambia nik. Il tuo nik è uguale al mio.

    Si rischia di fare confusione.

  27. Carlo scrive:

    mi riferivo a questo messaggio: Il problema è rifondare la famiglia. La rifondazione non può che avvenire sulla base dei Vangeli e in modo che ogni componente della famiglia ami tutti gli altri…..

  28. marina scrive:

    Bagnasco dice:subito salari..
    se la chiesa cominciasse a pagare un pò di tasse,visto che è lo stato più ricco del mondo,e la smettesse di mettere le manine sull’economia italiana,forse lo stato e le imprese avrebbero qualche soldo in più da dare agli operai.

  29. Cherubino scrive:

    @ Maurizio, la frase che citi non è mica del papa o di Ruini, anzi nella prolusione io leggo

    “Mentre per ciascuno di quelli che tentano di entrare nel nostro Paese bisogna trovare un continuo equilibrio tra esigenze e attese, tenendo alto il rispetto dei diritti delle persone, che sono poi doveri di civiltà” e poi

    “Su questo scenario frastagliato, la Chiesa si va prodigando con una generosità a tutti nota, attraverso la Fondazione Migrantes, la Caritas e altre strutture di volontariato, investendo non poche risorse di personale e mezzi.”

    Se si vuole negare l’immensa attività di solidarietà della Chiesa in tutte le sue componenti allora vuol dire che non si è mai partecipato veramente ad una ONG o ad una Associazione che opera per gli ultimi della terra. In questo ambito, che conosco bene, le assicuro che i veri atei impegnati, quelli che si rimboccano le maniche e si sporcano davvero, sono i primi a riconoscere che sul campo trovano sempre cristiani, laici e consacrati, che si giocano in prima persona.

  30. bo,mario scrive:

    Marina più che al vaticano direi che sarebbe meglio focalizzarci sul lavoro nero e evasione fiscale. Penso che in questi ambiti ci siano cattolici che si comportano come gli altri. Predicare bene e razzolare male. Parlo dei cattolici perchè siamo nel loro blog. Bagnasco poteva rimarcare questo, più che i salari. La situazione generale e i ns politici, quasi filibustieri, non ci danno una grande fiducia per il futuro. Pensare ad oggi e non al domani, purtroppo, ne siamo costretti. Ciao.

  31. bo,mario scrive:

    Marina più che al vaticano direi che sarebbe meglio focalizzarci sul lavoro nero e evasione fiscale. Penso che in questi ambiti ci siano cattolici che si comportano come gli altri. Predicare bene e razzolare male. Parlo dei cattolici perchè siamo nel loro blog. Bagnasco poteva rimarcare questo, più che i salari. La situazione generale e i ns politici, quasi filibustieri, non ci danno una grande fiducia per il futuro. Siamo costretti a pensare ad oggi e non al domani, purtroppo. Ciao.

  32. Remo Di Medio scrive:

    Ho letto la sintesi di Tornielli su ciò che ha detto il Card. Bagnasco e mi riferisco, in particolare, alle parole del cardinale così come riportate tra virgolette.
    Per me è un linguaggio difficile e di poca comprensione.
    Perché parlare in modo così complicato? La parola di Gesù nel Vangelo è così semplice, lineare, comprensivo per tutti anche per quelli che non hanno studiato. Già usare il termine “Kerygma”. Molti si chiederanno: che cos’é?.
    Alla gente, a mio parere, bisogna parlare con parole semplici in modo che tutti possano comprendere.
    E’ necessario diffondere, innanzitutto, la conoscenza della parola di Dio, sopratuto del Vangelo che molti non hanno mai letto, e non perdere tempo in tante cose che non fanno conoscere la sostanza della nostra fede: Dio ama tutti gli uomini e li amati così tanto da sacrificare il suo unico Figlio per la salvezza di tutti. La parabola del figliol prodigo o, meglio, del Padre misericordioso dà a tutti gli uomini la misura del suo amore:”Questo mio figlio era morto ed è tornato in vita, era perduto ed io l’ho ritrovato”. E per noi sono sempre attuali le sue parole: “Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita, era perduto ed è stato ritrovato”.

  33. marina scrive:

    Bo.Mario,non mi vorrai far credere che dietro i grandi crak finanziari non c’è stata la manina longa del vaticano,che ha fatto affari d’oro,portando i soldi all’estero.I (famosi buchi neri )delle aziende.
    Soldi volati alle cayman.

  34. marina scrive:

    Ciao Bo.Mario,se vuoi nei prossimi giorni ti posto tutto,riguardo a questo argomento. Buona
    sera

  35. Vincenzo scrive:

    Letta la Prolusione… . Ora,parlando francamente, cosa di diverso ci si potrebbe attendere, da una Relazione di un Porporato? Secondo me, nulla. Allora, scusate, perchè, “fargli le bucce”, storcendso il naso per l’uso che ha fatto di pochissimi termini dotti, anzi, del solo “Kerìgma”?
    Pensateci un attimo, se dovessimo andare a leggere la Prolusione del Reòlatore ufficiale, di un Simposio di Specialisti, appositamente riunitisi per discutere di Matematica Quantistica, credo che non molti di noi, ci capirebbero un’acca… … .
    Quindi, a parte il fatto che per sapere subito cosa significhi Kerìgma ci sono tanti modi moderni,(Internet/Wikipedia etc, che però, per ragioni anagrafiche, preferisco non praticare…), basta consultare anche e solo una semplice Enciclopedìa … per scoprire che vuol significare …”Prima testimonianza della predicazione cristiana… presente, ad es. negli Atti degli Apostoli” … .
    Ma, tornando al Testo, secondo me, i punti più interessanti, sono certamente quelli dove si parla della situazione non felice che, attualmente, sta attraversando la Gioventù (e ne adombra la via d’uscita…) . Poi, anche il punto laddove “sferza” i Parroci, ricordando loro che sono la prima linea dell’armata del Signore e che, perciò, nel loro Ministero, devono assolutamente scordarsi gli orari “sindacali”, vita natural durante.
    Infine mi ha un po’ divertito, quando, ad un certo punto si è esercitato (ovviamente con successo…) in una sorta di equilibristico… “ibis redibis non morieris in bello”… Infatti,Sua Eminenza, ha tirato fuori dalla faretra tutta la Dialettica possibile, per parlare (senza dire) del cataclisma seguito alle Elezioni del 13 14 Aprile… . Addirittura,poi, cercando di convincersi,che la Chiesa sia rimasta neutrale (e le centinaia di Don Farinella? E l’intervista di Boffo al TG1? E la mai interrotta e non troppo sotterranea, solita cagnara contro il “razzismo”fascista,leghista e liberista..portata avanti dalle ONG…”d’area”?).
    Vabbè… l’interessante (avrà pensato), è che il Balanzone si sia tolto dai piedi… . E, con questo piacevole pensiero (che è Grazie a Dio, realtà…),anch’io chiudo il post, non prima di augurare umilmente a Sua Eminenza che Lui e i Suoi Fratelli nell’Episcopato,guidati dal “Paraclito” (lo Spirito Santo …”Consolatore”) riescano a trovare e ad indicarci i giusti rimedi per i mali che, da troppo tempo, stagnano sull’Italia e, soprattutto,sempre più insidiano la Chiesa Italiana. L.J.C.

    P.S. Per ANDREA TORNIELLI:
    Mai, nemmeno mi passerebbe per la mente, di crederLa un “venduto”; ha la mia incondizionata solidarietà (per il poco che vale).

  36. Cherubino scrive:

    @ Remo di Medio,
    vedo che anche qui viene fuori qualche reazione alla parola kerygma, e la tiritera è sempre la stessa: sarebbe una parola non compresa dalla gente. Ma come !? si invoca la messa in latino e si storce il naso di fronte alla parola greca fondamentale per la fede? Il cui significato è semplicissmo -annuncio, divenuto per antonomasia sinonimo di Vangelo, Buona Notizia- e non meno importante di altre termini che pure usiamo. Non è questione solo formale, è la conoscenza di quell’atto fondamentale da cui deriva la Chiesa, a cui tutti siamo debitori. E per secoli le generazioni cristiane sono state gelose di questa parola che fa tremare i demoni.
    Riassaporare la parola kerygma, chiedersi quale sia la sua profondità, la forza che ha avuto di convertire migliaia di persone in un colpo solo (Atti 2,41).
    Lo schema del kerygma non è solo “Dio ha amato tutti gli uomini e ha sacrificato il suo Figlio” che è già qualcosa ma che, inteso male, tra l’altro, lo fa apparire come un padre un pò crudele.
    Il kerygma dice che Dio in Gesù si è fatto presente all’uomo, e in seguito a ciò ha dovuto combattere una micidiale battaglia, perchè nel cuore dell’uomo domina una forza fondamentale, la paura della morte (Eb 2,14) con cui il Maligno lo tiene schiavo e lo distrugge. La resistenza dell’uomo di fronte all’amore-dono di Gesù diventa odio e quindi omicidio. Questa resistenza-rivalità è presente in ognuno di noi e vincerla per il Signore è una vera e propria passione, gli costa tutto il suo sangue. Ma questa sua morte, che per il Maligno doveva essere una vittoria, si rivela essere la sua disfatta totale. Perchè sotto la Croce di Gesù la sua insidia, la sua calunnia e la stessa paura della morte devono tacere: c’è uno che sa amarti fino all’annullamento totale di sè, più di quanto tu stesso riusciresti mai ad amarlo e ad amarti.
    Se ti arrendi finalmente all’amore-dono che hai messo alla prova fino al sangue (non importa se ne sei consapevole o no) inizi una vita senza fine, sperimenti che quel Gesù vive di una vita di una qualità assolutamente superiore (il vino buono delle nozze di Cana) che può fecondare ogni tua morte, ogni sconfitta, partecipi della sua resurrezione, divieni capace a tua volta di amare gratuitamente e di perderti sulla sua parola, come disse San Francesco:
    Rapisca, ti prego, o Signore,
    l’ardente e dolce forza del tuo amore
    la mente mia da tutte le cose che sono sotto il cielo,
    perché io muoia per amore dell’amor tuo,
    come tu ti degnasti di morire
    per amore dell’amore mio.

  37. Scenron scrive:

    A proposito di giovani:

    Il Papa incontrerà personalmente i giovani della GMG di Sydney

    Benedetto XVI avrà tre incontri con vari gruppi di giovani, tra i quali alcuni ragazzi emarginati, durante la Giornata Mondiale della Gioventù (www.wyd2008.org) di Sydney, ha confermato l’organizzazione.

    Questi incontri “permetteranno al Santo Padre di contattare personalmente giovani di varie opzioni di vita”, ha spiegato il coordinatore della GMG, il Vescovo australiano Anthony Fisher, OP.

    Il primo di questi sarà un pranzo privato con dodici giovani di tutto il mondo. “Sarà un’occasione speciale per questi dodici ragazzi, soprattutto per i due Australiani scelti per rappresentare tutto il Paese”, ha spiegato monsignor Fisher.

    I giovani partecipanti provengono dai cinque continenti (due rappresentanti per ciascuno), più un ragazzo della Papua Nuova Guinea e un altro della Nuova Zelanda.

    I due rappresentanti australiani sono la volontaria della Società di San Vincenzo de’ Paoli Teresa Wilson e lo studente universitario aborigeno della tribù dei Gamilaroi Craigh Ashby. Per entrambi la scelta ha rappresentato “un grande onore”.

    Teresa Wilson, 30 anni, nata a Melbourne, è la rappresentante nazionale dei giovani della Società di San Vincenzo de’ Paoli e lavora all’organizzazione della GMG nella Diocesi di Melbourne.

    Craigh Ashby, 21 anni, viene dalla città di Walgett, studia Pedagogia all’Università di Sydney e fa parte dello staff per le relazioni pubbliche della National Aboriginal Sporting Chance Academy (NASCA).

    Entrambi hanno un lungo passato di volontariato a favore delle comunità indigene australiane.

    Il secondo degli incontri previsti, secondo monsignor Fisher, sarà una Messa speciale nella Cattedrale di St. Mary con seminaristi e religiosi giovani. Durante la celebrazione, il Papa “benedirà e dedicherà il nuovo altare della Cattedrale – ha spiegato il presule -. Questo atto rappresenterà un’eredità per le prossime generazioni e un ricordo di questo grande avvenimento”.

    Il terzo incontro, ha aggiunto il coordinatore, sarà con i giovani emarginati della città di Sydney; si tratta di un incontro “particolarmente richiesto dal Santo Padre”, ha affermato il Vescovo. Benedetto XVI si recherà in uno dei sobborghi della città per incontrare i ragazzi.

    “I giovani che il Papa incontrerà in questa occasione sono estranei ai molti messaggi positivi promossi dalla GMG. Per loro non sarà solo un’esperienza unica, ma anche qualcosa che li unirà alla continua missione guaritrice della Chiesa cattolica”, ha commentato monsignor Fisher.

    http://www.zenit.org/article-14504?l=italian

  38. Jo ianua scrive:

    Dio ti benedica Cherubino!
    Avevo bisogno di aver annunciato il kerygma oggi!!!
    Ho bisogno anche che il Signore mi tenga la Sua potente mano (anzi entrambe!!!) sul capo…gradisco più il centuplo che le persecuzioni…prega per me!

  39. Remo Di Medio scrive:

    Per Cherubino e Vincnzo. Non dovete spiegare a me che cosa significa Kerygma, ma alle persone non lo sanno e vi assicuro sono la stragrande maggioranza. Era molto più semlice utilizzare i termini che voi stessi avete usato per spiegare questa arcana parola. Quando si parla al popolo il linguaggio deve essere chiaro e semplice.
    Fa ridere poi il paragone con il Congersso di matematica. Ma la fede non è la matematica, scienza che uno studia se ne ha interesse. Qui si tratta di conoscere il Vangelo, la Parola di Gesù per poterla vivere quotidianamente e ottenere la salvezza.
    Ricordate sempre che il Vangelo è il libro dei semplici e non degli scienziati, dei filosofi e dei teologi, dai quali, specialmente dai moderni, Dio ci scampi e liberi per la mania di voler disquisire su tutto, anche sulle verità fondamentali della nostra fede.

  40. bo,mario scrive:

    Marina quelle cose a cui fai riferimento le hai già postate. Io sono per il meccanismo causa ed effetto. Lo sanno tutti di quei scandali ma quì dentro c’è stato un silenzio assordante come risposta. Se le vuoi postare fallo ma non otterrai risposte. Ho posto la domanda “ma la chiesa è perfetta?” e nessuno ha risposto. Per cui, per il meccanismo sopra esposto, ho lasciato perdere. Da quello che ho capito non è in questo blog che si possono avere risposte sull’aiuto che la chiesa può dare per il sociale.
    Ciao Marina.

  41. Carlo scrive:

    Cherubino scrive: “Il kerygma dice che Dio in Gesù si è fatto presente all’uomo, e in seguito a ciò ha dovuto combattere una micidiale battaglia, perchè nel cuore dell’uomo domina una forza fondamentale, la paura della morte (Eb 2,14) con cui il Maligno lo tiene schiavo e lo distrugge. La resistenza dell’uomo di fronte all’amore-dono di Gesù diventa odio e quindi omicidio. Questa resistenza-rivalità è presente in ognuno di noi e vincerla per il Signore è una vera e propria passione, gli costa tutto il suo sangue.”

    Hai ragione caro Cherubino…guarda quante persone ci sono che sono felicissime di morire ed ammalarsi!!!
    Involontariamente caro Cherubino hai detto la verità. Quello che vi tiene in vita (religioni) è questa maledetta paura che l’uomo ha della morte e della sofferenza.

    Ci sono tante paure ma la PAURA per autonomasia è la morte. La paura rappresenta il 3 fatturato al mondo.

    Di fronte ad essa le persone diventano irrazionali e si aggrappano a tutto!!!

    Ecco perchè le religioni (ma anche maghi e fattucchiere varie) hanno tutto questo successo.

    Tuttavia anche io vorrei ricordare alla gente una parola fondamentale: Razionalità.

    Parola tanto in voga oggi ma poco ricordata. Signori pensateci bene…E’ venuto Buddha, Maometto, Gesù, Allah, Schiva ma chi tra essi ha fatto qualcosa per la sofferenza??? La scienza.

    Si avete capito bene. Con tutti i suoi limiti la scienza è l’unica che in questo mondo ha fatto qualcosa per la sofferenza umana. Gli altri sanno solo rimandare in improbabili vite oltre la vita.

    Signori siate razionali e non creduloni. La morte, la sofferenza, fanno parte della nostra natura. La scienza può fare molto. In pochi anni (20 al massimo) ha fatto passi da gigante.

    Finalmente grazie all’ingegneria genetica e lo studio del DNA si stanno aprendo possibilità immense davanti a noi. Stiamo entrando nei meccanismi della vita; stiamo capendo i meccanismi delle malattie. Di questo passo mi domando: Tra 1000 anni che sarà?

    Lo signori lo sanno bene!!! Ecco perchè si oppongono con tutte le loro forze al progresso scientifico.
    Eliminata o quanto meno mitigata in buona parte la sofferenza, rappresenta la loro fine.

    D’altronde lo potete notare in questi ultimi 15-20 anni: Accelerazione della scienza>Credenze in calo vertiginoso.

  42. Aloysius scrive:

    Non è possibile esprimere in poche parole la critica al Kerigma kikiano sulla “paura della morte” propinatoci da Cherubino
    Chi fosse interesssato, può documentarsi sullo scritto di un sacerdote, Don Gino Conti, a questo indirizzo:
    http://www.internetica.it/neocatecumenali/distorsioni-kikiane.htm

    Approfitto per ripostare un messaggio di ieri immediatamente sommerso dalla “Spam” dei nostri interlocutori e con questo spero di chiudere questo argomento, per continurae a leggervi e intervenire più in tema con gli articoli proposti

    Ho molta consapevolezza dele nefaste inflenze del Cammino NC (lo distinguo dalle persone che ci cascano) e non posso fare a meno di riconoscere che uno strumento come il blog, nonostante offra la possibilità di scambiare riflessioni e notizie in tempo reale – e ne ho colte di davvero interessanti e sincere e anche profonde – alla fine ti lascia l’amaro in bocca e nel cuore perché non è possibile condensare i molteplici risvolti problematici sia dottrinali che di prassi in poche battute e in una pagina che tra poco sarà satura e sarà giocoforza passare ad altro…
    Lo spettacolo che si rischia di dare a chi guarda dal di fuori è quello delle “guerre di religione”, come ho letto qualche post fa; ma chi non è ‘dentro’ non può conoscere e quindi comprendere la sofferenza e non il “giuridismo” che c’è dietro le nostre affermazioni…

    Se è vero, come è vero, che lex orandi è lex credendi che diventa lex vivendi, non è ininfluente interiorizzare una spiritualità come quella NC, che ti porta fuori di te e non ti fa interiorizzare una rapporto autentico personale e comunitario (nel senso vero di Chiesa) con il Signore e non forma spiritualità e coscienze in base alla peculiarità e libertà preziosa di ogni persona, ma ‘deforma’ e manipola le coscienze massificandole e coartandole in base alla visione antropologica, pseudo-teologica fondata su psicologismi che tendono a raffinarsi vieppiù nel tempo, degli inziatori e dei responsabili…

    C’è un dato alla base di tutto: il clima postconciliare e le sue derive hanno reso possibile tutto questo, insieme, credo ad un’operazione molto abile e subdola che ha visto nel “segreto” (più tipico delle sette che di realtà ecclesiali, ora in parte svelato) e nell’aggressività l’arma più potente della propria espansione, che forse ora ha superato il limite di guardia.

    Ciò che più sconcerta e fa soffrire è che chi doveva parlare ha parlato, le testimonianze le denunce e le riflessioni non sono mancate; ma per ora sembra abbiano vinto i “potenti”…

    Ma non siamo noi i salvatori della Chiesa; c’è Qualcuno che ci penserà

    Ringrazio Tornielli per l’ospitalità e i contributi di informazione e partecipazione e alla prossima!

  43. Aloysius scrive:

    Non pensate che il vero KeYgma, cioè annuncio cristiano è che Il Signore Gesù, il Figlio di Dio, si è fatto uomo è Morot e Risorto per noi.
    E quello che ci allontana da Dio e dal personale vitale rapporto con Lui non è la “paura della morte”, che è un dato psicologico, ma il peccato, l’allontanarci dal suo Progetto per noi; ed è questo che provoca la morte: il nostro distacco da Colui che è la nostra Vita e la nostra Salvezza.
    I cristiani riescono a vincere il senso di angoscia molto umano e naturale al pensiero della morte, perché sanno di avere un futuro di eternità in Cristo, ed è un futuroi che comincia già qui ed è per questo che riusciamo a parlarne a a viverne le “primizie” in Cristo e nella Sua Chiesa e la vita sacramenteale e di preghiera che nutre la nostra Fede…

  44. Luisa scrive:

    “D’altronde lo potete notare in questi ultimi 15-20 anni: Accelerazione della scienza>Credenze in calo vertiginoso.”

    Partirò da questa affermazione così categorica di Carlo, senta inoltrarmi più in là perchè questa discussione l`abbiamo avuta già più volte e sono sempre gli stessi stereotipi che ne escono come scienza e fede inconciliabili… la fede oscurantista che si opporrebbe alla scienza e altre ritornelli di questo genere.
    Potrei ricordare a Carlo i nomi di grandi scienziati cattolici del passato e del presente ma eviterò di farlo, perchè do fronte alla malafede e ai dogmi atei è difficile e talvolta impossibile discutere.

    Solo dire a Carlo che le “credenze” non sono affatto in calo vertiginoso, forse nella nostra piccolissima Europa e ancora non è certo, ma il mondo non si ferma all`Europa, in questo mondo in perdita di valori, dove chi ne ha interesse culla gli uomini con l`illusione della loro onnipotenza, della loro libertà assoluta, dei loro diritti, senza parlare dei loro doveri… la gente sta male, i psichiatri e i psicologi sono sovraccarichi di lavoro, sì la gente soffre, è depressa, sta male, non capisce, talvolta si pone in vittima ,cerca i responsbili al di fuori di se stessa e poi accetta di cominciare a guardare all`interno di se stessa, accetta l`avventura della conoscenza di sè, e, sì chi ha la fede ha un aiuto supplementare, una finalità che apre l`orizzonte che rischia altrimenti di sembrare ben presto limitato e chiuso, chi non aveva questa apertura talvolta la trova come un`evidenza, perchè si rende conto o meglio sente che c`è un qualcosa che va più in là, una dimensione alla quale si aspira al di fuori di sè e nello stesso tempo in sè. E l`orizzonte limitato si apre e lascia entrare la luce che da senso.

    Sì Carlo la scienza aiuta e ci aiuterà sempre più a sollevare il dolore, noi tutti le siamo riconoscenti, noi tutti incoraggiamo e sosteniamo quella scienza che rispetta l`essere umano, che è al servizio dell`essere umano, che rispetta la vita.

    Per la sofferenza, Carlo, a parte qualche piccola rosa o blu, la scienza è impotente .

  45. Bi.Ci. scrive:

    Non è che abbiamo perso la fede: l’abbiamo semplicemente trasferita da Dio alla professione medica. (George Bernard Shaw)

  46. Aloysius scrive:

    Cro bo Mario. ho letto ilk tuo post dove ti chiedei che aiuto può dare la Chiesa la sociale.
    Non vorrei essere banale, ma secondo me l’aiuto più grande che possa dare la Chiesa è quella di ‘formare’ veri cristiani, anche se è un’illusione quella di pensare che riusciremo a risolvere tutti i problemi di questo mondo.
    Ma poiché dobbiamo fare del nostro meglio, credo non salverà la società il fatto che la Chiesa continui a parlare di politica e di sociologia… forse se insieme ai “principi non negoziabili” si cominciassero a difendere anche le “Verità non negoziabili” sulle quali – e il Papa lo sottolinea in tutti i suoi bellissimi insegnamenti – si fonda la Salvezza dell’umanità intera…

  47. Carlo scrive:

    Luisa,

    devi sapere che progesso scientifico, culturale e tecnologico sono inversamente proporzionali alla propensione della gente a credere nelle religioni. Sono dati non opinioni.

    Nei Paesi più sviluppati (compresi gli USA checchè se ne dica….vedasi i fatti recenti) si è avuto un calo vertiginoso nelle varie credenze e religioni.
    Mentre nei paesi più arretrati culturalmente e tecnologicamente le religioni e credenze vanno alla grande.

    Quanto alle impotenza della scienza io sarei più cauto. D’altronde sono appena 15-20 anni che si può parlare di Scienza con la S maiuscola. Dateci 2000 anni (come voi) e poi ne riparleremo.

    Credere in qualche Dio o entità è solo una sorta di autoconsolazione; agli effetti pratici non serve a nulla.

  48. Carlo scrive:

    Non è che abbiamo perso la fede: l’abbiamo semplicemente trasferita da Dio alla professione medica. (George Bernard Shaw)

    Ricordavo questa citazione. In poche parole eprime chiarissimamente quello che sta avvenendo.

  49. Alessia scrive:

    Carlo, sta tentando di fare del proselitismo in favore della dea scienza? Mi domando che senso abbia imbarcarsi in una discussione stracotta. Proponga qualcosa di più originale, please.

  50. bo,mario scrive:

    Aloysius ringrazio per la risposta. Non chiedevo di risolvere i problemi del mondo, hai un pò esagerato, ma almeno nei paesi cristiani. Indichi qualcosa di non negoziabile. La chiesa così si chiude a riccio e cosa può fare per aiutare gli altri?. La società è cambiata, anche evoluta, le domande sono altre e le risposte, che citate spesso, si riferiscono a scritti di secoli fà. Qualche dubbio non ce l’avete se sono ancora validi? Nella mia ricerca di aiuto per il sociale metto le ACLI. Sono tra l’incudine e il martello. Sono, pochi, nel sociale e alle domande cosa possono rispondere “non negoziabile”. Almeno i cattolici non facciano lavoro nero o evasione fiscale, già sarebbe positivo per quello che dici. Un saluto.

  51. Luisa scrive:

    Come volevasi dimostrare !

    L`uomo è limitato caro Carlo, l`uomo è composto di corpo, anima e spirito, o se preferisce di corpo e psiche, la scienza potrà sollevare i suoi mali fisici, farlo vivere fino a 150 anni, sopprimere le imperfezioni e le malattie….ma non riuscirà mai a sopprimere e guarire i mali dell` anima o se preferisce della psiche!

  52. Garlyc scrive:

    Il card. Bagnasco parla all’assemblea dei vescovi, non sta facendo una predica in duomo.

    Ma io sono allucinato dal fatto che tutti, qui, anche coloro che si proclamano i grandi difensori della Chiesa sono prontissimi a mettere da parte ciò che la Chiesa dice quando non va d’accordo con quello che pensano loro.
    Succede simmetricamente “da destra” e “da sinistra”. Evidentemente molti sono “di destra” o “di sinistra” ben prima di essere cristiani. Allora non usino la Chiesa come paravento alle proprie idee.

  53. Patrizia C. scrive:

    Cara Luisa, lei non perde occasione per essere onesta, poi accusa gli altri di essere in malafede.

    1) Quella che sta aumentando è la popolazione mondiale, non il cattolicesimo.

    2) Nella sola Accademia delle scienze americane meno del 5% dei componenti si dichiara osservante (ebraico, induista, cristiano…)

  54. Aloysius scrive:

    caro bo,mario tu dici:

    Almeno i cattolici non facciano lavoro nero o evasione fiscale, già sarebbe positivo per quello che dici. Un saluto.
    _______________
    apprezzo il tentativo di scendere nella concretezza, altrimenti quello che diciamo rischia di rimanere astratta teoria: tuttavia gli insegnamenti veramente cristiani non sono “Astratta teoria” e permettono la “configurazione ad una Persona”…

    Immedesimandomi nei casi concreti che hai citato, mentre trovo praticabile il discorso sull’evitare l’evasione fiscale, cercando di obbedire ad un senso di giustizia anche nei confronti di una società iniqua, mi riesce più difficile riconoscere un cristiano dal fatto chhe non “faccia” lavoro nero, quando è l’unica alternativa di sopravvivenza che ha ed è lui a subìre l’ingiustizia, anche se la sua passiva accettazione può contribuire ad alimentarla… ma sono sempre del parere che quello che non possiamo cambiare ce lo possiamo solo assumere e soffrirci, cercando di fare del nostro meglio per tutto il resto

    Mi desterebbe più perplessità il fatto che sia un vero cristiano, chi si dice cristiano e poi “offre” lavoro nero…

  55. Luisa scrive:

    Stiamo parlando di sofferenza, Patizia, quella che forse anche lei nella sua vita ha provato, stiamo parlando della capacità della scienza di sopprimere la sofferenza dell`uomo.
    Dove vede malafede, o disonestà da parte mia ?
    Lei ha già visto la scienza o l`ateismo o non so che altro ancora potrebbe farle piacere, sopprimere la sofferenza, psichica, morale, spirituale dell`uomo ?
    Se poi a lei fa piacere credere che le religioni siano in via d`estinzione, libera a lei di crederlo, la speranza fa vivere, la sua speranza mi sembra assomigli di più ad un`illusione o ad un`utopia, ma se questa speranza o credenza la aiuta a vivere e a stare bene o meglio, io non ci vedo nessun problema, non per me.

  56. Patrizia C. scrive:

    malafede e disonestá nell’inventarsi i dati…

  57. Carlo scrive:

    Luisa,

    non esiste nessuna anima o spirito.
    L’uomo (meglio la sua anima o pensiero) è semplicemente il risultato di una somma di memorie e collegementi neurali che avvengono all’interno del cervello.
    Questa frase dà una spiegazione razionale e dimostrabile a talmente tante cose che è impossibile elencarle qui di seguito.
    Con la morte questa memoria viene semplicemente ‘formattata’ per sempre. Anche c’è chi sostiene che in unh futuro non molto lontano sarà possibile fare un ‘backup’ di questa memoria.

  58. Carlo scrive:

    Tanto è vero che molti studiosi pensano che entro questo secolo sarà fatto il primo trapiano di testa tra due uomini, cosa che già è stata fatta con gli animali:

    http://www.youtube.com/watch?v=EdJGlYOL0r4&eurl=http://geniv.forumcommunity.net/?t=9195906&view=getlastpost

  59. Luisa scrive:

    Patrizia ….che dati ? Potrei anche dirle che alle ciffre si fa dire quello che si vuole e lei sembra molto abile per andare a scovare le ciffre nelle quali trovare conferma delle sue credenze…
    Ma oramai per lei sono disonesta e in malafede…. dunque transit !

    Dunque Carlo….non esistono anima e spirito, o meglio lei da una definizione interessante et “fascinante” dell`anima, questa è la sua credenza, sul nostro pianeta Terra c`è un certo numero di persone che non la pensa come lei. Se ne faccia una ragione.

  60. Americo scrive:

    Tutti i porporati, includendo il papa, mi ricordano tanto i miei vecchi che solo sapevano criticare il presente e ricordarsi, selettivamente, del bel tempo passato e dei suoi “valori”. Qui va ricordata una famosa citazione di Orazio che, grazie al liceo, mi è rimasta impressa nella memoria: mutantur tempora et nos mutamur in illis. Se lo aveva capito Orazio, perchè non lo capiscono quei cadaveri imbalsamati della chiesa?

  61. Patrizia C. scrive:

    Cara Luisa, non capisco se parla di me o di lei. Io mi riferivo semplicemente a quanto riportato nel suo post.
    A scanso di equivoci, riscrivo e metto a confronto:

    “…le credenze non sono affatto in calo … forse nella nostra piccolissima Europa e ancora non è certo..”
    1) quella che sta aumentando è la popolazione mondiale, non il cattolicesimo.

    “…ricordare i nomi di grandi scienziati cattolici … ma eviterò di farlo,perchè di fronte alla malafede e ai dogmi atei è difficile e talvolta impossibile discutere…”
    2) nella sola Accademia delle scienze americane meno del 5% dei componenti si dichiara osservante (ebraico, induista, cristiano…)

    Buona giornata

  62. Cadavere imbalsamato
    (e probalminte maleodorante)
    sarai tu.

    Tornatene al Centro Sociale
    o alla sede dei Radicali
    (o peggio)

  63. Luisa scrive:

    Caro Cosimo, Americo è un uomo di più di 80 anni, almeno lo deduco dal fatto che ebbe a dirci che è da 80 anni che cerca e studia.
    A me piacciono molto i cercatori che in realtà cercano ciò che vogliono trovare e rifiutano di lasciarsi soprendere dall`inattesa scoperta o esperienza che scombussolerebbe la loro rigida costruzione .
    Se i suoi studi e ricerche hanno portato Americo a queste conclusioni, ad una visione così “sombre” è scelta sua, noi possiamo pensarla altrimenti…c`è posto per tutti in questo mondo !
    Poi possiamo anche tirare un bel sospiro di sollievo e farci una bella risata , non contro qualcuno, ma per la gioia di avere altri pensieri, altri sentimenti e anche altri comportamenti!

  64. vabbè, chiedo scusa al signor Amerigo.

  65. Gianni B. scrive:

    @Luisa
    Se l’anima esistesse davvero, si dovrebbe poter individuare con qualche strumento.
    Non esiste infatti energia, vibrazione, radiazione o moto ondulatorio sulla faccia della Terra che oggigiorno non si possa misurare, pesare o quantificare.
    Perchè l’anima dovrebbe sfuggire a questa logica?

    L’”anima” sta al corpo come la vista sta all’occhio, secondo me: se muore l’occhio, secondo te perchè dovrebbe sopravvivergli la vista?

    A proposito, ti invio una bella cosa sull’anima, l’ennesima manipolazione della Bibbia CEI rispetto alle Bibbie antiche.

    Parliamo di Ezechiele 18, 20, sulla morte dell’anima.

    Biblia Hebraica Stuttgartensia in ebraico
    L’anima che pecca, morirà.

    200 aC Bibbia dei Settanta (in greco)
    E l’anima che pecca morirà

    405 Bibbia San Girolamo (in latino)
    Anima q(uae) peccaverit ip(s)a morietur.

    1592 Biblia Vulgata (in latino)
    Anima quae peccaverit, ipsa morietur;

    1778 Bibbia Mons. Martini
    L’anima, che avrà peccato, ella perirà;

    1969 Bibbia Ed. Paoline
    L’anima che ha peccato, quella morrà;

    Le variazioni nella Bibbia CEI + S. Paolo

    1974 Bibbia Versione CEI
    Colui che ha peccato e non altri deve morire;

    1978 Bibbia Ed. S. Paolo
    La persona che pecca, quella deve morire;

    A questo punto ti chiedo: l’anima è immortale, come dice la CEI, oppure muore, come sta scritto su tutte le Bibbie precedenti?

    Qual’è allora questa benedetta VERITA’? Pensaci! Ciao!

  66. Vincenzo scrive:

    @ R. Di Medio… Vedo che, almeno secondo Lei, ciò che scrivo “La muove al ridere”… me ne compiaccio per Lei, almeno così, avrà passato qualche istante sereno (e, oggi, non è cosa da poco).
    Mi compiaccio meno, però, per la Sua tetragona incapacità di capire l’essenza di ciò che ho scritto… Infatti, ribadisco la validità del paragone da me proposto perchè, così come nell’ipotetico Congresso di Matematici, anche nel caso della Conferenza dei Vescovi Italiani, la Prolusione viene pensata, scritta e letta, da uno Specialista, che si suppone essere fra …”oi Kariòi” del ramo… per un RISTRETTO E SELEZIONATO PUBBLICO … DI SPECIALISTI DELLA STESSA MATERIA…!!! Capito?!?!
    Quanto al fatto che il “Popolo”, possa avere difficoltà a “capire ciò che dicono i Vescovi e la Chiesa in genere” (e, aggiungo io, anche certe espressioni della Sacra Bibbia…), può anche essere, ma, proprio per questo, il cattolicesimo, si differenzia dal Protestantesimo (che, fra l’altro, è “sola Scriptura”…)in quanto, vi è anche il Magistero; esso, cioè, per quanto riguarda i semplici Fedeli come me e Lei, è rappresentato dai Sacerdoti, i Parroci in primis, cui, in caso di dubbio, ci si può rivolgere … senza dover fare l’impegnativa all’ASL.
    In ogni caso, la Religione Cattolica, non è un fumetto ultra-elementare per bambini idioti, ma è un insieme di Fatti e di Annunci i quali, quasi sempre, sotto l’apparente, piana, saggezza della semplicità, celano grandi Verità e veri e propri Misteri imperscrutabili. Tutte cose, cui ci si deve accostare, con umiltà e perseveranza, e non con la solita, prometeica, umana presunzione … . L.J.C.

  67. Aloysius scrive:

    @ Gianni B che dice:

    Se l’anima esistesse davvero, si dovrebbe poter individuare con qualche strumento.
    Non esiste infatti energia, vibrazione, radiazione o moto ondulatorio sulla faccia della Terra che oggigiorno non si possa misurare, pesare o quantificare.
    Perchè l’anima dovrebbe sfuggire a questa logica?
    ________________
    possiamo ammettere che ancora non siamo al top delle conoscenze scientifiche e forse la misurazione può non essere fatta con gli strumenti di cui disponiamo “finora”?

    Capisco che ad uno “scientista” parlare di metafisica sia come parlare di “sogni”; ma è intuibile che ci sono relatà che sfuggono alle nostre percezioni e misurazioni e non riusciamo nemmeno ad esprimere a parole (le famose “arreta remata di San Paolo)
    Non può esistere solo ciò che è misurabile, io credo

  68. off topic per off topic….

    Vorremmo, senza ledere dogmi anni Settanta e
    laici democratici totem,
    che almeno le nostre
    figlie
    crescessero sapendo che sì, una legge dello Stato,

    per noi inaccettabile,

    consente di cancellare un figlio; ma che questa è l’ultima istanza cui pensare, quando si scoprissero incinte.
    Perché
    il femminismo
    ci ha raccontato gli orrori dell’aborto clandestino:
    ma poi una certa cultura
    e anche la 194
    in trent’anni hanno costruito
    la mentalità dell’aborto non solo legale

    ma ‘normale’,

    scontato,
    inevitabile.

    (marina corradi su avvenire di oggi)

  69. adele scrive:

    Gianni, parla come mangi. (me inco aiò magne i turtlein, e te?). Per gli ebrei “anima” non ha lo stesso significato che diamo noi di cultura greca e poi latina. Riprovaci con altro. Anima in ebraico, per la precisione “nepesh”, sta per persona.

  70. Paolo scrive:

    Mi auguro che questi messaggi arrivino alle singole parrocchie…

  71. chi fosse interessato alla lettura integrale dell’articolo :

    http://marinadirettore.splinder.com/post/17273026/senza+parole.+%28solo+l%C3%A8ggere%29

    (adele,grazie!regalaci altre perle del tuo bel dialetto!!!!)

  72. Carlo scrive:

    Anima: Dal greco ànemos, vento, vale a dire, per traslato, nulla, niente.

  73. annarita scrive:

    Caro Gianni B. non so perchè se l’occhio muore deve sopravvivere la vista, ma è già accaduto sai: é tutt’ora vivente una signora nata cieca, che ci vede nonostante gli manchino le pupille (causa miracolo), cosa mi puoi dire di scientifico su questo caso?
    Per quanto riguarda l’anima che non si vede e non si misura, beh, anche il pensiero non si vede, ma nessuno mette in dubbio che tu pensi, beh a dire il vero io qualche dubbio l’ho! :D ah! ah! ah! Ma dai non fare come il muratore del film don Camillo, che si vende l’anima perchè tanto pensa di non averla, poi non vive più e la rivuole. Coraggio anche tu hai una bell’anima ad immagine e somiglianza di Dio, devi solo scrostarla da tanti luoghi comuni. La tua amica fetentina. ;D

  74. annarita scrive:

    Carlo, per te il vento è nulla, niente; vallo a dire agli americani che ogni anno si vedono spazzare via le case dal nulla, oppure dillo ai triestini. Sarà anche nulla, ma ha una bella potenza!

  75. Alessia scrive:

    Credo che Kant non la pensi come Carlo. Ma forse è lui a sbagliare.

  76. marina scrive:

    ciao Bo. Mario ,buona giornata

  77. bo,mario scrive:

    Aloysius ringrazio della saggia risposta. Poi vedo che anche tu cominci a dialogare sul sesso degli angeli. Beato tè. Ho letto che non ti sei avventurato sui “principi non modificabili” Non mi aspettavo risposte, magari un cenno.
    Marina non leggo qualcosa di tuo, sei in castigo?
    Ciao e buona giornata anche a te.

  78. Francesco Ursino scrive:

    Francesco Ursino: Tu conti di essere ancora vivo tra duemila anni?

    Carlo: Tutto è possibile.

    Francesco Ursino: Perché non riconoscere invece ciò che tu ostinatamente continui a rifiutare?

    Carlo: La Scienza può fare molto. Dateci 2000 anni (come voi) e poi ne riparleremo.

    Francesco Ursino: Mi chiedo se le persone che hanno urgenza di aiuti ORA, OGGI (e non tra duemila anni che se Dio vuole saranno già in pace) riusciranno a tenere duro in attesa che voi risolviate tutto con la scienza.

    Carlo: Tutto è possibile.

    Francesco Ursino: Certo, l’importante è esserne convinti. Basta negare l’evidenza della realtà e credersi un dio.

    Ma la vita sa come farsi beffe di questi creduloni infelici. Preghiamo per loro.

  79. Gianni B. scrive:

    @Annarita, Adele: ehehehe grazie per i vostri post … vi voglio bene :)

  80. Cherubino scrive:

    @ Aloysius,
    non so se Kiko parla della paura della morte, io ne ho sentito parlare da ALTRI, sacerdoti per la precisione. Non vedo perchè si vuole sempre dividere, attribuire a questo o a quello, essere “di Paolo o di Apollo”. Io non sono nei neocatecumenali, non dipendo da nessun movimento pur avendo ricevuto molto dal RnS e prima ancora da sacerdoti Gesuiti che ho avuto la fortuna di incontrare.
    L’articolo di cui metti il link non ha nessuna autorità (non è nemmno firmato), è giocando sulle parole cerca solo di seminare fraintendimenti e falsità teologiche. Basta pensare al mischiare sul concetto di causa: la paura della morte non è causa del peccato originale, è lo strumento di cui il Maligno alimenta il peccato instaurato con la superbia originaria, la quale tuttavia nasce dal sospetto insinuato e quindi fondamentalmente dall paura che Dio voglia la morte dell’uomo. Va precisato che morte non si intende solo come morte fisica, la quale è segno e limite estremo della morte come diminuzione e annullamento della persona. Per questo non è meno paura dell amorte quella di chi preferisce morire piuttosto che essere umiliato o ridimensionato, oppure dipendere da un altro.

    In ogni caso il ruolo della paura della morte è testimoniato in tutta la Scrittura non può esser smentita:
    Basta pensare alle tentazioni di Gesù prima nel deserto (la ricchezza, il potere e l’autosufficienza) e poi in modo ancora più palese nel Getzemani. Basta leggere Ebrei, 2,14:

    “Poiché dunque i figli hanno in comune il sangue e la carne, anch’egli ne è divenuto partecipe, per ridurre all’impotenza mediante la morte colui che della morte ha il potere, cioè il diavolo, e LIBERARE COSì QUELLI CHE PER TIMORE DELLA MORTE ERANO SOGGETTI A SCHIAVITù PER TUTTA LA VITA”.

  81. Carlo scrive:

    Carlo: Ursino, sono 2000 anni che ci riempite di chiacchiere su Dio, e siamo ancora qui in questa valle di lacrime!!

    Ursino: Credi e prega senza fare domande!!!

    Carlo: Solo la scienza sta facendo qualcosa per la sofferenza umana. Le religioni furbescamente (non potendo dimostrare) rimandano il tutto nell’altra vita.

    Ursino: Credi e prega senza fare domande!!!

    Carlo: Scusa Ursino, mi risulta che la Bibbia sia il risultato di scopiazzature di vecchi miti e leggende. Anche la scienza ha oramai dimostrato che siamo il frutto dell’evoluzione e che discendiamo da vecchi ominidi altro che Dio e creazione!

    Ursino: Credi e prega senza fare domande!!!

    Carlo: La scienza cerca solo di alleviare la sofferenza. Voi la combattete in tutti i modi cercando di mettere paletti secondo i vostri criteri.

    Ursino: Credi e prega senza fare domande!!!

    Carlo: Scusa Ursino sapresti come concili la sofferenza con l’infinita misericordia di Dio?

    Ursino: Credi e prega senza fare domande!!!

    Carlo: Nel mondo ci sono diverse decine di religioni. Non è forse il sintomo che è Dio che ha creato l’uomo?

    Ursino: Credi e prega senza fare domande!!!

    Carlo: Ursino……ma scusa…….io ho un cervello per pensare non mi faccio manipolare!!!

    Ursino: Credi e prega senza far funzionare il cervello!!!

  82. Luisa scrive:

    Carlo, Carlo lei ha una strana concezione di noi credenti, per lei credere significa necessariamente essere creduloni…credente=credulone…in più pauroso…in più passivo ….giusto buono a subire senza porre domande .
    Sì noi preghiamo E domandiamo ! Noi preghiamo E alle volte il grido sale: perchè ?
    Durante le prove che inevitabilmente la vita ci presenta, alcuni perdono la fede, altri la trovano o ritrovano o la rinforzano, escono più forti. Sì ci sono delle traversate oscure, sì ci sono i dubbi, sì c`è spazio anche per l`incredulità, come per voi dovrebbe esserci lo spazio, il seme della credulità o credenza…
    Forse siete voi atei ad essere quella massa monolitica senza dubbi, che non si pone domande e che ha risposte preconfezionate, noi credenti ci poniamo tante domande, la nosta vita di fede è una vita di sfide, di confronti, talvolta anche di lotta e resistenza, ma in realtà la mano che ci tiene saldamente e che ci accompagna, la luce che mai cessa di splendere in ognuno di noi, anche se talvolta sembra farsi un piccolo barlume appena visibile, non ci abbandonano mai e noi finiamo per abbandonarci fiduciosi.
    Sì Carlo lei ha una strana visione della vita di un credente.

  83. Michele M scrive:

    Gentile Carlo,

    “Anche la scienza ha oramai dimostrato che siamo il frutto dell’evoluzione e che discendiamo da vecchi ominidi altro che Dio e creazione!”

    Guardi che e’ in errore clamoroso!
    La scienza non ha dimostrato affatto cio’ che lei sostiene.
    La teoria dell’evoluzione e’ teoria e rimane tale (tra l’altro piena di anelli mancanti). E questa e’ una cosa spiegata bene (o decentemente) da altre persone in questo blog, in altri post in passato.

    Non so poi cosa intenda di preciso per scienza… in un posto precedente parla di una ventina di anni in cui si puo’ parlare di scienza.
    Il metodo scientifico e’ stato inventato da Galileo, e prevede la ripetibilita’ di risultati su esperimenti a pari condizioni… questa e’ scienza.

    Lo legge l’inglese? Se si – e mi permette – le consiglio questo libro, che trovera’ interessante:
    http://www.amazon.co.uk/Case-Creator-Journalist-Investigates-Scientific/dp/0310240506/ref=sr_1_1?ie=UTF8&s=books&qid=1211988072&sr=8-1

    Saluti,
    Michele

  84. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    non so se Kiko parla della paura della morte
    _______________
    se davvero non lo sai perché parli in questo modo di quello che non sai?
    Questo è il kerygma dell’Arguello che torna, ricorrente in maniera ossessiva, in ulteriori catechesi e anche negli scrutini…
    ti sei andato a leggere questo documento?
    http://www.internetica.it/neocatecumenali/distorsioni-kikiane.htm

  85. Pipìta Del Monte scrive:

    IL DILEMMA DELLA RATIO GIURIDICA DEL CAMINHO NEOCAT

    Nobilissimi amici,

    mi hanno profondamente colpita sia le parole bagnaschiane sia, nella pagina testè chiusa, le vostre dotte disquisizioni e le vostre ambasce sulla sistemazione giuridica del Caminho Neocat, tanto da indurmi stamane a chiedere lumi all’unico studioso di cui ho piena,ultranovantennale fiducia,il carissimo amico ed esperto in cose di legge, conte Pasqualardo De Pilisovinis,tra l’altro mio dirimpettaio di maniero.

    Il caro Pasqualardo si è immantinente tuffato nei tomi della sua sterminata biblioteca,dove è rimasto fino a mezz’ora fa,come ho avuto modo di accertare col mio binocolo attraverso le nostre patrizie bifore.Più volte non ha dato segni di vita,immerso com’era nella consultazione,ma i suoi intermittenti pugni sulle polverose pagine e un “Eureka” conclusivo,mi hanno finalmente rasserenata.

    Ecco dunque le sue conclusioni a me pervenute attraverso un messaggio recapitatomi da un suo valletto:

    ” Cara Pipita,

    alquante ore di studio sudato e intensissimo mi hanno confermato nelle mie vedute sulla ratio giuridica che si è sicuramente inteso donare al Caminho de quo in sede di approvazione de’ suoi statuti.

    Tre erano le possibilità:

    1) considerare canonicamente detta realta spagnuoleggiante alla stregua di una qualsiasi associazione laica di cattolici (sia pur essi alquanto golosi di biade et fieno);

    2) considerare canonicamente la medesma come una fucina o eziandìo una scuderia di alati messaggeri del verbo vuoi kikiano vuoi carmencitiano, tuttavia anch’essa ben provvista di riserve de’ prodotti della fienagione;

    3) considerare canonicamente, sia pure in chiave di sol, detta realtà come un movimiento.

    Delle tre pòossibilita sucennate – continua il Pilisovinis – parmi la terza la più concretamente ipotizzabile ,almeno pe’ le seguenti cagioni importanti:

    a)i monsignori che ne’ sacri palazzi hanno visionato gli statuti neocat in tutti questi anni hanno sempre osservato cotali pagine con le cuffie alle orecchie dalle quali venivano soavemente diffusi i ritmi spagnuolo-sefarditi del detto iniziatore e con i tappi su gli occhi a cagione dello splendore accecante di cotali pagine;

    b)non di rado essi monsignori,mentre visionavano le stesse pagine,hanno accennato (come mi conferma il sediario apostolico Filiberto della Margarita) alquanti passi di danza;

    c)tutti gli adepti al Camino amano svisceratamente ballare et cantare et battere sovente le loro quattro mani(o,indifferentemente i loro quattro piedi);

    d)la ninfa iniziatrice(et provetta danzatrice di flamenco e di habaneras) ama molto il movimiento.

    Se ne deduce ordunque – conclude il Pilisovinis – che El Caminho Neocat sarà un movimento…alquanto forte per la Chiesa et esso non mancherà nemmeno di far cimentare il Santo Padre nell’arte tersicorea e nell’uso de’ pennelli per la produzione di vezzose caricature di icone sacre.

    Con devotissimi omaggi

    Pasqualardo”

  86. Gianni B. scrive:

    @Adele
    Tornando all’argomento, è giusta la tua osservazione sul fatto che in ebraico tale termine talvolta stia a significare “persona”.
    Ovviamente ci sono anche altre evidenze, tipo Geremia 18,4, in cui è ribadita quattro volte la parola anima: “Imperocché tutte le anime sono mie, come l’anima del padre, così anche l’anima del figliuolo è mia: l’anima, che avrà peccato, ella perirà.»
    Il testo è quello della Bibbia Martini che traduce la Vulgata, giacché anche in questi versetti la Bibbia CEI ha modificato la traduzione.
    Sempre Bibbia Martini Isaia 66,15: «i supplizi a’ quali saranno condannati gli empi che si dicono uccisi da Cristo, perché mandati da lui alla doppia eterna morte dell’anima e del corpo.»
    Ecclesiastico 23,15 sulla bestemmia «…va presso la morte e dell’anima e del corpo…»
    Proverbi 6,32: «Così l’adultero per la sua stoltezza fa getto della propria vita, e perde ancora eternamente l’anima propria. L’una e l’altra morte e del corpo e dell’anima vien qui indicata.»
    Vangelo [versione CEI 1974] Matteo 10,28: «E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.”

    Insomma, questo concetto sull’immortalità dell’anima sembra scritto sulla sabbia!

    E poi Dio non disse forse ad Adamo “polvere sei e polvere ritornerai”? :)

    Ciao!

  87. Gianni B. scrive:

    @Aloysius
    possiamo ammettere che ancora non siamo al top delle conoscenze scientifiche e forse la misurazione può non essere fatta con gli strumenti di cui disponiamo “finora”?

    Hai perfettamente ragione, caro Aloysius; il problema però è che, per una volta, dovreste essere voi credenti a portare qualche prova sull’esistenza di queste dimensioni misteriose…. perchè da qualche parte queste anime dovranno pur stare!
    Perchè dobbiamo abbandonare del tutto la ragione quando si parla di anima, spiriti, Regno dei Cieli e così via? Se sono reali, come affermate voi, allora ESISTONO, e se esistono dove stanno? Perchè non riusciamo a vedere l’anima che si stacca dal corpo, o gli spiriti dei defunti, o gli angeli?
    Posso assicurarti che nessuno di noi diciamo “atei” – ma il termine è improprio – è incredulo per partito preso, su queste cose.
    Se si potesse in qualche modo dimostrare l’esistenza di questa “anima”, e se la si potesse “misurare” in qualche modo nel momento in cui essa si stacca dal corpo e veleggia verso questa famosa dimensione parallela chiamata “paradiso” o “regno dei cieli” o “inferno” dove stanno tutte le altre – perchè da qualche “parte” dovranno pur stare! – saremmo proprio noi i primi ad esserne immediatamente convinti!
    Il fatto invece è che bisogna sempre “credere” senza neppure una molecola di prova… è davvero dura, pur con tutto il rispetto per voi credenti.

  88. Carlo scrive:

    Giusto GianniB. Purtroppo non puoi misurare ciò che non esiste.

    Una cosa buona sarebbe quella di vedere l’anima quando si stacca dal corpo (momento della morte). Perchè Dio non ha previsto questo?
    Almeno avevamo qualche straccio di prova per credere.

    Mentre niente, nisba, niet, zero di zero, nulla (come l’anima).

  89. Carlo R scrive:

    @ Carlo

    Scusa se mi intrometto, ma ti consiglierei di leggere (ed alla svelta pure) “Prima che Abramo fosse io sono” di Mons. Pier carlo Landucci probabilmente l’ultimo Dottore della Chiesa.
    Dopo averlo letto farai meno lo spiritoso.

  90. F. Pernice scrive:

    Augusta Pipìta, temo che molte congreghe hispanioleggianti, da diversi decenni a questa parte, si stiano producendo in saggi di inviluppo e impaniamento alquanto perigliosi. Donde l’imponente sfiorir della fede nelle terre degli Sappateri (barbari educicalzari). Se tertuglie e orazioni flamencanti possono interdire l’accesso ad altre e più nefaste trovate (se ne contano d’Olanda, d’Albione, d’Albione novella, nonché de’ mosci lucifugi di Scandia), impareremo a dare di nacchera.

  91. Gianni B. scrive:

    @Carlo
    Diciamo che noi tutti siamo pesantemente suggestionati da 2000 anni di rappresentazioni artistiche, che fanno parte integrante della nostra identità culturale.
    Penso ovviamente ai nostri luoghi di culto, dove il fedele PUO’ VEDERE E TOCCARE Dio, Gesù, la Madonna, tutti i Santi, tutti i patriarchi e le altre figure bibliche, le rappresentazioni delle parabole, ecc. ecc., proposte e raffigurate in tutte le possibili ed immaginabili dimensioni, angolature, materiali e colori, ovviamente eseguite dai migliori artisti dell’umanità per cui ancora più suggestive e veritiere!
    Ovvio che alla fine il cervello riconosca tali personaggi come “reali”… per forza, li “vede”, alla fine sembrano vecchi amici che non hanno neppure bisogno di parlare per essere capiti al volo… ci “sono” insomma, sono sempre lì, nel nostro cervello! Potenza della suggestione! Qualche volta ci credo persino io :)

  92. marina scrive:

    Carlo,il tuo post delle 3.47 pm mi ricorda quello che mi ha detto un frate durante la confessione.
    Alle mie domande mi ha risposto: ma lei non deve pensare.
    Un caro saluto

  93. marina scrive:

    Kiko presenta il Cammino neocatecumenale come un cammino di conversione (OR pag. 10), un cammino che crea la koinonia. E questa sarà opera di Cristo che è “l’inviato dal Padre per distruggere tutte le barriere che separano gli uomini e formare la koinonia, la comunione fra gli uomini, la Chiesa” (pag.11). Ma la barriera fondamentale che sta sotto tutte le altre barriere che dividono gli uomini, secondo Kiko è la paura della morte (pag.11) “Noi uomini siamo tutti attanagliati dalla paura della morte, a causa di essa siamo tutti schiavi del peccato, siamo tutti schiavi del male. La legge (ma quale?) ci dice che bisogna amare l’altro, ma se amiamo l’altro moriamo perché ci distrugge e noi non vogliamo morire.  [Vuol parlare di cose spirituali, ma si sofferma unicamente sul piano psicologico]. Perché ho fatto un’esperienza di peccato [passa dal piano psicologico a quello spirituale]. Il peccato è un’esperienza di morte a livello esistenziale e ontologica (?). Gesù Cristo è venuto ed è stato risuscitato dai morti dal Padre per spezzare la morte e porre gli uomini in comunione (OR pag.11, par 3-4-5) [tutti i suoi discorsi così: parla di Gesù Cristo senza
    mai dire CHI è](1)
    ———————–

    ma è questo che insegna KiKo,con l’approvazione del papa?

    Per questo non possiamo amare… non possiamo passare all’altro, amarlo, perché la paura che ho della morte me lo impedisce. Perché ho paura della morte?

    I parenti dei neocat,dicono che la loro vita è diventata um inferno,da quando i loro parenti sono entrati in questo giro,sono più intolleranti e cattivi nei confronti di chi non aderisce al movimento.

  94. adele scrive:

    Gianni stai facendo un caos del trentadue. Fammi capire, please. La parola “anima” nell’antico testamento ricorre circa 755 volte: non vorrai mica citarmele tutte? Per gli ebrei la concezione di “anima”, “inferno” ecc non è la stessa che la nostra. L’ebreo credeva che (riduco ai minimi termini) chi si comportava bene sulla terra, avrebbe avuto ogni beneficio qui sulla terra e poi, bona lè (questo Cosimo è bolognese). Nel nuovo testamento, con la progressione della rivelazione, abbiamo capito più cose, anche se alcune di queste erano già state rivelate “profeticamente” nel vecchio testamento (e sottolineo profeticamente, cioè parlavano ma non capivano cosa dicevano, un po’ come te). Noi siamo corpo, anima e spirito, dove anima è l’insieme dei tuoi sentimenti e del tuo intelletto.
    Chi torna polvere è quello che dalla polvere deriva, cioè il corpo.
    Poi un po’ in tutto il nuovo testamento si parla del dopo vita terrena. Non ha senso dare una citazione unica.
    Quello che vivrà per sempre non è il corpo, non quello terreno (un giorno ne avremo uno nuovo).
    Siamo destinati alla “morte eterna” ossia alla separazione eterna da Gesù, oppure alla “vita eterna” ossia all’unione eterna con Gesù. Dipende da cosa si sceglie qui e possibilemente ora.
    Tu cosa hai scelto? Nel mentre ti fai le tue ……mentali, se crepi dove vai?
    Adesso dimmi cosa centra la Bibbia Cei modificata, che non ho capito niente.
    Ps: mi piaci, perchè mi ricordi una persona che era come te: me. ciao

  95. Gianalberto scrive:

    E invece si Carlo, Gianni e altri infelici, se voi sapeste pregare, potreste vedere perfettamente l’anima abbandonare il corpo e alzarsi al cielo quando una persona perisce, in tanti hanno potuto vedere ma voi siete cecati dall’invidia e dalla stoltezza. Ma non abbiate fretta, tutte le anime morte le vedrete presto anche se, purtroppo per voi, saranno quelle dei dannati dell’inferno. Invocherete la misericordia del Signore e tutto sarà vano, soffrirete in eterno, non vi servirà pentirvi, non servirà cambiar bandiera!

  96. Gianni B. scrive:

    @Adele
    Purtroppo sto chiudendo il computer e fino a domani non lo riaccendo (a vag a magnar!) quindi pure la mia risposta senza senso arriverà domani …certo che non le mandi a dire, tu, eh! Ciao :)

    PS Guardatevi Don Zeno stasera sulla Rai… quello sì che era un prete!

  97. Pipìta Del Monte scrive:

    ALATO PERNICE,

    …noi impareremo a dare di nacchere, ma i poveri monsignori romani, di cui parlava l’esimio Pilisovinis, dopo la lunga e perigliosa fatica di leggere le splendide e accecanti pagine degli Statuta Neocatecumenalia, sia pur provvisti di bende oculari, cosa mai potranno più dare…?

    NOBILE MARINA,

    Commuove la Sua lucida analisi dei Minima(maxima) Neocatecumenalia e la sua voglia di approfondire.Mi consenta però di consigliarle apposita mascherina protettiva prima di appropinquarsi ulteriormente nelle secrete cose dei due Spagnuoli.

  98. annarita scrive:

    Ora ho scoperto l’arcano, tu Gianni B. leggi Topolino da quando eri piccolo, ecco perchè credi di essere Pico de Paperis il tuttologo. Attenzione alla suggestione Gianni B.
    Uah! Uah! Uah! :D Scusa ma leggendo anch’io Topolino mi sono sentita per un attimo Gamba di Legno. A tiè propia simpatic!

  99. bo,mario scrive:

    Marina speriamo che non sia una deriva anti testimoni di Geova. Intervenire, per lavaggio del cervello, è una pratica inaccettabile. Chi viene preso nella morsa diventa come un automa. Siamo vicini alla scizofrenia indotta. Cosa avrà trovato di buono il vaticano per approvarne l’esistenza?. Leggendo quì nel blog, sembrerebbe, niente. Scriveva bene uno che il linguaggio della chiesa non è comprensibile a tutti. Buona serata e ciao.

  100. marina scrive:

    Per Bo. Mario,ti chiedi che cosa ci ha trovato il vaticano in questa setta!
    Leggendo”catechesi che allontanano dalla verità” forse si può capire qualcosa.
    Devo leggerlo con calma domani.
    Forse vogliono un’altra generazione di “ustascia”o di “piccoli hitler”.
    Il regno di DIO o (il quarto reich)
    Stanno allevando una generazione capace solo di odiare.

  101. marina scrive:

    La ringrazio Pipita,le auguro una buona serata.
    Ciao Mario ,un caro saluto.

  102. Francesco Ursino scrive:

    Carlo

    Carino il tentativo di copiare il mio “botta e risposta”; riuscito nella forma, fallito nella sostanza. Il mio era più realistico, anche perché io non penso di essere un’idiota senza cervello solo perché a differenza tua credo in Qualcuno che dà un senso e uno scopo al mio vivere ogni giorno, ogni attimo. Perciò, semmai, prego, credo, mi pongo domande, cerco risposte, cerco di capire, ragiono, studio, ricerco… ecc.

    Ritenta, magari sarai più fortunato. :roll:

  103. Giancarlo scrive:

    Caro Michele M, il libro che lei consiglia gira attorno all’idea del Creazionismo che, come già spiegato anche in questo blog, NON è una teoria scientifica, tuttalpiù una corrente di pensiero (infatti non è neanche stata sottoposta a revisione paritaria). L’evoluzionismo invece è una teoria scientifica passibile di correzioni e revisioni come tutte le teorie, del resto.

  104. Cherubino scrive:

    @ Aloysius,
    vedo che insisti ad attribuire a Kiko il discorso sulla paura della morte, ma il fatto che lui ne parli non vuol mica dire che l’ha inventato lui. Personalmente non so in che termini ne parla e non mi interessa. Io ne ho sentito parlare dal padre gesuita Virginio Spicacci, ed è sintetizzata (si fa per dire) nel libro “Gesù di Nazareth una buona notizia?” edito da Ancora con l’approvazione del superiore maggiorre della regione settentrionale p.Gianuzzi.
    Io l’articolo l’ho (velocemente) letto, quanto basta per trovarci vari errori. Ma tu la citazione di Ebrei 2,15 l’hai letta ? Non penso che l’abbia scritta Kiko …

  105. Cherubino scrive:

    Comunque, l’analisi della paura della morte come “leva” fondamentale dell’egoismo e del male che alberga nel cuore dell’uomo, ossia del peccato, si può anche mettere da parte. Sta ad ognuno interrogarsi riflessivamente sulle motivazioni del male che alberga nel suo cuore. L’importante è riconoscere che questo male c’è e smettere di giustificarlo. Vorrei citare comunque Giovanni Paolo II:
    Nella tua morte, o Cristo, la morte è apparsa inerme
    di fronte all’amore. E la vita ha vinto.
    “Mors et vita duello conflixere mirando.
    Dux vitae mortuus, regnat vivus”.
    Tu, che sei il Risorto e “regni vivo” per sempre,
    resta accanto all’uomo, all’uomo di oggi
    che la morte col suo fascino tenebroso
    in mille modi tenta ed insidia.
    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/messages/urbi/documents/hf_jp-ii_mes_19870419_easter-urbi_it.html

    Certamente una semplice analisi spirituale della condizione umana da sola non sarebbe ancora Buona notizia. Il cuore del kerygma è in quella lotta che l’amore-dono stabilisce con la rivalità e con l’egoismo di ognuno (vita , e che l’amore-dono vince spogliandosi di tutti gli attributi di potere e superiorità che sono di Dio, (“ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo”, Fil. 2. 7ss) per far restare solo la gratuità del suo amore e convincerci dell’ingiustizia, della inutilità e della stoltezza del nostro peccato che è sempre, in ogni situazione, sempre resistenza a lui.

    Dice padre Raniero Cantalamessa:
    “Il kerigma, o annuncio, della passione è formato sempre da due elementi: un fatto – “patì”, “morì” –, e la motivazione del fatto – “per noi”, “per i nostri peccati” –. È stato messo a morte – dice l’Apostolo – “per i nostri peccati” (Rm 4, 25); morì “per gli empi”, è morto “per noi” (Rm 5, 6.8). Sempre così.

    La passione ci resta inevitabilmente estranea, finché non vi si entra dentro attraverso quella porticina stretta del “per noi”. Conosce veramente la passione solo colui che riconosce che essa è anche opera sua. Sono io Giuda che tradisce, Pietro che rinnega, la folla che grida “Barabba non costui!”. Ogni volta che ho preferito la mia soddisfazione, il mio comodo, il mio onore a quelli di Cristo si è realizzato questo. Don Primo Mazzolari, in un memorabile discorso per il venerdì Santo, non aveva torto di parlare del “nostro fratello Giuda”.

    Se Cristo è morto “per me” e “per i miei peccati”, allora vuol dire – volgendo semplicemente la frase all’attivo – che io ho ucciso Gesù di Nazaret, che i miei peccati lo hanno schiacciato. È quello che Pietro proclama con forza ai tremila ascoltatori, il giorno di Pentecoste: “Voi avete ucciso Gesù di Nazaret!”, “Avete rinnegato il Santo e il Giusto!” (cf At 2, 23; 3, 14).

    Quei tremila non erano stati tutti presenti sul Calvario a battere i chiodi e neppure davanti a Pilato a chiedere che fosse crocifisso. Avrebbero potuto protestare, invece accettano l’accusa e dicono agli apostoli: “Che dobbiamo fare, fratelli? ” (At 2, 37). Lo Spirito Santo li aveva “convinti di peccato” facendo fare ad essi un semplice ragionamento: se il Messia è morto per i peccati del suo popolo e io ho commesso un peccato, io ho ucciso il Messia.”
    http://www.cantalamessa.org/it/predicheView.php?id=46

  106. marina scrive:

    Il Cammino Neocatecumenale gode del favore di molti ecclesiastici ed ha raccolto numerosi elogi ed incoraggiamenti[13]; il più famoso è quello di papa Giovanni Paolo II che in una lettera[14] a mons. Paul Josef Cordes[15] del 30 agosto 1990, scrisse: «avendo preso visione della documentazione da Lei presentata, accogliendo la richiesta rivoltami riconosco il Cammino Neocatecumenale come un itinerario di formazione cattolica, valida per la società e per i tempi odierni. Auspico, pertanto, che i Fratelli nell’Episcopato valorizzino e aiutino – insieme con i loro presbiteri – quest’opera per la nuova evangelizzazione, perché essa si realizzi secondo le linee proposte dagli iniziatori, nello spirito di servizio all’Ordinario del luogo e di comunione con lui e nel contesto dell’unità della Chiesa particolare con la Chiesa universale» (in Acta Apostolicae Sedis, 82/1990, 1513-1515, con una nota redazionale che precisava che «l’intento del Santo Padre, nel riconoscere il Cammino neocatecumenale come valido itinerario di formazione cattolica, non è quello di dare indicazioni vincolanti agli ordinari del luogo, ma soltanto di incoraggiarli a considerare con attenzione le comunità neocatecumenali, lasciando tuttavia al giudizio degli stessi ordinari di agire secondo le esigenze pastorali delle singole diocesi»).

  107. marina scrive:

    Una prima documentata critica al Cammino[22] venne nel 1983 dal sacerdote, ingegnere e teologo mons. Pier Carlo Landucci (1900-1986), di cui è attualmente in corso la causa di beatificazione. Secondo Landucci, nel Cammino Neocatecumenale «non c’è alcuna posizione dottrinale o pratica cattolica che non sia gravemente deformata. Il tutto presentato con impressionante grossolanità e confusione teologica e biblica, congiunte all’ostentato atteggiamento di acuta riscoperta e di suggestionanti prospettive di personale, elitario impegno e sacrificio». L’analisi degli “Orientamenti alle Équipes di Catechisti” del Cammino (i testi base da cui i catechisti preparavano le catechesi orali) porta Landucci a riscontrare:

    * rispetto alla Chiesa cattolica, nel Cammino «tutte le verità teologiche fondamentali sono deformate gravemente; e naturalmente anche i sacramenti»;
    * nel Cammino, le affermazioni «roboanti che, pur con qualche addentellato di verità, sono solo atte a suggestionare e plagiare»;
    * la dottrina neocatecumenale sarebbe «in linea con la negazione protestante del vero sacramento»;
    * sussisterebbe nel Cammino «la grande confusione teologica e scritturale e alla superficialità, congiunte alla presunzione di acutezza e di approfondimento critico, senza dire della presunzione carismatica»;
    * i neocatecumenali opererebbero una «sleale identificazione» col Concilio Vaticano II, ed «osano addirittura affiancarsi al Vaticano II, come se la sua linea si identificasse con quella neocatecumenale e soltanto con quella».

  108. marina scrive:

    Nel 1995, il cardinale di Firenze Silvano Piovanelli accusava[29] «rigidità e chiusure» che avevano portato a «tensioni molto acute» nelle parrocchie dove il Cammino era presente, chiedendo ai neocatecumenali di «interrogarsi sul proprio modo di esprimersi e di presentarsi», di superare «la tentazione di credersi migliore degli altri», evidenziando il «contrasto» tra i «recenti documenti del Magistero» e la norma del Cammino di celebrare la Messa festiva il sabato sera.

  109. Klaus scrive:

    Se è vero quanto posta Marina, o sbaglia la Chiesa a beatificare Landucci o sbagliava Landucci a condannare le devianze neocatecumenali o…infine si sbaglia nell’approvare incondizionatamente i neocatecumenali.

    In ogni caso di errori si tratta…

  110. marina scrive:

    Ci sarà qualcuno pronto a darci qualche spigazione?

    Che dici Klaus!
    Buona giornata

  111. Carlo l'Aretino scrive:

    Non credo che esista, oggi, una distanza fra la fede e la scienza. Esiste una distanza fra gli scienziati e i credenti, o meglio, i fanatici. Questa distanza è dovuta alla scarsa conoscenza dei due campi e non solo dalla parte “opposta”, ma anche, purtroppo dalla “parte” amica. Se è vero che San Pio da Petralcina è più venerato di Cristo (e della Madonna), non si può dire che i “fedeli” abbiano capito qualcosa della spiritualità che scaturisce dai Vangeli. Di questa ignoranza vergognosa sono responsabili i predi e tutti quelli che dovrebbero testimoniare Cristo per vocazione. Allora, se di grassa ignoranza sulle basi della fede di deve parlare, come è possibile parlare di distacco fra fede e scienza? Benedetto XVII ripropone le tesi di Anselmo di Aosta. “Fides querens intellectum” ed ha perfettamente ragione. Ma quante perone che vanno a Messa almeno la domenica possono dire che la loro fede ha un fondamento nel loro intelletto e nelle scritture che dovrebbero conoscere sufficientemente?

  112. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    Io l’articolo l’ho (velocemente) letto, quanto basta per trovarci vari errori. Ma tu la citazione di Ebrei 2,15 l’hai letta ? Non penso che l’abbia scritta Kiko …
    _____________
    non conosci Kiko e il Cammino e hai trovato degli errori?
    Troppo facile dire ci sono degli errori senza confutarli… lo stile è perfettamente neocat.
    Il teologo di cui parli ha scritto un articolo sull’argomento, Kiko vi imposta TUTTA la sua costruzione pesudo-teologica psicologico-esistenzialista…

    la citazione di Ebrei non va presa a sé e per di più strumentalmente, come in genere il “sola Scriptura” usato dai neocatecumenali induce a fare, ma inserita nell’intero contesto della Rivelazione

  113. Gianni B. scrive:

    @Gianalberto

    E invece si Carlo, Gianni e altri infelici, se voi sapeste pregare, potreste vedere perfettamente l’anima abbandonare il corpo e alzarsi al cielo quando una persona perisce, in tanti hanno potuto vedere ma voi siete cecati dall’invidia e dalla stoltezza. Ma non abbiate fretta, tutte le anime morte le vedrete presto anche se, purtroppo per voi, saranno quelle dei dannati dell’inferno. Invocherete la misericordia del Signore e tutto sarà vano, soffrirete in eterno, non vi servirà pentirvi, non servirà cambiar bandiera!

    Caro signore, augurare le pene dell’inferno alla gente mi pare un peccato estremamente grave, per cui sicuramente anche Lei ha già un posto prenotato al caldo.

  114. Aloysius scrive:

    Ho visto che è stato nominato Mons Landucci.
    A chi interessa il suo scritto originale:
    http://www.internetica.it/neocatecumenali/Landucci-sintesi.htm

  115. bo,mario scrive:

    Marina avevo accennato, in un altro scritto, che mi senbrava che volessero un gruppo di fede aggressiva. I tuoi esempi mi confortano, due indizi formano una prova.
    Ciao e buona giornata.

  116. marina scrive:

    Io vorrei sapere per quale motivo questi documenti devono rimanere segreti.
    Perchè non vengono pubblicati?

    Si tratta infatti di un testo riservato ai catechisti, i quali non lo cedono a nessun altro. Io ho potuto averlo e fotocopiarlo solo con uno stratagemma. Va quindi subito notata questa qualità negativa del movimento: il segreto, l’esoterismo. Ripetutamente è scritto: “Non dite nulla di tutte queste cose”. “Ciò che dirò non è perché lo diciate alla gente, ma perché voi l’abbiate come fondo, come base”.

  117. marina scrive:

    E questo cos’è un incitamento all’odio e all’omicidio.

    Ecco Kiko: “Il cristianesimo tradizionale, come battezzati… prima Comunione… Messa domenicale… non ammazzare, non rubare… non aveva niente di cristianesimo, era uno schifo… eravamo precristiani… senza aver ricevuto uno Spirito nuovo avuto dal cielo… Ora Dio ci ha convocati per iniziare un Catecumenato, verso la rinascita

  118. Bi.Ci. scrive:

    Marina, questo è uno dei comportamenti tipici delle sette: poca trasparenza che si traduce in segretismo e controllo dall’alto. Forse questo potente gruppo si sta configurando come fratello minore di un’altra setta, l’Opus Dei.

  119. marina scrive:

    Bi.Ci. sono entrambe due sette potenti che agiscono in interazione(si dice così?)con il vaticano,per il controllo mondiale delle persone(per amore di DIO ,s’intende).
    Buona pomeriggio

  120. Aloysius scrive:

    capacissimi adesso di tirare in ballo l’Opus Dei per stornare l’attenzione.
    Dell’Opus dei non posso parlare perchè non ne conosco nulla, del Cammino ho parlato perchè ne ho fatto esperienza avendo già una formazione cattolica e le eresie e i comportamenti anomali li ho riconosciuti abbastanza presto. Il desiderio di dare un senso a quella mia esperienza e il trovarmi – mio malgrado ma non potendo tacere – a confutare certe plateali falsità, mi ha portato ad approfondire e mi ha portato fin qui

  121. Luiz segue il Papa scrive:

    Rispetto all´approvazione del Cammino Neocatecumenale…

    La regola fondamentale nei riguardi della Chiesa, valida per tutti i cattolici, è quella fissata da S. Ignazio nei suoi Esercizi spirituali (n. 365):

    « Per essere sicuri di non sbagliare dobbiamo sempre regolarci in questo modo: quello che io vedo bianco, creda che sia nero, se la Chiesa gerarchica così stabilisce; certi che tra Cristo nostro Signore, sposo, e la Chiesa, sua sposa, vi è lo stesso spirito che ci governa e regge per la salvezza delle nostre anime. Infatti dal medesimo Spirito e Signore nostro, che diede i dieci comandamenti, è retta e governata nostra santa madre Chiesa. »

  122. Francesco Ursino scrive:

    Marina, dovrebbe scrivere romanzi di fantascienza… sono certo che sfonderebbero… Viste le premesse :)

  123. Francesco Ursino scrive:

    Cara Aloysius,
    se posso permettermi di darle un consiglio le suggerirei di non seguire troppo alla lettera il filo di pensiero della gentile sig.ra marina che, a quanto pare, di qualsivoglia fatto si parli, sostiene sempre la tesi incredibile di un Vaticano totalitarista e nazista le cui mani invisibili e grondanti sangue e misteri si aprono fameliche su tutto il mondo… pronto a sottometterlo e schiacciarlo in nome di non si sa bene cosa…

    Buone cose. :)

  124. annarita scrive:

    Beh, non vorrete mica dirmi che se il Papa approva lo statuto dei neocatecumenali, io devo per obbedienza entrare nel movimento di Kiko, vero? I neocatecumenali continueranno con la benedizione papale a fare le loro messe particolarmente folcloristiche, io continuerò con la benedizione papale ad andare alla Messa di S.Pio V( visto il Motu Proprio). E vivremo tutti felici ed obbedienti.

  125. Carlo scrive:

    “Per essere sicuri di non sbagliare dobbiamo sempre regolarci in questo modo: quello che io vedo bianco, creda che sia nero, se la Chiesa gerarchica così stabilisce”

    Sono veramente senza parole!!!

  126. Aloysius scrive:

    non mi riferivo a Marina ma a Bi.Ci. (che comunque non conosco e potrei sbagliarmi) sig. Ursino.
    Comunque grazie per il consiglio :)

  127. Aloysius scrive:

    @ Luiz segue il Papa che dice

    Rispetto all´approvazione del Cammino Neocatecumenale…

    La regola fondamentale nei riguardi della Chiesa, valida per tutti i cattolici, è quella fissata da S. Ignazio nei suoi Esercizi spirituali (n. 365):

    « Per essere sicuri di non sbagliare dobbiamo sempre regolarci in questo modo: quello che io vedo bianco, creda che sia nero, se la Chiesa gerarchica così stabilisce; certi che tra Cristo nostro Signore, sposo, e la Chiesa, sua sposa, vi è lo stesso spirito che ci governa e regge per la salvezza delle nostre anime. Infatti dal medesimo Spirito e Signore nostro, che diede i dieci comandamenti, è retta e governata nostra santa madre Chiesa. »
    ___________
    se non è qualcuno che gli ha rubato il nick è una vecchia conoscenza (non su questo blog)
    comunque si sta sicuramente confondendo con il suo Papa, cioè Kiko Arguello, anche a proposito della citazione che non fa alcun riferimento alla libertà della coscienza, dalla quale non siamo mai tenuti ad abdicare e che gli esercizi di S. Ignazio, presi integralmente e non per quello che fa comodo, aiutano certamente e sviluppare e a illuminare (la coscienza individuale e non quella di gruppo, intendo)

  128. bo,mario scrive:

    Marina finalmente hai ricevuto un complimento, da Ursino. Non si può parlare male della chiesa, qualunque cosa faccia, amen.
    Si sono assentati gli anti NC. La faccenda mi puzza.
    Ciao e alla prossima.

  129. Carlo l'Aretino scrive:

    Pur nei suoi grandi difetti, la Chiesa medioevale era riuscita a creare una società responsabile e, a suo modo, colta. Nei secoli più bui, infatti, la cultura apparteneva solamente ai chierici e i pochi intellettuali che non avevano preso i voti o erano ribelli alla istituzione ecclesiale o erano consenzienti con essa. Il mondo moderno non ha saputo costruire una simile società e le due rivoluzioni giacobine hanno tolto all’uomo personalità e responsabilità. I giovani che hanno cacciato il Papa e Fiori dalla Sapienza dimostrano che gli insegnamenti illuministi e laicisti non sono stati in grado di formare persone tolleranti, ma solo persone presuntuose e insofferenti. Il ritorno alla famiglia cristiana, quale culla dell’educazione e del rispetto si basa su questa constatazione insegnata dalla storia. Solo la spiritualità evangelica è stata in grado di dare un insegnamento definitivo sull’amore fra coniugi e figli. Donne comprese .

  130. Luiz segue il Papa scrive:

    @ annarita

    Beh, non vorrete mica dirmi che se il Papa approva lo statuto dei neocatecumenali, io devo per obbedienza entrare nel movimento di Kiko, vero? I neocatecumenali continueranno con la benedizione papale a fare le loro messe particolarmente folcloristiche, io continuerò con la benedizione papale ad andare alla Messa di S.Pio V( visto il Motu Proprio). E vivremo tutti felici ed obbedienti.

    ——-

    Hai perfettamente ragione Annarita. Il Signore da tanto tempo ha detto: “Nella casa del Padre mio ci sono molte dimore”…
    Il CN è soltanto un instrumento in più. Comunque sia, a tutti ci È richiesto di scoprire o riscoprire (ogni giorno) il nostro BAttesimo e di viverlo con sempre maggiore profondita ed intensità, cioè, il nostro essere figli del Padre Celeste, figli nel Figlio, il nostro rapporto con Lui, il nostro rapporto con i fratelli, perchè il Battesimo ci fa proprio scoprire che abbiamo dei fratelli! Non siamo soli! Siamo una famiglia! Una “comunità” (non mi riferisco al CNC) di fratelli in cammino verso la Casa del Padre! E questo cammino di scoperta dura tutta la vita, cammino di approfondimento nella Fede, sia che uno faccia questo cammino seguendo il Vetus Ordo, sia che lo faccia in una comunità neocatecumenale o di altra forma. L´importante per davvero È farlo!

  131. Luiz segue il Papa scrive:

    Comunque sia, vorrei far notare che il Papa sicuramente aveva in mente il Cammino Neocatecumenale, quando pronunciò il discorso sui movimenti e NUOVE COMUNITÀ, il 17 maggio (secondo si dice la firma lui l´avrebbe apposto allo Statuto il 20 maggio. Mi permetto di riportare alcune frasi, sperando di non annoiarvi, ma volendo soltanto risaltare che molto probabilmente il Santo Padre aveva in mente ANCHE il CNC (non solo questo naturalmente!):

    «Rimane da assolvere l’importante COMPITO(…), perché TUTTI i carismi, nel rispetto della loro SPECIFICITÀ, possano PIENAMENTE e LIBERAMENTE contribuire all’EDIFICAZIONE dell’UNICO Corpo di Cristo.
    (…) oggi senz’altro ripropongo a TUTTI VOI, pastori: “Vi chiedo di andare incontro ai movimenti con MOLTO AMORE” . Potrei dire di non avere altro da aggiungere!(…) Andare incontro con molto amore ai movimenti e alle NUOVE COMUNITÀ ci spinge a CONOSCERE adeguatamente la loro realtà, senza IMPRESSIONE SUPERFICIALI o GIUDIZI RIDUTTIVI. (…) i nuovi movimenti ecclesiali e le NUOVE COMUNITÀ NON SONO UN PROBLEMA o un RISCHIO IN PIÙ,(…). NO! Sono UN DONO DEL SIGNORE, una risorsa preziosa per arricchire con I LORO CARISMI TUTTA LA COMUNITÀ CRISTIANA. Perciò non deve mancare una FIDUCIOSA ACCOGLIENZA che dia loro SPAZI e valorizzi i loro contributi(…). Difficoltà o incomprensioni su questioni particolari NON AUTORIZZANO ALLA CHIUSURA.(…)
    L’AUTENTICITÀ dei nuovi carismi è garantita dalla loro disponibilità a SOTTOMETTERSI AL DISCERNIMENTO DELL´AUTORITÀ ECCLESIASTICA.

    Già numerosi movimenti ecclesiali e NUOVE COMUNITÀ sono stati riconosciuti dalla SANTA SEDE, e PERTANTO VANNO S E N Z A D U B B I O considerati UN DONO DI DIO PER TUTTA LA CHIESA. (…)

    Chi è chiamato a un servizio di DISCERNIMENTO e di guida non pretenda di spadroneggiare sui carismi, ma piuttosto SI GUARDI DAL PERICOLO DI SOFFOCARLI (1 Ts 5,19-21), resistendo alla tentazione di UNIFORMARE ciò che LO S P I R I T O S A N T O ha voluto multiforme (…). I movimenti e le NUOVE COMUNITÀ si mostrano FIERI della loro libertà associativa, della FEDELTÀ AL LORO CARISMA, ma hanno anche dimostrato di SAPERE BENE che fedeltà e libertà sono ASSICURATE, e non certo limitate, dalla comunione ecclesiale, di cui i vescovi, UNITI AL SUCCESSORE DI PIETRO, sono ministri, custodi e guide»

  132. Cherubino scrive:

    @ Aloysius,
    1) evidentemente la tua esperienza con i NC è stata così scioccante che li vedi dappertutto. Ti ripeto che non mi rifaccio assolutamente a loro che d’altra parte conosco anche poco. Molti anni fa per meno di un anno frequentai un loro gruppo di Soccavo-Napoli, (diciamo nel 1983) da allora non ho avuto contatti con loro. A parte qualche canto non ricordo nemmeno cosa dicessero le loro catechesi.
    2) ripeto che il “teologo” (mi piacerebbe anche sapere che pubblicazioni teologiche ha fatto) sbaglia in più punti,
    3) ormai è una moda accusare la gente che cita la Bibbia di protestantesimo, come se questo potesse rendere relativa la Parola di Dio (a proposito di relativismo…), invece la Chiesa cattolica dice che la Scrittura va tenuta in massimo conto, fissa delle regole per la sua interpretazione e non dice mica che per ogni passo bisogna cercare se c’è una dichiarazionedel Sant’Uffizio, poi per il nuovo testamento si parte dal senso letterale, che in questo caso è del tutto univoco. La citazione non è per niente strumentale perchè afferma precisamente quello che tu invece ti ostini ad obiettare. E’ troppo facile cavarsela con “questa citazione non vale”: prima di tutto non decidi tu cosa vale o meno (un filino di onnipotenza …?) quindi prova ad obiettare qualche argomentazione seria, e non semplici e ripetitive squalificazioni di chi non la pensa come te.

  133. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    evidentemente la tua esperienza con i NC è stata così scioccante che li vedi dappertutto.
    ________________
    non tanto per me quanto per tante persone di cui nessuno parla…
    perché ci tiene tanto a dire che non conosce bene il Cammino? E’ una tattica molto usata mi risulta

    @ Luiz segue il Papa

    Comunque sia, vorrei far notare che il Papa sicuramente aveva in mente il Cammino Neocatecumenale, quando pronunciò il discorso sui movimenti e NUOVE COMUNITÀ, il 17 maggio (secondo si dice la firma lui l´avrebbe apposto allo Statuto il 20 maggio. Mi permetto di riportare alcune frasi, sperando di non annoiarvi, ma volendo soltanto risaltare che molto probabilmente il Santo Padre aveva in mente ANCHE il CNC (non solo questo naturalmente!):
    ___________

    Bella Tecnica di Comunicazione: ti sei accorto che prima fai un’affermazione stentorea e poi subito dopo la smorzi dandole una valenza più logica?
    Ma intanto il messaggio che doveva colpire è stato ‘sparato’…

  134. marina scrive:

    per luis segue il papa,lei dice:
    Chi è chiamato a un servizio di DISCERNIMENTO e di guida non pretenda di spadroneggiare sui carismi, ma piuttosto SI GUARDI DAL PERICOLO DI SOFFOCARLI (1 Ts 5,19-21), resistendo alla tentazione di UNIFORMARE ciò che LO S P I R I T O S A N T O ha voluto multiforme (…). I movimenti e le NUOVE COMUNITÀ si mostrano FIERI della loro libertà associativa, della FEDELTÀ AL LORO CARISMA, ma hanno anche dimostrato di SAPERE BENE che fedeltà e libertà sono ASSICURATE, e non certo limitate, dalla comunione ecclesiale, di cui i vescovi, UNITI AL SUCCESSORE DI PIETRO, sono ministri, custodi e guide»

    il papa dice di non soffocare i carismi;ha approvato il cammino neocat(che è una setta ),perà ha messo il freno alla teologia della liberazione.
    C’è qualcosa che non quadra.

  135. marina scrive:

    Luisa lei dice:che nella casa di Dio c’è posto per tutti.

    Meno che per i teologi della liberazione,aggiungo io.
    Questi sono stati emarginati dagli ultimi 2 papi;gli stessi papi che avevano e hanno approvato i neocat.
    un saluto

  136. marina scrive:

    Non ho ancora letto il commento di Ursino,comunque la faccenda puzza molto!

    Un caro saluto

  137. marina scrive:

    Ursino, visto che io ho molti più anni di te,e seguo la storia da molto tempo,e ho memoria,riesco facilmente a capire meglio di te che 1+1 fa 2.
    Studia e pensa.
    Ciao

  138. marina scrive:

    Per Aloysious,l’opus dei e i neocat sono uguali.
    Hanno lo stesso fine.
    Il motto del fondatore dell’opus dei è:Perinde ac cadavere
    Chi appartiene all’opera deve essere docile come un cadavere!Un saluto

  139. Cherubino scrive:

    @ Aloysius, “E’ una tattica molto usata mi risulta” … non so come si permette di darmi del bugiardo e in modo così ostinato. Questo la dice lunga sul suo “cristianesimo”.
    Credo che anche diversi partecipanti al blog con cui ho polemizzato possono riconoscere che non ho nessun bisogno di mascherarmi dietro menzogne, dato che so posso argomentare senza bisogno di sotterfugi. Invece mi sembra che sia lei a corto di argomenti !
    Non ho niente contro i neocatecumenali, ma non sento alcun bisogno di frequentarli. Non ho mai fatto neanche un passaggio battesimale con loro. Ho già detto che ho anche alcune riserve: rispetto ad alcuni aspetti di rigidità della struttura dei passaggi, rispetto alla possibile svalutazione degli altri percorsi ecclesiali, rispetto a possibili dinamiche di colpevolizzazione che dipendono dalla pratica del consiglio spirituale operato da persone non veramente formate a ciò ma sulla base dell’anzianità di cammino. Sono pericoli che nei movimenti esistono ed è un bene che i responsabili lavorino per evitarli. Come vede se volessi affondare la lama nei difetti dei Nc potrei farlo molto meglio di lei. Ma credo anche che la carità (del Signore prima di tutto) lavori per far maturare le persone e anche i movimenti, valorizzi il bene e educa perchè gli aspetti negativi siano sempre più ridotti. L’approvazione degli Statuti è appunto il frutto di questo lavoro di coltivazione. Anche per questo non ha senso citare critiche fatte 20 o 30 anni fa.
    Potrà non crederci ma frequento da decenni il Rinnovamento nello Spirito, ho avuto maestri nella Fede Gesuiti, tra cui il padre Fausti di Milano che non è neocatecumenale.

    Quanto poi alla sostanza del discorso, possiamo anche non usare la parola “paura della morte” se le suscita brutti ricordi, ma andiamo a vedere la fenomenologia del male nei Vangeli.
    La somma tentazione di Gesù fu da parte di coloro che gli dicevano di salvarsi se veramente lo poteva. similmente egli chiamo Pietro “satana” quando quegli gli disse che non doveva andare a morire in croce. Al lato opposto vediamo che la fede si pratica nel perdere la vita sulla sua parola, mentre chi vorrà salvarla la perderà. In tutto il Vangelo noi vediamo il peccato indicato come un volersi salvare a qualsiasi costo. A Pietro che fa la sua dichiarazione di fedeltà fino alla morte Gesù fa capire che l’amico si illude perchè la vergogna, la paura, il senso di sconfitta o quello che vuoi, ma alla fine Pietro rinnega, si salva e per salvarsi abbandona l’amico. Questo potere della morte di dividere è un dato esistenziale fondamentale ed è ciò che sperimentiamo tutti i giorni. Certo non è la morte in sè che opera questo, ma il Maligno che usa il grimaldello della morte, a volte anche solo immaginata, per suscitare egoismo e rivalità. La fede invece è il perdersi, il non cedere alla tentazione del “vita mea mors tua”.
    Pensiamo anche ad Abramo: in cosa consite la sua prova ? nel dilemma se perdere Isacco o perdere il Signore. Egli opta per la seconda ipotesi, perchè ha imparato che Dio è fedele e adempirà le promesse anche nella perdita del dono di Isacco. Se poi guardiamo all’esperienza battesimale di cui è figura il passaggio del Mar Rosso, in cosa consiste ? Nel contraddire la nostra categoria umana (in verità satanica) di salvezza ed entrare nella morte sulla sua parola per scoprire che proprio in quella morte che tanto ci sembrava ostile Dio, se vuole, ci libera.
    La Buona notizia ci dice che la libertà di perdersi, stando così in completa dipendenza da Dio, ci viene data dall’esperienza gratuita e immeritata, non cercata e pagata a caro prezzo da colui che ce la offre, l’esperienza di uno che ci ama proprio nel nostro tradimento, nel nostro rinnegamento, nella nostra ostilità.
    Pensiamo a Pietro: quanto fu sconvolgente per lui prima la consapevolezza di aver rinnegato l’amico, ma ancor più che quell’amico lo amava comunque, anzi di più. Quando nel cortile di Caifa lo sguardo di Gesù incrociò quello di Pietro che aveva appena rinnegato, Pietro visse una profonda crisi interiore. Il pianto amaro è il segno di questo, infatti quello di contrizione è dolce. Egli doveva accettare che la sua amicizia con Gesù dipendeva totalmente da questi, che non era basata su di lui ma sull’amico-amante-non-amato. Non è facile. L’unica che non visse lo scandalo della Croce fu Maria. Coloro che passarono per questa crisi più agevolmente, accogliendo per primi l’amore-dono-Gesù furono Giovanni e le donne, che -non a caso- stettero sotto la Croce. Proprio alle donne Gesù appare prima, perchè erano più disponibili ad incontrarlo risorto. Non è neanche un caso che all’annuncio delle donne Giovanni e Pietro corrono insieme al sepolcro, ma arriva prima Giovanni, perchè non gli importa più se non ha niente con cui ricambiare l’amicizia del suo Signore e amico, gli importa solo rivederlo, gioire della sua presenza.

  140. Carlo l'Aretino scrive:

    Mt.5,37: Ma il vostro parlare sia SI SI NO NO, ciò che è in più viene dal maligno. La difficoltà di capire alcuni concetti espressi da chierici di alto e basso rango dipende quasi esclusivamente dalla voglia di sentire un bel discorso formulato dalle proprie labbra. Dalla difficoltà di capire scaturisce il fastidio ed il tedio dei fedeli. Francamente trovo difficile e tedioso il brano del Cardinale riportato su questo giornale. Non è la prima volta che mi succede, spero dia l’ultima. Ma è un segno inconfondibile della difficoltà che tutti hanno nel proporre il proprio pensiero. “Annuncio kerigmatico” significa semplicemente “Annuncio gridato o proclamato”, di Cristo che affascina e turba. Non era più semplice spiegarsi in questo modo? o bisognava far sapere che si conosce il greco, oltre che il latino e altre lingue, magari? L’inizio del Ministero di Cristo nella Sinagoga di Nazaret è im “kerigma” un annuncio che il Figlio di Dio ha iniziato o sta per iniziare la Sua opera redentrice. Quella opera sarà spiegata a tutti in modo semplice, piano, privo di fumo. L’annuncio della Buona Novella non ha bisogno di complicazioni linguistiche o sintattiche, ma solo di amore per il prossimo. Di Cristo c’è da fidarsi.

  141. Aloysius scrive:

    ò Marina

    Per Aloysious,l’opus dei e i neocat sono uguali.
    Hanno lo stesso fine.
    Il motto del fondatore dell’opus dei è:Perinde ac cadavere
    Chi appartiene all’opera deve essere docile come un cadavere!Un saluto
    __________

    grazie dell’informazione. Non lo sapevo
    Mi chiedo se un cadavere è meno dannoso di un ‘replicante’ ma credo che sia una domanda superflua

  142. F. Pernice scrive:

    Non voglio entrare nella querelle, né esprimermi sul conto dell’Opera, di cui pur ho buona conoscenza, però l’accostamento tra Opus Dei e Neocatecumenali mi pare, come dire, …azzardoso?

  143. Carlo l'Aretino scrive:

    Il motto “perdindem ad cadaverem” è di Sant’Ignazio, il fondatore della Compagnia di Gesù. Per l’esattezza.
    Cordialità.

  144. F. Pernice scrive:

    …a prescindere dalla natura iberigena, beninteso.

  145. Pipìta Del Monte scrive:

    Nobilkissimi amici,

    fervono i preparativi a Roma per la consegna dello statuto neocat,come mi informa il caro amico conte Filiberto della Margarita,che da suo osservatorio nell’Urbe,in qualità di sediario presso la Santa Sedia, è in grado di annotare momento per momento tutti i dati di rilievo,che volentieri vi partecipo:

    a)stamane il signor Arquello si è portato negli uffici del Consiglio Prolacis seco recando la copertina del nuovo statuto da lui personalmente realizzata ed istoriata. Essa reca al centyro in alto le insegne del Caminho neocat: un paio di baffi grigi con relativo pizzetto sormontanti un paio di nacchere grigie;il sottotitolo dopo la parola “STATUTOS” è stato dettato da Donna Carmencita che ha voluto cosi suonasse tra parentesi”CREBEN LOS CABRONES ANTINEOCAT!;

    B) la medesma Donna Carmencita ha convocato a Roma presso la palestra grande della Casa Generalizia delle Sorelle Camminanti(l’ordine monastico femminile da lei fondato) una squadra di 40 flamencheras con relativi ventagli e costumi disegnati dal senor Kikus e le sta addestrando per la kermesse della consegna degli statuti;

    c)gi8unge notizia nell’Urbe che dalla Trinacria il supremo catequista siculo,cav. grand’uff.,avv. Giovanni Pipìa, sta radunando un manipolo di 500 militi neocat,che si porteranno a Roma nella prossima settimana al suo comando per presidiare i sacri palazzi e controllare che la cerimonia di consegna dello statuto si svolga nel massimo ordine;

    d)Lo stesso iniziatore oggi pomeriggio ha chiesto che per l’occasione il Papa indossi una palandrana grigia da lui disegnata nonchè baffetti e pizzetto,si eserciti nella lingua espanola e tenga le braccia conserte per tutta la durata della cerimonia:il portavoce del Santo Padre ha preso tempo…

  146. Klaus scrive:

    Caro Pernice,

    più che azzardoso il confronto di cui lei parla mi sembra leggermente periglioso…

  147. F. Pernice scrive:

    E’ vero, caro Klaus, azzardoso e periglioso. Ma non, me lo lasci dire, pernicioso.

    Pensavo a Lei in questo giorno uggioso, e mi chiedevo se l’estroso titolo del famoso post torniellian… pardon, tornielloso, non fosse da emendare… oso:

    Neocatecumenali, faran no la comunione in piedi

    Che ne pensa, o amico talentuoso?

  148. Klaus scrive:

    Caro Pernice, anch’io oso…

    pensare ancora al giuoco deittuoso

    di chi prepara incontro fragoroso

    per consegnar lo statuto vittorioso

    dello Spagnuolo ombroso…
    ..e calunnioso.

  149. Klaus scrive:

    …e penso pure alla Spagnuola hermosa…

    con la bocca a bocciuolo di rosa…

    che si trasforma a didietro di gallina

    quando divien maestra liturgina.

  150. F. Pernice scrive:

    E’ caso invero occulto e misterioso

    che femmina baccante ed uom villoso

    di modi non urbani in dì piovoso

    svolgan nell’Urbe officio indecoroso…

  151. F. Pernice scrive:

    Lo stuolo dei fanciulli e de’ mocciosi

    smarriti sulla la traccia dei due sposi

    affetti ognor da spirutal scogliosi

    ritrovi la ragione e alfin riposi!

  152. Klaus scrive:

    …lo stuolo di fanciulli e di baccanti…

    che ammorban l’aere co’ i lor forti canti

    sonando sempre i cembali festanti

    de’ cardinali pingui ed ammiccanti…

  153. Carlo R scrive:

    Onestamente sono triste, perchè stamo qui a discutere di un gruppo che fino ad ora a portato solo a divisioni ed invettive personali che non hanno niente a che vedere con la Fede Cattolica.
    Andrebbero,ripeto, scomunicati immediatamente… anzi non sarebbero dovuti proprio venir fuori.
    Ma dall’unico concilio pastorale della storia della Chiesa, che frutti potevamo aspettarci?
    Purtroppo oggi è valido assistere anche ad una messa ortodossa, non posso veramente illudermi oltremodo.
    Sarò ripetitivo, ma è quello che penso.

    «L’uomo è formato di polvere, di fango e di cenere, e ciò ch’è ancora più miserabile, di seme immondo; viene concepito nello stimolo della carne, nell’ardore della libidine, nel fetore della lussuria, e quel ch’è peggio, con la macchia del peccato: nasce alla fatica, al dolore, alla paura, e ciò ch’è ancor più triste, alla morte. Compie azioni malvagie con le quali offende Iddio, il prossimo e se stesso; commette disonestà per le quali macchia il suo onore, la sua coscienza e la sua persona; s’affatica dietro cose vane, trascurando le utili e le necessarie. Diverrà cibo del fuoco che sempre arde e brucia inestinguibile, esca del verme che sempre rode e consuma, mucchio di putredine orrenda, d’un fetore insopportabile».

  154. Vincenzo scrive:

    Non sono pratico di paragoni, ma quello proposto fra Opus Dei, e Cammino Neo-Cat… oltre che “gratuito”, mi pare molto peregrino e fuorviante (frutto di una disinformazione che rasenta livelli di alta specializzazione); ma, tant’è.
    Se a Qualcuna piace pensarla così, faccia pure… tanto, con tutto il guazzabuglio che deve aver stipato in testa, (riguardo alla Chiesa Cattolica), una cantonata in più, anche se di quel calibro, non peggiorerà di molto le cose.
    Ma, comunque, per il poco che ne so, non mi pare che la faccenda stia nei termini esposti,almeno in linea del tutto generale; più specificatamente è invece un “NO” ciclopico,per quanto riguarda la Liturgìa relativa alla Santa Messa e al Sacramento dell’Eucaristìa ed a Quest’Ultima in particolare, nella Consacrazione e nella distribuzione.
    Infatti, a questo riguardo, tanto, quella Neo-Cat è…”innovativa” e “fantasiosa” nei due aspetti, quanto l’altra, quella dell’Opera, è del tutto “normale” (anche se, per quanto possibile, un tantino più “seria”, silenziosa, raccolta e Tradizionale… tanto che càpita, pare, che qualcuno si inginocchi per comunicarsi.
    In ogni caso, anche queste, sono mie personali impressioni e, l’Opera, di certo, non c’entra nulla. L.J.C.

  155. Vincenzo scrive:

    …e, ancora … “perinde ac cadaver”… può essere reso con “fino alla morte”… e si riferisce al fatto che, il Religioso dell’Ignaziana Compagnìa di Gesù, nell’entrare nell’Ordine, si impegnava (con particolore e specifico Voto di Ubbidienza “ad personam”), ad essere fedele al Papa anche a costo della propria vita, cioè … “perinde ac cadaver”. L.J.C.

  156. Pipìta Del Monte scrive:

    CONTINUANO I PREPARATIVI PER LA CONSEGNA DEGLI STATUT NEOCAT

    Riferisco immantinente quanto mi riferisce da Roma il sediario apostolico,conte, prof.Filiberto della Margarita , sui frenetici preparativi per la consegna degli statut neocat:

    a) el senor Kikkus ha proposto che l’intera commissione che consegnerà gli statut anzichè vestire con fusciacche e copricapi rossi o paonazzi indossi per l’occasione palandrane grigie da luji predisposte; indossi altresì baffetti e pizzetto e tenga per tutta la durata della cerimonia le braccia rigorosamente conserte;

    b) la signora Carmencita ha proposto di dare al mundo una dimostrazione della vera “celebraccion neocat” sulla sacra piazza, officiata direttamente da lei;

    c) le truppe neocat di sussistenza sono già in partenza dai relativi luoghi di origine alla volta dell’Urbe:mister Repe da Napoli fa sapere che provvederà lui in persona alla fornitura di tutte le mozzarelle di bugfale necessarie,ma in cambio desidera che in occasione della consegna degli statut gli si allestisca in prima fila un trespolo metallico a due piazze in cui deporre le sue doviziose terga per riposarsi;

    d)il portavoce ha riferito al senor Kikus che, comunque vadano le cose,ikl Santo Padre non è disponibile a scambiare il suo vestito,abitualmente bianco,con la palandrana grigiastra,pur fastosissima e ricca, che gli è stato proposto di indossare per la storia occasione;

    e)la copia originale dello statut neocat – è già deciso – all’inizio della cerimonia verrà dapprima intronizzata su un apposito e altissimo carro aureo che recherà sui fianchi a caratteri cubitali la scritta “IGLESIA” e che, scintillante,farà il giro della sacra piazza e indi si posizionerà vicino al trespolo da cui si muoveranno Kikkus e Carmencita per salirvi sopra e prendere simbolicamente le redini.

  157. Daniele scrive:

    PER COMPRENDERE MEGLIO IL PENSIERO REALE DI JOSEPH RATZINGER SUL CAMMINO NEOCATECUMENALE VI CONSIGLIO DI LEGGERE SOTTO PERCHE’ SECONDO ME QUALCUNO NON CONOSCE BENE QUESTO PAPA , HA UN’IDEA SBAGLIATA DI LUI, QUESTO E’ UN PAPA CHE STA SALVANDO LA CHIESA

    “Il sale della terra”,jOSEPH rATZINGER in colloquio con Peter Seewald, 1997, Edizioni San Paolo, pag.143-144, 298-299

    Oggi sembra spesso che la schiera di coloro che frequentano ancora la messa, partecipano alle pro­cessioni e si esprimono positivamente nei confronti della Chiesa, sia vista dalla maggioranza come un gruppetto esotico. E persino questo ultimo resto deve avere sempre di più l’impressione di vivere, con le proprie idee cristiane, in una realtà che non ha più nulla a che fare con il mondo nel quale loro vivono quotidianamente. Ma, allora, il processo di decadenza non è forse già più drammatico di quanto si possa credere?

    Sicuramente, in questo momento è in atto un enorme processo di perdita di importanza della realtà cristiana e anche un cambiamento di forma della presenza della Chiesa. L’esistenza di una società cristiana, come era in passato, si frantuma a vista d’occhio. Per questo anche il rapporto tra società e Chiesa continua a cambiare e presumibilmente si evolverà in direzione di una forma di società non cristiana. Quel che ha luogo nella fede, non produrrà più automaticamente un effetto innovativo sulla coscienza collettiva della società.

    L’ambito centrale della vita contemporanea è ora effettivamente quello delle innovazioni economiche e tecniche. Proprio qui ‑ e in maniera del tutto particolare nel settore dell’intrattenimento dei media ‑ si forma il linguaggio, è qui che nascono i modelli di condotta. Si tratta, per così dire, dell’ambito medio dell’esistenza umana, cui ci si rivolge nei grandi movimenti di masse. Detto ciò, la religione non è affatto scomparsa, ma si è spostata nell’ambito del soggettivo. La fede è allora tollerata come una delle forme soggettive di religiosità, oppure mantiene un certo spazio come fattore culturale.

    Ma, d’altra parte, il cristianesimo offrirà in modo nuovo dei modelli di vita e, nella desolazione dell’esistenza tecnica, tornerà a presentarsi come un luogo di umanità reale.É quanto accade già ora. Si possono trovare sempre delle obiezioni contro i singoli movimenti ecclesiali, come i Neocatecumenali, i Focolarini o altri ancora, ma in essi si deve comunque osservare che qualcosa di nuovo sta cominciando. Qui il cristianesimo è presente come avvenimento di novità e viene percepito, da persone che spesso vi arrivano da molto lontano, come la possibilità di vivere, e di poter vivere in questo secolo. Di conseguenza, è chiaro che la funzione pubblica della Chiesa non sarà più la stessa, quale si presentava fino a oggi in forma di commistione tra Chiesa e società, ma essa continuerà sempre a essere visibile, anche pubblicamente, come una nuova possibilità per l’uomo.

    …..
    Per quasi 1500 anni la trasmissione della fede e l’ educazione cristiana hanno potuto avvalersi del sostegno offerto dall’ambiente cristiano circostante. Oggi nelle scuole, nei mezzi di comunicazione, nelle istituzioni sociali non esiste più questo ambiente. I valori della Chiesa e le idee del mondo moderno sembrano procedere in direzioni sempre più distanti tra loro. Come potrà essere ancora possibile in futuro la comunicazione e l’affermazione dei progetti dì vita e di salvezza della Chiesa?

    Come Lei ha giustamente detto, perché questo avvenga c’è bisogno di un ambiente cristiano. É un dato che esprimerei in questo modo: non si può essere cristiani da soli, essere cristiani significa porsi all’interno di comunità in cammino. Anche un eremita fa parte di una tale comunità e ne è sostenuto. Per questo la Chiesa deve preoccuparsi di creare queste comunità. La cultura sociale europea e americana non offre più questa comunità in cammino. Tutto ciò ci riporta alle domande precedenti: come la Chiesa vivrà in questa società visibilmente scristianizzata? Essa dovrà costituire nuove forme di comunità in cammino, capaci di offrirsi un sostegno reciproco e una forma concreta di vita nella fede.

    Il solo ambiente sociale oggi non basta più, non esiste più un’atmosfera cristiana diffusa. Per questo i cristiani devono sostenersi reciprocamente. Si vedono già altre forme, « movimenti » di diverso tipo, con cui prendono forma delle vere comunità in cammino. É indispensabile un rinnovamento del catecumenato, che renda possibile l’esercizio, la scoperta della realtà cristiana; una via potrà essere quella di porsi in rapporto con delle comunità monastiche, dove vivere esperienze di cristianesimo. In altre parole, se la società nella sua totalità non è più un ambiente cristiano, come non lo è stata anche nei primi quattro o cinque secoli, è la Chiesa stessa che deve costruirsi delle cellule vitali, degli spazi in cui siano possibili un sostegno e un cammino comune, rendendo concretamente sperimentabile e praticabile all’interno di una realtà più piccola la grande realtà vitale della Chiesa.

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  158. marina scrive:

    Perinde ac cadavere,docile come un cadavere,nel senso che chi appartiene a questo ordine,non deve pensare,ma solo obbedire.
    deve farsi manovrare e lasciarsi spostare di qua o di là,proprio come un cadavere.
    Gesuiti,Opus Dei,Neocat hanno lo stesso fine…DOMINARE

  159. Signor Veneranda scrive:

    Il vostro dire è alquanto anfibologico,
    Klaus e Pernice, e invero demagogico.
    Nel consigliarvi un corso mistagogico
    vi raccomando un po’ di rigor logico.
    Che se aul posterior pennuto riflettete
    a tutti è noto come il “boccon del prete”.

  160. Caterina63 scrive:

    Messaggio di prova perchè scrivo ma non riesco a vedere pubblicati i miei post….

  161. Remo Di Medio scrive:

    @ Vincenzo.
    Certo che me li posso capare (termine dialettale che sta a significare “scegliere”) gli improperi rivoltimi dal tuo intervento a cominciare dalla “tetragona incapacità di capire”, a “bambini idioti” e per finire “solita, prometeica, umana presunzione”, unito al consiglio di accostarmi “con umiltà e perseveranza” alla Verità.
    Quella espressione utilizzata nei miei confronti “Capito?!?!” se lo tenga per sé e non presuma di essere dotto e sapiente.
    Avendo patito la mancanza di carità per effetto delle parole a me rivolte, mi consolo con le parole di Nostro Signore, tratte dal Vangelo di San Luca: “In quello stesso istante Gesù esultò nello Spirito Santo e disse: «Io ti rendo lode, Padre, Signore del cielo e della terra, che hai nascosto queste cose ai dotti e ai sapienti e le hai rivelate ai piccoli. Sì, Padre, perché così a te è piaciuto. Ogni cosa mi è stata affidata dal Padre mio e nessuno sa chi è il Figlio se non il Padre, né chi è il Padre se non il Figlio e colui al quale il Figlio lo voglia rivelare»”.
    Dei congressi di Matematici in cui di disputa su quella scienza, ripeto a me non interessa nulla. Ritengo non congruo il paragone tra un congresso di matematici, riservato solo ad una ristretta cerchia di persone, e una riunione di cardinali e vescovi cui sono interessati tutti i fedeli.
    Il Cardinale Bagnasco ha parlato sì davanti cardinali e vescovi, ma le sue parole erano rivolte ai Cristiani e ai giovani in particolare.
    Se le parole del cardinale erano rivolte al Popolo cristiano esse dovevano essere facilmente comprensibili, perché rivolte ad una moltitudine di persone tra le quali, oltre ai dotti e ai sapienti, ci sono anche persone semplici che non hanno studiato di greco e di latino, ma non per questo sono stupide.
    E che le parole del cardinale fossero per i giovani in particolare lo si evince chiaramente dal titolo che il dott. Tornielli ha dato: “L’annuncio di Gesù ai giovani”.
    Si mi rispondi, spiegami che cosa significa secondo te l’aggettivo “prometeica”.
    Non mi spiegare chi era Prometeo, che cosa fece e che cosa subì per la sua buona azione. Il mito greco lo conosciamo tutti.

  162. F. Pernice scrive:

    a) DANIELE. E’ anche la mia impressione. Questo papa sta salvando la Chiesa, cercando di non accontentarsi al salvabile e di salvarla, invece, in toto. Se il suo programma darà seguito alle analisi e ai rilevi espressi nei libri che scrisse da cardinale, abbiamo grandi motivi di cui rallegrarci. Anche la riduzione e la contenzione dei gruppi che nei decenni passati sono proliferati come funghi, anche questo è un rilievo molto opportunamente mosso dal Cardinal Ratzinger. I gruppi laicali possono essere una risorsa, ma possono diventare anche altrettante enclaves incistate nel corpo della Chiesa, specialmente se la loro identità passa attraverso la polemica antiestablishment, l’esaltazione acritica e pressoché esclusiva del leader carismatico, ecc. Ergo: massimo sostegno a Benedetto XVI, e che Dio ce lo conservi a lungo.

    b) MARINA e VINCENZO. Quello dell’Opus Dei è un argomento delicato, al di là del motto, che non dev’essere caricato di troppe ridondanze semantiche (gli spagnoli, si sa, hanno il gusto del sacrificio cruento, del sangue, del cadavere, ecc., sono insomma un po’ dark), al di là del motto questa organizzazione qualche interrogativo lo pone. Sono stati e sono oggetto di critica, tra l’altro, lo status di prelatura personale, la rapidissima canonizzazione del fondatore, l’impiego – presunto o reale – di metodi di condizionamento e di proselitismo affini a quelli di certe realtà settarie, l’estrema “discrezione” dei suoi membri, ecc., oltre alle critiche indirizzate a casi e membri specifici. A me pare che l’Opera sia una realtà molto più dinamica di quandi certe analisi vorrebbero far credere. Non è, per esempio (e aggiungerei “putroppo”, ma è una notazione del tutto personale,), una realtà tradizionalista, anche se in passato ha dato l’impressione di esserlo.

    Non è però nemmeno, e questo lo sottolineerei con forza, una realtà poco ortodossa, né nelle pratiche liturgiche né nelle linee dottrinali. Lo stesso non si può dire dei Neocatecumenali. Anche per questo il parallelo tra Opus Dei e Cammino Neocatecumenale mi pare peregrino, circoscrivibile alla comune origine spagnola (ma allora dovremmo aprire un dossier sulla Compagnia di Gesù…) e per l’impressione di settarismo che l’una e l’altra organizzazione trasmettono a molti.

    c) CARLO R. Il Vaticano II c’è stato e a meno di non considerarlo un concilio invalido, il che rende problematica l’appartenenza alla Chiesa cattolica, non è possibile non tenerne conto. Nondimeno, come lei dice, in concomitanza del Concilio (in seguito al Concilio secondo molti, già decenni prima secondo altri, e io sono tra questi ultimi) si è manifestata una deriva, per dir così, sperimentale, che in nome del ritorno alle origini ha liquidato un pezzo dopo l’altro corpo e anima della Tradizione, introducendo nell’universo cattolico – premeditatamente o involontariamente ha poca importanza – forti elementi di protestantizzazione, i cui frutti sono ahimè sotto i nostri occhi. La riforma della liturgia è stata di fatto interpretata da molti sacerdoti e da molti fedeli in questo senso. Essa fu per lo meno un’ingenuità: un pugno di filologi del sacro si chiuse in una stanza e pensò di riscrivere in pochi anni quel che la Tradizione aveva scritto in secoli e secoli di pietas. A questo dovrebbero porre mente i begli spiriti che voglion dare lezioni di umiltà. Nel caso di specie tali lezioni sono irricevibili persino da chi dispone della terza narice: sull’intangibilità della liturgia Tradizionale esiste il pronunciamento solenne, con tanto di anatema, di un romano pontefice, per giunta santo, per cui la messa al bando dell’antico messale rientra nella sfera degli impossibilia.
    L’uso improprio che tanti uomini di Chiesa e tanti laici fanno del Vaticano II è stigmatizzato dalla lettera stessa del Concilio (che aveva in vista essenzialmente obiettivi pastorali); forse per questo si continua a invocare il misterioso “spirito del Concilio”, espressione del tutto indeterminata e dunque comodamente determinabile a talento.

  163. F. Pernice scrive:

    Lo spirito kikiano, o Veneranda,
    dell’alto senno suo il capo t’asperga
    e ai neocatecumèni grazia spanda,
    nel miele mistagogico li immerga.
    Ma al vostro malsentir non fia mutanda
    la locuzion sulle piumate terga,
    ché al previte ch’ingolla il rio boccone
    tocca sovente sciolta deiezione.

  164. F. Pernice scrive:

    Eppoi, CARLO R, non tutto è perduto, guardi qua che splendore, dall’Osservatore Romano di oggi:

    [...] Fermo restando il disposto del can. 1378 del Codice di Diritto Canonico, sia colui che avrà attentato il conferimento dell’ordine sacro ad una donna, sia la donna che avrà attentato di ricevere il sacro ordine, incorre nella scomunica latae sententiae, riservata alla Sede Apostolica. [...] Il presente decreto entra immediatamente in vigore dal momento della sua pubblicazione su L’Osservatore Romano.

  165. Carlo R scrive:

    Caro F. Pernice, io non volevo intendere che fosse tutto perduto, ma basta guardarsi intorno per capire la situazione secondo me drammatica.
    Non voglio dire che il Vat II sia invalido, ma esso rompe in maniera netta con la tradizione di sempre.
    Tant’è che perfino Paolo VI parlò di frutti mai venuti e di fumo di Satana.
    D’altronde, non si insegna più San Tommaso ai nuovi sacerdoti, l’ecumenismo che fino a 60 anni fà era considerata la peggior eresia oggi è pane quotidiano, tanto è vero non c’è più il termine false religioni ma solo fratelli separati, e potrei scrivere altre centinaia di pagine sui danni del Vat. II.
    Quanto alla deriva, Pio XII l’aveva capito ed infatti non volle assolutamente indire un concilio e cerco di allontanare i più progressisti dalla berretta cardinalizia,
    vedi quando fece Paolo VI arcivescovo anzichè cardinale.
    Il guaio tremendo a mio modesto avviso è che oggi si considera il Vat II come unica legge nella Chiesa e ciò è intollerabile.
    Potremmo stare ore a discutere ma sicuramente ci siamo capiti…
    Un saluto

    «L’uomo è formato di polvere, di fango e di cenere, e ciò ch’è ancora più miserabile, di seme immondo; viene concepito nello stimolo della carne, nell’ardore della libidine, nel fetore della lussuria, e quel ch’è peggio, con la macchia del peccato: nasce alla fatica, al dolore, alla paura, e ciò ch’è ancor più triste, alla morte. Compie azioni malvagie con le quali offende Iddio, il prossimo e se stesso; commette disonestà per le quali macchia il suo onore, la sua coscienza e la sua persona; s’affatica dietro cose vane, trascurando le utili e le necessarie. Diverrà cibo del fuoco che sempre arde e brucia inestinguibile, esca del verme che sempre rode e consuma, mucchio di putredine orrenda, d’un fetore insopportabile».

  166. Klaus scrive:

    Ora Pernice mentre di qui passa,
    vede di Veneranda la melassa;
    ne avverte olezzo stanco e digerito
    e tenta di sfatare questo mito.
    Ma Veneranda ch’è di tratti buoni,
    spiega che Kiko ha tutte le ragioni.
    E noi che fino ad ora siamo buoni,
    ci siamo proprio rotti li…..!

  167. F. Pernice scrive:

    Ma secondo voi, l’altrimenti encomiabile Mons. Bagnasco ha inopportunamente esternato sui centri di prima accoglienza poiché indispettito dal loro nuovo acronimo (CEI)?

    Nel caso in cui il suo appello rimanesse inascoltato, consideri Mons. Bagnasco l’eventualità di cedere in comodato a qualche orda foresta (preferibilmente nobilitata da una nutrita rappresentanza di fratelli spacciatori, fratelli violatori, fratelli borseggiatori, ecc. ecc.).

    Con deferenza

  168. F. Pernice scrive:

    …di cedere in comodato gli arcivescovati consenzienti e le loro non scarse dépandances…

  169. Vincenzo scrive:

    a @Remo di Medio…………
    ….Non Interessato………..Nulla da dichiarare……..

  170. Cherubino scrive:

    riprendo il discorso sul kerygma e sul rapporto tra paura della morte, peccato e redenzione. Ho trovato un bellissimo insegnamento (Lectio magistralis per l’esattezza) di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, pronunciato innanzi al Vescovo in occasione del Festival della Teologia “…ma liberaci dal male” 16-17-18 Maggio 2008 e si trova sul sito Diocesi Piacenza-Bobbio.
    Scaricabile in formato word:
    http://www.diocesipiacenzabobbio.org/index.php?option=com_docman&task=doc_download&gid=164

  171. Vincenzo scrive:

    @F.Pernice….scrive: “l’O.D. non è, purtroppo, una realtà tradizionalista”.
    Lasciando da parte ogni discussione sul “purtroppo”(che, rispecchiando preferenze personali non so se diverse, ci porterebbe subito fuori strada), devo dire che, certo, l’Opera, (che poi è una “Società”…)non è una organizzazione Tradizionalista “strictu sensu”, ma,altrettanto sicuramente, non è allegramente e stolidamente e autolesionisticamente “progressista”, come qualche altra.
    Essa è inserita pienamente nel presente e, secondo me, persegue la santificazione personale, soprattutto attraverso “la cura degli atti della propria giornata”. Traduzione: per onorare il Signore, ed essere un bravo Cristiano,oltre a rispettare i Comandamenti e le Regole proprie della nostra Religione… devo far sì che, ogni mia azione, sia quanto più possibile accurata….QUANTO PIU’ POSSIBILE (significa “al massimo grado”)… .
    Ciò porta, per conseguenza, che le azioni compiute da Membri formati, (“ergo, motivati) dell’Opera, in genere ben preparati scolasticamente e catechisticamente sin dalle scuole inferiori, siano sempre a livelli di eccellenza. In grazia di ciò, essi Membri, si trovano “naturaliter”, ad eccellere ciascuno nel proprio campo professionale e, moltissimi a livello di Universitario come Docenti, oppure di appartenenti (di vertice) alle Professioni Liberali. Da notare, che nell’Opera, non mancano anche coloro che “si santificano”, eccellendo in qualche più umile Mestiere, “sic et simpliciter”.
    Tutto questo, spero, dovrebbe spiegare la vulgata …i Membri dell’Opera, si proteggono a vicenda e, perciò, fanno “carriera”… nooo!
    Essi,più semplicemente,”fanno carriera”, soprattutto perchè, obbiettivamente “si fanno in quattro” per anni,e si fanno venire il calli alle natiche, a furia di stare seduti a studiare seriamente…
    Insomma, uno, non è che scriva un Libro, perchè è entrato nell’Opera… no; quest’ipotetico tizio, entra nell’Opera, “perchè ha, già, scritto un Libro”… Perchè, insomma, “è preparato”, perchè è “quadrato” perchè, “ha volontà e metodo” etc etc etc :.
    E, unitamente alla ovvia e indispensabile vocazione alla quotidiana frequenza dei Sacramenti e di altre pratiche spirituali giornaliere, è proprio in questa …”maniacale” cura e attenzione per il proprio lavoro quotidiano, e in una certa rigida, ordinata e controllata gerarchizzazione, che l’Opera di San Josemarìa è, se si vuole, tradizionalista; ma, pur essendo rigidamente nel solco della Liturgìa Ufficiale la più seriosa,e, anche se “conosce” la Missa Vetus Ordo… non “fa le barricate” per la Messa in Latino… credo.
    A parte questo,quindi, non mi pare che l’Opera possa essere “dannosa” per la Chiesa, anche perchè, i suoi singoli Membri, Religiosi o Laici che siano, non si sottraggono alla più stretta e assoluta Ubbidienza al Papa, ai Vescovi Diocesani e, se del caso, ai Parroci.
    Certo, a quanto scrivo, ci si può credere o no, ma, l’ho scritto “pro Veritate”, e penso che non sia smentibile. L.J.C.

  172. Vincenzo scrive:

    P.S.
    Forse, è stato ricordato già da altri, ma, quando il cataclisma liturgico degli anni ’60/’70, si abbattè sulla Chiesa, due Sacerdoti, ebbero la dispensa a continuare a celebrare V.O., “vita natural durante”: Giuseppe Forgione e Giuseppe Escrivà, oggi, più noti come:
    San Pio da Pietrelcina e
    San Josemarìa E. de Balaguer.
    In quest’ultimo caso, non credo che, quel profondo attaccamento alla Tradizione, così dimostrato dal Fondatore, andrà, mai, del tutto perso… … …

  173. F. Pernice scrive:

    Ottima la puntualizzazione di Vincenzo. Mi permetterei di aggiungere poche osservazioni, per tranquillizzare chi non conoscesse l’Opera.

    Non si tratta di un’organizzazione di superuomini che eccellono in tutti i campi; quelli sono a tuttoggi i Gesuiti, che quando sbagliano binario producono eresie straordinarie fino al surrealismo, ma quando imbroccano la via giusta restano, sul piano intellettuale, il meglio che la Chiesa abbia prodotto, la vera élite del Cristianesimo (con tutto il contorno di antipatia che, in un mondo in cui si esalta la mediocrità, questo comporta). I membri di Opus Dei sono per lo più persone comunissime che si applicano metodicamente per arrivare a eccellere e che qualche volta ci riescono, altre no.

    Excursus:
    La questione dell’eccellenza professionale – perché, Vincenzo, ti sei scordato di sottolineare il ruolo fondamentale che nell’Ausbildung e nell’etica dell’Opera ha il lavoro (e qui qualcuno, dati i correnti tassi di disoccupazione, concluderà forse trattarsi di messaggio inattuale) – quella questione, dicevo, solleva non pochi interrogativi. Il docente universitario, per esempio, è quasi senza eccezione una piccola summula di scienza, applicazione e maniglie, dove con maniglie si intende la rete di agganci che ha permesso al suddetto docente di diventare tale. Tutti i concorsi universitari sono truccati? E’ bello pensare di no, ma diciamo che di norma la carriera universitaria implica un certo grado di… compromissione. Giustamente gli amici del forum sorrideranno: maneggi, compromissioni e gomitate fanno parte del gioco, non solo in università, ma un po’ ovunque, nella carriera medica, in quella forense, in quella notarile, nella scuola, nelle istituzioni pubbliche, nel mondo del giornalismo, dello spettacolo, ecc. ecc. ecc. Vero. Ma non trovate, amici, che accettare questa logica implichi una sintomatica abdicazione dal rigore e dall’onestà che il cristiano dovrebbe incarnare? In particolare, non trovate che laddove si procede per pubblici concorsi l’inganno sia particolarmente grave, soprattutto perché danneggia, spesso in modo irreversibile, il prossimo nostro concorrente?

    Rientro al tema:
    Trascurando certe accuse giornalistiche di basso profilo, una delle obiezioni di sostanza che furono indirizzate a Opus Dei, e che mette conto riportare, è che il suo impianto concettuale conterrebbe inconsapevoli elementi gnostici. La stessa espressione “santificarsi” tradirebbe tale estrazione, poiché nel Cristianesimo è Dio a santificare e non l’uomo a santificare se stesso, ciò non escludendo, anzi implicando, una seria applicazione da parte dell’uomo. Suggestioni che sarebbe interessante veder dipanate in un dibattito serio, al di fuori della solita, francamente un po’ nauseabonda, dialettica detrattori-apologeti.

    E infine, anche l’accostamento tra Padre Pio e Monsignor Escrivà è, se non altro, suggestivo, specie se fatto nel segno della fedeltà all’antico messale, quello del Vetus – e, appellandomi alla santa malizia direi Verus – Ordo.

    Quanto ai motti, valgono quel che valgono. A me, per esempio, ha sempre colpito il motto con cui un altro monsignore, non creato santo (ma le vie del Signore sono infinite…) però ugualmente degno di attenzione, chiese che fosse istoriata la sua lapide tombale: “Quod accepi tradidi”, “ho trasmesso Ciò che ho ricevuto”. Parla di umiltà, obbedienza, fedeltà, integrità e anche di un profondo amore, per un Quod venuto da lontano, acceptum e traditum per un’infinità di generazioni. Lo trovo, in fondo, un motto alquanto attuale, anche nel contesto del topic che stiamo trattando.

    Buon fine settimana a tutti

  174. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    riprendo il discorso sul kerygma e sul rapporto tra paura della morte, peccato e redenzione. Ho trovato un bellissimo insegnamento (Lectio magistralis per l’esattezza) di Enzo Bianchi,
    __________
    C’è una cosa in cui Enzo Banchi somiglia molto all’Arguello, a parte l’ecumenismo modernista: voler insegnare al Papa come fare il Papa

  175. Cherubino scrive:

    @ Alysius, la migliore conferma ai mie ipost sono proprio i tuoi, infatti quando uno non sa entrare nel merito degli argomenti e non ha di meglio da dire che fandonie e diffamazioni gratuite … tra l’altro
    1) Enzo Bianchi non è affatto neocatecumenale (così abbiamo sfatato il dogma del copyright kikiano sul tema)
    2) la lectio magistralis è stata pronunciata in un importante convegno teologico alla presenza del Vescovo
    3) il papa, in quanto egli stesso docente e teologo non può che gradire interventi come questo, tra l’altro che fosse rivolta come isegnamento al papa è proprio una cattiveria gratuita, senza alcun fondamento e neanche tanto lieve.

  176. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    @ Alysius, la migliore conferma ai mie ipost sono proprio i tuoi, infatti quando uno non sa entrare nel merito degli argomenti e non ha di meglio da dire che fandonie e diffamazioni gratuite … tra l’altro
    1) Enzo Bianchi non è affatto neocatecumenale (così abbiamo sfatato il dogma del copyright kikiano sul tema)
    2) la lectio magistralis è stata pronunciata in un importante convegno teologico alla presenza del Vescovo
    3) il papa, in quanto egli stesso docente e teologo non può che gradire interventi come questo, tra l’altro che fosse rivolta come isegnamento al papa è proprio una cattiveria gratuita, senza alcun fondamento e neanche tanto lieve.
    ______________

    Prova evidente di come confondere le acque…
    Io non ho detto che Enzo Bianchi è neocatecumenale, ho detto che ha in comune con Kiko Arguello, a parte l’ecumenismo modernista, la prerogativa di voler insegnare al Papa a fare il Papa… mi pare che il senso del mio intervento fosse molto chiaro

    Che abbia fatto una lectio magistralis alla presenza del vescovo non mi stupisce…

  177. Aloysius scrive:

    per fugare ogni residuo di equivoco, se ce ne fosse bisogno, non mi riferivo alla lectio magistralis tenuta da Enzo Bianchi ma a quello che è, semplicemente

  178. possibile che nessuno
    mi consoli?

    ho scritto
    (nell’altro tread)
    che abbiamo gli adepti
    del monaco con la giacca
    nella mia diocesi.

    Non è terribile?
    Credo che in italia siamo
    gli unici stolti ad averli accolti!
    (e DOVEROSO ribadire che ciò è avvenuto NON durante questo Episcopato, ma COL PRECEDENTE VESCOVO PROGRESSISTA E “BELLISTA”, neologismo che capirete subito)

  179. “”la prerogativa di voler insegnare al Papa a fare il Papa… “”
    caro aloysius,
    questa è una prerogativa di molti:

    martini e maradiaga, for example.
    (ma non solo loro, PURTROPPO)

  180. Raffaele Savigni scrive:

    L’ecumenismo non è affatto “modernista” ma cattolico, pienamente legittimato da un concilio e da cinque papi!

  181. Raffaele Savigni scrive:

    Mi sembra che su questo blog ci siano molte persone che vogliono insegnare al papa ed ai vescovi il loro mestiere… Un po’ più di umiltà non guasterebbe: togliersi la trave dall’occhio prima di evidenziare il fuscello che sta nell’occhio altrui.

  182. Cherubino scrive:

    @ Alysius,
    mi sembra che sei tu che mescoli le acque e ancora una volta rispondi senza rispondere:
    1) dici che la tua affermazione non riguardava la lectio di Bianchi. Infatti, tu non rispondi mai agli argomenti portati ti “limiti” a dare pagelle. Ma le tue pagelle non si basano su esami seri, solo su affermazioni generiche e contrarie ai fatti.
    2) potresti provare che Bianchi vuole insegnare qualcosa al Papa ? è un processo alle intenzioni … e tantissima gente la pensa all’opposto
    3) il fatto che Bianchi non sia neocatecumenale c’entra perfettamente, dato che tu hai affermato apoditticamente che parlare della paura della morte è indice di apprtenenza ai neocatecumenali.

    In sostanza il tuo dialogare non è un dialogo, perchè fai delle affermazioni senza argomenti, poi uno ti risponde e tu mostri disinteresse per le risposte nella loro sostanza. In realtà il tuo interesse, come quello di molti altri in questo blog, è solo quello di dare voti, dividere il prossimo in buoni e cattivi, emettere giudizi che nel foro interno può dare solo Dio e in quello esterno la Chiesa gerarchica e tu, forse non te ne sei accorto, non sei nè l’uno nè l’altro. Anzi, ricorda che mettersi al posto di Dio nel giudicare il cuore degli altri è peccato grave.

  183. F. Pernice scrive:

    “L’ecumenismo non è affatto ‘modernista’ ma cattolico, pienamente legittimato da un concilio e da cinque papi!”

    Sono d’accordo. Naturalmente, c’è ecumenismo ed ecumenismo, occorre cioè evitare che in nome dell’ecumenismo si creino pericolosi malintesi o improbabili sincretismi, ma nella sostanza credo che le aperture ecumeniche della Chiesa siano state e siano un segno di intelligenza (non tattica, ma spirituale).

  184. Aloysius scrive:

    @Cherubino che dice tutte queste cose:

    mi sembra che sei tu che mescoli le acque e ancora una volta rispondi senza rispondere:
    1) dici che la tua affermazione non riguardava la lectio di Bianchi. Infatti, tu non rispondi mai agli argomenti portati ti “limiti” a dare pagelle. Ma le tue pagelle non si basano su esami seri, solo su affermazioni generiche e contrarie ai fatti.
    2) potresti provare che Bianchi vuole insegnare qualcosa al Papa ? è un processo alle intenzioni … e tantissima gente la pensa all’opposto
    3) il fatto che Bianchi non sia neocatecumenale c’entra perfettamente, dato che tu hai affermato apoditticamente che parlare della paura della morte è indice di apprtenenza ai neocatecumenali.

    In sostanza il tuo dialogare non è un dialogo, perchè fai delle affermazioni senza argomenti, poi uno ti risponde e tu mostri disinteresse per le risposte nella loro sostanza. In realtà il tuo interesse, come quello di molti altri in questo blog, è solo quello di dare voti, dividere il prossimo in buoni e cattivi, emettere giudizi che nel foro interno può dare solo Dio e in quello esterno la Chiesa gerarchica e tu, forse non te ne sei accorto, non sei nè l’uno nè l’altro. Anzi, ricorda che mettersi al posto di Dio nel giudicare il cuore degli altri è peccato grave.
    ______________
    penso che sia completamente inutile tentare di risponderti.
    Invito solo chi fosse interessato, se vuole, a rileggere i miei e i tuoi interventi. Penso che il giudizio obiettivo verrà fuori da lì…

  185. Aloysius scrive:

    per chi ha detto che l’ecumenismo non è modernista, sono d’accordo.
    Non vorrei l’equivoco fosse partito da una mia affermazione su Enzo Banchi: gli attribuivo un ecumensimo modernista, e non penso che questo signfichi che l’ecumenismo è modernista

    Lo stesso Benedetto XVI in molti discorsi ha ben spiegato qual è il “sano” ecumenismo… di sicuro non è quello modernista ;)

  186. F. Pernice scrive:

    Caro Aloysius, a proposito di Enzo Bianchi e di “quell’” ecumenismo condivido le sue perplessità.

  187. Cherubino scrive:

    @ Aloysius, alla faccia dell’obiettività ! certo no ti resco che eludere le obiezioni come d’altra parte hai fatto dal principio:
    1) ho iniziato a parlare di kerygma e hai concentrato l’attenzione su falsità relative alla paternità kikiana della parte relativa alla paura della morte
    2) allora ti ho mostrato che il tema è chiaramente presente nella scrittura e ti ho citato il brano principale di Ebrei 2,14, allora tu hai detto che il brano era strumentale (che vorrà dire poi ?)
    3) allora ti ho citato mezzo Vangelo e altro ma tu hai fatto finta di niente
    4) ti ho poi linkato una lectio magistralis di Enzo Bianchi, priore della Comunità di Bose, e hai gettato fango sulla sua reputazione senza entrare nel merito
    5) ti ho invitato allora a rispondere a qualcuna delle argomentazioni portate, ma mi rispondi che no nvale la pena rispondere
    a questo punto l’unica cosa evidente è che avevo ragione: alle persone come te non interessa discutere, interessa solo conquistare questo spazio, fare proseliti, impedire che le posizioni degli altri siano ascoltate e valutate liberamente. La verità è che è con te e con quelli come te che non serve discutere, perchè una cosa è certa: io ho cercato il confronto e tu lo hai evitato costantemente.
    Comunque non fa niente, perchè continuerò a postare sul tema, che tu lo voglia o no.

  188. Mi permetto di prendere le difese del signor aloysius riguardo UN SOLO ASPETTO, certo che per il resto saprà ben difendersi.
    Allora il nostro amico napulitano
    nonchè fan del tremolante martino
    ha fatto una “gesuitica”(diciamo cosi)
    -e vagamente psicologica, o mi sbaglio dottoressa Luisa?-
    lettura dei comportamenti di Aloiysius.
    Bene, io vorrei chiedere cosa intende il nostro amico filosorcio nonche carismaticoballerino
    quando dice “vuoi fare proseliti?”.

    Vi riporto il passo “incriminato”:

    “”a questo punto l’unica cosa evidente è
    che avevo ragione:
    alle persone come te non interessa discutere,
    interessa solo conquistare questo spazio,
    fare proseliti”"

    Allora, cherubì, ci spieghi che tipo di proselitismo farebbe il signor aloysius?

    Grazie!!!!

  189. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    Comunque non fa niente, perchè continuerò a postare sul tema, che tu lo voglia o no.
    ____________
    continua a postare quello che ti pare… ci mancherebbe ;)
    Mi sono accorto che ci provi gusto ad attaccarmi, ma sei così complicato che non ho nessuna voglia di confutarti… d’altronde non varrebbe la pena perché saresti capace di mettere insieme un’altra accozzaglia di pretestuosità
    Buon divertimento! :)

  190. Cherubino scrive:

    fare proseliti vuol dire semplicemente portare altre persone a credere nelle proprie affermazioni in modo acritico, semplicemente per la simpatia suscitata verso di sè o per l’avversione suscitata verso chi contraddice.
    Gettare fango sugli oppositori, creare una sensazione di gruppo, mettere sulla difesa ventilando eresie (accentuando così la contrapposizione ingroup-outgroup), il tutto senza portare la minima obiezioni di contenuto è fare proseliti.
    E non è il solo. Tutti quelli che continuano a gettare fango sui Vescovi, sul concilio Vaticano II, su movimenti ecclesiali che hanno vari riconoscimenti dalla gerarchia ecclesiale come fa Aloysius e come fai tu e altri è proselitismo, il tentativo di ritagliare nella mente delle persone l’esistenza di un “chiesa vera” e perseguitata all’interno di quella ufficiale. Questo è proselitismo. Per fortuna il papa non la pensa come voi. Prova a vedere questo articolo:
    http://caminayven.com/modules.php?name=News&file=article&sid=970

  191. Luisa scrive:

    Cherubino, quello che lei scrive a proposito del proselitismo e cioè che sarebbe:

    “Gettare fango sugli oppositori, creare una sensazione di gruppo, mettere sulla difesa ventilando eresie (accentuando così la contrapposizione ingroup-outgroup), il tutto senza portare la minima obiezioni di contenuto …”

    ..sembra essere una costante nelle dichiarazioni di chi ha abbandonato il cammino neo-cat e descrive la propria esperienza all`ìnterno del movimento.

  192. Vabbè, confermi la tua ambizione
    (sicuramente non realizzata, FORTUNATAMENTE!!!!)
    di essere uno psicologo.

    Ma, aldilà delle tue frastrate(e frustranti) ambizioni,
    vorrei gentilmente chiederti quando mai io avrei attaccato
    il Concilio Ecumenico Vaticano II.
    Grazie cherubì.

    @tutti gli altri:
    HELP ME!
    Non riesco piu a trovare l’elenco con (quasi) tutti i nostri nomi (o nick) e relativa provenienza.
    Sono quasi disperato.
    Potrei rifarlo a memoria, ma non sarebbe completo sicuramente. Vabbè, vediamo cosa ne vien fuori.
    ps: ho deciso di inserire (dato ASSOLUTAMENTE facoltativo) pure l’età, non per le signore ovviamente.

    Grazie per la collaborazione!
    cosimino

  193. Silvano scrive:

    Vi siete persi le perline di idiozia della Caramore a radioraitre di questa mattina ? Tra una marea di “come dire” (nuovo modo di dire dell’idiota nazionale) e “piuttosto che” sono riusciti a dire che ” …. il serpente … era proprio un serpente ….”

  194. Caspita!
    Son proprio dei geni!!!!

  195. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    Tutti quelli che continuano a gettare fango sui Vescovi, sul concilio Vaticano II, su movimenti ecclesiali che hanno vari riconoscimenti dalla gerarchia ecclesiale come fa Aloysius e come fai tu e altri è proselitismo, il tentativo di ritagliare nella mente delle persone l’esistenza di un “chiesa vera” e perseguitata all’interno di quella ufficiale. Questo è proselitismo. Per fortuna il papa non la pensa come voi.
    _____________
    Non avrei mai immaginato che le mie affermazioni (e non solo mie, perchè ci sono una marea di post al riguardo) e che non hanno altro intento che quello di essere “informazione corretta”, potessero essere qualificate come “gettar fango” che diventa proselitismo ecc. (proselitismo a chi e a che cosa, poi?)

    Quello che che non tiene in alcun conto Cherubino è che tutto quanto è stato denunciato è frutto di testimonianze, studi e documenti prodotti anche da sacerdoti e Vescovi.

    Potete dare un’occhiata qui, per esempio
    http://www.internetica.it/neocatecumenali/Landucci-sintesi.htm

    il fatto dell’approvazione del Papa è l’elemento che dovrebbe tappare la bocca a chiunque; ma ancora non sappiamo quali modifiche il Papa ha preteso per lo Statuto prima di concedere la sua approvazione, per la quale sono state date evidentemente garanzie di adeguamento alle sue NORME del dicembre 2005, ancora non osservate…

    Sono state affermate cose molto cocrete e precise; ma invece di produrre argomenti di ragione per confutarle, si usano ‘difese d’ufficio’ come questa, francamente del tutto fuori tema…

  196. Cherubino scrive:

    @ Luisa, innanzitutto la ringrazio perchè le sue sono le obiezioni più serie finora ricevute. Come ho detto un pò di post fa sarei anche io prudente rispetto alle dinamiche psico-sociali che possono instaurarsi in questo come in altri movimenti. Forse ci sono anche aspetti dottrinali da sistemare. Anche io preferirei scindere ritualità proprie di un movimento dalla celebrazioe eucaristica che, in quanto universale, deve essere aperta a tutti, interni ed esterni al movimento. Questa consapevolezza, ad esempio, è stata acquisita negli ultimi anni proprio nel Rinnovamento nello Spirito. D’altra parte la vita ocmunitaria (il gruppo è una ridotta esperienze comunitaria) porta sempre con sè dei rischi e delle situazioni da gestire. In quanti conventi di ordini religiosi vi sono stati problemi anche seri, mma nessuno li ha usati per screditare l’ordine o la sua spiritualità fino a negarne l’appartenenza alla Chiesa e il bene -molto maggiore- portato.

    Voglio sottolineare con forza che accusare o usare una persona come termine di paragone negativo (veda gli epiteti e le accuse a Enzo Bianchi, il card. Martini, alcuni Gesuiti, gli stessi Kiko e sua moglie, nonchè monsignori vari che passerebbero il tempo a insidiare il Santo Padre…) costituisce peccato contro il comandamento “non dire falsa testimonianza”.
    Vorrei ricordare la parola di Gesù (Mt. 5,22):
    “Chi poi dice al fratello: stupido, sarà sottoposto al sinedrio; e chi gli dice: pazzo, sarà sottoposto al fuoco della Geenna.”
    E Paolo VI (posso citarlo o anche lui è in qualche lista nera?) commenta questo brano dicendo
    “al fratello è dovuto un rispetto completo; completo nel sentimento interiore, donde il rispetto nasce e si esprime, e completo nella tutela esteriore dovuta alla dignità del fratello, in quanto tale; possiamo dire: in quanto uomo-fratello. Cioè: il Vangelo ci insegna a professare nei sentimenti e negli atti un rispetto tale verso gli uomini nostri simili, nostri fratelli, che un sistema sociale, il quale ammetta come logico e normale l’odio di classe, ovvero l’egoismo di classe, non può certo rivendicare a proprio legittimo ed esclusivo favore.” (Ud. gen. 26/04/78)
    Se non bastasse S. Paolo raccomanda :
    “gareggiate nello stimarvi a vicenda” (Rm. 12, 10).
    Questo non vuol dire avere le stesse idee. Anche Paolo e Barnaba ebbero divergenze riguardo a Marco (Atti 15, 39-40) ma non risulta che si siano scomunicati o insultati a vicenda, anzi anni dopo lo stesso Paolo richiede la presenza di Marco in Roma presso di lui. Ma al di là delle idee diverse, ferire la reputazione di una persona (questo è infangare) senza alcun riferimento a colpe oggettive (che pure andrebbero guardate con misericordia, dato che siamo tutti peccatori) è veramente grave e contrario alla comunione fraterna.

  197. Luisa scrive:

    Cherubino o qualcun altro potrebbe spiegarmi la nozione di “correzione fraterna” e le sue applicazioni ?

    Recentemente, ho visto questa nozione utilizzata sovente e per scopi molteplici e opposti.
    Grazie.

    Ringrazio anche Cherubino di avere introdotto la differenziazione fra i momenti di comunione o condivisione di un gruppo o comunità, che può avere i suoi rituali e il momento della Litrurgia Eucarisitica che dovrebbe essere un momento a gloria e lode di Dio e non di una trinità umana o di una comunità e aperto a tutti.

  198. Luisa scrive:

    …è presto, le dita non sono ancora sveglie e agili…Liturgia Eucaristica…mi dovevo di correggere.

  199. Vincenzo scrive:

    …@Luisa… stamattina,alquanto “prestino”, non appena tornato dalla Messa(oggi in una minuscola Cappella (in appena 10, più le due Suore…”stanziali”,l’abbiamo riempita “come un uovo…”), ho ripreso la lettura del Sito che Lei ieri ci ha cortesemente segnalato…www.psycolgue-clinicien.com/chemin.htm…
    Sconforto, sgomento, tristezza, rabbia, incredulità … queste, di volta in volta, le emozioni che questa lettura sull’incubo Neo-Cat provoca, ma(almeno in me), anche gioia e riconoscenza, grandi e ripetute, per avere avuto la Grazia di non esserci mai “cascato”, prima, quando non si sapeva ciò che si conosce adesso… .
    La ringrazio, dunque, e, posto che tutto quello che vado leggendo e che mostra il Cammino Neo-Cat, come un gorgo di annientamento e sopraffazione, mi domando: che alternativa potrà esserci, nell’ipotetica Approvazione, se quei nostri Fratelli, non accetteranno di “tornare spiritualmente nell’alveo della “Chiesa delle Parrocchie” e di uniformare le proprie “coreografìe” alla Liturgìa della Chiesa Cattolica?
    Adesso però, lascio il Blog e, poichè oggi è il 2 Giugno,e (dato che, come ogni Cattolico non-Adulto, anzi, addirittura…Tradizionale,sono apoditticamente tacciato di essere “filo-guerrafondaio”), vado a vedermi la “Sfilata Militare di Via dei Fori Imperiali … … .
    L.J.C.

  200. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    “non dire falsa testimonianza”.
    Vorrei ricordare la parola di Gesù (Mt. 5,22):
    ___________________

    perchè vuol tappare la bocca strumentalizzando la Parola di Dio a chi dice cose che non gli piacciono?

    e perché non dimostra che le cose dette (da me e da molti altri) sono una “falsa testimonianza” (per me l’unica che posso dare in coscienza!) confutandole una per una con argomenti di ragione e non con accuse?

  201. Luisa scrive:

    Vincenzo, ieri ho cercato di proiettarmi in avanti nel tempo e ho cercato di immaginare e sentire la mia reazione davanti alla conferma avvenuta dell`accettazione dello statuto dei neo-cat COMPRESA la Liturgia .
    Potrei impiegare gli stessi termini da lei usati, Vincenzo, alla lettura di quella testimonianza, ho sentito confusione, incredulità, amarezza, mi sono sentita, disorientata, frastornata e contrariata.
    Non era che un”ipotesi di lavoro”, un esercizio di visualizzazione, ma i pensieri e i sentimenti-emozioni ben reali.
    Non posso capire ora, ma spero comprendere più tardi se necessario, come è possibile, in questi tempi, nei quali grazie a Benedetto XVI stiamo ricuperando il senso della sacralità e bellezza della Liturgia, e sto parlando della Messa di Paaolo VI a scanso di equivoci, si possa al contempo ufficializzare un rito, che è un modello di sincretismo e di desacralizzazione della Liturgia, a mio umile avviso, a lode e gloria dei suoi creatori e di una comunità.
    Aspetto e vedrò la reale portata di questa approvazione se e fino a che punto avrà luogo.

  202. Luisa, anche se fosse, ricorda che:

    NON PRAEVELEBUNT!

  203. Cherubino scrive:

    @ Aloysius stai ribaltando la questione: sei tu che devi dimostrare che Enzo Bianchi è uno che da lezioni al papa, tu hai detto “ho detto che ha in comune con Kiko Arguello, a parte l’ecumenismo modernista, la prerogativa di voler insegnare al Papa a fare il Papa” ora ti ho chiesto di dire cosa dimostra la prerogativa di Enzo Bianchi che contale sicurezza affermi. E se non puoi farlo pecchi di falsa testimonianza. Il che, per inciso, non vuol dire tappare la bocca, vuol dire riportare ognuno alla sua responsabilità morale. Puoi dire quello che vuoi, ma non puoi infangare le persone senza provare quello che dici. Le stesse affermazioni tue e di altri nei confronti dei neocatecumenali sono gravi, ora che la Chiesa ha approvato lo Statuto. Se una critica su questo o quell’aspetto è legittima, una demonizzazione del cammino, definito massone, satanico, eretico e così via costituisce un grave peccato contro il “non dire falsa testimonianza” perchè l’autorità di dare questi giudizi è solo della gerarchia ecclesiale, e voi state usurpando tale compito, sanzionato anche dal codice di diritto canonico.

    Ti invito quindi ancora una volta a ribattere alle argomentazioni con altrettante argomentazioni, come faccio io con te, lasciando perdere le scomuniche e le pagelle.

  204. Luisa scrive:

    Cherubino, posso condividere certe sue opinioni ma Aloysius, se ho ben capito, ha conosciuto il movimento neo-cat dall`interno, ne parla dunque “en connaissance de cause”, sa quello che dice e perchè lo dice.
    Mi sembra di obbligo ripettare le sue opinioni.
    Lo statuto è approvato? Aspettiamo, per favore.
    Per Enzo Bianchi, premettendo che non è “la mia tazza di tè”, se non è lui a dare lezioni al Papa, non si può negare che in tanti giornalisti e teologi della domenica e anche del lunedì, non si tirano indietro per servirsi di Bianchi per dare adosso al Papa e fargli la lezione.
    Sono gli stessi del resto che quando sono a corto di parole di Bianchi si ripiegano sul cardinal Martini e viceversa….
    Difficile negarlo,mi sembra.

  205. il filoprotestante(in odore di eresia)
    enzo bianchi
    (il monaco con la giacca)
    vuole insegnare al Papa come fare il Papa.

    Vuoi che te lo ripeto?

    Se mi dai il tuo indirizzo te lo scrivo pure per posta.
    e se mi dai il numero di telefono te lo “grido” al telefono?
    Vabbè?

    Ah, dimenticavo:
    l’emerito pure vuole insegnare al Papa come si fa il Papa.
    Gli vuole pure dire che gli omosessuali vanno “accolti”
    che gli ADULTERI vanno “accolti”
    che gli atei anticlericali vanno “accolti”

  206. Cherubì,
    mò rispondimi tu a me:
    che mi dici della “Fraternità di Gesu”
    beatamente insediata nella Diocesi
    di tal Semeraro
    (purtroppo mio conterraneo).
    Non conosci tale Congregazione?
    Caspita, è grave.
    Pensa che questi son piu bravi di quelli di villapizzone?
    molto, molto piu bravi.
    Son talmente bravi che van rubando
    i loro “monaci”
    direttamente dagli altri ordini.
    Garantito!
    So quel che dico,naturalmente.
    Pensate che un frate
    abbandonò
    il convento
    il giorno precedente il rinnovo dei voti
    su indicazione precisa
    (e telefonica)
    dell’”abate” sessantottino di codesta congrega.
    E fu accolto a braccia aperte
    dai monaci di lanuvio.

  207. Si, si, quelli li.
    Quelli che
    stavano per
    impossessarsi di San Paolo fuori le Mura
    (e ciò fortunatamente non avvenne grazie ad un sussulto di dignità dei superiori dei benedettini-che inviarono forze fresche nella Citta Eterna- e sopratutto grazie a Piovanelli che sapeva bene chi erano costoro avendogli affidato lo storico complesso di Borgognissanti.)

  208. Alessia scrive:

    @ Cosimo
    Come definiresti “teologo” che vuole rifondare la fede. Nel suo best seller, che vanta la lettera prefazione dell’Emerito, smantella d’un sol colpo il peccato originale, la risurrezione di Cristo, l’eternità dell’inferno, la salvezza che viene da Dio. La sua tesi è che l’uomo basta a se stesso e si salva da sé, alla luce della sua sola ragione. Uno gnostico, direi.

  209. Cara Alessia,
    son totalmente daccordo con te.
    (e proprio per questo non capisco perchè ti rivolgi a me. Grazie, Sorella in Cristo, se vorrai essere piu chiara. Ogni Bene!)

  210. Alessia scrive:

    Volevo semplicemente sottolineare che i pericoli per la fede vengono da varie direzioni e, soprattutto, da chi non ti aspetteresti.

  211. scusa alè,
    continuo a non cogliere
    chi sarebbe
    l’autore
    di
    questo best seller
    con tremolante
    prefazione
    del martinissimo.
    grazie

  212. Alessia scrive:

    Vito Mancuso. Tra l’altro, ahimé, ha iniziato a scrivere sul mio amatissimo Foglio.

  213. Grazie cara Alessia.
    Anche perchè mi dai la possibilità di segnalare
    un ottimo articolo riguardo il “campione” appena citato.

    http://www.ares.mi.it/uploads/articoli/baget_mancuso.pdf

    Ti prego Alessia, leggìlo!
    Anzi, mi piace pensare che lo hai già letto
    (e che quindi condividiamo una rivista) ;)

  214. Cherubino scrive:

    @ Luisa, posso capire che Aloysius sia rimasto scottato da esperienze negative e mi sembra di aver detto in modo chiaro che le ritengo assolutamente possibili e un rischio reale che alcune realtà ossono presentare. Quello che non capisco è l’accanimento nel darmi del neocatecumentale (che non ritengo un insulto, ma è falso ed è detto solo per discreditare il discorso che stavo facendo) solo perchè nel parlare del kerygma ho citato la paura della morte. Su questo si è scatenata una reazione veramente eccessiva.
    Sto cercando di parlare del kerygma, dato che mi sembra che il tema del post riguardava la parte del discorso di Bagnasco in cui appunto il cardinale parlava dell’importanza di partire dall’annuncio della Buona Notizia nell’approccio con i giovani.
    Nel kerygma, l’analisi delle condizione umana, segnata dal peccato alimentato dal Maligno tramite la paura della morte (come dice Ebrei 2,14 e tati altri passi biblici) è una delle premesse fondamentali che fanno capire con maggiore profondità il valore di quel Signore che ha anteposto al desiderio di salvarsi la volontà di amarci, a partire da chi lo consegnava a quella morte atroce. Volevo parlare di Gesù e della buona notizia e non me ne frega niente dei neocatecumenali. Ho quindi citato brani della Sacra scrittura, ho citato la lectio di Enzo Bianchi (che sarà pure strumentalizzato, ma di sicuro contro la sua volontà e distorcendo le sue parole, essendo tra l’altro uomo estremamente mite), ho cercato di argomentare di mio. Consiglierei quindi ad Aloysius, contro il quale non ho assolutamente niente, di non erigere subito delle barriere ingiustificate ogni volta che qualcosa gli richiama la sua esperienza negativa.

    Aggiungo però una considerazione a margine e al di là di questo specifico battibecco, che vorrei anch echiudere. Rilevo che si è creato nel blog un gruppo (cui mi sembra estranea lei e forse anche lo stesso Aloysius) che ha per scopo l’aggressione verbale sistematica e il tentativo di creare la rappresentazione di un elite giudicante, baluardo dell’ortodossia, il tentativo di imporsi come autorità spirituale (da cui poi discenderà poi anche quella politica…). In fondo la parte di Marina in veste cattolica. La sostanza infatti non cambia: si cerca di strtturare nella comunicazione ruoli di subalternità sia morale (le varie pagelle) sia comunicative (l’intasamento con pseudo-dialoghi). In questo modo si egemonizza l’ecosistema comunicativo, si espellono le “specie” messe ko e si domina su quelle gregarie.
    Ho l’impressione che queste persone in realtà si conoscano bene e concordino per telefono o mail la linea da tenere, poi la fanno capire a chi non è del gruppo ma simpatizza con le loro posizioni, subendo il fascino di una pretesa ortodossia. Alla fine, riescono a stabilire un contatto con i malcapitati al di fuori del blog. In sostanza una setta che opera per fare proseliti.
    Ho notato infatti che vi sono dei temi sensibili e ricorrenti anche in altri blog: il Card. Martini, i gesuiti (alcuni in particolare) il kerygma (chissà perchè poi da fastidio…) i neocatecumenali e i carismatici, la messa in lingua volgare, il Concilio Vaticano II e Benedetto XVI venuto per salvare la Chiesa in declino … certo che ora che Ratzinger sta deludendo certe aspettative ne vedremo di belle !
    Naturalmente è solo un’ipotesi e serve solo per riflettere su ciò che avviene nella comunicazione. Spero quindi che no nsia come ho avuto l’impressione che avvenga. Un fatto però è sicuro: chi stampa etichette e giudizi negativi sugli altri, portando accuse gravi di carattere generale (quindi non come argomento sostanziale del dibattito) commette innanzitutto un peccato grave contro il “non dire falsa testimonianza”, se poi lo fa verso parti della Chiesa gerarchica o Associazioni laicali riconosciute da essa commette reato contro il Canone 1369: “Chi in uno spettacolo o in una pubblica adunanza o in uno scritto pubblicamente divulgato, o in altro modo servendosi dei mezzi di comunicazione sociale, proferisce bestemmia od offende gravemente i buoni costumi o pronuncia ingiurie o eccita all’odio o al disprezzo contro la religione o la Chiesa, sia punito con una giusta pena.”

  215. Ho l’impressione che queste persone in realtà si conoscano bene e concordino per telefono o mail la linea da tenere, poi la fanno capire a chi non è del gruppo ma simpatizza con le loro posizioni, subendo il fascino di una pretesa ortodossia. Alla fine, riescono a stabilire un contatto con i malcapitati al di fuori del blog. In sostanza una setta che opera per fare proseliti.

    Cherubì, tu sei fuori, completamente paranoico.
    Ti invito a rileggere una parte del tuo commento
    (per comodità te lo ripropongo qui)
    e poi riflettere seriamente su quello che hai scritto.
    Sveglia Cherubì! Conversione,digiuno e penitenza.E OBBEDIENZA TOTALE AL PAPA E ALLA CHIESA.
    Il resto conta poco.

    Carissimi, ecco il messaggio che Mirjana ha ricevuto oggi, 2 Giugno 2008, che ci è stato trasmesso da Krizan Brekalo e dato a lui da Miljenko Vasilj:

    Messaggio del 2 Giugno 2008 a Mirjana

    Cari figli, io sono con voi per grazia di Dio per rendere grandi, grandi nella fede e nell’amore, tutti voi. Voi il cui cuore il peccato e la colpa ha reso duro come pietra *, e desidero illuminare voi, anime devote, con una nuova luce. Pregate perché la mia preghiera trovi i cuori aperti perché possa illuminarli con la forza della fede e aprire vie di amore e di speranza. Siate perseveranti. Io sarò con voi.

    La Gospa ha benedetto tutti i presenti e tutti gli oggetti sacri.

    *Mentre diceva questo la Gospa ha guardato le persone presenti a cui ciò si riferisce, con dolore sul volto e le lacrime agli occhi.
    .

  216. Cherubino scrive:

    @ Cosimo, non conosco questa Fraternità di Gesù ed è la prima volta che ne sento parlare. Ho guardato il sito e non mi sembra che rifacciano a qualche esperienza che conosco.
    Non capisco poi perchè me la citi … anche abitassi a Roma (e non è detto che sia così) ci sono talmente tante realtà nella Chiesa …
    Comunque ti invito ad essere più preciso: “quelli di villapizzone” costituiscono una legittima e regolare casa di Gesuiti, come San Fedele, l’Aloisianum di Gallarate …
    E riguardo agli omosessuali ecc. che vanno accolti mi sembra che Enzo Bianchi si rifaccia alla parabola del figlio spendaccione detta da tal Gesù di Nazareth.

  217. Cherubino scrive:

    @ Cosimo, obbedirai al Papa che ha firmato gli Statuti dei neocatecumenali, riconoscendoli una volta per tutte come un dono di Dio -un dono migliorabile ma comunque un dono- per la salvezza delle anime ?

  218. Io disobbedire al PAPA?
    Ma parli sul serio?
    Tremo solo all’idea di poter disobbedire?
    Non sia mai.
    SEMPRE col Papa,
    Vicario di Cristo,
    Capo della Chiesa,Mia Madre.
    Io attacco i plagi, il meccanismo, le storture
    -di qualunque movimento o singoli-
    ma non mi sognerei MAI di discutere
    quanto il Santo Padre decide.
    Ma me lo chiedi sul serio?
    E che razza di cattolico sarei, caro Cherubino, se anche solo mettessi in discussione quanto scrive, promulga, ordina, approva
    il DOLCE CRISTO IN TERRA?

    jò ejt!

  219. Cherubino scrive:

    @ Cosimo, bè almeno su questo siamo d’accordo. Comunque parlavo di un’impressione, non di una certezza, anzi dovrei dire di un dubbio che ad un certo punto mi è venuto. Se la risposta è negativa meglio così.
    L’altro discorso invece, quello che sia peccato oltraggiare il prossimo e la Chiesa ergendosi a giudici, lo ribadisco. Un pò di conversione e penitenza su questo non farebbe male…

  220. Se io non ritenessi
    di essere
    bisognoso
    di conversione
    e penitenza
    sarei uno stolto,
    un povero illuso, uno sventurato.
    Certo Cherubì, certo.
    La conversione
    -me lo insegni-
    deve essere continua.
    Non per niente
    Santa Madre Chiesa
    ci
    “ripropone”
    la Quaresima
    (e relativa Liturgia della Parola)
    ogni anno,
    mica “una tantum” e poi si è a posto.

  221. Aloysius scrive:

    Scrive Cherubino:

    @ Luisa, posso capire che Aloysius sia rimasto scottato da esperienze negative e mi sembra di aver detto in modo chiaro che le ritengo assolutamente possibili e un rischio reale che alcune realtà ossono presentare. Quello che non capisco è l’accanimento nel darmi del neocatecumentale (che non ritengo un insulto, ma è falso ed è detto solo per discreditare il discorso che stavo facendo) solo perchè nel parlare del kerygma ho citato la paura della morte. Su questo si è scatenata una reazione veramente eccessiva.
    _____________

    comodo e pretetuoso far passare le mie affermazioni, documentate con citazioni illustri, senza che io abbia mai citato la mia esperienza, come qualcosa di soggettivo e contingente.
    Se non è neocatecumenale, e non ce ne potrebbe fregare di meno, perché imbastisce difese d’ufficio kilometriche costruendo realtà virtuali invece che confutare con argomenti reali le contestazioni mosse agli insegnamenti ( e ai metodi e prassi non cattolici del Cammino, assolutamente non basate su opinioni personali e soggettive, ma su basi teolgiche e sul Magistero della Chiesa?

    Il sito http://www.internetica.it/neocatecumenali è una miniera di dossier ricchi di contenenti studi, documenti, basati sui testi originali delle catechesi kikiane, testimonianze, ecc.
    E’ un’opinione personale la Lettera del card Arinze, quella dei vescovi di Terra Santa, di Bommarito, della Confrenza dei Vescovi Pugliesi, di teologi di fama (mons. Lamducci, Padre Zoffoli, Don Gino Conti e tanti altri, le proteste al Papa dei vescovi del Giappone?

    Ma per favore!

  222. Luisa scrive:

    Cherubino, vedo che lei pensa che ci sia un gruppo che si concorda via mail e che vuol erigersi in paladino dell`ortodossia cattolica. È una sua impressione, non è la mia, l`ho avuta solo questi ultimi tempi con i messaggi dei neo-cat, dai quali veniva sempre lo stesso messaggio e discorso un pò stereotipato, un sistema comunicativo, formatato e facilemente riconoscibile, mentre da chi si pone domande o direttamente critica questo movimento, mi sembra vengano discorsi diversi , riflessioni che partono da punti diversi ,esperienze diverse e con stili diversi.
    Comunque, così solo per confermarle, la sua intuizione, io non conosco nessuno di questo blog e non corrispondo con nessuno salvo con Gianluca Barile .
    Mi sembra che le testimonianze che sono state raccolte qui e altrove, la reale preoccupazione espressa da me, ma sopratutto da chi questa realtà l`ha conosciuta dall`interno o la conosce da vicino, devono essere prese sul serio e non rapidamnete bollate con il marchio di baluardo dell`ortodossia o elite giudicante .
    Per poi quel che riguarda l`autorità spirituale è esattamente l`impressione che personalmente ho più entro ( si fa per dire) nella realtà neo-cat, e cioè di persone che pretendono avere riscoperto la chiesa degli inizi, ritovato lo spirito, il fuoco degli inizi del cristianesimo, persone che effettivamente si sentono depositari di una tale autorità spirituale da scegliere di distanziarsi dalla nostra liturgia e crearne un`altra e anche di creare un nuovo catechismo !
    Giudicare poi le testimonianze raccolte o le semplici riflessioni di chi critica o i neo-cat o altri di “falsa testimonianza” mi sembra andare un pò lontano..tirare un pò troppo la corda.
    Delle preoccupazioni si esprimono, la sofferenza di tanti davanti alla divisione e insubordianzione che esiste nella Chiesa compresa nella gerarchia è reale e va presa in conto. Le rerazioni sono numerose? Si organizzano? E allora?
    Ciò dovrebbe piuttosto fare riflettere. Io sono nemica di tutti gli ismi e estremismi, non appartengo a nessun movimento o cappella, anches e mi sento vicina ad un certo tipo di spiritualità, ma non accetto che si bolli con il marchio di falsa testimonianza chi alza la voce e si eprime nel senso contario del religiosamente corretto post-conciliare.
    Mi domando se lei cherubino non è avvocato perchè ho osservato che ama molto citare articoli di legge anche di diritto canonico e mi permetto di farle osservare che lei critica chi pone giudizi, talvolta lo ammetto in modo eccessivamente violento, ma lei fa la stessa cosa giudicano gli altri persino con il sostegno della legge! ;)

  223. Cherubino scrive:

    @ Luisa, ho specificato rispondendo a cosimo che la mia era un’impressione o un dubbio ed è certamente possibile (anzi probabile) che una certa organizzazione delle risposte avvenga spontaneamente. Può anche darsi che abbia ecceduto nel fare ipotesi, ma 1) le ho sempre mantenute tali e non ho fatto nomi specifici, 2) le ho circoscritte a comportamenti (verbali) precisi. Ognuno può farsi un’idea se tali ipotesi sono, come spero, infondate.

    Resta comunque il fatto che lo stile di comunicazione e le stesse parole usate da alcuni sono non rispettose e spesso oltraggiose, non si limitano a ribattere ad argomenti ma esprimono giudizi pesanti su persone e gruppi definendoli (o insinuando che siano) eretici, massoni, diabolici ecc. In questo caso e SOLO in questo caso continuo a ritenere sia peccato e reato canonico questo genere di diffamazione. Si può dissentire verso singole posizioni anche di prelati e persino del papa, quando non parla nel modo canonicamente ritenuto infallibile. Così come è legittimissimo raccontare la sua esperienza negativa di questo o quel gruppo, purchè sia veritiera. Sappiamo dalla vita di santi che essi spesso hanno avuto problemi e tribolazioni nei loro conventi, ma nessuno si è mai sognato di definire quell’ordine eretico e demoniaco in sè.
    Pertanto nessuno può permettersi di esprimere e diffondere disprezzo personale e condanne morali verso il prossimo e tanto più verso persone e gruppi che appartengono alla Chiesa.

  224. Luisa scrive:

    Poi dipende dove si situa la nozione di disprezzo, di oltraggio. Per alcuni il solo fatto di osare fare una critica è già sinonimo di disprezzo.
    Non è il suo caso Cherubino, l`ho capito.
    La famosa correzione fraterna sembra essere una prerogativa esclusiva di una sola parte, quando a correggere fraternalmente sono “gli altri” quelli che non sono nella scia del religiosamente corretto post-conciliare, che resistono a certe (dunque non tutte) creazioni, inventività, fantasie, aperture post-conciliari, tutte chiaramente e sedicenti ispirate dallo Spirito Santo……allora qui la correzione diventa disprezzo e oltraggio.
    Detto questo gli insulti e gli eccessi di linguaggio non li apprezzo nemmeno io.
    Ma mantengo il diritto di esprimere il proprio disaccordo anche con fermezza.

  225. Aloysius scrive:

    @ Cherubino

    Pertanto nessuno può permettersi di esprimere e diffondere disprezzo personale e condanne morali verso il prossimo e tanto più verso persone e gruppi che appartengono alla Chiesa.
    _____________
    perché esasperare il discorso con questi termini che sono del tutto inappropriati nei riguardi di denunce, testimonianze, tesi teologiche documentate, critiche di comportamenti anomali e palesemente non cattolici, tra l’altro mai criticati prima perchè tenuti segreti… in genere il ‘segreto’ si confà più alle sette che alle realtà ecclesiali…

    disprezzo personale e condanne morali non sono mai state espresse (nè da me nè da altri per quel che ricordo) nei confronti di persone, nè ad esse riferiti. Io (e molti altri) abbiamo criticato e denunciato, documentandoli, insegnamenti e prassi non cattolici, non riconosciuti come tali in rapporto al magistero della Chiesa e non ci siamo riferiti ad altri gruppi che operano nella chiesa, se non al cammino NC
    A me è capitato, en passant, di definire ecumenico modernista un certo monaco molto di moda, ma non credo che questo sia indice di disprezzo nè tanto meno di condanna genralizzata ad “altri gruppi”

  226. Lea scrive:

    A proposito dell’affermazione di Cherubino che Aloysius parli a titolo personale, in quanto ‘scottato’ dal Cammino, è utile documentarsi sullo sviluppo della ‘scottatura’ dei vescovi giapponesi:

    Dal sito della Conferenza Episcopale Giapponese
    http://www.cbcj.catholic.jp/eng/jcn/may2008.htm#12

    Mons. Pietro Takeo Okada, arcivescovo di Tokyo, parla del seminario Redemptoris Mater installato a Takamatsu: “Abbiamo avuto questo problema per vent’anni. Nel febbraio 1992 organizzammo un incontro speciale dei vescovi proprio per parlare del seminario Redemptoris Mater di cui era stato appena annunciato l’avvio.

    Da allora, abbiamo speso innumerevoli ore e passato attraverso tanto dolore alle conferenze, ed in corrispondenza con la Congregazione per l’Evangelizzazione dei Popoli, pubblicando montagne di documenti.

    Abbiamo fatto tutto questo, ma pare che ancora non ci sia una mutua comprensione, e perciò per farci capire abbiamo fatto appello al Santo Padre”.

    Caso notevole, nell’articolo si afferma che “nonostante il Papa abbia ricevuto rapporti da quella stessa Congregazione, i vescovi erano convinti che non era stata data al Papa adeguata informazione direttamente dal Giappone” (speriamo che sia dovuto solo alla sbadataggine).

    Pertanto, il 5 aprile 2008 ed il 29 aprile 2008, a distanza di sole tre settimane, una delegazione di vescovi giapponesi è volata a Roma per parlare col Papa.

    La conferenza episcopale giapponese già nel 1992 affermava (testuali parole) che “lo scopo del Seminario Redemptoris Mater non è quello di formare sacerdoti diocesani ma di formare preti per le comunità neocatecumenali” (“the seminary’s purpose is not the training of new diocesan priests, but rather the training of new priests for the Neocatechumenal Community.”)

    L’anno successivo la stessa conferenza affermava che il Cammino -insediatosi in Giappone fin dal 1973- è un gruppo difficile da trattare e costantemente pronto a creare divisioni.

    Nell’articolo del sito ufficiale della conferenza episcopale giapponese leggiamo che “i vescovi hanno anche fatto notare che ci sono stati problemi simili anche fuori dal Giappone”.

    Mons. Mizobe, commentando l’incontro col Papa, ha detto che “il Papa ha spiegato di non aver esteso l’approvazione formale degli Statuti. Il motivo che ha dato è che quanto alle liturgie e ai rapporti coi vescovi, certi problemi sono venuti alla luce” (“In this meeting, the pope explained that he has not extended formal approval of the regulations. The reason he gave was that, pertaining to their liturgies and relationships with the bishops, certain problems have been brought to light.” — il termine “regulations” non può non riferirsi agli Statuti del Cammino Neocatecumenale).

    Mons. Mizobe nel febbraio 2006 (poco più di un anno dopo del suo insediamento) aveva dichiarato al giornale Katorikku Shinbun (significa “Giornale Cattolico”) che “laici e preti che non sono affiliati al Cammino dichiarano che non ci sarà pace a Takamatsu finché non viene risolto il problema del seminario” neocatecumenale.

    Mons. Ikenaga ha presentato al Papa un memorandum in quattro punti:
    1) tutti i vescovi del Giappone sono contrari a che quel seminario Redemptoris Mater continui la sua attività
    2) in tutte le parrocchie dove si è insediato il Cammino, ci sono state divisioni tra la minoranza neocatecumenale e la maggioranza non-neocatecumenale
    3) tranne quelli neocatecumenali, tutti i preti diocesani si oppongono al Cammino
    4) il problema neocatecumenale non è solo nella diocesi di Takamatsu ma in tutto il Giappone, e comincia fin da quando il Cammino vi si è insediato.

    Il Papa ha ringraziato i vescovi per la pazienza e il duro lavoro svolto.

    L’arcivescovo Okada ha affermato che ora anche la Santa Sede è d’accordo a far chiudere entro l’anno il seminario Redemptoris Mater di Takamatsu.

    03 giugno, 2008 13:12

    by Tripudio ha detto…
    Sto ancora sfogliando il sito della conferenza episcopale giapponese.

    Tra le notizie, leggo un brevissimo inciso, in cui si dice che dopo una mostra “ci sono stati alcuni che, interessati al cristianesimo, hanno preso qualche pubblicazione cattolica”.

    Queste poche parole sono davvero commoventi. In un paese dove i cattolici non arrivano allo zero virgola cinque per cento del totale degli abitanti, i vescovi considerano come notizia bella e degna di rilievo anche il fatto che dopo una mostra a cui hanno partecipato nientemeno che una quarantina di persone, qualche “pubblicazione cattolica” è finita nelle mani di persone che hanno un barlume di curiosità per il fatto cristiano.

    E quei vescovi – i più posati del mondo, i più diplomatici del mondo -, nel loro sito ufficiale dicono che il Cammino ha creato solo divisioni.

    E tali divisioni sono tra la minoranza neocatecumenale e il resto del mondo cattolico!

    Queste sono proprio le stesse cose che diciamo noi.

    E vengono dette in un paese dove la comunità cattolica è così piccola che la gerarchia ecclesiale è assai poco “comprabile” lusingandola con promozioni e “decime”. Perciò quelle affermazioni sono da considerare così sincere.

    Il Papa ha rassicurato i vescovi giapponesi che non avrebbe “esteso” lo Statuto (il testo originale della notizia era in giapponese, e successivamente tradotto in inglese; pertanto il termine “statuto”, passando dal giapponese all’inglese, è stato adattato in “regulations”; non si capirebbe peraltro a quali “regulations” possa fare riferimento papa Benedetto XVI, a fine aprile 2008).

    A meno di grossi equivoci dei giapponesi nel riportare quella stessa notizia, mi viene da pensare che la presunta “approvazione” dello Statuto di cui si vocifera da due settimane, sia piuttosto un “colpo di testa” del Pontificio Consiglio per i Laici, in modo da presentare al Papa il “fatto compiuto”, così come avvenne nel 2002.

    Papa Giovanni Paolo II, da fine giugno del 2002, rispose al “fatto compiuto” col suo assordante silenzio, parlando degli Statuti solo nel settembre successivo per dire che era un punto di partenza, non di arrivo.

    Papa Benedetto XVI è indubbiamente più coriaceo di Giovanni Paolo II. Vedremo come andrà a finire.

    Nel frattempo, ancora oggi (3 giugno 2008), i neocatecumenali non hanno nessuna “approvazione” ma solo voci discordanti.

  227. Lea scrive:

    Chiedo perdono, ma al testo tratto dal sito della Conferenza giapponese, risulta anche agganciato il successivo commento presente sul blog
    http://neocatecumenali/blogspot.com

    è una riflessione, null’altro. Il testo importante è quello della conferenza episcopale

  228. Luisa scrive:

    https://www.blogger.com/comment.g?blogID=29059218&postID=162935961526079154

    Consiglio a chi ha il tempo e la pazienza di leggere la discussione molto edificante sul sito neocatecumenali.blogspot. La si può leggere anche poco a poco, ne vale veramente la pena.

  229. Cherubino scrive:

    @ Lea, cerchiamo di non mischiare le carte, magari perchè non si è seguito tutto l’andamento della polemica.
    Non ho detto che Aloysius parla a titolo personale quando riporta esperienze negative, ho detto che la sua esperienza (senza entrare nel merito di quanto è condivisa perchè non c’entrava niente con il filo del discorso) gli ha fatto sollevare, a mio parere ovviamente, una barriera eccessiva rispetto ad un tema che stavo trattando, solo per il fatto che ne parla anche il cammino neocatecumenale. Ho cercato più volte di far capire che io con i neocatecumenali non ho niente a che fare, nè come cammino nè come formazione e che non so neanche in che modo Kiko parli del tema che stavo trattando. Purtroppo non sono stato creduto. Ho cercato di trattare la cosa sul piano biblico (nel pieno rispetto delle regole sull’interpretazione cattolica) e mi è stato dato del protestante, poi ho citato teologi come Enzo Bianchi, scoprendo che è anche lui nel sillabo dei tradizionalisti.
    Se questo non è essere prevenuti …

  230. Lea scrive:

    @ Cherubino

    Se questo non è essere prevenuti …
    __________
    prevenuti o consapevoli? ;)