Un profilo del nuovo arcivescovo di Milano

Su La Stampa di oggi, insieme alla notizia dell’annuncio ufficiale della nomina di Angelo Scola ad arcivescovo di Milano, pubblico questo profilo del successore del cardinale Tettamanzi.

All’inizio della storia di Angelo Scola ci sono un padre camionista che leggeva il quotidiano fondato da Antonio Gramsci, e una madre devota che recitava il rosario ogni sera nella penombra della cucina. «Devo essere grato all’Unità. Probabilmente a undici anni sarei finito anch’io, come tutti i miei compagni delle elementari, a lavorare, se mio padre non mi avesse insegnato che studiare era, molto, molto importante. Permettendomi così di iscrivermi al liceo classico…».

Il nuovo arcivescovo di Milano apprende assimila la fede insieme al latte materno: «per noi credere è come respirare, non occorrono tanti ragionamenti»; ma è grazie al padre socialista che apprende l’importanza dello studio e della cultura.

Nato a Malgrate, vicino a Lecco, 69 anni fa, cresce affacciato a quel ramo manzoniano del lago di Como: «Noi lacustri – racconterà in un’intervista – siamo tentati di essere almeno un poco crepuscolari, se non romantici».

Tra i 14 e i 18 anni, al liceo, accade qualcosa. «Ero preso dall’interesse per la politica… Avevo simpatia per i partiti marxisti perché mio papà era impegnato nel partito socialista di Nenni, quando era massimalista… Era come se Dio non ci fosse, se Dio non contasse più, come se avessi seppellito le domande più importanti della vita. Non ricordo di aver mai saltato la messa, però era come se questa cosa non contasse più niente».

Qualche anno prima, Scola aveva già avvertito anche un barlume di vocazione, quando tornando a casa disse alla madre che voleva farsi prete e seguire un missionario in Africa. Da vescovo e cardinale, Scola manterrà una particolare attenzione per i temi sociali, come attestano la vicinanza e le molteplici visite agli operai cassintegrati della Vinyls di Marghera, o l’attenzione dedicata ai malati, ai sofferenti e ai poveri.

Nel 1958, l’incontro con don Luigi Giussani, che tiene per i liceali di Lecco una tre giorni pasquale intitolata «Gioventù come tensione». «Era la prima volta che sentivo parlare del cristianesimo in maniera diversa. Emergeva il nesso tra Gesù Cristo e la mia vita di tutti i giorni», avrebbe ricordato il neo-arcivescovo di Milano.

Scola diventa un militante di Gs. Tra i suoi amici c’è anche a un liceale più giovane di lui di qualche anno, Roberto Formigoni. «L’ho conosciuto quando era un ragazzo di 14 anni e faceva scherma. Lo invitai io ad aderire a Gioventù Studentesca di Lecco. Adesso ci incrociamo al massimo a Natale».

Scola studia filosofia alla Cattolica di Milano e quindi Teologia a Friburgo. Entra nel seminario ambrosiano, ma ne esce presto e si trasferisce a Teramo, dove viene ordinato prete nel 1970. Un anno dopo, durante la Quaresima, in un ristorante sulle rive del Danubio, avviene l’incontro con il professor Joseph Ratzinger, che insieme ad altri illustri teologi sta per dar vita alla rivista Communio. Don Angelo sarà tra i curatori dell’edizione italiana.

Negli anni Ottanta, quando Ratzinger è diventato il cardinale custode dell’ortodossia cattolica, Scola è tra i consultori del dicastero, mentre insegna Antropologia teologica all’Istituto Giovanni Paolo II per gli studi sul matrimonio e la famiglia.

Papa Wojtyla lo nomina vescovo a Grosseto nel 1991, quindi quattro anni dopo lo richiama a Roma per farlo rettore dell’università Lateranense e nel 2002 lo invia nuovamente in missione pastorale, affidandogli la sede patriarcale di Venezia.

Qui, oltre che pastore e intellettuale, il cardinale dimostra di essere anche un grande organizzatore. Sceglie collaboratori anche molto diversi da lui e distanti dalle sue posizioni. Istituisce il polo universitario Marcianum e la rivista Oasis per il dialogo con il mondo islamico.

Da Venezia, sei anni fa, lancia l’idea del «meticciato di civiltà»: «Come cristiani vogliamo restare ancorati alla realtà… Il vero terreno di confronto non è tra cristianesimo e islam, ma tra uomini e condividono la stessa esperienza elementare».

Scrive diversi libri e soltanto una lettera pastorale, privilegia il contatto personale, dedica una mattina, quella del mercoledì, a ricevere chiunque voglia parlargli, anche senza appuntamento.

Visita tutte le parrocchie, compresa la chiesa di San Simeon piccolo, concessa in uso ai tradizionalisti che celebrano ogni domenica la messa preconciliare. Predilige l’incontro con gli ammalati, i bambini, gli emarginati. Insiste particolarmente sull’educazione: «Forse non c’è mai stata un’epoca in cui si sia parlato così tanto di valori come quella attuale. Ma il punto è che non si educa ai valori parlando di valori, ma facendone fare esperienza».

Il libro preferito del nuovo arcivescovo di Milano è «L’uomo senza qualità», di Musil. «Lo riprendo in mano spesso», confida. Il brano musicale che ama di più è il Concerto 27 per pianoforte di Mozart. «L’unica cosa che seguo in Tv è il Tg. E poi quando ci riesco, le partite del Milan», aveva detto qualche tempo fa. Una confessione che forse oggi non avrebbe ripetuto, per non urtare i suoi nuovi fedeli di fede nerazzurra…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

71 risposte a Un profilo del nuovo arcivescovo di Milano

  1. daniele scrive:

    Che bello! Grazie Santo Padre!!!

  2. un momento triste per Venezia, ma un dono grande per Milano e tutta l’Italia

  3. Luigi scrive:

    Si spera, adesso, che Comunione e Liberazione ritorni alla sua originaria radice di cattolicesimo popolare dopo la sbornia neoliberista che ha subito da oltre quindici anni. Basta fare una comparazione tra Il Sabato anni ’80 e ’90 e l’attuale settimanale Tempi per rendersi conto che quel movimento ha subito una svolta “neocons” e “cristianista”, sull’onda del reganismo e del bushismo statunitense, che mai ci si sarebbe aspettati da chi, quando crollò il muro di Berlino, mentre tutti appaludivano alla presunta “fine della storia”, aveva il coraggio, come l’ebbe in un suo editoriale proprio Il Sabato, di scrivere che “i cristiani tra due materialismi, quello comunista e quello occidentale, non possono scegliere”. Molto probabilmente la svolta liberista di CL, oltre che agli affari della Compagnia delle Opere in America e con Berlusconi, è stata dovuta all’accettazione del cliché “neocrociato” dell’islam come pericolo per l’Occidente cristiano (quale? Non si può certo dire che l’Occidente sia oggi cristiano), in sostituzione del vecchio nemico scomparso, ovvero il comunismo. Ebbene, dal momento che Scola è il fondatore di una bella ed intelligente rivista come “Oasis”, per dialogare senza relativismi teologici ma anche senza fondamentalismi “crociati” con il mondo mediterraneo ed orientale, dunque anche con l’islam, si spera che l’ala milanese di CL si ponga sul sentiero di quella romana, facente capo all’altra bella rivista 30Giorni, ed abbandoni i toni liberisti e huntingtoniani che ha assimilato per le cattive frequentazioni di certi ambienti liberal-conservatori.

    • Giacomo scrive:

      Tempi non è un organo ufficiale di CL e ha una sua linea editoriale libera, non capisco l’accostamento…

  4. MARCO CHIAPPINI scrive:

    Un dono meraviglioso del Signore che spalanca i cuori. Grazie Santo Padre.

  5. Aloisius scrive:

    Milano riceve un vero e proprio “dono dello Spirito Santo”.
    Venezia purtroppo viene sacrificata in favore di una esigenza giudicata dal Papa stesso come più importante.
    Tornielli tratteggia con sapienza e sintesi gli aspetti più salienti della biografia del card. Scola. Infatti – a dispetto dei detrattori – questo uomo di chiesa ha un senso straordinario della “diversità di carismi” e delle numerose sfaccettature della società e del cattolicesimo moderno.
    Altrove viene accusato di favorire il suo primo movimento (CL), ma a Venezia non vi è traccia di tale sbilanciamento… forse più vicinanza al CNC, che a Venezia è molto forte.
    Appoggio totale alle istanze sociali e degli operai vittime della de-industrializzazione, ma nessuna presa di posizione estremista.
    Dialogo con altre confessioni e religioni, ma saldezza dottrinale inattaccabile.
    Valorizzazione della tradizione (vedi cappellania a S. Simeon Piccolo) come ricchezza e patrimonio indissolubile della Chiesa, ma senza estremismi che portino a fratture.
    E probabilmente anche spalle molto larghe, perché la missione che gli viene affidata è difficile, onerosa e troverà parecchi ostacoli sulla propria strada, compresi taluni ambienti della curia milanese che già per partito preso hanno annunciato una silente opposizione…
    Quel che è certo è che Papa BXVI deve aver visto la Diocesi Ambrosiana bisognosa di un pastore esperto e fidato.

  6. Sal scrive:

    “Scola manterrà una particolare attenzione per i temi sociali, come attestano la vicinanza e le molteplici visite agli operai cassintegrati della Vinyls di Marghera,”

    Non è facile capire cosa c’entra l’attenzione dei principi della chiesa per i temi sociali e terreni se l’uomo è destinato ad una vita nell’aldilà e la vita terrena è solo un passaggio carico di ingiustizie e difficoltà. Se siamo nati per soffrire, qual è lo scopo che fa applicare ai temi sociali che naturalmente contrappongono i ricchi ai poveri ? e fanno entrare in competizione le ragioni di Dio con quelle di Cesare ?

    Difficile capire queste contraddizioni cattoliche ! Gesù ha sfamato i poveri non ha contrattato con Erode perchè li trattava male suggerendogli come doveva fare.
    Anzi disse : ” Poiché i poveri li avete sempre con voi, ma non avrete sempre me. ” ( Matteo 26.11) – forse Scola non crede più al vangelo.

    • Aloisius scrive:

      Egregio Sal,
      ma infatti con me sfonda una porta aperta! Solo che veda, purtroppo il “compromesso” è inevitabile in queste circostanze. Un Arcivescovo di Milano (come peraltro un Papa) di completa rottura non è mai auspicabile.
      Non credo che Scola abbia posizioni operaiste o massimaliste sul tema del sociale (che come giustamente dice lei, dovrebbe essere comunque sempre proiettato alla vita eterna e non a quella terrena). Semplicemente ai suoi detrattori (che già ci sono, e che ci saranno) si potrà opporre comunque la non indifferenza di Scola anche su questi temi. Spero lei mi comprenda.

    • emiliano scrive:

      Forse Lei sal è un presunzioso che crede di avere ogni risposta in tasca con le sue citazioni bibliche. Non che la Parola di Dio mi fa male ma lei esagera ogni volta sempre ad uso e consumo usa la Parola di Dio è ora che la smetta!

      • Sal scrive:

        Io esagero ? Vuole stabilire lei il confine e mettere i paletti o lasciamo fare a Dio ?
        Posso chiederle da dove le deriva l’autorità che così ingenuamente manifesta ? Le hanno dato i galloni o il mitra ? Mi sa i galloni (di vin santo) il mitra non è appropriato ad un santo vero ? Se poi dobbiamo amare anche i nemici…

        Io esagero ? Lei conosce il latino vero ?”Melius adbundare quam deficere !” Sa che significa vero ? Meglio una scrittura in più visto che dobbiamo predicare il Vangelo che una in meno. Le pare ?
        “non che la Parola di Dio mi fa male “ dice, ma sembra che la infastidisca… perchè mai ?

        • emiliano scrive:

          Non mi infastidisce la Parola di Dio ma lei ne un uso inappropriato per denigrare la fede altrui quella che lei non ha.

          • Sal scrive:

            Denigrare ? Guardi che io non denigro nessuno. Forse c’è qualcuno che si denigra da solo. Io elenco solo scritture del vangelo che contraddicono ciò che viene scritto. Ma non l’ho scritto io, sono altri che scrivono e devono confrontarsi con la Parola.

            Se anche lei si sente compunto evidentemente è la sua coscienza che si accorge delle incongruenze e diversità. Se la veda con la Parola, non con me che gliela ricordo.

            Però su un punto ha ragione, la fede non l’ho. Non porto anelli al dito e neanche al naso, anche se sono sposato, e ho solo certezze. Spiacente se lei per avere le stesse certezze ha bisogno di fede.

            “Ora gli apostoli dissero al Signore: “Dacci più fede”. Quindi il Signore disse: “Se aveste fede quanto un granello di senape, direste a questo gelso nero: ‘Sradicati e piantati nel mare!’ e vi ubbidirebbe.” ( Luca 17.5-6)

            Per essere normali non serve la fede, serve il cervello. Proviene da li la fede. Mai visto uno senza cervello avere la fede.

  7. Sal scrive:

    “una madre devota che recitava il rosario ogni sera”

    ”Il Rosario” è una preghiera devozionale a carattere litanico tipica del rito latino della Chiesa cattolica. Fu introdotto dall’ordine domenicano e diffuso, soprattutto dal Seicento, grazie alla diffusione delle Confraternite. La preghiera consiste in cinque serie di dieci Ave Maria ( 50) unite alla meditazione dei “misteri” (eventi, momenti o episodi significativi) della vita di Cristo e di Maria. Risale al 1476.” Wikipedia

    La rivista Newsweek riferisce che “per 500 anni i cattolici devoti hanno recitato il rosario, una serie di mantra fatta di Padrenostri e Avemarie ”. La rivista prosegue dicendo: “Lo scorso ottobre papa Giovanni Paolo II ha pubblicato una lettera apostolica in cui aggiunge al rosario un quarto ciclo” che si basa sul ministero di Gesù dal battesimo all’Ultima Cena. “L’obiettivo del papa è ravvivare l’interesse per la sua preghiera ‘preferita’, che dal Concilio Vaticano II ha perso popolarità”, aggiunge la rivista. “L’effetto principale del gesto del papa è quello di dare, in questa devozione unicamente cattolica, maggiore impulso a Cristo in relazione a Maria, la figura che più viene associata al rosario”. La speranza è che questo incoraggi i cattolici a prendere l’abitudine di meditare, in un tempo, ha osservato il papa, “in cui il cristianesimo è influenzato dalle tradizioni meditative delle religioni orientali”.

    “Ma nel pregare, non dite ripetutamente le stesse cose, come fanno le persone delle nazioni, poiché esse immaginano di essere ascoltate per il loro uso di molte parole” ( Matteo 6.7)

    Eppure Gesù è stato chiaro. Non combacia con il Vangelo !

    Forse è per questo che i preti continuano ad andarsene per sposarsi a 56 anni come Georg Reider, già provinciale dei frati francescani altoatesini.

  8. Reginaldus scrive:

    Ci sono tanti volti di ‘pastori’ nei cardinali della chiesa di oggi: c’ è quello spericolato di Kasper, quello dottoralmemte compassato di Martini, quello ridanciano di Tettamanzi, e quello …sociale di Scola…. Ma tutti animati dall’ unico spirito informatore del vaticano secondo, espressione massima della distorsione modernistica… Mi potrebbe dire il cardinalScola, per stare al personaggio in questione, che significa mai esortare al confronto islamici e cristiani in nome di una stessa esperienza elementare condivisa??? Quale sarebbe questa ESPERIENZA ELEMENTARE??? Come è possibile questo incontro se cristianesimo ed islam, se Vangelo e Corano, rappresentano due opposte visioni del mondo e di Dio??? A me pare pare di sentire in queste parole il fastidio per la difficoltà che queste due impostazioni religiose, per la loro inconciliabilità, oggettivamente creano per il confronto – il dialogo, l’ ‘embrassons-nous’… e insieme l’auspicio che si elimini finalmente questa difficoltà… Da uno che per quello che è deve ringraziare l’Unità… E che è stato alla scola di Ratzinger il maestro di color che tutto conciliano…

  9. emanuele scrive:

    Caro Tornielli per caso saprebbe indicare anche il sucessore di Scola – qualche indiscrezione –
    La chiesa di Venezia prega per l’arrivo di un Santo patriarca –
    Volevo comunque ringraziare il Patriarca Angelo il quale è stato un’ottimo Patriarca in questi 9 anni.
    Grazie Patriarca Angelo.

  10. Andrea scrive:

    Egregio dr. Tornielli, trovo sconvolgente, anche leggendo i commenti al precedente post, come noi cattolici non perdiamo occasione per “morderci e divorarci a vicenda” anche nell’occasione dell’ingresso in una grande città di un nuovo arcivescovo: ma è vicino a CL!non va bene per Milano! dicono alcuni; ma è attento al rapporto con l’Islam: non sarà un martiniano o tettamanziano travestito da custode della retta dottrina?dicono altri.
    Tutti questi discorsi, oltre ad essere sintomo dell’inesistenza di un sentire comune che dovrebbe unire i cristiani in modo da saperli rendere credibili annunciatori della buona novella, divide la comunità, crea steccati e recinti laddove dovrebbero esserci praterie sconfinate, e soprattutto fa il gioco di quella parte del giornalismo italiano che, sia nel campo conservatore che in quello progressista, non perde occasione, in buona o malafede, per vedere ovunque nella comunità cristiana divisioni, fazioni e apostasie.
    Penso che se Tettamanzi, Martini e Scola dovessero mettersi davanti al computer e leggere insieme alcuni commenti ai suoi post, da una parte sarebbero estremamente rattristati dal livore, dagli scontri e dall’astio che anima il già sparuto gregge dei cristiani; dall’altra, sdrammatizzando, non potrebbero che farsi delle grosse risate nel vedere come la comica miopia dei laici continua imperterrita a fare classificazioni arrovellandosi sul partito cui appartiene questo o quel cardinale.

  11. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Andrea, sono pienamente d’accordo! Al di là di un certo livore laicista, mi colpisce come spesso anche i cattolici hanno assimilato la cultura della contrapposizione astiosa, dei giudizi taglienti ex cathedra (la loro). Leggendo certi commenti non si ha davvero l’idea che ci si confronti tra persone che appartengono alla stessa esperienza cristiana…

    • Reginaldus scrive:

      e difatti, Dott. Tornielli, che cosa ci può essere in comune tra chi vuole vivere un’esperienza di vita cristiana e chi cerca di incontrarsi sulla base di una comune ESPERIENZA ELEMENTARE, nemmeno specificata quale ??? Io sto alle parole, e queste per me sono davvero sconvolgenti , Andrea, quando proclamate da uomini che si dicono di chiesa…. Ma di quale chiesa sono costoro che vedono, stando alle loro parole, le religioni come sovrastrutture che impediscono l’incontro tra i popoli, che solo può avvenire, a prescindere da esse, sulla condivisione delle loro esperienze elementari??? Non è Cristo l’incontro offerto a tutti, popoli e persone, e non è Lui l’Unico col quale ogni popolo e persona deve confrontarsi??? L’islam sarà per un (vero )cristiano inaccettabile, ma ha questo di grande: la dignità della sua coerenza. L’islam non pietirà mai l’incontro umano a prescindere dalla conversione al suo dio e al suo profeta, sulla base di chissà quali esperienze elementari…

    • Sal scrive:

      Toh, anche da Tornielli la certificazione del fallimento di 2 millenni di esclusivo diminio. Ringrazio commosso per il sostegno alla tesi.

    • LIBERAMENTE scrive:

      la smetta dottor Tornielli di parlare di livore laicista, le sta giusicando molti delgi utenti che scrivono quo da lei, come si fa a non criticarla a queesto punto? Lei pregiudica ogni utenti che sia laico (anche laicista) perchè e attribuisce odiosamente un livore che non c’è; ma insomma anche lei dottore, adesso anche basta a giudicare che ha il sensocritico e ha la libertà di esprimerlo. Ma guarda un po’! Solo pregiudizi i suoi.

  12. Carolus scrive:

    Correggetemi se sbaglio. Io ho l’impressione che questa diocesi abbia per anni e anni educato i suoi preti e i suoi fedeli a considerare “giusta” una visione delle cose e “sbagliata” un’altra. E non già in materia di fede, dove siamo (o dovremmo essere) tutti d’accordo, bensì su altri versanti. Ad esempio, il minimalismo in liturgia; la diffidenza nei confronti di qualsiasi sensibilità “tradizionale”. E così via. Ecco, a me pare che questo atteggiamento, questa impostazione sia di per sé SEMINATRICE DI DIVISIONE e di discordia. Insomma, si sono formati preti, i quali hanno formato fedeli che hanno alimentato divisione e discordia. Questo clima da guerra civile, da tradizione sì/tradizione no, Cl sì/Cl no, che non va a guardare il particolare ma fa di tutt’un’erba un fascio a me pare l’inevitabile conseguenza di quello che la diocesi ha seminato.

    • macv scrive:

      Parole sante , Carolus, che io da milanese sottoscrivo in toto.

    • LIBERAMENTE scrive:

      voi tradizionalisti tirate le gambe al concilio ecumenic0 vaticano II e siete anche in estinzione e pretendete pure di avere ragione, voi siete tridentini nostalgici, questo siete, ma lasciate una buona volta che la chiesa sia al passo coi tempi; non vedete che il vostro stesso papa non parla d’altro che del passato e senza rinnovare un bel nulla? Oltre che mettersi contro la società che a suo parere non è come Dio la vuole, e allorà? Nel mondo e in Italia non ci sono solo i credenti ma anche altri, vorreste pregare Dio di far scendere dei fulmini ed eliminare chi non è cattolico? Eh sì perchè è quesot che chiesero a Gesù i suoi discepoli e Lui li rimproverò per questi pensieri a atteggiamenti apocalittici, solo e sempre contro chi non la pensa come voi. E che cavolo!

  13. peccatore scrive:

    Temo che Carolus abbia quasi completamente ragione.
    Il quasi è quando asserisce che in materia di fede dovremmo essere tutti d’accordo.
    Giustamente ha usato il condizionale. Per esperienza assicuro che ho sentito con le mie orecchie affermazioni (catechismo alla mano) che provocano grande amarezza e disagio. Sarebbe bello pensare che la contrapposizione sia in tema di pastorale, di liturgia o di idee politiche… Purtroppo il problema è assai più profondo e grave. Lasciato ingovernato. Non nel senso di “reprimere” chi sbaglia, ma almeno di dire chiaramente che sbaglia. Questo è il quadro, piaccia o meno. E non è che per questo ci si debba scontrare con livore. Si offre la mortificazione, sperando in una guida più chiarificatrice, con lo stile di Benedetto XVI, con l’amore per la Verità, unito ad una bonomia che non sconfina mai nel lasciar correre…

    • P.Danilo scrive:

      Il problema è solo uno ed è sempre lo stesso: non ci si vuol convertire, a Roma come a Milano, a Venezia, ecc.; dentro e fuori di C.L.; tra i progressisti e tra i tradizionalisti; nel clero e nel laicato.

      • mauro scrive:

        Caro P.Danilo

        convertire a chi o che cosa se la Chiesa ha millanta voci al suo interno? Se il Vangelo ha una sola voce chi ha permesso di frantumarla?

        • P.Danilo scrive:

          Mauro, lei come al solito è il solito accusatore dei Fratelli pressi il trono dell’Altissimo. La Chiesa ha una sola voce, quella del Vangelo, anche se va molto cauta nel diffonderlo in quanto l’uomo d’oggi, vivendo a livello sub-umano, fatica molto a comprenderlo. La Chiesa cerca di spezzettare, non frantumare, il Vangelo nel tempo di tre anni. Da quanti secoli non mette piede in una parrocchia? Perché giudica dall’esterno?

          • Sal scrive:

            Danilo Danilo, lei ha scordato che quelli sono solo 24 non una schiera infinita.
            Non lo scordi sono solo 24, ma perché mai ? solo così pochi ?

  14. Anonimo scrive:

    “Entra nel seminario ambrosiano, ma ne esce presto e si trasferisce a Teramo, dove viene ordinato prete nel 1970. ”
    PERCHE’?

  15. MDS scrive:

    Sono cresciuto come tanti miei coetanei in oratorio, sotto l’episcopato del Card. Colombo (colui che escluse dal sacramento dell’ordine il nuovo arcivescovo).
    Dopo una prima fase di perplessità – da buon ambrosiano, tipicamente fatto per l’agire, non capivo l’invito a mettere al centro la Parola – sono diventato adulto nella fede e ho conosciuto Gesù grazie alla lectio di un sacerdote Martiniano (don Giuseppe Scotti)
    Sono diventato marito e padre nella Milano tormentata e un po’ persa, riscoprendo nei nuovi sacerdoti (don Claudio Nora e don Carlo Seno in particolare) della Comunità Pastorale dei Santi Apostoli, voluta dal Card. Tettamanzi, una grande passione per i bambini, per i ragazzi, per i giovani e per le famiglie con un rilancio dell’oratorio e della comunità che sembrava un po’ vecchia e assopita.
    Alla luce di tali esperienze tra loro molto diverse ma tutte estremamente positive, sono davvero confidente nel fatto che potrò apprezzare anche l’impronta che il nuovo arcivescovo saprà dare ai cristiani ambrosiani.
    Faccio fatica a capire le polemiche, in quanto a me estranee, tra le presunte fazioni di Martini-Tettamanzi, da una parte, e di Scola-Ratzinger, dall’altra, posto che la Chiesa è sempre stata poliedrica fin dalle origini: neppure gli Apostoli erano monolitici, ma avevano splendidi e variegati carismi. Così la voluta Cristo e così è stata, è e sarà.
    Un cordiale saluto a tutti, un grazie al Card. Tettamanzi e un caloroso benvenuto al Card. Scola.
    MDS

    • Reginaldus scrive:

      e difatti queste fazioni sono insostenibili: solo funzionali all’apparenza di una differenziazione, solo buona per trarre nella rete vatican-modernista anche gli sprovveduti di presunta fede tradizionalista….

  16. macv scrive:

    E’ vero il problema è assi più profondo e grave. Non verte su Cl o sulla liturgia in Latino. Verte sul ruolo della Chiesa, del sacerdozio, dei dogmi..
    oggi leggevo che secondo il Censis ormai per la maggioranza degli italiani i preti hanno solo una rilevanza se e quando risolvono problemi sociali, ma non sono più ascoltati se e quando proclamano valori etici.. ecco l’essersi ridotti ad essere solo dei “assistenti sociali” è quello che ha fatto la curia e il clero di Milano in tutti questi anni… se per loro va bene così!!! ma per il popolo di Dio , benchè sparuto, no , non va bene così !!, il sacerdote deve essere portatore del Sacro, non un assistente sociale.

    • Cherubino scrive:

      è del tutot falso, la Diocesi di Milano a partire dal suo vescovo ha prodotto tantissimo materiale catechetico, sia in materia di fede che morale. Sia scritto che orale.
      Al solito si cerca di discreditare per fini chiaramente demagogici.

      • GG scrive:

        Eh, il materiale catechetico….

        Sono stato di recente a tre diverse Cresime, a Milano, in cui il celebrante era lo stesso vescovo ausiliare, il cui nome non faccio perche’ non e’ questo il punto. Le tre prediche sono state praticamente identiche, e fin qui pazienza. Ma la cosa interessante e’ che, in nessun punto delle stesse, erano presenti le parole “Dio”, “Gesu’”, “fede” eccetera. In compenso la parola “cultura” era ovunque.

        Sono stato poi anche a un terribile evento, l’annuale riunione dei cresimandi allo stadio di San Siro. La mia indole non e’ adatta a queste cose, ma anche qui non e’ questo il punto. E’ che la melassa di frasi fatte, canzoncine da bambini, scenografie che tra qualche anno i bambini stessi troveranno ridicole, allontanerebbe secondo chiunque non sia radicato nella Chiesa per altre ragioni. I miei amici poco o per nulla praticanti che son venuti con me e con i relativi figli erano piu’ sbigottiti di me, mi creda, non volevano credere che la curia affitti uno stadio di calcio per una baggianata del genere. Dubito rientreranno in una chiesa.

        Potrei fare qualche altra decina di esempi volendo.

        L’essere un’agenzia sociale e’ una cosa ottima di per se’, anche perche’ non ve n’e’ altre oggi: ma non basta. Non si giudica qui la fede delle persone, non spetta certo a me: ma l’esito delle loro azioni.

        • Cherubino scrive:

          per me sono tutte favole inventate, comunque potrei fare mille esempi contrari.

          • B'Rat scrive:

            Beh, non credo sia molto gentile parlare di favole inventate di fronte ad una testimonianza personale…

            Da parte mia posso dire di essere stato testimone di eventi simili (e un poco sconfortanti), o più spesso ne ho sentito parlare da testimoni che ritengo affidabili… pur non stando a Milano. Ad occhio e croce direi che c’è una certa tendenza nella Chiesa ad organizzarli, ma d’altra parte se a me fanno scuotere la testa immagino che ci sia anche chi li apprezza e li ritiene utili. Però, fuor dall’anedottica, non saprei dire quanto siano diffusi o appoggiati a livello gerarchico, o se siano da condannare in toto. Magari, almeno l’intenzione è salvabile.

          • GG scrive:

            E’ la pura verita’, parola d’onore. E tra le cose che non ho detto (perche’ dovrei citare casi personali e fare nomi) ce ne sono di piu’ gravi.

            Il marchio dell’ideologia e’ sempre lo stesso: se un fatto va contro la teoria, deve essere falso il fatto.

            Comunque ho capito che e’ tempo perso, quindi chiudo queste conversazioni e mi limito, spero non me ne vorra’, a pregare per lei.

        • LIBERAMENTE scrive:

          GG e B’rat sono la stessa persona, è chiaro che le sue sono favole, ma se io avessi due PC non farei altrettanto. Un Nik name basta e avanza, mah, la sindrome di dissociazione sul web è una patologia entrata già nelle statistiche.

          • B'Rat scrive:

            -.-’
            Guardi che scherzavo a darle ragione… se guarda non scriviamo nemmeno allo stesso modo. Ora che lo noto, se vede anche il modo di fare le lettere accentate è diverso (almeno qua, altrove boh).

          • LIBERAMENTE scrive:

            Non le credo in modo assoluto. Per fortuna queste dissociazioni non sono dogmadi fede in rete.

          • GG scrive:

            Come le ho gia’ detto in altro post non gliene voglio, anzi mi spiace di averla trattata duramente in passato. Forse non ha letto l’ultima risposta che le avevo dato in quel thread. Pero’ in ogni caso, per favore, la smetta con le sue fissazioni e con gli insulti, continuo a non volergliene ma e’ fastidioso.

            Quanto alle favole, le Cresime e i raduni preparatori allo stadio Meazza sono eventi pubblici. Chi vuole puo’ semplicemente andarci, e poi dirmi se mi sono inventato qualcosa. Le cose non pubbliche non le ho dette, anche perche’ ce ne sono veramente di gravissime. In ogni caso, la diocesi di Milano e’ secondo me assai piu’ vicina a un deserto che a un oasi in questo momento.

            Ultimo post peraltro: mi son reso conto di aver perso tempo io, e di non avere la possibilita’ di comunicare alcunche’ a persone che non intendono ascoltare. Pazienza. Molti auguri

      • Sal scrive:

        perdoni se glielo dico ma sostengo il punto di vista di macv. I sacerdoti non se la sentono di predicare il misterioso incomprensibile e contradittorio e hanno spostato il tiro sul sociale che è maggiormente verificabile e più facilemnte comprensibile e utile.

    • B'Rat scrive:

      macv,
      io onestamente non so niente della realtà di Milano, quindi devo dire che trovo le accuse assai pesanti. Ha modo di portare esempi che sostengano ciò che dice?

      • LIBERAMENTE scrive:

        scusa B’rat, volevo rispondere a Tornielli, non era per te il commento.

      • macv scrive:

        Si’ ho sperimentato di persona avendo vissuto da più di tren tacinque anni a Milano, avendo frequentato diverse parrocchie, avendo avuto tre figli che hanno fatto catechismo, avendo parlato e confrontato le mie esperienze con numerosi preti, catechisti, fedeli, avendo partecipato insomma alla chiesa ambriosiana.. chiesa magari encomiabile sotto il profilo “volontariato, “caritas” , raccolta di soldi, filantropia, scout , insomma una intera chiesa trasformata in null’altro che boy-scout.. i
        miei figli al catechismo non hanno mai sentito parlare di Trinità, la predica della cresima fatta da Tettamanzi in S. Siro per il mio ultimo figlio, è stata noisosissima sia per i bambini che per gli adulti.. naturalmente mai menzionati Dio , Gesù e lo spirito santo, ma questo passi, una sequela delle più trite frasi fatte e luoghi comuni: le parole più pronuncite sempre sono tre “accoglienza , dialogo, solidarietà” al di la’ di queste tre parole non esiste alcun altro insegnamente diciamo più “trascendente”, più spirituale.
        nell’ultima Messa celebrata da Tettamanzi per la festività del Corpus Domini, musiche orribili, nessuna bella sequenza tradizionale tipo Adote te devote o Lauda Sion ,nessun accenno alla Presenza Reale di gesù nell’Eucarestia, nessuna trascendenza.. ed è sempre così.. è così da anni.. la gente preferisce ormai diventare buddista,darsi alle filosofie orientali almeno lì fanno la meditazione!!!

  17. Andrea Tornielli scrive:

    Rispondo ad Anonimo citando un passo dell’articolo pubblicato oggi sul Corriere da Aldo Cazzullo, che ha più volte intervistato il cardinale Scola:

    “Vorrebbe diventare sacerdote, ma il seminario di Milano tergiversa, gli propone di aspettare, di fare prima il servizio militare. Allora Scola incontra un monsignore – Abele Conigli, mite sin dal nome, vescovo a Teramo – disposto a ordinarlo subito. E diventa prete lontano dalla sua diocesi, che ora, a oltre quarant’anni di distanza, andrà a guidare”.

  18. macv scrive:

    A chi chiede perchè Scola fu cacciato dal seminario la risposta è : perchè era di CL.
    diciamo la verità francamente senza le solite ipocrisie ecclesiastiche. Don Giussani e Cl sono sempre stata cordialmente detestati dalla Chiesa ambrosiana sia sotto Martini che sotto Tettamanzi .

    • Cherubino scrive:

      ma se nel 1970, quando Scola fu ordinato sacerdote era vescovo di Milano Giovanni Colombo !
      Ma smettetela con questa tiritera contro Martini e Tettamanzi ! Vi coprite di ridicolo !

    • Cherubino scrive:

      e poi da quanto riportato da Cazzullo non sembra affatto che sia stato cacciato. Può darsi che vi sia stato un discernimento eccessivamente prudente, che vi fossero da parte di qualcuno anche delle remore, ma approfittare di qualsiasi soffio di vento per attaccare i vescovi e nello specifico Martini e Tettamanzi -che manco c’erano- è davvero squallido !

      • Simone scrive:

        macv si è espresso in termini un pò crudi, ma un fondo di verità c’è. L’articolo di Andrea Tornielli su La Bussola Quotidiana, nel presentare la nomina del Card. Scola, mi pare auspichi un cambio di direzione nella visione dei movimenti, da parte della Diocesi Ambrosiana, dalle alte sfere fino alle parrocchie. Purtroppo questa parte molto viva del popolo cristiano, e non mi riferisco solo ai ciellini, ma ci sono anche i focolarini, il rinnovamento e così via, è sempre stata guardata un pò con sospetto e si è sempre fatta molta fatica (anche per uno sguardo miope reciproco, eh, beninteso) ad integrarla. Questo riguarda anche il periodo del Card. Colombo, e ha avuto poi una vera escalation nei periodi successivi. In particolare, nei seminari, si è verificato che, a poco a poco, coloro che appartenevano ai movimenti non avessero certamente “vita facile”. Il risultato è che ci sono anche molti sacerdoti che sono stati ordinati altrove (ne conosco diversi, parroci qua e là per l’Italia, o missionari), e questo non è proprio un bel colpo, visto che le vocazioni già calavano per conto loro…

        • Cherubino scrive:

          avendo vissuto per anni il Rinnovamento nello Spirito a Milano le posso assicurare che non è così. Anzi, nella storia di questo movimento Milano è stato sicuramente uno dei luoghi più importanti. Basti citare il fatto che Cantalamessa viene da Milano (docente univ. Cattolica), il card. Martini è stato fondatore del primo nucleo “carismatico” a Roma e ha continuato a vegliare con affetto paterno il RnS a Milano, il suo carissimo amico p. Tommaso Beck S.I. è stato uno degli assistenti sprituali principali del RnS a Milano, uno dei cardini della storia del movimento.

          • Simone scrive:

            Ma io non ho assolutamente detto che la cosa sia “colpa” del Card. Martini, è stato anche il principale sostenitore della nascita di un Monastero Benedettino nell’hinterland milanese, e diversi monaci che lo compongono (nonchè il pittore Congdon che ci abitava) provengono da CL. Era solo un riferimento temporale (e tra l’altro neanche lo citavo). Mi riferivo al fatto (secondo me innegabile) che l’impegno nelle parrocchie degli aderenti ai movimenti non è sempre ben visto, e la cosa riguarda anche il Seminario, e non da ieri. Poi capita anche che gli aderenti ai movimenti si autoescludano, è vero, però se la curia avesse avuto uno sguardo un pò più ampio oggi avremmo qualche sacerdote in più, e qualche oratorio meno deserto.

          • Cherubino scrive:

            il discorso delle parrocchie o meglio dei parroci è diverso e non dipende dal Vescovo, il quale oltre a ribadire che un certo movimento è ben accetto e mostrarlo personalmente non obbliga mai -almeno per prassi ecclesiale consolidata e diffusa- un parroco a formalizzare l’attività di un gruppo parrocchiale.
            A Milano però ripeto che, in generale, la situazione è buona e molto migliore che altrove. Basta vedere sul sito RnS la notevole diffusione dei gruppi in Diocesi, specie in città.
            Va anche detto che qualche volta i componenti di un gruppo non sanno mediare tra richieste del parroco ed esigenze del gruppo. Ma si tratta di carenze personali e culturali di singole situazioni.

    • macv scrive:

      Scusa caro cherubino ma come fai a dire a Milano la situazione è molto buona? i seminari sono deserti, nella più grande diocesi del mondo quest’anno sono stati ordinati 17 sacerdoti!!
      Se Scola non inverte la rotta finiremo come la chiesa belga, come la chiesa olandese…l’albero si vede dai suoi frutti e questi sono i frutti del modernismo..seminari deserti , chiese piene solo di bambini fino ai 12 anni, di catechiste e di vecchiette…

  19. Gian Leandro scrive:

    Vivissimi auguri al nuovo Arcivescovo di Milano.

    • Suntina scrive:

      Che a quel che leggo qui non avrà vita facile…
      Ma ha le spalle larghe, sarà una buona palestra.

  20. silvius scrive:

    Ciò che mi ha colpito del nuovo Arcivescovo lo ha esattamente descritto Cazzullo sul Corriere: un cardinale in cui si sono sposati rigore dottrinario e calore umano (che peraltro ho potuto apprezzare nel corso di una conferenza tenuta nella mia città).
    Preghiamo per lui, lasciando da parte inutili classificazioni!

  21. massimo scrive:

    trovo la riflessione di Andrea del 29-6 alle 12.41 molto bella e giusta,lo ringrazio di avercela offerta.
    auguro al card.Scola un bun lavoro e tanta solida salute del corpo e dello spirito,ai milanesi auguro la sapienza di ascoltarlo e mettere in pratica ciò che avrà da dir loro il pastore.
    spero tanto che tutti i milanesi si rendano conto del dono ricevuto.

  22. Ad Multos Annos! Un augurio alla Sua Eminenza – e veramente un uomo di grande fede e ha un grande amore per l’umanita! Grazie per l’ottimo consiglio che lei ci ha dato quando ero studente a Laterano! Grazie a lei oggi sono un sacerdote. Gli amici Lateranense le saluta!

  23. Pietro scrive:

    Caro Tornielli,

    Anzitutto complimenti. Lei è stato l’unico tra tutti i vaticanisti italiani a riferire della nomina di Scola a Milano quando tutti erano scettici e parlavano di candidatura mediatica, questo le fa onore e per questo la prego di accettare i miei complimenti e le mie congratulazioni.

    Vorrei chiederle: quali sono secondo lei le possibilità concrete che il card. Ravasi diventi Patriarca di Venezia? Stimato dal papa, in corsa per un certo tempo anche per Milano, non è forse giunto per lui il tempo di un ministero pastorale come vescovo diocesano? Oppure quali, dalle notizie che le sono giunte fin qui, i nomi probabili?
    Quanto importante sarà questa nomina e avrà il card. Scola una qualche voce in capitolo (in forma di suggerimento) sulla scelta del successore?

    Grazie.

  24. Marco scrive:

    Scola ..una leggenda.. speriamo nella nomina di mons. Andrea Bruno Mazzocato arcivescovo di Udine a patriarca di Venezia!!

  25. Pietro scrive:

    Io spero in Ravasi.

  26. lauraromana scrive:

    Caro Andrea Tornielli, vedo che su qualsiasi argomento non può mai mancare la voce autoritaria e astiosa dell’a-teologo ( o ateo-teologo) il quale, impavidamente noncurante del ridicolo,si affanna a combatter Chi secondo lui non esiste e a dar lezioni di cattolicamente corretto dall’alto della sua meschinamente scambiata per libera; ma si capisce che stando al buio non ci si vede una mazza…
    Pertanto vedo, da stralci di un velenosissimo commento, che impazza tra i catto-confusi anche il politeologo Mancuso il quale – pure lui immerso in una nebbia a visibiltà sotto zero – scambia le Diocesi per sezioni di partito: certo ognuno è libero di pensare quello che gli pare, ma coerenza vorrebe che non si mettesse in cattedra a far la lezione ai cattolici… e soprattutto che non pretendessi di dirsi cattolico.
    Cordiali saluti LauraClaraMantovani

  27. raffaele savigni scrive:

    Condivido le sagge osservazioni di MDS ed anche la critica di Luigi all’attivismo politico neoliberista di CL negli ultimi anni. Ricordo che all’inizio degli anni ’70 CL aveva una impostazione anticapitalista che mi sembrò persino eccessiva… Credo che Scola saprà correggere l’unilateralità di questo attivismo politico dei vari Lupi e Formigoni, subalterni al berlusconismo.

  28. Marco N. scrive:

    Credo che Scola saprà correggere l’unilateralità di questo attivismo politico dei vari Lupi e Formigoni, subalterni al berlusconismo.

    Il povero Savigni non perde alcuna occasione per non risparmiarsi brutte figure.

    Intanto Mons. Scola a Milano verrà per continuare a fare il pastore e il cardinale , non certo il consigliere politico degli onorevoli espressi da CL.
    Lupi e Formigoni, sulla cui preparazione e serietà politica potrebbe parlare persino la pietra della strada, non sono subalterni al berlusconismo, ma hanno un’idea della politica concretamente avulsa da certi interessi di sacrestia.

    Savigni badi a fare il professore, a tenere decenti corsi della sua materia ed a valutare altrettanto decentemente i suoi allievi: la politica, quella vera, la lasci fare a chi se ne intende.

  29. Fabiola scrive:

    Ottimo, caro Marco N., non si poteva dire meglio.
    Il cardinal Scola viene per essere pastore di tutta la Chiesa di Ambrogio e di Carlo: splendido il suo primo messaggio alla Diocesi. A maggior gloria di Dio, poggiato solo sulla Sua grazia.

  30. macv scrive:

    il fatto stesso che sulla nomina di Scola a Milano ci sia tutto questo dibattito, tutti questi scontenti, tutti questi critici, da Mancuso a Zizola, da don De capitani (il cui commento demenziale è stata obbligato dalla Curia a rimuovere dal web) è la prova che la frase ipocrita di Cherubino “a Milano va tutto benissimo” è palesemente falsa.
    Va tutto bene, madama la marchesa!!!! ma se andasse tutto bene perchè queste diatribe? Guardiamo in faccia la realtà. a Milano per anni c’è stata una egemonia del clero di sinistra, catto-comunista, che odiava CL e i tradizionalisti.Milano è sempre stata all’avanguardia della “fronda ” a Roma . se Roma diceva bianco, Milano diceva nero .
    E ora èproprio un ciellino , peraltro cacciato dal seminario, che ritorna come Vescovo nel feudo per eccellenza della Chiesa progressista!!!non può certo far piacere al clero ambrosiano.. Questi ciellini!! li cacci dalla porta e rispuntano dalla finestra!!!

  31. Artefice1 scrive:

    «L’uomo senza qualità», di Musil. «Lo riprendo in mano spesso», confida. Il brano musicale che ama di più è il Concerto 27 per pianoforte di Mozart.

    «L’uomo senza qualità», di Musil. «Lo riprendo in mano spesso», confidail Card Scola.
    Ulrich esiste privo di reali interessi; questa situazione è descritta ne “L’uomo senza qualità” come vera e propria Malattia della Volontà.
    A mio parere: Come una malattia non s’ammala, se così si può dire, così è per la Volontà.
    Come dice Musil, il quale dubita della capacità e del senso di una narrazione (il Senso non si trasmette, così come avviene PER l’imperfetto significato): l’inizio del romanzo da lui giudicato arbitrario (trattandosi di un romanzo del NULLA. NULLA come altro dio che NON Esiste e NON C’è dall’Origine, tranne che per la chiesa di figli.)