Fede cristiana e dialogo tra le religioni

Su Vatican Insider è stata appena pubblicata la versione originale inglese (ma anche la traduzione italiana) di un’intervista di Gerry O’Connel con il cardinale Angelo Scola, uscita in questi giorni sul mensile “Inside the Vatican”. Ecco uno stralcio sul dialogo interreligioso:

«La Chiesa cattolica, a mio avviso, soprattutto dopo il Concilio Vaticano II con la sottolineatura dell’importanza dell’ecumenismo, sta affrontando la questione del dialogo interreligioso con grande realismo. Ma ci vuole tempo per trovare un giusto equilibrio.

Ricordo l’affermazione del cardinale Ratzinger che più o meno recitava così: il dialogo interreligioso è un’esperienza intrinseca della Chiesa cristiana, non è qualcosa di contingente, di imposto dall’esterno. Non è imposto dal fatto che oggi abbiamo 15 milioni di musulmani in Europa, anche se questo rende più urgente, per noi, l’impegno nel dialogo interreligioso.

La necessità di un dialogo è intrinseca all’esperienza cristiana. Questo perché l’esperienza cristiana è un incontro con il Cristo Risorto che suscita la fede, ma la fede in un essere umano che tende, per sua stessa natura, alla religione. L’uomo si esprime nei riti, nel culto, nella tradizione. Quindi, già all’interno della fede cristiana ha questo rapporto continuo tra la fede e la religione, con la quale la fede è accolta dalla religione e la religione deve essere accolta e purificata dalla fede.

In questo senso non sono d’accordo con la tesi di Karl Barth il quale sostiene che il cristianesimo sia solo fede e non religione, perché ogni fede tende ad essere una fede del popolo e tende così a diventare una religione. Quindi la mia fede di cristiano deve fare i conti con la religione.

Una dimensione fondamentale della religione è la Tradizione (con la “T” maiuscola), che per me si esprime soprattutto nell’Eucaristia illuminata dalla Parola di Dio, autenticamente interpretata dal magistero della Chiesa (Magisterium), in cui tradizioni contingenti sono state, e sono tuttora, inserite, ma che possono essere modificate».

Condividi:
  • Facebook
  • Twitter
  • email
  • Print
Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

93 risposte a Fede cristiana e dialogo tra le religioni

  1. Marco N. scrive:

    ogni fede tende ad essere una fede del popolo e tende così a diventare una religione. Quindi la mia fede di cristiano deve fare i conti con la religione.

    Una dimensione fondamentale della religione è la Tradizione (con la “T” maiuscola), che per me si esprime soprattutto nell’Eucaristia illuminata dalla Parola di Dio, autenticamente interpretata dal magistero della Chiesa (Magisterium), in cui tradizioni contingenti sono state, e sono tuttora, inserite, ma che possono essere modificate».

    Molto chiaro, evidente(ma non scontato) esaustivo più di mille parole e di mille inutili copiaincolla.

  2. Sal scrive:

    Non condivido il suo scritto dott.Tornielli, non è una novità. Naturalmente il mio disaccordo nasce dal fatto che si parla di cristianesimo, perché se si parlasse di paganesimo non avrei nulla da obiettare.

    La frase che maggiormente mi vede contrario è “ L’uomo si esprime nei riti, nel culto, nella tradizione. Quindi, già all’interno della fede cristiana ha questo rapporto continuo tra la fede e la religione, con la quale la fede è accolta dalla religione e la religione deve essere accolta e purificata dalla fede.

    Il rito è un insieme di atti, che viene eseguito secondo norme codificate.– Wikipedia

    Erano e sono i pagani che esprimono la religione con riti, non i cristiani; infatti non può aver dimenticato ciò che il Messia disse alla Samaritana : ““L’ora viene in cui né su questo monte [Gherizim] né a Gerusalemme [Moria] adorerete il Padre. Voi adorate ciò che non conoscete; noi adoriamo ciò che conosciamo . . . Tuttavia, l’ora viene, ed è questa, in cui i veri adoratori adoreranno il Padre con spirito e verità, poiché, veramente, il Padre cerca tali adoratori. Dio è uno Spirito, e quelli che l’adorano devono adorarlo con spirito e verità”. — (Gv 4:21-24.)

    E a conferma disse anche “ Invano continuano ad adorarmi, perché insegnano come dottrine comandi di uomini’” ( Matteo 15.9)
    Il culto cristiano non si manifesta con riti codificati o ripetuti, ma l’adorazione per il cristiano è un unica, intima, irripetibile relazione spirituale e personale con il suo Dio.

    A conferma “Gesù gli disse: “È scritto: ‘Devi adorare Geova il tuo Dio, e a lui solo devi rendere sacro servizio’”. (Luca 4.8) Non è forse il Dio di tutti ? perché dunque dice il “tuo” ? Perché essendo personale, è unico e irripetibile per ciascuno.

    Per questo motivo e per altri la sua affermazione è fuorviante, come anche il successivo concetto “la religione deve essere purificata dalla fede” perché essendo “religione” (il rapporto singolo di ciascuno con il suo Dio) e nel caso dei cristiani un modo puro di vivere con purezza e semplicità estraneo ai riti, proveniente e trasmesso da un Dio puro e perfetto, non necessita di nulla che l’uomo possa fare per perfezionarlo.

    “Colui che è perfetto nella conoscenza è con te” – “ Or dunque, realmente, chi mi farà bugiardo O ridurrà a nulla la mia parola?”” ( Gb. 36.4 ; 24.25)

    Per quanto attiene a “Una dimensione fondamentale della religione è la Tradizione (con la “T” maiuscola),” non dimentichi ciò che dice il Vangelo – “avete reso la parola di Dio senza valore a causa della vostra tradizione. Ipocriti” ( Matteo 15.6-7)

    Mi sa che il faro di cui parla non illumina mica tanto !

    • LIBERAMENTE scrive:

      i due prelati sono dichiaratamente Tridentini, non amano molto il Conciclio Ecumenico Vaticano II, entrambi vorrebbero il ritorno al Concilio di Trento e il ritorno della messa in latino obbligatoria, l’abolizione delle messe carismatiche e animate dall’azione cattolica, o da gruppi focoloarini, messe che per questi matusalemme tridentini non dovrebbero nemmeno essere mai esistite.

      C’è caro sal una volontà del vaticano di bypassare tutto il Concilio attuale rivederlo e modificarlo, chissà come sarà il prossimo concilio? Ma già oggi preoccupa la parte moderna della chiesa cattolica che si vede cosretta all’obbedianza in un modo anticoncinciliare, quello attuale intendo.

      Ieri parlavo con un’amica di vecchia data e mi ha detto che il parroco ha dovuto richiamare un prete tradizionalista, che è contro l’attuale Concilio, perchè non lo aveva avvisato che avrebbe celebrato messa in latino, la mia amica e altri ci sono rimaste male per

      • LIBERAMENTE scrive:

        continuazione a causa invio inavvertitamente premuto:
        Ieri parlavo con un’amica di vecchia data e mi ha detto che il parroco ha dovuto richiamare un prete tradizionalista, che è contro l’attuale Concilio, perchè non lo aveva avvisato che avrebbe celebrato messa in latino, la mia amica e altri ci sono rimaste male per questo, adesso non mi si dirà che i fedeli debbano subire un ritorno al vecchio rito in spirito di obbedienza? Non è giusto nei confronti dei fedeli per soddisfare un movimento in vaticano che vorrebbe un ritorno della chiesa al passato.

        • Sal scrive:

          Distinto Liberamente, devo essermi espresso male, io ho scritto contro i riti, non a favore di quelli tradizionali.
          Forse non ha fatto caso, ho scritto che i riti li fanno i pagani non i cristiani. I Cristiani non hanno una religione, hanno un modo di vivere, onesto, rispettoso, altruista, generoso, paziente, lungimirante, mite, sereno, gioioso, fedele, colto, in omaggio alle direttive del Maestro che non ha lasciato capi, o riti, ma ha incoraggiato un atteggiamento dello spirito in un rapporto “privato, singolo e personale unico e irripetibile” di ciascuno con il suo Dio. Una cosa privata non pubblica.
          “Ma tu, quando preghi, entra nella tua stanza privata e, chiusa la porta, prega il Padre tuo che è nel segreto; allora il Padre tuo che vede nel segreto ti ricompenserà” ( Matteo 6.6)

          Questo quindi non fa di me un prelato ma uno schiavo del messaggio senza casacca alcuna. Un Testimone della Verità.
          Aggiungo che non sono interessato di ciò che fa il Vaticano, ormai è un’istituzione datata inutile e anche dannosa pronta a scomparire.
          “ Essi sono i notabili della parte principale delle nazioni… Perciò ora andranno in esilio in testa a quelli che vanno in esilio, e la gozzoviglia degli scomposti dovrà scomparire.” (Amos 6.7)

          • LIBERAMENTE scrive:

            Non intendevo criticarla, Sal, volevo solo confermare che ero d’accordo con lei.

  3. mauro scrive:

    “e la religione deve essere accolta e purificata dalla fede.”

    Mentre il cristianesimo è senza ombra di dubbio una religione positiva e costruttiva per quel essere ferma ed immutabile nel tempo tanto da risultarne una fede altrettanto salda, il cattolicesimo è solo fede in quanto si appoggia al proprio pensiero per quel costruire, distruggere, ricostruire, ridistruggere proprio che facendo riferimento alla vita del genere umano ha mancato l’obiettivo del cristianesimo, quello di un’altra e nuova vita che superando quella attuale rende questa non importante e valida per Dio.

    “Una dimensione fondamentale della religione è la Tradizione (con la “T” maiuscola), ….., in cui tradizioni contingenti sono state, e sono tuttora, inserite, ma che possono essere modificate.”

    La religione è sempre accompagnata da quell’unica fede che rappresentano assieme la Tradizione ma se le tradizioni contingenti andranno a modificarsi non è piu’ religione ma fede che cammina solitaria per altre strade per quell’essere di suo mutabile. A parte i fatto che duemila anni di storia l’hanno già attestato, un diplomatico non avrebbe mai ammesso che possano essere modificate quelle tradizioni, uno di CL sì in quanto rappresenta il suo intento: modificare la Tradizione escludendosi dalla propria religione per pervenire ad accogliere una nuova religione purificata (modificata) dalla fede, per percorrere ovviamente una strada diversa.

    Farà solo danni continuando l’altra tradizione, quella umana di sempre. Nessun Papa potrà mai opporsi a soggetti di tal genere ed alla loro ascesa, lo volesse fare, se dall’interno della Chiesa non s’accende un barlume di intelligenza.

    Macv nel thread precedente ha scritto del rapporto censis sui sacerdoti (e la Chiesa a cui appartengono) e ciò che
    riportato è la fotografia esatta: “per la maggioranza degli italiani i preti hanno solo una rilevanza se e quando risolvono problemi sociali, ma non sono più ascoltati se e quando proclamano valori etici.. ecco l’essersi ridotti ad essere solo dei “assistenti sociali” è quello che ha fatto la curia e il clero di Milano in tutti questi anni… se per loro va bene così!!! ma per il popolo di Dio , benchè sparuto, no , non va bene così !!, il sacerdote deve essere portatore del Sacro, non un assistente sociale.”.

    Piu’ sono i cambiamenti e piu’ sono ravvicinati fra loro e piu’ la gente si distacca dal sacro ma il sociale proprio non è cosa dell’altro mondo.

  4. peccatore scrive:

    Mentre alcuni sacerdoti ideologizzati della diocesi ambrosiana spediscono e-mail raccappriccianti ai confratelli evocando scenari apocalittici, il realismo cristiano, quello vero, senza se e senza ma, comincia a riportare ossigeno là dove ormai l’aria era diventata pesante e quasi irrespirabile…
    Forse è la primavera dello Spirito, dopo il lungo inverno di certi spiritati… che non sono per nulla spiritosi e ci si augura si riprendano dalla sbornia senza il bisogno di botte in testa…

  5. LIBERAMENTE scrive:

    La chiesa che, lo vogliate o no, è entrata in politica, vaticano in testa, e non da ieri, ma da un passato molto remoto; oggi ogni vescovo si sente addirittura in dovere di parlare alla politica, quindi non veniteci a dire che Scola se ne starà in disparte rispetto alla politca o non interferirà, perchè in Italia capita tutti i giorni che la chiesa cattolica apostolica romana interferisca nella politica, lo stesso Bagnasco parla di una nuova generaizone di cattolici in politica, ma questi, come anche i mussulmani, non riescono proprio concettualmente a separare il proprio credo dalla funzione statale di cui sono investiti in nome del popolo italiano, quindi, tutti i cittadini italiani, credenti e non, e di esempi di questo atteggiamento concettualmente “teocratico”, e per nulla laico, ne sono affetti molti in modo trasversale in tutti i partiti.

    Altro che Regno dei Cieli a cui dovrebbero pensare i vescovi, questi pensano di sostituirsi a Cesare, quindi, legislazione in base ai valori cattolici di stretta osservanza, quindi, imporli a tutti i cittadini, credenti e non, che poi devono dare a Cesare quel che poi Cesare rigira alla chiesa cattolica apostolica romana (truffa dell’8×1000 e fondi di urbanizzazione secondaria, esenzione ICI e altre esenzioni e donazioni di soldi pubblici).

  6. Simon de Cyène scrive:

    In questo testo sono proposti tanti elementi dell’insegnamento della dottrina cattolica che ci vorrebebro volumi interi per poterlo commentare in profondità e con giustezza.
    Esso esprime un aspetto che il cattolicesimo, meglio delle altre versioni di dottrine cristiane più lontane dalla Verità, insegna con giustezza e profondità: la Realtà dell’Incarnazione di N.S. Gesù Cristo.
    Il cattolicesimo recepisce Gesù non solo in quanto oggetto “ideale” che sia “trasceso” ai Cieli e che lî vi rimane ed è solo raggiungibile con moti interni dell’anima più psicologici che altro, da dove l’espressione Sola Fides accompagnta da una Sola Scriptura, anch’essa alquanto disincarnata: per il cattolico romano il Verbo, che non è mai Sola Scrittura, ma annuncio concreto e udibile da orecchie carnali, dopo essersi incarnato ed essere risuscitato come storicamente comprovato e tramandato, è “asceso” presso il Padre ma di certo non è “trasceso” rispetto al mondo storico.
    Con l’Incarnazione e l’Ascensione, il cattolico capisce che il suo essere corporale e sociale e storico e fisico e psicologico e intellettuale ha da partecipare nella sua integralità al doppio movimento di recezione della Divinità nella nostra Umanità e l’Ascensione della nostra Umanità nella Divinità: pregare con il prorpio corpo mettendosi a ginocchio, o meglio ancora compiendo la grande metanoia, fare il segno della croce, santificare il tempo datoci pregando inlassabilmente con la bocca e le corde vocali, assieme con altri e sulle piazze fa dunque parte della Verità e della Buona Novella del Mistero dell’Incarnazione.
    Allora sì, a scapito di Barth e del pensiero protestante fin dal suo inizio, la Fede è Religione e Codesta, recependo la Prima e ricevendone dignità e ruolo sociale incommensurabile.
    Allora sì, la Religione è Tradizione in quanto rende presente, concretamente, con grande esattezza epistemologica questa Conoscenza storica che fonda la nostra Fede che è il fatto della morte e della Resurrezione di N.S. Gesù Cristo.
    Allora sì, noi cattolici, in quanto realizziamo oggi questa concretezza sociale e storica ci dobbiamo confrontare con altre religioni e dialogare con loro nella loro dimensione pratica alla ricerca del bene comune per l’umanità: non possiamo giusto limitarci ad una fede personale e da foro interno debole ed inoperante e quindi autistica.
    Fortunati voi Milanesi di avere un tale Arcivescovo: ringraziate S.S. Benedetto XVI per questa scelta.
    Mi rimane da emettere un desiderio: che sia Mons Negri a divenire Patriarca di Venezia. Ma, ammetto, non sono fatti miei.
    In Pace

    • Sal scrive:

      “noi cattolici, in quanto realizziamo oggi questa concretezza sociale e storica ci dobbiamo confrontare con altre religioni e dialogare con loro nella loro dimensione pratica alla ricerca del bene comune”

      Egr. Simon, cos’è il bene comune ? come si realizza ? Perché dice “dobbiamo dialogare ? “ Ha forse scordato il Vangelo ?
      “Dovunque qualcuno non vi riceva o non ascolti le vostre parole, uscendo da quella casa o da quella città scuotete la polvere dai vostri piedi. ( Matteo 10.14)

      Lei dice anche “santificare il tempo datoci pregando “inlassabilmente” con la bocca e le corde vocali, assieme con altri e sulle piazze”
      Ha mai letto questo ? – “c’è un tempo per ogni faccenda e riguardo a ogni opera”. ( Ecclesiaste 3.17)
      E perdoni … “inlassabilmente” in italiano non esiste, è francese. In italiano è “instancabilmente.” Instancabilmente non significa in modo continuato vero ?

      Perchè la Scrittura dice anche : ” Non affrettarti riguardo alla tua bocca; e in quanto al tuo cuore, non abbia fretta di proferir parola dinanzi al [vero] Dio
      Perciò le tue parole devono essere poche. ” ( Ecclesiaste 5.1-2) e Gesù aggiunge:
      poiché esse immaginano di essere ascoltate per il loro uso di molte parole.  Non vi rendete dunque simili a loro” ( Matteo 6.7-8)

      E quel “sulle piazze” dove l’ha pescato, Gesù dice nella “cameretta” ( Matteo 6.6) Ha cambiato Vangelo ?

      • Simon de Cyrène scrive:

        In altri passi evangelici, Gesù ci dice di insistere instancabilmente (grazie per la correzione), ad esempio nella parabola del giudice iniquo.
        Quanto al discutere con altre religioni, ciò non vuol dire “svendere” i contenuti della Fede Cattolica, che non è negoziabile in quanto Essa esprime l’interezza della Verità comunicataci dalla Rivelazione Divina, ma come ho sottolineato piû sopra essa consiste vedere cosa si possa fare praticamente assieme per il bene comune. Ad esempio, in quasi tutte le religioni la pace è considerata un bene desiderabile per tutti: è quindi parte del dialogo interreligioso, fare sforzi affinchè tutti i membri delle dette religioni operino per la pace.
        In Pace

        • Sal scrive:

          Distinto sig. Simon, non voglio salire in cattedra e fare il sig. No, ma mi permetto considerare la parabola di cui lei ha così amorevolmente voluto farmi oggetto di segnalazione, da un diverso punto di osservazione.

          Il Dio e il Giudice non sono equivalenti, ma sono opposti.
          Il Dio non vuole essere supplicato lagnosamente e insistentemente come il Giudice malvagio e irrispettoso. Non è sordo né tiranno.

          “Quindi proseguì, dicendo loro un’illustrazione sul bisogno di pregare sempre e non perdersi d’animo. Disse: “In una città c’era un giudice che non aveva timore di Dio e non nutriva rispetto per l’uomo. Ma in quella città c’era una vedova, che continuava ad andare da lui, dicendo: ‘Fa che io ottenga giustizia dal mio avversario in giudizio’. E per un certo tempo egli non volle, ma poi disse fra sé: ‘Benché io non abbia timore di Dio e non nutra rispetto per l’uomo, tuttavia, siccome questa vedova continua a darmi fastidio farò in modo che ottenga giustizia, affinché non continui a venire a molestarmi sino alla fine’”. Quindi il Signore disse: “Udite ciò che disse il giudice, benché ingiusto! Certamente, dunque, non farà Dio giustizia ai suoi eletti che gridano a lui giorno e notte, sebbene sia longanime verso di loro? Vi dico: Rapidamente farà loro giustizia. Tuttavia, quando il Figlio dell’uomo arriverà, troverà veramente la fede sulla terra?”” ( Luca 18.1-8)

          Dal mio osservatorio, la similitudine tra Dio e il Giudice non rispettoso, deve essere vista al contrario nel senso che non può paragonare un Dio Buono che sa leggere perfino il cuore :
          (“ lo spirito viene in aiuto della nostra debolezza; poiché non sappiamo per che cosa dobbiamo pregare secondo il bisogno, ma lo spirito stesso intercede per noi con gemiti inespressi. Ma colui che scruta i cuori sa qual è l’intenzione dello spirito, perché intercede in armonia con Dio per i santi.” ( Romani 8.26.27))
          ad un Giudice “irrispettoso” e che non vuole essere scocciato il quale agisce solo per la “sua” convenienza, mentre il Dio che conosce ciò che nemmeno colui che lo prega conosce, è pronto ad esaudire ad un semplice cambiamento di atteggiamento.

          Ricorda la parabola del figliol prodigo ? Il padre lo vide “mentre era ancora lontano” ( Luca 15.20)
          La questione “non perdersi d’animo e pregare sempre” è relativa al fatto che, sapendo Dio cosa è necessario e utile a colui che si rivolge a Lui, vuole che l’uomo sappia che non ha bisogno di essere un lamentoso piagnucolone, (la sua insistenza dimostrerebbe incertezza, dubbio, e ostinità oltre a mancanza di fede) quanto un uomo che sa affrontare il suo “oggi”, il suo “ora”, avendo la certezza, che Dio sa ciò che nemmeno lui sa, e che esaudirà la sua richiesta, se è in armonia col Suo proposito e sé è utile per il richiedente, in un modo ancor più sorprendente di come quello se lo aspettava. Per questo Gesù potè concludere dicendo “Quando il Figlio dell’uomo arriverà, troverà veramente la fede sulla terra?” La fede fa concludere che Dio sa ciò che nemmeno noi sappiamo e che non è utile continuare a pregare per qualcosa che potrebbe rivelarsi dannoso all’uomo, perchè non verrà concessa, ergo insistere sarebbe mancanza di fede.

          Sempre su questo, “pregare sempre, in ogni momento”, non significa “continuamente, ma in ogni occasione necessaria. E non dimentichi che Davide pregava anche “saltando e ballando” dinnanzi a Geova e fu odiato dalla moglie. Anche quella era una preghiera favorevolmente accettata. ( 2Samuele 6.14)

          Anche l’ultima parte della parabola esclude il suo intendimento, perché “non farà Dio giustizia ai suoi eletti che gridano a lui giorno e notte, sebbene sia longanime verso di loro?”
          Se gli eletti continuassero a gridare “giorno e notte” sarebbero insistenti, caparbi e senza fede che Dio possa esaudirli, mentre “giorno e notte” rappresenta la rotazione del pianeta dove se alcuni pregano di giorno per altri è notte e vv. ma la parola chiave è “sebbene”. Perché continuare a gridare giorno e notte sapendo che Il Dio non è sordo e può tutto ? Chi ha fede usa poche parole una volta sola lasciando al Dio il modo e la possibilità di esaudire la richiesta se vorrà farlo.

          Le dirò la traduzione Nuova Riveduta è di ancor più facile comprensione “ Dio non renderà dunque giustizia ai suoi eletti che giorno e notte gridano a lui? Tarderà nei loro confronti? Io vi dico che renderà giustizia con prontezza.

          Se il Dio non tarderà nei loro confronti e renderà giustizia con prontezza, che bisogno ci sarebbe di essere insistenti come se fosse lento e svogliato ?
          Qualche volta provi a girare il binocolo, si accorgerà qual è il senso giusto.

          p.s. “cosa si può fare insieme per il bene comune ? “
          Basta seguire il Vangelo com’è scritto ! Abbiamo già ragionato a cosa porta l’interreligioso lo ha scordato ? A chi vuol essere il primo ! Qui non ci sono primi ! solo ultimi.

          • Simon de Cyrène scrive:

            Caro Sal,
            la risposta, aldilà della sua arrampicata sugli specchi, è già staza data da lei stesso:
            “Udite ciò che disse il giudice, benché ingiusto! Certamente, dunque, non farà Dio giustizia ai suoi eletti che gridano a Lui giorno e notte, sebbene sia longanime verso di loro? Vi dico: Rapidamente farà loro giustizia.”
            Quindi a Dio si grida giorno e notte, nonostante la Sua longanimità e Lui farà loro giustizia.
            Contra facta non valent argumenta.
            In Pace

  7. giovannino scrive:

    Il dibattito sulla nomina di Scola è viziato da una presentazione incompleta e parziale delle motivazioni da parte della stampa e anche della Stampa , dott. Tornielli incluso . Al di là della stima di Ratzinger o di problemi catechistici interni alla diocesi , del resto avvertiti da una sparuta minoranza di ultras , ha pesato molto l’ interesse finanziario e la compromissione con la Compagnie delle Opere . Ora che il Vaticano e la chiesa italiana abbiano interessi economici e finanziari è inevitabile , visto il loro ricchissimo patrimonio , che richiede di essere amministrato . Questo non sarebbe un male , se il patrimonio fosse al servizio della chiesa e non certo il contrario . Invece che il capo di una delle diocesi più importanti sia scelto sulla scorta di considerazioni di potere e di affari è grave , perchè non si può seguire Dio essendo devoti di Mammona . Diventa sempre più chiaro che una evoluzione pacifica della chiesa cattolica sulla scia del CVII è improbabile , le istanze dei catolici non saranno ascoltate senza una pressione dal basso . Spiace doverlo dire , ma più che “nuovi” politici obbedienti al Vaticano , ci vorrebbe un Cromwell italiano , certo evitando la violenza fisica.

  8. giovannino scrive:

    La critica a Barth su fede e religione è a sua volta criticabile perchè se (1) intende sostenere che Barth non dava alcuna importanza alla pratica religiosa è contradetto dalla vita stessa di Barth che per tutta la vita ha predicato in chiesa e santificato le feste e per un periodo ha svolto regolarmente l’ ufficio di pastore . Se invece (2) si sostiene che la partecipazione ai riti e le altre opere di culto religioso abbiano un valore indipendente dalla fede si va contro al Vangelo , all’ insegnamento di san Paolo , alla Tradizione. In sintesi è un’ affermazione contraria a Cristo e alla verità , per quanto ci è dato di comprenderla . Inoltre è contrario a ogni logica che Dio , onnisciente , si lasci ingannare dalla ipocrisia del nostro comportamento . Questo è riconosciuto anche dal documento vaticano sulla giustificazione per fede , sottoscritto dal card. Kasper. Ma tutte queste cose il card. Scola le sa benissimo , se riprende qualche tema dei più triti e ritriti della polemica controriformistica è solo per suscitare il plauso di qualche codino .

    • Simon de Cyrène scrive:

      La Fede sta alla Religione come l’Anima sta al Corpo: una religione senza Fede è come un cadavere mentre una fede senza Religione è un’anima distaccata dal mondo dei vivi.
      In Pace

      • Sal scrive:

        Dovrebbe specificare cosa intende per fede ? e cosa intende per anima.
        Non dimentichi che le montagne non le ha spostate ancora nessuno neanche il papa.
        “Se avete fede quanto un granello di senape, direte a questo monte: ‘Trasferisciti di qui a là’, ed esso si trasferirà, e nulla vi sarà impossibile”. ( Matteo 17.20)
        Lei ci riesce ?

        “Se aveste fede quanto un granello di senape, direste a questo gelso nero: ‘Sradicati e piantati nel mare!’ e vi ubbidirebbe. ( luca 17.6)
        Possono vivere gli alberi in mare ? Conl’acqua salata o c’è un errore di traduzione ?

        • Simon de Cyrène scrive:

          Non ci riesco, perchè è scritto: “Non pronunciare invano il nome del Signore tuo Dio perché il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano.”
          In Pace

          • Sal scrive:

            E questo che c’entra ? Lei prega il dio sconosciuto ? e come fà a santificare il Nome se non lo pronncia e/o non lo conosce ? E’ superstizioso anche lei ?

            “Tuttavia, Mosè disse al [vero] Dio: “Supponiamo che ora io sia andato dai figli d’Israele e realmente dica loro: ‘L’Iddio dei vostri antenati mi ha mandato a voi’, ed essi realmente mi dicano: ‘Qual è il suo nome?’ Che dirò loro?” (Esodo 3.13)

            Mica ha detto che era il signor nessuno ! come quello di Ulisse, ricorda Polifemo ? E’ diverso Sig. simon, è diverso !

          • Simon de Cyrène scrive:

            Sal,
            la mia risposta si riferiva alla sua domanda se mai avessi spostato montagne colla mia fede: la mia fede mi impedisce di chiedere tale cosa al mio Dio perchè sarebbe pronunciare il Suo Nome invano.
            Mi scusi di essere stato troppo ellittico.
            In fin dei conti, è la risposta che diede Gesù stesso a Satana quando lo tentò nel deserto con una domanda molto simile alla sua.
            In Pace

          • Sal scrive:

            Distinto Simon, volevo essere breve ma non ce la faccio, lei mi ci tira per i capelli così approfitto per fare una disquisizione utile a tutti come suggerisce il dott. Tornielli e specialmente a chi è interessato alla verità.

            La questione del Nome – “Il Signore non ritiene innocente chi pronuncia il suo nome invano” ( Esodo 20.7) – così come riporta la Nuova Riveduta è tradotta dalla versione la NM <b<“in modo indegno” e aggiunge in una nota “per una falsità-invano” perché il senso del comando è “non giurare falsamente nel nome di Dio”

            Un commentario della Torà pubblicato dalla Jewish Publication Society spiega che il termine ebraico reso sopra “in modo indegno” (lashshàw’) può significare “falsamente” o “per niente, invano”. E prosegue: “L’ambiguità [di questo termine ebraico] ammette la proscrizione [proibizione] dello spergiuro delle parti in un processo e dell’uso inutile o frivolo del Nome divino”. — The JPS Torah Commentary.

            l’Encyclopaedia Judaica: “Si evitava di pronunciare il nome YHWH . . . perché il Terzo Comandamento (Eso. 20:7; Deut. 5:11) era stato frainteso e si pensava significasse ‘Non userai il nome di YHWH tuo Dio invano’, mentre in realtà significa ‘Non giurerai il falso nel nome di YHWH tuo Dio’” Si noti che il testo non vieta di ‘usare’ o pronunciare il nome di Dio. Tuttavia, anche se avesse significato usare il nome di Dio “invano”, si noti ciò che dice il lessico ebraico di Koehler e Baumgartner riguardo al termine ebraico tradotto “invano” (ebraico: lashshàwʼ): “menzionare un nome senza motivo . . . usare erroneamente un nome”. Perciò questo comandamento non vieta di usare il nome di Dio ma, piuttosto, di farne un uso errato.

            Che questo fosse l’intendimento corretto è facilmente comprensibile dal racconto di Levitico 24.10 : “ E il figlio della donna israelita abusava del Nome e invocava su di esso il male. Lo condussero dunque da Mosè. Incidentalmente, il nome di sua madre era Selomit, figlia di Dibri della tribù di Dan. Quindi lo misero sotto custodia finché fosse fatta loro un’esplicita dichiarazione secondo la parola di Geova.
            E Geova parlava a Mosè, dicendo: “Fa uscire fuori del campo quello che ha invocato il male; e tutti quelli che l’hanno udito gli devono porre le mani sulla testa, e l’intera assemblea lo deve colpire [con pietre]. E devi parlare ai figli d’Israele, dicendo: ‘Nel caso che qualche uomo invochi il male sul suo Dio, deve rispondere del suo peccato. E chi abusa del nome di Geova dev’essere messo a morte immancabilmente. L’intera assemblea lo deve immancabilmente colpire con pietre. Sia il residente forestiero che il nativo dev’essere messo a morte per aver abusato del Nome.”
            ( Levitico 24.10-16)

            E pensa che pronunciando il Nome sarebbe possibile spostare il monte ? Lo dicevo che è superstizioso. Non è così che funziona. Anche Gesù conosceva bene la fisica ma non è questo il significato. Vede che non ha occhio spirituale ? Qual’era il monte di cui stava parlando la montagna o un’altra cosa ? I monti non si spostano da soli o si ? Provi a pensare alle dune…..
            Ma a quale magistero ha studiato lei ?

          • Simon de Cyrène scrive:

            Caro Sal,
            ancora una la risposta alla sua domanda lei la ha già data nel suo intervento ma non l’ha notata.
            Si ricordi che io non penso come un tdg e non ho uno sguardo meramente e falsamente letterale rispetto al testo, ma che leggo questi sempre secondo il consiglio della seconda lettera di San Pitero, colla lettura che ne fa la Chiesa: quindi quando dico che non voglio pronunciare il Nome di Dio invano non è di certo perchè penso non aver il diritto di pronunciare YHVH ma bensì perchè “Perciò questo comandamento non vieta di usare il nome di Dio ma, piuttosto, di farne un uso errato.”
            E quello che lei ipotizzava era proprio di fare un uso errato della propria fede perchè lei voleva che io indussi Dio stesso in tentazione, esattamente alla stregua di Satana nel deserto o alla folla demoniaca ai piedi della Santa Croce.
            In Pace

        • B'Rat scrive:

          Sal,
          mi scusi se le rispondo con una citazione dotta (vedi video).
          Certo, vedo c’è una certa tendenza a prendere la Bibbia in senso letterale…

          • Sal scrive:

            Bello il filmato ! Istruttivo ! Magnifica scelta sig. B’Rat ho apprezzato grazie. L’altra parte “in senso letterale“ non ho capito. Dovrebbe essere più specifico. Io so fare solo cose semplici. Magari le spiegazioni sono un po’ complesse, ma per evitare di essere equivocato. Poi non so se è letterale o no ma so che le parole hanno un loro peso e ad ogni serie di parole corrisponde un concetto.
            Spesso il senso di alcune citazioni o parabole ha senso se si conoscono i contesti e ciò che era stato detto prima altrimenti possono essere fuorvianti. Tutto il libro è un’unica profezia non può essere suddiviso a pezzettini. NT o VT in fondo sono la ripetizione l’uno dell’altro con significati uguali ma diversi. Da terreni a spirituali
            Se ha qualche richiesta non sia timido. C’è ache Mauro che è una bella fonte. Può chiedere anche a lui se le va.
            Stia bene

  9. bo.mario scrive:

    Sal apprezzo sempre le tue esternazioni, non sono un credente ma mi piacciono. La differenza tra cristiani e cattolici è molta. I cristiani avevano fede e non avevano ambizioni di potere. I cattolici hanno cercato il potere temporale attraverso le loro predicazioni. Chi prende la marmellata si può sporcare. In tutti questi secoli si sono sporcati, aivoglia se si sono sporcati. Per avere il potere ora non sanno a chi rivolgersi, non trovano politici e non hanno appigli. Nella diocesi di Milano hanno interessi economici? pare di sì. C’entrano con la religione? no. Caro Sal quì dentro trovi qualcuno che fa finta di non capire e per fedeltà all’apparato scrive cose non vere. Preti e anche il pope che vanno dai cassaintegrati, cercare consenso dove serve azione è una forma subdola di far vedere che sono con loro. A loro servono fatti e non parole. Ciao.

    • Sal scrive:

      Ringrazio bo.mario per la gentilezza di cui mi fa oggetto. Non ho nessun merito, non ho nulla che non mi sia stato dato ed è disponibile a chiunque sia sinceramente innamorato della Verità nascosta nella Parola. Non ha che da chiederlo al suo Dio.

      “Giovanni disse: “Un uomo non può ricevere nulla a meno che non gli sia stato dato dal cielo” ( Giovanni 3.27)
      E’ proprio vero quello che dice riguardo al potere, siamo giunti al punto di di svolta nella storia come dice il Libro, – Dio ha deciso di radunare le “sue pecore” in un recinto (spirtuale), perché ha detto “conoscono la mia voce” ( Giovanni 10.27) – La questione non è che altri fanno finta di non capire; non capiscono proprio, perché vedono le cose con occhi materiali e di convenienza; non spirituali. Essendo schiavi di uomini e di tradizioni hanno paura di essere liberati da condizionamenti, da riti, da padroni. Non saprebbero più come vivere.
      Lei dice “non sono credente” ma non è vero, ritengo che lei lo sia più di quanto voglia ammettere, infatti la voce disse : “non mi cercheresti se non mi avessi già trovato” (Pascal –pensieri 553). Il suo vantaggio è proprio quello di non essere condizionato. Non ha motivo si essere partigiano non ha motivo di fare “per forza” una difesa d’ufficio di ciò che magari percepisce come difettoso, ma da difendere a tutti i costi come fanno alcuni. E’ questa la sua forza, perché la sua obiettività le permette di valutare tutte le posizioni e scegliere, non condizionato, ma con la sua mente libera. E’ questa libertà di “essere eretico” come dicono, ma libero di valutare con la sua testa con il cuore. Non perda mai questa sua possibilità e prosegua nel suo cammino di ricerca e se è sincero scoprirà.
      “L’alunno non è al di sopra del suo maestro, ma chiunque è ammaestrato perfettamente sarà come il suo maestro.” ( Luca 6.40)

      Per capire le cose basta leggerle come sono scritte con motivi puri e senza inventarsi nulla. Questa sincerità è mancata a quanti hanno voluto stravolgere il messaggio secondo la loro convenienza e non hanno potuto comprenderne il vero significato. Non cerchi di imitarli. Sia sempre geloso della sua indipendenza e della sua libertà.
      un caro saluto

  10. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Giovannino, sarei davvero interessato di sapere da quali fonti e/o illuminazioni lei abbia appreso che la nomina del nuovo arcivescovo sarebbe avvenuta sulla scorta di considerazioni di potere e di affari. Concordo che se così fosse, sarebbe grave. Ma lei che è così informato, perché non illumina anche noi?

    • giovannino scrive:

      Gentile dott. Tornielli , che cortesemente ci ospita su questo blog , non ho nessuna notizia certa nè fonte autorevole , si tratta di semplici rumors che mi sembra ,del tutto soggettivamente , che potrebbero essere fondati . Consideri che non sono un giornalista , non sono tenuto a norme deontologiche . Comunque mi rendo conto di essere stato un po’ irrispettoso verso il card. Scola e non ripeterò queste illazioni. Mi pare strano però che Lei non abbia mai udito simili insinuazioni . Diciamo che se ci fosse maggiore trasparenza , sarebbe più facile fugare dubbi maliziosi. In effetti siamo informati sugli affari vaticani quasi esclusivamente da giornalisti anticlericali ( con qualche eccezzione ). Chissà che in futuro Vatican Insider non ci spieghi un po’ meglio la relazione tra CL e la Compagnia delle Opere .

  11. enrico scrive:

    @ Sal

    Cos’è la descrizione dell’ultima cena se non la codificazione di un rito?

    Sal lei cita il paganesimo ma nel paganesimo la religione era ritualista, come ad esempio oggi l’induismo ( non sto dicendo che l’induismo sia pagano poichè questo sarebbe contestabile, ovvero che segua molti dei o nessuno, ma che è una religione ritualista)
    In una religione ritualista la corretta celebrazione del rito (questo conferisce il potere e rispetto della casta dei brahmini) obbliga Dio ad eseguire il volere del richiedente.

  12. enrico scrive:

    La forma è importante Sal.
    Il fatto che i genitori insegnino al bambino a salutare con rispetto, anche se il bambino non ne capisce l’importanza, farà sì che il bambino colga tutta l’importanza del dare rispetto quando avrà l’intelligenza per comprenderlo.
    Al contrario se lei non dà al bambino una forma e aspetta che sia lui a scegliersela quando avrà l’intelligenza per scegliere non avrà punti di riferimento da cui partire.
    Lei aspetta che il bambino scelga la lingua che vorrà parlare o lascia che apprenda la lingua dei suoi genitori?
    ( forma…rito)

    • Sal scrive:

      Sig. enrico ? Se “Nel paganesimo la religione era ritualista” Abbiamo scritto la stessa cosa e lei mi contesta ? La religione ritualista è pagana. Non ho mica scritto “politeistica” ho scritto pagana perché non è cristiana con una o più divinità. Se poi alcuni pagani hanno la divinità multipla sono anche politeisti oltre che pagani.

      Il cristianesimo non ha riti e l’ultima cena non è un rito è una cena. Da quando le cene sono un rito ? Le spiego meglio.

      E’ il cattolicesimo che ne ha fatto un rito, legga gli studi antropologici sociali e psicoanalitici del rituale su wikipedia:
      “il rito aiuta l’uomo a sopportare una sorta di “crisi della presenza” – “ rito, che permette di fondare o di rinsaldare i legami interni alla comunità.” – “Le personalità di tipo ossessivo-compulsive sono le più soggette all’espressione di ritualità personali;” Wikipedia.

      L’ultima cena è stato l’evento di una sola volta, non può essere considerato un rito. Era una cena commemorativa dell’episodio del passaggio dell’angelo in Egitto. In alcuni culti, diversi dal cattolico, che ne ha fatto un rito, è riproposto come ricordo o commemorazione, non come rito, all’interno del quale ci potrebbe essere un rito ma anche no.
      Educare i bambini, non è un rito è un compito, una responsabilità affidata ai genitori, ma anche se non lo facessero loro il bambino apprenderebbe comunque assorbendo come una spugna ciò che lo circonda. Il genitore dovrà indirizzare la sua attenzione su alcune cose piuttosto che si altre.
      E poi, le parrebbe coerente che chi ha condannato i riti e le tradizioni ne istituisse uno ?
      “Ora i farisei e alcuni degli scribi venuti da Gerusalemme si radunarono presso di lui. E avendo visto alcuni dei suoi discepoli che mangiavano il loro pasto con mani contaminate, cioè non lavate — poiché i farisei e tutti i giudei non mangiano a meno che non si lavino le mani fino al gomito, osservando la tradizione degli uomini dei tempi passati, e, al ritorno dal mercato, non mangiano a meno che non si purifichino mediante aspersioni; e ci sono molte altre tradizioni che hanno ricevuto per osservarle: battesimi di calici e brocche e vasi di rame — questi farisei e scribi dunque gli chiesero: “Perché i tuoi discepoli non si comportano secondo la tradizione degli uomini dei tempi passati, ma prendono il loro pasto con mani contaminate?” Egli disse loro: “Isaia profetizzò appropriatamente di voi, ipocriti, come è scritto: ‘Questo popolo mi onora con le labbra, ma il loro cuore è molto lontano da me. Invano continuano ad adorarmi, perché insegnano come dottrine comandi di uomini’. Lasciando da parte il comandamento di Dio, voi osservate la tradizione degli uomini”. ( Marco 7.5)

      “State attenti che qualcuno non vi porti via come sua preda per mezzo della filosofia e di un vuoto inganno secondo la tradizione degli uomini, secondo le cose elementari del mondo e non secondo Cristo;” ( Colossesi 2.8)

  13. Reginaldus scrive:

    “…. il dialogo interreligioso è un’esperienza intrinseca della Chiesa cristiana…”: ma di quale chiesa cristiana parla codesta eminenza??? Di quella che è il risultato della “sincretizzazione di tutte le correnti religiose di qualunque tipo siano, e nella quale alla fine si realizzi un pluralismo assolutamente laico escludente per questa via ogni diritto di priorità e di primato della chiesa cattolica”, secondo la bella prospettiva martinista del Saint- Yves d’ Alveydre???? Scola, che deve la sua fortuna alla Unità di Gramsci – parola sua…, – che ha trovato la sua ordinazione a prete per via fortunosa, che s’ indaffara tanto per il sostegno dei cassintegrati…, non sa che la Chiesa Cattolica, quella uguale a se stessa per quasi venti secoli, ha sempre, chiaramente fino a Pio XI, respinto e condannato severamente ogni approccio dialogico non dico con le diverse e multiformi e variopinte religioni mondiali , ma sinanco con quelle cristiane deviate ??? Mai letto la Mortalium Animos???? E come fa a dire che quella del dialogo inerreligioso è un’ esperienza intrinseca – addirittura!- della chiesa cristiana, se per questa intende la Chiesa Cattolica???? Ma lui non intende certamente questa, che sprovveduto cuturalmemte non é , lui intende altra cosa , la Panchiesa Cristiana Tutti Accogliente, che nulla ha in comune con il la Sposa di Cristo (san Paolo) , l’Una Sancta Catholica et Apostolica Ecclesia….e alla cui appartenenza basta la condivisione dell’unica ESPERIENZA ELEMENTARE…..Chi è che si è separa dalla Chiesa Cattolica della Professione di Fede il Credo….???

    • giovannino scrive:

      La chiesa cattolica uguale a se stessa per venti secoli è una menzogna storica . La chiesa è cambiata moltissimo nei secoli , come inevitabile e giusto e continuerà a cambiare nei secoli dei secoli .

  14. Alessandro scrive:

    Un grande Pastore ci è stato dato.
    Mi sono sembrate illuminanti le parole con la quali il Card. Scola si è rivolto ai fedeli ambrosiani dicendo con semplicità e grande chiarezza:
    “Comunicare la bellezza, la verità e la bontà di Gesù Risorto è l’unico scopo dell’esistenza della Chiesa e del ministero dei suoi pastori. Infatti, la ragion d’essere della Chiesa, popolo di Dio in cammino, è lasciar risplendere sul suo volto Gesù Cristo, Luce delle genti”.
    Ritornare al centro dell’essenza del cristianesimo, già questo è un grande merito del nuovo arcivescovo.
    Grazie, Santo Padre!

  15. ritaroma scrive:

    dr Tornielli. @ come ho già detto una volta, non conosco il Card Scola, ma una frase del thred non mi è chiara. Che significato ha: “quindi la mia fede di cristiano deve fare i conti con la religione”
    ho sempre pensato che fede cristiana e religione sia un tutt’uno visto che Cristo ha compiuto “gesti” come quello dell’”ultima cena”x unire i figli di Dio in un unico rito e comportamento in modo da riconoscersi.
    …ora partendo dal presupposto che la parola religione vuol dire proprio questo…” un complesso di atti rituali e culturali mediante cui un gruppo umano si esprime in rapporto con il divino”
    ed è ‘ ovvio che questo concetto vale per tutti i tipi di “credo”, però noi stiamo parlando di “fede cristiana” chiamata così xchè prende il nome da CRISTO – PAROLA di DIO! e allora, cosa voleva veramente dire il Cardinale?

  16. mauro scrive:

    Caro simon de Cyrène.

    se lei riposta un passo portato da Sal che dice:

    “Udite ciò che disse il giudice, benché ingiusto! Certamente, dunque, NON farà Dio giustizia ai suoi eletti che gridano a Lui giorno e notte, sebbene sia longanime verso di loro? Vi dico: Rapidamente farà loro giustizia”,

    vi è scritto che Dio, a chi grida a Lui giorno e notte, NON farà giustizia.

    Per caso “non” ha un altro significato in francese?

  17. mauro scrive:

    Caro Simon de Cyrène,

    lei ha scritto: “Quindi a Dio si grida giorno e notte, nonostante la Sua longanimità e Lui farà loro giustizia.”

    lo chieda a sè stesso cosa ci azzecca!

    • Sal scrive:

      Bellissimo Mauro. Bellissimo, non posso che essere felice per la chiarezza con cui rendi evidente come certo magistero si è incartato osservando sempre dal lato contrario perfino le cose più semplici.

  18. massimo scrive:

    ciao,mi capita di leggere tanti commenti sulla nomina di scola a MI,moltissimi sono solo massimalismi e veramente beceri come quello di giovannino oggi,o come quelli di alcuni tradizionalisti che detestando i predecesori di Scola finiscono per essere tutto fuorchè cattolici,ma solo scandalosamente”pessimi testimoni”della parola evangelica”non giudicare”,non parliamo poi della solfa bugiarda e incolta che” ….non era mai successo nella storia della chiesa che un patriarca veneziano fosse stato trasferito ad altra diocesi…..”o”Scola è troppo vecchio per…..”ma lasciamo perdere…. ho trovato una perla dal blog del grande Accattoli,ve la trascrivo,sperando di non irritare l’ottimo Tornielli,lo trascrivo perchè ritengo questo commento il migliore e il più ragionevole,in cotanta caciara estiva,financo il più cattolico dei commenti:scrive Accattoli:”Angelo Scola arcivescovo di Milano è un’ottima scelta. Lo conosco da trent’anni e conversando con lui non ho mai avuto l’impressione di perdere tempo. E’ un uomo intelligente e generoso. Cerca parole nuove per nuovi problemi. E guarda lontano. Ma è ciellino: e che ne viene? Schuster era benedettino, Martini è un gesuita. A Milano un arcivescovo di formazione ciellina può creare tensioni: meglio le tensioni che l’addormentamento. Durerà al massimo sette anni: una cifra sacramentale. Proprio ora che Milano va a sinistra: ma Scola non sta fermo e questo è ciò che importa. Il nuovo arcivescovo pare fatto apposta per la nuova Milano: Zingaropoli, moschea e meticciato di civiltà. ”
    onore alla ragionevolezza !grazie Accattoli.
    e grazie Tornielli per i buoni articoli.i tuoi.m.s.

    • giovannino scrive:

      Provocatorio forse , ma becero mi sembra troppo . Comunque un assiduo dei Sacri Palazzi ebbe a dire che a pensar male si fa peccato , ma ci si prende quasi sempre .

  19. Reginaldus scrive:

    -UNA VOLTA i cattolici professavano la fede “in un solo Dio Padre onnipotente e Creatore … e in un solo Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, Dio vero da Dio vero…che si è incarnato nel seno della Vergine Maria , che morì sotto Ponzio Pilato e il terzo giorno risuscitò, per sedere alla destra del Padre e poi tornare a giudicare i vivi e i morti … e nello Spirito Santo che procede dal Padre e dal Figlio… e credevano la Chiesa una santa cattolica e apostolica…. e un solo Battesimo per il perdono dei peccati….”, E ADESSO la professano nell’ “unico Dio vivente e sussistente, misericordioso e onnipotente, creatore “…PER NON scontentare troppo i fratelli musulmani….

    -UNA VOLTA i cattolici credevano nella Sostituzione della vecchia Alleanza ad opera della Nuova, nella fine del tempo della Legge per l’ irruzione del tempo della Grazia, nel decadere del sacerdozio di Aronne per l’avvento del sacerdozio eterno di Cristo, E ORA INVECE proclamano la contemporanea presenza delle due Alleanze, la salvezza per la duplice via della Legge e della Grazia, e la permanenza del valore del sacerdozio di Aronne come indicato dall’ ephod sul petto di Paolosesto…. senza dimenticare la loro prontezza nel modificare il loro modo di pregare “pro judaeis” e la messa al bando del concetto di popolo deicida… E TUTTO CIÒ PER non irritare troppo i “fratelli maggiori”….

    - UNA VOLTA i cattolici credevano nella Messa come nel Sacrificio rinnovato della Croce, ORA vi credono come a banchetto giulivo della comunione fraterna universale: E i luteran-anglicani sono soddisfatti…

    -UNA VOLTA i cattolici intendevano la Comunione dei Santi come l’Accolta dei credenti e battezzati in Cristo e viventi nella sua Grazia, ORA semplicemente come l’insieme della famiglia umana in quanto tale…COSÌ DA abbracciare, nel loro irresistibile impulso dialogico ed ecumenico, ogni altra religione, ogni altra espressione religiosa, come fosse semplice ‘ affare di varietà linguistica’ …

    - una volta…. ora invece…: ECCO IL MAGNIFICO RACCOLTO DEL MODERNO SPIRITO DIALOGANTE DELLA MODERNA CHIESA VATICAN-SECONDA !

    • Reginaldus scrive:

      dimenticavo di aggiungere: e tutti gli altri sono rimasti quello che erano, e i ‘cattolici’ non sono più quello che erano….magnifique!

      • Sal scrive:

        Confesso che non posso che ammirare la sua capacità di analisi che dimostra una mente fertile e indgatrice. Condivido !

        • giovannino scrive:

          caro Sal ,basta che si dica male del Vaticano , perchè tu condivida. Rifletti che se il mondo girasse di nuovo come auspica Reginaldus , tu finiresti in galera , se non arrostito .

          • Reginaldus scrive:

            ooocche paura! ma vattele a raccontare …

          • Reginaldus scrive:

            non è qui il luogo ora di aprire un dibattito sulla storia e le sue bufale….mi limito solo a farle una domandina: che succede ora – ORA e non nel fosco medioevo… – a uno qualsiasi di noi, soprattutto se collocato in vista per la sua professione, quando si arrischia a sostenere tesi come quelle del creazionismo vs evoluzionismo, del revisionismo sull’ olocaustismo( mica dico negazionismo….), and so on…) ???

    • B'Rat scrive:

      Reginaldus,
      per dirne una, mi sa dimostrare che adesso i cattolici non vivano più la messa come Sacrificio? (a me il testo della celebrazione eucaristica in tal senso pare più che chiaro)
      Che vede, ho già fatto le pulci a LIBERAMENTE per le sue (del tutto autoproclamate) capacità di mentalist telepata, quindi mi pare giusta la par condicio.

      Per non parlare poi di cosa ci sarebbedi scandaloso nell’aver abolito il concetto di “popolo deicida” di cui ha spiegato bene l’assurdità storica il Papa nei suoi libri.

      • Reginaldus scrive:

        assurdo san Pietro (At 2) , assurdo San Tommaso d’Aquino -per non dire di Cristo: “voi volete uccidermi….” , Gv) o assurdo il vostro Ratzinger??? Quanto alla messa nova mi sa dire dove vi si trova l’idea di Sacrificio (della Croce che si rinnova, non del “sacrificio del lavoro dell’uomo…” ) ???- E poi a un discorso circostanziato non si fanno le pulci per particolari estrapolati…

        • Reginaldus scrive:

          quel “voi” Gesù lo rivolge ripetutamente ai Giudei, non ai Romani! Sono i Giudei che hanno voluto morto Gesù, che hanno tentato di farlo ripetutamente, che vi sono riusciti quando Lui ha voluto, ché l’ora delle tenebre era giunta…I Romani si sono rassegnati ad eseguire una condanna a morte per sentenza emessa ufficialmente dal Sommo Tribunale Giudaico. Pilato di quel Sangue se ne è voluto (vigliaccamente, certo ) lavare le mani (sapeva bene che per invidia glielo avevano consegnato, che lo sapeva innocente… ) mentre i Giudei spavaldamente quel Sangue lo hanno invocato su di loro e sui loro figli. E allora che stanno a strillare? nemmeno più il coraggio hanno di quei primi che non esitarono a lanciare la loro sfida al Cielo, pur di averLo morto, l’Autore della Vita (San Pietro )!!! E noi oggi a rabbonirli, ma certo, ma certo, che cosa abbiamo mai pensato di voi, assurdo!!! assurdo!!!….

      • Sal scrive:

        “aver abolito il concetto di “popolo deicida” di cui ha spiegato bene l’assurdità storica il Papa nei suoi libri.”

        Chissà perchè ciò che ieri era cosa normale buona e giusta oggi è assurdità ! E se oggi è assurdità quello di ieri, quello di domani potrà essere una cosa ancora diversa divenendo un’assurdità quello di oggi per una cosa buona e giusta e conveniente quella di domani.
        Ad ogni stormir di fronda si modifica secondo convenienza. E’ questo che vuole giustificare ?
        Anche se non è criticabile cambiare idea, il cambiamento è l’ammissione di un errore precedente in base ad una necessità nuova.
        Ma allora la tradizione dov’è finita ? E lo Spirito Santo che assiste e garantisce l’assenza dell’errore è distratto ? Non si distragga anche lei il Vangelo non è mai cambiato.

        • B'Rat scrive:

          Sal,
          come lei sa semplicemente capita di sbagliare, anche duramente. D’altra parte il fatto è che il sentimento antisemita, per quanto diffuso nella Chiesa, non è che sia mai stato uno dei pilastri della Fede, quindi da questo non c’è motivo di credere che essa si relativizzi o inizi a cambiare ad ogni muovere di fronda.

          • Reginaldus scrive:

            Che ora lei vada a dare lezioni di antisemitismo ( parola fuori posto, oltretutto, la stragrande maggioranza degli ebrei moderni non essendo nemmeno di ceppo semita….) a san Pietro, semita autentico : “VOI avete ucciso l’autore della Vita” ( vada a leggerselo ) è il colmo! Ma poi che sta dicendo riguardo al sentimento ‘antisemita’ ampiamente diffuso nella chiesa mai stato un pilastro della fede??? Ma la coscienza che la Chiesa ha sempre avuto dell’ insidia mortale che le portava il ‘perfido’ giudaismo è fatto da iscrivere nei casi della paranoia??? Paranoia anche il continuo smascheramento della perfidia giudaica da parte di Cristo stesso??? Lei dice che capita di sbagliare….La chiesa sbaglia anche quando afferma di sé la sua coscienza di infallibilità? Ma lei è è LIBERO di credere nella chiesa che vuole, ma non dica che quella in cui lei crede è la Chiesa cattolica apostolica romana, di sempre…Sarà quella giovannea, paolina wojtyliana ratzingeriana , e buona notte! Glielo dice chiaramente anche Sal: una chiesa che ha sbagliato, sbaglierà ancora, sbaglierà sempre, e allora a che serve??? Libero lei di servirsene…

          • Sal scrive:

            “semplicemente capita di sbagliare, anche duramente”

            E’ vero, dovrebbe raccontarlo al direttore della banca quando si sbaglierà a scrivere l’importo sull’assegno che lui ha già pagato. Chissà se le restituisce l’importo sbagliato.

      • Reginaldus scrive:

        Visto che lei non vuole capire ( o finge ) il senso del mio commento UNA VOLTA ….ORA INVECE…-( si può fare aiutare da Sal …) e s’impunta sul particolare della messa che per lei rimane, a mia smentita, sempre cattolicamente ‘sacrificio’, non potendo in questa sede rifare la discussione sulla Messa, mi limito a suo conforto a sottoporle queste citazioni, dalle quali traspare chiaro come le intenzioni ‘cattoliche’ abbiano raggiunto perfettamente il loro obiettivo (protestante):
        -la prima: “ Dobbiamo strappare dalle nostre preghiere cattoliche e dalla nostra liturgia cattolica tutto ciò che può costituire anche l’ ombra di pietra d’inciampo per i nostri fratelli separati, vale a dire i protestanti…. (Bugnini, Osservatore Romano 19 marzo 1965).
        - la seconda: quella di Jean Guitton, che a sua volta cita un giornale protestante che afferma che le nuove preghiere eucaristiche [ del Novus Ordo] hanno tolto di mezzo “la FALSA prospettiva di un sacrificio offerto a Dio” ( L’Osservatore Romano 13 ottobre 1967)
        -infine: “Attribuiamo una grande importanza all’uso delle nuove preghiere che noi sentiamo del tutto familiari, e che hanno il vantaggio di dare una differente interpretazione alla teologia del sacrificio da quella che noi eravamo abituati ad attribuire al cattolicesimo. In queste preghiere ora noi riconosciamo la teologia evangelica del sacrificio”. (L’Eglise d’ Alsace, gennaio 1974).
        …. E lei crede ancora che nella messanovusordo ci sia ancora l’ anima della preghiera cattolica, che il nuovo rito e il vecchio siano due forme identiche di una medesima preghiera, che chi crede in una può credere benissimo nell’altra, nella dolce cullante consapevolezza di una stravagante ermeneutica della continuità… buona sola per coloro che hanno stomaco di ferro per digerire tutto e il contrario di tutto ( echte deutsche Magen!) … Buon per lei!

  20. Sal scrive:

    Distinto sig. Simon, riprendo qui una breve replica al suo “contra facta non valent argumenta” perché a me pare… eh … a me pare che malgrado i miei specchi lei stia facendo ancora un po’ di confusione con le preghiere ripetute e lagnose. Forse perchè non pensa come un TdG è questo il guaio. Capisco che non può perdere la faccia, e mi scuso se ho insistito ma non sarebbe giusto ingannare chi altri magari legge.
    Quindi per amor di chiarezza, vede ? Se ” farà loro giustizia nonostante la sua longanimità,” non significa che stia esaudendo le preghiere monotone e ripetute. Perché fare giustizia non significa esaudire le preghiere anche se sono state fatte giorno e notte. Fare giustizia, significa che sa dove e come coloro che lo pregano in Spirito e Verità sono stati danneggiati ai quali farà Giustizia (nonostante la longanimità) togliendo di mezzo quelli che causano loro le difficoltà ma come dice Rivelazione “a suo tempo”
    “E gridarono ad alta voce, dicendo: “Fino a quando, Sovrano Signore santo e verace, ti tratterrai dal giudicare e dal vendicare il nostro sangue su quelli che dimorano sulla terra?” 11 E a ciascuno di loro fu data una lunga veste bianca; e fu detto loro di riposarsi ancora un po’, finché fosse completo anche il numero dei loro compagni di schiavitù e dei loro fratelli che stavano per essere uccisi come lo erano stati anche loro.” Rivelazione 6.10-11

    Quindi vale quanto detto prima. Il Dio non è sordo e non ha bisogno di esser tirato per la giacchetta o annoiato per esaudire le lamentele di chi vuole vincere alla lotteria della vita eterna senza fare alcuno sforzo per meritarlo. I veri uomini non fanno così. Quella è cosa da ruffiani un pò paurosi.
    Anche Gesù disse “allontana da me questo calice, ma aggiunse non come io voglio, e lo disse una volta sola, e pare che fosse un’occasione eccezionale.
    Non sembra l’esempio del Giudice annoiato dall’insistenza della vedova.
    Si ricordi il binocolo, Simon ogni tanto dall’altra parte altrimenti non riesce a mettere a fuoco.
    Però lei ha ragione “contra facta non valent argumenta”

  21. donda7 scrive:

    condivido il commento di ritaroma, cosa vuol dire, il Card. Scola che la fede deve andare d’accordo con la religione, vede sono prete da 22 anni ma questa frase se non spiegata mi fa paura. Attendo sua spiegazione. Scusi mia ignoranza.

  22. peccatore scrive:

    Quando si fa “confusione con metodo” diventa tutto difficile.
    Questa nostra società è intrinsecamente confusionaria. E ci condiziona.
    E’ malevola, falsa, ipocrita, arrogante, violenta, ingannata… E ci svia.

    Una volta, sapendo di aspettare un bambino, lo si sognava, maschietto o femminuccia.
    Poi con l’ecografia o alla nascita, se ne verificava questa semplicissima alternativa.
    Adesso invece prima ti iscrivono agli asili unisex, Egalia.
    Poi ti fanno le iniezioni per bloccare la pubertà.
    Poi ti propongono sei o sette alternative di gender…

    Tornando al cristianesimo, esso sta tutto su un evento iniziale: Gesù, morto crocifisso, è veramente risorto ed è vivo. Tutto questo è accaduto a motivo dei nostri peccati ed è per la nostra redenzione, grazie all’amore misericordioso di Dio che è Padre.

    Questa fede (non sciocca e idealistica credenza, ma scaturita dall’evidenza, memore di ciò che Gesù ha detto ed ha fatto e testimoniata come conseguenza) si innesta su una religiosità preesistente (ebraica, quindi anche quella fattuale prima che filosofica) e ne sviluppa una particolare e rinnovata esperienza (cristiana, innestata anche sulla filosofia greca e sul diritto romano e poi capace di inculturare ogni cultura incontrata nella propria ineludibile esigenza missionaria e di amore per le creature).

    La Chiesa deve solo far chiarezza su questo. Cercare con fede prima l’amore di Dio e la Sua salvezza. Tutto il resta verrà dato in più.
    Oggi è il primo venerdì del mese: casualmente, essendo luglio, è anche la festa del Preziosissimo Sangue e quest’anno coincide con il Sacro Cuore di Gesù.
    E’ il centro della fede nel Figlio, morto crocifisso, pagando Lui il nostro conto, per mostrarci l’Amore misericordioso del Padre. Risorto, perchè l’Amore vince il peccato.
    Proposto dai santi, perchè l’Atteso, al Suo ritorno, possa trovare la fede.
    Vissuto in una religione, come culto al Dio cristiano.

  23. Pippo scrive:

    Parlare di fede e parlare di religione è hobby da sfaccendati.
    Vivere una fede immutabile e immutata all’interno di una religione da sempre adattata ai tempi e alle culture per essere segno intelligibile di quella fede è, secondo me, la via maestra.

    • peccatore scrive:

      “Vivere una fede immutabile e immutata all’interno di una religione da sempre adattata ai tempi e alle culture per essere segno intelligibile di quella fede è, secondo me, la via maestra”.

      Per capire una frase come questa ci vuole almeno la “via professoressa”…

  24. peccatore scrive:

    A proposito di religioni: oggi il Papa ha tentato di dialogare con chi ha il culto di Mammona. Rivolgendosi alla FAO è tornato a parlare delle speculazioni sul cibo.

    Dal sito Global Research traggo spunto per una traduzione libera di un articolo sul Quantitative Easing. Sono quelle cose di cui non si parla mai. Da noi i politicanti si interessano di più di altre cose. Tra un Draghi e un Bini Smaghi…

    In molti ritengono che il QE (quantitative easing, che in pratica è la stampa di dollari) sia moralmente disdicevole, per quanto utile a breve termine e pericoloso per gli effetti a medio termine. Artefice del QE è la FED. La quale sembrerebbe un’entità (ricordiamolo bene: privata) che decide in autonomia, vincolando il Tesoro degli USA e tutta l’economia mondiale.

    Cosa accadrebbe se la FED interrompesse il QE? Il dollaro ne sarebbe rinvigorito (aumenterebbe la sua credibilità), probabilmente molti più risparmiatori si fiderebbero dei titoli di Stato USA. L’inversione di tendenza rispetto alle aspettative sul dollaro potrebbe frenare la speculazione in atto sulle materie prime, anche quelle essenziali per mangiare.

    Sembrerebbe dunque che la FED possa scegliere di rinunciare al QE e che questo, per l’economia USA in primis, possa essere la soluzione migliore. Se non che ci sono altri fattori da considerare, come la crisi di liquidità delle istituzioni finanziarie. Stiamo parlando di chi presta denaro (ha prestato anche quello che non ha mai avuto), che trae ricavi dagli interessi sui mutui, dai bilanci che ha contribuito a ripianare, da tutta una serie di operazioni molto rischiose ed oltre il lecito.

    Queste “istituzioni” sono nella emme più puzzolente. Gli “stimoli” che tramite ingenti somme di denaro (inesistente ed appositamente stampato) avrebbero dovuto rilanciare l’economia reale, non sono riusciti a sortire l’effetto atteso. Come un giocatore compulsivo che spera di fare il colpaccio dopo aver perso tutto, i giocatori hanno inteso riprovare a fare il colpo, partecipando al gioco con dollari di fresca stampa (c’è chi può giocare così). Ma mentre la realtà non ha premiato la puntata capestro, tutti i difetti del QE si sono palesati.

    L’inflazione non è ancora esplosa, ma è anche misurata in modo scorretto, così che non è ancora evidente che l’economia sta rallentando, mentre è evidente che la disoccupazione cresce. L’economia reale debole non offre sponde al dollaro, che la FED deprezza ulteriormente con la riproposizione del QE. Uniche beneficiarie di questa situazione paiono essere le “organizzazioni finanziarie”, la cui identità è tanto vaga quanto certi ne sono i profitti. Una crescente platea di impoveriti, privati del welfare, del lavoro, dei diritti e del cibo, sia nei Paesi ricchi che in quelli poveri, assiste all’arricchimento di pochi, qua e là per il mondo. Chi si mette in tasca soldi, i soldi finti del QE, compra tutto, contribuendo all’impoverimento di chi anche con i prezzi in calo non è in grado di fare affari, essendo senza soldi, quelli veri.

    Stiamo impoverendoci per salvare “le organizzazioni finanziarie”. Almeno sia chiaro quello. Per capire che cosa succede in Grecia, in Cina, negli Usa e da noi. Oltre al QE l’altra leva è la guerra. Altra geniale intuizione sostenuta dalle istituzioni finanziarie. Con l’aiuto di politicanti asserviti, convinti o ricattati che siano, nelle nostre finte democrazie. Finte come i soldi stampati con il QE. Mentre sono veri i soldi che ci chiedono, sotto forma di interessi. E la borsa così fa utili, mentre la borsa della spesa è più leggera.

    C’è modo di fare qualcosa di diverso? Nessuno lo chiede. Figurarsi se rispondono…

  25. giovannino scrive:

    caro peccatore , vai meglio come sociologo che come teologo . La tua analisi è buona come prima approssimazione. Venendo alla chiesa , alla quale il blog è dedicato , come giudichi il fatto che è sia schierata coi più deboli , sia coi più forti , essendo una potenza finanziaria ?

    • Sal scrive:

      Perchè alla roulette se punta sul rosso e punta anche sul nero non perde mai. In ogni caso vince. Non perde nulla se non in credibilità, ma quella si può nascondere perchè i soldi li ha ancora. Così se è uscito nero può dire di aver vinto e se è uscito rosso potrà ugualmente dire di aver vinto.

  26. ritaroma scrive:

    PECCATORE@ raccolgo la tua “confusione con metodo” con le altre due righe” e tento di rispondermi e di rispondere a
    DONDA7: vorrei augurarmi che il Card abbia voluto dire che…nella cultura di oggi, dove si crede a tutto e a niente….dove Dio c’è ma chissà dove sta…dove si crede in Cristo ma non alla Chiesa e ai preti…dove l’amore puro è quello secondo Veronesi… che la fede del cristiano deve fare i conti con tutto questo!
    Se questo era il concetto bastava esprimerlo più semplicemento…!ma non vedo la novità…da quando sò di essere cristiana cattolica ” faccio i conti” come dice lui con questo tipo di realtà più o meno evidente, pià quanto basta, più o meno falsa, ipocrita, confusa…. un saluto

  27. giovannino scrive:

    Mi pare che alcuni confondano nell’ intervento di Scola su fede e religione il punto di vista del cardinale con quello del grande teologo che Scola ha citato , ma con intento critico. La netta distinzione tra religione e fede è di Barth e non è che la estremizzazione e la trasposizione a livello collettivo della tesi centrale di Lutero e Calvino, cioè la salvezza per sola fede ovvero per elezione divina . Scola si oppone osservando che in pratica la fede è inseparabile dalla religione e che ogni comunità di fedeli si costituisce necessariamente attraverso una pratica religiosa. L’ affermazione di Scola è senz’ altro corretta , ma , sostengo , non confuta Barth , perchè è di natura empirica , sociologica , mentre Barth si muove sul piano concettuale e logico . Un esempio concreto di fede senza pratica religiosa può darsi come caso limite , ad esempio colui che giace completamente paralizzato , senza poter agire nè parlare , ma crede in Gesù nei suoi pensieri . Sul piano teorico la differenza è minore che non sembri , perchè richiamandoci ad Agostino , possiamo concordare che la salvezza proviene dalla Grazia , la quale si esprime nella fede e nelle opere . La Grazia si può paragonare all’ invisibile perturbazione elettromagnetica nell’ atmosfera che percepiamo come lampo alla vista e tuono all’ udito , due fenomeni dello stesso evento. Egualmente chi riceve la Grazia, la sperimenta interiormente come fede ed esteriormente come impulso a lodare Dio e aiutare il prossimo . La fede , come il lampo , è avvertita prima . Ma chi crede veramente , ama Dio e la Creazione e questo si riflette necessariamente anche nelle sue azioni .

  28. mauro scrive:

    Caro peccatore,

    mi riferisco a quanto lei ha scritto:

    “Tornando al cristianesimo, esso sta tutto su un evento iniziale: Gesù, morto crocifisso, è veramente risorto ed è vivo. Tutto questo è accaduto a motivo dei nostri peccati ed è per la nostra redenzione, grazie all’amore misericordioso di Dio che è Padre.”

    l’evento iniziale è l’offerta fatta da Dio all’uomo di una nuova vita senza la quale lei non starebbe neppure qui a scrivere come nessuno ne parlerebbe.

    E questa nuova vita rappresenta il superamento del credere in dei falsi per cui accettandola si riconosce che si è stati peccatori a credere loro, non che si è peccatori in quanto esseri umani. Già in questo riconoscimento (che corrisponde alla richiesta di essere battezzati, così come fece Gesu’) vi è la redenzione dell’essere umano in quanto vi è la consapevolezza di aver peccato, mancante in chi è appena sorto alla vita e pertanto senza efficacia quel battesimo non richiesto.

    Gesu’ non è morto a causa dei peccati di qualcuno.

    Lei sa benissimo che Gesu’ si proclamava sia figlio dell’uomo che figlio di Dio come sa che quel considersi figlio di Dio è a motivo di quel battesimo (conversione) richiesto (attraverso il quale Dio cancellava tutto il trascorso) ma non certo lo sapeva chi in quel momento lo stava giudicando (Pilato) per cui Gesu’ appariva essere il bestemmitore che veniva indicato dagli accusatori che sapevano che Dio si era manifestato loro come unico Dio.

    Vi è forse malvagità in chi sa che Dio si è rivelato loro unico dio e si trova di fronte chi dice di essere figlio di Dio non sapendo che è il battesimo a dar lui quella qualità (o grazia)? No davvero, ed il Vangelo ci dice anche che ci sarebbe stata una persona, Pilato, che gli avrebbe creduto per mettere a tacere l’accusa di bestemmia quando chiese a Gesu’ se era “veramente” il Figlio di Dio. Poteva forse mentire chi predicava costantemente di dire la verità? No, ed il Vangelo lo conferma riportando quanto Gesu’ disse: “sei tu che l’affermi” a tale richiesta.

    Ed ancor di piu’ dal Vangelo si conferma che Pilato non avrebbe preso comunque la decisione di condannarlo, benchè Gesu’ avesse escluso implicitamente di essere veramente figlio di Dio, quando lasciò al popolo decidere ovvero concesse Lui la possibilità di essere mandato assolto. E’ il popolo che lo ha condannato, dirà lei, quello ha peccato! Assolutamente no! in quanto nella Genesi Dio riconosce che l’uomo ha la capacità di conoscere il bene dal male e poichè nessuno è alla ricerca del proprio male (tranne i pazzi che non sanno discernere) il popolo non ha fatto altro che scegliere ciò che riteneva rappresentasse il bene maggiore secondo il proprio convincimento, così come accade a chi decide di convertirsi.

    Dica la verità , sembra un’altra storia ma è l’unica che appare dal Vangelo: Pilato non l’avrebbe in ogni caso condannato e gli accusatori non potevano che attenersi a quando Dio disse loro che era l’unico dio ed al popolo era legittimo scegliere.

    Eppure, dirà lei è morto crocefisso. Non vi è dubbio ma non per colpa dei peccati dell’uomo ma perchè fosse tolto il peccato dal mondo, quel paganesimo che sovrastava e soggiogava l’uomo ingannevolmente.

    Forse le è difficile capire che, come è scritto nel Vangelo, chi osserva le Leggi del proprio popolo è in accordo con Dio, e volendo dire ciò che non si è in peccato, non è un peccato attribuibile a tutti indistamente gli uomini quello che ha tolto Gesu’ con la propria morte ma un peccato che è al di fuori dell’uomo, ovvero contrario a Dio ed alla sua unicità che poteva essere sola la presenza del paganesimo sulla terra.

    D’altra parte non era poi così difficile scoprirlo, Dio non aveva fatto conoscere la propria presenza per combattere l’uomo ma per offrirgli una nuova vita (a tutti senza alcuna distinzione) e ciò lo poteva fare solo esautorando il paganesimo dopo averlo combattuto e sconfitto. L’entità malefica era il paganesimo per quel suo discendere fino all’uomo, non l’uomo che subendone l’influsso ne era la vittima.

    Certo è che con il peccato, indiscriminatamente attribuito a tutti, il cattolicesimo ci ha giocato fin troppo ma esso è, relativamente all’uomo, il non riconoscerlo come unico Dio etc.riguardante solo chi accetta la Sua Parola ( i primi 3 comandamenti) ed il non rispettare le Leggi dell’uomo (di cui gli altri 7 comandamenti ne sono la traccia) in quanto viene posto l’obbligo della loro osservanza a tutti gli uomini.

    Appare piu’ che evidente che la Chiesa è contraria all’osservanza delle Leggi dell’uomo volendo che esse si conformino ad ipotetiche Leggi morali, come se ciò che dice il Vangelo, su quell’osservanza, fosse riservato agli atei, ma poichè la gente oggi ha superato la fase del subire, non potendo a quel tempo conoscere, si rende conto che tutte le leggi hanno in sè insita già una morale che le lega, che si chiama etica in quanto rappresenta ciò che l’uomo ha deciso per sè nel rispetto dell’altro, confacendosi con ciò anche al volere di Dio che è universale e non settoriale per quel ritenerlo riservato a voi.

    Ma quando mai Dio contrasterebbe una, da voi determinata, vita dell’uomo sulla terra se la maggior parte dei suoi comandamenti riflettevono le Leggi dell’uomo e queste dovevano essere obbligatoriamente osservate per poter accedere a quella vita eterna promessa?

    Lei può solo chiamarla fede ciò in cui crede ma non appartiene alla religione cristiana che porta con sè un’altra fede per quell’affermare valori diversi da quelli sostenuti dal Cattolicesimo.

  29. ritaroma scrive:

    “Gesù non è morto per i peccati degli uomini ma x i peccati del mondo”!

    E come ci sarebbero arrivati i peccati nel mondo?

    • Sal scrive:

      “«Ecco l’Agnello di Dio, che toglie il peccato del mondo!” (Gv.1.29)

      E’ al singolare ! non plurale. Si tratta di uno solo non molti ! singolare …..
      no ?

  30. Sal scrive:

    E’ sorprendente Tornielli, “Fede Cristiana e dialogo” la fede non parla, si esercita ubbidendo al fondatore del cristianesimo.

    Anche le religioni non parlano. Sono gli uomini che parlano ma le religioni stanno zitte ! Non dialogano.

    Tra l’altro non ce n’è neanche bisogno ! Son tutte un modo per dire “sono meglio io” – “il mio dio è migliore del tuo” – “ noi siamo il popolo eletto” – “noi siamo la vera religione”. MA mentono tutti.

  31. mauro scrive:

    Cara ritaroma

    Ciò che si combatte, se si vuole che cessi, è sempre l’idea [il pagnesimo] che muove l’uomo ma se lei combatte l’uomo che la porta [attraverso, ad esempio, la persecuzione] ne troverà sempre un altro che la farà rivivere tanto che non possiamo che constatare che fu lo stesso modo che permise il diffondersi del cristianesimo.

    So benissimo qanto appaia difficile per lei ma per brevità legga l’amico Sal che le ha risposto in maniera esaustiva .

  32. ritaroma scrive:

    SAL: @vero ma , anche se singolare il concetto non cambia: come c’è arrivato il peccato nel mondo?
    buon fine settiumana

    • Sal scrive:

      Grazie, ricambio il buona settimana anche a lei.

      Il peccato ? Come c’è arrivato ? Lei non ha mai letto Genesi ? L’arroganza di Eva e di Adamo e la loro voglia di essere indipendenti stabilendo da sè “il ben e il male ” ? Hanno mangiato il frutto dell’albero della conoscenza che era loro proibito.

      Una singola azione errata un singolo peccato del mondo.
      In ogni famiglia c’è un “capo famiglia” che dispone l’andamento. E’ anche vero che nella libertà di azione c’è anche quella di rifiutare le regole della famiglia, ma poi non si potrà pretendere di rimanere all’interno di quella famiglia perché “il capo famiglia” userà la stessa libertà per allontanare i figli ribelli dalla sua casa. Così è avvenuto, ma ha voluto dar loro l’opportunità di rientrarci. Si chiama generosità. Vedi la parabola del figliol prodigo.

      Diverso è il caso di chi non comprende i motivi e volendo agire autonomamente si rivolge al “capo famiglia” e chiede spiegazioni per poter evitare i pericoli. Ma se non sa, e non ha capito e vuole fare di testa propria è un atto di ribellione e di stupidità che và corretto. Ne conviene ?

      Per questo è scritto “Così anche voi, quando avete fatto tutte le cose assegnatevi, dite: ‘Siamo schiavi buoni a nulla. Abbiamo fatto ciò che dovevamo fare’” ( Luca 17.10) E che cosa dovevamo fare ?

      Lo scopo è aiutare a capire che la casa non è nostra, che non è possibile “fare come ci pare” che ci sono regole da rispettare e trappole lungo la strada. Che la conoscenza che abbiamo acquisito mangiando quel frutto è molto pericolosa perché è un arma a due tagli con la quale l’uomo può fare bene e fare male. Dovrà impara ad usarla solo nel modo giusto che è quello che è stato spiegato e dimostrato da chi lo ha fatto dando l’esempio con il sacrificio personale, la tolleranza, la pazienza, la saggezza, la longanimità, la generosità, l’altruismo. ( Vedi Galati 5.22 Il frutto dello spirito)

      Sono cose che non si imparano a messa, né con la comunione. Ma con la riflessione, l’esame dei singoli casi, praticandoli nella vita. Così si cresce e si impara. E si fa singolarmente e non può essere una cosa di gruppo.

      “Andate, dunque, e imparate che cosa significa questo: ‘Voglio misericordia, e non sacrificio’.” ( Matteo 9.13) – “La forma di adorazione che è pura e incontaminata dal punto di vista del nostro Dio e Padre è questa: aver cura degli orfani e delle vedove nella loro tribolazione, e mantenersi senza macchia dal mondo.” ( Giacomo 1.27)
      “Se, ora, io dichiaro la buona notizia, non è per me ragione di vanto, poiché necessità me n’è imposta. Realmente, guai a me se non dichiarassi la buona notizia” ( 1 Corinti 9.16)
      Perché a furia di ripeterla “accettiamo con mitezza che sia piantata [in noi] la parola che può salvare le vostre anime. Comunque, divenite operatori della parola, e non solo uditori, ingannando voi stessi con falsi ragionamenti. Poiché se qualcuno è uditore della parola, e non operatore, costui è simile a un uomo che guarda la sua faccia naturale in uno specchio. Poiché si guarda, e se ne va e immediatamente dimentica quale sorta di uomo egli sia. Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta che appartiene alla libertà e persiste in [essa], questi, poiché è divenuto non uditore dimentico, ma operatore dell’opera, sarà felice nel suo operare.” ( Giacomo 1.21-25)
      Ho spiegato ?

  33. ritaroma scrive:

    errore- settimana

  34. ritaroma scrive:

    Diceva Oscar Wilde:” meglio stare zitti e passare x stupidi che aprire bocca e togliere ogni dubbio”!

    Mi adeguo.

  35. mauro scrive:

    Cara ritaroma

    il cristianesimo si è imposto sul paganesimo per aver combattuto e sconfitto l’idea pagana senza perseguitare i pagani. Il cristianesimo ebbe modo di diffondersi perchè i romani non combatterono e sconfissero l’idea cristiana ma perseguitarono i cristiani.

    Come si fa a sconfiggere un’idea pagana? La si fa propria, la si svuota dei loro significati inserendone dei nuovi.

    Esempio: il fuoco (l’episodio della Geenna). Questo per il paganesimo è segno di immortalità. Facendo bruciare il proprio corpo dopo la morte i pagani ritenevano di raggiungere l’immortalità. Nel cristianesimo è l’opposto: se il proprio corpo viene bruciato nel fuoco della Geenna non si potrà raggiungere la vita eterna in quanto l’anima perisce nel fuoco.

    Altro esempio: l’acqua (episodio del battesimo ma anche della resurrezione) per il paganesimo è simbolo della passività umana mentre per il cristianesimo è simbolo di inizio della vita (la conversione) ma anche di vittoria della vita sulla morte (il cristianesimo sul peccato pagano così come la resurrezione di Gesu’ dove l’acqua uscì dal suo costato assieme al sangue).

    Guardi allora un po’ alla storia della Chiesa quando combattè fisicamente l’islam con le crociate. E’ forse morta quell’idea? No, si è ancora di piu’ diffusa e si sta diffondendo oggi anche nelle terre dove il cristianesimo è presente con i flussi migratori attuali. Che fa la Chiesa cattolica allora? Una gran pensata: li accogliamo e li convertiamo! ( e soprattutto strilliamo quando l’Italia non intende accogliere i clandestini).
    La Chiesa ha dovuto fare marcia indietro (in piccola parte [vi deve essere un accordo bilaterale] l’Italia li sta rimpatriando non clandestinamente, ovvero anche la Chesa ne è a conoscenza) perchè si è resa conto che la conversione è ben poca cosa rispetto all’aumento di presenza di mussulmani in italia: non bastasse l’immigrazione, loro, non avendo problemi a mettere al mondo quanti piu’ figli è possibile, fanno nascere italiani di fede mussulmana. Provi a prefiguarsi fra 30/40 anni (come ipotesi plausibile) cosa avverrà in Italia (io non ci sarò ma stia pur certa che, se potrò, riderò).
    In Parlamento verranno eletti cittadini italiani di fede mussulmana da italiani di pari fede che, forti della propria tradizione islamica, riusciranno ad indirizzare le Leggi italiane sul modello islamico (religione islamica inserita nella Legge civile) e non sul modello Cattolico che il Papa, oggi, vorrebbe a tutti i costi raggiungere. Se è vero che le nostre nonne giravano con il fazzoletto in testa (parlo dei miei tempi), ed oggi non piu, tale modo di vestire ritornerà di moda a causa di una religione che non era mai appartenuta al nostro mondo occidentale ma si è voluta favorire (non impedendo a quell’idea di continuare ad esistere, sarebbe la logica conclusione).
    C’è un’altra cosa da dire. Se il Papa intende che le Leggi italiane si conformino alla morale cattolica (è un mistero sapere quali valori porti perchè cambiano in continuazione [sarebbe già sufficienti leggere i vostri commenti per accorgersi di quanta confusione regna in voi]), quale scopo ha ricercare il dialogo interreligioso quando si vorrebbe che in Italia chi professa un’altra fede si attenesse sempre a quella cosiddetta morale cattolica? Sabbia negli occhi per far credere che è Dio che lo chiede pur se il sacerdote subito se ne ravvede e fa cambiare quell’opinione a Dio.

    Di morale ve n’è una sola: le religioni devono essere estranee a come vive l’uomo la propria esistenza terrena rimanendo esse in un stretto ed intimo ambito personale di rapporto con il proprio dio. Neanche non lo sapeste: basta leggersi il Vangelo ed è tutto già stato scritto da due millenni. Per assurdo oggi i veri cattolici sono quelli che, non professandosi tali, sanno di proprio che qualsiasi religione è estranea al modo di vivere sulla terra.

    Sul perchè sia “il peccato” e non “i peccati”. I peccati per essere essi individuali e diversi fra loro formano un insieme di peccati per cui se si dice “i peccati del mondo” si intendono quelli di tutti gli esseri viventi.
    Se invece si fa riferimento al “peccato del mondo” è un unico peccato che coinvolge indistintamente tutti gli esseri viventi. Può essere solo l’aver creduto a falsi dei, ovvero al paganesimo considerando che Dio si è rivelato duemila anni fa come unico e vero dio.

    • Fabio Sansonna scrive:

      Infatti il problema non sono i pagani o le altre religioni, ma la non educazione alla fede che caratterizza la Chiesa Cattolica dei nostri giorni.
      Si ha paura a insegnare ai bambini quello che ci è stato tramandato dai nostri padri nella fede e li si espone al vuoto davanti alla vita che dovranno affrontare rendendoli potenziale zimbello in futuro dui tutti coloro che il loro crwedo, al contrario dei cattolici, lo credono veramente.
      I nostri figli davanti alle loro espressioni di credo resteranno muti , senza parole, altro che dialogo !!!!!!!!! perchè non avranno risposte e non sapranno cosaa dire , perchè non è stato loro insegnato niente della dottrina cattolica !!!!!

  36. giovannino scrive:

    cara ritaroma , l’ interesse di un dibattito sta anche nella pluralità delle opinioni e dunque non ci privi del suo contributo . Soprattutto non si lasci condizionare dai sofismi ermeneutici di Sal & co. Esistono ( almeno ) tre livelli modi distinti di avvicinarsi correttamente alle Scritture : il livello filologico , indipendente , almeno idealmente , da ogni considerazione non scientifica, quello ermeneutico , anch’ esso regolato da norme , ma storicamente condizionate ( la Tradizione e le tradizioni ) e , infine , quello individuale che legge la Bibbia come alimento spirituale e fonte di meditazione e preghiera. Sal & co. ne fanno un indigesto minestrone e saltando da un livello all’ altro , confondono il lettore per poi propinargli interpetrazioni tendenziose o perfino ingannevoli .

    • Sal scrive:

      Provi a chiedere ciò che non ha capito fino ad ora e le sarà dato.

      “Continuate a chiedere, e vi sarà dato; continuate a cercare, e troverete; continuate a bussare, e vi sarà aperto. 8 Poiché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto. ( Matteo 7.7-8)

      “propinargli interpetrazioni tendenziose o perfino ingannevoli .”
      E come fa a dirlo ? Non sa leggere le scritture citate ? E c’è pure chi dice che sono troppe.

      Non sia timido !

    • mauro scrive:

      Invece di fare un elenco di modi di leggere il Vangelo, faceva prima a capire che ve n’è uno solo ed è quello degli apostoli che intendevano ciò che scrivevano tanto che Pietro, a ragion di ciò, vietò a chiunque di interpretarli. A questo punto , quantomeno, può tranquillamente cestinare i modi che ha elencato di lettura (se non ve ne fossero altri) e ricominciare daccapo in quanto sono ingannevoli.

      Personalmente, considerato che sono il “&Co” mi sono attenuto ad un solo peccato nel mondo come essi intendevano far sapere anche ai cattolici, volendo.

      Se avesse argomenti validi nelle scritture, attraverso i quali lei vedesse un errore nella mia esposizione, può tranquillamente scrivere perchè è permesso a tutti farlo. Contestare senza un riferimento quantomeno plausibile non le rende giustizia.

  37. ritaroma scrive:

    SAL@ volevo cmq precisare che nella S. MEssa il ns Agnello di Dio”toglie i peccati del mondo” mentre lei sa bene che il peccato di cui stiamo parlando è di tutt’altro genere. è quello x il quale nel Cristo e x mezzo della Vergine era stata data la promessa in quella parte della Genesi che io chiamo Protoevangelo.
    ora posso pure passare x stupida….
    un saluto

  38. ritaroma scrive:

    GIOVANNINO@ grazie e buona giornata

  39. Sal scrive:

    @ritaroma
    Mi permetta di chiederle, se come dice lei l’agnello del mondo è venuto “a togliere i peccati o il peccato” tralasciando il singolare o plurale, avendolo fatto “una volta per sempre” ( Ebrei 7.27), le sembra opportuno che venga rifatto tutte le volte che si officia la messa ?

    “La celebrazione eucaristica ha quattro significati principali: il sacrificio, ripetizione incruenta del sacrificio di Cristo sul Calvario. Il memoriale, ricordo e presenza di Cristo nell’attesa del suo ritorno… Abbastanza vivo è il dibattito teologico su quale sia il significato principale da attribuire alla celebrazione eucaristica, anche se dai documenti del Magistero appare centrale la definizione di sacrificio propiziatorio[1].” - Wikipedia
    [1]^ Cfr.: Can.3;DB, 949: Si quis dixerit; Missae sacrificium tantum esse laudis et gratiarum actiones aut nudam commemorationem sacrificii cruce peracti, non autem propitiatorium … anathema sit.
    Il Sacrificio della Messa è un vero sacrificio propiziatorio e NON una «nuda commemorazione del sacrificio compiuto sulla croce».
    http://www.cattolicesimo.eu/index.php?pid=220
    E’ un vero sacrificio – Il pane e il vino si convertono effettivamente nel corpo e nel sangue di Cristo, Tale conversione misteriosa è chiamata dalla chiesa, in maniera assai appropriata, transustanziazione”. (La fede cattolica, di Paul Poupard, SEI, 1984, p. 140)
    Saprebbe spiegare perché se è un memoriale lo si ripete spesso anziché una volta l’anno nella celebrazione della Pasqua come originariamente fatto da Gesù ?

    Saprebbe spiegare se avviene la transustanziazione com’è che nessuno pensa che il Vangelo vieta di mangiare sangue ?

    Saprebbe spiegare perché se è un “sacrificio” Gesù dice che non vuole sacrifici ? ( Matteo 9.13) – (Proverbi 21:3) “Praticare la giustizia e il giudizio è per Geova preferibile al sacrificio.”

    E’ contrario al Vangelo. Dov’è la cosa complicata da capire ?

    (Osea 6:6) “Poiché ho provato diletto nell’amorevole benignità e non nel sacrificio; e nella conoscenza di Dio anziché negli olocausti.”

    p.s. ha ragione lei sulla questione di Genesi 3.15 – del “protovangelo” composto da proto = primo e vangelo = buona notizi. Ma è comunque la prima buona notizia o la prima profezia.

  40. Reginaldus scrive:

    Se gli obiettivi danno il senso delle azioni che si pongono in essere per raggiungerli, eccolo qui il senso vero del V.II dall’obiettivo stesso che il concilio si è prefissato: “ Esso [obiettivo] non fu principalmente quello di cambiare i riti e i testi, ma quello di RINNOVARE LE MENTALITÀ e di collocare la celebrazione del mistero pasquale di Cristo al centro della vita cristiana e dell’attività pastorale” ( parola di Benedetto 16, 6 maggio 2011 ).

    Che significa RINNOVARE? Quando si rinnova il guardaroba, significa che è diventato inutilizzabile, per cambio di misure, o impresentabile, per cambio di moda. Quindi lo si butta. Per il concilio allora la vecchia mentalità, cattolica, va buttata, per una nuova mentalità , diversa, alla moda, conforme alle muove esigenze. Il vecchio patrimonium fidei, il Guardaroba della fede, divenuto un magazzino di anticaglie. Lo Spirito Santo, deputato a conservarlo e a proteggerlo per il tramite dei suoi Agenti, i Sommi Pontefici della Chiesa Cattolica, buttato all’improvviso tra i parrucconi sclerotici che non sanno stare al passo dei tempi. Così, all’improvviso, dopo quasi duemila anni di servizio. ( quanto poi al collocare il mistero pasquale ecc. ecc. , siamo al patetismo puro, per fare bere il veleno del ‘rinnovamento’ alle anime pie e sprovvedute: quando mai la Chiesa non ha” collocato il mistero pasquale al centro della vita cristiana e dell’attività pastorale”??? Ora più che il mistero pasquale pare che al centro ecc. ecc, ci sia l’impegno per la costruzione di un nuovo mondo, a cui è funzionale una Nuova Chiesa, quella Onusiana del Dentro-Tutti Adoratori dell’Unico Dio! Come motore dell’operazione, il DIALOGO INTER-RELIGIOSO, appunto!!

  41. Reginaldus scrive:

    “rinnovare la mentalità…”e quindi cambiarla, convertirsi dalla vecchia alla nuova, una metanoia alla rovescia: dalla fede in Cristo alla fede nel mondo, quel mondo che è antitetico a Cristo e per il quale Cristo non ha pregato…

  42. Fabio Sansonna scrive:

    Volevo far presente quello che era il giudizio di mons L.Giussani sul dialogo interreligioso , anche se lo chiama ” ecumenismo” :

    “L’ecumenismo come è inteso adesso poggia tutto …nella traduzione pseudocattolica che ha dominato tanti teologi del Concilio Vaticano II e soprattutto la teologia dopo il Concilio…..questo…pantheon di fiabe costruite sul sentimento religioso ad un certo punro ha implicato anche l’avvenimento di Cristo…si è interpretata (male ndr) la frase di GPII dalla Redentor Hominis “Cristo è il centro del cosmo e della storia ” e …. si è detto tutto è bene…confermando così con questa interpretazione falsa il bailamme di tutte le fiabe antecedenti…questa è la posizione generatrice di tutti gli equivoci del post Concilio, Karl Rahner,il cardinal Konig…E’ l’eliminazione vera e propria di Cristo come fatto storico senza precedenti… la cosa più importante non è il senso religioso ma è l’incontro con Cristo, Tutto l’ecumenismo di adesso che poggia la sua argomentazione sul fatto che tutte le religioni sono simili…tutte…si equivalgono,dimentica semplicemente che Dio è nato bambino, è nato come uomo e seguendo questo uomo si capisce cos’è il cuore, cos’è il senso religioso, cos’è la ragione , cos’è tutto”.

    ( da “L’autocoscienza del cosmo” di Luigi Giussani pagine 14-21 BUR 2000)

  43. Fabio Sansonna scrive:

    e ancora, dice mons Giussani:
    ” …un pericolo gravissimo : confondere il dialogo col compromesso.Partire da ciò che si ha in comune con l’altro non significa necessariamente dire la stessa cosa, pur usando le stesse parole : la giustizia dell’altro non è la giustizia del cristiano, la libertà dell’altro non è la libertà del cristiano, l’educazione nella concezione dell’altro non è l’educazione come la concepisce la Chiesa”.

    ( da “Il rischio educativo” diLuigi Giussani ,pag 122, Rizzoli 2005)

    Infatti anche la lettera a Diogneto dice che i cristiani avevano in comune tanti aspetti della vita con glia ltri, ma sottolinea come questi stessi aspetti comuni della vita quotidiana venivano vissuti dai cristiani in modo totalmente diverso.

  44. Fabio Sansonna scrive:

    ” Il discorso sui valori comuni, portato avanti anche da vescovi,la stabilizzazione sui valori comuni è proprio l’alienazione della libertà”.

    (Da ” Ciò che abbiamo di più caro” di Luigi Giussani . BUR 2011, pag. 36)