Iraq, la tragedia e la speranza

Il 2010 è stato l’anno peggiore per la comunità cristiana in Iraq. Lo denuncia l’organizzazione per i diritti umani in Iraq Hammurabi, riportata dall’agenzia Asianews. «Molti cristiani sono stati costretti a lasciare il Paese nel timore di uccisioni e violenze di ogni tipo».

Il bilancio delle vittime tra i cristiani negli ultimi sette anni, secondo Hammurabi, supera la 822 persone. 629 di loro sono stati assassinati per il fatto di far parte della minoranza cristiana. Altri 126 sono rimasti coinvolti in attentati di vario genere; altri ancora sono rimasti vittime di operazioni militari compiute dalle forze americane e irachene. Il 13% delle vittime sono donne. Fra le vittime cristiane del 2010 si contano 33 bambini, 25 anziani e 14 religiosi. Nell’anno 2010 Hammurabi registra 92 casi di cristiani uccisi e 47 feriti; 68 a Baghdad, 23 a Mosul e uno a Erbil.

Mi scuserete se ancora una volta ricordo la profetica posizione di Giovanni Paolo II, che già anziano e piegato dalla malattia, scongiurò di non fare la guerra in Iraq. Quella guerra fatta per «disarmare» Saddam Hussein delle armi di distruzione di massa che non aveva e che nessuno ha mai trovato.

Ma Asianews ricorda anche i segnali di speranza. Il 4 luglio il patriarca caldeo Emmanuel Delly III, ha incontrato massima autorità religiosa sciita irachena, Ali al Sistani, e ha sottolineato che si è trattato di «una visita fraterna, per ribadire l’unità dell’Iraq e degli iracheni musulmani e cristiani». La settimana scorsa a Kirkuk, a nord di Baghdad, è stata inaugurata la prima chiesa costruita dopo l’invasione dell’Iraq del 2003, su un terreno donato dal governo iracheno con il contributo del presidente Jalal Talabani, e finanziata dalle offerte dei cristiani iracheni.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

8 risposte a Iraq, la tragedia e la speranza

  1. ritaroma scrive:

    gli uomini commettono sempre gli stessi errori e non ascoltano o non vogliono ascoltare i suggerimenti, specialmente quando arrivano dalla Chiesa… e le ragioni possono anche essere tante ma non sempre giustificabili….l’unica speranza e certezza è che “Dio scrive dritto anche sulle righe storte”….certo tanto sangue, tanto orrore e tanto dolore poteva essere risparmiato….ma la perfezione è un cammino scivoloso ed è più facile avere e vedere altri “punti di riferimento”!
    che Dio abbia pietà di noi, figli ingrati e pieni di superbia!
    buon lavoro e grazie dr Tornielli

    • Sal scrive:

      “certo tanto sangue, tanto orrore e tanto dolore poteva essere risparmiato….ma la perfezione è un cammino scivoloso ed è più facile avere e vedere altri “punti di riferimento””

      Intende giustifica Bush che scivolando sul petrolio ha fatto quel macello ? Vabbeh, che era amico di GPII, ma La facevo più cristiana.
      Allora si può dire che, povero Bush, non essendo perfetto è scivolato sull’olio perché aveva altri punti di riferimento! E’ metodista, neanche cattolico. Le piace ?

  2. Sal scrive:

    Perdonerà l’autore del titolo “Iraq la tragedia e la speranza” se non mi accodo alla speranza, perché la tragedia l’abbiamo già vista e non è ancora finita; e proprio coloro che sono stati gli artefici di quelle tragedie fuggono da quei luoghi, dimostrando di non avere alcuna speranza.

    Per avere speranza occorrerebbe che ci fossero almeno dei segnali a sostenerla ma non c’è alcun segno di miglioramento che possa far sperare. Le rivoluzioni continuano, sempre più violente e crudeli, i dittatori non sono disponibili a cedere facilmente, le condizioni mondiali si fanno più difficili, anche per i passeggeri di prima classe che affonderanno come tutti gli altri. Negli Usa si continua a discutere se a pagare debbano essere solo i più poveri mentre in Italia lo si è già certificato anche con il sostegno di chi ha firmato borbottando. Hanno detto “per il bene del paese”, ma solo quello di prima classe dove si sono piazzati anche loro.

    Quale può essere dunque il motivo per essere speranzosi, se non per un ottimismo di maniera ? Tendente a non far dilagare il panico ?
    Si dice : “ Il 4 luglio il patriarca caldeo Emmanuel Delly III, ha incontrato massima autorità religiosa sciita irachena, Ali al Sistani, e ha sottolineato che si è trattato di «una visita fraterna, per ribadire l’unità dell’Iraq e degli iracheni musulmani e cristiani». La settimana scorsa a Kirkuk, a nord di Baghdad, è stata inaugurata la prima chiesa costruita dopo l’invasione dell’Iraq”

    L’ADNKronos risporta: “ The patriarch stressed the importance of unity in Iraq and cohesion between diverse groups in the country.”
    “Sottolineare o invocare l’importanza” è solo un pio desiderio che non si avvererà, perché “ A meno che Geova stesso non edifichi la casa, Non serve a nulla che vi abbiano lavorato duramente i suoi edificatori. A meno che Geova stesso non custodisca la città, Non serve a nulla che sia stata sveglia la guardia. Non serve a nulla che vi alziate di buon’ora,” ( Salmi 127.1-2) E questi, come ha già predetto Gesù : “ sono giorni per fare giustizia, affinché tutte le cose scritte siano adempiute.” ( Luca 21.22)

    Forse alcuni faticano a crederlo proprio come ai tempi di Noè, non credevano fino a che sono rimasti tutti con l’acqua che li ha travolti. E chi lo diceva era definito “profeta di sventura” perché diceva la verità. Ma la cosa che incuriosisce è com’è stato possibile che un santo non riuscì a far cambiare idea a Bush. Eppure erano anche amici. Wikileaks dice che Bush sarebbe stato felice di avere anche un santo sul libro paga. Ci sarà riuscito ?

  3. Simon de Cyrène scrive:

    O.T. per ANDREA TORNIELLI ( repetita iuvant, si dice ;-) )
    Si cita su un altro blog (MIL): “Tempo addietro, ha fatto scalpore l’indiscrezione di Tornielli circa l’esistenza in Vaticano di un ‘dossier’ che farebbe stato di rischi concreti di uno ‘scisma’, o comunque ribellione antiromana, nelle chiese di lingua tedesca: essenzialmente, in Germania (dove il Papa si recherà presto in un viaggio che si preannuncia difficile), in Austria e in Svizzera.”
    Questa notizia è la ripresa di articoli su altri blog.
    Personalmente la seguo alquanto attentamente, ma non mi ricordo questo suo intervento: potrebbe confermare questa notizia e possibilmente darci il link della sua prima pubblicazione?
    Grazie!

  4. massimo scrive:

    la situazione irakena è davvero grave,se si fosse ascoltato il papa a suo tempo….molto grave è ora anche l’indifferenza8come per il sudan)della maggior parte dei midia,dei giornali e delle redazioni occidentali,sopratutto mi scandalizza l’estrema attenzione che danno a temi di moda,a diritti di moda,a presunti perseguitati di moda,ma del sangue versato dei cristiani chi se ne frega!vero giornali laici e laicisti?
    un grazie a Tornielli e alla Stampa,per l’attenzione……

  5. peccatore scrive:

    Mentre latita l’attenzione per i cristiani dell’Iraq e della Cina, farà breccia l’appello per gli esseri umani del Corno d’Africa?
    Intanto i sacrifici per salvare la baracca italica la fanno le famiglie con figli ed i monoreddito (si sa: chi ha più figli in genere sceglie, permettendoselo, di lasciare un genitore in casa).
    Politiche senza futuro…
    Politiche da basso impero, in sfacelo, non solo in Italia.
    E’ la fine di un mondo, ma non la fine del mondo.
    Per chi muore di fame e di sete, vedere arricchire chi non lavora e tassa chi lavora, stampa carta e la chiama soldi e ci fa la cresta pretendendo soldi veri sugli interessi che intasca prestando soldi finti, aiutato da chi fa della legge un insieme di privilegi da conservare è proprio uno schifo.
    Poi al Corno d’Africa finirà con il pensarci l’obolo della vedova.
    Agli altri l’Africa non interessa, nemmeno un corno: piuttosto interessano le corna del loro adoratissimo idolo.

  6. il maccabeo scrive:

    Per quanto mi riguarda sono molto pessimista sui cristiani in Iraq.
    Erano tra i piu´fidati sostenitori di Saddam.
    La Guardia presidenziale di Saddam era composta, per quanto ne so, quasi esclusivamente da cristiani.
    Il Primo Ministro di Saddam, Tarek Aziz, era cristiano.
    Non c´é dunque da aspettarsi nessun aiuto dalle truppe americane o dal governo provvisorio iracheno, finanziati entrambi certo… NON dai soldi del Vaticano.
    Almeno finché in Europa e nel mondo i cristiani non decidano magari, chesso´, di boicottare i prodotti americani (Bevande, abiti e computer ad es.) finché il governo e le truppe statunitensi non fanno passi concreti per fermare la carneficina.