Echi grossolani

Ormai alla vigilia dell’importante viaggio del Papa in Germania – il terzo del pontificato ma il primo nella capitale tedesca, che oggi può ben dirsi la capitale d’Europa – sarebbe stato meglio lasciar passare sotto silenzio gli apprezzamenti Umberto Eco, che al quotidiano tedesco Berliner Zeitung ieri ha dichiarato di non credere che Benedetto XVI «sia un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale».

Fin qui si sarebbe potuto stendere un pietoso velo, anche se sarebbe più che lecito chiedersi come abbia fatto il tuttologo romanziere e grande intellettuale Eco a diventare anche così esperto di teologia da guardare dall’alto in basso Joseph Ratzinger. Ma sconcerta ciò che ha aggiunto: «Le sue (di Ratzinger, nda) polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane, nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole».

Ora, Eco ha tutto il diritto di dissentire da quanto dice e insegna il Papa. Ma definire «grossolane» le tesi sul relativismo, affermando che «nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo» le formulerebbe così è semplicemente ridicolo. Di veramente grossolano qui c’è solo la sua intervista berlinese. Forse qualcuno potrebbe suggerire a Eco di chiedere al grande filosofo razionalista tedesco Jürgen Habermas come mai abbia perso il suo tempo a dialogare su fede e ragione con un «grossolano» come Ratzinger…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

207 risposte a Echi grossolani

  1. peccatore scrive:

    Eco…grafia pelvica. Tracce di calcoli.
    Una masso…terapia?
    Tutto è relativo: anche l’urlo dell’imbecille ha i suoi decibel.
    L’eco sfuma rimbalzando tra le gole.
    Scema… poi non ne resta neppure l’eco.
    Ecolalìa.
    Bla bla malato ed infantile di chi ama ripeter fole.
    La realtà rima con la verità.
    Chi non ne sente l’eco, filosofa sproloquiando vanità.
    Chi ne ascolta la musica la chiama Santità.

  2. massimo scrive:

    Se l’invidia potesse guardare fissamente il sole non ne vedrebbe che le macchie.

    • LIBERAMENTE scrive:

      appunto, l’invidia verso Umberto Eco, per esempio, guardandolo dall’alto in basso e questo metodo il papa lo conosce molto bene, lo pratica tutti i giorni e voi che gli bacereste i piedi, siete felici di essere da lui guardati dall’alto in basso, ma in nome suo e di Dio guardate poi a vostra volta gli altri dall’alto in basso, che bell’esempio che vi da il papa.

  3. Pippo scrive:

    Non stuzzicate il can che dorme.
    Se tenta di dimostrare l’enunciato in un altro saggio non credo ne usciremmo vivi.

  4. LIBERAMENTE scrive:

    Ma non dica cose così su Umberto Eco, semmai è lei Tornielli a non essere all’altezza del grande Romanziere ma ugualmente stende dall’alto in basso il suo patetico velo pietoso, solo perchè ha criticato il papa, e la libertà dicritica è un sacrosanto diritto fino a prova contraria, ma per lei Tornielli il papa non dovrebbe mai neppure essere sfiorato dall’ombra della critica.

    Guardi, è suo problema di vaticanista se non riesc e a sopportare e a tollerare una critica da parte della letteratura e della stampa libera, solo perchè tocca il suo guru.

    • LIBERAMENTE scrive:

      aggiungo, ha ragione Eco quando parla di Grossolane tesi sul relativismo, affermando che «nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo» le formulerebbe così è semplicemente ridicolo.

      Anzi di ridicolo c’è pure il suo velo pietoso, caro Tornielli ,perchè lei da per scontato che il papa sia un teologo impeccabile, quando invece tutti i grandi critici sulla vita di Gesù, parlano del libro su Gesù scritto dal papa che non riesce a superare l’esame della critica internazinale ma si chiude a riccio come per dire, blindato e indiscutibile. Eh caro Tornielli voi siete abituati a non essere messi in discussione quando parlate del papa, anzi è intoccabile e indiscutibile.

      • ignazio scrive:

        Evidentemente lei il libro del Papa non l’ha letto, altrimenti saprebbe che inizia con “chiunque può confutarmi, in quanto l’ho scritto come studioso, al pari degli altri”. Ergo non capisco di quale chiusura a riccio stia parlando. Di certo è best sellers, edito e tradotto in tutto il mondo. al contrario di quelli scritti dagli illustri sconosciuti di cui parla lei.

  5. LIBERAMENTE scrive:

    Oltretutto, se lei ragiona così su Umberto Eco, induce molti dei suoi utenti che pendono dale sue labra ad errare per esaltazione della sua penna di vaticanista, imfatti, l’ignoranza su Umberto Eco che lei dimostra induce altri a conportarsi come lei, anzi, lei è di cattivo esempio qui nel suo blog.

    • macv scrive:

      se Eco ha diritto a dire che il Papa non è un grande teologo e che è grossolano , anche noi cara liberamente , abbiamo diritto a dire che Eco è un .. trombone , che ha azzeccato un solo libro e che per questo si sente un genio..
      la libertà di opinione non è solo da parte vostra cara liberamente, perchè per fortuna non siamo sotto stalin o sotto Robespierre o , per ora, sotto una dittatura ateista!

      • LIBERAMENTE scrive:

        Voi avete diritto di dire quel che vi pare su Eco, ma dialetticamente lei stesso non mi pare un allievo di Tornielli tra i più acuti, i suoi ragionamenti sono da scuola materna, alri che prima elementare.

        Lei dice che Eco è un trombone, non perchè lo sia realmente, ma perchè l’ignoranza che la spinge a dirlo è grossolana, in questo lei ha pure diritto a rimanere ignorante, probabilmente lei non ha mai letto i suoi libri, quindi, non è neppure un critico letterario.

        Lei parla di libertà come se essa fosse solo legata all’ispirazione di Dio, fuori dal quale, secondo lei ed altri come lei, non si possono muovere critiche al papa, insomma, lei ha la libertà di credere che non si possa criticare il papa per il fatto stesso di non essere Dio in persona, quindi, non qualificato a giudicare quel che dice il papa, l’indiscutibile.

  6. mauro scrive:

    ……. Per argomentare il suo giudizio Eco fa riferimento proprio alla questione del relativismo in una risposta diretta al suo intervistatore: «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo: alla fine presenterei almeno 20 posizioni filosofiche differenti sul relativismo. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naif».

    • LIBERAMENTE scrive:

      oltretutto il papa ha nei confronti del relativismo un comportamento censorio della libertà di pensiero e di coscienza, perchè a suo dire mina l’autorità morale del papa stesso e di quel dio che lui presume di rappresentare per tutta l’umanità, quindi, se lei Mauro ed il sottoscritto ed altri hanno una libertà di cocienza che non prevede di passare tramite la mediazione teologica di sua santità, allora questo viene interpretato come relativismo morale, come la coscienza senza dio, senza teolgia, senza papa che le ricorda l’imperativo morale universale.

      Si…Mauro, la sua libera coscienza come la mia e di tanti altri, può essere accusata dal papa di farsi dio a se stessa, proprio perchè il relativismo che non piace al papa è come dire “libertà di coscienza” (non coscienza moralmente condizionata).

      • ignazio scrive:

        gent.mo, le serve un ripasso di storia: la libertà di coscienza è un’invenzione del cristianesimo, lo sanno tutti

  7. mauro scrive:

    Dotto Tornielli

    mi scusi ma Eco ha detto:

    ……nemmeno un insegnante della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui.

    http://www.berlinonline.de/berliner-zeitung/archiv/.bin/dump.fcgi/2011/0919/horizonte/0001/index.html

    • LIBERAMENTE scrive:

      infatti Mauro, bastava leggere l’intervista, e mi pare che qui nel blog si suppone che tutti sappiamo leggere.

  8. andrea scrive:

    L’avesse detto del Dalai Lama o di un qualche Imam, sarebbe successo il putiferio…qui noi cristiani se vogliamo cadere nel tranello, non dobbiamo far altro che esplodere e coprire Eco di improperi davanti a quei nostri amici che magari in buona fede prenderanno sul serio l’intervento spocchioso di Eco…in questo modo, oltre ad essere poco cristiani, offriremo nuove sponde per attacchi gratuiti e livorosi alla Chiesa.
    Lo dico perchè la tentazione è forte, anche in me, di perdere la pazienza, non tanto per le idee, quanto per l’arroganza con cui sono manifestate…coraggio, guardiamo avanti, quello che ha detto Eco ormai è…indietro

    • mauro scrive:

      Vede, si fa presto a parlare male di Eco, ma poi se leggesse l’intera intervista, Eco dice che GPII era un grande ed ha grande considerazione del Card. Martini che non diventò Papa perchè era un gesuita.

    • LIBERAMENTE scrive:

      La pazienza la si perde quando non si hanno più ne buon senso ne ragionevolezza, lei Andrea rischia di perdere entrambi le virtù, o forse è tentato di essere l’intollerante di turno che critica Eco ma nel frattempo è privo di senso critico verso il papa, e vede che anche il suo punto di vista è molto relativo, quindi, non può assolutizzare il papa o ciò che dice?

      Andrea, il suo perdere la pazienza equivarrebbe ad essere arrogante, tracotante e prepotente, piuttosto mediti sulla soglia delle sue labra e bado che perdere la pazienza è anche perdere la mitezza d’animo.

    • macv scrive:

      Eco non lo direbbe mai male di un imam perchè è un trombone sì, ma furbo, e alla pelle ci tiene , eccome se ci tiene!

      • LIBERAMENTE scrive:

        Lei con queste parole è grossolano; ma è sveglio quando scrive certe cose? Se la critica ad Eco viene da questo blog e pulpito catto-reazionario ad ogni ragionevole critica al papa, non mi meraviglio che viviate di frasi fatte.

  9. Max scrive:

    Dipende in che contesto avviene l’esposizione e gli obiettivi che ci si pone. Se si e’ nell’ambito di una omelia che dura 20 minuti, non si possono riprendere tutte le sfumature, chiamamole cosi’, del relativismo. Se invece e’ il tema di un’ampio documento, le cose sono diverse, ovviamente.

    Che Ratzinger sia un pensatore mediocre, ho i miei dubbi, cosi’ come ce li hanno anche non credenti.

    • LIBERAMENTE scrive:

      io non ho dubbi sul papa, è mediocre quando parla di relativismo e di valori civili incompatibili con i valori della chiesa cattolica apostolica romana; egli difende l’indifendibile ipocrisia moralista dei sepolcri imbiancati, i quali vivono di omertà quando si tratta di vergogne inconfessabili, tipo la pedofilia, per non perderci la faccia, perchè ad oggi pare che sia l’unica preoccupazione che gli rimane, la bella facciata della reputazione cattolica.

  10. Sara scrive:

    Scusate ma Habermas reazionalista in che senso?? Forse intendeva razionalista??

  11. Simone scrive:

    Quello che crede di essere un grande scrittore ha bisogno di pubblicità.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Simone, anche la chiesa cattolica ha bisogno di una nuova pubblicità nel mondo, la propria facciata moralista di una volta non convince più nessuno di quelli che ragionano e anche di tanti cattolici usciti o ancora nella chiesa ma sofferenti a causa di questo papa e dei suoi omertosi collaboratori.

      E poi il suo commento è grossolano, chiunque scriva de libri deve farsi pubblicità, è naturale che rilasci interviste e quant’altro, ma Eco ha ragione su ciò che grossolanamente dice il papa sul relativismo.

  12. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie per la correzione, ovviamente Habermas è razionalista e non “reazionalista”, mi era scappata una “e” in più.

    Vorrei pacatamente dire a Liberamente che è lui ad aver perso la pazienza. E anche assicurarlo che io non mi sono mai considerato neanche lontanamente all’altezza intellettuale di Eco. Ma credo, pur nella mia risaputa e documentata pochezza mentale, di essere ancora in grado di riconoscere una cazzata sesquipedale. E secondo me Eco ne ha detta una da manuale. Tutto qui…

    • Sara scrive:

      :-) ) Però Tornielli, io la stimo e la considero una brava persona, ma come si fa sulla Bussola a dare voce a Gnocchi, Agnoli e Palmaro e tutta quella cricca quella si reazionaria??
      Benedetto è un grande intellettuale dialoga con Habermas è vero, allora perchè si vuole vendere la Chiesa a gente che vorrebbe tornare ai tempi in cui si credeva che la terra fosse piatta?? Come se non si potesse essere cristiani e credere in tante teorie scientifiche e filosofiche attuali.
      Comincio a trovare più simpatiche le critiche di Eco che le difese di tanti Kattolici sempre a spada tratta.

      • massimo scrive:

        Sara se srive lei e può esprimere opinioni perchè alri no?la bussola presenta un opinione in questo caso che nessuno ospiterebbe?forse,ma è da questo che lei può parlare,dissentire dare della “cricca”a qualcuno.libera lei di insultare e di connotarsi con le”k”forse loro esistono perchè esistono quello come voi,intolleranti.

      • luca scrive:

        sara non mi sembra uno scandalo l’articolo di Palmaro,semplicemte era quello che voleva il dott.Eco:far parlare di sè.essere eco…..ma Palmaro al di là di far un egregio servigio alla fama e alle vendite editoriali dell’Eco bolognese dice cose sensate e giuste(oltre che dure,ma Eco è stato tenero mai con gli avversari?)siamo nell’epoca dei blog e delle opinioni………amen

        Eco è solo un refuso

        di Mario Palmaro21-09-2011

        “Non credo che Ratzinger sia un grande filosofo, né un grande teologo, anche se generalmente viene rappresentato come tale”. Parola di Umberto Eco, intervistato dal quotidiano tedesco Berliner Zeitung.

        Ora, noi non crediamo che Eco sia un grande intellettuale, né un grande scrittore, anche se generalmente viene rappresentato come tale. In ogni caso, quando uno sta per compiere 80 anni, proprio come Eco, dovrebbe almeno conoscere e applicare con impegno la grande regola delle undici p: “Prima pensa poi parla perché parole poco pensate possono portare pentimenti”.

        Non si sa a quale titolo Eco – che è un linguista e un romanziere – si sia costituito come commissario unico di una sessione straordinaria di laurea in filosofia, alla quale è stato iscritto (evidentemente a sua insaputa) Joseph Ratzinger. “Le sue polemiche – dice sempre Eco – la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane, nemmeno uno studente della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole”.

        Più che un giudizio, un insulto. C’è da capirlo, povero Eco: il Papa che denuncia il relativismo, la malattia mentale della modernità, sembra Gesù che scaccia i demoni percorrendo la Giudea: essi se ne vanno urlando e insultando. Allo stesso modo, i relativisti sbraitano quando la Chiesa li scopre e li lascia in braghe di tela.

        Ma il mondo in cui ci tocca di vivere funziona così: per parlare e dire qualcosa basta avere i polmoni, essendo opzionale il collegamento all’organo preposto, di norma, allo sviluppo del pensiero. Chiunque può dire qualunque cosa, in nome della libertà di espressione. Ma poi questa massima si rivela falsa e bugiarda, perché se Eco avesse detto quello che ha detto riferendosi al Rabbino Capo di Roma, apriti cielo. Siccome invece ha gettato discredito sull’intelligenza del Papa, allora gode dell’immunità extraparlamentare.

        Già da molto tempo sapevamo che Eco è, innanzitutto, un errore di stampa, un refuso ortografico: il suo vero nome dovrebbe essere Umberto Ego, come si conviene a una persona indubbiamente colta, arguta, affabulatrice, affascinante, ma ossessionata dal desiderio di ascoltarsi e di essere sempre d’accordo con se stessa. Tolto di mezzo Dio, in mezzo al mondo ci resto io. Come si intuisce anche dall’ultimo libro di uno dei nipotini di Eco, quel Vito Mancuso che sceglie come titolo del suo saggio “Io e Dio”; proprio così, mettendo prima se stesso e solo dopo il Creatore, con una maleducazione che starebbe male anche all’Inferno. Dopo aver ammazzato l’etica, fanno fuori anche l’etichetta. E la grammatica.

        Ma dietro a questo Super Eco si nasconde un lato nemmeno tanto oscuro, che spiega questo gratuito, grossolano e inelegante livore antipapale. E’ il lato dolente e angoscioso di un uomo che è cresciuto nell’Azione Cattolica, che l’ha lasciata in polemica con il grande Gedda; un uomo, Eco, che ha studiato – dicono – Tommaso d’Aquino, e che un giorno se n’è uscito dalla Chiesa proclamandosi orgogliosamente ateo, o se si preferisce, agnostico.

        E’ questo lato oscuro che sta all’origine delle risate e degli sfottò anticlericali; è questo vuoto dell’anima che fa da movente a un romanzo bello e falso come Il Nome della Rosa, che in materia di Medioevo esprime un’attendibilità storica inferiore ai fumetti di Asterix e Obelix. E’ questa rabbia furibonda che monta quando i riflettori delle Tv si spengono, e quando il grande linguista e romanziere si trova da solo davanti allo specchio, a rivedere il lungo nastro della vita che si avvicina al momento drammatico e solenne in cui essere un uomo colto, famoso e osannato non ti serve più a niente. La morte, ineluttabile. Dieci, venti, forse cinquant’anni, e poi nessuno si ricorderà di Eco. Mica è un Papa.

        E questa è la rabbia di Umberto Eco, che con tutta la sua (presunta) filosofia non può dire nemmeno una parola che spieghi il senso di questa esistenza. E’ la rabbia di chi sa che si avvicina un giudizio, un giudizio perfetto e senza appello, nel quale la filosofia e la semiotica non servono a nulla. Conta solo essere o non essere santi. Che Dio lo aiuti a capirlo, prima che sia troppo tardi.

        • LIBERAMENTE scrive:

          anche il papa fa parlare di sé, quindi, Eco non è il solo che rilascia interviste, purtroppo il papa le impone le interviste a momenti, lei fa pubblicare ai quattro venti ma quello che dice è sostenuto solo dall’illogica tradizione della chiesa di ammagliare voi sudditi reazionati e intolleranti a qualsiasi critica al papa e alla chiesa cattolica.

          • Simone scrive:

            Sì, il Papa le impone le interviste. I giornalisti, infatti sull’aereo sono legati ai ceppi, non avete notato? E mentre scrivono pedalano per far girare il motore. Ma per favore…

      • il maccabeo scrive:

        ma la terra é piatta… se la si considera da un punto di vista abbastanza piccolo… :D :D

    • LIBERAMENTE scrive:

      Io non ho perso la pazienza, scrivo già poco da lei e non sono ossessionato dal suo blog, ma Eco ha la mia stima, lei mi ha solo deluso, dott. Tornielli.

      • luca scrive:

        io il contrario,Tornielli,riconfermo il mio apprezzamento per questo post che esprime di dissentire dal conformismo e dalla spocchia degli intelettuali di oggi…..

        • LIBERAMENTE scrive:

          lei mi fa pena, è solo un suddito nel coro dei reazionari ad ogni giusta critica al papa, tipo quelli della plebe ignorante e manipolabile che gridavano al rogo al rogo, oggi è qui nel blog come tanti altri sudditi del papa come lei per sostenere l’insostenibile papocchia retorica, ma ha un maestro in questo, Tornielli.

          • Max scrive:

            Per definizione, Joseph Ratzinger deve dire stupidaggini o nel migliore dei casi cose superficiali! Chi osa criticare questo dogma di fede (laicista) va criticato non appena apre bocca, non importa cio’ che dice!

            Al patibolo, al patibolo (intellettuale, si intende)!

      • macv scrive:

        Se Eco ha la tua stima, cara liberamente, non puoi pretendere che TUTTi abbiano stima di ECO e piagnucolare se qualcuno non ce l’ha . ma hai la mente libera.. o cosa?

        • LIBERAMENTE scrive:

          io non pretendo affato che si stimi Eco, mentre invece, a quanto pare, anche lei dialetticamente non ci sta con la logica, di solito siete voi che criticate ogni critica al papa ma senza ragionarvi sopra, quindi, emulate le frasi fatte da Tornielli, vostro insigne maestro di giornalismo cattolico. Mai che diciate qualcosa di testa vostra, dovete sempre reagire con frasi fatte retoricamente da altri vostri superiori in teologia o catechesi, ecc..ecc… ma così apparite voi come coloro che pretendono che no si critichi il papa.

        • il maccabeo scrive:

          secdondo me libera … mente. spesso.

    • luciano27 scrive:

      dunque. Ilrelativismo,per quanto capisco, è aborrito perchè nega l’esistenza della(o di una) verità assoluta. Ma quale delle tante verità assolute proclamate nel mondo? vedo legata a questa domanda la frase del papa che accenna,come nostro creatore a un”Qualcosa di inconoscibile frase che condivido.I libri sacri stessi affermano che che conoscere la volontà di Dio é, o porta,alla pazziaMa il papa si contraddice con la frase”Dio si sa chi è” frase che dicono pure gli islamici, i buddhisti e tutti i credenti in altre divinità .Il negare che esista una verità assoluta, può passare esso stesso per affermazione assoluta: meglio la tesi *solo il dubbio avvicina alla verità*

  13. Biagio Tarti scrive:

    Lo vedremo, prima o poi, da Gad Lerner a sostenere le sue posizioni con la paciosa bonomia che gli è caratteristica, magari in contraddittorio con Don Mazzi e con i contributi di Paolo Villaggio (che da quando è un “maestro” veste la gonna e parla con una patata in bocca), Odifreddi e Margherita Hack. E’ un piano inclinato: si inizia sparandole grosse per vedere fino a che punto sta ad ascoltare il popolo bue, poi si procede all’escalation, fino a demolire il “nemico” e a renderne impossibile o politicamente scorretta (che è la stessa cosa) anche la semplice difesa.
    Quanto al fatto che Eco apprezzasse un “immaginario” GPII o Martini, non avevo dubbi.

  14. bo.mario scrive:

    Non sono mai stato tenero con questo pope. Quando parla del sociale mi mette i brividi. L’uscita di Eco la considero una boutade scarsa nei contenuti. Il pope parla ai suoi fedeli e fin quì esegue il suo compito. Quando vuole frammischiare le cose parlando a tutti si perde, ovviamente. Tornielli l’ha messa un po sulla provocazione ed è abilità di chi scrive cercare di animare il dialogo. L’attesa, un po freddina, della Germania ne è la prova. L’Europa ha grossi problemi sociali e mi aspetto da questo pope un discorso reale. La religione non li può risolvere e si da colpa al relativismo, a qualcuno si deve dare colpe. In Germania c’è già stato e a Ratisbona ha parlato creando solo risentimenti. Ora che chi gli suggerisce i temi non sia un granchè lo si è capito ma è lui che mette la faccia e la credibilità e spero sia credibile. In Germania non sono le audience del GMG o quella cercata ad Ancona. La gente ha altri problemi che sentire giochetti filosofici molto metafisici e poco reali. Un saluto.

  15. Giovanni scrive:

    Come disse una volta Toto’ “ma mi faccia il piacere”…. I suoi ultimi romanzi sono di una noia mortale e sono francamente illeggibili! Si vede che la senilità gli sta giocando brutti scherzi!

    • LIBERAMENTE scrive:

      é lei che non è abbastanza intelligente, ma d’altronde, cosa si può prtendere da chi non ha senso critico?

  16. Michel Salamolard scrive:

    Scusate l’uso del francese et del latino! “Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus”: ainsi se termine le passionnant roman Le Nom de la rose, d’U. Eco. Nous pourrions dire maintenant au grand penseur italien, avec un sourire amical: “Stat papa pristinus Eco, Eco nudus tenemus”…

  17. Pippo scrive:

    L’altezza intellettuale di Eco brilla per intelligenza ed erudizione, ma…..
    provate a dare una occhiata al sito http://www.umbertoeco.it e ditemi cosa maggiomente gli preme comunicare.

  18. massimo scrive:

    andrea delle 0:35 ha ragione da vendere e lo sottoscrivo,non ci si agiti poi più di tanto,in fondo ma chi è eco?uno scrittore di romanzi che molti comprano aiutati da un sacco di pubblicità degli amici dei famili ideologici,dubito molto che la maggioranza dei compratori dei sui scritti riesca a leggere oltre le prime 20 pagine.è noiosissimo e ideologicamente prevedibile.
    ogni tanto qualche sparata per aiutare l’ambito dell’economia delle vendite e del far parlare di sè i midia.
    forse eco quando scrive un fondo lo si riesce a leggere,è un uomo erudito,colto,un opinionista molto alla moda e fà schic citarlo tra un aperitivo e un piattino di rucoletta con calicino di frizzantino,magari unn ostrica mentre si parla cmq di “niente”non oltre,in quanto alle sue tesi storiogtafiche e alle rappresentazioni che fà del sapere,della ,della cultura non è poi così profondo si è limitato a dimostrare un ideologia che porta il plauso e la fama più che la verità,la ricerca,approfondimenti.
    c’è molto narcisismo,arroganza e invidia nelle parole del romanziere.
    non vorrei mai avere eco come insegnate di storia neppure alle medie,il suo ambiente è quello dei salotti.
    penso che con questa uscita eco dimostri solo un pò di paura e nessun argomento contro i contenuti del pensiero del papa,teme Ratzinger e lo detesta e ha perso stile.
    inelegante e rozzo,cattiva figura per un intelettuale italiano all’estero,per noi italiani.peccato.
    ma è stato forse spontaneo e sincero e questo lo apprezzo,non mascherare sè stessi per apparire altro è apprezzabile sempre.

  19. luca scrive:

    un passo falso,non il primo,mai stimato Eco,non è poi così profondo.molto arrogante comunque,tipico degli intelletuali contemporanei.

  20. alèudin scrive:

    magari Ratzingher parla semplice per farsi capire da chi non è un filosofone, come me ad esempio?

    • ilsanta scrive:

      Guardi che parlare semplice e sparare sciocchezze sono due cose distinte.
      Il fatto che il commento di Eco sia stato ripreso anche qui è significativo della mania di persecuzione che alcuni cattolici vivono quotidianamente.
      Inoltre nemmeno io sono filosofo ma di certo le uscite (perchè chiamarle riflessioni è esagerato) di questo Papa sul relativismo sono assurde, una sorta di “serrate le fila” che non dovrebbe lasciare spiragli “relativi” a meno di non chiamare tali spiragli “contestualizzazioni”.
      Allora si accettano bestemmie, comunioni elargite a man bassa e annullamenti di matrimoni ….

      • alèudin scrive:

        sul fatto che parlare semplice e sparare sciocchezze siano due cose separate sono perfettamente d’accordo.

        Il fatto che il commento di Eco sia stato riportato anche qui, il blog di un vaticanista, mi sembra normale visto che viene espresso un parere che riguarda, guarda caso, un Papa.

        Per quanto riguarda la sua opinione su quanto esprime il Papa massimo rispetto ma non coincide con la mia, in questa epoca in cui i soliti “guru” di turno dicono la loro su tutto e tutti forti di qualche libro fortunato o di qualifiche varie uno che parla chiaro e semplice è già qualcosa.

        • ilsanta scrive:

          Ma come ha detto lei stesso parlare chiaro e semplice di per se non è un gran pregio.
          Poi sono convinto che le nostre posizioni siano diverse e vanno ovviamente rispettate.
          In quanto ad Eco quella riportata è una intervista, non so se l’intervista sia stata richiesta da Eco o gli sia stata (come credo) semplicemente richiesta. In ogni caso non mi pare si metta a fare il guru, a domanda risponde.
          Ora che l’intervista possa essere ripresa in un blog come questo non è fuori luogo, certo i toni usati a difesa del Papa sono a mio avviso spoporzionati, segno di debolezza intrinseca di un certo schieramento.

          • alèudin scrive:

            parlare chiaro e semplice, per me è un gran pregio, forse mi sono espresso male, ma pensavo fosse chiaro.

            So benissimo che da una intervista vengono estrapolate frasi singole magari decontestualizzate, resta il fatto che ha espresso una opinione impegnativa e mi pare normale parlarne in questo blog e più in generale negli ambienti cattolici.

            I toni usati per “difendere” il Papa a volte sono isterici esattamente come quelli usati per appoggiare il guru di turno, evidente segno di debolezza da ambo le parti.

            Mi dia pure del complottista paranoico ma ormai gli attacchi alla Chiesa e al Papa non si contano più, parlo di dati oggettivi, qualche reazione esagerata è il minimo.

          • luca scrive:

            l’unico debole evidente è Eco,il suo pensiero,ma sopratutto il suo stile.c’è poco da difenderlo,la realtà stavolta è semplice trattasi solo di una clamorosa caduta di stile per far parlare di sè.
            il prezzo pagato dall’immagine della persona è pesantissimo,Eco ne esce malissimo.
            ma all’altare della fama e della gloria si sacrifica tutto.

          • luca scrive:

            Invidia gloriae comes. L’invidia compagna della gloria. Cornelio Nepote (Cabrai, III) Come l’ombra segue l’uomo, così l’invidia segue la gloria, …

          • LIBERAMENTE scrive:

            ma quale invidia Luca! Lei vive di frasi fatte, l’ividia è sempre delgi altri, lei è inpeccabile invece quando critica Eco, lasci perdere la critica letteraria, non fa per lei, non è qualificato

          • ilsanta scrive:

            @alèudin

            Parlare chiaro e semplice è un pregio se si ha qualcosa di significativo da dire, ma io proprio questo contesto.
            In merito all’intervista il punto su cui non mi sono spiegato bene è relativo al fatto che se una persona fa una domanda (intervistatore) l’altro (l’intervistato) risponde come crede. Non mi pare che Eco si sia messo a pubblicare cartelloni o a noleggiare striscioni pubblicitari per propagandare le sue idee, qualcuno ha chiesto e lui ha risposto, punto.
            Infine non mi permetto certo di darle del complottista, vorrei solo farla riflettere su un atteggiamento che è tipico del Governo italiano e che sembra ispirare anche la politica oltretevere, ossia la propensione a giudicare le altrui opinioni avverse come degli attacchi veementi.
            Mi permetta pertanto di trasporre il mio pensiero con un esempio.
            Se qualcuno per strada mi dice che puzzo ho due possibilità, o do per scontato che quel che costui dice è falso, o valuto se possa essere vero. Se poi invece di una persona a dirmi che puzzo sono molti allora il sospetto che ciò che si dice su di me sia vero aumenta.
            Se gli attacchi (leggasi critiche, per i comuni mortali) al Papa e alla sua Chiesa aumentano e sono portati da sempre più persone, non si potrebbe per una volta valutare se ci sia un fondo di ragione?

            Mandi.

          • alèudin scrive:

            @ ilsanta

            io invece ritengo che i contenuti ci siano o quanto meno non siano scarsi come propone il giudizio di Eco.

            Per quanto riguarda Eco le ho già detto che sono d’accordo sul fatto che non sia andato ad urlarla con il megafono a San Pietro, quelli come lui non hanno certo bisogno di farlo per avere visibilità…
            ma il contenuto è talmente significativo e troncante che non può passare inosservato.

            per quanto riguarda la puzza, se ogni volta vado a verificare e il 90% delle volte scopro che le accuse sono se non infondate, palesemente false?

            calunni pubblicamente un movimento omosessuale, il buddhismo, l’islam o l’ateismo, o qualsiasi altra religione, veda cosa succede.

            Ormai per essere accettati e politically correct bisogna uscirsene con sparate superficiali e rozze come quest’ultima di Eco, possibilmente contro il clero.

            Lo sapeva che mandi vuol dire “Che Dio sia con Te” ?

            Mandi

          • ilsanta scrive:

            @Alèudin

            In merito alla puzza sarebbe comunque necessario almeno verificare, e mi pare che questo atteggiamento di dubbio sia decisamente poco presente, almeno nelle alte sfere ecclesiastiche.
            Faccio notare poi che Eco non ha calunniato nessuno (uso parole sue) ha espresso una sua opinione. Quotidianamente la Chiesa parla degli omosessuali come fossero dei malati, parla della religione cattolica come l’unica “vera” religione (e questo non è certo un vizio solo dei cattolici) insomma si dà da fare ad esprimere dei bei giudizi su tutti coloro che non si uniformano al suo credo. Il che, si badi bene, è leggittimo anche se non condivisibile, il problema per me nasce quando queste idee vengono riportate tal quali nella vita civile e politica quotidiana. La legge in discussione sul fine vita, l’atteggiamento di questo governo verso gli omosessuali e la sessualità in generale sono in chiara assonanza con le richieste del Vaticano.
            Questo atteggiamento limita di fatto la libertà degli individui con leggi che si ispirano a ideali religiosi che non sempre sono condivisi ne da non credenti ne da molti credenti (vedasi caso Englaro).
            Non mi risulta invece che accada il contrario ossia che leggi laiche intervengano su questioni di stretta attinenza religiosa.

            PS: l’etimologia del saluto “mandi” è alquanto controversa, quella che lei ha citato è solo una delle tante.
            Comunque sia … mandi.

          • alèudin scrive:

            @ ilsanta

            per quanto riguarda le calunnie mi riferivo al suo esempio, rispondendo che verificando ogni volta le accuse il 90% delle volte le ho trovate infondate o false, non ho mai asserito che Eco abbia calunniato il Papa, in quanto ha semplicemente espresso una opinione.

            Per quanto riguarda la “vera” religione ben povero è chi crede in una religione o filosofia come una fra le altre, qui si ritorna al tema del relativismo.
            Sarebbe come per un musicista suonare una musica che non piace.

            Inoltre il Cristianesimo ritiene che Dio stesso si sia abbassato fino all’uomo addirittura come ultimo per servirlo, quindi un cristiano che non ritiene di essere nella vera religione non ha capito granchè, se non gli basta nemmeno che sia Dio stesso a scomodarsi per lui non so che dirgli.
            Qui ovviamente si aprono questioni enormi e vastissime.

            Per quanto riguarda l’ingerenza del Vaticano nello Stato, io da credente, se c’è, ne sono contento in quanto sempre per la mia esperienza il Vangelo si sposa con la quotidiana realtà dell’uomo e quindi lo libera anzichè prevaricarlo come fa intendere lei, ora riaprire la discussione sulla Englaro mi sembra troppo, basta googlare per leggere infiniti documenti e commenti e immagino che le nostre posizioni siano divergenti.

            Per quanto riguarda gli omosessuali ritengo che la Chiesa non affronti nella maniera corretta la questione, quantomeno non con abbastanza sensibilità.

            Non si preoccupi non sono uno di quelli che “tuttoquellochefalachiesavabene”.

            Penso che la questione Eco vs Papa sia stata sviscerata a sufficienza, per le altre questioni da lei sollevate magari un giorno ci troviamo davanti ad un buon Verduzzo e ne parliamo oppure se vuole in altri blog che frequento più spesso come ad es. http://www.uccronline.it

            con affetto Mandi.

          • ilsanta scrive:

            @Alèudin

            E’ ovvio che ciascuna religione ritenga di essere quella vera, non è questo che contesto. Il problema nasce quando una religione vuole avere un rapporto privilegiato con lo Stato perchè si ritiene l’unica degna di essere rappresentata (perchè l’unica vera).
            L’ingerenza del Vaticano, che mi pare nemmeno lei neghi, non è quasi mai costruttiva.
            Visto che mi piace parlere per esempi è come se io da uomo dicessi che sono contento per l’ingerenza maschile nello Stato (cosa non tanto lontana dalla realtà). Questo giustificherebbe forse l’essere contenti per una norma che limiti i diritti delle donne, magari in materia di maternità e di rappresentanza politica?
            Da quanto lei scrive credo proprio che non sarebbe daccordo.
            Allora perchè lei dovrebbe essere contento se succede una cosa analoga per altri diritti?
            Una legge sul fine vita che tenga conto delle istanze laiche, negherebbe forse il diritto di un cattolico ad essere curato e mantenuto in vita fino all’ultimo istante possibile?
            Una legge sulla fecondazione artificiale che tenga in considerazione più gli aspetti medici che quelli religiosi, negherebbe forse il diritto ad una madre cattolica di ricorrere a metodi di fecondazione più invasivi ma più in linea con le indicazioni della Chiesa?
            Una legge sui PACS impedirebbe forse i matrimoni di rito cattolico?
            Insomma le ingerenze cattoliche sono quasi sempre volte a negare diritti di chi la pensa diversamente o a portare acqua, direi soldi, al mulino del Vaticano.
            PS: per il Verduzzo non c’è problema, magari ci incontriamo sulle rive del Tagliamento, sà, io vengo da di là da l’aghe

            Saluti

  21. luca scrive:

    un grazie a Tornielli per il breve post.hanno cmq ragione Andrea delle 0:35 ma anche Massimo delle 10:07 -
    nulla di più questa storia è piccineria,meglio star zitti,Eco è anziano per questo bisogna aver rispetto di Lui,ma fargli pubblicità oltre…..anche questo non è opportuno.

  22. Luciano scrive:

    Non ho letto tutti i commenti, non so giudicare se Papa Benedetto XVI sia o meno un valente filosofo o teologo e se Umberto Eco abbia ragione o no. Mi limito a sottolineare che la nota e piu’ volte reiterata condanna senza appello del relativismo, dell’illuminismo, della razionalismo da parte dell’attuale Papa suoni decisamente offensiva nei confronti di chi si dichiara non credente o a agnostico o ateo. Molto spesso ho l’impressione che nella Chiesa si disprezzi chiunque dica apertamente di non essere d’accordo con essa (mentre non lo si fa con chi dice di condievidere pienamente la morale cattolica e poi si comporta in maniera a dir poco incorente: tanto “e’ un problema della sua coscienza”). Come se i non credenti fossero delle persone incapaci di moralita’, come se l’unica morale esistente fosse quella cattolica e tutte le altre siano in realta’ degli orrori piu’ che degli errori. Io sono convinto che le tutte le varie manifestazoni “anticlericali” (incluse quelle di Berlino) siano semplicemente delle risposte a un “clericalismo” oppressivo (e, almeno in Italia, profondamente iposcrita), che vede un nemico in ogni non credente. Non credo che il Papa pensi questo (si pensi al discorso sul Cortile del Gentili), ma molti esponenti del Clero danno l’impressione di farlo.

    • alèudin scrive:

      non voglio assolutamente fare polemica ma solo confrontarmi serenamente, io ho la percezione opposta, cioè che chi crede ne debba rendere conto come se fosse una cosa illegale, intrinsecamente stupida o addirittura dannosa per chi non è credente, come il fumo passivo :)

      Un esempio concreto sono gli incresciosi fatti della GMG tenutasi a Madrid, con i cattolici costantemente e pesantemente derisi e offesi talvolta violentemente da gruppi atei anticlericali.

      Io sono credente e non mi passa per l’anticamera del cervello ritenere nemico con non lo è, questa è anche la posizione delle persone credenti che conosco e della chiesa in generale, per quella che è la mia esperienza.

      Sono d’accordo sul fatto che c’è ancora molto da fare in tal senso, cioè confrontarsi invece di scontrarsi, come lei ha già espresso parlando del Cortile dei Gentili.

      • LIBERAMENTE scrive:

        lei vive nell’antimondo, alèudin, le sue percezioni sono immaginarie e vivono solo di paranoia ateofoba. La percezione che ha Luciano l’hanno tutti coloro che sanno ragionare e hanno senso critico, mentre lei è affetto da un’illogica acriticità verso qualunque osa dica il papa e la chiesa cattolica, e questa sua acriticità l’hanno anche altri e ciò genera in chi ragiona ancora con la propria testa il sospsetto che non vogliate assolutamente che si critichi il papa.

        • Max scrive:

          Vedi sopra.

          Una volta, si illustravano i fatti e si traevano le conclusioni.

          Oggi le conclusioni vanno davanti i fatti. E’ asserito, senza alcuna ombra di dubbio, che il mondo e’ fatto in bianco e nero ed il bianco sta dalla mia parte mentre il nero sta dall’altra, e chi ne dubita e’ solo un cretino od in malafede.

          “Insulta insulta, qualcosa restera’.”

      • LIBERAMENTE scrive:

        lei alèudin è un politico nel suo scrivere, ma in realtà palesa poi una irrefrenabile reazionaria acriticità verso qualunque cosa dica il papa, e altrettanto un ridicolo atteggiamento percettivo che sfiora il surreale, tutto il mondo che ragiona in modo libero ha la stessa percezione che ha Luciano e anche del sottoscritto.

        Voi sudditi ostinati e irriducivili del papa, più papistio di lui, ambite ad essere i suoi avvocati in ogni bloh che scrivete, come se il papa avesse bisogno di voi che militate con entusiasmo ed intolleranza a contestare aprioristicamente qualsiasi critica al papa; non criticate costruttivamente le critiche al papa, voi non volete che esistano critiche a priori e lei alèudin avrebbe anche la percezione oposta alla realtà a questo punto.

        • Max scrive:

          Voi sudditi ostinati e irriducivili del laicismo, più laicisti di lui, ambite ad essere i suoi avvocati in ogni blog in cui scrivete, come se i laicismo avesse bisogno di voi che militate con entusiasmo ed intolleranza a contestare aprioristicamente qualsiasi critica ad esso; non criticate costruttivamente le critiche al laicismo, voi non volete che esistano critiche a priori e lei Liberamente (de che?) avrebbe anche la percezione oposta alla realtà a questo punto.

          Splendido! funziona perfettamente mettendo “laicismo” al posto di “Papa” ed il bello che lui non se ne rende conto!

      • enrico scrive:

        Forza unione ;)

        • LIBERAMENTE scrive:

          unione di che? Enrico, che stai a dì, intendevi forse unione papisti anti relativisti? Ma dai anche lei, così fa il gioco delle frasi fatte, dica qualcosa di genuinamente suo che non sia un’atteggiamento reazionalista.

          • enrico scrive:

            @ Liberamente

            Alèudin

            Forza Udine…normalmente utilizzato dai tifosi dell’ Udinese calcio

            Forza unione

            Unione sportiva triestina calcio, unione è il termine con cui viene indicata la squadra alabardata che milita purtroppo nell’ex serie C.

            Per me scrivere è un divertimento mica sono qui con l’elmetto.

      • Luciano scrive:

        Non so se leggera’ mai la mia risposta, visto anche il ritardo, ma temo che proprio in molti commenti a questo e altri post potra’ trovare esempi di credenti che insultano non solo i non credenti, ma anche lo stesso Papa, il Card. Tettamanzi (vada a leggere il post su Scola e la politica di Milano), gli omosessuali (bersaglio preferito, soprattutto da quando non possono piu’ dire male degli ebrei). Il Vescovo di Linz ha detto che sono dei malati mentali, oltre ad aver affermato che l’uagano Katrina e’ stata una punizione divina. Lo stesso ha detto il vice presidente del CNR De Matteis, cattolico ultraconservatore, dello tsunami in Giappone. E potrei andare avanti per ore. Questi sono gli esempi che io ho presente e sono molto, ma molto piu’ numerosi di chi, come lei rispetta le diversita’.

    • Sara scrive:

      A onor del vero il relativismo di Papa Benedetto è usato in modo diverso da quello di tanti apologeti. Anzi secondo Ratzinger l’illuminismo è figlio in un certo senso dell cristianesimo con il suo richiamo alla fratellanza alla libertà e alla giustizia sociale. “« Il cristianesimo, fin dal principio, ha compreso se stesso come la religione del logos, come la religione secondo ragione.

      Non ha individuato i suoi precursori in primo luogo nelle altre religioni, ma in quell’Illuminismo filosofico che ha sgombrato la strada dalle tradizioni per volgersi alla ricerca della verità e verso il bene…. In quanto religione dei perseguitati, in quanto religione universale, al di là dei diversi Stati e popoli, ha negato allo Stato il diritto di considerare la religione come una parte dell’ordinamento statale, postulando così la libertà della fede.
      Ha sempre definito gli uomini,… creature di Dio e immagine di Dio, proclamandone in termini di principio,… la stessa dignità.
      In questo senso l’Illuminismo è di origine cristiana ed è nato non a caso proprio ed esclusivamente nell’ambito della fede cristiana. Laddove il cristianesimo, contro la sua natura, era purtroppo diventato tradizione e religione di Stato.
      [...] È stato ed è merito dell’Illuminismo aver riproposto questi valori originali del cristianesimo e aver ridato alla ragione la sua propria voce. »

      il problema è di chi usa il Papa e la sua critica al relativismo come clava verso l’avversario.

      • Sal scrive:

        “Il relativismo è una posizione filosofica che nega l’esistenza di verità assolute, o mette criticamente in discussione la possibilità di giungere a una loro definizione assoluta e definitiva. In Europa se ne riconosce la prima comparsa all’interno della sofistica greca; in seguito posizioni relativiste furono espresse dallo scetticismo antico e moderno, dal criticismo, dall’empirismo e dal pragmatismo.
        Chi è relativista sostiene che una verità assoluta non esiste, oppure, anche se esiste, non è conoscibile o esprimibile o, in alternativa, è conoscibile o esprimibile soltanto parzialmente (appunto, relativamente);”
        Wikipedia

        Come fanno dunque ad essere contrari al “relativismo” se sono loro i primi ad esserlo ? Parlano sempre di “mistero”, la verginità di maria è un mistero, Dio è un mistero, Cristo è un mistero, l’eucarestia è un mistero, la trinità è un mistero, l’assunzione è un mistero…. ecc. ecc.

        Sono loro i primi ad essere relativisti e vorrebbero criticare chi non ha tutti queste certezze misteriose ? Mah, mistero della poca fede. Dove l’ha visto l’illuminismo ?

        • Sara scrive:

          Vogliamo ridurre la questione a Wikipedia??? :-) )

        • minstrel scrive:

          “Cristianesimo come religione della razionalità.”

          E per chi chiede il motivo di una affermazione del genere sarei tentato di fare come Eco. Spararla senza spiegarla. Certo, però lui è Eco e quindi si pensa che le conosca assolutamente le ragioni e che siano talmente forti da non poterle contrastare.

          Suggerisco dunque per la mia affermazioncina la lettura del libro “il punto focale del cristianesimo” di Radcliffe op.

  23. LIBERAMENTE scrive:

    Mi fa specie che si usano nei confronti di Eco frasi come “invidia” o “far parlar di sé”, frsi che potrebbero definire le persone che le scrivono per puro spirito reazionario papista.

    Chiunque scrive libri da decenni ed è un affermato scrittore fa parlare di se, è naturale, non è un peccato né di vanità né di invidia, oggi chiunque può scrivere libri e pubblicarli su Internet e farsi conoscere mediante Social Network, ragionevolmente si può dire che le percezioni reali di chi ragiona con la prorpia testa sono queste:
    I cattolici vivono di frasi fatte, frasi dettate dalla retorica teolgoica, cattolico-giornalistica, frasi dettate dalla reazinaria teologia di Ratzinger, che nelle sue uscite vuole solo fare polemica con il mondo che ragiona razionalmente, vuole sfidare il mondo che ragiona liberamente, si è scontrato a Ratismona con gli Ebrei e poi contro i valori laici e dell’illuminismo e oggi del relativismo, insomma, questi catotlici fedeli al papa non sanno fare altro che reagire alle critiche verso il papa e lo fanno con rasi fatte da altri, dettate da altri, per esempio Tornielli.

  24. enrico scrive:

    Umberto Eco espone delle critiche che appaiono, da quanto riportato, assiomatiche.

    “Le sue (di Ratzinger, nda) polemiche, la sua lotta contro il relativismo sono, a mio avviso, semplicemente molto grossolane, nemmeno uno studente (professore) della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui. La sua formazione filosofica è estremamente debole”

    Qualcuno qui ha voluto rendere l’affermazione di Eco meno assiomatica citando:

    «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo(??): alla fine presenterei almeno 20 posizioni filosofiche differenti sul relativismo. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naif».

    Che significa stringi stringi, potrei dimostralo ma non c’è il tempo (ovvero non glielo dimostro).
    Il che significa altresì che la questione per essere dibattuta richiede tempo, che non è possibile sintetizzarla in due battute, dunque che non si può discutere della posizione di Ratzinger come teologo o filosofo rispetto al relativismo riprendendo qualche suo discorso, ma che dovrebbe partecipare al simposio dove le questioni verrebbero svolte con precisione ed accuratezza.

    Qualcuno poi a dimostrazione dell’affermazione, che rimane assiomatica (nemmeno dogmatica perchè non è la conclusione di un ragionamento filosofofico da quanto viene esposto), cita le critiche al libro di Ratzinger della scuola critica.

    Ma la scuola critica non si occupa nè di teologia nè di filosofia.
    Si occupa di un supposto metodo storico/critico che afferma essere scientifico in base al quale ricostruisce la figura del Gesù storico e i suoi supposti detti originali.

    Intanto si evince che per il prof. Eco un professore della scuola dell’obbligo sia un pò meno persona, un pò meno degno di presentare il proprio pensiero, magari un pò rozzo e pure un pò ignorantello.
    Ma non spiega perchè questa sarebbe la condizione del teologo Ratzinger

    • LIBERAMENTE scrive:

      lei puà dire quello che vuole su Eco, ma non che sia ignorantelo, e mi dipsiace per lei enrico se ragiona così, perchè anche lei si dimostra papista più del papa, altro che critico di Eco.

    • mauro scrive:

      Eco non ha detto che non è un teologo od un filosofo ma che non è un grande e che ciò dipende dalla sua formazione filosofica estremamente debole sulla base delle formulazione che dà sul relativismo. Se leggesse l’intervista Eco cita come grandi GPII, come Papa, ed il Card. Martini.

      Non vorrei che lei dicesse che tutti i Papi sono uguali nel modo di pensare, agire e proporsi.

      L’evidenza è che senza nemici vi manca l’aria e l’occasione vi fa ladri. Occorrerebbe prima rendersi conto di ciò che si legge e soprattutto leggerlo finchè non capite.

      • enrico scrive:

        Un pensiero va motivato solitamente.
        Qui motivazioni nada se non che

        «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo(??): alla fine presenterei almeno 20 posizioni filosofiche differenti sul relativismo. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naif»

        • mauro scrive:

          La motivazione l’ha scritta lei stesso appena sopra la mia risposta ma neppure se ne accorge. Se n’è accorto invece Giovannino che ha fatto almeno un distinguo.
          Quale relativismo se vi potrebbero essere almeno 20 posizioni filosofiche diverse?

    • ilsanta scrive:

      In un commento a questo post si afferma che non si può giudicare questo Papa dalla semplicità delle omelie che durano solo 20 minuti. Orbene lei ci dice che Eco avrebbe dovuto dimostrare le sue affermazioni nel corso di una intervista ad un giornale.
      Va detto i cattoci sono i maestri del relativismo, pardon, della contestualizzazione …..

      • minstrel scrive:

        Sapete quale è l’errore di fondo in tutte queste discussioni? Pensare che essere cristiano renda un uomo migliore di un altro uomo, ma non è affatto così, anzi!!!
        E naturalmente lo dico da cristiano.

        • il maccabeo scrive:

          ???? Minstrel non la capisco…
          beh, pensavo che Gesú ci avesse detto: voi siete MIEI AMICI se fate cio che vi ho comandato (piu´volte nei cap 14 e 15 di S. Giov).
          Non le sembra che diventare “amici di Dio” (sempre che lei creda nella divinitá di Gesú) sia giá meglio che essere “figli dell´ira” come fu l´umanitá dopo il peccato originale e prima della venuta di Gesú.
          Ammenocché lei non creda che Gesú la giustizia ce la imputa solamente, stendendo come un bel mantello la sua stessa giustizia sulla nostra umanitá irrimediabilmente peccatrice, ma che in nulla Gesú ci attribuirebbe una grazia che ci rende intrinsecamente migliori, come credeva Lutero.
          Allora sarebbero guai.

          • minstrel scrive:

            E’ una posizione/affermazione di Timothy Radcliffe op, maestro dell’ordine domenicano, alla quale – ma questo conta poco – io sono d’accordo.

          • Max scrive:

            Il punto e’ sicuramente delicato. Personalmente, penso che ci sia differenza tra l’essere ed il proclamarsi cristiani. Chi e’ cristiano, di solito si guarda dal giudicare gli altri. Ergo…

          • minstrel scrive:

            Bingo! :)

  25. Bruno Frusca scrive:

    Tutta invidia…

    Probabilmente Eco è venuto a conoscenza del fatto che il Papa non ha letto i suoi libri… ( colpa gravissima ) .
    Come Eco non ha certamente letto nè le Encicliche nè i libri del Papa…

    Probabilmente a Eco hanno detto che magari il Papa invece ha letto il libro dal quale Eco ha copiato In Nome della rosa????

    Elezioni 2008 – Eco dice : Chi non vota a sinistra o è un delinquente o è un ignorante…

    cordialità

    • mauro scrive:

      spiritosone,

      le dichiarazioni di BXVI sono anche pubbliche così come vengono anche riportate dai media.

      Leggere un libro è non aver occasione di conoscere diversamente il pensiero altrui ma poichè ipotizza che nessuno dei due abbia letto i rispettivi libri, rimane che Eco conosce le dichiarazioni pubbliche di BXVI.

      • LIBERAMENTE scrive:

        Mauro, ma è sicuro che Eco legge gli scritti di BXVI, altrimenti come potrebbe criticare il papa sul relativismo? Ho molti dubbi che il papa abbia letto libri di Eco, su questo non solo io ho dei dubbi, ma i papisti sono propensi a credere che il papa sia un ecnciclopedia universale, che invece non è vero che lo è, è solo un teologo che sul relativismo dice in pratica a tutti:
        Non dovete avere una libera coscienza ma la morale cattolica al posto della coscienza.

    • il maccabeo scrive:

      grande Frusca… peró secondo me ha ragione Eco:
      il Papa non é un gran teologo, cosí come Messi non é un gran giocatore, Mozart non fu mai un gran musicista, é Alessandro Magno, Cesare o Napoleone furono mai grandi generali…
      La prova? Erano tutti un metro e 50 o poco piú!
      :D :D :D

      • mauro scrive:

        Chissà come considererà allora le persone nomali come lei e Frusca!

        • il maccabeo scrive:

          Potrei risponderle che Eco non ci considera neanche la metá di quel che io (non posso parlar per Frusca) considero lui.
          E questo per una semplice ragione: non sono certo tra i piú grandi estimatori del pensiero del presente Papa, anzi, ma definirlo come lo ha definito Eco un pessimo filosofo e un pessimo teologo, come se Ratzinger fosse sprovvisto del lume dell´intelletto e come se a capo della Chiesa ci fosse una volta di piú nella storia un “minus habens”, beh, questo trovo davvero poco adatto ad uno che si dice e si vuole imporre come un intellettuale, come una guida indiscussa del pensiero unico.
          È un giudizio da bar, da fermata del tram, da pausa del caffé, da commento su you tube, da adolescente in crisi di autoritá, non da intellettuale.
          Ratzinger debole intellettualmente? Magari fosse cosí facile. Un uomo che ha speso la sua vita sui libri e ancora non si ferma?
          Per cui trovo il pensiero di Eco nulla di piú di un rigurgito anticlericale, di una flatulenza giacobina, di una cattiva digestione da mangiapreti, in ritardo incolmabile sui nostri tempi che si vogliono assolutamente tolleranti a 360°.
          Ma in realtá quel che importa é che poco importa il giudizio che noi uomini ci attribuiamo a vicenda, Eco incluso. Come se un giudizio umano fosse di per se, cioé sganciato da una prospettiva eterna, importante.
          Quid est homo? Oggi l´uomo é domani non piú. Passa come l´erba che cresce sui tetti, e che domani secca.
          Perció molto meglio preoccuparsi di come Iddio, che ci giudicherá infallibilmente, considera le nostre povere persone.
          Il “Redde rationem” puo´arrivare presto.
          Verro a voi “come un ladro nella notte”… “come un´orsa alla quale sono stati strappati i piccoli.”
          Stamoce accuorti…
          Eco incluso.

          • massimo scrive:

            maccabeo,hai espresso pensieri nobilissimi in una sintesi stupenda,spero che tu scriva libri.
            mi hai colpito tantissimo.grazie.m.

          • il maccabeo scrive:

            Grazie, ma lei é troppo buono massimo, troppo buono.
            Purtroppo per me, e fortunatamente per gli altri, non scrivo libri.

          • Max scrive:

            Mi ritrovo nel suo pensiero, caro Maccabeo. Aggiungerei solo, modestamente, che Eco quando vuole sa scrivere dei buoni romanzi e dire cose intelligenti. Semplicemente questa non e’ stata una di quelle volte.

            Come si vede i cristiani non sono tutti accecati da odio e sanno anche distinguere.

  26. enzo scrive:

    Le ultime dichiarazioni di Umberto Eco critiche nei confronti di papa Benedetto XVI non stupiscono nessuno, semmai lasciano un senso di amarezza rispetto al parere di un bravo scrittore che in passato faceva parlare di se più per i libri (di pregevole fattura) che scriveva e che oggi invece, lo vede protagonista di una brutta caduta di stile. Tutti possono ricevere critiche (finanche il papa ci mancherebbe!), tuttavia il Prof. Eco non può ergersi ad esegeta o profondo conoscitore del pensiero filosofico di Papa Ratzinger, non fosse altro perchè prima Eco stesso parte da un pregiudizio non indifferente: quello cioè che vede la fede come nemica della ragione. In diverse occasioni mi è capitato di ascoltare il dottor Eco, la cui cultura ed erudizione non può essere messa in discussione: pur tuttavia, un dato è innegabile. La cultura di Eco è intrisa di stereotopi laicisti, che vede nella trascendenza il limite umano e che fa della fede, strumento di soffocamento del libero pensiero. Eco in coerenza con i “salotti buoni” dell’intellettualità italiana, non fa altro che testimoniare come l’uomo contemporaneo conosca poco la filosofia e ancora di più, la filosofia umanista che fin dalle origini vede nel relativismo un nemico da battere. Come ramentava il filosofo Kant “le cose non possono pretendere di avere lo stesso valore delle persone”. Forse l’autore de “Il nome della rosa” preferisce una società contemporanea ancora divisa tra Guelfi e Ghibellini, dove i conservatori sono sempre vicini alla Chiesa, mentre i progressisti, sempre e comunque sono al servizio del progresso. Basta intendersi su cosa si intenda per progresso. Diffido da tutti quegli intellettuali che pensano di detenere verità assolute (Eco compreso) e che sotto il mantello di un sedicente progressismo laico, si mostrano più retrogadi e subdoli di un possibile Savonarola moderno. La verità nuda e cruda e un’altra: attaccare la Chiesa ed il papa è diventato uno sport nazionale (e non), utile per guadagnarsi l’attenzione dei media contemporanei. Da scrittori capaci del calibro di Eco, ci si aspetterebbero ben altre dichiarazioni e/o ispirazioni letterarie.

  27. giovannino scrive:

    Il tono dell’ intervista di Eco è maldestramente pesante e inutilmente provocatorio e possiamo ben dire che dimostra che sta invecchiando maluccio . Sul merito si deve invece riconoscere che l’ accezione che Ratzinger dà al termine relativismo è così ampia da rischiare di essere assimilabile alla condanna di tutto il pensiero moderno sulle orme di Pio IX , Pio X e Lefevbre . In effetti si dovrebbe almeno distinguere tra quelle forme di relativismo che portano al nichilismo o all’ ateismo militante , da quelle che risultano compatibili con la fede cristiana anche se non con la tradizione metafisica di origine greco classica , sia essa neoplatonica o aristotelica. Eco però inquadra le affermazioni di ratzinger in una cornice “professionale ” che ignora polemicamente il ruolo di capo della chiesa cattolica e dunue del collegio apostolico che è proprio del Papa. Un Papa, anche quando è stato professore di teologia , non è solo un professore di teologia , ma anzitutto il primo tra tutti i sacerdoti e pastori, dotato di un particolare carisma e il suo parlare si iscrive in una dimensione profetica rivolta a tutta l’ umanità e non certo solo ai docenti accademici . Dunque le affermazioni di BXVI vanno lette in una prospettiva diversa da quella polemicamente prescelta da Eco . Questo sminuisce il valore delle critiche di Eco , pure se non del tutto “tecnicamente” infondate.

  28. Cherubino scrive:

    carino il nick alèudin… mi fa venire in mente Éowyn, la figlia di Théoden, re di Rohan.

  29. il maccabeo scrive:

    Massi ragazzi, il Papa sta per visitare la Germania e i soliti massoni si infervoriscono di nuovo anticlericalismo come han fatto in Spagna per i 50 mililiardi spesi per la visita.
    Poi si son dimenticati di dire che ne hanno incassati 160 netti dai pellegrini…
    Anzi, che sia proprio questo che gli prude? Che a far avanzare l´economia sia ormai il solo “turismo religioso”?

  30. P.Danilo scrive:

    Cari amici, ma questo Umberto Eco (che prima era cattolico militante, poi ha pure scritto la sua tesi sull’estetismo o estetica in San Tommaso, poi si è vergognato della sua fede, si è defilato, ed è pure diventato un apostata, che scrive di semiotica estetologica o interpretativa) chi lo ha foraggiato in tutti questi anni? La Sinistra? L’Università? o lo Stato? Lo Stato, e cioè i contribuenti, avrebbero mantenuto in cattedra un personaggio che scrive e recita corbellerie di semiotica estetologica, la quale ovviamente, essendo una scienza umana, inventata dal suo autore, è frutto del suo razionalismo raziocineggiante fantastico? Ovviamente, egli si pone in contrapposizione dialettica, ma non dialogica, con lo strutturalismo ontologico del più grande Claude Levi-Strauss… non ne posso più, termino qui, vi risparmio la lezione.

    • ilsanta scrive:

      Ebbene si, lo devo ammettere, a volte lo Stato paga anche chi ha idee diverse da quelle cattoliche, così come paga gli oltre 26.000 insegnanti di religione nelle scuole italiane.
      Stato comunista ….

      • minstrel scrive:

        P. Danilo, temo ci sia bisogno della lezione…

        • ilsanta scrive:

          Eh si c’è bisogno di una lezione, magari bisognerebbe far capire a Danilo che al mondo c’è gente che lavora per guadagnarsi da vivere senza essere foraggiato da nessuno, e credo che Eco qualche libro lo abbia venduto.
          Prima che me lo chieda io mi foraggio lavorando, sà com’è, i comunisti hanno finito i soldi ….

    • luciano27 scrive:

      p danilo,apostata e convertito indicano entambe un cambiameto i deologiconella fattispecie attinente alla religione, ma letteralmente hanno valore diverso uno sprezzante e l’altro edificante. Perchè?entrare nel cattolicesimo, non vuoldire migliorare l’uomo, nél’uscirne lo peggiora saluti

  31. Simone 2 scrive:

    Lei, P. Danilo, da chi è foraggiato? Domanda piuttosto retorica ma spontanea. Conoscendo di persona il professore e leggendo il “Curriculum vitae” dell’apostata Eco, non mi sembra poi quell’ultima ruota del carro che Lei vorrebbe far intendere.

    • minstrel scrive:

      E noi come ci foraggiamo?

    • P.Danilo scrive:

      Anzitutto una precisazione: non tutti i preti cattolici viventi in Italia percepiscono il sussidio proveniente dall’8 per mille, ma soltanto i parroci; i religiosi, coloro cioè che vivono in convento, come è il mio caso, non percepiscono un bel niente, quindi lo Stato non ci mantiene. Viviamo di aria? No, del nostro lavoro e delle libere offerte del popolo! Il giudizio negativo da me espresso nei confronti di Umberto Eco dipende dal fatto che anziché insegnare la filosofia vera, quella che ha studiato un tempo, a Torino, si è messo a inventarne un’altra…

      • ilsanta scrive:

        Ah, come deve essere bello avere tutte le certezze in pugno.

        La religione vera ….
        La filosofia vera …
        L’amore vero ….
        La famiglia vera ….

        Se non ci fossero i cattolici convinti a dirci cosa è vero e cosa non lo è come faremmo a campare?

        PS: ma nel post precedente non era lei che si chiedeva chi foraggiava Eco? Adesso cì vorrebbe dire che viene pagato per insegnare la falsa filosofia? C’è un complotto plutogiudaicomassonico anche dietro l’intervista ad Eco?

        • Simone scrive:

          Bè, se uno è pagato per insegnare e “caccia balle”, è così… Resta da vedere qual’è la “filosofia vera”. La filosofia parte dall’uomo e resta uno sforzo umano, che ha nell’umano il suo limite. La Verità o non c’è e noi crediamo in Dio inutilmente, o c’è e non può che venire da Lui.
          Non credo un complotto, di sicuro però nel campo letterario filosofico non hai spazio (a livello “pubblicitario”) se non sei allineato (ed Eco lo è) o se non le spari grosse (ed Eco, come in questo caso, lo fa). Perciò, se sei così, hai “visibilità”, sui giornali o tramite “coercizione scolastica”, e vendi i tuoi libri in modo molto facile. Personalmente preferisco scrittori o intellettuali che sono schifati dalla critica “ufficiale” e dai libri di testo scolastici (in quanto non possono nemmeno definirsi tali, a sentir lorsignori) che però, a lato pratico, spesso vendono più dei “pubblicizzati dalla cricca”. E per molto più tempo, in qualche caso anche ben postumi. E questo rode, ohhhh come rode…. Sono stato senza dubbio poco chiaro, chiedo già scusa.

          • ilsanta scrive:

            @Simone

            Il fatto che lei sia stato poco chiaro … è chiaro.
            Mi chiedo però chi deve giudicare, anche su temi filosofici, chi abbia la verità in pugno.
            La sua stessa concezione di Verità e del fatto che essa sia in Dio o non sia affatto è un assioma tutto da dimostrare.

            Saluti

          • Simone scrive:

            La Verità o riguarda il fatto che non siamo qui per caso ma Qualcuno ci ha voluto (e a questa domanda cercano di rispondere le filosofie), oppure semplicemente non c’è, perchè se fosse tutto nato per caso che verità sarebbe? Il mio pensiero (non un assioma, per carità) è questo. Per quanto riguarda il “resto non chiaro”, sintetizzo così: per me, un libro intero del pubblicizzatissimo Eco non vale una pagina di Eugenio Corti, solo per fare un nome.

  32. lorenzo lucentini scrive:

    le verità di papa Benedetto sono espresse nella forma semplice di chi conosce la verità ma impegnano tantissimo all’atto della loro spiegazione a chi NON CONOSCE la differenza tra storia del sacro e storia sacra …

  33. vincenzo da torino scrive:

    Mi risulta che Umberto Eco abbia detto chiaramente che lo scopo principale dei sui scritti e interventi vari sia quello di combattere la chiesa con ogni mezzo. Ergo….tirare fuori un coniglietto dispettoso, polemico e ben selezionato in chiave anti chiesa è il suo spasso preferito, ad imitazione dei vari Augias, Odifreddi, Mancuso. I divertenti , scriteriati e supponenti intellettuali che vanno in voga nei media.. facendo soldi a palate…
    Per fortuna c’è di meglio. Occorre difendersi, ma anche compatirli…

    • luciano27 scrive:

      egr. vincenzo da torino, lo scopo dei suoi scritti e di tanti altri è di combattere in chiave pro-chiesa quelli che non pensano come voi: ne avete facoltà,ma cel’hanno anche gli anti-chiesa.Non crediate di aver diritto più degli altri di dire la vostra Guardi che oggi il papa ha detto che sono più vicini a Dio gli agnostici e i non credenti che certi fedeli che lo sono solo meccanicamente. Che, per me ,sono tanti. Ci siamo incontrati più volte e lei sa che non ho mai usato parole sprezzanti come le sue nei suoi confronti,né di altri la saluto

  34. Cherubino scrive:

    mi sembra che il clima da stadio che alcuni non riescono proprio ad evitare non giova ad una discussione equilibrata e secondo verità.

    Vale la pena ricordare che un buon papa non deve essere necessariamente un grande teologo e che un grande teologo non sarebbe necessariamente un grande papa.
    Quindi andrei a separare la critica al Ratzinger filosofo e teologo dalla critica al Benedetto XVI papa.

    Ciò anche perchè se si prende la forma di ciò che ha detto Umberto Eco suscita immediata avversione, ma ciò non deve far dimenticare che sgrossando le sue parole da accenti polemici, nella sostanza il discorso è scientifico (intendendo come scienza anche quella razionale e non solo quella sperimentale, quindi la filosofia e la teologia).

    Su questo piano occorre cercare di capire la critica, che può essere inserita evidentemente in un dibattito che può far crescere. Comunque.

    • luciano27 scrive:

      parole da incorniciare egr. cherubino purtroppo l’astio e il disprezzo per le idee diverse , affiorano troppo soventein quesi blog

  35. enrico scrive:

    Francamente non vedo critiche scientifiche.
    Se mi metto a discutere vattelapesca di fisica e dovrò presentare un concetto in mezz’ora ad un pubblico eterogeneo e non del campo mi metterò sul piano dell’interlocutore e cercherò un linguaggio adatto semplificando.
    Se discuto di fisica con un professore di fisica alla macchinetta del caffè il discorso sarà relativamente più tecnico.
    Se poi faccio una pubblicazione e la discuto in un convegno, userò un linguaggio tecnico e sarò preciso e accurato.

    Qui Eco risponde da quanto ho capito

    «In sei mesi potrei organizzarle un seminario sul tema. E può starne certo(??): alla fine presenterei almeno 20 posizioni filosofiche differenti sul relativismo. Metterle tutte insieme come fa papa Benedetto, come se ci fosse una posizione unitaria è, per me, estremamente naif».

    Bene.
    Ma durante l’intervista non era possibile quindi riassumere in poco tempo tutta la problematica.
    Ergo lo dovrebbe fare Ratzinger vattelapesca in un discorso rivolto ad un pubblico eterogeneo durante un viaggio pastorale?

    Per me è semplicemente un discorso mal fatto e mal posto.

    • Cherubino scrive:

      Non mi sembra che Ratzinger parli (e scriva) solo durante i viaggi pastorali alla gente che incontra. Al contrario il teologo Ratzinger ha una copiosa produzione scientifica e credo che Eco si riferisse anche alle posizioni del teologo e filosofo Ratzinger che evidentemente conosce.
      Cercando qualche documento che si ponga a questo livello ho trovato questo saggio molto interessante dal quale si capisce quali tipo di dibattito mi sembra vi sia dietro la critica di Eco http://www.eticapubblica.it/public/upload/Posizione%20Benetto%20XVI%20-%20Carletto%20%28161-180%29.pdf

      In ogni caso, mettendomi nei panni del papa, non credo che sarebbe d’accordo neanche con quei commenti che offendono e deridono il suo critico.

    • enrico scrive:

      @ Cherubino

      Starebbe a chi fa una critica argomentarla.
      E mi sfugge francamente dove stia l’argomentazione di Eco se non nel’ enunciare l’assioma che qualcuno a riportato “In sei mesi etc etc”.
      Sono altresi convinto che il relativismo contro cui spesso si esprime il Papa sia molto più prosaicamente la tentazione che l’uomo ha di rispondere rispetto problematiche morali “secondo me…etc etc”.
      Poi sarebbe interessante sapere, domandando a chi fornisce tale risposta, aderando a quale delle venti diverse forme di relativismo che Eco proporrebbe nel seminario tale persona così risponde.

      Credo che la maggioranza di loro rimarrebbe piuttosto spiazzata.

      • Cherubino scrive:

        non stavo “difendendo” la risposta di Eco, che pur tenendo conto del contesto di un’intervista, è eccessiva.
        Ma è sbagliato metterla sul piano di un processo, per cui “chi accusa deve provare”.
        C’è un’affermazione di fondo, ossia che -secondo Eco- il papa generalizza in modo poco acuto sul termine “relativismo”.
        Come ho mostrato con il documento di Sergio Carletto, vi sono critiche di neo-platonismo sul pensiero del filosofo-teologo Ratzinger. L’articolo di Dario Antiseri ne è un’altra testimonianza.
        Purtroppo il tono dell’intervista porta fuori il tema da un ambito di pacato (ma severo) confronto filosofico, ma proprio questo errore viene perpetuato continuando a porla sul piano dell’attacco alla Fede e alla Chiesa.

        • enrico scrive:

          @ Cherubino

          Sì sì lo letto molto bene..e lo rileggerò ancora…e lei ne ha capito il succo?
          Io credo di sì e capisco ancora meglio un certo disegno che mira ad un diverso approccio sui valori non negoziabili..adesso vedo da dove si vuol partire filosoficamente e dove si vuole arrivare.

          E rispondo la realtà e una (intendendo quella fisica) o non esiste o meglio è illusione, la verità è una o non esiste o meglio è illusione.

          • Cherubino scrive:

            è proprio questo tipo di banalizzazione che porta acqua al mulino dei critici !
            E poi denota ignoranza della stessa filosofia cristiana che già da S. Tommaso aveva abbandonato la via del realismo radicale per quella del realismo moderato o “mediato”.
            La realtà è una, ma la conoscenza di essa è molteplice e graduale. Inoltre l’uso della parola “realtà” va bene inteso quando si parla di fenomeni mentali, perchè di uno stesso evento è diversa l’esperienza dei vari partecipanti. Il fatto è uno (e su questo non ci piove) ma i vissuti sono tanti quante le persone che vi hanno partecipato. E’ chiaro che quando si parla di eventi spirituali il termine “realtà” va usato in modo accorto.
            E tanto per essere precisi, lo stesso Eco rigetta una posizione decostruzionista estrema. In “Kant e l’ornitorinco” infatti egli critica chi afferma che l’interpretazione non ha alcun fondamento oggettivo “in rebus”.

          • Cherubino scrive:

            e giusto per la precisione: lei sembra confondere realtà con verità (come succede spesso).
            La verità è una proprietà di conoscenza (strettamente di un’enunciato) e indica la corrispondenza tra l’enunciato è la res.
            Essendo per noi la “cosa in sè” intangibile (ne conosceremo la quidditas, salvo errore) per noi la verità è la corrispondenza tra un enunciato e tutti gli altri dati di percezione e conoscenza disponibili.
            La stessa quidditas poi “esiste” solo come ente di ragione, in quanto la cosa è sempre individuale, cioè “questa cosa particolare” di cui riconosco la quidditas ma anche la sua indivualità specifica.

      • luciano27 scrive:

        io scrivo spesso “secondo me” perchè sulle problematiche morali sono convinto che nessuno può dire “è”.Chi lo afferma, chiunque esso sia, esprime solo un suo pensiero.Quanti dicono”la verità è” su un qualsiasi tema, anche con visuali diametralmente opposte, pretendendo così di imporre il loro punto di vista.Le affermazioni “Dio esiste”e “Dio non esiste, non possono dimostrare una certezza, non possono essere “é ; sono solo pensieri.

  36. Sal scrive:

    “La teologia è la disciplina che studia Dio, ovvero le divinità nei caratteri che le varie religioni riconoscono come propri del divino in quanto tale” – Wikipedia

    Per evitare che fossero alcuni a spiegare ad altri il voler di Dio, il Dio ha fatto scrivere le sue regole, i suoi desideri, in modo che gli uomini non fossero nell’ignoranza e tutti potessero conoscerle. Ergo, ciascun uomo è “teologo per sé stesso ” dato che la responsabilità è in capo a ciascun uomo che deve essere conforme alla direttiva che il Dio ha fatto scrivere e non può essere delegata.
    Sapendo quindi che c’è una responsabilità e non è collettiva, ma singola, non essendoci alcun mediatore che debba spiegare come fare e cosa fare. “Poiché c’è un solo Dio, e un solo mediatore fra Dio e gli uomini,” ( 1 Timoteo 2.5) potrebbe essere pericoloso “delegare ad altri che potrebbero ingannarsi, come per esempio nel caso del papa teologo, che dovendo insegnare al altri, come agire e come vivere, non ha saputo insegnare neanche a se stesso dato che ha preferito proteggere e nascondere un “certo chiacchiericcio” sapendo che il vangelo dice : “chiunque fa inciampare uno di questi piccoli che ripongono fede in me, sarebbe più utile per lui che gli si appendesse al collo una macina da mulino come quella che viene fatta girare da un asino e che fosse affondato nell’ampio e aperto mare.” ( Mt.18.6)

    E’ stato un buon teologo o non ha letto bene le parole del Maestro ? si sarà sbagliato ?
    “Accertatevi di ogni cosa; attenetevi a ciò che è eccellente.” ( 1 Tessalonicesi 5.21)
    E’ scritto per tutti non solo per qualcuno che si definisce “teologo” e prende le toppe.

    • minstrel scrive:

      La rivelazione esiste. La pretesa è credere di averla intesa tutta perché si sceglie cosa leggere o citare di libri contradditori come la Bibbia, Sal.
      In un luogo santo dove c’è tutto e il contrario di tutto, ogni uomo teologo sarebbe semplicemente schiavo di sé stesso, della sua storia e del suo attimo intellettuale presente.
      E non ci sarebbe ricerca nella verità verso la verità, perché credo che tale ricerca avvenga soltanto aprendosi al dialogo, non rinchiudendosi in letture solamente private.

      • Sal scrive:

        Perfettamente d’accordo con lei. Ma con qualche precisazione.
        Se la rivelazione esiste deve essere logica e coerente, non può essere inventata e fantastica e contraddittoria.

        “La rivelazione esiste. La pretesa è credere di averla intesa tutta perché si sceglie cosa leggere o citare di libri contradditori come la Bibbia, Sal.”
        Se è contraddittoria non andrebbe usato come “Sacre Scritture” o “Parola di Dio” perché se è Parola di Dio va seguita e compresa, sapendo che Dio non può sbagliarsi o essere contraddittorio, se è un bel libro contraddittorio non andrebbe usato come “Sacro” E’ una forma di chiarezza altrimenti diventa ambiguità usarlo solo quando conviene e buttarlo quando non fa comodo.

        “perché credo che tale ricerca avvenga soltanto aprendosi al dialogo, non rinchiudendosi in letture solamente private.”

        Giusto molto giusto, infatti l’esempio è quello dell’eunuco che chiese a Filippo il significato di ciò che non capiva. ( Atti 8.26-33) Se la spiegazione è convincente, logica e in armonia con tutto il resto si accetta, se è contrastante si continua a cercare anche in altri luoghi.

        • minstrel scrive:

          Grazie Sal della risposta.
          Una domanda: ma la logica è universale e “naturale” o basata su una modalità di ragionamento precisa e elaborata da una data cultura? Banalmente: non si parla dei dottori della Chiesa di stampo “aristotelico”?
          Allora la spiegazione di un dato passo non diviene solo “logica stringente pura” (che non esisterebbe), che comunque deriverebbe da un dato periodo storico che deriva da una data cultura logica, ma dall’incontro di più letture diverse che hanno trovato una sorta di percorso univoco su cui basarsi (e che sia in continuo movimento, chiaramente!): la oramai celeberrima Tradizione (Magisteriale).

          Infine la Bibbia “contraddittoria”. Forse l’aggettivo è un pò forte e come ogni estremizzazione ha un alto tasso di falsità al suo interno. Ma certamente per molti versi presenta delle ambiguità, foss’anche solo la visione di Dio che è vendicativo in alcune pagine e “solo amore” in altre. Tutto può essere spiegato naturalmente, anche logicamente, ma tenendo conto – credo -di quanto da me in precedenza scritto.
          Grazie ancora.

          • Sal scrive:

            @ Mintrel
            Il suo argomento è profondo e di non facile spiegazione perché può trovare soluzione nell’ambito personale privato unico irripetibile. Il rapporto i ciascun uomo con il suo Dio.
            Tento una spiegazione personale che non posso suffragare da prova scritturale perché rientra nell’ambito della fede.

            La logica spiegazione di un dato passo ottiene una sua logica stringente quando è in armonia con tutto il conesto. Es. in un puzzle nessun pezzo isolato ha una sua logica stringente, ma l’ottiene quando l’osservatore riesce a vedere il disegno completo ma deve essere quello giusto perché se fosse uno diverso anche se simile, alcuni pezzi avrebbero una loro collocazione ma altri no, solo ripetto al disegno originale tutti i pezzi sarebbero collocati armoniosamente.

            Tradizione – la tradizione è parte di un percorso ma non è tutto il percorso e un pezzo, e in questo inserisco anche la contraddizione che si rivela quando non si conosce tutto l’insieme. Ma agli apostoli fi spiegato il tutto ma poi si perse nell’ambito della tradizione dando maggior risalto al cosa fare piuttosto che al perchè fare così.
            Poi, Es. Dio è Amore, si, ma non solo è anche Giustizia, anche Sapienza, anche Potenza. Ciascuna qualità non può essere isolata dalle altre perché il come il carattere di una persona non è sempre costante così quelle di Dio ma Egli le utilizza in equilibrio tutte insieme o separatamente in equilibrio. Es. Dio è amore, ma non esenterà dalla punizione. ( Esodo 20.5) se non colleghiamo le due cose risulterebbe o troppo buono o troppo severo. La bontà si riserva agli amici la punizione ai nemici. Non è difficile !
            “La logica è lo studio del ragionamento e dell’argomentazione e, in particolare, dei procedimenti inferenziali, rivolto a chiarire quali procedimenti di pensiero siano validi e quali non validi. ” – Wikipedia – Lo studio del ragionamento è chiedersi perché prima così e poi al contrario ? Quali sono le ragioni ? Le spiegazioni sono inscritte nel Testo.
            Saluti

          • luciano27 scrive:

            mi intrometto per dire che tutti gli interventi dovrebbero seguire questa linea: interventi pacati,esposizione di punti di vista senza astio e acredine

  37. andrea scrive:

    Mi firmo come qualcun altro o qualcuno si firma come me? Non ha importanza:

    - mi sarei aspettato da Umberto Eco qualcosa di meglio. sarebbe stato più coerente con i suoi scritti se avesse dichiarato destituita di statuto scientifico tutta l’attuale teologia, anziché prendersela con un solo teologo;
    - per me Joseph Ratzinger rimane il miglior teologo della sua generazione. ha un pensiero penetrante e capacità di argomentazione e di sintesi (leggere le sue omelie e le encicliche, dove raccoglie anche i contributi dei collaboratori). Oltre tutto, seppur tedesco, è il personaggio pubblico che parla e scrive nel miglior italiano in circolazione (nei discorsi dello stesso Woityla, gran comunicatore, potresti distinguere quel che gli hanno scritto da quel che ci ha messo lui).
    - papa Benedetto XVI lascerà alla Chiesa del futuro la riscoperta del grande tesoro dell’Eucaristia, l’eredità più preziosa per la spiritualità del prossimo secolo. Le primizie le abbiamo gustate a Madrid.
    - Eco potrebbe averci azzeccato per sbaglio: probabilmente è impossibile salvare la Chiesa per via teologica o dottrinale, le strade dello Spirito viaggiano più veloci nei cuori e nelle menti delle persone. Quanto alle encicliche, ai decreti e ai trattati, direbbe De Gaulle: “l’intendenza seguirà”..

  38. Marco N. scrive:

    Il povero Eco ,ormai in gravissimo declino da quando tutti hanno scoperto la sua pochezza conme scrittore e la sua nullità come pensatore, cerca, con iniziative ad effetto come questa, di far parlare di sè.
    Lasciamolo perdere.

  39. mauro scrive:

    Caro maccabeo

    se lei non legge bene l’intervista, poi salta fuori a dire: “definirlo come lo ha definito Eco un pessimo filosofo e un pessimo teologo” quando invece Eco ha solo detto che non è un grande come GPII ed il Card. Martini.

    Non ha detto che è debole intellettualmente ma che la filosofia di Ratzinger è debole, ovvero concepita male non avento una sola filosofia relativistica di riferimento.

    Ecco, quello che ha scritto lei è un giudizio da bar perchè Eco non ha detto quello che lei scrive, anzi ha specificato cheBXVI è un buon collega.

    • il maccabeo scrive:

      Gentile Mauro, grazie per la risposta, si forse il mio tedesco fa schifo, nonostante abbia passato diversi anni in Germania, ma neanche il suo sembra migliore, o almeno anche Lei sembra non aver ben letto l´articolo:
      1. Lei afferma piú sopra : “mi scusi ma Eco ha detto: ……nemmeno un insegnante della scuola dell’obbligo le formulerebbe come lui.”
      Falso.
      Eco dice secondo il testo on line del Berliner Zeitung da lei citato piú sopra “Nicht mal ein GRUNDSCHULLEHRER würde es so formulieren wie er.”
      “Grundschullehrer” é un insegnante di SCUOLA ELEMENTARE e non della scuola dell´obbligo (Pflichtschule).
      Ma per Eco “NICHT MAL”, cioe “NEANCHE” a quel livello arriverebbe la formulazione del relativismo di Ratzinger.
      E questo basterebbe per provare quanta poca stima Eco abbia di Ratzinger filosofo e teologo.
      Quindi Eco va ben al di la di definirlo debole. Infatti “Seine Polemiken, sein Kampf gegen den so genannten Relativismus sind, wie ich finde, einfach nur sehr grob.” Cioé ” Le sue polemiche, la sua battaglia contro il cosiddetto Relativismo, sono, a mio parere, semplicemente solo MOLTO ROZZE (o grossolane come é stato dai piú tradotto)”- afferma testualmente Eco.

      2. Il suo :“Caro maccabeo, se lei non legge bene l’intervista, poi salta fuori a dire: “definirlo come lo ha definito Eco un pessimo filosofo e un pessimo teologo” quando invece Eco ha solo detto che non è un grande come GPII ed il Card. Martini.” dunque non sta in piedi.
      Lei minimizza, ma Eco mette invece il filosofo e teologo Ratzinger al di sotto di un insegnante elementare e qualifica le sue polemiche di rozze. E certo magnifica Martini e Giovanni Paolo II, questo non l`ho mai contestato.
      3. Poi lei :“…Non ha detto che è debole intellettualmente ma che la filosofia di Ratzinger è debole, ovvero concepita male non avento una sola filosofia relativistica di riferimento…”
      Anche qui lei legge male. Eco dice: “Seine PHILOSOPHISCHE AUSBILDUNG ist sehr schwach.” Eco afferma che LA FORMAZIONE FILOSOFICA di Ratzinger sia debole, e dunque il filosofo pure. E qui se lei conoscesse un po´della preparazione di Ratzinger, come fu descritta su 30 giorni qualche anno fa dal gesuita Peter Henrici, o come la descrive lui stesso nel suo “ La mia vita. Ri­cordi (1927-1977), saprebbe che Ratzinger ricevette invece la stessa preparazione tomistica del giovane Eco e che come lui la rifiutó: «Ebbi, invece, delle difficoltà nell’accesso al pensiero di Tommaso d’Aquino, la cui logica cri­stallina mi pareva troppo chiusa in se stessa, troppo impersonale e precon­fezionata» (La mia vita, cit., p. 44). Tra i professori ci furono infatti alcuni per nulla tomisti, ma modernisti, esattamente e a questi egli prestó orecchio, ai novatori che infiltravano nei seminari i libri proibiti. Tale infiltrazione é testimoniata anche da p. Henrici, “nipote del von Balthasar, giá vescovo ausiliare di Chur: «Nelle esercitazioni semina­riali –– egli scrive –– si leggevano Kant, Hegel, Heidegger e Blondel; Kant e Heidegger, in particolare, costituivano a lezione i punti di riferimento co­stanti, onnipresenti»; a Lovanio, «il prefetto degli Studi consigliava [ai se­minaristi, futuri gesuiti] come prima lettura i primi due capitoli del Sur­naturel di Henri de Lubac, il più proi­bito dei “Libri proibiti’!» (Communio n. 114, novembre–dicembre 1990). “ Ratzinger nel suo libro di “Ricordi” (op. cit.) afferma come tale “libertá” si godesse pure nel seminario di Freising, dove lui studió: “Gli interessi erano molteplici. Non ci si voleva limitare alla teologia in senso stretto, ma porsi all’ascolto dei con­temporanei. I romanzi di Gertrud von Le Fort, Elisabeth Langgässer, Ernst Wiechert venivano divorati; Dostoev­skij era tra gli autori che ognuno leg­geva, e inoltre i grandi francesi: Clau­del, Bernanos, Mauriac. Anche i nuovi sviluppi delle scienze della natura ve­nivano seguiti con interesse. Si rite­neva che con la svolta impressa da Planck, Heisenberg, Einstein, la scien­za fosse di nuovo sulla via di Dio… In campo teologico e filosofico Romano Guardini, Josef Pieper, Theodor Ha­cker e Peter Wust erano gli autori la cui voce ci toccava più da vicino» (op. cit., pp. 42–43). Ratzinger ricorda poi come tale liberta di studiare libri proibiti si godesse pure alla Facoltà Teologica dell’Università di Monaco (op, cit., p. 47 ss.) successivamente frequentata. Uno dei suoi mae­stri indirizzò infatti J. Ratzinger alla lettura del de Lubac, autore che esercitò una notevole influenza su di lui (op. cit, p. 49-60, p. 62).
      4. Per cui caro Mauro: “Ecco, quello che ha scritto lei è un giudizio da bar perchè Eco non ha detto quello che lei scrive, anzi ha specificato cheBXVI è un buon collega.” neppure quello é da lei ben compreso:
      “Man könnte also sagen, ich betrachte Papst Benedikt als guten Kollegen… Sie lachen…” riponde l´Intervistatore, cioé “state ridendo mentre lo affermate”. Se Eco definisce Ratzinger “buon collega” dopo averlo strapazzato per benino e dopo averci riso su, significa solo che il “grande Eco” avrebbe solo colleghi, nella sua Universitá di Bologna, con altrettanto tremule e tremebonde preparazioni filosofiche, e non che lo stimi come “buon collega”.
      Per cui caro Mauro, se io ho da fare sforzi nella lettura del tedesco, nella comprensione dei testi e nella loro presentazione, beh, credo che anche Lei puo´fare ancora qualche progresso.
      O almeno lo spero.
      Buona giornata.

      • mas scrive:

        maccabeo,sprepitoso.

        • il maccabeo scrive:

          Grazie, ma non esageriamo.
          Ho solo letto quel che c´e´ scritto sul Berliner Zeitung e mi son ricordato di un paio d´articoli letti anni fa sulla formazione del giovane Ratzinger, (Sì sì no no anno XXIV n° 15 e 16 (15 e 30 settembre 1998) I ricordi di un nuovo teologo: “La mia vita” del card. Ratzinger) che si puo´ritrovare su internet.
          Tutto qui. ;)

          • mas scrive:

            sì ma hai fatto un esposizione che mette a tacere i superficiali e anche gli osannati cattedratici…..
            possibile che queste cose non si possano trovare sui giornali che un servizio pubblico fanno e pure prendono soldi dallo stato?
            perchè il rigore della realtà storica e della”realtà” è sempre sacrificato?

      • Cherubino scrive:

        Henry de Lubac e i suoi libri sono stati completamente riabilitati dalla Chiesa. Non esiste alcun libro proibito di Henry de Lubac.

        Quanto a Kant e Heidegger ci mancherebbe che il loro studio in una facoltà filosofica non fosse di primaria importanza. Studiarli non vuol dire mica per forza accettarne in toto il loro pensiero ! Ma è innegabile il fatto che la filosofia contemporanea sarebbe incomprensibile senza lo studio di queste colonne della storia della filosofia…
        Pensare che nei seminari si debbano usare solo i manuali di tomistica (che pure fanno senz’altro bene alla salute e alla mente) è fuori dalla realtà.

        • il maccabeo scrive:

          Riabilitati? Il “surnaturel plaqué” di De Lubac?
          Da quale decreto? A me consta invece che la Humani Generis di Pio XII, anche senza nominarli, li abbia condannati insieme a tutta la “nuova teologia” (rientrata per la finestra solo dopo i colpi di mano post-conciliari a forza di occupazioni di cattedre).
          Né mi consta che esista un decreto di ritiro della detta Enciclica. Sarebbe difficile infatti spiegare come un Papa come Pio XII si sia sbagliato completamente su un atto di Magistero Ordinario.

          • Cherubino scrive:

            ah i nodi vengono al pettine: dove sarebbe il decreto di iscrizione all’Indice dei libri proibiti del testo di de Lubac ?
            Suvvia ! quando sparate fango contro un cardinale della Chiesa informatevi prima: qui c’è l’ultima edizione dell’Indice, del 1948, due anni dopo Surnaturel http://www.cvm.qc.ca/gconti/905/BABEL/Index%20Librorum%20Prohibitorum-1948.htm

            Dove sarebbe citato de Lubac e il suo libro ?

            Nell’Humani generis Pio XII condanna genericamente alcune teorie filosofiche, senza però citare mai de Lubac e il suo testo.
            La verità è che la tesi di de Lubac era in un suo unico aspetto molto discutibile, al limite dell’accettabilità se non erronea. E giustamente egli fu corretto. Ma il futuro cardinale accolse la correzione e nella seconda edizione del 1965 di Surnaturel modificò le sue argomentazioni.

            Come si vede si continua a montare “casi” inesistenti, amplificandoli con giochi verbali e false notizie (l’iscrizione all’Indice). A me pare che tutto ciò vada nettamente contro il comandamento “non pronunciare falsa testimonianza”.

          • Sara scrive:

            In varcare le soglie delal speranza Giovanni Paolo Ii parla con molto affetto di De Lubac. va beh che per voi è eretico anche Giovanni Paolo II.

            “Così, dunque, già durante la terza sessione [del Vaticano II -n.d.r.] mi trovai nell’équipe che preparava [...] il documento che sarebbe poi diventato la Costituzione pastorale “Gaudium et spes” [...]. Molto devo in particolare a padre Yves Congar e a padre Henri de Lubac. Ricordo ancora oggi le parole con cui quest’ultimo mi incoraggiò a perseverare nella linea che avevo definito durante la discussione. Ciò avveniva quando ormai le sedute si svolgevano in Vaticano. Da quel momento strinsi una speciale amicizia con padre de Lubac”

          • Sara scrive:

            E anche Benedetto XVI nella spe salvi cita De Lubac: “Henri de Lubac, nell’introduzione alla sua opera fondamentale « Catholicisme. Aspects sociaux du dogme », ha raccolto alcune voci caratteristiche di questo genere di cui una merita di essere citata: « Ho trovato la gioia? No … Ho trovato la mia gioia. E ciò è una cosa terribilmente diversa … La gioia di Gesù può essere individuale. Può appartenere ad una sola persona, ed essa è salva. È nella pace…, per ora e per sempre, ma lei sola. Questa solitudine nella gioia non la turba. Al contrario: lei è, appunto, l’eletta! Nella sua beatitudine attraversa le battaglie con una rosa in mano » [10].

            14. Rispetto a ciò, de Lubac, sulla base della teologia dei Padri in tutta la sua vastità, ha potuto mostrare che la salvezza è stata sempre considerata come una realtà comunitaria.”

          • giovannino scrive:

            caro maccabeo , tutto il magistero preconciliare dev’ essere reinterpetrato e aggiornato alla luce del Concilio . Si tratta di storicizzare, non di rinnegare, ovviamente . Però non tiriamo fuori la validità eterna dei dogmi e della Rivelazione. E’ fuori delle possibilità terrene osservare la realtà sub specie aeternitatis e ognuno di noi comprende il Vangelo secondo le sue disposizioni personali . Che non sono affatto casuali , ma rientrano nel disegno provvidenziale. Accettare di partecipare alla vita sociale , culturale , politica ecc. del proprio tempo è , in un certo senso , parte dell’ obbedienza alla volontà di Dio , che ci ha fatto nascere in un determinato tempo .

          • il maccabeo scrive:

            A Cheru:

            ““ah i nodi vengono al pettine: dove sarebbe il decreto di iscrizione all’Indice dei libri proibiti del testo di de Lubac ?
            Suvvia ! quando sparate fango contro un cardinale della Chiesa informatevi prima: qui c’è l’ultima edizione dell’Indice, del 1948, due anni dopo Surnaturel http://www.cvm.qc.ca/gconti/905/BABEL/Index%20Librorum%20Prohibitorum-1948.htm
            Dove sarebbe citato de Lubac e il suo libro ?”

            Se lei guarda l´indice del…. 1318 non vi trova de Lubac. E neanche Lutero. E forse neppure Budda.
            La condanna della Humani Generis é del 12 agosto 1950. In quell´anno de Lubac fu sospeso dall`insegnamento fino al 1958.
            E´stato dunque chiaramente condannato.
            E non é stato sospeso dall´insegnamento per aver rubato i caffè al distributore automatico durante la pausa.
            Se ne faccia una ragione.

          • il maccabeo scrive:

            Garbatissimo Giovannino, lei ha scritto un capolavoro di relativismo: lei trascura 1.il piccolo particolare che le veritá rivelate riguardano realtá al di fuori del kronos, del tempo umano cioé. Iddio se si vuole comunicare e far conoscere non é limitato dalla nostra miseria. L´eventuale pochezza di comprensione di tizio, caio o sempronio non cambia le realtá soprannaturali,
            né 2. cambia la capacita´della Chiesa di trasmetterle, perché la Chiesa non é una societá solo umana, ma assistita dall Spirito Santo contro l´errore, anche se questo o quel membro o anche grossa parte di essa possano talvolta perder la bussola.
            Per propria responsabilitá, beninteso, non per limiti eventuali dello Spirito Santo.

            Per sapere poi cosa non va, anche dopo il 1965, in de Lubac: http://www.sisinono.org/notizie/48-anno-xxxiv-n18
            se ho tempo le rispondo domani punto per punto. per ora buonanotte.

          • Cherubino scrive:

            eh no ora non rimischi le carte: lei ha parlato di Indice dei libri proibiti e non di sospnesione dall’insegnamento.
            La sospensione dall’insegnamento non è affatto un atto di Magistero e può essere tranquillamente un atto sbagliato e ingiusto. E infatti i pontefici successivi non lo hanno affatto condiviso.
            De Lubac è stato chiamato come consultore al Concilio Vaticano II, è stato voluto cardinale prima da Paolo VI (e lui rifiutò) poi dal Beato Giovanni Paolo II.
            Come ho già detto e può leggere proprio nella pagina che lei linka, nel 1946 c’era un punto deficitario nella comprensione del rapporto tra Natura umana e Grazia, punto che de Lubac corresse nell’obbedienza. Avesse fatto così mons. Lefebvre, che di errori dottrinali ne diceva ben più grossi, ci sarebbero stati molti problemi in meno nella Chiesa.

          • il maccabeo scrive:

            La condanna della Humani Generis é del 12 agosto 1950. In quell´anno de Lubac fu sospeso dall`insegnamento fino al 1958.
            E´stato dunque chiaramente condannato.
            E non é stato sospeso dall´insegnamento per aver rubato i caffè al distributore automatico durante la pausa.
            Se ne faccia una ragione.

            …e non si scomponga per cosí poco…

          • Cherubino scrive:

            non mi sto scomponendo, è lei che sta scomponendo la verità.
            Humani generis non cita mai de Lubac, all’Indice al contrario di ciò che lei dice non c’è mai stato il libro in questione, la sospensione dall’insegnamento NON è un atto di magistero.
            Per di più pare che in quel periodo avessero la sospensione facile in Vaticano, dato che con de Lubac furono sospesi Congar, Lyonnet e Zerwick del Biblico, Chenu, mentre von Balthasar e Danielou erano guardati con sospetto.
            Se vediamo poi cosa i pontefici seguenti hanno detto e fatto rispetto a questi teologi, di cui almeno quattro (de Lubac, Congar, von Balthasar, Danielou) sono diventati cardinali, ci rendiamo conto che quelle sospensioni erano (talvolta) i tentativi di frenare il rinnovamento che si affacciava.
            In ogni caso, ricordiamo la grande stima di Benedetto XVI proprio per questi quattro cardinali, anche per de Lubac.

  40. giovanni pietro scrive:

    Ammiro tutti coloro che qui vergano righe su righe. Non ho molto tempo per leggere tutto. Purtroppo ho molto lavoro di ricerca da svolgere. Mi chiedo soltanto se il collega Eco abbia letto (non superficialmente, ovvio) gli scritti del prof Ratzinger. Se si passa Mancuso per grande teologo e Ratzinger per mediocre, allora il mondo è rovesciato. Ricorderei che Ratzinger diventò ordentlicher Professor negli anni cinquanta del Novecento, secondo una trafila complessa e severa dell’accademia tedesca. Qualificando Ratzinger di “mediocre”, il collega Eco squalifica la comunità scientifica dei teologi tedeschi. Tutto qua. Il resto è bla bla per i giornali ed Eco sfrutta da par suo la tribuna concessagli, giusto in tempo per ricoprir di fango il Papa in visita in Germania. Keine Sorge: l’angelo della Chiesa di Laodicea (Apocalisse, 7) provvederà a vomitare dalla sua bocca chi deve essere vomitato. E chi sarà vomitato, si vedrà all’avvento dei tempi. Buona serata e buon riposo.

    • peccatore scrive:

      Un plauso… e un plasil

    • il maccabeo scrive:

      bravo…

    • john coltrane scrive:

      Assolutamente d’accordo.
      Eco, militante ventenne dell’Azione Cattolica, ha detto parecchie volte che ha perso la fede studiando san Tommaso (“san Tommaso mi ha guarito”).
      Inutile, a me pare, cercare dialoghi razionali su DIO, sulla teologìa, con il filosofo alessandrino (Alessandria in Piemonte) .
      Si tratta probabilmente della classica crisi adolescenziale che poi diventa “ideologia” da mantenere per “coerenza”.
      C’est mon opinion, buona serata.

  41. ritaroma scrive:

    Chi è Umberto Eco? non lo so,…io che sono una “divoratrice” di libri, non ho letto i suoi libri e non me ne pento, però ho visto il film” Nel nome della Rosa” che come tutti sappiamo i film non rispecchiano mai completamente il libro( x fortuna)…!
    ma, mi piacerebbe chiedere al sig Eco, la sua idea di “relativismo”, xchè ce ne sono tante….quella di Pirandello dove”ciascuno vive la sua verità”…quella di Nietzche” annullamento di tutte le verità conosciute”…. quella dei cattolici, quindi del Papa “della mancanza dei valori, tipo “nichilismo” cioè un vuoto abissale di valori
    da essere una grave minaccia per l’umanità…”
    confrontando solo questi tre concetti , io penso che il sig Eco sia molto legato al relativismo di Nietzche, perciò è ovvio che il pensiero cattolico per lui è infantile e inutile!
    Ora, senza andare oltre, , guardandoci bene intorno e vedendo ciò che accade,
    mi sembra più che coerente e giusto quanto dice B. XVI, oppure il sig Eco e Copmpany hanno non solo le orecchie, ma anche gli occhi foderati di prosciutto?
    il fatto che sia anziano e possa svalvolare, non lo giustifica dalle sciocchezze che dice…finchè le scrive poco male, non si comprano i libri e amen, ma dirle e in un’intervista…se si risparmiava la battuta acida e invidiosa (come dice Proietti) avrebbe fatto una decente figura, invece agli occhi dei più una oceanica figuraccia…da vecchio rimbecillito.
    e x la pace all’anima sua,
    ci toccherà dire un centinaio di rosari per fargli salvare almeno la camicia (a Eco)!

  42. Aloisius scrive:

    Ho qualche dubbio che il sommo Eco si sia riferito alla posizione teologica ratzingeriana toucourt. Ma così è più facile infangare…
    Mentre sarebbe stato sufficiente dire che riteneva troppo generico il riferimento al relativismo, così come detto in quel tal discorso o in quell’altro intervento.
    Visto che Eco giocherella (in modo peraltro suadente, arguto e intellettualmente ruffiano, ma solo nel primo romanzo!) con la filosofia, gli andrebbe detto che il suo ragionamento è un po’ debole sia nel sillogismo che nella questione degli “universali”.
    Per una discordanza sul relativismo, ricavarne che Ratzinger è un mediocre teologo, mi pare una forzatura assai ardita. Probabilmente troppo livore, che da anziani poi si fatica a dominare.

  43. petruccio scrive:

    Io non entro nella discussione perché non sono all’altezza di esprimere un giudizio in punto. Vorrei però intrufolarmi, si licet, per dire – non saprei in che modo, altrimenti; anche esprimersi è difficile in questa chiesa – che Benedetto XVI ha lasciato che uomini di sua fiducia, in primis il plenipotenziario Bertone, gestissero la Curia in modo indegno, ad esempio fiancheggiando spudoratamente per fini mercantili l’innominabile governo italiano o manipolando in modo nepotistico le nomine curiali, anche quelle più rilevati (basti leggere le notizie più recenti dove salesiani e amici dell’amico la fanno da padrone alla faccia della competenza e della levatura morale). Non so quindi se il Papa sia un gran filosofo e teologo ma certamente mi permetto di dire che ha permesso ed avallato molti scempi compiuti sotto la guida del suo ineffabile segretario di Stato e se tanto mi da tanto….

    • Aloisius scrive:

      Concordo ma solo in parte.
      Attribuisci troppo potere al Papa. Di fatto il governo della Chiesa avviene per “cordate” ed intrighi. D’accordo che Bertone è un pessimo segretario di stato, e questa è opinione diffusa. Ma altrettanto che sia lì per equilibri complessi e non per la sola volontà di Benedetto XVI.
      Alla fine anche GPII veniva spedito in lunghi viaggi apostolici, e in curia si faceva quel che si voleva. E non serve leggere il pamphlet “via col vento…”.
      Nel caso specifico, tuttavia, si denigra e si deride quasi la preparazione teologica filosofica e scientifica che fino ad ora pure i più grandi detrattori gli avevano sempre riconosciuta!

  44. petruccio scrive:

    Scusate la seconda intromissione. Leggo ora che il Papa esprime per l’Italia un “forte innovamente etico”. Nulla di più giusto anche se sarebbe sacrosanto che non con un auspicio ma mediante un provvedimento sovrano realizzasse questo forte innovamente etico in primis proprio in Vaticano. Forse allora noi cristiani, profondamente critici sulla chiesa di Benedetto e drammaticamente sofferenti per questo perchè non ce ne sentiamo più parte, lo benediremmo e pregheremmo per lui.

  45. Condivido pienamente il giudizio di Tornielli. Joseph Ratzinger non solo è un fine Teologo ma anche un VERO Biblista. Chi non conosce i suoi scritti è meglio che taccia!!

    • Sal scrive:

      “Joseph Ratzinger non solo è un fine Teologo ma anche un VERO Biblista. Chi non conosce i suoi scritti è meglio che taccia!!”
      Talmente fine che fa derivare la sua autorità morale dal fatto che ha un seggio da esservatore all’Onu e che è un capo di Stato. ( per cui non può essere processato)

      Praticamente ha ammesso di essere parte di quei governi che sono sotto il controllo di Satana.
      “Avendolo condotto in alto, gli mostrò in un istante di tempo tutti i regni della terra abitata; e il Diavolo gli disse: “Ti darò tutta questa autorità e la loro gloria, perché mi è stata consegnata e io la do a chi desidero.
      ( Luca 4.5-6)
      Interessante…….

  46. Reginaldus scrive:

    Un papa che professa la fede nell’ unico di dio di ebrei cristiani e mussulmani…un papa che abbraccia come fratelli carissimi i protestanti ( a cui tra poco chiederà scusa per le passate condanne…)… un papa che partecipa coi suoi rappresentanti ai congressi di URI ( United Religions Initiative ) ad Astana ( Satana anagrammato… ) … un papa così, Eco crede che sia un nemico del relativismo! Ma allora è Eco che non ha capito niente…. ed ha il coraggio di dire che Ratzinger è come testa al livello di un bimbo da elementari??? Povera Eco, lui, di un ragionamento che non c’è!!!

  47. brimax scrive:

    quanta poverta’ intellettuale,anzi quale miseria , nella mente di un uomo che reputavo
    poco al di sopra della sufficienza lettteraria …..ma ormai con il passare degli anni di Eco sono certo, sentiremo solo cio’ che è rimasto “un flebile eco….”

    • mauro scrive:

      “UnA flebile eco” di misericordia umana rimane in chi vede nell’altro null’altro che un uomo poco al di sopra della sufficienza letteraria.
      Quanta povertà cattolica, anzi quale miseria.

  48. ritaroma scrive:

    la buttiamo sempre sulla mancanza di”misericordia umana”, e sulla povertà cattolica”………….
    mi sembra che ci siamo limitati a dire ciò che pensavamo (giustamente) su di lui, come lui stesso ed altri hanno fatto e stanno facendo sul Papa e sulla religione cattolica!

    • Sara scrive:

      Appunto abbiamo fatto come lui cioè male. Occhio per occhio, lui offende il Papa e noi offendiamo lui e diciamo pure che il nome della Rosa fa schifo. E invece è un bel libro, magari i suoi ultimi no, quello si. :-)

      • peccatore scrive:

        Se è un “bel libro” quello che racconta bene una storia, concedo che quel libro sia un bel libro.
        Se è la pretesa illuministica di descrivere la cultura del medioevo come una tenebrosa mistura di pregiudizio, supestizione ed ignoranza, beh, allora Eco ha fatto eco al proprio pregiudizio ed ignoranza. E non inveisco: studio e quindi penso così. Eco è un novelliere, un filosofo o un teologo? Come novelliere ogni tanto arriva a ottimi livelli. Per il resto è di attendibilità inferiore a chiunque studi un pochino, senza pregiudizi, laicamente.

  49. anniballo scrive:

    PURTROPPO, ECO PARLA SENZA TIARE IN TESTA.
    Eco non è solo un grande romanziere, ha anche altri titoli, ed è certamente un uomo di non trascurabile preparazione. Mi pare che la censura immediatamente dichiarata nei suoi confronti -dai cattolici di questo blog- è sicuramente meno documentata di quella che Eco stesso abbia potuto instaurare contro il papa.
    Non vedo la serena freddezza che sarebbe auspicabile. Siamo proprio certi che costoro sono scesi a fondo nel dettaglio? Siamo certi che costoro hanno capito bene le motivazioni che hanno spinto Eco alla sua dichiarazione e che saprebbero ,all’occorrenza, confutare in un contraddittorio?
    O non si tratta,piuttosto, della immediata presa di posizione a testa di caribù contro chi attacca i valori in cui amiamo credere, per antica abitudine?

  50. ritaroma scrive:

    Io non chiamerei “valori” la violenza, l’eutanasia, l’aborto, il divorzio ecc in cui lei crede e vive e ama x antica abitudine!
    Non mi piace ECO e come ho già detto non ho letto il libro, ma ho visto il film “il nome della Rosa” che ho trovato ben fatto.
    E anche se avesse tutti i titoli del mondo, la mia opinione non cambia…non mi piace, così come Paulo Coelho, Pasquale Campanile ed x altri scrittori dei quali non consiglierei mai a nessuno di comperare i loro libri!

  51. ritaroma scrive:

    Cara SARA,
    chi la fa, l’aspetti,……….prima o poi troverai sempre qualcuno che ti rende pan x focaccia. Santi si, ma xchè martiri?

  52. don Luca scrive:

    Di solito chi urla di più contro una persona o contro dei valori è colui che nei confronti di quella persona si sente inferiore o ha perso quei valori… nella mia pochezza continuo a leggere Benedetto e a disertare Eco, forse la migliore risposta.

  53. anniballo scrive:

    RITAROMA parla come un ayatollah,facendo cadere dall’alto giudizj non motivati.Inoltre,da dove prende il diritto di affermare il mio amore per la violenza?

  54. ritaroma scrive:

    ANNIBALLO: dal suo post del 23 ore 13,42 (dixit)
    ” contro chi attacca i valori in cui amiamo credere x antica abitudine?”
    Nessuno attacca i suoi valori,mentre lei attacca i nostri,
    -per cui se i suoi valori sono quelli che vanno di moda e che molti ritengono giusti e liberatori… xchè si scalda tanto?
    –inoltre non ho detto che lei ama la violenza, ma se quelli sono i valori delle realtà di oggi….tiri lei le comclusioni!

    • john coltrane scrive:

      Ha xfettamente ragione, cara Ritaroma.
      Mr Anniballo, mi auguro rifletta sul concetto di libertà di opinione: mi pare, mi perdoni, lei non abbia le idee chiare in proposito.
      BUONA DOMENICA.

    • luciano27 scrive:

      eh! no ritaroma non doveva dirlo che nessuno attacca i i valori ateistici o laici ;basta leggere questi post: è un continuo attaccare e insultare tutto quello che non è cristiano o filo-chiesa. Il rispetto di chi non pensa come voi non fa parte dei vostri valori etici; lei non deve mettere in bocca d’altri parole che non hanno detto se vuole che i suoi ,di lei, valori abbiano credito

  55. anniballo scrive:

    Sentite, qui –al solito– si è totalmente spostato l’oggetto della mia riflessione; e temo che questo sia un modo per non rispondere.
    Eco avrà attaccato il papa e voi vi ribellate perchè è un attacco ai vostri valori. Punto. Questo era il centro del problema, che c’entrano i miei valori, la violenza, l’aborto etc etc..?
    Provando a rimettere ordine, ripeto : mi pare che la censura immediatamente dichiarata nei confronti di Eco è sicuramente meno documentata di quella che Eco stesso abbia potuto instaurare contro il papa.
    Non vedo la serena freddezza che sarebbe auspicabile. Siamo proprio certi che i cattolici del blog sono scesi a fondo nel dettaglio? Siamo certi che costoro hanno capito bene le motivazioni che hanno spinto Eco alla sua dichiarazione e che saprebbero ,all’occorrenza, confutare in un contraddittorio?
    Questo era il quesito, se volete prenderlo in considerazione; sennò, meglio non rispondere anzichè sollevare polvere, polemiche fuori bersaglio e confusione.
    Grazie.

    • john coltrane scrive:

      Mr ANNIBALLO, you write:
      “la censura immediatamente dichiarata nei confronti di Eco”.
      Il Prof ECO è STATO CENSURATO?!
      A me risulta abbia avuto un grandissimo spazio x esprimere le sue idee.
      Credo, mister, che lei confonda “opinione” contraria dei Cattolici”, con censura.
      Non capisco come faccia a equivocare in questo modo.
      Personalmente considero mediocri, prive di valide giustificazioni, pregiudiziali, le opinioni di mr Eco.
      Sono un censore, x questo?
      Mah.
      Happy sunday.

  56. anniballo scrive:

    Oh, misericordia !! Non intendevo dire letteralmente che è stato “censurato” nel senso che gli è stato impedito di parlare o scrivere e/o messo in galera.
    Intendevo dire che c’è stata una immediata presa di posizione improntata all’ostilità ed alla avversione senza che vi sia stato, però, un lavoro di approfondimento e di critica sugli argomenti. Tutto qui.
    Non ho visto un lavoro serio di contraddittorio e di discussione (il solo che meriti dignità), non ho visto una seria presa in esame nel merito delle idee, ma solo parole di scherno e di disapprovazione, aprioristiche e fini a sè stesse.
    Ci siamo capiti adesso?

    • john coltrane scrive:

      Sarebbe gradito, mr Anniballo, che lei precisasse dove quando come non ci sia stato approfondimento nelle confutazioni del (mia opinione) patetico articolo “teologico” di U. ECO.
      Se no mi sà tanto di solito pre-giudizio.
      Secondo lei, invece, l’alessandrino è andato seriamente in profondità?
      Può essere, ma se così è non le deve essere difficile dimostrarlo, n’est ce pas?

      SALUDOS

  57. anniballo scrive:

    Guardi, JOHN, la mia impressione si è andata formando fin dalle prime parole dello stesso dr Tornielli; anche se, cioè, Eco si fosse limitato a dichiarare solo quanto riportato, (se, cioè, l’alessandrino davvero non fosse andato in profondità), ciò che segue è unicamente una irrisione nei confronti di Eco , di cui si dice solo che la tesi è “semplicemente ridicola” e grossolana. Questo, dopo aver chiesto come abbia fatto Eco a diventare così “esperto in teologia”.
    Segue,poi, lo scritto di mr “Peccatore”, un agguerrito integralista cattolico, autore di un post in cui si sforza solo di esibire un sublime disprezzo nei confronti di Eco, ricorrendo all’arma dell’ironia sprezzante; lo stesso fanno, poi, Massimo, ,Ignazio (che si chiede addirittura chi sia U. Eco), “Macv” (che srive un solo rigo in cui dice che Eco è un trombone), Andrea (che dice solo che Eco andrebbe coperto di improperi), Giovanni (che lo accusa di essere ormai solo un vecchio), “Brimax” (che lo accusa di povertà intellettuale e miseria) ..e così via.
    A me non importa molto difendere le tesi di Eco nel merito; può darsi che gli si possa dar ragione, può darsi di no; non è questo il punto. Il punto è che, ripeto, nessuno ha tentato di assumere un atteggiamento analitico serio per cercare di approfondire le ragioni vere di tale presa di posizione dello scrittore.
    Se la bocciatura di quelle parole fossero arrivate alla fine di un serio lavoro di approfondimento, le avremmo accettate tutti; ciò che mi preoccupa,al contrario, è la reazione immediata, istintiva, settaria, quasi da riflesso automatico.
    E’ questa, mi permetto di dire, che non va bene; è questa metodologia che -in me- desta allarme, esattamente come desterebbe allarme il grido di un muezzin che chiama alla lotta il suo popolo da sopra un minareto. Senza spiegare niente, solo perchè è stato offeso Allah…..
    In Europa, invece, dovremmo,ormai, essere stati abituati all’impiego del raziocinio e del senso critico. In qualunque direzione.
    Spero d’essermi spiegato. La saluto, JOHN, grazie.

    • john coltrane scrive:

      O.K., è stato chiaro, mr Anniballo.
      Ciò detto, a lei spetterebbe anche l’onere, io credo, di dimostrare che il simpatico Umberto abbia detto qualcosa di sensato.

      HASTA LUEGO.

  58. mauro scrive:

    In questo thread si sta travisando tutto quanto ha detto Eco causa il non voler leggere l’intero articolo dell’intervista.

    Eco ha detto che BXVI è un buon filosofo e teologo ma non è grande come GPII ed il Card. Martini in quanto mescola le diverse filosofie contro il relativismo come se ciò fosse possibile, ed ha fatto l’esempio che nemmeno un insegnante lo farebbe.

    Ciò vuol dire che BXVI, come filosofo, deve prendere una filosofia contro il relativismo e su quella basarsi affinchè tutti possano capire, anche chi non essendo cattolico non è abituato a prendere per buono tutto ciò che gli viene detto.
    Vorrei vedere, giusto l’esempio dell’insegnante di Eco, come uno studente capirebbe se l’insegnante mescolasse piu’ filofie assieme.

    Sembra che nessuno di voi abbia mai frequentato una qualsiasi scuola e non si renda conto che un insegnante tratta un argomento filosofico per volta, così come un argomento storico, un argomento letterario etc.

  59. anniballo scrive:

    Gentile JOHN, io ho precisato di non essere molto interessato ad assodare la questione nei termini reali (anche perchè non ho letto quanto Eco ebbe a scrivere).
    Ribadisco,cioè, che ne ho fatto più una questione di metodo che di conclusioni.
    Se mi capita, leggerò l’articolo di Eco, ma che egli abbia ragione o no non aggiunge molto ai termini in cui a me premeva mettere la questione.
    MAURO, tuttavia, aggiunge forse qualche ulteriore elemento di giudizio.
    Saluto entrambi, buona serata.

  60. ritaroma scrive:

    EH no! Si leggono i post con la velocità del suono e si risponde x istinto!
    Poi se vi si risponde sulle “vs stesse parole”, vi inalberate, sputate sentenze, fate gli offesi….eh no!
    visto che il Papa deve ” andare a scuola” ” prendere una filosofia x volta e su quella basarsi…xchè tutti possano capire.”…
    allora, andiamo tutti a scuola , impariamo a rileggere almeno tre volte ciò che gli altri scrivono, e rileggiamo altrettanto i nostri scritti, forse, saremo più concisi, useremo termini e parole diverse, semplici da capire e che non diano possibilità di fraintendimenti…..che poi
    se vogliamo, è anche il desiderio di U.Eco nel suo libro” la ricerca della lingua perfetta nella cultura europea”.
    mi limito a dire, anzi a ripetere ( con tutti i titoli che lui possa avere e che non m’impressionano x niente)—————–:Eco non mi piace!
    buon a settimana

  61. anniballo scrive:

    Il Suo diritto , “RITAROMA”, a non gradire Eco è fuori discussione, ma ,ancora una volta, (scusi), Lei sposta leggermente i termini della questione.
    Almeno, della questione come era stata impostata : una “bocciatura” maturata a fronte di argomenti.
    Invece, nella conclusione gridata (“Eco non mi piace!)”, si vede bene proprio il punto che io miravo ad evidenziare : l’assenza della propensione italiana al dibattito razionale,ragionamento, alla fredda e serena valutazione razionale dei fatti.
    Restiamo il popolo dell’emotività, delle convinzioni (im)maturate in base ad elementi passionali, superficiali ed esteriori. Un popolo antiscientifico, in senso lato…

    Un popolo perfetto, quindi, per essere manipolato a piacere dalle tiare, dai mantelli dorati, dall’odore degli incensi, dai salmodianti venditori di fumo (televisivi e non).
    Il popolo che aspetta di sentire dagli oratori cosa deve pensare e cosa non deve pensare e poi lo ripete istericamente senza ragionare.
    Poi, però, non ci lamentiamo se le società nordeuropee, invece, sono acculturate, razionali, avanzate, ed hanno al loro attivo secoli di progresso civile e sociale rispetto a noi.

    • john coltrane scrive:

      “Un popolo perfetto, quindi, per essere manipolato a piacere dalle tiare, dai mantelli dorati, dall’odore degli incensi, dai salmodianti venditori di fumo (televisivi e non).”

      Passando dal generico “popolo” /nel cui ‘nome’ sono avvenute deliranti mostruosità/ alla singola persona, caro Anniballo, la persona sente certamente questo bisogno di perfezione; sente quindi il bisogno di un Maestro, perchè essa da sola non sà nulla, nè perchè è nata. nè perchè deve morire, e nel frattempo fare qualche decina di giri di giostra tra serenità (poca) e sofferenza (tanta).
      Questo Maestro è il CRISTO, che infatti dice:
      “siate perfetti, come è perfetto il PADRE vostro”; e specifica:
      “non date a nessuno il nome di ‘maestro’, xchè Uno solo è il vostro MAESTRO, il CRISTO”.
      Rifiutare a priori il messaggio di GESU’, è completamente irrazionale, in my opinion. Si rifiuta infatti l’unica possibilità che abbiamo di realizzare il nostro destino.

      Buona giornata, mister.

      • mauro scrive:

        L’esperienza è già maestra di vita e già porta a migliorarsi constantemente, un altro maestro è sovrabbondante anche perchè raggiungere la perzione non è una dota umana.

        Poi vorrei farle notare che il suo Maestro si riferiva sempre a ciò che l’uomo non conosceva di proprio essendo in una dimensione sovrannaturale.

        Mi sembra che un popolo manipolato a piacere dalle tiare, dai mantelli dorati, dall’odore degli incensi, dai salmodianti venditori di fumo (televisivi e non) non abbia a che fare con il sovrannaturale, e quella maestra di vita che è l’esperienza non abbia bisogno di altro.

        • Max scrive:

          L’errore e’ proprio questo. Fare di tutte le erbe un fascio solo. Pensare che sia tutto solo “tiare, dai mantelli dorati, dall’odore degli incensi, dai salmodianti venditori di fumo (sic!)”

          Per fortuna ci sono anche tanti protestanti che sanno guardare al di la’ di certi pregiudizi.

  62. ritaroma scrive:

    JON COLTRANE,
    ritaroma appoggia e ringrazia!
    un saluto

  63. john coltrane scrive:

    Grazie, cara Ritaroma.
    Posto un bell’articolo sul simpatico ex Azione Cattolica Umberto l’Alessandrino.
    http://www.culturacattolica.it/default.asp?id=17&id_n=28531

    Buona giornata.

  64. ritaroma scrive:

    Jon coltrane.
    ha ragione don Mangiarotti, ma molti masticano male quando si parla di dogmi o encicliche….
    conoscevo la storia della rana dalla bocca larga…ce n’è sono molti in giro….
    un saluto