“Annacquare la fede non è la risposta alla secolarizzazione”

Questa mattina Benedetto XVI, nell’ex Convento degli Agostiniani di Erfurt, ha incontrato i rappresentanti del Consiglio della Chiesa Evangelica Tedesca. Riporto un breve passaggio del suo discorso:

L’assenza di Dio nella nostra società si fa più pesante, la storia della sua rivelazione, di cui ci parla la Scrittura, sembra collocata in un passato che si allontana sempre di più. Occorre forse cedere alla pressione della secolarizzazione, diventare moderni mediante un annacquamento della fede? Naturalmente, la fede deve essere ripensata e soprattutto rivissuta oggi in modo nuovo per diventare una cosa che appartiene al presente.

Ma non è l’annacquamento della fede che aiuta, bensì solo il viverla interamente nel nostro oggi. Questo è un compito ecumenico centrale. In questo dovremmo aiutarci a vicenda: a credere in modo più profondo e più vivo. Non saranno le tattiche a salvarci, a salvare il cristianesimo, ma una fede ripensata e rivissuta in modo nuovo, mediante la quale Cristo, e con Lui il Dio vivente, entri in questo nostro mondo.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

237 risposte a “Annacquare la fede non è la risposta alla secolarizzazione”

  1. michele scrive:

    Come diceva anni fa Hans Urs Von Balthazar – il cristianesimo progressista non ha bisogno di essere perseguitato in quanto si fa fuori da solo.

  2. lorenzo scrive:

    “… ma una fede ripensata e rivissuta in modo nuovo, mediante la quale Cristo, e con Lui il Dio vivente, entri in questo nostro mondo.”conclude il Papa, ovvero dicendo Cristo, e con lui il Dio vivente, non vuol porre forse l’accento sull’essere Cristo vero Dio e vero uomo ,vivente nel Sacramento ( ex opere operato), che del resto è da considerarsi la vera questio tra noi ed i protestanti? …come al solito Benedetto … ha detto !

    • Roberto scrive:

      “In molti punti, gli eretici sono con me, in qualche altro no; ma a causa di questi pochi punti in cui si separano da me, non serve loro a nulla di essere con me in tutto il resto” (S. Agostino, In Psal. 54, n. 19; PL 36, 641).

  3. lauraromana scrive:

    Parole splendide, perché hanno la chiarezza della realtà; ancora grazie allo Spirito Santo per il dono di questo Papa umile e dalla mente lucidamente logica.
    Affinché tutti “unum simus”, non è questione di trattative e compromessi, ma di conversione. Come insegna il Vangelo, il Padre aspettava ogni giorno il figlio allontanatosi dalla sua casa; ma il figlio comprese il suo errore e si pentì.

    • Cherubino scrive:

      forse vi manca la grammatica: cosa c’entra il “ma” ?
      “Il Padre aspettava … MA il figlio …”. Ma il figlio ? E che c’azzecca “ma il figlio” ?

      • lauraromana scrive:

        Egregio, va bene la nebbia che obnubila, ma non capire l’italiano è grave ; sarà perchè in Italia settentrionale siete abituati a parlare in dialetto?
        Traduco : vuol dire che il Padre Misericordioso aspetta sempre i figli che l’hanno rinnegato ( il figlio chiedendo l’eredità , considerò il padre come morto) MA occorre che i figli riconoscano i loro errori e si pentano.
        “Per realizzare l’ecumenismo occorre una conversione: di tutti, anche nostra” ha detto il Cardinale Tauran in una intervista trasmessa dal notiziario di Radio Vaticana l’ultimo giorno di ramadan.
        A volte è meglio contare fino a diecimila, prima di precipitarsi sulla tastiera del computer.

        • Cherubino scrive:

          ah ah questa è buona… “in Italia settentrionale siete abituati a parlare in dialetto” ! Ma per chi mi ha preso ? Modestamente io vengo dai peggiori quartieri di Napoli.

          Ciò detto va bene la correzione (OCCORRE prima non c’era). Ora la frase ha un senso logico.

          Quanto all’applicazione della parabola all’ecumenismo però non c’azzecca granchè e la stessa frase di Tauran parla di conversione “anche nostra”, quindi il parallelo con la parabola è un pò “sfasato”, salvo che lei nel figlio disgraziato non ci veda un pò tutti.

          E infine una piccola notazione biblica: è una lettura esortativa quella che lei offre della parabola (in genere quella corrente) ma non è quella più esatta, cioè quella kerygmatica.
          Il figlio ribelle torna per un bisogno, non per amore. Egli non ha ancora capito il cuore del padre, infatti pensa sia necessario pagare il prezzo della sua ribellione con un ritorno da schiavo. Sa solo che così non può andare avanti e l’unica luce al fondo del tunnel (non quello che la Gelmini pensava andasse dalla Svizzera all’Abruzzo) è tornare al padre.
          Egli quindi torna non credendo vi sia posto per lui come figlio. E’ ancora convinto di dover conquistare ciò che vuole e imbastisce la scena del pentimento. Sia chiaro che ciò è cosa buona, è un pentimento “imperfetto” secondo la teologia morale, e come tale sufficiente per la riconciliazione.
          Ma perchè tale riconciliazione si radichi nel cuore del figlio, occorre un passo in più: scoprire che il Padre non è interessato ad un pagamento e lo riaccoglie come prima e anche di più, prima ancora che egli reciti il mea culpa.
          Cosa farà ora il figlio ribelle ? Convertirà la mente e il cuore alla gratuità dell’amore del padre ? O resterà nella logica della Legge (la stessa che intrappola il figlio “buono” nella sua rabbia sdegnata) ?
          Il fatto che egli si lasci accogliere dopo aver sperimentato la gratuità del dono e l’impagabilità del donatore sembra dire di sì. Ma, attenzione, è questo il vero pentimento, quello di accettare l’incommensurabile diversità tra noi e il tre volte Santo, il Padre misericordioso che fa piovere sui “buoni” e sui cattivi (cioè tutti). La prima conversione è dai peccati, la seconda è dal “Peccato”, l’orgoglio e la rivalità verso Dio che ci fanno rifiutare la nostra creaturalità.

          • lauraromana scrive:

            Egregio, è ovvio che nel figlio peccatore ci siamo tutti: senza neanche “un po”.
            Chi è senza peccato scagli la prima pietra: io non potrei scagliare neppure la unmilionesima…

        • luciano27 scrive:

          gent. lauraromana mi può spiegare a cosa devono convertirsi coloro che hanno,e da secoli sempre parlato di cristianesimo? il cristianesimo che hanno insegnato e insegnano non è quello vero, e qui non metto l’interrogativo e tentano di tornare a quello vero;ma con la millenaria abitudine di considerarsi cristiani perchè si nomina sempre Dio e Cristo, sarà molto,molto difficile e il noto proverbio della volpe, o del lupo lo conferma.In quanto a Padre e Figlio, il Padre dà vita ai figli innocenti già marchiati di peccato e nella sua onniscenza sa già se lo rinnegheranno e se si pentiranno o no. Quindi, non è un buon padre. Ma questi sono attributi datigli dagli uomini,senza conoscere com’è E’veramente.

  4. Sal scrive:

    L’assenza di Dio nella nostra società si fa più pesante, la storia della sua rivelazione, di cui ci parla la Scrittura, sembra collocata in un passato che si allontana sempre di più.” – Se non è presunzione questa ….? Lui può parlare solo per sé il resto è solo presunzione, dovuta al fatto che molti cattolici si allontanano dal misterioso impossibile, indecifrabile e fantastico per approdare a lidi più realisti e pratici. Stanno raccogliendo ciò che hanno seminato. Non è questione du numeri ma di qualità meglio pochi ma buoni.

    “Occorre forse cedere alla pressione della secolarizzazione, diventare moderni mediante un annacquamento della fede? Naturalmente, la fede deve essere ripensata e soprattutto rivissuta oggi in modo nuovo per diventare una cosa che appartiene al presente.” – Se la fede deve essere ripensata significa che ciò che era stato insegnato e creduto prima non era utile al soddisfacimento dei bisogni della fede. Non è quindi questione di annacquamento della fede quanto di abbandonare filosofie e misteri che nulla hanno a che vedere con la fede.

    “Non saranno le tattiche a salvarci, a salvare il cristianesimo, ma una fede ripensata e rivissuta in modo nuovo, mediante la quale Cristo, e con Lui il Dio vivente, entri in questo nostro mondo.” – Il cristianesimo non ha bisogno di essere salvato da una organizzazione umana per di più iscritta all’Onu e che trae la sua legittimazione dall’appartenenza ad un’organizzazione di stati. Il cristianesimo ha il suo Protettore che non è umano e non ha bisogno di umani per dimostrare la sua superiorità.
    E questa sarebbe teologia al massimo livello ? – come si rivela verace la profezia: “ non furono chiamati molti saggi secondo la carne, non molti potenti, non molti di nobile nascita; ma Dio scelse le cose stolte del mondo, per svergognare i saggi”” ( 1 Corinti 1.26-27)

    “Il Dio vivente entri in questo nostro mondo ?” – “vado al Padre e non mi vedrete più” ( Giov. 16.10) Ma non è l’uomo che deve entrare nel mondo di Dio ? anzichè vv. ? Cos’è un abbaglio ?

    • ignazio scrive:

      Signor Sal, con lei condivido solo la prima obiezione: per due motivi. Il primo è che il peso specifico di fede nel mondo non è calcolabile, e non è dato certo dai parteicpanti alla messa. PEr me aad esempio c’è più cristianesimo adesso che nel settecento. Il secondo è numerico. non si può essere eurocentrici. Il cristianeimo è in aumento come fedeli sul pianeta, anche se ciò nonj dovrebbe voler dir nulla visto il primo punto.
      Per il resto invece non condivido. Non parliamo dell’ultimo punto: lo stesso Gesù dice tante volte “…ecco, io vengo…” O giovanni “…la luce venne nelle tenebre..” Lei è uno di quelli a cui Ratzinger non va giù ( o il papato addirittura) per cui come fa sbaglia. Si legga allora la teologia facile di Mancuso
      o si accodi a Eco, che con l’età sta davvero perdendo colpi ( e lettori). Saluti.

  5. MARCO D scrive:

    “la fede deve essere ripensata e soprattutto rivissuta oggi in modo nuovo per diventare una cosa che appartiene al presente”: d’accordissimo, ma da anni lo si ripete e non si capisce cosa voglia dire poi in concreto. Chi poi dovrebbe ripensare in modo nuovo la Fede, quando ai vertici ci sono quasi sempre settantenni o ottuagenari? Agli occhi della gente più “povera” (intendo culturalmente) pare anzi che si vada indietro: recupero di vecchi troni, ermellini, liturgie incomprensibili, latino ancora molto usato, musiche di un’epoca lontana, ecc. ecc. Tutto resta, nelle forme, paurosamente fermo e quindi la gente non crede più a queste promesse. Il fatto è che non sappiamo perché il cristianesimo non attiri e stufi già da piccoli (a 14 anni ho ragazzi che dichiarano “non sono più cristiano e quindi non voglio più far relione a scuola!). Non lo sa neanche il Papa, temo…

    • michele scrive:

      io credo che il ripensare la fede non parte dai cardinali ma parte da quello che noi siamo – quello che desideriamo- quello che domandiamo.
      quali sono i nostri desideri le nostre domande ? quando ci alziamo alla mattina cosa ci fa andare incontro alla nostra giornata ?
      se non domandiamo piu’ niente credo che guardare al papa ai cardinali o a chiunque altro sia senza senso.
      dostojevsky – i demoni ( citazione a braccio ) : io credo che la felicità dell’uomo sta nel potersi inchinare in ogni circostanza della vita di fronte all’infinitamente grande.
      la promessa del cristianesimo sta eternamente qui – che ogni istante della vita è continuamente accolto e salvato.
      in questo noi guardiamo al papa come la persona che piu’ di ogni altro ci ricorda questo che ci aiuta a guardare con misericordia la nostra povera vita. con simpatia

    • Sal scrive:

      Eppure la Bibbia diceva dei sacerdoti: “Geova ora parlò a Mosè, dicendo: “Questo è ciò che si applica ai leviti: Dai venticinque anni in su egli verrà per entrare nella compagnia del servizio della tenda di adunanza.
      Ma dopo l’età di cinquant’anni si ritirerà dalla compagnia di servizio e non farà più servizio.”
      ( Numeri 8.23)

      E poi dicono che devono predicare la Bibbia.

    • macv scrive:

      il cristianesimo non attira più perchè è palesemente diventato una specie di filantropia per lo più stucchevolmente falsa , cosa da cui i giovani “a istinto” si tengono ben lontani… il cristianesimo non attira più perchè è diventato un pensiero “debole”, annaquato.. le chiese sono piene di donne di mezza età. rari i maschi fra i 20 e i 30 anni.. è diventata un religione sentimentale, senza nerbo, senza gioia esultante, senza martirio, senza sacrificio, senza quel sentirsi presi e portati in una latra dimensioni.. senza fanatismo, direbbero alcuni, senza superstizione.. certo.. ma ilsentimento e la bontà n on è tutto… senza la potenza dello spirito il cristianesimo diventa una melassa zuccherosa indigeribile per quasi tutti i giovani palati…

      • Steve scrive:

        …..eppure…..
        sono andato in giro per le Messe in forma straordinaria, per curiosità, e queste sono piene zeppe di giovani, ragazzini e bambini e tante persone piene di gioia che vivono “modernamente” e con tanta fede.
        Sono rimasto meravigliato!!!!!! Provaci!

      • LIBERAMENTE scrive:

        praticamente lei sogna una religione che per noi è fanatica ma per lei è una lotta al mondo delle tenebre, magari meglio anocra se anche i politici cattolici credano al suo sogno e traducano per tutti, credenti e non (questi nemmeno considerati come umani ma come da educare cattolicamente o punire se dissentono dalle leggi tipo quelle di Calabrò che piaciono al papa) le leggi di Dio in Leggi dello stato, così almeno il vostro fervore, che per me è fanatismo e superstizione, diviene legale imposizione dittaotriale.

      • luciano27 scrive:

        il cristianesimo non attira più perchè ,tante persone hanno comincato a riflettere e a confrontare parole e fatti:ha cominciato a capire che le decantate opere umanitarie fatte con denaro altrui e spacciate, per carità cristiana,sono solo specchietti per le allodole per attirare quegli ingenui che credono ancora che il cristianesimo sia questa chiesa, eminentemente politica e fiinanziaria che, a cominciare dalle sue autorità non osserva i messaggi di Cristo

  6. Giuliana Bonfà scrive:

    Questo mondo che chiamano “facebook”, alle volte ci da la giusta misura di quanto la società attuale si stia allontando da Dio, anche fra coloro che si professano cattolici e, se pur non assiduamente, frequentano la chiesa. La fedeltà e l’osservanza ai “dieci”Comandamenti di Dio, è rivolta solo ad alcuni di questi, quelli che sembrano più comodi e accettabili. Un semplice esempio lo si può fare con la cosiddetta “convivenza”, ormai considerato un peccato non grave anche dagli stessi genitori, oltre che dai diretti interessati. Le giustificazioni sono molteplici…carenza di lavoro..studi da terminare…condividere l’appartamente per conoscersi meglio e, per certi genitori, risparmiare anche parte di affitto…!!! Ecco dunque che; passo dopo passo, l’annacquamento è inevitabile— quel prezioso bicchiere di buon vino che avevamo fra le mani; a forza di aggiungere acqua, contiene solo una bevanda insipida, senz’altro non gradita a Dio….!

  7. Giuliana Bonfà scrive:

    Questo mondo che chiamano “facebook”, alle volte ci da la giusta misura di quanto la società attuale si stia allontando da Dio, anche fra coloro che si professano cattolici e, se pur non assiduamente, frequentano la chiesa. La fedeltà e l’osservanza ai “dieci”Comandamenti di Dio, è rivolta solo ad alcuni di questi, quelli che sembrano più comodi e accettabili. Un semplice esempio lo si può fare con la cosiddetta “convivenza”, ormai considerato un peccato non grave anche dagli stessi genitori, oltre che dai diretti interessati. Le giustificazioni sono molteplici…carenza di lavoro..studi da terminare…condividere l’appartamento per conoscersi meglio e, per certi genitori, risparmiare anche parte di affitto…!!! Ecco dunque che; passo dopo passo, l’annacquamento è inevitabile— quel prezioso bicchiere di buon vino che avevamo fra le mani; a forza di aggiungere acqua, contiene solo una bevanda insipida, senz’altro non gradita a Dio….!

  8. enzo scrive:

    Le parole pronunciate stamani da papa Benedetto XVI a Erfurt presso l’ex convento agostiniano, evidenziano una volta di più la grandezza morale oltre che spirituale del Ratzinger teologo, che cerca Dio in ogni frammento di vita, in ogni apparente silenzio del Signore, in ogni angolo recondito della nostra memoria. Il percorso ecumenico intrapreso dal capo della Chiesa cattolica non vuole nascondere le differenze ancora presenti tra le diverse confessioni cristiane, tuttavia pone l’accento su ciò che unisce, senza dimenticare l’importanza di annunciare il Vangelo alla società contemporanea, certo secolarizzata e vittima di un materialismo che parte da lontano (già nel secondo dopoguerra la Chiesa di Pio XII e di Paolo VI cominciò ad interrogarsi su quale sarebbe stato il futuro del cristianesimo e del cattolicesimo nella società del III millennio), ma che comunque ancorandosi al Cristo Salvatore può ancora redimere il cuore pulsante dell’umanità e con esso, il mondo intero. La fede è sostanza vitale, movimento dello Spirito, un andare incontro al Mistero, fiduciosi di riceve infine l’abbraccio del Padre. Ecco le parole di papa Benedetto XVI, possono a mio modesto parere essere lette, come il tentativo di tendere la mano della Chiesa cattolica all’uomo di oggi e con esso ad una società che tutto brucia nell’effimero divenire (ovviamente non mancano segnali positivi in contro tendenza). La fede di Ratzinger è una fede che si radica in Cristo e che proprio per questo non teme di confrontarsi con laici, diversamente credenti, relativisti e finanche atei. Nel solco della Parola di Cristo, la Chiesa di papa Benedetto, ama, rispetta e difende ogni uomo ed ogni donna, con le sue asperità, debolezze e le sue meravigliose possibilità, essendo nonostante tutto l’uomo, ad immagine e somiglianza del Padre celeste. Inoltre anche a livello storico, l’incontro ecumenico del capo della Chiesa cattolica con i fratelli protestanti, merita un di più di approfondimento, a dimostrazione che la storia può e deve rimuovere ostilità e pregiudizi; ostilità e pregiudizi che spesso sembrano farla da padrona in quest’alba del III millennio. Oggi non possiamo che ringraziare lo Spirito Santo per averci donato questo papa e per averci fatto vivere questa giornata di storia ecumenica.

    • Max scrive:

      Nonostante qualcuno pensi il contrario, i cattolici non pensano che Ratzinger non abbia mai commesso errori. Ma sono d’accordo con molto di quello che lei dice nel commento suo. Grazie.

    • ignazio scrive:

      condivido, grazie

    • luciano27 scrive:

      Dio non lo si cerca con messaggi o cerimonie solenni e grandiose, le quali , il tempo dimostra, nonostante le enfatiche presntazioni, non lasciano traccia nell’animo umano. Né deve cercarlo chi afferma di conoscere le sue volontà, perchè è un contro senso cercare ciò che si conosce, a meno che non lo si abbia smarrito.

  9. Reginaldus scrive:

    eccolo fatalmente là dove lo portava il suo cuore: nel convento di Erfurt a rendere omaggio al luogo n da dove è partito l’incendio che ha devastato il mondo, e all’uomo che quell’ incendio ha fatto divampare, per lo scempio della chiesa e la rovina della cristianità… Perché da qui, in queste mura è maturato il disegno di una fede ripensata e rivissuta in modo nuovo! Ripensata in modo da renderla irriconoscibile, espressione blasfema di un Cristo che ‘se l’ è intesa’ con le donne peccatrici che lui mostrava di assolvere e di un Dio crudele che dopo averci creati ci costringe in Adamo a peccare e per salvarci costringe Giuda a tradire il ‘maestro’! ( citazioni dai ‘ Discorsi a Tavola’ , in ‘Luther’ di Funck-Brentano, Grasset,Paris). E vissuta in ‘modo talmente nuovo’ da fare di lui, che prima di quel fatale ‘ripensamento’ della fede si macerava nelle penitenze corporali e si torturava negli scrupoli del peccato, un amante debosciato e un crapulone rivoltante! Già nel 1522, prima ancora del suo matrimonio ‘ ufficiale’ con la monaca Catherine Bora, scriveva al suo amico Spalatino: “Poiché mi chiedi una prova [ dell'amante che sono ] , eccone una davvero potente: sebbene io abbia tre donne contemporaneamente, le ho amate così intensamente che vorrei cederne due così che sltri mariti se le possano prendere….( De Wette, vol. II, pag 646 Berlin ). Un uomo davvero nuovo! Tanto da fa dire a Melantone: “ Lutero fu un uomo estremamente frivolo. Le monache che lui faceva uscire dai conventi gli tendevano furbescamente trappole . I suoi frequenti commerci con esse, avrebbero effeminato anche l’ uomo più forte e di animo più nobile “ ( Melanchton, Brief an Camerarius uber Luthers heirat vom 16 Juni 1525) . E quanto alle crapule – così scriveva nel 1534 alla sua [fortunata davvero!]mogliettina Catherine: “ Qui me la mangio come un Boemo e me la bevo come come un todesco: che Dio sia lodato!”: Burkhardt Dr M. Luther, Briefwechsel, Leipziz 1866 ). E come nuovo pensatore della fede da buon padre spirituale così consigliava un suo discepolo, Jerome Weller : “ Quando il diavolo ti tormenta con questi pensieri cerca subito la compagnia di amici, o mettiti a bere senza freni, o cerca di divertirti in un qaulche modo– o anche commetti qualche peccato come segno di disprezzo e di odio verso il Diavolo, così da non lasciare spazio nella tua coscienza a scrupoli tormentosi per questioni ridicole…D’accordo, se il Diavolo ti dice : “ Non bere !”, tu devi ribattergli: “Proprio perché me lo proibisci, io berrò ancora di più, nel nome di Cristo!’ In tal modo tu farai sempre il contrario di quello che il diavolo ti proibisce…” ( De Wette, vol. IV, pag.188 )
    - Davvero geniale, Ratzinger, a quest’uomo, tra le sue mura, tu vai a rendere omaggio e di lì e da lui prendi lo spunto per esortarci a ripensare la nostra fede e riviverla in modo nuovo . Sull’ esempio del grande teologo eresiarco tedesco Lutero???. E questa sarebbe la Nuova Evangelizzazione di cui il mondo ha urgente bisogno??? Ma non c’ era davvero bisogno di spostarsi in pompa magna e con tanto sperpero di denaro ( e di questi tempi!) fino a Erfurt, per proclamare il nuovo verbo: il mondo è già tutto dedito ad esso…

    • ignazio scrive:

      …io non penso che las scissione luterana sia stata una rovina. Come anche quella ortodossa. Il cristianesimo è un albero ricco che può dare molti frutti. D’altra parte le parole contro gli ebrei dette da Lutero ( Einaudi) mi fanno rabbrividire, e spiegano perchè la shoa sia avvenuta in Germania. Sto ancora aspettando da parte dei riformati le parole di scuse per queste idee del fondatore, ma m i sa che non verranno mai…tanto uin colpevole è stato inventato, quel signore che era Pio XII:

  10. Anna scrive:

    Cosa vuol dire annacquare la fede?

    • Sal scrive:

      Renderla meno solida renderla meno preziosa meno importante.

    • ignazio scrive:

      Ha a che fare col discorso della montagna, Matteo 5 o Luca 6, dove Gesù dice che i suoi seguaci devono essere il sale della terra e non devono perdere il loro sapore, ovvereo uniformarsi al mondo. Ovvero ( esempio ): se la mentalità del mondo trova normale la volgarità, l’ostentazione, l’arrivismo, il cristiano va contro corrente e non si inventa scuse per adeguarsi. Più in profondità il papa sta dicendo ai protestanti: voi state più in crisi di noi ( ebbandono delle chiese protestanti in Germania al 50%) perchè non avete il coraggio di contrastare la mentalità secolare ( sacerdozio alle donne, matrimoni gay etc ) per cui la gente non capisce più cosa differenzia l’essere cristiani dal non esserlo. Il cristianesimo è scomodo, e si può anche finire in croce!!! Mi scusi la prolissità.

      • Simon de Cyrène scrive:

        Altro che prolissità! Questo è un eccellentissimo commento! Grazie.
        In Pace

      • Reginaldus scrive:

        Consolarsi con chi sta peggio é piccola consolazione. Anzi che consolazione c’è quando -per stare alla Germania – solo l’ 8% nell’ ex Germania Ovest e il 17% nell’ ex G. Est dei cattolici dichiara di andare a messa ogni settimana e il 41% di essi non crede che la Terra sia stata creata da Dio e alle altre principali verità della fede credono meno della metà??? Ma, si sa, siamo in fase di ripensamento, e chissà che unendo le forze non si arrivi a percentuali più confortanti riguardo alla fede in una qualche idea di dio……

      • luciano27 scrive:

        la differenza è che il “cristiano ” nomina molto Cristo,frequenta la chiesa, si confessa quando pecca ,per fare poi le stesse cose che fa il non cristiano, che però almeno non tradisce Cristoil cristinesimo è scomodo e difficile tanto che neanche chi lo predicalo pratica

    • macv scrive:

      vuol dire appunto rendere il sale zucchero

      • minstrel scrive:

        L’importante è che il sale entri NEL mondo e riesca a parlare AL mondo, non ne sia totalmente svincolato!
        Altrimenti che sale è quello che marcisce in un armadio e non viene usato per il pane?

  11. peccatore scrive:

    Sia lodato il Signore che ci ha dato Benedetto XVI!

  12. peccatore scrive:

    Non saranno le tattiche a salvarci, ma la fede in Cristo Gesù.
    Vero uomo e vero Dio.
    Storicamente vissuto in un periodo ben preciso.
    Testimoniato attraverso i vangeli, che sono una Tradizione fatta Scrittura.
    Questa Scrittura non è liberamente “interpretabile”, ma garantita da testimoni.
    La continuità apostolica tradita ha tradito la Tradizione.
    La perdita della Presenza Reale affievolisce l’adorazione.
    La perdita di adorazione favorisce la secolarizzazione.
    La secolarizzazione favorisce il compromesso.
    Per cui si ricercano “aperture” al mondo, “umanitarie”, per accontentare l’uomo, trasgredendo alle chiarissime parole dette dal Signore Gesù, unico Salvatore.
    La Verità non taglia fuori nessuno, ma attende ed accoglie tutti.
    La comunione tra di noi non la si fa annacquando le regole di accesso al sacramento, bensì facendo comunione con Gesù, nella fede nel sacramento. Che a chi non può accostarsi all’ostia consacrata non impedisce ne’ l’adorazione eucaristica, ne’ la comunione spirituale: basta non equivocare ciò che ci fa comunitariamente Chiesa, nel rispetto di certe “regole” che ci educano a viverla insieme, senza fare norma della trasgressione, con l’amore di Dio, indefettibile, che ci chiama a comunione con Lui, SE Lo adoriamo per quel che è, invece di adorarne un’interpretazione.
    L’ecumenismo è parlare apertamente dell’amore di Dio, confidando in Lui, malgrado noi. Non nel fare media tra di noi di quel che ci sembra meglio fare per “vendere un prodotto” che, specie in prossimità della croce, fa a pugni con il marketing…

    • Cherubino scrive:

      no l’ecumenismo non è innanzitutto un parlare, ma è un amare e un riconoscere l’amore che lo Spirito Santo riesce ad infondere ovunque vi sia un cuore aperto, anche se non lo sa o lo sa in modo imperfetto.
      Il discutere di quale sia la sorgente di questo amore è il passo successivo, importante ma successivo.

    • luciano27 scrive:

      peccatore, sono secoli che si dicono queste cose,ma dove ci hanno portato? qui,in qesto toale sfacelo morale. e allora?che utilità hanno tutte le belle parole?

  13. Paride scrive:

    Chi ama non uccide. Il Catechismo della Chiesa Cattolica (C.C.C.) prevede ancora la liceità morale della pena di morte. Quante parole inutili, anche quelle di Benedetto XVI. Cristo ci ha dato il Comandamento più importante, quello dell’amore. Invece di fare dotte lezioni, il Papa si decida finalmente ad adeguare al Vangelo il C.C.C. e scriva chiaramente che pena di morte (che è un omicidio premeditato) e guerra non sono conformi agli insegnamenti di Gesù Cristo.

  14. Cherubino scrive:

    è significativo però che mentre il papa ricorda che la fede non va annacquata non punta il dito verso i musulmani e i protestanti, ma cerca ciò che c’è di buono in essi e nella loro visione religiosa.

    • peccatore scrive:

      La grande nobiltà d’animo di un uomo santo come Benedetto XVI non va mai confusa con il dare ragione a chi è lontano dalla verità… Va invece letta nella sua straordinaria carità ed intelligenza: partire da ciò che c’è di buono, per dialogare, nella Verità e per la Verità, senza “fare media”, ma ragionando sulle cose. Perchè chi è lontano possa avvicinarsi, accolto dalla pazienza e carità di chi l’attende, desiderosa di fare comunione, ma mai disposta a svendere uno iota per accelerare l’ora. All’invidiabile ed ammirevole capacità di Benedetto XVI di aprire porte e stringere serenamente mani, anche alle pastore, non va mai attribuito alcun tradimento alle pecore dell’ovile di cui Benedetto è provvidenziale pastore. Le pecore fuori vanno cercate e riportate all’ovile: da nessuna parte è scritto che quelle nell’ovile abbiano ad uscirne per essere riportate dentro; nella “libera interpretazione” è così, ma non nell’economia delle greggi, nella loro natura. Il buon pastore ha ben chiaro che ci sono già molte pecore nell’ovile e che quelle fuori, rientrando, si adegueranno.
      La bontà misericordiosa del nostro Dio era cercata da Lutero. Liberamente interpretando oggi non la cerca quasi più nessuno, dandola per scontata: tutti salvi, per definizione. Benedetto XVI torna a Lutero e si chiede chi si ponga la domanda su come ci veda Dio. Perchè l’al di là non sia così scontato da farci pecore in mondana libera uscita con l’etologia del lupo predatore.
      Benedetto è dolce, ma non le manda a dire. Le dice, papali papali…

      • Cherubino scrive:

        e chi ha parlato di tradimento ? Siete voi integralisti che vedete tradimenti dappertutto.
        E’ significativo e evidente che il papa oggi ha parlato di aspetti positivi sia dei musulmani, sia di Martin Lutero. I discorsi del papa sono lì, leggeteveli.
        E non cercate di coprirli con le vostre elucubrazioni.

      • Cherubino scrive:

        sai poi mons. Fellay come è contento di questi discorsi di Benedetto XVI …

        • macv scrive:

          Fellay forse non sarà contento ma ancora meno dovrebbero essere contenti quelli che vengono richiamati al “primato di Dio e della Fede, rispetto al primato delle opere. Oggi noi tutti siamo più o meno convinti che sono le nostre buone opere che ci salvano, cioè se siamo buoni, se facciamo gli altruisti , se non pecchiamo ecc.
          Lutero è quello che ha detto “Pecca fortiter sed crede fortius” , pecca pure fortemente, ma credi ancora più forte!
          Cosa penserebbero di Lutero i moralisti e i buonisti di oggi? sono ancora più lontani da lui credo di mons. Fellay !!!

        • Cherubino scrive:

          sono d’accordissimo, perhè non sono affatto nè moralista nè buonista e, avendo ascoltato e creduto nella Buon Notizia, so bene che non c’è verso di “ripagare” Dio della sua misericordia.
          Però va fatta una precisazione: l’accostamento tra moralisti e buonisti non torna, se si vuol far credere che siano una categoria simile o unica.
          I moralisti sono sia quelli che in nome della Legge assolvono, sia quelli che in nome della Legge condannano. I moralisti al tempo di Gesù erano certi farisei che si preoccupavano tantissimo della forma e di minuziose prescrizioni pratiche e rituali. Naturalmente tutti quelli che non osservavano il minimo precetto erano eretici e nemici. Tra questi e certi tradizionalisti odierni non c’è alcuna differenza.

        • Fabio Sansonna scrive:

          “Il Cristianesimo non è una religione astratta , ma concreta e il Vangelo , cioè l’espressione del Dio fatto carne, Cristo (di quale Dio stiamo parlando se non di Cristo e del Vangelo?) , dice chiaramente cosa bisogna fare se si dice di avere fede.”

          Sotttolineo che questa considerazione l’ ho appresa dal mio insegnante di filosofia del liceo, che era del PCI e della CGIL. E lo ringrazio per avermelo insegnato.

          Le critiche fattemi non sono a questo punto neanche di stampo progressista , ma non so neanche come definirle…perchè sono critiche al Vangelo e alla Chiesa Cattolica.

        • Fabio Sansonna scrive:

          Forse mons Fellay semplicemente si consolerà pensando che a lui la scomunica almeno è stata tolta , a Lutero ancora no….

    • luciano27 scrive:

      per esperienza: il musulmano comune ha un concetto molto puro di Allah: lo pensa come *entità spirituale, senza forma ,che c’è in tutto il mondo ,e anche dentro di noi*, senza quella quantità di aggregati che l’uomo cristiano mette attorno a Dio e che lo fanno passare in seconda o terza linea

  15. Carlo scrive:

    L’assenza di Dio nella nostra società si fa più pesante, la storia della sua rivelazione, di cui ci parla la Scrittura, sembra collocata in un passato che si allontana sempre di più.

    #####################

    Perchè quando mai Dio ha mostrato la sua presenza all’umanità intera? Qual è la differenza tra un Dio inesistente ed uno che si comporta come se non esistesse?

    Che vantaggio viene al singolo ed all’umanità credere in Dio? Nulla nisba zero.
    Andate in qualche ospedale e poi vedete se vi viene nostalgia di Dio

    • peccatore scrive:

      Ecco un argomentare trito e ritrito, ma mai contrito.
      Sordo… ed un tantino balordo: guarda la croce ed a chi c’è crocifisso, Gesù.
      Tutte le risposte che cerchi abbondano, di senso, di spiegazioni e di carezze.

      • mauro scrive:

        Esorcizza quando non sa sa cosa rispondere? (argomentare trito e ritrito)

      • anniballo scrive:

        Carlo e “Peccatore”.
        Veniamo sempre invitati a celebrare le splendide leggi che regolano l’universo, statuite da un Dio generoso, amorevole, onnipotente, misericordioso.
        Però, vedendo che la vita è inevitabilmente basata sul massimo della violenza possibile , restiamo disorientati. Poi vediamo -ad esempio– un uomo incenerito da un fulmine e ci dicono che anche questo fa parte di un grande Disegno, cui dobbiamo solo inchinarci.
        Già i conti non tornano troppo..
        Poi vediamo un bambino nascere con un difetto genetico che lo porta a morte, dopo orribili sofferenze; e qui i conti tornano ancor meno.
        All’idea che Dio ha deciso di intervenire nella Storia e recare sollievo alla condizione umana, proviamo un grande senso di sollievo ed una grande speranza…
        E come ha deciso di procedere questo Dio? Addolcendo le regole della Sua creazione ed eliminando le sofferenze?
        No, facendosi crocifiggere ed unendo la Sua alla nostra sofferenza.
        E qui ha ragione Carlo : nun ce se capisce gnente.

        • peccatore scrive:

          Vuol dire che non capisci tu, anche se cominci a capire.
          Cosa può fare l’Amore ferito e sfidato dal male?
          Adeguarsi al male e rispondere colpo su colpo?
          Non sarebbe più l’Amore. L’Amore dunque, sfidato dal male, rimane se stesso ed ama. Ama fino a farsi crocifiggere. E lì rivela la differenza, per cui da duemila anni, pur tra qualche cantonata, miliardi di persone credono a Gesù Cristo Dio incarnato, crocifisso e risorto. Credono a tutto ciò che Gesù ha detto e la Chiesa, sua sposa, assistita dallo Spirito santo paraclito, ha tramandato.
          Gesù ha detto “cose strane”: di perdonare, di rimettere i debiti, di usare la correzione fraterna, di amare persino i nemici, di digiunare, fare elemosine e pregare, di pensare sempre a chi sta peggio e di pensare anche e soprattutto alla vita eterna.
          E’ innegabile che la storia della Chiesa sia coerente con tutto questo, tanto quanto la vicenda dei potentati umani se ne sia distaccata, oggi più che mai.
          Gesù non ha eliminato la morte e la sofferenza: è morto in croce. Ed è risorto. E’ stato perseguitato, odiato, sbeffeggiato. Ed ha promesso altrettanto a chi lo avesse seguito. Davvero il contrario dei venditori di fumo che promettono in campagna elettorale, da destra a sinistra. Ma Dio non fa promesse da marinaio. Dio è fedele, ama persino sulla croce. E chi non capisce la croce non capisce l’amore. Problema dunque di chi non capisce, non dell’Amore, che si è spiegato benissimo.
          Ed è pure più efficace e concreto, nel bisogno, di tanti disperati che sanno solo mugugnare… e poi scelgono le “sicurezze” del non-amore. Nella propaganda il diavolo ci sa fare… E paga pure bene, in moneta falsa, come la carta straccia attuale della finanza adoratrice di Mammona, che parla di soldi che stampa con il ciclostile, ti illude di ricchezza e ti indebita, chiedendoti interessi ad usura. Nella natura dell’uomo, ha spiegato Benedetto al Bundestag, c’è un’altra ecologia. L’amore che rimette i debiti. La giustizia che ci collocherà, eternamente, là dove avremo scelto di stare. Anche all’inferno.

        • Sal scrive:

          Anche se il neutrino va più volece della luce dimostra che Einstein si è sbagliato. E non si capisce “gnente”. Ma si capirà. Ci sono molte regole ma anche molte eccezioni che anche se non capite ora saranno capite poi.
          Chi può dire ? Ma c’è sempre una ragione che va scoperta.

        • john coltrane scrive:

          CRISTO che muore in Croce “presenta” all’occhio dell’uomo l’omicidio interiore che egli compie non tenendo conto di DIO, vivendo come se fosse a casa propria.
          Facciamo fuori DIO, e ci ritroviamo col nostro patetico ‘io’, senza sapere cosa esso sia.
          Possiamo gonfiarlo finchè vogliamo..peggioriamo solo la situazione: ego autonomo uguale a: pallone gonfiato.

          Altro che libertà: far fuori DIO ricade su di noi:
          “sarete veramente liberi solo se il FIGLIO vi avrà liberati”.

          Saluti.

      • luciano27 scrive:

        perchè argomento trito e ritrito?è solo riflessione su qualcosa che nessuno conoscese non per sentito dire. Piuttosto lo sono le parole ripetute inutilmente da millenni, ma mai dimostrate, che hanno condotto a questi tempi,.Dovrebbe invece spiegarci il significato di quelle risposte che conosce e capisce solo lei; per esperienza di insegnante, so che è molto difficile spiegare qualcosa , a chi ne è completamente digiuno;si può riuscire ,a fatica, solo dimostrando.

    • vincenzo da torino scrive:

      Se riuscisse andare più in là della provocazione riuscirebbe anche a concepire che il credere con convinzione e il non credere sono due modi di vivere opposti che segnano profondamente l’agire e direi la felicità o meglio la serenità di chi crede rispetto alla disperazione ed il non senso del vivere di chi non crede. La sofferenza maggiore credo che sia proprio il “non senso” Il cristiano, anche se non lo comprende appieno, sa che tutto conduce al bene.,perche ha fede ossia fiducia in Dio. Proprio andando negli ospedali a volte ,assieme al dolore , trovi la persona che ti cura amorevolmente ed esperimenti cosa vuol dire “amare”. Vedere una strana luce negli occhi , il sorriso dolce , la delicatezza delle mani , il cuore che si rimpie di pace….A volte , certo…Allora pensi che veramente siamo noi che non funzioniamo, non Dio.

    • giovannino scrive:

      caro Carlo , c’è chi sostiene che tra chi brancola nelle tenebre infernali , grande è la nostalgia per la luce di Dio . Anche tu se aprissi gli occhi a tutto il bene che la Parola di Dio opera nei cuori e nelle menti e a tutte le opere di bene , che , di conseguenza , suscita , saresti , credo , meno acido e più in pace con te stesso e con il tuo prossimo .

  16. vincenzo da torino scrive:

    Invito tutti leggere il bel articolo su Lutero su “La bussola quotidiana”di oggi. “Lutero rivoluzione, non riforma” di F. Agnoli. Sono proprio i figli di Lutero che in buona parte si secolarizzarono annacquando la fede in primis. Ora è il rishio per molti cattolici

  17. anniballo scrive:

    “REGINALDUS”
    Confesso che seguo con particolare gusto gli interventi di “Reginaldus”, perchè è importante vedere fino a che punto può spingersi la chiusa intransigenza del più retrivo tradizionalismo.
    “Reginaldus” passerà al suo vaglio attento ogni gesto, ogni parola, ogni atto respiratorio, ogni colpo di tosse del pontefice, salvo poi schizzare per aria per denunciare ogni minima insorgenza di pericoloso modernismo. Una specie di Suslov dell’ortodossia tradizionalista, insomma, un “polipo sentinella” nel lume di un corpo da lasciare il più possibile immobile, inalterato,immodificato.
    Diciamolo ancora una volta, simpatico amico : tutto scorre, tutto si muove, l’unica costante è il cambiamento. E’ una regola universale che riguarda tutto l’esistente, sotto il Sole (ed anche sopra, a destra ed a sinistra del Sole).
    Non si vede perchè religione, chiesa e papi dovrebbero fare eccezione.

    • Reginaldus scrive:

      a sua replica c’ entra come i famosi cavoli a merenda… provi a rileggere quanto ho scritto e provi a capire, lei sentinella del sole che ogni giorno sorge diverso.. E provi di stare al tema e al detto. E a contestarlo, se può. Il resto è gridare al vento….- Un papa che va a prendere il rinculo da una follia dello spirito e da una vergogna del corpo di 500 ANNI FA! E poi dite piagnucolando ogni giorno che sì… capiamo… perché la gente lascia la chiesa…ahi quei preti pedofili….che orrore che vergogna…mai più mai più… … E ora si vorrebbe rimodernare la Chiesa renderla appetibile omaggiando il monaco dalle mille crapule e dalle orrende bestemmie.. . E sulla scia del grande filosofo papa Ratzinger – papa… si fa per dire.. – da sempre ammiratore, lui buon todesco, della riforma tedesca – grazie alla quale un certo Carl Jung – non propriamente un devoto cattolico – disse che i demoni si erano rovesciati sull’ Europa…– eccolo il card. Willebrands bello bello affermare “ che nessuno potrebbe ardire di negare che Lutero fu un uomo profondamente religioso, una personalità che cercava il messaggio del vangelo onestamente e con abnegazione [!!!] e che fu capace di preservare una notevole parte delle ricchezze dell’antica fede” e via sbrodolando di questo passo, tanto da definire il grand’uomo : “ our common master”!!!!!!( Povero Snt Tommaso d’ Aquino, un crapulone e un bestemmiatore ti hanno spodestato ). E qualche giorno prima del suo arrivo, di lui ‘papa’ Ratzinger, eccolo, come ad aprirgli il varco, quell’altro monsignore, il Robert Zollittsch presidente della C. E. T. ,dichiarare che “Lutero non voleva dividere la Chiesa ma riformarla” !!! Riformarla sputando su Dio su Cristo sulla sua Chiesa, e schiantandosi nella vergogna dei vizi più osceni ???? Allegria! Non vi è bastato , a voi novatori da quattro tacche, giunti in ritardo di secoli, un concilio che ha distrutto la Chiesa: volete ripartire ora da Erfurt???

      • giovannino scrive:

        caro Reginaldus il tuo (pre)giudizio antistorico e banale su Lutero , mostra una ignorante presunzione . Se tu cercassi di comprendere davvero la storia delle chiese riformate , le loro motivazioni , la loro spiritualità e le loro teologie , penso che diverresti non solo più colto , ma anche intimamente migliore . Errori certo ne sono stati commessi , ma da TUTTE le parti . La tua convinzione di essere parte di un manipolo di eletti depositari della Verità è colpevolmente presuntuosa .

        • Reginaldus scrive:

          Pregiudizio anti-storico??? Ma non fare il talebano della modernità ad ogni costo e della difesa ad oltranza dell’indifendibile. Anche Franz Funck- Brentano, protestante, nel suo libro su Lutero, affetto da (pre) giudizio antistorico??? Anche Melantone affetto da ostilità (pre)concetta nei confronti del suo maestro??? Anche Lutero stesso nelle sue lettere e nei suoi discorsi prevenuto contro se stesso??? Solo i Giovannino i Willebrands gli Zollitsch, per non dire dei Ratzinger e dei Wojtyla prima di lui, capaci di vede oltre i (pre)giudizi antistorici e ammirare nel (nuovo ) Doctor Communis ( Common Master ). Capisco i Willebrands gli Zollitsch i Ratzinger i Wojtyla… loro hanno in mente un Piano, , la Nuova Religione Mondiale, questa Nuova Religione Umanitaria, che tutti raccoglie e sottomette al Potere Unico…. ma che gente in buona fede si facciano così penosamente soggiogare dal fascino del ‘religiosamente/ politicamente corretto’ è davvero triste e incomprensibile…. Diventare più dotti nel quadro del Pensiero Dominante non mi interessa e diventare “intimamente migliore alla scuola della teologia e della spiritualità dell “Our Common Master”, che Dio me ne scampi… E poi non ha ancora visto che bella situazione cattolica nel mondo, dopo tanta e così ‘autorevole’ apertura alle fonti riformate della religiosità cristiana???

      • Sal scrive:

        Senza commento e senza giudizi, la invito a leggere sul sito di rodari : ” promemoria di uno scisma. ”

        h**p://www.paolorodari.com/2011/09/23/promemoria-per-uno-scisma/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+PalazzoApostolico+%28Palazzo+Apostolico+-+Diario+Vaticano+di+Paolo+Rodari%29

        Sperando di averle fatto cosa gradita.

        • minstrel scrive:

          Grazie Sal.
          Sono andato a trovare Arturo Paoli ed è sinceramente sconcertato della rinascita in vaticano di una cristianità controriformistica…

  18. Cherubino scrive:

    il papa ha detto ai protestanti “dovremmo aiutarci a vicenda” !
    Chissà se fra 30 anni qualcuno dirà che era massone o che si è fatto scrivere il discorso da 5-6 pastori luterani …

    • peccatore scrive:

      Benedetto XVI è un papa mariano.
      E’ un “totus tuus” come Giovanni Paolo II.
      Quando si sta tanto con la Madonna la massoneria è già lontana.
      E’ lì che molto protestantesimo ha toppato. E chi va a salutare i “protestanti” e ne coglie il buono (che -all’inizio- c’è in tutti, persino il comunismo ed il fascismo ne avevano) non fa altro che, dall’alto di 500 anni di storia, evidenziare come dal Lutero devoto alla Madonna si sia passati, attraverso cantonate colossali sulla lettura della Scrittura, ad affrancarsi da Maria per rinfrancarsi con le sette (abbondanti nel protestantesimo) e pure con minori anticorpi con il nazismo… (che, va ricordato, fu votato dai protestanti in misura largamente superiore che dai cattolici). Lontano da Maria c’è sempre l’eresia.
      La loggia aleggia se Maria scarseggia.
      L’acqua (santa) scarseggia e la Chiesa non galleggia… Va a fondo. Riformata, ma affondata.

    • macv scrive:

      Credo che a nessuno potrebbe venire in mente che Benedetto XVI sia massone.
      non altrettanto si può dire di tanti alti prelati e vescovi e personaggi del Vaticano.

      • Cherubino scrive:

        si potrebbe dire lo stesso di Paolo VI e Giovanni Paolo II, eppure l’idiozia umana non ha limiti.

        • peccatore scrive:

          Solo un cretino può pensare a Paolo VI, Giovanni Paolo II o Benedetto XVI tra i massoni. Ma solo un altrettanto ispirato pensatore può ritenere che la massoneria, dentro la Chiesa, non sia stata (e sia ancora) un grosso problema. Diabolico. Pure Gesù ebbe Giuda tra i dodici. Niente di nuovo sotto il sole.

  19. Carlo scrive:

    @Anniballo: No io invece ho capito tutto. Ce stanno a piglià per c…. e non lo vogliono capire.

    Cosa ne penseresti di un medico che avendo la “terapia” per una grave infezione, invece di curare il malato si auto infetta? Non lo rinchiuderesti dentro un manicomio?

    • minstrel scrive:

      Penserei che questo medico ritiene la terapia non completamente scoperta perché la formula è redatta in modo non univoco, ma consente più soluzioni a rigor di logica tutte presumibilmente giuste…

  20. ritaroma scrive:

    REGINALDUS @ permettimi il “tu”:
    ok per la ripassatina su chi era Lutero, fa bene ricordarlo, ma non capisco xchè ritieni uno sbaglio la visita del Papa nell’ex convento, diciamo nella” tana del leone”con quello che segue, tanto da far dire ad Anniballo ” …fino a che punto può spingersi la chiusa intransigenza del più retrivo tradizionalismo”-
    chissà, forse lui è più “retrivo” di noi!
    capisco la rabbia x l’”apparente” incongruenza del gesto del Papa, ma hai dimenticato lo Spirito Santo e hai sottovalutato l’atteggiamento umile ma austero di uno che segue la sequela di Cristo nella misericordia verso un tale peccatore.
    la chiesa è sempre stata “in qualche modo divisa”, se pensi ai discepoli….anche tra i 12 c’era qualche presuntuoso….i 2 fratelli che volevano sedersi ai primi posti…a Giovanni Marco che non si trovava bene con Paolo …
    l’unione non si conquista con baci e abbracci ma col riconoscersi fratelli in Cristo..e.con tutto quel che segue..-
    .Lutero è caduto dalla torre di Babele che lui stesso ha costruito, e il Papa non ha voluto mettergli i piedi sul collo….si raccolgono + mosche con un goccio di miele che con un bicchiere d’aceto!
    —il mondo brancola nel buio xchè ci sono troppi Lutero sparsi in giro,….e non c’ è nessun “nuovo verbo” da proclamare, ma l’unico Verbo di sempre, con una fede solida, viva , quotidiana e con parole nuove!
    in fondo chi parla più come Boccaccio o Dante Alighieri?
    (23 settembre 2011 alle 16:57 riferim. al post di Reginaldus)
    -
    Trovo perfetto il titolo del tredh ” annacquare la fede non è la risposta alla secolarizzazione” xchè è ciò che viene richiesto ad un cattolico, essere coerente con la VIA, la VERITA’, la VITA!
    un saluto

    • Reginaldus scrive:

      ciao Ritaroma,
      semplicemente perché un “buon pastore” non si adopera per mettere le sue pecore in confidenza col lupo…E poi non ci ha ammoniti proprio san Giovanni, l’apostolo del Deus est caritas e dell’ ” amatevi a vicenda” , che non dobbiamo avere NULLA a che fare con chi propone una diversa dottrina, così da “non riceverlo nemmeno in casa e nemmeno salutarlo per via” 2Gv. 9). Altro che visite di cortesia e di omaggio… Mi perdoni, ma ” io qui sto e non mi muovo” ( se lo ha detto lui- Lutero – , lo dico anch’io). Per una risposta più ampia mi sono già espresso qui in altre caselle… Ti saluto.

      • minstrel scrive:

        Dunque hanno ragione di testimoni di Geova ad allontanare chi si è allontanato!??!

        Uau…

        • Luis scrive:

          No, si sbagliano.
          Reginaldus ha dimenticato che: “Non sono i sani che hanno bisogno del medico, ma i malati” (Mt 9, 9-13).

          Un saluto.

  21. giovannino scrive:

    Annacquare la fede è , ovviamente , un errore , tutto sta a saper distinguere tra la debolezza , un male , e mitezza e umiltà di cuore , che invece Gesù ci propone . Ricordiamo che per l’ intransigenza delle diverse parti , tutte autoproclamandosi cristianissime , hanno corso fiumi di sangue in tutta l’ Europa, a seguito dei movimenti per la riforma della chiesa . Dunque più che queste riflessioni critiche , sarebbe giusto sottolineare la grande positività di ogni passo verso la riconciliazione tra le diverse denominazioni del disperso gregge di Cristo . Se , ad esempio , il Papa potesse essere presente alle celebrazioni per i cinquecento anni della Riforma , sarebbe una cosa bellissima e , ritengo , grande sarebbe la gioia nell’ alto dei cieli .

  22. ritaroma scrive:

    GIOVANNINO:
    “se il Papa potesse…..sarebbe bello” è ciò che dicono in tanti e con tante ipotesi e “pretese”diverse, apparentemente tutte nobili o quasi…… ripeto , dimentichiamo spesso che ogni buon cristiano prima di “fare” scelte, dovrebbe pregare , fare discernimento….e se lo Spirito Santo gli chiede di fare tutto il contrario di quello che vorrebbero i più… lode a Dio!
    -non possiamo lamentarci più di tanto….come dice S. Paolo ” è lo Spirito che sa di ciò che abbiamo bisogno”….
    Quando è stato eletto B.XVI ero piuttosto perplessa…così diverso da Gv.P.II conoscevo già alcuni suoi scritti….i suoi desideri…..
    poi mi sono detta: se lo Spirito l’ha scelto, vuol dire che la Chiesa ha bisogno ora di tanta mitezza e fermezza….e se non ci fermiamo alle apparenze mi sembra siamo sulla strada giusta.
    buona domenica

  23. Carlo scrive:

    @ritaroma: Giusto per curiosità chi è “lo spirito”?

  24. Eremita scrive:

    “…la fede deve essere ripensata e soprattutto rivissuta oggi in modo nuovo per diventare una cosa che appartiene al presente. ” Il discorso non fa una piega, questo papa nelle sue affermazioni teoriche è molto acuto ed opportuno, per niente retrogrado come viene dipinto da certa stampa. Ma non provate, come cattolici, a cercare di mettere in pratica questi orientamenti, che portano inevitabilmente a modificare gli aspetti esteriori della religione e le sue manifestazioni: sarete subito accusati dai funzionari del Vaticano di eresia. Apprezzo molto questo papa, lo considero ben intenzionato ed onesto, è un grande salto di qualità rispetto al pontificato precedente, ma come tutti gli intellettuali crede che proclamare una verità sia sufficiente: eh no, bisogna metter mano a modificare ciò che con quella verità è in contrasto. Così nella chiesa si continua a “video bona proboque, deteriora sequor”.

  25. Vox Germaniae scrive:

    Mi sa che i nostri protestanti-luterani non ci avrano capito niente a ste discorsi del papa in Germania. Sono cosi pieno di se e anti-cattolici per essenza che pure parlando bene andrano SEMPRE AD INTERPRETARE ogni testo o discorso del Pontefice come lo fanno colla loro bibbia. Non dimenticare che ogni singola persona protestante è in se una chiesa in se. Povero Bendetto Nostro ! – Tanti saluti dalla Germania.

    • peccatore scrive:

      Effettivamente anche a me sembra che il problema di chi “protesta” da 490 anni stia tutto lì… Credono di essere più “attuali” e “convincenti” per il mondo secolarizzato ed incredulo, avendo “mollato” su tutto il fronte (sacramenti, novissimi, fine vita, aborto, divorzio, omosessualità, celibato, donne prete etc etc). Invece sono più estinti dei cattolici, per di più culturalmente insignificanti e propensi a dividersi in sette, per sette (molto più che quarantanove).
      Vox Germaniae ha ragione. Il Papa è andato ad Erfurt. Ed ha detto cose da papa. 490 anni dopo, Lutero ha ragione se parla di Dio. Tutto ciò che non ha parlato di Dio, ha torto.

    • ADRIANO MEIS scrive:

      Vox Germaniae…..di tutta la Germania??
      Lei cominci col rallegrarsi che, da Lutero in poi, il Suo paese ha cominciato la più seria impennata di progresso di tutta la sua storia.
      Con Lutero, non è finita solo la mungitura finanziaria cui la Germania era sottoposta dai santi prelati vaticani; ma è finita –soprattutto–l’immaturità delle coscienze, sottratte ad una ipocrita dirigenza di cui si avvantaggiava solo la casta clericale.

  26. enzo scrive:

    Ho trovato estremamente condivisibili ed interessanti le riflessioni di Ritaroma, preziose per indagare e ragionare proficuamente intorno al concetto stesso di fede. Se posso (senza farmi a mia volta promotore di alcuna verità piccola o grande, o semplicimente senza voler apparire polemico), non comprendo fino in fondo quando ha scritto nell’ultimo post da Eremita. Non comprendo ad esempio perchè scinda così nettamente teoria e prassi. La fede è fatta di passi concreti, di idee forti che necessitano un tempo lungo per l’attuazione e di manifestazioni esteriori tese ad esprimere una continuità storica con il passato. Benedetto XVI è un profondo esteta, appassionato testimone di quel meraviglioso filo sottile, che lega ad esempio la liturgia con la realtà di tutti i giorni (basta pensare ad esempio alla nuova teorizzazione che il Concilio Vaticano II ha porto rispetto all’esteriorità della fede, vacua se semplice manifestazione ripetuta). E ancora come si può esprimere apprezzamento per Benedetto XVI (che personalmente considero uno dei più grandi pontefici che lo Spirito Santo ci ha donato), senza legarlo al precedente pontificato di papa Giovanni Paolo II? Il messaggio del papa tedesco è continua espressione del percorso ecumenico intrapreso dall’illustre predecessore; a cambiare è lo stile non la sostanza. Del resto caro Eremita non è stato un caso se papa Benedetto XVI nel bellissimo libro intervista (luce del mondo) si è definito (riporto a memoria e me ne scuso) “in continuità con il pontificato precedente e tessitore della stessa tela di Giovanni Paolo II”. Grazie per l’attenzione.

  27. Sal scrive:

    @ Ignazio
    “…e che c’entra col nuovo testamento?”
    Guardate ciò che è Israele secondo la carne” ( 1 Corinti 10.18)
    “Ora queste cose divennero nostri esempi, “ ( 1Corinti 10.6)

  28. Sal scrive:

    @ Ignazio
    “Per me ad esempio c’è più cristianesimo adesso che nel settecento.”
    Curiosità ? Come lo misura ? A peso ? a volume ? o al Kg ?

    Posso suggerirle l’articolo sul sito di Rodari “Promemoria per uno scisma ?

    h**p://www.paolorodari.com/2011/09/23/promemoria-per-uno-scisma/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+PalazzoApostolico+%28Palazzo+Apostolico+-+Diario+Vaticano+di+Paolo+Rodari%29

  29. Sal scrive:

    @ Ignazio
    “Ha a che fare col discorso della montagna, Matteo 5 o Luca 6, dove Gesù dice che i suoi seguaci devono essere il sale della terra e non devono perdere il loro sapore, ovvero uniformarsi al mondo.”

    Vero ! Ha ragione ! Se mi permette le suggerisco anche un altro modo di leggere lo stesso pensiero, che fa il paio con quanto le ho appena citato : “ Guardate- esempi” e che si raccorda con questo altro pensiero di Paolo : “rivolgiamo lo sguardo non alle cose che si vedono, ma alle cose che non si vedono” ( 2 corinti 4.18) – ( Guardate esempi che non si vedono) “Aprirò la mia bocca in illustrazioni, proclamerò cose nascoste sin dalla fondazione”. ( Mt. 13.35)

    Ci sono molti modi di leggere e molti piani . Non ha senso solo ciò che appare a prima vista che ha logicamente senso, ma più importante cercare il senso nascosto , quello che viene rivelato mediante lo Spirito altrimenti sarebbe stato facile per tutti capire e malgrado questa facilità non hanno capito neanche quello inventandosi i dogmi.
    Che significa essere il sale ? Il sale buttato per terra impedisce qualunque crescita su quel terreno, era questo ciò che voleva dire ? Impedire la crescita ?
    Perdere il sapore ? Anche troppo sale fa perdere il sapore e aumentare la pressione creando danni. Qual’è il senso ?
    “continuate a cercare zelantemente i doni spirituali, e preferibilmente di poter profetizzare” ( 1 Corinti 14.1)
    Saluti

  30. Reginaldus scrive:

    E poi che cos’ è questa storia di una fede che va ripensata e rivissuta in modo nuovo? Qualcuno mi sa dire che cosa significa? Perché , 2000 anni quasi di riflessione e di chiarificazione e di adesione fervente fino al martirio, vanno messi in liquidazione perché ormai, e solo ora, s’impone la necessità del rinnovamento del guardaroba perché noi siamo entrati nella nuova stagione della modernità? Perché la modernità siam noi, ça va sans dire, per definizione, e non ogni generazione rispetto al suo tempo… E quelle generazioni passate di cattolici, per quasi 2000 anni, sempre inchiodate nel più retrivo tradizionalismo, tutti come “polipi sentinella” dell’immutabilità. Ma che sarà della nostra modernità fra 100 200 2000 anni? Anche noi messi e quelli dopo di noi sempre a catena messi in liquidazione da quelli che seguono, ogni tempo incapace di riconoscersi in quello che è venuto prima, in nome di una sempre rinnovantesi modernità …. Magnifique! E allora dài, ripensiamo! La Trinità di Dio? Da vedere alla luce del DIOUNICO, che tutti ci unisce, privata dalle asperità e intransigenze e conflittualità del buon tempo andato, così da renderla compatibile con la SINGOLARITA’ ( da ‘single’ ) del dio degli ebrei e dei mussulmani e con le varie e più pittoresche manifestazioni del Grande Spirito che ci sovrasta…. Gesù Cristo? Ma certo, la sublimazione della umanità, l’espressione suprema dell’ Adam Kadmon, l’ ‘Omega finale in cui si ritrova l’umanità per un continuo processo di auto-divinizzazione…. La Messa? Ma certo, il Banchetto dell’Umanità, dove si celebra l’ autocoscienza del proprio destino divino…E cos’ via ripensando ripensando…E la vita del nuovo cristiano? Qui è meglio lasciar perdere…Se la nuova vita di fede è quella che ci viene presentata dai nuovi dottori ripensanti…

    • minstrel scrive:

      Non si sa cosa succederà fra 2000 anni, ma quello che è certo è che la fede in 2000 anni non è mai stata “inchiodata nel più retrivo tradizionalismo” se non dopo che il mondo gli ha chiesto un atto di coraggio…

  31. eremita scrive:

    Cristo l’altro giorno venne a casa mia, e si mise a curiosare nella biblioteca, prese qualche libro di biologia e ci passò su delle ore, molto interessato. Poi si mise in piedi, chiese un caffè e mi raccontò questa parabola: “Milioni e milioni di anni fa i molluschi aggrappati ad una scogliera di Pangea discutevano animatamente con un gruppetto che voleva staccarsi e cercare una nuova casa….Ma come, si è sempre fatto così, qui stiamo bene e sicuri, siete traditori ed eretici…i secondi si stufarono e se ne andarono. Per questo ora voi siete qui e gli altri molluschi continuano aggrappati tenacemente alle rocce di sempre.” Questa storiella si ripropone periodicamente, anche nel caso di Cristo che aveva la mentalità dell’esploratore e non del conservatore, per cui mi sembra strano che certa gente faccia riferimento a Cristo per restare dove sta: mi sa che non lo hanno letto bene. Anche Cristo ha lasciato la scogliera della legge giudaica…

  32. Simon de Cyrène scrive:

    Comunque il nocciolo del discorso del Santo Padre non stà tanto nelle frasi riportati qui sù dal nostro eccellente Dr Tornielli, ma, a mio umilissimo parere, in queste due che le inquadrano nello stesso discorso:
    ” la cosa più necessaria per l’ecumenismo è innanzitutto che, sotto la pressione della secolarizzazione, non perdiamo quasi inavvertitamente le grandi cose che abbiamo in comune, che di per sé ci rendono cristiani e che ci sono restate come dono e compito”

    “Come i martiri dell’epoca nazista ci hanno condotti gli uni verso gli altri e hanno suscitato la prima grande apertura ecumenica, così anche oggi la fede, vissuta a partire dell’intimo di se stessi, in un mondo secolarizzato, è la forza ecumenica più forte che ci ricongiunge, guidandoci verso l’unità nell’unico Signore. E per questo lo preghiamo di imparare di nuovo a vivere la fede per poter diventare così una cosa sola. ”

    Il Santo Padre è cosciente che questa secolarizzazione, laicarda e ateista, è fine a perseguitare in primis il Corpo di Cristo, la Santa Chiesa: gli stessi effetti causando le stesse consequenze, come il nazismo persecutò i cristiani riavvicinandoli, così il mondo occidentale ormai intollerante verso la libertà religiosa, dovrebbe riavvicinare le Chiese e le comunità ecclesiastiche cristiane.

    Questo sembra ormai essere la direzione dell’ecumenismo nell’epoca razingeriana, in appoggio all’oggettiva allenza colla Chiesa Ortodossa Autocefala Russa in questo campo: il cristianesimo, in quanto tale, aldilà delle differenze, basandosi sul nocciolo duro dei suoi valori deve poter offrire quello spazio di libertà e di rispetto umano che il secolarismo orwelliano laicardo vuole impone già alle nostre società.
    In Pace

    • Simon de Cyrène scrive:

      Errata Corrige: “il cristianesimo, in quanto tale, aldilà delle differenze, basandosi sul nocciolo duro dei suoi valori deve poter offrire quello spazio di libertà e di rispetto umano in opposizione a quel che il secolarismo orwelliano laicardo vuole di già imporre alle nostre società.”

    • Reginaldus scrive:

      …e parlando della libertà religiosa come si fa, come succede, a fingere di non accorgersi che proprio questo Lutero, rinnovato nella sua conversione anti-cattolica, non fu esattamente quel campione della libertà di coscienza che ci si ostina a credere, ma l’espressione della più feroce esaltazione di sé e quindi il più intransigente assertore dell’ unica verità, la sua???

      A- “ Anche se la Chiesa, Agostino, i dottori Pietro e Paolo o anche un Angelo del cielo dovessero insegnare il contrario, solo la mia dottrina esalta la grazia e la gloria di Dio e condanna la sapienza della giustizia umana( M. Luther, Werke, Weimar: Kritische Gesamtausgabe, 1883-1914, vol. )

      “Io non ammetto, scrive nel giugno del 1522, che la mia dottrina possa essere giudicata da alcuno, neanche dagli angeli. Chi non riceve la mia dottrina non può giungere alla salvezza” . ( cit. in Jacques Maritain, Tre Riformatori. Lutero, Cartesio, Rousseau, pag. 54 )

      “Chiunque non creda come me è destinato all’ inferno. La mia dottrina e quella di Dio sono la stessa cosa. Il mio giudizio è il giudizio di Dio ( Weimar, vol. X, p. 2, Abteitung 107).

      E QUINDI:

      B- “ Ci sono due papi: quello di Roma e Lutero, e quest’ ultimo è il più duro da sopportare ( Muentzer ).
      -“Non è più possibile sopportare ancora l’impulsività di Lutero; il suo amore di sé lo ha accecato a tal punto estremo che non vede più i propri difetti e non tollera alcuna contestazione”. ( Calvino in una lettera al suo amico Bullinger )

      -“ Con quale rapidità lancia fulmini il vostro Pericle! Cher esempio singolare lasceremo ai posteri scegliendo di rinunciare alla nostra libertà per non irritare un singolo uomo! Si dice che costui abbia un temperamento passionale e impetuoso, ma sarà sempre peggio se lo compiaciamo in tutto. Abbiamo almeno l ‘ardire di rilasciare liberamente un sospiro!” – Calvino in una lettra a Melantone( J. Calvini, Opera omnia, ed. by G. Braun, E. Cunitz and E. Reuss, Brunsvigae 1863-1900, vol. XII, p. 99).

      Andreas Karlstadt, il vecchio maestro di Lutero, nella sua dottrina giunse a conclusioni che andavano oltre il limite voluto dal discepolo di un tempo. Così Lutero gli si rivoltò contro e lo fece esiliare dalla Sassonia da Federico il Saggio e Giorgio, Duca di Sassonia. Gli fu in seguito consentito di ritornare sotto promessa di “ non difendere pubblicamente – sia in parole che per scritto – le sue opinioni contrarie a quelle di Lutero” (Doctor Martin Luthers Werke. Kritische Ausgabe, Böhlaus,Weimar, vol. XVIII, p. 86-87)

      “ Anche se la Chiesa, Agostino, i dottori Pietro e Paolo o anche un Angelo del cielo dovessero insegnare il contrario, solo la mia dottrina esalta la grazia e la gloria di Dio e condanna la sapienza della giustizia umana( M. Luther, Werke, Weimar: Kritische Gesamtausgabe, 1883-1914, vol. )

      “Io non ammetto, scrive nel giugno del 1522, che la mia dottrina possa essere giudicata da alcuno, neanche dagli angeli. Chi non riceve la mia dottrina non può giungere alla salvezza” . ( cit. in Jacques Maritain, Tre Riformatori. Lutero, Cartesio, Rousseau, pag. 54 )
      E FINALMENTE LAPIDARIO:

      “Chiunque non creda come me è destinato all’ inferno. La mia dottrina e quella di Dio sono la stessa cosa. Il mio giudizio è il giudizio di Dio ( Weimar, vol. X, p. 2, Abteitung 107).

      —Sarà per questo che il mondo moderno, che tanto campione è stato ispirato, fa un così splendido uso delle LIBERTA’ ???

      • minstrel scrive:

        Naturalmente un pensiero estremo crede che qualsiasi persona abbia parlato di Dio non debba possedere degli errori.
        Sia che questa persona si chiami o meno Lutero, naturalmente.

  33. peccatore scrive:

    Dopo Erfurt, subito da Maria.
    Ecco alcuni spunti delle parole del Papa ai vespri ad Etzelsbach

    …In due dittature empie, che hanno mirato a togliere agli uomini la loro fede tradizionale, la gente dell’Eichsfeld era sicura di trovare qui, nel santuario di Etzelsbach, una porta aperta e un luogo di pace interiore…

    Quando i cristiani in tutti i tempi e in tutti i luoghi si rivolgono a Maria, si fanno guidare dalla certezza spontanea che Gesù non può rifiutare le richieste che gli presenta sua Madre; e si poggiano sulla fiducia incrollabile che Maria è al tempo stesso anche Madre nostra – una Madre che ha sperimentato la sofferenza più grande di tutte, che percepisce insieme con noi tutte le nostre difficoltà e pensa in modo materno al loro superamento.

    …Una particolarità dell’immagine miracolosa di Etzelsbach è la posizione del Crocifisso. Nella maggior parte delle rappresentazioni della Pietà, Gesù morto giace con il capo verso sinistra. Così l’osservatore può vedere la ferita del costato del Crocifisso. Qui a Etzelsbach, invece, la ferita del costato è nascosta, perché la salma, appunto, è orientata verso l’altro lato. A me sembra che in tale rappresentazione si nasconda un profondo significato, che si svela solo ad un’attenta contemplazione: nell’immagine miracolosa di Etzelsbach i cuori di Gesù e di sua Madre sono rivolti l’uno verso l’altro; s’avvicinano l’uno all’altro. Si scambiano a vicenda il loro amore. Sappiamo che il cuore è anche l’organo della sensibilità più delicata per l’altro, come pure l’organo dell’intima compassione. Nel cuore di Maria c’è lo spazio per l’amore che il suo Figlio divino vuole donare al mondo.

    La devozione mariana si concentra nella contemplazione del rapporto tra la Madre e il suo Figlio divino…

    …Non è l’autorealizzazione a compiere il vero sviluppo della persona, cosa che oggi viene proposta come modello della vita moderna, ma che può facilmente mutarsi in una forma di egoismo raffinato. È piuttosto l’atteggiamento del dono di sé, che si orienta verso il cuore di Maria e con ciò anche verso il cuore del Redentore.

    … In Maria, Dio ha fatto concorrere tutto al bene e non cessa di far sì che, attraverso Maria, il bene si diffonda ulteriormente nel mondo. Dalla Croce, dal trono della grazia e della redenzione, Gesù ha dato agli uomini come Madre la propria Madre Maria. Nel momento del suo sacrificio per l’umanità, Egli rende Maria in certo modo mediatrice del flusso di grazia che deriva dalla Croce. Sotto la Croce, Maria diventa compagna e protettrice degli uomini nel loro cammino di vita. “Con la sua materna carità si prende cura dei fratelli del Figlio suo ancora peregrinanti e posti in mezzo a pericoli e affanni, fino a che non siano condotti nella patria beata” (Lumen gentium, 62). Sì, nella vita noi attraversiamo alterne vicende, ma Maria intercede per noi presso il Figlio suo e ci comunica la forza dell’amore divino.

    La nostra fiducia nell’intercessione efficace della Madre di Dio e la nostra gratitudine per l’aiuto sempre nuovamente sperimentato portano in sé in qualche modo l’impulso a spingere la riflessione al di là delle necessità del momento.

    … Come se dicesse a noi: comprendi che Dio, il quale è la fonte di ogni bene e non vuole nient’altro che la tua vera felicità, ha il diritto di esigere da te una vita che si abbandoni senza riserve e con gioia alla sua volontà e si adoperi perché anche gli altri facciano altrettanto. “Dove c’è Dio, là c’è futuro”. In effetti: dove lasciamo che l’amore di Dio agisca totalmente sulla nostra vita, là è aperto il cielo. Là è possibile plasmare il presente così che corrisponda sempre di più alla Buona Novella del nostro Signore Gesù Cristo. Là le piccole cose della vita quotidiana hanno il loro senso e là i grandi problemi trovano la loro soluzione. Amen.

  34. AS scrive:

    Sul blog di Repubblica appare un commento di Odifreddi, piccolo (nel senso di poco significante) nemico della Chiesa, che trae spunto dalla pubblicazione di una lista di presunti omosessuali cattolici da parte di un blog, per proporre che si elenchino su internet i nominativi di tutti i sacerdoti omosessuali dei quali, a suo dire, sarebbe piena tutta la Chiesa, fin nelle stanze piu’ sacre (vedi: http://tinyurl.com/4298cxo
    ).

    Osservo quanto segue:

    1) la sinistra appare stranamente tollerante della palese violazione della privacy ai danni dei presunti omosessuali elencati nel blog. Eppure, quando Il Giornale pubblico’ le accuse di omosessualita’ a B offo, provocandone, di fatto le dimissioni (non ricordo, peraltro, l’interessato abbia mai negato pubblicamente l’accusa), ci fu una violenta reazione da parte di quasi tutti i commentatori, ertisi a tutori della riservatezza (e non pochi affermarono, sconfinando nel grottesco, che non ci sarebbe nulla di male a far dirigere il primo giornale cattolico per diffusione da un gay).

    2) lo scopo di Odifreddi e di quelli che come lui la pensano e’ di infliggere alla Chiesa un duro colpo, rivelando pubblicamente l’omosessualita’ di membri del clero basso ed alto. Questo modo di ragionare e’ sbagliato, perche’ parte dal presupposto che la Chiesa sia una istituzione umana. Odifreddi e i suoi amici non capiscono che la individuazione dei sacerdoti omosessuali sarebbe un gran bene per la Chiesa, perche’ essi verrebbero espulsi immediatamente e la grazia abbonderebbe in essa ancor piu’ vigorosa. Per quanto le intenzioni dei nemici della Chiesa siano quella di distruggerla, finiranno, come sempre, per rafforzarla.

    Faccio due osservazioni c

    • LIBERAMENTE scrive:

      io sono con Odifreddi in totale e laica opposizione al vostro appoggio obbediente e sottomesso al papa, quando il papa stesso vuole la legge Calabrò nel far soffrire tutti in fin di vita e a privare tutti della libertà di decidere come morire.

  35. AS scrive:

    Sul blog di Repubblica appare un commento di Odifreddi, piccolo (nel senso di poco significante) nemico della Chiesa, che trae spunto dalla pubblicazione di una lista di presunti omosessuali cattolici da parte di un blog, per proporre che si elenchino su internet i nominativi di tutti i sacerdoti omosessuali dei quali, a suo dire, sarebbe piena tutta la Chiesa, fin nelle stanze piu’ sacre (vedi: http://tinyurl.com/4298cxo
    ).

    Osservo quanto segue:

    1) la sinistra appare stranamente tollerante della palese violazione della privacy ai danni dei presunti omosessuali elencati nel blog. Eppure, quando Il Giornale pubblico’ le accuse di omosessualita’ a B offo, provocandone, di fatto le dimissioni (non ricordo, peraltro, l’interessato abbia mai negato pubblicamente l’accusa), ci fu una violenta reazione da parte di quasi tutti i commentatori, ertisi a tutori della riservatezza (e non pochi affermarono, sconfinando nel grottesco, che non ci sarebbe nulla di male a far dirigere il primo giornale cattolico per diffusione da un gay).

    2) lo scopo di Odifreddi e di quelli che come lui la pensano e’ di infliggere alla Chiesa un duro colpo, rivelando pubblicamente l’omosessualita’ di membri del clero basso ed alto. Questo modo di ragionare e’ sbagliato, perche’ parte dal presupposto che la Chiesa sia una istituzione umana. Odifreddi e i suoi amici non capiscono che la individuazione dei sacerdoti omosessuali sarebbe un gran bene per la Chiesa, perche’ essi verrebbero espulsi immediatamente e la grazia abbonderebbe in essa ancor piu’ vigorosa.

    • Sal scrive:

      “Questo modo di ragionare e’ sbagliato, perche’ parte dal presupposto che la Chiesa sia una istituzione umana.” E’’ vero, La Chiesa non è una istituzione umana. Ma questa chiesa si che lo è. E’ complice un di un numero eccezionale di stranezze.

      “La individuazione dei sacerdoti omosessuali sarebbe un gran bene per la Chiesa, perche’ essi verrebbero espulsi immediatamente e la grazia abbonderebbe in essa ancor piu’ vigorosa.” – Strano però che fino a poco fa li conoscevano ma non li hanno buttati fuori, anzi li hanno protetti e coccolati. E’ questo il nocciolo del contendere non lo sapeva ? Si chiama complicità.

  36. renzo scrive:

    Sapevo che l’Italia era piena di allenatori di calcio, ora scopro che è anche piena di teologi: bene, siamo salvi! Spero anche che il Papa impari qualcosa da questi esperti, ai quali porrei solo una domanda: chi è il prossimo?
    Non stupisce, a leggere certe cose scritte nella civile e secolarizzata Europa occidentale, che ci siano in altre aree e in altre religioni, tanti estremisti……..chi sarà a sgozzare per primo l’altro?

    • LIBERAMENTE scrive:

      meglio secolarizzata che teocratica o ad uso e consumo del papa, proprio in piena crisi economica. E poi centomila fedeli alla messa è decisamente un flop costoso quanto controverso, fan benea protestare contro quelle illusioni del papa pari a quelle di Tremonti che dice che l’Italia ha un economia stabile.

      vendete illusioni voi fedeli al papa oppure sieste stati ammaliati a sufficienza da perdere il senso critico verso il papa.

  37. bo.mario scrive:

    Dopo aver letto quello di comprensibile con arrampicanenti culturali da sesto grado mi sorge spontanea la domanda, annacquare la fede in chi? Nell’ideale proposto o nella mancanza di sostegno al vaticano? Fino ai tempi dell’illuminismo la fede era imposta sia materialmente che spirtualmente. Perduto il potere temporale non si era più “obbligati” ad avere fede. Dopo 150 anni il pope si accorge che quella fede, in cose a volte incredibili, non ci può essere più, si è svegliato? meglio tardi che mai. Questo sarebbe il gigantesco pope come viene descritto da alcuni? Quello che è vero è che siete rimasti in pochi a seguirlo e giustificarlo sempre. Ognuno la può pensare come vuole ma sarebbe bene stare alla realtà dei fatti. Dopo parecchio dalla breccia di Porta Pia quello che era sfuggito dalla porta si cercava di farlo rientrare dalla finestra. Era difficile lavorare se non eri supportato dai preti a salire. Poi dopo la seconda guerra si continuava con la scusa della DC. Ora che il potere è scemato si parla di annacquamento della fede? Chi l’ha creato questo annacquamento? loro stessi e non me ne vanterei. La gente era costretta ad andare dal prete per una raccomandazione perchè anche gli industriali erano del giro del vaticano. Fatevi una riflessione e date le colpe a chi ce le ha. Ringrazio sempre Sal per il contributo che da alla discussione e cerca di renderlo vivo e non appiattito. Un saluto.

    • massimo scrive:

      peccatore e simon,ottimi interventi,non è facile nel sistema di vita di oggi ritagliarsi il tempo per leggere contributi di spessore,del Papa o altro…i midia(non tutti,ma troppi) molto deludenti…ogni giorno puntano al titoletto,non hanno la capacità di andare oltre agli spari o a immagini scoop…

      • peccatore scrive:

        Premesso che purtroppo
        a) non sempre trovo il tempo
        b) non sempre, pur avendone il tempo, riesco davvero ad approfondire
        c) non sempre riesco ad essere non esageratamente indegno di cotanto magistero
        effettivamente, almeno nelle intenzioni, cerco di svolgere un piccolo servizio
        a) a me stesso, smarcandomi dal midiume soffocante e menzognero
        b) alla Chiesa, proponendo qualcosa che vada al di là della scusa della “pastorale ordinaria”
        c) a chi non Crede, offrendo spunti di riflessione il meno banali ed il più cattolici possibile.
        Anche Simon (in genere più chiaro di me) mi sembra ugualmente motivato.
        E ciò non toglie che persino con Simon non mi trovi sempre d’accordo al 100%.
        Cercare la Verità è faticoso, ma entusiasmante. Oserei dire la cosa più interessante che ci sia.
        Da quando ho “scoperto” Benedetto XVI, ho trovato uno che “parla con autorità”, non come gli scribi e i farisei
        di cui è purtroppo popolata la Chiesa. E me lo godo.
        Ciao Massimo. Grazie.

  38. Reginaldus scrive:

    Per tornare al punto, “annacquare la fede non è la risposta alla secolarizzazione”: ma di quale fede parla Ratzinger? Se di quella cattolica, già fatto: dal vaticandue in poi essa è stata talmente allungata nel mare della modernità da perdere il suo sapore originale diventando una brodaglia insapore… Quella cattolica, e solo questa, però, perché le altre, nonostante gli inchini e gli omaggi di parte nostra , sono rimaste tal quali, anzi di più agguerrite in proporzionalità diretta al nostro indietreggiare conciliatore… avete mai visto un ebreo o un musulmano riverire un cristiano, un luterano inchinarsi davanti alla Messa di Pio V, un ortodosso riconoscere la giurisdizione primaziale del Papa di Roma??? ma noi ci accumuniamo ad ebrei e musulmani nel nome del Dio Unico, agli ortodossi nella concezione egualitaria tra i vescovi della Chiesa, ai luterani nel rito della Cena del Signore e nella Dichiarazione congiunta sulla Dottrina della giustificazione… con buona pace di tutto un patrimonio di dottrina millenario e secolare, sul quale, senza vergogna alcuna, diciamo: scusate, ci eravamo sbagliati!

  39. anniballo scrive:

    Ringrazio “REGINALDUS”, CARLO e gli altri che hanno replicato.

    In realtà, M. Lutero pare fosse un uomo dai comportamenti alquanto grossolani : le testimonianze che restano sulle sue parole e sul suo modo di fare risultano alquanto sconcertanti; d’altra parte, pare indubbio ch’egli fosse uomo di fede profondissima. Ad ogni modo, energico “Reginaldus”, cosa egli abbia fatto in termini di comportamenti terreni mi interessa relativamente poco; ed ancor meno mi interessa la sua teologia da invasato credente (contro la quale, tuttavia, si sono spuntate le armi dei teologi cattolici per ben 500 anni; infatti la conclusione è stata la “dichiarazione congiunta sulla dottrina”, Augsburg,1999, in cui la chiesa ha sostanzialmente ammesso che Lutero diceva cose giuste).
    Ciò che davvero interessa a me ,agnostico, è che l’amico di Wittenberg abbia dato a quelle società la maturità e la responsabilità, dettando quelle interpretazioni inflessibili dei Testi che oggi rendono assolutamente seria l’etica pubblica dei paesi protestanti. Noi ,invece,privi dell’autonomia di coscienza, temprati alle logiche del compromesso cattolico, della confessione, della falsa contrizione, dell’ossequio al clero, della dirigenza dell’anima affidata ad altri, dell’esteriorità e dell’ipocrisia, dell’indulgenza e della transigenza, siamo un popoluccio infantile e deresponsabilizzato, il cui vero marciume comincia dalle coscienze.

    • Reginaldus scrive:

      grazie del suo invasato. si vede che il linguaggio appunto grossolano del grande Lutero ha fatto scuola!

      • anniballo scrive:

        Per caso, caro amico, ha anche qualche argomento serio da ribattere ai miei argomenti?
        Sa, le battutine sono un facile escamotage di seconda mano e lasciano il tempo che trovano. Vorremmo argomenti.

        • Reginaldus scrive:

          credo di averle dato abbastanza materiale: se questo viene snobbato, allora vanno bene le battutine. Sotto c’è dell’ altro, se le interessa.

      • Fabio Sansonna scrive:

        Erfurt : a me sembra che il Papa, come i monaci nel Medioevo, stia pazientemente raccogliendo ovunque va i cocci di quella che era l’unità cristiana , cattolica, del passato per farla rivivere. I suoi non sono nè discorsi di riabilitazione nè approvazioni incondizionate , anche perchè a Erfurt si riferiva al giovane Lutero, al suo impeto e alle sue domande iniziali, e ha valorizzato wquesto aspetto, iniziale di Lutero , e basta . Per dire che queste domande sono ancora valide per tutti , come lo eranoper Lutero giovane monaco, ma vanno educate in un contesto che è la Chiesa Cattolica nell’obbedienza a al Papa e al Magistero. Infatti il Papa non ha certo affermato che le domande che Lutero si poneva siano giunte alla auspicata maturzione come desidera la Chiesa, altrimenti gli avrebbe anche tolto la scomunica.
        Che non è una cpondanna per Lutero in se stesso, la scomunica serve a noi per capire che lo sviluppo di quelle giuste , valide domande del monaco Lutero , non hannpo seguito la dovuta e auspicata strada di matirazione , per cui mentre ci sollecita a rifare nostre le domande del giovane Lutero , non ha neanche affermato che la strada da lui poi percorsa sia il giusto sviluppo delle sue valide domande iniziali.

        Aggiungo che è vero che ci si salva con la fede , ma la vera fede produce opere di fede . e nessuno può pensare che il Papa , riguardo alla fede che salva , abbia fatto un’affermazione che nega il valore delle opere , perchè ha aggiunto ” purchè non contrasti con la carità”. Insomma il capitolo di S Matteo 25 resta valido anche dopo Erfurt.

        E’ vero che se ” sarebbe brutta una fede senza le opere , …però…come sarebbero brutte le opere senza la fede! ”

        (Luigi Giussani L’io,il potere, le opere. Marietti 1820 Genova 2000, pag 137)

        Insomma dobbiamo fare opere ispirate dalle fede, non opere frutto della nostra fantasia.
        Il movente delle opere deve essere solo la fede perchè siano definibili opere cristiane, se no sono buone opere fatte da un cristiano , ma non opere di fede.
        In questo senso il Papa ha ribadito che solo la fede salva , ma non poteva certo volersi farsi interpretare in antagonismo a S Giacomo e a tutto ilVangelo, oltre che alla Tradizione della Chiesa Cattolica. Infatti lo ha ribadito nella frase successiva , che nessuno mai cita esaltando solo la presunta e interpretandola erroneamente come una riabilitazione del monaco agostiniano. Di cui il Papa la solo valorizzato la spinta iniziale, giovanile, non cereto quello che ha fatto dopo. Ecco perchè le distanze restano.

  40. Reginaldus scrive:

    “Ciò che non lasciava in pace Lutero era il problema di Dio. E qui fu la passione profonda e la risorsa della sua vita e del suo intero itinerario.”

    “Il pensiero di Lutero, la sua spiritualità tutta intera erano completamente centrati sul Cristo”.

    “ Come posso avere un dio misericordioso: questa domanda penetrava il cuore di Lutero e si trovava dietro a ciascuna delle sue ricerche teologiche e a ciascuna delle sue lotte interiori”.

    - –Parole pronunciate da Ratzinger nella sala capitolare a nel monastero di Erfurt, in occasione di un incontro a porte chiuse, durato una mezz’ora, davanti a 20 delegati della chiesa protestante tedesca. Ora aspettiamo dal papa tedesco la beatificazione di tanto maestro: e che le migliaia di morti fatti in europa nel nome e per effetto di quelle ‘ricerche teologiche’ così altamente elogiate, peggio per loro!

  41. ADRIANO MEIS scrive:

    Apprezzabile e preciso,come al solito, l’intervento di anniballo; le differenze di dottrina e di culto tra protestanti e cattolici non sono tutto , ve ne sono ben altre di mentalità e di costume.
    Nei paesi protestanti vi è una diversa visione della vita , della società e della morale, a cominciare dal forte senso dello Stato e della responsabilità pubblica.
    Da noi, vi è una forte vocazione all’adattamento, alla malleabilità, alla mediazione, al patteggiamento; la serietà profonda del protestante consiste nel vedere le cose, invece, in bianco o in nero, senza la corruttela della mediazione. Ciò deriva loro dall’esser soli con la loro coscienza, senza il confortevole optional dell’appoggiarsi a qualcuno che ti accompagna e ,soprattutto, che ti assolve.
    Sapere che ,quando hai commesso un peccato, nessuno te lo toglie, induce inevitabilmente al rigore ed alla serietà; ed il pregio di siffatte coscienze individuali viene ,poi, portato nella società, con generale beneficio.
    Rammento sempre che, per fare un esempio tra mille, quando il padre di Steffi Graaf, la tennista, risultò evasore fiscale, ne parlò scandalizzata tutta l’Europa. Qui, da noi, ci si meraviglia quando qualcuno non evade le tasse…

  42. anniballo scrive:

    Ahimè, quando il concitato e radicale “Reginaldus” si sforza di mettere insieme qualche argomento, forse, fa anche peggio.
    Infatti, “le migliaia di morti” fatte in Europa non furono dovute alle prese di posizione teologiche di Lutero, bensì alla rabbiosa reazione della chiesa di Roma che vedeva compromesse le sue fette di mercato e le sue entrate.
    Per questo si mobilitano gli eserciti, non per questioni meramente dottrinali : i danari, caro amico, i danari.

    • Reginaldus scrive:

      questo è il massima delle idiozie storiche: si metta a studiare, Anniballo , e non racconti balle, e cominci a capire le date, cioè il prima e il dopo, a meno che non si sia già adeguato alla nuova scoperta della velocità dei neutrini, per la quale gli effetti precedono le cause… Per esempio, lei sa come commentò Lutero le condanne a morte dei cattolici fedeli al papa e alla Messa in Inghilterra comminate da Enrico VIII? E come cominciarono, e come furono condotte, in Francia le ‘guerre di religione’ ? Certo, a causa dei Cattolici, che avevano la colpa di esistere prima di Lutero e della sua bella riforma…Ma faccia il piacere…

  43. Libera scrive:

    Protestanti e cattolici non è che hanno litigato una sera per una birra; le questioni erano e sono talmente di fondo che non è lecito pensare che possano essere superate. Basterebbe pensare che l’esistenza e le legittimità dello stesso interlocutore –il papa– è oggetto di controversia! Aggiungasi che la stessa teologia e la conoscenza teologica hanno nel cattolicesimo uno scarso rilievo ed una troppo modesta autorità, rispetto all’Autorità del Magistero papale stesso.
    Secondo me, l’atteggiamento dei vertici protestanti, che papa Ratzinger ha incontrato, non potrà andare oltre i confini di una contingente, pura e semplice cortesia esteriore. Concluso il viaggio, tutto resterà esattamente come prima, come per ogni viaggio papale.

  44. Squilpa scrive:

    Vedete o non vedete ciò che la cronaca ci mette continuamente sotto gli occhi,in Italia, paese portabandiera del cattolicesimo?
    Uomini politici divorziati che promuovono il family day; altri, dalle pessime condotte morali, vanno a baciare la mano al papa; il papa che se le fa baciare perchè più interessato ai foraggiamenti decisi dal governo a favore del vaticano; monsignori che decidono di contestualizzare le bestemmie dei potenti; scandali finanziari d’ogni tipo che coinvolgono lo IOR; perversioni nella vita intima dei sacerdoti, e così via……
    Ed il grossolano,poi, sarebbe lutero?

    • LIBERAMENTE scrive:

      E aggiungi che Avvenire gira la frittata dialetticamente in modo disonesto e dice che siamo noi i moralisti, noi che chiediamo conto ai gerarchi cattolici della loro incoerenza con il vangelo, delle loro contraddizioni; insomma, per Avvenire e per alcuni utenti di questo blog, i moralisti adesso sono quelli che si indignano per la complicità del vaticano con il malaffare, con la politica clerico-fascista che assolve i mafiosi e la cricca, con l’immoralità nel comportamento omertosamente complice del vaticamo che chiede leggi Calabrò e poi sogna una teocrazia italiana fatta di parlamentari ad hoc che traducono la moralità della chiesa cattolica in Leggi dello Stato a cui se vi si oppone si è fuori legge e additato come delinquente, ecco chi si indigna come verrà considerato.

  45. peccatore scrive:

    Vi siete dati appuntamento?
    Non capite niente, ancor meno leggete, ma siete tutti qui…
    Buona serata.
    Io esco con gli amici. E (tra l’altro) pregheremo.

  46. anniballo scrive:

    Grazie per l’augurio, mister “Peccatore”.
    A proposito, anche Lei, esattamente come il pugnace “Reginaldus”, non avrebbe anche argomenti seri con cui ribattere?
    Appena li affronti seriamente, questi pavidi, con argomenti seri, sanno solo farsi il segno della croce e scappare.

    • Reginaldus scrive:

      ma chi non sa ribattere? io dato dati, citazioni, circostanze,…. e lei anniballo non se ne è accorto! E allora, a che serve con gente come lei… Ma qui per fortuna non cì è solo gente come lei……

  47. Libera scrive:

    Trovo l’intervento di squilpa tanto breve quanto efficace. Che dirti,squilpa? Dopo tanti secoli di regime chiesastico, in Italia, ci siamo abituati a tutto e non c’è più che raro spazio per l’indignazione. Per la riflessione,poi, ancor meno : del resto, a chi va in chiesa non si chiede di riflettere, ma solo di credere.
    Procedura atta a spargere non intelligenza, ma solo conforto.

  48. ADRIANO MEIS scrive:

    Dunque, peccatore ci accusa di leggere poco ed ancor meno capire.
    Bah, io faccio il gelataio e non sono mai andato più in là della Scuola Radio Elettra; considero, tuttavia, un mio merito (immodestamente), l’aver sempre cercato di leggere, a differenza di quanto accusa Peccatore. Forse, che la mia colpa sta nell’ aver raggiunto conclusioni diverse da quelle che Peccatore auspicherebbe?
    Per esempio, nelle mie letture, ho trovato che Cristo non ha mai creato una chiesa organizzata su base gerarchica, non ha istituito un collegio degli apstoli e tanto meno un suo capo.
    Mancano comandamenti diretti o espliciti in questo senso; nel NT non troviamo ordini o prescrizioni, nè suggerimenti, sul modo in cui “la chiesa”, dopo la resurrezione, dvrebbe essere governata. E neppure vi troviamo l’istituzione di qualche forma di sacerdozio, nè di magistrati o governatori ,o “vescovi”, della chiesa, che vi svolgano funzioni paragonabili a quelle che la storia ha,poi, cnosciuto.
    Nessuna gerarchia ecclesiastica,dunque, e quindi neppure un qualche ministero di Pietro; nella chiesa del tempo apostolico e negli scritti del NT, il papato semplicemente non esiste : nè nella sua forma attuale,nè in forme più blande o simboliche. Di questo ministero centrale non vi è traccia, esso non viene nè prescritto nè presupposto.
    Nelle parole di Cristo si fa ,tutt’al più, riferimento ad incarichi che ruotano intorno alla persona di Pietro e non ad una “istituzione pietrina”.
    Ergo, l’immenso edificio della teocrazia papale, quale oggi conosciamo, è un prodotto della storia, non della fede.
    Il fatto che, di tutte le grandi religioni del mondo, il cattolicesimo romano è il solo ad avere una gerarchia di mestiere ed un governo di tipo *politico*, con tutte le gravissime conseguenze in termini di compromessi e di corruttela, è una cosa che mi ha dato seriamente da pensare, a conclusione delle mie letture.
    Non so se questa risposta soddisfa Peccatore, ma la lettura è bella anche perchè, così, ognuno si fa le sue idee.
    Ciò la rende anche pericolosissima per il potere politico che citavo prima : forse per questo, papa Pio parlò dei libri come di una disgrazia. Anzi, di un “flagello”.
    Peccatore, perchè non rifletti un pò su questo, tu che accusi gli altri?

    • enrico scrive:

      “La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: «Pace a voi!». Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco. E i discepoli gioirono al vedere il Signore. Gesù disse loro di nuovo: «Pace a voi! Come il Padre ha mandato me, anche io mando voi».

      ” Quand’ebbero mangiato, Gesù disse a Simon Pietro: «Simone di Giovanni, mi ami tu più di costoro?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci i miei agnelli». Gli disse di nuovo: «Simone di Giovanni, mi ami?». Gli rispose: «Certo, Signore, tu lo sai che ti amo». Gli disse: «Pasci le mie pecorelle». Gli disse per la terza volta: «Simone di Giovanni, mi ami?». Pietro rimase addolorato che per la terza volta gli dicesse: Mi ami?, e gli disse: «Signore, tu sai tutto; tu sai che ti amo». Gli rispose Gesù: «Pasci le mie pecorelle. ”

      Deve aver letto distrattamente.

  49. Reginaldus scrive:

    … si è mai visto e si vede tuttora un capo religioso fare di tutto per screditare la sua religione coi suoi continui abbracci e atti di stima verso le religioni altrui??? Eccola, l’abbiamo vista anche stavolta la solita trafila degli incontri: con gli ebrei i musulmani i luterani gli ortodossi… in attesa del GRANDE APPUNTAMENTO (Carnevalata?) di Assisi alla quale tutti sono stati calorosamnete invitati… Con il risultato ovvio che le altre, se così omaggiate, rimangono dove sono e pretendono anzi sempre nuovi atti di umiliazione da parte di una religione che non sa fare che altro che proporsi in veste di penitente per le sue malefatte…Certo, tutto tiene se visto in funzione della Nuova Religione dell’ Uomo, che i REGISTI di questo Mondo hanno incaricato di costruire proprio il capo della religione più verticisticamente strutturata del mondo, in modo da trascinare dietro di sé, obbedienti e giulivi, a dare l’esempio, i suoi milioni di ‘fedeli’…E infatti che significato ha se non questo, questo continuo ‘appello all’ INCONTRO nel nome di ciò che si ha in COMUNE? Senza che minimamente disturbi la contraddizione logica che non ci può essere niente in comune là dove si è fondamentalmente divisi, e quella con una dottrina costante fino ad ieri che quell’ incontro, stante la divisione, vietava assolutamente… Ma si sa, MAJORA PREMUNT, e l’ umanità non è più chiamata a ritrovarsi in Cristo, ma ad unirsi nel nome di se stessa!

  50. giovannino scrive:

    Tutte le religioni partecipano , sia pure in differente misura, della verità, in quanto scaturiscono dal sentimento e dall’ intuizione presente in ogni essere umano in quanto creatura di Dio .Il cristianesimo è superiore alle altre religioni in quanto vi aggiunge la rivelazione che Dio , nella Sua infinita bontà , si è degnato di comunicare all’ umanità , abbassandosi fino a farsi creature e a subire una morte oltraggiosa . I cristiani , sull’ esempio di Nostro Signore , sono chiamati non alla superbia nei confronti di chi non ha la fortuna di aver ricevuto la vera fede , ma ad abbassarsi e farsi servitori dei non cristiani , per aiutare la loro redenzione ( cheresta però essenzialmente opera della divina grazia ) . Ora non mi pare che le parole di Reginaldus vadano nella giusta direzione , anche se voglio credere sincera la sua fede. Sinceramente ho l’ impressione che lo stesso Santo Padre sia troppo prudente , di questo passo la divisione dei cristiani durerà altri mille anni .

  51. ADRIANO MEIS scrive:

    @Enrico,
    ripeto, a me pare evidente che le parole di Gesù a Pietro (comprese quelle che Lei cita) non possono essere forzate a significare l’istituzione di un ministero di governo della comunità dei credenti. Men che meno di un governo così “politico”, come quello cattolico/vaticano. Ed ancor meno possono essere intese come l’istituzione di un governo permanente, da trasmettere ai successori come un sovrano passa il suo scettro ai discendenti. Nulla fa riferimento ad un governo ed ad un primato sulle altre autorità cristiane..
    Solo successivamente, il formarsi di una mentalità istituzionale ha potuto leggere in queste parole un primato (e trovarlo anche “conveniente”).
    Ergo, i protestanti hanno ragione.

    @Giovannino, è ridicolo ed offensivo pensare che ,seppure un Dio esiste, abbia potuto parlare in modi tanto differenti alle proprie creature, tanto da privilegiare alcune con una religione “superiore” –come Lei scrive– e penalizzarne altre (con una religione “inferiore”, debbo desumere).
    Non si sa cosa pensare, davvero, di opinioni siffatte.

    • giovannino scrive:

      caro Adriano , anzitutto buona domenica . Dio esiste e anche tu puoi ascoltarlo nel tuo intimo , se solo ti prendessi un po’ di tempo per questo , allontanandoti per un giorno dalle faccende mondane per dedicarti alla Sua ricerca. Non mi spiace di muovere il riso , dopotutto ” alegria es cosa buena ” , come dice la canzone. Vorrei invece chiarire che non intendo offendere nessuno . Anzitutto ho parlato di superiorità della religione cristiana e non certo di superiorità dei cristiani . Il cristiano è una persona uguale a tutte le altre , con semmai la responsabilità supplettiva di dover rendere testimonianza , di dover mettere la propria fede al servizio degli altri . Il buon cristiano aspira a stare con gli ultimi su questa terra , non certo a stare sopra agli altri . La superiorità della religione cristiane deriva semplicemente da non essere solo la fioritura nell’ animo umano dei “semina Verbi”, come le altre religioni , ma di essere fondata sul messaggio che Cristo stesso ha recato all’ umanità . Cristo è morto in croce per il riscatto di tutti , non c’è da inventare nessuna religione dell’ umanità , perchè già esiste ed è il cristianesimo .

  52. anniballo scrive:

    “Io mando voi” e “pasci i miei agnelli” ,dunque, allude all’ “immenso edificio della teocrazia papale”, come ha efficacemente scritto MEIS?
    E perchè,allora, non aggiungere anche che in quelle parole del cristo era previsto anche lo IOR ? Lui, che cacciò i mercanti dal tempio? Ed anche la straordinaria, plurisecolare opulenza dei “principi della chiesa”? Lui, che predicava ed elogiava la povertà, condannando la ricchezza quale elemento di discriminazione tra fratelli?
    Ma va là, ma và, avete un limite al vostro abbacinamento?

  53. ritaroma scrive:

    ANNIBALLO:
    anche se non ci credi “CRISTO” va scritto con la lettera maiuscola!
    Cristo non aboliva la ricchezza ma il modo in cui questa veniva usata!

    ADRIANO MEIS:
    è questo il punto ,Dio non ha parlato in modi diversi x privilegiare alcuni + o meno di altri. …ma ha detto una Parola sola, chi l’ha voluta o la vuole accettare cammina con lui….chi l’ha diprezzata o la disprezza va dove vuole,…
    Cristo non ha fatto altro che rispondere a chi gli chiedeva “chi sei”?- vieni e vedi!

    CARLO:
    lo SPIRITO (maiuscolo) è quella Persona della SS.ma Trinità che che lei non vuole conoscere!

  54. Fabio Sansonna scrive:

    A me sembra che il Papa, come i monaci nel Medioevo, stia pazientemente raccogliendo ovunque va i cocci di quella che era l’unità cristiana , cattolica, del passato per farla rivivere. I suoi non sono nè discorsi di riabilitazione nè approvazioni incondizionate , anche perchè a Erfurt si riferiva al giovane Lutero, al suo impeto e alle sue domande iniziali, e ha valorizzato wquesto aspetto, iniziale di Lutero , e basta . Per dire che queste domande sono ancora valide per tutti , come lo eranoper Lutero giovane monaco, ma vanno educate in un contesto che è la Chiesa Cattolica nell’obbedienza a al Papa e al Magistero. Infatti il Papa non ha certo affermato che le domande che Lutero si poneva siano giunte alla auspicata maturzione come desidera la Chiesa, altrimenti gli avrebbe anche tolto la scomunica.
    Che non è una cpondanna per Lutero in se stesso, la scomunica serve a noi per capire che lo sviluppo di quelle giuste , valide domande del monaco Lutero , non hannpo seguito la dovuta e auspicata strada di matirazione , per cui mentre ci sollecita a rifare nostre le domande del giovane Lutero , non ha neanche affermato che la strada da lui poi percorsa sia il giusto sviluppo delle sue valide domande iniziali.

    Aggiungo che è vero che ci si salva con la fede , ma la vera fede produce opere di fede . e nessuno può pensare che il Papa , riguardo alla fede che salva , abbia fatto un’affermazione che nega il valore delle opere , perchè ha aggiunto ” purchè non contrasti con la carità”. Insomma il capitolo di S Matteo 25 resta valido anche dopo Erfurt.

    E’ vero che se ” sarebbe brutta una fede senza le opere , …però…come sarebbero brutte le opere senza la fede! ”

    (Luigi Giussani L’io,il potere, le opere. Marietti 1820 Genova 2000, pag 137)

    Insomma dobbiamo fare opere ispirate dalle fede, non opere frutto della nostra fantasia.
    Il movente delle opere deve essere solo la fede perchè siano definibili opere cristiane, se no sono buone opere fatte da un cristiano , ma non opere di fede.
    In questo senso il Papa ha ribadito che solo la fede salva , ma non poteva certo volersi farsi interpretare in antagonismo a S Giacomo e a tutto ilVangelo, oltre che alla Tradizione della Chiesa Cattolica. Infatti lo ha ribadito nella frase successiva , che nessuno mai cita esaltando solo la presunta e interpretandola erroneamente come una riabilitazione del monaco agostiniano. Di cui il Papa la solo valorizzato la spinta iniziale, giovanile, non cereto quello che ha fatto dopo. Ecco perchè le distanze restano.

  55. Reginaldus scrive:

    “Riconosco pienamente la santità della Chiesa Romana; dopo Gesù Cristo Nostro Signore , essa va preferita ad ogni altra cosa in cielo ed in terra “– anno 1519
    (Martin Luther, Briefe, Sendschreiben und Bedenken vollstaendig gesammelt von W.M.L. de Wette, Berlin, 1825-1828, vol. I, p. 234.)

    “Questa Chiesa è la prescelta di Dio: non ci può essere ragione alcuna perché qualcuno rompa con lei, entrando nello scisma , separandosi dalla sua unità” (M. Luther, Werke, Weimar: Kritische Gesamtausgabe, 1883-1914, vol. II, p. 72)

    Giunto a Roma nel 1510 con una missione per conto del suo convento si dice che entrando in Piazza del Popolo sia caduto in ginocchio esclamando: «Salve Roma santa, città di martiri, santificata dal sangue che essi vi hanno sparso»

    Nella sua Lettera Luterana del 1520 egli lodò calorosamente Papa Leone X, dicendo che la sua vita coraggiosa lo poneva al di sopra di ogni attacco. 4. (De Wette, vol. I, p. 498).

    —Oggi è domenica e sono buono. E quindi offro alla vostra considerazione il Lutero ‘buono’, il cattolico convinto, il monaco zelante. Peccato che il tal Lutero sia durato fino a parte del 1520! Poi, fulminato sulla strada di Wittenberg, novella Damasco, eccolo accorgersi che lo stesso Leone era diventato l’ Anticristo, e la Chiesa Romana un covo lascivo di ladri, il più depravato dei bordelli, il regno del peccato, della morte e dell’inferno” (De Wette, vol. I, pp. 522, 500; Weimar, vol. VII, p. 44). ( io con questo Lutero monaco devoto ho avuto, confesso, un ‘rapporto’ particolare, essendomi imbattuto nella sua firma: ‘Martin Luther, anno 1510′ ( non ricordo il giorno e il mese ) sul registro delle messe ( come si usava allora e fino al pre-concilio) – ricordo bene la forma e il colore, un vacchetta nera di forma rettangolare stretta alla base – nella biblioteca dell’ex convento agostiniano di Finale Emilia — Mo…. )

    • Fabio Sansonna scrive:

      Infatti il Papa ha valorizzato alcuen frasi del giovane Lutero , non ha esaltato Lutero integralmente.
      Anche Enrico VIII fu Defensor Fidei (tra l’altro contro Lutero) , e infine anche Giuda Iscariota ha forse amministrato validamente sacramenti e e predicato forse avrà detto qualcosa di buono che nonè mai giunto a noi al punto di pioterlo valorizzare, ma questo finchè era in comunione con Cristo e gli apostoli, …ma dopo ….

      Questi sono esempi per dire chi si può iniziare bene , ma il Vangelo dice che solo chi persevera fino alla fine sarà salvato. ” a causa degli scandali la carità di molti si raffredderà”.

      Non a caso ilPapa dopo aver valorizzato Lutero giovane, ha sottolineato l’importanza di non rompere il legami con la carità …

  56. anniballo scrive:

    RITAROMA, anche a Lei, mi duole constatarlo, la vocazione pugnace toglie lucidità. Lei dovrebbe notare che io dico –giustamente– non “Cristo” (usato come fosse un nome di persona,sempre ed erroneamente), bensì “il cristo”, nella sua accezione propria, cioè un semplice aggettivo. L’unto, in altre parole.
    Circa l’uso della ricchezza, essa contiene sempre qualcosa di eticamente perverso; il principale atteggiamento sociale perpetuato dal Cristianesimo consiste nell’idea dell’eguaglianza : tutti son figli di Dio, quindi eguali in quanto fratelli. La ricchezza diventa automaticamente un elemento di differenziazione tra fratelli, in quanto ingiustamente fonte, per qualcuno,di maggiore piacere, di maggiore peso, di maggiore prestigio, di maggiore potere.
    Le chiedo soltanto di ricordare quale spettacolo di corruttela pagana offriva la opulenta corte cattolica di Roma ai tempi della Riforma, quanto sia grave il fatto che tutte le cariche ecclesiali avessero il cartellino del prezzo, quanto sia vero che vi siano grossi scandali finanziari nel recente passato vaticano e quanto costi anche un solo paio di mocassini di ermellino del papa. Senza contare che i più grandi banchieri cattolici d’Europa, dai Welser ai Fugger, percepivano tranquillamente grossi interessi (e la censura del cristo sulla percezione dell’interesse non è mai venuta meno, ch’io sappia).
    Quindi, circa le Sue parole sul buon uso della ricchezza, mi pare che andrebbero indirizzate innanzitutto alla chiesa stessa,e che essa sia tutt’altro che un buon esempio, al riguardo.
    La saluto, stia bene.

  57. maxx scrive:

    Questa mattina, Antonio Socci su Libero, parla di probabili dimissioni del papa nel prossimo anno, quando compirà 85 anni. C’è qualcuno che ne sa qualcosa di più?.

    • Simon de Cyrène scrive:

      Spero che sia solo un’illazione e che questo pontefice viva e regni come Leone XIII.
      Ci sarebbe, per la Chiesa, un solo interesse a vederlo dimissionare: se ciò gli permettesse di influenzare “dietro le quinte” la nomina del suo successore.
      In Pace

    • Fabio Sansonna scrive:

      Sì Dio

    • LIBERAMENTE scrive:

      Spero di no, qualche anno ancora come papa e la chiesa cattolica apostolica romana si svuoterà del tutto, é meglio che il destino ormai in declino della chiesa cattolica segua il suo corso naturale, The End e che la Storia abbia pietà della vostra chiesa cattolica, e stenda un velo pietoso sulla storia dei papi, compreso quest’ultimo spero. Meglio un momndo secolarizzato che teocratico.

  58. peccatore scrive:

    Sorprendente Benedetto XVI:

    Dopo aver lodato il movimento ecologista, di cui alcuni rappresentanti avevano disertato il discorso al Bundestag, oggi ha lodato i “lontani dall’amore di Dio”, dando contemporaneamente una bella strigliata ai fedeli “di apparato”.

    Ecco il pensiero formulato dal Papa nell’omelia dalla parabola evangelica nella quale Gesù dice ai suoi discepoli: “I pubblicani e le prostitute vi passano avanti nel regno di Dio. Giovanni infatti venne a voi sulla via della giustizia, e non gli avete creduto; i pubblicani e le prostitute invece gli hanno creduto. Voi, al contrario, avete visto queste cose, ma poi non vi siete nemmeno pentiti così da credergli”.

    “Tradotta nel linguaggio del nostro tempo l’affermazione potrebbe suonare più o meno così: agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei nostri peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i fedeli di routine’, che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato dalla fede”.

    Pensavo a tanti “lontani” o meglio “che non hanno ancora conosciuto l’amore di Dio” che scrivono su questo blog. Devo dire che dopo averne riletto alcune tesi qui postate devo proprio dire che la stragrande maggioranza di loro non può vantarsi: non sono ne’ pubblicani, ne’ prostitute, ma moralisti da strapazzo, farisei senza Dio ma ripieni di “leggi”, pregiudizi e conventicole massoniche. Loro non sono prostitute. Le prostitute le mettono in strada e si dividono parte dei “proventi”…
    Quanto ai fedeli “di apparato”, mai parole papali furono più indicate. Non solo per i confratelli tedeschi, ma in moltissime diocesi italiche.

    Lunga vita al Papa. Ben oltre agli 85. Se questa è la volontà di Dio, come sempre.

  59. Cherubino scrive:

    Il Papa ha detto “e’ questo il momento per dire una parola di profonda gratitudine ai tanti collaboratori impiegati e volontari, senza i quali la vita nelle parrocchie e nell’intera Chiesa sarebbe impensabile”.

    Altro che stato di necessità …

  60. Cherubino scrive:

    anzi la frase intera del Papa (che è evidente mossa dalla premura di evitare interpretazioni errate), dice:

    “Questo pero’ non significa affatto che tutti coloro che vivono nella Chiesa e lavorano per essa siano da valutare come lontani da Gesu’ e dal Regno di Dio. Assolutamente no! No, piuttosto e’ questo il momento per dire una parola di profonda gratitudine ai tanti collaboratori impiegati e volontari, senza i quali la vita nelle parrocchie e nell’intera Chiesa sarebbe impensabile”

  61. peccatore scrive:

    Con una postilla: UMILTA’
    Cioè non sentirsi ne’ i “padroni del servizio che svolgono”, ne’ autorizzati dai diritti collegati a questo servizio ad “interpretare a soggetto”, slegati dal magistero cattolico, ne’ a sbattere in faccia a chi fa notare un eccesso di zelo sbilanciato sul “fare” e sul “mondo” la carenza di fede e di affidamento al Signore, preferendo il proprio agire. Capire questa UMILTA’ è fondamentale per non essere “cristiani di apparato”, per non diventare dei “routinari” delle strutture, per nirare alla vita eterna ed alla salvezza delle anime, piuttosto che ai risultati ed al pluso di chi ci vede così attivi e pragmatici. Vivere questa UMILTA’ è straordinariamente efficace per annunciare la Verità del vangelo di Gesù Cristo, nella Chiesa, e non conquistare la gloria del mondo come tanto teologume propala e troppa “pastorale ordinaria” scimmiotta, proponendo nella “formazione” queste deleterie ricette e la critica sistematica al Papa. E non parlo di pettegolezzi, ma sento quel che dicono certe curie e molti curiali e fin troppi “impegnati”. Chi è “fuori” molto spesso è assai più “dentro” di troppi “inseriti”. Chi è fuori cerca Dio. Chi è dentro corre il rischio di sentirsi tale. Chi è dentro con l’intelligenza di Benedetto XVI è molto consapevole della situazione. E’ la stessa consapevolezza che aveva Gesù. La consapevolezza che manca a troppi vescovi e parroci, ormai autonominatisi plenipotenziari, facendo danni notevoli: la maggior parte dei guai della Chiesa viene da “dentro”. Speriamo nei “figlioli di ritorno” e nel “Padre accogliente”. E che i “fratelli maggiori” riconoscano il richiamo all’UMILTA’.

    • john coltrane scrive:

      Ha proprio ragione,mr PECCATORE.
      L’umiltà è l’opposto dell’orgoglio, il quale è il principe di questo mondo, la causa di ogni male.
      Purtroppo, a un certo punto, poter ammettere di essere stati dominati da questo FANTASMA x tutta la vita, quindi riconoscere di averla sostanzialmente sprecata, può risultare impossibile.
      Si sà di parlare x difendere il proprio pregiudizio, si sà di raccontare balle, ma l’orgoglio è diventato talmente dominante che, appunto, impedisce di ammettere la verità:
      “Sorry seems to be the hardest world”, è il titolo di una vecchia song di Elton John.
      Profondamente vero.

    • Cherubino scrive:

      non ho capito: è il papa che parla di postille o è peccatore che fa le postille al discorso del papa ?
      Certo, in questo secondo caso la postilla sull’umiltà sarebbe un vero esempio di umiltà !

      • peccatore scrive:

        Basta leggere per intero ciò che dice il papa, invece di limitarsi ad estrapolare frasi. E’ tutto sempre così chiaro…

        • Cherubino scrive:

          infatti le sue sono pure espressioni del papa … ma ci faccia il piacere !

        • Cherubino scrive:

          quella frase è tutt’altro che “estrapolata” ! è nuda e cruda e inequivocabile, perchè lo stesso papa indica che vuole evitare un fraintendimento (quello che lei invece vuole alimentare) e dice “questo però non significa affatto…”.

          Quindi non c’è bisogno di alcuna interpretazione e glossa esplicativa, limitiamoci ad ascoltare e partecipiamo di questo grazie che il papa rivolge apertamente ai tanti buoni operai che ci sono nella vigna del Signore.
          Metterci i puntini serve solo ad annacquare le parole del papa.

          • LIBERAMENTE scrive:

            limitiamoci ad ascoltare? Eh, questa è proprio il contrario del senso critico, cioè, il non pensare con la propria testa ma lasciarsi andare a stucchevoli sentimenti papisti ed edulcolarate sdolcinature da mistici che si immaginano in bracico alla madonna e che giocanon con il bambin Gesù, insomma, altra illusione perchè ormai i discorsi del papa non fanno altri effetti sui fedeli che questo chiedere loro che spengano la mente e emttano di ragionare, credano, obbediscano e combattano.

          • LIBERAMENTE scrive:

            lei non ha capito nulla di quel che ha detto il papa nell’icartarsi con le sue stesse parole, ma crede acriticamente senza ragionarvi sopra e ritiene che questro suo comportamento da prima elementare sia una virtù, l’umiltà, quella che caccia l’orgoglio del diavolo e che lei lo identifica con l’auspicabile senso critico che lei suggerisco io, cioè, il pensare con la propria testa per lei è cedere alla tentazione del diavolo, ma questo suo comportamento psicologico lo proietta sugli altri affermando che se criticano il papa non hanno il dono della fede, devo dedurre allora che la fede con la ragione non sono conciliabili, lo deduco dai suoi ragionamenti acritici e pieni di discernimenti superstiziosi, che hanno paura del diavolo.

          • Cherubino scrive:

            meno male, almeno sono arrivato in prima elementare … c’è chi deve ancora fare l’asilo o scuola materna o scuola dell’infanzia – faccia lei.

            Ma, poi, perchè oppone il pensare con la propria testa al diavolo ? Lei ha una visione autistica del pensare con la propria testa. Sempre quando pensiamo con la nostra testa (l’unica che abbiamo mi sembra) soppesiamo anche comunicaizoni che ci vengono dall’esterno. L’idea che non si venga influenzati da nessuno ormai non esiste neanche nella psicologia più atea e laicista. La psicologia dinamica, quella sociale, quella dell’età evolutiva, tutte indicano che siamo sempre il prodotto di interazioni che non governiamo, anche se non ci rendono schiavi.
            Ora, se tra queste parole esterne che hanno una parte nelle nostre scelte ce ne sono alcune suggerite da esseri incorporei alla fine l’effetto è lo stesso: scelte per la vita o per la morte.
            Lei quindi pensi a scegliere bene perchè il diavolo, colui che separa e distrugge, può essere lì accanto a lei a soffiare idee sbagliate nella sua mente, oppure può farlo mediante un programma televisivo. Certamente la creatività non gli manca. L’importante è saper capire quale sia la parola buona, quella che fa crescere e unisce, facendo la pace, e quale sia invece la parola solo apparentemente buona, ma che poi distrugge, separa e uccide.
            Per seguire la prima e rigettare la seconda, ovviamente. Se poi scoprirà che non ce la fa da solo, sa a Chi chiedere aiuto.

          • LIBERAMENTE scrive:

            come immaginavo, non solo lei è superstizioso ma persino vorrebbe che lo siano altri, lo deduco dalle sue stesse parole:

            “Lei quindi pensi a scegliere bene perchè il diavolo, colui che separa e distrugge, può essere lì accanto a lei a soffiare idee sbagliate nella sua mente, oppure può farlo mediante un programma televisivo.”

            non c’è alcun dubbio che avevo ragione su di lei, il pensare in modo libero e razionale non fa per lei ed essere razionali non è roba da asilo ma da scuole molto più superiori delle elementari mentre lei è ancora a livello medioevale.

            Lei abusa disonestamente delle lettere dell’alfabeto per comporre frasi fatte dalle gerarchie da cui lei dipende per catechesi e fede condizione “sine qua non”, ovvero altrimenti l’inferno.

            Lei è da manuale in psichiatria, ma in teologia non fa testo, lei è ancora a succhiare il latte catechetico, non è un argomento impegnatico nei circoli aristocratici dei teologi ad hoc.

          • Cherubino scrive:

            i soliti giochini di parole … che neanche capisce.
            Superstizioso: cosa vuol dire questa parola ? Il credere che vi sia una realtà spirituale è suprestizione ? Allora le manca il dizionario.
            La superstizione è l’idea che gli eventi umani siano governati da rapporti deterministici, di necessità. Poi a tale determinismo si collega un mondo ulteriore, ma può essere fatto di spiriti o di altro, ad esempio “energie”, “magnetismi”, influenze di vario genere.

            Ora, credere che esistano demoni non è superstizione, finchè almeno non si attribuisce loro un potere totale sulle scelte umane.
            E io non ho parlato di ciò, ma di “parole”, di messaggi che riceviamo e rispetto ai quali ogni giorno siamo chiamati a prendere posizione, a scegliere. E l’esperienza insegna che non sempre ciò che appare buono all’inizio lo apparirà anche all’fine.
            Tutto qua. Cosa c’è di superstizioso ? Il centro del discorso è a quale parola diamo credito. Chi ascoltiamo. Perchè una cosa è certa: che qualcuno lo ascoltiamo sempre. Siamo immersi in una vita di comunicazione. Che poi in questa comunicazione intevengano anche esseri immateriali si può essere liberi di pensarlo, anche perchè non essendoci prove scientifiche nè a favore nè contro, ognuno si regolerà in base alla propria esperienza.

            Quindi superstizioso è chi crede che se passa sotto una scala gli succederà qualcosa di male, non chi crede che se ascoltiamo uno che ci fa andare in autostrada a 200 all’ora è molto probabile che prima o poi ci faremo male.

          • Cherubino scrive:

            ah dimenticavo: secondo lei io abuso delle lettere dell’alfabeto.
            Invece uno che scrive “lei è ancora a succhiare il latte catechetico, non è un argomento impegnatico nei circoli aristocratici dei teologi ad hoc” le lettere dell’alfabeto non ha ancora capito come funzionano.

  62. LIBERAMENTE scrive:

    Amiamoci come fratelli , dice il papa. Ma non riesce nemmeno a far andare d’accordo le coppie miste cattolico-luterane. In Germania, dove un terzo dei matrimoni vede l’unione di una coppia composta da seguaci delle due religioni, non c’è nemmeno la possibiltà di andare a messa insieme. I due sistemi di potere religioso infatti non si riconoscono reciprocamente.

    http://www.asca.it/news-ECUMENISMO__DOPO_SERENITA__CON_PAPA_TRA_ESPERTI_AFFIORANO_TENSIONI-1052304-ATT-.html

  63. Fabio Sansonna scrive:

    E’ interessante notare come il Papa dopo aver valorizzato le tensioni interiori del giovane Lutero abbia sottolienato l’importanza della carità e poi la difesa della vita .
    Cosa c’entra con Lutero?
    C’entra. Se ci si salva solo per fede , non basta come in germania che i cristiani (protestanti o anche cattolici) facciano i consultori dove la vita non viene rispsttata dal suo concepimento, perchè questi sono atti fatti da cattolici o protestanti, ma non sono opere frutto di fede , quindi non salvano.

    E’ curioso pensare che, proprio ricordando l’eccessivo timore che Lutero aveva per la consacrazione, al punto di fuggire sentendosi indegno di consacrare il Corpo e il Sangue di Cristo, si sia giunti in ambito protestante alla comunione nelle mani , usata in ambito cattolico primitivamente spcialmente durante le persecuzioni, quando gli accoliti portavano la comunione ai fratelli in catene, ma già scomparsa nel secondo millennio. La comunione nelle mani è stata applicata cioè per motivi leciti in ambito cattolico antico. Invece ,la comunione nella mani era, per motivi intenzionali e e non dettati da circostanze o usanze , un’ antica usanza ariana, come la comunione in pedi anzichè in ginocchio. In entrambi , ariani e protestanti,i casi si trattava di realtà che o per un motivo teologico, o per una sottile forma di disperazione della salvezza sentendosi i protestanti troppo indegni per i propri peccati, hanno annacquato i gesti eucaristici per renderli più accessibili alla loro sensibilità, e di fatto ancora oggi i protestanti non riconoscono la Presenza Reale. Curioso: da un eccessivo timore alla’annacquamento alla riduzione del sacramento a cena senza valore sacramentale.
    Ha ragione il Papa la fede senza la carità non salva.

    • LIBERAMENTE scrive:

      le leggi sull’aborto sono secolari e vanno rispettate anche dai cristiani cattolici e protestanti, sono leggi laiche dello stato ed è auspicabile che la smettiate di sognare di volere reimporre i valori medioevali in Europa, ma insomma, la vostra opposizone fanatica al relativismo si può tradurre semplicdemente con queste parole antiquate: “basta con la democrazia ed evviva la teocrazia” perchè la democrazia si deve opporre alla teocrazia, quella che voi vorreste che sia leggi di Dio imposte a tutti mediante leggi dello stato, tutt’altro che laico.

    • Sal scrive:

      “hanno annacquato i gesti eucaristici per renderli più accessibili alla loro sensibilità, e di fatto ancora oggi i protestanti non riconoscono la Presenza Reale. Curioso: da un eccessivo timore all’annacquamento alla riduzione del sacramento a cena senza valore sacramentale.”

      Può spiegare dove nella scrittura è detto che viene attribuito “valore sacramentale” ?
      Può spiegare come si può stabilire se “la presenza reale” possa essere verificabile ?

  64. Ottaviani scrive:

    Il annacquamento della fede non era una risposta al paganesimo, perché sarebbe la secolarizzazione? Sará che il cristiano primitivo, credeva che la fede doveva essere ripensata e soprattuto rivissuta, per la pressione del paganesimo? Per non morrire in Colosseo?

    Una fede ripensata e soprattuto rivissuta già è un annacquamento, perchè è la accettazione dalla pressione della secolarizzazione. Inoltre, il cristianesimo del Vaticano II, é um cristianesimo ripensato e rivissuto che porta il Papa alla Germania, per lodare il eretico Lutero, perchè, lui per il cristianesimo conciliare è un santo, che porta su centro del suo pensiero, Cristo. Dopo questa visita a Germania, si puó rimuovere la scomunica del monaco eretico, offrire un ACCORDO per luterani entrare in la piena comunione dalla chiesa conciliare, come è stato fatto con Anglicani, CEDAMUSA e se cerca di fare con la FSSPX.

  65. LIBERAMENTE scrive:

    ma insomma! Davvero volete che la fede sia sottomessa e obbediente all’apparato vaticano perchè il papa vi ha detto di vedervi oltre? Oltre cosa? Il mistero di Dio che appoggia incondizionatamante il papa e che per questo voi dovere uniformarvi alle stesse condizioni che il papa impone per vederlo come unico e vero rappresentante di Dio santo e infallibile?

    Che cosa siete, uomin o caporali? Credere nell’apparato vaticano, obbedienti acritici verso i suoi ordini di monarca assoluto e zuavi che lo difendono dal secolarismo ?

    • LIBERAMENTE scrive:

      aggiungo: un po’ di sana e razionale obiezione al papa potrebbe essere anche questo l’essere agnostici, cioè sospendere ogni giudizio sul secolarismo e riflettere sull’ecentualità auspicabile di avere una vostra autonomia critica, magari questo vi avvicina a Dio che ritenete anche un po’ razionale, ma è comunque illogico esserlo nel credergli acriticamente o credere che lui giustifichi l’apparato vaticano nella persona del papa e tocchi con la fede coloro che sono meno vicini a Dio rispetto agli agnostici, anche se vanno sempre a messa. Diciamolo, il papa si è incartato e il mio post è una parodia.

  66. mauro scrive:

    Caro Fabio Sansonna

    Romani 3,28; “Noi riteniamo infatti che l’uomo è giustificato per la fede indipendentemente dalle opere della legge.”, ed. CEI.

    Evidentemente le opere della Legge (consultori ciò che indica ma è una goccia nel mare) non influiscono sulla fede e di concerto sulla salvezza.

    Però mi deve spiegare che metodo usa quando pensa e scrive:

    “Se ci si salva solo per fede , non basta come in germania che i cristiani (protestanti o anche cattolici) facciano i consultori dove la vita non viene rispsttata dal suo concepimento, perchè questi sono atti fatti da cattolici o protestanti, ma non sono opere frutto di fede , quindi non salvano.”

    quando già chi è cattolico o protestante ha la fede ed ottiene la salvezza, che facciano o meno opere della Legge.

    Quanto ha scritto non è valido neppure se non si fosse cristiani in quanto è intuitivo che Dio non concede loro la salvezza per mancanza di fede, che facciano o meno opere della Legge.

    Tutti possono fare o meno opere di Legge ma la salvezza si ottiene solo con la fede.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Mauro, la fede in Dio non è un dono dello spirito ma un atteggiamento di fiducia psicologica in certezze assolute inconoscibili e presuntuose che illudono la gente e chi le gestisce come gerarchie abusa della credculità popolare, questa è la fede che oggi si ritiene di avere, e accettando spesso le condizioni non negoziabili teologiche “sine qua non”, sottomettendosi alle autorità altrettanto presuntuose che affermano di rappresentare Dio in terra.ma che in realtà puntano ad interferire con la politica e gli affari giustificando in modo paradossare i “mercanti del tempio o di Dio (IOR)”.

      La fede dei semplici? Commovente ma altrettanto manipolabile dalle gerarchie.

  67. LIBERAMENTE scrive:

    la fede in Dio è fiducia in quel che si è imparato al catechismo, una sorta di mancanza di programma personale autonomo e critico o libero da qualsiasi condizione non negoziabile, quindi, la fede come assenza di alternative alla rappresentanza gerarchica di Dio in terra, assenza di senso critico per cui non si deve ragionare razionalmente, si deve credere, obbedire e combattere (il laico, il relativista, il non credente), combattere in politica e con il presidio militante aggressivo presso ospedali e istituzioni laiche che fanno applicare leggi non cattoliche e sapete quali sono.

    Credere nella chiesa cattolica apostolica romana non contempla che la fiducia abbia dei dubbi su Dio e sul Papa, l’agnostico li ha i dubbi ma allora il papa elogia gli agnostici per quale motivo rispetto ai credenti? Si è incartato con le sue stesse parole misconoscendo il signoficato di agnosi? Sbalorditivo non credete?

  68. LIBERAMENTE scrive:

    Cari laici di questo blog, credete davvero di dialogare profiquamente con Peccatore e similari nella speranza che un giorno ragionino con un minimo di senso critico e razionale?

    Pia illusione, potete anche non rispondermi ma posso ipotizzare che mi rispettiate, ma vedo che prendete le distanze da me quando intervengo unatantum, capisco che è per non essere poi ignorati del tutto dagli altri, e poi sacrificare LIBERAMENTE ne vale la pena ma non importa, non sono ossessionato da questo blog, e già vi scrivo non molto perchè non vi sono attaccato emotivamente, neppure scrivo più sul sito dell’UAAR perchè nemmeno là sono ancorato emotivamente.

    Ovviamente non basta portare all’attenzione dei tanti come “Peccatore” argomenti razionali e convincenti, con cui posso essere d’accordo con voi, per una certa affinità intellettuale laica, con quelli come lui valgono che vi arrendiate all’amore divino e che recitiate con lui il rosario, e non vi vedo proprio a recitarlo con l’intento di farvelo amico e portarlo al vostro ragionamento laico, non vi vedo proprio, ma come vedo, visitando questo blog, neppure gli encomiabili interventi di Libera, di Squilpa, di bomario, di Anniballo e di altri laici intelligenti riescono a fare breccia nell’ottusità dei quelli come Peccatore che vi girano la frittata a modo loro in modo disonesto e stravolgono tutti i canoni del dialogo razionale fino al punto di dirvi che siete voi i moralisti, non loro, loro che appoggiano omertosamente il silenzio del vaticano su Berlusconi come per dirvi che si deve perdonarlo e lo si deve lasciare governare e che è la magistratura ad essere inquisizionista.

    Capite? Quando questi dialogano con voi, cari amici laici, stravolgono tutti i canoni del dialogo normale e vi proiettano addosso tutto quello che loro sono stati nella storia per quasi 2000 anni da quando hanno preso il potere temporale.

  69. ritaroma scrive:

    ANNIBALLO:
    non regge….è così sorpassato quello che ha scritto che non merita risposta, ma io oggi sono particolarmente buona e comprensiva…..
    dunque: x me la parola CRISTO che significa UNTO ha sempre il valore di PERSONA!
    come Giovanni che significa- “il Signore ha avuto misericordia”, o Mauro “nativo della Mauritania,” ma sempre Giovanni e Mauro s’intendono ” persona.”

    Le scarpe del Papa costeranno + o – come quelle del Presidente della Repubblica, vogliamo togliere le scarpe anche a lui?

    Quando Gesù era a tavola con le persone, gli dicevano che era un mangione e un beone, a Giovanni che vestiva di pelle e mangiava locuste gli davano del pazzo….come vede cmq la si mette, ci sarà sempre qualcuno che avrà di che lamentarsi, criticare, giudicare….sempre disposti a mandarli tutti all’inferno…che se poi non c’è(?) dove vanno?
    stia tranquillo, nessuno la obbligherà a comperarsi le scarpe come le loro!

    • anniballo scrive:

      “Ritaroma”, Lei giustamente scrive ,nella Sua replica, “per me”. Il fatto, cioè, che Lei preferisca scrivere maiuscolo (perchè sceglie di rapportarsi alla persona), sarà rispettabile ed io lo rispetto, ma ciò non colloca me in una condizione di errore. L’espressione “il cristo” è assolutamente esatta.
      2) Le mie valutazioni sul problema della ricchezza sono assai circostanziate e così sugli scandali, anche finanziari, della chiesa. Essi continuano immodificati da secoli, l’ultimo (ore 19.00) è quello di “don Bancomat”…
      Lei “Ritaroma”, troppo, troppo spesso risponde in maniera frettolosa, superficiale, alla buona, sottolineando piccoli dettagli di un intervento, sorvolando sui problemi cruciali, semplificando, ironizzando, saltando rozzamente ad conclusioni che paiono tali, ma sono -in realtà- inconcludenti.
      Temo che questo sia un modo miserrimo per evitare l’imbarazzo di rispondere in modo serio.
      O, più probabilmente, quando il prete è lontano per chiedergli aiuto e ,quindi, costretti a pensare col vostro cervello catechizzato, ne rivelate la totale atrofìa.
      “Liberamente”, al riguardo, ha perfettamente ragione.

  70. Fabio Sansonna scrive:

    Lei confonde le opere della Legge con le opere che sono frutto della fede che sono indispensabili per salvarsi (S. Matteo 25).
    La fede salva in quanto ispira le opere che sono in consonanza col Vangelo, perchè la fede senza le opere è vana e non sono io a dirlo, ma la Scrittura.
    Le opere della Legge non c’entrano niente e men che meno c’entrano con le opere sociali (vedi consultori) anche gestite da cattolici.

  71. mauro scrive:

    Guardi che le opere della fede sono collegate all’agape che Dio riversa all’uomo e che chiede a lui di riversare al prossimo (le buone opere). E’ ciò che Dio chiede al credente e non vedo come possa lei dire che le opere della fede debbano essere in consonanza con il Vangelo quando appare del tutto evidente che lo siano con Dio.

    Trova forse che nel Vangelo vengano riportate quali siano le opere di fede in aggiunta alle opere buone risultanti dall’applicazione dell’agape sul prossimo?

    Lei non riesce a suddividere il reale (opere della Legge, ovvero opere regolamentate dall’uomo- sono comprese anche quelle sociali) dallo spirituale (opere di fede, ovvero in accordo all’agape divina) e determina così che il Vangelo possa dirle quali opere siano giuste e quali sbagliate.

    Eppure nel Vangelo trova che è diverso il potere dell’uomo da quello di Dio ma le fa comodo negarlo e trova che metterli insieme sia un’opera buona.
    Le devo dire che lei non è di nessun aiuto perchè così facendo non fa opere di fede.

  72. Fabio Sansonna scrive:

    Mi sembra che in questo blog troppi si atteggino a teologi improvvisati e giudicano la validità delle opinioni altrui quando non sono per niente qualificati per farlo.
    Il Cristianesimo non è una religione astratta , ma concreta e il Vangelo , cioè l’espressione del Dio fatto carne, Cristo (di quale Dio stiamo parlando se non di Cristo e del Vangelo?) , dice chiaramente cosa bisogna fare se si dice di avere fede.
    Nessuno può dire di avere fede e poi agire come vuole di testa sua secondo quello che pare e piace , ma le sue opere , cioè quello che sinteticamente si dice la morale (da “mos” che vuol dire comportamento) devono essere in sintonia con ciò in cui crede , la fede .
    il Card Scola ha ragione , citando il card Montini ha sottolineato come la divisione tra fede e vita concreta sia il problema più attuale oggi. Cioè il relativismo , cioè : dico di credere in una cosa, poi agisco nella vita come mi pare e piace “, è sempre lo stesso Papa che ha denunciato il relativismo, quindi quando lui dice che tutto dipende dalla fede intende dire che anche le opere devono essere informate dalla fede che si dichiara.
    Ci si salva solo per fede intende dire che , dato che l’uomo inevitabilmente agisce e compie qualcosa , delle opere nella sua vita, quelle opere devono essere espressione autentica di quella fede .Mi sembra di dire cose ovvie, non capisco le obiezioni.
    Questa è la visione cattolica della fede e delle opere . Io sono cattolico, chi scrive dichiari se lo è, accettiamo anche critiche , ma bisogna dire a partire da qual esperienza provengono.Quelle fattemi finora sono espressione di una mentalità non cattolica, mi spiace dirlo. Io le rispettro ma è giusto sapere da quale fonte provengono.

    E mi sembra che molti interventi su questo blog dimostrino come la divisione tra fede e vita sia veramente ancora un problema aperto.

    • Sal scrive:

      “Mi sembra che in questo blog troppi si atteggino a teologi improvvisati e giudicano la validità delle opinioni altrui quando non sono per niente qualificati per farlo.”
      E come si determina chi è qualificato ? come si ottiene quella qualifica ?

      “Nessuno può dire di avere fede e poi agire come vuole di testa sua secondo quello che pare e piace , ma le sue opere , cioè quello che sinteticamente si dice la morale (da “mos” che vuol dire comportamento) devono essere in sintonia con ciò in cui crede , la fede .”
      Non le pare che chi dice di avere una fede, deve agire in armonia con la sua fede ? Non può mica agire secondo la fede di un altro no ? quindi la fede (o fiducia o cvincimento) può essere diversa da quella di un altro per chi si è convinto o ha sviluppato quella fede ! Non crede ?

      “E mi sembra che molti interventi su questo blog dimostrino come la divisione tra fede e vita sia veramente ancora un problema aperto.” Perché mai se alcuni agiscono in conformità con la propria fede ? Non sono ipocriti, ma agiscono secondo la propria convinzione. Nessuno è stato costituito giudice di un altro. O vuole farlo lei ?

  73. vincenzo da torino scrive:

    Provo a chiarire secondo le mie conoscenze. E’ vero che è solo la fede che salva, ma S.Paolo dice chiaro che senza le opere la fede è vana. Pertanto sono necessarie sia la fede come le opere. il tutto tenedo ben presente la parbola dei talenti. Se ne deduce che esiste una fede esplicita e manifestata intimamente e pubbicamente ed una fede di desiderio, ossia la persona che messa nelle condizioni di credere, fa l’atto di fede, impedita ora non per colpa o volonta sua. Questo perchè il Cristo ha redento tutti nessuno escluso. E’ vero che noi siamo salvati grazie ai meriti di Gesù, poichè le nostre opere mai riuscirebbero a tanto. Ma è atrettanto vero che sono solo le nostre opere che ci possono dare la salvezza in quanto completano e rendono validi i meriti del sacrificio di Gesù. Si può credere ed andare tranquillamente alla dannazione. Gesù ci salva solo se noi collaboriamo con la nostra vita di fede ed opere. I protestanti dicono: le opere manifestano la nostra fede. Frase ambigua com se fosse automatico avere fede e fare le opere. Nulla di più errato e entievanglico! Lutero, come suo costume, ha letto e meditato solo una parte del Vangelo. Diversamente non avrebbe e “sola” alla fede, scrittura, grazia. Neppure quando si dice che il bene si fa per grazia di Dio. Gli impulsi a bene possono essere accettati come rifiutati.

    • Sal scrive:

      @ Vincenzo da torino
      “S.Paolo dice chiaro che senza le opere la fede è vana.”

      Forse andrebbe considerato anche “quali sono le opere da fare “ di cui parla prima di avventurarsi sul terreno della fede e delle opere. Ne conviene ?
      Nella parabola dei talenti ( Mt. 25.14) si parla di talenti (denaro) per commerciare, mentre nella parabola della moneta smarrita ( Luca 15.8) Gesù parla di “dramme” ( dramma greca d’argento da non confondere con la dramma d’oro) e non di talenti; anche in Mt 17.24 si dice che Gesù pagava le tasse in “Dramme” che in quel caso si trattava di “statere” equivalente di 4 dramme.
      Avrà mica volutamente usato il termine “talento,” per significare le caratteristiche personali di ciascuno piuttosto che di quanti denari avesse procurato?
      Se così fosse, come si potrebbe valutare l’impiego del talento di ciascuno ? Paolo dice : “Ma ciascuno provi qual è la propria opera, e allora avrà motivo d’esultanza solo riguardo a se stesso, e non in paragone con l’altra persona. Poiché ciascuno porterà il proprio carico.” ( Galati 6.4-5) Ergo, qual è l’opera ? – Provi a se stesso ! sicuro che Lutero si sia sbagliato ?

      • vincenzo da torino scrive:

        Se legge prima la parabola delle vergini e poi quella dei talenti vedrà che vi è una sola interpretazione valida come da sempre è stata interpretata. Lutero ha creato una nuova religione, cosa vuole di più?

        • Sal scrive:

          ”Lutero ha creato una nuova religione, cosa vuole di più?” Io non voglio niente ma non capisco cosa c’entrano le vergini coi talenti. Le vergini dovevano comprare l’olio mica farlo fruttare col talento!

          Di che parla ? Le spiacerebbe essere più chiaro ?

          • vincenzo da torino scrive:

            sono ambedue parabole e pertanto contengono un insegnamento. Quella delle Vergini indica , come anche viene spiegato, a tenerci prontiperche non sappiamo quando verrà lo sposo ossia Gesù o meglio la morte ed il giudizio. <<<<<un invito a terere sempre accesa la lampada della fede. Se preferisce :mantenersi in grazia di Dio e pronti a comparire davanti a Dio in ogni momento.La seconda chiarisce in base a quale parametro saremo giudicati:in base ai talenti ricevuti i quali solo se sono stati fatti fruttare ci permette la salvezza. Una parabola fondamentale questa poichè indica che la santità personale esula dal metro umano. Troveremo magari persone che noi giudichiamo poco sante in paradiso perchè hanno risposto in tutto a quanto Dio ha loro richiesto e persone che noi riteniamo sante in purgatorio! Ognuno deve riempire il proprio bicchiere che sarà piccolo per alcuni e grande per altri. Questo è consolatorio e soprattutto ci impedisce di giudicare gli altri, salvo i casi

  74. macv scrive:

    Quel delicato equilibrio fra importanza della fede e importanza delle opere buone, cioè in ultima analisi fra importanza della grazia divina o importanza della buona volontà umana, in ogni epoca storica è stato sottoposto a pericolosi ondeggiamenti o cadute da una parte o dall’altra.. e quando la bilancia pende pericolosamente da una parte (quando cioè si è abituati a dare importanza solo alla fede o solo alle opere) bisogna dargli una raddrizzata. mi pare che nel nostro tempo la bilancia penda pericolosamente dalla parte delle opere e della buona volontà umana. la parola “grazia” non risuona più in alcun sermone , ne’ la parola fede è molto di moda, le parole e i concetti che oggi vanno per la maggiore sono dialogo, ascolto, pluralismo, tolleranza, ecumenismo, pace, solidarietà ecc. ecc. Certo queste sono tutte belle e giuste cose, ma
    se si perde di vista la trascendenza, Dio, il primato di Dio e la corruzione originaria dell’uomo, si tende pericolosamente a sopravvalutare le “buone opere” umane a scapito della fede.. in tempi come i nostri fa bene il Papa a richiamare al primato della fede, tanto per raddrizzare un po’ la bilancia…..

    • Cherubino scrive:

      “la bilancia penda pericolosamente dalla parte delle opere e della buona volontà umana”

      Davvero ? lo dica ai 1700 resti umani trovati in Libia, ai disoccupati sempre più numerosi, ai razzisti sempre più numerosi, alla mamma incinta annegata mentre cercava di arrivare in Italia su un barcone sovraffolato.

      Lo dica ai bambini sempre più convinti che tra un video-game violento e la realtà non vi siano grandi differenze, o a quelli che si preparano a fare affari grazie ad un terremoto, o a quelli che dovendo testimoniare in un processo (a caso) si rendono irreperibili.

      Lo dica poi a quelli che diffamano con il famoso metodo Boffo, ai parenti dei morti di mafia e di terrorismo, a quelli che pur di salvarsi rovinano paesi interi, a quelli che sotterrano e fanno sotterrare -restando “puliti”- tonnellate di sostanze cancerogene, tanto loro campano altrove.

      E si potrebbe andare avanti a lungo.

      • LIBERAMENTE scrive:

        agli omofobi obbedienti alla chiesa catolica, alla discriminazione chge la chiesa catolica fa ovunque tra credenti e non. Questa cosa è? Volontà di dio o volontà dei precetti imposti dalle gerarchie? E non è ancora volontà umana deviata dalla religione qusesti comportamenti disumani?

  75. macv scrive:

    Sulla trascendenza e sull’assoluto primato di Dio così si è espresso un noto filosofo (ateo) Jean Paul Sartre:
    “Se Dio esiste l’uomo è nulla, SE DIO NON ESISTE L’UOMO è TUTTO.
    Oggi noi pensiamo tranquillamente di essere noi uomini “TUTTO” , pur dicendo di creder in DIO. Non abbiamo più la mente così acuta e così logica da capire il dilemma esistenziale del protagonista del dramma di Sartre “Le diable et le bon Dieu”

    • LIBERAMENTE scrive:

      e siete ancora drammaticamente inquieti, dualisticamente inquieti, dio on esiste, non fatene un problema mentale se dio è spirituale.

  76. macv scrive:

    Le parole di Sartre “Se dio esiste l’uomo è nulla2 sono paradossalmente simili a quelle di un grande mistico cattolico tedesco Maister Eckhart .
    Tutte le creature sono un puro nulla. non dico che esse siano una piccola cosa o qualcosa. esse sono un puro nulla. tutte le cose non hanno essere, perchè il loro essere dipende dalla presenza di Dio. se dio si ritraesse dalla creature per un solo istante, esse ricadrebbero nel nulla. Altre volte dissi ed è cosa vera. chi prendesse l’intero mondo insieme con Dio non avrebbe nulla di più che se avesse Dio solo. Tutte le creature non hanno senza Dio più di quanto abbia una mosca senza Dio: proprio così ne’ più ne’ meno”

    Certo la nostra mentalità di oggi è lontana mille miglia da quella appassionata ed estremista di Lutero , di Echkart, noi oggi siamo i religiosi accomodanti e tiepidi, i religiosi “benpensanti” , quelli che nell’Apocalisse si dice saranno vomitati perchè non sono ne’ caldi ne’ freddi, cioè non totalmente atei, ma religiosi di se’ stessi del proprio Ego, il proprio EGo al posto di Dio.

    • LIBERAMENTE scrive:

      quindi, non vi conviene essere addirittura atei così la fate finita di tormentarvi? Vivete la vostra vita serenamente senza tormentarvi con ste dio che temete vi vomiti alla fine, vivete senza questa inquietudine da annacquati e vivete pienamente la vostra vita anche senza bisogno di dio; è forse dio che muove il corpo istintivamente? No, siete ancora voi, altro dire di avere un’anima immortale, voi avete a diferenza degli atei questa dualistica inquietudine tra corpo e naima che noi non abbiamo, voi vitormentate in modo dualistico quando invece non ne avreste motivo se visteste da uomini e donne nel vero senso umano dle termine.

    • john coltrane scrive:

      Caro MACV, come ho già postato alcune volte, essendo SARTRE un ateo INTELLIGENTE, comprendeva benissimo che la vita umana, senza DIO, è semplicemente assurda.
      Una sua frase rimasta celebre dice infatti:
      “l’uomo è una passione inutile”.
      Proprio così: tolto DIO (tolto cioè il fine della vita, la Conoscenza di DIO/Vita Eterna), tutte le parole umane, le scoperte, le scienze,le politiche, ecc, sono una baggianata inutile.

      La saluto, buona giornata.

  77. Cristiana scrive:

    @ liberamente & c.
    E’ da un po’ che voglio chiedervelo e senza polemica:
    pensate veramente di fare una forma di “volontariato” pro- apostasia dei credenti che frequentano questo blog?
    :-)
    in realtà ci rendete un ottimo servizio, ma al contrario di quel che sperate!!!…….perchè non sembra, ma la gente capisce quello che scriviamo, eccome se capisce…..

    • massimo scrive:

      adorabile Cristina!se fossi Papa la farei cardinale!scherzi a parte,hai detto una cosa giustissima.
      che continui duque il volonatariato e l’apostolato,pure,dei dettrattori.io me lo godo.tantissimo.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Rimanete pure schiavi dell’ignoranza e dell’acriticità, io mi ritengo libero con il mio senso critico e saggio uso della ragione, e non devo rendere conto a nessuno in cielo e in terra per quanto riguarda la mia coscienza, visto che di reati non li ho nel dna di farli, invece voi non li fareste solo perchè seguite dei precetti; per me è naturale non commetterli ma per voi è uno sforzo evangelico.

      Siamo diversi nel dna voi ed io, per me essere uomo libero che ragiona razionalmente è naturale per voi invece è un ostacolo e uno sforzo immane causa di inquietudine e di timori dell’inferno, perchè essere umani tira le gambe alla fantomatica anima dato che aspira al cielo e l’essere umano è invece il contrario, è vivere la vita serenamente e liberamente senza diktat morali-religiosi da parte di gerarchie che hanno come scopo spadroneggiare sul gregge loro affidato e abusarne quanto posono per arricchirsi e divenire potenti.

      Non solo un volontario dell’apostasia, non sono nemmeno cattolico, quindi, nememno m sento in colpa per quel che vi scrivo, ma voi vorreste che la legge morale del vostro dio diventi legge per tutti, anche per i non credenti e per i credenti ad altre religioni e questo è contrario al principio di laicità dello stato e va combattuto con le armi della democrazia.

  78. Reginaldus scrive:

    Non posso fare a meno di richiamare l’attenzione – io maniaco cacciatore da appostamento, vero Anniballo?)- su un altra frase pronunciata da Bene16, esattamente a Friburgo: “Gli agnostici sono più vicini a Dio dei fedeli di routine…” Anche questa dovevamo sentire! Ma che significa, intanto, ‘più vicini’? A Dio si è vicini se si fa la sua volontà…. questo sapevamo dalla dottrina di una volta…Se si è cristiani di routine, penso voglia dire ‘di facciata’…, non si è per nulla per nulla a Dio, come ci insegna Nostro Signore quando dice che ‘non coloro che dicono ‘Signore Signore’ entrano nel regno di Dio ma solo coloro che fanno la volontà di Dio! E se della nostra genuinità di cristiani credenti dobbiamo sempre dubitare – per non cadere nel peccato di presunzione….- chi ha detto al Bene 16 che gli agnostici, diciamo pure gli atei, che loro ‘sono’ – non ‘potrebbero’ – essere (più) vicini a Dio, cioè esecutori della Sua volontà? per il fatto stesso di ‘essere’ agnostici??? Dopo avere lisciato ben bene il pelo ai positivisti, agli ecologisti eccolo ripetersi con gli agnostici…Quando sentiranno i cattolici il loro ‘papa’ preoccuparsi per loro? O non sarà che il loro ‘papa’, battendo loro continuamente il petto per le loro malefatte, esortandoli in continuazione a ‘rinnovarsi’ nel pensiero e nell’azione ( come a dire loro: è ora di dimenticare un passato non più degno di un “thinking man”, pardon, di un uomo ‘moderno’ ), prostrandosi in ogni occasione di fronte alle grandi manifestazioni di religiosità delle altre fedi – degno seguace di tanto beato suo predecessore…- non sia lui stesso ormai convinto che di questi suoi cattolici non vale più la pena di preoccuparsi??? E sentendolo dire che lui, riferendosi allo scandalo dei preti pedofili, capisce bene “ i motivi di chi lascia la Chiesa”, che motivo c’ è ancora di rimanere in questa chiesa??? …. A digerirsi , da eroi non riconosciuti, i piatti forti di un clero, oltre che pedofilo, anche sodomitico, affaristico, e irridente alla fede dei Padri???

    • Cherubino scrive:

      veramente il papa ha detto “Tradotta nel linguaggio del nostro tempo l’affermazione potrebbe suonare più o meno così: agnostici, che a motivo della questione su Dio non trovano pace; persone che soffrono a causa dei nostri peccati e hanno desiderio di un cuore puro, sono più vicini al Regno di Dio di quanto lo siano i ‘fedeli di routine’, che nella Chiesa vedono ormai soltanto l’apparato, senza che il loro cuore sia toccato dalla fede”

      Poi ha precisato che nella Chiesa vi sono anche tanti fedeli attivi verso i quali invece va il nostro grazie.

      Mi sembra molto chiaro e senza problemi. Dio guarda al cuore, gli uomini alle apparenze. Lo diceva già nell’Antico Testamento.

    • vincenzo da torino scrive:

      Se consideriamo gli agnostici come dei scettici circa la possibilità della conoscenza di Dio vuol dire che basta un piccolo passo per cedere e credere. Credo che per molti agnostici sia il dubbio più che la certezza del soprannaturale quello che li frena. Lo agnostico assoluto cade nell’ateismo prima o poi. Negli agnostici ci sono una infinità di sfumature… Per questo il papa pone l’accento sul loro ricupero. – I fedeli tiepidi invece in fondo sono degli agnostici sul piano pratico , dubbiosi sul piano mentale oppure semplicemente pigri spiritualmnte quasi convinti che l’andare in chiesa sia sufficiente per essere a posto con il buon Dio. come…gli ignavi che Dante ha messo nell’antinferno, posto molto pericoloso…Fa meditare molto la cosa.

  79. anniballo scrive:

    SIGNORA “RITAROMA”……..
    Le mie valutazioni sul problema della ricchezza sono assai circostanziate e così sugli scandali, anche finanziari, della chiesa. Essi continuano immodificati da secoli, gli ultimi, (aggiornati alle ore 19.00),son quelli di don Verzè e di “don Bancomat”…
    Lei “Ritaroma”, troppo, troppo spesso risponde in maniera frettolosa, superficiale, alla buona, sottolineando piccoli dettagli di un intervento, sorvolando sui problemi cruciali, semplificando, ironizzando, saltando rozzamente ad conclusioni che paiono tali, ma sono -in realtà- inconcludenti.
    Temo che questo sia un modo miserrimo per evitare l’imbarazzo di rispondere in modo serio.
    O, più probabilmente, quando il prete è lontano per chiedergli aiuto e ,quindi, costretti a pensare col vostro cervello catechizzato, ne rivelate la totale atrofìa.
    “LIBERAMENTE”, al riguardo, ha perfettamente ragione.

  80. giovannino scrive:

    La relazione tra fede ed opere , che a lungo è stata utilizzata per attizzare discordia e odio tra le varie espressioni storiche del cristianesimo , è un bell’ esempio di come si possa arrivare a posizioni convergenti , quando ci si lasci guidare dallo spirito di concordia e da un po’ di logica. Mi sembra che tutti possiamo concordare che la fede comporta le opere . La relazione è univoca : chi ha un granello di fede , avverte una spinta alle opere di bene ( anche la semplice preghiera è un ‘ opera ) . Questa spinta è segno della grazia di Dio , in quanto la fede è un dono di Dio . La relazione non è però biunivoca : è possibile fare le opere senza la fede , ad esempio per guadagnarsi la stima sociale o per altre convenienze , come i farisei . Per chi opera il bene per motivi terreni , la ricompensa è anch’ essa puramente terrena. Dunque chi ha fede necessariamente compie le opere e sarà salvato , chi invece compie le opere senza fede, per calcolo utilitario , non ne trae nessun giovamento spirituale . Ma , e questo sviluppo si deve a teologi cattolici , ma è stato largamente recepito dai protestanti , esiste anche questa possibilità , che qualcuno compia le opere disinteressatamente , ma non in nome di Cristo , ma di un’ altra divinità o della ragione o dell’ umanità ecc.. Ora in questo caso sembra logico rovesciare la relazione , cioè le opere di bene disinteressate testimoniano la fede in Cristo , anche se non lo si (ri)conosce . Queste persone sono cristiani , anche se inconsapevoli e anonimi .

  81. anniballo scrive:

    PERLE AI PORCI
    Mi illudo di poter tenere con la signora “Ritaroma” un dibattito di qualche interesse sui rapporti tra la morale cristiana e la degenerazione inevitabilmente comportata dalla ricchezza.
    Mi prendo il disturbo di sottolineare che il principale atteggiamento sociale perpetuato dal Cristianesimo consiste nell’idea dell’eguaglianza : tutti son figli di Dio, quindi eguali in quanto fratelli. La ricchezza, quindi, diventa automaticamente un elemento di differenziazione tra fratelli, in quanto ingiustamente fonte, per qualcuno,di maggiore piacere, di maggiore peso, di maggiore prestigio, di maggiore potere. Non foss’altro che per questo, è eviidente una certa dimensione anticristiana della ricchezza.
    Con molta chiarezza, le chiedo di ricordare quale spettacolo di corruttela pagana offriva la opulenta corte cattolica di Roma ai tempi della Riforma, quanto sia grave il fatto che tutte le cariche ecclesiali avessero il cartellino del prezzo, quanto sia vero, ancor oggi, che vi siano grossi scandali finanziari nel recente passato vaticano e quanto costi anche un solo paio di mocassini di ermellino del papa. Le sottopongo l’eterno problema dell’ipocrisia cattolica e della stessa chiesa che ha sempre avuto bisogno di supporti teologici particolari per giustificare la ricchezza dei suoi, (fedeli e prelati), ricordando anche che i più grandi banchieri cattolici d’Europa, dai Welser ai Fugger, percepivano tranquillamente grossi interessi (e la censura del cristo sulla percezione dell’interesse non è mai venuta meno, ch’io sappia).
    Rammento,infine, a “Ritaroma” che le sue precedenti parole sul buon uso della ricchezza andrebbero indirizzate innanzitutto alla chiesa stessa,e che essa sia tutt’altro che un buon esempio, al riguardo. Anche considerando che la chiesa è perfettamente inserita nei meccanismi economici dominanti.
    La risposta di “Ritaroma”, al riguardo, è : “Le scarpe del Papa costeranno + o – come quelle del Presidente della Repubblica, vogliamo togliere le scarpe anche a lui?”
    Per concludere,poi, ancor più miseramente : “stia tranquillo, nessuno la obbligherà a comperarsi le scarpe come le loro!”
    Mi viene il sospetto che cercare una forma anche primordiale di ragionamento con certi cattolici sia tempo perduto; costoro sembrano fulminati da un tipo pernicioso di abbacinamento che toglie loro qualunque capacità di esame critico, nei confronti dei loro beniamini prelati. Recarsi in chiesa per baciare i piedi alle statue dei santi, sarà anche sufficiente per avere il diploma di uomo pio (o di donna pia), ma è davvero l’unico requisito per esser buoni cattolici ? Perchè prendere una tale distanza dall’intelligenza?
    Certo, però, leggendo Ritaroma, viene il dubbio che la materia grigia sia un ostacolo assai serio sulla strada della salvezza….

    • LIBERAMENTE scrive:

      io sono tra i porci, ma non mi offendo, ma può darsi che mi piacciano le carrube invece che la frittata teologicamanete modificata, girara e rigirata da 2000 anno questa partae e poi si dice che dei maiali non si butta via niente, è tutto commestibile.

      Ah, grazie per la sua gentile risposta, ma va benissimo come lei si conporta qui nel blog, sarò forse ancora un po’ romantico ma nutro ancora la speranza che qualche ragionamento razionale e laico faccia breccia almeno in alcuni come Alessandra, paradosslamente Ritaroma e Reginaldus, ma anche utenti come Cherubino quando non è ancora andato a messa prima di scrive sul blog.

      Se invece hanno ragione alcuni scienziati che dicono che il cervello umano ha raggiunto il suo limite evolutivo allora no, non c’è più speranza per loro e noi rimaniamo dei porci per loro, a cui non gettare le loro perse sacre, ma loro comunque continueranno a sentirsi al centro dell’universo e credere ancora che la terra è piatta e il Sole che le gira intorno (per mnetafora si intende).

      Un saluto anche a lei.

    • LIBERAMENTE scrive:

      io sono tra i porci, ma non mi offendo, ma può darsi che mi piacciano le carrube invece che la frittata teologicamanete modificata, girara e rigirata da 2000 anno questa partae e poi si dice che dei maiali non si butta via niente, è tutto commestibile.

      Ah, grazie per la sua gentile risposta, ma va benissimo come lei si conporta qui nel blog, sarò forse ancora un po’ romantico ma nutro ancora la speranza che qualche ragionamento razionale e laico faccia breccia almeno in alcuni come Alessandra, paradosslamente Ritaroma e Reginaldus, ma anche utenti come Cherubino quando non è ancora andato a messa prima di scrive sul blog.

      Se invece hanno ragione alcuni scienziati che dicono che il cervello umano ha raggiunto il suo limite evolutivo allora no, non c’è più speranza per loro e noi rimaniamo dei porci per loro, a cui non gettare le loro perse sacre, ma loro comunque continueranno a sentirsi al centro dell’universo e credere ancora che la terra è piatta e il Sole che le gira intorno (per mnetafora si intende).

      Un saluto anche a lei.

  82. anniballo scrive:

    “REGINALDUS”, in verità non ho compreso bene la Sua censura nei confronti del papa, circa la sua frase sugli agnostici. Ratzinger essendo,indubbiamente, una persona di immensa cultura, nonchè conoscitore profondo di storia, di uomini e di cose, ben conosce la presenza dell’inquietudine e ,credo, ne conosca l’oggettivo valore.
    L’attenzione del papa nei confronti di costoro non mi pare censurabile; inoltre, l’atteggiamento cristiano deve essere improntato all’attenzione caritatevole a 360 gradi, (ed -anzi- Lei sbaglia, “Reginaldus”, con la Sua perenne intransigenza).
    Comunque, se la accetta, La saluto con stima …..(ed, a proposito, non scriva irriguardosamente “Bene16″ : “Ritaroma” si arrabbierà).

    • Reginaldus scrive:

      Anniballo: mi può dire lei dove trova nelle parole di Ratzinger, qui e altrove, un motivo decisivo per essere cristiani – cattolici? Un motivo forte e assoluto che possa indurre il credente in Cristo a testimoniare anche con la morte la sua fede – come succede anche ora in aree piuttosto lontane dalle finezze culturali del nostro modo di ‘credere’ così aperto a tutte le declinazioni possibili del divino o del puro e semplice ‘spirituale umano’ ? Perché non sentiamo più la predicazione forte di “Cristo e di Cristo Crocifisso” ( San Paolo), nel quale solo si manifesta la infinita magnanimità di Dio che salva? Chi ancora tra i ‘nostri’ pastori si cura di far crescere in noi l’ orgoglio’ di essere cristiani, il vanto di credere nella Croce di Cristo? Forse perché la Croce è scandalo e stoltezza, e noi non vogliamo più scontrarci e apparire stolti???

  83. mauro scrive:

    Caro Fabio Sansonna,

    Rispondo solo ora alle sue lamentazione, causa impegni

    Non c’è alcun bisogno di teologi, la fede è un movimento dell’animo rivolto al soprannaturale e qui vi è Dio che chiede (dopo la conversione) ad ogni credente di riversare al proprio prossimo la stessa agape che lui ci riserva, non pensi che sia lei a dover dire a Dio che opere di fede far fare, considerato che Gesu’ non le ha elencate.

    Gesu’ dice semplicemente come fare per avere la vita eterna: “convertitevi ed otterrete il Regno di Dio”, mi sembra che non ci voglia un teologo per capirlo. Le pare che dica “Convertitevi, fate le opere di fede che vi dirò ed otterrete il Regno di Dio”? Non crede che non dipendesse da Gesu’ ma da Dio indicare come attuarle?

    “L’uomo non è giustificato per le opere della legge ma lo è soltanto per mezzo della fede in Cristo Gesù” (Galati 2:16).
    in 2 Timoteo 1:9 è scritto: “Egli ci ha salvati e ci ha rivolto una santa chiamata, non a motivo delle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la grazia che ci è stata fatta in Cristo Gesù fin dall’eternità”.
    Efesini 2:8-10 è ancora più chiaro:
    “Infatti è per grazia che siete stati salvati, mediante la fede; e ciò non viene da voi; è il dono di Dio. Non è in virtù di opere affinché nessuno se ne vanti; infatti siamo opera sua, essendo stati creati in Cristo Gesù per fare le opere buone, che Dio ha precedentemente preparate affinché le pratichiamo.”

    Sono le opere buone ciò che Dio richiede, in opposizione alle opere della Legge che non salvano, e non possono che provenire dall’agape che Dio chiede di riversare al prossimo. Ma il prossimo è solo chi entra in contatto con il credente, non chiunque si creda e nemmeno tutti quelli che si crede.
    Chi ha fede fa opere buone e ciò corrisponde ad un comportamento morale degno di considerazione e salvezza.

    E’ vero, “la divisione tra fede e vita concreta sia il problema più attuale oggi” nella religione cristiana, non ne vogliono sapere, non l’intendono benche Gesu’ abbia separato il potere dell’uomo (Cesare) da quello di Dio, abbia riconosciuto sulla terra valide le Legge dell’uomo facendo obbligo ad ogni credente di osservarle. Deve sapere che le Leggi dell’uomo hanno la caratteristica di essere relative (cambiano nel corso dei tempi), così come è stato anche per i dogmi e gli esiti dei Condili della Chiesa che, apparendo nel corso della storia cattolica, hanno cambiato le idee preesistenti. Trovare un Papa che combatte il relativismo è come combattesse sè stesso e quanto ha prodotto la Chiesa in 2 millenni di storia. L’evidenza è che ognuno fa per sè in accordo con la divisione dei poteri fatta da Gesu’ e non si può certo accusare di relativismo l’altro.

    Assodato che sono le opere buone che richiede Dio all’uomo, a fronte dell’agape che si riceve da Dio e che si deve riversare al prossimo, che vanno indirizzate a chi entra in contatto con il credente, che esse non entrano in conflitto con le opere della Legge e nè ne fanno parte, essendo diverse e non attinenti la salvezza,
    le opere dei consultori sono liberamente organizzabili da qualsiasi cristiano essendo estranei a Dio, sempre per quella divisione operata da Gesu’ fra i due poteri e non sono in alcun modo associabili ad un comportamento contro Dio e di conseguenza contro la propria salvezza, quindi il suo “Se ci si salva solo per fede, non basta come in germania che i cristiani (protestanti o anche cattolici) facciano i consultori dove la vita non viene rispsttata dal suo concepimento, perchè questi sono atti fatti da cattolici o protestanti, ma non sono opere frutto di fede , quindi non salvano”, posta un confronto non ha alcuna attinenza con Dio, nè con l’Agape, nè con le opere buone e vanno considerate unicamente sotto l’apetto di opere della Legge.

    • vincenzo da torino scrive:

      Si può credere e quindi pensare di avere fede e non fare opere buone o meglio non tutte quelle che la stessa fede richiede secondo le nostre forze e allora la fede è vana. Pur avendo la fede se non ce la mettiamo tutta saranno dolori. Quali sono le opere della legge che non salvano? Il prossimo è anche il samaritano, o no?
      Mi da idea che abbia molta confusione in testa e poca logica…sarà solo una mia impressione?

      • mauro scrive:

        L’agape è la sola cosa, dopo la conversione, che Dio richiede all’uomo. Essa è lo slancio verso chi necessità di aiuto e che si identifica con il nostro prossimo (chi entra in contatto con noi). L’agape è la carità verso il prossimo che, corripondendo alle opere buone, fa si che quella fede porti alla salvezza.
        Tutte le opere della Legge non salvano ma non corrispondono alle opere buone che richiede Dio per salvarci.
        Lei sa che nel Vangelo vi è la divisione dei poteri fra la terra ed il Cielo? Sembrerebbe di no.

        • vincenzo da torino scrive:

          Le ho chiesto quali sono , secondo lei , le opere della legge. Ho qualche idea, lei come le interpreta. – L’ agape è un concetto giusto , ma vasto se non si specifica e concretizza. L’agape non si identifica solo con il nostro prossimo, verso il quale anche il non credente può operare bene ed il credente comportarsi come lo scriba che si gloria davanti a Dio perchè egli è santo, non come la vecchietta.. Gesù richiede che siamo perfetti come il padre che è nei cieli, cosa non trascurabile, che la chiesa sintetizza saggiamente con la pratica delle virtù teologali e cardinali. Lei afferma “Lei sa che nel Vangelo vi è la divisione dei poteri fra la terra ed il Cielo? Sembrerebbe di no” Cosa è , un indovinello?. Vuol dimostrare che solo lei ha avuto l’illuminazione dallo Spirito Santo?. Allora di grazia me lo spieghi con parole comprensibili non per enigmi. Grazie.

          • mauro scrive:

            Le opere della Legge sono quelle che provengono da ciò che l’uomo prevede per sè in forza delle Leggi che si dà, tutt’altro sono le opere di fede che invece sono rivolte a Dio ed al prossimo, in modo spontaneo e pertanto non codificate se non per quel provenire dall’agape. E’ del tutto evidente che la spontaneità del gesto verso il prossimo non sia prerogativa del cristiano.
            Forse sarà uno dei pochi che sa della divisione fra i poteri perchè gli altri suoi fratelli di fede dicono che la religione deve far parte della vita e pertanto delle Leggi dell’uomo.
            Prego.

  84. ADRIANO MEIS scrive:

    Vox Germaniae, (??), bitte, mediti sulla risposta che Le è stata fornita in coda al Suo miope intervento del 24 settembre……

  85. ritaroma scrive:

    ha perfettamente ragione, ragionare con lei ed altri come lei, è tempo perso, e x me il tempo è oro come i cornicioni interni delle Cattedrali.
    viva in pace

  86. ritaroma scrive:

    PECCATORE,
    mi scusi ha per caso, a portata di mano, l’ultimo messaggio?
    se può, altrimenti vado direttamente sul sito.
    cmq sia …. grazie

  87. Gianfranco scrive:

    Il problema dell Chiesa è prorio la modernizzazione della dottrina insegnata che allontana i fedeli.Cosa avrà voluto dire con”una fede ripensa e rivissuta?”forze è imminente la pubblicazione di un nuovo Vangelo che abroga si le Scrittire che i Vangeli che Gesù non è Dio incarnato ma un predestinato magari esente dal peccato originale.Solo così si può interpretare le parole del papa.E’ una Chiesa allo sbando e sono sicuro che le voci di corridoio riportate da Socci sulla ritirata del papa sono giuste,specialmente dopo le parole del papa che ammirava di più gli agnostici che cercano la verita che i cattolici che seguono la fede per routine.

    • LIBERAMENTE scrive:

      magari si convertiranno ai raeliani, Gesù è un Bambino indaco, con poteri telecinetici e psicocinetici, gli Heloim sono apparsi ad Ezechiele con 4 facce, toro, aquila, leone e simile ad uomo, probabilmente un Nordico, però strano che il profeta non abbia visto gli Asgard grigi, quello che avrebbero protetto la terra nell’area 51 contro l’esercito di satana, quello che si ribellò all’imperatore dell’universo alla maniera di Star W.

      Beh, al massimo si rifaranno alle tradioni accadiche o ai racconti celtici, alla fine magari cederanno anche ad alcune testimonianze dei vangeli apocrifi e gnostici, tutto è possibile a Dio quando ci sono di messo le frittate bibliche girare e rigirate e manipolate in quasi 2000 anni di storia.

      • Luis scrive:

        Ancora con questa leggenda della manipolazione dei testi biblici?
        Ma quando si smetterà di dar conto alle fantasie per documentarsi come si deve?

        • mauro scrive:

          Caro luis,

          di leggende ce ne sono ben poche in quanto il Vangelo non è un racconto che passa di bocca in bocca ma un testo scritto sul quale si può verificare se quanto dice la Chiesa è realmente contenuto nel Vangelo.
          Lavorare di fantasia è credere sempre che la Chiesa dica ciò che è scritto nel Vangelo.
          Se non si ha l’orgoglio personale di conoscere personalmente, poi si finisce per diventare strumenti del potere altrui.

          • Luis scrive:

            Caro Mauro,
            la leggenda a cui mi riferivo è quella della supposta manipolazione che i vangeli avrebbero subito durante i secoli. Mai “panzana” più grossa di questa.

            Quello che dice la chiesa è veramente contenuto nei vangeli, per il semplice fatto che i vangeli sono stati “prodotti” dalla chiesa.

            Un saluto, in pace.

  88. ritaroma scrive:

    GIANFRANCO:
    se dovessìmo dare ascolto a tutte le chiacchiere di corridoio staremo freschi.
    certamente il Papa non intendeva affatto quello che lei ha dedotto e se ci fa caso ,tante teste e tante interpretazioni, ma la verità è una sola, qualunque siano gli atteggiamenti esteriori: CRISTO E’ l’unico ieri, oggi, sempre, e anche se cambiano una parola o l’interpretano soggettivamente LUI E’ la PAROLA ULTIMA e non ce n’è un’altra.
    Gli Apostoli dopo la Pentecoste narravano come primo annuncio la morte e
    risurrezione di Cristo e non dicevano altro xchè tutti ne avevano sentito parlare o l’avevano visto….nel tempo, x i nuovi e x non dimenticare, sotto la guida dello S. S. hanno raccontato e scritto, ciò che hanno visto e vissuto con Cristo!
    stai in pace e prega come Lui ci ha insegnato.
    un saluto

  89. ritaroma scrive:

    la madre degli sciocchi è sempre incinta!

  90. Cristiana scrive:

    @ Massimo

    idem, purtroppo posso scrivere ben poco, ma più leggo, più imparo ……. ;-)
    W Gesù W Maria

  91. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino
    “Quella delle Vergini indica , come anche viene spiegato, a tenerci prontiperche non sappiamo quando verrà lo sposo ossia Gesù o meglio la morte ed il giudizio”

    No caro amico, non è questo il significato le vergini che sono rimaste chiuse fuori non sono morte, hanno sbattuto il naso sulla porta chiusa. Eppure erano andate a comprare l’olio, solo che sono arrivate “TARDI”. Forse il significato è un altro. Ci riprovi.

    “Chi è realmente lo schiavo fedele e discreto che il suo signore ha costituito sopra i propri domestici per dar loro il cibo a suo tempo? Felice quello schiavo se il suo signore, arrivando, lo troverà a fare così!” ( Mt. 24.45) – “ARRIVANDO”

    “Dicci: Quando avverranno queste cose, e quale sarà il segno della tua presenza e del termine del sistema di cose?” ( Mt. 24.3) “QUANDO ?”

    Quando arriva lo sposo ? Legga tutto il capitolo 24 in particolare il v.15 cos’ha dichiarato Daniele ?

    • vincenzo da torino scrive:

      quale è allora il significato della parabola, secondo lei? A me sembra , come ho sentito sempre commentare,che è un invito a tenerci sempre pronti, poichè non sappiamo quando lo sposo verrà. Per cosa? e chi è lo sposo? Sono curioso di conoscere la sua interpretazione…

      • Sal scrive:

        @ viincenzo da torino
        Ma si che lo sappiamo quando lo sposo verrà, lo ha pure detto : “Così anche voi, quando vedrete tutte queste cose, sappiate che egli è vicino, alle porte.” ( Mt, 24.33)
        Non è specificato il giorno e l’ora Ok, ma il periodo : “Poiché come in quei giorni prima del diluvio mangiavano e bevevano, gli uomini si sposavano e le donne erano date in matrimonio, fino al giorno in cui Noè entrò nell’arca, e non si avvidero di nulla finché venne il diluvio e li spazzò via tutti, così sarà la presenza del Figlio dell’uomo. Allora due uomini saranno nel campo: uno sarà preso e l’altro abbandonato; due donne macineranno al mulino a mano: una sarà presa e l’altra abbandonata. Siate vigilanti, dunque, perché non sapete in quale giorno verrà il vostro Signore.” ( Mt. 24.38-42)

        Chi sarà abbandonato ? Chi non ha fatto in tempo a comprare l’olio come le vergini. Vero che un senso d’urgenza è intrinseco nella parabola, ma non è quello il punto il punto è avere l’olio. La conoscenza di alcuni eventi, la capacità di ragionare, di metterli in relazione a ciò che accade, secondo la mente di cristo avendone acquisito la mentalità, avrebbe permesso di seguire la processione nuziale. Ossia di capire come scampare alle cose che stanno per accadere: “ Ma quando queste cose cominceranno ad avvenire, alzatevi e levate in alto la testa, perché la vostra liberazione si avvicina”.</i< ( Lc. 21.28)

        L’evento non è miracoloso nel senso fantastico del termine, è la capacità di relazionarsi agli eventi e riuscire a sfuggire agli stessi avendo tesoreggiato un modo di vivere corrispondente al progetto di Dio.
        Non è il timbro di appartenenza o la casacca che nobilitano è la capacità di agire conformemente all’insegnamento “cristiano” che non è una religione è una modo di vivere “secondo Cristo” a prescindere da cultura, lingua popolo nazione, ma fare le cose nobili :
        “, il frutto dello spirito è amore, gioia, pace, longanimità, benignità, bontà, fede, mitezza, padronanza di sé. Contro tali cose non c’è legge. Inoltre, quelli che appartengono a Cristo Gesù hanno messo al palo la carne con le sue passioni e i suoi desideri.”“Se viviamo secondo lo spirito, continuiamo a camminare ordinatamente pure secondo lo spirito. Non diveniamo egotisti, suscitando competizione gli uni con gli altri, invidiandoci gli uni gli altri.” ( Galati 5.25-26)
        Ogni dettaglio è parte di un insieme che visto singolarmente distoglie dal senso vero, ma visto globalmente produce un disegno più grande.
        Domanda di riepilogo : “ Chi è più umile, chi esamina tante possibilità e sceglie quella più logica o chi rimane eroicamente imperterrito a difendere la sua bandiera ?”

        “Il cuore che ha intendimento ricerca la conoscenza, ma la bocca degli stupidi aspira alla stoltezza.” ( Pr. 15.14) “ Il malvagio secondo la sua alterigia non fa nessuna ricerca; ( Salmi 10.4)
        e arriva tardi.

        • vincenzo da torino scrive:

          Lei si complica la vita inutilmente….ha dei contorcimenti dialettici faticosi e illogici. Così mi pare.

          • Sal scrive:

            Ogni opinione è rispettabile. Tante teste tante idee, sicuramentele sue sono migliori. Però almeno evitiamo la monotonia.

  92. raffaele savigni scrive:

    I discorsi del papa in Germania sono importanti, da meditare: ricordo gli accenni ad una criica della Chiesa e a una sua auspicata “demondanizzazione” (che implica un giudizio non del tutto negativo sulla secolarizzazione). Trovo inaccettabili e del tutto estranee allo spirito cattolico le vergognose affermazioni contenute nel sito “pontifex Roma”: http://www.pontifex.roma.it/index.php/interviste/religiosi/8967-spirito-di-assisi-manifestazione-apostata-contraria-al-diritto-canonico-omosessualita-castigo-di-dio-per-una-condotta-contro-natura#comments

  93. Marco N. scrive:

    Savigni, oltre che presuntuoso e saccente lei è una persona fortemente scorretta. Se lei non approva qualcosa o qualcuno che non sono in questo blog a nessun titolo, perchè lo viene a scrivere qui?
    Sia adultuto e serio.

    • vincenzo da torino scrive:

      Do pienamente ragione a Raffaele Savignini circa i vergognosi articoli su Assisi e sui giudizi sul papa come “anticriso” e “apostata” della rivista Pontifex. L’idea stessa di credere di stare nella chiesa con idee così estremiste e balzane è pura presunzione. Ci può stare la critica anche al Concilio Vat II , ma nei limiti del rispetto per le persone ed idee altrui . Inoltre l’intenzione dell’Assise di Assisi non ha alcuna valenza di rinnegamento della propria fede, semplicemente un pregare assieme al Dio di tutti e facilitare il dialogo.E’ legittimo non condividere, non lo è quando si da una valenza non voluta dagli attori. In questo sta la tondaggine , la presunzione dei lefreviani. Farebbero meglio concentrarsi sulle derive del Concilio anziche sui documenti. Allora sarebbero utili a se e alla chiesa. Son sconcertanti nell loro ristrettezza mentale e religiosa. Credo che in essi vinca più l’orgoglio che l’amore per il Vangelo e la chiesa.

  94. laurentinum scrive:

    in Iran condanno a morte chi ha deciso di lasciare l’islam per il cristianesimo cominciamo a difendere quelli:
    http://www.whitehouse.gov/the-press-office/2011/09/29/statement-press-secretary-conviction-pastor-youcef-nadarkhani
    The White House Office of the Press Secretary
    For Immediate Release September 29, 2011
    Statement by the Press Secretary on Conviction of Pastor Youcef Nadarkhani
    The United States condemns the conviction of Pastor Youcef Nadarkhani. Pastor Nadarkhani has done nothing more than maintain his devout faith, which is a universal right for all people. That the Iranian authorities would try to force him to renounce that faith violates the religious values they claim to defend, crosses all bounds of decency, and breaches Iran’s own international obligations. A decision to impose the death penalty would further demonstrate the Iranian authorities’ utter disregard for religious freedom, and highlight Iran’s continuing violation of the universal rights of its citizens. We call upon the Iranian authorities to release Pastor Nadarkhani, and demonstrate a commitment to basic, universal human rights, including freedom of religion.

  95. yochanan scrive:

    Quale fede?

    Shalom

  96. alessandro scrive:

    E’ vero. Annacquare una cosa morta non la resuscita di certo, e quindi nessuno la
    riconosce come viva. L’unica cosa viva è la cultura, e la civiltà, che si aggiornano e
    modificano a seconda delle necessità e modificazioni dell’ambiente e dell’uomo. Le
    religioni, oltre ad essere prepotenti, supponenti, e fantasiose, sono anche
    impossibilitate a cambiare perchè ciascuna parte dall’assunto di essere l’unica vera.
    E la verità pretende di non cambiare a richiesta.
    e

  97. ritaroma scrive:

    la VERITA’ con la lettera maiuscola non può cambiare, altrimenti non è altro che una mezza verità!

    • Sal scrive:

      “la VERITA’ con la lettera maiuscola non può cambiare, altrimenti non è altro che una mezza verità!”
      Quindi se Gesù pregava il suo Dio, perché vuol sostenere che anche lui è Dio ? ( Gv. 20.17)

      se nel calice c’era il vino, perchè dice che c’era il sangue ?
      se Maria era la mamma, perchè dice che era vergine ?

  98. ritaroma scrive:

    Lei non è un cattolico ma conosce bene le nostre risposte, per cui trovo inutile ripeterle!
    e se le ha dimenticate torni indietro ai vari thred!

    • Sal scrive:

      cosa c’entra la Verità con l’essee cattolico ? La Verità vale per tutti mica cambia per i cattolici o gli indù.
      2+2 fa sempre 4 in ogni dove. Non è d’accordo ? per lei 2+2 fa 22 ?

  99. annarita scrive:

    Appunto! Nel discorso del Papa si dice di non annacquare la fede e poi lui che fa? Elogia Lutero. Questo come lo vorremmo chiamare? Annacquamento, avvelenamento, deturpazione della fede, o no?