Scola e la politica di Milano

“La Chiesa non può e non deve prendere nelle sue mani la battaglia politica per realizzare la società più giusta possibile. Non può e non deve mettersi al posto dello Stato. Ma non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia”. E’ partito da queste parole dell’enciclica Deus caritas est il cardinale Angelo Scola, nell’intervento conclusivo dell’incontro con il mondo della politica e delle istituzioni che si è svolto ieri pomeriggio all’Angelicum di Milano.

Ero piuttosto curioso di partecipare a questo incontro. Come ricorderete, qualcuno era arrivato persino a dire che dietro la nomina di Scola a Milano c’era la volontà del Papa di mandare sotto la Madonnina qualcuno che potesse veramente contrastare la giunta di Giuliano Pisapia, come se nel prendere decisioni riguardanti la diocesi più grande d’Europa e tra le più importanti del mondo Benedetto XVI avesse presente le piccole beghe della politica nostrana…

Ebbene, l’incontro di ieri è stato significativo. Innanzitutto per la qualità degli interventi: prima di Scola hanno parlato il presidente della Lombardia Roberto Formigoni, l’onorevole Savino Pezzotta, il sindaco di Milano Pisapia, il presidente della Provincia Guido Podestà, il presidente del Tribunale di Milano Livia Pomodoro e Francesca De Nicolais, studentessa alla scuola di formazione sociale e politica. Assente il presidente della Provincia di Varese, Dario Galli.

Tutti hanno sottolineato il disagio, il rischio dell’antipolitica, la necessità che la politica si rinnovi, le conseguenze gravi della crisi. Mi ha colpito, tra tutti, l’intervento di Pisapia, per la carica di coinvolgimento personale in ciò che diceva. Il sindaco ha annunciato che il Comune potrà erogare micro-credito per chi si trova in situazioni di bisogno, sulla scia dell’iniziativa del fondo famiglie inaugurato a suo tempo dalla curia milanese.

“L’arte del governo – ha detto l’arcivescovo di Milano – è la più delicata per l’umano convivere e deve farsi carico del volto di ciascuno dei cittadini amministrati e al tempo stesso prendere decisioni operative e dunque cercare soluzioni per il bene comune”.

Scola ha sottolineato due parole emerse dagli interventi dei politici: “insieme” e “coesione”, spiegando che non c’è alternativa a questo rispetto per la natura plurale della nostra società. Bisogna, ha detto, “costruire una vita buona attraverso pratiche virtuose” e quando si amministra “l’appartenenza partitica deve andare in subordine“.

L’essere insieme non annulla le differenze. L’arcivescovo di Milano ha aggiunto che in una società plurale e civile così ricca come quella italiana “bisogna che ogni soggetto personale e comunitario si esponga, e nel rispetto di tutti e delle leggi vigenti, avanzi le sue proposte pratiche”. Bisogna evitare, ha detto ancora Scola, “gli opposti radicalismi. E bisogna sempre cercare di cogliere e ascoltare la ragione dell’altro anche quando è reattivo. Devo andare a vedere quello che sta dietro quella sua reazione”. L’arcivescovo ha citato come esempio il dibattito sulla bioetica e sull’immgrazione.

Scola ai politici ha citato Platone, il quale scriveva che “un buon politico è un buon tessitore: ci vuole un ordito solido e una trama morbida. Cioè uomini convinti, senza paura, radicati nel tentativo di vivere la vita con un senso e una direzione; e dall’altra parte con una capacità di andare continuamente incontro all’altro“.

Ricordando l’operosità di Milano e la sua storia, il cardinale ha invitato a riscoprire la storia del movimento operaio e del movimento cattolico: “Dobbiamo tornare alla nostra storia dal 1945 in avanti, almeno. La nostra storia non è cominciata nel 1989″. Un riferimento e un esempio della capacità di dialogo e di costruzione comune da parte di forze diverse tra loro, che è all’origine dell’Italia repubblicana.

Sull’immigrazione, ha detto che chi arriva “va accolto nell’equilibrio, nella legalità, ma anche con magnanimità”. Infine, assicurando dialogo e collaborazione con le istituzioni, Scola ha ricordato che nella visione cristiana ci sono dei principi irrinunciabili, rivendicando il diritto all’obiezione di coscienza.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

88 risposte a Scola e la politica di Milano

  1. Ester scrive:

    Giustamente il card. Scola si comporta da pastore di anime e vuol essere il vescovo di tutti i milanasi. Mentre Tettamanzi non è stato altro che un funzionario del PCI-PDS-DS-PD. Vada a pascolare le pecore, perché come pastore di anime ha fallito in pieno.

    • Donda scrive:

      Si vergogni!

    • Sandro scrive:

      Non la conosco ,ma da come si esprime non vedo in Lei nulla di Cristiano nè di attinente al Vangelo.- Il Card.Tettamanzi non faceva distinzioni fra fratelli,e considera tali tutti senza distinzione di alcunchè.Lei invece, “distingue” e ciò non le fa onore come Cristiana Cattolica(se lo è).

  2. Sal scrive:

    E’ davvero azzeccato l’accostamento delle foto, il cardinale sotto braccio del sindaco. Fa venire in mente quel detto: “se un cieco guida un cieco”….

    Ma tornado al tema, la chiesa dice : “ “Non può e non deve neanche restare ai margini nella lotta per la giustizia”. Sembrerebbe una nobile dichiarazione basata su nobili principi, per un nobile scopo pubblico di interesse comune, ma rivela una falla di grandi proporzioni perché la dichiarazione è contraria al Vangelo. ( come la solito)

    Il Vangelo dice : “se la giustizia è per mezzo della legge, Cristo realmente morì per nulla.” ( Galati 2.21) Facile notare che il pensiero biblico è che non ci può essere nessuna politica (legge) neanche se emanata da un’accoppiata vincente, che possa portare l’agognata giustizia perché “se fosse stata data una politica (legge) capace di dare la vita, la giustizia sarebbe stata realmente per mezzo della politica (legge.)” ( Galati 3.21) ma la legge è stata tolta di mezzo e l’apostolo specifica anche che “non per opere di giustizia che noi avessimo compiuto, ma secondo la sua misericordia egli ci salvò” ( Tito 3.5) Anche quando si raggiunga la giustizia per mezzo della politica dell’accoppiata, non sarà questa a portare un vero vantaggio per l’uomo, perché gli uomini che Dio dichiarò “giusti” erano uomini che avevano esercitato fede in Lui e che non confidavano nelle proprie opere politiche, ma dimostravano questa fede mediante opere in armonia con la sua giusta norma che non prevede che Dio e Cesare vadano sottobraccio, perché non hanno lo stesso obiettivo.

    Non c’è nessuna affinità, non c’è nessuna relazione nessuna identità tra le cose celesti e la giustizia terrena quando anche questa si dovesse raggiungere. E
    “[gli uomini] non possono mai con gli stessi sacrifici che si offrono continuamente di anno in anno, rendere perfetti quelli che si accostano. Altrimenti, non si sarebbe forse cessato di offrire [i sacrifici], (Ebrei 10.1-2) Se quella giustizia non si raggiungerà nemmeno con i sacrifici che si fanno a messa, tanto meno si raggiungerà con l’accoppiata né con la tris.
    Assodato quindi che il vangelo spiega che non c’è comunanza di obiettivi di aspettative e di risultati, perché sono strade divergenti. Gli interessi celesti non possono andare a braccetto con quelli divini. Tutto il resto è solo un’accoppiata di fotografie per dare un’apparenza ingannatrice.
    “E deve accadere in quel giorno [che] i profeti proveranno vergogna, ciascuno della sua visione quando profetizzerà; e non indosseranno la veste ufficiale di pelo allo scopo di ingannare.” ( Zaccaria 13.4) L’avvertimento è stato dato….. chi ha orecchio ascolti. La luce e le tenebre non vanno mai “insieme” né sono “coesi”.

    • minstrel scrive:

      Quindi lei propone?

      • Sal scrive:

        Che ciascuno faccia il suo mestiere. I politici il benessere dei cittadini secondo coscienza, e chi si fa carico di dichiararasi “ministro di Dio” ( evidenziando di non esser ministro degli uomini) metta in pratica gli insegnamenti di Dio e li faccia conoscere.
        Perchè non aveva ancora capito ?
        Dio non fa politica e non è democratico.

    • CarloII scrive:

      Sal ma che dice, ma secondo lei di quale legge parla S.Paolo……….egli non parla delle leggi della politica, parla della legge mosaica, di tutti quei precetti che gli ebrei ancor oggi cercano di compiere.
      Quel “se la giustizia è per mezzo della legge” si intende che se tu ti reputi giusto solo perchè dici di saper adempiere alla legge mosaica, Cristo è morto invano, cioè che tu non hai capito che la tua salvezza non viene dall’ adempiere la legge…e sai perchè? Perchè nessun uomo è capace di adempierla appieno….solo Cristo col Suo sacrificio ci ha dato la possibilità di salvarci perchè è stato L’UNICO ad adempierla….per noi……

      • Sal scrive:

        @ Carlo II

        I miei complimenti sig. Carlo II lei è stata l’unica persona a dimostrare un minimo di conoscenza. E’ vero quello che dice. Allargando un po’ rimane il fatto che la chiesa dovrebbe insegnare altro piuttosto che interessarsi di chi governa e come lo fa.

        Le pare ?

  3. L'organista scrive:

    Visto che bravo Patriarca vi abbiamo donato;) e nel Triveneto siamo ORFANI.
    Mi rammarico nel constatare che dei Vescovi del Triveneto per l’insediamento a Milano erano presenti solo Mons Pizziol, Vescovo di Vicenza e Amministratore Apostolico del Patriarcato di Venezia e Mons Dino de Antoni Arcivescovo di Gorizia e Presidente della Conf Episcopale Triveneta. Potrei Comprendere che andare a Milano era un po scomodo ma almeno al congedo a Venezia i nostri Vescovi potevano andare. Che si sono dimenticati di tutte le volte che Scola è stato Amministratore Apostolico o che comunque egli è stato sempre presente agli insediamenti o ai funerali o alle consacrazioni episcopali insomma…al di la della correttezza qui si tratta di sensibilità nei confronti del proprio metropolita…si trattava di un semplice gesto di vicinanza..bo! e dai nomi che circolano spero arrivi un gigante degno di succedere a Scola

    • Aloisius scrive:

      Purtroppo il livello medio, sia detto con il massimo rispetto, dei vescovi veneti è ahimè assai limitato (ad essere generosi).
      Mattiazzo, Gardin… qui siamo purtroppo.

  4. Pietro scrive:

    Dei nomi che ho sentito non ce n’è molti degni di succedere a Scola: forse Ravasi? Forse Comastri? Gli altri sono solo aria fritta.

    • L'organista scrive:

      Di nomi ne circolano: oltre a quelli che Lei ha citato ci sono anche quelli di Bregantini-Crepaldi-Negri-Pellegrini-Monari……spero che il dottor Tornilli ci dia qualche mezza…..

  5. Reginaldus scrive:

    e questo sarebbe il ‘NUOVO’ arrivato a Milano? Ma qualcuno dei vescovi, compreso ovviamente il PRIMO fra di loro, si ricorda ancor che il loro dovere è quello di predicare Cristo crocifisso e risorto’? Che così è tutto questo sproloquiare, ad ogni minuto del giorno, di politica di etica politica di governo, di solidarietà di sussidiarietà di fame e di sete nel mondo, di lavoro , insomma: di pace, di pane, e vivete felici, ???? Che cosa serve auspicare un mondo migliore se non si parte da Cristo, e solo da Lui, perché solo in Lui è la Salvezza, quella eterna e quella temporale? O i vescovi sono diventati altra cosa, compreso ovviamente il PRIMO fra essi? Ah, già, le COLONNE dlla Nuova Chiesa Universalistica, Onnicomprensiva, Onniabbracciante, VENITE SIORI SIAMOTUTTIFRATELLINI, agenti di sponda ‘spiritualistica’ del Programma Mondialista, per volontà ONUSIANA???

    • Simone scrive:

      E’ curioso: da una parte il Card. Scola viene criticato per una presunta distanza dalle posizioni di Tettamanzi (che porterebbe a una distanza dai problemi concreti, bah…) e per l’insistenza su Cristo come salvezza (anche concreta) per l’uomo, dall’altra si arriva a rimproverargli l’esatto contrario. Mi fa venire in mente un passo di un certo discorso su cose dette Beatitudini….

  6. peccatore scrive:

    Ai borbottii ed all’antipolitica si risponde cristianamente. Pregando, amando Dio ed amando (per questo stesso motivo) il prossimo.

    Gesù non disprezza in alcun modo la legge (quella “vera” che viene da Dio). Rimprovera piuttosto chi fa della legge una divinità. Gesù infatti rispetta le prescrizioni legali, compreso il terzo comandamento che raccomanda di santificare le feste. E’ questa l’educazione ricevuta da Giuseppe e Maria, fin da piccolo.

    Solidale alla proposta di Giovanni il battista, Gesù si accoda alla folla di penitenti che si fanno battezzare al Giordano, anche se in lui non vi è peccato. Gesù non è venuto per abolire “la Legge ed i Profeti” (Mt 5,17-20 e Lc 16,17). Addirittura rincara la dose su omicidio, ingiuria ed adulterio, tanto da sconcertare i discepoli, propensi -come tutti- a qualche interpretazione più accomodante che la “legge” aveva escogitato per essere più “gestibile” (il divorzio).

    In Gesù tuttavia il rigore legale è sempre saldato al comandamento del perdono ed alla preghiera al Padre per rimettere i nostri debiti, per far capaci di rimetterli ai nostri debitori. Di più: Gesù insegna ad amare i nemici! Gesù rispetta la Legge che educa ad amare Dio ed il prossimo e smaschera la “legge” che serve ad usare di Dio ed il prossimo.

    Infatti che bisogna guardarsi dal praticare la giustizia (come oggi l’ipocrita partito della magistratura) davanti agli uomini per essere ammirati: questo stesso atteggiamento poco incline all’ostentazione vale naturalmente anche a proposito della preghiera, dell’elemosina e del digiuno.

    Gesù chiede con forza di scegliere tra Dio e Mammona, perché solo se Dio è al primo posto non potranno prevalere altri interessi. L’usare misericordia al “prossimo” (ricordiamoci sempre che il samaritano della parabola è Gesù stesso e che Dio si fa prossimo a noi, che dovremmo amarLo, in quanto Egli è nostro prossimo) scaturisce dal confidare nella potenza della preghiera a Dio, tenendosi alla larga dai falsi profeti.

    Non si deve trasgredire la Legge di Dio, sapendo discernere quando si creano potenziali contraddizioni: non si digiuna il giorno delle nozze, perché la festa prevale; Davide mangia i pani del tempio, perché non deve morire. Chi potrà fare chiarezza di tutto questo, aiutando la comunità a non perdersi dietro all’ipocrisia? L’uomo di Dio.

    Gesù denuncia l’ipocrisia di un’adesione formalistica alla Legge e denuncia anche il formalismo disumano (che borbotta per una guarigione ottenuta in giorno di sabato) proprio da parte di chi ha cavillato tutta una casistica “utile” (come nel caso della pecora caduta nel fosso in giorno di sabato), popolando il tempio di mercanti.

    Il più grande comandamento è amare Dio ed è impastato con il secondo, che dice di amare il prossimo (Mt 22,37-40; Mc 12,29-31; Lc 10,27) ricordando che il primo nostro prossimo è proprio Dio, fattosi uomo.

    Tutta la Legge deriva dall’amore, ma nemmeno uno iota della Legge va trascurato.
    E’ vero che è l’amore a salvare e non la Legge. Se a salvare fosse la Legge Gesù sarebbe morto invano sulla croce.
    Tuttavia San Paolo dice che non per questo la Legge va trasgredita.

    Ci pensi bene chi ammanta di “buone intenzioni” ogni omicidio (es. l’aborto) ed ogni “libertà” rispetto a ciascuno dei 10 comandamenti.
    Ci pensi bene chi ha fatto delle miserie umane altrui la propria insolente “giustizia”, incapace di vedere i propri omicidi e la propria falsità ed invidia.
    Ci pensi bene chi separerebbe volentieri la fede dalla vita pubblica. Non è così.
    Mai come oggi c’è bisogno di uno sguardo di fede cristiana: in economia e nella politica.

    • Cherubino scrive:

      ma per favore, basta con questa propaganda ideologica ! La magistratura sarebbe un partito ? Forse qualcuno dovrebbe fare un ripasso di educazione civica. E sono pochi gli Stati garantisti e perdonisti come il nostro, con tre gradi di giudizio e un’infinità di misure alternative alla detenzione.
      Schiavi dei guai giudiziari di pochi (o di uno) ormai alla litania anti-magistratura non ci credono neanche i compari del premier ! Ha gettato la spugna anche la flemmatica Giulia Buongiorno -che certo comunista non è- che dopo aver concordato con Ghedini un lungo lavoro, si vede stravolgere tutti perchè bisogna cavare la castagne dal fuoco di “qualcuno”.

    • Sal scrive:

      @ peccatore

      Lei ha letto male, non c’è scritto di santificare le feste !

      “‘Osservando il giorno del sabato per ritenerlo sacro, proprio come Geova tuo Dio ti ha comandato, sei giorni devi rendere servizio e devi fare tutto il tuo lavoro. Ma il settimo giorno è un sabato a Geova tuo Dio. Non devi fare nessun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia né il tuo schiavo né la tua schiava né il tuo toro né il tuo asino né alcun tuo animale domestico né il tuo residente forestiero che è dentro le tue porte, affinché il tuo schiavo e la tua schiava si riposino come te. E ti devi ricordare che divenisti schiavo nel paese d’Egitto e che di là Geova tuo Dio ti faceva uscire con mano forte e braccio steso. Perciò Geova tuo Dio ti ha comandato di osservare il giorno del sabato. ( Dt. 5.12)
      “Prendete nota del fatto che Geova vi ha dato il sabato.” ( Esodo 16.29)
      Non c’è scritto Domenica né feste c’è scritto Sabato ! Visto che “quella vera viene da Dio”

      “Gesù si accoda alla folla di penitenti che si fanno battezzare al Giordano, anche se in lui non vi è peccato” E allora che ci è andato a fare ?

      • vincenzo da torino scrive:

        Bisogna spiegare a Sal cosa si intende “santificare” il giorno dedicato al signore e perchè la chiesa ha scelto la domenica e non il sabato! Ma forse egli è convinto che Dio abbia creato l’universo in sei giorni e veramente il settimo giorno si è riposato dalla fatica, poverino (Dio e Sal!). Raro trovare tanta scienza…è dura..C’è sempre una prima volta,no?

        • graziella46 scrive:

          Sal è quello che cita sempre la Bibbia a sproposito e, quel che è peggio, la spiega a modo suo, cioè da fondamentalista.
          Ci mancherebbe che non dovessimo praticare la giustizia sulla terra e cercare di eliminare le disuguaglianze sociali!
          Se non altro perchè ce lo impone la legge dell’Amore, cioè la Carità verso tutti i fratelli, specialmente i più poveri (in tutti i sensi: fisico e spirituale). Il fatto è che di “buona politica” non se ne fa, anche i cristiani l’hanno dimenticata, come possiamo ben constatare ai giorni nostri: Certo c’è qualche lodevole eccezione, ma sono poche e non riescono a farsi sentire; la maggioranza dei cristiani o si dimentica di esserlo appena esce dalla chiesa o nemmeno sa cosa vuol dire amare il prossimo, fregandosene della miseria del mondo, ma stando a cavillare sui testi sacri: la parola di Gesù è chiara, dobbiamo vedere nei nostri fratelli Lui, non c’è altra spiegazione.

          • Sal scrive:

            “quello che cita sempre la Bibbia a sproposito e, quel che è peggio, la spiega a modo suo, cioè da fondamentalista.” – Lei pensa che ci sia un altro modo di leggere le parole ?
            “Ci mancherebbe che non dovessimo praticare la giustizia sulla terra e cercare di eliminare le disuguaglianze sociali!” – Lei dimostra di non conoscere il Vangelo sig.na graziella. E’ scritto così : “In qualsiasi stato ciascuno fu chiamato, in esso rimanga. Fosti chiamato quando eri schiavo? Non te ne preoccupare; ma se puoi anche divenire libero, afferrane piuttosto l’opportunità. ““ ( Corinti 7.20)
            Il Vangelo non propone di eliminare le diseguaglianze sociali, anzi al contrario le implementa dal momento che alcuni vanno in paradiso e altri all’inferno, vero ? quindi distingue le zizzanie dal grano non li rende tutti uguali.
            Se dovessero essere eliminate le differenze sociali, come ci suggerisce lei, come mai ci sono differenze fra diaconi, preti, priori, vescovi, cardinali e papa ? Non dice il Vangelo che essendo tutti fratelli non dovrebbero esserci differenze ? e che non c’è nessun capo ?
            “ si avvicinarono a Gesù e dissero: “Chi è realmente il più grande nel regno dei cieli?”… Perciò, chi si umilia come questo bambino è il più grande nel regno dei cieli;” ( Matteo 18.1-4) Non dice chi ha la Mercedes più grande !
            Si ha ragione lei, la Parola di Dio è chiara, chissà perché non la osservano….neanche in curia.

  7. MARCO D scrive:

    Reginaldus, in attesa di godere la patria celeste, la Chiesa è incarnata nel mondo, quanto lo fu Cristo e tra ciò che appartiene al reale c’è anche la gestione della cosa pubblica. La Chiesa fin dall’inizio ha detto qualcosa di importante su questo, tant’è che ha fatto cadere un impero come quello romano. Comunque, prima di giudicare a prescindere, può ascoltare Scola sul suo sito personale angeloscola.it

    • Reginaldus scrive:

      l’impero romano è crollato per ben altre cause. Non ripeta luoghi comuni ormai ridicoli. E se fosse vero quello che lei dice, sarebbe stato perché i CRISTIANI annunciavano il Vangelo e per questo anche morivano, il loro sangue divenendo seme per altri cristiani… Non insegnavano certo COME governare, davano a Cesare quello che era di Cesare, non gridavano contro la tassazione esosa, non guidavano rivolte contro la schiavitù, si astenevano solo da quelle pratiche di vita e di costume che le regole del vangelo, non quelle della ‘ democrazia’, proibivano loro. E così fu per la nascita e la costruzione dell’ Europa – quella vera, mica quella scempiata creazione moderna di Coudenhove- Kalergi e suoi sguatteri, tipo Degasperi, per esempio: predicando il Vangelo e unificando tutto nel Vangelo… La gestione della cosa pubblica è solo una conseguenza, un frutto: ma se non semini il seme giusto, che frutto vuoi raccogliere? Il frutto amaro del multiculturalismo e del pan-religiosismo, e quindi della società disintegrata, appunto dalla seminagione folle anche grazie alla moderna predicazione alla Ratzinger, alla Tettamanzi, alla Scola, seppur nelle loro diverse modalità…

    • Sal scrive:

      Lo sa che il delirio arriva quando c’è la febbre alta ! Ce l’ha il termometro ? Provi!

  8. Cherubino scrive:

    le critiche di Reginaldus sono ridicole. Non mi sembra che Cristo abbia mai detto che si debba parlare solo per predicare il Vangelo. Quindi è questione di contesti. Un incontro con le forse politiche non è il catechismo dei cresimandi, nè l’omelia della Messa pasquale.
    Quanto a Scola, Reginaldus dovrebbe informarsi meglio, perchè mi risulta che al contrario è un ottimo evangelizzatore e nei suoi discorsi e omelie riprende spesso il tema kerygmatico.

  9. bo.mario scrive:

    Non invidio Tornielli che va a sentire dei discorsi in cui si dice tutto e il contrario di tutto. Le avevo consigliato di fare il suggeritore dei temi da trattare o il consigliere vista la sua presenza nel giornalismo ed è più a contatto con la gente. Scola cosa ha detto? niente di importante. Risolverà qualche problema? no. Può darsi che farà come i ns politici, la colpa di questo andazzo è del mio predecessore e cosa volete che faccia io. Se Scola è tra i migliori figuriamoci gli altri. Comunque è in buona compagnia assieme al numero due del vaticano e il capo della Cei. Un saluto.

  10. ritaroma scrive:

    no comment
    come al solito c’è chi la vuole cotta e chi la vuole cruda….al dente noo?

  11. peccatore scrive:

    Rilancio un utile articolo di M. D’Orlando. Non è OT.
    Perchè per fare giustizia e politica bisogna andare al dunque… Non al moralismo.

    (AsiaNews) – Come AsiaNews aveva preannunciato, Moody’s, ha ieri ridotto la sua valutazione relativa ai titoli di Stato italiani di ben tre posizioni, pur in assenza di una reale motivazione, dell’emergere, cioè, di nuovi dati negativi sull’andamento dell’indebitamento pubblico del paese. Al contrario, nella motivazione stessa la Moody’s riconosce che ci sono alcuni fattori positivi, di cui alcuni intervenuti nel corso degli ultimi mesi e li elenca: la mancanza di significativi sbilanciamenti nell’economia (ad esempio, in Italia la disoccupazione non è così elevata, come negli Usa o in altri Paesi), l’assenza di situazioni acute nei bilanci del settore finanziario e non finanziario (cioè, in Italia il governo non è intervenuto per ripianare, a spese dei cittadini, le perdite di grandi banche o imprese industriali come General Motors), così come le azioni intraprese dal governo durante l’estate (cioè una riduzione del deficit di bilancio pari al 10 % della spesa pubblica, che nessun altro Paese al mondo delle dimensioni dell’Italia ha attuato).

    Per fornire la motivazione del declassamento (the rationale of downgrade) i poveri analisti di Moody’s si devono arrampicare sugli specchi perché una ragione vera non c’è, o meglio, la si può intuire, ma non dire. Alexander Kockerbeck e Bart Oosterveld, gli analisti che hanno firmato il rapporto, scrivono infatti che la ragioni sarebbero tre, tutte prive di un supporto quantitativo e tutte collegate alla prima ragione fornita, cioè il non meglio precisato “sentimento” del mercato.

    Sarebbe facile riportare qui di seguito tutte le interviste e dichiarazioni pubbliche rilasciate dal capo analista di Moody’s, Kockerbeck nel corso di questi ultimi anni. In esse si afferma che l’Italia non è tra i Paesi più a rischio e si esprime plauso per l’opera del governo italiano. L’ultima è un’intervista rilasciata il 13 luglio scorso, appena pochi mesi fa, quando la seconda manovra d’aggiustamento dei conti pubblici italiani non era stata nemmeno ipotizzata. In mancanza di riscontri oggettivi e numerici, sarebbe quindi estremamente facile puntare il dito in merito alle vistose contraddizioni nelle valutazioni espresse da Moody’s.

    Ma tutti noi ad AsiaNews proviamo sincera comprensione per le umane esigenze di vita e lavoro degli analisti di Moody’s , molto spesso sottoposti a pressioni insostenibili come rivelato da William J. Harrington, in un esposto alla SEC (l’equivalente americano della Consob) lo scorso 8 agosto 2011. Harrington, ha rassegnato le dimissioni da Moody’s nel 2010 dopo aver raggiunto la qualifica più alta per un analista, quella di Senior Vice President e nella testimonianza se ne comprende il perché: c’è un inconciliabile conflitto d’interessi tra le esigenze di azionisti e clienti che pagano il servizio e l’indipendenza di giudizio che dovrebbe caratterizzare le valutazioni di merito del credito. Quegli analisti che non si piegano a fornire a clienti ed azionisti ciò che desiderano sia espresso nelle valutazioni da loro firmate sono spesso trasferiti, sottoposti a sanzioni disciplinari, ad angherie o licenziati.

    Ad AsiaNews abbiamo perciò tentato di contattare i firmatari della valutazione emessa da Moody’s per avere chiarimenti sui “sentimenti” di cui scrivono, ma purtroppo ci è stato risposto che non sono disponibili a rilasciare commenti ed è più che comprensibile. Harrington non menziona nello specifico quali siano questi “Paymasters” (gli Ufficiali Pagatori) di Moody’s, ma ad AsiaNews l’abbiamo già indicato nel precedente articolo: Moody’s, deve il suo virtuale monopolio mondiale – che si spartisce con Standard & Poor’s e Fitch, le due altre agenzie consorelle – alla ISDA Inc., la International Swaps and Derivatives Association, la società consortile di operatori sul mercato dei derivati che impone una valutazione da esse emessa.

    Il punto è perciò comprendere sulla base dei documenti disponibili quali siano gli obbiettivi dei soci ISDA. È chiaro che nello specifico il “sentimento del mercato” dei soci ISDA è politico ed mirato a rimuovere il governo italiano di Silvio Berlusconi: l’ha chiarito in editoriale il direttore de “Il Corriere della Sera”, il maggiore quotidiano italiano, il cui capitale è detenuto da banche ed interessi finanziari.

    A questo punto tutto ciò potrebbe sembrare una vicenda marginale, di ordinaria indebita interferenza politica del potere finanziario, che sulla forza di fuoco della moneta “creata” dal nulla mira a sostituirsi, in Italia, come altrove nel mondo, alla sovranità popolare. Sarebbe grave, ma non sarebbe una novità.

    In realtà vi è molto di più in ballo e ce lo chiarisce un documento ufficiale del Fondo Monetario Internazionale . È qualcosa che non riguarda solo l’Italia, ma tutto il mondo e perciò anche i Paesi asiatici. In questo documento si chiarisce subito dalle prime pagine che l’obbiettivo di lungo termine è quello di arrivare ad una moneta unica mondiale (denominata “bancor” in omaggio a Keynes che per primo ne aveva fatto proposta) emessa da un’unica banca centrale mondiale. Al capoverso 50, a pagina 27 si chiarisce che “in mancanza di una significativa instabilità monetaria o di un ingiunzione [letterale!] per l’utilizzo di “bancor” per effettuare un importante categoria di pagamenti (ad esempio il pagamento delle tasse), superare le barriere ad un’ampia accettazione (di bancor, ndA) sarà una sfida chiave e forse proibitiva.

    Tradotto dal linguaggio per iniziati significa che non si potrà raggiungere l’obbiettivo della moneta unica mondiale senza un grande sconquasso monetario. Occorre perciò porre le premesse per l’instabilità e questo conferma quanto già esposto in precedenza: l’attacco all’economia italiana non si basa su considerazioni oggettive, ma sono lo strumento per provocare la destabilizzazione dell’Italia prima, dell’euro poi ed infine il dissolvimento del dollaro. L’obbiettivo è di rendere nullo ogni residuo brandello di sovranità ed indipendenza dei popoli, come s’è visto di recente con l’indecente guerra di Libia e con le menzogne sparse a piene mani dalla stampa internazionale [9].

    Insomma, l’obbiettivo è di sottomettere tutti i popoli ad un’unica banca centrale controllata dalla grande finanza internazionale, quella che accentra la quasi totalità dell’emissione dei derivati e che ci ha regalato la bolla dei derivati.

  12. enzo scrive:

    Cari amici, ho trovato estremamente condivisibili le allocuzioni poste in essere dal neo Vescovo di Milano Scola. La Chiesa non è un partito politico ne deve far politica. Tuttavia questo non deve significare che la Chiesa debba tacere di fronte al malcostume morale che imperversa nell’Italia di oggi. Mai come oggi la Chiesa deve farsi promotrice del messaggio dell’evangelo e di conseguenza non deve temere di parlare “forte e chiaro”, nel promuovere i valori cristiani. Scola ricorda magistralmente l’alta funzione svolta dalla Chiesa. Semmai tocca ai cattolici impegnati in politica, adoperarsi per realizzare un nuovo contenitore dei moderati italiani che sappia (laicamente come insegnava lo statista democristiano Alcide De Gasperi) realizzare e porre in essere valori sociali cristiani. Del resto (lo dico a chi non fa altro che criticare sempre e comunque la Chiesa) è stato Cristo stesso a ricordarci di “dare a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. Ps: (mi spiace chi considera Tettamanzi un semplice prosecutore della linea politica PCI, DS, PD). Confondere sacro e profano è sempre disdicevole. Grazie per l’attenzione

  13. Reginaldus scrive:

    ma di quale giustizia parla questa eminenza sua, di quale lotta per costruire la quale la chiesa non vuole stare ai margini??? Non certo di quella di cui parla Cristo quando dice : “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la Sua giustizia …” . E come si farebbe a promuovere questa giustizia senza annunciare il Vangelo? E come si fa ad annunciare il Vangelo, se ad ognuno, ad ogni arrivato ( non ha definito Scola Milano la città dell’incontro con l’ ALTRO, il ‘ DIVERSO’ ?) si riconosce il diritto di avere il suo credo, e questo dobbiamo rispettare e stimare, proteggere e agevolare, finanziando addirittura la costruzione dei luoghi deputati alla sua propagazione? Quale integrazione si può avere se ognuno intende la GIUSTIZIA a suo modo? O si vuole ridurre la GIUSTIZIA alla semplice distribuzione del pane, magari ‘ a gratis ‘ , attraverso i buoni del Comune ??? Ma senza un intendere comune, una visione condivisa, una spinta che nasce omogenea dall’ interno di ognuno, dove si crede di arrivare ? Non certo al godimento di quel ‘Sovrappiù, in cui si può comprendere anche il bene della ‘giustizia’ terrena, se questa viene solo assicurata ai cercatori della giustizia del Regno di Dio: “Cercate prima di tutto il Regno di Dio e la sua Giustizia e tutto il resto vi sarà dato in sovrappiù. “

    • Cherubino scrive:

      il Regno di Dio non si fa con la coercizione e negando i diritti umani fondamentali. Si vada a leggere la contemlpazione dei due re negli Esercizi di S. Ignazio …

      Il Vangelo dice che Dio ama l’uomo di un amore di servizio, non con il dominio.
      Chiunque annunci il Vangelo lo deve fare con lo stesso spirito di servizio se vuole essere credibile. E un servizio deve essere globale, se è vero servizio.
      Anche un bambino capisce che se ci si prende cura solo della sua “anima” e lo si lascia affamato o solo, non è vero amore. E alla fine quel prendersi cura dell’anima nasconde invece un’efferata volontà di dominio.
      Basta con il tradire il Vangelo in nome del Vangelo ! Questa è la cosa più satanica che vi possa essere !

      • graziella46 scrive:

        Bravo! E’ così, succede ogni volta che invece di leggere con umiltà la Parola, la pieghiamo al nostro pensiero: bestemmiamo Dio con la sua stessa Parola per rafforzare non la nostra fede ma il nostro orgoglio. Per esempio sappiamo a memoria i testi sacri, ma non ci accorgiamo del nostro prossimo (magari anche un familiare) che soffre e lo inchiodiamo alla sua sofferenza proprio con questa Parola, condannandolo irrimediabilmente. Il Signore non fa così con noi!

      • Reginaldus scrive:

        ma Dio chiama tutti, senza distinzioni, alla fede nel Figlio suo, condizione necessaria per la Salvezza per ogni uomo che viene in questo mondo. I ‘diritti umani fondamentali’, significano il rispetto dell’uomo e il valore dell’uomo, come divinamente praticato da Cristo morendo sulla Croce. Mica sono invenzione dell’ ONU…. Si legga il Vangelo, piuttosto che le carte onusiane e la loro versione ‘religiosa’ nei famosi ( e famigerati ) testi conciliari…davvero scritti con l’inchiostro di Satana.

        • Cherubino scrive:

          a parte che nessuno stava parlando dell’ONU e non capisco la sua perenne polemica verso tutto ciò che è andato oltre la monarchia assoluta di stampo settecentesco …

          ma, andando al sodo, lei ha una visione della fede distorta, da manualetto da imparare a memoria.
          La fede, caro pseudo-tradizionalista-che-ignora-la-tradizione, è un atto di affidamento all’Altro per eccellenza. Come già disse papa Pio IX, chi vive secondo la retta coscienza morale, pur non essendo cristiano senza che ciò discenda da un rifiuto colpevole, è salvo.
          Il cristiano ha certamente il privilegio di annunciare il Vangelo, ma non può supporre con certezza che chi ha di fronte sia separato da Dio. Nè che il suo non essere o non voler essere cattolico sia necessariamente colpevole.
          In foro interno giudica solo Dio ed è un gravissimo peccato affermare con certezza l’avvenuta perdizione di qualcuno.
          Quindi la smetta con questo falso zelo profondamente non cristiano.
          Il credente sa che la storia e la coscienza di ogni uomo son onote solo a Dio. Ciò che deve volere è solo mettersi al servizio dell’altro. Questo servizio comprende l’annuncio della salvezza, ma è anche altro. Perchè come le ho detto un vero servizio della persona umana è globale. Cristo non ha buttato nella spazzatura coloro che lo hanno rifiutato, ma ha speso ogni goccia del suo sudore e del suo sangue per amarli. E non ha solo predicato, ma ha curato, liberato, sfamato e accolto, anche coloro che sapeva già avrebbero gridato “crucige”. L’amore non ha secondi fini. Non ama per qualcosa d’altro. La salvezza non è altro che accettare di farsi amare e coinvolgere nell’amore.
          Fasciare le piaghe di un barbone è già vangelo, se ne è chiara la natura gratuita. Perchè il vangelo è la scoperta che la sostanza di Dio è proprio l’amore gratuito. Caritas Deus est, dice la Lettera di Giovanni. Ed è una frase “bifronte”, ossia che si può leggere con due sfumature diverse e complementari: “Dio è amore”, ma anche “l’Amore è Dio”. E per chi si lascia amare ed entra nella dinamica della gratitudine, il Regno dei Cieli è vicino. Resta solo da dargli un nome, il volto di Colui che ha reso possibile ciò: Gesù di Nazareth. Completamento importantissimo, ma solo Dio sa quando ognuno riuscirà a dare nome e volto all’esperienza dell’amore-dono. Intanto noi dobbiamo rendere attuale all’altro tale esperienza, se veramente l’abbiamo vissuta noi per primi. Daremo anche il Nome e il Volto all’esperienza dell’amore-dono che offriamo all’altro, ma senza tale esperienza ogni annuncio sarà vuoto e senza senso.
          Noi non sappiamo se chi abbiamo di fronte arriverà all’esperienza dell’amore mediante l’annuncio, o arriverà all’annuncio mediante l’esperienza dell’amore. Per questo non faremo mancare nè l’uno nè l’altro, ma con la sapienza del contadino, il quale semina e cura il terreno, ma non lo prende a picconate se il frutto non esce subito o quando vorrebbe lui.

  14. bo.mario scrive:

    Ritaroma la pasta è buona ma dipende dal sugo. Scola di sugo non ne ha portato. Leggo che qualcuno ha capito che ha parlato forte e chiaro, da dove l’ha dedotto? Parlare forte è questione di volume, parlare chiaro, con determinazione, è altra cosa. Se non commenti vuol dire che la pensi come me, ce lo poteva risparmiare. Ciao.

  15. macv scrive:

    per favore noi milanesi è da trentanni che sentiamo ripetere dai nostri Arcivescovi come un Mantra la parola magica “dialogo” che ormai sembra essere la più importante parola della religione cattolica, la parola che risolve tutti i problemi.
    Basta per favore , non se ne può più, del “dialogo “siamo sazi ,nauseati.. Che anche Scola incominici col mantra del dialogo è francamente deprimente!!

    • Cherubino scrive:

      Benedetto XVI, discorso alla Curia Romana per gli auguri natalizi 2009:

      “Io penso che la Chiesa dovrebbe anche oggi aprire anche oggi una sorta di ‘cortile dei gentili’ dove gli uomini possano in qualche maniera agganciarsi a Dio, senza conoscerlo e prima che abbiano trovato l’accesso al suo mistero, al cui servizio sta la vita interna della Chiesa. Al dialogo con le religioni deve oggi aggiungersi soprattutto il dialogo con coloro per i quali la religione è una cosa estranea, ai quali Dio è sonosciuto e che, tuttavia, non vorrebbero rimanere senza Dio, ma avvicinarlo almeno come Sconosciuto”

    • Reginaldus scrive:

      bravissimo! ma il cherubico postatore zacchete! eccolo pronto al rintuzzo stizzito….Sì davvero non ne possiamo più di ‘dialogo’, di ‘incontro’, di ‘stare insieme’, di meticciamento biologico e religioso…. Vade retro Ratzinger, e retro ite voi cherubici suoi servienti, pronto ormai, e ancora, a trasvolare, col vostro Capo, in quel d’ Assisi, per la celebrazione del prossimo carnevale universale delle religioni…Per non farsi venire il sangue marcio, bisogna ridere: come oggi, questa mattina, al vedere colui che appena tornato dai suoi prosternamenti davanti alla memoria e all’eredità spirituale del super-distruttore Lutero, te lo vedi pio pio tra gli eredi (!) delle Vittime di quell’assassinio di fede santamente compiuto con lo “sguardo incentrato continuamente ed esclusivamente su Cristo”…( parola di sua santità il concordatore di tutti gli opposti….)

  16. giovannino scrive:

    Politica e coerenza cristiana ? Un esempio è Graziano Delrio , sindaco di Reggio nell’ Emilia. Il card. Scola è bravo a parlare , ma aspettiamo i fatti , a partire dal problema dell’ integrazione degli extracomunitari e del rispetto dei diritti dei rom .

  17. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino
    Se vorrà spiegarmi cosa significa santificare dal suo punto di vista la ringrazierò.
    Il Dizionario italiano on line definisce così : “dichiarare e riconoscere come santo,”
    La questione è come al solito sempre la stessa, forse non ha capito bene, e gliela ripeto: continuate a ripetere che bisogna predicare il Vangelo e poi fate scelte del tutto diverse dal Vangelo. Ma che ve ne fate, lo potreste buttare via.
    Il vangelo dice Sabato la chiesa ha scelto Domenica, il Vangelo dice madre, la chiesa dice vergine, il Vangelo dice non fare immagini, la chiesa ne ha fatte a milioni, il vangelo dice che Gesù pregava il suo Dio, la chiesa dice che Gesù è Dio, il vangelo dice che non c’è nessun capo e la chiesa dice Pietro, il vangelo dice che non c’è nessun sacerdozio, la chiesa dice i preti, il vangelo dice che la scelta del battesimo deve essere fatta da persone consapevoli e informate la chiesa battezza i neonati, il vangelo dice che non si deve bere il sangue, la chiesa dice che si trasforma in automatico. Ecc.

    Mi dica ma c’è una cosa che la chiesa fa secondo il vangelo ?
    Per sua informazione, il vangelo non dice “santificare”, dice così: “Ricordando il giorno del sabato per ritenerlo sacro, sei giorni devi rendere servizio e devi fare tutto il tuo lavoro. Ma il settimo giorno è un sabato a Geova tuo Dio. Non devi fare nessun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava né il tuo animale domestico né il tuo residente forestiero che è dentro le tue porte.” ( Esodo 20.8-10)
    Il Dizionario italiano definisce “sacro” così: “ dedicato a Dio o agli dei;”
    Penso che la differenza sia chiara anche a lei, “santificare” o “dichiarare o riconoscere santo” lo si può fare anche lavorando come del resto fanno in milioni di cattolici, mentre dedicare quel sabato a Dio significa astenersi da qualunque lavoro. Capisco che la chiesa abbia voluto cambiare anche il giorno, ma milioni di cattolici lavorano anche la domenica ergo non è più sacro nemmeno la Domenica. Non è troppo difficile da capire vero ? Eppure è scritto in italiano a chiare lettere.

    p.s. “egli è convinto che Dio abbia creato l’universo in sei giorni e veramente il settimo giorno si è riposato dalla fatica,” caro sig. vincenzo, che non sapeva leggere l’italiano era già abbastanza chiaro, ma che non sa leggere del tutto ora è più evidente. E’ scritto 6 giorni, ma è anche scritto che ognuno di quei giorni era lungo 7000 anni e pure più. Per questo si espone a così brutte figure, dovebbe informarsi meglio piuttosto che rimanere nel branco a ragliare. C’è sempre una prima volta no ?

    • graziella46 scrive:

      Ma io sono cristiana, ribadisco “cristiana” non “giudea”, perciò perchè mai dovrei santificare il sabato? La Domenica è il Giorno del Signore Gesù, che per me cristiana è Dio. Lei santifichi il giorno che vuole, abbiamo capito che non è cristiano!

      • Sal scrive:

        Errore ! non è cristiana è cattolica ! Lei può legittimamente esser e fare quello che le pare, ma Gesù era ebreo e rispettava il Sabato : “Appena venne il sabato egli entrò nella sinagoga e insegnava. “ ( Mr 1.21)

        Se Egli è il Maestro bisogno seguire le orme del Maestro non fare come ci pare. Non risulta che Gesù abia mai cambiato religione.

        “in questa maniera tutto Israele sarà salvato. Come è scritto: “Il liberatore uscirà da Sion e allontanerà da Giacobbe le pratiche empie. “ ( Romani 11.26)
        Questo è vangelo, c’è scritto “israele” mica i cattolici o i cristiani.

         “E i figli d’Israele devono osservare il sabato, in modo da celebrare il sabato durante le loro generazioni. È un patto a tempo indefinito. Fra me e i figli d’Israele è un segno a tempo indefinito,” ( Esodo 31.16-17)
        A tempo indefinito significa per sempre, non si può modificare qualcosa che Dio ha detto per sempre. Oppure si può buttare il Vangelo. Scelga lei.

      • Sal scrive:

        “Brava! E’ così, succede ogni volta che invece di leggere con umiltà la Parola, la pieghiamo al nostro pensiero: bestemmiamo Dio con la sua stessa Parola per rafforzare non la nostra fede ma il nostro orgoglio.” Chi è che l’ha scritto ? Non ricordo

        “Geova degli eserciti ha detto questo: ‘Sarà in quei giorni che dieci uomini da tutte le lingue delle nazioni afferreranno, sì, realmente afferreranno per il lembo un uomo che è un giudeo, dicendo: “Certamente verremo con voi, poiché abbiamo udito [che] Dio è con voi”’”. ( Zaccaria 8.23)
        Non dice cristiano, dice “giudeo”. Chissà perchè ?

    • vincenzo da torino scrive:

      Lei vuole cambattere la chiesa cattolica rimanebdo nella totale ignoranza circa la sua dottrina, non solo come enunciazione , ma sopprattutto come spiegazione teologica e bibblica. Fa una battaglia contro i mulini al vento…e delle figuraccie da troglita in fatto di religione. Lei afferma ” il Vangelo dice… la chiesa fa…”
      E’ bene specificare caso per caso il N.T. e i. N.T. poichè se Gesù ha detto che é venuto non per abolire la legge ma per modificarla o completarla , questo modifica radicalmente molti aspetti dottrinali e pratici del V.T e non li rende più attuali per il Cristianesimo ed in particolare il Cattolicesimo. Per i cristiani il raffronto tra V.T e N.T. è fondamentale. Peccato che lei , come i protestanti, abbondino in citazioni del V.T., testo ostico perfino per abili esegeti e dove di conseguenza si puo trovare tutto ed il contrario di tutto con abile trasformismo dialettico ed interpretativo , ma soprattutto , convinti del proprio Dio superiore che singolarmente illumina perchè tutto si possa comprendere, ci si sguazza con goduria intellettiva e forse spirituale, sicuramete con molta superbia. Non sa neppure dare un significato al cattolico” santificare le feste” e vuole parlare parlare di Bibbia…Si cerchi un buon cavallo, un buon istruttore e… si dia all’ippica….senza offesa , ma con molta convinzione.

      • Sal scrive:

        “Lei vuole combattere la chiesa cattolica rimanendo nella totale ignoranza circa la sua dottrina, non solo come enunciazione , ma soprattutto come spiegazione teologica e biblica.”

        Caro sig. vincenzo la sua introduzione tradisce la sua irritazione e dimostra che non ha capito nulla e le spiego perché:

        1 Io non combatto nessuno, non ho mai invitato nessuno a cambiare religione o credenza e non ho nessun interesse a farlo.

        2 Io mi limito a mostrare ciò che è scritto e ciò che altri fanno e dicono; e lascio che ciascuno tragga le sue conclusioni. Non ho nessun interessa a sapere perché Crociata si lamenta che qualcuno gli succhia il sangue, mi limito a mostrare che era scritto ed è ciò che è scritto a far risaltare le contraddizioni. E’ difficile da capire ? Non ho interesse alle religioni ma alle idee e sono convinto che le religioni sono il motivo principale delle divisioni degli uomini. Tutte. Per essere uomo non serve ua religione serve l’uomo non la casacca.

        3 “faccio una battaglia contro i mulini a vento” – Si, forse è vero, ma non devo raggiungere nessun risultato, quindi il mulino non c’è. Non lo devo sconfiggere.

        4 “sono troglodita in fatto di religione” – Si ! è possibile ma non mi interessa il suo giudizio, mi basta il mio infatti è la mia coscienza che mi condanna o mi approva e io non devo giudicare nessuno.

        5 “Gesù ha detto che é venuto non per abolire la legge ma per modificarla o completarla” – Si decida, modificarla non significa completarla e completare non è modificare. Si completa qualcosa che non è finito e si modifica ciò che è finito. Decida lei ma l’uno non significa l’altro.

        6 “questo modifica radicalmente molti aspetti dottrinali e pratici del V.T e non li rende più attuali per il Cristianesimo ed in particolare il Cattolicesimo.” – Lei può pensarla come vuole, anche il cattolicesimo, ma io so leggere : “ E mentre usciva per mettersi in cammino, un uomo corse e cadde in ginocchio davanti a lui e gli fece la domanda: “Maestro buono, che devo fare per ereditare la vita eterna?”… Tu conosci i comandamenti: ‘Non assassinare, non commettere adulterio, non rubare, non rendere falsa testimonianza, non defraudare, onora tuo padre e tua madre’”. (Mc. 10.7-19). – Cosa avrebbe cambiato ?
        Lei conosce i comandamenti ? C’è scritto : “Ricordando il giorno del sabato per ritenerlo sacro, sei giorni devi rendere servizio e devi fare tutto il tuo lavoro. Ma il settimo giorno è un sabato a Geova tuo Dio.” ( Esodo 20.8-10) Lei sa leggere vero ?

        7 “ci si sguazza con goduria intellettiva e forse spirituale, sicuramente con molta superbia” – E’ possibile, Giacomo dice : “Ma chi guarda attentamente nella legge perfetta che appartiene alla libertà e persiste in [essa], questi, poiché è divenuto non uditore dimentico, ma operatore dell’opera, sarà felice nel suo operare. ( Giacomo 1.25) – Gesù ha mandato i suoi amici a fare quell’opera. Se non le piace se la deve prendere con lui (se ce la fa) e non arrabbiarsi se io sono felice di farla. Può farla anche lei, c’è posto !

        Nessuna offesa, capisco il suo disappunto ma “carta canta verba volant.” – “e la Scrittura non può essere annullata,” ( Gv. 10.35) – dice Gesù.

        • vincenzo da torino scrive:

          Neppure sull’italiano è ferrato! Modificare vuol dire in genere prendere qualcosa e appunto fodificare lasciando l’impianto di base , aggiungendo o togliendo. Poi non ho messo i due termini a caso! A lei sfurfugliarci…E’ impossibile non provare una certa ittitazione umana ed intellettule ai suoi post, sempre meno però. Di sicuro prevalgono:un pò di divertimento amaro ed il dispiacere per me e penso per tanti altri vedere storpiata e usata malamente la Bibbia. Sulla coscienza altrui non mi pronuncio mai.Sarebbe gravissimo. Posso al massimo dubitare della sua buona fede con riserva, stando a quanto leggo.

          • Sal scrive:

            “il dispiacere per me e penso per tanti altri vedere storpiata e usata malamente la Bibbia.”
            Usata malamente ? beh, potrebbe avere ragione, ma ha anche l’obbligo di dimostrarlo; non basta criticare per avere ragione occorre indicare quale modo non è malamente, altrimenti è sterile. Sterile = non produce progenie.

            Se vuole dubitare è una sua scelta, ma ricordi che il Vangelo dice : “chi dubita è come un’onda del mare mossa dal vento e spinta qua e là.” ( Giacomo 1.6-7) Lei può sempre prendere la SUA Bibbia e dimostrare che mi sono malamente sbagliato allora avrà ragione. Fino ad allora…..mi spiace se prova irritazione, la canzone dice che la verità “fa male”… sarà sbagliata anche la canzone.

        • giovannino scrive:

          Charta cantat , verba volant …se vogliamo infiocchettare la prosa con citazioni latine , siano almeno corrette .

  18. bo.mario scrive:

    Sal tempo addietro ero andato ad una conferenza sul tema come leggere la bibbia. Dopo cinque minuti mi sono alzato, tra lo stupore di qualcuno, dicendo che o si legge come è scritto o si interpreta a modo proprio e non vale, c’è il trucco. Si cercava di giustificare la religione fuori dalle scritture. Sono uno spirito libero e c’ero andato per capirne di più. Leggo che quì dentro le scritture non contano e su cosa si sarà basata l’attuale religione? Dopo Nicea si sono estrapolati principi che servivano alla religione per arrivare al potere, prima al servizio dei potenti e poi in proprio. Mi sbaglio?
    Ciao e buona serata.

    • Sal scrive:

      @ bo.mario

      Lieto di leggerti quale spirito libero, intelligente e senza timore di dire la verità. Hai perfettamente ragione. Si tenta di ribattere, di confutare di giustificare, ma più lo fanno più si attorcigliano e si ingarbugliano. Hai svelato la chiave –“la libertà” dal timore dalla paura dalla superstizione dalla tradizione.
      “ Che la Forza sia con te !” per perseverare.

      • vincenzo da torino scrive:

        Veramente chi si attorciglia, scappa e lancia dardi, provoca è Sal. Vede un film diverso dal mio. Ne avessi il tempo, e lo spazio ecc.di certo Sal non mi creerebbe alcun problemo dialettico per quanto ha scritto. Glielo assicuro!Sapendo che è impossibile…ne approfitta sparando all’impazzata. L’importante per lui è dare la sensazione di aver ragione con un profluvio di parole e di argomenti. Sfinire l’avversario, non importa se l’argomento o l’obiezione è corretta, nella migliore tradizione dei Tdg, di cui mi ha appena elencato le classiche obiezioni anti-chiesa, sconfessandosi clamorosamnte. Dirà che non è vero! Certo.

    • vincenzo da torino scrive:

      Gent. Bo.mario, mi permetta un mia osservazione ed mia esperienza personale esemplificativa. Durante il ginnasio prima di iniziare la scuola il professore ci diede in mano per le vacanze estive il libro dei ” I promessi Sposi ” con l’obbligo di lettura raccomandandoci impegno poichè sarebbe stato libro di testo. Ci capimmo poco, lo ritenemmo una barba mortale e ci preoccupammo molto il dover studiare un “coso” indigeribile” anche per un secchione in astinnza di libri. Alla fine dell’anno scolastico , dopo riletture varie, spiegazioni e rissunti fantastici, parti imparate a memoria,ci accorgemmo delle bellezze non solo stilistiche pur con periodi da stroncare il fiato e gustammo questo libro da diventare per me come per tanti un libro da rileggere ancora oggi periodicamente. Questo per dire che non basta la semplice lettura per libri complessi come la Bibbia, ma occorre sfruttare il lungo lavoro dei vari esegeti nei secoli ed anni per apprendere appieno senza deviare quello che gli scrittori volevano. Almeno alcune note sono indispensabili. Quante recesioni , comprensione e giudizi diversi su tanti libri di scrittori importanti? Personalmente mi ero fatto tre anni di studi regolari sulla Bibbia, sul Cristo Storico , sulla Chiesa e sul cristiansimo e non è finita…Proprio perchè sono , per me, sufficientemente (non da esperto, d appassionato) informato mi sento veramente uno spirito libero e non dirò mai quanto lei ha scritto con almeno cognizione di causa.Questo non vuol dire che non si possa criticare la chiesa! Occorre trovare e cercare nel posto giusto anche in base alla propria sensibilità. Spesso si sbaglia l’approccio oppure si fanno corsi che , non ben gestiti, non fanno innamorare della materia…. Purtroppo so che non è di Torino, diversamente la potrei indirizzare…… Mi pare che la sua curiosità sia sincera e le auguro che possa trovare presto qualcuno o qualche gruppo con cui poter soddisfare le sue legittime e direi oggi, indispensabili curiosita culturali-religiose. Guardi che il cristianesimo è una solo una proposta, non una costrizione! Ma conoscerlo bene, per quanto complesso, merita. Assieme all’esempio per un cattolico oggi è indispensabile una cultura di base, ma anche per chi vuole solo capire il cattolicesimo. Saluti.

  19. Eremita scrive:

    Divertente questo blog, e molto istruttivo. Dopodichè mi sembra che l’unico credente vero è quello che se ne sta solo solo e pratica la sua fede lontano da tutti. Sono convinto che se chiudessimo in una stanza i partecipanti al blog con tutto il livore e l’odio che trasudano e poi spegnessimo le luci, ci scapperebbe il morto. E’ già successo nei duemila e passa anni di cristianesimo, di islam e quant’altro.

    • vincenzo da torino scrive:

      malinconicamente mi diverto anch’io…fino ad un certo punto…..Comunque, se le interessa, da domani faccio il bravo…Per fortuna non serbo nè rancore e tanto meno alcun risentimento. Fino… al prossimo Sal, forse! Oggi dorme bene ugualmente, lo auguro anche a lei.

      • Sal scrive:

        Sig. vincenzo da torino, la questione non è se ci divertiamo o soffriamo e mi spiace notare la sua tristezza. Penso che la questione sia troppo seria e troppo importante perché si tratta di aprile gli occhi e far funzionare la testa oltre che il cuore.

        Prendere coraggio e fare ciò che il Vangelo la invita a fare non solo ciò che ci piace: “State svegli, siate fermi nella fede, comportatevi da uomini, divenite potenti. ( 1 Cor. 16.13)
        Non credo che il Dio sia disponibile ad essere più o meno severo a seconda della casacca indossata, la Giustizia non guarda all’aspetto esteriore, guarda alla capacità di essere uomini, capaci fidati che odiano il profitto ingiusto, la parzialità, che siano in grado di non pervertire il giudizio. Si può essere retti in tutti i luoghi, in tutte le circostanze.
        Non è la divisa che fa l’uomo d’onore ma l’onore lo si riceve quando si sono fatti sforzi e non è gratuito. L’apostolo Paolo dice : “abbiamo un combattimento non contro sangue e carne, ma contro i governi, contro le autorità, contro i governanti mondiali di queste tenebre, contro le malvage forze spirituali [che sono] nei luoghi celesti.” ( Efesini 6.12) e la nostra guerra è fatta “per rovesciare cose fortemente trincerate. Poiché noi rovesciamo i ragionamenti e ogni cosa alta innalzata contro la conoscenza di Dio; e conduciamo prigioniero ogni pensiero per renderlo ubbidiente al Cristo;” ( 2 Cor. 10.4-6)

        Questo lo può fare anche lei se si addestra e si equipaggia con gli strumenti che il vangelo le mette a disposizione. ( Efesini 6.14-20) Noi non combattiamo per noi stessi, ma per la Verità rendendola manifesta. Lo può fare anche lei.

        La ringrazio e ricambio.

  20. raffaele savigni scrive:

    A Lamezia Terme Benmedetto XVI ha detto: “Altrettanto opportuna è anche la Scuola di Dottrina Sociale della Chiesa, sia per la qualità articolata della proposta, sia per la sua capillare divulgazione. Auspico vivamente che da tali iniziative scaturisca una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune”.
    Credo che tutti i cattolici dovrebbero tenere conto di queste parole, in particolare coloro che vedono la politica come uno strumento per difendere interessi di parte: economici o ideologici che siano. Non si può ad esempio votare per un partito solo perché ci fa pagare meno tasse o perchè dà contributi alle scuole cattoliche o a cooperative ed “opere” dell’una o dell’altra tendenza: dobbiamo cercare il “bene comune”, di tutti e di ciascuno. Dunque una politica che crei le condizioni per aere un ambiente sano, una scuola per tutti, strutture ospedaliere adeguate per tutti… L’enfasi eccessiva di certre componenti politico-culturali sull’individuio, sulla privacy, contro i “vincoli” di legge (vedi l’infelice battuta di Brunetta sull’abolizione della richiesta del certificato antimafia alle aziende) non è coerente con la dottrina sociale cristiana. “Bene comune” significa occuparsi, in questo difficile momento, dei problemi economico-sociali fondamentali, non certo di intercettazioni…

    • Sal scrive:

      @ Raffaele Savigni
      Solo per spirito polemico sig. raffaele, mi permetto chiedere i suoi lumi su una questione semplice e facile relativa al BENE COMUNE.

      “La dottrina sociale indica il complesso di principi, insegnamenti e direttive della Chiesa cattolica intesi a risolvere, secondo lo spirito del Vangelo, i problemi socio-politico-economici.” Wikipedia

      La chiesa sarebbe quindi in grado, di risolvere i problemi socio-politico-ecenomici secondo lo spirito del Vangelo. E’ questa la dottrina sociale ?
      Potrebbe spiegare come potrebbe fare ? dato che la storia ha già visto uno Stato Pontificio, governare per secoli, dal 752 al 1870; per oltre mille anni, e pare che di pasquinate ne sono state dette a iosa durante quel potere temporale. Perché mai non essendoci riuscita allora dovrebbe riuscirci oggi ?

      Sebbene sia stato “uno degli organismi politici più influenti e prestigiosi d’Europa ? Come dice Wikipedia “La proiezione internazionale dello Stato Pontificio, in epoca medievale e nei primi due secoli dell’età moderna, andò ben oltre i limiti territoriali che le circostanze storiche gli avevano assegnato. Varie entità territoriali furono suoi vassalli: il Regno d’Inghilterra, il Regno del Portogallo, la Corona d’Aragona, il Regno di Napoli (un vassallaggio di tipo formale e retaggio dei tempi Angioini, almeno fino al 1776) e il Regno d’Ungheria; anche gli imperatori dovettero prostrarsi talvolta al cospetto del suo sovrano, il Papa.”

      Non le pare una contraddizione anche molto evidente ? Affidare la responsabilità del “Bene Comune” a chi ha già sperperato la sua opportunità e il tempo avuto a disposizione e non essendoci riuscito. Se la Chiesa fosse in grado di RISOLVERE, a che servirebbe pregare “Venga il Tuo Regno ? Hanno avuto 1000 anni per riuscirci e non l’hanno fatto !
      Saluti

    • mauro scrive:

      Caro Raffaele Savigni,

      lei che è così titolato si perde in un bicchier d’acqua associando la politica a Dio benchè nel Vangelo venga diviso il potere di determinarsi dell’uomo con proprie Leggi dal potere di Dio che è rivolto all’animo/a dell’uomo per ciò che l’uomo non può superare, la morte.
      Il “bene comune” non è altro ciò che l’uomo decide per sè in quel preciso momento secondo le proprie esigenze nel rispetto dell’altro ed a ciò si addiviene con Leggi che, sommando le varie e talvolta contrastanti esigenze, determinano un tracciato comune.
      Tale concetto ha già in sè una propria morale civile in quanto considera tutte le aspettative comuni della popolazione così come quelle religiose quando vi è la presenza di piu’ confessioni nel territorio.
      Far prevalere una confessione rispetto alle altre, come lei suggerisce con la Dottrina sociale cattolica, determina uno squilibrio nei rapporti ed un non rispetto dell’altro oltre a non essere di pertinenza della Chiesa interessarsi di come l’uomo decide come vivere.

      Quanto l’infelice battuta di Brunetta, lei ha ascoltato solo quanto ha voluto udire in quanto il ministro ha specificato nella stessa giornata che, in base a Legge dello Stato, le amministrazioni pubbliche possono ottenere direttamente i certificati dalle altre amministrazioni senza che l’interessato, a cui vengono richiesti, debba produrli.

      Ciò che mi fa specie è che un laureato in lettere antiche con votazione 110 su 110 non sappia leggere un Vangelo per determinare se il potere dell’uomo è diverso da quello di Dio.

    • john coltrane scrive:

      Caro prof SAVGNI, lei ha ampiamente ragione; solo una cosa: prendersela con il Brunetta è come sparare sulla Croce Rossa.
      D’altronde, se il buon DIO ci mette davanti una simile classe politica, abbiamo qualche trave da rimuovere da noi stessi, n’est ce pas?
      La saluto, buona giornata.

  21. Reginaldus scrive:

    “Non siate ansiosi per le necessità della vita come il mangiare, il bere, o cosa indossare….
    Guardate gli uccelli: non seminano, non mietono, né fanno provviste per il futuro, eppure il Padre vostro che è in cielo li nutre…..
    E perché vi preoccupate dei vestiti? Guardate come crescono i gigli nel campo: non lavorano, né si procurano i vestiti…. 
    Percio, non siate in ansia, dicendo: “Che mangeremo? Che berremo? Di che ci vestiremo?”
    Perché sono i pagani che vivono per queste cose, ma il Padre vostro che è nel cielo sa già tutto quello che vi è necessario.
    Cercate prima il Regno e la giustizia di Dio, e tutte queste cose vi saranno aggiunte. ”

    —Cercare la giustizia terrena , il Buon Governo, senza prima cercare la Giustizia del Regno di Dio- anzi, a prescindere da tale ricerca- è come pretendere di far camminare i morti… ( così mi dicono i miei piccoli scolastici manuali….)

    • Cherubino scrive:

      ecco un esempio di lettura fondamentalista protestante.
      Ad usare questo metodo si potrebbero dedurre dal passo del vangelo in cui Gesù loda l’amministratore disonesto che bisogna rubare.
      Oppure che bisogna andare alle feste di matrimonio con un vestito sfarzoso perchè altrimenti il padrone di casa ci butta fuori.
      Oppure che bisogna dormire senza cuscini (lo fa il Figlio dell’uomo, ergo…)

      Ma per favore !

    • Cherubino scrive:

      del resto, da uno che dice “vade retro Ratzinger” (vedi suo post sopra) cosa ci si deve aspettare …

  22. bo.mario scrive:

    In questo momento storico/sociale Savigni spera che da qualche parte arrivi una sferzata per cambiare la situazione. Ce lo auguriamo tutti. Siamo quasi alla fine di un periodo di cui non saremo fieri per molti motivi. Il tutto nasce da speculatori che giocano con le vite degli altri e ognuno si arrabatta come può. In quel mondo ci stà pure la chiesa che si interessa di finanza e strumenti legati. Parlerà a ragion veduta? ho i miei dubbi che in quel campo esista l’etica. Il pope ha parlato a S.Marino, ad Ancona e in Germania e non ha indicato nessuna via. Adesso è in Calabria e deve dire qualcosa. Dopo mille anni di potere la chiesa forse non è la prima a poter parlare ma erano altri tempi, sprecati. Adesso avrà credibilità? Savigni le notizie sono di dominio pubblico e gli imboscamenti sono controproducenti(chiacchiericcio). In Calabria se la prende con la delinquenza e non sapeva che c’era? la chiesa, presente in modo capillare, non ha aiutato lo stato a fare pulizia, diamo sempre la colpa agli altri? L’unica cosa è che tra non molto cambierà lo scenario politico e spero, viste le divisioni in tutto, che non ci faccia rimpiangere il B., è tutto dire. Un saluto Savigni.

  23. Vale scrive:

    Mi sembra che Tettamanzi sia una figura tutto sommato alquanto secondaria per la storia della diocesi ambrosiana e che l’eclatanza della sua notorietà sia più che altro dovuta alle sue posizioni demagogiche che poco entrano nella sfera dell’attività e del ruolo pastorale che egli avrebbe dovuto svolgere verso tutti, non solo una parte, del popolo ambrosiano. Ha avuto la considerazione di molti perché la tendenza dei suoi discorsi era chiaramente in opposizione al governo, ma questo può essere considerata una dote spirituale e carismatica? Martini, che certamente manteneva una sua dipendenza di pensiero, lo abbiamo tutti sentito come pastore: cattolici e non, credenti e non, mentre per Tettamanzi l’impressione prevalente è quella di una figura alla ricerca di una certa notorietà. Molti dimenticano che al momento del suo passaggio dalla diocesi di Genova a quella di Milano egli si profuse in espressioni di gioia incontenibile, quasi che il gregge che lo aveva avuto per pastore fosse meno importante del prestigio che lo avrebbe investito diventando arcivescovo di Milano. La sua mancata presa di posizione verso l’atto di preghiera dei musulmani in piazza duomo e l’enfasi di talune sue sortire a favore delle moschee certamente non sono il migliore dei modi per mostrare cura ed attenzione pastorale per una diocesi come Milano. Non occorre essere leghisti per giudicare negativamente tettamanzi, basta avere solo un briciolo di conoscenza del ruolo e del ministero specifico del vescovo per giudicare l’operato dell’arcivescovo emerito e ritenerlo in più punti troppo rivolto ad interessi che appartengono più alla sfera del poltico che del pastorale. Martini istituì la scuola della parola, alla quale molte generazioni come la mia sono cresciute e nella quale si sono formate, Martini curò la cattedra dei non credenti, Martini parlò al cuore di tutti e se ancora lo leggiamo o lo ascoltiamo con piacere, se ancora gli atei e i non cattolici lo ricordano con mostalgia, non è per le sue dichiarazioni politiche o per la sua militanza a favore dell’una o dell’altra causa, ma per la sua parola di pastore. Se si pensa a Schuster, a Montini, a ciò che essi significarono per la diocesi (non vorrei che si stigmatizzassero le mie riflessioni con l’idea che parlo così perché sono filomartiniana) la figura di Tettamanzi appare microscopica e destinata in pochi anni forse a diventare ancor meno significativa di quanto non sembri. Scola ha il suo stile, sarà da vedere negli anni ciò che sarà capace di essere e di dare. Alla Lateranense è stato un ottimo manager, a Venezia ha saputo avviare molteplici iniziative senza, mi sembra, scadere nel demagogico. Sorrido un poco quando lo si definisce grande ‘teologo’, ‘teologo del papa’. Come addetta ai lavori, non mi sembra troppo azzeccato definirlo tale, giacché per essere teologo occorrono doti che i suoi libri abbastanza rari, mi sembrano non avere. Ciò non significa che possa essere un ottimo pastore. Credo che certamente potrà fare meglio del suo predecessore. Non so però se potrà anch’egli essere annoverato, a posteriori, tra le grandi figure di arcivescovi che Milano ha avuto. Certamente non Tettamanzi, il cui ricordo resta legato più agli annunci eclatanti, che a discorsi ed azioni pastorali veramente all’altezza della diocesi di Milano.

    • Stefano scrive:

      Ottima analisi. Non sarà difficile per Scola essere un pastore migliore di Tettamanzi. Mi auguro piuttosto che sia un buon pastore. Ho ascoltato i suoi interventi nei 4 incontri che ha fatto dopo il suo ingresso (con il mondo della fragilità, con quello della comunicazione e della cultura, con quello del lavoro, dell’economia e finanza e con quello della politica), oltre che i suoi interventi nel giorno dell’ingresso, e devo dire che mi ha fatto un’ottima impressione. Si può condividere o meno quello che dice e come lo dice, ma almeno (a differenza del suo predecessore) dice qualcosa. Lo aspetta un compito imponente come mole e impegnativo come complessità; peccato che abbia davanti solo pochi anni… Lavorerà più per il suo successore (ancora troppo giovane e inesperto, e “parcheggiato” in attesa di fisiologica maturazione) che per ottenere risultati immediati. Sono fiducioso.

      • Simone scrive:

        Personalmente (ripeto, personalmente, non voglio essere assolutista) non sono molto daccordo, non mi sembra una così ottima analisi. Martini non l’ho sentito molto come pastore, anzi. Come cattolico ambrosiano, di quel periodo ricordo con piacere quanto c’era nella mia parrocchia e nella mia zona, ma erano tutte cose che discendevano dall’episcopato del Card. Colombo. Man mano che poi passava il tempo ho notato solo uno scadimento continuo. Colpa sicuramente anche nostra, ma non è che questo contribuisse a rendermi “pastorale” la figura dell’Arcivescovo Martini. Non sono, peraltro, il solo che ha vissuto con difficoltà quel periodo. E se un pastore è ricordato come tale dagli atei e dai non cattolici più che dai suoi, magari qualcosina su cui pensare c’è. Solitamente diffido (sarò un cattivone) quando da certi ambienti laicisti, atei o quant’altro, giungano lodi sperticate a Pastori della Chiesa; sento subito odore di strumentalizzazione (come quando Pannella, Bertinotti e C. si precipitavano all’Angelus in P.za San Pietro perchè Giovanni Paolo II condannava una guerra, e poi si stracciavano le vesti quando parlava di famiglia o bioetica) oppure mi pare che il Pastore sia un pò “comodo” (come nel caso del Card. Martini). La cattedra dei non credenti non mi pare un buon indicatore; si va bè, un’iniziativa verso l’esterno, ma credo che il buon contadino non semini fuori dai suoi campi lasciando i suoi senza cure… Personalmente ho sentito più come pastore Tettamanzi, guarda un pò. Con tutti i suoi limiti (anche se, secondo me, la reazione di Martini alla famosa preghiera in piazza Duomo sarebbe stata identica), mi pare che su certi argomenti (es bioetica) sia stato molto più chiaro e fermo del predecessore, e per quanto riguarda le cosiddette uscite politiche quando ci vuole ci vuole. Non voglio difendere Tettamanzi, perchè altre volte mi è parso che il suo agire fosse, nella pratica, conseguenza diretta della teoria seminata dal suo predecessore. Sul Card. Scola condivido pienamente quanto dice Stefano, anche se mi pare abbia poco tempo, e molto, molto da fare.

        • Cherubino scrive:

          ho vissuto a Milano città negli anni prima e dopo il 1990 e posso assicurare che la maggior parte dei milanesi cattolici ha amato e sentito il card. Martini come un grande pastore.
          E come dimenticare il larghissimo seguito che avevano tante sue iniziative: la Cattedra dei non credenti, La Traditio Symboli con i giovani in Duomo, la Scuole della Parola e i quaresimali via radio, una nuova impostazione agli organismi parrocchiali, l’attenzione agli ultimi e agli emarginati manifestata in tante occasioni, il rilancio delle scuole di formazione socio-politica, il rapporto con gli organismi missionari, l’ascolto di chiunque chiedesse un consiglio o un confronto.

  24. ritaroma scrive:

    REGINALDUS.
    ha detto bene…è come pretendere di far camminare i morti…e quì di zombi ce ne sono molti!

    BO MARIO,
    la storia non sempre si ripete, ma qualche volta ci restituisce forme nuove di ciò
    che era buono e sembrava perso

  25. Cherubino scrive:

    quanto detto dal prof. Savigni è del tutto conforme alla dottrina sociale cattolica.
    Per i fonti-tradizionalisti ricorderei le parole di S. Tommaso d’Aquino:

    “Occorre dunque considerare quello che Dio fa nei confronti del mondo; si vedrà così che cosa debba fare il re. In generale, l’opera di Dio nel mondo può essere considerata sotto un duplice aspetto. Il primo, quello di creare il mondo; il secondo, quello di governare dopo averlo creato.” (De regimine principum”)

    “Poiché l’atto del governare ha il compito di condurre alla perfezione gli esseri governati, sarà tanto migliore il governo, quanto maggiore perfezione sarà comunicata, da chi governa, alle cose governate. Ora, si ha certo maggiore perfezione nel far sì che una cosa sia buona in sé e insieme sia causa di bontà nelle altre, che nel render buona la cosa soltanto in se stessa. Dio perciò governa le cose in maniera da rendere alcune di esse cause rispetto al governo di altre: come un maestro che rendesse i suoi alunni non solo dotti, ma capaci d’insegnare agli altri”

    Va poi ricordato che per s. Tommaso il governante non deve essere necessariamente un uomo di fede, ma un uomo di virtù e saggezza. Infatti l’ipotesi estrema del regicidio non è ammessa verso il Re non cattolico, ma solo verso il tiranno che mortifica il bene comune in misura eccezionale.

    Altro esempio di non-fondamentalismo in s. Tommaso, la condanna del battesimo dei bambini contro il volere dei genitori. Anche qui si riconosce un’autorità naturale anche se non è cristiana.

    • Sal scrive:

      @ Cherubino
      Ha mai preso in esame la possibilità che Tommaso D’Aquino possa aver preso un granchio ? Mica è vangelo è solo Tommaso, perché ricondurre a Tommaso la Verità ?
      Vede, quando Dio ha creato il mondo, ha lasciato all’uomo la possibilità di governarsi da sé. Infatti nel giardino c’era una sola proibizione, non magiare “il frutto dell’albero della conoscenza del bene e del male”
      E poi, dopo che l’uomo ha ereditato l’imperfezione con la disubbidienza come pretende che l’uomo imperfetto possa governare come potrebbe fare Dio stesso ? in modo perfetto ?
      “Chi può produrre qualcuno puro da qualcuno impuro? Non c’è nessuno.” ( Giobbe 14.4)

      “Poiché l’atto del governare ha il compito di condurre alla perfezione gli esseri governati, sarà tanto migliore il governo, quanto maggiore perfezione sarà comunicata, da chi governa, alle cose governate.”

      La citazione sarebbe perfetta, peccato che Gesù è di diversa opinione : “ Lasciateli stare. Sono guide cieche. Se, dunque, un cieco guida un [altro] cieco, entrambi cadranno in una fossa”.” ( Mt. 15.14)

      Non c’è riuscito neanche Davide, “l’unto del Signore” scelto direttamente da Dio, ( “Uomo secondo il Suo cuore” Atti 13.22) come pensa che ci possano riuscire quelli amici di Tommaso.

      Dai un po’ di serietà !

      “Altro esempio di non-fondamentalismo in s. Tommaso, la condanna del battesimo dei bambini contro il volere dei genitori. Anche qui si riconosce un’autorità naturale anche se non è cristiana.” – Ma l’hanno scoperto solo ora, perché quando battezzavano i piccoli ebrei contro il volere dei genitori non lo sapevano ?

  26. Cherubino scrive:

    e ritornando all’esempio attuale della scuola cattolica, è evidente che chi favorisse la scuola cattolica senza migliorare la scuola statale, non compierebbe in modo effettivo il bene. Questo infatti starebbe nel rendere migliori e accessibili l’una e l’altra.

  27. macv scrive:

    Scusate ma a tutti quelli che continuano a tirare in ballo il fatto che la Chiesa deve “seguire il Vangelo “non viene mai in mente che nel Vangelo non vi sono parole come “dialogo”, “accoglienza”, “tolleranza”, “diritti”, “multiculturalismo” ma piuttosto parole come “perdono” “carità” “annuncio (del Regno di Dio)” “conversione” “grazia”
    “vita eterna” “verità”, “riconoscimento (di Gesù quale figlio di Dio”) “fede” “visione”
    (chi vede Me vede il Padre). Insomma le parole sono importanti, certo oggi non possiamo più parlare come ai tempi di Gesù, ma bisognerebbe cercare di non tradire i concetti che stanno dietro le parole. Ora ognuno di noi sa e capisce che la parola “perdono” non è uguale alla parola “tolleranza”. la prima , perdono, presuppone che vi sia un errore, un peccato , una mancanza che viene appunto perdonata con amore e misericordia, la seconda parola “tolleranza” presuppone che non vi sia alcun errore alcun peccato solo “opinioni” o modi di fare e di comportarsi diversi ma paritari che per civiltà vanno “tollerati”.
    La prima è una parola evangelica la seconda è una parola venuta in auge con l’illuminismo francese. Quindi se i cristiani di oggi vogliono veramentre essere “evangelici” si rifacciano al Vangelo e non alle filosofie illuministe e alla Dichiarazione dei diritti dell’uomo. Sono due cose diverse . Ma oggi si fa una grande confusione e certe parole , pur evangeliche, sono del tutto dimenticate ( perchè scomode, perchè taglienti e non soffici ) : sarei stato più felice se Scola invece che di “dialogo” avesse parlato di penitenza e di morte e di vita eterna, di Dio
    e dell’uomo. Quale vescovo oggi parla di porta stretta? chi parla di “grazia” ? chi parla di annuncio? chi parla di visione salvifica?chi parla della necessità del battesimo?

    • Cherubino scrive:

      non è vero: Gesù ha detto di accogliere ogni persona bisognosa. Nella parabola del buon samaritano il “buono” è uno straniero, proveniente da una popolazione considerata eretica.
      Quando parla del Padre dice che fa piovere sui buoni e sui cattivi, e quando i discepoli vorrebbero incenerire un paese perchè inospitale, Gesù li rimprovera.
      Alla donna cananea riconosce la sua fede, ai magi in ricerca si presenta in fasce.
      Se poi vediamo i primi secoli cristiani vediamo che dall’inizio la Chiesa ha dialogato con le culture pagane.
      I problemi sono iniziati -guarda caso- quando l’imperatore è diventato lo sponsor della fede cristiana.
      Si vede che sotto sotto è questo che sognano alcuni.

    • Cherubino scrive:

      se legge le lettere pastorali di tanti vescovi quelle cose (annuncio, salvezza ecc. ecc.) vi sono scritte e anche molto bene. Vada un pò sui siti diocesani e vi troverà molta dottrina spirituale.
      Lei sta facendo disinformazione.

      • Luigi scrive:

        Fortuna che c’è l’azione pastorale e la testimonianza cristiana di tanti vescovi e parroci! Se a testimoniare l’insegnamento cristiano fosero i Formigoni, gli Amicone (mite e paziente!?!), i Lupi o i Giovanardi, apriti cielo! Luigi

  28. macv scrive:

    Aggiungo che se voglio sentire una conferenza sui diritti dell’uomo e sull’importanza del dialogo non ho bisogno di andare in Chiesa e non ho nessun bisogno di un vescovo. ci sono molti intellettuali atei e laici che sanno parlare del dialogo molto meglio che Scola.
    Neppure se voglio essere un filantropo , un benefattore dell’umanità, ho bisogno di andare in Chiesa . L’ha detto chiaramente Olmi nel suo ultimo film, la chiese non servono, perchè “il bene è più importante della fede”. Se voglio accogliere gli immigrati o fare del bene ai tossicodipendenti non ho bisogno di credere in Dio o di andare in parrocchia.
    Se la Chiesa si riduce ad una grande fabbrica di beneficienza e di volontariato, come forse Olmi vorrebbe, se davvero il “bene è più importante della fede” allora non vi è più alcun bisogno di Dio, di preti, di Chiesa, di sacramenti.
    ma, per qualcuno , come per me questo non è vero: “la fede è più importante del bene”
    solo Dio è bene, il bene dell’uomo non è bene, il bene dell’uomo è solo spesso vanagloria, ipocrisia fariseismo….

  29. Reginaldus scrive:

    …e adesso vada al Cairo il Cardinale dell’ incontro e del dialogo, idem cum papatine rispetto al suo merito predecessore – e tutti quello come lui, sblateratori a vuoto, la chiccosa compagnia dialogante e accoglientizia, se davvero hanno le ‘palle’, invece che le parole dette senza rischiare mai un pelo, e tutto il rischio facendolo montare per noi che con questi maledetti islamici ci impongono di convivere !!! ( tanto loro mica hanno famiglia, figli e nipoti…)

  30. raffaele savigni scrive:

    Wikipedia non mi sembra una fonte autorevole per stabilire cos’è, e cosa intende essere, la dottrina sociale cattolica. Essa, rettamente intesa, non intende “risolvere” in via definitiva i problemi sociali, ma contribuire con la luce della fede e della ragione a risolverli, in dialogo con tutti gli uomini di buona volontà. Essa non intende quindi imporre un modello mediante il potere ecclesiastico: il riferimento allo Stato pontificio (che è stato un’esperienza politica temporanea, per quanto plurisecolare, e non un dato permanente della dottrina cattolica) è del tutto fuori luogo. La dottrina sociale si è sviluppata proprio quando lo Stato pontificio non c’era più, e con la consapevolezza del fatto che occorreva cercare nuove forme di intervento nella società diverse dall’esercizio diretto del potere politico.
    La dottrina sociale non intende poi certo esaurire il messaggio escatologico del Cristianesimo: lo presuppone, ma affronta alla luce della fede i problemi emergenti della società. Il Vangelo è immutabile, la dottrina sociale si evolve. Non posso pretendere di illustrare i novissimi (che considero scontati) ogni volta che affronto i problemi dell’economia, del lavoro ecc. sarebbe come pretendere che un medico di fronte ad un malato grave gli parlasse dei “novissimi” anziché cercare di guarirlo con un intervento chirurgico…

    • Sal scrive:

      “La dottrina sociale si è sviluppata proprio quando lo Stato pontificio non c’era più, e con la consapevolezza del fatto che occorreva cercare nuove forme di intervento nella società diverse dall’esercizio diretto del potere politico.”
      E da dove nasceva quella consapevolezza ? dai novissmi ?

  31. ritaroma scrive:

    e xchè no?
    morte, giudizio, inferno e paradiso…
    se ogni tanto ce ne ricordassimo almeno qualcuna….!

    • Sal scrive:

      @ ritaroma
      Ancora non ha capito ?

      La morte è un sonno “disse loro: “Lazzaro, il nostro amico, è andato a riposare, ma io vado a svegliarlo dal sonno”” ( Gv 11.11)

      L’inferno è la tomba – “Sceol”, “Ades” — La comune tomba del genere umano – Ebr. שאול (sheʼòhl); gr. ᾅδης (hàides); lat. infernus; sir. Shiul – In At 2:27, la citazione che Pietro fa di Sl 16:10 mostra che Ades è l’equivalente di Sceol e si riferisce alla comune tomba del genere umano (a differenza della parola greca tàfos, una singola tomba). La parola latina corrispondente ad Ades è infernus (a volte inferus). Significa “ciò che giace di sotto; la regione inferiore”, e ben si applica alla tomba; non contengono il concetto di piacere o di dolore, né vi alludono.

      Il paradiso significa un bel parco o giardino dal persiano paradeisos. “Il termine paradiso indica un luogo utopico sereno e non soggetto al trascorrere del tempo, caratterizzato da pace e felicità” Wikipedia.
      Secondo lei i risorti dove dovranno vivere se non in un paradiso ?

      “Felici quelli che sono d’indole mite, poiché erediteranno la terra.” ( Mt. 5.5)
      Ma i mansueti stessi possederanno la terra, E in realtà proveranno squisito diletto nell’abbondanza della pace. (Salmi 37.11)

      I giusti stessi possederanno la terra, E risiederanno su di essa per sempre.” (Salmi 37.29)

      Ecco il giudizio
      Ed egli non giudicherà da ciò che solo appare ai suoi occhi, né riprenderà semplicemente secondo la cosa udita dai suoi orecchi. E deve giudicare con giustizia i miseri, e deve dare riprensione con rettitudine a favore dei mansueti della terra. E deve colpire la terra con la verga della sua bocca; e con lo spirito delle sue labbra metterà a morte il malvagio. E la giustizia dev’essere la cintura dei suoi fianchi, e la fedeltà la cintura dei suoi lombi.
      E in effetti il lupo risiederà temporaneamente con l’agnello, e il leopardo stesso giacerà col capretto, e il vitello e il giovane leone fornito di criniera e l’animale ingrassato tutti insieme; e un semplice ragazzino li condurrà. E la vacca e l’orso stessi pasceranno; i loro piccoli giaceranno insieme. E perfino il leone mangerà la paglia proprio come il toro. E il lattante certamente giocherà sulla buca del cobra; e un bambino svezzato effettivamente metterà la sua propria mano sull’apertura per la luce di una serpe velenosa. Non faranno danno né causeranno rovina in tutto il mio monte santo; perché la terra sarà certamente piena della conoscenza di Geova come le acque coprono il medesimo mare.
      ( Isaia 11.3-9)

      E’ vangelo !

  32. Luigi scrive:

    Non è che i cristiani in politica sono per caso l’arrogante e sprezzante Formigoni o l’aggressivo e assatanato Amicone, difensore intemerato del Berlusca e della sua etica (fatti suoi privati!!)? Se sono questi i nuovi paladini del costume cristiano prepariamoci a chiudere bottega e non c’è Bagnasco o Scola che tenga. Comunque teniamoci stretti vescovi come Mogavero, Crociata, Bregantini e, per fortuna nostra, tantissimi altri che sono sul territorio a contatto con i problemi della gente comune. La corte servile e acritica che attornia chi ci governa lasci stare il cristianesimo! Luigi

  33. Fabiola scrive:

    Questa sera il card. Scola ha sottolineato che troppo spesso diverse opinioni, politiche e non solo, sembrano valere di più della comunione che Cristo stabilisce tra i suoi, nella Chiesa.
    Ecco, il tuo post, caro Luigi, è un bella documentazione del suo giudizio.
    Prova a pensarci.

  34. Sal scrive:

    “più della comunione che Cristo stabilisce tra i suoi, nella Chiesa.”
    Perché nella chiesa c’è comunione ? Davvero ? ……. Quela stabilita da Cristo ?

    “Voi sapete che i governanti delle nazioni le signoreggiano e che i grandi esercitano autorità su di esse.  Non sarà così fra voi; ma chiunque vorrà divenire grande fra voi dovrà essere vostro ministro,  e chiunque vorrà essere il primo fra voi dovrà essere vostro schiavo.” ( Mt 20.25)

    Non combacia !