Nuove e vecchie DC

Ancora una volta Benedetto XVI, da Lamezia Terme, è tornato a chiedere “una nuova generazione di uomini e donne capaci di promuovere non tanto interessi di parte, ma il bene comune“. Sono ormai tre anni che il Papa insiste su questo e che la Conferenza episcopale italiana gli fa eco.

Come saprete, fra una settimana esatta, il 17 ottobre, si riunisce a Todi una vasta rappresentanza del mondo cattolico, per discutere del manifesto delle associazioni del mondo del lavoro d’ispirazione cristiana. Pur senza chiamarlo per nome, ne ha parlato anche il cardinale Angelo Bagnasco nella prolusione di due settimane fa.

In questo periodo – caratterizzato dalle mosse di alcune frange del Pdl per arrivare a chiudere la stagione del governo Berlusconi (vedi Scajola) – si continuano ad ascoltare reazioni di vario genere sul ritorno della Dc, la nostalgia della Dc, le trame della Dc, l’ipotesi velleitaria di rifondare la Dc, i vescovi che vogliono il loro partito…

Se il Papa e i vescovi insistono nel chiedere una nuova generazione di cattolici in politica, starà poi a questa eventuale nuova generazione stabilire percorsi e forme del loro impegno. Ovvio che la Chiesa – che spesso mal sopportava la Dc pur sostenendola – non fonda partiti. I partiti li fondano i cristiani.

Ora, i cattolici condividono (o almeno dovrebbero condividere) alcuni valori comuni, quei “principi non negoziabili” che la Congregazione per la dottrina della fede, nell’ormai famosa Nota dottrinale, considerava come basiliari e irrinunciabili nell’impegno di un cattolico in politica: difesa e promozione della vita dal suo sorgere al suo naturale tramonto, della famiglia, della libertà di educazione.

La dottrina sociale della Chiesa non si riduce però soltanto a questi principi non negoziabili. C’è molto di più. Un’idea di società, di lavoro, del necessario protagonismo dei corpi intermedi, etc. etc. E oggi difendere la vita e la famiglia significa anche impegnarsi per tutelare il lavoro, per far sì che le lavoratrici mamme non siano discriminate, etc. etc.

Insomma, il cattolico in politica, se cosciente del portato della storia che l’ha preceduto (il fervore delle opere sociali della fine dell’Ottocento, gli ideali di don Sturzo, il contributo insostituibile della classe dirigente democristiana – coltivata da Giovanni Battista Montini durante gli anni del fascismo – alla nascita della nostra Repubblica…), non può non impegnarsi per il bene comune e per una società più giusta, più libera, più partecipata.

Non penso ci sia chi vuole davvero “rifare la Dc”. Ma qualora qualcuno lo volesse, non vedo che male ci sarebbe. Forse che la Dc stona, sfigura, per la sua storia e i suoi ideali, di fronte al desolante panorama politico italiano odierno? Forse che il bipolarismo quasi bipartitico è diventato un dogma di fede, e siamo condannati a vivere nell’Italia del Porcellum e delle porcate conseguenti, con le liste di nominati dal Capo Supremo?

Non vedo all’orizzonte delle nuove Dc. Ma una voglia di maggiore protagonismo dei cattolici. Che parteciperanno (o almeno dovrebbero partecipare) alla vita pubblica senza etichette e senza elevare steccati, tentando di promuovere davvero il bene della società, del Paese. E se qualcuno di questi non si ritiene sufficientemente rappresentanto negli schieramenti esistenti, ha il sacrosanto diritto di tentare vie nuove, a proprio rischio e pericolo e senza invocare benedizioni o rivendicare esclusive.

I vescovi italiani hanno preso atto della fine della Dc. E’ stata sancita la diaspora dei cattolici nei vari schieramenti. Ma il divieto a costituire un soggetto politico unitario non mi risulta ancora sia stato un dogma. E dunque se c’è chi non si sente adeguatamente rappresentato nei partiti attuali, non vedo perché non possa cercare di dar vita a qualcosa di nuovo.

Si dirà: quando qualcuno ha già cercato di farlo, non c’è riuscito. Ha finito per creare soltanto minuscoli partitini o mini-formazioni elettorali, spazzati via dall’esito del voto. Verissimo. E’ anche vero però che le situazioni possono mutare e nessuno è in grado di prevedere quale sarà l’esito del lungo tramonto di Berlusconi.

In giro c’è così tanta avversione e così tanta paura per la possibile rinascita di qualcosa di simile alla Dc, e per la rinascita di un protagonismo dei cattolici sulla scena politica, da far davvero pensare…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

33 risposte a Nuove e vecchie DC

  1. Carlo scrive:

    Io non capisco l’ipocrisia che c’è in giro. La Dc ha governato l’Italia diversi anni, Berlusconi e compagni altrettanto.

    Diaciamo che i cattolici hanno comandato, ma allora cosa vogliono ora??

  2. Sal scrive:

    Della serie “andate avanti voi che a me, me vien da ridere “
    Della serie “non calati dall’alto, ma spinti dal basso”
    Della serie L’Italia è un paese laico governato dai religiosi” di Dx e SX !

    Hanno governato in esclusiva dal 752 al 1870 su tutta l’Europa hanno governato incontrastati sull’italia per mezzo dal ’46 ad oggi secolo tirando i fili delle marionette cristiane, ma fingono di essere sordi e caparbiamente continuano imperterriti nel loro percorso.
    Dato che non hanno mai dimenticato come fare i morti come in Egitto (24)
    Illuminante il discorso di Vera Pegna ( European Humanist Federation)

  3. peccatore scrive:

    Visto come vanno le cose non rimpiango solo la DC, ma anche il PCI ed il PSI.
    Rimpiango una classe politica che si formava nelle sezioni e proveniva dal basso, invece di essere scelta tra i lobbisti, gli avvocati, gli attori e le pornostar . E’ vero che anche in passato i politicanti avevano i loro “santi in paradiso”, i loro “mecenati” con tutto quel che ne consegue. Però li avevi anche a fianco nella sezione del partito, e l’aria che tirava la fiutava chiunque, sul territorio, di cui il politico si faceva comunque rappresentante. In questo senso c’era maggior moralità. Perchè c’era più unanità, più “normalità”. Il politico poteva avere una vita privata normale, verificabile senza bisogno di intercettazioni telefoniche. Bastavano il bar, il barbiere, la miriade di addentellati ed espressioni in cui la società (veramente civile) italiana si vanta(va) di ramificarsi. Nel piattume omologante attuale tutto questo è sparito e lo rimpiango.
    Da cattolico rimango molto impressionato dal pressante appello del Papa. Ne apprezzo la lucida logica. Rimango un po’ più disorientato dalla CEI, non perchè non riproponga la stessa logica, ma in quanto non ne discende una prassi coerente: troppi pronunciamenti di singoli vescovi sono di fatto omologati al piattume moralistico, ad un utilizzo strumentale del cristianesimo in politica, irrimediabilmente asservito a questa o quella parte, senza la capacità di un’originalità ed una coerenza che non servano pro o contro una delle parti, ma ad essere un riferimento capace di una visione propria, cattolica, di società. Anzi: di fatto si evidenzia in politica quell’esistenza di almeno “due chiese” che tanti danni sta facendo anche in campo teologico e pastorale. Di qui il paradosso e lo sconcerto che vengono dalla CEI: incapace di dare un chiaro orientamento ratzingeriano a se stessa, si illude di dare un orientamento politico ai laici che chiama ad occuparsi di politica, senza avere la lucidità di pensiero del Papa e senza lasciarlo solo, come di fatto spesso succede ad opera di molta parte dell’episcopato. Il vero problema primario è la divisione tra fede e vita: cioè la debolezza di un reale primato di Dio. Da lì viene meno la capacità di costruire la città dell’uomo, a cominciare da un’unità di intenti che latita nella Chiesa e che è perciò impossibile portare in dono alla società, che è ancor più divisa, se pensiamo che la “destra” annovera un trio come Berlusconi, Fini e Bossi e la “sinistra” Vendola, Di Pietro e Bersani. In sei non viene fuori un cristiano: e chi si accontentasse di Casini starebbe davvero fresco: la C dell’UDC non è più cristiana, ma è un luogo, il “centro”. Come se per essere cristiani si dovesse essere tiepidi: no, il cristiano è sempre caldo o freddo, a secondo dei casi, più a sinistra dei “sinistri”, più a destra dei “destri”. Di questa politica c’è bisogno: la DC, nella sua umana miseria, era di gran lunga preferibile all’emetico miscuglio attuale.

  4. ADRIANO MEIS scrive:

    Davvero dobbiamo rallegrarci di vedere che ,finalmente, dopo milleseicento anni di assenza, la chiesa torna sulla scena politica di questo paese.
    Sono stati milleseicent anni molto duri, in cui la coscienza nazionale ha perso maturità – ha perso onestà- senso del dovere – senso dello Stato e rispetto per l’interesse comune
    Ora, finalmente, che la chiesa riprende il Suo posto nella Politica, nell’Economia, nella Finanza, nella Direzione Morale stessa dell’Italia,
    finalmente, la situazione migliorerà di colpo.
    Era ora !!!

    • andrea scrive:

      Milleseicento anni? Siamo tornati a Costantino, Teodosio, la guerra greco-gotica? Chi impersona oggi Galla Placidia o Teodora? Bindi o Minetti o Santanché?
      Siamo alla parodia del Basso Impero?
      La Storia si ripete, prima come tragedia, poi come farsa…

  5. dino zuccherini scrive:

    Caro Tornielli, ci conoscemmo a PAdova vent’anni fa, amichevolmente ti scrivo che la dottrina democristiana è stata condannata dal San Pio X con l’enciclica Notre Charge Apostoliquedel 1910 docìve si condann ala DC francese del Sillon, e pio XI alla fine dell’enciclica Ubi Arcano Dei del 1922 condanna il modernismo politico cioè il partito popolare. Infine Sturzo volle fare un partito di ispirazione cristiana che accettava il liberalismo parlamentare, tanto è vero che i suoi successori firmarono la legge 194 sull’aborto – erano tutti ministri di un monocolore democristiano – dicendo che la legge era stata votata dal parlamento. Questo è relativismo morale e positivismo giuridico di scuola liberale. Inoltre De GAsperi citato nell’ultimo libro di Baget Bozzo dice di avere fra i suoi maestri Montalembert e Lecordaire due cattolici liberali condannati dai Papi. Dossetti citato dopo dice additìrittura di p0referire i rivoluzionari di sinistra ai conservatori 8 che hanno i kloro difetti come in quel momento storico i liberali come ho dett prima , ma perchè i liberali sono cattivi non si possono preferirie i cocialcomunisti. IL vescovo do Genova Boggiano negli anni 20 mi pare condannò la DC e dagliscritti dipasre Sale s. j. risulta che nemmeno Benedetto XV approvasse molto il partito popolare. Se ci sarà un partito di cattolici spero sia di cattoli completi e non democristiani- Ciao Cordiali saluti. Viva il Papa.

  6. LIBERAMENTE scrive:

    sonora batosta politica per i servi della chiesa cattolica in Polonia, la gente vuole la laicità dello stato totalmente libera dai legami con la chiesa cattolica, al 10% il partito anticlericale è una sonora risposta all’arrogante e prepotente presenza della chiesa nelle questioni politiche e sociali, ovviamente ha vinto la laicità al 37% contro il servilismo cattolico ormai precipitato al minimo. Auspico profonde riforme europeiste e di ampio respiro laico in favore delle libertà civili quali l’aborto, il divorzio, i matrimoni omosessuali, le coppie di fatto, possibilità di sbattezzarsi e di non battezzarsi, libertà di non avere alcuna religione o di non professarne una per forza.

    Al diavolo quelli che pensano che si debba imporre la religione e cattolica per il bene pubblico anche se vi è un rifiuto dei singoli cittadini, come se dovessero per forza capire che è per il loro bene ce gliela si impone o gliela si è imposta, perchè la reliigone deve essere un fatto privato in regime di laicità dello stato, così deve essere.

    • Paolo scrive:

      Questo è il cuore della bestia del relativismo morale.La Corte Suprema americana l’ha descritto con più eleganza: ciascuno ha ” il fondamentale diritto… di dare il proprio significato alla vita” ( “fundamental right…to define the meaning of existence”). E’ quello che dicono all’Inferno…No, non allarmarti, LIBERAMENTE, ritorno alla logica. Dici che non c’è libertà se non si possono creare e imporre i propri valori? Inoltre tutti amiamo la libertà, vero? Ma la libertà non può creare dei valori, perchè li presuppone. Infatti se dici che il relativismo è bene perchè è garante dei diritti, suppone che la libertà è veramente un bene. Sono sicuro che darai per buono solo questo valore, della libertà, non quello della repressiva legge morale della Chiesa, il peccato, e tutta quella minestra illiberale che la Chiesa esige, vero? Ma se la libertà è un bene, deve essere libertà da qualcosa di veramente negativo, vero? Allora sei costretto a prendere per buoni due valori: la libertà e il male, la repressione della libertà. Ma la libertà vale solo per te o anche per i talebani come me, i cattolici? Per tutti. Allora sei costretto ad accettare il valore della giustizia, dell’uguaglianza. Ecco che qui incappi nel ladro. Se tu sei libero di creare un sistema valoriale, come quello che hai descritto, anch’io lo sono! E se io creassi un sistema morale, politico, ideologico che ti proibisse di parlare perchè io sono Dio e tu non lo sei, lo accetteresti?No, perchè sarebbe pazzesco, insano. Allora devi ammettere che ci sono due valori assoluti: la giustizia, l’uguaglianza, l’urbanità e il realismo, la salute mentale, la verità.
      Se tu a questo punto dici che sono solo tue opinioni, non valori assoluti, allora le tue proteste contro la mia eccentricità non sono meglio delle mie proteste contro la tua onestà e verità. Se non vuoi fare riferimento a una legge più alta ( i principi non negoziabili), a una legge morale oggettiva, tutto quello che puoi fare per condannarmi sono i tuoi sentimenti, o i tuoi pugni.Un bel recipiente per la libertà!

  7. ritaroma scrive:

    ripeto ciò che ho già detto in un altro post…
    la storia non si ripete, ma qualche volta riunisce in forme nuove ciò che era buono e sembrava perso!
    un saluto

  8. MARCO D scrive:

    Utopie, pure utopie: l’unità dei cattolici non esiste, l’accordo sui principi è a parole (allora perché da una parte si difende Berlusconi ad oltranza e dall’altro si fanno governi e giunte con chi calpesta questi principi?), la diaspora è stata a suo tempo “benedetta” da Ruini e ora è troppo tardi. E poi Bagnasco e il Papa stesso sanno che oggi se non hai i soldi in politica non puoi entrare? Come fa un volonteroso giovane cattolico a farsi votare senza l’apporto di una struttura di partito?
    I problemi sono ben altri e stanno alla base di tutti i discorsi: bisogna ricominciare da capo l’evangelizzazione e far tornare questo mondo (a cominciare da noi stessi) alla Fede.

  9. bo.mario scrive:

    Tornielli quello che non si capisce è cosa stà cercando la chiesa. Come fa a pensare di comandare in uno stato laico, non si parla di collaborare al bene comune che quello e solo ipocrisia. Ci sono cattolici in tutte le amministrazioni dello stato, non basta come esempio? Finti cattolici, marpioni della politica, rubiamo, tanto ci confessiamo. Quando un pope parla di valori non negoziabili come fa a presentarsi in uno scenario eterogeneo come quello italiano? Di cattolici veri, anche in questo blog, ce ne sono pochi e crearne di nuovi fa un po sorridere. Sfruttiamo questa situazione di confusione per crearne ancora dell’altra. Se nel DNA del cattolico esistono i principi e li portavano avanti non saremo in questa situazione. Ci vogliono politici cattolici ma la chiesa non fa politica, delle due l’una perchè non veniamo giù dalla montagna con l’Ape. Un saluto.

  10. giovannino scrive:

    L’ unità religiosa dei cattolici non implica in nessun modo l’ unità politica dei cattolici . L’ esperienza della DC ha presentato luci ed ombre e comunque non è riproponibile nell’ immediato futuro. Il miglior politico cattolico che abbiamo oggi in Italia è forse Graziano Delrio , sindaco di Reggio Emilia e presidente dell’ Anci oltre che della fondazione La Pira . Sarebbe un ottimo Premier , ma dubito che i cattolici del centro e della destra lo sosterrebbero . Quello che dovrebbero fare urgentemente i cattolici che militano a destra è sfiduciare Berlusconi . Questo sarebbe un passo che gli procurerebbe un grande credito politico verso i cattolici del centro e della sinistra e porterebbe , se non l’ unità , certo l’ armonia tra i cattolici impegnati nei diversi schieramenti , che potrebbero farsi promotori di un governo di unità nazionale , trascinando le forze non cattoliche dei diversi schieramenti .

  11. enzo scrive:

    Reputo le parole pronunciate ieri dal papa in Calabria estremamente condivisibili, nel solco di quanto precedentemente detto dal Cardinale Bagnasco. Anch’io come Tornielli resto convinto che non ci sia niente di male a voler rifare la Dc. Non mi persuade il dogma politico secondo il quale per forza di cose i cattolici devono scegliere se allearsi con la destra o con la sinistra. Tuttavia la storia non si ripete mai uguale a se stessa: oggi il nostro martoriato Paese non necessita di una nuova Dc, ma di un moderno, liberale e riformista partito unitario dei cattolici italiani. Il bipolarismo ha miseramente fallito; Berlusconi tutto rappresenta tranne l’Italia moderata e a sinistra il Pd sembra la copia del vecchio PDS allargato a sinistra. Dunque perchè non sparigliare i giochi dando agli italiani la possibilità di scegliere un partito credibile ed auticamente modernizzatore? I cattolici non possono e non devono essere vittime di alcun complesso di inferiorità semmai devono declinare (e Todi può rappresentare un importante punto di svolta) un programma di più ampio respiro: oltre ai valori non negoziabili urge pensare ad un nuovo modello economico e sociale; ad una politica che contrasti la precarietà dilangante e che rimetta al centro dell’agenda politica la famiglia. Un partito che sappia essere solidale con i più deboli; un nuovo soggetto interclassista che non abbia paura di rappresentare il ceto medio italiano ma che al contempo sia in grado di far rispettare il dettato costituzionale, secondo il quale le tasse si pagono progressivamente in base al reddito. Un partito dove le persona siano al servizio delle idee e non le idee al servizio degli uomini. Un partito che declini una politica estera autorevole, europeista ed atlantica dove siano chiare le alleanze internazionali. Un partito di “uomini e donne liberi e forti”, garante dell’unità nazionale e della centralità del Parlamento… Insomma la Dc (di cui non possiamo misconoscere gli straordinari meriti storici, basti pensare a quanto gli italiani di ieri e di oggi, siano debitori ad Alcide De Gasperi) ha esaurito la sua funzione storica (mettendoci del suo questo va detto per onestà intellettuale), ma oggi il Paese vive una fase drammatica, una fase che fortunatamente sta giungendo al termine. L’ora di un nuovo protagonismo cattolico è giunta e da questo punto di vista, va riconosciuto all’Udc la capacità di averne letto per prima la necessità.
    Ps: (l’amico Sal è davvero sicuro che la Chiesa abbia governato fino al 1870? Una cosa è parlare di potere temorale della Chiesa, altro del potere spirituale della Chiesa… Lo rammentò in apertura del Concilio Vaticano II il futuro Paolo VI che parlò della fine del potere temporale della Chiesa come di una fortuna. Inoltre: un nuovo partito cattolico non dovrebbe essere confessionale o clericale, ma semplicemente al servizio dei valori cristiani (De Gasperi docet). L’amico Liberamente invece, professa un programma politico alternativo ad un partito cattolico. Fa bene a difendere le sue idee e del resto nessuno gli chiede di iscriversi ad un partito cattolico. Tuttavia (mi creda le scrivo senza ironia o acredine, riconoscendola come serio interlocutore) è davvero convinto che i valori dell’europa siano storicamente quelli che Lei propungna? L’Europa è nata nel solco del cristianesimo e può sembrarle banale laici lo siamo tutti; laicisti solo alcuni. Quanto alla Polonia è certo che lì i cattolici impegnati in politica siano servi della Chiesa? Io ad esempio non credo che un fautore delle coppie di fatto, o un fautore del matrimonio tra omosessuali ecc ecc, sia al servizio (mi permetta la battuta) di Marco Pannella o del partito radicale. Rispettiamo le idee altrui, senza definirci reciprocamente schiavi di qualcuno. Sul matrimonio: nel medioevo è nato come strumento di regolamentazione sociale, tanto che non si praticava lo scambio degli anelli ne la promessa davanti a Dio; solo successivamente la Chiesa ha istituito il matrimonio religioso. Dunque un non credente o due appartenenti allo stesso sesso possono liberamente sottoscrivere un intesa (di fatto in Parlamento se ne discute da anni), ma converrà con me che in matrimonio religioso per sua eccezione storica è un altra cosa. Pensi al bel libro scritto da Duby “il cavaliere, la moglie e il prete”. Autore non sospettabile di simpatie cattoliche ma chiaro nel descrivere l’evoluzione dell’idea di matrimonio nella nostra società.) Grazie per l’attenzione.

  12. peccatore scrive:

    Bene: già per il fatto che dà tanto fastidio è cosa buona!

    E l’ipotetico partito non è solo una questione di soldi (non innanzitutto).
    Andando nel pratico: quando una persona “aderisce” ad una qualsiasi aggregazione, significa che ne condivide una serie di fondamenti e di atteggiamenti. Non è logico per esempio essere iscritti ad un gruppo cinofilo ed essere favorevoli all’abbandono dei cani in autostrada.

    Quindi, nell’ipotesi di un partito di ispirazione cattolica, dovrebbe essere chiaro che chi vi aderisce, fosse pure un non credente, dovrà riconoscersi nei “principi non negoziabili” ed essere conseguente. Non perché “lo dice la Chiesa ”, ma perché -aderendo ad una chiara ed inequivocabile cultura ispiratrice il proprio agire politico- avrà la medesima sensibilità ed userà lo stesso discernimento che userebbero (o così dovrebbero) coloro i quali abbiano ben chiaro il catechismo.

    Il che non significa “rendere obbligatoria la partecipazione alla santa messa”, ma nemmeno renderebbe opportuno (o lecito) -all’interno di un siffatto partito- proporre (od allearsi a chi propone) improbabili equiparazioni delle convivenze, avendo ben chiaro che cosa sia una famiglia.

    E così via: non solo in materie sensibili in campo bio-medico (fecondazione, aborto, eutanasia), dei costumi (droghe leggere) o degli affetti (famiglia, divorzio, libertà di educazione dei figli), ma anche in materia culturale (libertà religiosa) ed economica (lavoro e finanza, alla luce per esempio di un testo come la Caritas in veritate e di cento e passa anni di dottrina sociale). Un partito così non avrà mai simpatia per la finanza globalizzatrice (pena il perdere ogni credibilità) e non farà mai dell’accoglienza l’anticamera alla laicizzazione. Un partito così non plauderà mai ad una libertà di espressione blasfema e non solidazzerà mai con gli intellettuali dello sfascio morale, non confondendoli con gli ipocriti moralisti che oggi fanno da moralizzatori…

    Un partito siffatto democraticamente al proprio interno potrà ospitare posizioni variegate (per esempio sugli OGM e sull’Europa, sulle energie rinnovabili e sui trasporti pubblici, sul pubblico impiego e sulle pensioni, sulla sanità pubblica tutto a tutti o su forme sostenibili di welfare garantito sempre e comunque a tutti), ma comunque non mancherà di denunciare i bombardamenti sulla Libia (come su Belgrado, ad opera di D’Alema), l’abbandono in mare di profughi alla deriva, la mancanza di iniziativa sul Corno D’Africa, la vergogna degli affari cinesi senza clausole di salvaguardia etica, la farisaica iperegolamentazione che impedisce di dare cibo agli affamati buttandolo in discarica, ma premia con sussidi chi butta in discarica gli eccessi produttivi e via dicendo…

    Dunque per entrare nell’agognato “partito che manca” (e che fa paura al solo nominarlo) bisognerebbe mettere un semplicissimo “programma minimo”, coerente con la dottrina sociale ed i valori non negoziabili, che vincola chi si iscrive. Ripeto: non perché questo partito dovrebbe fare ciò che dicono i vescovi (anche perché, come già spiegato, attualmente non tutti i vescovi dicono sempre la stessa cosa, con una confusione a tratti evidente e più frequentemente sotterranea), ma perché ogni laico cristiano correttamente formato (e qui si aprirebbe tutta la questione della formazione) non avrebbe difficoltà a pensare in proprio le stesse cose. E chi credente non è, al di là della propria vicenda di fede, potrebbe riconoscersi onestamente e trasparentemente in questa cultura. Un partito così alla massoneria (alla dittatura del relativismo) darebbe fastidio. Molto meglio un partito con il 10% (possibile) di voti limpidi, che l’ennesimo calderone che miri magari al 15-20% accettando i compromessi cari a chi annacqua per fare numero. All’inizio ci vogliono soprattutto idee chiare e la fiducia nel Signore, che è tutt’altro che considerarLo estraneo alla sfida.

  13. bo.mario scrive:

    Quello che si fa finta di non capire è che la chiesa non ha idee come si può amministrare un paese. L’enciclica citata è un giochino di parole. Quello che traspare è che è contro il liberismo. Meglio lo statalismo, del vaticano. Leggendo speravo che qualcuno proponesse idee che devono collimare con lo stato Italia che è laico. Si cerca di fare un partito (politico o religioso) al di fuori dagli schemi. Serve al paese Italia o serve al vaticano? Tutti buoni, ognuno può lavorare, non si ruba un cent, tutti che fanno il bene comune, deve essere una favola del XX secolo. Un saluto.

  14. Riccardo scrive:

    Ma le gerchie cattoliche s’avvedoino delle consegunze dei loro comportamenti contrari a quei valori non negoziabili?
    Seganlo alcuni fatti. Una uNIversità statunitense privata di ipsirazioen cattolica ha concesso la laurea honosris causa (sic!) al Presidente degli Satti Uniti Obama ,il qual tra i primi atti di governo ha posto il finaziamento pubblico ad organizzazioni abortiste.
    Contestualmente , o giu’ di lì, nella cattolicissima Polonia è arrivata al terzo posto alle elzioni politiche con il 10 per cento dei voti una formazione politica il cui programma è specificatamente anticattolico.
    In Italia un un giduice ha riconosciuto il riracimento da sinistro stradale ad una coppia omosessuale.
    L’ineffabile direttore dell’Avvenire, quotidiano delle gerarchie cattoliche, e finanziato dallo Stato, ha manipolato senza il cosnenso,anzi: con il disappunto, dell’autore del pezzo.
    Il precedente direttore , il singolare sig Boffo, è sttao lasciato al suo posto nonostante fosse stato condannato con sentenza passata in giudicato per molestie sessuali ad una donna.Una volta che lo scandalo è divenuto pubblico , è stato per diverso tempoi difeso dalle gerrchie cattoliche. Attualemte è stato rimesso al suo posto o giu’ di lì.IN queste condizioni di laiciismo diffuso ed evidente colossale contraddizione tra morale declamata e vita in concreto vissuta ,che secondo me ne è la causa, si domanda retoricamente : ma di quale nuova generazione di politici cattolici si sta parlando?!

    • Cherubino scrive:

      ancora le insopportabili calunnie su Boffo ! E ovviamente il resto non è da meno.
      Persino l’autore di quella campagna denigratoria, Vittorio Feltri, alla fine si è scusato con Boffo.
      Ed è un punto d’onore per la gerarchia cattolica l’aver preso le difese dello stimato direttore di Avvenire.
      Comunque, per la precisione, non esiste alcuna sentenza, ma un decreto (che è un’altra cosa), la querela era stata ritirata dalla parte offesa, convinta che boffo non c’entrasse nulla, il patteggiamento è stato il mero frutto di strategia processuale e non comporta alcuna ammissione di colpa, quel tipo di procedimento non ha una vera cognizione del fatto, con contraddittorio delle parti, ma una cognizione sommaria da parte del pubblico ministero, quindi se ne può tranquillamente dubitare. Boffo ha sempre detto di essersi fidato di un collaboratore, il vero autore di quelle molestie, un giovane tossicodipendente che aveva aiutato con un lavoro al giornale e che aveva accesso al suo cellulare.
      Sarebbe ora di piantarla con affermazioni passibili di querela per diffamazione.

      • Riccardo scrive:

        Cherubino, solo due parole:
        Primo,non smentisci
        che l’universita cattolica degli Stati Uniti abbia concesso la laurea honoris (?) causa al Presidente abortista Obama;
        che l’attuale direttore di Avvenire abbia manipolato un pezzo di un suo collaboratore senza il suo consenso;
        che Avvenire è finanziato anceh dallo Stato.
        Secondo,su Boffo. Quest’ultimo ,e i suoi adamantini difensore-anche contro l’eviudenza-, puo’ straparlare di strategie processuali che lo hanno costretto(??) a coprire un suo collaboratore, a cui aveva affifdato il cellulare personale,che le indagini “sommarie”dei Carabinieri e del PM abbiano accertato la perfetta identità tra Boffo e il molestatore di donne , resta il fatto incofutabile che ha mentito alla sua coscienza accettando che il decreto di condanna pasasse in giudicato anzichè proporre impugnazione.
        Feltri ha smentito che Boffo sia omosessuale non certo – e non potrebbe eessere altrimenti- che sia stato condannato per molestie.
        E spero che tu e Boffo mi quereliate ,così potro’ anche chiedere la pubblicazione di tutti gli atti di quella condanna che Boffo attaulemente ancora non vuole che si faccia,nonostante ,dica lui, sia “innocente” (condannato in sentenza passata giudicato).

        • Cherubino scrive:

          non mancherò di segnalare a Boffo le sue assurde affermazioni. Non esiste nessun accertamento di identità tra il molestatore e Boffo. C’è solo un tabulato telefonico. Lei sta caluniando.

          Così come per “l’articolo manipolato”. Sono solo bugie, infatti lei non dice neanche a cosa si riferisce.

          Quanto alla Laurea onoris causa da parte di un’Università Cattolica, non ne sono al corrente, ma non ci vedo questo grande scandalo. La Laurea onoris causa non è una dichiarazione di santità, ma il riconoscimento che in un certo campo un personaggio ha dato un contributo importante e significativo di una preparazione di livello accademico. Il collegio accademico dell’Università avrà vagliato i meriti culturali particolari, non certo una “positio” per la beatificazione.

          • Riccardo scrive:

            1- la tesi di Bofo che il tabulato non rivelasse la vera identità di chi usava il suo cellulare per molestare una donna èra già stata riferita al PM che in base alle sue indagini non l’ha ritenuta credibile e ha chiesto al giudice l’emissione del decreto di condanna(che è pur sempre una sentenza penale ,se non appellata:come avrebbe potuto fare Boffo, che a quattrini non pesno sia un poveraccio)
            Grazie in anticipo per la denuncia per calunnia ( rectius:querela per diffamazione) e a presto la viisone di tutti gli atti di quel procedimento.
            2- DA il Giornale di venerdi 17 Giugno 2011:”E’ Avvenire censura l’articolo pro Sgarbi
            In un commento di Davide Rondoni sul Padiglione Italia spariscono gli aggettivi in favore del curatore. Il collaboratore si lamenta, ma il direttore: “Sono idee che non ci appartengono”
            3- Da il sussidiario net venerdi’ 17 2009:”
            OBAMA/ Quella laurea honoris causa che divide l’Università cattolica di Notre Dame
            La decisione dell’Università di Notre Dame, nell’Indiana, di invitare il presidente Obama a tenere il discorso alla cerimonia di consegna dei diplomi e a ricevere una laurea honoris causa in giurisprudenza ha creato un vasto dibattito, che ha oltrepassato i confini del campus.
            Chi si oppone alla decisione è indignato per l’onorificenza che questa importante università cattolica assegnerà a Obama, visto il suo ardente e costante appoggio a politiche in favore del diritto di aborto.”
            Sottolineo che questa singolare università cattolica ha concesso la laurea onoraria in Giurisprudenza- non in Scienze ambientali!- ad un tizio che nel campo specifico dei suoi studi giuridici è fautore strenuto del DIRITTO-non della fotografia alle farfalle ma- all’ABORTO. Come dire: che bei meriti culturali!!!

          • Cherubino scrive:

            a ridaglie, ma siete proprio ignoranti ! Un decreto che non “appellato” (magari voleva dire “impugnato mediante opposizione”, l’appello non c’azzecca niente) diventa una sentenza !
            Ma dove le leggete, su Topolino ?

            Quanto alle sue fonti, dimostrano solo l’ecclesialità di certi che si fidano più delle chiacchiere che delle vere istituzioni cattoliche.
            Ricordo poi che la Santa Sede ebbe a dire ufficialmente, quando fu assegnato il Nobel per la pace ad Obama: “L’attribuzione del Nobel per la pace al Presidente Obama è salutata con apprezzamento in Vaticano alla luce dell’impegno dimostrato dal Presidente per la promozione della pace nel campo internazionale, e in particolare anche recentemente in favore del disarmo nucleare”.

            Come vede al solito siete del tutto in piena stonatura con il papa e la Chiesa.

    • ADRIANO MEIS scrive:

      Forse, Riccardo dovrebbe pigiare sulla tastiera più lentamente (o rileggere i suoi testi).
      Per il resto, ha ragione da vendere.

  15. andrea scrive:

    Il problema dei cattolici in politica è oggi quello di essere la più influente minoranza di questo paese. Il maggior partito è quello delle astensioni, e molti degli astenuti si dichiarano cattolici. I politici cattolici sono condannati dai numeri a una politica di alleanze. Col centrodestra s’è ottenuta una adesione formale ai valori “non negoziabili”, ma la testimonianza concreta e la cultura materiale va da un’altra parte. Il politico medio di centrodestra non esita un momento a mollare la moglie per una più giovane o a far abortire la figliola o l’amante improvvidamente gravida. Col centrosinistra troverai accordi sulla politica sociale, ma ti scontrerai inevitabilmente sui temi della laicità. Non troverai infine nessuno disposto a investire soldi propri nella scuola o nella sanità privata (a meno di non garantire corposi contributi dello Stato).
    I due schieramenti cercano i cattolici, ma per concedere un ruolo politico secondario e gregario . Solo riconquistando il voto degli astenuti un soggetto politico cattolico potrebbe “dettare l’agenda” per l’Italia.
    C’è la credibilità per un simile obiettivo? E soprattutto, è questo il piano?

  16. LIBERAMENTE scrive:

    Ho visto Striscia la Notizia e invito a fare attenzione, perchè il terzo polo recluta abusivamente inviando tessere non richieste e violando le norme sulla privacy, oltretutto, se questi sono i cattolici ad hoc, fra non molto, con l’avvento della nuova DC, ad ogni cittadino italiano, e magari anche all’esterom potrebbero arrivare a casa tessere non richieste per poi dire a tutti che il nuovo partito cattolico ha già raccolto numerose adesioni (appunto, non richieste).

    A Striscia la Notizia sia Buttiglione che Casini non ha saputo dare una spiegazione razionale e legale di queste tessere imposte come “dogma di fede”, a cui, a quanto pare, non chiedono nemmeno il consenso dell’utente “x” testimone dell’increscioso accaduto a cui è arrivata la tessera da lui non richiesta, anzi, impostagli senza chiedergli il consenso libero, si…proprio come quando si battezzano i bambini ignari di ciò che significa il batessimo e impostogli senza aspettare che sia adulto per decidere se vuole o non il marchio indelebile.

  17. LIBERAMENTE scrive:

    Ci sto facendo caso da molto tempo e noto che molti politici di destra, e addirittura il papa, sia italiani che americani e anche in altre parti del mondo, fanno gesti occultati appositamente dalla stampa ufficiale e dalle Tv, ma non dagli utenti di Youtube, sono i gesti delle “corna”, questo appare in molti dei loro incontri con il pubblico, ma solo gli osservatori attenti e scrutatori di immagini e video strani e inquietanti hanno messo a nudo questi personaggi autorevoli.
    Ecco alcuni di questi che fan gesti davvero non richiesti dal protocollo.
    1) http://www.haisentito.it/articolo/nicolas-sarkozy-le-immagini-del-gesto-delle-corna/9967/
    2) Bossi di solito parla sia con il medio che con le corna
    3) http://www.youtube.com/watch?v=6A4p2s8FO70&feature=results_main&playnext=1&list=PL7302E7C408203E13
    e ve ne sono tante altre di queste manifestazioni tanto superstiziose quanto all’infuori di ogni protocollo urbi et orbi.

    Che sta succedendo alle autorità ecclesiali e politiche? Non sanno più come comunicare la loro paura di perdere il potere su questa terra che arrivano anche a queste esplicite manifestazioni superstiziose?

    Siete certi che la nuova DC saprà comunicare una nuova evangelizzazione in politica senza scendere a compromessi con i Principi Costituzionali che fanno della Laicità una netta separazione stato-chiesa (almeno sulla carta)?

    Il nuovo partito come intende restaurare i valori cattolici in politica? Abolendo la 194 e altre leggi laiche? E’ questo che volete? Un ritorno al potere del papa come Dio e cesare nella stessa sua santa persona? Ah ma voi potete anche dire “si, lo vogliamo anche per voi laicisti ed è per il vostro bene, anche se non lo capite.

  18. ADRIANO MEIS scrive:

    Intanto, una chiesa dovrebbe essere presente nella vita pubblica, ma non nella vita politica.
    In Italia, sappiamo meglio che in altri paesi europei che uno stato non adeguatamente “sdivinizzato” è solo uno stato asservito all’interesse clericale.
    Solo per fermarci agli ultimi sessant’anni, ben vediamo che il lungo governo cattolico/clericale non ha prodotto alcun pr gresso delle coscienze ed alcun miglioramento nell’etica pubblica.
    E, parad ssalmente, (benchè ci si sciacqui sempre la bocca con la retorica della difesa della famiglia), cinquanta governi democristiani non sono stati capaci di produrre una politica seria di sostegno alle famiglie, come hanno fatto, per esempio, nella laicissima Francia.

    Un nuovo governo cattolico non potrà produrre niente di diverso da ciò che ha sempre prodotto : una società fatta di coscienze miserrime, ossequienti all’ autorità, un paese di cialtroni ed una chiesa ricchissima e potentissima.
    D’altra parte, anche questo è funzionale agli interessi di santa madre chiesa : se non ci fossero sempre nuovi colpevoli ipocriti da assolvere, come prospererebbe la Santa Impresa?
    Non so, amici cattolici, se siete più illusi o più ipocriti.

  19. ADRIANO MEIS scrive:

    ” Il politico medio di centrodestra non esita un momento a mollare la moglie per una più giovane o a far abortire la figliola o l’amante improvvidamente gravida”

    Caro Andrea, se capita nella mia città, sarà mio ospite per cena nel ristorante più lussuoso. Promesso.

  20. LIBERAMENTE scrive:

    Ecco un vescovo con le palle: Mogavero su Vaticanisider pare non avere peli sulla lingua in fatto di omertà e connivenze mafia-chiesa (+politica ovviamente, questo è scontato finanche prima del dopoguerra del secolo scorso).

    Magari la politica dei cattolici (anche mafiosi) potrebbe sentirsi tirata in ballo in molti casi, del resto nel secolo scorso ci sono stati molti patti segreti tra stato e mafia e lo stato era rappresentato dai cattolici in politica, c’erano solo loro che potevano trattare con la mafia.

  21. vincenzo da torino scrive:

    Va precisato che Boffo non subì alcun processo nè condanna. Caduta l’accusa di ingiuria rimaneva quello di molestie che viene liquidato con una ammenda. Boffo lasciò passare i 15 giorni per opporsi mettendole nel mucchio delle multe che , per la cifra richiesta, conveniva pagare anzichè perdere tempo e denaro superiore. Credo che sia plausibile questo ragionamento per esperienza mia e di tanti. A me è successo una volta che ho chiuso un’accusa di lesioni contro terzi quando la polizia , straniera, si convinse della mia innocenza, ma aveva due testimonianze (false) della controparte e mi propose la versione di reazione come auto-difesa con passaggio da causa penale a civile con pagamento di una ammenda. Trovandomi di fronte a persone falsee poco raccomandabili ed avendo ben altro a cui pensare ,accettai di pagare pur essendo vero che fui aggredito con una spranga di ferro con grave pericolo per la mia testa a cui reagii allontanando con un lungo bastone l’aggressore che indietreggiando cadde, battè la testa contro il muro, volle andare all’ospedale e mi denunciò con due testimoni falsi di cui una venne subito ad avvisarmi e dire che vi era costretta alla testimonianza per non perdere il posto di lavoro. Non pagai in tempo la multa e contemporneamnte il mio aggressore fece ricorso . Allora mi arrabbiai sul serio, andai dall’avvocato portando altri testimoni finchè la causa fu ritirata d’ufficio.Mi conveniva pagare la multa anzichè l’avvocato! Quindi capisco perfettamente il comportamento di Boffo che credo sia uguale a quello di tanti altri. Salvo osservare che l’accusa fastidiosa e poco onorevole di molestie con possibili componenti sessuali meritava un’attenzione particolare e la prudenza per il ruolo che occupava imponeva la necessità di non lasciare alcuna ombra sul suo operato, considerando che egli si è sempre dichiarato innocente. Ma dopo il linciaggio mortificante ed immotivato mediatico avuto che si voglia ancora rimescolare è oltremodo disdicevole ed immotivato. Un passo falso

  22. peccatore scrive:

    Invito a ritemprarsi il cervello con un interessante articolo di Massimo Introvigne sulla Bussola quotidiana, a proposito dei “vendeitalia” e del tradimento di un popolo.
    Non lo dico a beneficio di certi “irrecuperabili” che qui imperversano, ma a vantaggio di molti che, come me, confusi dallo schifo generale, a volte faticano a vederci chiaro. E’ bene, nelle fumisterie più dense e nebbiose, delineare qualche necessario contorno. Perchè mentre tutto appare quasi casuale, qualche manina muove i fili…

  23. ADRIANO MEIS scrive:

    Vedrà, Peccatore, vedrà,
    che ,ora che finalmente la chiesa entra in politica, per interposto partito, lo “schifo generale” si dissolverà tutto, come per incanto…..
    Anzi, per spirito santo…….

  24. peccatore scrive:

    cambiar discorso è tipico di chi teme di approfondire…