I nuovi evangelizzatori

Su Vatican Insider, il canale informativo web della Stampa dedicato all’informazione religiosa, ho pubblicato un articolo dedicato all’incontro dei nuovi evangelizzatori che si terrà a Roma questo fine settimana. E’ il primo grande incontro pubblico organizzato dal Pontificio consiglio per la promozione della nuova evangelizzazione nato l’anno scorso e guidato dall’arcivescovo Rino Fischella.

Tra le testimonianze che verranno presentate sabato pomeriggio nell’aula Paolo VI, c’è quella di Vittorio Messori, che da anni insiste sul fatto che la Chiesa deve impegnarsi ancora di più nella trasmissione della fede e nel ricercare e comunicare le ragioni del credere, piuttosto che dedicarsi alle conseguenze sociali, culturali e politiche che derivano dalla fede.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

171 risposte a I nuovi evangelizzatori

  1. peccatore scrive:

    Siamo tutti grati a Vittorio Messori di aver “sdoganato” l’apologetica, soprattutto facendone un terreno di ricerca (aperto ai laici), in un’epoca in cui i religiosi spesso cercano altro, dando per scontato l’essenziale. Nella Chiesa c’è chi considera tempo perso (tolto all’organizzare la pastorale) il mettersi a studiare e cercare, dato che in troppi, purtroppo, non credono a ciò che fonda il cristianesimo (la storia), sottraendolo alle derive moralistiche ed esistenziali che della filosofia non fanno la via alla Verità, bensì un crocicchio di idee tutte buone tanto quanto le si sa vender bene. C’è chi pensa che la carità sia essenzialmente materiale (dando meritoriamente da bere, vestire e mangiare) a vantaggio dei più poveri, mentre più poveri ancora sono coloro che bevono, vestono e mangiano abbondantemente, ma sono privati della conoscenza della Verità di Cristo vero Dio e vero uomo, nostro Unico Salvatore. Gesù spegne la sete degli assetati e degli affamati, di pane, verità e giustizia… L’uomo invece si affanna sempre insoddisfatto, bisognoso di stordirsi ed ubriacarsi. Il buddismo ha trovato un’alternativa nel negarsi la sete… che è tutt’altro dal trovare chi disseta davvero.
    Una sana apologetica riporta tutto all’essenziale: il kerigma. Gesù, il Nazareno, che fu crocifisso è morto ed è risorto. Basterebbe ed avanzerebbe questo, se fosse questo il centro. Perchè siamo servi inutili: è Dio che fa la storia, non noi, impertinenti creature.

    • Cherubino scrive:

      l’evangelizzazione non è l’apologetica, sono due cose distinte e diverse.

      • Sal scrive:

        “È detta apologetica …la disciplina teologica propria di una certa religione che si propone di dimostrare la verità della propria dottrina, in difesa da tesi avverse.
        L’apologetica si è sviluppata massimamente nel Cristianesimo”
        – Wikipedia

        Ha ragione sig. Chrerubino, ma la domanda che mi assilla è : “Perché mai il cristianesimo” dovrebbe difendere le sue tesi da quelle avverse, se per definizione il cristiano è tollerante, porge l’altra guancia, non si immischia negli affari del mondo, e dove non è ascoltato dovrebbe scuotere la polvere dai piedi ?
        A che serve difendere le proprie tesi, magari con una bella crociata, o con una bella condanna dell’inquisizione degli eretici ariani increduli ? Le pare che sia coerente ?

        • LIBERAMENTE scrive:

          si di solito fanno così, caro Sal, loro inquisiscono, magari Avvenire dice anche che gli atei e gli agnostici tremano al pensiero che esista una nuova evangelizzazione.

    • michele scrive:

      a sostegno di “peccatore” consiglio una lettura veramente interessante : jose miguel garcia – il protagonista della storia http://bur.rcslibri.corriere.it/libro/2514_il_protagonista_della_storia_garcia.html

      • vincenzo da torino scrive:

        OTTIMO LIBRO PER SAL E BO.MARIO questo di Josè Miguel Garcia. Non lasciatevi scappare l’occasion e così ci possiamo ritrovare con maggior soddisfazione reciproca!

        • Sal scrive:

          “non è la fede che genera il fatto, è il fatto che genera la fede” Ci sono tanti venditori di libri che generano profitti con la vendita di supposizioni e fantasie ! E’ un fatto storico ? Forse ! Infatti il cristianesimo è la narrazioni di “presunte “ vicende narrate da 4 evangelisti e divulgate da Saulo di Tarso che spiega le sue interpretazioni. Vere o false ? I cattolici le dicono false, tanto che contestano la figura della donna solo casa e maternità. E le dicono false perché dovendo essere sottomessi ai governi e alle autorità, sono diventati essi stessi governo e autorità infatti si chiama Stato Città del Vaticano con seggio alle Nazioni Unite.
          Era questo che Saulo di Tarso intendeva per cristianesimo ? Era questo che il protagonista della storia intendeva ? Forse varrebbe la pena chiedere a Josè Maria Garcia di spiegare come si trasforma il vino in sangue e come la maternità rende vergini. In altre parole come si possono aggirare le leggi della Natura che per definizione sono eterne e immutabili. All’università Complutense della facoltà di teologia di San Damaso forse ne sapranno di più.

    • Giovanni scrive:

      Caro peccatore,
      sono completamente d’accordo con te! Grazie per il tuo intervento

  2. Sal scrive:

    E Vittorio Messori sarebbe il nuovo ?

  3. giovannino scrive:

    Sarebbe il caso di fare qualche passo avanti su forme e modi per promuovere una nuova evangelizzazione . Che , limitatamente al richiamo alla centralità della fede , Messori fosse nel giusto , è ormai moneta comune . Insistere su questo tema , in chiave antiprogressista, significa alimentare una polemica inattuale. Sarebbe come se un politico tirasse fuori il pericolo comunista , dopo vent’ anni dal crollo dell’ URSS : farebbe sorridere . Il problema è trovare forme attuali per comunicare la fede e credo che questo si debba fare partendo da una maggiore valorizzazione dei documenti e dello spirito del Concilio Vaticano II . Nel frastuono mediatico del mondo contemporaneo è molto difficile aprire spazi all’ ascolto del messaggio evangelico . L’ anima umana è infatti naturaliter christiana e spontaneamente l’ uomo riconosce la verità del Vangelo,quando la parola di Dio penetra nelle profondità dell’ anima. Ma per poter fare esperienza della presenza di Cristo è necessario predisporsi col silenzio e la preghiera ,cosa quasi impossibile in mezzo all’ aggressione mediatica di cui siamo vittime . Quando però ci si riesce , l’ avvio di un processo di conversione segue molto spesso . Se poi la fede arriva , le opere di carità seguono necessariamente .

    • Sal scrive:

      @ Giovannino
      Voleva dire che Messori ha 20 anni più del crollo dell’URSS. Condivido.

      “Il problema è trovare forme attuali per comunicare la fede e credo che questo si debba fare partendo da una maggiore valorizzazione dei documenti e dello spirito del Concilio Vaticano II” – Credo che lei non abbia ben chiaro il problema sig. Giovannino, se come dice giustamente la fede va maturata personalmente, ed è difficile comunicare un convincimento personale a chi non ha fatto lo stesso suo percorso, non avendo le sue motivazioni. Come potrebbe farlo ?
      Andrebbe prima sottolineato anche che la “fede” è un dono, “riceverete il gratuito dono” ( Atti 2.38) né si può acquistare con denaro : “Pietro gli disse: “Il tuo argento perisca con te, perché hai pensato di acquistare col denaro il gratuito dono di Dio.” ( Atti 8.20) Quindi qualche difficoltà già esiste.
      Poi siccome il dono è spirituale, non si può trasmettere come se si trattasse di un vestito, perché per maturare quel convincimento ci vuole un opera di studio, comprensione, convincimento e condivisione di ciò che si “accetta” come convincimento di fede. Ed è un percorso personale non semplice né facile. diversamente è solo fanatismo religioso. E poiché tanto Dio è buono e perdona tutti, perché, mai alcuni dovrebbero cambiare il proprio convincimento se tanto in paradiso ci vanno lo stesso ?

      Ora se lei cerca di convincere qualcuno di qualcosa maturato da lei, può apparire come un venditore ambulante del sacro, e dovrebbe presentarsi col cartellino poiché ci sono un sacco di venditori ambulanti di ogni ben di Dio, in una società che vende il rosario su internet, pure le assoluzioni, la messa via radio, le funzioni in Tv, le assoluzioni magari via email, i lumini per i morti, i rosari per le litanie, lei pensa che sia facile trovare chi smette di correre per il lavoro e la pagnotta per dar retta a lei che vuole trasmettere la fede avendo già tutto sottomano ?
      E se oltretutto va predicando il Concilio Vaticano II e trova un fedele della FSSPX che vuole la messa in latino, che gli racconta ? La fede ? quale ?

  4. ggian scrive:

    Boh , non capisco cosa di nuovo si voglia evangelizzare , forse sarebbe più opportuno tenere d’ occhio i già evangelizzati che vedo progressivamente allontanarsi dalla religione e dalla chiesa. Speriamo non sia colpa delle “testimonianze alla Messori”
    che io fra l’ altro seguo sempre con molto interesse, quando lo vedo in televisione lo seguo sempre ,… certe risate….

    • macv scrive:

      “i già evanzelizzati che vedi allontanarsi”
      e’ proprio vero, la vera sfida oggi è contrastare questa massiva “fuga” dalla religione e dai principi della religione, della stragrande maggioranza della gente. Insomma non siamo ipocriti: la maggioranza delle persone oggi, in Italia, è assolutamente fuori dal modo di vicere e dai principi cristiani, che siano battezzati o no non ha importanza, non possono dirsi cristiani!
      e allora se già nella cattolicissima Italia la maggioranza delle persone ha un modo i vivere, dei principi che di cattolico non hanno nulla , allora
      l’evengelizzazione dovrebbe cominciare casa per casa da parte del Parroco!!!!

  5. vincenzo da torino scrive:

    Purtroppo e meno male la vera e prima evangelizzazione parte sempre dall’esempio personale. Oggi con una società secolarizzata e disorientata e che non ha avuto una sufficiente informazione religiosa per venire incontro al desiderio comunque vasto di fede, occorre dare e creare opportunità delle ragioni del credere, come bene dice Messori. Vi è troppa ignoranza religiosa, come spesso si evince anche dai post e blog vari. Se mancano delle basi rimane anche difficile poter rispondere adeguatamente a molti interrogativi. Fare obiezioni e lanciare accuse è semplice, rispondere può essere altrettanto facile come a volte impossibile a chi è quasi a digiuno o ha assimilato errori a ripetizioni. Rimango dell’idea che il termine “apologetica” sia oggi giustissimo per definire una formazione religiosa cattolica, poichè essa indica difesa, presentazione e promozione del Vangelo. Lo dice chiaro GPII “Abbiamo bisogno di una nuova apologetica, in sintonia con le esigenze attuali, che tenga presente che il nostro compito è quello di conquistare le anime e di impegnarci nella difesa e nella promozione del Vangelo” Da “Apologetica Cattolica” riporto “Per apologetica si intende quel settore della teologia che si occupa di difendere (donde appunto il termine apologia, dal greco “difesa”) la verità della fede cristiano-cattolica, dimostrando le ragioni della fede cattolica ed esponendo le prove storiche della rivelazione divina agli uomini.
    Il presupposto dell’apologetica cristiana è costituito per l’appunto dalla consapevolezza del pieno valore della ragione, che consente al cristiano di dialogare senza paure con chi cristiano non è, ma ammetta lui pure il valore della ragione.
    Dio non è un concetto astratto, non è un’Entità lontana e indifferente che può essere percepita soltanto dall’intelletto umano. Il Signore si è mostrato a noi tramite Suo Figlio ed è un dato di fatto che il personaggio storico Gesù di Nazareth sia Dio a tutti gli effetti. La fede cristiana, quindi, non è un mito, un’intuizione, un sentimento; essa poggia su un Evento storico accaduto duemila anni fa ed ha una sua logica razionale che si spinge fino a dove comincia il Mistero divino, impenetrabile ad ogni creatura.

    • Sal scrive:

      “Oggi con una società secolarizzata e disorientata e che non ha avuto una sufficiente informazione religiosa” – E due millenni di magistero esclusivo a che sono serviti ?

      Lei scrive, “Abbiamo bisogno di una nuova apologetica, in sintonia con le esigenze attuali, che tenga presente che il nostro compito è quello di conquistare le anime e di impegnarci nella difesa e nella promozione del Vangelo” – E come fa a fare una “nuova apologetica” ? – È detta apologetica la disciplina teologica propria di una certa religione che si propone di dimostrare la verità della propria dottrina, in difesa da tesi avverse ( Wikipedia) – Come può “dimostrare” la risurrezione che nessuno ha mai visto ? Non c’è niente di nuovo in questo.

      “Il presupposto dell’apologetica cristiana è costituito per l’appunto dalla consapevolezza del pieno valore della ragione, che consente al cristiano di dialogare senza paure con chi cristiano non è, ma ammetta lui pure il valore della ragione.” – E come pensa che una persona ragionevole possa condividere i misteri se ha ragione ? La risurrezione è un atto di fede, non di ragione. E come può conciliare questo ragionare su cose misteriose “impenetrabili ad ogni creatura ?”
      Se l’evento è storico, come mai nessuno storico ne parla ?

      • vincenzo da torino scrive:

        Gent. Sal, vedo che è pieno di interrogativi.Bene. Cosa ha fatto fin’ora per essere ancora al piano sotterraneo pur avendo la possibilità di indagare? Una sola richiesta. Lei dice che la risurrezione è un fatto di fede. Giusto. Poichè nessuno era presente . Ma allora in chi occorre avere fede?

    • LIBERAMENTE scrive:

      finalmente è secolarizzata e oltretutto o si crede o si ragiona, non ci sono ragioni razionali e logiche per credere nell’immaginario collettivo o personale di ua certa appartenenza religiosa anacronistica e tradizionale, quando poi si vede che tale appartenenza è sempre più fatta di 2 età, quella infantile e quella della terza età, ma per fortuna quella infantile può ancora disincantarsi dalle illusioni che alimentano la fede e l’evangelizzazione, e con il divenire adulta abbandona tali chimere uktraterrene, mentre la terza età credente volge già in ginocchio al declino, quindi, che sente il bisogno dell’oltretomba.

      Dio è un concetto astratto invece, lei proprio non conosce la filosofia e vuole dettare lezioni a tutti gli altri, anche a quelli che non credono, o agli agnostici?

      Dio viene creduto da certe fedi e non da tutte le fedi, e comunque le modalità religiose sono diverse da fede a fede, e poi ci sono i politeisti che hanno diverse divinità e diversi modi di onorarle e adorarle, del resto la tradizione dei santi del calendario la cattolicità l’ha acquisita dal paganesimo greco romano, non dica di no, perchè come per i Lari e i Penati, oggi i cattolici hanno un santino per ogni angolo della loro vita e per ogni giorno della loro vita.

      Già san Francesco trovava difficile predicare ai suoi tempi, un po’ perchè strideva anche allora come oggi la realtà chiesa cattolica-povertà, l’incoerenza tra l’ssere chiesa di cristo povero e l’essere straricca e al potere (come del resto anche oggi). Il santo d Assisi era stato quasi accusato di stregoneria perchè parlava con gli uccelli, e se lei non lo sa, parlare con gli uccelli allora era visto dalla chiesa come pagano.

      Oggi, l’evangelizzazione deve tenere conto del probabile “no, grazie” (sono tanti e aumentano) di chi preferisce una propria spiritualità e religiosità sganciate dalle autorità religiose e politiche, ma se questo per voi vuol dire dire di no a Cristo, non è che non ci dormino di notte questi molti “no, grazie” che voi chiamate secolarizzati, al contrario, dormono e vivono ugualmente bene, anche facendo a meno delle appartenenze religiose istituzionalizzate.

  6. ritaroma scrive:

    VINCENZO da TORINO,
    ” La fede cristiana, quindi, non è un mito, un’intuizione, un sentimento; essa poggia su un Evento storico accaduto duemila anni fa ed ha una sua logica razionale che si spinge fino a dove comincia il Mistero divino, impenetrabile ad ogni creatura.”
    l’Apocalisse 10,1-4 (tanto x citarne una) conferma il concetto…………..”quando i 7 toni ebbero parlato, io stavo x mettermi a scrivere, ma una voce dal cielo mi disse- “non scrivere xchè ciò che è stato detto deve rimanere segreto”
    allora se è mistero, se è segreto xchè lo vogliono svelato e spiegato a tutti i costi? Dio risponde a chi chiede con vera umiltà di cuore, non a chi critica e ridicolizza il suo operato….e
    le spiegazioni, le risposte le avremo solo quando ci troveremo davanti al Mistero ormai svelato!

    • Sal scrive:

      Sig.ra ritaroma
      Come al solito lei confonde, il mistero non è segreto è cosa incomprensibile, misteriosa; mentre ciò che è segreto non è misterioso è riservato ma non misterioso.
      Il mistero non si svela mentre il segreto si svela perché riservato ad alcuni eletti.
      E se come dice lei, la fede cristiana poggia su un evento accaduto, come può dimostrarlo ? Non c’è nessuna prova oltre il racconto dei vangeli che potrebbero sostenere una tesi di parte. Infatti se è mistero non è un evento dimostrato, dimostrabile, provato, quindi non ha una logica perché se l’avesse non sarebbe “impenetrabile ad ogni creatura.”
      Ciò che è impenetrabile è sconosciuto misterioso. Quindi non razionale né logico.
      Che sta dicendo ? Tutto e il suo contrario ?

      • vincenzo da torino scrive:

        Mai saputo nel cattolicesimo che esistono degli eletti a cui vengono rivelati i segreti, salvo che ai bambini! Che tipo di segreti saranno? Approndisca con le proprie forze e studi molto…

  7. Eremita scrive:

    Ci vuole o una gran faccia tosta o un enorme senso dell’umorismo a mettere Fisichella a capo della nuova evangelizzazione: il massimo a cui è arrivato è la contestualizzazione della bestemmia, sempre che il bestemmiatore non sia un manovale o un pecoraio ma un politico miliardario. Se proprio dovevano trovargli un posto, la chiesa è piena di sinecure ben nascoste. Deve avere delle raccomandazioni di ferro: il santo uffizio che si precipita ad ogni stormir di fronda, nel suo caso dormiva?

    • vincenzo da torino scrive:

      Un incidente di percorso non annulla il valore della persona! Diversamente non si salva nessuno, neppure il papa a quanto è stato rivelato!

  8. Eremita scrive:

    Il vangelo viene proclamato dai credenti, non dai burocrati e dai loro uffici, che nel migliore dei casi se ne appropriano i meriti ex post. Inutile attendere qualche riforma o qualche slancio da Roma: è una gerontocrazia come quella sovietica, autocooptante ed irresponsabile, nel senso che tenderà a non prendere decisioni, perchè le loro aspettative di vita sono brevi e la conseguenza delle loro non-decisioni non ricadrà su di loro e neppure sui loro figli, che si suppone non abbiano. E poi chi frequenta l’alto clero sa benissimo che sono paurosi, fisicamente e psicologicamente, con poche lodevoli eccezioni. E chi ha paura non decide e non innova. Ridicolo parlare di “nuova” evangelizzazione: il vangelo non è nè nuovo nè vecchio, caso mai nuove o vecchie sono le persone. Qui si parla senza fine di filosofia, teologia e massimi sistemi, ma non si scende a terra per guardare alla struttura ed alla composizione del gruppo dirigente della chiesa, con la scusa che tanto c’è sempre dietro Dio che sistema tutto: non avete mai pensato che anche Dio può perdere la pazienza? Struttura e composizione di un gruppo dirigente non sono un dato di fede, ma effetto di una azione umana…è improprio ipostatizzarli.

    • vincenzo da torino scrive:

      Come fa ad aver un conoscenza così particolareggiata dell gerarchia ecclesiastica? Lei dovrebbe fare il giornalista con tanti scoop sensazionali e si farebb anche tanti soldi come…Odifreddi!

    • macv scrive:

      hai perfettamente ragione.
      il Vangelo, la buona novella, non può essere credibile se proclamata da burocrati appositamente destinati a farlo.
      E’ un ossimoro: un dicastero appositamente destinato all’evangelizzazione!
      Assurdità, assurdità: che lasciano il tempo che trovano. l’evangelizzazione vera, continua, nascosta, misteriosa e misericordiosa, passa fra uomo e uomo, fra persona e persona, senz abisogno di dicasteri e mandati.
      l’evangelizzazione è come la vita…se la vuoi definire ti sfugge.

  9. andrea scrive:

    Stiamo predicando ai già convertiti o stiamo Annunciando la Lieta Novella?
    Finché chiameremo “prolusione” ogni discorso del Presidente della CEI, faremo la prima cosa. Il rischio di prospettiva della Chiesa in Italia è di diventare una Chiesa etnica, la Chiesa degli Italiani. Cioè della popolazione più anziana in un paese dove i giovani che lavorano e sostengono il sistema paese non sono italiani. Oggi conta anche avere una “portabilità” della fede che ci eviti di fare la fine del Brasile, con la crescita di denominazioni cristiane evangeliche che sta trasformando il profilo religioso del paese.

    • vincenzo da torino scrive:

      Per trecento anni il cristianesimo, pur perseguitato, è stato multietnico, poichè per vocazion è universale. Se è adottato da un popolo che ne fa una religione di stato o una sua identità è colpa del cristianesimo? Provi a vedere in quante parti del mondo è diffuso oggi.

  10. Sara scrive:

    Onestamente ogni volta che vado sulla Bussola mi vien voglia di diventare atea. Messori dice di non preoccuparsi delle conseguenze politiche, sociali e culturali della fede, a parte che i cattolici non vivon sulla luna ma sul mondo e anche solo uscir di casa per fare la spesa ha conseguenze sociali, mi spiegate perchè sulla bussola oggi ci trovo articoli sulle famiglie omosessuali, sulla censura del web, sugli indignados?? Questi secondo Messori non sono temi politici, sociali e culturali??
    Bho.

    • Sara scrive:

      Tanto per dire in questi giorni su Avvenire c’è un bellissimo dibattito sul film di Olmi, sul rapporto tra fede e carità, interventi diversi, con sfumature diverse, ieri un articolo di Coda , martedì un intervento su Sant’Agostino. Io ho trovato il dibattito bello, arricchente, la bussola invece ha liquidato il tutto come “boiata pazzesca”. Voilà, questa è l’apologetica.
      Tanto dobbiamo occuparci della fede.

      • vincenzo da torino scrive:

        Gent. Sara, se ha letto bene su quanto dice Messori viene usato il termine “piuttosto”. Lo interpreto come evangelizzazione con “prima comunicare le ragioni della fede e poi anche dedicarsi ai problemi sociali ecc. nell’ottica della fede e dove è possibile una pluralità di pensiero e dopera. Messori ha ragione da vendere nel rilevalarlo e mettere l’accento. In alcune parrocchie o gruppi si parla solo di sociale e poco ci si preoccupa di una formzione religiosa profonda. Troppi preti si buttano nell’apostolato e trascurano la preghiera e l’aggiornamento con conseguenze a volte disastrose. Diventano sindalisti a tempo pieno e con il tempo aridi spiritualmente oltre incorrere nel pericolo di essere trascinati dalla secolarizzazione che dovrebbero combattere.

        • Simona scrive:

          E allora perchè la bussola parla solo di pillola, omosessuali, Laicisti, e non si butta su approfondimenti spirituali??? Quale spiritualità vedete in Gnocchi e Palmaro?? E quando Messori invita al Natale consumistico non cade anche lui nella secolarizzazione??
          In quel caso comprare per sostenere l’economia è carità invece se un sacerdote nella sua parrocchia si occupa dei più bisognosi è cadere in preda allo spirito mondano.
          Bho, a me i conti non tornano.

        • Sara scrive:

          Già la secolarizzazione. Questa nemica, Messori però l’anno scorso elogiava il Natale consumistico contro quei sacerdoti che ci ricordano la greppia, il bue e l’asinello. Comprate, diceva, siate generosi. Comprate certo per sostenere l’economia , messaggio tipicamente spirituale e di fede. Poi se un sacerdote si occupa dei bisognosi è mondano. E’ vero manca la spiritualità, ma non ne trovo tanta nemmeno in Gnocchi e Palmaro ad essere sinceri. Allora nel dubbio, a questo punto, meglio la provocatoria ed esagerata carità di Olmi.

          • Sara scrive:

            Scusate ho scritto il messaggio due volte e la prima ho anche sbagliato nome!!
            Sono un disastro. :-)

      • Simone scrive:

        E’ un pò troppo semplicistico affermare che sulla bussola quotidiana è stato liquidato come una boiata pazzesca… C’era un articolo che affrontava, più che il film, l’esternazione, diciamo così, “naif” del regista. Va detto anche che questo dibattito su Avvenire nasce da lettere di protesta dei lettori, per la prima recensione del film (e soprattutto per la suddetta esternazione, che ha contribuito al lancio della pellicola) “lievemente” agiografica.

        • vincenzo da torino scrive:

          diciamo che Olmi, grande regista e ottimo cattolico, si è lasciato un pò andare…ed ha clamorosamente sconfinato. Capita. Una chiesa riempita di immigrati vuol semplicemente dire che la carità cristiana sa anche estremizzare nei metodi per necessità, non che quella è la chiesa! Ne nasce un pò di confusione dottrinale…

    • LIBERAMENTE scrive:

      A al proposito la curia di Torino attacca il testo antidiscriminazione della Bresso che parla di eguaglianza dei diritti umani e ingiustificate cure dal punto di vista scientifico per guarire l’omosessualità, oltretutto la curia dice che il testo esclude il parere della scienza su possibili cure, ma quale scienza?

      Di una chiesa cattolica che fa queste affermazioni discriminatorie e antiscientifiche cosa dobbiamo pensare?

  11. Sara scrive:

    Due settimane fa invece sul foglio, l’ennesimo articolo in cui si affermava che il sacerdote non è un operatore sociale ecc. Bene è vero, ma allora perchè il mio sacerdote mi racconta che aumentano le persone che bussano alla sua porta per chiedere da mangiare?’ e non possono accettare riso e pasta perchè non hanno dove cuocerla? perchè mi racconta che rimane nel vedere questi uomini che cominciano a mangiarsi la fetta di formaggio già sulle scale mentre escono??
    Non so, cosa mi dice la fede che bisogna fare di queste persone??

    • vincenzo da torino scrive:

      Il sacerdote non è un operatore sociale, poichè il suo compito è altro. Ma anche il sacerdote si dedica ad opere sociali secondo necessità, come qualunque buon cristiano.

      • Sara scrive:

        Già, la Chiesa non è un distributore di formaggio ovvio, ma chi ha bisogno della fetta di formaggio magari spera che da un sacerdote sia più facile trovarla. In fondo non era Cristo a dire, avevo fame e mi avete dato da mangiare, nudo e mi avete vestito???
        Quello non è cristianesimo, non è fede, non è San Paolo a dirci che “tre cose rimangono: la fede, la speranza e la carità; ma di tutte più grande è la carità”??
        Poi certo magari fosse solo il formaggio quello di cui gli uomini hanno bisogno quando si appellano alla nostra carità.

        • vincenzo da torino scrive:

          Ognuno ha il proprio compito. Il sacerdote deve principalmente dedicarsi alla sua comunità per rinfocolare la fede e la speranza ed amministrare la grazia. Questo è il suo modo di fare la carità ossia il dedicarsi agli altri.Non è deputtato ad essere un operatore sociale, tradirebbe la sua missione, pur potendo essendo animatore e propulsore di opere di carità.Ad esempio il sacerdote ha il compito di confortare gli ammalti, preziosa opera di carità.
          Spero abbia compreso.

          • Sara scrive:

            Io ho compreso, però mi pare strano che il foglio scriva SEMPRE che il sacerdote non deve essere un operatore sociale e non scriva mai una parola per chi va da lui a chiedere il formaggio. Va bene così??
            Che poi Messori ama la teologia del tortellino e allora sarebbe carino si preoccupasse anche di chi si ferma al formaggio regalato da quel sacerdote che non si dovrebbe preoccupare delle conseguenze sociali della fede.
            Altrimenti potrebbe sembrare che i cristiani si occupano della Fede, mangiano i tortellini e fanno tanti acquisti a Natale sentendosi a posto così.

  12. anniballo scrive:

    “PROMOZIONE” ??
    Non vorrei essere nei panni dei credenti, costretti a ribattere a “SAL” sul piano delle argomentazioni razionali.
    “SAL” dice cose che anche io, pur da un differente punto di vista, ho immediatamente pensato.
    Infatti, io sarei portato a dire “il messaggio è lì, chiaro e potente, a disposizione di chi vuol conoscerlo ed informarvi la propria vita”.
    Invece, questo studio inerente allo stadio attuale della società, queste proposte relative alla promozione della fede, questa ricerca delle forme più opportune per diffondere la fede stessa , hanno inevitabilmente il sapore di strategie di marketing, quasi la fede fosse un prodotto che necessita l’aggiornamento continuo delle strategie commerciali.
    La cosa ,messa così, manda inevitabilmente un cattivo odore di censurabile utilitarismo e viene il sospetto che avesse davvero ragione il prof Ballardini, nel suo celebre testo “Gesù lava più bianco”.
    Ai guru del marketing d’oltretevere e dei loro fiancheggiatori, suggerirei ,dunque, un efficace slogan per dare il nome alla campagna promozionale : “forza chiesa”.

    • vincenzo da torino scrive:

      Se il gentile Sal non perdesse troppo tempo a leggere la Bibbia per far citazioni e capirci poco, si istruisse un pò di più , saprebbe darsi le risposte da solo, senza necessità della croce rossa. Allora sì che uno scambio di idee sarebbe interessante e proficuo. Lo stesso vale per lei. Lei crede che si nasca “imparato”? Spesso sono anni di approfondimento senza mai finire. Per questo insisto, come fa il papa, della necessità di una buona cultura di base sul cristianesimo. –Come fa una cosa avere cattivo odore quando non si conosce. Anche la gorgongola manda un cattivo odore, eppure….

      • Sal scrive:

        @ vincenzo da torino
        “una buona cultura di base del cristianesimo ?” e chi sarebbe quel Maestro così qualificato per realizzare codesta cultura di base ? Il papa ? il vescovo , il catechista, il sig. vincenzo ?
        Ok, per poter rendere vanto alla sua reputazione o quella dei suoi illustri colleghi, le offro la possibilità di dimostrarlo.
        Dovrebbe spiegare allora perché Dio dice che non conoscevano il suo nome, “ E apparivo ad Abraamo, Isacco e Giacobbe come Dio Onnipotente, ma rispetto al mio nome Geova non mi feci conoscere da loro.” ( Esodo 6.3) – Mentre risulta evidente che non era così perché lo invocavano sin dalla nascita di Caino. “A suo tempo essa partorì Caino e disse: “Ho prodotto un uomo con l’aiuto di Geova”.” ( Genesi 4.1)
        La domanda di riserva per es. potrebbe essere : “Perché lo Spirito Santo fu dato due volte a tutti meno Tommaso ? “ ( Giovanni 20.22-26) e perché due volte ?
        Se poi ci tiene può spiegare come faceva ad entrare se le porte erano serrate ( Giovanni 22.26)
        Ecco lei può provare a soddisfare la mia curiosità dimostrando di avere “una buona cultura di base del cristianesimo” magari può spiegare anche come fa un morto a mangiare il pesce arrosto, o come si fa a bere il vino nel regno dei cieli, o come può avvenire che il vino si trasformi in sangue e perché berlo se la legge cristiane lo proibisce, può cimentarsi sulla maternità verginale, Se le va anche può spiegare perché Gesù da vivo guariva tutti i malati che andavano da lui ed ora che è ugualmente vivo (perché risorto quindi anche più potente di prima) non lo fa più, anche se sono molti quelli che invocano il suo nome.
        Sono tutt’orecchi per imparare qualcosa della buona “cultura di base” Ecco, spieghi lei

        • vincenzo da torino scrive:

          Le ho già detto che non sono la croce rossa! Le ho consigliato il libro di Josè Miguel Garcia che potrà anche confrontare con altri per farsi una cultura del cristianesimo sul piano storico. Anche il V.T fa parte della Bibbia, ma a me interessa soprattutto il N.T. Personalmente non amo il V.T. per la sua non facile interpretazione ove occorre una competenza specifica.. Pertanto mi affido agli esegeti. Si rivolga ad essi. Vedo però che lei usa una Bibbia diversa dalla mia e cambia anche l’interpretazione. Alla fine la sua è una semplice curiosità o voglia di trovare delle incogruenze. E che me ne faccio? Se mi cita il N.T sono abbastnza ferrato. Se non vi riesco faccio ricerche. Ma a me basta aver compreso il Cristo nel suo messaggio essenziale come pure la dottrina della chiesa.

          • Sal scrive:

            Si e la ringrazio, ma io avevo chiesto a lei, della sua fede , non di quella dell’autore del libro.

            E’ lei che deve evangelizzare e spiegare la sua fede, non l’autore del libro. E’ lei che deve prendere il premio non lui per lei o vv.

            “a me basta aver compreso il Cristo nel suo messaggio essenziale come pure la dottrina della chiesa.”

            Ha compreso anche che sarebbe tornato in veste di vendicatore guidando i cavalieri dell’apocalisse ?
            “perché questi sono giorni per fare giustizia, affinché tutte le cose scritte siano adempiute.” ( Luca 21.22)
            (Apollìon) [distruttore].
            Nome greco (Apollỳon) usato dall’apostolo Giovanni per tradurre l’ebraico “Abaddon” in Rivelazione 9:11. Significa “Distruttore”, ed è il nome dato all’“angelo dell’abisso”

  13. bo.mario scrive:

    Si parla di apologenetica e penso alle signore di una certa età che vanno a messa, diranno: ma parla come mangi!. Vi state implodendo senza accorgervene. Negli anni duemila parlare di evangelazzione mi pare anacronistico. Il messaggio è lì e dopo tanti secoli ha prodotto poco o niente. Prima c’era la pressione psicologica dell’inferno se non credi. Poi il potere temporale che obbligava, non sempre volentieri. Sono finiti i poteri e la gente, tutta, ha la scelta. I problemi di questa società moderna non ha risposte dalla fede, cosa se ne fa? Nel suo intimo può averla senza problemi, poi nella realtà… Sembrano discorsi da salotto difronte ad un tè e i pasticcini. Si prova con Todi a chiamare a raccolta i fedeli per rinnovare, almeno, un piccolo potere, con tutta evidenza, non spirituale. Ci mettiamo pure l’assenza di carisma della classe dirigente e l’analisi è fatta. Il carisma non lo da nessuno, te lo devi meritare con i discorsi che fai. Senza richiamare i discorsi del capo, del sottocapo e del politico di cui ne abbiamo discusso ampiamente. Nella vita politica si stanno cercando giovani nuovi fuori dagli apparati di partito, una nuova ventata, una nuova primavera. Nella chiesa non credo sia possibile. Rinnovamento nella continuità, una battuta?. Un saluto.

  14. peccatore scrive:

    Per evitare espressioni troppo incomprensibili per la mente semplificata che qui ama far sfoggio di popolare qualunquismo, ecco un rapido commento in mondovisione:

    di espressione inglese:
    what a jerk
    di espressione francese:
    quel con
    di espressione spagnola:
    baboso
    di espressione tedesca:
    blödmann
    di espressione italiana:
    capito mi hai…

  15. bo.mario scrive:

    Qualcuno non ha argomenti validi per discutere. Siete rimasti in pochi e nemmeno buoni. Dire che tutta questa storia debba avere una inversione di tendenza è palese, ma non si può, è vietato. Un saluto.

  16. Anna scrive:

    peccatore

    Cosa intende il pontefice quì:” Tuttavia, coloro che le chiese le frequentano ogni giorno e, con il ventre caldo e fertile delle nostre comunità hanno un rapporto reale, si trovano anche a raccogliere dubbi sulla possibilità che, incontri come quello di Assisi, mostrino agli occhi dei fedeli di altre religioni un cattolicesimo troppo arrendevole, gentile, senza ansie di proselitismo, per nulla geloso della sua verità, facilmente dopabile con bei discorsi e che possano essere concausa della terribile fioritura di martiri che le Chiese cristiane stanno subendo in questi ultimi due decenni e mezzo.”

    Troppi martiri per mano musulmana??
    E mons.Romero e tanti altri uccisi perchè scomodi,rappresentanti di una chiesa che dice di stare coi poveri,ma poi quando qualche sacerdote denuncia lo sfruttamento dei popoli vengono isolati e dimenticati dall’”istituzione” chiesa ??
    Non sono martiri questi?

    Il ventre caldo e fertile delle nostre comunità,coloro che le chiese le frequentano tutti i giorni o anche occasionalmente,queste domande si pongono, e si chiedono se non sia l’istituzione chiesa troppo arrendevole nei confronti dei potenti.Si chiedono perchè mai il cattolicesimo deve fare proselitismo,quando non è capace di mettere in pratica l’insegnamento del cristo nelle comunità dove già esiste.

    • vincenzo da torino scrive:

      Mi permetto di interpretare le parole del Papa. Egli reagisce al malumore di alcuni che nella chiesa vedono negli incontri multireligioni di Assisi una debolezza del cattolicesimo tanto da pensare che la persecuzione cristiana sia effetto di questa supposta debolezza che il cattolicesimo da di sè. In effetti le persecuzioni hanno origine principalmente per un brusco, caotico rancoroso risveglio delle identità mussulmane ed induiste. A questo si aggiunge grave l’indifferenza internazionale o la non sufficiente pressione presso i governi. Sembra quasi che la persecuzione cristiana non interessi nessuno, mentre si è disposti a troppe richieste discutibili mussulmane per paura di reazioni.
      Lei sposta il discorso sulla condotta della chiesa verso il potere che in questo caso non c’entra, ma che sarebbe interessante affrontare.

  17. LIBERAMENTE scrive:

    Il Centro cattolico di Bioetica dell’arcidiocesi di Torino ha inviato al presidente del Consiglio regionale Valerio Cattaneo ha presentato le sue critiche alla proposta di legge contro le discriminazioni. Il testo è stato sostenuto dal consigliere Mercedes Bresso, come riporta La Stampa. Il parere dell’arcidiocesi era stato richiesto proprio dalla presidenza del Consiglio piemontese. Nella nota si afferma tra l’altro che non può essere “discriminato, censurato o ostacolato (anche nell’accesso ad eventuali finanziamenti)” chi “con metodo scientifico coltiva la tesi che l’omosessualità sia curabile”.
    Risponde Bresso che “la Chiesa sostiene teorie smentite dalla comunità scientifica da decenni” e che “l’omosessualità non è una malattia o un comportamento che necessita di cure o riabilitazioni”. Precisa inoltre che la proposta è volta a contrastare le discriminazioni non solo verso i gay, ma in generale. Monica Cerutti (capogruppo Sel) parla di “brutto segnale da parte della Curia torinese”; Fabrizio Boilè del Movimento Cinque Stelle di “affermazioni inopportune, uno scivolone”.

    Con questa chiesa cattolica come si fa a ragionare in termini di rispetto delle diversità, che sono anche diversità umane inalienabili e non negoziabili dal punto di vista scientifico e del diritto internazionale? Se questi attacchi, cosidetto bioetici, sono la nuova evangelizzazione, stiamo freschi.

    • vincenzo da torino scrive:

      “Risponde Bresso che “la Chiesa sostiene teorie smentite dalla comunità scientifica da decenni” e che “l’omosessualità non è una malattia o un comportamento che necessita di cure o riabilitazioni” Mi piacerebbe che la Bresso ci dicesse quale sia la comunità scientifica che sostiene che non sia curabile l’omosessualità. Semplicemente si parla delleApa americane le quale per voto postale decisero che l’omo non debba essere considerata una anomalia. Studi e prove scientifiche ? Qualche ricerca parziale che non dice quasi nulla Dov’è la scientificità? Mentre le stesse Apa contrastano le sempre più numerose associazioni che stanno ottenendo sempre migliori risultati salvando dal baratro molti giovani. Ossia la chiesa guarda ai risultai le Apa dispensano pareri!. Si tratta del più grosso imbroglio mediatico dei nostri tempi, con risvolti spesso patetici oltre a tragici. Gli psicologi non possono contrastare le iniziali tendenze giovanili all’omo,quando ancora è possibile rimediare , anzi le devono rispettare. Questo si chiama delirio ed un vero delitto . Non lo dico io, ma numerosi ex-Gay. Perchè le Ap e Bresso non chiedono anche il parere di questi? Semplicemente perchè dovrebbero ritirare il tutto con vergogna. Di eroi ve ne sono pochi. Rimane la chies cattolica, per fortuna. Chi vuole maggiori informazioni clicchi ” Si puo cambiare”

      • LIBERAMENTE scrive:

        la comunità scientifica non è a disposizione delle teologie varie quando discriminano le persone in base alla alla fede e alla sessualità.

        La Bresso ha ragione e mi fa specie che la curia arrivi a dire che è legittimo e sacrosanto che si possa discriminare e non tener conto della Comunità Scientifica. Il vostro problema è che vi state accorgendo che è solo in Italia e in pochi altri paesi nel resto d’Europa che ci sono queste discriminazioni e che il resto del Mondo occidentale si son fatti progressi nella lotta alla discriminazione.

        Ovviamente cosa si può pretendere in Italia se poi non solo la Lega ma anche la stessa chiesa cattolica reclama il diritto di essere omofoba

  18. enzo scrive:

    Ogni cristiano deve dar conto e testimonianza della sua fede. In quest’ottica il popolo dei fedeli e la stessa Chiesa è chiamata a rendere testimonianza del messaggio di Cristo (compito che è proprio ad esempio dell’apologetica, purtroppo negli ultimi decenni relegata ad un ruolo marginale e che invece andrebbe riscoperta e valutata). Resto tuttavia perplesso rispetto all’amico Sal che (mi pare e mi corregga se sbaglio) continua ad approcciarsi alla fede cercando “risposte” nella sola ragione. La ragione è strumento prezioso a disposizione d’ogni credente (del resto una fede priva di ragione rischierebbe di trasformarsi in semplice credulità); pur tuttavia le Verità di fede devono essere cercate, comprese, sublimate ed infine interiorizzate trascendendo la mera ragione. Non a caso nelle Omelie si prega anche per il dono della fede, che permette di “vedere e comprendere”, quallo che la sola ragione non può far proprio. Pertanto caro Sal perchè scindere così nettamente fede e ragione? Provi a frequentare (mi creda il mio è un consiglio genuino) un corso di teologia e vedrà come ragione e fede siano in grado di cooperare insieme. La Scrittura, la Parola di Dio ci è stata trasmessa e donata dagli Apostoli, tuttavia la Chiesa stessa (senza dimenticare quanto vanno asserendo i teologi) ci rammenta quanto gli stessi Vangeli (compresi i Salmi ecc) siano stati scritti da mano umana sotto ispirazione divina. Non dimentichi l’esistenza del topos letterario che è proprio di chi ha scritto i Testi Sacri. Non legga in maniera letteraria ogni singola parola, nemmeno il più zelante credente (o parraco) interpreta letteralmente ogni singola parola. Credo che Vincenzo da Torino e la sempre acuta e sensibile Ritaroma (di cui spesso si banalizza il pensiero ed è un vero peccato!!!) abbiano cercanto di farglielo comprendere. L’evangelizzazione è strumento di testimonianza cristiana e in questo contesto di disvelamento della Parola del Signore. “Dare ragione della propria testimonianza”, anche questo è il miracolo quotidiano che compie il Vangelo. Cordialmente
    Ps: ( A Todi le gerarchie ecclestiche non intendono rinnovare o difendere rendite di posizione o altro, ma semplicemente concorrere a dare il proprio contributo spirituale alla possibile nascita di un nuovo soggetto politico laicamente cristiano. Semmai tocca a intellettuali, politici e diversamente impegnati nel mondo cristiano, concorrere a creare un partito politico nuovo ma dai forti valori cristiani (non confondiamo clericalismo e apostolato laico/cristiano). Asseriva Paolo VI in tema di unità politica dei cattolici: “Se siamo uniti sui principi, perchè non possiamo esserlo anche nell’applicazione?”. Grazie per l’attenzione.

  19. macv scrive:

    L’evangelizzazione dovrebbe essere la realtà normale di ogni cristiano che crede nella sua religione. ma chbi di noi, in ufficio, coi colleghi, cogli amici, parla di Cristo?
    nessuno. non è di buon gusto. Ti prendono per fanatico. Cercare di convincere gli altri alla tua religione non è una cosa socialmente ammessa.insomma, tutti noi , TUTTI, dell’evangelizzazione ne facciamo a meno, per forza di cose. nessuno di noi è così pazzo o così “alternatiovo2 da andare in strada a proclamare “gesù ti salva” come fanno i fanatici delle sette negli USA.
    insomma diciamo che abbiamo demandato a fisichella quata imbarazzante incombenza, quella di evangelizzare, di dire che Cristo è figlio di Dio ecc. ecc.
    noi ce ne guardiamo bene.

    • vincenzo da torino scrive:

      Che parlare di fede oggi negli uffici e in molti posti sia sconsigliato per non apparire fuori moda è vero. Ma è anche vero che nei discorsi personali molto si può fare e se si è apprezzati come persona si riesce a discutere tranquillamente e con buoni risultati. Basta essere convinti e sereni. L’esempio incuriosisce….

  20. Sal scrive:

    @ vincenzo da Torino
    “vedo che è pieno di interrogativi.Bene. Cosa ha fatto fin’ora per essere ancora al piano sotterraneo pur avendo la possibilità di indagare?”

    Con molto piacere rispondo alla sua curiosità, e le dirò che io ho fatto una (in)completa ricerca, come il congregatore: “ E oltre al fatto che il congregatore era divenuto saggio, pure insegnò continuamente al popolo la conoscenza, e ponderò e fece una completa ricerca, per mettere in ordine” ( Ecclesiste 12.9)
    Naturalmente le conclusioni a cui sono giunto sono personali, senza la pretesa di infallibilità; con la consapevolezza che non sono giunto alla fine del percorso. Trattasi di una ricerca che non ha un punto di arrivo, altrimenti non sarebbe stato scritto “a chi ha sarà dato dell’altro e sarà nell’abbondanza” ( Mt.13.12). La mia ricerca e le mie conclusioni, hanno valore solo a livello personale. Non ho la pretesa che siano condivise ed accettate, in toto o in parte, per questo la fede è un “dono personale” il dono che ciascuno fà a sè stesso andando alla scoperta del suo Dio, quando motiva a sè stesso le conclusioni a cui giunge mediante lo studio e la riflessione. E’ impossibile attribuire un valore alle idee e alle meditazioni, per stabilire se valgono di più le sue o quelle di un altro. Possono non essere condivise o del tutto simili a quelle di altri, con i quali si confronta per avere un ulteriore conferma di approvazione o disapprovazione delle conclusioni alle quali è giunto fino a quel momento. Eventualmente può fare gli aggiustamenti necessari qualora si accorgesse di qualche falla nel suo ragionamento. Sarebbe segno di maturità e umiltà.

    Se esamina con attenzione, anche Gesù insegnava facendo domande, ( Mt. 16.16; Mt.22.42; Mc.9.33) perché gli interrogativi suscitano la riflessione, mentre se lei propina una qualsiasi risposta preconfezionata alle stesse domande, l’ascoltatore non sarebbe stimolato a dare una sua risposta o fare una sua ricerca, ma lo avrebbe sottomesso alle sue conclusioni, senza dare al’altro la possibilità di usare il suo senso critico negandogli la possibilità di crescita per cui difficilmente arriverebbe a conclusioni personali. Per questo i cattolici sono così poco preparati a parlare di fede perché non hanno risposte vere ma nel profondo sanno che le cose che hanno imparato hanno solo un valore tradizionale ma che non è logico.

    Se mi chiede in chi occorre avere fede, la risposta non può essere che “in sè stesso e nella sua capacità di analizzare” i fatti e giungere ad una sua conclusione. Bene se è simile a quella di altri, altrettanto bene se non lo è, infatti anche Paolo dice : “ Non che noi siamo i signori sulla vostra fede, ma siamo compagni d’opera per la vostra gioia, poiché voi state in piedi mediante la [vostra] fede. ( 2 Corinti 1.24) Non mediante quella di altri.
    Ciascuno si confronta e con la sua Ragione deve trovare le risposte e le domande che le pongo servono solo a stimolare la sua riflessione e spero gradirà anche se provengono dal piano sottoterra. Io ho già le mie risposte, ma lei le ha le sue ? Se le ha sono contento per lei se non le ha dovrebbe ricercarle. Rimane il fatto che non c’è nessun testimone oculare né prova storica. Ma questo non dovrebbe minare il suo convincimento se lo ha. – In chi occorre avere fede ?

    “Quando Aman fu entrato, il re gli diceva: “Che si deve fare all’uomo nel cui onore il re stesso ha provato diletto?” A ciò Aman disse in cuor suo: “In chi più che in me il re proverebbe diletto rendendogli onore?”” (Ester 6.6)
    Ma se usa le parole o le idee di altri non sarebbero sue o no ?
    Perchè Aman era onorevole e nel cui ono re il Re provava diletto ?
    Stia sereno

    Condivide ?

    • vincenzo da torino scrive:

      No! La storia del cristianesimo e la dottrina cattolica ha una sua oggettività riconoscibile e nei suoi fondamenti chiara. L’adesione di fede invece è sempre e solo personale condivisibile con i fratelli nella fede. Ossia la fede cattolica si esprime sia personalmente con la scoperta dell’amicia con il Cristo, la preghiera e meditazione personale, sia con il fare parte di una comunità di fede che assieme prega ed opera.

      • Sal scrive:

        Se le piace così ognuno ha custi personali. Per aversi una comunità di fede ne bstano due. Anche solo marito e moglie, magari un figlio.

        “dove due o tre persone sono radunate nel mio nome, io sono là in mezzo a loro”. ( Mt 18.20)

    • giovannino scrive:

      caro Sal , devo confessare che l’ atteggiamento dell’ ostinato ricercatore o del coraggioso esploratore che solo e incurante dello scetticismo generale traccia lui stesso il sentiero da seguire , mi fa simpatia. Credo però che tu esageri e sbagli a rifiutare le tradizioni religiose cristiane . Un conto è avanzare la pretesa di poterne fare una personale revisione critica ( ed è già più di quello che il clero cattolico conceda ), altro è illudersi di poter arrivare da solo alla comprensione della Rivelazione . Io, che dubito che siano arrivati molto avanti in quest’ opera di decifrazione i teologi professionali in secoli , anzi millenni , di ricerca , non posso che essere scettico sulla possibilità che tu possa fare granché . Fortunatamente sono convinto che la fede non ha molto a che fare con la comprensione razionale e che si può avere una fede intera anche se non si capisce tutto e si hanno molti dubbi . Non a caso Gesù ha scelto i primi Apostoli tra i pescatori della Galilea e non tra gli scribi e i dottori della Legge .

  21. Anna scrive:

    vincenzo da torino

    “In effetti le persecuzioni hanno origine principalmente per un brusco, caotico rancoroso risveglio delle identità mussulmane ed induiste.”

    Bisognerebbe capire il perchè di questo “rancoroso” brusco e caotico risveglio delle identità mussulmane e induiste.
    Lei se lo spiega il perchè??
    Perchè ci sarà pure un perchè?
    Buona serata

    • vincenzo da torino scrive:

      Non ho una conoscenza approfondita, solo qualche nozione. Alla base rimane sempre la questione sociale che in quei paesi rimane irrisolta ed agita le masse. Ormai i media e la televisione fanno conoscee e vedere in diretta il mondo dove si sta meglio e la rabbia cresce in modo proporzionale alla frustazione per non avere vie di progresso. In alcuni casi sono le dittature che assieme alla grande corruzione concorrono allo scontento. In alcuni casi i cristiani più intraprendenti e senza i divieti religisi hanno occupato i migliori spazi nei commerci ed attività creando invidia. Ne approfittano i religiosi nei paesi mussulmani per denunciare la decadenza morale occidentale, far ritrovare l’orgoglio mussulmano che predicano si può ottenere ritornando alle origini della pratica religiosa combattendo con i profanatori decadenti. Nella mia pur limitata esperienza la decadenza morale ha un impatto molto negativo su molti immigrati mussulmani i quali faticano spesso per educazione ad apprezzare alcuni diritti civici, specie per le donne. Non so se le ho risposto adeguatamente. Buona notte.

  22. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino
    “Mai saputo nel cattolicesimo che esistono degli eletti a cui vengono rivelati i segreti, salvo che ai bambini! Che tipo di segreti saranno? Approndisca con le proprie forze e studi molto…” Potrebbe esaminare queste scritture così approfondisce meglio:

    “Poiché molti sono invitati, ma pochi eletti”.” ( Mt. 22.14) Se sono pochi forse non perdona tutti…..

    “Allora se qualcuno vi dice: ‘Ecco, il Cristo è qui’, o: ‘È là!’ non lo credete. Poiché sorgeranno falsi Cristi e falsi profeti che faranno grandi segni e prodigi da sviare, se possibile, anche gli eletti. ( M. 24.23-24) – Se possibile….?

    “Che dunque? Ciò che Israele cerca ardentemente non l’ha ottenuto, ma gli eletti l’hanno ottenuto” ( Romani 11.7) -Cos’è che hanno ottenuto gli eletti ?

    “Ma i suoi discepoli gli chiedevano che cosa significasse questa illustrazione. Egli disse: “A voi è concesso di capire i sacri segreti del regno di Dio, ma per gli altri è in illustrazioni, affinché, benché guardino, guardino invano e, benché odano, non ne capiscano il significato” ( Lc 8.9-10)

    “E certamente farò uscire da Giacobbe una progenie e da Giuda il possessore ereditario dei miei monti; e i miei eletti devono prenderne possesso, e i miei propri servitori vi risiederanno.” ( Isaia 65.9) – perchè da Giacobbe e da Giuda ? non erano tutti ebrei ?
    Stia bene

    • vincenzo da torino scrive:

      Il termine eletto ha significato un po diverso rispetto al contesto, ma in linea generale l’eletto è colui ch,e risponde alla chiamata di Dio o di chi Dio ha dato il dono della fede. Per Luca 8,9-10 la mia Bibbia parla di misteri non di segreti.” A voi è dato conoscere i misteri del regno di Dio, ma agli altri solo in parabole” Poi Gesù spiega il significato della parabola del seminatore. Tutto qui i grandi misteri! Qui come in altri casi Gesù spesso si confronta e spiega ai suoi apostoli maggior ragguagli della sua dottrina. Ma gli apostoli non ricevettero nessun segreto particolare, semplice dottrina approfondita. Sugli eletti e sui segreti supposti si è troppo ricamato da parte di tanti gruppi cristiani. Basti pensare allo gnosticismo. Comunque è esperienza confermata che i santi ed i mistici ebbero delle illuminazioni particolari di comprensione dei misteri divini, pur patendo le miserie umane come tutti. Io non sono tra questi!

      • Sal scrive:

        “Comunque è esperienza confermata che i santi ed i mistici ebbero delle illuminazioni particolari di comprensione dei misteri divini, pur patendo le miserie umane come tutti. ”

        Sig. vincenzo, confermata da chi questa esperienza ? come il fatto della pedofilia che dovavno essere i controllati a fare i controllori ? Se anche il vescovo di Madjugorje sostiene che si tratta di una bufala ! E secondo lei, cosa avrebbero spiegato questi mistici ? che viene la fine del mondo ? o che si deve morire ?

        • vincenzo da torino scrive:

          Provi a leggere qualche buon libro di mistici e potrà da solo capire. Chissà perchè S.Teresa del Bambin Gesù fu dichiarata dottore della Chiesa, lei senza istruzione , ma che sapeva terere a testa a grandi teologi!

  23. Cherubino scrive:

    tra evangelizzazione e apologetica vi sono delle marcate differenze, anche se vi sono anche dei punti di contatto.
    L’apologetica è difesa della ritenuta verità mediante gli strumenti della ragione. Essa, come tutti gli atti comunicativi, esprime e determina una relazione, che in tal caso è di carattere polemico. Non per niente il termine indica la difesa processuale. Il suo obiettivo principale è dimostrare che a) le critiche alla ritenuta verità sono infondate razionalmente (momento negativo), b) le ritenute verità sono fondate razionalmente (momento positivo), c) le ritenute verità sono più fondate e più comprensive di interpretazioni alternative (momento comparativo).
    Finalità propria dell’apologetica è non farsi defraudare della verità e della relazione che essa mi permette. Esempio biblico di apologetica è il discorso di Stefano prima del martirio.

    L’evangelizzazione è offerta ad un’altra persona della verità conosciuta e della relazione che essa permette con la persona morta e risorta di Gesù. Il suo scopo non è dimostrare razionalmente con la dialettica, ma coinvolgere la persona intera dell’altro in un’esperienza e in una relazione benefica e vitale. L’evangelizzazione è un invito, non una difesa. Il contesto relazionale è di aiuto e non polemico. Esempio biblico di evangelizzazione è l’invito di Andrea a Pietro “abbiamo trovato il Messia”, o i discorsi kerygmatici di Pietro nei primi capitoli degli Atti.

    L’apologetica usa necessariamente ed esclusivamente gli strumenti della logica e della dialettica. L’annuncio si opera prevalentemente con l’offerta di un contesto di preghiera e di comunione vissute nel Nome di Gesù, in modo che chi ascolta l’annuncio possa contemporaneamente “toccare” e “vedere”, e così gustare “quanto è buono il Signore”.

    L’apologetica tiene conto del fatto che l’interlocutore probabilmente è mosso da uno spirito cattivo, anche se talvolta l’apparenza inganna; l’evangelizzazione tiene conto del fatto che quando arriva l’evangelista lo Spirito Santo ha già lavorato nei cuori, anche se non sempre gli effetti si vedono subito.

    L’apologetica può deteriorarsi e nello sforzo di dimostrare la ragione della fede, rischia di ridurre la fede a ragione, quindi a sottovalutare la stoltezza della Croce e la soprannaturalità della salvezza.
    L’evangelizzazione può deteriorarsi e nello sforzo di mostrare l’originalità della fede cristiana, rischia di sottovalutare i semi di verità e di giustizia seminati dallo Spirito nei cuori inconsapevoli, cuori che solo lo Spirito di Dio conosce fino in fondo.

    • Sal scrive:

      Sig. Cherubino
      Secondo lei, il Gesù storico, il Gesù risorto e la Parola sono la stessa persona ?

    • vincenzo da torino scrive:

      Concordo con quanto scritto. Ma oggi è necessaria sia l’evangelizzazione come l’apologia da lei descritti in contemporanea per effetto della secolarizzazione e degli attacchi alla chiesa e alla sua dottrina molto pesanti. Certo dipende dagli uditori e dai casi. Giusto anche rivelare i pericoli di ambedue i sistemi.

    • giovannino scrive:

      Ottimo post di Cherubino . L’ apologetica può essere uno strumento nell’ opera di evangelizzazione quando , come purtroppo nei nostri tempi , ci si trova di fronte a ostilità e preconcetti contro la Chiesa e la religione cristiana . In questo senso Messori ha avuto ragione , ma essendo ormai molti gli argomenti del suo celebre libro ” Ipotesi su Gesù” che sono stati confermati dall’ attuale Pontefice , continuare a ripeterli ha perso ogni sapore di novità . Comunque l’ apologetica presenta anche un altro rischio è cioè di trasformarsi in aggressività intrareligiosa ( dagli all’ eretico ) e interreligiosa ( dagli all’ infedele ) o comunque di essere vissuta come tale , pensiamo alle reazione islamiche al discorso di Ratisbona. Dunque l’ apologetica ha un valore storicamente relativo , mentre l’ evangelizzazione ha un valore assoluto , essendo parte integrale della missione che Gesù ha affidato alla sua Chiesa . Ad esempio ( solo un passo tra tanti ( Lc 9. 1-5 ) :
      1Gesù riunì i Dodici e diede loro autorità sugli spiriti maligni e il potere di guarire le malattie. 2Poi li mandò ad annunziare il regno di Dio e a guarire i malati. 3Disse loro: ‘Quando vi mettete in viaggio non prendete nulla: né bastone, né borsa, né pane, né denaro e non portate un vestito di ricambio. 4E quando entrate in una casa fermatevi là finché non è ora di andarvene da quella città. 5Se gli abitanti di un villaggio non vi accolgono, lasciate quel villaggio e scuotete via la polvere dai piedi: sarà un gesto di minaccia contro di loro

  24. Sal scrive:

    @ enzo
    Sig. enzo lei mi sfida su un terreno difficile, e cercherò di allargare l’orizzonte invitandola a considerare anche ciò che ho appena scritto a vincenzo da torino proprio qui sopra.
    Lei dice :” Non a caso nelle Omelie si prega anche per il dono della fede, che permette di “vedere e comprendere”, quello che la sola ragione non può far proprio.” – Io non la vedo proprio così. Lei la vede in un modo che non voglio commentare , ma le dirò come la vedo io. Dio non ha certamente bisogno di nulla. Non c’è nulla che noi possiamo fare per lui, ma attraverso i consigli, della Parola Egli fa qualcosa per noi perché ci aiuta a crescere e a non essere ipocriti.

    Per es. se io Lo pregassi di aiutarmi a capire, per essere un uomo di fede e poi non mi impegnassi a studiare e meditare la Parola, o facessi il pedofilo, mostrerei a Dio e a me medesimo quanto grande è la mia ipocrisia. Se poi non capissi ciò che studio, dovrei andare a ripetizione da un diverso maestro per capire ciò che il primo non mi aveva reso chiaro e magari da un terzo per vagliare tutte le possibilità. Inoltre se provassi a pensare che Dio non può essere parziale, e che non fa raccomandazioni personali, o preferenze, dato che ha fatto morire perfino suo figlio, benché lo pregasse, capirei che non c’è nulla di superstiziosamente miracoloso, ma ci sono effetti che vengono prodotti dalle nostre stesse azioni e che possiamo comprendere solo se ragioniamo allora il dono lo farei a me stesso ( dono per dono) . Altrimenti saremmo solo dei superstiziosi in attesa di un miracolo che non accadrà mai. Perché mai Dio lo dovrebbe fare solo a qualcuno ? Se è il Padre di tutti ?
    Se lei vede la potenza di Dio come un atto miracoloso destinato solo alla sua persona, Dio farebbe parzialità in base a chissà a quale preferenza, che non ha fatto neanche per suo figlio che sudava “come gocce di sangue”, ma se leggessi che la potenza di Dio si è mostrata nella capacità di far comprendere con la Ragione la “spiritualità” (prodotto della mente) il dono regalato a tutti gli uomini, di ogni razza colore, allora la Potenza si è già rivelata senza fare favoritismi di sorta uguale per tutti; allora “la fede che nasce da questa scoperta non è più nel miracoloso “ che è da venire, ma nel miracoloso che è già avvenuto, del quale devo fare profitto. E’ un ribaltamento del modo comune di approcciare il Sacro, ma da un punto di vista ragionevole e non miracolistico. Così l’uomo di fede cresce.

    Per essere più chiaro, Quando Abraamo divenuto vecchio inviò il suo servitore al “suo paese” per trovare una moglie per suo figlio, il servitore “fece inginocchiare i cammelli fuori della città presso un pozzo d’acqua verso il tempo della sera, il tempo in cui solevano uscire le donne che attingevano l’acqua. E proseguì, dicendo: “Geova, Dio del mio padrone Abraamo, fallo avvenire, ti prego, davanti a me quest’oggi e usa amorevole benignità al mio padrone Abraamo. Ecco, sto fermo presso una fonte d’acqua e le figlie degli uomini della città escono ad attingere acqua. Ciò che deve avvenire è che la giovane alla quale dirò: ‘Abbassa la tua giara d’acqua, ti prego, perché io beva’, e che veramente dirà: ‘Bevi, e darò da bere anche ai tuoi cammelli’, questa è quella che devi assegnare al tuo servitore, a Isacco; e da questo fammi sapere che hai usato amore leale col mio padrone”. ( Genesi 24.11-14) – Arrivò Rebecca e la storia prosegue. ( Ma perchè pregava il Dio di Abraamo non era anche il suo ?)

    IL servitore si fidò, non mise in discussione il fatto che il Dio del padrone (padrone del futuro ) potesse modellare gli eventi secondo ciò che era utile, convinto che qualunque fosse stato l’esito della sua preghiera, sarebbe stato per il successo. Non si mise a cavillare se era bassa o alta bionda o ricca. E se sarà stata una buona scelta lo potrà stabilire solo alla fine del percorso valutando le cose positive che quella scelta ha comportato. Per questo è scritto : “poiché chi dubita è come un’onda del mare mossa dal vento e spinta qua e là. Infatti, non supponga quell’uomo che riceverà alcuna cosa da Geova; è un uomo indeciso, instabile in tutte le sue vie.” ( Giacomo 1.6-8)
    Se lei prega per avere fede e si aspetta il miracolo ha fallito, non arriverà come un pacco dono. Se lei agisce dimostrandosi persona che si affida alla Ragione nella comprensione dei principi che la Parola le rivelerà vivendo in modo fedele, onesto, rispettoso non superstizioso, pragmatico, sarà ricompensato se metterà in pratica nella sua vita tutte le indicazioni che la Parola via via le farà affiorare. In fondo si tratta di sapere se è la fede che ha creato Dio o se è Dio che fa crescere la fede con la Ragione.

    “Provi a frequentare (mi creda il mio è un consiglio genuino) un corso di teologia e vedrà come ragione e fede siano in grado di cooperare insieme. “ – ho già il mio Maestro, non ne servono altri.

    L’evangelizzazione è strumento di testimonianza cristiana e in questo contesto di disvelamento della Parola del Signore. “Dare ragione della propria testimonianza”, anche questo è il miracolo quotidiano che compie il Vangelo – E’ per questo che battezzano i neonati per farne cattolici a cui svelare la Parola del Signore quando sono grandi ? Se vuole disvelare la Parola le domande le ho già poste al sig. vincenzo, provi anche lei. Chissà se mi può testimoniare qualcosa che il mio Dio non mi ha ancora fatto capire !
    Stia bene

  25. Francesco scrive:

    Caro Andrea…

    Perdona por el off-topic pero quisiera preguntarte: ¿no es extraño que, a mediados de octubre, no haya previsto ningún viaje papal internacional para el 2012? ¿Es que el Santo Padre no viajará? ¿Hay algún plan?

    Gracias,

    Francesco

  26. emiliano scrive:

    « Lo Spirito Santo vi insegnerà in quel momento ciò che bisogna dire »

    Dopo il loro arresto, i santi furono condotti dal prefetto di Roma di nome Rustico. Comparsi davanti al tribunale, il prefetto Rustico disse a Giustino… : « Quale dottrina professi ? »
    – Ho tentato di imparare tutte le filosofie, poi ho aderito alla vera dottrina, a quella dei cristiani…
    – E qual è questa dottrina ?
    – Quella di adorare il Dio dei cristiani, che riteniamo unico creatore e artefice, fin da principio, di tutto l’universo, delle cose visibili e invisibili ; e inoltre il Signore Gesù Cristo, Figlio di Dio, che fu preannunziato dai profeti come colui che doveva venire tra gli uomini araldo di salvezza e maestro di buone dottrine. E io, da semplice uomo, riconosco di dire ben poco di fronte alla sua infinita Deità. Riconosco che questa capacità è propria dei profeti… So bene infatti che i profeti per divina ispirazione predissero la sua venuta tra gli uomini. »
    – Sei, dunque cristiano ?
    – Si, sono cristiano.

    Il prefetto domandò a Caritone : « Anche tu, Caritone, sei cristiano ?
    – Sono cristiano per volontà di Dio.
    – E tu, Evelpisto ?
    – Anch’io sono cristiano. Schiavo, sono stato affrancato da Cristo, partecipo della medesima speranza, per la grazia di Cristo.
    – È stato Giustino a farvi cristiani ?
    – Sono sempre stato cristiano, e sempre lo sarò… Certamente, ero felice di ascoltare gli insegnamenti di Giustino ; devo però l’essere cristiano ai miei genitori »…
    Il prefetto disse a Liberiano : « E tu, cosa dici, sei cristiano ? Sei anche tu un empio ?
    – Anch’io sono cristiano. Non sono un empio, ma adoro il solo vero Dio. »
    Il prefetto torno a Giustino :
    – Ascolta, tu che sei ritenuto sapiente e credi di conoscere la vera dottrina ; se dopo di essere stato flagellato sarai decapitato, ritieni di salire al cielo ?
    – Spero di entrare in quella dimora se soffrirò questo. Io so infatti che per tutti coloro che avranno vissuto santamente, è riservato il favore divino sino alla fine del mondo intero…
    – Tu dunque ti immagini di salire al cielo, per ricevere una degna ricompensa ?
    – Non me l’immagino, ma lo so esattamente e ne sono sicurissimo. »
    Questi Santi testimoniarono la loro fede in Cristo con la morte il martirio!

    • emiliano scrive:

      Noi siamo pronti a fare quello che fecero loro? Dare la vita per Cristo mostrando la loro fede!

      • Anna scrive:

        emiliano,
        cominci lei a dare la vita per Cristo,poi vediamo cosa succede.Se cambia il mondo o meno.
        Ci pensi.

        • emiliano scrive:

          io la mia vita per il Padre Celeste e suo Figlio l’ho già data e lei cosa fa per cambiare il mondo?

          • Anna scrive:

            non sapevo che lei fosse defunto.
            Martire per mano mussulmana,induista,ortodossa,ebrea??
            Chi le ha permesso di diventare martire di Gesù?

          • emiliano scrive:

            Cara Anna io non sono un martire,sono un semplice ragazzo che evangelizza la Parola di Dio al mondo intero dove ci sia la possibilità poi se ci sarà il martirio come in alcuni paesi che ben venga non sono morto in vano sono morto per il mio Padre e il mio Signore Gesù.In fine le lascio questo pensiero
            Cara Anna come mai è così acida nei confronti di chi vuole dedicare la vita al Signore Gesù e al Padre Celeste? Io da solo non posso cambiare il mondo ma posso dare un piccolo contributo nelle missioni del terzo mondo evangelizzare Gesù Risorto Pieno di Amore per il genere umano. Le SS. Scritture dicono che « Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna » (Gv 3,16). Cara Anna se Lei ce l’ha con Dio cerchi di pregarlo in maniera sottomessa ed umile vedrà che troverà molte risposte nella sua Parola la Bibbia.! In Pace nel Signore Risorto Emiliano buona serata

  27. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino

    La ringrazio per il suo commento che mi da la possibilità di spiegare perché nelle traduzione cattoliche Luca 8.10 viene tradotto “misteri” mentre io ho citato una traduzione che riporta “segreti” invece che misteri.

    La parola greca di Luca 8.10 è “must»rion (mustêrion)” e come potrà controllare su la parola net nel vocabolario greco, la spiegazione è questa: “da una parola derivata da muo (chiudere la bocca) – TDNT – 4: 802,615 – Numero Strong: G3466 – sostantivo neutro”
    1) cosa nascosta, segreto, mistero
    1a) generalmente misteri, segreti religiosi, confidati solo agli iniziati e non a mortali normali
    1b) una cosa ignota o segreta, non ovvia al comprensione
    1c) uno scopo o proposito ignoto
    1c1) volontà segreta
    1c1a) di uomini
    1c1b) di Dio: i propositi segreti secondo cui Dio tratta il giusto, che sono nascosti dagli empi e cattivi ma chiari ai pii
    2) in scritture rabbiniche, denota il senso mistico o nascosto
    2a) di un detto dell’AT
    2b) di un’immagine o forma vista in una visione
    2c) di un sogno

    Considerato che quando si traduce un testo in un’altra lingua a difficoltà è quella di decidere se si vuole tradurre letteralmente le parole o se si vuole tradurre il concetto espresso da quelle parole dato che i vocaboli della prima lingua potrebbero non avere un uguale significato nell’altra. Da qui nasce l’abilità del traduttore.
    Non è il nostro caso, dato che il significato del termine greco “must»rion (mustêrion)” è “cosa nascosta confidata solo agli iniziati”, come riporta il dizionario greco. Aggiungo il significato dei termini in lingua italiana come definiti dal Dizionario italiano online:

    Mistero/Misterioso “1. tutto ciò che non si riesce a spiegare 2. verità dogmatica, d’ordine soprannaturale, che l’intelligenza umana non può comprendere.”
    Segreto“1. non manifesto, ignorato; che non deve essere fatto conoscere 2. appartato, nascosto 3 agg cosa che non deve essere divulgata, che deve rimanere celata”

    Considerato che il Vangelo dice anche :
    ( Marco 4.33-34) “Realmente, senza illustrazioni non parlava loro, ma ai suoi discepoli spiegava privatamente ogni cosa.
    Secondo lei poteva spiegare un mistero o un segreto ? Secondo lei quale traduzione è più vicina alla realtà o di più facile comprensione per il lettore, quella che facilita la comprensione o quella che la rende più misteriosa ? Decida lei.
    Stia bene

  28. Sal scrive:

    @ vincenzo da torino

    La ringrazio per il suo commento che mi da la possibilità di spiegare perché nelle traduzione cattoliche Luca 8.10 viene tradotto “misteri” mentre io ho citato una traduzione che riporta “segreti” invece che misteri.

    La parola greca di Luca 8.10 è “must»rion (mustêrion)” e come potrà controllare su la parola net nel vocabolario greco, la spiegazione è questa: “da una parola derivata da muo (chiudere la bocca) – TDNT – 4: 802,615 – Numero Strong: G3466 – sostantivo neutro”
    1) cosa nascosta, segreto, mistero
    1a) generalmente misteri, segreti religiosi, confidati solo agli iniziati e non a mortali normali
    1b) una cosa ignota o segreta, non ovvia al comprensione
    1c) uno scopo o proposito ignoto
    1c1) volontà segreta
    1c1a) di uomini
    1c1b) di Dio: i propositi segreti secondo cui Dio tratta il giusto, che sono nascosti dagli empi e cattivi ma chiari ai pii
    2) in scritture rabbiniche, denota il senso mistico o nascosto
    2a) di un detto dell’AT
    2b) di un’immagine o forma vista in una visione
    2c) di un sogno

    Considerato che quando si traduce un testo in un’altra lingua a difficoltà è quella di decidere se si vuole tradurre letteralmente le parole o se si vuole tradurre il concetto espresso da quelle parole dato che i vocaboli della prima lingua potrebbero non avere un uguale significato nell’altra. Da qui nasce l’abilità del traduttore.
    Ma non è il nostro caso, dato che il significato del termine greco “must»rion (mustêrion)” è “cosa nascosta confidata solo agli iniziati”, come riporta il dizionario greco. Aggiungo il significato dei termini in lingua italiana come definiti dal Dizionario italiano online:

    Mistero/Misterioso – “1. tutto ciò che non si riesce a spiegare 2. verità dogmatica, d’ordine soprannaturale, che l’intelligenza umana non può comprendere.”
    Segreto – “1. non manifesto, ignorato; che non deve essere fatto conoscere 2. appartato, nascosto 3. cosa che non deve essere divulgata, che deve rimanere celata”

    Considerato che il Vangelo dice anche :
    ( Marco 4.33-34) “Realmente, senza illustrazioni non parlava loro, ma ai suoi discepoli spiegava privatamente ogni cosa.”
    Secondo lei poteva spiegare un mistero o un segreto ? Secondo lei quale traduzione è più vicina alla realtà o di più facile comprensione per il lettore, quella che facilita la comprensione o quella che la rende più misteriosa ? Decida lei.
    Stia bene

    • vincenzo da torino scrive:

      Non sono un esegeta e neppure mi interessa addentrarmi troppo in dispute interpretative. Non è il mio mestiere e anche chi, come lei, ritiene di averne la cultura a mio parere rischia proprio sulla fede confermando quanto fossero sbagliati i “sola” di Lutero non nella loro esposizione , ma nella loro assolutezza dei sola. Esistono dei punti determinanti della fede cristiana che vanno interpretati. Qui è sicuramente importante sentire i vari esegeti e farsene anche una idea personale. Ci fu un periodo alcuni decenni fa, che anch’io mi buttai a capire il messaggio cristiano da solo, creandomi più problemi che soluzioni! Allora pensai che per passare da una fede pur sincera, ma di tradizione ad una “ragione del credere” ben solido ed articolo, che fosse giusto un approfondimento a 360 gradi prima del cattolicesimo e poi dei punti discordanti con i protestanti per passare ad una conoscenza storica e dottrinale delle varie religioni per sintesi. Quando si ha una base da cui partire diventa più facile orientarsi negli studi anche nell’affrontare diciamo i dissidenti o altre religioni, diversamente si è dispersivi con il pericolo , come mi è successo conoscendo uno studioso di religioni, di perdere la bussola r magari diventare atei. Questo come procedura. Per la fede occorre la predisposizione personale, dei buoni autori e la grazia di Dio. Mi hanno sempre incuriosito i mistici cattolici e conoscendoli e cercando di carpirne i segreti la mia fede si è ampiamente solidificata. Ora occorre la pratica… Certo, se ancora ad esempio mi chiede cosa vuol dire ” santificar le feste”e se ne crea un problema, è mal piazzato e dimostra un modo di procedere caotico nella sua ricerca …

  29. enzo scrive:

    Gentile Sal, non nego che le sue argomentazioni mi sollecitato ad un di più di riflessione, tuttavia mi permetto a mia volta di stimolarla con qualche sollecitazione ulteriore. Nel suo scritto a me indirizzato, lei tratteggia un Dio autosufficiente in se stesso. Il Dio cristiano invece è un Dio appassionato, un Dio pieno di amore infinito, intriso di un amore sconfinato per l’umanità. Dio ci chiama a cooperare alla sua grandezza, ci chiama ad essere testimoni liberi ed ultimi del Suo disegno. Non nego che il Signore sia perfetto in se; pur tuttavia amando la sua creatura, Dio cerca l’interlocuzione massima dell’uomo: la cooperazione libera nel realizzare il Suo disegno, pensato per noi. Come lei non sono attratto dal banale miracolismo (nel quale comunque credo), ne penso che il miracolo in se tolga o aggiunga qualche cosa alla fede (lei invece nella sua disamina si è a lungo soffermato sulla preghiera/richiesta/dimostrazione della grandezza di Dio). Per quel che mi concerne, credo invece che la preghiera sia il mezzo per eccellenza per avvicinarsi ed accostarsi al Signore. Mi pare di capire tra le altre cose, che lei diffida molto dal ruolo di intermediazione svolto dalla Chiesa… Rispetto questa sua valutazione (che non è la mia). L’uomo è chiamato ad accostarsi a Dio ogni giorno, tuttavia è Cristo stesso che chiama gli Apostoli a diffondere nel mondo il messaggio del Padre e a fondare quella che oggi conosciamo come Chiesa. Provo infine ad abbozzare una risposta (mi rendo conto insufficiente) alla sua domanda: “è Dio ad aver creato la fede o vinceversa?” Mi piace pensare che tutto sia stato voluto dal Signore e che pertanto, sia stato Dio a darci gli strumenti per radicarci nella fede, dono certo mai conquistato per sempre? Altro ovviamente è il discorso su come l’uomo abbia abusato della fede in certe epoche e fasi della storia, ma qui si aprirebbe un altro discorso. Lei ha citato anche il Vangelo di Marco: ebbene chi meglio di Marco seppe descrivere un Gesù divino e proprio per questo umano? Appassionato ed insieme pervicace nel disvelare l’ipocrisia dell’uomo? La fede in definitiva non ha bisogno di miracoli (semmai sono un di più da contemplare) ma di ricerca e costanza quotidiana. Rispetto l’etica protestante, tuttavia resto persuaso dello straordinario rapporto che la Chiesa svolge nell’accostarsi al Padre, che in buona parte anche il padre del protestantesimo Lutero (veda in proposito la lettera indirizzata dal monaco a papa Leone X) riconosceva prima della scissione dal cattolicesimo. Grazie comunque del suo prezioso contributo e della sua interlocuzione.

    • Sal scrive:

      @ enzo
      Sono molti gli argomenti che lei solleva e che andrebbero esaminati singolarmente. Perdoni se non sarò abbastanza esaustivo.
      Il Dio cristiano non è diverso da quello degli ebrei,(YHWH-Yahveh-Jehovah-Geova) e che Gesù (uomo ebreo chiama Padre) ed è sempre lo stesso Dio che ha distrutto l’umanità al tempo di Noè (esempio rimarcato da Gesù stesso) è lo stesso Dio che fece distruggere gli Amalechiti e fece andare in esilio il suo stesso popolo. Ritengo quindi che la sua dizione “ pieno di amore infinito” sia indirizzata a colo che lo “temono” e si allineano ai suoi comandamenti. “Sono un Dio che esige esclusiva devozione, recando la punizione per l’errore dei padri sui figli, sulla terza generazione e sulla quarta generazione, nel caso di quelli che mi odiano; 6 ma che esercita amorevole benignità verso la millesima generazione nel caso di quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.” ( Esodo 20.5-6)

      “un Dio autosufficiente in se stesso” – in realtà non sono io che lo dico, sono le scritture :”E chi mi può tener testa? Chi mi ha dato qualcosa per primo, che io lo debba ricompensare? Sotto tutti i cieli [ogni cosa] è mia.” ( Giobbe 41.10-12) – (Salmo 50:12) “Se avessi fame, non lo direi a te; Poiché a me appartiene il paese produttivo e la sua pienezza.”“ Poiché “chi ha conosciuto la mente di Geova, o chi è divenuto suo consigliere?” O: “Chi gli ha dato per primo, così che gli debba essere reso?”” ( Romani 11.34-35)

      Si può concludere che il Dio non ha alcun bisogno di alcuna cosa. Non ha nemmeno bisogno “dell’interlocuzione massima dell’uomo” come lei afferma, ed è facilmente comprensibile dal fatto che la terra è piena delle sue creazioni, ( Salmi 10.24) ma in nessuna di queste Egli ha instillato la spiritualità o la necessità di renderGli gloria perché la Sua gloria è manifesta dalla sola esistenza della vita. E nessuna di queste viene meno al suo ruolo ma tutte insieme mantengono gli equilibri necessari per la sopravvivenza della specie. Solo l’uomo potendolo fare perché dotato di libero arbitrio, ha osato ribellarsi al modo da Lui stabilito per il mantenimento di quella armonia, inventandosene un modo personale indipendente egoistico. Così la Generosità ha permesso all’uomo di imparare dai propri errori. Ha voluto fargli capire che l’esercizio del libero arbitrio può e deve essere esercitato solo nel modo che Lui ha stabilito per il bene di tutti , ma se al contrario si sceglie di esercitare liberamente il libero arbitrio in modo diverso, troppi saranno i danni che gli si ritorceranno contro.

      “E se andranno in schiavitù davanti ai loro nemici, di là comanderò alla spada, e li dovrà uccidere; e certamente poserò su di loro i miei occhi per il male, e non per il bene.” ( Amos 9.4)

      “Dite che [andrà] bene al giusto, poiché mangeranno il medesimo frutto delle loro azioni. Guai al malvagio: Calamità; poiché gli si renderà il trattamento [reso] dalle sue proprie mani!” ( Isaia 3.10)
      “Dio fa cooperare tutte le sue opere per il bene di quelli che amano Dio, quelli che sono chiamati secondo il suo proposito; poiché quelli ai quali diede il suo primo riconoscimento ha anche preordinato ad essere modellati secondo l’immagine del Figlio suo, affinché sia il primogenito tra molti fratelli.” ( Romani 8.28-29)

      “credo invece che la preghiera sia il mezzo per eccellenza per avvicinarsi ed accostarsi al Signore.” – L’unica preghiera è quella di vivere nel modo a Lui gradito, che fa cooperare le cose per il mantenimento della vita, non quello di fare ammuina con “cerimonie e fumosi riti” per addormentare le coscienze e poi fare come ci pare.

      “Il ruolo di intermediazione della chiesa” Basta dire che non c’è nessun ruolo di intermediazione perché “c’è un solo Dio, e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù” ( 1 Timoteo 2.5) anche perché la chiesa è sconosciuta al presente (Mt 24.45) – “Non sapete che siete il tempio di Dio, e che lo spirito di Dio dimora in voi? Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui; poiché il tempio di Dio è santo, il quale [tempio] siete voi.” ( 1 Corinti 3.16-17) Quindi è un tempio spirituale non visibile.

      “nel realizzare il Suo disegno, pensato per noi” – questa è una bella domanda. Lei sa qual è il suo disegno pensato per noi ?

    • Sal scrive:

      @ enzo
      Sono molti gli argomenti che lei solleva e che andrebbero esaminati singolarmente. Perdoni se non sarò abbastanza esaustivo.
      Il Dio cristiano non è diverso da quello degli ebrei,(YHWH-Yahveh-Jehovah-Geova) e che Gesù (uomo ebreo chiama Padre) ed è sempre lo stesso Dio che ha distrutto l’umanità al tempo di Noè (esempio rimarcato da Gesù stesso) è lo stesso Dio che fece distruggere gli Amalechiti e fece andare in esilio il suo stesso popolo. Ritengo quindi che la sua dizione “ pieno di amore infinito” sia indirizzata a colo che lo “temono” e si allineano ai suoi comandamenti. “Sono un Dio che esige esclusiva devozione, recando la punizione per l’errore dei padri sui figli, sulla terza generazione e sulla quarta generazione, nel caso di quelli che mi odiano; ma che esercita amorevole benignità verso la millesima generazione nel caso di quelli che mi amano e osservano i miei comandamenti.” ( Esodo 20.5-6)

      “un Dio autosufficiente in se stesso” – in realtà non sono io che lo dico, sono le scritture :”E chi mi può tener testa? Chi mi ha dato qualcosa per primo, che io lo debba ricompensare? Sotto tutti i cieli [ogni cosa] è mia.” ( Giobbe 41.10-12) – (Salmo 50:12) “Se avessi fame, non lo direi a te; Poiché a me appartiene il paese produttivo e la sua pienezza.”“ Poiché “chi ha conosciuto la mente di Geova, o chi è divenuto suo consigliere?” O: “Chi gli ha dato per primo, così che gli debba essere reso?”” ( Romani 11.34-35)
      Si può concludere che il Dio non ha alcun bisogno di alcuna cosa. Non ha nemmeno bisogno “dell’interlocuzione massima dell’uomo” come lei afferma, ed è facilmente comprensibile dal fatto che la terra è piena delle sue creazioni, ( Salmi 10.24) ma in nessuna di queste Egli ha instillato la spiritualità o la necessità di renderGli gloria perché la Sua gloria è manifesta dalla sola esistenza della vita. E nessuna di queste viene meno al suo ruolo ma tutte insieme mantengono gli equilibri necessari per la sopravvivenza della specie. Solo l’uomo potendolo fare perché dotato di libero arbitrio, ha osato ribellarsi al modo da Lui stabilito per il mantenimento di quella armonia, inventandosene un modo personale indipendente egoistico. Così la Generosità ha permesso all’uomo di imparare dai propri errori. Ha voluto fargli capire che l’esercizio del libero arbitrio può e deve essere esercitato solo nel modo che Lui ha stabilito per il bene di tutti , ma se al contrario si sceglie di esercitare liberamente il libero arbitrio in modo diverso, troppi saranno i danni che gli si ritorceranno contro.

      “E se andranno in schiavitù davanti ai loro nemici, di là comanderò alla spada, e li dovrà uccidere; e certamente poserò su di loro i miei occhi per il male, e non per il bene.” ( Amos 9.4)
      “Dite che [andrà] bene al giusto, poiché mangeranno il medesimo frutto delle loro azioni. Guai al malvagio: Calamità; poiché gli si renderà il trattamento [reso] dalle sue proprie mani!” ( Isaia 3.10)
      “Dio fa cooperare tutte le sue opere per il bene di quelli che amano Dio, quelli che sono chiamati secondo il suo proposito; poiché quelli ai quali diede il suo primo riconoscimento ha anche preordinato ad essere modellati secondo l’immagine del Figlio suo, affinché sia il primogenito tra molti fratelli.” ( Romani 8.28-29)

      “credo invece che la preghiera sia il mezzo per eccellenza per avvicinarsi ed accostarsi al Signore.” – L’unica preghiera è quella di vivere nel modo a Lui gradito, che fa cooperare le cose per il mantenimento della vita, non quello di fare ammuina con “cerimonie e fumosi riti” per addormentare le coscienze e poi fare come ci pare.

      “Il ruolo di intermediazione della chiesa” Basta dire che non c’è nessun ruolo di intermediazione perché “c’è un solo Dio, e un solo mediatore fra Dio e gli uomini, l’uomo Cristo Gesù” ( 1 Timoteo 2.5) anche perché la chiesa è sconosciuta al presente (Mt 24.45) – “Non sapete che siete il tempio di Dio, e che lo spirito di Dio dimora in voi? Se qualcuno distrugge il tempio di Dio, Dio distruggerà lui; poiché il tempio di Dio è santo, il quale [tempio] siete voi.” ( 1 Corinti 3.16-17) Quindi è un tempio spirituale non visibile.

      “nel realizzare il Suo disegno, pensato per noi” – questa è una bella domanda. Lei sa qual è il suo disegno pensato per noi ?

      • emiliano scrive:

        La Vita Eterna caro Sal la Vita Eterna questo è il piano di Dio per noi.

        • Sal scrive:

          Si sig. emiliano condivido, ma cosa vuol dire “vita eterna ?” dove ? in paradiso ? in un altro posto ? cosa si farà, ci si annoia, si lavora, ci si sposa, amore libero ? una sola moglie o più ? e più interessante ancora : vita eterna significa immortalità o si potrà ancora morire benchè sia eterna ? e se si dovesse ancora morire, che dovrebbero fare gli eventuali vedovi o le vedove ? Si risposano ? in una vita eterna, gli eventuali figli sarebbero eterni e ammonterebbe a quanti miliardi di miliardi ?
          Domande interessanti sulla vita eterna, le pare ?

          • LIBERAMENTE scrive:

            caro Sal, oltre la morte Gesù disse che né ci si sposa né si è vedovi o vedove, si è come angeli, quindi, tutte queste domande portano solo ad una inquietante conclusione, la reincarnazione ed è da escludere perchè sarebbe un eterno purgatorio.

          • emiliano scrive:

            Immortalità,non ci si annoia Dio non è un Dio noioso,non ci si risposa lei dovrebbe saperlo quello che dicono le scritture al riguardo che a me ora sfugge il capitolo e il versetto. Vivremo alla gloria di Dio vedremo la sua gloria nella sua pienezza. Questo vuol dire vita eterna!

  30. LIBERAMENTE scrive:

    lo riposto perchè ritengo che non offenda nessuno, io sto ai fatti.

    Nuovi e vecchi evangelizztori…ma poi se questi sono i fatti

    (ANSA) – WASHINGTON, 14 OTT – Il Grand Jury di Kansas City ha deciso di incriminare il vescovo della citta’, Robert Finn, con l’accusa di aver ritardato la denuncia e coperto un prete accusato di aver abusato di una bambina. E’ la prima volta che un alto prelato va a processo da circa 25 anni, dall’epoca in cui la Chiesa americana venne coinvolta negli scandali legati alla pedofilia.

    beh, l’evangelizzazione risulta sempre più sotto una dubbia luce, anzi inquietante luce (rossa), visto poi come la curia torinese ha attaccato la Bresso per la sua legge antidiscriminazione, viene a tutte le persone, che ancora rarionano normalmente, da pensare che la sfacciataggine di dichiararsi omofoba e in possesso di cure anti omosessualità sia in realtà una strenia difesa dei vecchi stereotipi anti-tutto ciò che è laicità ed eguaglianza, del resto nella stessa chiesa cattolica ci sono perosne di serie A e B e magari anche di C, oseri dire che la discriminazione faceva parte già al tempio in cui ai gentiles veniva chiesto di farsi circoncidere altrimenti non potevano sedere alla mensa di Saulo di Tarso o a qualsiasi altra mensa delgi apostoli.

    La discriminazione in tuti i sensi è un eredità giudaico-cristiana, poi antiebraica e oggi anti omosessuale, ma l’evangelizzazione è questa, purtroppo non si può addolcire la pillola agli omosessuali nella chiesa cattolica, essa o riesce a curarli o li discrimina o li mette in qualche girone infernale.

  31. LIBERAMENTE scrive:

    adesso i fatti dan fastidio?

    Il primate del Belgio e arcivescovo di Malines-Bruxelles André-Jospeh Léonard si dice contrario ad assegnare l’incarico di maestro di religione o di direttore di scuola cattolica a persone divorziate e risposate. Lo ha fatto con un articolo sulla rivista della diocesi Pastoralia, segnala La Croix. Arrivano critiche dagli stessi cattolici, visto l’elevato numero di divorziati risposati. Jean-Pierre Merveille, presidente dei direttori per l’insegnamento primario cattolico, ad esempio giudica il proposito “aberrante” e parla di possibili discriminazioni contrarie alla legge, se l’intenzione di Léonard fosse concretizzata.

    Ecco un’altro tipo di evangelizzazione, ovviamente se si concretizzasse l’ordine dell’arcivescovo pure la vita di questi insegnanti evangelizzatori (pagati giustamente)potrebbe essere passata al setaccio e inquisita a priori; insomma, se pretendono questo dagli insegnanti che sono già molto vicini alla chiesa cattolica, e non possono discriminarli per legge, perchè la loro vita privata è tutelata per legge, da chi altri lo potrebbe pretendere?

    A me sa che c’è un progeto di epurazione a partire dal vaticano che sta facendo pressione nel mondo perchè la chiesa sia abitata solo da impeccbili sudditi che non abbiamo nulla a che vedere con eventuali reclami dei diritti umani, sia nella loro mente che nel loro cuore.

  32. emiliano scrive:

    Cara Anna come mai è così acida nei confronti di chi vuole dedicare la vita al Signore Gesù e al Padre Celeste? Io da solo non posso cambiare il mondo ma posso dare un piccolo contributo nelle missioni del terzo mondo evangelizzare Gesù Risorto Pieno di Amore per il genere umano. Le SS. Scritture dicono che « Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna » (Gv 3,16). Cara Anna se Lei ce l’ha con Dio cerchi di pregarlo in maniera sottomessa ed umile vedrà che troverà molte risposte nella sua Parola la Bibbia.! In Pace nel Signore Risorto Emiliano

  33. ritaroma scrive:

    ENZO,
    il disegno di Dio x noi è la salvezza eterna…” siate santi come IO sono santo!
    e sono certa che non servono tante parole xchè lei lo sa!

  34. Cherubino scrive:

    pensando a questo thread mi è venuto in mente il passo della Prima Lettera di Giovanni che dice “Poiché tre sono quelli che rendono testimonianza: lo Spirito, l’acqua e il sangue, e questi tre sono concordi.” (5,8)

    Al di là delle questioni filologiche su questo versetto, esso riassume in modo efficace le vie dell’evangelizzazione, che è nella sua sostanza un rendere testimonianza.
    Tale testimonianza consiste nel farsi veicoli della Testimonianza di se stesso che viene da Dio stesso, perchè è solo questa che può toccare i cuori, e non certo la nostra persona, o i nostri manuali e trattati. La Testimonianza di Dio avviene quindi nello Spirito, nel sangue e nell’acqua.
    Cosa può voler dire ?
    La Testimonianza dello Spirito avviene quando la persona comincia a fare esperienza spirituale di Dio, entra cioè in un’esperienza “pneumatica”. Avviene principalmente con l’avvicinarsi all’ascolto della Parola. Molti santi raccontano di essersi convertiti iniziando a leggere la Sacra Scrittura, interrogandola e dialogando con essa e tramite essa con Dio, anche se inizialmente in modo inconsapevole. I discepoli di Emmas sfiduciati poi raccontarono che “gli ardeva il cuore” mentre ascoltavano il compagno di viaggio. Ma l’esperienza pneumatica può avvenire anche -più raramente- tramite una forte effusione che provoca un’improvvisa contrizione, una luce sulla propria vita, una guarigione da un antico rancore…
    Evangelizzare vuol dire quindi offrire occasioni di ascolto della Parola, di preghiera, di dialogo sul senso della vita e dei suoi assetti fondamentali.

    L’acqua è il secondo “luogo” della Testimonianza di Dio. Essa è chiaramente un riferimento battesimale. E se il battesimo come sacramento è il punto di arrivo di un percorso che inizia con l’evangelizzazione, il battesimo come dimensione esistenziale è parte dell’evangelizzazione stessa. Battesimo è infatti immersione nell’amore di Dio e l’acqua rappresenta questa fiducia. Infatti nell’acqua la nostra vita non dipende più da noi , ma da ciò che ci sostiene e ci fa galleggiare o -come nel passaggio del mar Rosso- ci fa passare. Una forza estranea a noi rende possibile la vita dove sembrava potessimo trovare solo morte. Se quindi unico è il battesimo, molte sono le esperienze “battesimali”, tante quante sono le occasioni di fidarci e lasciarsi condurre, servire, amare. Evangelizzare allora vuol dire offrire situazioni in cui l’affidarsi e il dipendere è vita, offrire in altre parole comunione fraterna. Come dice il Salmo, è dove i fratelli sono riuniti che scorre la benedizione di Dio. Nell’abbandono all’Amore-dono e al servizio fraterno si sperimenta la presenza di Dio.
    La Testimonianza dell’acqua ha comunque una primaria dimensione sacramentale che non è in contraddizione con l’aspetto comunitario, perchè la Chiesa è essa stessa sacramento. Il Sacramento si esprime quindi con il rito proprio, ma anche con la Chiesa e il suo servizio che anche se fatto da uomini non è “opera” umana. E nell’attuare il sacramento entra a far parte anche il fondamentale esercizio dell’intercessione, espressione massima del sacerdozio comune dei fedeli. Evangelizzare vuol dire quindi anche offrire questo servizio. Non di rado capita che qualche non-credente apprezzi l’offerta di pregare per lui/lei in un momento difficile, per un parente, per un’aspirazione. E se Dio ascoltasse questa nostra preghiera, magari contro ogni speranza, non sarebbe un’altissima forma di evangelizzazione ?

    Il terzo “luogo” di testimonianza di Dio è il sangue. E’ evidente che si parla del Sangue di Cristo, ma in che modo questa Testimonianza si rende tangibile nel mondo ? E’ il sangue dei martiri che completa il sacrificio di Cristo. Qui però bisogna sfatare un errore. Martirio non è solo quello cruento, ma ogni decisiva scelta che contraddica la paura della morte. Martirio è anche una vita spesa al servizio della famiglia, o l’offerta della malattia che si protrae per anni. Martirio è la cura amorosa ed equilibrata di un figlio disabile. Martirio è la rinuncia alla vendetta e l’amore verso i nemici. Tutto ciò è evangelizzazione. Non a caso un passaggio centrale degli Atti degli Apostoli è l’uccisione di Stefano e la conversione seguente di Paolo.

    • Sal scrive:

      @ Cherubino
      “Al di là delle questioni filologiche su questo versetto,” -per una volta mi trovo quasi d’accordo con lei. Non capisco però “l’esperienza “pneumatica” perché “pneumatico” = “si riferisce all’aria o che funziona ad aria compressa”, e non vorrei che l’espressione sia, – tanto per evangelizzare – un modo per allontanare il termine “riflessione” che richiama la Ragione, usato come “la carità” al posto dell’amore, perché l’idea di amore avvicina troppo al sesso, mentre la carità all’elemosina, così pneumatico diventa qualcosa di misterioso insondabile mentre la riflessione richiama l’uso della mente.
      Ma detto questo concordo che “Evangelizzare vuol dire offrire occasioni di ascolto della Parola, di preghiera, di dialogo sul senso della vita e dei suoi assetti fondamentali.”

      L’acqua. Più che di “immersione nell’amore di Dio, come dimensione esistenziale,” preferisco vedere l’acqua come un passaggio attraverso il quale ci si possa lavare, lo ricorda anche Gesù dicendo “lavati la faccia” ( Mt. 6.17) e suggerì al cieco di lavarsi “nella riserva d’acqua di Siloam” ( Gv. 9.7) Effettivamente è un invito strano, perché se per ottenere l’immersione nell’amore di Dio, Gesù “battezzava” e così pure i suoi discepoli ( GV. 3.22; 4.2) non c’entra nulla il lavaggio della sola faccia. Aggiungo:
      “Battezzare” ”deriva dal greco dove la radice corrispondente indica “immergere nell’acqua”; in effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell’uomo “vecchio” e la rinascita dell’uomo nuovo.” e non si capisce neanche come si possano battezzare i neonati se non hanno avuto ancora il tempo di diventare vecchi (o peccatori) per avere una rinascita né come si possa farlo con un semplice cucchiaio di acqua sulla testa dato che significa “immersione.” Non è quindi logico che l’invito a lavarsi la faccia possa essere una simbologia del battesimo.

      E’ anche interessante notare che la pratica Giudaica, era la circoncisione mentre Wikipedia ci dice che : “I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egiziani della dea Iside. Questa pratica riservata al principio ai Faraoni, concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali, fu infine estesa a tutti, compresi i ceti più umili.” – E’ quindi strano che anche Gesù si sia sottoposto a questa antica pratica pagana e l’abbia raccomandata. Era legata al culto del dio Attis, nel cui rito mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale, il sacerdote recitava: «Tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità ».

      Quindi la domanda è : come poteva esserci una rinascita ad una nuova vita se quella nuova vita o meglio se l’occasione di quella nuova vita non era ancora venuta all’esistenza? I giudei era sottoposti al patto della legge, e quella nuova vita alla quale avrebbero dovuto rinascere, non era ancora possibile, dato che Gesù non era ancora morto né risorto, per aprire la strada e dare l’opportunità di entrare in quella nuova vita e la profezia ricorda che il patto (della legge) sarebbe rimasto in vigore per altri 3 anni e mezzo dopo la sua morte: “Ed egli deve tenere in vigore [il] patto per i molti per una settimana; e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono.” ( Dan 9.27) Infatti lo Spirito Santo arrivà alla pentecoste. ( Atti 2)
      Come avrebbe potuto esserci una nascita ad una nuova vita se per ulteriori 3 anni e mezzo successivi alla sua morte il vecchio patto sarebbe ancora stato in vigore ? e loro battezzavano prima ?
      Perché se Gesù stesso si sottopose al battesimo se non aveva nessun peccato e nessuna nuova vita a cui rinascere ? (Essendo Figlio di Dio eventualmente tornava alla sua precedente vita essendo sceso dal cielo)
      Perché battezzavano prima della nascita del Nuovo patto per una nuova rinascita, ad una nuova vita che ancora non c’era ? Alla maniera degli egiziani ?

      Dopo questa riflessione, ricordo che il versetto era stato fraudolentemente modificato in “lo spirito l’acqua e il sangue e questi tre sono la stessa cosa Meno male che ci si è resi conto e si è tornati alla versione originale “ questi tre sono concordi”
      Saluti

    • LIBERAMENTE scrive:

      Essere santi come Dio è soprattutto per voi “un impresa da Dio”, anche idealmente è improbabile esserlo per voi, ma c’è da domandarsi se per voi ci sono eccezioni rispetto ad altri credenti di altre confessioni cristiane o di altre religioni, c’è da domandarsi se siete i preferiti e più probabili candidati ad essere santi come lo è Dio, alla fine la risposta è che solo voi cattolici siete del parere che Dio fa delle preferenze rispetto ad altri, come i farisei credete ancora di meritarvi l’esclusiva, gli altri, se non accettano l’evangelizzazione, sono probabilmente esclusi dalla salvezza, quindi, gli eletti si contano sulle dita delle mani in base alle parole di Dio, siate santi come IO sono santo!

      Insomma, dal punto di vista dialettico e dottrinale voi sareste già il popolo santo che Dio si è scelto tra tutti i popoli, ma forse queste parole si riferivano al popolo ebraico che voi avete sempre accusato di deicidio fino al secolo scorso, comunque resta il fatto che psicologicamente voi vivete in modo dualistico la fede in Dio, e Dio nell’unum sint non prevede il dualismo ma la non dualità, per voi per ora impossibile, voi avete fatto dei distinguo in voi stessi tra anima, mente e corpo, il vostro dualismo non è solo psicologico ma è proprio anche atavico, affonda le sue radici nella lettura giudaico cristiana dell’uomo, caduto in peccato, quindi, lontano da Dio e, tornando a Lui solo mediante il sacrificio di Cristo e non con la circoncisione e la legge e le tradizioni dei padri che mortificano e vanificano la salvezza per mezzo della fede, ma pure questa vive da millenni il suo dualismo vita-morte-eternità, un dualismo tormentoso e inquietante che vi frammenta interiormente e che vi impedisce di conoscervi meglio dentro e oltretutto di vedervi come Dio vi vede e di conoscervi come Dio vi conosce.

      Il vostro stesso dualismo vi impedisce di essere santi come lo è Dio, lui che non vive assolutamente in modo dualistico avrebbe bisogno della vostra santità? Ma non credete di essere un po’ presuntuosi nell’ambire ad essere santi come Dio?

    • Sal scrive:

      “Al di là delle questioni filologiche su questo versetto,” -per una volta mi trovo quasi d’accordo con lei. Non capisco però “l’esperienza “pneumatica” perché “pneumatico” = “si riferisce all’aria o che funziona ad aria compressa”, e non vorrei che l’espressione sia, – tanto per evangelizzare – un modo per allontanare il termine “riflessione” che richiama la Ragione, usato come “la carità” al posto dell’amore, perché l’idea di amore avvicina troppo al sesso, mentre la carità all’elemosina, così pneumatico diventa qualcosa di misterioso insondabile mentre la riflessione richiama l’uso della mente.
      Ma detto questo concordo che “Evangelizzare vuol dire offrire occasioni di ascolto della Parola, di preghiera, di dialogo sul senso della vita e dei suoi assetti fondamentali.”

      L’acqua. Più che di “immersione nell’amore di Dio, come dimensione esistenziale,” preferisco vedere l’acqua come un passaggio attraverso il quale ci si possa lavare, lo ricorda anche Gesù dicendo “lavati la faccia” ( Mt. 6.17) e suggerì al cieco di lavarsi “nella riserva d’acqua di Siloam” ( Gv. 9.7) Effettivamente è un invito strano, perché se per ottenere l’immersione nell’amore di Dio, Gesù “battezzava” e così pure i suoi discepoli ( GV. 3.22; 4.2) non c’entra nulla il lavaggio della sola faccia. Aggiungo:
      “Battezzare” ”deriva dal greco dove la radice corrispondente indica “immergere nell’acqua”; in effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell’uomo “vecchio” e la rinascita dell’uomo nuovo.” e non si capisce neanche come si possano battezzare i neonati se non hanno avuto ancora il tempo di diventare vecchi (o peccatori) per avere una rinascita né come si possa farlo con un semplice cucchiaio di acqua sulla testa dato che significa “immersione.” Non è quindi logico che l’invito a lavarsi la faccia possa essere una simbologia del battesimo.

      E’ anche interessante notare che la pratica Giudaica, era la circoncisione mentre Wikipedia ci dice che : “I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egiziani della dea Iside. Questa pratica riservata al principio ai Faraoni, concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali, fu infine estesa a tutti, compresi i ceti più umili.” – E’ quindi strano che anche Gesù si sia sottoposto a questa antica pratica pagana e l’abbia raccomandata. Era legata al culto del dio (egiziano) Attis, nel cui rito mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale, il sacerdote recitava: «Tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità ».

      Quindi la domanda è : come poteva esserci una rinascita ad una nuova vita se quella nuova vita non era ancora venuta all’esistenza? I giudei era sottoposti al patto della legge, e quella nuova vita alla quale avrebbero dovuto rinascere, non era ancora possibile, dato che Gesù non era ancora morto né risorto, per aprire la strada e dare l’opportunità di entrare in quella nuova vita e la profezia ricorda che il patto (della legge) sarebbe rimasto in vigore per altri 3 anni e mezzo dopo la sua morte: “Ed egli deve tenere in vigore [il] patto per i molti per una settimana; e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono.” ( Dan 9.27)

      Come avrebbe potuto esserci una nascita ad una nuova vita se per ulteriori 3 anni e mezzo successivi alla sua morte il vecchio patto sarebbe ancora stato in vigore ?

      Perché Gesù stesso si sottopose al battesimo se non aveva nessun peccato e ancora nessuna nuova vita a cui rinascere ? (Essendo Figlio di Dio eventualmente tornava alla sua precedente vita essendo sceso dal cielo)

      Perché battezzavano prima della nascita del Nuovo patto per una nuova rinascita, ad una nuova vita che ancora non c’era ?
      Dopo questa riflessione, ricordo che il versetto era stato fraudolentemente modificato in “lo spirito l’acqua e il sangue e questi tre sono la stessa cosa Meno male che ci si è resi conto e si è tornati alla versione originale “ questi tre sono concordi”

  35. bo.mario scrive:

    Le tematiche per invertire la tendenza ne sono state portate e non si riescono a sviluppare, pare che vadi tutto bene. Evangelizzare gente acculturata? cosa gli racconti? La religione di per se aiuterebbe mentre sono le gerachie che non hanno più il polso della gente. Se uno è costretto a divorziare non credo che ne sia contento ma per loro è sempre peccato, da scomunica. Se le coppie avessero una sana educazione sessuale non si ricorrerebbe alla 190. Se due si amano serve l’autorizzazione del prete al completamento della coppia. Se uno è omosessuale per squilibri ormonali che colpa ne ha? Da curare se possibile o da scomunicare? Devo aver letto che ci pensa lo SS ed è tutto dire sulle capacità di aiutare le persone che questa gerarchia vaticana pensa di mettere in campo. Quasi tutti agiscono fuori dalle direttive e dovrebbe far riflettere per invertire la tendenza. La notizia di stamane è che il pope se ne andrà in giro con un accricco che usava il precedente pope, rispetto ai fatti di ieri a Roma è una buona notizia… In giro per il mondo escono notizie a dir poco allarmanti sulla evangelizzazione e i suoi esempi dalla chiesa, va tutto bene? Un saluto.

  36. peccatore scrive:

    Il Santo Padre ha indetto un “anno della fede”.
    Priorità a parlare a Dio prima di parlare di Dio.
    Perchè Dio è così importante per la mia vita?
    Perchè sono “nel mondo” ma non “del mondo”?
    Perchè vivo questa vita nella prospettiva di quella eterna?
    Perchè la morte non è la fine di tutto?
    Perchè l’uomo è colui in vista del quale Dio ha creato?
    Chi è davvero Gesù?
    Perchè Gesù è Dio?
    Perchè la croce è la chiave di accesso a tutto il mistero dell’amore di Dio?
    Bisogna che chi parla agli altri di queste cose, ne parli molto con Dio.
    Bisogna adorare molto il Signore, Padre, Figlio e Spirito Santo.
    Non bisogna mai adorare l’uomo. Sarebbe già una grazia volergli davvero bene.
    E bisogna ringraziare e lodare Dio: non dimenticarci di Lui, per i nostri affari, fossero pure pastorali.
    Il Santo Padre ha indetto un “anno della fede”. Grazie!
    Alleluja.

  37. Sal scrive:

    “Al di là delle questioni filologiche su questo versetto,” -per una volta mi trovo quasi d’accordo con lei. Non capisco però “l’esperienza “pneumatica” perché “pneumatico” = “si riferisce all’aria o che funziona ad aria compressa”, e non vorrei che l’espressione sia, – tanto per evangelizzare – un modo per allontanare il termine “riflessione” che richiama la Ragione, usato come “la carità” al posto dell’amore, perché l’idea di amore avvicina troppo al sesso, mentre la carità all’elemosina, così pneumatico diventa qualcosa di misterioso insondabile mentre la riflessione richiama l’uso della mente..
    Ma detto questo concordo che “Evangelizzare vuol dire offrire occasioni di ascolto della Parola, di preghiera, di dialogo sul senso della vita e dei suoi assetti fondamentali.”
    L’acqua. Più che di “immersione nell’amore di Dio, come dimensione esistenziale,” preferisco vedere l’acqua come un passaggio attraverso il quale ci si possa lavare, lo ricorda anche Gesù dicendo “lavati la faccia” ( Mt. 6.17) e suggerì al cieco di lavarsi “nella riserva d’acqua di Siloam” ( Gv. 9.7) Effettivamente è un invito strano, perché se per ottenere l’immersione nell’amore di Dio, Gesù “battezzava” e così pure i suoi discepoli ( GV. 3.22; 4.2) non c’entra nulla il lavaggio della sola faccia. Aggiungo:
    “Battezzare” ”deriva dal greco dove la radice corrispondente indica “immergere nell’acqua”; in effetti il battesimo simboleggia il seppellimento dell’uomo “vecchio” e la rinascita dell’uomo nuovo.” e non si capisce neanche come si possano battezzare i neonati se non hanno avuto ancora il tempo di diventare vecchi (o peccatori) per avere una rinascita né come si possa farlo con un semplice cucchiaio di acqua sulla testa dato che significa “immersione.” Non è quindi logico che l’invito a lavarsi la faccia possa essere una simbologia del battesimo.
    E’ anche interessante notare che la pratica Giudaica, era la circoncisione mentre Wikipedia ci dice che : “I primi a praticare il battesimo furono i sacerdoti egiziani della dea Iside. Questa pratica riservata al principio ai Faraoni, concessa poi ai grandi sacerdoti e quindi ai dignitari politici e agli ufficiali, fu infine estesa a tutti, compresi i ceti più umili.” – E’ quindi strano che anche Gesù si sia sottoposto a questa antica pratica pagana e l’abbia raccomandata. Era legata al culto del dio Attis, nel cui rito mentre l’iniziato veniva immerso nell’acqua lustrale, il sacerdote recitava: «Tu sei rinato e da questo momento farai parte del mondo degli eletti a cui sono aperte le porte dell’eternità ».
    Quindi la domanda è : come poteva esserci una rinascita ad una nuova vita se quella nuova vita non era ancora venuta all’esistenza? I giudei era sottoposti al patto della legge, e quella nuova vita alla quale avrebbero dovuto rinascere, non era ancora possibile, dato che Gesù non era ancora morto né risorto, per aprire la strada e dare l’opportunità di entrare in quella nuova vita e la profezia ricorda che il patto (della legge) sarebbe rimasto in vigore per altri 3 anni e mezzo dopo la sua morte: “Ed egli deve tenere in vigore [il] patto per i molti per una settimana; e alla metà della settimana farà cessare sacrificio e offerta di dono.” ( Dan 9.27)
    Come avrebbe potuto esserci una nascita ad una nuova vita se per ulteriori 3 anni e mezzo successivi alla sua morte il vecchio patto sarebbe ancora stato in vigore ?
    Perché se Gesù stesso si sottopose al battesimo se non aveva nessun peccato e nessuna nuova vita a cui rinascere ? (Essendo Figlio di Dio eventualmente tornava alla sua precedente vita essendo sceso dal cielo)
    Perché battezzavano prima della nascita del Nuovo patto per una nuova rinascita, ad una nuova vita che ancora non c’era ?
    Dopo questa riflessione, ricordo che il versetto era stato fraudolentemente modificato in “lo spirito l’acqua e il sangue e questi tre sono la stessa cosa Meno male che ci si è resi conto e si è tornati alla versione originale “ questi tre sono concordi”

  38. LIBERAMENTE scrive:

    Sto cercando altre facce della nuova evangelizzazione ma vedo spesso come essa costi molto caro a tutti i cittadini, atei e credenti d’altre confessioni, perbacco, mai che sia gratis o contempli l’amore gratuito di Dio.

    Comunque se volessimo parlare di fondi per l’urbanizzazione secondaria, in Italia nei Comuni viene prima l’elargizione alle strutture della chiesa cattolica e poi (forse) alla manutenzione delle scuole pubbliche o servizi ai cittadini, ed in tempo di crisi l’evangelizzazione non accetta che si facciano sconti ai cittadini sulle elargizioni e privilegi tradizionalmente a lei donate, si paga anche nelle dette strutture ecclesistiche

    Ma la nuova evangelizzazione chiede che sia la generosità del popolo italiano a venirle incontro pecunariamente, presumendo che tutti gli italiani siano cattolici – presumendo in modo falsamente democratico, o come Berlusconi la intende per salvare i propri interessi e quelli della chiesa cattolica (per un tornaconto politico ovviamente, e del resto anche il PD e il tezo polo fa la stessa cosa), ma sarà difficile presumere con certezza assoluta che più della metà degli italiani siano stati d’accordo con il salvare il governo l’altro giorno, ma la democrazia in Italia funziona così, purtroppo, la ditattura della maggioranza oserei dire, anche se fosse stato il PD ad essere al governo, è proprio difficile concepire la democrazia nel suo vero senso laico finchè i partiti politici sono genuflessi davanti al vaticano a alla nuova evangelizzazione solo per opportunismo politico.

    Ci sono altre facce della nuova evangelizzazione, se vogliamo proprio animare la discussione: la bioetica, la scuola paritaria, l’assistenza sociale a certe determinate condizioni (di una sola confessione, quella cattolica, perchè i Valdesi non pongono alcuna condizione nell’aiutare gli altri e sono stati premiati per questo, mentre invece i cattolici sono stati remunerati anche con l’8×1000 destinato allo Stato e di quelli che non han fatto alcuna scelta e non è giusto ma truffaldino e ad opera di Tremonti che taglia a tutti, credenti e non credenti, meno che alla Chiesa cattolica apostolica romana).

    Contano i fatti sull’incoerenza della nuova evangelizzazione, non la sua apologia davanti a presunti e odiatissimi nemici della chiesa cattolica, che poi sarebbero coloro che chiedono giustizia ed eguaglianza, la fine delle discriminazioni nei confronti delle altre confessioni e dei cittadini non credenti, insomma, il sottoscritto e probabilmente anche altri utenti di questo blog, quindi additati come cristianofobi davanti ai quali ci si deve comportare come dei veri martiri pronti a dare testimonianza coraggiosa, anche a morire se è il caso, quindi, i nemici – noi miscredenti o non credenti – sono già pregiudicati a priori solo per il fatto che non credono a Dio o non credono come ci credono i Cattolici.

    Eh insomma…non è che se uno mi dice “tu non credi alla mia evangelizzazione quindi sei di satana ed io sono un martire che devo convertirti con il mio sacrificio e sangue”, perchè allora da per scontato che sono un assassino per antonomasia e a lui Gesù ha chiesato di sacrificarsi qualora gli dicessi di no, cioè, che equivarrebbe ad essere cristianofobo. Capite che ste evangelizzazione a questo punto si rivelerebbe patologica, di natura ossessiva e paranoica, ed io ho solo previsto il ragionamento che mi avrebeb fatto e sfido chiunque a dirmi che non mi avrebbe voluto convertire in quel modo, visto che nemmeo ci sto ad entrare nel cortile dei gentili, cioè, ghettizzato.

  39. macv scrive:

    L’anno della fede però dovrebbe ribadire una verità che i cristiani moderni hanno dimenticato o rinnegato: esiste UNA SOLA VERA FEDE solo chi professa Gesù Cristo come figlio di Dio e il battesimo e la Chiesa Cattolica ha la vera fede!
    ma come la mettiamo con l’ecumenismo? come la mettiamo con la mentalità corrente che : ciascuno crede nel suo Dio a modo suo,ciascuno ha la sua religione, va tutto bene , è tutto equivalente? come la mettiamo con “lo spirito di Assisi” ???
    come la mettiamo con : uno fa assolutamente il contrario di quello che prescrive la Chiesa ( divorzia per esempio) ed è comunque nella Chiesa?
    Come la mettiamo con quelli della fede à la carte: credo in questo ma non in quello, sono cattolico ma non credo in questo o in quello.. sono un cattolico “adulto” la Chiesa mi dice questo ma io faccio quello perchè ne so di più dei preti e non sono un loro succube..
    Insomma la fede che cavolo è? la fede è personale, è individuale , può fare a meno dei dogmi? la fede evolve “storicamente” nel senso che oggi si può credere a quello che i primi cristiani NON crdevano e al contario si può NON credere a quello che i primi cristiani credevano?
    la fede è soggetta ai tempi, alla storia, alla moda???Alla ricerca scientifica?
    se non si chiarisce questo proclamare l’anno della fede è inutile.
    insomma la confusione nella mente nel cuore degli uomini di oggi fa’ sì che “fede”
    se prendete 10 persone , vuol dire una cosa diversa per ciascuna di esse.
    e allora, ribadisco, che senso ha?? perchè continuare in vuote formule che non hanno dietro una sostanza?

    • LIBERAMENTE scrive:

      Insomma la fede che cavolo è? la fede è personale, è individuale , può fare a meno dei dogmi?

      La religione deve essere un fatto privato, si, si può e si deve are a meno dei dogmi istituzionalizzati e quasi legiferati anche per i non credenti e per i credenti di altre religini, visto l’intenzione di legiferare la legge Torquemada ovvero Calabrò che è anche anticostituzionale e meno che mai laica.

      Infatti è inutile proclamare l’anno della fede, essa deve essere individuale e sganciata da qualsiasi istituzione statale o religiosa.

      No, la fede non è soggetta a ricerca scientifica, la scienza si occupa di altro e non è in alcun modo intenzionata ad una lotta contro la fede.

      Come la mettiamo con la Curia Torinese che attacca la Bresso per la sua legge antidiscriminazione? Si deve dedurre che il contrario della legge antidiscriminazione sia la discriminazione, allora la chiesa cattolica che fede promuoverebbe se poi discrimina tra esseri umani in base alla fede e alla sessualità?

      Insomma macv, poniti le domande in base al rispetto dei diritti umani sanciti dall’ONU, diritti umani che prevedono la libertà di avare una fede e di non averla affatto, di avere una religione e di non averla affatto, ecc…ecc…

      • vincenzo da torino scrive:

        Sulla Bresso le ho gia risposto sopra.Purtroppo viene imposto pesantemente una ideologia errata sul piano scientifico, ma fatto passare come scientifico senza alcuna prova, e sul piano psicologico. E’ un pressione che falsamente punta sulla discriminazione. Se uno è zoppo devo dire che ha due gambe? Certo non devo discriminarlo, ma neppure dire che non è un’anomalia nell’integrità fisica. L’omo è chiaramente una anomalia nella differenziazine sessuale , per di più possibile di cambio. La curia ha cercato di far capir questo e di poter continuare ad agire in questo senso. La risposta della Bresso è in linea con l’assurda posizione delle Apa , nonostante la presa di posizione a suo tempo di due presidenti delle Apa stessa. Ormai la posizione del gender ha infattato sia L’Onu come il Consiglio europee e vari istituzioni. Credo che sarà una battaglia dura, ma credo che la chiesa non cederà, poichè non può cedere e sa di essere dalla parte della ragione contro l’ubriacatura collettiva, di potenti pressioni di vario genere in primisi le associazioni Gay.- In breve: la fede è privata ma si esprime pubblicamente nella salvaguardia di valori che se prendono forza dalla fede sono valori laici nella difesa della dignità della persona e del diritto naturale. Scienza e fede hanno percorsi diversi, ma si possono anche integrare e complementarsi. L’uomo essere morale può e deve essere critico con la scienza quando essa calpista la sua dignita ed il suo senso morale – Religione e stato sono entità separate , ma possono interagire .

        • LIBERAMENTE scrive:

          Lei non è uno scienziato, non ha alcuna autorità per criticare la scienza in questi casi e poi le ricordo che la legge Bresso antidiscriminazione è stata attaccata dalla curia, quindi si deve dedurre per logica che la chiesa discrimina gli omosessuali e comunque non è curabile perchè non esiste alcuna cura, perchè non è una malattia, lei non fa testo in questi dibatitti bioetici, essi sono più grandi dei suoi ragionamenti antiscientifici, qualsiasi studioso di scienze la metterebe a disagio rispondendole per le rime ma non sarevbeb colpa della scienza, è lei Vincenzo che si è chiuso nella sua omofobia alla “Don Chisciotte”, anti tutto ciò che è scienza, razionalità, laicità, studi bioetici seri e rispettosi della donna, anche se questa volesse abortire e sarebbe diffamazione ed è reato accusarla di omicidio, fra l’altro il vaticano ha recepito delle leggi italiane che non fanno eccezioni sul rispetto della donna in base alla 194, ma anche deve recepire le raccomandazioni dell’ONU sul rispetto dell’omosessualità e della sua identità sana e degna di essere alla stessa stregua degli eterosessuali.

          La sua risposta davanti ad un consiglio di esperti sull’omosessualità parrebbe fin da ora scarata a prirori come infondata perchè non c’è una scienza serva del vatica e santa ed una laicista e caduta in peccato.

          • vincenzo da torino scrive:

            Senta! Prima di scrivere e dare giudizi, si informi!
            Mi contesti quello che ho detto! Poichè sono anni che seguo questo discorso credo di aver il diritto con onestà anche di dare un certo giudizio. Lei invece balbetta su tutto e si arroga il dirittoche gli altri non siano informati….vada a pesca!

      • Sal scrive:

        “Insomma la fede che cavolo è? E’ la consapevolezza che la propria ragione riesce a capire che domani sorgerà il sole e che a pranzo mi faccio una birra.

  40. LIBERAMENTE scrive:

    L’anno della fede però dovrebbe ribadire una verità che i cristiani moderni hanno dimenticato o rinnegato: esiste UNA SOLA VERA FEDE solo chi professa Gesù Cristo come figlio di Dio e il battesimo e la Chiesa Cattolica ha la vera fede!

    Questo è un approccio anacronistico e impraticabile per la nuova evangelizzazione, gli stessi fedeli cattolici, cosidetti annacquati, come direbbero certi fedeli integralisti e fondamentalisti pasdaran cattolici più papisti del papa, non oserebbero mai enunciarlo nelle loro testimonianze in tempi secolarizzati, ed è proprio grazie al secolarismo che è emerso il lato cattivo e iracondo del fanatismo religioso verso i cosidetti ” cristiani annacquati” essi sono sempre più oggetto di insulti e sospetti di eresia e di tradimento, proprio grazie al clima di sospetto che si è creato nella chiesa attuale e che ha provocato diverse dissidenze al suo interno e ovunque il vaticano imponga direttive neo-inquisizioniste e mira ad epurare elementi disobbedienti alla stretta osservanza della dottrina, in tal caso ne erdere parecchi di fedeli se anate avanti così.

    Come si può pensare di evangelizzare con successo richiamando l’attenzione alla dottrina antiquata di stretta osservanza? Per esempio su queste parole: esiste UNA SOLA VERA FEDE solo chi professa Gesù Cristo come figlio di Dio e il battesimo e la Chiesa Cattolica ha la vera fede!

    Vi scapperanno tutti fino a quelli che ancora vanno a messa due volte all’anno, a Pasqua e a Natale, rimanete solo voi, fedelissimi al papa, ma a cui sempre più si dirà, anche da parte dei vostri fratelli cattolici annacquati “non siate fanatici con chi non crede o con chi cerde in modo divero e individuale, rispettate i diritti umani e non discriminate nelle vostre prediche!”. Ve lo diranno eccome, anzi già ve lo dicono oggi e non vogliono essere fanatici come quei pasdaran iranianai che stanno con fiato sul collo dei prorpi fratelli di fede per denunciarli se non sono convinti che sia giusto essere dei pasdaran.

    E’ in questo clima di sospetto e di accuse di annacquamento della fede dei vostri fratelli cattolici (che quasi arrivereste a chiamare insipidi) meno convinti di voi su cui si dovrebbe basare l’evangelizzazione? E’ questo il clima ispirato da Dio?

    • LIBERAMENTE scrive:

      aggiungo: avete presente quella bimba cristiana che aveva fatto un errore di ortografia in Pakistan e fu interpretato come blasfemo? Questo, in Pakistan, è un caso in cui non potreste non chiamare di cristianofobia, ma cari utenti, una bimba che fa un erore ortografico addutata come blasfema! Non sono un po’ esagerati? Solo che in quel clima ossessivo di sospetto talebano voi cattolici vi siete distinti come potere ecclesatico istituzonalizzato in passato, non ve lo potete dimenticare, è la vostra storia, è la storia di tante vittime del sospetto e dell’inquisizione, i mussulmani non hanno mai smesso di viverlo quel clima talebano ma voi pensavo ve lo foste lasciato alle spalle, invece vi ritro ancora qui nel blog a scrivere contro i vostri cosidetti fratelli dalla fede annacquata perchè la non hanno fede come voi.

    • vincenzo da torino scrive:

      Il clima di sospetto che lei descrive è pura sua invenzione e dimostra di non capire il centro del problema dei cattolici, che è il condizionamento che anche i cattolici subiscono dal secolarismo unito alla scarsa conoscenza del Vangelo come della dottrina della chiesa. Lei ne è la dimostrazione, come lo è il vasto dissenso cattolico. La vera fede è solo quella cattolica, non per sua invenzione o autoproclamazione tronfi,ma per effetto della successione apostolica ed il primato di Pietro e mantiene interrotti i tre poteri dati da Gesù ai sui apostoli e successori ossia quello di “perdonare i peccati”, “celebrare l’eucarstia”, “sciogliere o legare ” in materia di fede e morale.|, Questo non toglie che parte della stessa fede e quindi di verità rivelate siano presenti tra gli altri cristiani. Come anche qualche verita su Dio vi sia in altre religioni. Non è un problem di fanantismo, altra accusa infondata e direi sciocca oltre superficiale. Quanto da lei detto dimostra solo la necessità di una nuova evangelizzazione per una fede non più solo per tradizione, ma per conoscenza e convinzione. Sarà un piccolo gregge, ma sale per la terra. Lo disse Gesù e lo dice anche oggi il papa.

      • LIBERAMENTE scrive:

        mi scusi ma lei è in errore:
        http://www.ilmessaggero.it/articolo.php?id=164710&sez=HOME_ROMA

        Affermazioni pesanti come macigni tenendo conto che un pastore d’anime dovrebbe avere come tratto distintivo l’umanità, la comprensione, l’affetto paterno. Stando alle testimonianze condensate nel j’accuse, il carattere sanguigno del cardinale davanti ai problemi che via via si presentano spesso lo trasformano. Scoppi d’ira e urla (come sarebbe accaduto anche due domeniche fa in una parrocchia romana periferica, davanti ai fedeli). A farne le spese anche i collaboratori diocesani: «Un altro capitolo doloroso è il rapporto con noi sacerdoti. Ci eravamo illusi – si legge – di avere un giorno della settimana a nostra disposizione per essere ricevuti senza appuntamento. Oggi abbiamo persino paura di avvicinarci a quell’ufficio. Siamo visti con sospetto, giudicati e rimproverati senza poterci difendere e ricattati con la minaccia di lasciarci senza stipendio».

        é una realtà, Vincenzo, non si metta le fette di salame sugli occhi, oppure devo desumere che lei dirà a loro di sopportare pazientemente il vescovo e portare anch ela sua croce supinamente e acriticamente e accettando di essere martiri di Gesù anche in quel modo?

        • vincenzo da torino scrive:

          veramente ho parlato di cattolici del dissenso non per nulla. I rapporti con costoro sono naturalmente turbolenti .Non si metta il salame negli occhi lei e veda di cooscerli questi contestatori professionisti. Ci sarà pure anche magari un certo rigore da parte dei vescovi ed errori di valutazione , ma costoro sono testoni e presuntuosi. Stancano anche il più paziente dei buoi… Lei li conosce solo tramite la stampa e pensa di capire la situazione. Parli di quello che conosce , per favore e poi.. lasci perdere…

  41. peccatore scrive:

    caro macv: prepariamoci bene. Perchè ogni dubbio è lecito. Ma la Verità esiste. E non è detto che affermarla coincida con l’offendere o il conculcare la libertà altrui. Gesù ha sempre offerto la vita. Non l’ha mai imposta. Gesù è la Verità, l’unico salvatore: lo dice la storia, cioè lo constatiamo tramite la ragione, illuminata dalla fede. La fede è data dall’adorare Dio (il Dio di Gesù il Cristo, Nostro Signore), senza preoccuparci innanzitutto del marketing. La ragione senza fede è come un medico senza diagnostica: può anche ragionare, ma gli mancano gli strumenti per vederci molto meglio. Intanto il malato può anche morire. E quanta morte nei ragionamenti umani…

  42. LIBERAMENTE scrive:

    finalmente è secolarizzata e oltretutto o si crede o si ragiona, non ci sono ragioni razionali e logiche per credere nell’immaginario collettivo o personale di ua certa appartenenza religiosa anacronistica e tradizionale, quando poi si vede che tale appartenenza è sempre più fatta di 2 età, quella infantile e quella della terza età, ma per fortuna quella infantile può ancora disincantarsi dalle illusioni che alimentano la fede e l’evangelizzazione, e con il divenire adulta abbandona tali chimere uktraterrene, mentre la terza età credente volge già in ginocchio al declino, quindi, che sente il bisogno dell’oltretomba.

    Dio è un concetto astratto invece, lei proprio non conosce la filosofia e vuole dettare lezioni a tutti gli altri, anche a quelli che non credono, o agli agnostici?

    Dio viene creduto da certe fedi e non da tutte le fedi, e comunque le modalità religiose sono diverse da fede a fede, e poi ci sono i politeisti che hanno diverse divinità e diversi modi di onorarle e adorarle, del resto la tradizione dei santi del calendario la cattolicità l’ha acquisita dal paganesimo greco romano, non dica di no, perchè come per i Lari e i Penati, oggi i cattolici hanno un santino per ogni angolo della loro vita e per ogni giorno della loro vita.

    Già san Francesco trovava difficile predicare ai suoi tempi, un po’ perchè strideva anche allora come oggi la realtà chiesa cattolica-povertà, l’incoerenza tra l’ssere chiesa di cristo povero e l’essere straricca e al potere (come del resto anche oggi). Il santo d Assisi era stato quasi accusato di stregoneria perchè parlava con gli uccelli, e se lei non lo sa, parlare con gli uccelli allora era visto dalla chiesa come pagano.

    Oggi, l’evangelizzazione deve tenere conto del probabile “no, grazie” (sono tanti e aumentano) di chi preferisce una propria spiritualità e religiosità sganciate dalle autorità religiose e politiche, ma se questo per voi vuol dire dire di no a Cristo, non è che non ci dormino di notte questi molti “no, grazie” che voi chiamate secolarizzati, al contrario, dormono e vivono ugualmente bene, anche facendo a meno delle appartenenze religiose istituzionalizzate.

    Sullo stato di diritto la sig.ra Vera Pegna all’OCSE ha fatto un discorso molto rispettoso delle religioni ma anche molto critico verso le loro politiche discriminatorie; ecco un estratto del suo discorso:
    Ogni anno la EHF ha organizzato un evento collaterale su temi quali la libertà di religione e di credo e la laicità, vale a dire la separazione tra chiesa e stato. Ciò che maggiormente ci preoccupa è la risolutezza con cui la Santa Sede e altri rappresentanti autorevoli della chiesa cattolica squalificano e condannano i principi fondamentali delle nostre istituzioni democratiche. Di recente, anche lo stato di diritto in quanto tale è diventato oggetto di osservazioni mortificanti e mistificatorie da parte di rappresentanti della chiesa cattolica. La EHF ha deciso, pertanto, di intervenire in questa sessione specificamente dedicata allo stato di diritto.
    Il significato che le chiese attribuiscono a una serie di concetti giuridici riguardanti la democrazia e lo stato di diritto si rifà alla loro definizione del diritto naturale, concepito come i valori assiomatici dettati dai testi sacri e dalla parola di Dio.

    Secondo il Cardinal Bertone, tali valori sono “non negoziabili”, poiché derivano da una fonte trascendente e “non dipendono dalla Chiesa”, ma si basano sulla natura umana. Questo pronunciamento, come tutte le altre dichiarazioni che mirano a diffondere la volontà di dio nelle nostre istituzioni democratiche, è affermato senza nessuna prova o argomentazione. Ciò è assolutamente legittimo in un contesto cristiano, ma non ha vigenza in un dialogo laico e democratico. Come sostenuto dal Presidente Obama, “le parole devono avere un senso”.

    Inoltre, il Cardinal Bertone esprime il proprio punto di vista con un linguaggio estraneo alla politica, alle nostre democrazie pluraliste, al diritto positivo, nonché ai sistemi normativi che si ispirano a principi quali l’uguaglianza, la giustizia, il popolo e lo Stato. Il diritto, un insieme di regole e norme che governano la vita di una nazione, appartiene a questo mondo e ignora la trascendenza. Evidentemente, la Chiesa cattolica la pensa in maniera diversa. Secondo l’Arcivescovo Tomasi, rappresentante del Vaticano presso il Consiglio dei Diritti Umani delle Nazioni Unite, che ha parlato a Ginevra il 15 settembre 2007, “la presenza e l’influenza delle grandi religioni mondiali si sono spesso rivelate uno strumento per superare i limiti soggettivi dell’ordine giuridico positivista con norme morali oggettive rivolte al bene comune dell’umanità”. Non vengono fornite argomentazioni a sostegno di tale affermazione, né ci viene detto quali siano i limiti soggettivi dell’ordine giuridico positivista o in che modo le norme morali rivolte al bene comune dell’umanità siano oggettive.

    il resto potete leggerlo sul sito dell’OCSE http://www.osce.org/odihr/83091
    tuttavia ripotto una frase che dovrebeb far riflettere sulla pretesa evangelizzazione dell’Europa e quella di inserire nella sua Costituizione “le radici cristiane”, ed è questa nel discorso di Vera Pegna:
    “I rappresentanti vaticani sembrano non distinguere la legalità dalla trascendenza, e il privato dal pubblico, e guardano con spregio ai principi democratici conquistati a caro prezzo, e allo stato di diritto a cui tutti, credenti e non, aderiamo. Inoltre, sembrano ignari del fatto che una percentuale tra il 35 e il 50% degli europei non è interessato alla religione e che persino la maggioranza di chi si considera cattolico non segue i precetti della chiesa specialmente per quel che riguarda la vita sessuale e riproduttiva. Ciononostante, i leader vaticani, che in maniera risibile considerano la Chiesa cattolica come “esperta di umanità”, dichiarano che la dimensione religiosa abbraccia l’intera gamma degli interessi umani e conferisce alla chiesa competenza in quasi tutti gli ambiti, cercando così di giustificare il motivo dell’intervento dei rappresentanti della Chiesa cattolica in tutti gli aspetti della vita pubblica e istituzionale. Papa Benedetto ha persino attaccato la legislazione sull’uguaglianza del Regno Unito, affermando che minacciava la libertà di religione e che era contraria al diritto naturale.

    A questo punto che senso ha parlare di nuova evangelizzazione se essa è incompatibile con i valori universali di uguaglianza e rispetto di tutte le disversità, di non interferenza delle religioni negli assetti democratici perchè Cesare non è Dio e devono rimanere ben distinti, anche se nella storia della chiesa cattolica apostolica romana li si è voluti unire nella persona del papa dispotico e monarca sssoluto che si accompagnava ai potenti, ai dittatori nazisti e fascisti?

    • vincenzo da torino scrive:

      La signora Vera Pegna ha una idea chiara di cosa vuol dire ” democrazia”? Ha senso dire che certi valori fondanti la dignità umana devono anche essere democratici? Ha bisogno di una spiegazione per individuare i diritti naturali , pur nella loro non facile individuazione?ecc.e cc. . Perchè anche lei anziche leggere solo UAAR non legge anche UCCR.(e altri), per allargare il suo orizzonte ?

      • LIBERAMENTE scrive:

        ma lei si rende conto di ciò che mi sta replicando? La ringrazio di tanta attenzione, ringrazio sempre per le risposte ai miei post, ma mi spieghi cosa vuol dire UCCR? Guardi che non è un sito serio, nememno dal punto di vista cattolico, diciamo che una volta ste gente, compreso lei, Vinvenzo, se ragiona come loro, eravate quelli che organizzavano la platea dei “Grida al rogo al rogo” e la gente doveva seguire il masetro del coro che li incitava al giustizialismo inquisizinista cattolico.

        Prenda le distanze da questi UCCR, non cada nel loro errore.

        • vincenzo da torino scrive:

          Lasci perdere che non è pane peer i suoi denti….Parli di calcio, è meglio

          • LIBERAMENTE scrive:

            lei non replica senza opporre argomenti razionali, d’ora in poi non le risponderò più ed è già tanto che le rispondon per una civile cortesia.

  43. Reginaldus scrive:

    ma che cos’ è questo sbattere l’aria? La Nuova Evangelizzazione? Sembra indicare un nuovo vangelo…Questo sono almeno 60 anni che lo stanno propalando lor signori: si è visto con quale risultato…Ora ci riprovano…. Partendo da (San ) Lutero, magari…

  44. LIBERAMENTE scrive:

    Evangelizzare non è più una buona novella, oggi si infrange sugli scogli della secolarizzazione e del relativismo, se per essi si intende che i fedeli fuoriescono dall’indistinto gregge e maturano una fede in proprio, così come anche Dio diventa privato e non più pubblico, non più uguale per tutti e che non parla più attraverso una sola persona, il papa, o da lei diramandosi in tanti altri leader religiosi.

    L’evangelizzatore predica e chi lo ascolta, magari anche io al primo approccio, vorrà certamente fare delle obiezioni, dire la propria per come lui vive la fede in privato, magari è cattolico anche lui ma, diciamo, insipido e annacquato a parer dei più fedeli al papa, solo che l’evangelizzatore cattolico “porta a porta” non mi è mai capitato di vederlo, erano perlopiù i TSG a cui rispondevo che avrebbero dovuto accettare anche dei no critici e non venire a leggere una pagina della bibbia e pretendere che li si ascoltasse e poi, si si, no no, tutto il resto viene dal diavolo.

    Insomma, è poco pratico e poco rispettoso degli altri fare l’evangelizzatore e il martire di Cristo considerandosi perseguitato se solo gli si rispondesse di no, grazie, magari è proprio questo del “martire” l’atteggiamento da evitare con gli atei e con gli agnostici, ma oggi anche con gli stessi fratelli cattolici e cristiani.

    Eh, si, cari evangelizzatori, la gente è cambiata e anche i vostri fratelli critiani e cattolici e, se capitasse che uno di voi rimproverasse un correligionario sul lavoro o in famiglia o tra lgi amici, perchè non è abbastanza coraggioso testimonedi Cristo, o non avesse alcuna intenzione di predicare come fate voi, non solo vi attirereste la sua naturale antipatia, e questo sarebbe anche un suo diritto naturale, ma lo allontanereste di più dalla religione.

    Non avete molte altrernative, cari evangelizzatori, persino in Belgio i cattolici sono talmente cambiati che le leggi li tutelano nella loro fede privata, anche se questa viene inquisita a parole dalla grerarchia cattolica dal punto di vista della stretta osservanza dei precetti, gli stessi insegnanti di religione cattolici sono considerati secolatizzati dagli interventi del primate del Belgio e arcivescovo di Malines-Bruxelles André-Jospeh Léonard che si dice contrario ad assegnare l’incarico di maestro di religione o di direttore di scuola cattolica a persone divorziate e risposate.

    Lo ha fatto con un articolo sulla rivista della diocesi Pastoralia, segnala La Croix. Arrivano critiche dagli stessi cattolici, visto l’elevato numero di divorziati risposati. Jean-Pierre Merveille, presidente dei direttori per l’insegnamento primario cattolico, ad esempio giudica il proposito “aberrante” e parla di possibili discriminazioni contrarie alla legge, se l’intenzione di Léonard fosse concretizzata.

    Capite che se queste sono le condizioni per essere degli evangelizzatori “ad hoc”, mi sa che si scontreranno sempre di più con le leggi laiche del rispetto della vita privata, sopratutto se essa professa una religione che non deve poi condizionare la vita degli altri, a propria volta e anche soprattutto per chi non professa alcuna religione, in questo caso non ci sono leggi che impongono l’ateismo, il secolarismo e il relativismo, quindi, basta arlare di dittatura del relativismo, non c’è nessuna dittatura, siamo seri.

  45. LIBERAMENTE scrive:

    I «nuovi evangelizzatori», ha spiegato l’arcivescovo Rino Fisichella a L’Osservatore Romano, «sono rappresentanti di tutte le realtà ecclesiali, della Chiesa in tutte le sue manifestazioni: delegati di oltre trenta Conferenze episcopali, cioè più della metà di quelle che ricadono sotto la nostra competenza, quelle dell’Occidente, intendendo con ciò Europa, Canada, Stati Uniti e America Latina; diocesi e parrocchie, movimenti antichi e nuovi, ordini religiosi tradizionali e nuove espressioni di vita consacrata. E soprattutto tantissimi giovani, perché la nuova evangelizzazione ha entusiasmato in particolare le nuove generazioni».

    Mi sembra che siano categorie che hanno una storia antica e moderna, ma sono categorie di evangelizzatori che hanno incontrato molte difficoltà nell’evangelizzare, certo non finnanziarie finché ci sono cattolici in politica, ma ultimamente pare che i fedeli siano diventati una merce molto rara da barattare con la politica, si è preoccupati perchè la politica non pensa più ai cittadini ma alle cricche e alle caste, e ciò produce antipolitica e anarchia, questo non è che lasci dormire tranquillamente il clero come anche le istituzioni politiche cattoliche tradizionalmente appoggiate dalla Chiesa cattolica apostolica romana.

    Persino Cicchito del PDL era stizzito si è arrabbiato con chi solidarizzava con gli indignati (che non solo in Italia, ma da Londra a Tokio erano scesi in piazza), e per solidali si intende le dichiarazioni di Draghi e di Montezemolo, non certo dei black blok violenti di cui anche io condanno la violenza. Ma un membro della maggioranza che dovrebbe pensare al bene di tutti i cittadini Italiani arriva ad arrabbiarsi per la solidarietà verso i suoi stessi concittadini la cui intenzione era l’indignazione pacifica, mi sembra un atteggiamento fascista. Questa maggioranza è una delle categorie politiche che Fsichella conosce molto bene, anche perchè ha contestualizzato le bestemmie di uno, il più importante della maggioranza, solo che la categoria dei politici cattolici è essa stessa auspicata come evangelizzatrice in politica e nelle istituzioni laiche e siprattutto nel legiferare leggi che piacciono al vaticano.

  46. Anna scrive:

    emiliano
    Dove mai ha letto che io sono acida (non sono uno yogurt)nei confronti di chi vuol dedicare la vita al Signore?
    Per chi lo fa con amore e passione ho il massimo rispetto,per gli altri no.E comunque se fossi in lei non mi farei uccidere per la religione. Si è più utili a nostro signore da vivi vhe da morti.Quindi stia attento,è un buon consiglio che le dò.Per salvare il mondo c’è bisogno di uomini veri vivi,anche con un pizzichino di fede in meno che uomini morti con tanta fede in corpo.In questo caso sarebbero contenti solo i vermi della terra.
    Con Dio ho un dialogo tutto mio,ma risposte non me ne da.comunque non lo odio come lei pensa.
    Ps,non mi consigli di andare da un buon sacerdote,anche perchè ce ne sono un gran pochi in giro ci vuole il lanternino per trovarli.Buona serata

    • emiliano scrive:

      Di fatti non gli consiglio di andare da un sacerdote ma di cambiare l’approccio del suo rapporto con Dio. Legga le scritture li trova risponde splendide per la sua vita. Non ho letto che lei è uno yogurt ma da come scrive sembra che lei ce l’abbia tanto con chi mostra di avere fede in Cristo e in Dio. Io servo da vivo grazie per questo catechizzo il mio prossimo con amore e con le scritture alla mano la Parola di Dio che aiuta sempre e in ogni momento. Io se dovessi morire mentre sto facendo la volontà di Dio sono felice perchè ho difeso la mia fede in Cristo e in Dio quindi non sto attento ma per me è un vanto. Ho fede da regalare e lo faccio con il cuore in mano. Buona notte

    • Sal scrive:

      “Con Dio ho un dialogo tutto mio,ma risposte non me ne da.” – Posso esprimerle la mia ammirazione ? Prima per la questione della fede che ingrassa i vermi. Brava. Magistrale.

      Poi la domanda: perché dovrebbe darla a lei se non l’ha data neanche a suo figlio che sudava come sangue ? – A volte anche il silenzio è una risposta.

      E Gesù dice : “Continuate a chiedere, e vi sarà dato; continuate a cercare, e troverete; continuate a bussare, e vi sarà aperto. Poiché chiunque chiede riceve, e chi cerca trova, e a chi bussa sarà aperto” ( Mt. 7.7-8)

      • LIBERAMENTE scrive:

        Queste parole sono le uniche su cui sono perfettamente d’accordo. Petite et accepietis, querite et invenietis, pulsate ed aperietur vobis. scusate se ho fatto qualche errore.

    • giovannino scrive:

      cara Anna , forse non è Dio che non ti da risposte , ma sei tu che non ascolti . Certamente Gesù che ha guarito tanti ciechi e sordi , guarirà anche la tua sordità , se avrai fede .

      • Anna scrive:

        No,no,caro giovannino.Dio proprio non mi risponde,ho le orecchie bene aperte,non sono sorda,ma risposte non ne sento proprio.Avrà guarito pure i ciechi 2.000 anni fa,ma di più non ha fatto.

        • peccatore scrive:

          I miracoli di Gesù sono sempre in risposta alla fede.
          Le preghiere gradite a Gesù sono quelle di un cuore puro.
          Confessare i propri peccati potenzia le preghiere.
          Gesù non ci salva senza di noi. Che non significa tenere le orecchie aperte, se il cuore è sprangato.

          • Anna scrive:

            peccatore,il mio cuore è puro,non ho mai peccato in vita mia,cosa devo confessare per venire ascoltata da Dio?? Ho sempre fatto il mio dovere cosa vuole di più.
            Ps e poi il mio cuore non è sprangato,proprio. per niente

          • peccatore scrive:

            risposta eloquente.
            è lì il problema: ti credi “dio”.

          • Johnny scrive:

            e anche modesta

  47. LIBERAMENTE scrive:

    Caro Tornielli quello che ho scritto in risposta a macv e a peccatore non sono offese ma un invito ad abbandonare la veste di martire perchè non c’è nesusno, tantomeno io, che vuole martirizzarli, e i miei post sono anche enfatici su alcune stranezze nel discorso di Fisichella, perchè censurare allora se l’enfasi è solo un modo di criticare i suoi discorsi per sottolineare che è come vi presentate al pubblico ciò che conta e non le complesse quanto frammentate complementarietà che burocratizzano l’evangelizzazione?

    lo riposto perchè ritengo di non avere offeso nessuno ed io sono sia ateo che agnostico ma vedo come vi presnetate al publbico con la vostra nuova evangelizzazione e come si può darvi ragione a priori?

    “….. Ha solo bisogno di trovare un fondamento comune nel rispetto della complementarità delle diverse esperienze ecclesiali».

    Caro Tornielli ma cosa ha bisogno di trovare Fiscihella? Il fondamento comune dovrebbe essere già una tradizione evangelizzatrice storica della chiesa cattolica apostolica romana, invece sembra che si perda nei meandri della burocrazia stranamente gerarchizzata che è proprio un elemento di attrito a questo punto, che aspettate l’autorizzazione scritta da Dio in carta bollata? Questo strano rispetto che si ha verso la complementarietà delle diverse esperienze mi sa che è come dire a Gesù: pazienza Signore, prima di farti parlare per mezzo degli evangelizzatori dobbiamo essere sicuri che nessuno ti metta in bocca parole che il papa non riterrà mai che tu suggerisca loro livello mistico (ispirazione dello Spirito Santo) o perchè hanno ascoltato le nuove correnti teologiche critiche con la pastoralia del papa.

    Dove è l’offesa in questo post? Non è forse stato per secoli il timore della chiesa cattolica che per via dei mistici e veggenti si proferisse un vangelo diverso da quello che voi vi siete arrogati l’esclusiva interpretazione? Ovviamente è arrivato il Protestantesimo e la Bibbi è iniziata a scorrere sulle scrivanie dei fedeli, prima non lascevate a nessuno averla ed interpretarla liberamente o sotto influssi spirituali che non fossero di vostro gradimento. Le ricordo Tornielli che furono i Valdesi i primi a tentare una approccio biblico scritto con i fedeli ma voi li avete stoppati a quei tempi.

    Se questo impedire per secoli la lettura della Bibbia ai vostri fedeli si voglia chiamare evangelizzazione mi sembra del tutto sbalgiato, oggi l’evangelizzazione cattolica si trova ad un a inpasse e certo non per colpa di chi le dice di “No, grazie”; se non si è più o non si è mai stati capaci di persuasione evangelica perchè l’avete sempre dovuta imporre conla forza, allora non lamentatevi si oggi siete in crisi.

    • vincenzo da torino scrive:

      Logorroide e superficiale!

      • LIBERAMENTE scrive:

        i logorroidi sono quelli che da millenni predicano girando e rigirando la fritatta “evangelo” contestualizzandolo e annacquandolo, interpretandolo a seconda del momento storico, non solo, i logorroidi sono proprio quelli che predicano, io non predico, porto argomentazioni valide e lei risponde senza argomentazioni razionali, le da pure fastidio che io replichi a Tornielli? Guardi che Tornielli non ha bisogno della sua apologetica difesa ad oltranza. Sia più serio e maturo quando replica.

        • vincenzo da torino scrive:

          C’è un limito a tutto. Se lei non conosce i suoi limiti qualcuno deve pure farglielo notare. Ho risposto un po ai suoi post , poi ho visto che è come cercare di lavar la testa agli asini… Non chiedo che sia d’accordo con me, ma che sia in grado di affrontare un discorso ineare e con senso. Lei spara all’impazzata ed è evidente la sua confusione e superficialità. Una tantum si sopporta, di più non è il caso…

          • LIBERAMENTE scrive:

            lei comunque sta ragionando da fascista con ste storia del limite, se sarebbe lei a stabilire i criteri per non superarlo? Ma mi faccia il piacere!

            lei non replica senza opporre argomenti razionali, d’ora in poi non le risponderò più ed è già tanto che le rispondon per una civile cortesia.

    • Anna scrive:

      peccatore e Johnny

      Che simpatici…
      Tutto li quello che siete capaci di dire?

  48. LIBERAMENTE scrive:

    Alcuni hanno praticamente una visione della ragione che ormai non ha più nulla di senso critico, di agnostico e di filosofico, è ridotta ormai a serva obbediente e sottomessa della dottrina cattolica e semmai delle fede acritica e scniava dei preconcetti e pregiudizi su tutto ciò che è “scienza e razionalità”.

    come si fa a ragionare con questi quando scrivono ste parole: ??????
    “La ragione senza fede è come un medico senza diagnostica: può anche ragionare, ma gli mancano gli strumenti per vederci molto meglio. Intanto il malato può anche morire. E quanta morte nei ragionamenti umani…”

    Guardate che i ragionamenti umani, in senso scintifico, ci han portati a circa 300 milioni di anni dal Big Bang, una straordinaria approssimazione nello studio dei raggi cosmici di fondo. Poi i ragionamenti umani, sempre in senso scientifico han fatto progredire la medicina, l’informatica, si è arrivati a scoprire che i neutrini sono di poco superiori alla velocità della luce, ecc…eccc.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Aggiungo che non solo dal punto di vista scientifico ma filosoofico e psicologico, psicanalista, strategie militari, economiche e tanti altri generi di ragionamenti umani che non sono da generalizzare come portatori di morte, al contraio, catalizzano le energie intellettuali e ingenieristiche e le trasformano in bozze, progetti, piani di lavoro e di studio e di ricerca e poi si concretizzano in lavori veri propri, attività utili alla società, leggi e dibattiti,

      Insomma, fare delle generalizzazioni sui “ragionamenti umani” come le ha fatte Peccatore, a dir poco irrazionale, non oso dire dire altro.

  49. LIBERAMENTE scrive:

    Avrà inizio l’11 ottobre 2012, nel cinquantesimo anniversario dell’apertura del Concilio Vaticano II, e terminerà il 24 novembre 2013, “solennità di Cristo Re dell’Universo”. Sarà l’anno della fede, annunciato oggi da Benedetto XVI al termine di una messa riservata ai partecipanti a un incontro promosso dal Pontificio Consiglio per la Promozione della Nuova Evangelizzazione sul tema Nuovi Evangelizzatori per la Nuova Evangelizzazione – La Parola di Dio cresce e si diffonde (At 12, 24).

    Nel corso dell’incontro il pontefice ha sostenuto che “l’uomo contemporaneo è spesso confuso e non riesce a trovare risposta a tanti interrogativi che agitano la sua mente in riferimento al senso della vita e alle questioni che albergano nel profondo del suo cuore”: “domande che toccano il significato di sé e della realtà”, e che l’uomo moderno “non può eludere”, perché “non può vivere in una sola dimensione”. Spesso, tuttavia, viene “allontanato dalla ricerca dell’essenziale nella vita”, ha sostenuto il papa, “mentre gli viene proposta una felicità effimera, che accontenta per un momento, ma lascia, ben presto, tristezza e insoddisfazione”.

    No, non è così, vediamo un po’ i grafici dell’OCSE su tenore di vita e le aspettative.
    http://it.finance.yahoo.com/news/Danimarca-paese-pi%C3%B9-felice-yfin-1450224487.html?x=0
    Danimarca prima, Islanda seconda, Giappone terzo: è questa l’ultima classifica dei Paesi in cui si vive meglio stilata dall’Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (Ocse) nel report “How’s Life”, che ha preso in considerazione una quarantina di Stati nel mondo (vedi la graduatoria completa sul sito ufficiale).
    http://www.oecd.org/document/10/0,3746,en_2649_201185_48791306_1_1_1_1,00.html

    La Danimarca è una nazione in cui sia lo stato che la chiesa sono molto avanti con il rispetto dei diritti umani e aperture ai valori laici (laicisti per molti di voi qui nel blog). Oltretutto pare che sia molto felice, e non è certo grazie all’evangelizzazione cattolica, l’insoddisfazione la vede solo il papa, ma non mi risulta che sia un empatico.

  50. enzo scrive:

    Ho letto con molta attenzione i contributi delle persone che animano il blog ed ho avuto la fortuna di leggere molte argomentazioni interessanti.
    Sal: Gent. Sal come ha accennato l’acuta e sensibile RitaRoma il disegno di Dio per noi uomini è la vita eterna, fine e meta d’ogni uomo. In un successivo post lei si pone diverse domande su come dovrebbe essere questa vita eterna e su cosa sia (e come sia) il paradiso. Rispondere non è semplice anche se la scrittura in diverse circostanze lo prefigura. Provo a tratteggiarle una strada in qualche modo esemplificativa. La vita eterna porrà ogni anima dinnanzi al cospetto del Padre. Ciascuno sarà colmo di Dio in base alla capienza della propria anima, “la via è stretta pochi giungono alla meta” e comunque dopo un lungo processo di espiazione. Non sono persuaso di dover tratteggiare un idea di paradiso concreta e materiale, che del resto sfugge alla mente umana. Altri commenti del blog meriterebbero una intelocuzione articolata, ma per ragioni di spazio mi limiterò a rispondere al Sig. Liberamente, le cui valutazioni sulla fede e sulla Chiesa mi sono parse nette e perentorie come non mai. La Chiesa ed i papi non hanno si sono sempre confrontati con tutti i regimi politici temporali, siano essi di destra, di centro o di sinistra. Quello che è cambiato è il modo con cui è stato fatto. La Chiesa ha il dovere (badi dovere non diritto!!!) di rapportarsi con ogni istituzione politica, non per mero tornanconto personale ma per obbligo pastorale, “annuncio della Buona Novella”. Il papa che per eccellenza è stato considerato tiepido con il nazismo, Pio XII è stato lo stesso che ha salvato la vita ad un numero sterminato di ebrei e che per la loro salvezza ha aperto i conventi di clausura cattolici (non lo dice il sottoscritto ma l’indagine storiografica). Quanto al rapporto politica/religione credo torni utile il Vangelo di questa domenica, Matteo “Dare a Dio quel che è di Dio e a Cesare quel che è di Cesare”. A lungo questo testo evangelico è stato interpretato come indicativo della necessità di scindere la sfera religiosa da quella politica: tutto vero! Non si dimentichi però che Gesù insiste sull’importanza di non essere ipocriti e di dare al Dio quel che gli spetta! Cosa? Sicuramente la fedeltà di una testimonianza di vita che non può non aver ripercussioni nella sfera pubblica. Immagini caro Liberamente cosa significhi per un cristiano non poter testimoniare la fede in Gesù, peggio non poter contribuire a rendere migliore la nostra società partendo dai valori e dai precetti che Gesù stesso ci ha insegnato. Altra cosa è il rispetto delle istituzioni laiche… purtroppo screditate non da cattolici conservatori ed oltranzisti ma da sedicenti laici libertini… che ad esempio hanno relegato la donna a cosa, a semplice oggetto invece che riconoscerne il valore intrinseco e la bellezza morale e spirituale che portano dentro! Infine un accenno a San Francesco. Non dimentichi Liberamente che Francesco sognavo un rinnovato cristianesimo povero in spirito e vicino agli ultimi (sulle orme del Cristo) ma che comunque riconosceva alla Chiesa l’alto magistero ed il compito di guida del popolo dei fedeli (esemplificativo è il sogno di Innocenzo III che vede Francesco sorreggere la Chiesa). Ricostruzione postuma? Comunque simbolo della centralità della Chiesa che nel solco del Vaticano II ha il dovere di indicare al paese e agli uomini una via da seguire. Non crede che in questi ultimi anni sia mancata un ritorno ai valori dei Vangelo, rispetto ad un sedicente relativismo materialista che a tutto sembra dare un prezzo? Per rinnovare nel profondo questo paese, piaccia o non piaccia bisogna ripartire dall’uomo e chi c’è dietro l’uomo se non l’immagine di Colui che ci ha creato? La fede rende liberi e spezza le catene del facile conformismo. La libertà (comunque la si voglia declinare) necessità di valori e di ricchezza morale ed ideale, non crede? Grazie per l’attenzione.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Lei Enzo è in errore perchè qualsiasi teologo le potrà rispondere:
      “Dio sarà tutto in tutti” e non secondo la capienza della propria anima, lo stesso principio advaita della non dualità con Vishnù affermerebbe che ciò può voler dire totale unione non dualistica tra Dio e l’essere umano, mente, corpo e anima in modo indivisibile, già qui mentre si è in vita, l’aldilà sarebbe una estensione di questa vita che stiamo vivendo.

      cominci a riflettere sulla vostra dialettica dualistica: io e la mia anima, io e il mio corpo, e questo è del tutto un dato catechetico insegnato dalla chiesa cattolica, un dualismo che spiega il perchè Isaia scrisse queste parole:
      “I miei pensieri non sono i vostri pensieri, le vostre vie non sono le mie”. Per dare un’idea della differenza aggiunge “Quanto il cielo sovrasta la terra, tanto le mie vie sovrastano le vostre vie, i miei pensieri sovrastano i vostri pensieri” (Is 55,8-9).

      Quello che voglio dire è che Gesù per voi sarebbe dovuto venire per fare dei due un uomo solo, in comunione con Dio, mentre invece anche oggi il vostro dualismo lo fanifica; voi siete ancora divisi e frammentati in voi stessi tra mente, anima e corpo, privi della conoscenza di voi stessi perchè ormai avete più a cuore la fede cieca che l’indagine introspettiva e il ritorno alla non dualità, alla comunione con Dio come la chiamereste voi, dove Dio è tutto in tutti e quando vi conoscerete come Dio vi conosce e vi vedrete come Dio vi vede.

      Io vi parlo da filosofo in fatto di conoscenza di voi stessi, ma se per voi è importante la comunione con Dio, affinché Lui sia tutto in tutti, voi dovreste allontanare da voi il falso ego, colui che è e risulta dualistico e franmmentato, che non conosce se stesso e ugualmente parla di Anima mia e mio corpo e la mia mente, eh, in quanti siete nella vostra testa quando predicate ed evangelizzate?

      Affinché tutti siano uno, già da oggi dovreste conoscere meglio voi stessi e alla fine rimarrà l’essenza di voi, la vera identità in comunione con Dio, se proprio ci tenete, al contrario, come credervi davvero ispirati quando predicate ed evangelizzate?

      Non sarete mai credibili se al posto dell’ispirazione dello Spirito Santo al momento gusto, sarà solo e solamente la dottrina di stretta osservanza cattolica che ripeterete come dei pappagalli agli altri, o siete aperti alle ispirazioni dello Spirito Santo o gli avete già messo in bocca di suggerirvi solo e solamente quel che il papa comanda, ma posso capirvi, anche in questo siete divisi in voi stessi tra in modo dualistico.

      • vincenzo da torino scrive:

        “Io vi parlo da filosofo” Sic! Non c’è limite all’autostima! e alla sua cacofonia dialettale!

    • Sal scrive:

      @ enzo
      Distinto interlocutore, apprezzo lo sforzo della sua risposta intorno alla vita eterna, ma in fondo non spiega nulla infatti si limita a dire “ la scrittura in diverse circostanze lo prefigura.” Rimanendo così sul vago lei non fa onore al suo “magistero” che dovrebbe insegnare ai popoli.

      Il suo “ tratteggio” è molto riduttivo, perché anche al presente ciascuno può essere colmo di Dio, ed essere al cospetto del Padre secondo la propria anima , “poiché riguardo a Geova, i suoi occhi scorrono tutta la terra per mostrare la sua forza a favore di quelli il cui cuore è completo verso di lui.” ( 1 Cronache 16.9) e siamo tutti consapevoli che la via è stretta e angusta e pochi giungono alla meta.

      Lei assomiglia molto a quei politici che in Tv dicono sempre cosa “bisognerebbe fare” per cambiare le situazioni, ma non lo fanno mai. La sa vero la storia del “fondelli” ?
      Lei dice che la chiesa ha il “dovere” di confrontarsi con il potere politico, per obbligo pastorale. Obbligo pastorale ? ma che dice mai ? l’unico obbligo della chiesa è quello di insegnare la Parola, non quello di provvedere il covone per sé e dispensare qualche filo al gregge. Capisce ?

      Il Vangelo dice: “Non vi procurate oro né argento né rame per le borse delle vostre cinture, né bisaccia da cibo per il viaggio, né due vesti, né sandali né bastone; poiché l’operaio merita il suo cibo.” ( Mt. 10.9) – “E diede loro ordine di non portare nulla per il viaggio eccetto un solo bastone, non pane, non bisaccia da cibo, non denaro di rame nella borsa della loro cintura, ma di calzare i sandali e di non indossare due vesti.” ( Marco 6.8-9)
      Non mi pare che la preoccupazione di Gesù fosse di preoccuparsi del “dovere o dell’obbligo ”di provvedere le cose materiali “Poiché tutte queste sono le cose che le nazioni cercano ansiosamente. Infatti il vostro Padre celeste sa che avete bisogno di tutte queste cose.” ( Mt. 6.32) – “Per questo vi dico: Smettete di essere ansiosi per la vostra anima, di ciò che mangerete o di ciò che berrete, o per il vostro corpo, di ciò che indosserete. Non vale l’anima più del cibo e il corpo più del vestito? Osservate attentamente gli uccelli del cielo, perché essi non seminano né mietono né raccolgono in depositi; eppure il vostro Padre celeste li nutre. Non valete voi più di loro?” ( Mt. 6.25)

      Praticamente volete sminuire la capacità del Padre di provvedere per i suoi volendo essere migliori di Lui interpretando il Suo ruolo per potervi vantare di essere più bravi di Lui con la scusa che lo state facendo per Lui.

      Ora capisco perché è un po’ tanto indignato con gli insegnati che voglio insegnare agli altri e non sanno insegnare a se stessi. “Ma se tu ti chiami Giudeo e ti riposi sicuro sulla Legge e metti il tuo vanto in Dio, ne conosci la volontà e, istruito dalla Legge, sai discernere ciò che è meglio, e sei convinto di essere guida dei ciechi, luce di coloro che sono nelle tenebre, educatore degli ignoranti, maestro dei semplici, perché nella Legge possiedi l’espressione della conoscenza e della verità… Ebbene, come mai tu, che insegni agli altri, non insegni a te stesso?” ( Romani 2.17-21 CEI 2008 )
      Stia bene, e vedrà sarà dura, molto più di quello che si immagina.

  51. ritaroma scrive:

    SE fossimo già santi come Dio(ci chiede) non staremmo quì a fare esercizio di santa pazienza a leggervi….ma siccome è Dio stesso che ci chiede di essere santi come lui, ci metterà nella condizione di diventarci- come ora, ad esempio, con l’esercitare il dono della pazienza!

    MACV:
    che cos’è la fede? bella domanda, hai tirato giù tante supposizioni, ma qual’è la tua personale risposta? xchè la fede, girala come vuoi, è e resta un discorso personale!
    Già dalla nascita abbiamo impresso in noi- visto che siamo creature di Dio- oltre ai 10 comandamenti( anche l’ateo, sa essere buono, aiutare il prossimo,insomma fare cose materiali con bonomia) abbiamo il seme della fede ovvero quel motore di ricerca che è l’amore e la fiducia verso…. anche se non sappiamo ancora bene qual’è l’indirizzo da valutare.
    inizialmente pensiamo che ciò che sentiamo è diretto esclusivamente verso i ns genitori, poi ci rendiamo conto che non basta, manca qualcosa….e cosi via! E’ anche vero che si può avere fede cieca nella scienza, nella cultura, nel denaro, nel potere, nella medicina….ma sono tutte cose “friabili” cambiano, si sgretolano, si consumano, insomma non sono solide, ferme,sicure…la loro certezza è sempre volubile e momentanea pur facendo e imprimendo grandi cose.
    la lettera agli Ebrei 11,8 dice”x fede Abramo, chiamato da Dio obbedì….e partì senza sapere dove andava….!”Abramo, infatti, non aveva la più pallida idea di dove dovesse andare, nè la consolazione della nscita di un figlio……eppure va e aspetta!
    Molti quì direbbero che non era normale, fuori di testa, un illuso…tanto più se lo confrontiamo con Mosè che sapeva bene cosa fare: – condurre il popolo eletto al di là del deserto verso la terra promessa!
    E’ proprio l’atteggiamento di Abramo che ci indica, testimonia cos’è la fede…. che non significa necessariamente “fare qualcosa”- lo sanno fare tutti- mentre il difficile è “affidarsi” credere, obbedire LIBERAMENTE a quel Dio che conosciamo x sentito dire………che qualcuno a detto di Lui ” E’ mio e vs Padre”….., affidarsi vuol dire dare uno scopo non solamente umano alla propria vita, alle proprie azioni, al proprio futuro!
    Tutto il contrario della fiducia- fede- in Dio di Adamo!

    Ora la domanda vera non è cos’è la fede ma come la intendiamo noi? come la concepiamo?
    la sentiamo come un peso…, o come un dovere?
    Aver fede significa aderire a delle promesse che ragionevolmente non hanno nulla di rassicurante e di accattivante.
    la fede appare quindi connotata ad una rischiosa obbedienza!
    Allora che tipo di fede cerchiamo noi? Vogliamo solo una fede che rassicura, oppure abbiamo qualche volta il coraggio di rischiare x il Signore?
    Abramo con la sua fede diventò “benedizione” x gli altri, …………e
    noi, come possiamo fare x essere ugualmente “benedizione”?!
    un saluto

    • Sal scrive:

      Mi permetta sig. Macv, lei si confonde:
      “Già dalla nascita abbiamo impresso in noi- visto che siamo creature di Dio- oltre ai 10 comandamenti( anche l’ateo, sa essere buono, aiutare il prossimo,insomma fare cose materiali con bonomia)”

      I 10 comandamenti sono scritti in Esoso 20.1 in poi,
      “Non ti farai idolo né immagine alcuna di quanto è lassù nel cielo, né di quanto è quaggiù sulla terra, né di quanto è nelle acque sotto la terra. Non ti prostrerai davanti a loro e non li servirai. Perché io, il Signore, tuo Dio, sono un Dio geloso, …” ( Esodo 20.4 CEI 2008 ) – Le pare che i cattolici siano osservanti ?
      “Sei giorni lavorerai e farai ogni tuo lavoro; ma il settimo giorno è il sabato in onore del Signore, tuo Dio: non farai alcun lavoro, né tu né tuo figlio né tua figlia, né il tuo schiavo né la tua schiava, né il tuo bestiame, né il forestiero che dimora presso di te. Perché in sei giorni il Signore ha fatto il cielo e la terra e il mare e quanto è in essi, ma si è riposato il settimo giorno. Perciò il Signore ha benedetto il giorno del sabato e lo ha consacrato.” ( Esodo 20.9 CEI 2008) – Le pare che anche questo sia rispettato ?

      “Per sei giorni si lavori, ma il settimo giorno vi sarà riposo assoluto, sacro al Signore. Chiunque farà un lavoro in giorno di sabato sia messo a morte. Gli Israeliti osserveranno il sabato, festeggiando il sabato nelle loro generazioni come un’alleanza perenne.” ( Esodo 31.15) – Le pare di difficile comprensione ?

  52. ritaroma scrive:

    cmq noi non possiamo “dare” la fede a nessuno, perchè ognuno la scopre secondo il suo essere, però possiano “dimostrare” la nostra, narrando come l’abbiamo scoperta e la gioia, la serenità, la consolazione che ne abbiamo provato nel sentirci e non solo nel saperci, amati da Dio e appartenere alla sua Chiesa, che pur essendo umana e piena di errori è da lui chiamata a santificarsi e santificarci!
    D’altronde non mi pare che Dio nel “chiamare” abbia scelto uomini puri e perfetti: Abramo, David; Mosè ecc sono tutt0 l’opposto dell’essere eroi e santi, le loro vite mostrano segni di debolezza…eppure sono uomini capaci di grandi slanci di generosità, e di fede così profonda che gli permette di vivere una vera relazione di amicizia con Dio.
    Vivono all’interno della loro “chiamata” un’esistenza spesso faticosa e non priva d’inciampi…….ma scoprono, in questa loro vita, il segno della misericordia divina!

    • emiliano scrive:

      La fede la possiamo trasmetere con la semplice Parola di Dio aggiungendo un pizzico della la nostra fede come dimostrazione che Dio esiste ed è un Dio amorevole e misericordioso pronto a perdonare e all’ascolto silenzioso del nostro cuore! Ossequi e scusi l’intrusione Ritaroma

    • Sal scrive:

      “non mi pare che Dio nel “chiamare” abbia scelto uomini puri e perfetti: Abramo, David; Mosè ecc sono tutto l’opposto dell’essere eroi e santi, le loro vite mostrano segni di debolezza..”
      Ma brava ritaroma, proprio brava questa volta condivido, però lei dimentica un particolare piccolo magari ma determinante.
      “fecero come Geova aveva loro comandato. Fecero proprio così.” ( Esodo 7.6; 12.28)
      “Tutti i figli d’Israele fecero dunque proprio come Geova aveva comandato a Mosè e ad Aaronne. Fecero proprio così.” ( Esodo 12.50)
      Fare “proprio così” non include mangiare il sangue, o tutto quel castello di fantastiche invenzioni dogmatiche caratteristico dei cattolici perché “non è proprio così”, è un’altra cosa. !
      p.s. non confonda gli eroi e santi dal suo punto di vista perchè vale il punto di vista di Dio, non di chi chiacchiera a vanvera.
      L’anno della fede ? Fede in che cosa ? Nella birra che berrò stasera ? o Fede nella promessa che questo mondo sarà spazzato via ?

      “Poiché il giorno della vendetta è nel mio cuore,..E guardavo, ma non c’era soccorritore;.. E continuai a calcare i popoli nella mia ira, e li rendevo ebbri col mio furore e facevo scorrere a terra gli spruzzi del loro sangue”.( Isa 63.4-6) – “Le cose di valore non saranno di nessun beneficio nel giorno del furore, ma la giustizia stessa libererà dalla morte.” ( Proverbi 11.4)

  53. edoesse scrive:

    ma chi la fara’ questa nuova evangelizzazione?

  54. Reginaldus scrive:

    ad appena 60 anni dalla grande spinta neo-evangelizzatrice del famoso concilio: faccio nuove- tutte- le cose! Quella famosa primavera allora già abortita??? Per i quasi duemila anni precedenti mai si era parlato di NUOVA evangelizzazione: semmai del dovere di una evangelizzazione perenne…Mica il coraggio e l’onestà di ammettere : abbiamo sbagliato tutto! O non sarà che i nuovi padroni e gestori della chiesa vadano alla ricerca disperata di una qualche residua ragione che giustifichi la loro presenza nella società??? Inascoltati da tutti, abbandonati sempre più dai vecchi fedeli, ancora lì a percepire uno stipendio e una posizione che deriva loro da quella Chiesa a loro precedente e da loro sconfessata! Che uscissero almeno dai palazzi e dalle chiese che furono innalzate da gente che con questi nulla hanno a che fare!!! Sono gli unici ‘loci’ dove loro imperterriti continuano ad insistere… Comodo davvero ( e vile ) …

    • Cherubino scrive:

      quanto dice è errato, perchè la “nuova evangelizzazione” non è stata focalizzata come concetto, ma è stata più volte presente nella Storia della Chiesa.
      Perchè il “nuovo” non è ovviamente (salvo che per lei che parte da posizioni sedevacantiste) riferito al contenuto e al fine dell’evangelizzione, ma alle modalità e ai percorsi che sono elementi variabili. Come diceva s. Paolo occorre farsi tutto a tutti per evangelizzare e quando cambiano le realtà in cui ci si trova può essere necessario cambiare gli strumenti, il lingaggio, i percorsi.

      Ed infatti lo stesso s. Paolo adotta diverse strategie, come testimoniato dagli Atti. Ad Atene ad esempio tenta la via “filosofica”. Così nel corso del primo secolo la Chiesa di Alessandria aveva stretto un dialogo profondo con la cultura del tempo. Qualche secolo dopo invece Cirillo e Metodio capirono che bisognava entrare nella cultura slava ed inventarono addirittura un alfabeto, il glagolitico, primo alfabeto slavo, per far conoscere e pregare la Parola di Dio.

      Più avanti nei secoli, quando la gente era in larga parte analfabeta, si inventò il teatro sacro medievale, a partire dalle processioni “animate” fino alle grandi Sacre rappresentazioni del ’500, passando per il presepe di S. Francesco.
      Non era Nuova Evangelizzazione, nuova nelle forme perchè nuova era la condizione dell’uomo da raggiungere con la Buona Notizia ?

      Intanto però i dotti disquisivano, cristiani arabi ed ebrei, e il grande S. Tommaso, nonostante la resistenza di chi nella Chiesa lo considerava negativamente “nuovo” (forse qualche antenato di Reginaldus), realizzava un sistema di eccezionale bellezza e acutezza, anch’esso un modo per evangelizzare dialogando sul piano della ricerca sapienziale.

      Venne poi il grande ’600. Forse non molti sanno che i puristi della musica sacra consideravano troppo mondano l’uso dell’organo a canne in Chiesa. Antenati di Reginaldus, probabilmente. Invece la musica divenne un eccezionale veicolo di contenuti sacri, una presentazione “nuova” (obbrorio !) del sacro racconto.
      Dall’altra parte del mondo intanto il padre gesuita Matteo Ricci evangelizzava la Cina facendosi cinese tra i cinesi, con un atteggiamento nuovo e modalità adatte al nuovo contesto, portatore di una civiltà millenaria. Ma anche allora qualche antenato degli zelanti “tradizionalisti” rponti a trovare “eresie” in ogni soffio di novità diedero filo da torcere all’opera evangelizzatrice.
      Ma infine la bontà della posizione del p. Ricci e dei suoi prosecutori venne riconosciuta ufficialmente e definitivamente da Pio XII.

      Questi sono solo esempi, vistosi esempi, ma in realtà nella Storia della Chiesa la “nuova” evangelizzazione è stata una prassi continua ed oggi abbiamo solo dato un nome preciso a quella che è stata la risposta sapiente di sempre al mutare dei contesti in cui chiamare le persone alla comunione perfetta in Gesù Cristo.

  55. ritaroma scrive:

    EMILIANO, niente scuse, è sempre ben accetto un dialogo corretto, che non ha preconcetti e non trravisa le idee di chi scrive ………”e chiacchiera a vanvera” x il gusto di infastidire e disturbare!
    un saluto

  56. enzo scrive:

    Distino Sig. Liberamente ho letto con estremo interesso quanto mi ha scritto. Che dirle? Lei sue asserzioni paiono inequivoche, prive di dubbi (beato lei!), difficilmente controvertibili… o forse dietro tanta sicurezza si cela il bisogno di celarsi dietro proprie verità pre costituite? Mi creda, rispetto profondamente il suo pensiero e mi farebbe piacere se potesse fare altrettanto! Ad ogni modo mi permetto alcune riflessioni rispetto ai rilievi chi mi ha porto. “Dio sarà tutto in tutti”, grande visione del Padre, della nostra bellissima (e proprio per questo anche struggente) religione cristiana. Ma come Dio sarà tutto in tutti? Questo nel dettaglio non ci è dato saperlo, tuttavia non credo che il Padre posso ridurre le specificità della nostra anima ad una (come le potrebbero confermare moltissimi teologi). Lei parla di “dialettica dualistica, visione mutuata (lo dice con sprezzo? Spero di no! Non farebbe onore ad un libero pensatore) da una certa visione catechistica” e di un io falso… Quello che posso dirle le può apparire semplice ma deriva dal catechismo, dalla lettura dei testi sacri ma anche dallo stesso pensiero filosofico alla quale lei sembra affezionato (lo sono anche io pur essendo rispetto a lei semplicemente laureato in Storia… perdoni l’ironia!). Dio non annulla il nostro io, lo sublima, lo completa, lo esalta abbracciandolo in un estatico infinito divino. Come? Ad oggi non c’è dato saperlo, ma mi creda Cristo è venuto a salvarci e a redimere l’umanità per quello che siamo, con il nostro io che diventerà noi nel Padre. Il discorso richiederebbe altre approfondimenti che il poche righe non si può pretendere di esaurire. La dottrina della Chiesa merita rispetto, non le chiedo altro! Spero non consideri le mie parole offensive, ma diffido da chiunque palesi la sua posizione come plurale, democratica e liberale, nascondendo un certo intransigentismo di maniera. Grazie per le sue riflessioni, comunque preziosi e degne di massimo rispetto.
    All’attenzione di Sal: Distino Sal è sempre bello lasciarsi stimolare dai suoi contributi, pur tuttavia: quando ho scritto circa la necessità di lasciarsi colmare da Dio facevo riferimento (ma lei è troppo acuto per non averlo compreso!) alla capacità che è propria del Signore di sublimarci riconoscendo la nostra specifica umanità, non intendevo certo banalizzare un tema di straordinario interesse come quello che lei ha così bene esposto. Mi definisce simile ad un politico che dice delle cose pensandone altre o peggio (mi corregga se sbaglio) mancando di coerenza. Che dirle? Il suo è un giudizio extrapolitico…. Posso solo dirle che non ho preconcetti verso le idee di nessuno, semplicemente mi piace poter sostenere la mia idea quale essa sia. Non ho ad esempio la presunzione (brutta incrinazione non crede?) di ritenermi superiore a nessuno, tanto meno in tema di ricerca di fede. Pertanto riconosco i miei limiti umani (come lei del resto!) e lungi da me l’idea di voler sminuire il ruolo di Dio, che grazie al cielo agisce senza bisogno del contributo di noi uomini che al massimo siamo chiamati a cooperare. Quanto al dovere pastorale… anche qui la considero troppo acuto per non aver compreso le mie parole (che mi perdoni ha un tantino banalizzato). Compito del pastore è quello di presentare la Parola di Dio, ma il cristiano (prete o meno che sia) ha il dovere di portare al cospetto della società le sue idee ed i sui valori. La testimonianza cristiana esige coerenza (nei limiti del possibile) e coraggio. Le chiedo: cosa dovrebbe fare un cristiano che prenda seriamente in conto la sua fede se non difendere le proprie idee nell’agorà pubblica? Voglio dire: nel rispetto della laicità dello Stato (che è altra cosa rispetto al laicismo, pensi al grande rispetto della fede che nutriva un laico liberale quale il repubblicano Spadolini) non è dovere di un cristiano contribuire a difendere le posizioni di fede se minacciate? (,a torto o a ragione). Vede proprio come lei non mi sento cassa di risonanza di nessuno, come lei cerco di essere libero nell’esprimere le mie opinione (che non necessariamente coincidono sempre con quanto espresso dall’alta gerarchia), tuttavia rispetto la mia Chiesa e nei limiti del possibile cerco di essere coerente con quanto professa. Come ci ricorda l’evangelista Marco Gesù (di cui lei parla spesso scindendolo quasi sempre dalla Chiesa a volte a torto a volte a ragione) è l’unico che può chiamare Padre il Signore del cielo e della terra, ma in questa familiarità Egli introduce tutti. Spero possa condividere. La ringrazio per le sue sempre puntuali riflessioni, davvero!

    • LIBERAMENTE scrive:

      apprezzo la sua apertura, caro Enzo, e la rinhrazio per le risposte, e se vuole, non intendo convincerla delle mie idee, può esprimermi i suoi concetti di comunione con Dio a partire da un cammino interiore che non preveda la religiosità, insomma, la trascenda per qualche attimo, in senso che la spiritualità è proprio quella a cui anche molti atei tendono, magari non è Dio o gli angeli o il credere nei demoni, ma c’è, glielo assicuro, ed è proprio la spiritualità la verà eredità dei grandi maestri dell’oriente, che certo non avevano intenzione di creare religioni nella loro saggezza, ma quelle sono gli uomini che le hanno create, e certo non le divinità (Dio incluso).

      Sa che cosa le dico? Forse come il professor Roberto Vacca anche io invece di laico magari mi piacerebbe il termine “Gentile” magari perchè si eviterebbe di chiamarmi gentilista, gli “..ismi” sono sempre così eccessivi dialetticamente parlando e denotano che si sbanda da un opposto all’altro, a mio parere ovviamente.

  57. enzo scrive:

    Chiarisco un assunto del mio pensiero precedentemente esposto: Dio può certamente ridurre ad uno la nostra anima ma rispettando la natura umana… siamo così convinti che lo voglia fare? Almeno nelle forme tradizionali che possiamo immaginare? Grazie ancora

    • LIBERAMENTE scrive:

      chiarimento sufficiente ma ancora molto superficiale, si ricordi che un ateo può anche essere spirituale, ma non necessariamente religioso, ma spirituale non vuol dire Dio, angeli, demoni ecc…ecc…

      Se si è dualistici dentro come si è può sperare che Dio vi renda non duali, siete anocra voi che dovere in vita fare un cammino di conoscenza di voi stessi, e finché non vi conoscete meglio dentro rimarete dualistici anche se Dio esistesse e provasse a deframmentarvi interiormente e rendervi uno con Lui.

      Attenzione che Dio è soprattutto una questione spirituale, quindi, la religiosità spesso è caduta nell’idolatria e ha vi ha frammentati interiormente, statue e santini hanno preso il posto dell’antico paganesimo, oggi gli dei di una volta li chiamate in modo diverso, ma sempre paganesimo è, quindi, non spirituale ma rituale, religioso, a tratti anche idolatra.

    • LIBERAMENTE scrive:

      per Enzo

      Io non disprezzo nessuno, a volte uso l’enfasi, ma del resto quando si entra nei discorsi spirituali l’enfasi non può che essere un clima anche dialettico che non ha intenzione nel mio caso di disprezzo.

      Poi ribadisco che il modo in cui ci si esprime dicendo “io e l’anima mia”, “io e il mio corpo”, “io e la mia mente”è dualistico, soprattutto se poi ci si autoconvince che Dio ha bisogno di entrare in dialogo con noi perchè dobbiamo dare un senso alla vita, posso capirlo caro Enzo, tuttavia l’uomo non è davanti a Dio, dietro a Dio o gli gira intorno, perchè nella stessa vostra fede Dio è onnipresente, quindi ovunque e al tempo stesso è il luogo stesso di tutto ciò che esiste, ma questo essere onnipresente da parte di Dio vede nell’nterpretazione dialettica del fedele cristiano e cattolico, ma anche islamico ed ebraico, un dualismo frammentato psicologicamente e speculare a Dio, forse anche perchè ci si ostina ad interpretare letteralmente le parole di Dio nella Bibbia “cammina davanti a me”, anche Siddharta dovette percorrere la Via di Mezzo per vincere il dualismo della reliigosità induista di cui la sua Casta reale (casato dei Gautama) apparteneva. Lo stesso Gesù nel deserto dovette affrontare, non tanto satana, che è solo una questione di tentazione essoterica, superficiale, ma il proprio dualismo psicologico Figlio-Padre che rchiama in senso psicanalitico il complesso di Edipo, ma le tentazioni di satana, di cui la chiesa ha convinto tutti essere come il diavoletto che ci parla nelle orecchie, si devono chiamare con il loro vero nome: i guna, dell’ignoranza, della passione e della paura, questi sono le vere cause psicologiche che mantengono un dualismo fatto di dipendenza dalla religione (fede, obbedienza, militanza), tale dipendenza psicologica porta il fedele a non avere un proprio “ut unum sint” con Dio ma lo costringe a dividersi tra spiritualità privata e religiosità istituzionalizzata, quando invece è la spiritualità a dover trascendere la religosità e sganciarci da essa per essere un uomo davvero libero e individuale (da individuus, indivisibile), al contrario la religione “divide et impera” nella psicologia delle persone, le frammenta in se stesse ma allo stesso tempo crea in loro la necessità dell’ut unum sint legato istituzionalmente ad una leadership religiosa.

      Io sono pronto al dialogo ma con persone che parlano all’unissono in se stessi, non che debba interpellarle nella loro testa come ego mentale mortale, nell’anima come immortali e nel corpo come istitntivi e mortali, io sono uno in me stesso non mi divido in anima, mente e corpo, quando dialogo sono io che lo faccio non siamo in tre a parlare, c’è una sola volontà e una sola coscienza, non c’è spazio in me per ulteriori ego immortali e dualistici.

      Questo lo dovevo specificare anche io prima, ma pensavo che si capisse che da ateo, ma anche spirituale, non avrei mai accettato di servire tre padroni, anime mente e corpo, io sono l’uno nella molteplicità della mia natura umana, non ne accetto una divina in modo dualistico alle condizioni del vivere religiosamente e apartenendo ad una religione idolatra come io credo sia la Chiesa cattolica apostolica romana o a qualsiasi altra religione.

  58. Gianfranco scrive:

    Per rispondere alla precisazione di Sal del 14/10/11 delle ore 18.40 consiglio la lettura del libro”Profezia”del cpmpianto Gianni Baget Bozzo,sotto titolo-il Cristianesimo non è una religione-.Basterebbe leggere la premessa per capire il perché l’autore dice che il cristianesimo non è una religione.se potete leggetelo.

  59. enzo scrive:

    Per Liberamente

    Gentile Liberamente prendo atto delle sue opinioni (differenti dalle mie) con rispetto. Condivido quel che dice? Sinceramente no, tuttavia mi piace poter interlocuire su basi di rispetto reciproco, che nella sua ultima missiva ho avuto il piacere di apprezzare. Le sue tesi meritano certamente attenzione e rispetto. Credo che tra religiosità cristiana e generica spiritualità ci siano differenze non banali (che a mio parere tende a sottovalutare), tuttavia riconosco nella spiritualità (anche atea come lei giustamente va asserendo) un grande passo avanti verso la conoscenza dell’uomo. La ricerca del nostro io (sia dualistica o meno) con ogni probabilità dura tutta la vita. Poi certo un cattolico non può non credere alla Verità espressa dai Vangeli e nella Bibbia (ma questo lei lo comprende certamente!) Per quel che mi riguarda non mi persiade l’idea che il cristiano debba difendere tre padroni (come mai da un colore così marcato alle diverse parti di quel che siamo?). Semplicemente penso che l’anima non sia così facilmente assimilabile all’uno e che solo il Cristo possa disvelare ed esaltare quel che siamo. A proposito: lei è un estimatore di Plotino? (mi creda la domanda non è ironica). Fatte salve le Verità di fede (alla quale mi permetta di credere), non ho dubbi che la filosofia e la spiritualità contribuiscano alla formazione dell’individualità, ed aiutino l’uomo nella ricerca (quella con la R maiuscola) della trascendenza (ontologica in parte?). Condivido invece il suo assunto secondo il quale storicamente la religiosità è spesso precipitata nell’idolatria… Converrà però con me che esiste anche una idolatria laicista (sono sempre attento a differenziare questo termine con quello che sento mio di autentica laicità), che vede nella sola ragione l’unica verità e nei simboli religiosi qualcosa da cui difendersi con ogni mezzo… (pensi a chi con rabbia e desolazione spacca una statua della Madonna!). Ma lei (che si professa ateo spiritualista) almeno su quest’ultimo punto converrà con me. Non mi persuade invece la sua (frettolosa e dir poco!) metodologia con la quale tende a relegare la Chiesa a mera istituzione politica, mediatrice negativa del rapporto tra Dio e l’uomo. La Chiesa protestante ad esempio (ma resto anche quella cattolica seppur con sensibilità diverse) esalta precipuamente il rapporto particolare uomo/Dio (pensi a Lutero ma anche agli studi svolti sull’argomento da postore valdese Paolo Ricca). Ad ogni modo la ringrazio per le sue risposte. La differenza di opinioni se motivata e garbata è sempre ben accetta. Spero di poter apprezzare anche in futuro le sue riflessioni. Cordialmente.