Don Giuseppe e Gheddafi

Cari amici, ieri sera ho partecipato nella mia parrocchia in periferia di Milano alla veglia funebre per don Giuseppe, il vecchio parroco ultranovantenne, che iniziò il suo servizio qui subito dopo essere stato ordinato prete dal cardinale Schuster quando ancora non era terminata la Seconda guerra mondiale. Ha battezzato, sposato, aiutato, accompagnato in cimitero intere generazioni di parrocchiani. Io, che abito qui da neanche dieci anni, ho fatto in tempo a conoscerlo, a confessarmi da lui, a partecipare alle sue messe, anche se da tempo non era più il parroco.

Mi ha colpito l’affetto, semplice e sincero, con cui ieri sono andati a pregare davanti alle sue spoglie i parrocchiani. E durante il Rosario non ho potuto fare a meno di paragonare l’amore con cui questo anziano sacerdote sconosciuto alle cronache veniva accompagnato nel suo ultimo viaggio, con le immagini cruente e crudeli dell’esecuzione di Gheddafi a Sirte. Le urla belluine dei “ribelli” che lo sbattevano di qua e di là e infine il suo cadavere straziato gettato a terra.

Non ho mai avuto alcuna simpatia per il dittatore libico. Ho ascoltato e letto servizi giornalistici che descrivono i suoi pretoriani come aguzzini e torturatori. Ho letto delle stragi compiute. Ma certo l’epilogo – che tutti, proprio tutti i TG ieri sera presentavano come inevitabile facendo il paragone con Saddam, Ceausescu e Mussolini - è stato disumano. Non ho ascoltato ieri, parole di pietà e di indignazione per ciò che abbiamo visto. L’Italia, che fino a pochi mesi prima aveva accolto Gheddafi come uno statista omaggiandolo con baciamani e onori financo grotteschi, di punto in bianco ha partecipato a una guerra – non chiamiamola per favore operazione umanitaria – per abbattere il suo regime.

La Libia, quando Gheddafi prese il potere nel 1969, aveva un tasso di analfabetismo del 94 per cento; oggi l’88 per cento dei libici è alfabetizzato. Il Federal Research Division della Libreria del Congresso Usa scrive che “un servizio sanitario di base è fornito a tutti i cittadini libici. Salute, formazione, riabilitazione, educazione, alloggio, sostegno alla famiglia, ai disabili e agli anziani sono tutti regolarmentati dai servizi assistenziali”. Le vaccibazioni infantili coprono la quasi totalità della popolazione. C’è un medico ogni 673 cittadini. Secondo le tabelle dell’Indice di Sviluppo Umano della Banca Mondiale (miscellanea di aspettativa di vita, istruzione, reddito) la Libia è (meglio, era) l’unico paese con livello alto dell’Africa, e veniva prima di ben nove nazioni europee.

Cito questi dati traendoli dall’illuminante libro Libia 2012 dello storico Paolo Sensini (Jaca Book), che consiglio vivamente a tutti coloro che vogliono farsi un’idea sulle ragioni della guarra e sul potere della disinformazione. Perché ho ricordato tutto questo? Perché alcuni dei capi dei “ribelli” e del governo provvisorio – i nostri governi stendono su questo un velo di silenzio – sono ex terroristi di Al Quaeda. E se c’è una cosa davvero incerta è il futuro del paese. Li cito per ricordare come siamo molto selettivi nell’individuare i dittatori cattivi, e le popolazioni da proteggere, a seconda delle convenienze. Se le rivolte vengono sedate nel sangue in certi paesi arabi ottimi alleati dell’Occidente, facciamo finta di niente. In altri casi, come in quello della Libia (vuoi vedere che c’entrano petrolio e gas?) in poche ore eccoci tutti in fila a bombardare, ovviamente solo con bombe “intelligenti”…

Quanta ipocrisia! E quanta soddisfazione nei commenti per l’uccisione di Gheddafi. Più di qualcuno avrà tirato un sospiro di sollievo. Il dittatore (ex amico) morto, infatti, non può raccontare nulla. Ma in ogni caso, proprio in nome di quella civiltà e di quei valori che vogliamo difendere, tutelare, e magari esportare, l’uccisione di Gheddafi in mondovisione, senza processo, e il vilipendio del suo cadavere in favore di telecamere e videofonini, andava evitato. O almeno andavano evitati certi commenti entusiastici dei leader occidentali, a partire da quelli nostrani.

Ieri sera, dopo aver visto e rivisto sui Tg le immagini della morte di Gheddafi, di fronte alla bara aperta di quel sacerdote magro come un chiodo che ha speso tutta la sua vita per Dio e per le persone a lui affidate, non ho potuto non pensare alle parole del Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

80 risposte a Don Giuseppe e Gheddafi

  1. lauraromana scrive:

    Caro Tornielli, preghiamo perché ci siano tante vocazioni – così profonde, sincere, coerenti – come quella di Don Giuseppe.
    Lei parla con senso di pietà cristiana della tragica morte di Gheddafi: e questo è giusto perché mai, in nessun caso, dovremmo dimenticarci di essere tutti uomini e tutti peccatori; ma è giusto anche ricordare quanto ha fatto Gheddafi per i cittadini libici, perché, sì, è vero, era un bandito, ma quello che verrà dopo di lui rischia fortemente di essere molto peggio. Ovvero, ora verrà un caos ingovernabile in cui si consumeranno feroci vendette; se mai si terranno “libere” elezioni, facilmente come avviene in tutti i paesi islamici, porteranno al potere i fondamentalismi islamici.
    “Tunisia docet”: alla vigilia delle “libere e Democratiche” elezioni i sondaggi danno in testa il partito islamico; e, chiedo: con quale scusa poi interverremmo per “liberare” le popolazioni angariate e oppresse dalla sharia, quando il governo fosse stato “liberamente e democraticamente” eletto?
    Sarà pure “variegato” l’Islam, ma nel perdurante equivoco di una religione nata in realtà come una dottrina politico-militare per la conquista del mondo,finiscono sempre per prevalere quelli che sgozzano, che lapidano, che decapitano.

  2. Andrea Tornielli scrive:

    Chiedo scusa a uno di voi: per errore, cancellando alcuni commenti di spam inglesi, ho cancellato anche il commento su questo post che era in attesa di moderazione: mi sembra fosse stato scritto dal sig Zito…
    Le chiedo scusa e se possibile lo posti nuovamente

  3. Andrea scrive:

    Condivido pienamente!

  4. Alfonso Zito scrive:

    Questo il mio commento, non c’è bisogno che si scusi, gentile dott. Tornielli:
    “La Sua voce è fuori dal coro, dott. Tornielli. Vergine di servo encomio e di codardo oltraggio. Non come quella del sedicente cattolico Buttiglione, che ieri sera, a porta a porta, ha rivendicato a merito della sua parte politica la sporca guerra, malamente mascherata come operazione umanitaria, messa in atto dalle “democrazie”.”

  5. Riccardo scrive:

    La memoria di questo vecchio parroco ,coerente con la sua fede, non è offesa solo dalla vendetta -anche se comprensibile- dell’uccisione senza processo di Gheddafi, ma anche ,piu’ modestamente, dalle ultime del sindaco di Milano,Pisapia che stanzia fondi pubblici per il “Tansgender day of remembrance”(per la cronaca :la ‘festa’ dell’orgoglio transessuale ).
    E’ interessante- si fa per dire-notare come i suddetti fondi pubblici sono stati elargiti dal nuovo assessore al bilancio del comune, quel tristemente famoso, ma pure sempre,come si dichira lui, autentico democristinao, di Bruno Tabacci, indicato dai poteri forti(intendi,quelle banche che ci hanno rovinato) ad amministare anche la ‘Madonnina’ secondo i criteri (a)etici dei componenti dell’alta finanza( matrimonio omosessuale, aborto,eutanasia e via bestemmiando).

    • Johnny scrive:

      non lo dire a Cherubino che si arrabbia moltissimo se gli tocchi il suo Dio Tabacci.

      • Cherubino scrive:

        vede, il mio Dio non è Tabacci, ma Uno che ha cercato di unire, che mangiava con i peccatori e con le prostitute (e non per fare bunga bunga!), che si arrabbiava tanto contro i farisei e quelli che i soldi li usavano nel Tempio, più che fuori di esso.
        Il vostro dio invece accusa e divide, calpesta e offende. Non è sicuramente il mio, comunque lo chiamiate.

        Fare l’assessore al bilancio vuol dire far sì che i conti siano a posto, non necessariamente condividere tutte le scelte di un governo comunale. Inoltre, voi avete un’idea molto scarsa delle democrazia e dei diritti. Io non approvo le feste dell’orgoglio gay, ma anche gli omosessuali pagano le tasse e hanno dei diritti civili. E non è per il fatto di vivere in modo erroneo (non sempre colpevole peraltro) che devono essere privati di tali diritti.

        • Luciano scrive:

          Sig. Cherubino, ma perche’ tutti i cattolici (o cristiani) non sono come lei? Mi auguro con tutto il cuore che siate almeno la maggioranza.

        • Riccardo scrive:

          Evidentemente Cherubino dimentica ,come ogni autentrco democristinao quando c’è di mezzo poltrona, i valori che predica ,che hanno portato ,ad esempio,i martiri della fede crsitiana a dare la vita per molto meno che difendere un posto di potere.
          E i soldi pubblici- sono anche di chi ,pur pagando le tasse,considera l’omosessualità un vizio osceno, come quello dei politicanti democristinai che vogliono mettere insiem il diavolo con l”acqua santa e pure insultando il Padreeterno che secondo loro sarebbe sempre un Dio che perdona(anche i democristinai infedeli oltrechè ) i viziosi osceni- ameno che non si tratti di Berlusconi che allora diventa un Dio addirittura feroce.
          Stando poi a queste politichese corretto(ed osceno) ,chissà, Casini verrà lodato come difensore integerrimo della indissobulità della famiglia…ma andate a cag….!!!

          • Cherubino scrive:

            ma ci faccia il piacere … la giunta Pisapia si occupa anche delle famiglie, per esempio rafforzando la presenza di asili nido (indispensabili alle donne che lavorano e non guadagnano la vita in festini hard) e servizi per gli anziani.
            Lei falsifica i fatti facendo credere che i soldi vengano tolti alle famiglie, invece i fatti dimostrano che non è così.

            Quanto al perdono di Dio il Vangelo dice che c’è sempre. Anche per Berlusconi. Ma chi è perdonato fa ammenda (come Zaccheo) e se ha accolto l’amore di Dio la smette di svilire la vita personale e del paese.

    • Luciano scrive:

      Sig. Riccardo, non le sembra di essere un po’ fuori tema? Lei non perde occasione per manifestare il suo disprezzo contro Pisapia e gli omosessuali. Francamente mi sembra un po’ eccessivo.

      • Riccardo scrive:

        Se il tema è la coerenza nei valori ,in questo caso ,cristiani in cui si crede,e da certuni ,anche politici, predicati, per poi essere aggirati e vilipesi, non mi parte essere stato eccentrico nel ricordare i martiri cristiani, che sono stati coerenti in quei valori fino alla morte ,a differenza di molti politici definitesi democristiani; così come è coerente il Papa, anche l’attuale , e le gerarchie cattoliche nel condannare l’omosessualità quale peccato (nonchè ,per i laici, sperpero di denaro pubblico ,da parte di politici quali Pisapia e Tabacci , fare feste in loro onore, anzichè erogarlo alle famiglie composte da un uomo una donna e ,si spera, diversi figli nati dalla loro unione)

        • Luciano scrive:

          Si’, ma a me sembra che lei condanni i peccatori e non il peccato. E se la posizione della Chiesa merita tutto il rispetto, anche se non si e’ d’accordo con essa, lo stesso rispetto merita chi ritiene che l’omosessualita’ sia una variante naturale della sessualita’ umana, anche se non si e’ d’accordo con questa posizione. Posso comprendere che a lei non piaccia che vengano spesi soldi pubblici per iniziative che lei definisce oscene, ma anche a me, per esempio, non piace che vengano dati soldi pubblici alle scule private, ma non mi permetto di insultare Formigoni e gli altri che la sostengono: semplicemente dico che non sono d’accordo con loro. E comuqnue ha ragione Cherubino: Pisapia sta mettendo in cantiere inziative per le famiglie (TUTTE) e il Card. Tettamanzi (tanto volgarmente insultato da leghisti, pidiellini e dai pennivendoli da loro foraggiati, tutti rigorosamente dichiaratamente difensori della famiglia: Dio si insulta anche quando si insultano i Suoi Pastori) ha fatto per le famiglie bisognose molto di piu’ di quanto non abbia fatto il Cav. Berlusconi “defensor fidei” in tutti i suoi anni di Governo, cosa che mi pare sia stata sottolineata persino da Avvenire.

          • Riuccardo scrive:

            La matematica non é un opinione. Se fette della torta( i soldi pubblici) vengono utilizzati per le feste degli omosessuzali ( per la Chiesa piu’ indecenti dei presunti -e mai dimostrati- festini di Berlusconi) significa automaticamente che ci sono meno finaziamenti per le famiglie ( e solo quelle formate da un matrimonio naturale di un uomo con un a donna ,e non tutte).
            E bisogna condananre anche i peccatori ( oltre al peccato) quando questi ultimi per attirare voti si richiamano a valori non negoziabili (per la dottrina cattolica: come il riconoscimento della famiglia omosessuale a cui si danno addirittura sostegni statali) per poi ,una volta ottenuta ,la poltrona offenderli.Sopratutto se la cd. variante ‘naturale ‘dell’omosessualitá sia contestata sul piano scientifico ,ancor prima che su quello strettamente religioso.
            Che Avvenire poi critichi Berlusconi per lo scarso aiuto alle famiglie ,ci faccia sapere allora che cosa abbia fatto di piu’ per loro il ‘cattolico adulto’ Prodi ,quando é stato al governo a finanziare i bombardamenti del Kossovo con l’uranio impoverito ed era pronto a sostenere con sussidi le coppie gay (mentre il suo portavoce spendeva il suo stipendio pubblico con i trans).

          • Cherubino scrive:

            Che sulla base della teologia morale cattolica l’omosessualità sia più grave dei comportamenti attribuiti al Presidente del Consiglio è tutto da vedere. Non ci metterei la mano sul fuoco (e ormai non ce la mette più nessuno…).

            Rispetto ai soldi invece è sintomatica la frase “significa automaticamente che ci sono meno finaziamenti per le famiglie”.
            L’ovvietà di questa frase mostra la logica antidemocratica di chi la scrive. Perchè a questo punto la conclusione sarebbe (dalle conclusioni si capisce sempre quando un discorso è sano o no) che per quelli lì non bisogna spendere neanche un euro.
            Ma, come dicevo, pagano anche loro le tasse, hanno anche loro diritti civili tutelati dalla Costituzione. Sono anche loro soggetti di un ordinamento giuridico (e quindi amministrativo) di fronte al quale siamo tutti uguali. Un governante che cominciasse a dimenticare di essere il sovrano di tutti, e che quindi con le risorse disponibili cercasse il bene sociale di tutti e di ciascuno senza escludere nessuno, non avrebbe più una legittimità morale a governare. Il senso delle priorità non può mai essere strumentalizzato per escludere qualcuno, a priori o per il status o per le sue idee, da alcuni diritti ed alcuni benefici.
            Questa logica meschina e anti-liberale e anti-democratica, sostanzialmente anti-evangelica, è quella che alimenta l’odio usando i bisogni come mezzo di contrapposizione. E’ la litania sulle case popolari da non dare agli stranieri, è la rozzezza di chi fino a pochi decenni fa considerava la donna incapace di vera personalità giuridica, è l’egoismo di chi vuole un lavoro in cui lo straniero o il meridionale possa essere pagato meno di altri.

            Quanto poi al disprezzo verso gli omosessuali, ricorderei poi che nella Sacra Scrittura si condanna la sodomia, come atto del tutto contrario alla generazione, e quindi la pratica omosessuale, ma vi sono anche esempi di omosessuali che come persone hanno un ruolo positivo.

  6. Cherubino scrive:

    su Gheddafi ho letto un interessante e recente articolo a firma di Giovanni Sale, su La Civiltà Cattolica http://www.laciviltacattolica.it/it/quaderni/articolo/2671/la-libia-di-gheddafi-le-vicende-di-un-dittatore-deposto-/ acquistabile anche online.

    Leggo alcuni passi:
    “Re Idris, che era uomo schivo e pio, governò per 18 anni (1951-1969) uno Stato prima federale, che poi fu unificato, ma non per sua iniziativa, o da una spinta nazionalista proveniente dalla classe politica o dal popolo, «quanto piuttosto dall’esigenza epsressa dalle compagnie petrolifere di armonizzare le leggi e le pratiche burocratiche all’interno di un paese» [cit. da Mezran, Colombo, Van Genugten, LAfrica mediterranea, storia e futuro, Donzelli, Roma, 2011], bloccato da logiche familiste e soprattutto clientelari. [...]
    Come gli altri «giovani ufficiali» anch’egli subì il fascino della rivoluzione nasseriana in Egitto e sposò interamente la causa del nazionalismo arabo. Il leader egizioano divenne subito il suo modello di riferimento [...] Anche Gheddafi fu un modernizzatore e negli anni successivi dotò il paese di imponenti infrastrutture che ne resero più attivi la vita econoimica e il commercio. Ma sul piano politico e religioso il suo progetto era debole e, in qualche modo anacronistico. Egli infatti era convinto che nel Corano e nella sharia ci fosse tutto ciò che era necessario per strutturare la società civile e per riguadagnare la passata grandezza. Affermava inoltre la possibilità per ogni musulmano di accedere alla conoscenza della parola rivelata attraverso la lettura diretta del testo sacro, esautorando in questo modo la mediazione degli ulema e dei sufi [...]
    abolì i partiti politici, modellati secondo i princìpi europei (ma che si erano dimostrati inutili sul piano politico), e diede vita all’Unione socialista araba, concepita sul modello nasseriano. [...] Una delle principali preoccupazioni del rais consistette nell’eliminazione dell’élite politica preesistente, ancora legata alla monarchia senussita e agli antichi privilegi tribali [...] Negli anni successivi anunciò a scadenza quasi annuali modifiche istituzionali (variamente denominate) che però non riuscirno a coinvolgere lapopolazione [...] esse abbassarono ulteriormente «il livello di qualità dell’operato del Governo». [...]
    Alto però rimaneva il tasso di disoccupazione soprattutto tra i giovani: tale fatto rappresentò per decenni uno dei maggiori elementi di debolezza del regime. Di fatto la maggior parte dei libici e, nonostante la ricchezza petrolifera, soltanto l’1% lavorava nel settore degli idrocarburi.
    Nella carriera politica di Gheddafi il 1973 fu molto importante [...] Ghedadfi riunì il Ccr e rassegnò le dimissioni. Egli era convinto che il Consiglio, come in altre occasioni, le avrebbe immediatamente respinte, invece le accettò [...] a Tripoli davanti a una grande folla di sostenitori, esortò il popolo libico a «bruciare i libri che contengono le idee importate dall’oscurantismo capitalista e dal comunismo ebraico. La sola ideologia che sarà autorizzata è quella che proviene dal Corano».”

    Iniziò così la “rivoluzione culturale”, una vera e propria dittatura in cui tutti gli oppositori politici furono perseguitati. Iniziò di conseguenza la corsa agli armamenti, forniti soprattutto dall’Italia, Francia, Gran Bretagna e Unione Sovietica. Ciò cominciò a preoccupare gli USA e la NATO. Gheddafi negli anni ’80 “propose ad alcuni paesi arabi (che rifiutarono la collaborazione) di lavorare insieme per la costruzione di una «bomba [atomica] islamica» [cit. da Mezran et alii...] da contrapporre a quella israeliana. Gheddafi negli anni successivi non rinunciò a tale ambizioso progetto e a partire dal 1988 cominciò anche a finanziare progetti per la costruzioni di armi chimiche”
    Dai rapporti di intelligence risultò che Gheddafi entrava sempre di più nella rete del terrorismo internazionale, insieme a Siria, Iraq e Iran. Risultava poi coinvolto con l’Eta spagnola, la banda Baader-Meinhof tedesca, Ordine Nuovo e Brigate Rosse in Italia. Egli si difendeva distinguendo tra “movimenti di liberazione” e terroristi.
    Nel 1986 fu attribuito a Ghedadfi l’attentato ad una discoteca di Berlino frequentata da militari USA. Nel 1988 l’esplosione in volo dell’aereo Pan American sui cieli scozzesi di Lockerbie (265 morti). Nel 1988 l’esplosione di un aereo civile francesce in Niger (170 morti). Il Rais rifiuto poi di consegnare all’ONU due cittadini libici considerati terroristi. Nel 1992 quidni l’ONU stabilì l’embargo verso la Libia. Solo nel 1999 Gheddafi accettò le richieste dell’ONU e risarcì i familiari delle vittime di Lockerbie e dell’attentato nigeriano e l’emargo fu sospeso.
    Dal 2000 Ghedadfi fece altri passi verso l’Occidente, spinto probabilmente dall’inimicizia di altri Stati arabi e dal pericolo che i fondamentalisti musulmani costituivano per lui: condannò l’attentato dell’11 settembre, mise a disposizione degli ispettori ONU per l’energia atomica gli impianti libici, appoggiò l’intervento in Afghanistan, adottò alcune misure economiche di carattere sociale richieste dall’Occidente.
    Tutto ciò non è bastato però a sopire vecchi rancori, vendette per torti subiti, la povertà ancora molto estesa e, le mire di potere di gruppi più o meno democratici o fondamentalisti.

  7. Cherubino scrive:

    su Gheddafi ho letto un interessante e recente articolo a firma di Giovanni Sale, su La Civiltà Cattolica http://www.laciviltacattolica.it/it/quaderni/articolo/2671/la-libia-di-gheddafi-le-vicende-di-un-dittatore-deposto-/

    Leggo alcuni passi:
    “Re Idris, che era uomo schivo e pio, governò per 18 anni (1951-1969) uno Stato prima federale, che poi fu unificato, ma non per sua iniziativa, o da una spinta nazionalista proveniente dalla classe politica o dal popolo, «quanto piuttosto dall’esigenza epsressa dalle compagnie petrolifere di armonizzare le leggi e le pratiche burocratiche all’interno di un paese» [cit. da Mezran, Colombo, Van Genugten, LAfrica mediterranea, storia e futuro, Donzelli, Roma, 2011], bloccato da logiche familiste e soprattutto clientelari. [...]
    Come gli altri «giovani ufficiali» anch’egli subì il fascino della rivoluzione nasseriana in Egitto e sposò interamente la causa del nazionalismo arabo. Il leader egizioano divenne subito il suo modello di riferimento [...] Anche Gheddafi fu un modernizzatore e negli anni successivi dotò il paese di imponenti infrastrutture che ne resero più attivi la vita econoimica e il commercio. Ma sul piano politico e religioso il suo progetto era debole e, in qualche modo anacronistico. Egli infatti era convinto che nel Corano e nella sharia ci fosse tutto ciò che era necessario per strutturare la società civile e per riguadagnare la passata grandezza. Affermava inoltre la possibilità per ogni musulmano di accedere alla conoscenza della parola rivelata attraverso la lettura diretta del testo sacro, esautorando in questo modo la mediazione degli ulema e dei sufi [...]
    abolì i partiti politici, modellati secondo i princìpi europei (ma che si erano dimostrati inutili sul piano politico), e diede vita all’Unione socialista araba, concepita sul modello nasseriano. [...] Una delle principali preoccupazioni del rais consistette nell’eliminazione dell’élite politica preesistente, ancora legata alla monarchia senussita e agli antichi privilegi tribali [...] Negli anni successivi anunciò a scadenza quasi annuali modifiche istituzionali (variamente denominate) che però non riuscirno a coinvolgere lapopolazione [...] esse abbassarono ulteriormente «il livello di qualità dell’operato del Governo». [...]
    Alto però rimaneva il tasso di disoccupazione soprattutto tra i giovani: tale fatto rappresentò per decenni uno dei maggiori elementi di debolezza del regime. Di fatto la maggior parte dei libici e, nonostante la ricchezza petrolifera, soltanto l’1% lavorava nel settore degli idrocarburi.
    Nella carriera politica di Gheddafi il 1973 fu molto importante [...] Ghedadfi riunì il Ccr e rassegnò le dimissioni. Egli era convinto che il Consiglio, come in altre occasioni, le avrebbe immediatamente respinte, invece le accettò [...] a Tripoli davanti a una grande folla di sostenitori, esortò il popolo libico a «bruciare i libri che contengono le idee importate dall’oscurantismo capitalista e dal comunismo ebraico. La sola ideologia che sarà autorizzata è quella che proviene dal Corano».”

    Iniziò così la “rivoluzione culturale”, una vera e propria dittatura in cui tutti gli oppositori politici furono perseguitati. Iniziò di conseguenza la corsa agli armamenti, forniti soprattutto dall’Italia, Francia, Gran Bretagna e Unione Sovietica. Ciò cominciò a preoccupare gli USA e la NATO. Gheddafi negli anni ’80 “propose ad alcuni paesi arabi (che rifiutarono la collaborazione) di lavorare insieme per la costruzione di una «bomba [atomica] islamica» [cit. da Mezran et alii...] da contrapporre a quella israeliana. Gheddafi negli anni successivi non rinunciò a tale ambizioso progetto e a partire dal 1988 cominciò anche a finanziare progetti per la costruzioni di armi chimiche”
    Dai rapporti di intelligence risultò che Gheddafi entrava sempre di più nella rete del terrorismo internazionale, insieme a Siria, Iraq e Iran. Risultava poi coinvolto con l’Eta spagnola, la banda Baader-Meinhof tedesca, Ordine Nuovo e Brigate Rosse in Italia. Egli si difendeva distinguendo tra “movimenti di liberazione” e terroristi.
    Nel 1986 fu attribuito a Ghedadfi l’attentato ad una discoteca di Berlino frequentata da militari USA. Nel 1988 l’esplosione in volo dell’aereo Pan American sui cieli scozzesi di Lockerbie (265 morti). Nel 1988 l’esplosione di un aereo civile francesce in Niger (170 morti). Il Rais rifiuto poi di consegnare all’ONU due cittadini libici considerati terroristi. Nel 1992 quidni l’ONU stabilì l’embargo verso la Libia. Solo nel 1999 Gheddafi accettò le richieste dell’ONU e risarcì i familiari delle vittime di Lockerbie e dell’attentato nigeriano e l’emargo fu sospeso.
    Dal 2000 Ghedadfi fece altri passi verso l’Occidente, spinto probabilmente dall’inimicizia di altri Stati arabi e dal pericolo che i fondamentalisti musulmani costituivano per lui: condannò l’attentato dell’11 settembre, mise a disposizione degli ispettori ONU per l’energia atomica gli impianti libici, appoggiò l’intervento in Afghanistan, adottò alcune misure economiche di carattere sociale richieste dall’Occidente.
    Tutto ciò non è bastato però a sopire vecchi rancori, vendette per torti subiti, la povertà ancora molto estesa e, le mire di potere di gruppi più o meno democratici o fondamentalisti.

    • altrocampo scrive:

      A me non risulta affatto questa povertà molto estesa, quanto alle accuse, a parte quelle scoperte come false, ( i 10.000 mila morti, il bombardamento di Tripoli) mi sembra strano che non gli abbiano attribuito anche la responsabilità dei terremoti!

  8. Cherubino scrive:

    su Gheddafi ho letto un interessante e recente articolo a firma di Giovanni Sale, su La Civiltà Cattolica http://www.laciviltacattolica.it/it/quaderni/articolo/2671/la-libia-di-gheddafi-le-vicende-di-un-dittatore-deposto-/

  9. Cherubino scrive:

    Leggo alcuni passi:
    “Re Idris, che era uomo schivo e pio, governò per 18 anni (1951-1969) uno Stato prima federale, che poi fu unificato, ma non per sua iniziativa, o da una spinta nazionalista proveniente dalla classe politica o dal popolo, «quanto piuttosto dall’esigenza epsressa dalle compagnie petrolifere di armonizzare le leggi e le pratiche burocratiche all’interno di un paese» [cit. da Mezran, Colombo, Van Genugten, LAfrica mediterranea, storia e futuro, Donzelli, Roma, 2011], bloccato da logiche familiste e soprattutto clientelari. [...]
    Come gli altri «giovani ufficiali» anch’egli subì il fascino della rivoluzione nasseriana in Egitto e sposò interamente la causa del nazionalismo arabo. Il leader egizioano divenne subito il suo modello di riferimento [...] Anche Gheddafi fu un modernizzatore e negli anni successivi dotò il paese di imponenti infrastrutture che ne resero più attivi la vita econoimica e il commercio. Ma sul piano politico e religioso il suo progetto era debole e, in qualche modo anacronistico. Egli infatti era convinto che nel Corano e nella sharia ci fosse tutto ciò che era necessario per strutturare la società civile e per riguadagnare la passata grandezza. Affermava inoltre la possibilità per ogni musulmano di accedere alla conoscenza della parola rivelata attraverso la lettura diretta del testo sacro, esautorando in questo modo la mediazione degli ulema e dei sufi [...]
    abolì i partiti politici, modellati secondo i princìpi europei (ma che si erano dimostrati inutili sul piano politico), e diede vita all’Unione socialista araba, concepita sul modello nasseriano. [...] Una delle principali preoccupazioni del rais consistette nell’eliminazione dell’élite politica preesistente, ancora legata alla monarchia senussita e agli antichi privilegi tribali [...] Negli anni successivi anunciò a scadenza quasi annuali modifiche istituzionali (variamente denominate) che però non riuscirno a coinvolgere lapopolazione [...] esse abbassarono ulteriormente «il livello di qualità dell’operato del Governo». [...]
    Alto però rimaneva il tasso di disoccupazione soprattutto tra i giovani: tale fatto rappresentò per decenni uno dei maggiori elementi di debolezza del regime. Di fatto la maggior parte dei libici e, nonostante la ricchezza petrolifera, soltanto l’1% lavorava nel settore degli idrocarburi.

  10. Cherubino scrive:

    Leggo alcuni passi:
    “Re Idris, che era uomo schivo e pio, governò per 18 anni (1951-1969) uno Stato prima federale, che poi fu unificato, ma non per sua iniziativa, o da una spinta nazionalista proveniente dalla classe politica o dal popolo, «quanto piuttosto dall’esigenza epsressa dalle compagnie petrolifere di armonizzare le leggi e le pratiche burocratiche all’interno di un paese» [cit. da Mezran, Colombo, Van Genugten, L'Africa mediterranea, storia e futuro, 2011], bloccato da logiche familiste e soprattutto clientelari. [...]
    Come gli altri «giovani ufficiali» anch’egli subì il fascino della rivoluzione nasseriana in Egitto e sposò interamente la causa del nazionalismo arabo. Il leader egizioano divenne subito il suo modello di riferimento [...] Anche Gheddafi fu un modernizzatore e negli anni successivi dotò il paese di imponenti infrastrutture che ne resero più attivi la vita econoimica e il commercio. Ma sul piano politico e religioso il suo progetto era debole e, in qualche modo anacronistico. Egli infatti era convinto che nel Corano e nella sharia ci fosse tutto ciò che era necessario per strutturare la società civile e per riguadagnare la passata grandezza. Affermava inoltre la possibilità per ogni musulmano di accedere alla conoscenza della parola rivelata attraverso la lettura diretta del testo sacro, esautorando in questo modo la mediazione degli ulema e dei sufi [...]
    abolì i partiti politici, modellati secondo i princìpi europei (ma che si erano dimostrati inutili sul piano politico), e diede vita all’Unione socialista araba, concepita sul modello nasseriano. [...] Una delle principali preoccupazioni del rais consistette nell’eliminazione dell’élite politica preesistente, ancora legata alla monarchia senussita e agli antichi privilegi tribali [...] Negli anni successivi anunciò a scadenza quasi annuali modifiche istituzionali (variamente denominate) che però non riuscirno a coinvolgere lapopolazione [...] esse abbassarono ulteriormente «il livello di qualità dell’operato del Governo». [...]
    Alto però rimaneva il tasso di disoccupazione soprattutto tra i giovani: tale fatto rappresentò per decenni uno dei maggiori elementi di debolezza del regime. Di fatto la maggior parte dei libici e, nonostante la ricchezza petrolifera, soltanto l’1% lavorava nel settore degli idrocarburi.

  11. enzo scrive:

    Le guerre civili possiedono storicamente una dose ulteriore di ferocia e barbarie. L’uomo moderno, l’umanità tutta ogni qual volta si abbandona alla lucida follia dei propri istinti barbari, depreda ongi rispetto per il prossimo. Gheddafi è stato un feroce dittatore (in diverse fasi della storia apprezzato con connivenza da molteplici democrazie occidentali) che ha oppresso il proprio popolo per oltre quarant’anni. Una volta deposto andava consegnato al tribunale internazionale dell’Aia e non ferito a morte barbaramente. Le scene dell’uccisione di Gheddafi, le immagini provenienti dai territori di guerra di tutto il mondo, ci dimostrano come spesse volte l’inferno sia quaggiù. Un autentico cristiano non può gioire di fronte alla perdita di umanità del suo prossimo. Quasi sempre la prima vittima della guerra è il senso di pietà. Di fronte a macrabi massacri ed efferati delitti, figure di uomini come quelle di Don Giuseppe aiutano a farsi coraggio e a ritrovare nell’uomo quanto di buono (ancora) c’è. L’alba di un nuovo giorno stenta a veder luce, tuttavia la Parola ispirata può alleviare i dolori di un mondo in costante contrapposizione. La perdita di umanità rappresenta sempre la sconfitta dell’uomo, al di là della fede che professa, del proprio credo politico o del colore della pelle. Dove abbiamo smarrito il senso più profondo della vita? Quante volte siamo stati indifferenti verso la sofferenza altrui? Quanto odio abbiamo covato sorditamente senza lenirlo con un pò d’amore? In Libia è fondamentale che la ricostruzione civile, etica, sociale e politica riparta dal popolo. Un popolo che spero possa avere gli anticorpi rispetto a possibili scelte integraliste o reazionarie. L’occidente opulento non ha certo le carte in regola per fare la morale… Lo specchio di quel che siamo è intrisa di tanto sangue innocente. Le tragiche lancette della storia rintoccano quel che resta della dignità di un’umanità ferita nel profondo. Un eco interiore sento salire da dentro: “tornare a Dio per tornare all’uomo?”

  12. Sal scrive:

    “non ho potuto non pensare alle parole del Magnificat: “Ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili”.

    Anche questa è disinformazione; informazione distorta e partigiana. Vero è che i potenti vengono rovesciati, ma non si può dimostrare che in questo caso l’umile sia stato “innalzato”. E’ una semplice speculazione. E’ tutto da dimostrare. Pare che il pio desiderio faccia divenire giudice.

    Se si vuole intendere che l’innalzamento deriva dall’affetto dei parrocchiani che sono andati ad ossequiare le spoglie, è una mera speculazione. L’innalzamento non lo fanno i parrocchiani. Non ne hanno il potere.
    In fondo se l’anziano parroco sarà innalzato non recherà nessun beneficio ai parrocchiani che dovranno ottenere per meriti personali lo stesso privilegio. L’ipotetico privilegio riservato al parroco non sarà automaticamente esteso ai parrocchiani se non saranno in grado di meritarselo.

    “Guai a quelli che dicono che il bene sia male e che il male sia bene, quelli che mettono le tenebre per la luce e la luce per le tenebre, quelli che mettono l’amaro per il dolce e il dolce per l’amaro!” ( Isaia 5.20)

  13. Cherubino scrive:

    Non vorrei che si dimenticasse che Gheddafi è stato riconosciuto come finanziatore del terrorismo e autore remoto delle stragi di Lockerbie (265 morti) e dell’aereo francesce in Niger (170 morti).
    Ha escluso le libertà civili imponendo una severa dittatura, fondata proprio sulla sharìa, anche se letta a modo suo. Era amico dei russi durante la guerra fredda e ha rifiutato l’estradizione di Bettino Craxi condannato definitivamente per gravi reati.

    • Johnny scrive:

      Non mi sembra che Gheddafi fosse stato tanto potente da imporre l’estradizione di Craxi dalla TUNISIA…

      • Cherubino scrive:

        mi sono corretto immediatamente, due minuti dopo. Qui sotto vede la correzione (non si vedeva quando ha postato ?)

    • lucio scrive:

      e pare anche finanziatore della campagna elettorale di Sarkozy

  14. Cherubino scrive:

    mi scuso per l’errore nell’ultimo dato: Craxi si rifugiò in Tunisia, non in Libia

  15. bo.mario scrive:

    L’esempio viene sempre dal basso e la gerarchia non si dimostra all’altezza. Loro hanno da fare con i partiti e con la finanza come se il vaticano ne fosse immune. La stima per questi preti è massima, loro cercano di fare religione tra la gente e non con i potenti e P.Danilo ne è l’esempio, un pò che è assente?
    Andando al magreb e Gheddafi non si capisce quale futuro avranno i giovani che si sono battutti per più libertà. Le gerarchie religiose glielo faranno rimpiangere, purtroppo. Come i martiri cristiani saranno abbandonati a loro stessi. Mettici pure il controllo tribale di zone e la frittata è fatta. Un saluto.

  16. john coltrane scrive:

    SPLENDIDO ARTICOLO, DOTT TORNIELLI.
    E condivido l’invito a leggere il libro “LIBIA 2012″.
    E non so proprio quanti fossero al corrente del dato che lei ci ricorda:
    “la Libia è (meglio, era) l’unico paese con livello alto dell’Africa, E VENIVA PRIMA DI BEN 9 NAZIONI EUROPEE”.
    Buona giornata, dott Tornielli.

  17. gianrico scrive:

    Si parla sempre del dittatore contro il suo popolo, a volte come nel caso libico, il vero nemico del popolo è stato proprio il popolo stesso,che si è schierato a favore dei ladri di petrolio internazionali.

  18. Cherubino scrive:

    mi scuso per il post inviato più volte: non compariva subito (chissà perchè, forse qualche carattere particolare?) e quindi ho ripetuto l’invio pensando ad un errore.

  19. Luciano scrive:

    Gheddafi ha finanziato per anni il terrorismo di matrice islamica (vedi Lockerbie), poi ha capito che era meglio diventare amico dell’occidente prima che lo ammazzassero, come ha provato a fare Reagan negli anni ’80 (ma allora erano i comunisti a difenderlo e Reagan era un imperialista…) cosi’ ha finito per essere omaggiato come grande amico e statista dal Cav. Berlusconi, in una delle piu’ ripugnanti e umilianti (per il Popolo italiano) pagliacciate che si siano mai viste nell’Italia democratica. Non credo proprio che una feroce dittatura possa essere giustificata dal fatto che ha migliorato le condizioni di vita del suo popolo (tutto?). Anche in URSS avevano tutti una casa e un lavoro, ma e’ stato uno dei piu’ feroci e repressivi regimi mai visti. La Cina di adesso (ancora comunista) e’ gia’ diventata una potenza mondiale: dobbiamo osannare anche Deng Xiaoping che ha deciso di aprire al marcato? Il Sudafrica dell’apartheid era il piu’ sviluppato e ricco Paese africano, dobbiamo rimpiangerlo? Una cosa e’ provare una giusta pieta’ per i morti (ma dovrebbe includerli tutti, incluso l’Osama per la cui morte molti in Italia hanno gioito) e sono perfettamente d’accordo con lei: ho provato anch’io profondo disgusto nel vedere come e’ stato trattato Gheddafi dopo la sua morte, lo stesso che provai all’epoca dell’esecuzione di Ceausescu e di Saddam e che provo quando vedo le immagini di Mussolini. E anche sulla “selettivita’” dei regimi da abbattere sono totalmente d’accordo: basta ricordare la Siria di oggi e il fatto che Saddam Hussein negli anni ’80 (quando gasava i curdi) era il miglior amico degli USA perche’ era in guerra con i fanatici islamici che governavano, allora come ora, a Teheran. Oppure che l’Arabia Saudita e’ tra i piu’ feroci regimi islamici (vedasi il blog di Tosatti sul tatuaggio col volto di Cristo di non so quale calciatore di qualche giorno fa) ma nessuno dicel nulla perche’ e’ il piu’ fedele alleato dell’occidente. Temo anch’io che chi lo sostituira’ potrebbe anche essere peggio e che ci sia il pericolo che la Libia sprofondi nella guerra civile, ma tutto cio’ non mi fa rimpiangere per nulla il suo criminale regime e affermare che Gheddafi in fondo non era cosi’ male. Mi spiace ma non sono assolutamente d’accordo. Il fatto che ci sia il pericolo di una dittatura islamica e’ estremamente preoccupante, ma se volessero i Governi occidentali potrebbero ben fare qualcosa per scongiurare questo pericolo, se non pensassero solo ai propri interessi economici, una volta tanto. Pero’, mi scusi, io non ho sentito commenti entusiastici sulla sua morte (ma ho seguito i poco i Tiggi’, devo dire), mi indicherebbe coloro che in Italia hanno gioito? Certo, un po’ (un bel po’!) di attenzione alla Libia prossima ventura sarebbe il caso di darla.

  20. Libera scrive:

    Pare che qualunque capo di stato arabo stia seduto sul petrolio e sia compromesso, più o meno, con gli interessi finanziari dell’occidente, abbia buone possibilità di finire male. Soprattutto se sa troppe cose, come argomentava il dr Tornielli.
    La politica è sudicia, certo, ed anche economia e finanza lo sono.
    Dispiace,piuttosto, sapere che la chiesa cattolica è perfettamente inserita nei meccanismi economici dominanti, come ha scritto qualcuno.

  21. Luigi Magnano scrive:

    La memoria dei vecchi parroci è sempre una cosa delicata e unica… non ci possono essere confusioni mediatiche.. ciò che si dice, da studioso di comunicazione sociale, non solo è manipolato ad arte ma anche alterato con sistemi tecnologici moderni.. la cosa importante è la testimonianza profetica che ha lasciato un sacerdote per la sua comunità parrocchiale..

    La morte di un altro leader e dittatore, africano in questo caso, è una notizia che tutti si aspettavano..dove nè la cultura occidentale nè un pensatoio politico europeo potrà comprendere.. la gente africana ha altri canoni esistenziali, altri rpesupposti che noi non conosciamo più come l’onore, il rispetto, il senso del martirio… che ribelli e fedeli al regime hanno vissuto perché per loro funzione così..

    la conclusione del Magnificat che è stata citata mi sembra la più congeniale per ricordare un sacerdote e basta….

  22. Mattia scrive:

    Chiedo scusa, dott. Tornielli, ma vorrei sapere cosa ne pensa di questo articolo e del relativo commento di don Marco Paleari, docente al seminario di Milano:

    http://www.seitreseiuno.net/Home/tabid/155/EntryId/2979/Ce-da-pensare.aspx

    Io lo trovo veramente agghiacciante. Accanirsi così contro il povero Papa, da parte di una persona che ha responsabilità educative…incredibile :-(

  23. bo.mario scrive:

    L’analisi delle situazioni internazionali viene fatta a spanne, per stereotipi. Fino a prova contraria il petrolio e il metano è vita per noi, ancora non ne possiamo fare a meno. Il tutto giustifica parecchie cose anche non corrette. Vi invito a vedere il film “i tre giorni del condor” e ne capirete di più. Noi stiamo curando le metastasi ma il cancro si sà dov’è e sarà la prossima crisi. Non perchè lo vuole la finanza ma perchè dovremo riuscire ad avere un equilibrio nei rapporti tra stati fondato sul rispetto reciproco. Come dire che Israele non vuole la pace con i palestinesi, sarà il contrario? Ne vogliono la eliminazione, non la pace. Da noi è stato trasferito il parroco e ne è venuto un altro che non ci piace, non ci sono più i parroci di una volta? Non frequento molto ma ci parlo sempre volentieri, sono il baluardo della religione come deve essere intesa.
    Un saluto, anche a P.Danilo se ci legge.

  24. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Mattia, rispondo nonostante l’assoluto off topic.
    Ho trovato assolutamente sopra le righe la seconda parte delle riflessioni di Valli (Il Papa paragonato a una statua pagana…), mentre condivido la prima parte: inutile dire che l’uso della pedana è per farlo vedere meglio o per proteggerlo meglio, dato che la ragione – evidente – sono problemi di deambulazione nei tragitti lunghi (non si spiegherebbe perché, altrimenti, non ci abbiamo pensato prima).

    Concordo anche sul giudizio dato alla chiosa di don Paleari. Strano che lui non abbia colto con fastidio i paragoni esagerati e lievemente ideologici di Valli, ma si sia soltanto soffermato sui commenti.

    Quanto alla pedana mobile anticonciliare, mi verrebbe da chiosare con le parole di un eccelso teologo, Antonio De Curtis, in arte Totò: “Ma mi faccia il piacere…”. Di questo passo potremmo chiederci: mangiare con la mano sinistra è contro il Concilio? Il vino rosso abbinato al pesce è confacente all’ermeneutica della continuità nella riforma o rappresenta una rottura? Il vestito gessato alla messa vespertina è una ferita inflitta all’ecumenismo? La sedia a rotelle con motore elettrico va contro la Mirari vos di Gregorio XVI? E via discorrendo…

    Per entrare nello specifico: la sedia gestatoria è stata utilizzata senza eccessivi imbarazzi dal Papa che aprì il Concilio e che non la dismise mai (Giovanni XXIII) e dal Papa che chiuse il Concilio e applicò le riforme conciliari (che non la dismise mai e giunto alla fine della vita, pieno di acciacchi dovuti all’artrosi, la usò per essere presente in San Giovanni in Laterano ai funerali di Moro): anche Paolo VI era contro il Concilio? E Giovanni Paolo I, il mite, umile, santo Papa dei 33 giorni, che la utilizzò sia per la presa di possesso della cattedra in Laterano, sia nelle ultime udienze del mercoledì? Anche lui anti-conciliare?

    Caro Aldo Maria Valli, caro don Paleari, lasciate a Benedetto XVI che ha 84 anni, la facoltà di farsi aiutare e di usare la pedana mobile. Se proprio vi sembra una divinità pagana, cambiate canale. La pedana mobile contro il Concilio: ma fatemi il piacere…

  25. peccatore scrive:

    La cattiva coscienza del mondo occidentale è pari solo alla sua ipocrisia.
    Circa due anni fa Gheddafi parlava alla Sapienza, dove al Papa fu impedito.
    Tutte le banche del “mondo libero” erano pieni dei suoi soldi e non facevano schifo.
    La Libia fu tra i membri non permanenti nel Consiglio di sicurezza dell’ONU nel 2008 e nel 2009 (!!). Dal 2009 al 2010 Gheddafi fu presidente dell’Unione Africana.
    C’è davvero qualcosa di sorprendente nel processo che in meno di due anni ha portato quest’uomo ad essere il mostro da snidare persino nei tombini, dopo aver bombardato la sua nazione, che giustamente Andrea Tornielli ha ricordato meglio messa di molte nazioni europee. C’è davvero qualcosa di nauseante nella “giustizia” di questo mondo, specie nelle sue rappresentazioni franco-anglo-statunitensi, così moralistiche quando c’è da stigmatizzare le malefatte altrui. Più nauseanti ancora sono certi politicanti nostrani, che ai tempi di Bush riempivano di colori i balconi; o altri che non coloravano i balconi, ma commerciavano con la salma che oggi fa da capro espiatorio, illudendo uno stuolo di pocriti di aver reso il mondo un po’ migliore, evitando troppi processi e di ascoltare qualche verità troppo dura da far digerire persino ad un popolo confuso come quello del nostro mondo manipolato.

    Così torno a don Giuseppe: lui era là, nella sua periferia, a predicare il vangelo. Con i suoi limiti e fragilità, nel disinteresse dei potenti. Confessava chi rubava, tradiva, bestemmiava. La bestemmia più grande di un mondo idolatra può essere persino quella di dire “credo in Dio”, come c’è scritto sui soldi… “Io” il soggetto, “credo” l’azione, “Dio” soltanto un complemento… La bestemmia di credersi più importanti di Dio è manifesta in certe pretese bombardiere e nelle esecuzioni sommarie. Persino di chi si fosse macchiato di un delitto. Ma quanto ipocrita credenza nel mondo occidentale, che è sotto la dittatura del relativismo ed idolatra il nulla o i soldi.
    Don Giuseppe invece sapeva che “Dio crea me”, “Dio ama me”. Io sono un nulla, che esiste perchè pensato da Dio, che mi vuole salvare, se la mia volontà lo accetta.
    Noi siamo dei terminali di doni e di grazie, compresa la fede: o la accogliamo oppure no. Invece c’è chi si crede lui “padreterno” e ricolma di bombe i non allineati.

    Un commento a quel che scrive Mattia: certi insegnanti di seminario ai tempi in cui studiava Don Giuseppe non c’erano. C’è da augurarsi che si facciano da parte. Anche loro bestemmiano, tradiscono e rubano: perchè non sono poveri in spirito, e si sono appropriati di una clava che brandiscono (il CVII) senza carità e molta ignoranza, contro giovanissimi ed ultraottantenni. A loro modo difendono un “sistema”, come le bombe scaricate chi l’ipocrisia bombardiera ritiene peggiori del nostro. Il possesso, l’essere avvinghiati alle cose, la presunzione di dire “io credo in Dio”, come se il centro fossimo noi, è la radice della mancanza di elemosina. Non c’è vero digiuno. Ne’ vera preghiera (che non è dire a Dio quel che dovrebbe fare, ma accettare noi la Sua volontà, come dono, come grazia, come abbandono filiale ai comandamenti, di cui il quinto è un inequivocabile non uccidere). Rimane soltanto l’idolo. Vano.

    • Luciano scrive:

      Profondo e interessante il suo commento. Pero’ ricordo che le bandiere della pace ai tempi della guerra di Bush in Iraq erano disponibili anche in oratorio. Mi pare anche che il Beato Giovanni Paolo II fosse totalmente contrario a quella guerra. Mando’ anche il Card. Pio Laghi da Bush per cercare di fermarlo, con nessun risultato. Mi auguro che lei si riferisca all’ipocrisia dei politicanti (di ogni colore, temo) che giudicano le guerre “giuste” o “ingiuste” a seconda delle convenienze del momento, invece di considerare che portano, sempre e comunque, morte e distruzione per milioni di innocenti. Che a volte vengono chiamati “danni collaterali”.

      • Anna scrive:

        Sig.Luciano,mi permetta,ma il card.Pio Laghi non fu il cardinale amico dei dittatori dell’America latina?Ipocrisia dei politicanti,dice??? E delle gerarchie religiose??(quì ci metto tutte,non solo il vaticano,anche se ,secondo me,è il maggior responsabile dei crimini contro l’Umanità, da sempre).Resta da accertare chi è che manovra il vaticano.Da chi è stato fondato e perchè.

        • Luciano scrive:

          Si’, certo, proprio lui: forse proprio per quello e’ stato mandato da uno come Bush. Ogni martedi’ (se non ricordo male) giocava a tennis col generale della giunta militare argentina che ordinava ai suoi sottoposti di gettare dagli aerei in volo (ancora vivi) gli oppositori politici, magari dopo aver strappato alle donne i proprio figli. Che anche una parte della Chiesa sia profondamente ipocrita non ci sono dubbi (si sa, conta cio’ che si dice, non cio’ che si fa. La doppia morale pubblica e privata e’ una regola aurea per una certa Chiesa: non comincio a fare esempi altrimenti vado avanti per giorni, dai tanti che ce ne sono) ma per favore non cada anche lei nel facile anticlericalismo di maniera. Ci sono anche persone di tutto rispetto e di elevatissima statura morale, veri esempi di coerenza e aderenza ai principi evangelici, che fanno del dialogo e della tolleranza la loro bandiera e che criticano aspramente questa ipocrisia, cosi’ come ci sono cattolici che la difendono e la rimpiangono (Vittorio Messori, ad esempio). Magari bisogna indagare molto per scoprirli (leggendo Vatican Insider o Famiglia Cristiana, per esempio), ma ci sono. E le cose stanno cambiando anche nella Chiesa e con una velocita’ sorprendente, non usuale per una Istituzione tradizionalista e tradizionalmente statica e granitica.

      • peccatore scrive:

        Certo che stigmatizzo i politicanti. Mica difendo la guerra di Bush. Sporca di petrolio come questa. Ipocrita lui come Obama, finte diversità di un mondo omologato. Al dio denaro.

        • Luciano scrive:

          Grazie x la conferma. Purtroppo in Italia siamo ormai abiutati a persone che difendono strenuamente o condannano atteggiamenti identici, a seconda del fatto che siano effettuati dalla propia parte politica o da quella opposta. Mi ricordano certi tifosi di calcio, i quali se un difensore della propria squadra abbatte l’attaccante avversario lanciato verso la rete spezzandogli la gamba, gridano alla finta dell’attaccante, mentre quando avviene l’opposto vorrebbero ammazzare il difensore. In entrambi i casi e per entrambe le tifoserie, qualunque cosa decida l’arbitro egli sbaglia a priori. Come dire: noi abbiamo sempre ragione, gli altri sempre torto e chi deve giudicare sbaglia perche e’ prevenuto contro di me. Le ricorda qualcosa?

  26. Eremita scrive:

    Non capisco perchè si attacca Cherubino tirando fuori tematiche come l’0mosessualità che con Gheddafi c’entrano poco o nulla, non mi consta che questi o l’Islam in genere siano degli attivisti gay. Resta il tema proposto dall’uccisione di Gheddafi, perchè mi ripugna il linciaggio di una persona, fosse pure l’essere più efferato: a Gesù non piacevano le scene della lapidazione, con tutta la ferocia collettiva che esprimevano, e la chiesa primitiva le ha condannate nella lapidazione di Stefano. E’ proprio quell’atteggiamento interiore di odio e ferocia incontrollata che deve essere evitato: una tendenza innata che portiamo dentro tutti, anche le persone più miti che pensano di esserne esenti, e che ci porta al fallimento personale e sociale. Odio e livore che purtroppo traspaiono anche da certi interventi contro Cherubino. Si può anche considerare l’omosessualità un male, purchè questa nostra convinzioni non ci trascini ad un male peggiore come il livore e la mancanza di amore.

    • Anna scrive:

      eremita
      a Gesù non piacevano neanche i bombardamenti sulle popolazioni civili.Se Gheddafi era un criminale oppressore del popolo libico,la NATO e l’ONU dovevano prendersela solo con lui e i suoi ministri,non contro la popolazione già oppressa.
      Non le pare???

    • Luciano scrive:

      La questione omosessualita’ e’ stata tirata in ballo da Riccardo per attaccare Pisapia e gli omosessuali stessi, non si capisce perche’. Concordo con lei col dire che questo non c’entra assolutamente sulla col topic. Peraltro, gli omosessuali se la passano infinitamente meglio qua che non nei Paesi arabi, islamici o comuqnue nondemocratici (Cina, Russia, Serbia, India: nessuno di questi c’entra con l’Islam). In Libia non so, ma in quasi tutti gli altri sono perseguitati e comunque costretti a rimanere nascosti. Un po’ come in occidente fino a circa un secolo fa. Concordo in pieno con la risposta di Cherubino all’ultimo post di Riccardo. I soldi alle famiglie (tutte) sarebbe bene aumentarli e di molto, considerando ovviamente prioritarie le piu’ svantaggate. In merito alle critiche a Prodi, credo che Avvenire non scherzasse nemmeno con lui. Come Famiglia Cristiana, che pero’ e’ stata accusata di fare politica solo quando ha cominciato ad attaccare Mr. B., che pero’ non e’ ancora riuscito a far cacciare il suo direttore, come fece con Boffo.

  27. Eremita scrive:

    Anna, nei Vangeli non si trovano accenni ai bombardamenti. C’era comunque una politica imperialista di repressione, a cui faceva da contraltare l’azione degli zeloti, che non amavano certamente Gesù, tanto che alcuni storici ipotizzano la cattura , il processo e la crocefissione di Gesù come una manovra per togliere di mezzo un profeta molto popolare e seguito che non aderiva alla loro causa e quindi faceva mancare loro una parte di consensi, manovra a cui cedette Pilato cinicamente ma malvolentieri. Le ipotesi al riguardo sono numerose e contradditorie, ma una cosa è certa: la fede proposta da Cristo è fondata sul primato della coscienza individuale, sul rifiuto della violenza personale per dirimere i conflitti, sul rifiuto a partecipare ad opposte fazioni che ci vorrebbero o con loro o se no morti. Se incominciano a dirti che ci sono solo due alternative (tipo o io o i comunisti, spero di esser chiaro) io sento puzza di inganno. Ma non è così facile, ci sono cascati pure certi preti che di ingenuo non hanno nulla. O non ci sono cascati, fanno solo finta?

    • Riccardo scrive:

      …”la fede proposta da Cristo è fondata sul primato della coscienza individuale, sul rifiuto della violenza personale per dirimere i conflitti, sul rifiuto a partecipare ad opposte fazioni che ci vorrebbero o con loro o se no morti.”
      Dal Vangelo che conosco, Gesu’ caccio’ i mercanti dal Tempio a calci nel sedere non con i bei paroloni!

    • Anna scrive:

      scusi eremita,ma non capisco.Sa,ho passato la stragrande maggioranza della mia vita a lavorare in fabbrica e in casa,ho avuto pochissimo tempo da dedicare allo studio che mi avrebbe consentito di approfondire il perchè succedono e accadono le guerre e i genocidi.Ma quello che non capisco è questo:I giudei da quando è stata fondata la religione ebraica,aspettano il messia,colui che li redimerà e salverà l’umanità intera,africani e asiatici gialli compresi.Ora a me piacerebbe sapere come gli ebrei intendono salvare l’Umanità.Come?????
      E il vaticano cattolico è cristiano,ebreo,musulmano,che è ????

  28. Mattia scrive:

    Caro dott. Tornielli,
    la ringrazio per la cortese risposta.

  29. Eremita scrive:

    In effetti ha anche ragione Riccardo, i vangeli non ci trasmettono una immagine di Gesù edulcorata e buonista come quella proposta da certa iconografia co0n tratti effeminati ed innoqui. Una certa tendenza a perdere la pazienza ce l’aveva, come quell’altra volta che maledì il fico senza frutti senza pensare che il poverino non ne aveva colpa perchè era fuori stagione. La piena coscienza della negatività della violenza soprattutto interiore gli venne durante la passione, con la decisione presa durante il conflitto spirituale nell’orto degli Ulivi “…potevo chiamare schiere di angeli…”. Gesù era uomo, e come tale ebbe una evoluzione personale…”progrediva in età e sapienza…”. Ma molti di noi siamo ancora imperfetti, e confesso che la tentazione di prendere a calci i mercanti del tempio spesso la sento pure io, solo che il lavoro sarebbe immane, perchè scacciato uno subito dopo ne arrivano sette peggiori del primo.

  30. Riccardo scrive:

    Per Cherubiino ,sul tema dell’odierna discussione:l’ipocrisia dei politici .
    Si arrimpica sugli specchi per giustificare il comportamento cinico di Tabacci(esponente di spicco dell’UDC :partito che si richiama all’ortodossia morale della Chiesa,presso le cui parrocchie fa spesso richiesta di voti) che da assessore al bilancio della giunta del comunista-ma l’Udc non é anche anticomunista?- Pisapia (che con coerenza,quest’ultimo si’ da compagno) ha concelebrato con soldi pubblici (anche ,dunque ,della maggioranza dei tassati che é contro) la festa dei trans ed altre oscenitá(secondo non solo la morale cattolica.- Sarei,poi, curioso di conoscere quali persone omosessuali nelle Sacre Scritture,secondo lei, hanno un ruolo positivo?!) .
    L’argomento vetusto e trito che usa é che anche gli omosessuali pagano le tasse :se é per questo ,anche i drogati o gli alcolisti cronici pagano verosilmilmente le tasse,ma,converrá, cio’ non toglie che si debba ,di conseguenza, festeggiare con i soldi pubblici la giornata del drogato o dell’ubriaco.
    l’UDC ,egregio Cherubino, é il piu’ lampante esempio di una messe di politici (pseudo) cattolici che negozierebbero anche il cadavere della loro madre pur di arrivare al potere!

    • Cherubino scrive:

      Lei ha perso ogni contegno. Ho conosciuto omosessuali molto più corretti e rispettosi di lei.

      Quanto ai passi biblici:
      - Geremia 38, 7 ss, l’eunuco Ebed Melech salva Geremia;

      - Non dica lo straniero che ha aderito al Signore: «Certo mi escluderà il Signore dal suo popolo!». Non dica l’eunuco: «Ecco, io sono un albero secco!».
      Poiché così dice il Signore: «Agli eunuchi, che osservano i miei sabati, preferiscono le cose di mio gradimento e restano fermi nella mia alleanza, io concederò nella mia casa e dentro le mie mura un posto e un nome migliore che ai figli e alle figlie; darò loro un nome eterno che non sarà mai cancellato». (Isaia 56,3-5)

      - Fece fermare il carro e discesero tutti e due nell’acqua, Filippo e l’eunuco, ed egli lo battezzò. Quando furono usciti dall’acqua, lo Spirito del Signore rapì Filippo e l’eunuco non lo vide più e proseguì pieno di gioia il suo cammino. (Atti, 8, 40)

      - Lo stesso Gesù nell’unico passo in cui parla di questo tema afferma (e non è una parabola) che vi sono omosessuali incolpevoli del loro stato: “Vi sono infatti eunuchi che sono nati così dal ventre della madre; ve ne sono alcuni che sono stati resi eunuchi dagli uomini, e vi sono altri che si sono fatti eunuchi per il regno dei cieli.” (Mt, 19).

      Non si venga poi a vendere la balla che gira secondo cui l’eunuco non sarebbe un omosessuale. La verginità non è mai stata un valore in Israele, radicato nel valore della vita e della generazione. L’eunuco nell’Antico Testamento non è semplicemente uno che ha scelto la continenza perfetta. E’ solo Gesù che introduce il “celibato per il Regno di Dio” mentre prima l’assenza di figli era sempre stata considerata un segno della non-benedizione di Dio.
      L’eunuco era quindi una persona che intrinsecamente (“nato da donna”) o per una castrazione (per mano d’uomo) sviluppava una personalità femminile.

      Occorre quindi sempre distinuere, con l’etica cattolica, la condizione di omosessualità che è un disordine talvolta radicato nella persona in modo incolpevole, dalla pratica omosessuale, la quale peraltro talvolta è solo un trasinamento del vizio in persone del tutto eterosessuali. E per dirla tutta (spero che nessuno si scandalizzi), la condizione morale di una pratica omosessuale non è diversa da quella di chi pratica sodomia con una donna. Però non mi sembra che Reginaldus spenda molte parole contro il disordine eterosessuale.

      • Riccardo scrive:

        Non dubito che lei frequenti omosessuali, i quali sarebbero piu’ corretti e rispettosi di me,rilevando,pur tuttavia, che non contesta che l’assessore UDC al bilancio abbia correpsonabilità nell’eleargire sussidi pubblici per la festa-tra l’altro- dei trans, nonostante abbia chiesto voti in ambienti cattolici promettendo di portare nel governo della cosa pubblico i valori non negoziabili della morale cattolica,quale la condanna senza appello dellla pratica omosessuale, trovo invece da ridire che lei sia un ‘teologo’ o un ‘esegeta’ delle Sacre scritture ,dove per ‘eunuco’ lei – senza pudore – indica solo gli omosessuali, anzichè pensare piu’ prudentemente ad una delle tante metafore di Gesu’ per segnalare ,in questo caso, chi ha una dedizione di castità permanente per il regno di Dio.
        In ogni caso,ci cita le fonti autorevoli della sua singolare interpretazione; così come da dove tragga il suo giudizio da ‘sessuologo catttolico’sulla sodomia con una donna che sarebbe anch’essa pratica omosessuale?Ci vuol indicare anche le posizioni teologicamente corrette anche dell’amore tra coniugi ?
        Io non mi scandalizzo;tutt’al piu’ -l’avverto -mi scompisciero’ dal ridere.

        • Cherubino scrive:

          lei non sa neanche leggere. Ho detto che eunuco nell’Antico Testamento indica omosessuale. Gesù aggiunge un’accezione nuova al termine, in relazione ad un terzo caso. Quindi per questo terzo caso il senso non è più omosessuale, ma “continente per il Regno”.

          Quanto ai soldi pubblici, lei dimentica che la parola pubblico vuol dire che sono sa usare per tutti e non solo per alcuni. Ma ormai qualcuno da 18 anni ha abituato gli italiani a pensare che le risorse pubbliche devono servire solo ad interessi di parte.
          Ma addà passà a nuttata ! Ed ormai manca poco.

        • Cherubino scrive:

          e poi non so, chi sarebbe quello che prende le distanze dall’omosessualità ? Berlusconi ? Con il suo portavoce Capezzone bisessuale e fautore di proposte di legge per liberalizzare la fecondazione assistita e contrastare la (presunta) omofobia ?
          Un portavoce ha un ruolo rappresentativo e la scelta di Capezzone ha un significato molto eloquente.

          • Riccardo scrive:

            Premesso che la Bibbia non usa mai le parole “omosessuale” e “eunuco” in modo intercambiabili, se per il politichese democristiano la parola (soldo) pubblico significa che é da usare per tutti e non solo per alcuni ,allora elargite sussidi statali e comunali per le feste del dopolavoro ferroviario, del gruppo degli scout, dei compelanni in famiglia ,gli onomastici ….
            P.S. Se Capezzone fosse anche trisessuale , capirebbe che non ne importerebbe nulla, salvo il caso in cui si faccia portavoce nel Pdl di queste sue esigenze.

          • Cherubino scrive:

            perchè, proporre leggi in quel senso non è farsi portavoce di quelle esigenze ? e comunque scegliere un portavoce ha un certo valore simbolico, in questo caso chiarissimo.

          • Cherubino scrive:

            fidarsi è bene, no nfidarsi è meglio …
            da qualche semplice verifica in rete pare proprio che il Comune di Milano non ha dato un euro per il gay pride.
            Tutta la campagna contro Pisapia alla fine è una grossa bufala, perchè il Comune ha concesso solo il patrocinio non oneroso (anche chiamato “gratuito”). Tutta la storia dei soldi tolti alle famiglie è solo il solito impasto di fango e bugie.

          • Luciano scrive:

            Per favore, Cherubino, non citi certi personaggi. Con loro, siamo al livello dello scilipotismo (mi passi il facile neologismo).

    • Luciano scrive:

      Sig. Riccardo, le ho gia’ detto che io, come molti altri, sono contrario al finanziamento delle scuole private con i soldi pubblici ottenuti anche dalle mie tasse, ma non per questo offendo e insulto chi pensa che sia giusto farlo, come lei invece continua a fare. Sinceramente, ritengo che pensare all’omosessualita’ come ad un comportamento socialmente riprovevole paragonabile alla tossicodipendenza e non solo ad un peccato, mi sembra un un atteggiamento decisamente sopra le righe. Temo che lei sia rimasto al medioevo. Condivido nuovamente tutto quanto scrive Cherubino.

      • Riccardo scrive:

        Lei trova ‘insultante’ applicare le leggi della logica,pazienza.
        Il paragone azzeccato tra il comportamento disordinato omosessuale e quello altrettanto disordinato del drogato o dell’ubriaco é di Bruno Maria Bruti, Medico chirurgo e specialista in terapia cogniticva, su Allenaza cattolica (Voci per un Dizionario del Pensiero Forte -L’omosessualità )
        Lei ,invece, che referenze ha?

      • Riccardo scrive:

        Lei trova ‘insultante’ l’applicazione delle leggi della logica al ragionamento( scorretto) di Cherubino- pazienza.
        Il paragone (corretto) tra il comportamento disordinato dell’omosessuale e quello altrettanto disordinato del drogato o dell’ubriaco é di Bruto Maria Bruti, su Alleanza Cattolica (Voci per un Dizionario del Pensiero Forte -L’omosessualità ).
        Lei, invece, che referenze ha?

        • Luciano scrive:

          Non conosco ne’ l’associazione nel il Sig. Bruti, ma da un rapido esame del sito internet ho visto che si tratta di un’associazione cattolica di stampo molto tradizionalista, oserei dire fondamentalista: poisizioni certamente legittime, ma altrettanto legittimamente ritengo sia mio diritto dire di non essere assolutamente d’accordo.
          I miei riferimenti sono le persone che ritengono che l’omosessualita’ non sia una malattia, per es. la stragrande maggioranza della comunita’ medica occidentale (che non ha nulla a che vedere con le lobby, veda gli altri post), coloro che credono che un comportamento sessuale differente da quello maggioritario non sia una bieca depravazione ma semplicemente un modo diverso di esprimere la popria sessualita’, ovviamente se svolto tra adulti consenzienti, che in un Paese che si dice civile puo’ essere accettato senza scandalo e non condannato e represso come avviene proprio in quesi Paesi islamici di cui parlava l’originale topic del post (dove e’ tutt’ora anche perseguitato, cosa che pero’ da noi succedeva fino a non molto tempo fa). Anche la stessa Chiesa cattolica, nel suo Magistero, gliel’ho gia’ detto diverse volte, non dice che l’omosessualita’ e’ una malattia (veda il recente articolo di Galeazzi su questo sito: “Torino, gay non discriminati ma accolti” e le relative parole di Mons Nosiglia, l’arcivescovo della citta’ citata, 21/10). Che poi esistono cattolici che lo pensano, non c’e’ dubbio: la Chiesa cattolica non e’ un monolite dove tutti seguono un pensiero unico. Mica e’ il PCUS. Ma nella Chiesa sono molti che cercano di dialogare e di capire le posizioni altrui, anche di chi si dice non credente (mi permetto di ricordarle il Cortile dei Gentili del Papa). Se vuole, il mio riferimento potrebbe essere anche questa Chiesa accogliente e compresiva, pur se ferma nella sua condanna al peccato. E questo nonostante io continui a definirmi non credente.

  31. Eremita scrive:

    Nei vangeli non ho trovato tracce di ossessione per gli omosessuali, nè per le caratteristiche sessuali di chicchessia. Indicazioni generiche sì, ossessione no, questa è venuta dopo, ed anche ora al di là delle dichiarazioni d’obbligo gli omosessuali non sono affatto discriminati all’interno della gerarchia cattolica, anzi. Ho capito che per Riccardo il male sono gli omosessuali, l’UDC e Pisapia. Di questi ha dato nome e cognome, è stato chiaro, ma ora deve dirmi nome e cognome di quelli che per lui rappresentano il bene. O forse se ne vergogna un poco?

    • Riccardo scrive:

      Premesso che l’omosessualitá é condannata esplicitamente e specificatamente nell’Antico (distruzione di Sodoma e Gomorra) e nel Nuovo Testamento (lettera di Paolo ai Romani e ai Corinzi) , e che anche ora gli omosessuali preti sono ridotti allo stato laicale ec onsigliati amerovelmonete a curarsi (infatti l’omosessualitá é una deviazione dal comportamento naturale di cui si puo’ guarire) alla sua domanda su nome e cognome del bene,rispondo,modestamente :io, Riccardo che ragiona con le leggi della logica e si comporta secondo il senso comune.

      • Luciano scrive:

        Sig Riccardo, sui temi religiosi non mi permetto di contraddirla (ne so pochissimo) ma le faccio notare che l’omosessualita’ non e’ piu considerata una patologia psichiatrica dagli anni ’70. Coloro che “guariscono” sono in realta’ persone che non riescono ad accettare la propria omosessualita’ perche’ si sentono discriminate e vorrebbero fare una vita “normale” piu’ facile. In genere, essi arrivano ad una etoerosessualita’ comunque infelice e spesso prima o poi ricadono dell’omosessualita’, magari dopo essersi sposati ed aver avuto dei figli, rendendo le cose molto piu’ tristi e complicate. Magari non succede mai: una profonda convizione che sia un comportamento “contro natura” porta a reprimere profondamente gli impulsi omosessuali. Non credo proprio che lei sappia molto dell’omosessualita’ ne’ che abbia conosciuto omosessuali “guariti” (“non guariti” lo escludo a priori, o comunque nessuno a lei lo direbbe). Per favore, non mi parli delle cliniche che negli USA curano l’omosessualita’ o cose di questo genere. So benissimo che ci sono, ma questo non significa che abbiano ragione. In queste cliniche, le persone vengono segregate, in alcuni casi “scompaiono” se non accettano di “guarire”. Ci possono essere persone che in gioventu’ (in genere nell’adolescenza) hanno esperienze omosessuali o si sentono attratti/e da persone dello stesso sesso, ma non e’ una vera omosessualita’. Queste persone non “guariscono”, semplicemente trovano la loro strada normalmente. Tra l’altro, altri dicono che l’omosessualita’ e’ una scelta, altra posizione incomprensibile: allora, anche essere etero dovrebbe essere una scelta. Oppure uno dovrebbe “scegliere” di essere “malato”? Non e’ che durante l’adolescenza si decida di essere attratti dal sesso opposto o dal prorpio. Chi mai una vita che nel migliore dei casi e’ molto piu’ complicata della via piu’ comune? La scienza medica oggigiorno ritiene che l’orientamento sessuale venga definito nei primissimi anni (forse mesi) di vita: una volta acquisito e’ definitivo, anche se nessuno sa quali profondi meccanismi psicologici ne stiano alla base. Non credo che la Chiesa Cattolica dica ai preti omosessuali di curarsi (qualche cattolico potrebbe dire se e’ cosi’?), sicuramente dira’ loro di non avere una vita sessuale attiva, ma questo e’ ovvio. L’omosessualita’ dalla Chiesa Cattolica e’ considerata un disordine contro natura e chi si sente omosessuale non puo’ essere sacerdote, ma non deve curarsi per guarire. Per quanto ne so io, la Chiesa Cattolica chiede agli omosessuali di rimanere casti: ha smesso anni fa di dire “sposati che ti passa”, proprio perche’ si e’ accorta che non funziona cosi’.

        • Riccardo scrive:

          Sig. Luciano, non so quali siano le sue competenze in materia, e premesso che la cancellazione della omosessualitá dalla lista delle patologie fu effettuata con un colpo di mano della lobby omosessuale sull’associazione degi psichiatri statunitense (tra l’altro , i tre grandi pionieri della psicanalisi e della psichiatria- Freud, Jung e Adler- erano concordi nel considerare l’omosessualità come una grave patologia comportamentale) , le rimamdo, per confutare la sua tesi sull’origine “biologica” o naturale della omosessualkitá al famoso psichiatra Josep Nicolosi (Omosessualità maschile: un nuovo approccio),che ha curato-termine scientifico appropriato- l’omosessualitá ( che non é determinata da fattori biologici;altrimenti non si capirebbe perché si ritorni felicemente eterosessuali) come dimostra inequivocabilmente, ad esempio , il caso dell’ex attivista gay Luca Di Tolve, che ha seguito la terapia riparativa del dottor Nicolosi ,ed aiutato nel suo percorso dalla fede ,come anche nel caso di Adamo Creato ( lo legga sul sito dei cristiani cattolici razionalisti:http://www.uccronline.it/2011/09/23/omosessualita-%C2%ABuscirne-si-puo-io-lho-fatto%C2%BB/).
          E’ corretto,invece, il suo appunto che la Chiesa non imponga al prete omosessuale ridotto allo stato laicale di curarsi , ma, diversamente, gli consigli di astenersi dalla pratica omosessuale.

          • Luciano scrive:

            Ci sono anche premi Nobel che sostengono che il virus HIV non e’ la causa dell’AIDS (Kary B. Mullis, “inventore” della reazione a catena della polimerasi), medici che sostengono l’inutilita’ della sperimentazione animale perche’ gli uomini non sono animali (come se noi fossimo fatti di materia diversa che non risponde alle stesse leggi della biologi), che difendono terapie basate sul nulla (omeopatia, per essere chiari), che alla verifica mediante una corretta analisi scientifica (cui vengono sottoposti tutti i farmaci cosidetti “normali”), citando le lobby farmaceutiche che non vogliono perdere il loro potere economico (il che e’ vero, ma le porcate che fanno sono ben altre). Scrivere un libro non significa dire la verita’. Per favore, sig. Riccardo, non parli di lobby e non dia credito a chi ne parla con troppa facilita’: le lobby ci sono di sicuro, ma sono ben altra cosa. Io non metto minimamente in dubbio la sua buona fede e il fatto che ci siano persone che possono passare da una sorta di attrazione omosessuale a una condizione etero. Ma sono casi molto particolari e sarebbe il caso di analizzare le motivazioni per cui lo fanno: se sono persone molto religiose, potrebbero per es. trovare piu’ facile reprimere gli istinti omo per sentirsi accettati dalla propria comunita’ che accettare la propria omosessualita’. Sarebbe anche il caso di vedere quanto profonda e sincera sia questa “conversione”, ma occorrerebbe una lunga e profonda indagine psicoterapeutica. Indaghero’ sulle posizioni di Freud, Jung e Adler, ma mi permetto di far notare che dev’essere passato circa un secolo da quando loro esponevano le loro tesi. Il metodo scientifico non prevede dogmi, ma una continua analisi e valutazione critica. Freud era anche un acceso sostenitore dell’uso della cocaina (diffusissima agli inizi del ’900) come sostanza in grado di liberare la psiche. Nessun medico (e nessuno di noi, spero!) e’ oggigiorno d’accordo su una simile follia: voglio solo farle notare che il pensiero scientifico cambia nel tempo. La scienze e’ una indiagine continua e cio’ che oggi viene ritenuto vero domani potrebbe non esserlo piu’, alla luce di nuove scoperte. Non e’ una verita’ rivelata e immutabile come quella delle religioni. Non ho il minimo dubbio invece che una persona di fede, che ritiene l’mosessualita’ un grave peccato, possa accettare una vita casta, cosa che merita il massimo rispetto. Ma questo non significa diventare etero.

  32. Eremita scrive:

    Complimenti, a rigor di logica la sua risposta è che il male sono omosessuali, UDC e Pisapia, ed il bene è lei. Modestamente.

  33. Luciano scrive:

    Torno al topic principale.
    Ho sentito ieri sera in Che tempo che fa (RaiTre) Enrico Mentana e Massimo Gramellini riproporre le stesse tesi di Torniello per quanto riguarda la disumanità della fine di Gheddafi e dell’esposizione mediatica del suo corpo, utilizzando quasi le stesse parole. Gramellini ha citato la frase del Ministro degli Esteri Franco Frattini sulla morte di Gheddafi. Adesso ho capito chi sono coloro che hanno gioito della morte di Gheddafi: gli stessi che due anni fa lo accolsero come un grande amico del popolo italiano e come un baluardo della democrazia. E ho capito anche perche’ non avevo sentito le loro parole: evito accuratamente di ascoltare certi personaggi e di leggere certi organi di dis-informazione (o di pura propaganda). Sono stato un ingenuo: avrei dovuto capirlo da solo, considerati i personaggi.
    Ho anche letto su Repubblica e su La Stampa alcuni articoli che pongono e analizzano i temi del post-Libia e uno (di Tahar ben Jellun, lo scrittore marocchino musulamano) sempre sulla questione della disumanità con cui e’ stato trattato Gheddafi: anche lui perfettamente d’accordo con Tornielli, Gramellini Mentana. Tutti questi interventi sottolineano il pericolo dell’estremismo islamco (incluso ben Jellun, che condanna fermamente anche le persecuzioni dei copti in Egitto). Non e’ vero quindi che nessuno ne parla. Curiosamente (ma forse no) non ne parlano (o almeno non ho sentito che ne parlassero) coloro che in Italia, essendo essi il baluardo della difesa della cristianita’, non perdono occasione per scagliare il loro cieco odio contro tutti i mussulmani, indicati indistintamente come fanatici terroristi, ritenendo incompatibile l’islam con la democrazia. Quando invece esiste un concreto pericolo di instaurazione di un regime islamico, silenzio, o deviano il discorso parlando d’altro. Petrolio e gas sono troppo importanti. Se poi accettassero di riprendersi i “clandestini” (libici o altro) andrebbero benissimo anche i Fratelli Mussulmani o i qaedisti (come andava benissimo Gheddafi), anche se tutti loro vogliono la distruzione dello Stato d’Israele che, a parole, gli stessi personaggi difendono a spada tratta. Sara’ per questo che l’unico cenno allo striscione di stampo chiaramente nazista esposto allo stadio di Roma durante il derby e’ passato nel piu’ totale silenzio (tranne una cenno su La Stampa)? Ma questi “tifosi” (di cosa?) non sono odiatori d’Israele? Forse sono sono odiatori degli ebrei, ma dev’essere una cosa diversa, secondo loro. Del resto, tacciono anche sulle gia’ citate stragi dei copti. Parlano invece dei pericoli della diffusione dell’islamismo radicale in Libia (e negli altri Paesi del Nord Afrirca) proprio quei giornali che sono accusati di stare dalla parte dei terroristi islamici e degli odiatori d’Israele. Curioso, no?

  34. Riccardo scrive:

    Per il sig Luciano,e chiudo qui la questione.
    I due casi concreti conclamati e menzionati predentemente di persone passate da una condizione omosessuale ad una eterosessuale, nella quale tuttora-a quanto ne so – vivono felicemente, senza che si possa, in mancanza di prove, lecitamente insinuare dubbi sul loro attuale equilibrio psichico ed emotivo, dimostrano inconfutabilmente, che l’omsessualità non ha una matrice biologica. La ricerca sulle sue cause puo’ andare avanti in altre direzioni.

  35. francesco benedetto scrive:

    Messa intesa come Celebrazione Eucaristica va maiuscolo, mentre messa intesa come voce del verbo mettere va minuscolo. Sicuramente un involontario refuso.

  36. raffaele savigni scrive:

    Neanch’io esulto di fronte allo scempio di un corpo umano, sia pure di un dittatore. Ma lo ribadisco: era un dittatore che ha oppresso il suo poplo, sostenuto il terrorismo, perseguitato ed ucciso i dissidenti. Perchè non ha voluto fermare la violenza uscendo di scena come Mubarak o il oresidente/dittatore tunisino? Io dico che Berlusconi, Dini, Oma anche Prodi e Parlato, avrebbero dovuto evitare di omaggiarlo. Soprattutto ho trovato disgustosa l’accoglienza a lui riservata da Berlusconi.

  37. altrocampo scrive:

    Volevo chiederle se aveva qualche idea del perchè queste “rivoluzioni arabe” finiscono tutte e a mio avviso accadrà così anche in Libia, con l’affermazione del fondamentalismo islamico e la cacciata dei cristiani, come già avvenuto in Iraq. Sono venuta a conoscenza di un certo piano Yinon, : se lo conosce che ne pensa?

  38. Carlo Bollani scrive:

    Caro Tornielli,

    E’ morto come e’ vissuto, comunque. Una belva assetata di sangue, a sua volta braccata come un animale.

    Ha avuto i suoi meriti politici, non c’e’ dubbio. Gheddafi passera’ alla storia come un leader arabo fondamentalmente laico, che ha sempre perseguitato i fratelli mussulmani e l’interferenza che questi rappresentano della religione sul sistema politico. Ha anche l’indubbio merito di aver fatto circolare nella popolazione parte dei proventi del petrolio, creando uno “stato assistenziale” che ha reso le condizioni base di vita del suo paese molto migliori della media africana.

    I meriti politici non cancellano comunque la sua personale ferocia, della quale e’ stato retribuito pari passo.

    C.B.