Il Papa incompreso e le colpe dei giornalisti

Ieri, durante tutta la giornata, si svolto nell’Aula vecchia del Sinodo un convegno a porte chiuse organizzato per celebrare i centocinquant’anni di quel “singolarissimo giornale” che è L’Osservatore Romano. Per iniziativa del direttore, Gian Maria Vian, storici (Lucetta Scaraffia e Andrea Riccardi) e illustri giornalisti e vaticanisti (Jean-Marie Guenois, Antonio Pelayo, Paul Badde, John Hooper e John Allen, quest’ultimo assente giustificato ma comunque presente con un intervento scritto) si sono confrontati sull’incomprensione tra il Papa e i media, analizzando alcune delle “crisi” che hanno caratterizzato i pontificati precedenti e soprattutto quello di Benedetto XVI.

Ero stato invitato anch’io ad assistere ai lavori, ma un impegno precedente a Rovereto (dove insieme alla teologa Milena Mariani ho presentato il secondo volume di Ratzinger su Gesù) mi ha impedito di essere a Roma. Ho potuto seguire qualcosa dei lavori dal racconto di diversi colleghi presenti e dalla lettura di stralci degli interventi.

C’erano dei rischi possibili, a mio modo di vedere, insiti in questa iniziativa per così come è stata organizzata. Il primo rischio era quello di “storicizzare” troppo le incomprensioni Chiesa-media e Papa-media, finendo per far passare l’idea che non ci sia niente di nuovo sotto il sole e che anche le crisi del pontificato ratzingeriano siano – per così dire – ordinaria amministrazione, a motivo dell’incapacità dei giornalisti di comprendere la Chiesa e il suo messaggio, come già accaduto per Paolo VI e l’Humanae vitae o per Giovanni Paolo II.

Il secondo rischio era quello di attribuire tutte le responsabilità delle crisi che ci sono state (e sono state tante) agli operatori della comunicazione, cioè a noi giornalisti, che a motivo della nostra incapacità e impreparazione non interpretiamo correttamente il pensiero del Papa, lo deformiamo, lo strumentalizziamo, lo riduciamo semplificandolo con titoli ad effetto.

Credo che tutto questo sia vero, e con molta onestà i colleghi intervenuti ieri lo hanno riconosciuto (attribuendo peraltro – come ha fatto Antonio Pelayo – una responsabilità particolare ai giornali italiani nella strumentalizzazione della lectio di Ratisbona). Al tempo stesso però c’è il rischio che tutto questo risulti auto-assolutorio per chi governa la Santa Sede e per chi è chiamato a decidere la comunicazione della Santa Sede.

Attribuire tutte le colpe ai giornalisti, o al desk dei giornali, dove si decidono i titoli, o ancora all’impreparazione degli stessi giornalisti (che sembrano avere sempre meno contezza di che cosa sia la Chiesa e dei suoi meccanismi) senza un minimo di autocritica da parte del Vaticano avrebbe significato, a mio avviso, presentare una realtà “semplificata” o “parziale” proprio da parte di chi si batte contro le semplificazioni e le parzializzazioni.

E’ indubitabile infatti che dietro alle crisi del pontificato (da Ratisbona al caso Williamson alle polemiche sul preservativo, etc.) insieme alle strumentalizzazioni giornalistiche, si sono evidenziati problemi di governo della macchina curiale e comunicativa vaticana. Unicuique suum (a ciascuno il suo), come si legge sotto la testata dell’Osservatore Romano.

Ho parlato però soltanto di “rischio”. Perché, da quanto ho potuto capire, questo rischio “apologetico” è stato accuratamente evitato dagli interventi che hanno sottolineato come non abbia senso per la Chiesa sentirsi sotto attacco da parte dei media senza mettersi in discussione. Ed è stato evitato anche grazie alle conclusioni del convegno, affidate al cardinale Gianfranco Ravasi, presidente del Pontificio consiglio per la cultura.

Il cardinale ha invitato infatti i suoi confratelli cardinali e vescovi a saper trarre delle virtù dai cinque “vizi” che caratterizzano oggi l’informazione sulla Chiesa: “la semplificazione, che può essere trasformata in essenzialità, la ricerca di elementi ‘ad effetto’ che in qualche modo ci ricorda che Cristo parlava partendo dal concreto, dai segni, la tentazione di cercare un risvolto ‘piccante o scandalistico’ che dovrebbe suggerire alla Chiesa di curare di più l’incisività del messaggio, il rischio – inoltre – della approssimazione, della disinformazione e delle mitologie sulla religione, che potrebbe insegnare alla Chiesa a tener conto anche di coloro che hanno bisogno di spiegazioni, e da ultimo il ‘pregiudizio’ contro gli uomini di Chiesa che si supera solo se nella comunicazione c’è consistenza”.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

64 risposte a Il Papa incompreso e le colpe dei giornalisti

  1. bo.mario scrive:

    Il problema non è la comunicazione ma il pope e i suoi consiglieri che vogliono parlare e non si rendono conto che non è una cosa cattedratica. Quando si parla di problemi reali l’attuale comunicazione è inadeguata. Parlano in tanti e non sempre coordinati. L’omelia fatta all’interno della chiesa ha il suo valore per i credenti. Ora sono sballottati da comunicazioni esterne uguali e contrarie. Non so cosa ne pensa Tornielli ma tra TV, giornali, radio sarebbe bene coordinare il pensiero riferito ai tempi e senza imposizioni, quelle non hanno mai giovato a nessuno. Che l’attuale pope ha sbagliato l’ho scritto e non vedo chi potrà succedergli con l’autorevolezza necessaria. Secondo me non è problema di uomini ma del msg che negli anni duemila tentenna anche dentro la chiesa stessa. Era inevitabile? secondo me sì. Organizzare quell’incontro, con le menti citate, è stato scambiarsi opinioni o ne è generato qualcosa di concreto? a lei la palla Tornielli. Un saluto e buona giornata.

    • luciano27 scrive:

      L’Italia non lo si può negare è un paese vaticano-dipendente,e i media nella quasi totalità ne sono i portavoce. Qualsiasi omelia, discorso o esternazione delle alte gerarchie non sono mai analizzati criticamente ;sono solo e sempre presentati in termini elogiativi. Rubriche , cerimonie ecclesiastiche ; viaggi o eventi riguardanti il papa,sono ampiamente pubblicizzati dalle tvprincipali. Questo giornale ha quattro rubriche vaticaniste,eccessive per un giornale che non vuole essere confessionale o politico letto anche da una quantità di persone, a cui punti di vista o eventivaticani, no rientrano nella loro sfera di intressi.
      Un esempio dell’influsso vaticano: stamane televideo ha messo in evidenza che il sen . Monti ha assistito alla messa.in queste circostanze serve un persona capace:che preghi o assista o no a cerimonie religiose sono affari suoi: ci serve qualcuno che tenti anzitutto di portarci fuori dalle sabbie mobili per le questioni religiose o politlche, si vedrà poi.E’una buona chiusura, quella di mons.Ravasi:il tempo dirà se daranno le solite frasi che non lasciano traccia, o se vi sia l’intenzione della chiesa di attenersi al suo ruolo religioso,enon preporgli politica o finanza.

      • Cherubino scrive:

        Veramente a me e tanti altri interessa il fatto che Monti vada a Messa. Lei ha un’idea bolscevica dell’informazione, perchè vuole determinare a priori ciò che è di interesse pubblico, naturalmente sulla base dei suoi interessi.

        • luciano27 scrive:

          io sono pubblico come tanti altri: l’essere bolscevico o meno non c’entra ; a me non interessa che vada o meno a messa: è una sua scelta personale. M’interessa ,invece, che sia persona adatta al compito che gli è affidato: ma se guardo l’operato di quelli che l’hanno preceduto ed erano assidui frequentatori di messe ,adatto o no, preferisco uno che non ci vada.Secoli di esperienza hanno dimostrato che essere frequentatori o addirittura officiatori di messe non significa essere persone a modo

  2. Anna scrive:

    E così,invece che fare il mea culpa ,l’unica vera via di uscita che la gerarchia ha per essere credibile e ascoltata,addossa le colpe ai giornalisti che male interpetano.(ma quanto sono scemi questi giornalisti,eppure hanno studiato)
    Lei(chiesa) stessa ha sbagliato,lei deve correggersi,lei deve annullare tutti i privilegi che ha sempreavuti in qualità di rappresentante di dio in terra,lei insomma ,deve essere più chiara. Entrare nei problemi della gente per capire,se vuol essere capita e ed essere di aiuto.
    Ma care gerarchie,siete voi la causa dei vostri mali,non la stampa che dovrebbe tacere o interpretare i vostri discorsi che neanche voi capite.
    Secondo me.

  3. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Bo.Mario, non concordo con la sua analisi.
    Io credo che il convegno così come lo ha organizzato Vian, dando la parola a giornalisti e vaticanisti di prestigiose testate internazionali, sia stato un atto di coraggio, anche perché negli interventi non sono mancate punzecchiature al Vaticano e allo stesso Osservatore Romano (a proposito dell’anticipazione dello stralcio del libro-intervista del Papa riguardante l’uso del preservativo da parte di chi si prostituisce, tema trattato da John Hooper del Guardian).
    Personalmente – ma è soltanto la mia opinione – credo che sarebbe un’esperienza da ripetere una volta all’anno…

    • osservatore scrive:

      @ OT per Andrea Tornielli

      Caro Andrea,
      sto cercando – da tanto – un libro scritto da Lucio Brunelli nel 1995:
      “Il tenero mastino di Dio: biografia del cardinale Silvio Oddi”.
      Vorrei mandargli un e-mail, per chiedegli se puo aiutarmi a trovare questo suo libro, ma non so come raggiungerlo.
      Voi vaticanisti vi conoscete sicuramente tutti: può aiutarmi?
      Grazie!
      Grazie!
      Sicuramente

      • osservatore scrive:

        @ Andrea Tornielli

        Intendevo dire che vorrei scrivere un e-mail a Lucio Brunelli.
        O telefonarli da qualche parte.
        Mi può aiutare?

  4. Aloisius scrive:

    Purtroppo l’incomprensione è spesso ricercata appositamente per giocare sull’equivoco e malignare al di sotto.
    Vedasi il caso di Umberto Eco.
    Va peraltro sottolineato che la Santa Sede manca attualmente di personalità competenti in materia mediatica (la stessa stampa estera ironizzò parecchio sulle [in]attitudini del Segretario di Stato, e Padre Lombardi fa quello che può).
    Dall’altra parte, se i “vaticanisti amici” del primo canale della tv italiana sono dello stampo di Aldo Maria Valli, più che incomunicabilità passiamo direttamente alla guerra mediatica!

  5. Sal scrive:

    Alla luce del testo presentato e alla luce dei commenti fin qui letti, risalta come un pugno in un occhio la doppia ipocrisia. Quella del Vaticano che viene spacciata come “atto di coraggio” accettare il confronto e quella dei giornalisti che reggono il gioco per non farsi “delegittimare” Ambedue cercano di trarne un vantaggio
    Da una parte si cerca di capire come “essere meno vulnerabili”, dall’altra si cerca di capire come “essere meno vulnerabili”, ciascuno nel campo di sua competenza. Sono due ipocrisie dove ciascuna chiede all’altra come poter funzionare meglio per non perdere consenso.

    La questione è semplice, non si fanno più i miracoli, non si può camminare con due piedi in una scarpa non si può essere amici e nemici della politica, delle ricchezze, dei privilegi. E’ cambiato il mondo, è cresciuta la consapevolezza e la capacità di analisi della gente non è più disposta a tollerare le scorciatoie e le fantasie, l’accomodamento bonario in nome della tolleranza. Come dice la pubblicità bisogna fare scelte chiare, semplici, giuste e rimanere fedeli ad esse.

    Nessun giornalista potrà mai presentare come giustificabile il preservativo per gay ma non per i non gay. Nessun giornalista riuscirà mai a spacciare per verità il contrario di ciò che è un testo scritto. Però si nota che i giornalisti qualche sforzo lo fanno, rendendosi spesso ridicoli e biasimevoli quando agiscono come banderuole al vento per accontentare un padrone che è a sua volta banderuola, dove i due si rincorrono vicendevolmente l’uno per compiacere l’altro per complicare. E’ storia d’altri tempi quando il misterioso era comodo perché affascinava ma non doveva essere spiegato. Come può fare il giornalista a spiegare il misterioso che non affascina più perché non si capisce, a rendendolo affascinante se non mantenendolo misterioso ?

    Sono finiti i bei tempi del giornalismo dei principi dove informare era più importante anche se meno conveniente. Oggi è un brutto mestiere quello del giornalista, specialmente se italico perché sempre collocato e collegato alla parte politica di riferimento, che se poi è anche vaticanista è ancora peggio perché influenzato anche dalla propria spiritualità che è più influente dell’interesse materiale. Così addio principi Addio coerenza, Addio Verità ciò che conta è affascinare e insistere contro ogni logica.

    p.s. –“Cristo parlava partendo dal concreto,” Ma non ha mai parlato di misteri, di trinità, di verginità coniugale, di trasformazioni misteriose. Come farà il giornalista a spiegarli se non le sanno spiegare neanche i preti ?

  6. Carissimo Andrea,
    non scrivo molto sui vari blog, perché cerco di dire quello che penso con il sito CulturaCattolica.it, di cui sono responsabile.
    A proposito del convegno di cui parli ritengo che molti degli errori di interpretazione di quello che il Papa afferma siano da attribuire – oltre che ai vari giornalisti che, invece che comunicare, preferiscono interpretare per influenzare – a molti autorevoli personaggi all’interno della Chiesa stessa.
    Ho appena pubblicato un commento sull’argomento (a cui rimando chi è interessato). Troppi mi paiono gli errori per pensare a una pura casualità e/o incompetenza. Mi pare che sia il caso doloroso preconizzato da Paolo VI tempo fa: «C’è un grande turbamento in questo momento nel mondo della Chiesa, e ciò che è in questione è la fede. Capita ora che mi ripeta la frase oscura di Gesù nel Vangelo di san Luca: “Quando il Figlio dell’Uomo ritornerà, troverà ancora la fede sulla Terra?”. Capita che escano dei libri in cui la fede è in ritirata su punti importanti, che gli episcopati tacciano, che non si trovino strani questi libri. Questo, secondo me, è strano. Rileggo talvolta il Vangelo della fine dei tempi e constato che in questo momento emergono alcuni segni di questa fine. Siamo prossimi alla fine? Questo non lo sapremo mai. Occorre tenersi sempre pronti, ma tutto può durare ancora molto a lungo. Ciò che mi colpisce, quando considero il mondo cattolico, è che all’interno del cattolicesimo sembra talvolta predominare un pensiero di tipo non cattolico, e può avvenire che questo pensiero non cattolico all’interno del cattolicesimo diventi domani il più forte. Ma esso non rappresenterà mai il pensiero della Chiesa. Bisogna che sussista un piccolo gregge, per quanto piccolo esso sia». (8 settembre 1977)
    Bisogna che chi ha a cuore la verità si dia da fare. Nel Sillabo si condannava questa proposizione: «È assolutamente falso che […] l’ampia facoltà a tutti concessa di manifestare qualunque opinione e qualsiasi pensiero palesemente ed in pubblico, conduca a corrompere più facilmente i costumi e gli animi dei popoli, e a diffondere la peste dell’indifferentismo.» abbiamo visto che una libertà di stampa slegata dal rispetto per la verità porta ad un uso strumentale e distorto della informazione, in TUTTI i campi, vita della Chiesa compresa.

    • Cherubino scrive:

      la verità di fede le dà il Vangelo e il Magistero, le verità storiche le cercano gli storici, le verità di cronaca i giornalisti, le verità sulla natura gli scienziati, le verità sul re nudo la gente comune.
      Guai se la Chiesa volesse esercitare il dominio su ogni tipo di verità.
      Anche qui ci vuole: Unicuique suum

      • luciano27 scrive:

        ma purtroppo questa chiesa cattolica vuole esercitare il dominio non solo sulle verità, ma su tutto, anche su ciò che non le compete e riguarda solo Cesare.

    • macv scrive:

      sono perfettamente d’accordo con l’analisi di di Don Gabriele Mangiarotti.
      Ma aggiungerei che oggi spesso i lettori di giornali credono ingenuamante di leggere notizie obbiettive e non si rendono conto che la stampa distorce sempre, ai propri fini, le notizie.I lettopri di oggi non si rendono conto di essere viyttime della propaganda, tanto quanto quelli di ieri
      Cioè quello che la stampa trasmette non è la verità ma la sua interpretazione della verità.. questo non succede solo con la Chiesa cattolica e col Papa ma in tutti gli ambiti..
      ora per qualcche motivo il Papa precedente aveva l’”appoggio” della stampa. quindi tutto quello che faceva o diceva veniva interpretato in nella maniera
      più benevola o addirittura entusiASTICA. Questo Papa non gode di altrettanta simpatia o appoggio, per cui la stampa ha tutto l’interesse a distorcere le sue parole, prendere frasi staccate dal contesto, semplificare il suo messaggio, interpretarlo nella maniera peggiore possibile, far fiorire discussioni e a creare ad arte “questioni internazionali” come quella di Ratisbona. Anche chi non è catttolico, ma ha un minimo di spirito critico si sarà accorto di questo : cioè del diverso trattamento riservato dalla stampa a Benedetto XVI rispetto al suo predecessore Giovanni Paolo II !!!!.
      basterebbe però tenere sempre presente che la stampa e i media sono dei potenti strumenti in mano a poteri che hanno degli specifici interessi e che tirano l’acqua al proprio mulino e non sono la voce della verità .
      in un intero giornale, sia di destra che di sinistra che di centro, di verità quanta ce ne sarà? per essere ottimisti l’ 1% , il resto sono solo e sempre
      capziose e maliziose distorsioni o amplificazioni o omissioni di notizie!

      • luciano27 scrive:

        non ho mai letto o visto su un media,una pur minima critica a un papa o un prelato in quanto alla verità essa lo è solo se è dimostrabile: ” in questo momento io,scrivo”,per me e”inquesto momento io leggo”, per lei, le vedo come verità indiscutibili:Se lei tiene conto che quando qualcuno afferma qualcosa, in molti casi un’altro replica,” la verità è”, uno dei due mente,resta estremaente difficile capire dove vi sia una verità.quando poi , come nelle religioni, vi sono tante verità assolute diverse una dall’altra, stabilire quale sia quella vera è impossibile

    • Cherubino scrive:

      la definizione del Sillabo non va travisata: essa indica un fatto quasi auto-evidente, ma facilmente travisabile e strumentalizzabile.
      E’ infatti evidente che non ogni affermazione è vera, e che non ogni affermazione è benefica (vera o falsa che sia). Le legislazioni positive hanno in genere recepito questo principio, ponendo dei limiti perchè la libertà di comunicazione non travolgesse altri diritti fondamentali. E nello stesso tempo offrono strumenti penali per reprimere la diffamazione, la calunnia e l’incitamento al crimine.
      Per fare qualche esempio, è evidente che coloro che negano crimini efferati (ad es. l’Olocausto) o giustificano comportamenti contrari al più evidente diritto naturale, fanno della informazione negativa, o meglio, della disinformazione e della diseducazione. Così è evidente un’offesa all’uomo incitare all’odio razziale, alla schiavitù, allo sfruttamento della donna e così via.
      E tuttavia si pone il problema di quale autorità abbia la legittimazione a definire quali siano le affermazioni false, e quali siano da vietare, vere o false che siano.
      E’ evidente, per esempio, che il Magistero cattolico non ritiene affatto che la Chiesa abbia un munus docendi -e tanto meno l’infallibilità- nei campi secolari della scienza, della politica e dell’arte (salvo indicare alcuni risvolti etici) e così via.
      Il principio dell’autonomia delle realtà create, dotate dal Creatore di Leggi sondabili tramite la conoscenza naturale (dottrina di S. Tommaso d’Aquino) fa sì che in questi campi è la ricerca costante dell’umanità a far progredire la consocenza. E questa ricerca si nutre della dialettica di posizioni diverse e, quindi, della libertà di comunicazione.
      E’ quindi evidente che la definizione del Sillabo, al di là della connotazione canonistica di questo documento, si riferisca all’ambito proprio in cui la Chiesa ha “competenza”, cioè l’ambito di fede e di morale.

    • Cherubino scrive:

      poi, a margine, mi viene da dire: da che pulpito viene la predica ! Ma tutte le “finezze” presenti sul sito culturacattolica (già sul titolo ci sarebbe molto da dire, ma “tirèm innanz”…) contro stimati uomini di Chiesa, sarebbero esempi di buona comunicazione ?
      Al solito, chi vorrebbe togliere la pagliuzza dall’occhio altrui non si accorge di avere una trave nel proprio …

    • LIBERAMENTE scrive:

      Dipende che tipo di fede vuol trovare Gesù e se davvero ritornerà.

      Dio, stando all’intepretazione del papa, prima deve consultarsi con lui e poi forse il papa dirà che sarà opportuno comunichi anche con i fedeli ma alle condizioni della chiesa perchè essa sia sempre certa che Dio non la smentisca nel parlar coi fedeli con locuzioni interiori o con apparizioni o dando loro dei segni ad personam, ma che valgono solo per un ispirazione privata e non per far capire ad altri la stessa cosa, anche perchè se il fedele tentasse di far partecipe gli altri del proprio dialogo con Dio non potrebbe aspettarsi che gli credano per oro colato, né che il papa confermi che sia in dialogo con Dio.

      C’è anche chi dice che la spiritualità deve essere libera dalle intrepretazioni teologiche e che è lo sirito che fa vivere la Parola di Dio, magari però, come mi è capitato di assistere, succede che il fedele venga ripreso dal sacerdote perchè la sua testimonianza spirituale nel vivere la Parola di Dio non è secondo l’interretazione del papa in particolare ma anche del magistero della chiesa in genere.

      Come è difficile discernere quali tra le esperienze e testimonianze di fede cattolica e cristiana in genere sia in linea corretta con l’ufficialità della teologia!

      Secondo me, da quando è nata l’evangelizzazione di eretici ne abbiam trovati moltissimi anche tra alti prelati e teologi e studiosi laici di grande rilevanza teologica, insomma, è improbabile trovare che vi sia almeno un uomo o un donna ad imagine perfetta di Dio secondo l’interpretazione del papa.

      Aggiungo che se è vero che lo spirito vivifica la parola, sopraggiungono nel frattempo svariate condizioni teologiche che la mortificano e la rendono ancora più difficile da vivere serenamente, troppa burocratizzazione teologica prima che il fedele possa dirsi in linea con il papa testimoniando una propria interpretazione biblica ma che nella forma spontanea può presentare delle erronee espressioni dovute alla propria enfasi personale (presso i carismatici è frequente).

    • luciano27 scrive:

      egr. reverendo, i discorsi o gli scritti chiari non devono essere interpretati; se è richiesta un’interpretazione vuol dire che chiari non sono, come le le perifrasi e le circonlocuzioni che vogliono esporre un pensiero. Peggio è poi con lo stesso metodo si cerca di spiegare il senso del discorso.Un pensiero, non cattolico, ma che purtroppo non predomina nella chiesa, è il pensiero di Cristo,quello semplice e sincero che Lui dimostrava nella pratica che,per me, si esplica in due semplici frasi:ama il prossimo tuo ………..e non fare aglialtri……….a cui si possono accostare quelle del cammello…..e della trave.saluti

  7. Seminarista'89 scrive:

    Dott. Tornielli la sua analisi del problema della comunicazione della Chiesa mi trova perfettamente d’accordo. E’ vero che spesso i giornalisti, come nel caso Ratisbona da lei citato hanno strumentalizzato e isolato dal contesto i pronunciamenti del magistero, tuttavia ciò non esula la Santa Sede dal mettersi in discussione sul modo di gestire il rapporto con i media che forse merita più attenzione e discernimento…proprio per inibire le possibili strumentalizzazioni…

  8. bo.mario scrive:

    Tornielli non era d’accordo sull’ultima parte della mia analisi. Convengo che ha onestà intellettuale e credo abbia capito dove stà il problema. Niente in contrario su quelle riunioni anche una volta l’anno. Dovrebbero partorire qualcosa di concreto anno dopo anno e questo non mi è parso. Mi sembrava come un parlarsi addosso e non una agenda di cose da fare e lo scadenziario. L’ intestazione potrebbe essere: siamo negli anni duemila e saremo ancora attuali? Il ns pensiero è di aiuto alla gente? Tanto per farle un esempio dalle mie parti un vescovo è intervenuto in una situazione lavorativa precaria. Non avendo la delicatezza di capire prima di parlare ha creato un polverone mediatico e se ne è uscito fuori che è stato male intepretato. Sia nel piccolo che nel grande le cose vanno così, c’è poco da fare. Un saluto.

  9. P.Danilo scrive:

    La mia idea è sempre la stessa: troppi convegni, chiacchiere, discorsi, libri, articoli, riviste specializzate e superspecializzate; si parla di tutto e di più; troppi specialisti. Noi preti dobbiamo stare in mezzo alla gente quasi in silenzio, ascoltare, ha bisogno di essere ascoltata, non le serve un lungo discorso, ma solo un pensiero positivo, affinché riesca a vivere la sua vita già con tanti affanni (le bollette!, ecc. ecc.) con speranza. Consiglio sempre di vivere in positivo… cara signora ha tanti affanni, ma ha due bravi figli… ringrazi Dio per come sono, stia serena e vada avanti. Amen.

  10. bruno frusca scrive:

    INCOMPRENSIONE !!!

    In percentuale le presunte vittime della cattiva comunicazione vanno così suddivise:
    10 % Hanno letto i comunicati o i discorsi un po’ affrettatamente
    10 % Hanno letto senza la necessaria competenza
    80% Perfettamente competenti, hanno letto con molta attenzione ma, fingendo di non capire e cercando di aggrapparsi ai vetri hanno volutamente travisato i contenuti per poter infangare il pontefice e la chiesa

    Cordialità

    • luciano27 scrive:

      ho l’i'mpressione che le percentuali citate siano frutto di un pò di manìa di persecuzione:poi attenzione a parlare di fango sul papa: se ne parlava già agli inizi della questione pedofilia.poi si è rivelato che proprio buttar fango non era:era piuttosto realtà

  11. LIBERAMENTE scrive:

    Magari i giornalisti cattolici onesti potrebbero non omettere questi fatti:
    In occasione della Giornata della Gioventù, la Federación Española de Cadenas de Restauración Moderna (FEHRCAREM) era stata incaricata di organizzare una rete di mense dove distribuire pasti ai pellegrini in cambio di buoni pasto. L’organizzazione aveva promesso il saldo dei buoni pasto ai ristoratori in due rate, il 19 settembre e il 3 ottobre. Ma l’organizzazione della GMG, scrive El Pais, deve ancora 6 milioni di euro, cosa che ha suscitato le proteste degli imprenditori. In generale, gli introiti incassati in occasione della visita di Benedetto XVI e delle altre giornate non hanno soddisfatto le aspeattative di esercenti e organizzatori.

  12. bo.mario scrive:

    Frusca, se posso, il tuo scritto non riesce a difendere niente. Il pope dopo Ratisbona e in Africa non poteva che suscitare clamore per gli errori fatti. Non si tratta di, come hai detto te, ma auto, come hai detto te. Quando si commettono errori non si devono difendere ma spiegargli dove lo hanno fatto. Il pope è come un altro quando parla, sono i concetti che contano. Infallibilità papale, se ci credi beato te. Potrei anche coontinuare con i discorsi fatti a S.Marino ed Ancona, te li risparmio. Un saluto.

  13. LIBERAMENTE scrive:

    Quanti credenti nella stessa chiesa sono stati mortificati in nome della prudenza, quanti in nome del “si si, no no teologici” non han più potuto esprimere il proprio libero spirituale pensiero, e solo perchè non erano in linea con la teologia ufficiale.

    Questo è quello che si dice “chiudere il regno dei cieli agli altri e impedir loro che vi entrino spiritualmente” eh si, perchè secondo il papa vi devono entrare solo alle condizioni teologiche da lui poste in base alla prorpia fredda interpretazione della Bibbia, così come nelle sue interviste e libri non vi si trova il cuore e l’enfasi, ma la “conditio sine qua non” anche imposta ai sentimenti del cuore, perchè tali sentimenti siano teologicamente corretti e non diano origine a esperienze spirituali libere e isindacabili, cioè, che non si vuole far dipendere dal discernimento della chiesa cattolica apostolica romana.

    Mi si può anche ignorare, ma non sto offendendo nessuno.

    Molti cattolici sanno che questo papa è il papa dell’imperativo categorico, i suoi fedeli per considerarsi tali devono lasciarsi obbedientemente etichettatare e considerare sudditi, quindi, non reclamando diritti laici e di cittadinanza italiana, almenoché l’Italia sia guidata più dal vaticano che dai politici italiani (magari quasi tutti asserviti ai privilegi della chiesa cattolica apostolica romana, vedi legge mancia del maxiemendamento approvato in parlamento); adesso Mario Monti, cattolico liberale, parla di ridurre i privilegi un po’ a tutti, ma quando si trattarà di privilegi alla chiesa cattolica cosa farà? Per esempio, perchè non rivede il meccanismo truffaldino di Tremonti sull’8×1000 che alla fine si prende anche il resto di chi non firma e un pezzo dell’8×1000 allo stato? Perchè non tassare le attività commerciali parrocchiali, diocesane, dei conventi e dei seminari chiusi e ristrutturati e convertiti in alberghi esentasse. Vedi il video dei radicali sull’attività commerciale in un convento esentasse.

    Perchè i giornalisti cattolici non sono onesti neppure nel dare correttamente le statistiche dei fedeli inn Italia e che lo stesso Bagnasco ha errato nel darle a Genova per ottenere altri stanziamenti dello stato? Solo il coraggioso Beretta dell’Vvenire si è inoltrato nel denunciare l’ipocrisia su questo argomento.
    “Roberto Beretta, giornalista di Avvenire, è intervenuto sul sito Vino Nuovo con un articolo in cui si è chiesto “come mai ancora poche parrocchie e ancor più le diocesi non pubblichino i loro bilanci”, “per non parlare della stessa CEI”. Beretta ha anche chiesto che qualcuno lo “smentisca”: “ma credo che siano casi rari come le mosche bianche”. Secondo il giornalista, benché non esista alcun obbligo, “proprio perché siamo in Italia, dove chiunque riesce a farla in barba al fisco viene considerato un furbo, credo che parroci e vescovi dovrebbero dare l’esempio e andare in controtendenza, contribuendo a rovesciare la cultura opportunista nei confronti dello Stato”
    per esempio, anche secondo la Corte di Cassazione, per gli immobili della Chiesa che svolgono attività commerciali non basta l’autocertificazione al fine di ottenere l’esenzione dall’Ici. Dando così ragione, scrive Il Gazzettino, al Comune di Cannobio (VB) in causa col locale monastero delle Orsoline sul Lago Maggiore.

    Se Mario Monti fuol fare qualcosa di davvero equo, inizi dai privilegi della Chies acatotlica e dei suoi illuminati politici salva privilegi, e qui sono ovunque in tutte le coalizioni politiche.

    • Anna scrive:

      e rinunci allo stipendio di 25.000 euro,è già pensionato,quindi prende la pensione,e in più è stato “eletto”per rimediare ai misfatti delle banche di cui lui era il servo,quindi pagato.
      Uno stipendio per rimediare ai disastri combinati?? Questa è follia belle e buona.Dovremo pagare anche gli interessi sul debito per questo stipendio e su quello dei suoi consiglieri,tutti complici del disatro finanziario.
      Dementi chi lo vuole e dementi chi lo permette.
      VATICANO (questa volta maiuscolo,così lo leggono meglio)),visto che dei principi morali ne fà la sua bandiera.
      Ai ladri e agli usurai si dà il premio? E d’altronde il De Pedis è seppellito in basilica,e tanti criminali genocidari sono stati fatti santi e beati. Accanto a dio in mezzo agli angeli.
      Mi stò chiedendo in questo momento cosa ne penserebbe dio se esistesse.
      Che schifo.
      E poi si lamentano che le chiese sono vuote e vengono sempre criticati.

      • john coltrane scrive:

        Cara Anna /che singolarmente scrive come Patrizia e Marina), ma lei vede sempre e solo la pagliuzza nell’occhio degli altri?
        Gesù invita a riconoscerci TUTTI peccatori bisognosi di perdono; ritiene che queste affermazioni non la riguardino?
        Non conosce il Vangelo?
        Se non lo conosce, come può pensare di parlare correttamente di CRISTIANESIMO?
        Salutammo.

    • luciano27 scrive:

      laica illusione,egr. liberamente, oltre al”vedremo il programma”e alla divulgazione che il Sen.Monti ha assistito alla messa c’è anche l’ostracismo duro al prof. veronesi, per le sue idee tremendenon metto il carro davanti ai buoi;mi siedo sulla riva del fiume, ma temo ,visto il contesto che passerò prima io.

  14. Eremita scrive:

    Il paradosso è questo convegno sulla comunicazione, che non sa comunicare! Sembra un convegno sulla prevenzione dentale dove tutti i relatori hanno la dentiera.

  15. peccatore scrive:

    Mario Monti è il salvatore.
    Draghi, Prodi e Gianni Letta i Re Magi.
    L’Italia in svendita al supermercato GS.
    Buon Natale.
    E W la stampa, così prodiga di notizie “vere”.
    Liberamente è tutto pieno di palle colorate, come l’albero, nel centro commerciale, dove quest’anno c’è pure “o presepe napolitano”.
    Devoti di San Toro, suppongo.
    Finalmente dopo lungo Travaglio il parto è avvenuto.
    Invece di Maria, lo ha fatto la Ma(sssssssssssssssssone)ria.

    • macv scrive:

      A proposito di distorsione dell’informazione: perchè nessun giornale ha rimarcato il fatto che: Draghi è un ex- Goldaman and Sachs, Monti pure, come a suo tempo Prodi, che Obama è legato mani e piedi alla suddetta GS fra un po’ cambiarà anche la scritta sui dollari:
      invce di in God wee trust in In Goldamn and Schs we trust!
      Spesso le cose NON dette dai giornali sobno più significative di quelle riferite!

      • peccatore scrive:

        Parafrasando il paradosso di Eremita, nel caso in esame, che non è la Gaudium et Spes, la stampa -così esperta e capace- comunica come un esercito di tritacarne che si occupa di brodaglie: alla carne da macello serve acquetta calda, dicendosi amorevole e pietosa per la “convalescenza” del malato, decantando il “medico” che provvederà alla “cura”.

      • Cherubino scrive:

        come diceva quella canzone ?
        “bisogna saper perdere, non sempre si può vincere…”

        • peccatore scrive:

          Il concetto di “vincere” e “perdere” è molto relativo.
          Può darsi che l’alato cherubico lassù dove svolazza non si interessi appieno delle nostre umane miserie italiche.
          Oppure che la GS aliti per sostenerne il volo pindarico in cui si è specializzato.
          Crto che fa ridere che, “in segno di discontinuità”, c’è da sbellicarsi dalle risate che Gianni Letta sia da considerare sgradito mentre Mario Monti diventa plenipotenziario del dragone. I tagli alla politica sono iniziati: un monti invece di tre. Due montagne in meno! WOW, lo spread si assottiglierà.
          Altra bella canzoncina: Tu che ne sai, tu che ne sai…
          (ma credo che tu lo sappia fin troppo bene).

    • luciano27 scrive:

      ho l’impressione che peccatore sia uno dei miei nemici, transfuga da altre parti:se non lo è chiedo scusa.

  16. bo.mario scrive:

    Dire che P.Danilo ha centrato il problema all’interno stesso della organizzazione è giusto. Quando si gioca ad essere il migliore, in questo campo, non si è capito che le parole servono a poco, sono i fatti che rimangono. Anche in campo politico ognuno ha le sue idee e siamo riusciti a fare una cinquantina di partiti e all’interno della chiesa si potranno contare? Parla Ravasi, Martini, Tettamanzi, Lombardi, Marchetto, Scola, ecc. e ognuno ha la sua e poi si chiude a chiosa che sono fedeli al pope. Già il pope non se la cava per conto suo figuriamoci a gestire tutti. Riunioni ad alto livello, libri di continuo, riviste, TV, radio e P.Danilo, tutti i giorni, ha altri problemi più seri da affrontare. Un saluto e buona giornata.

  17. Pippo scrive:

    Ha ragione P.Danilo qui sopra: la Chiesa deve tornare a parlare alla gente senza mediazioni, evitando tanta mediaticità e chiacchere inutili.

  18. ritaroma scrive:

    JOHN COLTRANE,
    bentornato….hai perfettamente ragione e dopo tutte le cose che scrive “contro” mi chiedo a quale cristianesimo la suddetta signora appartenga!
    un saluto

    ——————————-
    PECCATORE!
    OK!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

    • Anna scrive:

      Ecco che è arrivata l’amica intima del Coltrane,di Luis e dell’Umberto tanto pio.Non sarà che fate parte di quella congrega (sa almeno cosa vuol dire congrega?)CONGREGA: riunione di persone male intenzionate.All’apparenza angeli,come il pio Umberto,ma in realtà diavoli,visto che vi ostinate a difendere l’indifendibile.In nome di chi? Di Dio che non so ancora perchè non ha ancora fulminato i suoi “eletti”,che tanto discredito gettano su di lui? Fossi in Lui così potente già li avrei polverizzati.
      Cara mia,quanti cristianesimi esistono secondo lei?

  19. LIBERAMENTE scrive:

    lo riposto perchè è attinente al tema e in ciò non ho offeso nesusno.
    L’onestà e l’obiettività della stampa cattolica la si vede quando tratta il lettore italiano ed estero, non per compartimenti stagni, ma con rispetto dell’intelligenza e del senso critico e del contestoin cui vive il lettore, ma, byapassando i quali, anche con le migliori intenzioni verso il papa e il vaticano, finisce per darne una lettura forzata e distorta e, per questo, non persuadendo i più critici anche tra i cattolici, figuriamoci quelli che già critici in partenza verso il papa e il vaticano, cioè, il sottoscritto incluso.

    Se prendiamo gli attacchi del papa all’ateismo, al relativismo e al secolarismo, al liberismo capitalista, non possiamo fare a meno di includervi quelli che sono atei, che sono relativisti e secolarizzati – Berlusconi è un liberista cattolico come lo sono tanti altri del PDL e pure del PD e dell’UDC – ma sono esseri viventi degni di essere rispettati dal papa e dai suoi papisti, i quali lo sostengono attraverso i giornali e le riviste, i blog e i forum.

    Il caso Boffo è stato emblematico nel panorama della sempre più inquietante incapacità di comunicare in modo inequivocabile da parte dei vertici del vaticano anche su ciò che chiamiamo interviste, libri e discorsi del papa, vedi le capriole dialettiche e retoriche di p. Lombardi e di altri Prelati per spiegare la mondo cosa davveroil papa voleva dire, quindi, non basta più che i fedeli abbiano lo Spirito Santo a far capire loro cosa il papa dice, è necessario che anche lo Spirito Vivificatore sia interpretato indirettamente dai collaboratori del papa. Pare che le cose stiano ancora così e che la chiesa non riesca proprio a comunicare bene con gli stesis fedeli, figuriamoci con quelli che non lo sono.

    • luciano27 scrive:

      un discorso è capibile se non va interpretato:iidiscorsi e le omelie, letti dal papa,(ma non riesce a dire qualcosa di suo)?non sono mai chiari.i fedeli capiscono la quantità di Nomi infilati in quelle parole e tanto gli basta;prelati e portavoce tentano di spiegarli, ingarbugliandoli ancora di più una cosa è certa:la loro incoerenza tra il predicato e il fatto

  20. LIBERAMENTE scrive:

    Quando e se Gesù tornerà troverà ancora dei giornalisti obiettivi e onest con i lettori?

    Dipende che tipo di fede vuol trovare Gesù e se davvero ritornerà.

    Dio, stando all’intepretazione del papa, prima deve consultarsi con lui e poi forse il papa dirà che sarà opportuno comunichi anche con i fedeli ma alle condizioni della chiesa perchè essa sia sempre certa che Dio non la smentisca nel parlar coi fedeli con locuzioni interiori o con apparizioni o dando loro dei segni ad personam, ma che valgono solo per un ispirazione privata e non per far capire ad altri la stessa cosa, anche perchè se il fedele tentasse di far partecipe gli altri del proprio dialogo con Dio non potrebbe aspettarsi che gli credano per oro colato, né che il papa confermi che sia in dialogo con Dio.

    C’è anche chi dice che la spiritualità deve essere libera dalle intrepretazioni teologiche e che è lo sirito che fa vivere la Parola di Dio, magari però, come mi è capitato di assistere, succede che il fedele venga ripreso dal sacerdote perchè la sua testimonianza spirituale nel vivere la Parola di Dio non è secondo l’interretazione del papa in particolare ma anche del magistero della chiesa in genere.

    Come è difficile discernere quali tra le esperienze e testimonianze di fede cattolica e cristiana in genere sia in linea corretta con l’ufficialità della teologia!

    Secondo me, da quando è nata l’evangelizzazione di eretici ne abbiam trovati moltissimi anche tra alti prelati e teologi e studiosi laici di grande rilevanza teologica, insomma, è improbabile trovare che vi sia almeno un uomo o un donna ad imagine perfetta di Dio secondo l’interpretazione del papa.

    Aggiungo che se è vero che lo spirito vivifica la parola, sopraggiungono nel frattempo svariate condizioni teologiche che la mortificano e la rendono ancora più difficile da vivere serenamente, troppa burocratizzazione teologica prima che il fedele possa dirsi in linea con il papa testimoniando una propria interpretazione biblica ma che nella forma spontanea può presentare delle erronee espressioni dovute alla propria enfasi personale (presso i carismatici è frequente).

  21. bo.mario scrive:

    Ritaroma il Coltrane non ha ragione perchè nel ragionamento fatto si parlava di dare l’esempio, positivo in questo caso. Non sarà che siete voi che parlate della pagliuzza per nascondere il trave? Opus Dei, Cei e propaganda fide farebbero bene a presentare i bilanci per far vedere come vengono spesi i soldi. Quando si deteriora una chiesa la riparazione viene pagata dai credenti e non credenti. Volete fare il gioco delle tre carte?
    vi si chiede, in questo periodo di crisi, di fare il vs dovere e rinunciare a qualche privilegio. Per i politici arriveranno calci nel sedere se non cambiano. Aumentano le tasse per i loro imbrogli. Ritaroma hai una buona rometta. Coltrane la tua non ci si capisce molto, ma se è una fede anche quella…. Ciao a tutti e due.

  22. ritaroma scrive:

    Quanti cristianesimi?
    Tanti! Il mio è cattolico, il suo non credo …………ne avrebbe più rispetto!
    invece di dire tante stupidaggini, si faccia una bella ricerca…..forse tra i tanti “cristianesimi” troverà la sua strada!

    ———————
    BO MARIO. la ragione che ho dato a Coltrane è sul commento delle 16,08

    perchè ha voluto leggere quello che non c’è scritto?
    E’ la fretta di sempre,….la presa di posizione inopportuna e non solo la sua…………tanto x stare all’opposizione………………Bossi pure dice che ci si sta bene! sarà vero?!
    Niente cioccolata calda, mi dispiace…..che con questa tramontana ci starebbe proprio bene!

  23. lauraromana scrive:

    Stiamo tutti tanquilli che il “Pensiero non cattolico” sta in una botte di ferro ; ben difeso da catto-protestanti come Cherubino e Giovannino e l’ideologo Mancuso, che sono a loro volta i fiancheggiatori più fidati e affidabili dei vari Asservita-mente e bo. riosissimomario.

    • Cherubino scrive:

      cattoprotestante sarà lei, che segue i tradizionalisti fondamentalisti che sono i veri catto-protestanti. Io seguo il Catechismo della chiesa Cattolica.
      La spina cattolica a Berlusconi l’avevano già staccata da tempo i vescovi italiani. E con loro gran parte del Popolo di Dio.

    • lauraromana scrive:

      @cherubino
      Provi a togliersi le lenti deformanti dell’ideologia, se ci riesce. Capisco che la lingua batte dove il dente duole, ma guardi che nel mio brevissimo messaggio la politica non è neppure nominata.
      Quale catechismo: quello della Chiesa Cattolica fatto scrivere da Giovanni Paolo II, oppure il libro olandese della smorfia?

      • Cherubino scrive:

        ideologia io ? Si dice dalle mie parti che l’asino chiama “recchia longa” il cavallo.
        E’ lei che ideologicamente mi dà del cattoprotestante. E sulla base di quale errore dottrinale o quale eresia ? La sfido a trovare una sola parola contraria al Magistero della Chiesa e al Catechismo, ovviamente quello ufficiale del 1992 promulgato dal Beato Giovanni Paolo II.
        E’ lei che ideologicamente cerca di associarmi ad altri -Mancuso, Bo.mario, Giovannino ecc. ecc.- i quali hanno posizioni non ortodosse. Lei fa un’operazione ideologica e di offesa alla verità, alimentando la confusione e omologando posizioni corrette (le mie) con posizione scorrette. Più volte ho ribattuto a Giovannino e Bo.Mario. Ma lei questo lo nasconde e omologa. Complimenti ! Un vero senso della verità !
        Dica invece parole chiare. Condanni ad esempio la Fraternità Sacerdotale S. Pio X, ai quali ben si addice la fisionomia protestante. Nella sua risposta non vedo traccia di tali distinzioni.

  24. bo.mario scrive:

    Ritaroma stavolta non ci hai preso, peccato. Io leggo e capisco e, siccome non sono preveuto, capisco. Si seguiva una logica ed era attinente, la logica, brutta bestia per voi. Certo che quella chocolat…..
    Cherubino credo che nelle tue strane convinzioni ne hai sparata una che la dice lunga sul tuo modo di pensare. Il falso problema B. è arcinoto e ora ci troveremo senza il B. ma con il potere massonico delle banche, se non ci arrivi te lo spiego per bene. Certo che un analista medio ci arriva, un analista da bottega dice le cose in libertà. Non si riesce a spazzare via questa marciumaglia politica. Se poi fai il tipo per la marciumaglia non ci posso fare niente. Quando scrivi fai un preambolo, non sono autorevole, scrivo in libertà e non mi accorgo che finisco dalla padella alla brace. Un saluto.

  25. mauro scrive:

    Caro Cherubino

    I vescovi cattolici non hanno mai capito nulla di politica!
    Non sanno gestire neppure la propria, figurarsi se staccare la spina a Berlusconi voglia dire che capiscono, e poi per favorire chi? Casini e/o il Pd?

    Bersani è politicamente un emerito idiota perchè nonostante Berlusconi lo invitasse da piu’ di un anno, vista la delicata situazione mondiale di crisi finanziaria in atto, a collaborare con il governo e lo stesso Napolitano gli chiedesse la stessa cosa, ha fatto lo gnorri per poi dire pubblicamente e sfrontatamente che loro sono al servizio dell’Italia e degli italiani.

    Casini è suo pari perchè invitato a far parte del Governo da anni ha preferito discostarsene come se quel governo fosse stato votato da marziani e non per la maggior parte da cattolici che, visto il ribaltone dei vescovi nei confronti di Berlusconi, sono da considerarsi anch’essi politicamente degli emeriti idioti quando l’hanno votato al pari dei vescovi quando lo sostenevano nella campagna elettorale.

    La verità è che a tutti e tre gli schieramenti (vescovi inclusi) interessa unicamente continuare a fare il gallo nel proprio pollaio e degli italiani e dell’Italia non gliene importa proprio nulla perchè in un momento in cui necessitava coesione sociale l’hanno negata.

    Ora che probabilmente arriverà la cavalleria massonica “napolitana” vedrai che arriveranno degli sconquassi in campo sociale. Ne hanno paura tutti i partiti interessati che chiedono che sia breve, faccia la riforma elettorale e poi scompaia definitivamente. Riforma elettorale da prima repubblica, naturalmente, perchè intendono mettere nei seggi chi pare loro, ovvero chi democraticamente viene eletto dal partito, passando così da una massoneria istituzionale alla consueta massoneria partitica, volgarmente si passerà dalla padella alla solita brace.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Su Bersani le do ragione, lui vuole fare l’acrobata adesso e, per una questione di sondaggi e di responsabilità nazionale, non vuole prendere subito il timone di un governo, appunto, è un momentaggio e 11 punti circa in più del PdL non li vuole perdere per colpa del malgoverno di Berlusconi.

      • mauro scrive:

        Caro LIBERAMENTE

        nessuno in questo momento, e parlo dei partiti politici, si vuole prendere la responsabilità di formare un governo, Bersani men che meno perchè non saprebbe proprio cosa fare.

        La politica è anche far credere di essere il salvatore dell’Italia non prendendo come obiettivo la crisi , ovvero non impegnandosi con proprie proposte, ed assieme agli altri partiti come richiedeva Napolitano a tutti, per debellarla ma prendendo di mira chi sta gestendo una crisi che, essendo mondiale, ha toccato anche l’Italia e devo dire violentemente.

        Ciò è avvenuto per un motivo molto semplice e non recente: un imprenditore ha mostrato che anche senza gli accordi fra i tradizionali partiti post elezioni, come avveniva nella prima Repubblica, si poteva governare sulla base di un programma, già predefinito ed approvato, in maniera piu’ fluida ed ordinata relegando i partiti tradizionali a semplici comparse.

        E’ stato uno smacco enorme per quella politica tradizionale fatta di inciuci ed accordi segreti e da quel momento, non potendo prendere di mira la politica di quel governo, approvata in sede elettiva, si è spostato il bersaglio sulla persona che aveva osato tanto: Berlusconi.

        Se lei parla di malgoverno di Berlusconi vuol dire che non ha capito che è stato approvato dagli elettori italiani.

        • ilsanta scrive:

          @Mauro

          Mi intrometto, ma non so resistere.
          E’ vero che oggi nessuno vuole governare da subito il Paese perchè per farlo o si ricorre al metodo B. ossia farsi i propri interessi e fare le riforme solo se queste portano ad un ritorno elettorale (cosa che ha permesso alla BCE di intromettersi negli affari italiani).
          Oppure si devono fare riforme per tutti, rompere quelle uova su cui il crinotrapiantato di Arcore ha saputo camminare con letizia e leggerezza per anni. Chiaro che se rompi le uova poi e difficile piacere agli elettori.
          Parlare poi di questi governi e di programmi è un ossimoro. Non c’è mai stato un programma che non fosse quello di vivacchiare per qualche decennio alle spalle degli italiani e gabbando la giustizia. Naturalmente le riforme ci sono state comunque, quella della scuola che oggi finalmente tutti chiamiamo tagli, quella della PA che ha permesso di mantenere alto il livello di burocrazia ma con la PEC (e che diamine!), oppure la riforma sociale della social card, sbandierata al pari di una velina e ritirata alla chetichella.
          Infine non capisco il senso della sua ultima frase, un governo può governare male anche se eletto dal 90% degli elettori, a meno che lei non pensi che siano i numeri a fare la ragione …

  26. peccatore scrive:

    Non credo a tutto ciò che dice.
    E’ un anticlericale.
    Non sa che cosa siano il peccato ed il diavolo. Pensa di poter fare a meno di Dio.
    Ma è intelligente. Ed onesto.
    Merita ascolto

    http://www.youtube.com/watch?v=aFLZsSvAzqk

    e consiglio di continuare con le altre puntate.

    • mauro scrive:

      Caro peccatore,

      Paolo Barnad avrà tutte le buone intenzioni del mondo ma comincia a dire prima che le cose sembrano non cambiare mai per poi contraddirsi domandandosi perchè non cambiano mai.

      E da questo suo intimo assurdo parte dicendo che non si sa chi abbia realmente il potere. Può essere un giusto punto di partenza considerare chi l’abbia e devo riconoscere che non sia in mano a nessun politico, come afferma sul suo video, ma non sono d’accordo quando dice che questi sono marionette del potere e devono rispondere agli ordini precisi che ricevono dall’alto di un potere d’elite che dal 1971 ha deciso di riprendersi il potere. E’ un meccanismo assurdo il perderlo e il volerlo riprendere, caso mai può scemare per qualche tempo, non aver la stessa forza ed efficacia ma è pur sempre presente ed agisce.

      E’ da questo suo punto di vista, forzato, che il Barnard va a sforare totalmente rivendicando le lotte sociali di sinistra, avvenute in due secoli, che hanno portato il cittadino a rientrare nel proprio potere e questo è un altro assurdo perchè il potere è sempre esistito in mano ad altri lungo millenni e millenni di storia, che fossero marionette o titolari veri del potere e senza che vi sia un potere nessuno può reclamare, chiedere giustizia, protezione etc.

      Lei dovrebbe saperlo che è Cattolico e chiede protezione a Dio (il potere) per la sua vita che si annulla con la morte e le domanderei che farebbe se distruggessero quel potere in cui lei confida?. Se non vi fosse un potere sempre presente la sua vita avrebbe poco valore, dovrebbe guardarsi da tutti, diffidare costantemente, girare per la strada rasentando il muro con le spalle.

      Ma torniamo al Barnard che finalmente svela chi sia questa elite che realmente comanda, Mi sarei aspettato di tutto perchè aveva premesso che non si conosceva chi aveva il potere reale ma poi quando ne fa il nome non posso altro che sorridere alle cacchiate che fino a quel momento aveva rifilato: destra economica internazionale che doveva per sempre distruggere la sinistra dopo duecento anni di vittorie. E quale è l’arma con cui devono distruggere la sinistra? un memerandum di un avvocato americano, certo Powell, la cui forza è la semplicità del discorso e si rammarica che le sinistre non abbiano mai avuto quella forza e semplicità delle idee che erano proposte in quel memorandum.

      Se permette qui siamo alla solita lotta politica fra la destra e sinistra, ovvero due modi di concepire il benessere dell’individuo e se la sinistra non ha la forza e la semplicità della destra nel proporre direi che non ha alcuna chance di emergere e la tanto sbandierata cultura di sinistra si liquefà come la neve al primo sole.

      Il Barnard ha fatto solo un indottrinamento di cretinate mostrandosi lui stesso in contraddizione con le proprie idee ma rivendicando le idee sbagliate della destra, suo principale scopo.

      Il titolo anzichè “Ecco come morimmo” sarebbe stato piu’ logico scrivere “Siamo morti per nostra volontà”.

      Nessuno conosce chi abbia i fili del vero potere ma oggi è sicuro che chi lo manovra ha una disponibilità finanziaria che nemmeno ci immaginiamo, superiore a quello degli stati, e la globalizzazione dei mercati finanziari permette loro di attaccarci in qualsiasi parte del mondo dove non possiamo in alcun modo difenderci e le devo dire che non hanno un’etichetta, possono essere di destra come di sinistra, di centro, addirittura ebrei, in quanto il loro unico tornaconto è guadagnare denaro sulle nostre debolezze ed i nostri politici (quelle che Barnard chiama marionette) non possono far altro che cercare almeno di rammendare i danni confidando in una uscita di quel potere dalla nostra economia.

  27. mauro scrive:

    Caro il Santa,

    mi perdoni ma per quanto si voglia dire che Berlusconi faceva e seguiva i propri interessi, legislativamente parlando, poi trovo che vi sia stato qualcuno nel Pd che abbia sfruttato quei provvedimenti legislativi per i propri interessi, ovvero risparmiando parecchi milioni di tasse (c’era ancora la lira), al che mi viene da pensare che essendo contro quelle Leggi avrebbero dovuto astenersi dall’utilizzarle, giusto per essere coerente.

    Credo che, nonostante le notizie frammentarie che sono state riportate dai media, non abbia ancora capito che il neo sen.Monti, incaricato dal Pres. della Repubblica, si appresti a sformare una macelleria sociale che andrà a colpire tutti indistintamente (la Camusso l’ha evidenziato) ed a questo punto era evidente che chi non era al Governo chiedeva un governo tecnico per lavarsi le mani in quanto se vi fossero state elezioni anticipate ed avessero vinto, mi riferisco ai centristi ed alla sinistra, avrebbero dovuto farlo loro quel lavoro e non le dico quanto il loro elettorato sarebbe stato entusiasta.

    Appoggiare un governo tecnico equivale anche a disinteressarsi del popolo italiano lasciando ad altri non eletti gli ingrati compiti e se non fosse stato costretto Berlusconi a dimettersi chi ne avrebbe guadagnato sarebbe stata l’opposizione in quanto il Governo avrebbe dovuto completare quanto la BCE gli richiedeva (il Decreto di stabilità appena approvato era parziale), ovvero ancora lacrime e sangue, quelle stesse che il Sen. Monti andrà a decretare.

    Alla resa dei conti chi guadagnerà, dopo i provvedimenti che il Sen. Monti dovrà prendere, sarà Berlusconi che non farà versare lascrime e sangue agli italiani e chi supporterà il nuovo Governo Monti, se accetterà l’incarico, dovrà dare spiegazioni al proprio elettorato.

    L’ultima mia frase voleva solo evidenziare che è costume italiano dare la fiducia e poi negarla. La Chiesa stessa ha sostenuto Berlusconi ed ha fatto in modo che l’elettorato cattolico lo votasse ma poi…. Nel resto del mondo civile si aspettano le elezioni e si cambia.

    Prenda esempio dal fascismo, il giorno della liberazione italiana nessuno era piu’ fascista e spuntarono come funghi tanti partigiani nelle città con tanto di fazzoletto rosso al braccio, prerogativa che dava loro un posto pubblico.

    Lei sa cosa sia l’opportunismo? Veda se può centrare in questa fase della nostra storia di questi giorni.

  28. Simone scrive:

    Esattamente. Tra l’altro per essere incaricato non mi risulta sia necessario far parte del Parlamento, invece Napolitano che fa? Lo fa senatore a vita, cioè gli garantisce uno stipendio faraonico (di cui non ha certo bisogno). Così facendo (oltre a mazzolare tutto e tutti senza poi rispondere a nessuno alle urne) duri un mese o due o un anno, alla fine continuerà a stare in parlamento lautamente pagato a vita. Quella non è spesa pubblica vero Presidente? P.S.: gli opportunisti migliori poi mi sembran quelli della Lega, in questo momento, fanno finta di non appoggiarlo, così alla fine con i loro fans saranno a posto.

  29. mauro scrive:

    Il Governo di tecnici poi ha un costo aggiuntivo che non è difficile capire chi lo pagherà.

    Si è dimenticato di scrivere che il neo sen. Monti, accettando l’incarico, riceverà dallo stato anche 25.000 euro mensili. Spero vivamente siano lordi.

    Mi trovo continuamente una mano sconosciuta in tasca che fruga alla ricerca di soldi. Uno di questi giorni mi troverò la tasca sfondata.

    • LIBERAMENTE scrive:

      Non è il solo che ha questa sensazione quotidiana, ma per ora non è ancora mania di persecuzione, diciamo, che è solo preoccupazione.

  30. Agrotera scrive:

    ma… quando il papa disse che le convivenze e gli amori omosessuali sono “deboli e deviati”, fu un errore di comprensione dei giornalisti?

    io non credo proprio…