Erano circa le quattro del pomeriggio…

Un amico mi ha segnalato oggi questo brano bellissimo tratto dalla liturgia bizantina dei vespri del 30 novembre, festa di Sant’Andrea, il primo chiamato. Lo condivido con voi.

«Quando avevi sentito la voce del Precursore…, quando il Verbo si è fatto carne ed ha portato la Buona Novella della salvezza sulla terra, tu l’hai seguito, offrendo te stesso come primizia, come prima offerta a Colui che poi hai fatto conoscere, lo hai indicato a tuo fratello riconoscendolo nostro Dio (Gv 1,35-41): pregalo di salvarci, illuminarci… Lasci le reti per diventare pescatore di uomini con la “canna” della predicazione e l’amo della fede. Hai salvato i popoli dall’abisso dell’errore, Andrea, fratello del capo del coro degli Apostoli, la cui voce risuona per istruire tutta la terra. Illumina coloro che celebrano la tua dolce memoria, coloro che sono nelle tenebre… Andrea, primo chiamato fra i tuoi discepoli, Signore, ha voluto imitarti nella Passione; si è fatto simile a te anche nella morte. Per la tua croce ha ripescato dall’abisso dell’ignoranza coloro che vi si erano smarriti per riportarli a te. Perciò cantiamo a te, Signore di bontà: per la sua intercessione donaci la pace… Rallegrati, Andrea, che diffondi ovunque la gloria del nostro Dio, come narrano i cieli (Sal 19,2). Tu, il primo a rispondere alla chiamata di Cristo, sei diventato suo intimo amico; imitando il suo amore, rifletti la sua luce su coloro che abitano nelle tenebre. È per questo che celebriamo la tua festa e cantiamo: “Per tutta la terra si diffonde la loro voce e ai confini del mondo la loro parola” (Sal 18,5)».
Dalla liturgia bizantina
Vespri del 30 novembre

Vangelo secondo Giovanni.Il giorno dopo Giovanni stava ancora là con due dei suoi discepoli e, fissando lo sguardo su Gesù che passava, disse: «Ecco l’agnello di Dio!». E i due discepoli, sentendolo parlare così, seguirono Gesù. Gesù allora si voltò e, vedendo che lo seguivano, disse: «Che cercate?». Gli risposero: «Rabbì (che significa maestro), dove abiti?». Disse loro: «Venite e vedrete». Andarono dunque e videro dove abitava e quel giorno si fermarono presso di lui; erano circa le quattro del pomeriggio. Uno dei due che avevano udito le parole di Giovanni e lo avevano seguito, era Andrea, fratello di Simon Pietro. Egli incontrò per primo suo fratello Simone, e gli disse: «Abbiamo trovato il Messia (che significa il Cristo)» e lo condusse da Gesù. Gesù, fissando lo sguardo su di lui, disse: «Tu sei Simone, il figlio di Giovanni; ti chiamerai Cefa (che vuol dire Pietro)».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

13 risposte a Erano circa le quattro del pomeriggio…

  1. Sal scrive:

    “tu l’hai seguito, offrendo te stesso come primizia, come prima offerta a Colui che poi hai fatto conoscere, lo hai indicato a tuo fratello riconoscendolo nostro Dio (Gv 1,35-41): pregalo di salvarci, illuminarci…”

    Nell’esposizione del racconto, ci sono alcune imprecisioni che vano corrette o almeno indicate.
    Vero che Andrea fu il primo degli apostoli di Gesù e chiamò suo fratello Pietro ( Simone detto Cefa), ma l’espressione “salvarci, illuminarci” è fuorviante, perché la via della salvezza è già stata aperta ed è gratuita per tutti, non sarà fatto nessun miracolo né alcun favoritismo, ma dipenderà solo da coloro che desiderano intraprenderla se vorranno farlo. Non saranno spinti per quella via contro la propria volontà e dovranno far lo sforzo di percorrerla fino in fondo da soli.
    Anche l’espressione” illuminaci” potrebbe essere fuorviante, per quanto giustificata, perché senza sforzo non c’è risultato, senza impegno non c’è riuscita.
    Prima di divenire apostolo di Gesù, Andrea era apostolo di Giovanni il battezzatore, evidentemente perché era un conoscitore o studioso delle Scritture ed era a conoscenza dei fatti profetizzati che dovevano accadere, ed era in attesa del loro avverarsi; per questo poté riconoscere il messia e invitare anche suo fratello ad andare con lui. Perché conosceva le caratteristiche che il Messia avrebbe dovuto avere; ma se non fosse stato per il suo impegno nella conoscenza di ciò che doveva aspettarsi probabilmente non lo avrebbe riconosciuto né accettato come tale.

    L’aureola, The Catholic Encyclopedia, ed. 1987, “era usata da artisti e scultori pagani per rappresentare simbolicamente la grande dignità e potenza delle varie divinità”. In seguito “il nimbo solare” fu “preso a prestito dal cristianesimo”. (Bamber Gascoigne, The Christians)

    Alla voce “nimbo”, l’Enciclopedia Cattolica dice: “Disco che fin dal sec. IV a. C. si trova disposto intorno al capo di immagini di divinità o di esseri divinizzati. Nell’arte classica tale attributo fu dato alle divinità dell’Olimpo, specie a quelle simboleggianti la luce, come Apollo-Helios-Sole; Artemide-Selene-Luna; ad Eos-Aurora; a Phosphorus-Lucifero”. — Città del Vaticano, 1948-1954, Vol. VIII, col. 1884.

    La New Encyclopædia Britannica (1976) dice: “Nell’arte ellenistica romana il dio sole Helios e gli imperatori romani sono spesso rappresentati con una corona di raggi. Data la sua origine pagana, questa forma fu evitata dall’arte cristiana primitiva, ma gli imperatori cristiani adottarono per i loro ritratti ufficiali un semplice nimbo circolare.

    Dalla metà del IV secolo, anche Cristo viene rappresentato con questo attributo imperiale . . . fu solo nel VI secolo che l’aureola divenne elemento comune nelle rappresentazioni di Maria Vergine e degli altri santi”. — Micropædia, Vol. IV, p. 864.

    Perché accomunare il paganesimo al Cristianesimo prendendone in prestito le caratteristiche ?

  2. peccatore scrive:

    Tanti auguri ad Andrea!

    Anche il web è una rete buttata nel mare dove navigano gli uomini.
    Ti sia propizia per la professione la lode al tuo omonimo, fratello di Pietro:

    “hai salvato i popoli dall’abisso dell’errore… Illumina coloro che celebrano la tua dolce memoria, coloro che sono nelle tenebre… ”

    Ti valga come intercessore per essere perseverante nella santità dell’informazione, in ogni eventuale piccola o grande croce, in modo da poter imitare Gesù:

    “…per la tua croce ha ripescato dall’abisso dell’ignoranza coloro che vi si erano smarriti per riportarli a Te”.

    E’ molto bello per un vaticanista avere il nome del fratello di Pietro: da questi Sacri Palazzi si può pescare con il web insieme al Papa.

    abbocca bene anche il sal-mone, il sal-merino, la sal-pa… vero pescato dTDG

  3. ritaroma scrive:

    dr TORNIELLI,
    oggi è festa in cielo, perchè i Santi la guardano con affetto e gli augurano buon onomastico.
    la gioia e l’amore del Signore e il Santo di cui porta il nome la guidino sempre nella vita e nel suo lavoro!!!!!!!!
    AUGURI!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  4. Simon de Cyrène scrive:

    Buon Onomastico, caro Dr Tornielli!
    In Pace

  5. Andrea Tornielli scrive:

    Grazie di cuore per gi auguri

  6. Cristiana scrive:

    Andrea, auguri anche da parte mia,
    e grazie per il brano proposto, è davvero molto bello

  7. Gabriel scrive:

    Tanti auguri anche da parte mia, signor Tornielli.

  8. Pietro scrive:

    Auguri anche da parte mia dottor TORNIELLI. Colgo l’occasione anche per ricordare un altro grande Giornalista, che si chiamava ANDREA, cioè Don ANDREA SPADA, che fu direttore per oltre 50 anni de L’ECO DI BERGAMO. Domani sarà ricordato con una Messa in una Parrocchia del Centro Città e sabato nella sua Parrocchia di origine Schilpario, ed in Comune sarà ricordato dalla Fondazione don Andrea Spada, relatore sarà il segretario di Giovanni XIII l’Arcivescovo LORIS CAPOVILLA. Le auguro ogni bene e che possa diventare un GRANDE come lo fu Don ANDREA, che fu amico e confidente di PAPA RONCALLI. Allez cordialmente.

  9. Luigi scrive:

    I miei più sinceri auguri, Dott. Tornielli.

    Auguri di poter continuare continuare ancora per lunghissimo tempo il servizio da Lei reso alla Verità (l’unica e la sola).

    Un caro saluto.
    Luigi

  10. Giovanni scrive:

    Anche se in ritardo, carissimi auguri di buon onomastico! E grazie per il suo impegno in questo blog!

  11. antonella lignani scrive:

    Questa frase “Erano le quattro del pomeriggio” mi ha sempre fatto venire i brividi. Infatti, benché illustri biblisti si affannino ad affermare che questo numero è simbolico, sono del tutto convinta che si tratti di un ricordo ben preciso, il ricordo di una persona che era lì presente. Altrimenti non direbbe “circa”. Auguri per sant’Andrea.

  12. raffaele savigni scrive:

    Il passo è molto bello. Il fatto che Andrea sia stato il primo dei due fratelli a rispondere alla chiamata di Gesù diventa nell’ecclesiologia bizantina il fondamento della dignità patriarcale “ecumenica” della Chiesa di Costantinopoli. Il culto di sant’Andrea si è diffuso anche per legittimare il ruolo della Chiesa bizantina nei confronti di Roma (il tema è stasto studiato da Dvornik, Peri ecc.).
    Auguri anche da parte mia, sia pure con molto ritardo (non ho seguito il blog per più di una settimana).