Pietro e i carcerati

Domani, come sapete, Benedetto XVI tornerà a visitare un carcere recandosi al nuovo complesso di Rebibbia. Su Vatican Insider ho appena pubblicato un lungo articolo che ripercorre le visite dei precedenti pontefici.

Vi estrapolo tre passaggi che mi hanno colpito mentre facevo le ricerche d’archivio per scriverlo. Il primo è tratto dal radiomessaggio che Pio XII dedicò ai detenuti di tutto il mondo nel Natale 1951, manifestando loro la sua vicinanza: «Noi, consapevoli come siamo della fragilità e della debolezza incommensurabile, che spesso fiacca a morte l’animo umano, comprendiamo il triste dramma, che può avervi sorpresi e coinvolti, per un concorso sventurato di circostanze, non sempre imputabili al vostro libero volere… E come nel Cielo si fa più festa per un peccatore che si converte, così sulla terra ogni uomo onesto deve inchinarsi dinanzi a colui, che già caduto, forse in un istante di smarrimento, sa poi penosamente redimersi e risorgere».

Il secondo si riferisce alla visita di Giovanni XXIII a Regina Coeli nel dicembre 1958. Dopo aver impartito la benedizione, Giovanni XXIII chiede di poter visitare i raggi del carcere. Non era previsto. Dopo un attimo di esitazione dei funzionari, i cancelli vengono aperti e il Papa passa davanti alle celle dove lo attendono i prigionieri. Particolarmente toccante è l’incontro con un omicida che lo aspetta in ginocchio, con le lacrime agli occhi e non osa alzare lo sguardo verso di lui. Il giovane uomo non riesce a parlare, singhiozza soltanto. Roncalli si avvicina, fa cenno di non capire. Il carcerato gli chiede: «Quello che ha detto vale anche per me che ho tanto peccato? Ci può essere perdono anche per me?».

Il terzo è tratto dalla preghiera composta da Paolo VI per i carcerati in occasione della visita a Regina Coeli nell’aprile 1964: «Signore, Tu ti sei lasciato ammazzare a quel modo per salvare i Tuoi carnefici, per salvare noi uomini peccatori: anche per salvare me? Se è così, Signore, è segno che si può essere buoni nel cuore anche quando pesa sulle spalle una condanna dei tribunali degli uomini».

Ve li sottopongo perché da questi tre esempi traspare tutta la novità del cristianesimo: Gesù è venuto per abbracciare con la sua misericordia i peccatori. E riconoscersi tali, dunque bisognosi di aiuto, è la condizione necessaria perché Lui, abbracciandoci, ci sollevi e ci redima. A trovare i carcerati va il successore di Pietro, l’apostolo che prima di subire il martirio, ha conosciuto la prigione (nell’immagine: Gerrit van Honthorst, “La liberazione di San Pietro dal carcere”)

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

39 risposte a Pietro e i carcerati

  1. peccatore scrive:

    Oggi si è tutti molto duri verso il peccato: quello altrui.
    Il mondo è pieno di indignati per le malefatte del prossimo, specie quello più incapace di difendersi.
    Ogni tanto la storia sostituisce ai malafattori degli altri malfattori, che però per un certo periodo vantano credenziali di galantuomini… Finchè detengono il potere questi potenti stabiliscono che il pericolo viene da chi glielo minaccia.
    Perciò la giustizia umana è tanto fallimentare ed ingiusta, specie quanto più si allontana da Dio. Persino le leggi divine in mano umana finiscono con il trasformarsi in una serie di tecnicismi. E così i tecnocrati diventano “semi-dei”.
    Certo chi non paga un debito è in torto verso il creditore.
    Ma chi inventa debiti e vanta crediti manipolando le regole è ben più ladro di chi si è lasciato indebitare.
    Perciò la soluzione per tutti è: “rimetti a noi i nostri debiti, come noi li rimettiamo ai nostri debitori”. Prima chiediamo a Dio. Per i nostri debiti. Ed alleggeriti dalla sua misericordia, sapremo rimettere il debito altrui, di cui siamo creditori.
    Chiaramente chi non chiede che sia rimesso il proprio debito (ritenendosi solo creditore) non avrà alcuna misericordia, ed anzi si farà garante dell’inflessibilità.
    Oggi siamo tutti un po’ debitori, tutti imprigionati in una gabbia.
    Potremmo capire meglio chi è dietro le sbarre, soprattutto chi ci è finito ingiustamente, ma anche chi ci va a pieno titolo. Sono persone che hanno sbagliato, ma che sono ancora a mate da Dio. Forse da noi no. Perchè noi sappiamo solo indignarci. Ci crediamo “buoni”. Il peccato non è però solo quello sanzionato da una legge e tanto meno da una giustizia imperfetta come quella umana, troppo spesso asservita e manipolata. Dovremmo guardare oltre. Dove indica di andare il Santo Padre, che visita dei peccatori che scontano la pena. La sconteremo tutti, prima o poi. E da come ci saremo preparati, dalle lacrime versate, dalla fiducia nella divina misericordia, dipenderà la nostra salvezza. Perchè va salvato l’uomo, non l’Euro…

  2. il maccabeo scrive:

    “Gesù è venuto per abbracciare con la sua misericordia i peccatori. E RICONOSCERSI TALI, dunque bisognosi di aiuto, è la CONDIZIONE NECESSARIA perché Lui, abbracciandoci, ci sollevi e ci redima.”

    Parole sante, Andrea, parole sante.
    bellissiam testimonianza di conversione di un ex-criminale:
    http://www.youtube.com/watch?v=ac-aPBiwrfs

  3. Reginaldus scrive:

    adesso siamo arrivati al punto di metter San Pietro finito in galera per la testimonianza resa a Cristo in relazione con i carcerati finiti tra le sbarre per la testimonianza resa alla fragilità umana! Preghiamo allora che non sia la Severino a liberarli, ma un Angelo dal cielo!

  4. Andrea Tornielli scrive:

    Reginaldus, non l’ho messo in relazione, è un dato di fatto che Pietro fu (ingiustamente) messo in galera, così come è un dato di fatto che il Signore fu messo a morte insieme a due ladroni giustiziati. Non ho fatto alcuna equiparazione fra Pietro e i carcerati colpevoli (magari qualche innocente in galera c’è anche oggi…). Ma è storia che Pietro sia stato “in vincoli”.

    • Reginaldus scrive:

      ma resta l’abissale diversità e la forzatura dell’ accostamento.

      • Riccardo scrive:

        Concordo. Mi spiace, Dott Tornielli, non puo’ intellettualemnte metter sullo stesso piano il carcere , in condizioni tra l’altro durissime(eufemismo) ,sofferto da Pietro per un puro reato di opinione con quello attuale scontato per reati anche efferati.
        Sarebbe piu’ corretto, se invitasse le gerarchie cattoliche -ma ahimé per motivi politici e non cristiani sono sordi a quseti appelli- ad accostare la vicenda di Pietro con quelle di tanti cristiani perseguitati attualmente nel mondo unicamente per la loro fede.

  5. Sal scrive:

    A me colpisce la storia del “triste dramma, che può avervi sorpresi e coinvolti, per un concorso sventurato di circostanze, non sempre imputabili al vostro libero volere…”
    Stava fuggendo dopo la rapina e si è forata una gomma anzi due così l’hanno preso. Sventurata circostanza ! Così in un istante di smarrimento ha deciso che alla prossima userà le gomme speciali che anche se bucate non perdono pressione.

    “Se è così, Signore, è segno che si può essere buoni nel cuore anche quando pesa sulle spalle una condanna dei tribunali degli uomini».
    Beh certo ne ha ammazzati solo 2 mentre i guardiani del caveau erano 5, ma gli altre tre erano andati a prendere il cappuccino.

  6. Mauri scrive:

    Può capitare, nella vita, di perdere per un istante il senno…e fare una cavolata.
    Mi raccontavano due volontari (una, tra l’altro è una psicologa che ha seguito casi molto famosi…tipo Erika del delitto di Novi Ligure), che non sono rari i casi di gente che…o per un tamponamento o per una collutazione, prendono la prima roba che capita loro fra le mani e colpiscono (spesso a morte)…
    E poi si ritrovano in prigione…
    E non sono persone che hanno “satana” dentro…sono persone come noi, come i nostri figli, i nostri padri…

    Che di sicuro meritano la condanna e la punizione….ma non va loro tolta MAI la dignità (è anche un’articolo della Costituzione Italiana).
    E l’obbiettivo deve essere SEMPRE quello del recupero! Non l’abbandono nelle celle…

    Ci sono tanti lavori socialmente utili per i quali lo stato li può usare…
    Prenderebbe due piccioni con una fava: da una parte ne riceverebbe il beneficio…dall’altra si darebbe loro un sentimento di importanza e di reintegrazione sociale che, nel carcere, vengono annullati totalmente.

    Lo so che ci sono delitti tremendi… ma non si può chiudere il cuore a nessuno di quelli che sbagliano perchè un domani, a sbagliare, possiamo essere noi.

    A me ha colpito molto questo:
    “così sulla terra ogni uomo onesto deve inchinarsi dinanzi a colui, che già caduto, forse in un istante di smarrimento, sa poi penosamente redimersi e risorgere”.

    Maurizio.

  7. SignorVeneranda scrive:

    L’accostamento alla carcerazione di Pietro non solo è opportuna ma forse insufficiente.
    Infatti non solo Pietro è stato in carcere ma, cominciando dall’Antico testamento al Nuovo testamento hanno conosciuto il carcere:
    -Giuseppe il giusto, figlio di Giacobbe
    -Sansone, il giudice
    - Geremia, il profeta
    -San Giovanni Battista
    - S.Paolo Apostolo
    - Nostro Signore Gesù Cristo.

    • Sal scrive:

      Pietro è stato liberato dall’angelo, Giuseppe dalla curiosità del Faraone, Sansone era talmente forte che non potevano tenerlo legato, Geremia non se ne parla nemmeno : “Geova fu con lui “come un terribile potente” e lo rese “una città fortificata e una colonna di ferro e mura di rame contro tutto il paese”. (Ger 20:11; 1:18, 19)

      Giovanni Battista, l’uomo senza testa; gliela tagliarono perché condannava l’adulterio, (cosa che il papa non fa abbastanza efficacemente) figurarsi che avesse condannato i pedofili. Paolo in realtà era prigioniero ma stava a casa sua.
      Cosa c’entra la visita ai carcerati a bordo della Mercedes con stemma papale alle porte ? Magari in bicicletta. Vuole essere una presa per i fondelli per quelli che stanno dentro ? O un modo per cominciare ad abituarsi dato che per essere evangelico le parti avrebbero dovuto essere invertite ? Come sottolinea Veneranda ?

  8. macv scrive:

    Scusate ma quando si parla di “carcerati” in astratto è come quando si parla di Umanità in astratto. Tutto bello, tutto teorico. Ma avete mai pensato che frai carcerati vi sono mafiosi che hanno sulla coscienza decine di assassinii?? i ladri che ammazzano le vesciette per rubargli la pensione? i carcerati fanno compassione, certo, anche Totò Reina fa compassione, ma davvero è giusto che siano scarcerati???
    Un conto è perdonare il peccato, un conto è non fare giustizia.
    Se fosse vero che tutti i carcerati sono dei poveri cristi allora perchè esistono le carceri? Bisognerebbe abolirle del tutto.
    Secondo me si fa oggi una tremenda confusione tra peccato, che deve essere personato, tra peccatore, che deve essere perdonato , anche il killer pluriomicida, E LA PENA CHE GIUSTAMENTEdeve pagare uno che ha compiuto dei reati.
    Perchè se si abolisce questa distinzione, allora che ci stanno a fare le leggi i tribunali i processi? se una volta condannato un criminale viene scarcerato con l’amnistia, che senso ha ancora parlare di giustizia?
    di nuovo si fa confusione tra due livelli di realtà: la realtà spirituale del peccato, in cui vige la misericordia, e la realtà umana del castigo che segue al delitto, in cui vige la giustizia. fra l’altro la giustizia, come ha mostrato benissimo Dostoevskji, nel libro Delitto e castigo, è utile anche al criminale, come espiazione del suo delitto.
    togliere la pena, fare un amnistia generale, svuotare le carceri di ladri, stupratori , mafiosi ecc, indiscriminatamente, vuol dire insegnare loro “continuate pure a fare i criminali tanto non avrete nulla da pagare”

    • Reginaldus scrive:

      auguriamo a tutti i buonisti ad oltranza, una bella cura di compagnia con queste povere anime carcerate: peccato che per lo più costoro si trovino a debita distanza da ogni rischio: residenti nei Palazzi, Sacri o Laici che siano, e viaggianti sulle loro corsie preferenziali…. Quanta ipocrisia a spese della gente comune che deve poi trovarsi quelle belle anime come vicini di case e compagni di viaggio…

  9. bo.mario scrive:

    Visto il periodo il buonismo è quasi d’obbligo. Che il pope dica al governo che deve fare qualcosa per la eccessiva presenza nelle carceri come deve essere interpretato? Mandare in libertà i delinquenti(peccatori?) incalliti è un servizio alla società? Giudico il suo pensiero un po in libertà e adatto a cercare consensi in quel luogo. Siamo pieni di delinquenza e nelle carceri non ci starebbero tutti. Un capo di stato(??) dovrebbe capire che è una interferenza nella vita sociale degli altri. Qualcuno si redime? Se gli facciamo capire che siamo in uno stato ridotto male come severità quelli non si redimono di certo. Vanno avanti e indietro dalla galera e non abbiamo risolto niente. Posso capire che in quel ambito poteva fare solo quel discorso come prete, come capo di uno stato estero la differenza è notevole. Un saluto.

  10. Riccardo scrive:

    E’ davvero triste vedere un fine teologo, quale l’attuale Papa, scendere a livello della propaganda , e paragonare il carcere – eufemismo per non dire tortura- sofferto da Gesu’ per il suo reato di opinione con il carcere- con annessi servizi sociali, visite di alti prelati accomapagnati da immancabili riprese televisive- attuale, scontato- in tutti i sensi : nel paese dell’amnistia ed indulto in servizio permanente effettivo- – da stupratori, rapinatori ed assassini.
    In tal modo ancor prima che insultare per l’enensima volta le vittimie i loro familiari si offende l’intelligenza delle persone.

    • Reginaldus scrive:

      fine teologo? Ma non scherziamo,Riccardo: l’ adoratore del Dio Unico o non è teologo o persegue un disegno oscuro… Perché non proporre a questo esimio (falso) fine teologo, un distaccamento, una succursale, di Regina Coeli in Vaticano, come prova tangibile, non farlocca, di volontà di dare redenzione a quelle povere animucce???

      • Anna scrive:

        Reginaldus,ma che è matto???

        Perché non proporre a questo esimio (falso) fine teologo, un distaccamento, una succursale, di Regina Coeli in Vaticano, come prova tangibile, non farlocca, di volontà di dare redenzione a quelle povere animucce???

        Ma quelli son delinquenti veri,sono poveri,non sia mai !!!!
        In vaticano vivono anime belle e pure,non vorrà mica contaminarmenele neh ,su da bravo!!!
        Mica sono i De Pedis qualsiasi,quelli non sganciano neanche una lira al vaticano,mica li possono accogliere fra le sacre mura.

    • ClaudioFL scrive:

      Non è forse possibile che il Papa, ricordando che anche Gesù è stato in carcere, ha sofferto e patito (benché fosse innocente), volesse indicare ai carcerati un modello da seguire? Proprio lui, che era innocente, è stato condotto al macello come un agnello… Dunque i carcerati, che sono colpevoli, meritano la punizione, ma questa sia per loro occasione di riflessione, conversione e penitenza. In poche parole, che sia via di santificazione.
      E il Papa dice questo nella consapevolezza che, spesse volte, il carcere è tutto fuorché luogo di recupero.
      Lui sì che ha avuto parole di carità e misericordia per i condannati… lui sì segue Cristo, non come tanti ultra-tradizionalisti che fanno la Comunione in ginocchio, salvo poi indignarsi e fregarsene della Carità. Perchè, se la praticassero, coglierebbero subito il senso delle visite dei pontefici alle carceri.

      • Riccardo scrive:

        Caro Claudio FL,
        tralasciando di soffermarmi sull’etichetta che affibbi (ultratradizionalista) al solo fine di sviare il discorso denigrando l’avversario ( guardati anche tu la trave nel tuo occhio!) il fatto è che l’amnistia, quale concreto segno della cd. carità cristina,come declinata dalle attuali gerarchie cattoliche ( che debbono dimostrare che sia l’effettivo volere del Padreeterno) mortifica la certezza della pena, deride le vittime ,spreca immense risorse già limitate, ed è senza alcun controllo; la persona esce dal carcere e non è controllata da nessuno e facilmente ritorna a delinquere. Cioè offende la vita e/o il patrimonio di altri figli di Dio , come sanno bene in Vaticno. Ma tant’è…..

        • ClaudioFL scrive:

          Allora, io non voglio di certo sviare il discorso. Al limite lo fai tu, con questa tua risposta che, devo ammettere, mi trova perfettamente d’accordo: il perdono è una cosa, l’impunità è un’altra.
          Ma qui NON SI PARLA di impunità, si parla di misericordia verso i carcerati, che certamente hanno sbagliato e sono stati riconosciuti colpevoli, ma certamente sono anche persone che soffrono per la privazione della libertà. Ed il Papa, anzi, i Papi si ricordano anche di loro.
          Non voglio essere ripetitivo, ma come ho detto sopra, BXVI (nè Pio XII o Giovanni XXIII) non dice loro “voi dovreste stare fuori perchè Dio perdona”, ma anzi, additando Cristo e gli altri santi che sono stati imprigionati, egli vuole indicare loro dei modelli da seguire: essi, seppur innocenti, hanno accettato la prigionia. Allo stesso modo il carcerato (colpevole) deve sforzarsi di seguire quei modelli e fare del carcere una via di santità, con l’aiuto di Dio, ovvio.
          Riguardo all’ultra-tradizionalista… mi sembra chiaro che alcune persone che qui commentano spesso lo siano, e critichino pesantemente (e senza tanto rifletterci) il Papa (che, voglio ricordare, è il vicario di Cristo per i cattolici). Fare la Comunione in ginocchio (esempio emblematico) va benissimo, è doveroso! Ma è altrettanto doveroso seguire Cristo anche quando ci dice di essere misericordiosi, se vogliamo avere misericordia… e da alcuni discorsi di misericordia non ce n’è nemmeno l’ombra. Bisogna fare E una cosa E l’altra. Punto.

  11. Sara scrive:

    Adesso anche il Papa è diventato “buonista”. Vedi i danni del concilio? Son tempi perversi.

  12. Cherubino scrive:

    Certi commenti di bassa Lega sono pura propaganda.
    Dove sta scritto che l’amnistia debba essere indiscriminata e quindi permettere ai mafiosi di beneficiarne ? Basta escludere determinati reati e ciò non avverrà.
    Dove sta scritto che i costi per lo Stato aumenterebbero ? E’ ridicolo: sapete quanto costa mantenere un carcerato in carcere ? circa 150 euro al giorno.
    Sapete quanti condannati godono di esecuzione penale esterna ? circa l’equivalente dei carcerati, intorno ai 60 000. Per cui se tutti i condannati dovessero scontare la pena detentiva comminata occorrerebbe raddoppiare il numero di carceri: da 200 a 400.
    Ora, se la metà dei condannati è già “a piede libero” pur scontando una pena, quale grande disastro potrebbe comportare definire tale condizione in base a criteri ragionevoli ?

    Circa le vittime poi c’è un altro grande equivoco. La pena non è un risarcimento, se non in casi rarissimi. Per quello ci sono le conseguenze civilistiche del reato (che l’amnistia non tocca) quando possibile. Per danni non risarcibili non esiste un “pagamento” del reo verso la vittima. Ciò appartiene alla dimensione morale, al pentimento da un lato e al perdono dall’altro.
    La pena non ha una funzione risarcitoria e la riflessione giuridico-filosofica nei secoli ha elaborato tre grandi funzioni della pena: retributiva (soffrire per il reato fatto), generalpreventiva (intimorire la collettività per impedire l’azione criminosa), specialpreventiva (dissuadere il singolo a compiere un crimine o a commetterne di nuovi). Il terzo caso ha anche un risvolto rieducativo.
    Alcuni autori poi vedono un aspetto di “emenda” che non è un risarcimento, ma un processo di ricostruzione della relazione ferita che, quindi, spesso coinvolge la stessa vittima.
    In tutto questo non si vede perchè un’amnistia ben congegnata dovrebbe offendere delle vittime. Si tratterebbe infatti di reati per i quali il condannato spesso già usufruisce di misure alternative, o per i quali le vittime hanno avuto già un risarcimento, o infine reati contro lo Stato, Altri reati poi sono “senza vittima”, fattispecie che solo astrattamente costituiscono offesa e che molti giuristi ritengono incostituzionali perchè rientrano molto malamente nel principio di offensività.

    Inoltre va ricordato che “L’amnistia può essere sottoposta a condizioni o ad obblighi.
    L’amnistia non si applica ai recidivi, nei casi previsti dai capoversi dell’articolo 99 Codice Penale, né ai delinquenti abituali, o professionali o per tendenza, salvo che il decreto disponga diversamente.” (art. 151, comma 4 e 5).

    Quindi non si tratta di “far uscire” nè assassini, nè strupatori, nè truffatori incalliti, ecc. ecc.

    • Riccardo scrive:

      L’ignoranza abissale della triste e sanguinaria storia delle plurime amnistie in Italia e del loro fondamento e disciplina giuridica unita a palese malafede si commenta quasi da ‘sola.
      Solo per gli ingenui-cioé non il precedente interlecutore- si domanda: se il detenuto costa 150 euro al giorno ,perché non metterlo in un Hotel a tre stelle con il costo medio di 70 euro.:Chissá perché nessuno al mondo non l’ha ancora mai fatto ed ancor meno pensato ?!
      Considerare, poi, la Vittima come persona che puo’ soltanto chiedere un risarcimento- da tener presente che la stragrande maggioranza dei detenuti é nullatenente- ignorando che ,invece, puo’ secondo il codice attuale ,dare impulso alle indagini, criticare la richiesta di pena esigua ,controllare la sua esecuzione é l’ignoranza fattasi carne cattocomunista; il consiglio di perdonare il piű presto possibile ed aspettare il pentimento del reo,che guarda caso arriva subito prima della richeista di scarcerazione a getto continuo con pseudo religiosi sacrileghi come chi precede,e nel frattempo, magari, farsi una cantata per dimenticare la ferocia con cui questi saccenti cialtroni insultano perennemanete la loro naturale esigenza di giustizia, é la dimostarzione lampante di quanto in basso sia scesa la Chiesa del concilio Vaticano II secundum radio,tv atque smartphone.

      • Sara scrive:

        E ti pareva che non c’entrava il Vaticano II!
        :-)

      • Cherubino scrive:

        E chi ha ritenuto la vittima uno che “che puo’ soltanto chiedere un risarcimento” ? Lei sta mistificando il mio discorso, che può riprendere da qualsiasi manuale di filosofia del diritto, e sta insultando l’intelligenza di chi legge.
        Ho solo detto che la pena non può avere e non ha una funzione risarcitoria. Essa non è MAI in un sistema civile una vendetta !
        La vittima persegue in segue civile il risarcimento e può certo vedere nella pena una soddisfazione dell’esigenza di giustizia. Ma questa soddisfazione non è un risarcimento, è su un piano del tutto diverso. E nella maggioranza dei casi è comunque una soddisfazione che non ripaga il danno subito.
        Può piacere o non piacere ma non è un’opinione, è semplicemente così. Usare al giustizia per vendicare è estraneo al nostro ordinamento giuridico.

        Poi, le può piacere o no, ma da un punto di vista cristiano il Figlio di Dio ha imposto il perdono come condizione per entrare nel Regno dei Cieli e per ottenere a propria volta il perdono.
        E su questo è stato tassativo. La solita manfrina sul Concilio Vaticano II non c’azzecca niente. Al più possiamo avere conferma della fedeltà del Concilio al Vangelo.

        • Riccardo scrive:

          ..Vorrà dire che il Gesu’ di Nazaret verrà a prendere lezioni di perdono da lei, per non aver perdonato uno dei due ladroni, con lui crocefisso, che lo insultava.

          • Cherubino scrive:

            Lei sta sbagliando pesantemente contro il Vangelo. Gesù ha perdonato entrambi i condannati a morte. Lo dimostra il rimprovero che rivolge quello pentito all’altro, rimrpovero che non avrebbe senso (come la stessa frase (“ricordati di me…”) se non avesse percepito la misericordia gratuita e incondizionata di Gesù.
            Voi confondete il perdono di Dio che è per tutti con il suo effetto che non raggiunge tutti a causa dell’ostinazione dell’uomo (il peccato contro lo Spirito).
            Così tradite il Vangelo che ha al suo cuore la gratuità dell’amore di Dio. Una gratuità che ha come unico costo l’abbandono dell’orgoglio, radice di tutti i peccati.

  13. Cherubino scrive:

    per farsi un’idea poi della condizione dl carcerato oggi, basta considerare i seguenti, forniti dalla prof.ssa Carnevale (Un. di Ferrara):

    - non ha doccia l’89,4% dei detenuti;
    - non ha acqua calda il 69,31%;
    - non ha il bidet il 60% delle detenute;
    - il 12,8% dei detenuti vive in celle dove il bagno non è collocato in un vano separato, bensì vicino al letto;
    - il 55,6% vive in carceri dove non sono consentiti colloqui in spazi all’aria aperta;
    - il 29,3% non può accendere le luci all’interno della propria cella (gli interruttori sono situati all’esterno);
    - il 7,69% vive in celle con schermature alle finestre che rendono insufficiente l’illuminazione naturale;
    - il 18,4% vive in un ambiente costantemente illuminato;
    - il 64,39% è ristretto in carceri dove non esiste la figura del mediatore culturale.

    • Riccardo scrive:

      Lei dovrebbe ,da un parte andare a vistiare le vittime dei reati che hanno problemi esistenziali molti piu’ gravi di quelli qui elencati dei loro carnefici ,e dall’altroe studiare l’analisi logica, che di solito viene svolta in terza elemenatre ,altrimenti non ci urterebbe con le sue assurdità.
      Da diove ricava ,infatti, che Gesù abbia perdonato anche l’altro ladrone che lo insultava ,mettendolo sullo stesso piano del primo che invece lo rimproverava?
      “Ricordati di me” è al singolare non al plurale:almeno fino a li’ ci potrebbe arrivare.

      • Cherubino scrive:

        vede , lei è così lontano dal Vangelo da non sapere neanche che:

        1) per la dottrina cattolica Gesù ha dato la sua vita in riscatto per TUTTI, e “dare la vita per” è esattamente il per-donare di Dio; quindi è contrario alla dottrina cattolica affermare che Gesù non ha dato la vita anche per il ladrone che non si pentiva.

        2) Gesù non ama il ladrone che poi si pente perchè -causale- si pente (perchè -finale- si penta e accolga il dono ovviamente sì), egli non ama perchè uno è buono, mentre se uno è cattivo allora non lo ama o non lo ama più. Ciò è contrario alla logica (dato che nessuno è buono quando Gesù inizia ad amarlo, secondo la sua logica Gesù non dovrebbe amare nessuno, altrimenti farebbe preferenze immotivate o egoistiche e quindi il suo non sarebbe vero amore), ma è soprattutto contrario a tutto il Vangelo che dice esattamente il contrario:
        - Ora, a stento qualcuno è disposto a morire per un giusto; forse qualcuno oserebbe morire per una persona buona. 8Ma Dio dimostra il suo amore verso di noi nel fatto che, mentre eravamo ancora peccatori, Cristo è morto per noi (Romani 5)
        - Se amate quelli che vi amano, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori amano quelli che li amano. 33E se fate del bene a coloro che fanno del bene a voi, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori fanno lo stesso. 34E se prestate a coloro da cui sperate ricevere, quale gratitudine vi è dovuta? Anche i peccatori concedono prestiti ai peccatori per riceverne altrettanto. 35Amate invece i vostri nemici, fate del bene e prestate senza sperarne nulla, e la vostra ricompensa sarà grande e sarete figli dell’Altissimo, perché egli è benevolo verso gli ingrati e i malvagi. 36Siate misericordiosi, come il Padre vostro è misericordioso. (Luca 6)
        - Giuda, il traditore, disse: «Rabbì, sono forse io?». Gli rispose: «Tu l’hai detto». (Mt. 26)
        - «Chi di voi, se ha cento pecore e ne perde una, non lascia le novantanove nel deserto e va in cerca di quella perduta, finché non la trova? 5Quando l’ha trovata, pieno di gioia se la carica sulle spalle, 6va a casa, chiama gli amici e i vicini, e dice loro: «Rallegratevi con me, perché ho trovato la mia pecora, quella che si era perduta». 7Io vi dico: così vi sarà gioia nel cielo per un solo peccatore che si converte, più che per novantanove giusti i quali non hanno bisogno di conversione. (Lc 15)
        -

    • Sal scrive:

      Ha mica visto il poster “con 6 miliardi l’anno i carcerati farebbero la doccia e il bidet”, ahhh non è così ? ma il miracolo ci sarebbe lo stesso ! Dormirebbe 2 in cella invece che in 4 o 6.
      Non sarebbe un miracolo se il papa donasse quei denari per i carcerati che ama così tanto ?
      Valli a capire…. parlano di amore ma poi non gli fanno fare neanche la doccia !
      Vuoi vedere che è colpa dello Stato italiano che non potendoli mantenere in carcere continua a metterli dento invece di lasciarli fuori ?

  14. ritaroma scrive:

    se l’altro è stato perdonato o no, lo sa solo Gesù Cristo, in quanto ricevere il perdono presuppone, almeno, un minimo di dispiacere per le colpe commesse….
    ora se l’altro ladrone doipo aver insultato Gesù poi ha avuto il cuore contrito non sta a noi indagare…quello che conta è che Gesù è dosposto i qualsiasi momento, appunto anche in punto di morte, e con una frase di contrizione a perdonare ed abbracciare i suoi “fratelli” per i quali è morto in croce!!!!
    Ragazzi/e snobbisti/e e anticlericali finchè c’è vita c’è speranza!”

    MAURI.
    “che non sono rari i casi di gente che…o per un tamponamento o per una collutazione, prendono la prima roba che capita loro fra le mani e colpiscono (spesso a morte)…
    E poi si ritrovano in prigione…
    E non sono persone che hanno “satana” dentro…sono persone come noi, come i nostri figli, i nostri padri…”
    mi dispiace, ma queste persone dimostrano che sono ben lontane dall’imparare a controllarsi sempre, nelle piccole cose della vita ogni giorno!
    Io, anche se vado fuori dalla grazia di Dio, non prendo a criccate, ne a martellate nessuno!
    non c’è più buona educazione, e l’egoismo è all’ordine del giorno, la prepotenza è al primo posto…io li manderei a scuola di autocontrollo….!!!!!!!!!!!!!!!! VIVREMMO TUTTI MEGLIO!

    • Sal scrive:

      “io li manderei a scuola di autocontrollo….!!!!!!!!!!!!!!!! VIVREMMO TUTTI MEGLIO!”

      L’autocontrollo deriva dai puntini esclamativi ? o dal maiuscolo ?

  15. ritaroma scrive:

    naturalmente dai puntini esclamativi, la maiuscola è aolo un rafforzativo….le urla non servono a nessuno e sono sgradevoli!
    Io non urlo. …. ascolto e provvedo, ma quando “il gioco non vale la candela” al max ignoro!

    • Sal scrive:

      Io ascolto e provvedo ? cosa fa per provvedere ? fino ad ora pare che di provvedimenti non ci sia ombra. – Nulla di nuovo sotto il sole.
      Eh…. come si valuta quando il gioco vale la candela ? In base a che cosa ?

  16. ritaroma scrive:

    lei è indietro…sua nonna non le raccontava mai nulla?
    quando la luce elettrica non c’era ….la sera si accendevano le candele….ora se quello che veniva fatto o detto era sciocco o poco costruttivo , non veniva portato avanti per non consumare le candele…da lì la frase” il gioco non vale la candela”!
    ———-
    oer il resto, non sono il Padreeterno, non posso provvedere x gli altri, provvedo per me e per il mio “corollario”….se avessimo tutti lo stesso “occhio” di attenzione ci sarebbero meno super poveri anche in Italia!
    parlare e sparlare è facile….che ci vuole… apri bocca e gli dai fiato!!!!!!!!

  17. Sal scrive:

    @ ritaroma
    “se avessimo tutti lo stesso “occhio” di attenzione ci sarebbero meno super poveri anche in Italia! – Già è proprio così.

    Peccato che il vangelo dica : “Poiché se c’è prima la prontezza, è specialmente accettevole secondo ciò che la persona ha, non secondo ciò che non ha.” ( 2Corinti 8.12). – Assodato che come dice il poster : “Con 6 miliardi l’anno l’Italia farebbe miracoli” e se aggiungessimo tutti quelli che i governanti”cattolici” introitano per loro stessi e i loro amici, per fave favori irrinunciabili, favorendo le caste e le cricche e le congreghe, altro che “occhio di attenzione”, ci sarebbe abbondanza per tutti. Non solo per quel 10 % che detiene il 90%. Condivide ?

  18. ritaroma scrive:

    in parte, xchè non tutti i governanti sono cattolici e quelli che dicono di esserlo sono all’acqua di rose!