Ancora sulla polemica dei rabbini. Riflessione a freddo

E’ per certi versi paradossale che proprio Papa Ratzinger, cioè il Pontefice che più dei suoi predecessori ha riflettuto e scritto sul legame imprescindibile e non assimilabile a quello di altre religioni che unisce ebrei e cristiani, sia oggi accusato di riportare indietro di cinquant’anni le lancette del dialogo ebraico-cristiano. Le parole scritte dal rabbino di Venezia Richetti vano valutate con attenzione e non rappresentano una voce isolata: ricordo che molta preoccupazione espresse a suo tempo anche il presidente dei rabbini italiani, Giuseppe Laras, dopo aver letto la versione modificata della preghiera del Venerdì Santo. Ora, il Papa ha voluto venire incontro alle richieste di parte ebraica, ma non ha il potere di riformulare il Vangelo o le lettere di San Paolo. E vale la pena ricordare che proprio nelle preghiere del breviario post-conciliare sono contenuti vari riferimenti all’illuminazione chiesta per il popolo ebraico “perché giunga alla pienezza della redenzione”, perché sia salvato da Gesù, perché riconosca Cristo come Messia e Salvatore. Preghiere usatissime da decenni in tutta la Chiesa, molto di più di quella secondo il rito antico, al quale Benedetto XVI ha ridato cittadinanza, ma che è comunque seguito da una piccola minoranza di fedeli. Perché solo ora si considera questa preghiera uno stop al dialogo? Perché i breviari post-conciliari sono andati bene fino ad oggi? Vi confesso che per me rimane un mistero…

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

136 risposte a Ancora sulla polemica dei rabbini. Riflessione a freddo

  1. maxx scrive:

    Dott. Tornielli, trovo sconcertante il fatto che gli ebrei pretendano di dettare legge nelle preghiere liturgiche cattoliche. Purtroppo dobbiamo constatare che questi sono i frutti avvelenati del Concilio Vaticano II.

  2. Marina scrive:

    Questo è il Talmud.Da quanto è stato dimostrato fin’ora, appare chiaro che, secondo l’insegnamento del Talmud, i cristiani sono idolatri e tenuti in odio agli ebrei. Di conseguenza, ogni ebreo che desidera piacere a Dio ha il dovere di osservare i precetti che furono trasmessi ai Padri della loro razza quando vivevano in Terra Santa e che riguardano i gentili idolatri, sia quelli che abitavano fra di loro che quelli che abitavano in paesi vicini. L’ebreo perciò deve (1) Evitare i cristiani; (2) Fare tutto ciò che può per sterminarli. CAPITOLO I – I CRISTIANI DEVONO ESSERE EVITATI – Gli ebrei devono evitare tutti i contatti con i cristiani per quattro motivi: (1) Perchè non sono degni di partecipare alla vita ebraica; (2) Perchè sono immondi; (3) Perchè sono idolatri; (4) Perchè sono assassini. Articolo I. – I Cristiani Devono Essere Evitati – Perchè Sono Indegni di Partecipare ai Costumi Ebraici. L’ebreo, per il fatto di appartenere alla  …
    … razza eletta e di essere circonciso, possiede una  tale dignità che nessuno, nemmeno un angelo, può essergli uguale. Infatti, egli viene considerato quasi uguale a Dio. “Colui che colpisce un israelita” dice il rabbino Chanina “agisce come se schiaffeggiasse la faccia della Divina Maestà di Dio.”
    L’ebreo è sempre considerato buono, nonostante certi peccati che possa commettere; né possono i suoi peccati contaminarlo, più di quanto la sporcizia possa contaminare il gheriglio della noce, ma sporca solo il suo guscio. Solo l’ebreo è considerato un uomo; l’intero mondo gli appartiene e tutte le cose lo devono servire, specialmente “gli animali che hanno forma di uomini.”
    E’ perciò chiaro che essi considerano contaminanti tutti i contatti con i cristiani, in quanto detraggono dalla loro dignità. Perciò essi devono secondo la loro legge tenersi il più lontano possibile da tutti coloro che vivono e agiscono come fanno i cristiani.
    1. L’EBREO NON DEVE SALUTARE IL CRISTIANO
    Nel Gittin, (62a), si dice:
    “L’ebreo non deve mai entrare nella casa di un Nokhri di giorno di festa per salutarlo. Comunque, se lo incontra per la strada, potrà salutarlo, ma brevemente e a testa china.”
    2. L’EBREO NON DEVE RICAMBIARE IL SALUTO DEL CRISTIANO
    Nello Iore Dea (148,10) si dice:
    “L’ebreo non deve ricambiare il saluto del cristiano inchinandosi davanti a lui. E’ bene perciò salutarlo per primo evitando così di rispondere in caso che l’Akum lo saluti per primo.”
    Il rabbino Kohana dice che quando un ebreo saluta un cristiano egli deve prima dire “”Pace al mio Signore,” intendendo con ciò il suo rabbino. Infatti il Tosephoth dice: “Perchè il suo cuore si rivolgeva al suo rabbino.”
    3. L’EBREO NON DEVE PRESENTARSI DAVANTI AD UN GIUDICE
    CRISTIANO
    Nel Choshen Hammischpat (26,1) si dice:
    All’ebreo non è permesso portare il suo caso davanti ai giudici Akum, anche se la questione venisse giudicata secondo le decisioni della legge ebraica, e anche se entrambe le parti fossero d’accordo di attenersi a tali decisioni. Colui che lo fa è empio e simile ad uno che calunnia e bestemmia e che alza la mano contro la Legge trasmessa a noi da Mosè, il nostro grande legislatore. La Hagah dice “Il Bethin ha il potere di scomunicare questa persona fino a che egli non liberi il suo fratello ebreo dalle mani dei gentili.’”
    4. NON E’ PERMESSO USARE I CRISTIANI COME TESTIMONI
    Nel Choshen Hammischpat (26.1) si dice:
    “Il Goi o il suo servo è incapace ad agire come testimone.”
    5. ALL’EBREO NON E’ PERMESSO DI CIBARSI DI CIBO CRISTIANO
    Nello Iore Dea (112,1) si dice:
    “Gli anziani proibirono di mangiare il cibo degli Akum, per non sembrare di essere in rapporti di amicizia con loro.”
    E nell’ Abhodah Zarah (35b) si dice:
    “Le cose seguenti che appartengono ai Goim sono proibite: Latte che un Goi prende da una mucca, se non è presente un ebreo; anche il loro pane, ecc.”
    6. L’EBREO NON DEVE MAI AGIRE NEL MODO DEI CRISTIANI
    Nello Iore Dea (178,1) si dice:
    “Non è permesso imitare le usanze degli Akum e agire come loro. Non è permesso indossare abiti come gli Akum, e nemmeno pettinarsi come fanno loro …. nè devono gli ebrei costruire case che assomiglino ai templi degli Akum.”
    Comunque, dato che non è possible osservare tutte queste regole in tutti i luoghi, la Hagah dice che, fino ad un certo punto, si possono fare eccezioni come nel caso in cui ciò tornasse a vantaggio di un ebreo – se, per esempio, un ebreo potesse trarre profitto da un commercio che richiede un certo tipo di abbigliamento.
    *****
    Articolo II – I Cristiani Devono Essere Evitati -
    Perchè Sono Immondi
    Non si sa quanto spesso l’ebreo debba lavarsi e purificarsi, e nemmeno quanto debba studiare per evitare tutto ciò che può contaminarlo. Il Talmud insegna, comunque, che i cristiani sono persone il cui semplice contatto tattile rende le cose immonde. Nell’ Abhodah Zarah (72b) si legge:
    “Un certo uomo stava versando del vino da un contenitore ad un altro per mezzo di un tubo, quando un Goi venne e toccò il tubo con la mano. Il risultato fu che tutto il vino (di entrambi i contenitori) dovette essere gettato via.”
    Tutti i recipienti, perciò, devono essere lavati se l’ebreo l’ha acquisito da un cristiano, anche se non è mai stato usato. Nello Iore Dea (120,1) si dice:
    “Se un ebreo compra da un Akum un recipiente per usarlo a tavola, sia che sia fatto di metallo, di vetro o di piombo, anche se è nuovo, lo dovrà lavare in un Mikvah (grande catino), o in una cisterna che tenga quaranta quarti d’acqua.”
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    Articolo III. I Cristiani Devono Essere Evitati -
    Perche’ Sono Idolatri
    1. AFFINCHE’ l’ebreo non diventi occasione di peccato per il cristiano idolatro, secondo il precetto di Levit. XIX,14: Non porre una pietra d’inciampo davanti al cieco- egli dovrà evitare tutti i contatti con essi nei loro giorni di culto ai loro dei. Nell’ Abhodah Zarah (2a) si dice:
    “Non è permesso comperare o vendere loro alcunché nei tre giorni che precedono le loro feste idolatriche. E’ anche proibito concedere o accettare aiuto da loro, scambiare denaro con loro, rimborsare loro un prestito o permettere loro di rimborsare i loro prestiti.”
    Nell’ Abhodah Zarah, 78c (il Perusch di Maimonide, fol.8), si dice:
    “Tutte le feste dei seguaci di Gesù sono proibite, e noi dobbiamo comportarci nei loro confronti come faremmo con gli idolatri. Il primo giorno della settimana è la loro festa principale, ed è perciò proibito intrattenere, nel loro giorno di sabato, qualsiasi contatto d’affari con coloro che credono in Gesù. Riguardo il loro sabato, noi dobbiamo osservare le stesse regole che osserviamo per le festività degli idolatri, come insegna il Talmud.”
    2. L’EBREO NON DEVE USARE ALCUNA COSA CHE RIGUARDI IL
    CULTO DEI CRISTIANI.
    Nello Iore Dea (139,1) si dice:
    “E’ proibito avere a che fare con gli idoli e con qualsiasi cosa venga usata per il loro tipo di culto, sia che sia fatta dagli Akum o dagli ebrei.”
    3. E’ PROIBITO VENDERE AI CRISTIANI QUALSIASI COSA CHE
    SERVA PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
    Nell’ Abhodah Zarah (14b, Toseph) si dice:
    “E’ sempre proibito vendere incenso ad un prete idolatra, infatti è evidente che quando egli lo chiede, lo vuole per il solo scopo di offrirlo al suo idolo. Perciò, chiunque glielo venda, pecca contro il precetto che ci proibisce di porre una pietra d’inciampo davanti al cieco. E’ anche proibito vendere candele ai gentili per la loro Festa delle Candele. Le candele comunque possono essere loro vendute negli altri giorni. Né è permesso vendere un calice ad un gentile che l’ebreo abbia comprato dopo che è stato rotto e gettato via da un Goi. E’ permesso rivenderlo ad un gentile dopo che sia stato completamente rifatto. Infatti, dopo che è stato rotto una sola volta, esso può essere ancora usato per contenere il vino che offrono in onore del loro idolo.” Segue poi la proibizione circa la vendita di libri ai preti cristiani, come abbiamo visto sopra. Anche il lavoro di rilegare tali libri è proibito per gli ebrei. Nello Iore Dea (139,15) si dice:
    “E’ proibito rilegare i libri degli Akum, con l’eccezione dei libri di legge. E’ permesso, comunque, se il rifiuto do farlo dovesse causare ostilità, ma solo dopo che ogni sforzo sia stato fatto per rifiutare tale lavoro.”
    Similmente, nello Iore Dea (151,1, Hagah):
    “Non è permesso vendere acqua ad un Akum se si sa che verrà usata come acqua battesimale.”
    Si fa menzione anche di molte altre cose che è proibito vendere ai cristiani, come: stoffa che possa essere usata per confezionare vestimenti sacerdotali e bandiere; carta e inchiostro che possa essere usata per scrivere libri riguardanti il loro culto. E’ proibito vendere, o anche dare in affitto, ai cristiani case che verranno usate come luoghi di culto. Oggigiorno, comunque, gli ebrei commerciano con i cristiani specialmente nei giorni delle feste cristiane e vendono loro delle case ben sapendo che certi sacramenti verranno amministrati in esse, come il Battesimo, la Santa Comunione e l’Estrema Unzione. Il Talmud non può dare nessuna spiegazione di ciò, e nell’Abhodah Zarah (2a, Toseph) si dice:
    “E’ difficile dire con quale diritto gli ebrei oggigiorno commercino con i Goim nei loro giorni (malvagi) di festa. Infatti, sebbene molti di essi commettano tutti i tipi di perversione e atti licenziosi nei loro giorni di festa in onore di santi che non considerano dei, eppure ogni settimana essi celebrano il Giorno del Nazzareno ((Domenica)) che ci è sempre stato proibito.”
    Bartenora, comunque, nel suo commentario sull’ Abhodah Zarah (I,2,fol.7b) dice:
    “Dato che, mentre siamo in cattività, non possiamo vivere senza commerciare con loro e dipendiamo da loro per il nostro nutrimento, e dobbiamo temerli, è proibito commerciare con loro solo nei loro giorni di festa. Inoltre, è ora permesso commerciare con loro anche nei giorni stessi delle loro feste, perchè i rabbini sono convinti che non pratichino il culto dei loro idoli solo perchè commerciano con noi. E ciò che è proibito in questo libro deve essere considerato come riferentesi direttamente all’idolatria.”
    Il rabbino Tam comunque, sostiene che la Mischnah proibisce solamente di vendere agli idolatri cose che essi useranno per il culto degli idoli, dato che essi si rallegrano e adorano i loro idoli in quanto ottengono le cose necessarie per tale culto. Egli lo spiega così (nell’Abhodah Zarah, 2a, Toseph):
    “Nessuno dovrebbe meravigliarsi di questa nostra usanza. Infatti, sebbene noi li consideriamo idolatri, essi possono solo offrire quello che comperano con il denaro. Per cui, il nostro guadagno e la loro gioia non è il motivo di questa proibizione, in quanto essi avrebbero abbastanza denaro per queste cose, anche se noi non commerciassimo con loro.”
    4. QUESTA PROIBIZIONE NON SI APPLICA NEL CASO DEGLI ATEI
    Nello Iore Dea (148,5) si dice:
    “E’ permesso inviare un regalo ad un Akum in uno dei loro giorni di festa se si sa che egli non crede negli idoli e che non rende loro nessun culto.”
    Maimonide dice la stessa cosa nello Hilkhoth Akum (IX,2):
    “E’ sbagliato anche inviare un regalo ad un Goi nei loro giorni di festa a meno che non si sia certi che egli non crede nel culto degli idoli cristiani, e non li serva.”
    *****
    Articolo IV – I Cristiani Devono Essere evitati -
    Perchè Sono Perversi
    NON C’E’ nulla di cui gli ebrei siano più convinti del male che i cristiani possano fare ai figli di Israele. A causa di ciò, i capi del popolo eletto hanno sempre insegnato agli ebrei di non accettare aiuto dai cristiani in quanto essi faranno sempre ricorso all’omicidio e ad altri crimini tutte le volte che non riusciranno a conseguire i loro scopi perversi. Così, l’ebreo non deve assumere dei cristiani per prestare opera di balia o insegnante dei suoi bambini, o di barbiere, medico od ostetrico.
    1. NON COME BALIA
    Nello Iore Dea (81,7, Hagah) si dice:
    “Se è possibile assumere un israelita, non bisogna assumere un Nokhri come balia per i bambini; infatti, il latte di una Nokhrith indurisce il cuore del bambino e gli infonde una natura perversa.”
    2. NON COME INSEGNANTE
    Nello Iore Dea (155,1, Hagah) si dice:
    “Il bambino non deve essere affidato agli Akum per imparare l’educazione, la letteratura e le arti, infatti essi lo condurranno all’eresia.”
    3. NON COME MEDICO
    Nello Iore Dea (155,1) si dice:
    “Quando un ebreo è in qualche modo ferito, anche così gravemente da dovere infrangere il sabato facendo chiamare un medico, egli non deve affidarsi ad un medico cristiano (Akum ) che non sia conosciuto a tutti nel vicinato; infatti, noi dobbiamo premunirci contro il versamento di sangue. Anche se non si sa se il paziente vivrà o morrà, non si dovrà permettere a tale medico di curarlo. Se, comunque, si è sicuri che morrà, allora tale medico può curarlo, dato che un’ora di meno da vivere non è una gran perdita. Se l’ Akum insiste che una certa medicina è buona, è permesso credergli, ma non acquistatela da lui. Alcuni dicono che ciò si applica solo quando l’Akum offre i suoi servizi gratuitamente e che si può accettare ogni volta che viene pagato. Ma si può essere sicuri che essi non farebbero del male ad un ebreo solo per amor di denaro.”
    Nel Pesachim (25a) si dice:
    “Il rabbino Jochanan dice: l’assistenza medica di chiunque può essere accettata eccetto quella degli idolatri, dai fornicatori, e dagli assassini.
    4. NON COME BARBIERE
    Nello Iore Dea (156,1) si dice:
    Non è lecito farsi radere da un Akum a meno che non si sia accompagnati da amici ebrei. Alcuni dicono che non è permesso farsi radere da un Akum anche se altri sono presenti, a meno che non ci si possa vedere in uno specchio.”
    5. NON COME OSTETRICA
    Nell’ Abhodah Zarah (26a) si dice:
    “I nostri rabbini ci hanno trasmesso l’insegnamento che non si può permettere alla donna straniera di agire da ostetrica alla nascita di un figlio di Israele, perchè gli stranieri indulgono nello spargimento di sangue. Gli anziani, comunque, dicono che una donna straniera può prestare questo tipo di assistenza purchè siano presenti altre donne ebree e non sia mai lasciata sola. Il rabbino Meir, comunque, dice che ciò non è permesso nemmeno quando altre donne sono presenti. Infatti, spesso avviene che schiaccino con la mano la morbida testa del bambino e lo uccidano; e questo può essere fatto senza che nessuno delle presenti lo noti.
    CAPITOLO II
    I CRISTIANI DEVONO ESSERE STERMINATI
    I seguaci di “quell’uomo,” il cui nome per gli ebrei significa “Possano il suo nome e la sua memoria essere cancellati,” non devono essere considerati diversi da gente di cui è bene liberarsi. Coloro che tengono i figli di Israele in cattività sono chiamati romani e tiranni, e con la loro distruzione gli ebrei saranno stati liberati da questa quarta cattività. Ogni ebreo è perciò tenuto a fare tutto quello che può per distruggere l’empio regno degli edomiti (Roma) che governa il mondo intero. Siccome, però, non è sempre e dovunque possibile effettuare questo sterminio di cristiani, il Talmud ordina che essi siano attaccati almeno indirettamente, e cioè: di causare loro del male in tutti i modi possibili, e di ridurre con questo mezzo il loro potere al fine di aiutare la loro distruzione finale. Quando possibile, l’ebreo deve uccidere i cristiani, e farlo senza pietà.
    Articolo I. – SI DEVE FARE DEL MALE AI CRISTIANI
    L’ebreo ha l’obbligo di fare del male ai cristiani per quanto egli possa, sia indirettamente – non aiutandolo in nessuna maniera – che direttamente – distruggendo i loro piani e progetti; né deve salvare il cristiano in pericolo di morte.
    I. NON SI DEVE FARE DEL BENE AI CRISTIANI
    Nello Zohar (1,25b) si legge:
    “Coloro che fanno del bene all’Akum … non sorgeranno dai morti.”
    A volte è permesso fare del bene ai cristiani, ma solo per aiutare Israele, cioè, per amore di pace e per nascondere l’odio nutrito verso di essi. Maimonide nello Hilkhoth Akum (X,6) dice:
    “E’ permesso aiutare i gentili bisognosi così come gli ebrei bisognosi, per amore di pace…”
    Nello Iore Dea (148,12 Hagah) si legge:
    “Perciò, se tu entrerai in una città e troverai che vi si celebra una festa, tu potrai fingere di rallegrartene assieme a loro per nascondere il tuo odio. Coloro che tengono alla salvezza della loro anima, comunque, dovranno tenersi lontani da tali celebrazioni. Si dovrebbe far sapere che è cosa odiosa rallegrarsi con loro, se ciò può essere fatto senza incorrere nella loro inimicizia.”
    1. NON E’ PERMESSO LODARE UN CRISTIANO
    Nell’Abhodah Zarah (20,a, Toseph) si legge:
    “Non dite niente a loro lode, affinchè non si dica:
    Com’è buono quel goi.”
    In questa maniera, essi spiegano le parole del Deuteronomio (VII,2) … e tu non mostrerai loro (goim) nessuna misericordia, come citato nella Gemarah. Il rabbino S. Iarchi spiega questo passo della Bibbia come segue:
    “Non fate loro nessun complimento; è infatti proibito dire: com’è buono quel goi!”
    Nello Iore Dea (151,14) si legge:
    “A nessuno è permesso lodarli o dire quanto sia buono un Akum. Tanto meno lodare quello che fanno o raccontare di loro cose che tornino a loro gloria. Se, comunque, lodandoli si intende rendere gloria a Dio, e cioè, in quanto egli ha creato delle belle creature, allora è permesso farlo.”
    2. ALL’EBREO NON E’ PERMESSO MENZIONARE LE COSE CHE I
    CRISTIANI USANO PER IL LORO CULTO IDOLATRICO.
    Nello Hilkhoth Akum (V,12) si legge:
    “E’ inoltre proibito menzionare l’Akum; è infatti scritto (Exodus XXIII,13): … non menzionare gli altri dei.”
    3. SI DEVE PARLARE DEI LORO IDOLI CON SPREGIO
    Nello Iore dea (146,15) si legge:
    “I loro idoli devono essere distrutti, o chiamati con nomi spregevoli.”
    Ibidem, (147,5):
    “E’ permesso deridere gli idoli, ed è proibito dire ad un goi: Dio ti aiuti, oppure ti auguro di riuscire.”
    Il rabbino Bechai, spiegando il testo del Deuteronomio sull’odio verso l’idolatria, dice:
    “Le Scritture insegnano di odiare gli idoli e di chiamarli con nomi ignominiosi. Perciò, se il nome di una chiesa è Bethgalia–”casa di magnificenza,” essa dovrebbe essere chiamata Bethkaria – casa insignificante, porcile, latrina. Questa parola karia infatti, denota un luogo basso, un tugurio.”
    In diversi punti gli ebrei danno nomi ignominiosi alle cose cristiane. Non è fuori luogo elencarne qui di seguito alcuni che essi danno a cose e persone considerate care e sante dai cristiani:
    GESU’ viene ignominiosamene chiamato Jeschu- che significa Possano il suo nome e la sua memeoria essere cancellati. In ebraico, il suo vero nome è Jeschua che significa Redenzione (Salvamento).
    MARIA LA MADRE DI GESU’, viene chiamata Charia – sterco, escrementi (tedesco Dreck). In ebraico il suo vero nome è Miriam.
    I SANTI CRISTIANI, per cui la parola in ebraico è Kedoshim, sono chiamati Kededchim, (cinaedos)- uomini effemminati (Fate). Le sante sono chiamate Kedeschoth, Puttane.
    LA DOMENICA viene chiamata il giorno della calamità.
    LA FESTA DI NATALE viene chiamata Nital, che indica sterminio.
    PASQUA non viene chiamata con il suo nome corretto Pesach (Pasqua ebraica), ma Ketsach, che significa abbattere; oppure Kesach, impiccagione.
    UNA CHIESA CRISTIANA non viene chiamata Beth Hattefillah, Casa di Preghiera, ma Beth Hattiflah, Casa di Vanità, Casa del Male.
    I LIBRI DEL VANGELO sono chiamati Aavon Gilaion, Libri di Iniquità.
    I SACRIFICI CRISTINAI sono chiamati Offerte di Sterco. Nel Talmud di Jerusalemme (fol.13b) si trova quanto segue:
    “Colui che li vede mezabbelim (defecare – offrire il sacrificio) di fronte al loro idolo, deve dire (Esodo XXII, 20): Colui che sacrifica ad un idolo, sia completamente distrutto.”
    Il rabbino Iarchi (riferendosi a Num. XXV,3), insegna che i gentili onorano il loro Dio defecando davanti a lui.
    UNA RAGAZZA CRISTIANA che lavora per gli ebrei nel loro giorno di Sabato viene chiamata Schaw-wesschicksel, Immondizia del Sabato.
    4. GLI EBREI NON POSSONO FARE REGALI AI CRISTIANI
    Nello Hilkhoth Akum (X5) si legge:
    “E’ proibito fare regali ai goim. Ma è permesso farli ad un convertito che vive fra gli ebrei; è detto, infatti: ‘Datelo da mangiare al viaggiatore che si ferma nelle vostre città, oppure vendetelo ad un gentile, cioè, vendetelo, non datelo’.”
    Nello Iore Dea (151,11) si legge:
    “E’ proibito fare dei regali all’Akum con il quale l’ebreo non deve intrattenersi amichevolmente.”
    Il Talmud, comunque, permette agli ebrei di fare doni a gentili che egli conosce e dai quali egli spera di avere qualcosa in cambio.
    5. E’ PROIBITO ALL’ EBREO VENDERE LA PROPRIA FATTORIA AD
    UN CRISTIANO
    Nello Iore Dea (334,43) si legge:
    “L’ebreo dovrà essere ripudiato in 24 casi, cioè… 8° caso: Chiunque venda la sua fattoria agli Akum deve essere mandato in esilio – a meno che egli non si impegni a risarcire tutto il danno causato agli ebrei che devono subire un Akum come vicino.”
    6. E’ PROIBITO INSEGNARE UN’ATTIVITA’ COMMERCIALE AI
    CRISTIANI
    Nello Iore Dea (154,2) si legge:
    “Non è permesso insegnare alcuna attività commerciale agli Akum”
    II. SI DEVE DANNEGGIARE IL LAVORO DEI CRISTIANI
    Dato che i goim servono gli ebrei come bestie da soma, essi appartengono agli ebrei con tutte le loro facoltà e la loro vita:
    “La vita di un goi e tutte le sue capacità fisiche appartengono all’ebreo.” (A. Rohl. Die Polem. p.20)
    E’ un assioma dei rabbini che l’ebreo possa prendere qualsiasi cosa appartenga ai cristiani per qualsiasi motivo, anche con la frode; e ciò non può essere definito rubare dato che è semplicemente prendere ciò che gli appartiene.
    Nel Babha Bathra (54b) si legge:
    “Tutte le cose che appartengono ai goim sono come un deserto; il primo che passa e le prende può rivendicarne la proprietà.”
    1. NON SI DEVE FAR SAPERE AI CRISTIANI SE PAGANO UN PREZZO
    TROPPO ALTO AD UN EBREO
    Nel Choshen Hammischpat (183,7) si legge:
    “Se mandi un messaggero a ritirare del denaro da un Akum e l’ Akum paga più di quanto deve, il messaggero può tenersi la differenza. Ma se il messaggero non lo sa, la puoi tenere tu stesso.”
    2. GLI OGGETTI SMARRITI DEI CRISTIANI NON DEVONO MAI
    ESSERE LORO RESTITUITI
    Nel Choshen Hammischpat (226,1) si legge:
    “L’ebreo potrà tenere tutte le cose che trova, se sono di proprietà di un Akum, in quanto sta scritto: Restituisci a tuo fratello ciò che è stato perduto (Deuter. XXII,3). Infatti, colui che restituisce (ai cristiani) un oggetto smarrito pecca contro la Legge in quanto aumenta il potere dei trasgressori della Legge. E’ lodevole, comunque, restituire gli oggetti smarriti, se ciò viene fatto in onore del nome di Dio, cioè, se a causa di ciò gli ebrei saranno lodati e considerate dai cristiani persone d’onore.”
    3. E’ PERMESSO FRODARE I CRISTIANI
    Nel Babha Kama (113b) si legge:
    “E’ permesso ingannare un goy.”
    E nel Choshen Hammischpat (156,5. Hagah) si legge:
    “Se un ebreo fa buoni affari con un Akum, in certi posti non è permesso agli altri ebrei di venire e fare affari con lo stesso Akum. In altri luoghi, comunque, è diverso ed è permesso a un altro ebreo di andare dallo stesso Akum, circuirlo, fare affari con lui e prendere il suo denaro. Infatti la ricchezza dell’ Akum deve essere considerata proprietà comune e appartiene al primo che può appropriarsene. C’è, comunque, chi dice che ciò non va fatto.”
    Nel Choshen Hammischpat (183,7 Hagah) si legge:
    “Se un ebreo fa affari con un Akum e un fratello israelita sopravviene e froda l’ Akum per mezzo di falsi pesi o misure o numeri, egli deve dividere il suo profitto con il suo fratello israelita, dato che entrambi hanno partecipato all’affare, e anche per aiutarlo.”
    4. UN EBREO PU0′ FINGERE DI ESSER UN CRISTIANO PER
    INGANNARE I CRISTIANI
    Nello Iore Dea (157,2. Hagah) si legge:
    “Se un ebreo può ingannarli (gli idolatri) fingendo di essere un adoratore di stelle, gli è permesso farlo.”
    5. AGLI EBREI E’ PERMESSO ESERCITARE L’USURA NEI
    CONFRONTI DEI CRISTIANI
    Nell’Abhodah Zarah (54a) si legge:
    “E’ permesso esercitare l’usura nei confronti degli apostati caduti in idolatria.”
    E nello Iore Dea (159,1) si legge:
    “E’ permesso, secondo la Torah, prestare denaro ad usura ad un Akum. Alcuni anziani comunque negano ciò eccetto nel caso di vita o di morte. Al giorno d’oggi è permesso per qualsiasi motivo.”
    *****
    III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI NELLE QUESTIONI
    LEGALI
    1. ALL’EBREO E’ PERMESSO MENTIRE E GIURARE IL FALSO PER
    FAR CONDANNARE UN CRISTIANO
    Nel Babha Kama (113a) si legge:
    “Il nostro insegnamento è il seguente: Quando un ebreo e un goi appaiono in tribunale, assolvi l’ebreo, se puoi, secondo le leggi d’Israele. Se il goi vince, digli che ciò è quanto la nostra legge richiede. Se, comunque, l’ebreo può essere assolto secondo la legge dei gentili, assolvilo e digli che ciò è fatto secondo le nostre leggi. Se ciò non può essere fatto, procedi con durezza contro il goi, come consiglia il rabbino Ischmael. Il rabbino Akibha, comunque, sostiene che non si può agire con frode per non profanare il Nome di Dio, e per non avere un ebreo rinviato a giudizio per spergiuro.”
    Una nota a margine, comunque, spiega questa precisazione del rabbino Akibha come segue:
    “Il nome di Dio non viene profanato se il goi non sa che l’ebreo ha mentito.”
    E più avanti, il Babha Kama (113b) dice:
    “Il nome di Dio non è profanato quando, per esempio, un ebreo mente ad un goi dicendo: ‘Io ho dato qualcosa a tuo padre, ma egli è morto; tu me lo devi restituire,’ purchè il goi non sappia che tu stai mentendo.”
    2. E’ PERMESSO AD UN EBREO GIURARE IL FALSO CON COSCIENZA
    PULITA
    Nel Kallah (1b, p.18) si legge:
    “Essa (la madre del mazmer) gli disse, ‘Giura davanti a me.’ E il rabbino Akibha giurò con le labbra, ma nel suo cuore invalidò il giuramento.’
    Un concetto simile si trova nello Schabbuoth Hagahoth del rabbino Ascher (6d):
    “Se il magistrato di una città costringe gli ebrei a giurare che non fuggiranno da quella città e che non ne asporteranno cosa alcuna, essi potranno giurare il falso dicendo a se stessi che non fuggiranno quel giorno, e che non asporteranno cosa alcuna dalla città solo in quel giorno.”
    *****
    IV. I CRISTIANI DEVONO ESSERE DANNEGGIATI NELLE COSE
    NECESSARIE ALLA SOPRAVVIVENZA
    Gli ebrei non dovranno risparmiare nessun mezzo per combattere i tiranni che li tengono in questa Quarta Cattività al fine di liberarsene. Essi devono combattere i cristiani con l’astuzia e non fare nulla per evitare che il male li colga: i loro malati non devono essere curati, le donne cristiane non devono essere aiutate durante il parto, e i cristiani non devono essere salvati se in pericolo di morte.
    1. UN EBREO DEVE SEMPRE CERCARE DI INGANNARE I CRISTIANI
    Nello Zohar (I,160a) si legge:
    “Il rabbino Jehuda gli ha detto (al rabbino Chezkia): ‘E’ degno di lode colui che è capace di liberarsi dai nemici di Israele, e sono molto degni di lode i giusti che si liberano da essi e li combattono.’ Il rabbino Chezkia chiese, ‘Come dobbiamo combatterli?’ Il rabbino Jehuda disse, ‘Con saggi consiglierai guerra contro di loro. (Proverbi, cap.24,6). Con che tipo di guerra? Il tipo di guerra che ogni figlio d’uomo deve combattere contro i suoi nemici, e che Giacobbe usò contro Esaù – quando possibile, con l’inganno e la frode. Essi devono essere combattuti senza posa, fino a che il giusto ordine non sia ristabilito. E’ perciò con soddisfazione che dico che noi ci dobbiamo liberare da loro e regnare su di loro.”
    2. NON SI DEVE AIUTARE UN CRISTIANO AMMALATO
    Nello Iore Dea (158,1) si legge:
    “Gli Akum non devono essere curati, nemmeno per denaro, a meno che ciò non provochi la loro inimicizia.”
    3. NON SI DOVRA’ AIUTARE LA DONNA CRISTIANA DURANTE IL
    PARTO
    Nell’ Orach Chaiim (330,2) si legge:
    “Nessun aiuto, benchè minimo, dovrà essere prestato ad una donna Akum durante il parto in giorno di sabato, in quanto il sabato non deve essere violato.”
    4. NON SI DOVRA’ AIUTARE UN CRISTIANO IN PERICOLO DI MORTE
    Nel Choshen Hammischpat (425,5) si legge:
    “Se vedete un eretico che non crede nalla Torah cadere in un pozzo con una scala, affrettatevi immediatamente e portatela via dicendogli ‘Devo andare a prendere mio figlio giù da un tetto. Ti riporterò la scala immediatamente o qualcosa del genere. I Kuthaei, comunque, che non sono nostri nemici e che si prendono cura delle pecore degli israeliti, non devono essere uccisi direttamente, ma non devono essere salvati dalla morte.”
    E nello Iore Dea (158,1) si legge:
    “Gli Akum che non sono nostri nemici non devono essere uccisi direttamente, ciò non ostante essi non dovranno essere salvati dal pericolo di morte. Per esempio, se vedete uno di essi cadere in mare, non tiratelo su a meno che egli non vi prometta del denaro.”
    Maimonide nello Hilkhoth Akum X,1.
    Non licet misereri eorum; quia dicitur: “Ne misereberis eorum”1). Idcirco, si quis viderit Adum pereuntem, vel aquis demersum, ne opem ferat. Si eum morti proximum viderit, ne eripiat morti. Attamen manu sua eum perdere, praecipitem in puteum dare, vel siquid huic simile, nefas est, quia nobiscum bellum non gerit.
    Maimonide, nello Hilkhoth Akum (X,1) dice:
    “Non abbiate pietà di loro: infatti, è detto (Deuter. VII,2): Non mostrate loro pietà. Perciò, se vedete un Akum in difficoltà o annegare, non andate in suo aiuto. E se egli fosse in pericolo di morte, non salvatelo. Ma non è giusto ucciderlo con la vostra mano spingendolo nel pozzo o in altro modo, dato che essi non sono in guerra contro di noi.”
    Articolo II – I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI
    INFINE, il Talmud comanda che i cristiani siano uccisi senza pietà. Nell’ Abhodah Zarah (26b) si legge:
    “Eretici, traditori e apostati devono essere gettati in un pozzo e non devono essere soccorsi.”
    E nel Choshen Hammischpat (388,10) si legge:
    “Le spia dovrà essere uccisa, anche ai nostri giorni, dovunque si trovi. Essa può essere uccisa anche prima che confessi. E anche se ammette di aver voluto solo far del male a qualcuno, e se il male che voleva fare non era molto grande, è sufficiente per condannarla a morte. Essa comunque deve essere avvertita di non confessare in questa maniera. Ma se impudentemente essa dice “No, lo confesserò!” allora dovrà essere uccisa, il prima possibile. Se non c’è tempo per avvertirla, non è necessario farlo. Alcuni dicono che un traditore deve essere messo a morte solo quando è impossibile liberarsene mutilandolo, cioè, tagliandogli la lingua o strappandogli gli occhi, ma se ciò è possibile non dovrà essere ucciso, dato che egli non è peggiore di altri che ci perseguitano.”
    E nello Choshen Hamm.di nuovo (388,15) si legge:
    “Se si può dimostrare che qualcuno ha tradito Israele tre volte, o che ha dato il denaro di israeliti agli Akum, si dovrà trovare il modo, dopo prudente considerazione, di eliminarlo dalla faccia della terra.”
    *****
    Quinimo, ipsum studium Legis Iudaeorum mortis poenam meretur.
    Sanhedrin 59 a:
    R. Iochanan dicit: Goi scrutans legem, reus est mortis.
    Il cristiano che viene scoperto a studiare la Legge d’Israele merita la morte. Nel Sanhedrin (59a) si legge:
    “Il rabbino Jochanan dice: Un goi che ficca il naso nella Legge è colpevole di morte.”
    II. Occidendi sunt Baptisma suscipientes Iudaei.
    Hilkhoth Akum X,2:
    Haec dicta sunt 1) de idolatris. Sed Israelitarum illos, qui a religione desciverint, vel Epikurei evaserint, trucidare, atque ad inferos usque persequi iubemur. Quippe affligunt Israelem, populumque a Deo avertunt.
    II. GLI EBREI BATTEZZATI DEVONO ESSERE MESSI A MORTE
    Nello Hilkhoth Akum (X,2) si legge:
    “Queste cose (supra) si intendono per gli idolatri. Ma anche gli israeliti che lasciano la loro religione e diventano epicurei devono essere uccisi e noi dobbiamo perseguitarli fino alla fine. Infatti essi affliggono Israele e distolgono il popolo da Dio.”
    *****
    E nello Iore Dea (158,2 Hagah) si legge:
    “I rinnegati che si rivolgono ai piaceri degli Akum, e che ne rimangono contaminati adorando le stelle e i pianeti come essi fanno, devono essere uccisi.”
    In modo simile, si dice nello Choshen Hammischpat (425,5):
    “Gli ebrei che diventano epicurei, che si danno all’adorazione delle stelle e dei pianeti e peccano maliziosamente; anche coloro che mangiano la carne di animali feriti, o che vestono abiti vani, meritano il nome di epicurei; in simil modo, coloro che negano la Torah e i Profeti d’Israele – la legge è che tutti questi debbano essere uccisi; e coloro che hanno il potere di vita e di morte devono farli uccidere; e se ciò non potesse essere fatto, essi dovranno essere portati alla morte con l’inganno.”
    Qui sint isti abnegantes Legem, clare demonstrat R. Maimon in Hilkhoth Teschubhah III, 2).
    Tres sunt classes negantium Torah: 1. Qui dicunt non a Deo datam esse Torah, aut (non a Deo) saltem unum eius versum, saltem verbum unum, sed (tenent) Moysen a seipso hoc dixisse, omnis (qui ita dicit) abnegat Legem. 2. Qui abiiciunt eius explicationem, quae dicitur Torah oralis (Mischnah), neque agnoscunt eius doctores, quemadmodum (fecerunt) Tsadok 3) et Baithos 4). 3. Qui di-
    Il rabbino Maimonide, nello Hilkhoth Teschubhah (III,8), fornisce l’elenco di coloro che vengono considerati negatori della Legge:
    “Ci sono tre categorie di persone che negano la Legge della Torah: 1) Coloro che dicono che la Torah non è stata data da Dio, almeno un verso o una parola di essa (sic), e che dicono che è stato tutto lavoro di Mosè; 2) Coloro che rifiutano la spiegazione della Torah, cioè, la Legge Orale della Mischnah, e coloro che non riconoscono l’autorità dei Dottori della Legge, come i seguaci di Tsadok (Sadducei) e di Baithos; 3) Coloro che dicono che Dio ha cambiato la Legge per un’altra Nuova Legge, e che la Torah non ha più nessun valore, anche se essi non negano che fu data da Dio come credono i cristiani e i turchi. Tutti costoro negano la Legge dalla Torah.”
    III. I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI PERCHE’ SONO
    TIRANNI
    Nello Zohar (I,25a) si legge:
    “I Popoli della Terra sono idolatri, e su di loro è stato scritto: Che siano spazzati via dalla faccia della terra: Distruggete la memoria degli Amalechiti. Essi sono ancora con noi in questa Quarta Cattività, cioè, i Principi (di Roma) …. che, in realtà, sono amalechiti.”
    1. QUESTI PRINCIPI DEVONO ESSERE UCCISI PER PRIMI
    Perchè se viene loro permesso di vivere, la speranza della liberazione degli ebrei è vana, e le loro preghiere di libe razione da questa Quarta Cattività saranno inefficaci. Nello Zohar (I,219b) si legge:
    “E’ certo che la nostra cattività durerà fino a quando i principi dei gentili che adorano gli idoli non saranno distrutti.”
    E ancora nello Zohar (II,19a) si legge:
    “Il rabbino Jehuda ha detto: Venite a vedere come stanno le cose; come i principi hanno assunto potere sopra Israele e gli israeliti non protestano. Ma, quando cade il principe, la loro contentezza si fa sentire. Sta scritto che: il Re degli Egiziani morì e subito i figli d’Israele furono liberati dalla cattività; essi lanciarono grida e la loro voce salì a Dio.”
    2. IL PRINCIPATO CHE HA PER CAPITALE ROMA E’ QUELLO CHE
    GLI EBREI DEVONO ODIARE PIU’ DI TUTTI
    Lo chiamano il Regno di Esaù e degli Edomiti, il Regno dell’Orgoglio, il Regno del Male, Empia Roma. L’impero Turco viene chiamato il Regno degli Ismaeliti, che essi non desiderano distruggere. Il Regno di Roma, comunque, deve essere sterminato, perchè quando la corrotta Roma sarà distrutta, la salvezza e la libertà verranno al Popolo Eletto di Dio.”
    R. David Kimchi scribit diserte in Obadiam29:
    Quidquid dixerunt Prophetae de vastatione Edom in ultims diebus, id de Roma intellexerunt, ut explicavi in Iesaia in versu “Accedite gentes ad audiendum”3). Etenim, quando vastabitur Roma, erit redemptio Israelitarum.
    Il rabbino David Kimchi scrive come segue nell’Obadiam:
    “Ciò che i Profeti predissero sulla distruzione di Edom negli ultimi giorni lo riferivano a Roma, come spiega Isaia (ch.34,1): Avvicinatevi, o nazioni, ed ascoltate… Quando Roma sarà distrutta, Israele sarà redenta.”
    Anche il rabbino Abraham dice la stessa cosa nel suo libro Tseror Hammor, sezione Schoftim:
    “Non appena Roma sarà stata distrutta, noi saremo redenti.”
    IV. INFINE, TUTTI I CRISTIANI, INCLUSI I MIGLIORI FRA DI
    LORO, DEVONO ESSERE UCCISI.
    -113-
    Abhodah Zarah 26b. Tosephoth:
    Optimus inter Goim occidi meretur.
    Multoties haec phrasis repetita occurrit in diversis libris Iudaeorum, licet non iisdem verbis. V.g.: R. Sal. Iarch in Exodi cap.XIV, v. 7 editionis Amstelodamiensis1) dicit:
    Nell’ Abhodah Zarah (26b, Tosephoth) si legge:
    “Anche il migliore dei Goim dovrebbe essere ucciso”
    Lo Shulchan Arukh, dopo le parole dello Iore Dea (158,1) che dicono che coloro fra gli Akum che non fanno del male agli ebrei non devono esser uccisi, cioè coloro che non fanno guerra ad Israele, così spiega la parola Milchamah – guerra:
    “Ma in tempo di guerra gli Akum devono essere uccisi in quanto sta scritto: ‘I buoni fra gli Akum meritano di essere uccisi, ecc.”
    *****
    V. L’EBREO CHE UCCIDE UN CRISTIANO NON COMMETTE PECCATO,
    MA OFFRE UN SACRIFICIO ACCETTO A DIO
    V. Iudaeus occidens Christianum non peccat, sed offerre dicitur Deo acceptabile sacrificium.
    Sepher Or Israel 177b3):
    Dele vitam Kiphoth et occide ea; gratus enim eris Divinae Maiestati sicut ille, qui offert oblatum incensi.
    Nello Sepher Or Israel (177b) si legge:
    “Togli la vita ai Kliphoth e uccidili, e piacerai a Dio come uno che Gli offre incenso.”
    E nello Ialkut Simoni (245c. n.772) si legge:
    “Colui che sparge il sangue degli empi è tanto accetto a Dio quanto colui che offre un sacrificio a Dio.”
    VI. DOPO LA DISTRUZIONE DEL TEMPIO A GERUSALEMME, L’UNICO
    SACRIFICIO NECESSARIO E’ LO STERMINIO DEI CRISTIANI
    Nello Zohar (III,227b) Il Buon Pastore dice:
    “Il solo sacrificio necessario è che togliamo l’immondo di mezzo a noi.”
    Lo Zohar (II,43a), spiegando il precetto di Mosè sulla redenzione del primogenito di un asino che si ottiene con l’offerta di un agnello, dice:
    “L’asino sta per il non ebreo, che deve essere redento con l’offerta di un agnello, che è il gregge disperso di Israele. Ma se egli rifiuta di essere redento, allora gli si rompa il cranio… Essi dovrebbero essere cancellati dal libro dei viventi, in quanto su di loro è detto: Colui che pecca contro di me, io lo toglierò dal libro della vita.”
    VII. COLORO CHE UCCIDONO I CRISTIANI AVRANNO UN POSTO
    ELEVATO IN CIELO
    Nello Zohar (1,38b, e 39a) si legge:
    “Nei palazzi del quarto cielo si trovano coloro che emisero lamenti su Sion e Gerusalemme, e tutti coloro che distrussero le nazioni idolatre… e coloro che uccisero gente che adorava gli idoli sono vestiti con vesti di porpora in maniera che possano essere riconosciuti e onorati.”
    VIII. GLI EBREI NON DEVONO MAI CESSARE DI STERMINARE I
    GOIM; NON DEVONO MAI LASCIARLI IN PACE E NON DEVONO
    MAI SOTTOMETTERSI A LORO.
    Nello Hilkhoth Akum (X,1) si legge:
    “Non mangiate con gli idolatri, non permettete loro di adorare i loro idoli; è infatti scritto: Non stabilite contratti con loro, non mostrate loro misericordia (Deuter. cap. 7, 2). O li distogliete dai loro idoli o li uccidete.”
    Ibidem (X,7):
    “Non si dovrà permettere a nessun idolatro di rimanere nei luoghi dove gli ebrei sono forti…”
    IX. TUTTI GLI EBREI SONO OBBLIGATI AD UNIRSI INSIEME PER
    DISTRUGGERE I TRADITORI CHE SONO IN MEZZO A LORO
    Nel Choshen Hammischpat (338,16) si legge:
    “Tutti gli abitanti della città sono obbligati a contribuire alla spesa dell’uccisione di un traditore, anche coloro che devono pagare altre tasse.”
    X. NESSUNA FESTA, NON IMPORTA QUANTO SOLENNE, PUO’
    IMPEDIRE LA DECAPITAZIONE DI UN CRISTIANO
    Nel Pesachim (49b) si legge:
    “Il rabbino Eliezer disse: E’ permesso tagliare la testa di un ‘idiota’ (uno degli abitanti della terra) nella festa della Riconciliazione quando cade in giorno di Sabato. I suoi discepoli gli dissero: rabbino, dovresti piuttosto dire sacrificare. Ma egli rispose: Niente affatto, è infatti necessario pregare mentre si sacrifica, e non c’è bisogno di pregare quando si decapita qualcuno.”
    XI. IL SOLO SCOPO DI TUTTE LE AZIONI E PREGHIERE DEGLI
    EBREI DEVE ESSERE QUELLO DI DISTRUGGERE LA RELIGIONE
    CRISTIANA
    Gli ebrei dipingono il Messia e Liberatore che aspettano come un persecutore che infliggerà grandi calamità ai non giudei. Il Talmud elenca tre grandi mali che colpiranno il mondo quando il Messia verrà. Nello Schabbath (118a) si legge:
    “Chiunque mangia tre pasti di Sabato sarà salvato dai tre mali: dalle punizioni del Messia, dalle pene dell’inferno e dalla guerra di Magog; infatti sta scritto: Ecco, Io vi manderò Elia il Profeta prima che venga il ‘Giorno’ del Signore, ecc.”
    XII. NELLE LORO PREGHIERE GLI EBREI SOSPIRANO LA
    VENUTA DEL MESSIA VENDICATORE, SPECIALMENTE NELLA
    VIGILIA DELLA PASQUA (EBRAICA):
    “Scarica la tua ira sulle nazioni che non ti conoscono, e sui regni che non invocano il tuo nome; Scarica la tua indignazione su di loro e che la tua ira di vendetta li prenda; Perseguitali e distruggili con ira da sotto i cieli del Signore.”
    Essi pregano anche come segue:
    “Per quanto tempo rimarrà la tua forza prigioniera e per quanto tempo giacerà la tua bellezza sotto la mano dell’oppressore? O Dio! Mostra la tua forza e il tuo zelo contro i nostri nemici; spezza la loro forza e confondili…”
    E ancora:
    “Recidi la speranza dell’ingiusto; fa che tutti gli eretici periscano immediatamente; sradica, spezza, e distruggi il Regno Orgoglioso; affrettati a rendere tutti i popoli soggetti nei nostri giorni.”
    *****
    Esattamente allo stesso tempo, il Venerdì Santo, quel “Prinicipe dell’Impero Orgoglioso” di Roma, il Papa, prega e ordina a tutti in tutto il mondo di pregare per tutti gli “eretici” e coloro che sono “persi” come segue:
    “Preghiamo per i perfidi giudei: che il Signore nostro Dio possa togliere il velo dai loro cuori, che possano riconoscere Gesù Cristo nostro Signore.
    “Dio Onnipotente ed Eterno, che non escludi nemmeno gli ebrei dalla tua misericordia: ascolta le nostre preghiere che offriamo per la cecità di quel popolo che, riconosciuta la luce della tua verità, che è Cristo, possa uscire dalle sue tenebre, Per Gesù Cristo nostro Signore…”
    COME SON BELLI I TUOI PADIGLIONI, O GIACOBBE,
    E LE TUE TENDE, O ISRAELE!
    (Num.24,5)
    EPILOGO
    Al gentile lettore:
    In questo lavoro, ho citato passi di pochissimi fra i libri talmudici che fanno riferimento ai cristiani. Per amore di brevità e per risparmiare il cuore sensibile del lettore, ne ho omesso molti altri che avrebbero potuto essere inclusi. Questi testi che ho citato, comunque, dovrebbero essere sufficienti per dimostrare quanto false siano le affermazioni degli ebrei quando sostengono che non c’è niente nel Talmud che insegni l’odio e l’inimicizia verso i cristiani.
    Se lo studio delle orribili bestemmie di questo libro dovesse risultare rivoltante per il lettore, che egli non me ne voglia. Non ho detto, all’inizio, che avrei narrato qualcosa di piacevole, ma solamente che avrei dimostrato ciò che veramente il Talmud insegna sui cristiani, e non credo che avrei potuto farlo in maniera più appropriata.
    Mi rendo conto, comunque, che, dato che la verità non piace a tutti, molti mi diverranno nemici per aver in tal modo testimoniato la verità. Ciò mi è stato ricordato sia dalle leggi del Talmud stesso che minaccia di morte i “traditori”, e ancor più, dagli avvertimenti di coloro che hanno avuto esperienza delle azioni che gli ebrei intraprendono contro coloro che rendono note cose a loro sfavorevoli. Hanno tutti predetto che perirò per mano degli ebrei. Cercando di dissuadermi dal continuare il mio lavoro, alcuni mi hanno pregato di ricordare la sorte del Professor Charini, che fu ucciso all’improvviso dopo aver incominciato a tradurre il Talmud in lingua vernacolare. Altri mi hanno ricordato la sorte del monaco Didacus di Vilna, un convertito dal giudaismo che fu crudelmente assassinato; altri mi hanno ricordato di coloro che erano stati perseguitati per aver rivelato segreti della religione ebraica. Altri ancora, mi hanno messo in guardia contro i pericoli in cui sarebbero incorsi i miei cari. “Wszak ciebie wydzi zabij”* mi si ripeteva centinaia di volte.
    Il libro che tu ora tieni in mano è la miglior prova che non ho dato retta agli avvertimenti dei miei amici. Ho considerato indegno di me stesso rimanere in silenzio solo per amore della mia sicurezza personale, mentre il conflitto imperversa fra i due campi dei “Semiti” e degli “Antisemiti,” entrambi dei quali sostengono di combattere per la verità, mentre io so che la verità completa non si trova in nessuno dei due campi.
    Ma qualsiasi cosa mi succeda a causa di ciò che ho fatto, sarò lieto di sopportarla. Sono disposto a offrire la mia vita -
    CHE IO POSSA TESTIMONIARE LA VERITA’ (Gio. 18,37)
    I.B. Pranaitis
    *****
    *”Ma gli ebrei ti uccideranno” – Traduzione polacca -
    (Circa il contenuto dell’Epilogo, è tristemente significativo ricordare che Padre Pranaitis trovò in effetti la morte come previsto per mano dei suoi nemici durante la rivoluzione bolscevica – n.d.r.)
    *****
    E’ evidente che queste affermazioni che noi abbiamo potuto leggere giustificano, contro gli autori di tali blasfemie contro Cristo, dunque contro questi ebrei che hanno fatto tali affermazioni anti cristiane , le parole di Cristo: “voi avete per padre il diavolo”.
    Carlo Maria di Pietro (WebMaster e Promoter della M.S.M.A.)

    • mirandabaccini scrive:

      Quanto odio e antisemitismo.Nella storia non mi risulta che gli ebrei abbiano fatto tanto male ai cristiani ,il contrario si invece.La famosa stella gialla.Io invece sono orgogliosa di essere giudeo-cristiana e di amare tanto Gesù ebreoE sua madre erea.

  3. Alessia scrive:

    E si è domandato perchè la polemica e lo stop al dialogo hanno interessato solo l’Italia? Ha letto il peszzo di Giorgio Israel e Andrea Monda sul Foglio, per me illuminanti? Trova i testi sul blog di Raffaella.

  4. Marina scrive:

    Ma come sono buoni questi “fratelli maggiori”,popolo eletto di dio.

    I rabbini israeliani a Olmert: anche se uccidi un milione di Palestinesi, non importa
    Scritto il 2009-01-18 in News
     
    18.1.2009
     
    GAZA (Palestinian Information Center) – Un articolo pubblicato sabato 17 gennaio dal giornale saudita Al-Watan ha rivelato che i rabbini ebrei nell’entità sionista hanno proclamato un editto religioso che permette l’assassinio di donne e bambini palestinesi e assolve ogni Ebreo che commetta questi atti orribili.  
    Secondo il giornale, i rabbini ritengono che i massacri israeliani nella Striscia di Gaza siano in linea con gli insegnamenti ebraici che considerano queste uccisioni come “punizioni di massa dei nemici”.
    Il giornale aggiunge anche che uno dei rabbini ha espresso l’opinione che non vi sarebbe nessun problema nello sterminare il popolo palestinese, anche se un milione o più di loro venisse ucciso per mano delle truppe di occupazione.
    Il giornale segnala che, citando versi dal Libro della Genesi, il rabbino ebreo Mordechai Elyaho – riferimento della corrente religiosa popolare nell’entità sionista – ha inviato al premier uscente Ehud Olmert una lettera settimanale contenente articoli che permettono agli Ebrei di mettere in pratica l’idea della punizione di massa contro i nemici, in accordo con l’etica della guerra nella Torah.
    “Questa regola può essere applicata anche al caso di Gaza, in quanto tutti gli abitanti di Gaza sono responsabili, perché non fanno nulla per fermare il fuoco delle Brigate Al Qassam”, ha detto Elyaho nella sua lettera ad Olmert, sollecitandolo a continuare l’aggressione militare contro i Palestinesi perché “nuocere ai Palestinesi innocenti è una cosa legittima”.
    E’ stato citato anche Yesrael Rozin, un altro rabbino fanatico, che ha detto che la legge della Torah autorizza l’uccisione di uomini, donne, anziani, neonati e animali (del nemico), aggiunge inoltre il giornale.Per parte sua, il rabbino Shlomo Elyaho ha sottolineato che “Se noi uccidiamo 100 dei loro ma loro rifiutano di smetterla (di lanciare razzi), allora dovremmo ucciderne 1000; e se noi uccidiamo 1000 dei loro e loro non la smettono, allora dovremmo ucciderne 10.000 e dobbiamo continuare ad ucciderli anche se arrivano ad un milione, con tutto il tempo necessario per ucciderli. I Salmi dicono: Io devo continuare a cacciare i miei nemici ed a fermarli, ed io non smetterò fino a che non li avrò completamente finiti”, ha detto il rabbino secondo il giornale.
    (

    • mirandabaccini scrive:

      il lavaggio del cervello pro palestinese, nascondendo quella che è la realtà ha dato i suoi buoni frutti.Leggere Gerusalemme Gerusalemme di La Pierre,storia obiettiva, forse chiarirà le idee a qualcuno.

  5. MARCO D. scrive:

    Temo che ci siamo soprattutto motivazioni politiche e di vecchi pregiudizi che rimangono nel profondo.
    La scelta del Vaticano di rimanere equidistante sempre e comunque nel conflitto arabo-palestinese non è un aspetto secondario.
    Proprio all’ultima trasmissione di Santoro la disperazione della ragazza ebrea (che vive in Italia) davanti al muro di menefreghismo che giovani italiani e giovani italo-islamiche dimostravano verso le sofferenze e i lutti israeliani, mi ha fatto ancora di più capire che forse sbagliamo.
    Non capiamo che se un santo come Giovanni Paolo II li ha chiamati “fratelli maggiori”, ci sarà pure un motivo. Se sono fratelli maggiori, vuol dire che li consideriamo un gradone superiori alle altre religioni (Islam compreso, che noi erroneamente continuiamo a considerare “religione del Libro”).
    Questo però deve avere delle conseguenze pratiche, se no sono solo belle parole.
    GP II era un sincero amico degli ebrei, perché li aveva frequentati fin da bambino. Aveva amici veri fra di loro.
    Benedetto XVI, dopo Ratisbona, il punto più alto del suo Pontificato, ha chiesto poi quasi scusa. Se è vero che le incertezze dei vescovi non ricadono sul Papa, è anche però evidente al mondo ebraico, che la Chiesa sembra più interessata a farsi amare dai mussulmani che dagli ebrei, che sono innocui, perché tanto simili a noi (chissà perché?).
    Il card. Martino non è uno qualunque, il card. Martini, nel suo ultimo libro, fa elogi all’Islam. E lo fa da Gerusalemme…
    Insomma, proviamo qualche volta a metterci nei panni degli ebrei, di tutti, anche di quelli di Israele.
    Chi non prega, perché ci sia il “miracolo” (perché tale è, siamo seri) di un accordo fra le due parti, che si odiano da secoli.
    Chi non vorrebbe la pace universale?
    Chi non vorrebbe che non morisse mai nessuno per colpa di un conflitto?
    Ma purtroppo siamo uomini e nella storia qualche intervento armato ha anche risolto guerre (qualcuno si è scandalizzato della distruzione delle città tedesche, dei bambini tedeschi, italiani e giapponesi uccisi dai bombardamenti a tappeto alleati?).
    Vogliamo pensare alla guerra civile spagnola?
    Se non fossero intervenute le truppe di Franco (che non erano tenere), ci sarebbe stato ancora un cristiano in Spagna?
    Quale fu l’atteggiamento della Chiesa allora?
    Fino a quando esisteva lo Stato della Chiesa, anche il Papa si difendeva con le armi quando veniva attaccato. Magari anche contrattaccando. E non morivano padri di famiglia? Le truppe pontificie non usavano cannoni? E i cannoni non uccidevano? Non distruggevano?
    E che fine faceva chi violava il territorio pontificio, diremmo oggi, con comportamenti terroristici?

    Gli Ebrei, come gli Arabi, avranno una certa propensione al vittimismo, ma è probabile che non si sentono, come succede da secoli, amati da quasi nessuno. E se il Papa ha mostrato simpatia, almeno da gran parte dei cattolici e del clero c’è condanna e freddezza. Forse non era il momento per far tornare alla memoria quella preghiera, peraltro in linea col Vangelo.

    Ma sarebbe stato giusto aggiungere qualcosa, tanto per essere equi: “Per i nostri fratelli ebrei e per gli islamici, perché le grandi fedi monoteiste possano un giorno riconoscere Cristo come unico Signore, vero Dio e vero uomo”.

  6. Alessandro scrive:

    Mah, leggendo la “prolusione” della signora Marina mi convinco invece che tra cattolici ed ebrei ci deve essere un positivo rapporto. Il Rabbino di New York Jacob Neusner pochi giorni fa in una intervista ad un giornale italiano affermava di non condividere l’opinione del Rabbino di Venezia sul dialogo tra ebrei e cattolici. “Questo dialogo ha dato un grande contributo al reciproco scambio tra le diverse fedi. Tra l’altro gli impegni dei Pontefici successori di Pio XII, Giovanni XXII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e Benedetto XVI rappresentano una pietra miliare per il futuro dei nostri rapporti”. E per quanto riguarda la preghiera del Venerdì Santo, “tutte le religoni pregano per l’illuminazione degli “altri”. E poi “Bnedetto XVI non ha tradito gli impegni presi di mantenere buone relazioni tra cattolici-cristiani ed ebrei”. L’intervista è lunga ma dimostra che non tutti i rabbini sono rigidi nei confronti del Papa. E poi ritornando alla prolusione della signora Marina, con tutto rispetto, oltre a farmi aumentare la stima per gli ebrei pur non condividendo certi giudizi di alcuni di loro-ma non tutti come si è visto con il rabbino americano- sul Papa, può essere utile come documento storico anche se un pò sorpassato in tanti suoi aspetti. A me, cattolico- quando le ho visitate-, a tutte le guide ebree delle sinagoghe d’europa ho sempre detto di essere cristiano e che mi sentivo vicino all’esperienza del popolo ebraico, minimo mi hanno stretto la mano; in altri casi come a Praga e Amsterdam, abbracciato con grande commozione che dei cattolici fossero rispettosi e attenti alla cultura e storia giudaica. E poi mi preoccuperei più dell’estremismo islamico che soggioga i cristiani in meidoriente o in Asia, piuttosto che gli ebrei con i quali si posono avere divergenze ma alla fine un punto d’incontro lo si trova. Ricordate che tutt’ora l’Islam, anche se i moderati- sempre pochi purtroppo- non ne fanno più riferimento, ha come obiettivo quello di rendere i cristiani dei Dhimmi, schiavi del “califfo”.Cordialmente

  7. Leo scrive:

    Il giudaismo post-biblico (talmudico) è cosa assolutamente diversa dall’ebraismo di Gesù Cristo.

  8. Vincenzo scrive:

    “Per la Chiesa Cattolica, riscrivere il Vangelo e le Lettere di San Paolo, non è assolutamente possibile, neanche per far piacere ai …Fratelli Maggiori”…. questa riflessione del Dott.A.Tornielli, per me, “dice tutto”… Quanto all’interrogarsi sul motivo di questa”attenzione”che molti Ebrei osservanti, riservano ultimamente alla Chiesa Cattolica, penso sia da attribuirsi al fatto che, negli ultimi 40 anni,la prevalente interpretazione delle determinazioni concilari(anche se non rivolte al rapporto con l’Enraismo)devono aver dato, un’impressione di DEBOLEZZA… . Proprio, la stessa DEBOLEZZA, che devono aver intravisto gli Islamici, e che ha spinto, di conseguenza, anch’essi, “all’attacco della Cristianità, nella di sua roccaforte,l’Europa”.
    In ogni caso, è del tutto irriutuale ed altamente offensivo (oltrechè, spero, inutile…), che un Rabbino pretenda di essere preso sul serio quando si permette di “rimbrottare” il Pontefice della Chiesa Cattolica.
    L.J.C.

  9. bruno volpe scrive:

    concordo. suggerisco di leggere su http://www.pontifex.roma.it lettura di padre perrella su Medjugorie e Vicini ex ct della nazionale definisce la bestemmia in campo da… cartellino giallo bv

  10. Francesco73 scrive:

    Il mistero, Andrea, si spiega con quello che anche tu sai benissimo.
    E cioè che – pure al netto delle condizioni storiche, del clima mondiale, dei barometri geopolitici (e negli ultimi anni tutto ciò era sul quadrante negativo) – mille e mille cose scritte, e predicate, e riflettute non integrano la forza di un gesto.

    La reintroduzione della preghiera pro judaeis è appunto un gesto, che vale come tale a prescindere dalle intenzioni.
    Perchè accade così, c’è poco da fare.

    E questo gesto, appunto, compromette inevitabilmente molto di ciò che pur è stato fatto dal medesimo autore, nel senso del dialogo, dell’amiciza e del rispetto autentico.

    Che dici? Occorre riflettere sulla forza dei gesti o è solo roba buona al massimo per qualche pontefice rockstar?

  11. Curioso scrive:

    Oh Tornielli, mi scusi la franchezza, ma glielo devo proprio dire: lei ci è o ci fa ?

    “Perché solo ora si considera questa preghiera uno stop al dialogo? Perché i breviari post-conciliari sono andati bene fino ad oggi? Vi confesso che per me rimane un mistero…”

    Oh Tornielli, SVEGLIA !

    Il perchè è che NOSTRO SIGNORE GESU’CRISTO E’ SEGNO DI CONTRADDIZIONE, IERI, OGGI E PER TUTTI I SECOLI DEI SECOLI !!!

    Oh Tornielli, il perchè è che per noi NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO E’ IL VERBO DEL PADRE, IL MESSIA, DIO DA DIO, LUCE DA LUCE, DIO VERO DA DIO VERO, GENERATO NON CREATO, DELLA STESSA SOSTANZA DEL PADRE … per i signori da lei citati IL SIGNORE è un mentitore, un imbroglione, un posseduto (e qui mi fermo … ma potrei proseguire … ma mi manca lo stomaco).

    Oh Tornielli il perchè – ed è il DEFINITIVO PERCHE’ – è che NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO E’ RISORTO, E’ VERAMENTE RISORTO, ALLELUIA !
    Mentre per i signori da lei citati il suo cadavere è stato sottratto dai suoi discepli ed è marcito …

    Oh Tornielli, scendi dalla pianta, come si dice a Milano !

    Senza rancore, mi creda.

  12. filippo scrive:

    Il dialogo presuppone il riconoscimento reciproco della dignità e della differenza.
    La presa di posizione del rabbino di Venezia, invece, sembra partire dal presupposto dell’ignoranza della fede cristiana: una fede fondata sull’apostolato e sulla preghiera per la salvezza di tutte le genti, quindi anche del popolo ebraico.
    Dobbiamo inoltre rilevare che il mondo della stella di Davide è piuttosto eterogeneo e manca di una guida unitaria. Cosicchè le opinioni sul confronto con i cristiani appaiono diversificate.
    In ogni caso, caro Andrea, io mi preoccuperei maggiormente delle DIVISIONI TRA NOI CRISTIANI, che ci vedono (periodicamente) addirittura protagonisti di scontri fisici all’interno del Santo Sepolcro.
    Per questa ragione, ogni anno, la Chiesa Cattolica dedica una settimana alla preghiera per l’ UNITA’ DEI CRISTIANI.
    Abbiamo prima mortificato e poi smembrato Cristo. Prima ancora di guardare a Sion, incontriamoci sotto la Croce.

  13. Curioso scrive:

    Leo Scrive: January 20th, 2009 at 8:37 pm

    Il giudaismo post-biblico (talmudico) è cosa assolutamente diversa dall’ebraismo di Gesù Cristo.

    Bravo ! E’ qui TUTTA la fonte degli equivoci, sia quelli in buona fede, sia quelli in cattiva fede !!

    Solo un appunto: lei dice “diversa”, io dico OPPOSTA. E il motivo è semplice, semplice: perchè OPPOSTA è l’attitudine verso il Messia. L’ebraismo di Gesù Cristo, o più propriamente veterotestamentario, ATTENDEVA con cuore pieno di speranza e di amore il Messia (con tutte le eccezioni e le cadute e riprese del caso …); il giudaismo post-biblico (talmudico) HA RESPINTO il Messia.
    Qui è tutta e solo la ABISSALE differenza: fra AMARE il Cristo venturo e ODIARE il Cristo venuto (nella carne).

  14. Francesco73 scrive:

    Il dialogo presuppone il riconoscimento reciproco, ma anche la forza dirompente dei gesti.
    Qualcuno deve spingersi un pò più avanti, andare oltre, scompaginare, provocare positivamente, urtare con l’implausibile logica della forza debole.

    Questo mi parrebbe un dialogo profetico.

    Poi, dopo questo, viene il tempo della “registrazione”, ovvero equilibrare e ricomporre gli inevitabili eccessi.
    Ma appunto, dopo.

    E’ la fase del dialogo in senso teologico.
    O, se preferite, politico.

  15. Physikelly scrive:

    Segnalo, per chi non l’avesse ancora letto:

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=5483&ID_sezione=&sezione=

    17/1/2009

    Cristiani ed ebrei fratelli divisi

    di ENZO BIANCHI

  16. Curioso scrive:

    Mannaggia, mi accorgo che ho scritto una bestialità in

    Curioso Scrive: January 20th, 2009 at 9:58 pm

    il perchè è che per noi NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO E’

    mi correggo:

    “… il perchè è che NOSTRO SIGNORE GESU’ CRISTO E’…”

    “per noi” lo butto senz’altro nella spazzatura, mannaggia a ste due paroline, me le deve aver suggerite il diavolo custode … ‘fanculo a lui e a quelli come lui !

  17. filippo scrive:

    La “forza dirompente” del gesto, di cui parla francesco73, è un concetto che non mi sembra possa essere associato ad una preghiera, che ha lo scopo di chiedere a Dio la conversione degli ebrei.
    La politica della Chiesa Cattolica non può sempre rispondere a criteri compromissori o politically correct.
    Se crediamo che Cristo è salvezza, lo crediamo per il mondo intero, ebrei, atei, agnostici e affini compresi…
    Se qualcuno si offende per questo, beh, allora non conosce quello in cui crediamo.
    Cosicchè il dialogo con chi ignora o vuole ignorare la nostra fede diverrebbe un dialogo tra sordi.
    Già tra noi cristiani, del resto, il livello di sordità rischia di divenire “assordante”….

  18. Curioso scrive:

    Alessandro Scrive: January 20th, 2009 at 8:18 pm

    E poi mi preoccuperei più dell’estremismo islamico che soggioga i cristiani in meidoriente o in Asia, piuttosto che gli ebrei con i quali si posono avere divergenze ma alla fine un punto d’incontro lo si trova.

    Lo vada a dire ai cristiani di Gaza … e poi cominci a correre …

  19. Cherubino scrive:

    mi sembra che l’articolo di Enzo Bianchi, di cui Pkysikelly ha postato il link, sia di una chiarezza esemplare.

  20. filippo scrive:

    E’ vero, Cherubino.
    L’articolo di Enzo Bianchi è esemplare.
    Ne copio un passo:
    “….i cristiani nella loro preghiera intercedono per tutti gli uomini, chiedono che «tutti siano salvati e giungano alla conoscenza della verità» (1Tm 2,4); e poiché essi amano con tutto il cuore Gesù Cristo loro speranza, desiderano che la loro beatitudine nel sentirsi discepoli, fratelli di Gesù e figli di Dio in lui Figlio di Dio, sia condivisa dagli altri uomini. Non possono fare altrimenti, se non vogliono aprirsi a una schizofrenia nella fede, mettendo tale fede tra parentesi ogni volta che pregano per gli ebrei…”
    Il Dio d’Abramo e di Cristo ci illumini e ci benedica

  21. Giovanni Mandis scrive:

    Bianchi poteva essere più chiaro nel dire che l’esatta e unica traduzione di “perfidis judaeis” era ed è “increduli giudei”;
    magari aggiungendo che nonostante Pio XII non avesse modificato tale preghiera ciò NON impedì all’ex rabbino capo di Roma Israel Zolli di farsi battezzare e diventare cristiano.(e così a tanti altri ebrei prima di Zolli…)

  22. Cherubino scrive:

    segnalo l’intervento del rabbino Di Segni sul tema. Nel finale dell’intenso intervento egli sottolinea come il dialogo non debba essere finalizzato a convincere l’altro. Questa osservazione mi sembra condivisibile. Occorre ricordare che il dialogo non è un braccio di ferro con il quale obbligare l’altro alla nostra fede, ma la ricerca di ciò che unisce, di ciò che accomuna.
    Il dialogo è cooperativo per essenza (l’etimologia indica la parola che fa da ponte, da tramite), non è mai competitivo.
    Occorre quindi pensare correttamente l’evangelizzazione rivolta agli ebrei, considerando che:
    - evangelizzare per noi è la forma più alta di carità;
    - evangelizzare gli ebrei è radicalmente diverso da qualsiasi altra forma di evangelizzazione, perchè non si tratta di portare qualcosa di estraneo, ma di indicare ciò che è già tra le pieghe dell’antica Alleanza, un tesoro che hanno già tra le mani, ma non si accorgono di avere;
    - fare questo in modo non contraddittorio, quindi manifestando innanzitutto il “rispetto a prescindere”
    - manifestando le radici ebraiche del Vangelo, la continuità tra antica e nuova Alleanza, perchè le radici si riconoscano nel frutto e il frutto nelle radici.
    Quanto più ci sentiremo tutti “spiritualmente semiti”, tanto più i semiti potranno sentirsi anche spiritualmente (fisiologicamente lo sono già) fratelli di Cristo Gesù, Figlio di Dio.

  23. Giovanni Mandis scrive:

    cosa intendi quando dici “(fisiologicamente lo sono già)”…?

    Il dialogo per il cristiano è sempre finalizzato a far sì che “l’altro” capisca e creda che Gesù Cristo è l’incarnazione di Dio in un uomo, che è morto per ristabilire l’amicizia tra Dio e noi uomini peccatori, espiando per i peccati di tutti gli uomini (anche i peccati di chi non crede in Lui).

  24. Cherubino scrive:

    fisiologicamente lo sono già, Gesù era ebreo, quindi da un punto di vista biologico sono già parenti. Sarebbe teoricamente possibile rintracciare i discendenti dei parenti di sangue di Gesù…
    quanto al resto credo che l’equivoco sia proprio questo: si confonde il dialogo con l’evangelizzazione. Sono due cose distinte, anche se possono essere complementari. Il dialogo è finalizzato sì a capire meglio le affermazioni dell’altro, ma la sua primaria intenzione non è la conversione dell’altro, ma che
    - si possano evidenziare le idee condivisibili, approfondendone il senso
    - si possano evitare conflitti basati su cattive interpretazioni
    - si possano vivere attività costruttive al servizio dell’umanità basandosi sulle affermazioni condivise.
    - si possa scoprire ciò che lo Spirito Santo opera e dice (e fa dire) anche fuori della Chiesa.

    Senza dimenticare che l’evangelizzazione senza amore gratuito è ipocrisia. Gesù non aprì il cuore di Natanaele con l’affermazione della sua superiorità, ma mostrandogli misericordia in cambio della sua ostilità.

  25. MARCO D. scrive:

    Ricordiamoci che nel caso degli Ebrei non si deve mai parlare di “conversione”, ma di realizzazione o completamento della propria fede nell’Antico Testamento. Così pensavano i numerosi ebrei (anche rabbini) battezzati cristiani negli ultimi decenni. Continuità, non rottura.
    A parte i giudizi negativi degli ex-correligionari, non mi risulta che venissero condannati a morte o che abbiano avuto bisogno di scorte armate.
    C’è una bella differenza con un’altra religione, che invece noi cattolici oggi difendiamo e dalla quale ci sentiamo sempre intimiditi.
    Quindi forse la preghiera era da formulare in modo più corretto.

  26. NATAN scrive:

    Caro Tornelli,

    il mistero non è più mistero. Dietro l’uscita di Richetti ci sono forti lobbie massoniche e laiciste che non hanno mai digerito l’elezione del card Ratzinger al soglio pontificio.
    Aggiungiamo quella porzione di episcopato italiano fortemente contrario alla linea del papa, che invece di mettere in luce ciò la quantità di preghiere post conciliari ,che nella liturgia delle ore, sopratutto nei momenti forti (Avvento e Quaresima ) si levano per il “popolo eletto” sta in assoluto silenzio.
    Il mistero è già risolto

  27. Garlyc scrive:

    Come mai Benedetto XVI non ha semplicemente prescritto di utilizzare il testo latino della preghiera del messale del 1970, ma ne ha composto (o fatto comporre) uno nuovo?

  28. Magnani dott. Riccardo scrive:

    “vale la pena ricordare che proprio nelle preghiere del breviario post-conciliare sono contenuti vari riferimenti all’illuminazione chiesta per il popolo ebraico “perché giunga alla pienezza della redenzione”, perché sia salvato da Gesù, perché riconosca Cristo come Messia e Salvatore. Preghiere usatissime da decenni in tutta la Chiesa, molto di più di quella secondo il rito antico, al quale Benedetto XVI ha ridato cittadinanza, ma che è comunque seguito da una piccola minoranza di fedeli. Perché solo ora si considera questa preghiera uno stop al dialogo? Perché i breviari post-conciliari sono andati bene fino ad oggi?”
    Forse perchè mai come oggi il dialogo interreligioso è stato cercato, ed in tal senso tali preghiere suonano come un atto di annessione, e per questo sono inaccettabili laddove si cerchi un dialogo.
    Prima le divisioni erano accertate ed accettate, dunque il peso di tali preghiere era meno ingombrante…
    Non trovate?

  29. Francesco73 scrive:

    Bianchi ci ricorda ancora una volta la corretta etimologia di perfido, che mi pare voglia dire “lontano da Dio”.
    Ecco, ora prendiamo questa dotta esposizione e andiamola a trasfondere nel linguaggio comune del popolo, anche di quello cristiano che prega.
    Andiamo nelle chiese, nei quartieri, nelle strade, nelle scuole, negli oratori, sugli autobus, e diciamo a tutti: lo sapete che in realtà perfido non significa cattivo ma lontano da Dio?
    Sarebbe un pò come se pretendessimo di spiegare che “cattivo” deriva in realtà da “prigioniero”, da “captivus diaboli”, prigioniero del diavolo.
    E’ evidente ancora una volta che le precisazioni sono importanti, ma non fino al punto di pretendere di ribaltare il linguaggio invalso, il senso comune delle cose.

    I gesti dirompenti, amici miei, riguardano anche la preghiera, e direi la presuppongono.
    Gesto dirompente è andare alla Sinagoga dopo secoli di inimicizie e sospetti, è perdonare e chiedere perdono, è avere un impeto di abbraccio verso i “nostri fratelli maggiori”.

    Gli studi di Enzo Bianchi e di mille e mille pensatori cattolici sono importanti ma, ripeto, non integreranno mai la forza di un incontro di volti.
    Date retta a me.

  30. Roberto Fiaschi scrive:

    Ho appena letto con sconcerto il cumulo di bestialità sul Talmud_e di conseguenza sugli ebrei_che marina a quanto pare si è compiaciuta di far un copia-incolla su questo blog, con lo specifico intento di diffamare e denigrare i rabbini ebrei, come in effetti esplicitamente scrive la Nostra quando commenta: “Come sono buoni questi nostri fratelli maggiori”… Trovo alquanto triste che simili operazioni sotto-culturali vengano ancora attuate senza il minimo spirito critico, per puro “amor” di odio contro qualcosa e contro qualcuno. Entusiasta di maneggiare libracci di dubbia provenienza, scritti da ancor pù dubbi individui, al cui confronto i Protocolli dei savi di Sion farebbero la figura di cultura raffinata, Marina intende presumibilmente “dimostrare” quanto brutto e sporco sia il Talmud, e da qui intende, per conseguenza, estendere tale bruttura ai “fratelli maggiori”, da lei stessa citati. Complimenti, questa è la via più breve e più sicura per portare il cervello all’ammasso, dal momento che in un post vergognoso come quello, si priva il lettore di ogni strumento critico che gli consentirebbe una valutazione seria e contestualizzata. Il Talmud non è la Bibbia, è un commentario, giuridico e normativo, compilato a cominciare da alcuni secoli dopo Cristo.
    Alcune espressioni in esso contenute, oggi difficilmente accettabili, sono dirette contro i cristiani poiché è da essi che dall’era patristica in poi _ con Giustino, san G.Crisostomo, Tertulliano, Eusebio di Cesarea, sant’Ambrogio, sant’Agostino, san Gerolamo da Stridone, ecc. _ sono iniziati e proseguiti i problemi per i giudei, addirittura sin da alcuni brani del Nuovo Testamento, nei quali si dice che gli ebrei sarebbero stati uccisi e dispersi dopo il 70 per no aver accettato il Cristo. Questa accusa è gravata a lungo, fino ai nostri giorni sul loro capo e sulla loro pelle, pertanto non è affatto strano, anzi, è il minimo che si potese trovare sui “cristiani” nel Talmud. Ma queste brevi specifiche è meglio non scriverle, da parte di un qualiasi accanito antigiudeo, onde poter così far passare il messaggio che Talmud e rabbinismo è ben miserrima cosa, anzi, è religiosità che “ha come padre il diavolo”, vero Marina? Complimenti; il tuo scopo è stato raggiunto, almeno in coloro che hanno già condotto il proprio cervellino all’ammasso,ma sicuramente hai raggiunto un obbiettivo ancor più indicativo: far mostra di ciò che vi è nella tua anima di ancora irredento, culturalmente parlando, si intende, e se il cristianesimo annovera o dovesse esser rappresentato da persone con le tue idee, allora meglio esser o diventar radicalmente ATEI.

    Cordiali saluti

    Roberto Fiaschi

  31. bruno frusca scrive:

    CARO CHERUBINO:

    ” Fisiologicamente ecc. ” 20 gennaio 12,40 -

    Molto bene! Quando parli e scrivi più con il cuore e le tue argomentazioni serene e ponderate, le presenti senza l’aria professorale ( che purtroppo a volte ti prende la mano ) sei veramente apprezzabile.
    complimenti!

    un abbraccio.

  32. Alessandro scrive:

    “Curioso” è vero quello che dice, ma di cristiani palestinesi se ne contano sempre meno, specialmente a Gaza e quelli che sono emigrati certamente non simpatizzano per Hamas anche se possono essere critici nei confronti di Israele. Siccome ci sono stato in quei posti, le posso dire che non sono scappato. Se mai si respirava un clima di paura nelle zone cristiane controllate da Hamas rispetto a quelle della Cisgiordania dove governa Fatah.Come bene scrisse Fiamma Nierenstein tempo fa molte azioni contro Israele vengono lanciate dai quartieri cristiani così la risposta israeliana colpiva case crsitiane. Non credo che i cristiani di Gaza sotto il ricatto di Hamas potessero dissentire. Comunque resto fermo per un rapporto positivo con-non mi interessa di urtare suscettibilità altrui-i “nostri fratelli maggiori ebrei”. E’ anche la storia delle origini e delle esperienze vissute fino ad ora a spingere verso un rapporto vero e costruttivo tra ebrei e cattolici e cristiani in genere.Di nuovo cordialmente

  33. Marina scrive:

    Ma scusate ,ma perchè nessuno va a vedere quel che i”nostri” fratelli maggiori fanno ai palestinesi nelle terre occupate dai coloni?
    Basta cercare con google”violenze dei coloni israeliani sui palestinesi “per capire che razza di uomini sono questi figli eletti di Dio.
    Io per parte mia li disconosco,li rifiuto come fratelli.

  34. snorri scrive:

    Sarà il mistero d’Israele…
    In ogni caso vorrei fare tre considerazioni:

    1. Non si tratta dell’ebraismo, ma di correnti dell’ebraismo che oggi criticano il Papa. I rabbini americani, per esempio, gli hanno espresso vicinanza e simpatia. C’è da comprendere una ipersensibilità del rabbinato italiano, per via della contiguità fisica con il Vaticano.

    2. Letto nella sua interezza, l’articolo di Richetti (en passant, pubblicato dai gesuiti: una dimostrazione di apertura encomiabile) è meno drammatico di quanto sembri e secondo me lascia comunque aperte le porte. Spetta alla Chiesa far valere le proprie ragioni, con saggezza e prudenza. E’ vero che il Papa non può cambiare il Vangelo, però ci sono aspetti liturgici che si possono modificare: non è un elemento indispensabile pregare per la conversione degli ebrei se questo causa un inasprimento dei rapporti con loro, andrebbe contro il senso stesso dell’amore nei loro confronti che proclamiamo di avere. Si potrebbe per esempio tradurre in latino una preghiera che, pur rivolta agli ebrei, esprima meglio l’attenzione gratuita a scapito di pur velati o addolciti toni conversionistici. Non si tratta di modificare le Scritture, ma di incidere su un aspetto della tradizione su cui già si è inciso con Paolo VI (che non mi sembra sia stato un antipapa).

    3. La Chiesa deve secondo me compiere una scelta di fondo. Non si può operare una stretta conservatrice su dogmi e tradizione pretendendo che le altre religioni invece operino diversamente. Un aumento dell’intransigenza da parte cattolica ha come corrispettivo un aumento dell’intransigenza da parte ebraica. Le due religioni non si scontrano con le armi, ma ne va di mezzo il dialogo. Non significa disarmare e lasciare che siano gli ebrei a definire le linee della Chiesa, ma forse non guasterebbe un ritorno allo spirito dialogico che ha animato i momenti più belli e intensi dell’avvicinamento tra le due fedi qualche decennio fa. E’ anche un modo per mettere in secondo piano i Richetti e promuovere le voci più dialoganti anche nell’ebraismo mondiale e italiano.

  35. Abner scrive:

    Ma era proprio il caso di andare a toccare quella preghiera? Ma proprio non si poteva immaginare che il punto fosse estremamente sensibile per i fratelli ebraici? Non c’erano forse infiniti argomenti che richiedevano risposte più urgenti?
    L’unica ragione di questa modifica è stata solo uno dei tanti passi volti a demolire a piccoli passi tutto ciò che il Vaticano II ha prodotto, auspicando la restaurazione del fico sterile in una chiesa-gerarchia privilegiata, servita, ricca, esclusiva, inaccessibile nel linguaggio e potente.

  36. fedenrico scrive:

    “Gli Ebrei sono le ossa e la carne di Gesù”.

    Queste parole di san Bernardo di Chiaravalle ci aiutano a comprendere meglio quelle di Gesù.

    Prima che da altri, ammonisce Gesù, “andate piuttosto alle pecore perdute di casa Israele”, ché, anche “se altre pecore ho, che non sono di questo ovile”, “non sono mandato se non alle pecore perdute di casa Israele”.

    Ritrovare le pecore perdute è il fulcro della missione, per finalmente avere “un solo gregge con un solo pastore”.

  37. Roberto Martelli scrive:

    Già, dottor Tornielli, come mai agli ebrei vanno bene le preghiere postconciliari, mentre si infuriano per quelle preconciliari? Non c’è continuità fra le une e le altre? Non sarà forse perchè si accontentano di quella redenzione “non piena” di cui già parteciperebbero? Non sarà forse perchè gradiscono maggiormente l’orazione in cui si auspica il “sui foederis fidelitate proficere”?
    “Gesù rispose loro: Se foste ciechi non avreste alcun peccato; ma siccome dite: noi vediamo, il vostro peccato rimane” (Gv 9,41)

  38. Alessandro scrive:

    Per quanto riguarda le colonie, nel 2005 il Governo Sharon addirittura “prese di peso” i coloni dalle zone palestinesi per riportarli in Israele, lasciando quelle terre floride con tanto di abitazioni e servizi…devastati poi da quegli “statisti” di Hamas.Questo come esempio e poi uno ha diritto ad avere i fratelli e gli amici che vuole, ci mancherebbe!
    Quello che dice Snorri è interessante e concordo sul fatto che è chiaro che il Papa non può cambiare il Vangelo e nessuno può pretenderlo.Come -e mi pare che qui l’ho già detto-tante comunità ebraiche- come quella americana che resta tra le più potenti- esprimono simpatia e desiderio di dialogo con la Chiesa Cattolica.Non mi addentro sulle preghiere che Benedetto XVI potrebbe modificare o non toccare per non incartarmi-scusate il termine-ma questo è un aspetto che a suo tempo, credo, il Vaticano affronterà se non lo sta già facendo, seriamente.Comunuque ribadisco, concordando con Snorri, che in fondo anche rileggendo quello che ha detto il Rabbino Richetti alla fine non c’è niente di traumatico, classiche schermaglie che anche queste a suo tempo verrano superate. Ebrei italiani come Marpurgo, Israel, Nierenstein ma anche Di Segni in fondo, per citarne alcuni sono e restano tutt’ora aperti al diaologo, alla stima e all’amicizia con tanti cattolici dentro e fuori il Vaticano, ancora convinti e certi come tanti di noi della necessità e ricchezza positiva di questo rapporto giudaico-cristiano. Sempre cordialmente ringraziando Tornielli per l’opportunità che ci dà di discutere nel suo blog.

  39. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino… Gesù è DIO, non ha senso parlare di parentele con i suoi discendenti secondo la carne e il sangue. è FOLLE. Ci sono Ebrei che hanno creduto nel Cristo PRIMA della Sua venuta terrena(Abramo, Mosè, i Profeti), ci sono Ebrei che hanno creduto PRIMA e DURANTE(Maria SS.ma, S. Giuseppe, S.Giovanni Battista, alcuni sacerdoti del tempio, etc), ci sono gli ebrei che hanno creduto DURANTE e/o DOPO la sua venuta (gli Apostoli, San Paolo etc etc), ci sono gli Ebrei che invece non lo hanno riconosciuto e che ormai non credono più alla venuta del Messia (i vari Rabbini italiani e non..)e professano una religione che si fonda su tradizioni umane, solo umane, quelle del popolo ebraico…

    “Chi è il menzognero se non colui che nega che Gesù è il Cristo? L’anticristo è colui che nega il Padre e il Figlio.
    [23] Chiunque nega il Figlio, non possiede nemmeno il Padre; chi professa la sua fede nel Figlio possiede anche il Padre.”

    ci sarebbe da chiedersi allora chi sono i veri “ebrei” ? non certo quelli che “fisiologicamente” sono parenti alla lontanissima dei contemporanei Ebrei di Gesù Cristo…

  40. Cherubino scrive:

    @ Mandis, mi spiace ma occorre ribadire che Gesù è stato un preciso uomo ebreo, legato da precisi rapporti “di sangue”, ha avuto parenti ben precisi da cui sono nate generazioni di ebrei e così via. Questo bisogno di di scindere il Gesù uomo da quello divino non è secondo il Vangelo. Tutte le eresie dei primi secoli hanno cercato di sminuire uno dei due aspetti della persona di Gesù, vero Dio e vero uomo, fino in fondo.
    E visto che citi la prima Lettera di Giovanni, un pò più avanti al passo da te citato, precisamente al capitolo 4, ce n’è un altro passo molto duro e molto chiaro:
    “2Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 3ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.”.
    Quindi Dio si è fatto carne e sangue, ha unito la sua natura divina a quella umana indissolubilmente facendo delle due una Persona eterna. Ciò vuol dire che non si può considerarla come un involucro passeggero, perchè quella Persona divina è in eterno fatta di questa carne e di questo sangue. Questa carne ebrea di Gesù è ora nel seno della Trinità.

  41. Marina scrive:

    Per Alessandro ,ecco cosa disse un soldato israeliano.

    Gaza é un classico caso di sfruttamento coloniale nell’era post-coloniale. Gli insediamenti Ebraici nei territori occupati sono immorali, illegali e rappresentano un ostacolo insormontabile per la pace. Sono allo stesso tempo lo strumento dello sfruttamento e il simbolo dell’odiata occupazione. A Gaza, i coloni Ebrei erano solamente 8000 nel 2005 contro 1.4 milioni di residenti locali. Ma i coloni controllavano un quarto del territorio, il 40% della terra fertile e facevano la parte del leone anche per quanto riguarda lo sfruttamento delle scarse risorse idriche. A stretto contatto con questi intrusi stranieri, la maggior parte della popolazione locale ha vissuto miseramente in condizioni di estrema povertà. L’8% di loro continuano a sopravvivere con meno di 2 dollari al giorno. Le condizioni di vita nella Striscia rimangono un affronto ai valori civili, un potente catalizzatore per la resistenza e un terreno fertile per gli estremismi politici.

    Nell’Agosto del 2005 un governo del Likud (ndt: partito di destra Israeliano) guidato da Ariel Sharon ha messo in atto un ritiro unilaterale Israeliano da Gaza, ritirando 8000 coloni e distruggendo le case e le fattorie che lasciavano dietro di loro. Hamas, il movimento di resistenza Islamico, ha condotto un’effettiva campagna per espellere gli Israeliani da Gaza. Il ritiro fu un’umiliazione per l’Israeli Defence Forces (ndt: IDF, l’esercito Israeliano di terra). Al mondo tale atto fu presentato da Sharon come un contributo alla pace basata su una soluzione a due fasi. Ma l’anno successivo, altri 12000 Israeliani hanno colonizzato la West Bank riducendo ulteriormente le possibilità di un stato Palestinese indipendente. Rubare la terra e fare la pace sono, semplicemente, due attività incompatibili. Israele aveva una scelta e ha scelto la terra al posto della pace.

    E lei vuol saperne di più???

  42. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino prima di controscrivere però leggi bene quello che ho scritto…
    Io non ho scisso Gesù-Dio da Gesù-Uomo,non ho negato l’Incarnazione, ho solo detto che ciò che conta è che Dio si è incarnato nell’Uomo Gesù PUNTO. Non ha importanza che fosse ebreo(nel senso che l’ebraicità dell’uomo Gesù è UN MEZZO e NON un fine, non va esaltata a dismisura, non deve diventare un idolo); Dio ha creato UNA sola umanità e in quell’unica umanità si è incarnato; non c’è più nè giudeo nè greco nè qualsivoglia razza,etnia o nazione..
    Ora sono proprio gli ebrei che LO scindono non riconoscendolo come Dio, ma solo come uomo. Il Rabbino Di Segni è arrivato a dire che ebrei hanno una loro via di salvezza autonoma da Cristo, e secondo lui la Chiesa dovrebbe avallare questa posizione teologica, non so se ti rendi conto…

    anche il passo che citi di Giovanni dovresti leggerlo bene perchè corrisponde perfettamente a quello precedente da me citato…
    ““2Da questo potete riconoscere lo spirito di Dio: ogni spirito che riconosce che Gesù Cristo è venuto nella carne, è da Dio; 3ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.”

    gli ebrei riconoscono Gesù? sono da Dio dal momento che sappiamo NON riconoscerlo?

  43. Cherubino scrive:

    @ Mandis, a parte l’ultima domanda che non ho capito…
    torno a ripetere che hai una visione riduttiva dell’incarnazione. Certamente non è un assoluto l’essere ebreo di Gesù, nel senso che non deve portare alla conclusione assurda di un razzismo religioso; mentre l’affermazione che è un mezzo e non un fine è errata, perchè l’incarnazione non è solo un mezzo e non va vista come un cambiamento di programma, perchè fin dall’inizio Dio aveva prestabilito l’umanità in vista dell’incarnazione e si è formato un popolo che non esisteva prima per l’incarnazione: prova a guardare la teologia di Colossesi : “secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.”
    L’incarnazione quindi non è un mezzo, ma lo status che Dio ha scelto come espressione del suo essere Dio in rapporto alla creatura di cui dice:
    “che cosa è l’uomo perché te ne ricordi
    e il figlio dell’uomo perché te ne curi?
    Eppure l’hai fatto poco meno degli angeli,
    di gloria e di onore lo hai coronato” (Sl, 8) Qui pertanto il punto: l’incarnazione per essere vera deve essere reale, e pertanto i rapporti di sangue di Gesù non sono irrilevanti, ma sono parte della condizione che egli ha voluto per sè. Così come la cultura del suo popolo, la storia e i travagli che egli ha condiviso.
    La materialità umana è sempre una materialità storica, concretamente appartenente ad un popolo, ad una discendenza, ad una cultura. Per quanto globalizziamo noi siamo sempre limitati al terreno che calpestiamo e ai limiti della nostra mente e del nostro corpo. L’incarnazione ci dice che Dio abita pienamente nel limite, perchè l’unico limite che la sua essenza non sopporta è quello posto all’amare incondizionatamente.
    L’appartenenza biologica di Gesù è il segno della realtà di tutto ciò. Per questo la nascita di Gesù è narrata da Luca e Matteo come pre-compimento della Pasqua, perchè già il fatto dell’incarnazione, cioè dell’entrata del Cristo nella catena delle generazioni umane (vedi la genealogia di Matteo) è Vangelo, realizzazione del disegno eterno di Dio di una comunione fraterna con l’uomo.

  44. Alessandro scrive:

    Signora Marina saperne di più di lei non sia mai! Meglio saperne di meno se aiuta a non essere fazioso.Ora guardando in faccia le cose, se una nazione come Israele esprime uno sviluppo scientifico e tecnologico di tutto rispetto, una ricerca medica tra le migliori del mondo, una cultura letteraria e artistica eccellente, si fa fiorire il deserto, si stoccano i rifiuti senza pesare sull’ambiente, annovera un turismo che fa molto economia, dico: ma secondo lei Israele avrà o no interesse a vivere in pace con palestinesi e tutti i paesi arabi confinanti? Ora che Israele scelga la terra invece della pace mi sembra un concetto bizzarro!Mi perdoni il termine. Poi come mai i palestinesi siano sempre allo sbaraglio bisognerebbe leggere la storia dei rapporti con Giordania, Egitto, Siria dal 1948 ad oggi passando per la guerra dei 6 giorni. Ma non è questo il luogo e nemmeno il caso di andare avanti visto che il tema sono i Rabbini e la Chiesa Cattolica. Sempre Cordialmente.

  45. Cherubino scrive:

    @ Mandis, e infine: quanto all’indifferenza dell’ebraicità di Gesù, vorrei anche spiegarmi meglio. E’ vero che Dio poteva incarnarsi in un uomo di qualsiasi popolo del mondo. Poteva ma non lo ha fatto. La Scrittura sia vetero che neo testamentaria ci dicono che invece Dio ha voluto formarsi un popolo specifico, quello ebreo, ritenendo questo un fattore necessario del suo disegno.
    E’ chiaro che la consistenza biologica di Gesù quale ebreo non è importante per qualità specifiche di quel dna… ma è importante ricordare che quel dna c’è, è reale e testimonia che l’incarnazione è vera fino alle estreme conseguenze. Insieme a tutti gli altri aspetti dell’essere uomo, anche il dna di Cristo è non mezzo ma essenza dell’incarnazione.

  46. aldo scrive:

    Per alcuni Israeliti l’essere ebreo è questione di identità e appartenenza per altri è questione sia di appartenenza sia di professione religiosa. Giuda Iscariota non riconobbe Gesù come Messia ma come nuovo Capo popolo capace di rovesciare i vecchi potentati per sostuirsi ad Essi. Gesù ha parlato e parla di ” Anima ” :cosa vale per un uomo dire ho questo ho quello quando poi perde l’Anima?.
    L’Anima impronta divina in ciascuno essere Umano sia esso asiatico, africano, europeo, americano sia di confessione cattolica, ebraica o musulmana o scintoista o altro.
    Il rispetto che uno deve all’altro è il rispetto dovuto a motivo di quell’Impronta e non solo per l’appartenenza.

  47. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Cherubino, Dio si è incarnato in Gesù EBREO perchè SOLO quel popolo aveva una religione monoteistica…
    Almeno su questo spero non se ne abbia a male, e possa confermare.
    Così come potrà confermare che, al pari di esù, diversi altri personaggi si proposero come il Messia, ma gli ebrei li ricusarono (giacchè per loro il Messia non arriverà mai…).
    E’ indubbio che Gesù ha saputo portare avanti dei valori rivolti a beneficiari ben precisi, reietti dalla società ebrea, e dunque ad alta recettività…
    Sbaglio?

  48. Curioso scrive:

    Alessandro Scrive: January 21st, 2009 at 11:44 am

    Come bene scrisse Fiamma Nierenstein tempo fa molte azioni contro Israele vengono lanciate dai quartieri cristiani così la risposta israeliana colpiva case crsitiane.

    Ahi ahi, mi sta dicendo che le “azioni” di cui parla sono fatte con lo scopo di poter bombardare case cristiane ?
    Ma questo, caro signore, presuppone un ben profondo odio contro i cristiani … forse questa citazione poteva risparmiarsela …

    Quanto alla solita tiritera dei “nostri fratelli maggiori ebrei”, badi che i fratelli hanno uno stesso padre … a lei discernere chi sia questo padre …

    Buon pro le faccia, a lei e ai SUOI fratelli maggiori.

    Saluti

  49. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino, l’Incarnazione Passione e Morte di Cristo è IL RIMEDIO all’allontanamento dell’Uomo da Dio col Peccato (Originale e quindi successivamente quello Attuale).
    Se non ci fosse stato il Peccato Originale non ci sarebbe stata neppure l’Incarnazione.(questo non cambia una virgola sul Dio trinitario etc etc).
    L’Incarnazione Passione e Morte di Cristo sono IL MEZZO col quale l’umanità, ebrea o non ebrea è stata riconciliata con Dio, da Dio stesso.
    Non è un evento FINE A SE’ STESSO.

    la domanda che non hai capito nasce dalla tua citazione di San Giovanni “3ogni spirito che non riconosce Gesù, non è da Dio. Questo è lo spirito dell’anticristo che, come avete udito, viene, anzi è già nel mondo.”

    ora ti chiedo il Rabbino Di Segni, che predica una via di salvezza autonoma da Cristo per gli ebrei, riconosce Gesù?possiamo dire che lo spirito dal quale proviene un simile ragionamento venga da Dio?

    p.s. il dna dell’uomo Gesù Cristo è dna UMANO, non dna ebreo.

  50. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Cherubino…?
    Mi sbaglio?
    Se non ci fosse stato il popolo ebreo, non ci sarebbe stato Dio?
    E conseguentemente Gesù?
    In caso contrario, dov’era, rispetto agli uomini, Dio?
    Non li riteneva sufficientemente destri per capirlo, per capire il peccato originale e via discorrendo?

  51. Cherubino scrive:

    @ Mandis “Se non ci fosse stato il Peccato Originale non ci sarebbe stata neppure l’Incarnazione.” Questo non è vero. Anzi la teologia cattolica vede l’incarnazione del Verbo non solo come il rimedio del peccato, ma anche in rapporto alla creazione stessa, come il punto di arrivo di essa. Infatti dice Efesini “il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra.” Comunque, il prof. Maspero, docente di Teologia dogmatica, sa dire queste cos emeglio di me:
    “L’economia cristiana è allora economia del dono, della grazia (οικονομια της χαριτος): amministrazione del mistero dell’amore divino per l’uomo e per il creato, cooperazione con Lui per realizzare il Suo disegno eterno. La fedeltà trova il suo fondamento nella filiazione.
    E’, infatti, la lettera agli Efesini che rivela all’uomo che il soggetto e l’autore dell’ οικονομια è Dio stesso e che l’ οικονομια manifesta l’unione del mistero dell’Eterno e del tempo. Il concetto di οικονομια unisce dunque per Paolo la presenza del Figlio di Dio nel mondo e gli eventi salvifici della sua vita terrena, che egli testimonia come apostolo, con il disegno del Padre e Creatore su tutta la storia. L’οικονομια unisce creazione e redenzione nel Figlio di Dio fatto uomo.

    Invece… proprio la necessità di combattere la gnosi porta Ignazio all’uso di οικονομια, come succederà poi anche con Giustino ed Ireneo: la sua grandezza è proprio l’essere rimasto fedele a Paolo ed ai Vangeli, rifiutando di scindere il disegno divino e la realtà storica dei singoli eventi della vita terrena del Cristo.
    Questa linea, che unisce l’affermazione dell’origine divina del disegno di salvezza e la presentazione della materialità e storicità degli eventi della vita di Cristo, caratterizza tutto il primo periodo della patristica. In Atenagora si ripete ancora l’accostamento ignaziano della carne di Cristo con il disegno divino (καν σαρκα θεος κατα θειαν οικονομιαν λαβη). NelMartyrium Sancti Polycarpi il riferimento è ancora alla carne (την της σαρκος οικονομιαν)[10].

    Così per Giustino l’ οικονομια è fondamentalmente la vita terrena di Cristo, dalla sua nascita fino alla sua passione ed alla redenzione dell’uomo, vita terrena che, preparata dall’inizio dei secoli e tipologicamente annunciata nell’Antico Testamento, fonda l’unità dei due Testamenti. Si tratta del disegno del Padre che si realizza in Cristo.
    In questo modo alla visione gnostica, che separava i due Testamenti ed interpretava i misteri solo allegoricamente, Giustino contrappone proprio l’οικονομια, che è l’unico progetto del Padre, realizzato nella storia in Cristo e culminato nella Sua passione e morte, con la vittoria sul demonio e la salvezza di ogni uomo, che cerchi la Verità e compia il Bene.

  52. Giovanni Mandis scrive:

    Tutte queste dotte citazioni a che servono? Puoi dimostrare che Cristo si sarebbe Incarnato anche senza Peccato Originale?
    il bello del cattolicesimo è che è semplice, limpido, solare, non complichiamolo inutilmente.

    La “presente economia”(di salvezza) sta tutta nella caduta iniziale; nell’angelo ribelle che ha voluto trascinare la creatura umana nella propria rovinosa caduta.
    E alla quale Cristo pone rimedio con la Sua Incarnazione Passione e Morte.

  53. Cherubino scrive:

    @ Mandis, vedo che non è il discutere che le interessa… se l’autorevole parola di un docente, prete, membro dell’Opus Dei, se la chiara Parola di Dio di Efesini, se ogni altra citazione e argomento per lei non valgono nulla… si faccia il suo cristianesimo privato e buona notte.

    Passando ad altro e altri forse più interessati a condividere della idee, suggerisco il notevole testo di Cantalamessa che tratta anche del rapporto tra ebrei e cristiani, e dell’evangelizzazione nei loro confronti.
    http://www.cantalamessa.org/it/predicheView.php?id=15

  54. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino, scusami se sono stato sgarbato. Non era mia intenzione. Ciò che dobbiamo evitare è proprio che ciascuno si faccia un suo cristianesimo privato.. le citazioni servono e sono utili a patto che non contraddicano la dottrina cattolica. e la dottrina cattolica ci dice che l’Incarnazione-Passione-Morte sono PER riparare al peccato originale e attuale degli uomini. In tutta sincerità le parole del teologo da te citato non le ho capite, non si capisce dove vada a parare.

    proprio per evitare che ognuno creda ciò che gli pare esiste il Magistero.
    leggi cosa scrive il Catechismo della Chiesa universale,
    PIU’ CHIARO DI COSI’

    Articolo 3
    “GESU’ CRISTO FU CONCEPITO PER OPERA DELLO SPIRITO SANTO, NACQUE DA MARIA VERGINE”
    Paragrafo 1 IL FIGLIO DI DIO SI È FATTO UOMO

    I. Perché il Verbo si è fatto carne

    456 Con il Credo di Nicea-Costantinopoli confessiamo che il Verbo: “ PER noi uomini e PER la nostra salvezza discese dal cielo; per opera dello Spirito Santo si è incarnato nel seno della Vergine Maria e si è fatto uomo”.

    457 Il Verbo si è fatto carne PER SALVARCI RICONCILIANDOCI con Dio: è Dio “che ha amato noi e ha mandato il suo Figlio come vittima di espiazione PER i nostri peccati” (⇒ 1Gv 4,10). “Il Padre ha mandato il suo Figlio come Salvatore del mondo” (⇒ 1Gv 4,14). “Egli è apparso PER TOGLIERE I PECCATI” (⇒ 1Gv 3,5):
    LA NOSTRA NATURA, MALATA, richiedeva d’essere guarita; DECADUTA, d’essere risollevata; MORTA, di essere risuscitata. AVEVAMO PERDUTO IL POSSESSO DEL BENE; era necessario che ci fosse restituito. IMMERSI NELLE TENEBRE, occorreva che ci fosse portata la luce; PERDUTI, attendevamo un salvatore; PRIGIONIERI, un soccorritore; SCHIAVI, un liberatore.

    Tutte queste ragioni erano prive d’importanza? Non erano tali da commuovere Dio sì da farlo discendere fino alla nostra natura umana per visitarla, poiché l’umanità si trovava in una condizione tanto miserabile ed infelice? [San Gregorio di Nissa, Oratio catechetica, 15: PG 45, 48B]

    458 Il Verbo si è fatto carne perché noi così conoscessimo l’amore di Dio: “In questo si è manifestato l’amore di Dio per noi: Dio ha mandato il suo unigenito Figlio nel mondo perché noi avessimo la vita per lui” (⇒ 1Gv 4,9). “Dio infatti ha tanto amato il mondo da dare il suo Figlio unigenito, perché chiunque crede in lui non muoia, ma abbia la vita eterna” (⇒ Gv 3,16).

    459 Il Verbo si è fatto carne per essere nostro modello di santità: “Prendete il mio giogo su di voi e imparate da me. . . ” (⇒ Mt 11,29). “Io sono la via, la verità e la vita. NESSUNO VIENE AL PADRE SE NON PER MEZZO DI ME” (⇒ Gv 14,6). E il Padre, sul monte della Trasfigurazione, comanda: “Ascoltatelo” (⇒ Mc 9,7) [Cf ⇒ Dt 6,4-5 ]. In realtà, egli è il modello delle Beatitudini e la norma della Legge nuova: “Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amati” (⇒ Gv 15,12). Questo amore implica l’effettiva offerta di se stessi alla sua sequela [Cf ⇒ Mc 8,34 ].

    460 Il Verbo si è fatto carne perché diventassimo “partecipi della natura divina” (⇒ 2Pt 1,4): “Infatti, questo è il motivo per cui il Verbo si è fatto uomo, e il Figlio di Dio, Figlio dell’uomo: perché l’uomo, entrando in comunione con il Verbo e ricevendo così la filiazione divina, diventasse figlio di Dio” [Sant'Ireneo di Lione, Adversus haereses, 3, 19, 1]. “Infatti il Figlio di Dio si è fatto uomo per farci Dio” [Sant'Atanasio di Alessandria, De Incarnatione, 54, 3: PG 25, 192B]. “Unigenitus Dei Filius, suae divinitatis volens nos esse participes, naturam nostram assumpsit, ut homines deos faceret factus homo – L’Unigenito Figlio di Dio, volendo che noi fossimo partecipi della sua divinità, assunse la nostra natura, affinché, fatto uomo, facesse gli uomini dei” [San Tommaso d'Aquino, Opusculum 57 in festo Corporis Christi, 1].

    II. L’Incarnazione

    461 Riprendendo l’espressione di san Giovanni (“Il Verbo si fece carne”: ⇒ Gv 1,14), la Chiesa chiama “Incarnazione” il fatto che il Figlio di Dio abbia assunto una natura umana PER REALIZZARE IN ESSA LA NOSTRA SALVEZZA. La Chiesa canta il Mistero dell’Incarnazione in un inno riportato da san Paolo:
    Abbiate in voi gli stessi sentimenti che furono in Cristo Gesù, il quale, pur essendo di natura divina, non considerò un tesoro geloso la sua uguaglianza con Dio; ma spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce (⇒ Fil 2,5-8) [Cf Liturgia delle Ore, Cantico dei Vespri del sabato].

  55. Alvise scrive:

    Chi non ritiene gli ebrei bisognosi di conversione a Cristo come ogni tanto blatera qualche cattolico talmudicamente corretto si rende colpevole di mettere in pericolo l’anima di queste persone, bisognose anche loro come tutti gli esseri umani della Misericordia di Gesù Cristo Nostro Signore.
    Chi ha paura della supposta islamizzazione dei cristiani si preoccupi piuttosto dei milioni e milioni (veramente!) di cattolici che nel mondo passano alle sette evangelicals. E mi fornisca dati per contro su quanti cattolici diventano musulmani nei paesi a maggioranza musulmana dove da secoli vivono in sostanziale armonia (agli inizi del 20° secolo, prima di azioni sioniste e massoniche i cristiani nei paesi a maggioranza musulmana erano molti, ma molti di più).

  56. Marina scrive:

    Anche se il mio nonno non moriva ,ci sarebbe ancora.

    e se gesù quì e se gesù là
    però dio disse e dio ordinò..

    Ma dove sono tutti questi scritti di dio,che nessuno li ha mai visti?’
    Quando creò il mondo,creò l’UOMO non le religioni.

  57. Artefice1 scrive:

    Cherubino….non intendo intromettermi nel discorso in corso.
    Mi preme chiarire questa tua affermazione.
    Premetto.
    Fermo restando che esistono Puri significati, adatti alla produzione, e significati CON-Senso.
    Non disdegno affatto anzi, promuovo colui, o la cosa che manifesta il Senso.

    “”@ Mandis, vedo che non è il discutere che le interessa… se l’autorevole parola di un docente, prete, membro dell’Opus Dei, se la chiara Parola di Dio di Efesini, se ogni altra citazione e argomento per lei non valgono nulla… si faccia il suo cristianesimo privato e buona notte.”"

    Non credi che la tua sia veramente una pretesa, già costitutiva d’una chiesa particolare, rispetto all’Autentica?
    Tutte le tue citazioni sarebbero dei Significati!!! Ti pare?
    Che Certezze nutri del fatto che tali significati favoriscono il Senso a Tutti?
    Oppure il Senso lo imponi tu per loro?

  58. Cherubino scrive:

    @ Mandis, il punto è che l’incarnazione si può vedere da due lati: quello posteriore alla caduta e quello anteriore. E’ chiaro che per noi, dopo il peccato, è principale il secondo, perchè senza la redenzione non potremmo godere di alcuna comunione e di alcun frutto. Ma questo non toglie che l’incarnazione ha anche il ruolo di modello e condizione finale della creazione. Infatti, se ci fai caso, il Credo dice 1) “per noi” e 2) “per la nostra salvezza”; non si tratta di una semplice ripetizione, se così fosse sarebbe inutile. In realtà queste due frasi esprimono proprio la duplice funzione dell’incarnazione. L’uomo Gesù non è solo il Salvatore, ma il nuovo Adamo, modello ab eterno dell’uomo che Dio vuole nella comunione trinitaria. Se la morte e la resurrezione sono state rese necessarie dal peccato, non così l’incarnazione che sussiteva nella mente di Di odal principio. Non c’è contraddizione tra le due finalità.
    Colossesi lo dice molto chiaramente:
    “Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui. Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro
    che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.”

    Così Giovanni Paolo II (REdemptor hominis)
    “Giustamente, quindi, il Concilio Vaticano II insegna: «In realtà, solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell’uomo. Adamo, infatti, il primo uomo, era figura di quello futuro (Rm 5, 14), e cioè di Cristo Signore. Cristo, che è il nuovo Adamo, proprio rivelando il mistero del Padre e del suo Amore, svela anche pienamente l’uomo all’uomo e gli fa nota la sua altissima vocazione». E poi ancora: «Egli è l’immagine dell’invisibile Iddio (Col 1, 15).”

    Mi sembra anche significativo questo brano di Villagrassa in cui spicca la citazione secca e brillante del card. Biffi: http://www.upra.org/archivio_pdf/ao31_villagrasa.pdf
    “Il Cristo immolato e glorificato è la sorgente di ogni esistenza creata, che dall’inizio è stata pensata e voluta «in Lui»; Cristo è il primo dei predestinati, e la predestinazione di Adamo e di tutti i suoi figli è incontrovertibilmente «predestinazione in Cristo», a prescindere dai diversi «stati» in cui l’uomo è venuto a trovarsi. «Che significato ha la scelta di un Uomo-Dio Redentore, al quale tutta la creazione è ordinata? Pare evidente che lo specifico di questo disegno è la volontà
    di manifestare, prima e più di altra perfezione divina, l’amore misericordioso capace di superare ogni ribellione e vincere ogni durezza. Per attuare il prodigio di un Uomo-Dio Redentore è stato preferito, tra tutti
    i possibili, un mondo dove di fatto le creature liberamente si contaminassero del peccato. Per avere un peccato da redimere è stato chiamato all’esistenza un essere come l’uomo che, in quanto signore dei suoi atti,
    avesse la tremenda facoltà di decidere anche contro Dio» (14-15)20.
    Per cogliere la razionalità di questa prospettiva il cardinale Biffi offre questo principio: «Per sapere ciò che il Padre ha voluto dall’inizio, non c’è strada più sicura che guardare a ciò che è avvenuto alla fine
    [...] Se alla fine c’è il Cristo Redentore, crocifisso e risorto, allora al principio della “economia” divina non ci può essere che il Cristo Redentore, crocifisso e risorto» (15). Diceva l’Aquinate che «Dio ha disposto
    che le cose avvenissero secondo ciò che sarebbe avvenuto»”

  59. Marina scrive:

    Per Mandis,le i si chiede:

    “ora ti chiedo il Rabbino Di Segni, che predica una via di salvezza autonoma da Cristo per gli ebrei, riconosce Gesù?possiamo dire che lo spirito dal quale proviene un simile ragionamento venga da Dio?!

    No non lo riconoscono.

    Nel Talmud, Cristo viene chiamato Otho Isch- “Quell’Uomo,” cioè colui che tutti conoscono. Nel Trattatello Abhodah Zarah, 6a. leggiamo:

    “Viene chiamato cristiano colui che segue i falsi insegnamenti di quell’uomo, che aveva loro insegnato a celebrare la festa il primo giorno del Sabato, cioè, di rendere il culto a Dio il primo giorno dopo il Sabato.”

  60. Marina scrive:

    Articolo II. – LA VITA DI CRISTO

    IL TALMUD insegna che Gesù Cristo era illegittimo e che fu concepito durante il periodo mesturale; che aveva l’anima di Esaù; che era un pazzo, uno stregone, un seduttore; che egli fu crocefisso, sepolto all’inferno e innalzato come un idolo dai suoi seguaci.

  61. bruno volpe scrive:

    suggerisco vedere su http://www.pontifex.roma.it intervista al regista costa su Paolo VI e al prof. Bruno sugli esorcismi grazie bv

  62. bo.mario scrive:

    Siccome siamo al limite del comprensibile, una piccola riflessione. Se dio creò il mondo aveva bisogno di scatenare tutte quelle forze che hanno originato il big bang? Se lo considerate onnipotente poteva trovare qualche soluzione più comoda. Nell’universo ci sono centinaia di migliaia di pianeti simili alla terra, per difetto, dove è possibile che la vita possa nascere. Lui è venuto su questo pianeta a farla nascere? Non è questione di essere atei o credenti. Ci sono delle condizioni che non possono essere taciute e far finta di niente non è il sistema migliore. Gli ebrei non credono che qualcuno abbia mandato un rappresentante per sistemare le cose. Qualcun altro ci ha fondato una religione. Voi non ve le ponete queste domande e credete a tutto, beati Voi. Un saluto.

  63. Artefice1 scrive:

    Cherubino
    Quindi tu sosterresti che la condizione di peccato sarebbe la normalità???
    Rimarcare non fa mai male, ergo ha Senso, se la cosa è Vera.

    Ti ripeto una Domanda già fatta alla quale nessuno risponde.
    Come Importanza, Ergo Prevalenza Riconoscibile.
    Viene Prima la Creazione (Dio Creatore)?
    Oppure Sarebbe La Famiglia di Nazzaret per la quale la Creazione Esiste (Dio Padre Creatore)?
    Come dire: E’ più importante il Bene oppure il saperlo Mantenere?
    Quel significato “Lettera ai Colossesi” contrasta forse nel Senso?

    Il Cristo Fa la Volontà del Padre? Essendo un SI, Come può Essere Lui il Principio, senza la Volontà del Padre?

  64. Artefice1 scrive:

    Bo-Mario….io la penserei così.
    Prendi pure un particolare che vuoi tu.
    Supponiamo che l’Universo sia un corpo Unico.
    Il Cuore Vitale lo trovi in un posto solo. Giusto?
    Perché ti meravigli se la Terra dovesse avere tale simile caratteristica?

  65. Artefice1 scrive:

    Marina
    La tua fucilata, così come la ritieni, sarebbe una Ipotesi possibile.
    Smentita dal Sentimento che ci preme.
    Nessuno sarebbe interessato a tale “fucilata” perché non produrrebbe nulla di Buono, insomma.
    Non capisco perché ti sforzi tanto nel raccogliere e Inventare cose inutili.
    L’Amore non ti serve?

  66. Roberto scrive:

    IN realtà un vero credente in dio non dovrebbe aderire a nessuna religione, poichè ogni religione è semplicemente un compendio di regole scritte da uomini .
    La religione in quanto regola che ha pretesa di essere rivelata da dio non è niente altro quindi che una bestemmia nel senso che nomina dio invano in quanto se dio esiste esso è di tutti e di nessuno , gli ebrei, i cristiani, i musulmani tutti dicono ‘DIO E’ CON NOI’ e così facendo peccano di presunzione .
    Forse il vero credente è solo colui che cerca la verità, non in dio ma nell’uomo esso trovandola forse troverà dio.

  67. Artefice1 scrive:

    Bravo Roberto….rispondi a questa domanda allora
    Quando trovi nell’Uomo la Verità che CON-Vince, cosa faresti?
    Immagina almeno cosa Lei possa importi di Fare, insomma.
    ./.

  68. Vincenzo scrive:

    @Giovanni Mandis… (tenendo a mente che, per non perdere l’acqua ed il sapone… è meglio non insistere nel lavare certe “teste”…) non sottovaluti il fatto che, l’essere “sgarbato” con l’integralista progressista @Cherubino, è il minimo che possa capitare ad un Cattolico normale. Ciò, sarà tanto più frequente, d’ora in avanti, dato che, la gioiosa novità riguardante i à Lefebrvriani, farà “uscire ancor più dai gangheri”, (con mia grande, fraterna, soddisfazione) questo “campione del dialogo”, unidirezionale e a tutti i costi. Dialogo da intrattenersi, soprattutto con i bislacchi, i confusi, i Tiepidi e i senza-Dio, ma non e assolutamente, con i Fratelli Tradizionalisti della Fraternità di S.P.X. o, anche e solo, con i Cattolici come me, quelli senza aggettivazione: Cattolici e basta… .
    L.J.C.

  69. fedenrico scrive:

    Roberto,

    togli pure la forma dubitativa alla tua ultima frase.

    Il vero credente non cerca la Verità in Dio, perché se così fosse, una volta trovato Dio cercherebbe in Lui la Verità. E dunque Dio stesso non sarebbe Verità ma custode di Lei.

    La Verità va cercata nell’uomo che non è Verità; ma la racchiude.

    Nell’involucro della Fede.

  70. Artefice1 scrive:

    Federico….Bella Intuizione.
    Te lo dico sempre d’abbandonare i significati.
    CON-Templa, stando zitto il Senso, insomma.
    Come potrebbe, più di così, Negarsi Dio?

    Riproponendo l’Esempio nella Realtà Naturale, si direbbe che Un Fatto non è Tale ma Risiede nella Fantasia.
    Come dire che ti saresti perso le rotelle insomma?

  71. Marina scrive:

    Artefice,le mie non sono una raccolta di prove inutili.
    Il Talmud è un libro sacro per gli ebrei,è il talmud che incita all’odio vero i cristiani e verso i musulmani.

    PS.a proposito:se fosse stato scritto nel Corano quel che gli ebrei dicono di Gesù,a quest’ora li avreste già masscrati di insulti.
    Il vostro silenzio ASSORDANTE è preoccupante.
    Siete o non siete cristiani?
    O siete per caso travestiti?

  72. Marina scrive:

    Artefice ,è proprio perchè sono interessata all’Amore ,alla Pace e alla Giustizia che mi sforzo tanto a raccogliere e “Inventare “cose inutili.
    Se lei una volta ogni tanto si degnasse di guardare in faccia la realtà,vedrebbe quanti uomini religiosi si preoccupano di seminare odio in nome di chissà quale dio.

    Portando a conoscenza del pubblico gli scritti della Bibbia,del Corano e del Talmud,si fà un favore all’Umanità.

    La conoscenza rende LIBERI.
    Liberandoci delle menzogne ci libereremo dall’odio e dal fanatismo religioso e ideologico.

    La conoscenza rende LIBERI…..LIBERI
    E quando una persona è libera dagli schemi imposti per sottomettere è in grado di ragionare e può usare la rsgione per risolvere i tanti problemi che rendono questo mondo invivibile.
    Un cordiale saluto

  73. Artefice1 scrive:

    Ciao Marina……..finalmente mi hai risposto.
    Mi basta una volta.

    Prova ad immaginare, meglio che ti sia possibile, la Persona estensore dei significati riportati nel “talmud”.

    Ora paragonati a lui.
    Accostando per quel che puoi.
    Il tuo Sentimento ed il suo.
    Trascurando completamente i rispettivi significati.

    Ritengo che la Verità venga dimostrata dalla Unicità.

    Avendo io appunto già cercato di fare questa prova, immaginandovi bene, sarei propenso nel dirti che non trovo differenze.
    Altro che nei diversi significati.
    L’ansia di spiegarvi, sarebbe la stessa, Essendo comune per entrambi.
    E Indubbiamente tu nutri meno timore.
    Pensi sia Bene?

  74. Marina scrive:

    Io sono preoccupata invece per tutti questi insegnamenti anticivili e antiumani.
    Le guerre nel passato e nel presente sono fomentate dai religiosi per scopi politici ed economici.
    Ma il ruolo più importante di seminatori di odio ce lo hanno gli uomini religiosi.
    Che si diano una calmata.Se veramente credono in dio si fermino un attimo a pensare se era per questo che ha creato il mondo.Un cordiale saluto

  75. Artefice1 scrive:

    Marina cara…..cerca di fare lo stesso.

    Faremmo questa CON-Siderazione?
    Nasciamo Nudi. Ergo Incivili. Direi assolutamente incapaci, dovendo trattare il Tutto Naturalmente.
    La chiesa, a colpi di significati, cerca di Emancipare l’Incapace. Potresti Essere in accordo?
    Esistendo ed Incarnando tali suggerimenti, che succede?
    Diremmo che quanto resta, dopo i Fatti,(che svaniscono come non fossero accaduti), sia Leggibile?

    Non posso continuare, perché il seguito ti compete Personalmente e dovresti dimostrarmelo tu.

  76. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino, bisogna tenere presente che Cristo esiste da sempre,anche prima dell’Incarnazione. E’ il VERBO ETERNO CONSUSTANZIALE AL PADRE. Al di là di tutte le speculazioni teologiche dobbiamo fare i conti con la realtà: il PECCATO HA DETURPATO la creazione in sè perfetta posta da Dio; Dio stesso ha deciso di porvi rimedio assumendo in tutto e per tutto la natura umana (fatta eccezione per il peccato, perchè nel disegno il peccato NON era previsto, nel senso che esso non è una parte costitutiva della natura umana all’atto della creazione) immolandosi e soffrendo per amore della sua stessa creazione e della perfetta tra le sue creature, l’essere umano creato a Sua immagine e somiglianza.

  77. Cherubino scrive:

    p. Raniero Cantalamessa:
    “Ai margini del dialogo tra Ebrei e cristiani si stanno facendo strada delle idee che, accolte acriticamente, sarebbero una diretta smentita dell’insegnamento della nostra Lettera. La Lettera agli Efesini dice che Cristo “ha fatto dei due un popolo solo”, che “ha abbattuto il muro di separazione” che c’era tra loro, “riconciliando tutti e due con Dio in un solo corpo” (Ef 2, 14 ss). Egli ha abbattuto il muro di divisione perché non vi fosse che un solo edificio, ma ora, con le migliori intenzioni, si vorrebbe ricostruire quel muro per avere due edifici, separati e indipendenti l’uno dall’altro.

    Mi spiego. La Chiesa ufficiale ha riconosciuto in vari documenti il valore permanente dell’Antica alleanza e il suo carattere salvifico per coloro che, in buona coscienza, vivono secondo essa. Alcuni interpretano questo come se la Chiesa con ciò volesse dire che gli ebrei possono fare a meno di Cristo; che la missione cristiana è diretta ai gentili, non agli ebrei, facendo leva sul fatto che, nel mandato missionario, Gesù ordina agli apostoli di andare “a tutte le nazioni” (Mt 28,19), cioè ai popoli pagani. Quello che Paolo dice di Pietro e di sé stesso, all’interno della Chiesa, viene così esteso ai rapporti tra Israele e la Chiesa: uno è per i circoncisi, l’altra per i non-circoncisi (cf. Gal 2, 7-8).

    Questo escluderebbe nei cristiani non solo un diretto impegno missionario nei confronti degli ebrei, cioè il proselitismo, ma perfino il desiderio e la speranza che essi arrivino a conoscere il Cristo. “Molti ebrei –ho letto in un’autorevole rivista cattolica- potrebbero dirci: è vero che la Chiesa ha abbandonato ogni tentativo formale di convertire gli ebrei, ma non vi sono cattolici che desiderano ancora in cuor loro la loro conversione? E questo desiderio, non realizzato, non potrebbe un giorno provocare quello che tante volte ha provocato in passato?”
    A ciò l’autore rispondeva che questo potrebbe essere vero di qualche cattolico isolato, ma non della Chiesa in generale. La Chiesa avrebbe rinunciato, secondo lui, perfino a pregare per la conversione degli ebrei, perché, se è vero che il Venerdì santo la liturgia prega che gli ebrei “giungano alla pienezza della redenzione”, per pienezza della redenzione non si intenderebbe qui la redenzione di Cristo, ma quella finale, escatologica .
    Se fosse così io mi dichiarerei subito uno di quei cattolici isolati, perché io desidero che i fratelli ebrei, che amo, giungano un giorno a riconoscere colui che Simeone definiva insieme “luce delle genti e gloria di Israele” (cf. Lc 2, 32). Vi giungano, non costretti e neppure forse sollecitati da noi, ma autonomamente, per scoperta propria, dall’interno della loro fede, senza perdere nulla della loro identità di “Israele secondo la carne”. Rinunciare perfino a “desiderare” questo significherebbe, per me, non amare né Cristo né gli ebrei.

    È assurdo e contrario a tutto il Nuovo Testamento pensare che la missione di Cristo sia per i pagani e non anche per i giudei, quando tutta la predicazione di Cristo e il suo appello alla conversione è rivolto proprio a degli ebrei, e lui stesso dice di non essere venuto se non per le pecore perdute d’Israele (cf. Mt 15,24).

    L’equivoco nasce da una falsa interpretazione del significato di conversione. Sulle labbra di Gesù –sicuramente, in ogni caso, nel passo programmatico di Mc 1,15 – , “convertitevi”, non significa passare dall’idolatria al culto del vero Dio, neppure significa rinnegare qualcosa; significa semplicemente “credere al Vangelo”; non significa tornare indietro, ma fare un passo avanti ed entrare nel regno che è venuto. “Il vangelo, scrive lo stesso Apostolo dei gentili, è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede, del Giudeo prima e poi del Greco” (Rom 1,16).

    Forse dobbiamo stare attenti, questo sì, a non mettere sullo stesso piano l’accettazione di Gesù di Nazareth e l’accettazione di ciò che è nato e si sviluppato da lui nei secoli, in pratica il cristianesimo. È vero che non si possono separare Cristo e la Chiesa, ma neppure si possono confondere. Non è infatti per la parola della Chiesa che si accetta Gesù, ma per la parola di Gesù che si accetta la Chiesa. C’è una gradualità e una pedagogia da rispettare, specie quando si tratta del popolo ebraico che ha tanto sofferto in passato dai cristiani e dalla Chiesa.
    Nei confronti degli Ebrei l’unico atteggiamento possibile è prendere alla lettera ciò che dice Pietro: “Rendere ragione della speranza che è in noi” (cf. 1 Pt 3, 15); cioè, non prendere noi iniziative di evangelizzazione, ma, all’occorrenza e se richiesti, testimoniare la speranza che Cristo è per noi. Pietro diceva: “con dolcezza e rispetto”, noi aggiungiamo: “e in spirito di sincero pentimento per il passato”.

    Mi ha commosso il grido di una ebrea convertita, di fronte al pericolo di vedere il vangelo sottratto, anche di diritto, a quelli della sua razza. “Sono cresciuta, a Brooklyn, scrive, in una famiglia ebrea conservatrice. Ho sperimentato su me stessa una buona dose di antisemitismo, spesso proprio da cattolici. Non è difficile per me capire la riluttanza –o meglio l’avversione- che molti ebrei hanno nei confronti del vangelo. Ma, nella sua infinita misericordia, Dio è venuto incontro a ogni membro della mia famiglia ristretta, inclusi i genitori, e ci ha condotti alla comunione con quelli stessi il cui antisemitismo ci aveva provocato tanta sofferenza. Il mistero più grande per me non è l’incredulità d’Israele, ma che, in queste circostanze, io sia giunta alla fede… E tuttavia negare che Cristo solo ci salva, che l’alleanza antica era, come dice Paolo, un pedagogo che doveva condurci a Cristo (Gal 3, 24), che egli è l’unico mediatore tra l’uomo e Dio (1 Tm 2,5), non significa solo privare di Cristo gli Ebrei, ma privare di lui tutto il mondo. Perché se egli non è il Messia d’Israele, allora non è il Messia di nessuno”.

    L’ultima affermazione mi ha colpito per la sua verità: se Cristo non è il Messia d’Israele, non lo di nessuno! Questo infatti è ciò che egli ha detto di essere. La Lettera agli Efesini sembra scritta in anticipo per rispondere al problema, che oggi ci assilla, del giusto rapporto con Israele. Tra tutti gli scritti del Nuovo Testamento essa è probabilmente quella che si esprime più positivamente e con più rispetto nei riguardi degli Ebrei. Il suo messaggio centrale è che “i Gentili sono chiamati in Cristo Gesù a partecipare alla stessa eredità d’Israele” (Ef 3,6), non a costituire un’alternativa a Israele.”

  78. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Scusami, Cherubino, (così ti sollecito di nuovo la risposta), ma a chi doveva parlare Gesù se non agli ebrei?
    Era totalmente immerso in quella realtà, e il suo messaggio non poteva che rivolgersi alle persone ed alla religione che lo ospitava…
    Già in questo c’è una anomalia di fondo!
    E per questo ti prego di rispondere alla domanda che ti ponevo ieri

  79. Artefice1 scrive:

    Cherubino…E dai…rispondi a Riccardo.
    Sarebbe la terza volta che te lo chiede.

  80. anniballo scrive:

    Sono d’accordo con Marina. La religione vuol sempre sembrare al di sopra delle parti, ma è tutt’altro che innocente.

  81. Reginaldus scrive:

    ma che significa ”pienezza della redenzione”? Che si può avere la redenzione anche a metà misura, a tre quarti, a un quarto? Sì, sembra dire l’estensore della preghiera- il papa delle insostenibili conciliazioni – non adontatevi, salvi già siete, per la Thorà certo, chi ne dubita?, solo che vorremmo, se permettete, sia ben inteso, pregare che arrivaste a gustarlo tutto pieno il calice della redenzione…Ma poi subito dopo la preghiera continua affermando che è Gesù colui dà la salvezza, non altri quindi, Gesù riconosciuto come Cristo e Messia e Redentore. Perbacco! E te lo credo che gli ebrei, che fessi non sono, si siano adontati! Prima diciamo che già di loro sono salvi – anche senza la magna cum laude ( e già qui hanno ragione di cominciare ad adontarsi…), poi diciamo, staffilata finale, che se vogliono essere salvi, devono credere in Gesù Messia e Salvatore! Ma andiamo! Il ‘pro perfidis’ sarà suonato brutale ( ma solo nella sua traslitterazione italiana…), ma aveva il pregio di essere chiaro e onesto e non una presa in giro: prima pregavamo – e nessun ebreo o altro deve dirci come dobbiamo pregare – che il Signore portasse anche gli Ebrei alla conversione dalla loro infedeltà e alla fede in Cristo, che anche a loro concedesse la grazia della redenzione – sic et simpliciter – nel suo Nome.Prima dicevamo le cose come le pensavamo, ora non sappiamo più che cosa diciamo— Ahi la mania ‘moderna’ di dire le cose ambiguamente, confusamente, contraddittoriamente, ma non passa,convinciamocene…

  82. Cherubino scrive:

    anche su questo tema un interesante articolo di don Cantoni, http://www.opusmariae.it/cantoni_giudaismo.htm

  83. Roberto scrive:

    Gentile fedenrico :
    Convieni con me quindi che la codifica di dio da parte degli uomini è bestemmia?
    Se dio esiste è ovunque e dovunque, non può essere rinchiuso in un libro o in un tabernacolo, esso in quanto spirito permea la materia inanimata e la materia organica, non può essere rappresentato, non può avere portavoce, esso stesso è bene e male, brutto e bello, roccia ed acqua, le religioni non sono niente altro che convenzioni scritte e codificate da uomini che si reputano più in alto degli altri uomini e che le usano al solo fine del potere per il potere.
    Avere fede in una religione è come avere fede in una ideologia, ossia è l’accettazione cieca ed acritica del libro.
    Io personalmente non sono religioso ma al contempo non sono ateo , poichè così come non si può dimostrare l’esistenza di dio non si può dimostrare la sua inesistenza, semplicemente mi astengo dal giudizio e dal pregiudizio, prendendo da ogni idea , filosofia e religione quello che c’è di buono per la libera convivenza umana relativamente al luogo ed all’epoca, poichè l’etica e la morale variano in funzione del luogo e del tempo.

  84. fedenrico scrive:

    Roberto,

    Dio è Tutto. In Lui le categorie assolute. Il Bene è assoluto, così come il Bello.
    Dio E’, e nulla gli manca.
    Il male, al contrario, è carenza di bene, così come il brutto è carenza di bello.
    Male e brutto non possono dunque appartenere a Dio.

    Dio non è “rinchiuso” in un tabernacolo. Nondimeno, il tabernacolo custodisce il Corpo di Cristo sulla croce: Dio Redentore.

    La fede non è un semplice credo politico che matura con la ragione e con le letture.
    La fede appartiene all’intelletto. E’ una briciola di Verità donataci da Dio.

  85. Artefice1 scrive:

    Senti Roberto…..io ho dei dubbi sulla fedeltà dei tuoi significati.
    Palesemente ti contraddici

    “”Dio è Tutto. In Lui le categorie assolute. Il Bene è assoluto, così come il Bello.
    Dio E’, e nulla gli manca.
    Il male, al contrario, è carenza di bene, così come il brutto è carenza di bello.
    Male e brutto non possono dunque appartenere a Dio.””

    Affermi giustamente che Dio è TUTTO.
    Poi elimini il Male e il Brutto, che inequivocabilmente partecipano direttamente nella Sua Creazione.

    Io direi che il Male e il Brutto CON-Corre per CON-Sentire l’esercizio della Libertà. (O mi scegli perché mi Ami, altrimenti ecco hai l’alternativa CON-Facente, Immagino Dio insomma)

    Oppure ritieni che la Libertà e chi la esercita abbia Dignità Divina, in CON-Corso e CON-Corrente a quella del Creatore?
    In altre parole, chi Determina il Male e il Brutto? (Non ho detto chi lo fa, già tangibilmente Vero ed evidente.)

  86. fedenrico scrive:

    Caro Artefice1, erano mie quelle riflessioni.

    Dio è Vita, è Tutto; e tutto in Lui è assolutamente completo; dunque non può avere carenze, ovvero mancare di qualche cosa.

    Il Male e il Brutto (ossia le assolute deficienze) appartengono a chi assolutamente nega Dio; a chi è Morte.

    Il male e il brutto, invece sono categorie umane.

    Ti saluto con rispetto sincero e stima.

  87. Artefice1 scrive:

    Bravo Federico….chiedo scusa a Roberto.

    Perfetto.
    Chi PER-Cepisce il Male e il Brutto sarebbe praticamente Morto.
    Avendolo prodotto, Esiste, dunque cammina pure.

  88. Roberto scrive:

    Gentili Artefice1 e Fedenrico

    Premetto che non sono un cultore di teologia e di filosofia, la mia estrazione culturale è prettamente tecnologica, mi perdonerete quindi se le mie riflessioni sono totalmente prive di un qualsiasi fondamento letterario filosofico o teologico.Il mio precedente intervento, provocatorio per questo blog, rappresenta unicamente il mio pensiero formatosi già da bambino che rispecchia il mio carattere anarchico e poco incline ad accettare verità precostituite.
    Per riassumere, io non nego l’esistenza di dio ma neanche la ammetto poichè essendo racchiuso nella sfera dell’imponderabile la sua esistenza o inesistenza è lasciata solo alla fede dell’individuo ad una verità precostituita (ed io vi ho già detto che non ammetto per me stesso verità precostituite), dico semplicemente che se Dio o l’ente supremo o Halla o Javè o come lo volete chiamare esiste, esso non può essere di proprietà di qualcuno ma neanche può essere descritto da alcuno sia esso Gesù o Maometto o gli innumerevoli profeti della bibbia (per quanto riguarda le religioni monoteiste)per non parlare poi dei vari sacerdoti dei culti così detti pagani o delle religioni orientali.
    Voi dite che mi contradico poichè elimino dalle mie riflessioni il male ed il brutto…..non mi pare…dico semplicemente che se dio esiste (in piccolo nell’accezzione più vasta)esso permea ogni cosa nel creato racchiudendo in sè il male ed il bene il bello ed ed il brutto…..Ma che cosa è il male o il bene il bello o il brutto , questo è fondamentalmente soggettivo. Vi faccio un esempio: se una donna viene violentata e concepisce un bambino, per alcuni il male assoluto sarà la violenza subita dalla donna per altri la sua decisione di abortire, le categorie quando si tratta di etica inesorabilmente varieranno da individuo ad individuo secondo il tempo il luogo e la sua formazione mentale.
    Altro esempio riguardante il bello, per alcune società la donna o l’uomo per essere belli devono essere corpulenti, per altre società devono essere longilinei.
    Insomma non esistono a mio avviso categorie assolute ed immutabili, esiste bensì un’etica ed un’estetica che varia nel tempo e nello spazio ed anche da individuo ad individuo.
    Come la risolviamo?
    Non lo sò …..forse rispettando e comprendendo i nostri simili umani che non la pensano come noi, sopportando gli usi ed i costumi degli altri anche quando non li capiamo, dandoci regole che gli umani chiamano leggi che non devono incidere nell’etica e nell’estetica di ognuno ma dare semplici regole base di convivenza e che possono mutare nel tempo e nello spazio , con l’evoluzione delle plurali società umane.
    Tornando poi all’argomento di questo blog, ed alla mia riflessione precente non comprendo la polemica del rabbino che sindaca sulle parole di una preghiera formulata da fedeli di altra religione nè comprendo le odierne polemiche della comunità ebraica sul ritiro della scomunica ai vescovi scismatici perchè tra di essi c’è un negazionista dell’olocausto (la madre dei cretini è sempre in cinta come diceva mia nonna e questo è riferito al negazionista).
    Comprendo invece il voler intervenire da parte delle gerarchie cattoliche sul caso englaro, esse non fanno altro che esprimere il loro punto di vista etico morale e religioso, ciò che non comprendo è il fatto che i nostri governanti vogliano imporre con un giudizio etico il punto di vista di alcuni (siano pure maggioranza) a tutti.

  89. Marina scrive:

    Per Fedenrico,lei dice:
    “La fede appartiene all’intelletto. E’ una briciola di Verità donataci da Dio.”

    Una briciola di verità,appunto questo pensano tutti quelli che credono in un dio.Il loro unico e vero dio che dice la verità.
    Qual’è quello vero?
    Ciao

  90. Artefice1 scrive:

    Roberto Scrive: January 26th, 2009 at 7:27 pm

    Roberto Carissimo ….forse ho debordato abusando coi miei significati, però…. Ti capisco perché sarei uguale a te.
    “”poco incline ad accettare verità precostituite.””
    Una Propensione comune in senso piuttosto lato direi.
    Caratteristica particolarmente indispensabile alla Persona (anima e corpo).
    (Individuo: solo corpo.) (Uomo/Donna = Immagine)

    La Quale Persona Riconosce il Senso Originale, Indispensabile per Legittimare.
    Per Senso Intendo proprio quanto spende l’Artista Creatore, Con-Cependo, Realizzando ed Accudendo L’Opera.
    Dunque se non neghi Dio potresti accogliere il Senso?
    Anche se Lui non Esiste, Giustamente!
    Essendo Perfetto, Potremmo dire che esiste la Sua Opera?
    Esistendo la Sua Opera non ti basta per Riconoscerlo, Riconoscendo il Senso da Lui manifestato, il quale Legittima l’intera Opera anche nei dettagli più reconditi???
    Non credo proprio necessiti la fede per Riconoscere il Senso!
    Riconoscere è una Fatica.
    Affidarsi sarebbe proprio da disoccupati.

    Dio, ovvero il Senso, in somma la Legittimazione dei nostri universali comportamenti, servirebbe per PRE-Venire, dunque EVITARE ogni stupro.

    Dopo di che resta solo la Buona Volontà.
    Dio non opera coi Fatti.
    Mi pare chiaro.
    Egli Opera col Senso! Sentimento Dedicato.

    Affatto Roberto
    L’Esistenza e la PER-Cezione del Bene e il male non è affatto Soggettiva, ma Oggettiva.
    Il Bene ad es.:
    è tale perché Relaziona!
    Mentre Il Male CON-Fligge!

    Chi scientemente Vuole il CON-Flitto?

    Supponiamo che tu lo abbia scelto e adottato il Conflissto: come ti Senti? Felice o Teso?
    Essendo CON-Teso, non ti pare di Dover Riconoscere, appunto il CON, = Senso = Essenza Spesa ed Incarnata nell’Opera?
    Di Dio Padre Creatore, assoluta Dignità?
    Di Dio Figlio, Sacrificato PER Amore?
    Di Dioo Spirito che t’Illumini quanto basta da trovare il Senso onde evitare che il Male Cammini?

    L’estetica NATURALE te la sistemo subito: Tempo perso! Un significato DEVIANTE.

    Che ti ha deviato l’intero cervello, leggendo il tuo significato.
    Guarda che poi non te ne resta per il Senso, se lo dedichi tutto al corpo.

    Ti prego Roberto….
    Non sopportarmi!!!
    Combatti Lealmente fino alla CON-Clusione o alla Defezione, che accetto. Essendo anch’Essa Utile e Significativa.

    Ritieni che le Leggi possano Essere inventate a piacere?
    Siano pure più o meno un piacere collettivo.

    In tal caso dove scovi più la Legittimità?
    Sia per promulgarle, che per Imporle e pure per sanzionarle ???
    Non ti sei ancora accorto, che la nostra società non funziona proprio per questa Originale Motiva-Azione???
    Motivazione che coincide Proprio al Fatto che avresti manifestato, propenso a tollerarlo. Applica il PRE-Cetto del: “Proviamo”.

    Così la Legittimità non conta né serve!
    Tanto sarebbe “IL CASO” che impone tale cambiamento?
    Col Bel risultato che c’è sempre chi, paga Salata tale scelleratezza.

  91. Artefice1 scrive:

    Marina Scrive: January 26th, 2009 at 8:03 pm

    Cara marina….questa tua fucilata é a Vuoto.

    Dio Padre Creatore, come sotto detto a Roberto: SI SENTE CON-Senso!

    La Fede, anche di Federico, Sotto Intende l’accettazione di SIGNIFICATI, a volte UTILI.

    Non ti sembrano due cose che CON(Senso-Dio Padre Creatore Unicità)-Fondono?

    Come fai a Fondere l’Unicità?

  92. Gregorio VII scrive:

    La polemica dei rabbini è una squallida, meschina, vergognosa e farisaica polemica da parte del mondo ebraico nei confronti di Benedetto XVI e della Chiesa.
    Ho spiegato qui ciò che penso al riguardo (nel messaggio del 27 gennaio, ore 11.37):

    http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2009/01/26/inizio-danno-critico-per-papa-ratzinger/#comments

  93. fedenrico scrive:

    Caro Roberto,

    grazie della tua risposta. L’apprezzo perché sincera.
    Consentimi anche di approvare i suoi due ultimi paragrafi.

    Ritengo che fai bene a non accettare verità precostituite. Perché così fa ogni spirito che voglia essere veramente libero.

    La libertà è condizione per accogliere la Verità.

  94. Roberto scrive:

    Gentili Fedenrico ed Artefice1.
    Torno sul tema della relatività dell’etica e della morale e sulla religione come elaborazione prettamente umana dell’imponderabile.
    La stessa religione cristiana è una elaborazione storica che ha per fondamento il sincretismo tra ebraismo e cultura Greco-Romana, sincretismo che si manifesta perfino nelle ricorrenze liturgiche e nelle tradizioni (per es. lo stesso natale festa di derivazione pagana che festeggia il solstizio d’inverno e quindi la vittoria della luce sulle tenebre dell’inverno)e che comunque si evolve seppur molto lentamente con l’evolversi della società e della cultura o meglio delle culture che con essa convivono, dando adito ad interpretazioni dei testi a seconda dell’estrazione culturale del credente (interpretazioni che vanno dai socialisti della teologia della liberazione passando dai liberali alla manzoni e cattaneo per finire ai conservatori parafascisti lefrevriani)
    La storia e l’antropologia insegnano che l’etica e la morale il bene ed il male variano nel tempo e nello spazio a seconda delle culture e della evoluzione delle stesse e persino tra gruppi sociali, per esempio:
    Nella cattolicissima Spagna della fine del 400 era prassi giornaliera organizzare autodafè dove venivano arsi vivi ebrei, musulmani o altri umani colpevoli solo di non essere allineati alla vera fede.
    Gli stessi Spagnoli che conducevano al rogo ebrei musulmani ed eretici si scandalizzavano sul modo selvaggio e poco cavalleresco di condurre una guerra da parte degli atzechi del messico ritenendo quella società e quella cultura meritevole di distruzione…..dove è quindi il bene ed il male in questo caso?
    Riferendosi sempre alla Spagna della fine del 400, uno dei momenti più fulgidi di quella nazione fù il califfato di Cordoba, dove musulmani, ebrei, cristiani convivevano in pace conducendo ognuno la propria vita, un’esempio quindi di tolleranza da parte dei musulmani in una europa cristiana e timorata di dio scannatoio di eretici ebrei e diversi di varia natura.
    Tornando all’islam vediamo quello che questa società è oggi (almeno nella maggior parte dei casi) una società chiusa ed intollerante delle diversità, secondo però il punto di vista di un liberale occidentale , lo stesso liberale che a suon di bombe distrugge una nazione per esportare la democrazia. Dove è il bene ed il male?…esso è ancora una volta un punto di vista.
    Altro esempio: nella nostra cultura l’incesto è un tabù , in alcune culture però esso non solo è ammesso ma è consacrato.
    Lo sò…sono consapevole che sono stato prolisso e che ho mischiato vari temi nella mia elucubrazione,e che essa nulla ha a che fare con il tema di questo blog, ma ho voluto dimostrare che a seconda del luogo e del tempo varia il concetto di bene e male e che la religione essendo un prodotto umano nulla ha a che fare con il principio creatore.

  95. Artefice1 scrive:

    Caro Roberto……non mi lascio sfuggire lo spunto, provocato dal tuo:
    “”Torno sul tema della relatività dell’etica e della morale e sulla religione come elaborazione prettamente umana dell’imponderabile.””

    L’etica e la morale. Sarebbero sostanzialmente materie Metafisiche.. (Invenzioni Naturali PER Capire?)
    La Religione, al CON-Trario, La Ritengo CON-Sapevolezza della Persona.

    Dunque dedurrei che l’etica, la morale, come l’individuo, sono Relativi.

    CON-Vieni?

    Poi ti leggo.

  96. Artefice1 scrive:

    ./. Roberto…..mi pare che ti piaccia fare il Relativo.

    “”La stessa religione cristiana è una elaborazione storica che ha per fondamento il sincretismo tra ebraismo e cultura Greco-Romana, sincretismo che si manifesta “”

    Che la Religione (diciamo S.Chiesa) Esistendo Concretamente, sia a sua volta costretta e soggetta alle Convenzioni, ergo Ai Significati, non significa che questi, PRE-Varicando Concretamente, possano Relativizzare la CON-Sapevolezza della Persona. (Sentimento che Relaziona)

    Ti pare?

  97. Artefice1 scrive:

    ./. Roberto…non hai ancora capito che la Storia Priva del Sentimento che ha in Verità DETERMINATO i Fatti, sarebbe un RELATIVO ASSOLUTO?

    “”La storia e l’antropologia insegnano che l’etica e la morale il bene ed il male variano nel tempo e nello spazio a seconda delle culture e della evoluzione delle stesse e persino tra gruppi sociali, per esempio:”"

    Meglio dire che variano a seconda dei Gusti e delle Passioni?
    La Natura Ispira Attraendo?

    L’Essere, Persona, Ispira in Verità?

    A quale categoria assegni i Fatti che chiami Storici? (Ovvero, quale Sentimento li ha Determinati?)

    La Prima categoria d’Ispirazioni é Falsa al punto da autodefinirsi Pura Immagine, Evidente Illusione.

    La seconda categoria Ispira il Sentimento UNICO ed UNIVERSALE, Quello dell’Artista Creatore, Comunemente Disponibile e soddisfacente al punto da Suscitare la Felicità.

    Eitengo.

  98. Artefice1 scrive:

    rto…Ritengo sempre e Eitengo, che abbia risposto chiaramente ai tuoi dubbi.

    “”ma ho voluto dimostrare che a seconda del luogo e del tempo varia il concetto di bene e male”"

    Il Bene ed il Male non sono categorie Legali, da Imporre.

    Piuttosto sono Ispirazioni Universali, Indispensabili alla Vita. Sostegno e Tutela PER l’Esistenza.

    Ti faccio io una domanda pertinente, visto che prima o poi tocca tutti.

    Come pensi di superare FeliceMente la Disperazione???

  99. Roberto scrive:

    Gentile Artefice 1
    Ribalto la domanda:
    esiste il bene?
    esiste il male?
    Cosa è bene? cosa è male?
    Sono realmente :
    Ispirazioni Universali, Indispensabili alla Vita. Sostegno e Tutela PER l’Esistenza.
    o piuttosto sono categorie soggettive ovvero sono semplicemente delle consuetudini soggette a variazione, ciò che è bene qui ed ora potrebbe non esserlo là ed ora o qui e domani.
    Quello che voglio dire è che non esiste l’assoluto, ovvero
    l’assoluta bontà
    l’assoluta malvagità
    così come in natura non esistono il bianco o il nero assoluti ma infite scale di grigio.
    Comprendo però che chi ha fede in una chiesa (in minuscolo nell’accezzione generica) abbraccia una verità assoluta, delle regole inderogabili ed immutabili (fino ad un certo punto però) , una autorità riconosciuta (che solo essa può concedere deroghe e mutare regole), tutto ciò che per questa persona è bene o male ,peccato o santità, però può non esserlo per un altro, a mio avviso questa persona può commettere due soli grandi delitti contro se stesso e contro gli altri.
    Contro se stesso: abbracciare una fede e poi derogare dai suoi insegnamenti (non capisco i divorziati cattolici che pretendono di ricevere i sacramenti…..se sei cattolico e divorzi da tua moglie ti poni fuori dal magistero della tua Chiesa e quindi….cosa vuoi?)
    Contro gli altri: pretendere che ci sia perfetta sovraposizione tra peccato e delitto….ovvero pretendere una società etica basata su precetti religiosi….ovvero se il magistero non ammette il divorzio, nessuno può divorziare.

  100. Artefice1 scrive:

    Caro Roberto…ti rispondo come posso, e come ora mi viene, vincolato dalla convenzione che impedisce Comunicare il Senso.
    I miei significati sono a perdere.

    Certo che Esiste il Bene ed il Male!!! Sono CON-Vinto.

    Esiste come esiste l’Essenza dell’Artista.
    Essenza che Determina l’Opera d’Arte.

    Il Creatore dell’Universo, Comunque possa Essere, Ha impresso la Propria Essenza, Il Sentimento Originale, chiamato Senso.

    Quanto vi è di CON-Forme è Bene

    Data la Libertà CON-Cessa all’Individuo, Capace di Determinare.

    Quanto vi è di Difforme è Male.

    Tutto qua.
    Basta CON-Sentire, ti pare?

  101. Artefice1 scrive:

    Roberto……..non indugiare sul Potere, che oltremodo ritengo sia un Abuso Assoluto.

    Quell’Artista Originario ha manifestato chiaramente chi ha il Legittimo Potere, Istituendo la Famiglia (il maschio e femmina) come Unica Istituzione.

    Dunque
    Il Divorzio è un Male Assoluto, non perché un precetto della Chiesa lo Significa, ma perché Il Senso, come sopra detto, Lo Manifesta.
    Il Precetto eventualmente, se CON-Forme, Favorisce la COM-Prensione.

    Divorziare in sostanza sarebbe un Male Assoluto praticato dall’Individuo verso se stesso!

    Ciò Ritengo avvenga supponendo il Fatto che quanto Individualmente Determinato, non sia Frutto del CON-Senso, Relazione Vera, ma del COM-Promesso, Insolvibile.

    In buona sostanza Ha Operato l’Individuo, non la Persona.

  102. fedenrico scrive:

    A Roberto.

    Esiste il bene… esiste il male…
    “Chi crede abbraccia una verità assoluta”.
    E’ vero, Roberto. E aggiungo: Chi abbraccia la verità assoluta, abbraccia l’assoluto bene. In quanto verità è bene.

    “Non esiste l’assoluto”.

    Chi però lo nega?

    Non lo nega il credente, per il quale la verità assoluta è incarnata in Dio, Bene assoluto.

    Ma neppure lo nega il non credente che si professa ateo.

    Durante la Rivoluzione Culturale in Cina, per contrastare la linea nera revisionista, le università adottarono il manuale di Ciang En-tse, “conoscenza e verità”, in cui si legge:
    “Il marxismo considera che la verità eterna assoluta è una realtà”.
    Con ciò approvando Lenin, che nel suo “Materialismo ed empiriocriticismo” ricorda che
    “per essere materialisti, è necessario ammettere… in un modo o nell’altro, la verità assoluta”.

    Considerato che la verità assoluta altri non può essere che Dio, è apprezzabile l’ateo che giudica il negare Dio: “una cattiva notizia”.

  103. roberto scrive:

    Caro Fedenrico
    Ho già detto che non sono ateo e non sono credente.
    L’ateo come il credente abbraccia una fede , ovvero una verità assoluta ed immutabile.
    Io al contrario non ho fede in una verità assoluta .

    La mia è una posizione più radicale ed eversiva di quella atea marxista e materialista che sostituisce religione ad altra religione.
    La mia posizione già espressa precedentemente è: se DIO esiste (e non ho elementi per dire che non esiste) esso è talmente incommensurabile ed indicibile che nessuna convenzione umana può rappresentarlo, ergo tutte le religioni essendo convenzioni umane non possono rappresentare verità assolute, da qui nasce il mio relativismo culturale, ovvero il bene assoluto come il male assoluto non esistono.
    Non dico però che le religioni non hanno diritto di cittadinanza nella nostra società, dico semplicemente che tutte le religioni e tutte le culture di cui le religioni sono espressione hanno diritto di cittadinanza, e che sopra di esse deve esserci una convenzione umana che regoli il diritto di tutti all’esistenza ed all’espressione della propria personale libertà ed al raggiungimento della felicità, ovvero LA LEGGE.
    La Legge deve essere per tutti , accettata da tutti, uguale per tutti, essa è imperfetta come ogni umana attività e creazione ed è una convenzione dichiaratamente mutabile nel tempo e nello spazio.

    …….altre soluzioni non ne vedo.

  104. fedenrico scrive:

    Caro Roberto,

    ho compreso il tuo pensiero, l’hai espresso in modo chiaro e sincero.

    Consentimi, però, di formularti l’augurio che tu possa scoprire Dio, che è celato nel tuo cuore.

    un saluto fraterno

  105. Marina scrive:

    Per Artefice

    “Il Creatore dell’Universo, Comunque possa Essere, Ha impresso la Propria Essenza, Il Sentimento Originale, chiamato Senso.”
    —————
    Quindi chi ha il BUON senso crede in DIO.
    Gli integralismi e i fonfamentalismi siccome vogliono imporre il loro dio con la violenza e la sopraffazione,non usano il BUON senso e quindi non credono in DIO.
    Giusto?
    Un saluto distinto

  106. fedenrico scrive:

    Cara Marina,

    ogni tantissimo mi trovo d’accordo con te. Hai ragione.

    Chiunque voglia imporre il proprio credo con la violenza e la sopraffazione, può credere, sì, in un suo dio, ma non in Dio.

    Ciao.

  107. Artefice1 scrive:

    1. Marina Scrive: January 31st, 2009 at 8:06 pm
    2. Scusa il ritardo
    Cara Marina….non CON-Fondere Il Sensp PER una Voglia Passionaria.

    Quello che nel tuo commento chiami “buon senso” per me sarebbe un inutile significato.

    Posto che nella produzione naturale (esistenza, non Vita) si realizzi un bene utile, direi che lo ha permesso un buon significato.

    Il Senso Frutto della Riconoscenza non appaga i pruriti, ma rende Felici.
    Pensi di poter Essere Felice coltivando un CON-Trasto?

  108. Artefice1 scrive:

    ./.
    Marina….aggiungo

    Il CON-Trasto è una mancata Relazione.

    Solo nella Relazione Partecipa il Senso (Tu Riconosci, l’altro Riconosce lo stesso Aspetto, Il Senso sarebbe l’Oggetto della Riconoscenza, UNICA ed Eterna Aspettativa.)

    Mancando tale PRO-Pensione, ciascuno o uno dei due CON-Trappone il proprio significato(propria capacità Determinante) al Senso, ovvero a Dio.
    Se questa non è Superbia, io sono liquido.

    Mi capisci?

  109. Artefice1 scrive:

    1. Marina Scrive: January 31st, 2009 at 8:06 pm
    2. Scusa il ritardo
    Cara Marina….non CON-Fondere Il Sensp PER una Voglia Passionaria.

    Quello che nel tuo commento chiami “buon senso” per me sarebbe un inutile significato.

    Posto che nella produzione naturale (esistenza, non Vita) si realizzi un bene utile, direi che lo ha permesso un buon significato.

    Il Senso Frutto della Riconoscenza non appaga i pruriti, ma rende Felici.
    Pensi di poter Essere Felice coltivando un CON-Trasto?

    3. fedenrico Scrive: January 30th, 2009 at 10:30 am
    Forse Caro Federico…..ma mi pare proprio che ti piaccia girare in tondo.
    Vedo la Pura In-CON-Cludenza, nelle tue parole.
    Se Riconosci l’Ipotetica esistenza del Senso, come quelli che chiami ateo, non potendo farne a meno.

    Significa forse che credi perché Riconosci l’Assoluto?

    Quanto Incarna la Persona CON-Sente Riconoscere l’Assoluto?

    Se non distingui Fra significati Utili e Senso come puoi dire di Credere Giusto? Determinando la Persona.

    Io desidero chiederti se Credi in una Cosa oppure in quella Aspettativa chiamata Senso.
    Ti lasci PER-Suadere, oppure Ascolti, e segui il CON-Vincimento? Anche a costo d’abbandonare le tue Passioni (puri significati).

  110. Artefice1 scrive:

    Scusa Marina….non mi sono accorto
    Copia/Incollando da Word il mio commento in risposta a Federico, ho trasinato anche il tuo già postato.

  111. Artefice1 scrive:

    1. roberto Scrive: January 30th, 2009 at 7:46 pm
    Caro Roberto…anche il TUTTO, Universo Creato, sarebbe Una CON-Venzione? (Questa sarebbe Originaria però, Riconoscendo.)

    “”La mia posizione già espressa precedentemente è: se DIO esiste (e non ho elementi per dire che non esiste)””
    Avresti notato che Esistono CON-Venzioni Originarie, che Lo Promuovono Indubbiamente?

    “”nessuna convenzione umana può rappresentarlo, ergo tutte le religioni essendo convenzioni umane non possono rappresentare verità assolute””
    Altrimenti chi potrebbe mai Emanciparti, sprovveduto di CON-Venzioni, oltremodo Incomprensibili?

    “””…..il mio relativismo culturale, ovvero il bene assoluto come il male assoluto non esistono.”””
    Perciò non intendi Vedere proprio Niente?

    Ora dovrebbe Essere Evidente, anche a te, che la Causa prima, “fondata a Babilonia”, sia l’origine PER-Severata da Individui, pronti a Negare PER Forza la Persona, così Determinando Ogni CON-Flitto.

  112. Artefice1 scrive:

    Roberto….anche i miei significati sono a perdere.
    Non posso sottrarmi dall’Imperfezione.
    Seguendo le tue espressioni, forse nell’istintiva speranza di farmi capire, ho PER-Severato come da te proposto il termine Convenzione (intesa come adottata regola Naturale atta a PER-Mettere.)
    In questo modo mi sarei quasi contraddetto, non ostante qualche elemento distintivo.

    Probabilmente dovremmo usare il termine CON-Venzione solo CON: il TUTTO ORIGINARIO, come detto.
    Mentre ogni invenzione naturale utile così come dimostra per es. la scrittura e la parola, meriterebbero il termine: PER-Versione.

    Così forse ci si chiarisce?

  113. Marina scrive:

    Per Artefice
    Il buon senso ,non è un inutile significato.
    Chi è dotato di questo dono o intelligenza,rispetta sempre gli altri pur credendo in una religione.
    Chi invece è dotato del Super IO,cioè colui che si crede al di sopra di tutti,è portato a calpestare la fede altrui,credendo di essere l’Unico depositario della verità assoluta.
    La persona intelligente e vera credente,rispetta le diversità,perchè tiene condo dei 10 comandamenti.

    Non riesco a credere che nel terzo millennio le religioni non abbiano ancora firmato la “Carta dei diritti fondamentali dellUomo”,visto che è stato proprio Dio a dettare i comandanti che insegnano il rispetto verso gli altri.
    Dio è creatore dell’Universo,non le religioni e i profeti vari.
    Addirittura Israele(tanto osannato per la sua”democrazia”) non ha neanche la costituzione,usano la Torh e il Talmud per fare le leggi.Non hanno il Buon Senso e i risultati sono sotto gli occhi di tutti.
    Buona domenica

  114. Artefice1 scrive:

    “”Il buon senso ,non è un inutile significato.
    Chi è dotato di questo dono o intelligenza,rispetta sempre gli altri pur credendo in una religione.
    Chi invece è dotato del Super IO,cioè colui che si crede al di sopra di tutti,è portato a calpestare la fede altrui,credendo di essere l’Unico depositario della verità assoluta.
    La persona intelligente e vera credente,rispetta le diversità,perchè tiene condo dei 10 comandamenti.””

    Senti Marina……a me pare che saresti tu quella che non rispetta l’Intendimento Altrui.(il mio in questo caso.)
    Come posso diversamente significarti il mio Essere?
    Oppure pretendi che distrugga quanto mi sostiene (la mia Vita Incarnata, non fantastica) disponendomi ad incarnare quella che reputo tua, perché chiaramente significata, Follia?

    Preferisci che smetta? (Sapendo che CON-Sideri il TUTTO, mi dissolverei)
    Oppure vorresti il campo libero ed a tua disposizione? (In questo caso Cancella l’Idea)

  115. L'Occidentale scrive:

    Sulle due sponde del Tevere
    Qualcosa non torna nei rapporti tra gli ebrei italiani e la Santa Sede
    di Roberto Pertici 1 Febbraio 2009
    Il vaticanista del «Giornale», l’ottimo Andrea Tornielli, ha confessato recentemente di non riuscire a capire, pur avendoci riflettuto a lungo, le ragioni del progressivo irrigidimento dell’ebraismo italiano (o almeno di una parte dei suoi rappresentanti) nei rapporti con la Chiesa cattolica: tanto più di fronte a un papa come Benedetto XVI, che «più dei suoi predecessori ha riflettuto e scritto sul legame imprescindibile e non assimilabile a quello di altre religioni che unisce ebrei e cristiani». La nuova versione in latino della preghiera del venerdì santo Et pro Judaeis non sembra costituire un salto di qualità rispetto a quella presente nel c.d. messale di Paolo VI, né il giudizio attuale della Santa Sede sulla politica dello Stato di Israele appare più freddo e distaccato rispetto al passato: anzi, semmai, sembra vero il contrario. Dopo lo scritto di Tornielli, si è avuta la vicenda della remissione della scomunica ai vescovi lefebvriani, fra i quali uno risulta aver fatto affermazioni negazioniste: vicenda che è stata evidentemente gestita in modo tutt’altro che perfetto da parte dei più diretti collaboratori di Benedetto XVI, ma sospettare che essa comporti una qualche tolleranza per opinioni di quel tipo risulta evidentemente una forzatura polemica. Insomma per Tornielli, le ragioni di questo irrigidimento restano un «mistero».

    Devo dire che non proprio self-evident, per non pochi aspetti, sono apparse anche a me, che pure questo irrigidimento avvertivo nell’aria già da qualche mese. Ho cercato di ragionarci sopra, seguendo gli articoli dello stesso Tornielli e di alcuni altri che reputo affidabili (nel bombardamento mediatico a cui siamo quotidianamente sottoposti dobbiamo pur fare delle scelte) e sono giunto a formulare alcune ipotesi meno legate alla contingenza: qualunque fondamento esse abbiano, sono comunque ispirate dal massimo rispetto e dalla consapevolezza, viva anche in un quidam de populo come chi scrive, dell’importanza decisiva, nei nostri anni, di un rapporto positivo e fecondo fra ebraismo e cristianesimo.

    Spunti interessanti sono stati forniti da alcuni commentatori: il priore di Bose, Enzo Bianchi, uno dei pionieri dell’ecumenismo e del dialogo con l’ebraismo, ha ribadito sulla «Stampa» l’origine scritturale delle preghiere del venerdì santo e ha escluso che ad esse sia sotteso un intento o un’aspirazione conversionistica. Sul «Foglio» Giorgio Israel ha ipotizzato un’alleanza in funzione anti-ratzingeriana fra alcuni settori dell’ebraismo italiano e frange del cattolicesimo progressista: non a caso l’articolo del rabbino veneziano Elia Enrico Richetti (quello che ha dato definitiva visibilità alla vertenza) è stato ospitato sul mensile «Popoli», la rivista missionaria dei gesuiti italiani. Il padre David M. Jaeger ci ha ricordato che l’ebraismo non ha una «gerarchia», e «i rabbini non sono né sacerdoti né, molto meno, “vescovi”, ma sono piuttosto periti e docenti della Torah e delle leggi religiose, autorevolissimi certo all’interno di questa sfera, ma quando si esprimono su altre materie, non manifestano che i loro giudizi personali, da rispettare certamente sempre, ma non da ritenere proclami che impegnano l’intera collettività, e meno ancora collettività diverse da quelle rispettivamente da loro servite». Anche Sandro Magister ha ipotizzato che alcuni aspetti della vicenda rinviino a problemi interni all’ebraismo italiano e a una sorta di “arroccamento” che caratterizzerebbe alcuni suoi esponenti, come il rabbino capo di Roma, Di Segni, che «ha inaugurato una dirigenza del rabbinato in Italia meno laica e più identitaria, più osservante di riti e precetti, e di conseguenza più conflittuale col papato sul versante religioso».
    Credo anch’io – lo dico subito – che le scelte recenti dei rabbini italiani rispondano a una logica difensiva. Ma di che e rispetto a chi? Per farmi capire, ricorro nella maniera più rozza e schematica ad alcuni strumenti della sociologia delle religioni. Si può dire che anche quello religioso sia una sorta di “mercato” in cui – in determinati contesti – si incontra una domanda e un’offerta. Qual è l’offerta dell’ebraismo italiano in questo momento? O meglio, come si presenta, da un punto di vista religioso, di fronte a quella parte di opinione pubblica che è sensibile a queste problematiche? Sono consapevole – sia detto una volta per tutte – dell’immensa ricchezza della tradizione religiosa e della cultura che circola nel nostro ebraismo: mi chiedo solo quale percezione esso offra di sé all’italiano medio, che cerchi di orientarsi nell’«offerta religiosa» dei nostri giorni. Credo che si caratterizzi per due punti: la memoria continua e dolente della Shoah e il sostegno “politico” e valoriale allo Stato d’Israele. Si tratta di due problemi fondamentali e tale impegno gli fa onore.

    Ma sono emerse nel mondo d’oggi molte altre sfide a cui l’uomo contemporaneo, soprattutto se religiosamente orientato, cerca di dare una risposta: quelle della bioetica, della sessualità in tutte le sue forme, dell’aborto, della famiglia “naturale” e di quelle alternative, del problema dei confini della vita, al suo inizio come alla sua conclusione. Emergono poi vaste problematiche sociali, da quelle attinenti alla distribuzione delle ricchezze, nella nostra società e a livello internazionale, a quelle connesse ai rapporti fra le civiltà, le culture, le religioni. Infine nell’ultimo ventennio, con la crisi della cultura rivoluzionaria e più in generale dell’approccio ottimistico alla modernità, è riemerso il problema della “tradizione”, che coinvolge non solo molte frange di “battezzati”, ma anche – manifestamente – il mondo ebraico: lo testimonia la parabola biografica di alcuni dei più eminenti intellettuali ebrei italiani, il cui ebraismo era – quarant’anni fa – solo ambientale e familiare e che oggi è molto più consapevole e combattivo.
    Mi pare che su questi problemi all’italiano medio (di cui parlavo prima) non arrivino, da parte del mondo ebraico, delle risposte forti e, quando arrivano, siano tutt’altro che univoche; e che non pochi dei suoi rappresentanti avvertano su tali temi la “concorrenza” del pensiero ratzingeriano. Esso chiede loro – come il Papa ha scritto di recente – di confrontarsi col cattolicesimo non tanto su (mi si passi l’espressione) astratti problemi teologici, ma sulle «conseguenze culturali» delle rispettive fedi religiose e indica, come primo terreno di confronto, la «crisi contemporanea dell’etica». Su tale terreno – sulla base del comune retroterra biblico – il confronto potrebbe essere molto ravvicinato e positivo e non impossibile la formulazione di risposte ispirate agli stessi valori. Lo conferma l’evidente feeling che con le posizioni del Papa dimostrano alcuni di quegli intellettuali ebrei a cui prima accennavo.

    Ho l’impressione che non pochi settori dell’ebraismo italiano guardino con diffidenza a questo confronto e temano che esso conduca a una qualche omologazione, non delle due fedi religiose, ma dei corollari pratici che – in merito alle questioni oggi più avvertite come urgenti – ne potrebbero discendere. Da qui la tentazione, nella difesa dei propri spazi, dell’arroccamento e della ripresa di una logica di differenziazione polemica, le cui risorse sono immancabilmente offerte da determinati elementi del passato (i “silenzi” di Pio XII, l’antico conversionismo cattolico, la preghiera del venerdì santo).

  116. Marina scrive:

    Allora cerchiamo di fare chiarezza.
    Gli ebrei sono offesi perchè la preghiera del venerdi dice di pregare per i “perfidi giudei”.

    Nel Talmud è scritto:”13. L’ANIMA DEI CRISTIANI È MALIGNA E IMMONDA
    L’insegnamento degli ebrei è che Dio ha creato due nature, una buona e l’altra
    malvagia, oppure una natura con due lati, uno puro e uno immondo. Si dice che
    l’anima dei cristiani sia venuta dal lato immondo, chiamato Keliphah – scorza o crosta
    rognosa.
    In Zohar (I, 131a) si dice:
    “Gli idolatri, comunque, insozzano il mondo da quando esistono in quanto la
    loro anima è uscita dal lato immondo.”
    Ed in Emek Hammelech(23d) si dice:
    “L’anima degl empi viene da Keliphah, che è morte e ombra di morte.”
    Zohar (I,46b,47a) procede a dimostrare che questo lato immondo è il lato
    sinistro, da cui è venuta l’anima dei cristiani:
    “Ed egli cre ò tutte le cose viventi cioè gli israeliti, in quanto sono figli
    dell’Altissimo, e la loro anima viene da Lui. Ma da dove viene l’anima dei gentili
    idolatri? Il rabbino Eliezer dice: dal lato sinistro, che rende le loro anime immonde.
    Essi sono perciò immondi e contaminano tutti coloro che li circondano.
    Perchè fanno tanto gli offesi,quando loro sono uguali se non peggio?

    Allora :chi dei due ha ragione?
    Dove stà scritto che Dio ha gli eletti?
    Dov’è la firma di Dio su questi documenti?

  117. fedenrico scrive:

    Caro Artefice,

    il mio credo non dipende da altri che dall’Ascolto… della Parola, madre del vero Convincimento.

    con fraternità.

  118. Artefice1 scrive:

    L’Occidentale….dunque, se ti capisco Bene.

    Pur proponendo “il Papa” Validi Argomenti.
    Pare che l’Ebraismo abbia a rifiutarli.
    Temendo un COM-Promesso?

    Quasi mi verrebbe l’idea di dire che questa ipotesi sia priva di Senso.
    Cio avviene quando si Per-Seguono puri Significati.

    Mentre il CON-Senso (ergo la Relazione) necessariamente parte sempre dal Principio Capitale, Onnipresente.

  119. Artefice1 scrive:

    Federico….cerco solo di spiegarmi.
    In due righe hai messo tutto ed il Suo CON-Trario.
    Che ami gli ossimori, già mi risultava.

    “il mio credo non dipende da altri che dall’Ascolto… della Parola, madre del vero Convincimento.”

    Cosa Intendi Esattamente per “Parola”?
    Un Significato PER-Severato? Direi una PER-Versione.
    Oppure il Senso Originario. Sentimento che Relaziona CON-Sentendo?

    POI
    Cosa Intendi esattamente per CON-Vincimento?
    La Natura ergo l’Individuo, PER-Suade!
    Il Senso, Unica Persona, CON-Vince!

    Solo Lui può Vincere!
    Non Prevaliamo solo PER-Forza.

  120. Artefice1 scrive:

    Cara Marina…non solo Amerei fare chiarezza!
    Ma Ti Amerei (ti donerei tutto il mio tempo) sicuramente.
    Se soltanto prestassi Attenzione ai miei Sinceri Significati. Come Spunti.

    Quando ti dico che DISDEGNO i Significati!!!
    Che significa mai per te?
    Vorresti pretendere che possa Degnarli d’attenzione?
    Essendo CON-Vinto Essere la Causa del Babilume PER-Severato?
    Quando mai puoi sperare d’arrivare ad una CON-Divisione, avendo Escluso a priori il CON?

    Dunque PER fare chiarezza devi prima SENTIRE te Stessa e trattare come cerco di fare io di mio, il tuo Senso che Riconosci di tuo.
    Se rincorriamo tutti quei significati: CI PERDIAMO!!!
    Mentre CON-Siderando il Senso, la Relazione Vera, diventa Possibile. Viene insomma.
    Mi capisci?

  121. Artefice1 scrive:

    ./.
    Marina….aggiungo

    Quelle Citazioni che prendi anche tu PER Fede, io affermo, che non le conosci!

    Ovvero non mi stai manifestando il Sentimento AUTENTICO che quelle proposizioni ha Determinato.

    Fossero, quelle proposizioni, Determinate da un Sentimento suscitato dalla Passione Naturale, ergo PER Forza, MAI NESSUNO POTREBBE CAPIRE IN VERITA. Supporrebbe un significato CON-Dizionato dal CON-Testo storico in cui si trova calato chi Legge.

    Altrimenti Essendo Determinante,(sia per chi ha scritto che per chi legge) Il Sentimento CON-Sentito, (Essendo UNICO ed UNIVERSALE, Fondante la Persona), PER Riconoscienza, Suscita e CON-Sente l’Identico Senso, non ostante il CON-Testo nel quale ci si trova.
    In questo caso Viene favorito dal significato proposto, semplice spunto, Il Senso Determinante in Verità.

    Dirai ancora che la Verità non Esiste?
    Oppure che il CON-Relazione-Senso-Unicità-PER-Fezione-Dio….ecc. IL TUTTO, non esiste?

  122. fedenrico scrive:

    Caro Artefice,

    Ti voglio spiegare la Parola, oggi, richiamando la sura III del Corano:

    “O Maria, Iddio t’annunzia la buona novella d’una Parola che viene da Lui, e il cui nome sarà il Cristo”.
    In una definizione sunnita è inoltre detto che “la Parola di Dio è attributo coeterno a Dio”.

    Una cosa certa è vera, cioè risponde a verità.
    Il Convincimento è il guscio che racchiude la certezza, dunque la Verità.
    Nel Con-vincere è la volontà di sconfiggere la menzogna.
    Nel Convincimento la menzogna è sconfitta.

  123. Artefice1 scrive:

    Federico….qui casca l’Asino!!!

    “”Nel Con-vincere è la volontà di sconfiggere la menzogna.”"

    Essendo il CON-Vincimento IL FRUTTO della Riconoscienza(Logica dell’Essenza).
    Mentre la Voglia determina PER Forza(Logica Naturale)

    Quella “volontà di s-CON-Figgere” resta un Abuso Evidente!
    Trattandosi di PER-Suasione Imposta PER PER-Versione.

    Lascia Fare al Creatore, e pensa per te.
    In Fatti il Suo CON-Vincimento sconfigge ogni tua PER-Tinente PER-Sistita PER-Suasione.

  124. Roberto scrive:

    Cari Artefice 1 e Fedenrico
    Vi chiedo una risposta sincera alle mie domande che possono riassumersi in:
    1)QUALE E’ LA VERITA’ E SOPRATUTTO CHI LA POSSIEDE E LA ESPLICA?
    2)E’ GIUSTO IMPORRE AD OGNUNO IL MODO DI VIVERE DI ALTRI?
    3)E’ GIUSTO SOVRAPPORRE IL PECCATO AL DELITTO?
    Inoltre:
    MARINA DICE
    Non riesco a credere che nel terzo millennio le religioni non abbiano ancora firmato la “Carta dei diritti fondamentali dellUomo”,visto che è stato proprio Dio a dettare i comandanti che insegnano il rispetto verso gli altri.
    Cara Marina è comprensibilissimo che le religioni non abbiano sottoscritto la dichiarazione dei diritti universali dell’uomo, essa è una convenzione umana pensata dichiaratamente da uomini per gli uomini soggetta quindi a revisioni ed evoluzioni legate alla evoluzione spazio-temporale umana, per i depositari del verbo divino ciò è inconcepibile essendo le religioni verità assolute dettate direttamente da dio fisse ed immutabili nel tempo e nello spazio, per le religioni quindi ‘la dichiarazione universale’ è perfettamente inutile essendo la verità contenuta nei libri (questo sopratutto per le tre religioni monoteiste).
    Ancora Marina…Le religioni non hanno rispetto per ‘gli altri, gli alieni’ poichè DIO E’ CON NOI non può essere con gli altri. Guarda al passato ma anche al presente e datti una risposta.

  125. Artefice1 scrive:

    Roberto….l’Idea l’avresti
    Ma se chiami CON-Venzioni le PER-Versioni come potrei sperare di farmi capire?
    Perciò rinvio le risposte e ti dico soltanto:
    Dove pER-Mane la Distinzione, il CON-Senso-Relazione, CON-CRETA-MENTE NON ESISTE.

    Poi dimmi tu se l’UNICA Verità sarebbe impossibile.

  126. fedenrico scrive:

    Caro Roberto,

    1) la verità cristiana è in Cristo, è Cristo è Verità.
    Non è la religione, verità; ma la verità è nella religione.
    Allo stesso modo, non il cristiano è verità; ma è verità la sua fede.

    Il cristiano, sollecitato dalla fede, ovvero dal mistero di Cristo-Verità, attiva tutto sé stesso, i poteri tutti della sua ragione per indagare l’opera universale di Dio.
    E’ questo, in fondo, il motivo che spiega, dall’origine, il progredire scientifico (ovvero un sapere fruibile) nell’Europa cristiana.

    2) Imporre a chicchessia modi di vivere di altri è ingiusto; così come è ingiusto non rispettare, degli altri, il modo di vivere.

    3) Il delitto, nell’interpretazione corrente, “è reato contro la persona fisica o morale, o contro la società”. Il reato è comportamento che vìola le leggi.

    Il peccato. Se non conosciamo Dio non riconosciamo il peccato. Il peccato vìola la legge morale di Dio. Ma la morale che viene da Dio è impressa come marchio nell’animo dell’uomo.
    Non uccidere, non rubare, non mentire, sono “comandamenti” naturali nell’uomo; e l’uomo ne ha fatto leggi del proprio ordinamento civile.
    Peccato e delitto non sono artificiosamente sovrapposti. Sono invece intimamente legati uno all’altro; anche se non tutti lo riconoscono.

    un saluto fraterno.

  127. roberto scrive:

    Caro Fedenrico
    DEvo dire che mi trovo perfettamente d’accordo con Te, infatti anche per me
    ‘Imporre a chicchessia modi di vivere di altri è ingiusto; così come è ingiusto non rispettare, degli altri, il modo di vivere’
    Il mio intervento sull’atteggiamento del Rabbino nei confronti della preghiera Cattolica, fortemente critico e per me incomprensibile, era proprio perchè qualcuno ‘il rabbino’ sindacava sul credo di altri ‘i cattolici e le loro preghiere’ entrando nel merito di competenze non sue.
    Per quanto riguarda la sovraposizione tra Peccato legato ad una morale a sua volta legata ad una verità assoluta e reato non ho ricevuto da parte tua una risposta netta (da altra parte io ho sbagliato la domanda confondendo delitto con reato….sic!).

  128. roberto scrive:

    Caro Artefice
    devo dedurre dalla tua risposta che esiste una sola verità e che tutte le altre verità sono false e foriere di dis-ordine.
    Corregimi se ho sbagliato nell’interpretazione.

  129. Dodo scrive:

    “[...] Vi confesso che per me rimane un mistero…”

    Un “mistero”? Sì: il mysterium iniquitatis!

  130. Artefice1 scrive:

    roberto Scrive: February 3rd, 2009 at 5:47 pm

    Roberto…..che dubbio hai?
    Negheresti
    L’esistenza dell’Unico Senso?
    Con-Seguentemente la Relazione fondata sulla Verità?
    In una parola il CON-Senso?

    Naturalmente esiste anche la nostra capacità di Operare.
    Quanto produciamo avrebbe una parvenza di Verità. (La chiamerei Realtà)
    Che Personalmente ritengo dimostri realmente l’Illusione.
    Perché l’Opera Esistente non PER-mane neppure piacendo.

    Secondo te
    Sarebbe più Vero
    Quello che Fai?
    Oppure quello che Senti?

    Quale dei due, L’Opera o il Sentimento, Determina?

  131. work and travel scrive:

    Questi sono non miei sorprendenti più, ma ringraziamenti.