Il cielo in una stalla

“Il cielo non appartiene alla geografia dello spazio, ma alla geografia del cuore. E il cuore di Dio, nella Notte santa, si è chinato giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo. E se andiamo incontro a questa umiltà, allora tocchiamo il cielo. Allora diventa nuova anche la terra. Con l’umiltà dei pastori mettiamoci in cammino, in questa Notte santa, verso il Bimbo nella stalla! Tocchiamo l’umiltà di Dio, il cuore di Dio! Allora la sua gioia toccherà noi e renderà più luminoso il mondo”.
(Benedetto XVI, omelia del 25 dicembre 2007)

Auguri di Buon Natale a tutti i naviganti!

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

78 risposte a Il cielo in una stalla

  1. minstrel scrive:

    Grazie Dr. Andrea. Anche a lei e alla sua famiglia.

  2. luigi scrive:

    buon natale e felice anno nuovo alla faccia dalla crisi che hanno in testa i governanti del mondo il signore ci sorprendera’ anche per tutto il 2012 w maria santissima nostra madre

  3. Simon de Cyrène scrive:

    Buon Natale a lei , caro Dr Tornielli, come anche a tutti i contributori di questo sempre eccellente blog!

    Sembra comprovato non solo che la data di nascita del nostro Salvatore fu realmente il 25 dicembre, ma anche che le pecorelle erano nere :-) proprio come noi.
    In Pace

  4. macv scrive:

    La geografia dello spazio e la storicità del tempo degli orologi lascino il campo, almeno per un giorno all’anno, all’atemporalità e al non-spazio dell’ETERNITA’.
    Il relativo si inchini all’ASSOLUTO, il mortale all’immortale, il relativismo alla VERITA’, come i Re Magi e i pastori si sono inchinati a un povero neonato. La fede cristiana è un Paradosso, fin dall’inizio.

  5. Carlo scrive:

    Ave Maria! Grazie dott. Tornielli: un veramente Santo Natale a Lei, ai suoi cari e a tutti gli amici di questo sito. Sia lodato Gesù Cristo . . sempre sia lodato. carlo.

  6. il maccabeo scrive:

    Un Buon e Santo Natale anche a te Andrea, e a tutti i bloggers, specialmente a coloro che non “conoscono” ancora il Nostro Salvatore.
    Pace in terra agli uomini di buona volontá.

  7. Sal scrive:

    <“E il cuore di Dio, nella Notte santa, si è chinato giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo” – Confesso che il pensiero non mi è chiaro, non è chiaramente decifrabile, ma proverò a commentare secondo ciò che capisco.

    1 – Se “il cielo è la geografia del cuore” essendoci molti cuori ci sono molti cieli quindi ciascuno osserva la Divinità nel proprio cuore in modo autonomo e personale diverso dagli altri.
    2 – Se si vuole intendere che il Dio ha voluto dimostrare l’umiltà venendo in una stalla, il concetto è del tutto fuorviante. Una illazione senza fondamento. Il Dio non può abbandonare la sua posizione perché non ha bisogno di dimostrare alcunché; Egli è l’Onnipotente: ” Chi mi può tener testa?” (Sl. 41.10)- “Chi mi può dichiarare malvagio?”( Isa. 50.9) – “tutti gli abitanti della terra sono considerati semplicemente come nulla, ed egli fa secondo la sua propria volontà fra l’esercito dei cieli e gli abitanti della terra. E non esiste nessuno che possa fermare la sua mano o che gli possa dire: ‘Che cosa hai fatto?’” ( Dan. 4.35)
    In realtà il Sovrano Signore dell’universo non ha necessità di dimostrarsi “umile” bensì benigno, generoso, altruista pronto perdonare ma soprattutto giusto e inesorabile.
    Anche ammettendo che abbia inviato un suo rappresentante che chiama “la sua Parola” per insegnare l’umiltà l’idea è ugualmente fuorviante perché lo scopo della venuta del Messia oltre quello di insegnare “il giusto” modo di vivere, ha lo scopo di rivendicare la Giustizia e la Sovranità che era stata messa in dubbio dalla ribellione. Il Messia che è il suo portavoce non è Dio ma “il figlio dell’uomo” che aveva lo scopo di dimostrare l’inutilità dell’ingiustizia, i disastrosi frutti che l’ingiustizia produce allontanandosi dalla Sovranità. Ha lo scopo di avvertire che la Sovranità avrebbe diviso il grano dalle zizzanie, e avrebbe fatto i conti riducendo in rovina “quelli che rovinano la terra”. ( Ap. 11.18)
    “Ricordate questo, per farvi coraggio. Prendetelo a cuore, trasgressori. Ricordate le prime cose di molto tempo fa, che io sono il Divino e non c’è altro Dio, né alcuno simile a me; Colui che annuncia dal principio il termine, e da molto tempo fa le cose che non sono state fatte; Colui che dice: ‘Il mio proprio consiglio avrà effetto, e farò tutto ciò che è il mio diletto’; Colui che chiama dal levante l’uccello da preda, da un paese lontano l’uomo per eseguire il mio consiglio. Sì, [l’]ho proferito; lo farò anche avvenire. [L’]ho formato, anche lo farò.” ( Isa 46.8-11) – Non sono parole “umili”, ma l’avvertimento di un Potente che esercita il Potere.

    “In quanto a Geova, sederà a tempo indefinito,
    Stabilendo fermamente il suo trono per lo stesso giudizio.
    Ed egli stesso giudicherà il paese produttivo nella giustizia;
    Farà giudizio dei gruppi nazionali nella rettitudine.”
    ( Sl. 9.7-8)

    Come può un Dio che siede a tempo indefinito abbandonare il suo trono per farsi umile ? Impensabile ! “Umiltà” significa “essere afflitto; essere umiliato; essere modesto”, sottomettersi. A chi potrebbe sottomettersi l’Onnipotente ? Chi facesse questo non potrebbe essere definito Dio, bensì un colpevole o un arrogante pentito, ma non Dio. Il Dio può non essere Colui che dimostra “l’umiltà”, bensì colui che esercita dominio e potere, nella benignità, con generosità, ma senza parzialità. Il Potere e la Giustizia non sono qualità da esercitarsi essendo afflitti o modesti, ma essendo decisi incorruttibili e imparziali.
    “La verità stessa germoglierà dalla medesima terra, E la stessa giustizia guarderà dai medesimi cieli.” ( Sl. 85.11) – e aggiunge “Poiché i vostri pensieri non sono i miei pensieri, né le mie vie sono le vostre vie”, è l’espressione di Geova. “Poiché come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie, e i miei pensieri dei vostri pensieri….così sarà la mia parola che esce dalla mia bocca. Non tornerà a me senza risultati, ma certamente farà ciò di cui mi son dilettato, e avrà sicuro successo in ciò per cui l’ho mandata.” ( Isa 58.8 -11)

    Nutrendo grande amore per le sue creature, Dio ha dato ampia opportunità di conoscere lui e i suoi propositi purtroppo però “L’intero paese è stato reso desolato, perché non c’è uomo che [lo] abbia preso a cuore.” ( Geremia 12.11)

  8. Sal scrive:

    <“E il cuore di Dio, nella Notte santa, si è chinato giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo” – Confesso che il pensiero non mi è chiaro, non è chiaramente decifrabile, ma proverò a commentare secondo ciò che penso possa significare.

    1 – Se “il cielo è la geografia del cuore” essendoci molti cuori ci sono molti cieli quindi ciascuno osserva la Divinità nel proprio cuore in modo autonomo e personale diverso dagli altri.
    2 – Se si vuole intendere che il Dio ha voluto dimostrare l’umiltà venendo in una stalla, il concetto è del tutto fuorviante. Una illazione senza fondamento. Il Dio non può abbandonare la sua posizione perché non ha bisogno di dimostrare alcunché; Egli è l’Onnipotente: ” Chi mi può tener testa?” (Sl. 41.10) – “Chi mi può dichiarare malvagio?”( Isa. 50.9) – “tutti gli abitanti della terra sono considerati semplicemente come nulla, ed egli fa secondo la sua propria volontà fra l’esercito dei cieli e gli abitanti della terra. E non esiste nessuno che possa fermare la sua mano o che gli possa dire: ‘Che cosa hai fatto?’” ( Dan. 4.35) In realtà il Sovrano Signore dell’universo non ha necessità di dimostrarsi “umile” bensì benigno, generoso, altruista pronto perdonare ma soprattutto giusto e inesorabile.
    Anche ammettendo che abbia inviato un suo rappresentante che chiama “la sua Parola”per insegnare l’umiltà l’idea è ugualmente fuorviante perché lo scopo della venuta del Messia oltre quello di insegnare “il giusto” modo di vivere, ha lo scopo di rivendicare la Giustizia e la Sovranità che era stata messa in dubbio dalla ribellione. Il Messia che è il suo portavoce non è Dio ma “il figlio dell’uomo” aveva lo scopo di dimostrare l’inutilità dell’ingiustizia, i disastrosi frutti che l’ingiustizia produce allontanandosi dalla Sovranità. Ha lo scopo di avvertire che la Sovranità avrebbe diviso il grano dalle zizzanie, e avrebbe fatto i conti riducendo in rovina “quelli che rovinano la terra”. ( Ap. 11.18)
    “Ricordate questo, per farvi coraggio. Prendetelo a cuore, trasgressori. Ricordate le prime cose di molto tempo fa, che io sono il Divino e non c’è altro Dio, né alcuno simile a me; Colui che annuncia dal principio il termine, e da molto tempo fa le cose che non sono state fatte; Colui che dice: ‘Il mio proprio consiglio avrà effetto, e farò tutto ciò che è il mio diletto’; Colui che chiama dal levante l’uccello da preda, da un paese lontano l’uomo per eseguire il mio consiglio. Sì, [l’]ho proferito; lo farò anche avvenire. [L’]ho formato, anche lo farò.” ( Isa 46.8-11) – Non sono parole “umili”, ma un avvertimento di un Potente che esercita il Potere.
    “In quanto a Geova, sederà a tempo indefinito,
    Stabilendo fermamente il suo trono per lo stesso giudizio.
    Ed egli stesso giudicherà il paese produttivo nella giustizia;
    Farà giudizio dei gruppi nazionali nella rettitudine.”
    ( Sl. 9.7-8)

    Come può un Dio che siede a tempo indefinito abbandonare il suo trono per farsi umile ? Impensabile ! “Umiltà” significa “essere afflitto; essere umiliato; essere modesto”, sottomettersi.A chi potrebbe sottomettersi l’Onnipotente ? Chi facesse questo non potrebbe essere definito Dio, bensì un colpevole o un arrogante pentito, ma non Dio. Il Dio può non essere Colui che dimostra “l’umiltà”, bensì colui che esercita dominio e potere, nella benignità, con generosità, ma senza parzialità. Il Potere e la Giustizia non sono qualità da esercitarsi essendo afflitti o modesti, ma essendo decisi incorruttibili imparziali..
    “La verità stessa germoglierà dalla medesima terra, E la stessa giustizia guarderà dai medesimi cieli.” ( Sl. 85.11) – e aggiunge “Poiché i vostri pensieri non sono i miei pensieri, né le mie vie sono le vostre vie”, è l’espressione di Geova. “Poiché come i cieli sono più alti della terra, così le mie vie sono più alte delle vostre vie, e i miei pensieri dei vostri pensieri….<b<così sarà la mia parola che esce dalla mia bocca. Non tornerà a me senza risultati, ma certamente farà ciò di cui mi son dilettato, e avrà sicuro successo in ciò per cui l’ho mandata.”</I< ( Isa 58.8 -11)

    Nutrendo grande amore per le sue creature, Dio dà loro ampia opportunità di conoscere lui e i suoi propositi purtroppo però “L’intero paese è stato reso desolato, perché non c’è uomo che [lo] abbia preso a cuore.” ( Geremia 12.11)

  9. Luis scrive:

    Anch’io voglio fare i migliori auguri di Buon Natale al nostro ospite Tornielli e a tutti i frequentatori del blog. L’incredibile mistero d’Amore dell’incarnazione del Verbo di Dio, che ci accingiamo a celebrare, riempia sempre le nostre vite per ricondurci alla casa del Padre Celeste.

    “Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama”.

  10. bo.mario scrive:

    SAL non si riesce a farti progredire? messo in un ghetto senza motivazioni? Un peccato perchè scrivi e spieghi quello che scrivi, non è da tutti.
    Non saprei, vista la situazione, che auguri farle Tornielli. Per voi conta la spiritualità e quei, ormai, poveri che non arrivano a fine mese gli servirà? Avendo, il vaticano, dato appoggio a questa specie di governo che li vuole ancora più poveri non saprei cosa altro dire. Lo facciamo per l’euro? una barzelletta?
    Auguri a prescindere. Un saluto.

  11. giovannino scrive:

    Sentire che Dio ci ama , questo è un Natale felice. Auguri a tutti.

  12. Anna scrive:

    Auguro a tutti un sincero augurio di Buon Natale.
    In particolare a Sal e BoMario,oltrechè alle sorelle in Cristo di Luis e al fratello delle sorelle Ritaroma e Cristiana.
    A Peccatore inoltre un augurio speciale (per farmi perdonare)molto disinteressato .
    Un augurio ai Re Magi che ebbi occasione di incontrare in una mia precedente vita.
    A voi tutti l’Inno di Natale.

    http://www.youtube.com/watch?v=vm9YBLM8OKc&feature=related

    • Sal scrive:

      @ Anna
      Ringrazio Anna per la gentile dedica, sono onorato. Questo non mi esime dal chiederle se ha ascoltato con attenzione le parole del coro di cui al suo link. La curiosità mi è sorta per due motivi:
      Il primo fa riferimento al titolo del tema “il cielo in una stanza” dove si dice che “l’umiltà di Dio è il cielo “ però mi è sembrato di capire che il coro fa riferimento ai “cieli altissimi” sottolineando l’aspetto plurale anziché quello singolare del cielo. D’altro canto “Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e sulla terra pace fra gli uomini di buona volontà”. (Lc.2.14) Sono le parole dei pastori come riportate dal vangelo, anch’essi sottolineano l’aspetto plurale dei cieli che in quel caso sono “i luoghi altissimi” e non il cielo. Quindi la curiosità mi spinge a chiederle se lei, che oggi è così felice per la festa, sa in quale dei cieli risiede Dio o di quela di questi cieli parla nel tema proposto al singolare, dato che ce ne sono molti. In fondo anche Gesù parla “del Regno dei cieli” non del cielo. Forse che ce ne sono tanti quanti sono le religioni che credono al cielo ?
      Il secondo aspetto che mi ha incuriosito è che il coro continua a ripetere “Gloria al Signor” e mi domandavo se la gloria viene attribuita al Signore solo perché una volta l’anno si canta e poi si vive come vediamo tutti i giorni intorno a noi, dove la maleducazione, l’arroganza, il menefreghismo, l’incuria, il dileggio, la mancanza di rispetto, la prepotenza, l’insofferenza sono atteggiamenti comuni di ordinaria procedura, oppure se la vera Gloria non sia quella di viver secondo il modo che il Signore ha insegnato, magari senza tante canzoni e cerimonie che non commemorano altro che una storiella che non trova rispondenza nel racconto evangelico.
      Cmq stia serena ognuno troverà il suo cielo, il mio è “quello in una stanza” di Mina !

  13. Buon Natale, nella Luce di Gesù che si dona a noi per la nostra salvezza.

  14. vincenzo da torino scrive:

    Auguri sinceri a tutti i postisti vicini e lontani (!). In particolare al gentile Tornielli. Ai credenti un augurio particolare nella fede con la speranza che anche qui si effonda la fratellanza verso tutti vicini e lontani ammorbidendo gli spigoli che urtano nel cammino della comprensione reciproca.

  15. Cristiana scrive:

    Buon Natale anche da parte mia, Andrea a te, alla tua famiglia e a tutti !!!!
    Prendiamo in braccio Gesù Bambino con tutto l’amore che abbiamo e chiediamogli
    di cambiare i nostri cuori.
    Quelli avvolti dalla durezza, quelli feriti, quelli arrabbiati, quelli che vagano nella tenebra,quelli sopraffatti dalla superbia,
    quelli che cercano di essere più umili, quelli che non riescono ad amare abbastanza.
    Vieni Gesù, riempici d’amore a aiutaci a diventare creature nuove.

  16. peccatore scrive:

    Buon Natale!
    Cantano gli angeli: gli uomini adorano il Bambino.
    http://www.youtube.com/watch?v=L6y4OLKE99U
    http://www.youtube.com/watch?v=llftGi6DczU&feature=related
    Gloria a Dio nell’alto dei cieli e pace in terra agli uomini che Egli ama.

    • Sal scrive:

      L’originale è leggermente diverso:
      “Gloria a Dio nei luoghi altissimi, e sulla terra pace fra gli uomini di buona volontà” . – Lc 2.14

  17. peccatore scrive:

    Per entrare nella grotta di Betlemme bisogna scendere dal cavallo della superba ragione illuminata…
    Buon Natale!

    • luciano 27 scrive:

      per entrare nella grotta di Betlemme,bisogna essere umili e sinceri, come sarà quel bambino e dal cavallo della superbia di pretendere di sapere cosa vuole Dio buon Natale anche a lei!

      • Sal scrive:

        “dal cavallo della superbia di pretendere di sapere cosa vuole Dio” ?????

        “ Egli ti ha dichiarato, o uomo terreno, ciò che è buono. E che cosa richiede da te Geova, se non di esercitare la giustizia e di amare la benignità e di essere modesto nel camminare col tuo Dio?” (Michea 6.8)

        • luciano 27 scrive:

          sal,ho dimenticato una parola: scendere dal cavallo,non da quello della ragione ma da quello della superbia del pretendere di sapere cosa vuole Dio che è quello che pretendono in troppi e che non è umiltà

    • Sal scrive:

      Se è illuminata perchè abbandonarla ?

  18. Cherubino scrive:

    ogni Natale mi viene in mente la dottrina dei tre Avventi di San Bernardo di Chiaravalle. Ne riporto un passo significativo. E che contemplando il Signore che è venuto nella carne, possiamo accoglierlo “adveniens in Spirito Sancto”. Buon Natale a tutti.

    Conosciamo una triplice venuta del Signore. Una venuta occulta si colloca infatti tra le altre due che sono manifestate. Nella prima il Verbo fu visto sulla terra e si intrattenne con gli uomini, quando, come egli stesso afferma, lo videro e lo odiarono. Nell’ultima venuta “ogni uomo vedrà la salvezza di Dio” (Luca 3,6) e vedranno colui che trafissero (cfr. Giovanni 19,37). Occulta è invece la venuta intermedia, in cui solo gli eletti lo vedono entro se stessi, e le loro anime ne sono salvate. Nella prima venuta dunque egli venne nella debolezza della carne, in questa intermedia viene nella potenza dello Spirito, nell’ultima verrà nella maestà della gloria. Quindi questa venuta intermedia è, per così dire, una via che unisce la prima all’ultima: nella prima Cristo fu nostra redenzione, nell’ultima si manifesterà come nostra vita, in questa è nostro riposo e nostra consolazione.

    Dai “Discorsi” di San Bernardo, abate. (Disc. 5 sull’Avvento, 1-3; Opera omnia, Edit. cisterc. 4 (1966), 188-190)

  19. Cherubino scrive:

    aggiungo questo splendido passo dal I Sermone sull’Avvento, sempre di S. Bernardo.

    “Per quale motivo viene…
    7. Chi può dubitare ormai che ci sia stato in gioco qualcosa di grande, perché una così grande maestà si sia degnata di discendere da tanto lontano in un luogo così indegno? Sicuramente qualcosa di grande, perché è una grande misericordia, una grande compassione, un’abbondante carità. Per che cosa dobbiamo credere che sia venuto? E’ questo infatti che ora dobbiamo indagare, secondo l’ordine che ci siamo proposti. E per questo aspetto non dobbiamo affaticarci dal momento che sia le sue parole, sia le sue opere gridano chiaramente il motivo della sua venuta. Si è affrettato a discendere dai monti per cercare la centesima pecora che sì era smarrita, ed è venuto per noi, perché più chiaramente « si lodi il Signore per la sua misericordia, e per i suoi prodigi per i figli degli uomini». Meravigliosa condiscendenza di Dio, che cerca, grande dignità dell’uomo che è cercato così. Se volesse gloriarsi di questa dignità non sarebbe stolto, non perché sia qualcosa in se stesso, ma perché ne ha fatto tanto conto colui che l’ha creato. Tutte le ricchezze infatti, e tutta la gloria del mondo. e tutto quanto nel mondo può essere desiderato è meno di questa gloria: anzi non è nulla al suo confronto : «Signore, che cos’è l’uomo perché tu lo faccia grande, perché te ne dia pensiero? ».

    E perché viene lui a noi e non noi da lui…
    8. Eppure vorrei sapere per quale motivo lui è venuto da noi. e perché non siamo piuttosto andati noi da lui. Eravamo noi nel bisogno, ma neppure è consuetudine dei ricchi andare dai poveri, anche se volessero beneficarli. E’ così. fratelli, sarebbe stato conveniente che fossimo andati noi da lui, ma c’era un doppio ostacolo. La nostra vista era molto debole, egli invece abita la luce inaccessibile, e, giacendo come paralitici nel nostro letto. non potevamo raggiungere la sua divina altezza. Per questo quel Salvatore colmo di bontà e medico delle anime è disceso dalla sua altezza e ha mitigato il suo splendore per la debolezza dei nostri occhi. Si è rivestito come di una lampada quel corpo glorioso e purissimo da ogni macchia che ha assunto. E’ la nube leggerissima e risplendente sopra la quale il Profeta aveva predetto che egli sarebbe salito per discendere in Egitto. E’ ora ormai di considerare il tempo in cui viene il Salvato re. Viene – e crediamo che questo non vi sfugga – non all’inizio, non a metà del tempo, ma alla fine. E questo non è avvenuto a caso, ma la Sapienza ha disposto con vera intelligenza di recare l’aiuto per la prima volta quando maggiore era la necessità, non ignorando che siamo figli di Adamo, inclini all’ingratitudine. Già si faceva sera, e il giorno volgeva al suo termine; il Sole di giustizia stava già tramontando, così che era tenue il suo splendore e il suo calore sulla terra. Era molto scarsa infatti la luce della conoscenza di Dio e mentre cresceva la malvagità si raffreddava il fervore della carità. Gli angeli non si facevano più vedere, i Profeti non parlavano; era cessata la loro presenza, come vinti dalla disperazione, a causa dell’eccessiva durezza e ostinazione degli uomini. « Ma io – dice il Figlio – allora ho detto: Ecco, io vengo » così « mentre un profondo silenzio avvolgeva tutte le cose, e la notte era a metà del suo corso, la tua Parola onnipotente, Signore, è venuta, dal tuo trono regale». L’Apostolo lo intuì e disse: «Quando venne la pienezza del tempo Dio mandò suo Figlio » . La pienezza e l’abbondanza delle realtà temporali aveva causato la dimenticanza e la povertà delle realtà eterne. Opportunamente dunque, venne l’eternità, quanto più dominava la temporalità. Infatti, per tacere del resto, tanto grande fu la pace temporale in quel tempo che bastò l’ordine di un uomo solo per fare il censimento di tutto il mondo.

    Per quale via viene… ogni giorno nello Spirito
    10. Conoscete ormai la persona di colui che viene, e ambedue i luoghi cioè quello da cui viene e quello a cui Va. Conoscete anche la causa e il tempo. Rimane una cosa sola, cioè la via attraverso cui viene, e anche questa dobbiamo ricercarla con attenzione. per poter, come è giusto. andargli incontro. Ma come venne una sola volta in una carne visibile per realizzare la salvezza sulla terra. così per salvare ogni anima viene ogni giorno in spirito, ed invisibile. Come sta scritto: «Spirito è davanti al nostro volto Cristo Signore» E perché si sappia che questa venuta spirituale è nascosta dice: «Alla sua ombra vivremo tra le nazioni». E se un malato non può camminare per un tratto troppo lungo per andare incontro a un così grande medico, è giusto che cerchi almeno di alzare il capo, e di sollevarsi verso colui che viene. Uomo, non hai bisogno di attraversare i mari, non di penetrare le nubi, non di valicare i monti; ti ripeto: non ti viene mostrata una lunga via: vai incontro al tuo Dio fino a te stesso. «Vicina è la parola, sulla tua bocca e nel tuo cuore». Vagli incontro fino alla compunzione del cuore – e alla confessione della bocca. per uscire almeno dall’immondezzaio della tua misera coscienza. Perché è indegno che entri lì l’autore della purezza. Tutto questo lo diciamo a proposito di quella venuta con cui si degna di illuminare con la sua invisibile potenza le menti di ciascuno.

    Nell’Incarnazione viene definitivamente per mezzo di Maria…
    11. Ci piace però anche considerare la via della sua venuta visibile, perché «tutte le sue vie sono belle, e tutti i suoi sentieri conducono alla pace». «Ecco – dice la Sposa- viene balzando per ì monti. saltando per le colline ». Tu vedi colui che viene, o bellissima ma non potevi vederlo prima, mentre riposava. Hai detto: «Fammi vedere, o amore dell’anima mia, dove vai a pascolare, dove riposi». Riposando pasce gli angeli in quelle regioni eteree, li sazia con la visione della sua eternità e della sua immutabilità. Ma non ignorare te stessa. o bellissima, quella visione è per te meravigliosa, troppo alta. e tu non puoi comprenderla. Ma ecco: è uscito dal suo luogo santo, lui che, riposando, pasce gli angeli; ha dato inizio alla nostra salvezza e la porterà a termine, e sarà veduto mentre viene e dopo aver preso cibo, mentre prima, quando riposava e si pasceva non era visibile. «Ecco, viene saltando per i monti, balzando per le colline.»Per monti e colline intendi Patriarchi e Profeti, e come sia venuto saltando e balzando leggilo nel brano della genealogia: «Abramo generò Isacco, Isacco generò Giacobbe». Da questi monti è uscita. come trovi scritto. la radice di Iesse; da lei. secondo il Profeta è germogliata la verga, da questa è spuntato un fiore su cui ha riposato lo Spirito settiforme. Lo ha manifestato con maggior chiarezza lo stesso Profeta in un altro brano: «Ecco – dice- la vergine concepirà e partorirà un figlio. che si chiamerà Emmanuele ». che significa Dio-con-noi. Prima lo chiama fiore, poi Emmanuele, e a colei che aveva chiamato verga, esprimendosi più chiaramente dà il nome di vergine.”

  20. Gabriele scrive:

    Buon Natale al sig. Tornielli e a tutti voi.

  21. ritaroma scrive:

    “Un augurio ai Re Magi che ebbi occasione di incontrare in una mia precedente vita.”

    perbacco, Anna crede nella reincarnazione!
    ————————CHERUBINO, grazie x i passi di S. Bernardo! mi ha fatto piacere rileggerli!
    ————————
    Volendo essere precisi, “il cielo in una stanza non è di Mina ma di Gino Paoli” tutt’al più possiamo dire che p cantata anche da Mina!
    “Come può un Dio che siede a tempo indefinito abbandonare il suo trono per farsi umile ? Impensabile ! “Umiltà” significa “essere afflitto; essere umiliato; essere modesto”, sottomettersi.A chi potrebbe sottomettersi l’Onnipotente ? Chi facesse questo non potrebbe essere definito Dio, bensì un colpevole o un arrogante pentito, ma non Dio. Il Dio può non essere Colui che dimostra “l’umiltà”, bensì colui che esercita dominio e potere, nella benignità, con generosità”
    —-Lei non è un cristiano cattolico,- forse neppure cristiano- anzi glielo avevo già detto altre volte che lei è un ebreo messianico, e quanto dice conferma la mia certezza …- per cui le sue sono elucubrazioni senza speranza….
    non si cimenti più in tali spiegazioni sono fuorvianti persino per la sua intelligenza…!
    E tanto per restare in tema…l’umiltà di Dio è la sua infinita misericordia……il cielo o i cieli non sono luoghi relegati chissà dove…. Dio è ovunque… si legge…” quando due o più persone sono unite nel mio nome, io sono in mezzo a loro”
    che grande differenza tra il suo dio e il nostro! Abbiamo un Dio- Padre molto diverso, vicino alle sue creature e che si sceglie le sue dimore a suo piacere!
    guardi, x lei sarebbe già una grazia essere tra i pastori che nella loro semplicità di cuore ascoltano il coro degli Angeli e si spostano in piena notte con il loro gregge x andare a vedere il “Segno” che gli era stato annunciato!
    come dice Bo Mario…le auguro di migliorare!

    • Sal scrive:

      @ ritaroma
      Ogni opinione è rispettabile, ma non ogni opinione è corretta.

      “L’umiltà è la prerogativa dell’umile. Nonostante esistano diversi modi di intendere questo termine nel quotidiano, una persona <b<umile è essenzialmente una persona modesta e priva di superbia, che non si ritiene migliore o più importante degli altri.” Wikipedia.

      Ma il Dio è più importante, è migliore, non ha bisogno di essere modesto.
      “Il termine “umiltà” è derivato dalla parola latina “humilis”, che è tradotta non solo come umile ma anche alternativamente come “basso”, o “dalla terra”. – Wikipedia
      Ma il Dio non è dalla terra né basso.

      Ergo, trovo arrogante e inutilmente prepotente la sua frase : “non si cimenti più in tali spiegazioni sono fuorvianti persino per la sua intelligenza…!” che le perdono. Ogni botte può dare solo il vino che ha…

      p.s. la misericordia è altra cosa rispetto al’’umiltà. Dovrebbe rivedere la definizione dei termini. Le parole non si possono interpretare a caso o a preferenza.

      p.s.1 –“Dio è ovunque..si legge” – E lei dove l’ha letto ?
      “voglia tu stesso udire dai cieli, tuo stabilito luogo di dimora, ( 1 Re 8.39: 8.43; 8.49 )
      “Geova ha guardato dai cieli,
      Ha visto tutti i figli degli uomini.
      Dallo stabilito luogo in cui dimora”
      ( Salmi 33.13-14)

      Dovrebbe studiare di più le Scritture e ascoltare meno i si dice:
      “Perché non giudicate pure da voi stessi ciò che è giusto?” ( Luca 12.57)

      <i<“Notate il fico e tutti gli altri alberi: Quando già mettono i germogli, osservandoli, sapete da voi stessi che l’estate è ormai vicina.” ( Luca 21.29-30)

    • Anna scrive:

      Ritaroma come al solito non capisce niente.

  22. Cherubino scrive:

    Il “Drago”, il “leone ruggente”, si è avventato sulla Donna che partorisce” (Apocalisse), i nostri fratelli in Nigeria. Come cristiani non possiamo non soffrire con quelli che insieme a noi sono parte del Corpo mistico di Cristo e pregare per loro.
    Da italiano aggiungo che auspicherei una riforma della legge sull’immigrazione che rispetti maggiormente il diritto di asilo. Come si può essere solidali con chi subisce attentati terroristici e poi chiudergli le porte in faccia ? Come si può festeggiare a parole Gesù che nasce e ignorare il pianto dei bambini colpiti ?
    Fin dall’inizio il Santo Natale di Cristo è stato connesso con la memoria dei Santi Innocenti.

    • Riccardo scrive:

      Se la Chiesa- impersonata ,in questo, molto significatamente da Cherubino- dedicasse alla protezione dei Cristiani lá dove vivono da secoli ,e non qui,l’un per cento di quello che (a parole: perché i soldi li chiede al bilancio dello Stato e non a quello del Vaticano ) spende per l’integrazione degli immigrati ,e facesse altrettanto per la difesa delle famigle italiane sotto attacco di una manovra del tutto iniqua ed eterodiretta dai poteri forti,anziché preoccupoarsi dell’8 per mille e del pagamento dell’Ici, ora i terroristi islamici, i cui capi religiosi vengono accolti con tutti gli onori da questa Chiesa di Cherubino , non la passerebbero liscia , i cristiani di quelle zone sarebbero protetti dalla comunitá internazionale, e le famiglie italiane avrebbero piu’ risorse da dedicare anche alla solidarietá.

      • Cherubino scrive:

        Non voglio aprire un off-topic, mi ponevo solo il problema morale e di coerenza cristiana (per chi è tale) in un soccorso d’urgenza che è sempre doveroso.
        La questione dell’asilo politico è una questione di diritto internazionale, riconosciuto prima di tutto dalla consuetudine, che è norma imperativa in tale ramo del diritto.
        Sottrarre i perseguitati dai loro carnefici è un dovere morale fondamentale, e chi sta a guardare potendo fare qualcosa è colpevole di omissione.
        Per lei la Chiesa non è coerente con ciò ? E’ una sua opinione. La rispetto non sono d’accordo, e in ogni caso davanti alla coscienza morale nessuno può giustificarsi dicendo “non lo fa quella persona o quella istituzione, allora non lo faccio neanche io”.
        Sulla manovra non le rispondo, dato che è solo propaganda di stampo fascista.
        Quanto ai leader religiosi islamici non è vero ciò che dice. La maggior parte di essi rinnega la violenza religiosa. Veda la lettera ufficiale dei 138 leader musulmani “Un parola comune tra noi e voi”.

        • Riccardo scrive:

          .. “propaganda di stampo fascista” la denuncia dell’evidenza sulla difesa sperticata della Chiesa attuale ,da lei magistralmente testimoiniata , dell’8 per mille e dell’esenzione dell’ici -battaglie,come si sa, tra l’altro dei radicali (che limitatamente a questi temi approvo) di Pannella e non dei fascisti- , le menzogne spudorate ,sotto gli occhi di tutti ,dei leader musulmani ,che a parole sono per la pace, nel cui nome strumentalizzato ,poi, istigano istigano a discriminare i non musulmani e a diventare martiri stragisti….Ma faccia il piacere di rispettare l’intelligenza delle persone ,almeno a Natale!

    • Sal scrive:

      “Il “Drago”, il “leone ruggente”, si è avventato sulla Donna che partorisce” (Apocalisse), i nostri fratelli in Nigeria.”

      Il sig. Cherubino deve aver preso un abbaglio. Visto che i suoi fratelli in Nigeria sono del tutto morti ( almeno 20 dice il Giornale)
      A differenza la Donna dell’apocalisse fuggì e il suo figlio fu protetto.

      “E il dragone si teneva davanti alla donna che stava per partorire, per divorarne il figlio quando l’avesse partorito. Ed essa partorì un figlio, un maschio, che deve pascere tutte le nazioni con una verga di ferro. E il figlio di lei fu rapito presso Dio e il suo trono. E la donna fuggì nel deserto, dove ha un luogo preparato da Dio, affinché vi sia nutrita per milleduecentosessanta giorni.” ( Apoc. 12.4-6)
      L’accostamento è improprio.

  23. bo.mario scrive:

    Si possono e si devono fare ragionamenti che portino a qualcosa di vero, se si fa ipocrisia non si andrà lontano. Come dire che daremo asilo politico a rifugiati politici, religiosi e cosa altro? Non mi piacciono questi discorsi campati per aria. Non siamo in grado di accogliere nessuno e non sappiamo come fare per chi c’è già, non importa? Quel tipo di attacchi, come anche in Egitto, sono ispirati da una religione, non ti dice niente? Si è cercato di usare le maniere forti ma non vanno bene neanche quelle perchè fanno finta che non è giusto. Delle due l’una o ci siete o ci fate.
    Ritaroma sei apprezzabile, a volte. Quando fai la cattiva sembra che impersoni un altra Ritaroma. Anna migliora continuamente perchè è aperta e ci ragiona sulle cose.
    Un saluto e buona giornata.

  24. Eremita scrive:

    Non vogliatemene, questo papa mi piace, ma non per questo mi metto in ginocchio davanti a lui per osannare ogni parola che esce dalla sua bocca. Son due giorni che mi scervello per capire queste frasi :”E il cuore di Dio, nella Notte santa, si è chinato giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo. E se andiamo incontro a questa umiltà, allora tocchiamo il cielo. Allora diventa nuova anche la terra. ” Non ci ho capito nulla, mi sembra di leggere Nostradamus. Certo, se facciamo come i commentatori di Nostradamus, qualcosa riusciamo a tirarne fuori, ma non so con che profitto. Eh via , almeno a Natale parliamo in termini che i nostri bambini capiscano, abbiamo già altri 364 giorni per fare gli intellettuali raffinati, oggi parliamo in modo che anche noi pastori ignoranti non ci perdiamo nella nebbia. In fondo, a Betlemme c’eravamo noi rozzi pastori, mica i dottori della legge. Comunque, Buon Natale a tutti, colti ed ignoranti, pastori incolti e raffinati dottori della legge, bambini e vecchi ed adulti. Certo che in questo blog, pieno di raffianti intellettuali, io becero pastoraccio mi sento un poco solo…

  25. Antulio scrive:

    La cultura costituisce un potere. Molti intellettuali se ne dimenticano … a volte anche il Papa.

  26. vincenzo da torino scrive:

    ”E il cuore di Dio, nella Notte santa, si è chinato giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo. E se andiamo incontro a questa umiltà, allora tocchiamo il cielo.” E’ una stupenda espressione la cui chiave di comprensione sta nella parola “cuore”ossia amore di Dio che si fa umile fino a prendere sembianze umane in un contesto povero e provvisorio , Lui che noi adoriamo e che pensiamo debba essere adornato e circondato di oro e diamanti come un Re terreno. Invece Egli nasce in una stalla! Un segno di umiltà da parte di Dio per farci capire sia il suo amore sia quanto siano i valori spirituali gli unici autentici, tra questi il principale é l’umiltà che ci innalza al cielo. Non so se ho convinto Eremita a cui auguro ogni bene.

  27. Reginaldus scrive:

    “…l’umiltà di Dio è il cielo…”: ma che vorrà mai dire costui??? E io che credevo che l’ umiltà di Dio fosse la terra! Non deriva infatti humilitas da humus??? Ma si sa, oggi tutto è fatto nuovo…

  28. Cherubino scrive:

    Ma quante disquisizioni su una frase del papa che per un cristiano dovrebbe essere del tutto comprensibile !
    L’umiltà di Dio è il cielo. Cosa c’è da capire ? Se solo si pensa alla Sacra Scrittura, quante e quante pagine si trovano che esprimono la stessa idea ?
    Elia riconosce la presenza di Dio nel mormorio di vento leggero che muove la foglie (o in una “sottile voce di silenzio” come si può anche tradurre).
    Il Messia è presentato come “uno davanti al quale ci si copre il volto”.
    Il sacerdote Melchisedek benedice Abramo con il pane e il vino, e nei tre viandanti bisognosi di ospitalità egli riconosce la visita di Dio.
    Il suo comando poi “non è troppo alto per te, né troppo lontano da te. Non è nel cielo, perché tu dica: «Chi salirà per noi in cielo, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?». Non è di là dal mare, perché tu dica: «Chi attraverserà per noi il mare, per prendercelo e farcelo udire, affinché possiamo eseguirlo?». Anzi, questa parola è molto vicina a te, è nella tua bocca e nel tuo cuore, perché tu la metta in pratica.” (Dt. 30)
    E il profeta Zaccaria non descrive il Re atteso come “umile, cavalca un asino,
    un puledro figlio d’asina.” (9,9) ?
    Se poi passiamo al vangelo, Gesù dice “chi vede me vede il Padre”. E nasce in una stalla perchè “non c’era posto per lui” dove dimoravano i viandanti.
    E s. Paolo parla della kenosi (svuotamento) di Dio che “svuotò se stesso, assumendo una condizione di servo, diventando simile agli uomini. Dall’aspetto riconosciuto come uomo, umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e a una morte di croce.” (Fil. 2)

    Dio si incontra (il “cielo”) quindi entrando in relazione con Gesù, che è appunto “l’umiltà di Dio”, perchè l’Altissimo si sottopone a tutti i limiti e alle debolezze della nostra natura di creature. Anzi, proprio questo sapersi perdere, sapersi svuotare di sè per amore infinito è la “stoffa” di Dio.
    Nei battisteri paleocristiani (prendo ad esempio quello del Duomo di Napoli che è il più antico d’Europa) il punto più basso del battistero, in cui il catecumeno riceve il battesimo, è esattamente sotto il punto della volta in cui è rappresentato il cielo e la presenza di Dio. Lì, nel punto di immersione più profonda, nel colmo della discesa, si incontra Dio, che è sceso prima di noi ad attenderci. La simbologia architettonica battesimale è la trasposizione spaziale delle parole del Papa.
    Ora, posso capire che un non cristiano non comprenda e banalizzi quella parole, ma che lo facciano dei cristiani proprio no !

    • Sal scrive:

      “L’umiltà di Dio è il cielo. Cosa c’è da capire ? Se solo si pensa alla Sacra Scrittura, quante e quante pagine si trovano che esprimono la stessa idea ?

      Di tutte quelle citate nessuna esprime l’umiltà di Dio.
      La presenza di Dio nel mormorio delle foglie non significa che Dio è umile
      Il Messia, uno davanti al quale ci si copre il volto non significa che sia umile.
      Riconoscere la vista di Dio non significa che Dio sia umile.
      Se la Parola è vicina per esser messa in pratica non significa che Dio sia umile

      “Ecco, il tuo stesso re viene a te. Egli è giusto, sì, salvato; umile**, e cavalca un asino” ( Zac 9.9)
      ** O, “afflitto”. Ebr. ʽanì; lat. pauper. Ed è evidente che Dio non cavalca asini! Ma cherubini
      “Ed egli curvava i cieli e scendeva.
      E sotto i suoi piedi c’era fitta oscurità.
      E venne cavalcando un cherubino e venne volando,”
      ( Sl. 18.9-10)

      “Chi vede me vede il Padre” non significa che chi vede Gesù vede il Padre dato che non lo è, ma che Egli riflette le qualità del Padre o che spiega i voleri del Padre, dato che – “ Nessun uomo ha mai visto Dio; l’unigenito dio che è nel[la posizione del] seno presso il Padre è colui che l’ha spiegato. ( Gv. 1.18) Inoltre, “Tu non puoi vedere la mia faccia, perché nessun uomo può vedermi e vivere”. (Esodo 33.20) E se nessuno può vederlo ma tutti vedevano Gesù Gesù non è Dio.

      Paolo dice : “Mantenete in voi questa attitudine mentale che fu anche in Cristo Gesù, il quale, benché esistesse nella forma di Dio, non prese in considerazione una rapina, cioè che dovesse essere uguale a Dio. No, ma vuotò se stesso e prese la forma di uno schiavo, divenendo simile agli uomini. Per di più, quando si trovò in figura d’uomo, umiliò se stesso e divenne ubbidiente fino alla morte,” ( Fil. 2.5-8) – Esistere nella forma di Dio non significa essere il Dio, infatti Gesù non pensava di essere uguale a Dio e Paolo aggiunge – “ Cristo vi ha amati e consegnò se stesso per voi come offerta e sacrificio a Dio in odore soave.” ( Efesini 5.2) Se si è offerto a Dio non poteva Egli essere l’offerta di se stesso a se stesso.

      “Lì, nel punto di immersione più profonda, nel colmo della discesa, si incontra Dio, che è sceso prima di noi ad attenderci.” Nobile pensiero, ma affermare che Dio è sceso ad attendere qualcuno è un affermazione che non ha nessun fondamento teologico dato che il battesimo non ha il senso di incontrare Dio che si è fatto umile e sta attendendo qualcuno, ma colpisce sapere che se nei battisteri “paleocristiani il catecumeno riceveva il battesimo, per immersione, come mai si è cambiata la proceduta battezzando i neonati e senza farli immergere nel battistero ?
      Che un non cristiano non comprenda e banalizzi le parole è comprensibile, ma che un cattolico combattente volontariamente “travisi” quelle parole, o non ha capito un “h” o è in mala fede.
      Dio non può essere umile perché non avrebbe motivo di dimostrarlo e se lo facesse non sarebbe il Dio.

  29. bo.mario scrive:

    Eremita per cercare di spiegartelo hanno riempito una paginetta. Si capisce meno di prima ma il finale è bellissimo. Se tu sei cristiano devi capire, cosa? se sei cristiano non ti devi fare domande, se l’ha detto lui…. Un saluto e buona serata.

    • Cherubino scrive:

      ma lei, con il suo sarcasmo, da cosa si difende ?

      • bo.mario scrive:

        Da chi mi devo difendere? cerco di far ragionare la gente e se qualcuno non capisce non è colpa sua. Meglio questo concetto che ha espresso che quelli proposti in Africa, a S.Marino, ad Ancona, ecc. ecc. Si parla di scollamento tra istituzioni e la gente, chissà di chi sarà la colpa? Della gente che si fa domande su quello che gli viene proposto. Vedi Cherubino che il pope parli che la crisi è colpa dell’etica dopo aver avuto come dirigente Marcincus… Pensi che la gente viene giù dalla collina con l’Ape? Senza polemica, che non serve, ma o la gente ascolta e anche se non capisce accetta o si pone domande, è normale. Colpa dell’illuminismo? Era inevitabile visto come si gestivano le persone. Puoi replicare se vuoi. Un saluto.

  30. Antulio scrive:

    E’ un fatto ormai riconosciuto: quando i concetti non sono chiari lasciano adito a molteplici interpretazioni, tutte possibili.

  31. peccatore scrive:

    Concetti facili-facili, a prova di tonto e durissimi:

    “Pensiamo a tutti i cristiani perseguitati nel mondo che offrono la loro vita a causa della fede. Sangue innocente sparso anche a Natale,nel giorno che suscita in noi, in modo ancora più forte, la preghiera a Dio affinché si fermino le mani dei violenti, che seminano morte e nel mondo possano regnare la giustizia e la pace. Stefano, pieno di grazia e di potenza, faceva grandi prodigi e segni tra il popolo” (6,8).

    “San Gregorio di Nissa commenta: ‘Era un uomo onesto e pieno di Spirito Santo: con la bontà dell’animo adempiva l’incarico di nutrire i poveri e con la libertà della parola e la forza dello Spirito Santo chiudeva la bocca ai nemici della verità’ (Sermo in Sanctum Stephanum II: GNO X,1, Leiden 1990, 98)”.

    “Come nell’antichità anche oggi la sincera adesione al Vangelo può richiedere il sacrificio della vita e molti cristiani in varie parti del mondo sono esposti a persecuzione e talvolta al martirio. Ma, ci ricorda il Signore, «chi avrà perseverato sino alla fine sarà salvato» (Mt 10,22).

    Un discepolo non è da più del maestro, né un servo da più del suo padrone; è sufficiente per il discepolo essere come il suo maestro e per il servo come il suo padrone. Se hanno chiamato Beelzebùl il padrone di casa, quanto più i suoi familiari!
    Non li temete dunque, poiché non v’è nulla di nascosto che non debba essere svelato, e di segreto che non debba essere manifestato. Quello che vi dico nelle tenebre ditelo nella luce, e quello che ascoltate all’orecchio predicatelo sui tetti.

    E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno potere di uccidere l’anima; temete piuttosto colui che ha il potere di far perire e l’anima e il corpo nella Geenna.

  32. luciano 27 scrive:

    egr. peccatore sono uno di tonti,cui lei con spirito missionario elargisce il suo sapere . sinceramente non ho capito bene cosa intende dire: mi è piuttosto frullata una domanda: lei come vive le sue giornate attenendosi al Verbo che ci predica?questa domanda vale per tutti quelli, come lei, prodighi di passi e citazioni. comunque. felice anno nuovo a tutti, anche ai miei simili.

  33. ritaroma scrive:

    bO MARIO
    Anna dice che io non capisco, quì mi sembra siate in molti a non (voler) capire…
    è vero Cherubino ha tentato di spiegarvi, ma quando si fanno orecchie da mercanti, tutte le parole sono mute ed illeggibili….eppure era chiaro come il sole e le aveva espresse in due righe che riporto:
    —-”Dio si incontra (il “cielo”) quindi entrando in relazione con Gesù, che è appunto “l’umiltà di Dio” —-
    Dio è il cielo (il Tutto) o voi riuscite a misurare anche il cielo?
    e Gesù che è l’aspetto di Misericordia di Dio-Padre, è l’umiltà!!!!
    questo “miglioramento ” da parte vs, io non lo vedo!
    ——————
    poi volendo brevemente rispondere a Luciano 27, visto che direttamente o soffusamente ci ha interpellato….
    Amico, cosa pensa possa fare un cristiano?…..tutto quello che fa è fatto ( e non si gira i pollici tutto il giorno_) con coerenza (il più possibile) alla Parola sostenuto dalle lodi e se ci riesce con gli orari, anche alla partecipazione alla S. Messa…
    appena apro gli occhi ringrazio Dio che ancora sono viva, che mi ha reglato un altro giorno ( c’è pure chi non si sveglia) e mettendo la mia giornata nelle sue mani, inizio il tran tran quotidiano…che a volte è snervante e faticoso !!!
    Questa è la vita e a parte qualche diversità ( non indifferente) , il tran tran è uguale x tutti!
    buon Anno

    • luciano 27 scrive:

      gent. Ritaroma, il suo ringraziare,pregare,meditare,andare a messa che riflessi ha sul suo tran tran quotidiano? Ama il prossimo suo…… e non fa agli altri…….? se si attiene anche solo a queste due regolette avrebbe tutta la mia stima, perchè, per quello che vedo, ben pochi cristiani vi si attengono; tutto quello che mi ha spiegato lo fa per lei, ma nella quotidianità siamo in mezzo a tante altre persone di modi e pensieri diversi dai nostri, “e qui si parrà la mia cristianitate”e mi pare che al di fuori delle parole, a tutti i livelli sia molto scarsa. buon anno anche a lei

  34. ritaroma scrive:

    naturalmente, x chi ha poca dimestichezza con la meditazione della lectio divina, la prima frase del thred

    –(” E il cuore di Dio, nella Notte santa, si è chinato giù fin nella stalla: l’umiltà di Dio è il cielo. E se andiamo incontro a questa umiltà, allora tocchiamo il cielo.–”)

    sembra poco chiara,,,ma leggendola tutta troviamo chiarezza.
    vuole dire che, se il nostro comportamento è come il cuore semplice dei pastori toccheremo il “CIELO” con un dito (come spesso si usa dire)!
    infatti essi sono andati incontro- verso “l’amore misericordioso di Dio” divenuto visibile nella figura piccola ed “UMILE” di un bambino….questo ci darà tanta pace e gioia da arrivare a toccare il “CIELO”che è (l’infinitamente grande) Cristo- DIO”!
    non mi sembra tanto complicato…..
    divertitevi

  35. Eremita scrive:

    Quando le parole non si capiscono, i tentativi di spiegarle per forza sono ancor meno comprensibili.

    • Cherubino scrive:

      va bene che lo dica delle nostre parole, ma la Parola di Dio (citata) che parla dell’umiltà di Dio non può essere incomprensibile, nè tanto meno un “tentativo di spiegarle forza”.

  36. Eremita scrive:

    Alle parole possono seguire altre parole, ad un non-senso può solo seguire un altro non-senso in un continuo processo entropico. E non c’è relazione biunivoca fra parole e significato: una parola può essere senza significato, ed un significato senza parole possibili. Già che vi piacciono gli indovinelli…ma via , smettiamo di giocare ed andiamo a lavorare. Perché le stesse cretinate che ho detto prima le potevo dire meglio parlando come si mangia: le spiegazioni di qualcosa che non ha senso peggiorano la sua comprensione, e non è moltiplicando le parole che ci spieghiamo meglio.

  37. Cherubino scrive:

    mah … cosa c’entra l’entropia con l’ermeneutica ? Non le sembra di giocare un pò – proprio lei – con le parole ?
    E poi, va bene la sua reazione: se non riesce a capire le parole del papa, mi spiace. Ma generalizzare agli altri questa suo problema è improprio, un piccolo atto di presunzione. Che ne sa lei se le parole del papa sono state comprese dalla gente ? Lei si sente il metro con cui misurare il grado di normalità di un discorso ?

    E infine, anche ammesso e non concesso che quel passaggio fosse un po’ “alto”, perchè il papa non dovrebbe parlare anche a coloro che a questo linguaggio sono attenti ? Il dialogo va bene solo se è verso certe categorie di persone e non verso altre ? Sappiamo infatti che questo papa è attento all’area dei non credenti in ricerca, come Assisi 2011 ha mostrato. Per non parlare dei teologi delle altre religioni non cristiane, che in quelle parole potrebbero trovare una comunanza o motivo di riflessione. Qualche parola che fosse di stimolo anche per costoro non mi sembra nè sprecata, nè fuori posto.

  38. Eremita scrive:

    Cherubino, mi pare che Lei confonda gergo da intellettuali con cultura e significato. E poi l’ermenutica è sempre un processo entropico, in cui il significato originale viene degradato dalle successive interpretazioni. Ne sa qualcosa il vangelo…adesso basta veramente, mi metto a far qualcosa di utile, arrivederci.

    • Cherubino scrive:

      l’ermeneutica un processo entropico ? Ma per favore … anzi è esattamente il contrario: la circolazione del senso nelle possibili interpretazioni lo amplia e lo arricchisce. Suvvia. L’interpratazione non è quais mai un processo di sostituzione, ma di accumulazione-espansione, in cui il “vecchio” senso rimane possibile accanto al “nuovo” se addirittura non si integra in esso.
      Proprio chi frequenta la Sacra Scrittura sa che l’interpretazione non cancella ma arricchisce e proprio il Vangelo offre di numerosi passi dell’Antico Testamento un senso più grande, che non cancella il precedente, alla luce della incarnazione, morte e resurrezione di Gesù.

  39. ritaroma scrive:

    CHERUBINO.
    gli lasci fare l’EREMITA, vedrà, prima o poi sarà illuminato e scivolerà via dalla sua “roccetta”…..
    i veri eremiti non si allontanavano dal mondo per “paura e i contrasti” del mondo, ma per intercedere x il mondo…..
    non vedo intercessioni, anzi….!
    buon anno nell’amore di Colui e Colei che ci ha tanto amato da donarci suo Figlio!

  40. Cherubino scrive:

    la ringrazio per gli auguri che ricambio.

  41. Eremita scrive:

    “Una proposizione, e quindi, in un altro senso, un pensiero, può essere ‘espressione’ del credere, dello sperare, dell’aspettare. Ma credere non è pensare.” L. Wittgenstein, Ricerche Filosofiche, c.574.

    • Cherubino scrive:

      ah una frase di Wittgenstein: tutto qui ? Cosa ce ne facciamo ?
      E poi lei la capisce davero quella frase ? Magari ce la spiega, così verifichiamo …

      • minstrel scrive:

        Che poi non è mica falsa questa frase. Che una fede possa avere un impianto razionale e teologico (come quella cristiana) non significa che tutto è puro pensiero filosofico e non ci debba essere l’atto di assenso finale fideistico. Altrimenti che fede sarebbe? Wittgenstein ha semplicemente detto il vero. Dovremmo forse inorridire di fronte all’acqua calda?

        • Cherubino scrive:

          si, ma in realtà pensare e credere hanno per Wittgenstein un senso proprio. Quindi citare quella frase in quel modo può portare facilmente a sviarne il senso.

      • luciano 27 scrive:

        io vedo il credere in due modi: dare ascolto a quello che viene detto senza valutarne con la mente (pensiero) la possibile veridicità oppure dare spazio alla propria immaginazione,con o senza riferimenti e decidere di considerarla realtà. Mi sembra ovvio che nei due casi la ragione,o il ragionamento, vengono messi da parte, non usati

  42. Eremita scrive:

    Cherubino, chi vi ha dato autorità di giudici sui vostri simili?

    • Cherubino scrive:

      autorità ? Di cosa sta parlando ? Si chiama responsabilità. Se uno dice una cosa, deve essere pronto a dimostrare:
      - di sapere di cosa parla,
      - cosa c’entra con il discorso che si sta facendo,
      - perchè quella affermazione è vera piuttosto che falsa,
      - perchè prova ciò che vuol sostenere anzichè provare il contrario.

      Se poi cita qualcun altro la responsabilità è ancora maggiore, perchè sta spendendo l’ingegno e il nome di qualcuno e lo deve fare correttamente.

  43. Eremita scrive:

    Se avete bisogno di una spiegazione, qualsiasi spiegazione sarà inadeguata.

  44. Antulio scrive:

    Si potrebbe perfino dire, tutto considerato, che Gesù ha dovuto riparare anche gli errori compiuti dal Dio del V.T.

    • minstrel scrive:

      Al di là della generalizzazione che fa la quale da per scontato che ai tempi di Gesù ci fosse quello che lei chiama VT e ci fosse nella forma conosciuta oggi (!??!) la risposta è comunque no, poiché nella sua predicazione è chiaro come Gesù non sia venuto a cancellare, ma a rendere pieno compimento alla parola di Dio.

  45. Fabiola scrive:

    Io non sono una raffinata intellettuale e capisco così.
    Con l’Incarnazione l’alto dei Cieli, la dimora di Dio Altissimo, il trascendente, viene ad abitare (co-incide) con l’humus della nostra terra e della nostra natura. Il Cielo di Dio si rivela nella Sua umiliazione e solo il realistico riconoscimento della nostra condizione “umana” (mancanza e desiderio) ci permette di riconoscerLo nel nascondiglio che si è scelto per consegnarsi a noi, dentro la nostra misura angusta, e così spalancarla all’infinito e all’eterno per il quale anche noi siamo fatti.
    Forse questo Papa, oltre che fine teologo, è anche un po’ poeta.

  46. ritaroma scrive:

    ANTULLIO.
    nella Vecchia Alleanza e nella Nuova Alleanza il Signore Dio è sempre lo stesso….che significa che “Gesù ha dovuto riparare gli errori compiuti dal Dio del V. T.?
    ma lei ce l’ha una Bibbia? l’ha letta qualche volta?
    Lei si accomuna a coloro che accusano Dio xchè:
    ….ci ha creati liberi di scegliere (anche di sbagliare)
    …che sapendo che avremmo sbagliato , non lo doveva permettere,
    ….che ci ha fatto a sua immagine e somiglianza ma ci comportiamo da bestiole.
    e perciò lo incolpiamo di tutte le cattiverie, sporicizie, ingiustizie che facciamo…
    …che ha permesso che Cristo morisse in croce quando nessuno gliel’ha chiesto.
    ecc, ecc. ecc….
    l’unico errore—-se così lo vogliamo chiamare—-è quello di amarci di un amore infinito!

  47. Antulio scrive:

    Molti, anche non credenti, apprezzano il messaggio di Gesù, ma aborriscono giustamente le sconsiderate azioni compiute dal Dio del V.T. (chiamato così per maggior chiarezza, visto che molti i nomi di quel Dio)

  48. Sal scrive:

    Sarebbe interessante se il sig. Antulio ampliasse il concetto di “indegno e quali sono gli errori del Dio del VT. Evidentemente non è stato ben spiegato al sig. Antulio che dovrebbe motivare le sue affermazioni perché lanciare accuse non suffragate da nessun argomento è segno di stoltezza.
    Se mi permette le spiego perché non è vero quello che lei ha scritto, sebbene pur sempre opinabile.
    Il Dio del VT (YHWH) è anche quello del NT, non è mai cambiato, e non ha mai cambiato modo di agire né di pensare, probabilmente è stato volutamente fatto apparire diverso, ma cominciando dal VT come è risaputo Dio aveva offerto generosamente ospitalità nel suo giardino alla prima coppia che non volendo rispettare le regole della casa sono stati cacciati fuori dal suo giardino affinché fossero liberi di vivere come meglio credevano, non apprezzando l’ospitalità offerta loro non erano obbligati a restare. Non ci vedo nulla di strano né di diverso da ciò che fece Gesù per es. rovesciando tavoli e frustando i commercianti “mandandoli fuori dalla casa del Padre suo”.
    Assodato che come Dio dice : perché la terra è mia. Poiché dal mio punto di vista voi siete residenti forestieri e avventizi.” ( Lev. 25.23) Il Dio ha deciso di permette l’abitazione in casa sua solo a coloro che apprezzano la sua ospitalità e di “rovinare quelli che rovinano la terra” ( Apoc. 11.18) Non è cambiato nulla. Cosa c’è di strano in questo ? Non farebbe la stessa cosa il sig. Antulio a casa sua ? o sarebbe felice se i suoi ospiti rovinassero la sua casa magari lo insultassero pure ?

    Ebbene pur dicendo Dio che si è stancato di comportamenti ribelli “Le vostre lune nuove e i vostri periodi festivi la mia anima li ha odiati. Mi sono divenuti un peso; mi sono stancato di portar[li]. E quando stendete le palme delle mani, nascondo i miei occhi da voi. Quantunque facciate molte preghiere, non ascolto;” (Is. 1.14-15) e avendo deciso di cacciare dalla sua casa quelli che non rispettano il suo pensiero e le sue direttive ha lasciato tempo sufficiente ad alcuni affinché abbiano la possibilità di capire e di adattarsi alle regole: “Dio non ha tenuto conto dei tempi di tale ignoranza, ma ora dice al genere umano che tutti, in ogni luogo, si pentano. Poiché ha stabilito un giorno in cui si propone di giudicare la terra abitata con giustizia mediante un uomo che ha costituito. ( Atti 17.30.31)

    “A chi parlerò e darò avvertimento, perché odano? …Mi sono stancato di contenere”.” ( Ger.6.10-11). Ebbene Dio non è cambiato – “Poiché io sono Geova; non sono cambiato. E voi siete figli di Giacobbe; non siete giunti alla vostra fine. Dai giorni dei vostri antenati vi siete sviati dai miei regolamenti e non [li] avete osservati. Tornate a me, e certamente io tornerò a voi”, ha detto Geova degli eserciti.”</i< ( Malachia 3.6-7) La musica è sempre la stessa,C’è un solo modo per tornare a vivere dentro la casa, rispettare le regole e bisogna conoscerle, chi non le rispetta verrà nuovamente buttato fuori per non rovinare l’armonia di chi sta dentro. La parabole delle 10 vergini insegna. Dove starebbe la differenza ? Il giudizio a venire sarà una nuova separazione tra pecore e capri. Troppo severo ?

  49. ritaroma scrive:

    caso mai è Adamo o meglio “il serpe” il “falsario” che ha tentato di fregare Dio tramite le sue creature, xchè Dio ha rischiato grosso creando delle creature libere…..
    ANTULLIO. buona befana!