Il Papa ha firmato la revoca della scomunica ai lefebvriani

[photopress:lefebvreok_1.jpg,full,alignleft]Sarà reso pubblico nei prossimi giorni il decreto con cui Benedetto XVI ha deciso di cancellare la scomunica comminata ai quattro nuovi vescovi ordinati da monsignor Lefebvre nel 1988. Allora, oltre ai quattro (Bernard Fellay, Alfonso de Gallareta, Tissier de Mallerais e Richard Williamson) erano stati scomunicati lo stesso Lefebvre e il vescovo brasiliano De Castro Mayer che aveva partecipato alla cerimonia. In quella occasione, dopo essere stato sul punto di accordarsi con la Santa Sede (e dopo aver trattato con l’allora cardinale Ratzinger e aver sottoscritto un protocollo d’intesa), monsignor Lefebvre decise d’improvviso la rottura e consacrando vescovi quattro suoi giovani preti compì un atto scismatico, da lui giustificato con la necessità di far sopravvivere la sua Fraternità San Pio X. Ora, con un gesto davvero magnanimo, accogliendo la richiesta formulata da Fellay, Benedetto XVI ha deciso di togliere la scomunica. Scomunica che, va precisato, ha sempre e solo riguardato i vescovi consacranti (Lefebvre e De Castro Mayer, entrambi scomparsi da tempo) e i quattro consacrati, mai i sacerdoti lefebvriani né tantomeno i fedeli. Questo è l’articolo che pubblico sul Giornale.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

312 risposte a Il Papa ha firmato la revoca della scomunica ai lefebvriani

  1. Curioso scrive:

    Speriamo …

  2. Carlos M. Martínez Núñez scrive:

    “Te Deum laudamus, te dominus confitemur… Salvum fac populum tuum, et benedic hereditati tuae…Per singulos dies benedicimus te; et laudamus nomen tuum in saeculum, et in saeculum saeculi”

  3. Alcuino da York scrive:

    Lieto e felice di sapere imminete un atto di clemenza del Sommo Pontefice mi permetto di dissentire sull’ultima considerazione, dott. Tornielli, e lo faccio solo per enfatizzare il gesto magnanimo del Papa. La scomunica è conseguenza dell’adesione convinta all’atto di scisma: è quindi canonicamente estesa a tutti coloro che aderiscono formalmente al movimento scismatico.

    [...] c) Nelle presenti circostanze, desidero soprattutto rivolgere un appello allo stesso tempo solenne e commosso, paterno e fraterno, a tutti coloro che finora sono stati in diversi modi legati al movimento dell’Arcivescovo Lefebvre, affinché compiano il grave dovere di rimanere uniti al Vicario di Cristo nell’unità della Chiesa Cattolica, e di non continuare a sostenere in alcun modo quel movimento. Nessuno deve ignorare che l’adesione formale allo scisma costituisce una grave offesa a Dio e comporta la scomunica stabilita dal diritto della Chiesa ( 8 )[...] (SS. Giovanni Paolo II – Lettera Ecclesia Dei 1988)

    PONTIFICIO CONSIGLIO PER I TESTI LEGISLATIVI

    NOTA ESPLICATIVA

    Sulla scomunica per scisma in cui incorrono gli aderenti al movimento del Vescovo Marcel Lefebvre

    (Communicationes, 29 [1997] 239–243)

    …In merito, mi pregio significarle che il problema prospettato dall’Ordinario di Sion non sembra esigere una interpretazione autentica né del Motu Proprio « Ecclesia Dei » del 2 luglio 1988, né del Decreto di codesta Congregazione per i Vescovi del 1 luglio 1988, né dei canoni relativi del CIC: 1364, § 1 e 1382.

    Il Presule infatti fonda la Sua richiesta su esigenze d’indole pastorale, per porre fine ad erronee interpretazioni, ma non offre alcun elemento che prospetti l’esistenza o la probabilità fondata di un autentico « dubium iuris » nella normativa dei predetti documenti, condizione indispensabile per una « interpretazione autentica »…

    NOTA

    1. Dal Motu proprio « Ecclesia Dei » del 2 luglio 1988 e dal Decreto « Dominus Marcellus Lefebvre » della Congregazione per i Vescovi, del 1 luglio 1988, appare innanzitutto che lo scisma di Monsignor Lefebvre è stato dichiarato in relazione immediata con le ordinazioni episcopali compiute il 30 giugno 1988 senza mandato pontificio (cf. CIC, can. 1382). Tuttavia appare anche chiaramente dal predetti documenti che tale gravissimo atto di disobbedienza ha costituito la consumazione di una progressiva situazione globale d’indole scismatica.

    2. In effetti, il n. 4 del Motu proprio spiega quale sia stata la « radice dottrinale di questo atto scismatico » e il n. 5 c) ammonisce che una « adesione formale allo scisma » (dovendosi intendere per tale « il movimento dell’Arcivescovo Lefebvre ») comporterebbe la scomunica stabilita dal diritto universale della Chiesa (CIC, can. 1364, § 1). Anche il decreto della Congregazione per i Vescovi fa esplicito riferimento alla « natura scismatica » delle predette ordinazioni episcopali e ricorda la gravissima pena di scomunica che comporterebbe l’adesione « allo scisma di Monsignor Lefebvre ».

    3. Purtroppo, l’atto scismatico che ha originato il Motu proprio ed il Decreto non ha fatto altro che portare a termine, in un modo particolarmente visibile ed inequivoco – con un gravissimo atto formale di disobbedienza al Romano Pontefice – un processo di allontanamento dalla communio hierarchica. Finché non vi siano cambiamenti che conducano al ristabilimento di questa necessaria communio, tutto il movimento lefebvriano è da ritenersi scismatico, esistendo al riguardo una formale dichiarazione della Suprema Autorità.

    4. Non si può fornire alcun giudizio sulle argomentazione della discussa tesi del Murray perché non è nota, e i due articoli che ne accennano appaiono confusi. Comunque non può essere ragionevolmente messa in dubbio la validità delle scomuniche dei Vescovi dichiarata nel Motu proprio e nel Decreto. In particolare non sembra che si possa trovare, quanto all’imputabilità della pena, qualche circostanza esimente o attenuante (Cf. CIC, cann. 1323–1324). Quanto allo stato di necessità in cui Mons. Lefebvre pensasse di trovarsi, va tenuto presente che tale stato deve verificarsi oggettivamente, e che non si dà mai una necessità di ordinare Vescovi contro la volontà del Romano Pontefice, Capo del Collegio dei Vescovi. Ciò infatti significherebbe la possibilità di « servire » la Chiesa mediante un attentato contro la sua unità in materia connessa con i fondamenti stessi di questa unità.

    5. Come dichiara il Motu proprio n. 5 c), la scomunica latae sententiae per scisma riguarda coloro che « aderiscono formalmente » a detto movimento scismatico. Anche se la questione sull’esatta portata della nozione « adesione formale allo scisma » andrebbe posta alla competente Congregazione per la Dottrina detta fede, sembra a questo Pontificio Consiglio che tale adesione debba implicare due elementi complementari:

    a) uno di natura interna, consistente nel condividere liberamente e coscientemente la sostanza dello scisma, ossia nell’optare in tal modo per i seguaci di Lefebvre che si metta tale opzione al di sopra dell’obbedienza al Papa (alla radice di questo atteggiamento vi saranno abitualmente posizioni contrarie al Magistero della Chiesa);

    b) un altro d’indole esterna, consistente nell’esteriorizzazione di quell’opzione, il cui segno più manifesto sarà la partecipazione esclusiva agli atti « ecclesiali » lefebvriani, senza prendere parte agli atti della Chiesa Cattolica (si tratta comunque di un segno non univoco, poiché c’è la possibilità che qualche fedele prenda parte alle funzioni liturgiche dei seguaci di Lefebvre senza condividere però il loro spirito scismatico).

    6. Nel caso dei diaconi e dei sacerdoti lefebvriani sembra indubbio che la loro attività ministeriale nell’ambito del movimento scismatico è un segno più che evidente del fatto che si danno i due requisiti di cui sopra (n. 5) e che vi è quindi una adesione formale.

    7. Nel caso invece degli altri fedeli è ovvio che non è sufficiente, perché si possa parlare di adesione formale al movimento, una partecipazione occasionale ad atti liturgici od attività del movimento lefebvriano, fatta senza far proprio l’atteggiamento di disunione dottrinale e disciplinare di tale movimento. Nella pratica pastorale può risultare più difficile giudicare la loro situazione. Occorre tener conto sopratutto dell’intenzione della persona, e della traduzione in atti di tale disposizione interiore. Le varie situazioni vanno perciò giudicate caso per caso, nelle sedi competenti di foro esterno e foro interno.

    8. Comunque sarà sempre necessario distinguere la questione morale sull’esistenza o meno del peccato di scisma dalla questione giuridico–penale sull’esistenza del delitto di scisma e la sua conseguente sanzione. A quest’ultimo vanno applicate le disposizioni del Libro VI del CIC (anche i cann. 1323–1324).

    9. Non sembra consigliabile formalizzare di più (ma bisognerebbe interpellare in merito il Dicastero competente: cf. Cost. Ap. « Pastor Bonus », art. 52) i requisiti per il delitto di scisma. Si rischierebbe forse di creare più problemi mediante un irrigidimento normativo di tipo penale, che non colga bene tutti i casi: lasciando fuori casi di scisma sostanziale, o contemplando comportamenti esterni che non sono sempre soggettivamente scismatici.

    10. Sempre dal punto di vista pastorale sembrerebbe anche opportuno raccomandare ulteriormente ai sacri Pastori tutte le norme del Motu proprio « Ecclesia Dei » con le quali la sollecitudine del Vicario di Cristo stimolava al dialogo e a porre i mezzi soprannaturali ed umani necessari per facilitare il ritorno dei lefebvriani alla piena comunione ecclesiale.

    Città del Vaticano, 24 agosto 1996

    Fonte Vatican.va

  4. Don Paolo scrive:

    Sono sacerdote, lavoro a Roma, accolgo con gioia questa decisione del sumo pontefice, come cattolico, credo che la Chiesa ha sempre questa vocazione di essere universale, capace di accogliere la differenza, di essere compassionevole verso chi pensa diverso. Questa è la nostra vocazione cattolica (= universale)! Mi incuriosisce, però, sapere se la stessa magnanimità sarà dimostrata verso la dissidenza di sinistra, per esempio, saranno anche riconosciuti i vescovi ordinati negli Stati Uniti da Mons. Milingo? E le donne che sono state ordinate in svizzera (se non mi sbaglio) possono aspettare la stessa misericordia? Perché verso i tradizionalisti tutto è permesso: messa speciale e accoglienza dei vescovi ordinati senza l’autorizzazione del Santo Padre? Stiamo ad aspettare quale saranno le concessioni di Benedetto XVI all’altra parte della sua Chiesa, cosi il papa sarà più cattolico!!!

  5. Vincenzo scrive:

    !!!!! “Deo Gratias”… Se tutto ciò si realizzerà, (e, la comprovata attendibilità del Dott.A.Tornielli, non mi da’ motivo di dubitarne…), la Chiesa Cattolica, vedrà finalmente rimarginata, una delle più Sue più dolorose ferite, se non, addirittura, quella che La indeboliva.
    La faccenda dei “Lefebvriani” infatti, La minava “ab imiis fundamentis” poichè, a parte ogni altro e più dottrinario aspetto, riguardava la implicita, serena e rasserenante fiducia che, ogni Organismo, deve avere nella propria Storia e nella propria Tradizione.
    Spero anche che, ciò possa portare Tanti e Tanti, a ricredersi nella loro spocchiosa “modernità” religiosa, facendo loro capire che, l’aver sostenuto per quattro decenni, il valido permanere della Tradizione Liturgica Cattolica, non era un “crimine”.
    L.J.C.

    PS) @Cherubino… “incarta, pesa e porta a casa…” .

  6. Vincenzo scrive:

    @Luisa…….. Poichè, non voglio credere che resterà silente anche dopo questa “bomba”…e pur con tutto il rispetto per La sua ponderata ( e per certi versi da me condivisa) decisione di uscire dal Blog, La invito a fare un’eccezione, e a sospendere, anche e solo per una volta, il “silentium” (o, in subordine, me ne faccia cenno privatamente…).
    L.J.C.

  7. elianna scrive:

    Un atto di clemenza, ispirato da una superiore e trascendente Giustizia,
    che produrrà certamente, per Grazia di Dio, conseguenze
    benefiche, dirette e indirette, nel risanamento di tutte le piaghe della Santa Chiesa, e avvierà la sua vera
    riunificazione, secondo l’intento costantemente perseguito
    dal Santo Padre, dopo 40 anni di “coriandolizzazione”!

    Laudetur Jesus Christus!

  8. Martino daTours scrive:

    Deo gratias. Si sta rimarginando una ferita lacerante che aveva escluso dalla chiesa gli scismatici (?) mentre sopportava gli eretici (l’ante-papa su tutti).
    Almeno si elimina l’idea che la cattolicità sia vicina a tutti (soprattutto gli “Ultimi” i “Lontani”) tranne a se stessa.
    E magari anche la diocesi ambrosiana e i suoi pastori torneranno ad ascoltare e ad obbedire al Sommo Pontefice (il papa, non l’ante-papa).

    Saluti

  9. Ferrer scrive:

    E’ una notizia bellissima! Mi riempie di gioia ancora più del Motu Proprio!

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__t r a d i z i o n e__c a t t o l i c a )

  10. Artefice1 scrive:

    Ferrer….queste sparate ritengo siano il fondamento del disagio. Tanto per dire la più leggera.

    Saremmo Corpo e Anima???

    L’Esistenza, finisce col De-Cesso. (Si Vive anche da sciantati)
    La Vita Finisce adottando la Morte. (Si Muore pur camminando)

    Dal tuo blog.
    “”La morte è il giorno più felice della nostra vita. Bisogna rallegrarsene più di tutto, perché è l’arrivo nella nostra vera patria. (Beato Maurizio Tornay) “”

    Sembra la CON-Sacrazione della Morte.
    Ti pare?

  11. Ferrer scrive:

    @ Artefice1

    Santa Teresa, Sant’Alfonso, San Paolo e altri santi desideravano morire per unirsi con Dio.

    La teologia morale insegna che è lecito desiderare la morte per unirsi finalmente con Dio e per sfuggire al pericolo di peccare. E’ lecito questo desiderio anche per gravi motivi materiali, per esempio le atroci sofferenze di un malato.

    Non è lecito, desiderare la morte per futili motivi o per impazienza. Non è mai lecito il suicidio.

  12. Artefice1 scrive:

    Ferrer….rileggi CON-Calma perché non hai capito nulla.

    Anchìo desidererei schiantare. Credimi.
    Ma Rispetto Fino In Fondo la Volontà di Dio.

    La Morte, contrario di Vita, sarebbe appunto la CON-Seguenza del Peccato!

    In quella citazione Si CONSACRA IL PECCATO !!!

  13. bruno volpe scrive:

    Tradizionalisti- Neocatecumenali 1 -1 pareggio meritato anche se su rigore dubbio. BV

  14. Ferrer scrive:

    @Artefice1. Certo che dobbiamo uniformarci alla volontà di Dio, solo a Lui spetta la decisione finale.

    Quella citazione, non è di un tizzone d’inferno, ma di un Beato.

    Comunque stiamo uscendo fuori dal tema di oggi che è l’attesissimo rientro della FSSPX. Se vuoi parlarmi d’altro, scrivimi al mio indirizzo e-mail (sai dove trovarlo).

  15. Artefice1 scrive:

    Ferrer….nessuno é Perfetto.

    Ho semplicemente cercato di Testimoniare il Senso che Riconosco, il quale Essendo Unico, sarebbe Sempre in Tema.

    No. Non saprei proprio come trovarti.

  16. Francesco Effe scrive:

    “….Scomunica che, va precisato, ha sempre e solo riguardato i vescovi consacranti (Lefebvre e De Castro Mayer, entrambi scomparsi da tempo) e i quattro consacrati, mai i sacerdoti lefebvriani né tantomeno i fedeli….”

    ———

    Sono stato informato poco fa della notizia data da Tornielli e, pur non essendo lefevbriano, gioisco di questo grande momento di unità per la Chiesa.

    Devo stigmatizzare la mancanza di chiarezza di Tornielli(come di altri giornalsti) che, quando su questo blog si accendeva rovente la polemica dei cd cattoprogressisti che bollavano copme scomunicati tutti coloro i quali seguivano o simpatizzavano soltanto con la FSSPX NON HA MAI SENTITO IL BISOGNO DI PRECISARE QUANT5O HA PRECISATO ADESSO.

    Adesso, egregio Tornielli, la precisazione è solo superflua!

  17. Cherubino scrive:

    pur essendo ovviamente felice per un atto che oggettivamente va nel senso dell’unità della Chiesa e del rientro in essa di Vescovi scismatici, alcune infondate reazionidel blog suscitano qualche preoccupazione per l’interpretazione errata che viene data a questo atto del papa.
    Infatti deve essere chiaro a tutti che:
    - la revoca non è una dichiarazione di nullità: lo scisma c’è stato e la scomunica pure, se c’è stato un pentimento da parte degli scismatici ne siamo felici, ma che nessuno si sogni di pensare che via sia ammissione di qualche errore da parte della Chiesa;
    - l’obbedienza alla Chiesa comporta comunque e sempre l’adesione all’integrale magistero, compreso il Concilio Vaticano II. Rifiutarne parti sostanzialmente e formalmente coperte dall’infallibilità comporta grave peccato;
    - per cui non si confonda la revoca della scomunica con i peccati contro la comunione eccelesiale in cui chiunque anche dopo la revoca di una scomunica può ritornare o continuare a incorrere;
    - concordo con Alcuino sul fatto che la revoca sembra ad personam e non estingue la scomunica latae sententiae per chiunque aderisca allo scisma di Lefevbre, scomunica quindi che resta;
    - il precedente aspetto, se confermato dalla lettera del decreto di revoca, implica che i Vescovi hanno in qualche misura abiurato dalle tesi di Lefevbre;
    - la revoca della scomunica indirettamente ma chiaramente conferma che Lefevbre sia deceduto scomunicato, in quanto se così non fosse la situazione di questo Vescovi sarebbe stata sanata prima;

    Comunque sarà interessante analizzare il testo effettivo del decreto.

  18. Annarita scrive:

    Deo gratias!

  19. ema scrive:

    Grazie di cuore Gesù per il dono di Benedetto XVI!!!

  20. Felice per quest’atto del Papa. Certamente implica che i Vescovi in questione accettino il Concilio Vaticano II , di cui a giorni, si celebra il cinquantenario, e dell’Ecumenismo.
    Sicuramente ci sono stati contatti e accordi in tal senso.
    Bisognera vedere il documento cosa prevede, e se alla revoca della scomunica seguiranno i fatti in tal senso.

  21. Ferrer scrive:

    La mia preoccupazione è che in questi giorni che mancano alla pubblicazione del documento, il nemico del genere umano tenti l’ultimo assalto pur di impedire l’attesa riappacificazione. Del resto è risaputo che il suo sporco lavoro è quello di seminare zizzania tra gli uomini.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__t r a d i z i o n e__c a t t o l i c a )

  22. Artefice1 scrive:

    Cherubino…..piantala di atteggiarti a padreterno.

    Direi che sarebbero appunto quelli come te i predestinati a non Potere, non sapendo come fare la Chiesa imbastendone una giusta.

  23. Laudentur Iesus et Maria!
    Anche se certune proposizioni attuali della Fraternità non sono del tutto condivisibili perchè l’aria romana è decisamente cambiata, noi non possiamo che gioire e ringraziare Dio per questa ritrovata unità, attorno all’unico Altare, dell’unica e vera Chiesa di Cristo : la Chiesa Cattolica, Apostolica e Romana.
    Se, come ci insegna il Santo Vangelo, dobbiamo giudicare l’albero dai frutti noi dobbiamo ammirare, spesso con stupore e con incredulità, che la Fraternità San Pio X, nonostante tante calunnie e falsità è l’unica ad avere il più alto numero di vocazioni e di ordinazioni.
    Per questo motivo contro questa istituzione vocazionale si è riversato l’odio anche di tanti uomini di chiesa che, pur di gettare su Mons.Lefebvre, e sulla sua opera, fango sempre fresco, con esitarono a stringere un poco caritatevole “pactum sceleris” con organizzazioni a-cattoliche dimenticando che la “carità è la più grande delle virtù” .
    Lode al Sacratissimo Cuore di Gesù per il gesto di misericordia e di carità nei confronti dei tanti e giovani figli spirituali di un Arcivescovo che , soffrendo, sbagliò per il grande, per il troppo amore che ha avuto per l’unica Chiesa di Cristo e per il Sacerdozio Cattolico!
    Noi , obtorto collo, nel nome dell’obbedienza, lo dovemmo “abbandonare” fisicamente ma lo abbiamo sempre raccomandato a Dio affinchè potesse, anche dopo la sua dipartita,confortata e benedetta dal rappresentante del Papa,continuare a pregare per l’opera che aveva creato a sola lode di Dio.
    L’opera è feconda più che mai ed in questo non possiamo che scorgere lo sguardo sorridente di Dio.
    Poco tempo fa un giovane, retto e serio, partì dall’Italia con la valigia in mano per trovare rifugio ad Econe.
    Era partito da uno dei Seminari italiani impostati ancora secondo le vecchie e stantie ideologie post sessantottine a cui la maggior parte dei Vescovi della penisola pare essere d’accordo.
    Mentre i Seminari italiani, unica eccezione quello regionale della Puglia che, grazie all’ottima impostazione dei Rettori che si sono succeduti gode di ottima salute, si stanno svuotando e debbono ricorrere a strutture vocazionali aggiuntive, quelli delle comunità legate alla tradizione sono strapieni.
    Sarà ora di fare una riflessione su questo?
    Mentre negli USA e in altre popolose nazioni si stanno guardando i movimenti legati all’antica disciplina con occhio nuovo, in Italia si sta procedendo ancora a passi da tartaruga.
    Prima o poi la tartaruga arriverà.
    Chi sono i veri conservatori ?
    Coloro che sono legati all’antica disciplina ma che fanno un apostolato vivo ed efficace oppure quelli che vivono e sentono solo con le idee post sessantottine?

  24. andrea bonzi scrive:

    Deo gratias!

  25. Lea scrive:

    Deo Gratias!!!
    Speriamo che la rivelazione così tempestiva non comprometta nulla…
    NOI SIAMO con Benedetto XVI!!!

  26. Artefice1 scrive:

    Andrea….chissa perché.

    Non mi si firmano gli assegni in bianco.

    Anche se capisco quanto dici e sostieni caro Andrea.

    Potrebbe avere Senso quanto dici.
    Verificheremmo i Sentimenti?

    Avrebbe più Senso il tuo significato, rispetto a quanto non abbia stravaccato il significato di Cherubino.

  27. Lea scrive:

    La scomunica non aveva più senso – checcé ne dica l’onniscente e logorroico, nonché molto di parte (avversa), Cherubino – dal momento in cui nel motu prorio il, Papa dichiara che il Vecchio rito non era MAI STATO ABROGATO

  28. Luisa scrive:

    Laudetur Jesus Christus!

    Mi sono sovente lamentata delle anticipazioni giornalistiche ma questa volta farò un`eccezione tanto grande è la gioia.
    Penso oggi sopratutto alla gioia di tutti coloro che con dolore immenso ma per obbedienza si erano allontanati da Mons. Lefebvre.
    Aspetto la pubblicazione del decreto di Bendetto XVI.
    Quel giorno sarà un giorno di grande letizia, le preghiere sono state ascoltate!

    Ecco il messaggio scritto il 20 gennaio da Mons. Bernard Fellay, superiore della Fraternità San Pio X

    Chers fidèles, 

    La Croisade du Rosaire que nous avions lancée à Lourdes, lors de notre mémorable pèlerinage du Christ-Roi, fin octobre, a largement dépassé nos espoirs. En moins de deux mois, un million sept cent trois mille chapelets ont été récités à travers le monde entier pour obtenir de Notre-Dame le retrait du décret d’excommunication de 1988.
    Soyez-en tous profondément remerciés. Devant une telle générosité, nous osons vous demander de poursuivre vos efforts dans la prière pour que cette croisade porte ses fruits pour le bien de toute l’Eglise.

     
    +Bernard Fellay
Menzingen, le 20 janvier 2009

  29. Lea scrive:

    revoca sine condicione, dal momento che si sono lasciati entrare nella Chiesa dei veri scismatici nemmeno troppo mimetizzati ormai

  30. Cherubino scrive:

    cara Lea, vedo che sono ripresi gli insulti… il che dimostra di che spirito siete.
    In ogni caso, il motu proprio non c’azzecca niente, perchè Lefevbre e compagni non furono scomunicati per la messa in latino, ma le disobbedienza al papa e per il rifiuto dell’autorità di un Concilio ecumenico. Ossia per uno scisma.
    Comunque, il problema non è nostro, noi possiamo chiamare tranquillamente questi Vescovi per i quali il decreto revoca (e non dichiara la nullità) la scomunica fratelli nella fede, ma LORO RIUSCIRANNO VERAMENTE A CHIAMARE I CATTOLICI, COMPRESI CARISMATICI, NEOCATECUMENALI, PARROCCHIANI CHE AMANO IL CVII ECC… “FRATELLI NELLA FEDE” ?
    perchè, sa, questo non sono scomunicati … anzi alcuni di essi hanno Statuti recentemente approvati. E se quei Vescovi vogliono essere nella Chiesa devono accettare anche questo.

  31. aldo scrive:

    La revoca della scomunica avrà come conseguenza logica di far riconoscere la Fraternità quale Congregaione religiosa con un proprio carisma: la fedeltà alla tradizione ed al papa credo sarà il quarto voto dei membri così come gli Orionini. La Chiesa ha sempre mostrato un grande rispetto per il carisma dei singoli Ordini religiosi anche quando i Superiori di certi ordini hanno manifestato pubblicamente la loro contrarietà al magistero Papale. Pertanto la Chiesa nella Sua Saggezza e Lungimiranza ha mantenuto i Piatti della bilancia della Fede alla pari, come al solito,
    da una i Neocatecuminali dall’altra la Fraternità.

  32. Emanuele scrive:

    Gentile dott. Tornielli

    c’è una cosa che non mi è del tutto chiara: in seguito alla revoca della scomunica inflitta ai quattro vescovi della FSSPX i semplici sacerdoti non saranno più sospesi (mi risulta infatti che sia questo lo stato giuridico nel quale si trovano?

  33. don Mario scrive:

    Una notizia positiva. La forza della chiesa cattolica sta proprio nella capacità di stringersi attorno all’essenziale, cercando l’unità senza massimalismi. In questa settimana di preghiera per l’unità dei cristiani, credo sia giusto sperare che la strada dell’essenziale sia quella intrapresa dalle chiese per ritrovare se non una piena unità, almeno degli ambiti nei quali verificare una sintonia profonda. Su un piano dogmatico, su un piano spirituale.

  34. amos scrive:

    CERTO DOPO LA REVOCA DI QUESTA SCOMUNICA, I NEOCATECUMENALI AVRANNO PIU’LAVORO E SARANNO FELICI DI RI-EVANGELIZZARE I TRADIZIONALISTI ALLA LUCE DEL CONCILIO.

  35. mastino scrive:

    LA POTENZA DI OLTRE UN 1.000.000 DI ROSARI
    BLOGGATE QUESTA RISPOSTA .IL SUCCO DEL DISCORSO E TUTTO QUI’

  36. Tonino Belissimu scrive:

    Contento per questo atto di magnanimità, atto conciliante e conciliare, dove si somministra la “medicina della misericordia”. Con l’augurio che non venga male interpretato.
    Propongo una analisi fatta in un altro blog:
    (http://antoniodipadova.blogspot.com)

  37. Physikelly scrive:

    22-01-09

    VATICANO: VESCOVO LEFEBVRIANO NEGA OLOCAUSTO, POLEMICA IN GERMANIA

    (ASCA) – Roma, 22 gen – Uno dei vescovi lefebvriani di cui papa Benedetto XVI starebbe per revocare la scomunica, Richard Williamson, e’ al centro di una polemica in Germania e in Svezia per aver negato, in un’intervista tv, la realta’ dell’Olocausto.

    ”Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler”, ha detto mons. Williamson in un’intervista al canale televisivo svedese Svt andata in onda ieri sera.

    ”Credo che le camere a gas non siano mai esistite”, aggiunge il vescovo tradizionalista in risposta ad una esplicita domanda dell’intervistatore. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo ”due o trecentomila ebrei. Ma nessuno di loro mori’ per il gas in una camera a gas”. ”Se l’antisemitismo e’ cattivo – afferma ancora Williamson nell’intervista – e’ contro la verita’. Se qualcosa e’ vero, non e’ cattivo. Non mi interessa la parola anti-semitismo”.

    Williamson, un ex-anglicano convertito al cattolicesimo, e uno dei quattro vescovi ordinati scismaticamente da mons.

    Lefebvre in persona nel 1988, era gia’ stato al centro di polemiche nello scorso marzo, quando in un’intervista al settimanale cattolico britannico Catholic Herald aveva difeso l’esistenza dei cosiddetti ”Protocolli dei Savi di Sion”, un falso storico antisemita. In quell’occasione, la Fraternita’ Sacerdotale San Pio X, il gruppo fondato da mons.

    Lefebvre per il suo dissenso dalle riforme del Concilio Vaticano II su liberta’ religiosa, ecumenismo e liturgia, si era rifiutata di prendere le distanze dal proprio vescovo.

    In seguito all’intervista, che e’ stata girata nel seminario tedesco della Fraternita’ a Zaitzkofen nello scorso mese di novembre , il Zentralrat der Juden in Deutschland, la principale organizzazione ebraica tedesca, avrebbe denunciato mons.

    Williamson alla polizia. Secondo le leggi in vigore in Germania, e’ illegale negare l’Olocausto e il vescovo rischia il carcere.

    La polemica su Williamson si viene ad aggiungere ad un clima di tensione gia’ alto, in Germania, tra ebrei e lefebvriani. In una lettera circolare inviata a Natale, il superiore della Fraternita’ per la Germania, p. Franz Schmidberger (che non e’ scomunicato dalla Chiesa cattolica, in quanto il provvedimento si applica solo ai vescovi), ha scritto che ”gli ebrei di oggi partecipano della colpa di deicidio, fino a quando non prenderanno le distanze dai loro predecessori credendo nella divinita’ di Gesu’ Cristo”.

    Secondo quanto scrive il settimanale tedesco Der Spiegel, Dieter Graumann, vicepresidente del Zentralrat der Juden in Deutschland, ha chiesto alla Chiesa cattolica tedesca di prendere esplicitamente le distanze dalla Fraternita’ San Pio X, anche in vista dell’annunciato (ma mai confermato) viaggio di papa Benedetto XVI in Israele. Fino ad oggi, l’unica risposta e’ arrivata dal vescovo di Amburgo, mons.

    Hans-Jochen Jaschke, che ha ricordato come, al momento in cui scrive, ”la Chiesa cattolica non abbia nulla a che fare con la Fraternita”’.

    asp/dnp/alf

    http://www.asca.it/news-VATICANO__VESCOVO_LEFEBVRIANO_NEGA_OLOCAUSTO__POLEMICA_IN_GERMANIA-804005-ORA-.html

  38. Ferrer scrive:

    Purtroppo all’estero sono già scoppiate virulenti polemiche. In occasione del Motu Proprio tirarono in ballo l’assurda storia dell’antisemitismo della preghiera per la conversione degli israeliti. Questa volta hanno provocato un’esplosione ancora più grossa, che rischia di fare molti danni. Continuiamo a pregare affinché questo sogno del rientro della FSSPX si realizzi davvero.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__t r a d i z i o n e__c a t t o l i c a )

  39. mauro W. Fuolega scrive:

    Bene, bravo. Meglio tardi che mai.

  40. manhu scrive:

    evviva!!
    bentornati fratelli

  41. Silvia scrive:

    Vorrei dire a don Paolo che una cosa sono quei cristiani che non fanno altro che insegnare le cose sante che la Chiesa ha insegnato per secoli i quali devono immediatamente tornare nella Chiesa,ben altra cosa sono quei cristiani, come Milingo, i quali non fanno altro che insegnare il peccato e l’errore,essi certamente devono essere scomunicati e allontanati dalla Chiesa.
    Vorrei ricordare anche il documento della conferenza episcopale spagnola nel quale si precisa che molti in questi anni nella chiesa hanno agito in nome di “uno spirito del concilio” che in realtà non esiste, andando cosi ben oltre quello che insegnava il concilio.In poche parole secondo i vescovi spagnoli i testi del concilio sono stati mal interpretati facendoli sembrare quasi il trionfo del progressismo,ma in realtà non è cosi, essi sono in perfetta continuità con la tradizione.

  42. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Cherubino, sei in debito di una risposta…
    Nessuno ha visto ieri sera Voyager?
    Nel caso, ne vogliamo parlare?
    Mi rivolgo anche a coloro che hanno letto il mio libro (Tornielli, Volpe, Savigni): niente da dire?

  43. dinastico ecumenico scrive:

    Effettivamente il vescovo Williamson certamente può dare più di qualche problema e fare scoppiare serie polemiche (a tutti i livelli) con le sue dichiarazioni:(http://wdtprs.com/blog/2009/01/sspx-bp-williamson-there-were-no-gas-chambers/)

    (http://cathcon.blogspot.com/2009/01/traditionalist-bishop-may-be-charged.html)

  44. bruno volpe scrive:

    cari amici suggerisco se volete di leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista al professor franco cardini grazie bv

  45. Luca scrive:

    Continuate a parlare di scisma, quando scisma non è mai stato. Infatti monsignor Lefebvre non creò “un’altra chiesa” ed vescovi da lui consacrati non furono incardinati in diocesi, ma eletti a guida dei fedeli della FSSPX. Fu un atto di grave disobbedienza, mai scismatico. Tralaltro sembrerebbe che la revoca sia sine conditione, ciò significa che de facto la Fraternità sacerdotale San Pio X non fu mai fuori dalla Chiesa. Pertanto ringraziamo Dio per averci mandato Benedetto XVI.

  46. Reginaldus scrive:

    ha revocato una scomunica ‘invalida’, ha tolto di mezzo qualcosa che non c’ era…Mossa intelligente, comunque,prendere atto di un errore e cancellarlo…

  47. Pietro scrive:

    Vorrei sbagliarmi, ma sono convinto che se tutto questo non verrà spiegato più che bene, ci saranno molti dei pochi CRISTIANI CATTOLICI, che ci capiranno qualcosa;Io
    credo che la maggior parte dei CREDENTI, siano come me, e cioè con BASI RELIGIOSE MOLTO SUPERFICIALI, questo comporta che tutto quello che viene detto, può essere preso diversamente da quello che si vorrebbe COMUNICARE.
    La nostra SUPERFICIALITA’, è anche dovuta al fatto che
    se leggo qualche LIBRO DI DOTTI TEOLOGI, su TRE, almeno due dicono cose diverse(pur restando nel tema preso in considerazione), questo fatto ci mette in discussione delle cose che per noi erano già acquisite, ed allora, cerchiamo di capirci di più andando dal PARROCO,ma poichè
    ai Parroci non è che di tempo ne abbiano a Sufficienza, ed
    allora il tempo passa e le risposte che tù cercavi non brami più di conoscerle, come risultato rimaniamo nella
    SUPERFICIALITA’ANCHE PER COLPA NOSTRA,MA QUESTA A ME SEMBRA LA REALTA’ DEL CRISTIANO CATTOLICO DI OGGI.(SAREI CONTENTO DI SBAGLIARE, MA VOI CHE NE AVETE LA POSSIBILITA’
    FATE EFFETTUARE UN SONDAGGIO CON ARGOMENTI ELEMENTARI SUL
    CRISTIANESIMO DELLA CHIESA CATTOLICA, E POI’ POTREMMO DISCUTERNE.Un Cordiale Saluto Pietro.

  48. Unitas scrive:

    Un interessante commento de Luis Fernando Pérez en http://www.religionenlibertad.com/blog/index.php?blog=16

  49. Cherubino scrive:

    sarebbe un risvolto profondamente iniquo che Williamson usi una futura immunità vaticana per coprire le sue sporche e indegne affermazioni.

  50. sporche ed indegne affermazioni che
    -E’ BENE DIRLO!-
    son condivise da migliaia di seguagi
    (che,non a caso, io spesso appello nazifascisti).

  51. Giovanni Mandis scrive:

    Pietro, se hai dubbi e vuoi essere meno “superficiale” (nel senso in cui usi questa parola nel tuo intervento, non sto dicendo che tu sia superficiale), abbeverati alle fonti SICURE. Sacra Scrittura e Magistero della Chiesa universale (nel Denzinger trovi tutte le encicliche e il Magistero dei Pontefici; Concilio di Trento, Vaticano I e Vaticano II, ovviamente non può mancare il Catechismo, da quello di San Pio X a quello più recente di cui esiste anche un Compendio).
    un consiglio personale? NON leggere libri di “dotti teologi” che non siano di PROVATA aderenza alla Fede e alla Dottrina cattoliche.

  52. Alessandra scrive:

    Sono tanti anni che attendiamo questo giorno,Haec dies,fecit Dòminus.Exsultèmus et laetèmur in ea.Grazie Santo Padre,di riaccoglierci nella tua casa.

  53. MESSAGGIO DEL 2 GENNAIO 2009

    CONSIGLIO DI LEGGERLO CON MOLTA ATTENZIONE

    Cari figli, mentre la grande grazia celeste si spande su di voi il vostro cuore rimane duro e senza risposta. Figli miei perché non mi date completamente i vostri cuori? Voglio solo mettere in essi la pace e la salvezza: mio Figlio. Con mio Figlio la vostra anima sarà indirizzata verso le mete più nobili e non vi perderete mai. Anche nella tenebra più fitta, troverete la strada. Figli miei, decidetevi per la vita nuova con il nome di mio Figlio sulle labbra. Vi ringrazio

    io, vedo in costoro, dei cuori DURISSIMI e tutt’altro che docili ed ubbidienti al Papa.
    Benedetto XVI ha magnanimamente e paternamente dato loro questa ultima possibilità per rientrare nell’Ovile Santo.
    Vorrei sbagliarmi, ma avendo letto molto dei loro scritti, sono fortemente dubbioso sulla reale buonafede e su una improvvisa “CONVERSIONE”.

  54. Artefice1 scrive:

    Cherubino
    Ci sono più Williamson che Cheribini.
    A quale ti riferisci?

  55. Tradizionalista scrive:

    Sia lodato Gesù Cristo per il ritorno nella Chiesa di Roma dei fratelli cristiani della Fraternità San Pio X. Un atto di giustizia e libertà, quello del Santo Padre Benedetto XVI, che rinforza la Chiesa, la rende più salda e sempre più ancorata alla sua gloriosa tradizione.

  56. paris scrive:

    ce serait formidable !!!
    vive le pape!!

  57. Francesco73 scrive:

    Bentornati ai lefebvriani, ora è tempo di gioire nonostante tutti i distinguo.
    Come singolo cristiano che ha sempre avuto una posizione disciplinare e ecclesiale ben distinta dalla Vostra, sono felice della rinconciliazione.
    Vi aspetto a braccia aperte, e per festeggiare e ringraziare insieme.

  58. Cosimo, credo che il documento oltre la revoca della scomunica, conterrà (o sarà accompagnato) da precise norme e condizioni che dovranno essere accettate incondizionatamente. Credo che queste costituiranno il vaglio (per gli appartenenti e simpatizzanti della fraternità) delle loro reali intenzioni.

  59. Luigi C. scrive:

    Vi scrivo quello che mi ha mandato un mio amico sacerdote e che mi sento di condividere in toto:

    “Mi sento di fare anche questa considerazione. Il Papa si trova di fronte a quattro vescovi scomunicati e ad una moltitudine di personaggi non di secondo piano che spargono eresie a piene mani… I casi sono due: o scomunicare tutti quelli che lo meritano (e l’ultimo spenga la luce…) o togliere la scomunica ai quattro.
    Evidentemente togliere la scomunica non è canonizzare. E’ eliminare una odiosa discriminazione che non favorisce il risanamento. Risanamento che però deve partire dal basso. Dall’alto (solo dall’alto) l’operazione è praticamente impossibile.
    AMDG
    Luigi C

    Rimbocchiamoci le maniche… e afferriamo il Rosario

  60. Artefice1 scrive:

    Tradizionalista….guarda che la TRA-Dizione mica sarebbe quella cosa che ti saresti ficcato in mente tu sai?

    In mezzo alla Dizione c’é sempre il Sentimento!
    Quello Originario é Giusto!

  61. Luigi C. scrive:

    Vi scrivo quello che mi ha mandato un mio amico sacerdote e che mi sento di condividere in toto:

    “Mi sento di fare anche questa considerazione. Il Papa si trova di fronte a quattro vescovi scomunicati e ad una moltitudine di personaggi non di secondo piano che spargono eresie a piene mani… I casi sono due: o scomunicare tutti quelli che lo meritano (e l’ultimo spenga la luce…) o togliere la scomunica ai quattro.
    Evidentemente togliere la scomunica non è canonizzare. E’ eliminare una odiosa discriminazione che non favorisce il risanamento. Risanamento che però deve partire dal basso. Dall’alto (solo dall’alto) l’operazione è praticamente impossibile.
    Rimbocchiamoci le maniche… e afferriamo il Rosario”.

    AMDG
    LC

  62. Cherubino scrive:

    non saprei se è la via giusta, ma penso che sia opportuno far arrivare al papa la preoccupazione per la situazione specifica di Williamson.
    Propongo di inviare fax in tal senso alla Prefettura della Casa Pontifica fax +39.06.69885863

  63. LDCaterina63 scrive:

    Pietro Scrive: January 22nd, 2009 at 2:21 pm

    Vorrei sbagliarmi, ma sono convinto che se tutto questo non verrà spiegato più che bene, ci saranno molti dei pochi CRISTIANI CATTOLICI, che ci capiranno qualcosa;Io
    credo che la maggior parte dei CREDENTI, siano come me, e cioè con BASI RELIGIOSE MOLTO SUPERFICIALI, questo comporta che tutto quello che viene detto, può essere preso diversamente da quello che si vorrebbe COMUNICARE.
    La nostra SUPERFICIALITA’, è anche dovuta al fatto che
    se leggo qualche LIBRO DI DOTTI TEOLOGI, su TRE, almeno due dicono cose diverse(pur restando nel tema preso in considerazione), questo fatto ci mette in discussione delle cose che per noi erano già acquisite, ed allora, cerchiamo di capirci di più andando dal PARROCO,ma poichè
    ai Parroci non è che di tempo ne abbiano a Sufficienza, ed
    allora il tempo passa e le risposte che tù cercavi non brami più di conoscerle, come risultato rimaniamo nella
    SUPERFICIALITA’ANCHE PER COLPA NOSTRA,MA QUESTA A ME SEMBRA LA REALTA’ DEL CRISTIANO CATTOLICO DI OGGI.(SAREI CONTENTO DI SBAGLIARE, MA VOI CHE NE AVETE LA POSSIBILITA’
    FATE EFFETTUARE UN SONDAGGIO CON ARGOMENTI ELEMENTARI SUL
    CRISTIANESIMO DELLA CHIESA CATTOLICA, E POI’ POTREMMO DISCUTERNE.Un Cordiale Saluto Pietro.

    ********************************

    Sono d’accordo su questa apprensione….vorrei dare il mio contributo invitando tutti a rileggere e a meditare il Motu Proprio Summorum Pontificum attraverso il quale Benedetto XVI già spiegava benissimo la situazione e di conseguenza il desiderio di togliere questa scomunica….
    ^___^

    Perdonate la lunghezza del post, ma le citazioni al MP vanno riportate integralmente…

    …i problemi che restano con la FSSPX sono molti…e per certi versi non mi meraviglierei se la stessa facesse ancora qualche ostruzione alla piena adesione dal momento che in campo ecumenico ed anche all’interno della Chiesa nell’uso di liturgie strampalate, ancora attendono aggiustamenti e l’obbedienza al Papa….^__^

    LA CRITICA, o CONTESTAZIONE nei casi peggiori ai Documenti del Magistero e al Pontefice stesso, non l’ha inventata mons. Lefebvre, bensì è stata uno dei frutti di questa falsa interpretazione del Concilio….solo che si è privilegiata la contestazione alla TRADIZIONE mentre si è penalizzata pesantemente la critica COSTRUTTIVA, quella che difendeva la Tradizione…. negare questo è negare la verità….inoltre è questo un tema ricorrente in molte considerazioni sulla Liturgia stessa da parte degli scritti di Ratzinger….

    Il penalizzare coloro che difendevano la Tradizone ha contribuito ad una spaccatura sempre più profonda….c’è un passo bellissimo di Benedetto XVI nel MP SP nel quale, parlando appunto di questa spaccatura in difesa della Tradizione dice:

    “…Tutti sappiamo che, nel movimento guidato dall’Arcivescovo Lefebvre, la fedeltà al Messale antico divenne un contrassegno esterno; le ragioni di questa spaccatura, che qui nasceva, si trovavano però più in profondità. Molte persone, che accettavano chiaramente il carattere vincolante del Concilio Vaticano II e che erano fedeli al Papa e ai Vescovi, desideravano tuttavia anche ritrovare la forma, a loro cara, della sacra Liturgia; questo avvenne anzitutto perché in molti luoghi non si celebrava in modo fedele alle prescrizioni del nuovo Messale, ma esso addirittura veniva inteso come un’autorizzazione o perfino come un obbligo alla creatività, la quale portò spesso a deformazioni della Liturgia al limite del sopportabile. Parlo per esperienza, perché ho vissuto anch’io quel periodo con tutte le sue attese e confusioni. E ho visto quanto profondamente siano state ferite, dalle deformazioni arbitrarie della Liturgia, persone che erano totalmente radicate nella fede della Chiesa.”

    ^__^
    il Papa sottolinea dunque la fedeltà AL CONCILIO….mons. Lefebvre all’inizio era così, il problema avvenne DOPO a causa delle interpretazioni al Concilio che mons. Lefebvre non potè accettare….

    Ma dice ancora il Papa:

    ” Sono giunto, così, a quella ragione positiva che mi ha motivato ad aggiornare mediante questo Motu Proprio quello del 1988. Si tratta di giungere ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa. Guardando al passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il Corpo di Cristo, si ha continuamente l’impressione che, in momenti critici in cui la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità; si ha l’impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute consolidare.”

    E’ già da qui che Benedetto XVI scagiona, per così dire, mons. Lefebvre dalle sue scelte che appaiono a molti di noi SCONSIDERATE, eppure il Papa stesso le ha motivate magnificamente…. ^___^

    In un divorzio la colpa non è mai solo di uno a meno che quest’uno non reagisce violentemente o sconsideratamente come fece Lutero che inventò il Sola Scriptura per negare l’autorità della Chiesa….la colpa di un litigio equilibrato avviene per colpa di ENTRAMBI…ciò che manca oggi alla FSSPX è usare la stessa umiltà riconoscitiva che il Papa ha usato in questo capolavoro del MP SP….

    Preghiamo per questo……e che si ritorni a combattere LA MEDESIMA BATTAGLIA, INSIEME….^__^

    Fraternamente CaterinaLD

  64. Andrea scrive:

    Più che un gesto magnanimo direi che è stato compiuto un atto di giustizia. Non credo che sia questione di magnanimità ma di ragione tanto cara a Benedetto XVI.

  65. dinastico ecumenico scrive:

    Direi che non è il caso di confondere la MAGNANIMITA’ con la GIUSTIZIA. Se fosse atto di giustizia significherebbe che la Chiesa sbagliò a comminare la scomunica, e non mi sembra proprio il caso di affermare questo, dato che all’epoca di tale atto ne ricorrevano TUTTI i presupposti canonici.
    E’ bene non confondere, la Magnanimità è atto di misericordia, non di riconoscimento di errori, tra l’altro mai fatti da perte dei Pontefici recedenti.
    Giusto per “giustizia”.

  66. dinastico ecumenico scrive:

    Scusa Cherubino, non capisco, cosa è che dovremmo fare?

  67. Patrick scrive:

    Si tel s’avérait être le cas, cela signifierait que le Pape est relativiste.

    (tentativo di traduzione in italiano: Se tale s’ avverava essere il caso, ciò significherebbe che il papa è relativistico.)

  68. LDCaterina63 scrive:

    Don Paolo Scrive: January 22nd, 2009 at 1:20 am

    Sono sacerdote, lavoro a Roma, accolgo con gioia questa decisione del sumo pontefice, come cattolico, credo che la Chiesa ha sempre questa vocazione di essere universale, capace di accogliere la differenza, di essere compassionevole verso chi pensa diverso. Questa è la nostra vocazione cattolica (= universale)! Mi incuriosisce, però, sapere se la stessa magnanimità sarà dimostrata verso la dissidenza di sinistra, per esempio, saranno anche riconosciuti i vescovi ordinati negli Stati Uniti da Mons. Milingo? E le donne che sono state ordinate in svizzera (se non mi sbaglio) possono aspettare la stessa misericordia? Perché verso i tradizionalisti tutto è permesso: messa speciale e accoglienza dei vescovi ordinati senza l’autorizzazione del Santo Padre? Stiamo ad aspettare quale saranno le concessioni di Benedetto XVI all’altra parte della sua Chiesa, cosi il papa sarà più cattolico!!!

    ******************************

    …se lei è un sacerdote io sono l card. Bertone….
    se lei è davvero un sacerdote, non mi meraviglia la decadenza della Chiesa….
    Non solo lei dimostra una profonda ignoranza ECLESIALE storica circa il celibato dei preti (questione Milingo), circa il sacerdote ai solo Uomini (leggasi le odinazioni in svizzera da lei citate), ma niente meno lei le impone quale ricatto alla cancellazione di una scomunica che ebbe un travaglio sofferto quale mai si vide nella Chiesa….
    SI VERGOGNI!!

    Verso i tradizionalisti è tutto permesso?
    Io non sono tradizionalista nel senso dispregiativo che lei intende…ma è fuori dubbio ch per 40 anni quelli messi fuori dalle parrocchie sono stati coloro che in bene o in difetto hanno difeso la Tradizione attendendo con somma pazienza che il Papa LIBERASSE LA MESSA DI SEMPRE….una Messa imprigionata dall’ottusità progressista quale dimostra di possedere…
    Il MP del Papa le dice nulla? se lo legga e lo mediti IN GINOCCHIO magari anche sui ceci, davanti al Tabernacolo….

    Bacio le sue mani consacrate e venerande, ma non posso tacere sulle illazioni ricattatorie da lei pretese e avanzate, contro il Deposito della Fede e della Tradizione che siamo chiamati a tutelare…
    Faccia il Sacerdote e non altro….si legga il Dialogo della Divina Provvidenza di santa Caterina da Siena sul suo ruolo…
    le assicuro la mia preghiera e la mia fraternità…

    Fraternamente CaterinaLD

  69. Cherubino scrive:

    scrivere al papa che destano scandalo le affermazioni di uno come Williamson, e chiedere di tenerne conto in vista del decreto di revoca della scomunica.

  70. dinastico ecumenico scrive:

    ONNIPRESENTE IN OGNI BLOG!!!!!

  71. dinastico ecumenico scrive:

    No Cherubino, su questo non mi trovi d’accordo. Il Papa ha i suoi mezzi d’informazione. E poi se la notizia è uscita prima…..

    @ LDCatreina63

    Come fa ad essere ONNIPRESENTE IN OGNI BLOG?????????

  72. Cherubino scrive:

    credo che si possa anche comunicare tramite la pagina web http://www.vaticanstate.va/IT/_contact/_contact.htm
    con preghiera di inoltrare la comunicazione al Santo Padre…

  73. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Cherubino, ti costa rispondermi?

  74. LDCaterina63 scrive:

    dinastico ecumenico Scrive: January 22nd, 2009 at 3:09 pm

    Direi che non è il caso di confondere la MAGNANIMITA’ con la GIUSTIZIA. Se fosse atto di giustizia significherebbe che la Chiesa sbagliò a comminare la scomunica, e non mi sembra proprio il caso di affermare questo, dato che all’epoca di tale atto ne ricorrevano TUTTI i presupposti canonici.
    E’ bene non confondere, la Magnanimità è atto di misericordia, non di riconoscimento di errori, tra l’altro mai fatti da perte dei Pontefici recedenti.
    Giusto per “giustizia”.

    **************************

    di fatto qualche errore fu commesso, lo spiega il Papa nel MP SP sotto riportato…RICONOSCENDO LE RESPONSABILITA’ di chi nella Chiesa potendo fare qualcosa NON la fece…^___^

    La Messa san Pio V NON doveva essere tolta tanto meno VIETATA come avvenne….vietare quella Messa significava sostenere che la vera Messa ebbe inzio dal Concilio, tagliando così ogni RADICE con la Chiesa(=TRADIZIONE) e mettendo tale Liturgia nelle mani di una INVENZIONE UMANA…
    Lo disse Ratzinger nel libro che spiega sulla Liturgia….

    La scomunica, d’altro canto fu AUTOMATICA, chiunque nomini un vescovo NON riconosciuto da Pietro, scade automaticamente nello scisma…se Giovanni Paolo II avesse potuto aggirare l’ostacolo del Diritto Canonico, l’avrebbe fatto….e di fatto istituendo l’Ecclesia Dei permise alla FSSPX una breccia che ha portato ai risultati che oggi GUSTIAMO…^___^

    L’atto di Benedetto XVI è sia un atto di Misericordia quanto di Giustizia…racchiude entrambi poichè ci fu nella Chiesa chi mancò di misericordia verso la Messa san Pio V….e c’è chi agì in modo sconsiderato mancando di fiducia nel Papa finendo per disobbedire alle sue richieste….motivate appunto da quella negazione INGIUSTA…

    Fraternamente CaterinaLD

  75. LDCaterina63 scrive:

    dinastico ecumenico Scrive: January 22nd, 2009 at 3:26 pm

    @ LDCatreina63

    Come fa ad essere ONNIPRESENTE IN OGNI BLOG?????????

    ***********************

    lo stesso dicasi per lei ^__^
    se lei ha fatto questa osservazione significa che siamo negli stessi blog…solo che io non cambio mai nik…ergo non mi ricordo di lei, peccato!
    ^__^

  76. dinastico ecumenico scrive:

    Per l’amor del cielo!!!!
    E chi entra in dibattito con lei cara LDCatreina63.

    Come già dicevo lei è onnipresente in ogni blog e…. dispensa lezioni a tutti, ma proprio TUTTI, come nel caso di padre …… che è consultore….., lo leggevo sul blog…..
    Quindi lei ha la verità, ha ragione, ha esperienza ecc. ecc.

  77. dinastico ecumenico scrive:

    @ LD (Lux Domini???) Caterina63
    Dimenticavo di specificarle: IO LEGGO; NON DISPENSO LEZIONI; al massimo esprimo opinioni, ma non dò parvenza magisteriale ai miei interventi…….

  78. dinastico ecumenico scrive:

    “Aggiornamento e approfondimento: pare proprio che ANCHE I SACERDOTI E DIACONI lefebvriani siano da considerare scomunicati.
    leggete questo documento chiarificatore del Pontificio consiglio per l’interpretazione dei testi legislativi, riporto solo la parte in questione, il resto lo leggete qui:

    5. Come dichiara il motu proprio n. 5c, la scomunica latae sententiae per scisma riguarda coloro che “aderiscono formalmente” a detto movimento scismatico. Anche se la questione sull’esatta portata della nozione “adesione formale allo scisma” andrebbe posta alla competente Congregazione per la dottrina della fede, sembra a questo pontificio consiglio che tale adesione debba implicare due elementi complementari:

    a) uno di natura interna, consistente nel condividere liberamente e coscientemente la sostanza dello scisma, ossia nell’optare in tal modo per i seguaci di Lefebvre che si metta tale opzione al di sopra dell’obbedienza al Papa (alla radice di questo atteggiamento vi saranno abitualmente posizioni contrarie al magistero della Chiesa);

    b) un altro d’indole esterna, consistente nell’esteriorizzazione di quell’opzione, il cui segno più manifesto sarà la partecipazione esclusiva agli atti “ecclesiali” lefebvriani, senza prendere parte agli atti della Chiesa cattolica (si tratta comunque di un segno non univoco, poiché c’è la possibilità che qualche fedele prenda parte alle funzioni liturgiche dei seguaci di Lefebvre senza condividere però il loro spirito scismatico).

    6. Nel caso dei diaconi e dei sacerdoti lefebvriani sembra indubbio che la loro attività ministeriale nell’ambito del movimento scismatico è un segno più che evidente del fatto che si danno i due requisiti di cui sopra (n. 5) e che vi è quindi una adesione formale.

    Dal blog Cantuale Antonianum:
    (http://antoniodipadova.blogspot.com/2009/01/conferme-ufficiose-la-scomunica.html)

  79. George A. Jocums scrive:

    It surprises me that nobody has commented in either German, English or French. We outside Italy would like to keep informed too, you know! The church, after all, is an international one. And what about in Latin?

  80. LDCaterina63 scrive:

    dinastico ecumenico Scrive: January 22nd, 2009 at 3:45 pm

    @ LD (Lux Domini???) Caterina63
    Dimenticavo di specificarle: IO LEGGO; NON DISPENSO LEZIONI; al massimo esprimo opinioni, ma non dò parvenza magisteriale ai miei interventi…….

    *************************

    dipende da cosa intenda lei per “lezione”….io non do lezioni, esprimo opinioni come fa lei solo da un ottica diversa…per esempio l’ultimo messaggio da lei postato è magisteriale perchè riporta un testo magisteriale….
    diverso è quando si spacciano le proprie opinioni per un atto magisteriale, in tutta coscienza può accusarmi di questo ^__^ ??

    se lei leggesse soltanto senza scrivere, come farei a sapere delle sue opinioni?
    se stiamo comunicando è evidente che lei non si limita solo a leggere ma dispensa le sue rispettabilissime opinioni…le quali appunto vengono lette…
    ^___^

  81. LDCaterina63 scrive:

    dinastico ecumenico Scrive: January 22nd, 2009 at 3:42 pm

    Per l’amor del cielo!!!!
    E chi entra in dibattito con lei cara LDCatreina63.

    Come già dicevo lei è onnipresente in ogni blog e…. dispensa lezioni a tutti, ma proprio TUTTI, come nel caso di padre …… che è consultore….., lo leggevo sul blog…..
    Quindi lei ha la verità, ha ragione, ha esperienza ecc. ecc.

    ***********************

    aaaaaahahahah ho capito a cosa si riferisce, a Rinascimento Sacro ed alle mie osservazioni a padre Augè…^___^
    e dove starebbe la mia “lezione”?
    solo perchè ho fatto notare che la realtà parrocchiale è diversa da quella descritta da padre Augè?
    Non è una critica a quanto lui affermava, ma è stato un aggiungere ciò che al suo testo mancava…

    La prego non mi dica che lei è l’anonimo contestatore ^___^

    Se lei non è entrato in dibattito con me (come neppure io con lei) perchè mi critica? ^__^
    restiamo sulle argomentazioni del tema ARRICCHENDOCI vicendevolmente…

    Fraternamente CaterinaLD

  82. dinastico ecumenico scrive:

    Ecco, allora le consiglio di andarsi a leggere come ho fatto io ..quei blog…. su questo argomento di cui stiamo dibattendo e vedere cosa dicono persone moolto più esperte di noi (che sono pure sacerdoti e teologi).
    Vedrà che la “Giustizia”, non c’entra NULLA.

  83. Artefice1 scrive:

    LDCaterina63…..debbo dirtelo, altrimenti non lo sapresti.
    Stimo molto le tue argomentazioni, Fondate e Chiare.

    Cosa impossibile per chi ama le predilezioni, vero dinastico ecumenico?
    Che significa lezioni magisteriali?
    Testimoniare la propria Vita?
    Oppure assemblare de-dotti significati?

  84. dinastico ecumenico scrive:

    No non sono l’anonimo contestatore, sono “un lettore”,leggo ma non intervengo perchè non sono al livello di sacerdoti e teologi.
    So stare al mio posto.

  85. Tommaso Farina scrive:

    Scusa Cherubino, ma le affermazioni di Williamson con la scomunica non c’entrano niente.

  86. Luisa scrive:

    Non partecipo più a questo blog, ma lo leggo ed oggi mi riesce difficile tacere!
    È patetico, non trovo per il momento un altro aggettivo, per definire il disperato tentativo di chi pena ad accettare la decisione che sembrerebbe il Papa abbia preso.
    Sì, sembrerebbe, dunque forse resta ancora una possibilità seppur minima di agire contro, allora fratelli, amici, uniamoci e scriviamo al Papa per denunciare un vescovo. Informiamolo noi perchè lui senza dubbio non sa niente!
    Eccovi i numeri, ecco il sito web!
    Sì patetico ma potrei dire anche: lamentable!

    PS @ Vincenzo. Ho chiesto a Andrea Tornielli di trasmettermi il suo indirizzo mail. Per il momento non ho ricevuto niente.

  87. Antonio, Brazil scrive:

    Long live to the Pope Benedictus!

  88. Cherubino scrive:

    infatti Farina, lo so che le affermazioni di Williamson non c’entrano niente, parlo di opportunità e quindi di tempi e modi.
    Dato che è probabilmente prossima una incriminazione di Williamson, dato che in Germania giustificare il nazismo è reato, la possibilità che venga letta la revoca nei suoi confronti come un salvacondotto è una questione di opportunità. Oltre tutto, vanno valutate fino in fondo le sue affermazioni perchè si tratta pur sempre di un vescovo al quale viene restituito il munus docendi. E se va ad insegnare idiozie come quelle siamo a posto…

  89. Cherubino scrive:

    il lupo perde il pelo ma non il vizio … come al solito Luisa mistifica, distorce, reinterpreta a modo suo. Questo sì che è veramente patetico.
    Come si può agevolmente leggere dai miei post, non ho espresso alcuna preoccupazione per la revoca in sè della scomunica. Con essa la Chiesa ha mostrato di avere gli anticorpi per reagire ad un pericoloso scisma, riportando gradualmente a sè gli scismatici. Per questo ho detto che io non ho problemi ha chiamare questi Vescovi “fratelli nella fede”, ma spero che essi non abbiamo problemi a chiamare migliaia di fedeli, che sono pienamente Corpo mistico di Cristo, “fratelli nella fede”, anche se cantano Alabarè o Symbolum a Messa, adorano e ringraziano dopo la comunione stando seduti, ricevono l’eucarestia nelle mani, non sentono il bisogno della Messa in latino, partecipano magari al Rinnovamento nello Spirito, o ai Neocatecumenali o ad altre benemerite realtà ecclesiali. Il problema è -spero di no ovviamente- per i Vescovi che si stanno pentendo dello scisma provocato. E Di oche conosce i cuori, saprà giudicare, revoca o non revoca.
    Altro è invece il caso specifico di Williamson, espressione di un bieco neonazismo. Già questo pone dei seri dubbi sul suo pentimento, in quanto le sue dichiarazioni contrastano con numerosi documenti dei papi, addirittura dalle posizioni di Pio XI e Pio XII. Oltre ovviamente dalla Nostra Aetate. Riesumando poi i Protoclli dei Savi di Sion si è dimostrato sfrontatamente ignorante o in malafede, dato che è accertato senza alcun dubbio che si tratta di un falso.

  90. don Mario scrive:

    Sono nuovo di qui. Vedo che alcune persone si conoscono da tempo.
    La scomunica è sempre un atto sofferto, che vorrebbe in qualche modo essere anche misura medicinale nella misura in cui permette di riflettere e agire in vista di una rinnovata comunione. Sarà dunque interessante leggere la nota in cui verrano esplicitati i motivi della revoca di questa scomunica…fino ad allora conviene starsene in pace. Certo, tale revoca non può essere intesa come un ripensamento o un pentimento per la scelta del passato…e la nota lo metterà in evidenza. La revoca poi (come la scomunica…anche se in modo paradossale) non solo dichiara la ritrovata comunione, ma di fatto ..la mette anche in moto. Quindi sarò interssante vedere quale dinamica potrà innescare…

  91. Francesco Effe scrive:

    Tornielli forse volutamente( e insieme a lui il suo informatore vaticano) ha dato in pasto questa notizia agli avvoltoi che non mancheranno di alzare becchi e penne contro il Papa prima che siano perfezionati i decreti di apertura alla FSSPX.
    Era il caso?
    Era il caso di far soffrire tanto in anticipo i non credenti Cherubino,De Matteis, Ubi e compagnia imbelle, travestiti tutti da cattolici di primo pelo?

  92. Magnani dott. Riccardo scrive:

    Beh, definire Cherubino, Ubi, De Matteis “non credenti” mi sembra la barzelletta più bella della giornata…
    Una guerra interreligiosa!
    Fantastico…
    E nessuno mi risponde!
    Silenzio assenso?

  93. Tradizionalista scrive:

    Francesco Effe, mi spiace ma debbo correggerLa su un punto: non è vero che De Matteis non creda; infatti crede di essere il migliore di tutti noi. Anzi, di più: un mistico, un veggente. E, probabilmente, presto ci dirà di vedere anche la Vergine…

  94. Colgo l’occasione per salutare il Sig. Francesco Effe, verso il quale non nutro nessun rancore.

    Visto che Egli mi pone al di fuori della Chiesa e dell’obbedienza al Papa, non replico sulla correttezza di tali affermazioni, e mi consolo con le parole del Grande Giovanni Paolo II:

    5. Tutti i giusti della terra, anche quelli che ignorano Cristo e la sua Chiesa e che, sotto l’influsso della grazia, cercano Dio con cuore sincero (cfr Lumen gentium, 16), sono, dunque, chiamati a edificare il Regno di Dio, collaborando col Signore che ne è l’artefice primo e decisivo.

    http://www.vatican.va/holy_father/john_paul_ii/audiences/2000/documents/hf_jp-ii_aud_20001206_it.html

  95. E visto che ci troviamo in tema della Costituzione Dogmatica Lumen Gentium (Concilio Vaticano II):

    “Non si salva, però, anche se incorporato alla Chiesa, colui che, non perseverando nella carità, rimane sì in seno alla Chiesa col «corpo», ma non col «cuore» [26]. Si ricordino bene tutti i figli della Chiesa che la loro privilegiata condizione non va ascritta ai loro meriti, ma ad una speciale grazia di Cristo; per cui, se non vi corrispondono col pensiero, con le parole e con le opere, non solo non si salveranno, ma anzi saranno più severamente giudicati [27].”

    Capitolo II c 14
    http://www.vatican.va/archive/hist_councils/ii_vatican_council/documents/vat-ii_const_19641121_lumen-gentium_it.html

  96. Francesco Effe scrive:

    Lei signor Ubi (non aggiungo humiltas perchè non le compete) non mi deve nulla, nemmeno delle scuse allorquando su questo stesso blog( sul quale sono rientrato solo una tantum e vado via subito a gambe levate turandomi il naso)mi ha data del sedevacantista sol perchè osai affermare, per correttezza,che don Stefano Bellunato non era scomunicato.
    Sui scatenò l’ira sua e dei suoi accoliti, compreso il povero Tornielli che soffre eormai evidentemente di crisi di identità sempre più acute.
    A non rileggerci!

  97. @ Sig. Francesco Effe

    Io invece la rileggo con piacere, Le rinnovo i miei saluti, augurandomi invece di rileggerla quanto prima.

  98. Ferrer scrive:

    Sarebbero immensi i benefici che apporterebbe alla Chiesa il possibile rientro nella piena comunione ecclesiale della Fraternità Sacerdotale San Pio X, la quale può contare su circa 600.000 fedeli, 500 preti, 200 seminaristi, 6 seminari, centinaia di luoghi di culto, varie scuole, università, case di riposo e diverse comunità religiose amiche.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__T r a d i z i o n e__C a t t o l i c a )

  99. LDCaterina63 scrive:

    dinastico ecumenico Scrive: January 22nd, 2009 at 4:01 pm

    Ecco, allora le consiglio di andarsi a leggere come ho fatto io ..quei blog…. su questo argomento di cui stiamo dibattendo e vedere cosa dicono persone moolto più esperte di noi (che sono pure sacerdoti e teologi).
    Vedrà che la “Giustizia”, non c’entra NULLA.

    ******************

    legga principalmente il Sommo Pontefice che nel MP SP scrive:

    ” Sono giunto, così, a quella ragione positiva che mi ha motivato ad aggiornare mediante questo Motu Proprio quello del 1988. Si tratta di giungere ad una riconciliazione interna nel seno della Chiesa. Guardando al passato, alle divisioni che nel corso dei secoli hanno lacerato il Corpo di Cristo, si ha continuamente l’impressione che, in momenti critici in cui la divisione stava nascendo, non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità; si ha l’impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute consolidare.”

    ergo è un atto di misericordia poichè la scomunica l’ha creata mons. Lefebvre assumendo una scelta contraria a quella del Pontefice, di conseguenza ad un atto di disobbeienza, subentra così un atto di clemenza de Pontefice… ma è anche un atto di giustizia così come ha riconosciuto il Papa:

    “…non è stato fatto il sufficiente da parte dei responsabili della Chiesa per conservare o conquistare la riconciliazione e l’unità; si ha l’impressione che le omissioni nella Chiesa abbiano avuto una loro parte di colpa nel fatto che queste divisioni si siano potute consolidare”….

    colpe di omissioni, dice il Papa che hanno incrementato e appesantito lo scisma consolidandolo…ergo togliere questa scomunica è anche un atto di giustizia ECCLESIALE…
    Se poi lei ha un altro concetto di giustizia, non lo so, qui si parla di quella ECCLESIALE non di altro….

    Quanto a leggere gli altri tranquillo….non scrivo mai se prima non ho appreso da altri, se prima non ho letto varie fonti, dopo di che pensando, meditando e maturando, vedo cosa combacia con il Magistero del Pontefice e cosa non coincide e da qui il mio piccolissimo contributo al dialogo in corso, mai per supremazia, ma per arricchimento e RECIPROCITA’…
    ^___^

    Buon tutto, fraternamente CaterinaLD

  100. LDCaterina63 scrive:

    Luigi C. Scrive: January 22nd, 2009 at 3:00 pm

    Vi scrivo quello che mi ha mandato un mio amico sacerdote e che mi sento di condividere in toto:

    “Mi sento di fare anche questa considerazione. Il Papa si trova di fronte a quattro vescovi scomunicati e ad una moltitudine di personaggi non di secondo piano che spargono eresie a piene mani… I casi sono due: o scomunicare tutti quelli che lo meritano (e l’ultimo spenga la luce…) o togliere la scomunica ai quattro.
    Evidentemente togliere la scomunica non è canonizzare. E’ eliminare una odiosa discriminazione che non favorisce il risanamento. Risanamento che però deve partire dal basso. Dall’alto (solo dall’alto) l’operazione è praticamente impossibile.
    Rimbocchiamoci le maniche… e afferriamo il Rosario”.

    AMDG
    LC

    ******************************

    condivido anch’io….
    ^___^

  101. Cherubino scrive:

    bella la fantascienza … dove lo danno questo film ?

  102. dinastico ecumenico scrive:

    Gentile Caterina63, non mischi la scomunica col Motu Proprio, per insistere a voler ribadire una sua opinione.

    Legga bene cosa dicono siti diretti da sacerdoti teologi (Cantuale Antonianum) che certamente ne sa più di noi.

    Le post il link, legga nel frattempo aspettiamo notizie certe.

    (http://antoniodipadova.blogspot.com/)

  103. Giuda Taddeo scrive:

    Exultent coeli et gaudeant Angeli !!

    Grazie alla saggezza del nostro amato Pontefice, il primo passo, finalmente, è stato fatto; rimaniamo, ora, in fiduciosa attesa dell’ulteriore dipanarsi del cammino della Divina Provvidenza, anche se consapevoli che i tempi di Dio e della Sua Chiesa non si commusurano sul metro della singola vita umana e che, quindi, i pieni frutti potranno probabilmente apprezzarsi in epoca ben oltre ulteriore rispetto al nostro trapasso terreno.

    P.S. Proprio in questi giorni, ho potuto cogliere notizie assai confortanti circa gli orientamenti che illuminano la persona dell’Em.mo Card. Canizares Llovera; un’altra significativa evidenza dell’ineffabile disegno della Divina Provvidenza!

  104. Gregorio VII scrive:

    Deo Gratias!

  105. bruno volpe scrive:

    cari naviganti invito a leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista su medjugorie e quel che dice sul presunto antisemitismo del rito di San Pio V il rettore della Basilica di San Francesco ad Assisti BV

  106. Andrea Tornielli scrive:

    Per tutti: a volte, specie se viaggio, non riesco a seguire per nulla il blog.

  107. Etan Haezrahi scrive:

    Speriamo che la notizia non sia vera, speriamo che un individuo come Richard Williamson rimanga dove sta, speriamo che i componenti e i fedeli della SSPX sappiano e vogliano sbarazzarsi di personaggi che deturpano la loro associazione e porterebbero discredito e peggio alla Chiesa Cattolica in generale,preghiamo che Benedetto XVI agisca con saggezza e prudenza. Che Dio ci aiuti.

  108. “quoto” l’amico di sotto.
    in toto.

  109. Physikelly scrive:

    Mentre a Roma nei Sacri Palazzi si richiede ‘saggezza e prudenza’ nella stesura e promulgazione di documenti e decreti, a Londra nei ‘secular media’ non si va tanto per il sottile come tempi e modi..:

    http://www.timesonline.co.uk/tol/comment/faith/article5567829.ece

    From Times Online

    January 22, 2009

    “Pope could welcome Holocaust denier back into the fold”

    Ruth Gledhill, Religion Correspondent

    ( I primi due commenti di lettori:

    If Benedict XVI is insane enough to extend the hand of reconciliation to men like Richard Williamson he will show himself to be both a fool and a disgrace.

    If this reconciliation happens the bishops of the church should demand Benedict resigns from office.

    Basil, London, UK

    Yet another reason why the Anglican Communion should immediately end all discussions with the Roman Church even hinting of the possibility of unification.

    Bill, Vancouver, Canada )

  110. Roberto scrive:

    Il cerchio e’ completo!
    Il papa ha annullato la scomunica a Williamson, un noto
    anti semita e negatore dlla shoa.
    Una vergogna assoluta ma in sintonia con tutti i fondamentalisti sia cattolici, musulmani, ecc:
    si torna alla caccia all’ ebreo.
    Il papa membro della famigerata Hitler-Jugend ha dunque imparato qualcosa…..
    Questa volta spero pero’ che gli ebrei non si lasceranno fare!

  111. LDCaterina63 scrive:

    Andrea Tornielli Scrive: January 22nd, 2009 at 9:09 pm
    Per tutti: a volte, specie se viaggio, non riesco a seguire per nulla il blog.

    ******************************

    ….moooolto consolante ^___^

    a parte gli scherzi, buon lavoro ^__^

  112. LDCaterina63 scrive:

    dinastico ecumenico Scrive: January 22nd, 2009 at 7:24 pm

    Gentile Caterina63, non mischi la scomunica col Motu Proprio, per insistere a voler ribadire una sua opinione.

    Legga bene cosa dicono siti diretti da sacerdoti teologi (Cantuale Antonianum) che certamente ne sa più di noi.

    **************************

    lei che non segue il Papa, legga chi vuole….io che leggo anche nel Blog da lei citato, le porto il MP perchè l’unico nome che il Papa ha fatto è quello di mons. Lefebvre…
    non le sto portando la “mia” opinione, ma quello che il Papa h scritto ed era naturale che dopo il MP SP ci sarebbe stata la questione della scomunica, non si sapevano i tempi, ma si sapeva che l’uno è legato all’altro….la Messa san Pio V l’hanno difesa i lefebvriani NON noi!
    Lei può anche credere agli asini che volano, non le verrò a dire che non è vero, la lascerò alla sua illusione, ergo eviti di dire a me ciò in cui devo credere a chi devo credere…
    ^__^

    lei crede che l’Atto di Benedetto XVI sia solo di misericordia?
    liberissimo di crederlo, io credo, e le ho portato il MP quale prova che lei rifiuta, che si tratti anche di un atto di GIUSTIZIA ECCLESIALE dal momento che il Papa è anche colui che LEGA E SCIOGLIE con Diritto Canonico, ergo, usando la Legge della Chiesa che non si esplica solo con un gesto misericordioso….
    Se insiste lei perchè non dovrei insistere anch’io?
    ^___^

    Sursum corda eh!

  113. L'Enigmista scrive:

    Mi aspettavo qualcosa di più difficile, sono deluso.

    Il…. “puzzle”…… inizia a prendere forma.

    Ma è di semplicità estrema.

  114. Non capisco
    e-lo confesso-non sopporto l’odio per israele.
    Anch’io da ragazzino ho letto varie cose
    (solo per far un esempio quell “ultima battaglia” del siciliano ildebrando santangelo, nel quale -assieme ad altre utrilissime pagine- veniva sostanzialmente detto che tutto il male -sociale, politico,morale- del mondo veniva dagli ebrei e veniva ovviamente preso per oro colato tutto quanto riportato nei protocolli)
    ed avrei potuto convincermi di quelle cose.
    Piu grandicello mi son letto sia “gli adelphi della dissoluzione” che il piu modesto “no global”, ed anche lì sarei potuto cadere nella trappola dell’odio verso israele.
    Di piu: ascoltando spesso radio radicale(filo israele come poche)avrei dovuto/potuto trarre delle conclusioni ovvie.

    Ed invece no.
    Sempre col Papa/fino alla morte/che bella sorte/sarà per me….

    (qualcuno spieghi a fellati che l’olocausto è una spaventosa terribile realtà attuata da menti “intruppate” e “plagiate”, tipo quelle….vabbè, avete capito)

  115. dinastico ecumenico scrive:

    Gentile signora, innanzitutto lei cita la lettera di accompagnamento al Motu Proprio.
    In quella lettera il soggetto è la LITURGIA.
    Ed in quella lettera si parla dei FEDELI “di quei fedeli che richiedevano quest’uso del Rito romano”; “Subito dopo il Concilio Vaticano II si poteva supporre che la richiesta dell’uso del Messale del 1962 si limitasse alla generazione più anziana che era cresciuta con esso, ma nel frattempo è emerso chiaramente che anche giovani persone scoprono questa forma liturgica, si sentono attirate da essa e vi trovano una forma, particolarmente appropriata per loro, di incontro con il Mistero della Santissima Eucaristia”; “È vero che non mancano esagerazioni e qualche volta aspetti sociali indebitamente vincolati all’attitudine di fedeli legati all’antica tradizione liturgica latina” ;
    e in ultimo, ma non per importanza:
    “Al riguardo bisogna innanzitutto dire che il Messale, pubblicato da Paolo VI e poi riedito in due ulteriori edizioni da Giovanni Paolo II, OVVIAMENTE E’ E RIMANE la forma normale – la forma ordinaria – della Liturgia Eucaristica”

    Invece la scomunica riguarda i problemi dell’accettazione del Concilio Vaticano II, che portarono all’allontanamento, alle consacrazioni illecite ed infine alla scomunica. Qui non ce da fare giustizia, ma solo avere misericordia.

    Augurandomi che si termini qui. Ritengo inutile postarle l’intero testo che è certamente in suo possesso.

  116. ako scrive:

    22-01-09
    Da:http://www.asca.it/news VATICANO__VESCOVO_LEFEBVRIANO_NEGA_OLOCAUSTO__POLEMICA_IN_GERMANIA-804005-ORA-.html

    VATICANO: VESCOVO LEFEBVRIANO NEGA OLOCAUSTO, POLEMICA IN GERMANIA

    (ASCA) – Roma, 22 gen – Uno dei vescovi lefebvriani di cui papa Benedetto XVI starebbe per revocare la scomunica, Richard Williamson, e’ al centro di una polemica in Germania e in Svezia per aver negato, in un’intervista tv, la realta’ dell’Olocausto.
    ”Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler”, ha detto mons. Williamson in un’intervista al canale televisivo svedese Svt andata in onda ieri sera.
    ”Credo che le camere a gas non siano mai esistite”, aggiunge il vescovo tradizionalista in risposta ad una esplicita domanda dell’intervistatore. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo ”due o trecentomila ebrei. Ma nessuno di loro mori’ per il gas in una camera a gas”. ”Se l’antisemitismo e’ cattivo – afferma ancora Williamson nell’intervista – e’ contro la verita’. Se qualcosa e’ vero, non e’ cattivo. Non mi interessa la parola anti-semitismo”.
    Williamson, un ex-anglicano convertito al cattolicesimo, e uno dei quattro vescovi ordinati scismaticamente da mons.

    Lefebvre in persona nel 1988, era gia’ stato al centro di polemiche nello scorso marzo, quando in un’intervista al settimanale cattolico britannico Catholic Herald aveva difeso l’esistenza dei cosiddetti ”Protocolli dei Savi di Sion”, un falso storico antisemita.
    In quell’occasione, la Fraternita’ Sacerdotale San Pio X, il gruppo fondato da mons.
    Lefebvre per il suo dissenso dalle riforme del Concilio Vaticano II su liberta’ religiosa, ecumenismo e liturgia, si era rifiutata di prendere le distanze dal proprio vescovo.

    In seguito all’intervista, che e’ stata girata nel seminario tedesco della Fraternita’ a Zaitzkofen nello scorso mese di novembre , il Zentralrat der Juden in Deutschland, la principale organizzazione ebraica tedesca, avrebbe denunciato mons.

    Williamson alla polizia.
    Secondo le leggi in vigore in Germania, e’ illegale negare l’Olocausto e il vescovo rischia il carcere.

    La polemica su Williamson si viene ad aggiungere ad un clima di tensione gia’ alto, in Germania, tra ebrei e lefebvriani. In una lettera circolare inviata a Natale, il superiore della Fraternita’ per la Germania, p. Franz Schmidberger (che non e’ scomunicato dalla Chiesa cattolica, in quanto il provvedimento si applica solo ai vescovi), ha scritto che ”gli ebrei di oggi partecipano della colpa di deicidio, fino a quando non prenderanno le distanze dai loro predecessori credendo nella divinita’ di Gesu’ Cristo”.

    Secondo quanto scrive il settimanale tedesco Der Spiegel, Dieter Graumann, vicepresidente del Zentralrat der Juden in Deutschland, ha chiesto alla Chiesa cattolica tedesca di prendere esplicitamente le distanze dalla Fraternita’ San Pio X, anche in vista dell’annunciato (ma mai confermato) viaggio di papa Benedetto XVI in Israele. Fino ad oggi, l’unica risposta e’ arrivata dal vescovo di Amburgo, mons.

    Hans-Jochen Jaschke, che ha ricordato come, al momento in cui scrive, ”la Chiesa cattolica non abbia nulla a che fare con la Fraternita”’.

    asp/dnp/alf

    Mi fido del Sommo Pontefice, ma un pò perplesso rimango!!!

  117. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Ciao Cosimo.
    Voglio congratularmi con te
    che dopo che hai letto
    l’antisemitismo….
    di destra ….
    e di sinistra
    e che provengono…
    dalla stessa fonte…..
    e sei rimasto saldo e fedele.

    Saremo giudicati sulla Carità.

  118. Enos scrive:

    Via la scomunica, resta però per tutti e quattro i vescovi ordinati ad Econe (Willamson, Fellay, Tissier de Mallerais e de Galarreta) la sospensione a divinis.

  119. Artefice1 scrive:

    Enigma…devono Essere semplici le forme che funzionano eternamente.

  120. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Cosimo, ciao sto andando.. mi capisci…. c’è ne è bisogno assai…
    Spengo, auguro buonanotte a tutti

  121. raffaele savigni scrive:

    Può essere una bella notizia, se però i lefebriani riconosceranno chiaramente, senza doppiezza furbesca, che lo Spirito ha soffiato nel Vaticano II e nel Magistero degli ultimi decenni; e quindi riconosceranno la legittimità dell’”Ordo missae” di Paolo VI e tutti i documenti conciliari, comprese la “Nostra aetate” e la “Dignitatis humanae”.
    Altrimenti sarà solo un’altra delusione e un pericoloso equivoco.Guai se qualcuno sognasse una rivincita contro il Vaticano II!

  122. filippo scrive:

    Discussione interessante, ma nata su presupposti a me poco noti…
    Qualcuno può riassumermi, in sintesi, la discordanza di vedute tra i tradizionalisti di Lefebvre e la nostra Chiesa Cattolica ? In termini di fede, liturgia e dogmi, naturalmente.
    Di olocausto non è il caso di parlarne. E’ la storia a dirne, giustamente, tutto l’orrore possibile.

  123. professore Savigni,
    io temo proprio quello:

    una sorta di rivincita(vendetta?)postuma
    contro Paolo VI e Giovanni Paolo II
    ed il CONCILIO VATICANO II.

    All’amico che chiede un “resumè” del tutto:
    io non sò se ci riuscirei.
    So solo (e mi basta)
    dell’esistenza
    di CONSACRATI
    che ritengono il Concilio Vaticano II
    ed i suoi DOCUMENTI
    come una grave disgrazia per la Chiesa di Cristo.
    Vedi un pò tu….

  124. filippo scrive:

    Un pò generico, sig. Cosimo. Spero in dettagli più completi.
    Sono certo, però, che lei sarà più esauriente sui versi in rima da lei proposti:
    “Sempre col Papa/fino alla morte/che bella sorte/sarà per me…”
    Di cosa si tratta? Inno zuavo? Reminiscenza anti-risorgimentale ?

  125. Voce degli Alpi scrive:

    Avete già parlato con i due tipi di sacerdoti, quello made in Vaticano II e quello made in Trento ? Sono due mondi diversi.

    Aspirare i Lefebvriani nella casa Chiesa è un modo interessante ed intelligente per farle sparire e tacere.

    Intelligente tattica quella di revocare la scommunica

    Stiamo a guarda cosa succedere poi

  126. semmai troppo specifico…
    ad ogni modo, caro Filippo, vedrai che presto verrai “istruito” con dei mallopposi copiaincolla.
    Quanto ai versi:
    come tutti gli uomini
    non ho reciso il cordone ombellicale
    (nè intendo farlo)
    e trattasi quindi di parte di una canzoncina
    (si, probabilmente nata in clima antirisorgimentale)
    che mia madre canticchiava
    quando era nel Convento delle Vincenziane
    dove è cresciuta essendo rimasta orfana di padre a soli due anni.

    A volte io stesso gli chiedo di canticchiarmela….

    sempre col Papa/fin’alla morte/…..

  127. Alessia scrive:

    Ivescovi lefebvriani assolti dalla scomunica. Ma uno di loro nega la Shoah
    La notizia dell’imminente revoca della scomunica ai quattro vescovi della Fraternità Sacerdotale di San Pio X fondata da Marcel Lefebvre ha fatto salire di colpo la temperatura di una polemica riguardante uno di loro.
    Nell’occhio del ciclone c’è il vescovo lefebvriano Richard Williamson, inglese di nascita. Lo scorso 1 novembre, festa di Tutti i Santi, Williamson ordinò diacono, in Germania, a Zaitkofen, un giovane svedese convertitosi al cattolicesimo, Sten Sandmark. A seguire la cerimonia c’era una televisione di Stoccolma. Al termine, il reporter intervistò sia il vescovo che il nuovo ordinato.
    La conversazione toccò il tema del nazismo. E a questo punto il vescovo Williamson intervenne dicendo di non credere che sei milioni di ebrei fossero stati sterminati. Negò che si fosse fatto uso di camere a gas e disse di associarsi ai “revisionisti” che abbassano il numero degli ebrei uccisi a due-trecentomila.
    “Se questo non è antisemitismo, allora cos’è?”, obiettò il giornalista.
    E il vescovo: “Se l’antisemitismo è una cosa cattiva, esso è contro la verità. Quando una cosa è vera, essa non è cattiva. La parola anti-semitismo non mi riguarda”.
    L’intervista andò in onda, finì anche su internet, e la polemica nei giorni scorsi è salita alle stelle. Il settimanale tedesco “Der Spiegel” vi ha imbastito un articolo. Gli ebrei hanno protestato, i vescovi tedeschi si sono dissociati sdegnati dalle affermazioni del loro confratello, pur scomunicato. E anche la diocesi di Stoccolma ha preso le distanze.

    Il 20 gennaio la Fraternità Sacerdotale di San Pio X ha cercato di limitare i danni, con due comunicati emessi dai suoi distretti di Gran Bretagna-Scandinavia e di Germania: “Gesù era ebreo, Maria era ebrea, gli apostoli erano ebrei, e quindi nessun vero cristiano può essere antisemita. Le affermazioni fatte dal vescovo Williamson sono esclusivamente sue e non riflettono le vedute della Società di San Pio X. Inoltre, papa Pio XI nella sua enciclica ‘Mit Brennender Sorge’ condannò il regime senza Dio del nazismo e i suoi crimini”.

    Trovi qui la traduzione in inglese dell’articolo di “Der Spiegel”, con il video dell’intervista: “Traditionalist bishop may be charged with holocaust denial in Germany“.

    E qui, sempre in inglese, i comunicati della diocesi cattolica di Stoccolma e dei lefebvriani: “Williamson to be Charged? Diocese of Stockholm and SSPX District Superiors Respond“.
    Fonte: Settimo Cielo di Sandro Magister, 22 gennaio 2009
    http://magister.blogautore.espresso.repubblica.it/2009/01/22/i-vescovi-lefebvriani-assolti-dalla-scomunica-ma-uno-di-loro-nega-la-shoah/

  128. Alessia scrive:

    OK, melius abundare quam deficere.

  129. filippo scrive:

    Sig. Cosimo,
    La ringrazio per la confidenza svelatami e mi scuso se inopinatamente mi sono introdotto nelle sue vicende personali.
    In ogni caso, in attesa di ulteriori chiarimenti sulla “vexata quaestio”, imparerò i versi di questa canzone.
    Forse mi risulteranno utili in questi amari tempi di laicismo sfrenato…
    Dio benedica lei e sua madre.
    La mia è già in Cielo, a cantare con gli angeli e con la voce stonata di mio padre, che l’aveva preceduta..

  130. Gianpaolo1951 scrive:

    raffaele savigni Scrive: January 22nd, 2009 at 10:38 pm

    «… Guai se qualcuno sognasse una rivincita contro il Vaticano II!»

    I miei Complimenti Professore!…
    Vedo che si è autopromosso a “comandante supremo”…

  131. Ok, Filippo sarà piu contento ma avrà ancora sete!
    (ed infatti “prevedo” altri mallopposi commenti, tipo quelli di ronaldus e del glodiotorus)

    Cmq la toppa è peggio del buco:
    quella “sconfessione” dell’inglese filonazista
    da parte dei vertici
    non è altro che una confessione
    dei fondamenti reconditi del loro “credo”.

    Evviva il POPOLO ELETTO, evviva i dodici apostoli, evviva PIETRO.

  132. Daniele scrive:

    Da cattolico, frequentante il Cammino Neocatecumenale, sono contento se dei fratelli tornano in comunione con Pietro.

    Ut unum sint

  133. Curioso scrive:

    Gerald Kaufman, deputato laburista, 15/01/2009

    “Sono stato cresciuto come un ebreo ortodosso e un sionista. Su una mensola in cucina c’era una scatola di latta per il Fondo nazionale ebraico, dentro la quale mettevamo le monete per aiutare i pionieri a costruire una presenza ebraica in Palestina.
    Sono andato la prima volta in Israele nel 1961 e vi sono tornato innumerevoli volte. Ho avuto familiari in Israele e ho amici in Israele. Uno di essi ha combattuto nelle guerre del 1956, 1967 e 1973 ed è stato ferito in due di esse. Il distintivo che indosso viene da una decorazione sul campo a lui insignita, che mi ha regalato. Ho conosciuto la maggior parte dei primi ministri di Israele, a partire dal Primo ministro fondatore David Ben-Gurion. Golda Meir era mia amica, così come lo è stato Yigal Allon, vice primo ministro, che, da generale, conquistò il Negev per Israele nella guerra del 1948 per l’indipendenza.

    I miei genitori vennero in Gran Bretagna come rifugiati provenienti dalla Polonia. La maggior parte dei loro familiari sono stati in seguito uccisi dai nazisti nell’olocausto. Mia nonna era a letto malata, quando i nazisti giunsero alla sua città natale, Staszow. Un soldato tedesco la uccise sparandole nel suo letto. Mia nonna non è morta per fornire la copertura ai soldati israeliani che ammazzano le nonne palestinesi a Gaza.
    L’attuale governo israeliano sfrutta spietatamente e cinicamente il continuo senso di colpa tra i gentili per la strage degli ebrei nell’olocausto per giustificare la sua uccisione di palestinesi.

    L’implicazione è che la vita degli ebrei sia preziosa, ma la vita dei palestinesi non conti. Su Sky News pochi giorni fa, al portavoce dell’esercito israeliano, il Maggiore Leibovich, è stato chiesto in merito all’uccisione da parte israeliana di, in quel momento, 800 palestinesi (il totale è ora di 1000). Ha risposto all’istante che «500 di questi erano militanti».

    Questa era la risposta di un nazista.

    Suppongo che gli ebrei che lottavano per la loro vita nel ghetto di Varsavia avrebbero potuto essere denigrati in quanto militanti.

    Il ministro degli Esteri israeliano, Tzipi Livni, afferma che il suo governo non avrà rapporti con Hamas, perché sono terroristi. Il padre di Tzipi Livni era Eitan Livni, il capo delle operazioni dell’organizzazione terroristica Irgun Zvai Leumi, che ha organizzato l’attentato esplosivo dell’Hotel King David di Gerusalemme, in cui perirono 91 vittime, di cui quattro ebrei. Israele è stato partorito dal terrorismo ebraico.
    Terroristi ebraici impiccarono due sergenti britannici e fecero esplodere i loro cadaveri.
    Irgun, insieme con la banda terrorista Stern, nel 1948 massacrò 254 palestinesi nel villaggio di Deir Yassin.
    Oggi, gli attuale governanti israeliani indicano che sarebbero disposti, in circostanze per loro accettabili, a negoziare con il presidente palestinese Abbas, di al-Fatah. È troppo tardi per farlo. Essi avrebbero potuto negoziare con il precedente leader di al-Fatah, Yasser Arafat, che era un mio amico. Invece, lo assediarono in un bunker a Ramallah, dove lo visitai. A causa dei fallimenti di al-Fatah, a partire dalla morte di Arafat, Hamas ha vinto le elezioni palestinesi nel 2006. Hamas è una organizzazione sgradevolissima, ma è stata democraticamente eletta, ed è quel che passa il convento.
    Il boicottaggio di Hamas, anche da parte del nostro governo, è stato un errore colpevole, dal quale sono derivate terribili conseguenze. Il grande ministro degli Esteri israeliano Abba Eban, con il quale ho fatto campagna per la pace da molte tribune, ha dichiarato: «Fate la pace se parlate con i vostri nemici.»Per quanti palestinesi gli israeliani possano uccidere a Gaza, non possono risolvere questo problema esistenziale con mezzi militari.
    Quando e qualora i combattimenti finissero, ci sarebbero ancora un milione e mezzo di palestinesi a Gaza e altri due milioni e mezzo in Cisgiordania. Essi sono trattati alla stregua di immondizia da parte degli israeliani, con centinaia di blocchi stradali e con gli orrendi abitatori degli insediamenti ebraici illegali che li molestano.

    Verrà il momento, non molto lontano da ora, in cui supereranno la popolazione ebraica in Israele. È giunto il momento per il nostro governo di render chiaro al governo israeliano che la sua condotta e la sua politica sono inaccettabili, e di imporre un divieto totale di esportare armi a Israele.
    È l’ora della pace, ma la pace vera, non la soluzione attraverso il soggiogamento che è il vero obiettivo degli israeliani, ma che è impossibile per loro da raggiungere.

    Essi non sono semplicemente dei criminali di guerra, sono stupidi.”

    Speriamo che la “soffiata” di Tornielli sia vera. Nel caso, un abbraccio a TUTTI gli appartenenti alla FSSPX … e un abbraccio anche a TUTTI gli ebrei veridici.

  134. Curioso scrive:

    Carabinieri a Gaza ?

    Forse è il caso che tengano il respiro:

    21-01-09
    M.O.: AIEA APRIRA’ INCHIESTA SU USO ISRAELIANO URANIO IMPOVERITO A GAZA

    (ASCA-AFP) – Vienna, 21 gen – L’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) aprira’, su richiesta di alcuni Stati arabi, un’inchiesta sul presunto utilizzo da parte di Israele di uranio impoverito nella sua offensiva a Gaza.

    ”Indagheremo sulla questione secondo le nostre competenze”, ha dichiarato la portavoce dell’agenzia dell’Onu, Melissa Fleming.

    La richiesta, ha precisato, e’ stata presentata lunedi’ a nome dei Paesi arabi da parte dell’Arabia saudita, sotto la forma di una lettera che l’Aiea ”sta diffondendo presso alcuni Stati membri”.

    La forma precisa dell’inchiesta, ha aggiunto, sara’ stabilita dopo consultazioni con questi Stati.

    L’ambasciatore israeliano presso l’agenzia, Israel Michaeli, non ha voluto esprimersi in merito.

    Utilizzato in particolare durante la guerra del Golfo nel 1991 e nei bombardamenti aerei americani della Nato nei Balcani nel 1994-95, l’uranio impoverito, che ha una densita’ due volte superiore a quella del piombo ed e’ infiammabile, entra soprattutto nella composizione di munizioni destinate a forare i blindati.

    L’esposizione a tale prodotto, e in particolare alle polveri risultanti dagli impatti, comporta rischi per la salute.

  135. è bello, molto bello, che Daniele, gioisca della notizia.
    ed io sò che è sincero: lui NON ODIA.

    a Filippo: i suoi Genitori sono nella Gloria e stanno meglio di tutti noi. Ad ogni modo grazie per le belle parole.

    al redivivo giampaolo: bentornato toso!

    a tutti: è fin troppo palese la esistenza di posizioni teoriche fortemente in contrasto con la Chiesa di Cristo
    dentro il minestrone tradizionalista. Bravo chi riesce a darne una lettura completa e serena. Io sento avvicinarsi il tempo dei dieci segreti.
    e penso che nessuno possa impedirmi di pensarlo.
    Ricordo il sogno di don bosco delle due colonne.
    Ricordo la impressionante folla esaltante un semplice uomo(abortista e ateo)
    e penso alla apostasia di massa profetizzata da tanti mistici.
    Nessun catastrofismo, no:
    la Vergine stessa ha detto CHIARO: chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male.

  136. Daniele scrive:

    Caro Cosimo, ti riferisci a Obama? MI sembra che lui sia cristiano, anche se aderente a rotazione a rotazione a qualcuna delle tante sette e “chiese” evangeliche. Anzi: ha rilanciato alla grande la religione anche tra i democratici.

  137. fedenrico scrive:

    A Curioso,

    In merito all’uranio impoverito, ha ragione.

    E’ componente delle munizioni destinate a forare i blindati.

    E’ questo il motivo per il quale Hamas lo usa.

  138. Curioso scrive:

    fedenrico Scrive: January 23rd, 2009 at 8:57 am

    Lei ha le pigne in testa caro signore,

    Per imparare a ragionare rettamente potrebbe giovarle una cura di fosforo.

    Chieda ai suoi amici israeliani, che gliene daranno a volontà.

    Per sua informazione, si ricordi che di munizioni con uranio impoverito hanno fatto largo uso gli americani in Irak, con ottimi risultati sia sulla popolazione civile che sui loro stessi soldati. Si ricordi anche che gli armamenti (e le munizioni) con cui i suoi amici israeliani hanno macellato i civili palestinesi a centinaia nei giorni scorsi sono in gran parte “dono” degli stessi americani.

    Ah, questi cristianisti, che cuore nobile hanno. Sputare sulle vittime di un’aggressione omicida è il miglior “segno” dello spirito che li anima …

  139. Silvano scrive:

    molto interessante, Gladiator.

  140. Vicerè scrive:

    Sono contento se quattro Vescovi scismatici rientarno nella Chiesa Cattolica.Sono anche certo che il Santo Padre chiederà a questi Vescovi un atto di ossequio al Concilio Vaticano II° e al Novus Ordo Missae.Ho grande fiducia in Benedetto XVI°sta lavorando per l’unità anche con i protestanti.Credo che su questo fronte avremo delle sorprese piacevolissime.Ai fratelli del Cammino dico di non perdere tempo con Caterina63 e Stefanos78 sono persone che non ragionano,di un fanatismo ed un ottusità invincibili.Quindi non perdete il vostro tempo cercando di farli ragionare è inutile.

  141. bruno frusca scrive:

    Cari amici:

    Ci lamentiamo, a ragione, quando laici e laicisti e atei vogliono insegnare al Papa a fare il Papa !

    In questa circostanza quanto sarebbe stato bello se tutti noi avessimo accolto la notizia di Tornielli con un sereno e sentito ringraziamento a Dio, senza se e senza ma.

    Fermiamo un attimo le nostre umane considerazioni, non ascoltiamo il nostro istinto che ci suggerisce soltanto dei ” distinguo ” inutili e pretestuosi !

    Preghiamo e ringraziamo Il Signore e … ” Oremus et pro pontifice nostro Benedicto…”

    Cordialità

  142. ako scrive:

    22-01-09
    Da:http://www.asca.it/news VATICANO__VESCOVO_LEFEBVRIANO_NEGA_OLOCAUSTO__POLEMICA_IN_GERMANIA-804005-ORA-.html

    VATICANO: VESCOVO LEFEBVRIANO NEGA OLOCAUSTO, POLEMICA IN GERMANIA

    (ASCA) – Roma, 22 gen – Uno dei vescovi lefebvriani di cui papa Benedetto XVI starebbe per revocare la scomunica, Richard Williamson, e’ al centro di una polemica in Germania e in Svezia per aver negato, in un’intervista tv, la realta’ dell’Olocausto.
    ”Credo che le prove storiche, in misura preponderante, vadano contro il fatto che sei milioni di ebrei siano stati uccisi nelle camere gas come effetto di un ordine deliberato di Adolf Hitler”, ha detto mons. Williamson in un’intervista al canale televisivo svedese Svt andata in onda ieri sera.
    ”Credo che le camere a gas non siano mai esistite”, aggiunge il vescovo tradizionalista in risposta ad una esplicita domanda dell’intervistatore. A morire nei campi di concentramento nazisti, per il vescovo tradizionalista sarebbero stati solo ”due o trecentomila ebrei. Ma nessuno di loro mori’ per il gas in una camera a gas”. ”Se l’antisemitismo e’ cattivo – afferma ancora Williamson nell’intervista – e’ contro la verita’. Se qualcosa e’ vero, non e’ cattivo. Non mi interessa la parola anti-semitismo”.
    Williamson, un ex-anglicano convertito al cattolicesimo, e uno dei quattro vescovi ordinati scismaticamente da mons.

    Lefebvre in persona nel 1988, era gia’ stato al centro di polemiche nello scorso marzo, quando in un’intervista al settimanale cattolico britannico Catholic Herald aveva difeso l’esistenza dei cosiddetti ”Protocolli dei Savi di Sion”, un falso storico antisemita.
    In quell’occasione, la Fraternita’ Sacerdotale San Pio X, il gruppo fondato da mons.
    Lefebvre per il suo dissenso dalle riforme del Concilio Vaticano II su liberta’ religiosa, ecumenismo e liturgia, si era rifiutata di prendere le distanze dal proprio vescovo.

    In seguito all’intervista, che e’ stata girata nel seminario tedesco della Fraternita’ a Zaitzkofen nello scorso mese di novembre , il Zentralrat der Juden in Deutschland, la principale organizzazione ebraica tedesca, avrebbe denunciato mons.

    Williamson alla polizia.
    Secondo le leggi in vigore in Germania, e’ illegale negare l’Olocausto e il vescovo rischia il carcere.

    La polemica su Williamson si viene ad aggiungere ad un clima di tensione gia’ alto, in Germania, tra ebrei e lefebvriani. In una lettera circolare inviata a Natale, il superiore della Fraternita’ per la Germania, p. Franz Schmidberger (che non e’ scomunicato dalla Chiesa cattolica, in quanto il provvedimento si applica solo ai vescovi), ha scritto che ”gli ebrei di oggi partecipano della colpa di deicidio, fino a quando non prenderanno le distanze dai loro predecessori credendo nella divinita’ di Gesu’ Cristo”.

    Secondo quanto scrive il settimanale tedesco Der Spiegel, Dieter Graumann, vicepresidente del Zentralrat der Juden in Deutschland, ha chiesto alla Chiesa cattolica tedesca di prendere esplicitamente le distanze dalla Fraternita’ San Pio X, anche in vista dell’annunciato (ma mai confermato) viaggio di papa Benedetto XVI in Israele. Fino ad oggi, l’unica risposta e’ arrivata dal vescovo di Amburgo, mons.

    Hans-Jochen Jaschke, che ha ricordato come, al momento in cui scrive, ”la Chiesa cattolica non abbia nulla a che fare con la Fraternita”’.

    asp/dnp/alf

  143. ilsanta scrive:

    x Curioso

    “L’Agenzia internazionale dell’energia atomica (Aiea) aprira’, su richiesta di alcuni Stati arabi, un’inchiesta sul presunto utilizzo da parte di Israele di uranio impoverito nella sua offensiva a Gaza.”

    Anticipo che non credo proprio che si arriverà a nessun tipo di condanna o sanzione visto che i compiti dell’AIEA sono decisamente altri, in realtà non capisco nemmeno perchè abbia accetato.

    “e’ infiammabile”

    In realtà il termine corretto è “piroforico”, molti metalli come il ferro è l’alluminio hanno la caratteristica di incendiarsi in aria se suddivisi in particelle molti fini.

    xFedenrico

    “E’ componente delle munizioni destinate a forare i blindati.
    E’ questo il motivo per il quale Hamas lo usa.”

    In realtà, al momento, Hamas non usa proiettili all’Uranio impoverito, i blindati o i Merkava li fanno fuori con mine (100kg), RPG o Kornet, niente uranio impoverito per Hamas.

  144. Marina scrive:

    Fedenrico,l’uranio impoverito è stato usato dagli americani in Irak,Afghanistan,e dalle truppe NATO in Bosnia e forse Kosovo.
    Ritornando ad Hamas,visto che fabbriche di armi non ne hanno ,chi gli gli ha venduto i proiettili all’uranio impoverito(ammesso che sia vero).A me risulta che sono stati gli USA e in parte anche Israele a vendere le armi,sia ad Hamas che ad Al Fatah.
    Ci sono prove.
    Allora come mi spiega che USA e ISRAELE vendano armi ad associazzioni terroristiche che vogliono distruggere Israele?
    Buona giornata

  145. ilsanta scrive:

    x Marina

    “Ci sono prove.”

    Scusa Marina ma le prove dicono il contrario, le armi utilizzate da Hamas sono tipicamente di fabbricazione Russa (RPG, Kormet, Kalasnicov ….)
    Direi che su questo non ci sono dubbi.

  146. anniballo scrive:

    Caro Cos.deMatteis…..ha ragione. Nessuno può impedirLe di pensarlo.

  147. anniballo scrive:

    “La vergine stessa ha detto CHIARO”..(Citato da Cos.deMatteis)— Che una mera apparizione possa dire qualcosa di “CHIARO” mi pare una contraddizione in termini.

  148. Marina scrive:

    Ilsanta ,anche USA e Israele hanno finanziato Hamas e Al Fatah.
    Cordialmente

  149. Enos scrive:

    Per tutti i non esperti delle questioni teologico-ecclesiologiche che differenziano la San Pio X dalla Chiesa cattolica (in piena comunione con il Papa Benedetto XVI) consiglio di leggere gli articoli di Don Pietro Cantoni (è necessaria una piccola ricerca su internet), ex-lefebvriano, attualmente sacerdote esorcista e apologeta su “Il Timone”. Nelle sue opere spiega chiaramente come sia assurdo considerare il Vaticano II come un concilio meramente “pastorale” e non dottrinale (esistono oggi giorno, a suo parere studi che dimostrano la continuità dottrinale della Dignitatis Humanae con il magistero precedente) e di come il Novus Ordo Missae di Paolo VI (da lui sottoposto ad un approfondito e spassionato studio, considerando anche le sue posizioni di partenza) sia da considerarsi come cattolico.
    Secondo lo stesso Don Cantoni rifiutare in blocco il Concilio Vaticano II, condierato come eretico, comporterebbe ai teologi non tanto la questione (comunque problematica) “de papa heretico”, ma la ben più terribile e “esoterica” (impossibile agli occhi della Provvidenza Divina) questione “de magisterio heretico”, con la conseguenza della morte della Chiesa come corpo mistico e della sua apparente sopravvivenza come “cadavere” (secondo quanto dicono i sedevacantisti), in palese contrasto tra l’altro (a mio modesto parere) con l’insegnamento evangelico di Gesù “Tu sei Pietro, e su questa pietra fonderò la mia Chiesa, e le porte degli inferi non prevarranno contro di essa”

    Lo stesso Don Cantoni dichiara anche e di come la dichiarazione conciliare “Dignitatis Humanae” sia da i sia assolutamente assurda non tanto la questione (riguardo alla libertà religiosa) “de papa heretico” ma quella “de magisterio heretico”

  150. Grazie gentile Enos,
    io già stimavo Don Cantoni
    (anche se mi sembrava un pò in odore di tradizionalismo.E lei me ne dà atto dicendomi la sua EX appartenenza alla fspx)
    ora,naturalmente, lo stimo ancor più.
    Grazie per le PRECISE delucidazioni.

  151. Paolo scrive:

    TE DEUM LAUDÁMUS TE DÓMINUM CONFITÉMUR
    Grazie Papa Benedetto XVI !!!!
    Bentornati fratelli e ringraziamo Mons. Lefebvre, dall’alto del cielo preghi per l’unità della chiesa e ci aiuti a ricuperare in ogni parrocchia la Santa Messa Tradizionale.
    Ci aspettiamo a presto la riforma della Messa riformata di Paolo Vi secondo le intenzioni dei Padri conciliari e non di quella Messa protestante inventata da Bugnini & Co.
    Sia lodato Gesù Cristo.

  152. @ Daniele ( Da cattolico, frequentante il Cammino Neocatecumenale, sono contento se dei fratelli tornano in comunione con Pietro.
    Ut unum sint )

    @ Bruno Frusca ( Cari amici:

    Ci lamentiamo, a ragione, quando laici e laicisti e atei vogliono insegnare al Papa a fare il Papa !

    In questa circostanza quanto sarebbe stato bello se tutti noi avessimo accolto la notizia di Tornielli con un sereno e sentito ringraziamento a Dio, senza se e senza ma.

    Fermiamo un attimo le nostre umane considerazioni, non ascoltiamo il nostro istinto che ci suggerisce soltanto dei ” distinguo ” inutili e pretestuosi !

    Preghiamo e ringraziamo Il Signore e … ” Oremus et pro pontifice nostro Benedicto…” )

    Ecco due luminosi esempi di essere cattolici !
    Grazie per questa lezione di ecclesiologia !
    Dopo questo insegnamento me ne vado , con animo ancor più pervaso da fesca speranza, in chiesa ringraziando Dio per avere questi fratelli nella fede.

  153. Cherubino scrive:

    consiglio anche io la lettura dell’ottimo don Cantoni, i cui articoli si possono trovare qui: http://www.opusmariae.it/articoli.htm

  154. LDCaterina63 scrive:

    Cherubino Scrive: January 23rd, 2009 at 3:24 pm

    consiglio anche io la lettura dell’ottimo don Cantoni,

    ************************

    Ottimo, ottimo….
    Te Deum Laudamus se un don Cantoni riesce a farci dire, almeno qui: CONCORDIAMO ^___^

    sursum corda…non è semplicemente un momento storico questo che stiamo vivendo, ma è proprio UNA PIOGGIA DI GRAZIE E BENEDIZIONI e la testimoniana che nella Comunione dei Santi non simo lasciai mai soli…
    ^__^
    quasi quasi chiederei al dott. Tornielli di proporre una crociata del Rosario per un ringraziamento sentito da far pervenire al Sommo Pontefice…appena la notizia uscirà in termini ufficiali…
    ^__^

  155. Cherubino scrive:

    bè comunque, visto che qualcosa su cu iessere d’accordo c’è, suggerisco di leggere di Cantoni questo articolo, in cui in uno offre uno spaccato della sua esperienza con la Fraternità S. Pio X e dei motivi per cui l’ha lasciata; confuta le tesi Romano Amerio; spiega la legittimità e piena ortodossia del Concilio Vaticano II…
    http://www.reginamundi.info/articoli/puolachiesavariare.pdf

  156. Orione scrive:

    Cosimo de matteis scrive:

    > io già stimavo Don Cantoni
    > (anche se mi sembrava un pò in odore di
    > tradizionalismo…)

    E che é, una malattia?

  157. Caro Cherubino,
    quel breve saggio è veramente INTERESSANTE ed utilissimo.
    Grazie, e non credo solo a nome mio!

  158. Vincenzo scrive:

    …in tanti, qui, più o meno Catto-progressisti(e non faccio nomi per fraterna e cristiana Carità…) se ne stanno con la “coda fra le gambe”… Peccato, avrebbero potuto gioire perchè, a tre giorni dalla Giornata per l’Unità dei Cristiani, una gravissima “ferita” che teneva separati da Roma, tanti Fratelli, veri Crsitiani, ha iniziato a rimarginarsi… . Ma, forse la colossale ed orgogliosissima “sbornia” che (sempre i soliti, qui nel Blog…) si sono concessi dopo la passerella mediatico-telivisiva neocatecumenale, non è stata ancora smaltita….. . Sia come sia, d’ora innanzi, a fronte di un bellissimo esempio di mopderna “cattolicità”, come il Cammino-neo-cat, avremo nuovamente al suo posto, con altrettanta, assoluta, pari dignità, quella Fedeltà alla Tradizione che, da quasi quaranta anni, era stata dileggiata, sputacchiata, vilipesa, derisa ed infine cacciata, dalla stragrande maggioranza delle Chiese Cattoliche… .
    Ma, oggi, tutto ciò, “Dei Gratia”, è finito; ergo, smettetela di arrampicarvi sugli specchi! Gioite, gioite Tutti…(anche voi, @C……o, C….o d. M…..s, etc).

    L.J.C.

  159. Franco Damiani scrive:

    Mons. Williamson ha fatto un’affermazione storica, che personalmente condivido. Chi non la condivide, senza stracciarsi le vesti o urlare al “demoniaco”, dovrebbe semplicemente cercare di confutarla. Magari rispondendo alle dodci famose domandine di Jurgen Graf, che sono sempre lì in attesa (intanto il montepremi è enormemente cresciuto)
    Tutt’altra cosa, come già è stato detto, è la questione della scomunica, sulla quale non mi pronuncerò finchè non vedrò il famoso decreto e la risposta di Menzingen.
    Di certo non tutte le componenti della FSSPX sono schierate con Fellay e con Pagliarani: di bocconi avvelenati lanciati al mondo tradizionalista ne abbiamo visti tanti, e finora purtroppo sono andati quasi tutti a segno, a beneficio del modernismo. Personalmente posso solo dire che non ho nessuna voglia di diventare “confratello” di Kasper, di Martini o di gente simile: se questo è il sogno dei vertici FSSPX, che si tengano la loro brava “revoca della scomunica”. Noi continueremo a lottare contro il modernismo e il Vaticano II. Con buona pace, s’intende, di don Pietro Cantoni.

    Per Alessandra: non ho capito a nome di chi esterni, al plurale, la tua gioia.

    Per Enos: la tesi di Cassiciacum spiega anche la questione dell’(apparente)”magisterio haeretico”. Apparente non come eretico ma come Magistero.

    Per Tornielli e per tutti: prima di festeggiare aspetterei un momentino. Se la vostra speranza è quella di non avere “plus d’ennemis à gauche” vi illudete e sopravvalutate l’aspetto gerarchico e diplomatico della Chiesa.
    Mons. Lefèbvre ha sempre insegnato che essere scomunicati dai modernisti è un onore. Lo disse chiaramente nell’omelia di domenica 10 luglio 1988 all’Étoile du Matin, la scuola della Fraternità presso Bitche, in occasione della Messa solenne cantata da don Bernard Lorber, ordinato il 29 giugno precedente:
    (Il francese spero che lo capiate tutti)

    Ceux qui nous excommunient sont déjà excommuniés eux-mêmes depuis longtemps. Pourquoi ? Parce qu’ils sont MODERNISTES. D’esprit moderniste, ils ont fait une église conforme à l’esprit du monde.

    Almeno un prete della FSSPX ci ripete quasi ogni domenica lo stesso concetto e non credo proprio che abbasserà bandiera, anzi semmai diventerà ancora più intransigente.

    Infine, al solo Tornielli: guardi che Mons. Tissier de Mallerais si chiama Bernard, non …Tissier come sembra dal suo elenco.

  160. onofrio scrive:

    Sarei curioso di vedere la coreografia di un rito di
    scomunica…..immagino gli incensi che bruciano, i
    paramenti pesanti e sontuosi, le parole misteriose ed i
    gesti minacciosi od incomprensibili, i cori di sottofondo,
    ….e magari magobakù che fà capolino……

  161. Vincenzo scrive:

    In “onore” anche del tanto atteso “momento felice”(testè regalatoci dalla decisione di Sua Santità), oggi, divago un po’…
    Se non ricordo male…le due lettere -L.D.- di un notissimo nick, non stanno per … “Lux Domini”, ma indicano una certa, rispettabilissima, condizione … “anagrafico-canonica”, (se così posso definirla)… risultato di un’impegnativa e bellissima “scelta di vita” …
    Tuttavia, poichè @LDCaterina63…l’Interessata, non ha ritenuto di svelare lei stessa l’arcano, non ritengo corretto essere più esplicito.
    L.J.C.

  162. Vincè, al perdono di solito segue la….. penitenza.

    E chi è pentito di cuore è sempre ben accetto.

    Aspettiamo a vedere ciò che è scritto. Ti ricordi la vecchia reclame: fatti, non parole.

  163. Cherubino scrive:

    e questa sarebbe “fraterna e cristiana carità” ? attribuire agli altri peccati ed errori ?

  164. Ubi,
    dici cose di una saggezza
    grandissima.
    In modo semplice e chiaro.
    Mi sei davvero di esempio.
    Grazie.

  165. Giovanni Mandis scrive:

    a proposito del fatto che il Concilio vaticano II è senza dubbio pastorale e non dogmatico, checchè ne dica il buon Don Cantoni

    http://www.vatican.va/jubilee_2000/magazine/documents/ju_mag_01051997_p-21_it.html

  166. Poi Vincenzo, una domanda se possibile, come devo interpretare questa frase:
    “Sia come sia, d’ora innanzi, a fronte di un bellissimo esempio di mopderna “cattolicità”, come il Cammino-neo-cat, avremo nuovamente al suo posto, con altrettanta, assoluta, pari dignità, quella Fedeltà alla Tradizione che, da quasi quaranta anni, era stata dileggiata, sputacchiata, vilipesa, derisa ed infine cacciata, dalla stragrande maggioranza delle Chiese Cattoliche…”

    Che ai neocatecumenali si opporranno quelli della fraternità???

    Che ai cattivi si opporranno i buoni???

    Che la guerra è iniziata???

    Mi spieghi per favore.

  167. Americo scrive:

    Ma il papa non è infallibile?

  168. Una….. divagazione….. su due acronimi…..

    Quelli buoni, quelli belli: LJC IHS

    E poi ce ne sono due brutti … …
    che tanta parte hanno in certo scempio…..

  169. Giovanni Mandis scrive:

    E’ infallibile quando definisce solennemente una dottrina di Fede (es. i Dogmi dell’Immacolata Concezione e dell’Assunzione in anima e corpo della SS.ma Vergine Maria; ma non solo quando definisce un Dogma) e di Morale (es. le lettere encicliche Humanae vitae di Paolo VI, Evangelium vitae di Giovanni Paolo II).

  170. Reginaldus scrive:

    Io non capisco. Va bene, la scomunica è stata tolta, una scomunica che in realtà non esisteva quanto a validità. ma non è questo il punto. Con questo gesto il papa intende riportare nella comunione della chiesa la Fraternità di san Pio X. Ma questa chiesa è la chiesa del concilio, la chiesa della nuova messa di Paolo VI, l’una e l’altra rifiutate da Mons Lefebvre, il fondatore della Fraternità, la ragione della sua fondazione, quindi l’iniziatore della contestazione e del rifiuto a questa chiesa e a questa messa. A proposito della messa nuovo rito ecco le sue parole: “La corruzione della S. Messa continua a corrompere il sacerdozio cattolico”.Vorremmo che Roma lo comprendesse: non si può conservare la nuova Messa che è l’espressione di un nuovo sacerdozio, del sacerdozio comune dei fedeli, un sacerdozio che nasce dal popolo di Dio e non un sacerdozio tutto divino, derivante da una scelta di Dio, da uno speciale Sacramento, quello dell’Ordine, il quale conferisce al prete un potere spirituale che nessun altro cristiano possiede col suo battesimo. È questo che si è voluto confondere con la nuova Messa: il sacerdozio comune dei fedeli, consistente nel loro battesimo, e quindi nella possibilità di ricevere i sacramenti, col sacerdozio gerarchico del prete che consiste nel poter celebrare la Messa e nel tenere sull’altare la divina Vittima del Calvario. Sono due cose del tutto diverse. Lo vedete bene, cari fedeli. Non possiamo confondere il sacerdozio per eccellenza, il sacerdozio del prete, col sacerdozio in senso lato, in senso metaforico, il sacerdozio dei fedeli. È questo che si è voluto fare con la nuova Messa, nella quale l’altare è capovolto, tutti stanno intorno all’altare, si stabilisce un dialogo tra il presidente e il popolo radunato, nella quale non esiste piú quella espressione gerarchica dell’unicità del prete che solo può celebrare la Messa, mentre i fedeli possono solo unirsi al sacrificio di Gesú Cristo. È questa la battaglia essenziale: la battaglia per la Messa. Ed allora è necessario che Roma comprenda questa battaglia, l’ammetta, torni indietro. Non basta che ci conceda la Messa, occorre che l’abbracci, che la stimi. È arrivato questo giorno?” — Questo giorno non è arrivato, non c’è nessun abbraccio e non c’è nessuna stima per la Messa [ Roma non è solo il papa, Roma sta per la chiesa Cattolica romana...]: solo sopportazione e tolleranza: una concessione misericordiosa e risparmiosa. I successori di mons. Lefebvre hanno fatto atto di accettazione del Concilio, Lumen Gentium in testa, e atto di condivisione assoluta, senza sottintesi o riserve mentali, della nuova pratica della messa? Non è più per essi, come per Mons. Lefebvre, “Una Messa ecumenica, una Messa ambigua, una Messa protestantizzata”, cioè una non -messa? Se in essi perdura tale giudizio e quindi il rifiuto della messa nova, come fa il papa a riaccogliere la Fraternità nella Comunione della chiesa, se non esiste comunione di fede, sulla quale si fonda l’unità della Chiesa? Papa, che tipo di chiesa hai in mente?

  171. Cherubino scrive:

    @ Mandis, il dogma dell’infallibilità non distingue tra concilio pastorale e dogmatico, ma attribuisce al concilio ecumenico diretto dal papa l’infallibilità in sè. Comunque è bello vedere che neanche con Cantoni va bene per taluni…

    @ Americo, l’infallibilità non è per ogni materia e nello stesso grado.
    A) In materia di potere dichiarativo (rivelazione della fede e alcuni aspetti morali) è assoluta, quando dichiarata,
    B) in materia di potere canonico: circa
    b1) misure per assicurare l’esistenza empirica della Chiesa: assistenza globale che garantisce per lo meno la sopravvivenza della Chiesa
    b2) misure atte a rendere accessibile la Rivelazione di interesse generale: quanto al fondamento dottrinale, di assistenza assoluta; quanto alla prudenzialità, assistenza tale da garantire l’ottenimento del fine
    b3) misure atte a rendere accessibile la Rivelazione di interesse particolare: assistenza che garantisce la loro riuscita «ut in pluribus».
    Lo schema è di Don Cantoni

  172. Giovanni Mandis scrive:

    No Cherubino l’infallibilità attiene al solo Romano Pontefice al quale spetta la guida della Chiesa universale.

    Dalla PASTOR AETERNUS
    “« Proclamiamo e definiamo dogma rivelato da Dio che il Romano Pontefice, quando parla ex cathedra, cioè quando esercita il suo supremo ufficio di Pastore e di Dottore di tutti i cristiani, e in forza del suo supremo potere Apostolico definisce una dottrina circa la fede e i costumi, vincola tutta la Chiesa, per la divina assistenza a lui promessa nella persona del beato Pietro, gode di quell’infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa nel definire la dottrina intorno alla fede e ai costumi: pertanto tali definizioni del Romano Pontefice sono immutabili per se stesse, e non per il consenso della Chiesa ».”

  173. Giovanni Mandis scrive:

    Reginaldus non mi pare che Mons. Lefebvre considerasse eretico il Novus Ordo e/o Paolo VI.

  174. Cherubino scrive:

    @ Mandis, se fai attenzione il dogma recitato dalla Pastor Aeternus dice “infallibilità con cui il divino Redentore volle fosse corredata la sua Chiesa”, questo indica che l’infallibilità è anche (e principalmente) del papa, ma non esclusivamente sua.

    Quantunque i vescovi, presi a uno a uno, non godano della prerogativa dell’infallibilità, quando tuttavia, anche dispersi per il mondo, ma conservando il vincolo della comunione tra di loro e col successore di Pietro, si accordano per insegnare autenticamente che una dottrina concernente la fede e i costumi si impone in maniera assoluta, allora esprimono infallibilmente la dottrina di Cristo.
    La cosa è ancora più manifesta quando, radunati in Concilio ecumenico, sono per tutta la Chiesa dottori e giudici della fede e della morale; allora bisogna aderire alle loro definizioni con l’ossequio della fede.
    Questa infallibilità, della quale il divino Redentore volle provveduta la sua Chiesa nel definire la dottrina della fede e della morale, si estende tanto, quanto il deposito della divina Rivelazione, che deve essere gelosamente custodito e fedelmente esposto. Di questa infallibilità il romano Pontefice, capo del collegio dei vescovi, fruisce in virtù del suo ufficio, quando, quale supremo pastore e dottore di tutti i fedeli che conferma nella fede i suoi fratelli (cfr. Lc 22,32), sancisce con atto definitivo una dottrina riguardante la fede e la morale. Perciò le sue definizioni giustamente sono dette irreformabili per se stesse e non in virtù del consenso della Chiesa, essendo esse pronunziate con l’assistenza dello Spirito Santo a lui promessa nella persona di san Pietro, per cui non hanno bisogno di una approvazione di altri, né ammettono appello alcuno ad altro giudizio. In effetti allora il romano Pontefice pronunzia sentenza non come persona privata, ma espone o difende la dottrina della fede cattolica quale supremo maestro della Chiesa universale, singolarmente insignito del carisma dell’infallibilità della Chiesa stessa.
    L’infallibilità promessa alla Chiesa risiede pure nel corpo episcopale quando esercita il supremo magistero col successore di Pietro. A queste definizioni non può mai mancare l’assenso della Chiesa, data l’azione dello stesso Spirito Santo che conserva e fa progredire nell’unità della fede tutto il gregge di Cristo” (Lumen gentium, n. 25).

  175. Cherubino scrive:

    puoi anche leggere questo http://www.cmri.org/ital-96prog5.html

  176. Cherubino scrive:

    mi sa che ho citato frettolosamente senza leggere per intero l’articolo dell’ultimo post, fate come se non lo avessi postato…

  177. Giovanni Mandis scrive:

    immaginavo che ti saresti appigliato a quella frase Cherubino ma se leggi attentamente
    “ogni qualvolta il Romano Pontefice parla ex cathedra, vale a dire quando nell’esercizio del Suo Ufficio di pastore e Maestro di tutti i cristiani.. [...] allora EGLI (il Rom.Pontef.), in forza dell’assistenza divina conferitagli dal beato Pietro, possiede appunto quella infallibilità, della quale il divino Redentore volle munire la sua Chiesa nelle decisioni riguardanti la dottrina della fede e dei costumi.”

    Per cui chi “gode” dell’Infallibilità è il solo “Romano Pontefice”,alle condizioni espresse dalla Pastor Aeternus, che la trasmette alla Chiesa cattolica di cui è Guida, Pastore, Maestro e Fondamento visibile.

  178. Giovanni Mandis scrive:

    anzi preciso..

    Per cui chi “gode” dell’Infallibilità e “possiede” l’infallibiità è il solo “Romano Pontefice” che la trasmette alla Chiesa cattolica di cui è Guida, Pastore, Maestro e Fondamento visibile.

  179. anniballo scrive:

    Il vostro interesse è interamente confinato alla Chiesa e a tutte le sue dinamiche ecclesiologiche interne. Non si vede altro,in questo blog. A tutti coloro che teorizzano l’infallibilità del papa chiederei come se la cavano centinaia di milioni di cristiani non cattolici e come valutano il delitto della frammentazione del mondo cristiano, dovuto proprio alle giuste ragioni di chi non vede i motivi della superiorità del vescovo di Roma.

  180. Comunque, mò, a prescindere da citazioni di qua e citazioni di là e sotto e sopra e di lato :
    mai il Vangelo, il Santo Vangelo.
    Non se ne parla mai.
    Lo spirito del Vangelo, l’Amore, la Carità, lo spirito della Parabola del Figliol Prodigo, di quella del Buon Samaritano, la Parabola del ricco epulone, le Beatitudini, la Parabola del servitore spietato.
    Qualcosa che inneggi a tutto ciò, l’amore e a devozione a Maria, la Preghiera, la Misericordia, la semplicità Evangelica, la Mitezza, la purezza di cuore, la semplicità di Spirito………

  181. Reginaldus scrive:

    @giovanni mandis, io sto alle parole di Mons. Lefebvre, ho riportato solo quelle relative alla Messa e bastano e avanzano; perché se il Monsignore definiva quella messa protestante – rilegga le sue parole – e quindi protestante la dottrina sottesa – la dottrina del concilio che in essa vi confluisce – non sono eretici il papa e il concilio che quella dottrina esprimono?— Ma il mio ragionamento verteva sulla coerenza ratzingeriana, mipare…e in tal senso io ho fatto una domanda, sia alla Fraternità che al Papa, retoricamente parlando, certo…

  182. Franco Damiani scrive:

    Ah ecco, tra le dodici domandine di Graf, rispondete almeno a questa: Dite il nome di un solo ebreo gassato e fornitene la prova – una prova che possa essere accettata da un tribunale giudicante secondo i principi del diritto comune in un normale processo criminale apolitico. Una prova! Una prova soltanto!

  183. Buoni e ottimi i Rosari.
    Aggiungiamo anche questa preghiera a S. Pio da Pietralcina.

    Preghiera a San Pio da Pietralcina

    Insegna anche a noi,
    ti preghiamo,
    l’umiltà del cuore per essere annoverati
    tra i piccoli del Vangelo
    ai quali il Padre ha promesso
    di rivelare i misteri del suo Regno.
    Ottienici uno sguardo di fede
    capace di riconoscere prontamente
    nei poveri e nei sofferenti
    il volto stesso di Gesù.
    Sostienici nell’ora del combattimento
    e della prova e, se cadiamo,
    fa che sperimentiamo
    la gioia del sacramento del perdono.
    Trasmettci la tenera devozione
    verso Maria, madre di Gesù e nostra.
    Accompagnaci nel pellegrinaggio terreno
    verso la Patria beata,
    dove speriamo di giungere anche noi
    per contemplare in eterno
    la Gloria del Padre,
    del Figlio e dello Spirito Santo. Amen

  184. Giovanni Mandis scrive:

    Giustissimo Cherubino, Lumen gentium non ha inventato o cambiato nulla, l’infallibilità attiene al Pontefice che la trasmette alla Chiesa (al Concilio, ai Vescovi).
    E’ chiaro che se un Vescovo non fa altro che insegnare una dottrina di Fede e Morale confermata dal Vicario di Cristo sta trasmettendo un insegnamento infallibile…

  185. Giovanni Mandis scrive:

    Reginaldus, ma allora perchè nelle Messe della Fraternità Mons. Lefebvre ha sempre fatto celebrare “una cum” Pontefice regnante? (cosa che non fanno i sedevacantisti…)

  186. Cherubino scrive:

    @ Mandis, a parte che vedo che il Concivlio Vaticano II, anch’esso espressione quanto meno dell’infallibilità di Paolo VI, per te non conta …
    comunque l’infallibilità del Concilio riunito con il papa è da sempre riconosciuta, tanto che lo stesso Pio IX dovette convocare un concilio (vaticano I) per sancire questo dogma… ma guarda un pò !

  187. Franco Damiani scrive:

    Per il bello spirito che sostiene che Mons. Lefèbvre non ha mai condannato la nuova Messa (e allora perché vietava di frequentarla?)né ha mai considerato eretico Paolo VI:

    Sempre dall’omelia della settima domenica dopo Pentecoste 1988 all’Etoile du Matin:

    Alors combien abandonnent leur fonction sacerdotale. Les couvents de religieux et de religieuses sont vendus. Il n’y a plus de vocations. Les paroisses se ferment. C’est la ruine partout. Voilà de mauvais fruits. Et cela parce que les pasteurs ne sont pas bons, parce qu’ils ne font pas leur devoir. Les pasteurs n’ont pas gardé la Tradition et les trésors que Notre-Seigneur Jésus-Christ leur a confiés. Ils ont voulu inventer de toutes pièces une NOUVELLE ÉGLISE mais, on n’invente pas une nouvelle église. L’Église est ce qu’elle est et elle doit le rester jusqu’à la fin des temps. Elle ne changera pas. Elle ne peut pas changer, car elle a été fondée par Notre-Seigneur Jésus-Christ qui est Dieu et Dieu ne change pas.

    C’est ainsi qu’il y aura toujours et il devra toujours y avoir le Saint Sacrifice de la Messe et non pas une Eucharistie quelconque, un repas quelconque, mais le Saint Sacrifice de la Messe, le Sacrifice du Calvaire renouvelé sur l’autel. C’est le Sacrifice de l’Église, les sacrements et l’enseignement de l’Église, le catéchisme de l’Église. On ne peut pas changer ces choses-là sans ruiner complètement notre foi.

    Parce que nous nous opposons absolument à tous ces changements qui font devenir protestant, ou tout simplement qui font perdre la foi, et parce que nous ne voulons pas perdre la foi, on nous persécute. Oui, il faut le dire : on nous persécute parce que nous voulons demeurer catholiques.

    C’est pourquoi, lors des événements que nous vivons aujourd’hui et qui – hélas – ne dépendent pas de moi, on nous dit schismatiques ; on nous dit excommuniés. Demandons-nous qui nous accuse ainsi et pourquoi on nous excommunie. Ceux qui nous excommunient sont déjà excommuniés eux-mêmes depuis longtemps. Pourquoi ? Parce qu’ils sont MODERNISTES. D’esprit moderniste, ils ont fait une église conforme à l’esprit du monde.

    Et c’est ce modernisme qui a été condamné par saint Pie X, le patron de la Fraternité. Ce dernier saint pape a condamné les modernistes et les a excommuniés. Tous ces esprits qui sont modernistes sont excommuniés par saint Pie X. Ce sont ces personnes imbues des principes modernistes qui nous excommunient alors qu’elles sont excommuniées par le pape saint Pie X.

    Et pourquoi nous excommunient-ils ? Parce que nous voulons rester catholiques, parce que nous ne voulons pas les suivre dans cet esprit de démolition de l’Église. Puisque vous ne voulez pas venir avec nous pour contribuer à la démolition de l’Église, nous vous excommunions. – Très bien : merci. NOUS PRéFéRONS ETRE EXCOMMUNIéS. (Vifs et longs applaudissements).

    Nous ne voulons pas participer à cette œuvre épouvantable qui se réalise depuis vingt ans dans l’Église.

  188. Detto con tutto il rispetto.
    Mò mi immagino il Giudizio.
    Le cuffie, il cronometro, busta A, B, o C?
    Partono le domande sul MP, Infallibilità, Liturgia, ecc. ecc…

    S A R E M O_G I U D I C A T I_ S U L L A_ C A R I T A’

  189. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino il CVII non ha espresso NUOVI dogmi. io non ho dubbi che il CVII sia un concilio cattolico e “ortodosso”.
    Sono le interpretazioni abusive del CVII a dover essere cestinate.
    Amo talmente Paolo VI che non a caso ho citato ad Americo come atto magisteriale infallibile Humanae Vitae, pura dottrina morale cattolica che non può non derivare da pura e cristallina fede cattolica del Servo di Dio Paolo VI.

  190. Giovanni Mandis scrive:

    Cherubino, il Romano Pontefice può definire nuovi dogmi anche da solo, senza Concilio, come fece lo stesso Pio IX con l’Immacolata Concezione e Pio XII con l’Assunzione.

  191. Reginaldus scrive:

    appunto, #Mandis, ma questa domanda bisogna rivolgerla alla Fraternità, non a me , che la stessa domanda ho rivolta alla Fraternità – e in base alla risposta sapere se la Fraternità si è veramente unita al papa e alla chiesa conciliare accettandone gli atti e l’insegnamento, o se il papa si accontenta solo di un bel gesto,da applausometro, senza curarsi della sostanza…il che sarebbe ben più grave. Chissà che don Cantoni, che è tutto imbevuto di studi tommasiani, non sia anche lui preoccupato della coerenza, cioè del rispetto del principio di non contraddizione…

  192. bruno volpe scrive:

    cari amici suggerisco leggere sul tema intervista a don Pagliarini della Fraternità il quale dice che la posizione dei lefebvriani sul concilio non cambia viene in http://www.pontifex.roma.it e sullo stesso mezzo annuncio film di san Josemaria Escrivà grazie bv

  193. Paolo scrive:

    -TE DEUM LAUDÁMUS TE DÓMINUM CONFITÉMUR-
    Grazie Papa Benedetto XVI !!!!
    Bentornati fratelli e ringraziamo Mons. Lefebvre, dall’alto del cielo preghi per l’unità della chiesa e ci aiuti a ricuperare in ogni parrocchia la Santa Messa Tradizionale.
    Ci aspettiamo a presto la riforma della Messa riformata di Paolo Vi secondo le intenzioni dei Padri conciliari e non di quella Messa protestante inventata da Bugnini & Co.
    Sia lodato Gesù Cristo.

  194. è fin troppo palese
    la esistenza di posizioni teoriche
    fortemente in contrasto con la Chiesa di Cristo
    dentro il minestrone tradizionalista
    (ma anche al suo interno, come SEMPRE accade quando avviene uno scisma scissione: ognuno si ritiene piu ortodosso dell’altro e non si capisce nulla.Sposto il discorso sul piano politico: esistono centinaia di “partiti comunisti” ciascuno sostenente la propria assoluta fedeltà a marx, come numerosissime sigle di estrema destra che si squalificano l’un l’altro col termine di “rinnegato” e “venduto al sistema”. Piu o meno lo stesso avviene fra costoro. Persino i fratelli Ortodossi-e qui parliamo di MILIONI DI CRISTIANI, non di fanatiche settucole da strapazzo- ammettono limpidamente che ciò che loro manca è il/un “capo”.
    Ed essi, come tutti gli altri,incluse le pagliacciate americane col “vescovo” omosessuale che ha benedetto obama e le mille altre sette cristiane, compresa quella del miliardario kakà,
    finchè non RITORNANO a CEFA e SOTTO CEFA, saranno sempre e solo degli impostori, nella migliore delle ipotesi in buona fede.Nella peggiore dei seminatori di odio e divisione)

    Bravo chi riesce a darne una lettura completa e serena.

    Io sento avvicinarsi il tempo dei dieci segreti.
    e penso che nessuno possa impedirmi di pensarlo.
    Ricordo il sogno di don bosco delle due colonne.
    Ricordo la impressionante folla esaltante un semplice uomo(abortista e ateo)
    e penso alla apostasia di massa profetizzata da tanti mistici.
    Nessun catastrofismo, no:
    la Vergine stessa ha detto CHIARO: chi prega non ha paura del futuro e chi digiuna non ha paura del male.

  195. MI ASSENTO
    perchè ora inizia
    la catechesi in diretta
    su radiomaria
    di Padre Livio.

    (a chi interessa invece gemma….bè, sapete dove lo fanno parlare-oltre che se quel giornaletto online-? oibò, su radiomater,no? ossia la vendetta…….)

  196. don Mario scrive:

    Faccio notare che mentre qui si continua a parlare di scomuniche che verranno tolte (e intanto molti utenti si scomunicano a vicenda…:-)!!), il Papa è sbarcato su YuoTube in una giornata nella quale presentando un discorso su internet come “risorsa per l’umanità” ha dimostrato di non essere così antiquato come qualcuno crederebbe. Anche per il mondo laico e laicista, quella del Papa su YouTube può considerarsi una bella sorpresa: la chiesa non è sempre pronta a condannare le novità del postmoderno come qualcuno pensa. Sbagliando.

  197. raffaele savigni scrive:

    La revoca della sciomunica nei confronti dei lefevriani è un gesto magnanimo, un atto di misericordia del papa, come l’analogo gesto compiuto da Paolo VI nei confronti delle Chiese ortodosse. Come in quel caso, non implica però un automatico ristabilimento della piena comunione. Quest’ultima potrà esserci solo se i lefevriani riconosceranno la piena legittimità del Vaticano II e degli atti di Magistero successivi. Se, come crediamo, la Chiesa cattolica non può errare quando il papa o un concilio ecumenico si pronuncia “ex cathedra”, il Vaticano II e ilo nuovo “Ordo missae” non possono contenere errori. Se cadeSSE questo principio, allora avrebbero ragione i protestanti… Se i lefevriani potessero rifiutare l’ultimo concilio, perchè un progressista non potrebbe rifiutare il Tridentino o il Vaticano I? La logica è la stessa: quella del “libero esame”, da parte di un gruppo di fedeli che si erge a interprete della VERITà.

  198. Blaise scrive:

    Finalmente è ufficiale,grazie Benedetto XVI,la Chiesa ha bisogno di loro

  199. Stephanos scrive:

    Sia Lodato Dio!


    COMUNICATO DELLA SALA STAMPA DELLA SANTA SEDE

    Il Santo Padre, dopo un processo di dialogo tra la Sede Apostolica e la Fraternità Sacerdotale San Pio X, rappresentata dal suo Superiore Generale, S.E. Mons. Bernard Fellay, ha accolto la richiesta formulata nuovamente da detto Presule, con lettera del 15 dicembre 2008, anche a nome degli altri tre Vescovi della Fraternità, S.E. Mons. Bernard Tissier de Mallerais, S.E. Mons. Richard Williamson e S.E. Mons. Alfonso de Galarreta, di rimettere la scomunica in cui erano incorsi vent’anni fa.

    A causa, infatti, delle consacrazioni episcopali fatte, in data 30 giugno 1988, da S.E. Mons. Marcel Lefebvre, senza mandato pontificio, i menzionati quattro Presuli erano incorsi nella scomunica latae sententiae, dichiarata formalmente dalla Congregazione per i Vescovi in data 1° luglio 1988.

    S.E. Mons. Bernard Fellay, nella citata missiva, manifestava chiaramente al Santo Padre che: “siamo sempre fermamente determinati nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al Primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l’attuale situazione”.

    Sua Santità Benedetto XVI, che ha seguito fin dall’inizio questo processo, ha cercato sempre di ricomporre la frattura con la Fraternità, anche incontrando personalmente S.E. Mons. Bernard Fellay, il 29 agosto 2005. In quell’occasione, il Sommo Pontefice ha manifestato la volontà di procedere per gradi e in tempi ragionevoli in tale cammino ed ora, benignamente, con sollecitudine pastorale e paterna misericordia, mediante Decreto della Congregazione per i Vescovi del 21 gennaio 2009, rimette la scomunica che gravava sui menzionati Presuli. Il Santo Padre è stato ispirato in questa decisione dall’auspicio che si giunga al più presto alla completa riconciliazione e alla piena comunione.

    [00146-01.02] [Testo originale: Italiano]

    DECRETO DELLA CONGREGAZIONE PER I VESCOVI

    Con lettera del 15 dicembre 2008 indirizzata a Sua Em.za il Sig. Cardinale Dario Castrillón Hoyos, Presidente della Pontificia Commissione Ecclesia Dei, Mons. Bernard Fellay, anche a nome degli altri tre Vescovi consacrati il giorno 30 giugno 1988, sollecitava nuovamente la rimozione della scomunica latae sententiae formalmente dichiarata con Decreto del Prefetto di questa Congregazione per i Vescovi in data 1° luglio 1988. Nella menzionata lettera, Mons. Fellay afferma, tra l’altro: “Siamo sempre fermamente determinati nella volontà di rimanere cattolici e di mettere tutte le nostre forze al servizio della Chiesa di Nostro Signore Gesù Cristo, che è la Chiesa cattolica romana. Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale. Noi crediamo fermamente al Primato di Pietro e alle sue prerogative, e per questo ci fa tanto soffrire l’attuale situazione”.

    Sua Santità Benedetto XVI – paternamente sensibile al disagio spirituale manifestato dagli interessati a causa della sanzione di scomunica e fiducioso nell’impegno da loro espresso nella citata lettera di non risparmiare alcuno sforzo per approfondire nei necessari colloqui con le Autorità della Santa Sede le questioni ancora aperte, così da poter giungere presto a una piena e soddisfacente soluzione del problema posto in origine – ha deciso di riconsiderare la situazione canonica dei Vescovi Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta sorta con la loro consacrazione episcopale.

    Con questo atto si desidera consolidare le reciproche relazioni di fiducia e intensificare e dare stabilità ai rapporti della Fraternità San Pio X con questa Sede Apostolica. Questo dono di pace, al termine delle celebrazioni natalizie, vuol essere anche un segno per promuovere l’unità nella carità della Chiesa universale e arrivare a togliere lo scandalo della divisione.

    Si auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell’autorità del Papa con la prova dell’unità visibile.

    In base alle facoltà espressamente concessemi dal Santo Padre Benedetto XVI, in virtù del presente Decreto, rimetto ai Vescovi Bernard Fellay, Bernard Tissier de Mallerais, Richard Williamson e Alfonso de Galarreta la censura di scomunica latae sententiae dichiarata da questa Congregazione il 1° luglio 1988, mentre dichiaro privo di effetti giuridici, a partire dall’odierna data, il Decreto a quel tempo emanato.

    Roma, dalla Congregazione per i Vescovi, 21 gennaio 2009.

    Card. Giovanni Battista Re

    Prefetto della Congregazione per i Vescovi

    [00145-01.02] [Testo originale: Italiano]“

  200. Physikelly scrive:

    Il Vaticano II
    e il gesto di pace del Papa

    Mezzo secolo fa, il 25 gennaio 1959, l’annuncio del Vaticano II da parte di Giovanni XXIII fu una clamorosa sorpresa, che di colpo oltrepassò i confini visibili della Chiesa cattolica. Già il giorno successivo l’arcivescovo di Milano – che nel 1963 sarebbe divenuto Paolo VI – definì il futuro concilio un “avvenimento storico di prima grandezza”, cioè “grande oggi, per domani; grande per i popoli e per i cuori umani; grande per la Chiesa intera e per tutta l’umanità”.
    Il cardinale Montini – che del predecessore seguì le tracce, facendo proprio il concilio e assumendone la guida, tanto discreta e paziente quanto determinata e ferma – vide subito, e con chiarezza, le prospettive storiche e religiose del Vaticano II. La più vasta assemblea mai celebrata nella storia fu intuita e aperta da un Papa settantottenne, un secolo dopo l’interruzione del Vaticano I (voluto da Pio IX quasi alla stessa età), portando con coraggio alla luce un’idea già ventilata sotto i pontificati di Pio XI e Pio XII.
    Ai sette anni della preparazione e della celebrazione del concilio (1959-1965) seguirono i decenni della sua recezione, non conclusa – si pensi al periodo necessario per l’applicazione dei decreti tridentini che rimodellarono il cattolicesimo – e che fu l’argomento, nel 1985, di un’assemblea sinodale voluta da Giovanni Paolo II, che il concilio visse da giovane vescovo. Una recezione controversa e non facile per l’incidenza delle decisioni conciliari nella vita della Chiesa, nella liturgia, nella missione, nei rapporti con le altre confessioni cristiane, l’ebraismo, le altre religioni, con l’affermazione della libertà religiosa, nell’atteggiamento verso il mondo.
    Ultimo Papa ad avere partecipato in pieno e con passione – come giovanissimo teologo – al concilio, Benedetto XVI ha delineato nel 2005 l’interpretazione cattolica del Vaticano II: un avvenimento che va letto non nella logica di una discontinuità che, assolutizzandolo, lo isolerebbe dalla tradizione, ma in quella della riforma, che lo apre al futuro. Un concilio che, come tutti gli altri, deve essere storicizzato e non mitizzato, inseparabile dai suoi testi, che proprio dal punto di vista storico non possono essere contrapposti a un supposto “spirito” del Vaticano II.
    I buoni frutti del concilio sono innumerevoli e tra questi vi è ora il gesto di misericordia nei confronti dei vescovi scomunicati nel 1988. Un gesto che sarebbe piaciuto a Giovanni XXIII e ai suoi successori, e un’offerta limpida che Benedetto XVI, Papa di pace, ha voluto rendere pubblica in coincidenza con l’anniversario dell’annuncio del Vaticano II, con l’intenzione chiara di vedere presto sanata una frattura dolorosa. Intenzione che non sarà offuscata da inaccettabili opinioni negazioniste e atteggiamenti verso l’ebraismo di alcuni membri delle comunità a cui il vescovo di Roma tende la mano.
    A mezzo secolo dall’annuncio, il Vaticano II è vivo nella Chiesa. Così come il concilio resta nelle mani di ogni fedele perché più chiara e forte sia la testimonianza nel mondo di quanti credono in Cristo.

    Giovanni Maria Vian

    (da L’Osservatore Romano , del 25 gennaio)

    http://www.vatican.va/news_services/or/or_quo/text.html#4

  201. elianna scrive:

    dalla Lettera di S.E. Mons. Bernard Fellay ai fedeli:

    “Carissimi fedeli,
    [...]
    Ringraziamo vivamente la Vergine Santissima che ha ispirato al Santo Padre questo atto unilaterale, benevolo e coraggioso.
    Continuiamo a pregare per lui con fervore.

    Grazie a questo gesto, i cattolici del mondo intero attaccati alla Tradizione non saranno più stigmatizzati e condannati per avere mantenuto la fede dei loro padri. La Tradizione Cattolica non è più scomunicata. Quantunque non lo sia mai stata in sé, essa lo è stata molto spesso e crudelmente nei fatti. Esattamente come la messa tridentina, che non era stata mai abrogata in sé, come ha giustamente ricordato il Santo Padre attraverso il Motu Proprio Summorum pontificum del 7 luglio 2007.
    [...]
    Ricordavo quanto noi soffriamo della situazione attuale della Chiesa in cui questo insegnamento e questo primato sono vilipesi, e aggiungevo:

    “Noi siamo pronti a scrivere il Credo con il nostro sangue, a firmare il giuramento antimodernista, la professione di fede di Pio IV, noi accettiamo e facciamo nostri tutti i concili fino al Vaticano II sul quale noi esprimiamo delle riserve”.
    [...]
    Noi non possiamo che constatare la crisi senza precedenti che oggi investe la Chiesa: crisi di vocazioni, crisi della pratica religiosa, del catechismo e della frequentazione dei sacramenti… Prima di noi, Paolo VI parlava addirittura di una infiltrazione del “fumo di Satana” e della “autodemolizione” della Chiesa. Giovanni Paolo II non ha esitato a dire che il cattolicesimo in Europa era come in uno stato di “apostasia silenziosa”. Poco tempo prima della sua elezione al Supremo Pontificato, Benedetto XVI stesso paragonava la Chiesa a una “barca in cui l’acqua entra da tutte le parti”. Pertanto noi intendiamo, in questi colloqui con le autorità romane, esaminare le cause profonde della situazione attuale e, apportandovi il rimedio adeguato, giungere a una vera restaurazione della Chiesa.

    Cari fedeli, la Chiesa è nelle mani di sua Madre, la Santissima Vergine Maria. In Lei noi confidiamo. Noi Le abbiamo chiesto la libertà della Messa di sempre, dappertutto e per tutti. Noi Le abbiamo chiesto il ritiro del decreto delle scomuniche. Noi Le chiediamo nelle nostre preghiere, a Lei che è la Sede della Sapienza, queste necessarie chiarificazioni dottrinali di cui le anime turbate hanno tanto bisogno.”

    Menzingen, il 24 gennaio 2009

    + Bernard Fellay

    (reginapacismonopoli2.blogspot.com)

  202. Lea scrive:

    Giustissimo Cherubino, Lumen gentium non ha inventato o cambiato nulla, l’infallibilità attiene al Pontefice che la trasmette alla Chiesa (al Concilio, ai Vescovi).
    ——-
    aggiungo: il Magistero dei Vescovi è autentico solo se sono in comunione VERA con il Papa!

  203. Physikelly scrive:

    [By the way:

    SSPX District Superior Responds

    IMPORTANT STATEMENT
    20th JANUARY 2009

    The press secretary of the Catholic Diocese of Stockholm, Sweden, has issued a statement in anticipation of a Swedish television report concerning the Society of Saint Pius X (to be broadcast on 21/01/09).

    The diocesan release pretends to deal with different issues surrounding the Society and concludes with the paragraph: 'We would like to make clear the differences between them (SSPX) and the Catholic Church. We completely distance ourselves from all forms of racism and anti-Semitism. The Catholic Church in Sweden has nothing to do with the "Crusade" for making Sweden Catholic again, as reported by the programme, and does not support it in any way.'

    As the Society of Saint Pius X continues to do what the Catholic Church has always done, and remains committed to upholding traditional papal teaching, in opposition to the neo-modernist errors which are at the root of the crisis in the Church, we completely reject any charges of being 'outside the Church.'

    Furthermore, the implication that the Society of Saint Pius X is somehow racist is entirely false and unjust. Both the faithful who support the Society and the members of the Society itself come from diverse ethnic backgrounds, and include Africans, Indians, Asiatics, and Caucasians, all of whom are united in their Catholic belief and practice, without any distinction or prejudice.

    Concerns held by individuals, for instance, over the consequences of mass-immigration in different parts of the world, cannot in any way be termed 'racist' or 'xenophobic.'
    Similarly, the Society rejects wholeheartedly the slur that it is anti-Semitic. We embrace without reserve the condemnation of racism, and the proud folly behind it, as made, for example in Pope Pius XI's encyclical Mit brennender Sorge, which deals with the errors of National Socialism. To despise the Jewish people because of their race is to go against the fundamental law of Christian charity which is to 'love ones neighbour as oneself.'

    Whilst the Society rejects and deplores all and every prejudice and discrimination against the people from which Our Lord and His holy Mother came, it cannot be described as anti-Semitic to pray for their conversion to the true Faith, to study their recent and tragic history, or to question some of their political objectives. To do so, in the case of this latter, would be to condemn the ultra-orthodox Jews, who disagree with the founding of the State of Israel, as 'anti-semitic!'

    Rejecting the idea of a peaceful and prayerful determination to work towards the conversion of Sweden, the Stockholm Diocese very regrettably appears to display its dissent from the Catholic Church's mission of 'teaching and baptising all nations' as commanded by Our Lord Himself (Matthew 28,19), and this seemingly in the name of a false ecumenism.

    The accusations made against the Society in the TV emission, and which appear to be echoed in the diocesan statement, are false and unworthy of those who made them. This being said, we do well to heed Our Divine Saviour's injunction of 'praying for our enemies and doing good to them that persecute us.'

    Father Paul Morgan
    SSPX District Superior of Great Britain
    (with responsibility for the Society's apostolate in Scandinavia) ]

  204. Reginaldus scrive:

    Ho letto, come consigliato, la pagina di don Cantoni “ Può la Chiesa variare veramente? “ e mi è venuto da fare le seguenti riflessioni…
    —- a proposito di Tradizione che si risolve [ per i tradizionalisti, certo] in altri libri ( il Denzinger, la Summa
    di san Tommaso d’Aquino, le encicliche di san Pio X, ecc.)…” , che significa? Che la fonte della Tradizione che conta sono i libri di Hans Kung, di Schillebeeck, di Karl Rahner , di De Lubac, di Congar, ecc. ecc. Non s’è la Tradizione fissata per iscritto e non sono le principali fonti della Tradizione testi scritti, quali a) i Simboli o le professioni di fede, il Simbolo Apostolico, il Simbolo Niceno-Costantinopolitano; b) la Liturgia della messa c) le affermazioni dei Concili d) le opere dei Padri della Chiesa?
    —-“Credo che uno degli aspetti più caratteristici del “postconciliarismo” del concilio di Trento, sia stato proprio quello di insistere in modo unilaterale sui contenuti dottrinali della fede”….–.io ho provato a leggere il Catechismo del Concilio di Trento, per esempio, e vi ho trovato, insieme a chiarissime formulazioni dottrinali, indispensabili per la fede, grandi e meravigliose sollecitazioni a una autentica vita cristiana, che da quelle formulazioni conseguono. Nel postvaticansecondo, invece,trovo solo la confusione di babele e la sollecitazione a non scontrarsi troppo col pensiero e la pratica del mondo…
    —– “Criticare spietatamente le soluzioni sbagliate non vuol dire negare o sminuire il fatto
    doloroso di una crisi terribile che ha travagliato la Chiesa nel postconcilio…”: meno male che si ammette l’esistenza della crisi terribile, peccato che la si voglia attribuire alla solita incapacità di ben capire, per cui la colpa è sempre degli altri… Che non sia invece che la crisi terribile è figlia del vero spirito conciliare, che le sue spore malefiche ha sparso abbondantemente sul campo della Chiesa? . E nel frattempo che faceva il Supremo Pastore? guardava ‘il fumo di satana’ e piangeva,( con quale diritto poi !)? “Ora noi siamo costretti a parlare diplomaticamente, verrà poi il tempo che faremo cadere ogni convenzione diplomatica…” diceva il nuovo Padre della Chiesa Schillebeck…
    —-“la crisi del 68…” sarebbe un’infelice “coincidenza temporale” a tutto danno della Chiesa??? O non è il 68 – come già notato da acuti osservatori . figlio anch’esso del concilio demolitore di ogni tradizione e autorità?…
    —-“ I tempi di un post-Concilio sono quasi sempre molto difficili. Dopo il grande Concilio di Nicea…”[ qui è addirittura il papa stesso che parla]. —Che cosa c’ entra il riferimento a Nicea? Assolutamente diverse sono le circostanze dei due concili. -Circostanze di antea:quali sono le grandi turbolenze dottrinali prima del vatican secondo? Dove qualcosa di simile alla grande tempesta dottrinale che infuriava allora sulla chiesa? Niente di simile, se, stando a quelli che lo hanno imbastito, il vaticansecondo è pieno di citazioni e quindi di ossequi alla dottrina tradizionale…Se, stando alle dichiarazioni ufficiali, la dottrina non era in questione, ben diversa era quindi la motivazione per i due Concili… ( o lo scopo di questo era di portare allo scoperto quello che da un secolo ormai bolliva in pentola e che fino allora i Papi della fede cattolica avevano doverosamente castigato perché non corrispondente alla genuina fede cristiana? )- Circostanze di postea: il concilio di Nicea ha segnato per la Chiesa il consolidamento della sua rotta dottrinale, della sua ragion d’essere: Sacramento della Salvezza del Mondo, che solo può compiersi in Cristo e per Cristo se Cristo è il Figlio di Dio, della ‘stessa natura di Dio’.— Il dopo vaticansecondo invece ci ha fatti ritrovare tutti insieme -cattolici cristiani ebrei mussulmani e quanti altri – ad adorare l’ UNICODIO creatore e sussistente!
    -A questo proposito, mi sembra del tutto fuor di posto tirare in ballo una immaginifica Regola di San Ignazio che inviterebbe oggi a “ lodare il concilio di Trento e il concilio Vaticano II, lodare l’ecumenismo e il papato, lodare il dialogo interreligioso e la missione, lodare il Vetus e il Novus Ordo Missæ…”, prima perché i se non dicono niente, secondo perché proprio l’Ordine Ignaziano volle quella missione cattolica nell’ Inghilterra di Enrico VIII e di Elizabetta esattamente in contrasto con il tenore di questa supposta regola, e proprio per mantenere viva tra i Cattolici la fede perenne della Chiesa e il Rito della Santa Messa Cattolica per quale furono pronti a sacrificarsi fino al martirio tanti protagonisti di quella Missione, da Edmund Campion a Robert Southwell ecc. ecc. Altro che dialogo che ecumenismo che lode del Common Book of Prayer, modello del Novus Ordo Missae!…Al quale proposito , mentre noi cattolici moderni riusciamo nella incredibile acrobazia di adattarci al Vetus e al Novus Ordo Missae, i nostri fratelli in ecumenismo se plaudono al Novus Ordo, non risulta proprio che abbiano cambiato idea sul Vetus. O noi pretendiamo di essere così bravi da fare insieme i cattolici e i protestanti? Sarebbe questo l’effetto dell’ adesione alla nuova fede voluta dalla “ unanimità morale di tutti i dottori della chiesa “? Infatti:
    —- “Se tutti i dottori della fede, riuniti cum Petro et sub Petro, con unanimità morale, insegnano una dottrina come rivelata da Dio, questa dottrina dovrà essere accolta dal fedele”… Appunto, ‘se’ cum Petro et sub Petro, non cum o sub Roncalli Montini Wojtyla o Ratzinger… “La unanimità morale” oltre che ‘sincronica’ ha da essere ‘diacronica’, deve ricollegarsi a Pietro e in Pietro a Cristo… Non vale più il dettato di Vincenzo di Lerins “Norma di fede è ciò che è stato creduto da tutti, dovunque e sempre”?)..In caso contrario, si ha un voltar di pagina, la fine di una stagione per l’apertura di una nuova (e che meraviglia di stagione! ), un prima da ‘Ancien régime’ e un dopo da ‘Tempi Moderni’ –(card., Suenens, non il sottoscritto…). Se così stanno le nuove cose, io mi siedo, e aspetto nuovi tempi, nuove formulazioni, non voglio impegnarmi oggi per ritrovarmi tra poco ‘demodé’

  205. Curioso scrive:

    Stephanos Scrive: January 24th, 2009 at 6:04 pm

    Ma allora è vero !

    L J C !!!

  206. Artefice1 scrive:

    raffaele savigni Scrive: January 24th, 2009 at 6:01 pm

    Prof. Savigni a proposito d’Infallibilità.

    Questa è strettamente VINCOLATA dal Sentimento Autentico (Chiamato comunemente Senso) Il quale Legittima, Essendo una Dotazione Comune?

    Oppure è una Potestà che PRE-Dilige Naturalmente?

  207. Physikelly scrive:

    Sono basito: Aldo Maria Valli ha appena distorto in maniera palese -quanto astuta- le parole di Mons Fellay “Noi siamo pronti a scrivere il Credo con il nostro sangue, a firmare il giuramento antimodernista…”, trasformandole in “Noi siamo pronti a firmare col nostro sangue il giuramento antimodernista” . Spero che l’errore sia stato frutto di una leggerezza, per quanto reprensibile. Altrimenti, non esiterei a considerare il già stimato gionalista AM Valli alla stregua dei peggiori propagandisti del III Reich, con buona pace del Rav. Rosen et al.

  208. Physikelly scrive:

    2009-01-24 19:50

    Lefebvriani: rabbino molto critico
    ‘Si esiga che vescovo Williamson ritratti sue parole su Shoah

    (ANSA) – GERUSALEMME, 24 GEN – Un rabbino israeliano critica duramente la decisione della Santa Sede di riammettere nel suo seno il vescovo lefebvriano Williamson. David Rosen, coinvolto nel dialogo tra l’Ebraismo e la Chiesa cattolica, sostiene che il prelato autore di dichiarazioni revisioniste sull’Olocausto e ‘persona chiaramente antisemita’, afferma che la sua ‘riabilitazione’ ‘e’ un passo che contamina l’intera Chiesa’ se non esige per prima cosa dal vescovo la ritrattazione di cio’ che ha detto sulla Shoah.

  209. Artefice1 scrive:

    Beati i Poveri di Spirito, non gli affamati

    ALDO MARIA VALLI «Gesù Cristo non ha organizzato campagne contro la povertà, …

    A me pare che abbia organizzato proprio la campagna contro gli A.M.Valli.

  210. Physikelly scrive:

    Aux racines du lefebvrisme : l’anti-nazisme

    La mort du père de Mgr Lefebvre au camp de Sonnenburg

    http://christus.imperat.over-blog.com/article-27099653.html

    ["si consideri che il padre di mons. Lefebvre, Réné, morì proprio in un campo di concentramento nazista, ove era stato internato per la sua attività nella Resistenza francese: si era schierato con De Gaulle, contro il governo collaborazionista di Vichy, fin dai primi momenti, dal 1940, quando la cosiddetta Francia libera era costituita da appena un pugno di irriducibili riparati a Londra"]

  211. Artefice1 scrive:

    Ammetto di non esser stato chiaro, avendo sintetizzato troppo

    A proposito della decisione del Papa qiu in discussione

    ALDO MARIA VALLI dice (probabilmente contrariato”: “”«Gesù Cristo non ha organizzato campagne contro la povertà, …”"

    Viene pure ripetuto il grido di Gesù.
    Beati i Poveri di Spirito. (non gli affamati e gli assetati, di pane o di giustizia, poco cambia.)

    Dunque
    A me pare che Gesù abbia organizzato proprio la campagna contro gli A.M.Valli.
    In fatti ritengo che:
    Testimoniare il Riconosciuto Sentimento Originale: CON-Senso, Volontà di Dio Padre Creatore, rende “poveri di spirito” ovvero la Individuale Volontà viene sotto-messa.
    Chi CON-Viene?

  212. Andrea Tornielli scrive:

    Vorrei pregare il prof. Damiani di non introdurre in questo blog – dove già non mancano opinioni stravaganti – anche le tesi negazioniste della Shoah. Le tenga per sé. Qui non interessano.
    at

  213. che aldo maria valli sia un sinistroide è un fatto.
    magari “atipico”(dati anche gli ambiendi editoriali che l’han coccolato: bellino, biondino, garbatino…)ma sempre sinistroide. e del resto sennò se lo tenevono a raitre tanti anni?
    Cmq, voglia o non voglia, in effetti il Signore non ha fatto nessuna campagna contro la povertà. Si rassegni.

  214. Curioso scrive:

    Physikelly Scrive: January 24th, 2009 at 8:37 pm

    Scusate, ma si sta facendo una gran confusione giocando su un equivoco. Le opinioni sul cosiddetto “olocausto” o “shoa” che dir si voglia non c’entrano una beata fava col deposito della Fede Cattolica.
    Cioè: l’argomento che sta tanto a cuore al rabbino-come-si-chiama è, né più né meno, che uno degli innumerevoli argomenti su cui i cattolici, come chiunque uomo o donna, possono LEGITTIMAMENTE avere posizioni diverse (anche contrapposte).
    Quindi che il vescovo della FSSPX citato la pensi in un modo e magari un altro vescovo cattolico la pensi all’opposto, non conta un fico per stabilire dell’ortodossia del primo o del secondo.
    Stiamo attenti a non farci contagiare dalle paranoie tipiche di tanti ebrei. Ricordiamoci che il cristiano, e il cattolico in primis, è uno “che giudica tutto e non è giudicato da nessuno”. Quindi, e lo dico con tutta la compassione e la carità possibili, di fronte agli ultimatum del rabbino-come-si-chiama l’unica risposta è … una bella e sonora risata !

    p.s.: a dimostrazione di quanto sopra, sottolineo che vi sono legioni di negazionisti dei molteplici olocausti del ventesimo secolo e di quelli ancora in corso nel ventunesimo (quello dei palestinesi, tanto per fare un esempio di questi giorni …) e nessuno si sogna – giustamente – di chiedere “ritrattazioni” o “autodafè”… ora, siccome il colore del sangue delle vittime di questi molteplici – e a volte non conclusi – olocausti è LO STESSO, non vedo il motivo di comportarsi diversamente di fronte a diversi casi di negazionismo …

  215. Artefice1 scrive:

    Cosimo…allora diresti che il: “Beati i Poveri di Spirito” me lo sono inventato io?

    Amabile Dott. Tornielli.
    So benissimo di non essere adeguato, disdegnando i significati.
    Ma mi chiedo sempre più pressantemente, quale possa essere la ragione che non confuta i miei spunti, ammettendo che tutti siano alla ricerca della PER-Fezione.

  216. Vincenzo scrive:

    @Ubi Humilitas, ibi Sapientia…
    1) I Tradizionalisti, non si “opporranno” ai Neo-Cat, ma faranno da utile “contrappeso”. Infatti, fino ad oggi, a fronte di uno sfrenato progressismo/innovazionista, la Tradizione, non aveva più “cittadinanza” nella quotidianità della Chiesa di Roma.
    2)Quindi, non “Cattivi”(Neo-Cat)…contro Buoni(Tradizionalisti), ma, più semplicemente, non più un corpo monco, ma un corpo con “due …braccia”, quindi più equilibrato, perchè, benchè queste siano orientate in diverse direzioni, tuttavia rispondono agli ordini dell’unico Cervello e concorrono a nutrire e a servire l’unico corpo di cui sopra….
    3) Perciò, niente Guerra… (almeno per me), in quanto basta poter dire…”Roma locuta est, causa finita”, infatti, ora, amare la Chiesa “di sempre”, quella che avevo conosciuto oltre mezzo secolo fa, non è più una “azione” riprovevole, solo per vecchi fissati, o giovani invasati da sentimenti clerico-fascisti(…).
    Mi pare poi, che, Mons. De Fallay, li abbia spiegati alquanto chiaramente, questi concetti.

    Comunque, in conclusione, sono contento per i “Lefebvriani”, ma anche per tantissimi di noi che, pur “rimasti” nella Chiesa “normale”, dovevano subire, a motivo del proprio attaccamento alla Tradizione, sguardi di commiserazione e risolini cretini(e progressisti). Ora, tutto questo, non ha più cittadinanza nella Chiesa di Roma.
    I Cattolici Neo-Cat facciano i Cattolici Neo-Cat e i Tradizionalisti, continuino ad essere Cattolici e basta.

    L.J.C.

  217. artefice, forse mi son spiegato male.non ce l’avevo con te ma col vaticanista da te citato.

    piuttosto, mi chiedo, forse veramente per la prima volta indignato: come si fa a sostenere la tesi negazionista e sopratutto postarla qui dentro in un blog cattolico? Noi tutti amiamo israele e non possiamo non amarlo e non mi si venga a dire che sostenere quelle bizzarre tesi non implichi necessariamente essere anti-israele.
    Queste sono le cose che poi fan sorgere comprensibili ed umane perplessità riguardo certi ambienti tradizionalisti.

    (per favore, che non si dica che non mi INCHINO CON GIOIA all’accoglienza donata dal Papa alla Fraternità San Pio X. io mi riferisco a coloro i quali, nazifasciduripurilatinorumisti,
    di tale immenso gesto di CARITA,
    se ne fregano!
    Perche, costoro, amavano gridar “à la guerre, à la guerre!!”-anche la terminologia era bellicosa e bellica.
    Inutile dire chi era (E’) il nemico per costoro.

    Bella gatta da pelare
    per Fellay
    (e coloro che amano sinceramente LA CHIESA)
    aver codesti fanatici e pericolosi soggetti
    nelle proprie fila!!!

  218. Artefice1 scrive:

    Cosimo….neppure ho immaginato, tu potessi avercela con me.

    Ho inteso correggere, perché così mi sembra, questa tua proposizione.

    “”….in effetti il Signore non ha fatto nessuna campagna contro la povertà. Si rassegni.”"

    Esistendo i: “Beati i poveri in spirito” (da capire) mi sembra proprio falsa, la tua sparata.
    di spirito: col significato di propria Volontà.
    in spirito: Immersi nel concreto attraente naturale contesto, che ispira.

    Posso passare?

  219. filippo scrive:

    Alcuni anni or sono lessi un bel libro di Messori, “Qualche ragione per credere”. In esso si riconduceva la nostra fede cattolica alla “filosofia” dell’ et….et…
    Noi, in definitiva, non disdegniamo di cercare la coincidenza degli opposti, che convivono in una continua tensione dialettica.
    Per il cattolico, Dio è Uno e Trino, Gesù è vero Dio e vero uomo, la Chiesa è Corpo Mistico di Cristo e istituzione umana, è visibile e invisibile, in essa convivono libertà e obbedienza, clero e laici.
    Potrei continuare con queste coppie quasi inconciliabili, ma voglio arrivare alla conclusione: la Chiesa dell’ et…et.. ha spazio anche per i tradizionalisti, accanto ad altri movimenti.
    Ed il Nostro Papa lo ha capito, da fine teologo qual è.

  220. Naturalmente concordo pienamente con Filippo.
    Buona domenica a tutti!

    (occhio all’abbronzato.persino padre Livio ormai si è -GIUSTAMENTE- pronunciato. Quindi, cari “infatuati” dell’uomo perfetto, riflettete. e venite qui:
    http://www.facebook.com/editphoto.php?oid=46532544131&success=1&failure=0#/group.php?gid=46532544131

  221. Roberto scrive:

    Posso solo dire una volta Hitler-Jugend sempre una Hitler-Jugend! C’ e’ poco da stare allegri: l’ antisemitismo cattolico sta tornando in auge.
    Per fortuna nel mondo la Chiesa conta sempre meno e puo’ oramai essere parificata ai Talibani, Ahmadidinejaddad e fondamentalisti vari.
    In fatto di etica e morale siamo tornati nel buio dell’ inquisizione.
    A questo club non bisogna dare niente dalle nostre tasse.

  222. Andrea Tornielli scrive:

    Qualcuno di voi, chiedendomi poi di cancellare il commento, mi ha rimproverato per il mio rifiuto di confrontarmi con le tesi negazioniste sull’Olocausto. Non mi sento in gradi di dare lezioni a nessuno. Credo però di aver preso – con quattro libri dedicati a Pio XII – delle posizioni non sempre “politically correct”, ogni qual volta ne ero convinto.
    Ebbene, la tesi negazionista non mi interessa non perché io abbia paura ad affermarla, ma perché la reputo una corbelleria. Non mi hanno mai appassionato le diatribe sui conteggi dei milioni di morti, né ho mai mancato di trattare di altri genocidi (come quello armeno). Affermare che le camere a gas non sono mai esistite e che gli ebrei morti nei lager (forse di freddo, nonostante i buoni nazisti li nutrissero e li scaldassero a dovere?) siano stati 300mila, è una stupidaggine, un insulto all’intelligenza prima ancora che alla memoria dei morti.

  223. Artefice1 scrive:

    Dott Tornielli………avrei una proposta.

    Destinare periodicamente coloro che negano l’Olocausto e i campi di sterminio, alla manutenzione dei campi stessi.
    Chi può sapere se nel rasare l’erba, qualche profumo possa ispirarli?

  224. Tradizionalista scrive:

    Ho appena assistito ad una Santa Messa di ringraziamento per il ritorno a casa dei fratelli lefebvriani. Oggi, con le stesse intenzioni, reciterò il Rosario. E metterò nelle mani di Gesù anche la richiesta che questi fratelli approvino finalmente il Concilio tornando non ad una semplice unità ma ad una piena unità con la Chiesa di Cristo.

  225. Paolo scrive:

    Il Papa è stato grande! Togliendo la scomunica ai fratelli lefebvriani ha dato l’opportunità ai molti sacerdoti e fedeli che amano il rito antico ad esprimere liberamente nei seminari, nelle diocesi e nelle parrocchie il loro desiderio di celebrare la Santa Messa Tridentina.
    Coraggio e forza a tutti voi carissimi sacerdoti e seminaristi che siete stati in questi anni soggiogati, intimoriti dai vostri colleghi e dai non pochi vescovi.
    Grazie Papa Benedetto XVI, il Signore ti conceda lunga vita e salute perchè tu possa riportare la Chiesa nell’unità e nella tradizione che ci hanno trasmesso i nostri vecchi.
    Sia lodato Gesù Cristo.

  226. Reginaldus scrive:

    sì, lo sappiamo Prof. Damiani, non si può toccare il dogma della Shoà, non si può indagare sulla questione delle Pasque di Sangue (fosse anche da parte di uno studioso ebraico), non si può nemmeno alzare un’ombra che possa contrastare i Fratelli Maggiori – e perché allora sarebbero ‘Maggiori’ ?…- ). e quindi pregare dobbiamo come a loro piace, pensare come loro ci dicono, fare quello che loro ci chiedono…, perché altrimenti piovono i fulmini, scatta la Macchina Inquisitoriale – questa sì legittima, sacrosanta – entrano in azione i gendarmi del loro Indice dei Libri Proibiti e via di mezzo, cioè dagli scaffali delle librerie, i libri che non si inquadrano nella moderna ortodossia: come “Pasque di Sangue” di A. Toaff, come gli “Ebrei e la Chiesa” di Vitaliano Mattioli ( andatelo a leggere,se volete sapere e avete il coraggio dell’ onestà…, lo trovate ancora presso Effedieffe)…

  227. Victor scrive:

    @ Vincenzo
    Comunque, in conclusione, sono contento per i “Lefebvriani”, ma anche per tantissimi di noi che, pur “rimasti” nella Chiesa “normale”, dovevano subire, a motivo del proprio attaccamento alla Tradizione, sguardi di commiserazione e risolini cretini(e progressisti). Ora, tutto questo, non ha più cittadinanza nella Chiesa di Roma.
    I Cattolici Neo-Cat facciano i Cattolici Neo-Cat e i Tradizionalisti, continuino ad essere Cattolici e basta.
    ………………

    in linea di massima sono d’accordo, ma noto con non poco allarmismo che di una setta giudeo-luterano-gnostica possa ora dirsi “facciano i cattolici” sia pure NC… quanto al cessato embargo sui tradizionalisti (parlo degli amanti della Tradizione cattolica autentica, non degli ideologi che esistono anche tra essi) non posso che gioirne

  228. Curioso scrive:

    Artefice1 Scrive: January 25th, 2009 at 8:38 am

    Bravo !

    Già che ci siamo faccio anch’io una proposta:
    “Destinare periodicamente coloro che negano l’Olocausto [dei palestinesi a Gaza] alla [cura dei feriti e al seppellimento dei morti].
    Chi può sapere se [nel curare i mutilati], qualche [visione delle sofferenze inflitte] possa ispirarli?”

    C’è solo un piccolo ostacolo a una simile proposta, questo:

    http://www.irishtimes.com/newspaper/world/2009/0121/1232474670505.html

  229. Curioso scrive:

    Reginaldus Scrive: January 25th, 2009 at 11:46 am

    Birichino, che citazioni fa ? Di che siti, poi ?!?

  230. Curioso scrive:

    A proposito, visto che questo sito è frequentato da persone molto – come dire – “sensibili” ai dolori, rimostranze, richieste, desiderata, ultimatum, turbamenti, e chi più ne ha più ne metta, di rabbini vari, pensando di fare cosa gradita alla loro sensibilità d’animo posto qui sotto il link ad un articolo di un … rabbino (e chi altri ?):

    http://www.lrb.co.uk/v31/n02/print/sieg01_.html

    Buona lettura !

  231. Reginaldus scrive:

    lei , #Filippo, si sente di sostenere- lasciamo stare Hegel (dai cui (s)ragionamenti sappiamo che cosa è derivato: per esempio, quel nazismo della cui negazione qui tanti si scandalizzano..) – che il bianco è in sé identico al non bianco? No, penso, “per la contraddizion che nol consente”. Ma Dio Uno e Trino, Gesù Uomo e Dio ecc. non sono coppie di ‘contrari’: se fossero dei contrari, il mistero di Dio sarebbe contra rationem e dove finirebbe tutto la decantata armonia tra fede e ragione? Ma il Vetus Ordo Missae e il Novus Ordo , , per fare un esempio, sono due contrari: o accetti l’uno o accetti l’altro, tertium non datur. Infatti i Luterananglicani accettano il Novus Ordo, ma non ci pensan nemmeno di accettare il Vetus: vuol dire che per lo meno non sono uguali e non possono godere insieme della proprietà transitiva…Ma noi cattolici, col nostro Capo a Roma, a quale logica ci siamo votati?

  232. bruno volpe scrive:

    cari amici segnalo su http://www.pontifex.roma.it intervista a don Pagliarani grazie bv

  233. Artefice1 scrive:

    Reginaldus…..che dici????….ti sei perso la Ragione?

    “”lei , #Filippo, si sente di sostenere- lasciamo stare Hegel (dai cui (s)ragionamenti sappiamo che cosa è derivato: per esempio, quel nazismo della cui negazione qui tanti si scandalizzano..) – che il bianco è in sé identico al non bianco? No, penso, “per la contraddizion che nol consente”. Ma Dio Uno e Trino, Gesù Uomo e Dio ecc. non sono coppie di ‘contrari’: se fossero dei contrari, il mistero di Dio sarebbe contra rationem e dove finirebbe tutto la decantata armonia tra fede e ragione?”"

    Guarda che i poli contrari sono: Positivo + e Negativo -, come dire Bene e Male.

    Dio Padre Creatore Eterna Misericordia, c’ha Donato l’Universo. (direi un Bene)
    Il Figlio per far capire l’Amore all’Unamità Individuale c’ha Donato l’Esistebza (Tempo Purificato), garantendoci La Vita. (affermerei un Bene)
    Lo Spirito Santo ci CON-Sente la Relazione e PER-mette Determinare pure le sciocchezze, tanto per Vivere o Morire. (la Libertà riterresti possa Essere un BeneBene Assoluto?)

    Dove e come trovi una contraddizione, temendo un Male?
    Il Male é un PRODOTTO.

    Ora tira un pò tu le somme.

  234. Cherubino scrive:

    @Mandis, forse non ci capiamo o non mi esprimo bene io… comunque, repetita iuvant:
    - il papa può autonomamente dichiarare infallibilmente un dogma e questo dogma è stato a sua volta dichiarato per la prima volta nel Concilio Vaticano I;
    - la Chiesa, riunita in un valido concilio ecumenico può dichiarare infallibilmente un dogma; questa era la norma prima del Concilio Vaticano I.
    Quindi in ENTRAMBI i casi è presente l’infallibilità. Tanto è vero che Pio IX convocò il Concilio vaticano I proprio per dirimere le polemiche relative al dogma della Immacolata Concezione, dichiarato dal solo papa, ritenendo che se il Concilio ecumenico avesse sancito una volta per tutte l’infallibilità individuale del papa nessuno avrebbe potuto più negarla. Questo perchè era pacifico che il Concilio ecumenico fosse infallibile nel dichiarare un dogma.

  235. Cherubino scrive:

    basta leggere il testo della revoca per capire che questo atto, revocando la scomunica prendendo atto di una dichiarazione di Fellay, a nome della FSSPX, in cui si dichiara il desiderio di unità e una generica obbedienza alla Chiesa, non è ancora una dichiarazione di piena comunione:
    “giungere presto a una piena e soddisfacente soluzione del problema posto in origine”
    “Si auspica che questo passo sia seguito dalla sollecita realizzazione della piena comunione con la Chiesa”
    “con la Chiesa di tutta la Fraternità San Pio X, testimoniando così vera fedeltà e vero riconoscimento del Magistero e dell’autorità del Papa con la prova dell’unità visibile.”

    Fa piacere il fatto che i quattro vescovi dicano “Noi accettiamo i suoi insegnamenti con animo filiale”, ritirando così ogni rifiuto del Concilio Vaticano II e delle encicliche dei papi da Giovanni XXIII in poi, che sono parte fondamentale dell’insegnamento della Chiesa. Chiaramente, come saggiamente dice il decreto di revoca, ci si attende “prova dell’unità visibile” della “vera fedeltà” e del “vero riconoscimento del magistero”.

  236. Vincenzo scrive:

    …i quattro Vescovi. ora devono accettare il Concilio Vat.II … .
    A parte la fissazione dei Progressisti, di imporre sempre, a qualcuno, per essere riconosciuto “uguale”, di accettare il loro punto di vista sulle cose più disparateogni cosa, “sia sulla Storia, sia sulla Liturgìa, che sul Concilio” ( e chi vuol capire, capisca…), credo e spero che, questa storia dello “spirito” del Concilio, (male o bene interpretato, non si sa…), venga ora ad essere discusso, una volta per tutte.
    Infatti, se i nostri Fratelli Lefebvriani, come si sono impegnati a fare, dovranno accettare anche quanto Sua Santità dirà a proposito dello “spirito” suddetto, sarà giocoforza obbligatorio puntualizzare, nero su bianco, cosa si deve accettare, perchè lo si deve accettare, e come lo si deve accettare… … . Detto questo, (poichè come diceva San Josemarìa…”una cosa è la santa coazione, e ben altra cosa è la …vendetta”-Forgia 847), non sono quindi per nulla convinto che, alla fine, sarà lo “spirito conciliare, secondo l’interpretazione bugniniana”, ad ispirare la stesura dell’Atto finale di questa lunga e travagliata stagione post concilare.

    PS)

    Olocausto sì Olocausto no… . Poichè la Persecuzione degli Ebrei da parte del Regime Nazista, è incontestabilmente esisitita, sarebbe il caso, semmai, per ciò che attiene all’Olocausto, di lasciar lavorare in pace gli Storici “veri”, aprendo loro tutti gli Archivi di tutti i paesi (USA e ex-URSS in primis), senza lanciare anatèmi preventivi e, pretendere, come si è detto, degli assurdi autodafè si cifre che, prima, subito dopo la Guerra, erano migliaia, poi centinaia di migliaia, poi un milione … poi molti milioni… Insomma, poichè è la stessa storia che è capitata per Dresda, ma al contario, non sarebbe il caso di “vederci chiaro” una volta per tutte (o, forse, è meglio continuare ad accapigliarsi… ? …) .

  237. Marina scrive:

    Per Curioso
    Dove posso trovare la traduzione in italiano del link da lei postato?
    Non conosco l’inglese,se mi può dare una mano.
    La ringrazio.Buona sera

  238. Cherubino scrive:

    ora Vincenzo mi diventa pure relativista … buttarla sul “ora volgiono imporre questo o quello” oppure “ora si deve essere tutti uguli” infatti sono i tipici discorsi da relativisti. La cosa è molto più semplice: nessuno obbliga nessuno a far parte della Chiesa, ma da sempre chi vuole farne parte ne accetta il Magistero, specie in quella parte certa per dogma o per reiterata conferma da parte dei papi.
    E siccome, per entrambi i motivi, il Concilio Vaticano II è magistero certo, e poiche è stato il principale elemento alla base dello scisma, è chiaro che il rientro dei lefevbriani nella Chiesa richiede l’accoglienza anche e soprattutto di questo magistero.

  239. Reginaldus scrive:

    Perché, se crea così grande scandalo la riduzione delle vittime dell’ Olocausto non dico di venti volte ma anche solo della metà, non crea altrettanto scandalo la riduzione delle vittime di Dresda di dieci volte, in un sol colpo??? perché se tanta indignazione suscita ancora il ricordo delle nefandezze naziste- e queste ci vengono ripetutamente e ogni anno riproposte nei film e nei documentari, in questo mese consacrato alla Memoria, non altrettanta indignazione suscita la furia criminale di un W. Churchil che affermava. “’Non voglio nessun suggerimento su come distruggere obbiettivi militarmente importanti vicino a Dresda. Voglio suggerimenti su come possiamo arrostire i 600.000 profughi che si sono rifugiati da Breslau a Dresda” o, questa volta senza accorgersi che la maschera gli era caduta terra, “Dovete capire che questa guerra non è contro Hitler o contro il nazionalsocialismo, ma contro la forza del popolo tedesco, che deve essere stroncato una volta per tutte, a prescindere che sia nelle mani di Hitler o di un gesuita.”- Emrys Hughes, Winston Churchill – His Career in War and Peace–( e rimango al contenzioso Germania nazista e Gran Bretagna campionessa di democrazia…). Forse il motivo è che i grandi numeri e le canne fumarie servono egregiamente al mito salvifico del Popolo Messia Vittima o, come altri dice più prosaicamente, ai vantaggi della Grande Industria dell’ Olocausto?
    —————-
    @ Curioso: non credo d’avere fatto citazioni, se sì, mi dica quali e dove (in questo post sì, ne faccio due).
    #@ Artefice, intanto non mi rivolgevo a lei, e non saprei come fare a ragionare con gente come lei, lo ammetto; secondo, se mi vuol rispondere, legga e capisca quello che ho scritto, se può.

  240. Artefice1 scrive:

    Cherubino….in fatto di relativismo mi pare che competi perseverando.
    Anche tu Ignori costantemente mezza Persona.

  241. raffaele savigni scrive:

    Prof. Savigni a proposito d’Infallibilità.

    “Questa è strettamente VINCOLATA dal Sentimento Autentico (Chiamato comunemente Senso) Il quale Legittima, Essendo una Dotazione Comune?
    Oppure è una Potestà che PRE-Dilige Naturalmente?”.
    Confesson che questo post mi sembra alquanto nebuloso. Secondo il Vaticano I (richiamato dal Vaticano II) l’infallibilità papale “ex cathedra” interpreta con un atto formale (come la proclamazione di un dogma) la tradizione autentica ed il “sensus fidei” dell’intera comunità cristiana. L’infallibilità è una manifestazione dell’”indefettibilità” della Chiesa universale, che come tale non può mai errare sulle verità fondamentali.
    Per questo la tesi di mons. Lefevre (quella di un tralignamento della Chiesa e del Papato col Vaticano II) non è cattolica.Solo un passo indietro rispetto a tale affermazione potrà portare alla piena comunione.
    Da parte mia non fatrò mai il giuramento antimodernista: non perché cndivida le idee del modernismo, ma perché non approvo l’orizzzonte integrista e persecutorio entro il quale fu introdotto.

  242. Physikelly scrive:

    Papa andrà in Israele, malgrado rabbia per vescovo negazionista

    domenica, 25 gennaio 2009 6.22

    GERUSALEMME/ROMA (Reuters) – Papa Benedetto visiterà Israele in maggio come previsto, ha detto un portavoce governativo, malgrado la rabbia delle comunità ebraiche mondiali per la decisione vaticana di riabilitare un vescovo che aveva negato l’esistenza delle camere a gas durante l’Olocausto in cui morirono sei milioni di ebrei.

    Il museo e memoriale nazionale dell’Olocausto in Israele ha definito “scandalosa” la decisione di Benedetto di revocare la scomunica del vescovo britannico Richard Williamson, il quale ha affermato che non ci furono camere a gas e che solo 300.000 ebrei morirono nei campi di concentramento nazisti durante la Seconda guerra mondiale.

    Un portavoce del ministero degli Esteri israeliano ha detto tuttavia che la prevista visita del pontefice in Israele a maggio non è in forse.

    “Riteniamo che la questione della scomunica o non scomunica di un membro della chiesa cattolica romana sia una questione interna alla chiesa”, ha detto Robert Rozet del memoriale dell’Olocausto Yad Vashem a Gerusalemme.

    “Tuttavia, giudichiamo scandaloso che un membro della chiesa ad un livello così alto neghi apertamente l’Olocausto”, ha detto Rozet.

    Il portavoce del ministero degli Esteri israeliano, Yigal Palmor, alla domanda se la decisione del Papa avrà un effetto sulla visita in programma, ha risposto: “No, questo non ha niente a che fare con i rapporti tra stati”.

    Williamson è uno dei quattro vescovi tradizionalisti che erano stati espulsi dalla chiesa cattolica nel 1988 per essere stati ordinati senza il permesso del Vaticano.

    “Le dichiarazioni fatte dal vescovo Williamson a proposito dell’Olocausto sono davvero inaccettabili, non rispondono al pensiero del Papa, della massima parte della chiesa cattolica né al pensiero di tutte le persone ragionevoli”, ha detto oggi a Reuters padre Federico Lombardi, portavoce del Vaticano

    “Per fortuna non corrispondono neppure al pensiero della massima parte della comunità e fraternità spirituale San Pio X con cui si sta facendo il cammino di riconciliazione in cui si colloca l’abolizione della scomunica”.

    © Reuters 2009.

    http://www.borsaitaliana.reuters.it/news/newsArticle.aspx?type=topNews&storyID=2009-01-25T172145Z_01_MIE50O08Q_RTROPTT_0_OITTP-PAPA-ISRAELE-VIAGGIO.XML

  243. Physikelly scrive:

    IL CASO WILLIAMSON E IL VATICANO

    Si può perdonare un negazionista?

    ALDO MARIA VALLI

    Era il novembre scorso, giorno di tutti i santi, quando il vescovo tradizionalista inglese Richard Williamson ordinò diacono in Germania Sten Sandmark, uno svedese la cui conversione dal luteranesimo al cattolicesimo aveva suscitato polemiche in Svezia. Sandmark, infatti, non solo passava alla Chiesa di Roma, ma addirittura entrava a far parte della Fraternità San Pio X, fondata proprio il primo novembre del 1970 a Friburgo dal vescovo Marcel Lefebvre. Dato il clamore suscitato in Svezia, la consacrazione di Sandmark fu seguita da un giornalista televisivo di Stoccolma, che al temine della cerimonia intervistò Williamson e portò il suo interlocutore, fra l’altro, sulla questione dei crimini nazisti. Fu a questo punto che il vescovo, dopo un attimo di perplessità, disse di non credere che sei milioni di ebrei vennero uccisi nelle camere a gas. Incredulo, il giornalista rifece la domanda e il vescovo ribadì: «La penso così, le camere a gas non sono mai esistite».
    Williamson, molto esplicito, spiegò di stare con i “revisionisti”, secondo i quali nei campi di sterminio morirono non più di trecentomila ebrei, ma nessuno nelle camere a gas, e si addentrò anche nei particolari tecnici (come l’altezza dei camini e la tenuta delle porte) per cui, a suo giudizio, l’uccisione di sei milioni di persone fu impossibile.
    Le sue affermazioni furono inserite in un documentario di un’ora andato in onda alla televisione svedese Svt1 il 21 gennaio scorso, all’interno di un programma intitolato Il compito della revisione, e subito il Consiglio centrale degli ebrei in Germania chiese l’apertura di un’inchiesta legale a carico di Williamson, perché negare l’olocausto in Germania è reato.
    Le parole di Williamson, ha commentato Der Spiegel raccontando l’intera vicenda, «potrebbero danneggiare le relazioni già tese tra i cattolici e gli ebrei», ma il giornale tedesco non immaginava che di lì a pochi giorni una fuga di notizie dal Vaticano avrebbe rivelato che Benedetto XVI ha deciso di togliere la scomunica a quattro vescovi tradizionalisti consacrati da Lefebvre e che uno dei quattro è proprio Richard Williamson.
    Questo monsignore inglese, poliglotta, 67 anni, diplomato a Cambridge, ordinato sacerdote da Lefebvre nel 1976 e vescovo dodici anni più tardi, non ha mai risparmiato le critiche a Benedetto XVI, nemmeno dopo la decisione papale di liberalizzare la messa secondo l’antico rito. In un’intervista rilasciata due anni fa diede a papa Ratzinger del “modernista” con questa argomentazione: «Se un modernista è qualcuno che vuole adattare la Chiesa cattolica al mondo moderno, certamente Benedetto XVI lo è.
    Egli crede sempre che la Chiesa debba riappropriarsi dei valori della rivoluzione francese. Forse egli ammira il mondo moderno meno di Paolo VI, ma lo ammira ancora fin troppo. I suoi vecchi scritti sono pieni di errori modernisti ».
    Non contento, Williamson ha definito il papa “eretico” perché, «essendo il modernismo la sintesi di tutte le eresie, Ratzinger supera di gran lunga gli errori protestanti di Lutero». E ancora: «I tanti cattivi frutti dei pontefici conciliari, Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo II e adesso Benedetto XVI, provano che si tratta di cattivi pontefici. In questa crisi senza precedenti nella storia della Chiesa sono proprio le autorità supreme della Chiesa, e in particolare il vicario di Cristo, che sono invasi dall’eresia modernista.
    Questi papi conciliari sono ingannati in profondità dal mondo moderno».
    Con le dichiarazioni di Williamson si potrebbe continuare a lungo, sicché è comprensibile lo sconcerto suscitato dalla notizia, diffusa da alcuni organi di stampa, secondo cui il Vaticano starebbe per emanare il decreto con cui il papa revoca la scomunica contro Williamson e altri tre vescovi ordinati da monsignor Lefebvre nel 1988 senza l’approvazione pontificia.
    Da tempo il Vaticano sta cercando di riportare all’ovile le pecorelle tradizionaliste tanto che un’apposita commissione, denominata Ecclesia Dei e guidata dal cardinale Dario Castrillon Hoyos, è al lavoro proprio per questo. Le trattative sono molto faticose perché i discepoli di monsignor Lefebvre sembrano voler alzare continuamente la posta, ma il papa ha dimostrato una pazienza infinita e dopo l’incontro avvenuto a Castelgandolfo il 29 agosto 2005 con monsignor Bernard Fellay, lo svizzero attualmente a capo della Fraternità San Pio X, la mossa decisiva in vista della riunificazione è stata la liberalizzazione della messa in latino secondo il rito di san Pio V, ovvero il rito precedente alle innovazioni introdotte dal concilio Vaticano II e dal nuovo messale di Paolo VI.
    Pur avendo scontentato molti nella Chiesa e anche nei sacri palazzi vaticani, le aperture di Benedetto XVI verso i lefebvriani sono continuate perché il papa ritiene che questa sia l’unica politica adottabile per sanare la ferita.
    Ora, però, la fuga di notizie circa la revoca della scomunica, proprio nel momento in cui dalla Germania e dalla Svezia rimbalzano le incredibili dichiarazioni di Williamson, arriva come un macigno che si abbatte con fragore sia sul difficile dialogo tra Santa Sede e mondo ebraico sia sul lungo e complicato lavoro di ricucitura con i tradizionalisti, tanto che alcuni osservatori ritengono la diffusione di queste informazioni per niente casuale. Qualcuno avrebbe di proposito lasciato uscire dal Vaticano la decisione del papa di revocare la scomunica per bloccare tutto e riportare in alto mare la manovra di rientro dei lefebvriani nell’ovile romano, manovra che avrebbe previsto come passo successivo quello di dare alla Fraternità di Pio X un riconoscimento giuridico all’interno della Chiesa cattolica.
    Per Benedetto XVI si tratta del secondo scacco subito nel tormentato rapporto con i lefebvriani. Nel 1988 monsignor Lefebvre consacrò i quattro vescovi dopo aver rifiutato un accordo già siglato proprio con l’allora cardinale Ratzinger, e a quel punto per Giovanni Paolo II fu impossibile non comminare la scomunica.

    http://www.europaquotidiano.it/site/guarda.asp?id=43403

  244. Cherubino scrive:

    da http://www.asianews.it/index.php?l=it&art=14305&size=A

    Benedetto XVI ha infine rammentato che “il 25 gennaio del 1959, esattamente cinquant’anni or sono, il beato Papa Giovanni XXIII manifestò per la prima volta in questo luogo la sua volontà di convocare ‘un Concilio ecumenico per la Chiesa universale’ (nella foto: papa Roncalli si reca all’apertura del Vaticano II). Fece questo annuncio ai Padri Cardinali, nella Sala capitolare del Monastero di San Paolo, dopo aver celebrato la Messa solenne nella Basilica”. Al Vaticano II, ha ricordato Benedetto XVI si deva anche “un fondamentale contributo all’ecumenismo, condensato nel Decreto Unitatis redintegratio”. “L’atteggiamento di conversione interiore in Cristo, di rinnovamento spirituale, di accresciuta carità verso gli altri cristiani ha dato luogo ad una nuova situazione nelle relazioni ecumeniche. I frutti dei dialoghi teologici, con le loro convergenze e con la più precisa identificazione delle divergenze che ancora permangono, spingono a proseguire coraggiosamente in due direzioni: nella ricezione di quanto positivamente è stato raggiunto e in un rinnovato impegno verso il futuro”.

    “Rimane aperto davanti a noi l’orizzonte della piena unità. Si tratta di un compito arduo, ma entusiasmante per i cristiani che vogliono vivere in sintonia con la preghiera del Signore: ‘che tutti siano uno, affinché il mondo creda’ (Gv 17,21). Il Concilio Vaticano II ci ha prospettato che ‘il santo proposito di riconciliare tutti i cristiani nell’unità della Chiesa di Cristo, una e unica, supera le forze e le doti umane’ (UR, 24). Facendo affidamento sulla preghiera del Signore Gesù Cristo, e incoraggiati dai significativi passi compiuti dal movimento ecumenico, invochiamo con fede lo Spirito Santo perché continui ad illuminare e guidare il nostro cammino”.

  245. Physikelly scrive:

    ALLOCUZIONE DEL SANTO PADRE GIOVANNI XXIII
    CON LA QUALE ANNUNCIA
    IL SINODO ROMANO,
    IL CONCILIO ECUMENICO
    E L’AGGIORNAMENTO DEL
    CODICE DI DIRITTO CANONICO

    Domenica, 25 gennaio 1959

    Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri,

    Questa festiva ricorrenza della Conversione di San Paolo, radunandoci qui intorno alla tomba dell’Apostolo, presso la sua Basilica insigne, Ci ha suggerito di aprire l’animo Nostro confidente alla vostra bontà e comprensione circa alcuni punti più luminosi di attività apostolica, che questi tre primi mesi di presenza e di contatto con l’ambiente ecclesiastico Romano Ci hanno suggerito.

    Ci sta innanzi la sola prospettiva del bonum animarum e di una corrispondenza ben netta e definita del nuovo Pontificato con le spirituali esigenze dell’ora presente.

    Sappiamo che da molte parti amiche e fervorose, e da altre malevole, o incerte, si guarda al nuovo Papa in attesa di ciò che di più caratteristico si è in diritto di attendere da Lui.

    È ben naturale che sul tessuto della quotidiana attività, che accoglie le più accresciute e le ordinarie manifestazioni del compito pastorale, venga fissato qualche punto più distinto, quasi a segnare la nota, se non la principale e la sola, però una delle più espressive della fisionomia di un Pontificato, che sta prendendo il suo posto più o meno felicemente nella storia.

    Ebbene, Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri, ripensando al duplice compito affidato ad un Successore di San Pietro, apparisce subito la duplice sua responsabilità di Vescovo di Roma e di Pastore della Chiesa universale. Due espressioni di una sola investitura sovrumana: due attribuzioni che non si possono scindere, che si debbono anzi comporre tra loro, ad incoraggiamento e ad edificazione del clero e di tutto il popolo cristiano.

    Ecco innanzitutto Roma: nel corso di quaranta anni completamente trasformata in tutt’altra città da quando la conoscemmo nella Nostra giovinezza. Qua e là ancora si scorgono le sue linee architettoniche fondamentali più vetuste, che talora costa qualche pena il rintracciare, soprattutto alla periferia avviluppata ormai in un agglomerato di case, di case, di case, di famiglie, di famiglie, qui convenute da ogni parte del continente Italico, dalle isole circostanti, e si può dire da tutta la terra. Un vero alveare umano da cui si svolge un brusìo ininterrotto di voci confuse, in cerca di accordi, che facilmente si intrecciano e si disfanno, rendendo faticoso e lento lo sforzo di unificazione di spiriti e di energie costruttive per un ordine corrispondente alle esigenze della vita religiosa, civica e sociale dell’ Urbe.

    Il Signor Cardinale Vicario Ci ha messo con grande diligenza al corrente della situazione spirituale di Roma dal punto di vista della pratica religiosa, dell’assestamento delle varie istituzioni di carattere parrocchiale, di culto, di assistenza, di istruzione cristiana: e Ci piace cogliere questa occasione per rendere omaggio alla realtà di uno sforzo commendevole, suo e dei suoi collaboratori, alacre ed incessante di vigilanza e di apostolato, esercitato dal vertice alla periferia da parte del clero secolare e regolare, fino ai collaboratori delle Associazioni cattoliche, con intenzioni rette e chiare di ciascuno, con operosità costante e sincera.

    Accade per altro di dover constatare che l’episodio evangelico delle turbe chiamate a seguire il Signore e ad accostarsi a Lui, ma incapaci ed impotenti a trovarsi il cibo nutriente della grazia, si rinnova e tocca il cuore ansioso del pastore. Pochi pani: pochi pesci: « quid sunt inter tantos? ». Con questo accenno è detto tutto: quanto ad un incremento di energie, di coordinazione di sforzi individuali e collettivi atti a produrre, con l’aiuto del Signore, una coltivazione spirituale intensa, per una produzione più copiosa e felice di frutti benefici e santi nel senso dell’« adveniat regnum tuum », in un fervore di vita parrocchiale e diocesana più feconda.

    Che se il Vescovo di Roma allarga lo sguardo Suo sul inondo tutto intero del cui governo spirituale è fatto responsabile per la divina missione affidataGli della successione del supremo apostolato, oh! lo spettacolo: lieto da una parte dove la grazia di Cristo continua a moltiplicare frutti e portenti di spirituale elevazione, di salute e di santità in tutto il mondo: e triste dall’altra innanzi all’abuso e al compromesso della libertà dell’uomo, che non conoscendo i cieli aperti, e rifiutandosi alla fede in Cristo Figlio di Dio, redentore del mondo e fondatore della Santa Chiesa, si volge tutto alla ricerca dei cosiddetti beni della terra, sotto la ispirazione di colui che il Vangelo chiama principe delle tenebre, principe di questo mondo — come lo qualificò Gesù stesso nell’ultimo suo discorso dopo la Cena — organizza la contraddizione e la lotta contro la verità e contro il bene, la posizione nefasta che accentua la divisione fra quelle che il genio di Sant’Agostino chiama le due città, mantenendo sempre attivo lo sforzo della confusione per ingannare, se possibile, anche gli eletti, per trarli a rovina.

    A colmo di sventura per la schiera dei figli di Dio e della Santa Chiesa si aggiunge la tentazione e l’attraimento verso i vantaggi di ordine materiale che il progresso della tecnica moderna per sé indifferente — ingrandisce ed esalta.

    Tutto ciò — diciamo, questo progresso — mentre distrae dalla ricerca dei beni superiori, infiacchisce le energie dello spirito, conduce al rilassamento della compagine della disciplina e del buon ordine antico, con grave pregiudizio di ciò che costituì la forza di resistenza della Chiesa e dei suoi figli agli errori, i quali in realtà sempre nel corso della storia del cristianesimo, portarono a divisioni fatali e funeste, a decadimento spirituale e morale, a rovina di nazioni.

    Questa constatazione desta nel cuore dell’umile sacerdote, che la indicazione manifesta della Divina Provvidenza condusse, benché indegnissimo, a questa altezza del Sommo Pontificato, desta — diciamo — una risoluzione decisa per il richiamo di alcune forme antiche di affermazione dottrinale e di saggi ordinamenti di ecclesiastica disciplina, che nella storia della Chiesa. in epoca di rinnovamento, diedero frutti di straordinaria efficacia, per la chiarezza del pensiero, per la compattezza della unità religiosa, per la fiamma più viva del fervore cristiano che noi continuiamo a riconoscere, anche in riferimento al benessere della vita di quaggiù, ricchezza abbondante « de rore coeli et de pinguedine terrae » (Gen. XXVII, 28).

    Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri! Pronunciamo innanzi a voi, certo tremando un poco di commozione, ma insieme con umile risolutezza di proposito, il nome e la proposta della duplice celebrazione: di un Sinodo Diocesano per l’Urbe, e di un Concilio Ecumenico per la Chiesa universale.

    Per voi, Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri, non occorrono illustrazioni copiose circa la significazione storica e giuridica di queste due proposte. Esse condurranno felicemente all’auspicato e atteso aggiornamento del Codice di Diritto Canonico, che dovrebbe accompagnare e coronare questi due saggi di pratica applicazione dei provvedimenti di ecclesiastica disciplina, che lo Spirito del Signore Ci verrà suggerendo lungo la via. La prossima promulgazione del Codice di Diritto Orientale ci dà il preannunzio di questi avvenimenti.

    Per la giornata odierna basta questa comunicazione fatta a tutto insieme il Sacro Collegio qui radunato, riservandoCi di trasmetterla agli altri Signori Cardinali tornati alle varie sedi episcopali loro affidate, sparse nel mondo intero.

    Gradiremo da parte di ciascuno dei presenti e dei lontani una parola intima e confidente che Ci assicuri circa le disposizioni dei singoli e Ci offra amabilmente tutti quei suggerimenti circa la attuazione di questo triplice disegno.

    La conoscenza che Ci era già abbastanza familiare, e che questi tre mesi dalla Nostra introduzione al servizio « servorum Dei » ha confermata ed amplificata, Ci incoraggia a confidare nella grazia celeste: innanzitutto nella intercessione della Immacolata Madre di Gesù e Madre nostra, nella protezione ilei Santi Pietro e Paolo « Apostolorum Principum »; nonché dei Santi Giovanni Battista ed Evangelista, Nostri particolari patroni, e di tutti i Santi della Curia celeste. Da tutti imploriamo un buon inizio, continuazione, e felice successo di questi propositi di forte lavoro, a lume, ad edificazione ed a letizia di tutto il popolo cristiano, a rinnovato invito ai fedeli delle Comunità separate a seguirci anch’esse amabilmente in questa ricerca di unità e di grazia, a cui tante anime anelano da tutti i punti della terra.

    Venerabili Fratelli e Diletti Figli Nostri! Come Ci tornano soavi ed incoraggianti le parole di San Leone Magno, che la Sacra Liturgia ci invita ora più sovente a recitare. Oggi stesso vibra più vivo il saluto di San Paolo, il convertito di Damasco, che qui ci ha accolti presso le sue più sacre memorie: « Corona mea … et gaudium vos estis, si fides vestra, quae ab initio Evangelii in universo mundo praedicata est, in dilectione et sanctitate permanserit » (S. Leo M., Sermo 2).

    Oh! che saluto è questo: tutto degno della nostra famiglia spirituale. Dilectio et sanctitas: un saluto ed un augurio. Benedictio Dei omnipotentis Patris et Filii et Spiritus Sancti. Amen.

    http://www.vatican.va/holy_father/john_xxiii/speeches/1959/documents/hf_j-xxiii_spe_19590125_annuncio_it.html

  246. Physikelly scrive:

    In particolare, si noti:

    “A colmo di sventura per la schiera dei figli di Dio e della Santa Chiesa si aggiunge la tentazione e l’attraimento verso i vantaggi di ordine materiale che il progresso della tecnica moderna per sé indifferente — ingrandisce ed esalta.

    Tutto ciò — diciamo, questo progresso — mentre distrae dalla ricerca dei beni superiori, infiacchisce le energie dello spirito, conduce al rilassamento della compagine della disciplina e del buon ordine antico, con grave pregiudizio di ciò che costituì la forza di resistenza della Chiesa e dei suoi figli agli errori, i quali in realtà sempre nel corso della storia del cristianesimo, portarono a divisioni fatali e funeste, a decadimento spirituale e morale, a rovina di nazioni.

    Questa constatazione desta nel cuore dell’umile sacerdote, che la indicazione manifesta della Divina Provvidenza condusse, benché indegnissimo, a questa altezza del Sommo Pontificato, desta — diciamo — una risoluzione decisa per il richiamo di alcune forme antiche di affermazione dottrinale e di saggi ordinamenti di ecclesiastica disciplina, che nella storia della Chiesa. in epoca di rinnovamento, diedero frutti di straordinaria efficacia, per la chiarezza del pensiero, per la compattezza della unità religiosa, per la fiamma più viva del fervore cristiano che noi continuiamo a riconoscere, anche in riferimento al benessere della vita di quaggiù, ricchezza abbondante « de rore coeli et de pinguedine terrae » (Gen. XXVII, 28). ”

    Il Beato Giovanni XXIII, cinquant’anni esatti fa

  247. Curioso scrive:

    Marina Scrive: January 25th, 2009 at 5:43 pm

    quale link, in particolare ?

    p.s.: è un peccato che lei non legga l’inglese, mi creda. In particolare in occasioni come quella dell’eccidio di Gaza delle scorse settimane la conoscenza dell’inglese permette di ignorare i mezzi di comunicazione di questo disgraziato paese e di attingere a piene mani sulla rete a fonti di informazione di prima mano fregando così la censura italiota.

    p.s. 2: Reginaldus Scrive: January 25th, 2009 at 6:43 pm per Curioso: non credo d’avere fatto citazioni, se sì, mi dica quali e dove.
    Beh, ha citato un sito “proibito”, che diamine !
    Comunque, bella la citazione di Churchill !

    p.s. 3: Physikelly Scrive: January 25th, 2009 at 7:05 pm
    vedo che si insiste con l’equivoco.
    Quindi è bene insistere con l’affermazione della pura e semplice verità:
    Si può perdonare un negazionista?
    Domanda falsa e tendenziosa.
    Un negazionista – e così pure un affermazionista – in quanto tali non hanno NULLA DA FARSI PERDONARE.
    E questo nonostante i latrati di chi ha interesse a propagare “sensi di colpa” per motivi tanto inconfessabili quanto ormai palesi (palesi, ovviamente, a chi VUOLE vedere).

  248. bruno volpe scrive:

    cari naviganti sulla revoca della scomunica suggerisco leggere intervista su http://www.pontifex.roma.it a Gervaso e una singolare iniziativa dell’avv Taormina BV

  249. Marina scrive:

    Per Curioso
    questo link(purtroppo non ho studiato,non avevo la possibilità)

    http://www.lrb.co.uk/v31/n02/print/sieg01_.html

    Grazie

  250. MESSAGGIO DEL 25 GENNAIO 2009

    Cari figli, anche oggi vi invito alla preghiera. Sia la preghiera per voi come un seme che metterete nel mio cuore, che Io consegnerò al mio figlio Gesù per la salvezza delle vostre anime. Desidero figlioli, che ognuno di voi si innamori della vita eterna che è il vostro futuro e che tutte le cose terrene siano per voi un aiuto per avvicinarvi a Dio Creatore.

    Io sono con voi così a lungo perchè siete sulla strada sbagliata.

    Soltanto con il mio aiuto, figlioli, aprirete gli occhi. Ci sono tanti che vivendo i miei messaggi comprendono che sono sulla strada della santità verso l’eternità. Grazie per aver risposto alla mia chiamata

  251. Paolo scrive:

    Cari amici,
    mi viene spontanea farci una domanda: Con la remissione della scomunica alla Fraternità di San Pio X che novità si possono prevedere a breve e a lungo termine nella Chiesa cattolica?

  252. Curioso scrive:

    Marina Scrive: January 25th, 2009 at 9:22 pm

    L’articolo da lei indicato, per il momento, non mi pare tradotto in italiano. Se nei prossimi giorni – come spero – verrà messa in rete una traduzione in italiano ne posterò senz’altro il link, oppure ne riporterò il testo per intero.

    Saluti

    p.s.: per l’inglese, mi creda vale la pena mettersi a studiarlo – anche se non più giovani – perchè, con la possibilità di accedere a internet, è la chiave per sfuggire alla galera della censura dei “grandi mezzi di comunicazione” (grandi, si fa per dire …) italioti.

  253. Artefice1 scrive:

    Paolo….Lascia fare al Creatore.
    Non ti garba?
    L’Istituzione é sempre al Servizio, mi pare.
    Se ciascuno governasse al meglio se stesso.
    Non credi sarebbe una meraviglia?

  254. filippo scrive:

    Caro Reginaldus lo scandalo e la follia di cui parla San Paolo (ed è utile ricordarlo nell’anno paolino) sono certamente motivati anche dall’illogica capacità che noi cristiani abbiamo di unire ciò che appare, agli occhi di tanti, inconciliabile: corpo e spirito, carne ed anima, istituzione e movimento ecclesiale, giustizia e misericordia, Gesù Dio e Gesù Uomo.
    La Chiesa è cattolica perchè universale ed è il Corpo Mistico di Cristo perchè in grado di racchiudere l’intero Creato che geme e soffre, per condurlo alla Resurrezione e trasformarlo nella Gerusalemme Celeste.
    Pensi un pò lei se ci si deve preoccupare di una diatriba tra tradizionalisti e “progressisti”.
    La Fede in Cristo è una. La divisione viene dal diavolo. Diavolo, dal greco “diaballo”, che significa “separo”, “divido”. Il diavolo divide l’uomo da Dio, l’uomo dall’altro uomo e cerca di dividere la Chiesa.
    Ma le potenze infernali NON PRAEVALEBUNT.
    Lo ricordi bene, qualora ( ma non credo…) lo abbia dimenticato, distribuendo sterili e macabre contabilità sui frutti dell’opera delle tenebre.

  255. Artefice1 scrive:

    Filippo …..a che ti serve il diavolo per argomentare?

    Intanto vorrei precisare che la Separazione é opera del Creatore.
    Nostro il compito di Ri-Unificala PER-FETTA-MENTE.

    Senza scomodare demoni, diciamo pure che se la cosa non riesce, sarebbe solo colta nostra.
    Oppure saremmo pure demoni oltre che Individui?
    Ammetto solo qualche eccezione, insomma.
    Ma sarebbe sempre auto-governabile, mi pare.
    Buona Notte

  256. filippo scrive:

    “Io sono con voi così a lungo perchè siete sulla strada sbagliata.”
    Ce lo dice la Madonna.
    E possiamo davvero crederci, alla luce dei peccati in cui incorriamo e delle divisioni che segnano noi cristiani.

  257. filippo scrive:

    Caro artefice, fermo restando il libero arbitrio, che lei richiama in maniera meno criptica del solito ( Deo gratias..), il ruolo del diavolo nel seminare il male e la discordia è una realtà inconfutabile.
    E la sua dotta persona dovrebbe esserne consapevole, sempre che lei aderisca alle verità proclamate dalla Santa Chiesa Cattolica e non solo alla sua singolare e a tratti astrusa semantica neofuturista.
    Dio la benedica o, meglio, la BENE – Dica.

  258. Artefice1 scrive:

    Filippo….qui i problemi sarebbero due
    Che i peccati illuminino, mi sembra esagerato, al massimo si COM-Prendono e sbattendo il naso s’impara pure, Volendo Imparatre.

    Dovremmo definitivamente condannare il Popolo, quale responsabile di sforzi fallimentari?
    Non sarebbe forse il caso di Verificare la Corrispondenza, se esiste tra le PER-Suasioni correnti e il Modello Gesù Cristo, Stampato Sentita-Mente CON Ispirazioni?

  259. Artefice1 scrive:

    Filippo….Ipotizza almeno il dubbio.
    Altrimenti quel tuo demonio renderebbe disoccupata l’Umanità Intera.

    Che sia piuttosto la proposta, palesemente Inzuppata nella Volontà Naturale l’aspetto che non Funziona?
    Una Volontà naturale la si riconosce molto bene, appunto perché siamo immersi in natura, ti pare?

  260. Artefice1 scrive:

    Filippo …. Prova a Ri-Sentire, perché io sarei CON-Vinto!

    IL NULLA NON ESISTE !!!

    “”"il ruolo del diavolo nel seminare il male e la discordia è una realtà inconfutabile.”"”

    Dove trova il materiale per l’opera? Quel folletto.

    Guarda che il TUTTO é di DIO Padre Creatore.
    Ti pare?

  261. artefice, fraternamente:
    tu giochi col fuoco!
    Ti prego: sii semplice.

    con cristiano affetto
    cosimino

  262. Artefice1 scrive:

    Ma che dici Cosimo….
    Non ti sembra Serio il Senso?
    Oppure non mi riconosci?

    Deposita un attimo le tue PER-Suasioni che prediligi.
    Poi dimmi chiaro, come puoi, cosa non ti quadra.

  263. Vincenzo scrive:

    …”Cretino fosforescente”… rivolta a F.T. Marinetti da G.D’Annunzio, questa fulminea e sulfurea definizione caratterial-comportamentale, può essere appioppata, anche oggi, a chi ci scoccia con roboante e messianica protervia.
    …Relativista??
    Inutile ribattere. Meglio starsene alla larga, dallo sfolgorìo fosforescente di chi ha per missione, diffondere lo sconclusionato “volemose bene” post-conciliare, e ha la bugniniana verità in tasca.

  264. Cherubino scrive:

    hai ragione, fai bene a stare alla larga, rischi di fare troppe figuracce

  265. fulvia scrive:

    decisione coraggiosa e giusta del Santo Padre che offre la mano non solo alla Fraternità San pio X ma alla Tradizione tutta perché essa torni ad essere un cuore vivo nel seno della Chiesa.

  266. Reginaldus scrive:

    #curioso, scusi ma anch’io sono curioso: quale sarebbe il sito proibito, e perché proibito? Eh lo vedo, alcuni qui fremono e strepitano e già roghi hanno preparato per chi non sta al ‘consentito’. Molto più facile che dare delle risposte convincenti…

  267. Marina scrive:

    Per Curioso
    Le donne israeliane in Israele protestano vivamente contro le violenze in Palestina.
    In Italia chi è a favore dei palestinesi viene subito zittito e accusato di essere antiisraeliano.Come mai?

    http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2009/01/12/donne-israeliane-e-palestinesi

  268. Reginaldus scrive:

    caro#Filippo, io non stravedo certo per la ‘diatriba’ tra progressisti e tradizionalisti…Ma mi piacerebbe che qualcuno mi chiarisse i punti oscuri che presento, puntando il faro di luce proprio su questi punti, non tenendolo sull’infinito…Per esempio, e insisto, come faccio ad accettare l’uguaglianza di sostanza della Nuova Messa con l’Antica, quando i Luterananglicani, davanti alle due, la prima l’accettano e la seconda no? Come facciamo noi a vedere un’ uguaglianza quando i ‘nostri fratelli’ non ci vedono nemmeno una vaga rassomiglianza? Senza contare che A FAVORE della messa nuova e CONTRO la messa antica c’è l’unanimità morale dei vescovi e preti ‘cattolici’! Non vale appellarsi meccanicamente al ‘ principio d’ Autorità’:…. L’Autorità è al servizio della verità ( anche della logica, quindi ), non la verità ( e la logica) a disposizione dell’ autorità!— Aspetto risposte, non anatèmi. Cominciando magari da questo punto ( d’ importanza capitale, certo). Grazie.

  269. Parli come
    (anzi, peggio)
    di quelli di alleanza cattolica.

    E ce ne vuole, eh!

  270. Enos scrive:

    Scusate se intervengo troppo in ritardo.
    @Reginaldus: Come si può identificare la Sacra Tradizione con pochi manuali (l’accusa di Don Cantoni ai lefebvriani)?
    La Sacra Tradizione è per sua stessa definizione il Depositum Fidei non sistematizzato in libri, ma presente in una molteplicità di forme (originariamente orali), quali la liturgia, le preghiere, le professioni di Fede (Simbolo degli apostoli, per esempio) oltre che le omelie, i molteplici scritti dei padri della Chiesa e le definizioni dei concili ecumenici.
    Lo ribadisco, la Sacra Tradizione per i cristiani non è (e forse non potrebbe neanche essere, ricordate cosa dice San Giovanni alla fine del suo Vangelo…) sistematicamente raccolta in un libro, quale è il Talmud per la tradizione ebraica.
    Attualmente, quello che più si avvicina ad un compendio della Sacra Tradizione (Tradizione vivente, è bene ricordarlo) nella Chiesa cattolica è rappresentato dal Catechismo della Chiesa cattolica, pubblicato dal Servo di Dio Giovanni Paolo II.
    Infatti è compito della Chiesa stessa, nel suo complesso e chiaramente sotto la guida dei propri pastori (i vescovi in comunione fra loro e con il Papa, il Magistero è proprio questo), interpretare correttamente e La Sacra Scrittura e la Sacra Tradizione.
    Ricordiamo cosa dice la lettera di Pietro a proposito della Sacra Scrittura: “non va soggetta a privata interpretazione”; lo stesso, ovviamente e logicamente, vale anche per la Sacra Tradizione.

    Questo è l’errore fondamentale dei lefebvriani e dei “sedevacantisti”, quello di non riconoscere che la sicurezza di interpretare correttamente i dati che provengono dalla Sacra Tradizione può essere data solo dalla comunione con la Chiesa tutta e dall’ossequio della Fede all’insegnamento del Magistero vivente della Chiesa (la cui massima espressione è data nei concili ecumenici debitamente convocati e presieduti dal Papa).
    E’ l’errore “duale” dei protestanti, che lo compiono, però, nei confronti della Sacra Scrittura.

    Tutte le “giustificazioni” a questo atteggiamento sono artifici retorici inconsistenti, quali ad esempio la “tesi di cassiciacum”(che, lo riconosco, è all’origine dei sedevacantisti ed invece viene contestata dai lefebvriani).

    Speriamo e preghiamo che la fraternità San Pio X faccia questo atto di umiltà e si sforzi di leggere i documenti del Concilio Vaticano II, interpretandoli secondo l’ “esegesi della continuità”, che è l’unica possibile.

    Ritengo poi sia assurdo imputare al Concilio Vaticano II la crisi da noi chiamata post-conciliare ma che in realtà si ricollega al ’68 e si dovrebbe definire come crisi post-moderna, in cui l’Occidente a preso ad odiare se stesso, in cui si è sviluppata l’involuzione sessuale ed il secolarismo di massa.
    Se la colpa fosse di questo Concilio, come spiegare la nascita di questa crisi in ambiente culturalmente protestante (Stati Uniti) e la sua particolare virulenza in Gran Bretagna e nei paesi scandinavi (non certamente molto cattolici)?
    Se ci spaventiamo giustamente della crisi vocazionale cattolica, perché non conisderiamo allora quella (ancora peggiore) delle confessioni protestanti (anglicani-episcopali, luterani ed altri gruppi protestanti “storici”)?
    Penso che sia interessante la lettura dell’intervento dell’allora cardinale Ratzinger nel 1985: http://www.paginecattoliche.it/modules.php?name=News&file=article&sid=26
    (in cui argomenta chiaramente tutto ciò e vede l’opera nefasta dell’ “antispirito” del Concilio)

    PS Sempre per Reginaldus, il trattato di Don Cantoni che dimostra la cattolicità del Novus Ordo Missae non ti ha convinto? Hai provato a contattarlo?

  271. Cherubino scrive:

    Reginaldus mostra di non conoscere molto gli Anglicani e il rapporto di essi con la Chiesa cattolica.
    Suggerirei di leggere questo approfondito -e necessariamente un pò tecnico- articolo che seppur datato al 1997 mostra chiaramente quanto siano infondate quelle affermazioni.
    http://www.gliscritti.it/approf/papers/anglicani.htm

    Quanto poi alla unanime opposizione dei Vescovi e dei preti alla messa antica (forse si riferisce al motu proprio), anche questa è una bufala enorme. E visto che tempo fa Tornielli invitò a segnalargli i casi di ostruzionismo al motu proprio, sarebbe interessante se ci riportasse l’esito di tale invito…
    ma indipendentemente da ciò, Reginaldus non si rende conto di cadere in contraddizione, perchè se milioni di fedeli vivono la santità comune senza sentire la necessità della messa antica, vuol dire che quella attuale “funziona”, ossia trasmette la grazia del sacramento. Salvo a voler ritenere che il miliardo di cattolici praticanti siano 1) in stato presuntivo di peccato mortale, 2) quindi senza grazia santificante, 3) senza alcuna capacità di discernimento e di ascolto della voce di Dio,
    Oltre al fatto che in tal caso vi sarebbero stranezze inspiegabili: il Padreterno risulterebbe pressocchè incurante dei tanti che muoiono in tale condizione di errore e di peccato, i tanti santi che il mondo intero riconosce (ad esempio Madre Teresa di Calcutta…) avrebbero espresso una carità “carismatica” non in virtù dello Spirito Santo e ingannandosi essi stessi sull’eucarestia ricevuta mostrando così una insipienza in stridente contrasto con le loro opere…

  272. Annarita scrive:

    Grazie al cielo c’è ancora chi usa la ragione con buon senso, ovvero Reginaldus. Pensavo che ormai i cattolici si fossero quasi tutti bevuti il cervello, invece ce ne sono ancora dei sani, non intaccati dall’ideologia progressista, che ha mandato al macero il buon senso.
    Reginaldus si fa ancora domande che nei cervelli pensanti ricorrono spesso (in quelli invece gettati all’ammasso, no), cioè: perchè se le due Messe sono la stessa Messa ci si è sforzati tanto di far credere abolita quella antica? Perchè quella antica accende gli animi dei modernisti, dei protestanti, degli ebrei e quella nuova trova approvazione in tutte quelle schiere non cattoliche?
    Come mai si è dato un privilegio particolare al popolo ebraico? Ovvero come mai hanno acquisito un’immunità tale, che nessuno può permettersi di fare una qualsiasi critica, o mettere in dubbio tutta la veridicità “storica” sull’olocausto, senza essere immediatamente taciato di antisemita e rischiare la galera? Mi pare che uno storico che mette in discussione la chiesa guadagni punti, mentre uno storico che mette in discussione l’olocausto guadagni grattacapi ( è successo in Austria mi pare pochi anni fa).
    Dunque dove sta la democrazia, la libertà di parola e di pensiero? Come mai non si parla alla stessa stregua nelle scuole dei morti ammazzati dal comunismo, che mi pare siano molti di più, o dei morti ammazzati in africa, perchè cattolici? Dove sono le giornate della memoria per questi? Dov’è la giornata della memoria per i palestinesi eliminati sistematicamente dagli ebrei? Bella giustizia! Come si permettono i rabbini di dissentire sul messale antico, o sulla revoca della scomunica ai “Lefevriani”? Si permettono, certo che si permettono, perchè loro assieme ai Gay hanno aquisito quella “Immunità parlamentare” (anche all’interno della Chiesa), quel privilegio, per i quali possono dire e fare tutto, senza mai essere criticabili, perchè altrimenti sono guai.
    Beh! pazienza, continueremo a pensare liberamente, perchè dovremmo render conto a Dio e non agli uomini e perchè sappiamo che le porte dell’inferno non prevarranno e prima o poi le menzogne saranno scoperte e tutto questo fumo che intorbidisce le anime sarà spazzato via.
    Passando ad altro: finalmente non possono più annoiarci con sta benedetta scomunica (anche se so che non eravamo scomunicati nemmeno prima)ed ora speriamo che molti si allontanino dall’eresia del modernismo ( per il quale la scomunica non è mai stata tolta) e tornino alla Tradizione della Chiesa cattolica, senza più lo spauracchio della scomunica.

  273. Reginaldus scrive:

    Grazie #Annarita, brillano ancora luci nella notte… # a Enos: questa è bella: si afferma che la tradizione non è nei pochi libri indicati da Cantoni e poi la si fa ‘rappresentare’, udite udite, dal Catechismo di GPII: da un solo libro! – seconda risposta: quando Cantoni mi spiegherà perché l’uguaglianza che voi vedete nelle due messe – “ due Forme di uno stesso Rito” – non la vedono i luterananglicani, non voglio sentire altro da lui. #a Cherubino: direi che è esattamente una bufala il contrario – e che il papa farebbe bene a non farsi disobbedire o si decida a ritirare il suo MP ( questione di dignità…) . –Io cado poi in contraddizione perché non mi arrendo ai numeri milionari? Ma che ‘c’azzecca’???- — Comunque, Enos e Cherubino, non dico altro, leggetevi l’intervento di Annarita, a me pare magnifico, e poi vivete in pace coi vostri simili che sono milioni e milioni…

  274. caro ronaldinos(o reginaldo, bò?)
    il fatto che tu m’ignori
    mi onora.

    Sai, non vorrei aver nulla a che fare con chi disprezza il Catechismo della Chiesa Cattolica.

  275. dinastico ecumenico scrive:

    A volte mi chiedo: ma il responsabile principale, la mente folle artefice della Shoah, in quale girone infernale l’avranno piazzato? In quello dei Suicidi? In quello degli omicidi? In quello dei bestemmiatori?
    Mhà, forse conta poco, l’importante è che sta ARROSTENDO ALL’INFERNO

  276. Enos scrive:

    @Reginaldus; Leggi bene, io ho contestato il fatto che tu sembri limitare, in un precedente intervento, la Sacra Tradizione a pochi manuali scritti (vecchio Denziger et al.) e non sembri riconoscerne la natura (originarimamente orale) e la vastissima diffusione in forme differenti (liturgiche, patristiche, ecc.ecc.) difficilmente sistematizzabili. L’unico “compendio” attuale (e possibile per i comuni cristiani) a tale “mare magnum”, che lo ricordo ancora una volta, è “vivente” all’interno della Chiesa, può essere il Catechismo della Chiesa cattolica del Servo di Dio Giovanni Paolo II, che della Sacra Tradizione ne è l’interpretazione autentica fatta dal Magistero.
    Per quale motivo poi, caro Reginaldus, dovrei far dipendere il mio giudizio sul Novus Ordo Missae dalle opinioni dei luterani ed anglicani?

    Pax et Bonum

  277. Cherubino scrive:

    cara Annarita, vedo che la mette sull’insulto, e questo mi fa piacere perchè mostra di che spirito è, e fa capire che siete a corto di argomenti.
    Evidentemente, dopo la storiella sui 3 cremati al giorno cerca di “cadere in piedi”.
    Non mi piace mai infierire, specie se su una donna, ma se gentilmente volesse dire quali sono gli storici seri a cui fa riferimento, magari citare dati e fonti.
    Perchè sa, uno potrebbe anche seriamente asserire che in realtà Hitler era Capitan Uncino, ma da qui a pretendere di essere presi sul serio ce ne passa.
    Quanto alle tesi di Reginaldus sugli Anglicani, anche qui forse sarebbe opportuno dimostrarle le tesi, invece di enunciarle soltanto e pretendere che per questo siano vere. E magari dire dove sta scritto che gli Anglicani rifiutano il vetus ordo e accettano il novus ordo perchè lo considerano sostanzialmente diverso.
    Ma se anche fosse è ridicolo cercare di dimostrare la propria tesi usando come prova il giudizio di coloro che si ritengono in genere in errore e inattendibili. Se quindi gli anglicani si sbagliano su diverse cose, possono facilmente sbagliare nel ritenere che Vetus ordo e Novus ordo siano sostanzialmente diversi.
    Vorrei infine ricordare a Reginaldus che gli Anglicani credono sia nella presenza reale di Cristo nell’eucarestia, sia nel suo carattere sacrificale.

  278. Vincenzo scrive:

    Chi nel blog è un bel rubino,
    per il vero, supponente,
    spara a dritta, ed è mancino,
    ed in più, non “cape” niente.

  279. Artefice1 scrive:

    cosimo de matteis Scrive: January 26th, 2009 at 12:43 am

    Cosimo Carissimop……insisto

    Puoi dirmi cosa non ti quadra? Relativamente ai miei significati inutili.

    Ti sei ravveduto sulla mia Serietà?

    Buona Serata.

  280. Annarita scrive:

    Cherubino, mi dispiace che lei si senta offeso ,probabilmente si è sentito parte di quei cattolici che io definisco non pensanti, perchè obnubilati dall’ideologia progressista. Scusi, che storici dovrei citare? Ciò che ho espresso è davanti agli occhi di tutti, mica c’è bisogno di storici, per notare, che non si può più esprimere un pensiero sugli ebrei (come anche sui gay), o avere dei piccoli dubbi sulla storicità dei 6.000.000 uccisi, per essere considerati dei nazisti e antisemiti. Mica c’è da scomodare gli storici, per notare che gli ebrei dicono continuamente la loro sulle scelte del Papa e della Chiesa, e tutti zitti ad ascoltare in adorazione. Poi non ho voluto certo cadere in piedi, rimediando alle cose dette sull’altro blog, perchè l’intervento scritto in questo blog è stato scritto prima dell’altro. Ribadisco comunque, sperando che ciò possa capirlo: che se anche un solo uomo fosse morto a causa della razza, sarebbe stato già troppo. Perciò mi consenta di avere dubbi sui numeri pompati, ma si rassicuri, anche gli ebrei sono per me IL MIO PROSSIMO, nonostante non ne condivida gli interventi inappropriati e fuori luogo, su cosa la Chiesa debba o non debba fare.

  281. Cherubino scrive:

    senta cosa dice Bagnasco: “A proposito, poi, della recentissima revoca della scomunica alla Fraternità di San Pio X, mentre esprimiamo il nostro apprezzamento per l’atto di misericordia del Santo Padre, manifestiamo il dispiacere per le infondate e immotivate dichiarazioni di uno dei quattro Vescovi interessati circa la Shoah;”

    evidentemente anche Bagnasco fa parte dei “non pensanti obnubilati”…
    e comunque le sue parole non mi offendono: dovrei dare un qualche peso alle sue parole per sentirmi offeso.

  282. Vincenzo scrive:

    … parla, parla il pio angiolino,
    … e disdegna Tradiziòn,
    … ma se dici, “sei un cretino”,
    … ti risponde, sei un C…..n.

  283. Ferrer scrive:

    Questa bufera sta causando molti danni: Dio permette il male per trarne un bene maggiore. Credo che da questa storia presto vedremo nascere i buoni frutti.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__T r a d i z i o n e__C a t t o l i c a )

  284. Reginaldus scrive:

    Per #Cherubino ed #Enos e Cantoniani tutti:
    Sulla messa: ( le parole in lettere maiuscole sono un mio intervento)
    —-Lutero: si è PRETESO [dai papisti ] fare della Messa un sacrificio … La Messa NONè un sacrificio, NON è azione di un sacrificatore… chiamiamola benedizione o Eucarestia o tavola del Signore, purché non la INSOZZIATE con il titolo di sacrificio o di azione” (Omelia Il della I Domenica d’Avvento)
    Chiamava il rito della messa “una cosa del tutto ESTERIORE”, e le parole che si riferiscono al Sacrificio, ‘DANNATE’!— e di costui basta e avanza….
    —-Anglicani: dai 39 Articoli di fede anglicana:
    XXVIII. La cena del Signore
    La cena del Signore è non solo un segno dell’amore che i cristiani dovrebbero avere scambievolmente fra di loro, ma anche e soprattutto il sacramento della nostra redenzione mediante la morte di Cristo. Quando riceviamo giustamente, degnamente e con fede questo sacramento, il pane che spezziamo è partecipazione al corpo di Cristo e allo stesso modo il calice della benedizione è partecipazione al sangue di Cristo.
    La transustanziazione (o cambiamento della sostanza del pane e del vino) nella cena del Signore NON può essere provata mediante la sacra Scrittura; essa e piuttosto CONTRARIA alle chiare parole della Scrittura, SCARDINA la natura del sacramento e ha dato luogo a molte SUPERSTIZIONI.
    Il corpo di Cristo è dato, preso e mangiato nella cena solo in un modo celeste é SPIRITUALE. E il mezzo attraverso il quale si riceve e si mangia, nella cena, il corpo di Cristo è la fede.
    Il sacramento della cena del Signore NON è stato conservato, portato in giro, alzato o adorato, IN BASE A un comandamento di Cristo.
    XXIX. I malvagi non mangiano il corpo di Cristo nell’uso della cena del Signore
    I malvagi e coloro che sono PRIVI di una fede viva, benché mastichino carnalmente e visibilmente (come dice s. Agostino) il sacramento del corpo e del sangue di Cristo, non comunicano in alcun modo con Cristo; essi mangiano e bevono, invece, il segno o sacramento di una realtà cosi grande per la loro CONDANNA.
    XXX. Le due specie
    Il calice del Signore NON DEVE essere negato ai laici, per cui, per ordinanza e comandamento di Cristo, si devono amministrare a tutti i cristiani entrambe le parti del sacramento del Signore.
    XXXI. L’unica oblazione di Cristo terminata sulla croce
    L’offerta che Cristo ha fatto di sé una volta per tutte è la perfetta redenzione, propiziazione e soddisfazione per tutti i peccati del mondo intero, sia originali che attuali, e non esiste alcun’altra soddisfazione per il peccato al di fuori di essa. I sacrifici delle messe, riguardo ai quali si diceva abitualmente che il sacerdote offriva Cristo per i vivi e per i morti, per ottenere la remissione della pena o della colpa, erano quindi FAVOLE BLASFEME e PERICOLOSI INGANNI.
    Dal Book of Common Prayer- Cranmer, una preghiera della messa anglicana che ‘sembra’ ripeter la nostra ‘Quam Oblationem’ , con aggiunta spiegazione dell’arc. Cranmer:
    —Hear us, O merciful Father, we beseech Thee; and with Thy Holy Spirit and Word vouchsafe to bless and sanctify these Thy gifts and creation of bread and wine that they may be made UNTO US the body and blood of Thy most dearly beloved Son, Jesus Christ.

    –Some of his fellow reformers attacked this wording on the grounds that it was capable of being understood as effecting Transubstantiation! To this Cranmer indignantly replied: “We do not pray absolutely that the bread and wine may be made into the body and blood of Christ, but that UNTO US in that holy mystery they may be made so; that is to say, that we may so worthily receive the same that we may be partakers in Christ’s body and blood and that therefore in spirit and in truth we may be spiritually nourished.” Cranmer was insisting that the expression “for us”[ il ‘ NOBIS’ del rito cattolico, nella preghiera Quam oblationem meant that Transubstantiation (the change of the substance of the bread and wine into the substance of the Body and Blood of Christ) did not objectively occur, but rather that the personal disposition of those present allowed them to be spiritually nourished.
    ( mia traduzione; se ho sbagliato ‘corrigetemi’ )
    -Alcuni dei suoi seguaci attaccarono questa formulazione per la ragione che essa si prestava ad essere intesa come tale da effettuare la Transustanziazione! Alla qual cosa Cranmer indignato replicò: “ Ma noi non preghiamo affatto che il pane e il vino si trasformino nel corpo e nel sangue di Cristo, ma che IN NOI in quel santo mistero si rendano in tal modo; vale a dire che noi possiamo ricevere gli stessi così degnamente da divenire partecipi del corpo e del sangue di Cristo e quindi possiamo esserne nutriti spiritualmente” Cranmer continuò ad insistere che l’espressione ‘FOR US ‘ significava che la Transustanziazione non avveniva oggettivamente, ma piuttosto che la disposizione personale dei presenti permetteva loro di essere spiritualmente nutriti.
    E lo stesso Cranmer sempre sulla sua messa diceva:
    "la forma di tavola è prescritta per portare la gente semplice dall'idea superstiziosa della Messa papista al buon uso della Cena del Signore. Infatti per offrire un sacrificio occorre un altare; al contrario, per servire da mangiare agli uomini, occorre una tavola". (Cfr. "Ragioni per cui il banchetto del Signore dovrebbe avere la forma di una tavola, piuttosto che quella di un altare", PARKET SOCIETY, Cranmer, VoI. II). Come conseguenze logiche di questa concezione il sacerdote perde la sua funzione di mediatore fra Dio e gli uomini e diviene semplicemente il presidente della assemblea, verso la quale si rivolge; d'altro lato la negazione della Presenza Reale porta alla abolizione del Tabernacolo”.
    --------------------
    Il CONCILIO DI TRENTO afferma e definisce:
    Can. 1. Se qualcuno dirà che nella Messa non si offre a Dio un vero e proprio sacrificio, o che essere offerto significa semplicemente che Cristo ci viene dato in cibo: sia anatema.
    Can. 2. Se qualcuno dirà che con le parole: "Fate questo in memoria di me" [Lc 22,19; I Cor 11,24] Cristo non ha costituito i suoi apostoli sacerdoti o non li ha ordinati perché essi e gli altri sacerdoti offrano il suo corpo e il suo sangue: sia anatema [cf * 1740].
    Can. 3. Se qualcuno dirà che il sacrificio della Messa è solo un sacrificio di lode e di ringraziamento, o una semplice commemorazione del sacrificio offerto sulla croce, e non un sacrificio propiziatorio; o che giova solo a chi lo riceve; e che non deve essere offerto per i vivi e per i morti, per i peccati, le pene, le soddisfazioni e altre necessità: sia anatema [cf *1743].

    Can. 5. Chi dirà che celebrare le messe in onore dei santi e per ottenere la loro intercessione presso Dio, come la chiesa intende, è un’impostura: sia anatema [cf. *1744].
    Can. 6. Se qualcuno dirà che il canone della Messa contiene degli errori, e che, quindi, bisogna abolirlo: sia anatema [cf *1745].
    Can. 8. Se qualcuno dirà che le Messe nelle quali solo il sacerdote si comunica sacramentalmente sono illecite e, quindi, da sopprimere: sia anatema [cf 1747].
    ——————–
    Andatevi ora a leggere l’Instructio Generalis di Paolo VI a presentazione de Novus Ordo, leggetevi bene il testo della Messa nuova e capirete perché il luterananglicani plaudono alla MESSA NUOVA, che non può essere per loro uguale alla Messa Antica, perché questa l’hanno già sistemata ben bene, e per sempre, in una condanna assoluta. Ma noi vediamo uguali due cose diverse: complimenti! Effetto ottico, o colossale restrictio mentalis?

  285. Cherubino scrive:

    Reginaldus continua a fare una lettura fondamentalista di ogni testo, cattolico o non cattolico. Infatti, non tiene conto della storia di quel punto 28 dei 39 articoli di fede anglicana.
    Esso non è stato introdotto fin dall’inizio, Enrico VIII ad esempio minacciò la pena di morte a chi avesse negato la transustanziazione; attualmente invece sono tenuti al giuramento sui 39 articoli solo i sacerdoti della Chiesa d’Inghilterra, non più il sovrano, nè i laici, nè lo fanno clero e laici delle altre Chiese della Comunione anglicana. Va poi considerato il cosiddetto Movimento di Oxford, che nell’ambito della “Chiesa alta” si era avvicinato sensibilmente alla dottrina cattolica, specie in campo liturgico e sacramentale. Oggi gli Anglicani non considerano in modo rigido i loro 39 articoli.
    Proprio sull’eucarestia il documento congiunto della commissione ecumenica anglicano-cattolica (ARTIC) scritto a Windsor nel 1971 http://www.msgr.ca/msgr-3/ARCIC_THE_EUCHARIST.htm#ARCIC_1_1
    riportava queste parole:
    “Communion with Christ in the Eucharist presupposes his true presence, effectually signified by the bread and wine which, in this mystery, become his body and blood.” e la nota spiegava:
    ” The word transubstantiation is commonly used in the Roman Catholic Church to indicate that God acting in the Eucharist effects a change in the inner reality of the elements. The term should be seen as affirming the fact of Christ’s presence and of the mysterious and radical change which takes place.”
    E’ vero che in altri documenti la vicinanza con il concetto di transustanziazione appare più sfumato, ma non si può dire che il riavvicinamento (da parte Anglicana, perchè la dottrina cattolica non è cambiata di una virgola) è stato notevole. E questo è un altro dei frutti del Concilio Vaticano II, salvo che qualcuno veda il progresso verso l’unità, senza stravolgimenti dottrinali, come male.
    Comunque Reginaldus ha accuratamente evitato le mie obiezioni, limitandosi a citare un documento di circa 400 anni fa senza tenere conto degli sviluppi storici.
    Le altre due domande erano:
    - dove sta scritto che gli anglicani accettano il novus ordo e non il vetus perchè li considerano diversi;
    - se pure così fosse, che valore di prova di una sostanziale diversità tra i due riti avrebbe l’opinione di una Chiesa separata da Roma ?

  286. Reginaldus scrive:

    ah, ora forse ho capito: gli Anglicani ( lasciamo perdere gli altri cari Fratelli della deriva luterana e calvinista, pare che #Cherubino straveda per gli Anglicani, forse per ragioni di parentela all’interno della stessa famiglia delle schiere celesti…) , quelli Alti, presumo, o parte di essi – anche quelli di ‘sacerdozio’ femminile o gay? – gli Anglicani, insomma, si intenderebbero coi cattolici interpretando i loro articoli sulla ‘comunione’ allo stesso modo che i nuovi cattolici interpretano i canoni del Concilio di Trento: smussa di qua e smussa di là, via le asperità! E voilà il punto di incontro è proclamato da Paolo VI: “Là dove due o tre si trovano radunati nel mio nome, io mi trovo in mezzo a loro.”( Instructio Generalis ). Ecco la fede nella Presenza Reale che ci unisce! E ci voleva tanto a capirla? Mt,18,20 era scritto lì da un pezzo! Il malinteso ci è costato secoli di musi lunghi. Il nostro grande GPII ha fatto la sua ammenda: ci è stata almeno una scusa, un piccolo ‘sorry’, da parte loro, per i gentili trattamenti riservati a Edmund Campion e Robert Southwell, che poi in fondo non erano che due ( e ce ne furono molti altri ) poveri sempliciotti, mentalmente sprovveduti, che con la loro ostinazione tridentinariamente letterale si resero involontariamente colpevoli della arrabbiatura della per altro di buon cuore Her Majesty the Queen Elizabeth the First? Cherubino, lei è abituato a volare alto: che pretesa la mia che lei stia ai testi e non svolazzi per ogni dove, pur di non stare alla dura prosaicità dei testi.

  287. Reginaldus scrive:

    comunque, e per concludere, quando vedrò Anglicani o Luterani o Calvinisti o…o…o…prender parte – condividendone in toto i contenuti dottrinali [ sacrificio immolativo, propiziatorio di lode e di impetrazione e per i vivi e per i defunti... rinnovato, in maniera incruenta, dal sacerdote ogni volta che lo celebra - in forza del potere che gli attribuisce il Sacramento dell’Ordine a lui conferito e che lo abilita ad agire “in persona Christi “- compiendo il Sacramento del Corpo e del Sangue di Cristo, SOSTANZIALMENTI presenti sotto le Specie del pane e del vino] – a una messa cattolica di espressione tridentina, allora comincerò a ricredermi…. E perché non dovrebbe succedere? Non sono le due messe “due forme dello STESSO Rito”?

  288. Ferrer scrive:

    Sono convinto che possano ottenere grandi vantaggi spirituali da tutta questa polemica.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__T r a d i z i o n e__C a t t o l i c a )

  289. Enos scrive:

    I punti controversi ed il linguaggio “conciliante” del Novus Ordo Missae si possono e devono comprendere tenendo presente:
    1) il contesto in cui sono inseriti;
    2) le eventuali spiegazioni fatte dal Magistero, ovviamente in un’ottica di continuità con tutta la Tradizione ed il Magistero precedente.
    Mi sembra che questo sia il punto di vista di Don Cantoni.
    Se invece si assume un atteggiamento inutilmente polemico e fondamentalista su ogni singolo termine, si potrebbe arrivare a dire che il Simbolo Niceno-costantinopolitano e quello degli Apostoli, non usando le medesime parole e non trattando identicamente gli stessi, esprimono una Fede diversa, e se si accetta l’uno allora si dovrebbe rifiutare l’altro.
    Ad esempio, siccome nel primo non si menziona espressamente la “discesa di Gesù agli inferi” allora questi è da rigettare come “eretico” o “incopleto”, a differenza del secondo.
    Se si considerasse invece la verità di fede dello “Spirito Santo che ha parlato per mezzo dei profeti”, siccome essa è presente espressamente solo nel primo, allora bisognerebbe rifiutare il secondo.

    Caro Reginaldus, è poi ovvio che, volendo assumere, per quanto possibile, un atteggiamento “conciliante” nei confronti delle comunità ecclesiali non cattoliche, si sia utilizzato un linguaggio “nuovo” rispetto al passato (e magari anche non chiarissimo, a prima vista) per esprimere le medesime verità di sempre, tenendo in conto, sempre per quanto è possibile, anche le obiezioni verbali presenti perfino nelle più assurde posizioni eretiche (del resto qualche “logoi spermatikoi”, frammento di verità, potrebbe ancora esservi dimenticato).
    Questo mi sembra essere, per quanto ne so, l’ecumenismo: cercare di usare, per quanto possibile, termini “nuovi” (e possibilmente non inutilmente polemici alle orecchie dei nostri interlocutori) per esprimere le medesime verità di sempre, senza per questo apostatare dalla Verità tutta intera.
    Caro Reginaldus, comunque sia , siccome finora ho “ardito parlare” pur essendo “polvere e cenere” e riconosco la mia limitatezza, su questi punti controversi proporrei interrogare il Cardinal Castillon Hoyos, responsabile del dialogo della Chiesa Cattolica in piena comunione con il Papa e la vostra fraternità. La soluzione è a portata di mano, adesso si tratta di non spegnere lo Spirito e di pregare per gli operatori di Pace.

    Pax et Bonum

  290. renato scrive:

    scusate ma questo significa che non è più proebito partecipare alla messa dei lefrebriani?

  291. fedenrico scrive:

    Gentile Curioso,

    leggo solo ora il suo del 23 scorso.

    Il popolo palestinese è macellato dalle organizzazioni terroristiche che lo controllano e lo manipolano, nonchè da Paesi arabi ispiratori e finanziatori delle medesime.

    Chiunque usi la ragione è in grado di capire che Israele lotta per la propria sopravvivenza; così come è in grado di capire che Hamas, Partito di Dio, e dittatori arabi che finanziano il terrore lottano per la sua distruzione.

    Sono cristiano (non conosco il significato di quell’altro suo neologismo) e come tale mi guardo bene dallo sputare sugli ebrei che, come correttamente lei evidenzia, sono vittime di un’aggressione omicida.

  292. Cherubino scrive:

    REginaldus, veramente sei tu che non stai ai testi, perchè prendi solo quelli che ti piacciono e alteri quelli che contraddicono le tue tesi. Ti ho dato nomi, date, citazioni e parole concrete. Il fatto che non ti piacciano non è più un problema conoscitivo, ma morale, una posizione preconcetta che ti impedisce di esaminare a mente libera ciò che ti viene detto.
    Per questo mi sembra abbastanza inutile continuare a discutere: per te la Chiesa è senza pastore e senza magistero. Io credo nella indefettibilità della Chiesa, per assistenza divina.
    Quando ti accorgerai di dove l’errore lentamente ti porta sai che questa Chiesa segue la legge della misericordiosa ed è pronta ad accoglierti a braccia aperte.

  293. Cherubino scrive:

    @ renato:
    - non era proibito neanche prima – nonostante la Messa pur valida fosse (ed è) illecita, in quanto celebrata da sacerdoti sospesi – ma a condizione che non vi fosse adeisone alle idee scismatiche di Lefevbre
    - era (ed è ancora) fortemente sconsigliato, per il rischio di “impregnarsi di mentalità scismatica” (cito letteralmente da una lettera ufficiale del card. Perl della Commissione Ecclesia Dei).
    E’ chiaro che se gli sviluppi confermeranno l’abbandono delle posizioni lefevbriane condannate da parte della Fraternità S. Pio X non vi sarà più neanche il pericolo di esporsi ad idee scismatiche.

  294. Reginaldus scrive:

    #Cherubino e #Enos, ripeto, se non valgono i miei ragionamenti, se io non sono capace di stare ai testi – bella questa! – aspetto la dimostrazione chiesta nel mio post delle ore 12.31 , 28u.s…( e non faccia torto all’intelligenza, Enos, pensando che qui ci sia solo una questione di ‘termini’…Scusate, ma a me non riesce l’acrobazia del povero Roger Schutz, priore di Taizè, per la quale a lui riusciva di sentirsi cattolico e calvinista nello stesso tempo! e nemmeno l’acrobazia dei nostri grandi papi, il polacco e il tedesco, che a quel caro Fratello Bi-fede amministravano la Comunione, nel Rito Ordinario della Messa, evidentemente…- Dio avrà misericordia delle mie incapacità… ) — Quanto poi alla mia assegnazione – da parte di Enos – alla ‘fraternità’, qui proprio mi viene da ridere…

  295. Cherubino scrive:

    Reginaldus la tua della 12:31 h aavuto già più volte risposta: non fa testo il modo in cui gli Anglicani colgono le differenza tra vo e no, è la LORO interpretazione, non la nostra. E’ contraddittorio da parte tua continuare a basare la tua convinzione sul giudizio di coloro che ritieni in grave errore sul resto. Cadi in un un grave errore logico:
    premessa maggiore: gli Anglicani sono di norma in errore
    premessa minore: gli Anglicani ritengono sostanzialmente diversi no e vo
    ergo: è vero che vo e no sono sostanzialmente diversi

    se non lo capisci non so che farci…
    e per la precisione: qui nessuno nega che i problemi con gli Anglicani siano tutti superati, ma solo che:
    - da parte loro c’è stata una diversa interpretazione di alcune delle 39 tesi;
    - che questo è un dono di Dio e un merito del lavoro ecumenico;
    - che ciò non ha comportato alcuna modifica della dottrina cattolica;
    - che essi hanno certamente più punti di vicinanza con noi che i protestanti, da cui sono diversi sotto importanti aspetti.

  296. Cherubino scrive:

    correzione nell’ultimo post : volevo dire “nessuno afferma…” non “nessuno nega…”

  297. Reginaldus scrive:

    ma @Cherubino siccome lei dà da vedere che si intenderebbe di sillogismo e quindi di procedure logiche scolastiche, dovrebbe sapere che il ragionamento degli scolastici autentici partiva da una premessa irrinunciabile: l’ Explicatio Terminorum. Le parole devono avere un senso preciso per ambedue i dissertanti: prima di discutere vediamo che cosa intendiamo usando queste parole… Sono poi le famose regola del gioco: prima regola, carte uguali. Ora si pretenderebbe di giocare senza preoccuparsi dell’ identità delle carte. Se usiamo carte diverse, come facciamo a giocare? Visto che lei insiste coi suoi amatissimi Anglicani – ai quali, en passant, Leone XIII non riconobbe più valido il sacerdozio… – [ ma non se n’ è accorto che ad applaudire alla NUOVA messa ci sono anche altri e altri protestanti? Li conosce i nomi degli esperti protestanti chiamati a consulto de missa nova istituenda, da Paolo Vi di INfelice memoria?...] – come si fa a sostenere che gli Anglicani intendono sostanzialmente la messa allo stesso modo cattolico tridentino, differenziandosi solo per un minore accanimento semantico? perché impuntigliarsi in distinzioni forsennate su materia forma accidenti sostanza presenza di corpo anima e divinità sacrificio cruento e incruento rinnovazione memoria sacerdozio specifico e sacerdozio generale…Parlando di Presenza Reale diciamo bene che è una presenza particolare, una presenza forte, intensa, pregnante… e viviamo in pace! E poi dove Dio non è presente? e come osiamo rilevarne la diversa intensità di presenza con il geiger della nostra saccenteria?—Comunque rimango fermo nella mia sfida: quando vedrò Anglicani e Luterani PRENDER PARTE a una messa cattolica Tridentina – forma dello STESSO RITO – allora sarò pronto ad abbracciarli! —Il Newman, pur appartenendo alla grande al Movimento di Oxford, non vide nella messa anglicana l’identità di Rito con la messa cattolica e si fece cattolico, e della Chiesa Cattolica divenne Cardinale. Anche lui, povero sprovveduto…. Aveva tentato, inutilmente, col suo ‘Tract 90’ di interpretare i 39 articoli della Chiesa Anglicana in un’ottica cattolica: ma niente da fare: contro di lui fu scagliata la condanna da parte dell’ “Hebdomadal Board” dell’Università di Oxford e venne sconfessato da 42 vescovi anglicani! Ma in questa impresa di conciliazione interpretativa è ora riuscito il nostro Cherubino!

  298. Enos scrive:

    Caro Reginaldus, continuo a non capire perché tu sei fermo nel pensare che la validità del Novus Ordo Missae dipenda da una sua esplicita non accettazione da parte di anglicani, luterani o altri.
    Non sarebbe molto meglio (e più conforme alla logica ed alla Tradizione Cattolica) avere una conferma dalla sua validità da parte del Magistero, che chiarisca, una volta per tutte, i punti oscuri sollevati dalla vostra fraternità (alle cui tesi, indipendentemente dallo stato di vita, mostri di aderire)?
    Mostrare ancora più chiaramente di quanto non si sia fatto finora, la continuità e l’ortodossia alla Tradizione liturgica cattolica del Novus Ordo Missae, potrebbe essere infatti un “vostro” servizio all’intera Chiesa universale.
    Saprai certamente che si discute pure di una “riforma della riforma” liturgica (Ecclesia semper reformanda est).
    Cosa aspettate allora a fare questo passo, chiarificatore e chiarificante?
    Adesso penso che sia il tempo della preghiera, e non più della contrapposizione. Facendo mie le parole del papa all’udienza di mercoledì 28 gennaio, spero e prego che adesso, da parte della Fraternità, vengano fatti gli ulteriori passi necessari “per realizzare la piena comunione con la Chiesa”, testimoniando così “vera fedeltà e vero riconoscimento del magistero e dell’autorità del Papa e del Concilio Vaticano II”.

    Pax et Bonum, a tutti, nei prossimi giorni avrò un po’ di cose da fare, che non mi permetteranno di essere assiduo frequentatore di questo Blog.

    La Pace del Signore sia sempre con tutti voi

  299. Cherubino scrive:

    Reginaldus, come diceva Tomasi da Lampedusa, cambiare tutto per non cambiare niente. E’ una strategia molto seguita negli ultimi tempi.
    Lei arzigogola ma non risponde: lei da un lato pone gli Anglicani tra gli erranti, poi li usa a sostegno della sua tesi (NO sostanzialmente diverso da VO).
    Poi fa un gran polverone ogni volta che si cerca di portarla di fronte alle sue contraddizioni:
    1) non può assumere gli anglicani come fonte di verità o di menzogna a suo piacimento: si decida;
    2) non può accusarmi di difendere gli anglicani: qui nessuno nega i loro errori, sto solo ponendole l’obiezione al punto 1) e in subordine le sto mostrando che i passi di riavvicinamento non dipendono da un cambiamento della dottrina cattolica, ma da un almeno parziale avvicinamento ad essa degli anglicani. E questo non lo dico io ma i documenti del Vaticano.

  300. Reginaldus scrive:

    ma sa che è fantastico = vede contraddizioni dappertutto, quando il pensiero degli altri non sintonizza sul suo! ma lei ce l’ha un’ idea di cosa sia ‘contraddizione’ ? ma che significa, quaeso, “ non può assumere gli anglicani come fonte di verità o di menzogna a suo piacimento”: ma lei sa leggere? quando mai io ho “assunto” i suoi cari anglicani come ’fonte’ di verità o ‘menzogna’ ( che c’entri poi la ‘menzogna’ non capisco, quando mai io li ho chiamati- sempre i suoi carissimi, sui quali lei si è fissato ossessivamente, come se racchiudessero questi tutto l’universo protestantico..- bugiardi falsi menzogneri? voleva dire fonte di‘errore’ )? Perbacco, gli anglicani come FONTE di verità e menzogna!!! Ma che, sono Dio e Satana nello stesso tempo? —Io ho semplicemente detto che non si può essere insieme cattolici e anglicanprotestantii, per la contraddizion che nol consente; che se loro gradiscono la nostra celebrazione paolosestina, e la sentono tal quale la loro ‘Comunione’, e non accettano la nostra messa vecchia perché ‘blasfenma’ e ‘dannosa’, una ragione pure ci sarà pure. E non li si può certo accusare accusare di illogicità. Siamo noi che ‘arzigogoliamo’ tutto dicendo che la messa nuova , ma certo, è tal quale la vecchia, e che se poi gli altri, i fratelli di sponda anglicanprotestante ( per stare ai suoi amatissimi), non se ne sono accorti, pazienza, prendiamo quello che unisce e sorvoliamo su quello che non capiamo….Ma ora basta davvero.

  301. Reginaldus scrive:

    per amore del tema e non certo per amore del discutere per discutere, vorrei sottoporre le mie domande in forma di ragionamento matematico, secondo il principio della proprietà transitiva:

    -Prendiamo:
    A = Messa Tridentina
    B = Missa NO
    B’= celebrazione anglicana ( Book of Common Prayer, ‘Santa comunione’)
    CC = Cattolici del CVII

    -Se per i CC A = B;

    -se per Anglicani B = B’ [“Leggendo lo schema sulla liturgia e ascoltando il dibattito su di esso, non potevo fare a meno di pensare che se la Chiesa di Roma continuava a migliorare il Messale e il Breviario abbastanza a lungo, avrebbe un giorno inventato il “Book of Common Prayer.” (Vescovo anglicano J. Moorman)
    “Questo nuovo rito è perfettamente conforme alle nostre idee PROTESTANTI.” (Altro vescovo anglicano)].

    -se per CC –– B’ è perfettamente conforme alla dottrina cattolica avendo il papa Giovanni Paolo II concesso l’uso del Book of Common Prayer all’interno del cattolicesimo per quelle comunità che, trovandosi in dissenso con l’ordinazione sacerdotale delle donne, hanno abbandonato la comunione anglicana tornando sotto la giurisdizione ecclesiastica latina”- e quindi riconoscendovi una dottrina conforme a quella cattolicane la sana dottrina;

    –Domanda: PERCHE’ per gli Anglicani A non è = B’, essendo per loro B’ = B e per noi A = B e B = B’?…
    —-Qui qualcuno bara ( o sono in contraddizione io? )

  302. Enos scrive:

    Salve a tutti, eccomi ritornato dopo un po’ di tempo, il Signore ha voluto farmi la grazia di dare “esito felice” ad un mio piccolo lavoro (è proprio vero che dopo ogni croce c’è sempre la risurrezione) ed adesso posso ritornare a vostra disposizione.
    @REeginaldus, ecco la mia replica al tuo precedente intervento, che utilizza, per amore di chiarezza, il formalismo matematico.

    Consideriamo:
    A = Messa “Vetus Ordo”
    B = Messa “Novus Ordo”
    C= celebrazione anglicana-episcopaliana (Book of Common Prayer, nelle sue varie redazioni, ad es. del 1928 e del 1979)
    D= Messa cattolica di “uso anglicano” (quella concessa a parte del clero ex-episcopaliano negli Stati Uniti ed in Canada, entrato in piena comunione con la Chiesa cattolica dopo la “Pastoral provision” del 1980)

    Per i cattolici, la celebrazione della Santa Messa è valida sia usando A che B, simbolicamente A = B;

    Per qualche anglicano, probabilmente la cosiddetta “High Church”, che si autodefinisce anglo-cattolica e che celebra liturgie con messali (a loro dire) molto più “avanzati” rispetto a quello “elisabettiano”,
    il messale di Paolo VI (B) è molto vicino (leggiamo pure le affermazioni di quel vescovo, “se la Chiesa di Roma continuava a migliorare il Messale e il Breviario abbastanza a lungo, avrebbe un giorno inventato il “Book of Common Prayer.”) a quelli da loro usati (C) (non so a quale redazione il vescovo sopra citato si riferisse), simbolicamente B ~= C .

    Ad onor del vero, bisognerebbe qui aprire una parentesi sul fatto che le varie correnti di pensiero degli anglicani-episcopaliani hanno idee teologiche assai diverse fra loro, ed in più non hanno nemmeno uniformità liturgica.
    Tanto per averne un’idea, alcune correnti (Low Church, diocesi di Sidney) mettono al bando la casula ed altre vesti liturgiche, altre no, alcune la richiedono espressamente (High Church). Alcuni sacerdoti conservano rigorosamente l’eucaristia dopo la celebrazione liturgica, altri no, insomma è un bel guazzabuglio.
    Alcuni membri della High Church arrivarono nel 1912 e 1933 a realizzare un messale (English Missal) che è basato essenzialmente su quello di San Pio V (con tanto di Canone Romano e riti della Settimana Santa) ed ancor oggi è utilizzato da alcuni comunità “tradizionaliste”.

    Per i cattolici, comunque, il Book of Common Prayer, anche nelle edizioni più “avanzate” e recenti, non è del tutto accettabile, ed infatti al clero ex-episcopaliano (ex ministri “anglicani” degli Stati Uniti) entrato in piena comunione con la Chiesa Cattolica, è stato concesso di usare un particolare messale chiamato “Book of Divine Worship” (Libro per il culto divino) (che ha come simbolo in questo post la “D”). Questo messale riflette varie influenze, il rito di Sarum (inglese pre-tridentino), l’English Missal, alcune versioni del Book of Common Prayer del 1979 ed il Messale Romano.
    Cito espressamente (traducendo letteralmente) la pagina in inglese di Wikipedia sul “Book of Divine Worship”: “la comune celebrazione liturgica domenicale è basata sulla traduzione in inglese seicentesco della Messa Tridentina, in maniera tale da sembrare simile al servizio anglicano [tradizionale]“.
    Simbolicamente perciò, per i cattolici,
    quanto a validità, B =/ C e B = D (=/ vuol dire “diverso”).

    In conclusione seguendo il pensiero dei cattolici, non si arriva a nessun assurdo logico in quanto, sempre riguardo alla validità liturgica:
    A = B ; B =/ C ; C =/ D ; B = D (e, per proprietà transitiva, anche A = D).

    Se poi qualcuno ipotizza invece che B = C (alcuni anglicani “estremi” ed i lefebrviani) e che A =/ B (lefebvriani), è ovvio che si arrivi a differenti conclusioni sulle validità dei messali in esame.
    Il problema, a questo punto, non è però la presunta incoerenza logica dei cattolici, ma stabilire invece quali siano le ipotesi di partenza corrette.

    Pax et Bonum

  303. yochanan scrive:

    Carissimi,

    leggendo i vostri interventi, mi tornano in mente queste parole: “Invano mi rendono il culto, insegnando dottrine che sono comandamenti di uomini”.

    Siete tutti uguali: cattolici, lefebvriani, anglicani, luterani, ortodossi. Tutti insegnate e praticate dottrine umane, ma vi guardate bene dal seguire la sola Parola (quella di YHWH e del Mashiach Yeshua) che potrebbe portarvi alla salvezza.

    Che tristezza…..

    Shalom

  304. Enos scrive:

    Caro Yochanan,
    L’unica cosa che mi permette di sapere, in coscienza, di non rendere “invano il mio culto” al Signore, e di sapere di non conoscere “dottrine di uomini”, ma la dottrina stessa trasmessa dal Signore ai suoi apostoli e discepoli, è il fatto di essere in comunione (o meglio, cercare di essere sempre in comunione) con l’unica Chiesa universale, fondatà da Gesù stesso, poco meno di 2000 anni fa.
    Chi ha conservato fedelmente (infallibilmente), secondo la promessa stessa del Signore, il Suo insegnamento ed ha stabilito quali fossero le Scritture da Lui ispirate?
    La medesima ed unica Chiesa universale.
    Il principio protestante della “sola Scriptura” non può reggere logicamente. E’ necessario che sia presente un’autorità che decida la conformità delle varie opere scritte all’ispirazione divina (Diatessaron, Pastore di Erma, Didaché, Vangeli, lettere cattoliche, lettere di Paolo, lettere di Policarpo, Apocalisse ecc. ecc.).
    La Sacra Tradizione cristiana non è una replica, in forme diverse del Talmud (e la tradizione ebraica sistematizzata dai farisei), giustamente criticate da Gesù nei punti in cui contrastavano con la bellezza e semplicità del messaggio biblico vetero-testamentario (come nella frase da lei citata). Come ho cercato di far notare in un precedente post, la Sacra Tradizione per i cristiani non può essere sistematizzata in pochi “libri” come vorrebbero alcuni lefebvriani.
    E’ necessaria quindi grande umiltà ed apertura di cuore per accogliere l’unico messaggio che il Verbo di Dio ha voluto trasmettere agli uomini (il Verbo di Dio si è fatto carne, non “carta”), confrontandosi con l’unica “istituzione” (meglio sarebbe dire “popolo” o “famiglia”) da Lui fondata e dotata di autorità (potere di legare e sciogliere).
    Buona riflessione e buona preghiera.

    Pax et Bonum

  305. Artefice1 scrive:

    Bravo Eros…..se non fossero Ideate Intenzioni, fondate su PER-Suasioni, (avverse situazioni) Ma CON-Vincimenti.
    Direi che CON-Cordo.

    Ti chiederai cosa impedisce l’incontro..
    Primo
    “”la dottrina stessa trasmessa dal Signore””
    Essendo anche l’Individuo, un potenzialmente Signore, il termine Signore manifesta un evidente ossimoro, uno sfruttamento.
    Perciò userei soltanto il termine Dio Padre Creatore.
    Secondo
    “”il fatto di essere in comunione”” (alla Chiesa)
    Sembra che il termine Comunione manifesti a sua volta un ossimoro CON-Cettuale.
    In Fatti Ritengo che l’Unica Comunione si manifesta CON la RELAZIONE: Partecipazione di Dio CON-Senso.
    Quella Comunione che intendi tu, in ossequio alla Chiesa fonda sul COM-Promesso.
    Mentre la Comunione Determinata dalla Relazione, (Ciascuno Riconosce la stessa Verità CON-Vinta-Mente, Riconoscendosi) Indubitabilmente è Eterna e Definitiva.
    Terzo
    “”confrontandosi con l’unica “istituzione” (meglio sarebbe dire “popolo” o “famiglia”) da Lui fondata e dotata di autorità (potere di legare e sciogliere).””
    Mi resta il dubbio che tu qui per Famiglia sott’intenda la Chiesa, piuttosto che il “Maschio e Femmina”

    (il Verbo di Dio si è fatto carne, non “carta”)

  306. Enos scrive:

    Caro Artefice1, sei un po’ troppo criptico per la mia povera mente (piccola “buca per l’acqua del mare”).
    Mi faresti la carità di esprimerti più “pianamente”?
    Cosa vuol dire in particolare:
    “Secondo
    “”il fatto di essere in comunione”” (alla Chiesa)
    Sembra che il termine Comunione manifesti a sua volta un ossimoro CON-Cettuale.
    In Fatti Ritengo che l’Unica Comunione si manifesta CON la RELAZIONE: Partecipazione di Dio CON-Senso.
    Quella Comunione che intendi tu, in ossequio alla Chiesa fonda sul COM-Promesso.[???]
    Mentre la Comunione Determinata dalla Relazione, (Ciascuno Riconosce la stessa Verità CON-Vinta-Mente, Riconoscendosi) Indubitabilmente è Eterna e Definitiva.”

    Pax et Bonum

  307. Artefice1 scrive:

    Caro Eros…..la Realtà la conosci, almeno quanto se non meglio di me.

    Una Realtà Promossa a colpi di significati come può determinare il CON-Vincimento?

    Il Con Vincimento non é forse da Dio Padre Creatore?
    Determinato dal Senso Ispirato?

    Potremmo Riconoscerlo adorando i significati???
    Capisco la tua perplessità.
    Sarebbe Impossibile Dominare. Vero?
    Ma la Sua Volontà Trionferebbe.

  308. Enos scrive:

    Caro Artefice1, dopo un po’ di tempo ho riletto la tua prima lettera, e devo dire che mi è sembrato di COM-prenderla meglio.
    Riguardo alla comunione con la Chiesa universale, ovvio che, in questa vita terrena, essa è ancora “imperfetta” in quanto non ancora definitivamente stabile ed eterna.
    Quindi, si potrebbe meglio dire, essa rimane uno “sforzo” quotidiano, con risultati talvolta altalenanti.
    Questo è però caratteristico delle pecorelle che cercano con la loro vita di appartenere alla Chiesa terrena (“militante” e non ancora “trionfante”).
    La Chiesa stessa, in quanto istituzione divina, ha però anche una “consistenza” diversa, soprannaturale, che (in maniera a noi “invisibile”) le permette di avere l’”assistenza dello Spirito Santo”, per quanto riguarda le questioni di Fede (la Varità da credere) e di morale (la Carità da praticare). Non è forse solo in quest’ottica che vi può essere il CON-vincimento personale anche “sulle realtà promosse a colpi di singnificati”(le affermazioni “positive” magisteriali)?
    Come dice San Tommaso d’Aquino: “Credere è un atto dell’intelletto che, sotto ,a spinta della volontà mossa da Dio per mezzo della Grazia, dà il proprio assenso alla verità divina”.
    Un’altro autore medievale diceva “Siccome Cristo è Logos, e tu ti dici cristiano, allora non puoi non essere anche logico”.

    Pax et Bonum

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