A Rieti hanno abolito il presepe

Ci sono notizie che feriscono, altre che lasciano scioccati, altre che fanno arrabbiare. Altre ancora che rappresentano un tristissimo segno dei tempi e testimoniano purtroppo fin dove si possa arrivare in nome del «politicamente corretto» e della banalità… Beh, cari amici, c’è una notizia, appresa stamani leggendo la Bussola quotidiana, che mi ha profondamente colpito e che riunisce purtroppo tutte le categorie sopra esposte. Una notizia che merita un commento.

A Rieti, hanno deciso di non fare il presepe nella cattedrale a motivo della sobrietà. «La decisione di rinunciare allo storico presepe della Cattedrale (…) è anche un invito a rinnovare lo sguardo anche sulle tradizioni più ovvie, a superare ciò che l’uso ci ha indotto a dare per scontato, a rinunciare a quello che ci sembra necessario per concentrarci su quello che è davvero essenziale». Questo si legge sul settimanale diocesano di Rieti, nell’articolo che «spiega» ai fedeli perché quest’anno non hanno trovato lo storico presepe nella cattedrale. E pensare che proprio nella diocesi di Rieti si trova Greccio, cioè il luogo dove San Francesco ha voluto creare il primo presepe.

Via il presepe, perché tradizione troppo scontata, rinunciamo a ciò che ci sembra necessario, concentriamoci sull’essenziale… «Una scelta di sobrietà». Ma che bell’esempio! Vi confesso che mi sono sentito colpitissimo, giudicato. Io che quest’anno, nonostante la crisi – dopo diverse discussioni con mio figlio più piccolo che ho cercato di educare alla bellezza e al gusto della preparazione del presepe, come le altre figlie – ho persino deciso (udite! udite!) di aggiungere una cascatella con l’acqua corrente (tranquilli, amici ambientalisti, l’acqua è sempre la stessa, che si ricicla).

Ora che la diocesi di Rieti mi ha aperto finalmente gli occhi, ora che il suo gesto profetico e sobrio è lì a testimoniare l’essenziale, mi sento in colpa. Credo proprio che toglierò anche la fioca lucetta che nella capanna simula il fuoco: caro Gesù Bambino, l’anno prossimo, in nome della sobietà, ti lascerò ben impacchettato in garage, ma già quest’anno, come ci insegna il magisteriale atto del presule reatino, ti tolgo un po’ di luce, così impari.

«L’assenza, in questo caso, vale più della presenza», è il sublime commento della curia di Rieti per giustificare l’abolizione del presepe. Certo, seguendo questo profetico esempio, si potrebbe continuare. Perché fermarsi? Si potrebbero togliere le statue e i quadri dalla cattedrale, ad esempio. Anche in questo caso l’assenza vale più della presenza. E perché non abolire quelle trite e ritrite funzioni – peraltro quasi sempre uguali e ripetitive – che vanno sotto il nome di «messa domenicale». Tutti sarebbero richiamati all’essenziale, se il vescovo, l’arciprete, il parroco e il cappellano non celebrassero più. Tutti s’interrogherebbero, tutti riscoprirebbero il senso del Natale, tutti si riavvicinerebbero alla fede.

Certamente, oltre al presepe e alla messa, è da abolire anche la confessione, l’adorazione eucaristica, quei sacramenti così di routine: se ne riscoprirebbe molto di più il senso se non ci fossero. Un’ultima annotazione: c’è da augurarsi che nella diocesi che ha abolito il presepe in nome della sobrietà, nessuno del clero – a partire dal suo illuminato pastore – abbia mangiato il panettone il giorno di Natale, o i tortellini in brodo, o il cotechino… Per favore, diteci che in nome di quella sobrietà che vi ha fatto rinunciare a una delle tradizioni cristiane più belle e commoventi, davanti alla quale torniamo tutti bambini, avete almeno digiunato il 25 dicembre. Diteci almeno che il vescovo ha deciso di muoversi in bicicletta per non usare la macchina, diteci che avete donato in beneficenza tutti i vostri telefonini e i computer, diteci che non avete abolito solo il presepe…

Ad esempio, speriamo vivamente che monsignor vescovo abbia almeno abolito la mitra episcopale (quell’inutile sfarzo di un copricapo orientaleggiante e oggettivamente un po’ ridicolo, per la gente una testimonianza certamente meno necessaria del Bambinello nella capanna), speriamo si sia disfato di tutte le mitre che aveva, per celebrare a capo scoperto in nome della sobrietà! Siamo certi che avrà dimesso l’anello (solitamente d’oro), per assomigliare più a un semplice pastore che a uno dei re magi.

Secondo il settimanale diocesano, «chi varcherà la soglia della cattedrale, lo farà davvero per ascoltare la proclamazione della Parola». E non per vedere il presepe. Che disprezzo per la nostra povera umanità, per noi poveri uomini e donne che in questo inizio di terzo millennio ancora ci stupiamo davanti alla rappresentazione della natività, davanti a quel Bambino avvolto in fasce. Invece di essere grati per il fatto che a Natale, magari per caso, ci sia gente che entra nella cattedrale, sosta davanti al presepe e… chissà, magari balbetta anche una preghiera, questi seriosi paladini della sobrietà preferiscono far entrare solo i «buoni», i «motivati», quelli che vanno ad ascoltare le omelie (che speriamo quest’anno siano state sobrie, e non abbiano superato i cinque minuti).

«Il messaggio che si tenta di dare – scrive l’illuminata curia reatina – è quello di rivolgersi all’essenziale, tralasciando ogni altra cosa possa avere il sapore dello sfarzo, del superfluo, dell’inutile». Dunque la sacra famiglia, i pastori, i re magi sarebbero sfarzo, superfluo, inutile. Non posso più continuare, sto davvero male leggendo simili argomentazioni… Siamo di fronte a uno degli esempi più lampanti di come si possa demolire anche ciò che di più bello abbiamo. Concludo con le magistrali parole di commento di Riccardo Cascioli, direttore della Bussola: «San Francesco, ci dice il biografo Tommaso da Celano, con quel presepe fece rinascere Gesù nel cuore di tante persone che erano accorse a Greccio. Oggi a Rieti si è deciso di farlo morire».

* Ringrazio il sito Cantuale Antonianum per aver fatto delle precisazioni: quello che è stato abolito per sobrietà è il grande presepe storico tradizionalmente costruito nela cattedrale. Al contrario di quanto si leggeva nell’articolo del settimanale diocesano (che parlava solo della presenza di un Bambinello ai piedi dell’altare), una piccola, minimale natività è stata costruita. Le cose non cambiano molto: non so quali siano le motivazioni della scelta, ma se sono soltanto quelle messe in pagina dal settimanale, vale a dire il segno di sobrietà con l’assenza, a me continua a sembrare un autogol.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

100 risposte a A Rieti hanno abolito il presepe

  1. andrea scrive:

    Un segno che necessita di tante spiegazioni che segno è? La confusione mi pare stia tra ciò che è superfluo e ciò che è gratuito… un presepe è una gratuita perdita di tempo, che si fa, un po’ per gioco, pensando alla Nascita di Gesù. Nel Duomo di Rieti avranno avuto troppi gravi pensieri per dedicarsi al presepe… Anche il Re Davide fu rimproverato per aver ballato davanti all’Arca della Santa Alleanza!

    • anna paola salvi scrive:

      Per favore evitiamo confusione tra perdita di tempo e conferma di una tradizone che nella Cattedrale di Rieti è centenaria e che riunisce intorno a questo presepe, il cui allestimento è opera gratuita!!! centinaia di persone che sfilano per giorni davanti alla cappella di S. Caterina per seguirne con curiosità ed attenzione la costruzione ed ammirarlo con rinnovato stupore una volta compiuto, credenti e non credenti.
      Le statue del settecento vengono mostrate solo in questa occasione insieme ai fondali che sono stati dipinti appositamente e che risalgono agli inizi del XX secolo.
      Se si è cercato un richiamo alla sobrietà, in questo caso non poteva essere più fuori luogo di così.

  2. barbara scrive:

    È vero k se non ritorniamo bambini non entriamo nei regni dei cieli… Ma credo k sia urgente istituire la vera sacra famiglia cristiana e mettere in centro le nuove coppie con i loro primogeniti. Aiutare le famiglie a realizzare il progetto del regno di sacerdoti maschi e femmine coppie sacerdotali famiglie sante…

  3. Renata scrive:

    Quando ho queste notizie mi sento uno straccio da pavimento.Chiedo al vescovo,oltre all’anello e tutto cio’ che ha,per la sobrieta’ ha rinunciato alla macchina e autista che lo accompagna,il suo pranzo,cena e’ stato semplice,non sto’ ad elencare tutte le sue agevolazioni altrimenti vado troppo su’ di giri.Ma al mio presepio anche se piccolino ma tanto tenero….NON RINUNCERO’ MAI..Signore converti i tuoi ministri che con il loro agire vogliono confonderci,ma maiiiii ci riusciranno.Signor Tornielli il prossimo anno agiungeremo ancora qualche immag. al nostro presepio.Santa giornata con Gesu’ e Maria…PS.caro vescovo le comunico che domani parto per Medjugorje felice della mia poca sobrieta’.

  4. peccatore scrive:

    Condivido parola per parola il commento.
    Quest’anno ho aggiunto dieci pecore e due pastori al presepe: tragico spreco.
    Macellerò gli animali e licenzierò i pastori… in segno di sobrietà. Tagli necessari.
    Chi entra in casa nostra non vedrà più un bel presepe: potrà continuare a vedere solo tutto il resto del nostro stile di vita, perchè vorrai mica rinunciare al telefonino, al divano, al microonde, alla caffettiera come-al-bar, a internet, alla TV…
    E poi il tempo deve essere produttivo: via la preghiera…
    E dobbiamo pensare ai poveri: via i fiori davanti alla statuetta della Madonna.
    Però proclamiamo la Parola… Quella sì deve rimbombare.
    Se dobbiamo diventare protestanti, allora protestiamo!
    Anche nelle chiese: ubriacati di predicozzi contro i consumi, si finisce con il dare il messaggio che la crisi si fronteggi evitando negozianti che rischiano di chiudere il proprio luogo di lavoro, tacendo delle logge massonico-finanziarie che ci stanno impoverendo tutti, deliberatamente e scientemente… Tutti presi da logiche economiche, incapaci di immergersi nel mistero dell’incarnazione, preoccupati di non rifugiarsi in “sentimentalismi” e desiderosi di accreditarsi presso i cristiani della messa di mezzanotte come capaci di parlare di “cose concrete”, quasi che il presepe sia da meno di una banca che presta soldi che non ha, ma ti fa pagare interessi veri…
    Incapaci di ricollegare alla realtà ciò che Giuseppe dovette fare, accettando Maria incinta non di lui, trovandole un luogo poco consono dove partorire, conducendola in Egitto sotto minaccia… Per questa chiesa secolarizzata e propensa a dare “segni”, l’unico segno che pare difficile da dare è la fede e l’unico nemico certo pare essere la tradizione. Più della “Parola” restano le mille inutili parole che vengono dette con la scusa di commentare ciò che di fatto non viene più messo al centro: l’incarnazione, la croce, la salvezza, la vita eterna. Se al centro finisce l’economia, ai margini finisce l’uomo. Mettendo al centro Dio, si focalizza il valore dell’uomo. Viceversa l’uomo mette al centro le proprie strutture, smarrendo l’umanità, perchè Dio è diventato una scusa. E molta Chiesa “moderna” questo errore lo fa frequentemente: non solo a Rieti.

    Non dobbiamo aver paura di Erode, ma di non ascoltare l’angelo.
    http://www.gloria.tv/?media=223253

  5. Dontoine scrive:

    Non dire al vescovo di abbandonare l’anello e la mitria: lo farebbe perchè non hanno il senso delle cose. Ditegli piuttosto di lasciare la berline per andare con la Panda, di spegnere il riscaldamento nella sua stanza ; cosi si vedra la sua rinuncia alle ricchezze!

  6. Reginaldus scrive:

    Uscendo fuori per un attimo dal fuoco incrociato delle varie fazioni del sedicente credo cristiano cattolico – che spettacolo! Davvero spectaculum facti sumus mundo , et angelis , et hominibus …- proviamo a metterci nei panni di questi muslim , che se da una parte si sentono dire, dall’ ufficialità ‘cattolica’ e dalla massa che la segue, che il dio che noi e loro adoriamo e preghiamo è lo stesso ed unico, dall’altra ci vedono in questi giorni adorare e pregare un Bimbo che noi diciamo Dio, Figlio di Dio …Perché non vedere come del tutto naturale e logico lo sconcerto che essi provano di fronte al nostro modo strano di credere, in un dio che viene affermato unico per noi e per loro ma che per noi ha un figlio e per loro guai solo a pensarlo??? e perché non capire la loro reazione di fronte ad una professione di fede, la nostra, che sa completamente di presa in giro nei loro confronti, affetta per conto suo da una contraddizione insopportabile, una reazione che per loro è sacrosanta e doverosa di fronte allo scempio della logica e alla sacralità della fede come loro la vivono???
    C’è scritto nel loro libro ( a dispetto di tutte le interpretazioni evolventi e di tutte le acrobazie ireniste ad oltranza):

    «Essi [gli infedeli] dicono che Allàh ha un figlio, e proferiscono così una bestemmia. Poco manca che I CIELI NON SI SCHIANTINO A QUESTE PAROLE, CHE LA TERRA NON SI SPACCHI E CHE LE MONTAGNE SPEZZATE NON CROLLINO»! «Essi attribuiscono un figlio al misericordioso, e non potrebbe averne».Shura 39,6

    E allora rassegniamoci alla forza della logica e al rispetto vero del prossimo nostro: spegniamo le nostre luminarie provocatrici ed entriamo a pregare l’unico dio nelle loro mosche e vivremo in pace: e ciò sarà meglio, secondo quanto ci dicono dal loro TESTO: “non dite esservi una Trinità; egli è uno. Desistete da ciò, questo sarà meglio per voi” (sura IV, 169). Appunto, sarà meglio! Un consiglio ed una minaxccia.

    PS– avevo preparato questo commento per il thread precedente: aprendo il blog vedo questa notizia: vedo la conferma del mio pensiero (bislacco fondamentalista anticattolico) e vedo che dalla cattedrale – dall’ufficialità cattolica autentica – è stato eseguito il mio consiglio, ascoltato il mio appello. Ora manca solo di proclamare quella cattedrale moschea, che la trasformazione è già avvenuta nella realtà. EVVIVA. ( e a due passi da qui c’è qualcuno che OSA mettere in scena il PIANTO…. ).

  7. Reginaldus scrive:

    “Rinunciamo a quello che ci sembra necessario per concentrarci su quello che è davvero essenziale».

    “Una scelta di sobrietà».

    “L’assenza vale più della presenza”

    —APPUNTO, rinunciamo alle luminarie, alle inutili provocazionei, concentriamoci sull’unicodio……

    E giustamente il nostro dott. Tornielli si chiede: “Perché fermarsi? Si potrebbero togliere le statue e i quadri dalla cattedrale, ad esempio. Anche in questo caso l’assenza vale più della presenza”

    -Ma dott. Tornielli, non vede in tutto ciò, nello sbragamento generale del pensiero ‘cattolico’, un filo logico che lo sostiene???

  8. Matteo Dellanoce scrive:

    Si capisce che a Rieti ritengano che Cristo abbia una sola natura … quella umana è assente ( Giuseppe e Maria). E’ superflua alla divinità. Questa è bella e buona disincarnazione. Più che protestante la definirei mancusiana.. Il Vescovo deve fare le valige per una nuova occupazione.
    Matteo Dellanoce
    Pensate che i difensori di ufficio della superbia vesco-vile hanno paragonato ciò che hanno eliminato dal presepe alla Griffe di un marchio di vestiti. Fateli studiare almeno un po’ di simbologia!

  9. Renzo T. scrive:

    Nessuna sorpresa, è il risultato dell’opera del maligno che si insinua nella Chiesa e nei preti, i segni sono molteplici: via il crocifisso dall’altare, via le candele, il messale aperto sopra il corporale pronto ad accogliere tra le pagine i frammenti dell’Ostia consacrata, comunione distribuita sulla mano dei fedeli, fedeli (per modo di dire) che se la mettono in tasca, sacerdoti che rincorrono per la navata i sacrileghi e li obbligano a metterla in bocca, preti che ritengono sia sufficiente celebrare la messa un paio di volte alla settimana, preti che predicano che il Purgatorio non esiste (però incassano le offerte per le messe di suffragio dei defunti) e l’Inferno, se esiste, non può essere che vuoto e che tutte le religioni sono uguali… potrei continuare, ma per carità cristiana mi fermo qui. A mente di tutto questo, il fatto di non fare il presepe mi sembra un peccato veniale, quasi da non accorgerci. E’ triste, invece, che si adduca il motivo della sobrietà che si vorrebbe in tempo di crisi economica; si vergognino coloro che asseriscono questo falso motivo: il presepe si è sempre fatto anche in tempo di guerra, in periodi nei quali la gente mangiava una scodella di latte ed una fetta di polenta, ma con poche cose semplici ed elaborate dall’inventiva di chi aveva una grande fede, erano sufficienti a realizzare un presepe in ogni chiesa.
    Se non è opera del maligno tutto questo, di chi può essere?
    Ma come cristiani cattolici sappiamo che le forze degli inferi non prevarranno e che Cristo salverà la sua Chiesa. Questa è la nostra certezza.

  10. GERIS scrive:

    Da una parte è meglio rispettare la tradizione con il presepe , l’albero e le luci, dall’altra in questo periodo di crisi economica dove la maggior parte delle famiglie non arriva più a fine mese, l’intervento del vescovo mi sembra del tutto sensato e coraggioso di eliminare le spese superflue del natale, anche il presepe ha un costo elevato, specie quello che si fa nelle grandi cattedrali, vedi il costo dei pastori e le spese dell’allestimento. Natale si dovrebbe celebrare nella semplicità e povertà proprio come l’ha voluto Gesù.
    Il ritorno alle origini mi sembra un bel gesto cristiano. Anche papa Giovanni Paolo II disse in una sua famosa enciclica che in caso di povertà si dovrebbero vendere dalle chiese anche opere d’arti importanti e oggetti sacri di valore.
    Credo che lo spirito del discorso del vescovo sia da valutare in quest’ottica: togliere le cose inutili e concentrarsi sulle cose indispensabili come la Parola Di Dio e i sacramenti.

    • Reginaldus scrive:

      avrebbe fatto meglio quel papaz a vendere se stesso sul mercato delle pulci!

    • Antonio scrive:

      Che l’abbia detto Giovanni Paolo II non vuol dire che sia una sciocchezza,quella di vendere le opere d’arte. Si stanno ancora rodendo i russi per aver venduto in occidente tante opere d’arte,che erano loro patrimonio ,loro identità,loro anima. E Paolo VI cosa ha ottenuto vendendo la tiara e i stimoli del papato? Finanziariamente niente,ma simbolicamente ha distrutto un patrimonio che era dei fedeli.

  11. Dario scrive:

    beh, dai commenti mi sembra che questa abolizione abbia sortito esattamente il risultato cercato: chi ha postato si trovato costretto a riflettere su cosa sia o no essenziale (e se ne sono lette delle belle: dal tempo che dev’essere (deve essere?!) produttivo, al mescolare riti con i sacramenti, televisori con paramenti, ecc…). Ottimo spunto di riflessione, ottima iniziativa a Rieti.

  12. Simone scrive:

    Quando sento queste notizie… ripenso a quando Giovanni si rivolse a Gesù (in proposito dell’impedito passaggio dalla Samaria) e Gli chiese: vuoi che comandiamo che scenda un fuoco dal cielo e li consumi? (Lc 9,54).
    Ci sono volte in cui lo stare con il Maestro ci dà alla testa e dimostriamo di non aver ancora capito molto. Per fortuna (o meglio, per nostra Grazia) anche se qualche santo si esprime così (pur restando santo), le cose poi vanno come Dio vuole.
    A casa quest’anno ho realizzato il presepe ai piedi dell’albero, approfittando dell’occasione per raccontare ai miei figli il significato dell’ombra della croce sulla natività. Quel Bambino che nasce è lo stesso che sarà crocifisso… ed è lo stesso che è risorto e ha donato la Salvezza. Meraviglioso scambio!!!
    Non fa niente se ogni tanto la Chiesa segna dei clamorosi “autogol”… è la sua fragilità umana che la rende degna della meravigliosa presenza divina!
    Pace e bene a tutti.

  13. Claudio Pace scrive:

    Un aspetto positivo questa notizia c’è l’ha, è un po’ come quando un familiare sta via per un po’, per una vacanza o un impegno di lavoro, quando torna ne apprezzano di più le virtù e si rafforza l’affetto. Cosi quest’anno si è tolto il presepe ai reatini, un presepe poi storico di un certo valore, l’anno prossimo l’ apprezzeranno maggiormente sperando che il Vescovo non voglia rendere definitiva questa scelta cosi poco condivisibile.

  14. Sal scrive:

    “E perché non abolire quelle trite e ritrite funzioni – peraltro quasi sempre uguali e ripetitive – che vanno sotto il nome di «messa domenicale»

    Naturalmente il dr. Tornielli ha ragione mostrando la sua indignazione, però se la può consolare oggi ci sono anche delle applicazioni per l’IPhone come “IMass HD” per mezzo delle quali si può ascoltare la messa anche virtualmente sul telefonino. Magari l’anno prossimo ci metteranno il presepio virtuale.

    Comprendo comunque il disappunto del Dr. Tornielli. Gli esprimo la mia solidarietà per la coerenza con la quale esprime i suoi principi e le sue idee. In fondo Egli fa una difesa della sua fede, che non condivido, certamente, ma che rispecchia gli orientamenti per i quali egli si è sempre battuto. Non posso dire che mi spiace perché faccio anch’io parte di quei “seriosi paladini della sobrietà” ma comprendo il senso di smarrimento che molti “sinceri” credenti possono provare di fronte ai cambiamenti che la secolarizzazione “impone.” In fondo uno dei ragionamenti che si potrebbero fare è che se è vero che “la tradizione” nel suo complesso sembra non funzionare più di fronte al calo di consensi, si impongono strade nuove, diverse dalle precedenti, alla fine delle quali non si può dire cosa c’è se non percorrendole. Ma rimanere immobili con cure antiche non più in grado di rianimare il malato forse non è la migliore delle terapie. Magari è solo questione di fede, chi può dire ?

    E poi oggi sono tutti d’accordo nel dire che Gesù non è nato il 25 Dicembre, perché dunque continuare a sostenere una NON verità che poteva essere utile in quel lontano 1200 ? Ma che oggi ha perso il suo carattere di sacralità.
    Per chiudere, comprendendo l’indignazione di Tornielli mi piace ricordare le stesse parole di Francesco : “« ciò che mi sembrava amaro, mi fu cambiato in dolcezza d’anima e di corpo »”
    (dal Testamento di Francesco, 1226)

    p.s. comprendo la fatica e l’impegno nell’educare i figli e lo sforzo per trasmettere loro la stessa fede della famiglia, ma sono certo che è sempre utile che essi imparino a fare scelte personali e possano seguire le via che ad essi sembra la più opportuna guidati si, ma liberi di scegliere. La storia stessa di Francesco ne è una testimonianza. Malgrado gli sforzi, a volte i figli decidono diversamente da come i genitori desiderano. Ogni scelta può essere criticata ma va anche rispettata.

  15. vincenzo da torino scrive:

    Questi vogliono insegnare la povertà a S.Fracesco! Se é stato sempre allestito vuol dire che occorreva solo un pò di manodopera e, se proprio si voleva dare un segno di sobrietà , qualche lucetta in meno a significare la partecipazione ai problemi di tanti poveri o quasi, i quali comunque un presepio avrebbe dato luce e serenità in più e non un’altra delusione! I segni sono fondamentali per l’uomo e un forte richiamo alla spiritualità. Vorrà dire che non bacerò più mia moglie perchè voglio che il mio amore sia tutto interiore! Certe notizie dimostra quanto fondamentalismo becero ci sia anche in certe diocesi! Amarezza e preoccupazione e soprattutto mancanza di buon senso ed equilibrio.

  16. P.Danilo scrive:

    Grazie, Dr. Tornielli, per quanto ha scritto, e per la sua testimonianza riguardo al presepe. Qui da me ne abbiamo fatti tre, di cui uno “africano”, con le statuine inviatemi dalla Tanzania da un confratello missionario. E presso l’altare vi è anche il Bambinello, a dimensioni naturali; il giorno di Natale l’ho pure incensato, all’inizio della Messa e all’Offertorio, come ai vecchi tempi, e il giorno dell’Epifania, lo presenterò ai fedeli per il bacio, come ai vecchi tempi. Sono dei simboli che ci aiutano ad entrare nel mistero dell’Incarnazione, e a meditare un po’ sulla nostra Redenzione e Salvezza. Male hanno fatto quelli della Curia di Rieti a non presentare in Duomo il presepe tradizionale come si è sempre fatto; e se la responsabilità è del Vescovo, allora gli consiglio, dato che mi pare sia un fine teologo, a meditare un po’ anche la teologia simbolica.

  17. gianni romolotti scrive:

    Grande Andrea! Stiamo però attenti: colpiti ma non uccisi, dobbiamo anche per questo svegliarci dal sonno. Va benissimo sfottere questi traditori, ma allo stesso tempo dobbiamo correre ai ripari. Con coraggio, come da anni fa Andrea Tornielli e pochi altri, venendo allo scoperto, pagando. Dobbiamo parlare anche nei momenti inopportuni. In buona sostanza dobbiamo svegliarci dal sonno. Bene, direte, e allora? Allora, nel caso in questione, invcantenarsi davanti alla Chiesa. inalberare striscioni, interrompere l’omelia dissacrante, fare scandalo. Sveglia ragazzi, ve lo dice un ragazzaccio di settantasei anni che passa la vita a rompere i santissimi a vescovi e preti originali, per usare un eufemismo. Detto questo che la bella Maria di Medj ci benedica tutti. Grazie e auguri per uno spumeggiante, vero, genuino 2012 vissuto da Cattolici e Apostocli. Gianni il vecchiaccio.

  18. Cristiana scrive:

    Anch’io condivido parola per parola Tornielli e peccatore, ma ad una notizia decisamente bruttina
    rispondo con una bella:
    Lunedi’ scorso, andando a pagare l’odiatissimo e famigerato acconto iva, entrando nella mia banca
    ( di sx, per tradizione diciamo cosi’ nn faccio nomi ;-) ) ho notato un bellissimo e grande presepe, e una volta arrivata ad una delle casse, sulla scrivania dell’impiegato una bella statuina di Maria col Bambino in braccio.
    Caro Gesù Bambino, se un vescovo ti chiude la porta in faccia, proprio come ai tuoi tempi c’è sempre un pubblicano
    ad accoglierti a braccia aperte….

  19. pietro scrive:

    vedo che la chiesa sta molto a perdere la cristianità,io fino ad oggi (63 anni)ogni anno faccio il presepe di carta come ai vecchi tempi come mio padre mi ha insegnato, spero che questo insegnamento non tamonta mai ,perchè nel presepe si scopre la vera sacra famiglia,che deve insegnare a noi a credere in DIO PADRE E GESU’.spero il che vescovo di rieti ci pensa all’errrore grave che ha fatto.

  20. Paolo scrive:

    Oggi, sul “Breviario”, san Bernardo ci fa ringraziare il Signore, che ci fa godere di una consolazione superlativa. Infatti, prima che l’umanità di Cristo, apparisse, la bontà divina era nascosta. Eppure la bontà divina c’era anche prima! Ma come si poteva sapere che è così grande? Era promessa, ma non si faceva vedere, e quindi da molti non era creduta. Ecco la pace: non promessa, ma inviata. Non differita, ma donata! Non profetata, ma presente! Il Padre ha inviato sulla terra un “sacco”, pieno della sua misericordia, strappato a pezzi nella passione. Un sacco certo Piccolo (cf.Is.9,6), ma pieno, in cui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità (Col.2,9). Manifestandosi Dio nell’uomo, non può esserne nascosta la bontà! E’ vero che di per sè è la divinità assumente la carne umana che, come dice San Tommaso, è causa della redenzione, della santificazione, della devozione, ma è anche vero che, come dice la liturgia di Natale, siamo condotti all’amore delle realtà invisibili attraverso le realtà visibili, il presepe, la passione, ossia i misteri della vita nascosta e pubblica di Gesù, alleluia!

  21. caro tornielli!!! viene da ridere e da piangere!!! purtroppo la scemenza è contagiosissima!!e penetra anche in quelle menti che ne dovrebbero avere gli anticorpi prodotti da preghiera , umiltà e …formazione continua. Oggi in particolare poi…che i fumi che vengono da sotto e da tutt’intorno tolgono la visibilità elementare a tanti…anche a quelli che dovrebbero, proprio per loro compito!, essere in grado di indicare dove sta il pericolo e dove sta la verità!!Preghiamo e ciao!!..certe teste solo lo Spirito santo le può aprire per togliere il ridicolo e metterci il serio!! ciao

  22. (2). BREVE RACCOLTA DI MASSIME BIANCANE

    1. “Ai poveri della Chiesa,i soldi della Chiesa dei poveri”.

    2. “Poveri di tutta la Chiesa,prendiamoci tutti i soldi della Chiesa dei poveri!
    Sono nostri.Dio dei poveri,lo vuole!”.

    3. “Chiesa ricca,figli poveri.Chiesa povera,figli ricchi”.

    4. “La Chiesa deve essere ricchissima e insieme poverissima.
    Ricchissima,perché riceve tutto da tutti.
    Poverissima,perché dona tutto a tutti”.

    5. “Lo ‘Spogliarello’(Fil 2,7) della Chiesa ricchissima,non è peccato”.

    6. “Lo ‘Spogliarello’(Fil 2,7) della Chiesa salverà la Chiesa”.

    7. “Dio,il più ‘Grande Spogliarellista’ della storia della Chiesa”.

    8. “Chiesa ‘spogliata’,Chiesa di Cristo.Chiesa’vestita di porpora’(Lc 16,19),Chiesa dell’Anticristo”.

    9. “Chiesa di tutti,quindi soldi di tutti”.

    10. “Santa Madre Chiesa di tutti,quindi pane e companatico per tutti”.

    11. “La vera Chiesa del Signore dei poveri,è quella che non fa morire di fame i poveri del Signore”.

    12. “ ‘I soldi dalli ai poveri’(Mt 19,21).
    Il Signore non ha detto al giovane ricco:’ I soldi dalli ai miei cardinali’ “.

    13. “Viva i nostri fratelli vescovi.Abbasso i loro pesanti portafogli.
    Lunga vita ai nostri fratelli arcivescovi.Morte immediata ai loro grossi conti bancari.
    Amore eterno ai nostri fratelli cardinali.Odio eterno ai loro ingenti beni materiali”.

    14. “In fatto di beni materiali tutto ciò che la Chiesa ha in più di Gesù povero,non fa che mostrare che non sia stata fondata da Lui”.

    15. “I veri cattolici sono solo quelli che muovono almeno il mignolo per scippare la Chiesa di tutte le ingenti e sacrileghe ricchezze.E donarle ai figli poveri della Chiesa”.

    16. “I Ministri di Dio sono ‘gli amministratori dei misteri di Dio’(1 Cor 4,1).
    Non,quindi,amministratori dei beni dei figli di Dio”.

    17. “Le ‘mani consacrate’ che toccano solo col mignolo i soldi dei figli di Dio,si trasformano subito in ‘artigli consacrati “ .

    18. “La Chiesa è Madre generosa e insieme Matrigna avara.
    Madre generosa verso i pochi Ministri di Dio.
    Matrigna avara verso i moltissimi poveri di Dio”.

    19. “Chiesa ricca,povera Chiesa!”.

    20. “La ‘Santa Cassaforte’ della Chiesa è singolare.
    E’ priva di serratura.E’ sempre aperta.I ladri non la rubano mai.
    Dentro ci sono solo e sempre la Sacra Bibbia,il Santo Rosario e la croce del Signore”.

    21. “Hai vinto una discussione coi poveri,hai perso la tua anima”.

    22. “Il modo migliore per amare i poveri con lo stomaco vuoto,è sfamarli”.

    23. “ Ieri,i pagani gridavano:’Alle fiere,i cristiani!’.
    E ‘il sangue dei martiri era seme di nuovi cristiani’(Tertulliano).
    Oggi,i baraccati urlano:’Alle baracche,i cardinali!’.
    E la povertà dei cardinali sfama i poveri della Chiesa”.

    24. “Il Signore Gesù dice:’Vi farò pescatori dei cuori degli uomini’(Mt 4,19).
    Il Signore Cardinale capisce:’Vi farò pescatori dei portafogli degli uomini’ “ .

    25. “Il Signore Gesù dice:’Non potete servire a Dio e a Mammona’(Mt 6,24).
    Il Signore Cardinale capisce:’Tu devi servire a Dio e a Mammona’ “ .

    26. “San Giovanni Battista,senza soldi,battezzava i fedeli e Gesù.
    I Ministri di Gesù,senza soldi,non battezzano neppure Gesù”.

    27. “Il primo Papa,san Pietro:’Non possiedo né argento né oro’(At 3,6).
    Il Collegio cardinalizio:’Non possiedo né argento né oro.Li ho depositati,al sicuro, nello Ior ’ “ .

    28. “Tutto cambia quando si tocca il portafogli di una persona.
    Senza soldi non va avanti nessuno.
    Se si arriva a toccare il “Sacro Ior” della Chiesa,la Chiesa cambierà.Cambierà,eccome! “.

    29. “ ‘La monnezza del popolo’:il problema dei problemi della città di Napoli.
    ‘La monnezza di Satana’: il problema dei problemi della città del Vaticano.
    Quale delle due è più pericolosa,più scandalosa,più obbrobriosa?
    Non lo so.Sono un prete campagnolo.Ignorantissimo.
    Una cosa,sì,la so.E con certezza.La monnezza è sempre monnezza.Ossia,puzza”.
    Un prete “monnezzaio”.

    30. Il “Santo Ior” sta nella “Santa Sede”.La “Santa Sede” è “Santa”,proprio perché possiede il “Santo Ior”.Preghiamo,allora,con fede,speranza e carità,la Madonna delle “Anime “pezzentelle-poverette” del Purgatorio.PreghiamoLa perché in tutte le circa quattro miliardi di famiglie povere,affamate,assetate,senza
    igiene,senza speranza. E che vivono in strette stamberghe in maniera promiscua, di possedere un “Santo Ior”.
    In questa maniera,il “Santo Ior” le fa diventare “Sante Famiglie”.Ossia,senza più aborti,divorzi,droghe,matrimon
    i tra lo stesso sesso.In una parola,senza peccati.Ossia,”Sante Famiglie”.E il merito è solo e sempre del “Santo Ior”.
    In ogni famiglia un “Santo Ior”.Viva il “Santo Ior”.Gloria,onore e potenza al “Santo Ior”.”Santo Ior”,prega per noi,tuoi figli peccatori.Amen.Alleluia.Maranà
    tha.
    Un prete “devotissimo” del “Santo Ior”.

    • Anna scrive:

      Stia attento Don che la scomunicano,le tolgono la veste. :)

    • Reginaldus scrive:

      e quando, prete, hai finito di far mangiare a tutti la chiesa di tutti dove si attaccano i tuoi amici neri? Che solo questo sanno fare: mangiare dalle mani degli altri! Ma c’è scritto: “ti guadagnerai il pane col sudore della TUA fronte”. —Con questo non per santificare lo IOR e i suoi marcinkus e papaz suoi protettori, ma nemmeno per confondere i poveracci della terra in quanto tali con Cristo stesso, e quindi come padroni della chiesa e scemenze del genere…

  23. Il blog Cantuale Antonianum approfondisce la vicenda spiegando con precisione come stanno le cose, offrendo una considerazione finale molto condivisibile.

    http://www.cantualeantonianum.com/2011/12/niente-presepio-rieti-ma-e-proprio-cosi.html

  24. Antulio scrive:

    Si ma non c’è tanto da meravigliarsi, con tutti gli stranieri che arrivando senza freni e con il beneplacito della chiesa: era prevedibile, ed altro ancora cambierà!

  25. don Giovanni scrive:

    Come si dice a Bologna quando si vuole fare una critica a un sacerdote: “Fatta salva la chierica…” (ossia con il rispetto per il ruolo ecclesiale), penso che la Cattedrale di Rieti, con la presenza dei sapienti e gli intelligenti che hanno “pensato” questa aberrazione, rimane comunque simile a una stalla piena di bestie.
    Come sacerdote, e prima ancora come battezzato, inorridisco di fronte alla stupidità dell’iniziativa…

  26. antonella lignani scrive:

    Da parte mia vorrei farvi partecipi del mio presepe di quest’anno. E’ un piccolo presepe, sempre uguale, che ogni anno viene “tirato fuori” dalle scatole e messo in una piccola nicchia che si trova su una parete della casa. Quest’anno ho messo sopra il presepe il Vangelo aperto alla pagina di Luca sulla Natività. Non mi sembrava male come segno. Ci siamo dimenticati che il presepe è la raffigurazione di un passo del Vangelo? Ma se questo preseoe è “storico” che costo sarà mai stato tirarlo fuori? Incredibile.

  27. Reginaldus scrive:

    e i nostri bonisti irenisti integrazionisti accoglientisti possibilisti dialogantisti aperturisti ecumenisti conciliaristi…. hanno anche il coraggio di protestare! Se il nostro dovere di nuovi cristiani è quello di cercare quello che ci unisce e lasciare perdere quello che ci divide ( parole di BEATONE… ) bene ha fatto quella diocesi a CONCENTRARSI SULL’ ESSENZIALE del diounico: ma che bimbo celeste… che figlio di dio… che variazioni sul tre che è uno…e sul dio che è uomo! La bella essenzialità islamica! Aderiamo ad essa e vivremo in pace… Pacem in terris, appunto!

    ASCOLTIAMO e IMPARIAMO:

    «Quelli che dicono che il Messia, figlio di Maria, è Dio, pronunciano una bestemmia. Non ha egli stesso detto: «Figli d’Israele, adorate Allàh, mio e vostro Signore»? Chiunque associa altri dei ad Allàh non entrerà nel giardino delle delizie, e la sua dimora sarà nel fuoco…» (Sura V,70).

    «Allàh chiese a Gesù, figlio di Maria, se avesse comandato agli uomini di adorare lui e sua madre come dèi; «Signore, rispose, avrei loro ordinato un sacrilegio? Se ne fossi colpevole, non lo saresti tu pure? Tu conosci ciò che è nel mio cuore, ed io ignoro ciò che vela la tua maestà suprema. La conoscenza dei misteri non spetta che all’Altissimo» (Sura V, 116)

    (Anche nella Bibbia è scritto così???)

  28. marco maria d'erme scrive:

    Caro Andrea questa testimonianza è agghiacciante…spesso Padre Livio ci ripete che il diavolo opera alla grande nella Chiesa (lo diceva spesso anche il grande Papa Paolo VI) e questo sconcertante fatto ne è la testimonianza…si vede che questo sedicente uomo di Chiesa tale non è somigliando nello stile “sobrio” (???ma che vuol dire sobrio poi…?) più ai banchieri col loden verde o ai presidenti excomunisti , che a un uomo di dio. L’invito che gli faccio è questo: se vuole essere veramnte sobrio, perché non lascia la cattedra di Rieti? noi abbiamo bisogno di testimoni del Vangelo , di gente che CREDA che quel bambino nato 2011 anni fa è il Salvatore del Mondo, non abbiamo bisogno di sociologi…

  29. Cherubino scrive:

    Mi sembra che l’articolo di Cantuale Antonianum linkato di Ubi porti a vedere la cosa sotto un altro aspetto. Secondo me infatti va distinto il fatto dalle parole con cui è stato spiegato.
    Mettere al posto di un presepe monumentale, la cui manutenzione costa sicuramente molto, un presepe normale può essere una scelta condivisibile.
    Giustificare ciò con motivazioni teologiche è possibile, se la frequentazione del Duomo a causa del presepe monumentale fosse diventata poco gestibile e poco consona alle esigenze spirituali di preghiera e culto.
    Certo, proporre ciò senza le dovute distinzioni, sulla tradizione del presepe in sè e il caso specifico, è un errore madornale.
    Auspico che la Curia possa rettificare e spiegare meglio le motivazioni del fatto, sperando ovviamente che siano quelle che ho detto.

  30. Francesco73 scrive:

    Il fatto offende, ma più ancora mi colpisce la contorta spiegazione dei motivi.
    Niente da fare, si conferma che il vizio peggiore del cattolicesimo è l’ipocrisia e il ricorso alla scusetta loffia. Un vero virus diffusissimo in tantissimi luoghi ecclesiali, quasi tutti.
    Un argomentare che fa scappare a gambe levate, insostenibile da ogni punto di vista, che fornisce argomenti seri a quei laicisti incalliti che – in questi casi a buon diritto – deridono i cattolici come gente che se la canta e se la suona.
    Mi piacerebbe che il Papa si occupasse anche di questo, nella sua opera rieducativa. Mettere al centro la fede, ma anche la sostenibilità delle posizioni, il coraggio del viso aperto, la forza delle idee (anche sbagliate), la voce alta che grida, non queste divagazioni oggettivamente grottesche, improponibili, miserrime.

    • Reginaldus scrive:

      …ma perché tutto questo succede? Qui da noi, in una parrocchia, allestito il presepio, nella grotta al posto del Bambinello, hanno messo una scritta: Dio è di tutti!

  31. Don Gio scrive:

    In nome della sobrietà in ambito ecclesiale si dice tutto e il contrario di tutto… Nella mia parrocchia i miei giovani hanno fatto un bellissimo e grandissimo presepe in stile napoletano utilizzando e riciclando i materiali più disparati e spendendo poco più di €150… Buon Natale a tutti!

  32. angela scrive:

    seeee non è che semplicemente non c’era nessuno che lo allestiva? la scusa della sobrietà è na cavolata che non regge 30 secondi…

  33. Andrea Tornielli scrive:

    A scanso di equivoci, posto il testo integrale pubblicato dal settimanale diocesano per spiegare l’assenza del presepio in cattedrale:

    “Una scelta di sobrietà, un segno tangibile di condivisione, un richiamo ai valori più intimi del Santo Natale: tutto questo è sotteso al mancato allestimento del presepe in cattedrale, un gesto che solo ad una lettura superficiale ed edonistica può essere inteso come un indizio di stanchezza, o peggio come la negazione di un doveroso ossequio alla tradizione ed alla devozione popolare.

    La cappella di Santa Caterina d’Alessandria, dall’elegante profilo neoclassico, rimarrà sgombra quest’anno da pastori e greggi, angeli e corteo dei Magi.

    Chi varcherà la soglia della cattedrale, lo farà davvero per ascoltare la proclamazione della Parola, per assistere alle sacre liturgie che solennizzano la festa.

    Solo, sui gradini del presbiterio, il Bambino Gesù avvolto nei lini bianchi che impreziosiscono la sua povera culla sarà illuminato la notte di Natale dalla luce che dissolve ogni tenebra. Vuol essere, questo, un invito a recuperare la dimensione più intima ed autentica del mistero dell’incarnazione, del sacrificio sublime che si prepara mediante la nascita in terra del Signore che era, che è e che viene, Signore del tempo e della storia in cui siamo chiamati a vivere assumendo consapevolezza, dimostrando responsabilità. In un momento in cui gli animi sono turbati, le coscienze confuse, le difficoltà materiali incombono minacciose e scoraggianti sulla quotidianità di tutti e di ciascuno, ci si chieda qual è il senso da attribuire al persistere dell’usanza di illuminare a festa strade e vetrine, esorcizzando la crisi mediante una sorta di anestesia delle coscienze.

    Se vogliamo contribuire a recuperare risorse, a superare la crisi dobbiamo far sì che questa sia davvero un’occasione per riflettere e mutare in profondità comportamenti e valori di riferimento.

    Nel cuore della festa, al centro dello spazio consacrato in cattedrale in occasione di questo Natale ci sia dunque soltanto il Bambino Gesù, il Dio incarnato che ha riscattato l’umanità dalla morte, per esortarci ad un’autentica conversione del cuore”.

  34. Il problema sta a monte del fatto concreto, o se vogliamo bello sfondo. Si tratta del tentativo, più o meno celato, di relegare la fede cristiana nella sfera privata
    e di portare invece alla ribalta l’uomo con tutti i suoi problemi. Così facendo, però, i problemi dell’uomo non sono risolti, ma solo esaltati nel, che solo un Dio fattosi uomo puo’ efficacemente risolvere

  35. macv scrive:

    La scelta di Rieti di non fare il Presepe mi pare del tutto logica. Questi preti infatti non sono più ( da parecchi anni) i testimoni di Gesù Cristo, ma i testimoni di se’stessi e al massimo del Concilio Vaticano II.
    Ormai l’autoreferenzialità della chiesa moderna è totale. Si cominciò col togliere dal centro dell’altare il Protagonista,cioè DIO, cioè il Tabernacolo spostandolo di lato, retrocesso e quasi dimenticato in recessi oscuri della chiesa, poi si continuò mettendo invece ben in evidenza il vero NUOVO protagonista cioè il pulpito da cui parla il PRETE, fornito di microfono e di tutti i ritrovati della moderna tecnica , poi si abolirono crocifissi ed inginocchiatoi , inutili retaggii di una religiosità medioevale ,
    (del resto e se il Tabernacolo non c’è davanti a chi ci si inginocchia? davanti ai preti??) mettendo invece sempre bene in evidenza le buste per le offerte per i motivi più svariati ( molto importanti!!) poster e pubblicità parrocchiali, ciclostilati e programmi pastorali, ecc. ecc., per cui entrando in una Chiesa sembra di entrare nell’ufficio sindacale coi tazebau e le bacheche ( manca la macchinetta per il caffè!!!)
    adesso LOGICAMENTE, non si fa più il Presepe perchè il festeggiato del Natale non è (più) Gesù, ma autoreferenzialmente gli uomini , in particolare gli uomini di chiesa, e tutta la paccottiglia sentimental- umanistica- ecumenica e pseudo religiosa che dagli anni settanta in poi i preti moderni ci propinano.. Non mi stupirei se invece del Presepe mettessero una bella bandiera arcobaleno !!!!!!!!

    • Reginaldus scrive:

      detto benissimo. quanto alle bandiere arcobaleno io le ho viste ( non so adesso) avvolgere gli altari in una chiesa molto chic di Bologna…

  36. peccatore scrive:

    Per Ubi humilitas: non l’hanno ucciso, l’hanno solo voluto offendere con un articolo sulla rivista diocesana e ridotto all’essenziale, gambizzandolo, tosandolo, limandogli le unghie e spegnendolo. Insomma, al di là dell’autogol comunicativo, rimane il pesantissimo autogol ai danni del sensum fidei. Persino dopo questa precisazione, che permette di stabilire che il presepe non è stato fisicamente abolito, rimane la sensazione che nella testa di qualcuno, specie l’estensore dell’articolo sulla “Frontiera”, lo si crede un inutile orpello (mentre il periodico diocesano evidentemente è un caposaldo dell’evangelizzazione).

    Per chi ciancia impropriamente di poveri e povertà nonchè di parola di Dio: leggersi per favore alcuni noti passi del vangelo, riguardanti l’ipocrisia di certi amici dei poveri (un indizio: la cena di Betania e lo spreco di nardo costosissimo, con uno degli dodici, notoriamente integerrimo, a fare l’articolo di fondo…)

    Per tutti: la vera crisi che ci attanaglia è di fede. La sobrietà, come il dialogo, o l’ecumenismo o l’opzione preferenziale per i poveri etc etc sono importantissimi una volta che è centrale il Signore e l’adorazione a Lui solo. Naturalmente non sta a me giudicare i cuori. Però la sensazione che si ricava da certi “incaricati pastorali” è che si adori se stessi, le proprie idee, forse persino l’uomo: ma non il Signore, per cui ciò che si fa rivolti unicamente a Lui viene considerato quasi una “sovrastruttura” (e con questo termine emerge la cultura che c’è dietro).

    Avremo il presepe in versione “crisi”: che guarda all’essenziale. Che rimane un fatto storico, davanti al quale ammutolire o balbettare una preghiera o anche sognare, fantasticando, tornando un po’ bambini. Non un trattato di economia domestica. moralisticheggiante con inviti a privarsi del mistero, per poter garantire soprattutto la pagnotta. Non di solo pane vive l’uomo. Chi l’ha detto? L’Essenziale. E non è Monti.

  37. Rossana Ferrari scrive:

    Nonostante le mille difficoltà che sto vivendo,sono vedova dal 2006,e vivo con la pensione di riversibilità di mio marito,semplice “scribacchino!” nel mondo ENI,con un figlio di 18 anni disoccupato,con problemi psichiatrici,con problemi personali di salute,non ho rinunciato assolutamente al nostro piccolo presepe,ed in modo semplice ed armonioso,l’abbiamo allestito sul comò,con qualche luce e con un piccolo alberello natalizio ricavato dalla parte finale dell’albero finto grande,andato a pezzi.
    Nonostante tutto,il Natale,e quel Bambinello in una mangiatoia,per noi rispetta il Vero senso della Famiglia e della Festa del Santo Natale,l’Amore di Dio divenuto carne ed ossa come noi,che si è offerto alla morte sconfinggendola PER SEMPRE,per una Nuova Alba della Vita per il mondo intero,Natale e Pasqua indissolubilmente legati in un unico Amore Eterno tra Figlio e Padre,per noi uomini creati a Sua Immagine e Somiglianza!Tutto semplice e grandioso che si compenetrano!Sì,è un auto gol,e prego per chi l’ha fatto perchè rinsavisca,e risenta nel suo cuore il suo nome chiamato in un soffio vibrante della Primavera di Dio!Nonostante tutto,ancora e sempre Buon Natale!

    Rossana

  38. antonella lignani scrive:

    Se ho ben capito, più che abolire il presepe ne hanno fatto uno più semplice. Questo già è diverso, ma insomma … si comincia dal presepe, e poi piano piano si abolisce anche il resto. Mi viene in mente che una persona che ha quasi la mia età, nata in paesino di montagna del quale non sopravvive più nemmeno il nome, mi ha raccontato di non aver mai visto un presepe nella sua fanciullezza: non c’era nemmeno in parrocchia. Il primo che vide fu venendo in città a lavorare. Ma credo che oggi, per quanto in crisi, non siamo nella situazione di non poterci permettere nemmeno di “tirar fuori” il presepe antico, magari del XVII secolo. Qualcuno ne ha trovato un’immagine? Mi piacerebbe vederla. E poi è pericoloso interrompere le tradizioni: quando sono state abolite è assai difficile ripristinarle.

  39. bo.mario scrive:

    A parte me nella mia famiglia piace il presepio. Semplice, di poco costo e solo per la simbologia. Il Natale consumistico che si vive cozza contro la natura della festa. Quel vescovo doveva pensarci prima quando l’ha acquistato spendendo migliaia di euro della comunità. Rispettava una tradizione semplice, come dovrebbe essere, senza buttare via soldi. Se poi si va a scavare cosa c’entrano i crocefissi nelle scuole? nelle aule di giustizia? che valore simbolico rappresentano in quegli ambiti? I miei il presepio hanno cercato di farlo come sempre, non hanno sbagliato. Un saluto.

  40. Cherubino scrive:

    La motivazione dedotta sul settimanale diocesano appare spropositata, e fa pensare che si sia voluto così coprire motivazioni semplicemente più pratiche, magari per non colpire la suscettibilità di qualcuno. Così facendo ne viene fuori un pasticcio.
    Però, mi sembra altrettanto esagerato mettere in discussione -come fa qui qualcuno- la fede e la cristianità di queste persone. La mancanza di intelligenza o anche solo di tatto non equivale alla mancanza di fede. Sinceramente disturbano più certi commenti che al solito tirano fuori la presunta crisi della Chiesa universale per commentare un fatto antipatico e increscioso. Di passi falsi nella gestione di chiese e realtà ecclesiali sono sempre stati fatti nella storia della Chiesa. La solita tiritera anticonciliare è fuori posto.

    • Reginaldus scrive:

      ma a presiedere all’intelligenza e anche semplicemente al tatto non c’ è nella chiesa cattolica, come voi dite, un’autorità centrale che dovrebbe garantire da simili sbandamenti che non hanno certo preso origine da Rieti??? Più che farsi disturbare – farisaicamente? – da certi commenti, non sarebbe ora di fare un’ esame di coscienza??? Su una religione divenuta solo attenzione sull’uomo???

      • Cherubino scrive:

        la Chiesa mica è uno Stato di polizia

        • Reginaldus scrive:

          mi piace, il principio d’autorità centrale vale solo quando fa comodo al proprio ragionamento, vero??? comunque si rassegni, e si tenga questa chiesa stravaccata….

          • Cherubino scrive:

            suvvia, mica hanno ammazzato qualcuno o diffuso eresie. E poi, se il Vaticano ha il guanto giallo con gli scismatici eretici lefebvriani, perchè non deve averlo su cose del genere che possono essere discutibili pastoralmente, ma non sono in nessun modo lesioni del diritto canonico.
            Un intervento della Santa Sede sarebbe addirittura anti-giuridico.

      • Cherubino scrive:

        la religione diventata attenzione sull’uomo sarà poi la sua, che continua a mettersi al di sopra del Magistero

  41. Antulio scrive:

    Straordinaria ingenuità quella della chiesa, di dare il suo placet ad una immigrazione incontrollata e caotica che andrà a cancellare l’identità nazionale compresa quella religiosa, naturalmente .

    • Reginaldus scrive:

      ingenuità? direi calcolo criminale, perché Chiesa non è più, ma longa manus religiosa della massoneria imperante che promuove la religione universale unificata , URI ( United Religion Initiative )…. Per servire come collante religioso al piano di creazione di una razza umana per via di meticciamento, condizione sine qua non per l’imposizione del Novus Ordo Seclorum. E’ stato detto infatti : togliete alle persone la loro lingua e la loro patria e ne avrete fatti degli schiavi….

      • Reginaldus scrive:

        … a postilla di quanto sopra, si sa in giro che il Riccardi guru di sant’ Egidio, il papa del vaticano di Trastevere, il mediatore internazionale nella cause da terzo mondo, il trasformer di Santa Maria in Trastevere in bivacco natalizio per tutti i desperados di Roma che per tocco suo magico diventano ipso facto la presenza reale di Cristo al posto di quella obsoleta di Lui nel Santo Tabernacolo fatto convenientemente sparire, è autorevole frequentatore dell’ Istituto Aspen Italia, una delle infinite congregazioni o confraternite della chiesa massonica universale , insieme agli ineffabili Amato Prodi Tremonti Draghi E. Letta Ciampi Napolitano….??? Io abuserei della mia fantasia se vi vedo una relazione (di causa ed effetto, di merito a premio, di strumento a lavoro…?) tra la sua appartenenza a quella cupola e la nomina a ministro, per volontà del sodale suo Napolitano, appunto per la Cooperazione internazionale e l’integrazione? Da attuarsi secondo i dettami di quale chiesa??? Per portarci al risultato che un popolo, quello italiano nella fattispecie, debba scomparire ( tra qualche decina d’anni ridotto ad essere una piccola minoranza in quella che FU la sua casa ) per fare posto a una accozzaglia di genti dall’universo globo??? Con quale risultato di buona armonia lo sa solo il guru barbone Riccardi e i suoi Patrocinatori, con quello di una massa senza volto e senza storia da rendere docile ai Supremi Comandi lo possiamo facilmente immaginare noi…Chissà se in quel tempio della stravaccheria santificata, si arriverà a scrostare anche gli ori dei mosaici per ricavarne cibo per gli affamati, in omaggio all’essenzialità e al culto dell’uomo…

  42. antonella lignani scrive:

    Per bo.mario: a quello che ho capito il presepe è del XVIII secolo, probabilmente una pregevole opera artistica, che l’attuale vescovo non ha comprato, ma soltanto custodisce. Per il resto, vi esorto a ricordare quello che ha detto Benedetto XVI: non dobbiamo correre il rischio di trasformarci in statue di sale guardando continuamente indietro, pensabdo solo a noi stessi. A questo punto il discorso si fa impegnativo.

    • Reginaldus scrive:

      …piuttosto a statue di sale ci ha ridotto questa chiesa con i suoi appelli a guardare alle meraviglie della modernità…

  43. Simone scrive:

    La cosa non mi stupisce, mi sembra l’esito di una tendenza purtroppo di moda, quella di autolimitarsi, di autocensurarsi, in nome di non meglio precisati valori, alle volte anche “ecologici” che, lungi dal dare frutti nel rapporto con le altre religioni o con la società tout court, porta al disperdere i contenuti essenziali dell’annuncio dell’Avvenimento Cristiano. Curioso che succeda proprio lì dove si trova Greccio, ancora una volta il povero S. Francesco si vede tirato per il saio di qua e di là, come gli succede ormai da decenni, ormai certi ambienti lo dipingono come un “gioppino” no global ante litteram.
    Mi felicito per la scelta della cascatella d’acqua, Dott. Tornielli, l’essenziale è non usare il sistema citato da Eduardo nel suo “Natale in casa Cupiello”: “ci ho messo l’acqua vera! Volete sapere come ho fatto a metterci l’acqua vera?”

  44. Don Alberto scrive:

    Condivido anch’io le riflessioni di Andrea Tornielli. Aggiungo che, quando si colpisce l’arte e la bellezza in nome della sobrietà, ci si mette su una pericolosa china: come se la sobrietà debba necessariamente comportare una restrizione di quello sguardo sul bello che è sorgente e insieme frutto di una autentica fede. La fede cristiana da tempo ha superato l’iconoclastia. E la sobrietà non significa sempre risparmio (e accumulo) di denaro, bensì è una spinta ad andare, appunto, all’essenziale. Conserviamo dunque il presepio! E promuoviamo la bellezza, in ogni campo, anche a costo di spendere un po’ di denaro. Diversamente, la sobrietà può portare alla depressione, al vuoto del cuore, alla “melanconia”. Il presepe, invece, dona gioia e “incarna” – sull’esempio delle icone orientali – quella Parola che non è rimasta chiusa nelle pareti di un Libro, sia pure fondamentale per noi cristiani, che è la Bibbia. La Bibbia, senza la “carne” di un popolo che crede, ama e spera, è un libro morto, perchè, come ci ricorda San Paolo, “la lettera uccide, è lo Spirito che dà vita”!

  45. macv scrive:

    Comunque è bello , secondo me, che il Presepe lo facciano le famiglie, se i preti non lo fanno più. E’bello (e noi in famiglia l’abbiamo fatto) spendere un po’ di tempo per decidere come fare meglio il Presepe ogni anno. Come farlo meglio, ovviamente, non deriva da una maggiore ricchezza, o da comprare altre cose, ma dall’aguzzare l’ingegno e dalla creatività.
    Sobrietà non vuol dire insulsaggine e povertà non vuol dire essere incapaci di creatività e di gioia, e di GODERSI LA VITA !!!!.
    Quando i moderni Robespierre e la loro Dea ragione o Dio denaro o Dio mercato internazionale che condannano alla ghigliottina tutto quanto non sia di” utilità” economica , passeranno , e di loro ci si dimenticherà come ci si è dimenticati di Robespierre e della Dea ragione, ma invece del Presepe e di Gesù non ci si dinmenticherà mai, e i poveri, ma devoti, continueranno sobriamente a fare il Presepe nelle loro case, forse allora ci si renderà conto che :
    1) l’economia e i soldi non sono la cosa più importante del mondo
    2) i miti e le religioni, di cui ci si fa beffe, sono INDISPENSABILI alla vita dell’uomo più del pane e più del denaro.

    • Cherubino scrive:

      trovo incredibile un’affermazione del genere ! Miti e religioni ?
      Qui si vede come certi propagandisti in realtà abbiano una doppia faccia. Un cristiano non parlerebbe mai di “miti” a proposito del presepe, nè metterebbe sullo stesso piano miti e religioni, e soprattutto i miti con il cristianesimo !

  46. Daniele scrive:

    Chiedo scusa se la mia domanda sembra spudorata, ma il presepe è una tradizione storica che non ha nessun fondamento nel magistero, quindi perché tutta questa rabbia?
    Alcuni presepi (per es. quello di S.Gabriele, quest’anno) sono veramente pacchiani, è difficile pure trovarla la grotta, tra frotte di pastori, città intere con lucine di tutti i colori e pupazzi enormi che si muovono.
    Chi non fa il presepe non è un buon cattolico?
    E vale anche per l’albero di Natale, che è pagano?
    Non prendete queste domande come provocazioni, sono dubbi sinceri.

  47. antonella lignani scrive:

    Bene macv.

  48. Libera scrive:

    Io, il presepe, a casa mia, ,l’ho fatto (anche perchè la mia vecchia nonna lo adora).
    Ed essendo ,quindi, operante in casa mia un oggetto di culto, spero di essere esentata dal pagamento dell’ICI sulla casa medesima.

  49. gianni scrive:

    Più sobrio del significato di un presepe, che cosa c’è?

  50. ritaroma scrive:

    purtroppo, cara LIBERA la Chiesa paga l’ICI per cui dovrai pagarla anche tu!
    ———–
    Dr TORNIELLI.
    sento il suo dispiacere e il suo disappunto, come quello di altri amici del blog… non ho parole x un commento sereno….però a me sorge una semplice domanda….. ma i Rietini, la gente del posto che cosa hanno detto? che cosa hanno fatto?
    come mai che solo x la politica le persone si riuniscono nelle piazze e fanno casino?
    non potrebbero andare sotto la sede vescovile e fare baldoria?
    Essendo Rieti una cittadina non c’è solo la Cattedrale, quindi tutti i fedeli dovrebbero partecipare alla Messa altrove lasciando “sobria” e vuota la Cattedrale!
    che ci vuole…basta mettersi d’accordo! oppure fanno una bella processione con un bel presepio in mano per la piazza del paese….
    —————–A don ENRICO BIANCO, quelle massime biancane se le poteva risparmiare. non fanno ridere e c’è già tanta gente che ridicolizza la chiesa e il papa , che non serve proprio che lo faccia chi ad essa appartiene!
    ridicolo! anzi mi chiedo…ma è sicuro che lei sia un don?
    ——–
    ari-buon Anno a tutti

  51. s scrive:

    A parte il caso specifico, chiedo a chi ne sa di più se esiste la possibilità che un vescovo venga considerato non idoneo alla sua funzione e magari venga ridotto allo stato laicale?

  52. Antonia scrive:

    COME LA METTIAMO CON S.FRANCESCO DI ASSISI ?

  53. Andrea Tornielli scrive:

    Caro Gabriele, le sue domande non sono affatto provocazioni.

    1) è vero che il presepe non ha fondamento magisteriale

    2) non conosco il presepe di san Gabriele ma mi fido del suo giudizio

    3) mi guardo bene dal dire che chi non fa il presepe non è un buon cattolico, perché ci sono ottimi cattolici che non lo fanno e pessimi cattolici che lo fanno

    Detto questo, quanto ho scritto nel post resta valido: non discuto la decisione di non fare il presepe storico della cattedrale, ma le motivazioni con cui si è presentata questa scelta, che considero – lo ripeto – risibili e lontane mille miglia dalla sensibilità dei semplici fedeli. Il presepe non è magistero ma è una bellissima tradizione iniziata da san Francesco vicino a Rieti. Costruire grandi presepi non ha nulla a che fare con la poca sobrietà: anche i presepi più grandi ed elaborati, generalmente sono frutto di tantissime ore di lavoro e del sacrificio di tanti artigiani che vi si sono dedicati. Nel presepe non c’è spreco di ricchezza né c’è lusso. C’è dedizione e amore per la rappresentazione della natività e del paesaggio circostante, degli antichi mestieri, della vita dei borghi antichi… E’ una tradizione che ha secoli di storia in Occidente e che ci fa tornare bambini, pieni di stupore.

    Lo so anch’io che l’essenziale è la venuta al mondo di Gesù, non il presepe. Lo so anch’io che l’essenziale è il Vangelo, non il presepe. Badate bene: non sto difendendo il presepe come simbolo identitario e culturale. Dico che èer me è da matti abolirlo in nome della sobrietà: lì c’è raffigurata la sobrietà massima – una nascita in una stalla – e il presepe ci ricorda anche visvamente e plasticamente che Dio si è fatto bambino ed è entrato nella storia.

    Gesù è la Parola che si fa carne. Trovo sia bello farlo nelle case e trovarlo in chiesa.

    • Daniele scrive:

      Grazie della gentile risposta (immagino fosse riferita a me, visto che nessun Gabriele ha scritto… ;) ), ora ho capito da che punto parte la sua critica dell’avvenimento.
      Buon anno!

  54. Eremita scrive:

    Tornielli, al suo posto mi sentirei un poco imbarazzato, perchè il modo con cui è stata data la notizia è fuorviante, e tutti continuano ad intervenire come se il presepe fosse stato cancellato del tutto, e Lei ha continuato ad insistere che le cose non cambiavano, il che è falso. C’è stata soltanto una opzione fra due presepi, uno monumentale ed uno semplice. Ora, io mi farei una domanda: S. Francesco quale dei due avrebbe scelto? Questo non lo sappiamo , ma una cosa è certa, che frate Elia avrebbe scelto quello monumentale, e siccome le sue idee erano opposte a quelle di Francesco…

    • il maccabeo scrive:

      E il s. curato d´Ars che presepe avrebbe scelto?
      Lui cuoceva una pentola di patate a inizio settimana, ne mangiava una al giorno, e alla fine della settimana qulle che rimanevano erano ricche di…muffa. Viveva insomma povero come un topo e dormiva tre ore a notte, ma alla sua chiesetta di Ars, dispersa nella camapgna lionnese, non faceva mai mancare nulla, acquistando sempre i paramenti e gli addobbi piú belli e preziosi che potesse trovare.
      Il S. Curato sapeva infatti che la virtú di religione ci obbliga a essere severi con se stessi e a dare il meglio a Dio e alla sua Chiesa, e non al contrario.
      E sapeva pure che Iddio non lo si puó battere in generositá e che per quanto gli si dia egli rende cento volte tanto.
      Che sia per quello che la Chiesa di oggi svenda case e monasteri e che l´Italia oggi si ritrovi in braghe di tela?

  55. Andrea Tornielli scrive:

    Gentile Eremita, nell’articolo del settimanale diocesano si diceva che ci sarebbe stato in cattedrale solo il Bambinello davanti all’altare. E’ stato allestito un presepe semplice, si è scelto per sobrietà di non presisporre quello monumentale storico. Si possono leggere molti interessanti commenti in proposito sul sito del settimanale diocesano Frontiera. Non so qualche presepe san Francesco avrebbe scelto, ma continuo a pensare che le motivazioni addotte in quell’articolo siano fuorvianti.

  56. Cherubino scrive:

    circa il senso teologico del presepe, è vero che non c’è nel magistero una definizione specifica, ma credo sia una modalità “pratica” ideata da S. Francesco per favorire quella che S. Ignazio poi chiamerà “composizione di luogo”.
    Il valore del presepe c’è nella misura in cui aiuta la mente a meditare il mistero del Natale del Signore, altrimenti rimane una simpatica usanza.
    Per la composizione di luogo si può leggere
    http://www.pasomv.it/index_file/Page691.htm
    e per una elenco di testi cambiare il pezzo finale dell’indirizzo in Page1318.htm

    • Cherubino scrive:

      p.s. sul concetto di simpatica usanza rimando a Edoardo De Filippo, Natale in casa Cupiello: “te piace o’ presepe ?”

  57. Eremita scrive:

    Tornielli, in fondo ed al di fuori di ogni polemica, devo ammettere che un bel pò di ragione ce l’ha anche Lei, perchè è fuor di dubbio che la Curia di Rieti abbia commesso un errore di comunicazione. Se può consolare e serve a qualcosa, errori ne ha fatti molti anche il Vaticano nei riguardi di Benedetto XVI, che non è quello che traspare dai media, e penso che neanche il vescovo di Rieti sia quell’anticristo che viene dipinto qui. Buon Anno nuovo a Lei ed a tutti: bontà e novità, ne abbiamo bisogno di tutte e due insieme, perchè se siamo solo buoni senza rinnovarci non va bene, e se ci rinnoviamo senza essere buoni peggio ancora.

  58. Premetto: sono un sacerdote della diocesi di Rieti. La vicenda del presepe nella mia cattedrale mi rattrista e mi sconcerta. Ma vi prego di non infierire sulla mia chiesa locale che attraversa un momento difficilissimo per problemi di carattere pastorale che sono davvero profondi. Non so chi abbia avuto l’idea di non fare il presepe in cattedrale. So che la mia diocesi è in balia dell’improvvisazione pastorale e di una superficialità “presuntusosa” che è un ottimo terreno di coltura non solo, e sarebbe la cosa meno grave, per rimuovere un simbolo come il presepe dalla cattedrale, ma per rimuovere Cristo e il suo vangelo dall’orizzante esperienziale delle nostre comunità e dal cuore delle persone. Ho letto i vari commenti. Dico la verità: sarei più confortato se da parte della gente che si dice “cristiana” ci fosse una presa di coscienza e una forte protesta contro la banalizzazione della vita cristiana, ridotta a distribuire sacramenti e a celebrare riti in assenza quasi totale della fede che dovrebbe motivarli e sostenerli. A coloro che nella mia diocesi hanno pensato che la strada per rinnovare la chiesa fosse quella di non fare il presepe vorrei porre solo questa domanda: che ne abbiamo fatto del Sinodo diocesano?
    Ma, a proposito di presepe, vorrei suggerire una mia riflessione, in poesia, sperando che dalle parole a difesa del presepe o dallo sconcerto per la sua assenza qualcuno trovi il tempo di riflettere e pregare “davanti al prespe”:

    Davanti al presepe

    Qualcuno ha premuto il bottone:
    improvviso il presepe si accende
    e riprende vigore
    il rumore dell’acqua che scende dai monti
    e diventa fontana, una donna che lava,
    un bambino che gioca
    mentre l’asino attende paziente
    i ferri che un fabbro prepara
    scaldandoli al fuoco
    e poi il forno già pronto
    e il pane fumante…

    E quella capanna:
    la culla di paglia, la mamma stupita
    il padre che veglia, il bambino sorride,
    gli angeli fanno corona,
    il pastore accompagna il suo gregge
    i magi lontani, il palazzo di Erode
    la stella che avanza nel cielo
    la notte e il sole che sorge
    e rischiara la scena…

    Poi il silenzio… la vita si spegne
    il presepe è lontano
    come un sogno svanito nel nulla…
    affogato in un altro presepe
    che quella capanna ha sepolto
    nel cuore di un uomo accecato
    dall’odio e stordito da voci assordanti
    che hanno fatto di Dio
    un idolo muto, una statua di gesso
    che riprende vigore soltanto
    se premi un bottone.

    Auguro “buon prespe nel cuore”
    don Lorenzo

    • Sal scrive:

      @ Lorenzo Blasetti
      “vorrei porre solo questa domanda: che ne abbiamo fatto del Sinodo diocesano?

      La sua domanda mi ha incuriosito e mi sono andato a documentare. Provo a dirle come la vedo io senza nessuna pretesa.
      h**p://www.vatican.va/roman_curia/congregations/cbishops/documents/rc_con_cbishops_doc_20041118_diocesan-synods-1997_it.html#I.%20INTRODUZIONE%20SULLA%20NATURA%20E%20FINALITA%20DEL%20SINODO%20DIOCESANO

      I. INTRODUZIONE SULLA NATURA
      E FINALITA’ DEL SINODO DIOCESANO

      “Il canone 460 descrive il sinodo diocesano come “riunione (‘coetus’) di sacerdoti e di altri fedeli della Chiesa particolare, scelti per prestare aiuto al Vescovo diocesano in ordine al bene di tutta la comunità diocesana”.
      1. La finalità del sinodo è quella di prestare aiuto al Vescovo nell’esercizio della funzione, che gli è propria, di guidare la comunità cristiana.…. Ma il sinodo offre anche al Vescovo l’occasione di chiamare a cooperare con lui, insieme ai sacerdoti, alcuni laici e religiosi scelti, come un modo peculiare di esercizio della responsabilità, che concerne tutti i fedeli, nell’edificazione del Corpo di Cristo.”

      poichè la finalità è quella di prestare aiuto al Vescovo, non si ritiene affatto che il Sinodo debba essere uno strumento “democratico” dove ascoltati i pareri si vota a maggioranza le decisioni. Piuttosto il contrario. E’ possibile che ci sia “cooperazione” se richiesta. Ma non è previsto che il vescovo debba essere sottomesso alle decisioni del sinodo da lui stesso convocato per attribuire a ciascuno i compiti, anche perché la Scrittura riporta : “ Poiché scrivo anche per questo, per conoscere la prova di ciò che voi siete, se siete ubbidienti in ogni cosa. ( 2 Corinti 2.9)
      “Siate ubbidienti a quelli che prendono la direttiva fra voi e siate sottomessi, poiché essi vigilano sulle vostre anime come coloro che renderanno conto, affinché facciano questo con gioia e non sospirando, poiché questo sarebbe dannoso per voi.” ( Ebrei 13.17)

      E’ del tutto evidente quindi che essendo l’organizzazione piramidale, è richiesta l’ubbidienza “in ogni cosa” –“a quelli che rendono la direttiva” In questo caso al vescovo che ne potrà rispondere eventualmente.

  59. Alessandro scrive:

    Forse l’acqua era riciclata ma l’energia elettrica che si consuma per mandarla avanti non è infinita. Forse è un’inezia, forse per 20 giorni di presepe 24 ore su 24 consuma un euro, non so, sta di fatto che con un euro un barbone ci compra un cheesburgher da McDonald (si lo so non è il massimo ma si deve accontentare) Ora se ci sono persone che hanno il cuore molto più gaio a vedere l’acqua che scorre nel loro presepe invece di un presepe senza acqua io non ho proprio nulla in contrario, ma non capisco perchè si debba contestare chi invece ha la posizione contraria ed ama un presepe più sobrio.
    Quanto poi all’osservazione di abolire i sacramenti dell’Eucarestia e della confessione è pura polemica strumentale e demagogica sinceramente del tutto evitabile.
    In realtà l’osservazione del Vescovo è tutt’altro che priva di fondamento. Accade infatti sovente che torme di turisti e curiosi sciamino nelle nostre chiese, specie quelle con presepi particolarmente interesssanti dal punto di vista artistico, solo per guardare (e spesso commentare ad alta voce) ed affatto presi dal significato dell’evento. Questo disturba notevolmente chi per esempio si trova in chiesa cercando un minuto di raccoglimento. Anche qui ci possono essere due legittimi pareri, chi pensa che comunque a quelle persone entrare in chiesa in qualche modo gioverà comunque all’anima, chi crede che debba essere rispettato il diritto di chi pretende il silenzio. Invece mi pare che una delle due ipotesi venga a priori bollata come eresia.
    Comunque la si può pensare come si vuole. La cosa però che mi da più fastidio è che l’estensore stesso dell’articolo ha confermato in calce che il presepe è stato fatto eccome. Solo diverso, più semplice, qualcuno direbbe più vicino alla natura di estrema povertà dell’Incarnazione, altri magari preferivano il presepe di prima. Ma come mai l’estensore dell’articolo non ha titolato “A Rieti è stato fatto un presepe diverso” ? Semplice perchè una notizia così non interessa nessuno, non fa scandalo e, in una parola, il blog di Andrea Tornielli non accumula “click”. Invece “A Rieti il Vescovo abolisce il presepe” fa notizia (tant’è che io stesso, perplesso, ho aperto quelal pagina.) Mah…!

  60. Andrea Tornielli scrive:

    Riporto ancora una volta l’incipit dell’articolo pubblicato sul settimanale diocesano:

    “Una scelta di sobrietà, un segno tangibile di condivisione, un richiamo ai valori più intimi del Santo Natale: tutto questo è sotteso al mancato allestimento del presepe in cattedrale, un gesto che solo ad una lettura superficiale ed edonistica può essere inteso come un indizio di stanchezza, o peggio come la negazione di un doveroso ossequio alla tradizione ed alla devozione popolare. La cappella di Santa Caterina d’Alessandria, dall’elegante profilo neoclassico, rimarrà sgombra quest’anno da pastori e greggi, angeli e corteo dei Magi. Chi varcherà la soglia della cattedrale, lo farà davvero per ascoltare la proclamazione della Parola, per assistere alle sacre liturgie che solennizzano la festa. Solo, sui gradini del presbiterio, il Bambino Gesù avvolto nei lini bianchi che impreziosiscono la sua povera culla sarà illuminato la notte di Natale dalla luce che dissolve ogni tenebra”.

    • Reginaldus scrive:

      questo ormai famoso settimanale diocesano ci poterbbe dire quale è la sua versione dei valori ( ahi questa parola!) più intimi (!) del santo natale???

  61. Ad Alessandro chiedo solo una cosa, ammesso che il suo riferimento, come mi pare ovvio, fosse al mio intervento: di leggere con attenzione e di non attribuire le sue intezioni agli altri. Forse se avesse letto bene avrebbe capito che la mia non è l’esaltazione del prespe con l’acqua che scorre e consuma energia e che non ho assolutamente parlato di abolire l’Eucarestia e la confessione. Grazie.
    don Lorenzo

  62. Libera scrive:

    Ritaroma, tu ti chiedi perchè la gente non ha protestato e non ha fatto baldoria…
    A me pare che questa vicenda del presepe assomigli, per qualche aspetto, a quella del crocifisso da togliere : anche qui non c’è poi stata una grande presa di posizione, nè troppe proteste, m i pare.
    Ferma restando la gentilezza della tradizione e la bellezza di molti presepi, non vorrei che restassimo, come al solito, un pò troppo nell’ambito dell’esteriorità.
    In fin dei conti, meglio una seria spiritualità, (se ci fosse), che cento presepi e meglio Cristo davvero nei cuori, (se ci fosse), che dimenticato appeso ai muri.
    Il problema non è dove si fa il presepe e dove sta appeso il crocifisso : il problema è che la nostra coscienza di cristiani assomiglia troppo a quella descritta nel terribile film “Parenti serpenti”; tutti a messa la notte di Natale, ma poi si ammazzano i genitori.

  63. Reginaldus scrive:

    arrivare ad avere a fastidio i propri simboli, i segni esteriori della nostra appartenenza…questo solo lo i può spiegare perché quei simboli e quei segni li abbiamo con furia iconoclasta svuotati del loro significato? Se il « Il simbolo è più o meno il contenuto che esso esprime come simbolo » (Hegel ), che ci fa più un simbolo senza il suo contenuto??? E tutte le ragioni sono buone per arrivare a deporre ( e cancellare ) i nostri simboli o segni: in nome della volontà di evitare le provocazioni, via il crocifisso via le campane via il presepio via il segno della croce… (tra un po’ per non provocare chicchessia costruiremo tunnel sotterranei per accedere alle chiese ed evitare che gli altri vedendoci si irritino…)… In nome della essenzialità, abbiamo già ridotte le nuove chiese ad hangar spogli di qualsiasi riferimento specifico, neutre e inoffensive, e tutte quante, vecchie e nuove, in nome dell’idea che fa buone tutte le religioni come vie verso dio, l’ unicodio, perché non adibirle tutte, semplificando e risparmiando e significando unità di preghiera e adorazione, al doppio servizio ad onore dell’unica divinità, quella cristiana e quella maomettana, senza escludere altri congiungimenti????

    • Cherubino scrive:

      il presepe non è un simbolo, è una rappresentazione realistica. Lei sta facendo una grande confusione, come al solito.

      • Reginaldus scrive:

        ah, non è un segno della fede cattolica, una manifestazione una espressione una esplicazione….come diavolo lo vuol chiamare??? E la croce tolta di mezzo per non fare imbestialire i demoni non è un segno cristiano? E il segno della croce proibito ai cristiani per non irritare i musulmani convocati in chiesa per la preghiera in comune organizzata da quel bel prete di Genova non è un ‘SEGNO’ della fede cristiana??? Un segno che non è un segno??? Chi è che fa confusione???

      • Cherubino scrive:

        e no, non rimischi le carte. Se lei parla di “simbolo” non lo è, e io ho commentato questo. Anzi, è molto pericoloso ridurre la memoria contemplativa degli avvenimenti storici della vita di Gesù Cristo a “simboli”. Il simbolo non ha vita in sè, dipende dall’interpretante, è un ens rationis. Il Natale di Cristo è un fatto.
        Anzi, se vogliamo, è la contestaizone radicale del “potere dei simboli” umano. Cesare aveva capito quanto fossero pervasivo il mondo dei segni, e aveva indetto un censimento, non perchè realmente gli servisse a qualcosa, ma perchè costringere tanta gente ad andare a “registrarsi” era un mezzo simbolico di potere. Contare le persone è esercitare un potere.

        Cristo invece nasce senza saper contare, e neanche parlare. Piange, beve latte e dorme. Perchè è pienamente abbandonato nelle mani del Padre. E non è un simbolo, ma un annuncio. Il “segno” di Dio è lui stesso, la sua umiltà: troverete un bambino avvolto in fasce, deposto in una mangiatoia. Le fasce, la mangiatoia, il bambino. Questi sono fatti che hanno un senso in sè, e non simboli che rimandano ad altro. Il rapporto è inverso: nel simbolo è il segno che dà valore al fatto, che senza del piano simbolico non avrebbe nè senso nè efficacia, negli eventi del vangelo invece sono i fatti che danno valore ai segni, anzi li costituiscono come tali.

        E nell’adorare il piccolo Gesù non adoriamo un significato, ma un fatto e una persona.

  64. alfonso scrive:

    Ma quando saranno aboliti, in nome della sobrietà, i vescovi primedonne??

  65. il maccabeo scrive:

    Qui sopra ho scritto e ribadisco:
    E il S. Curato d´Ars che presepe avrebbe scelto?
    Lui cuoceva una pentola di patate a inizio settimana, ne mangiava una al giorno, e alla fine della settimana qulle che rimanevano erano ricche di…muffa. Viveva insomma povero come un topo e dormiva tre ore a notte, ma alla sua chiesetta di Ars, dispersa nella camapgna lionnese, non faceva mai mancare nulla, acquistando sempre i paramenti e gli addobbi piú belli e preziosi che potesse trovare.
    Il S. Curato sapeva infatti che la virtú di religione ci obbliga a essere severi con se stessi e a dare il meglio a Dio e alla sua Chiesa, e non al contrario.
    E sapeva pure che Iddio non lo si puó battere in generositá e che per quanto gli si dia egli rende cento volte tanto.
    Che sia per quello che la Chiesa di oggi svenda case e monasteri e che l´Italia oggi si ritrovi in braghe di tela?
    E poi mi chiedo: ma quali costi? Il Presepe, se é monumentale e se esiste da decine di anni, quante e quante volte é stato pagato e ripagato dai benefattori che lo han donato e dalla immancabili offerte dei fedeli che lo visitano?
    E davvero, se ci fossero stati problemi di personale per allestirlo, non si potevan dirottare per qualche ora qualche semonarista o qualche volontario caritas o similia dalle loro occupazioni abituali?
    Santa Giovanna d´Arco diceva: “Dieu premier servi”. Mi sembra invece che nella testa di molti “cattolici” oggi tutto debba essere “premier servi” ben prima di Gesú, Giuseppe e Maria. Perché si vede poi anche dall´articolo come la figura di Maria e di Giuseppe non riscuotanto piú tanta simpatia nella curia reatina.
    E´certo poi che la Sacra Famiglia, composta da un uomo, una donna e un figlio non corrisponde per nulla a quella di oggi…”politicamente corretta”.

  66. ritaroma scrive:

    ALESSANDRO.
    lei dimentica una cosa , che i forestieri e d altri che vanno in Cattedrale per visitare il presepe, lasciano cmq un – anche se piccolo- obolo che va –non tanto per la struttura del presepe– quanto x poter aiutare i poveri che vanno a chiedere “qualcosa” al parroco o chi x lui!
    inoltre, non mi sembra d’aver letto male, ma il presepe(fatto) è messo in un angoletto tanto per far tacere le voci, ed è quasi inesistente…c’è solo il bambinello sotto l’altare…
    per una Cattedrale, lo sforzo è grande!
    ————
    —-”-La cappella di Santa Caterina d’Alessandria, dall’elegante profilo neoclassico, rimarrà sgombra quest’anno da pastori e greggi, angeli e corteo dei Magi”
    ——-
    LIBERA,
    il crocifisso appeso al muro, non è dimenticato…. il cristiano durante il giorno alza lo sguardo ” verso colui che è stato trafitto” x chiedergli perdono e per ringraziarlo…e non mi sembra un illusione ottica, nè voglia di esteriorità.!
    Lei sulla mensola ha la foto sua o dei suoi cari?
    x me Cristo e Sua Madre hanno lo stesso valore.
    auguri

  67. andrea scrive:

    il solito schifo di alcuni vescovi,e preti che si sottomettono a tutto quello che certi laici fanno e sfanno senza avere il minimo coraggio di dire no.vili e senza fede .spero che intervenga il papa in persona.perchè non se nè può più.

  68. alberto scrive:

    Caro Tornielli,
    non c’è mai nulla da aggiungere a ciò che la Sua vivida intelligenza scrive.
    Felice Anno Nuovo, magari senza questi presuli tardo illuministi.
    Alberto

  69. serena scrive:

    grazie dott. Tornielli!
    il suo modo di scrivere, oltre che puntuale e di gran stile, è anche spassoso.
    inoltre ho capito che stasera è urgente che io passi qualche momento in preghiera davanti al piccolo presepe di casa mia.
    e grazie a Dio, il vescovo della mia diocesi è un francescano, quindi non c’è pericolo per il nostro presepe, per adesso!!!
    buon anno nuovo!!
    http://tesoroinvasidicreta.blogspot.com/2011/12/come-vi-auguro-di-prepararvi-al-natale.html

  70. Mario scrive:

    Sono arrivato quì spinto dalla incredibile notizia appresa dal blog di Antonio Socci.
    Ho letto tutti i commenti e i rimandi ai vari siti (quasi 2 ore): la scelta della Diocesi di Rieti seppur stupida e assurdamente motivata mi appare ora un po’ meno grave ma sopratutto HA AVUTO UN GRANDE MERITO: da bambino facevo sempre il presepe e ancora lo feci un paio di volte per mia figlia piccolina; sono forse ormai 25 anni che non lo faccio più e lo sostituisco con luci, rami di pino e fiocchi rossi!
    IL PROSSIMO ANNO SICURAMENTE VOGLIO TORNARE A FARLO , tirando fuori dallo scatolone in cantina, la vecchia capanna e le statuine di quando ero bambino!
    Grazie, Vescovo & C. di Rieti, la vostra brutta e sbagliata scelta ha risvegliato in me una bella e giusta decisione!!!

  71. michele scrive:

    personalmente tengo 2 ( piccoli !!) presepi in ufficio e 3 presepi in casa anche se casa mia non è tanto grande – piccoli segni che richiamano un grande avvenimento presente anche oggi, in casa mia e nel luogo dove lavoro !!

  72. Tiziano scrive:

    Ma ha chiesto almeno ‘sto vescovo alla sua comunità che ne pensava?O il suo orgoglio gli ha impedito di preoccuparsi dell’opinione che avrebbero potuto avere le”pecore”a lui affidategli dall’alto?