Caso Williamson, le scuse dei lefebvriani a Benedetto XVI

Questo è il testo integrale della lettera di scuse al Papa per le dichiarazioni negazioniste di Williamson scritta oggi da mons. Fellay, superiore della Fraternità San Pio X.

«Abbiamo avuto conoscenza di un’intervista rilasciata da Mons. Richard Williamson, membro della nostra Fraternità San Pio X, alla televisione svedese. In questa intervista, egli si esprime su questioni storiche, in particolare sulla questione del genocidio degli ebrei da parte dei nazionalsocialisti. È evidente che un vescovo cattolico non può parlare con autorità ecclesiastica che su questioni che riguardano la fede e la morale. La nostra Fraternità non rivendica alcuna autorità sulle altre questioni. La sua missione è la propagazione e la restaurazione della dottrina cattolica autentica, esposta nei dogmi della fede. È per questo motivo che siamo conosciuti, accettati e apprezzati nel mondo intero. È con grande dolore che costatiamo quanto la trasgressione di questo mandato può far torto alla nostra missione. Le affermazioni di Mons. Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità. Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche. Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a tutti gli uomini di buona volontà, per le conseguenze drammatiche di tale atto. Benché noi riconosciamo l’inopportunità di queste dichiarazioni, noi non possiamo che costatare con tristezza che esse hanno colpito direttamente la nostra Fraternità discreditandone la missione. Questo non possiamo ammetterlo e dichiariamo che continueremo a predicare la dottrina cattolica e di amministrare i sacramenti della grazia di Nostro Signore Gesù Cristo.Menzingen, 27 gennaio 2009+ Bernard Fellay, Superiore Generale»

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

63 risposte a Caso Williamson, le scuse dei lefebvriani a Benedetto XVI

  1. Physikelly scrive:

    Qui ( http://www.fsspx.info/news/ ) l’originale in tedesco.

    [Presenta qualche differenza non sostanziale rispetto alla traduzione qui offerta, come "Santo Padre" (Heilgen Vater) , al posto di "Sommo POntefice" , "in nessun modo" al posto di "in nessun caso" , ma soprattutto "per la rabbia/indignazione suscitata da ciò" anzichè " per le conseguenze drammatiche di tale atto" . ]

  2. Ferrer scrive:

    L’intervento di S.E.R. Mons. Fellay è molto positivo. Speriamo che contribuisca a stemperare i toni.
    ==============================
    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__T r a d i z i o n e__C a t t o l i c a )

  3. Physikelly scrive:

    Scusate, forse mi sono sbagliato a sottolineare delle differenze (comunque non sostanziali)fra i due testi : uno infatti è un comunicato ufficiale del Superiore +Fellay rilasciato oggi sul sito del distretto tedesco della Fraternità San Pio X, quella messa on line da Andrea (e stralci della quale cominciano a essere riportati dalle agenzie di stampa) dev’essere la lettera vera e propria inviata da S.E. Mons. Fellay al Santo Padre.

  4. Cherubino scrive:

    non si può che rallegrarsi per il comunicato di Fellay, sperando che il caso Williamson sia realmente chiuso.
    Quello che però conferma la previsione di un cammino di riconciliazione ancora irto di difficoltà verso l’effettivo rientro della FSSPX è la totale assenza di un mea culpa da parte dei lefevbriani, il non aver percepito la misericordia di cui sono stati fatti oggetto dal papa.
    “Continueremo…” ma veramente dovrebbero “ricominciare a predicare la dottrina cattolica” nella sua interezza.
    Non voglio aizzare la polemica, ma l’intervista al Cardinale Jean-Pierre Ricard è molto chiara in proposito. Non facciamo passare per martiri quelli che non lo sono.
    http://www.zenit.org/article-16985?l=italian

  5. Physikelly scrive:

    Scusa, Cherubino, non per essere polemico, ma.. dove vedi tutto quell’astio nelle pacate (anche se ovviamente di una chiarezza senza sconti) parole del Card. Ricard?

    Inoltre: se domani eleggessero il “liberale” (non certo secondo i ‘nostri’ standard..) +Kirill di Smolensk e Kaliningrad come successore di Alessio II, dico, se un dopodomani lui volesse ‘dialogare’ sul serio con il Papa di Roma, tu, vorresti che tentassero, come prima cosa, di risolvere definitivamente ‘annose’ questioni come -che so- il primato petrino o il filioque o… cominceresti dal pretendere da tutto il corpo episcopale russo-ortodosso il recepimento incondizionato e senza ambiguità alcuna della lettera e dello spirito di -che so- la Nostra Aetate?

  6. Curioso scrive:

    “Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche.”

    Porca miseria, un vescovo cattolico che parla chiaro e comanda (?!?!)

    Questo deve avere sotto due “cose così”.

    E pure umile, oltre che schietto e severo !

    Oh oh oooh, la cosa si fa vieppiù interessante …

  7. Physikelly scrive:

    [ Ah, e se nelle prossime ore eleggeranno a Mosca +Kirill come nuovo Patriarca di tutte le Russie, ricordatevi delle seguenti sue recentissime parole:

    "Io mi oppongo fortemente a qualsiasi riforma nella Chiesa. Anzi, penso che nessuno dei 145 arcivescovi tra i quali sarà scelto il nuovo Patriarca abbia aspirazioni di riforma.
    La Russia ha imparato due volte la necessità di rispettosa attenzione alle tradizioni, specie alle tradizioni ecclesiastiche. La prima, quando la Chiesa fu spaccata dai Vecchi credenti . La nostra seconda lezione è consistita nelle note innovazioni degli anni Venti. Entrambi gli eventi causarono agitazione e divisero il popolo, ma nessuna di loro raggiunse gli scopi voluti dai riformatori.
    Le riforme della Chiesa non possono raggiungere i loro scopi se non sono radicate nella vita delle persone.
    La nostra Chiesa è solida nella sua abilità di preservare il credo e l’inflessibile paradigma morale, nonché di trasmetterli da una generazione all’altra.
    La Chiesa è conservatrice per natura, poiché mantiene la fede apostolica. Se vogliamo
    trasmettere la fede da una generazione all’altra per secoli, la fede deve restare intatta. Ogni riforma che danneggi la fede, le tradizioni e i valori è chiamata eresia.
    Al tempo stesso, riforme secolarizzanti che minano le tradizioni di valori teologici e morali sono pericolose per il paese. La vita ha mostrato che la Russia accetta idee che non spezzano la sua spina dorsale. Il popolo ha rigettato ogni cosa suggerita negli
    anni Novanta come una forma di progetto intellettualistico."

    (vedi: http://antoniodipadova.blogspot.com/2009/01/il-metropolita-kirill-di-russia-e-la.html )

    ...quando vi diranno che è un campione di ecumenismo (e lo è, senza dubbio) e di "liberalismo".
    In sostanza: si può essere 'aperti' ed 'ecumenici', nella maggior parte dei casi senza dover necessariamente rinnegare, alterare, cedere... su nessun articolo di fede, precetto di morale, tradizione..

    Fellay non sarà Kirill, certo, ma non mi paiono poi così anni luce l'uno dall'altro, nella loro visione di Tradizione. E' anche per questo che una riconciliazione (se seria e completa) con i 'lefebvriani', non farebbe che bene alla percezione che di noi Cattolici romani ha l'Ortodossia in generale. (Almeno questo a mio modestissimo avviso.)]

  8. Physikelly scrive:

    ” D – Perché Papa Benedetto XVI ha voluto così fortemente questo atto? Si è reso conto del ginepraio in cui si è messo con la revoca della scomunica?

    R – Oh, sì, credo che sia ben consapevole delle reazioni più diverse e più scomposte. Del resto, a più riprese, prima e dopo la sue elezione pontificale, ha parlato della crisi della Chiesa in termini tutt’altro che ambigui.
    Quando dicevo della sua dolcezza paterna, intendevo parlare del fatto che in Lui traspaiono, insieme, la consapevolezza dei tempi in cui viviamo, la fermezza nel porvi rimedio e l’attenzione a tutti i suoi figli. Questo fa sì che reazioni più o meno scomposte ai suoi atti lo possono far soffrire, ma non certo lo costringono a mutare parere. E qui sta anche il motivo di questa decisione. ”

    ( vedi, da Libero del 25/01 :

    «Grazie al Papa, mi ha tolto la scomunica»

    intervista al Vescovo Fellay

    di Alessandro Gnocchi
    Mario Palmaro

    http://paparatzinger2-blograffaella.blogspot.com/2009/01/mons-bernard-fellay-grazie-al-papa-mi.html )

  9. Physikelly scrive:

    [ Bene, la breaking news broke mentre stavo scrivendo, e apprendo solo ora che ...

    http://www.ansa.it/site/notizie/awnplus/topnews/news/2009-01-27_127319482.html

    "Il metropolita di Smolensk e Kaliningrad Kirill, 62 anni, e' il nuovo patriarca della Chiesa ortodossa russa"

    Che Dio lo benedica e lo assista! ]

  10. Cherubino scrive:

    non mi sembra di aver parlato di astio del cardinale Ricard, nè di aver augurato un simile atteggiamento.
    Ho solo detto che, nel rallegrarmi di ciò che Fellay ha detto circa le parole di Williamson, ho notato anche che egli non esprime in alcun modo la consapevolezza di aver ricevuto un perdono dal papa con la revoca della scomunica (perchè di questo si tratta).
    Il perdono comporta una colpa. Ora deve essere chiaro a tutti che si tratta di “figli prodighi” che tornano (almeno si spera) all’ovile.
    Dopo di che ho trovato conferma di questa sensazione -che cioè i nodi devono ancora venire al pettine- in ciò che (senza alcun astio) ha detto Ricard.
    Quanto agli ortodossi, è chiaro che una piena riconciliazione con la Chiesa cattolica comporta l’accettazione di tutti i dogmi e tutto il magistero, compreso il Vaticano II e le encicliche successive.

  11. bruno volpe scrive:

    Lo ripeto: ora si attendono quelle, le scuse, di Kung e de los republicones, ma non arriveranno mai bv

  12. Curioso scrive:

    bruno volpe Scrive: January 27th, 2009 at 10:16 pm

    Si bravo, farebbe meglio ad attendere che ghiacci il Sahara … si stancherebbe di meno ad aspettare !

  13. Daniele scrive:

    IL testo di Mons. Fellay è ancora una volta ambiguo. Le scuse, se fatte, dovevano essere rivolte anche e soprattutto agli ebrei, non solo al Papa.
    E’ inoltre assolutamente ovvio che la Fraternità non possa rivendicare alcuna “autorità” in ambito storico; quello che conta è se abbia detto o meno delle falsità. Inoltre chi è Mons. Fellay per imporre o meno un comportamento a un suo fratello Vescovo.Mons. Fellay è comunque molto più saggio di tanti “tradizionalisti” nazistoidi che scrivono su questo blog, come Rovere e Gregorio VII, tanto per non fare nomi.
    IL che è tutto dire.

  14. Reginaldus scrive:

    scusate, non saprei a chi in particolare fare la mia domandina; la farò a tutti quelli che guai mettere in discussione qualcosa di quello che ci viene detto di dire e di pensare: quante furono le vittime del bombardamento di Dresda? C’entra, c’entra…

  15. fedenrico scrive:

    “Le affermazioni di mons. Williamson non riflettono la posizione della nostra comunità”.
    ovvero:
    quelle affermazioni non corrispondono esattamente al nostro pensiero.

    “noi riconosciamo l’inopportunità di queste dichiarazioni”.
    ovvero:
    non eran quelle le condizioni e il momento per rilasciarle.

    Se queste sono scuse…

  16. Physikelly scrive:

    Daniele, sarebbe una contraddizione logica degna del più paradossale mentitore cretese, se il buon +Fellay avesse detto “visto che un vescovo non ha auctoritas per pronunciarsi su fatti storici, ribadisco qui ex-cathedra che i milioni di morti ammazzati dai nazisti furono ben più di 300000, anzi furono 6 milioni esatti esatti…” Che serietà avrebbe avuto, se non un appeasement ‘di Pirro’ con i secular media?

  17. Physikelly scrive:

    ["morti ammazzati", sottintendevo Ebrei, visto che è loro che Willamson ha scomodati. Chiedo venia.]

  18. Don Paolo scrive:

    “Tutti i figli della Chiesa, siamo titolati a discutere delle questioni che riteniamo fondamentali per la fede e per la vita della Chiesa stessa. … L’importante è che si capisca che, anche nei momenti in cui poniamo delle critiche severe, noi non siamo mai contro la Chiesa, noi non siamo mai contro il papato”… Chi ha detto questo? Non il teologo Leonardo Boff, non è stato Milingo o i suoi vescovi sposati, neanche nessun membro della “Chiesa siamo noi”. Chi segue la strada della sinistra sbaglia. L’autore di questa frase è stato Mons. Fellay, superiore della Fraternità San Pio X! La cosa che mi colpisce non è la revoca della scomunica, credo che la Chiesa deva istaurare dialogo e stendere le mani e cosi essere cattolica (universale). È piuttosto una questione di principio. Nella stessa intervista, Mons. Fellay afferma che Lefebvre “doveva” ordinare vescovi contro la volontà del Sommo Pontefice, cioè doveva disobbedire il Vicario di Cristo nella terra per salvare la continuità del suo movimento. Ragionando cosi, però, Mons. Milingo non ha fatto male, anche lui doveva disobbedire il papa e ordinare vescovi per evitare il crollo del suo movimento. Qualcuno può dire che nel caso di Fellay va bene perché è la difesa della Tradizione mentre negli altri movimenti loro sono contro la Tradizione vera. Questo non è relativismo? Cioè “io” o il mio movimento è che decido cos’è la vera tradizione. Esattamente ciò che loro condannano nel mondo moderno, cioè, posso anche rifiutare l’autorità del papa e sucessore di Pietro, per fare ciò che ritengo che sia giusto. L’episodio dei vescovi apre pericolosi precedenti e secondo me è pieno d’incoerenze.

  19. Curioso scrive:

    Daniele Scrive: January 27th, 2009 at 10:48 pm

    IL testo di Mons. Fellay è ancora una volta AMBIGUO ecc. ecc.

    Oddio, mons. Fellay mi sta già diventando martiniano !?!?!

  20. Physikelly scrive:

    Fedenrico osserva: “se queste sono scuse”. Bene, allora , la prossima volta che un ministro di qualunque governo, o un ambasciatore, etc.. si esprimerà con espressioni quali , che so, “esprimo la mia costernazione”, “condanno senza riserve tali atti esecrabili”, etc… quando di mezzo magari ci sono una marea di vittime (ma anche solo “un vile gesto, uccidere tale imprenditore”) o nazioni invase (non mi riferisco a nessuna in particolare, scegliete voi), allora ecco, chiedete scusa a Mons. Fellay, per averlo trattato come un ignavo, o peggio uno di quei tiepidi che verranno vomitati alla fine dei tempi, etc..

  21. Physikelly scrive:

    Beh, Don Paolo, a Fellay hanno tolto la scomunica, ma lui e altri cinquecento sacerdoti circa della Fraternità rimangono comunque soospesi a divinis…

    …Mentre a Genova, il suo omonimo collega prete Sac. Farinella, stravolge indistubato da anni la sacra Liturgia a suo piacimento in modi davvero allucinanti, e nessuno -Card. Bagnasco in primis- si è sognato di , non dico sollecitarne la scomunica, ma nemmeno sospenderlo dalla celebrazione dei Sacramenti. Ovvero: la tanto invocata -da sabato..- tolleranza ‘a sinistra’ (per una sorta di “par condicio della disobbedienza”) …già esiste ampiamente anche a livello parrocchiale.

    E non mi sembra che il comunicato di Fellay del 24 u.s., ammesso e non concesso che presentasse venature di residua ‘arroganza’ verso il Santo Padre, sia neanche lontanamente comparabile con i contributi di Don Paolo Farinella a Micromega, le e-mails politiche ‘della Vergine Maria’ o, che so, la proposta pubblicamente avanzata con convinzione di ‘abrogare il Natale’(invitando ovvimente i fedeli a non-celebrarlo con lui..) E questa è solo la punta dell’iceberg, e voi lo sapete, eccome se lo sapete..

  22. Physikelly scrive:

    Comunue, direi “quod erat demonstrandum” . Cioè, sinora i media non cattolici hanno riportato (e non credo solo per l’ora..) con moolta meno enfasi le scuse e il dispiacere di Fellay, rispetto ai molteplici, convulsi e stentorei lanci/strilli d’agenzia su ogni minima dichiarazione di esponente del mondo ebraico o politico o cattolico, etc…negli scorsi giorni. Così va il mondo (..un pò come gli arresti in prima pagina, e i proscioglimenti in un trafiletto in 15° pagina..) .

    Buona notte a tutti.

  23. Don Paolo scrive:

    Condivido la tua riflessione, ma il problema è esattamente questo: apertura di precedenti nella disciplina della Chiesa. Come si puo punire Don Paolo Farinella, se si ammette quelli che hanno chiamato Giovanni Paolo II di modernista. Ho ascoltato il commento di un prete tradizionalista nella parrochia di un prete amico mio quando ero li in visita (lui ha fatto questo commento apertamente): “abbiamo vinto, il papa ha riconosciuto aver sbagliato”. Nessun commento dei membri della Fraternità Sacerdotale mette in risalto che l’atto è stato “di misericordia” del papa, e misericordia vuol dire tutt’altro. Tra le righe dei commenti nella stampa, si parla di vittoria, di sconfitta del conciliarismo, pure qui nel blog. E questo mi preoccupa, perchè puo passare un’immagine sbagliata.

  24. Apprendo solo ora
    della lettera di S.E. Mons. Fellay

    e ne ringrazio-di cuore- il Signore.

    Era quello che ci voleva. Il resto davvero non mi interessa: se anche fosse un capolavoro di diplomazia, retorica o altro, non mi interessa, SONO TROPPO FELICE e idealmente bacio le mani e l’Anello al Vescovo Bernard Fellay.

    Grazie, grazie, grazie Signore!

  25. Vincenzo scrive:

    …Chiedere “scusa”, è in ogni caso un atto di umiltà e, il “capo” deio lefebvriani, ha dimostrato di averne, di “umiltà” oltrechè, di sottomissione vera al Santo Padre… Mentre gli “altri”, i progressisti di ogni risma, anche qui, su questo Blog, non solo non hanno alcuna umiltà, (e nemmeno obbediscono…), ma, addirittura, negano la verità rivelata (in questo caso, l’evidente disparità di comportamento e dignità, fra Chi propugna il rispetto della Tradizione e chi inneggia al “rinnovamento” sotto l’ègida dell’Ermeneutica della rottura, o a Farinella Prete “sui genereis” e a agni pazzìa moderna.
    Ciò dimostra che, per certi Sacerdoti, specialmente se Tradizionalisti, e anche se di origini non nobili, si può a buon diritto dire … “Signori si nasce”.

  26. Garlyc scrive:

    Physikelly, non è vero. Repubblica.it, che non è precisamente un sito devoto, l’ha messo per un’intera serata come notizia di testa in prima pagina, e anche ora campeggia in bella vista sia sul sito sia su Repubblica cartaceo.

  27. Marina scrive:

    Glli ebrei fanno bene a chiedere le scuse alla chiesa cattolica per le connivenze con il nazismo,però,e c’è un però,dovrebbero per par condicio pretendere le scuse anche da quelle famiglie ebree proprietarie delle maggiori banche che hanno finanziato sia il nazismo che il comunismo;a che prò? A “cui prodest”
    Che vantaggi hanno avuti questi ebrei ricchi?

  28. Marina scrive:

    Ho sbagliato le scuse della chiesa.

  29. fedenrico scrive:

    Mons. Fellay non chiede scusa al Papa per le dichiarazioni negazioniste di mons. Williamson;

    Mons. Fellay chiede scusa al Papa per il danno alla Fraternità causato da quelle dichiarazioni.

  30. Cherubino scrive:

    altro punto poco chiaro della risposta di Fellay è la frase “continueremo … ad amministrare i sacramenti della grazia di Nostro Signore Gesù”. Ora, se è vero che la revoca della scomunica non è ancora revoca della sospensione, il primo atto di obbedienza secondo me dovrebbe essere l’interruzione di ogni celebrazione eucaristica fino alla riammissione ad officiare il culto.
    Questo semplice ma non trascurabile particolare mostra quanto il cammino di obbedienza dei fratelli lefevbriani sia ancora tutto da realizzare e verificare sul campo, al di là di bellissime e lodevolissime dichiarazioni d’intenti.

  31. Dante scrive:

    Avete leto, il vescovo negazionista non sconfessa le proprie idee; anzi rincara la dose su quello che pensa. Mons. Fellay ha chiesto le scuse al Papa, ma non agli Ebrei. I vescovi svizzeri si son sentiti in dovere di chiedere perdono al rabbinato. Ma i 4 prelati sono tutt’ ora sospesi a divinis?

  32. Marina scrive:

    Rothschild è una famiglia di banchieri molto nota e facoltosa del XIX secolo di origine Ashkenazi, come la maggior parte dei banchieri più importanti di quell’epoca che attraverso le sue sedi di Vienna, Parigi, Londra, Napoli e Francoforte controllava più o meno direttamente le politiche dei paesi che finanziava. Il fondatore viene considerato Mayer Amschel Rothschild, (1744-1812) ebreo di Francoforte che pose i suoi cinque figli a capo delle diverse branche della famiglia e delle attività bancarie:

    Amschel Mayer Rothschild (1773-1855) – Francoforte
    Salomon Mayer Rothschild (1774-1855) – Vienna
    Nathan Mayer Rothschild (1777-1836) – Londra
    Calmann Mayer Rothschild (1788-1855) – Napoli
    James Mayer Rothschild (1792-1868) – Parigi

    Queste onestissime persone ebree insieme ad altre famiglie ebree importanti,finanziarono il nazismo e il comunismo.
    Poi il vaticano e i gesuiti ci hanno messo del loro.
    Ma la responsabiltà dei crimini e delle guerre in Europa è da addebitarsi anche a questi banchieri ebrei.
    Che se ne sono guardati bene dal farsi arrestare per finire dei forni crematori come invece è successo a milioni di poveri ebrei innocenti,come innocenti erano i cristiani uccisi dal nazismo e dal comunismo.
    Buona giornata

  33. Dante scrive:

    Avete letto, il vescovo negazionista non sconfessa le proprie idee; anzi rincara la dose su quello che pensa. Mons. Fellay ha chiesto le scuse al Papa, ma non agli Ebrei. I vescovi svizzeri si son sentiti in dovere di chiedere perdono al rabbinato. Ma i 4 prelati sono tutt’ ora sospesi a divinis?

  34. Dante scrive:

    Avete letto, il vescovo negazionista non sconfessa le proprie idee; anzi rincara la dose su quello che pensa. Mons. Fellay ha chiesto le scuse al Papa, ma non agli Ebrei. I vescovi svizzeri si son sentiti in dovere di chiedere perdono al rabbinato. Ma i 4 prelati sono tutt’ ora sospesi a divinis?

  35. Giovanni scrive:

    L’ex rabbino-capo sefardita Mordechai Eliyahu scrisse ad Olmert: «Tutti i civili che vivono a Gaza sono collettivamente colpevoli degli attacchi Qassam contro Sderot, ha scritto in una lettera l’ex rabbino-capo sefardita Mordechai Eliyahu al primo ministro Ehud Olmert. Eliyahu ha stabilito che non c’è assolutamente nessuna proibizione morale contro l’uccisione indiscriminata di civili in un’eventuale offensiva militare massiccia su Gaza, volta a fermare il lancio dei razzi. La lettera, pubblicata su Olam Katam (Mondo Piccolo), un settimanale che verrà distribuito nelle sinagoghe di tutto il Paese questo venerdì, ha citato la storia biblica del massacro di Shechem (Genesi, 34), e i commenti di Maimonide (Leggi dei Re 9, 14) alla storia in questione, come testi di riferimento per la propria decisione giuridica. Secondo l’etica ebraica della guerra, ha scritto Eliyahu, è tutta la città che detiene la responsabilità collettiva del comportamento immorale dei suoi individui. A Gaza, tutta la popolazione è responsabile perché non fa niente per fermare il lancio dei razzi Qassam. L’ex rabbino-capo ha detto anche che è proibito rischiare la vita degli ebrei a Sderot, o la vita dei soldati dell’esercito israeliano, per paura di ferire o di uccidere i palestinesi non combattenti che vivono a Gaza. Non è stato possibile intervistare Eliyahu. Ma suo figlio, Shmuel Eliyahu, che è rabbino-capo di Safed, ha detto che suo padre si è opposto a un’incursione di terra delle truppe a Gaza, perché metterebbe in pericolo i soldati. Egli propugna invece il bombardamento a tappeto di tutta l’area da cui vengono lanciati i razzi Qassam, senza badare al prezzo delle vite palestinesi. ‘Se non si fermano dopo che ne abbiamo uccisi 100, allora dobbiamo ucciderne 1.000’, ha detto Shmuel Eliyahu. ‘E se non si fermano dopo 1.000, allora dobbiamo ucciderne 10.000. Se ancora non si fermano dobbiamo ucciderne 100.000, anche un milione. Qualunque cosa ci voglia per fermarli’. Nella lettera, Eliyahu cita i Salmi. ‘Perseguiterò i miei nemici e li catturerò e non mi fermerò fino a quando non li avrò annientati’. Eliyahu ha scritto che ‘Questo è un messaggio a tutti i leader del popolo ebreo a non essere compassionevoli con quelli che sparano [razzi] ai civili nelle loro case».
    E voi a parlare di Williamson, che fino a prova contraria non ha incitato ad uccidere nessuno. In particolare, questo messaggio è rivolto a Cherubino: vediamo ora come difenderà il rabbino.
    Saluti,
    Giovanni

  36. Cherubino scrive:

    i Vescovi svizzeri hanno precisato che

    “Si è tuttavia prestata poca attenzione – sottolinea il presidente dei vescovi svizzeri – al fatto che questi quattro vescovi rimangono sospesi a divinis. Non è loro permesso, pertanto, di esercitare il loro ministero episcopale”

    “Qui bisogna evitare equivoci: secondo il diritto della Chiesa, la revoca della scomunica non è la riconciliazione o la riabilitazione, ma l’apertura della strada verso la riconciliazione. Questo atto non è, dunque, la fine, ma il punto di partenza per un dialogo necessario sulle questioni controverse. Di fronte a queste profonde divergenze, questo cammino potrà essere lungo”.

    “La Chiesa cattolica – sottolinea il presule – non può in alcun modo accettare questa negazione dell’Olocausto. Il portavoce vaticano ha preso posizione al momento della pubblicazione del decreto su queste affermazioni assurde e le ha definite totalmente inaccetabili. Noi, vescovi svizzeri, facciamo nostra questa condanna e preghiamo i membri delle comunità ebraiche svizzere di scusare le irritazioni di questi ultimi giorni. Coloro che conoscono Benedetto XVI e il suo atteggiamento positivo nei confronti dell’ebraismo sanno che non può tollerare gli sbandamenti indifendibili di monsignor Williamson”.

    “”I vescovi svizzeri – conclude Koch – hanno inoltre appreso che monsignor Bernard Fellay, superiore generale della Fraternità San Pio X, ha preso le distanze dalle dichiarazioni di monsignor Williamson. Nel passato, tuttavia, i quattro vescovi hanno più volte dichiarato che, insieme alla Fraternità, non accettavano la dichiarazione del Concilio vaticano II ‘Nostra aetate’ sulle relazioni con l’ebraismo e le religioni non cristiane. Noi, vescovi svizzeri, attendiamo che nel corso delle discussioni condizionali al ristabilimento della comunione e alla revoca della sospensione, i quattro vescovi della Fraternità dichiarino in modo credibile che accettano il Concilio vaticano II e, in particolare, la dichiarazione ‘Nostra aetate’ e che adottino un atteggiamento positivo verso l’ebraismo”.

    http://notizie.alice.it/notizie/politica/2009/01_gennaio/27/papa_vescovi_svizzeri_in_campo_contro_lefebvriano_antisemita,17734351.html

  37. Physikelly scrive:

    “Il papà di Lefebvre fu rinchiuso in un lager tedesco

    [Luigi Accattoli]

    28 Gennaio 2009 alle 8:52

    Oltre al vescovo Fellay (vedi post di ieri) anche il superiore del “distretto” tedesco della Fraternità San Pio X ha deplorato le dichiarazioni negazioniste di Williamson e ne ha chiesto scusa. Egli fu superiore generale della Fraternità dal 1982 al 1994 e le sue parole sono più nette di quelle di Fellay. Eccole: “Come superiore del Distretto della Fraternità San Pio X in Germania, sono scosso, assieme ai miei confratelli di questo Paese, a motivo delle dichiarazioni del vescovo Williamson. Minimizzare le uccisioni di Ebrei da parte del regime nazionalsocialista e le sue atrocità è per noi inaccettabile. La persecuzione e l’assassinio di innumerevoli ebrei sotto il Terzo Reich ci colpisce in maniera estremamente dolorosa, e ferisce nel profondo il comandamento cristiano dell’amore per il prossimo che non conosce distinzioni etniche. Desidero scusarmi per questo comportamento e dissociarmi da qualunque affermazione di tal fatta. Questa presa di distanza è per noi naturale anche per il fatto che lo stesso padre dell’arcivescovo Lefebvre fu rinchiuso in un campo di concentramento tedesco, così come molti sacerdoti cattolici persero la vita in campi di prigionia di Hitler. Stoccarda, il 27.01.2009. Padre Franz Schmidberger superiore di Distretto”. Questa la fonte della dichiarazione che ho tradotto dal tedesco: http://www.fsspx.info/news/. Batto le mani anche al padre Schmidberger e di nuovo mi congratulo con il vescovo Williamson: egli molto si prefigge ma moltissimo consegue. E c’è speranza di ancora migliori acquisti, dal momento che continua a parlare – a quanto sembra – dopo l’ordine di tacere che gli era venuto da Fellay.”

    http://www.luigiaccattoli.it/blog/?p=1003

  38. sasso scrive:

    ovviamente la unica responsabilità imputabile al vescovo è quella di aver suscitato,inconsapevolmente e tramite inganno come l’articolo evidenzia, la ben conosciuta stupida emotività popolana contro L’ordine sacerdotale di San Pio X e il suo operato-
    Diceva qualcuno di non suscitare scandalo…ma molto probabilmente il vescovo ha sottovalutato la idiozia che il satana televisivo è in grado di insinuare nelle fragili menti.
    Per il resto… solidarietà incondizionata a tutti coloro che vengono insultati per le propie idee personali.

    Speriamo che non si giunga ad altro oltre che agli insulti da parte di chi le libertà costituzionali è deputato a difenderle e non a diffamarle,come ha fatto il presidente della camera FINI.

  39. ELSO scrive:

    aggiungo al post di : MARINA:che i Rothschild furono premiati da hitler come “ARIANI D’ONORE” quali suoi finanziatori , fra l’altro finanziarono la rivoluzione bolscevica e assieme agli HAMMER “NAZIONALSOCILISTI D’ONORE2

  40. ELSO scrive:

    OGGI RINGRAZIERO’ CON LE MIE PREGHIERE LO SPIRITO SANTO
    PER AVER ILLUMINATO IL SANTO PADRE CHE CI HA RIDONATO 4 MERAVIGLIOSI PASTORI

  41. Rovere scrive:

    Povero Mons. Fellay, stavolta ha preso una cantonata (il leone quando morde poi ti mangia interamente) speriamo che il “Divide et Impera” non colpisca la FSSPX.
    Solidarietà a Mons. Williamson.

  42. snorri scrive:

    Sono appena rientrati e stanno già causandoci un mare di problemi. Mi auguro che il Santo Padre prenda dei provvedimenti esemplari contro questo buffone indegno di vestire l’abito di vescovo, che con sue dichiarazioni sconcertanti e criminali sta mettendo a rischio il patrimonio di 50 anni di dialogo tra la Chiesa cattolica e le altre confessioni.

  43. davide scrive:

    Povero Fellay, povero B16 e poveri noi, l’odio talmudico ha ancora una volta ricevuto il suo pretesto per scatenarsi. La Chiesa non deve chiedere scusa agli ebrei anzi deve essere ringraziata per quanto ha fatto per loro e per quanto continua a fare. Williamson con il suo atteggiamento mi convince sempre più che gli inglesi sono una razza inferiore (scherzo!) Incoraggio Andrea Tornielli a mantenersi equidistante come sempre. Un saluto a tutti

  44. Marcello "Teofilatto" scrive:

    L’olocausto è materia storica, non di fede. E’ ovvio, ma a quanto pare occorre ribadirlo.

  45. dinastico ecumenico scrive:

    Carus amicum che ve piacium tantum latinorum, io vi salutibus a tuttum quantum, scusatus miam ignorantiam di latinibus, ma vogluim salutarvus cosìus che forsus vi faccium contentum. Smettus di dannarvus il fegatus a voium, e mi congedum, augurandem a tuttis voium che apritam gli occhiam, e camminatum sullam rettam viam.

  46. ako scrive:

    Don Paolo Scrive: January 27th, 2009 at 11:20 pm
    “Tutti i figli della Chiesa, siamo titolati a discutere delle questioni che riteniamo fondamentali per la fede e per la vita della Chiesa stessa. … L’importante è che si capisca che, anche nei momenti in cui poniamo delle critiche severe, noi non siamo mai contro la Chiesa, noi non siamo mai contro il papato”… Chi ha detto questo? Non il teologo Leonardo Boff, non è stato Milingo o i suoi vescovi sposati, neanche nessun membro della “Chiesa siamo noi”. Chi segue la strada della sinistra sbaglia. L’autore di questa frase è stato Mons. Fellay, superiore della Fraternità San Pio X! La cosa che mi colpisce non è la revoca della scomunica, credo che la Chiesa deva istaurare dialogo e stendere le mani e cosi essere cattolica (universale). È piuttosto una questione di principio. Nella stessa intervista, Mons. Fellay afferma che Lefebvre “doveva” ordinare vescovi contro la volontà del Sommo Pontefice, cioè doveva disobbedire il Vicario di Cristo nella terra per salvare la continuità del suo movimento. Ragionando cosi, però, Mons. Milingo non ha fatto male, anche lui doveva disobbedire il papa e ordinare vescovi per evitare il crollo del suo movimento. Qualcuno può dire che nel caso di Fellay va bene perché è la difesa della Tradizione mentre negli altri movimenti loro sono contro la Tradizione vera. Questo non è relativismo? Cioè “io” o il mio movimento è che decido cos’è la vera tradizione. Esattamente ciò che loro condannano nel mondo moderno, cioè, posso anche rifiutare l’autorità del papa e sucessore di Pietro, per fare ciò che ritengo che sia giusto. L’episodio dei vescovi apre pericolosi precedenti e secondo me è pieno d’incoerenze.

    Grazie don paolo. quoto in toto…

  47. dinastico ecumenico scrive:

    Dimenticavo: grazie a Luisa per avermi assegnato questo premio, di cui in un certo qual modo vado fiero:

    Luisa Scrive: October 30th, 2008 at 10:27 pm

    Dinastico ecumenico merita senza alcun dubbio il diploma del migliore postante :

    Fedeltà al tema: summa cum laude

    Fedeltà alle direttive del gestore: summa cum laude

    Ricerca di documentazione :summa cum laude

    http://blog.ilgiornale.it/tornielli/2008/10/28/quel-primo-messaggio-di-papa-giovanni/#comment-40277

  48. Giovanni scrive:

    L’ex rabbino-capo sefardita Mordechai Eliyahu scrisse ad Olmert: «Tutti i civili che vivono a Gaza sono collettivamente colpevoli degli attacchi Qassam contro Sderot, ha scritto in una lettera l’ex rabbino-capo sefardita Mordechai Eliyahu al primo ministro Ehud Olmert. Eliyahu ha stabilito che non c’è assolutamente nessuna proibizione morale contro l’uccisione indiscriminata di civili in un’eventuale offensiva militare massiccia su Gaza, volta a fermare il lancio dei razzi. La lettera, pubblicata su Olam Katam (Mondo Piccolo), un settimanale che verrà distribuito nelle sinagoghe di tutto il Paese questo venerdì, ha citato la storia biblica del massacro di Shechem (Genesi, 34), e i commenti di Maimonide (Leggi dei Re 9, 14) alla storia in questione, come testi di riferimento per la propria decisione giuridica. Secondo l’etica ebraica della guerra, ha scritto Eliyahu, è tutta la città che detiene la responsabilità collettiva del comportamento immorale dei suoi individui. A Gaza, tutta la popolazione è responsabile perché non fa niente per fermare il lancio dei razzi Qassam. L’ex rabbino-capo ha detto anche che è proibito rischiare la vita degli ebrei a Sderot, o la vita dei soldati dell’esercito israeliano, per paura di ferire o di uccidere i palestinesi non combattenti che vivono a Gaza. Non è stato possibile intervistare Eliyahu. Ma suo figlio, Shmuel Eliyahu, che è rabbino-capo di Safed, ha detto che suo padre si è opposto a un’incursione di terra delle truppe a Gaza, perché metterebbe in pericolo i soldati. Egli propugna invece il bombardamento a tappeto di tutta l’area da cui vengono lanciati i razzi Qassam, senza badare al prezzo delle vite palestinesi. ‘Se non si fermano dopo che ne abbiamo uccisi 100, allora dobbiamo ucciderne 1.000’, ha detto Shmuel Eliyahu. ‘E se non si fermano dopo 1.000, allora dobbiamo ucciderne 10.000. Se ancora non si fermano dobbiamo ucciderne 100.000, anche un milione. Qualunque cosa ci voglia per fermarli’. Nella lettera, Eliyahu cita i Salmi. ‘Perseguiterò i miei nemici e li catturerò e non mi fermerò fino a quando non li avrò annientati’. Eliyahu ha scritto che ‘Questo è un messaggio a tutti i leader del popolo ebreo a non essere compassionevoli con quelli che sparano [razzi] ai civili nelle loro case».
    E voi a parlare di Williamson, che fino a prova contraria non ha incitato ad uccidere nessuno. In particolare, questo messaggio è rivolto a Cherubino: vediamo ora come difenderà il rabbino.
    Saluti,
    Giovanni

  49. Reginaldus scrive:

    c’è qualcuno che mi sa rispondere sulla domandina sopra fatta??? Grazie.

  50. Cherubino scrive:

    al Marcello che ritiene l’olocausto materia storica e non di fede, direi che dimentica l’etica. Non dare giustizia a chi ha subito un’atroce violenza e forse più immorale di chi ha perpretato la violenza stessa. Il negazionismo è prima di tutto un atto immorale. E ad esso si applica ciò che dice s. Paolo:
    “O non sapete che gli ingiusti non erediteranno il regno di Dio? Non illudetevi: né IMMORALI, né idolàtri, né adùlteri, né effeminati, né sodomiti, né ladri, né avari, né ubriaconi, né MALDICENTI, né rapaci erediteranno il regno di Dio.” (1 Cor. 6)

  51. fedenrico scrive:

    A Marina.

    Apprezzo che tu riconosca innocenti gli ebrei morti.
    Le radici cristiane sono salve.

  52. Cherubino scrive:

    grazie Joseph ! sia lodato Gesù Cristo

  53. Ferrer scrive:

    La FSSPX ha chiesto scusa. Adesso si scusino coloro che hanno gettato fango sul Papa e quindi sulla Chiesa.

  54. Ferrer scrive:

    La FSSPX ha chiesto scusa. Adesso si scusino coloro che hanno gettato fango sul Papa e quindi sulla Chiesa.Sono convinto che possano ottenere grandi vantaggi spirituali da tutta questa polemica.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__T r a d i z i o n e__C a t t o l i c a )

  55. Gladiator scrive:

    è da stupidi negare le camere a gas e l’olocausto ,nessuno li nega , forse sono stati anche di più i morti per colpa delle leggi razziali criminali,ma da qui a far passare che
    gli ebrei erano del tutto immacolati nelle vicende della II guerra mondiale , è come dire che cicciolina è una vergine . Leggersi in proposito le riflessioni di Padre Kolbe sugli ebrei ,morto in un campo di concentramento, e la loro stizza contro la Chiesa cattolica di allora .

  56. Grgorio VII scrive:

    @ Daniele

    Io sarei un “nazistoide”?
    Ti informo che mio nonno fu detenuto in un campo di prigionia tedesco …
    Se non hai argomenti per controbattere, evita di scrivere certe cose perché ti squalificano …

    Quanto a Mons. Felay, ecco le sue parole:
    “Le affermazioni di Mons. Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità.
    Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche.
    Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a tutti gli uomini di buona volontà…”

    Mi sembra chiaro. Cosa trovi di ambiguo?

    Poi prosegue:
    “Benché noi riconosciamo l’inopportunità di queste dichiarazioni, noi non possiamo che costatare con tristezza che esse hanno colpito direttamente la nostra Fraternità discreditandone la missione”.

    Questa è la verità: Williamson ha detto una sciocchezza, ma non vi è alcun dubbio che c’è stata un avergognosa strumentalizzazione volta a screditare il Papa, la Chiesa e la Fraternità di San Pio X.

  57. Gregorio VII scrive:

    @ Daniele

    Io sarei un “nazistoide”?
    Ti informo che mio nonno fu detenuto in un campo di prigionia tedesco …
    Se non hai argomenti per controbattere, evita di scrivere certe cose perché ti squalificano …

    Quanto a Mons. Felay, ecco le sue parole:
    “Le affermazioni di Mons. Williamson non riflettono in nessun caso la posizione della nostra Fraternità.
    Perciò io gli ho proibito, fino a nuovo ordine, ogni presa di posizione pubblica su questioni politiche o storiche.
    Noi domandiamo perdono al Sommo Pontefice e a tutti gli uomini di buona volontà…”

    Mi sembra chiaro. Cosa trovi di ambiguo?

    Poi prosegue:
    “Benché noi riconosciamo l’inopportunità di queste dichiarazioni, noi non possiamo che costatare con tristezza che esse hanno colpito direttamente la nostra Fraternità discreditandone la missione”.

    Questa è la verità: Williamson ha detto una sciocchezza, ma non vi è alcun dubbio che c’è stata un avergognosa strumentalizzazione volta a screditare il Papa, la Chiesa e la Fraternità di San Pio X.

  58. fulvia scrive:

    Mons. Fellay dice quello che chiunque con un po’ di buon senso avrebbe capito: Williamson ha sbagliato e quel che fare di lui è di competenza ecclesiastica e più propriamente della Fraternità, non possono esistere roghi pubblici; le dichiarazioni del Vescovo non rappresentano la posizione della Fraternità nè, tantomeno, quella della Chiesa Cattolica; le parole di Williamson, adeguatamente pompate dalla stampa e strumentalizzate, si sono ritorte contro l’opera della Fraternità che si occupa di anime, non di altro. Il che dovrebbe chiudere il discorso. Purtroppo, non accadrà.

  59. L'Ultimo scrive:

    Oggi anche il solo far cenno a tematiche lontanamente revisionistiche, o il mero palesare qualche legittima perplessità su aspetti della storia ancora poco chiari, suscita levate di scudi a dir poco abnormi. In passato si è arrivati persino a criminalizzare intellettuali del calibro di Renzo De Felice e, più recentemente, di Giampaolo Pansa, per i loro approfondimenti storici “controcorrente”, sebbene si trattasse di intellettuali che di certo nazisti non lo sono mai stati. Vero è che fissare paletti giuridici alla libera espressione del pensiero è degno di quelle dittature, l’abbattimento delle quali, nello scorso secolo, avrebbe costituito la ragione della morte di milioni di esseri umani impegnati a combatterle. In effetti, non si può nascondere certo come tutto questo ostracismo venga sovente scambiato per una sorta di volontà tesa a coprire ben altre verità. Allora, visto che oggi sosteniamo di far parte di una società democratica, evoluta, matura e civile, ritengo sia giunto il momento di dar vita, in maniera serena, ma seria e, soprattutto, definitiva, ad un approfondito dibattito proprio su quegli aspetti della storia che tanto suscitano ancora polemiche e discordanti pareri. Argomentando se possibile, le cosiddette tesi “revisioniste”. In caso contrario, tutto questo gran vociare sarà destinato ad esaurirsi una volta per tutte e con buona pace di tutti. Del resto se la storia che ci viene proposta oggi per essere vera, è realmente tale, non avrà certo nulla di cui temere, ma, anzi, ne uscirà ancor più rafforzata e, finalmente, scevra da più o meno inquietanti zone d’ombra. Il Giornale, da sempre organo di informazione fuori dalle fazioni, potrebbe farsi addirittura promotore di una simile iniziativa.

  60. Miriam Zani scrive:

    Sarebbe opportuno inviare al vescovo, magari in traduzione, queste pesanti parole: Voi che vivete sicuri/nelle vostre tiepide case/voi che trovate tornando a sera/ il cibo caldo e visi amici:/considerate se questo è un uomo/ che lavora nel fango/ che non conosce pace/ che lotta per mezzo pane/ che muore per un si e per un no/ Considerate se questa è una donna/ senza capelli e senza nome/ senza più forza di ricordare/ vuoti gli occhi e freddo il grembo/ come una rana d’inverno.MEDITATE CHE QUESTO E’ STATO: vi comando queste parole./Scolpitele nel vostro cuore/stando in casa andando per via/ coricandovi alzandovi;/ripetetele ai vostri figli/ O VI SI SFACCIA LA CASA/LA MALATTIA VI IMPEDISCA/I VOSTRI NATI TORCANO IL VISO DA VOI/. Primo Levi,testimonianza sconvolgente sull’inferno dei lager. L’inferno di Lucifero attende il vescovo indegno!

  61. yochanan scrive:

    Coma cantava Mina:

    parole, parole, parole……..

    Shalom

  62. Saverio scrive:

    Che una questione di ordine storico venga elevata a disputa di carattere dottrinale e dogmatico (basti leggere le stupefacenti dichiarazioni di P. Lombardi) dimostra la totale confusione culturale (prima ancora che religiosa) in cui versa il cattolicesimo conciliare e postconciliare.
    Confusione culturale, si diceva, in quanto porre in dubbio un fatto storico che esula dalla Rivelazione, non può equivalere alla negazione del mistero della croce.
    Penso che un qualunque ateo, con un minimo di preparazione e di onestà intellettuale, dovrebbe riconoscerlo…
    Le dichiarazioni di P. Lombardi sono accettabili – mi limito, ancora una volta, ad una constatazione che prescinde dal merito e si pone su un piano oggettivo – principalmente nell’ottica della teologia giudaica
    Un’ottica che ha sostituito il Cristo-Messia-sofferente, con il popolo-ebraico-sofferente-messia-di-se-stesso.
    Tralascio il resto…

    Che Mons. Fellay possa poi espellere chi sostiene le tesi (queste sì, dottrinali) che Mons. Lefebvre ha posto a fondamento della propria opera e ripetuto in centinaia di occasioni, dimostra che il nuovo superiore della Fraternità S. Pio X sta progressivamente abbandonando la linea teologica del proprio predecessore.
    Per Lefebvre il Concilio Vaticano II costituiva la punta più avanzata della rivoluzione, penetrata in seno alla Chiesa: un vero e proprio monstrum.
    Oggi Fellay, sul Concilio, esprime solamente “alcune riserve”.
    Il card. Suenens, dal lato opposto della barricata, dava invece ragione a Lefebvre: non a caso descrisse, con malcelata soddisfazione, il Concilio come l’ ’89 della Chiesa.
    In un’ottica meramente storica – prescindo dal merito – piaccia o meno, i fatti sono questi.

  63. Artefice1 scrive:

    Reginaldus Scrive: January 27th, 2009 at 10:52 pm
    Reginaldus Scrive: January 28th, 2009 at 12:34 pm

    Reginaldus…..ti rispondo io.
    Spero mi risponderai.

    Una questione è CON-Trastare Doverosamente la PER-Versione. (Dresda)

    Altra questione, Ideare, Pianificare, Eseguire e PER-Severare la PER-Versione (Olocausto)

    Tutto Costa ed ha un prezzo.

    La Gratuità che sott’Intendi Abusando avrebbe una Logica Alternativa ed Essenziale. LA RICONOSCENZA!