Te Deum

Come augurio per un buon 2012 vi propongo un passaggio dell’omelia che Benedetto XVI ha appena tenuto ai Vespri per il canto del Te Deum.

«Un altro anno si avvia a conclusione mentre ne attendiamo uno nuovo: con la trepidazione, i desideri e le attese di sempre. Se si pensa all’esperienza della vita, si rimane stupiti di quanto in fondo essa sia breve e fugace. Per questo, non poche volte si è raggiunti dall’interrogativo: quale senso possiamo dare ai nostri giorni? Quale senso, in particolare, possiamo dare ai giorni di fatica e di dolore? Questa è una domanda che attraversa la storia, anzi attraversa il cuore di ogni generazione e di ogni essere umano. Ma a questa domanda c’è una risposta: è scritta nel volto di un Bambino che duemila anni fa è nato a Betlemme e che oggi è il Vivente, per sempre risorto da morte. Nel tessuto dell’umanità lacerato da tante ingiustizie, cattiverie e violenze, irrompe in maniera sorprendente la novità gioiosa e liberatrice di Cristo Salvatore, che nel mistero della sua Incarnazione e della sua Nascita ci fa contemplare la bontà e la tenerezza di Dio. Dio eterno è entrato nella nostra storia e rimane presente in modo unico nella persona di Gesù, il suo Figlio fatto uomo, il nostro Salvatore, venuto sulla terra per rinnovare radicalmente l’umanità e liberarla dal peccato e dalla morte, per elevare l’uomo alla dignità di figlio di Dio».

« Il Natale non richiama solo il compimento storico di questa verità che ci riguarda direttamente, ma, in modo misterioso e reale, ce la dona di nuovo. Come è suggestivo, in questo tramonto di un anno, riascoltare l’annuncio gioioso che l’apostolo Paolo rivolgeva ai cristiani della Galazia: “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”. Queste parole raggiungono il cuore della storia di tutti e la illuminano, anzi la salvano, perché dal giorno del Natale del Signore è venuta a noi la pienezza del tempo. Non c’è, dunque, più spazio per l’angoscia di fronte al tempo che scorre e non ritorna; c’è adesso lo spazio per una illimitata fiducia in Dio, da cui sappiamo di essere amati, per il quale viviamo e al quale la nostra vita è orientata in attesa del suo definitivo ritorno. Da quando il Salvatore è disceso dal Cielo, l’uomo non è più schiavo di un tempo che passa senza un perché, o che è segnato dalla fatica, dalla tristezza, dal dolore. L’uomo è figlio di un Dio che è entrato nel tempo per riscattare il tempo dal non senso o dalla negatività e che ha riscattato l’umanità intera, donandole come nuova prospettiva di vita l’amore, che è eterno».

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Senza categoria. Contrassegna il permalink.

29 risposte a Te Deum

  1. Sì, abbiamo tanto bisogno di speranza e di fiducia.

  2. Pietro scrive:

    Speranza e fiducia in noi stessi e a chi ci circonda nella piena democrazia, senza sopraffarsi l’un l’altro. Questo PAPA è sempre molto vigile e attento verso l’URBE e l’ORBE, ma questa sera ha voluto, in modo speciale, essere vicino, quale Vescovo di ROMA, alla sua Diocesi. Preghiamo per il PAPA, perché DIO ce lo conservi a lungo. Auguri di BUON ANNO 2012a tutti e in modo speciale al padrone di questo BLOG. Allez cordialement.

  3. anniballo scrive:

    Un sincero augurio di prospero 2012 a tutti gli interlocutori del forum ed al dr Tornielli. Buon anno !!

  4. Gabriele scrive:

    Un felice anno nuovo a tutti.

  5. peccatore scrive:

    Il tempo che passa è motivo di speranza: manca un anno di meno al ritorno glorioso di Cristo! Annunciamo la tua morte Signore, proclamiamo la tua resurrezione, nell’attesa della tua venuta. Ci pensi chi sta conducendo il mondo su strade differenti. Il credente sa che può contare sul compimento della promessa di Dio. Certo, approssimandosi il parto i dolori del travaglio diventano lancinanti. Ma la luce darà luce all’attuale tenebra, con la sua fatica e col suo dolore. Il 2012 da questo punto di vista è un anno bellissimo. L’uomo è figlio di un Dio che è entrato nel tempo per riscattare il tempo dal non senso o dalla negatività e che ha riscattato l’umanità intera, donandole come nuova prospettiva di vita l’amore, che è eterno.

    Medjugorje 30/12/2011
    Cari figli, anche oggi la Madre con gioia vi invita: siate i miei portatori, i portatori dei miei messaggi in questo mondo stanco. Vivete i miei messaggi, accogliete i miei messaggi con responsabilità. Cari figli, pregate insieme a me per i miei piani che desidero realizzare. In particolare oggi vi invito a pregare per l’unità, per l’unità della mia Chiesa, dei miei sacerdoti. Cari figli, pregate, pregate, pregate. La Madre prega con voi ed intercede per tutti voi davanti a suo Figlio. Grazie, cari figli, anche oggi per avermi accolto, per aver accolto i miei messaggi e perché vivete i miei messaggi.

    1/1/2012: è il giorno di Maria Santissima Madre di Dio.
    “Quando venne la pienezza del tempo, Dio mandò il suo Figlio, nato da donna, nato sotto la legge, per riscattare coloro che erano sotto la legge, perché ricevessimo l’adozione a figli”. Queste parole raggiungono il cuore della storia di tutti e la illuminano, anzi la salvano, perché dal giorno del Natale del Signore è venuta a noi la pienezza del tempo.

    Povero illuso, il Maligno con tutti i suoi traffici. Il count-down procede inarrestabile.
    Distribuirà ancora i suoi “regali” illusori e deleteri. Ma per lui il tempo si accorcia.

    Buon anno! Gloria a Dio! La gioia di Cristo sia nei cuori degli uomini che Egli ama!

  6. ADRIANO MEIS scrive:

    Duole constatare che , negli auspici papali di ieri, non si notano prospettive mentali particolarmente significative, nè particolarmente nuove.
    Non occorre, intanto, essere cattolici per nutrire ” speranze di un futuro migliore” ; esse sono comuni da sempre all’intera umanità, ed anche ai non credenti.
    Non è affatto vero, inoltre, che “la vita sia senza senso”, al di fuori della prospettiva di fede; la vita è una perfetta risposta a sè stessa, anche se vissuta in modo coraggiosamente privo di illusioni. (Vedasi peccatore…)
    Circa,poi, gli auguri di affermazione di “valori di cultura e civiltà” (supportati da Bagnasco nel suo augurio di “tenuta civile”), vorrei far presente che essi sono già una acquisita e scontata realtà nelle società protestanti.
    Noi italiani, invece,siamo in testa a tutte le classifiche mondiali per corruzione e pessimo livello dell’etica pubblica.
    Non sarà che questo accade proprio perchè siamo formati alla pedagogia cattolica ed abituati ai vuoti proclami papali, che sono tanto belli quanto ad eleganza delle parole, ma che non incidono in alcun modo nella realtà delle coscienze?

    • Luis scrive:

      Caro sig. Meis,
      lei sembra sicuro di tante cose…

      Vivere per morire, che senso può avere?

      Davvero gli italiani sono mondialmente i più corrotti e quelli maggiormente privi di etica sociale? Tutta colpa del papa e del Cattolicesimo, ovviamente, ma la secolarizzazione della società non c’entra proprio niente?

      Un caro saluto.

  7. ADRIANO MEIS scrive:

    Caro Luis,
    il valore di un messaggio spirituale è connesso anche e soprattutto con le ripercussioni che esso dà nelle regole della convivenza, come la stessa chiesa teorizza.
    Non è che vogliamo fare illazioni azzardate: a giudicare i risultati nella ns società, dopo dieci secoli almeno che il suo indirizzo morale dominante è fornito dalla chiesa cattolica, non mi pare che il bilancio possa essere definito lusinghiero.
    Ripeto, non sono giudizi affrettati; e questo risponde anche alla Sua obiezione : infatti, Lei può accusare la politica, può accusare la scuola, può accusare la società civile, la famiglia, ed ancora altro : ma la risposta è che,in Italia, praticamente siamo tutti cattolici. Non so se mi spiego…
    Poichè la chiesa non è il Rotary club, nè una associazione di filatelia, ma è quella che si occupa del ruolo centralissimo e fondamentale della formazione delle coscienze, converrà anche Lei che al vertice delle responsabilità circa l’atteggiamento morale e civile del ns popolo è la chiesa stessa e sue sono le principali responsabilità.
    Gli italiani, inoltre, non sono i più corrotti del mondo : ogni anno le statistiche ci danno intorno al settantesimo posto (certamente gli ultimi in Europa), ma peggio di noi ci sono varie repubblichette africane o sudamericane.
    “Vivere per morire” ha tutto il senso del mondo, secondo me. La vita è fenomeno alto e dignitoso, in ogni sua forma, e non bisogna credersi immortali per avere dignità; anzi, il desiderio di mettere le mani su una vita “eterna” è espressione di una voracità indegna e priva di senso della misura.
    Una illusione perniciosa, frutto di cattiva educazione e che può spingere ad assurdità pericolose.
    La saluto, grazie.

    • Luis scrive:

      Caro sig. Meis,
      vede come è diverso e variegato il modo di intendere la realtà.
      Pensi che io, a sua differenza, ritengo che il degrado dell’atteggiamento morale e civile del nostro popolo derivi proprio dal progressivo e dilagante abbandono della guida morale del vangelo. Sono i guasti del relativismo etico che il laicismo sempre più imperante reclama a gran voce: ognuno è libero di fare come gli pare! Confondendo la “libertà” col “libertalismo”.

      Vivere per morire, può avere un senso? Io penso proprio di no. Si costruisce qualcosa per poi distruggerla? S’intraprende un cammino per non arrivare da nessuna parte? Cos’è la dignità umana? Cos’è che da valore alla vita? Realizzare un progetto, avere un obiettivo o vagare nel buio, finire nel nulla?

      “Mettere le mani” su una vita eterna, per il Cristianesimo non è una voracità, ma dare un obiettivo di santità, realizzare un progetto, darsi una dirittura al fine di nobilitare una vita che altrimenti sarebbe noia, vaghezza, egoismo. E’ la logica conseguenza della vita spesa nella domazione, nell’Amore di Dio.
      Se la morte fosse la fine di tutto perché dovrei vivere secondo una dirittura, perché non posso spendermi l’occasione della vita come voglio? Perché non posso avere ciò che voglio e che solo la sfortuna me ne ha privato? In definitiva: “Se Dio non esiste tutto è permesso! (Dostoevskij, I fratelli Karamazov).

      Ecco, è questa la situazione in cui l’uomo può essere veramente spinto ad assurdità pericolose.

    • luciano27 scrive:

      Adriano Meis fa considerazioni obbiettive che toccano una realtà che taluni vogliono ostinatamente negare: un secolare cristianesimo lontano anni-luce dal Cristianesimo predicato ed esemplificato da Cristo. La chiesa,minuscola anche questa, nei suoi esponenti, e anche molti in queste colonne riempiono lo spazio con parole ripetute da sempre che non hanno riscontro palese,perciò inutili. Non saremo i peggiori del mondo ,ma certamente dichiarandoci cattolici dovremmo essere i migliori. In un dialogo su altro blog, su questioni religiose, mi è stato risposto:”il cristianesimo è così, prendere o lasciare”io ho lasciatoper i motivi di cui sopra

  8. ADRIANO MEIS scrive:

    Gentilissimo amico Luis,
    io non discuto affatto il valore del messaggio del Vangelo (anzi!) La mia perplessità, profonda, si riferisce al modo col quale tale messaggio è stato gestito dalla chiesa. Tale distinzione,per me, ha un valore notevole, essendo io del parere che Cristo crea “eroi”, per così dire, la chiesa -invece- crea piuttosto “fedeli”.
    Ciò che è peggio, è che crea fedeli ad essa stessa, quasi più che al messaggio. Inoltre, crea spiriti sottomessi e moralmente deboli, a causa della prassi penitenziale : il periodico lavacro dei peccati elimina quasi totalmente il rigore morale dalla scena spirituale e ne autorizza la reiterazione.
    E’ proprio di questo che io mi lamento : la conseguenza dell’aver accettato una dirigenza delle proprie coscienze da parte di chi se ne è arrogato il ruolo, ci ha resi parecchio infantili, inclini al compromesso, riverenti verso l’idea di Autorità e male abituati (siamo più vicini al peccato,perchè è possibile già in terra, e periodicamente, negoziare un perdono ).
    Pensi come sarebbe diversa la nostra fibra etica se fossimo abituati ad aspettarci la salvezza solo dai conti fatti con la nostra coscienza (quindi, direttamente con Dio) e non dai conti fatti periodicamente col prete…..
    Sul secondo problema, la questione è davvero profonda. Se posso consentirmi una semplificazione audacissima, non mi convince il come un eventuale Progettista avrebbe impostato il Progetto stesso. Più esattamente, vedo tante di quelle insostenibili incongruenze tra le premesse dottrinali e la scena del mondo che i conti non possono tornarmi.
    Qui, sarebbe lungo dettagliare : posso solo dirLe che praticamente non esiste un solo aspetto dell’edificio teoretico della fede che non mi appare suscettibile di smentita (e quasi impossibile ad essere creduto). Una intera vita di esame non m’è bastata a cambiare idea.
    Circa i Karamazov, io amo moltissimo le profonde ragioni di Ivan, contro le quali -se ricorda bene- lo stesso Aljosa (benchè monaco!) non trova risposte; infine, se mi consente, sono state talmente tante le atrocità commesse dalle infervorazioni religiose che hanno ragione quanti sostengono che si può anche sostenere il contrario : “Se Dio esiste, tutto è permesso”.
    Posso permettermi una irritante boutade, per capirci? Non immagino, ad esempio, il laicissimo e agnostico Montanelli accendere un rogo; immagino bene ,invece, il forumista che si firma Peccatore a compiere tale operazione.
    Non so se ho reso l’idea…

  9. ADRIANO MEIS scrive:

    Gentilissimo amico Luis ,,
    io non discuto affatto il valore del messaggio del Vangelo (anzi!) La mia perplessità, profonda, si riferisce al modo col quale tale messaggio è stato gestito dalla chiesa. Tale distinzione,per me, ha un valore notevole, essendo io del parere che Cristo crea “eroi”, per così dire, la chiesa -invece- crea piuttosto “fedeli”.
    Ciò che è peggio, è che crea fedeli ad essa stessa, quasi più che al messaggio. Inoltre, crea spiriti sottomessi e moralmente deboli, a causa della prassi penitenziale : il periodico lavacro dei peccati elimina quasi totalmente il rigore morale dalla scena spirituale e ne autorizza la reiterazione.
    E’ proprio di questo che io mi lamento : la conseguenza dell’aver accettato una dirigenza delle proprie coscienze da parte di chi se ne è arrogato il ruolo, ci ha resi parecchio infantili, inclini al compromesso, riverenti verso l’idea di Autorità e male abituati (siamo più vicini al peccato,perchè è possibile già in terra, e periodicamente, negoziare un perdono ).
    Pensi come sarebbe diversa la nostra fibra etica se fossimo abituati ad aspettarci la salvezza solo dai conti fatti con la nostra coscienza (quindi, direttamente con Dio) e non dai conti fatti periodicamente col prete…..
    Sul secondo problema, la questione è davvero profonda. Se posso consentirmi una semplificazione audacissima, non mi convince il come un eventuale Progettista avrebbe impostato il Progetto stesso. Più esattamente, vedo tante di quelle insostenibili incongruenze tra le premesse dottrinali e la scena del mondo che i conti non possono tornarmi.
    Qui, sarebbe lungo dettagliare : posso solo dirLe che praticamente non esiste un solo aspetto dell’edificio teoretico della fede che non mi appare suscettibile di smentita (e quasi impossibile ad essere creduto). Una intera vita di esame non m’è bastata a cambiare idea.
    Circa i Karamazov, io amo moltissimo le profonde ragioni di Ivan, contro le quali -se ricorda bene- lo stesso Aljosa (benchè monaco!) non trova risposte; infine, se mi consente, sono state talmente tante le atrocità commesse dalle infervorazioni religiose che hanno ragione quanti sostengono che si può anche sostenere il contrario : “Se Dio esiste, tutto è permesso”.
    Posso permettermi una irritante boutade, per capirci? Non immagino, ad esempio, il laicissimo e agnostico Montanelli accendere un rogo; immagino bene ,invece, il forumista che si firma Peccatore a compiere tale operazione.
    Non so se ho reso l’idea…

    • luciano27 scrive:

      un’altra esposizione a tutto tondo di Adriano Meis che con parole semplici, mette a fuoco realtà innegabili. Magnifico, e a leggere quei commenti, vicino alla verità, il finale.Per esperienza so quanto astio emerge da certi scritti.In diversi anni ho potuto dialogare seriamente,in visuale religiosa, solo due, forse tre volte

  10. ADRIANO MEIS scrive:

    Chiedo scusa, mi è partito un doppio “click”…..

  11. Luis scrive:

    Caro sig. Meis,
    trovo una contraddizione in quello che dice, apprezza il messaggio del Vangelo, ma poi critica la sua gestione da parte della Chiesa. Ma, scusi, non sa che il vangelo è un’espressione della tradizione della Chiesa? Non sa che se abbiamo i vangeli, e questi vangeli, lo dobbiamo alla Chiesa? Il messaggio di Cristo al mondo lo si deve proprio alla Chiesa e, pertanto, è anche alla Chiesa che dobbiamo la rivoluzione determinata dal Cristianesimo. Una rivoluzione che ha letteralmente cambiato il mondo, ha dato all’uomo una dignità che prima non conosceva, lo ha liberato dalle sue paure, dai suoi errori, ha dato voce, considerazione e pietà agli ultimi, alle donne, ai bambini, ai malati, ai condannati, a tutti quelli che prima erano solo la spazzatura della società pagana.
    Tutto ciò è stato possibile perché la Chiesa, nonostante tutti i suoi errori e le sue manchevolezze, è stata sempre “fedele” a Cristo e la fede in Cristo è sempre eroica perché esige che si muoia per rinascere, essere nel “mondo”, ma non del “mondo”. Non ha, quindi, senso distinguere la “fede” dall’”eroismo”.

    I Cristiani non derogano la dirigenza delle proprie coscienze a nessuno, perché è presso la Chiesa che trovano il contatto diretto con Cristo, con la sua Parola e con il suo Corpo e Sangue. Si è cristiani se si fa parte della vigna di Dio, laddove i tralci trovano nutrimento dal ceppo madre. Nella Chiesa c’è, fattiva, la misericordia di Dio che dona il suo perdono a chiunque ne sia degno, non è un accomodamento o una negoziazione, occorre il pentimento sincero, altrimenti ogni peccato resta non rimesso.
    In definitiva la Chiesa è la casa del cristiano, la comunità d’amore prefigurazione della vita eterna dove Dio sarà tutto in tutti (1 Cor 15, 28).

    Quanto alla seconda questione non credo possa esserci progetto più qualificante, edificante e perfetto di quello che Dio ha pensato per l’uomo. Differentemente dalla sua opinone, sono convinto della eccezionale plausibilità della fede cristiana, capace di colmare il profondo vuoto dell’uomo condannato a vivere una vita sensa senso.
    Senza o con Dio è sempre tutto permesso, probabilmente ad una lettura superficiale tutto ciò è anche possibile, ma c’è un dettaglio: nel primo caso ogni nefandezza è giustificata, nel secondo non lo è mai.
    La differenza è tutta lì, e non è poco….

    Un caro saluto.

    PS Vuole un consiglio? Parlare ancora di roghi dequalifica pesantemente il proprio pensiero, presuppone visioni precostituite, quindi poco libere, ed indottrinamenti da parte di una storiografia falsa e grossolana.

  12. ADRIANO MEIS scrive:

    Le dico la mia opinione, caro Luis , non escludendo che posso sbagliare…
    Penso che il rapporto con la fede debba essere un rapporto di verità e non di obbedienza; e,quindi, che vi sia differenza tra lo stile di vita indicato da Cristo e quella che ,alla fin fine, per il cattolico, si riduce ad obbedienza ad un Magistero.
    Faccio differenza, dunque, tra cattolico e cristiano, come ho spesso scritto; penso che abbiano ,in questo, ragione i protestanti, gli ebrei, gli islamici che non fanno riferimento a nessun intermediario nel rapporto con Dio e giudico troppo grave l’interesse che può derivare ad un clero di mestiere la amministrazione di un messaggio spirituale (come s’è spesso visto, nella Storia). Nè credo che possano mai esservi nefandezze giustificabili.
    Circa il secondo problema, ritengo (ancora una volta con Ivan Karamazov) che i prezzi da pagare per il progetto che Dio avrebbe sull’uomo, sono “troppo alti”. E sono troppo alti, intendo, per la materia vivente nel suo complesso : è ingiusto , a mio parere, collocare solo l’uomo al vertice di una creazione nella quale, a soffrire, ed a soffrire enormemente, sono tutti i viventi. La spietatezza della natura,cioè , la ferocia delle sue leggi, la vastità della strage, la prosperità dei forti basata sullo sterminio dei deboli e via dicendo mi fanno pensare che ,se un Progetto esiste, il Progettista è crudele.
    Inoltre, il Progetto è irrazionale : l’evoluzione procede in modo fortunoso, imbocca sentieri sbagliati, torna sui suoi passi,non guarda lontano e premia sulla breve distanza; tutto il contrario dell’idea che noi abbiamo della parola che abbiamo scelto : “progetto”.
    Ancora, non posso pensare che il meteorite che precipita e distrugge, l’estinzione di migliaia di specie viventi, le immani catastrofi che vedono soccombere milioni di individui o anche solo la bambina che muore perchè un motoscafo le taglia la testa, facciano parte di un “Progetto Intelligente”.
    Non so chi disse “potrò andare all’inferno, ma un Dio simile non potrà mai estorcere la mia approvazione”; bene, faccio mie quelle parole.
    La ringrazio.

    • Luis scrive:

      Caro sig. Meis,
      lei ha espresso una sua opinione ed io la rispetto profondamente, ma vorrei farle notare che a noi credenti cristiani cattolici non pesa affatto l’obbedienza alla Chiesa. Questo perché tale obbedienza si confonde nella Verità in Cristo Gesù. Il vangelo dice:
      «Simone, Simone, ecco Satana vi ha cercato per vagliarvi come il grano; ma io ho pregato per te che non venga meno la tua fede; e tu, una volta ravveduto, conferma i tuoi fratelli» (Lc 22,31-32).

      In queste parole c’è la garanzia data a Simone da Gesù per la perseveranza della sua fede e l’annuncio della missione a lui affidata di confermare nella fede i suoi fratelli. E’ da qui che nasce il ruolo fondamentale ed insostituibile della Chiesa: quello di sorreggere la fede affinché gli uomini non si perdano e riescano ad acquisire la salvezza. Non si tratta, quindi, della delega ad un intermediario, ma della ricchezza di avere concretamente presente e fattiva la presenza di Cristo nel mondo: “Io sono con voi tutti i giorni fino alla fine del mondo” (Mt 28,20).

      I cristiani hanno sempre creduto che Dio è Amore e che la sua creazione è il riflesso di tale Amore. Ma tale realtà è stata modificata dall’infedeltà dell’uomo. La sua superbia lo ha condotto lontano dai sentieri di Dio ritrovandosi, così, in un mondo che gli è ostile. Quello che noi chiamiamo “male” è, per il cristiano, la mancanza di bene da parte dell’uomo e tale mancanza lo rende inabile ed inadeguato per vivere sicuro in un mondo ormai divenuto suo nemico.
      Il Progetto di Dio è proprio quello di ripristinare l’antica sicurezza, riportare l’uomo sulla strada giusta, riconciliare a se tutte le cose (Col 1, 20).

      Un Dio simile è l’esatto contrario di quello da lei prospettato, un dio che ci ama e ci vuole con Lui.

      Un caro saluto.

  13. ritaroma scrive:

    ” I miei pensieri non sono i vostri pensieri…..le mie vie non sono
    le vostre vie… dice il Signore!”
    Dio non ha bisogno della sua approvazione…e stia tranquillo se vuole andare all’inferno – visto che ci tiene tanto— ci andrà..!

    • Sal scrive:

      Scusi tanto sig.ra ma lei ci è o ci fa ? Dovrebbe collegare meglio perchè se i “suoi pensieri non sono i nostri” quando uno dice che andrà all’inferno, non essendo quel pensiero di Dio il risultato è che non ci andrà.
      Ma lei capisce quello che legge o parla pour parler ? Tanto per esserci !

  14. ADRIANO MEIS scrive:

    Signora Ritaroma e signor Luis,
    “Dio ha un progetto sull’Uomo”, viene ripetuto in un antico orientamento dottrinale.
    Questa considerazione non può considerarsi esaustiva, in quanto tale. E’ legittimo,infatti, domandarsi quanto vi sia di brutale imperio in tale disposizione divina : non può essere ignorato, infatti, che nessun uomo è stato consultato per sapere se intendeva o no uniformarsi a tale progetto. Alla faccia, infatti, dei sostenitori del libero arbitrio, rimane vero che ognuno di noi viene scaraventato in questo progetto senza averlo potuto nè consentire, nè impedire.
    Se un progetto che riguarda due parti non ha l’approvazione di entrambe, merita un altro nome : “imposizione” ; (tanto più grave in quanto sottrarsi ad esso viene classificato come peccato mortale).

    Inoltre, poichè il “Progetto-sull’Uomo” riguarda -appunto– soltanto l’Uomo, viene da domandarsi se Dio ha domandato all’intera piramide del mondo vivente se era disposta a lasciarsi macellare per assicurare la sopravvivenza solo al suo vertice (l’unica parte privilegiata da prospettive escatologiche).
    La risposta di Ritaroma (“Dio non ha bisogno della sua approvazione”) è la solita risposta miope di chi non vuole vedere la inesorabile fondatezza delle mie argomentazioni.
    Io non voglio offendere nessuno, voglio solo capire a fondo e avrei bisogno non di repliche stizzite, ma di argomenti seri, se ne avete a disposizione : altrimenti nessuno può impedirmi di pensare che Dio è il più mostruoso ed ingiusto dei tiranni.

    • Luis scrive:

      Mio caro sig. Meis,
      come le dicevo il progetto che Dio ha sull’uomo è quello di riportarlo alla vera vita, quella vissuta nel Suo Amore, per fuggire la caducità e raggiungere la Verità e la Giustizia della vita eterna. Ma tutto questo non è obbligatorio! Dio non costringe nessuno, ma ognuno è libero di aderire o meno al progetto.

      Inoltre, come le ho precedentemente accennato, il progetto di Dio è omnicomprensivo, cioè riguarda tutto il creato, così come ci è stato rivelato dall’apostolo Paolo:

      ” La creazione stessa attende con impazienza la rivelazione dei figli di Dio; essa infatti è stata sottomessa alla caducità – non per suo volere, ma per volere di colui che l’ha sottomessa – e nutre la speranza di essere lei pure liberata dalla schiavitù della corruzione, per entrare nella libertà della gloria dei figli di Dio” (Rom 8, 19-21).

      Come può ben comprendere la mia replica deriva dalla fede, dalla rivelazione di Dio portataci da Cristo. Spero che per lei tali motivazioni possano costituire un argomento serio.

      Con stima, un saluto.

  15. Anna scrive:

    ADRIANO

    Dio ha un progetto sull’UOMO,

    http://www.auto-ticino.net/curiosita/hiroshima-1945.php

    Chissà se avrà approvato questo!!

  16. Anna scrive:

    Sia fatta la luce e la luce fà.

    Uno era presente: è William L. Laurence, il redattore del New York Times, che si esaltò allo spettacolo, e scrisse: « Fu come il gran finale di una possente sinfonia degli elementi: affascinante e terrificante, entusiasmante e deprimente, minacciosa, devastatrice, piena di grandi promesse e di grandi minacce… In quel momento comprendemmo l’eternità. Il tempo si fermò. Lo spazio si ridusse a una punta di spillo. Fu come se la terra si fosse aperta e il cielo si fosse squarciato. Sentimmo di essere stati prescelti per assistere alla nascita dell’universo, per essere presenti al momento della Creazione in cui il Signore disse: “Sia fatta la luce” ».

  17. ritaroma scrive:

    A. MEIS.
    lei può immaginare Dio come più le fa piacere…..però dovrebbe anche chiedere a sua madre xchè l’ha fatto nascere!”…anche quella è un’imposizione!
    tra l’altro lei non ci tiene a “capire”, non gli fa comodo… è troppo preso dalle sue “giuste”(?) idee, per scendere e vagliare con cuore semplici le altre!
    che sia per lei l’anno che desidera

  18. ADRIANO MEIS scrive:

    Ringrazio molto Ritaroma e Luis per il tempo che mi hanno dedicato e per la loro cortesia.
    Circa la libertà di aderire o no al “Progetto”, non mi pare si possa essere d’accordo.
    Come ho già detto, nessuno sceglie se venire al mondo o no e, una volta apparsi, la metà del libero arbitrio è andata a farsi benedire.
    Dopodichè, Dio ti dice che sei libero di obbedire o no alla Sua legge : fermo restando che ,se non obbedisci, sei scaraventato all’inferno per l’eternità : e con questo, ci siamo giocati un altra metà.
    Che libertà è mai questa?

    • Luis scrive:

      Caro sig. Meis,
      prima di venire al mondo non si esiste, di conseguenza è improbabile che si possa effettuare una scelta. Penso che avere la vita sia un dono, una grossa fortuna, non un motivo di recriminazione.

      Come le dicevo, Dio non punisce nessuno e tantomeno ci scaraventa all’inferno. Dio è Amore, può aver creato un luogo di tormento eterno? Quello che comunemente viene chiamato “inferno” è solo un’immagine per definire la situazione di lontananza da Dio. Se Lui è l’Amore, è la Luce, esserne distanti significa perdersi nell’oscurità dell’odio. Non si tratta, dunque, di una punizione, ma di una logica conseguenza di una libera scelta di odio ed egoismo.

      Vede, caro Meis, noi siamo amati da Dio e non si può amare veramente tenendo prigioniero l’oggetto del proprio amore.

      Un saluto sincero.

  19. ritaroma scrive:

    Sig. A. MEIS,
    un bambino che stringe la mano ai suoi genitori, anche se le viene proibito di fare o di volere alcune cose, pur se un pò si stizzisce, sa che quella mano che lo sostiene, le dà sicurezza, serenità, forza e ci può sempre contare ….
    questo è il rapporto tra Dio e noi!
    le pare poco? inutile?. fuorviante? oppressivo?
    ……non c’è Amore più grande…. provi a fidarsi…che ci rimette….al max lascia la mano….!E’ una sua scelta….dipende solo da lei!

    • luciano27 scrive:

      gent. ritaroma, sono belle le sue parole, ma quanto sono lontane dalla realtà che viviamo! Mi perdoni, ma lei,come tanti altri,è un pò presuntuosa(o) nelpretendere di sapere cosa vuole Dio.la saluto

  20. ritaroma scrive:

    Qualcuno dirà…la mano non la vedo e non la sento…..
    Stia tranquillo, la mano c’è!!
    Si è è più liberi tenendosi x mano che essere da soli….quella è una falsa libertà…un’illusione che fa solo soffrire!
    un saluto