Don Abrahamowicz espulso dalla Fraternità San Pio X

Da ieri don Floriano Abrahamowicz, il prete responsabile delle comunità lefebvriane del Nordest, che aveva parlato delle camere a gas usate con certezza solo per “disinfettare” e più di recente aveva definito il Concilio Vaticano II come una “cloaca maxima”, è stato espulso dalla Fraternità San Pio X. Ne dà notizia un comunicato del distretto italiano a firma di don Davide Pagliarani, nel quale si afferma che le posizioni di Abrahamowicz non rispecchiano quelle della Fraternità. Da tempo don Floriano si era attestato su posizioni oltranziste e aveva detto che non avrebbe accettato accordi con la Santa Sede. Mi sembra un segnale significativo della volontà di far chiarezza all’interno della Fraternità.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

61 risposte a Don Abrahamowicz espulso dalla Fraternità San Pio X

  1. L'Enigmista scrive:

    Ottima presa di posizione da parte di Fellay.

    E’ giusto che si faccia chiarezza, e che i dissidenti, che non vogliono la riconciliazione siano espulsi.

    Questo vuol dire dimostrare chiarezza e buona volontà, quella chiarezza e buona volontà richiesta affinche si giunga alla poiena comunione.

    Bisognerà ora attendere gli sviluppi della vicenda e vedere se vi saranno altre defezioni, e quale sarà la quantità delle stesse.

  2. Physikelly scrive:

    Galeazzi ha abdicato a ogni deontologia, scrivendo questo:

    http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplrubriche/giornalisti/hrubrica.asp?ID_blog=242

    “Nuove preoccupazioni e angosce sono all’orizzonte per il Vaticano dalla Fraternità lefebvriana di San Pio X. I vescovi ultra-tradizionalisti «perdonati» da Benedetto XVI, ma che ancora – come ha ricordato la Segreteria di Stato Vaticana – non hanno una funzione canonica nella Chiesa cattolica, continueranno ad ordinare preti. Non si tratta di indiscrezioni di stampa ma dell’annuncio ufficiale di uno dei portavoce della Comunità,
    che ha dato appuntamento a fedeli e simpatizzanti per il prossimo 29 giugno, nella roccaforte svizzera di Econe, per una cerimonia presieduta da mons. Bernard Fellay, capo della Fraternità. Non è chiaro a nome di chi, in che ruolo e con quali conseguenze, il vescovo lefebvriano celebreràil sacramento del sacerdozio, ma certo- a giudicare dai commenti ufficiosi nel Palazzo Apostolico – il suo non appare come un gesto di buona
    volontà nel dialogo per la «piena comunione».

    Non lo reputo più un giornalista, ma un vile ‘spin-doctor’ contro l’unità della Chiesa.

  3. L'Enigmista scrive:

    Quello che riporta Physikelly, è invece un fatto grave che
    non depone a favore.
    Strano, non capisco come ad un atto in un senso ne segua (perlomeno l’annuncio) uno di segno diametralmente opposto.
    Io non ci capisco più nulla. La vicenda assume toni da farsa col passare del tempo.

  4. Franco Damiani scrive:

    Don Floriano è notoriamente di gran lunga il miglior prete della Fraternità, per fede, preparazione, pietà e umanità. Forse anzi l’unico vero prete. Al suo cospetto gli altri pretini e pretonzoli balbettano latino, balbettano gregoriano e fanno prediche di un moscio terrificante: si capisce benissimo che a loro non interessa nulla della fede e delle anime ma solo del proprio prezioso deretano e delle poltrone dove aspirano a posarlo. Espellendo don Floriano chi ci perde è solo la Fraternità, passata armi e bagagli tra i nemici della Tradizione. I fedeli del Triveneto non abbandoneranno don Floriano, che continuerà a esercitare il suo ministero in barba ai diktat dei vigliacchi traditori, gente che sta completando l’opera di distruzione dell’opera di Mons. Lefebvre e che andrebbe fucilata alla schiena.

  5. Physikelly scrive:

    Galeazzi non sembra aver notato che la revoca della scomunica porta solo e semplicemente allo ‘status quo ante’, sino alla primavera ’88. Di ordinazioni illecite ve ne sono state almeno dal 1975, se è per questo.
    -Inoltre (cito da un articolo online del Messaggero di oggi) : “La Fraternità San Pio X non fermerà l’ordinazione di sacerdoti, perché «il decreto di remissione della scomunica non ci chiede l’interruzione della nostra attività ordinaria».Lo ha detto l’abate Gregoire Celier, responsabile delle comunicazioni della comunità lefebvriana in Francia. Celier ha confermato il desiderio della Fraternità di giungere alla piena comunione con Roma, ma che per questo occorrerà avviare una «discussione dottrinale» che «prenderà il suo tempo» e che difficilmente potrà essere avviata «finché non si placa questa tempesta mediatica».”

    Ora: senza tirare in ballo gli Ortodossi, prendiamo un caso in parte più semplice. A quanto pare, dovrebbe essere alle porte (l’ha riportato bene in evidenza lo stesso Galeazzi giorni fa -in realtà pescando a piene mani verbatim da un settimanale cattolico australiano- ) la ammissione nella Chiesa cattolica, forse come prelatura personale, di circa mezzo milione di tradizionalisti anglicani. Quelli della TAC, la “Comunione Anglicana Tradizionale”, scismatica da vent’anni dalla Comunità Anglicana (quindi da non confondere con gli anglo-cattolici interni a quest’ultima).

    Bene: vi è qualcuno, fra i giornalisti non dico italiani, ma di tutto il mondo, che vada a spulciare se quelli della TAC effettuano ancora ordinazioni al momento, o le hanno sospese?

    Eppure: “L’arcivescovo John Hepworth, primate di questo gruppo, ha detto di voler portare a Roma tutti i suoi vescovi in occasione della beatificazione (la cui data non è ancora stata fissata) di John Henry Newman, il grande convertito dall’anglicanesimo. Nell’aprile del 2007 Hepworth ha scritto a Benedetto XVI, annunciandogli che i vescovi della Comunione tradizionale avrebbero sottoscritto il Catechismo della Chiesa Cattolica, e un documento in cui chiedevano l’unione con Roma. L’incontro , e la firma, è avvenuta nel santuario mariano più famoso del Regno Unito, a Walsingham, Norfolk. Nell’ottobre del 2007 Hepworth accompagnato da due vescovi, Robert Mercer e Peter Wilkinson hanno consegnato il Catechismo e il documento a padre Augustine Di Noia, OP, un alto funzionario statunitense della Congregazione per la Dottrina della Fede. Secondo The Record un annuncio in questo senso potrebbe venire presto, subito dopo Pasqua.”

    (parole del collega di Galeazzi, Marco Tosatti, nel suo articolo del 30 gennaio scorso:
    http://www.lastampa.it/_web/CMSTP/tmplrubriche/giornalisti/grubrica.asp?ID_blog=196&ID_articolo=268&ID_sezione=396&sezione= )

    Aggiungo due dettagli interessanti: si sa che i leader della TAC *non hanno posto condizioni* per la loro riammissione nella Chiesa. Quindi non hanno nulla contro Roma. Fedelissimi. Ora tutto è nelle mani del Papa, da cui aspettano solo un cenno d’invito ufficiale. Inoltre, molto importante: non avendo gli anglicani in genere Ordini validi (a differenza per esempio dei lefebvriani, che hanno ordini validi ma conseguiti illecitamente), tutti i sacerdoti della TAC che accettano questo accordo con Roma, dovranno essere ri-ordinati (almeno almeno sub-conditione) .
    Ma non basta: probabilmente, la futura TAC riconciliata, pur mantenendo molti riti e tradizioni tipici dell’anglicanesimo (quello ‘high church’, però) non avranno più la possibilità di tenere, oltre ai presbiteri, anche i vescovi sposati. Cioè: sì a preti sposati, ma non a vescovi, che dovranno quindi eventualmente rinunciare a tale dignità, e ‘tornare’ semplici sacerdoti. Comunque, tutte le ordinazioni sono da (ri)fare ancora, per cui, la cosa sarà non semplicissima, come redistribuzione di ministeri, etc…

    Bene, ho mostrato tutto questo per dire: come mai non c’è alcuno che va a sfrugugliare se questi qua della TAC non solo continuano a ordinare ‘illecitamente’, ma anche ‘invalidamente’? Per dirla in modo crudo, a continuare a fregiarsi di titoli come ‘vescovo’ pur essendo meramente dei laici, a rigore, e per di più sposati che dovranno limitarsi al presbiterato, una volta riconciliati definitivamente?

    Dopo tutto, è da decenni (e prima del loro scisma, da secoli) che ‘simulano’ un sacramento che non possono validamente conferire…

    Naturalmente, non amo moltissimo tali durezze teoretiche , pur vere, sbattute in faccia ai fratelli separati e le loro Chiese/Comunità ecclesiali.. Ma noto che , come per il concetto di scomunica, tale durezza è ‘ecclesially correct’ solo nei riguardi dei “Lefebvriani”.

    Avete capito il mio punto? Voglio dire: non si può vedere tutto alla luce della informativa ma dopotutto limitata nota della Segreteria di Stato. Non tutto si esaurisce lì, era solo un modo per placare in prima approssimazione un bisogno di chiarezza da parte dell’opinione pubblica.

    Notate: se si ragionasse in punta di diritto canonico, allora non solo i vescovi della Fraternità dovrebbero rinunciare a ordinare nuovi sacerdoti, ma loro, e tutti i cinquecento sacerdoti, dovrebbero rinuciare a celebrare tutti i Sacramenti tout-court…
    (Peraltro, matrimoni e confessioni sono addirittura invalidi, non solo illeciti, poichè non c’è giurisdizione, anche se la SSPX ha sempre sostenuto che lo’ stato d’emergenza’ giustificava il tutto, e lo giustificherebbe ancora.)

    Noto solo che adesso, andando scemando (molto) lentamente l’argomento ‘antisemitismo’, si cerca di premere l’acceleratore e dare forza all’argomento “ordinazioni sacerdorali-nonostante-la-sospensione”, che è fallacissimo, perchè allora, a rigor di logica, Benedetto l’altro giorno avrebbe dovuto mandare a Kirill di Mosca non un telegramma di congratulazioni, ma una nota in cui gli ricordava di ‘non avere una funzione canonica nella Chiesa e non esercitare lecitamente un ministero in essa’, dal 1054, e intimandogli di non celebrare i sacramenti, men che meno ordinazioni che alimenterebbero ulteriormente lo scisma orientale (non superato dalla mera remissione della scomunica, nel ’65) …

    In sintesi: qui qualcuno soffia sul fuoco [e stasera ho visto il tono delle news della redazione tedesca di Radio Vaticana, diretta dal polemico e ribelle gesuita E. von Gemmingen -quello che due anni fa propose donne-cardinale (sic!) - che ha la faccia di descrivere la questione delle possibili nuove ordinazioni a giugno, come 'la scelta dello scontro aperto con Roma' !!] , soffia sul fuoco o in buona fede per ignoranza, o in mala fede, e sapendo di mentire, poichè qui ci sono molti che vogliono montare il “caso mediatico ordinazioni”, come se nuove ordinazioni sacerdotali a giugno potessero attrarre sulla Fraternità nuove scomuniche, pur non avendone mai attratte per quasi tre lustri, Giovanni Paolo II regnante. Insomma: i media cattolici anti-ricnciliazione stanno preparando l’ennesima trappola. Prego chi di dovere -Roma, Econe, Giornalisti realmente cattolici- di disinnescarla per tempo..

  6. lycopodium scrive:

    Grazie di cuore, Physikelly!

  7. Physikelly scrive:

    Lyco, gli spin-doctors senza ‘senus catholicus’ gli riconosci da frasi come : “Non è chiaro a nome di chi, in che ruolo e CON QUALI CONSEGUENZE, il vescovo lefebvriano celebrerà il sacramento del sacerdozio [sic]” .

    Che pena, ma…se li conosci li eviti, e se li conosci li disinneschi per tempo. :)

  8. Physikelly scrive:

    Lyco, gli spin-doctors senza ’senus catholicus’ li riconosci da frasi come : “Non è chiaro a nome di chi, in che ruolo E CON QUALI CONSEGUENZE, il vescovo lefebvriano celebrerà il sacramento del sacerdozio [sic]” .

    Che pena: ma…se li conosci li eviti, e se li conosci li disinneschi per tempo. :)

  9. Gigi scrive:

    Chi ha scritto queste cose fa una gran confusione tra le ordinazioni di vescovi, che necessitano del placet vaticano, e le ordinazioni di sacerdoti che sono di appannaggio dei vescovi. Ora, i vescovi della Fraternità sacerdotale san Pio X, ordinati dall’arcivescovo Lefebvre validamente ma illecitamente (mancava l’assenso del Papa sui nomi) sono sempre stati vescovi a tutti gli effetti poichè posseggono la successione apostolica, trasmessa loro da mons. Lefebvre. Hanno ordinato centinaia di sacerdoti, perchè i seminari tradizionalisti a digfferneza dei conciliari sono pieni, che sono sacerdoti validissimi a tutti gli effetti. Lo dimostra il fatto che quando alcuni di costoro sono passati con Roma lasciando la Fraternità, non sono stati nuovamente ordinati, poichè l’ordinazione ricevuta dai vescovi della Fraternità (così come tutti gli altri sacramenti sia dei vescovi che di questi sacerdoti) è valida. I preti tradizionalisti, peraltro, sono ottimi sacerdoti: vivono poveramente (la Chiesa non gli passa l’8 per mille) e mai si è registrato tra loro qualche caso vergognoso (tipo pedofilia o immoralità che affliggono la Chiesa conciliare). Da notare che i sacerdoti della Fraternità non sono mai stati scomunicati, come più volte dichiarato dalla santa Sede, poichè questo provvedimento riguardava solo i vescovi ordinati validamente ma non lecitamente. Ora per la santa Sede si tratta solo di sistemare una questione di diritto canonico. Quanto agli anglicani, il paragone è sbagliato. Non sono stati ordinati da vescovi cattolici, ma nominati dal parlamento inglese che li mantiene: quindi hanno perso la successione apostolica.

  10. Physikelly scrive:

    [Incidentalmente, a chi interessasse:

    §

    Below is the interview Abp. Hepworth gave David Virtue, reprinted in this blog free of protestant spin.

    Correspondence Revealed Between Rome and TAC

    An Exclusive Interview with the Primate of the Traditional Anglican Communion the Most. Rev. John Hepworth

    http://anglicani.wordpress.com/2008/08/20/traditional-anglican-communion-primate-seeks-union-with-rome/

    "VOL: Contacts in the Roman Catholic Church have suggested that the statements issued by you in acceptance of Roman Catholic dogma are weak on the primacy and infallibility of the Pope. How would you respond?

    HEPWORTH: In the paragraph, “we accept the ministry of the Bishop of Rome” and the quote from Vatican II and from John Paul II’s encyclical to the separated churches is sufficient indication that we are accepting contemporary statements of Catholic Doctrine and he explicitly made that statement ex cathedra.

    Secondly we signed the catechism of the Catholic Church which includes contemporary Catholic teaching on the papacy and we state in the letter we signed that we accepted this as the most perfect statement of Catholic faith in the world at the present time and that it is the faith we “aspire to hold and teach.”

    VOL: It has been reported that at the gathering of all TAC bishops in England last October at which the TAC formally petitioned Rome for union, that all the bishops signed a copy of the Roman Catholic Catechism on the altar as an expression of their complete acceptance of Roman Catholic dogma and doctrine. Others have reported that this was not the case, that they signed the petition to Rome but not the Catechism. Did the bishops all sign the Catechism, and is there complete acceptance by the TAC of Roman Catholic dogma and doctrine?

    HEPWORTH: First. We not only signed the catechism, we also signed the compendium which is the Q & A section of the catechism on the altar and a video of the signing was made for the Holy See and we state in the letter that it is the faith we aspire to hold and teach. We all signed it on that altar in the middle of a mass for Christian unity." ]

  11. io sò già in quale “squadra”
    andrà a finire
    tale indegno
    personaggio.

    Scommettiamo?

  12. Physikelly scrive:

    Cosimino, cosimino… perchè dai dell’IMBeCille a tutti?! ;P

  13. Physikelly, Physikelly…..

    CHE BIRICHINO CHE SEI…..

  14. Physikelly scrive:

    Ragazzi, è troppo bella questa.. e la dice molto lunga su quel che stiamo vivendo. Guardate:

    ” 06-02-09

    SHOAH: VESCOVI POLACCHI, DA PAPA ATTO DI GRANDE CORAGGIO

    (ASCA-AFP) – Varsavia, 6 feb – I vescovi polacchi elogiano la decisione di Papa Benedetto XVI di revocare la scomunica ai quattro vescovi lefebvriani, tra i quali il negazionista Richard Williamson.

    ”Aprire la porta al dialogo mirato a mettere fine a una scissione dolorosa e’ un atto di grande coraggio”, affermano i vescovi in una lettera indirizzato al pontefice, firmata in particolare dal presidente della conferenza episcopale polacca, Monsignor Josef Michalik.

    I vescovi esprimono la loro ”gratitudine per i gesti e gli atti recenti del successore del Santo Padre che testimoniano la sua sollecitudine per l’unita’ della Chiesa”.

    Nella lettera, i vescovi non fanno alcun riferimento diretto al fatto che Monsignor Williamson abbia negato l’esistenza delle camere a gas dove furono sterminati gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.

    I vescovi polacchi dicono inoltre di sperare che ”il gesto paterno del papa venga accolto con la stessa apertura di spirito dai prelati e dai fedeli della Fraternita’ San Pio X”, alla quale appartengono i quattro vescovi integralisti.

    I prelati sperano infine che il gesto di Benedetto XVI porti gli integralisti ad ”accettare senza riserve il pieno insegnamento e la disciplina della Chiesa, comprese le conclusioni di consiglio Vaticano II e l’insegnamento degli ultimi pontefici”. ”

    Notate bene: non vedete niente di strano, giornalisticamente parlando?

    Noo? Allora, ve lo dico io: confrontate il titolo dell’agenzia (SHOAH: VESCOVI POLACCHI, DA PAPA ATTO DI GRANDE CORAGGIO), con il passaggio *dell’agenzia stessa* “Nella lettera, i vescovi non fanno alcun riferimento diretto al fatto che Monsignor Williamson abbia negato l’esistenza delle camere a gas dove furono sterminati gli ebrei durante la Seconda guerra mondiale.”.

    Morale: anche quando un intero episcopato nazionale, il glorioso episcopato polacco, esprime incondizionata fedeltà a Pietro in questo momento a dir poco ‘di tempesta’ per la sua barca, ecco che il giornalista di turno dell’agenzia di turno (per non parlar dei giornali ‘a valle’), che ti schiaffa la ‘parolina magica’ (“Shoah”), nel titolo, per poi dare la non-notizia della non-presenza di espressioni legate alla medesima S. , nella dichiarazione dei Vescovi polacchi (che sono innazitutto vescovi cattolici e non funzionari dell’Onu-delle-religioni, magari a libro paga della comunità ebraica tedesca.)

  15. curioso scrive:

    Physikelly Scrive: February 6th, 2009 at 10:59 pm

    qui qualcuno soffia sul fuoco [e stasera ho visto il tono delle news della redazione tedesca di Radio Vaticana, diretta dal polemico e ribelle gesuita E. von Gemmingen -quello che due anni fa propose donne-cardinale (sic!) - che ha la faccia di descrivere la questione delle possibili nuove ordinazioni a giugno, come ‘la scelta dello scontro aperto con Roma’ !!] , soffia sul fuoco o in buona fede per ignoranza, o in mala fede, e sapendo di mentire, poichè qui ci sono molti che vogliono montare il “caso mediatico ordinazioni”, come se nuove ordinazioni sacerdotali a giugno potessero attrarre sulla Fraternità nuove scomuniche, pur non avendone mai attratte per quasi tre lustri, Giovanni Paolo II regnante. Insomma: i media cattolici anti-ricnciliazione stanno preparando l’ennesima trappola.

    Molto interessante. Insomma, l’esempio della FSSPX riportato da Tornielli con questo post andrebbe imitato da molti nella Chiesa cattolica … per esempio dai gesuiti … solo che , in tal caso, questi rimarrebbero in tre o quattro gatti …

  16. Physikelly scrive:

    Ah, ancora una piccola annotazione. Sull’agenzia ASCA. I casi sono due: o traduce un sacco di roba direttamente dal francese o, a furia di tradurre brani da fonti francesi, si è messa ad usare *sistematicamente* l’aggettivo “integralista”. Bene: pur comprendendo che sì, quella vuole essere, scientemente o inconsapevolmente, una resa in italiano dell’aggettivo francese “integriste” (quasi sempre adottato dai main stream media francesi per descrivere i lefebvriani) , sappiano che in italiano tale aggettico suona in modo diffeente, ed è fuori luogo. In francese ha invece ragioni storiche precise, per quanto poco carino..

    [Beh, potranno sempre mostrare che loro alle pari opportunità ci tengono, se un giorno parleranno di "rabbino integralista", descrivendo, appena se ne presenterà l'occasione, -che so- un leader religioso isreaeliano sinora descritto solo come 'ultraortodosso' ..]

  17. raffaele savigni scrive:

    “gente che sta completando l’opera di distruzione dell’opera di Mons. Lefebvre e che andrebbe fucilata alla schiena”.
    Ecco che rispunta fuori il fascista!.
    Ma NON VALE SPRECARE TEMPO CON UNO COME dAMIANI. “lASCIATE CHE I MORTI SEPPELLISCANO I LORO MORTI”.

  18. Giovanni scrive:

    Savigni lei mi fa pena

  19. Artefice1 scrive:

    Mauro W.F…..questa la rifarei.

    “il demonio suscita l’errore e il suo contrario”.

    Il demonio suscita il male e tutto quanto lo migliora.

  20. Dodo scrive:

    Don Abrahamowicz in fondo se l’è cercata, immagino che non si sia sorpreso per l’espulsione.
    Affermare a pochi giorni dalla reintegrazione che il CVII è una “cloaca maxima”, che altro potrebbe voler dire, se non: “io voglio uscire!”?
    Questo è l’unico motivo del provvedimento nei confronti del prelato, non certo le dichiarazioni revisioniste – come probabilmente starà già scrivendo la stampa (adusa a condire le posizioni ecclesiali secondo le esigenze del potere).
    In ogni caso, da oggi sarà bene che ogni prelato controlli le proprie dichiarazioni su temi non strettamente attinenti alla dottrina. Non possiamo aspettarci che la para-religione olocaustica cada da un giorno all’altro, nè che a dare la spallata siano dei religiosi (perché è evidente che le loro dichiarazioni verrebbero immediatamente usate dai nemici della fede).

  21. ros scrive:

    egr.sig.Damiani le consiglierei di sciacquarsi la bocca quando parla dei sacerdoti della Fraternità, sono persone che fanno enormi sacrifici e una vita a volte di stenti , non certo per le poltrone, ma per curare le anime dei fedeli che ha differenza sua li stimano e apprezzano moltissimo.!!!

  22. Yvonne scrive:

    Sono una fedele del triveneto della Fraternità S.Pio X,il “sig.” Damiani non è stato da me autorizzato ad esprimere alcun punto di vista a nome mio, quindi lo diffido ad usare ancora termini come:i fedeli del triveneto.
    Sig. Damiani parli per sè, e non coinvolga nei sui deliri altre persone. E soprattutto non si permetta di giudicare in toto tutti i sacerdoti della Fraternità, se non vuole a sua volta essere giudicato magari pubblicamente da chi lo ha visto più volte in azione.

  23. Yvonne scrive:

    Sono una fedele del triveneto della FSSPX, come tale io non ho assolutamente autorizzato il “sig.Damiani” ad esprimere commenti in mia vece. Quindi io lo diffido dall’usare ancora il termine: i fedeli del triveneto, coinvolgendo tutti nei suoi deliri; egli parli per sè o taccia. Inoltre non si permetta più di giudicare in toto i sacerdoti della FSSPX, se non vuole a sua volta essere giudicato, magari altrettanto pubblicamente da chi più volte lo ha visto in azione o sentito parlare.

  24. Tradizionalista scrive:

    Bene, fuori un fanatico: ora non resta che esplellere quell’altro esaltato inglese.

  25. Physikelly scrive:

    “Dr Angela Merkel Chancellor of the Federal Republic of Germany was the recipient of a Gold Medal for outstanding services, the B’nai B’rith Europe Award of Merit, being the highest accolade of BBEurope.”

    http://www.bnaibritheurope.org/bbe/content/view/596/121/lang,en/

  26. ELSO scrive:

    TRADIZIONALISTA…
    DALLA TUA ANIMA HAI GIA’ ESPULSO CRISTO
    E DALLE TUE VISCERE E’ GIA’ SALITO IL NEMICO DELL’UOMO
    CUN I TUOI PENSIERI ALIMENTATI DALL’ODIO DI CHI NON PENSA COME TE

  27. Alcuino da York scrive:

    Lupi travestiti da agnelli.
    http://gurguliumecclesiae.blogspot.com/

  28. lasain scrive:

    carissimo franco damiani,
    penso che prima di umiliare e offendere delle persone, bisogna meditare.vedo che non sai neache nulla sul ordine sacerdotale,per un sacerdote degno di quel nome è chiamato all’obbedienza ai superiori,quando manca questo il sacerdote perde senso. ed è quello ch’è successo a don floriano. se lui si ricorda quando è stato ordinato di questa domanda: mi prometti l’obbedienza a me e ai miei successori? aveva detto SI, allora questo è il frutto di quello.
    pensaci damiano.

  29. Blaise scrive:

    Se hanno deciso di espellerlo avranno pensato di fare il bene della Fraternità,però penso che per tanti fedeli sarà doloroso,anche se mi auguro seguano le decisioni prese nell’interesse superiore della comunione con la Chiesa.Parlando di preti Lefebvriani ricordo l’ottimo don Stefano Bellunato che ha scritto su questo blog molte cose interessanti,dimostrando di essere preparato e pieno di zelo per le anime.Spero che gli altri siano al suo livello,perchè ne guadagnerebbe tutta la Chiesa.

    p.s. la Merkel ha preso la medaglia a cui penso aspirasse,non è da tutti ma temo la meritasse

  30. Mauro W. Fuolega scrive:

    “Ringrazio” per aver cancellato il mio post sul CVII.
    Ossequi.

  31. Vincenzo scrive:

    …questo Sacerdote, almeno a me, richiama alla mente la tragedia di quegli ottimi soldati dei Reparti d’Assalto, i quali, in genere,non hanno ben chiari i termini delle cause che hanno scatenato le ostilità, e che però, non appena terminano le operazioni belliche, se si trovano coinvolti in una qualsiasi discussione, iniziano a darle di santa ragione, (anche fino ad uccidere), poichè non sono stati addestrati abituati a smettere, ma solo a combattere sempre e comunque.
    Tutto ciò, non è colpa loro,(perchè, abituati da anni ad essere duri e reattivi, non possono…”cambiarsi in agnelli” in poche ore)… ma, purtroppo, è sempre e comunque, “peggio per loro”.

    Morale?
    … i Superiori di quel … Reparto Scelto d’Assalto … da cui dipendeva questo Don Abrahamowicz, devono, prima di tutto, limitare al massimo le …”Libere uscite”, e inoltre, far sì che, altri potenziali Don Abrahamowicz, vengano bene informati dei pericoli “esterni” e, nei casi più difficili, vengano tenuti in serena e tranquilla meditazione, lontano dal frastuono del mondo…”vero”, fino a definitiva guarigione del …”comprendonio”…

    PS)
    Altrimenti, a furia di inutilui “gaffes” roboanti, riporteranno il “gioco”… “alla casella di partenza”; e, a quel punto, coma potrà, il “Comandante in Capo”, difenderli dal rancore invidioso dei renitenti e dei disertori… ?

  32. Physikelly scrive:

    Más síntomas positivos en los lefebvristas.

    07.02.09 |

    Se ha recibido en el Palacio Apostólico una carta conjunta de los cuatro obispos ordenados por monseñor Lefebvre en la que agradecen al Santo Padre el levantamiento de las excomuniones.

    La carta, escrita en francés, es muy afectuosa y conciliadora. Confiemos en Dios que todo siga por buen camino y ninguno de los cuatro vuelva a romper la baraja. Que todo es posible.

    Williamson ha cesado como director del seminario de La Reja y parece que ha aceptado la situación mostrándose dispuesto a retirarse al silencio y al estudio. Ojalá persevere en su decisión.

    Sus últimas declaraciones aunque no suponen una retractación pueden entenderse también positivamente. Ya no niega la Shoah. Dice que la va a estudiar y si se convence se retractará. Pese a la opinión de algún comentarista pienso que a nada que lea lo va a tener claro.

    Aunque lo que es clarísimo es que la Shoah, para mí indiscutible, no es un dogma de fe católico. No es una verdad necesaria para la salvación. Aunque sea una verdad.

    En el caso de que se me autorizara os daría a conocer la carta de los cuatro obispos. Que ya os anticipo debe valorarse positivamente.

    http://blogs.periodistadigital.com/laciguena.php/2009/02/07/mas-sintomas-positivos-en-los-lefebvrist

  33. Physikelly scrive:

    Williamson -eccentrico londinese ex-anglicano con laurea in lettere a Cambridge- ha postato la sua lettera settimanale (sono i suoi ‘eleyson commentaries’, sul suo Blog ‘Dinoscopus’) . Questa volta ha rinunciato ad ogni pretesa sia teologica che storico-politica (d’altronde aveva appena detto allo Spiegel, che lui ci pensa ancora un pò prima di ritrattare, ‘chè deve ancora documentarsi bene..) , ed è passato ad un’altra sua passione, la musica. Stavolta, commento alla Terza Sinfonia di van Beethoven, l’ “Eroica” :

    “Saturday, February 7, 2009

    Heroic Harmonies

    Eleison Comments LXXXIV

    Just before the media uproar of the last two weeks a dear friend asked me to write about any piece of music that I especially liked. It would have to be a piece by Beethoven (1770 – 1827). Then I might single out the first movement of his Third Symphony, known as the “Eroica”, or Heroic Symphony. ”

    http://dinoscopus.blogspot.com/2009/02/heroic-harmonies.html

    Significativo è il commento che mette (o chi ha postato ha messo) fra parentesi -vicino al nome della località da cui scrive, presso il seminario argentino della Fraternità- alla fine, sulle speculazioni che si sono rincorse su di lui e la sua salute:

    “La Reja, Argentina (where, I might note, His Excellency is neither dead, dying, or retired. – Ed.)”

  34. maria gloria scrive:

    Concordo PIENAMENTE con Franco Damiani. Don Floriano è l’UNICO VERO PRETE che abbia mai incontrato in vita mia.
    Spero di sapere al più presto dove Egli dirà Messa.

  35. ELSO scrive:

    fra le tante SHOAH che si ricordano e si celebrano qualcuno si ricorda quella degli italiani in istria?
    23.000 gettati nelle foibe 350.000 cacciati dalle loro terre requisite le loro case distrutte le loro chiese martirizzati i loro vescovi 6 e 31 sacerdoti stuprate una sessantina di suore ecc.
    dove sono i custodi della verita’

  36. Mauro W. Fuolega scrive:

    Di SHOAH, purtroppo ce ne sono dappertutto, anche se quella del popolo ebraico è la più significativa della storia perché compiuta con premeditazione, utilizzo della tecnica ed operata da un paese che, pur se in mano ad una dittatura, fino a quel momento si credeva civile.
    Nessun altro sterminio di massa ha mai avuto quelle caratteristiche così peculiari, ed è per questo che l’olocausto del popolo ebraico non ha avuto eguali nella storia e pesa come un masso nella coscienza storica di tutti i paesi che vi hanno preso parte attiva, l’hanno ostacolato senza riuscirci o non hanno fatto abbastanza per viltà.
    Se ci voltiamo a vedere quanta cattiveria e diabolicità l’uomo abbia impiegato contro i suoi simili, mi verrebbe da dire che mi vergogno appartenere al genere umano e che preferirei essere una bestia.
    Solo la cultura del rispetto, della giustizia e della vita può rendere l’umanità libera dalla paura di una recrudescenza del male, ma fintanto che il peccato alberga nella società ad ogni livello, temo che la strada da percorrere sia lunga oltre che in salita.

  37. Indignus scrive:

    Ho appena seguito in tv l’intervista di Lucia Annunziata al “teologo” Hans Kung.
    Sapevo già quali fossero i deliri di questo pseudo-teologo Modernista, ma le imbeccate di Lucia Annunziata mi hanno lasciato estremamente sdegnato.
    Lucia Annunziata non è una giornalista seria, ha presentato Kung come “il più grande teologo al mondo forse secondo solo a Ratzinger”. E’ stata una trasmissione condotta all’insegna del ciniscmo, della disinformazione dell’odio nei confronti della Chiesa e Benedetto XVI, nonchè della Fraternità San Pio X ( ma questo era scontato).
    Hans Kung e Lucia Annunziata sono due squallidi!!! Dovrebbero sotterrarsi!!!

  38. Physikelly scrive:

    Beh, la Annunziata che diceva “capisco che possano essere conservatori, i Lefebvriani…ma.. perchè SONO NEGAZIONISTI??”

    ..Per fortuna che poi ha mostrato il suo essere altamente informata su questo papato quando ha detto che, dopo la Deus Caritas Est, “ora si aspetta l’uscita della SECONDA enciclica..”

    Domanda retoricissima: ma dobbiamo ancora dare retta a ‘sta gente??

  39. Ferrer scrive:

    Se Mons. Williamson sostiene certe tesi, significa che le sue informazioni al riguardo si basano sulle teorie degli storici riduzionisti. Pertanto per risolvere la questione è sufficiente fargli leggere un libro che confuta punto per punto le tesi riduzioniste. Può sembrare banale, ma spesso le cose più semplici sono le più adatte. E’ facile presumere che Mons. Williamson abbia tutto l’interesse ad uscire da questa bufera mediatica. Senza isterismi, ma con docilità e pazienza, bisogna far comprendere che le tesi riduzioniste sminuiscono troppo i numeri del genocidio degli israeliti. Dopodiché sarà lui stesso ad ammettere l’errore. Insomma, è sufficiente usare un cucchiaio di miele e non un barile d’aceto.

    http://tinyurl.com/5lsvgc ( b l o g__s u l l a__T r a d i z i o n e__C a t t o l i c a )

  40. Physikelly scrive:

    §

    “La entrevista con Der Spiegel fue concertada con acuerdo de sus superiores y el consejo de su abogado”, dijo ayer a LA NACION una fuente inobjetable de la Fraternidad Sacerdotal San Pío X, que reúne a los seguidores del ultratradicionalista y cismático Marcel Lefebvre.

    Según esa fuente, una vez que se difunda la entrevista completa otorgada por Williamson, “se verá con ojos muy distintos a quien desde hace dos semanas se presenta poco menos que como un monstruo”. El obispo, dicen, “está dispuesto a recapacitar” su opinión y reconsiderar su punto de vista.

    §

    http://www.lanacion.com.ar/nota.asp?nota_id=1097752&high=williamson

  41. KTOvox scrive:

    Voi che vivete in Italia dove avete cardinali, vescovi, preti e suore dovunque per diffendere la vostra fede cattolica non vi rendente conto che in certe zone d’Europa, l’unica voce ancora cattolica è quella della Fraternità San Pio X allora che i sacerdoti cattolici sotto l’argomento “secondo lo spirito del concilio vaticano II” hanno “aggiornato” la chiesa cattolica sul modello della riforma di Luther. – Uscite dalla vostra Italia, rocca forte cattolica per farvi un giro fuori, piu a nord e non vi riconoscerete piu nella “vostra” chiesa cattolica romana.

    Chiediamoci perchè cosi tanto odio verso i Lefebvriani ? Quale è la vera ragione ? Il negazionismo è solo un pretesto per diffamare ma il problema non è li.

  42. ELSO scrive:

    Mauro W. Fuolega
    era solo per sentire altre trombe
    e comunque i cristiani dal secolo scorso se ne presume 45.000.000 stime del vaticano letto sull’osservatore a fine anno
    e noi non facciamo can can

  43. KTOvox scrive:

    Carissimi, quello che si fa delle dichiarazioni di Mgr Williamson e di don Floriano è pura strumentalizzazione. Tutti sapevano delle idee loro da anni e nessuno sene spaventava o ne parlava. ORA DIVENTANO IMPENSABILE E SONO FONTE DI GRANDI DISCORSI GIORNALISTICI. Cosa sta succedendo ? Perchè un tale interesse a questi sacerdoti e a le loro dichiarazioni ADESSO CHE BENEDETTO XVI viene di rilasciare il decreto dove toglie la scomunica ai 4 vescovi ordinati da Mgr. Lefebvre. COSA SI STA SCATENANDO ? Perchè si fa di quelle dichiarazione sulle camere a gay tutto un caso ? … Alzate lo sguardo ! … Riflettete un puo di COSA SI STA FACCENDO delle dichiarazioni di Williamson e Abrahamowicz: FORSE UN BASTONE PER MEGLIO COLPIRE BENEDETTO XVI e ridure al silenzio la Chiesa cattolica romana ? Il problema è oltre queste dichiarazione: Il piano vuole che non ci siano voce discordante e sopratutto quella della Chiesa cattolica romana … allora per fare zittare il papa e la chiesa si usa quei due sacerdoti faccendone un caso oltre misura. Come mai il presidente dell’Iran il sig. Armadineghan apertamente negazionista non subisce lo stesso rimprovero mediatico ? Riflettete ! Alzate lo sguardo ! Non lasciarvi accecare !

  44. Giuda Taddeo scrive:

    Ritengo che le considerazioni tratte, fra gli altri, dal sempre ottimo Physikelly e, da ultimo, anche da KTOvox, colgano pienamente il problema: altro non si tratta, se non di una squallida campagna scandalistica, orchestrata, fomentata e diretta dai numerosi nemici (esterni e, ahinoi, anche interni!) della Santa Chiesa e del nostro amatissimo Papa.

    Sono tanto più convinto di quanto asserito, anche per il fatto di aver avuto modo, alcuni anni addietro, di poter incontrare don Floriano e di aver a lungo discusso con lui che, all’epoca, pur manifestandomi delle opinioni abbastanza personali (quantunque non eretiche), tutto mi era sembrato, fuorché quell’estremista mattoide che ora la stampa ci vorrebbe dipingere. Tuttavia, essendomi stato possibile pienamente fruire già dell’Indulto di Papa Giovanni Paolo II, non mi si è mai presentata la necessità di frequentare la Fraternità San Pio X e, di conseguenza, non sono ovviamente al corrente delle eventuali evoluzioni teologiche e morali registrate da quel sacerdote.

    In ogni caso, costituendo il sullodato, come pare, un ostacolo al superiore “bonum” di una più piena comunione con Roma, la Fraternità ha deciso di espellerlo e mi auguro vivamente che questa (sicuramente sofferta) decisione possa avvicinare tutti ad una definitiva soluzione della questione, in un senso ovviamente propizio all’unità dei membri della sola Chiesa di Cristo.

  45. Gladiator scrive:

    Le prove del patto scellerato tra il Vaticano e il Cremlino

    Una nota di Paolo VI dimostra che la Santa Sede si impegnò con l’Urss a non condannare il comunismo durante il Concilio Vaticano II “Gli impegni sottoscritti dal Vaticano con il Patriarcato ortodosso di Mosca, ossia con il Cremlino e il Kgb, per legare le mani al Concilio Vaticano II si trovano elencati esplicitamente dallo stesso Papa Paolo VI nel suo appunto: “Di non entrare in temi ‘politici’, di non pronunciare anatemi, di non parlare di comunismo (1962) ” di ANTONIO SOCCI Ecco dunque la “pistola fumante”. La prova documentaria, nero su bianco, sta in un appunto che Paolo VI, in data 15 novembre 1965, fece pervenire a monsignor Felici, Segretario generale del Concilio. In tale “Annotatio” Montini invita a rispettare “gli impegni del Concilio” evitando condanne esplicite del comunismo. In realtà il Concilio Vaticano II non aveva preso (né poteva prendere) simili impegni di autocensura con nessun potere mondano. Paolo VI si riferiva però a quelli sottoscritti dal Vaticano con il Patriarcato ortodosso di Mosca, ossia con il Cremlino e il Kgb, per legare le mani al Concilio. I suddetti “impegni” si trovano elencati esplicitamente dal Papa stesso nel suo appunto: di non entrare in temi ‘politici’, di non pronunciare anatemi, di non parlare di comunismo (1962)”. DI TUTTO TRANNE IL MARXISMO È la prova documentaria, fornita dallo stesso Papa Montini, del “patto” tra Vaticano e Mosca per imbavagliare il Concilio e impedire ogni condanna esplicita e solenne del marxismo e dei regimi comunisti. Perché in realtà il Concilio entrò – eccome! – “in temi politici”. Tutti eccetto il comunismo. Spaziò dal ruolo dei partiti al capitalismo, dal razzismo al colonialismo, dalla schiavitù alla censura, dallo sciopero all’analfabetismo, dalle ineguaglianze sociali al Terzo mondo, dalla fame alla guerra, dalla povertà al commercio, dai diritti dell’uomo al disarmo, dal dispotismo all’economia, dall’emigrazione al latifondo, dal problema operaio al liberalismo. Solo del comunismo non si occupò, perché c’era il veto di Mosca accettato da Roncalli in cambio (si noti bene!) di due osservatori ortodossi al Concilio, ben selezionati dal Kgb. Nelle centinaia di pagine dei documenti conciliari non si trovano neanche i vocaboli “comunismo” e “marxismo” (di cui si erano tanto occupati i pontefici fino ad allora). Fu una svolta storica. La nota di Paolo VI richiama la data 1962 perché proprio di quell’anno è l’accordo, stipulato a Metz, fra il cardinale Tisserant (per conto di Giovanni XXIII) e il metropolita Nicodemo per conto del Patriarcato di Mosca (ossia del Cremlino). Abbiamo ricostruito le circostanze di tale accordo nell’articolo dell’11 ottobre 2006 (“Quell’empio patto tra il Kgb e il Papa buono”). Abbiamo visto le conseguenze di quella svolta devastante per la Chiesa, come dimostra anche l’attuale “caso Polonia” (se il Vaticano si accordava così col Cremlino al punto da imbavagliare il Concilio, perché dei semplici preti inermi, oltrecortina, non dovevano cedere alla “collaborazione” con i loro regimi ?). Ora siamo in grado di ricostruire nel dettaglio (con documenti che fanno impressione) come fu imposto il “bavaglio” al Concilio e con quali irregolarità fu violata la legalità conciliare. QUELL’ESTATE DEL 1965 L’appunto di Paolo VI, citato sopra, si trova sepolto in un mare immenso di documenti del Concilio Vaticano II. Siamo andati ad indagare (con l’aiuto di un bravissimo seminarista sardo che voglio qui ringraziare) fra questi documenti d’archivio, raccolti in grossi volumi, per capire come fu impedito ai padri conciliari di votare una condanna esplicita e solenne del marxismo e dei regimi comunisti. Questa è la storia ricca di sorprese. Dunque siamo nell’estate del 1965, alla vigilia dell’ultima sessione del Concilio, la quarta. Il fronte progressista, sebbene numericamente non sia maggioranza, ha dalla sua parte Paolo VI e questo gli permette di dettar legge. Il 25 luglio 1965, per esempio, il gruppo dei vescovi conservatori, denominato “Coetus”, scrive una lettera al papa dove – in forza del regolamento – chiede di poter comunicare in aula, prima del voto, un rapporto contrario ad alcuni schemi. Il Coetus rappresenta molti Padri conciliari. L’11 agosto 1965 arriva una sorprendente risposta. Il segretario di Stato, cardinale Cicognani, dichiara che Paolo VI ha manifestato disappunto per l’esistenza di un “gruppo internazionale di Padri che seguono la medesima opinione in materia teologica e pastorale”. Papa Montini ritiene che l’esistenza di un “gruppo particolare in seno al Concilio” possa pregiudicare la libertà dei Padri e accentuare le divisioni. Nulla però dice, in tale risposta, dell’esistenza del gruppo di Alleanza Europea. Ma soprattutto il papa sembra ignorare l’articolo 57.3 del regolamento interno dove si legge: “È fortemente auspicabile che i Padri conciliari che intendono sostenere degli argomenti simili, si raggruppino e designino uno di loro per prendere la parola a nome di tutti”. La risposta di Cicognani dimostra una cosa: che papa Montini è ostile alla corrente conservatrice che potrebbe portare su posizioni fedeli alla Tradizione la maggioranza del Concilio. I PROGRESSISTI FRENANO Quella risposta del papa probabilmente era dovuta al fatto che i “progressisti” – nelle persone dei cardinali Döpfner e Suenens erano andati a lamentarsi con lui per la forza dei conservatori, che andavano stoppati. Questi ultimi il 20 agosto 1965 scrivono una lettera di risposta al papa, ma non riceveranno mai alcuna replica. In questo clima – non proprio sereno, né regolare, con forzature che erano cominciate fin dall’inizio del Concilio – si apre la quarta e ultima sessione del Concilio (dal 14 settembre 1965 all’8 dicembre 1965). Già il 14 settembre viene distribuito un testo sul problema dell’ateismo che fa parte dello schema sulla Chiesa nel mondo contemporaneo (che diventerà la “Gaudium et spes”). È ovvio aspettarsi che tale testo parli del comunismo. Il Vaticano II, ricordiamolo, è un Concilio pastorale, non dogmatico. Si deve occupare cioè dei problemi della Chiesa nel mondo moderno. Siamo nei primi anni Sessanta ed è in piena consumazione la tragedia del comunismo. È in corso il più immane martirio di cristiani della storia della Chiesa (centinaia di milioni di vittime). Tanti preti e vescovi sono nelle carceri comuniste. L’Urss si è divorato tutta l’Europa dell’Est, ha appena schiacciato la rivolta d’Ungheria e la bandiera rossa ora sventola perfino a Cuba. L’immensa Cina è stata conquistata dai comunisti di Mao, l’Indocina è in fiamme e in Europa occidentale i partiti comunisti sono fortissimi (in Italia hanno letteralmente sradicato la fede cristiana da intere zone del Paese). È la più feroce e radicale sfida al cristianesimo che si sia mai vista in duemila anni. Eppure – sorprendentemente il testo sull’ateismo distribuito il 14 settembre 1965 non parla esplicitamente del comunismo. Il 15 settembre si apre il dibattito sullo schema relativo alla libertà religiosa. Il gruppo Coetus chiede di poter leggere un rapporto su questo tema (in base all’art. 33.7 del regolamento), ma i moderatori rispondono picche. COLMATE QUELLA LACUNA Il 29 settembre monsignor Carli presenta una lettera di 26 vescovi e chiede altre firme per un emendamento che condanni espressamente il comunismo, definito “il più grave problema pastorale del nostro tempo”. Vi si legge che bisogna affermare “con parole chiare” la “radicale opposizione” fra la religione cristiana e il comunismo (sia come sistema socio-economico che come ideologia). Bisogna “colmare questa lacuna” del testo sull’ateismo “affinché il popolo cristiano non subisca danni più ingenti; il Concilio non può tacere su un tema così grave senza provocare un grande scandalo fra i semplici”. Sabato 9 ottobre la petizione, che ha raccolto le adesioni di ben 300 Padri conciliari, viene presentata alla Segreteria generale del concilio che, in base al regolamento, deve provvedere a pubblicarla e sottoporla ai Padri per essere votata come emendamento. Ma questo, incredibilmente, non accade. Il 13 novembre infatti viene presentato in aula il nuovo testo sull’ateismo e nella rela
    zione che lo accompagna non si parla affatto della petizione che chiede la condanna del comunismo. Quel giorno stesso monsignor Carli presenta subito un duro ricorso indirizzato al Consiglio di presidenza del Concilio. In esso denuncia la violazione di molti articoli del regolamento perché il testo della petizione non è stato presentato in Aula e l’emendamento non è stato messo in votazione. Il prelato è molto esplicito: “Tale modo di procedere è illegale”. Inoltre – afferma Carli -non si comprende com’è che vengono ammessi emendamenti firmati da un solo padre e viene cestinato quello con centinaia di firme: “sembra che il Concilio lo facciano le Commissioni più che i Padri”. (1-continua) http://www.antoniosocci.it LIBERO 21 gennaio 07 E Mosca ordinò: il Vaticano taccia Le riunioni e i messaggi che provano il patto Vaticano-Urss ai tempi di Paolo VI di ANTONIO SOCCI Lo scandalo della mancata condanna del comunismo (e perfino della mancata sua menzione) al Concilio Vaticano II ha un giorno chiave: il 15 novembre 1965. Momenti concitati in Vaticano. C’è il terrore che la stampa si accorga del colpo di mano con cui si sta imbavagliando il Concilio, sottraendo irregolarmente al voto dei Padri l’emendamento di condanna del comunismo. Si succedono riunioni tese e colloqui riservati con papa Montini. Ricostruiamo dunque quelle ore convulse. Quella mattina – è un lunedì – si riunisce d’urgenza la Commissione. Si decide di rispondere al ricorso di monsignor Carli dicendo che era parso “sufficiente includere il comunismo, senza nominarlo, nell’espressione generica di condanna dell’ateismo”. Questa incredibile risposta viene illustrata, subito dopo, nella Congregazione. Ma monsignor Carli si dice insoddisfatto e conferma il suo ricorso. Secondo il regolamento a questo punto si dovrebbe riunire il Consiglio di presidenza per esaminare tale ricorso, ma questo – osserva monsignor Felici in una nota – “potrebbe avere riflesso sulla stampa, attesa soprattutto la delicatezza della materia”. C’è anche un altro motivo per cui – in barba al Regolamento – si evita di riunire il Consiglio di presidenza. Lo confessa il cardinale Tisserant, che è il presidente, durante una riunione riservata col Papa il 26 novembre: “Il cardinale Tisserant” si legge nel verbale di quella riunione “dice di non aver convocato il Consiglio di presidenza perché vi è il Cardinale Wyszinski molto fermo nella sua idea contro il comunismo!”. TENETE ALL’OSCURO IL PRIMATE POLACCO Dunque, per tenere il primate polacco all’oscuro dell’operazione in corso, si evita di rispettare il Regolamento e si rimette tutto nelle mani del Papa. Il quale nel pomeriggio di lunedì 15 risponde a monsignor Felici con un appunto in cui si chiede se il ricorso di Carli “si conserva o si ritira” e se “è stata illegale la condotta della Commissione mista”. Poi Montini manifesta il suo vero timore: che “la tesi dei ricorrenti” sia “portata a conoscenza dei Padri con le relative osservazioni”. Ciò, insinua, non sarebbe “prudente”. Infatti, se il ricorso sarà respinto “il Concilio sembra aver rifiutato la condanna del comunismo già condannato. Se approva: quale sorte dei cattolici nei Paesi comunisti?”. Quest’ultimo timore è un evidente pretesto, infatti il rappresentante più autorevole dei cattolici dell’Est, il primate polacco Wyszinski, come si è visto, è stato tenuto del tutto all’oscuro. Il vero timore di Montini è ben altro e lo annota subito dopo: “(tale condanna del comunismo, ndr) è coerente con gli impegni del Concilio di non entrare in temi ‘politici’, di non pronunciare anatemi, di non parlare di comunismo (1962)?”. Il messaggio del Papa è chiaro: 1) bisogna evitare che scoppi un caso, sui giornali, se c’è stata un’illegalità, e 2) soprattutto bisogna che si eviti una discussione e una condanna del comunismo perché il Vaticano ha preso impegni con Mosca di tacere. Il giorno dopo, 16 novembre, monsignor Felici invia al Papa una nota per rispondere alle sue domande. Innanzitutto lo informa che la petizione di condanna del comunismo “fu presentata entro i limiti di tempo fissati” (contrariamente a quanto era stato detto prima, per silenziare quella mozione). “Poiché la richiesta dei più di 300 Padri era formulata in termini concreti, la Commissione aveva il dovere di riportarla nei suoi termini e dare motivazione del suo atteggiamento in proposito. Questo non può dirsi sia stato fatto nella forma dovuta”. Felici informa inoltre il Papa di aver chiamato, in mattinata, monsignor Carli per spiegargli il pensiero del Pontefice. Carli “dopo aver deplorato la irregolarità procedurale si è detto disposto a ritirare il ricorso e di stare a quanto il Papa deciderà” aggiungendo però che “attese le esigenze di un orientamento dottrinale e pratico per il nostro clero e popolo cristiano, ed attese altresì le false interpretazioni che potrebbero sorgere da un silenzio assoluto da parte del Concilio, è opportuno che si dica qualcosa in merito al problema del comunismo in quanto tale”. «I PATTI VANNO RISPETTATI» A questo punto dunque la decisione è tutta nelle mani di Paolo VI. Il 23 e 24 novembre sui giornali esce l’indiscrezione secondo cui è stata bloccata da monsignor Glorieux, segretario della commissione che si occupa dell’ateismo, la lettera-petizione contro il comunismo firmata da centinaia di Padri. Il cardinale Tisserant scrive dunque al Papa perché non dia peso a qualche isolato articolo e tenga fede al “patto” con Mosca. Tisserant è colui che nel 1962, per conto di Giovanni XXIII, firmò quell’accordo. Secondo la testimonianza successiva del suo segretario, monsignor Roche: “Egli ricevette degli ordini formali sia per firmare l’accordo che per sorvegliarne durante il Concilio l’esatta esecuzione”. Tisserant – che non a caso presiede il Concilio – scrive dunque a Paolo VI e gli ricorda che Giovanni XXIII “annunziò” che il Vaticano II non doveva “comportare condanne, ciò che Vostra Santità confermò… Gli anatemi non hanno mai convertito nessuno… Come io dissi già a Vostra Santità, una condanna conciliare del comunismo sarebbe considerata dai più come una mossa di carattere politico, ciò che porterebbe un danno immenso all’autorità del Concilio e della stessa Chiesa”. Queste righe di chi presiedeva il Concilio segnano una rottura assoluta con duemila anni di storia della Chiesa. Sempre infatti la Chiesa ha ritenuto suo dovere condannare il Male e l’errore. Il comunismo è un “flagello satanico” fra i peggiori mai verificatisi, secondo i pontefici precedenti. Mentre adesso, di colpo, si pretende di non condannarlo più. Oltretutto non è vero che il Concilio non ha lanciato anatemi. Per esempio contro la “guerra totale” ha emesso “con fermezza e senza esitazione” una “condanna” assoluta (Gaudium et spes, 80). Perché per il comunismo no? Dal punto di vista della teologia cattolica il comunismo è di gran lunga peggiore della guerra, non solo perché implica in sé guerra, genocidi e persecuzioni, ma soprattutto perché è un’esplicita guerra contro Dio che provoca la perdizione di moltitudini (secondo S. Agostino e S. Tommaso una sola anima ha un valore più grande dell’intero cosmo). Dunque la tesi di Tisserant appare un totale tradimento della tradizione cattolica. GUERRA APERTA CONTRO DIO Purtroppo risulterà però vincente nella riunione riservatissima che si terrà – su questo problema – il 26 novembre, alle ore 9, nello studio del Papa. Presiede Paolo VI. Presenti i cardinali Tisserant e Cicognani, monsignor Garrone e monsignor Felici. Quest’ultimo espone il problema. Innanzitutto denuncia “l’irregolarità” commessa. Ma la si chiude “assolvendo” monsignor Glorieux come se avesse fatto solo un innocente “errore materiale” da riconoscere in sede di Relazione. “Quanto alla questione di merito”, annota Felici “dopo breve discussione, si è d’accordo di non rinnovare espressa mente la condanna del comunismo, ma nella Relazione dire che gli errori del comunismo sono già condannati nel testo, come del resto sono condannati nel magistero della Chiesa; e se si evita di entrare esplicitamente ora nella questione è per evitare interpretazioni politiche; nel testo (
    in nota) poi richiamare le Encicliche, ove il comunismo stesso è apertamente denunziato e condannato”. Con questo escamotage Paolo VI evita che il Concilio emetta una condanna esplicita del comunismo. Il 4 dicembre Tisserant scrive a Glorieux per confortarlo e rassicurarlo: “La vostra responsabilità non vi sarà fatta gravare troppo dagli storici del Concilio”. Evidentemente il cardinale Tisserant non pensava che si deve rispondere dei nostri atti a Dio, ma “agli storici del Concilio”, cioè ai mass media. In effetti sapeva il fatto suo. Proprio in quei mesi erano iniziate sui media gli attacchi contro il defunto Pio XII accusato di non aver condannato il nazismo (cosa non vera: l’aveva condannato). Ma allo stesso tempo si lodava il Concilio che non aveva emanato condanne del comunismo il quale stava consumando nuovi genocidi (in Cina: l’orrenda rivoluzione culturale, poi in Cambogia), nuove guerre (Cina-Russia, Indocina, Afghanistan) e nuove repressioni all’Est (oltre a infiammare con il ’68 l’Occidente: l’Italia conobbe un ventennio di terrorismo rosso). LA SODDISFAZIONE DEI RUSSI Il 4 dicembre 1965 Paolo VI presiede una cerimonia ecumenica nella Basilica di San Paolo fuori le mura dove ringrazia gli osservatori non cattolici venuti al Concilio. La delegazione russa può ripartire soddisfatta alla volta di Mosca. Nel discorso di chiusura del Concilio, l’8 dicembre, Paolo VI proclama testualmente: “La religione del Dio che si è fatto Uomo s’è incontrata con la religione (perché tale è) dell’uomo che si fa Dio”. Fino ad allora questa “antireligione” era sempre stata considerata dalla Chiesa il connotato del Maligno (il serpente tentatore nella Genesi disse ad Adamo di mangiare la mela per “diventare come Dio”). Ma al Concilio – dice compiaciuto Paolo VI – con quella anti-religione non c’è stato “né scontro, né lotta, né anatema”, ma “incontro”. (2 – fine) http://www.antoniosocci.it LIBERO 23 gennaio 2007

  46. Physikelly scrive:

    Monday, February 09, 2009

    Bishop Williamson interview in Spiegel

    I will not travel to Auschwitz

    14 questions to the Bishop of the SSPX Bishop Williamson
    Williamson don’t not want to give a direct interview,but the questions were faxed to him in Argentina and his answers came back by email. They were confirmed by telephone from Williamson and his lawyer.

    SPIEGEL
    The Vatican demanded that you withdrew your denial of the Holocaust and threatened you with the withdrawal of Episcopal office. How do you react?
    Williamson

    I have my whole life pursued truth. For this reason, I converted to Catholicism and became a priest. I can now make clear, as I see it, that while many honourable and clever people see it differently, I must again examine the historical evidence. I have indeed said in the interview with the Swedish TV said, “This is about historical evidence, not about emotions. And when I find this evidence, then will I correct myself- but I need time”

    How can an educated Catholic deny the Holocaust?
    I was occupied with this subject in the 1980s. I then read a variety of articles about the matter. In the interview, I cited the Leuchter report, which appeared to me plausible. Now I am told that it has been scientifically rejected. I would therefore like to distance myself from it.

    SPIEGEL
    You could also go personally to Auschwitz
    Williamson
    No, I will not travel to Auschwitz. I have order the book from Jean-Claude Pressac which in English is called “Auschwitz. Technique and Operation of the Gas Chambers” It is now on it way as a print-out, I am going to read it and study it.

    SPIEGEL
    The SSPX has given you a ultimatum for the end of February. Is a break with them possible?

    Williamson

    In the Old Testament, the Prophet Jonah said to the ship’s crew, when the ship was in danger of capsizing, “Take me and throw me into the see, so that the see will calm down and you will be spared. I know that this powerful storm has befallen you through my fault” The SSPX has a religious mission, that has been damaged by me. I check the historical evidence. If this does not convince me, I will do everything in my power to ensure that there will be no further damage to the Church and the SSPX.

    SPIEGEL
    What does the lifting of the excommunications mean for you?

    Williamson
    We wish only to be Catholic, nothing else. We have developed only through the years by keeping to what the Church has always taught and practiced. And all that was changed in the 60s and 70s after the Council was nothing but a scandal. So we were pushed to the edge of the Church and now, even in the shadows of these changes in an ageing clergy and empty Churches, we return again to the centre. Thats what happens with us conservatives- we keep the right things, and we must only wait.

    SPIEGEL
    In the Vatican, they say they don’t know you. Is that so?

    Williamson
    Most of the contacts took place between between Bishop Fellay and the General Council to which I do not belong. But three of us four bishops were invited in 2000 by Cardinal Hoyos to a private meal. It was an honour to get to know him and we spoke about theological questions and philosophicised a little. The Cardinal was very friendly.

    SPIEGEL
    One of the greatest achievements of the Catholic Church counts among one of the greatest achievements of the Catholic Church. Why do not you not fully recognise this?

    Williamson
    It is absolutely unclear what we should recognise. An important document is Gaudium et Spes. In it they talk about the effect of mass tourism on people. For a conservative community, there is nothing that can be supported or good to find in this shooting iron. Then, it concerns anxieties and needs and it refers to an atomic war between the superpowers. We see that there is much that is out of date. The Council texts always have a dual meaning. As no one knew what they should actually mean, they began shortly after the Council to do what they wanted. That lead to a theological chaos, which we have today. Should be recognise the dual meaning or the chaos.

    http://cathcon.blogspot.com/2009/02/bishop-williamson-interview.html

  47. Gladiator scrive:

    Padre Pio e il Concilio

    Padre Pio era un modello di rispetto e di sottomissione verso i suoi superiori religiosi ed ecclesiastici, specialmente quando era perseguitato. Malgrado ciò, non potè restare silenzioso davanti alle deviazioni che erano funeste alla Chiesa. Prima della fine del Concilio, nel febbraio 1965, qualcuno gli annunciò che presto si sarebbe celebrata la Messa secondo il nuovo rito, ad experimentum, in lingua volgare, rito che era stato composto da una commissione liturgica conciliare al fine di rispondere alle ispirazioni dell’uomo moderno. Padre Pio scrisse immediatamente a Paolo VI, prima ancora di avere visto il testo, per chiedergli di essere dispensato da questa esperienza liturgica e di potere continuare a celebrare la Messa di San Pio V. Quando il Cardinale Bacci venne a visitarlo per portargli l’autorizzazione richiesta, Padre Pio si lasciò sfuggire un lamento in presenza del messaggero del papa: «Per pietà, mettete fine rapidamente al Concilio» . Quello stesso anno, in mezzo all’euforia conciliare che prometteva una nuova primavera della Chiesa, egli confidò ad uno dei suoi figli spirituali: «In questo tempo di tenebre, preghiamo. Facciamo penitenza per gli eletti». Altre scene della vita del Padre sono molto significative; ad esempio, la sua reazione all’aggiornamento degli ordini religiosi voluta dal Vaticano II. Le seguenti citazioni provengono da un libro che ha avuto l’imprimatur: «Nel 1966, il Padre Generale dei Francescani venne a Roma un po’ prima del capitolo speciale che doveva trattare delle costituzioni, al fine di chiedere le sue preghiere e benedizioni a Padre Pio. Incontrò Padre Pio nel chiostro. “Padre, sono venuto per raccomandare alle vostre preghiere il capitolo speciale per le nuove costituzioni….”. Aveva appena pronunciato le parole “capitolo speciale” e “nuovi costituzioni” che Padre Pio fece un gesto violento ed esclamò: “Tutto ciò è solamente un nonsenso distruttore”. “Ma, Padre, dopo tutto, bisogna tenere conto delle giovani generazioni… i giovani si evolvono secondo le loro mode… ci sono dei bisogni, delle nuove richieste….”. “La sola cosa che manca, disse il Padre, sono l’anima e il cuore, sono tutto, intelligenza e amore”. E partì per la sua cella, si rigirò e disse, puntando il suo dito: “Non dobbiamo snaturarci, non dobbiamo snaturarci! Al giudizio del Signore, San Francesco non ci riceverà come suoi figli”! Un anno dopo, la stessa scena si ripetè all’epoca dell’aggiornamento dei cappuccini. Un giorno, alcuni colleghi discutevano col definitore generale, il consigliere vicino al provinciale o del generale di un ordine religioso, i problemi dell’ordine, quando Padre Pio, assumendo un atteggiamento scandalizzato, esclamò, con un sguardo severo nei suoi occhi: «Che cosa volete a Roma? Che cosa intrallazzate? Volete cambiare anche la regola di San Francesco»? Il definitore replicò: «Padre, si vorrebbero proporre dei cambiamenti perché i giovani non vogliono più saperne della tonsura, dell’abito, dei piedi scalzi…». «Cacciateli! Cacciateli! Che cosa bisogna dire? Forse che fanno un favore a San Francesco prendendo l’abito e seguendo la sua regola di vita, o non è piuttosto San Francesco che offre loro questo grande dono?”.

    Fonte: Fr. Jean, OFM Cap., Lettre aux Amis de Saint François del Monastero di Morgon, febbraio 1999, fasc. n. 17. V. anche QUI.

  48. Physikelly scrive:

    Bishop Richard Williamson’s denial of the Holocaust has done serious damage to the Catholic Church. In an e-mail and fax exchange with SPIEGEL, the ultra-conservative bishop says that he is willing to “review the historical evidence.”

    SPIEGEL: The Vatican is demanding that you retract your denial of the Holocaust, and it is threatening to not allow you to resume your activities as a bishop. How will you react?

    Williamson: Throughout my life, I have always sought the truth. That is why I converted to Catholicism and became a priest. And now I can only say something, the truth of which I am convinced. Because I realize that there are many honest and intelligent people who think differently, I must now review the historical evidence once again. I said the same thing in my interview with Swedish television: Historical evidence is at issue, not emotions. And if I find this evidence, I will correct myself. But that will take time.

    SPIEGEL: How can an educated Catholic deny the Holocaust?

    Williamson: I addressed the subject in the 1980s. I had read various writings at the time. I cited the Leuchter report (eds. note: a debunked theory produced in the 1980s claiming erroneously that the Nazi gas chambers were technically impractical) in the interview, and it seemed plausible to me. Now I am told that it has been scientifically refuted. I plan now to look into it.

    SPIEGEL: You could travel to Auschwitz yourself.

    Williamson: No, I will not travel to Auschwitz. I’ve ordered the book by Jean-Claude Pressac. It’s called “Auschwitz: Technique and Operation of the Gas Chambers.” A printout is now being sent to me, and I will read it and study it.

    SPIEGEL: The Society of Saint Pius X has set an ultimatum for the end of February. Are you not risking a break with the group?

    Williamson: In the Old Testament, the Prophet Jonah tells the sailors when their ship is in distress: ” Take me up, and cast me forth into the sea; so shall the sea be calm unto you: for I know that for my sake this great tempest is upon you.” The Society has a religious mission that is suffering because of me. I will now examine the historic evidence. If I do not find it convincing, I will do everything in my power to avoid inflicting any further harm on the Church and the Society.

    SPIEGEL: What does the repeal of the excommunication by Pope Benedict XVI mean to you?

    Williamson: We just want to be Catholic, nothing else. We have not developed our own teachings, but are merely preserving the things that the Church has always taught and practiced. And in the sixties and seventies, when everything was changed in the name of this Council (eds. note: the Second Vatican Council), it was suddenly a scandal. As a result, we were forced to the margins of the church, and now that empty churches and an aging clergy make it clear that these changes were a failure, we are returning to the center. That’s the way it is for us conservatives: we are proved right, as long as we wait long enough.

    SPIEGEL: People at the Vatican claimed that they didn’t know you. Is that true?

    Williamson: Most contacts pass through Bishop Fellay and the General Council, of which I am not a member. But three of us four bishops attended a private dinner with Cardinal Castrillon Hoyos in 2000. It was more about getting to know each other, but we certainly talked about theological issues and even a bit of philosophy. The cardinal was very friendly.

    SPIEGEL: The Second Vatican Council counts as one of the great achievements of the Catholic Church. Why do you not fully recognize it?

    Williamson: It is absolutely unclear what we are supposed to recognize. An important document is called “Gaudium et spes,” or Joy and Hope. In it, the writers rhapsodize about the ability of mass tourism to bring people together. But one can hardly expect a conservative society to embrace package tours. It discusses fears and hardships. And then a nuclear war between the superpowers is mentioned. You see, much of this is already outdated. These Council documents are always ambiguous. Because no one knew what exactly this was supposed to mean, everyone started doing as he wished shortly after the Council. This has resulted in this theological chaos we have today. What are we supposed to recognize, the ambiguity or the chaos?

    SPIEGEL: Are you actually aware that you are dividing the Church with your extreme views?

    Williamson: Only violation of the dogmas, that is, the infallible principles, destroys faith. The Second Vatican Council declared that it would proclaim no new dogmas. Today the liberal bishops act as though it were some sort of all-encompassing super-dogma, and they use it as justification for a dictatorship of relativism. This contradicts the texts of the Council.

    SPIEGEL: Your position on Judaism is consistently anti-Semitic.

    Williamson: St. Paul put it this way: The Jews are beloved for the sake of Our Father, but our enemies for the sake of the gospel.

    SPIEGEL: Do you seriously intend to use Catholic tradition and the Bible to justify your anti-Semitism?

    Williamson: Anti-Semitism means many things today, for instance, when one criticizes the Israeli actions in the Gaza Strip. The Church has always understood the definition of anti-Semitism to be the rejection of Jews because of their Jewish roots. This is condemned by the Church. Incidentally, this is self-evident in a religion whose founders and all important individuals in its early history were Jews. But it was also clear, because of the large number of Jewish Christians in early Christianity, that all men need Christ for their salvation — all men, including the Jews.

    SPIEGEL: The pope will travel to Israel soon, where he plans to visit the Holocaust Memorial. Are you also opposed to this?

    Williamson: Making a pilgrimage to the Holy Land is a great joy for Christians. I wish the Holy Father all the best on his journey. What troubles me about Yad Vashem is that Pope Pius XII is attacked there, even though no one saved more Jews during the Nazi period than he did. For instance, he had baptismal certificates issued for persecuted Jews to protect them against arrest. These facts have been distorted to mean exactly the opposite. Otherwise, I hope that the pope will also have an eye and a heart for the women and children who were injured in the Gaza Strip, and that he will speak out in support of the Christian population in Bethlehem, which is now walled in.

    SPIEGEL: Your statements have caused great injury and outrage in the Jewish world. Why don’t you apologize?

    Williamson: If I realize that I have made an error, I will apologize. I ask every human being to believe me when I say that I did not deliberately say anything untrue. I was convinced that my comments were accurate, based on my research in the 1980s. Now I must review everything again and look at the evidence.

    SPIEGEL: Do you at least recognize universal human rights?

    Williamson: When human rights were declared in France, hundreds of thousands were killed throughout France. Where human rights are considered an objective order for the state to implement, there are constantly anti-Christian policies. When it comes to preserving the individual’s freedom of conscience against the democratic state, then human rights perform an important function. The individual needs these rights against a country that behaves like a Leviathan. But the Christian concept of the state is a different one, so that the Christian theories of human rights emphasize that freedom is not an end in itself. The point is not freedom from something, but freedom for something. For good.

    SPIEGEL: Your statements and the lifting of your excommunication have triggered protests worldwide. Can you understand this?

    Williamson: A single interview on Swedish television has dominated the news for weeks in Germany. Yes, it does surprise me. Is this the case with all violations of the law in Germany? Hardly. No, I am only the tool here, so that action can be taken against the SSPX and the pope. Apparently Germany’s leftist Catholicism has not yet forgiven Ratzinger for becoming pope.

    http://www.spiegel.de/international/world/0,1518,606323,00.html

  49. L’espulsione da un gruppo ecclesiale è sempre un trauma.
    Nel caso del sacerdote, di origine ebraica, cacciato dalla Fraternità San Pio X penso che sia un provvedimento salutare che raifferma la serietà dell’Istituto e il buon senso ecclesiale e teologico.
    Il “male”, che ha afflitto il sacerdote di origine ebraica, andrebbe comunque analizzato.
    Il sacerdote cattolico deve sempre essere in contatto con il gregge e con i propri confratelli.
    Non si può pensare al sacerdote disgiunto dal gregge e dai confratelli.
    Se uno o più sacerdoti vengono lasciati soli ovvio che rimagono alla mercede dei lupi !
    Bravi i Superiori della Fraternità ma dovrebbero mettere al riparo i loro giovani sacerdoti dalla tentazioni del mondo.
    Finora lo hanno fatto, con ottimi risultati, nei confronti del VI comandamento e della povertà, che hanno mantenuto integra, ma non sono stati capaci di preservarli dalle tentazioni della superbia e dell’orgoglio sedevacantista.

  50. Giuda Taddeo scrive:

    Una breve notazione, se vogliamo, di colore …

    Proprio ieri sera, su di una televisione locale, si sono proiettati i filmati che rappresentavano i vari raggruppamenti che, fuori della Clinica (sic) La Quiete di Udine, in vario modo, si trovavano a manifestare, in relazione alle tristissime contingenze della Sig.na Englaro.

    Il clima era rigido e la pioggia piuttosto insistente; ad un tratto una “zoomata” rivela, per un attimo, in abito talare e tricorno, la figura ritta di un sacerdote che con le mani, anziché un ombrello, regge un crocefisso e mi accorgo che si tratta proprio di don Floriano Abrahamowicz.

    Che mai dire? Sia pure se sotto un profilo assolutamente soggettivo (lo ammetto!), mi sono trovato a pensare: “Certo, le sue cognizioni di storia saranno lacunose, ma Lui ora è lì, al freddo e sotto la pioggia battente a testimoniare tagibilmente la sua Fede e, invece di difendersi dall’acqua, preferisce reggere una Croce a testimonianza della presenza di Dio … E gli esperti di storia, i “politically correct”, inverce, dove sono ora, che cosa fanno?”.

    In conclusione, come premettevo, se vogliamo, si tratta soltanto di un fatto di colore, eppure, talvolta, anche il colore induce a meditare …

  51. fulvia scrive:

    Mi spiace per Don Floriano, deve essere dura… nessuno può immaginare la solitudine di un sacerdote, se è un vero sacerdote e non uno di questi amiconi che vanno di moda adesso… mi dispiace sopratutto perché a prescindere dalle dichiarazioni più o meno condivisibili o condannabili, magari era un buon sacerdote e non ce ne sono un granché in giro, anzi, ci sono molti pastori modello evangelico, preti veri no!
    Comunque in questo modo la Fraternità dimostra la sua volontà concreta di essere al servizio della Verità che non è mai disgiunta dalla carità e chi parla di misericordia unilaterlae forse non conosce esattamente i termini della questione.

  52. alberto pilotti scrive:

    L’intervistatore mente quando afferma che il rapporto Leuchter è una “teoria”
    Quando nel febbraio 1988 gli fu chiesto da Robert Faurisson “di considerare un incarico di investigare e valutare legalmente gli ancora eistenti crematori e le asserite camere di esecuzione a gas utilizzate dai nazisti in Polonia e di fornire un opinione tecnica alla loro fattibilità ed efficacia” Fred Leuchter era il primo progettista ed esperto al mondo di camere di esecuzione a gas.
    Il suo rapporto non è una teoria, come falsamente afferma il giornalista, ma una scrupolosa e meticolosa perizia presentata al Tribunale di Toronto ove veniva processato un nazista. Tale perizia concludeva che “dopo il riesame di tutto il materiale e l’ispezione di tutti i siti a Auschwitz, Birkenau e Maidanek…non vi erano camere di esecuzione a gas in nessuna di queste località…le pretese camere a gas nei luoghi ispezionati non avrebbero potuto essere allora, o ora, utilizzate o seriamente considerate funzionanti come camere di esecuzione a gas”.

  53. lasain scrive:

    certo che dire che don floriano sia l’unico vero prete mi sebra molto esagerato. don floriano prima di tutto non è l’unico prete vero io lo conosco molto bene perchè le sue azioni solo quello politiche non per i fedeli che tutt’ora hanno sentito l’abbandono di questo sacerdote che si è messo al seguito di uno che non si sa di che partito sia, una volta è della Lega nello stesso tempo è per forza nuova, con tanto di lettere a sig. Fiore, penso che dopo questo don floriano possa avere modo di analizzare la sua vita al seguito a questa persona, alla fine lui rimane sacedote e tale deve rimanere per la salvezza sua e delle anime che nostro signore lo affiderà.

  54. paolo naccari scrive:

    Ho conosciuto dol Floriano sian dal primo giorno in cui è venuto a celebrar messa a Silea di Treviso. L’ impressine è stata ottima, buon esempio per i fedeli, omelie interamente dedicate alle virtù ed alla spiegazione del Cangelo.
    Poi, a poco a poco, anno dopo anno, non solo si è immischiato nella politica, ma cominciò, nelle sue prediche, di condirle con affermazioni oltraggiose per il Papa e per la Chiesa.
    S
    E’ stato questo suo atteggiamento, e dopo una riflessione profonda, che ho deciso di abbandonare la frequentazione della Fraternità e chiedere al mio Vescovo di accogliermi e di perdonarmi.
    Oggi sono feklice, ho qualche voglia di partecipare alla Messa tridentina e mi sazio dei siti internet dove trovo di tutto sulla antica liturgia e sui mlibri liturgici.
    Aver dimessa dalla Fraternità don Floriano è stato un atto di carità nei suoi confronti affinchè egli comprenda l’ essenziale della sua missione e dei suoi compiti.
    Che il Signore Gesù lo conforti in questo momento di desolazione e la Madonna lo accompagni verso una strada retta, senza deviazioni, magari verso un monastero dove vivere di preghiera r di sacrificio.
    Paulus Naccari, clugiensis

  55. Franco Damiani scrive:

    Io mi firmo con nome e cognome, altri si siglano con nomignoli di fantasia. Non so quindi chi siano questi signori che mi diffidano dal parlare in nome loro e che mi invitano a “sciacquarmi la bocca”: a Lanzago in tredici anni non ho mai conosciuto nessuna “Yvonne” e nessun “lasain”, quindi, fino a che non troveranno il coraggo di gettare la maschera, riterrò che si tratti di vigliacchi millantatori. Lo stile è quello dei loro preti badogliani e notturni scassinatori. Diciamo comunque “i fedeli più consapevoli del Triveneto hanno seguito don Floriano” che ora ha aperto la nuova Domus Marcel Lefebvre.

  56. Franco Damiani scrive:

    Al contrario di “Paulus” Naccari non ho notato alcuna “parabola” nel magistero di don Floriano, che dice oggi le stesse cose che diceva nel 1998, e soprattutto le stesse che diceva Mons. Lefebvre nel 1988.
    Se qualche cambiamento è avvenuto, esso è avvenuto pertanto nella mente di qualche fedele, che ha progressivamente dimenticto le ragioni di quella battaglia, ammesso che vi abbia mai creduto.
    Personalmente ricordo con raccapriccio un “Johanni Paulo summo pontifici et universali patri” intonato a gola spiegata dal solo Naccari nel 2003, cioè quando tutta la Fraternità era (ufficialmente, mentre alle spalle preparavano il tradimento)sulle posizioni di don Floriano (basta rileggere la collezione della “Tradizione” o di “sì sì no no”, o pensare i libri di Amerio e di Dormann esposti sul banchetto), episodio che indusse mia moglie e me a frequentare per un anno le Messe dell’IMBC.

  57. Franco Damiani scrive:

    Ah, perché non si ritira Naccari in convento a meditare?
    Quanto alla “desolazione”, non ho mai visto don Floriano così sereno come ora.

  58. Franco Damiani scrive:

    La penosa confessione di “Paulus Naccari clugiensis”, noto frequentatore di circoli rotariani, che è andato addirittura a domandare perdono al suo “vescovo” modernista di aver frequentato per anni la Messa di sempre, dimostra il grave smarrimento di parecchi “lefebvriani” che in realtà non sono mai stati tali e che a questo punto non si capisce perché non siano sempre rimasti nelle loro amate parrocchie. Rispetto a Naccari e ad altri “governativi” sono uno degli ultimi arrivati, ma io sapevo perchè andavo lì e contro che cosa combattevo. Loro non si capisce che cosa facessero: ma la leggevano la “Tradizione”, leggevano “sì sì no no”, ascoltavano le omelie oppure andavano lì per farsi un giretto, per stare lontano dalla moglie, per snobismo? Lo capivano o o che lì si era in trincea? L’impressione è che non sapessero nemmeno quel che facevano. Meglio così, comunque: tanta zavorra in meno. Quelli che seguono adesso don Floriano sono fedeli convinti e consapevoli e la persecuzione, si sa, genera tesori impensabili di fede.

  59. paolo naccari scrive:

    Solo oggi leggo le invettive del prof. Damiani sul mio conto. Intanto, come al solito, ha travisato il mio pensiero e cambiato la versione della mia lettera: io non ho mai chiesto perdono al mio Vescovo per aver partecipato alla celebrazione della santa Messa secondo il rito tridentino, ora chiamato straordinario. Non avrei mai potuto farlo se no, in coscienza,dovrei ammettere di non aver mai osservato il precetto settimanale di assistere alla Messa e questo non posso dirlo. Ci sono fior di indicazione della Commisione Ecclesia Dei che hanno sostenuto che la partecipazione alla Messa celebrata dai Sacerdoti della Fraternità è stata ed è lecita.
    Altro è, invece, continuare con le invettive, le offese e le calunnia verso il santo Padre e la Chiesa stessa. Cosa che non fa la FSSPX ma che continuano a fare coloro che seguono un povero prete cacciato dalla FSSPX per le sue elucrubazioni prima sulla storia eppoi sulal Santa Chiesa.
    Non resta che pregare per quel prete e per coloro che lo seguono camminando per una via errata.
    Paulus Naccari, clugiensis

  60. Cherubino scrive:

    Le messe celebrate dai lefebvriani sono celebrate illecitamente, seppur valide. Essi celebrano contro il volere del papa. Inoltre chi vi partecipa, nonostante la Chiesa lo sconsigli per non correre il rischio di “impregnarsi di mentalità scismatica”, lo deve fare dissociandosi dalle idee scismatiche ed eretiche di mons. Lefebvre, altrimenti commette sacrilegio.
    Inoltre i sacerdoti lefebvriani non possono dare la remissione dei peccati nel sacramento della Riconciliazione.

  61. bisogna pur dire che
    quanto scrive cherubino
    non è inesatto.