Sputi sui cristiani, dileggio in Tv

Prima i frati francescani, poi un ecclesiastico armeno: i cristiani sono sempre più presi di mira a Gerusalemme da studenti delle scuole ebraiche ortodosse, che gli sputano in faccia (o, come nell’ultimo caso, sputano sulla croce). Lo denuncia non un giornale cattolico, ma Haaretz, importante quotidiano israeliano. Per di più nei giorni scorsi, su Canale 10 terza emittente isareliana più vista nel paese (a partecipazione pubblica e privata), seguita anche dagli arabi israeliani-cristiani, soprattutto al nord, ha trasmesso un programma gravemente offensivo verso i cristiani/cattolici, con espressioni molto volgari contro Gesù e soprattutto la Madonna e volgari ironie sui miracoli di Cristo e i dogmi cristiani. Mi chiedo che cosa sarebbe successo se un simile programma fosse stato trasmesso dala Tv di un paese islamico, immagino che ne sarebbe nato un caso. Mi colpisce anche il silenzio dei rabbini sugli sputi e su queste offese alla sensibilità cristiana.

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Pubblicato il da Andrea Tornielli Questa voce è stata pubblicata in Varie. Contrassegna il permalink.

118 risposte a Sputi sui cristiani, dileggio in Tv

  1. bo.mario scrive:

    Tornielli dopo una apparente pace tra ebrei e cristiani, negli ultimi tempi, si sono rilevate le vere intenzioni degli uni e degli altri. Chi ha cominciato per primo? Non sono in grado di rispondere. Stà di fatto che il futuro viaggio del papa a cosa servirà se non ricercare ognuno di fare un passo indietro. Una tregua armata? Questo non c’entra niente con la fede che uno professa. Sono capi religiosi che cercano di spostare poteri non ben definiti.
    Un sauto.

  2. pino scrive:

    non c’è assolutamente nulla di nuovo

  3. elianna scrive:

    Questo ennesimo ripugnante episodio di vero rispetto
    da parte dei nostri affettuosi fratelli maggiori ci fa ben sperare nella volontà di dialogo da parte loro, e soprattutto in una calorosa e rispettosa accoglienza al Santo Padre!

    Utile per ribadire a quale Calvario si sta incamminando
    Papa Benedetto, ad onta di tutte le chiacchiere contorte
    ed elusive della tristissima realtà che osserviamo
    quotidianamente.

    Bisogna essere ciechi volontari per negare l’evidenza
    - lo ripeto – della Crocifissione a cui è destinata la Santa Chiesa in questo inizio millennio, e il Papa per primo, appunto, come Vicario di Cristo che precede tutti
    noi fedeli a lui e a Cristo,
    nella Via della Croce!

  4. Lore scrive:

    “Tornielli dopo una apparente pace tra ebrei e cristiani, negli ultimi tempi, si sono rilevate le vere intenzioni degli uni e degli altri.”

    Nessuna rete cattolica ha mai dileggiato l’ebraismo, ne i frati hanno mai sputato addosso a qualche rabbino…

  5. MARCO D. scrive:

    Temo per l’incolumità del Papa in quel viaggio a maggio. Sia in Giordania che poi in Israele.

  6. don Luca scrive:

    Pochi mesi fa sono stato in Terra Santa in pellegrinaggio ed ho avuto l’opportunità di parlare con il patriarca latino di Gerusalemme monsignor Fouad Twal. Tra le molte interessanti sottolineature che ha fatto ha anche chiaramente detto che l’unità dei cristiani rappresenterebbe un problema non indifferente per una parte di Israele, sia sotto il profilo religioso (conversioni) che politico. Non deve stupire dunque che ci possano essere e ci siano continue provocazione fatte per creare un clima di vicendevole disistima… Ritengo che questo non ci debba far perdere di vista l’obbiettivo che è l’unità dei cristiani e la consapevolezza delle radici comuni dei fratelli maggiori. Alla faccia di chi ci vuole male chioserebbe un mio parrocchiano simpaticissimo e saggio.

  7. sammypeter scrive:

    “Mi colpisce anche il silenzio dei rabbini sugli sputi e su queste offese alla sensibilità cristiana”.
    A me no, caro Tornielli. Si sa che usano due pesi e due misure.

  8. Mauro Cutrona scrive:

    Penso che il problema vada analizzato dalle radici. Non sono d’ accordo sul fatto che ci si disgusta delle prese in giro verso il Cristianesimo perchè noi stessi (e questo per me è altamente irritante) facciamo ironie su di esso, guardatevi film per esempio.
    Quello che non capisco è il fatto che questi provocano e disprezzano una religione non loro. La religione non è un qualcosa da prendere in giro o da ridicolizzare poichè essa è l’ anima di ogni persona in cui ha fede.
    Per quel che mi riguarda se dovesse succedermi una cosa del genere non risponderei con altrettanti sputi o battibecchi. Ricordo che Gesù anche nel più estremo dolore ha perdonato tutti nonostante loro non avessere ricambiato il suo amore, non c’è esempio migliore.

  9. curioso scrive:

    Applausi scroscianti per Tornielli che alla tenera età di 44 anni (in fila per sei col resto di due) è finalmente…

    SCESO DAL PERO !!!

    Per Tornielli:

    hip-hip-hip… urrahhhhh

    hip-hip-hip… urrahhhhh

    hip-hip-hip… urrahhhhh

    Perchè è un bravo ragazzo

    Perchè è un bravo ragazzo

    Perchè è un bravo ragazzoooooo

    e nessuno lo può giudicar !

    (Si fa per ridere, eh ? Non si offenda, mi raccomando…)

  10. bruno volpe scrive:

    dopo il linciaggio ai tradizionalisti viene da dire: ben gli sta. Suggerisco leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista a Brosio sulla sua conversione avvenuta a Medjugorie e intervista polemica al vescovo Pieronek su Giovanni Paolo II BV

  11. AR scrive:

    L’ho detto altrove e lo ripeto qui: come cristiani dobbiamo pregare per quanti ci perseguitano, anche se sono ebrei. Speriamo che non se ne abbiano a male, ma comunque continueremo lo stesso a voler bene a loro e a tutti gli uomini che non conoscono (ancora Cristo), perchè possano aprire gli occhi alla luce che illumina ogni uomo (non solo i cristiani) e giungere alla pienezza della Verità.

  12. raffaele savigni scrive:

    Gli ebrei “ortodossi” che sputano sui cristiani sono come i lefebriani alla Williamsopn e dintorni. Ogni comunità religiosa ha i suoi fanatici e dovrebbe prendere chiaramente le distanze da essi. Non per questo dobbiamo rinunciare al dialogo.E noi cristiani dobbiamo fare il primo passo.

  13. Paolo scrive:

    off topics:
    An Interview with Bishop Fellay
    -SSPX Superior General Expects Clarifying Theological Discussions

    -Says Even Some Cardinals See “Devil at Work” in Recent Media Firestorm

    Brian Mershon
    REMNANT COLUMNIST, South Carolina

    -Exclusive to The Remnant-

    (Posted 2/18/09 http://www.RemnantNewspaper.com) In this exclusive interview for The Remnant since the lifting of the excommunications of the Society of St. Pius X (SSPX), General Superior Bishop Bernard Fellay emphasizes that the path forward would be determined by what he expects to be extensive but, hopefully fruitful, theological discussions on the documents of the Second Vatican Council.

    In addition to the SSPX’s desire to have more explicit theological precision as to the authority and teachings of the Second Vatican Council, Bishop Fellay revealed the following:

    - The lifting of the excommunications could be attributed in great part to the million Rosary Crusade.

    - The full extent of the media attacks upon the SSPX and Holy Father were unexpected.

    - Certain Vatican cardinals believe the Devil was at work in the ensuing media onslaught.

    - Theological points need to be resolved before moving forward.

    - Theological discussions should take place out of the media spotlight.

    Mershon: The Vatican, in a letter dated January 21, 2009, from Cardinal Giovanni Battista Re, Prefect for the Congregation of Bishops, dissolved the 1988 decree of excommunication of the four Society Bishops. Faithful Catholics associated with the Society, as well as many Catholic worldwide who identify with your cause, attributed this at least in part to the recent 1.7 million decades of the rosary which were offered for the lifting of the excommunications. To what extent do you attribute the Holy Father’s decision to this spiritual bouquet?

    Bp. Fellay: All is in God’s hands and God knows best. The interaction between God’s plan for the world and men’s doing is a great mystery of the Faith. I am sure that without the Rosary Crusade, the decree of January 21 would not have been issued. God knew both the Rosary Crusade and the Holy Father’s decision. Every prayer had its part in God’s plan.

    Mershon: In several public statements over the past few years, you predicted that if the Holy Father were to dissolve the excommunications of the Society bishops there would be a large internal battle and perhaps some dissent from bishops and even cardinals within the Church. What do you hear regarding that battle not only against the SSPX, but the Holy Father as well?

    Bp. Fellay: In fact, I do not have much feedback from what is happening at the Vatican right now. I just see that there is a fight, with some supporting the Pope, and others using the present situation to put pressure on the Pope and his friends.

    Mershon: Did you ever think this would result in so much negative publicity and attacks from the secular media?

    Bp. Fellay: Definitely not. In fact, I had no specific idea what the reactions of the media or the bishops’ conferences would be. It is obvious, and this has been going on for years, that there is a strong opposition against us among the progressivists, but it was impossible to imagine that they would have used such weapons against us as they have now been doing for weeks.

    And unfortunately, Bishop Williamson provided them with an unhoped-for weapon to launch their attack against us. And so the secular world and the progressivists together were able to attack us and create tremendous pressure upon the Pope about something that has nothing to do with the Faith. It would seem that several cardinals were able to discern in that turmoil and storm that the Devil was at work. Let us hope that they will go further in their conclusions.

    Mershon: What is next? Do you have a specific timetable for the theological discussions on the difficult points of Vatican II? Can you tell us who will participate in these talks from the SSPX and from within the Roman curia?

    Bp. Fellay: We have no timetable yet. We shall see with Rome in the upcoming months how things will develop with these necessary talks about doctrine and also important elements of Christian life. We will reveal in due time the names of those who will participate in these talks.

    It is obvious that part of these discussions must take place in a peaceful atmosphere, far away from the media, in order to be fruitful. We will certainly give the necessary information to our faithful. But all this must first become a concrete reality.

    Mershon: Your letter to your Catholic faithful said, “We are ready to write the Creed in our own blood, to sign the anti-modernist oath, the profession of faith of Pius IV, we accept and make our own all the Councils up to the Second Vatican Council about which we accept some reservations.” In subsequent interviews by Cardinal Castrillón and yourself, it was claimed that perhaps Vatican II was not as large as stumbling block as many suspected. Cardinal Castrillón said that you had already accepted it “theologically.” And in your interview with Monde & Vie, you indicated that sufficient clarification was needed, but not necessarily an exhaustive list of theological points that could carry on endlessly. Could you clarify for us the specific points, presumably on the Decree on Ecumenism and Declaration on Religious Liberty over which you will seek clarification? Perhaps Gaudium et Spes also?

    Bp. Fellay: First of all, if someone thinks that I have watered down our position, he is wrong. Our position remains exactly the same. And when I said that sufficient clarification is needed and not necessarily an exhaustive list of theological points, I mean that all the essential points and principles which have led the Church into the present crisis need to be solved; but of course, not all the conclusions that would take too long and could be an endless task. Once the principles are sound the conclusions will follow by themselves.

    The specific points: we are confronted with a huge mountain. First, there is a spirit, which we may call modernism. There is also a very ambiguous language that has been used along the pattern of the language of modern philosophy. This gives the false spirit which permeated the whole Council. The fact that there are so many ambiguities leads to several interpretations of the texts, and even Pope Benedict XVI condemned the extremist interpretations of the ultra-progressivists.

    Next, we have the whole question of the relations between the Church and the world. In the Council, a very positive and human-centered vision spoils everything, especially in Gaudium et Spes and Lumen Gentium. There is a much too positive way of considering the other religions, which at the time, were still called “false religions.” Now this term has been dropped. Does it mean that they would be truer now?

    Religious liberty is a fundamental element of modern thinking and of modern philosophy. Of course, you may find some good points in other religions, but the true doctrine must be found in profound and necessary distinctions.

    Let us take human rights, for instance. The Church has always defended and protected many human rights. The Church says that these rights flow from men’s duties toward their Creator. They are not absolute; they are always dependent upon the true and the good. You will never find a right which is based on error or evil. Therefore, to place the emphasis upon the human person, as it is done now, may lead to profound error. And this does not mean that there is not a true and necessary use of human conscience, for instance. … Indeed, we have an enormous task lying ahead of us.

    Mershon: The present Holy Father (in his letter to the Bishop of Chile in 1988), as well as Pope Paul VI himself, both said the Second Vatican Council was primarily pastoral, with no note of dogmatic declarations from the Extraordinary Magisterial level. With this in mind, what type of decisions do you expect to reach with the Holy See?

    Bp. Fellay: We will present to the Holy See our questions, our problems. We hope they will be phrased clearly enough so that the right and appropriate answers will be given. We definitely expect from the Holy Father and the Holy See a true clarification of the Council. What needs to be corrected must be corrected. What needs to be rejected must be rejected. What needs to be accepted must be accepted.

    Mershon: The Institute of the Good Shepherd was reportedly allowed to retain their theological opinions while continuing to engage in discussion over the disputed points of Vatican II, without polemics, at the heart of the Church. Do you foresee a similar mission for the Society of St. Pius X? How might it differ from that of the Institute of the Good Shepherd?

    Bp. Fellay: There is no comparison between the Institute of the Good Shepherd and the work we are beginning. Indeed, in the document of their constitutions there was a mention of engaging into discussion about disputed issues. But up to now, where are those discussions? I don’t know of any. We are in a completely different situation in our relation with the Holy See because the Holy See recognizes the necessity of engaging in doctrinal studies and talks with us.

    Mershon: Of course the Society recognizes the Second Vatican Council as a Council of the Church. Do you believe that you will be expected to adhere to more than that—with the understanding that you adhere to the documents with the same theological authority and certitude in which the Church herself holds them?

    Bp. Fellay: If we go by the last statement from the Secretary of State, we may fear that Rome might like to impose upon us a full acceptance of Vatican II. But again, what does this mean? What is the real Vatican II when there are so many different interpretations? Even within the last 40 years, what was Vatican II? It is, according to its own definition, a pastoral, and not a dogmatic Council, and so it cannot be suddenly interpreted as fully dogmatic. And regarding the authority of the documents, because we do not find any kind of clear pronouncement of their authority, there is great confusion on this issue. Very clearly, its authority cannot be greater now than what the Council itself meant it to be. And the Council did not want to be infallible.

    Mershon: Do you foresee any oversight by territorial diocesan bishops once the Society is regularized?

    Bp. Fellay: That would be our death. The situation of the Church is such that once the doctrinal issues have been clarified, we will need our own autonomy in order to survive. This means that we will have to be directly under the authority of the Pope with an exemption. If we look at the history of the Church, we see that every time the Popes wanted to restore the Church, they leaned upon new strength like the Benedictine Cistercians whom the pope allowed to act as best as possible during the crisis, in a status of exemption, in order to overcome the crisis.

    Mershon: Do you expect a personal prelature or perhaps an Apostolic Administration for the SSPX, reporting directly to the Pontifical Commission Ecclesia Dei?

    Bp. Fellay: It would seem that the project Rome has in store for us is going in that direction. But I am not certain.

    Mershon: You have spoken in the past about some bishops, cardinals and maybe even Curia members, who are friendly to the SSPX and its cause. Can you name them or give us a clue as to who they are and how many?

    Bp. Fellay: The situation of the Church, once again, is such that we cannot give any names. It would make life too difficult or unbearable for these churchmen. We certainly meet with more sympathy with some bishops. But as long as they do not declare it themselves publicly, it is not prudent for us to say anything.

    Mershon: How extensive do you see the theological discussions taking place? What timeframe do you expect for the full canonical regularization and subsequent mission for the SSPX?

    Bp. Fellay: I have no idea about the time necessary either for the work on the doctrinal questions or afterward for the establishment of the new canonical structure. Once again, I wish to insist that the present situation shows very clearly that it is unthinkable to address the canonical question before having solved the main theological problems.

    Mershon: This dialogue with the Holy See began with your meeting with Pope John Paul II during the Year of the Jubilee in which you reportedly exchanged brief greetings and prayed the Pater with the Holy Father. How much do you attribute this potential path to full recognition to Pope John Paul II and that initial meeting?

    Bp. Fellay: It is very difficult to say whether the first initiative came from the Pope or from certain cardinals’ influence upon him. We know that for years, some cardinals, and maybe even the Pope himself, had been aware of the crisis, and even of the depth of the crisis—even if we did not agree with them on every point, and especially on the causes of the crisis. At the same time, they consider us as potential helpful forces to overcoming the crisis. But I would not grant too much importance to the meeting with Pope John Paul II since we did not talk at all. I only considered it as a small step forward in a process that had already begun.

    Mershon: Are there tendencies toward anti-Semitism in the ranks of the SSPX? Is it “anti-Semitic” in your opinion, to pray and work and dialogue for the conversion of religious Jews to the Catholic Faith? And why do you think there is such sensitivity in the media to supposed “anti-Semitism” as if it were under every rock? Do you think there is just as much anti-Catholicism from politicians, media and other decision-makers in Western society? If so, why do you believe the anti-Catholicism gets a free pass from the secular media even from most Catholic media?

    Bp. Fellay: The words “anti-Semitic” or “anti-Semitism” are ambiguous. They have at least two completely different meanings. First, the word “Semite” refers to all the people who are descendants of Sem, one of Noah’s three sons. Not only the Jews, but also the Arabs belong to this branch of mankind; they are all Semites.

    In this sense, the word refers to races, to people, and it has no religious connotation. Anti-Semitism is condemned by the Church as a species of racism. Racism is both an injustice and goes against the commandment of charity toward our neighbor.

    There is another meaning given to anti-Semitism, which is connected to religion, and specifically, the Jewish religion. In the present situation, anyone who makes any remarks about the Jewish religion, or, for instance, says that the Jewish people should embrace the Faith, could very easily be labeled as anti-Semitic. But this is wrong. In fact, to answer your question, in the world there is much more anti-Catholicism than anti-Semitism. The problem is that anti-Catholicism remains in the religious domain, whereas anti-Semitism is almost immediately connected with the Jewish people, which is, once again, very ambiguous and imprecise.

    Mershon:There are reports that Cardinal Re was not very happy with the Pope ordering him to write the letter dissolving the excommunications. Supposedly, he and others in the Curia are not pleased with the influence wielded by Cardinal Castrillón on this important matter. Can you confirm or deny these reports? How do you expect relationships to go forward with the Roman curia and other bishops, assuming canonical regularization and a juridical mission is finalized soon?

    Bp. Fellay: I can neither confirm nor deny these reports. I am not in the Roman curia and what is happening inside it is unknown to me. What I see is that Cardinal Re did sign the decree, from which I assume that he obeyed the Holy Father.

    Mershon: Do you have any closing thoughts you would like to share with Catholics interested in this “joyful news for the whole Church”, as Vatican spokesman Fr. Frederico Lombardi dubbed it?

    Bp. Fellay: If we look at the way these excommunications were surprisingly lifted; if we especially look at the undeniable link between this fact of the decree remitting the excommunications and the unbelievable turmoil aroused just after and based upon an incident that had nothing to do with the Faith, we cannot but see that there are forces let loose there which are not human.

    I have heard from several cardinals that they believe it was the Devil that was let loose. And whenever the Devil rages with so much violence and uproar, it is a good sign. We may not yet realize all that it means. But for us, it is an invitation to pray, and sacrifice more.

    The Church is a supernatural being essentially, and we cannot fully explain the Church, or even the fruits and consequences of human acts performed in the Church if we look only at the human side.

    The head of the Church is, and remains, Our Lord Jesus Christ Himself. The soul of the Church is the Holy Ghost Himself. Our Lord promised that His Church would be indefectible. So let us do our best, be faithful to our duty of state, pray to the Immaculate Heart of Mary, and pray our rosary.

    And then, everything will end well.

  14. Vincenzo scrive:

    …fino a quando, ai “piani alti del Laicato Cattolico” (senza parlare del Clero…) ci saranno “cristiani” rinunciatari che, alla Savigni, si faranno un punto d’onore nel “darsi torto per principio” e di “chiedere scusa a prescindere”, non ci sarà futuro per la Chiesa, ma, solo, per un’idea distorta e unilaterale di “pace”, inutile e fine a sè stessa.
    Piuttosto, ripeto la domanda a chi ne fosse informato, e, come lo stesso A.Tornielli, ad esempio… potrebbe darci una risposta… dalla Sala dei “farabutti”, nel Museo delle persecuzioni globali anti-ebraiche, è stato ritirato o no, il vergognoso e bugiardissimo pannello contro PIO XII?

  15. Daniela scrive:

    Più che il silenzio dei rabbini mi colpisce il silenzio del Papa.

  16. Daniela scrive:

    Ma che bravi questi cattolici, sempre pronti a porgere l’altra guancia. Si; certo! quando si tratta di Gesù Cristo! Ma se avessero sputato addosso a vostro figlio, o avessero dato della…..a vostra moglie, sareste stati cosi clementi?

  17. Cherubino scrive:

    gli ebrei non sono solo quelli che vivonoa Gerusalemme o in Israele. Bisogna anche parlare dei tanti che credono in una vera fratellanza con i cristiani. Vi sono tanti esempi di collaborazione e amicizia.
    Il problema qui è falsamente religioso e conviene impostarlo così tanto ai fondamentalisti ebrei, tanto a quelli cristiani. Il problema invece è politico, di quella visione politica per cui la religione e il potere sono funzionali l’uno all’altro. La mancata distinzione tra Cesare e Dio.
    La questione non è quindi tra ebrei e cristiani, ma tra “partito” ultra-ortodosso e gestione della presenza delle altre religioni nello Stato di Israele. Il problema è di una Costituzione che è formata da Leggi fondamentali approvate in tempi diversi, non sempre coerenti tra loro e manchevoli di alcune parti, tra cui quella sulla libertà religiosa. Proprio su questo concetto si può vedere la somiglianza tra i fondamentalisti cristiani e quelli ebrei: per entrambi la libertà religiosa è una bestemmia.

  18. Cherubino scrive:

    suggerisco questo articolo
    http://www.israele.net/articolo,1900.htm

  19. Tommaso scrive:

    Era ora che si parlasse anche su un blog così importante di quello che fanno gli ebrei in Terrasanta. Ricordo anchew che una delle canzoni preferite dagli ortodossi recita così: “Come abbiamo ucciso il vostro Dio, così uccideremo anche voi”. Penso che non ci siano commenti da fare.
    Le offese a Gesù, alla Madonna e al cristianesimo in generale trovano conferma nel Talmud, quindi nessun fanatismo. Fa parte della loro religione.
    Pensate un po’ se fosse stato un cristiano a farlo ad un ebreo… Invece, sui nostri quotidiani.. NESSUNA PAROLA! Tanto per farvi capire chi comanda… (altro che ingerenza del Vaticano!)

    X Raffaele che scrive: “Gli ebrei “ortodossi” che sputano sui cristiani sono come i lefebriani alla Williamsopn e dintorni”. Non mi pare che Williamson abbia mai sputato addosso a nessuno nè che abbia incitato all’odio verso l’ebreo… Non facciamo confusione!
    E’ incredibile però come

  20. Reginaldus scrive:

    Ma non sono gli ebrei i nostri Fratelli Maggiori? Non spetta ai Fratelli Maggiori essere di guida ai Fratellini Minori? E allora che i Fratellini più piccoli si scantino, la smettano di credere alle favole…Tra un po’ il Rappresentante Supremo dei Minori andrà a dare un bacio ai Fratelli Maggiori, ai negatori delle favole cristiane, e chiederà loro predono se quelle favole, noi, Minori, le abbiamo un tempo prese troppo alla lettera…

  21. don Luca scrive:

    In Terrasanta ogni fatto è allo stesso tempo politico e religioso, religioso e politico. Dunque rischia di essere fortemente ideologico ed ideologizzato. Qualunque riflessione si possa fare su questi fatti non può prescindere da questa considerazione, questo penso ci possa aiutare a relativizzare, dal punto di vista credente, il nostro approccio e le nostre reazioni, anche emotive pur comprensibili. Difendere quanto ci sta a cuore non significa, credo, entrare a piedi pari con semplificazioni che portano poco lontano, al massimo a qualche inutile ulcera…

  22. Orione scrive:

    Gentile Dott. Tornielli, visto il silenzio dei media italiani (ed internazionali) su questo argomento che lei ha il coraggio di affrontare – coraggio veramente notevole per un giornalista “mainstream”, se lo lasci dire – non sarebbe il caso di pubblicare un bell’articolo su “il Giornale”? Che dice, glielo lasciano fare? Secondo me, NO.

  23. elianna scrive:

    Silenzio totale…verissimo:
    inutilmente ieri sera ho ascoltato diversi tg per sentire
    la notizia, niente da fare, NON FA più notizia!
    Ed è ora che ci abituiamo al fatto che le persecuzioni alla Chiesa, man mano che ingigantiscono, faranno sempre meno notizia, anche perchè i nemici più insidiosi sono all’interno:
    sono quelli che si vergognano di Cristo,
    della sua PAROLA CHE NON PASSA,
    che non è figlia del tempo, che non segue le mode…
    quelli che con tutte le forze ostacolano
    l’azione del Pontefice volta all’unificazione.
    Ed è un capolavoro di ipocrisia quello che si
    sforza di inventare una “equidistanza” che non ha
    fondamento, visto che ormai sono sempre più
    visibili le posizioni di chi disobbedisce
    pervicacemente al Papa!

    “Tante scuse…”
    Tra poco sicuramente verremo costretti a chiedere scusa
    agli Ebrei di aver annunciato il Vangelo, dovremo dir loro:
    “Scusate se è venuto quell’Uomo che ha detto di essere Dio, il Messia atteso dai profeti dell’AT!
    Scusateci tanto se continuiamo a dirlo da 1976 anni,
    non è colpa nostra…prendetevela con Lui, che aveva
    comandato ai suoi Apostoli così:
    “Andate, predicate, battezzate nel Nome del Padre, Figlio, Spirito Santo?
    “… e chi crederà sarà salvo, chi non crederà sarà condannato”
    Mc. 16,16
    (Forse voleva dire – interpretiamo:
    dialogate con tutti i popoli e favorite e promuovete i culti di tutti, nascondendo la mia Buona Notizia, se dovesse essere PIETRA D’INCIAMPO, in nome dell’amore verso tutti?)
    Allora, scusate tanto, Ebrei e pagani,
    (o no… pardon, “diversamente credenti”),
    per averLo annunciato da prepotenti integralisti
    - compresi i Martiri e Santi -
    prendetevela con Lui, Nostro Signore!

    Bene: lo stanno già facendo, e faranno sempre meglio,
    con e senza il nostro permesso!

  24. Andre. scrive:

    Buongiorno Tornielli, non capisco perchè debba dare tanto risalto a notizie che hanno l’unico scopo di fomentare odio e divisione tra la varie religioni.
    Raccontando episodi così spregevoli, messi in atto da gruppi ultraortodossi, non si rischia di far apparire tutta la comunità ebraica come estremista e razzista?
    Se dovessimo utilizzare lo stesso metodo dovremmo scadalizzarci anche per molti esempi di alcuni gruppi cattolici ultraconservatori che “mettono in croce”, se non di peggio, le minoranze che non condividono le loro stesse convinzioni.

  25. don Luca scrive:

    Timidamente mi permetto di far notare, condividendo il dolore per certe posizioni all’interno della Chiesa e di poteri forti all’esterno, che anche con il popolo della prima alleanza siamo chiamati ad essere uno un giorno, ricordate san Paolo con l’olivo e l’olivastro? Uno nella verità ovviamente… C’è il pericolo, concreto, segnalato proprio dal Santo Padre che le guerre di religione, fatte in vario modo, abbiano come primo risultato quello di far perdere ai tanti che guardano alla finestra, il desiderio di cercarlo e trovarlo Dio. Se chi crede si azzuffa perchè credere? credo sia giusto stigmatizzare ma distinguere.

  26. fedenrico scrive:

    Credo che don Luca abbia affrontato in modo corretto la questione.

    Mi sembra, comunque, che il caso abbia radici politiche più che religiose.
    Le posizioni filoarabe che normalmente assume il clero cristiano nei territori palestinesi in merito al conflitto arabo-israeliano, possono anche ingenerare, in chi vive uno stato d’aggressione armata permanente, sentimenti ostili.

    Programmi non solo simili, ma assolutamente peggiori, sono la normalità della Tv palestinese al-Aqsa. Nell’indifferenza generale.

  27. elianna scrive:

    “Chi crede si azzuffa?…”
    ——————————
    Scusi tanto, don Luca, dov’è la zuffa?
    Forse lei confonde lo SDEGNO con la zuffa?
    Forse lei, come tanti, troppi, vuole
    dire che per una malintesa carità
    bisogna saper nascondere la Verità…
    Se la Verità “genera odio”, già, meglio una pietosa bugia!
    Quando invece la prima Carità è insegnare la Verità
    agli ignari (ignorantes è troppo duro…:
    vogliamo dire “diversamente conoscenti?”)

    Vorrei sapere, da semplice fedele che cerca di ricordarsi TUTTE le parole
    del Vangelo, senza cambiare uno iota,
    che cosa significa oggi:
    “Conosco le tue opere: so che non sei né caldo né freddo…
    Sto per vomitarti dalla mia bocca!” (parole di un Dio ulceroso?)
    “Sono venuto a portare la spada”
    “Sono venuto a portare il fuoco”
    (parole di Gesù ulceroso?)
    “Mettete la lucerna bene in vista”
    “Quello che avete udito all’orecchio gridatelo dai tetti”
    (parole di Gesù guerrafondaio e sobillatore di zuffe?)

    “Guai a me se non evangelizzassi!”
    Perchè Paolo dice “guai a me” ?
    San Paolo si è procurato l’ulcera per parlare così?
    Caro don Luca, non so se lei vede che il gregge di Cristo
    è sbandato e disorientato, perché gli vengono proposte
    mille verità, in nome del pluralismo=relativismo, e il Vangelo deve essere RIVEDUTO E CORRETTO
    Secondo i gusti degli uditori, per non urtare la sensibilità di qualcuno…
    dopo che Gesù Cristo ha detto ai suoi apostoli
    (e a tutti noi):
    ”Siate nel mondo, ma non del mondo!”
    E quando la sua Parola era troppo dura, diceva loro:
    ”Volete andarvene anche voi?”
    … e sappiamo la risposta di quelli, che avevano deciso
    di AMARLO E SEGUIRLO A TUTTI I COSTI.
    (“Dove andremo, Signore?…)
    Siamo a questo punto di “timidezza”?

  28. don Luca scrive:

    @elianna
    Mi perdoni ma non stiamo commentando la notizia di credenti in un medesimo Dio che si azzuffano tra di loro? Quando ebrei attaccano cristiani, quando cristiani tra di loro si attaccano, quando ogni giorno al Santo Sepolcro ci si fa sgambetti, quando all’interno della Chiesa vescovi parlano smentendo la parola del Santo Padre in questioni di fede, quando sacerdoti miei confratelli, proprio come dice lei, non annunciano la verità di Cristo non è un azzuffarsi tra credenti? Mi dispiace che il mio contributo alla riflessione abbia suscitato tale reazione, se sono prete è perché credo in Cristo e provo a trasmettere alla mia gente quanto mi è stato trasmesso, con l’oggettività di cui sono capace. Ma, mi perdoni, Eliana, cercando di farlo con carità, verità e carità. Le persone oggi sono frastornate, confuse. Hanno bisogno di chiarezza ma, come diceva Francesco di Sales che ne ha viste di peggio di noi, verità data con una goccia di miele, perchè i barili di aceto non salvano nessuno. Grazie di questo dialogo.

  29. Emanuela scrive:

    Dopo aver navigato nelle rete (inciampando dentro siti che mi hanno messo a disagio per la loro ineducata anticristianità) sono approdata in questo Blog…così riempio i polmoni di ossigeno… Grazie!!!
    Ho letto questo articolo con un pò di stupore, mi sono interrogata sul perché televisioni e giornali abbiano (volutamente) omesso di parlare di questi episodi.
    Pur ignorandone le ragioni non riesco, comunque, a non pensare che forse questo “male” (il silenzio) non sia venuto per nuocere. Mostrare al mondo certe spaccature, crea crepe ancora peggiori e porge il destro ad una strumentalizzazione che interrompe il dialogo senza portare vantaggi.
    Urlare il nostro sdegno cambierebbe le cose? non penso. Forse è arrivato il tempo di bisbigliare un pò e non puntare il dito. Non significa che certe situazioni non debbano emergere o non debbano essere raccontate, significa solo che dovremmo imparare a farlo pensando che molti ci ascoltano e che qualcuno, magari, utilizzerà nostre osservazioni e le nostre risposte in modo distorto.
    A cosa mi riferisco? Ad esempio a quei blog e quei siti da cui sono scappata perchè profondamente sconfortata e impaurita dagli argomenti (aimè inconfutabili) di persone (sbattezzate) che utilizzano le spaccature delle Chiesa come uno degli argomenti più convincenti per desumere l’inesistenza di Dio…
    provare per crede!

  30. elianna scrive:

    Sì, don Luca:
    è in gran parte vero ciò che lei sta dicendo.
    Ci tenevo solo a riaffermare che bisogna dialogare
    nel rispetto reciproco, ma anche nel rispetto
    della Verità, che non tollera maschere “correct”,
    che essa stessa divide dapprima,
    (non fa sconti, non accetta compromessi),
    per poi riunire quelli che la riconoscono e la
    accettano, liberamente, (essendo Cara Veritas), gradualmente…e con una goccia di miele,
    certamente, quando è possibile, perchè spesso
    è amara, o salata….
    Ottimo esempio quello di S. Francesco di Sales,
    che mi sembra fosse di temperamento focoso,
    ma si conteneva in un eccellente equilibrio di
    Verità nella Carità!
    Che ne dice, dobbiamo sperare un raggio di luce
    su questa querelle, dalla prossima enciclica del Papa
    (così leggevo…):
    “Caritas in Veritate”?
    Grazie dell’ascolto.

  31. Barbalbero scrive:

    La scoperta dell’acqua calda.
    gli ebrei ortodossi, ovvero chi governa oggidì israele, odiano i cristiani da sempre.

    Tra un po’ scopriremo pure che gli ebrei ultraortodossi sono politeisti e fanatici, che vogliono espellere tutti i non ebrei da israele, che vogliono ricostruire il tempio ecc.ecc…

  32. don Luca scrive:

    @Eliana
    Di qualunque cosa scriva il Santo Padre sarei contento, mi fa bene leggere cose furbe soprattutto da uomini (e donne) che sanno guardare in cielo tenendo i piedi per terra. E con sguardo cattolico, universale, aperto, mite… quello che così spesso mi manca, insomma. In alto il cuore, il Signore salva e sta salvando il mondo e questo mi consola molto cozzando con la durezza di cuore di tanti tutti i santi giorni del mio ministero. Salva anche e soprattutto il popolo eletto, che tale rimane!

  33. Umberto scrive:

    Non è la religione che caratterizza l’uomo,ma la sua indole ed educazione.Se l’indole è buona avremo un fratello tanto nell’ebreo che nel mussulmano,diversamente non ci sarà parentela.Stabilire a priori che i mussulmani sono…o che gli ebrei sono…o che i buddisti sono…è un evidente nonsenso.
    Purtroppo l’uomo è quello che è indipendentemente dal
    credo abbracciato e prendendo atto che è sempre esistito il buono ed il malvagio,prudenza dovrebbe consigliare di evitare di fare di tutta l’erba un fascio.

  34. elianna scrive:

    @ don Luca,
    aggiungo solo…
    Il problema di fondo, che sembra attanagaliare
    la Chiesa (e tutti i cattolici, piccoli e grandi),
    è da anni il seguente:
    quali sono i limiti del dialogo e quali quelli
    dell’evangelizzazione.
    Mi pare che si sia persa in larga misura la seconda
    esigenza a favore della prima.
    (Ricordavo che Gesù ha detto: “Andate e predicate”,
    non “dialogate”.
    Ma mi accorgo oggi che sono una persona su
    un milione a far caso a questo dettaglio…)

    PS
    A chi dice: E’ ora di bisbigliare (riguardo alla
    proclamazione del depositum fidei) faccio notare
    che il bisbiglio si è fatto talmente sommesso
    lungo 40 anni, che è diventato “assordante silenzio”,
    sia sulle Verità di Fede, sia sulle persecuzioni
    contro chi le riafferma, Papa compreso.

  35. Marina scrive:

    Provate a leggere il Talmud,e capirete tante cose,su questi ebrei dal sangue santo .

  36. Marina scrive:

    Articolo II – I CRISTIANI DEVONO ESSERE UCCISI

    Dal Talmud

  37. Marina scrive:

    I divini,il popolo eletto, da chi non si sà(forse dal diavolo)

    II. SI DEVE DANNEGGIARE IL LAVORO DEI CRISTIANI
    Dato che i goim servono gli ebrei come bestie da soma, essi appartengono agli
    ebrei con tutte le loro facoltà e la loro vita:
    “La vita di un goi e tutte le sue capacità fisiche appartengono all’ebreo.” (A.
    Rohl. Die Polem. p.20)
    È un assioma dei rabbini che l’ebreo possa prendere qualsiasi cosa appartenga
    ai cristiani per qualsiasi motivo, anche con la frode; e ciò non può essere definito
    rubare dato che è semplicemente prendere ciò che gli appartiene.
    Nel Babha Bathra (54b) si legge:
    “Tutte le cose che appartengono ai goim sono come un deserto; il primo che
    passa e le prende può rivendicarne la proprietà.”

  38. NATAN scrive:

    Ogni religione ha i propri integralismi:

    – i musulmani con i talebani;
    gli ebrei con gli ortodossi;
    – i cattolici ne hanno due
    i tradizionalisti e i catto- comunisti i secondi non sono meno pericolosi dei primi.
    Solo che ai secondi si aprono le porte delle Curie e ai primi si tengono chiuse le porte.

  39. Stefano Montelatici scrive:

    Non mi stupisce di nulla. Nell’ottobre 1999 andai con la mia parrocchia in pellegrinaggio in Terra Santa. A Gerusalemme uno di quegli ebrei ortodossi (quelli coi ricciolini, per intenderci) incontrandoci per la strada sputò per terra alla vista del Crocifisso portato al petto da una suora che faceva parte della nostra comitiva.

  40. janz scrive:

    All’areoporto di Tel Aviv mi hanno chiesto se il crocifisso mi serviva per l’esorcismo e ad un prete hanno fatto una lunga serie di battute e provocazioni.
    Ho visto le immagini dello stupido show di canale 10 dove la madonna viene descritta per nulla vergine ma una che si era fatta tutta Nazareth e gesù è un ciccione di 200 chili che galleggiava sulla cqua. Complimenti…

  41. Reginaldus scrive:

    vedo che il mio commento non passa ( e d’altra parte non posso dettare io le regole in casa d’altri…). Potrò dire almeno che NON si può DIALOGARE – tanto meno da parte di un papa – con chi ti insulta la sostanza stessa della tua fede? Qui non si tratta di fare i soliti distinguo tra i soliti cattivoni che stanno in ogni luogo e in ogni tempo , qui si tratta dell’insulto congeniale al loro stesso essere o ebrei o mussulmani, e come tale codificato nei loro testi sacri, e quindi trasmesso nel loro stesso DNA. Chiaro? I nostri tolleranti o dialoganti ad oltranza si sono davvero incartapecoriti nelle loro facoltà raziocinanti…–

  42. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Mi viene in mente una strofa di una canzone…… parafrasabile….. molto……..

    “e sputo o non sputo…. arriveremo alla salvezza insieme, malgrado voi”

  43. Annarita scrive:

    A me stupisce di più il silenzio della Chiesa cattolica! Sempre molto pronta a chiedere scusa a lupi di varia risma, ma non tanto pronta a difendere le proprie pecorelle, che sono sempre più smarrite. Sarebbe meglio dialogare con i cattolici tradizionalisti, a cui invece viene riservata tanta durezza (strano a dirsi, quando si dialoga con chiunque, purchè non sia cattolico).
    Consoliamoci, sputarono anche contro Nostro Signore, ciò che è pericoloso è tradire nostro signore, per non ricevere più gli sputi, ma come si può notare, ci sputano pure quando per andare loro incontro, diamo mazzate quotidiane (ultima ieri sera dal Cardinal Ruini), ai nostri fratelli cattolici, solo perchè non seguono il dogma della “Immacolata concezione” del popolo ebreo.

  44. Barbalbero scrive:

    parafrasando un articolo uscito su un altro blog che un paio di mesi fa riportava questa notizia:
    “alla pratica dello sputo quotidiano sostituiamo l’apostolato del calcio nel sedere”….
    dato che chi sputa non offende solo la nostra dignità, e capirai, ma sopratutto la Divinità di Nostro Signore.

  45. Cristiana scrive:

    Incredibile!!
    per una volta posso essere d’accordo con Marina!!!!
    Purtroppo avevo letto anch’io un paio di mesi fa una parte di traduzione dal
    talmud, è “interessante” vedere la quantità di dispregiativi con i quali veniamo…verremmo… uso il condizionale, chiamati, senza contare le bestemmie che di fatto si leggono.
    DOMANDA:
    dove si può verificare che queste traduzioni siano vere? perchè sul fatto di insegnare o meno questi principi discutibilissimi, conoscendoli negherebbero l’evidenza,
    inutile che lo chieda a quelli che conosco.

  46. Ubi humilitas, ibi sapientia. scrive:

    Credo che anche il “calcio nel sedere” offende la Dignità di Nostro Signore.

    Che comandò ai suoi di porgere l’altra guancia, e che quando vennero a prenderlo, intimò a Pietro di posare le armi e riattacco l’orecchio di Malco.

    Questo è il Vangelo.

    Se poi si vogliono seguire dottrine di uomini……. (faccio finta di non sapere chi ha pubblicato l’articolo e dove….)… si faccia pure.

    Senza dimenticare che: “Chi di calcio ferisce…….
    Attenzione alle “distorsioni” (della dottrina o..della caviglia).

  47. Cherubino scrive:

    Palestina, quale pace? TERRA SANTA

    P. Pierbattista Pizzaballa
    (“Avvenire”, 20/6/’07)

    Perché un piccolo Paese, situato in un’area geografica senza apparente valore, senza meraviglie naturali, senza grandi risorse, è, a tutti gli effetti, così determinante per la storia del mondo, la storia di tutti noi? Forse ognuno di noi si è posto, almeno una volta, questo interrogativo. Israele-Palestina non è solo un Paese che confina con l’Egitto, il Libano, la Siria, la Giordania, e si affaccia per lunga estensione sul mar Mediterraneo. È, sopra ogni altra cosa, la Terra Santa, crocevia di popoli, religioni, culture. Paese di scorribande furiose di popoli antichi, di interesse politico-militare per troppe potenze attuali.
    Essere Terra Santa – per antica elezione, perché terra della nostra redenzione, perché sede primaria delle tre grandi religioni monoteistiche – è quello che fa di questo Paese un microcosmo che è immagine e proiezione, nel bene e nel male, della situazione mondiale. Terra di tutte le contraddizioni umane, trionfo paradossale e incredibile – scandaloso – di violenze, dominazioni, integralismi, ma pur sempre terra di Dio più di qualunque altra. Terra dove la “Custodia di Terra Santa” opera da quasi ottocento anni. Dire Custodia è dire francescani, l’Ordine dei Frati minori, fondato da San Francesco: un ordine religioso missionario per i quali questa Provincia è considerata la “perla delle missioni”.
    Come cristiani, come francescani, dobbiamo leggere la realtà di questa terra con gli occhi della fede, alla ricerca del filo sottile della storia della salvezza, nell’impegno costruttivo, appassionato e ostinato della pace attraverso la scelta della nonviolenza. Quasi due secoli di guerre tra cristiani e musulmani per il possesso della Terra Santa si arenano davanti al gesto profetico di Francesco, che inaugura un modo nuovo di confrontarsi e convivere con i musulmani sulle sponde del Mediterraneo. Un gesto rivoluzionario che affonda le proprie radici nel mandato di Cristo: «Andate, e predicate il Vangelo a tutte le creature» e che diventa simbolo di ogni possibile dialogo con le genti, le fedi e le culture più diverse.
    La secolare storia della “Custodia in Terra Santa” dimostra che l’umiltà, la testimonianza gioiosa, la carità fraterna, la forza del perdono, la semplicità, la continua proposta di una riconciliazione possibile, sono la via maestra che ha consentito di passare attraverso la travagliata storia di questo Paese e di costruire una convivenza che non soltanto ha permesso la conservazione dei Luoghi Santi e lo sviluppo dell’”archeologia cristiana”, ma ha garantito la sopravvivenza delle comunità cristiane, pietre vive di questa Chiesa.
    Questa deve diventare oggi la strada privilegiata da percorrere: la sola che ci otterrà da Dio il dono della pace. È, per tutti i cristiani, un monito chiaro a ritornare alla logica del Vangelo. La storia di questi ultimi sessant’anni si è fatta ancora più complicata. Dopo la fine della II guerra mondiale, nel 1948, la nascita dello Stato ebraico ha innescato un conflitto che, aggravatosi nel 1967, ancora oggi determina il clima di paura e di violenza che sembra dominare la Terra Santa. È la paura dell’altro, il considerare l’altro un potenziale nemico, che ha fatto alzare i muri nel cuore di due popoli fratelli. Non si può vivere di paura, perché allora prendono forma i muri che già ognuno si era costruito dentro il proprio cuore. Quanta responsabilità di questo clima abbiamo tutti, anche se non siamo palestinesi o israeliani? Quale responsabilità ci assumiamo quando soffiamo sul fuoco della paura, sul fuoco di tutti i razzismi? Questa realtà è pagata duramente anche dalle comunità cristiane, costrette all’esodo dalle proprie terre e dalle città dove hanno vissuto per secoli e ora tentate fortemente dall’emigrazione.
    La presenza dei cristiani non è un “incidente storico”, così come non lo è quella dei musulmani e degli ebrei. Insieme siamo qui, in questa terra, come segno della volontà di Dio, Signore della storia. Ora tocca a noi accettarci l’un l’altro, riconoscerci e trovare una forma per convivere nel rispetto e nella pace. Come cristiani abbiamo un compito storico: non abbandonare la terra del Signore, stare qui, essere cristiani qui. La nostra presenza vuole essere fonte di equilibrio, essere segno di tolleranza, invito concreto a collaborare, a costruire insieme una nuova convivenza. È solidarietà non solo verso le comunità cristiane locali, ma anche verso tutti i figli e figlie dell’unico Signore, è tutela dell’identità dei Luoghi Santi, è profezia di “nonviolenza”. Le nostre opere e la nostra testimonianza devono dire chi siamo.
    Il clima di solidarietà che esiste nelle parrocchie e nei centri parrocchiali, i luoghi di incontri per i giovani senza alcuna distinzione, la preoccupazione dell’accoglienza di quanti – immigrati da altri Paesi – giungono qui per motivi di lavoro, la costruzione di abitazioni per permettere alle famiglie cristiane di radicarsi nel loro territorio, le scuole aperte a tutti, l’attività scientifica e culturale pure aperta a tutti, l’animazione dei pellegrinaggi, la quotidiana attività ecumenica e di dialogo interreligioso, sono il nostro modo, concreto, di lavorare per la pace. L’esigua minoranza della nostra presenza in Terra Santa non deve diventare timore della scomparsa dei cristiani da questa terra.
    La sfida più grande che dobbiamo affrontare è quella di non limitarci a subire le difficili situazioni in cui viviamo, ma di inserirci in esse con atteggiamento attivo e critico, ancorato e animato dalla speranza evangelica. Sperare è vivere oggi di una realtà che costituirà il nostro futuro. Quando in questa minuscola porzione della terra verrà la pace, allora sarà giunto il tempo di una più grande pace per tutto il mondo.

  48. Cherubino scrive:

    Pierbattista Pizzaballa
    Custode di Terra Santa
    Pierbattista Pizzaballa

    Padre Pierbattista Pizzaballa ofm, nato a Bergamo nel 1965, sacerdote dal 1990, ha frequentato gli studi teologici conseguendo presso il Pontificio ateneo Antonianum di Roma il baccalaureato in teologia e a Gerusalemme, nel 1993, la licenza in teologia con specializzazione biblica presso lo Studium Biblicum Franciscanum. Dal 1998 è professore assistente di ebraico biblico e giudaismo presso lo Studium biblicum franciscanum e lo Studium Theologicum Hierosolymitanum. Ha pubblicato nel 1995, con Fr. M. Pazzini ofm, il rito della messa in lingua ebraica ed ha tradotto vari testi liturgici in ebraico per le comunità cattoliche di lingua ebraica. E’ stato vicario parrocchiale per la comunità cattolica di lingua ebraica a Gerusalemme e assistente generale dell’Ausiliare del Patriarca latino di Gerusalemme, Mons. Jean-Baptiste Gourion, per la cura pastorale dei cattolici di espressione ebraica in Israele. Nel 2004 è stato nominato Custode di Terra Santa.
    ——————-
    che bello: la liturgia in ebraico !

  49. emanuele amat scrive:

    Ma perchè dobbiamo sempre rincorrere gli ebrei, perchè questa ostinazione nel volerli a tutti i costi nostri privilegiati interlocutori. Perchè chinare il capo ad ogni loro obiezione. Rispettiamoli come si dovrebbe rispettare ogni uomo sulla terra, diffendiamoli da ogni possibile sopruso come si dovrebbe diffendere ogni uomo sulla terra, preghiamo per la loro conversione come per la conversione di ciascuno di noi. Il di più stroppia.

  50. elianna scrive:

    emanuele amat Scrive: February 19th, 2009 at 4:37 pm

    Evviva il buon senso!
    (Esiste ancora? Deo gratias…)
    Era proprio quello che in tanti forse vorrebbero dire,
    ma con voce che non conta.
    Soprattutto:
    “Perchè chinare il capo ad ogni loro obiezione?”
    Non ho ancora sentito una risposta soddisfacente:
    pare che di fronte a loro i cristiani cattolici
    debbano sempre sentirsi in colpa.
    Ma di che?
    Quale debito non saldato abbiamo verso di loro?
    Quale grave inferiorità ci tiene in soggezione
    permamente e insanabile?

  51. A. scrive:

    A Don Luca, sacerdote (?) cattolico (??), consiglio di approfondire il magistero recente sugli ebrei cercando di verificare il significato delle espressioni nei loro confronti utilizzate dai pontefici che hanno regnato negli ultimi decenni, anziché di fermarsi alle interpretazioni insensate propalate dalla stampa.

    Un paio d’esempi:

    1) quando il papa chiama gli ebrei “fratelli maggiori”, se da un lato li blandisce affettuosamente, dall’altro, però, li sta duramente riprendendo. Il “fratello maggiore”, infatti, nel linguaggio ecclesiale è figura di chi è per superbia si allontana da Dio (Esaù, i fratelli di Giuseppe, la parabola del figluol prodigo, etc.: i “buoni”, quelli “amati”, quelli “cercati” e “salvati”, sono, ahimé, i “fratelli minori”);

    2) quando il papa afferma, con San Paolo, che la c.d. “antica alleanza” non è mai stata revocata, sta certamente blandendo gli ebrei, ma – attenzione ! – non fa riferimento al patto fra Dio e Mosé, bensì alle promesse fatte da Dio ai Patriarchi. Non si troverà un rigo uscito dalla penna del papa che possa avallare l’idea che l’alleanza mosaica, fondamento del giudaismo, sia ancora valida. E del resto, non sarebbe possibile, perché su questo tema si è già espresso infallibilmente un concilio;

    3) quando il papa afferma che la conversione degli ebrei non è un obiettivo della Chiesa, bensì un’attesa in “chiave escatologica”, bisogna sapere che da quando Gesù si è incarnato, viviamo già nel “tempo escatologico” come già gli apostoli stessi, primo fra tutti San Giovanni, insegnano. Dunque sta dicendo comunque “convertitevi, ebrei !” e non “domani” o “alla fine del mondo”, bensì “ora” e “oggi”;

    4) quando il papa va in sinagoga e dona al rabbino che lo riceve un vangelo, come è accaduto a Colonia,non sta omaggiandolo di un libro di artistica fattura: sta facendo attività di evangelizzazione. Si fa anche così, se mai Don Luca non lo sapesse, regalando buone letture;

    5) quando il papa afferma che il genocidio degli ebrei durante la II guerra mondiale non può essere compreso se non nel mistero della Croce, non sta certo facendo un omaggio alla religione rabbinica, ma semmai sta predicando agli ebrei Cristo. Non diversamente da come Don Luca farebbe nel consolare un afflitto vittima di una ingiustizia;

    Se fossi un sacerdote – non sono degno d’esserlo, ovviamente, giacché per maneggiare giornalmente il Corpo di Cristo bisogna essere davvero in qualche modo “eletti” e beato Don Luca se ha avuto questa grazia – vedrei il compito di spiegare ai cattolici il vero senso delle parole del papa sugli ebrei, la sua catechesi costante verso di loro da cinquant’anni, quale compito essenziale proprio per rassicurare i fedeli nella Fede in Gesù.

    Infatti, come il papa ha fatto ben rilevare nel suo recente libro su “Gesù di Nazaret”, gli ebrei sono l’agostiniano “popolo testimone”. Non inteso quale “popolo custode delle scritture”, perché sarebbe insensato affermarlo. Bensì testimone come intendeva Sant’Agostino, ossia “nell’errore”. Il papa cita, infatti, l’analisi dei vangeli fatta dal rabbino Jakob Neusner il quale “lucidamente” rifiuta Cristo perché “Figlio di Dio”. E’ ciò che scrive degli ebrei Sant’Agostino: gli ebrei sono testimoni della divinità di Cristo proprio perché lo rifiutano. Questo è il senso dell’espressione patristica “popolo testimone”.

    Quindi, lo dico a Don Luca, ma anche a tutti gli altri che si dicono stupiti, o in bene o in male, delle espressioni usate dal magistero recente nei confronti degli ebrei: approfondite, e vedrete che la Chiesa predica sempre e costantemente agli ebrei la conversione; che la Chiesa è e si considera il vero e nuovo popolo di Dio; che essa considera vera e valida ogni promessa fatta da Dio ai patriarchi ma in quanto traente causa dall’alleanza sugellata col sangue di Gesù e non viceversa; che la “legge”, ossia quel complesso di tradizioni scritte e orali-trascritte dagli ebrei che costituisce il fondamento della loro religione non ha capacità salvifica alcuna.

    Magari, per curare la piaga di quell’ostilità verso gli ebrei che nasce proprio dalla meraviglia e dallo stupore per l’apparente ossequio che agli ebrei sembra tributato da papi e vescovi, i sacerdoti, quelli più solleciti, potrebbero spiegare ai fedeli che non c’è proprio alcun ossequio, e che la Chiesa vuole con forza che gli ebrei si convertano. Don Luca ha un bel compito, se vuole affrontarlo.

  52. Cherubino scrive:

    analisi di A.
    1) è pura fantasia, fratelli maggiori si riferisce chiaramente a Ebrei 9;
    2) è errato, il dono della Legge a Mosè è attuazione della promesse ad Abramo;
    3) è una distorsione del senso corretto: ancora il riferimento è a Romani 9, e comunque l’escatologia oggi è nel mistero e non nella pienezza della visione, “qui e non ancora”, quindi non comprensibile icto oculi.
    4) a) è dietrologia, b) dice poco e troppo: il dono è dono comunque, in quel contesto il gesto dice amore, che si può anche specificare in ciò che per noi è il massimo regalo si possa fare (il Vangelo), ma il cuore del gesto è il dono.
    5) è errato, gli ebrei sono associati a Cristo perchè in essi Hitler voleva colpire Cristo, la Croce di Gesù fornisce la spiegazione, chiarisce il movente e lo spirito della persecuzione; una sorta di associazione involontaria al battesimo del Calvario;
    6) quanto al popolo testimone ecc. ecc. consiglierei a A. di ripassare a questo proposito il Catechismo della Chiesa Cattolica, che don Luca fa benissimo -come fa- a seguire fedelmente.

  53. don Luca scrive:

    @ A.
    Sono un sacerdote e cattolico, e cerco di fare il sacerdote come posso e come so, la vocazione, come la salvezza non è un merito, ma un dono. E Dio non fa doni a coloro che ritiene degni, ma – me ne convinco giorno per giorno – perché la salvezza possa raggiungere anche loro. Ringrazio delle delucidazioni che sono state date a tutti coloro che condividono questo blog e per avermi ricordato il magistero della Chiesa che cerco di servire con onestà. Per il resto non credo di avere scritto qui nulla di segno diverso da quanto lei ha sottolineato, ho fatto presente solo, e la ribadisco, una questione di metodo. La pregherei di farmi notare, in ciò che ho scritto, dove io sia andato contro il magistero in modo tale da potere, in futuro, evitare tale errore.

    Annunciare Cristo senza dialogare non è possibile, perchè Cristo stesso è dialogo, il Logos che si è fatto Dia’, ponte, mezzo, tramite, mediatore. Il dialogo presuppone ascolto, di tutti, nel rispetto delle posizioni di tutti, senza relativizzare per questo la propria che va detta, affermata, testimoniata, ma non imposta. Perchè non ha bisogno di essere imposta in quanto verità dunque seminata nel cuore di ognuno ab origine. Grazie per la sua franchezza, perdoni la mia laddove possa essere urtante.

  54. elianna scrive:

    A. Scrive: February 19th, 2009 at 6:18 pm

    Voglio dire: Grazie.
    Dalla prima all’ultima parola: illuminante.
    Prezioso il chiarimento sull’azione evangelizzatrice e la catechesi, sempre mite e tenace, del Papa, in parole,
    gesti ed esempi.
    Speriamo che i sacerdoti facciano tesoro di tali esempi, e li spieghino al popolo di Dio, perchè non immaginano quanto grande sia oggi nei fedeli,
    brancolanti nella nebbia di eventi spesso inquietanti,
    il bisogno di approfondimenti di temi come questo, condotti nella massima chiarezza.
    Speriamo che essi vogliano essere, col Papa, cooperatores Veritatis.

  55. Cherubino scrive:

    io trovo inquietante questo modo di argomentare…

  56. Roberto Martelli scrive:

    Mi colpisce piuttosto il silenzio del Papa e dei vescovi sulle angherie che questi nostri fratelli devono subire per testimoniare il nome di Cristo; tutto è sacrificabile al dialogo interreligioso ( del genere: non mi interrompete mentre gusto queste tartine al caviale ….)

  57. L'Enigmista scrive:

    La mia più TOTALE E ASSOLUTA solidarietà a don Luca.

    Porti pazienza don Luca, qui come Lei diceva, c’è quel vasto e variegato mondo….

  58. bruno volpe scrive:

    cari amici invito a leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista a socci su medjugorje bv

  59. Cherubino scrive:

    comunque dalle reazioni di certi ambienti al viaggio del papa in Israele avrà sicuramente grandi frutti di pace e santità. Che le berakà del Dio di Abramo Isacco e Giacobbe, Padre di Gesù di Nazareth, siano con lui.

  60. Roberto scrive:

    Gentile Tornielli: concordo con il suo articolo…..vorrei però che rigirasse la domanda a molti suoi colleghi de il giornale , che nei giorni del massacro di Gaza insieme con molti Blogger tipo una certa Meyer osannavano le ragioni del democratico stato di israele nel bombardare scuole ONU con bambini dentro.
    Io da Laico e libertario fino al midollo Le dico comunque che esprimere il dissenso con gli sputi come fanno gli imbecilli studenti ortodossi ebrei, fà il paio con definire i libertari ‘assassini o drogati’ oppure proibire le manifestazioni davanti le chiese, o dire che la shoa è un’invenzione…..tutto questo è espressione dell’unica religione oggi in auge….l’intollerante certezza della verità identitaria.

  61. Leo scrive:

    Martedi scorso,al canale dieci della tv “Israeliana”, durante il programma Stasera, il presentatore Lior Schlaim ha vilipendato la Madonna”ha partorito non vergine ma incinta a 15 anni di un suo compagno di banco” e Nostro Signore deridendolo e
    i Suoi Miracoli “troppo grasso per camminare sulle acque del lago di Tabaryia come pretendono i cristiani e se non fosse per il grasso avrebbe oltrepassato i 40 anni”.
    Queste affermazioni sono in risposta al Vaticano per la sua posizione sull’olocausto come ha spiegato il presentatore,e perche ha aggiunto, non ha preso una posizione piu forte verso chi nega l’olocausto.
    La risposta e arrivata immediatamente da varie fonti. Il
    rappresentante del movimento internazionale dei Giustiniani per i diritti dell’uomo, padre Ihab Hanna ha mandato una lettera al direttore del canale 10 chiedendo delle scuse immediate. L’Arcivescovato Greco Ortodosso ha protestato con forza per un tale blasfema. Il Movimento Islamista nella persona del suo presidente Scheickh Raed Saleh (piu volte incarcerato per avere difeso i luoghi santi musulmani)ha protestato per “questo crimine ignobile contro il Nostro Profeta
    Gesu e Sua Madre Maria La Vergine e La Pura “aggiungendo che” blasfemare la Persona di Gesu è come blasfemare Il Profeta Muhammad”.

  62. Tradizionalista scrive:

    Strano che i nipoti di Caifa non abbiano detto niente…

  63. Orione scrive:

    Cerchiamo di capire: il rispetto e la venerazione dei musulmani per Gesù e Sua madre sono agli antipodi rispetto ai sentimenti che gli ebrei da sempre nutrono nei loro confronti.
    @don Luca: lei dice che gli ebrei restano il popolo eletto. Invece, da quando é venuto Gesù, l’elezione si é allargata dal popolo ebraico a tutti i popoli del mondo (compresi gli ebrei, se vorranno convertirsi e credere al Vangelo). Se non lo sa un prete, chi deve saperlo?

  64. Cherubino scrive:

    Orione, lei confonde l’elezione, che è una scelta distintiva e tale rimane nel grande disegno di Dio che opera attraverso le diversità e non contro di esse, e la chiamata alla santità che è, nella multiforme grazia di Dio, verso tutti.

  65. Cherubino scrive:

    comunque, sulla teologia della sostituzione, nonchè sull’accusa di deicidio, si legga l’ottimo e chiaro insegnamento di don Piero Cantoni.
    http://www.cesnur.org/2005/cantoni.htm

  66. Orione scrive:

    «Non tutti coloro che discendono da Israele sono Israele; né, perché progenie di Abramo, tutti sono figli di Abramo» (Romani IX, 6-7)

    «Se voi siete di Cristo, siete per questo progenie di Abramo, suoi eredi secondo la promessa» (Galati 3, 29)

    «il fine della Legge è Cristo» (Romani X, 4)

    «Guardatevi dai cani, dai cattivi operai, dai circoncisi. I veri circoncisi, infatti, siamo noi che adoriamo Dio in spirito e ci gloriamo in Gesù Cristo e non riponiamo la nostra fiducia nella carne» (Filippesi III, 2-3)

    Questo é San Paolo, tutto il resto é fuffa.

  67. Annarita scrive:

    Grazie al cielo, Leo, ci sono i mussulmani a difendere l’onore di Nostro Signore e di sua Madre e a pretendere le scuse dei bestemmiatori. Se aspettiamo che sia qualche alto prelato, stiamo freschi, sono tutti troppo impegnati a difendere ben altri onori.

    LODI IN RIPARAZIONE DELLE BESTEMMIE

    DIO SIA BENEDETTO;
    BENEDETTO IL SUO SANTO NOME;
    BENEDETTO IL NOME DI GESU’;
    BENEDETTO IL SUO SACRATISSIMO CUORE;
    BENEDETTO IL SUO PREZIOSISSIMO SANGUE;
    BENEDETTO GESU’ NEL SS.SACRAMENTO DELL’ALTARE;
    BENEDETTO LO SPIRITO SANTO PARACLITO;
    BENEDETTA LA GRAN MADRE DI DIO MARIA SANTISSIMA;
    BENEDETTA LA SUA SANTA ED IMMACOLATA CONCEZIONE;
    BENEDETTA LA SUA GLORIOSA ASSUNZIONE;
    BENEDETTO IL NOME DI MARIA VERGINE E MADRE;
    BENEDETTO S.GIUSEPPE SUO CASTISSIMO SPOSO;
    BENEDETTO DIO NEI SUOI ANGELI E NEI SUOI SANTI.

  68. don Luca scrive:

    @Orione

    Caro Orione giro le sue considerazioni a san Paolo, che scrive: “Quanto al vangelo, essi sono nemici, per vostro vantaggio; ma quanto alla elezione, sono amati, a causa dei padri,perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili!” (Rm 11, 28-29).

    Permettete una ulteriore parola e stimolo per la riflessione: anzichè vedere nell’altro i motivi per i quali deve restare “fuori” non sarebbe più evangelico trovare quelli per cui possa cominciare a sentirsi “dentro” facendo poi i passi necessari per esserlo davvero ed interamente? E, vi prego, evitiamo di urlare sempre che si vuole attentare all’integrità della fede là dove si ascolta il diverso, perchè ascoltare non è ancora approvare, condividere, avallare…. Lo dicevano già di Gesù che andava con chi non doveva, e non mi pare che è stato molto tenero con questi atteggiamenti….

  69. elianna scrive:

    Certo, don Luca,
    se mi permette,
    (mi corregga pure…),
    vorrei dire: Gesù pranzava con i peccatori,
    perchè li amava e voleva convertirli, svelando loro il volto del Padre.
    Lo chiamavano Maestro (“parlava con Autorità”) non faceva solo esercizi dia-lettici, o dialogo fine a se stesso .(o socratico…)
    Si serviva di parabole per svelare la realtà del Regno
    già presente con la sua persona, e per ammonire sempre alla fine i peccatori con semplice e ferma carità:
    “Va’ e non peccare più!”.

  70. don Luca scrive:

    Sottoscrivo, è vangelo! Credo che il bello dell’avere uno stesso orizzonte, come mi pare sia per diversi che intervengono qui o altrove, è il dare ciascuno un contributo che porti alla completezza. Non contro, ma per. Dialogo, ma informato alla verità, ascolto ma per l’annuncio, perdono ma per la conversione. Presenza ma per la comunione. Un mio professore di teologia mi insegnò che il bello dell’essere cattolico sta nell’ Et-et, quando diventa Aut-aut, rischia la solitdune e l’eresia, il rischio del buon Lutero ahimè… Grazie dell’arricchimento reciproco.

  71. elianna scrive:

    I guai però cominciano quando in nome del dialogo
    si rinuncia a chiamare le cose col loro nome.
    Nessuno può negare la mistificazione delle parole,
    ottima serva del relativismo, che ci fa chiamare
    i pagani “diversamente credenti”, come i ciechi bisogna
    chiamarli non-vedenti, i disabili diversabili ecc.,
    in omaggio a quel buonismo che ottunde la ragione
    fino a far perdere di vista i confini tra Bene e male…
    “INGIUSTO” significa oggi “diversamente GIUSTO” ?
    (solo se pensiamo a Eluana…)

    I lontani da Dio sono forse “diversamente vicini”?
    E la parola “conversione” non significa più
    “ripercorrere la strada a ritroso, verso il Punto
    da cui ci si è allontanati”?

  72. Cherubino scrive:

    elianna, non dimentichi però che il giudizio in foro interno lo dà solo il Signore.

  73. fedenrico scrive:

    Caro Leo,

    bisogna che qualcuno informi il buon Raed che è lui l’unico musulmano sul pianeta a non blasfemare il Profeta.

  74. Mauro W. Fuolega scrive:

    Io non mi meraviglio di nulla: loro padre è il diavolo.

  75. Barbalbero scrive:

    Inquietanti e superficiali le risposte di alcuni utenti di questo blog.
    “fratelli maggiori” non è un complimento, nell’Antico Testamento il fratello maggiore è colui che perde il diritto di primogenitura per indegnità, il rabbino Toaff all’epoca fu il primo a rilevare stizzito questo paragone, tanto è vero che loro preferiscono essere chiamati “fratelli prediletti”.
    per il resto trovo estremamente corretta l’analisi di A (mentre non comprendo le riserve di Cherubino come al solito).

    da un punto di vista storico mi fa piacere segnalare la frattura che esiste tra l’ebraismo moderno di stampo talmudico (destinatario di un bel nulla, al riguardo parlerei addirittura di “falsi fratelli”)e l’ebraismo classico, oramai tramontato (quasi del tutto) con la distruzione del tempio nel 70 d.c.

  76. Cherubino scrive:

    barbalbero, invece di
    - inventarsi esegesi dell’AT insesistenti
    - citare inesistenti opinioni del rabbino Toaff
    - portare distinzioni ridicole di carattere storico
    - spargere promozioni e bocciature (molto divertente questa recente stategia di scambiarvi complimenti e rimandi l’un l’altro… )

    perchè non prova ad obiettare qualcosa di intelligente ?

  77. L'Enigmista scrive:

    A proposito di primogenitura…….

    Come mi dispiace constatare che alcuni rinuncino alla “primogenitura” della fedeltà alla Chiesa Cattolica con a capo Benedetto XVI, e a quanto essa crede e professa,
    per accontentarsi di un …. piatto di lenticchie avariate, offerte da chi offre interpretazioni altrettanto “avariate”, definendosi “vero cattolico”.
    Attenzione i cibi avariati nuociono alla salute del corpo e le dottrine avariate gravemente a quelle dell’anima.

  78. Orione scrive:

    Confermo la citazione di Toaff fatta da Barbalbero. La trovate in “Perfidi giudei, fratelli maggiori”, autobiografia del rabbino pubblicata da Mondadori nel 1987, in cui la valenza negativa dell’epiteto é adombrata già nel titolo.

    Nelle religioni antiche la figura del primogenito è spesso negativa. I cananei primitivi sacrificavano i primogeniti, appunto; il primogenito di Adamo ed Eva uccide il fratello; Giuseppe viene venduto dai fratelli. Quando un Papa si rivolge agli ebrei chiamandoli “in un certo senso i nostri fratelli maggiori”, la cosa è carica di una certa qual valenza ambigua.

  79. Signor Veneranda scrive:

    Dice A.:
    quando il papa afferma, con San Paolo, che la c.d. “antica alleanza” non è mai stata revocata, sta certamente blandendo gli ebrei, ma – attenzione ! – non fa riferimento al patto fra Dio e Mosé, bensì alle promesse fatte da Dio ai Patriarchi. Non si troverà un rigo uscito dalla penna del papa che possa avallare l’idea che l’alleanza mosaica, fondamento del giudaismo, sia ancora valida. E del resto, non sarebbe possibile, perché su questo tema si è già espresso infallibilmente un concilio;
    ———————————————————
    Immagino che A. si riferisca al concilio di Gerusalemme.
    Ma non penso che si debba opporre Mosè ai patriarchi.
    Nella trasfigurazione accanto a Gesù c’è Mosè ed Elia.
    E S. Paolo dice che Mosè nella tenda, a capo scoperto, vedeva il Signore,cioè il Cristo, che come la tradizione apostolica ci ha trasmesso “accompagnava il popolo nel deserto. Bevevano infatti ad una roccia spirituale e quella roccia era il Cristo”. Semmai c’è da opporre Mosè a Mosè. Cioè Mosè alla luce di Cristo al Mosè senza il Cristo. Del resto, lo stesso Cristo dice:” hanno Mosè e i profeti. E se non credono in loro non crederanno neanche se uno tornasse dalla morte.” L’ermeneutica della continuità vale a maggior ragione anche per il concilio di Gerusalemme.

  80. Barbalbero scrive:

    Cherubino, sei sconfortante, prima di scrivere il post potevi fare una semplice ricerca su google e vedere che la mia citazione del rabbino toaff non è inventata…
    come dire: prima di parlare pensa.

    poi sulle questioni storiche,ritengo che tu debba approfondore gli studi,i maggiori rabbini di israele commentano, seguono, leggono e si basano sul talmud e ben poco sugli scritti dell’ A.T.

    razzialmente non hanno nulla di semita, spiritualmente non hanno quasi più nulla di veterotestamentario.
    Le informazioni non le ho prese da chissà quale brutto sito antisemita fascio-islamico-nazirock, bensì dai numerosi saggi di convertiti dall’ebraismo al cristianesimo (che sono molti più di quanto si creda).

  81. elianna scrive:

    Ascoltati i contendenti
    nella millenaria querelle sulla “primogenitura”
    ardisco esigere,
    per il dovuto adeguamento
    al linguaggio odierno,
    di adottare per i cristiani, battezzati e
    e battezzandi (futuri convertiti al cristianesimo)
    la definizione equanime di
    “DIVERSAMENTE PREDILETTI”!

  82. L'Enigmista scrive:

    “Mal conosciuto negli ambienti cristiani, il Talmud divenne ben presto il bersaglio preferito. A Parigi, nel 1240 fu istruito un processo, durante il quale si affermò che i testi ebraici erano incompatibili con la fede cristiana, e a questo seguì il rogo solenne di 24 carri di copie del Talmud sequestrate agli ebrei. Da quel momento, e per secoli, il Talmud fu vietato in molti luoghi; presso la Chiesa cattolica fu inserito nell’Indice dei libri proibiti e ritenuto un testo che un cristiano poteva leggere solo previo consenso del proprio vescovo.

    Nell’opinione pubblica, questa condanna ebbe come effetto la diffidenza: si era convinti che il Talmud contenesse «cose malvagie, contro ogni ragione e diritto», cose che gli ebrei utilizzavano per trarne «malefici». Gli autori antisemiti avrebbero sfruttato questo tema fino ai nostri giorni. Anche i filosofi del XVI secolo, che pure reclamavano l’emancipazione degli ebrei, consideravano il Talmud una raccolta di «leggi ridicole». Certe diffidenze dovute all’ignoranza del contenuto del testo, tendono a permanere ancora adesso.”

    Da Wikipedia:
    (http://it.wikipedia.org/wiki/Talmud)

  83. Orione scrive:

    http://tinyurl.com/cqomrt

    I.B.Pranaitis “il Talmud smascherato”.
    Dall’Epilogo:
    “In questo lavoro, ho citato passi di pochissimi fra i libri talmudici che fanno riferimento ai cristiani. Per amore di brevità e per risparmiare il cuore sensibile del lettore, ne ho omesso molti altri che avrebbero potuto essere inclusi. Questi testi che ho citato, comunque, dovrebbero essere sufficienti per dimostrare quanto false siano le affermazioni degli ebrei quando sostengono che non c’è niente nel Talmud che insegni l’odio e l’inimicizia verso i cristiani.”

    Opera completa (in inglese) qui: http://www.talmudunmasked.com/

    Buon divertimento.

  84. Cherubino scrive:

    Barbalbero, ti contraddici, se fossero così tanti e evidenti i documenti di quello che dici mettili tu i link. Tocca a te provare ciò che affermi.
    Poi vediamo se
    a) sono documenti attendibili e non spazzatura
    b) se sono letti correttamente e non con il solito tagliuzzamento da parte vostra
    c) se sono confermati da successivi pronunciamenti della stessa persona (chiunque può fare un affermazione eccessiva e poi correggerla).

  85. L'Enigmista scrive:

    I.B.Pranaitis, Russo, pubblica la sua opera nel 1892.

    Guardacaso pochi anni dopo, sempre in Russia nel 1903, viene pubblicata quella menzognera lordura antisemita che evito anche di nominare.

    Penso di aver detto tutto.

  86. A. scrive:

    X la Veneranda:

    No, non mi riferisco al Concilio di Gerusalemme. Premetto, prima di dirti di quale concilio si tratti, che occorre sempre ricordare che non sono i papi o i concilii a “creare la dottrina”: essa esiste già tutta nel Vangelo e nelle altre sacre scritture. Il Magistero si limita a metterla in luce, a spiegala oppure, quando è necessario correggere con autorità degli errori, a proclamarla infallibilmente.

    Fatta questa premessa necessaria, vengo al concilio. Mi riferisco al Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze-Roma 1431+1445, che proclama (Sessione XI – Bolla di unione dei Copti) che le prescrizioni legali della legge mosaica sono cessate con l’Avvento di Gesù Cristo e che, se una persona alla quale è stato annunziato il Vangelo continua ad osservarle (ad esempio, osserva lo “shabbat” il riposo del sabato, oppure pratica la circoncisione, etc.) è “…separata dalla fede in Cristo ed esclusa dalla vita eterna..” (Bulla Coptorum unioni, par. 25 e ss.).

    La dottrina illustrata e proclamata dal “concilio tetrapolitano” (quattro città), uno dei più importanti della storia, fornisce una utilissima chiave per comprendere l’atteggiamento dei papi attuali nei confronti degli ebrei.

    Essa ci fa capire, se mai ve ne sia stato bisogno, che quando i papi, assieme a San Paolo, parlano dell’Alleanza “mai revocata”, non possono certamente riferirsi alla “legge mosaica”, ossia all’insieme di precetti e di rituali, scritti o “orali-trascritti” sui quali si fondava il giudaismo antico e si fonda tuttora l’ebraismo rabbinico. Quella “alleanza” è terminata, poiché aveva carattere transitorio, prefigurando i sacramenti della Nuova Alleanza.

    Ma allora, parlando dell’Alleanza “mai revocata”, che cosa intendono i papi ? Essi intendono, ovviamente, far riferimento alle promesse fatte da Dio ai patriarchi concernenti la redenzione ad opera di Cristo.

    Del resto, ciò è molto ben chiarito da San Paolo stesso, che va letto nella sua interezza, non limitandosi alla sola lettera ai Romani (che, fra l’altro, viene citata sempre a sproposito da coloro che vorrebbero che le parole dei papi significassero una “benedizione” dell’ebraismo rabbinico).

    Ad esempio, San Paolo, nella lettera agli ebrei enuncia proprio quello che proclamano i padri del concilio tetrapolitano. L’Apostolo scrive, riferendosi alla alleanza concessa da Dio a Mosé, che essa è stata “..rimpiazzata con una seconda alleanza..” (Eb, 8, 7) e che essa è stata “..resa antiquata da Dio..” aggiungendo che “..ciò che è diventato antiquato e invecchia è vicino a sparire..” (Eb, 8, 9), riecheggiando la profezia della conversione degli ebrei contenuta nella lettera ai Romani.

    Utilissimo, poi, è soffermarsi a meditare il senso della espressione “radice santa” del “buon olivo” adoperata da San Paolo nella lettera ai Romani. Diversamente da quello che spesso si sente affermare, essa non è “il giudaismo”. Infatti, l’Apostolo precisa che i giudei sono stati da Dio tagliati via dall’olivo buono che poggia sulla radice santa. Ed al loro posto, vi sono stati innestati i gentili convertiti a Cristo. Che cos’è, quindi, la “radice santa” ? e che cosa è l’olivo buono ? Santo è uno solo: Dio ! Dunque la “radice santa” è il Creatore. Ma di che cosa è radice Dio ? dell’ebraismo dei patriarchi. I patriarchi, i depositari dell’elezione e delle promesse sono dunque l’olivo buono. Dio ha, quindi, staccato “dall’albero dei patriarchi” la dottrina giudaica, restata intrappolata nella speranza in un’alleanza obliterata dalla venuta di Cristo, l’allenza mosaica.

    Non ha certo maledetto i seguaci del giudaismo. Anzi, l’Apostolo lo dice chiaramente: se coloro che credono che l’alleanza mosaica sia ancora sacramento di salvezza si convertiranno a Cristo, abbandonando le loro credenze “..saranno reinnestati..” nell’albero buono, che si regge sulla radice santa.

    I papi, quindi, i nostri amatissimi successori di Pietro, vanno capiti. Vanno seguiti con attenzione. Purtroppo, accade che le loro parole vengono spesso fraintese. I giudaizzanti le distorcono cercando di trarne come una sorta di compiacimento beato-beota dei pontefici per la religione rabbinica. Gli antisemiti le brandiscono per far vacillare i cattolici nella fiducia verso la Chiesa.

    Gli uni e gli altri, con intenzioni opposte, dicono “Ecco, il papa rende omaggio all’ebraismo !” e invece il papa sta predicando, con umiltà e amore agli ebrei, non rende alcun omaggio al loro errore.

    I sacerdoti cattolici, se amano il papa, devono proprio spiegare questo ai fedeli.

  87. L'Enigmista scrive:

    ____________________T’IMMAGINI

    “Fantasie, fantasie che volano libere
    fantasie che a volte fan ridere
    fantasie che credono alle favole…
    ….favole, favole, favole, favole,
    favole……FA! FA! FAVOLE!!!!! “

  88. Spigolatrice scrive:

    Che ne dite dei Cristiani convertiti all’Islam?

  89. elianna scrive:

    Come al solito,
    quando qualcuno porta nel dialogo argomenti
    serissimi, l’interlocutore che non ne ha da parte sua
    alcuno di pari valore,
    non può far altro che lanciare coriandoli
    negli occhi dei lettori!
    Già visto tante volte.
    (Del resto, siamo al 20 febbraio…)

  90. L'Enigmista scrive:

    Meglio coriandoli………

    che….. fumo…….. negli occhi

    I coriandoli fanno ridere…

    il fumo… PIANGERE!!!

  91. Giampaolo scrive:

    Tanto di cappello ad A.
    Confesso che spesso fatico a scorgere l’ermeneutica della continuità in relazione al “dialogo” cristiano-giudaico, i Suoi rilievi sono un ottimo contributo a ‘sì nobile impresa.

    Grazie

    Cordialità

  92. Cherubino scrive:

    signor A. la sua citazione non dimostra nulla, per vari motivi.

    1) non mi sembra che la Bolla intenda pronunciarsi in senso dogmatico in quei passaggi; non sono un canonista, ma è risaputo che nei Concili antichi si usava la formula “… sia anatema…” per indicare questo livello di infallibilità. Qui invece si fa riferimento allo stato di peccato in cui si incorre in certe condizioni.

    2) ma al di là di questo, lei commette un primo errore ermeneutico, quando legge -come al solito- dei pezzetti di testo togliendoli dal testo più ampio. Se legge meglio si rende conto che quel brano si riferisce nello specifico a chi fa la circoncisione o celebra lo shabbat (o altre prescrizioni legali) ritenendo questi indispensabili per la fede. All’elemento oggettivo del reato canonico si deve accompagnare l’elemento soggettivo, l’intenzione di fare ciò perchè il battesimo e i sacramenti non salvano abbastanza. E su questo penso nessuno di noi avrebbe nulla da obiettare.

    3) il secondo errore ermeneutico, ancor più grave, lo fa quando confonde le prescrizioni legali con la Legge mosaica. Questa è molto di più di quelle. Per fare un banalissimo ma limpido esempio, a seguire la sua lettura della Bolla, si dovrebbe dire che i dieci comandamenti non sono più attuali e non vanno più rispettati perchè ormai c’è Cristo. I dicei comandamenti sono il cuore della Torah, sono le due tavole che Mosè portò giù dal Sinai, scritte dal Dito di Dio e pensando a ciò appare chiara l’abnormità di ciò che lei dice “quando il papa afferma, con San Paolo, che la c.d. “antica alleanza” non è mai stata revocata, sta certamente blandendo gli ebrei, ma – attenzione ! – non fa riferimento al patto fra Dio e Mosé, bensì alle promesse fatte da Dio ai Patriarchi”.
    Quel patto è essenzialmente formato dai dieci comandamenti… si rende conto di cosa ha detto ?
    La bolla in realtà si riferisce alle “prescrizioni legali”, che critica non in sè, ma in rapporto al cristiano e ai sacramenti. Prenda anche lo Shabbat. E’ chiaro che la Bolla si riferisce alla prescrizione del riposo sabbatico. Non certo al senso teologico del Sabato che il cristiano vive rinnovato dalla luce della Resurrezione di Gesù.

    4) il terzo errore ermeneutico in cui incorre è appunto di leggere la bolla come affermazione della teologia della sostituzione, su cui le ho citato l’esperto don Piero Cantoni e su cui lei dovrebbe attenersi al Magistero autentico della Chiesa. Le ho citato il Catechismo della Chiesa Cattolica, quindi delle due una: o lei non lo conosce -e allora se lo legga- o lei ritiene che il CCC sia errato, perchè contraddice la SUA lettura del magistero passato (Concilii, bolle ecc.), allora non ha che da farsi una Chiesa tutta sua… così dirà ai preti da lei ordinati quello che devono insegnare.

  93. A. scrive:

    Per chi fosse interessato, i tratti essenziali della c.d. “teologia della sostituzione” (quella insegnata dal Magistero negli ultimi duemila anni, non le fantasie dei media o dei teologi di “area” ) sono contenuti nel celebre capitolo II, paragrafo 9, della Costituzione Dogmatica “Lumen Gentium”, che trascrivo qui appresso:

    —————————————————-
    Concilio Vaticano II, Lumen Gentium, cap. II “Nuova alleanza e nuovo popolo”

    9. In ogni tempo e in ogni nazione è accetto a Dio chiunque lo teme e opera la giustizia (cfr. At 10,35). Tuttavia Dio volle santificare e salvare gli uomini non individualmente e senza alcun legame tra loro, ma volle costituire di loro un popolo, che lo riconoscesse secondo la verità e lo servisse nella santità.

    Scelse quindi per sé il popolo israelita, stabilì con lui un’alleanza e lo formò lentamente, manifestando nella sua storia se stesso e i suoi disegni e santificandolo per sé. Tutto questo però avvenne in preparazione e figura di quella nuova e perfetta alleanza da farsi in Cristo, e di quella più piena rivelazione che doveva essere attuata per mezzo del Verbo stesso di Dio fattosi uomo. « Ecco venir giorni (parola del Signore) nei quali io stringerò con Israele e con Giuda un patto nuovo… Porrò la mia legge nei loro cuori e nelle loro menti l’imprimerò; essi mi avranno per Dio ed io li avrò per il mio popolo… Tutti essi, piccoli e grandi, mi riconosceranno, dice il Signore » (Ger 31,31-34). Cristo istituì questo nuovo patto cioè la nuova alleanza nel suo sangue (cfr. 1 Cor 11,25), chiamando la folla dai Giudei e dalle nazioni, perché si fondesse in unità non secondo la carne, ma nello Spirito, e costituisse il nuovo popolo di Dio. Infatti i credenti in Cristo, essendo stati rigenerati non di seme corruttibile, ma di uno incorruttibile, che è la parola del Dio vivo (cfr. 1 Pt 1,23), non dalla carne ma dall’acqua e dallo Spirito Santo (cfr. Gv 3,5-6), costituiscono « una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una nazione santa, un popolo tratto in salvo… Quello che un tempo non era neppure popolo, ora invece è popolo di Dio » (1 Pt 2,9-10).

    Questo popolo messianico ha per capo Cristo « dato a morte per i nostri peccati e risuscitato per la nostra giustificazione » (Rm 4,25), e che ora, dopo essersi acquistato un nome che è al di sopra di ogni altro nome, regna glorioso in cielo. Ha per condizione la dignità e la libertà dei figli di Dio, nel cuore dei quali dimora lo Spirito Santo come in un tempio. Ha per legge il nuovo precetto di amare come lo stesso Cristo ci ha amati (cfr. Gv 13,34). E finalmente, ha per fine il regno di Dio, incominciato in terra dallo stesso Dio, e che deve essere ulteriormente dilatato, finché alla fine dei secoli sia da lui portato a compimento, quando comparirà Cristo, vita nostra (cfr. Col 3,4) e « anche le stesse creature saranno liberate dalla schiavitù della corruzione per partecipare alla gloriosa libertà dei figli di Dio » (Rm 8,21). Perciò il popolo messianico, pur non comprendendo effettivamente l’universalità degli uomini e apparendo talora come un piccolo gregge, costituisce tuttavia per tutta l’umanità il germe più forte di unità, di speranza e di salvezza. Costituito da Cristo per una comunione di vita, di carità e di verità, è pure da lui assunto ad essere strumento della redenzione di tutti e, quale luce del mondo e sale della terra (cfr. Mt 5,13-16), è inviato a tutto il mondo.

    Come già l’Israele secondo la carne peregrinante nel deserto viene chiamato Chiesa di Dio (Dt 23,1 ss.), così il nuovo Israele dell’era presente, che cammina alla ricerca della città futura e permanente (cfr. Eb 13,14), si chiama pure Chiesa di Cristo (cfr. Mt 16,18); è il Cristo infatti che l’ha acquistata col suo sangue (cfr. At 20,28), riempita del suo Spirito e fornita di mezzi adatti per l’unione visibile e sociale. Dio ha convocato tutti coloro che guardano con fede a Gesù, autore della salvezza e principio di unità e di pace, e ne ha costituito la Chiesa, perché sia agli occhi di tutti e di ciascuno, il sacramento visibile di questa unità salvifica [15]. Dovendosi essa estendere a tutta la terra, entra nella storia degli uomini, benché allo stesso tempo trascenda i tempi e i confini dei popoli, e nel suo cammino attraverso le tentazioni e le tribolazioni è sostenuta dalla forza della grazia di Dio che le è stata promessa dal Signore, affinché per la umana debolezza non venga meno alla perfetta fedeltà ma permanga degna sposa del suo Signore, e non cessi, con l’aiuto dello Spirito Santo, di rinnovare se stessa, finché attraverso la croce giunga alla luce che non conosce tramonto.

  94. A. scrive:

    Circa il perdurare della “teologia della sostituzione” nel Magistero ecclesiale, ha avuto modo di dolersi l’ottimo Prof. Riccardo Di Segni, rabbino capo di Roma, studioso che conosce la dottrina cattolica meglio di parecchi cattolici, e senz’altro meglio di certi teologi “schierati”.

    In un discorso pronunziato all’Università Gregoriana, il 19 ottobre 2004, in occasione delle celebrazioni per i trent’anni dell’istituzione della “Commissione per i rapporti con l’ebraismo”, Di Segni osserva quanto segue:

    “..C’è una frase nella Nostra aetate che non viene quasi mai citata, ma rivela il nodo del problema: “E se è vero che la Chiesa è il nuovo popolo di Dio…” dice il documento. È in qualche modo una ripresa dell’antico tema del verus Israel , che nella sua formulazione conciliare lascia aperto il problema: se “nuovo” popolo di D. significa che il vecchio non lo è più, o se insieme vecchio e nuovo hanno un ruolo nella salvezza. Il card. Bea, coraggioso difensore del documento conciliare, e a cui questo centro è dedicato, non aveva dubbi su questo punto: spiegava che “naturalmente è vero che il popolo ebraico non è più il popolo di D. nel senso di istituzione di salvezza per l’umanità”…”

  95. A. scrive:

    Cosa sia la “teologia della sostituzione” e cosa ne pensi un teologo che difficilmente si può ritenere meno preparato di Piero Cantoni, è sintetizzato in queste espressioni:

    Domanda del giornalista “Eminenza, mi chiedo, leggendo tanti documenti della Chiesa, dove è finita la categoria di popolo di Dio ?” Risposta del teologo “Nell’Antico Testamento era il popolo d’Israele, da Cristo in avanti il nuovo popolo è quello dei suoi seguaci.”

    (da un intervista a tal Giuseppe Ratzinger, decano del Sacro Collegio, Prefetto dell’ex “Sant’Uffizio”, pubblicata dal quotidiano Il Tempo, 27 febbraio 2004)

  96. curioso scrive:

    A. Scrive: February 20th, 2009 at 10:57 pm

    Egregio signor A., aaaah ben detto (o meglio, ben citato)!

  97. A. scrive:

    Anche le omelie di Benedetto XVI confermano che la c.d. “teologia della sostituzione” (prima di Gesù: Popolo di Dio = ebrei; da Gesù in poi: Popolo di Dio = Chiesa) è sempre alla base dell’insegnamento cattolico. Ecco una piccola selezione commentata di passi tratti da diverse omelie papali:

    15 maggio 2005

    …..Il nuovo popolo di Dio, la Chiesa, è un popolo che proviene da tutti i popoli……….

    [è evidente, quindi, che solo entrando nella Chiesa, ossia convertendosi, gli ebrei partecipano del popolo di Dio]

    29 maggio 2005

    …..con la vittoria di Cristo sulla morte, è iniziata la nuova creazione. Raccogliendosi intorno alla mensa eucaristica, la comunità veniva modellandosi come nuovo popolo di Dio…..

    [anche questa proposizione delinea la alternatività tra vecchio/nuovo popolo di Dio]

    29 giugno 2005

    …Il Signore ha istituito dodici Apostoli, così come dodici erano i figli di Giacobbe, indicandoli con ciò come capostipiti del popolo di Dio che, diventato ormai universale, da allora in poi comprende tutti i popoli….

    [quindi, non può più essere ritenuto popolo di Dio ciò che non ha per capostipiti gli apostoli]

    6 gennaio 2008

    …. Con Gesù Cristo la benedizione di Abramo si è estesa a tutti i popoli, alla Chiesa universale come nuovo Israele che accoglie nel suo seno l’intera umanità…..

    [dunque, solo entrando nella Chiesa si partecipa ad Israele. Altrimenti non direbbe, il papa, che essa accoglie l’intera umanità]

    22 dicembre 2006

    … Mediante il ministero petrino sperimentiamo questa forza unificatrice della fede che, sempre di nuovo, partendo dai molti popoli edifica l’unico popolo di Dio…

    [per i più duri di cervice: esiste un solo popolo di Dio. La Chiesa]

    6 gennaio 2007

    ……Se dunque Maria, Giuseppe e i pastori di Betlemme rappresentano il popolo d’Israele che ha accolto il Signore, i Magi sono invece le primizie delle genti, chiamate anch’esse a far parte della Chiesa, nuovo popolo di Dio…..

    [per quelli che hanno la testa di legno o di coccio: solo quella parte degli israeliti che si è convertita a Cristo fa parte del popolo di Dio]

  98. curioso scrive:

    A. Scrive: February 21st, 2009 at 12:07 am

    grazie, grazie, grazie !!!

    Allora non sono io che ho la testa di coccio !!!

    E’ piuttosto qualcun altro che frequenta il sito che ha la testa di … caccio !!!

    Many many many thanks again brother !!!

  99. curioso scrive:

    Scusate l’off-topic, ma la tentazione di mettere un tarlo nelle teste di legno all’ascolto è troppo forte (o se volete, la tentazione di incrinare le teste di coccio …):

    http://www.zenit.org/article-17278?l=italian

    http://www.sugarcoedizioni.it/collane/testimonianze/tradizione.html

    buona lettura a tutti, teste pensanti, di legno, di coccio, di caccio and so on !!!

  100. Signor Veneranda scrive:

    Vorrei dire ad A., che proprio la Bolla di unione con i copti del Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze non oppone Mosè ai patriarchi ma semplicemente dichiara decadute quelle parti della legge di Mosè che consistono in cerimoniali, santi sacrifici e sacramenti. Ma la legge di Mosè era e rimane molto di più. Secondo le parole del Signore Gesù tutta la legge di Mosè si riassume in un solo comandamento: Amerai il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore, la tua anima e le tue forze ed il prossimo come te stesso.Comandamento che il Signore ha compiuto morendo sulla croce amando Dio con tutto il suo cuore , la sua mente , le sue forze e amando così noi più della sua stessa vita. Questo comandamento, che ripeto, riassume secondo il Signore tutta la legge di Mosè non decadrà mai. Anzi così come viene decretato da quel concilio che il credere che le prescrizioni legali cerimoniose della legge dopo l’annuncio del Vangelo siano indispensabili per la salvezza esclude dalla vita eterna, così era già stato decretato dal Signore che chi compie il più importante comandamento della legge di Mosè ha la vita eterna. Del resto nel Battesimo: se vuoi avere la vita eterna : amerai il Signore Dio tuo ecc.
    Inoltre: la Bolla fa rifermento all’annuncio del Vangelo come termine dell’osservanza rituale della legge. Questo è valido per ogni generazione. Ovvero nella presente generazione compito dei Cristiani è annunciare il Vangelo anche agli Ebrei non pre-anatemizzarli.
    Inoltre: attenzione a non mettere davanti al Vangelo altri attaccamenti anche rituali per non correre lo stesso rischio.

  101. Corrado scrive:

    Voete il dialogo con questi signori?Eccoli quà nella loro realtà di bestemmiatori.Ah che gran cosa il CV2…

  102. A. scrive:

    X Corrado

    Mi spiace, Corrado. Sul Concilio Vaticano II ti stai gravemente sbagliando. E’ proprio grazie al Concilio Vaticano II, ed in particolare ai due documenti Lumen Gentium e Nostra Aetate, se la Chiesa non ha compiuto una generalizzata apostasia liquefandosi nell’ebraismo.

    Se i padri conciliari non avessero proclamato attraverso questi due documenti l’alterità fra la Chiesa (popolo di Dio) e gli ebrei (non più popolo di Dio), il rimorso per l’indifferenza con la quale la gran parte dei cattolici ha subito le persecuzioni degli ebrei avrebbe aperto le porte ad un torrente di eresie giudaizzanti, tale da annientare il fondamento stesso della Fede, ossia la unicità ed esclusività redentiva del sacrificio della Croce. Al posto di Cristo, nel Servo del Signore cantato da Isaia oggi la Chiesa avrebbe messo il popolo ebraico, come intendeva Maimonide.

    Il guaio di voi tradizionalisti è che dovreste benedire il Concilio Vaticano II, invece di bestemmiarlo. Semmai, a dolersene dovrebbero essere i progressisti, che credendo di dominarlo e pilotarlo dove volevano, ne hanno fatto, invece, inconsapevolmente un bastione della tradizione.

  103. A. scrive:

    X Veneranda

    Proprio perché Gesù in persona li riassume nei due comandamenti “amerai il tuo Dio, etc…” e “amerai il tuo prossimo, etc.” i precetti del decalogo traggono validità dalla Nuova Alleanza. Non viceversa. Invece, decadono, come indicato dal concilio tetrapolitano le prescrizioni legali mosaiche (sacrifici, riti, rituali, precetti).

    Con la predicazione del Vangelo, esse divengono, per chi vi si ostina, mortifere. Il Concilio non distingue affatto tra cristiani ed ebrei a riguardo: si limita ad affermare che, se taluno, dopo che ha ricevuto la Buona Novella, li pratica riponendo in essi speranza di salvezza, è “..separato da Cristo…” come recita la Bolla.

    Per inciso, la formula utilizzata dal Concilio è un vero e proprio anatema (l’anatema è la sanzione di separazione ab ispo corpore Christi, ossia dalla Chiesa, molto peggio della scomunica, che è “solo” separazione dalla società cristiana)

  104. curioso scrive:

    A. Scrive: February 21st, 2009 at 10:02 am

    Interessante la sua lettura del CV2.
    Forse sarebbe il caso di ripartire da un discorso (del 2005 se non sbaglio) del Papa in cui Benedetto XVI contrapponeva due esegesi del Concilio: una autentica, in continuità con la Tradizione bimillenaria della Chiesa e una inautentica – per non dire falsa – di rottura con tale Tradizione (… e anche di rottura di non-si-può-dire-cosa dei cristiani qualunque non inzuppati di pseudo teologia …).
    Lei che sembra conoscere bene la materia ci proponga qualche pensiero in merito.
    Grazie

  105. mauro scrive:

    @ A.
    Illustrandoci cosa intendeva dire il Papa agli Ebrei, ha illustrato compiutamente i motivi degli sputi in faccia e del dileggio in TV. Anche loro cononscono de Filippo perchè hanno risposto:’Ca, nissuno è fesso’, con annessi e connessi. L’ennesima prova di dialogo gettata al vento dalla Chiesa.

  106. Spigolatrice scrive:

    I Cristiani, prima uniti, nel tempo si sono suddivisi in tante Religioni. Per cui abbiamo i Cattolici, varie religioni che si rifanno al Protstantesimo, abbiamo gli Ortodossi, i Copti e così via. Tante differenze culturali e tante differenti interpretazioni della Parola di Cristo. Quindi, se un Ebreo volesse convertirsi al Cristianesimo, su che cosa dovrebbe basare la sua scelta?

  107. roberto scrive:

    Sputi sui cristiani?……all’imbecillità non c’è limite….ma vorrei dire a quegli zeloti cattolici tradizionalisti…..negare la shoa…..o dare dell’assassino al sig. englaro….o dileggiare i liberali i libertari ed i socialisti…….o apparire in TV indossando una maglieta con una vignetta dileggiante il profeta ….NON E’ LA STESSA COSA?

  108. bruno volpe scrive:

    cari naviganti vi invito a leggere su http://www.pontifex.roma.it intervista a nek su medjugorje e a donna assunta almirante grazie bv

  109. fulvia scrive:

    a me invece il silenzio dei rabbini non crea sorpresa. anzi, ma dire di più si corre il rischio di venir accusati di antisemitismo e con i tempi che corrono… !!!

  110. Azazel scrive:

    Signor Veneranda ha scritto:
    ——–
    Vorrei dire ad A., che proprio la Bolla di unione con i copti del Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze non oppone Mosè ai patriarchi ma semplicemente dichiara decadute quelle parti della legge di Mosè che consistono in cerimoniali, santi sacrifici e sacramenti.
    ——–

    Pare che Gesù non avesse intenzione di dichiarare decadute parti della Legge.

    Matteo,5,17-18:

    [17] Non pensate che io sia venuto ad abolire la Legge o i Profeti; non son venuto per abolire, ma per dare compimento.

    [18] In verità vi dico: finché non siano passati il cielo e la terra, non passerà neppure un iota o un segno dalla legge, senza che tutto sia compiuto.

    http://www.vatican.va/archive/ITA0001/__PTT.HTM

  111. Dodo scrive:

    “[...] Mi colpisce anche il silenzio dei rabbini sugli sputi e su queste offese alla sensibilità cristiana.”

    Eh, certo! Come no?!

    Come se non li conoscessimo …

  112. Reginaldus scrive:

    #A., che rispondi a Corrado, ma che che stai mai dicendo???? Il V.2 che ci salva dalla dissoluzione!!!! Ma c’è un limite alle acrobazie …

  113. Paolo scrive:

    Resta comunque il fatto che questi disdicevoli episodi sono compiuti da qualche idiota fanatico e condannati dalle autorità.
    Nel mondo islamico invece le stesse cose avvengono col beneplacito ed il sostegno delle autorità, civili e religiose.

  114. isideo scrive:

    LA STORIELLA DI CRISTO
    Con questo non voglio contestare la libertà dei cristiani di professare la propria fede, sancita dall’art. 19 della Costituzione, ma voglio far notare a chi mi legge, l’abuso che la Chiesa Cattolica commette avvalendosi del proprio prestigio per inculcare come fatti reali e storici quelle che non sono altro che invenzioni.

    Che la figura di Gesù sia stata costruita per intero su quella di altri personaggi realmente vissuti, risulta in maniera inconfutabile da una si grande quantità di prove da togliere ogni dubbio sulle falsificazioni operate dai redattori dei vangeli. In questa ottica bisogna interpretare il mio commento e in nessun altro modo.
    Che gli erbrei ortodossi sappiano questo è normale e se è cosi tutto è giustificato…..

    isideo

  115. Artefice1 scrive:

    Isidea………non sbracare.

    “””voglio far notare a chi mi legge, l’abuso che la Chiesa Cattolica commette avvalendosi del proprio prestigio”””

    Grazie per il Prestigio.

    Sarebbe come dire che tu, senza prestigio Abusi ignorando il Sentimento Determinante, insomma.

    Direi piuttosto, che tutti gli altri significati vissuti e messi in sieme, Neppure si sarebbero sognati l’Amore come discriminante CON-Facente, PER LA VITA.

    Abbuffati pure d’Esistenti significati, ma alla fine capirai anche tu, sicuramente.

  116. raffa scrive:

    BS”D

    Leggo solo ora questo brutto post e quindi rispondo in ritardo.
    Guardi, signor vaticanista, se vuole attaccare gli Ebrei, non c’è bisogno di cercare scuse, si trovano facilmente. I suoi antenati non hanno accampato storie di sputi per bruciare noi e i nostri libri e per prendere i nostri beni in nome della chiesa.
    In merito alle sue accuse:
    1) Sputi in faccia da parte di studenti delle scuole ebraiche ortodosse. Assolutamente inverosimile. Può citarci una testimonianza credibile o dobbiamo ricollegarlo al deicidio? Perché Haaretz, che lei chiama ” importante quotidiano israeliano”, vende 70.000 copie al giorno, cioè è letto dall’1% della popolazione israeliana. Inoltre, Haaretz odia gli ebrei religiosi più di lei, quindi non è proprio fonte credibile. È come chiedere alla Santanché cosa pensa dei circoli anarchici.
    2) Quanto al buffone di Canale 10, quello che lei racconta è del tutto verosimile. Ed è proprio il motivo per il quale noi non guardiamo la TV israeliana. Perché se lei è contrariato per UNA offesa ricevuta, noi ebrei religiosi siamo il bersaglio QUOTIDIANO di quei pagliacci. Magari trattassero noi come trattano voi, se un giorno ciò avverrà danzeremo per le strade. Quindi, mi consenta, non siamo responsabili. E quindi il motivo del “silenzio dei rabbini” è semplice. Non vediamo i loro programmi, non abbiamo nessuna influenza su di loro e non abbiamo nessuna simpatia per la pubblica volgarità nella quale essi sguazzano. Lo stato d’israele è stato fondato in sfida alla religione ebraica e per allontanarne i fedeli. Ci sono riusciti con metà del nostro popolo, purtroppo, e delle azioni di quella metà non siamo responsabili. Noi siamo con l’altra metà, che ha mantenuto la sua fede nel Libro e nel Creatore. E che non insulta e non sputa su nessuno.